You are on page 1of 13

IL PROBLEMA DI DIO NELLA RIFLESSIONE FILOSOFICA CONTEMPORANEA Filosofia= pratica linguistico-discorsiva (Socrate, Dialoghi, ecc.

) Linguaggio: strumento filosofico per eccellenza CONOSCENZA Problema fondamentale della filosofia classica a) sensibile/diretta b) filosofica/indiretta soggetto / oggetto l'oggetto sono i concetti meccanismo= riflessione /allontanamento /riavvicinamento non nasce come conoscenza diretta Regimi Totalitari del '900 Genesi 1,3 Identificazione del Popolo con il Capo. Adesione irriflessiva. L'adesione lecita solo dopo una riflessione (iniziale presa di distanza).

Creazione della distanza Il serpente induce l'uomo al peccato; per dargli la conoscenza lo induce non alla distanza ma alla contrapposizione con Dio. Ogniqualvolta la distanza/differenza si tramuta in conflitto noi perpetuiamo il peccato. Il diverso come nemico. Il MALE interpretare la distanza come conflitto.

Gli storici periodizzano e solitamente trascurano i primi 10 anni di ogni secolo; questo non si pu fare per il novecento. Storia Concettuale eventi vs concetti Nel 900 Filosofia e Teologia concordano su come periodizzare le concettualizzazioni: Inizio: avvio della prima guerra mondiale ] 900 SECOLO BREVE Fine: caduta del muro di Berlino ] Eric J. Hobsbawm, storico inglese Pi precisamente, Hobsbawm divide il secolo in fasi distinte: 1. Et della catastrofe, dal 1914 al 1945, paragonabile al periodo della guerra dei trent'anni, caratterizzata dalle due guerre mondiali, dalle crisi che le seguirono, e dal dissolvimento di tutti gli imperi millenari (russo, tedesco, austriaco e ottomano); 2. Et dell'oro, dal 1946 al 1973. Fine del colonialismo, scoperte in campo medico, scientifico e tecnologico, crescita dell'economia basata tanto su un liberismo di stampo occidentale quanto sul sistema economico comunista (boom economico); 3. La Frana, dal 1973 al 1989 (9 novembre caduta del muro) e poi al 1991 (26 dicembre crollo dell'URSS) e la conseguente fine della Guerra Fredda e delle ideologie politiche totalitarie. L'imponente progresso civile, economico, scientifico che si avuto nell'800 viene considerato, all'epoca, come un dono/grazia di Dio all'uomo. L'uomo benedetto, le sue opere sono in continuit con il volere di Dio. Dio in continuit con la natura umana. Due correnti teologiche si confrontano: 1. I teologi liberali (Harnack, Troeltsch) asseriscono una continuit tra Dio e l'uomo, considerando la fede come un elemento dell'interiorit psicologica dell'uomo e la teologia come l'analisi storico-critica della Scrittura. 2. Karl Barth sviluppa una teologia che riafferma la relazione "dialettica", paradossale, inconcepibile, di "rottura" tra Dio e il mondo (l'uomo, la cultura, la storia). Teologia liberale e scuola di Tubinga Gi a partire dal 1800 la teologia classica di derivazione medioevale deve fare i conti con il radicale mutamento economico e sociale che sta portando l'occidente verso la modernit. Aumento generale del tenore di vita e atteggiamento scientifico sono eventi cos eclatanti che non possono non produrre strappi anche nel modo di intendere il rapporto con il divino.
Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea pag. 1

