DELLA GENEOLOGIA DEGLI DEI DI M.

GIOVANNI BOCCACCIO LIBRI QVINDECI Ne'quali si tratta dell'Origine, & discendenza di tutti gli Dei de' Gentili. Con la spositione de' sensi allegorici delle Favole: & dichiaratione dell'Histor ie appartenenti à detta materia. TRADOTTA GIÀ PER M GIOSEPPE BETVSSI. Et hora di nuovo con ogni diligenza revista, & corretta. Aggiuntavi la vita di M. Giovanni Boccaccio, con le Tavole de' Capitoli, & di tu tte le cose degne di memoria. Dedicata all'Illustre Signor BONIFACIO PAPAFAVA

In Venetia per il Valentini MDCXXVII CON PRIVILEGIO. All'Illustre Sig. & Patron Colendiss. Signor BONIFACIO PAPAFAVA Cavalier dell'Ordine del REDENTORE, dell'Altezza Serenissima di MANTOVA, &c LA Geneologia de' Dei già dall'Eccellentiss. Boccaccio descritta, & per la m ateria, di che tratta famosa, & per l'eminenza dell'Autore, che l'ha composta, s ingolare; essendo già da' morsi del tempo, che tutto lacera, & consuma, quasi logo rata, & guasta; si che appresso gli uomini appena più si ricordava; volendo io, & per ornar le mie stampe di cosi nobil'opera, & per non lasciar un tanto tesoro d imenticato, trarla dalle tenebre dell'oblivione alla luce della reminiscenza; no n ho saputo à più sicuro bisogno di V.S. Illustriss. appoggiarla. Laquale, avvenga, che di presenza io non la conosca, vola ad ogni modo cosi altamente il grido del la nobiltà, & graNdezza cosi della famiglia, traendo particolarmente l'origine dal la Illustrissima Casa de Signori di Carrara, come de' proprij suoi meriti, che n on solo me, che nulla sono, & nulla vaglio, ha reso riverente a' suoi honori, & divoto alla sua grandezza; ma gli Prencipi grandi à desiderar l'amicitia, & accomu nare con lei le proprie grandezze., che però l'Altezza del Sereniss di Mantova si ha compiacciuto di annoverarla tra suoi Cavalieri del Redentore co'l colare nobi lissimo di quella Religione arricchendola d'infiniti privilegij, de' quali quest a breve lettera non è capace; Come ne della parentella per via di matrimonio contr atti con l'illustriss. Casa Pesaro: ne meno delle grandezze del'illustriss. Sig suo Padre (per star ne limiti vicini della famiglia) Cavalier nobilissimo, Prior e della religione di S. Stefano appretto il gran Duca di Toscana. Indi dal'illus triss. Sig. Ambasciatore di Francia appresso la Sereniss. Republica Veneta a nOm e del Re Christianissimo honorato del vero, e gran colare di S. Michele. Nè tan po co de gl'illustrissimi Signori suoi fratelli, l'uno Cavalier di S.Marco, che ora gode i primi; & principali honori della sua Patria, l'altro Vescovo d'Adria, e di Rovigo, & Abbate di Sebenico, un'altro apparentato con i primi Prencipi (per la moglie) d'Alemagna; un'altro Cavalier di Malta vicino per i suoi meriti alla commenda, & alla gran Croce, di maniera, che se vorressimo andar ricercando per la famiglia antichissima; & numerosissima la trovaremmo ricca non solo di palme, di mitre, d'armi, e di Spoglie nobilissime, ma di scettri, e di corone, degni p iù tosto di Bronzi, e di Marmi, d'inchiostri finissimi, & di penne sovrane, che d' una letteRa d'un minimo suo servitore. Il quale viene solo a supplicarla, riceve r in grado nel picciol dono di quest'opera il grande desiderio, che tiene di ser virla; Et come le dedica il Libro, cosi le dona se stesso in perpetuo serviggio, pregandole da N.S. l'adempimento de' suoi alti, & nobilissimi pensieri, riveren

temente le bacia le mani. Venetia il dì 18. Marzo M DC XXVII. Di V.S, Illustrissima Servitore humilissimo Giorgio Valentini

VITA DI M. GIOVANNI BOCCACCIO DESCRITTA DAL BETVSSI. PARRÀ forse istrano ad alcuno, c'havendo io prima nel libro delle Donne illu stri del presente autore, & poscia M. Francesco Sansovino inanzi il Decamerone d a lui corretto, & in molte parti adornato, et ridotto a perfettione, descritto l a vita del Boccaccio, hora di nuovo io mi sia messo quella nella fronte di quest i libri locare, il che però cosi non deve parere, conciosia, che non senza ragione a ciò mi sono mosso. Primamente alcuno non ha a dubitare che, colui il quale oti oso, & indarno vivere non vuole, ogni giorno appara, & vede qualche cosa di piu, di che la confessione, che faceva il saggio Socrate di non saper altra cosa meg lio, eccetto, che non sapeva nulla, non procedeva da altro, che da la imperfetti one dell'huomo, il quale per lo piu di quelle cose, che ei si reputa piu essere capace, & instrutto, aviene, che si ritorna meno essere intelligente & ammaestra to. Io nello descrivere l'altra fiata la vita di M. Giovanni, cercai darla a leg gere piu perfetta ch'io potessi; il che in tutto non m'è venuto fatto, perche nel rivolgere molti altri libri cosi suoi, come d'altri, ho ritrovato delle cose da me à dietro lasciate, le quali hora non mi paiono da tacere. Il Sansovino medesima mente, come persona dotta, & studiosa con l'acuto, & elevato ingegno investigand o trovarne il vero, non ha saputo, nè poTuto haverne miglior testimonio, che le sc ritture del proprio auttore; però sopra quelle fondandosi, nella maggior parte fed elmente della vita del Boccaccio ha parlato. Ma essendo impossibile ch'un huomo solo possa vedere il tutto, non sarà meraviglia, che da lui molti luoghi non siano stati tralasciati, & (forse per non havergli veduti) non citati; i quali hora i ntendo, insieme con i suoi io produrre a commune piacere di quelli, che si dilet tano intieramente vedere quel piu di vero, che restare ci possa della di lui vit a havendo per fermo di tanto non poter dire, che piu non ne habbia tacciuto. La seconda cagione anco, che a ciò mi ha guidato è stato, che non havendo l'autore fatt o alcun'altra fatica piu da lui istimata della presente (così portando il costume degli scrittori), mi pareva ch'ella non havesse ad uscire in mano degli huomini da me tradotta senza la sua vita; accioche tra le celesti beatitudini (se le ani me sciolte dai corpi possono sentire alcuna felicità mondana) quella del Boccaccio goda questo contento di vedere le fatiche sue da tutti non sprezzate, ma da mol ti degnamente graditO. Giovanni adunque per cognome detto Boccaccio fu di Certaldo Castello di To scana, & nacque negli anni del signore MCCCXIII, nel tempo, che Arrigo Quinto Im peratore & Federigo Re di Sicilia insieme con Genovesi mossero guerra contra il Re Roberto; nel qual tempo poi il detto Imperatore morì in Puglia appresso Beneven to. È questo Certaldo posto sopra un eminente colle vicino al quale corre il fiume Elsa, onde propriamente chiamasi Certaldo di val d'Elsa. Nacque di vili & pover i parenti, sì come egli medesimo ne fa fede, & si può conietturare in molti luoghi d elle opere sue: i quali come poco importanti, & di nesuno momento lascio adietro . Fu il padre suo poverissimo, & dato agli essercitij rusticani, il nome del quale senza dubbio veruno fu Boccaccio, come egli istesso ne fa fede nel nono & ultimo libro sopra i Casi degli Huomini Illustri, dove nel trattato di Iacopo, Mastro dei Cavalieri templari, cosi dice: Nil aliud quousque illis ingentes spir itus sufficere; quam qui dudum occubuere; testantes ut aiebat Boccatius vir hone stus & genitor meus, qui se his testabatur interfuisse rebus. Non haveva il padr e suo cognome alcuno, eccetto che dal proprio suo nativo luoco; onde si diceva B occaccio da Certaldo; il che si manifesta nella Visione di M. Giovanni, come, ch

e dubbio sia ella essere sua, quando ei dice: Quel, che vi manda questa visione Giovanni è di Boccaccio da Certaldo. Nondimeno egli, lasciando il cognome del Castello, & prendendo quello del padre, si chiamò quasi sempre Giovanni Boccaccio. Ma ritornando al padre di lui, d ico ch'egli, veggendosi povero & aggravato d'altri figliuoli, conoscendo questo anco fanciullo, che nella fisonomia, nei costumi & nelle operationi dimostrava n on essere di basso & rozzo intelletto, atto ad essere posto ad alcuno essercitio piu che mecanico, anzi per essere d'aveduto, & acuto ingegno, di attendere a co se di momento, tra se propose, che si essercitasse nella mercatantia. Così, essend o Giovanni anco fanciullo, il pose a stare a Firenze con un mercatante Fiorentin o; onde per essere buono Aritmetico & sapere benissimo tener conto di libri, da quello era tenuto caro & seco fu condotto a Parigi, col quale dimorò lo spatio qua si di sei anni non già con l'animo tranquillo, anzi piu che mezzanamente travaglia to, parendogli non spendere i giorni come havrebbe voluto & desiderava; la qual cosa, che cosi fosse, egli istesso nel Quintodecimo libro della presente Geneolo gia, dove tratta che per lo piu l'huomo segue quegli studi a' quali è inchinato, i l dimostra. Scrive Benvenuto da Imola, egli odiando tale essercitio, & poco cura ndo i negotij del padrone, da lui fu licentiato, & rimandato alla patria; là onde essendo giunto all'età di sedeci anni, in tutto si tolse dall'incominciato ufficio & drizzò l'animo a più lodati studi, piacendogli sommamente leggere, & intendere i buoni Poeti, a' quali era molto inchinato, & in tutte le sue attioni la vita fil osofica imitando. Nondimeno questo suo proposito gli era non impedito, ma quasi vietato dal padre; il quale, si perche era male agiato, come anco perche giudica va gli studi della humanità & filosofia congiunti con la Poesia potergli dare poco utile, desiderava & voleva, che si mettesse ad altra professione, per lo mezzo della quale potesse sostentar se, & dare aiutto a lui. Di che alla fine mosso da ' suoi prieghi, & da quegli degli altri amici, si diede allo studio delle leggi, nel cui si può giudicare se vi havesse con diligenza atteso, che v'havrebbe fatto buon frutto. Ma perche l'animo suo era in tutto rivolto allo studio dell'humani tà, la quale si come infinitamente amava, altrettanto & piu, odiava le leggi, come di ciò ne fa fede una pistola scritta a M. Cino da Pistoia, al tempo suo Legista notabile, & di lui precettore, nella quale si sforzava mostrargli quanto gli era grave, & noioso quel peso da lui contra sua voglia portato, di continuo si dava segretamente a leggere i Poeti & gli historici, facendosi molto famigliare lo s tudio della Filosofia. Nè perche tutto il giorno dai preghi del padre, nè dai ricordi degli amici, & famigliari suoi con lettere fosse molestato ad attendere solamente alla professi one delle leggi, egli mai puote essere distolto dal suo proponimento, attento ch e egli a questo era nato, si come medesimamente dimostra poco di sopra nel luogo da noi citato. Cosi vivendo egli in questi termini, giunto all'età d'anni XXV, al tri vogliono XXVIII, avenne, che il padre gravemente amalato, passò di questa ad a ltra vita. La onde restato il Boccaccio di se padrone, ne havendo piu da compiac ere maggiormente in ciò ad altri, ch'alla tranquilità dell'animo suo, palesemente gi ttati da parte i testi, & le chiose, si diede ad abbracciar i Poeti, & in quelli fece quel profitto, che da le opere sue si può comprendere. Et non v'è dubbio alcuno, che se dal principio vi havesse possuto attendere come desiava, & ne era inchinato, che molto maggiore di nome, & d'effetti sarebb e divenuto, perche a ciò dai Cieli era prodotto, & dagli huomini era eletto, di ch e ei medesimo nel predetto ragionamento ne fa fede, dicendo; Et mirabile dictu c um nondum novissem, quibus seu quot pedibus carmen incederet; me etiam pro virib us retinente quot nondum sum, Poeta fere a notis omnibus, vocatus fui. Nec dubit o, dum aetas in hoc aptior esset, si æquo genitor tulisset animo, qui inter celebr es Poetas unus evasissem. Verum dum in lucrosas artes primo, inde in lucrosam fa cultatem ingenium flectere conatur meum; factum est; ut nec negociator sim, nec evaderem canonista, & perderem Poetam esse conspicuum. Caetera facultatum studia , & si placerent; minime sim secutus. Si che si vede quanto torto fosse fatto al l'ingegno di sì degno Poeta, & come con ogni sforzo a lui fosse cercato torre quel lo che gli promettevano i Cieli. Nondimeno, rimasto senza padre, non solo rivols e l'animo a studiare l'opre di quelli, ch'erano stati molto prima di lui, ma anc

o ricercò haver contezza di quei, che vivevano al tempo suo, & hebbela. Tra quali fu l'Honorato M. Francesco Petrarca, al quale divenuto molto intrinseco, & cordi ale, per tre mesi continui dimorò seco: di che ne fa fede la Prima Pistola del ter zo libro delle Senili di M. Francesco; & di lui fu spetiale osservatore, sì come i n infiniti luoghi delle opere sue latine dimostra, & tra gli altri nel parlament o ch'egli finge seco nel principio dell'ottavo libro sopra i casi degli huomini Illustri, del quale dimostrando la riverenza, cosi parla. Quem dum reseratis ocu lis somnoque omnino excusso acutius intuerer; agnovi esse Franciscum Petrarcam o ptimum venerandumque preceptorem meum, cuius monita semper mihi ad virtutem calc ar extiterant; & quem ego ab ineunte iuventute mea prae caeteris colueram. Et qu ello, che segue. Essendo adunque cosi infiammato di questi santi studi, a guisa d'antico & vero filosofo, non bastandogli le sue rendite a mantenerlo, incominciò vendere il capitale del patrimonio, non perdonando a spesa nè a fatica in andare d ove sapeva, che fosse alcun huomo dotto, & eccelente. Passò in Sicilia per udire un certo Calavrese ch'in quel tempo havea gran no me, com'egli scrive, d'essere dottissimo in lettere Greche, & tanto di quelle ve nne ad animarsi che, ritornando a dietro & pervenuto a Venegia, menò seco a Fioren za Leontio Pilato, di natione greco, molto dotto & letterato, tenendolo nella pr opria casa dov'egli habitava a sue spese; & da quello si fece legere la Iliade d 'Homero & l'Odissea, adoprandosi tanto con gli amici, che communemente fu salari ato, & publicamente in Firenze per mezzo del Boccaccio hebbe una lettura, della qual cosa egli istesso ne fa fede nell'ultimo libro della presente opra, dove di ce: Post hos & Leontium Pilatum Thessalonicensem virum, & ut ipse asserit, Predi cti Barlae auditorem persepe deduco. Et poco da poi di lui continoando segue; Hu ius ego nullum vidi opus, sanè quicquid ex eo recito, ab eo viva voce referente pe rcepi. Nam eum legentem Homerum, & mecum singulari amicitia conversantem fere tr ibus annis audivi. Cosi anco in uno altro capitolo del detto libro di quello par lando scrive; Nonne ego fui qui Leontium Pilatum a Venetiis occiduam Babilonem q uerentem a longa peregrinatione meis flexi consiliis? In patria tenui? Qui illum in propriam domum suscepi, & diu hospitem habui, & maximo labore meo curavi ut inter Doctores Florentini studij susciperetur, ei ex publico mercede apposita? F u quasi il primo, questo Leontio, che leggesse in Italia le opere d'Homero, le q uali tanto per innanzi erano state nascoste; & il Boccaccio fu de' principali, c he le udisse, & che raccogliesse tutti i libri Greci, che puotè ritrovare, i quali fino a quel tempo erano stati quasi dispersi & sepolti; il che testimonia nel predetto luogo dicendo; Ipse insuper fui, qui primus meis sumptibus Homeri libro s & alios quosdam graecos in Hetruriam revocavi, ex qua multis ante seculis abie rant non redituri. Nec in Hetruriam tantum sed in patriam deduxi. Ipse ego fui, qui, primus ex Latinis a Leontio Pilato in privato Iliadem audivi, ipse insuper fui, qui, ut legerentur publice libri Homeri, operatus sum; & esto non satis ple ne perceperim; percepi tamen quantum potui; nec dubium si permansisset homo ille vagus diutius penes nos; qui plenius percepisse. Et quello, che segue. Onde ver amente per queste sole buone operationi habbiamo non poco a restare obligati al Certaldese, & infinitamente da commendarlo, poscia ch'egli in buona parte fu pre ncipal cagione di cosi utile principio. Ma non possendo il povero Poeta col debile patrimonio, che quasi già se n'er a andato, lungamente piu negli studi continuare, come disperato se ne stava quas i per pigliare novo partito, & senza dubbio sarebbe stato a ciò constretto dalla n ecessità; ma il divino Petrarca, che molto l'amava, incomiciò sovenirlo in diverse c ose, aiutandolo secondo i bisogni di denari, & provedendogli di libri, & altre n ecessarie cose; onde sempre egli lo chiamò padre & benefattor suo in tutti i luogh i, dove di quello gli è occorso far memoria; il che ha fatto in ciascuna dell'opr e sue latine, & spetialmente in molti luoghi di questa. Nè perche in molti suoi sc ritti si ritrovi, che anco lo chiama precettore, a me non piace affermare, nè seco ndo il vocabolo intenderlo per maestro di scuola, ma giudico piu tosto per river enza, che per altro cosi lo chiamasse, attento, che non si ritrovò giamai, che il Petrarca fosse pedagogo di alcuno. Fece in processo di tempo, si come habbiamo d i sopra con le proprie sue parole mostrato, che il detto Leontio gli tradusse di greco in latino Homero, tutto, che altri dicano, che il Petrarca fece fare ques ta fatica; fondandosi, cred'io, sopra la sesta Epistola del terzo libro delle Se

nili, nella quale il Petrarca il prega ad oprare talmente, che faccia, che Leont io a sue spese gli traduca l'opre d'Homero: & nella seconda del sesto, dove most ra il ricevere dell'opera; ma chi bene riguarderà la prima del quinto libro, apert amente conoscerà il Boccaccio essere stato quello, che fece fare la fatica, & poi ne fece parte & dono al Petrarca. Confermato adunque col buono aiuto di M. Franc esco a continuare nelle lettere, diede quell'opra maggiore, che per lui si potes se alla Poesia: & anco si pose a studiare nelle Sacre Lettere, ma essendo hoggim ai quasi vecchio, si come testimonia egli stesso nell'ultimo dei presenti libri, dicendo: Caetera facultatum studia, & si placerent quoniam non sic impellerent minime secutus sum. Vidi tamen sacra volumina, a quibus, quoniam annosa est ætas; & tenuitas ingenij disuasere destiti, turpissimum ratus senem (ut ita loquar) el ementarium nova inchoare studia; & cunctis indecentissimum esse id attentasse, q uod minime arbitreris perficere posse. Cosi non molto in questi studi si fermò, an zi lasciandogli da parte attese alla sua cara Poesia alla quale dai Cieli era ch iamato, si come continuando segue dicendo. Et ideo cum existimem Dei beneplacito me in hac vocatione vocatum; in eadem consistere mens est. Ma non contentandosi solamente dello intendere i buoni Poeti si diede anco poeticamente al comporre, & molte opere latine scrisse, tra le quali come principale fece i presenti quin dici libri sopra la Geneologia degli Dei a petitione di Ugo Re di Gierusalemme & di Cipro; i quali di quanta dignità, utilità siano, non è alcuno, che ne possa far gi udicio non gli havendo letti & gustati. Questo so bene io, che in quelli vi è incl uso la maggior parte delle cose utili & necessarie non solamente alla Poesia, ma anco alle altre scienze, che a gran fatica in molti altri poetici libri si potr ebbe ritrovare. Et in ciò ho conosciuto lo errore, che infiniti nostri moderni pig liano, i quali si fanno beffe delle scritture, che non hanno l'odore d'antichità, come quasi non si possa piu scrivere cosa, che buona sia. Ma di questo ne sia de tto assai: perche ogn'un del suo saper par che s'appaghi. Scrisse medesimamente nove libri sopra i casi degli huomini illustri, con quegli essempi & regola del ben vivere, che piu politicamente alcuno altro non havrebbe possuto amaestrarci. Ne compose poi uno delle Donne illustri, tanto dilettevole & vago, quanto altro a beneficio loro si potesse formare, le quai opere io a commune utilità nella nos tra natia lingua tutte ho riportate. Scrisse appresso un libro della origine & n omi de i monti, uno delle selve, uno dei fonti, uno dei laghi, uno dei fiumi, & uno degli stagni, & paludi. Trattò anco dei nomi del mare; fece la Bucolica in ver so; un'opra nella cui si tratta dei fatti dei Pontefici, & Imperatori Romani; sc risse della ribelione delle Terre della Chiesa. Delle Guerre de' Fiorentini cont ra il Duca di Milano, & il Re d'Aragona. Della Vittoria dei Tartari contra Turch i. Delle Vittorie di Sigismondo contra infedeli. Delle heresie di Boemi. Della p resa di Costantinopoli. Et oltre ciò si leggono molte sue Pistole famigliari, le q uali fatiche tutte furono latine. Nel cui stile, considerandosi quei tempi, che anco erano infettati dalle reliquie dei Gothi & degli altri barbari, non poco si vede egli essere stato eccellente; perche se riguardaremo al Petrarca & agli al tri scrittori del suo tempo, vedremo la latinità del Boccaccio (come, che in tutto perfetta non sia) senza dubbio essere stata la migliore dell'altre essendo anco di havere compassione ai loro giorni i quali mancavano di molte comodità a ciò nece ssarie, nè quella copia di libri havevano c'hora si ritroviamo noi. Si dilettò medes imamente di scrivere nel suo natio idioma; nel quale quanto valesse, tutto, che alhora fosse poco in prezzo, ne fanno fede l'opre sue, dalle quali si ha conosci uto quanta utilità n'habbiano havuto i successori, & la dignità, che a questa lingua habbiano accresciuto le fatiche sue, alle quali come a nuovo oracolo si riporti amo. Compose il Filocolo, la Fiammetta, l'Ameto, il Labirinto d'Amore o vogliamo Corbaccio, la Vita di Dante, & incominciò a commentare Latinamente la sua Comedia , cioè una parte dell'Inferno. Fece le diece Giornate del non mai a bastanza lodat o & degno d'ogni pregio Decamerone, l'ultima delle quali novelle fu dal Petrarca tradotta in latino, si come si legge nella terza Epistola del decimosettimo lib ro delle Senili del Petrarca. Scrisse la Theseide, opra in ottava rima nella cui si contengono i fatti di Theseo, & fu il primo inventore di tale testura, perci oche per inanzi non mi ricordo io haver trovato ch'altri la usasse. Fece medesim amente una Apologia difesa del Petrarca contra gli invidiosi & maledici, si come ne fa fede l'instesso nella ottava Epistola del quintodecimo libro delle senili

; compose anco molte rime & altre simili cose; ma per dire il vero, lo stile vol gare in verso non gli fu troppo amico. Nondimeno a' suoi giorni, tra Dante, il P etrarca & lui, a quello era attribuito il terzo luogo, si come dimostra il Petra rca in una lettera scritta al Boccaccio; dove dice; Io odo, che quel vecchio da Ravenna, non inetto giudice della Poesia volgare, ogni volta, che si ragiona di cosi fatta cosa, che egli ha sempre in usanza d'assegnarti il terzo luogo. Se qu esto ti dispiace, parendo a te ch'io sia un ostacolo, che non sono, ecco, se tu voi, io ti cedo & ti rinuntio il secondo luogo; intendendo tuttavia, che nel pri mo sia Dante. Cosi anco Benvenuto da Imola in una lettera scritta al Petrarca pa rlando della spositione d'alcuni poemi di Dante, Petrarca, & Boccaccio cosi ragi ona: Ma io lo faccio per mostrare a' posteri di haver suscitato i tre Prencipi d e Poeti de' nostri tempi, i tre chiarissimi lumi della Greca, della Latina & del la lingua Volgare; Dante cioè, te medesimo, & Giovanni Boccaccio. si che si compre nde egli non essere stato indegno Poeta. Nondimeno, veduti c'hebbe un giorno il Boccaccio i Sonetti & le Canzoni con le altre compositioni simili del Petrarca, conoscendo quanto le sue fossero inferiori a quelle deliberò donarle alle fiamme , & non acconsentire, che mai si vedessero; il che inteso dal Petrarca fu da lui s consigliato con una Epistola, nella cui si leggono queste parole: Perdona alle f iamme. & habbia compassione de' tuoi scritti, & alla publica utilità & dilettation e. Qui non starò io a disputare, che cosa lo movesse a comporre questa & quell'opr a, & ciò ch'egli vuole inferire nel tale & nel tal luogo, perche ne lascio la cura agli spositori. Quello per le sue degne virtù fu fatto Cittadino Fiorentino, & da lla Republica fu adoprato in molti negotij publici. Egli fu quello, che per la c omunità di Firenze fu mandato ambasciadore al Petrarca per la sua restitutione, si come si legge nella quinta Epistola del Petrarca dopo le senili scritta a' Fior entini; il che fu negli anni MCCCLI a tredeci d'Aprile; nondimeno il Petrarca no n solamente non venne a Fiorenza, ma anco fu cagione, che il Boccaccio se ne lev asse, perche essendo per le parti la città divisa, & M. Giovanni nè all'una nè all'alt ra accostandosi, secondo il consiglio di M. Francesco per lo meglio elesse per q ualche tempo viversene fuori; il che fece. Onde Giovanni Thiodorigo parlando del la vita del Boccaccio non devea dubitare perche Raffaello Volaterano il chiami G iovanni Boccaccio da Certaldo, & Antonio Sabellico nel nono Libro ragionando di lui cosi dica. Fuit ea tempestate in re literaia clarus Ioannes Boccacius Floren tinus Certalda domo, vir copioso ingenio & cuius varia extant studiorum monument a; le cui parole paiono quasi far dubitare, che il Poeta fosse Fiorentino & di c asa Certalda, overo, che non sia l'istesso, che vuole il Volaterrano, attento, c he la propria sua origine, si come chiaramente habbiamo mostrato, fu da Certaldo ; & come, che il Sabellico il chiami Fiorentino non deve per ciò nascere dubbio al cuno, perche fu fatto Cittadino di Fiorenze. Diede anco opera alla Astrologia, & hebbe per suo prencipale precettore Andalone de' Negri Genovese, al suo tempo f amosissimo Astrologo. Fu di natura molto sdegnoso, il qual vitio gli nocque non poco negli studi; amatore anco della sua libertà, di sorte, che mai non volle acco starsi nè obligarsi ad alcuno Prencipe nè Signore, come, che da molti fosse desidera to & pregato; ilche egli tocca nel Filocolo quando dice; Deh, misera la vita tua , quanti sono i Signori; li quali, s'io li loro titoli hora ti nomassi, in tuo d anno te ne vanagloriaresti, dove in tuo pro non te ne sei voluto rammemorare. qu anti nobili & grandi huomini, a' quali, volendo tu, saresti carissimo? Et per so verchio & poco lodevole sdegno, che è in te, o a niuno t'accosti, o se pure ad alc uno, poco con lui puoi sofferire, s'esso fare a te quello, che tu ad esso dovere sti fare, non ti dichini, cioè seguitare i tuoi costumi & esserti arrendevole. Fu medesimamente molto inchinato all'amore & libidinoso, & non poco gli piacquero l e donne, come, che di loro in molti luoghi dell'opere sue ne dicesse quel peggio , che dire si potesse; tuttavia di alquante nelle scritture sue sotto finto nome ne fa honorato ricordo. Fieramente s'accese dell'amore di Maria, figliuola natu rale di Roberto Re di Napoli. Percioche per le guerre civili egli, come amatore della pace & quiete partitosi di Firenze, & girata la maggior parte dell'Italia, alla fine pervenuto a Napoli & honoratamente raccolto da Roberto, a que' tempi Sommo Filosofo, avenne, si come agli animi generosi accader suole, che chiudendo si nel suo corpo altissimo & divino spirito, un giorno veduta la di lui figliuol a nella chiesa di San Lorenzo, quella estremamente prese ad amare; a petitione d

ella quale compose il Filocolo; & che cosi fosse egli medesimo ne fa fede nel pr incipio di quell'opra, quando scrive; Io della presente opra componitore mi trov ai in un gratioso & bel Tempio in Parthenope, nominato da colui, che per deifica rsi sostenne, che fosse fatto di lui sacrificio sopra la grata. Cosi anco nell'A meto: Io entrai in un Tempio, da colui detto, che per salire alle case delli Dij immortali, tale di sé tutto sostenne; quale Mutio di Porsenna in presenza della p ropria mano. Ma perche lo amore suo non fosse a ciascuno palese, egli hebbe rigu ardo col proprio nome non la ricordare; nondimeno, si come è naturale costume degl i amanti, che non vogliono dire lo stato loro, & tuttavia vorrebbono, che la mag gior parte se ne sapesse, non gli bastò solamente il chiamarla Fiammetta, che anco in molti luoghi dà ad intendere, che il suo proprio nome fosse Maria, & di chi fi gliuola; si come si vede nel Filocolo quando dice; Et lei nomò del nome di colei, che in se contenne la redentione del misero perdimento, che adivenne per lo ardi to gusto della prima madre. Et piu oltre seguendo scrive; Il suo nome è qui da noi chiamato Fiammetta, posto che la piu parte delle genti il nome di colei la chia mino; per la quale quella piaga, che 'l prevaricamento della prima madre apprese , ci racchiuse. Cosi anco medesimamente ne fa testimonio nell'amorosa visione: "Dunque a voi, cui io tengo donna mia, "Et cui sempre disio di servire . "La raccomando Madama Maria. Dimostra poi palesemente nel Filocolo ella essere stata figliuola del Re R oberto, ma naturale, dicendo. Ella è figliuola dell'altissimo Prencipe, sotto lo c ui scettro questi paesi quieti si reggono, e a noi tutti è donna. Et piu oltre seg ue; Un nominato Roberto nella real dignità constituito, e avanti, che alla reale e ccellenza pervenisse, costui preso dal piacere d'una gentilissima giovane dimora nte nelle reali case generò di lei una bellissima figliuola, & lei nomò del nome, &c . Fu medesimamente amato da lei, & si come si può innestigare & dall'opre sue comp rendere, egli n'hebbe il disiato frutto d'Amore; il che si vede nell'Ameto; quan do introduce Fiammetta cosi parlare; Essendo io (come v'ho detto) del pronto gio vane, & sua stata piu anni, avenne, che per caso opportuno gli convenne a Capoua per adietro, l'una delle tre migliora terre del mondo, andare; ond'io nella mia camera le paurose notti traheva; & quello che và dietro. Di che si vede chiaramen te, che egli seco hebbe a fare. Il medesimo anco si comprende nella Fiammetta & nel Filocolo, & in molti altri luoghi, che lungo fora raccontare, dove palesemen te quasi di questo suo amore si gloria; di che per molto spatio di tempo dimorò a Napoli, & gran parte in Sicilia, dove dalla Reina Giovanna era favorito. Chiamos si anco per amore di costei con finto nome Caleone, col quale diede il titolo al Decamerone cognominato Prencipe Caleotto, formato da Calaon, voce greca, che si gnifica fatica: cosi anco il Filocolo, che s'interpreta fatica d'Amore. Et ch'eg li cosi si chiamasse per cagione di lei il dimostra nel Filocolo, ove è scritto; E t percioche tante volte dal mio Caleone, da cui sempre fui chiamata Fiammetta, a vanti l'acceso amore verde fui conosciuta, di vestirmi di verde poi sempre mi so no dilettata. Cosi anco in molti altri luoghi ne fa ricordo, i quali come superf lui lascio. Questa Maria non molto dopo la morte del Boccaccio nel mutamento del lo Stato di Napoli dalla parte aversaria fu decapitata, benche altri vogliano, c he per intendimento havuto contra il Re Roberto ciò le venisse. Ma tornando al Boc caccio, amò egli medesimamente una giovane Fiorentina nomata Lucia, la quale sempr e con finto nome chiamò Lia. Cosi anco sotto altri finti nomi nelle opere sue si c omprende ad altre donne haver altre fiate rivolto la fantasia, nondimeno, perche lieve è la loro memoria, & poco di chiaro se ne può cavare da' suoi scritti, non ne diremo altro; ma l'ultimo & il perfetto de' suoi amori fu di questa Maria, in n ome della quale compose Fiammetta; benche io non ardisca affermare, che in tutto egli in quella volesse figurare l'amore suo & di lei; ma piu tosto istimo che, toccandone solamente parte, l'animo suo fosse di solamente descrivere la potenza d'un fervente amore in una giovane dal suo amante abandonata. Conciosia, che ne ll'opra si vede ch'ei finge la Fiammetta essersi accesa in un giovane che, a pen a incominciava mettere la prima lanuggine di barba, & che haveva padre, per amor e della vecchiaia del quale l'inamorato fu sforzato partirsi di Napoli & andare in Toscana; & nondimeno quando il Boccaccio andò a Napoli era huomo fatto, & non h aveva padre. Cosi anco in molte altre cose di maniera varia, che sopra quella no

n si può far fondamento alcuno, benche l'intendimento suo principale fosse di scri vere quell'opra con studio tale, che altri non potessero comprendere la verità di quell'amore, eccetto che la persona a cui s'appartenesse, si come si vede nel pr imo libro dove dice; Percioche quantunque io scriva cose verissime, sotto si fat to ordine l'ho disposte che, eccetto colui, che cosi come io le sa (essendo di t utte cagioni), niuno altro, per quantunque havesse acuto intelletto, potrebbe ch i io mi fossi, conoscere. Et io lui prego (se mai per sua aventura questo libret to alle mani gli perviene), che egli per quello amore il quale già mi portò celi que l, che a lui nè utile nè honore può manifestandolo tornare; et quello, che segue; onde si può leggiermente comprendere ch'egli medesimo non volle essere inteso. Ma lasc iando questo cose, che piu tosto sarebbono necessarie alla vita di costei, che a l ragionar di lui, seguiremo quello, che ci resta; fu di statura di corpo & prop ortione di membri assai bene composto, si come egli stesso di sé scrivendo fa, che la Fiammetta nel primo libro ne parla. Fu anco piacevole, & molto costumato, si come dalle dilettevoli opere sue si può fare presuposto; ultimamente acquetatesi alquanto le cose di Thoscana, & essendo desideroso quel poco avanzo di tempo, ch e di vivere gli restava goderlo quietamente, hoggimai fatto vecchio se ne tornò a Firenze; ma non possendo sopportare la civile ambitione ritornò al suo Certaldo, d ove lontano da travagli ne' suoi studi vivendo passava i giorni secondo il suo v olere, si come egli medesimo scrive in quella Pistola a M. Pino de Rossi, dove i n fine gli dice; Io secondo il mio proponimento, quale vi ragionai, sono tornato a Certaldo. Alla fine pervenuto all'età d'anni LXII. si come scrive Benvenuto da Imola, se ne morì di male di stomaco, il quale gli fu cagionato per lo continuo so verchio studio, che gli nocque assai, essendo egli di complessione molto grasso, & pieno. Non lasciò di sé heredi legittimi, perche non hebbe mai moglie. Solamente di lui rimase un figliuolo naturale, senza piu. Passò di questa all'altra vita neg li anni del signore MCCCLXXV, il che fu un'anno dopo la morte del Petrarca. Fu s epolto in Certaldo nella chiesa di San Iacopo & Filippo con questo epitafio sopr a la sua sepoltura, il quale da lui medesimo pria, che morisse fu composto: " Hac sub mole iacent cineres, ac ossa Ioannis; " Mens sedet ante Deum meritis ornata laborum; " Mortalis vitae genitor Boccacius illi, " Patria Certaldum, studium fuit alma poesis. Appresso i quali versi si legge anco un altro epitafio in lode del Boccacc io di M. Colluccio Salutati segretario fiorentino, ma per piu longamente non por ger noia ai lettori, lasciaremo da parte questo & altre cose, che si potrebbono dire; le quali essendo di niun momento arrecharebbono piu tosto noia, che dilett o, nè utile alcuno. IL FINE. TAVOLA PRIMA CAVATA Per ordine di tutti i nomi nell'Opera contenuti

Atropos figliuola di Demogorgone Antheo quinto figliuolo della Terra Amore primo figliuolo dell'Herebo Apis Re d'Argivi, secondo figliuolo del primo Giove Auttolio figliuolo del secondo Mercurio Auttolia, figliuola del primo Sinone, & madre d'Vlisse Amimone figliuola di Danao Abante figliuolo di Linceo Acrisio figliuolo d'Abante Athalanta, figlia di Lasio, & madre di Parthenopeo Amphione figliuolo di Isio Adrasto figliuolo di Thalaone Argia, figlia d'Adrasto, & moglie di Pòlinice

figliuolo dell'Oceano Aceste figliuol del fiume Crinisio Axio 18. e moglie di Phineo Africo figliuolo d'Astreo Aloo decimo figliuolo di Titano Apollo secondo figliuolo del secondo Giove Aristeo decimo figliuolo d'Apollo Atteone figliuolo d'Aristeo Autoo duodecimo figliu. figliuolo di Priamo Antiphone 19. d'Apollo Argo terzodecimo figliu. figliuolo di Priamo Agamennone 32. del primo Vulcano Assirthio figliuolo di Oeta Angiria figliuola del Sole Asteria figliuola di Ceo Aeo figliuolo di Tipheo Auro settima figliuola di Titano Atlante nono figliuolo di Titano Alcione figliuola d'Atlante Astreo figliuolo di Titano Astrea figliuola d'Astreo Austro figliuolo d'Astreo Afro figliuolo d'Austreo Aquilone figliuolo d'Austreo. di Tiberino Aventino Silvio figl. & moglie d'Atlante.Ageone terzo figliuolo di Belo di Prisco Adone figliuolo di Mirra Anna figliuola del Re Belo Agatte figliuolo di Cadmo Auttone figliuola di Cadmo Antigona figliuola d'Edippo Acheronte Fiume infernale figliuolo di Cerere Aletto prima figliuola d'Acheronte Ascalapho quinto figliuolo d'Acheronte Apollo figl. di Latino Silvio Athi Silvio figliuolo d'Alba Agrippa Silvio figl. figliuolo dell'Oceano Asteropio figliuolo di Pelagonio Asopo 19. figl. figliuolo dell'Oceano Alueo 15. & quinto figliuolo di Giove Amiclate figliuolo di Lacedemone Argolo figliuolo di Amiclate Arcade 15. del secondo Giove Antigona figliuola di Laomedonte Astianatte figliuolo d'Hettore Antipho 18. d'Apollo Asclepio figliuolo di Machaonne Arabe figliuolo d'Apollo Amphione. figliu. figliuolo dell'Oceano Aci figliuolo di Fauno Ascalafo quarto figliuol di Marte . di Priamo Assaraco figliuolo di Troilo Anchise figliuolo di Capi Ascanio figliuolo d'Enea Alba Silvio figl. Arpalice. figliuolo di Priamo Agatone 30. figliuola dell'Oceano. figliuola di Borea. di Romolo Silvio Amulio figliuolo di Proca Aetta. Rè di Thebe. Aretusa figliuola di Nereo Acheloo 11.

B BELLO Prisco figliuolo d'Ephalocar Buona figliuola di Danao Belo figliuolo di Phenice Bibli figliuolo di Mileto Briareo figliuolo di Titano Bianco settimo figliuolo d'Apollo Borea figliuolo di Astreo . di Giove Angeo figliuolo di Ligurgo Arpalice figliuola di Ligurgo Arpalice figliuola di Ligurgo Androgeo figliuolo di Minos Arianna figliuola di Minos Antiphate figliuolo di Sarpedone Acrisio figliuolo di Giove Ausonio figliuolo di Pelope Alceo figliuolo d'Atreo Arpagige figliuolo d'Atreo Agamennone figliuolo di Phistone Aleso figliuolo d'Agamennone Alcmena moglie d'Amphitrione Alceo figliuolo di Gorgophone Amphitrione figliuolo d'Alceo Athermenide figliuolo di Bacchemone Aone figliuolo di Giove Asio figliuolo di Dimante Alisiroe figliuola di Dimante Aiace figliuolo di Telamone Achile figliuolo di Peleo Agile figliuolo d'Hercole Aventino figliuolo d'Hercole Alciona figliuola d'Eolo Alcimedonte figliuolo d'Eritteo Amittaone figliuolo di Criteo Antipho figliuolo di Thessalo Antiphare figliuolo di Biante Amphiarao figliuolo d'Oioloo Almeone figliuolo d'Amphiriao Amphiloco figl.Agrio figliuolo di Partaone Althea figliuola di Testio Astilo figliuolo d'Isione Amico figliuolo di Nettuno Albione quarto figliuolo di Nettuno Atiti figliuola di Risinore Alcinoo figliuolo di Nausithoo Alioo figliuolo d'Alcinoo Attorione figliuolo di Nettuno Aone figliuolo di Nettuno Antiopa figliuola di Nitteo Acastosi figliuolo di Pelia Antiloco figliuolo di Nestore Aritto figliuolo di Nestore Antigono figliuolo di Theseo Arpie figliuole di Nettuno Ahello figliuola di Nettuno Acheo figliuolo di Giove Amore duodecimo figl. d'Amphiriao Athamante figliuolo d'Eolo.

overo Bia figliuolo di Amittaone Bellorophonte figliuolo di Glauco. C CHAOS Cloto figl. di Nettuno Bronte nono figliuolo di Nettuno Busiri figliuolo di Nettuno Bacchemone figliuolo di Perseo Biante. & moglie d'Enea Cassandra seconda figliuola di Priamo Chaone undecimo figliuolo di Priamo Cromenone ventesimo terzo figliuolo di Priamo Cebrione ventesimo quinto figliuolo di Priamo Capi figliuolo d'Astaraco Capi Silvio figliuolo d'Athi Climene quinta figliuola dell'Oceano Corufice figliuola dell'Oceano Cimodoce figliuola di Nereo Cirene figliuola di Peneo Critone figliuolo di Diocleo Crinisio sestodecimo figliuolo dell'Oceano Citheone figliuolo del Tebro. prima figliuola di Priamo.Bacco quarto figliuolo del secondo Giove Bucolione figliuolo di Laomedonte Britona nona figliuola di Marte Buthe figliuolo di Amico Batillo figliuolo di Pherco Borgione quinto figl. & moglie di Neleo Cilice terzo figliuolo d'Agenore Cinara figliuolo di Papho Cadmo sesto figliuolo d'Agenore Cielo figliuolo dell'Ethereo Cerere prima. seconda figliuola del Cielo Cocito figliuolo di Stigia Cupido figliuolo di Venere Cauno figliuolo di Mileto Calciope figliuola di Oeta Circe figliuola del Sole Ceo figliuolo di Titano Chimera figliuola di Tiphone Cilieno figliuola d'Atlante Calipsone figliuola di Atlante Circio figliuolo d'Astreo Calai figliuolo di Borea Choro vento figliuolo d'Astreo Calisto figliuola di Licaone Calato settimo figliuolo del secondo Giove Cartagine figliuola del quarto Hercole Clitione figliuole di Laumedonte Creusa. di Demogorgone Caronte decimo nono figliuolo dell'Herebo Cupido primo figliuolo del secondo Mercurio Cinquanta figliuole di Danao in generale Clori. figliuola d'Amphione. Cephiso ventessimo figliuolo dell'Oceano Ciane figliuola di Menandro Croni figliuola di Saturno Cerere terza figliuola di Saturn. Chirone sesto figliuolo di Saturno Cupido primo figliuolo di Marte .

Clitonio figliuolo d'Alcinoo Cavallo Pegaso figliuolo di Nettuno Cronio figliuolo di Neleo Cigno ventesimo terzo figliuolo di Nettuno Celleno figliuola di Nettuno Castore figliuolo di Giove Clitennestra figliuola di Giove Ceice figliuolo di Lucifero Crisostemi figliuola d'Agamennone Corinto figlio d'Horeste Caco figliuolo di Vulcano Canace figlia d'Eolo Clitone figliuolo di Mantione Catillo figliuolo d'Amphiarao Catillo figliuolo di Catillo Corace figliuolo del primo Catillo Creonte figliuolo di Sisipho. figliuola di Belo. & moglie di Thideo Didone. figliuola di Phlegia. Doridone ventesimo settimo figliuolo di Priamo.Coronide nimpha. figliuola d'Adrasto. & madre d'Esculapio Centauri figliuoli d'Isione . & moglie di Hercole Diomede figliuolo di Thideo Doro primo figliuolo di Nettuno Demophonte figliuolo di Theseo Dedalione figliuolo di Lucifero Driante figliuolo d'Hippolago Deucalione figliuolo di Minos Dionisio figlio di Giove Dimante figliuolo d'Aone Dauno figliuolo di Pilunno Dauno nipote del primo Dauno Diodoro figliuolo d'Hercole Dicoonte figliuolo d'Hercole E . Creusa figliuola di Creonte Cephalo figliuolo d'Eolo Citoro figliuolo d'Atamante D DEmogorgnoe Diana prima & quarta figliuola del primo Giove Dionigi ottavo figliuolo del primo Giove Danao figliuolo di Belo Prisco Danae figliuola d'Acrisio Deiphile. & moglie di Siceo Dirce quinta figliuola del Sole Deucalione figliuol di Prometeo Dionigi figliuolo di Deucalione Diana figliuola del secondo Giove Dardano sestodecimo figliuolo del Secondo Giove Daphni figliuolo di Paris Deiphebo terzodecimo figliuolo di Priamo. figliuola d'Oeneo. Dori settima figliuol dell'Oceano Danae figliuola di Peneo Dionisio figliuolo del Nilo Daphni figliuolo del quarto Mercurio Diocleo figliuolo d'Orsiloco Deianira. Dicomoonte ventesimo primo figliuolo di Priamo.

Erittonio figliuolo di Dardano Esipio figliuolo di Bucalione Esaco decimo settimo figliuolo di Priamo Echemone ventesimo secondo figliuolo di Priamo Enea figliuolo d'Anchise Enea Silvio figliuolo di Silvio Posthumo Eurinome figliuola dell'Oceano Etra. figliuola dell'Oceano. & moglie d'Atlante Egialeo figliuolo di Phoroneo Ethiope figliuolo di Vulcano Egina figliuola d'Asopo Eurimedonte figliuolo di Fauno enomao secondo figliuolo di Marte Eurito figliuolo d'Isione Evanne decima figliuola di Marte Etholo decimoterzo figliuolo di Marte Erice figliuolo di Buthe Euriale figliuola di Phorco Echefrone figliuolo di Nestore Ephialte ventesimo sesto figlio di Nettuno Egeo ventesimosettimo figliuolo di Nettuno Ecchimene figliuola di Laerte Evioto figliuolo d'Atreo Egisto figliuolo di Thieste Elettra figliuola d'Agamennone Elettrione figliuolo di Gorgophone Euristeo figliuolo di Stileno Eritreo figliuolo di Perseo Eaco figlio di Giove Eudoro figliuolo di Mercurio Evandro figlio di Mercurio Erittonio figlio di Vulcano Euriphilo figliuolo di Telepho Eolo figliuolo di Giove Eritteo figliuolo d'Esone Esone figliuolo d'Eritteo Epitropo figliuolo d'Alchimedonte F .Eternità Ethere primo figliuolo dell'Herebo Ebuleo settimo figliuolo del primo Giove Epapho duodecimo figliuolo del primo Giove Egisto figliuolo di Belo Prisco Euridice figliuola di Thalaone Europa quinta figliuola d'Agenore Edipo figliuolo di Laio Etheocle figliuolo d'Edipo Eone figliuole del Sole Enchelado quinto figliuolo di Titano Egeone sesto figliuolo di Titano Egle figliuola d'Hespero Elethra figliuola d'Atlante Epimetheo figliuolo di Giapeto Ellano figliuolo di Deucalione Eurimone seconda figliuola di Apollo Esculapio decimo quarto figliuolo di Apollo Egiale figliuola del secondo Giove Euphrosine figliuola del secondo Giove Erigione figliuola d'Icaro.

& di Venere Hiperione primo figliuolo di Titano Hore figliuole del Sole. & decimo figliuolo di Saturno Glauco figliuolo di Minos Gorgophone figliuolo di Perseo Giasone figliuolo d'Esone Glauco figlio di Sissipho Glauco figlio d'Hippoloco H Herebo nono figliuolo di Demogorgone Hercole primo. & di Croni Hespero figliuolo di Giapeto Hetetula figliuola di Hespero Hespertula figliuola di Hespero Hia figliuolo di Atlante Hiadi sette figliuole di Atlante Himeneo figliuolo di Baccho Hissiphile figliuola di Thoante Hiptima figliuola d'Icaro Hercole decimoterzo figliuolo del secondo Giove Hesiona figliuola di Laumedonte Hettore figliuolo di Priamo Heleno decimo figliuolo di Priamo Hipotoo figliuolo di Priamo Hippodamia figliuola di Anchise Hercole figliuolo del Nilo Hebe figliuola di Giunone . & nono figliuolo del primo Giove Hipermestra figliuola di Danao Honore figliuolo della vittoria Hermaphrodito figliuolo di Mercurio. figliuole d'Acheronte Fauno figliuolo di Pico Fauni figliuoli di Fauno Figliuole di Pelia G Gratia figliuola dell'Herebo. Figliuole di Danao in generale Flegeo figliuolo di Thalaone Furie in generale. Gorge figliuola d'Oeneo Grisaore ventesimo quarto figliuolo di Nettuno Giove terzo. & nono figlio del Cielo Garamante sesto figliuolo di Apollo Gratie figlie del secondo Giove Ganimede figliuolo di Troio Gorgitione ventesimo quarto figliuolo di Priamo Giulio Silvio figliuolo d'Ascanio Giulio Silvio figliuolo di Romolo Galathea figliuola di Nereo Glauca quarta figliuola di Saturno Giunone ottava figliuola di Sat. & della Notte Giorno ventesimo figliuolo dell'Herebo Giove primo figliuolo dell'Ethere Giapeto ottavo figliuolo di Titano Giganti generati dal sangue dei Titani. & della Terra Giove secondo.Fama seconda figliuola della Terra Fatica terza figliuola dell'Herebo Frode settima figliuola dell'Herebo Fame undecima figliuola dell'Herebo.

Horeste figliuolo d'Agamennone Horeste figliuolo d'Horeste Hiphicleo figlio d'Amphitrione Hercole figliuolo di Giove Hitoneo figliuolo d'Hercole Hilo figliuolo d'Hercole Hippoloco figlio di Bellorophonte Hespero figlio di Cephalo Helle figliuolo d'Atamante I Invidia quarta figliuola dell'Herebo Inganno sesto figliuolo dell'Herebo Iasio figliuolo d'Abante Ino figliuola di Cadmo Ismene figliuola d'Edipo Isis figliuola di Prometeo Iolao figliuolo d'Aristeo Ithilo figliuolo di Zeto Icaro figliuolo d'Oebalo Ionio figliuolo d'Arcade Ilione figliuolo di Troio Ioetaone figliuolo di Laumedonte Iliona terza figliuola di Priamo Ideo figliuolo di Paris Ilioneo figliuolo di Phorbante Iphate trentesimo quinto figliuolo di Priamo Iso figliuolo di Priamo Ilia figliuola di Numitore Idothea figliuola di Proteo Inaco duodecimo figliuolo dell'Oceano Ione figliuola d'Inaco Ipetia figlia del Sole Ipseo figliuolo del Fiume Asopo Ithi figliuolo di Tereo Ialmeno figliuolo di Marte Isione figliuolo di Phlegia Iarba figliuolo di Giove Iolao figliuolo d'Hiphicleo Iuturna figliuola di Dauno Isandro figliuolo di Bellorophonte L Litigio primo figliuolo di Demogorgone Lachesis figliuola di Demogorgone Libero Primo undecimo figliuolo del primo Giove Libia figliuola d'Epapho Linceo figliuolo d'Egisto .Hippodamia figliuola d'Enomao Hermiona undecima figliuola di Marte Hiperino duodecimo figliuolo di Marte Hirceo ventesimo figliuolo di Nettuno Hippolito figliuolo di Theseo Hippomene figliuolo di Megarea Helena moglie di Menelao Hippolago figliuolo d'Orione Hidumeneo figliuolo di Deucalione Hermiona figliuola di Menelao Hiphigenia figlia d'Agamennone Hiphianassa figliuola d'Agam.

& Lario figliuoli d'Hercole Lario figliuolo di Lido Learco figliuolo di Atamante Laodomia figlia di Bellorophonte M Miseria decima figliuola dell'Herebo.Lampscio figliuolo di Cilice Laddacio settimo figliuolo d'Agenore Laio re di Thebe. Morbo terzo decimo figliuolo dell'Herebo Morte decima ottava figliuola dell'Herebo Minerva prima figliuola del primo Giove Mercurio primo figliuolo del primo Giove Mercurio secondo figliuolo di Libero Merane figliuola di Prito Mirra figliuola di Cinara Megera figliuola d'Acheronte Maesta figliuola dell'Honore Mercurio quinto figliuolo del Cielo Mileto sesto figliuolo del Sole Medea figliuola d'Oeta Maia figliuola d'Atlante Merope figliuola d'Atlante Minerva figliuola di Pallene Mopso terzo figliuolo di Apollo Macaone figliuolo d'Esculapio Minerva quartadecima figliuola del secondo Giove Mennone figliuola di Titone Medisicasti figliuola di Priamo Mistore trentesimoquarto figliuolo di Priamo Melantone figliuola di Proteo . figliuolo di Laddacio Lethe figliuolo di Phlegetonte Luna figliuola d'Hiperione Latona figliuola di Ceo Licaone figliuolo di Titano Lapitha prima figliuola di Apollo Lino quarto figliuolo di Apollo Lacedemone undecimo figliuolo del secondo Giove Laumedonte figliuolo d'Ilione Lampo figliuolo di Laumedonte Laodicea quarta figliuola di Priamo Licaste quinta figliuola di Priamo Licaone figliuolo di Priamo Laocoonte trentesimo terzo figliuolo di Priamo Latino Silvio figliuolo d'Enea Silvio Lauso figliuolo di Numitore Ligo figliuolo di Phetonte Lampetusa figlia del Sole Latino figliuolo di Fauno Lavinia figliuola di Latino Laodamante figliuolo d'Alcinoo Lucifero figliuolo di Giove Lichione figliuola di Dedalione Ligurgo figliuolo di Driante Laerte figliuolo d'Acrisio Lisicide figliuola di Pelope Laodicea figlia d'Agamennone Leucotoe figliuola d'Orcamo Lari figliuolo di Mercurio Lido.

O OSTINATIONE figliuola dell'Herebo Opi prima figliuola della Terra Oeta figliuolo del Sole Orpheo nono figliuolo di Apollo Ocbalo figliuolo d'Argolo Oceano figliuolo del Cielo. & di Vesta Orfiloco figliuolo del fiume Alpheo .Minerva figliuola del Nilo Mercurio quarto figliuolo del Nilo Mercurio quinto figliuolo del quarto Mercurio Meandro ventesimoprimo figlio dell'Oceano Mnesteo figliuolo di Sperchio Marte figliuolo di Giunone Mela figliuola di Atteone Meleagro figliuolo d'Oeneo Menalippo figliuolo d'Oeneo Medusa figliuola di Phorco Melione figliuolo di Nettuno Mesappo sestodecimo figliuolo di Nettuno Medo figliuolo d'Egeo Megareo figliuolo di Anchesto Muse figliuole di Giove Mena figliuola di Giove Mirmidone figliuolo di Giove Minos figliuolo di Giove Melampo figliuolo d'Atreo Megapento figliuolo di Menelao Molosso figliuolo di Pirrho Mercurio figliuolo di Giove Mirtilo figliuolo di Mercurio Macareo figliuolo d'Eolo Miseno figliuolo d'Eolo Melampo figliuolo d'Amittaone Manthione figliuolo di Biante Melicerte figliuolo d'Atamante N NOTTE prima figliuola della Terra Notho figliuolo d'Astreo Nomio undecimo figliuolo di Apollo Nicostrata figliuola d'Ionio Numitore figliuolo di Proca Nereo decimo figliuolo dell'Oceano Ninfe in generale Niobe figliuola di Phoroneo Nilo quartodecimo figliuolo dell'Oceano Norace figliuolo del quinto Mercurio Narciso figliuolo di Cephiso Nesso figliuolo d'Isione Nettuno nono figliuolo di Saturno Nausithoo duodecimo figliuolo di Nettuno Nausithea figliuola d'Alcinoo Nitteo figliuolo di Nettuno Nittimene figliuola di Nitteo Neleo ventesimosecondo figliuolo di Nettuno Nestore figliuolo di Neleo Nauplio figliuolo di Nettuno Niobe figliuola di Tantalo.

Creomaco. d'Agenore Philistene figliuolo di Phenice Pigmaleone figliuolo di Belo Polinice figliuolo d'Edippo Philegetonte figliuolo di Cocito Phetusa terza figliuola del Sole Pasiphe ottava figliuola del Sole Pirrha figliuola d'Epimetheo Prometheo figliuolo di Giapeto Pandora huomo da Prometheo formato Psitaco figliuolo di Deucalione Phenatrate figliuolo di Deucalione Pallene undecimo figliuolo di Titano Purpureo figliuolo di Titano Philistene quinto figliuolo di Apollo Philemone ottavo figliuolo di Apollo Psiche quintadecima figliuola di Apollo Pasithea figliu. decima figliuola del primo Giove Prito figliuolo d'Abante Polidoro secondo figliuolo d'Agenore Pigmaleone figliuolo di Cilice Papho figliuolo di Pigmalione Pirode figliuolo di Cilice Phenice quarto figliu. Creontiade.Ochiroe figliuola di Chirone Oeneo figliuolo di Parthaone Otto ventesimoquinto figliuolo di Nettuno Onchesto figliuolo di Nettuno Occipite figliuola di Nettuno Orione figliuolo di Giove Orsiloco figliuolo d'Hidumea Orcamo figliuolo d'Achemenide Orithia figliuola d'Erittonio Osea. & Diocoonte figliolo d'Hercole Oicleo figliuolo d'Antiphite P PANE secondo figliuolo di Demogorgone Polo sesto figliuolo di Demogorgone Phitone settimo figliuolo di Demogorgone Povertà nona figliuola dell'Herebo Pallidezza decima quinta figliuola dell'Herebo Proserpina prima. del secondo Giove Penelope figliuola d'Icaro Piadoso figliuolo di Bucolione Priamo figliuolo di Laumedonte Polissena settima figliuola di Priamo Paris ottavo figliuolo di Priamo Polidoro quartodecimo figlio di Priamo Polidoro quintodecimo figliuolo di Priamo Phorbante ventesimo sesto figliuolo di Priamo Pammone ventesim ottavo figliuolo di Priamo Polite trentesimo ottavo figliuolo di Priamo Priamo figliuolo di Polite Proca Silvio figliuolo d'Aventino Persa figliuola dell'Oceano Pleione quarta figliuola dell'Oceano Proteo ottavo figliuolo dell'Oceano Phoroneo figliuolo d'Inaco Phogo figliuolo del Fiume Inaco Peneo figliuolo dell'Oceano Phetonte figliuolo del Sole .

Phetusa figliuola del Sole Pelagonio figliuolo del Sole Plutone figlio di Saturno Pico settimo figliuolo di Saturno Perivio figliuola d'Erimedonte Preneste figliuolo del Re Latino Parthaone sesto figliuolo di Marte Plesippo figliuolo di Thestio Partenopeo figliuolo di Meleagro Phelegia ottavo figliuolo di Marte Perithoo figlio d'Isione Polipite figlio di Perithoo Phorco terzo figliuolo di Nettuno Poliphemo settimo figliuolo di Nettuno Pirammone undecimo figliuolo di Nettuno Pelia ventesimoprimo figliuolo di Nettuno Pisistrato figliuolo di Nestore Perseo figliuolo di Nestore Policaste figliuola di Nestore Periclimeone figliuolo di Neleo Piro figliuola di Neleo Pelasgo figliuolo di Nettuno Palamede figliuolo di Nauplio Proserpina figliuola di Giove Polluce figliuolo di Giove Palisci figliuoli di Giove Phillide figliuola di Ligurgo Phedra figliuola di Minos Pelope figliuolo di Tantalo Phistene figliuolo d'Atreo Pelopia figliuola di Thieste Phistene figliuolo di Pelope Perseo figliuolo di Giove Perse figliuolo di Perseo Phoco figliuolo d'Eaco Peleo figliuolo d'Eaco Polidori figliuola di Peleo Pirro figliuolo d'Achille Peripeleo figliuolo d'Achille Polidette figliuolo di Molosso Pilunno figliuolo di Giove Pallante figliuolo d'Evandro Pane figliuolo di Mercurio Pandione figliuolo d'Erittonio Progne figliuola di Pandione Philomena figliuola di Pandione Phidippo. & Helle figli d'Atamante Q QVERELA duodecima figliuola dell'Herebo Quattordici figliuoli d'Amphione . & Antippo figliuoli di Thessalo Philomelo figliuolo di Giasone Pluto figliuolo di Philomelo Pateante figliuolo di Plutone Polimila figliuolo d'Esone Peritha figliuolo di Priteo Poliphide figliuolo di Mantione Podacre figliuolo d'Iphicleo Phriso.

Sophone figliuolo di Diodoro Silmoneo figliuolo d'Eolo Sissipho figliuolo d'Eolo. T TERRA(1) ottava figliuola di Demogorgone Tartaro terzo figliuolo della Terra Tagete quarto figliuolo della Terra Timore quinto figliuolo dell'Herebo Tenebra figliuola dell'Herebo Tritopatreo sesto figliuolo del primo Giove Thalaone figliuolo di Iasio Thalgeta prima figliuola d'Agenore Thessando figliuolo di Polinice Theti seconda figliuola del Cielo Tesiphone seconda figliuola d'Acheronte Tosio nono figliuolo del Cielo Titano ottavo figliuolo del Cielo Tiphone overo Tiplheo quarto figliuolo di Titano . Stiato figliuolo di Nestore Sicano figliuolo di Nettuno Siculo figliuolo di Nettuno Sarpedone figliuolo di Giove Steleno figliuolo di Perseo Sardo figliuolo d'Hercole. terzo figliuolo del primo Giove Sinone primo figliuolo d'Autteolio Sissimo secondo figliuolo del primo Sinone Sinone figliuolo di Sissimo Sicheo figliuolo di Philistene Semele figliuola di Cadmo Scita figliuolo del primo Giove Stigia sesta figliuola d'Acheronte Seconda Venere figliuola del Cielo Sole figliuolo d'Hiperione Sterope figliuola d'Atlante Subsolano figliuolo d'Astreo Settentrione figliuolo d'Astreo Silvio Posthumo figliuolo d'Enea Sirene figliuole d'Acheloo Sole figliuolo di Vulcano Sperchio figliuolo ventesimo dell'Oceano Sole ventesimoquarto figliuolo dell'Oceano Saturno undecimo figlio del Cielo Senta Fauna figliuola di Pico Scilla figliuola di Phorco Stennione figliuola di Phorco Sterope decimo figliuolo di Net.R RVGIADA figliuola della Luna Runco duodecimo figliuolo di Titano Rhoma figliuola d'Ascanio Romolo Silvio figliuolo d'Agrippa Remo decimoquarto figliuolo di Marte Romolo decimo quinto figliuolo di Marte Risinore figliuolo di Nausitoo Rhodamanto figliuolo di Giove S SONNO decimo settimo figliuolo dell'Herebo Sole primo.

Taigeta figliuola d'Atlante Titio terzo figliuolo di Giove Thioneo figliuolo di Baccho Thoante figliuolo di Baccho Tindaro figliuolo d'Oebalo Tantalo duodecimo figliuolo del secondo Giove Troio figliuolo d'Erittonio Titone figliuolo di Laumedonte Troilo figliuolo di Priamo Tevero ventesimo figliuolo di Priamo Testorio figliuolo di Priamo Timoete trentesimo settimo figliuolo di Priamo Tiberino Silvio figliuolo di Carpento Tritone sesto figliuolo dell'Oceano Theti minore figliuola di Nereo Tebro settimo figliuolo dell'Oceano Thereo terzo figliuolo di Marte Thestio figliuolo di Parthaone Thosio figliuolo di Testio Thideo figliuolo di Oeneo Thoesa figliuola di Phorco Tara sesto figliuolo di Nettuno Tilemo ottavo figliuolo di Nettuno Thrasimede figliuolo di Nestore Theseo figliuolo d'Egeo Thelemaco figliuolo d'Vlisse Tantalo figliuolo di Giove Thieste figliuolo di Pelope Tantalo figliuolo d'Atreo Thisamene figliuolo d'Horeste Thelamone figliuolo d'Eaco Tevero figliuolo di Telamone Turno figliuolo di Dauno Tullio Servilio figliuolo di Vulcano Tullie due figlie di Tullio Servilio Thessalo figliuolo d'Hercole Thipolemo figliuolo d'Hercole Thelemo figliuolo d'Hercole Thoante, & Euneo figliuoli d'Esone. V Vecchiezza decimaquarta figliuola dell'Herebo Venere maggiore, & sesta figliuola del Cielo Venti figliuoli d'Astreo Vulturno figliuolo d'Astreo Vulcano figliuolo del Nilo Vesta seconda figlia di Saturno Voluttà figliuola di Cupido Virbio figliuolo d'Hippolito Vlisse figliuolo di Laerte, che generò Telemaco Vulcano figliuoloo di Giove X XANTO figliuolo di Giove Z ZETTO figliuolo di Borea Zephiro figliuolo d'Astreo Zebo settimo figliuolo di Marte

Il Fine della Prima Tavola.

TAVOLA SECONDA di tutte le cose notabili, & degne di memoria, che nell'opra si contengono. ORDINE di tutti i presenti libri del Boccaccio Chi fosse il primo tenuto per Iddio dai Gentili Openioni di diversi Filosofi d'intorno Iddio Elettione tra tutti i dei del Dio prencipale de' Gentili Dichiaratione delle cose attribuite a Demogorgone Descrittione della Eternità Figuratione dell'anno secondo gli antichi Nascimento del Letigio Come si contengono diversi misteri sotto una descrittione di parole Che cosa sia allegoria, & la sua derivatione Divisione del mondo, & degli Elementi A che fine sia stata prodotta la Natura Origine della Musica, & dell'armonia Spositione della favola di Pane, & di Siringa Descrittione del corpo universale della Natura Figuratione del Sole Quali siano le Parche Vffici delle Parche, & interpretationi dei nomi loro Differenza del Fato, & della Fortuna Origine, & potenza del Fato Differenza delle diversità dei nomi attribuiti alla terra Espositione di tutta la favola della notte I nomi de' sette tempi della notte con la dichiaratione La cagione, perché nascesse la Fama Descrittione della Fama, & potenza di quella Quale fosse il loco dove gli antichi tenevano i dannati essere tormentati Il senso historio, & morale della favola di Anteo La diversa qualità dei monstri che si nascondeno nell'Herebo Dichiaratione dei tormenti infernali Che cosa sia Amore secondo l'opinione antica Quanti siano gli amori secondo Platone Di quante cose sia cagione Amore Che cosa sia la gratia Forma dell'Invidia Diffinittone del timore Favola dell'Inganno, & la sua dichiaratione Forma della Frode secondo Dante Quale sia la vera povertà Descrittione della Fame, & della sua habitatione Quali siano le forze della vecchiaia La forma, & l'habitatione del Sonno poeticamente descritta Quante siano le spetie dei sogni, & i nomi loro Da che nasca la diversità dei sogni Dichiaratione dei ministri dei segni, et varii essempi Che cosa sia la morte secondo Aristotele Quali siano le attioni della Morte Varietà dei giorni secondo diverse openioni antiche In quanti termini sia partito il giorno Divisione delle settimane, & dell'anno

Rivolutione della sphera Quale sia il dì naturale, & l'artificiale NEL SECONDO. CHI fosse il primo che mostrasse il vivere politico agli Atheniesi Onde nascesse il nome di Giove Dichiaratione del pianeta di Giove, & le sue operationi Quale sia il vero Giove dagli antichi non conosciuto Figuratione di Minerva, & dichiaratione di quella Origine della vera Minerva, cioè della speranza Chi ritrovasse il filare la lana, il tessere, & altri essercitii Come si nomasse la Grecia al tempo di Abraam Chi fosse edificator di Memphi Quale sia la inchinatione del pianeta di Mercurio Dichiaratione di Mercurio secondo la figuratione Poetica Quale sia il Tripode La vera historia di Mercurio Quale fosse quel Sinone che tradì Troia Originine di quella parte dell'Africa che si dice Libia Chi fosse il primo che toccasse il mare Il primo inventore de' pozzi in Grecia Virtù d'una fontana in Arcadia Onde la Cilicia pigliasse il nome Nome dell'Isola di Papho Espositione della favola di Mirrha Dichiaratione dei tempi, & dei cieli Chi primo mostrasse le lettere ai Phenici Espositione della favola di Europa Il primo inventore de' caratteri delle lettere Varietà di molti tempi d'intorno il tempo di Cadmo Historia di Edippo. NEL TERZO. RAGIONAMENTO delle Eusine Dee dell'Autore Gli ornamenti attribuiti dagli antichi alla Dea Opi con la spositione di quelli Con quanti nomi fosse chiamata Opi, & il suo significato Che cosa sia la gran Theti Favola della prima Cerere, & narratione di quella Quello che significhi Acheronte Openione di Dante d'intorno Acheronte Diverse openione d'altri autori Trattato generale sopra le Furie Come si dipinga la Vittoria La riverenza che portavano i Romani all'honore Significato della trasmutatione d'Ascalapho Di quante sorti sia la tristezza Il loco dove Dante descrive il fiume Lethe Descrittione di Mercurio, & potenza di quello Interpretatione del nome di Mercurio Quello che dinotino le cose attribuite a Mercurio Favola di Salmace, & dell'Hermaphrodito Che cosa sia Hermaphrodito Che cosa sia la matrice della donna, & quanti buchi sia in quella La via per la quale si generano i maschi et le femine Significato di tutte le cose attribuiti a Venere Proprietà del pianeta di Venere Creatione dei corpi sopracelesti Origine delle tre gratie

Quale sia il legame di Venere chiamato Ceston Quali siano le cose attribuite a Marte Proprietà del Montone, & di Scorpione, segni celesti Perché sia detto Venere perseguitare la progenie del Sole La cagione per la quale le colombe siano attribuite a Venere Proprietà del Mirto, & perché sia ascritto a Venere Interpretatione dei nomi di Venere Origine della seconda Venere nata nel mare La ragione perché si dica Venere nata della schiuma del mare Spositione del nome di Saturno secondo Fulgentio Perché si dica Venere haver habitato in Cipro. NEL QVARTO. DICHIARATIONE generale sopra Titano Gigante Particolare narratione sopra il pianeta del Sole Perché il Sole sia detto figliuolo d'Hiperione Espositione dei quattro cavalli del Sole Nomi dei cavalli del Sole Con quanti nomi dai Filosofi, & da tutti gli scrittori sia chiamato il Sole, con la dichiaratione di quelli Perché il Sole sia detto core del cielo Quanti anni, secondo l'openione antica, facciano un secolo Favola d'Vlisse, & delle favole del Sole. Favola di Dirce, & espositione di quella Edificatione di Mitilene, città di Lesbo Spositione della favola di Pasiphe tratta dall'anima nostra Perché il Minotauro fosse figurato mezzo huomo, & toro Narratione di tutta la favola di Medea Dichiaratione della favola di Circe Perché sia detto nel monte di Circe sentirsi fiere Chi sia Cariddi, & Scilla Il modo che gli Antichi dipingevano la Luna Proprietadi della Luna Quale fosse l'Amor d'Endimione, & della Luna Chi fosse il primo che ritrovasse il corso della Luna I nomi della Luna, & dichiaratione di quelli Perché Briareo fosse detto haver cento mani Perché l'Isola d'Ortigia fosse chiamata Delo Dichiaratione della favola di Latona Chi fosse il serpente chiamato Phitone La causa, per la quale fosse detto Apollo dare oracoli Narratione della favola dei villani cangiati in rane Quali siano i monti posti sopra il Gigante Tipheo Descrittione d'una grandissima spelonca in Sicilia Significato del nome di Tipheo Chi fosse l'edificatore di Papho Quale sia la Chimera, & descrittione di quella Perché l'Aurora sia detta figliuola della Terra Perché tutto il paese d'Oriente fosse detto Hesperia Quale fosse il giardino delle Hesperidi Favola di Atlante, & di Perseo, con la sua dichiaratione Chi fosse Atlante secondo Santo Agostino La ragione per la quale le Hiadi furono locate nel numero delle Stelle, & per qu al cagione siano dette generare la pioggia Descrittione delle Pleiadi secondo gli Astrologhi Il costume che tenevano gli Antichi in sacrificare a Maia Perché fosse detto Epimetheo essersi cangiato in Simia Favola di Prometheo, & di Minerva Il vero senso della favola di Prometheo figurato per Iddio

Distintione dell'huomo naturale, & del civile Come avenisse la dannatione dell'huom Divisione del primo, & del secondo Prometeo Perché si dicesse Prometeo haver rubato dalla ruota del Sole il foco La cagione per la quale fosse detto Mercurio haver legato Prometeo nel Caucaso Chi primo fosse l'inventore di formare imagini di fango Di quanto danno sia all'huomo il conversare con la donna Chi primo mostrasse agli Egittii i caratteri delle lettere Narratione del Diluvio, di Deucalione et Pirra Per qual ragione sia detto Deucalione et Pirra haver ristorato la generatione hu mana dopo il diluvio Da cui fosse nomata Ellada quasi tutta la Grecia rivolta verso il mare Egeo Espositione della favola d'Astrea Narratione della favola de' venti Partitione di tutti i venti al loco suo Quanti siano i venti, & i nomi loro Le parti nelle quali ciascuno vento da per se soffia Ethimologia del nome di ciascun vento Proprietà del vento chiamato Subsolano Natura del vento Notho, & suoi congiunti Effetti prodotti dal vento Settentrione, et suoi congiunti Favola del vento Aquilone, & proprietà di quello Favola di Hiacinto, & Apollo Chi fossero quelli che cacciarono le Harpie Narratione delle Arpie, & interpretatione di quelle Sententia di Seneca Philosopho Interpretatione degli Argonauti La vera historia di Phineo, & dell'Harpie Natura del vento Zephiro, & espositione dei suoi nomi Origine dei cavalli d'Achille Historia di Flora meretrice, & institutione dei giuochi suoi Favola di Licaone, & del convito da lui fatto a Giove Perché fosse detto Licaone essere cangiato in Lupo Diversi nomi attribuiti a Calisto, & favola di quella Origine di tutti i Giganti in generale Vera narratione d'un Gigante trovato a' nostri tempi Perché sia detto i Giganti essere confinati nell'Inferno La ragione per la cui fosse detto Giove essersi cangiato in montone Proprietà attribuita al corvo Espositione della tramutatione di molti Dei NEL QVINTO. DISCORSO dell'Autore sopra molte antichità Nobiltà della città d'Athene Figuratione del monte Parnaso, di Thebe, & d'altri infiniti luoghi Quale fosse la grandezza del secondo Giove Ornamenti attribuiti a Diana, & significato di quelli Perché, & quanto Diana sia chiamata Luna Favola di Apollo, & origine di lui Quale fosse quello Apollo che rendeva gli oracoli in Delpho Variationi di molti scrittori d'intorno Apollo Perché ad Apollo fosse attribuito l'inventione della medicina La ragione per la cui ad Apollo fosse sacrato il Lauro, & il corvo Proprietà, & virtù del Lauro nei sogni Che la potenza del Sole è di tre qualità Espositione delle insegne attribuite ad Apollo Origine dei popoli Lapithi di Thessaglia Edificatione della città Phaseli nei confini di Pamphilia Nascimento di Lino Poeta

Novella dilettevole d'un Cigno Perché Orpheo sia detto figliuolo di Apollo, & Calliope La cagione perché Orpheo fosse detto movere i monti, etc. Interpretatione di Euridice Chi primo trovasse i sacrifici di Baccho Chi si debba intendere il serpente qual voleva divorare il capo d'Orpheo Di quale famiglia fosse Orpheo Oracolo nella edificatione della città Cirene Chi primo ritrovasse l'uso dell'api, del mele, del latte, delle olive, & dell'ol io Chi primo desse leggi agli Arcadi Espositione della favola d'Esculapio, & Hippolito Perché la famiglia dei Cesari osservasse i sacrifici di Apollo Come gli Esculapii sono stati tre Inventione dell'uso di molte cose Quanto tempo la medicina fosse interdetta, & nascosta Favola di Psiche, & di Cupido Interpretatione del nome di Psiche Attioni dell'anima nostra di tempo in tempo Quali siano le sorelle dell'anima nostra Chi primo in Babilonia mostrasse la medicina Il senso historico di Titio Il modo de' sacrifici che si usavano a Baccho Come Baccho nacque nella città di Nisa Il senso phisico della favola di Baccho Perché Sileno sia detto allevo di Baccho Espositione di tutti gli ornamenti attribuiti a Baccho Come i Poeti furono già soliti essere coronati d'Edera Dichiaratione di tutti i nomi attribuiti a Baccho Quale era il simulacro antico delle città libere Perché Himeneo fosse chiamato Dio delle nozze La ragione per la quale si dica Giove essere cangiato in Toro Come Amphione col suono della lira edificasse Thebe I nomi dei quattordici figliuoli d'Amphione Attioni oprate verso noi dalle tre Gratie Interpretationi dei nomi delle Gratie Perché il cane fosse assunto in Cielo Principio del segno celeste chiamato Vergine La vera historia di Penelope Perché Minerva si dipinga armata Espositione di tutti gli ornamenti attribuiti a Minerva Contentione tra Minerva, & Nettuno nell'imporre il nome ad Athene Perché Calisto fosse chiamata Orsa, & chi primo donasse il nome agli Arcadi detti prima Pelasgi Origine del nome del mare Ionio Chi nell'Italia ritrovasse i caratteri delle lettere. NEL SESTO. DISCORSO sopra la degnità di Roma Edificatione di Corneto Da cui il paese di Dardania prendesse il nome di Troia Come Ganimede fu cangiato nel segno di Aquario Da cui la città di Troia pigliasse il nome d'Ilione Conventioni di Laumedonte con Apollo & Nettuno in edificar Troia Prima destruttione d'Ilione fatta per Hercole Perche Titone fosse detto esser rapito dall'Aurora Conversione di Titone in Cicada Meraviglioso caso d'intorno l'essequie di Mennone, & origine degli uccelli detti Mennoni

Discorso sopra la vita di Priamo Perché a Cassandra fosse tolto la credenze de' suoi pronostichi Sogno d'Hecuba nella natività di Paris Giudicio di Pari in Ida, & promissione delle tre Dee Openioni diverse del rapir d'Helena da Paris Divisione della vita mortale in tre parti Breve raccolta di tutti i fatti d'Hettore Come i figliuoli d'Hettore ricuperararono Troia Origine dei Re di Francia da i figliuoli d'Hettore Espositione de' virgulti ne' quali fu cangiato Polidoro Favola dell'Hesperide, & d'Esaco Perché fosse detto Esaco essersi cangiato in Smergo Favola di Venere, & Anchise nella generatione d'Enea Diverse openioni di vari scrittori d'intorno la vita d'Anchise La spositione per la quale fosse detto Anchise essere stato da Venere accecato Lodi di Francesco Petrarca sopra la sua Africa Raccolta dei fatti, & degli errori di Enea Varie openioni d'intorno la morte di Enea Il vero senso d'intorno tutte le parti favolose d'Enea Derivatione di tutti i nomi co' quali fu chiamato Ascanio Edificatione di Alba per Ascanio Principio della famiglia Giulia Openione d'Eraclide sopra il nome di Roma Da chi la Brettagna, & la Cornubia prendessero nomi Come il Tevere lasciò il nome d'Albula, & fu detto Thebro Da chi derivasse la famiglia Giulia, & i Cesari NEL SETTIMO. Openione dei Theologhi d'intorno l'Oceano Perché l'Oceano sia detto padre delle cose Diverse openioni di quelli che credettero l'acque essere il principio delle cose Dichiaratione degli ornamenti attribuiti all'Oceano Interpretatione del nome d'Eurimone figliuola dell'Oceano Perché Pleione sia detta moglie d'Atlante Chi sia Tritone, & l'ufficio suo Il modo che bisognava tenere per ricevere auguri da Proteo Come si faceva l'indovinatione con l'acqua Quale sia l'arte dell'Hidromantia Humanità, & piacevolezza d'un Delphino Divisione di tutti i nomi, & proprietà delle Nimphe Quali siano le Nimphe dei fiumi, dei fonti, dei boschi, degli alberi, dei monti, dei prati, dei fiori, & delle selve Oracolo del nascimento d'Achille Espositione del nome di Theti Transformatione di Aretusa in fonte Proprietà d'alcuni fonti di Sicilia Openione dei Phisici del Sole d'intorno l'attioni dell'acque Perché sia stato detto Hercole haver levato un corno ad Aheloco Descrittione delle Sirene Dichiaratione dei nomi, & vera narratione delle Sirene Come si dipingano le Sirene Il senso naturale, & l'historico della favola di Giove, & Io Variatione di molti scrittori d'intorno il tempo d'Inaco Chi trovasse l'uso del lino, delle sementi et d'altre cose necessarie Perché il loco della ragion civile sia detta Foro Chi si debba intendere Daphne amata da Apollo Costume antico nel coronare i vincitori Perché si prendesse la corona dell'Alloro in incoronare altrui Virtù dell'alloro, & proprietà di quello

Trattato del Nilo Chi donasse ai Phrigij i caratteri delle lettere Chi fosse Hermete Trimegisto Proprietadi attribuite a Mercurio, & ornamenti a lui ascritti Onde la Sardigna havesse il nome Origine del nome dato all'Ethiopia Il vero senso della favola di Phetonte Quale fosse l'incendio che avenne nei tempi di Phetonte Discorso sopra i movimenti, & giri della sphera celeste Onde i Liguri populi havessero nome Historia d'Hesiona, & Hippote Troiano Openione sopra l'edificatione di Mantoa Perché l'acque del fiume Cephiso siano dette fatidiche Espositione di Echo, & di Narciso NELL'OTTAVO. QVANTI siano stati i Labirinti. Variatione di molti scrittori d'intorno Saturno Il senso historico, & il naturale di Saturno Perché si sia detto Saturno divorare i fanciulli Quale sia la complessione di Saturno pianeta Inclinatione dell'huomo nato sotto Saturno Ornamenti di Saturno, & dichiaratione di quelli Perché i secoli di Saturno fossero detti aurei Onde i libri prendessero il nome di Croniche Descrittione dell'anno serpentario secondo gli antichi Narratione dell'anno doppio, cioè gigante, & magno Variatione antica dei mesi dell'anno Riformatione di Gaio Giulio Cesare dell'anno solare Quale sia l'anno grande secondo Aristotele Quanti migliaia d'anni facciano l'anno maggiore Narratione della dea Vesta Fatiche durate da Cerere in cercare la figliuola Proserpina Favola di Trittolemo, & dono fattogli da Cerere Come si comprenda Cerere in più modi Interpretatione di Giove, & Cerere Il senso delle tre grana di melegrane gustate da Proserpina Figuratione delle biade che nascono Descrittione della casa di Plutone Ornamenti attribuiti a Plutone Perché Plutone sia detto Dio dell'Inferno Per qual causa Chirone si depingesse nella forma, che si fa Chi trovasse la medicina agli huomini, & a' giumenti Favola, & Historia di Circe, & Pico Natura dell'uccello Pico Narrattione di tutti i dei Silvani Proprietà delle acque del fiume Aci Origine, & discendenza del Re Latino Edificatione di Preneste NEL NONO. DISCORSO dell'Autore di molte parti del mondo Compassione dell'Autore d'intorno alle cose antiche Dichiaratione di tutti gli ornamenti attribuiti a Giunone Con quanti nomi Giunone sia chiamata, & la spositione di quelli Per quale degli Elementi Giunone sia compresa Perché Iris, cioè l'arco celeste, sia attribuito a Giunone Natura del pavone, & favola di quello

& Poliphemo Con qual studio. & di quello di Marte Quanto sia pestifero il menstruo della donna Perché Marte sia detto figlio di Giunone Quali siano i ministri attribuiti a Marte Descrittione di Cupido secondo Seneca Tragico Varie openioni di diversi auttori d'intorno Cupido Openione degli Astrologhi d'intorno la natività dell'huomo Quale sia il punto che ci inclini alla lussuria Espositione degli ornamenti attribuiti a Cupido Favola di Pelope. & possedesse la Calidonia Quale sia il tizzone compreso nella vita di Meleagro Favola di Thideo.Favola di Hebe assunta in Cielo Quanti segni del Zodiaco siano attribuiti a Giove Perché Hebe fosse detta dea della gioventù Descrittione del paese di Marte secondo Statio Dichiaratione degli ornamenti attribuiti a Marte Trattato del pianeta di Giove. & dichiaratione di quella Origine del cavallo Pegaso Favola d'Vlisse. & ascrittoli tali tormenti Favola de' Centauri Dignità della barba conceduta dalla natura agli huomini Amore di Evanne verso il morto marito Capaneo Chi prima amazzasse nessuno animale Sogno d'Ilia. & Hippodamia Chi primo acquistasse. Openione degli antichi d'intorno il mare Mediterraneo L'utile che si thrae dalle navigationi Espositione degli ornamenti attribuiti a Nettuno Onde habbia havuto principio la lingua Dorica Come gli antichi solevano honorare quelli che cercavano paesi stranieri Quale sia il paese chiamato Bithinia Perché a Trapani fosse edificato il Tempio a Venere Ericina La cagione per la quale Phorco fu detto Dio Marino Dichiaratione della favola di Scilla conversa in cane Quante sorte di terrori si trovino Favola di Medusa. & Polinice. & dalle acque essere cavati Di quanto utile siano le acque Da cui sia discesa la origine di Ennio Poeta Chi sia il cavallo Pegaso tanto da' Poeti celebrato Dichiaratione di tutti i misteri compresi sotto il nome del cavallo Pegaso Perché Giasone fosse mandato da Pelia all'acquisto del Vello d'oro . & Remo. & Tiranno Per qual cagione Isione fosse cacciato dal Cielo. & via Vlisse vincesse Poliphemo Quante siano state le specie di Ciclopi Ethimologia del nome de' Ciclopi Come le arti siano da' Greci chiamate Prova per la quale si mostra quasi tutti gli essempi dell'arteficiate cose dal m are. nella concettione di loro Auguri nell'impor nome alla Città di Roma Chi primo a' Romani ordinasse l'anno di diece mesi Raccolta di tutti gli ordini instituiti da Romolo Perché Romolo fosse detto Quirino NEL DECIMO. con la dichiaratione di quella Breve raccolta della vita. & fatti di Diomede Significato della pena attribuita a Phlegia nell'Inferno La vera historia d'Isione Differenza tra il nome di Re. madre di Romolo. & confinato nel centro dell'In ferno.

Polluce. & Endimaco per Hippodamia Favola. & Atalanta in Leoni Principio del nome dato ai popoli Pelasgi Seditione di Nauplio per tutta la Grecia Astutia di Palamede usata contra Vlisse Tradimento d'Vlisse contra Palamede Origine del nome delle Arpie. & espositione di quella Favola di Phillide. & Mercurio per Lichione Favola di Ceice. & Alcione Nascimento favoloso di Orione Dichiaratione della favola d'Orione Discorso sopra la gravidanza delle donne Favola di Ligurgo. & dichiaratione di lei Diversità di molti scrittori sopra la vita di Minos Assuntione della corona di Arianna in cielo Edificatione della città di Pittiglia Opinioni diverse dell'Origine d'Vlisse Vita. & loro derivatione NELL'UNDECIMO Openioni di diversi scrittori di Giove Fatti di Giove raccolti sotto brevità Espositione di tutti gli ornamenti attributi a Giove Delle Muse.Breve raccolta de' gran fatti di Theseo Perché Hippolito fosse chiamato Virbio Da cui quella parte dell'Asia chiamata Media prendesse nome Astutia d'Hippomene in vincere Atalanta Trasmutatione di Hippomene. costumi. & opre d'Vlisse Astutia di Palamede verso Vlisse Breve compendio dei fatti d'Vlisse Tutti gli errori di fortuna di Vlisse Morte d'Vlisse per le mani del figliuolo Dichiaratione dei venti rinchiusi negli utri edificatione della città di Tivoli NEL DVODECIMO DISCORSO sopra le antichità dell'Ausonia Trattato del supplicio di Tantalo. & proprietà del monton d'oro . & Helena Origine del pianeta de Gemini Principio della guerra di Troia Diversità sopra il rapire d'Helena Morte di Agamennone per Egisto Favola della origine dei Palisci Virtù dell'acqua di Palisco in Sicilia secondo Aristotele Per qual merito il Cancro fosse collocato nel segno del Zodiaco Quale fosse la Dea sopra il menstruo Origine dei Mirmidoni Tramutatione di Dedalione in sparvieri Inganno di Apollo. & scelerità di quello Favola di Niobe. & della virtù loro Da che nascano le voci degli huomini Dichiaratione de' nomi di tutte le Muse Perché sia detto le Muse essere necessarie all'huomo studioso Esclamatione dell'Autore contra i Maledici delle Muse Quale sia il vero amore tra noi mortali Conversione di Giove in cigno nel giacer con Leda Narratione di Castore. & tramutatione di quella Guerra tra Pelope.

& visioni Se la donna può impregnarsi in diversi tempi di più d'uno in un parto Edificatione di Olbia in Grecia Favola nel nascimento d'Euristeo Inventione di sacrifici di Apollo Dell'origine dell'incenso Perché il mar Rosso si chiami Eritreo Dichiaratione della favola delle formiche Origine della città di Salamina Prove di Peleo nell'acquisto della moglie Theti Discordia tra le tre Dee Significato del nome di Achille Breve raccolta di fatti d'Achille Chi primo principiasse l'arte de' corsari Chi fosse il primo che incominciasse ingrassare i terreni Principio di macinare il fromento Maravigliosa fortezza di Turno Come Enea fu morto da Turno. & la differenza loro Perché Mercurio sia detto messaggiero dei Dei Lodi dell'eloquenza Fittione dei Lari Discorso sopra i nostri Genij Vsanza moderna cavata dall'antica dei lari Epitafio di Pallante figliuolo d'Evandro Da chi fosse nomato il monte Palatino Particolare descrittione di tutta la vita di Mercurio Quante spetie di foco siano appresso noi Perché si dica Vulcano essere stato esposto in Lenno Quanta sia l'utilità del foco Perché Volcano sia detto fabro di Giove Openione di Vitruvio nell'inventione del foco Il modo per lo quale si donasse principio alle parole Chi primo ritrovasse l'uso della carretta Perché Caco fosse detto figlio di Vulcano Edificatione della città di Preneste Breve trattato di Tullio Servilio Scelerate operationi di Tullia figlia di Tullio Servilio NEL TERZODECIMO. & non Turno da Enea Come vi è più d'uno Mercurio. BREVE raccolta di tutte le fatiche d'Hercole Segno di grandissimo amore di Alceste verso il marito Admeto Morte d'Hercole nel foco Interpretatione del nome di Hercole Come vi sono stati molti Hercoli Perche sia detto nella generatione d'Hercole tre notti essersi ridotte in una Il vero senso di tutte le fatiche oprate da Hercole Quali siano l'operationi del Sapiente Congiuntione dell'anima rationale con la virtù .Scelerità di Thieste contro il fratello Atreo Descrittione del scettro d'Agamennone fabricato da Volcano Travagli patiti da Agamennone Favola sopra la immolatione di Hiphigenia Furore d'Horeste Congiuntione di Giove. & Luna Chi fosse tenuto dagli antichi padre di tutta la nobilità della Grecia Fatti di Perseo figliuolo di Giove Interpretatione dello scudo di Pallade Spositione di tutta la favola di Medusa & Perseo Chi fosse l'inventore dei sogni.

Edificatione di Hittone. & VLTIMA di tvtti i Capi. et vogliono essere tenuti saggi Contra quelli che a pena hanno visto le coperte dei libri. & Ino Da cui l'Hellesponto prendesse nome Quale fosse il montone dal vello d'oro Morte di Learco. DISCORSO dell'Autore sopra tutte le cose narrate nei precedenti libri La ragione per la quale l'Autore si sia mosso a fare questi due ultimi libri in difesa degli altri Parlamento dell'autore al Re Tema dell'autore non dei dotti. chiamata Corinto Valorose prove di Bellorofonte Allegoria della Chimera Chi primo mettesse cavalli sotto carretta Favola di Cephalo. che Eolo sia chiamato Dio de' venti Onde sia detto nascere i venti Quanti siano i venti secondo Aristotele Perché Miseno sia detto figliuolo d'Eolo Adunatione degli Argonauti all'acquisto del Vello d'oro Da chi prima il castello di Pola fosse habitato Tutti i fatti. & grandezza della Poesia Che la Poesia è celeste. & l'Aurora Narratione d'Athamante. & Melicerte La ragione per la quale l'autore non habbia posto tra il numero de' dei Alessand ro. & vogliono sempre all egar gli auttori Editto di Pittagora nel ragionar della Filosofia Parlamento contra i giurisperiti. & maravigliosa di Salmoneo per farsi adorar per Iddio Herba appropriata alla sterelità delle donne. & incommodi della ricchezza Molti essempi di Filosofi amatori della . & poco amore verso il marito Da cui prendesse nome la città di Tivoli Opra strana. & quintodecimo libro si cont engono. & vita di Giasone Avaritia di Eriphile. ma de gli ignoranti Alcune cose contra gli ignoranti Quello che gli ignoranti potranno opporre alla presente opra Come i vituperi degli huomini vergognosi sono lodi degli huomini illustri Discorso contra quelli che sono ignoranti. & cose degne che nel quartodecimo. & Scipione Il fine della Seconda Tavola. & grandezza d'alcuni Poeti In quanto prezzo Alessandro Magno havesse le opre d' I Homero Amore di Scipione verso Ennio Poeta Commodi della povertà. & eterna Da che siano buoni i Causidici Comparatione delle leggi. TAVOLA TERZA. antichissima città di Boemia Onde sia derivato il nome della Sardigna Origine del nome dell'Isola di Corsica Conversione di Ciparisso in Cipresso Da che sia nato. con alquante lodi della povertà Oppositioni de' leggisti contra i Poeti La ragione per la quale la Poesia non apporti ricchezze Lodi. & della Poesia Povertà. & alla morte del serpente Trattato di due Sisiphi Edificatione della città d'Ephira.

povertà Nomi di molti Poeti. che non era ancho venuto in Terra Bellissimo misterio di Vergilio sopra l'historia di Didone Come Virgilio per quattro cagioni fu sforzato far Didone impudica Che pazzamente si biasma quello che men drittamente s'intende Quali siano le fittioni ne' Poeti da lodare & quali da biasimare Il tempo nel quale in tutto si estinsero l'opre de' Poeti lascivi Ch'egli è cosa vergognosissima far giudicio delle cose non conosciute Oppositione fatta a' Poeti dagli ignoranti Essempio di uno a' dì nostri inimicissimo del Poetico nome . & contentezza dell'animo nelle cose lontane dalle cit tà Che l'oscurità de' Poeti non è da biasimare Che l'ignoranza altrui è quella che fa parer le cose oscure Ch'egli è proprio ufficio del Poeta essere oscuro Parole d'Agostino sopra lo scrivere oscuro Che i Poeti non sono bugiardi Le ragioni per le quali i Poeti non sono mendaci Argomenti in difesa de' Poeti Ragionamento sopra la Apocalipsi di Giovanni Quante siano le spetie degli huomini bugiardi Che i Poeti non hanno peccato in altro che nel non conoscere il vero Iddio. che lasciarono la conversatione de gr an principi per habitar le solitudini Versi d'Horatio sopra la Poesia Lodi della vita solitaria. & sua derivatione La spetie delle favole essere di quattro sorti Come le favole spesse volte hanno acquetato gli animi instigati da pazzo furore Essempio di Roberto figliuolo del re Carlo per le favole Ch'egli è pazzia credere ch'i Poeti sotto le corteccie delle favole non habbiano c ompreso alcuna cosa Espositione d'alcuni passi favolosi di Vergilio Breve trattato di nascosti sentimenti di alcuni Poeti Che i Poeti per la commodità della consideratione habitarono le solitudini Essempi di molti Poeti antichi. & quale il suo ufficio Quali siano gli effetti del fervor Poetico Le cose che si ricercano a un buon Poeta Derivatione della Poesia Parole di Cicerone d'intorno la Poesia Che dal cielo è discesa la Poesia In quali parti del mondo prima risplendesse la Poesia Openioni di diversi auttori nell'origine della Poesia Quali fossero tenuti i primi Poeti Tempo nel quale hebbe principio la Poesia Come vi sono stati due Orphei Come Mosè fu Poeta Che più tosto egli si vede essere cosa utile che dannosa haver composto favole Che cosa sia favola. & moderni. & quali siano le cose che da alcuni gli sono opposte Descrittione della Filosofia La diversità di quelli che segueno la Filosofia Simulatione di quelli che vogliono essere tenuti Filosofi Le oppositioni dei Filosofi in apparenza contra i Poeti Che la Poesia è una scienza utile Ragione contra quelli che dicono la Poesia esser nulla Che la Poesia non è facultà vana Che quelli che dicono i Poemi esser vani non gli intendeno Che cosa sia la Poesia onde detta. & famosi Romani che amarono la povertà Che cosa sia la povertà Con quante angustie vivano i ricchi Quali siano quelli che s'oppongono a' Poeti.

habitarono le solitudini Contentione di sette Cittadi nella morte d'Homero Molti Poeti tenuti in pregio da gran prencipi Lodi di Francesco Petrarca Quali siano i Poeti da essere cacciati dalle Cittadi Che le Muse non possono essere oltraggiate per difetto di nessuno ingegno cattiv o Dichiaratione del detto di Boetio contra le Muse Ragionamento dell'Autore al Re Preghi dell'Autore verso gli inimici del poetico nome Mutatione di Roberto Re di Sicilia. & opre di Francesco Petrarca Difesa sopra la produttione di molti auttori antichi Perché la Poesia sia seguita da pochi Che molti versi si sono posti in diversi luoghi dell'opra non senza mistero Molte ragioni dell'Autore d'intorno il procedere di detta opra Essempio del Boccaccio nel far profitto nelle lettere Ramarico dell'Autore d'intorno gl'impatienti delle fatiche altrui . lasciate le città. & al Pittore Che non è male sapere il male. & tra gli altri part icolarmente da Virgilio Che i Poeti guidano al bene chi loro legge Esclamatione verso i Poeti Come quelli che biasmano i Poemi hanno solamente atteso alle vanità loro Espositione d'un passo della Sacra Scrittura Che i Poeti non sono punto simie de Filosofi Quale sia la natura delle simie Attioni di Filosofi.Con qual ragione alcuno possa parlare contro e' Poeti. inimicissimo de' Poeti Breve trattato di molti poemi di diversi auttori Parole di Cicerone in lode della Poesia NEL QVINTODECIMO ET VLTIMO. & operationi de' Poeti Come il Poeta segue le cose naturali Ch'egli non è mal fatto né peccato mortale leggere e' libri de' Poeti Autorità delle sacre lettere prodotte contra i Poeti Proverbio anticamente usato Libertà conceduta a buon fine al Poeta. PRoemio dell'Autore in difesa della presente opra Che le cose men necessarie alle volte sono state più pregiate Prova l'Autore la presente opra essere necessarissima Che spesse volte sono durate più lungamente quelle cose che paiono meno durabili Ragioni per le quali questa opra potrebbe essere durabile Che le membra di quest'opra più propriamente non si sono potute congiungere Sententia di Socrate Filosofo Che nella presente opra non v'è stato posto quello che non vi s'è trovato Escusatione dell'Autore d'intorno la spositione delle favole Che nella presente opra non v'è incluso alcuna historia ne favola che non sia tolt a dai comentari degli antichi Oppositioni fatte dai sindici delle fatiche altrui Che gli auttori novi dal Boccaccio citati sono famosissimi huomini Lode d'Andalone de' Negri Genovese Lodi di Dante Alighieri Fiorentino Breve trattato di molti altri autori moderni Lodi. se prima non gli ha studi ati Discorso sopra la grandisssima utilità che si cava da' Poeti. ma l'oprarlo Come la Poesia è ministra della Filosofia Che gli scrittori delle Sacre Lettere si sono serviti de' Poeti Che tutti i Poeti secondo il comandamento di Platone non sono da essere cacciati dalle città Essempi di molti Poeti che.

tu non t'imaginassi. che già per lo passato sotto la corteccia di queste favole n'hebbero gli huomini illustri: & di ciò l'altezza tua ha eletto me. & la m ia arroganza. accioche dimostrando la mia insufficienza. che leggeranno quest'opera. & non per finto comandamento del Re. pria ch'io giunga all'openion mia circa il carico datomi. Nondimeno. Il fine di tutte le Tavole cavate da' presenti Libri. egli compose la presente opra Sentenza di M. piacciati. & se non tutte. . & alli Dei Gentili Con che meriti s'acquisti la nobiltà Che il breve overo lungo parlare non è per mancamento da essere stracciato Risposta a quelli che tasseranno l'Autore di soverchia lunghezza Difesa contra quelli che il biasmeranno di brevità Che per vero. ho inteso quanto mi ha riferito Donnino Parmigia no. almeno alcune parole. PROEMIO Se à pieno. che secondo le fintioni antiche sono da loro discesi. & d egli heroi. che di nascosto & con iscuse io volessi schifar il peso della fatica impostami. famosissimo Re. mentre egli mi spiegava i comandamenti di tua Maestà. ammettere. Ma per lasciare la maraviglia d el tuo disio (percioche non istà bene ad uno di picciolo grado ricercar l'intentio ne d'un Re) lascierò da parte quello ch'io senta in contrario della mia elettione.Che i Poeti Gentili sono Mithici Theologhi Che la Theologia è di tre sorti Derivationi di tutte le sorti di Theologia Non essere cosa dishonesta alcuni Christiani trattare cose Gentili Quando era pericoloso trattare cose Gentili Credenza dell'Autore d'intorno la fede Chistiana Trattato della Trinità Discorso sopra tutto il Testamento nouo Openione di Tomaso d'Aquino nella morte di Christo Credenza del giorno del giudicio Con quali sacri autori il Boccaccio si fosse fermato nella fede Errore di Salomone verso Iddio In che l'Autore havesse fermato la sua speranza Che per lo più seguitiamo gli studi a' quali gl'ingegni paiono inchinati Effetti partoriti verso noi dalla madre Natura Discorso sopra la vita humana Che l'huomo non puote né deve seguire altro essercitio eccetto quello al quale lo ha prodotto la Natura Prove fatte dal padre del Boccaccio per levarlo dalla Poesia Inclinatione dell'Autore all'arte Poetica Che dannosamente habbiamo compassione ai Re. & appresso. Serenissimo dei Re. l' opinione. accioche leggendole molto bene a bastanza tu vegga il tuo giudicio. che intravennero tra Donni no tuo famosissimo soldato. & me. tuo valoroso soldato. & auttore ammaestratissimo a cosi fatta opra. Tullio Cicerone Proue dell'autore nel mostrare il Re havergli commesso questa fatica Essempio d'Alessandro nel desiderare scrittori dell'opre sue Molti essempi d'antichi famosi Romani desiderosi di gloria Dimanda di Roberto Re di Gierusalemme & Sicilia al Petrarca. fino a tanto ch'io giunga all'ubbidienza della grandezza tua. come huomo sufficientissim o. Preghi dell'autore verso quelli. che gli intitolasse la sua Africa Superbia dell'autore nelle sue fatiche Conclusione dell'autore Speme dell'autore in Dio. grandemente desideri la Genealogia de Dei Gentili.

Et accioche m inutamente io non stia a discorrere. largo. Nè Cipro. le quali per lo fiorire. dove questa cecità hebbe m olto potere. con la sua macchia bruttò. come i freddi Poli. Al tempo nondimeno degli heroi fu in molta riputatione. & di lettere Greche benissimo instrutto haver inteso alcun huomo notabi le. i neri Ethiopi. i guadi. se i fiumi. & i mari l' onde tranquille. Ma poscia. tu. & riverenza. durato tanti secoli. & il passaggiero Eolo mandasse dalla spelonca i venti tanto pro speri. di man iera. pervenne a tanto. et infettò l'Achaia. Sirio & Egittiaco. che trappassò anco a non conosciute nationi di mare. & divenne in grandissi mo nome. nel quale questa pazzia fiorì. e si come ridicolosa cosa. ch'io potessi a dempire i voleri del Re? Veramente. Et quantunque istimai il numero di questi tali essere stato picciolo quanto fos se grandissimo. & in tempo di molti secoli. Et havendo tutti i vasti dell'Oriente. & appresso con lu ngo parlare alcuni notabili & gloriosi titoli del tuo nome. & dell'O ccidente. & fecondi. & spatioso. cosi antico. Cosi medesimamente infettò tutto il paese dell a Libia. Paolo Perugino. come era. Che dirò adunque. forse. che alcune parevano valide. Indi per la nerezza notabili. & troppo calidi Garamanti. se i monti prestassero i passi facili. l'altre cime del Caucaso con tutto il suo duro discendere così verso il caldo Sole. ò d'altra preminenza. se havesse le ali d'oro d'Agrifonte legate ò piedi d' ogni huomo. & del mar rosso l'Isole contaminate si ridusse da noi Italiani. la Schiav onia & la Thracia. Et allhora forse giovanetto Abraam. i ricchi Persi. & della terra. & le solitudini diserte il viaggio palese. accioc he la divina nobiltà de' maggiori col ricordo delle lettere pervenisse ai posteri. & per la grandezza di questa pazzia furon. che la Republica de Gre ci fu in fiore. spiegato in tanti v olumi. Nè solamente fu contenta dei liti del Mare Mediteraneo. così gli dissi. in tutta la Grecia (mostrando prima tu tte l'isole. & se fosse uccello che potesse volare dove piu piaces se. massimamente nel tempo. il Rodope sempre pieno di nevi. & l' altre Isole del mare Egeo. Cilicio. cioè. notabil scettro del nostro Re. si come l'avanzo fu infettato. Appresso gli ultimi Egittii. haver occupato un picciolo spatio di terra. in grandissimo splendore. Icario. delle Sirti & di Numidia. Per cioche nella guerra Troiana si ricordiamo haver letto essere stati amazzati alcu ni figliuoli di Dei: & Hecuba in cane. che risponderai tu? Se tu potessi riguardar un mar cosi lungo. Fenicio. non . i Babilonici. ch e con grandissimo sforzo s'ingegnò ritrarmi ne' tuoi voleri non con una sola ragio ne. gli odorati Arabi. & cosi lunghi passi del mare. i popoli Ga naridi. nè famoso Prencipe. e di pochi giorni facilmente potersi raccorre. & di tai cose diligentissimo. Cadero no etiandio con i maritimi in questo errore tutti gli habitatori del Nilo (che m anca di fonte) & tutte le solitudini dell'arena Libica insieme con le sue morali tadi & dell'antichissima Thebe. & che piu è. & Polidoro in virgulti essersi convertiti ch'è antichissima. per tutti i paesi. & i liti) essere stato in quel secolo. a pena potrà girare il mondo. la quale non fu nobilita ta dalla progenie di questa deità. crederesti. che a me fu dato agio di rispondere. Hellesponto. Percioche.Havendomi adunque egli con grandissima facondia narrato i sacri studi dell a tua sublimità. che si voglia. P anfilio. continuando ogni dì più sino alla ruina del superbo Ilion. cosi grand huomo. come a bastanza tu puoi vedere. fu liberato da questa macchia. tutti i luoghi del mare Atlantico & Occidenta le. & ampliato in cosi gran numero d'huomini. ivi non siano scritti di gran volumi. il mar e Caspio. & curiosissimo investigatore. ch'egli non gli facesse vedere che havesse havuto origine da alcuno de questi t ali Dei. e come anco opra moder na. che Roma Reina del mondo si lasciò acceccare da questa nebbia. ma con molte. c he tacque &. & aperto. istima questa pazzia degli antichi. una portioncella sola fu del mondo fra Tramontana e Occidente. haver durato poco tempo. tutto il Tanai. & entrare negli animi de gli huomini trascurati . i focosi. Onde non è da dubitare chè per tutto d ove questa pazzia ha havuto radice. & tutti i remotissimi horti delle Hesperide. Meonio. benche di scelerata crudeltà. le maravigliose opre dell'amministration Reale. O valoroso guerr iero. Nondimeno (dirò sempre con tua buona pace) altramente stà la cosa. lasciando da parte le Cicladi. i crudeli hircani. mentre appresso Sicioni qu esta pianta incominciò far radici. & a nco la rozza fierezza dei Sciti. overo che 'l tuo Re che per l'avenire (piacendo a Idd io) sarà nostro. che tu pensi. che desiderarono essere t enuti discesi di sangue divino. cosi anco i liti del mare Eusino. delle quali confesso. nè quelle cose fur ono all'età nostra. spesso afferma in mia presenza da Barlaam huomo Ca lavrese.

non solamente appresso Cipriani. pensi tu. e con largo animo (havendo buona speranza in Dio) piglia la fatico sa impresa et fa quello. che con questa tale concessione tu vieni a levare la miglior part . secondo la opinione di Varrone. del quale già molto io sono discepolo. pur che le mie forze fossero bastanti. molto meglio di quello. & se non tutt i i ricordi. non vedi tu ist esso. Amen due furono huomini divini & quasi invincibile fortezza fu quella d'amendue. & m'ha istimato sofficiente ad adempir e il suo disio. Et per ciò honoratissimo soldato sono da considerare le forze degli huomini. & che non habbiano altro che il latino senso. egli ha l'ingegno divino. col voler d'Iddio. era peso convenevo le (se tra mortali uno è atto a tanta fatica) alle forze del celebratissimo huomo Franceseo Petrarca. & appresso i mari. non il Cielo ch'eglino sostennero. & che in ogni luoco. Percioche concedendo. & hammi dato certissimo argomento. che si habbiano tutte queste cose. Su adunque. accioche io perdonassi a lui in grandissime imp rese occupato. Non negherò che questa reale el ettione m'è stata grata. Non è altro questo. almeno quei. che tu istimi. & lodevole per felicità reale. & è fatica da huo mo Theologo. & da t e sia lontano ch'egli voglia alcuno non che te aggravare. & le memorie antic he. che tu non istimi. Nondimeno. la memo ria intricata. se tal cosa era tanto a cuore al Re. non si ritrovando persona atta all'impossibil e. piu chiaro appresso i nostri risp lenda. & forse meglio sia fisico. si come per in anzi tu dicevi. Ma se alcuna memoria dai Greci. che per tua industria si ponno ritrovare. l'ingegno tardo. La fortuna non m'ha fatto venire in mente quell'honorato huomo. perche. & che si possa. che dici. ò strenuo gu erriero. congiungere in un momento tutte le scritture. quand'egli con piacevol faccia & ornato parl are cosi seguì. per la quale il tuo nome. & con loro i famosi sostentatori. che facilmente si può credere essere incessabili quelle r agioni. overo appresso essi Latini. credo perche Iddio ha voluto così. credo. Credo. Francesco Petrarca. di profonda memoria & anco di maravigliosa eloquenza. overo. che per insino ai Latini sia pervenuta. Ma d'intorno queste tali narrationi vi è di gran lunga maggior difficultà. in un'opra renderle a perfe ttione? Oltra di ciò m'aggiungevi ch'io descrivessi quelle che sotto ridicoloso ve lame delle favole hanno nascosto gli huomini saggi. senza i lontanissimi libri de' barbari. che puoi. & brevemente tutto quello che giace nel sacro grembo della Filo sofia a lui è manifesto. Di più concederotti. chi sarà colui (lasciando tra mortali me fuori). al cui sono famigliarissime l'historie di ciascuna natione. che questo genere di Theologia sia quello. & sudato d'intorno lo scrivere favole lontane da ogni v erità. che si giunga siano preparati i vo lumi intieri. nondimene ricerca molto arteficio ad scoprirla. che poco fa hai raccontato. di benigno ingegno. & humane. se bene a lui fosse conceduto una grandissima quantità d'anni. gli huomini ammaestrati quasi in ogni scienza semplicemen te haver speso il tempo. & alla gioventù tua imponessi cosi honesta fatica. Già taceva io. alle cui scritture non picciolo hono re & gloria hanno riportato gli studi de nostri maggiori. eccetto volere ch'io sotto il peso creppi. & s ecoli. Per Dio. che habbia le forze cosi ferme. lasso per lo peso. & le raccolte. è rimasta. benche habbia in se molta falsità da ridersi. come se l'inclito Re istimas se pazzamente credere. ma anco la terra sovragiungere. Signore. potè Alcide prestare aiuto. & però drittamente sono da intendere & da capire i suo i comandamenti. ma per fama conosciuto sovra le stelle. che non havea conosciuto. ch e mistico. la memoria cosi profonda. & gli idiom a delle nationi diverse. essi habitatori dei Cieli. Ma i o che son huomo picciolo. come piace ad altri. che il nostro Re non habbia avedimento? Certamen te egli è aveduto Signore. de' Greci & de' Latini solament e questa opra potersi a pieno riddurre in essere? O buono Iddio. non ho forze di alcun valore. anzi ha per antico cos tume alleggierire ciascuno. Potè Atlante col ca po sostenere il Cielo & a lui. poco fa incominciando andar in luce. l'ingegno cosi acuto. & tu alle mie spalle desideri. & i loro annali (se alcuni ve ne sono) in tu tto a' Latini nascosti. & appresso veggio le difficultà. & cosi a quelli imporre convenevoli carichi. che possa veder tut te le cose poste a lui dinanzi? intendere le vedute? le intese conservare. Veramente egli è huomo do tto di celeste ingegno. Ma ti prego dirmi caro il mio Giovanni. Allhora io risposi: A quel ch'io veggio. & essam inare gl'ingegni. esser ver e tutte quelle cose. & che per dono divino si habbia la notitia di tutti i caratteri. & poi con la penna finalmente distenderle.che far altro. dove scrisse molto delle cose divine. quegli disia . i sentimenti delle fav ole chiarissimi.

Ma se tut to il resto gli havessi perdonato. ma anco havute in odio & rifiutate. & un altro alcuna altra. mi concederai c'habbia havuto per nimico l'avaritia. & massimamente del Gentile. privi di riformatore. Potrai negarli questo? Ma ohimè. che si consegua quello. che molte non ve ne siano rimaste. che dalla forza delle ragioni. Sai pure . il quale mai non abbandona chi spera in lui. & molto piu esso I ddio. Sia à questo monstro due corpi.e all'opra? Ma facciamo come già molto fecero i nostri Prencipi partendo il Romano Imperio nel orientale & occidentale. sc ritta in questa materia. acciò. & quelle scienze. non apportare alcun guadagno. & rimovendo la dottrina sua splendente di sincera verità le te nebre del mortale errore. de' quali certamente cosi di liggiero non si potrebbe esprimere il numero. Ma egli con gli occhi fisi cosi mi rispon de. Conciosia. & se è da essercitarci. che per dono. la quale già molto il Filadelfo con grandissima diligenza havea ordinato. che all'incontro dell'honesta mia dimanda tu non havessi . che dire. Allhora dissi io: piu resto vinto dalla do lcezza delle tue parole. i quali tu istesso chiami. che con veri & pij pre dicamenti dimostrassero non esservi tanti dei nè figliuoli di Dei. mi persua . drizzandoti con forte animo a tal'opra. a quei. ma i durissimi sassi & esso ferro. Verrai senza dubbio (se sei prudente) piu oltre di quello ch'io mi sforzo cacciarti. chè egli ha i denti quieti & adamantini. che potrò. che la sanno. tu hora teco stesso considera quanti nemici nei secoli passati habbiano havuto i volumi. come. i l ibri. accioche in un istesso tempo t u obedisca a un Re & al nome tuo facci la strada all'inclita fama. Questa partic ella. in polve. che a un Re? Levati adunque & caccia la pigritia. leggerli. tai volumi andarono in oblio. & arditament e volgi. cioè farò quello. Vanno adunque qua & là per lo mondo disp erse le origini & i nomi cosi dei dei come dei progenitori suoi. Oltre di ciò. perdonando cosi poco a i favolosi come ad ogni altra sorte discritti. essendo. Nessuna cosa veramente non è piu vergognosa in un giovan e dell'otio. ch'io mai habbia ritrovato. non è da dubitare. a quelli non havrebbe havuto riguardo il velo ce tempo. nè anco questo potrà fare. per lo testimonio d'antichi. & mentre cerchi piacere al R e guida il nome tuo in lunghissima età. vorrà ricercarle & r ivolgere tanti volumi. overo almeno per poco fruttevole fatica. eglino quanti volumi. crescendo il glorissi mo nome di Christo. ma un solo Iddi o Padre. Mi constringi. Nondimeno. ma nessuna però. che tu addimandi. & fuori di quelli eleggere pochissime? Credo es sere molto meglio non se n'impacciare. Onde caminando quas i tutti a gran passi per acquistar ricchezze. et se altra non fosse andata a male. alla cui non sono debili forze. ch'io temo. fecero le ga contra loro. che spetialmen te sarebbeno al proposito di questa nostra fatica. cosi greche come latine. percioche contenendosi sotto la corteccia delle favole molti vit ij di gran signori. che la seconda fiata hai detto. odiando tali memorie. le quali ti prego dirmi chi sarà colui. tuttavia negar non si puote. ma non di maniera mi caccierai. che seco non mandassero in eterno obli o molti libri serbanti le memorie di questa materia. che la fatica vince il tutto & la fortuna aiuta gli arditi. che mai poterono havere mandarono in r uina. desidera il nostro Re. che corrodono non solamente i libri. togli la penna. Ma voglio solame nte quello. che habbiano patito que sti & molti altri infortunii. & l'altro Greco & Latino? & al Greco & al Latino. che non mi rimanga alcun picciolo lu ogo dov'io mi salvi. essendo tutti noi nati per affaticarsi. che gl'incendij & i diluvij d'acque (accioche taccia dei particolari) hanno c onsumato molte librarie. Veramente non negherò questo. Partiti adunque. sarebb e grandissima diminutione de' libri. che l'Alessandrina . che la dopochaggine non t'apparecchi alcuna ragione per la q uale tu schifi la fatica. & maggiormente dico quelle memorie. Non m'era nascosto. & appresso lungamente decl inando lo splendor di Greci (gridando i messi di Christo con la falsa religione & cacciandola in ruina). un Barbaro. & dalla quale si c onseguisce l'oro & non se lo leva. & an co perirono cosi facilmente. Appresso. Habbiamo dimostrato questa peste essere stata antichissima. che molti Prencipi. che di qui potrai raccorre. & unico figliuolo d'Iddio. che tu desideri. Percioche è cosa certissima l'a rte Poetica. che a ciò non sono atte non s olamente sono sprezzate. Confesserai verament e. in quella potevi ritrovare quello che volevi. & appresso lei non è altra cosa pregiata eccetto quella ch'apporta seco l'oro. Di questi quest o libro ha alcuna cosa. che doma tutto il resto. a chi meglio puoi tu prestare la fatica tua. rivolgi & ricerca i libri. Conciosia che. come sono stati. Questo veramente ha mandato molte c ose. che m'affermi.

se bene leggerò tutti i liti. lasciate le scritture ornate de' suoi nomi. e meglio ritenere quello che vorrai. sono andati nella via della carne commune. nè è stata trascorsa. vista l'ordine dei gradi. della quale molte volte mancano i noiosi loro ripr ensori. che ti u bbidisca. I quai libri anco con i dovuti capitoli troverai distinti con piu ampia dichiarati one & piu manifesti. almeno sveglierò alcun altro piu di me prudente a scriver meglio. Ma per non scordarmi (non voglio. & vi vedrai tutto quello che con un solo nome per le frondi dell'arbore prima havraj letto. certa & immobile verità. Per tuo commandamento adunque. accioche io venga a comporvi i membri. Per il che è manifesto quelle essere stati ripieni d'infinita mondana sapienza. oltre l'artificio delle fittioni Poetice & le consanguinità & parentele spiegate de' vani Dei. onde dalle loro profondità. a forza cacciato vengo a sodisfarti. partir quella in piu parti. overo meno a bastanza secondo il mio giudicio detto. vedrai alcune cose naturali coper te da tanto misterio. mi cacci. a fine. che haveano a nascere dopo loro. che senza molti membri. pr ima scriverò quelle cose ch'io potrò haver inteso dagli antichi. gli antri & le sp elonche. ultimamente vinto. nè con maggior i ornamenti di parole adornata. & a pena credo. & che noiosamente sprezzano i Poeti da loro poco intesi. et nel primo risponderò ad alcune obiettioni fatte contra la Poesia & i Poeti. Ma. non triviali nè communi. dopo un molto spender di tempo & una lunga fatica fatta con molte vigilie. che nessuna cosa da loro sotto figmenti P oetici con maggior arteficio d'ingegno si poteva. che ti maraviglierai. che troverò sparse quasi infiniti volumi dei Dei gentili. secondo il tuo disio volelerò per insino al Cielo. & forse torto. Oltre di ciò. & chiamarli libri. & ritrovare i sentimenti ch'eglino hebbero? Ciò certamente sareb be piu tosto divino. che per dimostratione dei Poeti al tempo antico era solito di fango formar gli huomini. che volessi piegare la mia penna a' tuoi voleri. che humano. & voglia o non voglia. & quasi fatte in minuzzioli. Nel secondo. Et non è maraviglia. & fatt o un altro Dedalo. non altramen te. cosi racc orrò io tutte le reliquie. pien o di spessi scogli. è forza. accioche tu non ti maravigli ch 'io voglia dire per l'avenire. accioche tu habbi il tuo disio. con parole ampio & diffuso. c . in un corpo di Geneologia le ritornerò. lasciati i sassi dei mont i di Certaldo & lo sterile paese. Tutta via mi spavento a pigliare cosi grande impresa. cosi verrò a dichiarire i sensi nascost i sotto dura corteccia. & Dio voglia. Nella cui radice sia il padre della generatione. Assai veramente. se bene alle volte sono coperte d'un sottil velo di figuratione. & mi trahi di maniera che. non che io di quest'opra s arebbe sufficiente artefice. che sarà di tutta l'opra l'ultimo. come novo nocchiero entrerò. se bene io non volessi. che forse contra me saranno opposte." In tal modo. & questo farò molto volentieri. che per un vasto lido raccoglendo i fragmenti d'un gran naufragio. & ciò facendo. tu lo vedi. Ma. che opra io m i sia per fare. perche l'opra passerà in maggior volume. nondimeno. Poi gli aggiungerò du e libretti. Pe rcioche veggiamo le parole della Sacra Scrittura. che ad alcuni ignoranti. cosi anco i fatti & i costumi dei ba roni. chi al tempo nostro potrebbe agguag liare le menti degli antichi & esporre l'intentioni già tanto separate dalla morta le in altra vita. che già si sono mostrate. giudico convenevole. che tu non istimi. Non già ch'io voglia persuadermi far ciò minutamente secondo l'intento di quei c'hanno finto. si mostri quelli (benche non Catholici) di tanta prudenza essere stati dotati. che cercherai. Nel principio di ciascuno de' quali giudico essere da porvi l'arbor. accioche col mezz o di questo tu vegga di chi & con qual ordine nel seguente libro tu ricerchi. ha da vedersi. mettervi tutta la sparsa progenie. indi dove havranno mancato. cavate da essa lucida. de' qu ali quanti sono i capi. Percioche. haver questo tal corpo compiuto. Nei rami poi . essere tirate in tante interpretationi in quante sono capitate alle mani di div ersi lettori: là onde in ciò con minor timidità entrerò. mi sforzerò rimuovere alcun e cose. famosissimo Re. Con quai forze. dirò il mio parere. pietosissimo Re. i montuosi boschi. & raccolte & sminuite. percioche se bene dirò poco bene. dubbioso veramente. famosissimo Prenci pe. con debile barchetta in un profondo mare. non aspetterai. pria. se suscitasse & ven isse un altro Prometheo. gobbo & attratt o. overo quell'istesso. & se sarà bisogno caminar per quelli & discender fino all'Inferno. alquanto contrastammo insieme il tuo Do nino & io.di. accioche piu facilmente tu possi ritrova re quello. quasi tanti giudicij si ritrovano. & il senso di quelle lasciarono al giudicio di quelli. Gli antichi senza dubbio. con quell'ordine ch'io potrò. per le ragioni.

et. che molti. cosi del le cose manifeste. per sentenza di Torquato. mentre ammaestrarono la rozezza antica. accioche piu dri ttamente con prospero vento io giunga là dove l'animo disia. dia le vele a i venti accioche io giunga là dove al suo nome sia ornamento. A me basterà assai re scrivere le trovate. minuzzat o. in tutti i p rincipij. incominciai rivolgere la mente d'assais simi antichi. quando havrò ritrovato colui che i passati antichi finsero loro Iddio . dishon ore & dannatione eterna. di necess ità è seguito. ma nè anco da villani imaginate. Ilche credend'io benissimo. il quale tra gli aspri deserti dell'anti chità & tra i tormenti degli odi hor quà hor là son per raccorre lo sbranato. Creatore di tutte le cose &. iquali essi pensavano essere stati prime c ause delle cose. l ode. & have ndo a pigliare un novo viaggio. & di fine. si come il bisogno rice rca. accioche ti pensasti ciò essere avenuto per error mio). Et di quì. & appresso in nome di quello dar principio alle cose a fare. honore & gloria sempiterna. se da se stesse non si lasciano ridurre a qualche ordine. a i maldicenti poi disprezzo. humilme nte prego quel piatosissimo Padre vero Iddio. & diversi dei havessero varie nationi. ma essere restati ingannati mentre attri buirono tal dignità a fattura del Creatore. & non solito a navigarsi. mi sono imaginato essere piu diligentemente da r iguardare da qual lito la prora della barchetta sia da sciorre. percioche da quello tolto il principio della discendenza. che può il tutto. che circa ciò hebbero varie. & questo essere il vero che manca di principio. che sia favorevole al mio superb o & gran principio.he ti maravigli. Al cui errore haver dato materia istimo io i Filosofanti. non è l'intention mia riprenderle overo ad alcun modo correggerl e. quelli essere i primi Dei. overo sette. ignominia. & diverse openioni. che p uò il tutto. & lasciar le dispute ai Filosofanti. con la loro gravità affermando I ddio esser unico: ilquale alcuno mai non vide. che solca un disusato mare. In me adunque s'erano adunate tutte le forze dell'animo . percioche lascia to lui. se alcune ve ne sono dal debito varianti. se gli hu omini d'intiera mente. sotto cui viviamo tutti noi mortali. hebbero in costume ricercare l'aiuto divin o. Padre delle cose. nè tutti ad uno. dico anco di picciole cose. & governi il tim one della mia navicella. Le quali veramente. cosi per debito come per decreto di Platone. che non solamente le isti merai non pensate da Filosofanti. che spessissime volte leggerai molte cose cioè di sorte different i dalla verità. Et però solamente al pensare. Ilche allhora istimerò haver fatto. & altre. egli è colp a degli antichi. cosi anco malam ente ai tempi convenevoli. ciascu . & a me parve quasi questo istesso haver creduto i Gentili. se molti diversamente furono gli istimatori. & dopo quelli essere stati i Poeti. & Creatore. nè solamente d'una sola religione. ma diversi a diversi si sono sforzati darla. tremando sotto il soverchio peso. ma nondimeno dignissimi testimoni per fide di verità. & giudicanti diversamente. & dal sublime specchio della mente riguardava quasi tutto l'ordine del mondo. & tra se stesse molte fiate discordanti. & da i giovenili anni sempre havendo creduto. non si farà nessun buon fondamento. & quasi un altro novo Esculapio a guisa di quello d'Hippolito ritornarl o insieme. assai posso considerare quello ch'a me si convenga. onde subito vidi levarsi assaissimi huomini. A me sia egli splendente & immobile stella. iqual primi Theologizando (dice Aristotele) secondo il cr eder loro. Ultimamente. DELLA GENEOLOGIA de gli Dei de' Gentili DI GIOVANNI BOCCACCIO LIBRO PRIMO Al Serenissimo Vgo re di Gierusalem. consumato & quasi in ceneri già ritornato gran corpo dei Dei Gentili & de famos i heroi. potrò poi con dovuto o rdine venire ai posteri. Havendo io a entrare in un profondo mare. come delle non palesi a noi.

primo. senza nomar alcuno rispose degli antichi ssimi Arcadi essere stato opinione la terra essere origine di tutte le cose. chiamarono la mente divina in lei composta Demogorgone. tra quali quello. Et quelli ch'instimarono Anassimene & Crisippo h aver detto il vero. ilquale havendo letto essere stato generato con l'Aere l'habbi amo lasciato adietro. & alle volte del fuoco & dell'aere. a lui diedero il principato di tutti i Dei. seguendo Macrobio & i suoi primi. overo generata durare. conciosia che senza il calore pare. & lo dissero Padre di tutte le cose. Havendo p oi ritrovato Alcinoo Cortoniese. & molto famigliare al Cielo. DEMOGORGONE. piu giovane di tutti. se non havessimo ritrovato (secondo alcuni) l'Oceano es sere stato figliuolo del Cielo. hora del Cielo & hora di Saturno. lo provai huomo tra tutti gli altri d'elevato a nimo. Dietro questi toglio Macrobio. hanno concesso il principato della Geneologia al Sole. Cosi adunque riguardati tut ti. in quella essere la mente divina. ilquale pregato disse che crede va il foco essere Creatore di tutte le cose. si com'anco quelli che. come dice The odontio. & di tutte le cose cred'io l'acqua essere stata la pria cagione. tra gli antichi huomo famoso. Et cosi non solamente a guisa di Cerbero formarono una bestia di tre capi. mi si fece all'incontro Thalete Milesio al tempo suo sapientis simo huomo. cre dettero per opra di lei tutte le cose essere state prodotte & create. Con grandissima maestà di tenebre. di quai di sopra habbiamo fatto ricordo. imaginand osi haver ritrovato il principio del viaggio. & alle loro geneologie il pigliarono primo di tutti gli altri. hora Hiperione & hora Vulcano.na dellequali tenne il suo essere vero. le Stelle. overo per l'Etna. Quello poi diede solamente al Sole quelli. Ma Theodontio (come penso) huomo non no vo. & ilquale io havea udito piu con l'ingegno. che alcuna cosa mortale non si possa generare. ma riferì che pensava il Sole. percioche spessissime volte i Poeti metteno Giove per l'elem ento del fuoco. ma si sono sforzati descriverlo in mostro di piu capi. che con la fede lungamente haver ricercato molte cose del ve ro Iddio. & mentre io ricerco quest'istesso. che tutti gli altri haveano dato ad un solo elemento. ilquale subito mi rispose. & senza lui non potrebbono generare. facendo Demogorgone non Padre dell e cose. che mi dicesse chi egli istimasse degli dei essere stat o il primo. & unico Iddio de gli altri Padre & Signore. poscia ch'io hebbi descritto l'albero. ilquale i Poeti testimoni ano haver havuto molti padri. Dopo questi mi s 'offerse Crisippo. Ilquale io vera mente istimo Padre & principio di tutti i Dei Gentili. Percioche volando sovra gli elementi. u n'altro dottissimo huomo. ma di tai cose solenne ricercatore. Quelli anco c'hanno voluto la terra produttrice di tutte le cose. e tutto il Cielo essere stati i Fabbri di tutte le cose. si come dice Thalete dell'acqua. discendendo nelle viscere della Terra. I quali imperò in ciò non habbiamo seguito. & i stimando. & alle Stelle. con l'aiuto d'Iddio entraremo nel viaggio duro & alp estre per lo Tenaro. non ritrovando alcuno a l ui secondo i figmenti Poetici esserli stato Padre. che appresso noi bagni le piante. & quella in sé havere la mente divina. qu . cosi dall'abisso man dati fuori i nascimenti dell'acque in Cielo. Di quì trovai Anassimene. & di molti altri Dei da' quali questi sono nati. che domandai a Thal ete. fino alle stelle. Ma per tac ere de gli altri. che produce il tutt o. che volsero dar fede ad Alcinoo tolsero per prencipe della sua Geneologia Celi o overo il Cielo. dandoli hora Giove. de gli huomini & d e' Dei. questi a tutti i corpi dei sopra celesti la donò. & inanzi gli altri solcando i vasti della palude Stigia. De' quali cercando io il piu antico. O liberale huomo. quella deità. & havendo letto lui non solam ente essere stato Padre dell'Aere. i Poeti c'hanno seguito l'opinione di Thalete chiamarono l'Oce ano elemento dell'acqua. la Luna. che vi ritrovasse no'l so. Costui pregai. Quelli poi . ma de' Dei Gentili. che A lcinoo havea conceduto a tutto il Cielo. & dell'istesso diedero principio alla geneologia de' Dei. percioche gli animali senza l'Aere subito morrebbono. L'Aere produttore di tutte le cose. Ilche anco noi havressimo potuto fare. subito con l'intelletto si congiunse con i Pianeti. mi rispose. ma avo. nè altrimenti di quello. perche si ricordiamo haver letto Giove ess ere stato hora figliuolo dell'Aere. & troncati gli altri capi come superflui & ritornatigli in membri. & tutto il resto di questo ornamento con l'humida mano haver fabricato.

pazzamente credettero. dice. Demogorgone accompagnato da ogni parte di nuvoli. che muoio no. ma dagli antichissimi rustici d'Arcadia. overo istimando inconvenevole cosi sublime nome venire nelle bocche de' mortali. eterno. dicendo. & havendo ben bevuto h avesse mandato fuori quel gran mare Oceano. che senza pena non fusse mentovato da alcuno. mentre riguardando lui mi veni a ricordare della pa zzia degli antichi. & dimorante nelle viscere della Terra. onde col nativo horrore dei luoghi la religion e si messe in uso. che poi dopo questi seguirono. si come è stato detto. mandando fuori da sé un odore di terra oscuro. che trascorreva per le viscere della Terra a pparve. in processo morta la luce. ilquale per tal nome horribile. dalle dure pietre trarsi i fuochi. & accrescerlo. & del triplice mondo. a me. Al cui errore accrebbe fede ap presso i rozzi l'essere entrati alle volte nelle spelonche. & i fiumi. che di D emogorgone. Ma i taccio. & veggendo la Terra da sé stessa produrre le selve. nodrir tutti gli animali. i laghi. iquali essendo huomini mediterranei. & mezzo selvaggi. & d'una humidità sprezzata. & mandar f uori muggiti. & tremante? Cosi anco Statio. Onde questo del quale parlano questi due Poeti senza e . & tutti gli arboscelli. Et quel. Conf esso ch'io mi posi a ridere. Et Hecate turbar. che conoscer quì non lice. passando là dove desideriamo. & valli spirare i venti. Ma perche questo poco im porta all'opra. Questi adunque essendo appresso gli antichissimi Arcadi in grandis sima riverenza. vestito d'una certa pallidezza affumicat a. ma s'imaginarono a quella e ssere congiunta una mente divina: per intelligenza. & degli adunati incendij volando in alto le faville havessero formato i globi del Sole. istimavano non d'altri. appresso i monti vomitar fiamme. che da lei fosse nato il foco celeste. Ilche dimostra Lucano dove descrive Eritto. conciosia che. quasi. & feti do. dinanzi a me artefice di nova fatica fermossi. imaginandosi col silentio del suo nome crescersi la maestà della d eità sua. di tutt e le cose Padre. Laquale divinità imaginata da questi tali.el antichissimo proavo di tutti i Dei Gentili. & il lucente aere. & le sementi. paia un silentio o ccuppare le menti. & di nebbie. Dice T heodontio la cagione di questa vana credenza non haver havuto principio dagli hu omini studiosi. & con estreme battiture Castiga Erinne timida. non chiam arono la Terra semplicemente auttore di queste cose. o forse temendo. & agli ignoranti nacque il sospetto della presenza d'alcuna d ivinità. di commu ne consentimento fu vietato. & nelle profondissim e cavità della Terra. dove interroga per commandamento di Etheocle il cieco ve cchio Tiresia del successo della guerra Thebana. lasciamolo nella sua miseria. che segue. iquali istimarono quello da alcuno generato. s'io non temessi Te sol Timbreo. & della Luna. che nomato non si movesse ad ira contro loro. & esser conosciuto. Il sommo. confessando piu tosto per parole altrui. & poi finalmente ritorre in sé tutte le cose. dai cavi luoghi. Quelli. & voler della quale s'oprass ero queste. & intricatesi nell'alto Cielo si fossero cangiate in sempiterne stelle. Sappiamo bene quel che voi temete Esser nomato. che chiama l'alme. considerando un poco piu alto. ò quel fie da trovare Che chiamato la terra non percossa Fa ogn'hor tremare? quel che vede aperta Gorgona. & dalle sue viscere spargersi i fonti. & quella mente haver stanza sotterra. Ubbidirete. mandar fuori i fiori. che per propria bocca se essere Pad re dell'infelice principato. i frutti. sentendo quella alle volte moversi. percioche credevano la sua stanza nelle viscere della Terra. montani.

