I - “È imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi” (art

. 2082 c.c.). Il codice civile distingue diversi tipi di imprenditori in base a tre criteri: l’oggetto, che distingue l’imprenditore agricolo dall’imprenditore commerciale, la dimensione, con il quale si individua il piccolo imprenditore e, di riflesso, l’imprenditore medio-grande, e la natura, che determina la tripartizione tra impresa individuale, impresa in forma di società e impresa pubblica. Tutti gli imprenditori sono assoggettati allo statuto generale dell’imprenditore (azienda, segni distintivi, concorrenza, consorzi). Chi è imprenditore non piccolo è poi assoggettato ulteriormente allo statuto tipico dell’imprenditore commerciale (iscrizione nel registro delle imprese, scritture contabili, rappresentanza commerciale, fallimento). Fondamentale perché si possa parlare di impresa è la produzione o lo scambio di beni e servizi. Irrilevante è invece sia la natura dei beni scambiati o prodotti, sia che l’attività produttiva costituisca anche godimento di beni inesistenti . Non può però considerarsi impresa l’attività di mero godimento: il proprietario che cede solo in locazione un immobile non è imprenditore in quanto non produce nuove utilità economiche, a differenza del proprietario che adibisce ad albergo un suo immobile, in quanto accompagna la prestazione locativa all’erogazione di servizi collaterali come la pulizia locale, il cambio biancheria, ecc.. È infine opinione prevalente che la qualità di imprenditore vada riconosciuta anche quando l’attività produttiva svolta è illecita (contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume). Inconcepibile è l’attività di impresa senza l’impiego coordinato di fattori produttivi: capitale e lavoro proprio e/o altrui. All’interrogativo posto con riferimento al considerare o meno imprenditori i prestatori d’opera manuale (elettricisti, idraulici, ecc.) è stato risposto, benché il punto non sia pacifico, che questi non posso essere considerati tali in quanto manchi un minimo di <<etero organizzazione>> nel loro lavoro. Questi dati confermano di conseguenza che un minimo di lavoro altrui o di capitale (etero organizzazione) è quindi sempre necessario perché si possa parlare di impresa. Per aversi impresa è essenziale che l’attività produttiva sia condotta con metodo economico: copertura dei costi con i ricavi. Non è quindi essenziale che l’intento dell’imprenditore sia quello di conseguire un guadagno o un profitto personale, nonostante sia incontestabile che normalmente l’imprenditore privato abbia come scopo quello di lucro. L’ultimo dei requisiti richiesti è il carattere professionale dell’attività. E per professionalità si intende l’esercizio abituale e non occasionale di una data attività produttiva. Non è richiesto che quella di impresa sia l’attività unica o principale ed è possibile parlare di impresa anche nel caso di <<unico affare>>, se questo comporta il compimento di operazioni molteplici e l’utilizzo di un apparato produttivo complesso. Infine, nonostante il punto sia controverso, anche chi costruisce un singolo edificio per destinarlo a uso personale può essere considerato imprenditore, in quanto l’attività produttiva può considerarsi svolta con metodo economico anche quando i costi sono coperti da un risparmio di spesa o da un incremento del patrimonio del produttore. Imprenditore può essere qualificato quindi anche chi produce beni o servizi destinati ad uso o consumo personale (c.d. impresa per conto proprio) Per libera scelta del legislatore i liberi professionisti (avvocati, dottori commercialisti, ecc.) non sono mai imprenditori in quanto tali e le disposizioni in tema di imprese si applicano alle professioni intellettuali solo se l’esercizio della professione costituisce elemento di una attività organizzata in forma di impresa (es: medico che gestisce una clinica privata nella quale opera). 1

II - “È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse” (art. 2135 c.c.). Riguardo alle attività agricole essenziali, l’evoluzione tecnologica dell’agricoltura aveva portato però in dottrina a un contrasto di opinioni tra chi sosteneva che impresa agricola fosse ogni impresa che produce ogni specie di vegetali o animali e quindi fondata sullo sviluppo di un ciclo biologico e chi riteneva, all’opposto, che doveva essere dato rilievo al modo di produzione tipico dell’agricoltore e quindi non poteva essere qualificato imprenditore agricolo chi produceva vegetali o animali in modo del tutto svincolato dal fondo agricolo e dallo sfruttamento della terra. Con la recente riforma il legislatore ha optato per lo sviluppo del ciclo biologico! La seconda categoria di attività agricole è costituita dalle attività agricole per connessione. Si intendono connesse quella attività commerciali aventi ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dall’esercizio dell’attività agricola essenziale. Pertanto sono tre le condizioni da rispettare: connessione soggettiva, il soggetto che le esercita è già imprenditore agricolo in quanto svolge un’attività agricola essenziale, connessione oggettiva tra le due attività e la prevalenza, per rilievo economico, dell’attività essenziale su quella connessa. Il piccolo imprenditore è sottoposto allo statuto generale dell’imprenditore. È invece esonerato, anche se esercita attività commerciale, dalla tenuta delle scritture contabili e dall’assoggettamento al fallimento e alle altre procedure concorsuali. L’iscrizione nel registro delle imprese non ha funzione di pubblicità legale. Fino a qualche anno vi erano due diverse nozioni di piccoli imprenditore, una dettata dal codice civile e una dalla legge fallimentare. “Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia” (art. 2083 c.c.). Per aversi piccolo imprenditore il codice civile individuava il criterio della prevalenza sul lavoro altrui e sul capitale come carattere distintivo, intendendola come una prevalenza qualitativo-funzionale: l’apporto dell’imprenditore e dei suoi familiari devono caratterizzare i prodotti. La legge fallimentare invece, nel ribadire che non falliscono, individuava i piccoli imprenditori esclusivamente in base a parametri monetari (in base al reddito di ricchezza mobile o al capitale investito) e quindi con criterio palesemente non coincidente con quello fissato dal codice civile. Le due norme comportavano il paradosso di dover riconoscere e negare allo stesso soggetto la qualità di piccolo imprenditore e agli stessi effetti (paradosso venuto meno in seguito alla soppressione dell’imposta di ricchezza mobile e alla dichiarata incostituzionalità del parametro fissato dalla legge fallimentare sul capitale investito). Nel 2006 è stata riformata la legge fallimentare, la quale non definisce più chi è piccolo imprenditore, ma semplicemente individua alcuni parametri dimensionali dell’’impresa, al di sotto dei quali l’imprenditore non fallisce. Questo comporta un migliore coordinamento con la disciplina codicistica: secondo l’opinione prevalente, chi può essere dichiarato fallito si determina esclusivamente in base ai parametri della nuova legge fallimentare, mentre la definizione del codice civile rileva ai fini dell’applicazione della restante parte dello statuto dell’imprenditore commerciale. I nuovi criteri dimensionali della legge fallimentare stabiliscono che non è soggetto a fallimento chi si dimostri in possesso dei seguenti requisiti: 1aver avuto nei tre anni antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento un attivo patrimoniale complessivo annuo non superiore a trecentomila euro; 2 aver realizzato nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento ricavi lordi non superiori a duecentomila euro; 3avere un ammontare di debiti, anche non scaduti, non superiore a cinquecentomila euro. Basta superarne uno per essere esposti al fallimento. A differenza che in passato, inoltre, anche le società commerciali possono essere esonerate dal fallimento, se rispettano tali limiti. 2

L’imprenditore artigiano rientra tra i piccoli imprenditori. La legge n. 860 del 1956 affermava però che l’impresa che rispondeva ai requisiti dalla stessa fissata era da considerarsi artigiana “a tutti gli effetti di legge” e quindi anche a quelli codicistici e fallimentari. Per la legge n. 860, il dato caratterizzante l’impresa artigiana risiedeva nella natura “artistica o usuale” dei beni o servizi prodotti e non più nella prevalenza del lavoro familiare nel processo produttivo. Perciò, l’impresa doveva ritenersi artigiana e sottratta al fallimento anche quando, per gli ingenti investimenti di capitali e la manodopera impiegata, non era più rispettato il criterio della prevalenza. Questo privilegio è stato abolito con la legge quadro del 1985, la quale, nel definire l’impresa artigiana (basandosi sull’oggetto dell’impresa, che può essere costituito da qualsiasi attività di prestazioni di beni o di servizi, e sul ruolo dell’artigiano, richiedendosi che esso svolga “in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo”) non afferma più che è definita a tutti gli effetti di legge, anzi, scopo dichiarato della legge è quello di fissare i principi direttivi da osservare dalle regioni per le provvidenze a favore dell’artigianato. Non basta quindi la qualifica artigiana in base alla legge quadro per essere esonerati ne dallo statuto dell’imprenditore commerciale (criterio della prevalenza), ne dal fallimento (limiti dimensionali). È impresa familiare l’impresa nella quale collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado dell’imprenditore (famiglia nucleare). Funzione dell’istituto è quello di predisporre una tutela minima del lavoro familiare nell’impresa “quando non sia configurabile un diverso rapporto giuridico”. La tutela legislativa riconosce ai membri della famiglia nucleare che lavorino “in modo continuato” nell’impresa familiare diritti patrimoniali: diritto al mantenimento, diritto di partecipazione agli utili dell’impresa in proporzione al lavoro prestato, diritto sui beni acquistati con gli utili e sugli incrementi di valore dell’azienda e diritto di prelazione sull’azienda in caso di divisione ereditaria, e diritti amministrativi: le decisioni in merito alla gestione straordinaria dell’impresa e su decisioni di particolare importanza sono prese a maggioranza. È infine previsto che il diritto di partecipazione è trasferibile solo a favore degli altri membri della famiglia nucleare e con il consenso unanime dei familiari già partecipanti. È inoltre liquidabile in denaro qualora cessi la prestazione di lavoro ed in caso di alienazione dell’azienda. L’impresa pubblica è l’attività di imprese svolta dallo Stato o da altri enti pubblici. Sono tre le possibili forme di intervento dei pubblici poteri nell’economia: costituzione o partecipazione in società (generalmente per azioni); la creazioni di enti pubblici economici (enti di diritto pubblico il cui compito esclusivo o principale è l’attività di impresa), i quali sono sottoposti ad entrambi gli istituti degli imprenditori con la sola eccezione di essere soggetti a liquidazione coatta amministrativa; e attraverso le imprese-organo (strutture organizzative prive di distinta soggettività in cui l’attività di impresa è secondaria ed accessoria), le quali sono sottoposte agli statuti degli imprenditori ma restano esonerati sia dall’iscrizione nel registro delle imprese sia dalle procedure concorsuali. Sono imprese sociali le imprese gestite senza scopo di lucro in settori di utilità sociale (tassativamente indicati nel d. lgs. 155/2006). Proprio per l’assenza dello scopo di lucro sul patrimonio dell’impresa grava un vincolo di indisponibilità in quanto né durante l’esercizio dell’impresa, né allo scioglimento è possibile distribuire fondi. Per l’impresa sociale è previsto che ci si possa organizzare in qualsiasi forma di organizzazione privata. È previsto, inoltre, un privilegio per le imprese sociali secondo il quale è possibile limitare la responsabilità dei partecipanti anche quando la forma giuridica impiegata prevedrebbe invece la responsabilità illimitata di questi: se l’impresa sociale è dotato di un patrimonio (netto) di almeno ventimila euro, dal momento dell’iscrizione risponde delle obbligazioni assunte soltanto l’organizzazione con il suo patrimonio, qualora però il patrimonio diminuisca in conseguenza di perdite di oltre un terzo al di sotto del limite delle obbligazioni assunte rispondono illimitatamente e personalmente i soggetti agenti. In caso di insolvenza l’impresa sociale è soggetta a liquidazione coatta amministrativa. 3

Parte della dottrina riteneva di poter neutralizzare tali pericoli sostenendo che chi esercita il potere di direzione di un’impresa se ne assume il rischio.Esercizio diretto dell’attività d’impresa: gli effetti degli atti giuridici ricadono sul soggetto il cui nome è stato validamente speso nel traffico giuridico (principio della spendita del nome). a cui si può ricorrere per aggirare un divieto di legge o per non esporre al rischio d’impresa tutto il proprio patrimonio personale. Capacità e impresa: la capacità all’esercizio dell’attività d’impresa si acquista con la piena capacità d’agire (18 anni). ma non sufficiente. Il minore che con raggiri ha occultato la sua minore età non diventa in nessun caso imprenditore. Riguardo l’attività agricola trovano applicazione le norme di diritto comune. affinchè l’imprenditore benefici del termine annuale).III . sia dai principi che regolano le società di capitali (liceità dell’esercizio dell’attività di impresa in regime di responsabilità limitata attraverso una società di capitali rispettando le regole di organizzazione per la stessa dettate). salva la facoltà per il creditore o il p. acquisisce la qualità di imprenditore e risponde. Il beneficiario dell’amministrazione di sostegno conserva invece capacità d’agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’autorizzazione dell’amministratore di sostegno. la stessa iscrizione nel registro delle imprese non è condizione né necessaria né sufficiente. come un’autonoma attività di impresa (impresa fiancheggiatrice) rispondendo pertanto delle obbligazioni da lui contratte. Espediente.m. Una specifica disciplina è invece prevista per l’attività commerciale: in nessun caso è consentito l’inizio di una nuova impresa commerciale in nome e nell’interesse del minore. tutti gli atti posti in essere dal mandatario si producono direttamente nella sfera giuridica del mandante. con disprezzo delle regole. Esercizio indiretto dell’attività d’impresa: fenomeno che da luogo a una dissociazione fra il soggetto cui è formalmente imputabile la qualità di imprenditore e il reale interessato (imprenditore indiretto). IV . Identica regola è dettata per l’interdetto e l’inabilitato. Si ricava dalla disciplina del mandato secondo cui. quando ciò sia utile all’incapace. La tecnica prevalentemente seguita in giurisprudenza è invece quella di considerare i comportamenti del socio che tratta la società come cosa propria. imprenditore diventa il rappresentato. che comporta il pericolo per i creditori di non vedere soddisfatte le proprie obbligazioni in caso di dissesto. chi ha la rappresentanza legale del minore e dell’interdetto può compiere tutti gli atti (ordinari e straordinari) che rientrano nell’esercizio dell’impresa. solidalmente con il prestanome. delle obbligazioni (teoria dell’imprenditore occulto). È richiesta una specifica autorizzazione solo per quegli atti che non sono in rapporto di mezzo a fine per la gestione dell’impresa. Teoria ritenuta però infondata in quanto contrastante sia con il principio della spendita del nome. Fine dell’impresa: la nuova legge fallimentare dispone che gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese (condizione quindi necessaria. Intervenuta l’autorizzazione. Di conseguenza quando gli atti d’impresa sono compiuti tramite rappresentante. sia pure con l’assistenza del curatore e con il suo consenso per gli atti estranei all’attività d’impresa. Per anni l’istituto è rimasto inapplicato 4 .Il registro delle imprese è lo strumento di pubblicità legale delle imprese commerciali non piccole e delle società commerciali previsto dal codice civile del 1942. L’inabilitato invece. intervenuta l’autorizzazione. È pertanto consentita solo la continuazione dell’esercizio di un impresa commerciale preesistente. di dimostrare che l’attività d’impresa sia effettivamente cessata in un altro momento. potrà esercitare personalmente l’impresa. Inizio dell’impresa: la qualità di imprenditore si acquista con l’effettivo inizio dell’esercizio dell’attività di impresa. nel caso di mandato con rappresentanza. Con l’autorizzazione acquista la piena capacità d’agire. e purchè sia autorizzata dal tribunale. Diversamente che per gli altri incapaci il minore emancipato può essere autorizzato dal tribunale ad iniziare un’attività d’impresa. Si perde in seguito a interdizione o inabilitazione.

della situazione del patrimonio dell’imprenditore e del risultato economico dell’attività svolta. L’iscrizione nella sezione speciale. tassativamente previsti. 5 . in termini quantitativi e monetari. Non può rilevare invece eventuali cause di nullità o annullabilità. Non è consentita l’iscrizione di atti non previsti dalla legge. registro cronologicoanalitico dove sono indicate giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio dell’impresa. l’iscrizione può avere efficacia normativa: è presupposto per la piena applicazione di un determinato regime giuridico (s. Tutte le scritture contabili devono essere tenute “secondo le norme di ordinata contabilità (senza spazi bianchi. e in tre sezioni speciali. come mezzo processuale di prova contro l’imprenditore che le tiene. l’iscrizione ha invece efficacia costitutiva: diventa presupposto perché l’atto sia produttivo di effetti. prive di iscrizione si considerano “irregolari” e per i loro soci viene adottato un regime patrimoniale più gravoso). registro periodico-sistematico redatto all’inizio dell’impresa e successivamente ogni anno che contiene l’indicazione e la valutazione delle attività e delle passività dell’imprenditore. abrasioni e in modo che le parole cancellate siano leggibili)”. di regola ha efficacia dichiarativa: i fatti e gli atti iscritti sono opponibili a chiunque dal momento della loro registrazione. dove sono iscritti gli imprenditori (non agricoli) per i quali l’iscrizione produce gli effetti di pubblicità legale previsti dal codice civile. anche se irregolarmente tenute. Il registro delle imprese è istituito in ciascuna provincia presso la camera di commercio. impedisci ai terzi di eccepire l’ignoranza del fatto o dell’atto iscritto (parziale temperamento si ha nelle società di capitali: l’opponibilità diventa piena solo dopo quindici giorni). L’imprenditore che ha omesso la registrazione non è tuttavia senza difesa e può comunque provare che i terzi. sia fra le parti che per i terzi (costitutiva totale: prima della registrazione la società non esiste giuridicamente). su domanda dell’interessato o anche d’ufficio qualora siano obbligatorie. se regolari. I terzi invece possono sempre usarle. Il terzo non può però scinderne il contenuto. di regola. e l’imprenditore potrà dimostrare con qualsiasi mezzo che le sue scritture non corrispondono a verità. Le scritture contabili devono essere conservate per dieci anni. Recentemente però anche per gli imprenditori agricoli (anche piccoli) e per le società semplici ha efficacia di pubblicità legale. dei singoli atti di impresa. In altri casi. e così anche tutte le società commerciali. non solo come strumento di pubblicità legale delle imprese commerciali ma anche come strumento di informazione per tutte le altre imprese. Le iscrizioni devono essere fatte nel registro delle imprese delle provincia in cui l’impresa ha sede. interlinee. infine. la seconda è destinata alla pubblicità notizia delle società tra professionisti e la terza alla pubblicità dei legami di gruppo. nella prima sono iscritti gli imprenditori che secondo il codice ne erano esonerati e per i quali l’iscrizione aveva originariamente solo funzione di pubblicità notizia. L’imprenditore deve tenere tutte le scritture contabili “che siano richieste dalla natura e dalla dimensione dell’impresa”. sono obbligati alla loro tenuta. In alcuni casi.n. nonché l’esistenza e la veridicità dell’atto (regolarità sostanziale). possono essere utilizzate come mezzo di prova dall’imprenditore solo contro un altro imprenditore e in una controversia relativa a rapporti d’impresa. L’iscrizione nella sezione ordinaria ha funzione di pubblicità legale. esclusa quella semplice. ha funzione di pubblicità notizia. o solo nei confronti dei terzi (costitutiva parziale: l’omissione impedisce il decorso del termine entro il quale i creditori possono opporsi e perciò la riduzione del capitale è per loro improduttiva di effetti). L’inosservanza di tali regole le rende irregolari e giuridicamente irrilevanti: l’imprenditore non può utilizzarle come mezzo di prova a suo favore. e. e libro degli inventari. nonostante l’omessa registrazione avevano avuto comunque conoscenza effettiva dell’atto.c. Prima di procedere l’ufficio del registro deve controllare che la documentazione è formalmente regolare (regolarità formale). È articolato in una sezione ordinaria. Tutti gli imprenditori che esercitano attività commerciali. tranne i piccoli imprenditori.(sostituito da un regime transitorio) per la mancanza del regolamento di attuazione e solo nel 1997 diventa finalmente operante. Le scritture contabili sono i documenti che contengono la rappresentazioni. una volta eseguita. che. In ogni caso devono poi essere tenuti il libro giornale.

sono automaticamente investiti di un potere di rappresentanza commisurato ex lege al tipo di mansioni che la qualifica comporta. L’institore è personalmente obbligato se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente. È solidalmente obbligato anche l’imprenditore quando gli atti compiuti dall’institore “siano pertinenti all’esercizio dell’impresa”. È un complesso caratterizzato da unità funzionale per il coordinamento fra i diversi elementi che la costituiscono. se non è pattuito diversamente. purchè dotato di organicità operativa. sia attiva che passiva. abbiano il potere di compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa.c. a meno che non abbiano carattere personale (per il cui trasferimento sarebbe necessario un’espressa pattuizione contrattuale fra alienante e acquirente. Possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie di operazioni di cui sono incaricati. congiuntamente con l’imprenditore. È institore colui che è preposto dal titolare all’esercizio dell’impresa o di una sede secondaria o di un ramo particolare della stessa.). infatti può compiere in nome dell’imprenditore “tutti gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa” e rappresentanza processuale. per un periodo massimo di cinque anni. L’institore ha un altrettanto ampio generale potere di rappresentanza: rappresentanza sostanziale. Manca un’autonoma e unitaria legge di circolazione dell’azienda e quindi i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o la concessione in godimento di dell’azienda sono validi solo se stipulati con l’osservanza “delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l’azienda o per la particolare natura del contratto”.“L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa” (art. Il divieto può essere escluso o ampliato. Per le imprese soggette a registrazione con effetti di pubblicità legale è poi previsto che gli atti di disposizione dell’azienda devono essere provati per iscritto. Il loro potere di rappresentanza è circoscritto ad un determinato settore operativo.La rappresentanza commerciale è regolata da norme speciali in cui figure tipiche di ausiliari interni. La disciplina del trasferimento di azienda è applicabile anche quando l’imprenditore trasferisca un ramo particolare della stessa. salvo la prova che i terzi effettivamente le conoscevano. I commessi sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che li pongono in contatto con i terzi. effetti ulteriori: divieto di concorrenza dell’alienante: chi aliena un’azienda commerciale deve astenersi. I procuratori sono coloro che. oltre agli effetti dedotti in contrato. L’imprenditore non risponde di nessun atto compiuto dal procuratore senza spendita del nome dell’imprenditore stesso. Tale complesso unitario acquisisce di regola un valore di scambio maggiore (avviamento) della somma dei valori dei singoli beni che in un dato momento lo costituiscono. Ha un potere di gestione generale che comporta. purchè non sia impedita ogni attività professionale all’alienante. La vendita dell’azienda produce ex lege. in base a un rapporto continuativo. Inoltre il procuratore non ha ne la rappresentanza processuale né obblighi di iscrizione nel registro delle imprese o di tenuta delle scritture contabili. ma le limitazioni saranno opponibili ai terzi solo se iscritte nel registro delle imprese. Non è prevista l’iscrizione per l’ampliamento dei loro poteri che saranno opponibili ai terzi solo se portati alla loro conoscenza. Al terzo contraente è riconosciuto il diritto di recedere dal contratto solo se sussiste giusta causa entro tre mesi dalla notizia del trasferimento. È poi previsto che. dall’iniziare una nuova attività di impresa che possa sviare l’azienda ceduta (se l’azienda è agricola il divieto opera solo per le attività ad essa connesse). per la posizione loro assegnata nell’impresa. innanzitutto. fermo restando che fallisce solo l’imprenditore). 2555 c. l’acquirente subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa. V . L’imprenditore può modificare tali poteri. l’adempimento degli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili (e in caso di fallimento dell’imprenditore troveranno applicazione anche nei suoi confronti le sanzioni penali a carico del fallito. oltre che il consenso del contraente ceduto). salvo in questo caso la responsabilità dell’alienante (deroga ai principi di diritto comune in 6 . Per le imprese soggette a registrazione i relativi contratti devono essere iscritti nel registro delle imprese (con atto pubblico o scrittura privata) entro trenta giorni. pur non essendo preposti ad esso.

L’imprenditore può utilizzare un solo marchio per tutti i suoi prodotti (marchio generale: Fiat) o servizi di più marchi per differenziarli (marchi speciali: Fiat-Brava. invece. Fiat-Punto). Riguardo ai debiti è mantenuto fermo il principio di diritto comune secondo cui non è ammesso il mutamento del debitore senza il consenso del creditore. l’acquirente (in questo caso anche di un’azienda non commerciale) risponde anche per i debiti che non risultano dai libri contabili obbligatori. Si applicano all’usufrutto la disciplina dei crediti aziendali. La ditta è il nome commerciale dell’imprenditore: lo individua come soggetto di diritto nell’esercizio dell’attività d’impresa. la natura o la qualità di determinati prodotti o servizi. rispettato semplicemente inserendo “almeno il cognome o la sigla dell’imprenditore” e quello della novità. Se il trasferimento avviene per atto fra vivi è necessario il consenso espresso dell’alienante. non può modificarne la destinazione e deve conservare l’efficienza della stessa. La ditta è trasferibile solo insieme all’azienda. originalità. non deve contenere segni idonei ad ingannare il pubblico. Il marchio può essere costituito da solo parole (marchio denominativo).cui la cessione del contratto non può avvenire senza il consenso del contraente ceduto). la cui disciplina ricalca quella dell’usufrutto. nel caso in cui infatti sia uguale o simile a quella usata da un altro imprenditore. Il marchio deve rispondere a determinati requisiti di validità: liceità. in modo tale da creare confusione per l’oggetto o il luogo dell’impresa. invece. salvo patto contrario. L’azienda può anche essere concessa in affitto. esclusi i crediti aziendali. all’ordine pubblico o al buon costume. In deroga al diritto comune è però previsto che. per le sole aziende commerciali. L’azienda può formare oggetto di un diritto reale o personale di godimento. nel trasferimento dell’azienda risponde dei debiti nei confronti dei creditori che non hanno acconsentito alla cessione anche l’acquirente dell’azienda. anche se non ne era a conoscenza al momento del trasferimento. La violazioni di tali obblighi o la cessione arbitraria della gestione dell’azienda determinano la cessazione dell’usufrutto per abuso dell’usufruttuario. non deve contenere segni contrari alla legge. Limitata è la deroga in caso di cessione dei crediti relativi all’azienda. Su uno stesso prodotto possono coesistere più marchi. ciascuno risponde solo delle obbligazioni da lui assunte). il marchio e l’insegna. ma il rivenditore non può mai sopprimere il marchio del produttore. Un tipo particolare di marchio è infine il marchio collettivo: si distingue dai marchi d’impresa in quanto titolare è un soggetto che lo concede in uso a produttori e commercianti con la funzione di garantire l’origine. va integrata o modificata con indicazione idonee a differenziarla (per le imprese commerciali obbligato l’obbligo di differenzazione grava su chi ha iscritto per secondo la proprio ditta nel registro delle imprese). VI . deve consentire l’individuazione dei prodotti contrassegnati fra tutti i prodotti dello 7 . arbitraria e capricciosa del prodotto (marchio di forma). Può essere liberamente scelta dall’imprenditore incontrando solamente due limiti: quello della verità. se essi risultano dai libri contabili obbligatori (nel diritto comune. verità.I tre principali segni distintivi dell’imprenditore sono la ditta. Questa disciplina vale solo per le imprese soggette a registrazione con effetti di pubblicità legale. Per i debiti di lavoro. che ha effetto nei confronti dei terzi nel momento in cui il trasferimento dell’azienda viene iscritto nel registro delle imprese (nel diritto comune ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l’abbia accettata o gli sia stata notifica). Ha funzione di differenziazione dei proprio prodotti rispetto a quelli dei concorrenti. della successione dei contratti e il divieto di concorrenza. da solo figure (marchio figurativo) o essere costituito dalla forma particolare. Può essere costituita in usufrutto: l’usufruttuario deve esercitare l’azienda sotto la ditta che la contraddistingue. Il marchio è il segno distintivo dei prodotti o dei servizi dell’impresa. ma non quella dei debiti aziendali per i quali risponde il nudo proprietario. se acquistata per successione per causa di more si trasmette invece al successore. È previsto che venga redatto un inventario all’inizio e alla fine dell’usufrutto e che la differenza venga regolata in denaro.

Il diritto d’autore si costituisce in seguito alla creazione (e non necessariamente alla divulgazione) di un’opera dell’ingegno: idee creative nel campo culturale: letterarie. Anche il marchio non registrato garantisce una minime tutela: chi ne ha fatto uso ha. con conseguente obbligo di differenziazione. I contratti specificatamente previsti sono il contratto di edizione. la facoltà di continuare ad usarne. con la condizione che il licenziatario si obblighi ad utilizzare il marchio per prodotti con caratteristiche uguali a quelle dei corrispondenti prodotti messi in commercio dal concedente o dagli altri. Non copre invece prodotti del tutto diversi. con il quale l’autore concede in via esclusiva l’esercizio del diritto di pubblicare per la stampa l’opera ad un editore. A difesa del marchio può esser promossa l’azione di contraffazione. Il diritto d’autore è protetto da sanzioni civili. nonostante la registrazione altrui. di regola non in esclusiva. e che si estinguono. infatti. teatrali. Nel caso di trasferimento temporaneo è consentita la licenza non esclusiva: il marchio viene contemporaneamente utilizzato dal titolare originario e da uno o più concessionari. a meno non si tratti di un marchio registrato che gode nello Stato di rinomanza (marchio celebre): in quel caso il titolare può vietare ai terzi l’uso del proprio marchio anche per prodotti non affini. ecc. Il difetto dei requisiti esposti comporta la nullità del marchio.. novità (va bene la parola “treno” per un marchio di calzature). in settant’anni. il quale si obbliga a mettere in commercio l’opera e a corrispondere all’autore il compenso pattuito. VII . quando tale uso consente di trarne indebitamente vantaggio dalla rinomanza dello stesso. con il quale l’autore cede. Pantera Rosa). Le invenzioni industriali* sono idee creative nel campo della tecnica che consistono nella soluzione originale di un problema suscettibile di pratica applicazione nel settore della produzione di beni e servizi. Il diritto di utilizzazione economica dell’opera dell’ingegno è liberamente trasferibile. senza che sia necessario il contemporaneo trasferimento dell’azienda. 8 . musicali. Grazie al diritto d’autore il titolare dell’opera acquisisce sia diritti morali. il solo diritto di rappresentare in pubblico l’opera. Non può essere uguale o simile a quella già utilizzata da un altro imprenditore concorrente. Il modo di acquisto del diritto di utilizzazione economica è la concessione del corrispondente brevetto da parte dell’Ufficio italiano brevetti e marchi. Dal trasferimento del marchio non deve derivare inganno. La registrazione nazionale dura dieci anni ed è rinnovabile illimitatamente. che consistono nel rivendicare la paternità dell’opera.d. opporsi a modificazione. sia diritti patrimoniali. sia fra vivi che per causa di morte. L’insegna contraddistingue i locali dell’impresa. nei limiti in cui anteriormente se n’è avvalso. volta ad ottenere l’inibitoria alla continuazione degli atti lesivi del proprio diritto e la rimozione degli effetti degli stessi. L’unica condizione richiesta è che l’opera abbia carattere creativo. amministrative pecuniarie e penali. Il marchio può essere registrato presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi istituito presso il Ministero dello sviluppo economico. ma anche quelli affini qualora possa determinarsi confusione per il pubblico. Costituisce causa di decadenza del marchio la sua volgarizzazione (il marchio è divenuto nel commercio denominazione generica di quel dato prodotto). Il marchio registrato attribuisce al titolare del marchio il diritto all’uso esclusivo dello stesso su tutto il territorio nazionale.. in linea di principio. e che sono diritti irrinunciabili e inalienabili. il diritto di esclusiva (che ricorre dalla presentazione della domanda all’Ufficio brevetti) copre non solo i prodotti identici. licenza di marchio). ecc. per i quali può essere registrato anche lo stesso marchio. Il marchio può essere trasferito sia a titolo definitivo che a titolo temporaneo (c. che consentono l’utilizzazione economica esclusiva dell’opera o di singole parti (es: Topolino. Possono formare oggetto di brevetto le invenzioni di prodotto. e il contratto di rappresentazione. decidere se pubblicarla o meno (diritto di inedito).stesso genere immessi sul mercato (non vanno quindi bene le denominazione generiche: la parola “scarpa” per u marchio di calzature).

che rispetto alle invenzioni industriali dura però solo dieci anni. L’invenzione brevettata è tutelata con sanzioni penali e civili e a suo difesa il titolare può esercitare l’azione di contraffazione. La loro tutela si fonda sulla brevettazione. Il brevetto è liberamente trasferibile indipendentemente dal trasferimento dell’azienda e può essere concesso in licenza d’uso. Principio cardine è che la libertà di iniziativa economica non può tradursi in atti e comportamenti che pregiudicano in modo rilevante e durevole la struttura concorrenziale del mercato. che vigila sul rispetto della normativa antimonopolistica. Il divieto di intese non ha carattere assoluto. L’antitrust è il complesso delle norme giuridiche che sono poste a tutela della concorrenza sui mercati economici.di procedimento o invenzioni derivate. I disegni e modelli sono invece nuove idee destinati a migliorare l’aspetto dei prodotti industriali. infatti l’Autorità garante può concedere esenzioni temporanee in caso di intese che migliorino le condizioni di offerta del mercato e comportino benefici per i consumatori. 287. restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza”. I modelli industriali sono creazioni intellettuali applicate all’industria di minore rilievo rispetto alle invenzioni industriali. Il vuoto è stato finalmente colmato con la legge 10-10-1990. invenzione brevettata. Tale diritto di esclusiva si può perdere prima della scadenza in seguito a nullità o decadenza del brevetto. può continuare a sfruttarla nei limiti del preuso. Sono quindi lecite le intere minori. utensili o oggetti d’uso (es: particolare forma di attacco per gli sci). n. Anche l’invenzione non brevettata gode di una minima tutela: chiunque ha fatto uso dell’invenzione nella proprio azienda. nei dodici mesi anteriori al deposito dell’altrui domanda di brevetto. ciò che già esiste in natura e l’uomo si limita a percepire (es: la scoperta dell’atomo) o una nuova teoria (es: postulato di Euclide). Le intese sono comportamenti concordati tra imprese volte a limitare la propria libertà di azione sul mercato. non è rinnovabile e conferisce al suo titolare la facoltà di attuare l’invenzione e trarne profitto nel territorio dello Stato. Perché si possa parlare di invenzioni industriali devono essere soddisfatti quattro requisiti: liceità. è nuova l’invenzione che “non è compresa nello stato della tecnica”. strumenti. e tale diritto morale si acquista per il solo fatto dell’invenzione. l’abuso di posizione dominante e le concentrazioni. ossia “per una persona esperta nel ramo non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. Questa lacuna era stata parzialmente colmata a metà degli anni cinquanta dalla diretta applicabilità nel nostro ordinamento della disciplina antitrust dettata dalla CE. Le intese vietate sono nulle ad ogni effetto e chiunque può agire in giudizio per farne accertare la nullità. non quello che incidevano esclusivamente sul mercato italiano. l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. attività invettiva. Non tutte sono vietate. Tre sono i fenomeni rilevanti per la disciplina antimonopolistica nazionale e comunitaria: le intese restrittive della concorrenza. Non sono considerate invenzioni. rinnovabile fino a un massimo di venticinque) subordinata ai requisiti di novità e carattere individuale. con o senza esclusiva. Il brevetto per invenzioni industriali dura vent’anni. Tra questi vi sono i modelli di utilità: nuovi trovati destinati a conferire particolare funzionalità a macchine. e applicabilità industriale. adotta i provvedimenti necessari e irroga le sanzioni amministrative e pecuniari previste dalla legge. Per acquisire il diritto di utilizzazione economia è necessario il conseguimento del brevetto. La relativa tutela avviene mediante registrazione (di cinque anni.Il sistema italiano per lungo tempo si è contraddistinto per la mancanza di una normativa antimonopolistica. invece. ma solo quelle che “abbiano per oggetto o effetto di impedire. L’inventore ha diritto di essere riconosciuto autore dell’invenzione. Tale normativa disciplinava però solo le pratiche che potevano pregiudicare il mercato comune europeo. La legge 287/1990 ha istituito un apposito organo pubblico indipendente. Il secondo fenomeno è l’abuso di posizione dominante: ad un impresa in posizione dominante (il fatto di trovarcisi è quindi lecito) è vietato di imporre prezzi o altre 9 . novità. concesso dall’Ufficio brevetti sulla base di una domanda corredata dalla descrizione dell’invenzione. VIII .

nonostante recentemente sia stato introdotta una disciplina contro tutte le pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori che prevede un controllo amministrativo da parte dell’Autorità garante. Il legislatore ne individua espressamente due: l’uso di nomi o segni distintivi che creano confusione con quelli usati da un altro imprenditore concorrente. una comunicazione preventiva all’Autorità garante (in Italia) o alla Commissione Ce (in Europa). Limitazioni della concorrenza: possono essere legali: l’interesse generale può legittimare la radicale soppressione della libertà di concorrenza attraverso la costituzione per legge di monopoli pubblici. che individua i comportamenti che la determinano. diventano un’unica unità economica (concentrazione economica). Un consorzio può essere costituito al fine di disciplinare. Sono previste pesanti sanzioni pecuniarie se la concentrazione vietata viene ugualmente eseguita. e anche se non hanno ancora arrecato un danno ai concorrenti (è sufficiente il danno potenziale).condizioni contrattuali ingiustificatamente gravosi. Il divieto di abuso di posizione dominante non ammette eccezioni. diventano però illecite quando diano luogo a gravi alterazioni del regime concorrenziale del mercato. Tanto basta per l’inibitoria alla loro continuazione e la rimozione degli effetti prodotti. non invece i consumatori. la quale. applicare condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti. In caso di dolo o colpa il danneggiato ha anche diritto al risarcimento del danno. 3e quando due o più imprese dipendenti costituiscono un’impresa societaria comune. non ingenera confusione e non comporta discredito o denigrazione del concorrente. per le concentrazioni che superano determinate soglie di fatturato. La seconda categoria comprende gli atti di denigrazione e gli atti di appropriazione di pregi altrui. La concorrenza sleale è disciplinata dall’art. È oggi vietato dall’ordinamento nazionale anche l’abuso di dipendenza economica nel quale si trova un’impresa cliente o fornitrice rispetto a una o più imprese anche in posizione non dominante sul mercato. la pubblicità comparativa quando è fondata su dati veri ed oggettivamente verificabili. impedire o limitare la produzione. Non sono di per se vietate. non costituisce concorrenza sleale.c. pur restando giuridicamente distinte.): il patto che limita la concorrenza deve essere provato per iscritto e non può precludere al soggetto che si vincola ogni attività professionale.c. È atto di concorrenza sleale ogni atto idoneo a creare confusione con i prodotti o con l’attività di un concorrente. in settori predeterminati dalla stessa Costituzione. limitandola.“Con il contratto di consorzio più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina e lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese” . può inibire tali atti. le quali possono certamente vietarle o autorizzarle prescrivendo misure necessarie ad impedire che provochino effetti discorsivi per la concorrenza. gli sbocchi o gli accessi al mercato. Si ha concentrazione quando: 1due o più imprese si fondono in un’unica impresa (concentrazione giuridica). Può essere stipulato per massimo cinque anni. Terzo ed ultimo fenomeno è costituito dalle concentrazioni tra imprese. e l’imitazione servile dei prodotti altrui. 2598 c. 2due o più imprese. 2596 c. la reciproca concorrenza tra imprenditori che svolgono la stessa attività (consorzi anticoncorrenziali) o al fine di coordinare lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese (consorzi di coordinamento). IX . su richiesta o d’ufficio. Quando ricade nel divieto di intese anticoncorrenziali o di abuso di posizione dominante sono vietati. Chi opera in regime di monopolio ha però l’obbligo di contrattare con chiunque richieda la prestazione e di rispettare la parità di trattamento fra i richiedenti. Infine è atto di concorrenza sleale ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l’altrui azienda. Legittimati ad agire contro gli atti di concorrenza sleale sono solo gli imprenditori concorrenti e le loro associazioni di categoria. È perciò prevista. invece. il cui compito si esaurisce nel regolare i reciproci rapporti e controllare che quanto convenuto 10 . La rilevante distinzione del codice civile è tra consorzi con (sola) attività interna. Gli atti di concorrenza sleale sono repressi e sanzionati anche se compiuti senza dolo o colpa. o convenzionali (art..