Il protestantesimo produce la teologia liberale, la quale afferma da un lato il valore supremo della fede cristiana, dall'altro si fa portatrice dei valori del liberalismo ottocentesco. Secondo questa corrente teologica, la fede, in quanto sentimento che si pone a fondamento e giunzione tra i diversi aspetti della cultura occidentale, garante dei valori di libert propri del pensiero liberale. La teologia liberale tenta di far vedere come il cristianesimo non sia contrario alla modernit la quale nasce addirittura dal suo interno. Le maggiori innovazioni apportate dalla teologia liberale e affermatesi nel XX secolo sono: la demitizzazione dei racconti biblici kerigmatici, lavvio dellinterpretazione storico-critica delle Scritture. Tale metodo, pur apprezzabile, applicato sino alle estreme conseguenze portava a negare la storicit dei miracoli dei Vangeli, che sarebbero stati il frutto dellingenua credenza dei primi Cristiani negli eventi soprannaturali, e a ritenere che i dogmi, non voluti da Ges, fossero nati per linfluenza della filosofia ellenistica sul Cristianesimo. la ricerca del Ges storico oltre quello della fede. Cos facendo si tentava di trovare la continuit e la razionalit del fenomeno religioso, riducendolo tuttavia da trascendente a immanente. I suoi maggiori esponenti furono A. Ritschl, A. Von Harnack e E. Troeltsch. Quelli di noi che sono dotati di sensibilit pi acuta e quindi profetica non guardano pi al regno della pace e dell'amore come ad una sterile utopia A. Von Harnack Ne Lessenza del Cristianesimo (1899-1900) Harnack precisa ulteriormente il concetto, affermando che il fondamento del Cristianesimo (lessenza, appunto) va individuato nel Discorso della Montagna, laddove si proclama lavvento del Regno di Dio e il comandamento dellamore; tutto il resto (elaborazioni teologiche e dogmatiche come le istituzioni ecclesiastiche) qualcosa di posteriore e non fondamentale. Sotto questo aspetto Harnack si inserisce nella tradizione protestante, che si opponeva ad ogni autorit esterna e formale in religione, dunque, contro lautorit dei concili, dei preti e di tutta la tradizione della Chiesa. La sola autorit valida quella che viene dallinterno e porta libert, dunque solo il Vangelo Un'altra importante corrente teologica ottocentesca la scuola di Tubinga (Ratzinger e Kung vi hanno insegnato); essa opera un'analisi dei tratti essenziali della fede al fine di comprendere lo sviluppo storico-dialettico del messaggio cattolico. Al fondo c' l'idea di poter condurre l'indagine sul significato della fede per mezzo dello strumento razionale, soprattutto secondo una logica dialettica di stampo idealista, in cui si vede la storia del cristianesimo come il frutto di diverse correnti di pensiero in opposizione tra loro, in senso produttivo. Il cristianesimo si evolve dinamicamente con l'evolversi dello sviluppo umano, il cristianesimo rappresenta lo spirito stesso dello sviluppo umano (secondo logiche hegeliane). La crisi della teologia liberale Negli anni della prima guerra mondiale comincia a delinearsi un'irresistibile crisi della teologia liberale. I drammatici eventi bellici e il correlativo crollo di tutto un preciso mondo spirituale sollecitano anche teologi e uomini di chiesa a prendere coscienza della problematicit di tante
Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea pag. 2

"sicurezze" precedenti: la fede nella ragione, il primato della prospettiva umanistico-storicistica, l'esistenza di valori etici universali e oggettivi. In ambito religioso, questa fase di profonda crisi induce molti a considerare superficiale e ottimistica la teologia liberale e a riproporre con nuova drammaticit la limitatezza e la peccaminosit del mondo terreno, l'irriducibilit della trascendenza all'immanenza, la distanza tra l'umano il divino. Gli orrori della guerra mondiale fanno decadere il concetto che Dio in continuit con la natura umana. Barth: Dio come il totalmente Altro Protagonista della reazione alle idee della Teologia Liberale fu Karl Barth, in particolare nel Commento alla Lettera ai Romani di San Paolo (1919; II ediz. 1922) che lo qualifica come grande esponente della cosiddetta Kierkegaard-Renaissance in ambito teologico. NOTA
La Lettera ai Romani la pi lunga e pi densa teologicamente dellintero epistolario paolino. Venne scritta a Corinto nel 57-58 e si articola in due parti, una teologica (cap. 1-11) e laltra pastorale-esortativa (cap. 12-15). Loccasione della Lettera fu il problema dei rapporti tra i cristiani di origine ebraica e quelli provenienti dal paganesimo; i temi affrontati nella prima parte sono quelli della salvezza offerta agli Ebrei e ai Pagani, della giustificazione divina come indispensabile condizione della salvezza e in rapporto alla fede, della funzione della Legge dellAntico Testamento, del rapporto tra fede ed opere, del Battesimo, della debolezza morale delluomo. Nella seconda parte prevale linvito alla carit, ad un amore disinteressato aperto a tutti, compresi i nemici. La Lettera ai Romani, studiata con particolare attenzione sin dai primi secoli del Cristianesimo, stata al centro della riflessione degli Evangelici a partire dal XVI secolo: nel Commento redatto da Lutero nel 1515-16, un classico della teologia protestante, vengono elaborate le idee fondamentali della salvezza come frutto della giustizia di Dio (intervento gratuito di Dio che rende giusto luomo peccatore) mediante la fede e della svalutazione delle opere.

