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Darwin a-dieu Tra chi giura a spada tratta sulla graniticità del paradigma evoluzionistico e chi ritiene le teorie

di Charles Darwin poco più che risibili divampa il dibattito, addirittura lo scontro. Eccovi le nostre testimonianze Dal Dom del 18 marzo 2006: Scimmia o disegno intelligente?, a cura di Andrea Lavazza Dal Dom dell'8 ottobre 2005: Che la scienza moderna voglia distinguersi per fideismo oscurantista?, di Marco Respinti; Un caso molto, molto intelligente, di Giulio Dante Guerra; I manuali scolastici di scienze, uno sfacelo, di Andrea Bartelloni Dal Dom del 3 settembre 2005: Disegni intelligenti e zucconi, di Marco Respinti; Dietro il mondo c’è qualcuno, di Philip Larrey; Finalmente una sfida seria alla religione evoluzionista, di Guglielmo Piombini Dal Dom del 4 ottobre 2003: Agnostici, fieri agnostici, di Marco Respinti; Ciao Darwin, di Giuseppe Sermonti e Paolo Zanotto 18 marzo 2005 Scimmia o disegno intelligente? Edoardo Boncinelli, Fiorenzo Facchini, Lodovico Galleni, Giuseppe Sermonti. Quattro eminenti scienziati a confronto. Anticipazione da Vita e Pensiero, il bimestrale di cultura e dibattito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Il recente dibattito italiano sulle teorie che cercano di dare conto del percorso che ha condotto alla attuale configurazione della biosfera sulla Terra, ovvero quale sia l’origine della vita e come si sia giunti alla diversità osservabile, comprendente la specie Homo sapiens sapiens, ha visto molte semplificazioni e forzature ideologiche. Uno dei motivi è dato dal fatto che ci si è concentrati più sulle conseguenze “filosofiche” e “politiche” delle diverse prospettive che sul loro merito scientifico. Ciò è comprensibile in quanto la maggior parte delle persone deve maneggiare “a scatola chiusa” molte delle teorie o parti di esse, non avendo gli strumenti (non solo intellettuali, ma anche materiali) per valutarle; può tuttavia legittimamente interloquire quando se ne estrapolano visioni del mondo in contrasto con la propria. Il cosiddetto Intelligent Design (ID, disegno – ma più propriamente – progetto intelligente) è una posizione che si propone di mettere in discussione i fondamenti delle teorie evoluzionistiche darwiniane, contestando in particolare la casualità dell’intero processo biotico e affermando invece che esso richiede, almeno in alcuni suoi snodi fondamentali, l’intervento di un’entità intelligente capace di orientare l’evoluzione secondo un progetto culminato con l’uomo. Si tratta di una teoria “reattiva”, nata nel contesto statunitense (recentemente esclusa dai programmi scolastici in base a una sentenza giudiziaria, benché la controversia rimanga aperta), che si comprende soltanto di fronte a un darwinismo trasformatosi, con alcuni suoi esponenti anglosassoni (da Huxley ad Hamilton fino a Dawkins), anche in “religione secolare” apertamente schierata per l’ateismo. Se si assume che la scienza (perfino una scienza “storica” come la biologia evoluzionistica, che utilizza più concetti che leggi) debba essere sempre aperta alla falsificazione, l’ID sta ai confini estremi e, in molte sue forme, se non in tutte, va collocato al di fuori di tali vincoli epistemici. Ciò non significa che il darwinismo sia un paradigma univoco e senza lacune. Né che non ponga problemi all’antropologia cristiana. Ne abbiamo parlato con quattro studiosi:

Edoardo

Boncinelli,

Fiorenzo

Facchini,

Lodovico

Galleni

e

Giuseppe

Sermonti.

Darwin è un punto di riferimento per tutti, positivo o negativo, ma dall’«Origine delle specie» del 1859 molto è accaduto. Qual è oggi lo status della teoria dell’evoluzione biologica? Quali i suoi assunti fondamentali e che tipo di prove vi sono a suo favore? Quali i punti controversi, i fenomeni che non hanno ancora spiegazione? Al riduzionismo centrato sui geni si affiancano approcci complementari, come lo strutturalismo di Gould, l’autoorganizzazione di Kauffman, la teoria dei sistemi di sviluppo della Oyama, la teoria gerarchica di Eldredge, l’Evo-Devo… E anche visioni radicalmente alternative come l’Intelligent Design. Cerchiamo di fare un po’ d’ordine, dal vostro rispettivo punto di vista. BONCINELLI: Darwin ha proposto 150 anni fa che: 1) tutte le specie oggi viventi sono derivate per discendenza diretta da un gruppo di organismi primordiali vissuti sul pianeta molto tempo fa (circa 4 miliardi di anni); 2) tutto ciò è accaduto grazie a due semplici meccanismi, la variazione e la selezione. Benché sia passato tanto tempo, lo schema esplicativo rimane sostanzialmente lo stesso se alla parola “variazione” si sostituisce “mutazione”. La teoria attuale, che possiamo chiamare neodarwinismo, è una versione riveduta e corretta dell’originaria proposta darwiniana. Ha preso un assetto quasi definitivo intorno al 1930 e viene continuamente aggiornata, come tutte le teorie scientifiche, sulla base di sempre nuove risultanze sperimentali. Che cosa è cambiato in questi 150 anni? Si è imparata un’incredibile quantità di cose sulla trasmissione ereditaria dei caratteri biologici. Darwin non conosceva neppure l’esistenza dei geni. Possiamo quindi precisare che le mutazioni sono casuali, determinate cioè da cause non note, ma non eliminabili. Sono inoltre non programmate e neppure direzionali. Esistono mutazioni vantaggiose, ma la grande maggioranza di esse è deleteria. La selezione naturale non è un agente e neppure una forza specifica. Diamo questo nome a quel complesso di fenomeni naturali che nei fatti favoriscono alcuni individui, concedendo loro di lasciare una prole più abbondante, e ne puniscono altri. La selezione non “sceglie” il più adatto, come si dice di solito (chi è il più adatto?), ma si limita a concedere agli individui una fertilità differenziale, chiamata in inglese fitness. Riteniamo oggi che il caso giochi un ruolo molto più rilevante di quanto pensasse Darwin. La teoria spiega bene quello che è successo negli ultimi 600 milioni di anni, meno bene quello che è successo nei precedenti 3 miliardi di anni, per niente quello che è successo prima. GALLENI: Occorre innanzitutto una definizione: il termine evoluzione indica che i viventi che oggi vediamo sono il prodotto di un processo di trasformazione irreversibile avvenuto nel tempo, e sono collegati tra loro da relazioni di discendenza divergente. Questo aspetto è il risultato di una ricerca di tipo storico altrettanto provata quanto è provata l’esistenza dell’impero romano. È quindi un fatto ormai acquisito nel bagaglio delle conoscenze dell’umanità. Per quel che riguarda i meccanismi che spiegano come l’evento storico evoluzione sia avvenuto e stia procedendo, abbiamo a che fare con teorie. Quella oggi maggiormente accettata si rifà al “darwinismo”, cioè alla teoria della selezione naturale proposta nella seconda metà del XIX secolo da due naturalisti inglesi: Charles Robert Darwin e Alfred Russell Wallace. La teoria spiega l’evoluzione come risultato dei meccanismi che determinano gli adattamenti dei viventi. Essi hanno forma e strutture che permettono di svolgere in maniera efficiente i due compiti che sono loro propri, cioè sopravvivere e riprodursi. Per alcuni autori della scienza classica, come Galeno, gli adattamenti erano il risultato dell’opera provvidente e previdente di un Demiurgo che aveva ordinato l’universo portandolo dal caos all’ordine. La scienza moderna ha liberato la teologia dagli impacci di questo legame epistemologico e cercato nei meccanismi dell’evoluzione le ragioni dell’adattamento; per questo competono alla scienza non solo le descrizioni morfofunzionali degli adattamenti, ma anche i meccanismi alla base della loro origine. Nell’ipotesi di Lamarck le strutture ordinate degli adattamenti derivavano dall’influenza diretta dell’ambiente sul vivente; le strutture del corpo cambiano e i cambiamenti vengono poi ereditati. Nell’ipotesi di Darwin e Wallace vi è una diversità basata sulla variabilità ereditaria e una

I meccanismi della selezione naturale hanno trovato molte conferme. Vi sono scienziati che sostengono l’evoluzione. mentre il modello di Darwin ha a suo favore fenomeni noti a livello microevolutivo. secondo cui le strutture ordinate sono formate per autoorganizzazione (ad esempio. fautore della selezione sociale e del razzismo. quali la teoria organismocentrica. 2) preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita (Darwin). piuttosto riconducibile all’isolamento ambientale. e ne ha dato una spiegazione attraverso la selezione naturale che opera sulle variazioni casuali della specie. Nessuno dei tre dà conto dell’origine delle specie. 3) processo che da una popolazione (in conseguenza di mutazione e selezione) ne fa discendere un’altra con caratteristiche diverse (Helena Curtis). come avevano fatto altri prima di lui. secondo cui le strutture ordinate sarebbero un risultato delle leggi generali che regolano la sopravvivenza del sistema Biosfera. Darwin ha sostenuto l’evoluzione della vita sulla Terra. ma ritengono che il meccanismo suggerito da Darwin non sia adeguato per spiegare tutto il processo evolutivo e postulano programmi interni o regole biologiche particolari che ancora non conosciamo. Del tutto lontani dall’ambito scientifico quelli che ricorrono a un agente superiore intelligente che sarebbe intervenuto nel corso della evoluzione per orientarla in un senso o nell’altro e per realizzare strutture più complesse. L’Intelligent Design oppone al neodarwinismo la convinzione che l’enorme complessità della vita non può essere stata raggiunta per puro caso. In sintesi: 1) progresso. dubbioso sulle possibilità della selezione naturale. egli è considerato il loro negatore. che è però da escludere in quanto pessima scienza e pessima teologia. Ora. ordine. significato. dato che essa si rende utilizzabile soltanto quando è completa. o la teoria della Biosfera. ma non è corretto. gli è attribuita la teoria dell’origine dei tipi. SERMONTI: Un serio problema per chi si dispone a trattare il tema dell’evoluzione biologica è. per non dire che facendo ricorso a un ordinatore esterno per correggere e orientare in determinati momenti il cammino dell’evoluzione . Non è metodologicamente corretto invocare interventi esterni per surrogare quello che non conosciamo ancora ma che può rientrare nell’orizzonte della scienza. È una teoria nella teoria. Di fatto sono due catene di cause sconnesse tra di loro che si incontrano in maniera casuale. e quindi ci si muove sul piano delle osservazioni empiriche. a mio avviso. Negare alcune conquiste della scienza solo per paura che possano essere utilizzate in una prospettiva materialistica è un errore grave. interessato all’origine delle specie.competizione tra gli individui di una specie. Il paradigma genocentrico non chiarisce il problema morfogenetico (perché una mosca non è un cavallo?) e prelude al biotech e all’eugenetica. Ma la variabilità non nasce in funzione di una risposta diretta all’adattamento. coerenza. Vi è infine l’ipotesi dell’Intelligent Design. 2) adattamento. Fautore della trasmissione dei caratteri acquisiti (pangenesi). le strutture geometriche del fiocco di neve). la mancanza di una definizione condivisa di quel processo. Il riferimento a Darwin non chiarisce i termini. Il paradigma organicista fa in genere riferimento a un “ordine predisposto” e utilizza concetti come bellezza. vari critici del darwinismo si muovono in campi soltanto ipotizzati o ancora da esplorare. è trattato come panselezionista. o che una struttura complessa (come l’occhio o una trappola per topi) non può essere conseguita per gradi. 3) cambiamento. è dipinto come un modello educativo… Dell’evoluzione esistono almeno tre definizioni: 1) passaggio lento e graduale degli organismi viventi da forme inferiori e rudimentali a forme sempre più complesse (Devoto-Oli). Di generazione in generazione l’ambiente sceglie gli individui che portano le caratteristiche che favoriscono il successo nella competizione per la sopravvivenza. FACCHINI: È molto comune l’identificazione della teoria dell’evoluzione con il darwinismo. Un’importante contrapposizione si ha tra la visione genocentrica (selettiva) e quella organicista (con le teorie di campo e l’enfasi sulla regolazione). scopo. Altre teorie sono in discussione. Il ruolo del caso nelle ipotesi di Darwin-Wallace può fare problema se – e solo se – viene elevato a strumento di interpretazione metafisica dell’Universo. ma probabilmente non sono gli unici che determinano l’origine delle strutture ordinate in biologia. Da qui nasce il problema del caso darwiniano: vi è una catena di cause che fa nascere la variabilità ereditaria e una catena di cause che fa sì che l’ambiente (inteso in senso molto lato) scelga le combinazioni migliori.

