You are on page 1of 98

RIASSUNTO LIBRO PEWZNER Prefazione La conoscenza della psicopatologia si acquisisce per tappe: se si saltasse la tappa della clinica, si potrebbe

ottenere solo una conoscenza libresca. Introduzione Prima di tutto, occorre definire l’oggetto della nostra indagine e capire in che modo la psicopatologia si situi, in due diversi campi: il campo della medicina e il campo della psicologia. Per ragioni storiche, conviene collocare subito la psicopatologia nel campo medico, quello della psichiatria. La nascita della psicologia come disciplina autonoma è invece più recente. Ribot ha segnalato quanto fosse importante studiare le malattie mentali per conoscere e capire il funzionamento psicologico normale. Il termine “psichiatria” definisce un complesso insieme di pratiche, così articolato: approccio medico, semiologia, nosografia, eziopatogenesi e terapia. La semiologia è la scienza dei segni in genere. In medicina i segni vengono chiamati sintomi, “sindromi”. La semiologia si pratica nel corso dell’esame clinico il quale può essere a sua volta scomposto in due tempi: l’osservazione dei segni, del comportamento e del linguaggio; e la ricostruzione della storia della malattia tramite l’anamnesi. Quando i segni sono stati rubricati, occorre poi classificarli: è il momento della nosografia, classificazione della malattia in generale. Una classificazione è un modo di mettere in ordine il sapere: è uno strumento di lavoro suscettibile di continui rimaneggiamenti, che riflettono sia lo stato delle conoscenze sia le correnti dominanti in quella certa disciplina a un dato momento della sua storia. Una volta nominate e classificate le realtà osservate, si pone la questione del perché e del come. L’eziopatogenesi è per l’appunto lo studio delle cause e dei meccanismi. L’eziologia studia l’origine della malattia: il medico generico va in cerca dell’agente casuale, in particolare delle malattie infettive. La patogenesi studia invece i meccanismi del processo patogeno: si tratta di capire come si come si procura l’attacco morboso, quali siano gli organi o i sistemi che intervengono nella produzione dei sintomi riscontrati nel corso dell’esame. 1

In patologia generale, il medico viene consultato per disturbi precisi – dolori, febbre, eruzioni cutanee, paralisi. E’ possibile applicare questo stesso modello al campo delle malattie mentali? Questo modello, solitamente assai efficace in patologia generale, non ha dato risultati altrettanto spettacolari nel campo della patologia mentale; ed è proprio in virtù del suo insuccesso, in particolare della sua incapacità di rendere conto dell’origine dell’isteria, che è nato il concetto di psicopatologia nel senso in cui intendiamo qui. La psicopatologia è lo studio delle sofferenze dell’anima. Psichiatria e psicopatologia non vanno confuse. La psicopatologia si colloca all’interno del campo più vasto e generale della psichiatria e al crocevia con le scienze umane: corrisponde cioè all’insieme delle costruzioni teoriche sviluppate intorno ai meccanismi, dei disturbi mentali. Il metodo della psicopatologia è innanzitutto clinico: si tratta di partire dalle realtà riscontrate per formulare poi eventuali ipotesi eziopatogeniche. Le informazioni fornite dal metodo clinico diretto possono essere integrate con altri metodi indiretti, come i test psicologici e in particolare i test proiettivi. Interpretare è, difatti, il compito essenziale e specifico della psicopatologia: dobbiamo riconoscere che i sintomi sono tutt’altro che insensati, ma possiedono viceversa un senso. Un senso che può essere colto solo facendo riferimento all’intera personalità del malato, alla singolarità della sua storia e ai suoi riferimenti familiari e socioculturali. Il tempo della psicopatologia è un tempo teorico che affonda le sue radici in una realtà concreta, vivente e complessa: quella della sofferenza psicologica. La nozione di malattia mentale non è molto antica. Si è formata solo nel momento in cui la follia è entrata a far parte della medicina. La nascita della psichiatria è del contemporanea alla nascita della clinica. Secondo tale metodo bisogna partire dai fatti stessi, come nel caso delle scienze naturali, e non da una teoria delle realtà morbose, né da elucubrazioni di autori antichi. E’ questo l’unico modo che abbiamo per fare della medicina una scienza e per affrontare i disturbi dello spirito senza ricadere in metafisica. In questa prospettiva, i malesseri dello spirito, considerati a lungo come dipendenti da fattori soprannaturali, possono essere studiati come malattie naturali. Il passaggio dall’idea del male soprannaturale all’idea della malattia mentale rappresenta un cambiamento davvero decisivo nell’avvicinamento e nella cura di coloro che, erano considerati ancora semplici danni L’origine del disturbo va ricercata nel soggetto stesso, al livello di un conflitto inconscio di cui occorre sviscerare la natura e il senso, in modo tale da risolverlo. 2

Il sintomo assume il valore di un linguaggio. La soluzione dell’enigma va rintracciata nella storia del soggetto, una storia conscia ma anche – e soprattutto inconscia. I disturbi mentali non sono più percepiti come sottoprodotti della vita psichica, ma come un messaggio reso irriconoscibile dal paziente stesso, che non riesce ad esprimere in termini chiari un conflitto che cerca a tutti i costi di fuggire e di aggirare.

Capitolo primo L’interesse della storia in psichiatria e in psicopatologia Ogni tentativo di definizione ci costringe a fare i conti con la storia . Dal punto di vista etimologico, la psicologia è lo studio della psiche, ossia dell’anima. La psicologia è lo studio della persona umana, dei suoi comportamenti, delle sue facoltà intellettuali e della sua affettività Il fatto che esistono differenti specialità in psicologia prova che sono possibili differenti approcci a questo stesso oggetto. Questi diversi approcci possono essere raggruppati in due grandi famiglie: quelli che si occupano dell’uomo in situazioni normali, spontanee, e che appartengono grosso modo alla famiglia della psicologia clinica; e quelli che studiano l’uomo, il suo funzionamento, le sue risposte le sue reazioni quando viene immerso in situazioni artificiali, non spontanee, definite sperimentali; questi ultimi appartengono alla famiglia della psicologia sperimentale. La psicologia corrisponde a una conoscenza che parte dall’osservazione dei fatti e dei comportamenti. La realtà umana, infatti, non può essere dedotta a priori. La vita psicologica, così come la vita organica, non si può studiare solo in astratto, come ad esempio la matematica. In quest’ambito, l’osservazione svolge un ruolo fondamentale. In particolare Condillac, privilegia la conoscenza di ciò che l’esperienza e l’osservazione hanno da insegnare, a scapito di ogni vana ricerca sulla natura intima o l’essenza delle cose. E ora di finirla con le evidenze inverificabili e con le intuizioni trascendenti: bisogna ripartire dai fatti . La psicologia è sempre stata una pratica corrente, infatti, per secoli, non si è riusciti a isolare un sapere che avesse unicamente lo scopo di studiare l’intelligenza, il comportamento e le emozioni dell’uomo: tutto questo rientrava nell’ambito della filosofia.

3

I fatti osservati nel campo della patologia mettono in luce un certo disordine.non vengono più imputate a cause divine.Cerchiamo di definire meglio il termine e di capire l’origine e la funzione della psicopatologia. C. in realtà. in Occidente. Ma il concetto di malattia mentale non è un concetto molto antico: per lungo tempo . la psichiatria. vediamo se i termini di psicologia patologica e di psicopatologia sono equivalenti. nel V secolo a. filosofo di formazione. Le grandi entità patologiche individuate allora – mania. la rappresentazione della follia è ispirata invece alla demonologia. appunto. ricollocabili alla natura stessa dell’uomo. i disturbi dello spirito non sono stati considerati malattie naturali. Per situare la psicopatologia. Questi riteneva che la psicologia dovesse prendere le distanze dalla metafisica e limitarsi all’osservazione dei fatti. con la medicina ippocratica. eventi soprannaturali. che si afferma come specialità medica alla fine del Settecento. ipotesi sui meccanismi e le cause: momento eziopatogenico. La prima rottura avviene in Grecia. frenesia. Nel corso del Medioevo e del Rinascimento. In questo insieme. Quest’ultima è storicamente un ramo della medicina e ha potuto affermarsi solo una volta comparsa la nozione di malattia mentale. ossia all’idea che i disordini dello spirito siano l’espressione di un patto con il diavolo e di un totale asservimento allo spirito del male. ma sono stati giudicati. una situazione sperimentale spontanea: partendo dagli effetti della malattia si possono analizzare e capire meglio i processi mentali. La pratica psichiatrica comprende diversi momenti: osservazione e inventario dei segni: momento semiologico. insomma. malanconia. di uso più recente. letargia. L’esistenza di questa pratica si spiega con la nascita e lo sviluppo di nuova specialità. classificazione: momento nosografico. a prescindere dell’intervento dei fattori soprannaturali. Prima di tutto. la psicopatologia rappresenta lo studio delle sofferenze e delle disfunzioni psichiche. Letteralmente la psicopatologia è lo studio delle sofferenze dell’anima. la <<patologia dello psicologico>>. La patologia mentale offre. L’utilità della psicopatologia per la psicologia è stata sottolineata da Ribot. mentre il secondo. bensì a uno squilibrio degli umori. Dato che il disturbo psichico è 4 . dobbiamo analizzare in primo luogo l’origine e lo sviluppo della psichiatria. Il primo indica. corrisponde all’idea di una <<psicologia del patologico>>. che rappresenta un vero e proprio equivalente delle situazioni sperimentali.

grazie ai movimenti della ghiandola che apre o chiude il passaggio agli spiriti animali. è senz’altro determinante per l’evoluzione del pensiero medico e per la nascita della psichiatria. Nel 1656 fonda l’Ospedale generale di Parigi non è un ospedale per i folli ma un’istituzione destinata ad accogliere indistintamente folli. che il passaggio dall’idea di un male soprannaturale all’idea di una malattia mentale costituisce un cambiamento decisivo nei confronti di coloro che erano giudicati fino ad allora dannati. così come il pensiero è contrapposto all’estensione. più degli uomini. risponde così all’idea di impurità e di peccato. in Spagna. Durante il Cinquecento. Il dualismo cartesiano domina il pensiero filosofico e scientifico dell’epoca. organo singolare. l’anima è contrapposta al corpo. Nel corso del Settecento. L’influsso dell’empirismo. il campo delle malattie mentali si viene definendo sempre meglio. Ma non va sottovalutato l’influsso altrettanto decisivo dei filosofi illuministi Montesquieu. all’estirpazione del male con la distruzione fisica del posseduto. dallo studio delle sensazioni. bambini. 5 . e a mettere in questione i dogmi del cristianesimo. localizzato nel cervello: in quel punto preciso. Si può ben dire. il corpo prende ordini dall’anima. dunque. che trovarono un difensore nella persona di Jean Wier il quale tuttavia. all’azione del maligno. per spiegare la frequenza dei disturbi mentali fra le donne. in Inghilterra e infine in Francia. difendendo i principi del diritto. della libertà e della tolleranza. Si parte dall’osservazione. In filosofia. insomma tutti coloro che. dai dati concreti. vecchi. una debolezza che le esponeva. Voltaire o Diderot che non insistevano a criticare gli inganni del potere. Secondo Cartesio. Per lui. e sia Locke sia Condillac rifiutano la nozione di idea innata: l’importante è partire semmai dalla realtà. appaiono le prime strutture riservati ai folli. vagabondi. sono suscettibili di una medesima condanna. accusate di essere complici del diavolo. non fece altro che ipotizzare la loro debolezza. L’accusa di stregonerie veniva rivolta soprattutto alle donne. non si pensa di ricorrere a una terapia – sforzandosi di ripristinare uno stato di salute – ma si pensa all’eliminazione radicale. domina il sensualismo e l’empirismo. il luogo di ogni interazione tra l’anima e il corpo è la ghiandola pineale. La purificazione col fuoco. Il Seicento è contraddistinto dalla supremazia della matematica. disturbano l’ordine pubblico. in posizione mediana.considerato una manifestazione in carne e ossa del male. preferibilmente con il fuoco. accattoni e libertini. all’origine di tanti progressi nell’ambito delle scienze naturali.

Mesmer ottiene comunque con il metodo della trance (indotta a suo parere dall’azione di un fluido fisico in suo possesso.Pinel tradizionalmente ritenuto il “padre” della psichiatria. Mesmer. e ne trae spunto per elaborare un approccio diverso della follia. il sonno magnetico o 6 . Pinel ha svolto dunque un ruolo decisivo nella nascita della psichiatria. L’alienazione mentale in alcuni casi è causata da lesioni organiche. allo stile di vita o allo malattie precedenti. L’opera di Pinel si prolunga in quella del suo allievo Esquirol. La pratica dell’ipnosi è uno dei fenomeni più vistosi nel campo della psichiatria e della psicologia di fine secolo. che conosce con Chastenet de Puységur una nuova fioritura. A dispetto delle critiche da cui alla fine viene sommerso. La forza di un’impressione sensoriale o di un’affezione morale è in rapporto sia con l’intensità della causa che la origina. L’alienazione è così spesso provocata da passioni intense e contratte. le passioni sono fra le cause più comuni di malattia. L’ipnosi ha un antenato. che fissa le condizioni per la reclusione dei malati di mente giudicati pericolosi per sé e per gli altri. Questo prevedeva due possibilità: l’internamento volontario e l’internamento d’ufficio. Il fallimento di Mesmer non firma dunque la fine del magnetismo animale. ma da un fenomeno da lui analizzato con grande precisione. che prevede due diverse modalità di ammissione: il ricovero d’ufficio e il ricovero su richiesta di un terzo. Con Pinel e alcuni suoi contemporanei si fa strada l’idea che la follia debba ricevere una terapia adeguata. Ed Esquirol sarà. tra l’altro piuttosto controverso: il magnetismo animale. che lascia ormai da parte la questione del fluido. all’insegna di una prospettiva più “psicologica”. o da una disposizione ereditaria. Proprio la sensibilità. si è quasi limitato a descrivere i segni e i caratteri distintivi delle passioni umane. al momento del parto. Chastenet de Puységur non è stato interessato alla trance. Questa legge rimarrà in vigore in Francia fino al 1990. pensiero illuministico. darà così un contributo decisivo nella nascita della psichiatria: semplificando la classificazione degli alienati. è molto acuta in alcuni momenti della vita delle donne. l’ispiratore della famosa legge del 1838. in quantità eccezionali). Cause che possono provocare l’alienazione mentale. Pinel erede dell’illuminismo settecentesco. ma più spesso da effetti morali molto profondi e contrastanti . al sesso. difendendo l’idea di una guarigione dalla follia. sia con la sensibilità individuale. quando verrà sostituita dalla legge del 27 giugno 1990. all’età. secondo ripetute osservazioni. o in relazione a una disposizione innata. come nella pubertà. la follia rientra nel campo della medicina alla fine del Settecento trasformandosi in malattia mentale. al clima. e nell’età critica. Grazie a lui. praticato da un medico austriaco. in gravidanza.

La soluzione all’enigma deve quindi essere rinvenuta nella storia stessa del soggetto. Bleuler. Il disturbo mentale non è più giudicato neppure un “ sottoprodotto” della vita psichica. redige una tavola esaustiva delle malattie mentali. o tra l’Es e il Super-Io. integra in seguito la psichiatria classica e l’approccio dinamico della psicoanalisi. di una degenerazione. identificabili e comprensibili un conflitto che tenta di fuggire o di aggirare. quella universitaria. Monumento nosografico. alla ricerca di una soluzione. la malattia mentale cessa di essere un non-senso.Kraepelin individua e definisce la psicosi maniaco-depressiva. e significante: non aspetta altro che di trasformarsi in simbolo. ma un messaggio in qualche modo irriconoscibile. Lo psichiatra tedesco Kraepelin. Il luogo privilegiato in cui si esprime e si dispiega l’inconscio è il sogno. proprio perché il paziente (colui che soffre) non riesce a esprimere in termini chiari. in tutta Europa. la demenza precoce. Nel 1843 un chirurgo inglese di nome Braid offre poi un’interpretazione neurofisiologica di questo fenomeno e lo battezzerà “ipnotismo”. abbandonandola poi in favore del metodo delle associazioni libere. la paranoia e il gruppo delle parafrenie. elaborando una classificazione basata sull’evoluzione di ciascuna malattia. sono caratterizzate da un’evoluzione non demenziale e non deficitaria. una storia cosciente ma anche e soprattutto inconscia. Il sintomo diventa un modo di distogliere lo sguardo da un punto accecante. E in tal modo le malattie mentali diventano l’espressione e la manifestazione di forze rimosse dell’incoscio. Janet trae dalla pratica dell’ipnosi gli spunti essenziali della sua concezione del funzionamento psichico. Con questa sostituzione Bleuler pone infatti l’accento. tanto sarebbe pericoloso per lui guardarlo in faccia. al quale ci riferiamo ancora oggi . Ad ogni modo.sonnambulismo artificiale. Applicando il termine “schizofrenia” all’entità definita da Krapelin come “demenza precoce”. Si tenta di ripristinare un significato: il sintomo non è un segnale. non più sull’evoluzione ma sulla struttura psichica e su quello che è l’aspetto davvero caratteristico della malattia: la dissociazione psichica e psicomotoria. e per certi versi cessa di rappresentare una pura negatività. E per molti anni lo stesso Freud pratica l’ipnosi. è proprio grazie all’ipnosi e all’isteria che affiora progressivamente l’idea di una psicogenesi. la psichiatria ufficiale. resta nel suo insieme organicista. o tra il desiderio e la repressione del desiderio. A partire dagli studi sull’isteria Janet e Freud gettano la basi per una comprensione autentica delle nevrosi. In seguito considerata come un linguaggio. e in questo senso di differenziano dalla schizofrenia. Non si tratta. L’origine del disturbo va ricercata nel soggetto stesso. Sogni e sintomi diventano altrettanti compromessi tra le forze antagonistiche del conscio e dell’inconscio. Nel frattempo. Paranoia e parafrenia. Diventa detentrice di un senso 7 . ma di un conflitto del male occorre sviscerare la natura ed il senso.

minuzioso ed esauriente dei segni. una terapia. dello scambio e dell’ascolto del clinico. per cui è utile saper analizzare le modalità di questo incontro. Il movimento della antipsichiatria è però rappresentato essenzialmente da due diverse esperienze: la prima inglese. sull’incontro medico-malato. giudicati luoghi di concentrazione massima delle contraddizioni della società capitalista. e la seconda italiana. Altri metodi clinici sono stati proposti in questi anni. che mettono in luce l’importanza dei fattori sociali nell’evoluzioni e nel trattamento dei malati di mente. ma si basa in primo luogo sulla qualità del contatto. E’ necessario. o attraverso il suo discorso e l’interpretazione delle sue esperienze passate.nascosto. Capitolo secondo Semiologia e nosografia psichiatrica Osservazione e inventario dei segni Semiologia Studiare la semiologia significa chiedersi come si svolge l’esame clinico in psichiatria e quali informazioni se ne possa trarre. di questo scambio intersoggettivo. In quest’ottica . Teoria della sociogenesi. una situazione che ovviamente è sempre conflittuale e complessa. bisogna poi sottolineare l’interesse suscitato dalla scuola di Palo Alto che ispirandosi alla teoria dei sistemi hanno fatto ricorso a discipline estranee alla psichiatria. che deve lasciare al malato la possibilità di esprimere le sue difficoltà. Tra le tante teorie. La raccolta delle informazioni non si basa solo su una rigorosa inchiesta clinica. un soggetto che nell’infanzia ha ricevuto messaggi contraddittori non può stabilire in seguito un relazione solida con gli altri e con l’ambiente. Franco Basaglia che propone di abolire i manicomi. in primo luogo al soggetto stesso. i suoi sentimenti e le sue convinzioni. Il soggetto non è colpito 8 . E occorre allora ritrovare questo significato perduto col suo aiuto. ma anche percepire in maniera globale e sintetica il soggetto in un situazione precisa. In questo caso il rapporto con il paziente è diretto. L’esame clinico psichiatrico è fondato. Pavlov al concetto di condizionamento per stabilire l’origine dei disturbi mentali e per proporre. Il momento in cui scoppia questa contestazione è anche quello in cui la psichiatria si apre alla società. Va infine ricordato il movimento dell’antipsichiatria. non è mediato dai soliti gesti medici. non soltanto procedere a un inventario dettagliato.

senza che questo mette in questione la personalità o l’insieme delle relazioni con gli altri. Analizzeremo perciò i disordini del comportamento e della condotta sociale. la chiarezza o l’oscurità del discorso. meno importanza di quella che gli veniva concessa spesso si parla del tipo picno. chiuso. possiamo adottare un approccio semiologico che va dal piano più superficiale o apparente del comportamento. possono in altri casi dare subito si parla dunque di mimica iperepressiva nel caso della mania o dell’isteria. rotondo. Infine ci interrogheremo sui disturbi della personalità stessa. a) b) c) a) b) L’apparenza. distante e nell’occhio per via del loro accesso. 9 . b) analitica: nel senso che essa deve cogliere tutte le informazioni che costituiscono i segni ai quali bisognerà poi dare un significato. gioviale e comunicativo: è questo talvolta facciamo ancora riferimento al tipo longilineo. di mimica povera nel caso della melanconia o della schizofrenia. freddo: e siamo nella descrizione classica dello schizofrenico. talvolta neutre e indifferenti. quella di un soggetto con una propria storia. la maniera di esprimersi. Il contegno e la mimica. 1. La pratica clinica deve essere allo stesso tempo sintetica e analitica: a) sintetica: nel senso che deve cogliere in maniera globale una situazione singolare. la gestualità. Semiologia del comportamento. la cooperazione o l’atteggiamento di rifiuto. lungo. Attualmente attribuiamo al morfotipo. oppure per il carattere smorto: nell’Ottocento o all’inizio del Novecento: l’aspetto abituale del maniaco-depressivo. Per facilitare lo studio e la presentazione. Nel corso del colloquio. che non può essere paragonata a nessun altra. In seguito.globalmente o parzialmente. e di mimica discordante nel caso soprattutto della schizofrenia . di una certa stravaganza. esamineremo i disturbi della vita psichica attuale attraverso lo studio delle anomalie acute e manifeste del funzionamento psichico. al piano più profondo e intimo della personalità. Si può avere un braccio rotto. un dolore addominale o la febbre. Possiamo quindi dire che la semiologia psichiatrica è lo studio dei sintomi reperibili a diversi livelli. dal suo modo di presentarsi e possiamo valutare il comportamento motorio. possiamo essere colpiti subito dall’aspetto generale.

incuria. Questo mutismo può essere dovuto a una inibizione. bisogna raccogliere poi informazioni che concernono il comportamento durante la vita quotidiana: il primo incontro col paziente ci può dare qualche idea in proposito. c) farlo. in certe forme di schizofrenia. l’opposizione è netta e carica di aggressività. o tramite il modo di parlare. infine una resistenza può esprimere l’atteggiamento difensivo di qualcuno che non vuole aprirsi subito. minacciando punizioni spaventose. Può anche trattarsi di un silenzio imposto. un atteggiamento deduttivo. il discorso del paziente offre informazioni non soltanto con il suo contenuto. Possiamo infatti riscontrare una reazione di fiducia e di cooperazione. Talvolta. la cadenza verbale: a) Così. Oppure può trattarsi di un mutismo basato sulla contrapposizione e sul negativismo. incoercibili. che sfociano nella logorrea b) In altri casi invece il malato è silenzioso. Possono esserci disturbi sfinterici. Il mutismo riflette talvolta semplicemente un impoverimento globale e una disintegrazione delle funzioni psichiche. rapide. com’è il caso della melanconia. per esempio nelle demenze. le vociferazioni. o di ritardo mentale. ma anche tramite la sua forma. di grande regressione. la voce. quando uno scambio è possibile. le ingiurie invadono lo spazio e… limitano l’approccio e l’approfondimento immediato del problema. in alcuni casi di demenza.- Sin dal primo incontro è possibile valutare la reazione al colloquio. un atteggiamento di indifferenza o di passività. le urla.. il che è ovvio. a) b) In questa rubrica si raccolgono di solito le cure corporali: è assai curato. Durante l’accesso maniacale siamo sommersi da un fiume di parole. al contrario. Il comportamento E’ infine l’afonia isterica. ma sono rilevanti soprattutto le informazioni che egli da su se stesso e quelle fornite dai suoi familiari. 10 . dettato da voci che vietano di parlare. ma non possono Al di là del colloquio. negli stati di agitazione. ossia l’impossibilità di parlare causata da una paralisi funzionale degli organi della fonazione: fanno capire che vorrebbero parlare. quella del sentimento di persecuzione che scatena un rifiuto attivo di diffidenza. oppure manifestare la reticenza delirante di colui che vede nell’interlocutore un persecutore. 2. rifiuta di parlare. Mentre il mutismo delirante va ricollegato a una certa logica.

nonché la capacità di adattamento agli obblighi del mondo esterno. c) Possiamo trovarci di fronte ad altri passaggi all’atto. può magari esprimere una paura di avvelenamento nel caso di un delirante che obbedisce a voci che gli vietano di alimentarsi. l’omicidio può essere premeditato e accuratamente preparato. e nei deliri di persecuzione o nei casi di schizofrenia . d) e) I disturbi sessuali sono altrettanto frequenti in tutte le forme di malattia mentale. Sul fronte opposto. a) I passaggi all’atto. ma anche in certe nevrosi gravi e nello squilibrio psicopatico. come le fughe. si possono riscontrare anche appetiti insaziabili. di sonnolenza o di ipersonnia. Nei casi di delirio paranoico. come il bisogno incontenibile di mangiare nella bulimia. che in confronto agli omicidi dovuti alla comune delinquenza.come espressione della dissociazione e dell’angoscia di frammentazione. tipo l’alcolismo e la tossicomania. Si temono in particolar modo i passaggi all’atto auto-aggressivi: il rischio di Nel corso dell’esame clinico si dovrà valutare sempre il rischio di un passaggio all’atto. Il rischio di omicidio è particolarmente elevato in certe forme di epilessia. b) Si può notare.c) I disturbi del sonno sono pressoché costanti nella psicopatologia dell’adulto: può trattarsi di insonnia. non solo nei casi di malinconia e di schizofrenia. in cui l’omicidio sembra a volte immotivato. f) Infine bisogna valutare le forme e la qualità delle inserzioni familiari e socioprofessionali. Ma la fuga si può anche osservare in pazienti nevrotici o psicopatici che non hanno nessun disturbo della coscienza. L’anoressia mentale è caratterizzata da una restrizione volontaria e da un dimagrimento che mette in pericolo la vita stessa. a proposito dei passaggi all’atto etero-aggressivi. soprattutto negli stati crepuscolari. L’ipersonnia si riscontra in particolare in caso di disturbi neurologici. 11 . suicidio è elevato. accompagnate magari da disturbi della coscienza e seguite da amnesia: questo accade in certe forme di epilessia o negli stati confusionali. E’ abituale affiancare questi disturbi del comportamento alimentare ad altri comportamenti. L’anoressia del neonato indica una situazione di grave sconforto. 3. negli stati depressivi. in patologia mentale l’omicidio è abbastanza raro. Il rifiuto del cibo è una espressione del desiderio di morte del melanconico. negli stati di aprassia o nel corso di certe psicosi. I disturbi alimentari sono anch’essi una costante della malattia mentale. Si possono accostare al suicidio i comportamenti di automutilazione che si riscontrano soprattutto nel corso dell’evoluzione di certe schizofrenie.