Il punto di partenza la differenza qualitativa infinita che intercorre tra Dio e luomo affermata da Kierkegaard. In radicale disaccordo con la tendenza della Teologia Liberale a ridurre il Cristianesimo ad unespressione dellintelligenza umana, Barth, recuperando in pieno il concetto di trascendenza, sostiene che Dio non riconducibile alla ragione e alle sue elaborazioni: la cultura, la filosofia, la religione stessa. Egli Totalmente Altro in quanto disomogerneo rispetto a qualunque realt umana: Dio il Dio sconosciuto. La ribellione contro il Dio che frutto di una religione che, come quella liberale, tramuta Dio in un idolo [cio realt creata dalluomo, n.d.r.] perci legittima. Essa per non tocca Dio ma soltanto la sua umana caricatura. La fede dunque non pu nascere dalla ragione, ma dallirruzione di Dio nella vita delluomo, che ad essa aderisce con una scelta che supera o addirittura contraddice ogni logica umana. Il concetto quello dellistante di Kierkegaard, del passaggio decisivo in cui il singolo improvvisamente incontra Dio che gli si rivela e Lo accoglie, come fece Abramo di fronte alla sconvolgente manifestazione divina. Da ci deriva la denominazione che assume la corrente teologica fondata da Barth. E detta Dialettica perch rileva labisso, il crepaccio di ghiaccio, la linea di morte che separa Dio e

Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea

pag. 3

uomo a livello ontologico, ritenendolo assoluto e irriducibile. Il termine dialettica non va quindi inteso in senso hegeliano di conciliazione di tesi e antitesi in una sintesi comune, bens al contrario nel suo originario significato neoplatonico, tipico della teologia negativa, basato sul criterio della polarit e della reciproca opposizione. Barth sottolinea l'inadeguatezza di tutti i sistemi filosofici immanenti, a partire da Hegel fino alla teologia liberale, che ritenevano di poter comprendere l'Assoluto all'interno di categorie umane, sulla base di una presunta accordabilit tra Dio e i nostri schemi mentali. "Dio il Dio sconosciuto. Come tale egli d a tutti la vita, il fiato e ogni cosa. Perci la sua potenza non n una forza naturale n una forza dell'anima, n alcuna delle pi alte o altissime forze che noi conosciamo o che potremmo eventualmente conoscere, n la suprema di esse, n la loro fonte, ma la crisi di tutte le forze, il totalmente Altro, commisurate al quale esse sono qualche cosa e nulla, nulla e qualche cosa, il loro primo motore e la loro ultima quiete, l'origine che tutte le annulla, il fine che tutte le fonda. L'uomo si trova in questo mondo in prigione. Una riflessione alquanto profonda non pu concedersi nessuna incertezza sulla limitazione delle nostre possibilit che sono qui e ora a nostra disposizione. Ma noi siamo pi lontani da Dio, la nostra decezione da lui pi grande e le sue conseguenze sono sempre ancora pi vaste di quante ci permettiamo di pensare. L'uomo signore di se stesso. (Epistola ai Romani) Solo con la completa negazione di tutto ci che umano, cio con lannullamento di uno dei due termini dellantinomia, si apre lopportunit della salvezza, esclusivamente dovuta allintervento di Dio che si accosta alluomo per offrirgli la Sua grazia. Del pari tra la religione, frutto del tentativo delluomo di avvicinarsi a Dio con le proprie forze e di sottometterLo in qualche modo alle proprie esigenze, e la rivelazione, dono liberissimo di Dio che vuole salvare luomo, esiste una dicotomia insuperabile. La religione assume cos una connotazione negativa, diventa quasi paradossalmente il frutto del peccato pi profondo delluomo, quello di volersi costruire una propria divinit, cio dellidolatria. La salvezza possibile solo con il salto nellincerto della fede, che porta ad aderire alla rivelazione divina. La teologia di Barth definita anche della Crisi perch quando luomo comprende che tutti i suoi sforzi di giungere a Dio sono vani, sperimenta una crisi, suscitata da Dio stesso con la Sua grazia, che lo dispone ad accogliere la salvezza che solo direttamente da Lui pu ricevere. La critica della metafisica classica Dio non costituisce, come per la metafisica classica, la genesi e il fondamento delle cose. Il suo essere sta infatti "al di l" di tutte le forze, le origini e i fini. La sua "potenza" "autosufficiente, incondizionata e in s vera": essa "l'assolutamente nuovo". Cercare Dio nelle sue creazioni, presumere di salire a lui lungo gli "itinerari" descritti dalla teologia e dalla morale antica e moderna pura follia: anche perch "concepire questo mondo nella sua unit con Dio colpevole di arroganza religiosa". La fede come unica salvezza
Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea pag. 4