Più ampia è invece la discussione sui meccanismi. ma vi sono anche proposte diverse oggi oggetto d’indagine. Dal dibattito emergono prospettive non facilmente conciliabili. e quindi anche quelle che riguardano l’evoluzione. come pure è documentata una forma umana alquanto diversa da quella attuale. L’ID non può essere una visione alternativa a quella scientifica. anatomia comparata. si costruiscono non solo sulla base di osservazioni ed esperimenti ma anche attorno a una parte metafisica nel senso letterale del termine. non è scienza. la redenzione e la salvezza. e quindi non idonei a dar conto dell’aumento di complessità. gli ormai secolari processi di mutazione-selezione sono l’uno degenerativo e l’altro conservativo. Per quel che riguarda il rapporto tra evoluzione e teologia. che risente delle idee filosofiche e religiose dello scienziato e degli ambiti sociali in cui si è formato e vive. genetica. Ma la mutazione (del Dna) è un aspetto minore e fondamentalmente “neutrale” della variazione. poi. La “fitness”. anche se restano avvolte in una certa oscurità le cause e le modalità del processo evolutivo. che include l’autoorganizzazione (Galleni). Anche un tramonto è un “fatto”. ramificata e complessa. il “campo morfogenetico” e. perché esce dall'ambito della scienza. Lo è invece nel quadro più generale di un universo che muove verso la complessità e la coscienza e di un essere pensante che muove verso l’alleanza. I concetti di “stabilito definitivamente”. precedente e preparatoria. Questa visione sembra porre alla teologia più il problema del futuro dell’umanità che non quello del passato e delle origini. Indubbiamente vi è un diffuso consenso sulle capacità esplicative della revisione del darwinismo compiuta negli anni Trenta-Quaranta del secolo scorso che va sotto il nome di Sintesi moderna. ripetitivo anche se non riproducibile. non ha a che fare con innovazione e progresso evolutivo (Boncinelli). biologia molecolare…). Essa rappresenta una spiegazione plausibile della documentazione fossile che possediamo. c’è una fase preumana. Il segno fondamentale della visione odierna della natura è quello della libertà. In merito ai meccanismi dell’evoluzione. per rifare la storia del . SERMONTI: Dalle considerazioni dei miei colleghi l’evoluzione appare un “fatto” ormai stabilito definitivamente. che nell’ultimo secolo si è arricchita di numerosi reperti. Il disegno di Dio non è rilevabile nella formazione delle strutture anche altamente complesse del vivente o in questo o quel passaggio evolutivo. Dio non interviene continuamente nella natura facendole superare vari gradi di complessità e lasciando i segni ben visibili di un “disegnatore intelligente”. Per quanto si riferisce all’evoluzione umana. al contrario lascia che la natura stessa si faccia grazie a meccanismi caratterizzati dall’assenza di un determinismo stretto e dall’emergenza del nuovo non prevedibile. eventi dannosi oppure senza significato. Proviamo a precisare.viene da chiedersi perché egli non sia intervenuto a evitare certi fenomeni catastrofici della natura. quindi è storia. Essi sono insufficienti e sconnessi (per Galleni) o oscuri (per Facchini). La teoria dell’evoluzione è coerente con quanto si va scoprendo in vari settori della scienza (paleontologia. più in generale. o da sostituirsi con “mutazione” e “fitness” (per Boncinelli). importante è la consapevolezza di un particolare agire di Dio. Ma l’impero romano è adattativo. Ci troviamo di fronte a una situazione di pluralismo teorico che è forse l’aspetto più interessante collegato alla costruzione delle teorie in biologia evolutiva. Così è stato anche per Darwin. «come l’Impero romano» (Galleni). come quello di “scientificamente provato”. Un altro aspetto importante è che le teorie scientifiche. che si prolunga per molto tempo e costituisce l’umanità fossile. GALLENI: Mi pare che si possa affermare chiaramente che vi è un accordo generale sull’evoluzione come evento storico. D’accordo con tutti che. rende ragione dell’intima affinità biologica fra i viventi e ne suggerisce delle parentele. Dire che una fenomenologia è “un fatto” è collocarla al più basso livello gnoseologico. i veri antenati dell’uomo moderno. ciascuno rispondendo alle posizioni diverse dalle proprie. progressivo o variante a caso? Certamente esso non era prevedibile e non è riproducibile. non fanno parte della migliore scienza. la epigenetica. ma diviene scienza solo dopo che se ne siano compresi la regola e il meccanismo.

in materia di evoluzione. Come pure la ricostruzione delle tappe. in cui si insedierebbe accidentalmente la realtà. che non dovrebbe essere scavalcato. con l’accumularsi della conoscenza. Quanto poi al fatto «che l’enorme complessità della vita non può essere stata raggiunta per puro caso». chiacchiere. in tempi non illimitati ma necessariamente brevi. Anche la crescita della complessità è lungi dall’essere spiegata in modo esaustivo. La mia conclusione è che. restano aperti i problemi relativi alle cause delle mutazioni e del formarsi delle grandi direzioni evolutive. le ragioni ultime. il mistero aumenta. L’evoluzione darwiniana non prova l’esistenza o la non esistenza di Dio. Questa visione contrasta con quella del caos totale (del solo caso. In particolare. non è opportuno invocare agenti estranei personificati (ciò vale per ogni scienza). che non si fa le proprie regole. che il successo delle nuove strutture che si formano richiede la coincidenza tra mutazioni genetiche e cambiamenti ambientali favorevoli. politicamente. Esse saranno affrontabili in contesti diversi con le specifiche metodologie.. Per la Bibbia. in relazione all’intervento di Boncinelli. I fattori ambientali non sono casuali (come le mutazioni nella teoria darwiniana). dello spazio senza leggi. per il timore che emerga un’intenzione trascendente. confusione e disperazione a carico dell’uomo della strada. Dalle diverse prospettive circa l’origine e l’evoluzione della vita è lecito estrapolare conclusioni applicabili ad ambiti esterni alla biologia? La nostra visione dell’uomo viene toccata direttamente dalla teoria evoluzionistica? Che atteggiamento dovrebbero avere gli scienziati. In ogni caso. ma storicamente. il finalismo). La nostra lezione finisce con l’essere adottata dai negatori di tutti i valori.mondo. Sarebbe interessante sapere in base a quali principi si fanno affermazioni del genere. Vanno tenute presenti le mutazioni a livello di geni regolatori di piani organizzativi. non diminuisce. sappiamo poco e che. Non deponiamo l’antica saggezza come inservibile. persino il Signore è soggetto alle leggi architettoniche del cosmo (i “programmi interni” [Facchini] o la teoria della Biosfera [Galleni]). in una . ma determinati da eventi di ordine fisico a loro volta dipendenti da leggi o proprietà del Sistema Solare e dell’Universo. cui accenna Sermonti. BONCINELLI: Non ho molto da dire a Facchini e Galleni. e gli intellettuali in genere? FACCHINI: In ogni campo ci si deve muovere con le metodologie specifiche e non sarebbe corretto estrapolare metodi e conclusioni per applicarle ad altri settori. come deus ex machina. ma dalla pretesa di volere spiegare tutto con i metodi della scienza. quasi fosse un demiurgo che spiega tutto il processo evolutivo. ma al momento non si conoscono o si tratta di pure ipotesi. con un carico pesante di disillusione. La visione cristiana dell’uomo può essere chiamata in causa non dal fatto evolutivo in sé. tra religione e scienza c’è un ambito. A Sermonti potrei obiettare che la sua proposta organicista. è una implicita ammissione della nostra ignoranza su un argomento di cui pretendiamo di sapere tutto. non ha mai prodotto niente se non. È difficile contestarla a livello microevolutivo. dei meccanismi e delle modalità con le quali si è svolta. La sua estensione a tutto il processo evolutivo rappresenta la vera grande sfida.. È un’impresa che darà da fare agli studiosi per moltissimo tempo. di Monod). filosoficamente non si può negare che essa sia stata e rimanga l’argomento più potente per dichiarare la morte di Dio. preferita a quella geocentrica. mi piacerebbe sapere perché. dio tappabuchi o demiurgo incapace di evitare tsunami (Facchini). sia detto senza offesa. Le regole del mondo preesistono alla realtà. ma questo non deve condurre a rifiutare lo studio di regole e tendenze. In ogni caso vorrei sottolineare. quello filosofico. FACCHINI: La teoria di Darwin resta al momento il modello interpretativo più fondato sul piano scientifico. specialmente nella morfogenesi. Possono tuttavia esservi problemi e istanze che emergono dalla scienza e si affacciano su altri settori della conoscenza (come la ricerca di significato. Si possono invocare altri fattori di ordine interno alle specie (principi d’ordine o regole.). Eviterei di citare caricature dell’Agente Esterno. L’enfasi sul caso. ma non sappiamo per quali cause e con quali modalità.

e il suo “metodo”. La mia posizione personale è chiara. L’umanità muove verso l’alleanza. ma l’esclusione del significato ha condotto a una concezione disperata (esistenzialista) del mondo.” La scienza dovrebbe importare nella vita le sue nozioni. dell’evoluzione” (Benedetto XVI). ma solo come strumento di conoscenza e non come prassi. Riporto quanto scrissi nel 1982: «Sollevate dal loro moralismo (oggi si direbbe “fondamentalismo”) e rivolte verso la maestà. come quella dello spirito “emergente dalle forze della materia” (Giovanni Paolo II) o quella della natura come “prodotto casuale. seguendo la lezione di Pierre Teilhard de Chardin. SERMONTI: È noto che Darwin ha tratto ispirazione da ambiti esterni alla biologia (da Malthus. ne abbiamo fatta di strada. in un’ottica evolutiva. la grazia e il mistero dell’essere. ma non deve condurre agli auspici darwiniani. Dal punto di vista non scientifico. La scienza si sviluppa astraendo alcune variabili dal complesso della realtà. GALLENI: L’uomo innanzitutto non deriva da un pugno di impuro fango. compie un errore quando intende ricostruire e gestire la realtà con le sue astrazioni (scientismo). l’umanità come imago dei acquista una prospettiva più feconda. la scienza deve ignorare i valori e adottare il principio di obiettività. ma questo mi dà un motivo di orgoglio in più: visto come siamo partiti. l’evoluzione estende a tutta la creazione il concetto di muoversi verso che la Bibbia considera una caratteristica dell’umanità. la redenzione e la salvezza e questo muoversi verso si innesta armonicamente con un universo che muove verso la complessità e una vita che muove verso la complessità e la coscienza. Una scienza che rifiuta tutto ciò che non passa attraverso i suoi esperimenti e le sue statistiche si pone nella stessa posizione di una confessione religiosa che condanna tutto ciò che non proviene dalla rivelazione o dal magistero. Dal punto di vista scientifico. ma sono cambiamenti che comunque rappresentano uno stimolo importante per comprendere meglio il progetto di Dio sull’uomo e sulla creazione. la conoscenza religiosa e quella scientifica possono incontrarsi e allearsi». non solo non mi disturba il fatto che siamo originati da antenati scimmioidi. è compatibile con la rivelazione cristiana. Egli ha altresì dato credito naturalistico a visioni commerciali. ma su visioni filosofiche che sono competenze sia della Chiesa sia della scienza. su entrambi i fronti. Seguendo il ragionamento che stiamo sviluppando. I paradigmi evoluzionistici entrano in collisione con la fede cristiana rivelata e il magistero della Chiesa? La distinzione degli ambiti di scienza e religione è una risposta sufficiente? Non c’è a volte. senza senso.visione chiaramente riduttiva della conoscenza. BONCINELLI: L’evoluzione della vita credo non dia fastidio a nessuno: a chi importa l’origine del pescecane o della felce? Ciò che fa discutere credenti e non credenti è l’origine dell’uomo. GALLENI: L’evoluzione porta a cambiamenti fondamentali nella visione dell’uomo. coloniali e conflittuali della società. Non lo sono invece alcune posizioni. quali “tra tutti gli uomini deve esservi lotta aperta” o “le razze umane più civili stermineranno e si sostituiranno in tutto il mondo a quelle selvagge. Da questo punto di vista l’evoluzione chiarisce meglio il significato del testo biblico collegando la storia dell’uomo con la storia dell’evoluzione dell’Universo. ma è la ricapitolazione di tutta la creazione (come affermò Filippo De Filippi. Non si tratta di disaccordo su risultanze scientifiche (la Chiesa non avrebbe voce in capitolo). ad esempio). in senso lato. ma non come articoli di fede. non c’è oggi alcun dubbio su come siano andate le cose. Come sostenne Monod. e segnatamente con il suo carattere storico. un’eccessiva fretta di portare nel proprio campo ciò che più piace del campo opposto e di rifiutare ciò che è scomodo? SERMONTI: L’idea di evoluzione. il primo darwinista italiano che era anche un . Di fatto. La prevalenza dei più adatti come criterio di sviluppo è adottabile in certi ambiti astratti.

Giovanni Paolo II parla di una creatio continua. Si possono insegnare le teorie che cercano di spiegare i meccanismi evolutivi. si dovrebbe offrire un quadro della storia della vita sulla Terra. altri no. Ma io ritengo che all’evoluzione non creda seriamente quasi nessuno in questo Paese. È una visione dinamica della vita. SERMONTI: Nelle scuole si dovrebbe presentare prima un quadro empirico della natura. mentre . posto che dalla scuola passa ciò che le nuove generazioni di solito conoscono di un campo specialistico. che si manifesta attraverso l’evoluzione. che coglie la sua dimensione storica. Grazie alle indagini di biologia evolutiva. In altre parole. La visione evolutiva meglio si inquadra in un’economia divina che utilizza per i suoi fini le cause seconde. quasi come continuazione della creazione realizzata attraverso l’evoluzione. In definitiva. entrambi necessari per l’evoluzione dei viventi. e del rapporto di Dio con la natura. poi l’algebra. libero e descrittivo. Per quanto si riferisce propriamente alla scienza. sottolineando che si tratta di un contributo che la scienza ha dato per permettere di comprendere anche il senso della presenza dell’uomo nella natura. In particolare. facendo emergere le affinità che legano le varie specie. Qualcuno lo fa. FACCHINI: Il tema dell’evoluzione dovrebbe trovare posto sia nei programmi di scienze sia in quelli di filosofia e di religione. evitando di dare alcunché come accertato definitivamente (lo “scientificamente provato”). L’uomo rientra nell’ordine dei primati. alla ricerca di significato per l’Universo e per la vita. prima l’esperienza che la teoria (pur considerando che un minimo di teoria è utile per fare esperienza). quelle che regolano i cambiamenti genetici e ambientali. BONCINELLI: Le gerarchie cattoliche hanno “aperto” qualche anno fa alle teorie evoluzionistiche. la religione e la filosofia dovrebbero dare spazio al modo con cui può essere visto il rapporto tra creazione ed evoluzione nelle diverse concezioni della realtà. uomo compreso. ma anche quelli che lo fanno subordinano spesso la scienza ad altre cose. ma si dovrebbe ricordare che è l’unico essere che ha consapevolezza di sé ed è in grado di modificare intenzionalmente l’ambiente. Non è solo questione di ammettere la creazione e un’evoluzione secondo il disegno di Dio. Che cosa si dovrebbe insegnare nelle scuole dei vari ordini. sulla quale si innesta l’opera cosciente dell’uomo. per gli aspetti che li possono riguardare. va insegnata prima l’aritmetica. a parte il “salto ontologico” al quale ci troveremmo di fronte con la comparsa dell’uomo sulla Terra. come avvenimento che si estende nel tempo.buon cattolico). In questa seconda fase si dovrebbe insistere più sul metodo che sulle conclusioni. sofferenza e morte che deriva dall’evoluzione. poi fornire gli strumenti teorici per l’indagine. in relazione anche ai diversi ambienti. sul quale difficilmente avranno modo di compiere ulteriori approfondimenti? BONCINELLI: Mi piacerebbe che venisse insegnata un po’ di scienza. chiarendo bene però che. nemmeno i laici più convinti. Basta fare pochi chilometri oltre confine per rendersi conto dell’unicità della situazione italiana. GALLENI: Indubbiamente va insegnata l’evoluzione come parte fondamentale della descrizione scientifica del nostro Universo. FACCHINI: Il paradigma evoluzionistico non entra in collisione con la religione se entrambi si muovono nei rispettivi ambiti e competenze. Nella luce dell’evoluzione si coglie un nuovo valore della creazione. intesa come mentalità e come cultura scientifica. agli altri viventi e al mondo della natura. è questo il contributo più importante che la teoria della selezione naturale porta al dibattito con la teologia: le ipotesi di Darwin e Wallace unificano il tempo come Galileo aveva unificato lo spazio. l’imago dei si arricchisce anche della visione drammatica della vita: l’uomo è imago dei anche con tutto il carico di dolore.