Altre manifestazioni sono più sobrie. In questo quadro di stupore catatonico. Questo studio si concentra sulle esperienze vissute attualmente. riscontrabile nel delirium 12 . dalla coscienza lucida al coma. I tic. accompagnata da tremori. E’ il caso dell’agitazione disordinata del maniaco. Semiologia dello stato mentale attuale: studio del funzionamento psichico. l’orientamento temporospaziale. Nel corso dell’esame clinico bisogna valutare la lucidità del campo della coscienza. b) La catatonia. E’ il caso dei tic o degli spasmi. possono costellare l’evoluzione di certe patologie. 1. la catatonia. il furto. e soprattutto più limitate e localizzate: c) d) normali. la percezione. l’affettività di base o umore. e) Le stereotipie: ripetizioni interminabili dello stesso gesto (dondolio. che confermano l’esperienza delirante latente in questi disturbi psicomotori. Le paracinesie o movimenti parassitari deformano e sovraccaricano i movimenti I disturbi delle funzioni psicomotorie. su orientamento nel tempo e nello spazio. La coscienza Ci sono diversi gradi dello stato di coscienza. lancio di un oggetto) caratteristiche della disintegrazione della psicomotricità riscontrabile nelle psicosi. ossia sulla percezione. l’attività mnesica (la memoria). depressivo o espansivo. le stereotipie. possono sopraggiungere impulsi bruschi e inaspettati. le paracinesie.d) Le aggressioni sessuali. dell’isterico o dell’agitazione confusa. le espressioni più spettacolari e appariscenti del disturbo mentale. sull’umore. la piromania. Vanno qui studiate le manifestazioni acute e attuali. 4. nel quale il soggetto si rende conto delle proprie difficoltà. gesto della mano. della crisi nevrotica L’agitazione. è caratterizzata da inerzia e perdita di iniziativa motoria. gli impulsi. a) tremens. passando per l’obnubilamento semplice. sul campo di coscienza.

si parla di amnesia di rievocazione o di amnesia retrograda. in questo caso. i luoghi. E’ disorientato come lo possiamo essere al risveglio quando non sappiamo più chi siamo e dove siamo: ma nel suo caso questo stato è duraturo. che non conosce i propri familiari. Si parla di amnesie di fissazione quando l’oblio va di pari passo con lo svolgimento delle esperienze. L’osservazione dell’orientamento temporo-spaziale è un momento essenziale dell’esame clinico. b) c) 4. La memoria. si possono costatare amnesie elettive. Quando invece il soggetto è incapace di rammentarsi i ricordi passati. traumatica o tumorale. 13 . Il confuso non è più capace di stabilire i luoghi e l’ordine cronologico (data. reale e incontenibile nel rievocare i propri ricordi. si possono riscontrare nelle mani. soprattutto dopo un trauma cranico. come nel caso di un malato che non ritrova la propria camera. Alcune volte. la confusione e lo stato crepuscolare. Le ipermnesie. Mentre al contrario essi vanno peggiorando nelle evoluzioni demenziali. La presenza di un disorientamento deve indurci sempre a cercare una sofferenza cerebrale che può essere magari di origine tossica. che mischiano passato e presente. è caratteristico della confusione mentale. in forma più accentuata. ora…). Nella maggior parte dei casi. L’umore. L’orientamento temporo-spaziale. che concerne un periodo ben determinato. Il disorientamento è talvolta evidente. e si traducono in falsi riconoscimenti. Altre volte. che si focalizzano per esempio sul lessico. I disturbi della memoria sono quasi sempre delle mancanze. 2. i disturbi sono sia di fissazione che di rievocazione. che si possono riscontrare nell’epilessia. dei deficit: a) E’ il caso delle amnesie. transitori. in cui si assiste ad uno sconvolgimento dell’esperienza vissuta: i disturbi sono. L’amnesia lacunare è invece un autentico buco di memoria. o che confonde le date e i luoghi.l’inebetimento e. in certe forme di schizofrenia. sotto forma di un’esaltazione Le paramnesie sono atti mnestici falsati. è piuttosto nascosto e bisogna allora rintracciare i sintomi con domande precise sulle date. invece. immaginario. infettiva. Questi disturbi della memoria possono essere riscontrati in certe psicosi acute. 3. l’età o la cronologia degli eventi.

I disturbi della percezione. a) I disturbi dell’attenzione possono consistere in una dispersione dell’attenzione spontanea. dolore. a) Gli affetti depressivi esprimono insoddisfazione. b) Gli affetti espansivi esprimono euforia. o nel loro contrario. traducono in una fuga delle idee o tachipsichismo (pensiero che fila a tutta velocità). Si usa differenziare le allucinazioni psicosensoriali. che sono giudizi falsi su percezioni esatte. nell’impossibilità di una qualche variazione e fluidità dell’attenzione. felicità. Questi concernono le funzioni di sintesi che permettono le principali operazioni intellettuali: l’attenzione. il corso del pensiero. Studiare i disturbi della percezione significa penetrare nel vasto campo delle allucinazioni. le emozioni la tonalità triste o gaia dei sentimenti. giubilo. I disturbi del corso o della coerenza del pensiero nel suo svolgimento si Questi disturbi sono tipici degli stati di deterioramento intellettuale. L’umore può essere depressivo o espansivo.Studiare l’umore significa studiare gli affetti. angosci. le allucinazioni psichiche. tristezza e si traducono in abbattimento. 5. e talvolta un’autentica esplosione di gioia e di ilarità. che è un sintomo caratteristico delle manie. 14 . salti logici e risposte improprie è caratteristica della schizofrenia. 6. che è invece la percezione errata di un oggetto reale. nell’impossibilità di un’attenzione volontaria. La forma più marcata e profonda di depressione è data dalla depressione melanconica dominata dal dolore morale e dall’idea di incurabilità. b) c) I disturbi dell’astrazione corrispondono ad un deficit del pensiero concettuale. L’allucinazione è una percezione senza oggetto e va perciò distinta dall’illusione. la capacità di astrazione. I disturbi dell’attività operativa. Questi disturbi si riscontrano nei casi di lesione cerebrale organiche e di sindromi dissociative. piacere. che è invece tipico della melanconia. Le allucinazioni vanno anche distinte dalle interpretazioni. pessimismo e svalutazione di se stessi. come quella che si può riscontrare negli stati di eccitazione maniacale. il bradipsichismo (rallentamento dei processi psichici). La discontinuità del pensiero. speranza.e la sindrome di automatismo mentale.

di strisciamento. Le allucinazioni acute sono di gran lungo più frequenti. ripetere il pensiero e commentare gli atti. si tratta di rappresentazioni. tic. stupri a distanza o diretti… Le allucinazioni psichiche. Il malato che soffre di allucinazioni olfattive è è assalito e perseguitato da cattivi odori. Le allucinazioni gustative danno invece al paziente la sensazione di in sapore insolito quando mangia una qualsiasi cosa. Il malato sente dei suoni. parlare tra di loro. di freddo. le più frequenti e le più caratteristiche sono le allucinazioni sessuali. per lettura. di puntura. con eco del pensiero. ideico e ideo-verbale costituito da movimenti parassitari. sensazioni.Le allucinazioni psicosensoriali hanno tutti gli attributi di una vera e propria percezione : possiedono le stesse caratteristiche sensoriali e obiettive. Questa sindrome è essenzialmente caratterizzata da: a) un triplo automatismo motorio. La maggior parte delle volte il malato sente delle voci. sono tipiche complicazioni acute dell’alcolismo cronico e del delirium tremens. La sindrome d’autismo mentale riunisce tutte queste diverse forme di allucinazioni. svolgimenti incontenibili di idee. che interessano la superficie cutanea. che si manifestano con sensazioni di toccamenti. enunciazioni di miriadi di parole. eco della La sindrome d’autismo mentale secondo Clérambault è autonoma è primitiva. di umidità. Nella descrizione di questa sindrome Clérambault insiste su un fenomeno assai curioso: la produzione spontanea. Le allucinazioni tattili. Le allucinazioni visive devono sempre far pensare ad una causa organica. dei fischi. Ci possono essere allucinazioni che si costituiscono nella parola stessa dell’allucinato. dando al soggetto l’impressione che l’interlocutore stia parlando dentro e tramite i suoi propri organi di fonazione. commenti ai pensieri e atti. orgasmo. si manifestano con sensazioni di bruciore. enunciazioni di gesti e di intenzioni. come se tutto venisse da fuori e tuttavia dal centro di se stessi. b) c) posteriori. Queste allucinazioni possono colpire tutti i sensi. cui le allucinazioni psicosensoriali e la costruzione deliberante vengono. involontaria e in qualche modo meccanica di idee e di impressioni che si impongono alla coscienza del soggetto contro la sua volontà. 15 Fenomeni di duplicazione meccanica del pensiero. di giochi sillabici. invece che di percezioni. Le allucinazioni cenestesiche sono allucinazioni che riguardano la sensibilità interna. proferire insulti o minacce. Queste voci possono parlare in seconda persona. di ecofenomeni. aggiunte soltanto a .

il cui discorso è ordinato e coerente. È dunque importante distinguere sintomo e struttura. Dopo aver tentato l’analisi dei diversi livelli dell’attività psichica attuale. a) b) I disturbi del giudizio Le carenze del giudizio. composto da 550 domande scritte su schede classificate 16 . sono utilizzati per rivelare eventuali disturbi cerebrali organici. bisogna trovare una sintesi e porsi in un’ottica interpretativa. Si tratta di una serie di test. possono essere passeggere e reversibili. esii consentono una stima dell’intelligenza generale del soggetto. Il clinico dispone di test di rendimento e di test di personalità. I test mentali. Nello studio della personalità. Ed è di confusione mentale. I test di rendimento permettono di valutare il livello di intelligenza e di reperire i segni affezioni cerebrali organiche. oppure quando si tratta di valutare più attentamente il registro nevrotico o psicotico dei disturbi osservati. Il test di Rorschach è invece adoperato come test percettivo. l’informazione.la valutazione mediante test mentali può offrire un prezioso contributo informativo. I test mentali presentano un particolare interesse quando si sospetta. il ragionamento aritmetico. ma muove da premesse false. Lo studio della personalità.7. anche il caso della falsità di giudizio caratteristica del ragionamento paranoico. Per la valutazione del livello di intelligenza. basati sui fattori percettivi visivi. la ripetizione di cifre. per esempio nei casi Le distorsioni del giudizio si riscontrano essenzialmente negli stati deliranti. Il questionario di personalità più utilizzato è il MMPI. per accostare questi sintomi a un certo tipo di organizzazione della personalità. un inizio di deterioramento mentale. composta da sei prove verbali – che mettono alla prova il lessico. I test di personalità sono formati da questionari o da test proiettivi. il test più usato è il WAIS. Per quanto riguarda i test detti di “fattore g”. la comprensione. Alcuni test. oppure possono essere definitive e globali come nei casi di demenza. la capacità di scorgere le somiglianze – e da cinque prove di prestazione a partire da situazioni concrete – che mettono alla prova le qualità percettive e le capacità di analisi e di ragionamento. Un certo comportamento può essere dovuto a strutture psicologiche differenti.

Secondo Freud. Freud rivede 17 .si tratta di acuto o cronico ? questi comportamenti patologici sono sintomatici di un’organizzazione nevrotica o di un’organizzazione psicotica della personalità? L’opposizione nevrosi-psicosi.secondo il criterio “vero” o “falso”. Questo test permette di ottenere un “profilo” costituito da nove scale cliniche. e prosegue con la definizione del concetto di resistenza. In presenza di una sintomatologia precisa. e il TAT (Thematic Apperception Test) in cui il soggetto. Nel caso della nevrosi non c’è discontinuità con la realtà. che possono essere considerate come altrettante espressioni della sua personalità. si sono visti rifiutare l’accesso al sistema preconscio-conscio: in quella che viene chiamata la prima topica. di sogni di atti mancanti. Il periodo psicoanalitico vero e proprio inizia però con gli studi sull’isteria. Tramite l’uso dei test proiettivi. nera o policromatica e simmetrica secondo un asse verticale. Il ritorno del rimorso avviene sotto forma di sintomi. che il soggetto presenta i tratti patologici relativi a quella scala. Gli viene data la possibilità di “proiettarsi” nelle sue risposte. Il passaggio dei contenuti psichici da un sistema all’altro viene inibito e controllato da censure. deve raccontare una storia che integri la scena proposta.le principali tecniche proiettive sono i test di Rorschach. o tra l’interno e l’esterno. Alla fine dell’interpretazione dei sogni troviamo la prima teoria freudiana dell’apparato psichico. l’abbandono dell’ipnosi. Un voto superiore alla media in una scala è l’indice. L’inconscio è costituito da contenuti rimossi che. per effetto della rimozione. Il primo modello freudiano del funzionamento psicologico trae ispirazione da un modello fisico. e in fine l’auto-analisi. si tenta di esplorare la personalità globale. Il fatto di avere coscienza del disturbo è un criterio classico per differenziare la nevrosi della psicosi. I sintomi nevrotici possono essere intesi come un compromesso elaborato inconsciamente dal soggetto. tutte manifestazioni o fenomeni che apriranno la via all’esplorazione della psicologia del profondo. il problema della diagnosi può essere posto in questi termini: . questo apparato funziona come un regolatore delle tensioni ed è composto da tre sistemi: l’inconscio. posto di fronte a una situazione ambigua. La distinzione fra l’io e il non-io. che lotta con se stesso in una continua situazione di conflitto interiore. composto da una serie di dieci tavole che rappresentano ognuna una macchia informe. è stata acquisita. il preconscio e il conscio. l’adozione delle libere associazioni. Dal 1920 in poi.

La teoria freudiana delle pulsioni conferisce alla sessualità un ruolo determinante nella vita psichica. Nel corso della terapia. rivela talvolta difficoltà e pause nella rievocazione: è quella che Freud chiama resistenza. Io e Super-Io. Nel corso dello stadio orale. che si sviluppa nei due anni successivi. che permette una vera e propria immersione nella vita inconscia. risponde cioè al principio di piacere o dispiacere. la zona erogena è la parte boccale. risponde perciò al principio di realtà. Freud ha dato il nome di transfert. e questa deformazione è il risultato della rimozione effettuata dalla censura. trasformazioni che concernono l’oggetto. Lo stadio orale e lo stadio anale fanno parte delle fasi pregenitali. la zona erogena concerne tutta la parte anorettosigmoidea. il paziente manifesta nei confronti del terapeuta dei sentimenti irrazionali di amore o di ostilità che. secondo Freud. governato dal processo secondario. la sua meta è quella di eliminare la fonte di tensione. Freud contrappone le pulsioni sessuali alla pulsione di autoconservazione. il suo oggetto e grazie a cui questa meta viene raggiunta. Abraham ha suddiviso questa fase in due: un periodo passivo predominato dalla suzione e un periodo attivo caratterizzato dalla possibilità di mordere l’oggetto in modo tale da distruggerlo. formatasi attraverso l’interiorizzazione dal processo primario. ossia nel primo anno di vita. dell’immagine idealizzata dei genitori. a contatto con la realtà. L’attività dell’apparato psichico è alimentata da un’energia psichica che proviene dalle pulsioni. La libido è l’energia che Freud postula alla base delle trasformazioni della pulsione sessuale. è all’origine della coscienza morale. Il metodo delle associazioni libere viene anche applicato ai sogni: questi ultimi hanno infatti un contenuto manifesto – il racconto narrato da colui che sogna – il significato nascosto. il suo funzionamento è dominato L’Io si forma differenziandosi dall’Es. e tale revisione mette capo a quella che viene definita la seconda topica freudiana costituita da tre istanze nota come Es. L’Es è la sede delle pulsioni innate e dei desideri rimorsi. Il metodo delle associazioni libere. corrispondono in realtà alla riproduzione delle relazioni stabilite in passato dal paziente con i suoi conoscenti. La fonte della pulsazione è un’eccitazione interna che nasce nella sfera somatica. la stima di se stessi e i sensi di colpa dipendono dal Super-Io. Anche in questo caso Abraham a distinto due momenti: nel primo il 18 . Nel corso dello stadio anale. Nella prima teoria delle pulsazioni. Il contenuto manifesto può essere considerato una distorsione del contenuto latente. A questi fenomeni.questo modello dell’apparato psichico. il suo funzionamento è Il Super-Io è un’ulteriore differenziazione dell’Io. la meta e la fonte della pulsione. nella seconda. contrappone la pulsione di vita alla pulsione di morte.

si producono nuove identificazioni che sfondano il quadro familiare. Nella fase fallica e la parte genitale a diventare una zona erogena. il bambino scopre la differenza anatomica tra i sessi. L’adolescente stabilisce nuovi legami. 19 . Durante questa fase. Ed è a questo periodo che Freud fa risalire l’angoscia di castrazione. il Super-Io. Nella fase genitale rientrano lo stadio fallico e il conflitto edipico. la psicoanalisi rende conto del funzionamento psichico in termini di conflitto intrapsichico. Con la maturazione degli organi genitali appare la forma adulta della sessualità. l’impulso istintuale diminuisce fino alla pubertà. facendo entrare in scena forze antagonistiche. il periodo della pubertà e dell’adolescenza. sia rifiutare ai genitori. costituisce la base della coscienza morale. soprattutto nei confronti della madre.piacere è legato all’espulsione delle feci: il bambino ha acquistato la capacità di contrastare il desiderio dei genitori che lo vogliono “pulito”. che ha iniziato a opporre dei rifiuti e a emettere dei divieti. il bambino entra nella fase di latenza. meccanismo inconscio tramite il quale le pulsioni aggressive e sessuali si convertono in azioni orientate verso uno scopo di valore sociale. quello economico. predomina un rapporto ambivalente con l’oggetto: amore e odio coesistono. che corrisponde nel bambino alla paura fantasmatica di perdere il fallo – poiché ha notato l’assenza di pene nella bambina. L’ascetismo e l’intellettualizzazione sono meccanismi di difesa contro l’angoscia che caratterizza questo periodo. così come la fase di latenza. introiezione dei divieti parentali. quello topico e quello genetico. La rimozione delle pulsioni sessuali favorisce l’apprendimento intellettuale e lo sviluppo degli interessi su un terreno neutro. nel secondo il piacere è legato alla ritenzione delle feci: il bambino assimila le feci a un dono e scopre di poterle sia regalare. L’identificazione corrisponde all’interiorizzazione dell’immagine idealizzata dei genitori. contribuisce alla ridistribuzione delle energie pulsionali. Freud ha dato il nome di complesso edipico a una situazione conflittuale: il bambino è combattuto tra i sentimenti affettuosi per il genitore di sesso opposto e i sentimenti ambivalenti nei confronti del genitore dello stesso sesso. il bambino rinuncia al proprio desiderio per identificarsi. Dal punto di vista dinamico. La risoluzione del complesso edipico condiziona l’accesso alla sessualità adulta. La sublimazione. che appare come un rivale e un ostacolo per il possesso esclusivo del genitore di sesso opposto. Con il declino del complesso d’Edipo. l’interesse per gli organi genitali e la curiosità sessuale si manifestano in modo netto. L’impulso istintuale della pubertà riporta invece alla ribalta le pulsioni aggressive e lipidiche. Così la teoria freudiana del funzionamento psichico prende in considerazione il punto di vista dinamico. Tra i cinque e i sette anni. percepita come una svalutazione di sé.

di convinzione inalienabile. Lacan ha dato un contributo decisivo all’analisi delle psicosi. c) d) 1. nella forma caratteristica dell’allucinazione. Dal punto di vista topico. vengono distinti in ritardi leggeri. Nella psicosi si realizza una rottura del rapporto con la realtà. Nel 1955. con gli oggetti. che corrispondono alle malattie psicologicamente comprensibili. Ciò che viene rifiutato nell’ordine simbolico riappare però nella realtà. distinte differenziandolo in sistemi in fasi pregenitali e genitali. sempre presente. La Verwrfung corrisponde invece al fenomeno di forclusione: in questo caso il significante non è rimosso. in cui il rimosso. L’esperienza più caratteristica è l’esperienza delirante. caratterizzate da un ritardo globale nello sviluppo mentale. L’esperienza delirante rappresenta appunto una sorta di ricostruzione dei rapporti del soggetto col suo mondo interiore. medi e profondi. Caratteriali. Si pone il problema di distinguere l’io dal non-io. Intervengono qui le pulsioni e il principio di piacere che. con il mondo degli oggetti e delle persone. A seconda della gravità del deficit. Tutto il sistema dei rapporti del soggetto con se stesso. che rispondono alla nozione di “follia” o di alienazione. La nosografia Si è soliti distinguere quattro grandi categorie di malattie mentali: a) b) I ritardi. quella che si riscontra nella nevrosi. implicano l’esistenza di gravi disturbi del comportamento. 20 Le nevrosi. . essa pone l’accento sull’aspetto quantitativo delle forze in gioco. viene espresso nella forma travestita del sintomo. che si presenta sotto forma di credenza personale. uno sconvolgimento dei rapporti con la realtà ciò che si chiama un vissuto delirante. I ritardi. o l’interno dall’esterno. con il mondo in generale è profondamente alterato. sconvolto. Le psicosi. Jacques Lacan introduce una distinzione fondamentale tra Verwerfung e Verneinung. si fa riferimento alle diverse fasi dello sviluppo. Dal punto di vista genetico infine. ma è forcluso e respinto fuori di sé. si fa riferimento alla struttura dell’apparato psichico. La psicosi. ossia seppellito nell’inconscio. come visto hanno lo scopo di trovare il piacere ed evitare il dispiacere scaricando l’energia psichica.- Dal punto di vista economico. con gli altri. Quest’ultima corrisponde alla rimozione vera e propria.

il delirio parafreneico. in realtà a cavallo tra le forme acute e le forme croniche. dovute a lesioni cerebrali o a cause neurobiologiche: le demenze. La classificazione delle nevrosi si rifà direttamente ai lavori di Freud. 21 Le nevrosi di transfert. i disturbi psicotici degli epilettici. della nevrosi fobica e della nevrosi ossessiva. le funzioni digestive. come la bouffe delirante acuta. e secondo alcuni la psicosi puerperale. 4. Le psicosi. 3. si distinguono: Le psicosi organiche. i deliri non sistematizzati. la nevrosi di scacco e la nevrosi di definiti. e la psicosi maniacodepressiva. i disturbi mentali psicotici dovuti all’alcolismo. che corrispondono a una perturbazione permanente e più o meno evolutiva della personalità. Il trauma è in questo caso Le nevrosi attuali. La psicosi maniaco-depressiva. la psicosi allucinatoria cronica. Le psicosi croniche. esterno al soggetto. che includono: i deliri acuti. i deliri cronici sistematizzati tra i quali vengono inseriti i deliri paranoici. nella quale i meccanismi di difesa sono poco differenziati.2. gli stati confusionali. a) Secondo l’ eziologia. Questo è il caso della nevrosi isterica. a) b) Le nevrosi traumatiche dovute ad un trauma psichico. viene invece rubricata oggi tra i disturbi dell’umore. la pelle e il sistema cardio-vascolare. che possono colpire tutti gli organi e in particolare l’ambito respiratorio. come la confusione mentale o la bouffe delirante. L’esempio tipico è la nevrosi d’angoscia. nelle quali la causa è attuale e localizzata nel presente. a) b) Secondo l’evoluzione si distinguono: le psicosi acute. . I disturbi caratteriali. i disturbi mentali causati da traumi cranici. Le nevrosi. b) Le psicosi funzionali. c) d) destino. che sono fortemente strutturate e presentano sintomi ben Altre tre forme sono: la nevrosi di abbandono. e) Nel campo delle nevrosi vengono inserite anche le affezioni psicosomatiche.

Il suo sguardo passa attraverso i vari disturbi psichici. Non sono tanto segni di una malattia. che si può chiamare manicomio. Al contrario dello psicotico. S. Kraepelin ha ricercato solo dietro i segni e i sintomi psichiatrici le entità patologiche. ma alla costituzione di tratti caratteriali rigidi. Si rivolge ad una persona viva. Kraepelin si rivolge al futuro cadavere. il nevrotico non edifica un altro mondo: i suoi conflitti e le sue lotte rimangono comunque comprensibili. Nessuna scienza può fare a meno di classificazioni. moltiplicando i fallimenti e le difficoltà di esaminarla e di adattarvisi.a) b) Le nevrosi di carattere: il conflitto di difesa non mette capo alla formazione di Le personalità patologiche. Gli interessa soltanto lo stadio terminale. dall’inizio dell’Ottocento a oggi. quanto messaggi da interpretare. il paziente nevrotico. in modo tale da trattenere unicamente gli aspetti che manifestano un processo patologico latente. è stata proposta la magistrale classificazione di Kraepelin. sintomi. orto botanico oppure cimitero. non è altro che una costruzione per i morti. lo psichiatra si trova implicato nella relazione con il paziente. Quando osserviamo da vicino l’evoluzione della nosografia psichiatrica. E la psichiatria kraepeliana. Quando si intraprende una psicoterapia. ma anche zoo. Le perversioni sessuali possono essere inserite nell’ambito di una struttura nevrotica o nell’ambito di una struttura psicotica della personalità. che i sintomi psichiatrici hanno un senso. Capitolo terzo Organicità e psicopatologia: le “psico organiche” Il problema dell’organicità in psicopatologia La sofferenza espressa dal nevrotico non è accompagnata da una frattura radicale con la realtà esterna ammessa con tale dal soggetto. Ad esso. chiusa su se stessa. ci accorgiamo che. secondo il modello virchowiano. si trattava dunque di studiare sistematicamente le affezioni mentali in funzione del loro divenire. maldestramente. che può funzionare solo in uno spazio recintato. Egli si è rifiutato di “ascoltare” il malato. che tenta poi. circa un secolo dopo la notevole semplificazione effettuata da Pinel. fondata sul criterio dell’evoluzione. Kraepelin ricavava la definizione della malattia dalla sua evoluzione e dal suo stadio terminale. con una pratica simile a quella ermeneutica. 22 . Freud invece scopre. dolorosamente. da un malato che può esprimersi solo grazie ad essi. I limiti della pratica nosografia.

In tal senso.consapevole del carattere ripetitivo delle sue limitazioni. nelle dinamiche del suo funzionamento psichico. un certo numero di fattori intrapsichici ostacolano la realizzazione dei suoi desideri. possiamo subito porre un problema che non va né occultato né sottovalutato. come una intossicazione ad esempio. Non si tratta di che tutte le patologie mentali dipendono da una causa organica. della vita del paziente dall’antichità alla fine dell’ Ottocento. questo smarrimento che rende il soggetto estraneo a se stesso e agli altri – “ non è più se stesso”. reperisce facilmente l’origine dei suoi disturbi (o di ciò che ostacola la sua azione e la realizzazione dei suoi progetti) nella propria storia personale. quello dell’eventuale causa organica dei disturbi psichici osservati. Il soggetto tenta di tappare la faglia o la scissione che minaccia la sua unità. credendo con forza in un mondo che non è più il mondo esterno al quale noi tutti possiamo – con sfumature e deformazioni più o meno rilevanti – fare riferimento ma un mondo delirante. Il nevrotico viene a domandare aiuto sapendo già. compromettendo la sua creatività e trascinando in una coazione alla ripetizione alla quale egli tenta di porre fine con la psicoterapia. può essere anche considerata un tentativo di guarigione. non è di accanirsi a dimostrare l’organicità di tutte le malattie mentali: si tratta solo di non perdere di vista che una causa organica può essere talvolta responsabile di un disturbo psichico. dunque. Il problema. diversi frammenti della sua esistenza. Ciò che caratterizza la psicosi non è l’assenza di sofferenza. uscire dai binari. “ è irriconoscibile” – è una risposta inadeguata a un’angoscia. Occorre perciò sottolineare l’importanza dell’esame neurologico in questi casi e l’eventuale necessità di esami complementari. tenta disperatamente – è inconsciamente – di contrastare un’angoscia di disintegrazione. Il soggetto minacciato dal fallimento del proprio pensiero . Cominciando l’esposizione con le psicosi. la sua identità. L’esperienza delirante include sempre. 23 . oppure una disfunzione del metabolismo. insomma “deragliare”. La confusione mentale. dei suoi fallimenti. gli elementi più significativi. Delirare significa alla lettera uscire dal solco. che sono anche in genere i più traumatici. Il delirio. si tratta solo di rammentare che certi disturbi psichici sono sintomatici di lesioni cerebrali o di una malattia. la costruzione delirante. ma una radicale alterazione del rapporto che il soggetto instaura con la realtà. Questo delirio integra diversi pezzi di una storia vera. dei suoi progetti. la storia della follia è stata sempre la storia di ciò che chiamiamo oggi le psicosi.