Con la riforma del 1997 è stato consentito anche alle società di perseguire lo scopo consortile. in cui le parti prevedono l’istituzione di un ufficio comune destinato a svolgere attività con i terzi nell’interesse delle imprese consorziate. L’organizzazione comune prevede la presenza di un’assemblea.venga rispettato. ma nello scopo consortile il vantaggio <<mutualistico>> è specifico e tipico: riduzione dei costi di produzione o aumento dei ricavi delle rispettive imprese). volontà unanime dei consorziati. È un contratto di durata e nel silenzio è valido per dieci anni (è controverso se tale regola vale anche per quelli anticoncorrenziali in deroga all’art. Sono previsti due organi: l’assemblea. Essenziale è la determinazione dell’oggetto del consorzio e degli obblighi assunti dai consorziati. entro trenta giorni davanti all’autorità giudiziaria. Netta è la differenza tra consorzi ad attività interna e società. per le quali rispondono solidalmente il consorzio e i singoli consorziati. Il contratto di consorzio può essere stipulato solo fra imprenditori e deve essere stipulato per iscritto a pena di nullità. Sono distinte le obbligazioni assunte in nome del consorzio dai suoi rappresentanti. conseguimento o impossibilità dell’oggetto.c. la direzione e la rappresentanza del consorzio. Meno evidente è quella tra società e consorzi ad attività esterna e va ricercata nello scopo perseguito: scopo consortile è quello di produrre beni o servizi necessari alle imprese consorziate e destinati. Le condizioni per l’ammissione devono essere predeterminate nel contratto. 2596 c.). in quanto ai primi manca l’esercizio in comune di un’attività economica da parte dei consorziati. Diversamente dalla disciplina italiana. simile alle società con scopo mutualistico nelle quali si tende a procurare un vantaggio patrimoniale diretto sotto forma di un risparmio di spesa o di un maggior guadagno. che può adottare qualsiasi decisione (per le più importanti è richiesta l’unanimità). deliberazione dei consorziati se sussiste giusta causa e altre cause previste nel contratto. al quale spetta esclusivamente la rappresentanza del gruppo. Le cause di recesso ed esclusione devono essere indicate nel contratto e vanno tenute distinte dalle cause di scioglimento dell’intero consorzio: decorso del tempo stabilito. composta da tutti i consorziati. ma non la personalità giuridica. per le quali risponde esclusivamente il consorzio con il fondo consortile. e di un organo direttivo. e un organo amministrativo. cioè ottenere un vantaggio patrimoniale diretto sotto forma di minori costi o di maggiori ricavi conseguiti (completamente diverso dalle società con scopo lucrativo. che delibera a maggioranza a meno che non si tratti di una delibera che modifichi il contratto (in quel caso unanimità) e le cui delibere possono essere impugnate dai consorziati assenti o dissenzienti. Il Geie deve tenere le scritture contabili previste per gli imprenditori (anche se non esercita attività commerciale). quella di controllare l’attività dei consorziati. il quale può sciogliersi limitatamente ad un consorziato per volontà di questi (recesso) o per decisione degli altri consorziati (esclusione). e consorzi con (anche) attività esterna. Il contratto deve essere redatto per iscritto a pena di nullità e con l’iscrizione il gruppo acquista la capacità di essere titolare di diritti e obbligazioni. la cui funzione tipica è. di regola. nei consorzi ad attività interna. ad essere assorbiti dalle stesse senza il conseguimento di utili da parte del consorzio. Non è necessario che si tratti solo di imprenditori e può essere costituito anche da liberi professionisti. Funzione identica a quella dei consorzi di coordinamento con attività esterna può essere realizzata in campo transnazionale con la costituzione di un Gruppo Europeo di interesse economico (Geie): istituto giuridico predisposto dall’UE per favorire la cooperazione tra imprese appartenenti a diversi Stati membri. se non prese in conformità della legge o del contratto. Per gli stessi è poi espressamente prevista la formazione di un fondo consortile: fondo patrimoniale autonomo destinato a garantire il soddisfacimento dei soli creditori del consorzio. e l’ufficio direttivo deve indicare le persone cui è attribuita la presidenza. Per i consorzi ad attività esterna è previsto un regime di pubblicità legale (deposito entro trenta giorni). per le obbligazioni di qualsiasi tipo rispondono solidalmente ed illimitatamente sia il 11 . e le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati.

in quanto la definizione di società parla di “attività economica” e non di attività di impresa. soprattutto in quanto il carattere personale della prestazione mal si concilia con l’esercizio della professione da parte di un ente impersonale quale è una società. In mancanza è la società che comunica al cliente il socio incaricato. Tale regolamento non è stato ancora emanato. non è soggetta al fallimento. assistenza e difesa in giudizio svolta dai proprio soci.Le società sono organizzazioni di persone e di mezzi create dall’autonomia privata per l’esercizio in comune di un’attività produttiva. 2247 c. I conferimenti sono le prestazioni cui le parti del contratto di società si obbligano. Salvo patto contrario. società in nome collettivo e società in accomandita semplice sono definite società di persone. Fino ad oggi però è prevalsa una soluzione negativa. È essenziale che tutti i soci si obblighino ad eseguire un apporto a titolo di conferimento. ma sulla materia ci sono stati interventi parziali. X . Il patrimonio sociale è il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla società. Nel 2006 è stata inoltre consentita la società di servizi professionali interdisciplinari da parte di una società di persone oppure di associazione tra i professionisti (es: medesima società offre congiuntamente ai clienti consulenza legale e attività fiscale. servizi od occasioni di lavoro a condizioni più vantaggiose di quelle che si 12 . è accertato periodicamente attraverso il bilancio e costituisce la garanzia principale dei creditori della società. che ha per oggetto l’esercizio in comune dell’attività di rappresentanza. invece. Altra possibilità è lo scopo mutualistico: fornire direttamente ai soci beni. Con essi risponde la società con il proprio patrimonio. anche se la responsabilità di quest’ultimi è sussidiaria. I membri che cessano di far parte del consorzio continuano a rispondere delle obbligazioni anteriori. Per lunghi anni si è discusso in giurisprudenza sull’ammissibilità di costituire una società di professionisti. opponibile solo se pubblicato.c. Ultimo elemento caratterizzante le società è lo scopo. in quanto non svolge attività commerciale. Rimane immutato nel corso della vita della società a meno che. l’amministrazione non può essere affidata a terzi e il cliente ha diritto di chiedere che l’incarico sia affidato ad un socio da lui scelto.). Una società può perseguire uno scopo lucrativo: l’attività d’impresa viene svolta per conseguire utili (lucro oggettivo). prima dell’inizio dell’esecuzione del mandato. L’oggetto sociale è. i nuovi membri rispondono anche delle obbligazioni anteriori al loro ingresso. destinati ad essere successivamente divisi fra i soci (lucro soggettivo). la specifica attività economica (produttiva: attività d’impresa) che i soci si propongono di svolgere. ma non è legislativamente considerata attività d’impresa. In rispetto della personalità della prestazione e della diretta responsabilità del professionista nei confronti del cliente. Tutti i soci devono essere avvocati e non possono partecipare ad altra società d’avvocati. La loro funzione è quella di dotare la società del capitale di rischio iniziale. deve essere predeterminata nell’atto costitutivo e può essere cambiata solo con una modificazione dello stesso. “Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili” (art. In seguito a diverse sollecitazioni sulla materia però si è affidato ad un regolamento governativo il compito di fissare la disciplina delle società di professionisti. Società semplice. Il capitale sociale nominale è una cifra che esprime il valore in denaro dei conferimenti quale risulta dall’atto costitutivo della società. Società per azioni. La differenza positiva tra attività e passività si definisce patrimonio netto. Fermo restando la disciplina delle società in nome collettivo per le obbligazioni sociali non derivanti dall’attività professionale. solo il socio incaricato è responsabile personalmente e illimitatamente per l’attività per l’attività professionale svolta. Come visto in precedenza l’attività dei professionisti è attività economica.gruppo che i membri. È regolata dalle norme della società in nome collettivo . è iscritta in un sezione speciale del registro delle imprese e. Qualora la società ometta di comunicare il socio incaricato prima dell’esecuzione del mandato sono responsabili personalmente e illimitatamente tutti i soci. società in accomandita semplice e società a responsabilità limitata sono definite società di capitali. con modifica dell’atto costitutivo. non se ne decide l’aumento o la riduzione. Nel 2001 è stata ammessa la costituzione di società tra avvocati.

di regola. trasferibile. ne i creditori della società possono aggredire direttamente quello personale dei soci illimitatamente responsabili.La società semplice è un tipo di società che può esercitare solo attività non commerciale. È infatti vietata la creazione di una società del tutto inconsueta e stravagante. devono risultare dall’atto costitutivo e non possono contrastare con la disciplina del tipo di società prescelto. diversamente da quanto previsto dal codice del 1942. ma solo il diritto di concorrere con il voto in assemblea alla nomina dei membri dell’organo amministrativo e/o di controllo. Scopo delle parti è 13 . Chi costituisce una società può liberamente scegliere tra tutti i tipi di società previsti. nullità che varrà solo nei confronti della partecipazione del socio conferente e non sulla società. Per completare il quadro va ricordato lo scopo consortile. con effetto di pubblicità legale. Solo le società di capitali e le società cooperative hanno personalità giuridica: sono soggetti di diritto formalmente distinti dalle persone dei soci e godono di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. sia noti che occulti (la cui esistenza viene scoperta successivamente). con apposite clausole contrattuali. la forma scritta a pena di nullità per il conferimento di beni immobili. perciò. La scelta non è tuttavia essenziale: in mancanza se l’attività non è commerciale si applica la disciplina delle società semplice.l. nel registro delle imprese.r. Scelto un tipo di società le parti possono. in cui il funzionamento degli organi sociali è dominato dal principio maggioritario. Tali clausole. Il consenso degli altri soci è necessario anche per il trasferimento della partecipazione sociale.) un’organizzazione di tipo corporativo. sia attività non commerciale. La partecipazione sociale è. Tutte le altre società lucrative possono esercitare sia attività commerciale. È lo scopo istituzionale delle società cooperative e consiste nel procurare ai soci un vantaggio patrimoniale diretto. Anche se il legislatore gli nega la personalità giuridica. Dalla società con soci occulti va tenuto distinto il fenomeno della società occulta: costituita con l’espressa volontà dei soci di non rivelarne l’esistenza all’esterno. è prevista la sua iscrizione. invece. Come conseguenza è prevista per le società di capitali legislativamente e inderogabilmente (salvo che per la s. tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali e non è ammesso patto contrario. a meno che la partecipazione del socio non sia essenziale) e. Per la costituzione di una società di persone non è necessario l’atto scritto e il contratto si può perfezionare anche per fatti concludenti: si parla di società di fatto. fallimento che sarà determinato automaticamente anche per i soci della società. sono questi i regimi residuali dell’attività societaria. salvo quelle richieste dalla natura dei beni conferiti (necessaria. che non corrisponde ai modelli legali. definite atipiche. Per le società in nome collettivo. l’iscrizione del contratto è condizione di regolarità della società: in mancanza si avrà una società in nome collettivo irregolare dove i rapporti fra società e terzi saranno regolati sotto alcuni aspetti dalla disciplina (per i soci meno favorevoli) della società semplice. XI . sopra citato. Solo ai fini della registrazione e della regolarità.otterrebbero dal mercato. non è prevista un’organizzazione di tipo corporativo: ogni socio a responsabilità illimitata ha il potere di amministrare la società ed è richiesto il consenso di tutti soci per le modifiche dell’atto costitutivo. che è esposta comunque al fallimento qualora esercita attività commerciale. disegnare un assetto organizzativo parzialmente diverso da quello della disciplina legale. l’atto costitutivo della società in nome collettivo deve essere redatto per atto scritto o scrittura privata autenticata. La società in nome collettivo può essere utilizzata sia per l’esercizio di attività commerciale. La società semplice è utilizzabile solo per l’esercizio di attività non commerciale. in quanto i creditori personali dei soci non possono aggredire il patrimonio della società per soddisfarsi (con una parziale deroga nella società semplice). invece. Il contratto di società semplice non è soggetto a forme speciali. per esempio. che potrà consistere in un risparmio di spesa o in una maggiore remunerazione del lavoro prestato dai socie alla cooperativa. sia per l’esercizio di attività non commerciale. Nelle società di persone (prive di personalità giuridica). esclusa la società semplice nel caso in cui l’attività è commerciale. il loro patrimonio è autonomo. se l’attività è commerciale quella della società in nome collettivo. Il socio non ha alcun potere diretto di amministrazione e controllo.

è invece principio inderogabile. si applica agli altri soci illimitatamente responsabili la regola del fallimento del socio occulto. in proporzione della parte di ciascuno nelle perdite. quindi il suo fallimento va considerato norma eccezionale. la quale. ma anche il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione (rimessa alla libertà delle parti). ma in via sussidiaria rispetto alla società in quanto godono del beneficio di preventiva 14 . La nuova legge fallimentare dispone che. se non è determinata. Nel caso il contratto nulla disponga trovano applicazione i criteri legali: le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti. e l’eventuale patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi. nella s. di per sé leciti e conseguibili con gli strumenti previsti dall’ordinamento. è fissata dal giudice secondo equità. se è determinata solo la parte di ciascuno nei guadagni si presume uguale la partecipazione alle perdite. I conferimenti dei soci formano il patrimonio sociale iniziale. Con la costituzione della società il socio si obbliga ad effettuare i conferimenti determinati nel contratto sociale. Chi entra a far parte di una società risponde per le obbligazioni anteriori. invece si ha un vero e proprio bilancio. Solo all’atto dello scioglimento i liquidatori possono chiedere ai soci illimitatamente responsabili le somme necessarie per il pagamento dei debiti sociali.c. quando non sono determinati si presume che i soci sono obbligati a conferire in parti uguali quanto è necessario per il conseguimento dell’oggetto sociale.n. Nella società semplice la responsabilità personale di tutti i soci per le obbligazioni può esser esclusa o limitata per i soci non investiti del potere di rappresentanza. se disposta. garanzie e rischi sono regolati dalle norme sulla vendita. Nonostante l’opposizione il tribunale può disporre la riduzione previa idonea garanzia della società.c. per il conferimento di crediti il socio risponde dell’insolvenza del debitore ceduto. con la società occulta vogliono essere perseguiti segretamente e pertanto al di fuori di ogni regola e controllo. Nella società semplice è assente una disciplina del capitale sociale. È massima l’autonomia privata. del quale i soci non possono servirsi per fini estranei a quello della società.n. Nessuna limitazione è posta per quanto riguarda le entità conferibili.c. Tutti i soci partecipano agli utili e alle perdite. e la violazione del divieto espone al risarcimento dei danni e all’esclusione della società. È poi vietata sia la ripartizione fra i soci di utili non realmente conseguiti (utili fittizi). nella quale è previsto che l’atto costitutivo debba indicare non solo i conferimenti. Questi obiettivi.n. L’ex socio continua ad essere responsabile per le obbligazioni anteriori allo scioglimento del rapporto. che deve esser portato a conoscenza dei terzi altrimenti non è opponibile. qualora dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale risulti che l’impresa è riferibile a una società di cui il fallito è socio illimitatamente responsabile. Nella società semplice il socio ha diritto agli utili dal momento in cui è approvato il rendiconto. se il valore dei conferimenti non è stato determinato si presumono uguali. in un apposito patto sociale opponibile ai terzi solo se portato loro a conoscenza.quello di limitare la responsabilità nei confronti dei terzi al patrimonio del solo gestore. Infine la parte spettante al socio d’opera. Nella s. per conferimenti di beni in proprietà. con la conseguenza che soci e società non risponderanno delle obbligazioni e non saranno esposti al fallimento. sia il rimborso o la liberazione di conferimenti dovuti. Il divieto è derogabile col consenso di tutti i soci. per i conferimenti di beni in godimento il rischio resta a carico del socio. con il solo divieto di patto leonino: esclusione di uno o più soci da ogni partecipazione agli utili o alle perdite. I soci sono responsabili in solido fra loro. È infine costituibile come conferimento la propria attività lavorativa a favore della società (socio d’opera). dà ai creditori sociali il diritto di opporsi. dettata invece per la s. e viceversa. che potrà essere escluso qualora la cosa perisca o il godimento diventi impossibile per causa non imputabile agli amministratori. Nel caso di società occulta l’attività non è svolta in nome della società e gli atti d’impresa non sarebbero ad essa formalmente imputabili. a meno che ci sia una riduzione del capitale sociale.

Nelle s. Se il contratto nulla dispone. Nelle società semplici invece sono sempre opponibili. Le modificazioni sono soggette a pubblicità legale. Se non è convenuto diversamente. L’amministratore è investito per legge di compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale. Sull’opposizione decide la maggioranza dei soci (amministratori e non) determinata secondo la parte negli utili. Dei numerosi obblighi sono solidalmente responsabili verso la società. interdizione. irregolari se non si provi che i terzi ne erano a conoscenza. redigere il bilancio e provvedere agli adempimenti pubblicitari. regolare (a meno che la durata della società non sia prorogata). Il creditore personale del socio non può aggredire direttamente il patrimonio sociale. Fra i poteri degli amministratori vi è la rappresentanza: potere di agire nei confronti dei terzi in nome della società. Lo scioglimento del singolo rapporto sociale in nessun caso determina lo scioglimento della società. se viene meno la pluralità dei soci però. 15 . può però far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al socio suo debitore e compiere atti conservativi sulla quota allo stesso spettante nella liquidazione. le limitazioni del potere di rappresentanza non sono opponibili senza l’iscrizione nel registro delle imprese. irregolare il creditore può rivolgersi direttamente al singolo socio al quale spetterà invocare la preventiva escussione indicando i beni sui quali il creditore può soddisfarsi (escussione eccezionale). I soci amministratori possono essere nominati nell’atto costitutivo (revocabili solo con modifica e solo per giusta causa) o per atto separato (revocabili anche senza motivo. regolare. L’amministrazione della società è l’attività di gestione dell’impresa. Nella società semplice e nella s. nella s.n.escussione del patrimonio sociale: nella società semplice e nella s.n. trova applicazione l’amministrazione disgiuntiva: ciascun socio amministratore può intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nell’oggetto sociale. ma non nella s. le modificazioni dell’atto costitutivo avvengono con il consenso di tutti i soci. In mancanza di diversa disposizione spetta a ciascun socio amministratore disgiuntamente o congiuntamente a seconda dell’amministrazione.c. per recesso: se la società è a tempo indeterminato ogni socio può recedere liberamente dando un preavviso di tre mesi. facoltativa in caso di gravi inadempienze degli obblighi derivanti da legge o contratto sociale. salvo il risarcimento danni). Il divieto può essere rimosso. salvo che l’atto costitutivo la riservi solo ad alcuni soci. questa deve esser ricostituita entro sei mesi.c. ordinari e straordinari.n. Ai soci non amministratori sono riconosciuti ampi poteri di informazione e controllo. Il singolo socio può cessare per morte: i soci devono liquidare entro sei mesi la quota agli eredi. può chiedere la liquidazione della quota del debitore provando che “gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti”. se stabilito) per il compimento delle operazioni sociali. tale responsabilità non si estende a coloro che dimostrino di essere esenti da colpa.n.n. necessario anche per il trasferimento della quota sociale sia tra vivi che a causa di morte.c. se è a tempo determinato è ammesso solo se sussiste giusta causa.c. irregolare. incombe su tutti i soci (amministratori e non) il divieto di concorrenza: non possono esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società e non possono partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente. i singoli amministratori possono però agire individualmente quando vi sia urgenza. o per esclusione: di diritto se il socio è dichiarato fallito o il suo creditore particolare ha ottenuto la liquidazione della quota. L’amministrazione congiuntiva invece deve essere espressamente convenuta nell’atto costitutivo e prevede il consenso di tutti i soci amministratori (o la maggioranza. Non possono compiere solo gli atti che comportano una modificazione del contratto sociale.n. La violazione comporta il risarcimento dei danni e legittima l’esclusione. L’atto costitutivo può però prevedere la libera trasferibilità tra vivi e/o la continuazione con gli eredi del socio defunto.c.n.c. nelle s. salvo il diritto di opposizione riconosciuto agli altri soci amministratori. invece.c. a meno che non decidano lo scioglimento anticipato della società (gli eredi partecipano alla liquidazione) o la continuazione con gli eredi del defunto (è necessario il loro consenso). devono tenere le scritture contabili. Nella s. Ogni socio illimitatamente responsabile è amministratore della società. i creditori non possono pretendere il pagamento dei singoli soci se non dopo l’escussione del patrimonio sociale (escussione automatica).

senza però diventare amministratore. L’atto costitutivo deve indicare quali siano gli accomandanti e quali gli accomandatari e la ragione sociale deve essere formata col nome di almeno uno degli accomandatari. Non possono né intraprendere nuove operazioni. quand’anche non tutti i creditori sociali siano stati soddisfatti. 3la volontà di tutti i soci. e se violano tale divieto rispondono personalmente e solidamente per gli affari intrapresi nei confronti dei terzi.c.n. Nella s. In tutti i casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente ad un solo socio. revocabili per giusta causa. La liquidazione inizia con la nomina di uno o più liquidatori. né ripartire fra i soci i beni sociali finchè i creditori sociali non siano stati pagati o le somme necessarie accantonate. Con la cancellazione la società si estingue. entro sei mesi. Verificatasi una delle cause la società entra automaticamente in stato di liquidazione (nelle s. I liquidatori possono compiere tutti “gli atti necessari per la liquidazione”. sia nei confronti dei liquidatori. che richiede il consenso di tutti i soci e in caso di disaccordo la nomina da parte del tribunale. questi. né trattare o concludere affari in nome della società (divieto di immistione). “ha diritto soltanto a una somma di denaro che rappresenti il valore della quota”.n. se non è stata convenuta la ripartizione dei beni in natura. possono inoltre chiedere il fallimento della società entro un anno dalla cancellazione. che può anche essere disposto d’ufficio. e con loro redigono il bilancio di apertura della liquidazione per fissare le eventuali responsabilità. L’ulteriore attività degli amministratori deve limitarsi al compimento degli “affari urgenti”.inabilitazione o condanna che comporti interdizione dai pubblici uffici e nei casi di sopravvenuta impossibilità di conferimento per causa non imputabile al socio. L’amministrazione della società compete esclusivamente agli accomandatari.che restano personalmente e illimitatamente obbligati per le obbligazioni sociali insoddisfatte. Per la nomina e la revoca degli amministratori è necessario il consenso di tutti i soci accomandatari e l’approvazione di tanti soci accomandanti che rappresentano la maggioranza del capitale da essi sottoscritto. Le cause di scioglimento della società sono: 1decorso del termine. la quota degli accomandanti è invece liberamente trasferibile per causa di morte. non computandosi il socio da escludere. prendono il posto degli amministratori. il quale entro trenta giorni può opporsi davanti al tribunale. purchè in buona fede e risultanti da un bilancio regolarmente approvato. XII . Estinti tutti i debiti inizia la ripartizione dell’attivo patrimoniale residuo convertito in denaro. che rispondono limitatamente alla quota conferita. Con l’approvazione del bilancio i liquidatori sono liberati di fronte ai soci e la liquidazione ha termine e i creditori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese. L’esclusione è deliberata a maggioranza dei soci calcolata per teste. se il mancato pagamento è imputabile loro colpa o dolo. Non può essere inserito il nome di un socio accomandante: in caso di violazione del divieto l’accomandante che consente che il suo nome sia compreso nella ragione sociale risponde solidamente e illimitatamente con gli accomandatari per tutte le obbligazioni sociali. I liquidatori. se non in forza di procura speciale per singoli affari. I creditori insoddisfatti possono agire sia nei confronti dei soci. Il trasferimento per atto fra vivi della quota degli accomandatari può avvenire solo con il consenso di tutti i soci (accomandanti e accomandatari). I creditori della s. che rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali. tale stato deve essere indicato negli atti e nella corrispondenza). invece i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione e il piano di riparto. Nessuna regola è prevista per la società semplice. per atto fra vivi è necessario invece il consenso della 16 . In quanto esclusi dall’amministrazione. 5altre cause previste dal contratto. 4il venir meno della pluralità dei soci non ricostituita entro sei mesi. Gli accomandanti non possono compiere atti di amministrazione.c. gli accomandanti non sono tenuti a restituire gli utili fittizi eventualmente riscossi. L’accomandante che viola il divieto di immistione risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per tutte le obbligazioni sociali (e in caso di fallimento della società anche’egli sarà dichiarato fallito al pari degli accomandatari) ed è esposto all’esclusione dalla società.c. 2conseguimento o sopravvenuta impossibilità dell’oggetto sociale.n. e i soci accomandanti.La società in accomandita semplice si differenzia per la presenza di due categorie di soci: i soci accomandatari.

È dotata di personalità giuridica. per le obbligazioni sociali vi è una responsabilità limitata dei soci che trova un contrappeso nell’organizzazione di tipo corporativo. Oltre alle cause di scioglimento previste per la s. per legge è trattata come soggetto di diritto distinto dalle persone dei soci e gode perciò di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. Se sono venuti meno gli accomandatari. 8le norme di ripartizione degli utili. deve costituirsi con un capitale non inferiore a centoventimila euro.che non può essere uguale o simile a quella già adottata da altra società concorrente. 9il sistema di amministrazione adottato e quali amministratori hanno la rappresentanza della società. inserendo in quest’ultimo le regole di funzionamento della società. nel caso di costituzione per atto unilaterale. dell’intero ammontare. l’atto costitutivo perde efficacia e i sottoscrittori hanno diritto di rientrare in possesso delle somme versate. valore nominale e caratteristiche delle azioni. i creditori insoddisfatti potranno far valere i loro crediti nei confronti degli accomandanti solo nei limiti di quanto da essi ricevuto a titolo di quota di liquidazione.a. o al termine di un complesso procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale sulla base di un programma predisposto dai soci promotori (costituzione per pubblica sottoscrizione). È il notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo che deve depositarlo. ma deve sempre essere redatto per atto pubblico a pena di nullità. I conferimenti devono essere versati prima della stipula dell’atto costitutivo e restano vincolati verso la banca fino al completamento del procedimento di costituzione. 7la valutazione di beni in natura e crediti. Con l’iscrizione nel registro delle imprese la s. la società in accomandita semplice si scioglie quando rimangono solo soci accomandatari o accomandanti se nell’arco di sei mesi non sia stato sostituito il socio che è venuto meno.La società per azioni è una società di capitali nella quale la partecipazione sociale è rappresentata da azioni e per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società col suo patrimonio.p. che 17 . 5l’ammontare del capitale sottoscritto e versato. 11la nomina dei primi amministratori e sindaci. salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali (neppure il rilascio di una procura speciale per singoli affari li esonera). il quale deve essere sottoscritto per intero con versamento del venticinque per cento dei conferimenti in denaro o. presso l’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede della società. gli accomandanti devono nominare un amministratore provvisorio. nell’inerzia di entrambi ogni socio può provvedervi a spese della società. e nella stessa i soci accomandanti rispondono limitatamente alla loro quota.n.a.c.maggioranza del capitale sociale. i cui poteri per legge sono limitati agli atti di ordinaria amministrazione.a. Se il notaio non provvede l’obbligo incombe sugli amministratori. È stato soppresso il giudizio di omologazione da parte del tribunale competente. La s. Cancellata la società dal registro delle imprese. 4l’oggetto sociale. Deve indicare: 1la generalità dei soci e il numero delle azioni a ciascuno di essi assegnate. ma soprattutto circolano attraverso documenti assoggettato alla disciplina dei titoli di credito. L’atto costitutivo può essere stipulato immediatamente dai soci fondatori che contestualmente provvedono all’integrale sottoscrizione del capitale sociale iniziale (costituzione simultanea) .p. 3il comune dove ha sede la società. È accomandita semplice irregolare la società che non ha iscritto l’atto costitutivo. 6numero. Può essere stipulato per contratto o per atto unilaterale. Sovente si preferisce redigere insieme all’atto costitutivo lo statuto (che comunque si considera parte integrante dell’atto costitutivo e di conseguenza deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullità). Ultimo dato caratterizzante sono le azioni: partecipazioni-tipo omogenee e standardizzate di uguale valore e che conferiscono uguali diritti.. 10il numero dei sindaci. L’omissione di uno di tali requisiti legittima il notaio a rifiutarne la stipulazione. Le azioni non solo sono liberamente trasferibili.p. quando ciò possa creare confusione. entro venti giorni. XIII . È così favorito il pronto smobilizzo del capitale investito e il ricambio delle persone dei soci. 12la durata della società. possono infatti essere consegnati solo agli amministratori che provino l’avvenuta iscrizione della società nel registro delle imprese e se entro novanta giorni la società non è iscritta. acquista la personalità giuridica. si articola in due fai essenziali: la stipulazione dell’atto costitutivo e la sua iscrizione nel registro delle imprese. La costituzione della s. 2la denominazione sociale.

La s. Infine. sia pure nei limiti del dieci per cento del proprio patrimonio netto. Mentre la nullità di un contratto ha effetto retroattivo. può costituire uno o più patrimoni destinati in via esclusiva a uno specifico affare. unipersonale per le obbligazioni sociali risponde la società con il proprio patrimonio. se permangono creditori insoddisfatti entro novanta giorni possono chiedere la liquidazione del patrimonio destinato. Altro tipo è la stipulazione con terzi di un contratto di finanziamento destinato a uno specifico affare: il patrimonio destinato è formato dai proventi dell’affare. Decorso tale termine si ha la separazione patrimoniale: i creditori della società non possono far valere i loro diritti sul patrimonio destinato. quelli che hanno deciso.a.p. la nullità della s. quella della s. È al notaio che spetta il controllo dell’adempimento delle condizioni stabilite dalla legge per la costituzione.a.p. autorizzato o consentito il compimento delle operazioni. È disposto l’obbligo di versarne il venticinque per cento presso una banca per garantire la costituzione della 18 . invece. La s. mentre la nullità del contratto è insanabile. La costituzione di un patrimonio destinato avviene con apposita deliberazione dell’organo amministrativo a maggioranza assoluta dei suoi componenti. conferimenti. Prima della registrazione c’è solo un contratto di società.rimane però facoltativo nel caso di modifiche dell’atto costitutivo. Intervenuta l’iscrizione. Perfezionatasi la costituzione. Realizzato o divenuto impossibile l’affare gli amministratori redigono un rendiconto finale. Infine. unipersonale deve indicare negli atti e nella corrispondenza che ha un unico socio. conseguentemente i soci non sono liberati dall’obbligo di conferimento fino alla soddisfazione dei creditori.a. 3 mancanza nell’atto costitutivo di ogni indicazione riguardante denominazione.p. L’unico socio è tenuto a versare integralmente . è dichiarabile solo in tre casi: 1mancata stipulazione dell’atto costitutivo con atto pubblico. Gli atti compiuti in relazione dello specifico affare devono menzionare il vincolo di destinazione. o. i rapporti fra società e unico socio sono opponibili ai creditori della società solo se risultano dal libro della adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento. e i suoi dati anagrafici vanno iscritti nel registro delle imprese. che saranno destinati al rimborso del finanziamento.p. Quindi. Prima dell’iscrizione è vietata l’emissione di azioni ed esse non possono formare oggetto di offerta al pubblico.p. Anche nella s. quella della società iscritta “non può essere dichiarata quando la causa è stata eliminata e di tale eliminazione ne sia stata data pubblicità con iscrizione nel registro delle imprese”.a. la società resta automaticamente vincolata solo per le operazioni necessarie per la costituzione. L’accollo non fa venir meno la responsabilità verso i terzi dei soggetti agenti. Per le operazioni compiute prima dell’iscrizione in nome della costituenda società sono responsabili illimitatamente e solidalmente verso i terzi i soggetti agenti. sono responsabili l’unico socio fondatore. non pregiudica l’efficacia degli atti compiuti in nome della società dopo l’iscrizione nel registro delle imprese. annullabile nei casi previsti dalla disciplina del contratto. Chiunque può farla valere ed è imprescrittibile.a. la nullità opera come semplice causa di scioglimento. salvo la società non presti garanzia. i conferimenti in denaro. che risponde in solido con i soggetti agenti per le operazioni compiute in nome della società prima dell’iscrizione. Inoltre. Diventa produttiva di effetti dopo sessanta giorni dall’iscrizione. e fino a quando non è attuata la specifica pubblicità dettata. in caso di più soci fondatori. Solo il patrimonio separato risponde delle obbligazioni nei confronti del finanziatore. ma può decidere di accollarsi le altre. ammontare del capitale sociale o oggetto sociale. solidalmente con loro. unipersonale: con atto unilaterale di un unico socio fondatore. Oggi è consentita la costituzione di una s. entro cui i creditori sociali anteriori possono opporsi. 2illiceità dell’oggetto sociale. al momento della sottoscrizione. Resta salva la responsabilità illimitata della società per le obbligazioni derivanti da fatto illecito. e viceversa. salvo due eccezioni nelle quali l’unico socio incorre in responsabilità illimitata: quando non sia osservata la disciplina di liberazione integrale dei conferimenti. I conferimenti devono essere effettuati in denaro.p.a. altrimenti risponde la società. mentre l’ufficio del registro verifica solo la regolarità formale della documentazione. se l’atto costitutivo non stabilisce diversamente.

trattenendo i conferimenti già versati e salvo il risarcimento di maggiori danni. è questo il principio cardine delle società di capitali.Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella società per azioni. XIV . Sono possibili conferimenti diversi dal denaro. in ogni momento gli amministratori possono chiedere i conferimenti ancora dovuti. Nella loro creazione la società gode di ampia autonomia.società. Le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti. In caso di trasferimento di azioni non liberate l’obbligo di versamento grava sia sull’acquirente che sull’alienante. operano una revisione della stima. con lo statuto o con successiva modificazione dello stesso. e qualora più soggetti diventino titolari di un’unica azione devono nominare un rappresentante comune. gli amministratori possono dichiarare decaduto il socio. sia senza valore nominale (la parte del capitale è espressa in percentuale del numero complessivo delle azioni emesse). che può rimetterle in circolazione entro l’esercizio. La singola azione è indivisibile. come il capitale sociale. In nessun caso il valore di emissione (valore complessivo dei conferimenti) può essere inferiore all’ammontare globale del capitale sociale. Oltre l’obbligo di conferimenti lo statuto può prevedere l’obbligo dei soci di eseguire prestazioni accessorie. salvo la possibilità per il socio di versare la differenza in denaro o recedere dalla società. in proporzione della loro partecipazione e per un corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti. anche se è posto il divieto di emettere azioni a voto plurimo. È possibile l’emissione di azioni senza voto. alle vicende patrimoniali della società ed è modificabile solo con una modifica dell’atto costitutivo. nel rispetto della legalità. escluse le prestazioni di opere e servizi. durata. Non è consentito emetterle contemporaneamente con e senza valore nominale. È invece possibile emettere azioni per somma superiore al valore nominale (emissione con sovrapprezzo). se la vendita coattiva non ha esito. e il capitale sociale ridotto. si tratta di un uguaglianza non soggettiva in quanto la posizione di potere nella società di chi è titolare di una sola azione è diversa da quella di chi ne possiede mille. modalità e compenso. Inoltre la società può vendere coattivamente le sue azioni: è tenuta innanzitutto ad offrirle agli altri soci. Le azioni corrispondenti a conferimenti di beni in natura e i di crediti devono essere integralmente liberate al momento della sottoscrizione. se sussistono fondati motivi. Le azioni con prestazioni accessorie devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori. tali obblighi possono essere modificati solo con il consenso di tutti i soci. Entro centottanta giorni dalla costituzione. “Chi ha più conferito e più rischia ha più potere e può imporre. ma su quest’ultimo solo sussidiariamente e solo per tre anni dall’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci. Chi conferisce tali beni deve presentare una relazione giurata di stima di un esperto designato dal tribunale. in mancanza di offerte può far vendere le azione a mezzo di una banca o di un intermediario autorizzato. la società deve ridurre il capitale sociale e annullare le azioni. che va specificato nello statuto ed è insensibile. Costituita la società. Le azioni sono tutte di uguale valore ed è consentito emetterle sia con valore nominale (la parte del capitale da ciascuna rappresentata espressa in cifra monetaria). a voto limitato e a voto condizionato. È inoltre un’uguaglianza relativa in quanto è possibile creare categorie speciali di azioni fornite di diritti diversi. ma non possono superare complessivamente la 19 . gli amministratori devono controllare tale valutazione e. determinandone contenuto. Il socio in mora nei versamenti non può esercitare il diritto di voto. svanita anche questa possibilità vanno annullate. anzi obbligatoria quando venga escluso o limitato il diritto di opzione degli azionisti sulle azioni di nuova emissione ed il valore reale (si ottiene dividendo il patrimonio netto della società per il numero di azioni. non consistenti in denaro. Se dalla revisione risulta che il valore di beni o crediti conferiti sia inferiore di oltre un quinto rispetto a quello per cui avvenne il conferimento. Le deliberazioni dell’assemblea generale che pregiudicano i diritti di una di esse devono essere approvate anche dall’assemblea speciale della categoria interessata. la propria volontà alla minoranza”. le azioni del socio escluso entrano a far parte del patrimonio della società. durante la quale le azioni corrispondenti sono inalienabili e devono restare depositate presso la sede della società. e quindi sensibile alle vicende patrimoniali della società) delle azioni sia superiore a quello nominale.