Il punto è infatti cosa siadavvero la scienza. se separando lo Stato dalle Chiese la Costituzione federale prescrivesse il laicismo più estremo. che allenava la squadra di football della scuola ma che un giorno s’improvvisò docente di scienze. a meno che non voglia farsi oscurantista. Non è il caso di citare qui il citatissimo Thomas S. I contrari dicono che il farlo violerebbe la rigida separazione fra Stato e Chiese che è sancita a chiare lettere dalla Costituzione federale americana. l’umiltà. Alla fine Scopes fu condannato a pagare una multa e Bryan. Altrimenti negherebbe se stessa. Infine. Il processo fu piuttosto singolare. del continuo riformismo. Negli Stati Uniti l’eco di quegli avvenimenti. Cristiano fondamentalista. Questo è un compito da scuole superiori ed è reso difficile dal fatto che spesso gli insegnanti di religione non partecipano a questa parte della programmazione didattica. solo un dogma razionalistico che non può essere discusso ma solo supinamente accettato. oramai lontani negli anni. Se essa sia. Ma il punto è un altro. Sarebbe infatti importante evitare che passino letture strettamente materialistiche dell’evoluzione. si prestò a una provocazione palese che portò in tribunale l’insegnamento della teoria evoluzionista darwiniana vietato nelle scuole del Tennessee da una legge varata solo poche settimane prima. Stato della Pennsylvania. il favorire pubblicamente il materialismo più dogmatico configurerebbe la medesima violazione giacché promuoverebbe un “credo secolare” a religione di Stato. le teorie sono ancora in piena discussione. del continuo aggiornamento. ma. oppure uno sforzo di conoscenza del reale che per metodo prevede esattamente la ricerca. accantonò la questione centrale e usò la ghiotta occasione solo per imbastire una colossale filippica contro i “creazionisti”. è necessario spiegare i contributi che l’evoluzione dà alla filosofia e alla teologia. cinque giorni dopo la sentenza. anche se la maggior parte degli scienziati propende per quella darwiniana. fornisce continuamente nuova linfa a chi iniziò a gridare allo scandalo allora ma ancora oggi non ha smesso. La ricerca più seria – come qui si documenta – offre peraltro molti spunti illuminanti. segno di una vicenda mai sopita e della rilevanza pubblica che in quel Paese hanno i temi che toccano o che s’intrecciano alle questioni morali. Oltreoceano si è infatti appena aperto un nuovo processo al darwinismo. Bush jr. ma di suo la scienza. . ma è solo un capitolo nuovo di una storia antichissima. morì. Si gettò a pesce sull’evoluzionismo nelle scuole. era stato il grande sponsor della controversa legge del Tennessee. Kuhn. Affermare l’evoluzionismo darwiniano e neodarwinista basandosi sul fatto che metterlo in discussione significa essere antiscientifici per definizione è la prova peggiore che la ragione umana possa dare di sé. non si è mai spento.l’evoluzione come evento storico è ormai provata. cioè. ben noto per essere stato candidato tre volte alla presidenza degli Stati Uniti dal Partito Democratico con una piattaforma di tono populistico. il 26 settembre si è inaugurato il dibattimento sul caso “Kitzmiller et. è proprio il luogo del continuo mutamento. dopo un avvio tra fuochi e fiamme. A Harrisburg. La scienza moderna deve solo decidersi e dire se vuole passare alla storia per laica o fideista. Ammesso e non concesso che la separazione sia così rigida e così esplicita nel senso che certuni vogliono attribuirle. di rilievo nazionale e non solo. v. a cura di Andrea Lavazza 8 ottobre 2005 Che la scienza moderna voglia distinguersi per fideismo oscurantista? Nel 1925 il 24enne John T. Scopes. Anzi. l’apertura e la disponibilità a cambiare idea. L’avvocato dell’accusa fu William Jennings Bryan. esausto per il duro confronto che aveva animato il dibattimento. al. Fu un caso clamoroso. Dover Area School District” che verte sulla possibilità d’insegnare nelle scuole statunitensi pure la teoria del “progetto intelligente” così come auspicato all’inizio del mese di agosto scorso anche dal presidente George W. per non dire strano. e rende questa vicenda interessante e importante anche fuori dagli USA.

Secondo. era nondimeno indispensabile per l’intera costruzione filosofica darwiniana. quel nodo dell’origine della vita. utilissime pour épater le bourgeois. E va notato che sulla medesima pretesa si basa pure la visione in apparenza “alternativa”. mentre Redi dovette lottare solo contro i pregiudizi di sedicenti “conservatori”. quello della sua comparsa. del suo fratello-nemico. in un contesto più “sotterraneo”. il cui esempio più famoso è l’“ipotesi di Gaia” formulata dello scienziato britannico James E. Se i primi viventi non si sono “evoluti” dalla materia per cause puramente meccaniche. e altre favolette simili. la teoria elaborata. le mosche dalla carne putrefatta. Eppure scioglierlo. per intenderci. Lovelock. in condizioni ambientali non verificate né verificabili. Sull’origine della vita. Primo. magistralmente. “fase prebiotica dell’evoluzione”. “evoluzione chimica”. dall’abate Lazzaro Spallanzani (1729-1799) nel 1748 per i protozoi e da Louis Pasteur (1822-1895) nel 1861 per i batteri. le zanzare dai miasmi delle paludi. ma “ricostruibili in laboratorio”. Tutto fa brodo È chiaro che. partendo da un simile preconcetto. almeno allora. che della generazione spontanea facevano il supporto “scientifico” di una filosofia materialistica. e analoghi. Negli USA trascina in tribunale chi dice che è solo una ipotesi. a che scopo attribuire ai ciechi meccanismi delle “piccole variazioni casuali” e della “selezione naturale” la successiva comparsa di tutte le specie animali e vegetali? La teoria secondo cui la vita sarebbe sorta casualmente dalla materia inorganica non è. molto intelligente Il neodarwinismo è di gran moda. Al contempo. non si poteva fare a meno di cercare il modo di riaffermare quello che l’esperienza scientifica aveva negato. che un tempo faceva ritenere che le anguille nascessero dalla melma dei fiumi. una ottantina di anni fa. il materialismo dialettico – è rimasto lo strumento più usato dall’establishment culturale per dare un’apparenza di “scientificità” a una visione meccanicistica del mondo. sostituendo il vecchio e screditato termine “generazione spontanea” con espressioni altisonanti. in cui – si afferma – sarebbe potuto avvenire quello che oggi è impossibile. e contrabbandato per “prova scientifica”. tale “necessità” sussisteva anche per un certo pseudospiritualismo di matrice gnostica: lo scienziato positivista. Un “nodo” così complesso che lo stesso Charles Robert Darwin (1809-1882) preferì lasciarlo insoluto. Spallanzani e più ancora Pasteur si trovarono di fronte l’opposizione dei “progressisti”. Ma. il classico “parlar difficile”. infatti. i manuali scolastici ripetono ancor oggi. il caso dello psichiatra Cesare Lombroso (1835-1909). complessità e bellezza degli esseri viventi nei termini di una pura e semplice concatenazione di cause meccaniche e di fattori materiali: questa è una delle pretese di quello scientismo materialistico che – dopo l’implosione. dal biologo sovietico Aleksàndr Ivànovic Oparin (1894-1980): in . e nemmeno delle più raffinate. Quella. L’infondatezza di credenze così fu dimostrata sperimentalmente da Francesco Redi (1626-1698) nel 1668 per gl’insetti.Marco Respinti ***** Un caso molto. Fa testo. Tutti e tre gli scienziati dovettero faticare molto per fare accettare le proprie scoperte. quanto l’osservazione superficiale della natura: la “generazione spontanea”. Ecco come e perché sarebbe meglio abbandonarla invece al più presto Spiegare l’esistenza di tutta la varietà. ovviamente. E il modo è stato trovato. che la versione moderna di una credenza vecchia. da noi resiste nella forma della teoria della “generazione spontanea”. negli ultimi anni del secolo scorso. aggirando più o meno elegantemente il problema. probabilmente. sostanzialmente. era spesso anche un frequentatore di sedute spiritiche. Uno dei “nodi” fondamentali della storia della vita sulla Terra è. in fondo. quella del vitalismo panteistico tipico per esempio dei “verdi” e degli ecologisti in genere. la retrodatazione della presunta “abiogenesi” a lontanissime ere geologiche. quali “abiogenesi”. ricorrendo a due accorgimenti.

il nome di “molecole chirali”. infatti. purine e pirimidine. una decina di anni prima. alcuni amminoacidi. le radiazioni ultraviolette solari e le scariche elettriche dei fulmini avrebbero provocato la sintesi di composti organici. giù le mani Ora. tutti i presunti “precursori prebiotici” sono racemi. I “composti prebiotici”. si sarebbero formate. dal greco chéir. E per di più verosimilmente insolubile. nel 1984. unendosi. ammoniaca. facendo passare scariche elettriche attraverso miscele gassose di metano. sintetizzati negli esperimenti di Miller e in quelli compiuti successivamente da lui e da altri ricercatori. Sono stati ottenuti invece – e spesso in quantità maggiore dei primi – anche amminoacidi che non si ritrovano nelle proteine. le cose non sono così semplici. avanzata cinque anni dopo dal bioceramista statunitense Larry L. avrebbero formato i primi organismi. idrogeno. oppure nei tessuti e nelle strutture biologiche. le quali si distinguono per essere l’una l’immagine speculare dell’altra. infine. polipeptidi (e poi proteine) e polinucleotidi (e poi acidi nucleici). era addirittura riuscito a farsi finanziare dalla NASA una fantascientifica ricerca sulla fotosintesi di composti organici nell’atmosfera di Giove – dovette ammettere che quello della chiralità in natura era un problema insoluto. quella in cui le “molecole prebiotiche” avrebbero reagito fra loro per formare polisaccaridi. appunto. Tali composti. le prime biomolecole – soprattutto proteine. disperdendosi negli oceani. vapore acqueo e idrogeno. i quali. Per inciso. ottenne una miscela di composti organici da cui isolò. tutte le molecole chirali di origine biologica sono enantiomeri puri: per esempio. Le ricerche successive non hanno del resto mai dato risultati apprezzabili. di Oparin. che non si sa come possano essersi separati da soli senza l’intervento di un chimico con l’intelligenza e la cultura scientifica. tra cui amminoacidi. il chimico statunitense James Peter Ferris – uno che. sempre casualmente. il “caso” invocato dagli abiogenisti si rivela molto. almeno. Ovvero: gran parte delle molecole organiche sono prive di piani di simmetria e dunque possono esistere in due forme distinte (dette enantiomeri). tra l’altro. compresa quella. nel quale. presentando la propria teoria Hench criticò fortemente tutte le precedenti. mano. dovuta alla dissimmetria sterica delle molecole. per reazioni chimiche successive. verso la metà del secolo. Questa difficoltà era tanto insuperabile che. l’origine spontanea e casuale della vita dalla materia inorganica verrebbe in questo modo “dimostrata” e gli esperimenti compiuti nel mezzo secolo successivo non sarebbero altro che “conferme”. ossia miscele di quantità uguali dell’enantiomero “destro” e di quello “sinistro”. Invece. Una delle caratteristiche tipiche degli “abiogenisti” è infatti il dissentire fra loro su tutto meno che sul presupposto filosofico di . Le difficoltà salgono però alle stelle quando si passa alla seconda fase dell’“evoluzione chimica”. molto intelligente. Hench. di un Louis Pasteur. Per favore. i primi organismi viventi. nessuno di tali esperimenti ha mai prodotto contemporaneamente tutti i venti amminoacidi presenti nelle proteine. così come la mano destra lo è della sinistra. sono solo una minima percentuale dei prodotti ottenuti. ormai “classica”. La prima difficoltà consiste nella chiralità della maggior parte delle sostanze di origine biologica.un’atmosfera primordiale composta di metano. ammoniaca. il chimico statunitense Stanley Lloyd Miller ne avrebbe trovato le “prove sperimentali” allorché. di cui sono costituiti i tessuti biologici. ma anche acidi nucleici – e. si rivela – specie agli occhi di un esperto (come chi scrive) di polimerizzazioni iniziate da materiali ceramici e vetrosi – parecchio “campata in aria”. Successivamente. azoto e vapore acqueo. di una sintesi di macromolecole chirali sulle facce dei cristalli asimmetrici del quarzo. avrebbero formato il cosiddetto “brodo prebiotico”. sono “a forma di mano destra”. mentre tutti gli zuccheri presenti negli acidi nucleici. In realtà. Per di più. Donde. tutti gli amminoacidi presenti nelle proteine sono “a forma di mano sinistra”. Qui. Anche l’ipotesi. ergo il problema rimane tutt’ora irrisolto. Siccome gli amminoacidi sono i componenti fondamentali delle proteine. a meno di nuove scoperte per definizione imprevedibili.