Talvolta. inizia a fare domande: “dove sono?”.La confusione mentale è un insieme semiologico caratterizzato da obnubilazione della coscienza. è stata scoperta e descritta nel 1895 dallo psichiatra francese Chaslin. questi brevi periodi di lucidità o coscienza. descrivendone l’aspetto e il comportamento. degenerative. la mimica scomposta e il chiaro indice del fatto che la persona è completamente assente. Il comportamento cambia spesso da un momento all’altro. predominano le cause infettive. ebete. muto. smarrito. invece. confonde la finestra con la porta. Talvolta. Sembra che a tratti la sua coscienza torni. incapace di compiere i più semplici gesti quotidiani. disturbi della memoria e disorientamento temporospaziale. 2. egli è inquieto. traumatiche. Dobbiamo insistere soprattutto sul valore semiologico della variabilità dello stato di coscienza.La presentazione Stralunato. gesticolante. tutto nel comportamento indica uno stato di confusione. “che cosa succede ?” Ma il periodo di lucidità è assai breve e i disturbi anteriori riaffiorano subito. In primo luogo presenta il malato.La sindrome psichica 24 . scompigliato. riemergere. infatti. Perciò è corretto considerare la confusione mentale come “la più organica delle sindromi psichiatriche”. Queste rapide oscillazioni. il contegno è spesso sciatto. Di tanto in tanto. il malato sembra tornare a galla. esaminando i principali aspetti eziologici e terapeutici dell’evoluzione. rumoroso. Il suo discorso. ha però la caratteristica di essere l’indice immediato di una sofferenza cerebrale. La sindrome confusionale non è specifica: può essere dovuta all’evoluzione di una malattia. In secondo luogo. sono davvero tipiche della sindrome confusionale. ha lo sguardo opaco e distante. Il suo volto esprime allora una perplessità ansiosa. abbassamento della vigilanza. il malato è fisso. a un trauma cranico. La confusione mentale primitiva. Insisteremo poi sulla sindrome organica. tossiche. o segnare l’inizio di un affezione somatica. si sbaglia di camera. privo di ogni iniziativa. Le sue parole sono incoerenti. Nell’eziologia che è molto variabile. il suo comportamento sono la prova di un disordine. 1. Questa oscillazione è tipica della confusione. i principali elementi della sindrome psichica. è agitato. Qualsiasi possa essere la causa.

d) La perplessita ansiosa. lotta contro i suoi persecutori. pone domande ansiose sui luoghi e le persone che lo circondano. 3. sembra “agire” il suo sogno. smarrito. scatenando ricerche ansiose. di obnubilamento confusionale. Le visioni di animali ( ragni. mobili. che possono presentarsi sotto forma di immagini discontinue. Si assiste a una de-strutturazione della coscienza. Si tratta di un’esperienza delirante caratteristica della destrutturazione confusionale. Nel periodo post-confusionale si può osservare un’amnesia degli eventi accaduti nel corso della malattia. a) Sono presenti disturbi della percezione: il malato fa fatica a identificare il mondo esterno che gli include un impressione di estraneità o addirittura di terrore. smontando tutti gli oggetti a portata di mano. quest’ultimo aspetto è caratteristico della confusione mentale di origine alcolica. sventrandoli se necessario. come se fosse sperso. Riflette prima di rispondere. Egli è attivo. continue. si tratta di un’amnesia lacunare. In questo caso. ha paura. Il malato commette errori sulle date. si parla di torpore o di obnubilamento della coscienza. A tratti. animali mostruosi ) non sono affatto rare e sprofondano il malato in uno stato di estrema paura. Non riconosce i propri familiari. partecipe: fugge. La coscienza è offuscata: ha perso il suo abituale carattere di chiarezza e di lucidità. caotiche. e uno stato di allerta permanente.La confusione è di profondità variabile. invece di contemplarlo come uno spettatore passivo. la realtà esterna è percepita male dal malato che “vive” il suo delirio e cenestesiche.La sindrome organica. in particolare le allucinazioni acustiche e In effetti. c) Anche i disturbi della memoria sono evidenti. Va analizzata con cura. 25 . o sotto forma di immagini concatenate l’una con l’altra. La forma e il contenuto di questo delirio lo rendono paragonabile al pensiero del sogno. Essa è articolata in: a) Allucinazioni visive. rettili. sulla durata del tempo trascorso. si stupisce degli oggetti che lo circondano e che dovrebbero essergli noti b) Il disorientamento temporo-spaziale è il segno tipico ed essenziale della confusione mentale. Le difficoltà concernono innanzitutto la rievocazione dei ricordi. tanto che finisce per perdersi facilmente. caccia senza tregua gli animali che lo terrorizzano ribalta i materassi. e cercasse di ritornare in sé. il malato sembra avere una pallida coscienza dei propri disturbi e tenta di riordinare le idee. b) c) Altre allucinazioni sono frequenti. sulle stagioni. sui luoghi in cui si trova. Il delirio onirico rappresenta l’esperienza delirante tipica degli stati confusionali.

sempre continuando il suo discorso incoerente. La possibile esistenza di cause traumatiche induce a sottolineare l’importanza di un colloquio accurato coi familiari del malato: questo per capire se una caduta recente potrebbe essere per caso all’origine di una sindrome neuro-chirurga. stordito e stupito. oppure incerta come nei casi di tumore al cervelletto. inerte e abbattuto. che possono dare indicazioni sull’ordine e il tipo di esami da effettuare. oppure si risolvono in momenti automatici. . sia per gli effetti di tossicità del prodotto stesso. bizzarri. incubi. stereotipati. Capita anche che essa sia causata dall’intossicazione di ossido di carbonio o da certi insetticidi. sciatto. o magari immerso nel silenzio. 4. altre volte. lo sguardo vuoto e senza espressione. altre volte rimane seduto su una sedia. indifferente a quanto gli succede attorno. limitandosi a fare alcuni gesti causali. I disturbi del sonno sono costanti e assai marcati: insonnia. assurdi. Certe intossicazioni alimentari sono talvolta responsabili della confusione mentale. Ma anche tossicodipendenza di altro tipo – stupefacenti ad esempio – possono essere all’origine di questa sindrome.a) Possono essere presenti disturbi neurologici questi segnalano allora una lesione cerebrale localizzata-. L’eventualità di un tumore deve essere sempre tenuta presente. si rialza con gesti che sono in relazione con le sue parole oppure non c’entrano nulla. Possono essere cause tossiche. anoressia. come febbre. o magari sono di apparenza ragionata o professionale. Possono essere cause infettive: encefaliti. sia per gli effetti di astinenza dovuti alla mancata somministrazione della droga. Ciò che colpisce subito è l’aspetto del paziente: l’aria ebete. in primo luogo legate all’alcol. talvolta con la camminata tentennante o imbarazzata. sporco. elettroencefalogramma ed esame del fondo oculare. febbre tifoide e tette le malattie infettive gravi. b) Spesso si possono riscontrare disturbi dello stato generale. si trova sdraiato. senza meta visibile. va e viene senza meta apparente. per cui è necessario Infine. I suoi atti sono dunque generalmente incoerenti*. Le cause della confusione mentale sono essenzialmente esterne. disidratazione. spesso poi si siede a terra. 26 ricercare accuratamente eventuali segni neurologici. Radiografia del cranio. cereo come quello di un vero malato.Cenni eziologici. mugola parole più o meno coerenti. i vestiti disordinati o strappati. nelle epilessie si osserva uno stato confusionale dopo la crisi. il volto pallido. che vengono a rafforzare l’ipotesi di un’eziologia organica. sonno agitato.

di solito. Studio clinico. l’evoluzione dipende dalla causa e dal relativo trattamento. rassicurarlo… trattamento anti-infettivo e naturalmente un trattamento antidelirante e sedativo. a fattori infettivi. L’inizio è spesso progressivo ed è caratterizzato soprattutto da disturbi della memoria. Nei casi di sindrome demenziale. occorre determinare con precisione la gravità dell’indebolimento intellettuale e il potenziale evolutivo dell’affezione. infine.Atteggiamento terapeutico. 27 . quando un trattamento è possibile. l’evoluzione è favorevole. bisogna assolutamente sorvegliare il malato Il trattamento sintomatico può consistere nel reidratare il malato. Nelle forme semplici. volontà. Il quadro clinico comprende i disturbi del comportamento. ricollegabili a diverse cause.5. . In altri casi. Lo stato demenziale appare di solito scatenato da processi cerebrali. i disturbi dell’affettività e del carattere. Questa grave disorganizzazione della personalità è dovuta a un processo organico cronico e irreversibile. che peggiorano via via e provocano errori clamorosi. si osservano. La demenza corrisponde a un indebolimento profondo e progressivo di tutte le funzioni mentali: funzioni intellettuali. inquietando il paziente la cerchia dei suoi conoscenti. i disturbi delle finzioni superiori. Occorre però sapere che sono possibili ricadute. Le sindromi demenziali. si osserva un miglioramento rapido e spettacolare: è l’evoluzione tipica della sindrome di confusione mentale. o alle conseguenze di un parto. con disintegrazione delle condotte sociali. occorre reidratarlo. Spesso è necessario il ricovero in ospedale. Si conoscono diverse forme di demenza. disturbi del comportamento sociale. alterazione del carattere. nel prescrivere un da vicino. In primo luogo è essenziale sapere come riconoscere una sindrome demenziale. affettività. Questo deficit della memoria è poi accompagnato da sbalzi di umore. apatia e disinteresse. in particolare quando la confusione mentale è dovuta a fattori psicologici.L’evoluzione.

di pensare alla propria igiene corporea: si parla in tal senso di incuria. da uno stato confusionale. b) L’orientamento è fortemente perturbato. Si osserva anche una disintegrazione del linguaggio scritto. 28 . puerilità. La persona è spesso trascurata. sono tutte manifestazioni di questo tipo di disturbi. in parte dovuti al deficit della funzione mnesica. c) I disturbi del linguaggio sono rilevanti. si perde.Qualche volta l’inizio è invece acuto e può essere caratterizzato da episodi di agitazione. i cui elementi atipici dovranno essere accuratamente analizzati: quando il quadro caratteristico di demenza si è formato. si tratta di un oblio a breve termine. A seconda dell’eziologia. e) I disturbi dell’attenzione possono essere più o meno gravi. il malato non è più capace di prendersi cura di sé. o magari da un episodio depressivo. A parte questo. della gnosi e della prassi (atti comuni della vita pratica. L’impossibilità di risolvere un problema elementare di aritmetica. non è in grado di ritrovare la sua camera. Disturbi dell’affettività e del carattere. questi disturbi concernono di solito gli eventi recenti. incapace di localizzarsi nel tempo. mentre i fatti più remoti e i nomi di persone conosciute nell’infanzia si conservano più a lungo. un linguaggio incoerente e l’irrequietezza notturna completano di solito il quadro. La demenza senile. Il malato. Fuori. o all’ospedale. si osserveranno: Disturbi del comportamento. non è più capace di orientarsi nello spazio. spesso fuori luogo. che intacca prima i nomi propri e poi i termini tecnici e le parole comuni. I disturbi della memoria. che si traducono soprattutto in egocentrismo. L’ agitazione. a casa. imprecise. Con stereotipie bucco-facciali e stereotipie motorie. indifferenza. sono in genere le prime manifestazioni che mettono in allerta il paziente e i familiari. saper fare). l’incapacità di valutare – formulare un giudizio su – l’attuale situazione e di rappresentarsi l’avvenire. causando un notevole impoverimento del lessico. con anomalie sintattiche e semantiche. labilità emozionale e talvolta impulsività. di seguire un itinerario. d) I disturbi del ragionamento e del giudizio sono in genere precoci. Che sono il frutto della disintegrazione delle funzioni superiori. le risposte sono lente. da idee deliranti che compaiono all’improvviso. a) Disturbi delle funzioni superiori. viene riscontrata una disintegrazione più o meno rapida dell’insieme del linguaggio. non riesce nemmeno a indicare la data del giorno e si confonde nella cronologia della propria biografia.

inerzia e indifferenza. con afasie. dal disorientamento temporo-spaziale. Nella maggior parte dei casi. i cambiamenti e le rotture favoriscono e accelerano la disintegrazione. logoclonia (ripetizione di una sillaba). si manifesta tra i 45 e 65 anni. Il quadro clinico è contrassegnato dalla precocità e preponderanza dei disturbi della memoria. Corrispondono a un processo di atrofia della corteccia cerebrale. l’impoverimento progressivo del lessico può sfociare in mutismo totale. del linguaggio. La prevalenza del sesso femminile è netta. tra i 45 e 65 anni. ed è contraddistinto da apatia. inizia verso i 65 o 75 anni. sia da un’agitazione disordinata. la malattia è dovuta a un processo atrofico cerebrale più esteso di quello riscontrato nella malattia di Pick. In questa forma. In due o massimo quattro anni. La malattia di Pick corrisponde a un’atrofia della corteccia cerebrale.Caratteristica dell’età avanzata. Questa demenza è rara. Si osservano anche comportamenti aberranti come l’ingestione di carta. L’inizio è spesso assai precoce. La demenza arteriosa. E’ sintomatica del processo di atrofia cerebrale dovuta all’invecchiamento. la conservazione dei legami familiari possono rallentare e limitare in maniera significativa la disintegrazione delle funzioni e dei comportamenti. il suo avvio è di solito progressivo. discorsi incomprensibili. Le demenze atrofiche presenili. La morte sopravviene dopo un’evoluzione della durata di 4 – 6 anni. Questa forma è la più frequente. Il mantenimento del soggetto nel suo ambiente familiare. I disturbi del linguaggio sono notevoli. la qualità dei rapporti. All’inizio della malattia. conseguenza dell’arteriosclerosi cerebrale. il quadro demenziale peggiora. I disturbi dell’umore e del comportamento vengono espressi sia dall’apatia e dall’aprassia. iterazione verbali: ecolalia (ripetizione in eco della frase appena pronunciata). si nota di una predominanza di casi femminili. di feci. 29 . l’affettività rimane relativamente indenne. Si manifesta tra i 50 e 70 anni e colpisce soprattutto le donne. di sassi. l’indebolimento demenziale è sintomatico delle lesioni multiple e diffuse dei tessuti cerebrali. La malattia di Alzheimer è assai più diffusa della malattia di Pick. della prassi e della gnosi. dai disturbi della prassi e della gnosi. I disturbi del linguaggio sono costanti. Al contrario. Si constatano spesso comportamenti agitati. con fenomeni di ostinata iterazione verbale (ripetizione di parole o sillabe). palilalia (ripetizione dell’ultima parola della frase). che provoca una dissoluzione progressiva della memoria. che riguarda per lo più la zona frontale e temporale.

Lo studio dell’epilessia prevede la descrizione delle crisi. un tremito precoce e costante della lingua e delle labbra. manifesta soprattutto idee di ricchezza e grandezza. elettroencefalogramma (EEG).si riscontra in genere dopo un lungo periodo di intossicazione. La parola “epilessia” significa attacco “a sorpresa”. in un quadro di complessiva disintegrazione delle funzioni mentali. la descrizione del fenomeno dell’aura e la descrizione della personalità epilettica. che appare circa 10 – 20 anni dopo l’inizio di questa malattia venerea. 1. Le demenze acquisite. L’epilessia è entrata a far parte dell’ambito medico e neurologico solo nell’Ottocento. La registrazione elettrica delle onde cerebrali. Le crisi generalizzate manifestano uno stato di grande male o di piccolo male. La paralisi generale corrisponde a un’infiammazione cerebrale. chiamata meningoencefalite diffusa. Oggi rara.La morte sopraggiunge dopo 2 – 4 anni. associata a disartria. I primi disturbi sono quelli della memoria. può permettere di evidenziare anomalie elettriche anche al di fuori delle crisi. Il quadro clinico è formato da: una sindrome neurologica. generalizzate o parziali. generalmente euforico ed espansivo. La paralisi generale rappresenta in realtà un’entità neuro-psichiatra complessa. individuata facilmente e trattata con la penicillina dal 1945 in poi. Le crisi. che comprende una sindrome psichiatrica e un’evoluzione di carattere demenziale. L’associazione di uno stato demenziale a una sindrome di Korsakov è un indizio dell’origine alcolica dei disturbi. La paralisi generale è una manifestazione tardiva della sifilide. Si tratta di una malattia che si manifesta con crisi e parossismi che sorprendono il soggetto e sospendono la sua attività cosciente per un lasso di tempo più o meno lungo. abolizione del riflesso foto-motorio mentre la contrazione della pupilla si mantiene alla accomodazione-convergente. la sifilide è stata in passato uno dei grandi problemi della patologia generale e della patologia mentale. 30 . L’epilessia. La sindrome psichiatrica è caratterizzata dalla presenza di idee deliranti: il malato. La demenza alcolica.

alterazioni delle qualità ottiche di un soggetto. Tutto questo si svolge in quattro o cinque minuti. Si riscontra soprattutto nei bambini e nei giovani adulti. i malati non se ne accorgono neppure. con scosse disordinate e generalizzate. per qualche istante. e da fenomeni di memoria panoramica che danno l’impressione di ricordarsi. o qualche volta le percepiscono dopo. b) Il piccolo male consiste in un’assenza. può aver luogo anche di notte. La crisi è folgorante. Le crisi parziali corrispondono a disturbi epilettici che non vengono mai accompagnati da un’abolizione totale della coscienza.a) Il grande male è la crisi tipica a cui si pensa quando si parla di epilessia. Le crisi sono di solito avvertite da chi si trova vicino al malato. sindrome di automatismo comiziale. motorie o sensoriali: per esempio. Spesso si svolge in una atmosfera strana. morsicatura della lingua. si può parlare di una specie di sdoppiamento della personalità. o di irrealtà. crepuscolare: si tratta di uno stato di sogno. e possono altre volte essere inconsce e seguite da amnesie. la fase clonica è la fase conclusiva vera e propria. L’aura rappresenta una disintegrazione parziale e limitata dello stato di coscienza. Il caso dell’ossessioneimpulso epilettica rappresenta un esempio tipico dell’automatismo comiziale con conservazione della coscienza: pur avendo coscienza del disturbo. che dura dai cinque ai quindici secondi. 2. Gli aspetti più caratteristici sono le modificazioni dello psichismo di tipo onirico. quando si rendono conto di aver perso il filo del discorso. ma il malato è come assente. sonno post-critico. di un periodo assai vasto della propria esistenza. La crisi è solitamente accompagnata da alcuni segni tipici: grido iniziale. Non c’è una vera e propria perdita di coscienza. Assomiglia al sogno. 31 . ossia indicare. grazie alla loro semiologia. accompagnato da sensazioni di dèjà vu. rilascio involontario delle urine. possono a volte essere coscienti e accompagnate dal ricordo del paziente. Si possono constatare manifestazioni variegate. che assumono la forma di viaggi o di peregrinazioni che possono prolungarsi per diversi giorni. Le alterazioni del comportamento sono anch’esse tipiche: si tratta essenzialmente di automatismi ambulatori e di fughe. senza fenomeni convulsivi. la fase risolutiva è caratterizzata da un rilassamento muscolare e da un respiro affannato. il malato non può sottrarsi ad esso. Queste manifestazioni. il malato cade a terra e si assiste allo svolgimento di tre fasi: la fase tonica produce una contrazione generale di tutti i muscoli. Si tratta di una brutale destrutturazione di coscienza. Possono avere un valore localizzante. Queste crisi possono generalizzarsi o meno in un secondo momento. il luogo del cervello in cui si scatena il processo epilettico.L’aura epilettica.

che al di fuori delle crisi. In un primo tempo. sotto forma di impulsi improvvisi e assolutamente incontrollabili da parte di un soggetto che ha perso ogni riferimento spaziale e temporale e ogni capacità di giudizio. a sfocarsi. In queste forme acute si possono osservare stati crepuscolari. la sindrome di confusione mentale. costituita da viscosità ed esplosività. Epilessie che nel 80% dei casi iniziano nell’infanzia. però. Anche psicosi croniche possono essere associate all’epilessia. Il rischio di un peggioramento è tanto più grande quanto più la crisi comiziale.Qui. Negli epilettici possono emergere psicosi ben caratterizzate. ad esempio. è precoce. I deliri mistici sono abbastanza frequenti. È stato rilevato come fenomeni deliranti e crisi epilettiche possano alternarsi fra loro. la separazione interno/esterno o soggetto/oggetto tende ad annullarsi. Ma le cause possono essere anche infettive. Si è anche insistito su una bipolarità che sarebbe caratteristica della personalità epilettica. che può essere intesa dunque come una scarica dell’energia e dell’aggressività accumulate ma può anche esprimersi al di fuori degli attacchi. che riproducono. sintomatica dell’affezione cerebrale. Può trattarsi di psicosi acute. Nei bambini l’associazione epilessia-psicosi si verifica di solito nell’ambito di una encefalopatia. che le forme gravi di alcolismo favoriscono l’insorgere del processo epilettico. attraverso reazioni caratteriali piuttosto violente e improvvise.La personalità epilettica. Sono stati descritti caratteri epilettici. In questo caso. bisogna pensare a cause tumorali o traumatiche. Bisogna sapere. non si trasforma completamente in una coscienza delirante. L’associazione con disturbi psichiatrici. Lo studio della personalità epilettica si concentra sull’efficienza intellettuale e sulle peculiarità del carattere. vascolari e tossiche. come del resto nel caso della psicosi. Problemi eziologici. Quest’ultima si manifesta nella crisi. L’organicità deve essere sempre ipotizzata. 32 . o di profonda destrutturazione della coscienza. la coscienza. manifestano una certa lentezza e viscosità degli affetti. 3. aderendo quasi alle persone e agli oggetti circostanti. l’attività onirica è in grado di scatenare atti pericolosi. in particolare atti omicidi.

non che febbre e disidratazione. chi è in preda alla seconda è un nevrotico. può assumere il senso di un linguaggio vero e proprio e svolgere il ruolo di una valvola di sicurezza. ha tentato di capire se fossero in gioco anche scariche istintive. La “reazione epilettica”. alcuni segni organici. che tenda a ridurre l’eccitabilità cerebrale. In ogni caso. senza contestare l’esistenza di un processo organico. 1. breve morte della coscienza. che rientra nel quadro già descritto della confusione mentale. Ciò significa che la crisi.Freud. Spesso si riscontrano anche focolai infettivi. i disturbi del sonno sono notevoli (insonnia). Prevede il trattamento specifico della causa. la cui essenza consiste nell’eliminare per via somatica masse di eccitamento che il soggetto non riesce a padroneggiare psichicamente. trattamento antinfettivo. L’intossicazione da alcol può essere all’origine di disturbi psichiatrici acuti o cronici. si pone senza dubbio anche al servizio della nevrosi. il quadro più importante è dato dal delirium tremens. La crisi.Le manifestazioni acute a) Fra le manifestazioni acute. Secondo Ey “l’uomo epilettico ha bisogno della crisi e se questa gli viene tolta bisogna aver cura di offrirgli una qualche compensazione”. disintossicazione nel caso di un alcolizzato”. 33 . Il significato pratico di tale distinzione è il seguente: chi è in preda alla prima soffre di una malattia del cervello. Il delirium tremens è la normale conseguenza di un’improvvisa astinenza. È possibile osservare un tremore caratteristico. a questo trattamento se ne deve associare uno sintomatico. potrebbe corrispondere all’identificazione con una persona morta o con una persona di cui si desidera la morte: “L’impressione perturbante che suscitano l’epilessia e la follia ha la stessa origine” – scriveva Freud. È quindi perfettamente legittimo distinguere un’epilessia organica da un’epilessia “affettiva”. Alcuni autori hanno insistito sul valore risolutivo della crisi: il malato “ sente “ che sta per scatenarsi la “sua” crisi. Atteggiamento terapeutico. I disturbi mentali dell’alcolismo. quando un’eziologia è stata evidenziata (trattamento chirurgico di un tumore o di un ematoma.

quest’ultimo può presentarsi in forma acuta o in forma cronica. non si trattava di un oblio assoluto. persecuzione o di gelosia. la memoria del malato migliorava sempre più. la paralisi sparì dopo qualche mese. che del resto sta lentamente scomparendo. lo notava lui stesso. Il malato fu ricoverato in ospedale e. lui era contento del suo stato e riacquistava via via la capacità di svolgere un lavoro intellettuale. fenomeni allucinatori e un’attività delirante. 1. Le sue facoltà intellettuali erano però in buon stato. oltre ad agitazione. in questo insieme sintomatico possono rientrare anche violenze e reazioni.Le manifestazioni croniche. Durante il decorso ulteriore della malattia. aveva continuamente paura di dire il contrario. Il malato ricordava con fatica ciò che era appena successo. dopo la quale sviluppò un grave disturbo dell’attività psichica e una paralisi degli arti inferiori. può presentare. Il dubbio di sapere se quello che stava dicendo era proprio ciò che aveva detto il giorno prima lo inquietava sempre. La conversazione del giorno prima se la dimenticava il giorno dopo. Nel 1889 Korsakov ha descritto una sindrome psichiatrica che associava disturbi tipici della memoria a una paralisi degli arti inferiori. ma di un impotenza a ricordare certe cose a suo piacere. nelle demenze alcoliche si osservano comportamenti incoerenti. Korsakov era un avvocato cha abusava dell’alcol. ma da allora soffre di un disturbo della memoria. Capitolo quarto Le psicosi funzionali L’ espressione più caratteristica della psicosi è rappresentata dal delirio. 2.b) L’ebbrezza acuta. La bouffe delirante polimorfa. la sindrome di Korsakov comporta un disorientamento Si possono anche constatare deliri cronici: si tratta solitamente di deliri di Infine. disturbi gravi temporo-spaziale e disturbi della memoria tra i quali predomina l’amnesia di fissazione. Nel 1881. della memoria e dell’affettività. Non riconosceva né il luogo in cui abitava. né i suoi conoscenti. a) b) c) Fra i disturbi cronici. 34 . ebbe una febbre.

il delirio cambia di forma e contenuto. variazioni significative del quadro clinico. temi mistici. di agitazione ansiosz oppure euforica. I disturbi dell’umore. un lutto. I suoi temi e i suoi meccanismi sono polimorfi. situazioni di catastrofe. La bouffe delirante colpisce soggetti giovani e scoppia all’improvviso. Questi temi sono intrecciati e si mescolano in continue metamorfosi. Studio clinico. di possessione. I disturbi dell’umore sono sempre presenti. ossia da un delirio in cui si notano la pluralità e il polimorfismo dei temi e dei meccanismi. Alcune volte l’episodio delirante acuto sembra ricollegabile a un trauma psicologico. Il soggetto presenta un totale sconvolgimento dei punti di riferimento abituali. Questa varietà e questa ricchezza dell’esperienza delirante scatenano. di fuga. invadente di questa esplosione delirante provoca vari disturbi del comportamento. infatti. L’umore è incostante. di grandezza. Essa corrisponde all’apparizione brusca e improvvisa di uno stato delirante acuto. caratterizzato dall’improvvisa apparizione di un delirio ricco e polimorfo. e tutto questo assai rapidamente. sono multipli e variabili: temi di persecuzione. Il carattere improvviso.Il concetto di bouffe delirante. La presentazione del soggetto. Il delirio polimorfo. senza preavviso. erotici. indica uno stato acuto. I suoi temi. Questa attività delirante improvvisa si abbina infatti a stati affettivi violenti: alcune volte di tipo maniacale e in tal caso il soggetto è 35 . temi di trasformazione sessuale. un fallimento affettivo o professionale. attitudini di ascolto. persecuzioni. anche di intensità. uno shock emotivo: guerre. E’ una vera e propria esplosione delirante. Il delirio polimorfo si distingue per la quantità e la varietà delle idee deliranti che si susseguono senza sistematicità: il delirio non è organizzato attorno a un tema unico. di influenza. che guarisce completamente. più o meno rapidamente.

senza ulteriori sequele. Problema psicopatologico. in soggetti in preda a un’angoscia intensa. sono generalmente considerati segni di un possibile peggioramento. notevoli per l’ampiezza della sindrome allucinatoria. con un inizio e una fine. deliri allucinatori acuti. La presenza di automatismi mentali. L’evoluzione. la durata della crisi. la sua ricchezza immaginativa. la sistematicità delle idee deliranti. deliri interpretativi acuti. con idee di morte. dato che in genere si tratta di un episodio psicotico acuto che si scatena in una personalità non psicotica senza 36 .espansivo. Sono state descritte diverse forme. la drammatizzazione teatrale e la transitorietà della crisi. Secondo il meccanismo si distinguono: deliri immaginativi. la risoluzione incompleta del delirio. ma i punti di riferimento spazio-temporali hanno comunque scarsa importanza per un soggetto completamente assorto nel delirio. oppure se si tratti dell’avvio di un processo psicotico cronico. la sua resistenza alla terapia. esaltato euforico. Non si osservano veri e propri disorientamenti temporo-spaziali. di catastrofe imminente. Secondo l’eziologia si distinguono invece bouffe deliranti dovute a: origine tossica. i precedenti nevrotici. Ma in certi soggetti la bouffe delirante sembra un modo reattivo di affrontare situazioni difficili e in questi casi la minaccia di ricaduta non è affatto esclusa. o di una crisi che segna magari l’inizio di una malattia maniaco-depressiva. shock emozionale. altre volte di tipo melanconico. in cui le confabulazioni sono assai ricche di dettagli. la critica imperfetta. la presenza di disturbi della coscienza. Sul piano evolutivo il problema è quello di sapere se si tratti di un episodio acuto e isolato. Le diverse forme cliniche. La fine dell’accesso è talora improvvisa e sopraggiunge dopo qualche giorno o qualche settimana. La bouffèe delirante pone il problema delle sue condizioni di possibilità. L’aspetto più caratteristico della bouffe delirante è la sua evoluzione. L’orientamento temporo-spaziale. o magari – come accade il più delle volte – in tutte e due le forme. situazione di conflitto acuto o di catastrofe. Il malato si presenta dunque come un depresso o come un agitato. Sono invece ritenuti segni di prognosi migliore: la comparsa improvvisa del delirio.