Dinanzi a questo Dio "totalmente Altro", Barth sostiene che l'uomo non pu affidare le sue possibilit di salvezza n alla conoscenza razionale n al progresso storico, bens solo alla fede, sulla quale egli ha scritto alcune delle pagine pi intense del Novecento: "La fede questo: il rispetto dell'incognito divino, l'amore di Dio nella coscienza della differenza tra Dio e l'Uomo, tra Dio e il mondo, l'affermazione del 'No' divino in Cristo, il fermarsi, turbati, davanti a Dio. La fede la conversione, il radicale nuovo orientamento dell'uomo che sta nudo davanti a Dio, che per acquistare la perla di gran prezzo diventato povero e che per amore di Cristo pronto a perdere la sua anima. La fede non mai compiuta, mai data, mai assicurata, sempre e sempre di nuovo, dal punto di vista della psicologia, il salto nell'incerto, nell'oscuro, nel vuoto. Non vi nessuna presupposizione umana (pedagogica, intellettuale, economica, psicologica, ecc..) che debba essere adempiuta come preliminare della fede. La fede sempre l'inizio, la presupposizione, il fondamento. Si pu credere come Galileo e come Greco, come fanciullo e come vegliardo, come uomo colto o come ignorante, come uomo semplice e complicato, si pu credere nella tempesta e nella bonaccia, si pu credere a tutti i gradini di tutte le immaginabili scale umane. L'energia della fede interseca trasversalmente tutte le differenze della religione, della morale, della condotta e dell'esperienza della vita, della penetrazione spirituale e della posizione sociale. La fede per tutti altrettanto facile e altrettanto difficile." Il ruolo della comunit/Chiesa Negli anni seguenti Barth temper le proprie posizioni: pur non rinunciando al principio della trascendenza divina e della condanna di ogni antropocentrismo in campo filosofico-teologico apr qualche strada nuova all'impegno storico-razionale dell'uomo e della Chiesa. Nella sua Dogmatica Ecclesiale (1932) che ha esercitato una profonda influenza nel mondo cristiano, egli riconosce la possibilit di forme di mediazione tra l'umano e il divino, il peccato e la grazia, la finitudine e l'infinito. Gi nel settembre 1933, reagendo all'introduzione del paragrafo sull'arianit con il quale gli ebrei battezzati venivano dichiarati non ariani e si decretava che fossero espulsi dalla Chiesa Evangelica, alcuni parroci, fra i quali Martin Niemller e Dietrich Bonhoeffer, formarono un gruppo che dichiar l'incompatibilit del suddetto paragrafo con la fede cristiana e che organizz lassistenza alle persone colpite dalle misure razziali. Tale gruppo conflu insieme alla Jungreformatorische Bewegung (Movimento Neoriformatore) nella Chiesa Confessante, nata ufficialmente nel sinodo del 29/31 maggio 1934 a Wuppertal-Barmen. In tale occasione Barth con la Dichiarazione Teologica di Barmen (Barmer Theologische Erklrung) ne deline il fondamento teologico. Noi crediamo che Ges Cristo, cos come ci viene attestato nella Sacra Scrittura, sia lunica parola di Dio. Ad essa dobbiamo prestare ascolto; in essa dobbiamo confidare e ad essa dobbiamo obbedire in vita e in morte. Noi crediamo che, come Ges Cristo rappresenta la grazia senza condizioni, il perdono di tutti i nostri peccati,cos, con uguale seriet, egli sia lespressione della
Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea pag. 5

forte pretesa che Dio fa valere nei confronti di tutta la nostra vita.Per mezzo suo ci accade di sperimentare una felice liberazione dagli empi legami di questo mondoper un libero, riconoscente servizio alle sue creature. Noi crediamo che la chiesa cristiana sia la comunit di fratelli e sorellein cui Ges Cristo, nella parola e nel sacramento mediante lo Spirito Santo,agisce in modo presente come il Signore.Essa soltanto sua propriet e desidera vivere soltanto della sua consolazione e della sua direttiva,nellattesa della sua manifestazione. Noi crediamo che i diversi ministeri nella chiesanon legittimino alcuna supremazia degli uni sugli altri,bens siano alla base dellesercizio del servizio affidato e comandato a tutta la comunit. Noi crediamo che la chiesa faccia appello al regno di Dio, al suo comandamento e alla sua giustizia,e perci debba ricordare ai governanti e ai governati le loro responsabilit.Essa si affida ed obbedisce alla potenza della parola mediante la quale Dio regge ogni cosa.Noi crediamo che il compito della chiesa, fondamento della libert,consista nel rivolgere a tutto il popolo la notizia della libera grazia di Dio (Dichiarazione teologica di Barmen, maggio 1934) La dichiarazione ribadiva la centralit di Cristo quale fondamento della fede della Chiesa e respingeva quindi criteri e istanze estranee ai principi cristiani e quindi le pretese totalitarie del regime nazista nonch il tentativo di appropriarsi del messaggio evangelico per scopi politici. Dopo il sinodo andarono costituendosi molte comunit legate alla Chiesa Confessante che rifiutarono di sottomettersi alle gerarchie ufficiali della Chiesa. Questa resistenza non fu inizialmente tanto motivata politicamente, quanto piuttosto fondata sulla volont di opporsi all'interno della Chiesa ai Deutschen Christen. L'agire umano, crudele e responsabile di atrocit, trova un critico fondamentale in Dietrich Bonhoeffer che nel 1933, dai microfoni della Berliner Funkstunde, sull'idea di Fhrer, dichiar: se il capo permette al seguace che questi faccia di lui il suo idolo, allora la figura del capo si trasforma in quella di corruttore. Il capo e la funzione che divinizzano se stessi scherniscono Dio Bonhoeffer fu interprete di un inaudito spirito di rinnovamento della fede. Oppostosi alla Chiesa ufficiale del Reich venne interdetto dall'insegnamento, partecip alla resistenza antinazista, venne imprigionato e poi giustiziato a Flossenburg. Nell'opera RESISTENZA E RESA sono raccolti i pensieri e le lettere che Bonhoeffer spediva dal carcere a un amico, testimonianza di un pensiero sofferto e tenace. Secondo Bonhoeffer Dio non pi tra gli uomini, l'uomo stesso divenuto adulto e ha imparato a fare a meno di Dio (il mondo ormai secolarizzato, l'uomo riesce a badare a se stesso). La religione non deve fare leva sulle debolezze degli uomini in modo tale da fare spazio a un Dio che consola e che riempie i vuoti dell'uomo, la fede matura (ormai priva di religiosit) auspicata da Bonhoeffer mette invece di fronte l'uomo alla verit che Dio ormai impotente nel mondo ed proprio per questa sua condizione di debolezza che aiuta l'uomo nei momenti pi estremi donandogli la fede. Quello di Bonhoeffer un tentativo limite di fondare la fede partendo
Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea pag. 6