in qualche modo coerente con il sempre più diffuso prevalere della “ricerca tecnologica” sulla ricerca scientifica “di base”. cosa che rende perfettamente indifferente gran parte delle mutazioni del DNA. Luisi presentò una relazione al XIV Convegno Italiano di Scienza e Tecnologia delle Macromolecole. Nelle proteine. Mondadori. si può affermare che ogni tentativo profuso è sostanzialmente fallito. richieda sintesi molto “mirate” – contraddicendo così il presupposto filosofico della “totale casualità” – sembra perdere importanza di fronte all’orgoglio “faustiano” del “creare la vita”. . Alla precisa domanda del sottoscritto se i polipeptidi sintetizzati nei suoi laboratori presentassero o no un contenuto d’informazione analogo a quello presente nelle proteine biologiche. Caso mai. Niels Bohr (1885-1962) reinterpretava il “principio d’indeterminazione” introdotto da Werner Heisenberg (1901-1976) nella meccanica quantistica: l’osservazione di una particella subatomica ne altererebbe la velocità o la posizione. dovendo rispondere a specifiche funzioni biologiche) e le terne delle basi puriniche e pirimidiniche nell’acido desossiribonucleico. non alle particelle subatomiche. ammesso che possa essere raggiunto. una sorta di rielaborazione del solipsismo insito nella “filosofia di Copenaghen” con cui. ma anche la sequenza degli amminoacidi è tutt’altro che casuale. non solo la configurazione sterica. dopo aver ottenuto dei polipeptidi di lunghezza medio-bassa dalla condensazione di amminoacidi in presenza di liposomi. e per di più in cattiva filosofia. Si tratta di un codice universale e apparentemente arbitrario. la sua. Ebbene. come si è già visto. anche il fisico Antonino Zichichi. quale che sia l’opinione dei neodarwinisti in materia. nel senso rigorosamente galileiano del termine.. Nel 1999. per giunta. professore all’ETH di Zurigo. come ribadì. Ma non è la chiralità l’unico problema insoluto. Un esempio di come si tenda a eludere il problema è il caso del chimico pisano Pier Luigi Luisi. Studi più recenti in materia sembrano peraltro segnare una svolta. l’osservazione “crea” la stessa particella osservata.base: il caso come “causa prima” dell’origine della vita. non può essere casuale. Entrambe sono strettamente ordinate alle funzioni biologiche della macromolecola all’interno dell’organismo. Com’è noto. anzi alle macromolecole. Vale a dire. Milano 2001). Ossia. non molti anni fa. una critica non banale da muovere all’evoluzionismo neodarwiniano è che non lo si può chiamare affatto una “teoria scientifica”. Anziché cercare di ricostruire ipotetiche condizioni della “Terra primitiva”. Fu infatti. Neanche il timore di un possibile sfruttamento militare di questi “pseudobatteri” sintetici sembra infatti frenare gli sforzi di certi ricercatori. per quanto attiene all’origine della vita.. sistemi contenenti macromolecole in grado sia di replicarsi. nel 1971. mentre lo stesso amminoacido può essere codificato anche da più terne. la cui origine fece quasi impazzire Jacques Monod (1910-1976). come pure la sequenza delle basi puriniche e pirimidiniche negli acidi nucleici. o DNA. attorno al 1927. Il fatto che questo obiettivo. che consiste nella corrispondenza fra gli amminoacidi delle proteine (la cui sequenza. il biologo francese che. Le infrazioni del codice Un’ulteriore difficoltà è il codice genetico. it. ma addirittura alle molecole. è l’“enigma”. Si può cioè tranquillamente parlare di un “contenuto d’informazione” insito in tali sequenze. sia di catalizzare reazioni organiche con produzione di energia. egli rispose “buttando il discorso in filosofia”. A ogni terna corrisponde un amminoacido. Una “filosofia di Copenhagen” applicata. che esperimenti di questo tipo invece li tollera. giacché esso non è né verificabile né falsificabile mediante esperimenti mirati. in un certo senso. e soltanto quello. l’Istituto federale svizzero di tecnologia. almeno da un punto di vista puramente chimico. si cerca di fabbricare in laboratorio la cosiddetta “vita artificiale”. pretese di “divinizzare” il caso con il suo libro Il caso e la necessità (trad.

da parte di Barbieri. “Sua Maestà il Caso” dalla formazione del codice genetico. Ulteriori sviluppi hanno portato poi Barbieri a proporre un nuovo paradigma per l’intera scienza biologica. con tutta la sua attenzione a non sconfinare dal campo strettamente scientifico in quello filosofico. teorie definibili come “non opariniane”. dovuta al chimico-fisico neozelandese Geoffrey A. di cui parla. nella natura delle cose ha bisogno solo di un passaggio ulteriore. se non proprio a zero. per essere autocatalitiche. Lo schema generale di King si sviluppa attraverso una serie di reazioni. di una terza realtà presente nei sistemi biologici. non ha potuto salvarsi dall’accusa di “leso caso”. o per lo meno scarso. del resto. la “progettazione intelligente”. Il merito principale di questa teoria è quello di escludere. successivamente introduce una forma di “simbiosi” (intesa. ovviamente. non va oltre la fase dell’“evoluzione chimica”. richiedono condizioni molto specifiche. La teoria semantica dell’evoluzione (Bollati Boringhieri. sotto forma di “modelli” elaborati mediante il calcolatore. Caos e confusioni Tutte le obiezioni alle “teorie abiogenetiche” sono riconducibili a un principio semplicissimo. King. una delle cause del loro mancato. nel 1981. di natura filosofica. la “teoria ribotipica”. in qualche modo. l’esistenza di altre teorie sull’origine della vita. da un punto di vista chimico. che. quando l’autore era già morto. È sintomatico il fatto che un breve articolo. va oltre gli aspetti chimici del problema dell’origine della vita. oltre alle due comunemente accettate. il ruolo del “caso” nei processi che avrebbero dato origine ai più antichi sistemi biologici ed esaltano invece quello della “necessità”. meritino. lo stesso Barbieri deve ammettere che c’è ben poco di certo.M. nel cui titolo King domandava se fosse mai esistito un “brodo prebiotico”. che fa originare la cellula dalle ribonucleoproteine attraverso un meccanismo a catena di “quasi-replicazione”. sia stato pubblicato solo due anni dopo. in seguito. La teoria. in pratica una semplice “fusione” di molecole diverse) già a livello prima molecolare e poi macromolecolare. seguito. La teoria parte direttamente dalle leggi della cinetica delle reazioni chimiche autocatalitiche. anche se. da fenomeni di simbiosi. Torino). Insomma. in qualche modo. un suo libro del 1985. queste necessità biologiche. questi cicli da completare. per quanto riguarda la fase iniziale. è. gli stessi modelli sono stati applicati a vari sistemi “prebiotici” o biologici. ovvio . proprio a proposito della vita. più “completa” della prima. Un aspetto comune a queste due teorie (anch’esse. si concluda con l’osservazione: «Queste convenzioni. quello della “biologia semantica”. a livello già “protocellulare”. suscitò da noi numerosi commenti e critiche. a modo loro. uscito contemporaneamente in Italia e negli Stati Uniti d’America. dal genetista molecolare italiano Marcello Barbieri. La seconda. È interessante notare come la meno banale. anche Barbieri. in gran parte. Riducono al minimo. Soltanto questo significato permette infatti di trasferire alle proteine l’informazione contenuta nel DNA e lo stesso si può dire dei numerosi altri “codici organici” che si stanno individuando nel mondo biologico. successo: l’idea di una necessità “insita”. la chimica (propria delle proteine) e l’informazione (propria delle sequenze del DNA): insomma il significato.Ciò che normalmente tacciono i manuali scolastici è. il matematico e filosofo statunitense William Dembski. pur essendo già stato scritto e inviato al periodico Journal of Theoretical Biology nel 1984. quella del noto etologo Giorgio Celli. Quanto a Barbieri. questa armonia tra gli organismi. proprio del codice genetico. anche se dà ai chimici abiogenisti maggior credito di quanto. Proprio in questo sta. La prima è quella proposta. ben diverse dall’onnicomprensivo “brodo prebiotico” delle teorie rifacentisi in qualche modo a Oparin. in senso molto lato. le quali. “abiogeniche” e lontanissime da qualunque forma di “creazionismo”) è un fatto piuttosto importante. evocano irresistibilmente il “fantasma di un Progetto”». una delle “bestie nere” dell’establishment neodarwinista. probabilmente. per confluire in quella dell’“intelligent design”. era già stata messa a punto nella seconda metà degli anni Settanta del secolo scorso. a differenza di quella. Mostra però grandi motivi d’interesse l’individuazione. Tuttavia. da quel che si è visto sopra.

non definibili in termini di fisica e di chimica. suggeriva Polanyi. Polanyi scrisse: «Quando affermo che la vita trascende la fisica e la chimica. ossia quelli «secondo i quali i meccanismi fondamentali della vita e della sua evoluzione sarebbero non soltanto compresi nelle loro linee generali. Oggi dei “codici organici” si sta scoprendo la molteplicità. «Ricordate la nostra conclusione precedente che un libro. ma da dove tutto nasca resta una questione misteriosa che l’evoluzionismo non è in grado di dirimere. di Giulio Dante Guerra ***** I manuali scolastici di scienze. 1225-1274). Roberto Fondi. quale si presenta oggi. Ed è sempre più chiaro che l’informazione contenuta nell’intero organismo è superiore a quella fornita dal solo DNA. È un principio filosofico parecchio importante. che costruisce e ordina queste molecole secondo un progetto strutturale. in pratica. in termini di semplice azione di leggi fisiche e chimiche». il “messaggio” contenuto nella struttura degli acidi nucleici costituisce uno “schema” ben preciso che non può essere riducibile a una sequenza statistica di nucleotidi. rifiutando sia le “fantasie” del vitalismo. su scienza e dintorni un ragazzo delle scuole medie inferiori e superiori italiane non ha che una certezza: tutto è frutto dell’evoluzione e chi non la pensa così è un ciarlatano. infatti. Lo disse bene Michael Polanyi (1891-1976). fanno infatti acqua da tutte le parti. visto che. Sembra molto improbabile che possa includerla». Per Fondi . tutto. In ogni caso. docente di Paleontologia del Quaternario presso l’Università di Siena. Si evolve sì. è irriducibile nella sua essenza alla fisica e alla chimica». sta alla base della “quinta via” di san Tommaso d’Aquino (ca.per ogni mente sgombra da preconcetti: l’ordine non può nascere spontaneamente dal caos. Un organismo vivente è molto più che un semplice aggregato di molecole e di macromolecole organiche: è una forma organizzatrice. sia gli schemi del riduzionismo. polemizzando con l’ecologo statunitense Barry Commoner (un biologo “vitalista” più noto allora per le sue prese di posizione antinucleari e pacifiste che per l’importanza delle sue scoperte scientifiche). quella che giunge a Dio Creatore a partire dall’ordine del creato. danno per scontato proprio quanto non è ancora stato dimostrato Alla fine del proprio ciclo di studi. il codice genetico. intendo dire che la biologia non può spiegare la vita. Aprendo il secondo Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Biologia Teorica. ma perfino identificati con precisione e riconducibili senz’altro alle leggi del caso e della necessità». Il suo schema funzionale deve essere riconosciuto come una condizione limite posta all’interno della molecola del DNA». E infine Polanyi aggiungeva «una parola sul modo in cui le condizioni limite che controllano i processi fisico-chimici in un organismo possano aver avuto origine a partire da materia inanimata»: il problema «è se la categoria logica delle mutazioni casuali includa o no la formazione di nuovi princìpi. Nel 1967. «Ne segue che dobbiamo rifiutarci di considerare lo schema attraverso il quale il DNA diffonde informazione come parte delle sue proprietà chimiche. uno sfacelo In barba a ciò che dice davvero la ricerca. biochimico anglo-ungherese che – pur con tutti i suoi limiti sul piano filosofico – aveva un concetto chiaro del problema. Al tempo si conosceva solo l’informazione contenuta nelle sequenze del DNA e un solo “codice organico”. ha affermato che non se la sente di «condividere atteggiamenti di base come quelli che ieri erano di Jacques Monod e che oggi sono di Richard Dawkins». e quella sua versione che è la “generazione spontanea” del reale. svoltosi a Siena dal 22 al 24 settembre 2000 con il titolo L’evoluzione del pensiero biologico. o qualunque altro oggetto recante un modello che comunica informazione. L’evoluzionismo. o quasi. è un sistema cibernetico dotato di un grado d’informazione superiore a quello delle singole parti che lo compongono. Solo che dire che tutto è frutto dell’evoluzione è una petizione di principio.

pag. Oggi la questione sta tornando a trionfare sulle prime pagine dei giornali di mezzo mondoper via del processo in corso negli Stati Uniti d’America. sicuramente incorretto».] non è più tra i biologi argomento di discussione. Affermazioni del tipo «I fossili sono la testimonianza concreta della trasformazione delle specie nel tempo» – riscontrabile a p. un libro di testo onesto dovrebbe avvisare docenti e studenti del fatto che tutto il resto è in verità pura congettura. ma. Parole non di un “creazionista”.. Diversità e unità della vita (Zanichelli. ad un’analisi più accurata. «non solo dogmatico e. it. scatenano ogni qual volta si prova a ritoccarne i parametri: «moda» (per parlare dell’affermarsi di altre teorie). ma di un eminente paleontologo italiano. sovente complessi. si accetta e basta. di trattare da uomini e non da cani una questione della massima importanza? di Andrea Bartelloni 3 settembre 2005 Disegni intelligenti e zucconi Brillano per scientificità le reazioni che i difensori delle teorie esposte a suo tempo da Charles Darwin. si siano originati […] da forme più semplici» e «che le particolari caratteristiche che adattano un organismo al suo ambiente […] hanno avuto origine dal processo di selezione naturale.un atteggiamento «che smorza e rende superfluo in partenza qualsiasi impulso ad ulteriori approfondimenti secondo direzioni e problematiche che non siano quelle codificate dal darwinismo» è. Sarà l’occasione perché finalmente si decida. come Darwin ha affermato circa 140 anni fa».. «creazionismo» (per dare dell’imbecille fideista a chiunque comunque la pensi). forse è per questo che quell’affermazione leggibile nell’edizione del 1996 è stata modificata nella quinta edizione italiana del 2003 anche se solo nella lettera (rimanendo viva. Invito alla biologia (trad. del resto. Di fatto si è tutti d’accordo […] che i complessi organismi viventi. inclusi noi stessi. Sicuramente. è molto più semplice dare qualche certezza rassicuratrice ancorché raffazzonata che non replicare i termini. afferma placidamente che «l’evoluzione si sia verificata o meno [. nella sostanza). 15 di La Biologia. Ora. Il tentativo. dal 10 al 15% del totale. perfino arrogante. con serenità e con scientificità. fra cui Umberto Veronesi che su la Repubblica del 24 aprile 2004 firmava un esplicito Non togliamo Darwin agli studenti quasi si fosse trattato di negare loro l’aria per respirare. modulo A) di Alba Gaiotti e Alessandra Modelli – lasciano in realtà il tempo che trovano: perché prove siffatte mancano totalmente e i cosiddetti anelli intermedi che tale affermazione-teoria presuppone non sono ancora stati trovati. L’importanza del tema è evidenziato dall’ampio spazio che a esso dedicano i manuali scolastici di scienze. Sue Barnes. la ricerca scientifica attesta ben altro. Il tema del resto è scottante. 10) di Helene Curtis e N. Un manuale. del dibattito vivo nel mondo accademico. Quello di Curtis e Barnes è peraltro uno dei manuali più autorevoli e documentati tra quanti sono in adozione nelle scuole italiane. Bologna 3a ed. cioè. per lo meno in taluni casi. «crociati neocreazionisti» e il neologismo di rito (che rivela tutta . dovendo preparare un manuale per uso scolastico. Il campo della macroevoluzione è tipico. Essendo però solo i reperti fossili a fondare l’impalcatura della teoria evoluzionista. probabilmente proprio perché sin dall’inizio mette i puntini sulle “i”: l’evoluzione non si discute. Ma così si spacciano per verità assodate quelle che al massimo (e talvolta nemmeno) sono sole teorie da vagliare. Zanichelli. del ministro dell’Istruzione Letizia Moratti di sottrarre al darwinismo infondato il monopolio su un aspetto importante dell’insegnamento della scienza nei primi anni nell’ordinamento scolastico italiano scatenò ire e reprimenda d’illustri luminari. Lascia però notevoli perplessità il modo in cui essa viene esposta. qualche tempo fa. 2002. 1996. il naturalista inglese del Beagle..