La gravità del disorientamento è variabile. Il trattamento. che si manifesta all’improvviso tra il quinto e il venticinquesimo successivo al parto. L’alternarsi di momenti depressivi e dei momenti euforici può durare in certi casi anche diversi mesi. bisogna temere i passaggi all’atto. talvolta il disturbo della coscienza è lampante. La bouffèes deliranti si riscontrano con una certa frequenza nel caso di persone che fanno fatica. per cui il dolore è il conflitto emergono con violenza. Questa patologia acuta può porre un problema diagnostico difficile prima di affermare che si tratta di una sindrome psichiatrica. due o più episodi psicotici acuti nel corso della nostra vita. La psicosi puerperale fa parte dei disturbi legati al puerperio cioè al periodo della gravidanza e a quello che segue il parto (post-partum). convinzione che il bambino sia sostituito con un altro.essere necessariamente psicotici. I temi del delirio sono temi di negazione della maternità. a prendere coscienza del loro vissuto conflittuale e a verbalizzarlo a causa di una troppo intesa rimozione. L’insorgere di crisi comiziali. Alcune volte la pressione diventa però eccessiva. Per il trattamento di base a lungo termine si può invece proporre una psicoterapia. talvolta la malata un po’ sperduta è soltanto perplessa. Studio clinico. che gli abbiano cambiato il sesso. possiamo dunque vivere uno. Si compone di due parti. Per il trattamento sintomatico dell’episodio acuto può essere necessario il ricovero e in genere è indispensabile la prescrizione di neurolettici. la comparsa di certi segni neurologici sono tutte prove a favore di un’origine neurologica della sindrome. L’umore è depressivo di tonalità ansiosa. 2 La psicosi puerperale. bisogna eliminare l’ipotesi di un’affezione neurologica acuta che implichi disturbi della coscienza. Essa consiste in uno stato psicotico acuto. come il suicidio o l’infanticidio. 37 . L’inizio può essere preannunciato da incubi e irrequietezza notturna. cercando una via d’uscita. Cenni eziologici. In questo clima di angoscia e di depressione. Altri temi sono spesso associati a questi: paura della morte del bambino. di non appartenenza o di non esistenza del bambino. che rischi di essere ammazzato o sequestrato.

il delirio è incentrato sul bambino e sul rapporto madre-bambino: convinzione di essere una madre immeritevole. 38 . apatia.Di solito sono menzionati diversi fattori: a) b) c) d) Le modificazione del post-partum. il più delle volte nevrotico. palpitazioni). labilità emozionale. anzi quasi mai a disturbi psicotici. sogni. mentre gli incidenti che si verificano dopo il parto sono il più delle volte psicotici. irritabilità. Altre manifestazioni. Puerperio e psicopatologia. Dalle manifestazioni ansiose di tipo nevrotico alle forma psicotiche. che possono evolvere poi verso la cronicità. In maniera abituale e continua il soggetto non si conforma affatto alla realtà comune. sentimento di insufficienza attitudine passeggera al ripiegamento interiore. I disturbi che appaiono nel corso della gravidanza sono solitamente nevrotici. del post-partum blues. anche più frequenti non rientrano nell’ambito di una patologia psichiatrica acuta e non corrispondono per forza. Nei casi successivi al parto può insorgere uno stato depressivo. che il bambino stia per morire oppure che sia già morto. Le idee deliranti sono permanenti: il delirio fa attivamente parte dei rapporti che uniscono il delirante al suo mondo. Nelle forme croniche. tale che le idee deliranti impregnano totalmente la vita affettiva e la relazione del soggetto. da una modifica strutturale della personalità. Manifestazioni palesemente nevrotiche possono insorgere: sintomi psicosomatici (dolori. contemporaneo alla montata lattea è composto di: tendenza depressiva. assai caratteristica. irritabilità. Oltre alla psicosi puerperale. Una patologia psichiatrica anteriore. Nel corso della gravidanza le manifestazione di angoscia sono frequenti: instabilità dell’umore. si comporta in funzione delle sue opinioni personale e delle sue convinzioni deliranti. di morire durante il parto di non aver latte a sufficienza di essere una cattiva madre). “ voglie”. a evoluzione lenta e prolungata. Una vulnerabilità specifica dovuta all’immaturità affettiva o a specifici conflitti Certi fattori socio-culturali possono essere presi in considerazione. vertigini. le psicosi sono caratterizzate da un’alterazione profonda. riattivati dalla maternità. preoccupazioni somatiche. Qualche volta si sviluppa uno stato melanconico. è incorporato nella personalità delirante. sindrome del terzo giorno. malesseri. angosce (paura di partorire un bambino anormale.

alcuni tratti di carattere paranoico sussistevano già prima dello sbocciare del delirio: orgoglio. Nella psicosi allucinatoria cronica. La forma più tipica di delirio cronico sistematizzato è la psicosi paranoica. verosimili. aggressività. La psicosi paranoica può assumere diverse forme si distinguono: i deliri di rivendicazione. fa parte dei deliri sistematizzati. il meccanismo è invece essenzialmente allucinatorio. differenziandosi così dalla schizofrenia. La psicosi paranoica è una psicosi dell’adulto quarantenne o cinquantenne e il delirio si sviluppa in base a un certo tipo di personalità.La psicosi paranoica. i deliri passionali (in particolare il delirio di gelosia). organizzato. il che li dota di una notevole forza di convinzione e persino di contagio: il paranoico fa partecipare al suo delirio le persone che lo circondano. Il delirio si sviluppa con ordine e con chiarezza. psicorigidità. diffidenza. Studio clinico. i racconti deliranti dei paranoici sono abitualmente plausibili. a tal punto che spesso anche l’interlocutore fa fatica a distinguere ciò che appartiene alla realtà e ciò che rientra nel delirio. 3. falsi giudizi. veri e propri postulati che sembrano servire da punto di partenza per la costruzione di un romanzo delirante: e il romanzo regge. b) Non ci sono allucinazioni. Anche la parafrenia. infatti. Il delirio è organizzato in un vero e proprio sistema e queste psicosi si sviluppano senza dissociazione. Infatti. che fa parte dei deliri sistematizzati. da illusioni. senza allucinazioni. Ha l’apparenza di una struttura logica. che prende spunto da elementi falsi. Il nucleo comune. 39 . autentica follia ragionante. Questa forma insorge di solito nell’adulto di una quarantina d’anni. salvo di forme depressive o di lamentele ipocondriache.Certe psicosi croniche si dicono sistematizzate. d) Non c’è richiesta di cura. dogmatismo. a) Nella maggior parte di questi deliranti. c) Non c’è dissociazione. caratterizzata da un delirio ben articolato. senza indebolimento intellettuale.

f) Bisogna mettere l’accento sull’eventuale pericolosità. Vediamo come si può esprimere il delirio paranoico e quali diverse forme cliniche possono essere individuate. sempre incentrata sulla persecuzione. che spinge il malato a farsi giustizia da solo.rigidi e magari fanatici. ed eventualmente l’omicidio. dare un significato in a 40 . insaziabile. b) Nelle invenzioni considerate come rivoluzionarie. astiosi. Tutto il suo sistema delirante tende a eliminare il dubbio. Le forme cliniche. è vittima delle aggressioni degli altri. rimane sempre convinto della propria buona fede. I deliri passionali. c) Nei progetti esaltati di riforma. g) Il paranoico ha esclusivamente certezze. in cui tutto può essere spiegato alla luce della sua interpretazione delirante. Anche in questo caso le cose finiscono male. Lui invece. I deliri di rivendicazione. e dalla persecuzione alla megalomania. il soggetto ha l’illusione delirante di essere amato. suscettibili. sempre perseguitato.e) La problematica è essenzialmente quella della persecuzione: il soggetto. I deliri di interpretazione. interpretare ogni cosa. ombrosi. che può scatenare reazioni aggressive. La rivendicazione continua. delirante si manifesta: a) Negli innumerevoli processi: le persone si rovinano in processi. Il geloso paranoico afferma l’esistenza di un terzo personaggio. sconfinando nell’omicidio. si costruisce così un mondo senza crepe. b) Nel delirio di erotomania. poiché dopo la speranza viene il dispetto e poi il rancore. Rappresentano una vera e propria follia ragionante. trascinandolo talvolta fino all’omicidio. a) il delirio di gelosia. di cui i pazienti conservano con gelosia il segreto. trasforma immaginariamente la situazione di conflitto della coppia in una situazione triangolare: in altri termini si inventa a tutti i costi un rivale sul quale proiettare i sentimenti di odio suscitati da frustrazione che ha subito in passato. Per il soggetto è essenziale. di cui sono ovviamente gli eroi insostituibili e perseguitati. per rivendicazioni minime. vitale spiegare tutto. Si fanno talvolta giustizia da soli. Si sviluppano insidiosamente in soggetti particolarmente diffidenti. d) Tutto si svolge come un sentimento di frustrazione e di inferiorità cercasse una compensazione nell’affermazione di una posizione onnipotente: si passa così dalla frustrazione alla persecuzione.

L’espressione delirante è in questo caso meno aggressiva: abbiamo a che fare con un soggetto meno rigido. ne depressioni. più sembra penetrante alla loro perspicacia. amplificare i fatti reali: il loro delirio rende spunto. senza mai attirare l’attenzione. Là dove gli altri non vedono altro che pure coincidenze. Tutto va interpretato. non si tratta di finzioni prive di appigli oppure di sogni di una fantasia morbosa. da dati precisi dei sensi e della sensibilità interna. pressoché sempre. grazie alla chiaroveggenza interpretativa. una curiosità sveglia. una porta chiusa oppure aperta. nel quale il soggetto si crede al centro di una mala fede generale ed esasperante: il paziente non è aggressivo. Si limitano a snaturare. estremamente sensibile alle reazioni degli altri. tutto ha il senso di una persecuzione e quando il delirante ha trovato la ragione di questa persecuzione universale il sistema è compiuto: egli ha trovato la chiave del mistero che lo circonda. Non si possono evidenziare né allucinazioni attive. scoppia il delirio di riferimento. si osserva un modo di esprimersi corretto. ricordi fedeli. i pezzi di carta trovati per strada. un nulla scatena le loro interpretazioni. né eccitamenti. Più di un fatto sembra insignificante agli occhi del comune mortale. Quando si discute con loro.qualsiasi evento. Gli interpretativi non meritano l’aggettivo di alienanti nel senso etimologico della parola (straniero): rimangono in rapporto con il loro ambiente. un’intelligenza intatta. le urla e le canzoni dei bambini. Evita le strette di mano. Il delirio di interpretazione “follie ragionanti”: i soggetti che ne sono affetti conservano tutta la loro vivacità di spirito. il loro aspetto resta normale. In seguito a un’umiliazione. salvo per qualche bizzarria. Uno sguardo. scartando allo stesso tempo ogni possibilità di imprevisto o contingenza. la tosse o gli sputacchi di un vicino. ansioso. un sorriso. loro. associazione di idee normali. o a una situazione difficile. un gesto. sanno districare la verità e i rapporti segreti tra le cose. che al contrario ammette di essere timido. oppure la mano gli viene stretta con freddezza. nella convinzione delirante di una persecuzione che si tratta di scoprire e decifrare nelle espressioni più sottili. ai comportamenti altrui. Gli interpretativi non inventano di sana pianta fatti immaginari. alcuni di loro riescono addirittura a vivere in libertà fino alla fine. emotivo portato agli scrupoli e ai tentennamenti. L’interpretativo utilizza per i suoi scopi e più piccoli incidenti quotidiani. una macchia sui vestiti è il più evidente degli affronti. Una confusione per la strada è l’indice di un agguato. travestire. ma ansioso e depresso. 41 . talvolta anche fine e penetrante. i sussurri dei passanti. Tutto assume un significato.

Il suo pensiero. se gli viene presentata una spazzola. Studio clinico Individuata da Ballet insorge perlopiù dopo i quarant’anni. salame. Gallo significa orgoglioso. che ha organizzato il sistema paranoico attorno a due grandi angosce: da un lato l’angoscia di autodissoluzione. e “si ride di lui”. Il suo bisogno assoluto di controllo lo costringe a prevedere tutto. lo fa esistere. il paranoico è rinfrancato dall’interesse che gli viene accordato – è meglio essere oggetto di sevizie che d ‘indifferenza. qualcuno gli offre del riso. Cenni psicopatologici. è per “spazzolargli la schiena”. Essere circondate. Per gli “antichi”. spiati minacciati. decidere sempre. la psicosi paranoica è una psicosi endocena. dando vita a un sistema delirante duraturo e indissolubile. l’aggressività che rifiuta in se stesso. e dall’altro l’angoscia di svalutazione di sé. spiegare ogni cosa. L’inizio. Dagli anni Sessanta gli studi sulla paranoia sono stati arricchiti dai contributi di Paul Racamier. non conosce il dubbio il paranoico teme di venire annientato se dubita. e in particolare per Kraepelin. Il meccanismo dominante di questa psicosi cronica è l’allucinazione. perseguitati. Egli ripone altrove. gli viene proposto un niente risveglia il sospetto. organizzato in un sistema lineare. Il paranoico deve a tutti costi crearsi una realtà dal nulla (la proiezione): è questo l’unico modo in cui riesce a trovare garanzie della sua personale assistenza. fuori. dovuta a cause interne che si sviluppano insidiosamente.Talvolta veri e propri giochi di parole costituiscono altrettanti argomenti agli occhi dell’interpretativo. imbecille. Ha bisogno del suo oggetto persecutore che. Tentativo disperato di costruirsi un’identità coerente dinanzi al vuoto angosciante creato dal rapporto pericoloso con l’immagine materna e dal rapporto inconsistente con l’immagine paterna secondo lui. con una perfetta conservazione dell’ordine e della chiarezza nel pensiero nel volere e nell’azione. è come se il paranoico si volesse proteggere dalle angosce di annientamento che si riscontrano nello schizofrenico. 42 . significa esistere sempre sull’attenti e in stato di allerta.

Visive. L’automatismo mentale comporta un automatismo ideo-verbale. di sfregamento…). di ideazione imposta. che associa: .l’enunciazione e il commento delle azioni e del pensiero.l’automatismo psicomotorio corrisponde alla sensazione di movimenti imposti. Acustiche. di stupri diretti o distanza). La sindrome allucinatoria. . di telepatia . . si verificano le trasmissioni del pensiero. che sono giudizi falsi basati su percezioni esatte. Certe volte l’inizio è progressivo . di umidità. che costituiscono invece nella percezione distorta di un oggetto reale. nella sua laringe o nel suo torace. . L’allucinazione è una percezione senza oggetto. La sindrome allucinatoria comprende un vasto insieme di fenomeni: Allucinazioni psicosensoriali. l’eco del pensiero. Motorie: allucinazioni di movimenti attivi o passivi. L‘allucinazione è anche diversa dalle interpretazioni. di toccamenti. gli atti sono di continuo commentati. di articolazioni verbali forzate. olfattive. Di colpo scoppiano le voci. . Va distinta dalle illusioni. Il delirio. Cenestesiche e dello schema corporeo: impressioni di trasformazione del corpo. senza averle capite. allucinazioni genitali (sensazioni di orgasmi.il furto e la divinazione del pensiero (intrusione del pensiero altrui nel pensiero del soggetto). Allucinazioni psicomotorie verbali che si formano nella parola stessa dell’ allucinato. punture. 43 . Tattili (bruciature. sensazioni di freddo.ripetizione meccanica di parole e di frasi a pappagallo. elettrizzazione.il piccolo automatismo è fatto di fenomeni più sottili: esperienze di estraneità del pensiero. Olfattive e gustative.. Sono talvolta localizzate negli organi di fonazione: il malato ha l’impressione che qualcuno parli con la sua lingua.E’ generalmente improvviso.l’automatismo sensoriale e sensitivo va messo in relazione a tutta la gamma di allucinazione visive. . ecc.l’eco del pensiero e della lettura.

Tipicamente l’attività delirante si sviluppa conservando la lucidità. La teoria organo-dinamica. con un alternanza di fasi acute e di periodi di remissione.Questi fenomeni allucinatori sono integrati in un delirio di persecuzione. Questa sindrome si riscontra in particolare nelle psicosi allucinatorie croniche.la ricchezza immaginativa e il carattere fantastico dei temi deliranti sono notevoli in certi deliri cronici. 5. un complotto nel quale intervengono dispositivi complessi. “ Ho dei movimenti troppo disordinati perché possano essere i miei. le funzioni intellettuali e l’apertura al mondo reale. essa esprime simbolicamente le esigenze in cosce di colui che delira. L’evoluzione è lunga. Scrivo parole di altri. Cenni psicopatologici. A differenza di ciò che si osserva nel caso della paranoia. Evoluzione. Qualcuno mi fa comportare in un modo in cui non mi comporterei spontaneamente. L’allucinazione è considerata un fenomeno meccanico direttamente ricollegabile a un processo cerebrale che provoca sensazioni anormali. Contro la mia volontà. il che consente di constatare il nucleo delirante e allucinatorio. una finzione. ma non sono in possesso della mia mente. l’organizzazione del delirio è qui poco sistematica. La psicosi allucinatoria cronica procede verso l’arricchimento del delirio. Il delirio è organizzato e vissuto come un romanzo. l’evoluzione non 44 . I deliri parafrenetici o deliri fantastici. La costruzione delirante rappresenta il versante positivo dell esperienza. Infine. L’automatismo mentale deve essere considerato secondario rispetto a un esigenza affettiva soddisfatta. macchine elettriche. 1. Nella teoria meccanicistica. apparecchi radio. nonostante la crescita spesso prodigiosa del delirio. le quali a loro volta generano il delirio”. qualcuno mi spinge. Vorrei guidare la mia testa da sola. Dobbiamo allo psichiatra Clérambault una magistrale descrizione di quello che gli chiamò automatismo mentale. Nella teoria psicogenetica.

degni di una fiaba di fate o di un racconto di fantascienza. i cui temi grandiosi e fantastici ricordano i racconti di fantasia e i romanzi di fantascienza. comunicazioni telepatiche. Una malata affermava di essere amata dal re di un paese imprecisato che da anni le faceva una corte assidua nei modi più assurdi (programmi musicali radiofonici in codice. Un’altra persona costruisce invece il suo albergo genealogico facendo il punto sulle proprie ricchezze.Nella forma immaginativa il meccanismo è perlopiù immaginativo e poco allucinatorio. con il nome di “deliri parafrenici”. la forma confabulatoria e la forma fantastica. Vivendo alla giornata. l’autonomia dei deliri di immaginazione è giustificata dai loro particolari meccanismi generativi. Secondo gli autori francesi. Va infatti sottolineato il carattere bipolare dell’attività mentale. I meccanismi immaginativi sono chiaramente prevalenti. di discendenza.comporta di solito alcun deterioramento: “Le capacità psichiche di questi malati. Inoltre. Kraepelin invece ha scorto nella parafrenia una forma di psicosi intermedia tra la demenza precoce e la paranoia. la forma espansiva. rimangono intatte”. con il nome di “deliri di immaginazione” o “mitomania delirante”. estasi. parallelamente. comprensive di castelli e proprietà. rivelazioni. sono l’indizio di un pensiero svincolato da costrizioni 45 .Nella forma fantastica di Krapelin i meccanismi allucinatori e meccanismi fantastici sono intrecciati. Così trasformano il quotidiano. Il delirio si arricchisce progressivamente. L’inizio. . poiché una celebrità di un noto telefilm si era licenziata per farle posto. I temi. basandosi su favole e artifici della finzione. Le allucinazioni sono ricche e complesse: voci. integrando elementi della realtà esterna. prima di cinquant’anni è contraddistinto dall’apparizione e da un progressivo arricchimento del delirio fantastico. alla fine la confabulazione supera l’allucinazione. manifesti pubblicitari…) Diceva pure che Holywood l’aspettava. Si possono distinguere essenzialmente due forme cliniche: . tentano di fare condividere agli altri il proprio romanzo. I temi sono dati essenzialmente da idee di grandezza. e in Germania da Krapelin. In questo mondo delirante fantastico. nell’ottava edizione del suo Trattamento. Studio clinico. Questi deliri sono stati individuati all’inizio del Novecento: in Francia da Dupré e Logre. di potenza. in cui il disturbo dell’umore occupa un ruolo importante.Il termine di parafrenia è usato in Francia per parlare dei deliri cronici. va notata la conversazione di un corretto adattamento al mondo reale. generalmente lento. l’evoluzione non è contrassegnata da un deterioramento intellettuale o affettivo rilevante. allucinazioni dello schema corporeo. 2°. l’ intuizione e l invenzione. egli ha distinto quattro forme di parafrenia: la forma sistematica. di ricchezza. visioni. l’organizzazione è poco sistematica.

temporali e spaziali. Esaltazione ed euforia accompagnano spesso queste costruzioni fantastiche. Nel corso dell’evoluzione, di carattere cronico si alternano periodi fecondi, di arricchimento del delirio, e periodi di relativa tranquillità. Per lungo tempo, l’adattamento alla realtà rimane soddisfacente, sia sul piano sociale e professionale sia sul piano sociale e professionale sia nell’ambito familiare. Tuttavia, in certi casi, l’evoluzione può sfociare in una dissociazione schizofrenica. I trattamenti a base di neurolettici, non molto efficaci sul delirio, riducono l’esaltazione timica e i fenomeni allucinatori spesso presenti. Paragonando il delirio parafreneico al delirio paranoico e alla psicosi allucinatoria cronica, si possono evidenziare le seguenti caratteristiche: a) per quanto riguarda il meccanismo del delirio, l’interpretazione è tipica del delirio paranoico, l’allucinazione è il tratto davvero originale della psicosi allucinatoria cranica, mentre l’immaginazione e la confabulazione sono i meccanismi prevalenti del parafrenico; b) per quanto riguarda i temi, la persecuzione è dominata nella paranoia è nella psicosi allucinatoria cronica, non è certo assente nei deliri parafrenici, in questo caso sono preminenti i temi di grandezza; c) per quanto riguarda l’organizzazione, la sistematicità del delirio raggiunge la perfezione nella paranoia; resta una caratteristica della psicosi allucinatoria cronica; mentre nella parafrenia la ricchezza del delirio nuoce alla sua sistematicità. La seguente interpretazione: la signora G… ha vissuto il suo esilio d’infanzia come un campo di concentramento e quando suo figlio si è sposato, questo puzzo maledetto dello stato civile è ricomparso e lei ha perso la ragione. 1. Angoscia di frammentazione. Il gruppo delle schizofrenie comprende le cosiddette psicosi croniche non sistematizzate, che si contrappongono alle psicosi sistematizzate. Abbiamo già visto che queste ultime sono caratterizzate dalla loro organizzazione, dalla loro chiarezza, dalla loro coerenza, e che il modello perfettamente compiuto è rappresentato dalla paranoia. Nell’Ottocento sono stati evidenziati diversi aspetti clinici di una malattia che allora non si chiamava ancora schizofrenia. Morel parla di dementi precoci “colpiti da stupidità sin dalla più tenera età”. Kraepelin pone l’accento sull’evoluzione e sullo stadio terminale della demenza precoce, distinguendo tre forme cliniche: la forma ebefrenetica, la forma catatonica e 46

la forma paranoica. Nel 1911, Bleuler non insiste più sul carattere evolutivo ma sull’aspetto strutturale della malattia, caratterizzata da una dissociazione della vita psichica, creando così il termine di schizofrenia. Sul piano clinico dobbiamo mettere in rilievo quella che è la caratteristica della malattia: la dissociazione, ossia un disturbo profondo e rilevante della personalità. Il dramma dello schizofrenico è la scomparsa del sentimento della propria unità. I principali elementi di questa sindrome sono la dissociazione, l’automatismo e il delirio paranoie. • La dissociazione che rappresenta l’aspetto fondamentale della malattia, concerne tutti gli ambiti di attività, la sfera intellettuale e affettiva, nonché le funzioni psicomotorie. Questa dissociazione è frutto di ambivalenza, ossia della presenza simultanea di sentimenti contraddittori, di stranezze, che rivelano il carattere sconcertante e illogico dei pensieri e delle azioni, l’impenetrabilità della mente e dell’universo dello schizofrenico, il suo distacco. a) Nell’ambito intellettuale, i disturbi intaccano il pensiero e il linguaggio. Non c’è un vero e proprio deficit intellettuale, ma si verificano disturbi nel coordinamento delle idee e nello svolgimento del pensiero che rimane anarchico e discontinuo. I blocchi del pensiero sono frequenti: all’improvviso il paziente sospende il suo discorso senza ragioni apparenti; dopo sosta, riprende lo stesso tema, oppure cambia argomento, oppure rileva angoscia che non sa più di che stesse parlando. I disturbi del linguaggio rivelano disordini nel corso del pensiero. Il mutismo o il semimutismo corrispondono a un ritrarsi, a un ripiegarsi su se stesso del paziente. Una distorsione del sistema verbale: possono mettere capo a neologismi, che vale soltanto per il soggetto e di conseguenza perde ogni funzione comunicativa. Nello schizofrenico, infatti, la conversazione presenta questa particolarità: non sembra destinata a stabilire un contatto; si riduce spesso a un monologo. Si possono anche constatare patologie del linguaggio. b) I disturbi dell’affettività possono essere al tempo stesso molto espressivi e molto sconcertanti. L’ambivalenza caratterizzata dall’antagonismo tra amore e odio, riflette talvolta in modo visibile la discordanza. L’alterazione pesante e radicale della comunicazione si esprime anche nel campo sessuale si riduce spesso a una sessualità auto-erotica; quando sono invece possibili rapporti con un partner, sono frequentemente vissuti con indifferenza o con angoscia. c) L’attività psicomotoria è anch’essa affetta da discordanza; la definiremo qui catatonia, termine che raggruppa diversi sintomi; alcuni sono frequenti, come il 47

comportamento affettato, il manierismo, le mimiche paradossali – sorrisi immotivati, che fanno parte delle “paramimie” – le stereotipie, le ripetizioni dello stesso movimento o dello stesso comportamento. Il massimo livello di catatonia è dato da catalessia, con perdita dell’iniziativa motoria, immobilità e ostinazione nel mantenere posizioni imposte o spontanee; negativismo, tendenza a rifiutare ogni contatto. Può trattarsi in questo caso di impulsi omicidi, di crisi clastiche, di tentativi di suicidio, di fughe. • L’autismo è caratterizzato da una perdita di contatto vitale con la realtà da un ripiegamento su se stessi, dal rifugio in un mondo artistico, chiuso alla comunicazione, celato e labirintico. L’autistico si crea un mondo privato, impenetrabile, alienato. • Il delirio nella schizofrenia si contraddistingue per l’assenza di sistematicità: si parla di delirio paranoie; vago, disorganizzato, con bizzarrie e imprecisioni. • La disorganizzazione si ritrova sul piano dei temi: il delirio dello schizofrenico non è infatti incardinato o organizzato attorno a un tema unico. Il polimorfismo dei temi è assai caratteristico; spesso si ritrovano intrecciati temi di persecuzione, temi mistici, temi erotomaniaci, temi di discendenza. Al polimorfismo dei temi corrisponde il polimorfismo dei meccanismi; di solito diversi meccanismi coesistono allucinazione, intuizioni, interpretazioni. La sindrome di automatismo mentale è particolarmente intesa: il soggetto è influenzato, qualcuno s’impadronisce del suo pensiero, qualcuno pensa al posto suo. • La depersonalizzazione è dunque al centro dell’esperienza schizofrenica. Che esprime una perdita del sentimento di unità e individualità della persona. L’angoscia dell’annientamento, della frammentazione del corpo può tradursi in un’osservazione prolungata delle mani e soprattutto del volto. Certi malati parlano di impressioni angoscianti di cambiamento di forma è volume delle diverse parti del corpo. Una sensazione di devitalizzazione di sé e del mondo esterno rende il soggetto quasi estraneo a se stesso, “alienato”. • Le forme cliniche. 48 I disturbi del comportamento.

