You are on page 1of 4

000-000 Lim 2-09 gasparri calcio 21-02-2009 8:43 Pagina 1

ESISTE L’ITALIA? DIPENDE DA NOI

CALCIO AMBROSIANO,
UNO STILE GEOPOLITICO di Moris GASPARRI

Milan e Inter non sono solo due fra i maggiori club al mondo,
ma due marchi pilota nella competizione globale. I brasiliani
di Berlusconi e gli Inter campus, brillanti esempi del soft power
diffuso dallo sport nazionale.

1. L’ ITALIA È UNA REPUBBLICA FONDA-


ta sul lavoro e sul calcio. A molti questa ardita rivisitazione del preambolo della
nostra carta costituzionale potrebbe apparire blasfema. In realtà non c’è molto da
aggiungere a una verità che, nel bene o nel male, i dati empirici confermano attra-
verso mille esempi. Nel nostro paese il calcio entra dappertutto, in ogni momento
della giornata, nei contesti istituzionali come nelle chiacchiere da bar.
Pur nella miriade di parole e commenti che vengono spesi ogni giorno sul-
l’argomento, sono in pochi però quelli che tentano di analizzare questo fenome-
no da altre prospettive. Siamo abituati a pensare che il calcio sia un fenomeno
prettamente autoreferenziale, mentre a uno sguardo più attento si scopre che
non è così. In un interessante libro apparso qualche anno fa 1, un giornalista
americano, Franklin Foer, si è interrogato proprio sui modi in cui il calcio potes-
se spiegare alcuni fenomeni politici e sociali del mondo contemporaneo. Ad
esempio, l’analisi delle vicende della Stella Rossa di Belgrado, che apre il libro,
riassume per Foer quelle della guerra che ha insanguinato i Balcani, a metà degli
anni Novanta. La domanda, a questo punto, sorge spontanea. Possiamo adottare
questa prospettiva anche in relazione agli orizzonti calcistici del Belpaese? Pro-
viamoci.
Uno dei temi analizzati in questo numero di Limes riguarda il ruolo e le ambi-
zioni di Milano in relazione agli scenari nazionali e internazionali. In genere
quando si deve affrontare questo tema ci sono dei riferimenti scontati, ormai di-
ventati dei veri e propri cliché: la moda, il design, le eccellenze nel campo della
ricerca e dell’università. Il nome di Milano nel resto d’Italia e nel mondo viaggia

1. F. FOER, How soccer explains the world: an unlikely theory of globalization, London 2004, Random
House. 1
000-000 Lim 2-09 gasparri calcio 21-02-2009 8:43 Pagina 2

CALCIO AMBROSIANO, UNO STILE GEOPOLITICO

attraverso queste icone consolidate. Che succede invece se usiamo il calcio come
guida a questo tema?
«Da sindaco mi sento felicissima perché le due squadre sono in questo mo-
mento al centro del palcoscenico nazionale ed europeo e quindi anche mondiale.
È un grande successo per Milano, capitale del calcio». Con queste parole Letizia
Moratti salutava, nella primavera di due anni fa, i rispettivi successi di Inter e Milan
in campo nazionale e internazionale. Che queste due squadre siano due simboli di
Milano e della sua storia novecentesca è fuori discussione. Per rispondere alla do-
manda da cui siamo partiti, dobbiamo però abbandonare il lato sportivo della que-
stione e analizzare altri aspetti.
Partiamo da una verità fattuale: checché ne pensino i romantici del calcio, In-
ter e Milan non sono ormai più delle semplici squadre di calcio che scendono in
campo al mercoledì in coppa e alla domenica in campionato. Al contrario, sono at-
tori ben organizzati che si muovono alla perfezione nei complessi scenari geoeco-
nomici del mondo globale. È questo il punto da cui partire. Le due squadre mila-
nesi, più di altre squadre italiane, sono infatti il paradigma perfetto della globaliz-
zazione. Le voci che suffragano questa tesi sono molte: la forte presenza di calcia-
tori stranieri nelle proprie rose, che sfiora il parossismo nel caso dell’Inter. La rete
di osservatori tecnici sparsi in giro per il mondo. Più di tutto però, la presenza
commerciale del loro brand nei vari mercati mondiali, una dimensione che ormai
orienta in modo determinante anche le strategie tecnico-calcistiche delle due squa-
dre, soprattutto alla voce acquisti.
Gli esempi a cui far riferimento potrebbero coprire un lungo elenco. Tutti ri-
corderanno il trasferimento di Ronaldo all’Inter nell’estate del 1997 e il suo imme-
diato impiego in una campagna pubblicitaria da parte della Pirelli, il principale
sponsor della società nerazzurra che ha nel Brasile proprio uno dei suoi mercati
strategici. O ancora, come dimenticare la maglia con cui l’Inter scese in campo
qualche anno fa in una partita di campionato contro il Livorno, con lo sponsor ver-
gato in caratteri cinesi per compiacere i possibili investitori del grande mercato
emergente del pianeta? Sul fronte rossonero, l’episodio più recente su questo ver-
sante è forse quello più emblematico. L’acquisto dell’icona mediatica globale per
eccellenza, vale a dire David Beckham, può essere inserito come esempio all’inter-
no di un manuale di strategia commerciale nell’epoca della globalizzazione.

