Urbino

VENERDÌ 1 MARZO 2013

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NOME E COGNOME

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TELEFONO

I tre lettori che invieranno in originale più di 506 di questi tagliandi, potranno firmare gratis un mattone della nuova pavimentazione della sede centrale dell’Università di Urbino. I tagliandi vanno spediti entro il 21 marzo 2013 a il Resto del Carlino, redazione di Pesaro, via Manzoni 24 - 61121 Pesaro (PU)

L’INTERVISTA ALESSIA MORANI: DA MACERATA FELTRIA A MONTECITORIO. «M’HANNO OSTACOLATO, AL PD SERVE IL CAMBIO DI PASSO»

«Ringrazio solo il sindaco della mia città e l’entroterra»
AL TELEFONO risponde: «Chiamami Alessia va...». Dall’altra parte c’è qualcuno che vuole complimentarsi con l’onorevole Morani; ma lei, 37 anni, appena entrata a Montecitorio tra i deputati pesaresi, non ha ancora metabolizzato. Sa già però a chi deve dire grazie e a chi no dentro il Pd. «Questo successo – dice – l’ho costruito assieme a chi ha creduto in me». Chi? Possiamo dirlo. «Il sindaco di Macerata Feltria, il mio comune, il vicepresidente della Regione Mezzolani, i sindaci di Montecalvo e Urbino e poi tutti quelli dell’entroterra. Naturalmente anche i circoli Pd del Montefeltro. Non era un risultato scontato e c’è stato qualcuno del territorio che ha provato ad ostacolarmi». Non era scontato, infatti. All’inizio le primarie in salita, poi l’ingresso tra i deputati al fotofinish... «La notte del voto non ho dormito». Ha mai pensato di tirarsi indietro durante questa campagna elettorale? «No, sono un capricorno, non mollo. Nella mia vita ho dovuto superare la malattia. Questo mi ha creato una corazza più forte insegnandomi a non vedere i problemi come un muro insormontabile». Quale sarà la sua destinazione? «E’ presto per dirlo. L’obiettivo è di fare parte della Commissione scuola, ricerca e università». Si aspettava lo tsunami Grillo? «Sinceramente? Lo avevo intuito molto tempo fa. Vorrei però far notare che nell’entroterra l’ondata non è stata così dirompente come altrove. Segno probabilmente che con candidati radicati sul territorio dietro i simboli di partito la gente risponde diversamente dalle urne». Per cosa si batterà? «Prima di tutto per i problemi del territorio. Il lavoro, la necessità di infrastrutture, gli investimenti sul turismo, il rafforzamento dell’Università di Urbino, il mantenimento del tribunale. Diciamo che mi metterò a disposizione dei sindaci». A proposito, vorrà incontrarli? «Certo, li convocherò a breve». Non è il periodo più felice per diventare parlamentare, non trova?«No, forse no. Ma proprio per questo occorre impegnarsi di più perché la vita politica del Paese torni alla normalità». La normalità del Pd però non è la stessa che cercano dal M5S. «Non so, in realtà credo che le cose in comune siano molte». Anche gli elettori. «Purtroppo (ride, ndr). A parte tutto sono realmente convinta che ci siano punti di condivisione. A partire dalle motivazioni dei giovani parlamentari. In entrambi gli schieramenti c’è la stessa passione, la voglia di cambiare. Da qui dobbiamo muoverci per giungere a proposte programmatiche congiunte». Allora partiamo dalle piccole cose. Che cosa c’è da cambiare nel Pd del territorio? «Serve un cambio di passo. In vista delle amministrative del 2014 dobbiamo dare segnali di discontinuità, avviare un percorso nuovo». Facciamo il caso che nessuno dall’entroterra l’avesse spuntata. Che ci sarebbe di diverso? «Molto. In futuro in Regione tutta la nostra provincia non avrà più di due o tre consiglieri. A via Gramsci vedremo nascere un ente di secondo livello, senza rappresentanza... Perdere anche il riferimento nazionale significherebbe sparire dalle cartine politiche». e.m.