Preso da isteria. atei e pure cristiani e magari anche cattolici (ma l’esserlo non è ancora fuorilegge) – offrono plausibili teorie alternative ora al vaglio della stessa comunità scientifica. rendendo plausibili e non assurde le mille e più mille manifestazioni misteriose che la natura tutti i giorni sbatte in faccia agli scienziati e ai comuni mortali.) – se n’è uscito con una battuta assolutamente riprovevole: a quattro giornalisti del Texas ha detto che nelle scuole sarebbe bene insegnare. da dove veniamo”. spesso considerato off limits a tale “intrusione” delle credenze religiose. non meno seria del casualismo darwinista. accanto alla teoria evoluzionistica. Se oggi tutto questo è «di moda» – come affermano la Repubblica e Zucconi –. nel suo Paese.l’intelligenza. anche l’“intelligent design” e il tutto è approdato alla copertina di Time. di chi lo crea) «neo creo». Una teoria alternativa squisitamente dettata dalla necessità della logica dell’uomo di non impazzire. Niente Dio personale. non ancora. internamente. ormai confermato da più fonti sia politiche sia sociologiche. si potrebbe pure scoprire che Darwin aveva ragione. Ma quello potrebbe anche essere il dì in cui sarà palese che il “disegno”. Un giorno. quando ha affermato: «Ma proprio gli sviluppi attuali delle scienze fisiche e biologiche. vita compresa. per carità. A una delle ragioni principali di questo fermento ha accennato nel febbraio scorso il cardinale Camillo Ruini. insomma. oltre che intelligente. Non più tardi del 2 agosto scorso.. Ne offre un ricco campionario il paginone dedicato al tema da Vittorio Zucconi su la Repubblica del 24 agosto. da un Quid superiore che se non altro ha avviato. ora scrive che soltanto un disegno intelligente può spiegare l’universo Alcuni sviluppi del rapporto fra religione (soprattutto cristiana) e cultura (soprattutto laica). peraltro. ma che soprattutto merita la Geenna perché crede in Dio e non legge la Repubblica (una “moda” comune. evolutivo. durante il suo intervento al Convegno nazionale dell’Opera Romana Pellegrinaggi tenutosi a Roma. è pure. di un causalismo diverso. quello riveduto e riformato fa acqua da moltissimi pori e gli scienziati – seri. hanno sorpreso non pochi addetti ai lavori in Europa. È così perché al darwinismo stretto non crede più nemmeno l’ectoplasma di Darwin. non è certo per opera occulta di quella cabala di neocon che si annida nella felicemente regnante Amministrazione statunitense. – noto “fondamentalista” “guerrafondaio” che ne ha più d’una sulla pelle. È certo che. se le cause di questo influsso sono varie. Ovvero l’ipotesi. peraltro. umana compresa) possa essere presieduto almeno da un Grande Orologiaio. Si convinceranno allora gli Zucconi? di Marco Respinti ***** Dietro il mondo c'è qualcuno Qualcosa sta cambiando fra gli scienziati che si chiedono “dove andiamo. l’inviato del grande quotidiano si è abbandonato a un profluvio di colite parolaia che freme di sdegno soprattutto per un fatto. esso è risultato determinante nel foro pubblico. Bush jr. disegnata o no. ha stimolato molte riflessioni. il grande gioco. curriculati. con il ruolo decisivo che risultano avere le “informazioni” contenute nella materia. l’idea. il presidente George W. spingono invece a riconoscere come sempre più fondata l’ipotesi di un “disegno intelligente”: la conseguenza. Si cominciano così a intravedere tentativi di importare in Europa alcune argomentazioni riguardanti la razionalità propria della fede.. che l’universo (e quindi ciò che in esso si è sviluppato dalla notte dei tempi. Per esempio Anthony Flew. verificatisi di recente negli Stati Uniti. Ma almeno un Essere (la maiuscola serve qui solo a sottolinearne l’alterità totale rispetto alle causae secundae che l’empiria ci permette di guardare negli occhi ogni dì) che aiuti la ragione umana a non uscire di cervello. . L’influsso delle tematiche “religiose” nelle ultime elezioni presidenziali. dopo averlo progettato. celebre difensore dell’ateismo militante.

l’Intelligenza creatrice. uno cristiano. Flew divenne una figura popolare nel dibattito filosofico sull’esistenza di Dio. La sua influenza sul palcoscenico intellettuale mondiale fu molto significativa. In un simposio sponsorizzato all’Università di New York quest’anno. è testimone emblematico il filosofo analitico inglese Anthony Flew. The Wonderful World: A Journey from Modern Science to the Mind of God (Tyr Publishing. è che all’origine dell’universo sta il Logos. resa famosa dalla pubblicazione di God. neanche riconosce una vita oltre la morte (after life). il prof. da lui raccomandati a tutti coloro veramente interessati al tema. vi è una dichiarazione molto chiara: «L’Istituto per la ricerca metascientifica (Imr) oggi ha annunciato che uno degli ateisti più noti nel mondo accademico. Flew disse che la sua conclusione è stata influenzata dagli sviluppi nella ricerca sul Dna». “Paradossalmente”. Data l’attenzione dei mass media. e non semplicemente la materia. ottantunenne. Il professor Anthony Flew. l’altro ebreo. In Has Science Discovered God?. dove. la causa prossima che spiega la sua svolta teista si trova nella lettura di due libri. In termini filosofici. ma Flew è rimasto persuaso non tanto dall’opzione di fede degli autori. affermando che non pensa più che l’universo possa essere spiegato razionalmente senza la presenza di qualche tipo di “intelligenza universale”. New York 2001). si è persuaso dell’esistenza di Dio. soltanto pochi mesi fa (nel gennaio 2005). non c’erano argomenti razionali capaci di dimostrare l’esistenza di Dio. Arizona 2003) e di Gerald L. egli asserisce che la posizione ateista deve essere considerata quella iniziale. Di una tale svolta. e durante gli anni Ottanta e Novanta del Novecento pubblicò molti libri e saggi sostenendo che una persona “ragionevole” non potrebbe accettare l’esistenza di un Essere Supremo. Quindi. finalmente. Flew è ora convinto che «non è più possibile costruire una teoria meramente naturalistica degli organismi viventi. questo recupero della possibilità di parlare di Dio e di certi valori che ne derivano nella sfera “laica” parte da una rivalutazione del ruolo della presenza di Dio in un mondo studiato e interpretato dalle scienze. e. Per Flew. tanto meno l’esistenza di un Dio Creatore come il Dio rivelato nella Bibbia. egli ha . The Hidden Face of God: Science Reveals the Ultimate Truth (Touchstone. perché spesso nella coscienza popolare l’esistenza di Dio è vista come nemica (o perlomeno “minaccia”) nei confronti del progresso scientifico. al di sopra di tutto e di tutti. Altre fonti di tipo giornalistico portarono notizie analoghe. Fountain Hills. l’esistenza di qualche intelligenza originaria. Flew dichiarò che gli sviluppi della scienza moderna lo hanno condotto a convincersi dell’intervento di una Mente Intelligente nella creazione del mondo. come afferma da sempre la rivelazione ebraicocristiana. Innanzitutto. è conosciuto principalmente per la sua difesa filosofica dell’ateismo. dell’Università di Reading. a lungo esponente di spicco dell’ateismo razionalista ma da ultimo sostenitore del “disegno intelligente”».certamente filosofica e non scientifica. il prof. Come si è verificato questo cambiamento di posizioni? Secondo lo stesso Flew. accessibile alla sola ragione umana) e il Dio rivelato. nel capitolo intitolato «The Presumption of Atheism» («La presunzione dell’ateismo»). Anthony Flew dell’Università di Reading (Regno Unito). A partire da questa pubblicazione. la registrazione del simposio oggi pubblicata. che sta avvenendo proprio in questi anni. Mentre la posizione teista richiederebbe un argomento positivo per superare la presunzione dell’ateo. quanto dagli argomenti presentati. capaci di riproduzione». non ammette una continuità fra il Dio della religione naturale (cioè. dato il limite metodologico delle scienze. Freedom and Immortality: A Critical Analysis (1984). insomma. Schroeder. In un bollettino reso pubblico dall’Institute for Metascientific Research (9 dicembre 2004). lo stesso Flew ha confermato queste “voci”. Paradossalmente. Si tratta dei libri di Roy Abraham Varghese. È vero che i libri sono stati scritti da autori credenti. prendiamo in considerazione il caso Anthony Flew come emblematico del risorgere del discorso religioso contemporaneo. Bisogna precisare che la svolta teista di Flew è alquanto complessa. Recentemente sono apparse alcune notizie secondo le quali Flew avrebbe cambiato la propria posizione sull’esistenza di un tipo di Dio.

Behe è rigoroso nella sua . Questa edizione è uscita sempre a New York. Philosophy. con un’inedita introduzione. che tradizionalmente esprime posizioni ateistiche. è qualcosa che quelli che già giudicano di essere arrivati alle conclusioni teiste potranno vedere con ragione come conferma ulteriore e molto forte delle stesse conclusioni» (p. per esempio. 16). cercando di evidenziare le insufficienze della teoria evoluzionistica darwinista per spiegare le origini degli organismi viventi. del suo celebre libro. Dembski. sono risultati fondamentali nel mondo accademico americano per quanto riguarda il dibattito più serio. da una credenza previa). In altre parole. Da anni. Risulta curioso invece l’ultimo paragrafo dell’Introduzione. in principio. l’importanza della nuova posizione di Flew per il dibattito sul rapporto fra la scienza e la religione è rilevante. Il libro è pieno di esempi della complessità irriducibile. per la nota casa editrice Prometheus Books. 60). e che quindi non possono essere il risultato dell’evoluzione: certe caratteristiche della cellula viva. Flew promise una nuova edizione. la teoria di Darwin non può spiegarla per intero: l’evidenza segnala la presenza necessaria di un disegnatore intelligente. non possono essere sviluppate gradualmente. 71). 20). 16-17). notevoli pensatori hanno usato l’argomento del “disegno intelligente”. il flagellum batteriale (p. e quindi non può soddisfare gli standard popperiani di correttezza scientifica. non è un dibattito nuovo. Come conseguenza di questo episodio altamente mediatico. giacché lo stesso scopo razionale dell’argomento è presentare tale forza persuasiva. Peccato. Ciò che rende l’affermazione di Flew meritevole di attenzione è l’attuale contesto scientifico in cui viene presentata. Behe. Religion». e poi a New York nel 1967. The Biochemical Challenge to Evolution (1996. ma stiamo attenti alle implicazioni logiche derivanti dall’analisi di Flew. In più. gli organismi viventi della natura mostrano strutture necessarie per la vita che hanno una complessità irriducibile. Queste componenti devono esserci affinché l’organismo funzioni e sopravviva. Sono anche cristiani. cominciando con la complessità biochimica dell’occhio umano (p. Flew dimostra simpatia verso gli argomenti molto conosciuti dal filosofo britannico Richard Swinburne per le prove dell’esistenza di Dio (pp. ma insistono nel sostenere che il loro credo non influisce sugli argomenti che usano per stabilire l’insufficienza dell’evoluzionismo radicale (per il quale tutte le forme biologiche nella natura provengono dalla materia inanimata. da alcuna esperienza. professore di Biochimica nella Lehigh University di Pennsylvania. già formato e non prodotto dal caso. 20032) in cui presentava il famoso argomento di “irreducible complexity” (complessità irriducibile) degli organismi biologici. il cilium (p. Philip Johnson. In altre parole. tutti intellettuali dotati di notevole capacità dialettica. Come si sa. La letteratura sull’argomento del “disegno intelligente” è vasta. in America del Nord. dove leggiamo: «Mentre questa ipotesi religiosa non può essere né verificata né falsificata. sintetizza la ricerca scientifica per concludere che sebbene nella natura si dia l’evidenza di una certa evoluzione degli organismi biologici. per poi spingere a un’inferenza logica che spiega il motivo della complessità. originariamente pubblicato a Londra nel 1966. Michael Ruse e Michael J. Flew è ancora esitante nell’affermare la forza persuasiva dell’argomento del “disegno intelligente” per inferire la presenza di un Dio creatore a partire dall’esperienza della complessità del mondo (indipendentemente. Esso richiede un approfondimento. «Science. Michael Behe. scrisse nel 1996 il suo Darwin’s Black Box. cioè. però. I protagonisti principali di questo dibattito sono William A. L’ultimo capitolo. e nomina a sostegno il libro già citato di Varghese. 10). 82) e altri. Comunque sia. il sistema della coagulazione del sangue (p. God and Philosophy (Dio e la filosofia). Lì Flew reitera la sua convinzione che «l’argomento [di Dio come “ordinatore intelligente”] diventa progressivamente più potente con ogni avanzamento nella conoscenza umana della complessità integrata di ciò che prima si chiamava “il sistema della natura”» (p. È vero che adesso possiamo parlare dell’esistenza di Dio anche in termini razionali (cioè. e tutti gli organismi viventi sono riducibili a forme biologiche meno complesse) e per dimostrare l’esistenza di un’intelligenza che ha “disegnato” la natura in un certo modo. a partire dell’evidenza scientifica).dichiarato di avere dubbi riguardanti la fondatezza dell’informazione scientifica fornitagli dalla biologia per sostenere la sua scelta teista. Alcuni libri. perché non esiste una ragione naturale per componenti individuali senza tutto l’insieme. poche settimane fa.