SEGVE l'Eternità. Et noi anco a bast anza possiamo conoscerlo. O pu re. si come isti mo. & si com'egli Rode la coda con ritorta bocca. Ma questo per altra cagion e è terribile. affine di far conoscere quello. & terribile il nome di lui. Risuona adunque. Iddio terribile. ilche essi non vorrebbono quello essere conosciuto. E da lontano una spelonca ignota. che con la potenza opprimendole. Demogorgone in Greco. Laquale i tempi da lei rovinati Riforma. che trattiamo altro de' figliuoli. & l'antro in seno abbraccia. per terra. accioche la liberale. capo. nè però si tramuta in sasso. & verde. et che partisce insieme Rendendo tutto quello che consuma Il serpe con le squame eterno. Dice egli cosi. rispett o a noi. & il Chaos. percioche con alcuna quantità di tempo non p uò essere misurata. come meglio ad altri piace. Vede la lunga età stassi la madre. e avanza. come dice Latta ntio. ma ess endo ignudo il sentimento di questa falsa deità. & sotterraneo. s'interpreta Demon per Iddio. Questo. & una famosa schiera di figliuoli. con battiture castigare la Erinne. & la sotterranea stanza di costui. & primo de' Dei Gentili. se alcuna cosa fosse riposta sotto fittione Poetica. Seguita questo istesso perche vede Gorgone. non con altro. cioè quelle Furie infe rnali. che cangia in sassi ch'il mir a. Conc iosia che se fossero conosciuti. invece delle Erinne. che chiamato può constringere gli spiriti beati ne i desideri de' mortali. dove in versi heroici inalza le Lodi di Stilicone. Finalmente. & gentile. perciò dice illicito. se vogliamo considerar bene le parole dei versi. questo poi a quei c'hanno creduto pazzamente. conciosia che veggiamo solamente la super ficie. che paia voler significare cosi horrido nome. aggiunse la Eternità. Stabili e ferme. & rispettata antichità crescesse per lo rincrescimento della solitudine (come dice Theodontio). perche sapere i segreti d'Iddio non appartiene a tutti. Lattantio. overo piu tosto sapienz a della terra. pria . scrivendo sopra Statio chiara mente dice essere Demogorgone. la potenza della deità vorrebbe quasi in disprezz o. cioè quel monstro. accioche appaia della sua preminenza un'altro segno. da cui dipende Per tutti i membri suoi spirti volanti. & Gorgon. eccetto affine. ETERNITÀ. Con benigna deitade. che colui ch'era nulla paresse eterno. Latinamente Iddio della terra. volendo dimostrare la pre minenza. contenendo in sé tutte l' età. Et quello ch' ella si sia lo dimostra col suo nome. che sia conosciuto da i Superi dice Statio. Perche. . Oltre di ciò a costui. Terzo poi dimostra la sua potenza d'intorno le cose infernali. Tutti i principii. laquale non per altro gli antichi diedero per compagna a D emogorgone. & dotto. & sdegnandosi. & prencipe di tutti. che di lei habbia scritto Claudio Claudiano. che habitiamo di sopra a lui. essendo spesse volte Demon esposto per sapere o per scienza. overo vede Gorgona aperta. & femine haver havuto nove figliuoli. mentre dice quel lo. & da alcuna non essendo contenuta. solamente ci resta dichiarare que llo. ci pare dire alcuna cosa de' compagni. La Natura a la guardia d'età lunga Con grave maestà. Quello. si come si dimostrerà più distintamente. se non percossa. il che del vero Iddio c'habita in Cielo si legge: Santo. cioè la terra aperta ch'è al sommo. il che non fa giamai. la terra tremare al suo nome. Inacessibil fino a nostre menti Dove a penna gli dei ponno arrivare. percioche habita nelle viscere della Terra. nè con alcuno spatio di tempo disignata. Imperoche vollero lui tra maschi. po i.sprimer il nome. Quì er a luogo da scoprire. huomo famoso. mi piace inchiuder vi. percioche quello per l'integrità della giustitia ai malfattori nel gi udicio è terribile. Perci oche dice appresso Lucano una incantatrice. Siede dell'entrata.

Onde per l'habitar la stanza è bella. percioche nell'eterno non cade alc una descrittione d'età. & cosi quivi è quasi come portinaro. & ciò. & per l'intiera rivolutione dell'ottava sfera. Habitan quì diverse forme. & per q uesti dei intende le creature. Dei secoli poi ch'ivi dice essere. Percioch e cosi dice. . & ordine ch'a noi per certo. si come per lo circuito del Sole per tutto il Cielo ha bbiamo l'anno intiero. Ivi s'ammassa il bronzo. Et quello che và dietro.Con quieto trascorrere rilega I numeri a le stelle. percioche sempre il fine d'un anno è principio del seguente. & cosi sarà mentre durerà il tempo. Ilquale per dimostrare l'eccesso di tutti i tempi dice la spelonca di lei. che trascorre. fu una certa materia adunata. per starvi poco ò molto. Costui partisce i numeri alle stelle. dove non solamente i mortali. che ricuopre il tutto Di natura nel mondo era un sol volto Chiamato Chaos. & roza. CHAOS. che intendiamo. che fa entrare la natura produttrice. o famosissimo fra i Re. percioche tutto quello. Indi descritto in questo modo l'antro. ch e si contenga tra quella. affine. Et un vecchio che scrive le ragioni Et quello. Del quale essempio ha usato. a pieno si scriverà poi. questo Poeta descriva. Il vecchio poi ilquale nell'antro partisce le stelle in numeri credo essere il vero Iddio. cioè la profondità del grembo. Et more il tutto. e i corsi fermi. che ciò. che n on se n'accorgendo noi pian piano se ne passa il tempo. & ivi il ferro. La Natura poi piena d'an ime circonvolanti. & ordinato moto delle stel le siano partiti i tempi. accioche dimostri tra quella ogni tempo hav er pigliato. conci osia che per quello gli Egittij hebbero in usanza. Inanzi il mare. c he si veggia con qual ordine. con l'operar della natura dell e cose v'entra. & prima de la terra. che apparassero lettere . descrive il serpente eternamente verde. & dice. che segue. Il Chaos. che cosa sia l'eternità. mole confusa. cosi segue. che ent ra nel grembo dell'eternità. Seguita poi dicendo questo farsi tacitamente. mai non esce. che mai non giunge alla vecchiezza. la divora. che tu puoi considerare con quanto soave stile. benche con lunga. il giorno. Indi poi dice. & tutti I secoli distinti dai metalli. dove si tratterà degli Eoni. essere non conosciuta. non perche sia vecchio. Onde queste sono quelle cose per lequali istimo. Et si deve intendere della na tura naturata. che sono nel conspetto d'Iddio. si come afferma Ovidio nel principio della sua maggior opra. però la descrive dinanzi alla porta dell'eternità. iquali anco dicem o i vecchi di lunga età immortali. & rifforma i tempi. & confusa di tutte le cose da essere create. & pigliar principio. accioche da questo atto habbiamo a capire il giro c ircolare del tempo. ch e quella avanza. L'argento in altra parte si fa bianco. in qua nto a lui. descriver l'anno. ma a pena i Dei vi ponno arrivare. & per l'istessa circonvolutione della Luna il mese. egli con fisse leggi Giudicando riforma. pria. perciò. & molto l ontana. Et pria del Cielo. attento. che quello rivolta la boc ca verso la coda. cioè. & ultimamente venire al suo fine. Tutti gli indugi per liquali vive. Et affine. che continuamente infonde l'alme a molti animali. accioche intendiamo per opra sua. & limata oratione. ma parla secondo il costume de' mortali.

parendogli poi Pane piu atto degli altri nelle atti oni delle cose. & gli diede per serventi l e sorelle. Egisto l'otio all'armi. Fidia il scolpire statue col scalpello. & questi sono dett . per che i Poeti scrissero le opre d'Iddio. & s tendendo la mano. Percioche il primo senso si ha per corteccia. egli è da sapere sotto questi figmenti non esservi una sola intelligenza. per cui avenne che. & quest o è chiamato litterale. per comandamento di Pane suc cesse nella sedia di Demogorgone. per corteccia. la ri dicolosa favola. cioè senso di molte. Apelle col pennello dip ingere imagini. ma perche sanno la sua spositione aperta in ogni parte esse re inimica della natura. non havendo alcuna Lucina da chiamare. Ho detto degli altri dei. colui c'havea potuto a diverse cose dar forma. tutta bagnata. & dishonesta faccia lo gittò in aria. mandando fuori infiniti sospiri pareva. volsero alcuni.Nè altro. veramente egli è da ridersi. egli è da passare alla famosa progenie del primo Iddio de G entili. da Homero nella Iliade è chiamato Lite. Hora hai inteso. & già eterna a Demogorgone. lequali dove meglio ci parranno da p orre. Indi. eccetto peso. che l'aiutas se. produr materia per darvi for ma. Cosiaccioche io lasci gli altri studi degli huomini. anzi piu tosto si può dire Pol iisemo. Ma prima egli è da rispondere a quei. ma siamo già giunti là dove è bisogno levare la corteccia dalla verità della fittione. da noi piu volgarmente detto Di scordia. che lo h avea tratto del ventre della madre piu inferiore di tutte l'altre cose. o vero degli huomini sotto velame di favole? Non havevano altra via? Certissimamente la vi era. laqua le egli dice. ma mi sono deliberato di non riprender nessuno. Onde questo. & detta figliuola di Giove. che P ronapide Poeta scrive che. di Cielo in Terra era stata cacciata. ch e mancava di certa forma. Theodontio poi sopra i l Litigio adduce appresso molte altre cose. che spesse volte dicono. Chaos po i. seg uitò la Filosofia. del quale volsero. che il primo figliuolo fosse il Litigio. Altri le significationi. le metterò. che segue. Lasciati questi. inclito Re. perche era di roza. laquale si come ai sensi degli huomini volgari col dive rso suo cuoprire di cose ha levato la cognitione di intenderla. come se non pote sse. Dice egli. contenti sono gli altri. lo fece governatore della tua stanza. parendo colui. della natura. libera del peso. overo accioche tolti via quest i la natura si dimostri ignuda di cose tali. aperse il ventre di quello. Questo dice Macrobio. il Poeta s'è dilettato con favole coprire il vero. facendo residenza Demogorgone per riposarsi alquanto nell'antro dell'Eternità. e vano. ma altramente i famosi Filosofi. o vero questa cosi spetiosa effigie. percioche di cono. ma consapevoli solamente gli huomin i saggi del vero segreto con l'interpretatione della sapienza. fiocco. Et adunati semi dell'istesso Sol per discordia de le cose insieme Non ben congiunte. & trattone il Litigio. percioche Giove per colpa sua era stato offeso da Giunone circa la natività d'Euristeo. cosi dai prudent i ha voluto i suoi segreti con favolose discrittioni essere trattati. udì un rimbombo nel ventre di Chaos. ilquale subito volò in alto percioche non havea potuto scendere al basso. Platone. lassa per la dura fatica. ma si come a tutti non è una istessa faccia. c he si havesse a cangiare in sudore. trattogli già il Litigio. nè altri. Ma il Litigio. Litigio. & tutta infiammata. havendo ella ancora in sé la forte mano di Dem ogorgone. & dell'anima non indarno si convertono alle favole per dilettarsi. onde quì al presente le lascio. In tal mod o essi misteri di favole con segreti sono aperti. acciò. che s'a lui alle volte fosse ve nuto in animo di produr creature non gli fosse mancato materia. che primo fu tratto dal ventre di Chaos pregna. gli cavò medesimamente insie me tre Parche. esser e stata compagna. & Pane. Per il che mosso. nondimeno ist imo a bastanza essersi risposto ai dimandanti. cosi nè anco i giudici degli animi. che faceva tumulto. Chaos a questo partito. lasciato tutto il resto. del cui allevamento Theodontio recita tal favola. Et quello. non si sapendo nondimeno i l vero Padre. La cagione del cui diletto Macrobio scrive ndo sopra il Sogno di Scipione assai apertamente pare che dimostri mentre dice. Achille prepos e l'armi all'otio. Et come che molto più si potesse dire. Primo figliuolo di Demogorgone. Appresso o Rè.

cioè. vinto il prencipe del mondo. che di una diforme adunanza producesse un'opra formata. scrive Homero. le secche all'humide. si come piu diffusamente nelle seguenti si dimostrerà. overo diverso. Appresso si può dire quello esser e stato gittato in terra dai superi. onde prima degli altri trasse d el ventre della affaticata. Mentre questo si legge secondo la scrittura. affine. Ma in qu anto all'interno senso questo io tengo. & le li ggieri alle gravi contrastavano. & con regolato ordine partire le cose congiunte. me tteremo un'essempio. fu detto primo figliuolo di Demogo rgone. Oltre di ciò. cioè dato effetto al volere. E t però haver steso la mano. Hora con che poche parole narrerò quello. potendosi assai imaginare di più sensi cavarsene uno. istimo essere state finte accioche s'intenda la Natura essere stat a prodotta con queste leggaccio che procrei. già a bastanza di sopra si ha di . che seguono. come sarebbe a dire la mature zza del ventre. Pane secondo figliuolo di Demogorgone. là dove appresso mortali a pena si trova alcuna cosa esser concorde.i allegorici. & ordinata. potrebbe analogicamente esser detto per la favola esser figurato l'ascend er di Christo al Padre. & non have ndo luogo dove in alto si potesse fermare. che la prima attione d'Iddio per or dinare i disordini havesse tratto il Litigio. che sono diverse dall' historiale overo letteral senso ponno essere meritamente dette allegorice. cioè l'hora del tempo determinato essere venuta. Che Pan sia stato figliuolo di Demogorgone. non tengo esser altro. & il foco. Se da queste scritture poi si ricerca il senso morale. E adunque manifesto egli prima d'ogn'altra cosa haver fatto questo. non si piglia altro. Et accioche quello ch'io voglia dire piu facilmente si capisca. & sedia di Pane. che non istimi altro. cioè haver separato quelle cose. come che alle volte forse ve se n'aggiungano piu. i quali sono i tre uffici delle Parche. Che poi fosse gittato via per la diforme faccia. I quai sensi nondimeno. ben che siano nomati con diversi nomi. & infine allevi l e cose nate. cioè al mondo . & mandato in luce. dimostra quello essere stato levato d alle più inferiori parti del già prodotto mondo. tuttavia si pono chiamar tutti allegorici. & quei corpi. che la divin a sapienza. che istimo Pronapide di ciò haver giudicato? A me pare quello haver voluto design are la creation del mondo secondo la falsa opinione di quelli c'hanno istimato I ddio di composta materia haver prodotto le cose create. perche è cosa brutta per l o piu il litigare. Et parendo. & vittorioso volò in Cielo. sprezzate le mondane. perche per opra di lui Euristeo nacque inanzi Hercole. ne' cui prestano continua s ervitù alla natura. Ma l'animo mio non è secondo tutti i sensi voler dichiarar le fa vole. Di esser nato poi Pane dietro il Litigio. il Li tigio. laquale subito per consiglio del suo Creatore dive nne stanza. Oltre di ciò. & però tutte quelle cose. che sono di sopra. che dia ornamento a ll'ordine favoloso. si come si dirà al suo luogo. rimosse le cagioni delle c ose. penso. che la prima separa tione degli elementi. & incontanente alla stanza di Demogorgone. che erano insieme. & per la grosse zza di questa mole. che il senso d'historia. Se anco vogliamo poi allegoricamente pigliare il tutto. & cosi haver inco minciato volere la creatione. il che per lo piu si fa. che dal movimento de' corpi superiori sp essissime volte appresso mortali nascano litigi. per gl'infiammati sospiri poi l'aria. si co me già è stato detto. la Terra. Percioche haver sentito Demogorgone nel ventre di Chaos far tumulto. Perseo figliuolo di Giove per figmento Poetico amazzò Gorgone . essere stata preposta. & il camino alla vertù. che latinamente significa alieno. a quelle si mette debito ordine. nodrisca. piu tosto pare. ilquale tante volte si leva dalle cose quanto. che fu per questo. come se per opra sua. le cose calde alle fredde. Percioche allegoria viene detta da Allon. & eterno ordine. Che dagli dei fo sse poi di novo cacciato in Terra. generi. che sopportava la fatica della confusione. cred'io. che movesse quella per alcuna cagione. ci viene desig nata l'elevatione della pia mente alle cose celesti. tutte le cose mortali siano prodotte. Indi che volasse in alto. Gli elementi erano confusi. gittato. Indi quando dice Chaos bagnata di sudore. si dimostra la vittoria del prudente contra il vitio. Le Parche poi nate nell'istesso parto. che gli antichi s'imaginarono in quella separatione d'elementi la Natura naturat a haver havuto principio. & i nfiammata mandar fuori sospiri. & date per baile al fratello. che voglia significar altro. cosi volendo Iddio. accioche per lo sudore sentiamo l'acqua. conciosia che appresso i Dei superni tutte le cose si facciano con certo.

& le sorelle Ninfe. percioche forse in quella età trappassavano gli altri c on la fistola. mandando fuori per cannelle lunghe. cioè piedi di capra.mostrato. Perche dicesse ro poi questa Ninfa essere stata d'Arcadia. Et per consequenza. & alla natura. & con quella primo sonò. & Pan fuggendo. Et perche sopra Pan è stato detto esservi la natura naturata. Dice. & Silvano essere tutto uno. si come Rabano nel libro dell'origine delle cose dice. Di cui Theodontio recita tal favola. & i gran gigli appresso. per opra delle quali fu convertita in cannelle di paludi. O vogliamo piu t osto Siringa essere (oprando d'intorno a noi i sopra celesti corpi) un'opra di n atura armonizata con tanto ordine che. Ultimamente. il che è da credere dover esser gratissimo a Iddio. Percioche come subito la natura fu prodotta da esso Creatore. essere canore. sprezzò anco il maritaggio di quello. col vecchio Silvano. che vol essero fingere dicendo essere stato vinto dall'Amore. & nero. Venne Silvano ornato il capo agreste. che Virgilio dimostri. essere stato ritrovamento di Iubalcain suo fratello al tintinir dei martelli. Onde Pan constretto dall'amore. i lquale fu fabbro. Fu il primo Pan. che segue. che quello con parole provo cò l'Amore. laquale gli antichi chiamarono Nebride. come cosa gratissi ma a Iddio. & dilettandosi dell'opra sua quella incominciò amare. si sottopose all'amore. laquale essendosi prima fatto beffe dei Satiri. facilmente m'imagino poter si vedere. molto piu antica inventione. laquale dicono essere stat a amata da Pan. Ma perche a' quei c'hanno finto ha paruto piu vero gli Arcadi essere stati gl'inventori. & la barba l unga. vien detta grecamente da Sirim . Lasciate adunque queste cose da parte è da passar più ol tre. cosi per l'affettione della giovane da lui amata. cosi. Con la cera congiunger piu cannelle. venne ch'ella giunta al fiume Ladone. & che fossi ritardata dal Ladone. mentre con continuo tratto è guidata a ince rto. che segue. Onde potremmo dire Siringa essere melodia dei Cieli o delle sfere. Cosi nella mano una bacchetta. Rabano istimava questo. che guardano in Cielo. ha le corni fisse nella fronte. Pan. & pendente verso il petto. hanno voluto quella essere stata d'Arcadia. di costui i Poeti. & veggendo non poter schifar Pane. mo ssa dal diletto. Et poi subito soggiunge. & cantò. qual dimostrasse insieme. che facevano con mol te cannelle ritirarono in una fistola con i forami vicini alla bocca del soffian te. Oltre di ciò. Siringa poi. Oltre di ciò lo descrive nei membri piu inferio ri peloso. & in luogo di veste una pelle tutta distinta a macchie. Giuseppe po i nel libro dell'Antichità de' Giudei vuole il Iubal. & venuti insieme a battaglia fu da lui vinto. & seguendo quella. P ercioche. laquale (come piacque a Pitagora) si faceva overo si fa da' vari movimenti tra se de' circoli delle sfere. dalla natura operatrice viene amata. Questi inanzi l 'altre cose. gli Arcadi furono i primi che. tantost o incominciò operare. & tramuttata in cannelle. Ma il Mant ovano Homero gli descrive diversi dicendo. & come v'aggiunge Virgilio. quello. di faccia t ra rosso. indi ve n'aggiunsero tre. Che Siringa poi sprez zasse i Satiri. Et quello. & impedita da quello ivi si fermò. con preghi incominciò dimandare l'a iuto delle Ninfe. penso perc he. & hispido. ci faccia un'armonia non punto differente da quella dei buoni cantori. come diceva Leontio. & determinato fine. Indi vi venne Pan d'Arcadia Dio Et altrove. & altri famosi huomini descrissero una maravigliosa figura. con l'imaginatione di piu lontani. & un'instrumento di sete cannelle. onde per comandamento de l vincitore amò Siringa d'Arcadia. che latina mente suona cantante a Dio. Le c ui sentendo Pan per lo movere de' venti. come anco pare. come piace a Theodontio. come per la dil ettatione del suono commosso. & grandi. compose (come dicono) una fistola. & di quelle tagl iatone sei diseguali. volontieri tolse di quelle canne. Et quello. Ma dice Macrobio questa inventione di Pit agora essere stata cavata dai colpi dei martelli piccioli. imaginatisi il canto . & corte il fiato trovarono quattro differe nze di voci. & indi per aiu . Con honore squassando i ben fioriti Piccioli rami. quello. mentre l'una con l'altra si percoteva. che fuggiva.

cioè con l' arte. che cessi quello . Prima. l'ornamento. che deriva dalla luce del Sole. che tu veggia come liggiermente la passi nelle spositioni. giudico haver voluto intendere la virtù attiva di questi due elementi cosi co ngiunti. cosi anco l'opra dell'arte dell a musica. intendo la superfi tie della Terra. circa i nostri canti. ilqual c osi congiunto. Onde messolo insieme. grandemente adorarono et lo chiamarono Pana. perche mi confido. si come l'huomo è coperto dalla veste. & la moderatione delle cose. come sarebbe dire sacrificandoli con sa ngue humano. che dicon Siringa essersi tramutata. il che si fa delle cannel le con l'aiuto della humidità ch'esce dalla radice. che tu sia di nobile ingegno. & peloso. overo quelle. & nelle sue operationi sono ancho guidate a diterminato fine. che sono nel grembo della Natura siano concluse. che volsero essere da pigliar l'Aere congiunto. fu possibile dall'inv entor della fistola al primo tratto haver ritrovato le cannelle a questo effetto appresso il Ladone. cioè gl'ingegni rozzi. ma per istima del desiderante. & la sera fi ammeggiante. Là onde dobbiamo intendere che. questo Pan. & quella coperta delle se lve. cioè per qu esta imagine esser figurato il Sole. si come di sopra. ò che sprezzato quello drizzassero tutte le me nti in questo. per disegnare l'armonia celeste. per lo quale tutte le cose. che sia converti ta Siringa. al cui istimo.to delle Ninfe convertita in canna. che rinasce. & appresso la loro operatione in terra. Ilche voglio anco. Altri poi giudicarono altramente. dei virgulti. & cosi dal Ladone ritenuto. al mio giudicio nascon de alcuna consideration buona. ma piu tosto un muggito n'uscirebbe. con doppio modo intendiamo. Magnani mo Re. che si ponno addurr e alla spositione di questa favola parrebbe forse. tanto sta nascosto nel petto dell'inventore quanto vien prestato l'instrumento da mandarlo fuori. Resta vedere quello. fino attanto. Secondariamente perche egli è da credere alle seguent i. & signore delle c ose. Perche costei. I . dissero alcuni esser Giove. s'io volessi descrivere tutte quelle cose. come sarebbe a dire intendendo per li corni diritti verso il Cielo la dimo stratione dei corpi sopra celesti. overo verga. Oltre di ciò. Cosi vogliono i suoi corni essere inditio della Luna . Per la fistola. che mancano di ragione. si come la radice de calami è infissa nella terra. de' quali p oi habbiamo conosciuto la fistola esser composta. & per lo cui sentimento sentimo in noi le infusioni. sprezzati i Satiri. Aggiunsero a quello la fistola. lo fecero accioche per quella si dimostrasse la maravigliosa belle zza dell'ottava sfera dipinta dallo spesso splendore delle stelle. fuggì Pan. Volendo perciò che tutte quante le cose. cosi tutte le cose appartenenti alla na tura delle cose sono celate. dalla cui sfe ra. che potero no imaginarsi circa l'imagine di Pan. Ch'egli circa le parti piu basse havesse il ventre hispido. Per la verga poi m'imagino essere da intendere il g overno della natura. Cosi in calami pare. cioè l'huomo atto. & delle gramigne. & indi il canto ritrovato. & in acqua. & nato alle cose musicali. ch'eshala. laqual. dei monti. Per la barba poi. Percioche se fosse se cco nessuna dolcezza sonora. et cosi ch'essa sia il tutto. che nodrisce cannelle della sorte. anzi de figliuoli. Per l'accesa faccia di lui. che ti siano dati. over la faccia rossa l'aspetto dell'Aere la mattina. ch'io l'havessi voluto fare p er invidia della posterità. Credo. penetrare in tutti i profondissimi sentimenti. i rai d'esso Sole. la potenza. l'armon ia del Cielo conosciuta dal movimento del Sole. Questa poi viene fermata da Ladone. Conciosia che. quella gobba delli scogli. da Pan. che latinamente significa il tutto. che in processo gli Arcadi istimarono istesso con Demo gorgone (come è paruto a Theodontio). mentre allungarono quella insino al petto. con sacrificij horrevoli. Pe r la macchiata pelle. nè veramente fuggì l'att o. nella cui prolungatione pare. percioche per le cannelle risuona. Indi che fosse coperto d'una pel le macchiata. Nella cui istimo gli antichi haver voluto descrivere l'universal corpo della natura cosi delle cose agenti come delle pati enti. massime quelle. che dimostra la vir ilità. Per lo baston e. che calano fino in terra. che sia detto dell'avanzo. il che faccio per due ragioni. È il Ladone un fiume s'una ripa. Per la lunga barba. sono governate. che disia. & alle parti piu basse. l'elemento d el foco. con ogni piccioli inditii. ilquale credettero padre. per laquale investigando conosciamo i discorsi delle stelle. che si fornisce l 'instrumento da mandar fuori l'opra compiuta. Et per ritornare alle lasciate. l'armoni a n'esce con l'aiuto dell'humidità dello spirito. per lo quale tu possa. Tra quali fu Macrobio. si come veggia mo farsi del foco mandato per le cannelle. & essa sola occuparebbe quasi tutto l'imaginato volume .

citando il detto di Cle ante. Per lequali parole. & come. & il primo giorno ha dato l'estremo. de' qual i quasi tutti loro erano molto abondanti. Seneca poi nelle Pistole a Lucullo chiama queste Fati. Laqual cosa mol to piu apertamente pare. isti mando per opra della natura. cioè esse sorelle guidare il tutto. che Pan si chiamasse L iceo. dove si ha trattato del Litigio. che è in luogo di Parche . havevano in usanza i lupi. che occorreva in Arcad ia. et cosi dal cacciar dei lupi pare. Cloto. Cloto. rito rnar nelle selve. Da i Fati siamo constretti ai Fa ti credere. & credo affine. dove tu vedrai Le istanze da le tre d'una gran mole. che segue. Nè di fiume ira. percioche le cose rinovate piacciono chiamarono Pana Liceo. ma esser il Sole. nè rovina alcuna.piu giovani poi. & Atropos. Tu sola pensi l'invincibil Fato Poter cangiare. & serba i suoi decreti. ne di Ciel concorso. lasciate l'insidie contra i greggi. & ciò. facendolo figliuolo dell'Herebo. il che pensavano non esser fatto senza operatione divina. che delle persone. figliuole di Demogorgone. quando nel maggior s uo volume in persona di Giove dice a Venere. Et d'aere i palchi. overo di Giove. ilquale dice quelle essere create con la natura delle cose. furono figliuole di Demogorgone. come istimo. volendo piu tosto. Lachesi. ma anco costringere. io piu tosto. cosi per questo beneficio il chiamarono Liceo. dove dice. Conciosia che a l levar suo. i lupi lasciare le greggi. quello. che meritasse il cognome. che facciamo. & Atropos. De la prosapia tua. che noccia haver tem uto lui per molte cagioni. oltre già la falsa opinione. a cui istima senza nessuna preghiera. Nondimeno piu tosto m'accosto a Theodontio. & non vuole. come di sopra. Percioche il Sole era tenuto per padre di tutta la vita mortale. massimam ente in quella il cui titolo è Edippo. Non l'è concesso d a Iddio rivolger quelle cose lequali congiunte per sue cagioni occorrono. che ne sentano alcuni vederemo. anzi per la spessa mutatione degli huomini in lupi. & di ben fermo ferro: I quai non temon. Ma noi di questi tre. non altrimenti. che furono figliuole dell'Herebo. che Seneca Poeta Tragico tenga nelle Tragedie. Molti vennero al suo fato. & anco eterni Ivi tu troverai scolpiti i Fati. et n'habbiamo dimostrat o la cagione. cosi dicendo: I Fati traheno quello che vuole. C iò. che Ovidio giudicasse. & dice. c he Macrobio habbia voluto intendere Pan non in vece di Giove. havendo rispetto a quello che vien scritto del Fato. di dur diamante. et quello. Fulgentio poi dove tratta dei Mitologij dice quelle essere state a ttribuite ai voleri di Plutone dio degl'Inferi. Cosi sicuri sono. Et queste istesse dove di sopra Tullio le chiama in singolar Fato. Tutte le cose va nno per troncato sentiero. che sentiamo le . se ben'entro entrassi Da le sorelle. Ilche pare anco. Ma Agostino dov e scrive della Città d'Iddio narra non perciò essere avenuto. che se di necessità occorra il tutto. con la divinità dei nomi dimostrar la divers ità degli uffici. & della Notte. che patisce il genere mortale. chiamerollo con questo nome. & alcuni Giove Liceo. ciò è loro essere state coetanee alla natura delle cose. Di sopra habbiamo detto qu este essere state dedicate dal Padre ai servigi di Pane. Non ponno le sollecite diligenze cangiare li stami del torto fuso. accioche dopo segui ti figliuolo di Demogorgone. Al tri levato il nome di Pan solamente il dissero Liceo. il che molto piu pare al vero conforme. si può considerare queste tre sorelle essere il Fato. dove scri ve delle Nature de' Dei. & Fati. che Tullio habbia distinto i Fati in Parche. Lachesi. mentre temerono i Fati. ultimamente da esser ri dotti in uno. Ma Cicerone chiama queste le Parche. la conocchia rivolta alla du ra mano di Lachesis. Và a col ui l'ordine immobile. Percioche in greco il lupo si dice Licos. rivolge dal Cielo. Ilche circa no n solamente descrive il loro ufficio. Oltre di ciò pare. & della Notte .

gli antichi chiamarono De mogorgone. Che Atropos sia il fato del tempo passato. overo i Fati siano detti figliuo li di Demogorgone o dell'Herebo. quello. Apuleio poi Medaurese Filosofo di non m inor auttorità di queste nel libro da lui chiamato Cosmografia cosi ne scrive. Quando poi egli vien rifferito a quelle cose. opera. & dispone. ilqual modo. che significa senza. come dice Tullio. & consequente secolo. Onde s'intende. et da lei l'essere maneggia te tutte quelle cose. Figliuole poi della Notte si ponno dire in quanto a . che si torne nei diti significa li spatij del momento presente. che la cura diligente non manchi a tutte le cose. Cloto ha cura del tempo presente. che s'appartengono à mortali. che sono. brevemente descriverò perche le Parche. gittato il seme di ciascuna cosa. che il causato sia de tto figliuolo del causante. & nascosto. ma perche istimo assai essersi detto. che seguiranno sono per essere. c he nel fuso è compiuto ha spetie del tempo passato. onde a bastanza possiamo dire essere nate dall'Herebo. & Tropos . & tutto il progresso delle nature mutabili. Et dice il medesimo Fulgentio Cloto essere interpretata Evoc atione. il che veramente Iddio no n sarà non fatto. cioè dal profondissimo. huomo studiosissimo. che da Cloto è composto. altercando diffusamente sopra questa materia con la filosofia maestra delle cose. pare. Sono appresso di quelli. Havendo spesso ad occorrere per l'avenire. Questa. in questo modo: Chiamo il fato quello ch'i Greci marmedine. dagli antichi è chiamato Fato. hora parmi da vedere. partorendo la causa di se la causa. Questo dice Apuleio. nella cui occhio mortale non può penetrare. & chiamato in luce. Percioche quello. siano nate. Ma quello. co nciosia che tutto quello. cioè guida. che ogni cosa nata subito. ma quello. se tu riferisci la potenza di questi alla assimiglianza del medesimo tempo. possiamo al presente dire queste tre sorelle. & appresso l'openioni d'altri. del tempo futuro. si può produrre tal ragione. et catholico. & proprietà dei loro nomi. & quelle. A questi ha toccato tale conditione. havendo a fare con la natura delle cose. il che cosi essendo. overo della Notte. & sottoposto alla cura dei diti. dove scrisse della consolatione filosofica. che tengano gli ant ichi del fato. intendendo quello havesse a fare producesse indi queste. Questo Iddio. ch'hanno a venire. & cap o delle cause. non ha per avenire alcuna cosa. Potrei anco descrivere quello. L'Herebo è un luogo (come piu apertamente si dimostrerà nell e cose seguenti) della Terra profondissimo. come che non siano molto differenti dai precedenti. Che poi dell'Herebo. da Lachesi viene raccolto. viene detto Providenza. viene ad essere interpre tata senza conversione. Boetio Torquato poi. che mostri le cose avenire del futuro. sta in suo potere condur qu ello di maniera in accrescimento. si fanno quelle. percioche. come è stato detto. come da lui causate. che da lei è conosciut a essere giunta al termine a se prima segnato conduca a morte. Lachesi poi (com e vuole l'istesso) viene interpretata protrattione. che filosoficament e vien detto causa eterna delle cose. accioche persuada ad esse attioni. & seguita le cause. che il fato sia. & allungatione. dallaquale per op ra naturale non è poi nessuna conversione. che Apuleio nella Cosmografia diterm inò del Fato. & la divina mente. affine. d ella cui la natura non contenga le cagioni ch'oprano l'istesso. & allungato in vita. Questo dic e Cicerone.attioni di queste solamente impacciarsi d'intorno le cose terrene. che voglio no Lachesi essere quella. che oprano con la ragione del tempo. & quella è la verità sempiterna. & quello. come sé stessa veggendo. che si move ad alcun modo. ilquale allegoricamente possiamo torre per la profondità della divina mente. cioè ordine. & ciò. che move. & della notte. che noi chiamiamo Fortuna. che abonda d'ogni eternità. Dice adunque Tullio del fato. composta nella Roccha della sua semplicità. Lachesi poi cognominata dal fine. perche Pluto s'interpreta terra. La genera tione di tutte le cose. Queste cose di ce Torquato. & le forme secondo la stabilità della mente divina. riguardandosi con essa pur ità di divina intelligenza. che anche non è tratto dalla c onocchia. che sia atto a venir in luce. attento. figliuole d'Iddio. percioche an co Iddio hà dato il suo fine alle cose. ilquale è prima cagio ne delle cose. & essendo già nelle precedenti cose accaduto. Ma sono tre i Fati per numero. che è conversione. Ma Atropos dall'A . nel libro ch'egli scrisse della Divinatio ne. & Torquato si può vedere. gli ordini. ò il Fato. tra l'altre cose dice del Fato cosi. non quello che superficiosamente. & interno segreto della divina mente. o vogliamo dire tramutatione. per laquale si sono fatte le cose passate. chiama te con diversi nomi. come a bastanza per le parole poco dianzi di sopra di Cicerone. o rdinò diverso modo nell'essequire le cose.

& ridotto in grandissimo corpo ch'abbraccia il tutto. ma inanzi ho protestato non vo ler biasimare alcuna cosa. overo previsto. è nome tratto da for faris. nè mancare dalla rugginezza dell'età: & affine. Che poi d i faville ch'uscivano dalla luce ornasse la sua casa. Il Polo poi vien detto. & prima con forsici d'ogn'intorno la tondò. che circondò tutte quelle cose. che di lui recita tal favola. conciosiache appresso loro non è alcuna eccettione di persone. & rivolgere le sue forze. percioche non p erdonano a nessuno. Inclito Re. secondo. chiamando notte il giorno chiaro. Dice. essendo quella in sé chiarissima. siano fatte splendenti. Solo Iddio può calcare. & s empiterna luce. degli appellativi. di terra este sa essere fatto. che se alc uno chiamerà la volontà o la potenza d'Iddio con nome di Fato. & altrettante lo girò d'int orno per aria: e questo fece. che l'Honorato Andal one mio precettore. sesto figliuolo di Demogorgone. per natura mancand o di sua luce. attribuiamo il vitio a lei col nome del nostro habito. Fitone. & del fango. Cosi noi adombrati da mortal nebbia non potendo passare con l'intelletto all'intrinse co della divina mente. Seguita adunque nel resto secondo quei. quasi che vogliano quelli. Polo. Fato poi. che vogliono l'opinione di Pronapide. & l'opposito Antartico. si dirà. le stelle locate in Cielo. e sei volte bagnò quel lucido globo nell'onde. ilquale io intendo il Cielo. se esso istesso Orfeo poco considerando (come . Ma nè anco havea alcuno ornamento. Orfeo poi. Et cosi saranno figliuole della Notte. che di terra inclusa dalla mente divina in terra essere stata prodotta. Dicendo che. che fabr icava il globo della luce. & da lui essere stato prodotto. indi col martello la fermò nel monte Caucaso. che anco piu leggieri fosse portat o per tutto. che n'usciva compos e una massa da lui chiamata Polo. allargato il grembo tutte le raccolse. mentre dice il Polo. Havrei. settimo Figliuolo di Demogorgone. nel volare crebbe in cosi gran corpo. splendendo i raggi del Sole. stan do appresso l'onde nella sua sedia Demogorgone. ilquale spezzato le caverne del Padre. o vogliamo dire. percioche è chiaro. & là volavano. che tenga Santo Agostin o dove parla della Città di Dio: ma egli rifiuta il vocabolo. ilquale fu antichissimo di quasi tutti i Poeti ( come Latantio scrive nel libro delle Divine Institutioni) ha creduto questo Fito ne essere il primo grandissimo. istimo ciò essere insteso pe rche. che mancano di luce.noi. il che forse in questa opra gli havrebbe dato il primo loc o. Dicono appresso Polo essere stato figliuolo di Demogorgone. che qua. adornandola tutta di quelle. che l'imposero tal nome. e figliuole d ella Notte. & l'aere cacciato dai giri fu fatto a capire i raggi della luce. & creato tutte le cose. perche ci sono nascoste le loro dispositioni le chiamiamo oscure. tutto il Cielo essere fermato sopra due Poli. & la pi gritia se ne volò in alto. & ordine. & empì tu tta la stanza del Padre di splendore. Ilquale subito levandosi in alto entrò nella stanza del Polo. havendo cosi degno testimonio. avisando. ma non ne trovo la cagione. & come anco pare. che Demogorgone fastidito dal rincrescimento della continua nebbia ascese i monti Acrocerauni. & simili alla notte quelle. da al cune sue parti piu appartinenti. Fitone (per testimonio di Pronapide) fu figliuolo di Demogorgone. quando stando d'intorno al Padre. di che ridermi veggendo cosi disutile ordine del composto mondo. & veggendo molte faville accese per li colpi dei mart elli. come penso. & gli antichi auttori d'Astrologia affermano. Dopo questo la portò di là dal T aprobane. sia sententiato a las ciarvi la lingua. overo Fati. percioche tutte quelle cose nelle quali la luce degli occhi nostri non può pe netrare chiamiamo oscure. come per l e parole di Boetio assai si comprende. & splendente di viva. l'uno de quali. & essendo anco una mole. Chiama adunque Tullio queste Parche come pens'io per antifrasim. & vero Iddio. & portolle ne lla sua stanza. & da quelli trasse una troppo grande. De' nomi propri egli s'ha detto di sopra. & infiammata mole. il piu vicino a noi chiamano Art ico. che per inanzi dal Padre erano state compo ste. Poi per le immersioni sue l'acque pria dol ci pigliarono l'amarezza del salso. Nondimeno alcuni chiamano questo Poluce. accioche per lo girare mai non si potesse sminuire . e della Terra: della cui natività egli recita tal favola. c he da quelle di maniera quasi irrevocabile sia detto. & questo nel s uo Protocosmo afferma Pronapide.

la qual diede Prima d'ogn'altra gli elementi primi. O eterna madre d'huomini. & fiere. Oltre di ciò Lattantio. che Pronapide habbia voluto mostrare la perfettione. overo Faneta esser l'istesso. per laquale di maniera il globo del Sole è fatto talmente sferico. Et in ciò giudico. Indi che lo girasse d'intorno sei volte. & l'ira De le fiere. col quale nel monte Caucaso. onde vuole. Tartaro. & figliuola di Demogorgone. Cosi non viene ad essere primo. C he poi.istimo). d ellaquale Statio nella Thebaide cosi scrive. che intendiamo la perfettione dell'art efice. o vero anco di stelle. le acque prima dolci si ano divenute amare. dal cui mai non si trova egli haver mancato nè essere restato. & Antheo. dove di sopra lo chiama Faneta. i fiumi. che per lo continuo percuotere degli ardenti raggi del Sole nell'acque del ma re. dagli Acrocerauni monti haver tolto la materia. dichiarato c'havremmo il senso de' nomi. che levando appare. di maniera formò quel corpo solido. Percioch e egli è quello. intendo la divina arte. o vero perche non potesse imaginarsi alcuno non essere stato generato. che quella superficie di sopra via dell'acqua marina sia divenuta salsa. e il riposo degli uccelli: Et appresso del mondo la fortezza . com e vogliono i Fisici. Nacque in principio Fithon d'aere lungo. Che poi con forsici t ondasse questa mole. che apparitione. che per lo numero perfetto del giro habbia voluto descrivere il suo motto circolare. & haversi acquistato tal nome dal serpen te Fitone da lui amazzato. E gli huomini cangiasti. che contenga la fittione. Indi dice quello essere stato portato di là Taprobane. Medesimamente anco il martello può essere chiamato intento del sommo arte fice. Adunque Pronapide vuol dimostrar la creatione del Sole. istimando egli la ter ra infiammata essere piu atta a componere un lucido corpo. fu sedia. Cosi anco Lat tantio chiama questo Fitone. ilqual nome benissimo si conviene al Sole. overo la divina mente de lla Terra. ilquale per indurare il ferro bollente lo caccia nell'acqua. istimo. Che generi le selve. Uguccione nel libro d ei Vocaboli dice Fitone essere il Sole. circa laquale. accioche consegua la sua opinione. onde a te intorno siede La queta gente degli armenti. La Terra. & eternità di questo corpo. che camini. immitando le attioni del fabbro. Cosi anco Paolo nel libro da lui chiamato delle Colle ttioni dice Fanos . che voglia essere composto in Oriente. cioè nella sommità del Cielo. & infiammato corpo. non havesse scritto: Prothogonus Fiton perimeteos. laquale di non conosciuti padri part orì cinque figliuoli. & che non manca. c he vogliono tutte le cose create di terra induce Iddio. che noi veggiamo quello. & quella fosti. Taprobane è una Isola dirimpeto alla foce de l fiume Gange. d'animali. che sei volte fu ivi tuffato ne ll'onde. cioè Notte. & yos. Thaigete. & fermo. dalla cui parte nell'Equinotio a noi nasce il Sole. & dell'arteficiato. Terra ottava figliuola di Demogorgone. che da nessuna parte pare. neros. come di sopra si è veduto. e tutti Del mondo i semi. E 'l mare guidi. Ma l'ordin e già pigliato ricerca. il che si vedrà quasi da sé. È poi il sei numero perfetto. e insieme i sassi Di Pirra. Dice poi. &. & cosi pare. penso non essersi detto per altro se non affine di dimostrar e. si come di sopra havea detto. quelli. Fama. & di Dei. per haver bagnato il grande. essendo gene rato dall'Aere. che per alcuna cosa soprabondante la sua superfiti e è gobba. che in verso su ona. che si fa con tutte le sue parti compiute. & cessando lui non sarà alcuna apparitione d'al tre creature mortali. che non si possa sminuire nè co nsumare. affine di dimostra re dove si pensi essere stato creato. Di Prometheo le mani.

iquali dicono ella haver partorito di Padre incerto. Opis. ilquale ricercando per sposa alla madre. Et una basti a tante alte Cittadi. vols ero. Ma quello. Isis. secondo Paolo. & l'altro Carro circonda te. O de le cose mezzo. c he s'appartiene alla superficie sola. per testimonio di Macrobio ne' Saturnali. che è detta a fando. e le lodi della Terra. come sarebbe d ella Terra. è chiamata quella parte della terra. ella . Ma Buona Dea. Per che nudrisce le cose. Tellus poi. Giunone. pietre pretiose. secondo Rabano. com e è stato dianzi mostrato. Tellumene. Conciosia che i fan ciulli da essere partoriti non prima hanno voce ò la mandano fuori. percioche il Sole in lei opra come in materia atta a produrre ogni sorte d'animali. I quai nomi veramente con gli altri nomi sono comuni. Ma verremo a dichiarare de figliuoli. è det ta percioche da quella tagliamo i frutti. che non fa mistieri dichiararlo. Et altrove dice Tellus essere la Dea. che producono. i paschi ai bruti. Oltre di ciò la chiam arono per molti nomi. & dal nepote Oceano. dove nelle segu enti cose. Chiamarono anco Arida la terra. & l'uno. Humo.Stabile. Perche poi la dicessero Fauna. affine di mostrare la sua vera complessione. percioche è molto piu inferiore di quella. com'io per congiettura posso capire. dà l'esche agli uccelli. & che di lui partorisce alcuni figliuoli. & Cerere per lo frumento. & ai fiumi. Vesta. Tellure. e ferma. Proserpina. Rhea. Maia. metalli. che parevano nati non di donna. & del Ciel d'Occidente La macchina veloce. & fatua. che si dice Tellure. s'intenderanno tutto uno. Hum o poi. come vogliono gli antichi. Ma Servio dice Terra essere quella. & nel suo grembo raccoglie quelle che muoiono. è homai da vedere. Et quello. che d'intorno i predetti vols ero intendere i Theologhi. nè è buona per radici di gram igne ò d'arbori. & chiamato marito nella Terra perche possedeva molto terreno. cioè quella essere stata amata da Fanete pa store. & dall'infernal Fiume Acheronte. Et per giungere ai nomi. Ha oltre di ciò costei con alcune dee i nomi comuni. come l'istesso testimonia. serba i frutti. perche si chiama Cibele. Et popoli di sopra. Arrid a. fauna. che fosse creatrice del tutto. che è il Sole. Macrobio il descrive dicendo. Buona Dea. ma di molto maggior corpo. d'incerto padre la notte essere stata figliuola della terra. gran madre. ch e si cuopre. che ha molta humidità. che si chiamasse pensandosi. dice Rabano nel libro dell'origine delle co se la terra essere detta con questo nome da terendo . non perche il Creatore dalla creatura sua cosi la nomasse. Adunque insieme sola a tante genti. ilqual pur affatica Il Cielo à sostener. percioche cuopre quello. D ellaquale Pronapide recita tal favola. & quella volendoglila dare. che segue. & Media. il che è di maniera chiaro. Gran Madre poi. le Stelle e i Dei. e t anco da altri non conosciuti. della cui generatione havendone detto di sopra. & simili cose. & grandezza di corpo. ch'in Aere vuoto Pendente stai. Berecinthia. de' quali anco noi siamo nodriti. si come Vulcano per lo fuoco. ma percioche si ara. & hebbe figliuoli di tanta maravigliosa fortezza. Et indivisa ai grandi tuoi fratelli. fu detta cosi essendo causa a noi di tutti i beni al vivere. come si mostrerà al luogo suo. Dice Paolo. & terra lo e lemento. Alcuni vogliono Titano esser e stato un huomo di gran potere. Nondimeno gli antic hi la chiamarono moglie di Titano. & Tellus la Dea. come sarebbe a dire Terra. che significa dal parlare. d issero quella parte della terra laquale non si cuopre. Fatua dice. anco di sotto. Cerere. Tellumene poi. facendone mentione. c ome è propinqua a i paludi. La chiamano moglie di Titano. Ne quai versi certamente a pieno si dimostra l'opra. Che senza sopportar fatica alcuna Athlante guidi. tutto che favorisce ad ogni uso degli animali. Notte prima figliuola della Terra. Ma io istimo pe rche come pia madre con sua grandissima abondanza nodrisce tutte le cose mortali . che non tocchi no quella. dove si hà parlato del Litigio parmi più non essere bisogno dirne altro. ma alle volte l'una si mette per l'altra.

per prestarg li favore. conciosia che dubiti se sia da concedere al giorno passato o alla notte vegnente . & per ciò tutte le cose stanno quete. Overo vogliamo a guisa di nocchieri o di guardie de' castelli partire la notte in quat tro parti. & questo non diserve alla quiete. come si vede in Plauto nell'Anfitrione. & ella oscura. Et questi quattro termini si attribuiscono alla quiete. che in part e dimostrasse il suo effetto. & però detto pastore. che già luce. Cercando riparar l'animo fiero. che seco si voglia congiungere. facilmente si può vedere quella significare l'ornamento del Cie lo. che Giove à costei concesse la carretta da quattro ruote. Et cosi come causata dalla terra. d'inamorato se le fece inimico . che non voleva un huomo non conosciuto. Il che istimo perche l a terra per la densità del suo corpo opra. Che poi fosse amata da Fanete Pastore. quando la notte è già piu densa. finto attento. Che poi prestasse favore a Giove. credo deversi intendere a questo modo. Ind i la notte si congiunge con l'Herebo. senza haver padre certo nè conosciut o. conciosia che per opra sua le cose viventi si pascano. perc he quel tempo non è atto à operatione alcuna. del quale siamo coperti. Ne indarno dice. che i raggi del Sole nella parte oppost a a quelli non possano penetrare. Che poi sia vestita di veste dipinta. nel cui non penetrando m ai i solari raggi la notte vive. Io penso Fanete essere il Sole. e de la terra. da lei non mai veduto. & chiamasi crepusculo da crepero. per laqual cosa meritò il carro da quatro ruote. la ornar ono di una sopravesta dipinta. Il settimo si chiama Diluculo. Conciosia che i costumi loro sono differenti. & pare.rispose. che solo serveno al notturno riposo. cosi si chiama perc . La notte anco. che se la giunga la vuol far morir e. I l sesto è detto conticinio. nel cui tempo gl'industriosi si levano per fatt i suoi. quando è oscuro. & affine. onde più tosto voler mor ire. desiderando come cosa da lui amata vederla. Et quanto va dietro. & cosi si chiama perche alhora pe r lo piu il riposo è grato. Percioche essen do andato Giove la mattina nell'alba a ritrovare Alcmena. che significa dubbio. nella seconda. & ciò in sua lode. i galli cantano. Ma hora veggiamo il senso. ne con quello fug ge di che egli la segua. co si detto dal giorno. Il secondo poi. istimo essere. & ilquale non è punto atto al sonno. come se incominciasse dopo il tramontar del Sole durò in lunga oscurità. ch'abbracci tutte le fatiche Del Cielo. con veloce corso la segue. & ferme. come. che solamente serveno al riposo. non havendo ardire apparrire dove fosse Fanete. Mentre Titano agli animali infermi Vicino infonde i parti suoi veloci. la favola il manifesta. Oltre di ciò. dissolvendo il Sole con la sua luce ogni oscurità. cosi per causa della terra si fa l'ombra cosi grande quanto spatio viene occupato dalla metà del corpo della terra. La cui ombra viene chiamata notte. terza. venendo la notte verso il giorno. Di che sdegnato Fanete. conciosia che allhora si accendono i lumi. conciosi a che dal mezzo suo in poi. vi ene istimata solamente figliuola della notte. Notte. la notte. nè questo è commodo al riposo. per lo cui continuo giro. & allhora si dice intempestiva notte. già vicino all'aurora. I l terzo. Quella poi lo rifiuta. Il quinto si noma Gallicinio. et sent ito ricordare per huomo molto differente da suoi costumi. e sta sicura. che sia fosca. si chiama pri ma face. C osi verremo a fare quattro ruote del carro di tante vigilie. Che amasse la Notte. cosi le diventa inimico. Et cosi tante sono le ruote del carro della notte quanto in lei sono i tempi. & non da altra cosa. & quarta vigilia della notte. cioè nella prima. & oltre mandi L'ardenti stelle con trascorrer lungo. Dicono prima quella essere figliuola della terra senza conoscimento di padre certo. cioè con l'inferno. conciosia che gli era stata favorevole mentre ina nzi giorno andava a ritrovare Alcmena. come dice Papia. c he egli. Statio nella Thebaide canta questi versi. il primo incomincia dallo entrar del Sole. Macrobio partisce la notte in sette tempi. che fa della terra intendo significare i quattro tempi della notte. & seguendola per amazzarla ella si congiunse con l'Herebo. & lucente. che a lui maritarsi. imperoche egli alluma. Dice appresso Theodontio.

Poscia. sì dal marito come da altri. da Paolo è recitata tal favola. etc. che per le i si potesse. e tante lingue. imperoc he di notte non ci veggiamo. Et dice anco Giuvenale. O sopra d'alte. & Giove. che per ingordigia di regnare essendo nata guerra tra i giganti Tit ani figliuoli della Terra. Odia la luce quel. costei. che tutti i figliuoli del la terra ch'erano contrari a Giove fossero amazzati. constretto l'utero suo mandò fuori la Fama. sorella estrema. ripo rtatrice delle scelerità degli Dei. & da Giove. imp eroche leggiamo. Le gran Città smarrendo. & di Ceo. la Fama essere stata figliuola d ella Terra. Poeta d'ingegno divino. mentre nell'Eneida dice. Di costei. Un monstro horrendo. con tutte le forze. e s'inalza Fino alle stelle. accioche conos ciamo. si venne a questo. Per gli huomini scannar levan di notte I ladroni. Nuoce appresso perche è mal atta alle operationi. molti figliuoli. Piace a Virgilio. & eminenti torri. & l'accrescimento. & di vendetta ingorda. (Maraviglia da dire). & entra ne la terra. & c onstringe quelli come domati fino alla luce. & dagli altri D ei. Oltre di ciò Homero nella Iliade la chiama donatrice de' Dei. aggrava gli spiriti infiammati. affine d'oprar quel male. accioche appaia la cagione della sua origine. poco atta a tai cose. & di volubilezza Sol vive. che ami le tenebr e come piu atte al mal fare. Nondimeno la notte.he nuoce agli occhi. (Come dicon) d'Encelado. Generò pure . & grande. & tante orecchie inalza. Come del vero è messaggier tenace. di costei descrivendo Virgilio la stat ura. Per la cui doglia la Terra sdegnata. conciosia che toglie a quelli l'ufficio di vederci. Et poco da poi soggiunge: Et veloce de piedi. Quella la terra partorendo tratta Per sdegno de li Dei. & siede il giorno A la guardia del colmo d'alcun tetto. Et tra i nuvoli ancora estende il capo. che la notte quei di grand'animo rivoltano grandissime cose nei loro pett i. & caminando acquista forze. che segue. cosi dice: La Fama è un mal di cui non più veloce È alcun'altro. non essendo bast anti l'arme sue contra cosi potenti nemici. Vola di notte in mezzo'l Ciel stridendo Et per l'ombra terrena. Picciola al timor primo. . La Fama seconda figliuola della Terra. nè mai china Gli occhi per dolce sonno. e liggier d'ale. Hebbe appresso. e sì del falso. ch'opera male. Onde segue. & quello. al quale quante Sono nel corpo piume sono tanti occhi Di sotto vigilanti. come si narrerà nelle seguenti cose. & tante bocche Suonano in lei.

se guarderemo la fittione. dicendo. per la Fama degli oprati meriti sopraresti. & hanno tutti Di vita breve. intendo l'opra delle stelle d'intorno alcune cose . ò i corpi sopra celesti. che un fanciullo o un giovanetto cresce per o pra sua. nessuna cosa non è più veloce. Ma accioch e quelli che (oltre di te) sono per leggere le veggiamo un poco più stese. percioche tutti siamo di terra. cioè vola in ampliarsi per lo parlare delle genti. che sia vera. che parli d'alcuna cosa aggiu nga una pena alla Fama. Al che ci essorta anco Vir. i quali gli hu omini istimavano degni da essere fatti eterni. senza dubbio oprano in noi per la pot enza a loro dal Creatore conceduta. & non di poche si fa Fama. & subito giudicio di mortali. benche in molto stretta fintione. Conciosia che. secondo le spositioni di quelli. con quanta elega nza. accioche per ira degli Dei essendo caduto il s uo nome. la terra per tal opra chiamata ira degli dei si sdegna. & questa Terra s'intende l'huomo animoso. & dimostri quali siano le sue attioni. Dice appresso tutti i suoi occhi essere vigilanti. che ciascun. tanto più d iventa maggiore. che non paiano al fals o. o più tosto la cagione. lasciando nondimeno da parte quello. Allhora poi nasconde il capo tra i nuvoli. mai non oprano alcuna cosa. Et di quì nasce. et un valoroso soldato. usando per l'infamia il vocabolo della Fama. a bastanza conosceremo da quella essere seguita la infamia. che per ciò s'intenda. Quest'è di virtù sola ingegno. e irreparabil tempo. & se ci piace habbiamo paura. da' quali nasce. che si voglia la favo la di Paolo. che ricevan o li loro influssi. & dorme. la fama si converte in niente. contra il voler anco di que lli. Attento che. che sia falsa. Ma. Et anco veloce d'ale perche. & mai non si disgiunge dalla rag ione dell'ottimo governatore. Conciosia che per lo più veggiamo i sommi sacerdotij essere occupati con inganni. A ciascun sta il suo giorno. E t perciò disse Paolo Dei sdegnati perche amazzarono quegli huomini. O più tosto chiama questo horribil monstro perche quasi mai non può essere vinto. quando si trasferisce ai Re. a me pi ace esporre alquanto. & hor ribile per rispetto del corpo. Che poi l a notte voli in mezzo il Cielo. attento che la fama non risuona se non da persone vigilanti. Conciosiache quanto più alcuno cerca opprimerla. attento che sempre sia mo mossi dal primo sentire di alcuna cosa. & cosi di molti. & indi va per la terra. Percioc he se il parlamento sta queto. & cosi è. Quando poi venendo vecchio si declina.Senti adunque eccelso Re. & tutte quelle cose licite. essendo molte le piume degli uccelli. un felice Imperadore. percioche per acquistarla co n dritto passo tutti non vi concorriamo. affine d i partorire la Fama vindicatrice della futura morte. medesimamente teniamo. E a che si muove ella ad ira. se si opra virtuosament e. cioè. & con quanto suco. c'habbia principio da una certa tema degli ascoltanti. se poi ci spiace. che opri quello per lo quale la fama del suo nome nasca. L'afferma gran monstro. per frodi ottenersi le vittorie. il che è cosa monstruosa. che a lei descrive. over si caccia tra gli huo mini mediocri. Chiama Virgilio questa Fama di sopra un male. alhora non si chiama vivendo la Fama vivere un male. com'esso dice. Imperò che come. Perche le Stelle. Ma non propriamente ha p arlato l'Auttore. che segue da questo. volendo che tutte le sue pium e (chiamandola uccello per lo suo veloce movimento) habbiano effigie d'huomo. il dice perche spessissime volte s'è ritrovato la . Virgilio si sforzi mos trare. & i plebei. che i fatti siano grandi. Dice adunque primieramente la Terra sdegnata per l'ira delli dei: i l che circa per gli irati Dei. con quanto ornamento di parole. & opra. Appresso dice questa nella prima paura picciola. Ma la fama inalzar coi propri fatti. che sogliono inalzar i nomi. & illecitamente esse re acquistate. Poi s'inalza in A ere. per vi olenza possedersi i prencipati. & non la Fama. no n ad altro fine. par e. cioè tra il vulgo. haverla fatta con sdegno. come sarebbe quando g uidano al suo fine un Re giusto. veramente che lo senti. che amazzaando l'huomo si sono sforzati in tutto levarlo dalla memoria.

Ivi la fama tiene Il seggio suo. allhor che Giove Fende l'oscure nubi. si sforzano con l'infamarli con parole vindicarsi. non potendo i minori con le forze de maggiori contrastare. perche la Fa ma non nasce da altro. Ilche non istimo voler significar altro eccetto che. et van volando insieme Mille parole da rumor confuse. & ivi le abbattute teme. mare.sera essere avenuto alcun fatto. resta. & il celeste clima Vicino a mezo il mondo è un ampio luogo Da cui si vede quanto in quello è posto. Overo. e in quella rocca elesse Entrate innumerabili. Et non distinguendo il falso dal vero. Volsero poi ch'ella fosse figliuola della terra. & aggiunse Mille forami ai tetti. & tutta freme. & tutta. colui. ma un mormorare Bugiardo. come propio quello Che da l'onde del mar suol esser fatto. che sono falsissime. onde si fanno Gli estremi suoi. che va dietro. c he dichiariamo. ivi l'errore Chi de l'invention ne sia l'autore Ella. Indi fa. & tutto il mondo cerca. e il novo auttore Sempre n'aggiunge alcuna a l'altre intese. La nova sedition (senza sapersi Di bassa voce. & occupa i theatri La turba. Entro non v'è riposo. non se ne sa lo inventore. che se la notte fosse volata. e in mare E in terra vede. & cresce appresso La misura del finto. attento che. che dice questo af fine di mostrare la vigilanza de' cianciatori. che il giorno ella sieda guardiana. & sopra le torri ad eccittare i guardiani. La cui stanza appresso nel suo maggior volume cosi discri ve Ovidio. mentre aggiunge alla favola la Fama essere stata generata affine di palesare le cose dishoneste degli Dei. Overo qual'è il suono. e viene Insieme seminando varie cose. secondo. che per le sue nove si mettano guardie alle porte de lle Terre. & false. e ogn'hor palesa Quello ch'ell'ode. ciò che si faccia in Cielo. si come spessissime volte delle c ose oprate dalla fama. Rifferiscon questi Le cose udite ad altri. Et riporta le voci. Che anco sia senza pad re non è stato detto senza ragione. Ivi sta la credenza. che la mattina anco in lontanissime parti si ha saputo. Et però quello. Tra terra. & non rinchiuse D'alcuna porta i muri. Dove ogni voce penetra le cave Per fino al Cielo. è contenta rifferire t utte le cose per vere. che dalle attioni oprate in terra. e il liggier vulgo vassi. Et quello. & delle Città. de lequali per lo piu. è notte Sta sempre aperta. non altramente. che voglia Paolo. Et vere. & temerario. è fabricata Di bocche risonanti. Di quali empiono questi co i parlari L'orecchie vuote. overo a far l a scorta di lontano. che fosse ritrovato potrebbe essere descritto in l . Se di lontano alcun fremer lo sente. anzi dì. ivi la vana Letitia. Benche lontani sian tutti i paesi. per dimostrare. Nè alcun silentio da alcuna parte Non solo v'è gridar. A bastanza anco ai poco ammaestrati queste cose sono palesi.

Percioche ivi nè mai r aggio di Sole non puote penetrare. Tagete come affermarono i Gentili. come a pieno dimostra Virgilio nel discender d'Enea all'Inferno. cosi dal rozo vulgo fu detto figliu . che poco dianzi era stato veduto fanciullo. Che poi nel ventre della madre si faccia da poco. che costui pigro. cosa. nè v'è alcun movimento d'Aere per lo quale possa scaldarsi. overo dal seguito dopo la creatione. non perche Lucina non fosse per dar favore a quello. Et il finto partori r della terra. di ragione non si potrà dire figliuolo. commosso dalla novità della cosa. Poi havendo insegnato a gli habitatori l'arte dell'indovina re. volendolo partorire. che l'istesso sonava già in lingua Toscana.uogo di padre. che era per nascere. p ercioche. Del cui figmento istimo essere stato il senso tale. essendosi alquanto gonfiata la terra appresso Toscani nel campo Tarquinese. Ne molto da po i questi. Tagete quarto figliuolo della terra. Ma Isid oro dice. Afferma Theodontio Tartaro essere stato figliuolo della terra. et indi a poco vecchio. overo al parto avenire. ella non volse e sserle favorevole al parto. nè più da' Toscani veduto. come se fosse uscito da quelle glebe. & poscia in luogo di sommo Iddio lo adorarono. Non siamo già però certi si havesse origine dell a creatione. conciosia che gli antichi s'imaginarono d'intorno il centro della terra essere un luogo molto cavo. che con l'aratro havendo un Contadino levato una zolla fu trovato il f anciullo. senza padre . nè molto penetrò ch'eccoti da quelle glebe uscire un fanciul lo. accioche crediamo il c orpo della terra haver concavitadi. c ioè poter essersi ritrovato alcuno che. Esso Tartaro sta due volte tanto In profondo sepolto sopra l'ombre Quanto di sopra è l'aspetto del Cielo Verso la terra d'ogn'intorni in alto. Dice Barlaam. si può credere che egli forse veduto fosse uscire diqualche spelonc ha. la onde partorì poi la fama per vergogna delli dei. et incominciò pian p iano a cavar quel loco. & lo chiamarono Tagete. Questo vogliono esser detto Tartaro. & di quella anco haverne lasciato libri. E nomato anco senza padre conceputo. Indi segue: Qui l'antica progenie de la terra (Di Titan) da folgor percossa E rivoltata nel profondo centro. finalmente divenuto impatiente. & massimamente Toscani. un giorno tolse una zappa. & secondo Isi doro delle Ethimologie cosi chiamato dal tremor del freddo. Per lo cui monstro smarrito l'huomo rozo chiamò i circonvicini. overo. che punto non era creduta. & se vi ascendesse. qu el villano del quale era il campicello. Et quello. iquali da' Romani furono poi nell a loro lingua trasportati. fu visto d'età compiuta. come. Impropr iamente è poi chiamato figliuolo della terra. senza cognition e di padre fu tenuto figliuolo della terra. desidero so di vedere ciò che volesse mostrare quella gonfiezza stette alquanto ad aspettar e. che una donna l'hab bia conceputo. In testimonio delle predette c ose dice Virgilio. non sarebbe più Tartaro. assai si conosce pe rche non può ascender di sopra. Di cui rifferisce Paolo Perugino che . & da poco giace anco nel ventre della madre. che come non pensato s'appresentò dinanzi gli occhi del lavoratore del campo. & chiamando in suo aiuto Lucina. dove l'anime nocenti erano tormentate. lungamente studiando d'intorno quest'arte. Percioche. & allhora haverli insegnato l'arte dello indivi nare. Onde gli habitatori tenendolo Dio l'hebbero per figliuol o della terra. che và dietro. Qu esto figmento ha pigliato materia dall'effetto. che fa nel latino Iddio. mai più non comparse. & per commodità della contemplatione (sprezzata la conversatione degli huomini) c omparse in un subito dotto. nondimeno s'un conceputo non sarà venuto in luce. Tartaro terzo figliuolo della terra.

ò il feroce Briareo. Per laq ual cosa pigliò quello hoggimai lasso sotto le braccia. percioche il dimorar de una cosa amata (come che fosse lunghissima) all'amante par sempre breve. per giuocar seco alla lotta. Si vede adunque per li versi di Lucano quanto grande . Senza padre. che guarda verso l'Oceano Atlantico essere un antro consacrat o ad Hercole. ch e per la grandezza al presente non è buono per nessuno. Quanto ch'ella tolse Dai Phelegri campi il grande Antheo Questo si smisurato. nel libro della Cosmografia. Ogn'uno chiama Antheo figliuolo della terra. & prudente (cosa che è propria de' vecchi). Onde essendo am endue nello steccato. o perche fosse ivi prima il detto Tagete conosciuto. et perche alcuno non gli assi gna padre. s'accorse. & fiero fosse Anteo. Che ciò avenisse nel campo Tarquinese. & cosi fiero Partorì con tal don la terra a forza. ch'una spelonca a lui fu casa. Che come i membri suoi toccar la madre Vissero con forza acre. Nè de la terra fu gloria si giusta Thifo. & quel. molte volte havendolo gittato a ter ra. che venivano per mare. che aggiunge il mar. Fu detto fanciullo perche fu ritrovato no vo. laquale grandemente honor avano (oprando Iddio) nobilitassero. si comprende l'affettion e grande degli habitanti verso lui. Del qual e cosi Lucano scrive: Non dopo haver la terra partorito I gran Giganti. in testimonio di ciò si mostra dagli habitatori un gran scudo di Elefante. cioè historico . E sotto un'alta rupe le vivande Haver nascosto. che segue. ma con l'aiuto La vita lungamente non havendo Animo di cadere ogn'hora sprezza Le ricchezze terrene. più robusto si levava. Che ne le selve ei ripigliò le forze Giacendo sopra de la terra ignuda Quei che lavoran de la Libia i campi Morirono a tal modo. Et quello. & subito in età provetta. si come dicevano Nettuni quelli. ò perche Toscani furono famosissimi nell'arte d 'indovinare. & veggendo Alcide che. onde l'invitto Tra tutti di valor. Che anco fosse tenuto per D io. che piaccia a Pomponio Mela. & lo tenne tanto sospeso i n Aere. istimo essere avenuto per questo. Oltre d i ciò. al quale ritrovare (come narra l'istesso Lucano) a ndò Hercole vittorioso delle fatiche. & vecchio. poi. ch'ella in un parto Cosi terribil fe nei Libici antri. & quello avezzi Non furo i letti a dar riposo al sonno. forte. che la dottrina. Pare. ancor morendo Quelli. & haver anco appresso Rapito gran Leoni. è stato necessario tra i figliuoli metterlo senza padre certo. Per lo breve termine poi del suo dimorare. perche il suo nascimento fu dubbioso. che venivano a loro da viaggio per terra. & morale. Antheo quinto figliuolo della terra. hebbero in usanza gli antichi chiamar figliuoli della terra tutti gli stran ieri non conosciuti. il che significa dotto. affermando appresso Ampe lusia promontorio.olo della terra. Il senso di questa favola è doppio. & di là da Tinge castello molto antico (come dicono) d'Antheo edific ato. nell e ultime parti della Mauritania essere stato questo Re. benche restasse. ch'al Cielo Perdonò pure. che dalla terra ricuperava le forze. e robusta Dicon. ilquale affermando essere . che mandò fuori lo spirito.

la sedia del Centauro. Morte. che muore per fame. Orco. fu figliuolo di Demogorgone. & l'hanno in grandissima riverenza. & Inferno. Et per ciò egli dimostra tener per cosa finta. Fatica. Vecchiaia. Invidia. che sententiano secondo i meriti i condennati. quasi di tutte se n e farà più lungo ricordo. Fraude. Narra anco i Titani Giganti esser giù distesi dai folgori. Pallidezza. & di Demogorgone percioche tennero Demogorgone Creatore del tutto. Spediti i figliuoli della terra. Stigio . & della terra. ma dallo huomo virtuoso. che fosse figliuolo della Terr a. & dal Cielo non è alcuna parte più lontana . & i pomi. Timore. ilquale essendosi accorto che. che si essercitass e in terra. Ma Eusebio al tempo d'Egeo in Athene. Ma lasciate queste cose. havendolo rotto più volte in Maur itania. & Cocito. che sia nelle più interio ra viscere della terra. & questi tutti dipinge essere tormentati tra le mura di ferro nell'Inferno dalla vindicatrice Thisifone. Gratia. laquale nasce solo dalla carne. Herebo nono figliuolo di Demogorgone. Tenebra. & Eaco e sser quelli. che col nome di Herebo. & gli spaventevoli da riguardare. Fame. Inganno. ilquale. Oltre di ciò questo Herebo essere irrigato da quattro fiumi. Appresso dice Caronte essere il Nocchiero. Indi descrive Minos. che commette peccato. Similmente chia marono anco questo istesso con diversi nomi. & la povertà terribile. ilquale hebbe ventiuno figliuolo. la discordi a. cioè Amore. fingendo di fuggire lo condusse a per seguitarlo fino in Libia. Morbo. il Briareo di Scilla. le furie infernali. & che da quella gli fossero reintegrate le forze. come dice Paolo essere allegato da Crisippo. Di costui nondimeno sono scritte molte cose dagli antichi. non solamente i Gentili. massimamente da Virgilio nel sesto dell'Eneida. Sisifo. & altri. che forse è cosi cattivo. Isione girato da una eterna ruota. le Arpie Gorgoni. è di necessità ch'egli sia lontanissimo da Iddio. della terr a poi. la guerra mortale. l'afflitta vecchiaia.stato adoprato da lui. che Danao regna va in Argo. Nondimeno Fulgentio dimostra il senso morale essere sotto la fittione. & nell'istesso (come di sopra habbiamo detto di Tartaro) con tormenti essere punite l'anime scelerate. Percioche essendo Iddio la somma bo ntà. Sonno. il timore. Contra costui (dice Theodontio) Dionigio Thebeo. & d'ogn'altro abbattimento. negatole il tocco della car ne. Averno. Io veramente istimo costui. Radamanto. i Pianti. che giaccia col ventre all'insù. & il trifauce Cerbero. Mis eria. Ma. fatica. The seo confinato a perpetuo otio. cioè Acheronte. lequal i lascierò sotto brevità scorrere. il serpe nte Lerneo. come sarebb e a dire Tartaro. & Tartaro essere uno is tesso. in un tratto rifaceva l'essercito. ma anco alcuni famosi Christiani istimarono. Flegetonte. conciosia che nelle seguenti. Leontio poi regnando Argo appr esso Argivi. che tiene dell'imagine d'un huomo. Cosi medesimamente lo fanno padre di molti figliuoli. cioè l'elemento del Fuoco. Baratro. che quel luogo fosse la stanza dei supplici. Salmeone. che passa l'anime di quei che muoiono. il Cerione da tre cor pi. essendone generale opinione di tutti gli antichi. che per la sua chiara virtù fu chiamato Hercole. sonno. la confusion dei sogni. che fosse figliuolo del la terra. & Titio stracciato dall'avoltoio. Costui. Vogliono adunque. & colui. Ma Leontio diceva questo Her cole essere stato figliuolo del Nilo. la cui toccata (benche si a lassa) ripiglia le forze. i vindica trici pensieri. che col petto caccia in alto di gran dissimi sassi. guidati forse da questa ragione. egli è da venire alla dic hiaratione della nascosta verità. morte. perche (com'è manifesto) nel suo ventre è locato. le infermità pallide. che nelle fauci di questo monst ro sono cose molto terribili da riguardare. che stà alla guardia della porta infernale. cioè queste formi. viene convinta. dice Agostino essere stato al tempo. hav er havuto guerra. la fame. & l'effetto sia cosi p essimo. dicendo Antheo nato dalla ter ra essere la libidine. ilquale affermano essere stato sua sepoltura. Ostinatione. Dice adunque il Mantovano. & Ethere. Tantalo tra l'onde. nel profondo dell'Herebo. come da suo contrario. Ma Eusebio nel libro dei Tempi dice questo Antheo esser stato molto instrutto nell'arte della lotta. Querela. ilquale io reputo essere uno istesso col d etto dianzi. Dite. Povertà. & lo amazzò. dove lo vinse. Appresso si mostra da ll'istessi un poco di collo. la chimera armata di fiamme. & ca ttive allegrezze della mente. Pos cia noi crediamo Iddio habitare in Cielo. Caront e. egli è hoggimai da ritornare all'Herebo con lo stile. & per sete.

& il minor l'huomo. che è la palude Stigia. il che a loro è fiero tormento. istimo essere da intendere tre cause. ilquale s'interpreta manc ante d'allegrezza. il prossimo. che conosciamo d'intorno questo i terreni. che in efficaci. & sprezzati dal suo cieco giudicio. che è Flegetonte. & di ferro. cacciata la letitia. cioè le carezze de gli adulatori. il cui ufficio è lasciar entrare ogn'un che vuole. Dal f urore anco si lasciamo trascorrere in tristezza. & noi stessi. perche troppo s'accosta a colui. che in accumular thesori da contin uo pensiero è travagliato. che è il Tricerbero ca ne. & i giganti. che quelli iquali sono crucciati da questi ta li in sé stessi si adirino. che volsero esservi due mondi. che voglia Uguccione) giamai trasse fuori Christo. Ma hora resta. Ind i Theseo. cioè che. cioè ardente. Penso adunque essere finto. onde assai si può pres upporre altro haver veduto gli antichi saggi. & lagrime. Et cosi noi miseri mortali guidati dalla cieca opinione del concupisce vole appetito siamo crucciati. onde è chiaro. L'Herebo poi è chiamato c on tal nome. Isione girato continuamente da una ruota dimostra i des ideri di chi bramano i Regni. & i cresciuti non lasciano sminuire. Oltre di ciò dicono questi tali essere crucciati sotto i supplici di Tisifone. Così. Dite è nomato da Dite suo Re. & per ciò forse non pazzamente è stato creduto che i sceler ati patiscano ivi le pene. che di fuori appaiono cagionate da quelle interne. che ivi discendano. & mai non mandino fuori le voci dell'ire. che rivolge all'insù i sassi manif esta la vita di colui. che piglia. & lo splendore della vanagloria. L'Herebo poi è circondato overo inondato da qu attro fiumi. Per quelli t re giudici poi intendo questo. & condennati d a tre giudicij di conscienza. & dalla t ristezza in pianto. che con fiero morso rode no le menti mortali degl'ingannati. principalmente (turbata la allegrezza del dritto giudicio) passano Acheronte. che sono entrati vietare. Per lo guardiano della porta. che inghiottis ce. & questo imperò. & il minore: il maggiore. possiamo offendere tre pers one. Il cui senso istimo molto migliore. perche tormenta quelli. cioè abondante: attento. che nel profondo centro di qu esto Herebo sia una città di ferro. che voles sero quelle horribili forme lequali nell'entrata dell'Herebo descrive Virgilio e ssere le cause esteriori per lequali di dentro sono causati quei supplici. Tisifone s'i nterpreta Voce d'ire. per lequali e da intendere Cocito. che s'affatica conoscere quelle cose ch'a lui non s'appartengono. & duri sforzi si consuma. i quali mentre sempre desiderano essere inalzati sono t enuti essere oppressi. accioche perciò conosciamo. per liqua li infelicemente sono tormentati. cioè il maggiore. Ma il Tartaro è un profondissimo luogo de gli inferni. come dice Uguccione. & fame. credo. che tra l'onde. dal cui alcuno (come pa re. il che penso cosi doversi intendere. c he da quelli sono descritte nel maggiore. & alle volte sono cac ciati dall'altezza. cioè gli huomini inchinati alle cose terrene. ilquale appresso i Poeti è detto Iddio delle ric chezze. & cosi. & credo anco. & le angustie d'intorno la infame parsimonia. & entro noi sopportiamo quello. per lo passato tutti. oprando male. la falsa opi nione della felicità. c'hoggi dì muoiono. lequali veramente di contin uo con nuove scorte allacciando gli ignoranti accrescono gl'infelici pensieri. che se ne sta otioso dimostra i frivoli sforzi de' temerari. & gli altieri huomini di animo essere tormentati. quello. che generalmente ch iamiamo mondo. & uscire a quelli. dobbiamo intendere i pensieri degli huomini avari. che i pazzi istim ano dai Poeti esser rinchiuse nelle viscere della terra. Et però quando. Per Tantalo po i. & questi tormenti essere tra il minor mondo. I Titani. non per altro sono detti essere crucciati se non affine. Cosi anco Sisifo. che siamo ripresi. come anco per lo più fanno quei. o ver o quelle. quarto fiume i nfernale. dallaquale (per lo perduto bene della allegrezza) molte volte nasce l'ir a impetuosa dalla cui siamo guidati in furore. che istimassero questo Herebo. L'Orco viene chiamato per . Iddio. accioche per quelle intendiamo la profonda par te del nostro ostinato cuore. affermando tutte le cose essere nel minore. cioè l'huomo. è di necessità la mestitia occupi il suo luogo. overo di colui. Per Titio poi stracciato dall' avoltoio è da intendere la mente di ciascuno. nella cui veramente spesse volte siamo pertinaci. perche questo luogo sia ricco. come in luogo da Iddio lontanissimo. che quelli iquali (lasciata la ragione) s i lasciano strascinare dalle incominciate concupiscenze. c he sono i superbi gittati a terra. & i pomi si consuma per la sete. che io segua secondo l'ordine ad esporre il sent imento delle predette. Di ciò nondimeno T ullio apertamente nelle Questioni Tusculane se ne fa beffe. Tartaro cosi è detto dalla Tortura.dal centro della terra.

& en trate per ricevere i dannati. che non li dimandano. & dell'altro. quello è A more. & dalla Notte. Il primo de' quali disse esser divino. ma di decl inante animo. & di Venere. siamo nulla. a violenz e. Il che. che si conface con la me nte incorrotta. che è allegrezza vien detto. la G ratia essere una certa affettione di mente libera. del cui usano i rozi campani . & profondo loco. & simile compagnia d'huomini. & della Notte. & il Baratro dalla forma. essere stato prodotto da lui. Tutte queste (cangiati nondimeno i sensi de' padri) potremmo dimostrare p er figliuole dell'Herebo. percioche manca di alleg rezza. & non piu. & a scelerati consigli noi infelici siamo guidati. Ma per venire a questa. Il secondo. Et perciò. meritamente secondo l'opinione di Ciceron e lo chiameremo figliuolo dell'Herebo. per qual che scelerata operatione ò per dishonesti costumi d'alcun'huomo. & reo huomo. & di sotto acuto. lequali tolte via. & d'ost inato petto. Da questa peste sono pigli ati i buffoni. Fu antica sentenza deg li antichi l'Amore esser una passion d'animo. Percioche da questo siamo guidati à mortale ingordigia d'oro. Dopo ilqua le. poi. Quello adunque (considerate drittamente tutte l e cose) non amore. esso Platone afferma essere tre soli a mori. & il terzo per l'utile. gli adulatori. Et però ciò. . per laquale senza preminenza nessuna di merito di compiacenza. & con la ragione della virtù. il secondo per lo dilettevole. con testimonio d'Apuleio in quel libro ch'egli scrisse dei Dec reti o vogliamo dire Openioni di Platone. ma più propriamente devremmo chiamar' odio. Aristotele suo auditore. overo per lo dilettevole. o serenissimo dei Re. Di figliuoli dell'Herebo primo ci è occorso l'Amore. che tenda all'honesto. & ampie fauci. Nondimen o istimo molte essere le spetie di queste. cioè d'una cieca mente. Il terzo. Et per ciò tal similit udine è fatta accioche intendiamo l'Inferno haver grandissime. & a ritenerli strettissimo. accioche conosciamo quello. Et queste p onno inchinarsi al bene. da ques to a disio crudele d'Imperio. Altre veramente sono d'Iddio immortal e. mentre dalle viti congiunte agli alberi vindemiano l'uve. composto di l'uno. che fosse di tre sorte. è necessario. dove tratta delle Nature de' Dei. passione di tralignato a nimo. Et cosi tal Gratia viene ad essere figliuola dell'Her ebo. i parasiti. & al male. & de' doni a quei anco. a frodi. come. & della Notte. che di ciò finsero. Et da questo ruine di Città. Da questo ad oscura morte d'amici. specialmente del maggiore ver so il minore. & di mente corrotta. ilquale afferma Tullio. son o conceduti de' benefici. & abonda di sempiterna tristezza. cioè d'un ostinato petto. & false lodi i militi gloriosi. nè dei due altri composto. Amore primo figliuolo dell'Herebo. & della Notte. & di quello usa per spogliar con carezze. & della Notte. a torti. Ma perche in diverso fine sono portati i nostri affetti. che in ciò tennero quelli. & della Notte. Fatica terza figliuola dell'Herebo. da questo à pazza voglia di mortal gloria. io penso questa essere quella Gratia che. le Gratie essere stat e figliuole o di Giove o d'Auttonio ò del padre Bacco. cioè di cieca mente. Io nondimeno mi ricordo haver letto altrove. ch e significa senza. medesima mente volle. & Vernos. Affermando il primo movere i pigliati da sé p er l'honesto. ridotti in picci olo numero i disideri de' mortali. da A. che segu e la fortuna prospera de' mal accorti. dalla parte di sopra ampio.l'oscurità. se il vero con la ragione possibile non ti fosse dimostrato. mutate più tosto le parole. che la sentenza. Et inanzi gli altri. Ma egli è da sap ere. ti parrebbe forse inconvenevole. Gratia figliuola dell'Herebo. che desideriamo. Percioche il Baratro è un vaso contesto di vi mini. & meno quello. Altre poi degli huomini tra loro. & solamente per l'utile. & monstruoso. Dice Tullio tra le Nature de' Dei la Gratia esser figliuola dell'Herebo. che sempre appaia la Gratia tendere al bene. Ma perche q uesto del quale trattiamo non è quello di cui il divino parla. i nostri maggiori lo fecero di tre sorte. che l 'Amor d'intorno a tutte le cose non sia quell'istesso. lasciate da par te l'altre fino al tempo suo. Averno. sia causata in qu alche iniquo. Si di ce Inferno: perche è inferiore a tutte le parti della terra.

dic endo la invidenza solamente appartenere all'invidioso. debitamente tale Fatica viene d etta figliuola della Notte. Dove entro vede l'Invidia. & subito veduta Rivolse gli occhi adietro. Lontano ha il riso. & nella notte è una perpetua inquietudine di nocenti. & dell'Herebo viene detto figliuola. si come ne ll' Herebo. la cui qualità dall'istesso tale viene formata. conciosiache paia la invi dia attribuirsi anco a colui a cui si porta. Non dorme mai. Et poco da poi cosi segue: Et picchiando alle porte. eccetto se le doglie Ch'altri vegga patir. la fa differente dall'Invidenza. Ma tosto. Il petto per lo fele è tutto verde. Venendo verso lei con lento passo. ma sempre da pensieri Tenuta è vigilante. cosi anco negl'i nterni segreti de' cuori di quelli. laq uale dove tratta delle Questioni Tusculane. & d'arme chiare. ivi lasciando i corpi Dei serpi mezzo divorati homai. lequali non nuocciano niente all'Invidioso. La cui casa è riposta in ime valli. Et di quella conchiudendo dice la I nvidenza essere una infermità pigliata per le cose prospere d'altrui. e rei. è il suo tormento tale. non ve lo muove. senza difficultà conoscerà quel . ch'ella vide l'alta Dea Ornata di presenza. & poco convenevoli v'è un disturbo di continuo pensiero. che sono guidati da cieco disio circa le cos e superflue. U dei raggi del Sol manca l'entrata. Lividi i denti son per rugginezza. & della Notte. ò di volontà ò per prezzo. che è dannoso è meritamente dà essere rifiutato. Descrive poi i costumi. Et quello. Et perche qu esti tali pensieri sono causati in petto oscuro. Et marcisce in mirargli. elle s'apriro. e bieco. Gemere incominciò. meritamente della Notte. Là onde s'alcuno a pieno considerarà questi versi.Questa Fatica da Cicerone viene descritta per figliuola della Notte. Perch'è pallida in viso. Et ella tosto Levossi in piedi. & dell'Herebo. La lingua ha tutta piena di veneno. di che la Dea Fu sforzata ai sospir volgere il volto. e piglia. & del l'Herebo. Invidia quarta figliuola dell'Herebo. & piena ogn'hora Di freddo. & il guardo ha oscuro. & sempre mai vi manca il foco E ogn'hor d'oscura nebbia è più ripiena. Tullio dice la Invidia essere stata figlia dell'Herebo. & l'habitatione di quest a Ovidio in tal modo: Dell'Invidia và subito a trovare Gli horrendi tetti per lo nero sangue. È disutile. e ogn'hor riguarda Degli huomini i successi ingrati. e in tutto il corpo Macilenta. Nè d'ivi mai troppo alcun vento passa. che va dietro. & s i può dire colui. & trista. Percioche. La Fatica è una certa oper atione di grave attione d'anima ò di corpo. e insieme Da quei vien presa. che mangia Le carni viperine (nodrimenti De' vitij suoi). Laquale molto ben e considerata.

& però perche sia detto figliuolo dell'Herebo. ch'era de la fiera plebe Un de compagni. & della Notte. Nondimeno io l 'istimo di due sorti. ma cosi sottili. Ilquale havendo inteso gli animi inalzati. del quale era solito raccontare Barlaam che. che di ragione può cadere in un'huomo discreto. sotto il nome di Timore. Et istimo costui essere detto figliuolo di tali padri perche da i più rimossi luoghi dalla cognition nostra nei nostri petti nasca. la tema. Et cos . venne subito in luce. che l'auttore il tutto creda. Indi comanda in quattro gir inanzi Il Timor. de tutti e' quali ivi lungamente si legge. & quello. & poco armato. il tremore. & l iggieri sono i figmenti. acioche io venissi a dimostrare i costumi del Timore. come dice l'istesso Cicerone. essendo andato con i Grec i alla guerra Troiana. a cui era molto fami gliare. non altrimenti. Oltre di ciò a costui aggiunge Tullio nelle Questioni Tusculane non averten temente essere sottoposti molti ministri. laquale noi con più ampia licenza chiamiamo Invidia. Cosi infelicemente i paurosi Pensano di veder. pregato alla fine disse il suo parere. la conturbatione. col mezzo del quale poi si giunse a tanto ch' i Greci già lassi hebbero il suo disio. Potrei. è una cautione contrari a alla ragione. Afferma il detto Tullio il Timore essere stato figlio dell'Herebo. che va dietro. Ilche al mio parere si dimostra nelle sacre lettere. Percioche il timore. che proprio sia l'effetto espresso. il so spetto. Timore quinto figliuolo dell'Herebo. come piace a Tullio. & gloriosi. consigliand osi alcuni dei primi delle cose da essere oprate da Ulisse. & indi come in colto campo haver seminato mortal seme. il cui se bene non era honesto. Facendoli talhor veder due Soli. Pronto ad aggiunger voci. & molti altri. che donnicciuole smarrisce alcuni. il cui frutto. Medesimamente è l'Inganno. & liggiero è il velo della fi ttione. & che si volga appresso La terra. famosissimo Re. cioè quello. & giù cader l'antiche selve. & del la Notte. essere stato condotto a quel consiglio. Con spaventevol corso a quel parendo Veder sommerger le città col Sole. ilqual non altramente Era pronto a locar tremanti teme. Et quello. n ondimeno perche pareva utile fu ammesso.la essere la invidenza. Questi. il terrore. ch'a lui piaccia Facendo. havendo eglino prevaricato la legge. c ome è temere i tuoni. e mani a un mostro Et oprando ogni cosa. sesto figliuolo dell'Herebo. ch'io mi sono imaginato essere cosa superflua passar più oltre. & ritrovandosi male in arnese. come sarebbe a dire la pigritia. & essendossene alquanto seco stess o riso. che senza essere sforzato da alcuna ragionevole ca gione. & nella notte tartarea con false persuasioni haver offuscato le menti de' nostri padri. Et dal vero levar gli animi ogn'hora Di quel. figliuole dell'Herebo. Assai sottile. la ve rgogna. Et a lui insieme con Epeo subito fu dat a la cura di fabricare un cavallo. & del l'Herebo. & della Notte figliuola. è uno de' ministri di Marte. & della Notte hora veggiamo . far di molte parole esponendo le parti di questi v ersi. Inganno. si come ci mostra da Statio cosi dicendo. Le stelle oscure. per lequali siamo ammaest rati (tolta la forma di serpente dall'Herebo) l'inimico del genere humano esser venuto in terra. & i consigli d'alcuni. la pusillanimità.

è di necessità. nel passo gravi. passando per strade poco honeste. nell'habito modesti. che gl'ingombra l'intelletto. & della Notte. Percioche sono di volto. & con ogni famigliarità era avezzo ricevere i v iandanti. con beni gno volto. penso quelli haver inteso l'intimo recesso dell'human cuore per l'Her ebo. La ragione poi. ma quella più tosto alla quale gli abondevoli guidati da falsa opinione si sottometteno. la Frode vien detta figliuo la dell'Herebo. con valide ragioni. secondo Tullio è f igliuola dell'Herebo. che l'Ostinatione vi nasca. con la nostra morte. Ma perche quello. non anco conosciuto in terra.i l'Inganno. talmente ch'ogni loro operatione alla fine si conchiude tutta ripiena di mortal veneno. & tutto l'avanzo del cor po di serpente. & ardente. amazzava. & v iene creato dalla vergognosa concupiscenza del petto infermo. subi to drizza l'ingegno alle arti. secondo la sua dimanda. & per pietà riguardevoli. & figliuola dell'Herebo. & scelerata peste. si moriva di fame. spesse volte fatta conoscere per nebbia della mente. che colui non vada in ruina per lo quale è fabr icato. co si la descrive. Et per lo più non si vede apparire in luce. di maniera . Sotto benigna adunque. che venga detta figliuola dell'Herebo. & con l'essiglio paleseme nte fattoci del regno celeste. Questa adunque è vera Povertà. & dell'Herebo. di costumi notabili. sprezza ta la virtù (per aggiungere al suo disio) veggendo. & cortesia adorm entati. che tiene nascosto tutto l'horrendo del corpo in quelle eccetto la faccia. & bisogno. cioè ch'ella ha la faccia d'huomo giusto. Frode. & l'inganno è tal differenza. & di parlar benigni. Tra questa. & poi sotto il colore di questa benignità. che l'in ganno tal volta si puote oprare in bene. & veramente di non picciolo momento tra tutti gli altri poemi. meritamente da Cicerone. da noi spesse volte chiamato Freddo. & con calore di fervor divino. d'astutia armati. Nelle opre poi nascosto sotto compassionevole zelo d'iniquità s ono di contraria pele. perche ivi è la stanza di tutti i pensieri. che l'indigesto rigore dell'ignoranza de' mortali. nona figliuola dell'Herebo. & della Notte. & abho minevole vitio di mente iniqua. & simil faccia d'huomo giusto comprende l'Autore l'estrinseco degli huomini fraudolenti. Et però se l'animo è infermo. Ostinatione. Et cosi l'Inganno nasce dalla Notte. come fece il gua rdiano dell'oro Mida Re di Frigia. non può essere rimosso da quella falsa oscura nebb ia. ottava figliuola dell'Herebo. Et perche più facilmente i pazzi sono presi dall'in ganno. che i Gentili non conobbero malamente puot erò fingere. anzi più tosto contra gl'inimici usiamo dell'inganno. settima figliuola dell'Herebo. da principio uscì dell'Herebo. & quella tener coperta nell'onde di Cocito. La Pertinatia. cioè mancamento delle cose opportune. formato quello con falsi pensieri. lega sé stesso. & concep uto nell'utero della cieca mente. ò vogliamo Ostinatione mortalissimo peccato. & quelli ch'ei piglia co n mortal laccio. Percioche og ni fiata. non è quella. diventavano oro. & colori. Et indi è detta Gerione perche regnando appresso l'Isole Baleari Gerione. Nelle nature de' Dei. Povertà. Perche questa gli huomini forti la supera rono con la tolleranza. & gli amici inganniamo con la Fr ode. chiaramente dimostrossi essere figliuolo della No tte. & tinti di macchie di scelerità. & l a nomina Gerione. La forma di costei Dante Alighieri fiorentino nel suo poema scritto in ling ua fiorentina. anzi g ià è nato il certissimo argomento dell'ignoranza. cioè d'un raffreddato. è l'istessa detta di sopra dell'Inganno. che le forze gli mancano. come nelle arena di Libia Catone. ma la frode giamai se non in male. che molti istiman o. cioè dalla trascuraggine del la mente per la cui parviene al suo disio. con carezzevoli parole. Egesta figliuola dell'Herebo. & della Notte. & da poco c . distinto a diverse macchie. & della Notte. Adunque bene habbiamo dimostrato l 'Ostinatione essere figliuola dell'Herebo. ilquale mentre tutte quelle cose ch'egli tocc ava. nè la cagione si vede difficile. & la sua coda esser ritira ta in punta di scorpione. & gli amici. Veramente ella è mortale. & della Notte.

alhora. ò per carestia di cibi. che manchiamo del loro uso. overo. & della Notte. & svogliati. Se ad unque è tale questa Fame. & della Notte. sospiriamo le cose c'hanno a mancare. & della No tte. Questa è overo publica. undecima figliuola dell'Herebo. che fa residenza negl'infermi petti de' mortali. & ad ogni via transitoria. che non gli siano messi inanzi cibi da Re. mentre. che più tosto si lasciare bbono morir di fame. si come alle fiate veggiamo alcuni più tosto dar opra alle lascivie. si come habbiamo detto d'Iddio. anzi nel profondo segr eto della divina mente santissima. in quella guisa. questa veramente è figliuola dell'Herebo. ò i vermi. ma più tosto gli errori della frigidità nostra. & da consueto vitio tro ppo schifi. Se poi cosi non è. che già divorano i seminati. & anco della Notte. che questa Fame per la già dett a ragione sia figliuola dell'Herebo. non può essere figliuola dell'Herebo nè della Notte. che mangiarne. ò le locuste. Pallida in viso. Di rugginezza havea le fauci roze. & con le labbia in entro. Piace anco a Tullio la Miseria essere stata figlia dell'Herebo. Et denti rari fuor cavava l'herbe. che per intemperanza non sia povero chi la patisce. overo la lunga guerra. Se per colpa di bisogno. Se per dapocaggine ò pigritia. Fame. La stanza adunque di costei. Se poi la Fame è per la noia di cibi. che nè anco questa sia figl iuola dell'Herebo. ch'istima essere cosa bonissima l'accrescere ricchezze affine. Ilche noi stessi a noi medesimi facciamo mentre. sprezzato il lume del la verità. & della Notte. di maniera sprezzano i communi. non al tramente. & con lagrime manda fuori in publico la miseria. accioche possa indi esser detta figlia dell'Herebo. dellaqual cosa ò l'ira divina n'è cagione. come a Crisitone. ilquale l'intelletto degli huomi ni offuscato da mortal nebbia non può riguardare nè anco contemplare la notte della divina mente. nella cui giamai non fu alcuna oscurità. come alle volte habbiamo veduto essere avenuto ad alcuni insipidi. che sta nascosto nelle viscere della terra o. Haveva torto il crine. & gli occhi cavi. & dalla Notte. ò per dapocaggine del sopportante. decima figliuola dell'Herebo. Et cosi il petto affli tto dall'oscurato giudicio della mente con sospiri. Dellequali la prima cagione da alcuno de' mortali non può essere conosciuta. overo alle volte dalla noia de' stomacosi. ma col suo lume rende sempr e il tutto chiaro. & per la cui guardare L'interiora a lei potesse ogn'uno. L'altre spetie di questa cagione affermano i Mathematici con l'arti loro potersi prevedere. & all'otio. che questa non sia nata d all'Herebo. che può muovere a misericordia i rig uardanti. & vigilante. iquali se non hanno le vivande elette. Se per carestia. & perdessimo l'eterne. & gli rifiutano. si lascierà. Dice Paolo essere piacciuto a Chrisippo la Fame essere stata figliuola del l'Herebo. La publica fu solita avenire dall'universale carestia di biade. & della Notte. c ome per lo piu. non si potendo vedere quello c h'è riposto nell'antro secreto di natura. che se fossero perpetue. ò per pigritia. Ma la fame privata aviene. che sotterra radono i semi. Questa veramente è cosi estrema disgratia. . non è dubbio alcuno. eccetto s'io non la volessi dir tale.uore. & della Notte. che haver cura delle cose famigliare . & cosi potrassi dire figliuola dell' Herebo. & i saporiti con diligenza composti. Dura la pelle. Miseria. ò per diffetto di povertà occorre. & pretios i vini. & della Notte. laqual con l'ugne. che nascono. ò pri vata. cioè di cieco consiglio. non penso. ma non dell'Herebo. & la forma cosi descrive Ovidio: Trovò la Fame in un sassoso campo Ricercata da lui. ò la contrar ia dispositione dei sopracelesti corpi. perche d eriva dallo stomaco del famelico. che so no gli altri suoi sopradetti fratelli. come già fu mostrata a Faraone.

Et ciò affe rma. ess endo stato detto di sopra. Questa. dal quale punto non traligna la Vecchiezza. fu figlia dell'Herebo. tanto più le cresce il consiglio. Vuole Tullio la Querela essere stata figliuola dell'Herebo. essendo à lei conforme di complessione. co me piace a molti. decimaquinta figliuola dell'Herebo. Appresso l'Herebo è da poco. Morbo. secondo. & Chrisipp o. Pallidezza. che non gli sia dato ciò. Et si come nel corpo è causato dalla discordanza degli humori. che manca. Nondimeno ha questo di notabile. Come di lontano Costui la vide. che si gli deve. non inconvene volmente le diedero la Notte per madre. ultima delle età. come a . che qua nto a lei si tolgono le forze. Ques ta è figliuola della Notte. cosi nella mente dall'inconven evolezza de gli animi. cioè della cecità intrins eca. di quì il sitibondo di sangue. Et quello. Vecchiezza. è chiamato figliuolo. Ilche facilm ente si può concedere. ch'il suo petto giù pendesse. il Morbo. Per questo ve nendo in un petto pazzo. che brama. che dalla luce del Sole non è veduto. & alhora meritamente di tali padri. Et solamente fosse sostenuto Da un secco spine. Questo adunque può esser mancamento di mente. facilmente viene occupato dalla pallidezza. Et cosi quello ch'è di sua colpa. percioche l'anima rationale con perpetua verdezza. perche ha i sensi corporali lenti. Conviensi la vecchiezza. o. overo malamente sopporta. o che l'anim o nodrisce con buona sanità. La pallidezza della faccia. che disia. & offuscati. & i figliuoli sono soliti esser simili a i padri. attento. che sia riverita. Querela. Di quì si lamenta l'amante lascivo. l'huomo con poco consiglio cerca ò levar via quello. & che. Ilche facilmente si concederà se si riguarderà con occhi sanamente ciò ch'ella sia. & della Notte. & il ginocchio Una rotondità quel circondava. & di corpo. p ercioche è un morbo dell'animo. che segue. e chiamato infermità. Onde. di quì il bramoso di beni. Et perche pare ch'egli tenda nella morte della sanità.Et sotto i torti lumbi l'ossa secche Stavan riposte. & appresso è certissimo argomento d'infermo. & della Notte. è un colore essangue di san gue. di che per consequenza è necessario. trem ante. Et i calcagni givano distesi Con picciol spatio. se fossero stati prudenti. che non possa quello. che l'Herebo non vede il Sole nè sente il calore. come veggiamo. privato del lume d ella mente istima d'altrui. & della Notte figliuolo. & secca. & tr emante. & per contraria digestione si corrompe. che tutto quello. terzodecimo figliuolo dell'Herebo. essendo. & del suo ventre il loco Era invece di ventre. & per ciò dove queste cose avengono si raffredda il sangue. & di tutto il corpo. Et dell'Herebo. onde istimato Havresti. & subito timore. & fiore tende all'eter no. di quì l'ingordo d'o ro. & vicina della morte. duodecima figliuola dell'Herebo. a lei cresciuto havea I fianchi la magrezza. Però. che malamente quasi seco si conface. & i loro capelli canuti siano preposti alla robustezza dei giovani . che la Pallidezza nasca. che vuole Chrisippo. havrebbon o potuto cacciar fuori. al solo col po(2). come dice Tullio. decimaquarta figliuola dell'Herebo. Là onde nasce. & dell'Herebo. cioè fredda. come piace a Cicerone. & molti altri piangono quel male ch'essi hanno introdotto. & tarda.

Il monte è cavo. & dalla fatica stanche. dove sta del Sonno Pigro la casa. & l'altro sei pessimo auttore. decimosettimo figliuolo dell'Herebo. & le fatiche scacci. le Stelle. Nella Tenebra poi alcun lume giamai non a ppare. ch'a le cose vere Mesci le false del futuro. Placido. Il Sonno. Ma più a pieno Seneca Poeta nella Tragedia d'Hercole Furioso descrive le com modità del sonno. & alle volte il fuoco. & miglior parte De la vita mortal. Tenebra. che per infermità corporale lassi si levano. e appresso Compagno de la notte. in questo sono differenti. dicendo: E non lontan da le Cimerie grotte Una spelonca di profonda entrata. dove dice. & la figliuola non paiano una cosa istess a. che fugge ogni pensiero. Oltre di ciò gli descrive la stanza assai atta al suo desio di voler dormire . & un riposo sparso per le membra afflitte. O padre delle cose. frate a la dura Languida morte. Di questo scrive Ovidio in tal modo: Sonno piacevolissimo riposo D'ogni cosa creata. e riposo de la luce. Dell'Herebo. che lungamente rinchiusi in oscura prigione vengono in luce. pace. non si dirà più Tenebra. Secondo altri poi è una quiete de gli animali con l'intentione delle virtù naturali. ch'egualmente Il Rè. ò sera Co' raggi penetrar vi puote il Sole. è una forza d'intrinseco fuoco. Tu Sonno domitor sei d'ogni male De l'animo riposo. Nella notte si vede alcuna cosa lucente. e contento De l'animo. decimasesta figliuola dell'Herebo. & della Notte la Tenebra essere figliuola. secondo alcuni. Sonno.pieno si vede in quelli. e il famiglio a ritrovar pur vieni. . senza testimonio d 'altri si crede. ò de la vita Porto. & la sua stanza eletta. volubil prole De la gran madre Astrea. hor grava me legato. e molle favorisce a i lasso? Et si come constringi il sesso humano Pauroso de la morte. e certo De l'uno. Tu sei quel. come è la L una. Ma accioche la madre. overo. Ivi già mai. nè di mattina. ch'accarezzi i corpi lassi Da le dur'opre. & se apparerà in alcun loco. ad imparare Un morir lungo. overo assaliti da subita paura impallidiscono. e insieme dolce Quiete degli Dei.

La notte le raccoglie. quante Spighe ha il raccolto. Hora mo veggiamo di quelli. et ch'istimamo anco vegghiare. & vino. overo vuoto per lo digiuno lung o. Nanzi l'entrata de la porta stanno Papaveri fioriti. & tanti sono. & è di piume Tutto coperto di color conforme. & abbandonata la via di ragione. cui stanno intorno I vani sogni. e ogn'hor le sparge Per l'opaco terreno. & ornamenti di letto. nè armenti. Ma nel mezzo de l'antro un letto è posto Per l'ebano sublime. ilquale la persuasione commune giudica assalire i riposanti. & poi potremo vedere dei ministri. & dalla queta oscurità. Che con mormorio dolce ogn'hor correndo Per alcuni sassetti invita i sonni. mentre il sonno s'incomincia ass alire. ch'imitar ci fanno Diverse forme. Fera non v'è. Nè alcun. che ciò sentono. dice Tul lio essere stato figliuolo dell'Herebo. non più d ifficilmente s'allegherà la cagione di tali padri. & dicano Virgilio haver inteso Didon . Sono di quelli. overo Efialte. Ivi con le sue membra in sonno involte Riposa il Dio di quel.Anzi nuvoli ogn'hor di nebbia oscura Escono da la terra. sonori venti. ma solamente cinque ne dimostra Macrob io sopra il Sogno di Scipione. quali sono sogni di diverse spetie. & oppilano i m embri. & quante arene insieme Sparge sui liti il mar con l'onde altere. Adunque il Sonno viene detto figliuolo dell'Herebo. La prima di queste si chiama Fantasma. che gli stanno d'int orno. come è noio so contrasto e maravigliosa allegrezza. che vi aggiungano le sollecitudini. acciò la porta Coi cardini alcun strepito non faccia. onde si fanno Opre. non pecora. & dalla grandezza differenti. essendo assai chiaro il senso dell a stanza descritta. & col suo peso agg ravare i dormienti. Nè s'ode ramo alcun dall'aria scosso. La cagione di tal cosa istimano molti essere lo stomaco aggravato dal soverchio cibo. & quante fronde tiene Una gran selva. Questa apporta seco spaventevoli forme da vedere. Percioche. Nè la più astuta dei vegghianti cani Occa vi giace. Ivi il gallo non sta. & della Notte perche nasce dai vapori humidi che si levano dallo stomaco. & altre si mili. & herbe ombrose Di numero infinito. ch'altrui giaccia col Sonno avolto. che mai spunti il giorno. è a bastanza chiarissimo esser cosa nec essaria passare a mortal sonno. nè il garrir di Progne Troppo ha bisogno d'addolcir i petti. che col suo canto Dia segno dell'aurora. e chiaro. perduto il favore de lla carità. Questo. ò scorta. & per lo più dalla qualità naturale. Nè lingua humana v'interrompe il sonno. &. laquale ma i non s'avicina à mortali eccetto che lentamente. ch'abbaiando sempre Rompano de la Notte i suoi riposi. che altramente mai non predomini alcuno assalito da altri humori. acciò la luce Stia sempre in dubbio. ò Efiate. & meno ancora Cani vi sono. Nondimeno da un sasso alto. fortune valide. Se poi vogliamo intendere del mortal sonno. In quella casa non v'è guardia. & della Notte. ch'inanzi de l'entrata sieda. ornato di cosi riguardevole stanza. Dice Macrobio il fuoco di questa esser anco Ematte. e profondo D'acqua v'esce un ruscel limpido. V'habita solo il mutolo riposo. Dellaqual cosa è da veder l a cagione.

nè riposo dona. che si dica ò ci riveli alcuna cosa.. come per lo più siamo facendosi il giorno. & ultima spetie di sogni fu dagli anti chi detta oracolo. dove dice. che Porfirio habbia l'opinione contraria a molti altri. & la Na ve. Ma perche proc edono dall'affettione. ivi essere stati posti impropriam ente per fantasme. Tien l'imagine sua fisa nel petto. Per l'animo d'Enea la gran virtutte Va rivolgendo.e haver veduto fantasme. Il che raccontato a molti la mattina. l'amante vedrà la donzella da lui amata venire ne' suoi abbracciamenti. che quello d'Homero. che fugge. & piangerà le rovinate. ò infe licissimo pregherà quella. alcuni vogliono Didone ferita d'amore haverne veduto parte. in sogno avisato dall'angelo. come un Pontefice overo esso Iddio. In questa specie di sonno. Delle considerationi. Etc. Ciò voglion o ch'avegna stando l'huomo sobrio. insieme col sonno se ne vanno in fumo. & i nostri ragionamenti partoriscano alcuna cosa all' insogno. Et p er ciò pare. adu nque. Et quello. che solca quelle con le vele spiegate. il che prima per Homero poi per Virgilio è stato detto. del quale medesimamente vegghiando s oleva pensare. Quei sogni. Così. Del sonno son due porte. non bene intese. Et perche ci è più famigliare il verso di V irgilio. lo addurremmo in mezzo. Ma ci mandano al Cielo i falsi insogni. Cosi adunque dice il Manto vano. che si sognino cose vere ma sot to coperta però. & la madr e di quello. che fece Astiage. & seco se n'andasse in Egitto. Il digiuno desidererà i ci bi. La terza specie si chiama sogno. . una de' quali Si dice esser di corno. come aven ne à Giuseppe. & parlare spessissime volte. percioche pare. Il nocchiero vedrà il mare tranquillo. istimarono tutte le co se vedute nella quiete esser vere. che sia quando dormendo veggiamo alcuno de' nostri parenti. che togliesse il fanciullo. mentre lamentandosi con la sorella cosi le dice. che faceva reti f osse passato dall'uno all'altro lato. e. che dalla mano d'uno. che ha a venire con chiara dimostratione manifesta. dicendo: Aviene sp esse volte. come per auttorità di Mosè vide Giuseppe i mazzi di spighe de' suoi f ratelli ch'adoravano il suo. come dalla consideratione pare. per lo quale piace a Macrobio. come l'istesso Vir gilio mostra. come a bast anza si può considerare per le parole di Porfirio Filosofo. Et quelli in sogni. per licenza Poetica. laquale seco non apporta dubbio alcuno. poi. Et le parole. Ma alcuni degli antichi. ma. ilquale vid e una vite. La seconda spetie si chiama in sogno causato dalla premeditat ione. & maggiori. laqual cosa Macrobio vuole. L'ingordo tracannerà le tazze piene di vino. che mi tengono sospesa. Ilche anco scrive Ennio di Homero. che va dietro. overo qualche huomo di gran riputatione. anzi quello. La quinta. come dormendo fece Arterio Ruffo Cavalier Romano. Et come dice Valerio. & l'urina ch'usciva da le parti genitali d'una sua figlia. che prevenga l'insogno. e 'l chiaro honor de' suoi. La Q uarta spetie poi si chiama Visione. Cosi anc o il villano indarno s'allegrerà riguardando le biade ne' campi fiorite. quel giorno istesso gl'intervenne. ò con il ventre vuoto divorerà gli apposti dinanzi a lui. che voglia Tullio nel libro della Republica. che Virgilio dimostri la consideratione quando dice. stando egli a rigu ardare il dono de gladiatori a Siracusa. che per fortuna si rompi. à cui parve la notte vedere che. si come per lo piu. Mi smarriscono ogn'hor. come pare. ch'i pensieri. onde si dona Facile uscita a tutte l'ombre vere.

che infelici ent . ò da più spessa coperta occulte. essendo il corno di natura tale. & questi è solo. lequali però c hiama false Virgilio perche non sono intese. e trave. Da questa tutti. che tre. che vegga. & discerna alcune cose. & dell'Herebo. Hora ci resta v eder de' suoi ministri. & imiti le parole. Il cui ufficio è fingere le cose insensibili. che discerna. la Morte fu figliuola della N otte. & serpe. decimaottava figliuola dell'Herebo. che in tutto nebbia d'oscura mortalità non se le oppona in tutto. che si dica Morfeo. Che ciò mò sia vero. Ma tra mille suoi figli il padre elegge Morfeo imitator d'ogni sembianza Tra tutti gli altri diligente. iquali. che quelle. & assottigliato habbia facile entrata. & stando involta nell'humanità drizzi tutta la potenza dell'intell etto. che con arte strana Si cangia in terra. Il terzo poi lo chiamarono Panto. il volto. come scrive Ovidio dicendo. Di cui il primo vogliono. le voci. e gli occhi Et de la voce il suon d'ogni vivente. Il cui ufficio. & come un corpo trasparente lascia ch'in sé si vegga le cosi ivi riposte. ch e poi opponendovisi la nebbia della carne non si può vedere. come alquanto più libera si sforzi giungere a lla sua divinità. per comandamento del Signore. benche siano molti. Ancho v'è Panto. e il viso. addormentato il corpo. Et Ithatone è dagli dei chiamato. Imita questi. Che finge di chi vuol l'essere. e dice.L'altra perfetta d'un'avorio bianco Per cui sen vanno i falsi sogni al Cielo. & di Crisippo. il che s'interpr eta formatione over simulacro. diciamo essere rinchi uso in avorio. Et ogn'altra insensibil cosa apprende. facendolo sotti le quanto si voglia. in sasso. come dice Porfirio. che per queste parole. il significato de' nomi de' quali non s o io. non lascia. par. Il secondo è Itatone overo Fabetora. che vi si vegga le cose rinchiuse. Ma Fabetora il vulgo il noma. altri il veggiano. uccello. che noi dormendo veggiamo . non veramente incominciando dal giorno. è. Secondo l'opinione di Tullio. che quello ch'ella discerne. i costum i. Il cui osso naturalmente è cosi sodo. Vuole quasi. Et di quì n asce. giudicando. i passi. in onda. ò siano risposte di lontano. e saggio. che incavato. ch e si trasformi nella sembianza di tutti gli huomini. viene detto haver uscita per la porta di corno. Nondimeno l'ufficio di costui in questo verso descrive Ovidio: L'altro fiera diviene. Per questi versi vuole Porfirio. Quello. & vegga. laquale dimostra Aristotele essere l'ultima delle cose terr ibili. & ciò dimostra Ovidio dove dice. & gli idioma. & spesso che. che tutti i sogni siano veri. che le cose. Gli habiti insieme con l'usate vesti V'aggiunge. cioè tutto. La Morte. ci siano offerte dalla potenza esteriore. ma più siano quelle. & le parole. che l'anima. nondimeno non s'hanno i nomi di piu.

Violenta è quella. overo dal morso del primo padre per lo quale moriamo. Per At ropos poi. in questo. cosi anco Leto. & oscura. secondo Macrobio sopra il Sogno di Scipione. overo da Marte. Charonte nocchiero d'Acheronte viene detto da Crisippo figliuolo dell'Here bo. second o Uguccione. con laccio. Charonte decimonono figliuolo dell'Herebo. et con un nodo avolta. che son degne di vita. Parca. come fa l'Herebo. da quelli in fuori de' quali dice Giovanni Battista nell'Apocalipsi: Beati quelli. della cui s'è d etto di sopra. del quale cosi scrive Virgilio: Sta l'horribil nocchier squallido. perche sia amara. come anco assai si può conietturare dal verso secondo di sopra di Statio. ch'è interfettor degli huomini. Questa. perche morde. Appresso con molti altri nomi fu dimandata . Chiamarono appress o gli antichi la morte de' vecchi matura ò convenevole. ma la vecchiezza . come nel prescritto verso dimostra Statio. Nece. La dissero poi per Antifrasi Parca. con fuoco ò per altra disgratia a colui. & morendo noi ogni giorno. pian piano di maniera. se bene noi infelici a mill e guise siamo rapiti. & ha di fiamme gli occhi. accioche per divina provid enza sia mostrato prima. & quella dei fanciulli acerba. allhora volgarmente diciamo morirsi qua ndo lasciamo di morire. Nece p ropriamente istimo quella per laquale con acqua. che non se n'accorgiamo continuamente si amo pigliati. Et è detta At ropos perche non si converte.riamo nel mondo. & Fato. e negro Charonte guardian de l'acque e fiumi. & con la vela A l'altra riva porta l'alme ingiuste. La morte è anco cosi chiamata. percioche non perdona a nessuno. che tutti quei. vuole. e nera Con pertica guidando. che s'intenda la dispositione naturale delle cose. che di lei sotto velame sono nascoste. che avien e con ferro. Egli una scafa rugginosa. La chiamano figliuola dell'Herebo perche dall'Herebo sia mandata. ma l'anima è abbandonata dal corpo. Già di molti anni è pien. Detta è poi figliuola della Notte perche pare horribile. Et copre con un soffio ogni guerriero. come pare. quest'essere ò violenta ò naturale. La nat ural poi. Et quanti huomini tocca atterra. Ma hora è tempo da scoprire quelle poche cose. & và volando. & quella dei giovani non m atura. Ma quelle sol. Overo perch'ella manchi di callidità. Dagli homeri di cui pende una veste Tutta macchiata. che fugge ò la ricerca. Fato anco viene detta. et toglie Nessuna cosa non commune elegge. Leto. conciosia che alcuna altra cosa dagli huomini è tenuta più amara della mo rte. overo morte quasi amaror. essendo mestissima più d'ogn'altra cosa. perche per questa violenta dobbiamo intendere la morte . è quella per laquale il cor po non è lasciato dall'anima. cioè: Da le tenebre stigie fuor mandata. e valor fa morir ella sempre. A cui dal mento in giù canuta pende Squallida barba. che muoiono nel Signore. è differente da Atropos. che voglia Servio. La fiera opra di costei cosi anco brevemente descrive Statio: Da le tenebre stigie uscita fuori La Morte tocca il Cielo. overo in altra guis a lo spirito viene intercluso. Volsero i precessori nostri. Col veneno mortale i piu sublimi D'anni. & della Notte. come sarebbe Atropos. che nascono denno morire.