Alessia Morani

Quando Urbino finirà sulla cresta dell’onda
di EMANULE MAFFEI

L’Ateneo coinvolto nel progetto che calcola la crescita del livello dei mari
CONTESTAZIONE

Striscione e volantinaggio davanti all’Ersu

IL TEMA è l’innalzamento dei mari. Secondo uno studio che sta per uscire per la rivista americana Geophysical Research Letters in aumento di 60 centimetri entro il 2100. La cosa che pochi conoscono però è un’altra: al progetto finanziato dall’Unione europea (Ice2sea, così si chiama), il primo del suo genere, ha partecipato anche l’Università Carlo Bo di Urbino. Il principale autore dell’indagine è infatti il professor Giorgio Spada, 49 anni, docente di fisica della terra al Disbef (Dipartimento di Scienze di Base e Fondamentali), romagnolo e ad Urbino dal 1998. «Grazie alla collaborazione con scienziati del Glaciology Center di Bristol – dice – abbiamo previsto l’evoluzione dei volumi dei ghiacciai nei prossimi cento anni. Che il livello del mare fosse in aumento

«Sì. In questi giorni avrò ricevuto quaranta telefonate di giornalisti che vogliono un’intervista. Nessuno parlava italiano». «Oggi alle due avevo lezione. Alle due e trenta ho finito, non c’erano studenti. Gli unici due iscritti al corso erano assenti. I numeri sono bassi». «Forse i giovani vogliono laurearsi in materie con maggiori sbocchi. Questo è un mestiere duro: fino a 40 anni spesso si va avanti con borse di studio. Dopodiché non è che le opportunità non ci siano. Ice2sea è una di queste, con un budget complessivo attorno ai 10milioni di euro. Progetti così sono treni che vanno presi al volo». «No, a parte l’agenzia Enea».
Oltre ad Urbino ci sono altri atenei italiani? Qual è stata la reazione all’indagine nel suo ambiente? Perché? Al di fuori dei media?

suo settore non sembra altissima. Conferma?

ESPERTO Giorgio Spada, 41 anni, docente di Fisica della terra

MENTRE viene votato il decreto Profumo e il diritto allo studio riceve, probabilmente, il colpo finale, un gruppo di studentesse e studenti di Urbino rende posizione contro l’Ersu esponendo uno striscione con scritto “Più borse meno dirigenti ” e chiedendo le dimissioni del direttore Massimo Fortini (documento protocollato, quindi all’ordine del giorno del prossimo Cda).

IL NODO DELLA RICERCA Per la prima volta creati modelli per valutare gli effetti delle variazioni climatiche
lo si sapeva già. Noi per la prima volta abbiamo creato dei modelli per valutare gli effetti delle variazioni climatiche. Questo ci permette inoltre di localizzare i fenomeni». «Sì».
Cioè sapete dove il mare crescerà di più? Dove allora?

«Vedrà aumenti più bassi rispetto alla media globale». «Questo è un dato dettagliato che sto cominciando a valutare ora, comunque rimaniamo anche qui al di sotto della media». «Le masse glaciali sono condizionate dal surriscaldamento del clima». «Fondamentali sono i rapporti internazionali con la comunità scientifica. Noi ci interfacciamo con i glaciologi per le informazioni sui ghiacciai. A questo punto lavoriamo sulle equazioni che descrivono le variazioni. Solo alla fine di questo processo si arriva a dei modelli. Dietro ci sono molta matematica e
Come si arriva a questi dati? Perché i mari crescono? L’Italia?

molta fisica. E poi queste ricerche richiedono tempo, tanto tempo». «Faccio questo da quando avevo 23 anni, dalla laurea». «No, a Bologna».
Presa ad Urbino? Chi sono i suoi collaboratori più stretti? Finisce qui la sua equipe coinvolta nel progetto? A lei quanto ne hanno chiesto?

«Di grande interesse, ci sono città particolarmente vulnerabili e per la prima volta abbiamo la possibilità di localizzarle e di marcare l’importanza di studi regionali». «Honolulu».
La più vulnerabile? Possibile arginare questo macro-cambiamento? Lei fa ricerca ad Urbino. E’ giusta l’equazione piccolo ateneo uguale meno risorse?

«Una ragazza, Gabriella Ruggeri».

«Nelle zone equatoriali del pianeta».
L’Europa com’è in classifica?

«Ad Urbino sì. Anche se i modelli li ho sviluppati grazie anche all’aiuto di un mio ex studente che ora lavora e vive in Olanda».
Al di là degli allarmismi sul clima che ogni tanto si rifanno vivi in Italia l’attenzione al

«Non conosco scenari seri che possano prevedere un rientro».

«Non è così. Onestamente in 15 anni di attività ho ricevuto molti finanziamenti».

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