qui raccontata e descrita da Philip Larrey. e che si intitola Irreducible Complexity: Obstacle to Darwinian Evolution (Complessità irriducibile: ostacolo all’evoluzionismo darwinista). Più recente è il suo contributo nel libro curato da W. Debating Design: from Darwin to Dna (Cambridge University Press. non era considerata ugualmente “illecita”… Senz’altro. il quadro concettuale di questo dibattito in Europa è diverso. ha la sua data di origine nel 1985. cui seguirono altre pubblicazioni sulla stessa tematica. già professore di Legge nell’Università di California a Berkeley. Gli effetti dell’impegno di tanti accademici sono evidenti non solo nel mondo dei giornali e delle pubblicazioni. quella a favore dell’evoluzionismo. da chi cerca con mente aperta la risposta al perché le cose sono. ha suscitato scalpore all’interno della comunità scientifica perché a fargli cambiare idea non è stata un’improvvisa illuminazione religiosa o una nuova argomentazione filosofica. Johnson ragiona da avvocato. La tesi centrale del “disegno intelligente” è che il caso e la selezione naturale. e sono come sono. e parla principalmente come scienziato. È interessante constatare come molti professori di discipline scientifiche. nata all’interno del mondo scientifico. la cui complessità si comprende meglio postulando una causa intelligente piuttosto che un processo senza direzione. che gestisce vari siti web dedicati al tema “il disegno intelligente”. Dembski.argomentazione. nello Stato del Kansas. Tuttavia. con dialettica e umorismo. per l’estrema complessità dell’universo e dei modi in cui si è formata la vita. criticando la logica interna del campo darwinista. Ma l’interferenza precedente. ritenendo che il processo rappresenterebbe un’interferenza illecita del Board nei programmi di studio delle scuole. ed è entrato nella concretezza delle attività quotidiane. convinti darwinisti. soprattutto quella di certi pensatori evoluzionisti i quali affermano che la teoria della selezione naturale riesce a spiegare il mutamento di una forma naturale in un’altra. ma le sempre più convincenti prove empiriche che sembrano dimostrare. non sono sufficienti a spiegare le caratteristiche degli esseri viventi. Ha difeso costantemente la propria posizione dalle critiche sollevate da varie fonti. Questa rivolta contro le dominanti teorie evoluzioniste. 352-370. Mentre Behe proviene dall’ambiente scientifico. di Philip Larrey ***** Finalmente una sfida seria alla religione evoluzionista Il “creazionismo scientifico” scuote il torpore del dogmatismo darwinista e scansa i bassifondi in cui s’incagliano i letteralisti biblici La clamorosa abiura dell’ateismo da parte di uno dei suoi esponenti più famosi. Egli scrisse un libro importante nel 1991. lo State Board of Education (l’organo ufficiale che controlla e gestisce il contenuto dei programmi di studio per lo Stato del Kansas) ha aperto un processo legale per discutere il tema dell’insegnamento delle scienze nelle scuole pubbliche. Johnson sa anche parlare in pubblico. L’Associated Press ha commentato il 15 maggio 2005: «Il quadro dirigente per l’educazione pubblica [del Kansas] probabilmente approverà almeno parte di una proposta dei promotori del “disegno intelligente”. anno di pubblicazione del libro Evolution: a Theory in Crisis di . Forse il più ascoltato sul versante laico del dibattito è il già menzionato William Dembski. pp. si nota che il dibattito è uscito dalle aule universitarie e dai libri. le forze che per i darwinisti spingono l’evoluzione. In questo senso. abbiano protestato. Darwin on Trial (Darwin sotto processo). la forza persuasiva del ragionamento del “disegno intelligente” può essere percepita anche da noi. Un altro protagonista del dibattito è Philip Johnson. che asserisce che il mondo naturale è talmente complesso e ben ordinato che una causa intelligente è il modo migliore di spiegarlo». il coinvolgimento di un’intelligenza superiore. il filosofo Anthony Flew. Durante le ultime due settimane di maggio. 2004). Flew ha cioè fatto proprio il “creazionismo scientifico” che il movimento dell’“Intelligent Design” (“disegno intelligente”) ha iniziato a far circolare con successo sulla scena pubblica statunitense a partire dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso.

una teoria a favore del “disegno intelligente”. Denton elencava in maniera dettagliata più di venti organi esistenti in natura. Il suo libro si rivelò tuttavia decisivo nella nascita dell’“Intelligent Design” perché aveva un’impostazione scientifica molto più rigorosa del tradizionale creazionismo biblico. osservando la vetrina di una libreria scientifica di Londra. il docente di Diritto dell’università californiana di Berkeley Philip Johnson. in maniera costruttiva e positiva. The Biochemical Challenge to Evolution – l’“eresia” secondo cui esisterebbe una teoria chiamata “disegno intelligente” in grado di spiegare meglio del darwinismo la formazione di tanti meccanismi molecolari “irriducibilmente complessi”. ha affermato di essersi «risvegliato dal sonno dogmatico» proprio grazie alla lettura di questo libro. The Blind Watchmaker di Richard Dawkins – il più famoso sostenitore del darwinismo – ed Evolution: A Theory in Crisis di Denton. che non avrebbero mai potuto formarsi a poco a poco. nel quale accusa i darwinisti di fondare le proprie teorie non su prove scientifiche. mettendo le proprie notevoli capacità logiche e dialettiche. compare per la prima volta – tutto verrà poi sviluppato e approfondito nel libro Darwin’s Black Box. La conclusione del libro era perentoria: la teoria darwiniana della macroevoluzione. Uomini e topi. svolge infatti il ruolo di mito fondante della cultura moderna. Behe fa l’esempio della trappola per topi. Johnson decide che da quel momento avrebbe studiato quanto più poteva l’argomento. Non essendo uno scienziato. successive e piccole modificazioni. Questi sistemi non possono formarsi per lenta evoluzione. In queste condizioni. per numerose. Nel 1991 pubblica un libro che diventa una pietra miliare del movimento. Anche l’attuale leader del movimento del “disegno intelligente”. L’attività di Johnson apre così la strada alle intuizioni di alcuni scienziati creativi che nella seconda metà degli anni Novanta sviluppano esplicitamente. Nel 1996 in un articolo pubblicato dal biochimico Michael Behe su The New York Times. come solo l’intelligenza sa fare. perché nella forma intermedia non avrebbero funzionato. ma la critica di Denton gli era apparsa irresistibile.Michael Denton. il materialismo. secondo Johnson. e scienziati Denton si considerava peraltro agnostico e non proponeva una teoria alternativa al darwinismo. Alla fine le argomentazioni di Dawkins l’avevano lasciato perplesso. terminato il periodo di preparazione. nota due libri affiancati. intitolato (in traduzione) “Darwin al microscopio”. la teoria evoluzionista aveva accumulato troppi problemi irrisolti che non si potevano più ignorare. funziona cioè come un dogma religioso che tutti debbono accettare come vero. ma debbono necessariamente essere progettati e assemblati tutti in una volta. Negli anni successivi. che anzi le smentirebbero. allenate in decenni di pratica giudiziaria. «dal 1859 a oggi non è stata confermata da una sola scoperta empirica». al servizio della critica al darwinismo. il paradigma scientifico del darwinismo era destinato a entrare presto in crisi. Il darwinismo. Darwin On Trial. che dovrebbe spiegare il passaggio da una specie all’altra. Li acquista entrambi e li legge senza interruzione la sera stessa. Secondo questo chimico e medico australiano. a partire dal polmone degli uccelli. organizza dunque una serie di convegni in ambito universitario e s’impegna personalmente in decine di dibattiti pubblici con i maggiori campioni dell’evoluzionismo (come Stephen Jay Gould). avvertiva Denton. La credibilità di Behe come scienziato dà al suo libro un grande successo (45mila copie vendute in un anno e centinaia di recensioni) e fa di lui il personaggio più in vista del movimento. piuttosto che come una ipotesi scientifica da sottomettere a test rigorosi. ma su una filosofia metafisica a priori. che è composta da cinque parti e che non potrebbe funzionare se anche solo una di queste venisse rimossa. Il concetto di “complessità irriducibile” viene elaborato da Behe per descrivere quei meccanismi il cui funzionamento dipende dall’interazione di molte parti. quali per esempio le funzioni della cellula o la coagulazione del sangue. La storia della conversione di Johnson è singolare: nel 1987. I darwinisti . La stessa cellula è infinitamente più complessa di quanto si poteva ipotizzare ai tempi di Charles Darwin. Per spiegare il concetto in termini comprensibili.

che raccoglie gl’interventi del convegno svoltosi nel novembre 1996 alla Biola University di Los Angeles. alla crittografia e alla decifrazione dei codici segreti. per esempio. come l’origine e l’evoluzione della vita.lo accusano però di aver mischiato le proprie convinzioni cattoliche con la scienza. il filtro stabilisce se l’evento è solo mediamente improbabile (per esempio. osserva Dembsky. Dembsky osserva che in altri campi l’individuazione degl’indizi di un intervento intelligente è un’attività comunissima: si pensi all’archeologia. ovvero debbono conformarsi a un determinato schema identificabile. Al terzo livello del filtro rimangono solo i risultati altamente improbabili. ma non spetta agli scienziati descriverlo. una scala reale nel poker): anche in questa ipotesi il caso è una spiegazione sufficiente. all’analisi della falsificazione dei dati. che sono in verità così altamente improbabili da passare questo severo test statistico e rientrare necessariamente tra quelli progettati da un’intelligenza. A un primo livello si verifica se l’evento è altamente probabile. Vi sono però moltissimi sistemi del mondo naturale che gli evoluzionisti attribuiscono al caso. ma alla deliberata azione di un baro. li attribuirebbe a una causa intelligente e non all’erosione naturale. È possibile immaginarlo come un essere supremo. anche quando la ricerca conduce a spiegazioni diverse? Se le prove empiriche rendono plausibile l’esistenza di un “progetto intelligente” nella natura. si chiede Behe. se per cinque volte consecutive durante una partita di poker capita una scala reale alla stessa persona. Nell’esperienza comune. che si tratti di un algoritmo informatico. vero punto di svolta per l’intero movimento. ma anche in questi casi non li si può classificare subito come progettati. guardando i volti dei presidenti degli Stati Uniti scolpiti sul famoso monte Rushmore. infatti. se è logico vedere l’intelligenza all’opera in una scultura. ha denunciato. come non vederla in un corpo umano infinitamente più complesso? Le icone di Jonathan Wells Un altro duro colpo all’ortodossia evoluzionista è poi arrivato dallo scienziato “iconoclasta” Jonathan Wells. se non le vere e proprie frodi. le inaccuratezze scientifiche. perché un ricercatore non dovrebbe accettarle? Esaminando un sistema. Debbono infatti anche essere “specifici”. Per Dembsky non c’è ragione per non applicare queste stesse tecniche anche alle scienze naturali. il quale. di un geroglifico. ma non può stabilire chi sia il progettista. Dembsky propone infatti un “filtro” capace d’identificare statisticamente in via generale se un determinato risultato è prodotto dall’intelligenza oppure dal caso. La scienza a questo punto deve fermarsi. Ogni persona sana di mente. Ma allora. di un utensile o di un disegno tracciato sulle pareti di una caverna. Ma per quale motivo. alle investigazioni legali per stabilire se un determinato evento sia stato causato da un fatto naturale o da un’azione dolosa e intenzionale. nel libro The Icons of Evolution (uscito nel 2000). Le “icone” dell’evoluzione sarebbero quelle quattro immagini ormai classiche che da decenni continuano a essere riproposte nei testi degli studenti per illustrare le “conquiste . ai brevetti. quando occorre stabilire se un oggetto ritrovato sia o meno un manufatto. è più razionale attribuire questi esiti non alla fortuna. Così. lo scienziato può inferire l’esistenza di un “disegno intelligente”. che riempiono i più diffusi manuali di biologia. lasciando il posto alla teologia. onde spiegare per esempio l’enorme quantità d’informazioni presente nel DNA come il prodotto di un “disegno intelligente”. per mettere in luce l’approccio dogmatico e fideistico con cui il darwinismo viene insegnato nelle scuole. spiega Behe. dove occorre stabilire se si è verificata un’imitazione deliberata o dovuta al caso. Il filtro di William Dembsky Un importante contributo alla questione del rapporto tra religione. bisogna limitare l’oggetto della scienza alle sole spiegazioni materialiste. A un secondo livello. scienza e “disegno intelligente” viene dunque sviluppato dal matematico William Dembsky nel libro Mere Creation del 1997. la presenza d’informazioni viene sempre associata all’intelligenza. al programma SETI per intercettare eventuali segni d’intelligenza extraterrestre provenienti dal cosmo. e in questo caso lo si può attribuire a cause naturali escludendo fin da subito che sia stato progettato.

i fautori del “disegno intelligente” si sentono dei rivoluzionari intenzionati a trasformare il modo in cui l’origine della vita viene insegnata nelle scuole. ma certamente ancora oggi in modo decisamente mistificatorio – l’evoluzionismo inventato dal noto naturalista inglese? Eppure nulla comprova le teorie darwiniane. non era affatto mezzo rettile e mezzo uccello: non era nemmeno il progenitore degli attuali uccelli. dato che non sono mai stati ritrovati gli “anelli intermedi” tra una specie e l’altra. A furia di uomini-scimmia. Per Wells una frode di questo genere. oggi Charles Darwin andrebbe a nozze solo passando per il centro. ma per farlo studiare di più. è che il darwinismo non è affatto una boutade. La presenza nei libri di testo dei disegni degli embrioni di Haeckel (uno dei padri fondatori dell’eugenetica. per altro ben risaputa. Anche l’immagine dell’albero darwiniano della vita. si finisce per vivere come si pensa. come . già caudati. era solo il membro di un gruppo di uccelli totalmente estinto. oltretutto non riguardanti i primi stadi di vita. delle persone comuni. rappresenta l’equivalente accademico di un omicidio ed è altamente rappresentativa dei metodi sleali che l’establishment evoluzionista è disposto ad adottare per difendere le proprie teorie. Dai ritrovamenti fossili. Ma la questione vera. queste proverbiali quattro immagini continuano a essere proposte come se nulla fosse. esattamente il contrario. Tanto che. Oggi i biologi sanno bene come gli embrioni delle varie specie all’inizio non si somiglino affatto tra loro. e affermano di voler combattere in nome della libertà di pensiero: non cioè per cancellare l’evoluzionismo dai programmi scolastici. fieri agnostici Se non si pensa a come si vive. L’obiettivo di Haeckel. approfondendone anche i punti deboli e le teorie alternative. Ovvero. l’albero della vita darwiniano. Chi. se non proprio con fedeltà cieca alla sua lettera. era quello di dimostrare l’origine comune di tutti i viventi. Quale libro di testo non spaccia per vero – in forma forse meno dozzinale di ieri. Oggi. perché grazie alle loro eccellenti credenziali accademiche hanno reso per la prima volta la critica antievoluzionista intellettualmente rispettabile. come si è scoperto. con i rami che si dipartono da un capostipite comune. sembra che le specie viventi siano apparse più o meno simultaneamente. già perfettamente formate. nella grande esplosione di vita del Cambriano. al contrario. Per l’ortodossia darwinista sono avversari molto più pericolosi dei creazionisti biblici. di uomini che. ma per arrivare da questo a una cellula vivente il salto è lunghissimo. avrebbero perso l’organo strada facendo e di progenitori imparentati o addirittura discendenti dai primati. ma si tratta – absit iniuria verbi – di mosche bianche). Non è vero infatti che nel 1953 Miller riuscì a ricreare la vita in laboratorio da una mistura chimica simile al brodo primordiale: riuscì solo a far scaturire un aminoacido. osservando taluni personaggi. morto nel 1919) è però ancora più grave. di Guglielmo Piombini 4 ottobre 2003 Agnostici. circa 540 milioni di anni fa. gli embrioni di Ernst Haeckel e l’archaeopterix. trattandosi di una frode conclamata. Peccato però che Haeckel avesse alterato di proposito i disegni degli embrioni e che avesse scelto degli esempi di comodo. insomma. accendendo la tivù. come se lo sviluppo dell’embrione riproducesse il meccanismo generale dell’evoluzione da uno stadio indifferenziato verso stadi differenziati. mostrando la rassomiglianza tra diverse specie nelle prime fasi di vita.scientifiche” del darwinismo: l’esperimento di Stanley Miller sull’origine della vita. di una verità oramai palesata. gli uomini hanno finito per crederci. sicuramente con ligia lealtà al suo spirito (lo so. di una certezza altamente scientifica? Quale professore di liceo non insegna il darwinismo. Anzi. cioè il presunto anello di congiunzione tra i rettili e gli uccelli. Malgrado la scienza abbia da tempo negato ogni loro validità. non giurerebbe trattarsi di una teoria altamente comprovata. non ha nessuna corrispondenza con le scoperte della paleontologia. lo so che vi si sono docenti alternativi. nelle università e nei programmi televisivi. E l’archaeopterix.