Il qua rto Diluculo. che gli Attici facevano d al tramontare. &.A chi non dee morir. & di miserie piena. . perche pigliano l'Ethere per lo f oco. è verde. Charonte poi. che quel tempo. & però fu fatto nelle tenebre. che sia pro dotto. si come n'habbiamo noi mortali. facendolo Theodontio femina. Oltre di questo. che siamo nati. che passa dal levar del Sole. ilquale partito in Giorno. che ritorni onde s'era levato. Ma la Notte pe r questo gli viene ascritta madre. ò vogliamo dire alla sfera del Foco suo fratello. Il terzo conticinio. fino a tanto. I Babilonici poi facevano dal levar del Sole quello. che s'interpret a senza allegrezza. vi fu sopragiunto il Giorno arteficiale. Perc he i Romani. laquale usanza fin hoggi dì da gli Astrologhi viene osservata. & di tenebre pare. Quei dell'Umbria. & cosi l'Herebo haver prodotto dalla Notte il Giorno. Giorno. conciosia che pare. laqual regola fin'hora servano gli Italiani. vuole. cioè al dì. che fu detta la sera. & verde vecchiaia. Questi. & questo è naturale. Che poi Charonte passi i corpi dall'una all'altra ripa d'Acheronte. & circonda tu tto il mondo. Percioche. che quelle cose. che la notte nel princi pio del giorno incominci declinare. Gli Atheniesi. & della Notte. attento. Perche to gliendo tutto l'Herebo in luogo d'una parte. benche d iseguali. & della Notte. dal cui. perche quell'istesso può egli far hoggi. che dal tempo siamo tratti per vita f rale. volsero ch'incominciasse dalla mezza Notte . & quella togliendo celo. Che fosse poi figliuola dell'Herebo. & quello chiamarono artificiale dall'artificio di chi se l'imaginò. & cosi l'Herebo è padre di Charonte. Dalla cui estremità. cosi tra le Nature de' Dei scrive Tullio. a ciascuna delle parti. Che poi fosse congiunto in matrimonio con l'Ethere lo dicono per questo. che conosciamo il tempo per gli anni non perder le forze. e forte. Indi i medici trovaro no il dì Cretico. insieme con quella no tte. che la luce del giorno incominci dimostrarsi. da alcuni s'allega tal ragione. non è d ubbio. & abiette. laquale è co ntraria al nostro nascimento. già incomincia ndo il giorno dal tramontar del Sole. Gallicin io. che si maneggiano d'intorno le cose terrene sono vili. Oltre di ciò siamo guidati da Charon per lo fiume Acheronte. Ma l'Herebo è da intender quì per l'interno consiglio della divina mente. vigesimo figliuolo dell'Herebo. che vi s'include sia detto un Giorno. & specialmente nelle cause giudiciali. Il Giorno fu figliuolo dell'Herebo. che dando luogo la notte non si levi il Sole. & il Giorno non si faccia. Appresso lo chiama Virgilio vecchio ma composto di rob usta. & alla notte concessero dodici hore. ilquale Servio rivolge in Crononte. che la chiarezza al foco congiunta. accioche consideriamo. lo finivano all'occaso del giorno a venire . è il tempo. incominciando dal principio del giorno de' Romani. del quale ne' suoi giudici per lo più si serveno gli Astrologhi. conciosia che anzi il tempo creato non fu nes suna luce sensibile. & lo terminavano al mezogiorno del seguente dì. che fosse dato pe r moglie all'Aere. & queste le chiamarono hore. si come a loro p arve. & fatta la mattina) fu designat o di tale grandezza. & havesse fine al mezzo dell'altra. che da quelli siamo inferiori. si raccoglie nel suo grembo. che fosse pigliato per l'u niverso corpo della terra. affine. volsero. che il tempo subito. chiamata da' Greci orizonte. & vile è per voler dimostrare. perche tutte le cose adormentate paiono sepolte. Charonte poi è locato appresso gl'Inferi perche gli Dei superni non hanno b isogno di tempo. & ci porta ad una opposta ripa. Indi chiamarsi dal canto del Gallo. Indi. & di quello usano d'intorno l'osservationi dell'infermità. che non può mancare di chiarezza. che segue. & t utte l'altre cose sono create. come dice Marco Varrone. cioè ci conduce alla Morte. Il prin cipio poi dei giorni naturali egualmente non si piglia da tutte le nationi. che puotè quando anco fu creato. & Nott e. & il tempo. che sono Toscani gli davano principio dal me zogiorno. percioche è diviso i n ventiquattro parti eguali. & perciò quando il Giorno è chiaro non vogliono dimostrare alcun'altra cosa. per questo è f into accioche intendiamo. Che il suo vestire sia poi rozo. come afferma Macrobio nei Saturnali. Questo Giorno poi dagli antichi (poscia. il giorno naturale è anco dis tinto secondo diverse sue qualità con varij nomi. chiama il pri mo tempo del giorno inchinatione di meza notte. dando questo l'essere ai corpi.

è sterile. che si vegga che. dal quale anco esso secondo giorno di Marte ha havuto nome. il che è tratto da' Greci. attento. Attento. essendone cinque appr esso noi nomati da i Pianeti. & indi sia detto Signore. se con l'istesso modo computerai xxiiij hore. per vincere con quell i le tenebre della notte. ilquale vogl iono essere stato figlio dell'istesso. volsero dir mattina. da' Christian i poi non è stato cangiato. che i Lanubini interpretano mattina per bene. che appare nel tramontar d el Sole. Il duodecimo tempo del giorno. ch'è sottoposto a Venere. & il giorno di riposo. Altri vogliono. sono favorevoli a mortali. & quei gi orni della settimana con diversi nomi chiamare. se tu attribuirai a Venere la seconda hora del giorno di Dominica. & però da quella viene nomato il secondo dì della settimana. quando mancherà nella Luna. ilquale gli antichi per certe cagioni tennero perfet to) disposto tutto il tempo de' giorni far il suo corso per settimane. ma vittorioso risuscitò da morte. con l'aiuto d'Iddio. il sesto. accioche ugualmente havessimo trattato di tutti i figliuoli dell'Herebo. & segu e adietro la prima della Dominica ascritta al Sole. levandosi già il Sole. che sia tenuto de nomi de' Dei. cioè mezzogiorno. da lui quel giorno prende il nome. nel settim o volse riposare. siamo giu nti alla luce del giorno. ch'è sottoposta a Mercurio. havendo la diligenza humana (havuto risp etto al settennario numero. perche pare. Hora. & la vigesimaquinta. Lequali istimo queste. e la quinta a Saturno. sotto il nome overo dominio di Mercurio si trova la vi gesimaquarta hora. restava a noi. havendo creato Iddio in sei giorni tutte le cose. L'ottavo poi è chiamato ultima tempesta percioche sia l'ultimo tem po del giorno. perche all'hora sua prima Signoreggia Marte.Conseguentemente il quinto tempo. overo più tosto il primo. & dì dagli D ei chiamato. come nelle dodici tavole si contiene. alcuni degli huomini furono avez zi ricercare le cause di tali nomi. come piace ad altri. percioche dicano Latinamente voler dire riposo. & perche habbia il p rencipato dell'hora prima dell'istesso giorno. cosi i dì son o prosperi. dagli Hebrei detto sabato. troverai la vigesimaquarta hora di lui fermata sotto l'imperio di Giove. p ercioche alhora le stelle incominciano apparire. L'undecimo è chiamato notte concubia. che sia cosi detta dal Sole. ò che dalle mani l'incominciamento della luce sia paruto uscire. & cosi di tutte le altri ventiquat tro hore del dì Dominicale. & da quello a cui tocca il dominio della prima hora del dì. ch e gli antichi ne sentano. Il decimo tempo poi. laquale subito è sott oposta al Sole. percioche in quell 'hora dopo l'essersi alquanto vegghiato si va a riposare. che è la prima del giorno seguente. come habb iamo detto. che s'estende verso la notte. per che alhora cessando la luce incominciamo accendere i lumi. accioche il dì della Dominica sia il settimo de lla settimana. Il sesto poi chiam arono Meridio. è da sapere secondo l'ordine dei pianeti successivamente a ciascun'h ora del giorno essere data la signoria. secondo l'opinione degli antichi. il cui fine è l'inclinatione della meza notte circa i l principio c'habbiamo detto. si dice prima face. fino a tanto. perch'egli è prencipe de' Pianeti. affine . & assai in lungo si è steso il v . Appresso. l'ultima tempesta sarà il mon tar del Sole. che usciti fuori di sotterranee cave. Et cosi successivamente di tutti gli altri. che cada. overo. sotto il nome overo Imperio della Luna. percioche Dijos Grecamente s'interpreta Dio. Indi il nono tempo si chiama Hespero. ò dall'augurio del buon nome. laquale soggiace a Marte. Il dì natural poi. & alla Luna la qu arta. & cosi quella i famosi padri d al Signor Nostro nomarono Dominica. & la vigesimaquinta sotto il poter di Mar te. ch'è il terzo della notte. è stato chiamato. Da quest'hora in poi il tempo. cosi è ch iamata perche in tal giorno Christo figliuolo d'Iddio non solamente riposò da tutt e le sue fatiche. che si come g li Dei. Ma essendo molto diverso l'ordine di pianeti di quello. ch'è il settimo. per ciò quella essere chiamata Dome nica. per che quelli chiamano Hespero da quella stella Hespero. come sarebbe a dire. ch'a noi Christiani è il settimo giorno. conciosia che non pare commodo a alcuna operatione. che anco si fosse detto del Foco. Ma la Domenica. dal cui il giorno. è nomato solamente da tutto il giorno come da più degna parte. che tu giungerai all'ultima del sabbato. & con la notte. & appresso havessimo descritto quello. Ma perche ogni suo figliuolo maschio. & a Mercurio la terza. la sesta à Giove. & da essi Dei anco per tal causa sono derivati. a cui è da rivolgere l'ordi ne. ch'è il principio della notte. & di costui non è picciola la discendenza. dicesi Occidente. Dalla cui prima hora del giorno del Lunedì. eccetto questo. essendo terminato col giorno. vien detto intempesto. il che noi diciamo Meridie.

s'io non m'inganno veggio. come. solcare per t utto il lito d'Egitto. che manca Di peso. tratto dalle viscere dell'Herebo in altezza. che patientemente tu sopporti i miei errori. come di sopra è stato detto. il quale non meno è risple ndente per la gloria di cosi famoso nome. Et quello.olume. di Soria & il tuo Reame di Cipro. non senza gran fatica tra gli Stigi fumi. Ma m'è paruto credere a Cicerone. la cui. Il quale Foco. & Celio. Della cui. ma anco molto riguardevole. ò vogliamo Aere. il primo Giove n'è uno. & femine hebbe tred . l'onde de quali. ò Fuoco. ti prego. cacciato dal flusso del mare. egli nondimeno scrive. che siano stracciati dai denti degli invidiosi. più tosto commandi. mentre disse ch'il Chaos infiammato ma ndò fuori sospiri. essendo tanto alla grandezza tua. che va dietro. da' quali venne & discese poi tutta la gran prole de' Dei. DELLA GENEOLOGIA de gli Dei de' Gentili DI GIOVANNI BOCCACCIO LIBRO SECONDO All'Illustre suo Sig. che drizzi il mio camino a buon porto. ò famosissimo Re palese & chiara. quanto è più lontano il navigar e. nondimeno da molti pare. & i nuvoli della m ia navicella quà & là pericolante. Alcuni tennero questo essere la prima causa di t utte le cose. Cosi testimonia Uguccione. ò vogliamo dir Aere. overo Cielo. L'Ethere o vogliamo dir fuoco. & similmente Pronapide dimostra con la fittione essere figliuolo di Demogorgone. Pe rche tra gli altri il difficile Ethere. Giove primo figliuolo dell'Ethere. m'è paruto più honesto serbarlo nel secondo libro. che ge nerò Giove primo. c he lasciare. che siano corretti. & gli strani Euri pidi. Et veramente. il Conte Collatino di Collalto PROEMIO Siamo con la gratia. pregando colui. Ciò sopra pose il liquid'Aer. Percioche io con la vela spiegata dalle foci dell'Orco piglio viaggio. cosi pare. che molti il facciano sterile. s'io voglio descrivere. forse con minor dubbio avanzeremo i diversi viaggi. & al primo dar fine. che sia istimato l'el emento del foco. che (pericol ando nel mare di Genesareth i discepoli) commandò a i venti. La quale. ignuda nel precedent e volume l'habbiamo posta inanzi ai Lettori. & f ino dove è stato conceduto all'ingegno. tolti via i figmenti. primo col suo impeto ci occorre. voglia che Ovidio nel pri ncipio del suo maggior volume. Il quale. si come piace a Tullio nelle Nature de ' Dei fu figliuolo della Notte & dell'Herebo. & a usanza di Principe pio. & favore del nostro vero. ciò ho potuto fare. che s'alzano fino al Cielo. il quale tra maschi. che fu fecondo. dove habbiamo tratto quasi tutta la prole dell'Herebo. & onnipotente Iddio usciti fuori delle Caverne. dove dice. L'Ethere. come. vigesimo primo figliuolo dell'Herebo. che per la grande successione. Ma poscia che s'è venuto in più ape rto mondo. & l'onde. per l'eccelso honore del tuo nome. se a bastanza drittamente riguardo. & che generò Giove pri mo & Celio. che alle volte pro priamente sia tolto per lo Cielo. no n solamente fecondo per la gran prole. e in se non ha faccia terrena. mi bisogna. ò più propriamente dir foco.

n elle quali aggiunge quello significare natural anima. che sia stato ornato di cosi chiaro nome. vero amatore. aereo. che non inconvenevolmente diremo essere chiamato Giove. le quali riguardando & molto lodando i selvaggi Atheniesi. allegrezza & altre simili. prima d'ogn'a ltra cosa ordinò alcune leggi. che da' più prudenti è stato ascritto al sommo & vero . de l qual Giove veramente. & poche intese. huomo d'Arcadia & veramente nobile. overo perche l'istimarono huomo celeste. & la industr ia ne ha partorito un altro.ici figliuoli. & alle volte il fuoco & l'aere. si be n'alcuno nasce atto a gran cose. il secondo Apis. com e puossi a lui attribuire quel verso di Virgilio. costui pria c'havesse cos i gran nome essere stato chiamato Lisania. mostrò il celebrare de matrimoni. Oltre di ciò i Poeti ne' suoi figme nti inclusero il fuoco elemento. cosi anco a Pericle Prencipe Athen iese. come. per inanzi già mai a alcuno altro de' mortali non conceduto . Nondimeno io penso quello essere stato causa di tal nome. nobiltà. & perche appresso gentili fu riverito tanto il nome di Giove. l'ott avo Dionisio. e origine celeste. giusti Giudici. ò perche vi dero in lui una natura di fuoco. & crederemo qu esta conformità & convenevolezza essere stata cagione di tanto nome. Che sia poi detto figliuolo del giorno. amator di Principi & maggiori. I l quale d'Arcadia se n'andò ad Athene. vita. modesto. & appresso gli dimostrò molt'altre cose utili. Dottori di leggi. avido di dignità. dal Giorno pare prodotto con nuovo parto. & veggendo in q uel rozzo secolo gli Atheniesi vivere rozzamente & quasi da fiere. il quale fu huomo Arcade & Re d'Atheniesi. molto lodevole. ordinò a quelli altari. osserv ator di patienzia. & l'animo si faccia maggiore nel fervore dell'essecutioni di quelle. di maniera conosceremo quello convenirsi c on Giove. & cercheremo di sapere quale potesse essere la cagione di tal nome & di tal deità. il terzo il Sole. l'undecimo il padre Bacco. n on fosse anco da' più moderni attribuito ad alcuni altri. Raccontava L eontio. Percioche dice Albumasare nel suo maggior Introduttorio il pianeta di Giove per natura ess er calido. Hora mo'. Queste cose so io di costui. amico de' buoni. liberale. che anco troviamo essere avenuto di molti altri Pianeti. bisogna. vedremmo poi il suo significato. vittoria. perche nel giorno sono vedute & conosciute. percioche tenevano la prima cagione delle cose il Fuoco. religione. Appresso questo Lisania fu chiamato dagli Atheni esi col nome di Giove. istimandolo Iddio lo chiamarono Giove & lo fecero suo Re. il duodecimo Epafo. nè a pieno si sa ond e sia stato tolto dagl'impositori. inimico dei cattivi. il quale molti chiamarono Giove Olimpio. che haveremo veduto perche lo finsero figliuolo dell'Ethere & del Giorno. il primo de quali Minerva. & un altro i l giorno. & essendo di grand'ingegno. come tra tali si può dire quello. Et tanto s'è inalzato. huomini sa ggi. fedele. & molto altre cose scrive di lui. sotto il nome d i Giove. il decimo Proserpina. over o un Dio venuto dal Cielo. le cui opre. Il dicono adunque figliuolo dell'Ethere ò per nobilitarlo con cosi g eneroso padre. per la ragione della profondità dell'ingegno. nondimeno subito ch'è nato non può oprar quello al cui fine è prodotto. huomo Greco & di tali narrationi copiosissimo. ch'e gli le opri. & poi. testimonio dell'opre. che questo. huomo di Creta & figliuolo di Saturno. temperato. il quinto Mercurio. av eduto. il settimo Abuleo. tempi & sacerdoti. che sempre a guisa di fiamma tende in alto. r egno. cioè. il sesto Tritopatreo. honorato. Et appresso a Giove terzo. che di giorno in giorno se gli accrescano le forze. posc ia. i quali havevano le donne come communi. non mi r icordo haver letto alcuna cosa. & con publiche institutioni insegnò il vivere. Ma non leggia mo. & fu i l primo ch'a loro. & poi c ontrapesati i costumi di quest'huomo. Le quali considerate. Vigor di fuoco. che fu conceduto dagli antichi al Pianeta & a Lisania. che Giove primo fu figliuolo dell'Ethere & del Giorno. Dice Theodontio. il nono Hercole. & cosi n on gli potevano dar più nobil padre. Cosi un Lisania ha partorito la madre. nei pericoli dopo la patienzia ardito. nè anco ad esso Iddio fin'hora da' gentili era stato imposto. & humido. che gl i fosse dato il nome di Giove dalle operationi conformi di tal huomo. che siano lodevoli. & l'ultimo Scitha. il quarto Diana. che scrive Valer io di Demosthene: per la qual cosa la madre produsse un Demosthene. riverenza de' Dei. & havendoli già ridotto ai costumi humani gl'insegnò adorar i Dei. come a Giove secondo fig liuolo di Cielo. clemente. ricchezza. parlatore. bellezza. credo ciò essere detto perche. poscia.

ò primo ò secondo ò terzo. & medesimamente v erso essi Prencipi. per lui. scriveno gli antichi essere stati molti i figliuo li di Giove. Minerva. egli la dimandò pe . & la vita. che Latinamente suona vita. se non Iddio? Egli senza dubbio di sé stesso parlando. Appresso. & suoni l'istesso. per accre scere la nobiltà dell'origine. & fu da eterno & sa rà in sempiterno. Et cosi anco il tessere. Egli veramente è il vero Padre. se gli Atheniesi havessero costui per Dio. la verità. & Vulcano essendosi inamorato di lei. se non c'è il suo aiuto. & per dar animo agli altri ad oprar bene. ò pure se lo facessero . Similmente aiuta tutti & n on nuoce a alcuno. la qual cosa a l solo vero Iddio si conviene. secondo quasi il publico grido di versi di tutti i Poeti. Rec itasi anco di costei un'altra favola. tutte le cose a ndrebbono in ruina in subito. essendo sforzati dimostrarlo per queste poche parole. & ciò sarebbe necessario. & ch'egli solo s ia il sommo bene. & in lui viveno tutte le cose.Iddio. percioche più paiono moderni. il che di nessun altro non si può dire. similmente dai Theologhi sono attribuiti a Giove de' Gentili. Pallade ancor non poco ama costei. Appresso dice Servio costei essere nata nella quinta Luna. con certe sue vane cerimonie mettere nel numero de' Dei gli edificatori delle loro Città. Percioche per grandezza & potenza trapassò gli altri Dei. se bene gli antichi Romani drittamente non l'honorarono. la quercia. che i Poeti hanno attribuito a Giove. Che veggendo Giove Giuno ne sua moglie non gli far figliuoli. attento che per inanzi gli antichi in vece di numeri usavano segni. Ma non si ha chiara certezza. del cui nascimento si narra tal favola. molto altre cose potrei descrivere qui. & che da lui dipenda la vita & l'aiuto a tutti. famosissimo Re. A lui. se ciò non f osse stato inventione de Gentili. affine di mostrarsigli grati. quando da quelli havevano ricevuto qualche beneficio. alcuni la fingono armata & sovrastante della Rocca d'Athene. Ilc he non rifiuterà il Christiano. Oltre ciò. & essere restata vincitrice. ho giudicato bene essere da lasciarle a lui. Indi a quella Tito Livio attribuisce il ritrovar de' numeri & le loro figure. che padre giovante. che sono stati sterili. questo nome Giov e in greco viene detto Zeph. Appresso. la quale prima non era conosciuta. Costui. Et veramente cosi è. & altre tali. de' quali istimo veramente alcuni essere stati figliuoli di Giove. Appresso. Oltre ciò. Fatto haver fiammeggiar l'aurate pioggie. Ma perc he queste paiono drittamente convenirsi a quello. vogliono essere stata sua inventione la lan a & il filarla. ma di qual Giove. per non restare in tutto senza figliuoli. Et nella natività sua dice Claudiano. Lao onde piace ad Ovidio costei haver havuto contentione con Aragne Colofonia sopra la testura. Il che pare essere confermato da Lucano. si come gli alt ri. com'è l'a rmigero uccello. per disio di c osi honorata gloria. Imperoche vogliono alcuni huomini saggi. i quali io lasci erò a quel Giove. eccetto la morte & le tenebre non v'è a ltro. Che havendo ella fatto presuposto di serba re perpetua la sua castità. egli è da sapere gli antichi essere stati avezzi. & tanto è difensore che. Cosi anco molti altri per la degna preminenza della virtù & per inalzar la gloria del sangue . Perche a lui solo si conviene cosi degno nome. & con sacrifici & tempi adorarli. lo di ce: Io sono la strada. Dicono Giove al nascer di Minerva La qual'è nata dal Paterno capo. Minerva prima figliuola del primo Giove. le guerre. Et chi alle cose & a tu tte le creature è vita. considerata la significatione del nome. Cosi anco facevano l'istesso verso i padri & parenti dei suoi Prencipi. Perche se lo fecero. chiamaron o nondimeno Giove ottimo massimo. che si favoleggia di Giove Cre tese. & ciò non immeritamente. d'alcuni non se n'ha certezza. fu figl iuola di Giove. Fuori di lui. che G iove sia detto da giovare. p ercosso il suo cervello mandò fuori Minerva armata. dicendo. la moglie Giunone. Cosi anco con Nettuno sopra il dar nome alla città d'Athene.

Veramente quella del nome istess o ha intricato l'orecchie delle genti. esporremmo il tutto. regnando F oroneo in Grecia. Et perche tutte le sue inventioni pare vano derivare da sottile ingegno & da sapienza. s'ella non s e ne contentava. Dicono anco quella andar ve stita con tre vesti. C osì. levatale la Cornice. consapevole del voto della figliuola. & ella fu lasciata in pace. Athena & Tritonia. che significa non. gli la concesse con tal patto. come Minerva. la quale Giunone. Ma qui è da considerare. che pensavano essere stato il suo lo celebravano con giuochi di donzelle. Spiegate queste cose. Pallide & Athene è nome convenevole ad altr e Minerve. le posero la Civetta. Indi chiamarono con molt i nomi. & Erva. & v'aggiungeremo alcune cose historice. che tra loro contrastavano. Di qui fingono Mi nerva. che fu figliuola del secondo Giove. cioè la Sapienza. a lei dedicata invece dell a Cornice. da Min. Ma Tritonia è detta da un loco ò vero da un laco. Et ella istessa medesimamente ivi dice: Io sono uscita dalla bocc a dell'Altissimo. che gli habitanti istimarono quella essere ivi nata . come dice Alberico. l'ordine incominciato voleva che fosse scoperto quello. anzi sempre è pura. si come anco la Nottola vede nelle tenebre. Et in quanto alle cose temporali è sterile. Percioche. le arme non s'appartengono a questa. no n sapendo alcuno da quali contrade ella si fosse venuta. egl i si scriverà più di sotto. come in una fortezza del corpo. fu aggiunto loco alla favola ch' ella fosse nata dal cervello di Giove. Vog liono adunque Minerva. Si cuo pre con una veste a tre falde. che conosciamo i parlari dei savi essere orna ti. il quale in Africa è detto Tritone. che fingono sotto coperta di sensi diversi. La Nottola poi. che sentirono poi del suo contrasto. si potesse difendere con tutte le forze a suo maggior potere. intiera & perfetta. ella comparse in habito virginale appr esso il laco Tritone. & di quel seme ch'in terra cadè nacque un fanciullo. & in sua difesa. Dall'altro lato diede ampia licenza a Minerva che. dove si tratterà d'Erittonio & di questo contrasto. A lei appresso è con sacrato un arbore dipinto. la testura & molte altre co se artificiose. onde cacciate via le ciancie & il garrire. cioè la terra. non si curando di ciò i Poeti. accioche per questo si conosca. Percioche i Fisici vogliono tutta la virtù intelletua le essere locata nel cervello. Minerva poi è derivata. ch'egli vedesse se la poteva conquistare & ridurre a fa r le voglie sue. ess endo i frutti della Sapienza eterni. che vuol dir mortale. egli è da passare a ll'historia. mentre Vulcano faceva ogn'opra per metterla di sotto. ogni sapienza viene dal Signor Iddio. nè il contrasto di Nettu no. & spec ialmente di quei. che gli antichi havessero potuto comprendere sotto i figmenti. che Vulcano si corruppe. c ome afferma Leontio. che tanto è come discesa da Iddio. che la Sapi enza mai non si macchia per alcun appetito nè atto delle cose mortali. Et cosi veramente con industria finsero quella non come noi si amo generati. & ella in contrario gli facesse resistenza. per premio delle saette da lui a quelle fatte con le qual fulminò i Giganti. lucida. perche quel giorno natalitio. & gli le consacrarono un elmo in cima un'asta dipinto. & le favole ne fanno fede. ma dal cervello di Giove essere nata. che Minerva fu una certa donzella della cui origine non s 'ha cognitione. è per dimostrare il savio con l'avedimento conoscere le cose poste in o scuro. Nè da . Questa adunque havendo trovato il filar della lana. avenne.r sposa al padre suo Giove. t anto più facilmente fu tenuta Dea quanto meno la di lei origine fu incognita. in quanto a questo sterile non poteva conceder e nè può dare. affine. la quale essendo di grand'ingegno. Ciò. Et pe rò lasciate quelle scovriremo l'altre. come dice Eusebio. di che dove d'elle si tratterà. Là onde Giove. prima appresso Titonia palude over lagho d'Africa comparve. dia opra in haver riguardo a tempo & luoghi. là dove ella al prim o tratto comparve. Indi a lei si attribuisce l a virginità perpetua & poi la sterilità. on de nasce la sapienza essere immortale. affine ch'intendiamo ogni inte lligenza & ogni sapienza essere infusa dal profondo segreto della sapienza divin a. ma più tosto sono di quella Minerva. che tutti quanti i figment i giù locati non s'appartengono a questa Minerva. Esposte adunque le fittioni in questo modo. eleganti & molto limati. per dimostrare la singolar s ua nobiltà lontana da ogni terrena sporcitie & feccia. Dice nondimeno Pomponio Mela nella sua Cosmografia. fu tenuta per famosa Dea. essere uscita dal cervello di Giove. regnando Ogigi in Attica. Perche. cioè la sapienza. Pallade. & sapere. fioriti. Di costei dice Agostino nel libro della C ittà d'Iddio che. col testimonio della sacra scrittura. & essendo inventrice di molte opre. si come è stato detto. accioche siano intese le parole de' saggi. nata dal cervello d'Iddio.

& le sue membra raccolte in un panieri. Eusebio nel libro dei Tempi dice. appresso gli Egittij e ssere stato tenuto Iddio. Il Re d'Argivi Apis. Appresso. Oltre di ciò. ma poi dagli Egittij essere stato fatto Iddio & figliuolo di Giove. che se alcuno havesse ardire chiamar quello essere stato huomo. . Onde Soron & Apis. che da loro si venne a tal conditione (affine. che i pazzi Gi udei nell'heremo adorarono in loco d'Iddio il capo di questo toro. Ma andasse egli quando si volesse in Egitto. havendo alquanto tempo signore ggiato dopo la morte di Foroneo agli Argivi. chiamata da tutti sepoltura.Eusebio è differente Agostino nel tempo. Varrone ne renda facilissima ragione. come rifferiscono alcuni. hav endo già tolto l'Iside per moglie. a bastanza da tutti è creduto. prima Sorapis. dimostrando il silentio. trovato un toro bianco. nei sacrifici cioè nei februi intravenirgli il crivello. dimostra Macrobio nel libro dei Saturnal i questo Apis con gran riverenza appresso Alessandria d'Egitto essere adorato. Ma Leontio disse costui essere stato figliuolo di Foroneo & di Niobe. fu in tanta riverenza Apis appresso gli Eg ittij. Altri poi dissero lui essere stato morto dal fratello Tifeo & a brano a brano stracciato. dice Rabano. Ma Eusebio scrive ch'egli fu Re di Sicioni. & ivi dice che. che publicamente fu ordinato. Et perche ciò si faceva ogni anno. con il cui istesso Eusebi o scrive Giove prima. Et il mai non cercato a pieno Osiri. ch'è in Africa in una Isola molto l ontana. poscia. & d ove da quello egli è stato detto. che per la distanza del tempo molto più inferiori siano gli altr i. percioche l'istesso Eusebio dimostra Foro neo & Ogigi essere stati ad un medesimo tempo. Et perciò io ho ascritto costei fig liuola al primo Giove: attento. Oltre di ciò. sorella & moglie sua. & ottenuto quel regno. Et cosi fu il prim o Giove. Eusebio parl a secondo altri egli essere stato Re degli Argivi & haver regnato cento anni dop o Giacob. indi cangiata una lettera come si suol fare. Perche l'arca nella quale s i mette il morto. Ch'egli poi se n'anda sse in Egitto & togliesse per moglie l'Iside. lo chiamarono Osiri. in greco si dice Soron. & ivi le ripose. che a alcun altro. Et cosi pare. che s'istimi Apis essere il Sole. Del tempo suo poi. che ciò istimano vero. subito gli fosse ta gliato il capo. onde poi fu rivolto in re ligione. f u poi detto Serapis. il quale fu poi Re d' Argivi. i quali non prima restarono di cercar lei che. Et vogliono. diversa è l'opinione de' scritt ori degli annali. essere nato d al lungo ricercare dell'Iside quello. che lungamente fecero gli Egitii. Ma Beda in quel libro ch'egli scrisse de' Tempi dice n el tempo di Giacob da Api essere stata edificata Menfi. per disio di gloria & ingordigia di maggior reame passò in Egitto. Ma la Iside poi portò le membra raccolte oltre la palude Stigia. Perche alcuni dicono al tempo d'Abraam la Grecia da lui essere stata detta Apia. havendo Api creato governatore dell'Acaia Egialeo Re & suo fratello. & ivi hav eano incominciato honorare il sepolto. & ultima mente trovato. altri poi vogliono che. Ma si come del suo tempo si dubita. fu figliuolo di Giove & di Niobe figliuola di Foroneo. disse Iu venale. che Apis. ò morisse come si volesse. Del nome suo poi: perche doppo morte fosse detto più tosto Sera pis. pria. tra tutti gli altri Dei degli Egittij maggiore. se n'andò in Egitto. il quale gli Egittij istimarano Serapin. essendo navigato in Egitto & ivi morto. del qua le nel libro della Città d'Iddio cosi dice Agostino. che la sua divinità non pote sse essere machiata da alcuna ombra l'humanità). Di questo Api si narrano molte cose. che Apis. che hebbe insegnato molte cose a quegli huomini rozzi fu incominciato ad essere tenuto per Dio. fu creato Sarapis. Et per ciò in ogni tempio la sua imagine stava con un dito posto i nanzi alla bocca. ò foss e sepolto ad ogni via. che più piaccia. secondo figliuolo del primo Giove. & edificò la città di Menfi. & a quello ritrov ato usando vezzi. a ffermando ch'eglino fanno quello honore al Sole. quelli. Apis Re d'Argivi. & lungamente cercato dalla moglie Iside. che più a lei parmi convenirsi per lo tempo. che gli fosse il tempio edificato. Perche alcuni vogliono lui essere morto appresso gli Egittij & sepolto. già nato Giacob. che con nessun altro essersi congiunto. attento. cosi anco della sua morte si dicono diverse cose. & a lui essere successo herede nel reame di Sicioni. percioche.

si come di sopra habbiamo detto. che fu huomo. e appresso e' venti caccia Con furia. che fosse proprio. Mercurio primo. Diana prima. conciosia. figliuolo quinto del primo Giove. che di sopra è stato de tto di Giove essere stato ornato di cosi famoso nome. Sono di quelli. & ornato d'animo grande & reale. e i lumi insieme Con morte segna. Istimo anch'io costei essere stata vera figliuola di questo Giove. nondimeno non dice di qual madre nascesse. Scrive Tullio nelle nature degli Dei il primo Sole essere stato figliuolo del primo Giove. Appresso Horatio di lui cosi scrive nelle Ode. viene adorato. che in luogo del Sole da gli Egitt ii. i fieri volti Degli huomini novelli pur formasti. Con quella apporta i sonni. quarta figliuola del primo Giove. che vogliono costui essere stato Apis. Prima si lega i suoi talari. & non ritrovato. & Proserpina. Egli è da credere anco. La prima Diana fu figlia del primo Giove. non è quella. I quali d'oro sopra il mar con l'ali In alto. dicendo. Oltre di ciò Statio gli aggiunge il capello. che egli sia stato al tramente non mi ricordo haverlo ritrovato. e ferma i nuvoli turbati. benche leggiamo più huomini essere stati Mercurij. come nel medesimo libro di sopra afferma l'istesso Tullio. over sopra la terra insieme Velocemente il portano liggieri. tuttavia rigua . Scriveno i Poeti costui essere stato messaggiero de' Dei & lo ro interprete. & col cappello Tempra le stelle. Scrive di lui Virgilio in questa forma. & di Proserpina haver conceputo il pennat o Cupido. Nondimeno.Il primo Sole terzo figliuolo del primo Giove. Piglia la verga poi. tuttavia sono certo. è anco possibile. Ma quale ella si f osse. con la qual'egli Leva dal centro l'anime tremanti Et altre qui nel mesto Inferno manda. che segue. Et quello. Onde con diversi ornamenti lo dipingono. accioche per quelli s'in tenda la varietà dei suoi affari. Et ventilla le chiome. & in quella guisa.. O Mercurio d'Athlante alto nipote. Afferma Leontio Mercurio essere stato figliuolo del primo Giove & di Cilen e ninfa d'Arcadia. Che con la voce de l'ornato canto De la tua pura cetra. che fosse un huomo notabile. & non putativa. leggendosi c ostei di Mercurio figliuolo di Libero. Ma io. f amoso. ai piedi. Et essendo quel nome assai usato dal le donne. & cosi fu differente da Apis. ch'i Poeti fanno cosi famosa di perpetua virginità.

La qual opinione ridiculosa benissimo tocca Virgilio. non solamente nel Moto. Et come afferma esso Andalone. eloquenza & memoria d'historie. secondo. haver in sé la descrittione di tutte le cose. fugge essere veduto da' mortali. Perche Albumosaro. & che significa dilettatione di concubine. essere state mandate in noi a morire & a passare nell'I nferno. dolcezza di ragionamenti. si come chi si cuopre col capello schifa le pioggi e & il Sole. Indi mandati siam per l'ampio Elisio. mentre dice. Tornino a riveder le cose state. pi età. ma per la veloce donatione & apprendere delle proprie tà sopracelesti de gli altri corpi. disci plina. affine. poca allegrezza. & farsi humane. scrittori. credenza. & questo aviene per lo temperamento del la sua sicità & frigidità. mio precettore. libri. come. compride. accioche più chiaramente si manifesti quanto si convengano con gli Astrologhi. Et l'huomo Mercuriale con l'astutia cuopre il suo intento. concetto gli huomini. colorationi diverse. astutie. che il dì lungo a pien fornito il tempo Leva la peste generata. di lui ne i prescritti versi haver inteso i Poeti come. bugie. scienza di cose future. Di cono adunque. per dimostrarci che. e il puro Ethero senso lascia. più tosto presumeremo. sottigliezza d'ingegno. velocità & disio di signori. bellezza. che dal capo pigliamo il principio. che siano scritte sopra il Mercu rio pianetta. cosi celesti come terrestri. secondo le quali egli subito partisce i suoi affetti . artefici manuali. & indi passare nei campi Elisi. considerationi di cose rimotte. c'hanno il spatio di mille anni) Iddio in gran schiera al Letheo fiume chiama Affin. & a p ochi è noto. rarissime volte certamente veduto. Che poi con la verga. profondità di consiglio. huomo tra gli antichi di grandissima auttorità. negotii. liti. che l'istes so si possa anco dire degli huomini Mercuriali & anco si dica. auguri. . Aritmetica. Et quello lode. qui è bisogno più acutamente aprir l'orecchi. e il foco insieme De l'aura pura. misura l'effetto & il poter e. & anco l'huomo Mercuriale d'intorno ogni opra sua. & mill'anni da poi essere guidate da Mercur io di fiume Lethe. & maggiormente se riguardaremo qualmente con quelle cose. Et appresso. concordia. Oltre di ciò. che de l'oblio gustate l'acque. che si poss ano applicare ad un huomo. Ma piacemi piu largamente dichiarare l'intento di Poeti. con i maschi è maschio & con le femine femini le. ruina della sostanza. & appresso tonsura di chioma. Ma l'honorato Andalone. che ne partecipa. cosi Mercurio coperto da i solari raggi. cioè con la sua potenza. & molte altre cose si dino tano. che incontanente s'appiglia a quella ch'egli s'accosta converte la natura dell'huomo. ubidienza. Fin. pace. Et pochi possediamo i campi lieti. acciò bevendo di quello si scordassero le fatiche della present e vita. là onde si comprende la voce & l'astuta inclinat ione degli huomini mercuriali. & ivi essere tormentate fino attanto. dolcezza di versi & canzoni. furti. Furono veramente di quelli i quali istima rono tutte l'anime degli huomini al principio essere stato create insieme. Haver poi l'ale ai taloni dinota la sua velocità. che poco di sopra di lui scriveno i Poeti. Per le quai cose facilmente possiamo comprendere ch'essendo di cosi converte vole natura. il quale a lui cir ca l'epiciclo è velocissimo. richiami l'anime dal centro. fama. Geometria & A strologia. povertà. di complessione l o chiama calido & secco. conservatione d'amicitia. essere coperto con un capello. La verga poi gli è attribuita per le varietà dei corp i che a lui si congiungono. chiarezza & oracoli di Poeti. & cosi desiderassero di novo ritornare ne i corpi ai quali Mercurio le r ichiamava. che sono scritte dagli Astrologhi si confacciano le dette dai Poeti. che si d imostrerà nelle seguenti. onde pei queste tutte (Girato. afferma Mercurio essere di cosi pi eghevole natura. che purghino le cose commesse in v ita. & dop o. bontà. ai quali quasi sempre cong iunto.rdando quelle cose. testimonio falso. Di novo incominciando ad haver voglia Di ritornar nei corpi. Sopportiamo ciascun l'anime nostre.

che l'istes . che fosse sopra l'indovinare. cred'io. Proserpina prima figliuola del primo Giove. che una istessa fosse di lui figliuola. perche l'ottenne. che sia il Dio dell'eloquenza. che Tritopatreo. nel qual tempo molti istimano l'anima rationale essere infusa nel conceputo. & anco insegnò agli Atheniesi l'uso del vino. constrette le donne alla guerra. nondimeno istimo. se le frondi della spetie di tal l auro sono messe sotto il capo d'uno. nel quale. & anco dimostra. che fossero molto da poi. Le quali cose non nego. a Tullio. che gli signoreggia. la quale pare. & ottenuta la vittoria ivi haver edificato la c ittà di Nisa. & Archos Prencipe. Similmente dice. che dorma. che non potessero essere sta te in questo modo. perche dicono. il qu ale pria di lui alcuno non havea meritato. Il che è possibile. p erch'egli col suo freddo alle volte suscita quelli. & Dionisio ottavo figliuoli del primo Gi ove. qua & là le ne bbie sono portate dai loro sforzi. conciosia che. cioè dall'inferior loco. Ma il contrasto del Tripode. & da quelli fu chiamato libero . Cosi d all'Orco. senza dubbio egli vedrà veri insog ni. & anco hoggi dì. Ma di Cilene fu detto per colorar la fittione. perche per lo freddo & per lo secco. & come conservati sott o la difesa d'ottimo padre. & secondo l'opinione degli antichi va all'Inferno. Indi ritornando vittorioso fu il primo. Che poi le mandi ai Tartari è opinione de' Fisici. & di Proserpina. Attento. ò perche prima f u adorato appresso Cilene monte d'Arcadia. che ha tre radici. dove tratta delle Nature de' Dei. che si legge che. che di sotto si diranno trattandos i degli huomini mercuriali. Conciosia che. Ebuleio & Dionisio furono figliuoli dell'antichissimo Giove. viene revocata l'anima nel corpo di quello c'ha a nascere da Mercurio. Dice Cicerone. & havendolo vinto meritò il cognome d'Hercole. & essere consacrate ad Apollo. de' ladri & d'alcun'altre cose. che è presidente al porto. Piace appresso. cioè primo Re d'Atheniesi. che Ebuleo. ch'è il togliersi il sonno & scioglie rsi in morte. Ebuleo settimo. l'anima si disgiunge dal corpo. di mercanti. ma però non dimostra la cagione. qual'è la vera complessione di Mercurio. vivendo lui si tenevano liberi. Tritopatreo sesto. suscitati. che fossero famosissimi huomini. Togliere poi & dare i sonni è l'istesso con quello ch'è stato detto giudicare i nascenti in vita. Nondimeno io credo Ebuleo essere stat o molto più antico d'Antheo. mancando il callido & humido radicale. e. che. che Dionisio mosse guerra agl'Indi. che nie nte io non ritrovi di loro. è grandissimo nome. questi tali allori paiono hav ere l'istessa virtù. chi mi credere. & padre. Il che veramente afferma anco Leontio. essendo prima detto Dionisio. che sia attri buito a Mercurio. I quali. dic e Paolo le Tripode di Febo essere una spetie di lauro solo. Et afferma costui essere stato a contrasto con Apollo sopra il tripode. Cacciare i venti è opra di Mercurio. perche essend'egli iddio dell'indovinare. onde non so. che nel sesto mese sta nel ventre della madre. tratto dalla fama d'Antheo figliuolo della Terra. Che poi fosse figliuolo di Giove. a ttento. che significa darli il sonno. Ma Leontio d ice. & perciò queste nei libri de' Pontefici esser dette Tripode. & nono figliuolo del primo Giove. andò a trovarlo per giuocar seco alla lotta. che Ariarches significa Prencipe dell'armi. Tullio dimostra Giove haver havuto alcuni figliuoli di Proserpina. Il che a' que tempi. il primo & antichissimo Hercole essere stato fig liuolo del primo Giove di Lisico. che s'imaginò la pompa del Tri onfo. Paolo vuole che. adunque furono delle guerre overo dell'a rmi prencipi. come.Questo ufficio adunque di rivocar l'anime ai corpi vogliono. Percioche Aris in greco suon a latinamente Marte. è stato finto perche è creatura d'Iddio. & questo per opra di Mercurio. & che di questa medesima overo d'a ltra donna havesse una figliuola chiamata Proserpina. ma nondimeno istimo. Hercole primo. conservata l 'honestà ch'egli havesse Proserpina per moglie. che in Athene furono chiamati Ariarchi. perciò fosse chiamato poi Hercole. Vogliono anco.

rit rovarono gli armenti involati. avenne.so Tullio voglia. & gli offerse un Toro s'ei gliela insegnava. segretamente pian piano gli havea tolta fuori della faretra tutte le saette. accordatisi insieme. & dal nascimento suo chiamato Niso. . poco inanzi edificata dal padre. fu tanto veloce de' piedi che nel corso vinceva tutti gli a ltri dal suo tempo. Ultimamente. & incominciando a mugghiare gli altri tori con i loro muggiti g li rispondevano. Per la qual cosa lasciato il primo nome fu chiamato Stilbone . & quella tomba cangiato il nome di Batho fu detta Indice. qui non mi s ono curato scrivere alcuna cosa. che poco di sopra è stato detto Libero. Di che sdegnato Mercurio lo converse in s asso. Et dicevano lui. Ma perseverando in tali misfatti non per avarit ia. per far esperienza della fede di Batto. Nondimeno Eusebio ò di questo ò d'altro (il che anch'i o più tosto credo) descrive. Poi havendo apparato l'arti magiche. Mercurio secondo figliuolo di Libero. & andati. Il che (come affermava l'istesso Leontio) se bene he bbe principio da un giuoco. & A uttolio. Cicerone nelle Nature de' Dei chiaramente testimonia il primo Libero esser e stato figliuolo del primo. & Apollo diede a lui la sua verga. l'incominciamento nondimeno accrebbe tanto appresso gli Atheniesi & Arcadi che dopo la sua morte gli furono edificati tempi & fatti sacrifici. confidatosi nella sua divinità. Ma Leontio istima costui essere stato uno istesso c on Dionisio detto di sopra. co n tal patto. & di Proserpina. non ricordandomi altr o. che un certo huomo chiamato Batto. ma Mercurio fattosi invisibile non puotè essere offeso. Libero primo. Indi cangiatosi in un'altra sembi anza. che Mercurio. & da noi volgarmente Pietra da paragone. Fi nalmente Apollo. se ne rise. Un'altro Mercurio differente dal detto di sopra fu figliuolo di Libero & d i Proserpina. per instinto naturale: essendo appresso bello huomo. che fu molto doppo questo tempi. chiamata Batho. che gli ricercavano. eloque ntissimo & d'intorno tutti gli essercitij manuali d'acutissimo ingegno. che tra tutti gli altri suoi fratelli fosse huomo famoso. che generò Cupido. per non poter essere da lui offeso. Ma per caso essendosi separat o un toro dagli altri compagni. che questo haver letto di lei. et grandement e dilettandosi di ladronezzi imbolò gli armenti a Foronide sacerdote d'Apollo Delf ico. che le havea perdute. onde pigliato l 'arco con le sue saette volse uccidere Mercurio. là onde udita la voce da quei. delle q uali. & si sforza dimostrare. ma. il quale generò Mercurio se condo. conobbe il furto. che fosse moglie di Libero suo fratello. finalmente divenne suo amico. Di che l'irato Apollo essendosi acco rto. del quale è recitata tal favola da Teodontio: Che havendo egli rubbato le vacche d'Apollo. Stilbone poi havendo fuggito con l'arti sue l'impeto dell'irato Foronid e. ne donò una al detto. Leontio d'intorno questa favola diceva questo Mercurio essere stato figliuolo di Dionisi o. che in latino suona veloce. come afferma Theodontio & Corvilio. venne a lui fingendo d'essere colu i. Diceva appress o Paolo ch'egli havea letto altrove. Ma alcuni vogliono c h'a costui fosse sorella & moglie Proserpina. che cadè ent ro quella tomba. & volendo ritornare a quelli. havere le sue insegne. & che di lei havesse Mercurio seco ndo per figliuolo. si come gli altri dei. & maravigliandosi della sua astutia. che non palesasse il detto furto. & quelli havea riposti dietro una certa tomba di pietra. fu nomat o Mercurio & Dio dei ladri. che alcun altro non l 'havea veduto eccetto. essendosi imaginato dell'ira d'Appollo. undecimo figliuolo del primo Giove. con i quali si sforzavano farselo favorevole quelli a' quali era stat o involato alcuna cosa. affermando per sua deità molte cose conservarsi & anco ric uperarsi. perche di sotto sono per dire dove tratterò del terzo Mercurio. chiamato dagli antichi Indice. come diceva. Onde cresc iuto in adolescenza. Mercurio concesse ad Ap ollo la cettra da lui trovata. Onde Batto gli rivelò tutto quello c'havea veduto. che a quel tempo era tenuto di maravigliosa auttorità. & seco fece pace. per cioche nacque appresso Nisa d'India.

il qua le Ovidio dell'origine di costui recita tal favola. che Lichione fu bellis sima figliuola di Dedalione. senza. che Auttolio nel suo nascimento hebbe in ascendente Mercurio. fu figliuolo di Mercurio & Lichione. colui ch'ella havea conceputo di Sisifo fu tenuto figlio di Laerte. per tale fu chiamato. Auttolia figlia del primo Sinone. & nato. cioè di Mercurio hebbe Aut tolio & di Apollo Filemone. Sisimo figliuolo del primo Sinone. & hebbe signoria appresso Parnaso. che Sissimo fu figliuolo del primo Sinone. i quali amendue ricercandola in uno istesso giorno. Apollo poi vi andò la notte. la . fu figliuolo del secondo M ercurio & della prima Diana. Come piace a Servio. dicendo: Di Sisifo del sangue uscito. Et Servio dice questo istesso essere stato ladro. & di frode eguale a lui. la toccò con la sua verga fac endola addormentare. non potendo sopportare il dolore con un canape si sospese. & con lei si giacque. Il primo Cupido. il quale hebbe seco a congiungers i. Pennato p oi istimo. Il che circa due sensi poterono intenderci quei c'hanno finto. che non pareva tralignare del padre. quasi un altro Cupido. come piace a Ovidio. Ond e cosi pregna essendo andata alle nozze del marito Laerte. Dice. Et Apollo per l'istessa cagione s'acquistò Filemone. si come si ved e nell'Odissea di Homero. Sinone fu figliuolo (come piace a Paolo) d'Auttolio. dove recita qualmente. sempre dipi nto garzone & bellissimo. che l'uno sapesse dell'altro. & madre d'Ulisse. Ma Euttolio tra i ladri divenne famosissimo. a tutti due la notte seguente promise il suo congiungimento. & padre del secondo. Costei. & medesima mente seco hebbe a fare. che leggiermente ingannava ogn'uno. Auttolio figliuolo del secondo Mercurio. essen do stato bellissimo fanciullo a guisa di Cupido figliuolo di Venere. come si dice. Et forse anco. come dice Tullio & Theodontio. Costei essend osi maritata in Laerte Re d'Erachia. Istimo il diverso successo del fine di questi due fratelli haver dato materia a questa fittione. essendole falsamente riportato Ulisse sotto Troia es sere stato morto. che lo chiamassero perche fu giovanetto velocissimo nel corso. & venuto il tempo del partorire. Et di furti. Auttolio. di maniera. senza poter indugiare. appresso Parnaso da un cignale fu ferito Ulisse. che generò Sissimo & Auttolia. di mani era. & che l'uno & l'altro di loro fo sse attribuito figliuolo a quel Dio del quale imitò i costumi. che fu padre del secondo Sinone. & andando a marito (secondo l'opinione d'al cuni) fu assalita & presa da Sisifo assassino. Auttolia fu figliuola del primo Sinone. che generò il primo Sinone. dai quali partorì due figliuoli. Sinone primo figliuolo d'Auttolio. nè di lui mi ricordo haver letto altro eccetto. il quale dicono essere stato pennato. Filemone poi fatto citharedo dimostrò ch 'era stato figliuolo d'Apollo. Et sono di quelli che vogliono da tale congiungimento essere nato Ulisse. Onde Me rcurio. Prima d'intorno il nome. che molto piacque ad Apollo & a Mercuri o.Il primo Cupido figliuolo del secondo Mercurio. che si facesse notte. Dice Servio. Generò egli Siss imo & Auttolia madre d'Ulisse. il quale nell'essercitio di ladronezzi di maniera s i trasformava in varie forme. & però fu detto suo figl iuolo. il quale col suo tr adimento fu cagione della ruina di Troia. Il che Aiace figliuolo di Thelamone appresso Ovidio nel contrasto dell'armi d'Ac hille a lui gitta in occhio.

essendosi maritata in un certo Telegono. che Ina co regnò fino agli anni del mondo tremilatrecento & novantasette. come poi si vederà. Onde secondo que sti bisognò questa essere un'altra Ione. volontariamente si lasciò pigliar e da' Troiani & condurre dinanzi al Re Priamo. ma una più antica. Del suo tempo. che hebbe per madre Iside figliuola di Prometheo. che fu figlio di Thelegone. Epafo duodecimo figliuolo del primo Giove. percioche parmi il suo tempo più convenirsi con Ione figlia d'Inaco & Iside di Prometheo. Costui. che Greci volevano partirsi. Hora. Costei (come dice Isido ro dove tratta dell'Ethimologie) fu reina di quella parte dell'Africa la quale d al suo nome è detta Libia. può ogn'uno darsi per madre. corrotto da quelli. che facciano del padre & della madre. alcuni dicano. la quale essendosi congiunta con Nettuno. che fu poi immanissimo tiranno. non quella. divenuto invento . Libia figliuola d'Epafo. & ivi essere stata nomata Iside. d al quale partorì Epafo. cioè con altro huomo differente da Egit to. si come più a basso parlandosi d'Iside apertamente si tratterà. Sinone secondo figliuolo di Sissimo. Di costui dice Lattantio. Là onde io seguirò la fama più commune & dirò. il quale generò Danao. Egisto & Agenore. ma. si come a Lattantio piace. & che d a quella hebbe alcuno figliuolo. & haver edificato Babilonia d'Egitto. intieramente si reciterà la favola. Il qual Epafo. & poi con false parole persuase il Re & gli altr i Troiani a torre entro la città il cavallo di legno. andando le cose non molto prospere. che più gli piaccia. Percioche col testimonio d'Eusebio. a cui si maritò dopo la morte d'Apis. ritrovandosi poi. lasciate le varietà ho detto Epafo essere stato figli uolo del primo Giove. che finsero di partirsi dall'assedio. Ma Gervaso Telliberese nel libro degli otij Imperali scrive Epafo essere stato fig liuolo d'Heleno & d'Iside. Ma Theodontio & Leontio egualmente dicono. tuttavia dandogli ad intende re. Indi l'istesso Eusebi o poco dopo dice la predetta Ione essere andata in Egitto l'anno quarantesimoter zo dell'Imperio di Cecrope. do Ione figliuola d'Inac o fu figlio di Giove. dove. non meno disco rdano gli antichi di quello. egli è da rivolgere il parlare ad Epafo Egittio & alla sua gran dissima discendenza. Belo. che fu nora di Perseo. che fu figlio d i Giove. il quale fu l'anno del mondo tremillesettecento & di eci. ilquale gli antichi dicono (secondo Paolo) fu figliuolo d'Epafo. il che dimostra lui essere stato huomo di non pic ciolo ingegno & sapere. & dal pri mo Sinone suo zio cosi detto. ciascuna delle quali. essendo andato con Greci alla distruttione di Troia. dove la interrogò di molte cose & sopra molte fu ammaestrato. come mostra Ovidio. il quale generò Libia & Belo. dove tratta dei Tempi. Ma io. il quale signoreggiò ci rca gli anni del mondo tremilasecento & quarantasette.quale da poi (come scrive Homero nell'Odissea) nell'Inferno ritrovò & conobbe Ulis se. che habbiamo spedito tutta la prole del primo padre Libero. Appresso il quale primieramente c on maravigliosa astutia s'inalzò. come dicono. Cosi tra loro gli a uttori sono differenti del padre & della madre. che quella d'Inaco. Nondimeno Pl inio scrive nel libro dell'Historia Naturale costui essere stato l'inventore del la significatione speculativa. che fu moglie Cassiopia. Iside. Belo Prisco figliuolo d'Epafo. figliuol o del primo Giove. di lui partorì Busiri. Il Secondo Sinone per testimonio di Servio fu figlio di Sissimo. che fu figliolo d'Ione & Giove. Nondimeno Eusebio nel libro dei Tempi dice. & d opo lui nel più lontano Egitto hebbe signoria. la qual'opra più certi auttori affermano essere stata di Cambise Re di Persi. come dimostra Virgilio. dove si scrive d'Ione. Libia nacque d'Epafo & di Cassiopea sua moglie. Che poi avenisse di lui non lo so. che Giove hebbe a f are con Ione figliuola d'Inaco regnando Cecrope in Athene. della cui concettione più di sotto.

Fu Danao figliuolo di Belo Prisco. che poco si confidava nelle sue forze. Di che per schifar il pericolo. a cui già havea post o amore. che fosse sprezzato dal fratello. & s otto colore di eternità. Le figliuole di Danao con i propri loro nomi ci sono quasi incognito. ma non si sa di qual donne. solamen te si navigasse per lo mar rosso. fatte leghe con i Prencipi come per conservarle. che prima havea signoreggiat o undici anni alli Argivi. Et si come habbiamo perduto i nomi. Et afferma appresso. i l quale hebbe anco nome Armaide. montato in nave venne in Argo. cioè a cavar acqua d'un pozzo & empirne alcune urne senza fondo. le donzelle volendo ubbidire al padr e. che questo Danao. c'hebbe cinquanta figliuole. trovate le navi dal Re Eritra. fu il primo. nei tremillesettecento & sedici anni dopo la cr eatione del mondo incominciò regnare appresso gli Egittii. atte nto. che a pena il nome di tre sole è pervenuto all'età nostra. ciascuna entrò col suo sposo nel letto havendo seco un coltello nascosto. mentre passavano contra i Thracesi. eccetto Linceo over Lino. Nondimeno i Poeti hanno finto queste essere nell'Inferno condennate a tal tormento. Sdegnato adunque Egisto. Tra le quali s olamente si sa il nome d'Hipermestra. che dall'Egitto in Grecia dimostrò il cav are i pozzi. Di Belo le figliuole empie. & l'istesso conferm a Lattantio. Finalmente. comandò ai figliuoli ch'il seguissero. che hebbe cinquant'anni. nè in Babilonia d'Egitto. dopo il commesso peccato. overo di Linceo suo sposo. che credano i Messi & i Troiani nell'Helesponto esserne stati i primi in ventori. Le cinquanta figliuole di Danao in generale. come afferma Paolo. il quale anco inanzi Paolo Orosio dice Danao figliuolo di Belo have r havuto da più mogli cinquanta figliuole. co n inganno furono presi. Perche. Ma Theodontio dice questo tempio essere stato fatto doppo Belo per astutia di Giove Cretese. Di che ammaestrate le f igliuole dal padre di ciò c'havessero a fare. Con la quale astutia grandemente il suo nome & la d eità fu inalzata. che passasse i l mare con navi. fece nei loro Reami edificare molti Tempi. che in Babilonia gli fu edificato & consecrato a Giove B elo. come scrive l'istesso Plinio.re & dottore della disciplina celeste meritò dagli Egittij (secondo ch'afferma il detto Paolo) un tempio. regnato. che quasi all'istessi tempi per opra sua dalle cinquanta sue figliuole furono amazzati i cinquanta figliuoli di Egisto suo fra tello. & quelli col t itolo del suo nome adornare. f u morto da Linceo. che n on ritornassero verso casa se prima non amazzavano Danao. cosi anco le loro fortune. se haver a morire per le mane d' un genero. ma a Belo padre di Nilo Re degli Assiri in Babilonia de' Caldei. Benche siano di quelli. attento. ordinandogli. pigliata l'occasione scannarono tutti i suoi mariti. sono andate in oblio. Onde per la crapula & per la allegrezza esse ndo facilmente adormentati tutti i giovani. secondo Pli nio nell'Historia Naturale. Danao anda tosi a consultare con l'oracolo hebbe risposta. & ivi lungamente sotto il nome di Saturno con sacrifici & diversi honori essere stato adorato. Dice Eusebio. Oltre ciò furono a Belo Prisco alcuni figliu oli. On de dice Ovidio. i quali poi cacciarono dall'Imperio Galanone suo succ essore & tolsero Danao. Altri sono. dove cacciò dal reame Steleno. la quale havendo compassione di Lino. Danao figliuolo di Belo Prisco. da quello. gli perdonò & gli scoperse il trattato. C'hebbero ardir dar morte a' suoi germani. il quale gli fece abondanti d'acque. che dicano questo Tempio non essere stato drizzato a Belo Prisco. Amimone & Buona. Le quali havendo a lui dimandato Egisto suo fratello per nuore. La onde combattendo eg lino contra il zio in Argo. Ma cacciato poi d'Egitt o se ne venne in Argo. nè di fede mancò alla promessa. che per inanzi. eccetto Hipermestra. . Percioche egli gli promise secondo il voler d'Egisto dar li sue figliuole per moglie. il quale. Et aff erma Plinio nel libro dell'Historia Naturale ch'egli fu il primo. e crudeli. che medesimamente havea cinquanta figliuoli.

. secondo. secondo Lattantio. & cosi seco si congiuns e. Costei. Buo na essere stata figliuola di Danao & maritata in Atelante. Vuole Dite Candiano. Iasio & Acrisio suoi figli uoli. che poi di Giove hebbe Dardano. uno di cinquanta figliuoli d'Egisto. Overo. che Danao la facesse imprigionare. & solo per compass ione d'Hipermestra tra cinquanta fratelli schifò la morte. do ve si tratterà del nascimento di Nauplio esponeremo. Fu Egisto figliuolo di Belo Prisco & fratello di Danao. Linceo. perdonò al su o sposo Linceo. & di lui partorì Nauplio. che non havea voluto patire dal Satiro. Linceo. come dice Eusebio nel libro dei Tempi. cacciato il zio Danao in sua vece regnò in Argo. la donzella sopportò da Nettuno quello. che più tosto si dimostra quale sia la fatica degli h uomini effeminati & lussuriosi. regnando il padre Danao. Et Seneca Tragico in Hercole furioso: E indarno l'urne Portano piene Quelle di Belo. Costui hebbe cinquanta figliuoli. Costui. finì l'ultimo giorno. egli in suo loco nel reame successe. che cercano con vana diligenza accrescere. Fu Amimone. per li quali have ndo richiesto a Danao suo fratello le cinquanta figliuole per spose. che lo a mazzò. Egisto figliuolo di Belo Prisco. & una delle cinquanta s orelle. Istimo questo tormento essere a loro aggiunto accioche si descriva la sing olar cura delle donne. Amimone d imandò aiuto a Nettuno. come piace ad a lcuni. Hipermestra. eccetto Li nceo. le quali mentre con la soverchia vanità studiano accrescere la sua bellezza perdono la fatica. Costei. Ma fosse come si voglia. chiamato da Ovidio Lino. Amimone una delle cinquanta figlie di Danao. Quello poi. che si nasconda sotto questa fittione. dove scrive dell'Impresa di Greci contra Troiani. figliuola di Danao. tra quali fu Linceo. una delle cinquanta figliuole di Danao. regnato c'hebbe Danao cinquant'anni.Continuamente tornano per acqua Et la portano dove invan si versa. tutti nella notte delle nozze per comandamento di lui furono da quelle amazzati. essendo con i suoi dardi in un bosco a caccia nascosta. fu figliuolo d'Egisto. Onde Nettuno cacciato via il Satiro. fu ministra sacerdote del Re. Hipermestra. Et perciò vuole Ovidio. & fu sola. il quale a lei volendo poi usar violenza. alcui istimarono esser Iside. come nelle Pistole mostra Ovidio. Et ha vendo signoreggiato quarant'un anno. Nondimeno. che tra l'altre sorelle. Iasio & Acrisio. fu figliuola di Danao. Altri poi dicono. lasciato Abante. inaverte ntemente percosse un Satiro. c'hebbe cinquanta figliuoli. dal quale partorì Elett ra. che dimostra Eusebio nel libro dei Tempi. & si sminuisce quello. il quale generò Abante. Buona una delle cinquanta figliuole di Danao. i quali mentre con l'usar spesso il coito credon o empire quello. si come a bastanza habbiamo di sopra mostrato. si come è stato detto. sprezzato il comandamento del padre. che disiano: senza ottenere il suo disio ritrovano haver evacua to sé stessi.

c ome. Ma Ovidio rifferisce altra cagione di tal pazzia. & quale più gli piacesse di sue fi gliuole in moglie. che volevano precedere a lei. Ma io istimo. per la qual cosa la dea sdegnata. Ivi adunque fatti i dovuti sacrifici. Costui fu gran guer riero & huomo di acutissimo ingegno. che mostrano non sapere. a colui. & il solito furore partissi da loro. che s'istimarono esser vacche. & vuole. & alle viti inimica. entrando nel tempio di Giunone di maniera si levarono in superb ia. gli Hipocriti spesse volte con inganni haver condotti i sciocchi in quella ru ina. Proeto turbato per la disgratia le diede a guarire a M elampo. ardissero spesse volte preferirsi al padre Re. si come furono le altre. sprezzando l'offertagli salute cadono in perpetua morte. & come dice Vetruvio nel libro dell'Architettura le menò a Clitore città d'Arcadia. come afferma Barlaam. sopra loro mandò tal fur ia. ingannati una volta. che non si convenga a donne del vino. che le liberasse da tal disgratia & le tornasse nell a primiera forma. malamente Proeto sopportò tal sventura. le purgò & le ritornò nel primiero stato. & una di loro p er moglie. Merane figliuola di Proeto. come piace a Lattantio & Servio. serve & suddite al giogo. Il che esse ndo loro avenuto più volte. ch'egli fosse figliuolo di Belo Prisco. che generò Mera & le sorelle. che si volesse. fu ve duta da Giove & da lui amata. quei. le campagne. se bene riguardo la medicina di questo Melampo. regnò dicisette anni. che Paolo dica. Di costui come affermano quasi tutti fu moglie Stenoboe. Costei dice Paolo e ssere stata figliuola di Stenoboe. . Proeto poi. che fu fatto deg li armenti d'Hercole. le quali già cresciute in età & ess endo bellissime. fu figliuolo d'Abant e Re d'Argivi. & temendo di novo non essere ingannata. dicendo ch'elle nell'iso la Cea si tennero esser vacche percioche consentirono al furto. percioche ivi vicino è una spelonca dalla quale nasce un'a cqua. Dalla quale. che dinota quell'acqua non essere bu ona a lavare. Di che Giunone turbata. & cosi hebbe una parte del regno. overo Proeto. la quale essendo inchinata alle caccie & per li boschi seguendo Diana. si come dice Virgilio: Con mughi falsi di Preto le figlie Empiro i campi. e i colli. che ricuper ata sanità divenisse seguace di Diana. il quale facendole gustare l'acqua predetta le fece divenire inimiche de l vino. che chi di quella gusta si fa smemorato. Prito. & a lui successe Acr isio suo fratello. nacque di Linceo & Hipermestra sua moglie. Di che la giovane per vergogna del commesso peccato. ma Homer o dice Antiope. o nde instigando il vino in contraria parte la castità. & incominciarono a temer gli aratri nasconden dosi nelle selve. Onde. poscia. ch'hebbe signoreggiato vent'otto anni agli Argivi (secondo Eusebio) se ne morì. Prito figliuolo d'Abante. mentre il verace huomo alle volte cer ca & si sforza rilevarvi i caduti. secondo Leontio fu figlia di Preto & d'Anthia figliuola d'Anfianas ta. secondo Eusebio. con una delle sue saette la amazzò. non volse più ubbidire nè venire a Diana che la chiamava. feminilmente rivolte in furo re gridavano si essere divenute giuvenche.Abante figliuolo di Linceo. dalla quale hebbe tre figliuole. per la qual cosa meritarono l'ira di Giunone. Ma avenisse perciò. Merane. Di che Melampo figliuolo d' Amithaone guidato dal disio del pr emio le tolse a curare. dice l'istesso Leonti o. Abante. Et per ciò appresso quella è un Epigr amma scolpito in una pietra in versi greci. temendo d'ogni cos a & divenuti increduli. & che havendo molto bene bevuto. Per la qual fittione. là onde pigliata la sembianza di Diana seco hebbe a fare. Onde promise parte del suo reame. & successe nel reame al padre Linceo. le figliuole di tal Proeto essere state piu avide. che generò Prito. cioè del padre regnante.

& sapendo . & per caso da un pescatore pigliata. & essendoli stato rivellato. Quello. Ma quello. che generò Athalanta. con quelle ricchezze ch'ella puotè p igliare. nomato Perseo. si com e afferma l'istesso Lattantio. Ma il figliuolo di lei. partorì a Pilunno Dauno. si come s'è detto di sopra. La quale essendo bellissima donzella & delle compagne di Diana. segretamente con Giove fece mercato del prezzo del suo congiungimento. del quale no n ho letto niente altro eccetto. Vn'altro Anfione differente da quello. che per tema del padre era condennata a perpetua prigionia. perciò meritò l'honore d'haverne il capo in dono. fino nel lito di Puglia la cassa fu gittata. per fuggire l'annunciatagli morte la fece rinchiudere in una certa torre & ivi guardare. havendo una sola figliuola chiamata Danae. quello e sservi andato per lo tetto segretamente. essendo pregna di Giove si diede à fuggire. cioè in frigidezza perpetua. comandò. il quale . & secondo. gittata dal padre nel mare pregna. si maritò in Pilunno Re di Puglia. Anfione figliuolo di Iasio. & mess ala in una cassa. che fosse gittata in mare. Questo Iasio. onde morta quella la fiera. Et ind i passati da i Rutuli. come piace a Theodontio. che ferì il Cinghiale con una saetta. nell'Orcomeno inimico & in Pilo. Iasio figliuolo d'Abante. cre sciuto già in età. che generò Danae madre di Perseo. Per lo quale venne in amicitia di Meleagro & si congiunse seco. & regnò. venendo in Argo trasmutò Ac risio in sasso. che c i resta sopra tale fittione. Danae figliuola d'Acrisio. che di sopra habbiamo lasciato parmi hora da esporre. Di che M eleagro per la sua bellezza & valore s'inamorò in lei. la portò al Re Pilunno. La quale aperta. La qual cosa essequita dai m inistri. sparsa la fama della sua bellezza. & cosi la impregnò. & c'hebbe alcuni figliuoli. Onde apparecchiata una nave. Anfione. che spessissime volte viene annoverato tra i Re Greci. che scrive Eusebio nel libro dei Tempi successe nel reame al fratello Preto. la fece pigliare. volentieri se la tolse per moglie. ond e credo doversi intendere la pudicitia della vergine essere stata corrotta con o ro. il quale conoscendo la natione di lei & la patri a. & Thalaone. Questi. havendo regn ato appresso Argivi Acrisio trent'un anno. La qual premutatione secondo Eusebio significa che. figliuola di Iasio & madre di Parthenopeo. & edificata ivi la città d'Ardea. affine di poter sc ampare & pigliar la fuga. il quale non veggendo altra via per poter andare a lei. & havendo già tagliato il capo a Gorgone. & ritrovatavi Danae & un picciolo figliuolo da lei p artorito. dichiareremo dove si parla di Danae. Athalanta. dal quale partorì Parthenopeo. Acrisio fu figliuolo d'Abante. & poi essersi locato nella camera della donzella.Acrisio figliuolo d'Abante. che cinse Thebe di mura fu figliuol o di Iasio. che per le mani di colui. fu figliuolo d'Abante. & ella fu la prima. che era per nascere dalla figliuola havea a morire. Nondimeno Thodontio dice che. Avenne adunque che. Et non essendo conceduto all'adultero potervi entrare per la porta. da Perseo suo nipote non volontariame nte però fu amazzato & converso in sasso. cioè Giove essersi trasformato in pioggia d'oro & per lo tetto essere caduto in grembo a Danae. accioche alcun huomo a lei potesse andare. Secondo Lattantio & Theodontio Athlanta fu la più giovane dei figliuoli di I asio. chiamata d a Meleagro venne alla caccia del Cinghiale Celidonio insieme con l'avanzo della nobiltà d'Achaia. come dice Lattantio. essend o cacciata da quello sul lito di Puglia. nè da ciò discorda Servio. Danae. Il che sopportando malamente Acrisio. come dice Leontio. che generò Clori. essendo Danae amata da Giove. Giove s'i namorasse di quella. can giatosi in pioggia d'oro per li coppi del tetto lasciò cadersi nel grembo di lei.

La onde avenisse. che solamente fossero di stirpe reale. & l'altro vestito d'una spog lia di cinghiale la quale portava in honore della sua progenie. De quali istimo. I quali. Anfione & Iasio. d'intorno alla futura disgratia delle figliuole si tormentava. & havessero qualche p articella di signoria. che gli antichi chi amano questi tali huomini Re. & che regnò in Argo. fu figlia d'Anfione. Clori. Et cosi fu fatto. Thalone figliuolo di Iasio. Là onde andando Anfiarao alla guerra. che test imonia Homero nell'Odissea fu maritata in Neleo. disse ad Argia. ven uti insieme a parole ingiuriose per cagione dell'aloggiamento. & hebbe una sola figliuola chiamata Clori. che que lla notte era crudelissimo. & desiderando molto haverlo. non lasciò di sé cosa degna di memoria. che s'egli a ndava a quella guerra non ritornarebbe piu. che giravano intorno il palazzo reale. che le insegnarebbe Anfiarao. & apparecchiand o la guerra contra Thebani. al quale partorì Nestore & molti altri figliuoli. Il che secondo il mio giudicio si deve intendere sanamente. & con la sua guardia in persona venuto a loro. al quale partorì Anfiloco & Almeone. che fossero simili questo Thalaone. occorse. Euridice figliuola di Thalaone & moglie di Anfiariao. che Flegeo fu figliuolo di Thalaone: il quale morendo gio vanetto. M a avenne per caso. Onde essendo con grande instanza cercato da Adrasto & da altri. & seco gli menò in palazzo. cioè Polinice coperto d'una pele di leone. & solamente manifestò il loco alla moglie. fu figliuola di Thalaone & data per mog lie ad Anfiarao indovino. figliuola d'Anfione & moglie di Neleo. cioè Deifile & Argia. che ciò s'instigava. egli è da giudicare. che generò Deifile & Argia. per la qual cosa si nascose in una g rotta sotterra. Il quale havendo due figliuole. avenne. che medesimamente Thideo. la quale insegna il real giovane portava in testimonio della virtù d'Hercole Thebano. che per lo possesso dei reami di questi tali. posc . Il Re Adrasto figliuolo di Thalaone. Ma Euridice poi fu amazzata dal figliuolo A lmeone. Nè molto vi stette. Theodontio dice. come afferma Theodontio. per l'homicidio commesso fug gendo di Calidonia. il quale fu già donato da Vulcano a Hermiona moglie di Cad mo. non si ritrovando nel Cathalogo dei Re. ultimamente poser o le mani all'armi & incominciarono a combattere. al quale Anfiarao andando alla guerra havea commesso la vendetta della s ua morte.anco fu nomato Argo. ivi pervenne. & per fuggire la pioggia & il vento. Dice Paolo. con parole & l'auttorità sua acquetò gli sdegni dei giovani. che generò Euridice. La dove nessuno di loro non si conoscendo. si venne a chiarire della dubbiosa risposta del l'oracolo. mai non fu ritrovato. Euridice. come di sopra è stato detto. che Thalaone fu figliuolo di Iasio. che Polinice Thebano d'accordio col fratello Etheocle fatto e ssule a mezza notte giunse in Argo. che Euridice sua moglie vide un certo monile al collo d'Ar gia moglie di Polinice. Et veggendo l'uno di loro. che più tosto fossero dimandati Re per lo splendore dell'origine. & conobbe questi generi a lui dai Cieli essere mandati. Percioche. Ma havendo il Re Ad rasto pigliato la difesa di Polinice suo genero contra Etheocle. fu dalla terra inghiottito. Flegeo & Adrasto. per haver il zio Meleagro amazzato il cinghiale. & secondo. Clori. che s'ella volea darle quel mon ile. entrò sotto i portici. & essendogli stato per oracolo riferito ch'egli havea a darle per spose una ad un cinghiale & l'alt ra ad un leone. Al cui strepito levatosi il Re Adrasto. mentre. Ma mentre. Flegeo figliuolo di Thalaone. che Anfiarao hebbe per oracolo. Il Re d'Argivi Adrasto fu figliuolo (come Lattantio vuole) di Thalaone & E urinome.

Deifile figliuola d'Adrasto & moglie di Thideo. & con egu ali ferite ricevute l'uno per le mani dell'altro morto Polinice & Etheocle. Come dice Statio. & l'avo di qu esto Agenore haver anco havuto tal nome. come. & quello (cacciati gli antichi habita tori) havere occupato. che fine fosse il su o. de' quali il primo fu Taigete. il quarto Fenice. Argia fu figliuola d'Adrasto & moglie di Polinice. Pigmaleone & Pirode. il secondo Polidoro. che generò Lansacio. le quali egli havea circa l'ultimo Egit to dalla parte di Mezzogiorno. Dove lasciò un figliuolo chiamato Belo suo successore. . dove non ho ritrovato. onde si creda. maggiormente. & seco haver havuto a congiungersi. Et facendo ciò contra l'Imperio di Creonte. secondo figliuolo d'Agenore. Polidoro. tenendo per guida del suo viaggio il Nilo. figliuolo dell 'istesso Belo. al quale partorì Diomede. Deifile fu figlia del Re Adrasto & moglie di Thideo Cali donio. io ho in animo seguir hora l'opinione di Theodontio & di Paolo. con le sue navi essere giunto nel lito di Soria. che Agenore fosse figliuolo di Belo. che colui il quale fosse figliuolo di Belo di Soria fosse tenuto anco di Belo d'Egitto. Et benche dai predetti sia det to. fu pigliata insieme con Antigone sorel la di Polinice. Altri poi vogliono ch'egli fosse nipote & figliuolo di Fenice. la qual e havendo di lui partorito Thessandro. & ivi esser regnato. che fosse padre di questo Agenore. si contentò di far seco parentado. Secondo Statio. del quale fatta pr egna partorì Lacedemone. per donare l'ultime lagrime & prestare l' ufficio funerale al corpo del marito. che dicano lui essere stato figliuolo di Belo. Polidoro secondo Lattantio fu figlio d'Agenore. il sesto Cadmo. il settimo Laddaco. il terzo Cilice. del quale non penso esserv i altro. nondimeno sono di quei. che generò sette figliuoli. anzi del Fenicio. Cilice terzo figliuolo d'Agenore. da Polinice con l'aiuto d'Adrasto fu mosso guerra co ntra Thebani. Et pervenuto il tempo.ia. egli è da ritornare lo stile alla più ampia prole d'Agenore. che altri dicano quello esser nato di Semele. & a Polinice Argia per sposa. Argia figliuola d'Adrasto & moglie di Polinice. Thaigeta prima figliuola d'Agenore. benche Theodontio di costui faccia un certo leggi ere ricordo. ma non d'Egitto. egli messo in rotta se ne ritornò in Argo. ma quel lo non volendo farne altro. che non fosse sepolto. si come Theodontio & Paolo scrive. & da Creonte fatta morire. la quinta Europa. che Etheocle dove a rendere la signoria a Polinice. da Argo se ne venne a Thebe. che del primo non si vede ce rto auttore. Nella quale essendo restati morti tutti i suoi capitani. dove fu molto famoso per generosa & nobile progenie. Oltre l'haver esposto le successioni di Danao & d'Egisto figliuolo di Belo Prisco. & di lei essersi inamorato Giove. che il semplice nome. il quale vogliono. Agenore terzo figliuolo di Belo Prisco. c'havea comandato. Per le quai cose si può comp rendere dalla somiglianza del nome & forse del tempo essere nato l'errore. secondo la conventione tra loro fatta. che egli hebbe conosciuti. & inteso Polinice dal fratello essere sta to morto. Il Candiano Dite vuole Thaigeta essere stata figliuola d'Agenore. Et appresso affermano quel Agenore prim o (regnando appresso gli Assiri Nino) constretto da peste con grandissima moltit udine haver abandonato le sedie paterne. & a Thideo diede Deifile. Ma dice quello essere stato molto più antico di questo Agenore. Dicono adunque costui essersi partito dal lito di Soria & andato a signoreggiare ai Fenici. Ma sia nato di qual Belo si voglia.

che parvero al voler suo. offeso da quel vitio s 'era disposto menar la vita casta. & quello dal suo nome dimandò Cilicia. con lei si giacque. Pigmaleone figliuolo di Cilice. lodando gran demente la di lei bellezza di quella arse d'Amore. Cinara figliuolo di Pafo. Pafo figliuolo di Pigmalione. Pafo secondo Theodontio fu figliuolo di Pigmalione. il quale essendo nel reame successo a Pigmaleone. come dice Theodontio & dopo lui Paolo. & di Mirra Adone. che fosse dedicato a Venere. infondendole anim a & facendola de' suoi amori partecipe. perche in quello vi f ece fare un solo tempio & altare a lei consacrato. con una arma ta. ò serenissimo dei Re. Ma Paolo dice ch'egli solamente edificò il castello di Pafo &. & poco sperando nella successione del reame (sprezzato il giuo co de superiori). fatta una compagnia di giovani di Cilicia & di Fenicia. essendo sospetta a Pigmaleone la pudicitia delle donzelle provette. pieno d'allegrezza per haver havuto il suo intento. fatto alquanto numero di genti s'acquistò un paese lontano dai s uoi. & maravigliandosi dell'arte sua. che per l'età tenerina mancasse d'ogni sospetto. con tutte quelle linee & portioni. secondo Lattantio. che tosto diven isse buona da marito. ch'ella divenne vera femina. che generò Mirra. che voglia significare tale imagine di bianco avorio. Et indi cacciò gli a ntichi Assiri. che volesse fare quella statua sensibile. ch'a quel tempo nell'isola era famosissima Dea. pria che la giovanetta fosse in dovuta età infiammato in c oncupiscenza di lei. del quale egl i rifferisce che. si come dimostra Ovidio mentre dice: . La qual cosa veduta Pigmaleone. dal suo nome chiamò l 'Isola di Pafo. che fosse mandato dal padre ad acquista r l'Europa. & grandemente desiderava ch'e lla fosse donna vera. dove tenne tutta l'isola & in quella signor eggiò. dove lasciò duoi figliuoli ch'a lui sopr avissero. & poi essere stata posseduta da Cilice non vi ritornando più Cadmo. i qu ali havea inteso essere passati fino nell'Occidente & anco haver occupato il lit o d'Africa. ch 'egli s'elesse una fanciulla. Lampsacio. & a lui successe nel reame. & dopo morte lasciato hered e del reame. incominciò desiderare & con preghi dimandare. fabricata più tosto con ingegno Poetico. Lampsacio figliuolo di Cilice. che generò Pafo. & incontanente la impregnò. fu figliuolo di Cilice. Il quale sprezzando i fratelli di lui maggiori. nacque d'Agenore. Theodontio dice Pigmalione essere stato figliuolo di Cilice. a l quale mirando l'ingegnoso huomo. Hora egli è da vedere quello. dove con solo incenso lungame nte vi fu sacrificato. i Poeti finsero ch'egli intagliò & fece di bianchissimo av orio una imagine. che desiderava hebbe l'intento suo. nè di lui altro più oltra si ritrova.Cilice. che generò Cinara. Ma perche era d'alto ingegno & havea le mani atte ad ogni arteficio. che artificio humano. la quale havendo avezzata secondo i suoi voleri. i quali con le forze dell'antichissimo Agenore cacciati dalle ant iche loro sedi ivi s'erano riparati. Cinara fu figlio di Pafo. Di che incominciò pregar Venere. & Re di Cipro. Ma havendo ivi trovato sceleratissime donne (il che dimostra anco Ovidio ne l suo maggior volume) & in tutto inchinate alla libidine. cioè Lampsacio & Pigmaleone. & c he di bianchezza & morbidezza fosse simile all'avorio. Là onde alle preghiere non mancò l'effetto. l a quale gli partorì un figliuolo da lui chiamato Pafo. nel tuo Cipro smontò col suo essercito. Pens o io che. che dicano questa provin cia essere stata occupata da Cadmo pria. che da sé gli diede nome. onde finalmente avenuto ciò. Ma sono di quelli. & volse. & nato di quella madre d'avorio. essendo giovane & pigliato dalla gloria de suoi maggiori. Dice Theodontio costui essere stato huomo di grand'ingegno & di robusto corpo.

di necessità caccia i maggiori appresso l'hemisperio più inferiore. volendo Cinara conoscere con cui si fosse giacciuto. & quella parte di Terra la quale di sopr a non habitiamo. conciosia. fanno una certa composition e da loro detta Adone. di che d'ira assalito la volse amazzare. Di questo Cinara Cipri ano non havemo altro. che a questo figmento habbia da to materia il nome dell'arbore. Mentre adunque egli circonda i più brevi cerchi. dice Ovidio essere stata figliuola di Cin ara & haver amato il padre con lascivo amore. ne' quali per spatio di nov e giorni bisognava ch'ella s'astenesse dai congiungimenti del marito) segretamen te usò degli abbracciamenti del padre. Penso. & piangendo le disgratie di figliuoli cangiato in sasso. & perche dicevano il Sole esser padre di tutte le cose. attento. si come narra esso O vidio. che appresso Sabei si chiama Mirra. Questi è differente da quel Cinara. il quale le Ninfe unsero coi licori materni. & per opra d'una sua balia (men tre la madre di lei celebrava i sacrifici di Cerere. & mentre il Sole ardentemente l'infiammasse mandar fuori dalla parte di sopra della corteccia alcune sfessure. la quale seguendo l ui con grandissimo diletto per selve & boschi. esser Venere. & seco usando de' suoi abbracciam enti. che afferma si haver portato una bevanda di Mirra per infiammar la lu ssuria. che pe r compassione de' Dei appresso i Sabei si converse in un arbore chiamato dal suo nome. toccate dai raggi del Sole. & cosi essere stato detto il padre haverla ferita & fattone uscir Adone. & nipote di Cinara. Nondimeno Fulgentio vuole ch'ella havesse a fare col padre posc ia. la quale sti lla certe gocciuole che. Et cosi appresso gli Assiri & Feni ci. Et cosi l'autunno & il verno con pioggie continue fanno la Terra dell'honor suo priva tu . che d'intorno l'Emispero superi ore il Sole si gira con più ampio spatio. & madre d'Adone. dice Mirra essere un'arbore in India. che a caso dal suo figliuolo fu d'amor percossa. Dice che. mal ricordevole delle parole di Vener e. Tra i felici potrebbe esser havuto. la quale essendo bella & già buo na da marito. cioè l'Emispero. Dice egli Adone essere il Sole. perche la terra allhora produce fiori. Macrobio nel libro dei Saturnali si sforza con maravigliosa ragione dichiarare questo figmento. fino dove fu perseguitata dal padre & da quello ferita. & per l'ardore del Sole apertasi la corteccia mandò fuori un figliuolo. & solamente cacciasse l e disarmate. & indi diviene più ornato. La quale per lo scelerato congiugimento divenuta pre gna. cioè la soavità dell'odore. che arde per li raggi del Sole. che quella ch'è nell' Emisp ero inferiore dai Fisici è chiamata Proserpina. più volte l'avisò. che voglia Petronio Arbitro molto appropriato alla libidine. essendo egli divenuto un bellissimo garzone. vogliono. il quale. Mirra figliuola di Cinara. del quale recita tal fav ola. allhora Venere con Adone da lei amato si dilettava. Alcuni dicono poi ch'ella se ne fuggì dai Sabei.Di costei nacque quel Cinara. frondi & frutti. si come c on lunghi versi nel suo maggior volume dimostra Ovidio. a' quali appresso fu in grandissima riverenza Venere & Adone. Mirra. che lo hebbe inebriato. conobbe la figliuola. là onde divenuta pregna partorì Adone. il quale poi Venere amaramente pianse & converse in purpureo fiore. che si schifasse dall'armate fiere. grandemente fu amato da Venere. & come pare. Ma avenne un giorno ch' egli. si come in più altre cose. Se restato pur fosse senza prole. & latinamente significa soave. che una sola sceleratezza. però essere stato detto Mirr a haver amato il padre. che si dice esser stato Re degli Assiri. del quale niuna cosa non è più bella. Percioche. Ma Fulgentio. d i maniera. facendo empito in un cigniale da lui fu morto. oltre il dritto s'inamorò del padre. più altamente giudicando d'intorno questo. onde per opra d'una sua nutrice se co si congiunse. percioche è di soavissimo od ore. si come si vede di sopra. costui hebbe una figliuola chiamata Mirra. Adone figliuolo di Mirra. Adone del Re Cinara suo avo & di Mirra sua sorella fu figliuolo.

percioche ad imitation e delle sue lagrime gli antichi con commune pianto furono avezzi piangere la mor te d'Adone. & Tullio lo dimostra dove tratta delle Nature de' Dei. Cosi l'humanità nostra la mattina. d'accordare queste diversità. cosi chia mato (cred'io) dall'inventore. Ma nella sacra historia si contiene costei haver inst ituito l'arte meretricia & alle donne haver persuaso lo stupro. Ch'Adone poi si a trasformato in fiore. cioè a Venere. Theodontio vuole. con alquanta gente montò in nave. & cosi dal Cinghiale. & che col corpo palesemente richiedessero il congiungimento. & adop erò molte fontane havendo passato oltre le Colonne d'Hercole. che diede alcune lettere overo caratteri di lettere ai Fenici. il quale essend o sacerdote d'Hercole. Il che può essere circa l'anno del mondo millesettecento e quarantasei. che voglia A genore & non Fenice esservi venuto. Poscia. dove scrive Didone nel lito di Cipro haver rapito settanta donzelle ch'erano venute a ricercar le primitie del la loro verginità. che si voglia Macrobio. cioè mo rello. Adone cioè il Sole pa re tolto alla Terra. si diletta. la sera poi. che la mattina è purpureo & colorito. la quale prima si chiamava Meridiana. ivi nel lito dell'Oc eano fermò le sue stanze perpetue. Onde anco quel colore si dice Feniceo. Il che fu circa gli anni del mondo MDCCLXXIX.tta fangosa. che non paresse ch'egli in tutto havesse lasciato il sacerdotio drizzò un temp io ad Hercole. perche mutata poi la lettera è detto puniceo. . & lungo tempo si osservò. dove discorda di Agenore da Theodontio & anco da Ovidio. Ma io lascierò l'affanno. indi per scriver le haver trovato il vermicello. del quale benche non si ha bbia altro. il quale anch' io penso ò da Cinghiale ò da altra morte esserle stato tolto. cioè nel te mpo della gioventù. pallido & fracido diventa. che dalla pietra cavasse il foco. che i Fenici donavano a chi gli sverginava le figliuole pria. lasciato l 'ufficio sacerdotale al figliuolo Sicheo. & in Tiro & Sidone haver signoreggiat o. che Belo suo fratello maggior d'anni (morto il padre) regnava. & si maritò in Adone. nel qual tempo il Cinghiale. & veg gendo. & edificò una città chiamata dai suoi Gade. che Filistene fosse figliuolo di Fenice. Filistene figliuolo di Fenice. perche fu il primo. a c hi lo vuole. perche quello. che generò Filisteno. come nel libro della Città d'Iddio mostra Agostino & Giustino nell'Epitoma di Trogo Pompeo. cioè dalla qualità del tempo ch'egli si diletta. Tutta via la venuta di costui in Soria non si conface con le cose dette di sopra. la sera languido. Di mostra Eusebio costui essere stato huomo di molto artificio. Ma tuttavia dica que llo. cioè nel tempo della vecchiaia . Et dice ella haver ciò comandato acci oche sola tra l'altre donne non fosse tenuta impudica. diventiamo pallidi. & seguirò quello. che di Fenice trovo. Fenice quarto figliuolo d'Agenore. Là onde nacque. Et affi ne. ch'alhora era tenuto in molta riverenza da' Fenici. ò gli Assiri. che voglia. cioè da un huomo Assirio & da una donna Cipriana. Pirode come afferma Plinio fu figlio di Cilice. & tutti i sacrifici secondo il costume Fenicio rinovò. come dice Lattantio nel libro dell'Institutioni Divine. che costui. Vuole Lattantio. Onde Isaia nelle sue Visioni gli riprende. il quale pare. che l'anno primo del Re Linceo egli edificò Bithinia. regnando Danao in Grecia. penso ciò essere stato finto affine di mostrare la brevità d ella nostra bellezza. Fu adunque Adone Re di Cipro & marito di Venere. conciosia. la quale g li Assiri chiamarono Astorcon. & degli huomini ingorda. col testimonio dell'istesso Plinio nondimeno habbiamo lui essere sta to il primo. Et Eusebio nel libro d ei Tempi vuole. Pirode figliuolo di Cilice. la quale indi fangosa diviene. ch'è animale hispido. è fiorita & splendida. insieme col fratello Cadmo da Thebe d'Egitto essere venuto in Soria. che Fenice fu figliuolo d'Agenore. Venere essere stata conce tta in Soria & Cipro. l'historia nondimeno pare. che le maritassero. & Belo. che generò Sicheo. poco da poi dice. che descrive Cadmo essere stato m andato a ricercar Europa da Agenore & non da Fenice. & corriamo nelle tenebre della morte.

Il c he Virgilio in persona di Didone succintamente tocca. che i Prencipi di Cartaginesi dovessero andar a viver in Musitania perche egli voleva imparar i costumi de' Cartaginesi. che dice Giustino) insieme con le sorelle ai Tirij fu la sciato. & mor endo il padre (secondo. Onde r idotto il coiro in liste sottilissime. Di che gli tese inganni. figliuolo di suo zio & marito di Didone sua sorella. morto Belo. ma. Questa scelerità sola di costui ci ha lasciato la lunga antichità.Sicheo figliuolo di Filistene. Pigmaleone fu figliuolo di Belo re di Tiro. essend'ella dal Re di Musitani sotto pretesto di guerra dimandata ai Prencipi di Cartagine per sposa. Costui a dunque. & la rocca dalla pelle del bue fu detta Birsa. come dice Theodontio fu figliuolo di Fenice. quelli sapendo l'intentione di lei essere di voler vivere casta. che la persuadevano a fermarsi ivi. come . che Enea fuggitivo & dalla fortuna del mare cacciato pervenisse. Pigmaleone figliuolo di Belo. & in lei acceso un animo generoso. Questa bellissima donzella (morto Belo) i Tiri di edero per moglie ad Acerba ò Sicarba ò Sicheo sacerdote d'Hercole. Cosi fertile. perche dice Giustino che. piace a Vi rgilio. edificò una città da loro chiamata Cartag ine. M a costui. & in accortamente amazzò quello. ò lasciatili ò altrove trovati molti thesori (come piace a Theodontio & agli altri). seco si giacque. nato con avarissimo animo. la quale poi fu chiamata Didone. Onde. Di che poi alla sua p artita non potendo sopportar l'incendio amoroso. fu figlia del Re Belo. al quale (sì come di sopra è stato detto) partendosi il padre fu lasciato il sacerdotio. Belo. & lume della pudicitia Donnesca Didone (come piace a Vir gilio). che soggiogò C ipriani. dicendo. la qual dignità. che il Re di Musitani havea lo ro richiesto sotto nome di guerra. i quali danneggiavano con una armata di corsali i liti de' Fenici. sé stessa occise. il quale secondo Servio fu anco detto Metre. Costei adunque. occupò molto terreno. . che costui fu chiamato Sicarba. s'infiammò delle ricchezze di Sicheo. Didone figliuola di Belo. da r e in fuori. & la teneva Vittorioso sotto giogo. s'imaginarono d'ingannarla. divenne grandemente ricco. & Anna. Come piace a Theodontio. onde ri cevutolo cortesemente & di lui inamorata. Et giunta nel lito d'Africa (come anco a Tito Livio piace) venne a mer cato con gli habitatori di quel paese. & essendo ingordo d'oro. era la principale. & Giustino lo dica sempre Acerba. havendo fatto disegno sopra le ricchezze di Sicheo. il quale poi da P igmaleone per avaritia fu morto. avisata in sonno dal marito. che Virgilio sempre lo nomi Sicheo. di notte s egretamente montata in nave con tutti i thesori ch'erano stati del marito si par tì di Tiro. a quali sapeva Pigmaleone essere in odio. M a essendo Pigmaleone figliuolo di Belo succeduto nel reame del padre. fatta una co ngiura con molti di quelli. Sicheo secondo Theodontio fu figlio di Filistene. Dice Servio. Là onde dissero. Al quale anco fanciullo il popolo diede la signoria del Reame paterno. e impero. Il che dimostra Giustino & gli altri historici antichi essere falso. dopo le lunghe bugie del fratel lo. che generò Pigmaleone. Mio padre Belo danneggiava Cipro. Et ivi mostrati ai co mpagni del suo viaggio i thesori nascosti. Didone. & sopra ogn'altra cosa amolla molto. di co mprare tanto terreno quanto poteva circondare & capire la pelle d'un bue. Belo figliuolo di Fenice. & huomo di maniera in guerra & armi valoroso. Il famoso honore. con inganni lo fec e morire. & marito di Didone. & moglie di Sicheo. a questa tal città. tolse Elisa sua figlia per moglie. e ricca.

eglino subito le scoprirono la dimanda de l Re. che le mostri qualche cosetta da . come si vede per Ovidio. sotto ombra di voler placare lo s pirito del morto Sicheo. che volesse andar a vivere presso cosi barbar o Re. & che colui non era buon cittadino. re dell'isola Corisa. Il qual termine giunto. i l quale pian piano ritirandosi verso l'acqua. Et stando intenti i cittadini a tal sp ettacolo per veder quello ch'ella si volesse fare. che dalla città nel lito gu idi qualche donzella. Di che Didone essortandoli ad andarvi. pregandola. accioche sia lecito per anni & molti anni durare . egli comandasse a Mercurio. & dilettandosi della sua piacevolezza. se n'e ntrò in mare. fu condotta nel lido de' Laurenti. si come l'intento suo era di andar a Camerè. Che sta nascosta entro il suo chiaro fondo. ma da quello assicurata sulla fede. Anna chiamata per molti anni eterna. che cacci gli armenti nel lito io intendo la eloquenza & la sagacità d'alcun ruffiano. Il che anco è molto lontano dalla descrittion di Marone. incominciò prima con le mani a farli vezzi. Per la cui giunta. eleggendo più tosto la morte. Lavinia mossa da gelosia volse tenderle inganni. Costei fu compagna nella fuga di Didone. che per conservar la città temeva la morte. che ogni cosa si doveva lasciare per la salute della sua patria. Percioche per Mercurio. ella partorì Minos. & si pose nel mezo de gli altri ar menti. Giove si cangiò in un bianco Toro. sentendo. confidandosi nella ragione dell'hospitio antico se ne fuggì da Batto. Finalmente. Dove assalita da fortuna. vegg endo. & la impregnò. & (se a bastanza si può far coniettu ra dalle parole d'Ovidio) si gittò precipitosamente nel Numico fonte. vado a marito. Europa quinta figliuola d'Agenore. secondo ch'alcuni vogliono. che non volesse esser cagione della loro ruina. che Pigm aleone moveva l'armi contra lei. sé stessa amazzò. & per ciò essendole dato congedo da Batto. havendo già vinto Turno.che alcuno di loro non si trovava. che liggiermente si può v edere il suo significato. della quale tal fa vola si narra. Europa fu figliuola d'Agenore. si fermò. per lo quale Enea. Et egli in eterna memoria di lei dal suo nome chiamò la terza parte del mondo Europa . che sentì quella esser si bene fermata sul suo dorso & haverli le mani ne lle corna. essend'ella molto amata da Giove." cosi detto. & fu condotta nel Palazzo Reale. Ond'ella. nel lito dove Europa con altre donzelle era avezza andar à giuocare & darsi piacere. che macc hiar la pudicitia. Onde veggendo Europa cosi vago & bello animale. essendo ella ricercata per tutto. che s'haveva nascosto sotto le vesti. & indi montarli sopra. chiese a quelli un certo termine. tosto. disse: "Ottimi cittadini. si come a Virgilio piace. La fittione di tal favola è coperta da cosi sottil velo. dove ritornato nella sua vera forma seco hebbe a fare. la qual e. che vide morta la sorella & il reame di Cartagine occupato da Iarba ( come dice Ovidio nel libro de' Fastis). Anna fu figlia di Belo. Vogliono che. Ma Ovidio pa ssando più oltre dice che. Di che poi. & la portò i n Creta. Del piacevol Numico io sono Ninfa. il quale spessissime fia te la chiama sorella di Didone. fra il quale promise d'andare a marito. che cacciasse quelli armenti ch'erano su le montagne di Fenicia. I l che fatto. che gli dicesse. sopra quello salì. ai ricercatori giunti al fiume Numico parve udir una voce uscir del fiume. che da sé stessa si havea dato la sentenza contra. tutta timida & sbigottita. ella fa tto un gran rogo nella più alta parte della città. Radamanto & Sarpedone. poscia. Anna figliuola del Re Belo. Ma avisata di n otte in sogno da Didone uscì fuori del palazzo. Di che ella veggendo Enea volse fuggire. tratto fuori un coltello. in sieme con Acate caminando passeggiava. notando passò il mare con quella. & dicendo. & a poco a poco entrando nell'onde . Dopo esso Ovidio. si come a voi piace . dice Macrobio nei Saturnali publicamente & privatamente nel mese d'Aprile sacrificarsi. overo un falso mercante.

dalla quale si ha ch'egli generasse quatro figliuole. come dice Eusebio. nè sapendo dove ricercarla. deliberò trovarsi novo paese. che si leggono di Minos. che fosse rapita nel tempo. Percioche quell o. & l'aiutarono a for nir la città. Sono appresso di quelli. Per publica fama di tutti gli antichi. Appresso. Cadmo haver occupato l'Armenia. dove tratta dell'origine della lingua l atina. secondo Eusebio nel libro dei Tempi. che cinque soli restassero vivi. Cadmo sesto figliuolo d'Agenore. che generò Semele. & questo si contiene. che non dovesse ritornar nella patria senz 'essa. Questa favolosa historia ha in sé alcune cose congiunte. & non Asterio. ivi facesse il suo seggio. & che ad Hermiona fosse donato da Vulcano un monile mortale. homai credo essere noto a tutti quella essere stat a una nave la cui insegna era un Toro bianco. le quali poi da tutta la Grecia furono usate. & mosse guerra co ntra i seguaci di Cadmo. Altri poi dicono quella da Cretesi essere stata rapita l'anno del mondo MDCCCLXX VIII. che per l'indugio del loro ritorno Cadmo gli andò dietro. dove trovò ch'erano stati divorati da un'ismisu rato serpente. che vogliono lui stando appres so il fonte Hippocrene tutto pensoso haver ritrovato sedeci caratteri di lettere . Nondimeno piace ad Agostino. udì una voce. D ice Varrone una imagine bellissima di bronzo di costei essere stata posta da Pit hagora in Taranto. con tal patto. dove insieme con la moglie Hermiona amendue furono trasmutati in serpenti. che se ne porti la donzella. il che di sopra habbiamo ricordato essere stato fatto da Cilice. figliuola di Marte & di Venere. che vogliono nell'anno quar antesimo di Danao Re d'Argivi Giove essersi congiunto con Europa. Giove poi trasformato in toro. Ma molto doppo l'allegato tempo. delle quali ci resta vederne il senso. & dati i remi all'acque & ai venti le vele. che tra sé stessi incominciaro ammazzarsi. sopra la quale (fosse con qual ing anno si voglia) salita sopra la donzella. & d ella mistura dell'oro & dei metalli. egli già vecchio da Anfione & Zetho cacciato del reame se n' andò in Schiavonia. I quali tra loro fatta pace si congiunsero con Cadmo. nè prima s'acquetarono. hebbe per risposta da ll'oracolo. Il quale riguardato da lui. che di lui fu moglie Sermiona. il qu ale scrive Eusebio nel libro de' Tempi essere venuto insieme col fratello Fenice da Thebe degli Egittij nell'anno decimosettimo di Danao Re d'Argivi. Di che cosi havendo fatto fu guidato nel destinato paese. fu mandato dal padre Agenor e all'acquisto di lei. Nondimeno. dal nome del bue lo chiamò Boemia. & la città dagli antichi Egittij di Thebe. Ma alcuni vogliono. & dove quello si fermasse. da' quali i suoi precessori erano disces i. nel qu ale fermandosi & gittando i primi fondamenti.giuoco & a lei la prometta. fu chiamata Thebe. la quale per gelosia d'Herminiona si partì da lui. essendo occorso molte disgratie ai ni poti & sue figliuole. avenne. che Pandione regnava in Athene. da i quali subito nacquero huomini armati. come. regnando in Argo Acrisio. che vedere bbe anco sé stesso serpente. Indi O vidio dice. Auttonoe. havendolo amazzato. & che poi Aste rio Cretese Re la togliesse per moglie. figliuolo dell'istessa. Onde essendo giunto vicino a Parnaso. che Theofrasto voglia ch'egli facesse queste cose appresso i Fenici. ch . Il quale Eusebio doppo queste cose s crive nell'anno decimosesto del Reame di Linceo. Cadmo fu figliuolo d'Agenore. Il quale partitosi con buona compagnia. Ma Palefatto scrive appresso ch' egli hebbe una donna chiamata Sping a per moglie. che di sopra è scritto di lui fu circa gli anni del mondo MDCCCCXXXVIII. che seguisse un bue indomito. che (sì come di sopra si vede) molto prim a ivi venisse Agenore cacciato dalla peste. volendo egli sacrificare & havendo mandato alcuni de' compagni a pigliar dell'acqua. che gli disse. Cosi Plinio nel libro dell'Histo ria Naturale dice lui appresso Thebe essere stato l'inventore dei lapidarij. & monta seco in nave. attento. Ma si come dice Ovidio. & Inoe. Il qual tempo più si conface con quelle cose. Conciosia. per oracolo divino gli trasse i denti & gli seminò. il quale fu l'anno del mondo MDCCCLXIX. che vi sono di quelli. overo. Questi nondime no (come scrive Ovidio) havendo Giove rapito Europa. Il serpente adunque consacrato a Marte io intendo. dal quale si come è stato detto di sopra part orì i detti tre figliuoli. Dopo questo. discordano del tempo di tal rapina molti auttori . che costui fosse chiamato Santo. ella fu portata in Creta & data per moglie a Giove. ad Asterio Re. & appresso Tiro & Sidone haver regnato. Agane. cioè negli anni del mondo MDCCCXVI.

che l'aitò ad edificar Thebe. Auttone figliuola di Cadmo. Percioche i l foco. dimostra quelli esser fatti vec chi. che discende ai luoghi inferiori. & per l'esperienza delle cose aveduti. Agave. Agave figluola di Cadmo. che s iano i denti. già armigero & bellicoso con sue parole. p erche io non ne ho potuto trovar altro. I quali persuaduti da Spi nga contra lui si mossero. giovine di grand'animo. che fu negli anni del mondo MDCCCXXXVII. ritenne i compagni di Cadmo. Perche Eusebi o nel libro dei Tempi dice. Sopportando Giunone malamente costei esser pregna di Giove. I quali (dice Palefato) che. Et richiedendoli tal cosa. fu figliuola di Cadmo & d'Hermiona. Diceva Leontio questo Pe ntheo essere stato Astemio. & persuase a Semele. la qua le divenuta moglie d'Atlante figliuolo d'Eolo. Quelli ne trovino la verità a' quali di ciò è piu cura. che fu uno de' compagni. tolto il minor folgore con quello la percosse & morì. le sorelle & altre donne i sacrifici di Bacco di lui sprezzati) fu da quelle divenute furiose amazzato. Ino figliuola di Cadmo. onde in un subito. tolte l'armi in mano. Auttone fu figlia di Cadmo & Hermiona. Alla qual cosa dando a pieno fede Semele. il quale dalla ubbriaca madre et dall'altre fu morto perche più volte havea biasimato i loro sacrifici & ebrietà. come se fossero usci ti dalla terra.e sia l'huomo vecchio & prudente. tuttavia secondo il costume de' serpenti vanno col petto in fuori. poscia. che regnando Acrisio succedessero quelle cose. ch iamato Bacco. & per l'età pieni d'anni. La verità di questa favola penso io. Cadmo fu cacciato dal regno da Anfio ne & Zetho. Che poi eg li essule insieme con la moglie divenisse serpe. tra gli habitanti fu seminata discordia. come assai si manifesta in Ovid io nel suo maggior volume. che col folgore. I cui Prencipi (tagliati a pezzi i popolari) vennero in con cordia con Cadmo. essendo Acrisio succeduto ad Abante. fu figlia di Cadmo & Hermiona. cioè con Giunone. eccetto. cioè. che dopo l'istesso Euseb io scrive. & di lui havendo partorito Learco & Melicerte. & di lui partorì Atteone. essendo di paesi circonvicini. Tal donna pregna (sì com e si contiene nella fittione) essere stata perercossa da una saetta. & tarda re. che l'anno ottavo della signoria d'Abante re d'Argiv i. Costei fu moglie d' Aristeo. Dal cui ella partorì un figliuolo chiamato Pentheo. Perche i vecchi a guisa di serpenti sono prudenti. la quale Cadmo diede per sposa ad Echione. & perche erano abondati da ogni parte. temendo. che si narrano dei Spartani. non si congiunge con l'aere. Ma del tempo del regno di costui furono anco discordanti gli antichi. cioè Giove. Fu Semele figliuola di Cadmo & d'Hermione. dolen te d'haverglila promessa. & di habitatori & stranieri fecero tutto un popolo. ch . che vide Learco dal furioso padre esser morto. che facesse sperienza se Giove la amava. nè molto doppo dice. tra sé stessi vennero a battaglia. il quale istimo io. Semele figliuola di Cadmo. Ma nondimeno ciò malamente si conviene al tempo nel quale habbiamo detto di sopra Europa essere stata rapita. subito si fermarono contra Cadmo. il che nondimeno puotè essere circa gli anni del mondo MDCCCLXXV. astrinse Giove a giurarli per l'onde stigie di farle quella gratia ch'ella gli dimandarebbe. onde per li subiti movimenti loro. on de poi trasse dal suo ventre un fanciullo non anco giunto al tempo del parto. come dice Ovidio. che sia. furono chiamati Spartani. che (regnando Acrisio in Argo) Cadmo regnò a Thebe. percioche questo potrebbe conoscere s'egli le face sse gratia di venirsi a congiunger seco. si trasmutò nella vecchia Beroe Epidaurea. Giove. il quale (celebrando la madre. per lo cui consiglio. Et se bene l'età gli caccia & gli aiuti gli mancano. Secondo Ovidio. come faceva con Giunone. Ino medesimamente. Al qual tempo si conviene quello. si come assai è palese.

che generò Edipo. Ma Paolo dice Laddacio essere stato figliuolo di Fenice. Cosi vene ndo in Focide. occupato il reame. Questi nondimeno. che tro varebbe il padre suo in Focide. che generò Antigona. & essendo fatto padre di q uattro figliuoli havuti da Iocasta. si come di sopra è sta to detto. Finalmente come quasi ingann ato dall'Oracolo se n'andò a Thebe. il levò da quell'albore & lo portò al Re. il quale essen do in questo modo portato dai servi alla morte. che lo ritrovarebbe in Focide: e cosi ivi giunto. & che pigliarebbe la madre per moglie. lasciata la Soria. si dispose ricercare chi fosse il suo p adre. fu chiamato Re. Edipo figlio di Laio. la qua le (dichiarati ch'egli le hebbe gli enigma) amazzò & entrò in Thebe. amazzò il padre da lui non conosciuto. & figliuolo di Laddacio. che generò Laio. Di che avenne per compassione di Nettuno. & vecch io essere venuto a Thebe da' Thebani chiamato: dove regnò alquanto tempo. Laddacio. Re di Thebe. Overo più tosto fosse per quello. subito nato fu portato nel bosco ad esporre alle fiere. vi mandò Laio. & havendo inteso ch'egli per le mani d'u n figliuolo ch'era per nascerli havea a morire. Laio essere stato figlio di Laddacio & Re di Thebe. fu figliuo lo di Laio & di Iocasta. Et a tal modo Laio per le mani del figliuolo se ne morì. Bastevolmente si è dimostrato. già moglie di Polibo & da lui tenuta per madre. & trovata una seditio ne tra quei Cittadini & stranieri in armi.e l'istesso a sé & a l'altro figliuolo non avenisse. Ma io credo. Questi per comandamento del padre. la madre dogl iosa fece esporre alla morte il fanciullo. & Polinice. fu il più giovane di tutti i figliuoli d'Ageno re. Là onde venuto il tempo del parto. da lui non conosciuto. che Ino fu fatta una dea marina chiamata Leucothoe. secondo. ch e questi due lochi fossero due scogli ai quali furono portati gli infelici corpi & gittati in mare. Edipo Re di Thebe. & generò i l figliuolo Laio. che di sotto si legge di Lear co & Melicerte. Laddacio settimo figliuolo d'Agenore. ai gemiti del q uale mosso un certo pastore di Polibo Re di Corinto. & Lica essere stato morto da Hercole. quelli mossi a compassione del f anciullo non lo gittarono secondo il comandamento alle fiere. da un alto sasso precipitosam ente si gittò in mare. & egli per la vecchiaia sentendosi inhabile alla fatica. il quale per voler de' Cieli restato vivo. Laio. & cresciuto in età. & per ciò per ricordo de' sopraviventi gli fossero posti quest i due nomi divini. che mandasse ad esporre ciò. ch'era il p iù giovane di tutti gli altri suoi figliuoli. Cosi divenuto Re di Thebe. se ne venisse in Grecia. & ivi regnò. il quale ò mandato da Fenice ò pur ivi nato se ne venne a Thebe. & ritrovando attaccata una questione tra i cittadini & forestieri . Il quale essendo senza figliuoli con paterno affetto lo raccolse. il quale cercava metter di mezzo a tal gara. Etheocle. D ove signoreggiando tolse per moglie Iocasta figliuola di Creonte Thebano: la qua le poscia. Onde andatisi a consigliare con l'oracolo. secondo Theodontio. & i n loco di figliuolo il fece nodrire. & Melicerte divenne Palemone. che di tal prole havesse a succedere. Il quale subito. hebbe in risposta. comandò alla moglie. & che cercava acquetarli. desideroso di sapere chi fosse il suo padre intese dall' oracolo. egli andò all'oracolo per haver risposta quello . che fu divenuta pregna. ma foratigli e' pi edi con un vincicastro lo legarono per li piedi sopra un arbore. Ismena. avenne. & Anfione c on le proprie mani haversi amazzato. la quale da lu i fu volentieri pigliata temendo di non haver a torre Meroe. cresciuto in età & havendo inteso se non esser figliuolo di Polibo. & facendo quel viaggio ritrovò la Sfinge. dove essendo te nuto figliuolo di Polibo gli fu data per moglie la madre Iocasta. che Statio dimostra nella Thebaide. egli messosi a dar aiuto alla parte straniera inavedutamente amazzò il padre Lai o. solle citato con preghi dagli amici che. & andato a consigliarsi con l'oracolo d'Apollo. che da lei nasceva. Il quale havendo inteso il fratello essere stato messo in rotta. che in Thebe nacque una mortalità gran de. gli fu risposto la peste non esse .

& conoscendosi haver'amazzato il padre. si come di sopra è stato mostrato. ma anco fu cercato di tradire. da quel corrieri vecchio fu ragguagliato a qual partito fosse portato a Corinto. che gli portò nova della morte di Polibo. che havea sospetto di non essere sforzato pigliar la madre per moglie. cosi anco i loro corpi in morte non hebbero eguali fiamme. avenn e. Ma sovragiunta insieme con Argia dalla guardia dell a Città. Il che sentendo Iocasta. attento. & finalmente venuto a duello col fratello. Antigona fu figliuola d'Edipo & di Iocasta. che generò Thessandro. Polinice figliuolo d'Edipo. Questi. menati nel palazzo & fatti suoi generi. egli doglioso & afflitto. fu il primo. Ismene figliuola d'Edipo. che quel anno. contra l'imperio di Creon te. a lui ve nne inanzi un Corintho. Ma i figli uoli. assalito dal dolore con le pro prie mani si cavò gli occhi. che se n'andò in essiglio. che faceva l'istesso ufficio. Et essendosi già con le proprie mani amazzata Ioca sta. che Tideo essule della sua patria medesimamente ivi capitò. per comandament o di Creonte fu confinato in essiglio nel monte Citerone. della quale altr o non si ha eccetto. ma cercò far amazzare a tradimento Tideo ch'era venuto per amb asciadore. secondo l'usanza antica abbru setaro i corpi dei fratelli. dove messosi a riposare sotto i portici del palazzo reale. s'amazzarono insieme. s empre gli diede il vivere. Et si come furon o in vita discordi. La onde si venne a tanto (essendo già nato a P olinice d'Argia sua moglie un picciolo figliuolo). & tornandole a memoria quello c'havea inteso dai servi ch'il portarono ad esporre. Etheocle figliuolo d'Edipo. se con l'essiglio del loro Re non si purgasse l'incestuoso matri monio di Iocasta.re per cessare. Quello. che un anno per un o ciascuno di loro havesse il governo. che dagli Atheniensi si come a Dio gli fu edificato un tempio & fatti sacrifici. menando seco una delle figliuole. sprezzando la riverenza del padre. & di ciò n'è testimonio Valerio. Per la qual cosa egli patì lo assedio di sette Re. l'altro andasse in essiglio: Cosi rimasto egli il primo anno signore. per comandamento di Creonte fu morta. venuti per l'ingordigia di regnare tra loro all'armi & fatti disubidienti al padre. adunati i prenci . che celebrasse le nozze fu morto da Tideo. che fu maritata in un certo giovane atheniese chiamato Cirr eo. Et fu quella. Chiarissimo è Polinice essere stato figliuolo d'Edipo & di Iocasta. Ma Etheocle non solamente non volse servar la c onditione tra loro. Ma mentre. ma non già per quali meriti. Et. & che lo chiamav a nel reame. il quale inanzi. subito guardandoli i piedi conobbe quello esserle figliuolo. Dove ritrovando Argia moglie di Polinice. La qual cosa intes a da lui. con eguali ferite si amazzarono amendue. Ond'egli rispondendo temer di venirci. che scrive Statio. Et venuti seco alle mani per cagione dell'alloggiamento furono acquetati dal Re Adrasto. havendo compassione al padre mandato in essiglio da Creonte. Cost ei fu quella che. & di Iocasta. & cacciato da pioggie & venti di notte giunse in Argo. Per testimonio di Statio. che l'uno fosse signor e. che Adrasto. & volontariamente volse vivere in tenebre. che poi avenis se di lui non saprei dire. Itheocle figliuolo di Edipo. Fu Ismene figliuola di Edipo. venne a dare le ultime lagrime & sepellire i fratelli. venne a tal conditione col fratello Polinice sopra il governo del Reame. che secondo il p atto devesse cederli il governo. che l'infelice incominciava già a sospirare. col fratello (sì come è stato detto di sopra) venuto ad accordo nel governo del ream e. contra ogni ragione del mondo non solamente non fu essaud ito. In processo poi d i tempo essendo andato Tideo come legato di Polinice ad Etheocle per dimandarli il possesso del reame. secondo. che di notte. Antigona figliuola d'Edipo. Polinice fece per Tideo suo amico richiederli. Nondimeno questo so bene. & forni to il suo tempo.

& co n assai benigna voce. Perche con la tua fatica o ffendi le deità. Della stirpe dell'Ethere à noi resta Celio. & scoprir il segreto de sacrifici Eleusini. & tra i turbati mari. accioche dia principio al seguente libro. & cosi amendue con eguali ferite caderono. Ciò. pian piano dal fratello. là dove col riposo potresti haverle piacciuto? à me anco fu già nell'an imo quel pensiero. il Conte Collaltino di Collalto. & dishonesto luogo di meretrici. di maniera. Onde mentre con tutte le forze del mondo. che anco tra i loro morti corpi quello continuò. il quale essendo divenuto forte giovane tra tutti gli altri Baroni. Percioche. cioè. cioè aprire i chiostri al vulgo de' theologhi zanti Poeti. mi si fece incontra. e cco. Nella quale inghiottito dal la terra Anfiarao. Numenio Filosofo. che te hor preme. & maraviglia ndomi molto cosi pudiche Dee essere venute in cosi scelerato. il q uale. se n'andò con i Greci alla guerra Troiana. perche si vede quella affer mare Lamech essere stato arcieri. con vesti ver gognose.pi d'Argo. & morti diversamente com battendo gli altri Re. mosse guerra contra Etheocle & i Thebani. che chiaramente parve i corpi non sopportare d'essere abbruggiati da un istesso foco. Thessandro figliuolo di Polinice. fu insieme fatto volontario accordo ch'amendue i fratelli a corpo a corpo havessero a finir le liti. che fosse possibile m'ingegnava palesare. Il Fine del Secondo Libro. si come dice Virgilio. DELLA GENEOLOGIA de gli Dei de' Gentili DI GIOVANNI BOCCACCIO LIBRO TERZO All'Illustre suo sig. che fosse molto più antico. Il cui inventore la Sacra Scrittura vuole. ferito Tideo a morte con una saetta. ci è paruto meglio lasciarlo a die tro. Solcando io con picciola barchetta il gran mar salso degli Eroi antichi. che le fiamme si partirono. & huomo al tempo suo d'autorità degna. & ornato parlare cosi mi disse. ecco che dormendo nella pr ofonda notte à me apparvero le Eleusine Dee con habiti da meretrici. che l'istesso Plinio allega di lui. che poi avenisse di lui. secondo il testimonio di Stat io. essend o amendue in un istesso rogo posti da Argia moglie di Polinice & da Antigona lor o sorella. Come Plinio vuole nel libro dell'historia naturale. Nel qual duello. Scita decimo terzo figliuolo del primo Giove. che fu il primo qual ritrovasse l'arco & le saette. parendo già vincitor Polinice. non prima fu acceso il foco. del quale non si legge altro eccetto quello. che ferito in terra giaceva fu passato da lat o in lato. Ilche parendomi poco honesto alla dignità. ve cchio di grand'età. che tra l'asprezze delli scogli. subito ricercai la cagione di tanto vergognosa ignominia. Scita fu figliuolo di Giove. Thessandro fu figliuolo di Polinice & Argia. Et. & ritrattesi nelle profonde cave delle fornicationi con i panni alzati per compiacere ad ogn'uno. fu uno di quei ch'en trò con Ulisse nel cavallo di legno. De' quali fu tanto fiero & iniquo l'odio. non l'ho ritrovat o. Ma quel .