dall'irrimediabile morte della religione: da un lato l'uomo deve vivere come se Dio non ci fosse, dall'altro sentirsi al cospetto di Dio. Questi due atteggiamenti sono senz'altro contraddittori, ma in questa sfida che l'uomo pone Dio "al centro" e non "ai lati" della sua esistenza, in quanto da un lato demitizza agli estremi il messaggio cristiano, e dall'altro recupera, ormai mondato dagli aspetti accessori e mondani, l'autentico senso della fede in Dio. Dalla posizione di Bonhoeffer parte il tentativo di fondare una nuova teologia, la Teologia Della Secolarizzazione che, accettando in toto il percorso della filosofia contemporanea e dello sviluppo scientifico-tecnologico moderno, svaluta la metafisica e toglie alla fede qualsiasi segno di sacralit. Questo difficile tentativo parte dal presupposto che solo accettando pienamente la secolarizzazione della Chiesa (privandola di ogni significato mitico-metafisico e della sua pretesa teologicoepistemica di vincolare l'uomo al soprannaturale) si pu riaprire finalmente un orizzonte autentico entro il quale sviluppare un rapporto pi genuino tra Dio e l'uomo. Controcorrente http://www.lanuovavia.org/confutazioni-bonhoeffer.html Spesso Dietrich Bonhoeffer viene citato da pastori e predicatori evangelici, anche pentecostali, prendendolo come un esempio di eroe cristiano. La cosa sconcertante per che Dietrich Bonhoeffer professava parecchie eresie. Eccone alcune, cos come le trovo nellarticolo Beware of Dietrich Bonhoeffer (State attenti a Dietrich Bonhoeffer) scritto dal predicatore battista fondamentalista David Cloud sul suo blog (http://www.practicalbible.com/content/beware-dietrich-bonhoeffer) 1. Nega lispirazione verbale e plenaria della Scrittura, credendo che la Bibbia sia soltanto un testimone della Parola di Dio e diventi la Parola di Dio solo quando essa parla ad un individuo; altrimenti, essa semplicemente la parola di uomo (Testimony to Freedom, pp. 9, 104; Sanctorum Communio, p. 161). 2. Nega lIddio biblico, credendo che il concetto di Dio come un Essere supremo, assoluto in potenza e bont, sia una falsa concezione di trascendenza, e che Dio come una ipotesi operante nella morale, nella politica e nella scienza dovrebbe essere abbandonata, o nei limiti del possibile eliminata (Letters and Papers from Prison, S.C.M. Press edition, Great Britain: Fontana Books, 1953, pp. 122, 164, 360). 3. Mette in dubbio la nascita verginale di Cristo (The Cost of Discipleship, p. 215). 4. Nega la divinit di Cristo, sostenendo che Ges Cristo Oggi non una persona reale o un essere reale, ma una presenza corporativa (Testimony to Freedom, pp. 75-76; Christ the Center, p. 58). 5. Nega che la natura umana di Cristo fosse senza peccato ed inoltre mette in dubbio che il Suo comportamento terreno fosse senza peccato (Christ the Center, pp. 108-109). 6. Nega la resurrezione fisica di Cristo, credendo che la resurrezione corporale sia nel regno dellambiguit, e che fu uno degli elementi mitologici del Cristianesimo che deve essere interpretato in una tale maniera da non rendere la religione una pre-condizione della fede. Egli crede anche che cose come i miracoli e lascensione di Cristo siano concezioni mitologiche (Christ the Center, p. 112; Letters and Papers from Prison, S.C.M. Press edition, Great Britain: Fontana Books, 1953, pp. 93-94, 110).
Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea pag. 7