non sono parti del capitale sociale pur incrementando il patrimonio della società. Nelle società quotate le azioni non possono più essere rappresentata da titoli. a differenza delle altre azioni. o al consenso di un organo sociale (in tal caso dette di mero gradimento. quando sono rappresentate da titoli azionari. usufrutto. in concorso con le azioni a voto limitato. 20 . in aggiunta ai limiti legali che prevedono per le azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro la non alienabilità prima del controllo della valutazione. la metà del capitale sociale. e solo ad esso sono attribuite le nuove azioni sottoscritte. La loro disciplina prevede un’organizzazione di gruppo che si articola nell’assemblea. che esegue le delibere dell’assemblea e tutela gli interessi comuni degli azionisti. Sulle azioni possono essere posti dei vincoli: pegno. dove il rifiuto degli organi sociali comporta un obbligo di acquisto a carico della società o il diritto di recesso dell’alienante). e nel rappresentante comune. esponendo solo l’inadempiente al risarcimento danni. e la non trasferibilità delle azioni con prestazioni accessorie senza il consenso degli amministratori. e le clausole di gradimento: il trasferimento è subordinato al possesso di determinati requisiti per i nuovi soci. Qualora lo statuto escluda l’emissione dei titoli azionari. È possibile mettere dei limiti alla circolazione delle azioni (che in via di principio sono liberamente trasferibili). è riconosciuto diritto di recesso ai soci che non hanno concorso all’approvazione. e in mancanza il creditore pignoratizio può far vendere le azioni e soddisfarsi sul ricavato. a differenza delle azioni. sequestro. Specifica considerazione meritano le azioni di risparmio: sono azioni speciali del tutto prive del diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie (di esse non si tiene quindi conto per i quorum costitutivi e deliberativi). determinati nell’atto costitutivo. Salvo diversamente previsto il diritto di voto spetta al creditore pignoratizio o all’usufruttuario. anche al portatore. sostituiti da un sistema di gestione accentrata dematerializzata. i vincoli si estendono alle azioni di nuova emissione. Non possono superare. Lo statuto può anche vietare del tutto la circolazione delle azioni per massimo cinque anni. di regola. È prevista la nominatività obbligatoria. Il diritto di opzione spetta al socio. la qualità di socio è provata dall’iscrizione nel libro dei soci e il trasferimento resta assoggettato alla disciplina della cessione del contratto. Tali limiti possono derivare da dei sindacati di blocco: patti parasociali che hanno lo scopo di evitare l’ingresso di terzi non graditi. ma vincolano solo le parti contraenti e non comportano invalidità sulla vendita delle azioni.metà del capitale sociale. la società può assegnare ai propri dipendenti o a quelli di società controllate strumenti finanziari partecipativi che. Sempre con delibera assembleare straordinaria. ma sono necessariamente dotate di privilegi di natura patrimoniale. nel caso di sequestro al custode. o da limiti statutari: accordi previsti nell’atto costitutivo che invece vincolano tutti i soci e sono opponibili ai terzi. Il codice consente anche l’assegnazione di azioni a favore dei prestatori di lavoro: l’assemblea straordinaria delibera l’assegnazione di utili. escluse le azioni di risparmio e le azioni emesse dalle Sicav. che sono imputati al capitale e. A loro può essere però riservato il voto su specifiche materie. e al quale è riconosciuto il diritto di intervento nell’assemblea della società (vietato per gli azionisti di risparmio) e di impugnarne le deliberazioni. la società emette speciali categorie di azioni che vengono assegnate gratuitamente ai prestatori di lavoro. in caso di usufrutto spetta all’usufruttuario. avviene secondo le regola proprie dei titoli di credito. In caso di aumento gratuito di capitale. Possono essere emesse solo da società le cui azioni ordinarie sono quotate. per l’importo corrispondente. Il versamento delle somme dovute sulle azioni non liberate in caso di pegno spetta al socio. che delibera sugli oggetti di interessi comune e in particolare sulle deliberazioni dell’assemblea della società che pregiudichino i diritti degli azionisti di risparmio. La circolazione delle azioni. I più diffusi sono le clausole di prelazione: il socio deve offrire le azioni preventivamente agli altri soci altrimenti il trasferimento è inefficacie. Gli altri diritti amministrativi spettano disgiuntamente anche al socio. e . Le clausole limitative possono essere inserite o rimosse con delibera dell’assemblea straordinaria ma. salvo il diritto alla restituzione di tale somma al termine dell’usufrutto. Non possono essere forniti di diritto di voto nell’assemblea generale degli azionisti. nominato dall’assemblea di categoria.

Infine gli amministratori non posso disporre delle azioni proprie senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea. Per la violazione di tali obblighi sono previste sanzioni pecuniarie. Se invece è realizzato tra controllata e controllante. e in mancanza andranno annullate. deve alienarle entro un anno e in caso di mancata alienazione la sospensione del voto si estende all’intera partecipazione. 3l’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea ordinaria. tuttavia le azioni proprie sono computate nei quorum costitutivi e deliberativi. per legge obbligatorio in due casi: l’opa successiva totalitaria e l’opa residuale. con prezzo minimo fissato dalla legge.Le partecipazioni rilevanti nelle società comportano degli obblighi di comunicazione alla società partecipata e alla Consob per tutti coloro che partecipano in una società con azioni quotate in misura superiore al due per cento del capitale di questa. tenuto conto anche delle azioni possedute da società controllare. in caso di violazione rispondono i soggetti agenti in solido con gli amministratori che non dimostrino di essere esenti da colpa. L’acquisto di azioni proprie da parte della società (riduzione del capitale reale senza riduzione del capitale nominale) è invece consentita rispettando quattro condizioni: 1le somme impiegate non possono eccedere l’ammontare degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato. 2le azioni da acquistare devono essere interamente liberate. per le società quotate in borsa tra le quali non esiste un rapporto di controllo sono previsti limiti quantitativi: se entrambe le società sono quotate. l’acquisto da parte della società controllata è soggetto alla disciplina di acquisto di azioni proprie. Le delibere adottate con voto determinante di tali azioni sono annullabili. Inoltre in nessun caso la società controllata può sottoscrivere azioni o quote della società controllante. fermo restando per quest’ultima il limite del due per cento. Le partecipazioni reciproche fra società di capitali danno luogo a pericoli simili: è vietato alle società la costituzione o l’aumento del capitale mediante la sottoscrizione reciproca di azioni. In caso di violazione le azioni si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai soggetti agenti che materialmente hanno violato il divieto. L’opa successiva totalitaria deve esser promossa da chiunque in seguito ad acquisti a titolo oneroso venga a detenere. e l’azione deve avere ad oggetto l’acquisto della totalità delle azioni ancora in circolazione. il diritto agli utili e il diritto di opzione spettano proporzionalmente alle altre azioni. La società che ecceda tali limiti non può esercitare il diritto di voto per le azioni eccedenti. Per il calcolo delle percentuali si tiene conto solo delle azioni e delle quote che attribuiscono il diritto di voto. Il diritto di voto (e gli atri amministrativi) sono sospesi. solo per la partecipazioni in società con azioni quotate è prevista l’ulteriore sanzione della sospensione del voto inerente alle azioni o agli strumenti finanziari per i quali la comunicazione è stata omessa. Chi intende acquisire il controllo di una società quotata può tuttavia sottrarsi all’obbligo dell’opa totalitaria (su autorizzazione della Consob) lanciando un’opa preventiva che lo porti a detenere una partecipazione 21 . l’incrocio non può superare il due per cento del capitale con diritto di voto (elevabile al cinque per cento con accordo delle società interessate). se una delle due non è quotata. La Consob può determinarli anche per strumenti finanziari.In nessun caso è possibile da parte della società la sottoscrizione di azioni proprie (incremento del capitale sociale senza incremento del capitale reale). direttamente o indirettamente. e per coloro che partecipano in società con azioni non quotate o in società a responsabilità limitata in misura superiore al dieci per cento del capitale di queste. Per l’acquisto di partecipazioni rilevanti in società quotate è previsto il lancio di un’offerta pubblica di acquisto (opa). con corrispondente riduzione del capitale sociale. 4il valore nominale delle azioni da acquistare non può eccedere la decima parte del capitale sociale. la società quotata può acquistare fino al dieci per cento della non quotata. una partecipazione superiore al trenta per cento delle azioni che attribuiscono diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca o responsabilità degli amministratori o del consiglio di sorveglianza. Le azioni acquistate in violazione di tali condizioni devono essere alienate entro un anno. L’acquisto reciproco di azioni è possibile senza alcun limite tra due società quando non incorre un rapporto di controllo e nessuna delle due è quotata in borsa. Infine. XV .

Si apre così la fase di adesioni all’offerta. che deve avere per oggetto almeno il sessanta per cento delle stesse azioni. L’opa residuale è prevista invece quando qualcuno venga a detenere più del novanta per cento delle azioni con diritto di voto. Ai fini del solo controllo azionario (di diritto o di fatto) si computano anche “i voti spettanti a società controllate. che dovrà lanciarla al prezzo fissato dalla Consob. società in cui un’altra dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria. ma in tal caso l’opa è rivolta solo ai possessori di tali azioni. a società fiduciarie e a persona interposta”. Rispondono in solido con la capogruppo sia coloro che abbiano preso parte al fatto lesivo (es: amministratori della capogruppo). L’opa è una proposta irrevocabile rivolta a parità di condizioni ed ogni clausola contraria è nulla. o le mantengono quando la 22 . Obbligo dovuto anche per chi venga a detenere più del novanta per cento di una categoria speciale di azioni che attribuiscano diritto di voto. di fatto. se le adesioni superano invece il quantitativo richiesto. società in cui un’altra dispone dei voto sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria. appositamente convocata. volta a conseguire tutte le azioni con libera fissazione del prezzo. Le violazione dell’obbligo di promuovere un’opa comporta la sospensione del diritto di voto dell’intera partecipazione e l’obbligo di alienare le azioni eccedenti il trenta e il novanta per cento entro dodici mesi. Chi lancia un’opa deve darne preventiva comunicazione alla Consob con il documento di offerta. Il controllo può essere di diritto. Si considerano invece società collegate le società sulle quali un’altra società esercita un’influenza notevole. È infine previsto il diritto all’acquisto coattivo delle azioni residue. A controlla indirettamente C). quali i voti per delega (se A controlla B che a sua volta controlla C. È sotto controllo la società che si trova.superiore al sessanta per cento. sotto l’influenza dominante di altra società (controllante). direttamente o indirettamente. con una maggioranza del trenta per cento del capitale sociale in ogni convocazione. Gli amministratori della società bersaglio devono astenersi dal compiere atti o operazioni che possano contrastare con gli obiettivi del’offerta (es: lancio di un’opa concorrente). il documento di offerta deve specificare se si procederà ad una riduzione proporzionale o se l’offerta si riserva la facoltà di acquistare ugualmente tutti i titoli. se entro centoventi giorni non ripristina un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni. La società capogruppo è direttamente responsabile nei confronti dei soci e dei creditori delle società controllate per i danni al valore della partecipazione sociale o della cagionata integrità del patrimonio della società subìti a causa della violazione dei principi di corretta gestione nell’attività di direzione e coordinamento. ma assoggettate tutte ad una direzione unitaria. società sotto l’influenza dominante di altre in virtù di particolari vincoli contrattuali. o parziale. L’esistenza di un rapporto di controllo non è sufficiente per affermare che si è in presenza di un gruppo di società. con esclusione però dei “voti spettanti per conto dei terzi”. e contrattuale. ad un prezzo fissato da un esperto designato dal tribunale. ma non dominante. I soci possono esperire l’azione di risarcimento danni nei confronti della capogruppo solo nel caso in cui non sono stati soddisfatti dalla società controllata. È poi previsti che sia data pubblicità dell’attività di direzione e coordinamento nel registro delle imprese. la quale potrà essere totale. nonché da quelle che comunque le controllano. Gli amministratori delle società controllate che omettono di provvedere all’iscrizione o all’indicazione. Il gruppo di società è un’aggregazione di imprese societarie formalmente autonome e indipendenti. e inoltre la società controllata deve indicare la proprio soggezione alla direzione altrui negli atti e nella corrispondenza. che deve essere trasmesso anche alla società bersaglio. sia coloro che ne abbiano consapevolmente tratto beneficio (es: altra società del gruppo). nei limiti del vantaggio conseguito. infatti in base all’attuale disciplina si presume salvo prova contraria che l’attività di direzione e coordinamento di società è esercitato dalle società tenute alla redazione del bilancio consolidato. per chi venga a detenere in seguito ad un’opa totalitaria più del novantotto per cento delle azioni con diritto di voto. Alla scadenza del termine l’offerta diventa irrevocabile se è stato raggiunto il quantitativo minimo specificato nel documento d’offerta. ma tale divieto può essere rimosso con delibera dell’assemblea. obbligata a diffonderlo con un comunicato.

Si distingue in ordinaria: approva il bilancio. È riconosciuto il diritto di chiedere il rinvio dell’adunanza.La s. 4quando in una società non quotata l’inizio o la cessazione dell’attività di direzione e coordinamento alteri le condizioni di rischio dell’investimento. L’assemblea è convocata nel comune in cui ha sede la società mediante avviso da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica (o altro quotidiano indicato nello statuto).a. nomina e revoca amministratori. Nelle società quotate i soci che rappresentino un quarantesimo del capitale sociale possono chiedere l’integrazione dell’ordine del giorno. Né la convocazione né l’integrazione su richiesta della minoranza sono pero ammesse quando si tratti di argomenti sui quali l’assemblea deve deliberare su proposta degli amministratori. L’assemblea è unica e generale se la società ha emesso solo azioni ordinarie. 2 l’oggetto sociale venga mutato in modo tale da alterare le condizione economiche e patrimoniali della società controllata. 3quando il socio abbia ottenuto una sentenza di condanna esecutiva in seguito all’azione di responsabilità nei confronti della capogruppo. L’assemblea è l’organo composto dalle persone dei soci. Le società soggette ad attività di direzione e coordinamento devono analiticamente motivare le decisioni quando queste sono influenzate da tale attività di direzione. La convocazione è disposta dal collegio sindacale quando la convocazione è obbligatoria e gli amministratori non vi hanno provveduto e. si caratterizza per la necessaria presenza di tre distinti organi: l’assemblea dei soci. previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione. Gli amministratori devono convocare l’assemblea almeno una volta l’anno entro centoventi giorni (aumentabile fino a centottanta in caso di società tenuta alla redazione del bilancio consolidato o per particolari esigenze) dalla chiusura dell’esercizio per consentire l’approvazione del bilancio. XVI . Pur in assenza di convocazione l’assemblea è regolarmente costituita quando è rappresentato l’intero capitale sociale e partecipa all’assemblea la maggioranza degli amministratori e dei sindaci: assemblea totalitaria. che può deliberare su qualsiasi argomento. ai soci che rappresentano un terzo del capitale 23 . sono responsabili dei danni che i soci o i terzi hanno subito per la mancata conoscenza di tali fatti. e su ogni altra materia che la legge gli attribuisce. delibera sulla responsabilità di amministratori e sindaci e sugli altri oggetti che la legge gli attribuisce. sindaci. La sua funzione è quella di formare la volontà della società nelle materie riservate alla sua competenza dalla legge o dall’atto costitutivo. sostituzione e poteri dei liquidatori. soggetto del controllo contabile. Infine è riconosciuto il diritto di recesso ai soci di una società soggetta ad attività di direzione e coordinamento quando: 1la capogruppo ha deliberato una trasformazione che implica il mutamento del suo scopo sociale. Nelle società che non fanno ricorso al capitale di rischio può essere consentita la convocazione mediante avviso comunicato ai soci almeno otto giorni prima. In sede di redazione del bilancio gli amministratori devono indicare nella relazione sulla gestione i rapporti con chi esercita la direzione e il coordinamento e con le altre società che vi sono soggette. È organo collegiale che decide secondo il principio maggioritario. e indicare le ragioni e gli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione. e straordinaria: delibera sulle modificazioni dello statuto. gli si affiancano le assemblee speciali quando sono emesse diversi categorie di azioni o strumenti finanziari con diritti amministrativi. La convocazione è di regola decisa dall’organo amministrativo.p. Tutti i soci sono vincolati dalla volontà espressa dall’assemblea. l’organo amministrativo e l’organo di controllo interno. nonché l’influenza di questi sull’andamento sociale. almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’adunanza (trenta per le società quotate). per massimo cinque giorni. ciascuno degli intervenuti può però opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritiene sufficientemente informato. Devono inoltre convocarla senza ritardo qualora ne sia fatta richiesta da tanti soci che rappresentano almeno il dieci per cento del capitale sociale.soggezione è cessata. sulla nomina. qualora nell’espletamento del suo incarico ravvisi fatti di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere.

due strumenti per i quali non operano le limitazioni esposte. che va depositato presso l’ufficio del registro delle imprese. società controllate e membri degli organi amministrativi o di controllo di queste. Invece nelle società che ricorrono al mercato del capitale di rischio devono esser comunicati alla società e dichiarati in apertura di assemblea. In ogni caso la delega è liberamente revocabile fino al giorno precedente l’assemblea. e la raccolta di deleghe. attraverso un intermediario professionale. l’assemblea straordinaria per le società che non ricorrono al capitale di rischio in prima convocazione non prevede un quorum costitutivo. sono produttivi di effetti solo tra le parti e non nei confronti della società. Possono intervenire in assemblea i soggetti con diritto di voto e il socio (senza diritto di voto) che ha dato le proprie azioni in pegno o in usufrutto. per le sole società con azioni quotate. Sempre. mentre i vizi di procedimento davano vita sempre e solo all’annullabilità. ai soci consiglieri di gestione di votare nelle delibere riguardanti nomi. Nelle società che fanno ricorso al capitale di rischio è conferibile solo per singole assemblee. quando si delibera sull’esclusione del diritto di opzione è richiesta l’approvazione di almeno la metà del capitale sociale. nel sistema dualistico. Giurisprudenza e dottrina avevano però introdotto nella prassi una terza categoria: quella 24 . volti al rilascio di deleghe in modo consapevole: la sollecitazione. in seconda convocazione non è richiesto un quorum costitutivo e la deliberazione avviene con la maggioranza delle azioni presenti. pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana e depositati presso il registro delle imprese. Riguardo l’invalidità delle deliberazioni assembleari. In caso di omissione sono nulli. in seconda convocazione cambia solo il quorum costitutivo che diventa più di un terzo. revoca e responsabilità dei consiglieri di sorveglianza.sociale rappresentato in assemblea. È possibile un solo rinvio per lo stesso oggetto. È consentita la rappresentanza in assemblea: la delega deve indicare il nome del rappresentante. I sindacati di voto sono patti parasociali con cui alcuni soci s’impegnano a concordare preventivamente il modo in cui votare in assemblea. non sono modificabili in seconda convocazione l’approvazione del bilancio e la nomina e revoca delle cariche sociali. nelle società quotate vanno comunicati alla Consob. dichiarando di non essere sufficientemente informati sugli argomenti in discussione. Versa in conflitto di interessi il socio che in una determinata delibera ha un interesse personale contrastante con quello della società. deve essere conferita per iscritto ed è sempre revocabile. Lo statuto può modificare solo in aumento le maggioranze previste. per le società che fanno ricorso al mercato del capitale rischio in prima convocazione il quorum costitutivo è la metà del capitale sociale e si delibera col voto favorevole di almeno due terzi dei presenti. Non possono avere durata superiore ai cinque anni ma sono rinnovabili. richiesta di conferimento di deleghe di voto. i venticinque milioni di euro o quest’ultimi). che richiedono l’adesione a specifiche proposte di voto. rivolto a tutti gli azionisti da parte di uno o più committenti con almeno l’un per cento delle azioni con voto. in seconda convocazione è regolarmente costituita con un terzo del capitale sociale e delibera a maggioranza dei due terzi dei presenti. richiesta di conferimento di deleghe effettuata da associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei propri associati. È espressamente vietato ai soci amministratori di votare nelle delibere riguardanti la loro responsabilità e. ma delibera col voto favorevole di più della metà del capitale sociale. È annullabile la delibera votata dal socio in conflitto di interessi qualora il suo voto sia stato determinante (prova di resistenza) e la delibera possa danneggiare la società (danno potenziale). la dichiarazione dev’essere trascritta nel verbale. nel codice del 1942 la nullità era prevista solo per le delibere aventi oggetto impossibile o illecito. Quorum costitutivi e deliberativi: l’assemblea ordinaria in prima convocazione è costituita con la metà del capitale sociale e delibera con la maggioranza assoluta delle azioni che hanno preso parte alla votazione. cento o duecento a seconda che il capitale della società non superi i cinque. a dipendenti della società. il diritto di voto è sospeso e la delibera è annullabile. In caso di omissione le azioni cui il patto si riferisce sono sospese e la delibera è annullabile qualora adottata con voto determinante di tali azioni. Non può essere però conferita ai membri degli organi amministrativi o di controllo. Non può inoltre essere conferita a più di venti soci (se società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio cinquanta. Nessuna forma è prevista quelli riguardanti le società che non ricorrono al mercato del capitale di rischio. Nel 1998 sono introdotti.

Può esser fatta valere da chiunque vi abbia interesse e può esser rilevata d’ufficio dal giudice. Anche la dichiarazione di nullità non pregiudica i diritti acquistati dai terzi in buona fede. e il sistema monistico. l’inabilitato. La riforma del 2003 ha risolto il problema delle delibere inesistenti riconducendo nelle categorie della nullità e dell’annullabilità tutti i vizi possibili. ma solo se determinante per la regolare costituzione. se questo proviene da un componente dell’organo amministrativo o di controllo ed è idoneo a consentire a coloro che hanno diritto di intervenire di essere preventivamente avvertiti della convocazione e della data dell’assemblea. 3l’incompletezza o inesattezza del verbale. il collegio sindacale e il rappresentante comune degli azionisti di risparmio. Sono cause di cessazione prima della scadenza del termini: la revoca da parte dell’assemblea. La s.a. non sono impugnabili le delibere di approvazione del bilancio dopo quella del bilancio successivo. esclusi alcuni casi speciali: decadenza in centottanta giorni in caso di aumento del capitali sociale. Gli amministratori. i successivi dall’assemblea ordinaria. il sistema dualistico.d. la decadenza ove 25 . mentre le altre hanno un termine di decadenza di tre anni. si precisa che la convocazione non si considera mancante nel caso di irregolarità dell’avviso. La delibera è nulla (art. ossia quelle delibere che presentavano vizi di procedimento talmente gravi da precludere la possibilità stessa di qualificare l’atto come delibera assembleare. ma solo se determinante per la deliberazione. si precisa che il verbale non si considera mancante se contiene data e oggetto ed è sottoscritto dal presidente dell’assemblea o del c. 3oggetto impossibile o illecito. 2377 c. Non possono essere nominati l’interdetto. si specifica che possono dar vita solo ad annullabilità: 1la partecipazione all’assemblea di persone non legittimate. nel sistema tradizionale. salvo il risarcimento danni. e dal notaio. Le delibere che modificano l’oggetto sociale prevedendo attività impossibili o illecite sono sempre impugnabili. 2379 c. L’annullamento ha effetto per tutti i soci e obbliga gli amministratori a prendere i provvedimenti conseguenti.La riforma del 2003 ha previsto tre sistemi di amministrazione e controllo: il sistema tradizionale. e che la nullità per mancanza del verbale è sanata con effetto retroattivo mediante verbalizzazione eseguita prima dell’assemblea successiva. 2l’invalidità o l’errato conteggio di singoli voti. I primi amministratori sono nominati nell’atto costitutivo. Sono annullabili (art. dissenzienti o astenuti (rappresentati l’uno per mille nelle società a capitale di rischio e il cinque per cento nelle altre). gli amministratori. che prevede un consiglio di sorveglianza e un consiglio di gestione. novanta giorni per l’approvazione del bilancio parzialmente eseguita. sia un consiglio di amministrazione. che può essere anche senza giusta causa. In qualsiasi caso sono salvi gli effetti acquistati in buona fede dai terzi.delle delibere inesistenti. ma solo se quando impediscono l’accertamento del contenuto. I soci non legittimati a proporre l’annullabilità possono tuttavia chiedere il risarcimento dei danni loro cagionati dalla non conformità della legge alla delibera o all’atto costitutivo. La nomina può essere di massimo tre esercizi.) solo in tre casi tassativamente indicati dalla legge: 1mancata convocazione dell’assemblea. nel quale c’è un consiglio di amministrazione con all’interno un comitato per il controllo sulla gestione.c. può avere sia un amministratori unico. la nullità era estesa ad alcune delibere che presentavano solo vizi di procedimento.a. L’annullamento non può aver luogo se la delibera è sostituita con un’altra presa in conformità della legge. basato sulla presenza dell’organo amministrativo e del collegio sindacale. I soci impugnanti devono essere in possesso del prescritto numero di azioni. Possono essere soci o non soci. ma se l’atto costitutivo non dispone diversamente sono rieleggibili. entro novanta giorni dalla deliberazione o dall’iscrizione. riduzione reale ed emissione di obbligazioni. XVII . il fallito o chi è stato condannato a una pena che comporta l’interdizione dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.) tutte “le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello statuto”. e non può essere dichiarata se la delibera è sostituita con altra presa in conformità della legge. 2mancanza del verbale. le dimissioni. salvi i diritti acquistati dai terzi in buona fede.p. L’impugnativa può essere proposta solo da soci assenti.c. In sostanza. sono l’organo cui è affidata in via esclusiva la gestione dell’impresa sociale.

sopraggiunga una causa di ineleggibilità; e la morte. In caso di scadenza del termine, gli amministratori rimangono in carica con pienezza di poteri fino all’accettazione della nomina dei nuovi amministratori (prorogatio). Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, gli altri provvedono a sostituirli con delibera approvata dal collegio sindacale, purchè la maggioranza sia sempre di nomina assembleare (cooptazione); gli amministratori così nominati restano in carica fino alla successiva assemblea, che può confermarli. Se viene meno la maggioranza di nomina assembleare non si da luogo alla cooptazione, ma i superstiti devono convocare l’assemblea perché provveda a sostituire i mancanti; i nuovi nominati scadono con quelli in carica all’atto di nomina. Se infine vengono a cessare tutti gli amministratori, il collegio sindacale deve convocare con urgenza l’assemblea per la ricostituzione dell’organo, e nel frattempo può compiere gli atti ordinari. Gli amministratori sono soggetti al divieto di concorrenza e nel caso di inosservanza si espongono alla revoca per giusta causa e al risarcimento danni. Nel consiglio di amministrazione l’attività è esercitata collegialmente, con decisione adottate in apposite riunioni alle quali assistono i sindaci. Per la validità delle deliberazioni è necessaria la presenza delle maggioranza degli amministratori in carica e l’approvazione della maggioranza assoluta dei presenti. Non è ammesso il voto per rappresentanza. Possono essere impugnate tutte le delibere del c.d.a. che non sono prese in conformità della legge o dello statuto. L’impugnativa può essere proposta dagli amministratori assenti o dissenzienti e dal collegio sindacale (ma non dai soci) entro novanta giorni dalla deliberazione. Inoltre, quando la delibera leda direttamente un diritto soggettivo del socio questi avrà diritto di agire giudizialmente per annullarla; l’annullamento non pregiudica i diritto acquistati dai terzi in buona fede. L’amministratore che ha un interesse non necessariamente in conflitto con quelli della società deve darne notizia agli altri amministratori e al collegio sindacale precisandone “natura, termini, origine e portata”; se si tratta di amministratore delegato deve astenersi dall’operazione investendo della stessa l’organo collegiale; il consiglio di amministrazione deve indicare le ragioni e la convenienza per la società dell’operazione. Se l’assemblea ha un amministratore unico, questi deve darne notizia al collegio sindacale e anche alla prima assemblea utile. La delibera, qualora possa recare danno alla società, è impugnabile non solo nel caso di voto determinante dell’interessato, ma anche quando siano stati violati gli obblighi di trasparenza, astensione e motivazione indicati. L’impugnazione può essere proposta entro novanta giorni dal collegio sindacale e dagli amministratori assenti o dissenzienti; nonché dagli stessi amministratori favorevoli se non sono stati adempiuti gli obblighi di informazione. Se l’atto costitutivo lo consente il c.d.a. può delegare le proprie attribuzione ad un comitato esecutivo o a uno o più amministratori delegati. Non sono delegabili: 1la redazione del bilancio; 2la facoltà di aumentare il capitale sociale o di emettere obbligazioni convertibili per delega; 3gli adempimenti degli amministratori in caso di riduzione obbligatoria del capitale sociale; 4la redazione del progetto di fusione o scissione. Almeno ogni sei mesi gli organi delegati devono riferire sul generale andamento della gestione al c.d.a., il quale può sempre impartire direttive e avocare a se operazioni rientranti nella delega. Gli amministratori hanno la rappresentanza generale della società; in presenza di un c.d.a. gli amministratori investiti del potere di rappresentanza devono essere indicati nello statuto o nella deliberazione di nomina, soggetta a pubblicità legale. Due sono i principi cardine: 1intervenuta l’iscrizione dell’atto di nomina, la mancanza del potere rappresentativo dovuta all’invalidità di tale atto non è opponibile ai terzi; 2le limitazioni al potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, salvo che si provi che questi hanno agito intenzionalmente a danno della società. Restano opponibili i limiti legali del potere di rappresentanza. Gli amministratori sono responsabili verso la società e sono tenuti al risarcimento dei danni dalla stessa subiti quando non adempiono i doveri ad essi con la diligenza richiesta. Se sono più di uno, sono 26

responsabili solidalmente. Nel caso la responsabilità sia da attribuire ad organi con funzioni delegate, gli altri amministratori sono in ogni caso solidalmente responsabili qualora non abbiano fatto quanto potevano per impedire il fatto; risponderanno però solo per culpa in vigilando. Sono esonerati dalla responsabilità quelli che, immuni da colpa, abbiano fatto annotare senza ritardo il proprio dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del c.d.a. e del proprio dissenso ne abbiano data notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale. L’esercizio dell’azione di responsabilità contro gli amministratori deve essere deliberata dall’assemblea ordinaria, oppure dal collegio sindacale a maggioranza di due terzi, entro cinque anni dalla cessione dalla carica; in caso di fallimento o liquidazione coatta amministrativa l’azione spetta al curatore. Sé è votata con voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale, l’amministratore è revocato di diritto. La società può decidere di rinunciare all’azione o transigerla con espressa deliberazione dell’assemblea, ma necessario è che non vi sia il voto contrario di un quinto o più del capitale sociale. L’azione di responsabilità può essere promossa anche dai soci che rappresentino un quinto del capitale sociale (nelle quotate un quarantesimo), ma è comunque diretta a reintegrare il patrimonio sociale. Gli amministratori sono responsabili verso i creditori sociali “per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale”; l’azione può essere promossa solo quando il patrimonio risulti insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. Quanto corrisposto spetterà direttamente ai creditori. Sono infine responsabili verso i singoli soci o i terzi coloro che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli amministratori, entro cinque anni dall’atto. Il collegio sindacale è l’organo di controllo interno. Nelle società non quotate si compone di tre o cinque membri effettivi, soci o non soci, e di due membri supplenti. Nelle quotate il numero massimo può essere liberamente determinato. I primi sindaci sono nominati nell’atto costitutivo, successivamente li nomina l’assemblea ordinaria. Nelle società quotate almeno un membro effettivo deve essere eletto dalla minoranza. Nelle società non quotata almeno un sindaco e un supplente devono essere iscritto nel registro dei revisori contabili. Oltre alle cause di ineleggibilità previste per gli amministratori non possono essere nominati sindaci: il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori, gli amministratori di società dello stesso gruppo; e coloro che sono legati alla società o a società dello stesso gruppo da rapporti patrimoniali che ne compromettano l’indipendenza. I sindaci restano in carica per tre esercizi e sono rieleggibili. Possono essere revocati solo se sussiste giusta causa. Inoltre la delibera di revoca deve essere approvata dal tribunale, e fino a quel momento è improduttiva di effetti e il sindaco sgradito resta in carica. Sono cause di decadenza il sopraggiungere di una causa di ineleggibilità o di sospensione dal registro dei revisori, nonché il caso in cui un sindaco, senza giustificato motivo, non assista alle assemblee o diserti, durante un esercizio, due riunioni del c.d.a., del comitato esecutivo o del collegio sindacale. In caso di morte, rinuncia o decadenza subentrano automaticamente i supplenti in ordine di età, fino alla successiva assemblea che provvede alla nomina dei sindaci effettivi e supplenti necessari per integrare il collegio. Funzione primaria del collegio sindacale è il controllo sull’amministrazione. Oggi non svolge più il controllo contabile, a meno che non si tratti di società che non fanno appello al capitale di rischio e non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato, in quel caso può prevederlo, ma tutto il collegio deve essere costituito da revisori contabili iscritti nell’apposito registro. Nei suoi confronti gli amministratori hanno numerosi obblighi di informazione. I sindaci hanno il potere-dovere di procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo, nonché di chiedere notizie sull’andamento delle operazioni sociali. Il collegio sindacale può, previa comunicazione al presidente del c.d.a., convocare l’assemblea “qualora nell’espletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere”. Questo potere è esercitabili anche da solo due sindaci. Nelle quotate un solo sindaco può convocare il c.d.a. o il comitato esecutivo. Il presidente del collegio è nominato dall’assemblea. Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni novanta giorni, è regolarmente costituito con 27

la maggioranza dei sindaci e delibera a maggioranza dei presenti. Ogni socio può denunziare al collegio fatti che ritiene censurabili, e il collegio deve tenerne conto nella relazione annuale all’assemblea. Nel caso in cui però la denuncia provenga da tanti soci che rappresentano almeno il cinque per cento del capitale sociale (due per cento per le società che ricorrono al capitale di rischio), il collegio sindacale “deve indagare senza ritardo sui fatti censurabili e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte all’assemblea”. I sindaci devono compiere i propri doveri con diligenza, sono responsabili della verità delle loro attestazioni e sono tenuti al segreto d’ufficio. Hanno responsabilità esclusiva, solidalmente fra loro, qualora il danno sia loro imputabile. Sono invece responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti e le omissioni di quest’ultimi, qualora il danno non si sarebbe provocato se avessero vigilato diligentemente. Il controllo contabile è esercitabile sulle società non quotate da un revisore dei conti persona fisica o da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili (solo quest’ultima se fanno ricorso al mercato del capitale di rischio). Il soggetto è nominato per la prima volta nell’atto costitutivo, successivamente dall’assemblea, sentito il collegio sindacale. Non possono essere incaricati i sindaci e coloro che si trovano nelle cause di ineleggibilità dei sindaci. L’incarico dura tre esercizi ed è rinnovabile. Può essere revocato solo per giusta causa, sentito il parere del collegio sindacale. La deliberazione deve essere approvata dal tribunale. La revisione contabile è esercitata sulle società con azioni quotate, nonché su società controllate o che controllano società quotate, da una società di revisione iscritta nell’albo speciale tenuto dalla Consob. L’incarico è conferito con deliberazione dell’assemblea ordinaria in occasione dell’approvazione del bilancio, su proposta motivata dell’organo di controllo. In mancanza è conferito d’ufficio dalla Consob. L’incarico ha la durata di nove esercizi, e non può essere nuovamente conferito se non siano decorsi almeno tre anni dalla cessazione. L’assemblea ordinaria può revocare l’incarico solo se ricorre una giusta causa e su proposta dell’organo di controllo. La revoca va trasmessa alla Consob che entro venti giorni può vietarne l’esecuzione; fino a quel momento è inefficacie. Funzioni dei revisori dei conti sono il controllo della regolare tenuta della contabilità e l’espressione di un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato(1con rilievi, 2senza rilievi, 3negativo, 4 impossibile esprimerlo). Il soggetto incaricato del controllo deve adempiere ai suoi compiti con diligenza, è responsabile delle sue attestazioni ed è tenuto al segreto su fatti e attestazioni di chi ha la conoscenza per ragioni del suo ufficio. Il sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede un consiglio di gestione e un consiglio di sorveglianza. Il consiglio di sorveglianza svolge sia le funzioni dei sindaci, sia alcune proprie dell’assemblea: nomina e revoca i componenti de consiglio di gestione; approva il bilancio (tuttavia lo statuto può prevedere che l’assemblea approvi il bilancio in caso di mancata approvazione del consiglio di sorveglianza o quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei consiglieri di gestione o dei consiglieri di sorveglianza). I componenti possono essere soci o non soci e il loro numero, non inferiore a tre, è fissato nello statuto. I primi sono nominati nell’atto costitutivo, gli altri dall’assemblea ordinaria. Non possono essere eletti coloro che sono legati alla società da rapporti patrimoniali che ne compromettano l’indipendenza. Restano in carica tre esercizi e sono rieleggibili. A differenza di sindaci nel sistema tradizionale, sono revocabili anche se non ricorre giusta causa, salvo il diritto al risarcimento; è tuttavia necessario che la delibera sia approvata con il voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale. È l’assemblea che sostituisce i consiglieri di sorveglianza che vengono a mancare. I componenti del consiglio di sorveglianza devono adempiere i loro doveri con diligenza, e sono solidalmente responsabili con i consiglieri di gestione per i fatti e le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato con diligenza. Il consiglio di gestione svolge le funzioni degli amministratori. I primi consiglieri di gestioni sono nominati nell’atto costitutivo, i successivi dal consiglio di sorveglianza. Devono essere almeno due. Non opera la cooptazione, quindi è sempre il consiglio di sorveglianza che provvede alla sostituzione. L’azione di responsabilità contro i 28