& le arme dell'inimico sono state vinte. la quale Orfeo dice va essere composta da Fanete per habitatione sua. & la madre. ma non voglio già tacer questo. Et se tu non ti rimovi. che fai. che cosa ci domandi? Tu sei la cagione di cosi vituperosa ribalderia. Ma Eumero dice questo Celio. pian piano guidi n oi castissime. & per lo maravi glioso arteficio degni di riverenza. Giesù Christ o ponga la sua mano aiutarci. come s'io volessi più da vicino vede re le loro pazzie: ma ciò faccio. ch'egli sia stato huomo. Pentheo sprezzando i sacrifici di Baccho. . Quelle catene veramente sono cadute. ne diede le dovute pene. perduti i figliuoli. & pudiche. accioche con questa mutatione di nomi egli ve nisse ad aggrandire lo splendore dell'origine sua. & dissi. che tu vegga quanto poco conto i o faccia di questi tuoi favolosi Dei. & subito dalle cose incominciat e mi rimossi. che pregava in se l'ira d'Alabando. & cosi Hercole. assai manifestamente si dimostra in Lattantio. ch'erano venuti da Sabea ad adorarlo. Ahi scelerato ruffiano. sarebbono stati huomini famosissimi. che con l'opre sempre siamo state caste. il quale generò undici figliuol i. Cielo. che t'ho avisato quello. non conoscerai l'ira loro. & pudicissime nelle publiche stanze delle meretrici. & lavat i in quello. & paro le sdegnose cosi incominciarono. & Iosio. quai sono Opi. Da quai paesi sei venuto tra questi scogli? dimmilo. & oscur o gorgo. Oltre di ciò. Perche pigliando ne capelli per f orza noi. Niobe. che se i Poeti havessero ot timamente conosciuto Iddio. con faccia. &c. come che fossi involto in profondo sonno. Adunque io prego tutti quelli. Vulcano primo. Concios ia. Et affine. chiamò il padre suo Uranio. benche nel presente libro faccia mentione solamente di otto. che tu sia venuto dall'Inferno. Nondimeno io non manifesto i segreti de lle tue Dee. divenuto potente per lo reame. & della luce famosa: da quali il suo nome venne in luce. & ingegno. non temiamo i suoi inganni. per haver offeso Cerere. non altramente. che non ti si conviene poco avedutamente sei entrato in un profondo. divenne dura selice. Il Cielo figliuolo dell'Ethere.le con guardo bieco. & da lui nomò questa vera machina. & à loro insieme con quelli. per haver oltraggiat o Latona. per cercare una grandissima prole del Ciel o. Tacerò. che non l'havrai p rovata. Ma io. & degli altri Dei. che te ne prego. & dormendo conobbi quello. de quali m'essorti fuggir l'ira. Venere magna. quanto faccia mestieri a cosi sublime opra. & gli sacrificasse. Cerere prima. Et di più udì io questi essere mandati del scelerato Plutone: ilquale pens a. Ma à te. Et. & hai la bocca piena d'infernale caligine. non quella grande macchina ornata di Stelle. quasi ad un huomo Christiano. che veggiamo . che s'io havessi vegghiato subito le intesi essersi sdegnate. che con la guida della Stella condusse in Soria i Magi . quello subito disparve. & Opi. fu figliuolo dell'Ethere. T heti la grande. & da lei haver havuto per figliuoli Saturno. Cielo. Vener e seconda. Mercurio terzo. Onde colui mi conduca. Crisitone . che vegghiando non havea: cioè i misteri sacri essere opra di pochi. & del giorno. & il marito. & del giorno. si come dice Ennio nell'historia sacra. Cosi detto. à Giove suo nipote fu il primo che nel Monte Paneo edif icasse Altari. nè apro gli andamenti de tuoi Dei. ma un certo huomo cosi chiamato (c ome dice Tullio nelle nature degli Dei). cioè della virtù ardente. il q uale cosi dice nella sacra historia. che mi siano c ontrari. Ma tu molto più desideran do. & se polto nel castello d'Aulatia. credi tu forse senza pena scoprire i fatti degli Dei? Tu t'ing anni. & con rugginosa fronte verso me rivolte. Io ho ritrovato Uranio huomo potente haver havuto per moglie una donna chiamata Vesta. Il Cielo. Allhora io (se bene l'impeto dell'ondeggiante mare mi ostava). Noi redenti col pretioso sangue habbiamo vinto. Avertisci già. per cosso nel capo dalla madre. & offerirli doni. & la quale noi sempre veggiamo con un circuito caminare. overo Cielo essere morto nell'Oceano. accioche si conosca. & ti presumi quello. Et per non racc ontare più essempi. che creggiono tali pazzie. perche tengo. alquanto nondimeno stei sopra di me. c'hò lasciato io. affine di non incorrere in più fiero sdegno. che pregava l'immolesto . Ma io attento col mio naviglio solcherò il mare Egeo. ilqual Saturno. come già tempo soleva à Gentili con tai cose metter e paura. fin. userò una preghiera simile à quella di Straton ico. che con l'odore di solfo tu empi il tutto. Terra. ch'io mi creda à te essere con ceduto tanto lume. pericolò. & essendo rinati.

assai dimostra dover esser intesa invece di Ter ra. fu figliola del Cielo. & Rea mi. La corona in for ma di torre. & di molti altri dei. & furono instituiti sacerdoti. essendo immobile. nè dico solament e degli agricoltori. che mancano dell'essercitio di questi tali. hora veggiamo. & del fratello Saturno moglie. per la qual cosa appresso i ciechi del m ondo fu molto riverita. Overo per d imostrare. Oltre di ciò. cioè molti luoghi dishabitati. Ma. Oltre di ciò la vestirono con una veste mol to notabile. overo. & à lei fu rono drizzati altari. i frutti. per l'amato Ati doversi intendere il Sole. eccetto. intesero l'ordine. & di maniera dalla Terra è amato. che sentissero. overo ch'e ssa Terra sempre tenga molte sedie vuote per quelli c'hanno à nascere. nel libro dei Saturnali. aggiungendo nelle sue mani un scettro. che noi chiamiamo Re dei quadrupedi sudditi al gio go di Opi. & herbe. che sono stanze degli habit anti. i quali. & fatti sacrifici in diversi luoghi. & l'infinite spetie dell'herbe. come piace à Lattantio nel libro dell'institu tioni divine. essendo il circuito della Terra à guisa di diadema ornato di Cittadi. & di Vesta. che sono sottoposti alle leggi della Terra. della quale è ornata. che noi veggiamo. affine. Over o più tosto si dimostri quelli. accioche i cacciatori da quelle orme non possano haver inditio del suo camino. & instrumenti di rame. volendo per ciò dinotare ciascuno de mortal i per la patria dover esporsi alla guerra. che (in se racco lta ogni influenza) partorisca l'herbe. Che poi ell . che quelli a' quali s'appartiene il lavorìo della terra. Et nel suo circuito posero l e sedie vuote. per la qual cosa vogliono à lei con venirsi simili sacerdoti. ò che gli antichi theologizando facessero ciò per manife stare gli errori suoi. Il che fanno anco gli a gricoltori del terreno. ò per nascondere con le lor fittioni al vulgo la verità delle cose alte (come è stato mostrato). de' quali la superficie della Terra è coperta. & per la salute di quella prender l'a rmi. & foglie dinoterà le selve. Fu tenuta madre degli Dei. & di manie ra la inalzarono. Ma vuole Macrobio. rimangono vacue molte volte ò per guerra ò per peste. i quali. perche erano Eunuchi. che è la terra. Ma perche sia guidata da L eoni. conciosia. volsero intendere esser e bisogno le membra de' coltivatori essere più robuste di quelli degli altri. Oltre di ciò gli assignarono huomini arma ti. & i fiori.Opi prima figliuola del Cielo. per gelosia gli tagliò le parti genitali. c he dimostrare non solamente le case. per essere intagliata di rami. che non vogliono inferir altro. Le sedie poi vuote d'intorno à lei istimo. che nella superfi cie della Terra molte sedie siano vuote. nelle opre della terra. che sempre vanno in ruina quelle cose. Pri ma la chiamarono madre degli Dei. Opi. & Castel la. de quali (per meglio vedere il tutto) diremo alcuna cosa. & tempi. per li quattro tempi dell'anno conti nuamente essere serbato con un certo circolar camino. ò più tosto per adulare à Giove grandissimo Re (lasc iata da parte l'historia). con maravigliose fittioni ornarono questa. il quale in ogni anno mostra ringiovinire. i prencipi del mondo. che d'intorno le fanno la guardia. di tante cose. per contrario senso Galli chiamati. & avertire. La veste poi distinta à rami. sonando alcuni timpani. Ma il scettro c h'ella porta nelle mani significherà i Reami. solamente per la po lve con la loro coda guastare le vestigia de' suoi piedi. questa madre dei dei havendo grandemente amato un fanciullo Ati. che dagli huomini sono fatti Dei. le ricchezze. volendo ch'alcuni huomini armati la accompagnassero. Et quando ella caminava le andavano inanzi alcuni huomini. & madre di Giove. Che poi sia guidata da una carretta. & à lei ordinarono una carretta da quattro ruote guidata da due leoni. Volsero veramente mostrar l'usanza degli agricoltori nel seminar la terra. gittato c'hanno in terra i semi. ma anco le Città. & al suo campo assignarono una corona in forma di torre. & la potenza dei signo reggianti sopra la terra. per che terreni sono gli huomini. anzi continuamente star aveduti. non debbono darsi in preda all'otio nè alla da poco quiete. dicono ciò essere avenuto che. subito cuopron o i solchi. ma anco dei Prencipi. che sono Governatori delle Città. che in luogo di grandissima dietà fu honorata da molti. venivano detti Ga lli. & trovatolo giacere con una conc ubina. Quello adunq ue. & moglie di Saturno. overo Opis. egli si può render questa ragione. che gli uccelli non mangiano le sementi. Haver poi i Sacerdoti Galli. se fanno il loro viaggio. perche i Leoni (come dice Solino nel libro del le Cose Maravigliose) sono avezzi. essendo l'ossa dei Leoni tra tutte l'altre ossa d'animali dure.

che sono suoi propri ho giudicato esser bene descriverli. Nondimeno quelli. che fra lo spatio di dieci piedi sotto le acque il mare si trova dolce. & à me anco) da Ericinthio monte. & sempre à due à due sono portati. che significa nodrire. essendo anco l'Oce ano acqua. Rhea. il fiore cade. egli è da vedere i l senso allegorico. che fosse il primo Sacerdote ch'a lei amministrasse. che fu madre de lle Ninfe. cioè della terra essere nata. altri dal castello Cibalo: dove dicono i suoi sacrifici esse re stati ritrovati. La gran Theti seconda figliuola del Cielo. . che si trovasse l'uso del ferro. non da huomo. Cibele. & ai greggi. che significa movimento di capo. Overo (sì come d ice Porfirio) Ati è un fiore dalla terra amato. Ma Cibele alcuni volsero quelle cosi esser e detta da un certo Cibalo. in tutti due e quali (come alcuni si sono imaginati). parte de' quali si sono di sopra dichiarati dove si ha trattato della Terra. come si vede per li versi di Valerio Serr ano. il qua le allhora dalla terra è castrato quando. & moglie sia una cosa istessa. il quale si faceva frequentemente ne' suoi sacrific i. Ma Dori s'interpreta per amarezz a. Alma poi da alendo . Berec inthia. l'acqua salata sta solamente mischiata col mare di sopra via. poi. Perche. che hanno finto tal cosa habbiano voluto intender l'Oceano doversi piglia re per elemento semplice dell'acqua. perche dai pascoli agli armenti. overo (sì c ome piace ad altri. poi. Rhea. & per l'opra sia fatta migliore. Pale. la quale (dice Crisippo) per fo rza di fervor celeste è tratta dalle viscere della Terra. overo c'habbia mistura d'a ltri elementi. overo castello di Frigia. so levano farsi di rame. il che per esperienza chiaramente si vede. credo ciò essere finto perche ad un certo tempo dell'anno i raggi del Sole paiono essere sterili. In queste cose adunque non vi essendo niente d'historico. il che è tenuto per l'agente. che si diranno per l'avenire. Vogliono per ciò. Ber ecinthia (secondo Fulgentio) come signora dei monti. cioè per gli huomini inalzati. & la chiamarono anco Dea de' pasc oli. Nondimeno alcuni affermano essere cosi detta da Cibel . già pria. & di Vesta. percioche l'istesso tal vocabolo in greco suona. & cosi dal Cielo. non è poi più atto al frutto. perche è madre dei dei. la qual cosa penso ch'egli habbia cavato da Virgilio. doversi intendere due h emisperi della Terra. Ma Servio la chiama Dori. il quale per lo calor del Sole (come i Fisici vogliono) s'aggiunge all'acqua marina. Anna. succedendo il frutto. La chiamano adunque Opi. Ma descrivendo si i Dei haver l'uno. percioche con suoi frutti nudrisc e tutti. La gran Theti. che per tali Timpani: i qua li sono vasi semisferici. per opra della cui mistura può concepire. onde pare. ove ro se cade pria del frutto. secondo. & moglie dell'Oceano. che marito. che s'intenda gli strom enti atti alla agricoltura. che sia detta Opi (com e dice Rabano) perche dia aiuto alle biade. dice Paolo. & spetialmente d'intorno l'Autunno. Crisippo volere.a lo castrasse. che i monti s'intendeno per li Dei. il quale vogliono. Ma veggiamo la cagione per la quale la fanno sposa dell'Oceano. & moglie dell'Oceano. di man iera. & il Verno. & l'altro sesso. che cosi dice. come proprio ornamento suo. mentre dice. Theti senza dubbio è un'acqua. Oltre di ciò nomarono costei con molti nomi. do ve con molta riverenza era adorata. & magna Pale. Che questi sacerdoti porti no i Timpani. che dicono i nocchieri. che q uelli. ma Theti essere l'acqua elementata. & dice. conci osia. Così mentre trascorri il mar Sicano L'amara Dori non conturbi l'onde. dove si ritrova attione d'acqua. vogliono. nelle quai stagioni pare alcuna cosa da loro non essere generata. & nodrire. Il che Lattantio afferma. Per quelli di rame vogliono. & Vesta. & altri instrumenti di rame. & alcuni sono qui communi con alcune dee. che in latino fa Ope. l'op ra della Terra si dimostra. i quali. cosi la dissero i pastori. Credo io. che fosse figliuola di Cielo.

& per vergog na del ventre. overo di lagrime. andò in Creta à nasconde rsi in alcune spelonche. & quando p atisce. che l'istesso à lei non avenisse. & Cheron. e istesso Iddio . cioè ella essere divenuta pregna. & le reni di rame. & chiare. che à patto alcuno non restituisse il reame à Titano. Aschalfo. Lattantio nel libro delle Divine Institutioni vuole. & le braccia d'argento. & della Terra si può anco ammettere. Indi tutte queste parti di membra. & passando per caverne all'Inferno. & essere stata la prima ch'insegnasse a Siciliani l 'uso del fromento. non havendo ardire riguardar la luce. egli gli havea conceduto acque limpide. & per ciò da Giove nell'Inferno cacciato: perche havendo sete i figliuoli di Titan o. mentre per la vittoria di Giove tutta lieta si lasciò in publico vedere. egli è stato mostrato. Vittoria. dove scrive delle Questioni Naturali. scese all'Inferno. attento che solamente viene generato dal voler nost ro. ma non grandissima Dea. Il quale. temendo. si come è st ato mostrato. & havendo inteso Saturno. tutta rivolta verso Roma. Tuttavia Pronapide vuole Acheronte essere stato suo figliuolo. & padre. pare. allegrezza. che vogliano significare cosi diverse fittioni hoggimai è da vedere . de' quali si dirà poi. Ma quello. che Cerere per suase al fratello Saturno. & partorì Acheronte. Onde dice. le gambe. & solo Iddio. che vogli a altramente. perche dice l'acqua virile esser detto mare. fino attanto. il cui capo è di oro. senza padre. Ma quello essere stato detto Achero nte dall'A. Seneca poi. & ivi fu fatto fiume infernale. Theti. percioche senza allegrezza è colui. &c. il destro piede di terra cotta. che non fu fatta certa Giove vittoriosamente haver liberato i padri. & Opi essere impri gionati da Titano. Acheronte Fiume infernale. che si duole. Acheronte fiume infernale figliuolo di Cerere. Della cui fittione l'istesso Theodontio spiega tal ragione. conciosia. & Stige. & in quelle oscuri tà haverlo partorito. il qual generò sei figliuoli. Il che essendosi scoperto. Thisifone. & in luoghi oscur i. perche i dogli osi per lo più. & Titano fatto. antichissimo Re di Sicilia. ch'egli non volse veder la luce. Divenne poi fiume infernale. eccet to se non chiamiamo (come alle volte si fa) anco le ninfe Dee. disiano lo star soli. & insieme con la madre Vesta gli fece nodrire. overo lasciato. & in lei essere quasi una corporal grandezz a. Perche sia detto figliuolo di Cerere. La chiamarono anco Theti Maggiore per differenza di Theti madre d'Achil le. Questa Gran Theti partorì dall'Occeano molti figliuoli.Onnipotente Giove Re dei regi. & della Terra. ha certe fessure. qual fu seconda figliuola del Cielo. che fosse ninfa. Nè à lui è dato padre alcuno. che stillano gocciuole d'acqua. Megera. dove partorì Acheronte. Paolo diceva costui essere stato figlio di Titano. che nell'Inferno non v'è allegrezza alc una. indi a Sicano haver partorito molti figliuoli. contra il patto tra Saturno. che le cresceva essersi andata à nascondere in una segreta spelonca di Creta. fu figliuolo di Cerere. & per ciò di lei recita questa favola. la quale gli antichi volsero. Cerere prima. con gli occhi à terra chini. cioè mandato fuori. & il piè sinistro di ferro ele tto. che vuol dir senza. che mentre l'acqua opra alcuna cosa sia detta Oceano. Vogliono. Dice egli haversi per cosa ferma. Et inventore. & madre insieme Degli Dei. che Cerere fosse figl iuola del Cielo. Di Theodontio costei essere stata moglie di Sicano. & di Vesta. le qu ali raccolte insieme. eccetto il capo d'oro. perche dice nella sommità del monte Ida in Creta essere una gran s tatua d'un certo vecchio. Là onde Pronapide vuole Cerer e per la prigionia dei fratelli ivi haver concetto il dolore. & la feminile tutto l oavanzo. così. cioè Aletto. il petto. il corpo. Ma il nostro Dante nella pr ima parte del suo Poema chiamato Inferno tiene contraria opinione da questa del suo nascimento. che generò Sa turno segretamente subito nati gli tolse. mentre vogliamo pigliare . nè hebbe ardire comparire. fanno il fiume Acheron te. quei figliuoli maschi. Che sia poi stato f igliuolo di Titano. nondimeno non ne noma alcuno. le giunture.

percioche l'Isola di Candia pare essere nel mezzo del Mondo in tre parti diviso: perche da Settentrione vi è il mar e Egeo. affine ch'indi succeda l'origine di Stige. come se gli essuli dalla patria fossero senza allegrezza nè salute. Ultimament e viene la terrea. ò perche la Grecia è inferiore dall'Oriente del Sole. la cui volendo dimostrar caduca. & dopo lui Alberigho. & dicendo. overo Egittio. verso la quale tutta la machina corporea s'inchina. l'acque del mare essere condotte nelle viscere de lla Terra. cosi quella parte d'argento ha molte fessure. che è Flegetonte. dicono Acheronte non essere fiume . overo il Onirteo. che sono mari d'Europa. & facciano l'Acher onte. Delle figliuole d'Acheronte trattato in generale. che anco dura. Se gue poi la ferrea più forte dell'altre. ma terra d'Italia. accioche intendiamo non solamente una di queste parti. mentre per lo battesmo rinati nella fan ciullezzat semplici perseveriamo. & frale. Finalmente segue la terza età. dall'O riente il mare Icario. cioè il fine suo. cioè peccati. & procaccia accrescimento di miseria. eglino volevano il fiume. cioè dai peccati. che anco la ethimologia del nome del fiume favorisce alla f ittione. per la quale vuol intendere la beltà delle cose temporali. ch'è l'età più co mpiuta. molto famoso. benche sia antica. ma anco peggiore. Affermano nel tempo antico essere u sanza ai Greci di mandare i condennati in essilio in Italia. dice il cap o d'oro essere massiccio. Là onde vogliono essere stato aggiunto il luogo a lla favola. cioè la perdita dell'allegrezza. affine. Sono due fiumi c'hanno il nome d'Acheronte: uno irriga appresso i Molossi. che le lagrime escano fuori. dice già quel monte essere lieto. estendersi. & i condennati essere nell'Inferno. che questo Acheronte si generi. Ma accioche appaia non ogni età in ciò convenirsi. Nondimeno in tal maniera alcuni giudicarono del secondo. & dai manchamenti dell'antiche età. & per la cui si figura la fragilità de' mortali. oprando il calor del Sole. dalla cui nasce l'aquisto della tristitia.Titano per lo Sole. fa presuposto designare la convenevolezza del luogo all'origine. & d'opre molto più lontana. & la debolezza dei vecchi. Ida adunque sig nifica bellezza. & da quelli corre nel Thelespontio seno. affine. perche dicevano essere appresso il mar infero. Dice adunque la statua del vecchio star diritta. & da questo germogli il pianto della miseria. Poi si viene al metallo d'argento. & mette capo in certi stagni chiamati inferni. ma tut te dar opra. descrive il genere humano. Ma prima veggiamo del luogo. essendo interpretato senza allegrezza. & più ostinata. la quale. che è detto Dio dell'Inferno (per essere fatto dall'Oriente del Sole) scorre più à basso. & anco di colei dal cui ventre pare ch'egli esca fuori. percioche quello il quale è appresso i Molossi nel r eame già di Plutone. L'altro poi per la morte d'Alessandro Ep irota. che nell'isola di Candia sia una statu a d'un vecchio di vari metalli composta. Che sia fiume infernale. come anco vollero gli antichi. & dalla tristitia venga l'incendio de l dolore. si come Servio. & Occidente è sostenuta dal mare Africano. i quali sono d'Asia. overo salute. & da quelle per lo freddo della terra divenute dolci. Dalle quali fessure nasce. & questa medesimamente è aperta. più sonora delle prime. Ma Dante intende del v ero fiume Acheronte infernale. nond imeno per li vitij divene più vile. attento. può essere detto suo figliuolo. che conosciamo per li peccati de' mortali perdersi l'eterna allegrezza. & una fr igidezza perpetua. Dice anco in un monte di Creta. c'hebbe principio nel campo Damasceno. & diserto. appresso è posta nel monte Ida. insiem e con i tempi. da le opre scelerate. Et cosi dando il Sole la materia. & questa anco è f essa. & le cagioni. & cosi se è nel reame di Plutone è nell'Inferno. che guarda da Adannata città di Soria ver so Roma. correndo appresso Lucani scende nell'Inferno. & hoggidì tris te. & cosi da tre parti del M ondo v'è il termine. Quelli poi c'hebbero contraria o pinione. Che poi da Damiata si sia cangiato verso R oma. & hora ri guarda Roma ultima de' Reami del Mondo. ma da mezzo Giorno. overo essi essuli v enirci volontariamente. . dall'Occidente l'Ionio. egli si può intender e in tal modo. & il Carpatio. che dinota Cocito. la quale come che dimostri essere più intiera per le forze corporali. come dice Tito Livio. che per quello si comprenda il tempo dell'inoc enza del primo padre insieme col nostro. Nondimeno di questo dirassi altrove. Et cosi ciasc uno di loro cala all'Inferno. & cosi alcuni si sono imagina ti. & hoggidì fa l'istesso. accioche vegniamo ad intendere la generatione humana. Ma quello già si creò dalle gocciuoli c adenti.

dove cosi p arla: Queste due pesti per cognome dette Furie si sono in uno istesso parto Prodotte da la Notte atra. che per lo fiero mostro. Percioche la Dea Iuturna conobbe lo strido della dira. Theodontio lo d imostra. accioche in particolar poi più facilmen te il resto intendere si possa. Primieramente dicono quelle essere state figliuo le d'Acheronte. dove dice. Tutta furiosa il gran Palazzo scuotte Sono anco appresso noi dette Eumenide. che dimostra Virgilio: Come tosto conobbe di lontano Lo strido de la dira. s'avien ch'il capo De gli altri dei vuol far. ivi si ferma Là onde avien. egli si vede per Virgilio. nell'aere. dove a' mortali infermi Accrescono il timor. come mostra l'istesso Virgil io: Hor lascio le squadre. & tremante. che voglia Lucano. me timido. Homai v'allaccierò con vero nome Et voi cani infernai ne l'alta luce Collocherò . Che siano figliuole della Notte.Pare che tutti i Poeti vogliano le furie essere tre. Che Acheronte le sia stato padre. & l'ali. si dicono anco uccelli. perche dissero nell'Infer no chiamarsi cani. & stanno ancor nell'ampia entrata Del fiero Re. allhora L'infelice Iuturna squarciò i crini . & non smarrite O rozzi augei. Appresso volsero questi tali haver diversi nomi. & questo appresso i Dei del Cielo. Da' mortali sono dette furie. come di loro scrivendo Virgilio dimostra. secondo. & di Plutone. Onde assai chiaramente si vede ciò essere fatto appresso noi nello sventurat o matrimonio. che sono sottoposte à i voleri di Giove. Oltre di ciò Theodontio dice appresso habitatori di liti esser chiamate Arpi e. & oscura Insieme con Megera empia. delle quale parmi in generale voler trattare alcune poche cose. Et gli lo gitta in sen: il qual scorrendo Fino al profondo cor. ch'alcun divenga . come pare. e infernale . e tolte dal funebre rogo. & della Notte. si come mostra Ovidio dicendo: Tennero in man l'Eumende le faci Rapite. ò vogliamo dir fiera. & appresso dicono. si come è manifesto dall'effetto per li versi di Virgilio: Dai cerulei capei si leva un serpe. Queste stanno dinanzi il tribunale Di Giove. Si chiamano anco Dire. &c. Che di vostr'ali le percosse i veggio. & non in terra.

attento che. se mancano ò non tengono cura. & della Notte. Et da l'infernal tenebre la scioglie. de quali. A costei sono à cor le triste guerre L'ire. che punto non sono differenti dal fur ore. ch'è cagion dei pianti Tra tutte l'altre sue fiere sorelle. & l'altro significa bene. per le cui noi infelici siamo ingiottiti. Aletto prima figliuola d'Acheronte. & le gare nascere per l'ingo rdo disio dell'oro. che di necessità pare. perche egli viene detto Dio delle ric chezze. onde noi veggiamo spesso l'ire. i quali ricevendo qualche disturbo. ch'il padre esso Plutone L'odia. da' quali si conseguono incendii. Da gli habitatori dei liti si chiamano Arpie. la qual e cosi descrive Virgilio: Elegge Aletto. fino attanto. conciosia. che per questa. Le chiamano figliuole d'A cheronte. & pio. Ma hora è da vedere il significato di queste cose. Et cosi le furie nascono di Acheronte. sacheggiamenti. necessariamente conviene parere furioso. come che egli s ia detto benigno. l a forza gli constringe. & se dirompono in pianti. che la leg ge publica vieta. Le chiamano anco inchinate a Plutone. Cosi anco per la superbia di que' tali nascano g uerre. è figliuola d'Acheronte. & in odio ancor l'han le sorelle. la quale non senz a giudicio di cecità di mente continua. che nasca una perturbatione di mente. & dalla Notte. oprano alcune cose. nè lamenti. alla cui subito ricorre il furor de' maggiori. & Mane: il che l'uno. & della Notte non per altra ragione. overo per antifrasi sono dette da Heu. & molte faccia piglia. che non si opra nei minori. l'autorità dell e leggi liggiermente va in fumo. che cade nell'effetto. & che per la d iscordia di quelli s'infetti l'aere. con gridi empiono il tutto. che è accento doglioso. & consumi. Che poi stiano dinanzi à Giove non è maraviglia. il quale. Di maniera.Di lieto mesto. overo Eumenide: pe rcioche con maggior incendio offendono il furioso. & ruine. che negli elementi si congiunga il furore. i disturbi. vuol punir alcuno. che subito dalla mansuetudine volano gli huomini al fur ore. dalla rapacità. è forza. à guisa di cani ch 'abbaiano. percioche al pio giudice è bisogno haver per ministri dei vindicatori delle scelerità. Quan do non succedono secondo il disio i voleri. Appresso gli huomini mezzani sono poi dette furie. Percioche con t anta ingordigia quelli correno alla preda. che patisce. affine. Appresso alle volte per li peccati de' popoli d alla divinità è conceduto. ma nei maggiori la potenza. di manie ra. Oltre di ciò appresso gl'infernali sono dette cani. Sono poi dette uccelli dalla vel ocità del furore. attento. Il nome d'Eumenide è venuto da Hei. e Cittadi. & elleno mancano d'ogni bene. rispetto alla crudeltà de' maggiori contra i minori. La prima delle furie Aletto. gl'inganni. Con tanti fieri serpi d'ogn'intorno. à se stesso è propria pena. Seco adunque sono infuriati. che si congiungono alla furia. & può cagionare. Et poco da poi soggiunge dicendo: . che l'hu omo mediocre in se si roda. & da Men. che loro entrano poi in grandissimo furor e. che significa mancamento: percioche col ui. O con guerra smarrir Regni. Cosi l o sdegno non lascia. overo cagne. Questo monstro infernal si cangia in tante Diverse forme. cioè appresso gli h uomini di bassa conditione. che la ragione ceda. & i peccati iniqui. oprato senza ragione. non potendo le l oro forze far resistenza al furore. & per lo continuare diviene maggiore. rispetto à molte cose. onde nascano pestilenze mortali. (a me pare). Ap presso i Dei sono dette Dire. che questi tali secondo il costume del basso vulgo mandino fuori pianti.

Aletto signif ica inquietudine. leggiermente si cade. e lezzo. sono per dinotare la crudeltà de . essendo per ins ino à Plutone. Cento serpi. accioche si conosca ogni furia dall'animo inquieto haver princ ipio. & all'istesse sue sorelle in odio. Et di nuocere altrui teco hai mille arti. Thesifone seconda figlia d'Acheronte. & sete. Entro le membra poi splende una luce Eguale à quella. alle quai cose Claudiano aggiunge queste. che abonda. Cosi adunque. togliendo il colore della faccia dell'huomo irato. a ffine di mostrare la dispositione dell'animo.Sta in tuo potere a perigliose guerre Armar l'un contra l'altro i car fratelli. e chiuso. da doglia e stridi. che è Trithonifone. Tu sopra i tetti puoi recar tormenti. perche l'ira i nfiammata mai non esce. e à se d'intorno Cinge. che non ve nga accompagnato dalle lagrime degli amici. che và dietro. Et quello. ma piu crudi e fieri. & Iddio. Et in odio voltar tutte le case. Et per l'oscura bocca le esce fuori Un'infiammato odor di marcia. Et portarli funebri. ardenti faci. da timor. Thesifone è la seconda delle furie. che in sangue. & della Notte. & figliuola d'Acheronte. ch'a lei d'intorno stanno Le girano la faccia. & intorce velenosi serpi. nella cui. Statio continuando soggiunge: Camina tutta colma di veleno. c he il petto gonfio ha fatto una inquietezza. & morbi. Et à queste tali appresso. Onde assai per questi versi si veggono gli uffici di tal furia. Di venen piena. Nè prima l'irato si leva. eccetto. & una morte. & di color di ferro. Ma i serpenti à quella locati. per q uesti tre Poeti è stata descritta quella di Thisifone. Et quello. la quale cosi dipinge Ovidio: Nè con indugio Thesifone piglia Con importunità l'humida face Per lo gelato sangue. Dal qual viensi à produrre ad ogni gente Et fame. e accompagnata viene Da pianti. accioche corrucciato t utto paia terribile. cioè voce d'ire. Secondo Fulgentio. Et per ciò Ovid io vuole tal successo essere quella face. il quale però viene accompagnato dal terrore. che conoscendolo poco in cervello. che di sangue ondeggia. & la crudeltà. & per quel rossa In publico si veste. che segue. Esce di casa. Oltre di ciò dice Fulgentio T hisifone essere l'istesso. d i lui temeno. che dimostra Febo Quando da nubi è circondato. Et per tal causa la chiama rossa per lo sangue. poscia. Mille deitadi sono in tuo potere. quante noi restiamo di conoscere noi medesimi. & si vede anco à bastanza la sua potenza. si come per Virgilio è stata mostrata la qualità d'Aletto. La quale inquietezza tante volte entra nelle menti. e intorno il capo Minori sono.

fossero obligati per spatio d'un certo tempo astenersi d al Nettare. Questa de' difensor bruttò le membra. ch'insieme spargono i fratelli. che dal travaglio dell'animo vegniamo ne i gridi. & della Notte. D'Hercole sol smarrì costei la faccia. vestita d'armi. per le quai cose divenuti furiosi spessissime volte andiamo in ruina. Et se alcuni di loro facesser o contra il giuramento. Et di quel beve solo. dove si tratta delle Lodi di Stillicone: Si leva poi da sedia triste. che spe sso partoriscono ruine di paesi. & altro non ricerca. Credo gli antichi ha ver voluto la Vittoria essere stata figliuola d'Acheronte perche non s'aquista p er otio nè riposo. cioè in parole. Che difendean la terra. perche Megera significa gran contrasto. & dai gridi nell'odio. e vile Megera iniqua. & hora partendo spoglie. Con auspitio di costei le faci D'Himeneo congiunse il mesto Edipo Con la dolente madre. nè dolente affanno. che Th eodontio à lei ascrivea egli attribuisse all'Honore. Ma Theodontio. assai possiamo conoscere per li sopradetti versi i fatti convenirsi al nom e. e morti. Costei d'Agamennon scorrendo in casa Tese gli aguai al re poco avedutto. Et quegli ornamenti. ma da continui pensieri: i quali. alla cui (dicono) Giove essere stato cosi grato che. ornata di trofei Si dimostrasse guardia dell'impero O donzella. Vittoria fu figliuola d'Acheronte. & rissa. & con la palma verde Tutta festosa. ma non provare Fatica alcuna. e severe Per tutto ondeggia. & morti. Costei in tal modo viene dipinta da Claudiano dove egli tratta delle lodi di Stilicone: Al Capitano essa Vittoria mostra L'ale forate. & di polveroso lezzo. Ma hora veggiamo quello. & partorita da Stige sua figliuola. la onde nasce. hora menando prigioni. & povertadi d'huomini. a cui stassi appresso Un scelerato error d'animo pazzo. Ma ci rcondata di rugginezza. Et l'ire. che sol rimedi a tutte L'empie ferite. il quale dicono essere suo fi gliolo. havendolo ella favorito nella guerra contra i Giganti. mentre dall'ingegno cacciano . & figliuola d'Acheronte. in questo modo viene dipinta da Claudiano. Et quello. che il giuramento degli Dei fosse sopra la madre Stigia. nel dipingerla l'adorna d 'ornamenti trionfali. Megera terza delle furie. Di quì venendo l'huomo irato manda i vapori in voce. Che sangue sparso per ferite. overo lite. che segue. & questa sola D'Athamante drizzò gli acuti dardi. Secondo Paolo. quasi accordandosi con Claudiano. che di ciò volsero inferire. Megera terza furia. Nondimeno Paolo discorda da loro. che di spiume empie. e ancor Thieste Con la figliuola oprò l'istesso effetto. figliuola d'Acheronte. & sol insegni a noi Non sol quelle patir. & sol si nutre Di quel. le diede per incompensa tal dono. & la chiama lieta. Vittoria quarta figliuola d'Acheronte. Onde. & con mani sanguin ose.ll'ira.

che è conceduto dai privati. che prestiamo a i maggiori. & lieta subito fu pig liata. mentre si leviamo a far riverenza ad a lcuno privato. della quale nei l ibri delle Pompe cosi dice: Mentre l'Honore. percioche leggiermente. imaginationi. & le foglie serbano la verdezza. A costu i fu dedicato già da Romani un tempio vicino à quello della Virtù. incontanente Stigia le succedè per madre. Vi è l'Honor publico. & che non pensano à niente. & perche in quello il vincitore sacrificava una pecora. egli allhora non è Honore. ma volontariamente. essendoli anco in assenza date le lodi. spesso vola in altra parte: viene ornata di palma. & poi fermossi Subito in mezzo il Cielo alta. ecceto. et mortali carezze. Honore figliolo della Vittoria. essendo elleno però differenti. nel quale non si po teva entrare se non per quello della Virtù. onde essendo dell'armi del vinto cosi vestito. facilment e caggiono in ruina. non poter conseguir Honore. Dice Paolo. l'Honore essere stato figliuolo della Vittoria. Vog liono. & cosi viene ad offerirsi Acheronte. affi ne che per quella si comprenda l'accresciuta fortezza del vincitore. veramente svegliano il pensiero. Et cosi à colei ch'era venuto Acheronte per padre. per dimostrare la seconda spetie d ell'Honore dal vincitor speso. Et se ciò aviene ad alcuno pe r altra cagione. & contin ue fatiche. benche gli ambitiosi Prencipi à se le habbiano usurpate. Nondimeno io istimo costui essere detto figliuolo della Vittoria perche egli si consegue dell'aquistata Vittoria. Istimo. E poi ornata di Trofei. & toleranze co rrerie. & la Riverenza essere una cosa istess a. Overo gli antichi chiamavano il trofeo Tronco. Dice Clodiano la Vittoria haver l'ale. Nond imeno sono di quelli. overo col trionfo. non per comandamento . Publico egli è allhora quando si conosce in alcuno con la corona di lauro. accioche si conoscese alcuno. Ovati o si chiamava. di qui nacque La sacra Maestà. & il privato. Troia afflitta non puote esser presa. che dicano l'Honore. ma ridicolose. & quando anco con i ginocchi chini. & co l capo scoperto parliamo con humani degni di honore. che regge il mondo. & il nome v erdeggiar lungamente. fatto a somiglianz a d'un huomo vinto. Percioche subito il vincitor non s'orna delle spoglie. e sublime. & ne' tempij. piu tosto (se condo Paolo) era più propriamente disegnato per un habito di Vittoria. il quale anco viene da to in presenza di chi lo riceve. dalla similitudine della parola Ovem. overo per usanza. & me no nei giuocchi non si ritrova.piu utili consigli. in altra guisa. che fu prodotta Grandissima fu certo. non si po nno. quella dall'infermità della mente. le quai cose senza tristezza del sopportante occorere. & nel sedere gli diamo il pri mo luogo. con constante animo. Vuole Ovidio la Maestà essere stata figliuola dell'Honore. P rivato è quello. e honesta riverenza Con piacevol faccia messe i corpi Nei legitimi letti. Riverenza poi è quella. La qual in ogni dì. & forte petto. nè patir. lo mettiamo di sopra. & non alla Vittoria s'attribu iscono. ma poi elle si danno à lui per la Vittoria. La Maestà figliuola dell'Honore. & questa dalla corporale per lo piu si genera . che (sì come vuole Thedontio). che volessero costei essere stata figlia dell'Honore. anzi si trahe da vigilie. & Theodontio. Oltre di ciò nè nelle conversationi. che col mezzo della Virtù. Per lo contrario poi gli festosi. le quai attioni s'apparteng ono solo a Iddio. dolori di ferite. lasciata u n'opportuna occasione. & da quella à lui nascesse la Maestà. perche mai il legno della palma non si corrompe. perche il trionfo era minore. & della Rive . & dà lui rimovono ogni allegr ezza. V d'oro si vedea col bianco seno. ma non gli danno padre. che la riverenza gli fosse moglie. Ma accioche questa tristezza sia differente da quella tristitia delle furie .

si come l'Aloco è un uccello funebre. che hav ea mangiato tre grani di melegrane nel giardino di Dite. che non have Urna. Cosi anco. secondo Alberico. La terr a poi le è data per madre perche. che dimostrare esser cosa odiosissima l'ufficio dell'acusatore. Stigia sesta figliuola d'Acheronte. a somiglianza almeno dell'ufficio. dove di loro si trat terà. nel gio rno de' morti habita sopra i loro sepolchri. ciò è pigliato dall'usanza dell'Alocco. & sempre di cattivo augurio tenuto. & cercando si s'ella. i quali (secondo Papia) si chiamano Urne. per insino ad un certo spatio di tempo. dal cui si è detta la maestà convenevole al solo Iddio. pe rche. Ascalafo quinto figliuolo d'Acheronte. il qual si dice Orna. cosi l'accusatore empie di tristezza quelli ne' quali è contrario. Stigia viene detta l'infernal palude. Ascalafo fu figlio d'Acheronte. & appresso (secondo Alberigo) nutrice. et ansietà all'accusato. si come ta l uccello sotto la quantità di varie piume è di picciolo corpo. Le cose poi. che dice Virgilio: Et la Palude Stigia per la quale Temeno in van di non giurare i Dei. si come di sopra è stato detto. secondo. Et ciò vogliono ch'a lei fosse conce duto perche la Vittoria sua figliuola diede favore alli Dei contra i Giganti Tit ani: Stigia s'interpreta tristezza. colui. Circa la qual fittione credo i Poeti non haver voluto intender altro. Non inconvenevol mente adunque è detto figliuolo d'Acheronte. si come dicono quelli c'hanno scritto delle proprietà delle cose. che sopra lei gi urava invano era privato del Nettare dei dei. la onde fu sententiato. non Ninfa vil tra le infernali Già d'Acheronte suo prodotto havere. medesimamente sotto le lunghe ciancie degli accusatori per lo più si trova poca verità. derivando ogni acqua da quel fonte di tutte le a cque solo. Che poi O rna sia detta sua madre. la accusò. si come dice Ovidio. & di Orna Ninfa. si come Acheronte priva d'allegrezza tutti quelli ch'egli passa all'altra riva. Overo. percioche. colui. il quale spessissim e volte. che strida. & però essendo Acheronte senza allegrezza. anzi è necessario. Et partorito sotto l'onde oscure. ch'ella non si potesse piu rihavere in tutto. & Proserpina. che manca d'all egrezza entra in tristitia leggiermente. che lo riceve. che v'incorra. secondo altro sentimento. Et però dicono subito Ascalafo essere stato converso in un Barbagianni. Dicono. di lui viene detta figliuola. Tra gli humori imprese da gli elem . che s'appartengono à Cerere. onde Lucano dice: Il Ciel cuopre colui. che sia condotta per le viscere della terra per i nsino à quel luogo dove entra in publico: & cosi Stigia viene ad essere figliuola della terra. cosi l'accusatore di conti nuo è prenuntio di fatica. & della Terra. per la quale anco. nell'Inferno. & egli da Cerere fu tramutato in Aloco. attento che. che costui. Percioche. Oceano. & albergatrice degli Dei.renza: perche dal dato honore. havesse mangiato alcuna cosa. essendo stata rapita Proserpina da Plutone. è necessario. & per tema di supplicio non ardiscono giurare in vano. & della conceduta Riverenza nasce un certo stato di maggioranza in colui. saranno dichiarate. Ascalafo la ode. giurano i Dei. & disse. affine dimostrare gli accusatori essere stridosi. & da tutti è tenuta figliuola d'Achero nte. Oltre di ciò l'Alocco è animale.

On de (penso) ciò essere detto percioche dal lungo pianto liggiermente ogn'uno entra in furore. che si comprenda dal troppo ardore del cuore i furori degli huomini eccitarsi. & molta fatica ai passaggie ri. Virgilio mette questo fiume appresso i Campi Elisi. Colui i l quale grandemente s'allegra non mostra haver quel. non è altro. il quale (secondo Alberico) nacque della palude St igia: il che penso essere detto in tal modo: perche il pianto. che per l e lagrime. Cocito è fiume infernale. Flegetonte fiume infernale. affine. Seneca poi dimostr a Stigia essere sotto la regione d'Austro. i fieri nostri desideri. che a loro conoscono contraria. & finge. La prima tristezza non fu mai nutrice nè albergatrice dei Dei. che è Stigia. è detta Stigia. Che li Dei giurino per la palude Stigia. & ella. D'intorno il quale egli è d'avertire la tristezza essere d i due sorti. Et di questi tali vi sono i Dei da loro fatti felici. & de' suoi. che giurano i l falso siano privi della bevanda del Nettare. per ritrovarsi piena di fango. penso ciò essere detto perche quei. & figliuolo di Flegetonte. & allhora le Stelle sono nutrite dalla palude St igia. & albergatrice degli Dei. dove caccia nel profondo centro i perfidi. gli ardenti empiti del core non si ponno raffrenare. secondo l'opinione di quelli che istimavano i fuochi dei corpi celesti pas cersi dell'humidità dei vapori. il che (sì come piace ad alcuni) occorre per natura. & le Stelle alle volte essere andati dagli Egitti j. & figliuolo di Flegetonte. che generò Flegetonte. Il che aviene nel verno. Anco Flegetonte è fiume infernale. come cosa. Cocito fiume infernale figliuolo di Stigia. col mezzo dell a cui i Gentili vennero nelle loro deità. La seconda veramente ci fu. la palude Stigia essere appresso i su peri. esservi un luogo: il quale g li habitatori chiamarono Fiala. Flegetonte s'interpreta ard ore. cioè il Sole. nella quale non siamo Dei bugiardi. che. & figliuolo di Cocito. & è perche dole rsi delle cose mal fatte. la qual cosa medesimamente ivi fa oltre gli Egittij meridionali. percioche veggiamo gl'in furiati scordarsi dell'honor proprio. & noi Christiani giungiamo alla beatitud ine eterna. che Mercurio dà à . per la qual cosa resta ch'eglino giurin o per la tristezza. nè caduchi. che più tosto hanno giudicato for se i Poeti. restando il cervello d'humidità vuoto. cioè male ess ersi adoprati. che dar nutrimenti alla virtù. i Dei. Et cosi l'huomo entra in furia. ultima parte dell'Egitto verso Austro. cioè appresso quelli. e habit ano appresso il capo di Cenith. che di felicità sono caduti in miseria erano detti haver mal giurato. ciò no n fecero senza mistero. essendo difficilissima da passare. dimostrando poi appr esso Cirene. istimo io pe r tal ragione. Percioche ò si attristiamo per non poter conseguir. nasce dalla tristezza. che non chinano il grado verso il polo Artico. & secondo Theodontio è figlio di Cocito. ch'ei scri sse de i sacrifici degli Egittij. & nutrice della tristezza. che dal furore nasca l'oblio. che apporti seco tristezza. cond uce nei campi elisi. che si levano da l'acqua. cioè amico. dopo le purgate pene per li peccati. Et Lethe viene interpretato ob lio. & ivi appresso essere una gran palude. quando il Sole lontano da noi tiene il Solsticio Ant artico. vi può essere questa ragione. Queste spetie di trist ezze nel sesto dell'Eneida molto bene haverle conosciute dimostra Virgilio. che generò Lethe. Lethe fiume infernale. Che anco quei. & ciò narra in quello libro. cosi della bevanda Nettarea erano caduti all'amarezza della disgr atia. Attento. & appresso lei dimorano. ò si attristiamo conoscendo da noi essere oprata alcuna cosa men giustamente di quello si convenga. Ma gli altri.enti mortali. dalla terra s'imprime la maninconia: la quale senza dubbio è madre. fino a tanto. figurato per Coci to. & ostinati huomini nel male: nel cui luog o non è redentione alcuna. Che fosse poi nutrice. Lethe viene detto fiume infernale. dicendo. che sono nell'Emispero superiore. Overo vogliamo dire quello. che disia. sia per qual cagi one si voglia. percioche a lui non manca ragione perche non habbia da temere di qualche sinistro. conciosia.

(lasciatele da parte) ho vo luto descrivere l'opinione di Barlaam. che tornino ne' corpi. che ritrovasse il medicare. & dimostra. figliuola del secondo Giove (sì come che costui fosse un huomo infocato. che generò Apollo. Dice anco haver havuto n ome Hermes percioche. & altre simili. che le a nime pure. che gli Egitt ij di intorno alla verga. Dice Theodontio. che costui tiene in mano gli hanno d'intorno involto u n serpe. che fu preposto à tutti gli altri Egittij. il quale è il terzo. come che Plinio nell' historia naturale affermi Chirone. Filone s'andò à consigliare con un Mathematico de lle successioni di quello. il raro apparire del Pianeta di Mercurio. Diceva egli questo tal Mercurio nella nat ività sua essere stato chiamato Hermete. à cui d'intorno giace Un'horribile serpe in giro avolto. Dopo q uesto. Mercurio quinto figliuolo del Cielo. Là onde Filone. à lei diede quei ornamenti ch'agli altri si metteno. Geometria. in tanto. Onde. & generato di stupro da Fil one d'Arcadia. si co me l'aspetto del Cielo verso la Terra. dicendo. essere sta to il primo. &. & Theodontio. il ricor do de quai darebbe impedimento alla felicità eterna. & da Proserpina sua figliuola. c'ha vea deliberato esporlo alla morte. & Astrologia.bere dell'acqua di tal fiume à quelli ch'egli vuole. figliuolo di Saturno. overo Hermia. D'intorno ciò esponeva Leontio molte cose. Mercurio. & grandissimo interprete delle cose celesti. conciosia che. dove si ha trattato del primo Mercurio. Piace a Cicerone. che tal figliuolo diventarebbe un huomo divino. Il primo Vulcano. il che Valerio dimostra nel settimo libro de gli Epigrami di Martiale. Oltre di ciò dicono ch'egli hebbe da Venere sua sorella un figliuolo Hermafr odito. di Tullio. delle quai cose s'è detto di sopra. che conoscesse le virtù dell'herbe. veggiamo d'investigare quello. fu il più antico di tutti gli altri Apolli. Et cosi assai chiaramente si vede che. ivi maravigliosamente fece profitto in molte scienze. Vulcano primo. essendo il fanciullo cresciuto in età. & massaggiero Molto facondo. & di Filara. hebbe per padre il Cielo. chi amandolo Hermes. Ma il nostro Dante scrive quello nella sommità d'un Monte del Purgatorio. impudicamente s'accese. per la eccellenza delle predette cose havendo già d . & il primo conoscitore delle virtù dell'herbe. commossa la lussu ria. d'ardente vigore. che sotto tali fi ttioni volsero intendere gli antichi. Le quali. del quale non si . lo fece serbare. essendosi mosso dall'aspetto di Proserpina. come dice Tullio nelle Nature dei Dei. Mercurio honor del Cielo. & per madre il Giorno (eccittata nondimeno vergognosamente l a natura). Proserpina fu veduta. col testimonio ei. che costui fu l'inventor de lla medicina. perche à me paiono frivole. & specialmente in Aritmetica. che Apollo fosse figliuolo del primo Vulca no. Tuttavia Theodontio dice. & quarto figliuolo del Cielo. percioche Hermena in greco latinamente suona Interprete. qual in mano tiene D'oro una verga. & degne del Paradiso ivi beono per scordarsi i passati mali. onde gli fu risposto. Et prima perche dicano lui vergognosamente essere stato generato dal Cielo. & di Minerva. & che anco fosse figliu Apollo figliuolo del primo Vulcano. dove tratta delle nature de' D ritrova altro eccetto che generò da Minerva dice Theodontio) il primo Apollo. & olo di Saturno. & si come l'istesso Tullio nelle Nature de Dei afferma. subito nato. Ma lasciate queste cose. & la natura vergognosamente. Credo io. essendo in un bagno. nacque dal Cielo. & con diligenza nodrire. & per vergogna della scelerata sua o rigine andato in Egitto. della quale.

diede opra alla Medicina. che per inanzi loro istimavano essere cosa monstruosa nascer tali parti. con tal verga il Medico rimove i venti. nella qu ale divenne non meno profondo. & i vari movimenti. overo arteficio men dovutame nte oprato. cioè dal Medico esperimentato. Dicono adunque (sì come è stato trattato parlandosi del primo Mercuri o) lui essere coperto con un capello. che prima non giunga l'argomento del Medico tardo. accioche per quelli. che oprano ne i corpi humani. e ssendo molto più ampiamente divenuto capace ne' sacrifici degli Egittij. che non è cosa vera che abbia generato un Hermafrodito. fu detto figliuolo del Cielo. affine. che crucciano le viscere in grandissimo dolore del sopport ante. et del Giorno. Con questa verga il Medico dà anco i sonni. specialmente debbe essere conosciuto d al Medico con la speculatione d'intorno alle stelle. Le ale poi. che a lui si mettono ai piedi sono affine. leggiermente c on la superfluità n'uscirebbe l'anima. Appresso. i successi. Et però d'intorno tali. & nella luce del giorno divenuto notabile. la quale habbia mo detto di sopra essergli stata conceduta da Apollo. & arte d'infiniti Medici per morire . Ma quello. che mai l' autorità senza la discrettione non si debba oprare. & vere ragioni. egli possa conoscere le cause dell'infermità. che ne nascesse alcuno) come cosa contra natura lo gi ttavano via. Et ivi. che diverso significato ha nno in Mercurio pianeta. Appresso. benche tutti noi siamo coperti. d al quale. fu tenuto per Apollo. & simili cose molto g iova l'aveduta discretione del medico. Appresso egli porta una verga. atte nto. di costu i Hermes Trimegistos. figliuolo di Mercurio. altro in Mercurio governatore. che cono sciamo bisognare al Medico la prontezza. & altri rimedi rissolve in niente le ventosità. che dall'arte derivano i rimedi. affine. Oltre di ciò. à tutti cre bbe in grandissima riverenza. & dispo sitioni dei pianeti. & al tro nel ladro. Cosi anco penetrano i nuvoli mentre cacciano le humidità superflue. senza lasciare il nome di Mercurio. rimove le stolte open ioni degl'infermi. essere data da Apollo autore della medicina. in uno indebilito. che dimostrasse agli Egittij con raggione naturale poter nascere u no Hermafrodito. che si mostrano necessarie alla salu te dell'infermo. non meno inchinarsi alla ruina. accioche si conosca molti già gran tempo ch'erano per lo giudicio. overo dalla mort e ritornati in vita. che vengono al suo sepolcro. senza naturale. . fa ricordo in quel libro scritto ad Asclepio dell'Idolo. che nelle altre scienze. & in tanta riputatione c rebbe che. il che se si usasse più del dovere. & dotto. accioche essi conoscano ch e. molte anime. cioè alla morte. Il serpe poi è rivolto d'intorno qu ella verga. essere stati sostenuti in vita con l'aiuto del Medico saputo. & mandandole in fumo. Paolo dice. & di Venere. dicendo che se bene è morto: aiuta. ment re con persuasioni. ma ciò è stato finto. & i prop ri rimedi. & aggiunto perch'egli fu il primo. & l'avertimento. & appresso ordinare quelle cose. & d'intorno à quella avolta. che alla salute. ò per coprir l a vergogna di quella. accioche per quello intendiamo il Cielo. che vogliano significare le insegne a lui attribuite hora è da vedere. che l'infermo non manchi. cioè con l'arte molte fiate dà il sonno à quei. essendo eglino ministri della natura (messa da parte ogn'altra cura). la quale viene sotto apparenza del pruden tissimo serpe aggiunta alla verga. togliendoli il timore. come persona scesa dal Cielo. debbono volare a i bisogni degl'infermi. il quale di lui mostra essere stato nipote. Oltre di ciò. che sarebbono restate in vita sono mandate nel profundo Tartaro. inanzi la malattia. & dovut a discretione. che si veggia l'au torità. Hermafrodito. ò in quantità. Cosi per lo contrario. & la scienza delle cose convenevoli ai rimedi. cioè levan dole dal corpo languido. & però (se alle volte aveniva. Con ciosia. mentre poco sono conosciute le cagio ni de i morbi. overo. Indi dicono lui con questa verga chiamar le pallide anime dalla morte. cioè autorità. attento. che l'arte insegna col Reobarbaro cacciarsi dai corpi le cose supperflue . & in qual parte della matrice dalla femina fosse concetto.alli Egittij meritato il cognome di Mercurio. accioche conosciamo l'essercitio medicinale. ò per nobilitare l'origine sua. mentre anco con suoi siloppi. & in loro danno lo toglie à quei. & cagion ano molte cose. che non ponno declinare. perche alle volt e non meno dalla consideratione del Medico. poi. senza la quale alcuno non devrebbe essercitare tal ufficio. & c onserva quelli. che troppo dormeno. con questa istessa verga. altro nel mercante.

il quale poscia pregò medesimamente i Dei. che si veggiamo i segnali dell'una. Percioche Salmace è un fonte famosissimo di Caria. che se altro pianeta non gli faces se opposta. Dice egli che. Et adunque. dove era stato nudrito. Là onde l a preghiera viene essaudita. ivi medesimamente si corcò. fingendo partirsi. e Mercurio. che nacque Di Venere. uscendo fuori . Finalmente di ciò vergognandosi il giovanetto. Ma ritrovandolo fiero. Quelle stanz e adunque. & Revan ia Arcadi che haveano ivi fatto Troezen commune colonia. Cosi in quella celletta di mezzo. come che Alberico dica. & mentre l'uno. col favore del padre. divenga mezzo huomo. entravan . & gli abbracc iamenti della ninfa. Ovidio recita appresso tal favola. con presuposto. che l'Hermafr odito generato da Mercurio. & ladronezzi à turbare tutti quei paesi. & à forza lo prese. fuggirono sopra le mont agne. ch'in lui chiar si scorgea L'imagine del padre. pregò li Dei. Et da l'uno. & con piacevoli parole si sforzò di condurlo al suo disio. come dalla dilettatione dell'acqua. essendo cacciati da Nida. à quei nelle cui natività sta in ascendente. Il che veggendo la Ninfa Salmace. & chiaro. si come l'honorato Andalone diceva. dovendo esser virile. & prod uce. appresso il quale i barbar i. ella l'un dopo l'altro haver conceputo 150. avenne. Ma istimo io molto diversamente i Poeteggianti haver inte so. tratto dalla speranza del guadagno. il quale ha l'un o. che facessero ch'amendue loro divenissero un solo. Del quale. quando poi il seme entra nel mezzo. egli haver avertito dal nascimento d'una certa donna. & insieme sprezzando le parole. che maschio era entrato nel fiume. & l'altro sesso. & da l'altra hebbe il suo nome. che tutti que lli ch'entrassero nel detto fonte havessero à patire l'istesso infortunio. nel cui la ninfa Salm ace habitava. quelli. che se alcuno si bagna in quel fonte. dicendo nelle matrici delle donne esservi sette stanze atte al parto. & le Leligia habitavano. & per lo sapore notabile. & di Venere. cioè Carij. cosi caminan do giunse in Caria. il quale. ignudo entrò in quel fonte. overo altro luogo del Cielo. altrettante nella sinistra. & l'altra vittoria. i quali. essendo costu i stato lasciato in Ida monte della Frigia. & l'altro sesso. il quale. nasce. & l'altra cerca vincere per non star di sotto. & una nel mezzo. mo ssi non tanto dal bisogno de' cibi. di necessità sarebbe tenuto dalla concupi scenza dell'uno. subito spogliatasi. si nascose dietro un cespuglio. & l'altro sesso. accioche non rest i tinto di tal machia. & ivi vide un fonte limpido. nel libro delle nature degli animali.Dice Theodontio. & della madre ottenne. La qua l cosa avenne. & femina ritrovossi. t re delle quali sono nella parte destra del ventre. piacemi. si bagnò. che sono dalla parte dritta quando riceveno il seme partoriscono masc hi. & femina. quelle poi dalla sinistra femine. si come in fonte dell'uno . & ogn'altra cosa insieme c'h avrà dato materia à tal fittione. veggendo questo giovanetto bellissimo. & de la madre. per la soverchia delicatezza di parole pare feminil e. La quale. Et cosi colui. per la sua limpidezza famosissimo. uscendo. percioche con i maschi P ianeti è maschio. Il che egli. che Hermofrodito fu figliuolo di Mercurio. & masc hio. quella. Ma io riferisco questo Hermafrodito alla natura di Mercurio. figliuoli. incontanente di l ui s'accese. pensando la Ninfa essersi partita. Onde il giovane. che spesse volte que' Barbari fieri. Ma h avendo uno di quegli habitatori Arcadi. & con li feminini è femina. ivi vicino à quel fonte levato una hosteria. Ma alcuni vogliono il Poeta haver penetrato più in alto. & ciascuna di queste ne può concipere due. del qual'era Il sesso tal. Onde egli vuole tra l'altre cose infer ire. che la bontà di tal acqua a lui devesse porger gran favore. & tenne stretto. & il fonte purgare. cioè maschio. dicendo: Nudrirono le Naiade negli antri Del monte Ideo un bel fanciul. & gli chi amiamo hermafroditi. & a' suoi desideri non p ieghevole. & incominciarono con rubberie. che nascono hanno il sesso commune. (si come vuole Vitruvio nel libro dell 'Architettura) in Caria un fonte di tal nome non lontano da Halicarnaso. Vuole Alberico. i l che dimostra anco Ovidio. & Venere sia il parlar lascivo oltre il diritto.

dicendo alcuni ch'egli nacque di Giove. Non è anco senza misterio il dire ch'ella habbia partorito il gemino amore. Cosi anc o maneggio di pregiati odori. Cosi incominciandosi ad accostare ai costumi de' Greci più mo lli. che costei ha una cinta nomata Ceston. & altri ancora. mele. rifiutatrice della fortezza del cor po. inanzi l'altre cose vogliono il gemino amore essere stato di costei fi gliuol. Altr i poi vogliono. & d'ogn'altra cosa. Alhor diss'io. perche la mansuetudine (rispetto alla ferocità) par femina. bella presenza di corpo. Indi. & del Giorno. verremo à levare la corteccia della fittione. descriverò secondo le loro fa ntasie i costumi. misture di colmi. tolto solamente quelle. consacrandole appresso l'arbore del Mirto. libera le. ne' balli. & del Giorno. i quali lascierò. Venere maggiore. Appresso fanno. ritro vandosi diverse fittioni confuse d'intorno tali Veneri. Et si come per lo p iù fanno degli altri dei. barrerie . Del padre poi discordano insieme. bugiarda. & dilettatione di vini. c he quella sia guidata da Cigni. che oltre costei ve ne furo no tre altre. che di splendor vince tutti gli altri Pianeti. Citherea . d'acuto pensiero nel compor versi. che scrive Cicerone nelle nature dei Dei. che ci pareranno a questa appartenere. che senza altro legame entri nelle congiuntioni del maschio. Ma afferma questa essere stata la prima di tutte. Dimostrando appresso. & della debolezza dell'animo. parendo fisa nel Cielo. & sesta figliuola del Cielo. Et perche ho seguit o l'opinione d'Albumasaro. cosi anco vogliono delle Gratie. & notturna. Percioche. Ma perche tutte le cose predette. & dipint ure.o in quella taverna. Oltre di ciò aggiungo no le colombe essere in sua difesa. concedendole una carretta. & Vesperugine. de lla quale afferma. & d'intorno che ella si travagli. e dea. La gran Venere. credula. è stata quasi d a i fingenti raccolta dalle proprietà del Pianeta di Venere. nozze. & d'unguenti pretiosi. ma nondimeno d'honesto costume. & di molta leggierezza. ho giudicato pria d'o gn'altra cosa descriver quello che di ciò habbiano compreso gli Astrologhi. essendo attri buite alle altre. crapule. & molto essere divenuta loro famigliare. fu figl iuola del Cielo. patiente. Hespero. & tra i fiori la Rosa. si come mostra Ovidio. & lascivie d'ogni sorte. & più humani. arteficio d'intorno statue. Acidalia. là onde (intendendosi del Pianeta) non è tal cosa inconvenevole. & con quello movendosi. beffatrice de' giuramenti. ebbriezze. giuochi di tavole. & suoni. Vogl iono adunque Venere essere donna di complessione flemmatica. egli ci pare più honesto riservarle allhora quando di loro si fa rà memoria. nel parlar molto dolce. & la potenza di costei. variatione di veste ricamate d'oro. & aspetto giocondo. conciosia. Doppo questo Theodontio dice quella nella casa di Marte haver albergato le furie. in breve tempo di fierissimi parvero esser divenuti benigni. Del Giorno poi è chiamata figliuola per la sua chia rezza. lasciaremo le altre all'avanzo. le quali dicono esser e di costei figliuole. per venir al senso. la chiamano con vari nomi. La d icono figliola del Cielo. & dell'honorato Andalone. fu detto che quel li ch'entravano in quel fiume s'effeminassero. grandissim a dilettatione nel canto. Et ciò fare mmo non perche tutte non si possano appropriare à questa: ma perche. nel riso. Medesimamente significa fornicationi . Et dicono anco ch'ella grandemente ha in odio la progenie del Sole. & à poco à poco venivano a metter giù per la conversatione quella Barbarica fierezza. Di amendue gli Amor dammi favore. quantità di coito. & d ella femina. intervenne alle legitime nozze. che s'ap partenga à dolcezza. Là o nde. Nondimeno. & alteratione del corpo. come sarebbe Venere. accioc he più facilmente si capisca l'intelligenza dei detti Poetici. Per la cui chiarezza . & molte altre cos e. dicendo. ò alma madre. ò almeno la maggior parte. & gratia in tutte le cose. ch'ella essendone cinta. rispetto ch'egli palesò à Vulcano l'adulterio di lei con Marte. secondo. Oltre di ciò è cosa propria di costei il dinotare bellezza di faccia. & altri dal padre Libero. piacevole. & argento. vogliono. da lui mostra essere prodotta. Ma lasciate queste da canto.

prestar aiuto secondo la varietà dei luoghi. anzi a ciascuno haver dato il suo proprio ufficio. la quale dal congiungimento. & della sposa inanzi le nozze. che mancasse alla commodità degli animali c'havea no à venire. alla compagnia. & dell'avanzo delle forze. che spesse fiate nascono tra marito. & Ovidio non paiano insieme discordanti. & ritornar anco l'amore. et l'amore. haver voluto tutte le cose l'una verso l 'altra. alla domestichezza. & ciò non è maraviglia. affine. le villanie. & appresso si dimostrerà molte altre cose a loro proprie. & moglie. che alle volte fu avezzo dire l'honoratissimo Andalone: cioè Iddio padre onnipotente. overo di Cupido. Cosi anco egli è da credere c'habbia creato i corpi sopra celesti cosi grandi. & col tempo giungessero al fine. Dic ono adunque ella haver partorito le Gratie. fabricando la machina di tutto questo mondo. & alla continuatione. Appresso. et le carezze a studio er ano riposte. che non solamente da quelle sono pres i gli ignoranti. tante fiate acquisti novo cognome. ò. le na te si nodrissero. & anco s'inanimiscono ad ogn i sopportatione. con corrispondenti bisogni à condurre l'opra all'intento fine. acquetar l'ire. & influsso i tempi dell'anno. verremo alle altre cose. perche siano dette tre. dicendo. Indi l'am icitia. si come dimost ra l'effetto del Pianeta di Venere. Cestone slega dai petti il vano legame dove tutte le cose à se erano volontariamen te ordinate. che dissero l'Amore. ma bene ist imo che. & convenevolezza dei costumi nasce. & simili cose alle volte veggiamo nascere. che s'appartiene all'amore. Dice ivi essere l'amore. La onde si può ammettere da costei esser causato i piaceri degli huomini. E kai apo stethesphin elusato keston ihmanta Poikilon. essere di lei figliuolo. che g ira si variassero. & specialmente nel generar figliuoli. che vi fosse alcuno pianeta per la natura pigra. Nè dobbiamo anco pensare questa potenza confusamente insieme ne i corpi essere stata congiunta. conciosia. percioche per lei s'aprono l'aff ettioni del cuore. Credo io l'amore esser solo. en d' ihmeros. Se poi i costumi sono differenti. non hav er fatto alcuna cosa superflua. overo Cupido. enta de oi theleteria pan ta tetukto Enth' eni men philotes. le inimicitie. le quali hanno possa tirare a se gli animi. che l'utilità mostra dilettare meno ho nestamente. Si acquetano i lit igi. che fossero raffrenati da qualche legame per la troppo soverchia lasc ivia. & unione tra gli animali. Ciò che sia esso Ceston Homero nella Iliade lo descrive. & massimamente questo effetto. Il che conceduto. & degna di riverenza autorità delle legg i. & per l'utile. Sono anco ivi le carezze. il disprezzo. & legarci. forse Ovidio de g li due ultimi ne faceva un solo. conosceremo le cose appartenenti al matrimonio. attento. Ma egli è d'ave rtire perche Ovidio dica l'Amor gemino. che qua l amor mai fu senza gratia. egli si conosce chiaramente. egli si dirà di sott o parlandosi di quelle. La facondia anco. & che con ordine per suo. & il meno delle congiuntioni. & tanto veramente sono grandi le sue forze. del quale noi per averlo sempre ne gli occhi. ma etiandio (come dice l'istesso Homero) queste spessissime fia . affine. facciamo poco conto . & l'orecchie de gli amanti stanno intenti. che si richieggono à Venere. & novo padre. quante volte egli si lascia guidare in diversi effetti. Et accioche Aristotele. & si ri tira in lungo. nè i Poeti à quella l'havrebbono conceduta. & cangia costum i. non solamente per ornamento. all'affettion e. la facondia. all'amicitia. Et tra l'altre autorità concedute a molti. acciochè per quello s i venga à comprendere il disio del sposo. se non le fosse stata apposta dalla santissima. le generate nascessero. Appresso gli huomini Venerei quella cinta da loro chiamata Ceston dissero à lei no n essere stata data dalla natura. quanto f accia di mistieri. secondo il piu. benissimo finsero que' Poeti. & haver distinto d'intorno a quai cose s'hav esse ad oprare la sua autorità. dove l'amicitia. accioche per loro movimento. en d' oaristus Pasphasis e t' eklepse noun puka per phroneonton La cui intelligenza è tale. D'intorno alle quai parole considerandosi drittamente. & ampliatione del sesso. Ma perche tale trattato più tosto s'appartiene dove si farà ricordo dell 'Amore. che si sia partito. ma haverli anco dato molto potere d'intorno le cose inferiori. si generassero le cose mortali. & d'altrui movimento si girano.egli è da credere quello. Le quali. per lo diletto. affermava l'istesso Andalone à quello essere s tato concesso ogni cosa. Et di qui penso Aristotele h aver designato l'amor triplice per lo honesto.

& si come fuori di se incorrere in homicidi. avenne in ab . el la giunse à tanto. per le cui amaritud ini molte fiate gl'infelici tanto ardentemente sono travagliati. Stando in alcuni prati in lascivie Venere. Circa il qual tempo tutti gli an imal vanno in amore. Nè solamente gli animali brutti. se non s'acquetassero per l'autorità delle leggi. attento che mentre giu ngono alla loro libidine. Sono tra i segni celesti (come diceva l'honoratissimo Andalone) due. & ciò s'intende tanto quanto ella resta sfrenata. che le colombe sono state consecrate à Venere. chiamarsi ince sto. Percioche. Et perciò Venere si può dire essere stata agente. che non rimase contenta del solazzo d'un solo amante. con coltello. Di che alzando gli occhi verso Venere. & con suoi dolci veneni opprimerla. cioè il Montone. & venenoso. non portarsi se non ad honeste nozze. che derivano dall'amore dishonesto. La onde pareva. Lascio stare i fervori de' giovani. che estinguendosi tale appetito. Et cosi chiaramente si vede Venere con antico odio persequita re la progenie del Sole. Il qual movimento. ma anco le donne. Peristera appresso i Corinthi essere stata una donzella d'origine molto chiara. Il che viene istimato opra di Vener e. (venuto il tempo di Primavera) in ardore. & qu estioni.te ai saggi hanno tolto l'intelletto. Che Venere anco habbia in odio la prole del Sole. come dice Virgilio: Entrano gli animali in furia. Vuole Lattantio questo legame. onde quelli. che Cupido per l'aiuto dell'al i ne racogliesse più. credo il pr incipio di primavera essere designata per lo Montone. & perciò ogn'alt ro congiungimento. c he eglino havendo ricevuto ingiurie. che sono stati allacciati molte v olte con varie arti guidano gli allaccianti. intendo spesse volte l'amarezze degli amant i piene di pensieri esser congiunte con un poco di dolcezza. Questi veramente sono sottoposti ad infiniti pericoli. Dai cu i stimoli la donzella crucciata. Oltre di ciò posero l e colombe in sua guardia. In questo modo adunque le fur ie vengono ad essere state guidate da Venere nella casa di Marte. subito la trasformò in Colomba. amendue di loro entrarono in contrast o. Overo. con pari voleri altri sono ammazzati. che. il che si legge essere avenuto in tal modo. & mol te hanno macchiato il chiarissimo honore di pudicitia con vergognosa. & P eristera patiente. & le donne bellissime. ò essendosi cangiati gli amori. il Sol e produce gli huomini. vide Perstiera ninfa. come furio si con laccio. percioche la Primavera inc omincia allhora quando il Sole entra in Ariete. che porgeva aiuto à lei. & humida. se forse per ciò il suo stimoloso disio potesse esser vinto. Dice Theodontio. che non vi viene portato il Ceston. il quale è animale mo rtale. chi più fiori potessere racorre. la cui beltà veramente guida le ment i dei riguardanti nel disio loro. credo ciò essere stato raccolto dalle cose. altri sono perse guitati con mortal odio. & il Scorpione. s'accostò à Venere. si convertirebbe in furia. Et cosi da indi in quà è seguito. si come per inanzi habbiamo detto noi. & vituperio all a fine sono morti. Se vogliamo poi. ma à guisa di colomba. & molto più essere d ivenuta famosissima meretrice. Ma se ella le menò in quella del Montone. Ma à quest a favola parmi. incontanente la pigliò in guardia. cioè al coito: ilquale è quasi l'ul tima intentione dell'agente. istimo per tal cagione ciò esser detto. Et in tal modo da Venere nella casa di Scorpione vengono ad essere stat e albergate le furie. & perpetua infamia. ò per le bugie. se la vergogna non ci mettesse fr eno. Onde Venere veggendola cangiata d'aspetto. ò con veneno rivolgono le mani in se stessi. & pieno di frode. Et per lasciar da parte molte altre cose con vergogna. sono constretti d alla disperatione tormentarsi. Che poi ella alloggiasse le furie nella casa di Marti. che dagli astrologhi sono in luogo d'habitatione à Marte attribuiti. ò per gl'inganni ritrovati. & se le facesse amic he. ch'ella le menasse in casa di Scorpione. & senza moderation e. delle cui la complessione è per lo più fredda. i quali. ò per essere st ate le promesse false. ò più tosto da quelle non fossero const retti. & libidine più fortemente si inchinano. Ma nell'usarlo accendendosi più tosto. si come più di sotto si leggerà nel trattato del Sole figliuolo d'Hiperione. conciosia. & à lei divenner o famigliari. è l'Amore. & Cupido. Per laqual causa sdegnato. La onde impressione dell'agente nel patiente. altri di ricchissimi giungono in estrema miseria. certamente incorrerebbeno in mortali furie. In quale di queste due case Ven ere le menasse non sappiamo. il cui costume è di provar spessissime volte nuovi amori. che si debba dare tal senso. e in foco.

& venir meno. la quale dai Stoic i è interpretata cosa vana. acciò ch'io possa Con più vigor di Venere oprar l'armi. Poeta. che meritamente viene chiamata Lucifer. essendo sottoposti à Venere. perche da q uello nascono molti commodi delle donne. dove già gli sciocchi pensavano le gratie sorelle di Venere l avarsi. Onde Peristera in Gre co. ma nondim . oprano secondo il voler di quello. & massimamente quando dopp o che il Sole declina. & dell'aurora si vede nell'Oriente tanto l ampeggiare. cioè dallo stimulo della lu ssuria. si come professori ch'eglino delle vanità sono. Molti vogliono. & quasi di continua gravidanza. & Venere si diletta d'odori. nè Vigilie la cacciano. & Vener e viene detta essere stata generata nel mare. si come quelli c'hanno in odio i piaceri. Che la carretta sia guidata dai Cig ni. Citherea poi è chiamata dall'I sola Citherea. Latinamente v iene poi detta Lucifero. Overo perche da alcuni si giudica l'odore di quest'arbore eccitar la lussuria. vogliono. & anco si fortifica. La carrett a poi è consegnata à Venere. Acidalia è detta. che conoscia mo di quanti pensieri ella empi gli amanti. Et è da intend ere. che significa apportatrice della luce. i Poeti vollero ch'ella fosse conversa in Colomba.braciamenti di molti. O che la bianchezza di quelli si voglia intende re la politezza donnesca. che quella s ia chiamata Vesperugine dall'hora nella quale si vede. Onde havuto un tutore. De' suoi nomi s i ponno anco allegar molte ragioni. cantando loro dolcemente. La Rosa anco viene detta suo fiore. è anco detto Hespero si come dimostra Virg. si come fanno gli altri pianeti. percioche anco Plauto cos i la chiama. che vie ne detta a tutte le amicitie ad alcune dar cagione. Lequali Colombe sono date in custodia di Venere p erche sono uccelli di gran coito. attento. & i Greci chiamano i pensieri Acidas . con movimento continuo gira per li suoi circoli. ò perche delle loro bacche si fa una cert a compositione per la quale si sveglia la libidine. mentre finge. & che gli amanti. ch'è consecrato à Venere. perche anch'ella. Prima viene detta Venere. perche pare messaggiera del dì. che gli huomini. che spesso usano il coito s'intendano sottoposti à Venere percioche questi tali vengono in governo d'alcuno. Percioche istimano il sommo bene consistere nei piaceri. & il vul go chiamano molte fiate Diana. nè Vesperugine. che la seconda Venere fosse figliuola del Cielo. pe rche viene à tutte le cose. Il che non è detto inconvenevolmente. Digone meretrice dire: A me porti del mirto. Comico. Il Mirto poi è consacrato à Venere perch e (come dice Rabano) ha havuto nome dal mare: percioche nasce ne i lidi. overo dal monte Cithereo. perche è di soave odore. Ma Cicerone dice Venere cosi essere detta. si come vogliono Fisici. Overo perche il Mirto è un arbore od orifero. overo perche sia cagione di metter molti pensieri. Et questo aviene quand'ella inanzi il levar del Sole. Gli Epicuri poi interpretano Venere cosa buona. Hespero poi è nome proprio appresso Greci di Pianeta. Di che sotto o mbra di queste. & massimamente essendo vicini alla morte. perche non hanno conosciuto le cose à loro necessarie. Anzi il dì (chiuso il Cielo) Hespero viene: Ma Varrone trattando dell'Origine della Lingua Latina. La seconda Venere settima figliuola del Cielo. & alle gratie in Orco meno. Overo perche. città di Boetia. che li stoici la chiamano cosa vana in quanto. vi ponno essere due ragioni. & madre di Cupido. Overo. vuole. Questa i nocchieri. per troppo disio sentendosi morire. il che dimostra affermare Futurio. Per la qual cosa da esso Cupido. ò dal fonte Acidalio. che viene à declinare à quella d ishonesta parte delle libidini. Latinamente suona Colomba. & lascivie. Cosi i libidinosi sono posti sotto la guardia di Venere att ento che sempre si tuffano nelle lascivie. dicendo: Nè oscurità. dove essendo nomata molto era honorata. conciosia. col canto spieghino le sue passioni. essendo appo Greci (come dimostra Tullio nelle Nature d e' Dei) nomata Fosforos. si voglia mostrare gli animi degli amanti essere con stretti dal canto.

onde diede il nome di Drepani à quel luogo. accioche si dimostrasse la via di generare. M a egli è da vedere. si come piace à Fulgentio. non v'erano tempi. Overo. Et cosi anco pare. che i membri genitali di quello gli fossero tagliati da Saturno. cosi dal moversi le membra hu mane viene lo sperma. essere una cosa istessa con la detta di sopra. Rè (sì come rifferrisce Pomponi o Mella) gli habitatori di Pafo. non si sa. tuo castello di Cipro. che la libidine si generi . che tutti gli elementi c'haves sero ad empire il mondo fossero fondati da quei semi. Et volsero. & della femina. ma essendovi il fine di certo tempo di gitta re i semi dal Cielo: pare. dalla quale nacque Venere. che di lei. Dice Ovidio in persona di lei: Aggiungimi a' tuoi Dei. È giusto Citherea. Onde. & nudrita dalla spuma del mare. Perche. essendovi il Chaos. cioè accresciuta d alla salsedine dell'humidità. & Mercurio nascesse l'Hermafrod ito. dicendo. perchioche il te mpo è una certa prolungatione. il che in Latino significa Tempo . onde spesse volte affermono ignuda essere stata veduta notare. & si come quella liggiermente si disface. che Sa turno usò crudeltà verso il suo padre Cielo. Dicono appresso. dove poi andassero à cadere. & pro durre. & Giove à Saturno haver tagliato i genitali. ma di quelle si può c avare tal construtto. Molte veramente sono le fittioni. Et da lei presi il grato nome. & poi da esso tempo vennero i Caroni. che si gittano neg li humori delle viscere. & che nelle mani porti u na conca marina. che Fulgentio voglia. da noi detto Saturno. da lui furono seminati tutti se mi da generare ch'uscirono dal Cielo. perche la falce in greco si chiama Drepani. si come nel mare. si come la spuma dal movimento dell'acqua si genera. essendo essa conc itatione del seme spumosa. ma nodri ta dalla spiuma del mare. Oltre di ciò dicono à costei le rose essere dedicate. gittandoli in mare. l'opinione sua esser tale. e il tengo. Sereniss. la quale si deve pigliare per Venere cangiata in humore per lo coito. ch e in tutto tenda alla libidine. ch'essa spuma sia salsa. che humidità sia questa. che ne' miei regni Tu ti confidi. Overo. perche cosi costei è anco chiamata. & gittati in mare. rispetto al sudor salso .eno dirittamente generata si come sono creati tutti. che Saturno in Greco si chiama Cronos. cosi nomata dalla detta spuma grecamen te chiamata aphrodos. Cosi da tale hum idità essendo nata questa Venere. & alla lussuria. che s'intendeno per la spiuma. che la falce non lontano da Lilibeo promontorio di Sicilia fu gittata. generarono di quel sangue una sp iuma nel mare. se nondimeno in mezzo Generata di quel fui bianca spiuma. I testi coli poi gittati via. col mezzo però del maschio. ch'anch'io nel mare Ho alcun valor. cosi la libidine con breve diletto si finisce. che altrove. là dove dagli altri si dice Saturno al Cielo. Percioche per questa Venere io intendo la vita lasciva. che Venere nata in tal m odo prima si lasciò ivi in terra vedere. la chiamiamo però spuma marina. che si raccoglie dal girar del Cielo. accioche più chiaramente si snodi questa origine di Venere. Che poi sia nata dal sa ngue dei testicoli tagliati da Saturno: penso ciò essere detto perche (sì come si può comprender da Macrobio). Di ce egli. al quale. Di che il Mondo con tutte le sue parti. è di necessità. Ma dicono. Ma Macrobio nel libro de i Saturnali dice Venere essere nata dal sangue dei testicoli del Cielo. & membra fu compiuto. Vuole Fulgentio adunque. & cosi dal gi rar del Cielo nacque il Tempo. & da lei sola Cupido. Cosi anco vogliono. che Nettuno à lei scriva. cioè i frutti. essendo in quelli nata. onde tolta la falce gli tagliò i membri v irili. il che i nostri Poeti alle volte anco hanno s critto. dopo il Cielo. che viene d'intorno il coito. viene guidata fino al fine dell'opra incominciata. che è anco Cr onos. essendo tolto le forze con la falce. Della quale si dice. Et Virgilio dimostra. cadessero dove si voglia.

& la forma del lit o. attento. Il che pa re essere cosa propria di libidine. che diletta. con una comp agnia armata haver assalito quell'isola. prima ch'altrove. & mi promette. percioche raffreddandosi quello. Venere dell'onde uscisse. Percio che pare. e ignudo. non me lo dà. il quale di tormen ti d'animo avanzo. Et va seguendo . Ma. & mov e i naturali. che per lo mezzo di quella vegniamo à conoscere l e sue lascivie. & dove sono. Sono privo d'animo stracciato. & quello. & gli altar i erano machiati nel sacrificio col sangue attento. che è simile ad una falce. con pace tua però. cioe nel gorgo salso del sangue riscaldato. mi chiama. & oscuro. & nel giungere all'altare stretto. È poi dipinta ignuda. Cosi in me sono tutti gl'ingegn i. che il simulacro della Dea non havea alcu na sembianza humana. & haver mosso guerra al Re Cinara. la stanza. mi dimanda. che honoravano quelli con pr eghi soli. che viene tenuto l'albergo. alla fine (mentre meno i diso nesti pensano) esce in publico senza veste alcuna. Onde veramente si dice nascere nel mare. che m'ha dissuaso mi fa bramare.. che loro appresso. no n allega alcuna ragione. che da quella humidità procede Venere. Fatto adunque il tempio. il quale cosi scrive: Credo io l'Amore essere stato il primo. Onde anco Porfirio in uno Epigramma dice: Di Venere nel mar povero. & combattuta da diverse fortu ne con spessi naufragii. di maniera. secondo Cornelio Tacit o. accioche si veggia a che ella sia b uona. che digiunano. che dà noia si prolunga. solamente animali maschi erano immolati. ivi non sono. mi rapisce. che fossero. Già Amore si piglia g iuoco di me lasso d'animo. & pungono. che ad altro senso. si come rifferisce Giuba. ò per altro vitio degli habitatori. & per la conscienza del peccato siamo da un stimolo punti. è un paese tant o inchinato à Venere. non ardirei. Di me faccio coniettura in casa per non passar più oltre. attento. Overo perche non si può commett er senza essere ignudo. ò perche rende per lo più ignudi quelli. & in breve si marcisce. la quale dalla crapula si crea. si come per un certo spatio la Rosa ci diletta. mi spiace. & il nido delle lasci vie. che s'io non ti conoscessi giusto. & buono. la cui abondanza veramente. il q uale s'accordò con lei d'edificarle un tempio nel quale à lei havessero à ministrare. Et così. dove è Trapani. Overo perche il pecca to della lussuria. Danno a lei in sua guardia le rose. Già vado in ciò continuando. è grandissima nell'isola di Sicilia. se bene lungamente sta occolto. si come la falce s'adoprò d'intorno l'origine di Venere. & di tutti gli piaceri. & trapasso tutti gli huomini. affine. che nuota. Tiene anco nell e mani una Conca marina. ivi non è l'animo. Alcuni vogliono la falce essere stata gittata via appresso Trapani. che volle. che ama. Ma molto meglio nella Cestellaria dice Plauto. Mi caccia. ciò più tosto si può pigliare ch'appartenga ad historia. ammaestrata nell'arte dell'indovinare. che voglia Venere. habbia dato materia alla particella di questa favola . & del bere suscita. & tormentato dalla forza dell'Amore. Quello. Tutto infelice sono tribolato. affine. che in me non è alcuna memoria d'animo. che per la bruttezza della sceler ità vegniamo rossi. & in più parti lacero. Dipingono Venere. che in breve cade quello. che il nome del Castello. per volgar fama ò per voler dei Cieli. & una cagione di lunga penitenza. che si dimostri. con tutto il corpo aperto la C . Et non è dubbio. & allho ra massimamente si crea quando il calore del mangiare. & cosi rompe l'animo mio. Quello. delle quali poi si fanno i cibi. che m'ha persuaduto mi dissuade. cioè dallo sper ma. Nondimeno io istimo. ò Serenissimo dei Re. & col fuoco. anzi era posta in un certo adito nell'entrata largo. che rare fiate entrano in libidine quelli. la libidine cessa. Dice appresso. che mi dà. & si nodrisce della spuma di quello. con fortune marine meco si prova. mi rifiuta. conciosia. & havessero à succedere della stirpe Real e. mi tien e. quello. che la imitano. percioche rosseggiano. hora m'inganna. La onde egli è da concedere à quelli di Pafo. Dove mi tr ovo. crucciato. & perche ciò fosse fatto in questo modo. Che poi gli cittadini di Pafo vogliano. Veramente bene navigava costui nel mare di Venere. che si sia imaginato di far macello degli huo mini. L'Isola di Cipro. attento. Quell o. cosi l'abondanza delle biade. con molte altre cose ch'incitano la libidine. Perche. per dimostrare la vita degl 'infelici amanti essere congiunta con amaritudini. molto d'intorno ciò vagli. che Venere uscita del mare habitasse p rima appresso loro. & sacrificare tutti quelli. la l ibidine anco è una breve gioia. che mi piace. dirò la ragione. Ma noi passiamo all'avanzo.

& di novo ritornando per lo fort e spirar di quelli qua & là a rimbombare. che a me se ne ven iva. accioche cosi ricerc ando la materia dell'opra incominciata io potessi continuare lo stile. che uscita fuori dall'infernali caverne la fiera prole di Titano. in alto. Restavano de' figliuoli del Cielo Titano. che con la mano sostenne Pietro. che se fossero tornati vivi. DELLA GENEOLOGIA de gli Dei de' Gentili DI GIOVANNI BOCCACCIO LIBRO QUARTO All'Illustre suo Sig. Giove al quinto. finalmente? Poscia. Oceano. O quali i re ella eccittò contra la sua superbia in mezzo del pericolo. mentre stavo pensando qual cosa fosse quella c'havess e dato materia a tal fortuna estrema. & quasi mezzo vinto pe r l'horrore di tanta novità. Le quali in tal modo inalzandosi & declinando. & Saturno all'ottavo. Là onde viene ad esser cosa chiara quello essere stato un huomo indu strioso. & antico. perche allhora non anco gli Architetti haveano trovato il modo d'edificare i sup erbi palaggi. & meritamente chiamato figliuolo del Sole. ma anco gli bramai. del quale essendosi altrove da ragionar in lungo. O quante fiate pregai. Finalmente ch iamando l'aiuto di colui continuamente. & all'incontro ributtandole parevano calare fino nel profondo Herebo. & agli altri. che in una barchetta da pescatore a lui veniva solcando il tempestoso mare. Tosio. a cui ub . tutti i venti entrando in mare incominciarono dimos trarsi crudeli: onde l'onde di quello cacciate dal grand'impeto si levavano fino al Cielo. non altramente. che le catene & tormenti le fossero raddoppiati? Ma che. Cupido figliuolo di Venere. ci è paruto dar fine à questo terzo libro. ondeggiava anco d'intorno Pafo tuo Castello. Tosio nono figliuolo del Cielo. scampato da tanto naufragio giunsi là dove. & Gellio afferma. & si come piace à Servio) nacque di Venere s ola. qua si rotta la prigione d'Eolo. fui quasi nel mare affogato. togliendo l'essempio dalle Rondinelle nel far dei loro nidi. hor a man d ritta & hor a sinistra governando la sponda con quelle maggiori forze ch'io pote va.onca si congiunge nel coito. conobbi ch'ella havea su scitato in un tumulo cosi grande tutti gli suoi nemici Dei. Oceano al settimo. serbando Titano al principio del quarto volume. Il fine del Terzo Libro. Giove secondo. fecero empito contra i l Cielo. (come istimo) per volontà di Dio. che i furiosi venti havevano commosso. cioè della chiarezza . Là onde venendomi a memoria li antichi suoi costumi. vidi non altramente. io tutto stupido. tutt avia descrivendo dishoneste attioni della lasciva Venere. basterà solo haverlo già rico rdato. Cupido (secondo Simonide Poeta. dei quali essendo grandissima la discendenza. Splendidissimo Prencipe. fu figli uolo del Cielo. che alq uanto eglin. & Saturno . ò quante fiate non sol amente lodai i folgori di Giove. come dice Plinio nell'historia naturale. & sesto. Et appresso affermano ch'egli fu il primo inventore di fare gli edifici col fango. quando eccoti che. onde con grandisimo strepito rimbombarono tutte quelle fortune di mare. il Conte Collaltino di Collalto.

Dice ella in questo modo. tornandosene poi in Candia. ch'era maggior d'anni. come assai conve nevolmente nel sesto dell'Eneida mostra Virgilio. perche Plutone. nondimeno si fece navigabile. venne con un g ran numero di genti Cretesi a combattere contra Titano & i figliuoli. della quale vedrassi nelle seguenti scritture egli haver hav uto molti figliuoli. ò la sorella Cerere. Giove & Giunone. figliuolo dell'Ethere & del Giorno. Ultimamente. consentì. Purpureo & Licaone. Ronaco. che non ceda il reame al frat ello. & Tifeo genera. Tuttavia quelli c'ho potuto conoscere saranno pos ti in questo volume. Titano essere stato suo fig liuolo. Titano. & di Vesta. Nondimeno furono finalmente da Giove fulminati. che generò molti figliuoli: tra quali sono nomati quattordici. e insieme Gli altri fratelli congiurati in uno Di rovinare il Cielo. Per la qual cosa dilungatomi da Cipro. mettendoli con guardie in prigione. dimanda il reame. fu tenuto di nascosto. che non senza difficultà puoti cavare i nomi per descriverli. mi sia i n aiuto colui ch'aprì il fiume Giordano al popolo Israele nel passarlo. ch'era di faccia piu sozzo di Saturno. Briareo. Di che Titano. ma indi a poco Glauca piccolina se ne morì. poscia.bidisce il tutto. Cosi il primo figliuolo. Dopo questo. i quali erano di maniera incatenati. Veduto hora il senso dell'historia. & venendo verso l'Egeo. veggendo la madre & le suore dar opra & favore al fratello contra di lui. Cosi anco fu fatto nel terzo parto di Plutone e Glauca. & senso morale congiunto al naturale . & incatenati nell'Inferno a perpetua morte. onde liberò il padre & gli restituì il reame. & se bene il mare non venne in tutto tra nquillo. Thifone. & Giove di nascosto fu d ato a Vesta a nodrire. segreta mente menò seco i suoi chiamati Titani. latinamente detto Orco. overo Tifeo. dicono gli antichi Theologi. Iapeto. Titano ottavo figliuolo del Cielo. s'acquetarono l'onde. Ma accioche io non manchi. con i suoi discendenti. che Saturno regnas se. Enchelado . Alhor la Terra ne la quinta Luna Con scelerato parto il fiero Oeto Et Iapeto. Et ciò fece egli accioche il regno tornasse ne' suoi figliu oli. Quello. il quale medesimamente senz a saputa di Saturno fu nascosto. de' quali non si fanno i nomi. Del cui Theodontio affermò la Terra figliuola di Demogorgone e ssere stata moglie. & Opi persuadeno a Saturno. di parola in parola lo citterò qui. si come m ostra Lattantio nel libro delle Divine Institutioni. si co me è nella Sacra Historia scritto. Di questo Titano si riferiscono molte cose favolose. che tutti i figliuoli maschi. mentre dice. volendo eglino torl i il Cielo. Onde. & struggier Giove. Nè molto da poi continuando. che sono nascoste sot to questa fittione contengono in sé historia. di lontano tutto maraviglioso incominciai riguardare certi grandissimi corpi dai folgori anco abbrugiati. che s'appartiene all'historia. d' intorno l'avanzo resta a dire alcune poche cose. che nacque di Saturno fu morto. tra le quali specialm ente dicono ch'ebbe guerra con Giove & egli altri Dei. Aurora. Egeone. Indi ne nacquero d ue. che vogliano i . con questo patto però. non molto dopo segue dicendo. Ceo. Ma nel descriversi la sua prole. la Sacra Historia d ice: Onde Titano. le quali quanto siano vere lo dimostra la Sibilla Erittrea. Alous. & per l'infernal pallidezza & ca ligine sozzi. che seppe Saturno havere allevato i figliuoli. con animo di fare co l mezzo di quelli una strada per giungere al Cielo. Ol tre di ciò generò anco altri giganti. Là onde la madre Vesta le. Assai nel precedente volume s'è detto del Cielo. Oltre di ciò Opi partorì Nettuno. Queste cose scrive L attantio dall'Historia Sacra. intendendo Giove il padre & la madre essere tenuti in distretto. che quasi l'istesso rifferisce. i quali presero Saturno & Opi. Indi Saturno menò Opi p er moglie. I quali tutti mostra Virgilio. che siano nati nella quinta Luna. messero per forza di braccia monti sopra monti. Astreo. che nascessero di Saturno non fossero allevati. cioè Hiperione. onde Giunone fu mostrata al padre. Pallene. Et prima quello. Le cose.

Hiperione fosse figliuolo di Titano & dell altro. per li quali si vuotano i campi agli habitatori. et si rov inano i reami. Oltre ciò dicono eglino haver havuto guerra con gli Dei. Nondimeno egli è d'avertire doppia gu erra da gli huomini con gli Dei essersi havuta. conciosia. Dicono. le qu ali diffusamente nelle cose seguenti si tratteranno. del quale non credo leggersi . Circe nona. Credo io. Il che penso (oltre la verità dell'historia) potersi dire di ciascun mortale. che generò l'Hore. & anco vogliono (se è possibile). Ma costui con piu alto invoglio di parole dall'univer so numero de' mortali viene inalzato. il che poi si tratterà dove si farà ricord o de i Giganti. & chi aramente si vede per lo nascosto sentimento. Cosi dietro questa seconda. che costui non solamente non diede favore al pad re nè a fratelli contra Giove. Vogliono. si come di molti si fanno. & Angina decima. che i dannosi s'inalzassero. che di costei generasse molti figliuoli. nè ad alcuno deve essere in dubbio. Paolo & Theodontio vollero. come anco per li nomi di c Sole figliuolo d'Hiperione. Et per ciò (sì come per lo piu) mentre i Prencipi con poca considera tione oprano. delle quai cose si s a essere composto l'huomo. molte altre insegne. siano famosi huomini. con l'animo almeno. morti i figliuoli di Titano. Et perche dove s'è trattato della Fama egli s'è mostrato quale si a l'ira degli Dei. il che fan no i magnanimi & superbi. & allhora d ivengono sterili. et le città. Mileto sesta. che Gio ve liberò il padre & la madre. Egli è chiarissima fama il Sole essere stato figliuolo d'Hiperione. & d'ogn'altro a lui simile. Onde non è dubbio. il che anco la historia dimostra. & lei signoreggia. che non sono. accioche consideriamo. per la grandezza d'animo. che nasceva nella quinta Luna fosse steri le & dannoso. Et affine. & ciò tengo cosi per lo sig sopra il tutto. dicono. dalla gloriosissima virtù caggiono nel vituperoso vitio. procacciano con le parole. Hiperione primo figliuolo di Titano. & la Terra sdegnata per ira degli Dei in sua vendetta haver p artorito i Titani. basta d'avantaggio qui narrare costui solo uscito dalla Terra essere stato uno di quelli famosi huomini.ntender que' tali. ma i superbi. che intendiamo i figliuoli di Titano essere stati tali. cioè senza frutto di virtù. il passo della superbi a esser facile. percioche sono semi di guerre. egli è da intendere il gra nd'animo di costui. ma seguì la parte di Giove. produsse le Eone. & allhora posero i monti sopra monti. la carretta. c he molti per lo passato. Che la Terra poi gli fosse moglie. Oeta ottav a. che nacquero nella quinta Luna. che generò il Sole & la Luna. percioche s'è di sopra dimostrato Vest a essere la terra. & contra gli Dei haver havuto guerra. il quale vuol dire osi famosi figliuoli. & cosi generata la prima. che costui ne' su oi tempi fosse famosissimo & veramente magnanimo. che con l'opre si sforzò inalzare la fama & v incere la sua morte. Pasife settima. onde nasce. Dirce quinta. & qual mente i figliuoli della Terra si levassero in difesa d ella madre. & che per ciò si dicesse egli no . i quali possano ess ere detti di lui figliuoli. co nciosia. istimandosi quello. col quale soggioga a sé la Terra. volsero torre il Cielo a Gio ve. che a Terra. si come il marito la moglie. che dicono costui essere stato figliuolo del Cielo & di Vesta . una de' quali fu questa. ma di qu al madre poi non si sa. lequali medesimament e tengo in luogo d'una figliuola. che fa vendetta. che per la conformità dei costu mi alcuni gli fossero attribuiti per figliuoli. Percioche i magnanimi con le buone opre si sforzano ag guagliare agli Dei. c he sono gittati a terra & ridotti in niente. che generò il Sole & la Luna gran preminenza. & hoggidì anco. che fosse huomo di nificato del nome. & se potessero con gli effetti. là onde dopo la vittoria ot tenne da Giove la corona. che generò Fetusa te rza. percioche l 'antica superstitione credette. calcare esso Iddio. che habbiamo il corpo terreno & l'anima immortale. L'altra fu poi quando i Giganti. & chiamato Titano. che anco sono detti figliuoli di Titano. che ciò. Nondimeno penso. lequali io metto invece d'una sola figliuola. eccetto. l'habitatione. che egli viene descritto il primo. & Salempetij quarta. se il posses so gli manca. Appres so dicono questi essere stati chiarissimi huomini. che significa (come pia ce a Lattantio) l'istesso.

cosi scriv endo: Era d'oro il timone. per una certa singolar potenza produce quello bellissimo. Appresso. splendido. Nè molto da poi l'istesso scrive i cavalli. nel generare delle cose è di tanta potenza. seguendo drieto per dicisette versi. & gran splendore. La Real stanza del lucente Sole. e il quarto Flego Con annitrir ardente oltre le Stelle Si fan sentire. il quale. che non è superbo. veloce. Similment e lo chiamano con molti nomi. Oltre questo a costui è attribuita cosi reale stanza. per li quali a bastanza si vede i Poeti haver volu to intendere del Sole Pianeta. che voglia significare le cose dette. & a lui designarono una Real Stanza. ch'a lui dai Poeti fu conceduto tutto quello splendore & ornament o che al solo Sole si concede. s'egli avi ene. Descritta poi l'habitatione . Ovidio narra la maestà reale & i suoi baroni. che sarebbe a dire. che dal Sol percosse Facevan chiaro lume. havendo di niente creato il tutto. che del vero Sole spesse fiat e hanno parlato. & posto sotto i cava lli. Ma perche qui non appare esservi posto alcuna cosa appartenente ad huomo. Nè altrimenti di lui. Et cosi costui sarà tolto per lo v ero Iddio. Al qual tra l'altre piu vicine sono locati d'intorno i tempi & le qualità d . il che si vede ammettere percioche di sopra habbiamo detto Hiperione significare l'istesso. & gemme V'erano poste. di faccia amabi le. Et per li gioghi grisoleti. per le cose apposte in quella. percuotendo forte. che nella natività d'alcun huomo stia in ascendente agli altri sopra celesti corpi. Era alta per altissime colonne. che sia stato huomo. solo può essere detto padr e del Sole. mostra la sua carretta. & pe r aventura anco vi fu. & il ferro. Et cosi và. che viene tenuto padre di tutta la vita mortale. il tutto fermarsi per opra della potenza a lui concessa. Oltre di ciò vogliono. essendo egli solo sopra ogni cosa. mentre vogliamo. Hora egli è da dichiarare quello. Indi. tra quai egli è cosa p ossibile alcuni essere stati veri. Cedea coperto di purpurea veste. In tanto Eoo. Indi dicono. Et quello. come dicono i Filosofi. parlaremo del Sole Pianeta. dicendo. descritta in sette versi la maestà reale. & non dell'huomo. Primieramente adunque lo finsero Re. che nello spunta r dell'alba dalle hore gli viene apparecchiata la carretta. di costumi riguardevole & di generosità notabile. Di che tanto favore gli prestò la fama.n haver favorito a fratelli ma a Giove. che sia padre di molti figliuoli. Et l'ordine dei raggi era d'argento. Et tra l'altre cose. che segue. & egli aministrar la cura d'ogni cosa. sopra il tutto. & era d'oro L'asse. che le ruote gira. Appresso attribuisce a questo Re (si come dimostra Alberig o) una corona notabile con dodici pietre pretiose. Piroo. della quale Ovidio n el secondo libro del suo maggior volume dice. accioche intendiamo. Prima lo chiamano figliuolo d'Hiperione. & alcun i anco (chiamandolo Pianeta) per ragione di conformità di costumi essersi attribui ti. & Ethetone Del Sol cavalli alati.

Nondimeno Fulgentio chiama questi cavalli con altri nomi. Questo scrive Macrobio. cioè Erittreo. riserbando quelle dove si tratterà di tali Dei. che nel principio della mattina. che è il terzo. attento. cosi come i Fisici lo chiamarono cu ore del Cielo. lo chiama Losia. il Sole nel levarsi è rosso. dimo strando la declinatione di quello verso la terra. per la corona poi con dodici gemme. Ma Fegone. la no tte. Alberigo con lunga diceria dimostra dovers i intendere i dodici segni celesti. Ma poscia. viene dipinto di color giallo. La forza del freddo tra l'una & l'altra temperanza. Etheone poi. percioche Piroo. Appre sso. Eoo. & brevità. che pare un velo. il quale hora chiamiamo Sole. le quali noi veggiamo esser oprate per divina ragione. conciosia. & viene chiamato Sole. C osi col mover suo fa le qualità di tempi esser diverse. si come piu apertamente nelle seguenti cose si dimostrerà. percioche calando verso quella mostra il tramontare. che egli regge tutte quelle cose . Perche anco Latino chiamò quello Sole il quale solo o ttenne tal nome per tanta chiarezza.ei tempi. Accioche per essi otto circoli di celerità & tardità vi sia. Iddio nell'andito sopra la Terra v'accende un lume di ste lle. dove Tullio tratta della Republica. affine. il giorno. che con ordinata ragione veggiamo essere portate per lo Cielo. all'ultima dona il rigor del freddo & la bianchezza della ne ve. per lo quale vengono fatte tutte le cose. ch e mai non cessa dal moto. il mes e. dicendo. per li quali gl'ingegni de' mortali trovaron o lui ogni anno discorrere. Sopra le quai parole nel sogno di Scipione cosi d ice Macrobio. & quella ottiene come capo. La mollitie dello spirar d'Auttunno. Ragionevolmente adunque vien e detto cuore del Cielo. incontanente l'animal muore. ci resta slegare il grop po di suoi nomi. percioche dal tramontare fino al levare stendendosi fa un cerchio tondo. Oltre queste predette cose. Et non molt o da poi segue. & ogni volta. che il quarto. che fu creato. alla terza concede i frutti & incomincia a torre le foglie. & a tutti pare piu ardente. cioe il dì. moderatore degli altri lumi. Prencipe. che è il secondo. egli è solo. che a lui solo parrano convenirsi. descrive l'hore. ma. dicendo. che la natura del foco sempre in perpetuo movimen to è mossa. & temperamento. benche a loro dia le medesime espositioni. che creò il tutto. prencipe. Onde il S ole nel Cielo è l'istesso. che con la sua l uce illustra & empie il tutto. Dalle cui parole a pieno si può conoscere lui haver istimato il Sole cagione di tutte le cose. Ma habbiamo detto il Sole essere il fonte del fuoco celeste. perche tanto sta eminente. Questa è anco cagione per la cui meritam ente è chiamato cuore del Cielo. si esporrà solamente quelle. è splendente & chiaro. che il primo è nel tempo. essendo dipinto bianco . l'anno & i secoli. perche precede tutti con la maestà del lume. viene detto splendente. con i giri della lunghezza. all'altra le biade. che stanzano tra l'uno & l'altra. & sia conosc iuta una certa misura. ostando i vapori. Il torrido caldo del Cancro & del Leone. & havendo cacciato i vapori. che per qual caso si voglia cessa dal mo vimento. Capo adunque. nè datagli alcuna potenza. che però trahe al giallo. perche egli ha alcune cose communi con alcuni altri D ei. che levano dal la terra. Viene detto Mente del Mondo. ad alcuna stagione dando l e frondi e i fiori. Appresso. che è il cuore nell'animale. col lume. conciosia. non essendo anco creato ques to. che mai non manca nel girare di tutto il Mondo. in quanto a Pianeta. Primieramente adun que egli si chiama Sole. Atteon. si dipinge r osso. che essendo allhora nel mezz o del Cielo fermato il Sole la sua luce è splendente. che s'intenda lui col suo moto haver descritto il tutto. & la giusta misura dell'uno & l'altra. con certi tempi. Et Platone nel Thimeo. come pare. Tut to questo dispensa il corso del Sole. Et non mi maraviglio. cosi volendo il suo Creat ore. & le cose. Me nte del Mondo. & specialmente dai . come dice Macrobio Cenopide. Indi la benigna t emperanza della primavera. dice. viene figurato rosso & infiammato. la quale è di quattro ruote per dimostrare ch'i già quattro tempi descritti s ono fatti per lo suo girare. & perpetua. Lampo & Filegeo . bench e Mosè nel principio del Pentateuco scriva innanzi lui essere stati alcuni giorni i quali con l'arte sua fece colui. che dimostri Macrobio. che tende al nero. di quali. È anco detto Febo. dove tratta delle sf ere. Cosi anco i quattro cavalli sono per dinotare le qu alità del camino del giorno. et con tanta grandezza la regge. & la ragione. Poi il Sole penetra sotto mezzo il paese de lla Terra. qua nto piu brevemente si potrà. perche essendosi sparso già il Sole. del quale è tale la natura. Per che. lo chiama prencipe & capo. La Carretta poi a lui cosi lucente apparecchiata dinota la di lui volubilezz a non mai lassa. col girar suo ordina i tempi & il tutto.

con certo & lungo spatio di tempo . che s'egli non vuole queste doversi intendere in luogo dei secoli. Nè da ciò discorda la des crittione di Claudiano.Poeti. Dopo questo dimo stra altri diversamente imaginarsi. che Eon in grec o Latinamente viene interpretato secolo: vuole haver inteso de' secoli. che siano dett e figliuole del Sole & di Croni. & sola Divinità. i secoli. conciosia. cioè. a ttento. Ma io istimo. cosi chiamato da Licio. Ult imamente. che volevano l'età & il secolo essere un medesimo. Homero dice. Percioche. & da l ui cosi chiamate. & quando vuole comp arire al giorno elle gli aprono le porte del Cielo. il che è tratto dallo splendore dei raggi. entra. viene figurato per la spetie bi anca & d'argentto. Il che ricordomi anch'io. Di quest e giamai non mi ritrovo io haver letto altrove alcuna cosa. Percioche dicevano alcuni. la notte passa & il dì giugne. perche nascendo per l o sommo spatio del mondo. Che poi i secoli siano loc ati sotto a piedi di Giove. certamen te questi sono formati dal movimento del Sole. spessissime fiat e. tempio di Delo. che nel loro intervallo ha a succedere. Cosi anco Argitoroso. che intendiamo i tempi tr apassare secondo il volere del solo vero Iddio. & tutte essere grandissime di corpo. È anco chiamato da' Soriani. si come i lupi rapiscono le pecor e. come noi stessi possiamo vedere . che alle volte gli antichi impropriamente tolgano l'una per l'altra. che ci mostrano le sacre lettere & anco i Poeti. È detto appresso Lico. che è il tempo. succedendo l'una dopo l'altra per ordine. Vuole Theodontio le Eone essere molte sorelle figliuole del Sole & di Cron i. si come Censorino in quel libro ch'egli scrisse del Giorno di Natale a Cerello. il quale fosse fine del passato & principio de ll'avenire. il civil secolo de' Romani essere termina to nello spatio di cento anni solari. che queste t ali apparecchiano il carro & i cavalli al suo tempo al Sole. Le Eone figliuole del Sole. che in sé contengono molti secoli. ci è il nascime nto della luce. Erano appres so di quelli. la qual cosa non è vera. Soconia. È anco de tto Horo. si come è chiaro in Macrobio nel libro dei Saturnali. Altri lo chiamano Febo. Le Hore figliuole del Sole & di Croni. spetialmente da quei. Appresso è chiamato con molti alt ri diversi nomi. & si come vogliono alcuni. i quali dicevano un secolo essere un spatio di tempo. & questo nome gli è stato imposto dagli Egittij. si come un certo arco. Dice Theodontio le Hore essere state figliuole del Sole & di Croni. troveremo. Questi habbiamo mostrato di sopra essere stati descritti da Claudiano nel Temp io dell'Eternità. che sov ragiungesse alcun altro portento. Cleant e scrive Apollo essere nomato Licio percioche. p erche è novo. percioche dagli Egittij è nomato Horo. & ciò. che havesse pr incipio di qualche dimostratione degli Dei. che Cleante ne rende altra ragione. che seg uivano i costumi d'Ethrusci. & poste sotto i piedi di Giove. anzi alle volte lungo & alle volte breve occorreva. che in essa Trinità di persone. dicendo. cosi medesimamente egli toglie l'humore ai raggi. che ogni mattina pare ch'egli novo dall'orizonte si levi. dal quale anco succederebbe una grandissima disaguaglianza di tempo. si come grandissimo & sublime Gigante. Cosi non con certo & diterminato numero d'anni pareva il Secolo esse re formato. si come in carro a lui apparechiato dalla successione delle hore. credo ciò essere stato finto perche. nel quale il Sole. & si stendesse fino a tanto. Della quantità poi d'un secolo. come. come dice l'istesso Macrobio. & a lui solo essere palese la lu nghezza loro. dal qual arco i raggi in guisa di saette risplendono. penso essere fatto affine. che trascorreva tra una celebratione de' giuochi secolari all'altra pr ossima. attento. percioche per lo camino del Sole con certo spatio di tempo vengono a formarsi. il che è detto dalla specie & dalla splendidezza. se pigliaremo la età nel modo. Che poi apparechino i cavalli & il carro al Sole. Ma Macrobio mostra. citate molte openioni. molto tra loro sono stati gli anti chi discordi. dice. che le hore del giorno gli aprano le porte del Cielo. da loro detti chiome d'oro del Sole. dall'honorato Andalone essere conchiuso nell'istesso intervallo. il quale disse quelli habitare nell'antro dell'eternità. eccetto. essere descritti in questo modo. nel cui principio di succe ssione pare. solamente consiste l'Eterni .

mutati i venti. Fetusa et Salempetij terza & quarta figliuole del Sole. lascia in correre gl'ingordi sensi ne i greggi. giungendo con i compag ni oltre Scilla & Cariddi in Sicilia. subito prendendo sospetto. gittati in mare moriron o. essendo ivi giunto Ulisse lasso & afflitto con i compagni. cioè la fortezza della ragione. & in sua vece t olto Dirce. Fu Dirce figliuola del Sole & moglie di Lico Re di Thebe. & non cono sciuti. che è Ninfa. Il che tante fiate aviene quante. overo à vita piu. anco ivi. Dove. che serbano i benstiami del Sole. non poterono sopportare le fatiche del mare turbato. ma anco ad Annibale cartaginese. & segregatamente se ne fuggì nel m onte Citheronte. & ultimamente folminati da Giove morirono tutti eccetto Ulisse. Per opra sua i greggi nascono. quella fu scacciata da Lico Re di Thebe. affine. Ma la mattina. venuto che fu il tempo del parto da lui fu liberata di servitù. Fetusa & Salempetij. cioè nelle delitie. ritornando Ulisse dall 'Inferno per andar nella patria. il quale è formato d'ogni vivente. Ma Euriloco. figliole del Sole & di Nerea. La onde dimorandovi piu lungamente. generano le selve & i paschi. percioche. è necessario. s i come nell'Odissea scrive Homero. che altrove sono mortali. che di quelle disordinatamente non usi & non giunga all a morte. datisi alle libid ini. l' altra dà il vivere à i gregi. i quali vengono ad ess ere due Ninfe. sarebbe morto. cioè la piacevole pers uasione della sensualità. Dice egli. mancarono. Il calore & l'humidità. Et cosi ciò. per li corrotti costumi del luogo. Onde si narra tale historia. cacciati dalla caristia dei cibi. contra la quale Fulgentio dice. dormendo Ulisse. furono poi abba ttuti & conquassati dalle delitie Capuane. si scordassero delle cose necessarie. s'alcuno ne gustasse. dormendo Ulisse. che forse puote avenire che. A questa favola può darsi tal senso. dicendo queste in Sicilia essere guardiane de l gregge del Sole. & ivi da tempi contrari ritenuto. cioè il Sole & Nerea. non poterono resistere alle fatiche. che Lico di novo non ritogliess e Anthiopa & ella fosse rifiutata. come l a maggior parte istima. passati gli altri pericoli. dove partorì Anfione & Zeto. la qual cosa già fecero appresso Siciliani molti: i quali divenuti effeminati dopo le gustate lascivie. cioè dall'anima vegetativa & sensitiva. che Venere fù crudele. L'una di queste concede l'ombre. D'intorno al qua l commandamento Homero recita tal favola. furono figliuole del Sole & Nerea. avenn e. travagliati nelle amartudini & miserie della vita mortale. da quelli al tutto con i compagni doves se astenersi. che morte oscura. Overo. Onde partendosi d'ivi furono assaliti da grandissima f ortuna. Là onde. i compagni d'Ulisse. la quale. cioè dal giusto giudicio d'Iddio. fu avisato da Circe che. Da queste ogni anima rati onale è prohibita. si come fu verso tutte l'altre figlie del S ole. che le delitie habbiano maggior vigore. nondimeno dice Homero questi essere in Sicilia. all argando il freno all'appetito. & di quelli quetarono la fame. & cosi patissero naufragio. le quali. essendo giunto in Sicilia Ulisse. che si trova nell'Eternità. cioè che. cioè di questo mondo. ninfe Siciliane. essendo stata per forza violata Antiop a figliuola di Nittemo Re da Epafo. di maniera quelli si diedero alle crapule & alle donne che. havendo animosamente sopportato g radissimi disagi & vinto lo strano viaggio d'Hispagna in Italia. per persuasione d'Euriloco messero le mani negli armenti del Sole. che. & cosi sono quelle. si lasciamo affogare nelle lascivie. il quale non gustò di quelli. dal quale fu vietato per mezzo Circe Ulisse. & trovando i greggi del Sole essere guarda ti da Fetusa & Salempetij sue figliuole. famosissimo capitano di guerra. i cui soldati. non perche non ve ne sian o altrove. come piace à Lattantio: overo da Giove. Il che non solam ente habbiamo letto essere accaduto ad Ulisse. che non si credeva. che sia in Dio. i quali esposti alle fiere furono ra . Co si dal folgore di Giove. et per coperta & nodrimento delle predette custodi sono se rbati. non havendo cura de suoi compagni.tà. ma perche ivi per la grandissima abondanza delle cose & temperanza de l Cielo pare. Dirce quinta figliuola del Sole & moglie di Lico re di Thebe. che per consiglio d'Euriloco fu sforzato fermarvisi una notte. cioè che. impetrò dal marito di poter tenere in servitù Ant hiopa: la quale essendo pregna di due figlioli generati da Giove. non poterono partirsi. rientrando in mare.

dicendo. & di lei hebbe due figliuoli. e pregio Segue le ripe del paterno nido Et tante volte. Cosi dal lagrimar venuta meno Bibli prole del Sol si cangia in fonte. ella si riv olse con preghi ai Dei. hor su. & in altro paese si fece habitatione. mentre la figliuola di Menandro Ciane Ninfa di bellezza. & sceleratamente amato dalla sorella Bibli. La fintione è assai manifesta. s'imaginò. & per vendetta della madre movendosi ammazzarono il Re Lico & legarono Dirce al paro di un toro salvatico. Onde l'infelice Bibli subito si mo sse a seguirlo. Ma Theodontio dice costui essere stato figliuolo del Sole Rodiano & fratello di Pasife. fatti certi della sua progenie. di che avenne. onde la lasciò andare. che di favoloso si contenga in questa historia. Mileto (come testimonia Ovidio) fu figliuolo del Sole. quella essere rimasta in molte lagrime. che scorresse. & sé stessa sprezzando si diè a piangere. che hebbe cercato la Caria. cresciuti in età & conosciuti dalla madre. che generò Cauno & Bibli. Ma havendo Bibli scoperte le dishoneste fiamme della sua libid ine al fratello. ò perche fosse cosi bella. percioche volea mover guerra contra Minos già vecchio. che meritamente per ciò dovesse esser e in odio al marito. Qual'hora in quelle valli il nome tiene De la sua donna. leggiermente s'accesero d'ira cont ra Dirce. & poscia. Costui nond imeno fu smarrito da Giove. che la infelice per compassione delle Naiade fu conversa in fonte. che loro commune. l'essersi poi Dirce tramutata in fonte . Et perche di questo non ho letto altra cosa. Mileto sesto figliuolo del Sole. e a pié degli arbor corre. Quello adunque . che mossi a compassione la cangiarono in un fonte del su o nome non lontano da Thebe. Cauno & Bibli figliuoli di Mileto. Si legge adunque Cauno essere stato un bellissimo giov ane. liggiermente si dichiarerà. & l'Elaga. di Militene fu detta Mitilena. ambo gemelli. egli sprezzando la vergognosa concupiscenza di lei si diede a f uggire. & cosi fece satolla l'ira di Venere. Il quale strascinandola qua & là. Cauno & Bibli furono figliuoli di Mileto & di Ciane Ninfa. parendo a Dirce il ventre gonfiato d'Anthiopa essere assai c hiaro testimonio del suo adulterio. Dice Theodontio essere finto. cioè Cauno & Bibli. Che fosse anco figliuola del So le. per la qual cagione se ne fuggì in Lesbo. si per lo perduto Reame come per la pena del dato su pplitio. che Anthiopa al tempo del parto fosse liberata di serv itù da Giove: perche. cangiate le lettere. Qui.ccolti & nodriti per suoi da un certo Pastore: onde. . credo ciò essere detto ò perche ella cosi veramente fosse figliuola di qualche n otabile huomo cosi chiamato. & ivi edificò quella città la quale dal suo nome chiamò Militene. Ma poi. la Licia. che meritasse essere chiam ata figlia del Sole. percioche per lo continuo pianto fu tenuta un fonte. hor giù ritorna Partorì Cauno e Bibli. m'è paruto d' amendue insieme trattare. vinta dalla fatica & dal dolore si fermò. come dice Ovidio. come dimostra O vidio. cosi oprando Venere contra la p rogenie del Sole. Dopo questo hebbe a fare con Ciane Ninfa del fiume Menandro. questo assai si può capire.

mentre con l'arteficio dell'in gegno nostro oltre le leggi di natura alle cose naturali si congiungiamo. & in sua vece ne sacrificò un altro. che per arteficio di Dedalo venne negli abbracciamenti di qu ello. dal quale è creata chiarissima d'ogni bellezza d'innocenza. Costei diviene moglie del Re Minos dator delle leggi. Onde amò un bellissi mo toro. essendo Minos per andar alla g uerra. ma del Rodiano. pregò Giove. affine. la quale con le sue leggi ha a reggerla & a drizzarla a dritto camino. lo serbò pe r capo de' suoi armenti. se non s uccede secondo il disio. ond e incontanente si vide inanzi un toro. Al quale. che si separi dalla ragione. il quale in casa di De dalo si congiunse con Pasife & la impregnò d'un figliuolo. egli è necessa rio. che parla nella Tragedia d'Hippolito: Che può colui. cioè d'Iddi o Onnipotente. & per forza di lui vegniamo a prestargli un forte & fi ero animo. essendo egli assente. gli fu posto un nome. cosi chiamato per nome. Pe nso veramente gli antichi haver voluto dimostrare qualmente si cagionasse il vit io della bestialità in noi. che non fu fig liuola del Sole d'Hiperione. Di che Giove sdegnat o oprò che. prigione intricata da molti travagli. & di lui partorì un mostro mezzo huomo & mezzo toro. Percioche. & l'altro per seg ni chiarissimi di Toro. la quale. se s'accosterà l'anima. essendo Minos alla guerra contra Megaresi & Atheniesi per vendicar la morte dell'amazzatogli figliuolo Androgeo. Finsero la forma di questo Minotauro essere di mezz'huomo & toro. accioche a sé di lui Minos faccia sacrificio . Costei fu moglie di Minos Cretese. il qual toro giudico io essere le delitie di questo mondo. che di quella con certa moderatione della vita nostra ministri le cose necessarie.Pasife ottava figliuola del Sole. che Minos non havesse ardire punir la moglie del commesso peccato. & questo perche è fortissimo. Costui appresso viene amazza . dalla cui allontanata. bellissima donna & figliuo la del Sole. si come si può comprendere nella Tragedia di Seneca Poeta. cioè si congiunge alla ragione huma na. drittamente di quelle facciamo sacrificio a Dio . & moglie di Minos. Di co stei è inimica Venere. dicendo che. che gli apparechiasse vittima da sacrificare degna di lui. che parla a Fedra. che gl'inchinati a tal vitio nella prima apparenz a mostrano essere huomini. che presta il lume suo Ad ogni cosa di tua madre padre? Et quello. che segue. Queste parole sono d'una nutrice. M a io istimo sotto questa favola essere nascosto un molto piu alto sentimento. cred'io essere l'anima nostra. & cosi da dishonesto appetito & nodrimento di scelerata volontà si cagiona & nasce il Mi notauro. Servio vuole questo toro essere stato un scriba di Minos. ferocissimo & furioso animale. da Iddio alla ragione concedute. cioè il vitio di bestialità. che adu nque Pasife figliuola del Sole s'impregnasse d'un toro. & cosi fu nodrito col nome di Minotauro. dalla cui vaghezza vinto Minos. Et di qui vogl iono. Nacque del Sole Pasife. liggiermente dalle care zze & persuasioni lascia condursi: & cosi precipitosamente si trasporta nella co ncupiscenza del toro datole da Giove. figliuola di Pasife & inamorata d'Hippolito. overo deside riamo fruire. con questa ragione. fu infiammata da scelerato & lascivo Amore da Venere. qual è figlia del vero Sole. mentre habbiamo ardire oprare alcuna cosa scelerata. che perseguitava tutta la progenie del Sole. Pasife. ma del secondo non si potendo chiarire. cioè l'appetito concupiscibile. Altri poi descrivono al tramente la cagione di questo amore. Di qui viene rinchiuso nel labirinto . Il che. che serviva ad amendue i padri. conosceremo questi tali essere bestie. Ma mentre seguendo il giudicio di quella sensualità di loro usiamo. incorriamo in bestiale concupiscenza. ment re di queste debitamente usiamo. Ma Theodontio dice. il quale accostandosi alla se nsualità sempre è nemico della ragione. & finalmente ne partorì p oi due. ma se riguardemmo le opre & i desideri di entro nasco sti. la moglie di quello s'inamorasse. nel primo incontro belle & dilettevoli. & si dice. conciosia. per li versi di colui. subito diventiamo furiosi. Nel cui labirinto si dimostra quello intricato al petto human o con scelerati desideri. & allhora vituperosamente in una vacca di legno l'anima si congiunge al toro. l'uno de' quali chiaramente pareva conceputo di Minos.

& benignamente essere stato ricevuto da Oeta. il Sole & l'Oceano. & ci insegna con quali armi anco sia da atterrarlo. Nè il pe nsiero ingannò la scelerata. armò le figliuole d i Pelia nella morte del padre. sentendo Oeta dall'Oracolo essere a lui fatale. Il quale nondimeno gli fu spogliato da Giasone. & ivi regnò. Oeta re di Colchi ottavo figliuolo del Sole. giunse in Thessaglia. Contra la quale sdegnata Venere. & moglie di Giasone. Finalmente. Assirthio. mentre lo conso lato padre piangendo stette a raccorre le membra del figlio & darli sepoltura. lo am aestrò a qual partito senza pericolo di quello potesse insignorirsi. conciosia che. che scri sse un libro degli Argonauti) Giasone mandato dal padre Pelia esser venuto a Col cho. Il che sopportando Medea malamente si pensò una malitia. il quale cosi dice: Ne v'era il padre Oeta. chiamata Tomitania per la scelerità da lei commessa. diligentemente lo serbava. ma di quello. secondo alcu ni. al qual potesse Sprezzata gire. Onde conoscendo ella i pericoli manifesti a' qu ali l'amato giovane da lei per acquistare il velo d'oro andava ad esporsi.to da Theseo ammaestrato da Arianna. percioche cosi avenne. & gli fu tolto il regno. Dice Theodon tio questo Oeta non essere stato figliuolo del Sole d'Hipperione. cioè dall'huomo prudente al quale la virilità. fu rifiutata da Giasone. Ne' Regno di costui capitò Frisso fi gliuolo d'Athamante col velo d'oro. Ma intendendo. & C alciope. volendola il padr e seguire. che il Tragico Seneca nella Tragedia di Medea descrive in suo potere haver havuto un grandissimo reame. era necessario. Ma già venuto vecchio. del cui s'innamorò la figliuola Medea anco donzella. ch . amazzò il fanciullo Assithio. & sme mbrandolo tutto qua & là lo sparse per li campi. che appresso Colchi fu grandissimo. che Oeta gli perseguitava . Oeta Re di Colche (come Homero nell'Odissea dimostra) fu figliuolo del Sol e & di Persa figliuola dell'Oceano. che fa volgarmente Huomo. menando seco in compagnia Assithi o. accioche il padre si fermasse a r accorre le membra del figliuolo. per haver piu agio di allontanarsi. Ma Tullio dove tratta delle nature degli Dei dice quello essere nato di Asterie sorella di Latona: la quale Asterie pare. & il padr e infettrice della madre? L'antichità fa fede costui a quel tempo essere stato fam osissimo Re. & imaginandosi che. dall'istessa fu ritornato in seggio. & ella intanto havesse tempo di fuggire. e lla insieme col rubatore se ne fuggì. ch'io intendo essere Arianna. accioche perdendo quello non fosse spog liato del Reame. Dicono inanzi ogni altra cosa (il che s'è detto da Apollonio. nè la madre Ipsea. che il suo figliuolo aventò in lei t utte l'ardenti & amorose fiamme. & fuggire. fosse per qual cagione si volesse. & invece di lei sposata Creusa figliuola di Creonte Re di Corinthi. la qual isola fu poi nobilitata per l'essiglio d'Ovidio Nasone. Di questa Medea si recita una grande historia. A bastanza si vede per li versi d'Ovidio Medea essere stata figliuola del Re Oeta & della moglie Ipsea. attento. Et doppo lungo girar di camino. ch'alle volte si congiunge con favole. il quale. Et havendo partorito a Giasone due figliuoli. fece. la quale è stata provocata da due avi. che generò Medea. si come havea fatto contr a tutto l'avanzo della stirpe del Sole. dove a' preghi di Giasone ritornò in età giovanile il vecc hio padre Esone. onde tolto il vello insieme con Giasone si diede a fuggire. ch e l'istesso Cicerone dica da lui essere stata morta. giunta nell'Isola delle fauci d i Fasi. & fatta promissione insieme di pigliarsi per sposi. dimostra una cosa scelerata essere sottoposta a cos i vergognoso vitio. percioche Andres in Greco suona l'istesso in Latin o. di lu i mossa a compassione. sotto fintione. & mandò suoi fig liuoli con alcuni doni rinchiusi in una cassetta a Cassandra. overo Agialeo suo picciolo fratello. Cosi dice egli: Che rispond erai a Medea. Medea figliuola del Re Oeta. che d'ivi passasse.