7. Crede che Cristo non sia la sola via che mena a Dio (Testimony to Freedom, pp. 55-56). 8. E' un evoluzionista (No Rusty Swords, p. 143) e crede che il libro della Genesi sia scientificamente ingenuo e pieno di miti (Creation and Fall: A Theological Interpretation of Genesis 1-3). 9. Aderisce alla teologia e alla terminologia neo-ortodossa concernente la salvezza (Testimony to Freedom, p. 130), un sacramentalista (Life Together, p. 122; The Way to Freedom, pp. 115, 153), crede che il battesimo dei bambini rigeneri (Letters and Papers from Prison, Macmillan, pp. 142-143), come anche quello degli adulti (The Way to Freedom, p. 151), equipara lappartenenza alla Chiesa alla salvezza (The Way to Freedom, p. 93), e nega una salvezza personale/individuale (Letters and Papers from Prison, Macmillan, p. 156). Che dire? Avr pure fatto talvolta anche delle affermazioni bibliche nella sua vita, questo Bonhoeffer, ma certamente i suoi scritti sono pieni di eresie, cio di veleno mortifero, e quindi costui va rigettato e i suoi libri non devono trovare posto negli scaffali delle case dei santi. Chi ha orecchi da udire, oda. La sua teologia Gianfranco Ravasi cos sintetizza il pensiero di Bonhoeffer: Egli esaltava la necessit dellimpegno del cristiano nelle realt penultime, cio in quelle della storia e dellazione sociale e politica, per poter accedere alle realt ultime della fede e della pienezza di vita in Dio. Egli sentiva fortemente limportanza di un confronto col mondo diventato adulto e secolare, e questo dialogo doveva avvenire attraverso un cristianesimo non religioso, cio ripensato in una nuova forma, non pi sacrale(1). Queste ed altre tesi, alcune di forte impronta mistica, altre di tonalit esistenziale, contenevano reazioni e fremiti legati alla sua esperienza e al contesto di quel tempo e sono poi state sottoposte a critica. (1) Distinzione tra le cose pure e impure. Ges supera la religione (in senso tecnico): Dio non giudice ma padre Dio non un tappabuchi Dio si rivela nella categoria della debolezza (la sua morte in croce il suo trionfo) Dio non venuto a rispondere alle nostre domande di senso Il senso del cristianesimo la sequela Dio stato ridotto allo stato umano esaltandone tutte le facolt (umane). Egli sarebbe: Infinitamente buono Onnipotente Misericordioso Onniscente ecc. Prima Barth e poi Bonhoeffer ci dicono invece che DIO ALTRO, Egli sfugge a qualsiasi tentativo di comprenderlo (sic!) o di conoscerlo riducendolo in categorie umane: l'infinita differenza qualitativa tra Dio e l'uomo Kierkegaard
Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea pag. 8

Dobbiamo vivere come se Dio non ci fosse Bonhoeffer, 16 luglio 1944 SHOAH = CATASTROFE Olocausto (holocaustos in greco) un aggettivo e significa tutto bruciato; il sacrificio previsto nella Torah in cui c' l'offerente, la vittima e il destinatario. Razionalit tecnica impiegata per produrre la morte La Shoah una politica desclusione pianificata e razionale, ma appunto questa razionalit tecnica sottostante allo sterminio a risultare peculiare della Shoah. I mezzi dello sterminio non sono stati, in ultima istanza, n militari, n polizieschi ma industriali. Beninteso lesercito e la polizia erano indispensabili: per le ricerche, le scorte, lamministrazione dei campi ed anche per una parte delle carneficine. Ma nel suo aspetto finale, lannientamento non conservava pi nessuno dei tratti della figura classica o moderna delloppressione sistematica. Gli ebrei erano trattati come si trattano i rifiuti industriali o la proliferazione dei parassiti. Le macchine utilizzate a questo fine (macchine adattate, non inventate come lo era stato ad esempio la ghigliottina) erano i macchinari che costituivano le zone industriali. Questa operazione di igiene e sanit che senza alcuna ritualit sviluppava unoffensiva industriale non ha nessun corrispondente nella storia. *** ***

Adorno Theodor Wiesengrund (Francoforte sul Meno 1903 - Zermatt 1996) Padre ebreo madre genovese 1924 Laurea in filosofia a Francoforte Tesi: La trascendenza del cosale e del noematico nella fenomenologia di Husserl 1931 1936 1947