Il bilancio di esercizio è il documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria della società alla fine di ciascun esercizio. L’unica differenza per il consiglio di amministrazione rispetto al sistema tradizionale è che almeno un terzo dei suoi componenti deve avere i requisiti di indipendenza dei sindaci. XVIII . è regolarmente costituito a maggioranza dei consiglieri di gestioni e delibera a maggioranza dei presenti. Le singole voci devono rispettare il tassativo ordine fissato dalla legge. non è prevista la decadenza automatica in caso di assenza ripetute e ingiustificate. che non può essere inferiore a tre. Il tribunale deve sentire in camera di consiglio sindaci e amministratori. L’iniziativa può essere promossa: 1dai soci che rappresentano almeno il decimo del capitale sociale (cinque per cento nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio). L’amministratore giudiziario ha la rappresentanza della società ma non può compiere atti straordinari senza l’autorizzazione del presidente del tribunale. che delibera a maggioranza dei componenti e comporta la revoca d’ufficio se approvata dai due terzi. è una forma di intervento dell’autorità giudiziaria. e può fare eseguire l’ispezione della società. proporre all’assemblea la messa in liquidazione della società o addirittura una procedura concorsuale. oltre che dalla società e dai soci. senza la preventiva deliberazione dell’assemblea. il quale è investito per legge del potere di proporre l’azione di responsabilità nei confronti di sindaci e amministratori. Nei casi più gravi però il tribunale può revocare gli amministratori ed eventualmente anche i sindaci e nominare un amministratore giudiziario. e per ognuna va indicato l’importo dell’esercizio precedente. può essere promossa dal consiglio di sorveglianza. di ispirazione anglosassone. La s. Il procedimento può essere attuato se vi è il fondato sospetto che gli amministratori “in violazione dei loro doveri abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione” che “possano arrecare danno alla società. nonché il risultato economico dell’esercizio stesso. Deve riunirsi ogni novanta giorni.d. L’assemblea può decidere se adottare o meno tali deliberazioni. 3dal pubblico ministero o 4 dalla Consob (3 e 4 solo però se le società fanno ricorso al capitale di rischio). Il controllo giudiziario sulla gestione delle s. deve redigerlo annualmente. nonostante i suoi componenti debbano assistere alle adunanze del c. in alternativa.a. di carattere istruttorio. è diretta ad accertare l’esistenza di dette irregolarità e ad individuare i provvedimenti necessari. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e il risultato economico. questa può però evitarla e ottenere una sospensione del procedimento per un periodo determinato se l’assemblea sostituisce amministratori e sindaci con soggetti professionali che si attivino per accertare le violazioni ed eliminarle.p. Il bilancio si articola in tre parte: stato patrimoniale. prima della scadenza del suo incarico può convocare l’assemblea per la nomina dei nuovi amministratori o sindaci o. conto economico e nota integrativa. Il tribunale può disporre gli opportuni provvedimenti cautelari per evitare altre irregolarità e nel frattempo convocare l’assemblea per le deliberazioni conseguenti.consiglieri di gestione. o a una o più controllate”. Il sistema monistico. e fra questi saranno scelti i componenti del comitato per il controllo sulla gestione. e da un comitato per il controllo sulla gestione costituito al suo interno.a. Le valutazioni delle voci deve esser fatta secondo prudenza e nella prospettiva di continuazione dell’attività. 2dal collegio sindacale o il corrispondente organo di controllo nei sistemi alternativi.a. Il tribunale non può procedere d’ufficio.a. si caratterizza per la soppressione del collegio sindacale. ma.d. L’amministrazione ed il controllo sono esercitati dal c. La Consob è la Commissione nazionale per la società e la borsa.. Il comitato di gestione svolge funzioni analoghe al collegio sindacale.p. Una prima fase. Lo stato patrimoniale rappresenta in modo sintetico la composizione qualitativa e quantitativa del patrimonio della società e la sua situazione finanziaria ed è diviso in quattro grandi categorie all’ATTIVO: A crediti verso i soci 29 . È organo di controllo dell’intero mercato mobiliare e stabilisce per tutte le società quotate gli obblighi di informazione nei confronti del pubblico.

dovrà esser iscritta per tale minore valore. Si ottiene così l’utile o la perdita che va riportato nello stato patrimoniale. D ratei e risconti (passivi). gli utili e le perdite su scambi. La somma algebrica dei risultati così ottenuti costituisce il risultato globale di esercizio. Deve essere redatto in forma espositiva scalare e si articola in cinque sezioni: <<A valore della produzione>>. nella terza sezione vanno iscritti i <<C proventi ed oneri finanziari>>.per versamenti ancora dovuti. La relazione sulla gestione. i soci possono prenderne visione. I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro se non in casi eccezionali e con l’obbligo degli amministratori di motivare la deroga nella nota integrativa. Almeno trenta giorni prima dell’assemblea. tra cui le rimanenze. al valore di realizzo desumibile dall’andamento del mercato. quali i proventi derivanti da partecipazioni in altre società. La nota integrativa illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico. se tuttavia tale valore risulta durevolmente minore del costo storico regolarmente ammortizzato. Le immobilizzazioni sono iscritte in bilancio al costo storico (costo di acquisto o di produzione). <<E i proventi ed oneri straordinari>>. L’assemblea può approvarlo o respingerlo. che hanno funzione di informare su impegni futuri che non incidono attualmente sul patrimonio sociale. Sono gli amministratori che redigono il progetto di bilancio.e tale funzione non è delegabile. 4 ratei e risconti (attivi).. disponibilità liquidi. gli eventuali utili risultanti dalla deroga vanno iscritti in un’apposita riserva non distribuibile fin quando il maggio valore iscritto non sia stato realizzato. che va indicato prima al lordo e poi al netto delle imposte sul reddito. Per la distribuzione degli utili (che non è 30 . In calce vanno iscritti i conti d’ordine (es:titoli di terzi depositati presso la società). attraverso la riduzione del valore iscritto nell’attivo dello stato patrimoniale. ecc. il progetto di bilancio con la relazione degli amministratori deve essere comunicato al collegio sindacale. ecc. destinati a perdite certe e probabili. B fondi per rischi e onori. è un allegato esterno al bilancio. L’avviamento può essere iscritto nell’attivo solo se acquistato a titolo oneroso e nei limiti del costo sostenuto. il loro valore deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione alla possibilità di utilizzazione del bene. debiti. Tali criteri possono essere derogati in casi eccezionali (es: in un terreno si scopre un giacimento di metano). C attivo circolante. in particolare vengono elencate le partecipazioni in società collegate e controllate. Il conto economico espone il risultato economico dell’esercizio (utile o perdita) attraverso la rappresentazione dei costi e degli oneri sostenuti. Per le immobilizzazioni finanziare costituite da partecipazioni in imprese controllate e collegate può essere usato il metodo del patrimonio netto: si iscrive in bilancio un importo pari alla corrispondente quota del patrimonio netto della società partecipata risultante dall’ultimo bilancio della stessa. che riferisce all’assemblea sui risultati dell’esercizio sociale. composto dal capitale sociale e dalle riserve aumentato degli utili e diminuito dalle perdite. B immobilizzazioni. e cinque al PASSIVO: A patrimonio netto. indica i ricavi di competenza dell’esercizio dell’attività e le variazioni delle relative rimanenze d magazzino. nonché dei ricavi e degli altri proventi conseguiti nell’esercizio. relazione dei sindaci e relazione del soggetto incaricato del controllo contabile) devono restare depositati in copia nella sede della società durante i quindici giorni che precedono l’assemblea. entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio. I cespiti dell’attivo diversi dai crediti devono essere iscritti al costo di acquisto o. C trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato. per l’approvazione del bilancio. le <<D rettifiche di valore di attività finanziarie>>. che si distinguono in immateriali (es: avviamento).. crediti che non costituiscono immobilizzazione. se minore. invece. che non può essere però mantenuto nei successivi esercizi se sono venuti meno i motivi. Il progetto di bilancio e i relativi allegati (relazioni degli amministratori. che assolve una funzione di resoconto sulla gestione della società e delle sue prospettive. al quale si sottraggono i <<B costi della produzione>> ottenendo così il risultato lordo della gestione ordinaria delle società. materiali (es: terreni) e finanziarie (partecipazioni azionarie e crediti destinati a permanere stabilmente nel patrimonio della società). I crediti devono essere sempre valutati secondo il valore di prudente realizzo. L’assemblea ordinaria deve esser convocata almeno una volta l’anno.

Nelle società quotate è invece determinato facendo esclusivo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la convocazione dell’assemblea. dissenzienti o astenuti. di queste la stessa assemblea può disporne per distribuire gli utili negli esercizi successivi. l’ufficio del registro delle imprese. questa può sottrarsi al rimborso se entro novanta giorni (successivi al recesso) revoca la delibera che lo legittima o se i soci deliberano lo scioglimento della società. i dividendi sono stati distribuiti in base a un bilancio regolarmente approvato da cui risultano utili netti corrispondenti. In caso di inerzia degli amministratori la delibera è definitivamente inefficace. Le azioni del socio che recede devono essere innanzitutto offerte in opzione agli altri soci. 2la trasformazione della società. e la riserva statutaria. con la differenza che la sua costituzione è decisa dallo statuto. oppure ricorrere al tribunale. Possono essere previste ulteriori cause statutarie nelle società che non fanno appello al mercato del capitale di rischio.Le modificazioni dello statuto rientrano nella competenza dell’assemblea straordinaria. allungabile dallo statuto fino a un anno. XIX . finchè il capitale sociale non sia stato reintegrato o ridotto. hanno per oggetto: 1la proroga della durata della società. in assenza di utili e riserve disponibili l’assemblea straordinaria deve deliberare la riduzione del capitale sociale o lo scioglimento della società. La delibera che consente la distribuzione di utili fittizi è nulla per illiceità dell’oggetto sociale. Infine. 3 il trasferimento della sede sociale all’estero. Il notaio che verbalizza l’assemblea verifica le condizioni di legge e. Il diritto di recesso deve essere esercitato mediante comunicazione con lettera raccomandata alla società entro quindici giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima. La deliberazione non produce effetti se non dopo l’iscrizione. 2l’introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni. Le azioni per le quali è chiesto il recesso non possono essere cedute e devono essere depositate presso la sede della società. 6la modificazione dei criteri di valutazione delle azioni in caso di recesso. sentito il parere del collegio sindacale e del revisore contabile. purchè consista in un cambiamento significativo dell’attività della società. tutti i soci possono recedere liberamene da una società a tempo indeterminato non quotata con un preavviso di centottanta giorni. Le cause derogabili. ne richiede l’iscrizione. La società non può pagare dividendi sulle azioni se non per utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio regolarmente approvato. che nei trenta giorni successivi possono convocare l’assemblea per gli opportuni provvedimenti. Il diritto di recesso può essere esercitato dai soci assenti. Se il notaio ritiene non adempiute regolarmente le condizioni stabilite dalla legge ne da comunicazione tempestiva agli amministratori. Sono infine riserve facoltative quelle discrezionalmente disposte dall’assemblea che approva il bilancio. rispettando il limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili. riguardano le delibere che hanno per oggetto: 1la modifica dell’oggetto sociale. in caso di mancato collocamento vengono rimborsate mediante acquisto della società. gli azionisti non sono tuttavia obbligati a restituire quanto ricevuto se: erano in buona fede al momento della riscossione. Le cause inderogabili. le modificazione dello statuto concernenti il diritto di voto o di partecipazione. Nelle società non quotate il valore delle azioni da rimborsare è determinato dagli amministratori. a sua volta. tenuto conto del patrimonio della società.obbligatoria) è necessaria un’ulteriore deliberazione. le restanti possono essere collocate sul mercato. 31 . che non possono essere soppresse dallo statuto. Non possono essere ripartiti utili se negli esercizi precedenti si è verificata una perdita. controlla la regolarità formale della documentazione. entro trenta giorni. non è assoggettato ad approvazione dell’assemblea e costituisce perciò atto degli amministratori. 5l’eliminazione di una causa di recesso derogabile o statutaria. 4la revoca dello stato di liquidazione. Degli utili netti annuali dev’essere poi dedotta la riserva legale: il cinque per cento degli stessi fino a quando la riserva non abbia raggiunto il venti per cento del capitale sociale. che lo statuto può escludere. Il bilancio consolidato è un bilancio redatto dalla capogruppo in aggiunta al proprio bilancio e in esso è rappresentata la situazione patrimoniale ed economica del gruppo.

a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò sia confermato in apposita relazione della società incaricata della revisione contabile. le azioni di nuova emissione potranno essere liberamente collocate. Competente all’aumento è. Lo statuto o una successiva modifica possono però attribuire agli amministratori la facoltà di aumentare. il capitale è aumentato di importo pari alle sottoscrizioni raccolte solo se la deliberazione di aumento lo aveva espressamente previsto. sia mediante il rimborso del capitale ai soci. ed è attribuito a ciascun azionista in proporzione del numero delle azioni già possedute. È specificato che deve essere predeterminato l’ammontare massimo entro cui gli amministratori possono aumentare il capitale. 2nelle società con azioni quotate lo statuto può escluderlo nei limiti del dieci per cento del capitale sociale. Condizione necessaria è che le azioni precedenti siano interamente liberate. Il diritto di opzione è il diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dell’aumento del capitale sociale a pagamento. Solo se gli azionisti non si avvalgono per l’intero del diritto di prelazione o i diritti offerti nel mercato regolamentato restano invenduti. L’avviso di convocazione deve indicare le ragioni della riduzione.L’aumento reale del capitale sociale dà luogo all’emissione di nuove azioni a pagamento. in caso i violazione di tale limite. in mancanza ne società ne i sottoscrittori sono vincolati e quest’ultimi hanno diritto alla restituzione delle somme già versate. e la delega può essere concessa per un periodo non superiore ai cinque anni. L’aumento nominale del capitale sociale è posto in essere dall’assemblea straordinaria “imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio”. o mediante l’emissione di nuove azioni che vengono assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione. qualora il quarto sia superato è necessaria l’approvazione della metà del capitale sociale. sospendendone l’esecuzione fino all’esito del giudizio sulla stessa (il tribunale può disporre che l’esecuzione abbia ugualmente luogo previa garanzia 32 . in una o più volte. Ha per oggetto le azioni di nuova emissione di qualsiasi categoria e le obbligazioni convertibili in azioni emesse dalla società. Gli amministratori possono deliberare anche in merito all’esclusione del diritto di opzione dei soci. Qualora al termine fissato dalla deliberazione per la sottoscrizione questa sia soltanto parziale. l’assemblea straordinaria. gli obblighi assunti con la sottoscrizione delle azioni restano salvi ma gli amministratori sono responsabili in solido per i danni a soci o terzi. 3può essere escluso o limitato con la delibera di aumento di capitale “quando l’interesse della società lo esige”. Può essere attuato mediante l’aumento del valore nominale delle azioni in circolazione. il capitale sociale. per conto della società. in via di principio. che decorre dall’iscrizione dell’offerta di opzione nel registro delle imprese. e va rispettato il limite legale di emissione delle obbligazioni. La delibera può essere eseguita solo dopo novanta giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese. cui per legge è riconosciuto il diritto di opzione. se sono quotate i diritti di opzione residui devono essere offerti nel mercato regolamentato dagli amministratori. ma lo statuto deve determinare i criteri cui devono attenersi. la delibera deve però essere aumentato da tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale (sovraprezzo). o da terzi. entro cui i creditori sociali anteriori possono fare opposizione alla delibera di riduzione. Qualora ci fossero delle azioni inoptate: se non sono quotate coloro che hanno esercitato il diritto di opzione hanno diritto di prelazione nella loro sottoscrizione. per almeno cinque riunioni ed il ricavato della vendita va a beneficio del patrimonio sociale. Il capitale sociale non può essere ridotto al di sotto del limite legale di centoventimila euro. che vengono sottoscritte dai soci attuali. Per esercitarlo la società deve concedere agli azionisti un termine non inferiore a trenta giorni. La riduzione reale del capitale sociale può aver luogo sia mediante la liberazione dei soci dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti. purchè ne facciano richiesta all’atto dell’esercizio del diritto di opzione. 4infine può essere escluso quando le azioni offerte in sottoscrizione ai dipendenti della società o di società controllanti o controllate nei limiti di un quarto. Il diritto di opzione è escluso quando: 1le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in natura (è obbligatoria l’emissione in sovraprezzo qualora la società abbia accumulato utili).

La stessa assemblea che delibera l’emissione deve determinare il rapporto di cambio. 2le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà della società. 3la società è autorizzata dall’autorità governativa. può emettere obbligazioni. con le osservazioni del collegio sindacale.p.a. Non è obbligatoria fino a quando la perdita non sia superiore ad un terzo.societaria). I sindaci attestano il rispetto di tale limite. deve necessariamente deliberare la riduzione del capitale e il contemporaneo aumento ad una cifra non inferiore al minimo legale o la trasformazione della società. Le modalità di riduzione devono assicurare la parità di trattamento degli azionisti. È possibile anche l’estrazione a sorte di un certo numero di azioni dietro il rimborso del solo valore nominale delle azioni e il rilascio per gli azionisti rimborsati di azioni di godimento. l’assemblea prende gli opportuni provvedimenti e può decidere ancora di non ridurre il capitale sociale. Condizioni necessarie sono poi l’integrale versamento del capitale sociale precedentemente sottoscritto e l’emissione di obbligazioni convertibili per somma per lo meno pari al loro valore nominale. Se invece superando il terzo il capitale scende al di sotto del minimo legale.Le obbligazioni sono titoli di credito (nominativi o al portatore) che rappresentano frazioni di uguale valore nominale e con uguali diritti di un’unitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo. È invece consentita la riduzione per perdite. In base all’attuale disciplina. tale facoltà può essere delegata agli amministratori. convocata dagli amministratori. la s. Ha inoltre diritto al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla scadenza pattuita. l’assemblea. Se il terzo è invece stato superato ma il minimo legale non è stato intaccato. le quali partecipano alla ripartizione degli utili solo dopo che sia corrisposto alle altre azioni un dividendo pari all’interesse legale sul valore nominale e alla ripartizione del saldo attivo solo dopo che alle altre sia stato rimborsato il valore nominale. La società può tuttavia emettere obbligazioni per ammontare superiore a tale limite quando: 1quelle emesse in eccedenza sono destinate ad essere sottoscritte da investitori istituzionale soggetti a vigilanza prudenziale (es: banche). e contestualmente deliberare l’aumento di capitale sociale 33 . la società si scioglie ed entra in stato di liquidazione. se trasferiscono le obbligazioni sottoscritte rispondono della solvenza della società nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali. le quali attribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni della stessa società. normalmente svincolata dai risultati economici della società finanziata. che diversamente dall’azionista ha diritto ad una remunerazione periodica fissa (interessi). nominative o al portatore. per somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale sottoscritto. utilizzando come conferimento le somme già versate al momento dell’acquisto delle obbligazioni. È l’assemblea straordinaria ad esser competente a deliberare obbligazioni convertibili. Tra i vari tipi vi sono le obbligazioni convertibili in azione. XX . gli amministratori (e in caso di inerzia il collegio sindacale) devono convocare senza indugio l’assemblea straordinaria e sottoporle una situazione patrimoniale aggiornata della società. Se non è disposto diversamente da legge o statuto. della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato (in passato non potevano essere emesse per somma eccedente il capitale versato ed esistente risultante dall’ultimo bilancio approvato). La riduzione del capitale sociale per perdite (nominale) consiste nell’adeguare la cifra del capitale sociale nominale all’attuale minor valore del capitale reale. il periodo e la modalità di conversione. ma la società non potrà distribuire utili fin quando il limite non sia ripristinato. in base ad un prefissato rapporto di cambio. Se una di tali decisioni non viene adottata. Come per gli aumenti di capitale. ma se entro l’esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo. sino a due terzi del valore di questi. l’emissione di obbligazioni è deliberata dagli amministratori. che vanno offerte in opzione agli azionisti e ai possessori di obbligazioni convertibili precedentemente emesse. La società che ha emesso obbligazioni non può ridurre volontariamente il capitale sociale o distribuire riserve se i limiti delle obbligazioni non sono rispettati. La delibera produce effetti solo dopo la sua iscrizione. i quali a loro volta. L’obbligazione attribuisce la qualità di creditore della società. l’assemblea ordinaria che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate.

6la deliberazione dell’assemblea di scioglimento anticipato. Alla denominazione della società va aggiunta l’indicazione che si tratta di società in liquidazione. convocata dagli amministratori sociale. fondere o scindere la società. i creditori sociali o i terzi. I liquidatori devono adempiere ai loro doveri con diligenza e la loro responsabilità è disciplinata dalle norme sugli amministratori. conservano il potere di gestione “ai soli fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale”. 2il conseguimento o l’impossibilità di conseguirlo dell’oggetto sociale. 3l’impossibilità di funzionamento o la continuata inattività dell’assemblea. XXI . gli amministratori devono procedere senza indugio al suo accertamento e iscrivere nel registro delle imprese la relativa dichiarazione o la delibera assembleare che lo dispone. Possono compiere “tutti gli atti utili per la liquidazione”. con voto favorevole di almeno la metà dei titoli emessi. che delibera sulle modificazioni delle condizioni del prestito. prevista d’ufficio dalla legge quando per tre anni consecutivi non viene adottato il bilancio annuale di liquidazione. né modificare disposizioni dello statuto concernenti la ripartizione degli utili. dal rappresentante comune. in caso di ritardo o omissione gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni subiti dalla società. che tutela gli interessi comuni degli azionisti nei confronti della società. indicando la parte spettante a ciascun socio nella divisione. a meno che non conceda agli obbligazionisti la facoltà di conversione anticipata. I creditori sociali rimasti insoddisfatti 34 . la revoca ha effetto dopo sessanta giorni dall’iscrizione. Il verificarsi di una delle cause non comporta l’estinzione della società ma l’inizio della liquidazione: gli amministratori restano in carica fino alla nomina dei liquidatori e. devono redigere il bilancio finale di liquidazione. 5la delibera straordinaria di scioglimento della società in seguito al recesso di uno o più soci ovvero all’impossibilità di provvedere al rimborso delle relative azioni senza ridurre il capitale sociale o all’opposizione dei creditori alla riduzione. Non possono ripartire fra i soci i beni della società finchè non siano pagati tutti i creditori noti. dei sindaci o del pubblico ministero. verso cui i liquidatori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni subiti. Con l’iscrizione della nomina dei liquidatori. 7 altre cause. per il semplice verificarsi di una causa di scioglimento. 4la riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale. salva diversa disposizione. Il bilancio finale di liquidazione deve esser approvato dai singoli soci e non dall’assemblea. La società può in ogni momento revocare lo stato di liquidazione e tornare ad una fase di normale esercizio con delibera dell’assemblea straordinaria (ma nelle quotate è richiesta la maggioranza di almeno un terzo). la società non può ridurre volontariamente il capitale sociale. I liquidatori sono nominati dall’assemblea straordinaria. I liquidatori devono redigere ogni anno il bilancio (bilancio annuale) e sottoporlo all’approvazione dell’assemblea. sono revocabili anche dal tribunale su istanza dei soci. con delibera che ne fissa anche numero e poteri. Se i fondi risultano insufficienti possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti. entro cui i creditori sociali possono proporre opposizione. e il rappresentante comune. se violano tale limitazione sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni alla società.(che sarà sottoscritto via via che gli obbligazionisti eserciteranno il diritto di conversione) corrispondentemente al valore nominale delle azioni da convertire. gli amministratori cessano dalla carica e devono consegnare loro i libri sociali. Durante la pendenza del periodo di conversione: 1il diritto di opzione spetta anche a tali obbligazionisti. Verificatasene una. se sussiste giusta causa. 2il rapporto di cambio è automaticamente modificato in caso di aumento di capitale o di riduzione dello stesso per perdite. in caso di inerzia provvede il tribunale. Per gli obbligazionisti è prevista un’organizzazione di gruppo articolata in due organi: l’assemblea. Possono essere revocati dall’assemblea straordinaria. o da tanti azionisti che rappresentino almeno un ventesimo dei titoli emessi. completata la liquidazione del patrimonio con la conversione in denaro dell’attivo. dai creditori sociali e dai terzi. Approvato il bilancio finale. 3fin quando i termini di conversione non sono fissati. nominato dall’assemblea.Lo scioglimento della società per azioni si verifica in seguito ad una delle seguenti cause: 1il decorso del termine di durata. i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese.

e possono essere sottoscritti solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale che. Il capitale sociale minimo richiesto è di diecimila euro. il versamento del venticinque per cento dei conferimenti in denaro (dell’intero se unipersonale) può essere sostituito dalla stipula di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria. XXII . In tali casi però il socio può recedere dalla società. Le s. fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale. anche se non ricorre giusta causa. L’atto costitutivo può prevedere l’attribuzione a singoli soci (ma non a categorie di quote) di particolari diritti. rispondono della solvenza della società a meno che gli acquirenti non siano investitori professionali o soci della società emittente. soci o terzi. in caso di successiva alienazione. I titoli di debito non possono avere taglio minimo inferiore a cinquantamila euro. ed è lo statuto a stabilire se tale competenza spetti a soci o amministratori. e nei confronti dei liquidatori.l. diventa quindi accomandante. XXIII – La società a responsabilità limitata è una società di capitali nella quale per le obbligazioni risponde solo il patrimonio sociale. corrispondente alla frazione di capitale sottoscritta. Se la società è a tempo indeterminato il socio può recedere con un preavviso di centottanta giorni. o subordinarlo al gradimento di organi sociali. La quota del socio recedente deve essere prima offerta in opzione agli altri soci. Il socio accomandatario che cessa dall’ufficio di amministratore non risponde per le obbligazioni sociali posteriori all’iscrizione della cessazione dall’ufficio. ma è sufficiente che si tratti di un esperto iscritto nel registro dei revisori contabili. amministrativi o patrimoniali.La società in accomandita per azioni si caratterizza per la presenza di due categorie di soci: i soci accomandatari e i soci accomandanti. ma godono del beneficio d’escussione automatico. in mancanza di acquirenti si procede al rimborso attingendo alle riserve disponibili o. nelle modifiche dell’atto costitutivo però è necessario il voto di tutti gli accomandatari. Gli accomandatari possono essere revocati. possono essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica. Le quote sono rappresentate da azioni.r. durante i quali il collegio sindacale nomina un amministratore provvisorio (con poteri di gestione ordinaria). in mancanza di offerte si procede alla vendita all’incanto solo se lo statuto lo consente. 35 .potranno far valere i loro diritti: nei confronti dei soci. in quanto la s. non possono votare nelle delibere di nomina e revoca dei sindaci né in quelle concernenti l’azione di responsabilità nei loro confronti. i diritti sociali spettano proporzionalmente alla quota. qualora questa non fosse possibile la società si scioglie. non possono emettere obbligazioni. in quanto amministratori. Il capitale della società è diviso in parti in base al numero dei soci (criterio personale) e ciascun socio diventa titolate di un’unica partecipazione. e le partecipazioni non possono essere rappresentate da azioni e non possono costituire oggetto di offerta al pubblico. Gli accomandatari. tramite riduzione reale del capitale. L’atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari. non può mai farsi acquirente delle proprie quote. ma gli è consentita l’emissione di titoli di debito. Resta ferma la regola che il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci e la possibilità per la società di vendere coattivamente le sue quote: la società può venderle agli altri soci in proporzione. L’atto costitutivo può limitare ma anche escludere il trasferimento delle quote.r. Come nelle società di persone. la società si scioglie a meno che non vengono sostituiti entro centottanta giorni. se la vendita non può aver luogo gli amministratori escludono il socio moroso. se il mancato pagamento è dipeso da loro colpa. trattenendo la somma. che l’atto costitutivo può allungare ad un anno. e riducono direttamente il capitale sociale. Per la valutazione non è necessario un esperto designato dal tribunale.l. che rispondono illimitatamente e solidalmente verso i terzi. o a un terzo concordemente individuato dai soci stessi. modificabili solo col consenso di tutti i soci. con delibera dell’assemblea straordinaria. in mancanza. ma può essere previsto che il recesso non possa essere esercitato prima di un certo termine (non maggiore di due anni) dalla costituzione della società. Inoltre. Se tutti gli amministratori cessano.

dal collegio sindacale e dal revisore. Diversamente dalla s.p. 3la riduzione per perdite obbligatoria.).r. L’assemblea dei soci degrada ad organo solo eventuale: l’atto costitutivo può infatti prevedere che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso per iscritto.p. Il tribunale può assegnare un termine. però. approvate con voto determinante di un amministratore in conflitto di interessi. La disciplina in tema di azione di responsabilità degli amministratori è simile a quella della s. In nessun caso la s. Il trasferimento della quota è valido ed efficace fra le parti per effetto del semplice consenso.d.a. su richiesta poi dell’alienante o dell’acquirente deve essere annotato nel libro dei soci. quando cagionino un danno alla società. produce però effetti verso la società solo quando è iscritto nel libro dei soci. nonché da ciascun amministratore e dal collegio sindacale entro novanta giorni dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. e inoltre responsabili con gli amministratori sono anche i soci che hanno intenzionalmente deciso il compimento di alcuni atti dannosi. Decide l’assemblea inoltre anche quando ne sia fatta richiesta da uno o più amministratori o dai soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale. L’atto costitutivo può prevedere la nomina di un collegio sindacale. 2di fusione e scissione. per le modifiche dell’atto costitutivo.. che entro trenta giorni deve depositarla per l’iscrizione. l’atto costitutivo può prevedere cause di esclusione del socio per giusta causa. (centoventimila euro). I trasferimenti per atto fra vivi devono risultare da scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio.. per l’adozione di una nuova decisione che elimini la causa d’invalidità. Possono essere impugnate le decisioni del c. identica disciplina per le decisioni adottate con voto determinante in conflitto d’interessi. che restano in carica a tempo indeterminato. si prevede che i soci decidono su qualsiasi argomento sottoposto dagli amministratori alla loro approvazione o da tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale. con la differenza che anche il singolo socio può promuoverla. possono intervenire tutti i soci iscritti nel libro dei soci (anche se l’iscrizione è avvenuta il giorno stesso).a. il voto dei soci vale in misura proporzionale alla propria quota. dell’oggetto sociale o dei diritti sociali è richiesta l’approvazione di tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale. qualora la partecipazione non sia liberamente trasferibile. l’atto costitutivo può prevedere che gli amministratori non operino come c. nelle società in cui manca alcuni poteri di controllo propri del controllo sono riconosciuti direttamente ai soci che non amministrano la società. entro novanta giorni dagli altri amministratori. nulla invece è disposto sulla comunicazione degli interessi degli amministratori. 3l’aumento di capitale per delega.a.p. Il modo di convocazione dell’assemblea è rimessa all’atto costitutivo. la vendita è priva di effetto se la società presenti entro dieci giorni un altro acquirente che offra lo stesso prezzo. 2le decisioni che comportano una sostanziale modifica dell’oggetto sociale o una rilevante modifica dei diritti dei soci. o se ricorrono le condizione stabilite per la relazione del bilancio in forma abbreviata.d. bensì disgiuntamente o congiuntamente come nelle società di persone.l.a. Le decisioni non prese in conformità della legge o dell’atto costitutivo possono essere impugnate dai soci anche individualmente (a differenza che nella s. La quota può formare oggetto di espropriazione da parte dei creditori personali del socio. non superiore a centottanta giorni. Le decisioni aventi oggetto impossibile o illecito e quelle prese in assenza assoluta di informazione possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse entro tre anni. Il metodo assembleare è tuttavia necessario per: 1le modifiche dell’atto costitutivo. l’amministrazione è affidata a uno o più soci. Non si può però prescindere dal metodo collegiale per: 1la redazione del progetto di bilancio. obbligatoria solo se il capitale non è inferiore a quello minimo stabilito per le s. nominati con decisione dei soci.a. adottate con volo favorevole di almeno la metà del capitale sociale.a. L’assemblea è regolarmente costituita con tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale e delibera a maggioranza del capitale intervenuto. Quando è affidata a più persone.. In mancanza di diversa disposizione statutaria. 36 .p. può acquistare proprie quote.Come nella società di persone.