Dal cui sono alcuni. fratello & sorella. che nell'historia di costei sono copert e. Dove del Sol la ricca figlia i boschi Inaccessibil. ma i figliuoli. Non potevan tra lor tanti legami. dove si scriverà di Esone. gli la levò via. che dican o quel fiume de' Colchi detto Assirthio cosi essere chiamato dal nome del fanciu llo. col continuo canto Fa risonare. dove tolse pe r marito Egeo. Di Assirthio poi. M a havendo ella apparecchiato a Theseo. prima fuggirono sa lvi. & i nsieme con Creusa tutto l'arse. che ritornava da una lontana & lunga espe ditione. Onde. caccia ta da Theseo. & Calciope. per l'istesse mani li diede una bevanda avenena ta. non mi ricordo giamai haver letto. dicendo. di ciò avisati. percioche di Assirthio testimonia Tullio dove tratta delle nature de Dei. già è stato detto di sopra come fu dalla sorella morto. di maniera. che volò per tutto il palazzo reale. Quelle fittioni poi. già vecchio. & volendo di ciò f arle patir le pene. insieme con lui se ne ritornò in Colcho. D'intorno al cui gli habitatori dicono al presente sentirsi anco ruggire Leoni & altre fiere. cosi scrive Virgilio. figliuoli d'Oeta.e placassero l'ira della madrigna. furono figliuoli d'Oeta Re di Co lchi. secondo. poi appresso Romani. Pelia. Circe figliuola del Sole. A qual partito poi ella lasciasse Colcho & venisse in Italia. Assirthio. che fu raccolta per Dea & con sacrifici honorata. Oeta non vi era: al cui sprezzata Se ne fuggisse. . che conobbe il figliuolo. Di questa Calciope non ho altro ritrovato eccetto. & volando con sue malie & incanti se n'andò in Athene. Circe donna incantatrice fu figliuola del So le & di Persa. cioè Medea. con incanti di huomini i n tali cangiate. che meglio degli altri devrebbono haverla conosciuta. che farà mi stiere. & a lui partorì un figliuolo chiamato Cicoro. schifò quell'ira. Nondimeno egli si ritrova quella haver habitato non lontano da Caietta Città di Campagna in un certo Monte già Isola. nell'Odissea. che Egeo. che subito n'uscì una grandissima fiamma. &c. per cosi scelerata opra contra lei sdegnato Giasone. & con l'acuto insieme Pettine tesse le sottili tele. Che di questa. si come chiaramente t estimonia Macrobio. et a lui partorì un figliuolo. il quale fino al dì d'hoggi dal suo nome è chiamato Circeo. Benche il grave Celio voglia (sì come a nco dice Solino nel libro delle cose maravigliose del mondo) quella essere stata sepolta da Giasone. Nè Calciope sua sorella grata. il quale Egilao è appress o Pacuvio. Di questi titoli adunque ornata Medea. & veggendo. tosto. trovò ricetto. non conosciuto da Egeo. Di questa adunque. overo Egilao. & per forza ritornò in stato il padre di Giasone già vecchio & fuor'uscito. & Giasone di mano in mano. Assirthio & Calciope. perche paiono a loro appartenersi. & nei superbi tetti Per far lume a la notte abbrugia il Cedro Pieno d'odore. La qual arca non prima fu aperta da Cassandra . Di Calciope poi Ovidio nelle Pistole dice. la crudel femina nel suo conspetto gli amazzò i propri figliuo li innocenti. al fratello Assirthio. prima appresso Greci. si dichiareranno. Et finalmente (non so a qual partito) pacificata c on Giasone. & Medo suo figliuolo haver signoreggiato ai Marsi popoli It aliani. che fu moglie di Frisso . il quale da sé chiamò Medo. Secondo Homero. Nè la madre Ipsea.

percioche egli era innamorato di Pomona. che amò Glauco Dio Marino. Per la qual cosa Scilla in quello entrando fu inghiottita da i cani marini fino al mezzo. che s'appartengono a Pico si scriveranno nelle seguenti. & fermandosi ivi esso terrore. dalle meretrici non si può acquistare. che si crede haver regnato in Colcho. di maniera. & perche egli amava Scilla Ninfa. Indi. diligentissimo investigatore di queste cose. & fiere. dove si dirà di Pico. Indi i Cinghiali setolosi. ma fu tenuta figlia di questo perche (come dice Servio) fu be llissima donna & famosa meretrice. che continuamente il mare v'entra & n'esce con grandissimo empito. Oltre di ciò narra di costei . Hora veggiamo quello. Theodontio. tramutò quello in uccello d i suo nome. & per spatio d'un anno intiero il tenne seco. ch'era stato avisato da Mercurio. che la Dea crudele Quinci s'udiano i gemiti con l'ire Dei feroci leoni. Conciosia. & alcuni v'aggiungano anco Latino. gli ritornò tutti i suoi compagni nella primiera forma. a nzi da lui smarrita. & Apuleio essere stato cangiato in Asino. pare ch'egli ami Scilla. giunse da costei. & perche egli è cosa terribile l'udire gli strepiti dell'acque d'intor no il monte Circeo. & gli Orsi Entro i presepi arrabbiavan molto. che tanto sopravanza l'acque. ma di quello. di maniera sono dirotte. fosse rapita fino al mezzo dai cani. dice costei no n essere stata figliuola del Sole d'Hiperione. Ma io istimo questa Circe non essere stata sorella di Oeta. Che anco con herbe & incanti trasformasse gli huo mini in bestie. hora simile ad un muggire & hora al ruggire. il che fingono essere avenuto per l'odio di V enere contra la progenie del Sole. percioche Scilla è uno scoglio appresso il m are Siciliano. la quale havendogli tramutato tutti i com pagni in animali. che costei amasse Glauco io credo ciò essere stato detto percioche . Ma io piu tosto tengo coste i con la sua bellezza haver guidato molti mortali ad amarla. che Mosè per virtù divina oprava. questo a molti pare potersi concedere per arti Magiche & illusio ni. cioè il prudente. & da lui essen do sprezzata. si come di sopra è stato detto. & cosi vestirono quelle forme c h'erano condecenti agli uffici. per l'istessa ragione egli è stato detto. Glauco risuona l'istesso. che pare. che Ulisse. Et quello. & cosi lo scoglio viene detto essere da cani rapito. che in qu elle cave entra & poi ritorna fuori. Quelle cose poi. & soprav enendo l'altre. non si veste . Et di qui eglino f ingono udir Leoni & Cinghiali. & in un mostro marino cangiata. & incanti Havea cangiato in animali. rupi & caverne (de' quali il Monte è circondato) l'onde del mare per l'empito de' venti sono trasportate & poi rimosse. a guisa di cani che abbaiano manda fuori un strepito.. Appresso dice ch'ella amando il Re Pico. che si contenga sotto le corteccie di queste f ittioni. & essendo cavo & pieno di caverne. Che poi Gl auco amasse Scilla. che la metà stia sopra quel le. havendolo ammaestrato di molte cose.Ma ruggivano forte a mezzanotte. che di necessità nasce un strep ito discordante. i quali. Et di lui partorì un figliuolo chiamato T heologono. che senza pecunia. Ma Homero nell'Odissea dice. Che poi s'odano muggir fiere nel circuito del Monte egli è. & l'avanzo sia nascosto. si mes colarono con diverse lascivie per portarle doni. delle quali Ulisse. grandemente pare. Che Scilla anco. che appre sso Scilla. che poi fu Re de' Laurenti. non puote mai cangiar lui. mentre crediamo i Maghi di Faraone con sue arti haver fatto quelle cose. Et cosi dimorandovi frequentemente. & spetialmente secondo Leontio. cioè da quel luogo di Circe. il figme nto ha pigliato materia dell'effetto. secondo alcuni. il medesimo terrore vi giace di continuo. essendo stato molto pr . del qual odio di sotto si tratterà dove si narr erà di Venere. Huomin' questi eran. per lo muggiare del mare. che segue. vagando ins ieme con i compagni. pe r essere avenenate l'acque marine. che fa terrore. cacciate. per merita re la sua gratia. ella mossa da gelos ia avelenò l'acque d'un fonte dove la Ninfa era avezza bagnarsi. mentre. che sia amato da Circe. & mentre anco crediamo gli huomini in Arcadia esser f atti Lupi. il lasciò partire. Doppo questo. perche me ntre tra grandi & rovinosi sassi. Et varie qualità di Lupi urlavano. che patire Circe con il poter d'herbe.

Appresso. afferma quella essere stata sorella di Circe & haver habi tato vicino al lago Fucino. questa c arretta essere guidata da due cavalli. che segue. la quale per prezzo del dono d'un vello di bianca lana venne ne' suoi abbracciamen ti. monte d'Ionia. Angitia figliuola del Sole. Luna figliuola d'Hiperione. percioche ciascuno. fu sorella di Circe. Nondimeno Tullio dice che dormendo quello sopra Lamio. Nondimeno Giulio Modesto dice. che segue. che dissimula le sue doglie & affanni ( sopportando il beneficio) ritorna in grandissima dilettatione. Ol tre di ciò Nicandro Poeta dice quella essere stata amata da Pane Dio d'Arcadia. Et quello. Al Cielo. de' quali l'uno è bianco & l'altro nero. overo Latinio. Appresso dicono. poterono farne una. che fu amata da Endimione pastore. dove tratta delle Ethimologie. Della quale il grave Celio. Egli è chiarissimo la Luna (per ritornare alla prole d'Hiperione) essere sta ta figliuola dell'istesso Hiperione. & dai Po ntefici nella chiesa Volupia se le facea il sacrificio. dove con salutifera scienza insegnò a quegli habitator i molti rimedi per l'infirmità. fu in sonno dalla Luna baciato. m a haver dato opra a miglior essercitio. Dice Isidoro. da loro fu tenuta & honorata per D ea. che prima fosse sprezzato da lei. che si sacrificava a costei perche il popolo Romano essendosi vota to a lei era stato liberato dal male. Indi Virgilio dice. & inanzi l'altre cose dissero a quella essere conceduta una carretta da due ruote. & non molto lontano da lei nei campi di Campagna haver dimorato.ima. La cagione poi per l a quale fosse tenuta & detta figliuola del Sole. non accordan dosi in tutto con lui. che di notte vai Sopra la tua carretta per lo Cielo: Et quello. O almo Febo. & dice. che non fu la guerra Troiana Medea di Colcho. fosse raccolto nella sua gra tia. & forse dell'essercitio di due. che Angitia. & questa molto da poi. Ma Macrobio nel libro dei Saturnali chiama costei la Dea Angeriona. Cosi col bianco dono de la lana (Se degna cosa egli è di creder questo) Pan Dio d'Arcardia ingannò pur te presa. Il che anco Virgilio nella Georgica afferma. dicendo. & figliu ola del Sole. là onde. che appresso Romani alli XVIII di Dicembre si celebravano le sue feste. che va drieto. & l'alma Luna sopra il carro Già dato luogo il chiaro giorno havea Di notte già scorrendo in mezo quello. che si chiama Angina. percioche Alcina Poeta Lirico dice la Rugiada essere stata da lei . Masurio dipinge la sua imagine con la bocca legata & segnata posta sul l'altare di Volupia. dicendo. Di costei gli antichi h ebbero diversa opinione. Chiamandoti ad ogn'hor negli alti boschi. Onde Accio Poeta testimonia quella adoprar la carretta. Dice Theodontio. ma la similitudine dei nomi. che le attribuisc ono figliuoli. Sono anco di quelli. morendo. il quale vogliono. percioche fu dalla parte di Giove contra i Zij. Ma Valerio Flacco dice c ostei chiamarsi Angeronia percioche caccia le infirmità & i pensieri delle anime. Et ciò. overo Ageonia. l'arte del medicare puote dargl iene materia. Nè men sprezando tu chi ti chiamava. & sorella del Sole. & che poi poscia che alquan to lungamente hebbe pascolato i suoi bianchi gregi.

secondo il giudicio de' pazzi. si come quelli ch'amano una donzell a tengono dono del suo amore un bacio. & alle radici di sotto dona aiuto. & per ciò con voti erano avezzi nelle selve chiamarla. anzi alla v era Luna. Resta vedere de' nomi. il quale. Alcuni vogliono. & fu detto egli haver dormito trent'anni. & per la di lei singolar preminenza & per essere sorella del Sole ess ere stata nomata Luna. il quale fu nel la cima di quel Monte ch'egli si elesse per poter piu liberamente capire l'eleva tioni come luogo piu libero. che sia chiamata Diana. Fulgentio dice ciò poter essere stato. Lucina. Et per ciò. cosi della lunga sua meditatione essere s tato dono l'haver ritrovato il corso della Luna. credo ciò esserli aggi unto per dimostrare la qualità del luogo della sua consideratione. come fa nell'Ode Horatio. overo altrimenti. nè sia alcuno. che colui. conciosia. & molti altri. Tu affermi d'esser detta anco Lucina. Diana. Oltre di ciò con l'humidità sua presta favore alle piante. che fa Luna. mentre si dimostrava lucente. voglion o. Febea la dissero. dicendo.& dall'Aere generata. che sia detta Luna dalla Luc e. La Luna . nel cui n umero essendo posto quasi il finito per l'infinito. Onde i Pastori amano la Luna. Chiamas i anco la Luna Diana. percioche egli è suo proprio procrear l'argento: overo. è da avertire. onde pare ch'egli havesse un ba cio del suo amore. qui forse se le potrà concedere tal sentimento. Che poi sia amata d al Dio d'Arcadia. come il degno di reverenza Andalone dimostra nella sua The orica de' Pianeti. che ritrovasse la ragione del corso d ella Luna. & cosi dicevano quella esser vinta da un candido vello. cioè il suo lume. & le cime dei monti. poco di sotto egli si dichiarirà. benche Seneca nella Tragedia d'Hippolito la chiami Triforme. ch'è d'oro. perche in tutto il tempo di sua vitta non cessò di dar opra a niente altro eccetto a questa speculatione. alla cui le cose seguenti non s'appartengono. Arteno. penso esser finto perche. Hecate poi è detta perche s'interpreta cento. che è stato detto del Sole. Percioche per lo piu gli Arcadi erano tutti Pastori. che da quella ricevono commodità. vogliono essere dinotata la grandezza della sua potenza. a lei nei sacrifici amazzavano una agnel la bianca. Argentea poi la chiamano. La quale chiamano Dea delle Donne. Cerere. ch'escono da essa Luna per prestar vigore ai suchi dell'herbe. & molto piu chiaramente dimostrato per li colori de i cavalli. si può allegare l'is tesso. Overo. che d'intorno il corso della Luna vengono molte cose da considerare. che per suo nome principale sia de tta Trivia. Trivia. Ma quello ch'eglino di tante cose habbiano voluto intendere. cioè secante l'aere. che danno opra alla speculatione dormono. Istimo io quella per chiarezza essere stata Don na famosa. Argentea. cioè i superbi. come sarebbe Lun a. & perciò è cosi detta (come referisce Macrobio) perche Arthemi. cioè perdono il temp o. rispetto al Sole. Che anco foss e amata da Endimione. overo Arthem i in lingua Atheniese significa l'istesso. attento. M ena. percioche. si come fanno i Pastori. Proserpina. si come testimonia Minasta in quello libro ch'egl i scrisse della Europa. accioche piu facilmente schifassero nella notte i suoi greggi dalle insidie delle fiere. che è inchinato alle considerationi. che germinano sopra la terra. Febea. che prima pascesse i bianchi greggi. & massimamente mentre nella sera luce. Dicono medesimamente esser chiamata Lucina. & perche prestasse favore a Giove contra i Titani. quelli. amò l'humor della notte causato dai vap ori delle stelle. Ma. egli è stato detto per la sua complessione frigida & humida. che per lo Dio d 'Arcadia s'intendi ciascun Pastore. lucendo la mattina. Dice l'istesso Fu lgentio. veramente non altrimenti . che partoriscono: & perche cosi sia det ta. onde si cangia poi nel commodo de' Pastori. Similmente la chiamano con diversi nomi. che Endimione fosse P astore. che se dormisse si congiunge all'operationi attive. Arthemia. per lo piu sono solite essere piene di nevi. per la cui molto le fumosi tà degli huomini sono cacciate. Vogliono. Hecate. Il che è stato detto di Endi mione. perche. quasi Arnothemi. Che poi fosse b aciato dalla Luna. Viene detto ch'ella adopra una carretta da due ruo te per disegnare il suo corso diurno. ella pai a d'argento. le cui nevi guardate lungamente dal pasto re furono cagione di farlo chiamare guardiano di bianco armento. perche spesse volte è nuova. & spetialmente le alte. Il che io istimo vero. perche. & Proserpina. che si maravigli del lungo spatio di tempo. Perche adunque sia detta figliuola d'Hiperione. che questo Endimione fu il primo.

overo piu tosto figliu olo di Briareo di Titano nomato con l'istesso nome. che per opra dello humore si accordar ono. il che è prestar salute ad accelerare i parti. dicendo che. Entro il gran Cielo. Et Virgilio scrive ch'egli è posto alla guardia dell'entrata dell'Inferno tra gli altri monstri. che sotto questa favola con sottil velo v'è coperta una historia. il quale qua si tutti i Poeti Latini affermano essere stato contrarissimo inimico & sprezzato re di Giove. & perciò egli in suo favore chiamò Briareo in Cielo. quelli piu altamente percossi dalla frigidità dell'aere & della Lu na si cangiano in minutissima acqua. legarlo. Briareo figliuolo di Titano. Là onde si dimos tra Briareo essere stato amico di Giove. come è nelle Eclipsi. di m aniera castigò i congiurati. per essere suo proprio scendere per le ap riture del corpo & far la strada a meati. il qual gli huomini. che fa difetto. & l'uno dopo l 'altro trahendola cacciarlo dal Cielo. è chiamata. che da scrivere. il che Theti riferì a Giove.da quelle. Et Briareo con cento mani. Gli altri n omi poi. che di loro si tr atterà. essendosi mossi i Dei contra Giove. ò voglia mo dir nebbia. & de la Terra figlio. che di ciò niente si dubitava. ma. Presto hai chiamato quel da cento mani Dicon Briareo. chiamò a sé Briareo. Percioch e. & con lui facendo lega. È poi detta Mena perche a lle volte patisce difetti. Della qual favola Leontio volendo aprir e il sentimento. si consigliarono cacciare dal Reame lui. Nettuno & Pallade insieme con alcuni altri. & istimandolo fortissimo. oprando la Luna nei vapori della terra humidi che essendo absente il Sole non ponno levarsi. Ma Homero nella Iliade dimostra quello essere stato amico di Giove. che sia rinchiuso nell'Inferno. come fanno le altre stelle. Ma Theodontio dice . cioè Giunone . Rugiada. la quale cadendo al tempo della state si ch iama rugiada. il quale veduto dai congiurati. di che Giunone sua moglie & N ettuno suo fratello. onde Mena latinamente suona l'ist esso. e i Dei. Briareo da tutti fu tenuto figliuolo di Titano & della Terra. Il verno poi per lo gelo dell'Aere torbidato si dice bruma. che inanzi la risolutione del Chaos gli elementi inferi ori erano discordanti con i superiori. Et perciò dice. diceva. che partoriscono. si come il Poeta Timotheo elegantemente espresse. & cosi fu difeso Giove. perche s'appartengono ad altre Dee. & l'Hidra. segretamente appresso l'Isola di Neritho chiamati alcuni su oi amici. Rugiada figliuola della Luna. cos i dicendo. secondo Alcina Poeta Lirico fu figliuola della Luna & dell'Aere. ch'era u no dei Titani rimasto vivo. che dopo non hebbero piu ardire tentare alcuna cosa c ontra quello. deliberarono in casa di Hereo padr e di Theti fare una catena. Briareo fu detto haver cento mani perche era capo di molti huomini . & lo istesso testimonia Macrobio. delle quali si farà particolar ricord o in quest'opra. subito lasciarono l'impresa. overo perche naturalmente manca di luce. Il che essendoli rivelato da un nocchiero consapevole. & quella ch'ella possede la toglie in prestanza dal Sole. dicend o. Ne i quali versi Homero tocca la favola la quale Theodontio alquanto piu l argamente riferisce. & molte altre cose piu tosto da ridere. il quale figmento è dalla natura tolto. & con quella dormendo Giove. & allhora potentissimo huomo. & perciò vogliono. voluntariamente gli ho lasciati fino a tanto. che Giove dopo la vittoria havuta dei Titani & dei giganti di maniera si levò in s uperbia ch'era divenuto agli amici insopportabile.

non serbato a miglior vita. avenne c h'una notte circa un'hora inanzi il giorno seguente dai circonstanti nell'Isola d'Ortigia prima fossero veduti i raggi lunari. che suona l'istesso. essersi accostata ad un certo lago per bere. Tra gli altri figliuoli di Titano Paolo vi annovera Ceo. per la troppo humidità della terra. che da lui è conosciuta la loro futura conversione. la quale prima essendo detta Ortigia. Oltre ciò dicono per questo parto essersi cangiato il nome all'Isola. qual fu al tempo del Re Og igi.. cessando il Diluvio. veduta da alcu ni contadini. che dietro lei nacque. avicinandosi all'Isola Ortigia da q uella fu raccolta. Finalmente facendosi quelli piu rari. Il che dico no di sorte haver malamente sopportato Giunone. che và dietro. che non solamente a lei vietasse tutta la terra per deporre il peso del ventre. che nacque. & conseguentemente la mattina i s olari. i Titani mossero a lui guerra. & ivi partorì prima Diana. la onde. Non so per qual ragion havete ardire Prepor a me Latona generata Da Ceo. che partorì Apollo & Diana. che fossero mandati in ruina. benche scelerato. che generò Latona & Asterie. Là onde con grandissima allegrezza di tutti. conc iosia. benche sia stato piu antico di Titano. Vollero anco quelli. quando dice: Ultima a Ceo. essere esshalato cosi spessi nuvoli. si come di sopra habbiamo dimo strato per quelle cose. fu poi chiamata Delo. alla cui la calidità era congiunta. & il racc olse. che già istimavano perduti. & di lui haver partorito due figliuoli. & di Titan fu figlio. là onde incontan ente quei villani tramutati in Rane sempre habitarono quel laco. viene tra suoi figliuoli annoverato. Fu padre di Latona & Asterie. & Virgilio dimost ra. & perciò fu mutato il nome dell'isola & di Ortigia fu detta Delo. si come si comprende per li versi d'Ovidio. che appresso molti luoghi del mare Egeo & della Ac haia in alcun modo nè di giorno nè di notte i raggi solari non erano veduti dagli ha bitanti. & specialmente la piglia . per haver Giove vitiato Lato na. onde. imperoche vi fu prima fatta la dimos tratione del Sole & della Luna. Leontio dice. nè ritrovando luogo. La quale subito fece l'ufficio della comare verso la madre nel nascimento d'Apollo. che la ritenesse. & per lo caldo ar dendo di sete. Et Paolo diceva che. onde il finito si pone per l'infinito. il quale poi amazzò con le saette Fitone. Appresso vogliono che. che costui fu potentissimo Re dell'I sola Cea & huomo molto feroce & superbo. ma anco mandasse Fitone serpente di ismisurata grandezza per metterla in fuga & impedirla. Latona figliuola di Ceo. donz elle di maravigliosa bellezza. la quale temendo & fu ggendo. fu detto appresso l'isola Ortigia Diana & Appo llo esser nati. & incominciò dar oracoli a chi la ri chiedeva. che finsero essa isola esse r Latona. come se havessero racquistato quelli. ma egli è falso. accioche in tendiamo non v'essere alcuno. D'intorno a que sti figmenti Barlaam diceva che. che si leggono nella Sacra Historia. subito quelli con i piedi entrarono in quel lago & torbidarono tut ta quella acqua. dove per ragione del mare meno havea potuto l'esshalatione della terra. il qual dice. portando Latona per la Licia questi figliuoli anco piccolini. perche anco era serbato per aiuto degli Dei. cioè Apollo & Diana. Di che Latona pregò. Ceo terzo figliuolo di Titano. che la di lui madre fosse la Terra. Nell'Inferno è rinchiuso & non nella città di Dite come gli altri. Latona fu figliuola di Ceo. nella cui fu fatta la dimostratione del Sole. Vogliono medesimamente gli antichi costei essere stata amata & impregnata da Giove. e Encelado sorella. Et quello. & spetialmente appresso l'isole. che fa manifestatione.

ciò essere avenuto. Che anco si sia con versa in sasso. Che poi Asterie si cangiasse in Coturnice. tutti quei vapori della terra si dissolsero. & di lui partorì Oeta. & appresso doversi ivi celebrare alcuni sacrifici. perche a lei era avenuto di haver partorito due figliuoli. che in quell'isola (non so per illusione di cui) un Demonio sotto il titolo d'Apollo incominciò. dove da Giove fu tramutata in sasso & sommersa nell'onde. che si sia ferma. & cosi mentre riferirono ciò agli altri diedero mate ria alla favola. che con le corna sparse raccogliesse il Sol nascente. percioche. da' quali quei vapori erano mandati fuori. Finalmente in processo di tempo essendo venut i i montanari Licij al laco. Come piace a Theodontio. mentre liggiermente qua & là fos sero cacciate da ogni spirito. i villani habitatori di quel luogo gli vietarono l'acqua. che Diana nacque prima. nè ritrovando i corpi degli amazzati villani. la quale è detta Ortigia. cioè. Per le quai cose s'è finto Giove in forma d'Aquila seco haver giacciuto. cioè stabile. ess endo a loro commune in certo tempo dell'anno passar il mare. percioche fu risposto per oracolo d'Apollo in quella non deversi sepellire i corpi Dei morti. È stato poi f into. & Latinamente Coturnice. i quali essendo andati per acq ua ad un certo lago de' Licij. che perseguitava Latona accioche non potesse p ortorire. la quale finalmente vogliono. che in Greco si dice Ortigia. dal quale fu poi morta. & di lui partorì Hercole. rozzi & inconsapevoli stimarono quelle rane essere l'alme degli amazzati. si come le comari sono solite raccorre i figliuoli nascenti. Che poi ella fece l'ufficio della comare nel nascim ento del fratello. & ivi essersi congiunto con la donzella A sterie figliuola di Ceo. & fuggendo l'ira di quello. credo ciò esser detto percioche.rono per femina affine di dar colore alla fittione. prima a guisa d'uccello se ne volò in Ortigia. perche l'Aquila era l'insegna di Giove mentre guerreggiava. dissero ciò ò per la sua veloce fuga. Dicon o anco. mostrando i solari r aggi. Dice Theodontio che. ma all'isola dove prima fuggì. perche di notte assotigliati già i vapori. Nè senza ragione le chiamarono serpente. & gittarono i loro corpi nell'acque. & p erche per guerra prese Cea. & madre d'Ercole. per compassi one degli Dei fu cangiata in una Coturnice. cioè libe ra dal tremore. sentend o le rane in quel circuito gridare. che in forma d'Aquila giacesse con Asterie . I villani poi cangiati in Rane è sta to detto perche. la quale perciò si dice tramutata in sasso per disegnare la nuova sua fermezza. indi passò in Colcho & si maritò nel Sole ch' ivi regnava. Asterie fu figliuola di Ceo di Titano. fu finto. che si levavano. che Apollo con le saette amazzasse Fitone. La quale finalmente (sì come pi ace ad alcuni) congiurata contra Giove. & died e nome all'isola nella cui s'era fuggita. dal quale cangiat o in Aquila fu impregnata. già i Rodiani fecero guerra contra i Licij. il che è finto per esser solita per lo troppo & spesso tremare dei terremoti vacillare. & da quelle quà & là cacciata. Costei (se condo Fulgentio) doppo la vergognata Latona fu amata da Giove. Finalmente essendosi ella contra lui congiurata. Volsero poi. le quali veramen te ostavano. empiute le caverne dove l'Aere rinchiuso cagio nava i terremoti. prima a pparvero i raggi della Luna. Di questa favola può esser tale la ragione. Dicono l'Ortigia esser avezza ondeggiare i nsieme con l'onde. ciò a lei non s'appartiene. come scrive Filocore. de' quali il maschio chiamarono Apollo & la femin a Diana. a guisa di serpe parevano serpire. i quali dirittamente essequiti. cosi la Luna essendosi levata poco prima innanzi il Sole parve. v into & morto da Giove Ceo. & cosi divenne p ietra. & cosi loro per quella risposta di Demone es . percioche. che i raggi solari & lunari non potessero da mortali esser veduti. il quale per la vergogna Latona contra lui s'era moss o. cessò il disturbo dei terremoti. e ssendo loro proprio il volar con furia. ò per il loro lungo passaggio di mare. Overo (come dice Barla am) mancò nel parto d'Oeta. che Fitone. fossero le nebbie oscure dei vapori. onde quelli di Delo facendo empito contra loro gli amazzarono tutti. & lu ngamente diede risposte delle cose ricercate. Istimo io che. Che anco Apollo incominciasse dar oracoli egli s'è pigliato da quello che successe poi. in aiuto de' quali Rodiani vennero quei di Delo. Ma dissero que sto Fitone essere stato mandato da Giunone percioche spesse fiate Giunone s'inte nde per la terra & per lo mare. appresso il cui per la raccolta L atona fermossi. quello esser venuto dell'isola Cea. Asterie figliuola di Ceo.

cioè dall a natura delle cose. là onde Giove sdegnato con un folgore il percosse. & per abbassare la sua superbia messe sopra il suo corpo la Tinacria. esserli stato posto monti di sopra. dicend o Theodontio lui antichissimo Re di Sicilia. & a brano a brano stracciatolo. che no n Etna. ma tuttavia di nascosto. & ivi tallhora aviene anco. che dicono da Giove. Poi nell'ultimo dell'andito gli habitatori affer marono esservi il letto di Tifone. Indi doppo co si lunga discesa si scopre un'altra spelonca. mentre dice: Freme la cima del gran monte. & dopo lui Solino n el libro delle cose maravigliose dicono. & molto dilettevole per lo tintinire de' correnti ruscelli. che l'acqua per le sotterranee cave vi pene . Si vede tra queste cose quelli c'hanno finto. Nondimeno alle fit tioni a' quali questa historia assai dimostra haver dato materia. & cosi dice: Alhor l'alta Prochita forte trema. il qual monte è vicino all'Isola di Baie. dove N'escono sassi. Tifone overo Tifeo quarto figliuolo di Titano. dimostrano la cagione dei terremoti è la Terra per lo piu piena di caverne. Queste cose di Tifeo nascoste sotto corteccia hora sono da dichiarare. Appresso. che da quelle isole ivi vicine (essendosi stabilita Ortigia) vi venne ro habitatori. Dissero adunque questo Tifeo essere stato figliuolo di Titano rispetto al di lui spirito elevato. dimostrare la cagione dei terremotti. anzi. c he hoggidì si chiama Ischia. Tinacria la grand'Isola fu posta Sopra le fiere membra del Gigante. Ma Virgilio dice. Et Inarime divenuta letto Per lo voler di Giove al gran Tifeo. & Inarime sotto L'eterna mole tien Tifeo nascosto. il che non si deve intendere cosi sempliceme nte. che anco habbia voluto Lucano. h a un tempio consacrato a Giove. Alcuni v'aggiungono. ma Inarine gli fu posto sopra. ma da lui essere stato superato. che fosse generato da Tartaro & dalla Te rra. & unitamente (havendola abbandonata) ritornarono ad habitare. & morto. c he Tifeo si sforza ridrizzare. non lontano dall'Isola di Prochita. Percioche dicono nel monte esservi un profondissimo antro ombroso. Per confermatione di Theodontio. Percioche Papia d ice Tifone overo Tifeo significare gittante fiamme. Il che pare. nelle quali alle volte è necessario. l'istesso Lattantio dice che costui sfidò a battaglia sopra del Rea me di Giove. In quanto poi dicono. & della Terra per la potenza. essere stato & haver in guerra vint o il fratello Osiri. la quale nell'incontro già oscura. benche Lattantio dica. Oltre di ciò Pomponio Mela nel suo libro di Cosmografia. che costui hebbe una notabile spelonca in Sicilia non lontano da Corico Castello. dicendo ch'all'istessa Ortigia si congiuns ero & unirono Micone & Hiaro isole. Indi contra il primo Giove haver mosso guerra. et mandar fuori nelle viscere della Terra il fuoco ristretto. che l'aere vi sia ri nchiuso. accioche per questo assai po ssiamo vedere quelli haver voluto dimostrare lui eshalare. sarà questa dich iaratione. il che anco dimostra Ovidio. assai convenevolmente. Tifone overo Tifeo fu figliuolo di Titano et della Terra. dicendo.sersi ingannati. per ispatio di due mille & cinquecento miglia di b oschi. in quanto. Et cosi va continuando per spatio di dieci versi. che generò Aeo & Chimera.

cresca. che tal materia duri. e il volto. del cui già scenden do piu al basso si solevano nodrire Leoni. Et armata di fiamme è la Chimera. non solamente si fa un strepito grande della terra vicina. Infiammato adunque. che subito s'infia mmi. nè mai s'ammorza fino attanto. & il fuoco non potendo e sser tenuto rinchiuso & ardendo molto. che percuote tutte le cose. che nella cima arde. fu fatto habitabile. però i s aggi finsero essere sopraposte a Tifeo. & a' piedi era ripiena di Serpenti. & dal suo nome chiamata. Virgilio poi cosi dice di lei. Altri dicono lei haver havuto il capo di foco. il quale esshalando fa il luogo Tifeo. & in piu fiero moviment o eccitato. antichissima città di Cipro haver edificato. la Terra mossa ad ira. Aeo figliuolo di Tifone. si riscalda. e Enchelado giganti. il petto di Leone. & al mio giudicio poco convenevoli. & d'altri stridi pieno. che altro. Et essendo la Sicilia & Inarime di tal natura. & la coda ha di serpente. e sdegno Partorì (come dicono) sorella Ultima a Ceo. Fu questo huomo di gran potere & crudele. Nondimeno alcu ni descriveno costei per un mostro. nè di tanto aere sia capace il luog o. si come fa anco l'Etna. ma finalmente essere stata vinta & morta da Bellorofonte. & il tuo Pafo. il quale purgato da Bellorofonte. che li sono d'intorno & le fa movere. benche Virgilio voglia. Horrido mostro. In mezzo de le parti sopra il collo Ha la Chimera il foco. il petto. Vuole Paolo Enchelado essere stato figlio di Titano & della Terra. ma etiandio è sforza ta aprirsi & dar l'uscita all'infiammato fuoco. l a quale di sopra dissi essere stata opra di Pafo figliuolo di Pigmaleone. Il che se sia vero ò nò non ne ho certezza.tri. Chimera figliuola di Tifone. ò inclito Re. famosissimo huomo delle cose nocive. come afferma Theodontio. & molto dannosa ai Licij. Enchelado quinto figliuolo di Titano. Ovidio cosi dice di lei. il movimento suo diviene di tanto p otere. conseguentemente è fertile di Capre. Dice Papia Chimera essere stata figliuola di Tifeo & Chedria: con qual rag ione ciò sia detto nol so. che solamente sia della Terra. percioche Chimera è u n monte di Licia. et da i contrasti quà & là percosso. il ventr e di Capra. Isidoro dove tratta delle Ethimologie scrive Aeo essere stato figliuolo di Tifone. Dice Vi rgilio in questo modo costui essere stato percosso da una saetta. dove dice: Quella. Il cui nascosto sentimento Fulgentio cerca aprire con grandissima copia di parole. cioè gittante fiamme. & sotto il mon . cont enendo piu tosto in se un significato d'Historia. onde se in tal luogo la terra vicina è sulfurea & cenerosa è necessario. eccetto perche anco costei gitta fuochi. i piedi di Serpente. Di Leonza. per ciascun movimento della cui bisogna che medemamente l'aere si muova: il quale per lo suo moto.

che da caverne fesse Gitta ogn'hor fiamme. mentre con tante catene sono legate le sue forze. con pazzo inalzarsi sempre tendere a cose grand i. O Enchelado l'ardito. Il quale io direi. d i cui è proprio. che sono stati gli altri. percioche è cognominato da cento mani. se questi tali non sono oppressi da altro peso. Et con le braccia sua de le balene Opprime nel Egeo gli homeri fieri. Oltre ciò dicono le antiche favole costui essere rilegato da Giove con cento catene. O. Ma. à quali non lece per li lor o ladronezzi habitare nelle Cittadi. caricati solamente dalla sua rab bia. dal foco elemento per la saetta tirata da G iove & dal movimento dell'aere sotterraneo cagionato & uscito fuori fino all'est eriora. indi si cuopre il Cielo Per fumo. Egeone fu figliuolo della Terra & di Titano . che d'Enchelado il gran corpo Da folgore percosso. a guisa del foco. si come veggiamo essere bisogno nelle navi lunghe. perche havea cento huomini in navi. che Tifeo. Servio vuole. cosi con morale dimostratione diremo questo disegnare l'huomo superbo. Accioche per ciò si possa comprendere lui essere stato potentissimo. che Porfirion con il fiero stato O che Retheo con i cavati tronchi. dove era sovrastante. . Appresso di lui dice Ovidio. che costui sia un istesso con Briareo. & c osi chiamato dall'isola Egea. Se prestiamo fede all'antichità. con quella ragione. & il grand'Etna sopra Posto è di lui. & per caligine profonda. il quale tante volte è aggravato dall'Etna quante dalla potenza della giustitia divina è cac ciato & vinto. da gli habitanti abbandonata: a quale è posta nel ma re Egeo: dove egli à guisa di Corsari faceva ressidenza. & si sommette essere calcato dai piedi degli humili. sono abbattuti. Egeone sesto figliuolo di Titano. mentre dice. mentre meno (volendo Iddio) da loro sono ottenuti i suoi de sideri. eccetto quanto a lui piaceva.te Etna sepolto. per rumor si trema Tutta Tinacria. se Horatio nelle Ode non dimostrasse quelli essere differenti. Si dice. dicendo Egeone essere stato un crudelissimo & fiero Corsaro. conciosia. ch'elli Vuol cangiar lato. che fosse una cosa istessa con Tifeo. mandar fuori parole infiammate. Costui è anco detto da cento mani. che al tempo suo alcuno non haveva ardire entrare in quel mare. Et Theodontio aggiunge. Oltre di ciò. è tormentato Da questa mole. & ogni volta. con il Minia forte. & fiero arciere. & col suo furore consumare il tutto. che da costui & non dall'isola Ege hebbe nome il mare Egeo. che al remo il servivano. & continua essere stato il suo pensie ro nel mare & ne navigli. Che dirò adunque essendo diversi? si come con fisica ragione habbiamo detto Tifeo disegnare il sotterraneo foco. ma a questa opinione P aolo è contrario.

Percioche le pecore da Greci sono dette male. Giapeto ottavo figliuolo di Titano. Ma il giovanetto essendo andato insieme col fratel lo Atlante nell'ultima Mauritania. perche io tengo. Rapina. secondo. l a cui lana a guisa dell'oro era pretiosissima. Lo svegliato serpente erano gli Euripi. Di costui dice Varrone. Giapeto hebbe per padre Titano & madre la Terra. dalla cui alcuni v ogliono ch'egli havesse Hespero. ritornò in Grecia. Hespero figliuolo di Giapeto. che generò Hespero. i quali tra l'isole per l'ondeggiar de ll'Oceano giorno & notte senza intervallo circondavano l'isole con maravigliosa fortuna. secondo Theodontio. da' Greci fu detto Hespero. passando. essere stata moglie la Ninfa Asia. Le Hesperide. tolti i pomi d'oro. il quale spessissime volte dal nome del avo chiamano Titano. Nondimeno sono di quelli. ho lasciato. che vogliano qu . secondo. entrò in quello & tolse i pomi. procede quella chiarezza del Cielo. delle quali si narra c'havevano un giardino in cui na scevano mele d'oro. la quale però dicono figliuola di Titano n on perche la tengano nata di Titano. & Chiara. pare ai riguardanti ch'esca dalla terra . & le pecore i pom i d'oro. ch'er ano paschi di tali pecore. che noi diciamo Aurora. che dirimpetto haveano un lito deserto subito tra gli Hesperi Ethiopi & i popoli Atlanti. Hespero. che tut ti chiamiamo Alba. È poi detta figlia della Terra perche. Ma Fulgentio. fu figliuolo d'Asia & Giapeto. cioè menate via le pecore. alle quali Hercole. & cosi da quel paese al qu ale era passato dai suoi perpetuamente hebbe il nome. che dal nome dell'Hespero occ identale chiamano tutto il paese d'Oriente Hesperia. che per virtù sua. dalla cui hebbe nome l'A sia: il che della grandezza di costei è non picciolo argomento. furono figlie d'Hespero . che non sia stata secondo l'opinione de' fingenti. cioè quel splendor mattutino per lo quale veggiamo inanzi. Herculea. & Promotheo. nè lasciavano. ma di scelerato ingegno. percioche dal Sole. figliuole d'Hespero. il quale. ma del Sole. che afferma Theo dontio. le quali isol e furono possedute dalle donzelle Hesperide. egli mosso dal disio dei pomi vi mandò Hercole a torli. furono il giardino delle Hesperide. si come suona il suo nome del padre. che fu moglie di Titano fratello di Laumedonte. conciosia. il quale dice lui al suo tempo in Thessaglia essere stato grand'huomo & potente. possiamo istimare. aspe ttato il tempo. Atlante. & havendo sottoposto a lui i Saracini. che ha bitano il lito Oceano oltre il promontorio Ampelusia & le altre isole contigue a quel lito. venendovi adormentato over o morto il Serpente. Del cui giardino pervenuta la fama all'orecchie d'Euristeo. Di costui nondimeno non si ha cosa piu oltre. & erano abondantissime di pecore. che si potesse passare all'Isole. Atlante. & in loro guardia v'havevano posto un serpente. eccetto c'hebbe tre figliuole. over mala. Della qual fittione aprire il segreto non sarà cosa difficile. la quale se vogliamo istimar donna. Queste furono tre per numero. che fosse qualche femina di gran pote re & maravigliosa bellezza. che dica d'Atlante. &t cosi l'Isolane Hesperie. la cui spositione. & nel principi o da loro fu chiamato Filote. Heretusa & Hesperetusa.Aurora settima figliuola di Titano. Ma io istimo i Poeti haver inteso di quella. benche alcuno vi sia. che si levi il Sole il Cielo biancheggiare. Egle. portandoli ad Euristeo. dove tratta dell'origine della Lingua Latina. che sempre v egghiava. secondo il suo costume. percioche Ovidio dice. si come è stato detto. dall'abisso si sforza alzar in Cie lo l'intelligenza. che testimonia Varrone nel libro dell'Agricoltura . cioè Egl e. Fa fede Paolo l'Aurora essere stata figliuola di Titano & della Terra. Furono veramente (sì come piace a Pomponio) alcune isole. Heretusa et Hesperetusa. che significan o mele ò vogliamo pomi. nell'Oceano Occidentale. che generò le tre Hesperide. avanzando l'orizonte d'Oriente. da noi piu tosto conosciuto per lo splendore d ei figliuoli. Epimetheo & Prometheo.

che col fratello Hespero passò in Mauritania. che alle volte per conietture egli si possa capire. gli avenne d'allogiare con Atlante. Et appresso ge nerò le Pliadi. fu per altra ca gione. & di qui per li s udori da lui patiti in tal arte è stato detto con gli homeri sostentare il Cielo. On de di quale di questi siano quelle cose. che la madre di costui fu Libia. e Rabano dice. Per dir di Etra. che vi habitano. che si guardasse dai figliuoli di Giove. Sotto questa fittione adunque gli stati innanzi à noi volsero esservi nascosta una historia. poi Mauro. perche egli nel libro dell'historia naturale dice costui essere stato inventore della Astrologia. che dal Palazzo real e se ne fuggì ne i monti diede materia alla favola. vie più. come. Croni. perche vedesse tanto inalzarsi la cima del monte. Il primo de' quali si tiene di Arcadia. che trovò l'arte d'Astr ologia. che nelle Cittadi vi so no cose aspre & dure. si come n ella loro particolar descrittione piu chiaramente vedrassi. & generò Calipsone Ninfa. che generò Hia & le sette Hiadi. che sopra quello paia chinarsi il Cielo. dei quali i nomi sono Elettra. & si come piace ad Ovidio. Hia figliuolo d'Atlante. Ma Hia fu il primo. Percioche nei monti & nei luoghi selvaggi. Come dice Lattantio. Il che fu fatto. Non anco Atlante il peso havea del Cielo. Atlante nono figliuolo di Titano. Altante fu figliuolo di Giapeto & Climene. Tuttavia questi non paiono una c osa istessa. Oltre ciò vi è Atlante Italiano. che fu il primo. Polisso & Thiene. Ma Theodon tio vuole. che si trovano scritte non v'è certezza. perche la creatu ra rationale in altro non si può conoscere differente dalla irrationale. Celeno. Piridile. quello. vinta Medusa ricchissima Reina. onde si dicesse. Alc ione. dall'Oracolo essendo stato avisato. & le Hesperide le Gorgone. che di tutte nacque. & il constrinse fuggire nei monti. dicendo Fulgentio che. intendendo costui essere figliuolo di Giove. principiamo da un solo del miglior sesso. Oltre di ciò dissero gli antichi. Maia. Hia fu figliuol o d'Atlante. nol volse albergare. Ethra costui de' l'Oceano stirpe A tempo partorì con l'altre Ninfe. Che sostentasse con gli homeri il Cielo. Ambrosia. essendo detti essere tre. ò come cose insensibili. & cosi colui. che fosse con verso in monte per opra di colei dalle cui ricchezze in quei monti era stato cac ciato. Che essendo andato Perseo figliuolo di Giove per commandamento del R e Polidoro (piace a Lattantio) ad amazzare la Gorgone. che per l a cognitione del mondo. & havendola vinta & tagli atole il capo. del quale non trovando l'origine non l'ho posto. i quali di que' costumi appren dendone sono intieramente huomini ò fiere. & tornando vittorioso. come se d'un solo fossero tutti fatti. i cui nomi sono Endora. il quale. La onde sdegnato Perseo. del quale si recita tal favola. il qua le. overo di Asia ò di Libia. Merope. il terzo. l 'altro prima fu Thessalo. Fu adunque Atlante (come è stato detto) figliuolo di Giapeto & di Climene. il trasmutò in un monte di suo nome. che costui hebbe molte figliuole. scoperto il capo di Gorg one. .esto Hercole essere stato Perseo. & di qui si prende materia. ma essi ricerchino meglio. che da uno di loro sarebbe privo del Reame. che fosse di Giapeto & d'Asia. Sterope. Quando fu nato il bel da veder Hia. che in eterno con gli homer i sostenesse il Cielo. Taigeta. le quali istimo essere nate di diversi Atlanti & a questo solo attibuite. PHito. percioche Agostino nel libro de la Città di Dio afferma costui essere stato un grandissimo Astrologo. si come si dice. Il che penso essere tolto da Plinio. che secondo la conversatione d el paese siano anco gli huomini. Scriverò adunque d'un so lo. antic amente fu signor di Fiesole. Plinio poi dove tratta della Naturale Historia dice. & il condannò. Perseo con le genti & thesori di Medusa assalì il Reame d'Atlante.

che vogliano significar queste cose. Il cui volto con sette ardenti fiamme Splende qual Toro. non si leggendo di loro in particolare alcuna cosa di queste. che con l'humidità sua. Per questi versi possiamo conoscere quelle (si come di sopra havea detto l 'istesso Ovidio) per la pietà del morto fratello essere state raccolte in Cielo. come ess o Ovidio dimostra dicendo. Polisso & Thie ne. ond e ciò è stato pigliato da quelli. che fino al dì d'hoggi dura. Et l'oscuro imbrunir farà la notte. Le Hiadi. Questo a me è paruto annotare. nella Notte diano molto vigore a lle vigne il giorno arse dal Sole. ch e senza mistero non sia scritta. & nel fronte del Tauro locate. & cacciando da una Leonza fu morto. de quali tutte insieme è stato necessario scrivere. & altri del gran vecchio Oceano. fu almeno Arcade. Che nodrissero anco Bacco. Ma hora veggiamo quello. & continuando . Ambrosia. percioche molti significati. ch e molti istimano essere stato Tosco. Che parte alcuna de la schiera tutta De l'Hiadi non starà nascosta punto. che giovanetto ei segue i Cervi. & a questa favola haver dato materia. che poi alla più propria secondo il suo sentimento s'appiglia. Nondimeno nella fine dei versi pare. che è pi u verissimile. incominciando ad apparire. Sette sorelle furono le Hiadi. che sapevano il numero delle figliuole d'Atlante.Questo giovane fu cacciatore. overo del segno nel quale sono. le pioggie dell'Autunno i ncominciano & tuttavia vanno continuando per lo più: di che da tale effetto egli s 'è dato nome alle Hiadi. Percioche c redo io quelle stelle essere dimandate Hiadi dal loro effetto con lunga consider atione inteso. sette figliuole d'Atlante. istimo esser detto. Elettra figliuola d'Atlante & madre di Dardano. che Baccho habbia nudrito. Parte istima. & queste il buon nocchiero Da la città per nome Hiade le chiama. Dice Anselmo nel libro dell'Imagine del Mondo queste esse r dette Succule. & se non fu Tosco. le figliuole d'Atlante per la convenevolezza del numero col nome delle stelle essere dimandate. percioche Hias in greco significa pioggia. & figliuole di Atlante & di Ethna. proprietadi si ponno attribuire a tutte le fintioni. ma il giudicio del Lettore è quello. cioè di humidità & pioggie . di maniera s'è congiunto con le stelle. le quali taccio per non apportar meco piu noia. Mentre. che utile & diletto. Et cosi va continuando per otto versi nel libro de Fastis. percioche alcuni vogliono ella essere stata moglie d'un Re di Corinto. de' quali alcuna non v'è. che Ovidio cr eda parte di queste essere state figliuole d'Hia. delle qu ali questi furono i nomi. Fito. ma Theodontio conferma tutte e ssere state d'Atlante. stando il Sole in Virgo. pe rcioche di numero si convenivano con le Stelle poste nella fronte del Tauro. Vogliono. favolosamente quelle Stelle dai nomi delle donzelle essere nomati. che . D'intorno ciò potrei anco addurvi molte altre openioni. Prodile. percio che al suo congiungimento Giove non sarebbe andato in Mauritania. E t prima io istimo essere in questo modo accaduto la loro assuntione in Cielo. Overo. Adunque cosi scrive Ovidio. Elettra fu figliuola d'Atlante & Pleione. & si come io tengo d'Atlante Tho scano. Parte ha creduto queste esser nipoti Di Theti. il che a loro per nome è stato dato: conciosia che. Sono poi dette Succule. Croni. Endora. quasi piene di succo.

che Plion in Greco. Ch'Atlante. percioche a Marte (Dicono). Le Pleiadi incominciano ad aprire Gli homeri paterni. A lei veramente. cioè quando entra in Tauro. che Sterope si congiunse. & c angiate in stelle furono locate nel ginocchio del Tauro. ch e il flame di Vulcano. Oltre di ciò costei con sei sorelle dalla madre Pleione. Elethra. Delle quali tutte cosi scrive Ovidio. Overo. che f u maritata in Vulcano. meritarono il Cielo.costei impregnata da Giove. la qual humidità c agionano le pioggie. (percioche tenevano. Havete inteso. & la State vengono. overo il padre Libero. perche allhora i v irgulti crescono. ma la settima Merope A te mortal Sisifo maritossi. le quai sette Son dette. percioche per Maia gli antichi intesero la terra. Benche Anselmo voglia queste Pleiadi non dalla madre. & non Maia. Maia figliuola d'Atlante & madre di Mercurio. & Cingio dice. che è stato detto delle Hiadi. & dal mari to Iasio. io dico quell'istesso Atlante. che fosse da lei cosi nomato. & di questa benevolenza ne rendono la ragione percioche. la Primavera. Questo nondi meno affermano tutti. Che il Ciel sostiene fu di Maia padre. & Maia A Giove. che Giunone amò costei grandissimamente tra tutte le concubine di Giove. cioè grandezz . Ma gli Astrologi dicano una di queste essere nuvolosa. Del padre Libero. per le quali l'aere divenuto piu bello pare. che rallegri ogn'uno. ò perche Elettra Non sopportò veder inanzi gli occhi Le ruine di Troia. Ma perche no n sia l'istesso di Celeno. & M artiano afferma ch'ella le lattò il figliuolo Mercurio. Elethra & dell'altre. Appresso di cono. &c. Questa Maia appresso Romani fu tenuta in grandissima riverenza. a questa Dea fa il sac rificio. che giacque con Giove & di lui partorì Mercurio.. Ma Pisone chiama la moglie di Vulcano Maiesta. & nondimen soglion esser sei. nè poter vedersi. si può render tal cagione. furono dette Pl eiadi. Latinamente significa pluralità. l'istesso. di lui partorisse Dardano Autor di Troia. & dai latini chiamate V irgilie. come dice Macrobio ne i Saturnali. Sono dette poi haver nodrito Giove percioche alcuni si sono im aginati l'elemento del foco esser nodrito dall'humidità terreste. che egualmente si levano con Ma ia. come dice M acrobio. poi. di queste diremo quanto si può di re al nome & al salire in Cielo. & poi la bella Celeno. e i pose mano. p erche si mostrano insieme col Sole. & sola stà nascosta Per vergogna del fallo. & perche nudrirono Giove. sono dette Vergilie. si come pare ch'affermi Cornelio Labeone. Maia fu figliuola d'Atlante. Non dimeno per ispedire i figmenti con poche parole. Ciò le rincresce. che havesse tolto il nome di Maia dalla magnitudine. come dice Virgilio. perche sei furon congiunte. è l'istesso come di sopra delle Hiadi. levandosi ella. istim avano la terra. Io credo ch'ella fosse figliuola d'Atlante d'Arcadia. ma dal numero più essere nomate. usando l'argomento. Et oppresse dai Dei. A Nettuno Alcione. Et perche. Thaigeta. se crediamo punto. n ella quale sono le ricchezze & i reami à quali sovrasta essa Giunone. di cendo. si come scrive Ovidio nel libro de' Fastis.) i Mercanti insieme col figliuolo Me rcurio sacrificavano. celebrato nelle calende di Maggio. nel mese di Maggio.

confinandolo Pitaguse. Epimetheo figliuolo di Giapeto. che di lui partorisse Laer te padre d'Ulisse. cioè alla terra. Le ragioni poi sono poste di s opra. là onde Theodontio dice. Dissero poi. si come dice Leonti o. Sterope figliuola d'Atlante. Del qual figmento la dichiaratione è tale. che Giove si sdegnò & il cangiò in Simia. Qu esta signoreggiò una certa Isola chiamata Ogigia. Epimetheo fu figliuolo di Giapeto & della moglie Asia. & a Nettuno piacque. che generò Pirrha. che à questa Ma ia. dove habbiamo scritto della Terra. & si crede. Oltre ciò dice l'istessà Labeone. Sono le Simie animali. che partorisse Alcinoe moglie di Ceo Re di Trachinna. Ma di qual Atlante. si come testimonia Ovidio. che il Padre di Taigeta fosse Atlante & la madre Plieone. Vogliono. dirimpetto quasi all'Arcadia. la quale Ovidio dice esser e stata amata da Marte. Buona. fu figliuola d'A tlante. Terra. che nascesse di Semele. dicendo. Cilleno figliuola d'Atlante. Fu ancho Sterope figliuola d'Atlante & Pleione. Cosi è paruto. Di Atlante & Pleione medesimamente fu figlia Cilleno. Fauna. che faccia lcuna cosa. & Fatua. ma di qual madre nol dice. Merope figliuola d'Atlante. il quale altri dissero figliuolo di Taigeta figliuola di Agenore. & dice. d'acuto ingegno fu il primo. he Epimetheo a guisa della Natura volesse fare un'huomo. si come testimonia Homero. Il che anco prima di Prisciano dimostra Homer o nell'Odissea. & di lui partorì Lacedem one. & per ispatio di sette anni fu da lei ritardato. ma differente dal primiero. perche già tempo quelle erano abondevoli di tali nelle t a c a . come dice Prisciano nel maggior volume. veggendo alcuno. & ciò istimo per la fecondità. Opi. Alcinoe nacque d'Atlante & Pleione. & dico no ch'ella piacque à Giove & venne ne' suoi abbracciamenti. che ra le altre cose hanno havuto ciò dalla natura. che finse una statoua di huomo di fango. la quale si maritò in Sisifo R e di Corinthi. del quale voglion o. Costei vitiata da Gi ove partorì Mercurio. anco elle la vogliano fare. & alle volte la facciano. à Calende di Maggio fu edificata una chiesa sotto il titolo di buona Dea. Hebbe Pleione & Atlante per figliuola Merope. & alcuni vollero. overo dal Monte d'Arcadia nel cui forse nacque. Alcione figliuola d'Atlante. overo da sé detta Calipso. che si dimostra ne i libri de' Pontefici essere una cosa iste ssa Buona Dea. il quale fu cognominato Cillenio dalla madre. & Glauco & Creonte. La Ninfa Calipso. Taigeta figliuola d'Atlante. le amazzavano una porca pregna.a. Calipsone figliuola d'Atlante. & di lui haver partorito Parthaone. che. egli non si sa. Dove d'Atlante la figlia Calipso. la qual vittima dicevano essere favorevole al la terra. che fu Re di Calidon ia. Costui. che transformato in Bertuccia fu confinato nell'isole Pitaguse. & cosi imitando la natu ra della Bertuccia fu detto Simia. Da costei giunse Ulisse rotto dal mare .

La onde . onde a lui promesse ciò ch'egli volesse tra tutti i beni celesti per dar co mpimento alla sua opra: il quale rispondendo. Pirrha fu figliuola d'Epimetheo & moglie de' Deucalione. Nondimeno a queste cose S ervio & Fulgentio v'aggiungono una favola. Puon mente. essendo tra tutte le donne pietosissima. overo forse d'huomini ingegnosi & nelle sue opre imitanti la Natura. aggiungendolo al petto del finto huomo. di che da lei fu ina lzato in Cielo. cosi scrivendo. che fece Pandora & generò Isis & Deucalione. che di lei cosi scrive. Nel mondo a se faceva i propri membri. ò mogliere. che il commune. fece in forma Et in effigie humana qual Iddio. dice nelle Ode. che appresso gli Dei fossero utili. violenza locar nel petto nostro. Ma Claudiano nel Panagerico Quarto del Consolato tra tutti descrive piu am piamente questa fabrica.nimali. insieme col marito Deucal ione sopportò il Diluvio. Ma Horatio aggiungendoli un non so che. Prometheo fu figliuolo di Giapeto & di Asia Ninfa. che formasse l'huomo di terra. e l'origine del zio. segretamente porse vicino alle ruote di Febo una verga. La qual giungendo il figlio di Giapeto Con onde fiuminali. dove veggendo tutte le cose celesti animate con fiamme (per info ndere anco all'opra sua la fiamma). Costei. & chiamollo Pandora. che Prometheo fu cagione prencipe col fango aggiunger parte fierezza crudel di fier leone. Dice Ovidio. Si Al Di Et dice. Et cosi và seguendo per ispatio di ventisei versi. si come piace ad Ovidio. & cosi il fece animato. che di poco Era discesa già da l'alto Cielo Del Ciel parente riteneva i semi. che nel tempo. che costui fu tra tutti i l primo. che dimandarle se non voleva quelle cose. che ciascuno. Secondo Varrone nell'Origine della lingua Latina. O. & havendola accesa & rubato il foco il riportò in Terra. dicendo. ò donna sola Sopra restata a tutti. O sorella. & molti altri. che la fresca terra. Dicono che. Genere à me. & di lui partorì quattro figliuoli. havendo Prometheo di fang o formato un'huomo senza spirito. Et indi il letto pur congiunse. & hora Ci coniungono insieme anco gli affanni. Prometheo figliuolo di Giapeto. Deucalion con gli occhi lagrimosi In questo modo parlò verso Pirrha. Pirrha figliuola d'Epimetheo & moglie di Deucalione. Minerva si diede maraviglia di cosi eccellente opra. che non sapeva.

del cui & Ovidio & Claudiano intendeno. & lo condusse in Cielo per darli tutto quello. la quale a similitudine del primo produce anco gl i altri di terra. Il cui lamento nel la rupe con assai lunghi versi descrive Eschilo Pitagora Poeta. soffiò in lui l'anima vivente. overo all'Aquila. ma quelli. c he viene prodotto. che costui fosse huomo perfetto circa tutti gli atti terreni. che alquanto tempo hebbe udito alcuni famosi Chaldei d i quell'età. & Esido) per ciò gli Dei mandarono l'infermità. & viventi a guisa di fiere. le procurationi de i folgori & i costumi degli huomini civili. se n'andò sulla cima del Monte Caucaso. Appresso dicono. che produsse l'huomo dal fango della terra. è da vedere chi sia l'huomo prodotto. che di sopra ho detto essere doppio. desiderando animarlo. da quali erano i n tutto lontani. che non fece Iddio. la quale io intendo la ra tionale. Primo adunque è il vero & onnipotente Iddio. È da crede re. le quale. c . il quale è doppio. Et doppo il foco. & se n 'andò in Assiria. & poi reintegrato & cosi di n ovo divorato. & per scienza & virtù famosi. che Mercurio il legò al Caucaso. procurato le nature dei folgo ri & le cagioni di molte cose. onde di fango Prometheo. ma l'huomo naturale è creato primo da Iddio del fango della terra. si come dimostra nell'Ode. che facesse Pro metheo. che si maravigli a dell'opra di natura. nè alcuno deve p ensare egli haver havuto bisogno di alcuno Prometheo mortale per regolare le cos e temporali. Ma Oratio dice solamente la pallidezza & la febre. che chiaramente si vegga altri haverli prodotto la Natura. sarà bisogno essere molto aveduto. D'intorno a ' quali si leva il secondo Prometheo. & togliendo quelli come di sasso. del cui. & poscia. che Minerva guardò con maraviglia l 'opra di costui. Onde inanzi il tutto penso essere da vedere chi fosse questo Prometheo. & riffatto senza mai interporvi tempo. Ma queste hebbero corporale natura. prima che scriviamo altra allegoria. quasi di novo gli cria. s'io non le s crivo. Le quai cose cosi lasciate. benche non cosi religiosamente come fanno i Christiani. Le troncherò ad unque meglio ch'io potrò. Di queste fintioni. & come piacerà a Iddio. L'audace progenie di Giapeto Con frode iniqua portò in Terra il foco. di maniera. secondo il semplice senso è da v edere chi egli si fosse. agresti. non sarà leggier cosa levare la cortecci a. che quelli i quali da lui erano stati trovati rozzi & in tutto selvaggi. de vendosi allui la successione del padre Giapeto. & de la febre acuta. & diedero all'avoltoio . Scese tra noi la schiera. ò per natura delle cose. il quale fu il pri mo. ammaestra & instruisce. & compagnia Di pallidezza. & altri h averli riformato la dottrina. Deucalione & Iside. ma con altra arte. affermando il co re a lui dal rostro dell'Aquila essere stracciato. Molte lunghe parole fanno bisogno a questo tal senso. cioè farlo perfetto. & con questa la sensitiva & vegetativa potentie overo secondo alcuni an ime. cioè questo primo havendolo formato. & se l'huomo non havesse peccato sarebb e stata eternalmente. Il secondo è esso Prometh eo. si come la rationale. il suo core da essere in eterno divorato. nella cui è la natura divina. cioè per Minerva l'huomo saggio. & veggendolo imperfetto in quanto alla dottrina & ai costumi. cioè dell'huomo prodotto di fango. come composti di novo gli lasc iò huomini civili. si come fingono. che a lui fosse bisogno (se a proposito ve ne fosse) a compimento di tal opra. abbandonando due picciolini figliuoli. A gli huomini poi (come dic e Safo. che dal Ciel discese. per essere il figliuolo maggior d'anni. il che io penso d eversi intendere in questo modo. Vi è l'huomo naturale & l'huomo civile. dove per la lunga speculatione & esperienza havendo capito il corso delle stelle. cioè l'huomo dotto. Serenissimo Re. che sono dalla Natura prodotti vengono rozi & ignoranti. Dice Theodontio haver letto di questo Prometheo che. si come è doppio l'huomo. anzi se non sono ammaestrati diventano di fango. amen due nondimeno viventi con l'anima rationale. ma voglio ridurre in poco. ritornò dagli Assiri & a quelli insegnò l'Astrologia.i Dei mossi ad ira fecero. & con le sue dimostrat ioni di huomini naturali gli fa con costumi civili. essendo giovane & tratto dalla dolcezza degli studi lasciò quella al frate llo Epimetheo. & tanto oprò. la tristezza & le donne. & bestie.

& dopo lui Rabano & Luone Carnetese. dicono che i Dei si mossero ad ira. hanno qui impropriamente par lato. & già per esso disio l'huomo prud ente da Mercurio interprete degli Dei. Veramente ciò n on è detto inconvenevolmente. accioche intendiamo. equalmente confessano lui essere stato in scienza famosissimo huomo. Et questo basta in quan to alle cose finte di Prometheo. la pallidezza. & ricercato il s ilentio entriamo in consideratione. Per l'avenire adunque vi fu guidato. si è detto di sopra dove s'è trattato della fama. la quale con grand issima diligenza egli havea apparato facendo ressidenza sull'altissima cima del Caucaso. che insegnasse il fuoc o tratto dalla pietra in una ferula serbarsi. c he rationali. che i Poeti. Indi costui dalla ruota del Sole ruba il fuoco & il porta in T erra. Oltre ciò Eusebio nel libro dei Tempi d ice che. & fecero alcu ne cose. la corporal macchina tinta da caligine te rrena di maniera assottiglia le forze dell'anima. che vedeno essere amalato. & svegliati. tutte le cose sono animate di fuoco. Con la dottrina adunque della sapienza ricevuta da Iddio. regnando Argo alli Argivi. che insegnò l'Astrologia alli Assiri. che fu huomo prudentissimo & dalla providenza nom inato. che per lo piu. Perciò tennero Iddio essere corucciato con Prometheo. che s'affaticasse con studio co ntinuo per haver cognitione delle cose.on la guida della sapienza per la speculatione ascende in Cielo. dice. che viene dalla ruota del Sole. che confinarono Prometheo in una rupe. & perche queste tai cose si fanno secretamente. che trovò l'inventione di formar le imagini di fango. di sorte s'aviliscono. Dopo costui rende anco di l ui testimonio Servio. come sarebbe. percioche non nei theatri. Il che d'intorno. cioè chiarezza di dottrina. Appresso Lattantio dice nel libro delle Divine Institutioni. il quale veramente i nostri maggiori affermano essere stato eccellentissimo dottore di sapienza. com e se niente altro. & la femina agli huomini. Per la pallidezza . nelle piazze. che gli Dei fossero mossi ad ira perche imposero cose affatichevoli agli huomini. che gl'irati Dei mandassero agli huomini la pallidezza. dicendo. mentre di bruto diventa rationale. a usanza del vulgo. benche secondo l'historia egli andasse nel Caucaso & ivi fosse in una rupe rilegato. cioè sveglia l'anima addormentata dell'huomo di fango. Perciò. egli è da avertire. allhora si ristaurano quando per diverse intricate vie si ritrova la cercata verità di alcuna cosa. che viene in questo mondo. L a quale eternità volsero figurare per la ruota. che l e rubiamo: & accioche appaia onde venga la sapienza nei mortali. Dicono ch'un'Aquila gli straccia l'interiora. che piu tosto paiono animali bruti. nel petto del l'huomo fangoso. percioche se quello Iddio donatore dei doni a tut ti infonde una buona & perfetta anima. fu cacciato nel Caucaso. cioè dal grembo d'Iddio: dal cui deriva ogni sapere. pare. & con la continua speculatione ricerchiamo l e nature delle cose. se non sono ai utati. Perche il volgo ignorante istima. il quale allhora si dice vivere. il che forse d iede principio alla favola in formar gli huomini di tutto. & col continuo pensiero habita ne Cieli. attento. Di questa ira. che di esso vero Dio & non del Sole creato intendessimo essere detto. che costui fu il primo. Overo dissero. overo è d ivenuto. & ciò apposero affine. cioè nel luogo di perfet tione. cioè ignorante. che non ha principio ne fine. Che poi facessero men are & ligare Prometheo da Mercurio al Caucaso. Cosi anco l'hu omo perfetto non è offuscato da alcuna nebbia d'ignoranza. le quali interiora divenute vuote p er la lunga fatica delle speculationi. cioè dall'ammaestramento d'alcuno espositor e de i segreti di natura. di chiarezza di verità. mandarono la febre . che fece degli huomini. Compiuto poi l'huomo. ma separati nelle sollitudini. ci oè dalla propria volontà ritenuto. in quanto al primo. che Iddio sia corucciato contra ciascuno . la febre. dove vede il tu tto animato di fuoco. Vollero appresso. Percioche prima fu Prometheo nel Caucaso. che nel Cielo. cioè ignora nte. Cosi anco Plinio nel libro della naturale Historia vuole ch'ei fosse il primo. cioè in una solitudine. che Agostino nel libro d ella Città di Dio. benche d'intorno ad opra lodevole si affatichi. l'ordine si rivolge. cioè essere tormentato dalle alte considerationi. & che fu il primo. & le donne. & veramente essendo egli saggio transfigurava la loro ferocità & soverchia rozezza in humanità & scienza. l'huomo prudente dà spirto. nè in publico apprendiamo il lume della verità. che diventa vivo. fu Prometheo. il quale loro affermano & rico rdano. percio che esso vero Iddio è il Sole ch'allumina ogni huomo. Finalmente infonde questa fiamma. attaccandolo al petto dell'huomo di fango. che egli animasse l'huomo col ra pito fuoco. che ocio non sia conceduto dal pacificato Iddio. quale el la si fosse.

Di qui adunque si fece la strada la pallidezza. di mise rie è molto pieno. Egli è parola Satirica: Sempre ha contrasti. che di loro tenga il mio famosissimo Precettore Francesco Petrarca in quello libro ch'egli ha scritto della vita solitaria. volendo rimproverar questo al genere humano disse: L'huomo nato della donna. il quale in tutte le cose è perfetto & di nessuna non manca cosa. perche a lui solo s'appartiene la per fettione. liti. Ma tal e è solo Iddio. Onde Gio bbe. . che mie parole.io intendo le fattioni corporali per le quali siamo afflitti. che il consort io della donna. Il che verrebbe ad essere Pandoro. che faccia il basilisco con gli o cchi & col sguardo amazza l'huomo. Dice Fulgentio. ciascuno si svegli & il vedrà. ma quale i conspetti & i sibil i de basilischi. Iside. & è l'istesso perfetto. Queste cose scrive egli. fu figliuola di Prometheo. Sia. che cerchi riposo. & piu veramente di tutte. nè veramente picciolo. nondimeno per la sua disubidienza è fatto stimolo. Et poco in quello si riposa. cioè pien o d'ogni amarezza. conciosia. Col sudore del tuo volto mangierai il tuo pane. che cercano la solitaria pace non altrimenti so no da fuggire di quello. & doris. se fuggi la li te fuggi anco la femina. de' quali in tutto non è cosa piu instabile nè piu noiosa alla quiete dello studi o. & questo basterà haver detto d'intorno lo stim olo del genere humano. & fatiche & danni. & piccolina dal pa dre fu lasciata ad Epimetheo suo zio. & il contrasto eguale. & l'infamia maggiore. Dice adunque che. Di rado sotto un istesso tetto habita la quiete & la do nna. Percioche la vaghezza della donna è tanto piu funesta & formidabil e quanto è piu dilettevole & accarezzevole. che significa tu tto. Dice egli in q uesto modo: Nessun veneno è cosi mortale ai viventi in questa vita. che sia non dirò un serpe. Egli è chiaro & palese il detto di quel famoso oratore. la qual cosa. della quale (s'io merito punto di fede ) il volto & le parole da tutti. Onde benche io m'hab bia (se volessi) molte altre cose di piu & vere da dire. di che chi di noi non manca in una cosa. che colui fu nomato Pandora il quale primo Prometheo fabri cò di fango. ma di molte. che sia vera ò non.. Isis figliuola di Prometheo. & villanie Il letto. che questo è un'ombra nociva. Chi non litiga con la moglie è casto. percioche non meno di quello. le voglio lasciare. & alle quai siamo nati per peccato di colui da cui è stato detto. di cui & la fede è minore. se bene sono b enignissimi alla sua presenza i costumi della donna (il che è rado) per modo di pa rlare. il che istimo essere stato detto da Fulgentio perche il significato d i Pandora in Latino vuol dire manco d'ogni cosa. & questo dico per tacere i suoi costum i. il qual vive breve tempo. Ma la donna è stata creata per piacere. fuggi la femina. essendo cresciuta la donzella & divenuta bellissima. ch e non mai a pieno s'è veduta nè vedrà in alcuno. patisce diffetto in un'altra. il che piu tosto per dimostrare con altrui. che a pena l'una senza l'altra fuggirai. come dice Theodontio. Dop po queste parole l'istesso poco da poi segue: Sia chi tu voglia. perpetuo ricetto di v itij. ò dorme. per che il presente tempo no'l ricerca. della cui l'istesso Theodontio riferisce l a favola. huomo santo & notabile specchio di patienza. pia cemi annotare quello. Per le febri poi i stimo haver voluto intendere gli ardori della concupiscenza. che non per notitia d'una sola cosa forma il sapiente. che tu voglia. Se per caso non fosse piu tranquillo il congiungersi con la concubina. ù giace maritata donna. io dirò. percioche l'huomo in questa vita non può posseder cosa senza am aritudine. Oltre ciò Pandora si potrebbe dire da Pan. che vuol dire amarezza. de' quali siamo cru cciati & continuamente tentati. se dirittamente vorr emmo riguardare. Pandora huomo da Prometheo formato.

Psitaco. Ma Stilbone. liberò di prigionia Iside. Nell e quai cose sono tante diversità d'opre & di tempi dall'una parte & l'altra. mettendo in effetto con le forze il real animo mosse guerra ad Argo Re d'Argivi. ò che per natura ella fosse d'animo infiammato. & insieme con lei Stilbone cacciato di Grecia per lo com messo delitto. onde e ssendosi di ciò accorto Apis. & pervennero so pra il monte di Parnaso. persuadendo non senza grandissima fatica Deucalione agli huomini & Pirrha alle donne il diluvio essere cessato. che n on solo si leva la fede all'historia. confidandosi nella sua diligenza montò sopra una nave. che la condusse ne' suoi abbracciamenti. Ma Leontio diceva haver inteso da Barlaam questa Isis prima. de' quali dice Ovidio. ò di lei piu santa Dea. gli ridussero alle sue stanze & habitationi. che poi fu no mato Mercurio. ma nè anco alcuna assomiglianza di vero nell e cose vi si può appropriare. ò che la giovane tanto si confidasse nell'innamorato. Paolo riferiva questo figmento in tal mod o essere da Barlaam spiegato. che passasse in Eg itto. Al tempo di costui in Thessaglia fu un diluvio grande. andarono all'oracolo di Themi per consigliarsi sopra la rinovatione del genere humano. ma per altro huomo molto aveduto. piacque a Giove. venne in tanta riputatione appresso gli Egittij. la cui insegna era una vacca. onde dice. solo Deucalione con la moglie Pirrha fuggirono in una barchetta. nè piu dev ersi haver tema. il Zio Epimetheo diede per sposa la figliuola Pirrha. essersi maritata nel ditto Apis. & passò in Egitto. rotto l'essercito d'Isis. che fu tenuta non femina mort ale. & spetialmente aggiungendovisi l'ostacolo di Giove. Onde. del quale quasi tut ti gli antichi scrittori fanno ricordo. huomo eloquentissimo & pieno d'ardire & d'industria. del cui i convenevoli tempi con Api togliono molta fede a questa historia. che di Giove Isis parto rì Epafo. Deucalione figliuolo di Prometheo. venendo il diluvio. & quel li si convertirono in huomini & donne. si come ossa della gran madre antica. Per testimonio di tutti gli antichi Deucalione fu figliuolo di Prometheo. contra il quale venuta a giornata. essa fu pigliata & da Argo posta in prigione. anzi. & ella andandoli dietro essere poi stata raccolta di nuovo da lui. Dionigi & Fene trate. percioche. pigliarono dei sassi & con le ma ni si gli gittavano dopo le spalle. Nondi meno la cura si lascierà agl'industriosi della verità. cessando già l'acque. & a questi Deucalione & Pirrha (cessando l'acque) essere andati in habito mesto & supplichevole. . Alla quale non succedendo prospere le cose nella patr ia. per commanda mento di Giove suo padre oprò tanto con suoi inganni che. & vivendo anco le furono fatti honori & sacrifici divini. le venne disio di regnare. Di lui huomo miglior non fu alcun mai Ne piu giusto. & Pirrha donna pietosissima. & essendo cessate l'acque ivi fermò la sedia del suo reame. Diceva egli haver letto in antichissimi annali de' Greci per questo diluvio essersi smarriti gli huomini & essere fuggiti sopra gl i piu alti monti. & poi essersi congiunta con Giove. & havuto aiuto da Giove. che generò Ellano. Le quali trappassavano di numero la quantità degli huomini. ma piu tosto Dea. & nascosti negli antri & nelle caverne insieme con le sue mogl i. che si richiamassero gli huomini & le donne dalle caverne. ella il tolse per marito. il quale cresciuto in età. per vedere il fine. onde d ati agli Egittij i caratteri delle lettere & mostratogli il coltivar della terra . & fingono che. & sdegnatola (lasciato il regno d'Argivi) se n'andò in Egitto. percioche prim a signoreggiava in Thessaglia. & per suo comandamento essendosi coperto il capo & discinte le vesti. crescendo molto l'acque. il quale tanto ò con la potenza ò con persuasioni s'a doprò. avenne che. per anni attempato. & essendo ivi Apis potentissimo. che Deucalione con la moglie & molti altri in una nave pervenne al monte P arnaso. Ma Theodontio non dice cosi. & cosi dalle cime dei monti & dai sassosi antri andando loro in anzi. Finalmente. & di consentimento commune (come per publico bene ) fu oprato. amazzato il vecchio Argo . & da altra parte fatta forte.& da marito. F u huomo di benigno ingegno.

essendo vecchio & havendo i figliuolo di Deuca Prencipato di Mosè. onde alcun a non ne andò a male. come afferma Paolo. Psitaco fu figliuolo di Deucalione & Pirrha. dai cui preghi mossi i Dei lo tramutarono in uno u ccello di suo nome. Secondo Theodontio. percioche di lui cosi riferisce Tullio nel libro delle questioni Tusculane. che la mole della terra non cresca. percioche non ci vergognamo. eccet to veggendo gli huomini con le donne senza alcuna distintione mescolati. & ch'i suoi fatti furono famosi circa il principio del quali poi si fossero non mi ricordo mai haver letto. che poscia habitarono le cittadi. che credet tero questo Psitaco essere stato quello. si come facciamo noi i sassi. ca & albergato da un certo Semacho. Astreo fu figliuolo di Titano & della Terra. eccetto. si come verdi sono quelli uccelli.elleno molto piu paurose pria degli huomini fuggirono sopra i monti. & i Greci Ella di. ma Theodontio dice quello essere stato molto piu antico. di maniera aggrandì il suo impero. che Dionisio fu lione. Ma io istimo quelli essere det ti ossa della gran madre perche furono tratti fuori dalle caverne & dagli antri di monti. che generò Astrea & i Venti. che quasi tutta la Grecia. Come dice Theodontio. Attenti. si come i sassi contengono. si most ra. che pochi huomini da gran quantità di donne ponno haver grandissima prole. che fosse Filosofo. Testimonia Eusebio nel libro dei tempi. che disputano. da noi detto Papagallo. nel primo ne mostra molti eloquenti. Ellano fu figlio di Deucalione & Pirrha. il quale da le [ donne] è portato ai ligitimi congiungimenti. & per la sua durezza detti di sasso. i quali (dice Paolo) che. fa. Per le quai parole. & ne i due un cer to Fenetrate Fiota. mette giù quello. molto vecchi. & degli huomini molti dall'acque furono affogati. il qual e ammaestrato & ripieno delle dottrine di Prometheo suo avo se n'andò in Ethiopia. conciosia. la quale morendo lui canuto. Dice Serv io & Lattantio. Che poi gli chiami ossa della gran madre. Et quello. il quale dice esser nato da Deucalione. & essendo divenuto molto vecchio pregò gli Dei . il quale dice Barlaam che. che fu detto uno dei sette sapienti. che è rivolta al mare Egeo dal suo nome fu detta Ellada. che gli donassero la morte. gli fu donata la pelle di la. quando poi va agli illiciti. Dionigi figliuolo di Deucalione. che quelle cose siano dalla terra prodotte de' quali siamo nodriti & mantenuti. Et vi mett ono la vergogna figurata per lo capo coperto. dove fu molto istimato & riverito. durò con un a viridità perpetua. che segue. cosi le ossa serbano i corpi degli huomini in vigor e. che giunto in Atti Caprea sua figliuo . & cosi anco le fatiche degli agricoltori oprano. Et cosi quelli dimostravano andare in dishonesti congiungementi. Istima Paolo & alcuni altri Fenetrate essere stato figliuolo di Deucalione . Fenatrate figliuolo di Deucalione. ch e diffinisce. & quest o per accrescere figliuoli. Psitaco figliuolo di Deucalione. molti huom ini dotti. Ma Dicearco in quel parlamento ch'egli in Corintho in tre libri espone. Ellano figliuolo di Deucalione. Credo io. che la cagione di questa f ittione fosse la fama del suo nome & virtù. morto suo padre. che costui giacque con l'Aurora. Astreo figliuolo di Titano ottavo. Furono di quei. non pe nso ciò essere detto per altro eccetto perche. oltre l'origine. & di lei generò la vergine Astrea & appresso tutti i Venti. il che dice deversi intendere per le vesti discinte. che (sì come è stato detto do ve si ha trattato di Venere) il cingolo di Venere è detto ceston. come quasi appaiano tolti da i campi quelli.

non solamente vi congiunsero le furie ma anco gli odi. Manifesta cosa è a bastanza Astrea essere stata figliuola d'Astreo di Titano . De' quali scrive Virgi lio nel primo dell'Eneida: Venne in Eolia a la città dei venti. Dice Lattantio. c he Astreo huomo fosse padre dei venti. che fossero armati da Atlante. Qui io intendo Astreo padre d 'Astrea non huomo. di man iera che. cosi dalla giustitia vien conceduto ragione egualmente agli huomini di bassa conditi one & altra. che Astreo f osse alcun potente & superbo huomo. che tutto un Cielo sia ciò. Hora veggiamo quello. che questi furono incitati da Giunone contra Giove per lo nascimento d'Epafo. si come alquanto solamente da piu rimota cagione. La onde da Giove furono richiusi nelle caverne & confinati sotto l'imperio d'Eolo. & per ciò se n'andò all'Inferno. Le q uali incontanente partendosi & ritrovando quelli. che dirompano in alto. & per tale ess empio i datori delle leggi. da lui furono armati & mandatigli contra in Ciel o. che Pronapide nel Protoc osmo dimostra altra cagione. Di queste fittioni ad unque se vogliamo trarre il construtto. & però detto padre dei Venti perche fosse Sign ore di qualche paese ventoso. che cred iamo questo Astreo loro padre essere il Cielo stellato. si come la chiare zza dell'alba precede il Sole. i quali venendo dalle concavità della terra è necessario. il quale da sé genera la Giustitia. ordinarono l a nostra giustitia. andassero a ritrovare i venti. che restassero sotto l'impero di quello. mentr e con eterno ordine a sé conceduto per dono divino concede a ciascuno dei corpi in feriori secondo la sua qualità senza mancamento le cose necessarie. andando ne' suoi paesi. che è propinqua all'Equinottio. che il lit igio s'hebbe molto a male d'essere stato da Giove di Cielo cacciato. Che poi armasse quelli contra i Dei. Dice adunque Pronapide. & con suoi ven eni gli infiammassero ad assalire il Reame di Giove & turbar la sua quiete. la quale. la quale è questa. che si voglia la fittione. Et va dietro seguendo per ispatio di ventidue versi. & trovate le furie quelle pregò che. fu raccolta i n Cielo. I venti figliuoli d'Astreo in generale. percioche la giustitia sempre favorisce a i buoni & caccia i scelerati. benche Lattantio dica. ciò s'è tolto dal discorrere de' venti. già è stato detto di sopra lui essere stato s ignore di luoghi dove nascevano molti venti. poi mosso ad ira. Ove con gran furor stan gli Austri irati. in questo modo nondimeno . che da lei è chiamata Virgo . onde si come stando ivi il Sol e dall'istesso Sole si concede ugual parte di tempo alla notte & al giorno. subito l'uno contra l'altro fecero impeto con far tremare tutto il Cielo & la terra. cosi da certa notitia di cose oprate deve nascere overo nasce la giustitia. se mai egli per l'avenire f osse buono di giovar loro. Ma Theodontio dice. Se poi vorremo. Quella è poi posta in tal parte del Cielo conciosia. commandando. ch'in riposo se ne stavano nel la casa del padre. non senza fatica gli prese & gli rinchiuse nelle caverne d'Eo lo. Istimo io. prima d'ogn'altra cosa è bisogno. & di quì esser detto padre dei Venti. perche diede favore alli Dei contra il padre & li Dei. quieti. che si contiene tra il concavo della Luna & il congi unto all'ottava sfera. Sono poi detti figliuoli dell'Aurora perche per lo piu nello spuntar dell'alba . affine di mostra re dalla giustitia conseguirsi l'equità delle cose. Per li quali al principio smarrito Giove. Si dice ch'ella favorì alli Dei. in quanto è possibile all'ingegno humano. percioche istimo esser causato dal movimento del Cielo & dai pianeti. Lattantio & Servio vogliono. & locata appresso il Zodiaco in quella parte. che i Venti fossero figliuoli d'Astreo di Tit ano & dell'Aurora. ma il Cielo stellato. Però si dice essere nata dall'aurora perche.fratelli mosso guerra a Giove. Astrea figliuola d'Astreo. ò il giudicio.

che nell'aere. & Grecamente viene detto Notho. & sotto l'imperio suo posti. & di qui a lui sia Notho. & se l'uscita è stretta. che Zefiro soffia da Occidente . Cosi medesimamente l'istesso è detto Libonotho. E i Nabathei reami. perche è tra Au stro & Afro. è anco di questi molto grande la potenza. & cosi uscendo i generati Venti fuori delle caverne d ell'isole Eolide. che sono dodici. Quello. che fan freddi. sono piene di spelonche. Sono distinti i paesi & i nomi. il che approva l'auttorità & l'usanza dei nocchieri i quali dicono che in quell'hora si levano. a cui Hespero poi V'è l'Occidente. non sarà inconvenevole dire alcu na cosa. dal cui movimento deriva il calore. Percioche. & per lo calore si levano i vapori d all'acqua. & mostrano turbare il R eame di Giove. & per ciò le piu volte a quel tempo inc ominciano i loro viaggi. il quale cosi dice essere chiamato perche sp ira dall'Eoo. che si siano armati contra Giove. & cosi vien detto. piu sonoro & piu lungo. dal fiume vien bagnata d'Austro. Ma Virgilio sotto questa fintione giudica altrimenti . & quelli cosi parti sce & noma. cioè dall'Occidente. Reggendo ogn'un col suo spirar diverso Le fiamme. è necessario. che è dal sinistro. Ch e anco il litigio col mezzo delle Furie gli facesse turbare il reame di Giove. Dice. Indi dice. Della loro potenza. affin di lacerare il mondo. Et verso i gioghi i sottoposti ai raggi De la mattina. che gitta fuori l'acque. ciò è pigliato dal loro movimento & effetto. che dal principio del Verno tende verso Occidente è detto Subs olano. il che per non far di mistiere non alleggo. Cosi anco quello. che le isole Eolide. essendo Giove l'aere . & cosi essere mandati fuori da un certo respirar della terra. Consequentemente dice. che questo soffia da mezzogiorn o. & le spelonche sono piene d'Aere & acqua. Oltre le fittioni. È poi stato fin to. A questo congiunge due compagni a lato. percioche nasce sotto l'origine del Sole. (Sì grande è la discordia dei fratelli) Euro partissi verso de l'aurora. Dice Isidoro nel libro delle Origini. percioche indi Libio. Austro Afro. de i qua li pria. Et i settentrioni sottoposti Son da l'horrido Borea. s e si leverà un vento da Levante & un altro da Ponente. che quelli fossero armati da Giunone contra Giove: perche sono tenuti uscire dalla terra. Diffusamente a questi non concesse Del mondo il Gran Fattor l'Aere in potere. cioè Euro dal lato sinistro. Onde sono chiamati figliuoli dell'Aurora. cosi chiamato perche i fiori & l'herbe dal suo spirare sono renduti vivi. il quale non potendo fermarsi in non capace luogo esce fuori. che gli assale. nomi & regioni particolarmente descrive Ovidio nel suo maggior volume. cioè. Et con le fiamme i venti. Indi a Zefiro poi la Scithia giace. la quale è Giunone. cosi chiamato per essere t ra Euro & Austro. & tra loro divenir inimici.i Venti sono soliti nascere. & non potendo levarsi altrove. Sono anco secondo alcun i meno & secondo altri piu. è stato finto quelli essere stati rilegati negli antri d'Eolo. & quei de Persi. cosi detto perche in alto tuona. Et la terra contraria per frequenti Nubi. È stato poi detto quelli essere stati rilegati nelle caverne sotto l'imperio di Eolo. di state. conciosia. & l' . i cui esso calore risolve nel aere. Et hor a pena si resiste a quelli. per lo quale i liti Vicini son dal Sol tepidi fatti. di necessità esce piu impetuos o. alle quali già signoreggiò Eolo & da lui sono nomate. che per l'aere incontrandosi concorrano insieme. che dal suo lato destro vi è Euro Austro. è finto. che in particolare di ciascuno parliamo. che nell'aere siano impetuosi. Dalla parte destra dice. là onde appaiono nemici. attento. che vi è Vultu rno. nè con gl'istesi nomi da tutti sono chiamati.

& Euro Astro. & da alcuni Agreston. overo Libio. salva sempre la riverenza di Beda. perche favorisce alle cose. Ma Vitruvio nel libro dell'Architettura scrive. Indi vuol e Settentrione cosi esser chiamato perche si levi dal cerchio di sette stelle. nondimeno mentre vene ndo noi passa per la zona torrida piglia calore. & però è calido perche lungamente dimora sotto il Sole. i qua li veramente d' ingegno nell'arte Marinaresca passano tutti gli altri. che soffiasse. Appresso dice Turbone essere detto dalla terra. che nascono. & in ciascuno di que' lati vi fece scolpire l'imagine di quel vento a cui detta faccia fosse sottoposta. Notho vento. & per lo piu è avezzo moltiplicar l'humore & indur nubi & pioggie. & ultimamente fatto un capitello di marmo sopra detta torre vi mese sopra una stat ua di bronzo. Afro suoi congiunti & figliuoli d'Astr eo. che molti ne nascano nelle Eolide. Aura detta dall'Aere. che perviene a noi dalla regione d'Oriente nasca nell'ultimo Oriente . Dalla sinistra Choro. & d a dritta Euro. onde meritamente gli chiamiamo Orient ali. la cui cagione di nome dice egli essere perche estingue l'acque & dissolve le nubi. percioche soffi ando con la pioggia schianta ogni cosa. ma temperatamente. Dall a cui parte destra quello. A costui dell'istessa natura stà a man dritta Vulturno. Cosi Aura & Altano. Superna & Cecia di Aquilone. Oltre di ciò. & specialmente Genovesi. Essendomi spedito in generale di ciascuno dei venti secondo la descrittion e d'Isidoro. Thracia & Gallico di Settentrione. che e ssi per la lontananza della sua origine pervengano a noi mutata la complessione. soffiano da Borea in Egitto. percioche spes sissime volte è una certa dannosa rivolutione de' venti. che spira è nomato Africo. Dice. & dal si nistro Aquilone. Isidoro scri ve esservi anco altri venti. tra Favonio & Settentrione Chauro over Cho ro. & Altano farsi nel mare. che consiste nel Mezzogiorno riceve l'humidità. Ethesia. & vuole anco. Cosi poi v'è anco procella. che Andronico Cirreste (per dimostrar tal o pinione) edificò in Athene una torre con otto cantoni. che nella mano dritta teneva una bachetta. & col suo calore apre la terra. che tutt o il vento. Questo (come dice Beda) è calido & secco. essendo cosa certissima. dal paese onde soffia. Cauricircio & Choro d i Favonio. . & dalla quantità dell'acque. come sarebbe Ethesia. Eurocircia & Vulturno di Solano. Subsolano vento. & cosi cangiata natura perviene a noi calido & humido. fornito il tempo dell'anno . percioche chiude il circolo di Venti & fa quasi un choro. & nomato da alto. Curba Olithia. che disecca il tutto. tra Austro & Favonio Africano. che sia detto Borea.istesso Latinamente è detto Favonio. i quali io istimo essere tutti medesimi ma con altr i nomi chiamati. Secco poi perche. figliuoli d' Astreo. nondimeno prima dice esser detto Chauro. d al cui lato dritto vi mette Circo. & Austro. essendo molto distante l'Ocea no Orientale da noi. La costui forma in questo modo descrive Ovidio . che congiunge over genera le nubi. La onde. che Leuconoto & Altano stanno dal lato di Austro. cioè. percioc he sia piacevole &. che l'Aere sia vessato dolcemente. che sono otto solamente. tra Settentrione & Solano Aquilone. le quali dice. Liboneto & Subvespero d'Africo. Ergaste. & Vulturno & Euro suoi congiunti. scrivendo. che esca dagli hiperborei monti. penso esser detto invano. che tra Solano & Austro v'era Euro. si come è stato dett o. che i venti sono dodici. parmi dire alcuna cosa in particolare. cosi chiamato dalla vicinità di Choro. Altrove anco dice l'istesso Vitruvio. Notho australe è un vento naturalmente freddo & secco. Et cosi dice essersi ritrovato. La cui descrittione come buona & vera tu tti i nocchieri del mare Mediterraneo la serbano. disegnati questi dodici venti. la quale dallo spirar d e' venti essendo girata d'intorno designava con quella verga qual fosse quel ven to. dal quale si crede ch'ei pigli l'humidità. tra quali alcuni ne soffiano verso noi. Ma sia lontano da me ch'io creggia questa cosa da ridersene. Fragor poi è chiamato dallo strepito delle rotte & percosse cose. venendo la lascia tutta. Et prima del vento Subsolano . percioche pare.

come per veder quelli da lui amati. Settentrione vento. & nuvolosa polve. Appresso Homero nella Iliade. onde. & ne la fronte Porta i nuvoli. Aquilone overo Borea. Et io quand'entro nei forami torti De la terra. Stà in mio poter cacciar le triste nubi Turbare i mari. percioche Servio vuole ch'egli amasse il fanciullo Giacinto. che g enerò Cetho. & di lei hebbe due figliuoli. indi la barba Ha tutta intorta. che parla ad Achille in battaglia. Nacqui ancor io nel Ciel aperto quando Nacquero gli altri miei fratelli. si come anco n oi spesso andiamo a veder quelli. il quale alcuni dicono calido & temperato. il quale anco era amato da Apollo. dice Borea haver amato le bellissime ca valle di Dardano. Borea overo Aquilone è vento congiunto di Settentrione. che a sé. per sdegno si dispose a rapirla.Et con l'ali bagnate il Notho vola Portando il volto horribile coperto Di caligine oscura. attento. & da le cave Escono fuochi. & per sua natura può d issolvere le nubi & far gelar l'acque. & però è detto fanciullo perche alcun fiore lungamente non vive. & l'alte quercie ancora Voltar sossopra. Calai & Arfalice. & di quelle haver havuto dodici velocissimi corsieri. L'amava poi in questa forma. & esce l'acqua fuori Dai canuti capelli. soffia per terra. Questo Hiacinto era anco amato da . Oltre ciò Ovidio dic e ch'egli amò Orithia figliuola di Erittonio Re di Athene. dai quali fino a noi spira tutto pur o. che gli sta da mano dritta si chiama Circio & è produttore di nevi & tempeste. del quale seguirà piu ampio parlare. vedremo prima Borea haver amato Hiacinto. Dalle qu ai cose. se leveremo la corteccia delle favole. Questi fa l'aere sereno & caccia & purga quelle pesti c'havea eccitato Austro . si come dice Beda. Le cui forze & opre in persona di sé stesso descrive Ovidio. Da sinistr a v'è Aquilone overo Borea. dove transcorro Con tanto variar. & la tolse. dal sinistro poi v'è Austro Afro. mosso ad ira lo amazzò. & tengo Gli homeri miei ne le profonde cave Un campo in mia balia. qual è un fiore. insieme con i suoi congiunti. che amiamo. percioche nei luoghi dove passa alcun vapore per l'acuto freddo non si risolv e. & feroce sottometto Con tremor sveglio l'alme. il quale gene ra nel mare fortune percioche. inducendo Enea. dicendo. & tutto humido ha il petto. che mezzo il Cielo Trema per nostri corsi. Settentrione è un vento cosi chiamato dal paese onde nasce. & la dimandò per moglie. Dell'istessa complessione vi sta dal lato dritto Euro Astro. percioche nasce in luoghi acquosi & gelati & in alti monti. la quale non gli essendo data. figliuolo d'Astreo & congiunto di Settentrione. & Circio & Aquilone suoi congiunti & figliuoli d'Astreo . è freddo & secco. Di complessione. & tutt'i mondo. che forse spessissime fiate soffiava per prati pieni di Hiacinti. Et sopra terra far venir tempeste. perche vedeva il g arzone piu inchinato ad Apollo. Quelli. & indurar le nevi. Zeto & Calai. Di costui si dicono molte favole.

egli mosso ad ira. per rivelatione d'Iris avisati. che si chiamano P lote le condussero. Ma. & di qui è detto quelli essere stat i figliuoli di Borea. percioche Theodontio dice. & perche dà favore a quelli fu detto esser amato da Hiacinto: atte nto. perche tutti furono giovani i . perche havevano l'ali. caggiono in cosi grande oblio di sé stessi. che anco ogni cosa pare. percioche Strofe in Greco Latinamente significa ritorno. tratto dal disio di lei la dimandò per moglie. uccelli molto iniqui & sozzi. & di lei n'hebbe figliuoli. Dice adunque Ovidio. & la prima moglie de' mortali è la b ontà. come se Borea fosse per commetter sim ile scelerità. che poi sotto velame s'habbian o le fittioni. per rimunerar quello dell'hospitio. è detto amatore. ivi mandasse a pigliar de' stallo ni. int endendo Orithia figlia d'Erittonio Re degli Atheniesi essere bellissima donzella . percioc he a persuasione della moglie havea privo di lume i suoi figliuoli. Zeto. Il cui ritorn o dei giovani mutò il nome all'isole. percioche ciascu na si lascia guidare dal giudicio del concupiscevole appetito. le quali. il quale. Zeto & Calai. aspettata l'occasione. si come erano chiamate Plote. Gli Argonauti. ch e anco alle volte si scordano pigliare il cibo. che tolse per moglie la figliuola di Pandione. produttore & riguardatore di tai cose. che il dimandava. i cui successori ne serbarono poi sempre razza. il quale mosso dalla fama del ma trimonio contratto da Thereo. men tre sono ritenuti da tali pensieri. Dove. che gli fu seconda moglie. che Dardano. che restassero di piu oltre non seguitare i cani di Giove.Apollo. & la velocità. Penso poi essere stato detto. il quale in quant i pericolosi passi ci guidi n'è testimonio Finio. Circa poi l'allegoria delle cacciate Arpie da questi. i quali congiunti con le sue cavalle egli poi n'hebbe velocissimi cavalli. questa è una Historia. cioè. che siano i mordaci pensieri & solecitudini degli a vari. & per maggior supplicio gli haveano mandato le Arpie. & allhora si mena la seconda mogliera. &t cosi la favola ritrovò luogho dal nome del giovane & dal Reame. Questo mi ricordo io di loro haver letto. furo no poi dette Strofade. A questi tali son messe inanzi l'Arpie. bruttissimi uccelli & rapaci. se ne tornarono a i compagni. che ami colui per lo quale è guidata all'essere & co ntinua nell'essere. i quali io tengo. per lo piu gettata via l'inno cenza diventiamo tristi. che per dono divino tutti nasciamo buoni. & Calai figliuoli di Borea. onde i fiori & l'altre cose oprando il Sole nascono & vivono quanto lungamente vivono. essendo stati raccolti & alloggiati da Fineo Re d'Arcadia. Calai & Zeto furono figliuoli di Borea & Orithia. i quali con le spade in mano pe rseguitando le Arpie & cacciandole di Arcadia. cioè dal Sole. & con la sua miseria gli fann o sozzi. overo mentre gli avari cercano a ggrandire il cumulo minuiscono a sé medesimi i cibi. Quello. è da scoprire. le quali io intendo per la barba. priva de gli occhi i figl iuoli. anch'egli er a stato orbato dalli Dei. I nostri figliuoli poi sono le operationi lodevoli. cha dal disio dell'oro occupato. che questi tali dopo la pueriti a hebbero le piume. & le disecca. percioche anch'egli. mosso dalla fama della bontà di cavalli di quel Paese. che allhora sono priv e di lume quando le bruttiamo con opre scelerate. overo innocenza. si come dice Serv io. che vengono n ella gioventù dell'huomo. che B orea fu un giovane di Thracia nobile & animoso. fino all'isole. che con costui alloggiano. furono mandati a cacciar via i famelici uccelli. il che essendogli negato per lo i ncesto commesso da Thereo contra Filomena. da' quali perciò è detto esser tolte dinanzi le vivande agli avari perche. Ch e egli amasse poi Orithia. Percioche qual cosa piu vergog nosa possiamo oprare. ma finalmente cresciuti in età. di co. che continuamente gl'impedivano & bruttavano le vi vande. Cosi anche noi dive ntiamo ciechi quando per soverchio disio di roba si lasciamo guidare a rapine & vergognosi guadagni. che i cavalli di Da rdano fossero generati da Borea percioche fu cosa possibile. la rapì nell'anno nono del reame di Eritteo. i quali Ovidio dimostra essere andati con Giasone & gli altri Argonauti in Colcho. Viene poi detto essere stato morto da Borea perche Bo rea con la furia del suo soffiare priva tutte le cose d'humore. che rifiutare l'animo buono per acquistar ricchezze? Il ch e (testimonio Seneca Filosofo) facetamente disse Demetrio ad un certo figliuolo d'un huomo servo. essere a lui facile la via di ritrovar r icchezze quel giorno nel quale si pentiva della mente buona. mentre crede all'avaritia.

& molt o contraria ai figliastri. che (secondo Fulgentio) s'inten de per Zeto & Calai. di complessi one è freddo & humido. per le cui ciascuna cosa vergog nosa si opra. che i cani di Giove. Dice egli. quelli si mossero contra lui. Arpalice figliuola di Borea & moglie di Fineo. nondimeno temperatamente. cioè i mordaci pensieri. che tempestoso genera folgori & tuoni. Il che. per che favorisce a tutte le piante. dalla cui havea havuto Palemone & Fineo figliuoli. poi. i quali. & i corsari cacciati fino all'isole Strofade. Arpalice (come dice Leontio) fu figliuola di Borea. Il vento Zefiro occidentale. i quali furono detti giuochi Florali & sacrifici Florali da F lora. sono da pigliar in vece dei buoni consigli. opra. cioè della verità. tolse di novo per m oglie Arpalice. Di Zefiro si recita tal favola. Da sinistra Choro. & ind i finsero Flora essere Dea dei fiori. che questa historia fu tale. siano cacciati per sino alle Strofadi. che per voler del popolo dalle meretrici ignude erano ess equiti. che ogni anno si celebrasse il giorno del suo natale c on alcuni giuochi. Di queste favole può esser tale il senso. Questa fu moglie di Fineo Re d'Arcadia. per li cui preghi egli acceccò i figlioli. che drizzino i suoi passi. & di Clori la nominò Flora. attento. si come di sopra s'è detto. che gli altri con le biade & con le viti fiorisseno bene. & produce l'herb e & i fiori. percioche erano celebrati con ogni lascivia & licenza di parole. & forse non vuole intender quello. le quali in quei giuochi facevano l'ufficio dei Mimi. del cui guadagno voleva. & non potendo romper ciò per timor della plebe. morendo. & di lei haver generato Xanto & Balio. face ndolo sereno in Occidente. danno ricercamento del bene. Risolve i verni. & allhora la m ensa di Fineo resta priva dai sozzi uccelli de vergognosi disij. Dall a dritta di lui vi viene messo Africo. ultimo castello d'Hispagna in Occi . che da' Latini è chiamato Favonio. figliuola di Borea & sorella di Zeto & Calai. che continuamente s'accostano agli a ltrui beni. che volgarmente suona vita.llustri & per virtù famosi. Et l'assediarono. cioè una Ninfa nomata C lori essere stata amata da lui & tolta per moglie. I quali giuochi (c ome dice Lattantio) si richiedono alla memoria della meretrice. & per premio di dote hebbe in dono dallo sposo di esser Dea sopra i fiori. delle quali. & ricevuti in luogo di premio. cav alli d'Achille. abbandonato quasi da ogn'uno & da tutti odiato per lo commesso fallo contra i figliuoli. & Africo & Choro suoi adherenti & figliuoli d'Astreo. serbando di quelle una parte. nondimeno alle volte. Oltre ciò riferisce Homero nella Iliade costu i essersi congiunto con Tiella Arpia. Dice Lattantio nel libro delle Divine Institutioni Flora essere stata una donna. & far bisogno placarla con giuochi affine. Nondimeno Leont io fa molto piu breve questo senso. Il che inteso dai corsari. alla cui diede in premio dell 'amore & della verginità toltale ch'ella havesse ogni imperio & ragione sopra tutt i i fiori. cioè F ineo essere stato un ricchissimo Re d'Arcadia & avaro. Non so già quello. che con l'arte meretric ia acquistò grandissime ricchezze. fece ch'ella non ignobile Ninfa se maritasse in Zefiro. che habitavano l'isole Plote. Egli spira soavemente & piacevolmente da mezzo giorno fino a notte. b enche malamente siano compresi da questi tali. c he si voglia inferir Homero per li cavalli ch'egli vuole. che generasse di Arpia . la cui conversione non può essere se non lasciati i vit ij & cangiati gl'ingordi disij in virtù. cioè fino alla conversione dell 'animo ricercante il bene. gli venne in mente pigliar argomento da esso nome di meretrice accioche si aggiungesse dignità all'opra vergognosa. lasciò herede il popolo Rom ano. & continuamente con mac hine & ingegni fino nel Palazzo gli gittavano mille sporcitie & cose vili. Favonio. Il qual colore seguen do Ovidio. il quale (come dice Beda) nell'Oriente fa l'aere nuvoloso. che noi habbiamo letto in Plinio secondo es sere state solite far le cavalle in Ulisbena. al quale morta la moglie Stenoboe. & dal principio di Primavera fino al fine dell'Estate. Questo ricercamento adunque del bene. ma di qual madre non l o dice. Zefiro vento. È detto Zefiro da Zefs. la quale ogni anno forse spera in dare usura. percioche in processo di tempo parve al senato cosa vitiosa. Final mente venendo in suo aiuto con molte navi lunghe Zeto & Calai quello fu libero d all'assedio.

Ronco. Cosi forse l'istesso avenne d'una cavalla chiamata Tiella. da lei per difender la virginità morto. Et altrove il medesimo Paolo vuole ch 'i fosse fulminato da Giove per la sua iniquità inanzi la guerra. che Aloo fosse figliuolo di Titano & della Terra. Aloo decimo figliuolo di Titano. che picciolo t empo durano. & crescendo quelli (secondo Servio) ogni mese con nove dita apparecchiano la guerra a' Giganti contra Giove. fu uno dei figliuoli di Titano. ch'in stato fiero. ma. Costei secondo Tullio nelle Nature de' Dei fu la quinta tra molte altre Minerve. Aloo per la vecchiaia non vi potendo andare vi mandò questi due in aiuto. del quale Lucano fa ricordo dicendo. che con la gola aperta sono avezze inghiottire i venti Zefiri quando soffiano . et de la Terra. che vengono in tanta concupiscenza d'haver figliuol i. Le quali Plinio dice. Minerva (secondo. V'era in qual forma ne l'insegne espresso. Che gli Atlanti figliuoli di Titano Huomini da due corpi. di cui . Minerva figliuola di Pallene. Et Horatio nelle Ode dice: O quel Porfirion. Dice l'istesso Paolo. ò perche amazzato il padre se ne fuggisse veloce. secondo Paolo. che generò Minerva. ò per qualche altra c agione. Nati Purpureo. dei cavalli di Dardano g enerati da Borea. Pallene undecimo figliuolo di Titano. Fu huomo fiero & crudele & molto contr ario alli Dei. dalla cui fu morto perche si sf orzava torle la verginità. Ronco & Purpureo (come afferma Prisciano nel suo maggior volume) furono fi gliuoli di Titano & della Terra. la quale violata da Nettu no di lui partorì due figlioli. che costui fu amazzato da Minerva nella guerra contr a Giove. che a lei vengono ascritte l'a le a' piedi. de' quali dice haver fatto ricordo Nevio Poeta. come habbiamo detto di sopra. dipoi si mosse. fu moglie Hifimedia. che di sopra s'è visto per Theodontio) fu figlia di Pallen e. overo. & perciò ella fu poi detta Pallade. Ma Theodontio di ce ch'egli hebbe una figliuola chiamata Minerva. che s'in terpreta procella. et Ronco iniquamente. cosi dicendo. Pallene. Il Ciclope Pallene al sommo Giove I folgori cangiò. & dice. I quali furono da Aloo nudriti per suoi.dente. Otto & Efialte. de' quali tratteremo quando si parlerà dei figliuoli d i Nettuno. & possedette una i sola nel mare Egeo da lui nomata Pallene. si come testimonia anco Servio. & Purpureo duodecimo & decimoterzo figliuoli di Titano. Vuole Theodontio. & di loro s'impregnano & partoriscono velocissimi corsieri. .

che gli fosse dimandato per superbia ò pe r altra cagione turbato. chi lo trappassava. & tem endo molto l'ira di Giove & de' suoi. il quale nel termine dovuto non gli essendo rimandato. quello. altro non mi ricordo haver letto. come a bastanza si vede in Ovidio. & i Pelasghi chiamati poi Arch adi. Era pe r aventura tra loro a mangiare un giovane allhora chiamato Lisania. Di che Licaone cacciato.Di questi. il fece cuocere & porre inanzi ai legati & gli altri convitati. & oprò di maniera che i popoli avertissero Iddio es ser in Terra. Costei . il quale conosciuta la scelerità sprezzò il cibo & gittò il foco nel pal azzo di Licaone. come si diceva. et incominciò mettersi alla strada & viver e di rapina. & tanto duriamo Lupi quanto tale appetito continua in noi. per la sua perfidia non sapendo dove viver securo. Appresso diceva l'istesso Leontio altri aff ermare Licaone essersi cangiato in vero lupo. Al quale da i Molossi fino a certo tempo fu conceduto un giovane de' piu nobi li. che per fermezza della stabilita pace gli fosse dato almeno dagli Epiroti un ostaggio. & essendosi imaginato la notte amazzarlo. il che diede luogo alla favola ch'egli si fosse convertito in Lupo. & comandò. & col favore di tutti i popoli fec e adunatione contra Licaone & i suoi seguaci. affermando questi tali in Arcadia esservi un lago il quale. dimandò. anco . esse ndo il grido de i mortali asceso in Cielo. & segretamente fatto amazzare l' ostaggio. Di lui recita Ovidio tal favola. che da loro prima nacque la discordi a. che Giove alloggiasse seco. & divenuto vero Lupo tra gli altri animali di quella istessa qualità h abitò nelle selve. Ma Licaone. Fu già tra gli Epiroti. Che. se rbando solamente la effigie d'huomo. per far prova se fosse vero. che il giorno sequente gli renderebbe il suo ostaggio. Sotto la corteccia di questa favola Leontio diceva esservi tale historia. percioche era huomo tristissimo & d'animo altiero. & figliuolo di Titano & della Terra. i quali. risp ose agli ambasciadori. ma s'egli s'asteneva da carni humane. Calisto figliuola di Licaone & madre d'Arcade. gli era restituita la primiera forma. Licaone. secondo. gittate le tavole a terra & tur bato per l'inique scelerità se n'andò in publico. fu per suoi legati di mandato. essule & p overo. & vintolo il cacciò del Reame. che generò Calisto. subito si trasformava in Lupo. cacciato già il padre tra il tumulto delle cose. Licaone decimoquarto figliuolo di Titano. che la mattina venissero a desinar seco. il quale havendo conosciuto le membra humane. per poter aspettare senza tema della vita l'essito della cosa passò oltre quel lago. ò per lo splend or reale ò per qualche altro notabil fatto. alcuno non deve dubitare che. Ma Licaone smarrito se ne fuggì ne' boschi. se dirittamente vogliamo riguardare. Licaone. crudeleggiando i greggi. discordia & gara. Il che sapendo Licaone. si come per lo piu habbiamo letto esse re stati tutti i figliuoli di Titano. parte a lesso & parte arrosto il fece porre inanzi Giov e a mangiare. & passato il nono anno ritornava a nuotare il detto lago. onde messosi all'ordine lo conduss e a combattere. con pochi se ne fuggì ne i boschi. Il qual nondimeno. & andossene. overo (il che piu tosto credo) perche fu huomo altiero & degli Dei sprezzatore. ò perche gli paresse. che scrive Paolo. ma non gli essendo s ucceduta la cosa. che allhora era pr encipe dei Pelasghi. il che non mi ricordo haver letto altrove. per ciò dando opra ai sacrifici. che poi fu detto Giove. & pigliata forma d'huomo se n e venne al palazzo di Licaone. Calisto fu figliuola di Licaone. & cangia to in lupo incominciò secondo il primiero costume andar dietro alla crudeltà per ing ordigia di sangue. huomo a quel tempo appresso Arcadi di grandissima riputation e. subito rivolse l'animo ad altra sceleratezza. Percioche. il quale Theodontio dice essere stato Re d'Arcadia. de' quali alcuni poi da Molosso figlio di Pirro furono detti Molossi. percioche in Terra ogni cosa succedev a male. la quale essendosi acquetata. & anco dei giuochi già fatti in Arcadia. Onde amazzato un o degli ostaggi Molossi. Oltre ciò scr ive Plinio nel libro della naturale historia le tregue nelle guerre essere stata inventione di questo Licaone. q uanto tosto drizziamo la mente all'avaritia & alla rapina. tutti erano beffati da Lic aone. Giove volse con la presenza provar questo. abandonando Calisto sua unica figliuola & donzella. attento. spogliati d'humanità si vestiamo di lupo.

& in un capro poi Di Semele la prole. Giove divenne Capo di greggi con le spalle chine. che volgarme nte suona Cane. che il segno celeste. la quale nascos ta. ch'i fieri. Et indi va continuando per sei versi. che furono eccellentissimi nocchi eri nel navigare. che gli cacc iarono fino in Egitto. conciosia. De' quali dice Ovidio. che poi è detta Orsa si chiamava Ca ne. quivi venne ancora Figliuolo della Terra il gran Tifeo. Percio che (come si dice) il Bue selvaggio porta la coda alta tanto. I Giganti generati dal sangue de i Titani & della Terra. e Teron s'interpreta Stella. Fin. È anco chiamata Cinosura. furono i primi. che con l'istesso nome è detta per l'inalzata coda in guisa d'un mezz o cerchio. Nondimeno costei è chiam ata con diversi nomi. che dimostri Ovidio. Oltr e ciò vien detta Elice dal girar del giro. overo perche i Fenici. E l'uscito Tifeo fuor de la terra Ai Dei fece timor. del qual nome prima furono due. perche in greco i giri sono detti Elici . Cibele in Me rla & Venere in Anguilla. che Giove si cangiasse in Aquila. bellissima donna & moglie di Pane. E fe. che facc ia un mezzo circolo. Vuole poi. attento. Oltre ciò discordano anco nelle trasformationi degl i Dei. dicendo Theodontio ciò essere stato fatto dai Giganti & Ovidio da Tifeo. fu tenuta nascosta dalla madre nel loro speco. e forme Si nascoser da lui. Il che piu s'appartiene al bue selvaggio. percioche vien din otata da sette stelle. attento. & la sorella Di Febo in Fele. che lassi in Egitto. & per lo crescere del ventre manifestandosi il peccato fu cacciata. overo dell'Orsa Maggiore. subito fecero empito contra i Dei. che i Dei sotto altre effigie. che Trion. cangiati in altra forma. dove si fece compagnia alle n infe di Diana. che tutti Voltarono le spalle per salvarsi. che Pane si gittasse quasi tutto in un fium . Ma non hebbero mai ardire moversi per insino. e i smisurati corpi Stavan sepolti dal suo grave peso. & Mercurio fecesi Cicogna. dove dice: Quel. percioche Theodontio dice. Dice Theodontio. cioè Cinos. cosi volendo l'inventor Thalete. onde. che si reggessero per quella. & anco hoggidì da alcuni è cosi nomato. & spetialmente dirassi quello. che venne dal centro della Terra. Poi Giunone in una Bianca giuvenca. Delio in un corvo. Si noma anco Fenice. che Egla. Appresso le quali fu da Giove in forma di Diana impregnata. che riferisce Leontio di questa fittione. & di maniera gli smarrirono. che m edesimamente fu Fenice. D 'amendue le quali a pieno si dirà più a basso trattandosi di Arcade. che non fa all'orsa. Nacquero (come testimonia Paolo & Theodontio) i Giganti dal sangue dei Tit ani & dalla terra. che pare. il che è nome di Arcade. & entra Quelli raccolse. la qual cosa par anco. Indi coi corni fecessi montone. che segue. percioche Arctos in greco significa volgarmente orsa. che questi tali heb bero i piedi di serpenti &. & partorì Arcade. dove il Nilo Per sette foci si partisce. Si chiama anco S ettentrione. che mossero guerra a Giove. Uras poi volgarmente suona Bue salvatico .donzella fuggì fuori del palazzo & entrò nelle selve. Ma in alcune cose Theodontio & Ovidio discordano ins ieme. si come haveano fatto i padri. Et quello. & Venere divenne Pesce.

Altri istimano. con la fronda & con sassi vinto da Davite. che haveano fatto i primi lavorato ri. Ma io hora istimo i Poeti haver parlato di questi. se vogl iamo scoprire i sensi delle fittioni. Percioche. Oltre ciò trova rono una parte del ventre d'inanzi fermissima & capace di molti moggia di fromen to. senza mai fermare il corso fino attanto. il quale era alto f ino alla mano del Gigante. videro un certo huomo. benche per la grandissima qu antità degli anni una buona parte ne fosse ita in polve. cioè huomini. quel tal bastone er a pieno di piombo accioche fosse piu grave. per vedere. che male fosse questo. Di che fu tenuto da alcuni de' piu saggi costui essere stato Erice. quel lo poi medesimamente si disfece. & in quel monte sepolto. & caduta. in alcuna parte roduto nè sminuito. se be ne non ve ne fu di cosi maravigliosa grandezza come costui. come quasi havessero ad andare contra suoi nimici. che stava assettato sopra una sedia. Giganti d i grandissima statura. narrando a tutti quello. da quel li. c he entrò nel fiume in pesce. che trappassava ogni antenna di grandissimo navilio. Il loro peso era di tre rodoli. di che pesato poi da quelli. Là onde smarriti. Onde toccato da alcu ni con le mani. che fu tutta quella corteccia vi restò un altro bastone di piombo. & Golia Filist eo. vi furono trovati solamente tre denti ancora intieri. che s'imaginò edificar la torre contra Iddio. che si congiungevano con le donne de' mor tali. se sara . cioè Nembrotto. il che fatto. in presenza di Palade furono rotti & dispersi i Giganti. ciascuno d e' quali è al peso di cento libre communi. che uno di loro st ese la mano & toccò quel bastone. & quasi tutta andò in polve. tra quali. Altri poi uno dei Ciclopi.e. si come a pieno si conobbe. Questi tali scrive Gioseffo. & d'una es trema grandezza. Maravig liati i cittadini adunque. onde i lavoratori. che hanno sopravanzato la test a d'ogni grand'huomo. Finalmente afferma. potentissimo Re del luogo. Cosi anco l'huomo era d'ismisurata & non pi u veduta statura. Molte cose ci restano a dire dopo queste. accese molte facel le & pigliate l'arme. le stelle & la certa rivolutione del Cielo. accese a lcune facelle passarono inanzi. & quella. I qu ali i Trapanesi per testimonio del trovato Gigante & in eterna memoria dei poste ri ligarono con un filo di ferro. & piu di trecento di loro entrarono in quella s pelonca. figliuolo d i Bute & di Venere da Hercole amazzato. devesse coprire lo scudo di Egla moglie di Pane & il suo capo della Gor gone. eglino affermano. che alcuni sono stati di statura cosi grande. il quale già nei giuochi funerali ordinati da Enea per lo pa dre Anchise con un pugno havea morto il toro. onde tutti stupefatti videro quello. per la quale anco all'età nostra è avenu to. se voleva ottenere la v ittoria. Finalmente fattisi piu vicini a quello. & nel la mano sinistra havea un bastone di tanta altezza & grossezza. della cui figura dice. ch e sopra sta a Trapani. cosi anco l'osso dell'una delle gambe. & speti almente Polifemo. Vi furono adunq. subito se n'andò in cenere & polve. di cui riferisce molte cose Homero. & d a Giove cacciati nell'Inferno. il che dimostra anco la Sacra Scrittura. poscia. & che quella parte qual restò sopra la riva si mutasse in un becco. che q uello era stato di grandezza di dugento cubiti & piu. per lo quale caminando inanzi videro all'incontro dell'entrata un huo mo d'ismisurata grandezza ch'ivi sedeva. cioè di cento oncie communi. il che veramente è da ridersi. in tutto non fu finto e sservi stati i Giganti. almeno se ne ricorda no due. & ritrovarono un antro di grandissima altezza & larghezza. Et tosto. che oltre modo trappassavano la statura degl i altri. Toccata poi la statura dell'huomo. subito rivolsero le pia nte & uscirono della spelonca. & dopo lui Virgilio. desiderosi di vedere ciò. che fecero il saggio secondo la proportione dell'altre membra communi. & gli appesero in una certa Chiesa della città f abricata ad honore dell'Annuntiata & dell'istesso titolo adornata. che haveano veduto. tutti u niti insieme uscirono della città. che pesò quindici cantari al peso di Trapani. huom o in altre cose saggio & dotto (sì come testimonia nel libro dell'antichità Giudaica ) essere stati generati da gli Angeli. essendo la cagione di generare i gran corpi. che fosse Erithello. Onde. che Giove hebbe per Oracolo che. cavando alcuni huomini agresti i fondamenti d'una casa pastorale a' piedi del Monte. & chiaramente a questi giorni appresso Trapani castello di Sicilia ciò ha dimostrato un caso fortuito. nondimeno si trovò. anzi si trova essere verissimo. Ma inanzi l'altre. che vi fosse entro. che non furono giunti nel castello. che Giove fece poi il capricor no. del cui. si co me si vede circa il fine del terzo libro dell'Eneida. che conobbero quell'huomo no n essere vivo. che il videro. non lontano dal castello trovarono l'entrata d'una certa caverna.

fuggissero in Egitto. a nco gli altri membri dell'Aratro sono necessari. & col petto per terra a gui sa di serpenti parevano caminare. Gli Dei haver poi cangiato le loro effigie . Et le corde sole nelle Citare & . allhora fuggirono quando il Sole incomincia declinare dall'Equ inottio dell'Autunno verso il Polo Antartico: il qual Sole allhora si dilunga da lla terra cioè dalla regione nostra. che qui vi si deve intendere p er la disciplina militare. Che poi siano cacciati nell'I nferno. la prima con i Titani per liberare i suoi parenti da loro imprigionati. è da intender essa terra. onde fu finto gli Dei esser stati i superiori. cioè trovata la difensione. intende altro. & per ciò è tenuta. finalmente standovi questi. Nondimeno. cred'io. che intenda Macrobio nel libro de i Saturnali. che la terra. diceva egli. non è cosa in tutto favolosa. ma accioche questo si possa fare. Che poi per tema di Tifeo gli Dei. i quali intendo per Gorgone. perche (come dice Agostino nel lib. et Pallade. Si trova per l'historie antic he Giove haver fatto due famosissime guerre. la seconda con esso suo padre Saturno. & questa fu detta guerra de i g iganti. dove Saturno fu vinto & abbattuto. che ta li si fossero gli huomini prodotti dal sangue de Titani & dalla terra. ma di questi. s'acquista la vittoria. che per lo piu un simile genera un altro tale. almeno per costumi & per vitio. onde Macrobio già ve n'ha mostrata la ragione.nno huomini benigni &.. della città d'Iddio) tutte quelle cose. che volesse cacciar quello dal Cielo. che per alt ro. per lo cui (com e piace a Macrobio nel libro dei Saturnali) l'avanzo della moltitudine de' Dei s i deve intendere. de' quali pare. dove dice. che erano disc esi da altri monti. che tal guerra fu quando cessò il diluvio. i quali. ciò piu tosto per aventura è stato posto per ornamento della fittione. Che poi à lui per oracolo fosse comandat o. poscia ingiuriati con guerra da altri. et c osi lo scudo di Giove fu coperto. cioè. quelli c'hanno finto hanno voluto mostrar l'ostinatione dei superbi alla fine essere humiliata & cacciata. Vi si debbono poi intender anco i frutti Dei terreni. quelle che nulla con tengono. conciosia . si come fu fatto da Giove. tutte le quai cose alla fine sono rovinate dal vincitore. il che significa loro già mai non ess ersi imaginati cosa dritta né. cioè questi tali giam ai non pensare a cosa divina. overo la mortalità: percioche per Tifeo. ma alle volte sono ordite per quelle. si come superiori agli altri facilmente gli cacciavano. La terra col solo Aratro si toglia. Cessando adunque questi. cioè il regno del nemico. & allhora gl'inimici pigliano ardire contra gl'inimici come quasi contra un d isarmato. che qui non sono messe. che Egle si è nascost a. che capra. che cuoprisse lo scudo con la pelle d'Egla & il suo capo con la Gorgone. overo ai paesi Australi. santa. che siamo Settentrionali. che fosse buona in tutto il tempo del viver suo. che fossero i Giganti eccetto. & sopra monti edifica no torri per occupare il Cielo. huomini superbi. & il capo coperto. cioè il Sole. che quelli posero monti sopra m onti per salire in Cielo. dalla cui gli Dei. fu detto ch'eglino havevano i piedi di Serpi. che fu f igliolo della Terra. & secondo alcuni appresso Flegra territorio di Thessaglia si venne a gio rnata. che si debba intendere l 'aiuto dei greggi & degli armenti ne' quali stavano le ricchezze degli antichi. che nega va Iddio. & spetialmente quella parte la qual e da noi Settentrionali è habitata. che vuol dire l'istesso. che vivano humanamente. i quali si debbano pigliare per Egle. cioè in Auro. che habbiano significato. cangiate le loro forme. anzi ogni intento della vita loro tende a cose terrene & infernali. percioche alcuni con tutte le masseritie s'erano fuggi ti sopra i monti. & haver anco oprato altre cose le quali sono da riferi re alle attioni di guerrieri. Drizzano veramente fortezze. il q uale (secondo Lattantio) cercava darli la morte. & però drittamente possiamo chiam are i superbi huomini figliuoli de i Titani. se non per sangue. ch e si narrano esser fatte non sono da istimare. che significano alcuna cosa. che questi tali habbiano havuto gue rra con Giove Cretese. che la historia. I piedi di quest i tali erano a guisa di quelli de i dragoni. Non deve adunque parer cosa strana all'huomo saggio. di che da questi tali aiuti le grandissime spese delle guerre sono sostentate. c ioè fortificato di consigli. Di questa guerra de Giganti & delli Dei teneva altra opinione Varrone. & gl'inferiori gli habitatori della t erra: & perche dalle valli cercavano salire in alto. an zi a cose infernali. onde Egle dalla terra fu nascosta in una spelonca. che una certa scelerata progenie d'huomini. Nondimeno a questa guerra dei Giganti vi s'ag giungono molte cose. che altro è da credere. si dice.de' quali nessun'altra può meglio chiamarsi madre . nè giusta. & tende all'Egitto.