Libera docenza in filosofia a Francoforte. Prolusione: L'attualit della filosofia Condirettore della rivista dell'Istituto per la Ricerca Sociale Dialettica dell'Illuminismo ( c/Horkheimer ) La sua critica e la sua proposta filosofica sono intrecciate con la teoria critica della societ Dialettica dell'Illuminismo: si pu considerare come una critica assai decisa della modernit ed in particolare dello scientismo moderno L'Illuminismo si teorizza esplicitamente e si realizza con la coincidenza di sapere e potere, e cio l'asservimento della conoscenza alla logica del dominio Critica dell'Illuminismo e della Modernit fondata sull'analisi delle conseguenze sociali disumanizzanti di una razionalit asservita alla logica del dominio. L'Illuminismo, nato dall'impulso di autoconservazione dell'io, e quindi da un atto di autoaffermazione dell'uomo, ma sempre pi accecato dalla chiusura egocentrica e dalla logica del potere, si rovescia significativamente in un risultato opposto al suo principio originario: l'autodistruzione dell'uomo. La civilt, al culmine del suo sviluppo, si rovescia in barbarie ( Shoah, Auschwitz, Nazismo ).
pag. 9

Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea

Mia Nota: gli eventi da cui Adorno parte per la sua critica risentono in misura troppo marcata del suo ebraismo. Le considerazioni sono giuste ma le sue lagne sui poveri ebrei puzzano troppo di propaganda per dare dignit di speculazione al suo ragionamento; in altre parole perch Adorno pensa che la Shoah sia stato un crimine speciale?. Se vero che durante la II Guerra Mondiale, tutti i contendenti si macchiarono di colpe infami (Bombe atomiche americane, bombardamenti sui civili, ecc.) A titolo d'esempio Wikipedia sviluppa in ben 64 pagine la voce "Crimini perpetrati durante la seconda guerra mondiale".

Di fronte alla shoah (sic) si infrangono tanti miti, primo fra tutti quello illuministico del progresso naturale, necessario e irreversibile dell'umanit. La barbarie di Auschwitz ha dimostrato il fallimento della cultura. La via della salvezza da ricercarsi nell'autoriflessione dell'uomo su se stesso, sulla propria cultura, sulla propria storia e sulla propria societ. Societ Industriale Avanzata: nasce ispirandosi ai principi del liberismo economico. Principio di scambio: tutto scambiabile. Lavoro con denaro sfruttamento/alienazione. Le condizioni di qualunque scambio non sono mai eque perch riflettono i rapporti di forza nella societ. Mia Nota: la probabilit che uno scambio sia equo nulla. Quindi la non equit non si pu far discendere causalmente dai rapporti di forza nella societ.

*** LA MODERNIT Ambiti della filosofia 1. Conoscenza 2. Agente / Morale 3. Giudizio 4. Relazioni / Politica Antichit: Platone, Aristotele, Agostino, Tommaso Modernit: Cartesio(**) (*) Soggetto 1. di conoscenza 2. di azione 3. che giudica 4. che vive in un contesto politico

***

| Che idea hai tu di Soggetto(*) | (def. Antropologica di UOMO)

(**) La razionalit non riflette l'ordine delle cose bens l'ordine delle rappresentazioni proprie della mente umana: COGITO ERGO SUM. Il soggetto che in grado di riflettere sulla realt esterna, riesce a fondare la sua stessa esistenza, a riconoscere il suo stesso essere. Il pensiero una propriet interna al soggetto stesso L'uomo riesce ad essere certo della sua esistenza soltanto nella consapevolezza del suo pensiero; nella consapevolezza di riuscire a riflettere sul suo pensiero.

Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea

pag. 10

Il soggetto cartesiano completamente trasparente a se stesso; pu essere conosciuto nei suoi anfratti pi reconditi. E quindi vi la pretesa di poter conoscere pienamente il soggetto che riflette. Cartesio fonda la soggettivit in quanto categoria filosofica capacit potenziale del soggetto di conoscere completamente se stesso.
Il soggetto semplice (sine plica)