E al suo posto? Al suo posto nulla. alla metà dell’Ottocento.ricordiamo in questo numero.. Delucidazioni su un mito inconsistente di Daniel Raffard de Brienne non aggiunge granché di nuovo a quanto già si sa sull’evoluzionismo. Solo che non lo si dice. agnosticismo totale. Daniel Raffard de Brienne scrive "Per finirla con l’evoluzionismo". Un’altra difficoltà nel discutere di evoluzione sta nel capire di che cosa si sta parlando. assolutamente “impossibile”. 06/94017074). non ci racconteranno l’accaduto. infatti. chiediamo che certe pinzillacchere restino fuori dalle aule di scuola. dobbiamo ricorrere ai vocabolari letterari. raccontare. È ora. il volumetto (pp. e le specie si trasformassero senza alcuna predeterminazione o prospettiva: per l’appunto. di smetterla con il darwinismo. Ottimo per le scuole. Eccovi la prefazione di Vittorio Sermonti La principale difficoltà che si incontra opponendosi alle teorie evoluzioniste.. noi la sappiamo più lunga!». insomma. La battaglia per la qualità nei libri di testo scolastici dovrebbe davvero mettere anzitutto le mani nella fogna delle scienze naturali.Un vademecum perfetto per gli studenti Per finirla con l’evoluzionismo. Qualunque teoria che proponga il Caso come generatore di tutti i viventi (la Selezione Naturale non aggiunge nulla al caso) è semplicemente ridicola e. e. a caso. vista la solidarietà filosofica fra positivismo evoluzionistico e materialismo marxiano-engelsiano) l’utopismo di Ernst Bloch: «Tanto peggio per i dati di fatto. Laicissimo. Ed ecco un primo fatto: per ora anelli di congiunzione fra uomo e scimmia non ve n’è nemmeno uno. è un falso mito morto e sepolto da tempo. in termini statistici. come molti di loro. Del tutto. È ben noto che nelle prime edizioni dell’ Origine delle Specie. preferendo millantare. quelli disprezzati da Bloch. ritrovando vigore dopo ogni guerra vinta dai conterranei di Darwin. Laico. L’evoluzionismo. universale durante un’epoca. Ecco. e in particolare al neodarwinismo. che agli specialisti fa solo perdere tempo. Finché i fatti. ma saldamente fondato su dati scientifici. ma perché Darwin è un falso. mentre usò quello di “creazione” o di “origine”. di Marco Respinti ***** Ciao Darwin . l’opportunità di un testo divulgativo. che s’incarica di dire quello che tutti sanno. è la loro scoraggiante banalità. Se vogliamo trovare una definizione di Evoluzione. e arricchito da una prefazione di Giuseppe Sermonti. pongono «l’intelligenza in pericolo di morte». Si attaglia alla situazione un pensiero di John Stuart Mill: «Appare spesso che un convincimento. ***** Ciao Darwin . La semplice ragione era che per “evoluzione” s’intendeva. una buona volta. €9. più .. In uscita dalle edizioni Il minotauro di Roma (tel. ma che nessuno osa dire. lo svolgimento di un programma. in un’ epoca successiva diventi un’assurdità così palpabile che l’unica difficoltà è quella di cercare di capire come mai una simile idea possa essere apparsa credibile». era che la Natura non avesse programmi o progetti.. e dei suoi epigoni. dove si leggono frasi come questa: «Un processo di cambiamento continuo da una condizione inferiore. Ed è un bene. Darwin non usò mai il termine “evoluzione”. 172.Un cadavere che cammina. si è dovuto addirittura ricorrere alla frode per cercare di accreditare la balla. diceva il filosofo belga Marcel de Corte. Il che ricorda molto (e non è casuale. dunque. Facciamo gli americani sul serio. Non perché a noi Darwin piace poco. e il centro del pensiero di Darwin.50) è un utile antidoto a quei giri mentali che. C’è solo da chiedersi come una tale teoria abbia potuto sostenersi per un secolo e mezzo.

stanno discorrendo d’altro. i biologi sono rimasti affascinati da codici e testi genetici. Che quest’altra popolazione sia superiore. non importa. di un insieme di elementi spazio-temporali staccati gli uni dagli altri». Nel 1874 il paleontologo russo V 0. Ciò non toglie che gli evoluzionisti sono oggi quasi esclusivamente bio-molecolari. più complessa o migliore. in quest’opera sulla fine dell’Evoluzione. una mosca e un cavallo».ci obbligano a dedurre l’impossibilità dell’evoluzionismo».. del cervello. L’esempio più classico. ». si occupa dell’evoluzione come la intende il pubblico e come la si intendeva anche negli ambienti scientifici. più complesso o migliore» (Webster). più simili questi appaiono e meno importanti divengono le differenze tra. preferendo ignorare che queste poco o nulla avessero a che fare con la storia della loro morfologia. nel glossario della sua rinomata “Biologia”. dell’uomo. che seguitano imperterriti a mancare. da cui Anchitherium e Hipparion si distaccano come rami laterali. Kovalevsky abbozza una successione evolutiva che prevede quattro generi in successione cronologica: Paleotherium > Anchitherium > Hipparion > Equus. cui l’Autore fa riferimento. Precisa poi che non è la differenza nei costituenti chimici «ciò che distingue una farfalla da un leone. e affronta i problemi mai risolti dell’origine della vita.conclude R. Abbandonate le forme viventi. E François Jacob. Quinn. Un’impossibilità matematica L’affermarsi della evoluzione molecolare ha segnato l’“eclissi” degli organismi. Déperet negli stessi anni.con rispettabile franchezza il grande biologo molecolare R. se esiste qualcosa di più improbabile dell’impossibile. scrive Ch. del sistema nervoso centrale. «La famosa successione graduale dei cavalli . G. nel 1977: «Non sono le novità biochimiche che hanno generato la diversificazione degli organismi . Gli ipotetici protobionti. L’origine della vita dalla non-vita per un accidente occorso miliardi di anni fa è così improbabile da essere assolutamente impossibile. definisce così l’evoluzione: «Processo che da una popolazione. È giusto che il pubblico sappia che quando gli scienziati. Raffard de Brienne. Altrettanto impossibile è l’origine delle specie e il loro graduale e progressivo svilupparsi l’una dall’altra. è sufficiente che sia variata. Fondi (1980) . nella definizione della Curtis. L’origine della cellula da un assemblaggio di molecole è ancora più improbabile. fosse anche inferiore. Nel 1918 R. una gallina da una mosca o un verme da una balena». tutto nel DNA.consiste. nient’altro che nel DNA». de Brienne . G. si parla di tutt’altro. Se cerchiamo una definizione di Evoluzione in un testo scientifico. Lull traccia un tronco che va dall’Eohippos (in luogo del Paleotherium) all’Equus. per esempio. fino all’inizio del Novecento. Simpson traccia un albero che ha l’aspetto di un cespuglio. Il passaggio dalla scimmia all’uomo incontra due ostacoli: il primo è la difficoltà di spiegare la modifica contemporanea della stazione. H. in realtà.conclude R.. si occupano di organismi astratti e volentieri lavorano su organismi virtuali residenti nei personal computer (come il famoso Richard Dawkins). essere contraddetta. della faringe. Il secondo è l’esistenza insormontabile di una barriera fra le facoltà intellettuali della scimmia e . «I matematici . che è ormai composto di linee parallele nella genealogia di J. in conseguenza di produzione di variazione genetica e dell’emergenza delle varianti per opera della selezione naturale.E. Ci risparmia le molecole. Nel 1951. delle specie. Aveva scritto . e segnatamente i biologi molecolari. Dickerson nel 1972: «Quanto più ci si avvicina al livello molecolare negli organismi viventi. più semplice o peggiore. la cui “evoluzione” non può.semplice o peggiore ad uno stato superiore. «L’indagine geologica. Helena Curtis. ne fa discendere un’altra con caratteristiche diverse». è quello degli equidi. perdendo di vista gli organismi e dandosi questa regola: «Solo nel DNA. ha definitivamente accertato che non esistono passaggi graduali tra queste specie». Il fenomeno comporterebbe il ritrovamento tra i fossili di un gran numero di forme intermedie ma queste non si trovano! Sono i famosi anelli mancanti. parlano di evoluzione. Di qualcosa che non ha nulla a che fare con il concetto comune di evoluzione e poco persino con Darwin. immaginati da alcuni protobiologi «sono simili alla cellula quanto le bolle d’acqua possano essere simili all’occhio umano». Si sono presi cura delle vicende molecolari delle specie.

cui seguitiamo a mostrare una scimmia china appoggiata sulle nocche che gradualmente si erige a formare l’uomo. da quando è risultato che nella morfologia. Il falso era rimasto lì per mezzo secolo. l’uomo è molto più “originario” e lo scimmione “derivato”. in conclusione. nonostante troppe volte smentito (e questo libro ne offre una ponderosa casistica) seguita a sedere tranquillo sugli scranni del sapere e a far mostra di sé sulle targhe di molti illustri istituti in tutto il mondo. Quando si cominciò ad impiegare il carbonio 14 per la datazione dei fossili. Sui libri di testo scolastici rimane intatta la vignetta dello scimmione che via via si solleva fino a diventare un gentleman. che è andato a detrimento di tutta la scienza.non il bipedismo . Milano. questo cranio presentava una volta spaziosa combinata con una mascella scimmiesca. che ha l’unica base nella somiglianza morfologica e molecolare tra l’uomo e gli scimmioni senza coda (pongidi). esso fu subito applicato all’uomo di Piltdown. e ancor meno di dimostrare con rigore scientifico. una frase di W. A mio giudizio (cfr. Giuseppe Sermonti. che fu incaricato a stilare l’introduzione a una edizione centennale dell’Origine delle Specie di Darwin: «Questa situazione. nell’embriologia. dove sono gli anelli intermedi? Qui incontriamo un esempio classico della frode scientifica. Thompson. davanti agli occhi di scolari e professori. dove uomini si riuniscono alla difesa di una dottrina che non sono capaci di definire scientificamente. A questo punto che fanno i sostenitori di una teoria che ha perso nel ridicolo il suo monumento storico? Chiedono scusa.è la novità evolutiva nella locomozione dei primati e. Rusconi. 1985). e con la testa chinata cambiano mestiere. o. cinque o più milioni di anni. ovvero L’origine delle specie per selezione naturale. Mi piace citare. In realtà i paleoantropologi hanno smesso di parlare dell’antenato scimmiesco. la discendenza dell’uomo da uno scimmione è un antico mito (altri miti e favole parlano della discendenza della scimmia dall’uomo). Il libro di Raffard de Brienne merita una speciale considerazione. di Giuseppe Sermonti (Professore Ordinario di Genetica) ***** Ciao Darwin . e nel pregiudizio gnostico che il bestiale preceda l’umano. Scrive Alan R.Il crepuscolo dell’evoluzionismo Al mito dell’uomo-scimmia non crede più nessuno. secondo Teilhard de Chardin) resta a dimostrazione della capacità di autocritica della scienza . studioso d’evoluzione. perché emerge da questa situazione. E poi. particolarmente quello neo-darwiniano. Piltdown.. molti caratteri ominidi sono primitivi mentre le controparti nelle scimmie africane sono derivate». di altri anelli mancanti. . invano. Per primi gli scienziati. nell’andatura. Perché allora insistere? Nel novembre del 1859 il celebre naturalista inglese Charles Robert Darwin (1809-1882) pubblicava a Londra The Origins of the Species by Means of Natural Selection. secondo le teorie in voga.. L’evoluzionismo. tentando di mantenere il suo credito col pubblico attraverso la soppressione della critica e l’eliminazione delle difficoltà. esso fu acclamato come la dimostrazione inequivocabile della discendenza dell’uomo dallo scimmione e tenuto per quasi cinquant’anni in mostra in una vetrina del Museo delle Scienze di Londra. Con esso è invalso negli ambienti scientifici uno stile accademico elusivo e manicheo. per lo meno teoria? Nulla del genere. il cranio di Piltdown. Ma non diciamolo ai bambini delle elementari. La luna nel bosco. opera nella quale esponeva per la prima volta la propria teoria sull’evoluzione. H. nella biologia molecolare. l’anello mancante doveva avere un cervello ancora piccolo associato a una mascella umanoide. per tacer del fatto che fossili di scimmioni non si trovano oltre qualche centinaio di migliaia di anni fa. Potrebbero accorgersi che il Re è nudo. e ominidi fossili datano da quattro. Scoperto all’inizio del secolo. Benché. che va in cerca.dell’uomo. (la prova essenziale dell’evoluzionismo. e nessuno se ne era accorto. è anormale e indesiderabile nella scienza». Risultò un falso palese: una mascella di gorilla contemporaneo era stata incastrata nel cranio di un uomo medievale. Templeton: «Il camminare sulle nocche .