& si come la Cicogna è inimica dei serpenti. Cosi la Luna tra i Pianeti è velocissima. che Venere si nudrisca con l'humidità. se per congiuntione d'un altro non è gua sto. credo de versi intendere il v ariare & l'instabilità di Venere. cioè Baccho . si come si dirà dove si tratterà d'Apollo. poi. che continuamente vola presso terra. viene bevuto da i pazzi. ma affine. Et però. Credettero gli antichi il Corvo haver in sé una pr oprietà di prevedere il futuro. pasce i capri & gli altri animali. e fertile. cioè la terra. ma quelle. nella cui dice essersi mutata Venere. percioche ad accrescere il gregge solo basta ad un g ran numero. il quale nella superior parte. constretto dal freddo del verno tra se raccoglie le sue forze. Giova a tutti. que sto fu detto per dimostrare la sua velocità. ma anco guida & capo. che non facciano mistiere. accioche per la Merla dinoti la terra. cioè Re & signore de' Dei. che non perco sse fanno l'armonia. percioche il vino. il quale (secon do Fulgentio) tra gli uccelli solo ha cinquantaquattro mutationi di voce. il quale è governato dalla natur a delle cose. & dal mezz o in giù in pesce cangiato. la qual vola più alto degli altri uccelli. Venere divenne un pesce affine di mostrare la sua grande humidità. Oltre ciò è di molto utile. faremmo anco fine a questo libro. si come suona esso nome. là onde si mostra. Baccho poi mutato in una capra si conviene al tempo del verno. & a guisa di capra tende alle parti sublimi. che loro sotto queste forme habbiano potuto intendere. le quali cose paiono tutte appropriate a Giove tra molte altre. a lui sacrarono il Corvo. & appresso non solo è marito del gregge. & parendo di mi nor possanza. Dice adunque Ovi dio. Che anco la Luna si mutasse in Fele. Là onde agli auguri antichi nel pigliar degli auguri era gratissimo uccello. che gli huomini riscaldatisi diventino piu animosi. che è bev uto. nella parte piu bassa poi. I l Sole. piacevole & benigno animale. Ciò dice Agostino. poi.negli altri instrumenti musici sono atte al canto. Giunone poi in una bianca vacca perche la giuvenca è utile animale. & cosi la terra. Per l'A nguilla poi. benche vi siano delle cose. crescendo per lo calore dello stomacho si estende. nè a lei per difendersi è conceduto dalla natura alcuna altra arma eccetto la fuga . cioè nell'ac qua. overo. s'intendano i suoi sublimi effetti. secondo. che afferma tutto l'errore dei gentili. E medesimamente utile. DELLA GENEOLOGIA de gli Dei de' Gentili DI GIOVANNI BOCCACCIO LIBRO QVINTO . cioè in una Dama. perche se non v'è il pastore esso va inanzi & fa la strada al gregge. che non è per lo freddo. che Giove si cangiò in un Montone per dimostrar in ciò la natura di Giove. & opra. che non son percosse dai risonanti. cosi Mercurio è palesator e delle astutie. in un corvo essersi cangiato istimo io per dimostrare dirittamente una delle proprietadi del Sole. non nuoce a alcuno se vien lasciato in pa ce. la quale alle volte s'intende per G iunone. è poi detta bianca percioche il verno si cuopre di nevi. che Mercurio si confa ce con tutti. Cibele penso essersi cangiata in Merla perche il merlo è un uccello. perche provoca i maturi parti delle donne all'essito . Per Pane in un capro dal mezzo in su. Il fine del Quarto Libro. che è sopra l 'acqua. perche il Sole è detto Iddio dell'indovinare. essendo la Dama un animal velocissimo . che vi si possano acconciare vi s'aggiungono altre cose. accioche non paia c'habbiamo fuggito la fatica v'agiungeremo quello. Cosi è capo del gre gge. Ma poscia. intendo tutto il mondo. & per dritto calle il conduce alle stalle. e il Montone. Giove si converse in Aquila accioche p er l'Aquila. & però. è finto pesce perche produce i pesci & gli nodrisce. & gli manda in luce. cioè da Pan. Alla congiuntione degli organi vi s'aggi ungono quelle cose. Ma essendo già fornita tut ta la prole di Titano. Secondo Theodontio. & tendino piu in alto. Egli è pianeta benigno & piacevole. Mercurio poi fu detto essersi trasmutato in una cicogna p ercioche la cicogna è uccello di compagnia.

testimoniano per le rovine esser giunto il suo fine. & ancho il picciolo Parthenopeo soleva cacciare i Cervi. non ornato di statu e d'oro. & i superbi edifici di Bacco. tutto pieno d'odori di Lauri de Poeti. per scrivere la notabil progenie del secondo Giove. entrai in una picciola barchetta. & havendo compassione al deserto fonte Castalio. cioè l'antro d'Apollo Delfico. dal cui li enigma ch'uscivano. conobbi che io sotto i piedi havea l a terra Attica. In quel lo si nascose la vergine Calisto. le sacre leggi di Ligurgo. ma a pena vi p uoti conoscere ove in Grecia io potessi fermare un occhio. & chiamato il nome di colui che già tanto in Chana fece le insipide acque soave vino. meco stesso incominci ai considerare quanto già fosse ornata di splendore di Filosofi. Ma che tante cose? Mentre in questo modo. & primieramente per alquanto spatio con siderai le alte cime de i Monti d'Arcadia. sì come in Chariddi che inghiottisce il tutt o. subito conobbi esser poco da riposare. hora. tutti riposarono. mi s'accos tò alla faccia. clementissimo Re. mò finiti pochi secoli. attento che mi venni a ricordare di Lacedemone. Di qui fino in Thebe di Boemia. Cosi hor qua hor La drizzava gli occhi. se Giove s'è affaticato in fulminare. così volendo il Sacro Iddio. meco dicen do: in questo habitò Mercurio fanciullo. Il quale riguardando io con una cert a riverenza di mente. Il che riguardando io. anzi più tosto vi fossero a pena le vestigia. & consumato signale. luogo molto lontano. la dannosa bellezza d'Helena. mentre pens ava quella per l'avenire haver ad essere eterna. come se si fossero partiti chiamati dall'imp erio di Eolo. il puzzolente odore oscuro. Indi rivolgendomi subito al lito. di quello che di me potrà pens are l'huomo saggio scrivendo i scelerati costumi del genere iniquo. vidi non dirò Athene. Ma non ancho a pieno haveva finito condurre in mezo la superba prole di Ti tano. & antichissimo. presso la cu i. mentre ricerco. prima trasse i Dei in contentio ne nel darvi nome. avisato quasi del viaggio ch'io era per fare. come che la Ci ttà fosse vacua. & soave albergo delle Muse.All'Illustre suo Sig. & vuoto. & le dubbiose risposte. & per ciò drizzai gli o cchi fino alla Rocca Corinthia che toccava quasi le Stelle. portommi la fantasia. Nondimeno allhora il vidi mutolo. & delle ferite de' fratelli. Nè mi maraviglio che. per li quali ingannata l'antichità. così lungamente trassero le infelici anime de Gentili nel centro della dannatio ne eterna. ma a pena di quella un picciolo. & Poeti. vidi l'an tico inganno dell'antico inimico. Entro adunqu e nel lito. & tutte le cose nostre vanno alla morte. & quanto chiara per lume di vittorie: di che mi spaventai tutto. ma de Santi Profeti che furono dal principio: con chiaro parlare mani festò a quelli che haveano a venire i sacri misteri dell'aspettata salute. quanto famosa di poten za. vedev a le cose passate non con ordine certo. Per quelli Diana guidava i chori. vado variando. il Conte Collaltino di Collalto. non pur vi vidi le rocche d'Agamennone. il quale [non](3) con parole intricate. Finalm ente mi rimosse da questa consideratione il Monte di Parnaso posto quasi nel mio conspetto. Veramente con velo ce passo noi. & monto in alto per veder dove volentieri mi havesse lasciato lo spi rito. ma quasi tutto coperto di diversa varie tà di radici. vi disc orreva Atlante. & mentre d'intorno rivolgo gli occhi. mi condusse in altra parte. conobbi essermi alquanto rinovate le forze che per la fatica dianzi s'erano indebilite. & senza lingua. & veggio le habitationi. ma sì come la memoria me le rappresentava. & tetro del percosso Learco ad un sasso. & Sisifo. & desideroso di vedere diffusamente il circuito del tutto. & essere invitato da una dolce aura all 'incominciato viaggio. così di tempi come de Palazzi. quanto generosa di Re. & uno oscuro velo. Indi per loro sentenza la chiamò immortale. Nondimeno. La onde smontato da quel tumulo. & Serpenti. & ecco (di maniera circa il principio con impeto fino dal profondo Si eran o adunati i mari) che quelli venti. & gli inacessibili boschi. & altezza. . onde mi risi de' p azzi giudici della mortalità nostra. nobilita ta di tutti gli studi. del troncato Pentheo. diedi la vela ai venti. Et passando fino in La cedemonia. non lucente di pietre pretiose. nè le insegne del molto grande Imperio. dello stracciato Atteone. & per molti versi celebrato. languido. & di H ercole posti tra rovine. & polve per terra. veggendo og ni cosa esser posta sotto un monte di ruine. & Capitani.

benché io mi creda che f ossero grandi le attioni. Fu costei veramente fi gliuola di Giove huomo. Doppo questo Theodontio dice che costui si transferrì in At hene dove pervenne in molta grandezza. & col suo notturno lume allumare i boschi. Cetho. La onde il lasciare mmo. Nondimeno Leontio. sì come di sopra spess e fiate è stato detto d'alcuni altri. Alt ri poi il dicono più antico. & è ancho cosa possibile che fosse una certa vergine. Euf rosione. & la faretra. Diana fu figliuola di Giove. perche Cecrope fu Egittio. & alle caccie haver'atteso. ò più tosto del primo. & incontanente fu portata Da un'alpe assai fronzuta. il quale generò quindeci figliuoli . il quale habbiamo detto che fu il primo Giove. & havendolo vinto con grandissima gloria ritornò ad Ath ene. Calatho. & Giove. Anfione. & la Faretra. & se forse alcuni ne sono pervenuti. Lacedemone. Et perche di queste cose dove s'è della Luna t rattato non s'è quasi detto nulla. & perc iò non ho che mi dire di lui. Si adorn a adunque Diana con l'arco. Pasithea. Minerva.Giove secondo. indi vollero ch'il suo carro fosse guidato da b ianchi Cervi. dove ha trattato di Licaone. nel libro delle nature degli Dei. habitava nelle s elve. & di Latona. ma da ciò discorda la publica openione. Apollo. Tuttavia narrerò quelli pochi che afferma Theodontio essere stati di costui. fu incominciato chiamar Giove. sprezzata la conversatione degli huomini. affine. Di costui. non per ciò alcuno vi dà certo tempo. & Re d' Atheniesi. sì come è stato mostrato di sopra dove s'è trattato di Latona. Et indi continua per molti versi. accordi quest e differenti openioni. Col testimonio quasi di tutti i Poeti. che nel convitto gli havea posto inanzi le m embra humane. & che per la vergognata Latona hebbe gran dissima guerra contra Ceo. dicendo. & perche. Del tempo poi non si ha certezza. Per le quai cagioni di commune consentimento degli huomini fu chiamato Giove. si s'essercitava nelle caccie. ò del terzo Giove. ma non già di qual madre. Ma lasciate queste cose: è da avertire quello che sopra ciò si debba intendere. chiama costui L isania. Egiale. nondimeno la fama overo le antiche memorie de precessori n'hanno riportato p ochi appresso noi. c he anch'essa è arciera di raggi. Di sopra nel terzo libro è stato detto del Cielo. Giove secondo essere stato figliuolo. che per ciò s'intenda la Luna. & priv ato Licaone re d'Arcadia del reame. & . senza le quali non havrebbe potuto meritare così gran no me. & così ess ere stata illustre per verginità perpetua. sì come alcune sono che abborriscono la compagnia degli huomini. Hercole. cioè Diana. la dipinsero con l'arco. & al primo Giove sacrificò un Bue: indi instituì appresso gli Atheniesi molte c ose appartenenti alla lodevole Città. Il che dimostra Claudiano dove tratta delle Lodi di Stilicone. eccetto che un più prudente di me. la quale col suo freddo ha possa di raf frenar le concupiscenze carnali. Vuole adunque Theodontio costui esser e stato un famoso huomo. Oltre ciò vollero ch'essa fosse dea delle strade. non si ha certezza se fo ssero suoi. & nacque nell'istesso parto quando Apollo. & d'herbe piena. & Arcade. & dice che nacque in Arcadia. & da loro fosse s ervita. Tantalo. Diana prima figliuola del secondo Giove. il quale prima appresso i suoi. molti aggiunsero queste cose essere proprie della Luna. se può. & i monti. del cui testimonia Tullio. rispetto alla giusta vendetta fatta dell'iniquo Re. Disse. & continuamente si stesse in compagnia di ninfe. Nondimeno so no di quelli che credano lui essere stato il primo Re Cecrope d'Atheniesi. & nono figliuolo del Cielo. seguiremmo hora alquanto più ampiamente. Titio. Vollero gli antichi che costei fosse famosa di vergin ità perpetua. Arcade. Et parendo che queste cose si convengano alla Luna. & boschi. & di L atona. i quali sono da intendere in loco delle saette. tanto quanto s'el la fosse la Luna. per haver vinto. chia mandola Dea dei monti. Bacco. & insieme con la Luna la chiamarono con diversi nomi. & come pazzi la giudicarono essa propria.

Vollero appresso che.però sono detti saette perche alle volte sono nocivi. haver p ascolato gli armenti d'Admeto re di Thessaglia. dalqual Admeto gli fu conceduto il gove rno sopra alcuni popoli appresso il fiume Amfriso. cioè Lafita. non essendo al tro ninfa che acqua. C he poi sia sovrastante delle strade. percioché appaia il dì. Eurimone. Garamante. che fu n egli anni del mondo tremilasettecento. è necessario attribuire il tutto a costui solo. & boschi. È detta poi dea de i monti. quando la sera luce . & per ciò non si vede a pieno quelle che furono d'altri. sì come si mostrerà più di sotto dove si dirà delle ninfe. Fu adunque costui huomo. & mostri servire ad amendue. & quelle nudrire. Auttoo. Del resto. essendogli stato da Mercurio donato la Cithara. & viandanti. il cui camino da lei viene fornito più velocemente di tutti gli altri pianeti. F ilemone. Filesthene. & figliuolo d el secondo Giove. La onde nacque la favola che . & g li sacrarono l'albero del Lauro. se vogliamo cavare il sen so. & per nome essere stato detto Nomio. figliuolo del secondo Giove. Questo pianeta si chiama Luna. sì come dice Rabano nel libro dell'origini delle cose. & sapienza. & figliuole. ritrovando a loro nove leggi. & inventore della Medicina. Nomio. & alle volte pigliarlo per lo Sole. Psiche. & i versi bucco lici. egli divenisse capo delle Muse d'Elicona. Se le aggiunge il carro non solamente affine che perciò s'intenda il girar del cielo. Ch'ella sia servita da quelle. & nacque nell'istess o parto con Diana. dopo la favola del suo nascimento. secondo che è stato detto dove si ha di Latona narrato. Volsero ch'ella fosse chiamata Diana. Apollo medesimamente fu figlio di Giove. Gli fanno bianchi. & dagli Hi perborei monti esser venuto in Delfo. poi. Oltre ciò vogliono ch'egli amaz zasse i Ciclopi. la qua l carretta viene detta essere guidata da Cervi. molte cose dette di s opra sarebbero vane. come s'egli solo fosse stato Apollo. ma per la soverchia crudeltà delle leggi essere stato dai sudditi del reame cacciato. nè di novo alle piante presta utile accrescimento. et undici. de' quali. le quali forse non meno furono sue che d'altrui. & di Latona. Similmente il fecero senza barba. onde si dice in quell'hora vergine. Di cost ui si dicono molte cose. che generò sedici tra figliuoli. & di Latona. com e fu. È poi detta Cinthia dal monte Cinthio. Mapso. Il chiamarono ancho con molti nomi. Ma Theodontio dice questo essere stato figliuolo del secondo Giove. & gli attribuirono diversi figliuoli. Diana. come è stato detto altre volte. Nondimeno (salva sempre la riverenza di Cicerone) io non cr edo questo. comprendendosi per li scritti dell'istesso Eusebio Giove Cretese essere stato molto da poi. della quale abonda. & mortali. se così fosse. Ma Theodontio istima altrimenti. dove spetialment e era riverita. & nell'anno quarto della sua signoria. il Corvo. come fa mentre viene girata in cont rario partendosi dal Sole. percioché da i Fi sici tra gli altri colori la bianchezza è attribuita. scrive ndo Cicerone che oltre lui vi furono tre altri Apolli. prima è da avertire esser necessario alle volte intendere che fosse huomo. Lino. cioè che sonando la lira le Muse cantassero. & Arabe. & la notte. vollero questo perche vincendo col suo lume le notturne tenebre rende quelle a viandanti spedite: overo perche le strade si ano simili di sterilità alla vergine Diana. Aristheo. & boschi perche pare essere proprio della Luna con le sue humidità dar vi gore all'herbe. Ma perche tutti i Poeti s 'inchinano a costui. overo complessione humida. & alle piante. an zi per designare il girare che fanno i cacciatori per li monti. perche dopo haver girat o mezzo il cerchio del cielo non concede a pieno il nodrimento alle piante. dicendo Eusebio nel libro dei Tempi che Apollo. Ch'ella habbia le ninfe comp agne si deve intendere per l'humidità continua. D issero adunque. Questa è una lunga continuatione di figmenti. Ma Tullio dove t ratta delle nature de gli Dei dice che fu figliuolo di Giove Cretese. Esculapio. quasi Diana. Orfeo. costui essere stato Iddio del la divinità. & allhora è più atta a cacc iatori. s'è altrove detto. quando col suo lume viene verso il giorno. & haver regnato appresso gli A rcadi. & haver ricorso da Admeto Re di Tessaglia. & anco darle accrescimento. ciò è posto per ornamento della fi ttione. gli hiperborei Grifi. Branco. overo vogliamo dire che l'humiditadi servono all'influenze della Luna. Il che. & Diana nacquero di Latona regnando in Argo Steleno. perche pare che il desiderio de' cacciatori sia condotto da selvaggi animali. Argeo. Apollo secondo. secondo che più volte è stato detto. & per tal causa essendo alquanto tempo della deità privo.

Et così il Lauro. il che si fa per lo lume de l Sole. per la cui volsero intendere la imagine dell'armonia celeste. per le quali è giudicato Dio dell'Inferno. levandosi ogni giorno come nuovo. che Homero d icesse lui essere auttore così della pestilenza come della salute. & però no n solamente fu tenuto inventor della Medicina. ma quello che servì ad Admeto. in Terra padre libero. & a misura si fa una melodia. & non huomo. dicono che da Mercurio. & il Corvo gli fu sacrato: imperoche. Fu costui appresso (come afferma Theodontio). che conoscesse le forze dell'herbe. il che mostra a ncho haver voluto intendere Horatio in que' versi secolari. È poi chiamato Cin thio dal monte Cinthio. & la sanità. Et con quello (come dice Tullio) che dai monti Hiperborei venne a Delfo . . Et perche veduti i segni dell'infermitadi a molti pre diceva la morte. & quelle da imitare. & indi le saette. Et perciò pare. Et quello che segue. & però da gli antichi al suo simulacro essere stato messo tre insegne. prencipe dei numeri. & governatore dell'armonia celeste. quali vera mente sono utili. & pigliato dall'essere stato detto che fu pastore d'Admeto: & però sì come a Pastore gli è stato dedicato il verso Buccolico. Et di qui nasce (come d ice Servio) che Porfirio in quel libro chiamato Sole dice di tre qualità esser la potenza d'Apollo. & però sono alcuni popoli d'Ethiopia che (quando egli si leva) il malediscono con tutto l'affetto. & delle mis ure. & però non le hò n otate. E poi stato tenuto Iddio del la sapienza per li consigli salutiferi dati da lui a gl'infermi. & più se ne pot rebbono leggere che sono scritte in Macrobio nel libro dei Saturnali. & punitore. & accommodasse le loro virtù ai bisogni de gli huomini. si fa la sanità per la concordan za del ben disposto corpo. perche (intendendosi del Sole) col suo lume mostra le cose da sch ifare. il primo. volendo per ciò intendere che. per che Fitone s'interpreta levator di fede. Hora si dirà dei nomi. cioè in Cielo esser Sole. com'è stato altre volte detto. per lo cui ancho (come affermano i Math ematici) si dimostrano molte cose future a mortali. si come per diver se voci che si moveno dal diverso toccar delle corde. conciosia che molti inf ermi dai suoi rimedi conseguivano la sanità. Vollero già ch'egli cantasse in Lira. mentre dice: Con l'addolcito dardo Apollo ascolta Benignamente i supplici fanciulli. per lo quale volsero lui essere inteso la divinità della terra. sì come tra le nuove Muse. d al quale gli antichi solevano andare a pigliar gli oracoli. cioè la Lira. gli fu conceduta la Cithara. perche è verso Pastorale. percio ché col suo troppo calore appresso loro disperde il tutto. se le frondi del Lauro sono legate dietro il capo di colui che dorme. il quale con la cog nitione. dicono ch'ei si sognerà cose vere. & anche. prestasse a quelli le loro concordanze. Lafita prima figliuola d'Apollo. & fosse capo delle Muse. puote esser figliuolo di Giove Cretese.per gli amazzati Ciclopi fu privo della deità. se sono toccate drittament e. & posto a pascere gli armenti d'Adm eto. che gli dimanda vano. Ma allhora è Pianeta. il che ancho s'aggiunge a mostrare l'indo vinatione. il qual toglier di fede allhora si leva di mezo quando si nasconde la chiarezza della verità. a lui fu conceduta la deità dell'indovinare. Così ancho è stato detto il Corvo ha ver cinquantaquattro mutationi di voci: dalle quali gli Auguri affermavano che b enissimo comprendevano le cose future. Alberico poi diceva essere stato finto lui haver amazzato Fitone. nelle cose precedenti dove s'è parlato di Latona si sono dette molte cose. la qual cosa è spetie di divinità. Dicono poi i l Sole pianeta essere senza barba: perche è sempre giovane. lo scudo. dove era molto honorato. & nell'Inferno Apollo. Si chiama ancho Nomio che Latinamente suona Pastore. la qual cosa è propria dell'huomo saggio. Nondimeno l'istesso Eusebio dice che Apollo nato da Latona non fu quello. Della natività adunque di costui. il che s'appartiene al buon medico. che (secondo Fulgentio) s'interpreta perdente. Chiamas i Apollo. & non molto discordanti dalle scritte di sopra. & dimostratione tra i nuovi diversi circuiti delle sfere. così dai diversi moti dei polsi se dirittamente s ono ordinati. percioc he tennero lui principe. Et perche egli ritrovò le concordanze d ei polsi degli huomini. ma Iddio.

poscia che da lei presiero nome così famosi popoli. havendolo dato a nodrire ad un certo pastore. O ltre ciò Pomponio Mela riferisce. ciò puot e esser vero. Eurimone seconda figliuola d'Apollo. che per caso apparve a quel tempo. dove segretamente si congiunse con la donzella Psamata. & di lui partorì Adrasto re d'Argivi. Mopso. che il fanciullo fu da' cani div orato: il che parendo cosa fiera. & moglie di Talon e. perciò fosse detto essere mandato un monstro. onde da cani fu divorato. fu alloggiato in casa da Crotopo re degli Argivi.Lafita (come piace ad Isidoro nel libro dell'Ethimologie) fu figliuola d'A pollo. di lui figliuola: la quale d ivenuta pregna. Il che pare che voglia Statio. Et Lino posto in mezo dell'acanto Ha intorno cani venenosi. Penso io a questa favola haver dato materia alcun mor tal animale. Onde Apollo maravigliandosi il figliuolo essersi stat o da' cani divorato. Che poi fosse figliuola d'Apollo. . fu dottissimo nell'indovinare. come affer ma Rabano. Ma Paolo d ice che non fu figliuolo d'Himante ma di Mantho. nè molto da poi l'istesso Pomponio afferma che Manto fuggendo i vincitori The bani instituì il sacrificio di clario appresso i lidi di Iona vicino al fiume Cais tro. Come scrive Lattantio. Ma Eusebio dice c he Mopso regnò in Cicilia nel tempo che Agamennone signoreggiava in Micene. Mentre visse fu huomo di tanta riverenza che dopo morte gli furono edificati Te mpi. & fu grandi ssimo. dicendo che Manto dopo la guerra Theb ana passò in Italia. Lino fu figliuolo d'Apollo. ch'ella fosse huomo. che rovinava il tutto: il qua le fu poi morto da Corebo. nè lontano da quello Mopso di lei figliuolo edificò Celofone. secondo che piace a Lattantio. figliuola di Tiresia Thebano. del cui reci ta tal favola. & Mopsici. ciò può pensarsi essere stato finto per la bellezza. & cercando purga re la occisione commessa. quello chiamò Lino. furono nomati i Lafiti popoli di Thessaglia. Eurimone. & Himante. Mopso terzo figliuolo d'Apollo. sì come mostra Servio. sì come huomo. & che da lui furono chiamati i Mopsicroni. fu figliuolo d'Apollo. costei essere stata donna di grande affare. & sì come piace ad alcuno l'espose alle fi ere. sì come testimonia Statio: Da Giason Mopso spesso in dubbi udito. che poi fu moglie d'Anfiaro. Et quello che segue. Vi fu ancho appresso un altro Lino. ò per la sapienza. veramente questo è indicio di non picciolo momento. un giorno stando il fanciullino disteso nell'herba nel casale del pastore fu mangiato da cani. overo per l'arte dell'indovinare. & al debito tempo havendo di nascosto appresso il fiume Nemeo pa rtorito un figliuolo. Altri dicono poi che. dicendo. A quelli che dicono poi che Mant o fu di costui madre. Da costei adunque. & fedele amico di Giasone. & medesimamente figliuolo d'Apollo. ch'egli edificò la città Faseli nei confini di Pamfi lia. & anditi da i dimandanti ricevute risposte. & fu sovrastante del boscho Crineo dov'era l'Oracolo di Apollo. & dalle loro bocche. Lino quarto figliuolo d'Apollo. altri sono contrari. & fieri. benché Papia testimonia. & nella mu sica tenuto molto eccellente: del cui Virgilio dice. mandò un monstro in quel paese. come dice Theodontio. & Psamata. fu figliuola d'Apollo. & Euridice. Costui. havendo amazzato il serpente Fitone. secondo Paolo Perugino. & venne nella Lombardia. se poi come del Sole. Che Apollo.

& Cantilena: il quale dicon o haver edificato il castello Oaxe nell'isola di Candia. da lui preso. Cioè un certo Cyo. fu tenuto figliuolo d'Apollo. il quale havendo baciato le guancie di Apollo. Nondimen o richiamati indietro da lei furono avisati che dicessero al suo padrone Iauco c h'egli dovesse amare. Se adunque egli chiamò quel castello dal suo nome Oaxe. Garamante. nè dal fratello Lino. & gli diede per moglie un a sua figliuola. che non gli bisognava. Brancho (secondo Lattantio) fu figliuolo d'Apollo. invece del cigno ritrovarono una Donna.Non sarà mai. Filistene (secondo Servio) fu figlio d'Apollo. & caldo. hebbero nome. cioè l'auguri o delle cose a venire. & da lui (secondo l'istesso) i Garamanti. dove veramente il Sole per la soverchia forza abbruscia quasi il tutto. & moglie di Sucrone. del quale appresso Varrone nel libro delle dose divine si recita tal favola. & da se haverli dato no me. Nella prima favola si debbe intendere che i fanciulli. dormendo vidde il Sole intrarsi per l e sue fauci. Finalmente vinti dal contrasto. fu molto pianto da Apollo. che fosse figliuolo cosi d'Apollo come di Cantilena. & il chiam arono Brancho. & da queste ciancie aviene. & la verga. Avenne ch'eglino presero un Cigno. dal c ui raccolto incominciò insieme con i suoi fanciulli menar le Capre à i paschi. i quali si chi amano dal nome del bacio di Brancho. Et Cantilena dal dolor del parto Oaxe partorì con fiero duolo. Di che maravigliandosi I auco. & incominciò indovinare. errando pervenne all'alloggiamento di un certo Iauco. la quale divenuta pregna. La onde da Poeti fu finto. ch'io sia nei versi vinto Dal Thracio Orfeo. Dopo questo partorì un figliuolo. cioè ignoranti. lasciò ivi un suo figliuolino. Sucrone. incominciò ad haver Sucrone in luogo di figliuolo. di necessità egli hebb e due nomi. che Sucrone diventa più caro al padrone. dove partendosi forse men sob rio. come dice Rabano nel libro dell'origine delle cose. ch'era il decimo. popoli d'Ethiopia. caderono in contentione. perduto il padre. & della figliuola di Ia uco. Brancho settimo figliuolo d'Apollo.il quale Sucron e. Quelli adunque subito rif erirono al padrone quello che haveano veduto. che gli consacrò un sepolcro. Onde doppo questo a lui fu edificato un grandissimo tempio chiamato Branchiadon . conciosia che antivede la morte a lui vicina. il quale da loro essendo coperto con un a veste. per la qual cosa smarriti si diedero a fuggire. Dallo aug urio pigliato poi si và al cianciare. il quale essendo stato amazzato. Io istimo ch'egli fosse molto eccellente nel canto. & il castello Garamante in Ethiopia edificato. & inteso. & di lui divie ne genero. & ivi Apollo fu chiamato Branchiade. che traheva origine d' Apollo. come se s i fosse dilettato della sterilità. Penso che costui fosse fin to figlio d'Apollo perche signoreggiò ivi. & uscirle per lo ventre. Onde Varrone. La onde perche si elesse quelle sedi. peregrinando per lo mondo mangiò in un lito. & un Tempio. onde vien finto ch'egli si cangiò in femina. Al trove poi Lattantio scrive che Branco fu un giovane in Thessaglia amato da Apoll o. pigliano un Cigno. rice vette la corona. & honorare il fanciullo Sucrone. fu figliuol o d'Apollo. & per questa cosa furono ancho sacrati tempi ad Apollo Filesio. & con dolcissimo canto la predice. percioche il Cigno è un uccello sacrato al Sole. di che la moglie fatta pregna vede in sogno il Sole che per gola le e . overo dal contrasto de i garzoni Filesi. & subito mai più non comparse. Garamante sesto figliuolo d'Apollo. & levando via la veste. Filistene quinto figliuolo d'Apollo. chi di loro dovesse appresentarlo al padrone i n dono.

& far benigne le fiere. la quale am ata in quel tempo da Apollo. che ha diverse differenze di voci. & un certo giorno . quello da Apollo fu mutato in sasso. & nella C ithara. Onde questo che s'è finto penso essere stato tolto dall'occasione. ma anco condusse le ombre a scordarsi delle proprie p ene. & però il chiamarono figlio d'Apollo. & d'Apollo. d'am endue partorì. Orfeo fu figliuolo della Musa Caliope. La onde il do loroso Orfeo discese all'Inferno. l'uno de' quali fu eccellente ladro . la quale veramente è figliuola d'Apollo. come testimonia Ovidio. Si dice Orfeo. tratto dal soverchio disio di rivedere l a sua Euridice. & di Apollo hebbe Filemone. A lui da Mercurio fu data la lira. cadde in odio del le donne. la potenza d'essercitare quelle cose che con lo studio si sono acquistate. cioè ch'egl i amò Euridice ninfa. che s'interpreta buon sono. si disegna la preminenza. & finita non si conface a tutti ma al saggio. rivolse gli occhi a dietro. Di costei s'inamorò Aristeo pastore. quasi Aurea Fogni. dove volendo un certo serpente divorarli il capo. hebbe una bellissima figliuola. & si dispose mena r vita casta. Con questa Orfeo muove le selve. & con tutti due essendo giacciuta. & Caliope. si dice che a lui tutte queste cose furono concesse da Mercurio. onde quella rivolgendosi a lei col venenoso morso la amazzò. & artificiose sono queste fittioni. perche agli Astrologhi pare. percioche per la lira. & fisse nella terra. cioè della Sapienz a. a cui è conceduto buona voce.ntra. che (s'egli non la voleva di novo perdere) non si rivolgesse indietro a riguardarla fino a tanto che non fosse salito sopra la terra. il c he s'intende per lo Sole. et persuadendo ad altri huomini. Et perciò (come dice Ovidio) havendo rifiutato le nozze di molte don ne. cioè con una dimostratione. che d'i ntorno ciò molto possa Mercurio. Perche Lichione in un parto produsse due figliuoli. & Mercurio. i quali non si ponno rimovere dalla sua ostin . la quale fuggendo con un piede prese una biscia che nell'herbe stava na scosta. che è ornamento del capo. onde avenne che subito di nuovo perd ette la sua diletta sposa. che facessero vita casta. cioè la influenza celeste a produrre il già non nato atto all'indovinare. Fu Filemone figliuolo d'Apollo. & dalle femine che celebravano i sacrifici di Bacco appresso l'Hebro f u con rastri. cioè muov e gli huomini d'ostinata openione. essendo già vicino ad esser di sopra. devemmo intendere la f acultà oratoria. veggiamo perch e sia detto figliolo di Apollo. ciò avenne perche con la morte fu tolto di mezzo. il quale poi esce per lo ventre. & Lichione. Indi pervennero fino in Lesbo. quando ammaestrato piglia le insegne del dottorato. tolse per moglie. & all'eloquente. c on questo patto però. Il qua le. senza la quale non si opra niente. quando per la dilettatione. & con la lira cosi dolcemente incominciò cantare . poscia che col suo canto hebbe acquistato la grati a di lei. & zappe morto. Che anc ho mai più non si fosse ritrovato. Il che ritrovandosi tutto in Orfeo. & allho ra bacia le guancie d'Apollo. & allhora riceve la corona. L'altro poi fu famosissimo citharedo. insieme con la Cithara g ittato nel fiume. che pativano. poi. s'accosta allo studio dell'indovinare. la quale. pregando che gli fosse restituita Euridice. & la verga da Apollo. il che d'in torno pensano che molto vaglia il Sole. Per la verga. Per la qual cosa lungamente pianse. nella cui divenne tanto eccellente che col suono di lei poteva mover le selve. V uole Rabano che Mercurio a lui desse la lira poco inanzi da se ritrovata. & tra le imagini celesti locata. c'hanno le radici fermissime. Belle veramente. Percio che per la corona. cioè buona voce di eloquenza. mentre lungo le rive del fiume Hebro con le Driadi s'andasse a diporto. Di costui Virgilio recita tal favola. Orfeo nono figliuolo d'apollo. la quale co nseguisce ciascuno per l'acquistata scienza con gli studi. & di Caliope. mentre nasce. Filemone ottavo figliuolo d'Apollo. misuratore dei tempi. di che dissero haverlo generato Mercurio. volse rapirla. Di che avenne che da Proserpina gli fu restituita Euridice. il quale fu ne' versi famoso. figliolo di Lucifero. la quale si adempisce non con una voce. La lira poi (come dice R abano) fu assunta in Cielo. sì come dice Lattantio. percio che Dedalione. & per incominciare dalla prima. & lacerato. ma con molte. che non solamente mosse a pietà di l ui gli infernali ministri. fermar i fiumi. & il suo capo.

Che un serpente po i che voleva divorare il capo d'Orfeo fosse converso in sasso. finalmente. Po scia che la natural concupiscenza in tutto è caduta all'Inferno. & malm enato. overo quelle cose. dobbiamo intendere gli huomini prudenti giamai con la ragione della contemplatione non chinar gli o cchi della consideratione nelle cose mortali. fino al tempo suo si teneva di . che di ciò niente s'imaginava. secondo che afferma Solino delle cose maravigliose del mondo. le quali si siano sforzate consumare il cap o de Orfeo. la quale disia condurla a lodevoli desideri. Ma che. egli è da sapere. l'huomo prudente con la eloquenza. cioè per li temporali desideri. cioé dalla frode che sta nascosta tra le cose temporali. & quello che segue. & con l'intelligenza dei celesti beni non possa drizzar gli occhi nella concupiscenza a biasimare il lezzo dell' opre scelerate. Il che dopo alquanto tempo havendo considerato. & la scivi huomini. Ma però s 'è detto il capo del serpente convertito in sasso per dimostrar niente a lui poter dar danno. & altro l'effet to de' toni. Medesimamente alcuni istimarono ch'egli fosse inventor della Cithara. Quelli sacrifici ancho hora sono detti Orfici. si come fanno l'altre. Fulgentio poi ha altra openione. desiderino con più ca ldo disio quelle che sono da ricercare. che vogliano. & di nuovo acquistata. questi ha pe r moglie Euridice. Et però nella musica essendo altro l'armonia delle note. la quale alla fine alle volte vi si lasc ia condurre. cioè dalla virtù. ma etiandio dannosa agli huomini. cioè la concupiscenza naturale. Oltre ciò sono di quelli. Ferma i fiumi. & conosciuto le Donne ciò essere stata inventione per scoprire agli huomini le loro vergogne. cioè con le vere dimostrationi. cioè delle Donne che pativano il menstruo. si troverà essere guidato à morte perpetua. perche nel capo vivono le forze dell'ingegno. Nacque in Thracia della famiglia Cicona. accioche quelli in tal spatio di tempo venissero a disgiungerle dal consortio de gli huomini. Il che fin'hora non hà potuto oprare. che Orfeo fu il primo che trovò i sacr ifici di Bacco. si sforza riddurla di sopra. Euridice. Costei andando a diporto per li prati. sì come continua dove trat ta delle Ethimologie. & questo quando l'appetito si drizza a cose più lodevoli. Ma per venire a quelle cose che s'aspettano alla morte d'O rfeo. tutto che gli altri diano l'honore ad Anfi one. cioè. Ma Lattantio nel libro delle divine institutioni di lui co si dice. i quali spessissime volte dalla eloqu enza del sapiente sono ridotti in mansuetudine. Appresso. i quali se non sono stabiliti in ferma fortezza con salde dimostr ationi d'eloquenza scorrono fino nel mare. cioè nell'eterna amarezza. Leontio d iceva questo non esser favola. & nelle ignoranze degli huomini. & humanità. che sono composte dall'ingegno di Orf eo. come dice Theodontio. & la virtù delle parole. overo a Lino. se al cuno presterà fede. essendo tra i poeti tenuto quasi il più antico. cioè gli huomini ingordi di sangue. cioè d'intorno le c ose terrene. & sporcitie. & zappe amazzarono lui. & Euridice profonda giud icatione. è la figuratione della musica.atione eccetto per le forze dell'eloquenza. alla cui apparenza. percioche a quelli che riguardano men drittamente appare le cose tem porali verdeggiare. & con rastri. interpretandosi Orfeo quasi Oreafogni. cioè alla virtù. Ma è restitui ta con patto che il ricevitore non riguardi a dietro fino a tanto che non sia gi onto di sopra. cioè ottima voce. perche la concupiscenza naturale contradice alla virtù. accioche di novo non caggia in concupiscenza di tai cose. della quale nessuno mortale non è senza. io intendo per lo serpente le rivolutioni degli anni. men tre fattosi forte con la cognitione della verità. perche era fama commune un certo Lesbo suo audito re per causa di reverenza haverli portato seco fino in Lesbo. il quale continuamente sonando la Cithara fu chiamato Citheronte. c he mentre veggiano quelle cose ch'eglino debbiano condenare. & mentre f ugge la virtù vien morta dal serpente. Dice ch e l'amata perduta. & tra questi Plinio nel libro dell'historia nat urale. Che poi per ciò Orfeo discendesse all'Inferno. Orfeo fu il primo che inducesse in Grecia i sacrifici del padre Libero. c he solamente dagli uccelli si pigliavano prima. cioè poter concedere la beatitudine. Che poi il suo capo. essendo tal cosa no n solamente abhominevole. & commandò a' Thracesi che quelli fossero fatti dai Chori delle Me nadi. & il gitta rono nel fiume Hebro. fecero congiura contra Orfe o. & fu il primo che gli celebrasse a Thebe nel monte di Boemia. è ama ta da Aristeo. nondim eno essa fugge. nè fare che fin hoggidì non sia con la sua Cithara molto famoso. dove poi nacque L ibero. il che. ne' quali poi esso fu stracciato. & la Cithara fossero trasportati in Lesbo. Fa benigne l e fiere. cioè il nome. di costui esser stata inventione il pigliar auguri dagli altri animali. cioè li scorretti.

fu una bellissima donzella rapita da Apollo sopra Pelio monte di Thes saglia. & metterlo in uso. & di lui essendo divenuta pregna partorì quatt ro figliuoli. Oltre ciò divenuto sapiente. & quella possedette. Quello che poi avenisse di lui non mi ricordo haver letto. Autteo. finalmente in processo di tempo ven uta la peste in Corami. dove. Atteone figliuolo d'Aristeo. dov'ella fosse andata. Aristeo. Queste cose scrive La ttantio. v'è dubbio. Nomio. il che assai pare convenirsi. Percioche molti testimoniano ch'egli tra gli Argonauti andò con Giasone in Colche. Perche me nato de la chiara stirpe Degli alti Dei (se vero è quel che dici. risp etto che non havea la lingua libera. cioè che Ciro Re dell'isola Corami hebbe un figliuolo chiamato Batto. Ivi Batto loro capo. ma qual di loro nascesse prima. & essendo ritenuti dalla dilettatione del loco. havendola ritrovata. madre qual in questo Profondo gorgo la tua stanza tieni. Tra quali dicono che Aristeo ampiamente regnò in Arcadi a. incominciò prima a parlare. Le quai cose conside rate non inconvenevolmente nel fine delle Georgiche Virgilio descrisse la favola d'Aristeo nella ricuperatione dell'Api. & piacendoli l'amenità del loco. c he Cirene. heb be per risposta che Batto devesse andare in Africa. & cavarne l'olio. Aristeo. & Priamo. & portata sopra la cima di quel monte il cui colle haveano occupato quel li. Madre Cirene. onde regnando Laumendonte Orfeo andò al lito di Troia. Nondimeno (sì com e piace a Salustio). Ma Leontio diceva.grandissimo honore. costui non esser quello che ritrovò i sacrifici a Bacco. & del mele et l'utilità del latte. Di questo nondimeno scrive Lattantio nel libro delle divine institutioni. edificò la città Caralia. & se n'andasse con Dedalo in Sardigna. per consiglio della madre lasciata Thebe se n'andò nell'isola Chio. M edesimamente in quelli anni regnò Latino. . Di questi fanciulli poi (vogliono) che solamente tre cresciuti in età ritornassero in Thessaglia. Et fu in que' tempi ne' quali fu Fauno. & Argeo. Del suo tempo a me non pare che si dubiti. onde non sapeva quali habitat ori. Fino qui non v'è quasi fittione nes suna. Questi venendo in Africa. & a ncho che dimostrò la via di premere l'ulive. vi potesse condurre. & edificare una Città chiamata Cirene. ( dicono) che restarono in quei medesimi paesi con Cirene. fu il primo che trovò il nascimento della stella solstitiale. & l'abondanza d elle fonti. secondo Solino nel libro d elle cose maravigliose del mondo. & ripig liassero il reame del zio. da c ui le fu mandato dietro per cercare. Onde essendo venuto Ciro all'or acolo in Delfo per impetrare con preghi la loquela del giovanetto figliuolo. secondo che riferisce Plinio nell'historia naturale. Vogliono appresso che costui togliesse per moglie Auttone figliuola di Cadmo. Aristeo decimo figliuolo d'Apollo. La onde divenuti certi delle promesse dell' oracolo. & fu il primo che ritrovò l'uso delle Api. che generò Atteone. & Iolao. restarono gli huomini cosi rari che a pena se ne caricò un a nave. come vuol Stati o. & espedita. Che il timbreo Apollo mi sia padre) Mal voluto dai fati hai generato. Il che conferma ancho Giustino nell'Epitoma di Pompeo Trogo recitando tal favola. edificarono la città Cirene. La qual cosa non fu ess equita perche l'isola Corami era troppo solitaria. ch'ivi riceverebbe la ispeditione della lingua. & Laumed onte. Eusebio poi nel libro de i Tempi dice ch'egli fu regnando in Athene Ege o. & di lei havesse Atteone. sì come tes timonia Virgilio in persona d'Aristeo nella Georgica. sciolti i nodi del la lingua. Onde quelli che la c ercavano. fin'hora dishabitata dagli huomini. benche poi la la sciasse. Nacque d'Apollo. affermando quello essere molto più antico. dicendo. c'haveano seguito il figliuolo. eccetto dove dice di Peneo fu figliuola di Speranza re di Thessaglia. & i loro padri Fauno. & di Cirene figliuola del fiume Peneo. Ma in questo modo dai posteri è stato finto. andando in Africa. si fermarono sul monte Ciro.

& chiara . & andasse a pasc ere gli armenti del Re Admeto. nondimeno non lasciò l'affetto dei cani. Et poco da poi segue. ne' quali da lui invano pasciuti consumò quasi tutta la sua facultà. perc he parevano offendere alcuni de' principali. & signoreggiò a que' Cirenesi che seco ivi restarono. Di che essendosi accorto Diana. & in loco di lui regnò Aristeo. & per la dapocaggine de' Librai sono andati a male tanti volumi. Esculapio. & sopportando ciò malamente. & pervenuto alla matura età. Ques ti allhora fu subito convertito in un Cervo. cacciò Aristeo. se puoi. che dicano questo nome essergli stato da una fanciulla imposto. Per ciò fu da' suoi cani divorato. Questi ricorse da Admeto Re di Thessaglia. avenne che in quella vide Diana che ignuda si lavava. sì come testimoniano quasi tutti gli antichi. Autoo. Questi (secondo che dimostr a l'istesso Ovidio) fu cacciatore: il quale un giorno lasso per la caccia essend o sceso nella valle di Gargafia. & Cirene. & perche pascette gli armenti fu detto Nomio. Argeo fu figlio d'Apollo . Autoo fu figliuolo d'Apollo. & Ovidio. Non so s'egli è il medesimo. Et sono di quelli. ch'io m'habbia ritrovato. duodecimo figliuolo d'Apollo. & Cirene. scrivendo delle cose antiche ciascuno quello che a lui pare. So no di quelli che dicono che costui (partendosi i fratelli di Africa. ò pur altro. Questi di se. & che signoreggiò a gli Arcadi. Ma di sopra nel suo volume disse che Iolao fu figliuolo d'Ificleo figliuolo d'Amfitrione. & a loro diede leggi. Di ce Leontio che costui fu chiamato Apollo (detto s'habbia di sopra ciò che si vogli a Theodontio). Et di qui dice che la fittione hebbe luogo. essend o andato Aristeo nell'isola Cea. divenne pauroso. affine forse di trarsi la sete. & venendo i n Grecia) rimase in Cirene. cioè che Apollo per haver morto i Ciclopi fosse privo della deità. Finalmente ripigliat e le forze. & dillo. cioè veggendo la ragione dell'arte sua quas i ignuda. che fu sepolta in quel loco ov'egli nacque. considerando i pericoli delle caccie. fu figliuolo d'Apol . D'intorno la cui fittione cosi scrive Fulgentio. dove dice. che Atteone amò la caccia in gioventù. Scrive Giustino nell'Epitoma che Nomio fu figliuolo d'Apollo. dice nel secondo libro. Nomio undecimo figliuolo d'Apollo. c he appresso Arcadi vuol dir Pastore. che generò Machaone. & con denti tutto stracciato. & sette anni pascolò i suoi armenti. & Cirene. Nel modo che di sopra è stato mostrato da Giustino. non lasciò altro alla posterità che il solo nome. fu figlio d'Arist eo. secondo Solino delle cose maravigliose del Mondo. decimoterzo figliuolo d'Apollo. Ma fuggendo il pericolo delle caccie. il quale trattò delle dipinture antiche. & la spruzzò nel volto di lui dicendo. con piacevol faccia. percioche ivi v'era una fonte frescha. & che medesimamente dominò la Sard igna. prese dell'ac qua con le mani. Chiamando Ianthio. & dopo lui signoreggiò in Sardigna. nata contentione tra gli Arcadi. che ci è tolto p oter vedere il vero di molte cose. si come di sopra è stato mostrato. & Auttonoe nacque Atteone. co l favor di Aristeo fu cacciato. & di quì è conceduto alla bugia un spatioso loco di gire attorno. & di nuovo ottenne il Principato de gli Arcadi. Anassimene. attento che. sì come testimonia Statio. Ma io non so che più tosto mi credere. Argeo.Di Aristeo. che veduto da suoi cani fu incontan ente morto. Iolao figliuolo d'Aristeo Iolao. il quale scrive che ancho fu chiamato Ianthio. Va. Esculapio decimoquarto figliuolo di Apollo. lequali. & mangiato.

& amaestrata nell'indovinare. & Coronide ninfa. & perciò dagl'ignoranti fosse tenuto questo esserli accaduto per haver ritornato i morti in vita. & sarebbe per ciò fulminato. &c. et altre cose necessarie. uccello d'Apollo. Nondimeno il Corvo. & di Coronide. Che ancho Hippolito. La onde Giove. l'amazzasse. & con la diligenza da lui usata esse ndo stato ridotto nella primiera sanità. nato di padri incerti. questo non è credibile. il ritornò in vita. percioche dicono che. fu esposto alla morte. perche apparasse la medicina. per tal caus a acquestò il cognome. sì come testimonia Virgilio. & per lo perduto sangue fo sse tenuto come morto. paiono venir in luce per opra d'Apo llo. & molto amata da Apollo. Dice Ovidio che costei fu figliuola di Larissa.. & fu sacrato ad Apollo. la qual veramente è un folgore mortale. che della famiglia Giulia fu detto Cesare. s'accorgesse della fornicatione di Coronide. ma subito pentendosi del fatto. di lui restò pregna. & Flegia. raccolti i membri d'Hippolito che qua. Che poi fosse per ciò folminato da Giove. & cosi essendosi affaticato oltre il dovere gli sopravenisse una febre. & che sdegnato. Quelle cose che fin qui sono state dette (come a pieno si vede) è historia i nsieme con figmenti Poetici. O perche morta la madre inanzi il parto. il che non si fa senza l'opra del medico. Il quale veduto da Archiroe figliuola di Chirone. subito predisse ch 'egli suscitarebbe un huomo da morte a vita. che Apollo amasse Coronide . gli scrittori non si ano tenuti bugiardi. Il padre omnipotente allhor sdegnato. Ma acci oche per la varietà delle cose riferite dove poco fa bisogno. overo per caso fosse folminato. ma fu detto figliuolo d'Apollo per l'una di queste due cagioni. con un folgore l'amaz zò. overo (come piace a Plinio) Castore figliuolo di Tindaro per le rapi te spose a Linceo. ma pen so che sia finto perche è cosa possibile che per tal cura egli s'affaticasse molto in cercar herbe. essendo pregna. è da avertire (come piace a Tullio delle nature dei Dei) che . fu detto ch'egli da morte in vita l'havea ritornato. anzi afferma che nacque dal giovane Emonio. & nodrito da cagnino latte fu da to a Chirone. a' preghi di Diana. Oltre ciò puote essere tenuto figliuolo di Apollo perche div enne famoso medico. per l'amaestramento dell' arte d'indovinare. Ch'alcun mortale ritornasse in vita Esso figliuol di Febo. nell'arte sua essendo divenuto eccellente Medico. sì come è stato detto. Il che non mancò d'effetto. sono da dich iarare le fittioni. La openione poi di Theodontio alquanto si conferma con le pa role di Lattantio. Ma Theodontio nega.. percioche. over o l'uno di questi non fosse morto. & arde nte. conciosia che aperto il ventre alla madre venne in luce. non potendo con i suoi rimedi ritornar la in vita. ma per la crudeltà delle ferite. & di tal arte. dicendo. credo deversi intend ere che Apollo. Ma accioche si vegga la pura historia. che questi. aprendole il ventre fuori ne trasse un fanciullo.lo. & inventore Di medicina. per lo quale si finge Apollo inventor de lla medicina. & chiamollo Escula pio. Doppo questo Lattantio dice che costui fu quello che curò Hippolito. & che di lei generasse Esculapio. fosse da esso Linceo overo Ida amazzato. & con herbe. la quale essendo venuta ne' suoi abbracciamenti. & sughi Con un folgor cacciò ne l'onde Stigi. & La erano sparsi. di che Apollo sdegnato con le saette la amazzò. & ritrovato da cacciatori. Et però (dicono) la famiglia dei Cesari haver osservato i sacrifici d'Apollo perche il primo di loro. credo essere avenuto in questo modo. il quale con l'arte. & da quella morisse. Tarqu itio trattando degli huomini illustri dice che costui. & (sì come si dice) il diede a nodrire a Chirone Centauro. & morto. & cosi fu detto figlio d'Apollo per esser nato per opra di lui. ma dimorò ad Epidauro. Ov ero per che gli antichi vollero che quei che nascessero in tal modo fossero sacr ati ad Apollo. riferì a lui che la havea vedut a congiungersi con un certo giovane Emonio. & sughi da lui ritornato in vita. e di q ui fu dato principio alla favola. Fu di Messina. il quale nel libro delle divine institutioni cosi dice. perche ritornare alcuno da morte in vita s'ap partiene solo a Iddio. & apertole il ventre fu tratto fuori. Et però il Corvo haver accusato Coronide. turbato.

Il tuo avo Asclepio primo inventor della Medicina. fu tenuto in tanta riverenza appresso gli Epidauri che ancho Romani. Il terzo f u figlio d'Asippo. & consentissero che Escula pio fosse portato a Roma: onde per opra del Diavolo gli fu conceduto che in form a di serpente fu condotto a Roma in Nave. quintadecima figliuola d'Apollo. Asclepio fu figliuolo di Machaone. il quale non tanto scrive Machaone essere sta to figliuolo di Paolo. & il suo sepolcro è in Arcadia non lunge dal fiume Lusio. il quale egli intitola dell'Idolo. come per singolare. & fu il primo che ritrovò la purgatione del ventre. ma etiandio afferma un certo Asclepio essere di lui stato figliuolo. Machaone figliuolo d'Esculapio. & Coronide madre. Il secondo poi dice che fu fratello del secondo Mercurio. che si possa dannare la consideratione d'Agostino. il qual nome fu forse conforme alla sua fatica d'intorno la cura d'Hippolito. et tuttavia non so ritrovare qualm ente Esculapio fosse avo d'Asclepio per le precedenti parole d'Hermete. ancho hoggidì presta agli huomini infermi tutti i soccorsi con la sua deità: i quali suole con l'arte sua donare. & al suo tempo Medico famoso. affine di mostra re l'inventione del Sole. . Nondimeno io ho veduto questo libro d'Hermete T rimegisto. Asclepio figliuolo di Machaone. haver patito l'Eclipsi per molte secol i. benche Dioni sio siracusano senza pena gli levò la barba d'oro. Ho veduto io alle volte tra i Principi della patria un huomo che fanciullo fu e sposto. & Carsinoe. Ma che tante co se? Fosse egli qual si volesse di questi. non so. indi morì percosso da un folgore. & in loco di salutare Iddio lungamente adorato. Il che s'io me lo debbo credere. scrivendo Isidoro che doppo il fulminato Esculapio fu interdetta la medicina. nè per le seguenti dette da Agostino. onde afferma che dagli Arcad i è molto riverito. ch'egli. & esposto. Et essendo state chiare l'opre d'E sculapio nel tempo de' Troiani. havendo ritrovato. overo più tosto tutto il meglio nel senso della vita. fu figliuolo d'Esculapio. dice Isidoro che fu quasi di cinquecento ann i. assaliti da pestilenza d'infermitadi. & r itrovò lo specchio. & credo ch'egli habbia detto ciò seguendo Agostino: il quale nel libro della Città d'Iddio pare che dica c ostui essere nipote d'Esculapio dove introduce Hermete Trimegisto. sì come ancho nel libro dell'historia natural dice Plinio. Psiche. & a lui edificato un famoso tempio sul l'Isola del Thebro. quelle che seguirono poi stettero nascoste in os cura notte fino alla guerra della Morea. circa tali cose poco curioso. & finalmente essere stato richiamato in luce. & fu suo padre Valente. che in questo modo Asclepio parla. se n'andò al Cielo. Et poco dopo l'istesso Agostino seguita. Il qual spatio di tempo. cioè la medicina. Machaone.tre furono gli Esculapii. Esculapio. & Mercurio. Esculapio poi viene interpretat o duramente oprante. al qual e è sacrato un tempio nel Monte di Libia d'intorno il lito de' Cocodrilli. & alcuno nato di padre incerto. come dice Papia. ma l'avanzo. che allhora Hippocrate ritornò in luce la medicina. spessissime volte ha scritto molte cose discordanti dal vero. ma la dil igenza di Paolo mi ci ha condotto. & il cavar de' denti. cioè che fosse medico. & fu il primo che curasse ferite. d 'intorno il quale si mostra ancho il suo bosco: & cosi verrà ad esser cosa possibi le che alcuno di questi sia stato cavato dal ventre della madre morta. Di quì penso io essere stato finto che il Sole per lo fulminato Esculapio stett e alquanto tempo che non volle guidar il carro dello splendore. & poi dal nutritore sì come da padre haver havuto cognome. de' quali dice che il primo fu figliuolo d'Apollo. havendo già quasi tutta l'Italia occupata. cioè il corpo. Io non havrei cittato questo Ma chaone con l'auttorità di Papia. che generò Asclepio. Come dice Paolo. nè ci nuoce che Tullio narri tutti i loro padri. Nondimeno sono piu certo che più tosto il difetto manc hi dal mio ingegno. Ecco che gli huomini dicono essere stati due dei. & certo rimedio mandarano lega ti agli Epidauri che gli sovenissero a tanta necessità. nel cui giace di lui il mondano huomo.

venendo la mattina si partì senza essere da lei veduto: & cosi molte volte continuando. Il che sopportando malamente Venere. incomincia piangere ch'era ritenuta cattiva. onde insieme essendosi abbracciate f urono condotte entro il suo ricco Palazzo. & t hesori. & insieme con loro piangevano l'infel ici nozze della sorella. & le pr omise che potrebbe con elle parlare. & Filologia. entrando in una camera si messe a posare nel letto nuttiale. la avisò che in tutto non prestasse orecchie. & veder il marito. & doglia d i tutta la città menò la bella fanciulla sopra la predestinata cima del monte. In questo mezzo il padre di lei andò a Milesio a consigliarsi con Apollo sopra le nozze della donzella. entra in letto. venivano a vedere questa Venere. ma etiandio faceva credere agli animi ignoranti per miracolo ella essere Venere. & Eudelichia. la quale. & che non poteva vedere nè parlar con le sorelle. con animo. ordinò a Cupido s uo figliuolo che la accendesse di ferventissimo amore di alcun huomo di bassissi mo grado. da lei non vedute. con preghi lo indusse a' suoi voleri. nondimeno non stette guari che venne il benigno Zef iro. dove essendosi alquanto adormentata. & ornato d'infinite ricchezze. Et havendole rimandate a dietro con molti doni. uscita fuori dal palazzo. Ma Cupido. & dar ad intendere che colui che giaceva seco era un serpente. & non vedeva i corpi. ma ancho gli stranieri. & che in suo danno. benche fosse tribolata per la solitudine. & venendo Cupido da lei . & s'adormenta: onde Psiche scoperto il lume vide un giovanetto bellissimo. recita tal favola. se vere fossero le parole delle sorelle. & subito c he fu adormentata lo sposo entrò nel letto. & ivi la lasciò sola. ornato d'ali bianchissime. onde sparsa la fama d'ogn'intorno di tal non piu veduta bellezza. & col mezzo del sonno un poco havendo mitigato le sue rovi ne. ma che a patto alcu no non credesse alle loro persuasioni. elle tuttavia gridan do furono udite da Psiche. Onde commandò a Zefiro che con soave spirare le conducesse a lei. della cui Lucio Apuleio nel libro delle Metamorfosi. & cruda. Indi us cita dal bagno si assettò ad una mensa piena di vivande divine. & poscia che hebbe cenato. & per l'incer to dubbio del futuro marito. nè per consiglio alcuno desiderasse vedere la di lui forma. & una fonte c he stillava argentissime onde. Nel quale entrando. & essendo por tate da un scoglio per aere fino in quella dilettosa valle. che tuttavia di ciò la riprendeva. & sposa. & con sacrifici ad honorarla. udito l'infortunio di Psiche. . & servivano. di ammazzarlo. partendosi dalle case de marit i andarono a ritrovare gli afflitti padri. la no tte seguente disposta di chiarirsi. che con più volgare vocabolo si chiama l'Asin o d'Oro. & le dimostrò tutti i suoi piaceri. si venne at tanto che non solamente i Cittadini. & cosi fu fatto. Cioè essere stato un Re. il quale gli rispose ch'egli la menasse sulla ci ma del monte: dove la donzella là havrebbe marito creato di stirpe divina. le seppero tanto persuadere. di che le sorelle divenute invidiose. & una Reina c'hebbero tre fig liuole: delle quali. & la faretra piena di saette.Secondo che dice Martial Capella nel libro ch'egli scrisse delle Nozze di Mercurio. & nascose sotto un moggio una lucerna. & con soave spirare elevandola la portò in una fiorita valle. & toccatale la punta con un dito. apparecchiò un coltello. Il quale havendo ciò fatto. Di che sentendosi spogliare entrò in un bagno. il quale poscia che di donzella se l'h ebbe fatta donna. egli le concesse ancho che elle p otessero portar seco quella parte di thesori che le piaceva. & viperimo. con grandissima consolatione di Psiche avenne c he le loro sorelle. benche le due maggiori d'anni fossero bellissime. destandosi si vide inanzi un boschetto molto grato agli occhi. con lagrime. Finalmente levate le sorelle di Psiche da Zefiro. la quale sentendole. che fosse discesa in terr a. Per la cui risposta il padre adolorato. molto più si maravigliò che udiva voci di persone che la se rvivano. stan dole d' intorno persone che la lavavano. ma pess imo. Il che havendogli Psiche promesso di fare. & a' suoi piedi vede l'arco. nè facess e conto delle loro lagrime. nondimeno la più giovane chiamata Psiche trappassava talmente di bellezza l'altre mortali c he non solamente teneva in maraviglia gli spettatori. lasciati i Tempi de lla vera Venere. delle quali per riguardarle havendone trat to una fuori affine di provare se pungessero. che colui con cui giacesse fosse serpe. presentendo quello che per invidia delle sor e s'apparecchiasse a Psiche. Psiche fu figlia d'Apollo. ma divino. comandò a Zefiro che le posasse giù. & infiammata contra Psiche. & ritrovando grandissimi thesor i senza nessuna guardia. ch'ella a loro credend o si dispose veder questo. Viene adunque se condo usanza Cupido. & rovina non fosse pia. con un Palazzo non solamente reale.

Psiche adolorata del perduto marito volle morire. & Endelichia. Compiuta poi l'età incominciamo oprare con la ragione. cioè all'amore honesto. fino al l'età perfetta. anzi noi stessi. io dico di quel Dio che è vera luce del mondo. non la può vedere. quante fiate noi mortali cerch iamo tai cose. Ma Psiche pigliandolo per un piede. cioè che non voglia dell'eternità sua. Adunque bene viene detta figlia d'Apollo. overo ad esso Iddio. & Endelichia. et afflitta. & durano più in lungo. ci oè la divinità. & però assai ci basterà mostrar la ragione perche Psiche sia detta figliuola d'Apollo. chi si fossero le sue sorelle. perche nessuno non vide mai Iddio. & della onnipotenza.si punse quello. lassa. biasimando se stesso che. mentre che tutta piena di maraviglia stava a contemplarlo. perdiamo lui. che è santo. occorse che una favil la della lucerna scoppiò. ultimame nte poi a questa Psiche si concede la ragione. Nondimeno invidiano la sorella. dei principij delle cose. Indi fortemente villaneggiata da Venere. & non conoscerlo per fede. Le cui non sono anime come vollero alcuni. veramente ci sarebbe bi sogno fare un gran volume. per li cui consigli era caduta in r ovina. & fu assunta in Cielo. finalmente con fro de indusse in precipitio amendue le sorelle. togliendosi di strada. Endelichia poi. & congiunto al matrim onio. il che non è cosa nuova la sensualità essere discordevole con la ragione. & per che sia detta moglie di Cupido. nondimeno non appaiono le di lei opre se non nell 'età perfetta. in quanto che la vegetatione appresso i vive nti con la ragione finisce meglio l'opra sua. essendo noi più tosto formati con un certo instinto naturale. al quale partorì la volontà. Serenissimo Re. Cosi. la potenza v egetativa è conceduta al parto. & cade sopra l' homero destro di lui. & perche sono nel primo atto. et essere per divorarla. et le sensitive virtudi sono più chi are. perde il bene della contemplatione. Di che avenn e ch'ella subito s'infiammò di grandissimo amore del fanciullo che dormiva. & non solamente levarle le dilettationi sen sitive delle conosciute cose per cagione. cioè dallo spirito vitale. cioè l'opre estrinseche d'Iddio. eccetto Iddio. & de i suoi thesori ne portano quello le piace. per la sua bellezza se medesimo havesse infiammato. per lo quale divenuta disub idiente. & cosi si . con animo di amazzarlo se non corrisponde al suo intento. ma sono potenze di quest'anima. cioè col superbo desiderio il ferisce. di maniera che per la ferita n'uscì alquanto sangue. perche. Percioche. Psi che adunque s'interpreta anima. s'interpreta età perfetta. della cui in tutto si dice l'anima rationale esser figliuola. per le cagioni che sono a lui solo palesi. & da lei battuta. essendo stato mandato dalla madre per feri ta d'amore del piu vil huomo che fosse. di che avenne poi per preghi di Cupido fatti a Giove ch'ella ri tornò nella gratia di Venere. lasciandolo caddè. che con giudicio di ragione. Costei viene detta figlia d'Apollo. & a suo magg ior potere tenendolo. L'an ima poi mentre meno prudente presta fede a tali dimostrationi. Le sorelle poi talhora pervengono fino ai primi segni delle delitie di Psiche. d elle quali però Psiche è detta più giovane perche molto prima inanzi lei. Questi vieta alla moglie che non brami vederlo se nol vuol perdere. sì come dice Calcidio sopra il Timeo di Platone. con la parte appresso delle cose necessarie. La qual co sa tante volte aviene quante la sensualità si sforza addormentar la ragione. tra le delitie del cui vi ene portato da Zefiro. La forma. cioè che voglia vedere con ragion natural e quello che ama. ma ancho seminar le grandissime fatich e. tanto fu da lui portata per aere che. & l'altra sensiti va. & tormenti poco necessari. per comandamen to di Venere fu posta a fatiche impossibili ad un mortale. & credula alla sensualità. Costei h a due sorelle maggiori di età. senza trarle poi alcuna piacevole ricompensa. & per opra del marito le essequì tutte. non perche siano nate prima di lei. La onde Cupido des tato subito si diede a fuggire. Indi con una fav illa l'offende. son o però dette prime congiunte al coniugio: il quale si serba a questa rationale sti rpe divina. ma perche pria usano della sua potenza. dove in perpetuo puote fruir di Cupido. con terror si sforzano condurvela. & dim ostrar la contemplatione dell'anima. delle quali l'una si dice vegetativa. & indi in processo di tempo la sensitiva. desidera vedere q uello che l'è negato. crear l'anima rationale. ve de la effigie del marito bellissimo. affermandole lui essere fierissimo serpente. Onde Cupido volando sopra un vicino Cipresso con lunga querela la riprese. o vogliamo dir piacere. se m inutamente vorremmo cavare il senso di cosi gran favola. se bene nel ventre della madre ricevi amo quella dal padre de' lumi. non essendo in potere di nessun al tro. et mentre con parole piacevoli n on la ponno indurre che vegga il marito. cioè del Sole.

& cosi gli fu non madre ma nu trice. che si. Amando Giove Semele figliuola di Cadm o. & Hellaro. & Semel e. & cosi mai gli avoltoi non cessassero di stracciarlo. & consumato fosse di novo reintegrato. Et ivi dall'amore partorisce il piacere. cioè la dilettatione. che rinascono senza perdonare con nessu na misericordia a se stessa. & sempre tiene desti i pensieri. & di qui fu detto figliuolo d'Apollo perche fu Medico. se forse l'animo ricercasse riposar e. Semele desiderosa di farne la prova. che fa con Giunone. nè egli di non sopportare. della cui origine si recita tal favola. & essendosi ella di lui impregnata. Finalmente pentita. la quale essendo pregna fu nascosta in terra da Giove che temeva dello s degno di Giunone. Il quale. Ch'egli amasse Latona madre d'Apol lo mostra il suo grand'animo. cioè appresso i p lebei. & miserie purgata della prosontuosa superbia. Hora ci resta s cuoprire il velo di questa fittione. accostandosi come una febre a quelli. viene cacciato nell'Inferno. appresso e' quali sempre dimora pieno di cure a qual partito possa ritorn are nel grado dove era caduto. se medesimo assolve. Del supplitio poi dato a lui. atte nto che ivi nacque. Bacco viene detto da Ovidio. Recita Leontio di questo Titio una breve historia . che rode le viscere inter iora. perche tutti siamo nodriti dalla terra. venendo Giove da lei con giuramento gli dimandò tal dono. & perpetuam ente a lui si congiunge. & cercò verg ognarla. Onde Giove tu . Costui nondimeno venuto in età perfetta amò Latona madre d'Apollo. ò vi fu ammaestrato. Titio terzo figliuolo di Giove. sì come affermava Servio. poi con rovine. essen do giudice. percioche nessuna cos a più occoltamente si cuopre che quello che si sotterra. & parlando seco la dimandò se Giove le voleva bene. Penso io che costui fosse ò huomo di Babilonia. con tal legge con la quale nessuno colpevole. Arabe figliuolo d'Apollo. che generò Himeneo. tra quali inanzi gli altri ci si appresenta Titio. & contemplatione. Nel libro dell'historia naturale piace a Plinio che Arabe fosse figliuolo d'Apollo. Questo dice Macr obio. fu figliuolo di Giove. non mai stanchi per lo ricordo della commes sa scelerità. Con tal patto però. & quasi ridotto a vita privat a. dal quale egli fu cacciato. che il suo cuore fosse dato agli avoltoi che gli lo strac ciassero fuori del ventre. & di maniera le opprime che più non hanno nessun potere contra la ragione. pena molto nociva. che mangia il core. & dice che costui appresso Boemi fu grande huomo.disgiugne dal matrimonio divino. nè di se può schifare la sentenza. soggiunse Giunone. Bacco quarto figliuolo del secondo Giove. per vedere quello ch'in se contenga. tu no'l puoi cono scere eccetto che in sol modo. & con tutte le forze cercò cac ciare Apollo di Delfo. & fosse il primo che la portasse in Ara bia. hanno voluto non deversi intender alt ro che i tormenti della conscienza. a cui ella rispose che si credeva.cioè dal real splendore. Figliuola. & di Babilonia. cioè. con astutia desidera la rov ina delle suore. ma da Apollo. & ch'ivi prima dimostrasse la Medicina. dice Leontio. & confinollo nell'Infe rno. & però dobbiamo intendere c he costei fu tenuta in segreto sotto guardia per tema di Giunone. & disubi dienza di nuovo ripiglia il bene del divino amore. L' avoltoio. Dice p rima che Giove nascose la madre di costui pregna sotterra. Macrobio nel Sogno di Scipione cosi ne dice. vecchia Epidaura. figliuola d'Or comeno. Giunone andò a ritrovarla in forma di Boroe . & letitia sempiterna. il quale chiama ancho inventore della medicina. & Thoa nte. & straccia essi membri vitali. l'ordine vuole c he ritorniamo ai figliuoli di Giove. Thioneo. onde avenne che il fanciullo nascendo parve prodotto di terra. & gli altri poeti figliuolo di Giove. mentre abbandonate le cose frali viene condotta a glori a eterna. se giurando egli per Stige ti promette venirs i a congiunger teco in quel modo. Hora che habbiamo spedito la lunga discendenza di Apollo. perche ricerca la grandezza che è madre della luce. cioè di maggior potenza. & di Babilonia. La qual terra poi il nodrì. overo che apparasse quella in Babilonia. & il fegato. Che la terra poi nodrisse Titio non è cosa nova. La onde Apollo sdegnato con le saette amazzollo. essendo Giunone Dea de Regni.

Vi s'aggiungono anchor gl'instabil gradi. che guidato è da le Tigri. & il crivello. & vi s'aggiunge Niseo. & il chiamano Bacco Bromio. & Euhan. Bimatre. C'hanno i freni lavati di vin puro. & sacravano a lui i notturni balli. che piantò la vigna. O Dionigi di Semele figlio. & lo congiunse al suo ventre fino attanto che v enisse il tempo che si ricerca ad una creatura stare nel ventre materno. & i gnudo. & compagni. Davan gl'incensi. che il ricercava. cioè sacrifici di Bacco. quando entro del cielo Veduto sei. Da man destra. & trasse fuori del vent re di quella morta un figliuolo. Appresso gli consacrano l'Hedera. & da i Giganti lacerato a brano a brano. Ignigena. poscia lo diede alle ninfe le quali ancho gli porsero alimenti. Il chiamano ancho con molti nomi. Et di qui affermano che fu Dio del vino. & chiamato. et Marsia il mettono sotto sua tuttela: indi gli danno per mogli e Arianna figliuola di Minos. Et gli steccati simili ad un Regno. Nittilio. & poi ritornò vivo intiero. il nascossero sotto l'hedere. & Bas sareo. i cembali. Gli antichi il dipingevano ancho in habito di donna. Dicono appresso. ch e da quelli erano chiamati Orgia. Ol tre ciò l'honorano d'una carretta. accioche gli huomini gravi per lo vino con quello si sosteness ero. de' quali Ovidio. & i gridi. Buon padre. Poscia quei lieti a lui portano dietro Le armentali spoglie. Briseo. & quello in van non segue L'ira il furore. dicendo che da loro fu ritrovato ebbro. e i Lupi fieri Con l'orse inique. che tra le ricordate si ponno vedere. Servio vuole che f osse chiamato Orfeo. vedere mo quelle. Iaco. o padre Bacco Tra greche genti. sì come dice Ovidio. Rabano conferma il bastone essere stato da lui tro vato. come dice Accio ne i Bacchi. genial fator de' l'uva. & padre Eleo. & eterno. Et oltre ciò con tutti quelli nomi Che infiniti ritieni. Dicono appresso che lui fu il primo. il che afferma Alb erico. & senza corna resti. & accioche non fosse ritrovato da Giuno ne. ma perche tutte non si sono ritrovate quelle che si cercano. la virtù il timore Senz'ardor sobrio a quel va dietro anchora. Principalmente adunque pare che . Oltre ciò si dicono molte altre cose. Solo. de' quali cosi riferisce Statio. & dice che si chiama Euchio. il quale pigliato da Villani fu da Mida restituito a Bacco. indi soggiunge che fu sepolto. Appresso. che la vite pur piantasti. Alberico v'aggiunge altri nomi. & fanciullo.tto doglioso non potendo mancare al giuramento la fulminò. & insieme Con Leneo. e sinistra i Linci stanno Del carro. Lico. Thioneo. che fu alle vo di lui Sileno. Non raso. Lattantio dice anco che si chiama Ditirambo. Costui fu prima nodrito da Ino segretamente. & fanciul sei veduto Bello. & di novo Nato. Tu consumat'hai La gioventù.

appropinquandosi il calore dell'Autunno. Il che. la bruttò di libidine. rende quella pregna. alcuni de' qual i il chiamano Dionigio. & che in quell'istesso tempo e gli guerreggiasse in India. dicen do da Remigio essere affermato che in Nisa vi sono i manili del padre Bacco. cred'io ciò essere stato compreso dal caso. et havesse un'hora di riposo. overo l'errore ha ciò cagionato. percioche dicono c he in quella fu generato il padre Bacco. secondo la descrittione de' suoi anni. il che si congiunge al ventre di Giove. sì come in conceputo ventre: allhora viene fulminata quand o. per lo disusato calore della state viene arsa. & grandissima. cioè all'altro calore congiunta. cioè o che fosse fulminata.gl'historici tengano per certo questo Dionisio essere nato di Giove. Che il parto fosse anco tratto dal ventre della morta. & l'altra delle quali non si maraviglierà il saggio e ssere stata mandata da Giove. il qual tempo. se cosi è. dicendo. re d'Argivi. fu circa g li anni del mondo tremilasettecentosettantasei. dico. verremmo alle fittioni. & quattordici anni de l mondo. et al ventre di Giove. Né molto dopo dice l'anno trentesi moquinto di Linceo. non in più ampia maturezza. Ma Alberico v'aggiunge. onde con i pampani aperti manda fuori i frutti. la empì d'occisioni. & Semele: di maniera che del tempo tra gli antichi fu grandissima diversità. cioè dall'elemento del foco. & settanta. & nell'antro di questo nodrito. Indi soggiunge. facilmente si può vedere. fino a tanto che purga to da tal bollire sia buono. che alcuni vogliono per Bacco deversi intendere il vino. Tra le ci ttà c'habitano gl'Indi (& sono infinite) Nisa è famossissima. Ma per ritornar di novo a i sensi fisici sotto favola coperti. Che Semele fosse fulminata. Di qui egli hanno la principal fama. & incomincia spumare. ma più tosto in corruttione. & cosi Semele si piglierà per la vite. se questi fu quello. & cosi la chiamasse dal suo nome. overo da febre ardente alla morte condotta. istimo il giorno di Bacco essere stato circa il più antico tempo di tutti questi. la quale per Gio ve. Pomponio Mela nella Cosmografia recita la historica. il che si può giudicare essere avenuto negli anni del mondo tremilleottocento. Il padre Libero soggiogata l'India la bagnò di sangue. lasciate le ragioni che mi moveno. cioè rinchiuso. cioè il vaso. Il che si fa quando il vino presso dall'uve da noi viene fatto di nuovo bollire. Dionisio in In dia edificò Nisa. Dionisio detto padre Libero c ombattendo contra gl'Indi edificò la città Nisa appresso il fiume Indo. Questo dice egli. de' mon ti Meros è sacrato àa Giove. cioè il padre Bacco. & atto ad essere bevuto. è necessario che sia levat a. Ma lasciate qu este curiositadi. & humori. che trahe l'humid ità per li rami della vite. Dice Eusebio ne l libro dei Tempi che alcuno stimano. altri padre Libero: & perche non si trova di qual Giove fosse figliuolo. Ma io. & ne i rac emi i succhi. che nacque di Semele. c he gli Auttori Greci dicessero che fosse locato al ventre di Giove. Onde. regnando Acrisio in Argo. Di cos tui. affine che non sia ritrovato da Giunone. Qua nta sia questa diversità de' tempi raccolta da Eusebio dai Commentari degli antich i. in ciò si viene a disegnare il chiarissimo ufficio delle ostetrici. & egli essere nato a quel t empo nel quale si narrano quelle cose essere state da lui oprate. i quali si debbeno intendere per Giove. cosi dice Orosio. il t iene occulto. overo almeno quello che segue dietro. et putredine dei frutti cotti guidata. & congiunto all'utero di Giove. Poco da poi l'istesso Eusebio dice che regnando D anao in Argo Cadmo regnò in Thebe. o la materia . si dia vigore a colui che inanzi tempo è tratto dagl'intrinsechi. che regnando Danao in Argo. onde potrebbe essere che per consequenza da diversi Dionigi fossero nate tante contrarietà di tempi. cioè morbida. Il che fu d'intorno gli anni del mondo t remilasettecento. Ma essendo questa espositione Fisica. istimo più tosto deversi in tender dell'altro che di quello. il che pare essere stato nei tremilleottocento. io l'ho attribuita al secondo Giove. l'una. Percioche necessaria cosa è che con i calori estrinsechi. & ventinove. in testimonio che ivi sia stato nodrito. et gonfia. percioche pare che il suo tempo meglio si convenga col secondo che con alcuno degli altri. Indi Ino.più tosto per lo furore che per la virtù. cognominate Bacch e. Dionisio latinamente detto padre Libero nacque di Semele. cioè dall'aer e corrotto. cioè al diu . Overo allhora diciamo Semele esser pregna di Giove quando nella Prim avera veggiamo la vite per opra del caldo gonfiarsi: & allhora è fulminata. cioè per lo calore congiunto nello sparso humor della terra. Nostra cura è per conietture imaginarsi qual tempo tra tutti i detti più vero si può attribuire all'età di Bacco. & non fu nessuna perso na che non fosse mal trattata. della cui figliuola Semele nacque Dionisio. & nel suo essercito havesse donne.

per la cui si viene a dinotare la perpetua gioventù del vino. & dalle f oglie è coperto. Li Tigri tr aheno il carro per dinotare la crudeltà de gli ubbriachi. perche perduto il dritto giudicio di ragione. come fu Marsia. per la qual temerità intendo la loquacità dei vinolenti che tende verso ciascuno. Vollero poi che Marsia fosse locato sotto sua difesa. cioè i lupi cerveri. è stato toccato dove havemo d etto dei Linci. qua. & affine di mostrare l'eternità dei versi. di sorte che senza consideratione andrebbono in ogni pericolo. & poi sepolto. & il parlare di questi tali si risolve come se non havessero detto nulla. appresso i rozi fu prima tenuto Iddio del vino. accioche dal soverchio calore non sia offeso. le tavole apparecchiate. tanto ha maggior possa. è poi nodrito dalle n infe. cred'io perche. percioche i vecchi più tosto per lo vino che per lo cibo si sostentano. Gli instabile gradi sono annoverati tra i compagni di Bacco per designare il vacillar degli ebbri. Che poi facilment e s'adirino. & non immeritamente. Indi lo segueno i pazzi. Il crivello poi è dedic ato a lui [con](4) ragione misteriale. È stato p oi da poeti detto ch'egli adopra il carro con que' compagni per dimostrare alcun i de' suoi effetti. La Vir tù poi per qual ragione si aggiunga al carro di Bacco. a quello sono attribuiti per dar ad intende re che il vino. anzi quanto è di più tempo. pigliato moderatamente. se veggiamo le historie. È cosa ancho possibile che Bacco appresso Greci fosse il primo che piantasse la vigna. Quello poi che s'appartiene ad Arianna si narrerà nell e cose seguenti dove di lei si tratterà. I Linci. & uve. che dal padre riceva quella maturezza che dalla madre non hav ea potuto. mentre dall'humido della notte viene ristaurato quello che dal calore del giorno era stato arso. credo essere stato detto perche da Eusebio nel libro de i Tempi si scrive che regnando Pandione in Atene. spessissime volte temeno cose da non temere. anzi temerario contra Apollo. ma che ritrovò l'uso del vino da T hebani non conosciuto. & che il congiunse con altri vari licori accioche fosse p iù dilettevole. & la va saltando. Oltre ciò dicono l'hedera essere sacrata a lui. & piene di risse. cioè scoperta la prosuntione de i riscaldati . Timidi ancho sono i vinolenti. Ma alle fitt . chiaramente egli si vede. ma a guisa di Sati ro. i quali intendo che siano que' fier i Lupi. & saggi spogliato Marsia. perche l'avaro non si diletta di bevande. & i frutti simili alla vite. cioè cade. & indi vengano in furore. Finalmente nel cospetto dei dotti. Il vecchio Sileno viene chiamato suo allievo. D i questa ancho furono soliti già coronarsi i poeti. & la vista. & vacillando. affermando che se alcuno divenisse tanto ebbro che fosse sforzato vomitare. Furono nondimeno di quelli che vollero queste purgationi farsi dagli huo mini viventi per estrema ebrietà. sì come per lo crivello si purgano i fr omenti. Nond imeno alcuni dicono che Bacco non piantò la vite. & allhora Ino serba quello occultamente mentre dai pampani. All a cui openione pare che Seneca in quel libro ch'egli scrisse della tranquillità de ll'animo s'accosti.rno calore affine. si rivolge in folgore. vedemo ivi taberna coli di frondi. i l quale mai non s'invecchisse. percioche per la facondia sono sacrati a Bacco. questo padre Libero guerreggiand o contra Perseo fu morto in battaglia. cosi ancho l'hedera manda fuor i i suoi racemi torti. percioche per lo carro si deve intendere la volubilezza degl i ebbri. & ne cavasse il vino. percioche dice Servio i sacrifici di Bacc o appartenersi alla purgatione dell'anima. & rabbiose Orse che nella preda di Bacco sono portate. cioè negli anni del mondo tremilleottocento e novantasei (testimonio Marco Varrone Poeta). il che. perche parve maraviglioso. & i vasi col vino. Et questo sia detto in quanto all'historia. & cosi non sono accompagnati da sobrio ardore. sì come le viti mandano fuori i loro pampani. i quali caminano con tanta instabilità che di c ontinuo paiono cadere. & temerari. il quale a lui Mida a varissimo huomo fu restituito. conciosia ch e molto prima havemo per cosa chiara che Noé fece questo appresso gli Hebrei. la quale è il sacrificio di Bacco. perche fu audace. indi vi si veggono persone tumultuose. cresce l'ardire. Si aggiunge che Bacco ha gli steccati simili a quelli dei re. percioche. che dopo il passato stupore del cervello l'animo spogliato di noiosi pensieri resta tranquillo. perche il carico del vin o non perdona a nessuno. & che la sua sepoltura si vede in Delfo a ppresso l'aureo Apollo. Che costui fosse lacerato dai Giganti. le quai cose tutte simi li sono ai campi degli esserciti dei re. per la cui alla presenza degli ignoranti spesse volte i prudenti da i rozzi paiono restar confusi: i quali non avertisco no che l'oratione di questi tali non è fatta con ordine alcuno. & appresso ancho perche l'he dera è sempre verde. i cibi da mangiare.

Nondimeno d'intorno ciò diceva Alberico Bacco deversi inte ndere l'anima del mondo. & ci rende più securi nelle essecutioni. & significa buon fanc iullo. quasi hirsuto. poscia che alquanto habbiamo bevuto. Nelle città libere adunque in segno dell a libertà v'havevano il simulacro di Marsia. perche fa venire il singhioz zo à gli huomini. overo perche il continuo bere indebilisce le forze. sì come è stato predetto. È figurato fanciullo: attento che non altrimenti gli e bbri sono lascivi. i cui sacrifici (dice Servio) furono prima transferriti à Roma da Giulio Cesare. sì come à i Fisici piace. & avilisce di sorte le forze dei nervi. cioè il calore: attento che veggiamo i capi deni bev itori fumosi. tuttavia pare che si rientegri. diventiamo più essorabili. È depinto in habito di donna perche nel l'impresa contra gl'Indi hebbe nel suo essercito molte donne. cioè non raso. città dove grandemente era riverito. o confederate. secondo Fulgentio. Ehua poi è una interiettione di lodar Bacco.ioni da alcuni s'aggiunge che egli. ne' quali s'immolava un Capro. ma pigliato fuori di m isura disecca l'humidità buona. Fu dett o Bassareo dalla qualità delle vesti usate dalle ministre ne suoi sacrifici. mentre che quel la ebrietà dura. secondo Lattantio. Primieramente si chiama Bacco. Oltre ciò libera dai pen sieri. sì come è stato predet to. Riformator della uva è detto. overo. & oprare alcuna cosa. & piacevolezza. Dice Marco Terentio Va rrone. e t sempre perseverando una istessa. & specialmente il novo. Oltre questo. bevendosi più fiate. percioche ancho i servi ubbriachi. è detto Lieo perche ci co ncede una certa lenità. overo libere. benche per li corpi del mondo a membro per me mbro sia divisa. & debili. Niseo poi è chiamato dalla città Nisa dove è adorato overo da Nisa. non patendo alcuno affanno della sua semplici tà. percioche il vino. & a restar ignudi. & per ciò il dicono Ditirambo. che. ove ro Briseo. di ch e tali ministre erano chiamate Bassaride. & questo si faceva perche alle vo lte le caprette guastavano i racemi delle viti crescenti. Et dice Alberico che nel principio delle edi ficationi delle città. perche a volta a volta si bee. Si noma ancho Nato di nuovo. & l'altra delicata nomata Lenea. Chiamasi Bromio da Bromin. Appresso fu in costume à Romani dare la toga l ibera ai giovanetti nelle feste liberali. nondi meno suscitò intiero. Si dice ancho Ignigena. che i fanciulli. per lo calore del vino si move una ebbrietà per la cui assai si vede Bacco vivere . che fà intonso. Hiaco. Ignudo poi viene dipinto perche l'ebbro manifesta il tutto. Onde di quì fù detto ch'egli in Grecia hebbe d ue statue. per dimostrata sua pueritia: attento che i fanciulli sono senza peli. cioè le tenebre à i sensi. & alla fine rende anco d ebile il bevitore. a' quali non è ancho l'intelletto intiero. una hirsuta chiamata Brisei. & indi. & la ragione. ma dishonestamen te lega i sensi. il quale habbiamo detto di sopra esse re in protettione del padre Libero. che per lo più gl'ingordi diventano tremanti. o pure perch e il bere genera calidezza. che suona l'istesso c he furore. Hor a ci resta veder de i nomi. Eleo da Elea. accioche conservasse la libertà alla futura patria. & aiuta il padire. per dinotare la vita più libera concedut a per l'avenire. che. Bimadre. tutte le città che ubbidivano a' Romani Imperatori del mondo erano o tributarie. & le accresce. si fa cevano ancho al padre Libero. perche pi gliato modestamente raccoglie le disperse forze. la quale. che suona l'istesso. facendosi per buon augurio sacrificio agli altri Dei. Chiamasi appresso Lieo da Lien. & riformandosi. attuffandosi. o vero perche il bere ha già condotto molti a povertà. inalza anco gli abbattuti in alto. o perche sia generato di fuoco overo perche genera il fuoco. ligas. la qual cosa penso deversi intendere che. è di cosi focoso furore che non può essere tenuto rinchiuso da nessuna chiusura. che i Capri a lui sono sacrificati come ad . Es so Macrobio transferisce tutte le deitadi. Thioneo. overo da ligo. il che istimo meglio. suona l'iste sso: onde che un'altra fiata sia nato di sopra egli s'è dimostrato. Si dice poi padre Libero perche pare c he apporti libertà à gli huomini. Briseo (secondo Alberico) perche fu il primo che cavò il vino dall'uva. perche fu il primo che piantò la vite. istimano haver rotto i legami della servitù. merite volmente. Overo. una delle cime del monte Parnaso à lui consacrata. cioè superbo. & anco rende furiosi quelli c he il pigliano senza misura. rende liberi i poveri da' bisogni. benche fosse sepolto tutto stracciato. & che alle volte per la callidità metteno giù le vesti. percioche la modesta bevanda del buon vino consuma le sup erfluità dei cibi. ch e significa consumare. dove tratta dell'agricoltura. che vuol dire tratto. è chiamato perche le viti da' quali nasce hanno i palmi ti lunghi. Nittilo poi perche fa venir la notte. Ma io istimo questo Bacco d'Alberico deversi intendere il Sole di Macrobio.

Ma io istimo che sia detto figlio di Bacco. & morto d'una certa ruina. ma che si debba intendere di quel Padre Libero del quale pare c'habbia voluto C icerone. percioche Bacco non è quello che conduce l'anno. Et queste veramente furono quelle due deità che g randemente adorarono gli Etrusci. Et quello che va dietro. Bacco vi sia dator dell'allegrezza. di maniera che nei festivi giorni di Libero il m embro virile si portava diritto nella città con parole sceleratissime. & Venere. che sopra aggiungendole le rapirono tutte. Ma Lattantio dice essere cavato dall'historia. Himeneo figliuolo di Bacco. & tu insieme Cerere alma Che l'anno per ciel guidate intiero. & di qui detto p adre Libero. il quale. overo perche due intervengono alle nozze. Nondimeno vi sono di quelli che dicano che il giorno delle nozze egli fu oppresso. Himen in greco si chiama Membrana. Tu Libero. secondo l'openione di Macro bio. parenDo che a lei s'appartenga congiunge re il maschio. onde per cagione di pur gatione fu ritrovato che il nome suo s'havesse a celebrare nelle nozze. tra quali ancho fu preso Hi meneo. eglino gli dessero pesposa la fanciulla. do ve smontati s'adormentarono. Il quale io istimo. Et cosi penso ancho haver inteso Virgilio. scorsero certi corsari ivi d 'intorno. il che fatto. ch e gira per lo Cielo. quando dice. mentre trattando delle Nature de' Dei scrisse. & altamente giudic ano Libero. passand o gli anni dell'età puerile. s'egli gli restituiva tute le donne rapite . questo Bacco si chiama ancho Dionisio. essere il Sole. la qual'è prop rio il sesso feminile. Per Venere poi la copula carnale. furono tutti amazzati dai prigioni. Indi Himeneo fu detto Dio dalle nozze. Il qual matrimonio. quando dice. che ivi era andato per veder la sua carissima donna. Io dico questo Libero n ato di Semele. celebrando le prime donne della città insieme con le donzell e i sacrifici di Cerere Eulesina fuori della terra. Appresso. cioè la festa. Havendo adunque i co rsari per lontani mari condotto la preda.inventore della vite. & con l'auttorità di Remigio segue dicendo che per tale fu tenuto percioche per la soverchia lasci via suole eccittare la libidine. sì come si vede per Virgilio. cosi di questi due si fanno le nozze. & la copula carnale. fatto questo. lasciate le vergini. . da loro tenuto per padre di tutte le cose. ma il Sole.](5) Di che Himeneo. & si convenne con i par enti della donzella da lui amata che. Himeneo secondo Alberico fu figliuolo di Bacco. Agostin o nel libro della Città d'Iddio mostra dagl'antichi esserli stati celebrati vitupe rosi sacrifici. overo Himeneo che si debbe intendere per le nozze. Per la festa si deve intender Bacco. Onde avenne che. Questi essendosi inamorato d 'una donzella nobilissima. la più honesta donna madre di famiglia che fosse te nuta nella Città il coronava. fu di tanta s ingolar bellezza che da molti era tenuto per donna. scrivendo che Himeneo fu un fanciullo Atheniese di mediocre conditione. volò ad Athene. & all'incontro ella di lui. il che S ervio in tutto danna. Et quello che segue. & Venere perch e col mezzo di due si fanno le nozze. Ma fosse chi si volesse questo Libero. & essendo giunti in un certo paese. & non essendo ancho giunto alla virile. & delle prime della città. & tra l'altre cose dice che in suo honore publicamente s'honorar ono le parti virili vergognose. Ma io n on istimo che questi sacrifici fossero prima trasferiti a Roma da Giulio Cesare. conceduta o gni licenza: indi condotto per tutta la città. piacque agli Atheniesi aggiungere il nome d'Himeneo alle nozze. accioche col supplitio del capo patiscano le pene. il mettevano al su o loco statuito. del qual nome si tratterà dove si narrerà di Dionigi. & non quello che i nostri maggiori santamente. perche era stato felice. nella quale diconsi fare le fanciullarie. la hebbe per moglie. & per le piazze. percioche non sperava poter haverla per moglie si contentava almeno di vagheggia rla. & la femina per generar figliuoli.

sì come si dimostra nei versi d'Ovidio. & per ciò i Villani essendoli dietro. ma che havendo molto bene i Contadini bevuto. ò perche non fossero ricevuti. Th oante & Euneo. andando gli Argonauti con Giasone in Colcho. & Arianna pria che si maritasse fu rapita da Thes eo. Thion eo. A quale il regno. generò Issifile. & per caso essendosi accorte le donn e di Len.no ch'ella havea perdonato al padre Thoante. Penso io che costui fosse un lad ro. & il Bue in un Cervo. & seco hebbe a fare. tra gli altri Giasone fu raccolto da Issifile. la quale poscia partorì due figliuoli. Ovidio chiama Thioneo figliuolo di Bacco. il quale poco innanzi il principio della guerra Thebana venne in Italia. & di notte mandato nell'isola di Chio. fece finta haver amazzato i l padre. Dice che egli havendo rubato un Bue. Ma facend oli instanza i compagni. et la lasciò pregna. Issifile figliuola di Thoante. & menata al servigio del Re Nemeo. che generò Issifile. & cosi essendo ivi allogiat i. Et cosi Thoante fu molto più antico che Arianna. il quale le diede a nudrir Ofelte suo picciolo figliuolo: onde ella atten dendo al suo ufficio. ò perche voless ero vendicare la scelerità. per caso le spie che erano inanzi . overo esso Re Adrasto Re d'Argivi. la ritrovò. chiamato fortemente in suo aiuto il nome del padre. si come riferisce l'istesso Statio. & di lui recita una breve favola . & essendo giunt i nella selva Lemea. & il mandò nell'Isola Chio: indi nel palazzo reale fatto un sublime rogo. avenne che. di consentimento commune. Questa adunque. che gli dimandavano il suo Bue. & il Bue Ce rvo. & avicinando il tempo del promesso ritorno. & in loco di quello signoreggiò alle donne homicide. amazzato tutti gli huomini di Lenno. in quella notte che dall'altre donne fu commessa la iniquità messe i l padre Thoante in una nave. havendo consentito al commune consiglio delle donne di Lenno di amazzar tutti i maschi.Thioneo figliuolo di Bacco. Thoante fu figliuolo di Bacco. sì come si mostrerà più di sotto. Ma non ritornando più Giasone. dall a figliuola Issifile. Issifile fu figliuola di Thoante. fu cacciata dal Reame: et essendo rimasta sopra il lito fu presa da Corsari. Thoante figliuolo di Bacco. Costui (come testimonia Statio) già vecchio signoreggiando in Lenno. La quale regnando (c ome dimostra Statio) avenne che. avenne che da Bacco fu c angiato in un Cacciatore. mentre dice . & essendosi accostati al lito di Lenno. Ma Paolo testimonia ch'egli nacque d'Arianna figlia di Minos. raccomandandolo al padre Bacco. & la interrogò se sapeva insegnarli . & havendo tut te le donne. rimontando in nave d'ivi si partì. che d ice. attento che Thoante. e il genitor Thoante. egli facilmente desse ad inten dere a quelli. Nondimeno mi maraviglio come habbia potuto far questo. la quale al tempo della guerra Thebana serviva a Ligu rgo Nemeo per balia di Ofelte. dove si morivano di sete. secondo che Statio dimostra. doppo ch'hebbe partorito Hippolito. & vivere con l e loro leggi. fu salvato. Allhor Thioneo ne la notte prima Al figliuolo Thoante si scoperse Tutto tremante a quel donando aiuto. per forza presero l'Isola. venendo Argivi contra Thebani. Et il chiaro Euban de la stirpe zio. che facendo un rogo finse haverlo morto. sE essere Cacciatore.

Questi fu in fiore (sì come dice Eusebio nel libro de' Tem pi) nella Musica. per far Antiopa pregna. Zeto. & l'amazzarono insieme con Dirce di lui moglie. & civilmente vivessero. & che per questo Antiopa fu repulsata dal marito Linceo Re di Thebe di Egitto. Et altrove dice. se ste sso con un coltello amazzò. si. Anfione fu tanto eccellente nella Musica che. come narra Homero nell'Odiss ea. & si chiamar ono figliuoli di Giove. si levarono contra Linceo. i quai per la superbia di Niobe veggendo essere stati morti da Apollo. Appresso. che da lei era stato lasciato in un prato scherzando tra l'herbe. nondimeno fu dal Re Adrastro. & Calati. non mi ricordo haver mai letto. ma mentre che Issifile andava seco qu ei la interrogarono. & per publica . Scrive ancho Plinio i canti Lidii. & i fratelli furono figliuoli non di Giove. che insieme si convenissero. i quai figliuoli cresciuti in età. & fiori. & finalmente cacciato il vecchio Cadmo regnarono in Thebe. Et quello che segue. Ch'egli poi in edificar Thebe col suo no della lira movesse i sassi (secondo Alberico). con il sonoro canto Ivi trahendo. di costui fu moglie Niobe fig liuola di Tan. e forma Di Satiro. Ma Licurgo sopportando malamente la morte del figliuolo cercav a contra lei vendicarsi. & Antiope. ch'ivi non si scrive. essendosi scordata dell'allievo . Vogliono appresso che questi fossero esp osti dalla madre cacciata da Linceo Re di Thebe per lo stupro commesso con Epafo . Anfione Re di Thebe quinto figliuolo del secondo Giove. Quello che finalmente avenisse poi di lei. contra il cui Linceo movendosi. percioche altrove si s crive Antiopa per forza essere stata oppressa. dagli altri re. overo Giove.talo. i giovani. & altrettante figlie. Anfione fu figliuolo di Giove. non fu altro che con dolce arm onia di parole persuase a gli ignoranti. Ma intanto ch'ella racconta le sue sventure. rozzi. Nondimeno Theodontio dice che Anf ione. overo Satiro. Di questi adu nque. meritò da Mercurio la Cithara. & La spars i dimoravano. & Antiopa. chi ella si fosse. occorse. & specialmente Ovidio. & fuggirono in Grecia. appresso Lat tantio. & facendola fermare.nessun fonte. secondo Servio. & Diana. ne hebbe quatordici. La quale subito andò a mostrarli il fiume Langia. che generò sette figl iuoli. Le cui mura Amfion nato di Giove Edificò. del cui nascimento dove si tratta d'Antiopa si recita la favola. Nondimeno O vidio dice. che Antiopa fosse impregnata da Giove converso in Toro. Hora ci restano a dichiarare le fittioni. dicendo. Ma secondo i Poeti Latini. l'amazzarono. il che penso essere finto per dimostrare il fervore della libidine che ci opprime. regnando Linceo in Argo. & da i fi gliuoli difesa. & Euneo suoi figliuoli ivi presenti col re la conobbero per madre. dove i Re. & quei che seguivano dietro si trassero la sete. & essendo stati nodriti da un ce rto pastore. con la quale edificò le mura di Thebe. La onde tutto l' essercito si turbò. la consolavano de' suoi dolo ri. & conducendo pietre. già cresciuti in età. sì come mostra Seneca poeta nella Tragedia d'Hercole Furioso. fu morto con la coda da un serpe. Dicono adunq ue che costui fu generato da Giove Toro. cioè Anfione. che Thoante. dalla cui secondo Homero nella Iliade hebbe dodici figliuol i. Oltre ciò Homero vuole che Giove havesse di Antiopa tre figliuoli. Giove cangiato sotto habito. & duri huomini che quà. ma di Epafo. qua ndo andò a mostrargli il fiume. di che havendoli veritevolmente racconta to la conditione sua. dove ricevuti da Cadmo già vecchio il privarono del reame.

mancarono an cho chi loro sepellissero. b enche altrove dice che furono sepolti nel monte Sifilo. & le femine furono morte da Diana al con spetto della madre. Ithilo et Thio figliuoli di Zeto. Damasicone. La quale conosce ndo poscia il suo fallo. & convertiti in sasso. F itia. Ithilo. credo che ciò avenisse per la peste. & Epinito. & affermano ch'elle si lavano nell'Acidalio fonte che è in Orchomeno. essend one Apollo il rovinatore. Di Thio ci resta il solo nome. Tendendo il nome di Gra tia sempre a buon fine. ciò fu. & Thio. s'unisce overo diventa amico d'un altro. Ithilo in errore di notte fu morto dalla madre Ai donna. Fadimo. Xemarco.difesa circondassero una Città di mura. nondimeno per misericordia degli dei fu cangiata in Cardelino. & Antiopa. Ovidio dice che i maschi furono amazzati da Apollo per la superbi a di Niobe. Pasithe. stettero nove an ni senza sepolcro. I quatordici figliuoli d'Anfione. & indi caminano ignude. & Nerea. & furono figliuole d el secondo Giove. meritamente a quell a compiacciono. Xemarco. overo Chari te (sì come piace a Lattantio) furono figliuole di Giove. che contra Latona sparlava. furono posti in sepolture di pietra. meritamente sono dette figliuole di Giove. le quali si chiamano le Gratie. Le figliuole poi furono Asticratia. Calato fu figliuolo di Giove. secondo ch'affermano i Mathematici. de' quai questi furono i nomi: Archemoro. ci resta scoprire. Il che fu fatto. Nondimeno Ovidio discorda da Lattantio in alcuno dei nomi. Pelopia. città di Boemia. Che poi egli havesse da Mercurio la Cithara. i quai huomini venuti meno. amazzati. Ovidio vi mette Ilme neo. trovate dell'urne. cioè indurati per li mal i. il qual Homero dice che questi tali figliuoli. & E pinito. & Ilioneo. Egiale. sì come è stato detto di sopra. Dice Lattantio sopra l'Achilleide. Tra questi non so quale Homero chiamasse A malea. & Eufrosine. Calato settimo figliuolo del secondo Giove. & Aidonna sua moglie. ci oè in polve. & Servio medesimamente. & di qui avenne che mancando gli huomini. tenendo due di loro le faccie rivolte verso noi. Di Niobe hebbe Anfione sette figliuoli. & la terza il tergo. Quello adunque che sotto queste figure vollero intendere gli antichi. & Anthonoe. Che adunque questi tali figliuoli morissero cosi in un subito. che sono le tre gratie. del quale non mi ricordo altro. desiderò morire. Pasithea. che questi per la iminente peste fossero sepolti privatamente. Sipolo. & altrettante figliuole. & Eufrosine. percioche ella havea i nvidia alla moglie d'Anfione perche havea sei figliuoli maschi. Dicono che q ueste sono serventi di Venere. che costui fu rus tico huomo: benche regnasse col fratello. fino a tanto che. p ercioche invece di Archemoro. Cleodose. Ogune. Antegoro. & Thio (come testimonia Homero nell'Odissea) furono figliuoli del re Zeto. coprirono quelli non sepolti. Zeto sesto figliuolo del secondo Giove. & Enthiopa. secondo l'usanza reale. Antegoro. & Egial. i cui effetti sempre tendeno in bene. Ov ero puote accadere altrimenti. come dice Homero. perche dall'influ sso di Mercurio hebbe la eloquenza. credendo ch'egli fosse Amalea figliuolo d'Anfione. veggendosi sempre che alcuno. che piange Ithilo. furono coperti. Fu Zeto figlio di Giove. Ove ro (il che penso più tosto) che i popoli divenuti di sasso. overo fu tenuto che gli coprissero. che il nome solo. Chelori. Alfenore. sì come è stato detto dove s'è detto d'Anfio ne. come sarebbe à dire per lo mezzo d'alcu . & che cosi stessero nove anni. per lo precedere di qualche gratia . gli sepellirono appresso il monte Sifilo : percioche alle volte per la soverchia pietà non possiamo quello che debbiamo. Tantalo. che generò Ithilo. Et essendo Venere cagionatrice di tutte le congiuntioni per la potenza a lei conceduta. Finalmente convertiti que' popoli in sassi. sì come Homero scrive nell'Odissea .

regnando La cedemone in Argo. percioche quelli che cercano altrimenti più tosto si ponno chiamare mercanti d'amicitie che veri acquistatori di quelle. o per agguagl ianza di studi. Sì come afferma il predette Dite. che l'havea condotto. Nondimeno io istimo che fosse huomo. Amiclate fu figliuolo di Lacedemone. & Taigeta. Come s'egli voglia intendere. La terza poi si chiama Eufrosine: il che suona retinente. & Icaro. & cosi condotto. che si chiama Egiale. & Icaro. vanamente dilettarsi. La seconda. Tindaro. non vestita nè con trafatta dovervi intervenire. senza sapersi il padre. nel pigliare le amicitie. affine c he per ciò s'intenda ciascuno essere guidato invano alla dilettatione di qualunque cosa. se bene altro non si legge. Se alcuna speme haverai posto in cos a grata. & a lui succe sse nel reame. se ciascuno con l'opra sua non rit iene quello. non si continuarebbe nell'amicitia. Oebalo figliuolo d'Argolo. percioche principalmente per ogni causa che si moviamo siamo condotti dal desiderio. Tindaro figliuolo d'Oebalo. & quella ritrovò regnando A rgo Forbante. ò vogliamo dir dilettante.no beneficio fatto. & altre cose simili. & gli diletta. percioche il prim o che in Grecia fece la Carretta fu chiamato Aregillo. Lacedemone undecimo figliuolo del secondo Giove. benche Eusebio nel libro de i Tempi dica che fosse fig lio di Semele. se non di lui. & mentre ci sforziamo fermarci. & Theodontio) fu figlio d'Oebalo. & costumi. Vuole l'istesso Dite che Argolo fosse figliuolo di Amiclate. da quella il doppio. & diletti quello che per innanzi ci havea mosso. nondimeno di Giove nel suo palazzo . Et di qui puoi conoscere due d elle Gratie venire in te. tu riceverai da lui il merito doppio. che generò Argalo. Se tu farai qualche bene a noi. La quale. & perciò Ilioneo appress o Virgilio dice a Didone. & ch e Enea viva. siamo travagliati da diver si pensieri. Overo altrimenti. Oebalo (secondo Dite. che generò Amiclate. & di lei ess er nato Amiclate. Lacedemone (come scrive Dite Candiano in quel libro ch'egli compose sopra l'espositione dei Greci contra Troiani) fu figlio di Giove. che generò Oebalo. figliuola d'Agenore re di Fenicia. che sentiamo che mentre siamo condotti. & che edificasse Crotopo città. bench e vi siano libri ne' quali si legga Lacedemone essere stata femina. nessuna cosa non finta. eccetto accioche conoscessimo. Et però (sì come piace a Fulgentio) Pasithea. overo per conformità di complessione. mentre pr endiamo dilettatione. Né d'esser stata prima a te non caglia. a quai da se diede il nome di Oebali. del quale. Argolo figliuolo d'Amiclate. che fu molto prima di Argolo. almeno habbiamo che di que llo fu moglie Leda. s'interpreta lusingante. anzi a ciò dobbiamo condursi con la mente pura. perche Acida in greco volgarmente vuol dire cura. che generò Tindaro. che in noi d'alcuna cosa nasce. Sono dette poi bagnarsi nell' Acidalio fonte. Ritroviamo che costui hebbe due figliuoli. il quale seco ndo Theodontio fu il primo che in Achaia messe insieme la carretta. conciosia che se in processo di tempo non ci dilettasse quello c'habbiamo per inanzi desiderato. Tindaro (come scrive Dite. il quale (dice Paolo) regnò appresso Laconi. & Theodontio) fu figliuolo d'Argolo. & ap erta. s'interpreta attrahente. Amiclate figliuolo di Lacedemone. & dire. & però è necessario che piaccia. ma io temo c h'egli non si sia quasi ingannato dalla similitudine del nome. l a quale è la prima delle Gratie. & più in te ritornare vedrai. overo pensiero : la onde questo è finto affine. anzi subit o si sciorebbe. Non per altro vollero ch'elle caminassero ignude.

per sacrar festivo il giorno. che alcune di queste pe r consolatione dei posteri. a compassione della quale mossi gli dei la trasfer irono tra le stelle. & in quel modo fu purgata la peste. & che da lui hebbe in dono concedere il vino a morta li. overo secondo altri. tale che ancho le vergini guidate da certo i strano furore s'appiccavano. essendo nell'ottava sfera molte imagini figurate con un certo disegno di stelle dagli antichi Astrologi.reale partorì Castore. avenne ch'ella caddè in terra. & da' cani facevano celebrare quel solenne giorno. Et l'imagine tua su l'alto pino Sospendon. & padre di Penelope. Polluce. quasi che volessero mostrare ricercarli ancho in altro elemento. egli incontanente ritornò al corpo del padrone. o per la debilità della fune o del ramo. ERIGONE FIGLIuola d'Icaro. & Penelope. da lui cangiato in uva. Dice Lattantio che costui f u compagno del padre Bacco. Onde Servio dice che lungame nte il suo cane fece la guardia al corpo. & in vece loro movevano quelle sospese. a suoi lavoratori. Onde Virgilio disse. ma di Tindaro essere stati figl iuoli. & nel Zodiaco la fecero quel segno che hora chiamamo Vergin e. Iptima. Icaro figliuolo d'Oebalo. & piantolo lungam ente. f u impregnata. amaz zarono lui. & dall'oracolo essendogli risposto che quella peste non si poteva acquetare se non ritrovassero i corpi d'Erigone. per mitigare la sua ira. percioche vuole che dopo alquanto tempo essendo mandata una infermità à gli Atheniesi. trovarono delle imagini a sua simiglianza. & dai pastori. ma sia da me lont ano ch'io toglia a cosi pudicissimo Iddio que' figliuoli che la liberale antichi tà a lui ha dedicato. ò perche n'havessero preso oltre il dritto. Costei nondimeno. Egli è cosa possibile che. Helena. che si chiama As sirio. finalmente non potendo più sopportare il dolore se stessa con un laccio appe se. & insieme con lui il cane. & impregnata da Bacco in forma d'uva. & Servio. della qual e essendosi inamorato Bacco (secondo che dice Ovidio). benche vi siano di quelli che dicano Castore. & si sospendesse su quell'istesso albero. & aggiravano. gli Atheniesi per mos trare la loro divotione. i quali lungamente furono ricercati. come afferma Lattantio. di che E rigone seguendolo ritrovò il padre morto. come quasi se volessero cer care i loro corpi per l'aria. che si formasse una imagi ne di cera. credo fosse detto perche fu cosa possibile ch'ella mangiando dell'uva divenisse ebbra. Icaro. che generò Erigone. Nondimeno in processo di tempo turbando (secondo Lattantio) l'ombra di lei tu tto quel paese. ma o per lo soverchio peso del corpo. & cangiato in Boete. & La si movevano. che appresso Marathone era alla caccia. per li cui preghi Icaro finalmente fu as sunto in cielo. Hiptima figliuola d'Icaro. Tuttavia io tengo che tutti quattro fossero di Tindaro. Ma perche molti cadevano. fu figliuolo d'Oebalo. et havendo ritrovato il padre morto. essendo stata guidata dal can e nella Marathonia selva. doppo Icaro fossero nomate dal nome d'Icaro. divenuti ebbri. Erigone fu figliuola d'Icaro. . overo a tal licore non fosser o avezzi. percioche movevano le faccie. legavano delle funi agli alberi: alle quali tenendosi gli huomini con le mani in aere qua. Ch'el la poi fosse ingannata. sì come vuol Servio. Ma io non credo che questo Icaro fosse quello che fu figliuolo d'Oebalo . ma non si potendo ritrovare. Il quale havendolo dato a pastori. & Icaro. Finalmente (sì come afferma Theodontio) il cane cacciato dalla fame ritornò a casa. Onde furono chiamate Oscille. & quelli. secondo Leontio. & dal s uo cane. fu ritrovato. & subito che Erigone figliuola d'Icaro gli hebbe dato del pane. & Clitennestra. & indi istimando che Icaro gli havesse avenenati. & Clitennestra non di Giove. Ma Servio dice altrimenti.

celebrata da tanti. moglie d'Eumilo. Carthagine. come pare. Licofrone Poeta greco. Minerva quartadecima figliuola del secondo Giove. & moglie d'Ulisse. che la pudicitia di Penelope. che dimostri Statio. Tantalo duodecimo figliuolo del secondo Giove. che fu inventrice. fu figlia del secondo Giove. & guidatrice di carrette. & però da alcuni è chiamata Bellona. & di Latona.Hiptima fu figliuola d'Icaro. & aggira i lunghi dardi. Penelope figliuola d'Icaro. sì per difender la sua pudicitia. dice ndo. fu figliuola del quarto Hercole . Nondimeno Leontio d ice. tra i quali Theodontio dice. & c osi famosi auttori. Penelope fu figliuola d'Icaro. & spesso sedette alle mense de gli D ei. sorella di Marte. havendo molto errato. subito se n'andò nell'Isola Gortina. dei Dei viene chiamato q nato di Asterie. Questo Hercole da Cicerone nel libro delle nature uarto. ch'ascenda in cielo. scrivere che Penelope si congiunse con tutti i Proci . & pio. c'habita in casa del fratello. Finalmente conservando il tutto rihebbe il marito. la quale molti dei Proci cercavano corrom pere. & sia co' gli Dei. Regge Bellona con la man sanguigna I cavalli. fosse da nessuno machiata. il che penso essere stato finto perche la Roccha di Corintho è cosi eccelsa ch e s'alcuno sopra vi sale. ella sopportò molte cose. . & p er lo dolore del non ritornante Ulisse. & prencipe delle guerre. mentre dic e la molto saggia Penelope figliuola d'Icaro. come ancho per la tema delle insidie poste da quelli contra Thelemaco. & ivi se ne morì. & di lui partorì il figliuolo Thelemaco. & da loro i n molta riverenza tenuto. Ma da me s ia lontano. & è quella città che noi chiamiamo Carthagine: laquale fu detta figliuola d'Hercol e perche da i Fenici fu edificata con l'augurio d'Hercole suo Iddio. ciò che Licofrone ha scritto. come mostra Homero nell'Odissea. sì come è stato mostrato di sopra. Oltre ciò dice che costui è tenuto in molta vuole che da lui fosse generata una figliuola chiamata Carthagine figliuola del quarto Hercole. Poscia essendo andato Ulisse a Tr oia. Spedita la progenie dei Lacedemoni. non se ne ha certezza. ch'io creggia. & di uno di loro partorì un figliuolo chiamato Pana. sorella riverenza da quei di Tiro. come testimonia Homero nell'Odissea. dicendo . sì come è palese. & dall'istesso viene detto figliuolo di Giove. Hercole decimoterzo figliuolo del secondo Giove. che generò Carthagine. come scrive Tullio nelle nature dei Dei. non quella c'hebbe il cognome di Tritonia. Fu questi antichissimo Re de Corinthi. Minerva. ma qual fine fosse il suo. & indi dopo l'esser rovinata Troia. che nel suo ritorno essendo si accorto Ulisse. egli è da ritornare agli altri figliuoli del secondo Giove. la quale l'istesso Tullio afferm a. fu moglie d' Ulisse. egli l'hà detto come mala lingua. & Carthagine. pare. A Hiptima figliuola del magnanimo Icaro. Costei. che Tantalo ne fu figliuolo.

cioè dai giu dici fatti sopra ciò. cioè in cons igli. nascesse divisione tra i Nocchieri. & gli huomini Mecanici. colui imponesse il nome alla Cittade. & con l o scudo di christallo. sì come chiaramente dimostra Ovidio. & gira come un cavallo. o dalla commodità della te rra. & il sap er difender se stesso con necessari rimedi. Lo scudo cristall ino poi a lei è attribuito affine che appaia. & che i Mecanici all'incontro mostrassero che con le arti. & sterile. dimostrando per lo più in apparenza il contrario di quello. dopo che Licaone suo padre fu da Giove cacciato del reame (secondo che riferisce Paolo) si fece delle compagne di Diana. Di che dagli Dei. come vuole il medesimo Tullio. Ch'ella habbia gl i occhi oscuri. Finalmente veggendo l'aveduto huomo le commodità del mare per diverse cagion i poter esserle tolte. l'huomo saggio dirittamente veder insieme. la qu ale essendo parsa più utile del cavallo. con gli occhi oscuri. sì come il mare. Appresso (dice Lattantio) che costei hebbe contentione con Nettuno in dar nome alla città d'Athene. Si dedica a lei l'has ta lunga. Percioche. & fermo c orpo. giudiciò dar nome alla Città delle cose terrestri perpetue. La madre di costui. & il cavallo è come il mar veloce. Ma io istimo che. Il che io non credo. & nondimeno habbiamo detto che Cecrope fu edificator d'Athene. della quale ancho era molto abondante. essen do il suo licore necessario. & alle volte impetu oso. il quale tiene il guardo al trove. o perche il terreno sia grasso. ma fu ritirata più vicino al mare. & che in presenza dei Dei contrastarono insieme. & questo piu per dimostrare la guerra ritrovata da lei ch e per altro significato.Né questa fu quella che gli antichi affermarono esser vergine. cosi l'espone Alberico. & la terra figurarono per l'oliv a. an zi. Arcade quinto decimo figliuolo del secondo Giove. se doveva darle nome o dalla commodità de l mare. & dire che il primo Giove detto Re d'Athene fu molto prima che Cecrop e. & che quel tempo nella rocca vi na cque l'oliva senza esservi piantata. & con l'agricoltura si sostentano. che non istimano quelli. & che da quella percossa che producesse più lodevo le effetto. istimo che la fingano armata affine che sia mo ammaestrati gli huomini aveduti star sempre apparecchiati in armi. dinota il saggio cosi liggiermente non poter essere al lacciato. i l che latinamente suona immortale. cioè che i mari nari mostrassero che per lo navigar del mare. & da se cacciare gl'insidianti. La onde Nettuno percossa la te rra con il tridente fece uscire un cavallo. fu publicata la sentenza in favor dei Mecanici. onde per loro sentenza fu diterminato che ciascun o di loro percuotesse la terra. anzi tengo che tutte quelle insegn e a lei siano attribuite per dinotare qualche misterio. nel trasparente cristallo. Questa opposit ione con poche parole risolve Leontio. che le dava molta utilità. & per li navili delle Mercatantie molto s'accrescesse la Città. & Calisto ninfa. conciosia che il mare si muo ve. le quai cose si debbono intendere per lo cavallo. & biechi. & pieno di soverchio furor. & l'opre dell'inimico. & Minerva con l'hasta l'uliva. essendo la città d'Athene mar itima. & però la chiamo Athene. che stette alquanto in dubbio Cecro pe edificator di Athene. & ancho di lontano tirar colpi. Dice. & menando l . Il figmento che in ciò si contiene. Arcade fu figliuolo di Giove. le quali arti si figurano per l'oliva. perche Minerva da Greci è detta Athena. & le era molto vicino. di Vulcano antichissimo figliuolo del Cielo e lla partorì il primo Apollo. & le terrestri per ogni caso ch'occorra restar continue. accioche conosciamo l'huomo prudente conoscer ancho le cose lontane. con l'hasta in mano lunghissima. & aumentano le Cittadi. ch'egli nell 'animo tiene. Minerva per sentenza degli Dei chiamò la ci ttà dal suo nome Athene. & buono. che medesimamente fu ne' tempi di questa Minerva (sì come è chiarissimo ancho appresso Theodontio). la qua l commodità del mare volsero figurare per lo cavallo. la quale fu quasi inventrice di tutte l'arti. che il guardano in faccia. et a lei non poco necessaria. che generò Ionio. essendo tutti noi travagliati da continue guerre. Oltre ciò (come dice Leontio) questa è quella che fu fint a in armi famosa. Dice che non di nuovo fu edificata Athene da Cecrope. sì come fa quello c'ha gli occhi biechi. onde qui non senza ragione viene indutto Nettuno per l'arte marinaresca: et Minerva per l'ar ti mecaniche. con i quali si possa ostare alle cose che ponno nuocere. Potrebbe quivi oppor si alcuno. o perche il loco sia fertile d'olive. & abond ante. & che amplia.

avenne che Giove intendendo della sua bellezza s'inamorò di lei . nè per ciò fiera nè uccello alcuno v'entrava. & con queste havendo fatto voto di verginità perpetua. quelli dal suo nome chiamò Arcadi . che sotto di se ridusse quasi tutti i liti della Mor ea fino al mare Siciliano. & amendue gli tolse in cielo. che dicono ch'a loro fu sottoposta qua si la quarta parte di tutta la Gretia. La onde havendo il ferocissimo giovane A rcade sotto l'ubbidienza sua ridotto i Pelasghi. subito c acciolla dalla sua compagnia. Ma essendo c resciuto il figliuolo. che istimavano Calisto per essere stata tanto nascosta esser mo rta. & gli venne disio di haverla. la volle amazzare. di notte segretamente andò a lei. Fi nalmente spogliata dalle donzelle. di che percossa dalla tema. Percioche. onde poi quella partorì Arcade. & il mare Ionio: i qua li Ionij vennero in cosi gran preminenza. incontanente con grandissima sua vergogna ( non havendo ardire l'altre vergini sacre per tema di Giove proceder più oltre cont ra lei) insieme col figliuolo fu cacciata dal Monastero. Ma Leontio nega questo cognome essere stato alla g ente. I quali amendue in gratia d'Arcade i Poeti dissero che fur ono trasportati in cielo. fu amata da Giove. faceva resistenza di lavarsi. & ivi lungamente stette nascosta. & Leontio) Ionio una sola figliuola. Arcade poi essendo già grandicel lo volse amazzar quella da lui non conosciuta. & gli pose d'intorno il Polo Artico. & la grammatica. & dopo lui Paolo) fu figliuolo d'Arcade. & essendo venuta bellissima. ma ell a piena di paura (come dice Theodontio) se ne fuggì nel tempio di Giove. & la pregò che non l asciasse levar quest'Orsa secondo l'usanza dell'altre stelle nell'onde sue. & fino al dì d'oggi l'osserva. Et Calisto viene detta l'Or sa Minore. molto p er inanzi dagli Egittij figurati. & fu huomo al tempo suo nell'arte della guerra. Il c he le promisse Theti di fare. & divenuto animoso. & di cani. le tolse la verginità. & essendosi vestito in habito di quelle vergini. Di che essendosi acc orto Giunone. & poscia che mo lto s'hebbe sfogato lo sdegno la cangiò in un'Orsa. & di Selenne ninfa. che medesimamente tramutò Arcade in Orso. in quello non ponno attuffarsi. & la impregnò. che la ritornò in gratia del figliuolo. ella temendo di non fa r palese il suo peccato se mettesse giù le vesti. & dalle donzelle compagne essendo inv itata a lavarsi in una fonte dove ancho si bagnava Diana. & di se l a fece pregna: onde crescendole il ventre. chiamata Nicos . la quale hebbe in suo potere grandissima parte di quello imperio: il che altrove ancho testimonia esso Theodontio. per la qual cosa gli habitatori volendoli amazzar tutti due. Ionio figliuolo d'Arcade. & cosi v'andò. sì come l'altre che nel tramontar paiono bagnarsi nell'Oceano. & quella constrinsero porre in uso le let tere Ionice. Hebbe adunque (secondo Theodontio. Ma gli Arcadi. fu vietato da Giove. anzi le veggiamo d 'intorno l'intiero Polo col loro girare. che per lo girar del cielo. il quale ( come dice Ovidio) in forma di Diana tra le ombre de i boschi la ingannò. Finalmente nel tempo del partorir e scoprendosi il peccato di Calisto. & veggendole Diana il ventre gonfio. andò da Theti sua gran nutrice. la figliuola Calisto fuggì dalle vergine sacre a Pan Liceo. vinto Licaone da Giove. & al mare imposto dal Re Ionio: affermando che molto prima a loro fu dato questo nome da Ione figliuola d'Inaco. & dal suo nome gli chiamò Ionij. la quale per la vergogn a segretamente se n'andò ne boschi. Scrive Eusebio che questo Arcade soggio gò i Pelasghi negli anni del mondo 3708°. & spetialmente n avale di maniera instrutto. gli fecero Orsi. Sotto questa fittione v'è per lo più nascosta l'historia. indi dal nome della madre chiamarono anc ho il figliuolo Orso. & contra lei mossa ad ira. il quale nel nostro paese di maniera è elevato. & le concesse che potesse ri tornare nel Reame paterno. & queste Stelle di maniera a lui sono propinque. la chiamarono Orsa. le porte del quale stavano sempre aperte. & che veniva a ritrovarlo. ciò è stato tratto dalla elevatione del Polo. nondime no ancho Arcade la seguì. & Arcade la Maggiore. percioche l'Orso (come dicono i Fisiologi) stà dormendo u na certa parte dell'anno nelle caverne. Ionio (come dice Theodontio. la pigliò per li capelli. che generò Nicostrata. turbata che la concubina con il fig liuolo fosse raccolta in cielo. in quelli lochi dove posero questi. & con diverse persuasioni havendola condotta al suo volere. lasciando le selve andò a ri trovar Giove.a sua vita in caccie. nè potendo sopportare lo star sotto la madre. Ma Giunone. Che poi da Theti nudrice di G iunone non sia lasciata lavare nell'Oceano.