Nel 900 questo concetto comincia ad andare in crisi. La sintesi principale della riflessione critica si deve a Paul Ricoeur. Paul Ricoeur nasce a Valence nel 1913. Studia filosofia all'Universit di Rennes e alla Sorbonne. Dal l945 al l948 insegna al Collge Cvenol di Chambon-surLignon, poi Filosofia morale all'Universit di Strasbourg e dal 1956 Storia della filosofia alla Sorbonne. Nell'85 ha ricevuto il premio Hegel a Stuttgart. E' direttore del Centro di ricerche fenomenologiche ed ermeneutiche. Ricoeur pone la sua attenzione su tre figure chiave della riflessione filosofica del nostro secolo:Marx, Nietzche e Freud, essi convergono nella ricerca dell'autentico significato dei fenomeni culturali, e nel mettere in evidenza la struttura profonda della realt, criticano l'idea di un "soggetto" assoluto razionalmente orientato e di una coscienza razionale trasparente a se stessa (come nella tradizione cartesiana). La differenza tra loro sta nella diversa individuazione di questa struttura profonda che risiede secondo Marx nella struttura economica, per Nietzsche nella volont di potenza e per Freud nell' inconscio. In questa scoperta di un livello profondo di significato, prerazionale e inaccessibile alla coscienza dello stesso autore di un testo, consiste il messaggio pi importante di Marx, di Nietzche e di Freud. Ricoeur per questo li chiama i "maestri del sospetto", per sottolineare la loro comune attitudine a ricercare l'autentico significato dei fenomeni culturali in una struttura profonda nascosta alla coscienza del soggetto. Ricoeur per se da una parte condivide la critica di questi pensatori all'idea di una coscienza razionale trasparente a se stessa e fonte di ogni certezza, d'altro lato non ritiene che il semplice richiamo a una struttura profonda possa esaurire e risolvere i problemi dell'interpretazione. Marx, Freud e particolarmente Nietzsche, mettono in risalto la crisi di un ordine costituito e le conseguenti trasformazioni della societ nel corso degli anni e, soprattutto, nei primi decenni del XX secolo. Sono pensatori che mettono in crisi e scardinano dall'interno la struttura sociale, economica e culturale in cui vivono. MARX (1818-1883) La conoscenza soggettiva il riflesso delle strutture materiali e tende a ridurre l'individuo a puro prodotto di rapporti di classe/potere. Mette in crisi la struttura economica esistente e pone le basi per la successiva affermazione di diversi modelli di vita e di interpretazione dell'economia e della societ. NIETZSCHE (1844-1900)
Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea pag. 11

L'identit del soggetto una maschera illusoria avente la funzione di fissare la molteplicit delle espressioni della vita tramite una rassicurante parvenza di stabilit e continuit. L'individuo fiume di emozioni, sentimenti, pulsioni e dunque di molte identit. E' necessaria una stabilit che lo fissi ad una sola identit = maschera FREUD (1856-1939) Scava nella psiche umana, dando un ordine a ci che fino ad allora non era altro che una serie di intuizioni che spesso avevano preso le mosse da antichi miti o da paure ataviche e che, altrettanto spesso avevano finito con il degenerare in paure ancestrali da cui erano scaturiti inutili pregiudizi. Freud d un metodo e una regola a questa miriade di elementi elevandoli al rango di una nuova scienza che chiama "psicologia" e che permetter di disarticolare l'uomo in quanto monolite, mettendo in evidenza le cause pi profonde da cui nascono le pulsioni che guidano l'istinto e l'azione degli individui e la cui interpretazione fino ad allora era lasciata al caso o alla tradizione. E' dei tre, l'autore pi complesso anche perch la sua opera stata molto manipolata da sua sorella che ne utilizz gli scritti per dare un substrato culturale e filosofico al nazismo di cui era fervida sostenitrice. In realt gli scritti nietzschiani mettono in crisi la morale cos come si era codificata nei secoli precedenti all'autore. Una morale non pi basata su riferimenti etici, cos come la Riforma protestante e Kant avevano insegnato, ma che si basa su un ritorno del "mito della volont". Una morale in cui la libert non si manifesta pi quando, come in Kant, si "liberi da", ossia quando si agisce indipendentemente e non condizionati da passioni, pulsioni e egoismi di cui si conosce a priori l'errore, ma quando si agisce secondo la propria morale intima che corrisponde poi con quella universale. Con Nietzsche la vera morale la rottura della morale tradizionale con l'affermazione di chi sa andare "oltre l'uomo", ossia chi sa proporre se stesso e le proprie ambiziose pulsioni come regolo della propria esistenza e, quindi di conseguenza, elemento condizionante della societ e dell'umanit stessa. Quindi: rottura del quadro socio-economico, rottura dell'equilibrio interno all'uomo e rottura della morale. E' proprio la parola "rottura" ci che assimila Marx, Freud e Nietzsche cui segue una trasformazione/instabilit dell'esistente. Sono questi, in sintesi, gli elementi comuni ai tre autori presi in considerazione: il cogito ergo sum non ha pi validit. L'identit personale si configura al di fuori dell'individuo GLI AUTORI DI RIFERIMENTO: Adorno, Levinas, Weil Tutti di origine ebraica Caratteristiche dell'ebraismo, religione abramitica (Hans Kng) L'ebraismo non : 1. stato (mia contestazione) 2. nazione 3. razza 4. comunit linguistica
Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea pag. 12

5. comunit religiosa EBRAISMO = RELIGIONE ANTIDOLATRICA Abramo (76 anni) > Ur/Canaan > padre fabbricatore di idoli

Il problema di Dio nella riflessione filosofica contemporanea

pag. 13