Perdono la qualifica di coop. la partecipazione può essere rappresentata da quote o da azioni.r.p. Il provvedimento che nega l’autorizzazione dev’esser motivato e il socio può fare opposizione al tribunale. la disciplina delle s. il cui provvedimento deve essere comunicato al socio entro sessanta giorno dalla richiesta. se cessa di farne parte risponde verso la stessa per un anno dal giorno in cui il recesso. Necessario per la costituzione è che i soci siano almeno nove. con effetto verso la società. L’atto costitutivo deve stabilire regole per lo svolgimento dell’attività con i soci che rispettino il principio della parità di trattamento..Le società cooperative sono società a capitale variabile che si caratterizzano per lo scopo mutualistico: fornire beni o servizi od occasioni di lavoro direttamente ai membri dell’organizzazione a condizione più vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato.a.. era in passato modellata su quella delle s. di lavoro) o beni e servizi dagli stessi apportati (coop. di produzione e lavoro).p. La disciplina per i conferimenti è uguale a quella delle s.l. la società si scioglie. Scopo che deve essere prevalentemente. che non godono delle agevolazioni di carattere tributario. è però incompatibile con lo scopo mutualistico l’integrale distribuzione ai soci degli utili prodotti. la disciplina dell’aumento reale del capitale sociale mediante nuovi conferimento ricalca quella della s. sono tuttavia sufficienti tre persone fisiche se la società adotta le norme della s. e per la circostanza che la loro attività deve essere svolta prevalentemente a favore dei soci (coop. se il numero scende al di sotto del minimo e entro un anno non è reintegrato. XXIII .r. non è inoltre consentito il quando l’aumento del capitale sociale è reso necessario da una riduzione dello stesso per perdite..r.. acquista personalità giuridica. Le quote e le azioni dei soci cooperatori non possono essere cedute. purchè questo sia fatto nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili e che inoltre il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della società sia superiore ad un quarto. tuttavia il diritto di opzione può essere escluso solo se è previsto nell’atto costitutivo. il silenzio vale assenso.a. l’esclusione o la cessione della quota si è verificata. Il creditore particolare del socio non può agire sulla quota o le azioni dello stesso. il socio moroso può essere escluso dalla società. (obbligatoria per le coop. ma nessun socio persona fisica può avere una quota superiore a centomila euro (elevabile al due per cento del capitale sociale nelle coop.l. ma non per forza esclusivamente mutualistico. con più di cinquecento soci). tali condizioni di prevalenza vanno indicate nella nota integrativa.Infine. L’atto costitutivo può autorizzare gli amministratori all’acquisto da parte della società di proprie azioni. di consumo). Non possono essere soci quanti esercitano in proprio imprese in concorrenza con quella della cooperativa. a mutualità prevalente le società che per due esercizi non rispettino tali condizioni. Importante distinzione è quella tra le società cooperative a mutualità prevalente e altre società cooperative. ovvero deve utilizzare prevalentemente prestazioni lavorative dei soci (coop.. salvo il diritto del socio di recedere dalla società con preavviso di novanta giorni e purchè siano trascorsi due anni dal suo ingresso in società. tale attività possa anche essere disciplinata da appositi regolamenti predisposti dagli amministratori ed approvati dall’assemblea straordinaria. L’atto costitutivo può autorizzare gli amministratori ad acquistare o rimborsare quote o azioni solo nei limiti degli utili e delle riserve e solo quando il rapporto tra patrimonio netto e complessivo indebitamento sia superiore ad un quarto. e se entro quell’anno si manifesta l’insolvenza della società è tenuta a restituire quanto ricevuto per la liquidazione della quota o il rimborso delle azioni.p. Nella società coop. senza l’autorizzazione degli amministratori.a. e in tal caso i soci che non hanno consentito alla decisione possono recedere dalla società. con meno di nove soci).l. Le società coop. Con l’iscrizione dell’atto costitutivo la società coop. a meno che venga adottata quella delle s. ma oggi si consente alle piccole coop. a mutualità prevalente si caratterizzano per la presenza di clausole statutarie che limitano la distribuzione di utili e riserve ai soci. se l’atto costitutivo lo prevede le cooperative possono svolgere attività con terzi finalizzata alla produzione di utili. a seconda della disciplina scelta. ne fare opposizione in caso di proroga della società. La disciplina delle società coop. L’atto costitutivo può vietare del tutto la trasferibilità di quote e azioni. 37 .

l’intero patrimonio ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione). I quorum solo determinati liberamente nell’atto costitutivo. Il collegio sindacale è obbligatorio negli stessi casi delle s.a. Le società coop. a mutualità prevalente sono previsti altri limiti nella distribuzione degli utili (es: divieto di distribuire riserve tra i soci cooperatori. Nell’assemblea. sono a capitale variabile: la variazione del numero e delle persone dei soci non comporta modificazione dell’atto costitutivo.Oggi è prevista la figura dei soci sovventori: soggetti sprovvisti dei requisiti richiesti per partecipare all’attività mutualistica e il cui ruolo è esclusivamente quello di apportare il capitale di rischio necessario. ai soci persone giuridiche possono esser attribuiti fino a cinque voti. l’atto costitutivo può prevedere il meccanismo delle assemblee separate (obbligatorie quando le società hanno più di tremila soci e svolgono l’attività in più province): le assemblee separate deliberano sulle stesse materie che formeranno oggetto dell’assemblea generale ed eleggono dei soci-delegati che parteciperanno a quest’ultima. Nelle coop. è vietato distribuire dividendi se il rapporto tra patrimonio netto e complessivo indebitamento societario non è superiore a un quarto. L’atto costitutivo può inoltre prevedere in loro favore particolari condizioni per la ripartizione degli utili (ma non può essere maggiorata in misura superiore al due per cento rispetto agli altri soci) e la liquidazione.. Altra soluzione per incentivare il capitale di rischio sono le azioni a partecipazione cooperativa: particolari azioni prive del diritto di voto ma privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale. ma non oltre ai cinque. La maggioranza degli amministratori deve essere costituita da soci cooperatori. può inoltre attribuire a ciascuno di loro più voti. l’interessato può chiedere che sull’istanza si pronunci l’assemblea. su domanda dell’interessato. anche il sovrapprezzo eventualmente determinato dall’assemblea in sede di approvazione del bilancio su proposta degli amministratori.r. amministratori e sindaci e affidare la gestione ad un commissario governativo. determinandone poteri e durata. riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica.l. L’ammissione di nuovi soci è deliberata dagli amministratori. ciascun socio non può rappresentarne più di dieci. La nomina degli amministratori riprende il sistema tradizionale. obbligo di devolvere. purchè la maggioranza resti di nomina assembleare. sempre previa diffida.. e quando la cooperativa ha emesso strumenti finanziari non partecipativi. sono sottoposte al controllo del Ministero dello sviluppo economico. a prezzo di mercato. di maggiore dimensione e quelle che emettono obbligazioni devono sottoporlo a revisione obbligatoria. È prassi consolidata la previsione negli statuti di un altro organo: il collegio dei probiviri: cui è affidata la risoluzione di eventuali controversie fra soci o fra cosi e società. e inoltre i voti attribuiti ai soci sovventori non possono mai superare un terzo dei voti di tutti i soci. Il nuovo socio deve versare. con ampia compagine sociale e territorialmente articolate. salvo lo statuto non disponga diversamente. Cambia la riserva legale: il trenta per cento degli utili. che in caso di irregolare funzionamento della società può revocare. ogni socio persona fisica ha diritto ad un solo voto (“una testa-un voto). Qualora la domanda non sia accolta dagli amministratori. può inoltre disporre lo scioglimento della società se non la ritiene in grado di raggiungere il suo scopo o se per due anni non ha depositato il bilancio o non ha compiuto atti di gestione. qualunque sia il valore della quota o delle azioni possedute. le coop. ma l’atto costitutivo può prevedere diversamente. Hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno novanta giorni. Il socio può farsi rappresentare in assemblea solo da altro socio. Le società coop. Il recesso è ammesso 38 . è consentita l’emissione di obbligazioni e di strumenti finanziari. in caso di scioglimento. I conferimenti dei soci sovventori sono rappresentati da azioni o quote nominative liberamente trasferibili.p. l’assemblea generale delibera definitivamente sulle materie all’ordine del giorno. oltre l’importo delle azioni o delle quote sottoscritte. Per le coop. e senza limiti di ammontare. Anche alle società coop. La formazione del bilancio è assoggettata alla disciplina delle s. Dagli utili vanno tenuti distinti i ristorni (ai quali non si applicano le limitazione per gli utili): rimborsi ai soci di parte del prezzo pagato per beni o servizi acquistati dalla coop. Per tutte le coop. ovvero integrazione della retribuzione corrisposto per le prestazioni del socio. mentre per la altre è sufficiente che l’atto costitutivo fissi la percentuale massima dei dividendi ripartibili fra i soci cooperatori.

coop. Può aver luogo sia tra società dello stesso tipo (omogenea) che fra società o 39 . è richiesto il consenso solo della maggioranza dei soci. proseguendo in tutti i loro rapporti anteriori. se non reintegrato entro un anno. 4per mancanza o perdita dei requisiti previsti per la partecipazione alla società. Diversamente dalle omogenee. e viceversa. una società di capitali può invece trasformarsi in “consorzi. La delibera di trasformazione deve rispondere ai requisiti di forma e di contenuto previsti per l’atto costitutivo del tipo di società prescelto. La fusione in senso stretto è realizzata con la costituzione di una nuova società che prende il posto di tutte quelle che si fondono.. che continua a vivere in una rinnovata veste giuridica. Se in seguito alla trasformazione i soci assumono responsabilità illimitata è richiesto il consenso di tutti i soci che assumono tale responsabilità. che può proporre opposizione al tribunale. Il residuo attivo della liquidazione nelle coop. al fine di favorire la trasformazione di società di persone in società di capitali. è soggetta al controllo di legittimità del notaio che ha redatto il verbale e ad iscrizione nel registro delle imprese. che opera anche per le obbligazioni anteriori alla trasformazione.a. e tale consenso si presume se ai singoli creditori è stata comunicata per raccomandata la delibera di trasformazione ed essi non hanno negato espressamente la loro adesione entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione. La trasformazione eterogenea non è disciplinata per quanto riguarda la società di persone. con la sola differenza che solo la perdita totale del capitale sociale ne è causa. 2nei casi previsti per la società di persone. 3per gravi inadempienze del socio degli obblighi sociali o derivanti dal rapporto mutualistico. se lo prevede l’atto costitutivo.per legge quando l’atto costitutivo vieta la cessione delle quote o delle azioni. a mutualità prevalente deve essere devoluto a fondi mutualistici.r. completati tali adempimenti l’invalidità della trasformazione non può più essere pronunciata.a. associazioni non riconosciute (associazioni riconosciute no) e fondazioni” ed è richiesto il voto favorevole dei due terzi gli aventi diritto al voto oltre il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata. che costituiscono nel contempo conferimento e premio di assicurazione.). la fusione per incorporazione mediante l’assorbimento in una società preesistente di una o più altre società.p. In caso di morte del socio. la delibera di trasformazione in società di capitali. È anche prevista la trasformazione eterogenea in società di capitali. L’esclusione può essere disposta dalla società: 1in caso di mancato pagamento delle quote o delle azioni. È possibile la trasformazione di società di persone in società di capitali. prevalente in una società lucrativa. L’esclusione deve essere deliberata dagli amministratori o. le cause di scioglimento previsti per le s. La fusione è l’unificazione di due o più società in una sola. i soci sono obbligati verso la società al pagamento di contributi. e la liquidazione coatta amministrativa disposta dall’autorità governativa.p. se l’atto costitutivo non dispone diversamente.. Se invece la responsabilità illimitata viene meno i soci non sono liberati dalla responsabilità per le obbligazioni anteriori all’iscrizione della delibera. e nei casi previsti per la s. è però previsto che il consenso dei creditori alla trasformazione vale come consenso alla liberazione di tutti i soci a responsabilità illimitata. salvo l’atto costitutivo non disponga la continuazione con gli eredi. anche se deliberata all’unanimità.l. le trasformazioni eterogenee hanno effetto solo dopo che siano decorsi sessanta giorni dall’ultimo adempimento pubblicitario richiesto. Sono poi cause specifiche: la riduzione dei soci al di sotto del minimo. XXV . I soci che non hanno concorso alla delibera hanno diritto di recesso.La trasformazione omogenea è il passaggio da un tipo ad altro tipo di società. società consortili. La società incorporante o che risulta dalla fusione assume diritti e obblighi delle società partecipanti. Le mutue assicuratrici sono società coop. conserva diritti e obblighi e prosegue in tutti i rapporti. Valgono per le coop. dall’assemblea va comunicata al socio. (o per la s. comunioni d’ azienda. La trasformazione omogenea dev’essere deliberata secondo le modalità previste per le modificazioni dell’atto costitutivo. il rapporto sociale si scioglie. al pari dell’atto costitutivo. se non assicurandosi presso la società”. entro cui i creditori possono opporsi. È espressamente vietata la trasformazione di una società coop. La liquidazione della quota avviene secondo criteri stabiliti nell’atto costitutivo. nelle quali “non si può acquistare la qualità di socio.

XXVI . le modalità dell’operazione (tipo di società. Il procedimento di fusione si conclude con la stipulazione dell’atto di fusione.a. 4è costituita una società europea affiliata da parte di un’altra società europea. ma il regolamento precisa che gli organi di direzione e vigilanza (sistema dualistico) o l’organo di 40 . Non è consentita la scissione di società in liquidazione.p. Il procedimento di costituzione è regolato dalla legge dello Stato della sede in tema di s. Accanto vanno redatti altri tre documenti (per ciascuna partecipante): una relazione degli amministratori delle società partecipanti sulla situazione patrimoniale aggiornata della propria società. La scissione diventa efficace dalla data in cui l’ultima iscrizione dell’atto di scissione è stata eseguita. soggette alla legge di Stati membri differenti (per fusione). in caso di fusione omogenea. 5una s. 2due o più s. atto costitutivo. le attività di incerta attribuzione sono ripartite tra le beneficiarie in proporzione della quota di patrimonio netto loro trasferita.p.l. La fusione tra società eterogenee comporta la trasformazione di una o più delle società che si fondono.p. Nella scissione parziale invece le attività restano in testa alla trasferente. Beneficiari possono essere società di nuova costituzione (scissione in senso stretto) e o una o più società preesistenti (per incorporazione). dotata di personalità giuridica. rapporto di cambio di azioni o quote). Eseguita l’iscrizione l’invalidità dell’atto non può più essere pronunciata.promuovono la costituzione di una società europea holding al fine di sottoporsi a direzione unitaria (SE holding). Con la scissione il patrimonio di una società è scomposto e assegnato in tutto o in parte ad altre società.l. La sua costituzione è consentita quando: 1si fondono s. Progetto e documenti devono restare depositati in copia in ciascuna delle società partecipanti durante i trenta giorni che precedono l’assemblea e fino alla delibera.r. La delibera di fusione è decisa dalle società che vi partecipano mediante l’approvazione del progetto. delle passività rispondono in solido sia queste sia le beneficiarie.. una relazione degli esperti sulla congruità del rapporto di cambio. o s. registro delle imprese). Il progetto di fusione è soggetto a iscrizione nel registro delle imprese. Se nella fusione partecipano soci con responsabilità illimitata.a. Non è consentita alle società che si trovano in stato di liquidazione e abbiano già iniziato la distribuzione dell’attivo.. a meno che non vengano liberati col consenso dei creditori. in cui ciascun socio risponde delle obbligazioni sociali esclusivamente nei limiti del capitale sottoscritto.. In caso di fusione eterogenea i soci che non hanno concorso alla deliberazione avranno diritto di recesso. sospendendo l’attuazione della fusione. con conclusione di iscrizione in un registro (in Italia. delle Stato della sede. I soci che non approvano la scissione hanno il diritto di fare acquistare le proprie partecipazioni dai soggetti indicati nel progetto di scissione per un corrispettivo determinato secondo le norme in tema di recesso. rispettando le norme dettate per le modificazione dell’atto costitutivo. resta ferma la loro responsabilità per le obbligazioni anteriori.La società europea è una società per azioni. Con la scissione totale la società trasferente si estingue. sulla base di trattative. che controlli da almeno due anni una società soggetta alla legge di altro Stato comunitario si trasformi (trasformazione in SE). con contestuale assegnazione ai soci della prima di azioni o quote delle società beneficiarie.a. Le altre fasi sono identiche alla fusione.enti di tipo diverso (eterogenea).p. Prima fase è la redazione di un progetto di fusione. La disciplina dell’assemblea riprende quella delle s. redatto dagli amministratori delle diverse partecipanti. 3due o più enti (anche non società) che presentano un collegamento stabile con ordinamenti comunitari diversi costituiscono una società europea controllata in comune (SE affiliata).p. una relazione degli amministratori la quale illustri e giustifichi il progetto di fusione.a. entro tale termine i creditori possono opporsi al tribunale. redatto per atto pubblico.a. riconosciuto invece solo per le s. soggetto alla stessa pubblicità di quello di fusione. La fusione può essere attuata solo dopo sessanta giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese dell’ultima delibera delle società che vi partecipano. nel quale sono fissate.r. Nelle società di persone è richiesta la maggioranza dei soci. che presentino un collegamento stabile con ordinamenti comunitari diversi . le passività dubbie invece sono ripartite in solido fra loro. Gli amministratori delle società partecipanti alla scissione (anche le beneficiarie) devono redigere un unitario progetto di scissione.

le cui modalità sono rimesse ad accordi fra i rappresentanti dei dipendenti e gli organi competenti delle società partecipanti alla costituzione. è variabile. che non può essere superiore ai sei anni. Le deliberazioni a maggioranza semplice dei voti. in caso di rifiuto. La disposizione di riferimento prevede la costituzione di un organo di rappresentanza dei lavoratori che ha diritto al essere informato e consultato almeno una volta l’anno in merito all’evoluzione dell’attività e delle prospettive della società. Non è possibile organizzare l’amministrazione della SE secondo il sistema tradizionale. 2prolunga il termine di preavviso di recesso ad oltre cinque anni. tali quorum si applicano solo le la legge dello Stato della sede non ne preveda di maggiori. L’aumento di capitale non comporta modificazione dell’atto costitutivo in quanto il capitale delle società coop. in cui i soci rispondono limitatamente o illimitatamente. morte o esclusione il socio ha diritto esclusivamente al rimborso del valore nominale della quota. La società cooperativa europea è una società cooperativa. In Italia l’atto costitutivo va redatto per atto pubblico. Il capitale sottoscritto non può essere inferiore a trentamila euro. I componenti degli organi dei sistemi dualistici e monistici restano in carica per il periodo stabilito dallo statuto. la decisione può essere impugnata davanti all’assemblea. la SE non può essere iscritta. recesso o esclusione. Il socio può essere escluso con delibera dell’organo amministrativo quando sia gravemente inadempiente ai propri obblighi o compia atti in contrasto con l’interesse della società. Si può organizzare o con sistema dualistico. 3trasferisce la sede sociale all’estero. Se non diversamente disposto. dotata di personalità giuridica. se rifiutano. queste vanno conservate nella SE. altrimenti il pagamento resta sospeso. su la cui ammissione delibera direttamente l’assemblea. europea può essere organizzata secondo il sistema dualistico 41 . o aggrava gli obblighi esistenti. Il recesso va dichiarato entro due mesi dalla delibera contestata. è però ulteriormente richiesto che i soci fondatori presentino un legame con almeno due ordinamenti nazionali diversi.amministrazione (sistema monistico) possono disporre la convocazione in qualsiasi momento. Qualora non si raggiunga un accordo è prevista una specifica disposizione cui fare riferimento. è soggetto ad approvazione dell’organo amministrativo. e sono rieleggibili. In caso di recesso. Il diritto di recedere spetta al socio che ha votato contro una modifica statutaria che: 1impone ai soci di effettuare nuovi conferimenti o altre prestazioni a favore della società. Hanno potere di convocazione o di integrazione dell’ordine del giorno anche gli azionisti che rappresentino il dieci per cento del capitale sociale. La qualità di socio si perde per morte. che gestisce la società. che prevede un solo organo di amministrazione. Se erano invece già presenti forme di partecipazione dei dipendenti alla gestione. gli organi sono regolarmente costituiti con la metà dei loro componenti e deliberano a maggioranza dei presenti. la responsabilità è limitata. e a tal fine viene istituita un’apposita delegazione speciale di negoziazione composta dai rappresentanti dei lavoratori. fermo restando che. L’acquisto della qualità di socio coop. ma è previsto che nella medesima categoria le quote abbiano tutte lo stesso valore nominale ed attribuiscano gli stessi diritti. La società coop. che prevede un organo di vigilanza che ha funzione di controllo e un organo di direzione che gestisce la società sotto la propria responsabilità. Le partecipazioni dei soci sono rappresentate da quote obbligatoriamente nominative. È consentita la presenza di soci sovventori. applicabile solo se gli organi competente dichiarino di accettarla. L’ingresso di nuovi soci può avvenire mediante trasferimento delle quote o con sottoscrizione di quote di nuova emissione. Non possono essere nominati i soggetti che la legge dello Stato della sede considera non eleggibili come componenti del corrispondente organo di una società per azioni. è ammessa la creazioni di quote speciali dotate di diritti diversi. o con sistema monistico. La SE si caratterizza per la necessaria presenza di forme di coinvolgimento dei lavoratori nella gestione. Tale procedura di negoziazione è avviata quando viene stabilito il progetto di convocazione. Devono partecipare alla costituzione almeno cinque soci. con iscrizione presso il registro delle imprese. a meno che il capitale non si riduca al di sotto del minimo legale. ma per le modificazioni dello statuto sono richiesti i due terzi. È caratterizzata dallo scopo mutualistico. Se lo statuto nulla prevede.

o la semplice riduzione del prezzo (azione redibitoria). Nelle vendite commerciali sono diffuse clausole particolari volte ad assicurare la presenza nella cosa venduta di specifiche qualità in modo da evitare successive controversie: vendita con riserva di gradimento. Con la clausola di riserva di proprietà il compratore diventa titolare della cosa acquistata solo col pagamento dell’ultima rata del prezzo. oltre al risarcimento danni. XXVII . per le quali viene rilasciato dal vettore o dal magazzino un titolo di credito rappresentativo. L’assemblea deve riunirsi almeno una volta l’anno. 3garantire il compratore dall’evizione e dai vizi della cosa.oppure monistico. che si perfezione solo dopo che il compratore ha esaminato la merce ed ha comunicato al venditore che è di suo gradimento. qualunque sia il numero delle quote che detiene. il venditore dovrà rimborsare al compratore il prezzo pagato e le spese sostenute anche se immune da colpa. Se l’evizione è totale. La garanzia per vizi può essere limitata o esclusa. Si ha evizione quando il compratore perde la proprietà della cosa acquistate o subisce una limitazione nel libero godimento della stessa. con disciplina identica a quella della SE. Le coop. che invece deve essere espressamente pattuita. Le obbligazioni del venditore sono: 1la consegna della cosa al compratore. La vendita su documenti riguarda merci già consegnate ad un vettore per il trasporto o depositate in magazzini generali. Il venditore è inoltre obbligato al risarcimento danni se non prova di aver ignorato senza colpa i vizi della cosa. europee con sede in Italia devono rispettare i vincoli alla distribuzione degli utili. Se l’evizione è parziale. non dà luogo a 42 . In alcuni casi gli effetti reali della vendita si producono in un momento successivo (effetti reali differiti). o si tratti di cose che hanno un prezzo di borsa o di listino. entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio per l’approvazione del bilancio. 2fare acquistare la proprietà al compratore. di cose future o di cosa altrui. in cui il contratto è sottoposto alla condizione sospensiva che la merce abbia le qualità pattuite (contratto già perfetto. rischi di perimento della cosa sono a carico del compratore fin dalla consegna. con decadenza e prescrizione uguale ai vizi occulti. Il compratore decade dalla garanzia se non denuncia i vizi entro otto giorno dalla scoperta e l’azione in ogni caso si prescrive in un anno dalla consegna. ma il relativo patto è improduttivo di effetti se il venditore ha in mala fede taciuto i vizi della cosa. ma che produce i suoi effetti al verificarsi della condizione).La vendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo. In caso di mancata determinazione del prezzo il contratto è nullo a meno che non si tratti di cose che il venditore vende abitualmente e in tal caso si presume che le parti abbiano voluto riferirsi al prezzo normalmente praticato dal venditore. a seguito dell’azione giudiziaria di un terzo che vanta diritti sulla cosa. dato che il possesso dello stesso consente al compratore di rientrare in possesso della merce. fermo restando che il venditore non ne può disporre. che non superi l’ottava parte del prezzo. il compratore ha diritto solo a una riduzione del prezzo. ne consegue che la vendita di tali merci può essere effettuata mediante trasferimento del relativo titolo. Obbligazione principale del compratore è quella di pagare il prezzo convenuto. il mancato pagamento di una sola rata. Il venditore deve sempre garantire la cosa dai vizi occulti (anche dai facilmente riconoscibili se aveva dichiarato che la cosa era immune da vizi). Diversa ancora è la <<garanzia di buon funzionamento>>. come nel caso di vendita di cose generiche. In presenza di vizi coperti da garanzia il venditore può chiedere la risoluzione del contratto (azione redibitoria). Va distinto dai vizi i occulti il caso di mancanza di qualità promesse o essenziali per l’uso cui la cosa è destinata: il compratore ha diritto ad ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento. se l’acquisto non ha effetto immediato. È un contratto consensuale con effetti reali. e sarà tenuto al risarcimento del danno se il fatto che ha prodotto l’evizione è a lui imputabile. Sono possibili i ristorni ai propri soci in proporzione degli scambi mutualistici realizzati con ciascuno. in caso invece di consegna di una cosa completamente diversa (aliud pro alio) l’azione di risoluzione per inadempimento non è soggetta né a decadenza né a prescrizione. vendita a prova. La garanzia di evizione può essere esclusa dalle parti. Nell’ assembla a ciascun socio è attribuito un solo voto.

XXVIII . allo scopo di commercializzare determinati prodotti o servizi. con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio. verso corrispettivo in denaro.L’appalto è il contratto con il quale una parte (l’appaltatore) assume. a meno che non si tratti di modifiche necessarie. il somministrante non può sospendere l’esecuzione del contratto senza congruo preavviso. È possibile inoltre apporre la clausola di esclusiva a favore di una o entrambe le parti. Il 43 . l’appaltatore deve denunziarne prontamente i difetti se vuole essere esonerato da responsabilità per vizi e difformità dell’opera dovuti al materiale. il somministrante qualora intenda stipulate un successivo contratto. ai rivenditori è imposta: 1un’efficiente organizzazione di vendita.Il contratto estimatorio è il contratto con il quale una parte consegna una o più cose mobili all’altra e questa si obbliga a pagarne il prezzo entro un termine stabilito. questa si intende corrispondente al normale fabbisogno del somministrato al tempo della conclusione del contratto. Il contratto di franchising deve essere stipulato per iscritto a pena di nullità. se fornita dal committente. Si caratterizza rispetto alla concessione di vendita in quanto: 1può essere utilizzata in ogni settore di attività economica (e non solo nella vendita di beni). con cui l’affiliante concede verso corrispettivo all’affiliato la disponibilità di un insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale (marchi.) e inserisce lo stesso in un sistema costituito da una pluralità di affiliati distribuiti sul territorio. 4la fornitura di assistenza tecnica alla clientela dopo la vendita. fermo restando che l’organizzazione dei singoli punti spetta ai concessionari. In deroga al diritto comune. se rimane di sua proprietà. diritti di autore. ne questa potrà essere aggredita dai suoi creditori. ecc. possibile solo se l’inadempimento ha notevole importanza ed è tale da menomare la fiducia nell’esattezza dei successivi inadempimenti. XXIX . brevetti. A tutela dell’affiliato. 3la pratica di prezzi e condizioni di vendita prestabiliti dal produttore.. nella pratica sono due le figure contrattuali standardizzata: la concessione di vendita e il contratto di affiliazione commerciale. a differenza della vendita o della somministrazione. il somministrato si obbliga a preferire. salvo che restituisca le cose. di regola costituita dall’esclusiva di rivendita in una certa zona. Se le parti omettono di specificare l’entità della prestazione. Nonostante le modalità di rivendita possono essere variamente articolate. La somministrazione è il contratto con il quale una parte si obbliga. 2l’affiliato è sempre tenuto ad utilizzare i segni distintivi dell’affiliante. Salvo diversa pattuizione è lui stesso a dover fornire la materia. insegne. ecc. L’affiliante è tenuto a mantenere la massima riservatezza in ordine al contenuto dell’attività oggetto dell’affiliazione commerciale. verso il corrispettivo di un prezzo. stipulato fra soggetti giuridicamente ed economicamente distinti. 3l’affiliato è tenuto ad utilizzare la formula commerciale (pubblicità. L’inadempimento di una delle parti relativo a singole prestazioni non legittima la risoluzione del contratto.) creata dall’affiliante. l’affiliante deve avere già sperimentato la propria formula commerciale sul mercato. I contratti di distribuzione sono contratti nei quali. ad eseguire a favore dell’altra parte prestazioni periodiche o continuative di cose.risoluzione del contratto. 5controlli periodici da parte del concedente. Nella concessione di vendita. a parità di condizione. L’affiliazione commerciale (franchising) è il contratto. Fino al pagamento dell’ultima rata il compratore non può vendere la cosa. Con il patto di preferenza. il compimento di un’opera o di un servizio. 2l’acquisto di quantitativi minimi di merce a scadenze determinate e la detenzione di un minimo di scorte e pezzi di ricambio. L’appaltatore non può apportare variazione alle modalità di esecuzione pattuite senza l’autorizzazione scritta del committente. Risolto il contratto. condizioni di vendita. il venditore ha diritto alla restituzione della cosa. assistenza tecnica. limitandone la libertà decisionale in cambio di una posizione di privilegio. è consentito ai produttori di coordinare e indirizzare l’attività dei rivenditori. è stabilito che se l’inadempimento del somministrato è di lieve entità. Gli si applica per analogia la disciplina della somministrazione. Obbligazione dell’appaltatore è quella di compiere l’opera o il servizio commessogli.

Il committente può richiedere la risoluzione del contratto solo se difformità o vizi sono tali da renderla del tutto inidonea alla sua destinazione. La morte dell’appaltatore non scioglie il contratto. Il mittente è tenuto a fornire al vettore tutte le indicazioni necessarie per l’individuazione della cosa da trasportare e per l’esecuzione del trasporto. È possibile solo se dal committente autorizzato. entro sessanta giorni. Il subfornitore è responsabile del funzionamento e della qualità della parte o dell’assemblaggio da lui prodotti. ma dovrà tenere indenne l’appaltatore non solo delle spese sostenute e dei mancati guadagni. il committente è però tenuto a pagare la parte dell’opera già compiuta. l’azione si prescrive in due anni. Nel contratto devono essere specificati i beni o servizi richiesti dal committente. il contratto si scioglie. Sono nulle le clausole che limitano la responsabilità del vettore per i sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore. 2l’appaltatore ha diritto al pagamento del prezzo. tali documenti. verso corrispettivo. rilasciata dal mittente al vettore. Se l’appalto ha per oggetto la costruzione di edifici o altri immobili di lunga durata. responsabili quindi per ritardi o sinistri. in caso contrario può chiedere a sua scelta l’eliminazione dei vizi a spese dell’appaltatore o una riduzione proporzionale del prezzo. Il subappalto è un contratto di appalto stipulato fra l’appaltatore e un terzo. Se l’esecuzione diventa impossibile per causa non imputabile ad alcuna delle parti. diventano titoli di credito rappresentativi della merce: il possessore legittimo potrà esercitare perciò tutti i diritti derivanti dal contratto di trasporto o trasferirle 44 . se rilasciati con la clausola all’ordine. in proporzione all’intero prezzo pattuito. Su richiesta del mittente il vettore è tenuto a rilasciare un duplicato della lettera di vettura o una ricevuta di carico. colui al quale la merce va consegnata nel luogo di arrivo può essere lo stesso mittente o un terzo. Obbligazione del committente è quella di pagare un corrispettivo in denaro. La subfornitura è il contratto con il quale le grandi imprese industriali affidano ad altre imprese alcune fasi della lavorazione dei propri prodotti attraverso la stipulazione di contratti di regola inquadrabili nello schema dell’appalto. ma solo nei limiti in cui essa gli è utile. che provano il ricevimento della merce. Con l’accettazione dell’opera: 1i rischi di perimento o deterioramento passano al committente. a pena di decadenza. non è invece responsabile per i difetti di materiale o attrezzi fornitigli dal committente. il prezzo pattuito e i termini e le modalità di consegna. È nulla ogni pattuizione contraria. a meno che non sia stato stipulato intuitu personae. a trasportare persone o cose da un luogo ad un altro. Il vettore. La disciplina è diversa a seconda dell’oggetto del trasporto. questo collaudo è anche un onere per il committente perché se non lo compie entro breve termine l’opera s’intende accettata.Col contratto di trasporto una parte (il vettore) si obbliga. ma anche a farlo arrivare indenne nel luogo di arrivo e ad evitare perdite o avarie alle cose che il viaggiatore porta con se. il committente ha diritto di verificare l’opera compiuta. potrà liberarsi provando di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno. se non è stato stabilito dalle parti è determinato dal giudice. Solo al committente è consentito il recesso. Quella trasporto di persone riguarda esclusivamente la responsabilità del vettore: la conclusione del contratto non è soggetta a particolari condizioni ed è di regola accompagnata dal rilascio di un biglietto di viaggio (che è un semplice documento di legittimazione): il vettore si obbliga a non solo a trasportare l’avente diritto.committente ha il diritto di controllare lo svolgimento dei lavori e verificare a proprie spese lo stato degli stessi e. possibile anche senza giusta causa. di regola contenuta in un apposito documento: la lettera di vettura. Il committente deve denunziare vizi e difformità. 3l’appaltatore è liberato dalla garanzia per difformità e vizi riconoscibili purchè non li abbia taciuti in malafede. decorso il quale il contratto è automaticamente risolto. si aggiunge la garanzia di dieci anni di durata dell’opera da parte dell’appaltatore. Completata l’opera. purchè li abbia tempestivamente segnalati. avente ad oggetto l’esecuzione della stessa opera o servizio dal primo assunti verso il committente. il committente può fissare un congruo termine entro il quale l’appaltatore deve rispettare tali condizioni. se dai controlli risulta che l’appaltatore non sta rispettando le modalità di esecuzione. Il trasporto di cose è contratto consensuale fra mittente e vettore. XXX .

) consegnate da diversi depositanti. i magazzini generali devono rilasciare una fede di deposito cui è unita una nota di pegno. 2 il trasporto con rispedizione. grano. che il mandato o l’acquisto siano anteriori al pignoramento. in cui più vettori si obbligano con un solo contratto ad eseguire il trasporto fino al luogo di destinazione ciascuno per un tratto di percorso.3 e il trasporto cumulativo. per sottrarsi al risarcimento danni dovrà dimostrare che l’adempimento è dovuto a causa a lui non imputabile. rimanendo però unico responsabile nei confronti del proprio mittente. e nel caso di trasporto di persone ciascuno è responsabile solo per il proprio percorso.Il deposito nei magazzini generali è un deposito regolare: il magazzino assume l’obbligo di custodire le cose ricevute e di restituirle in natura. il calo o l’avaria della merce derivanti da caso fortuito. dal momento che le riceve a quello in cui le riconsegna. e diventa un autonomo titolo di credito all’ordine.Il mandato è il contratto con il quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra parte (mandante). I beni e i diritti destinati ad essere acquistati dal mandante non possono essere aggrediti dai creditori del mandatario purchè risulti. È senza rappresentanza quando il mandatario agisce per conto del mandante ma in nome proprio: il mandatario acquista diritti e assume obblighi nei confronti dei terzi. La fede di deposito è un titolo di credito all’ordine rappresentativo della merce depositata: è perciò trasferibile mediante girata e attribuisce al possessore il diritto della riconsegna della merce. È con rappresentanza quando il mandatario è legittimato ad agire non solo per conto ma anche in nome del mandante: tutti gli effetti degli atti posti in essere dal mandatario in nome del mandante si producono in capo quest’ultimo. a meno che con apposita clausola tale obbligo non sia stato posto a carico del destinatario. XXXI . Obbligo del mittente sarà quello di pagare il trasporto. caso in cui il vettore si obbliga ad eseguire il percorso solo per una parte e a stipulare contratti con altri vettori in nome proprio ma per conto del mittente. Può anche avvenire <<alla rinfusa>>: cioè immagazzinando negli stessi locali partite omogenee di merci (carbone. perciò i danni derivanti da cause ignote sono a suo carico. Il possessore della sola fede di deposito può perciò ritirare la merce solo depositando presso i magazzini la somma dovuta al creditore pignoratizio. Il mandatario deve eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia. per tutte le altre cause equivoche o ignote il rischio resta a suo carico. natura o vizi delle cose trasportate o del loro imballaggio. Il mandato può essere gratuito. sostituendosi al mandatario. tuttavia il mandante. caso in cui il vettore non potendo provvedere direttamente si avvale di altri vettori con i quali stipula altrettanti contratti di trasporto. e può esonerarsi da tale responsabilità solo per le seguenti cause a lui non imputabili: caso fortuito. XXXII . Il vettore è inoltre responsabile per la perdita o l’avaria delle cose consegnategli. La nota di pegno ha solo la funzione di attestare che sulla merce depositata non sussiste diritto di pegno. il mandante può rivendicare quelle acquistate per suo conto dal mandatario che ha agito in nome proprio: il mandatario è obbligato a ritrasferire al mandante le cose acquistate. Il trasporto tra più vettori può avere diverse forme giuridiche: 1 il sub trasporto. e acquistando diritto di rivalsa verso i sub vettori. rimanendo responsabile solo per il proprio percorso. avendo inoltre diritto alla restituzione della merde dietro la riconsegna del titolo. o da vizi delle stesse. infatti sono responsabili a meno che non provino la perdita. e il depositario sarà tenuto a restituire la stessa quantità di merce ricevuta prelevandola dalla formata. Il vettore risponde per la mancata esecuzione del trasporto o per il ritardo. deve rispettare i limiti nel mandato fissati. mentre nel trasporto di cose sono responsabili tutti in solido a meno che uno non dimostri che il fatto non è avvenuto nella propria tratta. ecc. fatto del mittente o del destinatario. può esercitare i diritti di credito derivanti dall’esecuzione del mandato purchè non pregiudichi i diritti spettanti al mandatario. La responsabilità dei magazzini generali è aggravata rispetto a quella del comune depositario. Quando il mandato ha per oggetto cose mobili. in modo legalmente certo.mediante girata del titolo. se staccata dalla fede di deposito attesta un finanziamento garantito da pegno sulle merci depositate. e in caso contrario l’atto 45 . A richiesta del depositante. dalla natura delle merci.

deve essere però provato per iscritto. La commissione è un mandato senza rappresentanza che ha per oggetto l’acquisto o la vendita di beni per conto del committente ed in nome del commissionario. Si riferisce quindi solo ad affari di compravendita. L’agente di commercio opera avvalendosi di una propria autonoma organizzazione e a proprio rischio.si differenza dagli ausiliari subordinati dell’imprenditore. la commissione si scioglie di diritto in caso di fallimento tanto del committente quanto del commissionario. né quando per la morte o la sopravvenuta incapacità del mandante quando è stato conferito anche nell’interesse del mandatario o di un terzo. non si estingue però quando ha per oggetto atti pertinenti all’esercizio dell’attività d’impresa e questa è continuata. al momento della conclusione del contratto col terzo. L’agente ha diritto ad un compenso. e accompagnato da un apposito corrispettivo per l’agente con il limite che la garanzia assunta non dev’essere di ammontare più elevato della provvigione che per quell’affare l’agente avrebbe diritto di percepire. non conosceva l’insolvenza di questo. ciascuna delle parti può recedere dandone preavviso. ma in tal caso la provvigione è maggiorata. e che diventa esigibile solo dal momento in cui il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la propria prestazione. salvo che il mandante non lo approvi successivamente. A differenza che nel mandato. Il patto con cui si limita la 46 . All’atto dello scioglimento del rapporto. Il mandatario può sempre rinunciare al mandato conferitogli. Il mandante può in ogni momento revocare l’incarico conferito. L’indennità non è dovuta quando il rapporto si sciolga per causa imputabile all’agente o quando. Quando è indeterminato. nonché a compiere le operazioni accessoria. qualora fallisca il mandante invece l’esecuzione è sospesa fino alla decisione del curatore. oltre a promuoverli. Al commissionario spetta una provvigione. stabilmente e verso retribuzione. Comporta un diritto di esclusiva reciproca per la zona prefissata. in nome proprio o per conto del mandante. un contratto di trasporto. Si estingue anche per fallimento del mandatario. di accordo col preponente.Con il contratto di agenzia una parte (l’agente) assume. Il contratto di agenzia può essere concluso anche verbalmente o per fatti concludenti. Il contratto d’agenzia può essere a tempo determinato o indeterminato. Salvo patto contrario. anche se legato al preponente da un rapporto stabile. interdizione o inabilitazione del mandante o del mandatario. ma deve risarcire i danni al mandante se non sussiste giusta causa. a meno che. ha anche il potere di concludere direttamente i contratti in nome e per conto del proponente. diritto che però sorge solo con la conclusione del contratto fra terzo e preponente. questi ceda a terzi il contratto di agenzia. Con lo star del credere il commissionario si rende responsabile nei confronti del committente per l’esecuzione dell’affare e quindi per l’adempimento del terzo.resta a suo carico. XXXIII . il preponente deve corrispondere all’agente un’indennità di fine rapporto. L’agente assume il nome di rappresentante di commercio quando. È oggi impossibile prevedere nel contratto di agenzia la clausola dello star del credere. salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi. L’agente ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi direttamente dal preponente con terzi che l’agente aveva precedentemente acquisito come clienti o appartenenti alla zona. Il mandato si estingue in caso di morte. possibile solo se concordata di volta in volta per singoli affari. per questo. ma il preponente può conferirgli la rappresentanza per la conclusione degli stessi. dando un congruo preavviso se il mandato è a tempo indeterminato. La spedizione è un contratto di mandato con il quale lo spedizioniere si obbliga a concludere. Nello svolgimento della propria attività professionale l’agente deve tutelare gli interessi del preponente ed agire con lealtà e buona fede. quando è determinato si trasforma in indeterminato se continua ad essere eseguito dalle parti dopo la scadenza del termine. l’incarico di promuovere contratti in un zona determinata. il mandatario non risponde verso il mandante delle obbligazioni assunte dai terzi nei suoi confronti. normalmente costituito da una percentuale sull’importo degli affari (provvigione). Di regola promuove solamente i contratti. ma solo nel caso in cui il preponente continui a ricevere sostanziali vantaggi dalla relazione di affari con la clientela procurategli dall’agente.

al portatore. fra questo tipo rientrano i depositi rappresentati da buoni fruttiferi e certificati di deposito. Le variazione unilaterali sfavorevoli verso i clienti sono inefficaci se non sono state dagli sessi specificatamente approvate. nei contratti di durata il cliente ha sempre la facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura. solo presso la sede dov’è stato costituito il rapporto. Infine. fanno piena prova. Il libretto di deposito ha per legge valore probatorio: le annotazione sopra poste. nominativi pagabili al portatore. La mediazione è il contratto nel quale un soggetto (mediatore) mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare. I depositi semplici non possono essere alimentati da successivi versamenti e non prevedono la possibilità di prelevamenti parziali prima della scadenza. anche se non esclusiva. ma diventa della stessa responsabile quando tace ad un contraente il nome dell’altro. L’apertura di credito è il contratto con il quale la banca si obbliga a tenere a disposizione dell’altra parte una somma di denaro. salvo patto contrario. che si caratterizza per il necessario intervento di una banca in veste di depositario. consiste nella raccolta del risparmio fra il pubblico (operazioni passive) e nell’esercizio del credito (operazioni attive). Oltre che in conto corrente. Nei contratti d durata può essere pattuita la facoltà della banca di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali. Il mediatore è responsabile verso le parti se omette di far conoscere loro le circostanze a lui note. firmate dall’impiegato della banca che appare addetto al servizio. risponde inoltre dell’autenticità della sottoscrizione delle scritture e dell’ultima girata dei titoli emessi per suo tramite. senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione. che possono però essere effettuati solo in contanti e. la sua durata non può superare due anni e deve riguardare la stessa zona. I tassi di interesse e le altre condizioni economiche devono risultare dal contratto. il mediatore non corre perciò il rischio del buon fine dell’affare e ha diritto alla provvigione anche se le parti non danno esecuzione al contratto concluso. è nullo ogni patto contrario. è necessario però che il contratto sia stato concluso per effetto del suo intervento. l’inosservanza della forma scritta comporta la nullità del contratto. clientela e genere di beni e servizi. oggi però solo a condizione che la modifica sia sorretta da un giustificato motivo. I depositi a risparmio danno invece al depositante la facoltà di effettuare successivi versamenti e prelevamenti parziali. Si differenzia da commissionari e agenti per la posizione di indipendenza rispetto alle parti a favore delle quali esplica l’attività intermediaria: nel caso di incarico conferitogli può in ogni momento disinteressarsi dell’affare. che può esser però fatta valere solo dal cliente. relative alla valutazione ed alla sicurezza dell’affare. Non ha diritto alla provvigione il mediatore non iscritto negli appositi ruoli. un esemplare del contratto deve essere consegnato al cliente in modo da assicurargli la conoscenza e la prova delle condizioni che regolano il rapporto. in mancanza di accordo. È di regola estraneo all’esecuzione del contratto. XXXIV . i depositi bancari si distinguono in semplici e a risparmio. Il deposito bancario è la principale operazione passiva delle banche. l’ammontare e la misura in cui ciascuna parte deve contribuire sono determinate dalla Camera di commercio. per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato. diversamente dall’agente. Costituisce un tipo particolare di deposito irregolare. Con questo contratto la banca acquista infatti la proprietà della somma ricevuta in deposito e si obbliga a restituirla nella stessa specie monetaria alla scadenza del termine convenuto (deposito vincolato) ovvero alla scadenza del depositante (deposito libero). I libretti di deposito a risparmio possono essere nominativi. Il cliente può utilizzare la 47 .concorrenza da parte dell’agente dopo lo scioglimento deve farsi per iscritto. con o senza preavviso. di dipendenza o di rappresentanza. Il diritto del mediatore alla provvigione matura con la conclusione del contratto. I contratti bancari devono essere redatti per iscritto.Le imprese bancarie sono imprese commerciali la cui attività tipica. Di regola la provvigione è dovuta da ciascuna delle parti e. che possono influire sulla conclusione dello stesso.