DELLA GENEOLOGIA de gli Dei de' Gentili DI GIOVANNI BOCCACCIO LIBRO SESTO All'Illustre suo Sig. & serbar Dardano. & a loro insegnò le congiuntioni. & il proferirgli: le quali lettere. cosi chiamata dalla porca pregna. Ma perch e questo quinto volume ricercava il fine. & divenne famosissima indovinatrice. lasciato il nome di Nicostrata fu detta Carmenta. più tosto per ve cchio splendore. per confermatione di Theodontio. Della qual cosa maravigliati i rozzi huomini tennero quella non do nna. ci è parso fare un poco di pausa. overo altri. il quale fu uno de' suoi figliuoli. la quale (secondo i predetti) essendosi maritata in un certo no bile huomo Arcade chiamato Pallante. & i baroni. che fu Re d'Arcadia: & essendo dottissima in lettere Grech e. con divini honori. & i sublimi capitani famosi per l'i . & spini. & per far eterna la sua memoria i lochi ivi d'intorno contigui dal nome suo f urono detti Carmentali. Ma nelle foci del Thebro era già mancato l'impeto della liggiera barchetta. Ma alquanto più oltra splendeva la già aurea Roma. che con perfetto studio penetrò fino all'arte de ll'indovinare. Nicostrata figliuola d'Ionio. promettendo al figliuolo che se ne fu ggiva grandissime cose da lei antivedute. & nuovi venti per navigar altrove. che ancho viv ea. che per lume novo. Dardano. tratto da una certa riverenza del loco incominciai riguardare tutte le cose ivi circonvicine. c he il nome a pena. & gli a lberghi degli antichi Latini. senza ritenere in sé nessun'altra memoria. & aspettando nuove forze. & Lavinio. Indi Alba Lunga. V'erano ivi da riguardare le antiche ruine di Laurento. & la sua pr ole al seguente libro. la quale riguardando io con tutto l'animo mi vennero inmente gli antichi Re. ma più tosto Dea. Il fine del Quinto Libro. a nzi una porta della città ch'ivi i cittadini per necessità haveano fatto fare. seco se ne venne in Italia. & madre d'Evandro. dove stando alquanto ocioso. dal s uo nome per molti secoli fu nomata Carmentale. se bene da principio non furono più che sedici. et la discendenza di lui sarebbe andat a troppo in lungo. Et havendo ritrovato gli habitato ri selvaggi. & havendo eglino celebrato. fu figliuola d'Ion io re d'Arcadia. le edificarono una Capella overo chiesett a.trata. per fornir tutta la p rogenie del secondo Giove. & entrando le foci del Thebro si fermò sul monte Palatino. tutta circondata da sterpi. fu di cosi eccellente ingegno. & Leontio. dove ella havea menato la sua vita. & adorato quella. ritrovò novi caratteri di lettere. il Conte Collaltino di Collalto. & alle volte in verso dichia rando a quelli che la dimandavano le cose future. Il che nè ancho Roma essendo in fiore si volle scordare. Ci restava. essendo di lui nora. La quale (havendo amazzato Evandro il putativo padre) overo come vogliono alcuni suo vero padre) o pure (come piace ad altri) per seditione de' suoi essendo stato cacciato del reame. fino al dì d'hoggi appress o noi durano. come fu morta sotto la più infima parte del monte Capitolin o. Nicostrata. di Mercur io poi partorì Evandro. nondimeno essendovene aggiunte dai posteri alcun'altre.

figliuola d'Atlante. & ma raviglioso Imperio. regnando Steleno in Argo. secondo Eusebio. che generò Erittonio. Egli s'è dimostrato nelle cose precedenti. Del cui nel libro de' Fastis dice Ovidio. che Giove tra tutti gli altri figliuoli spetialmente a mò costui. Il che. i fratelli maggiori d'anni. come dice l'istesso Paolo. al quale a ncho di costumi era conforme. fu circa il trentesimoquinto anno di Mosè. amazzò Iasio. & cacciato da lungo viaggio prima si fermò in Samothracia. Da Samo poi se n'andò in quella parte dell'Asia. dicendo. le soggiogate nationi da ogni parte. Di. che di età era minore. Dardano decimosesto figliuolo del secondo Giove. lasciati i ricetti del Thoscano fiume. Di costui fu fratello Iasio. morto lui. sì com'egli per le sue successioni si congiunse con l'acque di cosi grande. che il secondo Giove fu figliuolo del Cielo. che v'aggiungano Italo. vennero in discordia della successione. Ch'Elettra giacque. & Elettra. che veggendo per ciò i cittadini turbati. che segue. ch'Elettra figlia Dardano partorì? Voglio dir io. che fu figliuol o di Giove. benche ci siano di qu elli. Ivi ad . della cui discendenza. o Nettuno. sì come testimonia Virg. & moglie di Coritho Re. riserbando solamente Dardano. & militar disciplina. che fu negli anni del mondo tremilasettecentotrentasei.nfinita virtù. o la Terra. cioè Dardano. che si voglia la fittione. La onde. percioche di natura fu huomo piacevole. o Titano. perche nel precedente volume quasi tutto l'or dine s'è trattato. & primo genitore di tanta grandezza. con una parte d el popolo montò in nave. avezzi di p rodurre ismisurati corpi. & molto riguardevoli per la santissima povertà. accioche non paia tralasciata la famosa progen ie per tanto splendore. seguendo il vecch io solco dell'acqua (per conoscere le memorie nascoste dalla fede dei maggiori) col favor di Zefiro drizzai la prora fino al Meonio lito. il quale gli antichi testimoniano. Dicono gli antichi. Vennero i famosi trionfi. & religios o. & Iasio Là onde mosso ad ira Dardano. & d ella moglie Elettra. Et quello. & essere chiamata capo di tutto 'l mondo. & dal suo nome v'edificò un castello detto Dard anio. & per la quale meritò r eggere i freni. per la qual sola superò gli altri mortali. con poche parole consideramo. & fino alla fine di cosi inclita posterità conducessi i successori. D'Atlante chi non sa. di quì lui Partito da la sedia di Coritho. riconoscessi gli antichissimi progenitori. & hebbe a far con Giove. accioche col mezzo suo . dove vi tenne la sua sedia. in questo libro descriveremmo la sua progenie ripigliando lui. & mi ricordai es sere stato antichissimo avo del vittorioso popolo. & Sicano. Ma quello. Fino a Samo di Thracia. & quella regione ch'egli occupò dal suo nome la chiamò Dar dania. la qual'hora Si chiama Samothracia. & Candavia sorella. ma per nobilitare la posterità attribuito a Giove. m'entrò nella memoria il tosco Dardano. mentre meco tutt o pieno di maraviglia stava considerando chi si potesse meritamente dir padre. Sec ondo la sentenza di Paolo si trova. Dardano nato in questi campi venne Fino di Frigia a le cittadi Idee. Cosi. che allhora era Samo. & congiungersi con i semi di c osi inclita discendenza. che Dardano fu figliuolo del Re Coritho. & la gloria sing olar dell'impero. cosi chiamata dal suo nome. & era quella la qual hoggidì (secondo l'openione di Paolo) aggiungendovi alcune lettere dal vol go si dice Cornetto. che è v icina al mare Helesponto. Et essendo il Re Cor itho signor della città sola di Coritho. Nè da lontano si vedeva il lito dove havea slegata la nave per andar verso Asia.

Laumedonte: il quale (morendo) lasciò di se herede. Leggiamo poi. Questi hebbe guerra contra Tantalo Re di Frigia perch'egli gli rapì il figliuolo Ganimede. forse per contento de' suoi dicono. Costui succedendo al padre. che generò Ganimede. & cosi è fatto coppiere degli dei. & chiamò dal suo nome quel paese Troia. Questi adunque successe al padre Dardano. Troio fu figliuolo d'Erittonio. & haverlo d onato a Giove. Ma Eusebio nel libro dei Tempi dice. che costui nascesse di Candav ia sua moglie. & Enea. sì come è cosa chiara per li versi di Ovidio. e 'l corso I Cervi turba. . & es sere il segno di Acquario. & Tantalo. eg li finì l'ultimo giorno. Erittonio figliuolo di Dardano. & havendo regnato quara ntasette anni. che Ganimede fu preda di guerra d i Giove. &. che perciò nacque guerra tra Troio. del quale cosi scrive V irg. Questa è quella. Et abbaiano indarno in aria i cani. ch e rendi vano il detto d'Ovidio. Ganimede figliuolo di Troio fu bellissimo garzone. da lui conosciuto per impudicis simo. & fatto coppier di Giove. dicendo. Troio figliuolo d'Erittonio. Ganimede figliuolo di Troio. & Assarico. dove spiega tutta la geneologia de' Troiani fino ad H ettore. che per innanzi si diceva Dardania. che generò Troio. Paolo pensò. che poi fosse fatto Pincerna degli dei ciò fu detto perche. che non fu rapi to da Giove. Mentre il fanciullo sopra il monte d'Ida Cinto di frondi il crin coi dardi. fu rapito in alto Da l'armigero uccel del sommo Giove. i quali sopravivendo a lui. nondimeno secondo Leontio non è vano. se ne morì. da gli humidi vapori delle quali alcuni hanno voluto le stelle nodrirsi. la Terra viene bagnata da gran dissime pioggie. dice. T antalo per acquistar la gratia di Giove Cretese.unque havendo regnato cinquanta anni. che sopravisse a lui. & Assarico. Fu Eritonio figliuolo di Dardano. finì l'ultimo giorno . figurat o tra l'imagini del cielo. che per ispatio di diece anni patì l'assedio dei Greci. che Prito regnò in Argo. che costui fu rapito in cielo. & dal suo nome cosi chiamolla. Homero nella Iliade. Onde i vecchi custodi del fanciullo Alzano invan le mani fino al Cielo. Et di qui pare. Questi fu nel tempo. come dice l'istesso Eusebio nel libro dei Tempi. che Ilione fu figliuolo di Troio Re di Troiani. il q uale fu da lui generato oltre Ilione. sotto i segni dell'Aquila haver rapito Ganimede. Ilione. Dice Ovidio. & si ritrovava in una nave l a cui insegna era l'Aquila. che cacciava. ma da Tantalo Re di Frigia. lasciato il figliuolo Erittonio. il che afferma essere stato scritto da Fandro poeta. Dice egli. L'intento della qual fittione con poche parole second o il suo giudicio dichiara Fulgentio. che guerreggiava in una battaglia di mare. che Ilione hebbe u n solo figliuolo. Ilione. che è quella da noi chiamata Acquario. lasciato un figliuolo chiamato Troio. Nel quale fermandosi il Sole. che generò Laumedonte. Questi (se condo Eusebio nel libro de i Tempi) edificò quella famosa cittade per li versi d'H omero. Fu edificata circa gl i anni del mondo tremilaottocentonovantacinque. Ilione figliuolo di Troio. & da loro fu destrutta. & essendo huomo di guerra ampliò il suo Regno.

che s' egli liberava dal mostro la figliuola voleva. & figlie. pigliata Ilione da Hercole. Fu Hesiona figliuola di Laumedonte. & di qui tengo la historia haver l'altre circonstanze. la quale stando sopra lo scoglio ad aspettare il monstro marino vi sovragiunse Hercole. atte nto. & femine hebbe otto figliuol i. overo (come ad altri piace) perche cercando egli il fanciullo Ila da lui perduto. La quale dice egli. cioè Antigona. dal Sole l'aere per la put refattione dell'acque restò infettato. la spese in edificare le mura della città. & cosi ella mentre ivi stette parve quasi esser e cangiata in Cicogna. fuggirono chi qua chi là. pigliata. Antigona figliuola di Laumedonte. Finalmente toccò la sorte ad Hesiona f igliuola di Laumedonte. Vogliono. . & Nettuno fece accordo ch'eglino gli fabricass ero le muraglia per tanto prezzo da lui con giuramento a loro promesso. & morto Laumedonte. & di qui io penso . Onde venendo poi una inondatione d'acque. che la promessa non gli era serbata. tu tti i figliuoli di Laumedonte. & generò la peste. che si serbav ano per li sacrifici di Nettuno. da Laumedonte gli fu vietato entrare nel porto di Troia. & Priamo.Laumedonte figliuolo d'Ilione. rovinato. di mura. eccetto Hesiona. Che le vergini poi per risposta dell'oraco lo fossero esposte a quella fiera. poscia fu dall'istesso Herc ole. & amazzato Laumedonte. tutta Troia da Nettuno fu empiuta d'acque. Ioetaone. la quale tolta da Laumedonte con giur amento di non solamente restituirla. che tra maschi. secondo. dalla fortuna prencipessa de i Reami. hebbe ardire preporre la sua alla bellezza di Giunone. & veggendo. &. Di che. Costui hebbe molti figliuoli. che furono pigliati se gretamente. che la favola havesse loco. Ma lasciate queste cose. Laumedonte Re di Troia fu figliuolo d'Ilione. al quale fu r isposto ogni anno far di mistiere esporre ad un monstro marino una donzella Troi ana: il che da Troiani si faceva per sorte. che la fittione significh i. Clitione. Antigona (secondo Servio) fu figliuola di Laumedonte. istimo. che il Diavolo era avezzo ingannar spesso loro. percioche colei la quale per la sua superbia (regn ando il padre) di bellezza si preponeva alle altre. che fu Ilione. veggiamo quello. & da Apollo le fu mandata la peste. che con Apollo. fu condotta a tale c'hebbe di gratia starsene do ve le Cicogne cercano il vivere. Laumedonte non volle mantener la prom essa. che Giunone sdegnata la converse in Cicogna. Dice Leontio che. il quale fece conventione con Laumedonte. che puote essere cosa possibile. il quale la condusse in Salamina. Del qual figmento si può render tal ragione. I quali havendo esseguita l'opra. Titone. ch'era stato il primo a salire sopra i muri della Città. & essendo indarno più volte da Priamo richiesta. N ondimeno havendo Hercole liberata Hesiona. Lampo. nè mai volle restitu irla ai dimandanti quella. Hesiona. che erano venuti per lo giuramen to falso di Laumedonte contra li Dei. & rivolse il tut to sossopra. amazzò Laumedonte. che la fortuna gli condusse. benche Priam o solo succedesse al reame. ò vogliamo dir T roia. Hesiona figliuola di Laumedonte. che fosse tenuto donarli i cavalli generati da divin seme. i quali due mali perche pa iono appartenersi a Nettuno. Là onde Laumedonte travagliato andò all'oracolo per consultarsi del rimedio. la cui razza si sapeva essere in poter di Laumedonte. Lampo. Dicono gli antichi. di. Clitione. & Priamo. che appresso Troiani fosse una certa somma di denari. figliuoli di Laumedonte. & Apollo. ma etiandio di aggiungervi ancho del propri o suo nei sacrifici. pa rtorì a Thelamone Teucro. & madre di Teucro. & poscia (sì come accader suole) non essendo bene l'acqua purgata. che le rese il cambio. Bucolione. & Apollo fu detto. che costui volse circondare Ilione. sì come nella Iliade è scritto d a Homero. la quale (sì come è stato detto di sopra) essendo stata liberata da Hercole dal mostro marino. con mag gior numero di gente venendo ivi prese Ilione. perche fu bellissima. Ma Ant igona tra le canelle di camandro stette nascosta molti giorni. & Ioetaone. & data per parte del la preda a Thelamone.

secondo che dice Servio fu amato dall'Aurora. Possiamo adunque per tai parole presum ere per sorte essere accaduto. & insieme con quello dalle faville della fiamma uscirono molti uccelli. cos i costui delle ricchezze orientali. che il solo nome. mentre egli posto nel rogo s'abbruggiava. & divisi. che costui venne con grandissimo numero di genti orientali in aiuto di Pr iamo. sì come fanno le Cicade. la quale dopo la sua morte volò d'ogn'intorno per . perche essendo vecchio intese la morte del figliuolo Mennone. che furono combatterono tanto fra loro. secondo il costume d egli altri habitatori divenne nero. Indi havendo egli desiderato viver lungamente. & dell'Aurora. Questa fittione hebbe origine da un certo costume serbato dai suoi d'intorno il rogo di Mennone. si nodriva. a loro signoreggiò. t occato dall'ardore del Sole di quel paese dove era passato. & da un certo maraviglioso caso. D icono. & di faville divenissero uccelli. che occorse. che restaron o morti. & havendo ciò ottenuto. il quale essendo bellissimo giovane. & haver col loro volo circondato quel loc o. fu figliuolo di Titone. che l'istesso fosse fatto al rogo di Mennone. Solino nel libro delle co se maravigliose del Mondo cosi dice. & sono gettati nel foco reale. che i più cari amici del Re (morto ch'egli era) volevano col corpo di quello abb ruggiarsi. Titone. cadè in lamentevole vecchiaia. Fu antichissimo costume degli orientali . I quali tre volte con gran gridi havendo circondato il f oco si partirono. al giudicio mio. Lampo. Clitione. i quali dagli Iliesi sono chiamati Mennoni. che nell'aurora cade. Indi Ioetaon. Oltre c iò. perche le Cicade sono nere. c he la celebrata fama dell'huomo. i quali uccelli dice Ovidio esser detti Mennoni. & la rovina de' suoi. cosi dicendo. & per ciò andando intorno a quel rogo. come di sopra s'è mostrato per li versi d'Homero. fu figliuolo di La umedonte. e appresso Clitiones. che ogni cinque anni si adunano insieme in questo modo nell'E thiopia. che costui fosse rapito dall'Aurora non ist imo voler significar altro eccetto ch'egli. sì come dimostra Homero nella Iliade. & indi dai semplici essersi creduto. Mennone. Cremutio è l'aut tore il qual dice. che generò Mennone. Perche poi fosse co nvertito in Cicada. Ma l'essersi cangiato Mennone in uccello non è altro. fin almente fu convertito in una Cicada. che nacque bianco. Del quale favolosamonte Ovidio dic e che. per lo calore ò per la stanchezza ò per altro si moiono. che combattendo fu morto da Achille. d'intorno il quale per sempre certi uccelli dell'Ethiopia congregati insieme i n schiera ivi volano. dai quai popoli orientali a noi si leva l'auror a. cosi costui. Laumedonte generò Titone Priamo. per preghi della madre Aurora f u da Giove cangiato in uccello. & circondandolo più volte. & di quelli havendone soggiogati molti. Titone figliuolo di Laumedonte. tratto dal disio di regnare. che sono sotto l'aurora. Di questi tre non havemmo altro. Sta appresso Ilion il sepolchro di Mennone . che cantare. Finalmente. Ond e penso. & s'aggirano d'ogn'intorno il palazzo reale di Mennone fino attanto ch' entrano in quello. ramo di Marte. dalla cui (dicono) c'hebbe un figliuolo chiamato M ennone. &. Mennone figliuolo di Titone. che quelli i quali si donavano alla mort e per honore delle essequie reali andassero in faville. si ponno mostrare alcune ragioni. & indi se ne morì. Queste cose dice egli. & Ioetaone furono figliuoli di Laumedonte. & da lei rapito. lasciata la patria se n'andasse in Oriente. & nascono verdi. per testimonio d'Ovidio. che allhora venissero ivi quegli uccelli dove si facevano le reali essequie di Mennone. le quali paiono più tosto lamentarsi. intesa forse qualche nuova per la quale poteva sperare acquistar un impero.Lampo. & finalmente dopo lunga querela crepando si moiono. La prima delle quali è che s i come le Cicade si nodriscono della rugiada matutina.

Caone. & Pidaso furono figliuoli di Bucolione. Questi valorosi giovani furono nella guerra contra Greci. Ifate. mentre dice. ma combattendosi amendue furono morti da Eurialo greco. & foco.l'oratione et lodi de suoi popoli. ma ancho di tutta l'Asia. Antifone. Laodicea. mandando il tutto a ferro. Esipio et Pidaso figliuoli di Bucolione. i quali Furono da la ninfa Varvarea Già partoriti al buon Bucolione. vide Priamo quelli. Pammone. Esipio. le quali vi mandò Filotete. Testorio. Priamo fu figliuolo di Laumedonte tra mortali. Cromenone. & naturali. Anthiso. onde Pirro ancho giovanetto vi fu condo tto. & sono questi. de quali solamente i nomi di trent'otto sono pervenuti a noi. Dimocoonte. & strascinato dalla carretta d . che non solamente era tenuto Re di Troia. morto Laumedonte. sì come nella Iliade testimonia Homero . come testimonia l'istesso Homero. Esipio. Ma havendo il figliuolo Paris invece d'Hesiona sorella di Priamo pigliata da Hercole rapito Helena moglie di M enelao. che generò due figliuoli. Cebr ione. in cosi gran splendore accrebbe il suo reame. Deifebo. ch e costui rifece la mezza ruinata patria sua. vicino al fiume Surra. & da Pidaso. Priamo figliuolo di Laumedonte. che da lui fu edificato un fa mosissimo castello in Persia chiamato Susi. cosi noto. Hippotoo. Teucro. da Hercole fu rovinata la città d'Ilione. &. che (secondo Plauto) durando tre cose ella non poteva esser presa. Bucolione figliuolo di Laumedonte. & i Re venuti in a iuto di quello. Doriclone. Heleno. Et finalmente vide Hettore morto. che per lui ad Hercole pagarono certa quantità di denari. Fu da Esipio. & Pidaso. che vi fossero le saette d'Hercole. Medisicasti. che i cavalli di Reso fossero tolti pria. & assediarono Ilione. Secondo che dicono altri poi vi bisognavano a' Greci molte altre cose per prenderla. Essendo egli ancho fanciullo. Licaon e. Iliona. che in tutto sono. che a pena ve ne è altro cosi conosciuto. come è. Gorgitone. cioè Creusa. come nella Iliade scrive H omero. Cassandra. Esaco. Di costui non habbiamo altro eccetto. sì come a Servio piace. Agatone. H ettore. Echemone. che gittassero l'acqua del Xanto. dicendo. & menatala in Troia. & da altre donne trent'uno. cioè la vita di Troilo. & Polite. Nondimeno si trova. & il sepolcro intiero di Laumedonte. percio che egl i sovragiunto dalla morte non vi puote essere. Polidoro primo. che generò Esipio. il quale poi fu ri scattato da suoi vicini. Polidoro secondo. che dalla moglie Hecuba hebbe tra figliuoli . che alcuno della stirpe d'Eaco vi fosse. Bucolion figliuol di Laumedonte. Licaste. & dal riscatto fu chiamato Priamo. il quale fu nella porta Scea. & di molte altre donne havendo havuto infi niti figliuoli. la conservatione del Palladio . & vogliono gli scrittori ch'egli la fortificasse molto bene. che con mille navi smontar ono nel lito Troiano. cinquant a. & di lei. Alcuni dicono. & esso con molti altri preso. nè potendo da nessun prego essere indotto a restituir la a' Greci. Mistore. Laoco onte. & Pidaso. P ercioche dice Servio ch'egli oprò talmente. & molte volte amazzando i suoi figliuoli legitimi. Polisena. regnò. Agannone. Troilo. morto Laumedonte. Paris. Iso. Priamo adunque. Bucolione fu figliuolo di Laumedonte. accioche potesse opporsi contra l'empito de' nemici. che la richiedevano. & figliuole diecenove. al quale succedendo tutte le cose prospere. Forbante. Timoote. tolta Hecuba figliuola di Cise o Re di Thracia per moglie.

che di notte Priamo andò al padiglione d'Achille. per lo patto fatto con Greci di non lasciar viva persona. che costei fu perduta da Enea nel fuggir. che fu Troia anch'ella medesimamen te fu pigliata. Percioche per la rapita d'Helena havendo profetizato à Troiani quello. nondimeno più tosto il v olle svegliare. non fosse tenuto recitatore delle sue vergogne. & ricercando congiungersi seco. Nè sarò mai di Greche donne serva. presa. & portato d'intorno la Città. Ascanio. Benche Servio dica molto diver samente. & da' fratelli per ciò spessissime volte fu battu ta. Ma questo è stato tacciuto da Homero accioche egli. & femine cinquanta fig liuoli. che nel palazzo fu preso da Pirro. giovane Migdonio. e in questi lochi.'Achille d'intorno la cittade. & Hecuba. l'amazzas se. & ivi scannato. Creusa prima figliuola di Priamo. & à lui predisse tutto quello. i cavalli di Rheso menati via. & di lui partorì un figliuolo. Cassandra gli dim andò un donno. Altri vogliono che fosse morto d'inanzi l'Altare di Giove Herceo. & egli insieme. che la ricerca. ma volendo Apollo quello ch'egli all'incontro le havea richiesto. ch'egli fece col padre. ch'ella pronosticasse. de quai dice. Ma la gran madre degli Dei mi tiene Rinchiusa in queste stanze. Nondimeno Servio dice esser varie le openioni della morte di Priamo. il. che ancho Virgilio voglia. della qua le essendosi Apollo inamorato. di sorte. & cosi fù fatto. poschia ch'ella dice non essere stata p resa da nessuno ma essere ritenuta dalla madre de' Dei. menate via le figliuole prigione. arder tutti gli edifici. non solament e non le fù creduto. onde per rihaver il corpo di lui. che 19. il che pare. ivi esser rimasta morta. Ella adunque d imandò. sì come habbiamo detto . c'havea à venire. & ciò le fu concesso. percioche narra. & condotto alla sepoltura d'Achille. & gli altri da altre donne s ue concubine. Di Dardano non io. che dalla mogli e gli era preparato. che l'havrebbe potuto amazzare. ma non havendo mai celebrato le nozze. & Dolopi superbi. che pare che assai cautamente habbia toccato Virgilio dove descrive Enea . & co l figliuolo della ruina di Troia. & nel proprio suo grembo essere passato con un coltello l'in felice figliuolo. Cassandra gli negò. & bellissima donzella. perche altri dicono. Onde rovinata Ilione. Dice Virgilio. si come egli istesso nar ra ad Achille nell'ultimo libro della Iliade. Troilo. il quale Apollo le promise con giuramento osservare. et de la dea Venere nora vedrò mai le stanze De' Mirmidoni. Fù Cassandra figliuola di Priamo. Et cosi viene ad essere manifesto. che diventasse indovinatrice. & induce l'ombra di lei à cosi parlare. & da Achille fu accompag nato fino a Troia. Creusa fu figliuola di Priamo. Costei per auttorità di Virgilio fu data per moglie à Corebo. Hebbe costui. & Hecuba. & Paris amazzati. ma . tra maschi. che mai non venisse prest ato fede a nessuna cosa. non potendo torle quello che le havea dato. ma alcuni vogliono ch'egli. n'hebbe dalla moglie. di che hebbe il suo intento. che è la Terra. che gli lo restituisse. & il t rovò adormentato. & dire. sì come dimostra Seneca Poeta nella Tragedia d'Agamennone. Oltre c iò vide Priamo il Palladio levato. indi levatogli il capo dal b usto essere stato posto in cima d'una lancia. ch'era trom ba delle lodi d'Achille. la in felice toccò per sorte ad Agamennone. che fosse del ceppo di Priamo. & sotterrata. dice Homero cir ca il fine della Iliade ch'egli con la guida di Mercurio se n'andò di notte ingino cchioni a pregar Achille. & pregare. fece sì. ma dal padre. Cassandra seconda figliuola di Priamo. & partito il bottino tra i Prencipi. Di che Apollo sdegna to. & moglie d'Enea. ultimamente esser presa Troia. sì come per Virgilio è palese. et fu mogli e d'Enea. come dimostra Servio.

& perche vi faceva buona professione. & fu detto. à me pare. che sia stato tolto dal caso occorso. fù tra tutte l'altre figlie Di Priamo la miglior. non istimando. si come spesse volte fà fe de Euripide nella Tragedia intitolata Polidoro. & Clite nnestra. Cosi il crudele. laquale da' Troiani era chiamata Laodicea Galoo. Costei viene ricordata per la più bella tra tutte l'altre donne Troiane. & moglie di Polidamante. che fosse nata d'u na concubina. Col mezzo del quale amore Hecuba à tradimento fece morire il for tissimo giovane. & moglie di Polippo. che Homero nell' Odissea testimonia) avenne. sì come Homero nella Iliade dimostra. che per le ferite d'Achille ella veniva à spargere il sangue dell'inocente donzella. Licaste quinta figliuola di Priamo. & più discreta. Istimo io. Laodicea quarta figliuola di Priamo. egli la tolse per moglie. non riguardando punto. Costei fu moglie di Polippo figliuolo di Mentore. parve ch'ella fosse amata da Apollo.secondo l'usanza solita egli non le credette. Di costei in battaglia fu amazzato il marito da Teucro figl io di Thelamone. vi fù agg iunto l'avanzo della fittione. & Theano. per ragione dell'antico hospitio. Costei dopo la ruina di Troia. & Hecuba. che da lui à lei fù conceduto quello ch'ella con grandissima f atica s'havea acquistato. & Hecuba. & fiero gio vane havendola fatta ornare à guisa di vergine. & moglie di Helicaonio. Costei. Iliona terza figliuola di priamo. che Priamo havea una figliuola chiamata Medisicasti pria che gli Achi vi venissero à Ipideo. & perche dicevano. Di costei fa ri cordo Homero nella Iliade. che lo spirito d'Achille la dimandava (si co me dice Euripide nella predetta Tragedia) ivi la scannò. & moglie di Polinnestore Re di Thracia. Polisena settima figliuola di Priamo. sorel la d'Hecuba. & all'arte dell'indovinare. il qual dice. che di Apollo è stato finto. figliuolo d'Anteno re Rè di Thracia. & di novella sposa la menò alla sepo ltura d'Achille. la qual fu moglie Del Rè Helicaonio figliuolo D'Atenor. onde alla fine dopo lungo contrasto (cosi persuadendo l'indovino Calcante) gli fu conceduta. Iliona secondo Servio fu figliuola di Priamo. & perche non si prestava fede alle sue parole. & ella medesimamente per comandamento di Clitennestra fu amazzata. Laodicea fù figliola di Priamo. & maritata in Helicaonio. Iddio dell'in dovinare. Quel lo. che costei fosse figliuola d'Hecuba. c he essendosi di lei innamorato Polidamante figliuolo d'Antenore. dicendo. Polisena Donzella fù figliuola di Priamo. Medisicasti fù figliuola naturale di Priamo. . si come Seneca Poeta Tragico nella Troade dimostra. Medisicasti sesta figliuola di Priamo. che nel convito Agamennone fù morto da Egisto. Quella Laodicea. & di maniera bella. & della notabile amicitia (come dic e Servio) fu data per moglie à Polinnestore Rè di Thracia. sì come afferma Paol o. Pe rcioche la donzella diede opra allo studio. di che (secondo. per la cui bellezza per disgratia sua fu da Achille amata. Si come afferma Paolo. Nè si sa di qual madre. Licaste fù figliuola di Priamo. fu dimandata da Pirro figliuolo d'Achille per placar lo spirito del morto padre.

& di lei creò due figliuoli. che per altro nome fu detto Alessa ndro. da lui tenuti nascosti sotto la veste di Pastore. Giunone. Et per questo quelli. per forza rapì Helena. crebbe di maniera in grandissima fama di giustiti a che. Cosi sul monte Ida da pastori fù nodrito. & venne a singolar battaglia contra Menelao: nella cui chiaramente vegg endosi.Paris ottavo figliuolo di Priamo. nel tempio del Timbreo Apollo amazzò quello. dalla cui concupiscenza comm osso il selvaggio giudice giudicò il pomo essere di Venere. Dice Tullio. Cosi Giunone soggiunse. che quel contras to. Finalmente amazzati già Hettore. & honorato da Menelao. Là onde alcuni vogliono. Se giudichi me più bella dell'altre due. che abbrugiava. &. egli con l'arco. Oltre ciò essendo tr a tutti litiganti giustissimo. et difeso da Venere. & stringendo l a spada per amazzar quello (da lui tenuto per Pastore) egli subito gli disse ch' era suo fratello. & di Priamo fù figliuolo Paris. Seguì poi Venere. Del quale tra l'altre si narra tale historia. ch'egli fosse ricevuto. che Pandaro per instigatione di Mine rva trasse una saetta contra Menelao. aggiungendo. & veggendolo bellissimo. & Venere sopra la loro bellezza per lo pregio del pomo d'oro. che tengono tal openione. che essendo Hecuba pregna di Paris a lei apparve in sogno di par torire una facella. secondo i fatti di Troia scritti da Homero. per tradimento d'Hecuba. che facesse morire quella creatura. & delle ricchezze. fu di maniera fortissimo. non v'essendo nè Castore nè Polluce. Con mia guida l'adultero Troiano Espugnò Sparta. Finalmente (come dice Servio) questo Paris. i quali erano andati da Agamennone. che desse l'assalto a quella nell'anno primo dell'imperio d'Agamennone. D'Hecuba. che mosso dalla fama della bel lezza d'Helena se n'andasse a Sparta. una volta uscì da lla Città. Ma Hecuba partorito c'hebbe quel figliuolo. et il ferì. si fece generale. che nel convito le fu gittato dalla Discordia. & rovinava tutta Troia. & essendo in età cresciuto h ebbe a fare con Oenone ninfa Idea. Et io ti darò il dominio dei reami . che Menelao restava superiore. che per opra di quel figliuolo che havea a nascere. che di lei nas ceva. che Paris in quello abbattimento fu salvato. Nella quale riferisc e Homero. DIASI ALLA PIÙ BELLA . ch'essend o in questo modo conosciuto fosse raccolto nel palazzo Reale. che generò Dafni. Là onde Priamo comandò ad Hecuba. ilquale gli rispose . & tra questi Ovidio. che Helena doppo la presa di Troia meritasse esser ricevuta dal marito. apparecchiat e venti nave. & portò via tutti i tesori Reali. &. Troia andarebbe in ruina. à Paris si mostrarono ignude. il che confermò con mostrargli i manili c'havea alle braccia. Cosi prese la Città. In di a lui disse Pallade. & Menel ao. & ancho esso Hettore. da Giove furono mandate per la sentenza da Paris. mentre dice. che nel contrasto dello steccato. si come si vede nelle su e Epistole. dove alcuni vogliono. & all'ombre dei dilettosi boschi d'un lo co. Indi. dove scrive del la Divinatione. & le saette. che si chiamava Mesaulo spogliatesi le vesti. che Paris. Altri poi tengono ch' egli venisse in Grecia non vi essendo Menelao. Per la cui rapina fu pig liata la guerra da Greci contra Troiani. il c he assai gentilmente tocca Virgilio. Per loqual sogno Pri amo pieno di affanno andò à consultarsi con l'oracolo di Apollo. nel quale era sc ritto. che si faceva in Troia vinceva tut ti. dice. ch'era particolare. & seco haveano menato Hermiona figliuola d'Helena. che il portassero à Pastori Reali che lo allevassero. io ti darò la cogni tione di tutte le cose. di lu i mossa a compassione il diede ad alcuni. di. che di notte fece venir solo in Troia Achille sotto colore di dargli per sposa Polisena. che durò dieci anni. & Troil o da Achille. rimorduto dal fratello Hettore di tal cosa. che nacque. litigando Pallade. vogliono. & Ideo.(6) Et io ti prometto la più bella donna del Mondo. da Priamo sotto spetie di legatione fu mandato in Grecia per doman dar Hesiona. il quale mosso ad ira perche era vinto. Le quali (come dicono) se n'andarono à lui. & l'hebbe in suo potere. . nel cui essercitio era molto instrut to.

cioè di ciascun'huomo. gloriandosi di cosi altiera impresa. nata già la guerra de' Greci. Di questi non mi ricordo mai haver trovato cosa degna di memoria. che s'appiglia alla voluttuosa. che dopo l'haver amazzato Protesilao. dalla cui. il. Questa historia veramente è adornata di poche fittioni. bench'egli il chiamasse Camandro. che solo era terrore a tutti Greci. con l a quale poscia egli si amazzò. che a lui partì il duello. Nondimeno co l testimonio dell'istesso Homero pecomandamento di Giove il famoso corpo. la prima de ' quali si chiama Theorica. che per honorata fama viverà forse fino al giorno novissimo. con lagrime di tutte le donne Troiane. che molte volte le squadre Troiane fecero testa a sostentar l'empito de' Greci . Pandaro poi instigato da Minerva fu detto per dimost rar l'astutia de Troiani: i quali veggendo Paris venir meno. non solamente fece . Finalmente havendo morto molti prencipi de' Greci amazzò ancho Patroclo amic o d'Achille. & pigliar per sé quella. & voluttuosa. che generò Astianatte. che appaia il da poco dare opra solamente a Venere. Che ancho ei si lasciasse convincere da Venere. accioc he non si corrompesse. che costui havesse per moglie Andromaca figliuola di Iettione signor di Th ebe di Cilicia. come dice Se rvio. affine. per dodici giorni tenne il corpo ignudo d'Hettore insepolto. le quali no i con più volgari vocaboli chiamiamo contemplativa. Pos cia essendo stato a Priamo restituito. che la vita de' mortali è divisa in tre parti. pr ima veggiamo il giudicio di Paris. eccetto.& egli poi da Pirro figliuolo d'Achille medesimamente fu morto. accioche non paia. & alla lussuria. & Ideo (come afferma Paolo) furono figliuoli di Paris. fu figliuolo del Re Priamo. & Ideo figliuoli di Paris. che stia in suo volere approvare. fece spogliar quello delle rilucenti arme. Dice. della quale essendosi o rnato fu poi amazzato da Achille. che fosse molto bene ammaestrato nell'arte della guerra. hebbe un figliuolo per no me Astianatte. Hettore figliuolo di Priamo. che sopravenne non meno grata ad Aiace. morì per le mani d'Achille. Que llo. che il suo corpo fusse da Apollo curato. d al quale secondo l'usanza antica partendosi Aiace hebbe in dono una spada. ma ancho le rese ardire a perseguitarli. che poi segua a colui. affine. come. & per forza rompere le loro squadre. ciò è stato detto pe r manifestar la sua ignoranza. che più vorrà. giovane. & era cosi forte del corpo. in presenza del Padre Priamo ch'era sopra le mura. In questa historia non v'è cosa finta . & strascinato dietro la carretta. Et quello ch'era più maraviglioso. & con solenne pompa dell'antiche cerimonie fu sepolto. che fu il pri mo. cioè Iddio. col fine di Paris eg li si dimostra. & d'Hecuba. Dafni. egli solo spessissime fiate hebbe ardire assal ire le schiere de' Greci. & indi fu strascinato dietro la carre tta d'Achille con la cinta gli donò Aiace d'intorno tutta la cittade fino alle nav i de' Greci. la seconda Prattica. Costui adunque. & cacciarli fino negli alloggiamenti. fino attanto. co n publico dolore. havea cosi grande ardir d'animo. rimette al giudicio di Paris. che dalle greche navi mettesse il piede nel lito Troiano. di che istimando haver pr ivo di vita Achille. Questi contra Aiace figliuolo di Telamone (come dice Homero) hebbe singolar battaglia. senza mantener i patti fecero insulto contra Menelao. & con gran pompa se ne entrò in Troia. che molto più foss e forte Achille. le quali se pure vogliamo dischiarare. attiva. i quali furono da lui generati nel tempo ch' era Pastore. che fù fatto da un medico . & le su e ceneri furono serbate entro un'urna d'oro. nondim eno la notte. da Apollo inanzi l'essequie fu onto con sacri licori. & di Enone. ninfa del colle Ideo overo Pegaseo. non si potendo il fiero giovane scordar il dolore dell'amazzatogli amico Patrocl o. & di maniera mett er in rotta tutto l'essercito. Dafni. Testimonia Ho mero. Ilche appresso. che Hettore fosse lasso. Hettore tra tutti gli altri per lo valor del corpo famosissimo. celebrato da tutti i versi dei Poeti eccellenti. & Aiace donò a lui una cinta. la terza Filargica. Ma non molto da poi ve nendo alle mani con Achille. che riprovandone alcuna tolga il libero arbitrio ad alcuno. per levarlo alla mo rte. Et di qu este Aristotele (si come fa ancho delle altre) benissimo tratta nel primo dell'E thica. che s'era vestito dell' armi sue lucenti. o. ch e l'infelice padre Priamo (come scrive Homero) venne a riscattarlo. Questo Giove. nel quale al giudicio mio è da seguire la openi one di Fulgentio. overo.

già moglie del fratello Hettore. si come è il costume dei fanciulli se ne fuggì in grembo alla madre. Nondimeno egli. Heleno decimo figliuolo del Re Priamo. Indi havendo rapito Hermiona ad Horeste. & cosi morì. & la tua lingua snoda. & insieme con Marcomano figliuolo di Priamo. pare. & Hecuba. la quale Pirro fin'hora havea tenuto in loco d i sposa. ma perche aspettava denari. Appresso. si come fu ancho fatto. accioche non puzzasse. egli hebbe in custodia. & Samione degli ultimi capitani d'Antenore. Astianatte figliuolo d'Hettore. che stavano appresso le ripe del Danubio passarono in Occidente. c he non navigasse. dove descrive Andromaca. overo (secondo altri) fu percosso ad un sasso. che i figliuoli d'Hettore doppo alquan to tempo ricuperarono Troia con l'aiuto di Heleno. ma ancho menato seco in Albania. dicono. Si come Astianatte spesso nella Iliade Homero. & pria. Et intendi le lingue degli uccelli. che parla ad Ascanio. che ciò non fù fatto da lui per magnificenza. che Eusebio. Finalmente (secondo Servio) essendo stato amazzato Pirro da Horeste nel tempio d'Apollo. ess endo stato da loro preso. per cioche ricevuti prima molti doni da Priamo a lui il restituì. che scrissero de i Tempi. qual fu Astianatte. &c Sono di quelli. Non mi ricordo haver letto ch'egli havesse altri figliuoli. c he il padre riscattasse il corpo se restava intiero. &. il qual Heleno chiamando il suo reame dal nome . dimostrano. accioche nessuna disce ndenza della progenie di Priamo non andasse assolta. a quelli manifestò ciò che fosse di mistieri per pigliar T roia. Il che. & Beda. se bene da me non molto sia approvato. il che ancho nell a predetta Tragedia di Seneca si vede. & conservò Mocosso figliuolo di Pirro pa rtorito da Andromaca. che Vincenzo historico Francese voglia i Re di Franc ia d'hoggidì haver havuto antichissima origine dai figliuoli d'Hettore. fu unico figliuolo d'Hettore. il quale a lui nacqu e dopo il principio della guerra de' Greci contra Troiani. c he da Francone già figliuolo d'Hettore fuggito nell'ultima Germania fu edificata l a città di Sicambria. che dicano. che i posteri di Antenore furono cacciati d'Ilione regnando in Italia Ascanio figliu olo d'Enea. & il reame. Ma per open ione d'altri ne furono più: attento. Ma Leontio diceva. nondimeno non è anco negato. O Troia nato interprete de i Dei. che in processo di tempo i successori di questo Francone. i quali poi sono cresciuti in lunga descendenza. nel t empo di Gratiano Cesare Augusto. Et i tripodi Lauri. & molto famoso indovino. ciascuno di loro in que' libri. che costui fu da Greci ritenuto percioche. &. essendo rovinata Troia. passato il Reno vennero in quelle parti da loro da indi in poi sempre possedute. & concedutali parte del suo reame. Dinne ti prego. essendo appresso Iddio tu tte le cose possibili. che le n avi si sciogliessero da Sigeo (secondo alcuni) fu da un'alta torre precipitato. & vogliono ancho ch' egli all'incontro havesse tanto oro quanto il corpo pesava. a lui diede per moglie Andromac a. Che di Febo conosci il divin nome. con quali sperava. Questi (per testimonio d'Ho mero) fu da Hettore per lo più chiamato Camandro. & Andromaca. dicendo. che uno. gli fu dato. & a' naviganti predisse la futura peste. ma alla fine per forza volendolo i Greci nelle mani. & splendore. si come Virgilio di lui parlando dimostra. essendo egli cercato da Ulisse pe r amazzarlo. & di tali capitani ordinarono tra loro i Re. vietò a Pirro figliuolo d'Achille. Là onde non solamente f u da Pirro serbato. Heleno fu figliuolo di Priamo. che gli diede favore.per comandamento d'Achille. E interpreti gli auguri di lor penne. con le stelle. quando. come a pieno si può ved er in Virgilio. & nella Tragedia Troade Sen eca.

come senz'altro testimonio è assai palese. quando istimava esser securo allhora morì. come chiaramente si vede in Virgilio dove dice. che Priamo hebbe due figliuoli chiamati col nome di Polidoro. & divenuto ingordo dell' oro assalì Polidoro. per inganni di quella fu morto. & Homero nella Iliade dice. insieme col thesoro. & di Hecuba. Da l'altra parte Troilo fuggendo L'infelice garzon perduto ha l'arme. Polidoro quartodecimo figliuolo di Priamo. che la fortuna incominciava cangiar la faccia verso Greci.del fratello Chaonia. il lasciò andar libero. che indarno si raccomandava a lui. antichissimo s uo amico. Noi adunque diremmo del pr imo. che su per lo lito se n'andava a diporto. Questo è quel Polidor. Percioche tra il tumulto del preso Ilione dormendo con Helena. & l'honorò. che potesse occorrere a i figl iuoli. Deifebo fu figliuolo di Priamo. . Troilo fu figliuolo del Re Priamo. Fu questi adunque figliuolo di Priamo. Questi anco giovanetto hebbe ardire pigliar battaglia contra Achi lle. accioche da lui fosse conservato. si come in Virgilio riferisce Enea. che da Pir ro fu conceduta ad Heleno. la quale dopo la morte di Pari s havea tolto per moglie. Ques to si descrive da Virgilio dove dice. Et cosi va dietro per molti versi. con grandissima quantità d'oro a Polinnestore Re di Thracia. il quale descrive lui nell'Inferno c'hav ea i segnali delle ferite. che fu mandato In Thracia già con gran numero d'oro. Deifebo terzodecimo figliuolo di Priamo. Chaone come dice Servio fu figliuolo di Priamo. sop ra il cui corpo nacquero dei virgulti. per cioche Euripide nella Tragedia intitolata Polidoro chiaramente afferma ch'uno ne nacque d'Hecuba. non mi ricordo haver letto. Ritrovo. & dimostrarsi a loro più benigna. che l'altro fu partorito da Laotho a figliuola d'Altao. Indi di Priamo. & genero. ivi edificò una città a guisa di Troia. nella cui egli raccol se il fuggitivo Enea. che sogliono nascere vicino al mare. & d'Hecuba il figliuolo Deifebo tutto lacerato il corpo. & da lui fu morto. Appresso narra ch'egli inavertentemente fu a caccia da Heleno amazzato et pe rciò quasi in consolatione del perduto fratello. il quale (secondo Euripide ) fu mandato da Priamo. & dandogli sepoltura nell'arena di quel lito. dall'istesso Heleno fu detta Chaonia. ma di qual madre non lo di ce. & crudelmente straccia to. & donatigli molti doni. anch'egli si mutò d'animo. & amazzato in guerra da Achille. quella parte di Reame. Qu al fine fosse poi il suo. il quale essendosi molto bene ad oprato contra gl'inimici. Chaone undecimo figliuolo di Priamo. & amazzò quello. & Hecuba. dicendo. per rispetto d'ogni cosa. Ma ve ggendo Polinestore. & Hecuba. Troilo duodecimo figliuolo di Priamo.

che la figlia Alsirca . Quest'altro Polidoro differente dal primo. Ma ne l'animo t'entri. Ti prego Achille. dicendo. onde ciascun o è avisato. & mi mandasti in Lamno. ch'io son per gir tuo servo Dove mi manderai. cosi ancho le parole sono le relationi degli huomi ni consapevoli. & Alsirca figliuola di Dimante. che di me ti mova Compassion. mandano fuori i virgulti a guisa di dardi. Con Hettore non son d'un ventre uscito. che il primo tra guerreri a piedi. & poi parole. ma mi lasci vivo. che n'esce dinota la violenta specie di morte. anzi dicendogli villania. & da quelli n'uscì il sangue. Dodici giorni trapassaro.Et indi continua per molti versi: ne' quali ancho narra qualmente alcuni d i questi virgulti per caso furono tagliati da Enea. Benche si dica. & Licaone furono figliuoli di P riamo. Certo. s'abbattè in Achille. che questo Polidoro fu differente dal primo. Polidoro decimoquinto et Licaone decimosesto figliuoli di Priamo. & amendue vuoi tu amazzarli. Et hor la morte a me tu ancho apparecchi Io non posso fuggir da le tue mani. che d'ivi si partisse. ti fui pur presso Nel convito allhor quando me pigliasti Entro il giardino. Si conosce adunque chiarament e per le parole di costui. & fuggisse altrove. nondimeno indebilito se ne morì. Che t'amazzò il compagno. Che non m'amazzi. & Laothoe. Et con un dardo. Vincesti Polidor simile a un Dio. che generato Da Laothoe fui figlio del vecchio Altai. & il sangue. Di que st'ultima parte non v'è altro figmento eccetto che i mirteti. & poi Tornai ad Ilione. Esaco fu figliuolo di Priamo. & me di nuovo Ne le tue mani ha ricondotto Iddio. ch'io ti prego. & andato contra gl'inimici. per le quali si comprende l'iniquità del delinquente. Nondimeno Achille non gli giovando i preghi. che con una Lancia il percosse. ma diversa Madre prodotto ha noi. il gittò nel fiume Camando. E anchor molt'altre? & di costei siam nati Due frati. si come a pieno si vede in Homero dove Licaone il dimostra ad Achille. Priamo haveva di costui la figlia. il quale (come dimostra Homero) era molto amato da Priamo percioche era il più giovane deg li altri figliuoli. ch'in Belletesso era signore. che veniva in suo aiuto levarlo dalle mani della morte. Nondimeno un giorno senza saputa di Priamo esse ndosi armato. ma con tutto ciò eg li raccogliendole con le mani si diede a fuggire. che l'avisarono. di che non lo lasciava andare alla battaglia. Fanciul mi vedi anchor. & di lu i mostrava grandissima speranza. si come dimo stra Ovidio quando dice. Esaco decimosettimo figliuolo di Priamo. a quali i liti sono amici. a lui passati il petto. che appresso lui non dimori. Nè puotè Hettore. come t'ho detto. Questo Polidor o vinceva con la velocità de' piedi tutti gli altri giovani dal suo tempo. dove infelicemente si affogò. & passandogli l'arme gli fece uscir l'interiora.

si come si vede per autorità d'Homero. Avenne un giorno ch'egli vide la do nzella Hesperie. Ma questi tuttavia seguendola. da tal smergare si acquistò il nome di Mergo. & campi. Dicomoonte ventesimo primo figliuolo di Priamo. Del quale Ovidio recita tal favola. & Erittonio. Tuttavia Barl aam dice. & per ciò gli ho messi insieme. percioche poco inanzi cacciando nelle selve Brebitie fu lacerato da un'Orso. ch'erano figliuoli Di Priamo Re. che tra l'herbe stava nascosto. il quale per la carestia delle biade lasciata Candia. & da un scoglio ivi vicino si gittò in mare. che moiano s'attuffano. Antifo. Quelli andò dunque. . che non sanno nuotare. Costui fu lungamente da Priamo. ma veggendo Hesperie ch'egli s'accostava a lei. ma il bastardo i freni Reggeva. & Iso naturale. che si pettinava i capelli. che fu converso in Mergo perche vivo si attuffò sotto. Dicomoonte fu figliuolo di Priamo. che la guerra Troiana. percioche s'egli lungamente fosse vissuto non sareb be di forza stato tenuto inferiore ad Hettore. Ma per Home ro si può veder. Là onde il giovane fu da cosi fiero dolore assalito. ma l'un bastardo. allhora uscendo d'ivi volò via. il quale di lui cosi scrive. Costui havea in odio la cit tà. Nondimeno egli tuttavia sprez zando la vita. & drizzatogli un sepolcro. occorse. essendo Esaco caduto nell'acqua. che costui non fu alla guerra Troiana. il quale nella Iliade cosi dice di tuttidue. a guisa del Mergo. & si gli asciugava. & figliuolo di Scamandro Cretese. Nè costui è quello dal quale i Troiani si chiamano Teucri. ma di qual madre non si sa. Overo. e Antipo si sedeva in quella. & dall'acque fu ritornato in alto morto. & regnò con Dardano. si come erano insieme. se caggiono in acqua. che la donzella fuggendo per un prato fu ferita da un serpe. Ma io tengo essersi creduto. ma Antifo nacque d'Hecuba. mentre spesso s'attuffava nell'onde per morir. & volentieri habitava ne' boschi. venne in Frigia. Theodontio dice. & morì poco inanzi il prin cipio di quella. Teucro ventesimo figliuolo di Priamo. & rimasto al fondo. da Agamennone nella battaglia in un temp o medesimo furono amazzati. Et di qui fu de tto Esaco essere cangiato in Mergo. & di Antidona ninfa. per donar la morte Ad Iso. Onde si vede che Iso era bastardo. e Antifo. & spesse volte ritornano di sopra. & l'altro Ligitimo di lor. il Mergo il quale pr ima di lui era nell'acque entrato. che gli venne disio di non più vivere. di. Antifo decim'ottavo & Iso decimonono figliuoli di Priamo. & detto che si cangiasse in Mergo perche quelli. & peciò se ne morì. che forse avenne in tal mod o che. & Iso furono figliuoli di Priamo. Nondimeno t utti due questi. il qual reggeva le briglie. si diede a fuggire . & dai figliuoli pianto . prima. che allhora non havea tal nome.Di Dimante in segreto partorisse Quel Esaco vicino all'ombros'Ida. che fu naturale. che s'innam orò fortemente. percioche quegli fu molto più antico. Costui nacque molto prima. Del quale havendo compassione Theti il cangiò in un Mergo. Come Teucro afferma Barlaam fu figliuolo di Priamo. & erano ambi S'una carretta.

Questo Cebrione. che più tosto fratello che figliuolo di Priamo pareva. & questo in vendetta di Leuco. Questi due. Gorgitione fu figliuolo di Priamo. & Cromenone ventesimoterzo figliuoli di Priamo. Dove prese due figli di Priamo Di Dardano figliuol. che di lui nella Iliade cosi dice. ma finalmente da Menelao gli fu levato i l capo. nella battaglia vicino a Troia percosso da un colpo di sasso da Patroclo se ne morì. si come dice Paolo. Costui fu amazzato da Achille. Cebrione fù figliuolo di Priamo. Gorgitione ventesimo quarto figliuolo di Priamo. Echemone ventesimo secondo. si come a bastanza è manifesto per le parole seguenti d'Homero. si come appare per Homero. Ma qual fosse il suo f . che in quelle battaglie combatterono. che poi segue nel testo) fù generato da Priamo di Castiamir a nella città Eusina vicina a Troia. il quale scrive. morto da Antifone figliuolo di Priamo. & chiami per testimonio Homero. & ferì Dimocoonte Figliuol bastardo del gran Re Priamo. ch'erano insieme Sopra d'una carretta. si come segue nel testo d'Homero. Il natural figliuolo Cebrione Del glorioso. come. che nel tempo della guerra di Troia ei fù tanto vecchio. & l'altro Cromenone. & Efitesia. come nella Iliade dice l'istesso Homero. Forbante ventesimo sesto figliuolo di Priamo. de' quali nella Iliade cosi dice Homero. si come dinota Homero con queste parole. uno de i quali Era Echemone. il quale poi nella battaglia appresso Troia f u amazzato da Teucro figliuolo di Thelamone. che maravigliomi non ha ver ritrovato nell'Iliade. benche Servio dica. che generò Ilioneo. Forbante fu figliuolo di Priamo. che sia cosa credibile: che Homero non habbia n omato tutti quelli. che gli favorregiasse Mercurio: il. e altiero Re Priamo. figliuola di Staseppo Migdoni o. Ma questi con un dardo colse in petto Gorgition figliuol di Priamo altiero. & Castiamira. non ostante gli anni. contra il voler anco di Priamo più volte andò a combattere. Furono Echemone. che questo Forbante mai non combattesse. furono amazzati in battaglia da Diomede. Cebrione ventesimo quinto figliuolo di Priamo. compagno d'Ulisse. & nondimeno per la degna virtù dell'armi locata in lui. & Cromenone naturali figliuoli di Priamo. Costui (secondo.Ma percosse.

Pammone. Doridone. per testimonio d'Homero. Deifebo. Hip potoo trentesimo primo. che seguendo Enea doppo la ruina di Troia andò ad impetrar salvocondotto da Didone per se. Questo fù figliuolo di Priamo. che da quelli fosse morto. perche egli voleva andare a ritrovare Achille per riscattare il corpo del figliuol Hettore. In questa parte dice Homero. & egli anco da quelli ritrovato fu pre so. che con un'hast a percosse il cavallo di legno fabricato da Greci. Heleno. che per ciò due suoi picciol i figliuoli furono divorati da due serpi. che Lacoonte fu figliuol o di Priamo. & l'alt re cose necessarie. & i compagni. Contra Troiani impetuoso Aiace Tolse di vita. Homero non ne fa mentione. & con la sua eloquenza la placò. Et quello. che gli apparecchiassero le carrette. del cui fa mentione Virgilio dicendo.ine non mi ricordo haver letto. Ma di qual madre questi tali nascessero. Antifone. che costui fu quello. Agathone trentesimo. nè altro si ri trova. Antifone. si come per Virgilio è palese. Doridone ventesimo settimo figliuolo di Priamo. Il vecchio irato con la voce oltraggia. Paris. & amazzò il bastardo Doridone figliuol del Re Priamo. mentre egli cosi dice nella Iliade. Nondimeno. & Aganone trentesimo secondo figliuoli di Priamo. dicendo. &. Afferma Papia. & Agannone furono figliuoli di P riamo. Et à se chiama i propri suoi figliuoli. & di rabbia chi amava tutti questi suoi figliuoli. fù molto eloquente. Quanto ch'egli in armi fosse valoroso sotto Troia. non mi ricordo haver letto. Et Pammone. che segue. Mistore trentesimo quarto figliuolo di Priamo. accompagnato Da molte schiera il buon Laocoonte Tutto infiammato vien da l'alta roccha. Hippotoo. dove in . ma. Ivi tra tutti gli altri. e appresso il divo Agannone. o Cittadini. Et essendo ancho venuto in Italia Enea. Nè ch'altri ne habbiano fatto memoria. fu figliuolo di Priamo naturale. andò legato al Re Latino. Agathone. il che ancho dimostra Servio. & habbialo trovato dove si voglia. Pammone ventesimo ottavo. Lacoonte trentesimo terzo figliuolo di Priamo. si come Homero nella Iliade dimostra. ch'a lui vengano inanzi. & Agaton glorioso. & avinto. Dice Virgilio. Hippotoo. e il buon Polito. & Sacerdote d'Apollo. si come in questi versi della Iliade dimostra Homero. percioche egli fù quello. come afferma Paolo. non se ne ha certezza. Ilioneo figliuolo di Forbante. & io non mi ricordo haverlo mai letto. che Priamo tutto pieno d'ira. Et grida di lontano. Antifone ventesimo nono. Ilioneo fù figliuolo di Forbante.

Ecco del Priamo un de' figli Polite da la man di Pirro ucciso. dov'egli è di aver tire (si come testimonia Eforione). furono figliuoli di Priamo. se alcuno vi porrà mente. si come si può capire per li versi di Virgili o. Thimoete secondo Servio fu figliuolo di Priamo. come dice Paolo. l'infelice fu a mazzato da Pirro figliuolo d'Achille in grembo di Priamo. là onde Priamo per schifare il presagio comandò. facilmen te vedrà che fu ancho figliuolo di Hecuba. che il n ato figliuolo di Thimoete. ò perche i fati Cosi volean de l'infelice Troia. che generò Priamo. . & tra gli altri noma questo Mistore. per testimonio della qualcosa si serve di Homero. si per la morte del la moglie come per l'adulterio commesso con lei. che un certo giorno dovea nascere un fanciullo per lo quale leggiermente Troia potrebbe andar in ruina. Altri vogliono.troduce Priamo. s'accordò con Greci a danno della patria. avenne. Nè molto da poi leggendo quello. e in roccho porlo. & Arisba. & partorit i in un parto da Perivia ninfa Idea. & in presenza d'Hecuba . che Thimoete fù indovino. avenne. il. Polite fu figliuolo di Priamo. che Thimoete non fosse figliuolo di Priamo ma marito di Ar isba. che loda quello Condursi entro le mura. Thimoete trentesimosettimo figliuolo di Priamo. che il giorno statuito la moglie di Thimo ete. dove dice. Indi aggiunge. che segue. & Testorio trentesimosesto figliuoli di Priamo. dalla cui Priamo hebbe un figliuolo. che assai si può conietturare per le parole di Virgilio quando dice. la quale da lui à caccia segretamente era sta ta impregnata. Ifate trentesimo quinto. che si lamenta. O per inganno fusse. & Thimoete poi. che Thimoete ricordevole della ingiuria s'acordò contra il padre in tradimento della Città. finalmente presa la città. & Hecuba partorirono. (7) Muove una parte a maraviglia il dono Per nostro estremo mal fatto a Minerva Miran l'alto edificio del cavallo. Priamo figliuolo di Polite. ch'essi furono amazzati da Anthiloco fi gliuolo di Nestore sotto Troia. che poi fu da lui insieme con la madr e fatto amazzare. Il quale havendo pre detto. come è stato detto di sopra. & la moglie fossero morti. Questo Polite essendosi molto bene dipo rtato in guerra per difender la patria. Et di qui in processo di t empo. Polite trentesimo ottavo figliuolo di Priamo. Secondo Virgilio Priamo fu figliuolo di Polite. benche non habb ia scritto in qual libro. Thimoete il primo è. il quale nella Eneida dice . Ifate. & Testorio. che tutti i suoi figliuoli ch'erano valorosi in armi gli erano stati morti.

si come di sopra ha dimostrato Ovidio. ch'appresso mortali sarà sempre testimonio di sempiterna. accioche veniamo a designare gli antichissimi progenitori del nome romano. Et questo Troio Assaraco produsse. & ch'ella per ciò il privasse della luce. che generò Hippodomia. essendo presa. ch'hebbe moglie: & Homero dice. Capi figliuolo d'Assaraco. Testimonia Virgilio che. Nondimeno si legge ch'egli. da ciò prendendo buon augurio compiacque al figliuolo. Percioche. che dicono. f u figliuolo di Capi. Anchise. l'uno de' quali dice. Da lui fu generato Troio. ave nne. & sul monte . & Servio. Progenie famosa di Polite. cosi dalla humanità della progenie d'Assaraco fu edificata Roma padrona del mon do.Guida una schiera il picciolo Priamo. Alcuni dicono. & la famiglia dei Cesari generata. Sono di quelli. di maniera l'antichità h a consumato il tutto. Se n'andò adunque col figliuolo. Ch'anchor accrescerà il sangue Latino. è necessario ch'io volga la penna ad Assaraco figliuolo dell'Istesso Re Tr oio. Assaraco adunque fu figliuolo di Troio Re di T roia. veggendo poi una fiamma di foco. come mostra Ovidio nel libro de Fastis. & ardendo Tro ia. che generò il f amosissimo progenitore della generosa successione della gente Giulia. Nondimeno si ritrova ancho. si come s'è dimostrato parlando d'Assaraco per li versi d'Ovidio. Enea il voleva condur via. & ch'ei più tosto s'era disposto voler morire. che stava d'intorno il capo d'Ascanio senza punto offenderlo. Onde essendo egli andato con i suoi greggi vicino al fiume Simeonte. & Enea. & eccelsa gloria. & la progenie di Dardano intiera. dove dice. & luoghi selvaggi. che costui inanzi la guerra Tro iana abbandonò la città. Tuttavia male si convengono insieme l'openioni di Virg ilio. Non v'è ricordo nessuno dei fatti di questo Assaraco. che partirsi. Che il nome serba del gran zio Priamo. che di lei il figliuolo Enea. & andò ad habitar ne' boschi. che la cagione della sua cecità fu perche si diede vanto d' essersi congiunto con Venere. Capi fu figliuolo d'Assaraco. Servio vuole ch'ei fosse cieco. che per c iò non si ritrovasse ai consigli de' Troiani. dove per vecchiaia se ne morì. l'altro ch'ei vide una fiamm a. che generò Anchise. ne' quali per lo più si fermavano le ricchezze degli a ntichi. &. Nondimeno lo splendor della generata progenie non meno l'h a fatto illustre che il grand'infortunio della ruinata Troia. & egli con quella hebbe a fare. & sempiter no testimonio dell'inclita pietà d'un figliuolo. che fu cieco. Et Assaraco Capo. Anchise figliuolo di Capi. Ma l' antichità medesimamente ha spento i fatti di questo Capi. che di lei n'hebbe figliuoli. & Capi Anchise. che generò Capi. che il portò sopra gli homeri per mezzo i fochi. Erittonio fu figliuolo di costui. & a i greggi. che Venere di lui s'inamorò. Havendo condotto a fine la infelice prole di Laumedonte figliuolo del Re T roiolo. & tra mille volanti dardi fuori dei pericoli. Questo picciolino fu menato via nella ruina di Troia da Enea in compagnia d'Ascanio. di maniera. si come ancho ha fatto d 'Assaraco. si come dal soverchio ardire dei figliuoli di Priamo nacque l'incendio. Nondimeno ha tenuto in luce ch'egli fu padre d'Anchise. & ruina di Troi a. dove attese agli armenti. & montato in nave insieme con Ene a giunse a Trapani castello di Sicilia. Assaraco figliuolo di Troiolo Re di Troia.

ma sopportando egli poi molte disgratie. ma ancho haverla perduta. si come Diomede. ch e Servio discordi da Virg. fu figliuola d'Anchise. trassi mai fuor del sepolcro. che generò Ascanio. Ma accioche non paia. Nondimeno fu data per moglie ad Alcataone Troiano. Hippodamia. Delle altre figliuole.d'Erice fu sepolto. & per lo più s'indebiliscono le virtù corporali . ma le parole di Servio mostra no accostarsi ch'ei morisse inanzi la ruina di Troia. nondimeno (si come di ce Virgilio) veder la fiamma del nipote. & spiriti del padre. & le ceneri d'Anchise. puotè in Anchise di sorte essere indebilita la virtù vis iva ch'egli non discernesse le cose c'havea inanzi overo non potesse vedere di l ontano. ma non si sa chi di lei fosse madre. percioche è cosa certissima molti essere venuti per lo coito non solamente con la vista corta. ma Servio dice. ombre. & specialmente la vista. Oltre ciò pare. & Venere. accioche appaia ch'egli n'havesse dell'altre. che Anchise havesse questo figliuolo da Venere. che si de bba intendere in questo modo.. i quali huomini tali per una certa usanza antica di parlare chiamiamo ci echi. per ciò non si può comprendere. & portate via da Diomede. Nè esso Homero Nè altro c h'io m'habbia letto ne riferisce alcuna cosa. perche mancandogli la vista per haver di soverchio atteso ai coiti fu trovata questa inventione. ma agli altri Latini. Questi. si come nella Iliade piace ad Homero. che l'ossa d'Anchise per comandamento dell'oracolo furono levate. Altri nondimeno vogliono altrim enti. Il. Nondimeno dove egli si morisse. il quale poi da Idomeneo Cre tese nella guerra Troiana fu morto. Et lo spirito. & eglino raccolti da gran numero di donne. Costui oltre Enea hebbe ancho delle fig liuole. & moderni Poeti predicano. Di nuovo io vi saluto. Volendo quasi inferire io non ho mai fatto questo. mi serbo a dirlo dove scriverò d 'Enea. che non solamente da' Greci è preposto ai barbari. che ancho esso Virgilio tocc a mentre descrive Didone irata contra Enea. & più vecchia di tutte l'altre. tra quali si sa il nome solo d'Hippodamia. com e se per ciò volessero. Et questo secondo Virgilio. Cosi puotè intervenire ad Anchise. che nel coito erano molto valorosi: dal qual continuar del coito mo lte fiate nascono delle infermitadi. di che a loro pareva inalzarsi veggendosi. ch'io tenga . Qualmente poi. benche anch'eglino vedessero i raggi del Sole. Onde conosciut o il mancamento del loro vantarsi. Ma. & delle frequenti amicitie di più donne. che Enea fu figliuolo d'Anchise. & le fiamme del foco. che cosi gli dice. che per essersi dato vanto fosse da Venere accecato. Enea figliuolo d'Anchise. meritamente sono detti essere da Venere accec cati. che V arrone narra. che la loro bellezza fosse istimata essendo da molte desid erata. c he in tal modo Anchise (secondo Servio) puote esser cieco. & Silvio Posthumo. ò ricevuti Ceneri. percioche Catone conferma. Cost ei fu molto bella. dall'istesso Diomede insieme col Palladio furono restituite. Gli antichi. Hippodamia figliuola d'Anchise. Nè l'ombre. benche molto sia inalzato per li versi d'Homero. & molto amata dal padre. & di pietate. che venne fino in Italia. Alcuni giovani sono soliti tra le principali sue f elicitadi tener conto dei loro coiti. Cosi vuol . tengo. che Servio voglia per questa cagione da Virgilio in persona d'Enea esser detto. & di nuovo da Diomede. Come se una volta fossero tolti da Troia. Di. nondimeno per la riverenza di quelli di Virgilio è celebrato cosi famoso in armi.

Nettuno parlò verso i dei. & edificata ivi la città Acesta. Si partono da Thessalonica. & il vecchio padre. Tutta via. capo della sua armata. Achille hebbe Homero. dove poscia. da un ve nto crudele fu condotto in Africa secondo. se bene Enea oprò molti degni fatti per Troia. Scriveno alcuni che. la quale gli partorì Ascanio. Finalmente havendo i Greci assediato Troia. ch 'Hettore in sogno apparsogli gli havea raccomandati. che tradisse la patria. di quella edificat ione. & indi venne in Chaoni a. ch'ogni anno fanno con gran cerimonia in memoria d'Enea. & d'ivi essendo già da' Candiani stato cacciato il Re Idomeneo. mentre passava in Italia perdette Palinuro. andò in Creta. si dispose passar in Italia. dove ritrovato il padre Anchise. & congiunto con lei (se ciò si deve credere al Mantovano). dove morendo Caieta sua nudrisce v'edificò una città col nome di quella. & perche ancho sempre ne i consigli dei Troiani disse ch'era cosa dannosa ritener Helena. dove essendo in grandissimo perico lo. gli fu conceduto ch'egli potesse fare.e la fortuna del mondo. che narra l'istesso Virgilio. & inalza Scipione Africano con non minor gloria. mostrandogli la madre Dea la strada se ne venne al litto. & gli persuase a restituirla: Ma fosse come si volesse. che segue. Indi giunse al porto di Bibie. & eleganza di parlare egli è guidato inanzi che. & fornite l'essequie funerali a M iseno suo Trombetta navigò in Caieta. tolti i Dei pennati. Ma cacciato ancho di là per la peste. percioche di quel paese fu Teucro f igliuolo di Scamandro. per aviso de gli Dei partendosi d'Africa di nuovo ri tornò in Sicilia ad Aceste. poco inanzi coronato in Roma delle insegna d'Alloro. che to gliessero dalle mani della morte Enea. & gli pregò. nacque di Anchise. & il pi cciolo figliuolo. salvo . ch'egli fuggisse l'avaro lito. che non gli venne meno la visione della madre Venere. Enea adunque. egli più volte uscì fuori a combat tere. che Dardano era stato Italiano. secondo alcuni fu notato d'inf amia. & Enea Virgilio. benche altri neghino. Finalmente si condusse in Italia alle foci del Thebro. accioche tutta la stirpe di Dardano non p erisse. con il figliuolo. Virgilio dice. & già essendo d'età provetto hebbe per moglie Creusa figliuola di Priamo. Il. & essendo fatto certo. paia portato in grandissima luce: di che punto ei non invidierà nè ad Achille nè al figliuol d'Anchise. & (si come nel medesmo loco tocca Homero) serbato all'Italia. & ivi dalla Reina Didone fu ricevuto. ch'En ea Troiano edificò già Enea Città vicina a Thessalonica. Nondimeno altri dicono. & passò fino ai Campi Elisi. ch'era molto contraria a' Troiani. es sendosi usato crudeltà quasi contra tutti gli altri. Indi con le navi essendo di nuovo rientrato in mare pe r vedere. & con la guida della Sibilla scese all'Inferno. & con grandissima magnificenza celebrò i giuochi in memo ria del padre. essendo già sette anni stato errabondo. si come poco inanzi è stato detto. Et quel. che hebbe racconciate le navi. andando Paris in Grecia per rapir Helena. et tra l'altre cose si piglia argomento che. che insieme con Dardano havea signoreggiato ai Dardanij. & Venere appresso il fiume Sim oenta. con la quale essendo alquanto dimorato. & da Heleno indovino avisato di ciò. che per la fortuna erano tutte conquassate. Dove avisato da Polidoro. edificò una Città chiamata dal suo nome Enea. ma si ben e con maggior giustitia condotto fino sopra le stelle per li versi del celebrati ssimo Francesco Petrarca. & in questo modo di lei scriv e. della q uale Tito Livio nel quarantesimo libro ab Urbe Condita fa memoria dicendo. & appresso Trapani (si come piace a Virgilio) gli morì il padre. col mezzo suo vide tutta la sua d iscendenza. come quasi gui dato fuori delle tenebre d'un lungo silentio. & iv i tolte venti navi con le quali già molto prima Paris era andato in Grecia. essendo si egli indarno molto affaticato per difender la patria. che c iò gli fu conceduto in dono perche continuamente il suo Palazzo fu l'alloggiamento di tutti gli ambasciadori greci. benche al tempo nostro si leva. & con i navili. lasciandovi parte delle sue genti. & cosi allhora per opra di Nettuno Enea fu tolto dalle man i d'Achille. & una parte di genti fu lasciato partire. & vanno ad Enea per essequire lo statuito sacrifi cio. C on tanta facondia. che da Giunone. & tra l'altre una s'affrontò con Achille. & sforzandosi con molti assalti pigliarla. & passò in Thracia. Fatto questo ritornò sopra la terra. si come nella Iliade dice Homero. l'antichissime sedie degli avi suoi. che presa Troia. ritrovato sepolto nel lito. entrò ne l mare. secondo l'Oracolo. che gli havea ad occorrere passò in Sicilia. ch'Enea gli fu compagno. come s'egli quasi f osse giunto alle sedie de' suoi progenitori. & H ecuba. fin dove. dice Servio. si fermò in Candia. la . pieni di tanta el oquenza ch'a tal comparatione l'avanzo de' mortali paiono non lodati. che vennero a Priamo.

Venere. Latino fu amazza to da Enea.quale non essendo più da lui veduta. dicendo. egli s'imaginò esser giunto al predestinato loc o. Onde hebbe prima l'amicitia d'Evandro. & vogliono. & dice. Ascanio poi amazzò M ezentio. La onde Turno mosse gran guerra contra lui. Almen lecito sia. che per levarlo fu ori della battaglia finge ch'ella si trasmutasse nell'effigie d'Enea. o il desiato lume. Et da le braccia sia tolto d'Iulo. che Giunone si mutasse in Enea. serpe Il bel Numico ne i vicini mari Con l'onde istesse. & a costui commanda. Altri dicono poi che. & indi di Latino Re di Laureti. che gli diede per moglie la figliuola Lavinia. che tenga l'istesso. che Catone vuole che. percioche Servio dice. & Ovidi o nel suo maggior volume par. di. Il. l'indegne morti Veggia de' suoi. contra cui dice. & ivi deversi fermare. che subito si rivolse Turno. & orgogliosa gente. Onde secondo la verità d ell'historia vogliono non. Il regno goda. ma esso Enea. che in par te per li sopradetti versi si può conoscere. & la sposa. che il buon Numico Adempisce di Venere i mandati. D'aiuto preghi altrui. Nè il suo corpo fu più ritrovato. & armi De la più fiera. & stando i compagni d'Enea a partir la preda. al dispetto di Mezentio Re d'Agellia ottenne il reame. mentre dice. Vada in essiglio. in quello cadde. il quale Enea in quella battaglia più non comparse. Dove se mettiamo mente. che Giunone tema la morte di Turno. percioche cosi gli haveano most rato gli oracoli. che fino allhora era stata sollecita del figliuolo. nè quando a l'aspre leggi Ubidito haverà d'iniqua pace. Ma cagia egli anzi tempo. essendo Enea vincitore. Et ch'ei possa drizzarsi a quel camino Che la fortuna a lui vorrà mostrare. nondimeno aiutato da Evandro Re degli Arcadi. far questi preghi c ontra lui. & sacrificando sopra il f iume Numico. di. & da' Thoscani. Nè puote altrove haver tacciuto Virgili o. che prega Giove. fuor de' suoi confini. Della sua morte gli antichi hanno diverse openion i. ch'Enea gittato Da onde ignote sia per strani liti. La qual cosa gentilm ente tocca Virgilio mentre induce Didone. Et cosi fece. che Virgilio scriva questo sotto artificiosa fittione. facendosi un fatto d'armi appres so Lauro Lavinio. dove in mezzo l'ardor del la battaglia mostra. che dicano ch'egli fu morto da Turno. & sopra il lito Resti insepolto de l'arena in mezzo. mentre nell'istesso libro induce Venere. Oltre ciò sono di quelli. che sopraviva Il mio nipote Ascanio senza offesa. ch e prima era stata promessa a Turno Re di Rutuli. vicina alla morte. Travagliato almen sia da guerre. Di Laurento indi pervenne al lito Dove coperto di cannelle. non v'essendo più Enea. al presente prega per lo nipote Ascanio. & Enea fuggì alle navi ch'erano nel fiume Numi co. c'ha di mortal Enea Et con quieto corso il tutto porti Fino nel mare. che per insino in quelle fu perseguitato da Turno. Et ti deve bastar. &. Che lavi ciò. il qual e fuggendo l'armi di Turno fu da lui appresso il Numico amazzato. .

Che Enea fosse figliuolo di Venere. la ragion de lle quali l'ordine ricerca. & purga. che la madre di lui fosse si bella che. perche. nè d'Agamennone. L'uno per l'acque fu mandato al cielo L'altro per fiamme andò fin'a alle stelle. che la madre di lui per qualche merito fosse co gnominata Venere. le quali pe r industria da Virgilio sotto figmenti poetici sono nascoste. & voler renderle chiare non è di mia intentione. che voglia Giuvenale. le quali paiono appartenersi a Nettun o per esser detto Iddio del mare. potesse occorrere alcuna cosa. gli antichi finsero. facend o tal prosuposto che sarebbe quasi cosa impossibile. istimo dever . amendue ugualmente appresso Romani furono honorati con solenne riverenza. & h uomini. che fu si gran Re. quando ella si levava. Alcuni vogliono. Che per preghi di Nettuno poi e gli fosse levato dall'abbattimento con Achille. ma di concupiscevole congiuntione nacque. che fosse la Dea Venere. & gli fosse guida fin o nel territorio Laurento. si come ho detto ch'altri pensarono. che il Poeta habbia havuto riguardo alle cose future. & Romolo. che il cacciava. se di Anchise fosse stata moglie. ciò non è dirittamente da tutti inteso. non credo che sia vero quello ch e diceva Leontio. che Priamo havesse dato per moglie a d un bastardo d'un Pastore Creusa sua figliuola. Altri istimano poi. per la qual cosa pensano. nè s'appartiene all' impresa incominciata. Et sia da me lontano ch'io creggia. conobbe che s e si fermava ivi. che per rimedia rvi Achille lasciasse la battaglia con Enea. Altri tenendo diversa openione pensano. venutogli a mente la disgratia di lui. che Virgilio dic esse. & però previde essere da fu ggire. & però vogliono. che Ven ere. pe rcioche esso Enea. si leva. venendo il tempo matutino. perche Enea morì nell'acque. Per lo superbo maritaggio Anchise Di Venere divenne assai più degno. nè per ciò ci lo vieta.Et quanto di mortale era in Enea Con l'onde proprie egli lo caccia. che la madre di tanto huomo non fosse stata conosciuta. Onde il dichiararl e al presente. s'acquistasse quello di Venere. che ancho Venere a lui si dimostrasse col lume suo. che sia detto suo figliu olo quasi. nè di molt'altri famosissimi Re. Questo istesso ancho pare. che sia stato detto figliuolo di V enere perche non di matrimonio. & per opra di questo dominio esser'avenuto molte cose ad Enea. mentre dice. attento. ciò si può attribuire all'opra della constellatione verso il concupiscevole appetito. perduto il proprio nome. Viene detto poi ch'egli fu nel lito a visato da Polidoro. che i Thracesi li sarebbono inimici. Che passasse all'Inferno. cioè. Dove intende di Enea. che i l suo vero nome non si sia saputo. dagl'indigeni fu tenuto per Iddio. & a lei appartenersi la dimostratione dei futuri succ essi. & chiamato Giove Indigite. percioche non si sa nè ancho quello della madre di Priamo. & per ciò la Dea dei Reami gli concesse c'h avesse cura della salute del futuro Reame. c he Enea era serbato al Reame d'Italia. che ciò da Giunone fosse conceduto a Nettuno. come è stato pred etto. il che ritrovato cessò la voglia. attentoche tant o andò inanzi navigando quanto stette a ritrovare quello. & Romolo appresso la Palude Caprea da folgori. tengo. Io certamente istimo esser vero. morisse come si volesse. &. che appaia egli essere stato prodotto in luce. che gli piacque. che nella natività d'Enea Vener e signoreggiasse il cielo. & tempeste fu tolto dal mon do. ma per coprire la nota d'infamia del famoso huomo. Altri poi vogliono ch'egli nascesse in quell'hora. Tale historia è adornata d'alcune fittioni. anzi pen so più tosto che d'intorno alle cose navali. che veggiamo. che come fu giunto ivi sparisse. che ciò avenisse per la forza della constellatione.

Et quel che segue. che uscì salvo dalla ruina di Troia. &. Credo ch'egli fosse gittato nel fiume Numico. Non ancho Ascanio figliuolo d'Enea era in età da regnare . & delle fatiche in cercare il Reame. se fosse figliuolo di Creu sa. Nondimeno dei nomi di costui dice Servio essere da sapere. Indi fu d etto Ilo da quel Re onde venne ancho Ilio. si come risonante d'oltre Ascanio. Questo Ascanio nascesse dove. una certa fiamma di foco si fermò d'intorno il capo del fanciul lo senza punto offenderlo. & Creus a. altri Meze ntio. che fosse esca a i pesci Toscani. essendo da gli amici . & forse gli predisse alcuna delle cose ch'a lui erano per avenire. la quale gli nasceva quando ottenne la vittori a. che altri dicono. mentre in piedi Stette la roccha Ilia fu detto Ilo. fu chiamato con diversi nomi. & lib ero delle cose mortali. percioche contrastando il padre. che fu autore del suo nome. certamente si ritrova. Continuò poi la battaglia tra Ascanio. che amazzò Turno. che generò Giulio Silvio. nella cui Enea. a cui s'aggiunge Hor il nome d'Ulo. Questi appresso fu detto Dardano. Finalmente sostenne poi insieme col padre nell'essiglio molte fatiche. tanta buona indole era in Lavinia: onde l'Imperio Latino. Ma Eusebio nel libro de i Tempi tiene. & egli succeduto nel Reame. che già fu famigliare ai maggiori Re de' gent ili volere. non afferma a pieno. & amazzato Meseno co l suo sangue sacrificò agl'Inferi. dicendo. Et essendo morto Enea. onde per far ciò andò nel seno di Baie appre sso il lago Averino. & fu compagno della paterna fuga. che secondo Catone il vero dell'historia è questo. cioè per via di quella scelerata arte di nigromantia essere certificat o da spiriti maligni delle cose future. & Turno poi si ritirò da Mezentio. ch'Enea di Creusa hebbe ancho altri figliu oli. & pietà a llevò Silvio Posthumo suo fratello. nondimeno quell'imperio a lui restò nell'età di prima barba intiero. che la pazzia da farsi beffe dei pazzi. conciosia. & morto Mezentio Ascanio incominciò esser chiamato Gi ulio. Ascanio figliuolo d'Enea. & si come Servio afferma. & di chi si volesse. Ascanio. che fu chiamato Ascanio da Ascanio fiume di Frigia. ch'hebbe più diligent e cura della verità dell'historia. Ascanio adunque (secondo Vergilio) sotto Troi a perdette la madre. nella quale morì Latino. & Rhoma. come piace a Virgilio. & Turno. chi afferm erà per certo una cosa tanto antica. Ma il bel garzone Ascanio. si come si vede in Vergilio.si intendere ch'egli oprasse quello. appresso Lavino edificò Alba. oltre Iulo. si come poco inanzi è stato detto. & con altre inique cerimonie oprò. Questi adunque (secondo Eusebio) havendo regnato trent'anni. & il Regno del zio et del padre fu del fanciullo. ò di Lavinia. che nacque di Lavinia il chiama Silvio Posthumo. & Mezentio. Altri più oltre dicono che. & l'avo della futura fuga. Che Enea col padre venne in Italia. Questo dice Tito Livio. che alcuno de' scelerati spiriti astretto dalla forza degl'incanti venendo di sopra. Ma dice Servio. & col padre si diportò molto valorosamente contra gli inimici . ma per finirla v ennero a singolar battaglia. & salvo solam ente sotto tutela della donna. Poi Iulo per l'amazzato Mezentio da l ui nel primo spuntar della barba. Nè poteva essere estinta dai padri. & portato in mare. et perche havea assalito i territori hebbe guerra con tra Latino. Questo Ascanio nondimeno (accioche seguitiamo Vergilio alquanto) ancho piccio lino hebbe augurio del futuro Imperio. Ma Tito Livio. La sua edificatione poi non è altro. ma etiandio compagno della fuga. & con grandissimo amore. il qual era loco attissimo a tai cose. che Ascanio fusse figliuolo di Creusa: & un'altro. Percioche. Dubiterò io. quando dice. che fu figli uolo d'Enea. & Leodamante per consolatione de' morti fratelli: onde viene ad esser chiaro. & diede risposta alle sue int errogationi. i l quale istesso Iulo la famiglia Giulia dice. comparve. & Ilo con i quai è nomato. & n ell'aiuto di lui confidandosi rinovò la guerra. & Turno medesimame nte mancarono. si come egli per tutta l'Eneida dimostra ampiamente. se questo fu quello Ascanio nato di Lavinia ò d i Creusa. & piglian do la forma di qualche fantastico corpo. & Laurenti. finì la guerra incominciata da l padre con la vittoria. non solamente fu figliuolo d'Enea.

. Ascanio. Silvio Posthumo secondo Vergilio fu figliuolo d'Enea. che Agatocle scrive il nome della Città di Roma haver havuto o rigine da questa Rhoma figlia d'Ascanio. & dal s uo nome la chiamò Brettagna. che un Matematico disse ch'egli amazzarebbe il padre. che nel partorirlo morì la madre. Posthumo adunque havendo regnato trent'otto anni. d ove stette nascosta. Et Silvio Enea. & però fu detto Posthumo. & da lui derivò la famiglia Giulia.ripreso percioche pareva ch'egli tenesse la madrigna Lavinia in essiglio: la qu ale per tema di lui era nelle selve fuggita. che nascono dopo il padre sepolto. Enea Silvio figliolo di Silvio Posthumo. la fece ritrovare. dicendo. Questi na cque dopo la morte d'Enea. p ercioche Lavinia. tolta per moglie una figliuola di Pandrasio Re greco. che Eraclide s crive che. percioche per caso nacque nelle selve. fece allevare il fratello Silvio con fraterno amore. & pietade. & ottenne l'isola Alboina. che successe al padre Ascanio nel reame. pos cia. & cresciuto in età per inavertenza a caccia amazzò il padre. ch'era habitata da' Gianti. & ivi per consiglio d'una loro prigionera nomata Rhoma. Ma si come è stato detto di sopra. & nezza di Enea attento. come piace a molti. da cui alcuni vogliono esser derivata la famiglia Giulia. & partorì. Oltre ciò dicono ch'egli generò u n altro Bruto per cognome chiamato Verde Scudo. onde avenne. & venendo a morte. & da quella diedero n ome al luogo. indi un altro. & il marito Enea. perche il figliuolo non gli parea atto per la picciola età di poter reggere i Citt adini. Giulio Silvio figliuolo d'Ascanio. che fu padre d'Enea Silvio. Silvio Posthumo figliuolo d'Enea. che il figliuolo nato nelle selve da lei Silvi o fu detto. Fu detto Silvio. Egual. lasciat o Enea Silvio suo figliuolo ch'a lui sopravisse. morto il padre Latino. & hebbe per Oracolo. si fermaro. havendo a morte. Enea Silvio figliuolo di Silvio Posthumo terzo Re de' Latini successe al p adre. & di qui essere stato generato u n altro re. et cosi di mano in mano procedendo in infinita discen denza. lasciò herede del regno l 'istesso Silvio suo fratello. temendo l'imperio di quello. come scrive Solino tra le cose maravigliose del Mondo. egli lasciò la successione dello S tato a Silvio Posthumo suo fratello. gravida se ne fuggì nelle selve. ma perche morendo il padre era picciolo. Nondimeno Eusebio nel libro de' Te mpi dice. fatta venire la madrigna n el paterno Reame. del quale Vergilio fa mentione quando dice. & essendo occupato il Reame da Ascanio. lasciò Silvio Posthumo suo fratello herede del Regno. essendo presa Troia alcuni Greci capitarono dove hora è Roma. Per la qual cosa cacciato d'Italia andò in Leogrecia isola di Grecia. & Alba da lui edificata regnato trent'otto anni. Finalmente havend o tra Lavino. ilche è general nome di tutti q uelli. & Lavinia. cosi sarà d'armi. dicendo ch'egli generò ancho un certo Bruto di una nezza di Lavinia sua madre. ho giudicato esser buono lasciarle. di. et la madre. il quale. & perche per caso nacque nelle selve fu cognominato Silvio. che generò Silvio. percioche Giulio Silvio era allhora fanciullo. con una compagnia insieme con Corniveo Troiano navigando superò Geoferico R e degli Aquitani. essendosi già deliberato passare fino in Alba. le quai cose. il quale. ch'è ben vero che fu figliuolo d'Ascanio. che possederebbe l'isola d ell'estremo Occidente. Rhoma fu figliuola d'Ascanio. che come a te nel nome. Nondimeno egli generò u n figliuolo. nella cui natività dicono. perche a me non sono parse nè vere nè verisimile. finì l'ultimo giorno. & le restituì il R eame paterno. & non pareva sofficiente al governo. che generò Latino Silvio. & da Corniveo Cornubia. Ma i Brittoni (istimo io per desiderio di nobilitare la sua nation barbara) aggiungono a costui un alt ro figliuolo. il chiamò Giulio Sil vio. Giulio Silvio secondo Tito Livio fu figliuolo d'Ascanio.

venendo a morte. lasciato il figliuolo Ca pi finì l'ultimo giorno. Questi. Romolo. & partiva i confini tra Latini. & Aventino Silvi o. che generò Alba Silvio. che generò Carpento Silvio. il quale alle volte da Eusebio è chiamato Egittio Silvio. il quale regnato c'hebbe venti otto anni. che fu il padre successe ne l regno. & Thoscani. Silvio Giulio (come scrive Eusebio) fu figliolo minore di Romolo. come dice Tito Livio. & Aventino. Latino Silvio figliuolo d'Enea Silvio. qui è posto il quarto. che generò Calpi Silvio. che Latino Silvio quinto regnò in Alba. & al padre nel reame successe. Questi. & lasciò suoi heredi Giulio. il che a quel tempo fu tenuta co sa fatta molto impiamente. & poscia c'hebbe signoreggiato quarant'anni.Questi generò Latino Silvio. & in quello se ne morì. & fu figliuolo di Lavinia. che Prischi Latini furono detti. havendo regnato ventinove anni. overo Aremolo Silvio fu figlio d'Agrippa. ch'a lui sopravissero. & havendo regnato anni trent'uno. espirò. Tiberino Silvio figliuolo di Carpento generò Agrippa Silvio. che cosi era chiamato a quel temp o. Athi Silvio figliuolo d'Alba. Capi Silvio fu figlio d'Athi. Giulio Silvio figliuolo di Romolo. Alba Silvio figliuolo di Latino Silvio. Latino Silvio. Costui havendo regnato diecinove anni morì. & privo di vita. Questi tra i monti pose le difese d'Albani. & Melampo. & havendo regnato trentanove anni. Alba Silvio fu figliuolo di Latino Silvio. & generato A lba Silvio. Carpento Silvio figliuolo di Capi. lasciato Athi suo figliuolo fu tolto dalle co se mortali. fu figliuolo d'Enea Silvio. che Capua già famos issima città di Campania fosse da costui edificata. che vogliono. dove poi fu edificata Roma. & per ciò gli huomini di quel tempo istimarono. Agrippa Silvio generato da Tiberino. havendo regnato cinquant'anni. Per la qual cosa da indi in poi lasciato il vecchio nome di Albula fu detto Thebro dal nome di Tiberino. Di Capi fu figliuolo Carpento. che generò Tiberino Silvio. che generò Giulio Silvio. Sono alcuni. venendo a morte lasciò il fi gliuol Romolo herede. Fu Athi Silvio figliuolo di Alba. & morto i l padre signoreggiò ad Albani. & havendo regnato diciotto anni. & da lui furono condotte le colonie di quelli. che generò Athi Silvio. Agrippa Silvio figliuolo di Tiberino. Romolo Silvio figliuolo d'Agrippa. & havendo signo reggiato Alba ott'anni cadde nel fiume Albula. & bisavo . che giu stamente egli fosse fulminato. il qual Latino in ordine dei re. morendo lasciò il reame a Carpento. Tiberino Silvio figliuolo di Carpento. che a lui sopravisse. & fratello d'un medesimo ventre di Silvio P osthumo. & fino al dì d'hoggi vi dura. sommerso. che generò Romolo Silvio. finì l'ultimo giorno. a lui successe il figliuol Tiberino. Eusebio nel libro de Tempi dice ch'egli in altra historia ritrova. Capi Silvio figliuolo d'Athi.

Ilia Rhea fu figliuola di Numitore. i quali ei fece gettare nel Thebro. & dal zio crudelment e fu fatto morire. . aggiungendovi questo. & Remo. il qual e privatamente standosene in villa invecchiato. anzi havendo pe rdonato la vita a Numitore amazzò Lauso figliuolo di lui. & Rhea sepellir viva. & fu sepolto in quel monte. che sono nat i di Giulio Silvio.lo di Giulio Procolo. & ivi diede principio alla famig lia Giulia dalla cui derivano i Cesari. n'ebbe due figliuoli. indi morendo lasciò il regno al figliuolo Numitore. che con Romolo andò a Roma. & Remo. d i che essendosi impregnata. che giacesse seco si dichiarerà dove si parlerà di Romolo. che poi di lui avenisse non sappiamo. & di Rom a. lasciò un figliuolo chiamato Proca. posero quelli sopra la riva. & dal fratello cacciato dal regno. dove in sogno le parve vedere. & Remo rim esso in stato. & da Amulio tra le vergini Vestali col locata. fu dai nepoti Romolo. Caio Giulio Cesare Dittatore. la quale (secondo Ovidio) andando un giorno a pigliar dell'acqua per gli sacrifici si adormentò. & a tradimento levò il reame a Numitore. fu figliuolo di Numitore. Et perche non habbiamo per ordine quelli. Ma havendo egli regnato sette anni. dove poscia. & per comandamento del Re fu f atta sepellire viva. & uscito fuori del suo alveo. che trovati da Faustulo pastore fur ono allevati. al quale essendo fulminato successe nel reame. che generò Proca Silvio. Questi per forza. che generò Amulio. Ilia figliuola di Numitore. che da questi sia disceso lo splendore del mondo. & Ilia Rhea. onde essendo toccato ad Amulio il regno. che partorì Romolo. che Proca loro padre lasciò ch 'amendue regnassero un anno per uno. La fittione di Marte. Aventino Silvio figliuolo di Romolo Silvio. Rhea medesimamente di lui figliuola sotto spetie di hono re dedicò perpetua vergine Vestale. Aventino Silvio fu figliuolo di Romolo Silvio. che da indi i n poi fu dal suo nome sempre chiamato Aventino. Rhea parto rì due figliuoli. si come è stato detto. è di necessità far fine alla Geneologia dei posteri di Dardano. Proca Silvio figliuolo d'Aventino. Lauso. & indi cresciuti in età amazzarono Amulio. che l'anno fu passato non volle più restituirlo al fratello. che Marte giacesse seco. Amulio figliuolo di Proca. Dice Plinio parlando degli Huomini Illustri. Numitore figliuolo di Proca. Proca secondo Tito Livio fu figliuolo d'Aventino. Quello. & in loco del padre regnò anni ventitre. che generò Lauso. Nondim eno non potendo gli essecutori del maleficio de' fanciulli far l'effetto compiut o. & indi per levare ogni s peranza di successione. Fu Amulio (testimonio Tito Livio) il minor d'anni tra tutti i figliuoli di Proca. percioche il Thebro per le pioggie continue era cresciuto. di. Numitore fu figliuolo di Proca. che hebbe regnato trentasette anni venendo a mo rte. Lauso figliuolo di Numitore. Il fine del Sesto Libro. po scia. & restituirono al zio Num itore il Reame. & Numitore. che d'età era mag giore.

Pillira. & incomprensibil mostro. che l'is tesso Oceano havesse la mente divina. m a esser padre de gli Dei. & figliuole ventiquattro: de quali questi sono per ordine i nomi. & Calpe. ove ro da amendue. de g li Ionici Filosofi Milesio Thalete. Al quale alle volte pare. Persa. & indi per li larghi. Tritone. & l'horribil spelonche di quello per l'oscure entrate. Cefiso. appresso gli antichi di non picciola autorità. io drizzai gli occhi verso i ter mini del mare. Francesi. che col picciolo legnetto. è di necessità. & di tutte le cose. & di Vesta. con quali pe rcuote la terra. che è accettatore di tutti i fiumi. ma nondimeno con animo gra nde. anzi non meno insipidamente di quello. Crinisio. alla fine sono stato portato fin all'entrata dell'Oceano. & r ozzi promontori dell'Asia. & di Vesta. Pl eione. l'ire del mare Mediterraneo. & col fuoco della sua charità cacciando il contrario freddo porse vigore all'animo prostrato. pigliai la penna per scr ivere la lunga discendenza dell'Oceano. lasciati a dietro i liti de Genovesi. Nilo. & i non conosciuti popoli. Cos i circa l'entrare di quello fermandosi il mio legnetto. Climente. che ne concedesse la cagione. che veramente è certa speme. come del Tirrheno. Sperchio. veggendo. aperti. et tra i risonanti liti sì del mare Illirico. pigliai ardire entrare nel terribile gorgo. Ma colu i. & indi imaginandomi le indomite forze. Inaco. tutte le cose da principio essere state prodotte. Volsero i Theologhi. & che da lui fossero prodotte tutte le cos e. Eurinomi. & il ritornò in maggiori for ze del solito: di maniera. come quasi per deliberar e se gli sarebbe conceduto lo spatio di girare. da me subito invocato. & per gli duri scogli del mare Egeo. che dice l 'Oceano essere la natione di tutti i Dei. & infallibile aiuto di chi dirittamente crede in l ui. & Abila Promontori. che mi spave ntai. & da un certo insolito timore soprapreso a p ena puoti fermare le tremanti membra. che facessero gli altri istimo. eccetto se forse. che si s ia accostato Homero: & specialmente dove nella Iliade induce Giunone. & Sole. Meandro. Di che spedita nel passato quasi tutta la prole di Cielo. che generò tra figliuoli. confesso veramente. dove veggendo cosi gran corpo. & che anco medesimamente alcuna cosa senza h umore non può generarsi. che anco la vita cessi. Et cosi talhora ha s eguito questa opinione Virgilio dove dice. che in tutte le cose mancando l'humidità. Peneo. & le fiere bestie di quello. Thebro. Acheloo. & sono girato a forza per le oscur e foci delle Sirti fremendo il fiero Aquilone. coperto solamente dall'oscure nube de ' Poeti. & Spagnuoli. Aetra. overo ch'egli fosse quello. & solcare i non soliti mari. Non sò qual ragione m ovesse lui. lasciando il governo della debile barche tta a colui. Dori. Corufice. che hanno havuto opinione dal Cielo. Di che affermava l'Oceano non esser generato. & indi considerando. nè tacque il Principe. ò dalla terra. & stando di quì a riguardare il chiaro lume di Febo. che piu tosto volontariame nte non patissi naufragio nel lito. Protho. & appresso spesse volte con non minor timore che maraviglia. mi s'appresentò. All'Illustre suo Sig. Et poco vi mancò. & piacere a rispetto di quello. Oceano figliuolo di Cielo. il Conte Collaltino di Collalto. il che non credette. Ma io che poco dianzi. cosi cacciandomi il vento Libico. istimando essere stato un giuoco. dal fiume Elsa di Certaldo. . & dall'Ar no di Toscana havea spiegato le vele in mare. altissimo Re. che conservò salva l'Arca di Noe dall'acque del Diluvio universale. & con l'a nimo misurando i dirotti monti d'acque fino al Cielo. & mi si drizzarono i capelli. che passar piu oltre. & la madre Theti. Axio. LIBRO SETTIMO.DELLA GENEALOGIA de gli Dei de' Gentili DI GIOVANNI BOCCACCIO. Alfeo. p er lo torto mare Siciliano. nè nascere. per lo soffiar del vento Notho. L'Oceano gran padre de le cose. & l'immobile Stella d'Artoo. che Oceano foss e figliuolo di Cielo. Nereo. Asopo.

Chiamarono Prothe o suo Pastore. che imiti no i voleri di quelle. ascendono in alto. dimostr ano tutte le cose essere formate dalla potentia de i licori. pervengono in ta nta altezza. come penso. Ma di questo un'altra fiata. dinota il girar suo d'intorno la rotondità della terra. Il Choro di ninfe a lui aggiunto per compag nia. attento che è di tant a profondità. Ma Oceano. è certissimo messaggio di futura fortuna. Dal quale Vitruvio nel libro dell'Architettura non discorda. & a guisa d'armenti tutti insieme pascono in terra. gli attribuirono (come dice Theodontio) una carretta gu idata dalla Balena. Per loro si presta origine a tutte le cose. se condo alcuni. la qual cagione partorisce i folgori. Certamente questo elemento signoreggia a tutti gli altri. le acque divorano le terre. & tutte le forze della terra sono per beneficio dell'acqua. ma potentissima Dea. overo gli accidenti di continuo congiunti all'acque. smarrisce la terra col continuo s uo moto. che amministrano i Sacerdotij a i costumi de gli Egittij. che alle volte furono fatti. I Tritoni poi sono suoi Trombetti. I Cretesi non si vergognarono chiamare Iddio del Cielo. amazzano le fiamme. Eurinome dell'Oceano figlia. N ettuno. Oltre ciò appresso il nome d'Oceano. se d'i ntorno a quelle. incominciarono da lui la Geneologia de gli Dei. & po i è chiamato precursore. attribuendoli una gran discen denza di figliuoli. attento che il mare Carpatico è abondantissimo di Buoi marini il qu ale già fu sotto l'Imperio di Protheo. & portano gli altrui pesi. che rapiscono i fiumi con le schiere de pesci. Qual cosa puote esser piu maravig liosa dell'acque. i quali nomi perche si convengono a i nomi d'altri Dei. & compagnia molte schiere di ninfe. che gli andassero innanzi. & col toccare affogano il vital spirito delle nubi. si come nella Iliade afferma Hom. Oltre ciò il chiamarono con molti nomi. suona l'istesso che fa smarritor della terra. per opra de quali pare. Oceano esser guidato con una carretta. Attento che Tritone. si vendicano il Cielo. percioche il suono percuotendo nel lito con più terribile s trepito del solito. E poi detto havere i greggi de' Buoi marini: perche questi tali Buoi dal mezzo innanzi hanno forma d i Vitelli. non è altro. dicen do. che le molte proprietà dell'acque. alla quale vi s'aggiungono le Balene. perche è trascorso tutto dalle Balene. il che spesso fa il mare. che è il suo proprio (secondo Rab ano) da Greci. chiamasi anco Nereo. Eurinome fu figliuola dell'Oceano. che in terra nascono: elle generano le biade. et ne gli animi loro si sono sforzati fingere quella essere stata non onnipotente. perche il significato del suo nome opra incessabilmente. che una v olta gli havea fatti loro. il qual e (secondo gli altri) ritrovandosi haver havuto padre. Cosi anco gli aggiunse ro i Tritoni per trombetti. & antecessori. quelli. & Mare. & ubidienza. mentre continuamente percuotendo i liti. percioche in modo di circolo aggira il Mondo . & ufficiali. Onde accioche egli non andasse tra gli altri g ran Dei con poco honore. c he cosi sia detto da Cianes. & gli aggiunsero per serventi. & della terra esso Giove huomo libidinos issimo. Cosi adunque acecati da trascuraggine di mente. Quelli che istimarono l' Oceano padre delle cose. Certamente egli è cos a da ridere l'havere creduto le acque essere state principio di tutte le cose. che stanno in Cielo? Quelle. al luogo suo più convenevolmente si esporranno. benche sia poco. secondo l'ordine dell'opr a gli habbiamo dato il suo luogo. che Latinamente significa nero. che quello. . & Latini è cosi detto. & perche questo non si fa senza suono. Ma hoggimai sono da di chiarare le fittioni. si come Trombetta è chiamato. che condussero lui per gli gran mari. & anco perche ha il ceruleo colore. Nondimeno io tengo. Eurinome figliuola dell'Oceano. Questo dice Plinio. dicendo. & frutti. Da quello anco.Plinio poi nel libro dell'historia naturale inalzando questo elemento dell 'acqua dice. che in lui non si può vedere alcuna cosa trasparente. che ci stanno dinanzi gli occhi hanno creduto il falso? Gli Egi ttij viddero Iside morire. si come ha il Cielo. vivificano gli alberi. seco stesso discordandosi il Mondo. M a che crederò io a questi tali d'intorno i principij delle cose non vedute. Indi il fece ro ricco di molti Buoi marini dati sotto il governo di Protheo. & spesso anco cavano i sassi. & da loro sepolto. crede ttero essere maggiori questi. & immortale.

l'acqua pasce i venti. che il padre Urano fosse chiamato Cielo. Et si come la fama già risuona. che è pioggia. & Theti. fu raccolto. di che dirittamente viene chiamata figliuola d ell'Oceano. che il fuo co si spenga. che fu amata dal Sole. & moglie d'Atlante. è di necessità. Oltre ciò dove Homero di costui parla. quale fu dell'Oceano figlia. Moglie p . da la madre nominata Persa. perci oche l'acqua del mare sempre fa flusso. che congiunta Fu con Atlante. Di qui nacque Pleione. dice. & nudrito da essa Eurinome. overo fu anco cosi chiamata per haver havuto il suo dominio appresso l'Oceano. la quale però è detta figliuola dell'Ocean o. perche era zoppo. cioè gli dà la materia d'acqua. & la madre Vesta. overo della Fortuna marina. accioche con tali nomi illustri ampliasse la sua origine. Persa fu figliuola del Oceano. onde dall'essercito dell'acque ha havuto nome. che intendiamo il fuoco per l'hu mido. che questa Persa da Hesiodo è chiamata Eclate. che havea fatto Saturno. & Circe. dove dice. induce Vulcano. dove vuole. Partorì poi le Pleiadi sorelle. che Oeta appresso i suoi famosissimo Re. Et Et Et La la sorella del sagace Oeta. Pleione quarta figliuola dell'Oceano moglie d'Atlante. & sono creati. Dice Leontio.Ella s'interpreta anco Pastore de venti. la quale appres so noi essendo l'istesso. la quale. Persa figliuola dell'Oceano. che vogliono i venti nascere dall'acque. moglie d'Atlante. che essendo dalla madre gittato di Cielo in terra. che parla a The ti. che gli dimandava l'armi per Achille. Terra. che il pad re suo fosse detto Sole. dove dice. il che anco pare confermi Ovidio nel libro de Fastis. & che per tale congiungimento partorì Oeta Re di Colc hi. dove dice. assai possiamo imaginarsi. Si come piace ad Homero nell'Odissea. Pleia è l'istesso. ch'ella nasca da i reflussi del mare. & secondo Paolo. percioche è causata da gli humidi va pori che dall'Oceano in alto si levano. ch'ella di Atlante partorì Hiade. Pleione fu figliuola dell'Oceano. mentre nel libro de Fa stis cosi si legge. Costui da Ethra de l'Oceano prole Fu partorito & a le ninfe dato. & per lo spirito essere nudrito. che Luna. & la madre Luna. overo secondo altri. di che in tal modo scrive. è chiamata figliuola dell'Oceano. Cosi anco Oeta ordinò. & le sorelle. perche a i litorali pare. Ethra fu figliuola dell'Oceano. Ethra figliuola dell'Oceano. si come si conferma per li versi d'Ovidio. i quai se mancano. & prendono vigore. che sostien le stelle. il quale com mandò. nacquero amendue del Sol lucente. onde per mostrarsele pronto. facesse l'istesso. & è stata chiamata figliuola dell'Oceano.

Et con tal segno dato a i fiumi. si come si ha narrato. la quale viene amata d al Sole. & a gli ha bitatori danno segno di futura pioggia. Ma Paolo dice. ò di Nettuno. & Salatia di lui moglie. che Tritone fu figliuolo dell'Oceano. attento che Tritone per quello strepito. attento che. & il fa femina. onde meritamente s arà detta figliuola dell'Oceano. Fetonte. Nè perciò si leva. si come piace a Theodontio. che da quel suono si comprendesse la marina haver piu a cre scere in fortuna del solito. & Theti. che Nettuno. ma non quello. che piacesse al Sole. & le sorelle. traheno in testimonio Ovidio. & Oceano sia un'istesso: onde questi tali. Ritornar faccia tutti al luogo suo. che fu anco chiamato Fetonte. che si levano dall'acque pe r lo più si rivolgono verso la cima dell'Atlante. & però chiamarono Tritone. che signoreggiò nel lito dell'Oceano. che generano Fetonte. quanto d e' secondi. si come di tutte l'humidità. ch'ei fosse Trombetta di Nettuno. dove dice. si come dice Theodontio. ch'ella fosse femina. & Eurinassa. & ch'egli è maschio. & ch e di lui partorì Eridano. D'intorno alle qual diversità egli è d'avertire . che fu moglie di Merope Egitti o. Leontio poi dice ch'ella fu figliuola di Minio. che ei dia fiato a la tuba. perche Climene s'interpreta humidità. essendo secondo alcuni. ò dell'Oceano: ma parendo. egli si può intendere la humidità. percioche questi tali vapori. quasi. Chiama Tritone. & che insieme col marito signoreggiò appresso gli ultimi Ethiopi d'Egitto. & le sorelle. fu figliuola dell'Oceano. & le sorelle.oi è chiamata d'Atlante. & Theti. che fa percuotendo i liti. ò femina che si sia. Nè però punto del mar cessa l'ira Onde giù posta l'hasta da tre punte. Tritone sesto figliuolo dell'Oceano. che smarrisca la terra. Che poi sia figliuolo dell'Oceano. Nondimeno ò maschio. vogliono. Climene. & meglio. Onde in tal modo si vede l'officio di Tritone. che in quanto ella sia chiamata figliuola dell'Oceano. & che indi conseguì tale successione. Tritone interpretato suono. ch'ella non potesse essere figliuola di Minio & Eurinassa. Theodontio dice. credo. che tutti piu s'inchinino verso Nettuno. & che dal marito Merope partorì I fido. il Sole. volsero. dove si è parlato di Latona. & amata dal Sole. Filace. ch e anco hanno la medesima opinione. Climene quinta figliuola dell'oceano. che percuote ne i liti. suscita i nuvoli. & le sorelle. Servio poi li chiama di Nettuno. perche il calore del Sole oprando n ell'humidità. & anco certi alberi fa uscir fuori da luoghi paludosi. Intesero i Theologi in luogo di Tritone. Altri poi volsero bene Trit one essere il suono del mare. che fu qualche nobile donna. ivi Si gnori. che viene . che fa mentre tra se si rompe. Et commanda. c'ha il color del Cielo. Ma se vogliamo. con cui giacendo. ma si come da parte piu illustre. e a l'onde. & da gli altri monti. de quali si tratterà apertamente parlandosi di Fetonte. allhora diremo. la quale essendo bellissima. tutti in ciò si convengono. & le Stelle si pascono d'humidità. onde in tal modo tanto secondo l'opinione de primi. essendo causato dal sonoro movimento loro. a bastanza in ciò egli si dimostra. Paolo poi il dice Tritona. Et poco da poi segue. overo. esso grido di fortuneggiante mare. ma s olamente quello. come narra Tullio tra le nature de gli Dei. di lei n'hebbe Fetonte. & moglie di Merope. & madre di Fetonte. fu chiamata figliuola dell'Oceano.

dove dice. pare che tenga. & Ido thea. Dori settima figliuola dell'Oceano. che nel mare Và discorrendo sopra una carretta. & moglie di Nereo. c'han due piedi. Dori secondo Paolo. che i Tritoni non pure servano con la fittione de l nome a i Poeti. Che furono. La legatione de gli Olisiponenti riferì a Tiberio Imperatore. Nondimeno Menelao fu instrutto da Idothea figliuola di Protheo. percioche dell'acqua dell'Ocea no scaldata dal Sole. e sozzi Buoi marini. Dice Homero. & che saranno. si cangia in varie forme per vedere se puot e esser lasciato. & udito in un certo antro un Tritono sonare con una conca . che havesse a fare dalla madre Climene. che costui fu ricercato da Menelao. mostra il suo potere. Che poi fosse indovino. a cui Pasce gli armenti. E poi chiamata figliuola dell'Oceano. la quale poscia s'unisce col mare Medite rraneo. si come fanno i Trombetti che col segno delle lor tube dinotano il suo Imperatore venire. ma che anco siano veri pesci dell'Oceano. & mogl ie di Nereo suo fratello. & Theodontio fu figliuola dell'Oceano. che medesimam ente fu interrogato da Aristeo della ristauratione delle Api. onde a forza gli lo disse. Cosi ha voluto il gran Nettuno. Ma Plinio nel libro dell'hist oria naturale. che sono. che questa sia interpretata dono. Protheo Marino Iddio. Virgilio doppo Hom ero nella Georgica il dimostra. che ritornava dalla ruina di Troia. . Stà nel Carpatio gorgo di Nettuno Il ceruleo Protheo. Guidata da cavalli. & rendergli ragione di quello. Il vecchio Protheo ottavo figliuolo dell'Oceano. & di Theti. Vogliono alcuni. dove Aristeo fu ammaestrato di que llo. Altri dicono esser'inte sa per amarezza. Se mentre sotto l'acque vai scorrendo L'amara Dori. il che dimostra anco Virgilio. famoso indovino (secondo Theodontio) fu figliuolo dell'Oceano. & però esser maritata in Nereo Dio marino. di lui la fa nno moglie. Cosi anco Virgilio narra.con maggior furia. & Theti. percioche l'acqua neces sarijssima da Iddio sia data a mortali in luogo di dono. che fosse avenuto de i suoi compagni r otti in mare. Tutte le cose l'indovin conosce. l'onda sua non mesci. di che per dimostrare ch'ella sia congiunta a perpetuo marito. & madre delle ninfe. che generò Melanthode. si come dice Servio. Di costei fa ricordo Virgilio nella Bucolica. nasce l'amarezza. dove dice. che perciò gli have a mandato haver visto. dicendo. cosi di loro dicendo . attento che il mare è am aro. dove è detto Nereo. Et poco da poi continuando dice. ch'essendo sforza to a rispondere alle interrogationi. Indi Homero dice. & come dicono. Et quello che segue.

che si cerca. nel q ual modo si ode qualche mormorare. al quale fu raccomandata. o nde essendo bellissima. che si lasciava pascere da huomini. che egli si cang iava. & per l o mare la portava soavemente. le quali acqueta te. Barlaam afferma. & maneggiar tu tto. & ivi si vedono varie forme. onde egli tanto fece. & allhor a non inconvenevolmente si potrà esporre. ella in mare restò morta: Forse Serenissimo Re. & haveva grandissim a cognitione delle cose passate. Questo fu u n vecchio molto aveduto. attento che questo tale indovinare si fa nell'acqua. & di Theti. cade in ambascia come quasi morto. dove si ha parlato dell'Oceano. che allhora essendo donzella fu rapita da Theseo. cioè pigliar Protheo in luogo della indovinatione hidromantica. si come suona l'ist esso nome. ch'uscito sia fuor de legami. ti maraviglierai che una donna senza offesa. che costui hebbe origine dall'Isola. i quali col mormorio del suo corso. & un Dragone. Le forme poi. & per conietture buone. stette per alquanti mesi. è di necessità. sono poi pesci. le usò tanti vezzi. percioche questo sacrilegio si fa appresso i fiumi. che non volle lasciarsi piu nè maneggiare. fu un Delfino. questo si può dire. Si legge in Plinio huomo degno di fede. overo perche forse in qu esta operatione per haver quello. & però havendo solamente due pie di. Melanthone. che egli sia figliuolo dell'Oceano. ch'ella assicurata. si piglia poi il vaticinio. come afferma Theodontio. onde l'havea levata: nondimeno fosse come la cosa si volesse. onde tutte le acque sono dell'Oceano. & pe rche col suo avenimento. & hor fulvo Leone: Et talhor viene in cosi liquide acque Una tigre crudele. Che an co i cavalli siano da due piedi. & di Theti. over Monte Pallene. & cavalcare i Delfini nel mare del padre. sono detti Bipiedi. da un Delfino per l o mare fosse portata. ch'ella gli saliva sopra. Oltre ciò questa fittione si può aprire in al tro modo. Che par. vi ritornò con Menelao. conosceva. perche quel mare abonda di Buoi mar ini. che è acqua. gli salì sopra. & indi la ritornava al proprio luogo. che ivi si . piacque a Nettuno. che nel lito d'Africa appresso Hi ppone Diarito. che Protheo fosse indovino. e giuocava con quei. indovinat ione. nelle quali dicevano. Hor fuoco. ma essendo in se ritornato. egli è detto. & signoreggiò appresso gli Egittij.Subito fassi un'horrido Cinghiale Pieno di squame. la cui usanza era di spogliarsi ignuda. vi è la ragione esposta. cioè che questa don zella accostumò un Delfino di maniera ad amarla. piacemi narrarti alcuni es sempi. fu figliuola del vecchio Protheo. & spesso sapeva predire le cose future. alla fine essendosi pacificato con quelli. dal vento cacciata di nuovo Helena. non che con la presenza. e portava. & mantia. il quale cangiatosi in Delfino. overo di Nettuno. che son o simili a tal cosa le quali passioni. percioche erano troppo aggravati da gli amici. percioche hidromantia è detta da hidros. che seco si giacque. accioche sieno rimosse da colui. fu poi amaz zato da gli Hipponesi. che fuor manda ardenti fiamme. Perche poi lo dicano Pastore dell'Oceano. che nuotavano. si diede luogo alla favola. & lasciata in custod ia Helena. a cui di mandiamo consiglio se drittamente ci lo vuole concedere. chi gli saliva sopra: & da F laviano Vice consule fu con profumi & cose odorose unto: onde per la novità di que lli. i quali hanno i piedi. Gli attribuis cono la carretta per dinotare le circonvolutioni dell'acque di quel mare. il capo. & quasi tutto il corpo dell'ombelico in su a guisa di vitello: da indi in giù. istimo essere le passioni. Che poi si cangi in vari e forme. onde doppo la ruina di Troia. delle quali sono crucciati gli huomini. che la verità di questa cosa fu tale. si come molte volte fanno i saggi. come quasi gli fosse stato fatta ingiuria. il che acciò non istimi favoloso. & ammaestratissimo per sperienza di tutte le cose. che l'animo resti tranquillo alle interrogationi. & stette in tal modo per alquanto spatio di hore. Dice Theodontio. imitano varie forme. è di necessità mover le acque. Melanthone figliuola di Protheo. nè haver dimes tichezza con gli huomini.

Ma ritornando onde ci si amo partiti. che generò le ninfe. introducendo ella. O vero vogliamo dire cosa. Idothea s'interpreta formosa Dea. nondimeno perche solamente di quattro si fa singolar ricordo. cioè dal mare è violata. & Aretusa. Oltre ciò al tempo d'Alessandro Macedonic o fu nel lito d'Asia un fanciullo di maniera amato da un Delfino. che alle volte è s tato dell'altre. Che più dirò? Non è cosa nuova. Generò adunque Cimodoce. che dicono Melanthone essere interpretata bianchezza. & gli alt ri pesci. di che dal Delfino fu ricondotto nel lito. nè inusitata.trasferivano per veder questo miracolo. ch'è anco possibile. attento che per quella tranquillità. che delle carette di qua ttro ruote fu inventrice. cioè. Dice Homero. che fu donna nobile. il quale chiaramente conoscendosi esser stato cagione della morte del giovanetto. perche so bene. il qual l'inghiottisce. che Menelao si condusse a Protheo. non volle più ritornare nel mare. Secondo l'opinione d 'alcuni. Theti minore. & di nuo vo la ristaura. & alla fine il nascose insieme con tre altri compagni nell'antro di Protheo sotto le pelle di tanti Buoi Marini. avenne. & nata d'intorno i liti dell'Oceano. Idothea fu figliuola del vecchio Protheo. Et l'immortale Protheo d'Egitto A cui del mar son tutti i fondi rotti. onde ella il consigliò. aggiungendovi. si come nell'Odissea testimonia Homero. che Melan in Greco. Corufice secondo Cicerone. ogn'uno parla Questo esser padre mio. Idothea di Protheo figliuola Vecchio marino Iddio. che partendosi quello. dove dalla contrarietà de venti a forza era rit enuto. onde da Nettuno. dove nella arena se ne morì. Oceano esser stato qualche huomo not abile cosi chiamato per alcuna conformità con l'Oceano. si come scrive Giasone Egesidemo. dicendo. che da gli Arcadi è chiamata Corion. Sono di quei. la quale è dirimpetto d'Alessandria d'Egitto. cioè quella. che havea a tenere. Similmente. partorì Minerva. che parla al re Menelao di Protheo suo padre in questa forma. ch'una fiata il fanciullo dall'onde del mare restò mort o. che colui andò incontra a Menelao nell'Isola di Faro. un garzone chiamato Hermete cavalcava un Delf ino nel mare. il che mai non è stato detto da altri. ma nel lito volse morirgli appresso. a la cui mossi. Corufice figliuola dell'Oceano. Perche poi ella sia chiamata figliuola dell'Oceano. . le quai sono molte. Galatea. Ma io non so onde eglino habbiano ciò cavato. per la cui vogliono. che andasse a ritrovar' il padre suo. che s'intenda la tranquillità del mare. Latinamente significa negro. io noterò i loro nom i. ch'ella piacque a Giove. insegnolli il modo. Nereo decimo figliuolo dell'Oceano. il Delfino il seguì fino nel lito. Et di Nettuno è servo. la quale egli afferma . che i Delfini habbiano havuto domestichezza con gli huomini. la quale si nasce dalla schiuma del mare. Et grandemente l'animo inchinai. egli si può rispondere quello. fu figliuola dell'Oceano. Et poco dapoi segue. onde avenne. io di lui figlia. & porta di sopra i Delfini. Idothea figliuola di Protheo. la quale essendo seco giacciuta.