2. Il rapporto sempre più stretto tra il calcio odierno e il mondo degli affari
non è in fondo una novità. Tito Boeri è intervenuto recentemente sul problema,
mostrandone soprattutto i lati oscuri, in un graffiante articolo intitolato «Perché
Mansur non ha comprato una squadra italiana» 2. Ma non c’è solo l’economia glo-
bale ad aver mutato la fisionomia delle due squadre di calcio milanesi. Pochi
sanno che Inter e Milan possono essere considerate, caso unico in Italia, delle

2. T. BOERI, Perché Mansur non ha comprato una squadra italiana, pubblicato su www.lavoce.info
2 il 20/1/09.
000-000 Lim 2-09 gasparri calcio 21-02-2009 8:43 Pagina 3

ESISTE L’ITALIA? DIPENDE DA NOI

vere e proprie forze geopolitiche. Per quanto possa sembrare paradossale, esiste
infatti una «diplomazia del pallone» che vede le due squadre milanesi tra i suoi
attori principali.
Due episodi su tutti lo confermano. Il primo è recente, e riguarda l’accoglien-
za preparata da Berlusconi al presidente brasiliano Lula in occasione della sua visi-
ta ufficiale in Italia lo scorso novembre. Ad attenderlo non c’erano diplomatici, mi-
nistri o ambasciatori, bensì i campioni brasiliani del Milan. Un gesto fortemente ir-
rituale, ma che conferma in maniera simbolica la tesi appena esposta. Dove non
può la Farnesina, può il calcio.
Sul fronte nerazzurro c’è invece un episodio meno conosciuto, ma altrettanto
significativo. Nel 2007, su richiesta dell’allora ministro degli Esteri Massimo D’Ale-
ma, la società nerazzurra ha infatti esportato il proprio progetto umanitario Inter
Campus 3, già presente in varie regioni disagiate del mondo, in Libano, a Tiro. Una
presenza pensata come innovativo strumento d’aiuto al processo di peacebuilding
condotto dalla missione Unifil nella zona colpita dal conflitto del 2006. Negli scorsi
mesi è poi seguita l’inaugurazione di un altro Inter Campus in terra libanese, que-
sta volta nella città cristiana di Bint Jubail. Anche in questo caso, dove non può la
diplomazia tradizionale, può la forza del soft power calcistico.

3. Torniamo al nostro punto di partenza, ovvero Milano e le sue ambizioni


raccontate dal calcio. Cosa ci dice a questo proposito il breve quadro che abbiamo
fin qui delineato? Innanzitutto troviamo un’ulteriore conferma della proiezione in-
ternazionale di questa città. Inter e Milan sono due attori globali della città italiana
più globale di tutte (addirittura la nona al mondo secondo le classifiche internazio-
nali) sotto il profilo delle connessioni e degli scambi commerciali e comunicativi
con l’estero. In questo senso la corrispondenza tra i due club e la propria città
d’appartenenza è davvero perfetta. Se la forza di queste due società non è però so-
lo quella calcistica a tutti nota, ma anche quella economica e geopolitica che ab-
biamo cercato di mostrare con gli esempi sopra ricordati, la domanda diventa gio-
coforza quella di come il resto della città, e soprattutto la sua classe dirigente politi-
ca, guardi a questo patrimonio.
Qui la situazione cambia. Quello che hanno capito Berlusconi e D’Alema non
sembra essere compreso dagli amministratori lombardi. Nessuno sembra conside-
rare il soft power rappresentato dal calcio milanese come un’arma strategica dello
sviluppo della metropoli lombarda. Al di là delle diatribe ormai decennali tra i due
club e il Comune sulla gestione dello stadio di San Siro, non sono infatti all’oriz-
zonte partnership strategiche, anche in vista degli appuntamenti internazionali che
Milano attende con ansia, a partire dall’Expo 2015. Come se ormai la globalizzazio-
ne avesse sradicato l’identità delle due società tanto da farle apparire come qualco-
3. Inter Campus è il progetto umanitario creato dall’Inter nel 1997. Presente in 20 paesi, in alcune del-
le aree più disagiate del pianeta, punta a promuovere lo sviluppo di progetti per l’infanzia tramite la
combinazione di attività educative e attività calcistiche coordinate da responsabili tecnici del settore
nerazzurro. 3
000-000 Lim 2-09 gasparri calcio 21-02-2009 8:43 Pagina 4

CALCIO AMBROSIANO, UNO STILE GEOPOLITICO

sa di estraneo, di non milanese, magari più vicine al Brasile, all’Argentina e alla Ci-
na che alla cara e vecchia Milano del tempo che fu. Un paradosso a cui molti pre-
feriscono non pensare.