la quale condurrebbe in linea retta dagli esemplari più primitivi del genere dei primati fino all’uomo. il rischio di estinzione. La prima edizione de L’origine delle specie si esaurì in un solo giorno . Così infatti afferma il genetista Giuseppe Sermonti. quindi. è possibile trovare “evoluti” esemplari di homo sapiens sapiens accanto a babbuini e a scimpanzé. il più autorevole rappresentante internazionale dell’antievoluzionismo scientifico e. Inutile cercare la ragione dell’estinzione degli esemplari delle fasi intermedie. le specie si sarebbero trasformate progressivamente nel corso delle ere soprattutto nell’intento di adattarsi ai cambiamenti del proprio ambiente naturale ed evitare. In soli dieci anni Darwin si aggiudicò il consenso dell’ortodossia scientifica del tempo. e via discorrendo. nel 1868 seguiva La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico e nel 1871 sarebbe uscita un’altra opera. l’estrema rarità delle forme intermedie. continua a rivestire una sorta di “segreto di casta” della paleontologia. pubblicò per l’editore Rusconi il saggio. in cui Darwin indicava l’Africa quale culla dell’umanità. venuti alla luce i resti di una realtà ancestrale per troppo tempo occultata e rimossa mentalmente. Poi. preconizzando inoltre lo sterminio delle «razze selvagge della Terra» da parte delle «razze umane civilizzate». nessuno aveva mai notato le “prove schiaccianti” fornite da Darwin. L’oscuro naturalista di Down portava così a termine il compito che gli era stato assegnato. in generale. anche se le aveva davanti agli occhi.Secondo Darwin. Sono. assicurandogli notevole fama e un rapido successo editoriale. proponendo una tesi “casuale”. L’uomo-scimmia fai-da-te . Talmente rari da tormentare perfino lo stesso Darwin. così. condizioni climatiche e ambientali. Sermonti sostiene che alcuni personaggi avrebbero precedentemente ingaggiato Darwin allo scopo di elaborare una teoria materialista sull’origine della vita. Tuttavia. L’“agnostico” Darwin (amato da Karl Marx proprio perché aveva inferto a Dio «un colpo mortale») poneva in tal modo le fondamenta per affrancare dalla natura divina la nascita di tutte le creature viventi. costituitosi ufficialmente a Londra nel 1864. nel 1971. I turbamenti di un naturalista Per secoli. Vano il domandarsi perché – se tali teorie fossero realmente attendibili – a parità di latitudine. ma in circolazione non s’incontra alcun “uomo di Neanderthal” o “di Cro Magnon” o “di Steinheim”. dopo un iniziale scherno piuttosto generalizzato. anche nella documentazione fossile. della riflessione critica sulla scienza moderna fin da quando. davvero controcorrente. tutte quelle “verità segrete” sono state finalmente “esposte in evidenza” e dalla zolla sarebbero emerse le risposte che da tempo si attendevano. Il crepuscolo dello scientismo. intitolata La discendenza dell’uomo e la selezione sessuale. di vincere la lotta per la sopravvivenza. o per millenni. apparso nel 1872. i quali avrebbero condizionato quelle specie viventi che si sarebbero dimostrate capaci di mutare insieme a tali elementi e. cioè. di habitat e di relativi bisogni crescenti. Si sarebbe trattato d’individui che agivano per conto di un fantomatico Club X. Ma la scottante questione dell’origine animale dell’uomo non veniva affrontata. improvvisamente. Tale associazione pare fosse solita riunirsi prima dei meeting della Royal Society per discutere gl’indirizzi politico-culturali e mediatici che avrebbe dovuto imboccare la società britannica. Infine. Il Club X aveva insomma raggiunto il proprio obiettivo e mantenuto le promesse. Le prove su cui tali riletture della storia umana si fondano sono peraltro alcuni resti fossili che costituirebbero gli anelli di congiunzione di una catena virtuale. l’ultimo lavoro notevole del positivista inglese fu il libro su L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali. ma più che altro superfluo giacché l’incontestabilità del dogma darwinista è contenuta in quei pochissimi resti fossili a cui si è fatto cenno. Com’è stato autorevolmente osservato. costituita dall’intervento di mutevoli condizioni climatiche.

nel 1953 una commissione di scienziati dimostrò che si trattava di una bufala clamorosa. basta fare un rapido giro su Internet e constatare di persona quanti siti ospitino tesi critiche. cioè che il ritrovamento altro non riguardava che una preda di uomini preistorici. a cui erano stati limati i denti per farli sembrare umani. Per rendersi conto delle enormi difficoltà che la “teoria della scimmia” sta attraversando in ambiente scientifico. Se qualcuno fosse tentato di pensare a un errore di quest’ultima équipe di studiosi ci ripensi: il falsario. Palevitz nell’articolo di tono sensazionalistico che accompagnava la presunta scoperta. Due crani con caratteri marcatamente primitivi. la rivista National Geographic pubblicò con enfasi la foto di una lastra minerale nella quale si vedeva impressa l’immagine di un teropode pennuto. di cui si deve dare notizia allo stesso modo. ha già raccontato tutto e la Treccani si è vista costretta a rettificare definitivamente alla pagina 351 della terza appendice (1949-1960). spiegando come il famoso reperto di Piltdown altro non fosse se non il «prodotto di una mistificazione». anche il canino era stato limato. gli scienziati annunciarono che i cosiddetti homines pekinenses si erano addirittura divorati a vicenda. producendo semplici varianti sul tema. giacché. presentava le medesime perforazioni osservate in casi analoghi. ovvero di un essere umano. è talmente in declino oltreoceano che in numerosi Stati dell’Unione nordamericana si è perfino chiesto e ottenuto che il suo insegnamento venga soppresso dalle scuole o. di fronte alla necessità di difendere il contestato cardine dogmatico le truppe sparpagliate riacquistano la monolitica compattezza d’una testudo romana. come dubitare di fronte ad un eoanthropus Dawsoni. una mandibola nettamente scimmiesca. sebbene i resti dello scheletro in questione si trovassero chiaramente mischiati a quelli di animali da preda. sfugge ai loro occhi la beffa dell’artista (così come sfuggì quella delle teste di Amedeo Modigliani ad affermati critici d’arte). si volle automaticamente dedurne che si trattasse delle spoglie del loro artefice. Il cranio. inoltre. sul numero del novembre 1999. pur di non dover concludere la cosa più ovvia. meglio conosciuto come “uomo di Piltdown”. pertanto. dopo quasi quarant’anni dal ritrovamento dei frammenti presso l’omonima località del Sussex orientale. Purtroppo. inserito come dato certo e acquisito in numerose pubblicazioni di prestigio. la mandibola apparteneva a un giovane orango morto pochi anni prima. quell’“uomo” veniva valutato positivamente da alcuni presunti specialisti e. Il cranio era. infatti. un canino e un molare vennero portati in superficie fra il 1909 e il 1915. I cannibali dagli occhi a mandorla Un altro caso palese d’interpretazione abusiva è rappresentato dal cosiddetto sinantropo od homo pekinensis. al fine di applicarlo alla mandibola. un fossile umano di epoca neolitica (quindi relativamente recente). dove l’espediente si era reso necessario allo scopo di prelevarne il gustoso cerebro. D’altronde. i suoi più tardi epigoni ed emulatori. però. inserendo in un qualunque motore di ricerca parole-chiave come “creazionismo”. perlomeno. infatti. e il pomello di articolazione (condilo) era stato spezzato di fresco nell’intento di adattare la mandibola al cranio. che deteneva tutte le caratteristiche necessarie per rappresentare il classico caso da manuale. «È la prova che gli uccelli si sono evoluti da questi antichi rettili». infatti. Il rettile piumato ridava così smalto alla logora teoria evoluzionista. presentato come semplice ipotesi in alternativa ad altre. invece. Il tutto era stato poi usurato artificialmente e colorato chimicamente per simulare l’effetto del tempo. Così. .Molto meno turbati appaiono. esultava troppo frettolosamente il biologo Barry A. quali per esempio la famosa Enciclopedia Treccani che ne forniva ampie descrizioni. se la principale occupazione è quella di dividersi in mille rivoli. Da circa sei anni sull’autorevolissima Boston Review del Massachusetts Institute of Technology (MIT) infuriava una polemica assolutamente devastante per la dottrina darwinista quando improvvisamente. Il darwinismo. Tutti presi dal contendersi a vicenda la palma dell’ortodossia piuttosto che quella dell’originalità. Nel frattempo. Unicamente per il fatto che le rimanenze ossee di tale scimmia – fino ad allora totalmente ignota agli zoologi – furono ritrovati insieme ai residui di utensili e di focolari preistorici.

in Tennessee. allo snodo evolutivo fra rettili e uccelli. perfino lo stesso professor Stephen Jay Gould. già nel 1977. le singole specie non soltanto sarebbero fra loro separate da differenze abissali. Sulla medesima linea. sedimentologia. il quale. Acquisito il posto che gli spettava nello schema darwiniano di discendenze. Inoltre. Illusionismi e prestidigitazioni In realtà. ormai. è in realtà un autentico rappresentante di quest’ultima categoria animale. facente capo a Darwin. come i pesci. non solo tutte le forme animali conosciute avrebbero avuto origine. durante il periodo dell’“esplosione cambriana”. frequentemente addotto quale esempio di membro intermedio fra un rettile e un uccello. Del resto. Del resto. nonostante alcune singolari caratteristiche – come le unghie al termine delle ali. i denti nelle mascelle e la lunga coda con le piume diramate – potessero comprensibilmente a prima vista fuorviare. rigettano completamente la tesi dell’evoluzione della specie. Le più recenti scoperte in materia di paleontologia. il castello di carta su cui si fondava l’evoluzionismo darwinista. Gli studiosi moderni più seri e scrupolosi. come d’uopo: archaeoraptor liaoningensis. Il molteplice dell'infinitamente piccolo La microscopia elettronica ha. si fonda su di una madornale confusione tra “specie” e “subspecie”. per opera dei poverissimi contadini cinesi che vivono nella provincia di Liaoning. come ebbe a riconoscere. Anche il celebre fossile denominato archaeopteryx. professore alla Yale University. Di lì a poco. chimica. il geologo David Schindel. quasi contemporaneamente. biologia molecolare e genetica hanno infatti smontato. si sarebbe amaramente appurato che il supposto fossile altro non era se non l’ennesimo falso. dalle DeHoff Publications – osservò che tutta la teoria sulla graduale evoluzione delle specie. in un articolo apparso nel 1982 sulla rivista Nature. nonché darwinista eterodosso e marxista dichiarato. Da qualche parte sarebbero quindi pur dovuti saltare fuori anche gli elementi che confermavano la veridicità di quelle stravaganti idee. lo studioso nordamericano Douglas Dewar nel libro The Transformist Illusion – pubblicato a Murfreesboro. gli uccelli e i mammiferi. pezzo per pezzo. la teoria darwinista parlava chiaro: tutte le forme viventi della terra avevano subito evoluzioni clamorose. tuttavia. Non era immaginabile nella maniera più assoluta che l’uno potesse essere nato dall’altro. i quali sfruttano e vendono sul mercato nero i fossili di un ricco giacimento locale. messo in risalto come i processi che si svolgono all’interno dell’essere monocellulare siano di una molteplicità inimmaginabile. i rettili. infatti. Il falso composto era stato offerto al titolare di un piccolo museo privato nello Utah durante una fiera di trouvaille paleontologiche. rivelò che l’ipotizzata graduale «transizione dai . il creazionismo sarebbe stato sconfitto definitivamente.Finalmente scoperto l’‘uccellosauro’. docente di Geologia e Zoologia presso la prestigiosa Harvard University. A suo avviso. tenutasi nel febbraio del 1999 nello Stato dell’Arizona. o si limitano a mantenerla in maniera provvisoria esclusivamente quale mera “ipotesi di lavoro”. già nel lontano 1957. il “nuovo” animale è venne battezzato con un’altisonante denominazione latina. ma le ricerche più recenti hanno dimostrato l’incredibile complessità anche di quegli organismi che i vari Piero Angela si ostinano a definire “semplici”. con abilità asiatica. ma non esisterebbero neppure forme che accennino a una qualche possibile connessione tra i diversi ordini di esseri viventi. dunque. Già in precedenza si era cercata questa tanto sospirata prova della discendenza degli uccelli dai rettili preistorici. «le testimonianze fossili non supportano in alcun modo il cambiamento graduale». adattandosi all’ambiente circostante. composto da due differenti resti (di un uccello e di un sauro) incollati assieme. presso la città di Tucson.

Se così fosse. La vicenda del Club X e il simultaneo sviluppo di un insidioso “darwinismo sociale” sul piano filosofico-politico la dicono lunga sulla reale valenza di quella “selezione naturale” contemplata nell’evoluzionismo. Charles Darwin fu uno di loro. a decretare un fallimento di cui potrebbe risentire tutta la classe degli scienziati contemporanei. L’inglese vittoriano si sentiva intimamente superiore al resto del mondo e il darwinismo sembrò fornire una sanzione scientifica a tale convincimento.presunti antenati ai discendenti […] non esisteva». si tratterebbe di un fatto gravissimo. schiere di filosofi ci hanno provato. In definitiva. di fatto. si attendono spiegazioni plausibili sul perché non si sia ancora avviato un dibattito serio e approfondito anche in Italia. il quale – come tutti i miti – tenta di soddisfare il bisogno di rispondere ad alcuni dei quesiti fondamentali che. forse. tormentano l’uomo: “chi siamo?”. Una volta acquisita questa teoria da parte della comunità scientifica. si può affermare che – alla prova dei fatti – la teoria darwiniana si è rivelata un semplice prodotto della propria epoca. sin dalla notte dei tempi. di Paolo Zanotto . Perché la teoria di Darwin altro non è che un mito. Diversamente. Davvero arduo appare il fornire una spiegazione convincente con le sole armi della ragione. “da dove veniamo?”. fallendo ogni volta miseramente. ritengono che ciò equivarrebbe. poiché darebbe conto della debolezza – camuffata con l’arroganza – da cui la scienza è affetta oggigiorno. si è quindi imboccata una pericolosa via che gli attuali studiosi temono però di abbandonare poiché. e per quale strana ragione ci si ostini a presentare un semplice mito come verità acquisita.