48 . Sia il tasso di interessi a favore del cliente che quello a favore della banca vanno indicati nel contratto. Il conto corrente si scioglie anche per fallimento del correntista. Il conto corrente. e il correntista non ne può disporre prima che la banca ne abbia conseguito l’incasso. anche prima della scadenza. come di regola accade. comporta il diritto per il cliente di essere informato periodicamente sullo svolgimento del rapporto con l’estratto conto.d. e saldo per valute. quando merci e titoli sono costituiti in pegno regolare (la banca non può disporre delle cose ricevute e deve restituire gli stessi titoli e la stessa merce) o impropria. può ritirare parte dei titoli o delle merci in proporzione delle somme rimborsate dalla banca. di calcolo. Lo sconto è il contratto con il quale la banca (scontante) anticipa al cliente (scontatario) l’importo di un credito verso terzi non ancora scaduto. Si innesta un’attività gestoria della banca per conto del cliente (c. La garanzia è costituita esclusivamente da titoli o merci il cui valore è facilmente accertabile. con facoltà di operare congiuntamente o disgiuntamente. può inoltre ripristinare la disponibilità con successivi versamenti. ed entro sessanta giorni dal suo ricevimento può proporre opposizione. In deroga al principio dell’indivisibilità del pegno. Il cliente a sua volta cede alla banca il credito stesso.d. che restano distinti e autonomi tra loro. e la somma algebrica degli stessi determina il credito di cui il cliente può disporre. determinato dalle annotazioni in conto delle diverse operazioni. ma nel caso un conto presenti un saldo attivo e l’altro un passivo. Quando il conto corrente è a tempo indeterminato. a sua volta. decurtato dell’interesse. in alternativa può vendere i titoli. salvo buon fine. È infine stato eliminato il fenomeno dell’anatocismo(calcolo degli interessi sugli interessi) a favore esclusivo delle banche. ad eccezione di quelle derivanti da operazioni che comportano una successiva attività di incasso da parte della banca (es: versamenti di assegni bancari). per le quali l’importo è accredito con riserva di verifica e salvo buon fine. altrimenti si considera approvato. di regola fissato in un giorno. questi si compensano reciprocamente. L’anticipazione bancaria è una tipica operazione di finanziamento garantita da pegno. La banca. dopo vari interventi legislativi è stato stabilito che le banche. per le rimesse effettuate nel periodo sospetto (sei mesi antecedenti il fallimento). L’apertura può essere allo scoperto o assistita da garanzie a favore della banca. che indica l’ammontare giornaliero del credito di cui il cliente può disporre. Il conto corrente bancario prevede l’apertura della banca di un conto intestato al cliente nel quale vengono annotati mediante scritture contabili tutti i versamenti e i prelievi. servizio di cassa) nella quale la stessa deve utilizzare la diligenza del mandatario. di regola a tempo indeterminato. L’anticipazione può essere propria. L’approvazione non pregiudica la possibilità per il correntista di impugnare l’estratto conto per errori di scritturazione. È prevista l’immediata disponibilità delle somme risultanti a credito del cliente. e l’ammontare del credito dalla banca concesso è proporzionale al loro valore. ha diritto di ottenere un supplemento di garanzia se il valore delle cose in pegno diminuisce di un decimo. È stato posto il problema relativo al far rientrare o meno nella categoria dei debiti liquidi ed esigibile sottoposti a revocatoria fallimentare le rimesse effettuate sul conto corrente bancario passivo. purchè il credito residuo risulti sufficientemente garantito. saldo disponibile. Il conto corrente può essere intestato a più persone. il beneficiario dell’anticipazione. lo scontato resta quindi obbligato se non paga il debitore ceduto. Si distingue tra saldo contabile.somma messagli a disposizione dalla banca in una o più volte. sono tenute a restituire al fallimento solo una somma pari alla differenza fra il massimo saldo negativo raggiunto nel periodo in cui opera la revocatoria e quello registrato alla data di apertura del fallimento (c. quando i titoli sono costituti in pegno irregolare. Un soggetto può avere presso la stessa banca più conti. che rileva solo per il conteggio degli interessi. regola del massimo scoperto). ciascuna delle parti può recedere dando un preavviso. omissioni o duplicazioni nel termine decennale di prescrizione.

quale ne sia l’ammontare. XXXV – Il leasing è un contratto che intercorre fra un’impresa finanziaria (la società di leasing) e chi ha bisogno di beni strumentali per la propria impresa. a semplice richiesta scritta. che si obbliga anche a fornire una serie di 49 . e l’autonomia della garanzia (che la differenzia dalla fideiussione). presenti e futuri. anche futura. È previsto che l’impresa di leasing ha diritto di chiedere la risoluzione del contratto anche in caso di mancato pagamento di un solo canone. in base al quale i beni costituiti a garanzia di un determinato rapporto possono essere utilizzati dalla banca per tutti i crediti. la banca escussa può ottenere la sospensione della garanzia invocando l’exceptio doli. alla cui scadenza il bene avrà un valore economico minimo) e leasing impuro o traslativo (beni di consumo durevoli) sostenendo che solo per i primi è applica il trattenimento dei canoni riscossi e del risarcimento danni. se questo subentra il concedente diventa creditore della massa. assunta dal cliente garantito. Le garanzie bancarie autonome rappresentano invece il fenomeno dell’intervento di una banca come garante. Con apposite clausole. che si consumano di regola parallelamente alla durata del contratto. l’impresa interessata all’utilizzo del bene (utilizzatore) ed un’impresa che produce o distribuisce il bene stesso (fornitore). se opta per lo scioglimento il concedente ha diritto al restituzione del bene e può trattenere i canoni riscossi non soggetti a revocatoria fallimentare. e il servizio di cassette di sicurezza. dove questa. oltre all’obbligo di custodire i titoli ricevuti (deposito regolare). La sua funzione è assicurare alla banca il recupero del credito concesso al cliente. quanto dovutole. salvo il risarcimento dei maggiori danni (differenza dalla vendita con riserva di proprietà). in quanto il bene non ha perso di valore. in quanto la banca è obbligata anche se l’obbligazione del debitore principale non è venuta ad esistenza è divenuta impossibile. In caso di comportamento doloso del beneficiario (es: garanzia azionata nonostante l’avvenuto pagamento del debitore principale). L’impresa di leasing acquista dal fornitore il bene desiderato dall’utilizzatore e lo cede in godimento a questi stipulando un contratto (di leasing): il godimento è concesso per un periodo di tempo determinato. solitamente predeterminati nell’ammontare dei canoni residui e nel prezzo di opzione. È tuttavia invalida la fideiussione omnibus che per obbligazioni future non stabilisce l’importo massimo garantito. Nel leasing operativo i beni sono concessi direttamente dal produttore. senza che il beneficiario sia tenuto a provare l’inadempimento della controparte. I servizi di custodia delle banche si dividono in due figure: il deposito titoli in amministrazione la banca. assume l’incarico di provvedere all’esercizio di tutti i diritti inerenti ai titoli stessi. all’utilizzatore è riconosciuta la facoltà di acquistare la proprietà del bene alla scadenza del contratto pagando un prezzo determinato. In caso di fallimento dell’utilizzatore il contratto rimane sospeso fino alla decisione del curatone. che però risponde dell’idoneità e la custodia dei locali e per l’integrità della cassetta. mentre per i secondi l’utilizzatore dovrà corrispondere solo un equo compenso. il contenuto resta però ignoto alla banca. Ispirato alla medesima finalità è il pegno omnibus. come corrispettivo l’utilizzatore deve corrispondere un canone periodico. tutti i rischi connessi al godimento del bene sono posti a carico dell’utilizzatore (differenza con locazione con patto di futuro acquisto della proprietà). a meno che non fornisca la prova positiva che l’evento dannoso era imprevedibile ed inevitabile con la diligenza professionale. munendola di doppia chiave (una per se stessa e una per il cliente) necessarie entrambe per l’apertura della stessa. vantati dalla stessa nei confronti del cliente. Si caratterizzano per l’obbligo di pagamento <<a prima richiesta>> da parte della banca. La forma più diffusa è il leasing finanziario: si conclude nell’ambito di un’operazione trilaterale alle quali partecipano la società di leasing (concedente).La fideiussione omnibus è una garanzia che assicura alla banca l’adempimento di qualsiasi obbligazione. e ha diritto di trattenere integralmente i canoni riscossi. Il fideiussore è tenuto a pagare immediatamente alla banca. La Corte di Cassazione ha però introdotto una distinzione tra leasing tradizionale o di godimento (beni strumentali di impresa. che la banca mette a disposizione del cliente.

sugli investitori viene a gravare il rischio dell’insolvenza dei debitori originari. il factor a sua volta si obbliga a gestire. Gli intermediari devono comportarsi con diligenza. raccolta di ordine di acquisto e vendita. l’emittente i titoli risponde del pagamento degli stessi non con tutto il suo patrimonio. e per il servizio percepisce un compenso sia dai fornitori sia dagli acquirenti. Le società di intermediazione mobiliare (Sim) devono essere costitute esclusivamente nella forma di s. collocazione sul mercato di nuove emissioni. Avviene dietro versamento da parte del richiedente dell’importo corrispondente. XXXVI . come regola generale. nell’offerta al pubblico fuori sede le Sim devono avvalersi 50 . E ancora. correttezza e trasparenza. memorizzato su un dispositivo elettronico ed accettato come mezzo di pagamento da soggetti diversi dall’emittente stesso. Nell’accorso deve essere specificato il (futuro) debitore ceduto e la cessione può avere per oggetto solo crediti che sorgeranno da contratti da stipulare in un periodo non superiore a ventiquattro mesi. La cessione avviene di regola pro solvendo: il cedente garantisce la solvenza del debitore ceduto. Il titolare ha diritto di ottenere il rimborso delle somme non utilizzate. Vanno distinti le carte bilaterali. Tutti i contratti relativi ai servizi di investimento devono essere redatti in forma scritta a pena di nullità. L’esercizio nei confronti del pubblico dei servizi di investimento è riservato alle Sim. gestione di patrimoni mobiliari. La cartolarizzazione dei crediti è un’operazione volta a facilitare lo smobilizzo di masse di crediti mediante l’incorporazione in titoli di credito di massa destinati ad essere sottoscritti da investitori professionali. quest’ultima stipula col venditore un contratto di leasing avente ad oggetto gli stessi beni. che può esser fatta valere solo dal cliente.. in cui l’emittente paga ai fornitori quanto loro dovuto dai titolari della carta e a scadenza periodiche si fa poi rimborsare da quest’ultime quanto pagato dai primi per loro conto. Le carte di credito sono documento che consentono al titolare di acquistare beni o servizi senza pagamento immediato del prezzo.p. ed è utilizzabile presso gli esercizi commerciali convenzionati. e le carte trilaterali (es: Visa). Il meccanismo delle carte trilaterali è reso possibile dalla stipulazione preventiva dell’emittente con i fornitori (convenzione di abbonamento) e con gli utilizzatori della carta (convenzione di rilascio). che pagherà i canoni di leasing e potrà riacquistarli alla scadenza esercitando la relativa opzione.servizi collaterali (es: assistenza). alle banche e alle imprese di investimento estere.a. all’esercizio di uno o più servizi d’investimento. sentita la Banca d’Italia. rilasciate dalle stesse imprese fornitrici di beni e servizi (es: grandi magazzini) che consentono di effettuare acquisti in tutti i punti vendita dell’emittente con differimento del pagamento. Il factoring è un contratto con il quale l’imprenditore cedente (fornitore) cede in massa al factor tutti i propri crediti presenti e futuri derivanti dai contratti stipulati nell’esercizio dell’impresa o anche solo quelli derivanti da determinati operazioni. Nel leasing di ritorno (lease-back) un imprenditore vende i propri beni ad una società di leasing che ne paga il prezzo. questi restano perciò nella disponibilità del venditore. L’attuale disciplina fissa per tutti i servizi di investimento il principio che gli strumenti finanziari ed il denaro dei singoli clienti costituiscono patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello dell’intermediario e degli altri clienti.I servizi di investimento comprendono una serie di attività che hanno per oggetto valori mobiliari ed altri strumenti finanziari: compravendita degli stessi. nell’interesse dei clienti e per l’integrità del mercato. secondo le modalità previste dal contratto. devono avere un capitale versato non inferiore a quello determinato in via generale dalla Banca d’Italia e devono essere preventivamente autorizzate dalla Consob. contabilizzare e riscuotere i crediti cedutigli. rimborsi) derivanti dai crediti che sono a base dell’operazione di cartolarizzazione. il cessionario può tuttavia rinunciare alla garanzia della solvenza (pro soluto) assicurando il pagamento del credito anche in caso di inadempimento del debitore. La moneta elettronica è un valore monetario rappresentato da un credito nei confronti dell’emittente. ma esclusivamente con il flusso finanziario (interessi.

esclusivamente dell’opera di promotori finanziari. le altre attività con le stesse acquistate costituiscono il patrimonio del fondo comune. e il diritto al rimborso può avvenire solo a scadenze predeterminate. e in cambio di queste gli investitori ricevono quote di partecipazione al fondo (tutte di uguale valore e che attribuiscono uguali diritti). i fondi chiusi non possono avere durata superiore ai trent’anni. e soggette alla vigilanza di entrambe. l’ammontare del fondo è predeterminato.a. può ottenere il risarcimento dei danni arrecati al fondo comune per mala gestio. e soggette alla preventiva autorizzazione alla svolgimento dell’attività da parte della Banca d’Italia sentita la Consob. Il cliente può sempre impartire istruzioni vincolanti sulle operazioni e può recedere dal contratto in ogni momento. Gli organismi di investimento collettivo sono organismi che investono in strumenti finanziari o in altre attività di raccolta fra il pubblico dei risparmiatori operando secondo criteri di gestione fondati sul principio della ripartizione dei rischi. trasparenza e correttezza nell’interesse dei partecipanti del fondo. il cui ammontare non è quindi predeterminato. nel contempo i partecipanti in ogni momento possono ottenere il rimborso della propria quota. Ciascun partecipante. Nei fondi comuni di investimento gli investitori (partecipanti al fondo) non diventano soci della società di gestione che provvede all’investimento collettivo. gli investitori diventano perciò azionisti della Sicav e le somme da loro 51 . La Sgr (e solo essa) è per legge investita del potere di decidere tutti gli atti di amministrazione e di disposizione del patrimonio del fondo. e non azioni della società di gestione. le somme versate e la attività in cui le stesse sono investite costituiscono patrimonio autonomo (il fondo comune) diverso da quello della società di gestione.a.p. La contabilità della Sgr è soggetta a recisione contabile obbligatoria. Nei fondi aperti gli investitori possono sottoscrivere in ogni momento le quote del fondo. al pari delle modificazioni dello stesso. è infine soggetta a limitazioni e divieti fissati dalla Banca d’Italia al fine di assicurare il contenimento ed il frazionamento del rischio. essi sono gestiti attraverso successive operazioni di investimento e disinvestimento tese ad incrementare il valore patrimoniale mobiliare. Il patrimonio conferito dal cliente costituisce patrimonio separato da quello dell’impresa. La gestione di portafogli è un’operazione con la quale il cliente affida all’intermediario una determinata somma di denaro perché la investa in strumenti finanziari secondo criteri concordati. Le società di investimento a capitale variabile (Sicav) sono s. alla quale deve essere affidata la custodia degli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide del fondo. Anche la banca depositaria è responsabili nei confronti della Sgr e dei partecipanti per ogni pregiudizio ad essi recato in conseguenza dell’inadempimento dei propri obblighi. nei quali l’investimento da parte dei risparmiatori avviene attraverso la sottoscrizione delle azioni emesse da tale società. nei limiti del proprio interesse. deve operare con diligenza. i titoli. ciascun fondo comune di investimento costituisce patrimonio autonomo. dev’essere raccolto mediante una o più emissioni di quote che devono essere sottoscritte entro diciotto mesi. Per ogni fondo istituito la Sgr deve predisporre un apposito regolamento soggetto all’approvazione della Banca d’Italia. I fondi pensione costituiscono forme di previdenza collettiva di natura privata per l’erogazione ai lavoratori e ai liberi professionisti di trattamenti pensionistici integrativi di quelli corrisposti dal sistema obbligatorio pubblico. banche autorizzate.p. Nel nostro ordinamento sono previste due forme giuridiche: fondi comuni di investimento e società di investimento a capitale variabile (Sicav). il loro patrimonio è investito in valori mobiliari o altre attività finanziarie rispettando il criterio di ripartizione dei rischi. L’iniziativa per l’istituzione dei fondi comuni è riservata alle società di gestione del risparmio (Sgr): costituite in forma di s. può rifiutarsi di eseguire le operazioni che riceve. in caso di violazione. Il fondo può procedere direttamente solo alla sottoscrizione o all’acquisto di partecipazioni in società immobiliari e di quote di fondi comuni di investimento chiusi. la stessa è tenuta ad accertare che le operazioni disposte dalla Sgr siano conformi alla legge e al regolamento e. la gestione degli altri investimenti dev’essere affidata ad intermediari specializzati (Sim. è nullo ogni patto contrario. È infine necessaria la presenza di una banca depositaria. Sgr). senza possibilità di ingerenza da parte degli investitori. Nei fondi chiusi invece. Le somme versate dai partecipanti.

le azioni al portatore attribuiscono un solo voto per ogni socio.000 euro). I contratti di borsa di distinguono in contratti a contanti e a termine. ordine di borsa). Il più antico e importante in Italia è la borsa valori. al pari del rimborso. con la 52 . XXXVII – Il mercato mobiliare risponde al duplice scopo di agevolare la conclusione e l’esecuzione dei relativi contratti di compravendita e del formarsi di prezzi ufficiali significativi degli strumenti finanziati scambiati. Lo statuto può prevedere più comparti d’investimento. distinto a tutti gli effetti da quello degli altri comparti. non sono ammessi conferimenti in natura. un milione di euro). Ogni modifica dello statuto deve essere preventivamente approvata dalla Banca d’Italia. Anche per le Sicav è necessaria una banca depositaria. che presenti sufficienti informazioni sulle condizioni dell’offerta e i prodotti finanziari offerti così da mettere un investitore in grado di decidere di acquistare o di sottoscrivere tali prodotti finanziari. obbligazioni. e la legge riconosce all’investitore il risarcimento del danno per aver fatto ragionevole affidamento sulla veridicità e completezza delle stesse entro due anni da quando ha scoperto la falsità o le omissioni del prospetto. Coloro contro i quali l’azione è proposto possono esonerarsi solo fornendo la non facile prova d’aver adottato ogni diligenza allo scopo di assicurare che le informazioni fossero conformi ai fatti e non presentassero emissioni in tal senso. Inoltre. La Consob definisce le modalità di svolgimento dell’offerta al fine di assicurare la parità di trattamento tra i destinatari. Sicav. chi intende acquistare o vendere titoli quotati in borsa è tenuto perciò a conferire ad uno di questi apposito incarico scritto di acquisto o di vendita (c.d.500. e inoltre è richiesto per legge un capitale iniziale non inferiore a quello stabilito dalla Banca d’Italia (ad oggi. dopo che questo sia stato approvato dalla Consob. e ciascun comparto costituisce patrimonio autonomo. l’emissione. cambiando così il proprio peso in assemblea. La costituzione delle Sicav dev’essere preventivamente autorizzata dalla Banca d’Italia. Le azioni possono essere nominative o al portatore a scelta del sottoscrittore. deve avvenire con la periodicità indicata nello statuto. Nei contratti a termine la liquidazione era unica per tutti i contratti conclusi in un determinato periodo (mese di borsa) e avveniva con cadenza mensile in un giorno fissato dal calendario di borsa. essendo le Sicav a capitale variabile è possibile in ogni momento l’ingresso e l’uscita dei soci senza che le corrispondenti variazioni di capitale comportino una modifica dell’atto costitutivo. la loro liquidazione per compensazione avviene con cadenza giornaliera. o a un numero di soggetti non superiore a quello indicato dalla Consob (oggi. o l’ammontare complessivo non superi quello fissato dalla Consob (oggi. La negoziazioni in borsa è riservata per legge a determinate categorie di intermediari professionali. è possibile convertire in qualsiasi momento azioni da una categoria all’altro. sentita la Consob. indipendentemente dal numero delle azioni. Coloro che intendono effettuarla devono prima pubblicare un prospetto informativo. Costituisce offerta al pubblico di prodotti finanziari ogni comunicazione rivolta a persone. mentre però per le azioni nominative ogni azione attribuisce un voto. per ognuno dei quali è emessa una categoria di azioni. ecc. La disciplina dell’offerta al pubblico di prodotti finanziari non trova applicazione quando l’offerta è rivolta ai soli investitori qualificati (banche. Per i contratti a contanti è prevista l’esecuzione entro un termine massimo che decorre dalla conclusione di ciascun contratto: termine attualmente fissati in tre giorni dal regolamento di borsa. 2. non è inoltre consentita la costituzione per pubblica sottoscrizione. Sim. I contratti di borsa sono contratti standardizzati che (di regola) hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di un determinato quantitativo di valori mobiliari (azioni. 100). Il capitale sociale deve essere interamente versato al momento della sottoscrizione. Nelle Sicav sono soppressi i quorum costitutivi dell’assemblea ordinaria e di quella straordinaria in seconda convocazione. Sgr. in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo. la cui esecuzione è differita ad una scadenza predeterminata.versate entrano a far parte del patrimonio sociale (non si costituisce quindi patrimonio separato). Il prospetto informativo deve contenere tutte le informazioni necessarie.). quote di fondi comuni) individuati solo nel genere (es: 1000 azioni Fiat).

Nell’assicurazione contro i danni l’assicuratore si obbliga a rivalere l’assicurato. ad una determinata scadenza. ma la nullità può esser fatta valere solo dall’assicurato. In caso di assicurazione contratta per somma superiore al valore della cosa. ma dev’essere provato per iscritto. contratti in cui una delle parti. entro un termine concordato o alla scadenza. del danno ad esso prodotto da un sinistro. se dopo avrà solo una riduzione proporzionale dell’indennizzo. oppure a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana (assicurazione sulla vita umana). Ancora. Ed il danno risarcibile è di regola costituito solo dalla perdita subita (danno emergente). Il contratto è nullo se il rischio non sia mai esistito o abbia cessato di esistere prima della conclusione del contratto. Oggi per le operazioni puramente speculative esiste un nuovo mercato a termine in cui due sono le forme previste: i futures.p. in unica soluzione o in rate periodiche. entro i limiti convenuti. Le società che svolgono tale attività non possono esercitarne di diverse (escluso anche l’esercizio cumulativo dell’assicurazione danni e dell’assicurazione vita). l’attività assicurativa può essere esercitato solo da s. verso rimborso di un prezzo che può essere aumentato o diminuito nella misura convenuta. nel contempo il riportatore si obbliga a trasferire. Il rischio ed il premio sono gli elementi essenziali di. l’assicuratore è perciò obbligato a rilasciare al contraente la polizza di assicurazione o altro documento da lui sottoscritto. contratti a termine con i quali le parti si obbligano a scambiarsi alla scadenza un certo quantitativo di determinate attività finanziare a un prezzo prestabilito. in questo caso sono previste però due deroghe rispetto alla disciplina generale della rappresentanza quando il contratto è stipulato da un rappresentante senza poteri: l’interessato può ratificare anche dopo il verificarsi del sinistro. la proprietà di altrettanti titoli della stessa specie. può però essere all’ordine o al portatore.consegna dei titoli ed il pagamento del prezzo del giorno in cui il contratto era stato concluso. si tratta perciò di titoli impropri. È un contratto reale. Il contratto di assicurazione è un contratto consensuale. i tradizionali contratti a termine legati alla liquidazione mensile hanno cessato di esistere.. società coop. entro i limiti convenuti. e in tal caso si consente anche il trasferimento del credito verso l’assicuratore. Il riporto è un contratto con il quale una parte (il riportato) trasferisce in proprietà all’altra parte (riportatore) titoli di credito di una data specie per un determinato prezzo. per azione e società di mutua assicurazione. Attualmente. se lo richiede entro tre mesi dalla scoperta non deve nessun indennizzo. dev’essere pagato anticipatamente. A partire dal 1996. l’inizio dell’attività è subordinato alla preventiva autorizzazione dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Isvap). l’indennizzo non può superare il valore che le cose perite o danneggiate hanno al tempo del sinistro. verso pagamento di un premio. La polizza di assicurazione può essere nominativa e in tal caso ha solo funzione probatoria. se non vi è stato dolo l’assicuratore dovrà 53 . Per salvaguardare il rischio di insolvenza è poi prescritta la costituzione di riserve tecniche per far fronte ad eventuali impegni futuri. a rivalere l’assicurato.Col contratto di assicurazione l’assicuratore si obbliga. il rappresentante senza poteri è tenuto personalmente a pagare i premi e ad osservare gli altri obblighi derivanti dal contratto fin quando l’interessato non abbia ratificato e rifiutato la ratifica. e il contratto si risolve di diritto se. acquisisce la facoltà di acquistare o di vendere un certo quantitativo di determinate attività finanziare ad un prezzo prestabilito. Il contraente può agire in veste di rappresentante dell’assicurato. ma con gli effetti propri della cessione. In caso di dichiarazioni inesatte o di reticenze in seguito a dolo o colpa grave dell’assicurato. l’assicuratore non agisce per la riscossione. nel termine di sei mesi. così fruendo ugualmente della copertura assicurativa. e le opzioni. Il contratto di assicurazione stipulato con un’impresa non autorizzata è nullo. È dominata dal principio indennitario: l’indennizzo dovuto dall’assicuratore non può superare il danno sofferto dall’assicurato. del danno ad esso prodotto da un sinistro (assicurazione contro i danni). dietro pagamento di un corrispettivo. XXXVIII . non anche dal mancato guadagno (lucro cessante). se vi è stato dolo da parte dell’assicurato il contratto è annullabile.a. Il premio è il corrispettivo dovuto dall’assicuratore. l’assicuratore può chiedere l’annullamento del contratto. se non è pagato alle scadenze convenute l’assicurazione resta sospesa.

L’assicuratore ha solo la facoltà di pagare direttamente al danneggiato ed è obbligato al pagamento diretto solo se l’assicurato lo richiede. nei limiti previsti dal contratto (c. massimale) a tenere indenne l’assicurato di quanto questi dovrà pagare a terzi a titolo d risarcimento danni a causa di eventi che comportano una responsabilità civile dell’assicurato stesso. verso il corrispettivo di un determinato apporto. chi acquista in buona fede il possesso del titolo non è soggetto a rivendicazione. i terzi acquistano diritti e assumono obblighi soltanto verso l’associante. 54 . L’apporto dell’associato entra a far parte del patrimonio dell’associante (non c’è quindi separazione patrimoniale). è esclusa però la possibilità di assicurare la morte di un terzo. Anche in caso di pluralità di assicurazioni sullo stesso bene.I titoli di credito sono documenti destinati alla circolazione che attribuiscono diritto a una determinata prestazione. chi ha conseguito il possesso materiale del titolo di credito. Salvo patto contrario. L’ipotesi di assicurazione parziale si ha invece nel caso in cui la cosa sia assicurata per somma minore del proprio valore reale (es: VR: 200 VA: 100). L’associato ha diritto alla partecipazione agli utili (spettante al capitale apportato se non diversamente pattuito) e partecipa alle perdite nella stessa misura. al quale spetta esclusivamente la gestione dell’impresa. anche in caso di acquisto a non domino (ad esempio. neutralizzando i rischi e gli inconveniente che al riguardo presenta la disciplina della cessione del credito. l’associante non può attribuire partecipazione per la stessa impresa o per lo stesso affare ad altre persone senza il consenso dei precedenti associati. È svincolata dal principio indennitario. La loro funzione è quella di rendere più semplice. ma anche su quella di un terzo. Quattro sono i principi cardine della disciplina generale dei titoli di credito: autonomia del diritto. L’assicurazione sulla vita può esser stipulata non solo sulla propria. Il danneggiato non può agire direttamente contro l’assicuratore ne chiamarlo in causa. sequestro. ma nei limiti del valore del suo apporto. L’assicurato ha l’obbligo di informare l’assicurazione del sinistro entro tre giorni e fare quanto possibile per il salvataggio delle cose assicurate. XL . rapida e sicura la circolazione dei diritti di credito. i vincoli (pegno.d. l’assicuratore risponde dei danni solo in maniera proporzionale alla parte assicurata (es: Danno 100 Assicurazione: 50). se non adempie a questi obblighi perde il diritto all’indennità. L’assicurazione della responsabilità civile è un tipo particolare di assicurazione contro i danni. Nell’assicurazione sulla via l’assicuratore si obbliga a pagare al beneficiario un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana. ecc. facoltà che spetta solo all’assicurato. con essa l’assicuratore si obbliga. è senz’altro legittimato all’esercizio del diritto cartolare in esso contenuto. pignoramento. per le quali vale il principio “possesso di buona fede vale titolo”) anziché il diritto in esso menzionato.) non hanno effetto se non risultano dal titolo. L’indennità dovuta dall’assicuratore è commisurata solo all’ammontare dei premi pagati e dev’esser corrisposta per l’intero qualora l’eventi si verifichi. legittimazione. L’associato ha inoltre diritto a ricevere il rendiconto dell’affare compiuto o del rendimento annuale se l’affare si protrae per più di un anno. L’associazione in partecipazione è il contratto con il quale una parte (l’associante) attribuisce all’altra (l’associato) una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari. letteralità. attraverso una finzione giuridica che consiste nel ritenere che oggetto di circolazione sia il documento (cosa mobile. chi acquista un titolo di credito acquista il diritto il cui contenuto è determinato esclusivamente dal tenore letterale del documento. esclusa solo la responsabilità dovuta a fatti dolosi. quanto ricevuto come risarcimento non deve superare il valore reale del bene. tale azione non preclude quella contro l’assicurato.risarcire il danno del minor valore assicurabile e il contraente avrà diritto di ottenere per il futuro una proporzionale riduzione del premio. da un ladro). senza il consenso scritto di questo. e il capitale o la rendita possono essere liberamente determinati dalle parti e sono in ogni caso dovuti dall’assicuratore al verificarsi dell’evento previsto. Nell’assicurazione per automobili (che è obbligatoria per legge) però il terzo danneggiato può agire direttamente verso l’assicuratore nei limiti massimali della polizza.

Chi ha perso il possesso contro la sua volontà può però esercitare azione di rivendicazione nei confronti dell’attuale possessore. Sono titoli astratti quelli che possono essere emessi in base ad un qualsiasi rapporto fondamentale e che non contengono nessuna menzione del rapporto che in concreto ha dato luogo alla loro emissione (es: la cambiale). rapporto fondamentale o causale) ed in un accordo fra gli stessi con cui si conviene di fissare nel titolo la prestazione dovuta in base a tale rapporto. il possesso è legittimato all’esercizio del diritto in base alla sola presentazione al debitore. Si ha circolazione regolare quando il titolo viene trasferito dall’attuale proprietario in forza di un valido negozio di trasmissione. Di regola non ha funzione di garanzia. che chiede la riconsegna.d. essi attribuiscono al possessore: 1il diritto alla riconsegna delle merci specificate. tutto questo finchè il titolo non venga in possesso di un terzo in buona fede. 3il potere di disporne mediante trasferimento del titolo. I titoli all’ordine sono intestati a una persona determinata e circolano mediante consegna del titolo accompagnati dalla girata. il debitore è tenuto a controllare solo la regolarità formale della girata. ma anche dalla disciplina legale del rapporto obbligatorio tipico richiamato nel documento. Ulteriore precisazione va fatta per i titoli rappresentativi di merce. nonostante molti ritengono che tali rischi ricadano sull’emittente del titolo. il contenuto del diritto cartolare è determinato esclusivamente dalla lettera del titolo (letteralità completa). Si ha girata piena quando contiene il nome del giratario. La girata non può essere sottoposta a condizioni e qualsiasi condizione apposta si considera non scritta. Il giratario può trasferire ulteriormente il titolo. consegnare manualmente il titolo senza riempire la girata. Effetto della girata è quello di mutare la legittimazione all’esercizio del diritto cartolare. I titoli di credito si distinguono in titoli al portatore. all’ordine e nominativi. I titoli al portatore circolano mediante la semplice consegna del titolo. il possessore del titolo si legittima in base a una serie continua di girate. che si caratterizzano per il fatto che l’obbligazione cartolare ha per oggetto la riconsegna di cose determinate e analiticamente descritte nel documento. la cui posizione è inattaccabile. il contenuto del diritto cartolare è determinato non solo dalla lettera del titolo. le eccezioni ex recepto (ossia che la merce non gli era stata consegnata e o è difforme da quella indicata nel titolo). predeterminato per legge (es: le azioni).La creazione e il rilascio di un titolo di credito trovano giustificazione in un preesistente rapporto fra emittente e primo prenditore (c. Sono invece titoli causali quelli che possono essere emessi solo in base ad un determinato tipo di rapporto fondamentale. al contrario si ha girata in bianco: chi riceve un titolo girato in bianco può riempire la girata col proprio nome o quello di un altro. girare di nuovo il titolo in pieno o in bianco. è stato chiarito che in caso di soluzione affermativa l’opponibilità non contrasta con il principio d’autonomia. La dichiarazione risultante dal titolo di credito costituisce il rapporto cartolare ed il diritto dalla stessa riconosciuto al prenditore del titolo il diritto cartolare destinato a circolare. e se si tratta di titoli all’ordine o nominativi può avvalersi della procedura di ammortamento. che ne rende oggettivamente impossibile l’adempimento se non vi è stata effettuata consegna. in cui il giratario assume la veste di 55 . con la quale l’attuale possessore (girante) ordina al debitore cartolare di adempiere nei confronti di altro soggetto (giratario). 2il possesso delle medesime. e se nel caso di risposta positiva doveva ritenersi che per tali titoli non operasse il principio dell’autonomia del diritto cartolare. irregolare quando non è sorretta da un valido negozio di trasferimento. La girata è la dichiarazione scritta sul titolo e sottoscritta. Ci si è chiesti in dottrina se il vettore o il depositario potevano opporre al terzo portatore. In caso di una serie di girate è necessario che il nome di ogni girante corrisponda a quello del giratario della girata precedente. in quanto conseguenza della natura di cosa determinata della prestazione promessa. salvo in due casi: la girata per procura.