3. con perdita dell’iniziativa motoria. Questa è la forma più sensibile al trattamento. Le difficoltà della diagnosi. rifiuto di ogni contatto. incoerente. in genere tra i quindici e i venticinque anni. I meccanismi di questo delirio sono multipli. non sistematizzato. Altre forme. la tendenza artistica e l’evoluzione verso l’aprassia orientano la diagnosi. i temi sono variegati e spesso intrecciati tra loro. 49 . Le schizonevrosi possono sembrare manifestazioni nevrotiche. la forma ebefrenica era un tempo chiamata demenza precoce. con negativismo espresso da comportamenti di rifiuto (mutismo. scomposto. fenomeni di catalessia. L’attività delirante esiste ma resta difficile da cogliere. rifiuto dei cibi). si può ottenere solo di imporre una certa stabilità a un’assistenza monotona e ritualistica. Inizia presto. vi è un’intensa attività allucinatoria. opposizioni. mescolato a elementi dissociativi e artistici. Nel migliore dei casi. Il che significa che si può anche assistere a remissioni notevoli. perché il malato non si esprime molto. manierismo e stereotipia.1. poiché nei bambini la nozione stessa di schizofrenia è discutibile e discussa. In questa forma predominano l’aprassia è l’indifferenza. Queste forme producono uno stato simile allo stupore. 2. Occorre trattare diversamente la schizofrenia infantile. Nella forma ebefrenico-catatinica si osserva una predominanza dei disturbi psicomotori. Il delirio è povero e poco esteriorizzato. In realtà. Si riscontrano però nel bambino più grande (di 8 – 13 anni) alcune forme di schizofrenia assai simili a quelle osservate negli adulti. La forma psranoide. Nella schizofrenia semplice occorre evidenziare il passaggio “insensibile” del carattere schizoide a una sclerosi della vita affettiva e sociale. il comportamento spesso infantile. Il quadro clinico è dominato dal ripiegamento e dalla stranezza dei comportamenti. ma la perdita del contatto con la realtà. Il delirio è vago. caratterizzate soprattutto da attività verbale delirante. prima dei 7 – 8 anni si parla più facilmente dei psicosi infantile o di autismo. le forme distimiche presentano una sintomatologia depressiva maniacale o mista sviluppandosi in modo intermittente e pericoloso. Questa forma può svilupparsi in modo “ discontinuo”. l’esperienza di frammentazione del corpo è particolarmente angosciante. Impulsi pericolosi e imprevedibili possono affiorare nel corso dell’evoluzione scarsamente sensibile alla terapia.

Infine. Quando l’esordio è progressivo occorre prestare attenzione ai disturbi dell’attività: stanchezza. manie atipiche. acuto. I disturbi del carattere e dell’affettività sono altrettanto indicativi. si è sempre assillati dalla possibilità di trovarsi dinanzi all’inizio di una schizofrenia. sono senza dubbio fenomeni inquietanti: il soggetto può avere l’impressione che i suoi pensieri provengano da qualcun altro.La schizofrenia colpisce il più delle volte soggetti giovani. aprassia (difficoltà nell’eseguire gli atti più semplici della vita quotidiana). è meglio mostrarsi attenti alle bizzarrie. Il distacco. bouffe deliranti contrassegnate da esperienze deliranti primarie. l’indifferenza. Non si devono sottovalutare neppure: l’indifferenza. il sentimento di irrealtà. di atti inspiegabili. Di fronte a taluni quadri clinici. Quando l’esordio è acuto possono manifestarsi accessi pseudo-confusionali. Avvolte l’inizio è progressivo. perdita dello slancio vitale. un affaticamento nella concentrazione intellettuale o lunghe soste di lavoro ingiustificate. una sindrome di anoressia mentale può segnare anche un inizio di schizofrenia. di risate immotivate. e tanto meno l’incuria del corpo e dell’abbigliamento. L’adesione ad una setta può essere l’espressione di questo grande smarrimento. Campanelle d’allarme sono: un’incomprensibile peggioramento del rendimento scolastico. le esperienze di depersonalizzazione. che entrano in contraddizione con lo stato anteriore dell’adolescente. l’isolamento. In altri casi la possibilità di un concreto rapporto sessuale scatena un’angoscia destrutturate. quando si incontra un adolescente in difficoltà. si può anche trattare di un’inibizione totale. anch’essi immotivati. che potrebbero far pensare troppo facilmente e troppo in fretta all’isteria. la freddezza e il ripiegamento sono tutte manifestazioni che devono insospettire. di quest’angoscia già destrutturate. Si possono riscontrare comportamenti di ambivalenza. Il vissuto estraniante di una trasformazione del corpo. si tratta in particolare delle attitudini di ascolto. una prostrazione progressiva. folgorante. un ripiegamento su se stesso e un notevole calo del rendimento scolastico. L’inizio può essere anche 50 . all’ambivalenza. nel periodo della pubertà. Le manifestazioni iniziali possono essere diverse. che manifestano una frammentazione da cui il soggetto tenta ancora di difendersi. la somma di diverse manifestazioni prolungate. l’inizio è improvviso. Talune angosce sessuali sono frequenti. Così. giustifica una diagnosi di schizofrenia. In altri casi. Talvolta il carattere anomalo e insolito del comportamento balza in primo piano e attira subiti l’attenzione. che presenta tratti depressivi.

La rimozione è il divieto. di comparire nella coscienza. La struttura positiva corrisponde invece all’esperienza delirante. di liberare il proprio mondo dal mondo degli altri. o addirittura molti anni. ma dell’intera persona: tutto il sistema di valori dell’esistenza è deformato. di divoramento. invece. La struttura negativa è la conseguenza diretta del processo distruttivo. il distacco. la schizofrenia dipende da una causa biologica. e all’espressione del desiderio sempre insoddisfatto di sfuggire al controllo della realtà. per un certo contenuto. Nella maggior parte dei casi la diagnosi non può essere formulata dopo il primo esame. Questo impedisce al soggetto di distinguere l’io dal non-io. La possibilità di un ritorno del rimosso è dovuta al fatto che l’elemento da rimuovere è stato. prima che la diagnosi si precisi e possa essere confermata. mentre il nevrotico rimuove il contenuto psichico lo psicotico rimuove la realtà. La forclusione. Lacan chiama forclusione il fallimento della rimozione co-responsabile della psicosi. l’impenetrabilità. Sarà poi l’evoluzione a dire se la diagnosi è corretta. al tentativo di ricostruzione del mondo. Non consiste solo in una disorganizzazione dell’esperienza attuale. astratto. Capitolo quinto I disturbi dell’umore 51 . caotico. Talvolta bisogna aspettare due o tre ricoveri. Certe manifestazioni fanno pensare a un vissuto di frammentazione: un’impressione di trasformazione del corpo. riconosciuto come esistente. Secondo Freud. Si pensa dunque alla diagnosi di schizofrenia ogni qual volta si individuano segni che rivelano l’irruzione dell’irreale in una personalità che si dissolve progressivamente. diversi mesi.segnato da un tentativo di suicidio o da un atto di automutilazione che “niente” lasciava prevedere. Per alcuni. il parassitismo mimico e il manierismo. Cenni psicopatologici. l’ambivalenza. dato che la schizofrenia è caratterizzata da elementi di dissociazione e da un proprio dinamismo evolutivo. punto e basta. Henri Ey contrappone struttura negativa e struttura positiva. un pensiero vago. non conserva mai ciò che rifiuta: lo cancella o lo depenna. Certi sintomi esprimono la discordanza: la bizzarria. Nella sua teoria organo-dinamica. fantasie.

L’umore è la “disposizione affettiva di fondo.La sindrome di rallentamento motorio e psichico. la complessità crescente delle condizioni di vita nei paesi industrializzati.Le depressioni. L’umore può alternarsi sia in direzione dell’euforia sia in direzione della tristezza: queste due disposizioni estreme sono chiamate “ipertimia”. Si suddivide in due capitoli: da un lato. i disturbi dell’umore. Estendendo la metafora si giunge al senso psichiatrico. Il nucleo semiologico comune. o da qualsiasi altra causa – e a quello meteorologico: si parla di depressione barometrica. 52 . il flusso della parola.L’umore e le sue perturbazioni. formata da ogni istanza emozionale e istintiva. detto anche “lipotimia”. la mimica. Le alterazioni dell’umore che vanno nel senso della depressione sono di gran lunga le più frequenti e sembrano addirittura in costante aumento. a) L’attività motoria è più o meno alterata. con l’idea di cedimento. Esistono in realtà diverse forme di depressione. apparteneva e appartiene tuttora al lessico geografico con il senso di abbassamento prodotto da una pressione esercitata dall’alto verso il basso. oscillante fra i due poli estremi del piacere e del dolore”. di crollo. soprattutto nei paesi cosiddetti “sviluppati”.1. la difficoltà ad affrontare la competizione. di solito rallenta. atmosferica o ciclonica. 2. l’attenuamento degli affetti. 1. il rallentamento motorio e psichico. Le cui cause potrebbero essere la solitudine. e in particolare l’andatura. che dà a ciascuno stato d’animo una tonalità gradevole o sgradevole. Fra questi due poli un’altra disposizione affettiva. La questione della definizione è inseparabile da un approccio storico del problema. di abbattimento. Il rallentamento interessa la mobilità di tutto il corpo. dall’altro. Ricordiamo subito che il termine “depressione” prima di indicare i disturbi dell’umore o la tristezza patologica. sintomo che il più delle volte si accompagna a un’alterazione del funzionamento psichico. L’uso del termine “depressione” in psicopatologia risale solo alla seconda metà dell’Ottocento.

lo scoramento. affligendosi con autorimproveri e auto-accuse. questa tristezza può essere per lungo tempo contenuta. oppure in un anideismo. 53 . indomabile. sguardo spento. Nella depressione. arcigno.b) L’attività psichica è anch’essa alterata e affetta da rallentamento. esprime pensieri di insufficienza. La perdita di interesse per gli altri. La mimica. I disturbi sessuali. In pratica. L’astenia è abituale. è spesso patita ed espressa con grandi sensi di colpa (melanconia). nascosta. ossia l’incapacità di provare sentimenti amorosi per i propri cari. volto spossato. la sindrome di rallentamento psicomotorio si manifesta nella lentezza dei gesti e dell’andatura. inconsolabile. il tono della voce esprimono sovente ma non sempre l’ abbattimento. L’umore depresso. e persino negata. nel rallentamento psichico. persistente. inspiegabile e dà luogo a una lamentazione continua. qualche volta intercalato da crisi di collera. L’anastesia affettiva. L’anedonia depressiva consiste invece nell’incapacità dolorosa di provare piacere in attività o situazioni abitualmente gradevoli. il termine “disforia” indica un umore instabile. di svilimento e soprattutto di indegnità e di colpa. Non c’è più slancio spontaneo: in mancanza di previsioni positive e di sufficiente fiducia in se stessi vi è una perdita dello slancio vitale. La debolezza fa parte di questa sindrome. Nelle forme più gravi il depresso è in preda a un intenso dolore morale. per se stessi e per il mondo esterno induce a parlare di disinvestimento generale. irascibile. Il rallentamento può sfociare in un monoideismo. si parla spesso e volentieri d’inibizione psichica per descrivere il rallentamento generale dei processi intellettuali e l’abbassamento di intensità delle normali pulsioni istintive. sono frequenti. Le manifestazioni somatiche. Talvolta unita a un sentimento di sfinimento. da una tristezza invincibile. è un altro tratto caratteristico dell’umore depresso. che corrisponde all’elimininazione di ogni contenuto ideico. Sono spesso usate espressioni come “ipertimia dolorosa” oppure “umore disforico” . l’umore è caratterizzato da tristezza. che consiste nel ristagno attorno un’idea unica. nella diminuzione della mobilità nella monotonia dell’espressione e del discorso. dovuti a un calo della libido. Nell’aspetto e nella mimica del depresso tutto indica stanchezza e sfinimento: aspetto tirato. nei disturbi della memoria e della concentrazione. intenso. L’indebolimento è penoso.

Il sonno è sempre turbato: si tratta qualche volta di ipersonnia. è caratteristiche della depressione melanconica. d) I disturbi somatici sono pressoché costanti: oppressione. può anche trattarsi di un insonnia a notte fonda. ma in generale l’insonnia resta il disturbo più comune. La depressione psicogena. vertigini) così come le paure circa l’avvenire. Questo significa che in qualche misura. Il tentativo di suicidio assume raramente il carattere definitivo e atroce che assume invece nel melanconico.I disturbi dell’appetito sono abituali e si manifestano il più delle volte con anoressia. dovuta a un evento recente o a una situazione psicologica conflittuale. che sono comunque diverse dall’avvenire senza sbocchi e senza speranze del melanconico. di impotenza nello svolgimento delle faccende quotidiane. b) L’inibizione è espressa soprattutto in termini di stanchezza. con risvegli dolorosi. Non si verifica invece l’enorme rallentamento psichico e motorio caratteristico della melanconia. Questa insonnia può assumere diverse forme: difficoltà nell’addormentarsi si riscontrano soprattutto nelle depressione ansiosa. rimuginamenti morbosi. abbandonato: il più delle volte ciò che gli accade è colpa degli altri. Questo gesto suicida ha spesso il valore di una richiesta di aiuto. la reattività all’ambiente circostante. talvolta suicidi. mentre l’insonnia di primo mattino. ha la tendenza a porsi nella situazione della vittima più che in quella del colpevole. l’elemento relazionale è mantenuto. La mobilità espressiva è ben diversa dalla mimica fissa del melanconico. disturbi dell’appetito. palpitazioni. a) L’ansia è spesso manifesta. in molti casi. cefalee. Questi pazienti sono particolarmente sensibili alla dimensione relazionale. e) È davvero notevole la sensibilità. La depressione è solitamente comprensibile. di sfinitezza. soffocamenti. termine che assume qui il senso stretto di “perdita dell’appetito”. il soggetto si sente isolato. 54 . disturbi sessuali. vertigini. Ma non bisogna tuttavia sottovalutare la gravità del gesto suicida. costituiscono la ragione del ricovero in ospedale. risvegli in piena notte e risvegli al mattino presto. Spesso l’insonnia è mista e associa difficoltà nell’addormentarsi. le manifestazioni somatiche sono frequenti (sensazione di nodo alla gola. Un tentativo di suicidio va preso sempre sul serio. c) I comportamenti suicidari sono assai frequenti e. sintomi di conversione somatica che possono assumere il valore di veri e propri equivalenti depressivi. disturbi del sonno.

ma un colpevole. possono essere dovuti soltanto da lui. un conflitto che abbia prodotto la situazione attuale. mentre una delusione. Il soggetto non può che prendersela con se stesso. ogni cosa che succede. improvviso o progressivo. tutti i tormenti di cui soffre. come accade invece nella depressione nevrotica. assumono solo eccezionalmente il valore di una domanda. e) Il comportamento suicida è un pericolo assai grave e non ha mai il valore di un riscatto. è legato a un fattore scatenante. può annientare con la stessa rapidità: questa è una delle caratteristiche della depressione nell’isterico. c) La gravità dell’inibizione. un giudice feroce e impalpabile. di una richiesta di cure. è rinchiuso in un mondo di catastrofe. g) La farmacoterapia sortisce spesso effetti spettacolari. La depressione melanconica. Il soggetto non si considera una vittima. Al punto tale che le modificazioni dell’ambiente e il cambiamento di atteggiamento dei propri familiari non esercitano alcun influsso sulla depressione melanconica. spietato. non vede nessun altro all’origine della propria sofferenza: tutto viene da lui. di una richiesta di aiuto. è riconducibile “all’interruzione di un legame amoroso intimo e reciproco” e la perdita d’amore è la principale molla scatenante della depressione. la più infima gratificazione può talvolta mettere capo a un miglioramento spettacolare. d) L’umore triste e il dolore morale non dipendono affatto dall’atteggiamento dell’ambiente circostante. del rallentamento psicomotorio è davvero notevole. La perdita dell’autostima è una dimensione fondamentale della depressione nevrotica. nel quale diventa egli stesso il testimone e il giudice delle proprie azioni e intenzioni. La depressione 55 . se no impossibile. La depressione endogena costituisce un’entità clinica e psicopatologica – omogenea. mentre la depressione nevrotica reagisce poco e male a questo tipo di trattamenti. evidenziare un evento scatenante. ma se stesso. b) Si possono spesso segnare antecedenti personali di episodi melanconici o maniacali.L’apparizione di questo “stato patologico di sofferenza psichica” . la cui sintomatologia è praticamente monomorfa e la sua evoluzione è ciclica. appena percettibile dall’osservatore esterno. non accusa gli altri. spesso menzionato dal paziente stesso. Il melanconico non tenta più di comunicare con gli altri. a) E’ difficile. L’inizio. e tutta colpa sua. f) I disturbi somatici sono di solito la conseguenza del rallentamento e dell’anoressia. in cui predomina la perdita del sentimento di valore personale.

la “firma” organica. Fu individuata da Kraepelin e. La depressione mascherata. Si parla di “depressione mascherata” quando il disturbo dell’umore. è “mascherato” dalla gravità delle manifestazioni somatiche e dei lamenti ipocondriaci. l’inibizione e il dolore morale sono estremi. Il conflitto di ambivalenza sarebbe così grave. Ricordiamo ancora che le variazioni dell’umore cambiano a seconda del tipo di depressione. La depressione involutiva. Il punto di vista organicistico. Il rallentamento psicomotorio è ritenuto da certuni come l’elemento fondamentale e più costante della depressione. Cenni psicopatologici. L’ansia sembra prevalente e il rallentamento psicomotorio meno marcato rispetto alle psicosi maniaco-depressive. a seconda delle origini culturali dei pazienti. Numerose anomalie biologiche sono state evidenziate durante lo stato depressivo: ciò non consente comunque di scorgere in una di esse la causa della depressione. l’astenia. abitualmente definita come una sindrome depressiva che insorge nei periodi d’involuzione. che l’io non avrebbe più alcuna 56 . In questa prospettiva la melanconia è una forma arcaica di lutto. tutti sintomi che sembrano costituire per il paziente l’unico linguaggio col quale egli può esprimere la propria sofferenza e può comunicare con gli altri. I sintomi si attenuano un po’ durante la giornata. potrebbe essere considerato. Il punto di vista psicoanalitico si basa essenzialmente sull’interpretazione che Freud e Karl Abraham hanno dato della melanconia.nevrotica invece non costituisce un’entità omogenea: la profondità. la gravità e anche l’espressione clinica della depressione possono in questo caso variare molto. si osserva abitualmente una degradazione progressiva dell’umore durante la giornata. Nella depressione psicogena. il nocciolo duro sul quale vengono a innestarsi diversi tipi di manifestazione depressiva. Nella depressione endogena l’aggravamento dei disturbi al momento del risveglio è un dato pressoché costante: di fronte alla giornata che inizia l’angoscia è intensa. Questa prospettiva si basa oggi sugli effetti dei farmaci antidepressivi che permettono di aumentare la concentrazione di certi neurotrasmettitori a livello delle sinapsi. Il punto di vista psicoanalitico. evidenziata in particolare da un’astemia crescente.

strettamente connessa all’abbassamento o alla scomparsa di apporti esterni valorizzati. Il punto di vista dell’etnopsichiatria. ereditaria. 57 . che si attribuisce la responsabilità di ogni evento giudicato negativo. 3. La psicosi maniaco-depressiva potrebbe essere classificata tra le psicosi cosiddette funzionali. sociali. formulando una prognosi favorevole nonostante la tendenza alla ricomparsa delle crisi Per gli autori classici la psicosi maniaco-depressiva era un'affezione di tipo endonenoe ciò significa che il ruolo dell'eredità o dei fattori biologici era considerato decisivo. di nuovi oggetti da investire. assai pericolosa per l’oggetto. Questa constatazione ci induce oggi a prendere in considerazione aspetti diversi nell’organizzazione della personalità. Oggi. Nel 1899 Kraepelin descrive la follia maniaco-depressiva. Ha permesso di capire che nelle culture non occidentali il vissuto depressivo può assumere una forma sconcertante agli occhi degli occidentali: la persecuzione. la depressione è riconducibile alla rottura di un intimo legame amoroso. dovuta alla rigidità delle strutture cognitive del depresso. Ogni delusione suscitata dall’oggetto d’amore rischia comunque sempre di scatenare una ventata d’odio. nella quale scorge una predisposizione costituzionale. religiose. Pone l’accento sulle diverse espressioni della depressione nelle diverse culture di appartenenza dei malati. la maggior parte degli autori la situano nell'ambito dei “disturbi dell'umore”. Pone infatti invidenzia il ruolo della costituzione e della predisposizione. di una certa cultura*. però. La psicosi maniaco-depressiva o psicosi periodica. Per certi psicoanalisti post-freudiani.via d’uscita a parte quella di assumere su di sé e ribaltare contro se stesso l’odio riservato sul suo oggetto privilegiato. che sono riconducibili alle caratteristiche familiari. I legami che uniscono la mania e la melanconia in una stessa malattia sono stati individuati solo nella seconda meta dell'Ottocento. E caratterizzata dalla comparsa di disturbi ciclici dell’umore che trovano sfogo in accessi maniacali o accessi melanconici. rappresenta un aspetto fondamentale della depressione nevrotica. La perdita dell’autostima. L’accesso maniacale corrisponderebbe in tal senso a una difesa dalla perdita oggettuale alla ricerca. Nelle famiglie di maniaco-depressivi il rischio è di gran lunga più elevato: dal 15 per cento al 25 percento (peri parenti di primo grado). Secondo questa prospettiva la depressione consiste in un interpretazione negativa delle percezioni.

58 . L'accesso maniacale. sposta i mobili. oltraggi al senso del pudore possono segnare l'inizio delle crisi.si sente invaso da un sentimento d'euforia. interpella il primo che passa con improvvisa familiarità. stabilite tramite legami verbali fragili e automatici: rime. declama. del malato consente in molti casi di formulare o perlomeno intuire subito la diagnosi. l'esaltazione dell'umore. i disturbi dell'ideazione. la nozione di mania indicherà una crisi acuta. Si osserva un'accelerazione di tutti i processi psichici: a} Accelerazione delle rappresentazioni mentali: un immagine. tutto è meraviglioso. I disturbi dell’ideazione. assonanze. I discorsi sono sempre più ricchi e veloci. chiasso di notte. di benessere. Il paziente ha il volto animato. non appena-evocata. b) Carattere rapido e superficiale delle associazioni di idee. L'accesso maniacale è uno stato di sovreccitazione di tutte le funzioni psichiche.. Studio clinico. giocoso o furioso. dorme solo qualche ora per notte e spesso soffre di insonnia totale. Scandali nei luoghi pubblici. di facilità tutto è possibile. giochi di parole. Il biotipo (attributi morfologici umorali e psichici) caratteristico della psicosi maniacodepressiva è il biotipo picnico: un individuo tarchiato e rotondo dal punto di vista morfologico. qualche volta con insolente ironia. che verrà in seguito integrata alla psicosi maniaco-depressiva. irresistibile di attività e di movimento. Prova un bisogno incessante. La presentazione. svuota gli armadi. 1. Nell'Ottocento invece.Alla nozione di ereditarietà va ricollegata quella di costituzione o di biotipo. i comportamenti sempre più chiassosi. c) Dispersione dell'attenzione spontanea sensibile a tutti gli stimoli esterni. si muove.. ma il più delle volte è improvviso. Fino all'Ottocento il termine di mania fu usato in senso lato. canta. parla senza mai fermarsi. sintonico dal punto. Il contegno è stravagante o scomposto. e specialmente nella seconda metà. L’aspetto. L'inizio può essere progressivo. i disturbi dell'attività e le manifestazioni somatiche. scompare dal campo della coscienza ed è immediatamente sostituita da un'altra: caleidoscopio dei contenuti della coscienza. Vanno considerate: la presentazione. Il malato percepisce una brusca trasformazione. L'attenzione volontaria è impossibile. sinonimo di follia.

e) Esaltazione della memoria: ipermnesia. Euforia e ottimismo sembrano decuplicare le forze del soggetto che si sente meravigliosamente bene. non solo aderisca alla realtà. Tuttavia. può anche diventare violento e aggressivo. salti logici giochi di parole. autentici flussi verbali. Si constatano produzioni immaginative pseudodeliranti alle quali il malato non crede fino in fondo. dà del tu. Molte volte quest'esaltazione mette capo a reazioni chiassose o scandalose. felice. fa la visita con i dottori. a) Espansività e ipertimia caratterizzano lo stato affettivo del maniacale. dall'umore scherzoso alle imprecazioni. f) Esaltazione dell'immaginazione. con atteggiamenti seducenti o decisamente audaci tutto è permesso tutto è possibile tutte le barriere crollano di fronte a questa vera e propria megalomania. disordinata: gesticola. piegandole alle proprie fantasie. L'esaltazione dell'umore. esterna ma presenta una perfetta sintonia che può avere notevoli ripercussioni sull’ambiente. scherza. I disturbi dell'attività. A conti fatti. ma ciò non ha molta importanza in un soggetto che non si preoccupa affatto delle coordinate temporo-spaziali. chiama. balla. si traveste.con parole salaci o oscene.d) L'orientamento rimane di solito corretto. che trova anche sfogo in spese inverosimili. ci possono anche essere vere idee: in questo caso si parla allora di mania deliranteg) II linguaggio orale e scritto riflette la disorganizzazione del pensiero del maniacale: rapidità. instancabile. Le manifestazioni organiche. mancanza di nessi tra le idee. Gli elementi del mondo esterno sono integrati nell'attività ludica poiché il maniacale. “superman”… b} Ma l'instabilità affettiva è un tratto tipico dell'umore maniacale e con stupefacente facilità il malato passa dal riso al pianto. canta. e) Questa straordinaria “liberazione” questo scatenamento si manifestano anche nella sfera sessuale. Sbeffeggia. la fuga delle idee è il sintomo preminente di questo stato di eccitazione psichica. ride. invincibile. sovrabbondanza di dettagli. Il maniaco prova un impellente bisogno di attività. intraprendente. mentre la fissazione dei ricordi durante le crisi risulta assai deficitaria. 59 . Un simile sconvolgimento dell'esistenza comporta delle ripercussioni sul piano organico. si preoccupa della salute dei pazienti e dei medici.. mentre gli atti di rilievo medico legale pericolosi sembrano più rari. onomatopee. E in effetti la sua attività è incessante..

Da lungo tempo è noto che la malattia evolve spontaneamente verso la guarigione in 2-6 mesi. a) Si possono riscontrare forme accompagnate da allucinazioni. Lo scatenamento di desideri sfrenati. c) Si possono riscontrare stati misti maniaco-depressivi l’eccitazione è allora accompagnata da temi depressivi. b) La fame e la sete sono eccessive."orali. Evoluzione. quasi permettendogli di sfuggire all'angoscia.a) b) I disturbi del sonno sono e caratteristici: il bisogno di sonno scompare quasi del tutto. da uno stato maniacale a uno stato melanconico. Cenni psicopatologici. ipersecrezione di saliva. indice della liberazione delle pulsioni pregenitali. Un accesso maniacale può scatenarsi poco tempo dopo. raggiungere i 10. Il maniacale si proietta nell’avvenire in maniera sfrenata forsennata. La comprensione è pronta. ma il dimagrimento è abituale: può anche senza provocare particolare stanchezza. 60 . b) Si parla di mania ultra-acuta quando il comportamento aggressivo balza in primo piano. precipita il soggetto nella soddisfazione delle proprie pulsioni. b) Secondo la prospettiva psicoanaliticala mania. il fare è disinvolto e non mostra neppure quel ritegno che talvolta si nota nell’individuo normale. La mania non costituisce soltanto in certo qual modo il perfetto contrario degli stati depressivi circolari ma non è altro che una fase della follia maniaco-depressiva. le idee sorgono facilmente. un episodio melanconico. per essere subito dopo sostituite da altre nuove. L’umore è in stato di perenne eccitazione. oppure durante. orgiatisti si traduce in un vero e proprio furore libidinale. altre più lunghe. Tutte le secrezioni sono in aumento: sudore abbondante. Certi pazienti passano. a) Gli autori appartenenti alla prospettiva fenomenalogica: il paziente è incapace di vivere il presente e i suoi limiti. Noi indichiamo quests unione di sintomi morbosi. 20 chili in uno o due mesi. col nome di mania. Ci possono essere crisi più brevi. 15. Forme cliniche. di tanto in tanto presenta dei periodi di completa confusione e di sconnessione nei suoi discorsi concitati. che durano alcune settimane.

non si lava e non ha neppure la forza di vestirsi. I neurolettici devono essere prescritti in dosi elevate. invade il campo della coscienza. 2. intenso e penoso.di intesa depressione. difficoltà nel lavoro. il rallentamento spico motorio. E’ in genere difficile evidenziare i fattori scatenanti. i sentimenti depressivi il rischio di suicidio. tutt’altro che dispersa e labile. . permanente: nessuno può fare nulla per lui. e rimuginasse di continuo temi di morte e di colpa. Il ricovero. nonché da un intenso dolore morale. pietrificato. Il maniacale si lascia andare a una sorta di dilatazione della propria esistenza. La melanconia è più frequente nelle donne. spesso muto. si concentra su temi melanconici. Il dolore morale. i disturbi organici. si lamenta oppure piange. L’inizio è di solito progressivo e può richiedere anche diverse settimane. Principi terapeutici. Studio clinico. L'accesso melanconico. Sono caratteristiche: la presentazione. di liberazione elle istanze inferiori. 61 . è contrassegnato da tristezza. mentre l’attenzione. che trova espressione in comportamenti giocosi. E uno stato. niente può consolarlo. Il malato ha perso il gusto di vivere. si constata una vera e propria inerzia motoria. L'aspetto del malato è caratteristico: è seduto. L’accesso melanconico si contrappone quasi punto per punto all'accesso maniacale. Il volto colpisce per tratti cadenti. le associazioni sono difficili. è una vera e propria maschera di tristezza. L’inibizione psichica è costituita da un rallentamento dell’ideazione.L’inibizione e il rallentamento. si trova murato in una tristezza profonda. Il melanconico parla poco o niente.c) Nella sua analisi strutturale.Sentimenti depressivi. proiettandosi a di là di un presente impossibile. nella maggior parte dei casi necessario è Talvolta una misura urgente. . Il primo accesso sembra aver luogo un po’ più tardi dell’accesso maniacale (35 – 50 anni).La presentazione. In un malato che non si alza più. immobile. . E’ come se il malato fosse bloccato.l'aspetto positivo. insonnia e crescente indecisione. contrassegnato dal rallentamento e dall’inibizione delle funzioni psicopatologiche e psicomotorie. Henry Ey ha sottolineato due aspetti: l’aspetto regressivo o decifitario dovuto ai disturbi delle funzioni di sintesi. l'inibizione. lo sforzo mentale è impossibile.