L’eccezione del difetto di titolarità è però opponibile nei confronti di tutti i successivi possessori in malafede o colpa grave. È previsto per i titoli all’ordine e nominativi. Il trasfert prevede il cambiamento contestuale delle due intestazioni a cura e sotto la responsabilità dell’emittente. 5la mancanza delle condizioni necessarie per l’esercizio dell’azione. che senza dolo o colpa grave adempie la prestazione nei confronti del possessore. come in quel caso. il decreto dev’essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e va notificato al debitore. a garanzia di un credito che egli vanta sul girante. dopo gli opportuni accertamenti. può ottenere un duplicato del titolo perduto. L’ammortamento è il procedimento diretto ad ottenere la dichiarazione giudiziale che il titolo originario non è più strumento di legittimazione. che deve esibire il titolo e provare la propria identità e la propria capacità di disporre (mediante certificazione di un notaio o un agente di cambio). il possessore è legittimato all’esercizio dei relativi diritti per effetto dell’intestazione a suo favore sul titolo e nel registro dell’emittente. Le eccezioni reali sono opponibili a qualunque possessore del titolo. I titoli nominativi sono intestati ad una persona determinata e si caratterizzano per il fatto che l’intestazione deve risultare non solo dal titolo. e la girata in garanzia (o a titolo di pegno). 3l’eccezione di difetto di titolarità del diritto cartolare. ed in particolare: 1le eccezioni derivanti dal rapporto fondamentale. quella nel registro dall’emittente (e si rende necessaria solo quando l’acquirente voglia esercitare i relativi diritti). ma anche da un apposito registro tenuto dall’emittente: doppia intestazione. 2le eccezioni fondate sul altri rapporti personali. essa attribuisce al possessore solo la “legittimazione ad ottenere la legittimazione”. Il presidente del tribunale. sulla quale decide il 56 . termine entro cui il terzo detentore può proporre opposizione. e ad esse danno luogo: 1le eccezioni di forma. se il titolo non è scaduto. pronuncia con decreto l’ammortamento.rappresentante per l’incasso del girante. Le eccezioni personali sono invece opponibili solo ad un determinato portatore. Nel trasferimento mediante girata l’annotazione sul titolo (girata) è fatta dall’alienante. 3la falsità della firma. Va innanzitutto detto che “il debitore. è liberato anche se questo non è titolare del diritto”. non acquista quindi alcun diritto autonomo (a lui sono opponibili tutte e soltanto le eccezioni opponibili al girante) e non può girare il titolo se non per procura. senza la notifica il debitore è liberato se paga al detentore del titolo. opponibili solo a colui che è stato parte del relativo rapporto. La doppia intestazione può avvenire per transfert o per trasferimento mediante girata. Per quanto riguarda le eccezioni fondate su rapporti personali esse possono essere opposto anche ai successivi possessori nel caso l’attuale possessore agisca intenzionalmente a danno del debitore (exceptio doli). 2o dall’acquirente. 4il difetto di capacità o di rappresentanza al momento dell’emissione del titolo. a cura del ricorrente. non può essere in bianco e dev’essere sottoscritta anche dal giratario se il titolo non è interamente liberato. Può essere richiesto: 1dall’alienante. opponibili solo al primo prenditore. La girata di un titolo nominativo dev’essere datata. che deve esibire il titolo e dimostrare il suo acquisto (mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o un agente di cambio). che attribuisce al giratario un diritto di pegno sul titolo. che cioè conoscevano il difetto di titolarità di un precedente possessore. Il debitore non può però pagare neppure all’ammortante prima che siano decorsi trenta giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale. non può girarlo se non per procura. divise in reali e personali. chi l’ottiene può infatti esigere il pagamento su presentazione del relativo decreto e. La legge prevede che il debitore cartolare possa opporre al possessore del titolo le eccezioni cartolari. il quale però a differenza della girata per procura acquista un diritto autonomo. Sono tutte le eccezioni diverse da quelle reali. e inizia con la denunzia al debitore e il contestuale ricorso al tribunale del luogo in cui il titolo è pagabile. ma che. 2le eccezioni fondate sul contesto letterale del titolo. sottrazione o distruzione del titolo. La procedura è ammessa solo in caso di smarrimento. cioè l’annotazione del trasferimento nel registro dell’emittente attraverso chi consegue la legittimazione all’esercizio dei diritti inerenti al titolo.

se omessa la cambiale è pagabile a vista. il documento cartaceo è eliminato. in difetto di tale prova. ovvero abbia commesso grave colpa acquistandola. XLI . e il diritto alla restituzione qualora dimostri lo smarrimento o la sottrazione. Sono requisiti naturali: 1l’indicazione della scadenza. salvo poi il 57 . 2l’ordine incondizionato (nella tratta) o la promessa incondizionata (nel vaglia) di pagare una somma di denaro. L’ammortamento non è ammesso per i titoli al portatore. i quali servono solo ad identificare l’avente diritto alla prestazione. legittimano solo il possessore come titolare originario del diritto e non svolgono alcun ruolo ai fini della circolazione dello stesso.a. Non costituisce requisito di validità il pagamento del bollo. invece. sostituito da sistemi elettronici di scritturazione. in mancanza è nulla. l’emissione e la circolazione degli strumenti finanziari dematerializzati avviene esclusivamente attraverso il sistema di gestione accentrata. 5la data di emissione. in cui l’emittente promette il pagamento assumendo la veste di obbligato cambiario principale e il prenditore quella di beneficiario della promessa. dell’emittente. anche se non esclusiva. Con la gestione dematerializzata. Diversi dai titoli di credito sono i documenti di legittimazione (es: biglietto di viaggio). eccezion fatta per la sottoscrizione del traente. di conseguenza sarà opponibile solo a primo prenditore. mentre non sarà opponibile al terzo possessore a meno che questi non abbia acquistato la cambiale in mala fede. ma con gli effetti di quest’ultima. per i quali il possessore però ha diritto a diritto ad un duplicato qualora ne provi la distruzione. e la denominazione di cambiale. in mancanza si considera il luogo indicato accanto al nome del trattario (nella tratta) o in quello di emissione del titolo (nel vaglia). le quali producono gli effetti propri del trasferimento secondo la disciplina della circolazione dei titoli di credito. non attribuiscono quindi un diritto letterale ed autonomo. a statuto speciale. Sgr) e che attribuisce all’intermediario la facoltà di procedere al subdeposito presso la società di gestione. La cambiale in bianco è la cambiale che circola sprovvista di uno o più requisiti essenziali. Di regola è accompagnata da un accordo di riempimento fra emittente e primo prenditore. La gestione non dematerializzata si fonda sulla custodia accentrata dei titoli presso le società di gestione: i titoli sono ammessi sulla base di un contratto di deposito in amministrazione stipulato dai titolari con gli intermediari ammessi al sistema (Sim.La cambiale è un titolo di credito la cui funzione tipica. nonchè luogo e data di nascita. è quella di differire il pagamento di una somma di denaro. con registrazioni contabili elettroniche che producono effetti equivalenti a quelli della disciplina dei titoli di credito. Oggi.2 l’indicazione del luogo di emissione. in mancanza si considera sottoscritta nel luogo indicato accanto al nome del traente o dell’emittente. Non è necessario che i requisiti essenziali siano presenti all’atto di emissione. 4il nome del primo prenditore. Esistono due tipi di cambiale: la cambiale tratta. in cui una persona (traente) ordina ad un’altra persona (trattario) di pagare una somma di danaro al portatore del titolo. il debitore dovrà pagarla. che operano sotto la vigilanza della Consob. l’esercizio del diritto cartolare si svincola dall’esibizione dei titoli ed è attribuita al rilascio di apposito certificazioni attestanti la partecipazione al sistema. banche. con il quale si fissano le modalità di successivo riempimento. La cambiale è un titolo di credito all’ordine. per rendere più sicuro il mercato dei titoli i massa riducendo il movimento materiale dei titoli è stato previsto un sistema di gestione accentrata: l’attività di gestione accentrata di strumenti finanziari rappresentati da titoli di emittenti private è esercitata da apposite s. Sono requisiti essenziali: 1la denominazione di cambiale. 6la sottoscrizione del traente o dell’emittente. I titoli impropri consentono invece il trasferimento del diritto senza l’osservanza delle forme proprie della cessione (notifica al debitore). necessario è che sia completa nel momento in cui ne è chiesto il pagamento. la circolazione di tali titoli si fonderà quindi sulle scritture contabili posto in essere da tale società. necessita di alcuni requisiti formali senza la quale non vale come cambiale. ed il vaglia cambiario.p. 3l’indicazione del luogo pagamento.tribunale stesso. l’eccezione di abusivo adempimento è però eccezione personale. 3l’indicazione nella tratta di chi è destinato a pagare.

il rappresentante del minore o dell’interdetto può assumere obbligazioni cambiarie in loro nome solo previa autorizzazione del giudice. in deroga al diritto comune. il rappresentante cambiario senza poteri (falsus procurator) o che ha ecceduto i poteri conferitigli è per legge obbligato cambiariamente come se avesse firmato in proprio. gli obbligati sono divisi in obbligati diretti (l’emittente. ecc. salvo che sia stato autorizzato alla continuazione dell’esercizio dell’impresa commerciale. può però essere limitata ad una parte della somma e in tal caso il portatore potrà agire anticipatamente contro gli obbligati di regresso per la parte residua. è previsto che la loro firma sia accompagnata da quella del curatore con la clausola “per assistenza”. interviene per il traente). che non diventa obbligato principale ed è obbligato successivamente a colui per il quale interviene (nel silenzio. l’accettante e i loro avallanti) e obbligati di regresso (il traente. se paga l’obbligato di primo grado. tutti gli altri sono liberati sia nei confronti del portatore che nei rapporti interni. salvo nella cambiale a certo tempo vista o quando è prescritta dal traente o da un girante. Per l’inabilitato o il minore emancipato non autorizzato all’impresa commerciale. Il rifiuto dell’accettazione espone gli obbligati di regresso al pagamento prima della scadenza. purchè non si tratti della firma del traente. però. Deve risultare dal titolo o dal foglio di allungamento. Dev’essere scritta sulla cambiale con le clausole “accetto” o “visto” seguita dalla sottoscrizione del trattario. se il pagamento è effettuato da un obbligato di grado intermedio. anche se vale come accettazione la semplice sottoscrizione del trattario sulla faccia anteriore della cambiale. La rappresentanza cambiaria è possibile facendo risultare dal titolo la qualità di rappresentante utilizzando la formula “per procura”. è espresso con le parole “per avallo” seguite dalla sottoscrizione. inoltre tutti gli obbligati cambiari sono obbligati in solido nei confronti del portatore del titolo alla scadenza. Se 58 . Nei confronti del portatore. Con l’accettazione il trattario diventa obbligato principale e diretto. L’avallo è una dichiarazione cambiaria con la quale il soggetto (avallante) garantisce il pagamento della cambiale per tutta o parte della somma. La presentazione per l’accettazione costituisce una facoltà del portatore. Dev’essere incondizionata. i loro avallanti e l’accettante per intervento). L’accettazione della cambiale è la dichiarazione con la quale il trattario si obbliga a pagare la cambiale alla scadenza. uno solo di essi deve sopportare il peso definitivo del debito cambiario. nel vaglia 1°emittente 2°primo girante. ecc. in mancanza il curatore è obbligato personalmente. ma il riempimento tardivo non è opponibile al portatore di buona fede al quale il titolo sia pervenuto già completo. del trattario o dell’emittente.risarcimento danni all’autore dell’abusivo riempimento. l’avallante assume un grado immediatamente successivo a quello dell’obbligato per cui l’avallo è stato dato. il quale può eccepire il difetto di rappresentanza anche al terzo possesso di buona fede trattandosi di eccezione reale. Il falsus procurator che ha pagato ha gli stessi diritti che avrebbe avuto il preteso rappresentato. Riguardo alla capacità cambiaria (l’assunzione di obbligazione cambiaria costituisce atto eccedente l’ordinaria amministrazione). gli altri sono per legge garanti di grado successivo del pagamento (nella tratta accettata obbligato 1°accettante 2° traente 3° primo girante 4° secondo girante. nei rapporti interni sono liberati solo gli obbligati successivi.). Il portatore decade dal diritto di riempire la cambiale in bianco dopo tre anni dall’emissione. fatta da un terzo. ma vale come avallo la semplice sottoscrizione sulla faccia anteriore della cambiale.. il girante. La gradazione delle obbligazioni cambiare comporta che. dato che il solvens ha azione cambiaria per il recupero dell’intera somma pagata nei confronti degli obbligati di grado anteriore. ossia è tenuto al pagamento in luogo del preteso rappresentante. Le obbligazioni cambiarie sono rette da alcuni principi peculiari: innanzitutto l’invalidità della singola operazione non incide sulla validità delle altre. per evitare questa conseguenza è possibile l’accettazione per intervento.

né può rifiutare un pagamento parziale. L’azione diretta non è soggetta a particolari formalità ne a decadenza e si prescrive in tre anni. mentre chi ha pagato acquista i diritti cambiari verso costui e gli obbligati di grado anteriore. in mancanza.non è indicato per chi si garantisce. L’azione di regresso si prescrive entro un anno dal protesto. in tal caso la cambiale è trasferibile solo con gli effetti della cessione ordinaria: l’acquirente è esposto a tutte le eccezioni opponibili ai precedenti portatori. Il 59 . Legittimato a chiedere il pagamento della cambiale è chi giustifica il suo diritto con una serie continua di girate. Il portatore non è tenuto a ricevere il pagamento prima della scadenza. con esso si constata la mancata accettazione o il mancato pagamento della cambiale da parte del designato a pagare in via principale. Nella cambiale <<a giorno fisso>> e <<a certo tempo data o vista>> la presentazione dev’essere effettuata nel giorno della scadenza o in uno dei due giorni feriali successivi. si può solo agire in forza della disciplina di diritto comune delle azioni solidali (le parti di ciascun debitore si presumono uguali). elevabile nei due giorni feriali successivi alla scadenza. è possibile il pagamento per intervento: colui che paga può essere un terzo o un altro obbligato cambiariamente. il portatore decade delle azioni di regresso. escluso l’accettante. L’azione di regresso può essere esercitata alla scadenza. L’avallo (a differenza della fideiussione) è un’obbligazione autonoma: è valido ancorchè l’obbligazione garantita sia nulla. gli ufficiali giudiziari e. L’omessa presentazione comporta la perdita dell’azione cambiaria nei confronti degli obbligati di regresso. i segretari comunali. a meno che non sia nulla per il vizio di forma. Chi paga alla scadenza è tenuto a controllare solo la regolarità formale della cambiale e la continuità delle girate. è possibile esercitarla prima della scadenza se: 1l’accettazione è stata rifiutata in tutto o in parte. i coavallanti sono obbligati di pari grado tra loro. Il protesto è l’atto autentico necessario per la conservazione delle azioni di regresso. Se il portatore è dispensato dal protesto (“senza protesto”) deve comunque dare avviso del mancato pagamento al traente. in mancanza. l’avallo si intende dato per il traente nella tratta e per l’emittente nel vaglia. Nei confronti degli obbligati di pari grado non si ha azione cambiaria. Come per l’accettazione. Il portatore che rifiuta il pagamento per intervento perde il regresso contro coloro che sarebbero stati liberati. L’avallante è obbligato in solido con gli altri obbligati cambiari nei confronti del portatore. In caso di rifiuto di pagamento. La circolazione mediante trasferimento della cambiale può essere esclusa apponendo sul titolo la clausola “non all’ordine” (cambiale non all’ordine). e ha la funzione di liberare gli obbligati di grado successivo a quello per il quale è stato effettuato. Nella cambiale la girata ha funzione di garanzia. il portatore può dar vita alle azioni cambiarie contro qualunque obbligato cambiario. In caso di coavallo. L’obbligato cambiario che ha pagato può effettuare l’azione di ulteriore regresso contro ciascuno degli obbligati anteriore chiedendo a ciascuno il rimborso totale. in mancanza non decade dal regresso ma dovrà risarcire gli eventuali danni arrecati. Sono abilitati alla levata i notai. ai giranti e ai loro avallanti entro quattro giorni. diventa obbligato di grado successivo rispetto all’avallato nei rapporti interni. e in tal modo sono tutelati gli obbligati di regresso che restano responsabili solo per il residuo. 2in caso di fallimento del trattario (o del traente in una cambiale non accettabile) o dell’emittente. i quali possono avvalersi di <<presentatori>> per incassare l’importo o constatare il mancato pagamento. non invece l’autenticità della firma dei giranti. quella di ulteriore regresso entro sei mesi dal giorno del pagamento. È per legge subordinata alla levata del protesto. la cambiale <<a vista>> dev’esser presentata entro un anno dalla data di emissione. A seconda che agisca contro obbligati diretti o di regresso proporrà la relativa azione. il pagamento per intervento non può essere parziale e deve esser effettuato al più tardi nel giorno successivo all’ultimo giorno consentito per elevare il protesto. anche se l’ultima è in bianco. distaccandosi così dalla disciplina generale. di cessazione di pagamento da parte degli stessi o di esecuzione infruttuosa sui loro beni.

Il visto.000 euro e la loro scadenza non può essere inferiore a tre mesi e superiore a dodici dalla data di emissione. che consiste nella conferma. per lo più telefonica. 4l’indicazione del luogo del pagamento.protesto può esser annotato sulla cambiale o esser fatto con atto separato. se è informativo non comporta alcuna obbligazione extracartolare di pagamento della banca trattaria. XLII . Anche l’assegno può essere garantito mediante avallo. dell’esistenza attuale dei fondi da parte della banca trattaria. la sottoscrizione del traente. ha valore di atto pubblico.L’assegno bancario è un titolo di credito che contiene l’ordine incondizionato diretto ad una banca di pagare a vista una somma determinata all’ordine di una determinata persona o al portatore. Dev’essere presentato per il pagamento entro otto giorni dall’emissione se pagabile nello stesso comune in cui è stato emesso. ma ha l’effetto di accertare l’esistenza di fondi ed impedirne il ritiro da parte del traente prima della scadenza del termine di presentazione. quindici giorni se pagabili in un altro comune. che contengono una promossa incondizionata di pagamento da parte dell’emittente. traente o girante “per la somma di cui si siano arricchiti ingiustamente” possibile qualora il portatore abbia perdute tutte le azioni cambiare e non abbia azione causale. e le eccezioni soggettive. Più diffuso è il benefondi. Le cambiali finanziarie sono titoli di credito all’ordine emessi in serie. la quale si prescrive entro un anno della perdita dell’azione cambiaria. ma in tal caso deve contenere la trascrizione del titolo e se ne deve far menzione sulla cambiale. tipiche della cambiale è l’ulteriore distinzione tra le eccezioni oggettive. Anche il girante risponde del pagamento come obbligato di regresso. La mancanza di fondi disponibili o dell’esistenza di una convenzione che attribuisce al traente il diritto di disporre di questi mediante assegni bancari (requisiti di regolarità) non comporta l’invalidità del titolo. con la sola differenza che trattario può essere solo una banca. su richiesta della banca cui il titolo è girato per l’incasso. L’omessa presentazione nei termini comporta la perdita dell’azione di regresso contro i giranti e i loro avallanti. Espongono invece ad invalidità del titolo la mancanza dei requisiti di validità: 1denominazione di assegno bancario. e che il rapporto di provvista tra traente e banca può essere costituito esclusivamente da fondi disponibili esistenti presso la banca. L’assegno bancario non può essere accettato. Devono avere un taglio minimo non inferiore a 50. e l’azione di arricchimento. 5la data e il luogo di emissione. ma espone solamente a sanzioni amministrative pecuniarie. la cambiale originariamente in regola col bollo vale come titolo esecutivo. La loro funzione è quella di fornire alle imprese uno strumento per raccogliere direttamente fra il pubblico capitale di credito a breve termine. Oltre alle azioni cambiarie sono previste due azioni extracambiarie: l’azione causale. con struttura del pagherò cambiario. scritto sull’assegno e firmato dalla banca trattaria. Oltre alla distinzione tra le eccezioni reali e le eccezioni personali. contro accettante. ma può essere emesso anche al portatore. per la quale è necessaria la levata del protesto e l’offerta al debitore della restituzione della cambiale. L’assegno bancario è sempre pagabile a vista. che possono essere opposte da tutti gli obbligati cambiari. Possono essere girata esclusivamente con la clausola “senza garanzia”. che in mancanza è quello scritto accanto al trattario. ogni menzione di accettazione si ha per non scritta. non però verso il traente: la banca è perciò 60 . 2l’ordine incondizionato di pagare una somma determinata. e ogni contraria disposizione si ha per non scritta. che possono essere opposte solo da un determinato obbligato. utilizzabile nei confronti del debitore se l’emissione della cambiale trovava fondamento in un preesiste rapporto di debito fra chi da e chi riceve il titolo (che non si è estinto a meno che non si dimostro che la cambiale ha prodotto novazione del rapporto). a differenza del benefondi con blocco. Nel processo cambiario. Ha la stessa struttura della cambiale tratta. 3l’indicazione della banca trattaria. L’assegno bancario è normalmente un titolo all’ordine. sola differenza con la cambiale è che la girata al trattario vale come quietanza ed estingue il titolo. non comporta un obbligo di pagamento.

perché coinvolgono tutto il patrimonio dell’imprenditore. L’accordo può inoltre perseguire la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei creditori attraverso qualsiasi forma. La banca che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dall’originario prenditore risponde del pagamento. denominate procedure concorsuali. bensì solo una situazione di crisi dell’impresa. specimen). Con la riforma è stato inserito il nuovo concordato preventivo. Per il dissesto dell’imprenditore commerciale non piccolo sono state invece previste speciali procedure. a cui sono soggetti gli imprenditori commerciali insolventi a meno che non ricorrano i presupposti per le altre procedure. L’emissione di assegni circolari è consentita solo alle banche specificamente autorizzate dalla Banca d’Italia. L’assegno non trasferibile può essere pagato solo all’imprenditore prenditore. i giranti ed i loro avallanti. diversamente articolate. a seconda delle circostanze. Discostandosi dalla disciplina generale. vuoi la liquidazione di tutto il patrimonio. il portatore perde i diritti verso il traente per la somma che è venuta a mancare. che a sua volta non può ulteriormente girarlo. Con la riforma del diritto fallimentare del 2006 è stata soppressa l’amministrazione controllata. Il fallimento è il prototipo delle procedure concorsuali. l’unico mezzo per non incassarlo personalmente è girarlo per l’incasso ad una banca. salvo che abbia ricevuto l’ordine dal traente di non pagare. e inoltre che la firma del traente corrisponda a quella dallo stesso depositata al momento dell’apertura del conto corrente (c. il portatore può agire in regresso contro il traente. se dopo la scadenza la disponibilità è venuta meno per fatto del trattario. la presentazione tardiva comporta come unica conseguenza che. nei limiti dell’importo dell’assegno. e va pagato solo al banchiere designato fra le sbarre. XLIII . XLIV – La sistemazione del dissesto dell’imprenditore agricolo e dell’imprenditore commerciale non piccolo è affidata agli strumenti di diritto comune. Non è requisito di validità l’indicazione del luogo di pagamento. la girata all’emittente estingue il titolo. così sostituendo la funzione della soppressa amministrazione controllata. la procedura di ammortamento è prevista anche per gli assegni al portatore. e mirano ad assicurarne la parità trattamento. Non può masi essere emesso al portatore. In caso di mancato pagamento della banca. La sua emissione viene dietro versamento da parte del richiedente dell’importo corrispondente. la girata apposta nonostante il divieto si ha per non scritta. È una procedure giudiziaria che mire a liquidare il patrimonio dell’imprenditore. L’assegno sbarrato è un assegno cui vengono poste due rette parallele sulla faccia anteriore: può essere generale. né è più richiesto il possesso dei requisiti di meritevolezza da parte dell’imprenditore che lo propone per evitare il fallimento. Nell’assegno all’ordine. e in quel caso può essere pagato solo ad un banchiere o a un cliente del trattario. in quanto coinvolgono tutti i creditori dell’imprenditore alla data in cui il dissesto è accertato. Le singole procedure concorsuali sono tutte generali. e a ripartirne il ricavato fra i creditori. In base all’attuale disciplina. il concordato preventivo può quindi perseguire. e tutte collettive.libera di pagare anche dopo la scadenza.. in quanto è pagabile presso tutti i recapiti della banca emittente. la banca è tenuta ad accertare la regolarità formale delle firme. nei confronti della persona che ha subito lo smarrimento o la sottrazione del titolo. Nell’ assegno circolare. vuoi il ritorno in bonis del debitore e la prosecuzione dell’attività d’impresa da parte dello stesso. Non sono invece necessari per l’azione verso il traente. Si differenzia dall’assegno bancario in quanto ha la struttura del vaglia cambiario. che non presuppone più necessariamente l’insolvenza dell’imprenditore.d. La banca che non osserva tali disposizioni è tenuta al risarcimento dei danni. opportunamente reintegrato.L’assegno circolare è un titolo di credito all’ordine che contiene la promessa incondizionata della banca emittente di pagare a vista una somma di danaro. L’azione azione di regresso e quella di ulteriore regresso si prescrivono in sei mesi. Si 61 . Per agire contro i giranti e i loro avallanti sono necessari la presentazione del titolo nei termini previsti e il protesto. pena la decadenza dalle azioni di regresso. Va presentato entro trenta giorni dall’emissione. o speciale.

Riformata nel 1999. L’imprenditore versa in stato di insolvenza quando non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni. si svolge in camera di consiglio dove vengono sentiti debitore e creditore. nonché comunicata per estratto al p. penalmente sanzionato. articolata in due fasi: la prima si apre con la dichiarazione di insolvenza da parte dell’autorità giudiziaria. dopo aver accertato che ricorrono concrete prospettive di riequilibrio economico. Lo stato d’insolvenza si differenza dall’inadempimento: si può essere insolventi senza essere inadempienti (es: debitore paga tutti i suoi debiti con mezzi anormali di pagamento). Per le imprese di rilevanti dimensioni è poi prevista un’ulteriore disciplina dell’amministrazione straordinaria. inoltre può essere disposta dall’autorità di vigilanza anche per cause diverse dall’insolvenza. Il fallimento non può essere dichiarato se è trascorso più di un anno dalla cancellazione dell’imprenditore dal registro delle imprese. creditore e p. istruttoria prefallimentare.Il fallimento è il prototipo delle procedura concorsuali. Il tribunale può rigettare la domanda con decreto motivato. e non è necessario che il credito vantato riguardi l’attività d’impresa del debitore. Non è insolvente l’imprenditore che non paga per cause che comportano una temporanea difficoltà di adempimento. contro tale provvedimento debitore. posso proporre reclamo alla corte d’appello. Competente per la dichiarazione è il tribunale del luogo dove l’imprenditore ha la sede principale dell’impresa. 3il superamento di almeno uno dei limiti dimensionali fissati dalla legge fallimentare. se ha assunto lui l’iniziativa. 2lo stato di insolvenza dello stesso. che solo in un secondo momento ammette l’imprenditore alla procedura. Riguardo all’entità degli inadempimenti. che se accoglie il ricorso non può pronunziare direttamente la dichiarazione di fallimento ma deve rimettere d’ufficio gli atti al tribunale. sia quando risulti da dichiarazione proveniente da un giudice che l’abbia rilevata nel corso di un procedimento civile. Dal 1979 è stata inserita una nuova procedura concorsuale: l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi. La dichiarazione di fallimento può esser fatta: 1su ricorso di uno o più creditori. 4la presenza di inadempimenti complessivamente superiori all’importo fissato dalla legge.m. Il procedimento per dichiarare il fallimento. facoltà che diventa però obbligo. oggi è una procedura mista (giudiziaria e amministrativa). ma non paga perché non ritiene di doverlo fare). che ha il dovere di chiedere il fallimento sia quando l’insolvenza risulti da fatti che configurino reati fallimentari. a cui è devoluta la gestione della procedura. non è rilevante il trasferimento della sede intervenuto nell’anno precedente la domanda (si evita così la scelta di un tribunale “gradito”). fatta salva la possibilità per i creditori o per il p.prevede altresì che gli atti compiuti in esecuzione del contratto preventivo non sono soggetti a revocatoria. 3su ricorso del pubblico ministero.. non si fa luogo alla dichiarazione di fallimento se l’ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell’istruttoria fallimentare è inferiore a trentamila euro. 2su richiesta del debitore. nonché il p. la seconda si svolge sotto l’autorità amministrativa.m. Presupposti per la dichiarazione di fallimento sono: 1la qualità di imprenditore commerciale. la procedura è trasferita d’ufficio ad un tribunale competente ma tutti gli atti precedentemente compiuti restano validi. al curatore e al creditore richiedente il 62 .m. salva la necessità di rinominare curatore e giudice delegato. che si caratterizza per l’automatica continuazione dell’esercizio dell’impresa insolvente. La liquidazione coatta amministrativa è invece una procedura che trova applicazione nei confronti dei determinate categorie di imprese che svolgono attività di particolare rilievo economico e sociale e perciò sono sottoposte a vigilanza governativa.m. Si differenzia dal fallimento in quanto è una procedura amministrativa (e non giudiziaria). XLV . quando l’inerzia provochi l’aggravamento del dissesto. o viceversa (es: debitore ha i mezzi patrimoniali necessari. Il fallimento è dichiarato con sentenza. Nel caso il tribunale adito venga dichiarato incompetente. notificata d’ufficio al debitore. che ha la funzione di conciliare il soddisfacimento dei creditori dell’imprenditore insolventi con la conservazione dei posti di lavoro. di dimostrare che l’attività d’impressa è effettivamente cessata in un momento diverso.

nomina il giudice delegato e il curatore. Al termine dell’adunanza per l’esame dello stato passivo i creditori che rappresentano la maggioranza possono effettuare nuove designazioni. che decorrono per il fallito dalla notifica ricevuta. entro altri otto si può ricorrere al tribunale contro il decreto del giudice delegato. dai quali vanno dedotte le passività incontrate per l’acquisto e la conservazione degli stessi. stipendi. previa autorizzazione del comitato dei creditori. Il curatore è l’organo preposto all’amministrazione del patrimonio fallimentare e compie tutte le operazioni della procedura nell’ambito delle funzioni ad esso attribuite. che passano al curatore. Con la sentenza che accoglie il reclamo il fallimento è revocato. decide le controversie che non sono di competenza del giudice delegato. Gli organi del fallimento sono quattro. indicando al tribunale motivi e un nuovo nominativo. Il curatore. Contro gli atti del curatore o del comitato dei creditori. ne autorizza gli atti. Ogni suo provvedimento è adottato con decreto. nonché esercitare l’azione di responsabilità contro il curatore revocato. Contro la dichiarazione di fallimento possono proporre reclamo presso la corte d’appello il fallito e qualsiasi interessato entro trenta giorni. ed esprime pareri. L’impugnazione non sospende gli effetti della dichiarazione di fallimento. ne sorveglia l’operato e può sostituirli. Il tribunale fallimentare è investito dell’intera procedura fallimentare. e per gli altri dall’iscrizione nel registro delle imprese. è altresì resa pubblica mediante iscrizione nel registro delle imprese. Riguardo i patrimoniali. Ha inoltre la vis actractiva: è competente a decidere su tutte le competenze che derivano dal fallimento. nonché i reclami contro i provvedimenti del giudice delegato stesso. e contro gli stessi si può proporre reclamo alla corte d’appello. Conclusa l’adunanza per l’esame dello stato passivo. 37 bis). Il comitato dei creditori vigila sull’operato del curatore. qualora tale attività risulti manifestamente antieconomica 63 . gli assegni a carattere alimentare. Gli effetti per il fallito possono essere patrimoniali. e ciò che guadagna nei limiti del mantenimento suo e della sua famiglia. pensioni. in particolare: 1nomina e revoca i componenti del comitato dei creditori e nel caso di inerzia o impossibilità di funzionamento di tale organo li sostituisce. 3autorizza il curatore a stare in giudizio. 37 bis). È nominato dal giudice delegato entro trenta giorni dalla dichiarazione di fallimento. impugnabili con reclamo al tribunale. Il giudice delegato vigila sulle operazioni del fallimento e controlla la regolarità della procedura. Del pari. Per gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione necessita dell’autorizzazione del comitato dei creditori. Contro la sentenza che decide il reclamo si può ricorrere entro trenta giorni in Cassazione. personali e penali. 2forma lo stato passivo e lo rende esecutivo con proprio decreto. Entro sessanta giorni dalla dichiarazione di fallimento deve presentare al giudice delegato una relazione particolareggiata sulle cause del dissesto e sugli atti che intende impugnare. previa autorizzazione del comitato dei creditori può decidere di non acquisire o rinunciare a liquidare un bene del fallito. 4decide sui reclami contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori. tra cui quelli di straordinaria amministrazione o il subentro nei rapporti contrattuali pendenti. da soddisfare in prededuzione. Anche il giudice delegato emette i provvedimenti con decreto motivato. È composto da tre o cinque membri scelti fra i creditori in modo da rappresentare in maniera equilibrata quantità e qualità dei crediti. con la dichiarazione il fallito subisce lo spossessamento: perde l’amministrazione e la disponibilità (ma non la proprietà) dei suoi beni. Il curatore può essere revocato in ogni tempo dal tribunale anche d’ufficio. le cose che non possono essere pignorate per disposizione legislativa (es: vestiti). eccezion fatta per i beni e i diritti di natura strettamente personale. può decidere di non acquistare i beni sopravvenuti qualora il loro valore sia inferiore a quello delle passività da sostenere per acquisto e conservazione.fallimento. ma restano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi fallimentari. i creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi possono chiederne la sostituzione. Lo spossessamento si estende ai beni che pervengono al fallito durante il fallimento. Il comitato dei creditori può presentare istanza al tribunale per la revoca del curatore. su cui decide il tribunale (art. il tribunale decide se accettare o no tale richiesta (art. il fallito o chiunque interessato può proporre reclamo solo in caso di <<violazioni di legge>> al giudice delegato entro otto giorni.

la compensazione non ha però luogo se tale credito è stato acquistato per atto fra vivi dopo la dichiarazione di fallimento o nell’anno anteriore. Vanno poi distinti i creditori della massa. i quali possono essere autorizzati dal giudice delegato alla vendita del bene. comunque esercitabile dal curatore nell’interesse di tutti. ad eccezione però dei crediti privilegiati e di quelli prededucibili. ipoteca o privilegio). il divieto di esercitare un’impresa commerciale per dieci. il cui principio è che tutti gli atti posti in essere dall’imprenditore in stato di insolvenza si presumono pregiudizievoli per i creditori perché idonei quanto meno ad alterare la par condicio creditorum. Il curatore è quindi dispensato dall’onere di provare l’eventus damni e il consilium fraudis. Gli atti posti in essere dal fallito sono inefficaci rispetto alla massa dei creditori se hanno per oggetto beni ricompresi nello spossessamento. Riguardo gli effetti personali. Il fallimento produce poi effetti per i creditori: innanzitutto dal giorno della dichiarazione di fallimento nessuna azione individuale esecutiva può essere può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nel fallimento. e tra i reati principali vanno menzionate: la bancarotta fraudolenta (fatti caratterizzati dal dolo dell’imprenditore). mentre la posta del fallito persona fisica questa viene consegnata direttamente al curatore. È previsto dalla disciplina che le revocatorie esercitate dal curatore debbano essere promosso a pena di decadenza entro tre anni dalla dichiarazione di fallimento e comunque non oltre cinque anni dal compimento dell’atto. i creditori si dividono in chirografari. Tutti gli altri atti sono revocabili in seguito ad azione giudiziaria promossa dal curatore 64 . da soddisfare in prededuzione (prima dei concorrenti. ma è inefficace nei confronti della massa dei creditori: il terzo che ha subito la revocatoria dovrà restituire al fallimento quanto in precedenza ricevuto dal fallito o l’equivalente in danaro se la restituzione in natura è impossibile.(derelizione). la bancarotta semplice (fatti commessi solo con colpa) e il ricorso abusivo al credito. nel contempo sarà ammesso al passivo per il suo credito. Infine. se in tal modo non sono soddisfatti integralmente. La condanna per tali reati comporta. e la liberta di movimento. concorre la specifica disciplina della revocatoria fallimentare**. diventando così creditore concorrente. e privilegiati (cioè garantiti da pegno. ossia il fallito persona fisica ha l’obbligo di consegnare al curatore la posta riguardante i rapporti del fallimento. L’apertura del concorso fissa l’intera situazione patrimoniale del fallito al momento della dichiarazione di fallimento: tutti i debiti pecuniari del fallito si considerano scaduti e il corso degli interessi è sospeso fino alla chiusura del fallimento. anche se non scaduti prima della dichiarazione di fallimento. Il fallimento apre il concorso dei creditori sul patrimonio del fallito. Infine sono prodotti effetti penali. anch’essi se compiuti nei due anni anteriori. Vi è una categoria di atti che sono senz’altro privi di effetti nei confronti dei creditori per il solo fatto della sopravvenuta dichiarazione di fallimento e per i quali il curatore non ha bisogno di agire in giudizio (revocatoria di diritto): 1 gli atti a titolo gratuito compiuti nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento. per l’intero). 2per le banche su immobili ipotecati a garanzia di operazioni di credito fondiario. Presupposti sono: 1lo stato di insolvenza dell’imprenditore. 2 la conoscenza dell’insolvenza da parte del terzo. In caso di fallimento. che hanno diritto di prelazione sul ricavato dei beni oggetto della garanzia e. ma per partecipare alla ripartizione dell’attivo ogni creditore deve far accertare il suo credito. una volta ammessi al passivo. come pena accessoria. concorrono alla pari con i chirografari per il residuo. Qualora un atto venga revocato resta valido. con l’azione revocatoria ordinaria. alle opere pubbliche o agrarie. sono limitati il segreto epistolare. i creditori hanno diritto di compensare con i loro debiti verso il fallito i crediti che vantano verso lo stesso. e potranno essere fatti valere solo dopo la chiusura del fallimento. 2i pagamenti di debiti che scadono nel giorno della dichiarazione o successivamente. o da obbligazioni sorte in occasione delle procedure fallimentari. è fatta eccezione: 1per i creditori garantiti da pegno o assistiti da privilegio speciale su mobili con diritto di ritenzione. i quali sono così qualificati da una specifica disposizione di legge. due e tre anni. dato che il fallito deve comunicare al curatore ogni cambiamento di residenza o domicilio e presentarsi ogni quale volta è chiamato per fornire informazioni o chiarimenti. soddisfatti tutti nella stessa misura percentuale. Tra i concorrenti.