Infatti. Il rifiuto di cibarsi ne costituisca un'espressione permanente. la morte è l’unica via d’uscita. o perché vuole liberare i suoi da un mondo di catastrofe e d'orrore. lancinante: il malato manifesta con chiarezza il desiderio di lasciarsi morire.difficile da esprimere. di un raptus suicida. II tentato suicidio è spesso preparato con cura e meticolosità. perché vuole espiare i suoi errori. Il dimagrimento. pesante. nei suoi comportamenti. è un'insonnia relativa alle ore del primo mattino: il malato si sveglia con l'angoscia della giornata da affrontare. minimi. si giudica indegno di essere amato. Si accusa di vecchi errori. Ma può anche trattarsi di un impulso brusco. ma il desiderio e la ricerca attiva della morte. tratto caratteristico della melanconia. oppure di un suicidio collettivo: come quello di una madre che apre il gas e tappa le fessure delle porte e delle f inestre per morire con tutta la famiglia. di solito è presente bradicardia. in particolare quelle digestive. Il rischio di suicidio è costante.si sente sminuito. E’ affranto da un sentimento d'impotenza. l'attività ludica. a) L'insonnia è perenne e penosa. II desiderio di morte e la ricerca della morte. nel suo atteggiamento. ai quali però conferisce un peso e un significato mostruoso. dovuto al rifiuto del cibo. I disturbi organici. 62 . ciò che predomina non è. Un intenso senso di colpa è il sentimento che predomina in questo quadro di dolore morale: nessun castigo può essere all'altezza delle sue colpe. b) Si osserva un rallentamento di tutte le funzioni. Per lui. impotente a reagire. diffuso.Il melanconico prova un malessere vago. L'insofferenza al freddo è frequente. A questo punto scoppia il masochismo. incapace di decidere. come nel caso della mania. può diventare preoccupante. La possibilità del suicidio è sempre presente nei casi di melanconia. Evoluzione. Questo sentimento d'incapacità lo sommerge. Si rimprovera di non potere amare i suoi cari. Si crede rovinato.

L'accesso melanconico non trattato ha una durata di diversi mesi. Nella sua analisi strutturale. d) la sindrome descritta da Cotard associa: idee di negazione degli organi (“non ho più cuore. In altri casi. E’ importante sapere che il rischio di suicidio è particolarmente elevato durante la fase di miglioramento. per lui tempo si declina in una prospettiva di morte. disturbo della coscienza. Il senso di panico è costante. La cura consente talvolta un miglioramento notevole nel giro di qualche giorno. quando il paziente ha ormai recuperato la sua autonomia e dispone dei mezzi per passare all'atto. dalla perdita della capacità di amare. espresso da stupore. Il melanconico è sempre rivolto verso il passato. murato nella sua tristezza e di sperazione. La struttura positiva corrisponde invece alla costruzione delirante del melanconico: 63 . che si traduce in inibizione rallentamento psicomotorio. di persecuzione. L'accesso melanconico può essere seguito. che si manifesta con un sentimento di arresto del tempo vissuto. I temi sono rappresentati da idee di colpa. “) e temi di negazione del mondo (non esiste più niente).. Se si ascoltano con pazienza le molteplici e svariate autoaccuse del melanconico. di possessione. Forme cliniche. ha amato o dovrebbe amare.. d'indegnità. Cenni psicopatologici. dall’inibizione di fonte a qualsiasi attività e da un avvilimento del sentimento di sé che si esprime in autorimproveri e autoingiurie e culmina nell'attesa delirante di una punizione. a) Nel caso della melanconia stuporosa l'inibizione psicomotoria e particolarmente evidente. da idee ipocondriache di trasformazione e di negazione del corpo. Henri Ey sottolinea l’esistenza di una struttura negativa con: perdita dell’attività sintetica del pensiero. il mio intestino è otturato. di rovina. fisso. si può perfino credere che presenti un delirio cronico. Il malato è silenzioso. alla fine non ci si può sottrarre all'impressione che spesso le più intense di esse si attagliano pochissimo alla persona del malato e che invece con qualche insignificante variazione si adattano perfettamente a un'altra persona che il malato ama. da un venir meno dell’interesse per il mondo esterno. l'accesso dura parecchie settimane. da idee di dominazione. Il melanconico si sente spesso minacciato o mosso dalle forze del Male. b) Nella melanconia ansiosa l’agitazione è in primo piano. destrutturazione temporale etica della coscienza. c) Nel caso della melanconia delirante. La melanconia è psichicamente caratterizzata da un profondo e doloroso scoramento. ne polmoni. da un accesso maniacale.

Nella prospettiva psicoanalitica gli autori scorgono nella situazione melanconica una situazione di perdita dell'oggetto amato. Secondo Mélanie Klein. tenta in realtà di distruggere se stesso. La doppia polarità è caratteristica e al contempo problematica. Nel caso della depressione melanconica. La problematica fondamentale. Questo oggetto sembra quasi incorporato si dice allora che introiettato. I suoi sentimenti nei confronti di quest'oggetto sono percorsi da una forte ambivalenza. Principi terapeutici. percorsa da ansia metafisica. L'oscillazione fra la posizione depressiva e la posizione maniacale è quindi un elemento essenziale dello sviluppo normale. Il significato della malattia maniaco-depressiva non è quindi semplice. Il ricovero in ospedale è solitamente necessario. non possiede più alcuno slancio spontaneo. nell'infanzia. Nella prospettiva fenomenologica gli autori dell'essere psichico. l'ottimismo umano. stabilire quali fossero i “buoni” oggetti interni e sentirsi così al riparo nel suo mondo interno. In molti casi la cura con antidepressivi è subito efficace. Lo stato affettivo è modificato nel senso di una “anestesia affettiva”. contro di essa il maniaco lotta invece con forza. ossia una situazione di lutto. che diventa parte integrante del soggetto. Quando dunque il melanconico si ribella contro questa parte di sé e si accanisce a distruggerla. che il soggetto lo fa suo. La sola anticipazione alla portata del depresso è un’anticipazione negativa: il depresso è “amputato di ogni futuro”. la posizione depressiva infantile è quella cruciale nello sviluppo del Bambino. Un aiuto psicoterapico può essere proposto subito Dopo un episodio maniacale melanconico. odio sempre pronto a risorgere non appena l'oggetto tenda ad allontanarsi o a diventare cattivo. sia quella depressiva: a questa il melanconico si abbandona con masochismo. che dovrebbe costituire la negazione di ogni miseria. 64 . Il melanconico si comporta come se fosse in lutto per l’oggetto amato.scompare oppure risulta gravemente compromesso. In mancanza di anticipazioni positive. mettendo in risalto la disorganizzazione Capitolo sesto. con una fuga in avanti. Il maniaco depressivo non supera però mai la posizione depressiva infantile: non ha potuto. una miscela di amore possessivo e di odio distruttivo.visione tragica dell’esistenza.

Il nevrotico tiene conto della realtà. alla quale tenta costantemente di adattarsi: è alla ricerca di un equilibri nello squilibrio. Conversioni somatiche. La forza psicologica corrisponde all’energia psichica potenziale. Egli propone di interpretare gli stati nevrotici alla luce dei concetti di forza psicologica e tensione psicologica. Le nevrosi. Tutta la dinamica relazionale è contrassegnata da questo tentativo di adattamento. la parola è servita a catalogare tutta una serie di affezioni alle quali si attribuiva una sede organica. fobie. ossessioni-esprimono una difesa dall'angosci e rappresentano un compromesso. Verso la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento si viene delineando una distinzione assai più chiara e netta tra le nevrosi e le psicosi. la minaccia della pulsione interna scatena l’angoscia e quest'ultima provoca la rimozione. Due diverse teorie freudiane dell’angoscia si sono succedute.la debolezza psicologica determina un restringimento della coscienza.non ancora incanalate in attività sublimatorie . Janet distingue due grandi categorie di nevrosi: l’insteria e la psicastenia. Nella psicastenia.Le nevrosi e le affezioni psicosomatiche. nevrosi digestiva. nevrosi cardiaca. In un'ottica psicoanalitica. nevrosi ossessiva. ma per le quali non si riusciva a stabilire una causa organica precisa. Il concetto ottocentesco di nevrosi è quindi simile all’attuale nozione di nevrosi d'organo o di affezione psicosomatica. nevrosi gastrica. L'angoscia diventa in qualche modo un “segnale” per l’Io che consente di avviare un processo di difesa. l'Io è “incastrato” tra le pulsioni emergenti .e un super-Io rigoroso e intransigente. Tra le diverse istanze del conflitto interno. La tensione psicologica corrisponde alla capacità di utilizzare l'energia psichica a un livello più o meno elevato nella gerarchia delle funzioni. le idee fisse subcoscienti sono ali origine dei sintomi. Tra il 1926 e il 1939 egli propone invece una teoria storica: in questa prospettiva. quelle che consentono di adattarsi alla realtà e al presente.. Nell'isteria.. Egli elabora una teoria economica l’angoscia è definita come una certa quantità di energia sessuale che sconfina nel somatico. ecc. quella che può essere mobilitata. II 65 . Il termine “nevrosi” è stato introdotto nel Settecento dal medico scozzese Cullen durante l'Ottocento. “Nevrosi” erano dette le malattie del sistema nervoso. Nel caso delle nevrosi sono alterate le funzioni sociali. l'abbassamento della tensione psicologica suscita un senso d'incompiutezza è l’energia sprecata viene riversata in ossessioni e idee fisse.

nevrotico passa il suo tempo a cercare un compromesso tra il Desiderio e la Realtà. l’angoscia è spostata sul pensiero. nevrosi ossessiva) tenendo presente che è grazie allo studio dell’isteria che Freud ha messo in luce il ruolo del conflitto difensivo. Freud ha incluso tra le nevrosi attuali la nevrosi d'angoscia e la nevrastenia e in seguito l'ipocondria. nevrosi fobica. Tradizionalmente si distinguono: Le nevrosi traumatiche. che sono dovute a un trauma psichico. consistenti nella mobilitazione e manipolazione delle persone e nell’acquisizione di vantaggi sociali. Va notato che stranamente questa prospettiva sostiene l’idea che le nevrosi attuali non rientrino più nell'ambito della psicoanalisi. La tendenza attuale è di scorgere sempre nei sintomi l'espressione simbolica di conflitti più antichi per quanto importanti siano i fattori attuali. Psiconevrosi di difesa (isteria. Il meccanismo di formazione dei sintomi è somatico e non simbolico: e una trasformazione diretta dell'eccitazione in angoscia. Secondo Freud il sintomo riproduce in un modo o nell'altro appagamento della prima infanzia. Il contributo di Freud alla classificazione delle nevrosi è stato fondamentale. Come vedremo.il sintomo specifico della nevrosi isterica è la conversione somatica. infine. Le psiconevrosi si contrappongono alle nevrosi attuali. e tende a farvi ritorno quando si trova ad affrontare situazioni particolarmente difficili o conflittuali. Forniscono inoltre guadagni secondari. di qui le nozioni di fissazione e regressione. Le nevrosi attualità cui origine non va ricercata nei conflitti infantili. la situazione traumatica è esterna al soggetto: guerre. 66 . bensì nel presente. Le nevrosi di carattere sono dovute a un occultamento profondo del conflitto nevrotico. poiché i sintomi non possiedono un significato che possa essere delucidato. nel caso della nevrosi ossessiva. incidenti. Attuale significa: nel presente. I sintomi nevrotici rappresentano comportamenti simbolici che tendono a neutralizzare l'angoscia. la cui origine risale all'età infantile. mentre nella nevrosi fobica si verifica uno spostamento dell'angoscia su un oggetto o una situazione esterna. I sintomi sono questa volta l'espressione simbolica di conflitti. appagamento deformato dalla censura prodotta da conflitto. Il nevrotico rimane legato a certe fasi del suo sviluppo psicoaffettivo. Le esigenze contraddittorie del principio di piacere e del principio di realtà sono all'origine del conflitto che suscita angoscia. catastrofi naturali.tanto che diventa difficile sospettarne l’esistenza.

prima che il bambino sia arrivato alla maturità sessuale. come conseguenza di un’aggressione sessuale effettuata da un 'altra persona.L'ereditarietà e l'etiologia delle nevrosi. ma da un carattere speciale dell’evento sessuale infantile. nella direzione indicata dal concatenamento organico dei sintomi. Esperienza sessuale passiva prima della pubertà: questa è dunque l'etiologia specifica dell’isteria. agendo su di un individuo sano. il cui sviluppo e la cui gravità saranno conformi al grado di questa condizione ereditaria. L’episodio. è un’esperienza precoce di rapporti sessuali con effettiva irritazione degli organi genitali. la loro azione farà insorgere una nevrosi. e inoltre il periodo nel quale tale funesto avvenimento si è svolto è quello dell’infanzia. esercita un formidabile influsso sullo sviluppo della nevrosi. Essa non potrebbe fare a meno della collaborazione delle cause specifiche ma l’importanza della predisposizione ereditaria è dimostrata dal fatto che le stesse cause specifiche. Questo è il risultato delle mie quotidiane osservazioni tuttavia l’ereditarietà. su un soggetto predisposto. Nella patogenesi delle grandi nevrosi. dei ricordi di partenza del processo patologico. passo per passo. idoneo a suscitare un'emozione penosa. non produrrebbero alcun effetto patologico manifesto. perfino indispensabile nella maggior parte di essi. Per mezzo di tale procedimento si risale dai sintomi isterici fino alla loro origine. che viene in tutti i casi trovata in un episodio della vita sessuale del soggetto. se presente. Quanto all’ isteria. devo i miei risultati all’impiego di un nuovo metodo di psicoanalisi esplorativo. Si tratta ancora di un ricordo relativo alla vita sessuale. 67 . dobbiamo tener conto dell’eziologia ereditaria non è decisiva per la scelta della nevropatia che si svilupperà in quel tale membro di una famiglia predisposta. non dipende dalla ereditarietà. mentre. Infine la patogenesi della nevrastenia e della nevrosi d'angoscia non ha necessariamente bisogno della concorrenza di una predisposizione ereditaria. Risalendo all'indietro nel passato del paziente. l’isteria o la nevrosi ossessiva. ma che presenta due caratteri di estrema importanza. cioè quello che va fino agli otto-dieci anni. Lo svilupparsi in un dato caso dell'una o dell'altra delle due nevrosi. di cui il soggetto ha conservato il ricordo inconscio. l'ereditarietà riveste la funzione di una condizione importantissima in tutti i casi e. dice Freud.

che si traduce in inibizione. c) Fenomeni di ripetizione. prostrazione. L'evoluzione. manifestazioni fobiche. apatia e disinteresse. Questo spiega l'importanza dei fattori legati alla personalità e alla storia del soggetto per comprendere appieno il senso della sua reazione a una situazione di catastrofe.traumatici specifici: a) disturbi emotivi. reazioni di soprassalto. sintomi di conversione a carattere isterico. depressione. Si manifestano più o meno rapidamente sotto forma di astenia. Nel caso che il soggetto non sia seguito bisogna temere il peggioramento e la cronicizzazione della sintomatologia. stanchezza e lamenti ipocondriaci. crisi di collera. ipersensibilità a tutti gli stimoli. come ruminazioni mentali. gesti di difesa o di attacco: tutti elementi che si rinvengono anche nei sogni. può scatenare una nevrosi traumatica in un soggetto stabile e ben integrato. I sintomi post traumatici non specifici. Va notato che una situazione violenta. che si manifestano con crisi di pianto. Oltre ai sintomi. I sintomi iniziano a comparire dopo un periodo di latenza di qualche o qualche settimana. Il quadro clinico.La nevrosi traumatica (shock emotivo) La comparsa dei sintomi è dovuta in questo caso a un violento shock emotivo: incidenti. mentre un soggetto nevrotico può anche non essere toccato da un evento apparentemente traumatico. b) Un blocco delle funzioni dell'Io. Diversi tipi di interazione tra i fattori personali e i fattori circostanziali sono quindi possibili. talvolta si riscontrano alterazioni più o meno profonde della personalità. negli incubi in cui il soggetto rivive l'evento traumatico. tremori. sintomi isterici. Eziopatogenesi Il trauma non agisce soltanto tramite effetti diretti. I sintomi post. fenomeni di regressione. con fissazione di certi aspetti clinici. osservati nello stato di veglia. 68 . guerre catastrofi e ogni situazione in cui il soggetto si sia sentito in pericolo di vita. E spesso lunga e faticosa. ma anche tramite i conflitti intrapsichici.

dimostra l’ambivalenza di una situazione vissuta simultaneamente e come una minaccia desiderata. Nella crisi di angoscia il soggetto. disastri aerei. Lo stato permanente di ansia rende l'esistenza particolarmente a) Sintomi d'ansia sono anche: paura tremenda. e in fine lo smarrimento. tipo palpitazioni. aritmie. come è ormai comprovato. spasmi gastrici o intestinali. nausea. Sintomi cardio-vascolari. singhiozzo. è privo di ogni facoltà di analisi e controllo. sbadigli. tachicardia. la comparsa di certi disturbi. che fa vivere i pazienti in uno stato di continua allerta. b) Sono comuni le manifestazioni psicosomatiche. continuamente minacciati e provano tuttavia un'oscura attrazione per il pericolo. La nevrosi d'angoscia. incapaci di ordinare le proprie idee. fame e sete parossistiche sono ulteriori manifestazioni tipiche. Le manifestazioni nevrotiche sono costituite in questo caso da stati di angoscia permanente. ma la tendenza generale è quella di evitare ricoveri troppo prolungati e di non favorire nel paziente la ricerca di guadagni secondari. vomito. tosse. Sintomi digestivi sono frequenti. tipo dispnea. Il quadro clinico. colto da vertigini. l'intervento rapido di un gruppo di psichiatri e psicologi può prevenire. Temendo sempre di perdere il controllo l'ansioso ha paura di addormentarsi. La nevrosi d'angoscia comporta delle crisi su un fondo costituzionale di instabilità emotiva. b) Tra gli aspetti psichici vanno ricordati: l’angoscia che crea e mantiene in vita una serie di sentimenti paralizzanti e l’attesa del pericolo. Secchezza delle fauci. Quando si verificano terremoti. senso di debolezza e di inferiorità. disturbi del sonno: difficoltà nell’addormentamento. situazioni di guerra. a) Le crisi includono aspetti somatici: sintomi respiratori. che sembrano causati da uno squilibrio ormo-neuro-vegetativo. che si sentono pessimistici. crisi di afonia. L’ansia. talvolta assai invalidanti. 69 .Atteggiamento terapeutico. La crisi d’angoscia. Ansiolitici e antidepressivi sono a volte necessari. risvegli a notte fonda. diarrea. catture di ostaggi. che finiscono per produrre un peggioramento dell'esistenza su base immaginaria.

con grandi cautele. Polimorfismo della sintomatologia rende assai difficile una definizione dell'isteria. La nevrosi isterica. La parola “isterico” è usata soprattutto per segnalare diffìcoltà respiratorie. urinari. La somatizzazione potrebbe anche essere definita come l’espressione corporea di un conflitto psichico. bensì detta legge all'intera esistenza. ossessione. L'evoluzione. dolori addominali. Problemi psicopatologici. I Greci giudicavano l'isteria una malattia tipica delle donne prive di rapporti sessuali: l'utero nel loro caso si prosciuga e va in cerca dell'umidità che gli manca. non ha trovato una via canalizzazione e di fissazione in formazioni sintomatiche dotate di valore simbolico. disturbi sessuali. L'isteria. dal Seicento in poi. che al contrario verrà considerata una virtù. Nell'opera d'Ippocrate. Per cui. Soluzioni si consigliava una legittima unione alle signorine e un secondo matrimonio alle vedove. il che pone il problema del passaggio dallo psichico al somatico. rappresenta una sorta di caricatura provocatoria e irritante. Nella nevrosi d'angoscia. La nevrosi d'angoscia tende talvolta a organizzarsi in strutture nevrotiche più stabili ulceroso o un asmatico. appaiono le prime descrizioni cliniche dell'isteria. C. e sistematizzate: isteria fobia. l'ansioso può diventare un 70 . del V secolo a. l'angoscia non è più riconducibile a una situazione particolare e non tende a scomparire. Storia. Tentativo di definizione. (Possiamo quindi notare che la parentela stretta tra la sessualità e l'isteria è stata riconosciuta da lunghissimo tempo). alterazioni psicosomatiche. Possiamo limitarci a due aspetti caratteristici: la somatizzazione e i tratti della personalità. Con l'avvento del cristianesimo non si potrà più attribuire un ruolo patogeno all’astinenza sessuale.c) Instabilità e irritabilità sono abituali: il soggetto reagisce a tutti gli stimoli con emoziona eccessive.. d) Sono frequenti i disturbi funzionali: disturbi digestivi. la teoria uterina cederà il posto alla teoria cerebrale dell'isteria.

direttamente riconducibili a una situazione conflittuale. altre si lamentano di una sensazione di freddo in cima alla testa. di paure. seguita da una fase epilettoide. oggigiorno si tratta per lo più di crisi brevi. che diventa convulsiva Studio clinico. Emettono forti respiri sputacchiano in modo fastidioso e qualche volta hanno dolori ai denti: la maggior parte soffre di gravi soffocamenti. Possono coinvolgere tutte le funzioni. il Camaleonte coi suoi diversi colori. con contorsioni e movimenti “pagliacceschi”. la maggior parte di loro sentono fischi nelle orecchie. nel corso delle quali il malato sembra vivere un dramma. La testa è interessata in misura variabile: si avverte una pesantezza che ne disturba le funzioni e qualche volta un dolore molto forte e localizzato. che sono peculiari e indicativi del conflitto psichico in gioco. Per analogia coi diversi momenti della crisi epilettica. nel Settecento si parlava in tal senso di “affezioni vaporose”. Il carattere mutevole e sviante dell'isteria è sempre stato sottolineato. L’isterico ha un suo modo d'essere e un suo modo di intrattenere i rapporti. a banali “crisi di nervi”. Crisi. si osservano in più della metà dei malati. Assistiamo soprattutto a crisi convulsive. Alcune sono infastidite dal battito delle arterie temporali. si_mettono a urlare. tutti gli organi. isterica. Charcot descriveva una perdita della coscienza. la melanconia e lo scoramento avvelenano ogni divertimento. che non hanno nulla a che vedere con le descrizioni delle grandi crisi. a crisi di agitazione. ma in primo luogo le funzioni e gli organi di relazione. esprimono in confronto una minore varietà di stranezze. alcune hanno una tosse secca. o crisi. I sintomi I problemi di conversione somatica. La tristezza.Se i sintomi sono variabili e spesso confondenti. a cantare o a piangere per un nonnulla. Vanno distinte le manifestazioni acute e le manifestazioni durature. di tremori e scosse in tutto il corpo. Le manifestazioni parossistiche. a svenimenti. indolenzimenti. “L’elenco dei sintomi è tanto vago quanto esteso. 71 . Affezione che produce irritazione e inaridimento. seguita a sua volta da una fase di gesti passionali. tanto che si può parlare di carattere isterico o di personalità. Nello studio clinico prenderemo in considerazione i sintomi caratteriali della personalità isterica. dolori. e si possono riscontrare anche quando non siano presenti sintomi di somatizzazione. soffrono di vertigini. di panico. di spossatezza. i tratti della personalità sono invece caratteristici.

seguita infine da una fase terminale. I problemi mentali: Sono frequenti i disturbi della memoria: i racconti biografici di tutti gli isterici includono parecchie dimenticanze e punti oscuri. L'interessamento dell'apparato fonatorio è frequente soprattutto nelle donne e si manifesta con afonia o disfonia (impossibilità di parlare se non sussurrando). I disturbi dei sensi. Questo attacco può durare qualche settimana o qualche mese. gli stati di semi-incoscienza possono consentire l'alternanza di personalità diverse nello stesso soggetto: ognuna di queste personalita' non riconosce i fatti e i gesti dell’altra. ma sono raramente presentati come sintomi: tutto il comportamento dell'isterico tende a dimostrare che da questo punto di vista non ha alcun problema. L’astasia-abasia è l'incapacità di conservare la stazione eretta e di camminare. e da cedimenti delle gambe.con immobilità estatica o agitazione frenetica unita a trance. Possono prodursi anestesie localizzate che stranamente sono il più delle volte ignote al malato e vengono evidenziate da un esame neurologico sistematico. ma tende a riapparire. Le illusioni della memoria e la confabulazione colmano spesso le lacune mnesiche. . vertigini. E preceduto di solito da crisi d'angoscia. Parimenti i disturbi dell'udito vanno dal semplice abbassamento dell'udito alla sordità totale. mentre tutti gli altri movimenti rimangono possibili. L’inibizione intellettuale può accompagnarsi a cefalea o anoressia. 72 . le funzioni digestive respiratorie… I sintomi motori. I disturbi sessuali: esistono sempre. stati di sonnambulismo. Sono frequenti i disturbi della vista. I movimenti anomali sono essenzialmente simili ai tremori e ai tic. ma anche gli organi dei sensi. Le paralisi e le contratture non sono accompagnate da segni obiettivi di lesione dei centri nervosi.Le manifestazioni durature colpiscono in particolar modo la motricità volontaria e la sensibilità. I sintomi sensoriali. Sembrano modellarsi sulle rappresentazioni popolari ed esprimere l'idea che il malato stesso si fa della malattia e del funzionamento del corpo. che vanno dalla semplice nebbia alla completa cecità. I disturbi della coscienza o della vigilanza possono manifestarsi con attacchi di sonno o stati di progressivo letargo. Bisogna ricordare poi l’importanza degli stati depressivi che sono attualmente una delle forme d’espressione più frequenti della problematica isterica.

che consentono di comprendere tutti gli altri. 73 . di cui il soggetto ha conservato il ricordo inconscio. la depressione può diventare l'ultimo mezzo disperato di attrarre e mantenere viva l'attenzione di un interlocutore privilegiato. Usando questo procedimento. Questo gioco continuo di seduzione sembra compensare la delusione di non essere all'altezza dell'ideale dell'Io. sono: a) L'istrionismo: nelle attitudini. contraddice l'erotizzazione del contatto e dei rapporti interpersonali. Freud pubblica con Breuer gli studi sull'isteria. nelle parole. nella condotta. c) La mitomania esprime la potenza dell'immaginario. nel trucco. si rivela incapace di prendere in considerazione il punto di vista degli altri. Justine ha tentato di compensarlo attirando verso di sé le attenzioni e le cure dei suoi con queste manifestazioni somatiche drammatiche e svianti. Per l'isterico. è un'esperienza precoce di rapporti”. l'isterico evita un incontro autentico con gli altri. un modo d’essere caratterizzato da insoddisfazione e in autenticità. Le influenze sessuali sono innalzate al rango di causa specifica: “l'episodio. tutto tende ad attrarre l'attenzione. come se la maschera del personaggio potesse nascondere per sempre la persona stessa. unita all'inibizione sessuale.La personalità isterica. l'isterico non la smette mai di falsare il suo rapporto con gli altri e di dare spettacolo. I tratti essenziali. a sedurre. Cenni psicopatologici. Il soggetto. con rapporti imperniati sulla manipolazione e sulla seduzione. b) La malleabilità consente di diversificare i ruoli in funzione del pubblico: l'isterico assume il ruolo che ciascuno si aspetta da lui. nel comportamento. Si può notare un'evoluzione nell'interpretazione freudiana dell’isteria. Dopo la scoperta delle grandi nevrosi nel reparto di Charcot. nel modo di vestirsi. Verso il 1896 egli giunge alla conclusione che la causa immediata di ogni grande nevrosi sia un particolare disturbo dell'economia nervosa. e) L'egocentrismo. concentrato su se stesso. qualcosa di teatrale. d) II comportamento sessuale: la paura della sessualità. La personalità isterica. L'incapacità di stare da soli e la dipendenza dall'oggetto sono in ogni caso tipiche della problematica isterica. Con le sue commedie e le sue confabulazioni. presenta un certo tipo di organizzazione psichica. il medico. a Incantare.

è come un linguaggio da decifrare. L'agorafobia è in realtà una paura psicologicamente “immotivata” che il sentimento di pericolo intenso appare irrazionale e bizzarro anche al soggetto. avvicinandosi al luogo temuto. perlomeno secondo la rappresentazione psicoanalitica classica. Come tutti gli altri sintomi nevrotici. Prima si parlava solo di “mania senza delirio” o di “monomania” Nel 1871 Westphal usa per la prima volta il termine di agorafobia per descrivere la paura degli spazi aperti. Per tutti gli autori. diretti essenzialmente contro l’angoscia di castrazione. scatenando disturbi sessuali. Questa situazione conflittuale è all'origine di un'angoscia che il soggetto tenta di neutralizzare con un meccanismo di difesa: la rimozione nell'inconscio dei desideri incompatibili con le proprie esigenze coscienti. L'individuazione delle fobie come entità cliniche è avvenuta solo alla fine dell'Ottocento. L'isterico si difende dal pericolo edipico con la rimozione. fobia e ossessione sono espressioni cliniche del medesimo stato mentale. alla fine dell’Ottocentoento gli psichiatri inventano una serie inverosimile di termini con la radice greca phobos. la nevrosi è caratterizzata da un conflitto tra le pulsioni e le esigenze dell'Io. sembrano al tempo stesso investiti e trasformati in un sostituto fallico. che consente di domandare l'amore dell'altro senza correre alcun pericolo. il problema del passaggio dallo psichico al somatico. Più o meno simultaneamente viene introdotto il termine di claustrofobia. 74 . I problemi di risoluzione del complesso d'Edipo rendono ambigua l'identificazione con il padre o con la madre. Difatti. La conversione somatica può scatenare un’imbizione funzionale completa. che consente una neutralizzazione totale dell'angoscia: in questi casi si parla di “indifferenza” degli isterici per i propri sintomi. che definisce la paura degli spazi chiusi. L’isteria di conversione sembra causata dall'impossibilità per il soggetto di liquidare il complesso d'Edipo e l’angoscia di castrazione. Allo scopo di precisare tutte le situazioni fobogene. Kraepelin raccoglie così ossessioni e fobie sotto l'unica definizione di “follia compulsava” – forma di degenerazione del sistema nervoso. senza che le pulsioni rimosse subiscano una regressione allo stadio pre-edipico. Storia. I meccanismi di difesa.L'isteria di conversione pone. Il sintomo di conversione è rivolto agli altri. nella prospettiva psicoanalitica. La nevrosi fobica. si sente invadere. che tuttavia. il sintomo isterico raffigura un modo contorto di realizzare il proprio desiderio. dalla paura.

le fobie e le ossessioni formano la sintomatologia di un unica nevrosi. che rappresenta il polo opposto dell'altra grande nevrosi. sempre identiche. le circostanze o l'oggetto. Etimologicamente “fobia”indica uno stato di panico che scatena la fuga. Nel corso dello sviluppo infantile. sudori freddi. Senso di panico incontenibile. e non angoscianti di per sé. Diverse paure vengono chiamate fobie. L’angoscia scompare quando si eclissa l'oggetto o la situazione in questione”. La fobia può essere definita “una paura angosciante scatenata da un oggetto. in un autentico sbigottimento. Studio clinico. la fobia non va confusa con la nevrosi fobica. In presenza dell'oggetto o della situazione fobogena. in particolar modo quelle che appaiono nel corso dello sviluppo infantile (paura dell'oscurità. che non ha di per sé un carattere oggettivamente pericoloso. Esse però scatenano nel paziente un’ansia tale che egli cerca di evitarle a tutti i costi. Certe fobie riscontrabili nei casi di ipocondria hanno a che fare con la salute del soggetto: si tratta della paura di essere vittima di una malattia grave. il che finisce per turbare la sua vita relazionale. cedimento delle gambe. il momento. la psicastenia. Va notato che nella nevrosi fobica l'angoscia insorge in situazioni ben precise.Per Janet. certi comportamenti che sono generalmente chiamati fobici sembrano invece far parte dello sviluppo normale. ma esse possono anche rientrare nel quadro di una struttura psicotica o di un'altra nevrosi che non è quella fobica. mentre nella nevrosi d'angoscia la crisi d'ansia sopraggiunge senza cause apparenti e in circostanze sempre diverse. Il che è completamente diverso da quanto accade nella situazione fobogena. l'angoscia travolge il paziente e si traduce. false vertigini. l’isteria. o nosofobia. In generale possiamo dunque dire che fobia è sinonimo di paura. Definizione e limiti. è questo il caso delle difficoltà ad 75 . dispnea palpitazioni. paura degli animali…). insomma tutti i segni somatici ben noti dell'angoscia paralizzante compaiono in quel momento. L’ossessione va distinta dalla fobia: l'idea ossessiva pervade la coscienza senza legami con il luogo. Nel caso di una nevrosi fobica il soggetto è esposto a minacce riconducibili a situazioni precise. all'origine della fobia tipica. da una situazione. E ci sono fobie che non rientrano affatto nel campo della patologia.

È un'emozione simile a quella che si prova in presenza di un pericolo. La fobia dei mezzi di trasporto rinvia sia alla paura degli spazi aperti sia alla paura di restare rinchiusi. un bastone un ombrello. Il malato comincia con l'avere coliche per la strada. Nella fobia dei grandi spazi. di treno in treno. di non avere più il controllo dei propri movimenti e dei propri atti. la fobia del vuoto si chiama acrofobia. ecc. Le fobie d'impulso sono riconducibili di solito a situazioni particolari. mentre il pensiero di essere assistito da qualcuno lo rasserena subito.. dei terrori notturni. verso una destinazione ignota. che compaiono spesso fra i diciotto mesi e i quattro-cinque anni. Questo tipo di fobia riduce ovviamente. l'angoscia scompare. il fatto di aprire la finestra o la porta annulla quest'impressione di soffocamento. se evita la situazione fobogena. Se rinuncia. a) Le fobie legate a situazioni. di un burrone. 76 .. la protezione di un veicolo. si preoccupa. ma rivela anche il terrore di essere spostati e portati via senza un preciso consenso. Al contrario. o di aver perso la libertà di spostamento. fino all'ultima stazione. è sottoposto di continuo alle richieste del soggetto fobico.addormentarsi. per poi risalire sul treno successivo e cambiare cosi.di asfissia. Un paziente che viaggia in treno prova la necessità impellente di scendere alla prima stazione. e nel giro di due mesi finisce per essere terrorizzato dall'idea di camminare… il solo pensiero di essere abbandonato nel vuoto gli dà i brividi. Descrizione dei sintomi: Gli aspetti semiologici davvero tipici sono dati dalle fobie di situazione e dalle fobie d'impulso che bisogna distinguere dalle ossessioni impulsive. che nasconde di solito la paura di rimanere chiusi nell'ascensore fuori servizio e l’angoscia di non poterne uscire in qualsiasi momento. ovviamente. degli incubi. Alla claustrofobia può essere accostata una paura incontenibile degli ascensori. ma più di tutto. la presenza di un'altra persona. La fobia dei luoghi alti. Certi sotterfugi possono in effetti evitare o limitare l'angoscia: portare con sé un oggetto. e col sentire un indebolimento alle gambe. questa manovra gli da modo di constatare che possiede sempre il controllo dei suoi atti. di un vuoto. o agorafobia il paziente che deve attraversare una piazza o una strada larga è letteralmente paralizzato dall'angoscia. il perimetro d'azione del paziente: nei casi Gravi le persone non riescono più a uscire di casa. chi soffre di claustrofobia non sopporta di essere rinchiuso in una stanza con le porte e le finestre bloccate: cade allora in preda alla paura di non potere più uscire.

Frequenti sopratutto nei bambini. I comportamenti fobici consistono in stratagemmi per scongiurare l'angoscia. sotto un treno che arriva in stazione. Altri pazienti temono di buttarsi contro la propria volontà. I comportamenti fobici. È questo l'esempio di un comportamento contro-fobico. La fuga in avanti è un altro aspetto tipico del carattere fobico. In questo caso. Così nelle fobie di defenestrazione. a) Le condotte di evitamento sono volte a evitare l'incontro con l'oggetto tabù. c) Le fobie di situazioni sociali. le relazioni con gli altri diventano apertamente l’oggetto di una terribile angoscia: e questo il caso dell’ereutofobia.. ma che temono invece di essere spinti. d) Le zoofobie. ossia della paura di arrossire in pubblico. perché riconducibili a situazioni precise. Ha paura di essere morso da un cavallo. ha paura di essere catturato dal vuoto. Può essere interpretata come l'inverso di un'attitudine passiva. forbici. e finisce per rinchiudersi in casa. il fatto di arrossire o la paura di arrossire sono comunque riconducibili alla paura d'esternare qualcosa di personale e di intimo. il malato ha paura di essere attirato fuori quando si avvicina a una finestra. Precisano anche che l'idea del suicidio non li sfiora neppure. Ha bisogno di individuare tutti i pericoli esterni per non farsi sorprendere da un pericolo interno. Per chiunque. la dimensione relazionale. fobico che si preoccupa per tutto ciò che affiora da sé. Riguarda essenzialmente la sfera sociale. consistono nella ricerca di una presenza permanente: soprattutto non bisogna restare mai da soli. ad esempio la paura dell'attore prima dello spettacolo. Si possono ricordare inoltre le fobie professionali. La loro carica aggressiva è diretta contro il soggetto stesso. In definitiva due aspetti del carattere o della personalità fobica sono fondamentali: lo stato di allerta e la fuga.b) Le fobie di carattere impulsivo. per cui il soggetto prende infinite precauzioni affinché questi attrezzi non siano a portata di mano. poiché teme d'incontrare dei cavalli. Tra le fobie di carattere impulsivo bisogna poi menzionare le fobie degli oggetti pericolosi in particolare di coltelli. Se ne trova un esempio nella ce-lebre osservazione di Freud sulla fobia del piccolo Hans: questo bambino di cinque anni. Vanno distinte dall’ossessioni impulsive. in particolare prima di addormentarsi. limitando le proprie attività e gli spostamenti. 77 . b) I comportamenti rassicuranti o di rasserenamento. un bel giorno prova un'angoscia quasi insormontabile al momento di uscire in passeggiata. E talvolta un oggetto che evoca una certa protezione a svolgere questo ruolo rassicurante. rifiutandosi di uscire. In questo caso il soggetto ha paura di nuocere agli altri.

una limitazione del perimetro di azione. Freud nel caso del piccolo Hans. quando la posizione del soggetto risulta profondamente modificata: matrimonio.un tratto semiologico comune: l'insorgere dell'angoscia. Le fobie sono caratterizzate da: . I fobici hanno perfettamente coscienza.un’espressione univoca: lo spostamento su un oggetto esterno al soggetto . Lo studio delle fobie d'impulso. di farsi trascinare da un'attrazione. Secondo Freud la libido. Cenni psicopatologici. È come se avessero sempre bisogno di una persona a disposizione. Si tratta tratta per il fobico. nascita di un bambino.su se stesso e sul mondo esterno – di non essere più attivo. aggressività nei confronti del padre. La nevrosi fobica scoppia.con una diversificazione delle fobie. “i sintomi si formano per evitare una situazione di pericolo segnalata dallo svilupparsi dell'angoscia”. era stata spostata e proiettata sull'oggetto principale della fobia: il cavallo. minacciante. Il rischio principale è l'estensione della sintomatologia. un restringimento costante del perimetro d'azione: questo è indice di un aspetto peculiare della nevrosi fobica. Nell’agorafobia è lo spazio stesso a diventare pericoloso. Egli ha evidenziato il meccanismo di spostamento 78 . . per non ritrovarsi mai soli di fronte a se stessi. Il mondo fobico è un mondo minacciato. separazione. Secondo gli psicoanalisti il conflitto che è all’origine dell'angoscia nella nevrosi fobica è il conflitto edipico: tenerezza nei confronti della madre. lutti. permette di mettere in evidenza che il fobico teme soprattutto di non esercitare alcun più controllo . accesso a responsabilità professionali. Gli elementi essenziali dell'interpretazione psicoanalitica della nevrosi fobica sono stati forniti da Freud nell'analisi della fobia del piccolo Hans. si constata una limitazione progressiva dell'attività.Le condizioni di comparsa. che costringe il soggetto a una continua lotta difensiva.nel caso del piccolo Hans. da un desiderio da un moto di violenza. di evitare a tutti i costi l'approssimarsi di un oggetto o di una situazione che possiede una forte carica simbolica. . che deve molto ai lavori di François Perrier. trasformata in angoscia. una dipendenza estrema dagli altri. .In molti casi si osserva anche un fenomeno assai particolare di annullamento della fuga grazie alla presenza di un oggetto o di una persona che assume il ruolo d'oggetto controfobico. L'evoluzione. Nella prospettiva psicoanalitica.un comportamento caratteristico di esitamento. ogni qual volta si verifica un importante rimaneggiamento dell’equilibrio psico-affettivo e relazionale del soggetto.

Il pensiero che si impone al paziente. I sintomi tipici della nevrosi ossessiva sono le ossessioni. in particolare quando si tratta dì sbrigare faccende pratiche.dell'angoscia: una volta sostituito il padre col cavallo. La stessa idea ossessiva si presenta spesso sotto forma di un dubbio. la sua. La nevrosi ossessiva è caratterizzata dalla presenza di sintomi ossessivi e compulsivi. per scorrente che siano. contro la sua volontà.scatena un comportamento di evitamento che persisterà nel tempo. lo assedia. che definisce psicastenia. Un tempo era considerata. L'ossessivo è dominato dal dubbio. appartenenza al pensiero del soggetto non e mai posta in dubbio: l'ossessivo sa bene che le idee che si impongono a lui. questi procedimenti. che danno luogo a ripetuti controlli. E chiamata. la paura . lo invade. Studio clinico. gli sembra estraneo. Nella prospettiva comportamentista. conscio del loro carattere morboso. Storia. ripetuti e sempre più complessi. Ma nonostante l'imbarazzo. lotta ansiosa contro questa intrusione insopportabile. sono però a loro volta infiltrati dall'idea ossessiva. le compulsioni e i rituali. La nevrosi ossessiva è entrata a far parte delle nevrosi con Pierre Janet . intraprende una 79 .e con Sigmund Freud. . . Poco per volta le ossessioni escono tuttavia dall'ambito dei deliri e alla fine dell'Ottocento Janet le riconduce a una forma di nevrosi. Con ansia egli fa ricorso a diversi strumenti – gesti o rituali. il che però rafforza ulteriormente l'attitudine alla fuga. La nevrosi ossessiva. una forma di “follia”. Le ossessioni si impongono al soggetto che. e un pensiero magico arcaico. assurdo. provengono sempre dalla sua persona.il dubbio caratterizza il pensiero ossessivo. il fobico ottiene poi guadagni affettivi secondari. oscilla tra un pensiero logico adulto. le fobie sono assimilate a riflessi condizionati di paura.anticipando la situazione sgradevole . Con la sua pressione sui conoscenti e le reazioni che suscitano i suoi gesti. ossessione l'intrusione di un idea nel pensiero del soggetto: l'intrusione di una rappresentazione che si impone a lui. ossia la presenza. e questo non può che consolidare il sintomo. basta evitare la vista. Una volta acquisito il riflesso. e più in generale dal dubbio.L'ossessivo tenta in tutti i modi di espellere dalla coscienza l'idea inaccettabile che lo assedia: lotta contro le proprie ossessioni. di questo animale per essere liberati dal pericolo e dunque dall'angoscia.

I rituali è il pensiero magico. ricompare nel rituale stesso. cioè di livello inferiore. ma l'idea si impone comunque al soggetto. Le ossessioni impulsive corrispondono infine alla paura di essere indotti. ridicolo o sgradevole. caratterizzato dalla ripetizione della lotta contro l'idea fissa.La ripetizione fa parte dell'essenza stessa del pensiero ossessivo. ogni azione concreta è difficile per lo psicastenico. ritualizzata: I riti possono organizzarsi e articolarsi in autentiche cerimonie. che sembra allora trasformarsi in un automa: la sua vita può risolversi cosi in una serie di riti incomprensibili e spesso grotteschi. Le caratteristiche sono: un sentimento d'incompletezza. Ogni decisione.. . . si articola in veri e propri rituali. che cosi si complica e si prolunga. ossessioni ideative corrispondono a quella che veniva definita un tempo la “follia del dubbio”. il cui solo pensiero scatena l'angoscia. alle crisi di coscienza. le idee. o di compiere atti precisi o di recitare alcune formule. immorale. la precisione.L'angoscia. a commettere un atto assurdo. I sintomi della nevrosi ossessiva compaiono di solito in persone del carattere psicastenico o sadico-anale. 80 . Le ossessioni fobiche consistono invece nell'evocazione forzata di certi oggetti o certe situazioni. assai complessa. le immagini e le parole assediano il campo della coscienza. Corrisponde all'idea di un atto da compiere: solitamente l'atto è assurdo. una tendenza allo scrupolo. La personalità. contro la propria volontà. poiché l'idea ossessiva.Il soggetto è pienamente consapevole dell'origine mentale e del carattere patologico dei propri disturbi. La compulsione. certe persone in determinati momenti. e cerca di nasconderli. Può trattarsi della necessità di toccare certi oggetti. Si distinguono tradizionalmente tre forme di ossessione: 1. la minuzia. Talvolta la coazione. 3. sistematica. Le. Nella nevrosi ossessiva. unita al dubbio. esplode quando il rito non può essere portato a compimento. all’idea fissa. Ma l'atto temuto non è mai commesso: l'azione è contenuta. a) Il carattere psicastenico. 2. Janet attribuiva la psicastenia a un abbassamento della tensione psicologica e pensava che lo psicastenico si dovesse limitare ad attività automatiche. L'efficacia dei riti dura però assai poco. I riti possono anche ritmare l'attività abituale del paziente. un rigido moralismo sono gli indici di un perfezionismo che lo caratterizza e che può intralciare pesantemente le sue azioni. in modo irresistibile. bloccata. Contro questo assedio il soggetto elabora una difesa organizzata.

collezionismo. Le teorie meccanicistiche. preoccupazioni di giustizia e di difesa dei deboli. crudeltà nei confronti dei deboli. veri e propri corpi estranei. Si ha a che fare. Certe forme di nevrosi ossessiva possono essere molto fastidiose e invalidanti. fedeltà. con atti compulsivi scanditi in due tempi: il secondo tempo annulla il primo. o all'inizio dell'età adulta. La testardaggine è un altro tratto tipico di questa fo0ma caratteriale. 81 . pulizia si aggiungono in genere: pignoleria. Altri meccanismi di difesa: . Senza tregua il soggetto ossessivo tenta di ottenere 1'impossibile annullamento dell'evento passato. Vanno considerate come manifestazioni di senso opposto ai desideri rimossi. alle manifestazioni dell'erotismo anale: difficoltà nell'abbandonare gli oggetti. angoscia di fronte alle separazioni.L'isolamento consiste nel separare un pensiero o un comportamento dagli altri pensieri o comportamenti. Le pulsioni con le quali il soggetto lotta inconsciamente corrispondono: . compromettendo gravemente la vita personale. la sottomissione. La nevrosi ossessiva compare di solito nel corso dell'adolescenza. idee parassitarie “sovrapposte”.Le formazioni reattive conferiscono un aspetto tipico al funzionamento mentale. Isolare significa. sono legate anche l'intellettualizzazione e la razionalizzazione. familiare e professionale. la rassegnazione. Scompensi depressivi possono apparire nel corso dell'evoluzione e rendere necessario il ricovero. . L'evoluzione. la prodigalità e la temerarietà. rigetto.all’aggressività sadico-anale: sporcizia. scrupolo e forte senso del dovere in campo morale. All’isolamento. bontà. c) II funzionamento mentale: . ostinazione.L’annullamento consiste invece nel fare in modo che certi pensieri. I tratti caratteriali che esprimono una lotta contro le tendenze sadiche sono: un'eccessiva pulizia. Cenni psicopatologici.da un lato. Le teorie dinamiche. insomma. fare in modo che i pensieri “non si tocchino” privo di ogni carica affettiva. buona educazione spinta fino all'ossequiosità. . insulti. I tratti caratteriali che esprimono una lotta contro l'erotismo anale sono: la tendenza ai regali. rispetto di ogni autorità.b) Sadico-anale. puntualità e perfezionismo. certi gesti o certe azioni non siano mai accaduti. Alle preoccupazioni sull’ordine e sulla. Le teorie meccanicistiche considerano le ossessioni come “idee autoctone”. opposizione a ogni autorità.

l'isolamento e le formazioni reattive. e in tal senso si può dire che tutte le malattie sono psicosomatiche: ogni malattia è un’alterazione dell’essere nella sua totalità. La malattia appare come una reazione del malato alle condizioni della sua esistenza. Il dubbio e la coazione. è la debolezza psicologica che impedisce all’ossessivo di giungere a una sintesi abbastanza elevata delle funzioni del Reale.nel 1818. in seguito all’inibizione dell’amore da parte dell’odio. invece . e per l'esattezza sul ruolo della fissazione e della regressione allo stadio anale dello sviluppo. Al contrario del fobico. una certa ereditarietà. si impadronisce del malato di fronte a qualsiasi prospettiva di azione. È un modo di affrontare i rapporti fra il fisico e il morale non in termini di opposizione o di separazione ma in termini di interazione. come una sorta di errore negli scambi con l'ambiente circostante. una certa fragilità. Prospettive terapeutiche. In certe forme gravi il ricovero può rendersi indispensabile. La prospettiva psicosomatica invita a tener conto di una causalità plurifattoriale. Sembra essere il punto di convergenza di diversi fattori: il conflitto non basta. rappresenta un tentativo di compensare il dubbio e di correggere le intollerabili condizioni di inibizione di cui esso reca testimonianza. L'Io tenta di difendersi dagli attacchi del Super-Io tramite l’annullamento. L'approccio psicosomatico prevede un attento esame della qualità della relazione. ci vuole anche un terreno particolare. Il dubbio corrisponde alla percezione interna dell’indecisione che. Un certo numero di manifestazioni possono essere definite psicosomatiche. Affezioni psicosomatiche. che proietta fuori di sé il pericolo istintuale. Questa prospettiva è globale. Il sintomo non è assurdo e privo 82 . Il medico tedesco Heinroth è stato il primo a usare la parola “psicosomatico”. l'ossessivo interiorizza la situazione pericolosa. che tenga conto dei fattori psicologici e biografici della malattia in generale. La coazione. b) Nella prospettiva psicoanalitica si insiste sulla forza delle pulsioni inconsce.a) Secondo Janet. Il soggetto ossessivo può svolgere solo atti rudimentali e automatici. e di certe malattie in particolare. L'approccio psicosomatico ha una portata generale.

) con l'intermediazione del sistema neurovegetativo. che affrontano con vigore ogni ostacolo e ogni difficoltà. ha invece un valore simbolico. che a sua volta è regolato dal sistema neurovegetativo. Infine. L'attenzione del malato è concentrata tutta sul corpo: lo immagina corroso. nella mucosa bronchiale (asma) o nella mucosa intestinale (rettocolite emorragica). Il sistema nervoso centrale agisce infatti tanto sui muscoli volontari quanto sugli organi della vita vegetativa (apparato respiratorio . si sviluppa in uno stomaco la cui mucosa si è gia alterata provocando iperacidità. nel caso dell’ipocondria. Non sarebbe tanto in gioco un certo tipo di personalità. quanto un certo tipo di conflitto: un conflitto tra il desiderio di abbandonarsi. sistema cardio-vascolare. simili a crampi. un conflitto tra il desiderio di essere protetti. distrutto da una grave malattia. un tumore. Bisogna che sia chiara la differenza tra sintomo psicosomatico. il disturbo è puramente psichico. digestivo. periodici. riconducibile a fattori psichici ed emozionali. conversione isterica e ipocondria. Nel sintomo psicosomatico 1a lesione è evidente: il mutamento dei tessuti è oggettivo e localizzato ad esempio nella mucosa gastrica (ulcera). Nell'ambito della sfera digestiva insisteremo soprattutto sull’ulcera gastro-duodenale. forsennato di questo desiderio intollerabile. di controllo.. la 83 . l'Aids. e il rifiuto talvolta violento. L'ulcera. Il fattore cruciale nella patogenesi dei disturbi sembra dunque la frustrazione dei desideri di indipendenza. ossia è carico di significato: non soltanto rimanda a certe caratteristiche anatomo-fisiologiche. Si tratta di soggetti aggressivi e ambiziosi. l'apparato cardio-vascolare. La sfera digestiva. Le affezioni psicosomatiche più frequenti e studiate sono quelle che colpiscono la sfera digestiva. la tubercolosi.. Il sintomo isterico è caratterizzato invece dal contrasto tra la gravita del disturbo funzionale e l'assenza di qualsiasi lesione organica.dovuta a un disturbo funzionale di lunga durata. al riparo. l'apparato respiratorio. che si manifesta clinicamente con dolori regolari. L'ulcera viene giudicata in tal senso una malattia del mondo moderno. inaccettabile. la pelle. ma rivela anche una problematica conflittuale. e il desiderio indipendenza. Studio clinico.di senso. L'ulcera è caratterizzata da una lesione dei tessuti – necrosi della mucosa . che ha radici nella storia personale del soggetto. di autonomia. di essere_passivi e dipendenti. Le emozioni hanno un effetto sul tono vascolare.

La problematica psicologica dell'ulceroso e caratterizzata da un conflitto tra il desiderio di regressione e dipendenza e la difesa da questo desiderio. Cenni psicopatologici. Secondo Alexander per ogni situazione emotiva si verificano alterazioni fisiche specifiche. Occorre capire che qualunque sia l’organo intaccato l’affezione psicosomatica è caratterizzata dalla combinazione di una lesione organica. Anche in questo caso la lotta contro una dipendenza comunque desiderata e ricercata balza in primo piano. come se avesse assorbito alimenti o come se fosse sul punto di assorbirli . al controllo delle manifestazioni emozionali. così lo stomaco reagirebbe continuamente. in una spropositata attività. consiste in una broncocostrizione. psoriasi. è presentata spesso e volentieri come la malattia dei “manager”: uomini attivi. che da luogo a un doloroso compromesso. . L'asma compare il più delle volte durante 1’infanzia e attecchisce su un “terreno” propizio. dovuta a fenomeni infiammatori che sono prodotti dall’incontro con gli allergeni (sostanze irritanti). E l'ulcera rappresenterebbe l’espressione di questo insanabile conflitto. Nelle affezioni cutanee. Le affezioni cutanee. Quest'ultimo possiede effetti specifici. creato da fattori ereditari la sintomatologia.viene creato uno stimolo affettivo cronico. Nella sfera cardio-vascolare. La sfera respiratoria. “Quando tali desideri non trovano soddisfazione nelle relazioni interumane.richiesta di protezione e sostegno. che si ripercuotono sulle funzioni dello stomaco”. In questi soggetti si constata spesso una forte tendenza all'inibizione. che trova sfogo in una ricerca eccessiva di indipendenza.e il bisogno di cibo sarebbe il simbolo dell'affetto di cui il soggetto va in cerca. orticaria si possono ritrovare tratti psicologici simili a quelli riscontrati nell’asmatico. intraprendenti. eczema. combattivi… Anche in questo caso è stata messa in evidenza la lotta contro un desiderio profondo e arcaico di indipendenza. Per poter affermare che una malattia è psicosomatica bisogna evidenziare l'esistenza di un conflitto. 84 . di una problematica conflittuale e magari di certi tratti della personalità. La sfera cardio-vascolare. che a sua volta sovrintende alla motilità e alle secrezioni dello stomaco. Si può avanzare in tal senso l'ipotesi che la rimozione del desiderio di essere amati e protetti mobiliti il sistema nervoso.

ma corporea. una cura medica dei sintomi e in genere necessaria. La risposta psicosomatica può anche essere l'espressione di una problematica depressiva. provocando disordini prolungati nel funzionamento degli organi. in alcuni malati. considerano il sintomo psicosomatico un sintomo privo di valore simbolico. che non hanno in apparenza alcun significato relazionale.Nell’isteria di conversione le manifestazioni somatiche (“funzionali”) si producono infatti in risposta a conflitti cronici. È come se le emozioni dei soggetti detti “psicosomatici” trovassero dovunque una via di scarico non verbale. accompagnati da alterazioni dei tessuti. evidenziando invece una povertà fantasmatica. In questa prospettiva diventa possibile formulare l’ipotesi che disturbi “funzionali” di lunga durata (permanenza del conflitto e dei suoi effetti somatici) provochino disturbi organici. in altri termini. certi episodi melanconici si alternano con manifestazioni psicosomatiche. È come se ci fossero insomma due tastiere: talvolta il paziente utilizza il linguaggio del corpo. Il problema della localizzazione e della scelta dell'organo e difficile da risolvere. se l'espressione motoria o verbale dell’aggressività e dell'ansia rimane bloccata. Il pensiero operatorio. II rilassamento è un metodo terapeutico particolarmente interessante in patologia psicosomatica. 85 . dovuta a fattori come la predisposizione genetica. leso e dolorante. L'approccio terapeutico deve ovviamente tener conto dei sintomi somatici e del loro supporto organico. La parola del soggetto è completamente slegata da qualsiasi attività fantasmatica. e giudicano una componente del “pensiero operatorio”. talvolta il lamento e la parola. il pensiero operatorio non consente di esteriorizzare l'aggressività. Senza alcuna portata simbolica e privo di valori libidici. La localizzazione dipende allora da una vulnerabilità locale. In generale si può dire che. Molti autori. un'infezione o un precedente condizionamento. Il pensiero operatorio è un pensiero cosciente. Comportamento terapeutico. L'indagine non consente di stabilire alcuna associazione che non sia riconducibile alla pura materialità dei fatti. che accompagna e illustra l’azione. le scariche del sistema nervoso centrale sono stornate verso il sistema vegetativo. senza nessi con una attività fantasmatica di livello apprezzabile. Il soggetto che soffre di disturbi psicosomatici espone i suoi sintomi come altrettanti fatti isolati.