inoltre la conoscenza dello stato di insolvenza del coniuge si presume anche per gli atti normali. 3i pegni.fallimentare (revocatoria giudiziale)e si distinguono in due categorie: atti anormali per i quali la conoscenza dello stato di insolvenza si presume e spetterà al terzo provare la sua ignoranza. purchè non arrechi pregiudizio ai creditori. 3ogni altri titolo oneroso. Sono infine atti non revocabili i pagamenti di beni e servizi effettuati nell’esercizio dell’attività d’impresa nei termini d’uso. La conservazione del complesso aziendale può essere realizzata anche attraverso il non facile affitto dell’azienda: in tal caso l’attività d’impresa è imputabile all’affittuario. posti in essere nei sei mesi anteriori alla dichiarazione. 2l’affitto di azienda. Successivamente il comitato dei creditori. che la gestisce personalmente ed assume in proprio le relative obbligazioni. su proposta del curatore. 4il contratto di edizione. a decidere se sciogliere il contratto o continuarlo. scaduti ed esigibili. le anticresi e le ipoteche volontarie costituite. compiuti nell’anno anteriore. inoltre le obbligazioni assunte dal curatore costituiscono debiti della massa da soddisfare in prededuzione. il limite temporale è eliminato e sono sempre revocabili tutti gli atti di disposizione fra coniugi a partire dal momento in cui il fallito aveva iniziato l’esercizio di un’impresa commerciale. 2gli atti costitutivi di diritti di prelazione per debito sorti contestualmente. 5il mandato in caso di fallimento del mandante. e sarà il creditore. e mandato in caso di fallimento del mandatario. mentre dovrà corrispondere al fallimento il canone pattuito. purchè compiuti nei sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento: 1i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili effettuati con mezzi normali. anche limitatamente ad alcuni rami di essa. Si sciolgono di diritto: 1i contratti di borsa a termine su merci o titoli. Non sono infine revocabili i pagamenti e le garanzie poste in essere in esecuzione di un piano di risanamento finanziario dell’impresa. su proposta del curatore previa parere favorevole 65 . il contraente in bonis potrà far stabilire dal giudice un termine. non superiore a sessanta giorni. se dall’interruzione può derivare un danno grave. restano sospesi: 1la vendita a termine o a rate o con riserva di proprietà. e gli atti normali per i quali è il curatore a dover provare che il terzo conosceva lo stato di insolvenza. che sono: 1gli atti a titolo oneroso. effettuati con mezzi anormali di pagamento. nel caso fallisca il compratore. 4le garanzie indicate al punto precedente più le ipoteche giudiziarie per debiti preesistenti ma scaduti. che sono. e in questo secondo caso le relative obbligazioni vanno adempiuti in prededuzione. Quando i relativi atti di disposizione sono posti in essere fra coniugi. fissandone anche la durata. in caso di fallimento del cedente. l’esercizio dell’impresa. 5il contratto di factoring. a disporre la continuazione o la ripresa dell’attività. in caso di fallimento del’utilizzatore. 2l’associazione in partecipazione. 3l’assicurazione danni. in caso di fallimento dell’associante. il tribunale può disporre l’esercizio provvisorio dell’impresa. le vendite a giusto prezzo d’immobili ad uso abitativo. i pagamenti dei corrispettivi per prestazioni di lavoro a dipendenti e a collaboratori anche non subordinati del fallito. commissione. 4il leasing finanziario. deve pronunziarsi sull’opportunità di continuare o di riprendere. L’affitto dell’azienda è autorizzato dal giudice delegato. 2i contratti ad esecuzione continuata o periodica. con l’autorizzazione del comitato dei creditori. Con la sentenza dichiarativa del fallimento. Durante l’esercizio provvisorio. in caso di fallimento dell’assicurato. Gli effetti del fallimento sui contratti in corso di esecuzione variano a seconda del tipo di contratto. una volta formatosi. rimangono in vita (e quindi il curatore subentra nel contratto): 1il contratto di locazione de immobili. caratterizzati da una notevole sproporzione fra la prestazione a carico del fallito e quella a carico della controparte. 3i contratti di conto corrente ordinario e bancario. sempre se compiuti nell’anno anteriore. tutti i contratti pendenti proseguono a meno che il curatore non intenda sospenderne l’esecuzione o scioglierli. per debiti preesistenti non scaduti. 2i pagamenti dei debiti pecuniari. del concordato preventivo o dell’accordo di ristrutturazione dei debiti. decorso il quale il contratto si scioglie se il curatore non ne ha disposto la continuazione. in tutto o in parte. destinati a costituire l’abitazione principale dell’acquirente o di suoi parenti e affini. 3il preliminare di vendita di immobili (compromesso). sempre nell’anno anteriore. e in caso di parere favore sarà il giudice delegato.

salvo che la loro pretesa non sia contestata). quando appaia utile al fine della proficua vendita dell’azienda o di parte di essa. possono chiedere che l’accoglimento o il rigetto di una domanda vengano revocati se si scopre che essi sono stati determinati da falsità. dopodiché il creditore tardivo è ammesso solo se prova che il ritardo è dipeso da causa a lui non imputabile. Il decreto di esecutività non preclude la possibilità di presentare nuove domande di ammissione (domande tardive): si considerano tardive le domande presentate oltre il termine di trenta giorni prima dell’udienza di verificazione. Sulla base delle domande di ammissione. il curatore predispone un progetto di stato passivo. ove si pianifica la realizzazione dell’attivo. questi ha diritto di partecipare solo alle ripartizioni dell’attivo successive all’ammissione. creditori e fallito possono presentare osservazioni scritti o documenti integrativi. del curato nel caso di respinta). in caso contrario il creditore è ammesso a prelevare sull’attivo ancora non ripartito anche la parte che gli sarebbe spettata nelle ripartizioni precedenti. Per evitare la 66 . e lo sottopone all’approvazione dei creditori. dolo. sentito il comitato dei creditori. Analoga domanda va presentata per la restituzione o rivendicazione di beni di proprietà di terzi che sono stati appresi alla massa fallimentare. corrispondendo all’affittuario un giusto indennizzo. il contratto deve prevedere il diritto del curatore di recedere. errore essenziale di fatto o dalla mancata conoscenza di documenti decisivi che non sono stati prodotti tempestivamente per causa non imputabile (è posta nei confronti del creditore concorrente nel caso di domanda accolta. Rispetto ai crediti ammessi tardivamente. Conseguita l’approvazione il curatore può pertanto procedere senz’altro alla liquidazione dei beni. i crediti non ammessi e i crediti ammessi con riserva. e previa autorizzazione del giudice delegato. Alla fine dell’affitto il complesso aziendale viene retrocesso al fallimento (che non assume nessuna responsabilità per i debiti sorti durante l’affitto). impugnazioni e revocazioni devono essere proposte con ricorso al tribunale fallimentare entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito dello stato passivo.del comitato dei creditori. impugnazione o revocazione: con l’opposizione il creditore contesta che la propria domanda sia stata accolta in parte o respinta (è posta nei confronti del curatore). cui spetta ogni decisione. queste però possono essere presentate solamente entro dodici mesi dal deposito del decreto che rende esecutivo lo stato passivo. prima invece può compiere atti di liquidazione solo quando dal ritardo può derivare un pregiudizio all’interesse del creditori. Contro il decreto che rende esecutivo lo stato passivo può essere proposta opposizione. con l’impugnazione il creditore o il curatore contestano che la domanda di un creditore o di altro concorrente sia accolta (è posta nei confronti del creditore concorrente). esamina le posizioni dei singoli creditori e forma lo stato passivo definitivo. e contro il decreto le parti possono ricorrere direttamente in Cassazione (non più in appello) entro trenta giorni. nel quale deve indicare i crediti ammessi. con la revocazione il curatore o il creditore. e sempre che l’attivo non sia stato integralmente ripartito. che coinvolge il curatore e tutti i creditori che desiderano parteciparvi: il giudice delegato. salvi i diritti di prelazione. il curatore entro sessanta giorni dalla redazione dell’inventario predispone un programma di liquidazione. lo dichiara esecutivo con proprio decreto e lo deposita in cancelleria. a tal fine sollecitati dal curatore con apposito avviso (anche i titolari di crediti prededucibili hanno l’onere di presentare la domanda di insinuazione al passivo. La procedura di accertamento del passivo si apre con la domanda di ammissione dei creditori. decorsi i termini per l’opposizione o l’impugnazione. Si apre poi la fase dell’esame dello stato passivo. La liquidazione dell’attivo è rivolta a convertire i beni del fallito per soddisfare i creditori. Opposizioni. se il ritardo della domanda è imputabile al creditore. il tribunale decide in camera di consiglio. Il progetto di stato passivo va depositato in cancelleria almeno quindi giorni prima dell’udienza di esame. Il programma di liquidazione approvato è comunicato al giudice delegato che autorizza l’esecuzione degli atti ad esso conformi. tale domanda si presenta con ricorso da depositare presso la cancelleria del tribunale almeno trenta giorni prima della data dell’ udienza per l’esame dello stato passivo fissata dalla sentenza di fallimento. ovvero dalla scoperta del fatto su cui si fonda la domanda di revocazione.

Le somme che si rendono via via disponibili sono ripartite fra i creditori: innanzitutto si deve provvedere al pagamento dei creditori prededucibili (sono escluse le somme ricavate dalla liquidazione di beni oggetti di pegno o ipoteca per la parte destinata ai crediti garantiti). La chiusura del fallimento è dichiarata con decreto motivato del tribunale. Presupposti per il debitore per l’esdebitazione sono: 1il soddisfacimento almeno parziale dei creditori concorsuali. In due casi il fallito è liberato: quando il fallimento si chiude per concordato. o quando il debitore ottiene l’esdebitazione. 3non aver beneficiato nei dieci anni precedenti di altra esdebitazione. Infine non opera su determinati categoria di debiti come gli obblighi mantenimento. su istanza del curatore. poi dei creditori privilegiati e infine dei creditori chirografari. Le somme che spettano ai creditori sono assegnate loro con periodiche ripartizioni parziali (che non possono superare l’ottanta per cento delle somme disponibili). 4non aver distratto l’attivo. alimentari. in deroga all’art 2112. 2dal fallito. il debitore rimane obbligato verso i creditori concorsuali non interamente soddisfatti. In caso di fallimento chiuso per ripartizione integrale o insufficiente è possibile la riapertura del fallimento quando non sono trascorsi cinque anni dal decreto di chiusura e nel patrimonio del fallito si rinvengono nuove attività. La cessazione del fallimento avviene per: 1mancata presentazione di domande di ammissione allo stato passivo. 2560. i crediti ceduti insieme all’azienda conservano tutti i privilegi e le garanzie. l’industria ed il commercio. Quando le somme non sono sufficienti. o esposto debiti inesistenti. La proposta di concordato può essere presentata: 1da uno o più creditori o da un terzo. il debitore può presentare domanda con ricorso al tribunale entro l’anno successivo. l’effetto liberatorio si produce solo per l’eccedenza rispetto alla percentuale attribuita al fallimento ai creditori concorrenti. ma. i quali possono proporre azioni esecutive individuali verso l’ex fallito. Il concordato fallimentare è un istituto che consente all’imprenditore fallito di chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o altra forma di ristrutturazione dei debiti. del fallito o di ufficio. non consenta un maggiore soddisfacimento dei creditori. contro il decreto che la nega è possibile presentare reclamo alla corte d’appello. l’acquirente non risponde delle obbligazioni pregresse. il pagamento avviene proporzionalmente (sempre rispettando l’ordine della soddisfazione dei creditori). 3ripartizione integrale dell’attivo. ma non prima che sia trascorso un anno dalla dichiarazione di fallimento e non dopo due anni dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo. Per favorire la vendita dell’azienda si prevede inoltre che: in deroga all’art. 5non esser stato condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia pubblica. può essere richiesta dal debitore o da qualsiasi creditore e al fallimento non concorrono solo i vecchi creditori. però. Se non è disposta col decreto di chiusura. in qualsiasi momento. dei suoi rami. cui segue una ripartizione finale. o comunque aver reso difficoltosa la ricostruzione del patrimonio. anche per quelli per cui non era stata presentata domanda. L’esdebitazione opera di regola su tutti i debiti anteriori all’apertura del fallimento. una specifica disciplina è prevista per la vendita dell’azienda: la vendita dei singoli beni è infatti disposta solo quando risulta prevedibile che la vendita dell’intera azienda. con il relativo grado. il decreto è impugnabile sia dinanzi alla corte d’appello che alla Cassazione. L’esdebitazione è un beneficio concesso al fallito persona fisica (non dunque alle società) con cui sono dichiarati inesigibili nei confronti del debitore i debiti concorsuali non soddisfatti integralmente. ed altri delitti compiuti in connessione con l’esercizio dell’attività d’impresa. ovvero di beni o rapporti giuridici individuabili in blocco. derivanti da responsabilità extracontrattuale. Con la chiusura del fallimento decadono gli organi fallimentari.disgregazione del complesso aziendale. Il contenuto della proposta può essere 67 . 4impossibilità di continuare utilmente la procedura per insufficienza dell’attivo. 2l’aver cooperato con gli organi della procedura. 2pagamento integrale dei creditori ammessi al passivo e di tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione. rispetto ai creditori che non hanno partecipato al fallimento. ma anche quelli nuovi. solo una parte dei lavoratori si trasferisca alle dipendenze dell’acquirente. di regola.

Inoltre è espressamente stabilito che la proposta e le condizioni di concordato fallimentare devono essere approvate nelle società di persone dai soci che rappresentano la maggioranza del capitale. non di merito. i creditori che tacciono si ritengono consenzienti. per i soci a responsabilità limitata. nelle società di capitali e nelle coop. I creditori privilegiati per cui è prevista la soddisfazione parziale. espletati tali adempimento. falliscono insieme alla società (non falliscono l’unico socio di s. Rispetto al passato. anche se con riserva. a debiti esistenti alla data della cessazione della responsabilità illimitata. il concordato fallimentare della società ha. le procedure. anche quando ricorre una responsabilità illimitata degli stessi per le obbligazioni sociali). dagli amministratori con decisione verbalizzata da notaio e dallo stesso iscritta nel registro delle imprese dopo averne notificato la legittimità. se la votazione ha avuto luogo prima che sia stato reso esecutivo lo stato passivo. compresi quelli che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo (ai quali è dovuta la percentuale concordataria. il fallimento della società comporta come unica conseguenza che il giudice può ingiungere loro di eseguire i conferimenti ancora dovuti. Al fallimento delle società in via di principio è applicabile la disciplina fin qui esposta. tenuto a richiedere il parere vincolante del comitato dei creditori e quello non vincolante del curatore. La proposta di concordato è soggetta al preventivo esame del giudice delegato. Se il concordato è approvato. Annullato o risolto il concordato. Nel caso di contestuale fallimento di società e soci. ed è possibile proporre la suddivisione dei creditori in classi. Per l’approvazione è richiesta il consenso dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. del curatore e del comitato dei creditori. seppure con alcuni adattamenti. Il concordato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori al fallimento. su istanza del proponente si apre il giudizio di omologazione del quale è investito il tribunale fallimentare. hanno diritto al voto i chirografari che risultano dall’elenco provvisorio approvato dal giudice delegato. vengono formate distinte masse passive. in tutto o in parte. Poi.variamente articolato. ma possono essere nominati distinti comitati dei creditori. sul ricavato di liquidazione. che procede ad un controllo solo di legalità. purchè in misura non inferiore a quanto gli stessi potrebbero conseguire. il giudice delegato ordina la comunicazione della proposta ai creditori e fissa il termine (non inferiore a venti giorni e non superiore a trenta) entro il quale gli stessi devono far pervenire nella cancelleria del tribunale la loro dichiarazione di dissenso (non si ha quindi un’adunanza). La risoluzione si fonda sull’inadempimento del concordato. non è più obbligatorio che i creditori privilegiati siano soddisfatti per l’intero. È opinione pacifica che. se ad essi si offre l’intero pagamento. Il concordato è eseguito dal fallito. invece. necessario è inoltre che lo stato di insolvenza della società attenga. Non possono invece votare i creditori privilegiati. I soci illimitatamente responsabili falliscono anche se hanno cessato di far parte della società. per la richiesta di fallimento ad opera del debitore sono legittimati gli amministratori. sono equiparati ai creditori chirografari per la parte residua del debito. in ragione della loro collocazione preferenziale. invece. Hanno diritto di voto i creditori chirografari ammessi al passivo. ma è prevista la possibilità di una loro soddisfazione parziale. ma il fallimento può essere dichiarato solo se non è trascorso più di un anno da quando sono state realizzate le formalità per rendere noti i fatti ai terzi. L’annullamento è disposto dal tribunale quando si scopre che il passivo era stato dolosamente esagerato o che una parte rilevante dell’attivo era stata sottratta o dissimulata. purchè non si alteri l’ordine delle cause legittime di prelazione. è pronunciata dal tribunale quando non vengono costituite le garanzie promesse o quando il proponente non adempie regolarmente agli obblighi derivanti dal concordato. salvo 68 . i soci a responsabilità illimitata. ma la domanda di ammissione allo stato passivo della società vale anche come domanda di ammissione al passivo del fallimento personale dei soci. a meno che non rinuncino al privilegio. e l’unico azionista. si riapre automaticamente il fallimento. ma non si estendono a loro favore le garanzie date nel concordato da terzi). seppur distinte e autonome sono comunque coordinate: viene nominato un solo giudice delegato e un solo curatore per i diversi fallimenti.r.l. sotto la sorveglianza del giudice delegato. Gli effetti del concordato possono cessare per risoluzione o per annullamento.

A differenza che nel fallimento. presieduta dal giudice delegato. sufficiente è che siano soddisfatti in misura non inferiore a quanto gli stessi potrebbero conseguire. che svolge essenzialmente funzioni di vigilanza e di controllo. verifica l’esistenza dei presupposti per dichiarare il fallimento. inoltre. i quali. in ragione della loro collocazione preferenziale. Diversamente dal concordato fallimentare. designato dal tribunale. se l’accertamento ha esito negativo. sul ricavato in caso di liquidazione. il concordato preventivo non incide sui rapporti contrattuali in corso. a pena di nullità. non è prevista alcuna procedura concorsuale a tutela dei creditori separatisti. libera definitivamente l’imprenditore per la parte eccedente la percentuale concordataria. Qualora un patrimonio destinato non consenta di soddisfare integralmente le relative obbligazioni. personali e penali del fallimento. Nel concordato preventivo manca il preventivo accertamento giudiziale dello stato passivo: il commissario giudiziale provvede a convocare i creditori sulla base dell’elenco nominativo presentato dal debitore apportando di sua iniziativa. con la scorta delle scorta delle scritture contabili. Non è necessario soddisfare per intero i creditori privilegiati. il concordato può perseguire le ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma. Se invece ritiene ammissibile la proposta. a tal fine il valore di mercato sul bene o diritto su cui hanno la prelazione dev’essere stimato da un esperto. Per lo stato di crisi si intende sia una difficoltà temporanea e reversibile che non consente all’imprenditore di soddisfare regolarmente i creditori. i creditori del patrimonio destinato non possono perciò insinuarsi al passivo del fallimento se non nei limiti in cui la società ha prestato garanzia. la legge prevede infatti solamente che i creditori insoddisfatti possano chiedere la liquidazione del patrimonio destinato. Il concordato preventivo. nel contempo redige l’inventario del patrimonio ed una relazione particolareggiata sulla cause del dissesto. Nell’ipotesi inversa viene invece dichiarato il fallimento.questo fa cessare solo il suo fallimento. nel caso in cui sia il singolo socio a concludere un concordato fallimentare.Con il concordato preventivo. In merito al contenuto della proposta. Non trova invece applicazione la disciplina della revocatoria fallimentare e. sono inefficaci nei confronti dei creditori anteriori al concordato ed espongono alla revoca dell’ammissione al concordato. le necessarie rettifiche. Altro presupposto è il superamento di almeno uno dei limiti dimensionali della legge fallimentare. È però necessaria l’autorizzazione scritta del giudice delegato per gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione. cui è devoluta la direzione della procedura. inoltre. su istanza dei creditori o del p. XLVI . e un commissario giudiziale. se compiuti senza autorizzazione. questi non possono. con decreto non soggetto ad appello. sulla condotta del debitore e sulla proposta di concordato. offre però all’imprenditore insolvente l’ulteriore vantaggio di evitare le gravi conseguenza patrimoniali. sia pure sotto la vigilanza del commissaria giudiziale. e la gestione del patrimonio destinato compete al curatore. efficacia anche per i soci e fa chiudere anche i loro fallimenti. presentata con ricorso al tribunale competente per la dichiarazione di fallimento. al pari di quello fallimentare. sia lo stato di insolvenza che giustificherebbe la dichiarazione di fallimento. il debitore conserva l’amministrazione dei suoi beni e continua l’esercizio dell’impresa. iscritto nel registro dei revisori. il tribunale dichiara inammissibile il concordato. Ricevuta la domanda il tribunale svolge un controllo preliminare volto ad accertare se ricorrono i presupposti richiesti dalla legge per l’ammissione alla procedura. dichiara aperta la procedura di concordato preventivo. Presupposto oggettivo è lo stato di crisi economica dell’imprenditore. l’imprenditore che si trovi in stato di difficoltà economica e che supera uno dei limiti dimensionali della legge fallimentare può evitare che la crisi sfoci in fallimento. iniziare o proseguire azioni esecutive individuali sul patrimonio del debitore fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato diventa definitivo. il tribunale. l’approvazione del concordato preventivo avviene in apposita adunanza dei creditori. Riguardo agli effetti per i creditori. La procedura di concordato preventivo inizia con la domanda di ammissione del debitore..patto contrario. alla quale possono 69 . e con lo stesso provvedimento designa gli organi della procedura: il giudice delegato.m.

All’accordo devono aderire i creditori che rappresentano almeno il sessanta per cento dei crediti. Sicav. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti sono un ulteriore strumento alternativo al fallimento per la soluzione delle crisi d’impresa: sono accordi stipulati fra l’imprenditore ed una maggioranza qualificata di creditori i quali. o accertando i relativi presupposti. la legge ammette invece entrambe le procedure e risolve il possibile conflitto fra le stesse secondo il criterio della prevenzione: la dichiarazione di una procedura preclude l’altra. a dichiarare (preventivamente o successivamente) tale stato. Si distinguono dal concordato preventivo perché non vengono stipulati nell’ambito di una procedura giudiziale (il tribunale interviene dopo la stipulazione) e perché vincolano solo i creditori che vi aderiscono. È inoltre prevalente in dottrina l’opinione che coloro che siano diventati creditori dell’imprenditore durante la procedura di concordato. entro trenta giorni entro i quali i creditori o qualunque interessato possono proporre opposizione. secondo le modalità stabilite nel decreto di omologazione. per atti inerenti l’esercizio dell’impresa. su istanza dei creditori. Può essere disposta non solo quando vi è lo stato di insolvenza. società cooperative. gli accordi di ristrutturazione. Di regola. composto da tre o cinque membri. altrimenti lo respinge. Il concordato viene eseguito sotto la sorveglianza del commissario giudiziale. il tribunale dichiara d’ufficio inammissibile la proposta di concordato e inoltre. su ricorso di ciascun creditore.La liquidazione coatta amministrativa è una procedura concorsuale a carattere amministrativo cui sono assoggettate determinate categorie di imprese: imprese bancarie. Contro il decreto che omologa o respinge il concordato è possibile il reclamo alla corte d’appello. una volta pubblicati nel registro delle imprese e ottenuta l’omologazione del tribunale. Se la le maggioranze sono invece raggiunte.. reclamabile in appello. XLVII . si apre il giudizio di omologazione: il tribunale controlla la regolarità della procedura e l’esito della votazione. qualora la crisi non sia superata e sopraggiunga il fallimento. nel caso di successivo fallimento devono essere considerati creditori della massa. Col provvedimento di liquidazione coatta amministrativa 70 . del p. e di conseguenza presentano una grave incertezza e il giudice può convincersi sulla loro malafede e non riconosca l’esenzione dalla revocatoria. può essere risolto o annullato negli stessi casi previsti per il concordato fallimentare.su richiesta di uno o più creditori o dell’autorità di vigilanza. Al parti del concordato fallimentare. come per le società coop. con funzioni consultive e di controllo.m. È richiesta la maggioranza dei crediti. invece. Sgr. in alcuni casi. il concordato preventivo omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori all’apertura della procedura. Il loro contenuto è liberamente stabilito. Trascorso questo termine. purchè sia idoneo ad assicurare il regolare pagamento dei creditori che non vi aderiscono. Si differenziano dai piani di risanamento (che pure esentano da revocatoria) in quanto questi si perfezionano semplicemente attraverso la loro redazione prima degli atti che si vogliono esentare da revocatoria e con l’attestazione di un esperto riguardo la loro ragionevolezza.intervenire anche i creditori non convocati ed ottenere l’ammissione al voto provando il loro crediti. Se l’impresa si trovi in stato di insolvenza è però il tribunale del luogo dove ha sede l’impresa. che nomina anche gli organi della procedura: il commissario liquidatore. ma anche per gravi irregolarità di gestione o per violazione di norme di legge o regolamentari. se la proposta è respinta. consentono di porre gli atti compiuti in esecuzione degli stessi al riparo dall’azione revocatoria fallimentare. le imprese soggette a liquidazione coatta sono sottratte al fallimento. il tribunale omologa con decreto il concordato. che svolge l’attività di liquidazione secondo le direttive impartite dall’autorità di vigilanza.. Gli atti legalmente compiuti in esecuzione del concordato non sono soggetti a revocatoria. L’accordo è pubblicato nel registro delle imprese e diventa efficace (seppur precariamente in attesa di omologazione). Sim. dichiara il fallimento con sentendo separata. La liquidazione coatta amministrativa è disposta con decreto dell’autorità governativa che ha la vigilanza sull’impresa. il tribunale procede all’omologazione. imprese di assicurazione. Qualora i giudizi del controllo siano positivi. proprio perché soggetti al controllo giudiziale preventivo. conferiscono certezza riguardo ai loro effetti. e il comitato di sorveglianza.

Gli effetti dell’insolvenza coincidono con quelli dell’ammissione al concordato preventivo: l’imprenditore insolvente conserva l’amministrazione dei suo beni e l’esercizio dell’impresa. Nel contempo i creditori non possono iniziare o proseguire azioni individuali. La liquidazione coatta non si estende in nessun caso ai soci illimitatamente responsabile della stessa. ed entro venti giorni i creditori possono contestarlo. articolata in due fasi: la dichiarazione dello stato di insolvenza da parte dell’autorità giudiziaria. 3sono in stato di insolvenza.m. Nelle ripartizioni dell’attivo sono invece facoltative le ripartizioni parziali. venendo infatti approvato direttamente dal tribunale.. Per la formazione dello stato passivo non è necessaria una domanda dei creditori. il commissario deve provvedere alla ripartizione finale e alla cancellazione della società. deve astenersi dal dichiarare fallimento ed invece emettere una sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza. del p. riattivazione o riconversione dell’attività imprenditoriali. bilancio finale e piano di riparto s’intendono approvati. la successiva ed eventuale apertura della procedura di amministrazione vera e propria devoluta all’autorità amministrativa (Ministero dello sviluppo economico). l’autorità ne autorizza il deposito presso la cancelleria del tribunale. Alla liquidazione dell’attivo vi provvede il commissario. È infine espressamente pattuito che i crediti sorti per la continuazione dell’impresa vanno soddisfatti in prededuzione. Con la sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza il tribunale nomina un giudice delegato. Si caratterizza per essere una procedura nel contempo giudiziaria e amministrativa. questa entro tre giorni va dichiarata al Ministro dello sviluppo economico. 4presentano concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico. regolate come per il fallimento. In mancanza di contestazione. è infatti formato d’ufficio dal commissario liquidatore sulle base delle scritture contabili e delle eventuali osservazioni dei creditori. dà inoltre avvio al procedimento per la formazione dello stato passivo (con regole proprie del fallimento). Solo se è stato accertato lo stato di insolvenza trovano applicazione le norme relative agli atti pregiudizievoli ai creditori (quindi la revocatoria) e le sanzioni penali disposte per il fallimento. è sempre il commissario liquidatore che entro novanta giorni dal provvedimento di liquidazione lo forma e lo deposita nella cancelleria del tribunale. nel caso corrispondano i primi due requisiti sopra indicati. sulle contestazioni decide il tribunale in camera di consiglio. manca inoltre una fase di verificazione dello stato passivo. XLVIII . L’amministrazione straordinaria è riservata alle imprese commerciali. tranne per le vendite di immobili o la vendita in blocco di mobili per cui sono necessari l’autorizzazione dell’autorità di vigilanza e il parere del comitato di sorveglianza. Col deposito lo stato passivo diventa esecutivo. dei creditori. nonché uno o tre commissari giudiziali.trovano applicazione le norme sul patrimonio in tema di fallimento (lo spossessamento) e se l’impresa è una società restano sospese le funzioni degli organi sociali. ma i creditori possono proporre opposizioni o impugnazioni. seppur sotto la vigilanza del commissario giudiziale. mediante prosecuzione. dandone notizia a coloro la cui pretesa non sia stata in tutto o in parte riconosciuta. prima dell’ultimo riparto il commissario liquidatore deve sottoporre all’autorità amministrativa di vigilanza il bilancio finale di liquidazione con il conto della gestione ed il piano di riparto fra i creditori. soggette a fallimento che: 1hanno un numero di dipendenti non inferiore a duecento.L’amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi è la procedura concorsuale con finalità conservative del patrimonio produttivo. Se è dichiarata insolvente una società con soci a 71 . che può procedere in piena libertà. o d’ufficio) si limita ad accertare lo stato di insolvenza e. Nella prima fase il tribunale del luogo dove l’impresa ha sede principale (su iniziativa del debitore. che si differenzia da quello fallimentare per il particolare fatto che non è richiesta l’approvazione dei creditori. La liquidazione coatta può esser chiusa anche mediante concordato. il tribunale può tuttavia affidare la gestione dell’impresa al commissario giudiziale e in quel caso l’imprenditore perde anche l’amministrazione e la disponibilità dei suoi beni. anche individuali. 2hanno debiti per un ammontare complessivo non inferiore ai due terzi tanto del totale dell’attivo dello stato patrimoniale che dei ricavi provenienti dalle vendite e dalle prestazioni dell’ultimo esercizio.

La gestione della procedura si svolge ad opera di uno o tre commissari straordinari nominati dal Ministero dello sviluppo economico e sottoposti alla vigilanza dello stesso. Nella seconda fase il tribunale deve accertarsi che ricorrano concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali. bensì la sua conversione in fallimento. L’esecuzione del programma è autorizzato dal Ministero dello sviluppo economico. È inoltre disposta alla scadenza del programma di cessione o ristrutturazione quando. L’amministrazione straordinaria termina per conversione in fallimento o con la chiusura della procedura. In quest’ultimo caso il tribunale può ordinare la riapertura (se sussistono condizioni analoghe a quelle per la riapertura del fallimento). dichiara il fallimento. Presupposti. con disciplina analoga a quella del concordato della liquidazione amministrativa. rispettando l’autonomia patrimoniale. Per gli atti posti in essere con le altre imprese del gruppo è però prevista una revocatoria aggravata. rispettivamente. Si avrà uniformità delle procedure ed identità degli organi. sia pure con qualche differenza: la più importante delle quali è che le azioni revocatorie possono essere promosse dal commissario straordinario solo se è stata autorizzata l’esecuzione di un programma di cessione dei complessi aziendali. entro sessanta giorni dall’apertura della procedura il commissario straordinario deve predisporre e presentare al Ministero dello sviluppo economico un programma per il recupero dell’equilibrio economico optando per uno dei seguenti indirizzi: cessione dei complessi aziendali. La conversione in fallimento può esser disposta nel corse della procedura quando risulta che la stessa non può essere utilmente proseguita. purchè presentino prospettive di recupero. altrimenti è aperta l’amministrazione. gli effetti della dichiarazione di insolvenza si estendono anche ai soci illimitatamente irresponsabili. ristrutturazione economica e finanziaria dell’impresa. È infine previsto che qualora sia sottoposta ad amministrazione controllata un’impresa facente parte di un gruppo. La chiusura della procedura avviene per: 1la mancata presentazione di domande di ammissione al passivo. non invece quando è stato autorizzato un programma di ristrutturazione. inoltre. sulla base si un programma di risanamento non superiore a due anni (programma di ristrutturazione). alla stessa sono sottoposte le altre imprese che si trovano in stato di insolvenza quand’anche non ricorrano i requisiti dell’amministrazione straordinaria. col termine fissato dalla legge fallimentare in un anno portato a cinque. finalizzate a privilegiare l’attuazione di un programma di ristrutturazione. Riguardo ai contratti. oppure l’imprenditore non abbia recuperato la capacità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni. sulla base di un programma di prosecuzione dell’esercizio dell’impresa di durata non superiore a un anno (programma di cessione di complessi aziendali). Gli effetti dell’ammissione all’amministrazione straordinaria sono gli stessi di quelli che conseguono alla liquidazione coatta. Il Ministero nomina anche un comitato di sorveglianza composto da tre o cinque membri. la continuazione dell’esercizio dell’impresa è automatica. entro trenta giorni dalla presentazione.responsabilità illimitata. Se ritiene che tali prospettive di recupero non sussistano. tutti continuano ad avere esecuzione fino a quando il commissario straordinario non decide se subentrarvi o scioglierli. 72 . invece della cessione di complessi aziendali. i crediti derivanti dalla prosecuzione dei contratti in corso vanno soddisfatti in prededuzione. che gestiscono l’impresa e amministrano i beni dell’imprenditore insolvente. la cessione non è avvenuta in tutto o in parte. 3 cessione dei complessi aziendali quando tutti i crediti ammessi sono soddisfatti o quando è compiuta la ripartizione finale dell’attivo. e quello di sei mesi portato a tre anni. ma per ciascuna impresa fa predisposto un programma. la sentenza di riapertura non comporta la ripresa dell’amministrazione straordinaria. L’amministrazione straordinaria speciale delle imprese di rilevanti dimensioni ha introdotte regole speciali volte a consentire spedito avvio dell’amministrazione straordinaria. La cessione dell’amministrazione straordinaria può infine aversi per concordato. esclusi o defunti. compresi quelli receduti. che esprime pareri sugli atti del commissario nei casi previsti dalla legge o quando il Ministero lo ritenga opportuno. Con l’attuale disciplina. 2il recupero da parte dell’imprenditore della capacità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni. sentito il comitato di sorveglianza.

il debitore viene immediatamente spossessato e la gestione dell’impresa viene assunta dal commissario straordinario. Ottenuta l’approvazione. Entro centottanta giorni dalla nomina il commissario deve presentare al Ministro il programma di ristrutturazione. Il concordato deve ottenere l’approvazione dei creditori che rappresentano almeno la maggioranza dei crediti ammessi al voto. qualora questa non venga dichiarata cessano gli effetti del decreto ministeriale di ammissione. qualora l’altra parte conosceva lo stato di insolvenza del debitore). Contro lo stato passivo reso esecutivo possono essere proposte opposizioni e impugnazioni. in confronto del quale il curatore provi che conosceva lo stato di insolvenza del principale obbligato quando ha tratto o girato la cambiale. e debiti per non meno di trecento milioni di euro. che pertanto avviene ad amministrazione straordinaria già aperta. i diritti derivanti dall’invenzione appartengono al datore di lavoro. deve versare la somma riscossa al curatore. sono depositati nella cancelleria del tribunale e dichiarati esecutivi con decreto del giudice delegato stesso. Contestualmente alla domanda d’ammissione l’impresa deve presentare ricorso al tribunale per l’accertamento dello stato di insolvenza. Solo il commissario straordinario è legittimato a proporre il concordato. Se non è prevista e stabilita una retribuzione in compenso dell’attività invettiva e l’invenzione è fatta nell’esecuzione o nell’adempimento di un contratto o di un rapporto di lavoro. i diritti derivanti dall’invenzione stessa appartengono al datore di lavoro. non può essere revocato il pagamento di una cambiale se il possessore di questa doveva accettarlo per non perdere l’azione cambiaria di regresso. con una vistosa eccezione tuttavia: il commissario straordinario può infatti proporre le azioni revocatorie anche nel caso di autorizzazione all’esecuzione del programma di ristrutturazione. salvo il diritto spettante al lavoratore di esserne riconosciuto autore. l’ultimo obbligato in via di regresso. sia pure senza travolgere gli atti legalmente compiuti fino a quel momento. Inoltre le regole sono applicabili solo se si intende perseguire un programma di ristrutturazione. Col decreto di apertura. qualora il datore di lavoro consegua il brevetto. salvo sempre il diritto di esserne riconosciuto autore. ma all’inventore. il concordato viene infine approvato anche dal tribunale con sentenza. in cui l’invettiva è prevista come oggetto del contratto o del rapporto e a tale scopo retribuita. l’amministrazione viene disposta direttamente dal Ministro dello sviluppo economico sulla base della semplice richiesta dell’impresa in crisi. altrimenti la procedura si converte in fallimento. sono per l’impresa l’impiego da almeno un anno non meno di cinquecento dipendenti. qualora non venga autorizzato entro altri sessanta giorni può presentarne uno di cessione dei complessi aziendali. 67 della legge fallimentare riguardante la revocatoria fallimentare (prevede la revoca del pagamento dei debiti liquidi ed esigibili. la presentazione della proposta impone un’accelerazione alla fase di accertamento del passivo: si interrompe la normale procedura di accertamento dei singoli credito.oltre allo stato di insolvenza. In tal caso. effettuato con mezzi normali. In presenza di tali requisiti. gli elenchi dei creditori ammessi. compiuto nei sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento. un equo premio. non ammessi o ammessi con riserva vengono dunque disposti dal giudice delegato con la collaborazione del commissario straordinario. **Revocatoria della cambiale: in deroga a quanto disposto dall’art. Con la sentenza che dichiara l’insolvenza si producono gli effetti proprio dell’amministrazione straordinaria. *Invenzioni di dipendenti: quando l’invenzione industriale è fatta nell’esecuzione o nell’adempimento di un contratto o di un rapporto di lavoro o di un impiego. purchè tali azioni si traducano in un vantaggio per i creditori. spetta. 73 .

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