Per il bambino più piccolo. L’atto di nutrire un bambino non è soltanto un'attività nutritiva. A parte questa prima relazione. rigurgito. ma è per la madre un dono. Possiamo quindi constatare che vi è un'evoluzione della funzione simbolica dell'alimentazione. opposto all’erotismo orale). Una vera e propria definizione dell'anoressia mentale come entità clinica avviene nell’Ottocento.una fase ambivalente. L'anoressia mentale. Il fatto che il bambino accetti gli orari e lo svolgimento di queste “cerimonie” può rappresentare un dono che egli fa ai genitori e un autentico inserimento nella vita della comunità. di presa e di rilascio.una fase pre-ambivalente in cui viene ricercato solo il piacere di succhiare. Storia. il pasto e una vera e propria istituzione che prevede un rituale caratteristico . Le prime forme di relazione madrebambino sono quindi regolate sulle attività alimentari. di un rifiuto del cibo dovuto a un disturbo della percezione del proprio corpo e degli alimenti. in realtà. L'attività orale è dunque al tempo stesso un bisogno biologico di nutrizione e una fonte di appagamento. Alla fine dell'Ottocento. I disturbi del comportamento alimentare. di accettazione e di rifiuto. Le personalità patologiche. E una forma di contatto mediata dall'appropriazione di un oggetto esterno. osserva che le giovani anoressiche non soffrono di un insufficiente appetito: si tratta. sia per l'atteggiamento che assume.diverso da una famiglia all'altra e da una cultura all’altra. È attorno all'attività orale che ruotano i primi scambi del bambino con il mondo esterno. Gilles de la Tourette. 86 . dopo la crescita dei denti. nel corso della quale il fine è quello di mordere l’oggetto (sadismo orale. sia per il seno che dona. il pasto può avere invece un arcaico valore antropofago. che parlerà di “anoressia isterica”. di ingurgito e. coi lavori del francese Lasègue. e per il neonate un valore simbiotico. che implica tutto un gioco di “andirivieni”.Capitolo settimo I disturbi del comportamento. Karl Abraham ha suddiviso il periodo orale in due fasi: . .

Poi le restrizioni si fanno sempre più severe e immotivate. il più delle volte l'anoressia si insedia progressivamente. Tra i disturbi digestivi ricorrenti spicca una fastidiosa stipsi. all'inizio magari con una semplice selezione degli aumenti e una cura dimagrante. l’anoressica è abitualmente figlia unica. sempre più chiaramente. Studio clinico. Solitamente l'età media di comparsa è fra i 14 e 22 anni. mentre in seguito il rifiuto degli alimenti da luogo a una vera anoressia. Gli aspetti psicodinamici: a) L’indifferenza per il proprio dimagrimento si risolve in un disconoscimento sistemato. della pubertà. Quello che sembrava un problema personale sì rivela poi. La malattia assume allora l'aspetto di una lotta fra due avversari. la carnagione è terrea. dell’immagine di sé. b) In questo contesto il dimagrimento diventa subito notevole e allarmante. la sensazione di fame persiste. le anoressiche si considerano sempre troppo grasse. come un problema relazionale. ossia a una perdita dell'appetito. compare nei primi tre o sei mesi dell'evoluzione. di livello sociale piuttosto elevato. Le forme sono ridotte “all'osso”. che motiva talvolta interventi drastici per “sbloccare” il tubo digerente. in cui è evidente una relazione di dipendenza. Le restrizioni alimentari cominciano talvolta dopo uno shock emotivo. 87 . All'inizio. a) L'anoressia si sviluppa progressivamente: prima si manifesta con un rifiuto attivo del cibo. I genitori si preoccupano al punto tale che la condotta anoressica diventa il centro di tutte le preoccupazioni familiari. Comunque l'assenza di mestruazioni è un segno costante in tutta la sindrome anoressica. i capelli si sciupano. occhiaie. Infatti l'anoressia è presto percepita in famiglia. guance scavate. del termine “anoressia”: alla lettera la parola segnale una perdita dell’appetito. o in seguito a un conflitto psicologico. piena di rughe. senza ragioni apparenti. Malgrado l'impressionante magrezza. Si tratta spesso di ragazze che vivono in un ambiente chiuso. la pelle diventa secca. spesso si tratta di un'amenorrea secondaria: arresto delle mestruazioni dopo l’inizio.Prima di affrontare lo studio clinico va messa anche in luce l’ambiguità. Il dimagrimento coinvolge l’intero corpo e conferisce alla paziente un aspetto impressionante e immediatamente identificabile: volto pallido. La triade classica. c) L’amenorrea.

In particolare: i disturbi dell'alimentazione. c) spirito. Cenni psicopatologici. ma possono insorgere sintomi ossessivi. I È abituale anche un eccessivo investimento intellettuale e scolastico e fa tutt'uno con l'iperattività e con una condotta. il rifiuto di ingerire gli alimenti corrisponderebbe a una lotta contro le tendenze orali passive. paura dell'uomo. le anoressiche rifiutano il cibo con una tenacia sconcertante. pone in rilievo la problematica orale. Nascondono il cibo con trucchi talvolta difficili da immaginare. d) La relazione di indipendenza nei confronti dei genitori si esprime in termini conflittuali. nell'anoressia sussisterebbe una confusione tra la fame e il desiderio sessuale. Nella relazione madre-figlia si osserva spesso la coesistenza di un eccesso di protezione e di un deficit di presenza affettiva.b) L’iperattività è sempre sorprendente. Nella relazione padre-fìglia sono possibili diverse situazioni: un immagine paterna forte può scatenare inibizione. la dinamica relazionale. rifiutano categoricamente di presentarsi a tavola. paura della propria femminilità. i disturbi relativi all'immagine del corpo. vanno presi in considerazione diversi problemi. In molti casi l'evoluzione tende spontaneamente alla guarigione della sintomatologia persino della problematica anoressica. Un'immagine troppo debole può invece produrre un sentimento di insicurezza. Soltanto a uno stadio molto avanzato della malattia l’iperattività cede il passo a uno stato di astenia e di torpore. per sbarazzarsi degli alimenti. provocandosi il più delle volte il vomito. L ' evoluzione. Solo di rado non si riscontra quest'ambivalenza di fondo nella madre. ascetica che incita a trascurare il corpo a beneficio dello In questa entità complessa. che le anoressiche cercano in tutti i modi di rifiutare sarebbe il simbolo di qualcosa che proviene dagli altri da cui esse non vogliono assolutamente dipendere. Il cibo. Questa iperattività è accompagnata da una sorta di ebbrezza. di euforia. Le attitudini dei genitori sono spesso caratterizzate da un’eccessiva protezione. Secondo alcuni autori. Fanno ampio uso di lassativi e di clisteri.Il rifiuto del cibo. . tra l'incorporazione e l'accettazione della sessualità. Spesso rigettano gli alimenti ingeriti. 88 . da un senso di onnipotenza.

Nella dinamica relazionale è espressa con forza la dialettica tra il desiderio di dipendenza e la ricerca di autonomia. L'anoressia è infatti un modo di annullare e “purificare” la bulimia fonte di sensi di colpa dovuti all'abbandono della posizione di dominio 89 . di notevoli quantità di cibo. Il comportamento bulimico è caratterizzato da episodi di ingestione. di controllo: controllo degli altri. della propria esistenza. Bulimia significa alla lettera “fame da bue”. L’isolamento e la ri-alimentazione in ambito ospedaliero rimangono la risposta classica a un'anoressia grave. abuso di lassativi preoccupazioni per il proprio il peso.I disturbi dell’immagine del corpo. tanto sconcertante per i familiari. La separazione dalla famiglia deve essere considerata in modo di sottrarre l'anoressica e i suoi familiari a una tensione intollerabile.inducono a sottolineare il livello arcaico dell'organizzazione psichica. Studio clinico. che consente anoressica di mantenere sugli altri – essenzialmente sui genitori . Il rifiuto del cibo. del proprio corpo. e non può riaddormentarsi finchè non ha ingerito cibo in quantità tate da provare un senso di sazietà. contribuisce infatti al diniego della realtà del corpo e al diniego di ogni pericolo di morte. L’anoressica non riconosce la magrezza è sempre troppo grasso per lei. il soggetto si sveglia col bisogno imperioso e incontenibile di mangiare. Questo comportamento è spesso accompagnato da un senso di colpa e talvolta seguito da un vomito deliberato. Le crisi di bulimia sono spesso notturne. Il disturbo si riscontra con maggior frequenza nelle donne e tipicamente nelle ragazze. Voglie.. Il comportamento bulimico. L'iperattività. vomito. .un predominio dal quale trae un'autentica soddisfazione.diniego della realtà e diniego del corpo sessuato . | Principi terapeutici. I clinici sono concordi nel sottolineare l'aumento di casi di anoressia mentale nei paesi cosiddetti sviluppati: e ciò conferma l'ipotesi che si abbia a che fare con una problematica nella quale i fattori culturali svolgono un ruolo determinante. La resistenza contro la dipendenza si traduce in uno sforzo permanente di padronanza. Il livello orale del conflitto e la relazione col corpo. a ripetizione. Questo diniego della realtà apparenta l'anoressia mentale a una problematica psicotica. malgrado l'evidenza.

Poco dopo l'ingestione compulsiva del cibo. ma anche gastroenterico e cardiaco. 90 . gli psichiatri facevano coincidere alcolismo e degenerazione. Secondo Morel. sia i prodromi di disturbi di questo tipo. stato somatico. Nella storia familiare vi possono essere tracce di eccessiva o scarsa protezione. le tecniche di rilassamento possono rivelarsi utili.e di controllo che è viceversa fondamentale per l’anoressica. La tolleranza all'alcol. senza tuttavia esserne dipendenti. l’alcol etilico era responsabile di diverse affezioni. L'alcolismo La parola “alcol” è di origine araba. di tipo neurologico e psichiatrico. Ci sono bulimiche che non ingrassano per niente. Si può ricorrere anche a psicoterapie d'ispirazione psicoanalitica. Alla fine dell'Ottocento. prima della digestione l’amenorrea non è inevitabile. dipende da più fattori: sesso. variabile da un individuo all'altro. Le tecniche comportamentali si basano sull’auto-osservazione. ma neanche questa è una costante.. il che induce a sottolineare nuovamente il legame tra bulimia e depressione. Secondo lui. Magnus Huss. l'alcolismo dei padri è responsabile della degenerazione intellettuale. L'aumento del peso è in alcuni casi rilevante e può produrre una vera e propria obesità. il senso di colpa di queste pazienti che vivono la loro patologia come una vergogna. La limitazione del cibo non è la soluzione del problema. di alleviare. La bulimia si spiega spesso con carenze affettive. Ma gli psichiatri contemporanei parlano ormai in genere di “malattia alcolica”. a introdurre il termine “alcolismo”. decorso dell'intossicazione. Cenni psicopatologici. Tentativo di definizione. sottolineata l'importanza di sdrammatizzare questo disturbo. come del resto lo psicodramma o le terapie di gruppo. Consumare alcol non è patologico di per sé: il che impone di tracciare una netta distinzione fra coloro che bevono molto alcol. Va invece. L'avidità orale del soggetto bulimico sembra dovuta comunque a una carenza affettiva e a una insufficienza narcisistica. Principi terapeutici. età. È stato un medico svedese. “Si può parlare di alcolismo quando un individuo ha effettivamente perso la capacità di astenersi dall' alcol”. fisica e morale dei figli. predisposizioni ereditarie. abitudini alimentari. provocandosi vomito. o comunque assai poco..

incapace di fermarsi una volta che ha iniziato a Bere. il fattore psicologico. per una minore quantità di alcol. abitualmente solitario. se per caso smette di bere.Le alcolosi. La classificazione proposta da_Fouquet nel 1951 tenta di prendere in considerazione diversi fattori: la tolleranza. il fattore sociale. che è capace di controllare il suo in questo caso di perdita del controllo. e dall'altro. dette anche. sotto forma di brevi crisi nelle quali l'assunzione. di alcol è massiccia e clandestina. . il senso di colpa immancabile. dato che abbiamo a che fare con: da un lato. Studio clinico. è dissimulato.e si verificano disturbi del comportamento sessuale e sociale. Lo studio clinico è in parte indiretto. Si parla Il paziente che beve di rado fino all’ebbrezza. . segni di astinenza (tremori. Tutti gli autori sottolineano la maggiore sensibilità all’alcol delle donne rispetto agli uomini. le professioni in cui le occasioni di incontro e di convivialità si moltiplicano. Il consumo di alcol aiuta il soggetto a contenere una sofferenza psichica e somatica. Complicazioni epatiche e neurologiche insorgono più in fretta. In certi casi l'accesso può portare al coma. il consumo. Il consumo di alcol in Francia è il più elevato al mondo. Secondo tali criteri. L'ebbrezza è frequente. Certi mestieri espongono più degli altri al rischio: i lavori fisici.Le somalcolisi: sono caratterizzate da un consumo intermittente. disturbi del sonno). Questo consumo segreto scatena grandi sensi di colpa.Le alcoliti: la personalità è normale o quasi. quelli che possiamo chiamare i fattori eziologici di natura psichica. il fattore di tossicità. ma nel quale appaiono. 91 . l'alcolismo rappresenta la terza causa di mortalità tra la popolazione adulta. nevrosi alcoliche.1) 2) II bevitore compulsivo. E si sa d'altronde che l'alcolismo è all'origine di molti incidenti stradali e che la sua incidenza sulla criminalità non va sottovalutata. . si distinguono: . le complicazioni acute o croniche dell'alcolismo. dopo le affezioni cardiovascolari e i tumori.L'alcolismo sintomatico: la dipendenza è puramente psicologica. Al contrario della precedente forma. Cenni epidemiologici. consumo. irritabilità.

. Questa ebbrezza acuta può assumere forme gravissime: La crisi. la cui forma ricorda quella del sogno. Questa patologia prevede: una fluttuazione dello stato di coscienza unita a confusione. un'alterazione dello stato generale (febbre. direttamente dovuta ai problemi muscolari. a) L'ebbrezza acuta può scatenare disturbi del comportamento. Due sono le complicazioni tipiche: la sindrome di Korsakov e l'encefalopatia di GayetWernicke. un'ipertonia generalizzata con manifestazioni parossistiche. sudori abbondanti. di scinesie. ha la tendenza scambiare un luogo per un altro. b) La bouffèe. con segni neurologici. b) L'encefalopatia di Gayet-Wernicke compare nei soggetti denutriti. violenta e imprevedibile. irritabilità. Il malato è disorientato nel tempo e nello spazio: non sa che giorno è si confonde sulla propria età. un delirio onirico caratterizzato dalla preminenza delle allucinazioni visive: le zoopsie. Cenni psicopatologici. segni di disidratazione).A proposito degli alcolismi detti “da abitudine” è stato menzionato un fattore di ordine biologico. una confusione mentale che include un totale disorientamento temporospaziale. Delirium tremens. è seguita da amnesia. a) La sindrome di Korsakov prevede un disturbo della memoria assai specifìco. Le complicazione croniche. aggressività. 92 . caratterizzata dall'oblio quasi totale di quello che si è appena fatto e dall'incapacità di apprendere dati nuovi. mentre i ricordi più vecchi sono conservati. Una polinevrite degli arti inferiori è spesso presente e si manifesta con: una certa fatica nel camminare. paralisi oculobilaterali con fissità dello sguardo. (visioni di animali).Le complicazioni acute. confùso-delirante comportà dei disturbi della coscienza e una attività delirante. Il quadro è quello di uno stato di estrema agitazione. eccitazione psicomotoria. si perde in posti che conosce da poco. crampi notturni. anomalie dei riflessi. incoerenza dei discorsi. rapida alternanza di euforia e di depressione. che soffrono di vari disturbi digestivi. Quest'ultimo è dovuto all'astinenza improvvisa di un alcolizzato cronico che consuma notevoli quantità di alcol. l'amnesia anterograda.

non fa che peggiorarlo. professionali. Le tossicomanie. In tal senso si può parlare allora di “soluzione etilica”. Tentativo di definizione. Vanno prese in considerazione non soltanto le conseguenze somatiche dell'ingestione di prodotti tossici. di sentimento di abbandono: per il soggetto diventa così l'oggetto prediletto. Principi terapeutici. la tossicomania pone problemi di carattere psicosociale. In questa sede. L'alcolismo è in parte legato allo stile di vita. è un problema medico di primaria importanza. Uno stesso individuo può essere dipendente da più droghe. Del resto si rintracciano spesso nel passato di questi pazienti gravi carenze affettive. Ma attualmente il problema della tossicomania. L'alcol appare di solito come un rimedio per ogni forma di emergenza.l'idea di bisogno irresistibile. . soluzione caratterizzata dalla scarica dei conflitti a livello orale. Occorre sempre tenere sotto controllo lo stato somatico e ricordare che la dipendenza da tabacco è sovente associata all'alcolismo. o magari una psicoterapia di gruppo e/o una terapia familiare. un disturbo 93 . di angoscia.Va tenuto conto naturalmente dei fattori socio culturali. piacere immediato o al tentativo di eliminare un dolore morale. Particolarmente frequente fra gli adolescenti. alle abitudini familiari. una psicoterapia di coppia. Il fatto di assorbire sostanze che modificano l'attività psichica e di farne eventualmente abuso non è certo un fenomeno recente. Il conflitto rimane però intatto. occorre sottolineare: . non intellettualizzato.la dipendenza dovuta non solo agli effetti fìsiogici. ma anche alla ricerca di un permanente. sociali. . ma anche le caratteristiche della personalità prepatologica e la vulnerabilità psichica al comportamento tossicomane.. un'angoscia diffusa. Il trattamento è lungo e complesso. che associ eventualmente una psicoterapia individuale. Non va dunque elusa una terapia globale. e l'ingestione dell'alcol.Tra i fattori psicodinamici ci interessa soprattutto l'alcolismo nevrotico. di depressione. generalmente pluridimensionale.

- l'effetto di una droga non dipende soltanto dalle sue proprietà psicofarmacologiche, dal dosaggio dal tipo di somministrazione, ma anche dalle reazioni individuali, della struttura psicologica del soggetto, dalle sue aspettative, ecc. I - le droghe procurano un senso di sollievo o sicurezza solo passeggero. Caratteristiche del consumo attuale delle droghe. Possiamo porre l'accento su diversi aspetti: - L'età giovane dei soggetti; si osserva un netto predominio del sesso maschile. Le prime esperienze si fanno in europa verso i 12-13anni, con un picco massimo attorno ai 19-20 anni. I tossicodipendenti gravi, quando non muoiono di overdose, suicidio o deperimento fisiologico, diventano spesso alcolizzati. Il rischio di una progressione non è scontato, per fortuna, ma è indubitabile che il rischio aumenta in presenza di una grave sofferenza psichica e a stretto contatto con l'ambiente della droga e degli spacciatori. - L'uso di sostanze di varia origine conduce spesso a una politossicomania, e la somministrazione di queste droghe avviene per vie diverse: via orale, inalazione nasale, via parenterale, con tutti i rischi che quest'ultima comporta - ascessi, setti-cemia, epatite virale, e ovviamente la trasmissione del virus dell'Aids. - Il significato del consumo di droghe è cambiato completamente in questi ultimi anni: in passato, in Oriente, oppure nelle zone povere e industriali del Nordamerica, l'abuso di canapa e di oppiacei è stato spesso ricondotto a problemi di salute, di sottoalimentazione, di povertà. Oggi, l'uso di droghe appare invece un fenomeno caratteristico delle società opulente e in particolare dei paesi in piena espansione economica. - La pratica dei flash o rush: la via di assunzione endovenosa e destinata a produrre un'esplosione di forti sensazioni interne. Si va in cerca di un piacere immediato, violento, giudicato superiore all’orgasmo sessuale. E una ricerca del rischio, un gioco con la morte e la follia, ma forse pure una ricerca di se stessi: la tossicomania grave pone, il problema cruciale dell'identità.L’overdose causa decessi improvvisi sempre più frequenti al giorno d'oggi. - Si può constatare lo sviluppo precoce di un deficit fisico e psichico. Le principali forme di intossicazione: i prodotti e i loro effetti. Gli psicodislettici. La canapa indiana o cannabis è il prodotto più diffuso, il più antico il più leggero.

94

La pianta cresce in diversi paesi ed è utilizzata in vari modi; la cannabis è di solito fumata assieme al tabacco; dalla canapa indiana si ricavano la mariuana, l'hashish, il ganja, il kif. Ci sono più di 350 nomi per indicare sostanze di questo tipo. Assunte in piccole dosi queste sostanze hanno effetti insignificanti, ma - al contrario di ciò che sì sente dire in giro - un uso consistente e ripetuto non è privo di conseguenze. Infatti, la crescente tolleranza fisiologica è psicologica costringe ad aumentare le dosi e può portare infine all'assunzione di droghe più pesanti. Tra l'altro, alcuni spacciatori manipolano la canapa, mescolandola ad altre droghe più forti capaci di suscitare una dipendenza fisica che la canapa in sé non è in grado di produrre. L’Lsd o acido lisergico è il più potente degli psicodislettici: 0,1 mg produce un grave stato di dissociazione, che dura dalle sei alle dieci ore. Facile da fabbricare e relativamente economico, è un potente allucinogeno; scatena gravi alterazioni percettive, allucinazioni, disturbi dello schema corporeo alterazioni del vissuto temporale e spaziale. Sono frequenti le idee di grandezza e onnipotenza. L'esperienza vissuta sotto l' effetto dell'Lsd può riprodursi dopo un certo intervallo di tempo, senza aver assorbito nel frattempo la sostanza tossica (ricorrenza spontanea). Gli allucinogeni sono ingeriti per os (per via orale) e non suscitano nè dipendenza fisica, ne intolleranza. Gli stimolanti o psicoanalettici. La cocaina è una pianta coltivata da millenni in Sudamerica. Spesso inalata per via nasale, la cocaina può anche essere somministrata per via sottocutanea o endovenosa, associata a eroina. La dipendenza è più psichica che fìsica. L'intossicazione acuta da cocaina si traduce in sensazioni di euforia, accompagnate da un'acuta sensibilità agli stimoli sensoriali. Viene spesso menzionato il effetto afrodisiaco. Il periodo di intossicazione è breve, circa 24 ore, In seguito alle quali insorge una fase di ansia, irritabilità e depressione, senza però sindrome di astinenza. Un'intossicazione pesante può provocare un decesso per insufficienza respiratoria o cardiaca. Le anfetamine sono state usate per molto tempo come farmaci contro l'astenia e come stimolanti delle facoltà intellettuali. Oggi l'intossicazione acuta provoca uno stato di ipervigilanza, accompagnata da espansività intellettuale e timica, iperattività, anoressia, assenza di stanchezza. Gli effetti somatici sono in genere contraddistinti da tachicardia, pressione alta, sudori, nausee, dilatazione della pupilla.

95

Lo Stp è un prodotto sintetico. L'assorbimento di questa sostanza scatena violente reazioni, simili a quelle prodotte dagli allucinogeni e dalle anfetamine. I prodotti sedativi o psicolettici. Gli oppiacei sono le sostanze più in uso. La definizione include l'oppio e tutti i suoi derivati. Si usa anche il termine “stupefacente”. Si constata oggi un aumento preoccupante dell’uso di oppiacei, sopratutto di eroina. Diverse complicazioni sono dovute all'iniezione endovenosa della sostanza. Il rischio di coma o di morte per un dosaggio troppo elevato. L'endovenosa di eroina produce un effetto violento e immediato, una sensazione di piacere intenso e di calore, in un'atmosfera di euforia. I tossicodipendenti paragonano spesso questo effètto all’orgasmo. L’euforìa dura dalle tre alle sei ore, dopo le quali compaiono abbattimento, pesantezza e spossatezza. L’assuefazione è rapida. La sindrome di astinenza, che si scatena circa 6-8 ore dopo l’ultima dose, provoca grandi sofferenze e si manifesta con dolori lombari e addominali, ipertermia e insonnia. E possibile constatare anche stati di agitazione ansiosa e talvolta un quadro di confusione mentale. I barbiturici ipnotici. Vanno citati infine gli ipnotici non barbiturici e i tranquillanti. L'hashish parallelo tra il sogno e la follia. Sugli effetti dell'hashish. Non c'è nessun aspetto elementare o costitutivo della follia che non rientri tra le alterazioni intellettuali prodotte dall'hashish: si va dalla semplice eccitazione maniacale al delirio furioso, dalla debole anormalità, dalla semplice idea fìssa, dalla lesione sensoriale minore all'impulso irrefrenabile, al delirio parziale, più o meno esteso, ai disordini della sensibilità. La droga e le sue implicazioni sociali e psicologiche. Il problema psicologico e quello sociale sono inscindibili tra loro. Perché la droga ? che cosa rappresenta ? Una volta caduti nella tossicodipendenza la droga diventa un fine in sé, un oggetto di venerazione, un vero e proprio rituale psicosociale. Molti tossicodipendenti spiegano che le diverse fasi - prima la ricerca, poi la preparazione, e in fine il consumo della droga - colmano un vuoto immenso, danno un significato all’esistenza, ritmano la vita quotidiana e rappresentano una meta giornaliera. Assai in fretta, il tossico dipendente diventa prigioniero, schiavo del rituale, dei bisogni, degli spacciatori, del cosiddetto “giro” cadendo facilmente nella delinquenza - furti, spaccio e prostituzione. 96

Il piacere tossicomane sostituisce ogni altra forma di piacere.Sul piano psicologico occorre distinguere tra la semplice prova. al “contagio” prodotto da fattori socioculturali e la tossicomania intesa invece come tappa conclusiva e drammatica di una ricerca angosciata e incessante. che presentano un notevole squilibrio tra la maturazione intellettuale e la maturazione affettiva. dì cancellare all’istante ogni sofferenza e ogni angoscia. utile a nascondere la dissociazione. dì esercitare un potere assoluto sulla propria esistenza. una soluzione passiva alle proprie difficoltà. di personalità tossicomane? Si incontrano in effetti spesso adolescenti cresciuti in ambienti perturbati. una forma di valorizzazione nell'ambito di un certo gruppo. che spesso dura da diversi anni. che va ricondotta alla curiosità. 97 . La droga rappresenta il più delle volte una via di uscita da problemi conflittuali. Si può parlare. Tenta. occasionale e isolata. all’imitazione. Le motivazioni profonda e significativa è data dalla ricerca di un piacere immediato: Il desiderio. Il soggetto tende a regredire profondamente e ad assumere una posizione di immobilità nel piacere. Ricordiamo comunque che la tossicomania grave può essere anche la manifestazione di un malessere psicotico che nella ricerca e nel rituale della droga trova un punto di fissazione e di ancoraggio. incluso quello sessuale. attraverso il corpo.

98 .