Onde per confermar meglio questa opinione. Licora. che se molto vi fosse dimorato. Anfitoi. Spio. e cosi sono dette quasi Naptee. Xanto. Doxa. Atthei. Ve ne sono del le altre. Licaste. Dianass a. ma s'egli cosi. a quali è dedicato il f onte Castalio. & Amathia. questa è stata veduta. Cidippe. percioche Oron in Greco significa latinamente Monte. dice Aristotile che alle volte muoiono. Proto. Neuopene. Galathea. e di queste al trove se ne scriverà a lungo. che fu opra di Hercole il partire già Abila Promontorio di Mauritania da Calpe Monte d'Hispag na. e il loro volto ha effigie humana attento che nel medesimo li to. delle quali questi sono i nomi. Ve ne sono anco delle altre. Tutte queste. cioè cataratte e origini d'acque . Thalia. e sono dette Amadriadi. Ianira. Anfinome. credo. il che dico. E poi figliuolo dell'O ceano. ciò puote nascere. ella si sarebbe . Ninfe è general nome di tutti le humidità. si come piace a Theodontio. Espio. Di quest e Claudiano dove tratta delle lodi di Stillicone. Di queste Virgilio nella Georgica ne noma dic iotto. onde da indi in poi l'Oceano entrò fra terr a. gli habitatori di lontano sentirono il tristo canto. Climene. Di queste Homero nella Iliad e ne ricorda trentatre. & però dette Naiadi. cioè degli Olsipolenti. Queste si come è stato detto. Oltre ciò dice esservene dell'altre. Questi s'i ntende l'acqua. Aretusa. e di sorte aggravarla da quella parte che era salito. che da loro fu veduto nel Gaditano Oceano un'huomo m arino di notte con tutto il corpo montare sopra una nave. Panopi. percioche Nais s'i nterpreta flusso. & Dori. le quai ist imo dinotare diverse proprietà di fiumi. le quai non dubiterò io c he siano proprietà di alberi interpretati generale. Thoi. le quali dice. Ma Plinio nel libro dell'historia naturale non consente semp licemente che le Nereidi siano acque. Cosi anco altre si dicono Himnidi. Nereo poi cangiato in maritaggio con Dori suo. Nisea. & si dicono Naiadi. che tra queste ve ne sia nomata alcuna delle Nereidi. Opi. Glauci. attento che dal mare ogni humidità deriva. percioche hanno il corpo peloso. e Opi. sono state chiamate figliuole di Ner eo. alle quali servano. Che anco sia chiamato con a ltro nome. Cimothoi. overo quercia. dovendo noi credere. ne ricorda sette. pigliano anco diversi nomi. Britomarti. Clio. perche sia un seno di mare. e si dicano Driadi percioche Drias si chiama albergo. Le Ninfe in generale. di che l'Oceano divenuto Mediteraneo. percioche Neros in Greco significa acqua. Apsedi. della cui morendo. Attento che Pomponio Mela narra. Et il Legato della Gallia scrisse al divo Augusto. cioè Clime. di che i fonti sono con tinuo nodrimento di fiumi. Ve ne sono anco delle altre che si chiamano di bosch i. che facilmente avertirebbe quelle esser proprietadi d'acque del mare. essendo amendue insieme congiunti. Et la opinione delle Nereidi non è falsa. Filedoce. dove in tal forma d ice. attento che Napta appresso Persi è l'istesso che è fomite. indi gli attribuirono per moglie Dori s ua sorella. Thalia. e mancano si come fa nno i Pani e Fauni. Nisea. Drimo. overo commotione. & stanno in continuo moto. che il mare e i fiumi in alcun e proprietadi si convengano. Doto. Ferusa. & Achao. Logea. che vennero a condolersi con Theti afflit ta per la morte d'Achille suo figliuolo. Efire. Meni. overo proprietà d'acque. Gallianir a. Liminoria. onde si nomano Nereidi dal padre Nereo. che fu l'Oceano. Agave. Nimerte.Gli antichi Theologi de' Gentili vollero. e sono di fonti. Berce. cioè Leontadom e. perche si chiamano Muse. Mera. di cui vogliono. Orithia. si come si dirà poi. Deiopea. Altre poi di monti chiamate Oreadi. Cimodoce. Melite. ò accidenti d'intorno a quelle. cioè humiditadi. cioè con l'amarezza dell'acque appresso noi g enerò molte ninfe. puote acquistare nuovi nomi. Di queste veramente altre s ono marine. Dori. Agaperte. Calianassa. percioche da lui esce ogni acqua. Ho autori chiari ssimi dell'ordine Equestre. & di Theti maggiore. Ve ne sono anco delle altre ch e si chiamano de gli alberi. le quai forse non v'erano prima. e coperto di squame. segue poi dicendo. le quali sono ninfe di prati e di f iori. che nel lito apparirono molte Nereidi mezze morte. & di Theti. Se alcuno havess e le significationi de nomi di queste. non fu f atto a quel tempo. Giera . Cimodoce. che generasse una gran schiera di Ninfe. che si chiamano Napee. Dinameni. che Nereo Iddio marino fosse fig liuolo dell'Oceano. perche fanno ondeggiare i fiumi. che si chiamano ninfe de fiumi. Questo dice Plinio. Di queste se ne ricordano nove. Tero. percioche le humidità se condo le diversità delle cose. i cui nomi non narrerò qui. Nè perciò ci nuoce.

onde meritamente hanno perduto il nome di ninfe. atte ntoche prima era chiamata altrimenti. Galatea. la quale (secondo Servio) è int erpretata corso dei flussi marini. delle altre ninfe. e di lui si impregnò. Della cu i si narra favola tale. il quale fu dato a nudrire à Chirone Centauro. e tra l'altre vi furono Elefanti. l'Oceano gittò a riva piu di trecento bestie di diverse sorti . diede occasione la manifesta forza di Achille. si come spesse fiate i Poeti ne hanno nomate. e molli. il quale nondimeno per tal oracolo smarrito. Theti minore fu una delle ninfe. Galatea figliuola di Nereo. & però fu detto figliuolo di Thet i. il quale Con l'arme forti vincerà del padre I fatti. ma vi furono molte Nereidi. Le femine rozze per lo piu. Climene . si come mostra Ovidio. onde sono dette ninfe.affondata. & trovando un giorno Aci congiunto con Galatea sdegnato si pigliò quello. nobili. acci oche molto non si dilungiamo dal significato del vocabolo. rispetto alla fatica. Ve ne sono anco. Aci bellissimo giovanetto Siciliano fu amato da Galatea. Theti ne dimandò per lui a Vulcano di nuovo. sono delicate. E al tempo di Tiberio Imperadore. Galatea è dea della bianchezza. Finalmente essendo bellissima donzella fu amata da Giove. & che habitò nell'Is ola di Theti. Alla cui favola. Theti minore figliuola di Nereo. accioche forse di lui non venisse a partorire un figliuol o che lo havesse poi a cacciare del Reame. & amazzollo. Cimodoce figliuola di Nereo. si come in cose acquose. che fu ama zzato da Hettore. & di Dori. sono di d ura pelle. onde nella guerra Troiana ha vendo Achille perdute le sue armi. e tenerell e. Et q uesto in generale si ha detto delle ninfe. Calisto. leggiermente ha potere ogni impressione. Della qual favola la allegoria può essere tale. & madre d'Achille. onde Galatea il trasformò in un fiume Siciliano. si astenne dal congiungersi seco. & crudele a guisa del mare. il quale veggendo che ella p unto di lui non curava. che costei fu figliuola di Chirone. Questo narra Plinio. in tal modo le fu r isposto. la quale piglio per quella schiuma che fanno l'onde irate che si percuoteno insieme. Dice Leontio. le quai furono vere donne. & detto fia di lui maggiore. anzi per tali sono da intendere le donzelle vergini. le quai havea prestato a Patroclo. perche da flemmatic a complessione che sono nudrite. ma non solamente per haver habitato in quell'Isola del mare fu ten uta figliuola del mare. ella ama Aci. Cimodoce ninfa è una delle figliuole di Nereo. & il percosse ad un sasso. e montoni per la bianchezza delle corna a lor o simili. cioè di furore: onde a lei ne restò poi tal nome per la furia del figliuolo. et massime d'intorno alla risposta di Protheo. come humidi. & molto pelose. fu figliuola di Nereo. Ell a poi fu maritata in Peleo figliuolo del Re Eaco. che sempre stanno rinchiuse nelle camere. della quale Polifemo Ciclope era molto innamorato. nè di loro si deve intendere fi ttione alcuna. della cui dice Ovidio ch'ella essendo and ata a consultarsi con Protheo di quello che havesse a venir. quanto per li costumi del figliuolo. & chiamata Theti. p ercioche fu furioso. cioè raccoglie un fiume. e partorì Ac hille. perche tutti i fium . e in loro. nè pochissime furono quelle gittate nel lito de Stantoni. e grandi a maraviglia. come sarebbe Circe. & al caldo del Sole. dirimpetto al lito dell'Isole della provincia di Lione. e molte altre simili. Tu sarai madre d'un figliuolo.

nella cui favola si comprende un manifesto mos tro. Aretusa per tema venuta in sudore. & haver l'esito vicin o a Siracusa di Sicilia. affermando che Polifemo fu crudelissimo tiranno di Sicilia. essendo veduta da Alfeo fiume d'Elide. l'amata Dori Nel mezzo non vi meschi l'onda sua. Cosi mentre trascorri sotto l'onde Del mare Sicilian. ma nell'isola Ortigia haver dirotto . & la fonte Aretusa. nè altrove pria che nel lito di Siracusa attufarsi. ve ne aggiunge il terzo. si come anco pare che testimoni Virgilio a lei dicendo. & di lei si recita tal favola. a lle cui onde sforzandosi Alfeo congiungere le sue. Questo dice Seneca. Nondimeno. la fa cosi parlare. al cui da indi in poi fu dato il nome del giovane. Qualmente poi venne in Sicilia. si come nella Sicilia Aretusa ogni quinta estate per li giuochi Ol impi. che divenuto fur ioso. Da tale occasione adunque la favo la ha ritrovato il suo luogo. & per lo seguito del fiume si ha imaginato l'amore di lui verso il fonte. ivi si affogò. il quale hebbe nome Coraco. Disse Aretusa. Ma l'altra Aret usa è un fonte nell'isola Ithacia. ma fosse. Dicono che costei fu ninfa di Elide. & essa veggendo. & perciò quel tal sasso da l ui fu detto Coraco: onde la madre di quello chiamata Aretusa. bench'egli dimostra costei esser stata dalla terra inghiottita. & fino nell'Isola Ortigia portata. percioche in que lli giorni ne' quali sono i giuochi Olimpi. la dove anc o (dicono) Alfeo haverla seguita. vo lse ritenerla. & sotto il mare fare il suo corso. Aretusa figliuola di Nereo. questa dimostra essere quella istessa. ma seguendola il fiume. che non poteva salvarsi. Tuttavia Ovidio ne suoi versi per dimostrare il mi racolo maggiore. & havendola per forza violata. che le donasse soccorso. Parte fui pur di quelle Ninfe anch'io. di che ella smarrita si diede a fuggire. per la qual cosa du e vengono ad esser i fiumi chiamati Aretusa. il che pare. & in tal modo per sotteranee cave essere pervenuta in Sicilia. Et in questo modo il fonte. Appresso la pietra d i Coraco. ma con tra Galatea. & compagna di Diana. la quale lassa. si cangiò in fonte. dove nelle q uestioni naturali cosi dice. & in tal modo da se diede il nome al fonte. ch'in Achaia sono. vinto dallo amore. l'una delle quali fu figliuola d i Nereo & di Dori. Leontio poi. non fece altro.i vanno in mare. che lasciandosi cadere nel fonte vicino a quella piet ra. la onde quella la nascose in una nuvola. veggendo questo fu assalita da tanto dolore. tuttavia dice non essere venuta in Sicilia. Ho ritrovato due essere state le Aretuse. Alcuni fonti in una certa stagione gittano fuori l e purgationi. la quale afferma in Elide essere stat a da Alfeo amata. precipitosamente da una pietra si gittò nel mare. Indi egli è opinione Alfeo fino di Achaia scender ivi. & indi per insino in Sicilia. si rivolse con preghi a Diana sua sign ora. lo sterco delle vittime rientrino iv i per le bocche del fiume. il quale amando G alatea bellissima donzella. & ignuda lavandosi nell'onde Alfee. Ma Solino dove tratta delle cose ma ravigliose del mondo. di questa Aretusa riferisce in Ithaci a essere stato un certo cacciatore. ò venisse come si vogl ia. & indi il fiume da Elide viene in Sicilia. di cui cosi parla Homero. che Seneca Filosofo confermi. ella dalla terra fu inghiotti ta. egli non si sa. incontanente egli innamoratosi di lei. avenne che si accorse che si congiungeva con Aci giovanetto di Sicilia. affermando appresso Thebe esservi . Percioche egli è cosa certa Alfeo essere fiume d'Elide. d'intorno la cui andando il fiume. onde sdegnato lo amazzò & il fe ce gittar in un fiume. Ma Theodontio dice che sotto questa favola vi giace una histori a.

che quest e furono compagne di Proserpina. è necessario che s'intenda de gli a ltri. & essen dosi trasformato in diverse forme. Finalmente per haver richiesto Deianira figliuola di Ceneo Re di Calidonia per moglie. i quali mandando fuori i v apori nelle fredde viscere della terra. si cangiano in acqua. Ma Leontio vuole che fossero quattro cosi chiama te Aglaosi. le quali pria non erano in uso. Ma questo fiume (come dice Ovidio) già perche si partiva in due corni. Quello poi che dell'origine di costui s'è detto.un fonte detto Aretusa. e Ilige. dove scriveremo le fatiche di quello secondo il poter nostro le es porremo. Servio fa Theti essere la di lui madre. Oltre ciò Lattantio & Servio dicono. & tutti i rivi discen dono di lontano. Dice Ovidio. la cercarono molto. diviene fonte. esser locati entro la terra. e i risonanti boschi Gli humidi regni. e il corpo fino all'ombelico di femina. ne congiunse alcune alle vicine. e (si come dice l'istesso Plinio) divide l'Arcana nia dall'Etolia. la qu ale non potendo da loro essere ritrovata. delle quali per lo conti nuo gittar della terra. qual generò le Sirene. & i rinchiusi laghi Correnti. che il fiume Acheloo nasce dal monte Pindo. Nella gran potenza del pro fondissimo Oceano. si come dice Paolo fu figliuolo dell'Oceano. istimo gli antichi non haver voluto intender altro. & cosi da quel primo lu ogo essersi tratto il vino. ma tutt i i fiumi esser figliuoli dell'Oceano. che hanno la faccia di donzelle. Et d'Acheloo mischiò l'uve in le tazze. e della Musa Calliope. che pria era stata promessa ad Hercole. Ma Homero nella Iliade vuole non solamente Acheloo. tuttavia non manifesta vicino a qual Thebe. & alle volte partorisce un fiume. si come scrive Plinio. & della ter ra. affine che non bisogni replicare ogni fiata che si parlerà di qualche fiume. d . Percioche i Fisici vogliono dalla forza del Sole alcune acque essere condotte nelle caverne della terra per l'humidità de' vapori del Sole. tutto il mare. Tutt avia quello che diceva Theodontio non è senza ragione. alla fine restò vinto & privo della sposa. dal quale tutti i fiumi. facendole figliuole d'Acheloo. cosi dicendo. l'altra col Flauto. Delle Sirene poi si dirà di sotto. mentre dice. Il fiume Acheloo. & Hercole. che seguono il calore. venne seco a battaglia. è d'un corno. Acheloo fiume undecimo figliuolo dell'Oceano. Pisno. e che essendo rapita. si diffonde nel porto di Malega. Ma per li versi di Virgilio nella Georgica si puote comprendere la terra essere madre de fiumi. aggiungendo che la quarta canta nel timpano. De l'acque rimirava tutti i fiumi. Et pieno di stupor per lo gran moto Ne le spelonche. tenendo dirimpetto alla bocca l'Isole Thinide. il contrasto poi tra lu i. eccetto ch'egli fosse il primo ch'in Gr ecia piantasse le vigne. la quale per gli o cculti aditi venendo di sopra. Afferma Fulgentio. Indi vollero che fosse padre delle Sirene. & uscendo fuori di questo. ch'egli fu i l primo. furono alla fine converse in marini mo stri. il quale pose il vino nelle tazze: il che dimostra anco Virgilio. benissimo la terra viene detta loro madre. che le Sirene furono tre e figliuole di Achel oo. A quelli che cercano sapere ciò che per questo si debba intendere. egli è da sapere. e Servio. & afferma Vibio Sequestro de' fiumi. Theodontio chiama lui figliuolo del Sole. Telciope. l'altra co n la Cetra. & scorrendo per li confini de' Perebi. Ch'egli poi fosse il primo che ponesse il vino nelle tazze. & della terra. De la madre mirando iva la casa. l'una delle quali dicono che canta a voce. era famoso . Le Sirene figliuole d'Acheloo. e della Mus a Tersicore. che cavasse la terra. Stando adunque anzi il suo nascimento i fiumi rinchiusi nel ventre della t erra. che costui fu il primo.

e cosi affogati non nel mare. le quali essendo tre. Prima de gli altri Palefato nel libro delle cose incredibili scrive queste esse r state meretrici avezze ingannare i naviganti. la terza Ligia. & honesto a quelle essere concesso. cosi veggiamo le meretrici discorrere nel coito di dive rsi. e là per l'acque guazzano. e l' ornam ento del corpo. e gli altri atti con che gl'imprigionati nocchieri. onde quello che sotto sopra ciò si comprenda è d'avertire. e de gli habiti. cioè la buona sonora armonia viene ascritta per madre. sono guidati dal sonno da queste tali. Ma Plinio dice. se ne andarono. se lasciassero questi tali ornamenti. cioè nelle dilicie. de qua li le dishoneste vanno ornate. cioè smarriti. e costumi di donzelle. sono solite fingere atti. e che conoscendolo fuggirebbono. Questo e gli narra. che queste con la dolcezza del suo canto fanno addor mentare i nocchieri. cosi leggierm ente non havrebbono il suo intento. i gemiti. essendo per generale natura i poveri e i bru tti sprezzati. accioche conosciamo all'h onore delle donne fino ivi. che dall'Ombelico in giù sono pesci. cioè abbassar gli occhi. La terza si dice Iligea. non è fuori di proposto ricordare i loro nomi. cioè il bello. e che essendole rimasta l'arte della melodia. volendo allacciare gli stranieri. indi appresso la Isola Caprai. le carezze. Dissero poi.a indi in poi sono pesci. anzi infernali mostri. da gli ignoranti per gli esteriori essendo giudicati gl'interiori. cioè pri ve delle memorie de i privati. Appresso dicono. gli huomini tengono dall'Ombelico in giu essere tutta la concupiscenza carnale delle donne. & cosi quel fiume d'Etolia le viene da to per padre. i quali dice Alberigo essere alati. e i navili. e alcuni vogliono che elle si morissero per doglia. il corpo verginale. cantano dolcemente. si come nella Odissea descrive Homero. i risi lascivi. che sono animali instabili. e ricerchino quello che non conoscono. se stessi con pazza speme ingannando. che vuo l dire bianco. si fermano. fino a tanto che a queste ingorde non hanno dato tutte le merci. e leggiermente quà. e haver i piedi di gallina. con atti lascivi e fanciuleschi. da Iligi. e per l'apparenza delle splendide vesti. c ioè allo oblio di se medesimi. dove il Peloro fassi da Apennino conceder l 'adito al mare Tirreno nello Adriatico. della quale erano ammaes trate prima che si cangiassero. la onde s'intende la prigionia dal male aveduto. l'istesso Plinio Sorento con il Promontorio di Minerva ess ere una certa Sirene. che quasi tutta la G recia da loro fu ridotta a sue voglie. Et cosi vegniamo ad haver cinque Sirene. La seconda per narrar ogni cosa minutamente. onde perciò istima da tali operationi la fa vola delle Sirene haver havuto principio. & simili altre cos e. che significa circolo overo gi ro. ma nello sterco della vergognosa libidine. che significa vergine. la onde non senza rag ione sono assimigliate a i pesci. Volsero poi che havessero i piedi di ga llina. si chiama Leucosia da Leucos. e inconsideratamente le . tra l'ossa de gli infelici. In di la prima viene detta Partenopea da Paterno. overo di pudiche femine. e Leontio afferma antichissima f ama essere appresso gli Etoli i primi atti meretricij de i Greci essersi usati d a quelle. e ivi a quel le essere un Tempio sacro edificato. Oltre ciò (secondo Servio) pri ma appresso Peloro Promontorio di Sicilia. e addormentati gli annegano. sono divo rati da questi marini. & tanto benissimo haver adoprato il ruffianesimo. dice: Nello ultimo della Italia. percioche spargono le ricchezze quei che prodiga. questo di lor o mi ricordo haver letto. Calliope. non havendo potuto tirare a s e Ulisse che d'ivi passava. la seconda Leucosia. & alla fine affogati gli divor ano. affine che per questo gli ignoranti istimino lo amico della honestà esservi gua rdia. ma scendendo poi piu a basso. non si lasciar toccare. e la concupiscenza delle meretrici. e cacciati via ne i prati. la onde gli antichi dipingevano ne i prati nel mezzo delle ossa de morti. Indi poco dapoi dice. Percioche. esservi le isole Sireniche. alle quali per la piacevole facondia d i quasi tutte. il che anco si descrive per le ale. la una di q uelle adunque si chiama Partenope. la quale di maniera tiene l egato i presi. Aristotele poi dove tratta delle maravigliose cose da udir e. che Napoli di Calcidia anco. attento che vicino lui incominciarono i primi suoi scelerati esser citij: e affine che per lo corrente fiume suo padre intendiamo le abondanti lasc ivie. percioche le astute meretrici. le facultadi. parlar p oco. che se bene anco conoscerano essere celebratissime quelle che dal le dolci parole. nel quale molto con sacrifici sono honorate . overo gli istessi aggravano d'infame servitù. le quali doppo havergli spogliati. et essa Partenope dalla t omba delle Sirene essere detta Sirene. onde istimo ciò esser detto per la formosità della faccia.

perche cosi è. per operare in quella. & esso nasce alla fatica. alla quale si appartiene ampliare i meati de i corpi. Di queste Sirene veramente il pieno di spirito divino Isaia dice. Ma que sta essendo levata. Che fossero compagne di Proserpina. Dicono appresso che habitano l'Isole. de quali solamente due alla volta per dormire si serravano. con un coltello lo amazzò. allhora con tenebre circonda quando nel ventre della madre. cioè l'astutia della piacevol carne. non prima si fermò. si come l'uccello al volo. che irriga gli Argoli ca mpi. & F legeo. Fu Ione (secondo Ovidio) figliuola d'Inaco. col Caduceo. dal cui hebbe nome. & della terra. possano allaccia rli. & il mandò ad Api suo nepot e. viene detto figliuolo dell'Oceano. che haveva cento o cchi. il che ve ggendo Giove. che significa tratto. il quale. istimo essere stato finto. cioè con . dalla cui per lo piu l'a tto libidinoso segue. ci oè la Luna. perche si come la giuvenca è animale fruttuoso. sospettò alcun male. che giunse in Egitto. e restandovi per la consuetudine l'appetito. che per salute nostra vegghiano. l' Huomo. Percioche simili femine dove sono conosciute. & la impregnò. percioche tirano a se. mentre la si cerca. nel qual tempo nacque Giacob. la quale veramente sempre ha molti occhi. da Egittij fu detta Isis. e i Dimonij saltaranno in Babilonia. & faticoso. e le delitie de i cibi e de gli otij si ministrano. & donolla ma l volontieri a Giunone. della cui recita favola tale. Della cui favola doppio essere il sentimen to istimo. Le Siren e. figliuol a d'Inaco. dov e spesso vengono forestieri. che in questo luogo (secondo l'opinione di Macrobio) Giove si debba pigliare in vece del Sole. con una nube la ricoperse.credono. & pregando quella che fuggiva. Questi si come gli altri. che è chiamata secondo l'antico costume. tuttavia seguendo. tant o fece. i l che veduto da Giunone. & (si come la maggior parte vuole) a Giove partorì Epapho. onde Giove di lei havendo compassione. affine che non essendo conosciute. & duodecimo figliuolo dell'Oceano. da Giunone le fu ritornata la primiera forma. il quale Sole ama la figliuola del fiume Inaco. & il conserva. mossa da gelosia. il quale veggendola ritornar e dall'onde del padre. overo Xerse si gnoreggiò appresso gli Assiri. perche Proserpina s'intende la Siciliana abondanza delle cose. genera l'huomo: la quale humidità. & l'historico. la qual e incontanente la pose in guardia d'Argo figliuolo d'Aristeo. Ione figliuola d'Inaco. per lo quale gl'antichi vogliono che s'intenda di Inaco Re di Sicioni. & però l'huomo si dice trasforma to in vacca. nè si trova. è dato in guardia ad Argo. che generò Ione. & a preghi di Giove. cioè. il quale (secondo Eusebio) regnò nel tempo che Balameo. & madre d'Epapho. fu amata da Giove. per opra sua accresce il conceputo parto. & li pose alla coda del Pa vone suo uccello. che lodando la bellezza di quella. insegnando sonare la fistola. alla giuvenca poi tal furia fece venire ch'ella si diede di so rte a fuggire. la onde avedutamente habitano luoghi. il quale pigliando forma di Pastore. si come si fa. trasformò la donzella in vacca. allhora risolve. Sono poi le Sirene dette da Sciron. & fare quello che dice Aristotele. & il Sole. per coprire il peccato. il quale già al Sole havea trasformato in vacca. cioè il naturale. non ponno far presa. tengo tale. al quale. cioè alla ragione. le quali tenebre poi Giunone. onde Giunone riguardando dal Cielo in terra que lle tenebre. esso Iddio il sa. circa gli anni del mondo tremila trecento quarantas ette. dove riposò. Ma Mercurio. Che essendo bellissima donzella. secondo la fittione. e per lo disaggio l'appetito cresce aviene che da molti fino ne i luoghi infami si ricerca. il che si è detto. Come dice Pompo. de quali il naturale. gliela dimandò. e i luoghi del lito. cond uce quello a termine in luce. Inaco è grandissimo fiume d'Acaia. mandò Mercurio che la liberasse. & costrinse tutti gli occhi di quello ad un t ratto chiudersi in sonno: indi fattollo addormentare. la quale se è fruttuosa. che passati molti paesi. cioè l'humidità vital e del senso humano. Foroneo. & di Io. ella tolse gli occhi d'Argo. cioè con l'humidità dell'human seme havea fatto animale. percioche era tenuta Dea dei parti. Finalmente questi già nato. è fece serenar l'aria. con Argo si congiunse. Inaco fiume. che lo toccò con il Caduceo. cosi l'hu omo.

& il secondo che signoreggiasse appresso Argivi. Puote in tal tempo e sservi Giove figliuolo dell'Ethere. regnando appresso gli Assiri Belo co. Foroneo (come scrive Eusebio nel libro de' tempi) fu figliuolo d'Inaco. che è all'humano appetito. piu d'ogni a ltra cosa mi muove. & la amazza. anzi l'uno di loro dice. & da Niobe figliuola di Foroneo n acque Api. di Cecrope essere passata in Egitto. che quella Isis Egittia. & gittata quella a terra. & (si come piace a Marciano) l'uso del lino. Gli altri Giovi furono molto tempo doppo questo. & con lei essersi congiunto Giove. Ma affine di ritornare ad alcuna delle cose per altri dette d'intorno l'allegoria di questa Io lasciate l'altre. La onde noi infelici pigliamo. perche Isis cosi s'interpreta. la rabbia. essere stato Danao Re d'Argivi. ch'e lla si maritò ad un certo Telegono. ò di Api. All' historiale poi parmi che basti quanto di sopra s'è detto d'Isis figliuola di Prome theo. & la di lui figliuola Hipermestra essere la medesima Isis. & Sicioni Leucippo. & non Epafo. cioè nelle tenebre esteriori. s'alcuno diceva. nel le quali non che vi sia questo. A quali come che molto l'autorità d'Ovid io vi sia contraria. quella havere regnato appresso gli Ion i. dal quale. Benche Agos tino nel libro della Città di Dio dice alcuni scrivere quella di Ethiopia essere v enuta in Egitto Reina. Poscia l'istesso Eusebio nel medesimo libro di ce che ne gl'anni del mondo tremila seicento quarantasette. & nell'istes sa età fu Argo che vedeva il tutto. ma vi è una tale continova fatica. il quale tempo assai bene si conface con Giove Cretese. cioè la concupiscenza de Regni. Ultimamente nel detto volume afferma ne gli anni del mondo 3783. la quale so bene non è vera. & mentre visse adorata: e doppo morte (come dice Agostino nell'istesso) fu di maniera a loro grata. nel cui tempo Argo fu la prima. siamo travagliati cercando riposo in quelle cose. nè mai havere h avuto nome Isis. che all'ultimo guida noi affaticati in Egitto. e da se con tal nome haverli chiamati. che generò Egialeo. & utili all'uso humano. ò di Telegono. La onde per tal causa gli ammaestrati in ragion civile. ella essere stat a femina. siamo calcati. dicono costei essere stata da Giove cangiata in Vacca. Fu veramente per industria huomo famoso. Et se noi per gratia divina non è concesso aiuto. Poco dapoi il detto E usebio nell'istesso libro dice ne gli anni del mondo 3629. & questo si è detto in quanto al senso mistico. Foroneo figliuolo d'Inaco. Costei appresso per le concedute commodità con il saper suo a gli Egittij. regnando in Athene C ecrope. & alcuni dicono innanzi passò medesimamente in Egitto. dicono quel luo . e lo stridor de denti. Giunone. che fu il terzo Giove. tuttavia le toglie molta fede la inconvenevolezza de' tempi . nel qual tempo è di necessità che Io nascesse. essere stata Hipermestra chiamata Isis. & ivi mostrò le lettere a que lli che prima in vece di lettere usavano i segni. diventiamo Is is. tuttavia è verisimile. che la conformità del tempo d'Isis figliuola di Prometheo con G iove. la quale poscia (secondo Fulgentio) lungamente da gl i Egitij fu serbata con molta riverenza. che doppo l ei. andiamo vagando quà. cioè lo stimolo della sollecitudine d'acquistare. Io essere stata figliuola d'Inaco. percioche ella navigò in Egitto sopra una nave che por tava per insegna una Vacca. fa addormentare la ragione. manda alla vacca.le acutissime persuasioni. & Niobe. tra qua li il secondo fu al tempo d'Isis figliuola di Prometheo. & l'historia. et quella nell'anno 43. essa Isis figliuola di Prometheo fu in fiore. e oltre ciò essersi maritata in Api suo nepote. & vuole che regnasse anni cinquanta. ch'ella partorisse il figliuolo Epafo. cioè terra. Di che pe r tante diverse opinioni d'historici non so che mi credere di questa Isis. e fu la prima ch'ivi ritrovass e le sementi. & giudicij divenisse famosa. che per le leggi. e Leontio chiaramente negano questa Io esser passata in Egitto. regnando Linceo in Argo. dove è il pianto. & naturale. overo Io. & vogliono (fosse di chi si volesse) di Giove. & insegnolli il coltivar la te rra. che v'era pena la testa. se questa piu tosto vogliano essere. Percioche signoreggiand o in Grecia Forbante. da tutti fu tenuta per Dea . Inaco appresso Argivi r egnò circa gli anni del mondo tremila trecento quarantasette. Ma Theodonti o. & per sapienza notabile. Quest o nondimeno io so. e havendo vi nto. e ricchezze. & là. il cor so. & honorata. Ma Eusebio scrive. è da tutti si come cosa vile & abiett a. Percioche per testimonio d'Eusebio nel libro de tempi. delle prem inenze. e molte altre cose necessarie. e Pandione in Athene.

O ltre ciò dice Eusebio che di costui fu figliuolo Egialeo. & la historia a pieno si è dichiarata di sopra. Egialeo (secondo Eusebio) fu figliuolo di Foroneo. essequito i culti divini. alla di lui sepoltura fu edificato un Tempio. Egli era stato il primo ch'a gli Dei havea instituito luoghi sacri. dove s'è detto di Aristeo. Oltre ciò l'istesso Eusebio scrive. & dalle scritture de gli histori ci inalzato. dicendo prima Eusebio. Giove si congiunse con Ni obe figliuola di Foroneo. il che pare che anco Eusebio voglia. Peneo fiume decimoterzo figliuolo d'Oceano. & medesimamente si come gli altri famoso figliu olo dell'Oceano. c he ne gli anni del mondo tremila quattrocento tredici. Dice Giustino. l'uno de quali dice. del quale partorì Aristeo. & Dane. che generò Cirene. per li quai meriti da suoi fu tenuto per Dio. e che ei generasse di femina mortale: poscia che hebbe regnato in Argo. che partorì Api. & i fratelli. la favola. fu figliuola del Re Peneo. Niobe figliuola di Foroneo. che prima con alcun'altro mortale non s'era congiunto: onde di lui par torì Api. volendo passare in Egitto.go da noi chiamato Foro. Costui fu Api. Cirene figliuola di Peneo. il che non è possibile che la madre. l'uno de quali da Giove. attento che facilmente è possibile che fossero due. Cirene fu figliuola del fiume Peneo. c he havessero l'istesso nome. ma non dice a quale regione signoreggiasse. e l'altro da Foroneo fosse generato: e cosi la conformità de nomi. non fi gliuola di Foroneo. Che a nco fossero due. come piace ad Eusebio. Ma che Eusebio parlando di Api tra se discordi. & di Foroneo. benche dica lui essere stato il primo figliuolo che havesse Giove di Niobe figl iuola di Foroneo. Egialeo figliuolo di Foroneo. non che mi dia l'animo sciorgli. il quale alcuni dicono che fu figliuolo di Foroneo. che con lei si congiun se Giove. Fegeo fu figliuolo del fiume Inaco. . che partorì Aristeo. Fegeo figliuolo del fiume Inaco. Niobe. fu figliuola di Foroneo. il quale poi da gli Egittii fu det to Serape. che egli habbia scritto il vero. che fu Re de Sicioni circa gl'anni del mondo tremila dugento e ventinove: l'altro poi appres so gli Egittii fu edificato ne gli anni del mondo tremila quattrocento cinquanta sette. che costei fu rapita da Apollo. percioche può essere. navigò in Egitto. Io non intendo questi intrichi. Iddio di ciò vegga la verità. cosi nomarsi da Foroneo. & insegnato a suoi popoli pa rtire le stagioni in mesi & anni. & ordinati sacrific i a fine che come Dio fosse honorato. cioè dove si rende la ragione. chiamand olo & figliuolo di Giove. non poco da i versi de' Poeti. Dando fede ad Agostino. & fratelli. il detto Eusebio lo dichiara. Costui hebbe due figliuole. & Niobe. e la figlia havesse un no me istesso. benche Gervaso Tile berese nel libro de gli otii Imperiali affermi costei essere stata madre. ha intricato la verità dell'historia. Appresso Lattan tio afferma che costui fu il primo che sacrificasse a Giunone. e doppo lui Lattantio. la quale secondo la verità. & di lui partorì Api. Peneo è fiume di Thessaglia. & dagli Egittii fu poi detto Serapi. il quale moren do giovanetto. Secondo Virgilio. non è maraviglia. Dane figliuola di Peneo. & questo istesso dice Eusebio essere stato quello che ne gli anni del mon do tremila quattrocento cinquantasette fu Re d'Argivi: & havendo sostituito Egia leo suo fratello Re d'Acaia. che dopo Foroneo regnò in Argo. lasciò il reame d'Acaia. Di costei. che appresso il Peneo signore ggiava. cioè Cirene. & Dane.

ciò non è nascoso. la qual e può essere tale. conduce se all'intrinseco de lla terra. e rifiuta quel lo per lo quale dall'essere al non essere è condotta. percioc he con il calore de suoi raggi la leva in alto. Il Nilo fiume quartodecimo figliuolo dell'Oceano. Fu antichissimo costume de Greci secondo le qualità de gli abbatt imenti che nelle loro solennitadi erano diversi. che se alcuno pone sotto il capo d'uno che dorma delle fro ndi di Lauro. nelle Epistole dimostra. che Dane. Et tali anchora a i Cesari si danno. c he dinotavano laude. Qual ragione poi movesse gl'inventori a ricercare tal costume. al vincitore si donava la girlanda d'alloro. & Seneca . Appresso. e le far etre pigliata: per la qual favola (s'io non m'inganno) si tocca la ragione natur ale: per Dane si deve intendere l'humidità. cioè l'humidità figliuola di Peneo. e da loro tanto fu istimato. & tra gli altri. & Rabano. il che il famoso huomo Francesco Petrarca. e i nostri Theologi nelle scritture sacre dicono che si chiama Geon. Di questo molt e maravigliose cose si narrano. dicendo. come piu degno. figliuol o dell'Oceano. ò vogliamo dire Dafni. Quelle d'alloro dannosi a Poeti. celebrandosi l'a gone di Fitone in memoria del vinto Fitone da Apollo con maggiore cura & diligen za. onde si come per la fare tra d'Apollo volevano disegnare l'arco. e spetialmente a quei che in versi heroici sacravano a perpetua memoria i f atti degni de' passati maggiori. perche dimostra havere in se una certa virtù nascosta da indovina re. cosi per la cetra i Poeti. il quale co stume poscia pervenne con universale gloria delle cose fino a Romani. & abbondando quel paese di semente di Lauri fa nascere Allori: & cosi Dane. i l quale seguendo lei che fuggiva. opra in lei il suo pot ere. Il Nilo è un fiume Meridionale. Ivi adunque non potendo Apollo guidarla molto. & della terra. che Lauro è detto da laude. si come naturalmente aviene. Dice Isidoro. che generò Minerva. e le faretre di Apollo ornate di Lauro. questo arbore è consec rato ad Apollo. Nè stava in potere d'alcuno di bassa conditione tale autorità. Dionigi. onde fu detto Apollo essersi innamorato di lei. Oltre ciò questo arbore sempre verdeggia. per li quali merit i de gli huomini con maravigliose lodi erano inalzati. era anche data la corona d'alloro. fu figliuola del fiume Peneo. si come l'alt re cose. Costui. e di qui fu detto le cetre. Hercole . e indi da Febo per ornare le sue cetre. erano ornati di frondi. & Mercurio. & Vulcano. & gli strali. che ciascuna cosa fugge. da i Prencipi levata. amata. ma solamente di ciò il Senato solo poteva disporre. che solamente a quelli a' quali era conceduto il trionfo. i quali vinta la lodevole fatic a.E chiarissima fama. è alle volte la risolve in aere: è p erò l'humidità. egli si sogna cose vere. & accresciuta la Republica: & i Poeti. è donzella. secondo alcuni latinamente è detto Melo. Le corone di fiori a le donzelle. fuori di misura essendo bellissima giovane. ne fossero giudicati degni. accioche per lo suo verdeggiare si dimostra la fama de' buoni meriti perpetuamente essere verde. p ercioche anticamente l'alloro si chiamava Laude: onde perche i vincitori. Di lui compose Aristotele un trattato. ella con preghi a gli Dei rivolta per loro mis ericordia fu in Lauro conversa. la quale procede da esso Peneo d'intor no la riva d'esso fiume. Ma egli è da veder la rag ione. è da Apollo. Onde a l'uno. la quale potenza poi gli è stata. Percioche dicono. è pure conversa in Lauro. al qua le non è molto che fu conceduto tanto honore. che divide l'Egitto dalla Ethiopia. per li quali era conservata. eccetto i Poeti. tra gli altri doni con corone d i frondi honorare i vincitori. perche le loro frondi fossero da Apollo dedicate alle sue faretre. e perche è solo tra tutti securo dal folgore: cosi il verde dalla gloria di questi t ali non può essere offeso dal folgore dell'invidia. & però ad Apollo Iddio dell'indovinare è cons ecrato. percioche pareva che questi tali senza la facon dia d'Apollo non potessero comporre cosi sublimi versi. Medesimamente si concedeva a Po eti. & a l'altro è gloria pare.

& habitatore del Nilo. onde poi per la vittoria acquistata. Oltre ciò alcuni istimano essere stato quello che con Antheo hebbe contras to. ma di qual Mercurio. fu quarto figliuolo del Nilo. Dafni fu figliuolo di Mercurio. Minerva differente dall'altre di sopra (come dice Tullio nelle nature de' Dei) fu figliuola del Nilo.Filosofo dove tratta delle questioni naturali. che egli fosse qualc he huomo famoso. che costui fu quello Hermete Trimegisto. & però fu chiamata figliuola del Nilo att ento che vicino a quello hebbe il suo dominio. Mercurio quinto figliuolo del quarto Mercurio che generò Norace. Hercole diferente da i detti di sopra (secondo Tullio) fu del Nilo figliuo lo. il quale per numero viene ad essere il quinto. ò di qu esto. che questo Mercurio. Dafni figliuolo del quarto Mercurio. si come s i legge in Tullio. Secondo Servio. ch'egli veggendo dalla fama del zio. & doppo lui L ucano: cosi anco io dove tratto de i monti. Dice Theodontio. e che con Anteo giuocò alla lotta. che appresso loro era grandissima scelerità chiamarlo per proprio nome. Mercurio quarto figliuolo del Nilo. Hercole figliuolo del Nilo. che generò il quinto Mercurio. perche qui non m etto altro che il semplice nome. meritò il cognome d'Hercole. volendo oltr e questo alcuni che egli havesse figliuoli. cerchi i notati volumi. accioche forse nel nomarlo non si venisse a parlare della di lui humanità. Fu giovane di bellissimo aspetto. Fu dett o figliuolo del Nilo. fosse figliuolo di Mercurio del Nilo figliuolo. Ma io per haverlo veduto attribuito a questo. io nol so. e i pesi de mercatanti. Dionisio figliuolo del Nilo. Dionisio (come dice Cicerone) fu figliuolo del Nilo. del quale. Mercurio differente dai superiori. maravigliosamente hebbe buona opinione del vero Iddio in quel libro da lui scritto ad Asclepio. & mortalità & cosi si venisse ad abbassare in qualche grado la divinità sua. e del padre esserli tolto il suo luogo. da loro fu chiamato Dio. Minerva figliuola del Nilo. Questi d a gli Egittij fu tenuto talmente in riverenza. dove da gli Occidentali fu molto istimato. & adorato. s'alcuno disia leggerne piu ampiamente. che hebbe guerra contra gl'Indi. & adorata dagli Egittij. ne dice molte cose. Noi de i discendenti da lui per ordine trattaremo. & però il Nilo esserli dato per padre. & da Perseo fu vinto. & arteficio fosse notabile donna. Nondimeno sono di quelli che vogliono que sto esser quel Dionigi. & fiumi. & molto dotto. & morto. A costui sono attribuite le insegne che si danno a gli altri. e appresso da Theodontio alla di lui cinta descrive il gallo. per inalzare la gloria & di lui. e dal padre essendo stato nomato Chat. ma non però nessuno di quei tali che si è detto. si come huomo gentile. se n'andò nello estremo Occidente. & arteficiosa scienza di lui meritò essere chiam ato Mercurio. onde io istimo. Vuole Theodontio. percioche vuole che costui amazzasse Nisa. ò d'altro. che costui fu quello che a i Frigii diede il carattere dell e lettere. Credo io che costei per pru denza. & le misure. a q uali havendo insegnato molte cose appartenenti al guadagno delle Mercatantie. & Dafni. cosi l'h o messo. il quale di ce. per la famosa. Credo che ciò facessero per la riverenza dell a deità. del cui nome la inte rpretation fatta dal chiarissimo huomo Francesco Petrarca benissimo s'appartiene . huo mo pio. il quale. quale poi si fosse questa Nisa io non ho ritrovato. e (si come dicono) il primo pastore n elle selve. Dice Theodontio. e del fiume.

che questo tale Mercurio. & c'hebbe per moglie Climene. dove vanno. Et perche andò in Occidente da gli Egittij. Chiamano questo istesso Trifono cioè conversibile. & per lo splendore dell'occupata Ethiopia da gli amici. & però esser chiamato di lui figliuolo. & altri figliuoli. Di costui Giulio Celso nel libro della guerra Francese da Cesare fatta. & che per dolore della morte del fratello se n'andò in Oc cidente. Onde vogliano poi che Mercurio. onde non havendo altro letto di lui. ch'ei regnò in quella Città. Vulcano non quello che signoreggiò in Lenno. cosi dice. & fu splendidissimo Re. Fetonte figliuolo del Sole che generò Ligo. chiamato Trifono. il che è proprio de mercanti ch e si accostano a costumi di qualunque natione. Que sto egli dice. egli edific ato ivi un castello. che generò Fetonte. della quale specialmente in tal tempo usano in comporre le merci. Fetusa. dove havend o Sardo figliuolo d'Hercole dal nome suo chiamato tutta la Sardigna. Ethiopa (come piace a Plinio nell'historia naturale) fu figliuolo di Vulca no. Ethiope figliuolo di Vulcano. e vogliono che sia inventore di molte arti. Vulcano figliuolo del Nilo. in fare i viaggi & altre cose simili . & indi Athalatia. Fetonte fu figlio del Sole Egittio. . Castello d'Hispagna venne in Sardigna. & viaggi. il quale medesimamente con Theodontio dice. istimano c'habbia grandissimo potere ne i mercati. cosi dice. fu finto. in rivedere i conti. Ma Eusebio nel libro de tempi si accorda dicendo. come dice Theodontio. cioè signore delle mercantie. & ingegno gli maneggiano. a quello pose il suo nome. fu figliuolo del quinto Mercurio. f u figliuolo di Valente & Coronide. & Ethiope un'istesso. Leontio istimava costui. Dice egli nel libro delle invettive contra un medico i n questa forma. e astutia di parlare esseguiscono. quando in persona di Climene. e conventioni. il che non è picciolo argomento ch'egli fosse grand'huomo. da loro chiamato Iddio dell'elo quenza sia detto. & lo ro custode il chiamano. Norace figliuolo del quinto Mercurio.al titolo della sua deità. e con sagacità. credo che fosse qua lche famoso huomo circa le cose fabrili. Questi dagli Egittij è detto Opi. Ma Theodontio dice. & gli Egittij v ogliono che la di lui Città fosse Heliopoli. Sole. & di Climene. che fu figliuolo di T rimegisto nel tempo che in Argo regnò Steleno. e prima era nomato Etheria. si come per li versi d'O vidio si manifesta. Ci cerone nelle nature de i Dei dice. ma per vero nome chiamato Merope. e della ni nfa Oschira figliuola del Pireneo. Vi è stato aggiunto il gallo (per lasciar l'avanzo) per dinotare la notturna sollecitudine de mercanti. Norace. Sole figliuolo di Vulcano. la quale di lui partorì Heridano chiamato Fetonte. onde (secondo lui) tutta la gente di quel paese. e tutti i suoi affari con una certa circonvolutione. che poi fu detto Ethiopia. Questi da Francesi è tenuto in molta rivere nza. Lampetusa di Iapetia. e vicino al Nilo have r dominato. & Greci. percioche pare che sia Kirius. che se n'andasse sotterra. c he questo Norace da Tharsalo. e sudditi e sser detto Sole. percioche in Greco Helios significa S ole. fu figliuolo di Vulcano Egittio. & dicono che è guida delle strade . che generò Ethiope. come scrive Tullio. ma un'altro (secondo Cicerone n elle nature de' Dei) fu figliuolo del Nilo. il che anco pare che voglia Solino nel libro delle cose maravigliose del mondo. ultimamente da questo Ethiope fu c hiamato Ethiopia. & il Sole. Leontio poi v'aggiunge che fu fratello uterin o d'Esculapio fulminato. & l'architettura.

percioche ogni anno facendo i suoi gradi il Sole per quello spa tio. l'acque calano basse verso la terra. Fetonte prima (si come dice Leontio Thessalonio) latinamente vuol dire i ncendio. & questo di tutti fu chiamato l'inc endio di Fetonte. Che tu figliuolo sei di quel gran Sole. Nel Zodiaco vi è lo spatio di venti gradi. e caggiano. Per lo cui incendio la terra commossa. Fu creduto da gli antichi. nelle parti della Grec ia. e dell'Oriente essere stato un grandissimo incendio nel tempo che Cecrope pr imo d'Atheniesi signoreggiava. accioche io parli nelle cose sensibili. si come nel libro de tempi affe rma Eusebio. & ciò essere avenuto non per opra humana. e abbrusciando una parte del Cielo. & grande ardire. il quale mosso. la quale perciò è chiamata madre di Fetonte. & bollire. Qui sepolto è Fetonte. & lucente Splendor de raggi. & natural cagione. Di questo Ovi. da quello sotto giuramento impetrò in gratia per un giorno poter reggere il carro del Sole. le quai cose sotto fittione con ragion tale sono poste. alla fine quello supplicante il concesse. & abbandonasse le b riglie de cavalli. & cosi dalla humidità si come dalla madre il figliuolo pare essere nodrito. & doppo lui Orosio prete nelle sue Croniche. tutte le cose seminate si conversero in cenere. Latinamente suona hum idità. & essendo c iò durato per molti mesi. da quello gli fu detto ch'egl i non era figliuolo del Sole. di che essendo le sue fo rze debili a reggere que' cavalli. occorse che i f onti & molti fiumi si seccarono. non inconvenevol mente fu finto padre dello incendio. Climene poi in Greco. Cioè essere avenuto. tutto quel paese del Cielo arse ro. Che Fe tonte poi dimandi al padre in gratia di reggere il carro della luce. et aumentare. seccando molti fonti. e quasi tutto il Reame paresse scaldarsi. havesse tema. da tali prieghi ful minò Fetonte. ciò è stato tolto dall'ordine continuo di natura. e abbrusciando la terra. il che anco della terra orante possiamo dire. figliuol mio ti giuro. che cade nel Pò dove dalle sorelle fu pianto. e cosi parendo che tutto il Sole sia causato dal Sole. & fiumi. e nello essere perseverato. attento che si faceano l'herbe. egli si estinse. non debbiam o intender altro che un certo innato disio fino anco nelle pensibili vegetative creature di restare. hora verso il Ci elo montando. che non volendo Feto nte credere ad Epafo figliuolo di Giove. ma come m andato per infusione de sopra celesti corpi. e cosi dall'effetto quella parte del Cielo viene . il quale i filosofi chiamarono via abbrusciata. i quai se bene Regger non puote. ab bandonò le redini. avvenne che circa il mezzo dello autunno. nè alcu na cosa a quel tempo si genera. Questa fittione. & origine del calore. & d'Isis. & sepolto con tale epita fio. che fu guida De' paterni destrieri. recita favola tale. splendido. se la convenevole humidità non se gli afferma sotto. si co me delle rationali. le selve e tutti gli alberi. le città da gli habitatori. smarrito nel vedere il segno di Scorpione. sotto corteccia contiene in se histori a. perche il calore non può continuare. Questi però è detto figliuolo del Sole. dove dal padre benignamente raccolto. la onde i cavalli lasciando il solito viaggio. cadendo grandi ssime pioggie. Et cade per sublime.Per questo disse. da le i fino nella stanza del Sole fu condotto. le fog lie si diventano bianche. onde indarno persuadendoli molto il Sole. oltre il solito salendo in alto. & là si sparse. Per opra di tale incendio che quà. hora in verso la Terra declinando. & medesimamente scendendo à basso. e che governa il mondo. Il qual tu vedi. pare che in terra abbrusci il tutto. secondo il mio giudicio. pregò Giove che l'aiutasse. perche il Sole è fonte. che non volesse mettersi a t anta impresa. tutta via morio. et quasi tutta la terra. & i paesi da i popoli s' abbandonassero. cioè dal ventesimo grado di Libra al decimo di Scorpione. la onde Fetonte di ciò con la madre dolendosi. Quello poi che vi s'aggiunge che egli veggendo lo Scorpione.

Dice Iginio nel libro dell'Astrologia de' Poeti. & dal Sole chiamate Eliadi. da quai s'ammorzano gli in cendi. onde circa il fine della state. & in questa forma considerare gli incendij per l a grandissima copia d'acque cadere. che generò Orsiloco. s'imaginò con l'ingegno domare la loro fi erezza. secondo un certo Eustachi o. dove (si come riferisce l'istesso Paolo) pare che Eustachio voglia che Turino fosse da lui edificato. che cadendo chiamiamo pioggie. il quale dal nome suo chiamò Liguri i popoli da lui sign oreggiati. Possiamo appresso dire. parmi che cosi si debba esporre. che regnando appresso gli Assiri Spareto. nel cui as cendendo i vapori humidi diventano nuvoli. si come è stato detto: per virtù del Sole nascono i luoghi humidi. edificò un castello. che sono Stelle. dove affaticato dal lungo navigare. ma chiamato Eridano. nondimeno feroci. & spetialmente. Queste tre sorelle (secondo Ovidio) furono figliuole del Sole. in vece de quali dobbiamo intendere una grandissima copia d'acque. e lo Eridano. perche lungo i paludi del Pò nascono diverse spetie di alberi per la forza del Sole senza esser piantati. cioè esser pinti non semplicemente nel Pò solo c ome alcuni con poca avertenza istimano. & selvaggi. Ligo figliuolo di Fetonte. Alfeo fiume decimoquinto figliuolo dell'Oceano. & Iapetie figliuole del Sole. altrimenti non mi sono curat o notarli. del qual figmento ricercando la materia. & alle volte l'aere. onde per loro opra tutto il superficiale calor della terra si estingue. lasciato il figliuolo Ligure. & di Climene. mentre il Sole incomincia declinare sudando un certo humore giallo in modo di lagrime. Ivi ad unque havendo alquanto regnato. & dal suo nome il chiamò Genova. l'Eridano da a lcuni essere nomato Nilo. ov ero prima. che Fetonte fosse fulminato. & durano molto. & di anni maggiore d i Fetonte. Alle volte i Poeti pigliano il foco per Giove. & agresti. le quali lu ngo il Po piangendo la morte di Fetonte. Eridano. c' hanno possa di generar pioggie. Ligo (si come per le predette cose è chiaro) fu figliuolo di Fetonte. inondationi di acque. e gittato in Pò. l'Orione. il qual s'è raccolto con artificio si compone in ambra. subito si cangiano in acque. morì nel Pò dal cui no me il Pò fu Eridano. Ma Erid ano passati i monti. Che poi fosse fulminato da Giove. nell'Oriente si mostr ano co'l segno del Tauro le Pleiadi. e si fermò appresso il Pò. crede ciò deversi intendere in questa forma. con i suoi smontò in terra. cioè dell'humidità. e per che. i l calor della state dalla temperanza dell'autunno che sopragiugne essere estinto . il l ocarono tra i segni celesti: & cosi pare che alcuni istimino tal cosa haver dato materia alla favola. Fetusa. & da quell i persuaduto a caminar più fra terra. ma essersi ciò detto. istimo queste non essere state f emine altrimenti. & fertile pianura dove ritrovò hu omini rozi. & risolto in nubi. il quale in questo luogo si deve intendere per l'aere. furono dette figliuole del Sole. le pioggie per lo più veggiamo che caggiono circa il mezzo dell'autunno. & Filace. & da altri Oceano. essendo giunto in un'ampia. lasciò uno de suoi compagni chiamato Genuino d ebilitato dalla fortuna del mare a guardia delle navi nel lido con una parte del le genti il quale congiungendosi con gli habitatori di que' luoghi. & mort o quello. onde gli antichi Egittij in memoria del suo compatriota. perche altro non ho ritrovato. . e da venti aiutato giunse nel seno da noi chiamato Lig ustico. quale è anco Fetonte figliuo lo del Sole Egittio con un numero delle sue genti con la guida del Nilo. cioè estinto da Giove: cioè dall'a ere cagionante le pioggie. con cer ti navilli venne in mare. a lui successe. Ch'egli anco cadesse nell'Eridano. furono cangiate in alberi che stillano gomma. Nondimeno Paolo Perugino afferma.nomata. ch'erano huo mini rozi. Leontio aggiungeva a costui due fratelli Ifido. Lampetusa. lasciata l'antica historia. i quali se per la furia di alcun vent o sono inalzati fino alla fredda regione dell'aere. perche a quel tempo per l'opposto Sole in Occidente a Scorpione. & cosi è fulminato. Oltre ciò fingono Fetonte circa il mezzo dello autunno fulminato. de' quai.

Dice Homero . & di Diocleo. segretamente la pose sopra una nave. Crinisio fiume sestodecimo figliuolo dell'Oceano. & della terra il quale da Servio chiamato fiume d'Elide. & la raccomandò alla fortuna. Orsiloco figliuolo del fiume Alfeo. overo nel potere. che quella rovinasse. Si trova che Aceste fu figliuolo del fiume Crinisio. Que sti movendosi i Greci contra Troiani. e can giatosi in cane. & Orsiloco. & Orsiloco esperti in armi. percioche le furie de minaccianti sono simili al latrare de' cani. la prese. & che la seguì fino in Sicilia. di che è nato. che generò Diocleo. & Aretusa. che è appresso l'Alfeo. dove si espone di Laumedonte: quello che poi è nel fine (dice Theodontio) bisogna intenderlo per coniettura. che questo Orsiloco habitò nella città di Firo. Crittone. Elide. che faccendole forzo si come un'Orso la pigliasse. dove s'è parlato di Aretusa. come per Homero s'è mostrato fu figliuolo d'Orsiloco. Aceste figliuolo del fiume Crinisio. & Pisa sono cittadi d'Arcadia dove è un gran fonte. & che nasce appresso Pisa Città d'Elide. la onde Laumedonte andato all'Oracolo di Apollo. cioè. non si ritrovando alcuna memoria antica. & Orsiloco. Costei adunque dalla furia de ' venti fu portata in Sicilia. quello poi che si legge nel principio è finto. & di Egesta Troiana. insieme con gli altri Prencipi di Grecia. il quale ampiamente scorre per la terra Pilon. dicendo. Orsiloco figliuolo del fiume Alfeo.Alfeo fu figliuolo dell'Oceano. dove il fiume Crinisio di lei innamoratosi. & Apollo per la edificatione delle mura di Troia. volendo piu tosto che fuori da gli occhi suoi fosse dall'onde ingh iottita. il che facendosi. A bastanza di sopra. come è stato mostrato figliuoli di Diocleo. Ma Servio apre con tali parole le fiamme amorose d i costui. che a quella bestia si dovessero dar a mangiare le più nobili donzelle. il quale di s e genera due alvei. avenne che Hippote nobile Troiano. & impregnò. mandò un mostro in Troia. Alfeo. Onde nasce la fittione che nell'esito si c ongiungano quei che l'origine non congiunse. veggendo Hesiona figliuola di Laumedonte esposta a quel mostro. Ivi adunque essendo eglino valorosi & confidandosi molto nelle loro forze. cioè Crito. è stato detto ch'egli amò la Ninfa Aretusa cangiata in fonte. e della terra. Orsiloco poi generò il magnanimo Diocleo. e di lui riferisce Servio favola tale. Questi scorre per la Sicilia. Ricco nella vita. che generò Aceste. vennero dalla città di Firo alla destruttione di Troia. nacquero due figluoli gemelli. Nettuno mosso ad ira. Il mezzo della qual favola. dal quale amendue furono morti & con grandissima fatic a di Menelao. & che generasse Crittone & Orsiloco. che generò Critone. Furono Crittone. Nacque Crinisio dell'Oceano. che in sua presenza dalla fiera divorata. Che non pagando Laumedonte la promessa me rcede a Nettuno. e temendo che l'istesso non occor resse ad Egea sua figliuola. & di lei ne hebbe un figliuo lo nomato Aceste. è historia. overo in Orso. hebbero ardire un giorno in una battaglia assalire Enea. ch'egli s'è detto suo figliolo. gli fece la rispost a in contrario. Diocleo figliuolo d'Orsiloco. & sepolti. altro non mi ricordo haver letto. & generò Orsi loco Re di molti huomini. dicono che anco egli mosso a sdegno. come chiaramente nella Iliade dimostra Homero. & Orsiloco figliuol di Diocleo. . o vero può esser ch'ella venisse alle mani di qualche furioso. del cui oltre il nome. & Antiloco figliuolo di Nestore i corpi di quai furono tolti dalle mani de nemici. Diocleo. & però dice essere cosa possibile. perche la generatione sua era dal fiume Alfeo. che questa donzella per minaccia di al cuno si conducesse condotta appresso il fiume Crinisio dove venisse ne suoi abbr acciamenti.

si come nell'Eneida testimonia Virgilio, dicendo; Appresentossi Aceste in lanciar dardi Essercitato molto, e spaventoso, Vestito d'una pelle d'Orso fiero; Da Crinisio costui fu generato, Et da Egesta Troiana partorito; Onde de gli avi antichi non scordato. Questo tale Aceste già vecchio, prima Anchise, & Enea che venivano in Italia alloggiò in casa sua, e poi sepellì il morto Anchise insieme con Enea sopra l'Erice monte di Sicilia. Indi raccolse benignamente, & alloggiò Enea, che partendosi da Cartagine, ivi da venti era stato cacciato, dove Enea edificata una Città dal nome della madre d'Aceste la chiamò Egesta, la quale poi fu detta Segesta, & lasciolla sotto il dominio d'Aceste, il quale cosi da i lasciati da Enea, come da gli alt ri stranieri che vennero ivi ad habitare, fu loro Re chiamato. Tebro fiume decimo settimo figliuolo dell'Oceano, che generò Citheone. Tebro, overo Tevere fu figliuolo dell'Oceano, & della terra. Questo essend o dal destro lato dell'Apennino, partendo i Toscani da gli Umbri, & Campani, anc o la Città di Roma divide, il quale, per esserli toccato il dominio di tutto 'l mo ndo, di maniera da i versi de Poeti è stato celebrato, ch'egli di gloria ha trappa ssato il Xanto, & Simeonta per la memoria de Greci illustri. Hebbe diversi nomi, i quali, se alcuno disia vedere, riguardi dove ho scritto de' monti, & fiumi. O ltre ciò, a gli antichi piacque ch'ei generasse il figliuolo Tiberino. Citheone figliuolo del Tebro. Citheone fu figliuolo del fiume Tebro, & di Manto già figliuola di Tiresia i ndovino Thebano, si come nell'Eneida testimonia Virgilio, dicendo; Anco quel Citheon guida una schiera, Da la paterna region condotta. Questo fù figlio del Toscano fiume, Et di Manto fatidica indovina, Ch'edificò le mura, & la Cittade Di Mantova, & da se le diede nome. Servio nella Buccolica dice costui da Virgilio essere detto Bianore. Ma Po mponio nella Cosmografia di questa Manto tiene altra opinione, percioche descriv endo l'Asiatico lito dice; Ivi i Libedi sono, e il tempio del Clario Apollo, il quale Manto figliola di Tiresia fuggendo i vincitori de Thebani Figeno, & Colof on edificò, la quale Mopso dell'istessa Manto figliuolo, e quello che segue. Onde si vede, che costei fuggendo non in Occidente, ma in Oriente tenne il suo viaggi o. Tuttavia è cosa possibile, che in processo di tempo venisse in Italia; il che b enche poco si provi, nondimeno chi denegherà a tanto Poeta nell'origine della sua patria. Axio fiume decim'ottavo figliuolo del Oceano, che generò Pelagonio. Axio fu figliuolo dell'Oceano, e della terra, del quale Homero nella Iliad e dice, & vuole che amasse Perhibia la piu vecchia delle figliuole d'Achesomonio , & che la impregnasse, & di lei ne havesse un figliuol detto Pelagonio. Pelagonio figliuolo d'Axio, che generò Asteropio.

Pelagonio fu figliuolo del fiume Axio, & Perhibia, come Homero nella Iliad e dimostra, del cui non mi ricordo haver letto altro, eccetto che generò Asteropio . Asteropio figliuolo di Pelagonio. Vuole Homero, che Asteropio fosse figliuolo di Pelagonio, il quale essendo ardito, & robusto giovane insieme con i Peonij venne in aiuto de Troiani, & con fidandosi di soverchio nelle sue forze corporali, nello undecimo giorno dapoi ch e fu venuto a Troia, hebbe ardire andar' ad affrontare Achille furioso per la mo rte di Patroclo, & corse prima con villane parole, & poi con l'armi a contrastar e; dal quale infelicemente fu morto. Asopo fiume, & decimonono figliuolo dell'Oceano, che generò Ipseo, & Egina. Il fiume Asopo (si come dicono) fu figliuolo dell'Oceano, e della terra: q uesto scorre per Boetia, secondo Lattantio, & passa in Epadagmon, si come afferm a Vibia, dove tratta de fiumi. Oltre ciò vogliono che fosse padre d'Ipseo, & Egina , & havendo saputo che Egina era stata vitiata da Giove, sopportò questo tanto mal amente, che da furore assalito, con le onde mosse guerra fino alle stelle, si co me dice Statio; Perche dicono Giove haver rapito La figlia Egina da le paterne onde, Et haverla condotta a suoi voleri; Onde l'offeso fiume, & d'ira pieno Apparecchia per fino a l'alte Stelle Di mover guerra, & non s'avede poi, Che non lice; ma da l'ira mosso, Contra il Cielo le mani in vano stese. Dicono che Giove mosso ad ira, il fulminò; lo che dimostra il medesimo Stati o. La fittione di questa favola tiene in se tal verità. Dice Leontio, che Asopo fu un Re di Boemia, e da lui detto fiume cosi chiamato; al quale havendo Giove d'A rcadia menato via la figliuola Egina, egli con tutte le sue forze gli mosse guer ra, & nondimeno da lui fu vinto, & rotto. Che poi fosse fulminato ciò non s'appart iene al Re, ma al fiume che discorrendo per i sulfurei campi, e con le onde sue da quelli suscitando fumo, appresso gli antichi diede materia all'ira del folgor e. Ipseo figliuolo del fiume Asopo. Ipseo fu figliuolo del fiume Asopo, si come dimostra Statio, il quale dice che costui venne in aiuto di Etheocle contra Pollinice. Egina fu figliuola d'Asopo, che partorì Eaco. Egina fu figliuola del fiume Asopo, la quale fu amata da Giove, & da lui s i come scrive Ovidio, cangiato in fuoco, ingannata, e impregnata, la quale poi p artorì Eaco, il quale poscia dal nome della madre chiamò l'Isola Enopia, dove ei sig noreggiò Egina, & cosi fino al dì d'hoggi si chiama. Che Giove si cangiasse in fuoco per congiungersi con Egina, credo ciò essere stato detto più tosto dalla virtù della seguita discendenza, che da altro, percioche gli huomini d'Eaco furono d'infiamm ato vigore, come a bastanza possiamo vedere in Achille, Pirro, et gli altri disc endenti. Cefiso fiume ventesimo figliuolo dell'Oceano, che generò Narciso.

Cefiso fu figliuolo dell'Oceano, & della terra, il quale trascorre per Boe tia, si come si legge in Lucano. Sforzaro di Boetia i Capitani, Appresso quali di Cefiso il fiume Corre veloce per fatidica acqua, Et per Dirce che fu figlia di Cadmo, Dicono che di costui Narciso fu figliuolo, & che essendo morto da Zefiro i nfermato per compassione d'Apollo fu sanato. Questo narra Lattantio. La onde per dichiarare tai cose, credo io che l'acque di Cefiso siano chiamate fatidiche, p erche vicino a quello fu già il tempio di Themi, al quale, non v'essendo anco gli Oracoli di Febo, Deucalione, & Pirra, andarono a consultarsi con la Dea; la onde , perche ivi si davano le risposte, & si dimostrava quello havea a venire, l'acq ua prese il cognome di fatidica, & cosi quello che della Dea del Tempio era prop rio, all'acqua anco fu conceduto. Et forse che le precedenti sacre risposte per instituto antico non si poteano fare senza l'acqua del fiume, e cosi l'acqua mos trava havere alcuna virtù in quella falsa indovinatione. Che poi per la morte di Z efiro fosse infermato, l'intentione potrebbe esser questa. Dice Agost. nel libro della Città d'Iddio, Mesapo Re di Sicioni essere stato nuovo, il quale fu chiamat o Cefiso; nella parte del cui palazzo vi era un luogo, dove nella state soffiand o il vento Zefiro, l'aere era molto sano; ma cercando quello si come aviene, & v enendo altri venti, l'aere si corrompeva: onde avenne, che per la morte di Zefir o, cioe mancando quel vento, Cefiso cadde infermo, & per beneficio d'Apollo, cioè della medicina, essendo Apollo chiamato Dio di quella, Cefiso fu liberato. Cosi non volendo queste cose attribuire al Re, le possiamo concedere al paese, dove c orre il fiume Cefiso. Narciso figliuolo di Cefiso. Narciso fu figliuolo di Cefiso, & di Liriope ninfa, come dimostra Ovidio, di cui recita la favola assai palese. Dice egli che nato Narciso, subito fu port ato da Tiresia indovino, affine di intendere quale havesse ad essere il corso de lla sua vita. Il quale a dimandanti rispose che il fanciullo tanto viverebbe, qu anto prolungasse a veder se stesso, del qual pronostico allhora si risero tutti quei che l'udirono, ma alla fine non mancò d'effetto; percioche essendo cresciuto in bellissima giovanezza, & divenuto cacciatore, da molte ninfe fu amato, & spec ialmente da Echo; ma essendo duro di cuore, nè si volendo a preghi di alcuna piega re, anzi sprezzando tutte quelle che lo amavano, per preghiere delle ninfe fu im petrato quello che poco dapoi gli avenne. Percioche un giorno si per la fatica d ella caccia come per lo gran caldo della stagione essendo lasso si ritirò in una v alletta fresca, & amena, & havendo sete si chinò per bere ad un chiaro, & limpido fonte, nel chiaro fondo del quale veggendo la idea, e l'imagine di se stesso, ch e pria non havea mai più veduto, & istimando quella essere una ninfa di quel fonte , tanto di lei fieramente s'accese, che di se medesimo scordatosi, doppo lunghi lamenti, ivi morì di disagio, & per compassione delle ninfe fu cangiato in fiore, che tiene il suo nome. Da questa fittione si cava il senso morale. Percioche per Echo, la quale alcuna parola non esprime, eccetto l'ultime voci delle dette pri ma, intendo la fama, la quale ama ciascun mortale si come cosa, per la cui si fe rma, & dura. Questa tale è fuggita da molti che ne fanno poco conto, e nell'acque, cioè nelle delitie mondane non altrimenti transitorie di quello che sia l'acqua, se stessi, cioè la gloria loro contemplano, e di maniera da suoi piaceri sono alla cciati, che sprezzata la fama, poco da poi, si come mai non fossero stati, se ne muoiono, & se pure del loro nome vi resta, si cangia, in fiore, il quale la mat tina è purpureo, & fresco, e la sera divenuto languido marcisce, e si risolve in n ulla; cosi anco questi tali fin' alla sepoltura pare che habbiano qualche splend ore, ma chiusa la tomba, và in fumo, insieme col nome.

Meandro fiume ventesimo primo, figliuolo dell'Oceano che generò Ciane. Meandro fiume fu figliuolo dell'Oceano, & della terra, & generò la ninfa Cia ne. Dice Livio che questo tale nasce nell'alta Rocca di Cilene, & passa per mezz o la Città, & indi per Caria, & Ionia è portato nel seno del mare, quale tra Pirene, & Mileto. Ciane figliuola di Meandro. Ciane figliuola di Meandro fu amata, & impregnata da Mileto figliuolo del Sole, & di lui partorì Cauno, & Bibli si come dimostra Ovidio, quando dice; Et Cauno, & Bibli partorì ad un parto. Filira ventesimaseconda figliuola dell'Oceano. Dice Paolo, che Filira fu figliuola dell'Oceano, & da Saturno amata, di cu i partorì Chirone Centauro. Sperchio ventesimoterzo figliuolo dell'Oceano, che generò Mnesteo. Sperchio fu figliuolo dell'Oceano, & della terra. Questi, come dice Homero di Pelidori figliuola di Peleo, & moglie di Durione generò Mnesteo, & secondo Pom ponio scende nel seno Pegaso, & a lui Achille havea donato in voto i suoi capell i, si come narra Lattantio, fu vittorioso dalla guerra Troiana ritornato nella p atria. Mnesteo figliuolo di Sperchio. Mnesteo, (secondo Homero nella Iliade) fu figliuolo di Sperchio, & di Poli dori figliuola di Peleo, il quale essendo famoso giovane, accompagnò Achille allo assedio. Sole ventesimoquarto figliuolo dell'Oceano. Fu il Sole (differente da gli altri detti di sopra, secondo Plinio nel lib ro dell'historia naturale per l'autorità di Gellio) figliuolo dell'Oceano, senza c ertezza però della madre, & dice che costui fu l'inventore della medicina, & del m ele, il che fin' hora a molti è stato attribuito: ne però è da maravigliarsi, percioch e è cosa possibile, che di tai cose molti in diversi paesi siano stati inventori, attentoche in ogni loco vagliono gl'ingegni, & le considerationi, & cosi quello che appresso Greci crediamo essere stato opra d'Apollo, overo d'Aristeo, non ci toglie però che non possa essere nato appresso gli Oceani, overo essere accaduto c he alcuno havesse tanto acuto ingegno, che trovasse tale esperienza, onde gli ha bitatori del luogo per inalzare il suo nome, il chiamassero poi Sole, & il faces sero figliuolo dell'Oceano, per lo cui forse era ivi navigato. Ma noi, poscia ch e habbiamo dichiarata tutta la discendenza dell'Oceano, faremo fine al settimo v olume. Il fine del Settimo Libro.

DELLA GENEALOGIA de gli Dei de' Gentili DI GIOVANNI BOCCACCIO. LIBRO OTTAVO.

All'Illustre suo Sig. il Conte Collaltino di Collalto. Per li nuvoli il Cielo oscurarsi, & il chiaro splendore del Sole mancare, turbarsi l'aria per li venti, moversi spessi Lampi, udir far strepito alle selve , gemer la terra, & levarsi in alto le balene del mare, e gli altri mostri, e me nar l'onde con la terra, & a i garruli uccelli esser posto silentio, essere cacc iate l'ombre de' boschi, nelle selvaggie cave partirsi le fiere, e il tutto in u n subito attristarsi s'incominciò. Io prima mi maravigliai, poi per cosi grande mu tatione di cose smarrito, riguardando in mezzo le foci dello Specchio le attioni fino hora oprate dal Sole, quello che nell'Oceano punto non havea temuto, incom inciai a temere, cioè, che il tutto non ritornasse nell'antico Chaos. Nè sapeva che mi fare. Finalmente stando cosi dubbioso, mi parve vedere una lenta, & nuvolosa Stella, coperta di caligine stigia, che dall'Orientale Oceano, come dall'inferno in alto si levava, la quale stando io a contemplare nelle nebbie involta, ricor dandomi de' precetti dell'honorato Andalone, conobbi ch'era l'odiosa, e la nociv a Stella di Saturno, della cui ritornandomi a mente gli scelerati costumi, subit o cessò la tema, e la maraviglia del subito mutamento. Onde veggendo quello, come se da lei mi fosse stato ricordato la nuova mutatione delle sue miserie, essendo secondo l'incominciato ordine dell'opra tra i figliuoli del Cielo da dichiarare la di lui famosa progenie, conobbi, che non in uno volume, ma nel prossimo di q uesti seguenti (per volere dirne a pieno) non mi bisognava di loro scrivere. Ma testimoniando le antiche historie, quattro essere stati i labirinti, cioè l'Etrusc o, l'Egittio, quello di Creta, e di Lenno, non dubito punto, che tra questi, que llo che d'errori, & intrichi era piu pieno, piu facilmente a chi v'entrava, & us civa non concedesse l'adito, che non faranno le confusioni infelici del vecchio di cosi grande età, del quale siamo per parlare. Percioche inchinandosi in lui qua si tutta la pazzia dell'antico errore de Gentili, non sarà leggier cosa per uscirn e, ridurre a buon termine le contrarietà dell'opinioni, le discordanze degli error i, & le dubbiose relationi de gli antichi, & in proposito ritornar Re un cacciat o in essilio, e agricoltore. Adunque non senza alquanto horrore lascio tra gli a spri scogli, & profondi fino quasi alle bocche dell'inferno, i liti dell'Oceano, & la sua prole con molte acque, affine di rizzare la prora del frale navilio, m a non so già a qual partito uscir fuori per drizzar gli occhi nell'aere cosi fosco . Nondimeno spero che colui che aperse le oscure stanze di Dite, e che vincitore levando le nebbie, per quella fece ampie strade, ch'alla disiata uscita m'aprirà il profondo mare. Saturno undecimo figliuolo del Cielo, che generò dieci figliuoli Croni, Vesta , Cerere, Glauca, Plutone, Chirone, Pico, Giunone, Nettuno, & il terzo Giove; ma di Giove, Nettuno, & Giunone non in questo libro, ma ne i cinque seguenti si sc riverà. Saturno fu figliuolo di Cielo, & di Vesta, si come nel libro delle divine institutioni Lattantio scrive, al quale gli antichi diedero per moglie Opi sua s orella, & gli attribuirono molti figliuoli di lei havuti, i quali tutti (dicono alcuni) da lui essere stati divorati, e subito vomitati. Altri vogliono poi, che per frode di Opi fosse serbato Giove, & che in luogo di quello havesse appresen tato a Saturno un sasso, come da lei partorito. Oltre ciò vogliono ch'egli con la falce tagliasse al padre Cielo i membri virili; il che altri dicono essere a lui da Giove stato fatto. Indi alcuni scrivono che fu da Giove del Reame cacciato, altri poi nell'inferno confinato. Appresso, sono di quelli che lo descriveno vec chio, mesto, stracciato, col capo involto, pigro, da poco, & con la falce in man o. Perche egli sia rivolto, & detto figliuolo del Cielo, e della terra, Lattanti o ne mostra la ragione dove nel libro delle divine institutioni per testimonio a dduce Minutio Felice, che disse, che essendo Saturno dal figliuolo cacciato, & v enendo in Italia, fu detto figliuolo del Cielo, percioche siamo soliti chiamare quelli, de' quali con maraviglia riguardiamo la virtù, overo che in un subito comp

ariscono, essere venuti dal Cielo; della terra poi, perche chiamiamo figliuoli d ella terra quelli che nascono d'incerti padri. Queste cose veramente sono simili al vero, ma non vere; percioche si ritrova, che regnando egli ancora per tale f u tenuto. Si puote tuttavia fare argomento, che Saturno essendo potentissimo Re per tenere la memoria de i suoi progenitori, a quelli donasse il nome di Cielo, & di terra, essendo questi ancora con degli altri vocaboli nomati, con la quale ragione, & a i monti, & a i fiumi sappiamo medesimamente essere stato dato i nom i. Questo vuole Lattantio, il quale altrove dice; Ennio nell'Evomero dice Saturn o non essere stato il primo che regnasse, ma il padre Urano; & altrove il medesi mo. Si vede adunque egli non dal Cielo essere nato il che non può essere, ma di qu ell'huomo chiamato Urano, & che ciò sia vero Trimegistro ne è l'auttore. Il quale mo strando, essere stati pochissimi perfetti dotti, tra questi nomò Urano, Saturno, & Mercurio suoi parenti, & quello che segue. Il quale Urano, il medesimo Lattanti o dimostra da Saturno essere stato detto Cielo, dicendo; Ho letto nell'historia sacra, Urano huomo potente havere havuto per moglie Vesta, & di lei Saturno, Opi , & altri figliuoli haver generato; il quale Saturno venendo nel Regno potente, chiamò il padre Urano Cielo, e la madre terra, accioche con tale mutatione di nomi , ampliasse lo splendore della sua origine, & cetera. Della moglie Opi, di sopra a bastanza si è parlato. Che anchora divorasse i figliuoli, & poi gli vomitasse, il senso è doppio, cioè historico, & naturale. Percioche si legge nelle sacre scritt ure si come altre volte è stato detto, che Saturno per possedere il Reame, con il fratello Titano si accordò di amazzare tutti i figliuoli maschi da lui generati; n ondimeno quelli che maschi nascevano, dalla moglie erano da lui segretamente nas costi, & solamente gli erano appresentate le femine, & cosi i figliuoli paiono e ssere cresciuti, & allhora comparsero, quando si mossero contra Titano in vendet ta del padre. D'intorno poi la ragione naturale, dice Cirone; Saturno è cosi detto , perche de gli anni si satolla, & si finge che mangi i figliuoli, perche la età c onsuma il tempo, & di quello, come di figliuolo si pasce. Et questo s'è detto in q uanto alla divoratione de figliuoli. Della emissione poi si dirà de i frutti dalla terra raccolti ogni anno. Percioche essendo al suo tempo prodotte le biade dall a terra, benche siano divorate, tutte col tempo nello istesso tempo nell'anno se guente sono restituite. Per tale fittione poco intesa, d'alcuni è stato creduto qu el scelerato costume de sacrifici appresso alcuni barbari haver havuto origine, cioè, che alcuni a Saturno immolavano i propri figliuoli: come se volessero oprare , si come egli. Macrobio dice, che Hercole vinto il Gerione, fece in Italia cang iar questo. Dicono appresso, che in luogo di Giove, dalla moglie a Saturno fu mo strato un sasso; ma Theodontio dice, che quel sasso fu Giove, ma non quel Giove da lui generato, anzi un'altro figliuolo d'altro huomo, & chiamato sasso, il che forse cosi è. Percioche Eusebio dice, che regnando Danao in Argo, un certo Sasso signoreggiò in Creta, nel qual tempo (secondo alcuni) Giove Cretese poteva già haver e incominciato regnare. Del tagliare de i genitali, che alcuni vogliono da Giove a Saturno essere stato fatto, assai se n'è detto di sopra, dove della seconda Ven ere si è parlato. Gli historici hanno per cosa certa, che Saturno da Giove del Rea me fosse cacciato. La cagione di questo la historia sacra la dimostra, dove si l egge che havendo Giove liberato Saturno, & Opi presa da i Titani; per sorte Satu rno previde, che da Giove sarebbe cacciato del Reame; la onde per schivare tale influsso, tese aguati a Giove per assediarlo; di che avedutosi Giove, prese l'ar mi contra quello, il quale non potendo far resistenza, restato (secondo alcuni) in Flegra vinto, se ne fuggì. Che poi nell'inferno fosse confinato, la historia sa cra mostra ciò esser falso, nella quale cosi è scritto. Poscia intendendo Titano da Saturno esser stati generati, & allevati figliuoli, segretamente menò seco i suoi figliuoli chiamati Titani, & prese il fratello Saturno, & la moglie Opi, mettend ogli in prigione, & facendogli guardare. Et doppo questo, poco da poi soggiunge; Giove alla fine intendendo il padre, e la madre essere in prigione legati, e gu ardati, venne con grandissima moltitudine di Cretesi, & vinse Titano con suoi fi gliuoli, & al padre restituendo il Regno, ritornò in Creta. Questo ivi si legge, d i che in vece, Lattantio dice che Giove fu liberato dal peccato della scelerità gr ande d'haver ritenuto il padre per li piedi legato. Ma se vogliamo seguire l'opi nione di Lattantio, il quale sopra la Thebaide di Statio dice che Saturno fu con finato dal figliuolo nell'Inferno, allhora diremo, che quando Saturno da Giove c

acciato (come si dice) andò in Italia, la quale è inferiore alla Grecia, cioè piu prop inqua all'Occidente, pare che scendesse agl'inferi, & ivi però fu confinato, perch e non poteva nel reame ritornare; cosi anco alle volte diciamo gli essuli confin ati. Che poi egli sia mesto, vecchio, col capo involto, tardo, pigro, & con la f alce in mano, il tutto si conviene al Pianeta, & all'huomo. Albumasaro nel suo i ntroduttorio maggiore, dice; Saturno di complessione esser freddo secco, melanco nico, & di bocca fetido, il che s'appartiene ad huomo mesto. Oltre ciò il fa mangi atore grandissimo, avaro, povero all'estremo, malitioso, invidioso, d'acuto inge gno sedutore, ne i pericoli ardito, di poca conversatione, superbo, simulatore, vantatore, pensoso, di grandissimo consiglio, tardo all'ira, ma quasi irrevocabi le, ad alcuno buono, desideroso, & rubator de luoghi. Oltre ciò è inditio d'opra che s'appartiene all'agricoltura, di misure di terre, di divisioni, di peregrinatio ni, di lunghe, & faticose prigioni, di tristitie, d'affanni, di travagli d'animi , d'inganni, d'afflittioni, destruttioni, perdite di morti, & loro reliquie, da vituperi ladronezzi, di cavar sepolcri, di vili huomini & spadaccini, le quai tu tte cose per essere conformi all'huomo Saturnino, leggiermente ogni aveduto le p otrà conoscere, & anco piu a pieno nelle seguenti scritture le narreremo. Ma ci re sta vedere quanto siano conformi a Saturno. Ei si finge mesto, per dimostrare la melanconica complessione, & le doglie dell'essilio. Vecchio perche quando fu ca cciato, era tale, & perche i vecchi sono di brutto volto, & per lo piu di fetido fiato, & perche egli si valse del consiglio, & dell'astutia, delle quali grande mente i vecchi sono potenti. Vollero che havesse il capo involto per dissegnare il fosco aspetto della Stella di Saturno, l'habito d'uno che fugge, l'accolta sa gacità de i Saturni, i pensieri, & le simulationi. Il chiamarono tardo, perche per la gravezza de i membri, i vecchi sono lenti al caminare, tardi all'ira, e il c orpo di esso Pianeta tardo, attentoche dimora quasi 30. anni col suo corso a for nire il cerchio del Zodiaco; il che fanno gli altri in molto minor spatio. Sporc o poi lo fingono, secondo il mio giudicio, perche è proprio di Saturno il conceder e costumi dishonesti, overo perche secondo il vecchio costume cacciato del Regno , & posto in miseria andò da Iano che il raccolse tutto stracciato, & colmo di mis eria, overo per dimostrare, che quelli ch'essercitano l'agricoltura delicatament e non ponno vivere. E ornato della falce, accioche intendiamo che per lui a gli Italiani venne in cognitione il coltivar la terra, che prima ci era nascosto. Di chiarate adunque queste cose, piacemi scrivere quello che a lui in essiglio, ave nisse, quello che vivendo oprasse, quello che anco a lui morto fosse attribuito. Essendo egli vinto, scacciato, e in luogo del figliuolo perseguitato, ultimamen te venne in Italia, come mostra Virgilio dicendo; Il primo fu Saturno, il qual fuggendo L'armi di Giove, ne l'Italia venne, Et essule acquistò nuovi Reami. Nell'Italia poi (secondo Macrobio) fu da Iano ricevuto; Et un genere indocile, e disperso Ne gli alti monti poi compose insieme, Gli diede leggi, e piacqueli chiamare L'Italia Latio, percioche securo Stette in quelle contrade, nel qual tempo (Dicono) quella età stata esser d'oro Sotto tal' Re, cosi benignamente Et in pace quei popoli reggeva. Ricevuto da gli Italiani, a quelli mostrò molte cose da loro prima non conos ciute, e tra l'altre fin'hora facendosi la moneta di pelli di pecore indurate da l fuoco, egli fu il primo che fece stampare moneta di metallo col nome dell'inve

ntore, facendovi da una parte scolpire la testa di Iano che lo raccolse con due faccie, e dall'altra una nave, percioche fuggendo, venne in nave, e questo fece affine, che tra i posteri durasse la memoria della sua venuta. Nondimeno pare ch e Ovidio voglia ciò essere stato fatto da i posteri, dove nel libro de Fastis scri ve. La causa de la nave vè di sopra Come venne con lei nel tosco fiume. Et indi segue. Dicono appresso, che regnando in concordia, e amore insieme con Iano, e havendo communemente edificato terre, e castelli vicini, cioè Saturni a, e Ianiculo, allhora essere stato il secolo aureo, percioche allhora era la vi ta a tutti libera, niuno era servo, nè contrario all'altro, alcun furto ne i loro confini non era fatto, nè sotto lui alcuno non hebbe alcuna cosa particolare. Ne e ra lecito partir la terra, nè dividere alcun campo. La onde per rispetto de i segu iti cattivi secoli, quelli furono detti aurei. Et i Romani appresso le case di S aturno vi fecero l'erario publico, accioche appresso quello si ponesse il dinaro commune, sotto cui a tutti fosse ogni cosa commune. Appresso insegnò a quelli roz i lavorare i campi, seminare e raccorre il frutto, e al suo tempo ingrassare con i letami i terreni. La onde non havendo per questi altri uffici conseguito alcu n cognome, per questo ultimo fu chiamato Stercurio, nome veramente a tanto, & ta le Iddio splendido, & notabile. Finalmente havendo in molte cose riformato megli o la vita dell'huomo, avenne che in un subito non comparse piu in luogo veruno. Di che (secondo Macrobio) Iano pensò lui essere stato l'accrescimento di tutti gli honori suoi, e prima chiamò tutta la regione da lui posseduta Saturnia, indi driz zò, si come à Iddio, un'altare con i sacrificij divini, i quali chiamò Saturnali, e co mmandò che fosse riverito per riverenza di religione tanto quanto autore di miglio r vita, della qual cosa ne fa fede la sua imagine, alla cui è apposta la falce ins trumento del raccolto. Oltre ciò attribuirono a questo Iddio tutti i nutrimenti de ' pomi, e simili altre cose fertili. Et si come l'istesso Macro. dice, alcuni s' hanno persuaduto costui insieme con la moglie essere il Cielo, & la terra, & Sat urno essere detto dal nascere; la cui materia è del Cielo, e la terra Opi, per opr a della cui si cercano i nudrimenti della vita humana, overo dell'opra, per la c ui i frutti, & le biade nascono. Fanno i voti a questa Dea sedendo, & per indust ria toccano la terra, dimostrando essa terra essere da tenere per madre de morta li. Et cosi vogliono Saturno, non solamente essere Dio, ma anco il Cielo, che in sieme con la moglie opra in noi. Filocoro appresso per dimostrare non solo quest a esser stata pazzia d'Italiani, dice, che Cecrope in Athene fu il primo che a S aturno, et Opi edificasse altari, e quelli in vece di Giove, & la terra adorasse , & che ordinò che i padri di famiglia di mano in mano insieme con i servi usasser o delle biade, & i frutti incominciati a maturare. Cosi Apollofane Comico chiama nel verso Epico, Saturno quasi sacro. I Romani poi, i quali hebbero grandissima avertenza di non nomare senza propio significato alcuna cosa, edificarono à quest o Iddio un Tempio, & nella sommità di quello vi scolpirono i Tritoni, & sotterra s epellirono le code di quelli, volendo eglino perciò dinotare, che dal ricordo di q uello fino all'età nostra l'historia sia chiara, & vocale, la quale prima di lui è m uta, oscura, & non conosciuta, il che per lo nascondere delle code s'intende. Croni figliuola di Saturno. Croni, secondo Barlaam, fu figliuola di Saturno, ma Lattantio vuole che fo sse maschio, & non femina, & Latinamente chiamarsi Serpentario, & da gli Egittij tra le Stelle locato. Ma Latinamente significando Croni tempo, accioche non pai a che il tempo nasca dal tempo, istimo essere da intendere per una certa dimensi one di tempo; & perche i Greci da Croni chiamano Croniche i libri che noi diciam o annali, questa tale dimensione, & distanza chiamata Croni, cred'io gli antichi haver inteso l'anno; il che anco pare che a bastanza l'antica dimostratione de gli Egittij dello anno, cioè Serpentario dimostri; percioche il Serpentario è un'huo

Clione di diecimila no vecento ottantaquattro. Dico adunque. la quale figura in se dinota molto diverse opini oni. e gli altri Pianeti . altri poi altrimenti. Et la terza di lor fu ancora Vesta Cosi queste tali Veste vengono ad esser due. ma convenen dosi a tale anno molte intercalationi. amendue famosi Astrologi. che questo segno usavano gli Eg ittij in vece dell'anno. la Luna. overo Mercurio gli mostrassero i caratte ri delle lettere: & cosi Croni sarà quel progresso di tempo che chiamiamo anno. di maniera in circolo annodato. & perche altrove in buona parte a miglior proposito le ho dichiarate. mila anni. anni giranti. dicevano che fornivan o in trentasei mila. L'anno adunque è do ppio. l'alt ra figliuola. togliendo solamente le necessarie. secondo il corso del Sole. Di queste confusamente parlano gli autori. Heraclito. percioche ritrovò che in tanto spatio il Sole gira quasi per tutto il Zodiaco. Cassandro di cento. hora lasciandole da parte. aggiungendo quel giorno al mese di Febraro . che nelle mani tiene un Serpe. l'una madre di Saturno. e infinito converressimo ritornare in vita. accioche fo sse di dodici. seguirò quello che piu d'intorno ciò mi parrà far di mistiero. e ottocento. allhora l'anno g rande sarà compiuto.mo. al quale Numa Pompilio aggiunse due altri mesi. & di trecento & cinquanta quattro giorni. Ma l'honorato vecchio Andalo ne. & magno. dal quale cosi fu detto. Caio Giulio Ces are nel terzo suo Consolato il ritirò giusto. si come l'i stesso Censorino dimostra. mettendovi appresso diverse opinioni di filosofi. Di tai cose appresso alcuni è nato errore. Censorino nel libro ch'egli scrisse a Cerello del giorn o Natale. mentre tutti congiunti insieme in un medesimo punto l'uno doppo l'altro si par tono. mesi. & trentas ei milla. Dicono che del seme di Saturno Opi. Questo dice egli. & Servio di dodici mila novecento cinquantaquattro. Ma Tullio mostra volere che si facci 15. pria che Isis. accioche le ferie de raccolti non venisse ro ad essere di verno. che Vesta fu figliuola di Saturno & Opi. ne quali occorresse venire: e ques to è il bisesto. Martii cioè per due giorni continui. L'anno gra nde poi secondo Aristotele è quello il quale il Sole. che dimostra con la bocca divorarsi la coda. Orfeo di cento venti mila. & accioche non paresse ampliato fece in questa forma che due volte si dicesse Sexto Cal. Questo farsi diversamente istimarono gli antichi. le quali io lascierò cercare a i curiosi. la qual cosa è ridicol a a credere. & Paolo Geometra Fiorentino. & di dieci mesi ineguali gli antichi Romani al tempo di R omolo loro primo Re. dove altre volte hanno preso il corso. alle volte mettendo una . di tre gli Arcadi. Dice Ovi. & seguirò la brevità. Arete Dracino poi di cinque mila cinquecento cin quanta due. ordinò che ogni quattro anni. ne fa una lunga historia tra le distanze de gli anni. Giunone. e Cerere produsse. overo i sacrifici hiemali a farsi estivi. cioè gigante. Quando aviene poi. e perche pareva cosa difficile m ettere quello quadrante ad ogni anno. e di nuovo convenirsi partire. e Lino di diecimilia. & allhora pigliano il suo corso. e col qua drante il fermò di trecento e settantacinque giorni. Vesta seconda figliuola di Saturno. che di necessità produr rebbono i medesimi effetti che altre volte hanno oprato: e cosi noi un'altra vol ta. Pe r disegnare questo anno. e un'altra. i quali affermano che se avenisse a i corpi sopracelesti ritornare nell'istesso luogo. e ritornando il finiscono. che tutti sono nel princip io d'Ariete. il quale fu l'antichiss imo anno de gli Hebrei. & da gli Israeliti fin al dì d'hoggi si serva. l'anno sempre fosse di giorni trecento settantasei. come sarebbe a dire. percioche dice Aristarco haver pensato questo tale an no farsi di 2484. b revemente toccando il piu proprio. che nel princip io d'Ariete si ritrovino di nuovo insieme doppo il corso fatto. e giorni. la dove in tal modo scr ive. Questo tale anno i Romani l'incominciarono dal mese di Marzo per la riverenza di Marte. quello che si volge già gli Egittij l'hebbero di due me si.

ma unqua non vedi Alcun corpo che sia nato di fiamma. e di lui hebbe Proserpina. cioè calore. Finalmente giunta alla palude di Ciane. Cioè in lussuria. dicendo noi Vesta e ssere figliuola di Saturno. Nè ciò in tutto sarà dal senso di questa fittione contrario. cioè. subito che fu nato G iove. Diciamo. e però dicendo Vesta essere la terra perche di fiori. le quali sempre perche sono serbate con piu aveduta guardia i libidinosi ri cercano. Vogliono che Vesta sia vergine. come dice Virgilio. dicendo Ovidio. da Giove le fu ordinato che dovesse mangiar del papavero: il che havendo ella fatto.per l'altra. gli aratri. l'elementato dall 'elemento che è piu sublime. che alle volte gli antichi hanno chiamata Vesta Venere. egli è da intendere che si dica della madre di Saturno. pe rcioche se vedemmo la fiamma. & gli altri rusti cali instrumenti che s'appartengono al coltivar la terra ivi da lei ritrovati. Costei fu molto riverita da Romani. non ritrovandola Cerere. & con grandissimi gridi la cercò per tutto il mondo. si come è stato per li versi d'Ovidio mostrato. il che. fu certificata ch'era nell'Inferno. & essendosi adormentata. Quando poi la chiamano vergine. e raccommandato a Vesta sua zia . credo appar tenersi all'historia. Ma Giove nudrito da Vesta. Oltre ciò dicono. poscia che si svegliò. hebbe i n gratia da Giove che potesse rihavere la figliuola pur che quella nell'Inferno . vi serbavano il fuoco perpetuo. a caso ritrovò la cinta della figliuola. e nel suo Tempio. esser nudrito. la quale essendole stata rapita da Plutone. Che vesta sia altro che viva fiamma Non intender giamai. overo perche senza fuoco. ma io tengo il contrario. Onde innanzi a Giove essendosi lamentata da ll'ardire di Plutone. quale effigie diremmo che habbia. dalla quale satietà non meno nasce il fuoco venereo. adunque questo calore dalla simiglianza potrà esser detto V esta. questa fitt ione ha potuto havere qualche ragione. che costei fu nutrice di Giove. Dice appresso Ag ostino. dicono ch'ella accese due fac elle. e i Romani deputarono a suoi piaceri donze lle. amministrandovi donzelle. levato dal conspetto di Saturno suo padre. essendo si come di sopra è stato detto. Si sforziamo d'haver quel ch'è vietato. e dalla ninfa Aretusa che l'haveva veduta. il che è credibile. & Opi. benche p aia cosa dishonesta col nome d'una meretrice macchiare una donzella. si descrive la figliuola di Saturno la quale volsero essere il fuoco. & nol riceve. & madre di Proserpina. ch e la faccia di costei non fu mai veduta il che dicono accioche sia incognita. esponendo che del fuoco inf eriore si nudrisce il superiore. Dicono anco costei da Priapo Dio de gli horti e ssere stata amata. e figliuol a di Saturno. Cerere terza figliuola di Saturno. Di ragion dunque è vergine colei Che non manda fuor seme. & fuoco ardente. Dicono che co stei piacque a Giove suo fratello. e da lei segretamente nudrito. Incorrono in furore. Cerere differente dalla detta di sopra. Et disiamo ogn'hor quel ch'è negato. il quale con grandissima cerimonia ogni primo giorno di Marzo rinovavano: e tra l'altre c ose questo tale sacrificio hebbero da Troiani. fu notissima Dea delle biade. e per ira havendo rotto i rastri. che il pudor verginale. s i come dice Ovi. Dice Alberigo. incorrono nel fuoco. & herbe è vestit a. che quelli che scendono all'atto venereo. cioè della satietà. giaccia Priapo.

& di notte col fuoco lo abbrusciava: la onde altriment i che non erano soliti i mortali. n on ponno crescere. & spesse volte femina. overo altrimenti Proserpina è da esser tenuta in luogo delle biade. chiamato Linceo. dandogli appresso la sua carretta guidata da i dragoni. Giove poi è la temperanza del Cielo. & se dal calor di quello non ricevono aiuto. Viene da Giove persuaduto a Cerere. il quale ivi. perche mentre dall'hemispero inferiore al superiore ascende. q uai si ponno chiamare gli huomini terrei. è femina. Cerere adunque è alle volte la Luna. et dalla terra inferiore in alto sono con utilità ridotti. quando il seme gittato ne sol chi. volendo fare lo allievo immortale. non ponno matura re. Oltre ciò. alla quale in ricompensa del be neficio sanò il figliuolo. cosi di Giove. & le stoppie di campi: onde i contrari humori. che mangi de' papaveri. subito fece morire Eleusio. accioche non gli fosse concorrente del Reame. la on de Giove per mitigare il dolore di Cerere. le quali p er li gittati semi ne i solchi. & a Trit tolemo fece un dono eterno. Della qual cosa maravig liandosi il padre. & t alhora i frutti della terra. & però gli sprezza. Proserpina. accioche per tale intermedio & distanza . per la cui quiete si de ve intendere l'intermedio della coltura. & cercandoli una baila. il che alle volte aviene per soverchia continuata seminatione. si diede a gridare. & seco in amicitia. cioè la Luna nasce. & il calore. & maturano. che alloggiò Cerere in casa sua. Giove haver sententiato. Appress o sono di quei che dicano. ma per l'accusa d'Ascalafo. che evacuata non p uò porgere nodrimento a i sparsi semi. & Opi. d alla cui di maniera il buon terreno per l'humore è mollificato. & da noi Lupo Cerviero. cioè conosce che in vano gli ha adoprati. le quai lascieremo per dichiarare i l senso delle dette. allhora è la terra. della cui la prima Proserpina. Quando poi di Giove partorisce Proserpina. mandandolo con frument o per li paesi. Costei è rapita da Plutone. che Cerere di Iasione partorì Plutone. edificò un castello. il quale è anco la terra. sententiò che sei mesi dell'anno Proser pina dovesse stare col marito. che da i Greci furono chiamati The smofori. di cui era moglie Hyona. secondo l'opinione di quei che hanno tenuto il tutto essere di terra creato. p er le quai cose vittoriose empì tutta la terra di biade. Cerere si offerse nudrice al fan ciullino. che Cerere amò un c erto Iasione. se la temperanza del Cielo non opra in quelle. et Cerere nasce Proserpina. cioè dalla terra. et essendo ricevuta. c he la metà dell'anno restasse col marito nell'inferno. & con feminei stridi. la terra possa ripigliar gli humori asciugati. di che Cerere sdegnata. & essendo giun ta al Re Eleusio. fu ritrovato che Pr oserpina havea gustato tre granelle di mele grane del giardino di Plutone. che havea partorito un picciolo figli uolo nomato Trittolemo. si recitano anco altre cose. e fu il primo che ordinasse sacrifici a Cerere. però quando si dice figliuola di Saturno. & in letto si congiunse. & che finalmente Iasione da Giove fu fulm inato. & tra gli altri Lattantio. & dal nome del padre il chiamò Eleusio. come afferma Theodo ntio. Leontio vi aggiungeva . ma dall'inferiore hemispero. alle volte col latte divino il nudriva. Ma poscia che ritornò a cas a. cioè con i lamenti de gli agricoltori.non havesse gustato alcuna cosa. è rapita. la quale allhora da Plutone. quello per comandamento di Cerere diede il Regno a Tritt olemo. a gli a ntichi è paruto che esca dalla terra. eshalano. il fanciullo cresceva. Di quì Cerere si turba. & rompe gli instrumenti rusticani. percioche gli diede possa di distribuire & fare abon danza delle sue biade. ma scopertasi la cosa. che sono d'intorno la superficie della terra. Onde in Scithia dal Re Linceo fu quasi morto: di che Cerere il t rasformò in animale dal suo nome. Cefeo Re si ingegnò di amazzarlo. alle volte la terra. percioche i papaveri hanno virtù di far' addormentare. Ma Ovidio dice. cioè che vada a riposa re. cioè abbrusciando gli sterpi. & spetialmente Homero nell'Odissea. per opra del quale a suoi te mpi crescono le biade. & figliuolo di una povera donna. cioè l'abondanza dell . che Cerere cercando la figliuola. onde si è dato materia a quella favola. overo che piu tosto la Luna è stimata figliuola d ella terra. segretamente si dispose vedere nel tempo di notte quello che la Baila facesse al figliuolo: onde veggendo che ella col fuoco lo abbrusciava. & tanto di sopra con la mad re. & altretanti in terra con la madre. q uando doppo il quintodecimo giorno tramontando il Sole incomincia non si lasciar vedere: & di quì nasce che paia quello essere cosi all'hemispero superiore quanto all'inferiore. cioè gli agricoltori. & cosi la chiamarono figliuola della terra. non nasce. accresce le faci. che Trittolemo fu un fanciullo infermo. Narrano appre sso. & moglie di Sicano Re di Sicilia. & poi gli diede la sua carretta.

il qual disegna la metà dell'anno. ma etiandio gli inseg nò con l'aratro coltivare la terra. se n'andò in stranieri paesi. se ne morì. cosi quei principij al vegetativo. Filocoro scrive. per le quai si debbono intendere i principij della vita veget ativa. & sola fu appresentata al padre. ma un certo Buziem Atheniese essere stato quello ch'a gli Atheniesi ritrovasse l'aratro. & fu la prima ancora. cosi nell'humore terrestre delle biade. il padre Eleusi.e biade rapita non può incontanente ritornar di sopra. la onde fu detto allievo di Cerere. e calido il seme seminato. dove non solamente sovenne i suoi sudditi di biade. vendesse a quelli che pativano fame per lo diluvio. Ma pe r sentenza di Giove. Onde il tutto è di Cerere suo dono. e si come narra l'historia sacra. fu la prima che in Sicilia ritrovò l'agricoltura. la c ui insegna era un Serpe. per la cui opra le biade spuntano fuori. che havea occupato il Reame. ritornò nella patria. & le leggi a noi donasse. a quali era stato benigno. congiunse i buoi. Dice Empedo. more ndo la plebe di fame. perche parve che innanzi te mpo da gli amici. & nodrito Plutone. fu ritornato nello stato pa terno. fosse morto. perche havea gustato tre gr ane di mele grani. che Cerere fu figliuola di Saturno. s econdo il voler suo. & tolta per moglie: il che anco nel libro de' tempi mostra Eusebio. cioè l'abondanz a delle biade. di che Virgilio dice. & i buoi. & trovati gli instrumenti rusticani. che la terra Solcasse con l'aratro. e gli altri semi Ponesse mai. che di Cere re. Glauca fu figliuola di Saturno. & anco maturirsi . Che gli ordini. la onde gli huomini incominciarono tra lor partire i terreni. la quale per la singolare di lei bellezza. Proserpina ritorni di sopra. Vuole egli che al tempo de l diluvio d'Ogigi. percioche dal giorno del seminare. la quale anco picciolina. & di quì fu dato luogo alla favola. che doppo il sesto m ese. di Thracia. n acque ad un parto con Plutone. Leontio recita questa historia. e si come il sangue è di nudrimento all'animal e sensitivo. la qual veg gendo che gli huomini per quella Isola andavano vagabondi mangiando ghiande. Che Cerer e poi amasse Iasione. & p omi selvaggi. & quello. per li grani della mela gra na. i cui principij sono sdegnati. & con una gran nave. dove trovata una gran copia di frumenti. & da quella cacciato Celeo. che fu antich issimo Re nel paese d'Athene. da Orco Re de Molossi fu rapita. & seminò la terra. segretamente ess endo stato nascosto. e figliuola di Cerere Rein a. cioè denari. & humanamente vivere. ma di questo più sotto si farà maggior parlare. Theodontio riferisce d i Cerere questa antichissima historia. nodriva il figliuolo. & Reina di Sicilia dotata di molto ingegno. Tuttavia Filocoro dice che Trittolemo fu molti Secoli prima di Cerere Reina di Sicilia. Glauca quarta figliuola di Saturno. & indi putrefatto fa le radici. un certo Iasione Cretese congregasse molto grano. & moglie del Re Sicano. & fu la prima Che nel terren le biade. & Opi. cioè dal frumento ne trahesse Plutone Dio delle ricchezze. quai grani fino al tempo del seminare. habitare in sieme. dalla cui par che sia concesso molta mate ria alla fittione detta di sopra: onde dice. onde di tale frumento ne cavò molti danari. Nondimeno sono di quelli che vogliano non Trittolemo. . stanno di sopra. nel settimo me se le spiche delle biade incominciano mostrarsi. i quai allhora si cominciano quando per l'humor della terra divien humido . il quale nel tempo d'una grande caristia essendogl i amazzato dal concorso del popolo. se ne fuggì. Di Trittolemo poi. Iasione poi per invidia fulminato da Giove cosi viene detto. overo dal mese. Cerere fu la prima. cioè per dispositione del Cielo si opra. nel sangue consiste la vita de gli animali sensitivi. perche abondantemente. overo (secondo alt ri) Linceo. & far i grani. Dice poi che Proserpina fu bellissima donzella. senza reggersi con alcuna legge. percioche son simili al sangue.

e ogn'hor avisa. in ta l modo. Sedendo a caso in mezzo de la rocca De l'infelice regno. la onde salendo sopra il suo carro per vedere quali fossero i fondamenti della Trinacria uscì dell'Inferno . e la mae stà di quella in tal modo Statio descrive. A la presenza sua piangendo stanno L'alme nocenti. e l'alme Sta questi dibattendo Tre smisurati capi.Plutone quinto figliuolo di Saturno. parve a Plutone. di cui Sen eca Tragico nella Tragedia di Hercole furioso cosi dice. ch e con alcune altre sue compagne andava cogliendo fiori. che generò la Veneratione. Portano i fatti l'alme. che segue. Flegetonte. che fosse guidato da tre cavalli. della quale. della cui Virgilio scrive. La stanza. vide Proserpina. Oltre ciò gli descrissero un carro da tre ruote detto Triga. il gran Signore Interrogava a i popoli i peccati De la lor vita senza haver di quelli Compassione alcuna. . & crudel Rege. & però scendendo a t erra. cosi andando d'intorno all'Isola non lontano da Siracusse. Plutone. e a tutte l'ombre Stan le furie d'intorno. il quale per non vivere cosi celibe. Oltre di questo appare Del reo Dite la casa. a cui ricorda Le sententie migliori. avenne che subito s'innamorò Plutone. che di ciò nulla temeva. che se ciò avenisse. Abastro. Et cosi và seguendo per molti versi. Indi attribuiscono il Cane Cerbero con tre fauci guardiano del Regno. se la fec e moglie. Gli antichi finsero che costui fosse Dio dell'Inferno. Et quel. saria stato cosa possibile ch'egli a lui anco fosse penetrata la luce del giorno. Guarda al Parlar de la Sibilla. Che un giorno havendo Tifeo con tutte le sue forze tentato levarsi di so pra la Trinacria. & Navio. & portandola all'Inferno. e tenace Insieme col fratello. dice Ovidio ch'egli si acquistò la moglie. Cocito. Et tempra il sanguinoso. cioè da Amatheo. La crudel pena essercita i supplici Con diverse sonanti & ree catene. & l'opra vince Minos con la ragion giusta. e dannan quelle Al loro limitare. e gli ascrissero la Città di Di te. che del foco han tema. rapì la donzella. Dicono appresso. che è giuramento de gli dei. Enea. ne quali descrive quella. & la palude Stigia. Et da sinistra rupe vede cinta Di tre cerchi di muro. e varie morti. Dove il gran stigio Cane Con crudeltà smarrisce l'ombre. il quale vogliono che fosse d'incredibile fierezza divoratore del tutto. alta forteza. overo riverenza fu figl iuola. nacque ad un'istesso parto insiem e con Glauca. che latinamente è detto dispadre. dicendo. che di costui la veneratione. & segretamente da Saturno serbato. e volsero. perche spre zzava i fuochi di Venere. come è stato detto di sopra.

Et quello che và dietro. P er la stanza poi. pur che le t . per dinotar la fatica. & nocivi huomini. & il pericolo di chi và d'intorno. per haver da consumar. & che sia cosa chiara le ricchezze essere in terra caduche. & molto tenace. attento che è finto guardiano di Dite. ragionevolmente è stato detto pad re di Plutone. Di questo tale matrimonio non si genera alcuna cosa lodevole. Punto non lece ad alcun casto entrare La scelerata porta. nè amore verso Dio. overo capi. mordente. Horridi da vedere. Il matrimonio poi di Proserpina. con la quale è guidato overo cacciato l'ingordo. acquistate che le hanno. Il terzo si noma Novio. & il conservar di quelle. quando dice. meritamente Plutone è detto figliuolo di Opi. & la crudeltà. Nondimeno gl'ant ichi (secondo il mio giudicio) tennero che altri sensi fossero riposti sotto que sta verità. ivi esse r l'abondanza. cioè ricch ezze padre. per le circostanti ansietadi di molti pensieri. che viene interpretato oscuro. Queste tali cose istimo io che siano da intendere in tal modo: Latinamente (secondo Fulgentio) significando Plutone l'istesso che la ricc hezza. Il secondo è detto Abastro. & la caristia. ne degna di ricordo. e le paure di perder le. si debbono int endere le insopportabili fatiche in acquistar le ricchezze. & illicito. al quale però descrissero tre fauci. del quale la opinione spesse volte è falsa. et in te rra cavarsi. per dinotar le triplice speti e de gli avari. quasi come divitie. Sono di quelli che con sua grandissima fatica. affine che conosciamo le ferrigine menti de gli avari. il qual vogliono che significhi tepido. che alcun g iusto non possa entrar in questa Città. p ercioche nel latrare era ferocissimo. Vi giran Serpi al collo. Affine che si conosca che senza ingiustitia non si può cercare. accioche per lui consideriam o. et detto da tre fauci. però tengo che da i Latini sia detto Dispadre. & spetialmente se condo il giudicio del volgo. Sono di quelli che desiano l'oro & si ritirano ad ogni guadagno. & la tristez za. in parte dalla coltura della terra si manifestarono. che alcuno d i quelle sia custode. Vuole Virgilio. & iniquità loro d'intorno la guardia. Cosi dice anco tre essere i cavalli. ivi la povertà cosi procurando l'ava ritia. che per lo timor de' pericoli. non essendosi anco ritro vato l'oro Saturno insegnò la coltura della terra. la quale di sopra habbiamo dett o abondanza. onde essendo la terra chiamata Opi. Et a la lunga coda. & pericolo da ogni part e adunano ricchezze. ma sono dannosi. e Tesifone per guardia delle ricchezz e. & la incerte zza delle cose future. & dovendosi in luogo di Dite inte nder le ricchezze (si come è stato mostrato) dirittamente non diremo. & dove è la fame. & le paure circa i pericoli che quasi sempre vi stanno intorno. affine che per quello si compren da la pazza deliberatione d'acquistare quello che poco fa mestiero. il nostro Dante descrive i tormenti di quei. In questa Città dell'ostinato Inferno. La porta difendendo col gran regno. Cerbero si come alcuni istimano fu vero cane. non è dubbio alcuno che non si faccia con i ricchi. i quali non ponno esser chiamati custodi di ricchezze.Con spaventevol suono. che suona l'istesso che fa nero. si come piu volte è stato detto d i sopra. & sia come si voglia. Ma perche le prime ricchezz e. & cosi per Cerbero si deve intender l'ava ro. eccetto l'avaro. nè serbare le ricche zze. alle volte il ferventissimo ardore d'acquistar s'intepidisce. Veramente per lo piu eglino istimano quando veggiono i granari de' ricchi pieni. la quale è guidata da tre ruote. La carretta poi non è altro che i giri di quei che desiderano arricchire. benche dishonesto. & spendere l'acquistato. quali non hanno havuto alcuna carità verso il prossimo. con le quai sono crucciati quelli che stanno con la gola aperta. Si concede la Città di ferro. Vi giace sibillando un fiero drago. il primo de quali si chiama Ametheo. accioche si conosca il merore di quello che discorre.

nel quale ordinò. che tenga coperta questa fittione d'historia. & che di lui partorì l a Maestà. ma Fillara per tale con giungimento s'impregnò. dove poi habitarono i Molossi. non vogliono spenderle per se. Vogliono appresso. & questi tali sono una sorte d'huomini disutili. i quali non per opr a sua. & mordaci pensieri dell'avaritia. po i la chiama riverenza. Vogliono. che Chirone Centauro fosse figliuolo di Saturno. si come fa Cicerone nelle Verrine. & talmen te le serbano. & mentre (secondo Ser vio) usava de suoi congiungimenti. Nettuno. & se la fece moglie. & questi da poco. Il secondo dedicò al Dio Februo. che muoiono da ogni morte. Veneratione figliuola di Plutone. il quale è tenuto I ddio de' lustri. Afferma Servio. & non Veneratione essere nomata. Di quì havendo preso Proserpina donzella Siciliana. che Saturno innamorato di Fillara la prese. si come ricevitore delle morti. & ammaestrò. & Theodontio dicono. in tant a stima appresso mortali sono le ricchezze. toccasse la parte d'Occidente. & tristissimi huomini sono. & racconciare l a Città. subito. perciò Riverenza. che non hanno ardire toccar quelle. & Plutone. Paolo. che sia detto Februo non dalla febre. che ricevono quel li. volendo partire l'Imperio. Il quale (dice Rabano) cosi chiamarsi. & non Proserpina. Theodontio. Theodontio poi alquanto piu ampiamente di ciò scrive. & partorì Chirone animale dall'ombelico in sù huomo. che fu conceputo da Pelopea. Oltre ciò chiamarono questo Pluton e Orco. la por tò nel suo Reame. & custodiscono. non altriment i. ch'a gli huomini è attribuita. & riverir gli huom ini maggiori. della cui origine si legge fa vola tale. com'un'altro Orco esser venuto ad Etna. Di Saturno furono figliuoli Giove. & quella d'Occidente inf eriore. & moglie dell'Honore. & guardino. fu sovragiunto dalla moglie Opi. & verissimi custodi di Dite. andò ad habitare nelle selve. nond imeno Lattantio dice. onde perche elle er . è necessario notare quello. che la Veneratione fu figliuola di Plutone. & che regnò al tempo di Linceo Re d'Argivi. & di qui quel mese hebbe tal nome. & da indi in giù cavallo. percioche in quel mese era di necessità lustrare. dice. A costui da Theti fu raccomandato Achille fanciullo. ch'a gli Dei con le mani si sacrificasse. dicendo essere bisogno venerare i Dei. nè per altri. come molti vanamente pensano. che partirono il Regno del mondo. che se in deposito le fossero state lasciate. Chirone sesto figliuolo di Saturno che generò Ochiroe. dicendo. & vili huomini. una gli cadde s'un piede. che fu maritata nell'honore. & li toccò per sorte in q uesto modo. & Eritheo di Atheniesi. et costui da i vicini popoli al suo regno fu chiamato Orco. s ono i taciti. morto lui. il che da Macrobio nel libro de' Saturnali cosi è detto. i quali. & non a gli Dei fu f igliuola di Plutone. ma essa Cerere (pareva) haver rapito. vicino al mare infero. il quale egli nodrì. che costui fu nomato Aidoneo. Di sopra habbiamo detto Plutone essere Dio delle ricchezze dalle quai ricchezze a bastanza veggiamo nascere la riverenza. serbino. a Plutone piu giovane toccò il governo della parte d'Occidente appresso quei luoghi. non si sa. onde per non essere trovato in peccato. hanno havuto. Ma Eusebio nel libr o de tempi. al quale dava gl'h uomini vivi a mangiare. per lo quale credevano le mani esser purgate. dandosi la riverenza solamen te a i ricchi benche siano disutili. Sono poi di quelli. ma d'un certo sacro lustro a lui da gl'ant ichi ordinato. che l'Imperio dell'Oriente obedisse a Giove. ch e maneggiando le saette di quello. Di Plutone. della cui i mortali prendono la luce. I serpenti poi aggiunti a Cerbero. privati. & a Plutone cognominato Agesilao. Io di questo figmento giudico quello ch e veggio. & perche quella. Di qual ma dre poi ella fia concetta. et dava re capito ad huomini scelerati & havea un cane chiamato Cerbero. & similme nte Esculapio. mentre dice. et questo si faceva nel mese di Febraio. nel libro delle divine institutioni cosi riferisce Lattantio. Spedite queste cose. che Proserpina fu steril e. Adunque veramente quello è vero. si come di sopra è stato mostrato. percioche la regione d'Oriente. percioche era crudele. si tramutò in cavallo. ignoranti. Questo dice Theodontio. & conseguito delle ricchezze. ma de suoi maggiori.engano. affermando tutti. mostra esser superiore. Alla fine essendo stato visitato da Hercole avvenne per sorte. il quale cresciuto in età. cioè. & Fillara.

perche valse non poco d'intorno l'arte dell'Agricoltura. che significa a nco giusto. fu detto. il quale la forza del veneno non poteva amazzare. desiderando morire. che s'adempisse il pronostico di Ochiroe. ove ro amatore di acque. & di cavallo. ch'egli fosse na to immortale. come dice Virgilio. la figliuola Del Centauro. la qual fu da una ninfa Del gran fiume Caico partorita Ne le rapide ripe d'esso fiume. che latinamente ha due significati. Che di fati cantava anco i segreti. il quale gli havea predetto. Che le cuopron le spalle. Che poi Saturno nella sua concettione ritrovato dalla moglie si cangiasse in cavallo. & perche ritrovò l'adacquar gli horti. Quì per Augurio primo. perche Chyros in Greco significa mano. conciosiache per la promessa fatta a Titano non poteva serbare alcun fig liuolo maschio da lei partorito. & ella essere per divenir cavalla. & per furore del quale anco essa Theti. i vidi quattro Cavalli candidissimi qual neve. cavavano questo sentimento. Ecco venir co i fiammeggianti crini. il colpo veniva ad essere mortale. onde quella voce. & non la Phisica. & nel zodiaco locato. & che per alquanto tempo con l'arte sua havendo curato un morbo quasi mortale. ch'egl i bramarebbe essere mortale travagliato da grave infermità. o albergatrice terra.ano tinte del sangue del Leone Lerneo. I cavalli poi in ogni luogo appres so gli antichi erano presagio di guerra. & chiamato Sagittario. il chiamano historiografo. ci oè un huomo bellicoso come fu Achille. perche Philladros significa custode. per veder se potesse havere figliuoli maschi. accioche s'intendesse lui h aver ritrovato la Chirugia. la qual Chirugia con lieve. Finalmente essen do giunto alla morte. à ciò fù attribuita. che Esculapio giovarebbe a tutto il mondo. essendo stato giustissimo huomo (come nella Iliade dice Homero) per perpetuo ricordo del suo nome fu tra le Stel le locato. & questo mostrò dicendo. Altri poi vogliono. che non contenta Di solo haver l'arti paterne apprese. di huomo. che giustamente egli s'escusasse. per merito della sua virtù. che Chirone fosse detto figliuolo di Saturno. (co me dice Leontio) fu chiamata Dea delle acque. pr egò gli Dei. & perche valse nell'indovinare . Il significato di tal cosa può essere (dicendo Theodontio. & nomato Chirone. che ella fu Th eti madre di Achille) che fosse conversa in cavalla. da quelli fu tolto in Ci elo. Ch'à diporto pascevano ne i campi. Onde subito disse il padre Anchise. Che dalla saeta d'Hercole fosse ferito. il che fatto. & dott a mano s'opra. ch'egli si congiungeva con l'altre donne. & cosi parve. & d'una certa ninfa de C aico fiume. fu detto figliuolo di Phillara. Guerra m'apporti. Predisse costei. dicendo. tutte le quai cose a vennero. Percioche (secondo Isidoro) havendo i mortali veduto lui h aver trovato medesimamente la medicina de gli huomini. Da tali fittioni Theodontio. . attentoche egli s'adoprò assai in irrigar gli horti. & Barlaam. che gli concedessero la morte. & de i giumenti fu detto figliuolo. perche partorì un cavallo. percioche egli giustificò la ragion sua appresso l'irata moglie. tuttav ia da i parenti essendo stato generato immortale non poteva morire. Ochiroe (secondo Ovidio) fu figliuola di Chirone. & il padre ess ere per disiar la morte. Et chiamata Ochiroe. Ochiro figliuola di Chirone. di che affin e. dinanzi a lui fu drizzato uno altare. cioè Equus. a gli amici parve dire. che la favola prendesse materia d alle cose precedenti.

& fatto el oquentissimo. & il cangiò nell'uccello P ico. Et Virgilio. & moglie. & piu tosto si tiene che Sterco fosse padre di Pico . sopporta. & che si innamorò di Pomona. che havendo lungh issima lingua. Plinio appresso nel libro dell'historia naturale afferma. benche si faccia beffe di quello. & secondo alcuni Senta Fauna. Aco . fu tra smutato da quella per ciò sdegnata in uccello del proprio nome. dove Pico figliuolo di Saturno fu il primo. & perciò fu finto. da Circe fu ammaestrato. crederemo ad Agostino. L'uccello Pico tra l'altre proprietadi ha questa. & ne i confini. i Silvani.Ne le battaglie s'armano i cavalli. et posta tra loro la lingua. per lo cui conosceva le cose avenire. dicendo. Ma potendo essere stati mo lti Pichi. Pico (progenie di Saturno). Alcuni dicono che essendo questo Pico per lo singolar studio. Et poco da poi segue. dal quale ottimo agricoltore (dicono) esser stato ritrovato si come col letame de gli animali s'ingrassassero i terreni. come si fosse fittione poetica. della cui non si curando egli. nelle altre cose huomo rozzo. L'effetto di questa fittione a Servio pare tale. & diligenza di d omare cavalli. & mordino. Cosi per Agosti no si vede Pico non esser stato figliuolo di Saturno. il che dal nome suo fu detto Sterco. & gli adoprava (si come è st ato detto) secondo i suoi voleri. che prendesse il scettro. che da costui fu trovato la palla da giuocare. cioè. de quali in tal modo si ciba. Vogliono. dove dice. a quel che riferisce ogn'uno. che costui fosse nomato Stercutio: per la qual cagione il chiamarono p oi Saturno. i Pani. . & un 'altro di Saturno. Fauno figliuolo di Pico. che generò Fauno. Fu edificato il real Laurento. che vi fosse un Pico figliuolo di Sterco. per la cui eloquenza trasse ne i suoi voleri molti huomini selvagg i. che Pico fu marito di Circe. & cosi nelle cose ponteficali si legge . che da Circe veduto. che s'appartiene all'historia. che affermi Ovidio. Nondimeno si ha per certo. nel tempo della state cerca i luoghi pieni di formiche. ch e li fosse sorella. che il Re Pico sia det to essersi mutato in Pico uccello. cioè con la lingua traheva a se gl i huomini agresti. Pico Re d'Ausonia fu figliuolo di Saturno. Finalmente (secondo Ovidio) essendo egli un giorno a caccia. Ma Ovidio da Servi o discorda. Senta. & se gli fece obedienti. Cosi il Re Pico con l'eloquenza. finalmente sente ndola piena di loro: trahe a se la lingua con tutte le formiche. Agostino dove scrive della Città di Dio. & cosi anco Pico di lui figliuolo. che costui fu amato da Pomona Dea de pomi. Ma questi si tengono figmenti poetici. & Fauna. Pico settimo figliuolo di Saturno. i quali sono simili alle formiche. Eurimedonte. ò Stercutio per merito d ell'agricoltura fu fatto Dio. cosi incomincia. avenne. ella fieramente se n'accese. Latino. Inteso habbiamo. la quale altri vogliono. ch'elle gli la furino. capo Ne le terre d'Ausonia. perche fu indovino. come pare. i Satiri. che questo Sterco. la onde Circe mossa da gelosia. di costui fu genitore Saturno. Dice Servio. & l'hebbe per mogl ie. il toccò con la verga d'oro. ch'egli fosse converso in uccello d el suo nome. Et questi armenti ci minaccian guerra. che generò i Fauni. che di Fauno Pico Fu padre. & nella casa teneva un Pi co.

perche favorisce a tutti gli animali.Fauno fu figliuolo di Pico. & perciò sarebbe stato cosa scelerat a nel Tempio haver portato verghe di mirto. ma figliuola. & consacrò Senta Fauna di lui sorella. Que sti anco successe nel Reame al padre. che cosi come Pompilio appresso Romani fu institutor e delle vane Religioni. che fu di tanta pudicitia. De quali. overo figliuola. & non con segno mos travano le cose avenire a Gentili. che fu nomata Fatua. del quale nel primo libro delle divine ins titutioni Lattantio scrive. ment re visse. ma Leontio di Saturno. & non potendo sopportare il desiderio di que lla levò a quella gli honori sacri. fu battuta con le verghe di mirto. percioche non prima i fanciulli partoriti mandano fuori alcu na voce. si come di sopra. è meno. Dicevano adunque i Fauni. che fo ssero fatti Dei. percioche era solita predir' i fatti alle donne. Et voi presenti agresti Dei di Fauno. nè udì il suo nome. Pani. & Silvani furono figliuoli di Fauno. & Silvani figliuoli di Fauno. che senza consideratione parlano. da poi pentendosi del fatto. & il vino latte. & perche essendo anco aggravata dal vino non volse conse ntire al desiderio suo. Senta Fauna. overo Semidei. Buona. percioche di alcuno non si sa il proprio nome. Oltre ciò non sorella. & la moglie di costui Fatua. Un certo fu detto Fatuelo. cosi innanzi Pompilio Fauno in Italia. & la iste ssa essere la terra. percioche è cagione di tutti i beni necessari al vivere. & lo splendor Reale segretamente havea bevuto un'olla d i vino. il quale ordinò all 'avo Saturno scelerati sacrifici. come quasi vogliono questa Fauna essere la terra. Ma Macrobio nel libro de i Saturnali con l'autorità di Cornelio Labeone. Che poi non si c ostumasse nel suo tempio sotto suo nome essere portata la di lei imagine. & a lei sotto il titolo di buona Dea in Calende di Maggio essere drizzato un Tempio. & però le donne erano solite in s egreto sacrificarle. Satiri. Dicono. Dice Theodontio. quella dover ess er Proserpina. & di questa Fauna. che segue. s'è per Virgilio mostrato. & niente necessario. che si vede stesa sopra il c apo di lei una vite. sono di quelli. & cetera. che honesto. Di questo Fauno poi. Volsero anco gl'antichi questi tali esser chiamati Sermoni. & sposa. Et quello. & era divenuta ebbra. Sc rive Varrone. nè moglie di Fauno. si come testimonia Lattantio. Et perche si dipinge con real scettro. & moglie di Fauno. & Fatua. io lascierò il tutto. Fauna. dice perc ioche contra il costume. & tutto quello. si co me scrive Ovidio. usasse con lei. con la voce. si come Fauno a gl'huomini. Opi. percioche con una porca a lei per le pasciute biade le sacrifican o. che non nocevano. cioè a fando che significa parlare. . Adunque Faune. pare. Fauni. & i Si lvani delle Selve. & chiamavasi mellario. & chiamarla buona Dea. nè haveano paura. Gabio Basso dice. come di sopra è stato detto. & i Satiri esser li Dei de i boschi. non la vide in faccia. eccetto il suo marito. Finalmente fu creduto . è necessario trattar di tutti insieme. & come vuole Rabano. Poi quella ne i libri de Pontefici essere nomata Opi. nel quale fosse del vino. che dicano lei haver la potenza di Giunone. ma impropriamente spesse volte da i Poeti uno s'è tolto per l'a ltro. fu figliuola del Re Pico. che Servio in questo modo il dimostri. & altri. che i Fauni. onde il medesimo Fauno. perche con suo aiuto la vita d ura. perche il padre col vino tentò d'ingannarla. Ma i Pani sono detti i Dei de i campi. Buona . Fatua a Fando. si come Crispo Clodio in quel libro. Fauna. Pani. & molte altre cose. & moglie di Fauno suo fratello. ma un vaso. & Fatue nome q uasi aspro. che Grecamente scrisse. che alcuno. la quale. come dicano alcuni. & l'istessa Fauna derivati sono dall'indovinare. che di lui scrive Crispo Clodio. che non tocchino la terra. dice costei essere detta Maia. la onde chiamia mo Fatui quelli. Senta Fauna figliuola di Pico. & ch e egli s'innamorò di lei. & che ne l suo Tempio apparissero Serpi. Satiri. con verghe di mirto fino quasi alla morte fu flage llata. che cangiatosi in Serpente. come poco. come fa Virgilio.

& un huomo di quello heremo. Ma perche in questo luogo si comprende sentimento diverso da quello.Ho i Semidei. & però dice. che amò Galatea. che fu da Fauno generato. si come a pieno si è di sopra (parlando di Galatea) mostrato. & le ninfe. & Satiri. venissero ad aggiun gere splendore alla sua nobiltà. & havendo interrogato chi egli si fosse. ne i fiumi. l e corna in fronte. & Fane. Oltre ciò Rabano dice i Fauni essere huomicelli. ho le Ninfe. Cicrope esser stato un tiranno di Sicilia. de quali nondimeno p er autorità famose sono narrate alcune cose maravigliose. come chiaramente scriv e Ovidio. che s'è fatto di sopra. percioche sogliono indovinare. onde è nato quel vocabolo di Fana. Aci fu figliuolo di Fauno. & i piedi di capra. Dice poi Aristotele. che seccano le mammelle delle pecore. perche dalla humid ità si genera latte. Eurimedonte figliuolo di Fauno. che era mor tale. & i compagni di questi sono detti di lunga età. benche invano. nondimeno d'indovinar. i Satiri. & erano detti Fauni. che hanno le nari torte. Di costui Ovidio recita favola tale. che ne i monti stanno: I quai. che piu tosto volsero esser chiamati figliuoli de Fauni che de gli huomini. & uditi strepiti di cembali. Non terrò io. cioè. si come gl'huomini muoiono . Alcuni poi de Gentili tra l'altre sue pazzie. & fistole. overo di Fauno sia di loro nato errore. che de gl'huomini is timando. Ma forse egli è cosa possibil e. caderono in questa. nè di Saturno. cioè la Dea di Latte. m'è paruto descriverlo. ch'in certa stagione dell'anno le pecore fossero d'ivi levate. che mentre accusassero le dishonestadi delle madri. & altri simili an imali. che lattano. Et ho i Silvani. che a gli huomini è inacessibile. overo essere stato uno di quelli. Percioche Pomponio Mela dice. che gli habbiamo date. che al tempo di Saturno. Tutti questi doppo una lunga età. essendo quelli stati huomini. dicendo. quello gli rispose. che piu tosto volevano esser chiamati figliuoli di questi. et ne i fonti. Di questi tali scrive Martiano dove tratta delle nozze di Mercurio. ne i laghi. & anco i Satiri. . di assalire. non solamente il Ciclope perciò comandava. & di nuocer hanno grandisima potenza. ch'era molto abondante di pecore. ma forse di qualche altro nobile huomo cosi chiamato. che questi tali siano figliuoli di Fauno. & da lei fu amato. & per cosa ferma haversi questi essere i Fauni. & della ninfa Simetride. De la ninfa Simetride era nato Aci. et sono chiamati Fauni. & questi quasi animali bruti. dicendo. ma molte volte t entò per via di ruscelli votarlo. Fatue. & Philogia. che generò Perivia. & seccarlo. del cui latte accresceva molto le sue facultadi. ne i boschi. perche non li istimiamo degni De gli honori del Cielo gli lasciamo Star ne le terre. ho i rusticani numi. nè di giorno ritrovatosi cosa alc una. Ques to dice Martiano. Ma io non credo che c ostui fosse figliuolo del Re Fauno. che amo Galatea ninfa di Sicilia. la cui qualità da gli antichi ingannati gentili era adorata. & uno di questi essere stato veduto dal b eato Antonio nelle solitudini della Thebaide andando per visitare Paolo primo he remita. Aci figliuolo di Fauno. questi doppo mille anni. & i Satiri morire. che oltre l'Atlante monte di Mauritania spesse volte si sono veduti di not te lumi. Pani. Dice Theodontio. et stanno nelle selve. Et habitano quella terra. Ho i Fauni. & che le lor o favole da principio siano da donnicciuole state recitate. ma havendo le acque del fiume Aci questa proprietà.

a suoi versi si deve credere. Il Re Latino i campi. la quale alcuni chiamano Marica. per inalzare la di lui progeni e. attento che Circe fu figliuola del Sole. Perivia figliuola d'Eurimedonte. il quale vuol essere stato molti Latini. Tale dubbio nondimeno con poche parol e si può risolvere. secondo Esiodo in quel libro chiamato Aspidopia. si come ancora di sopra è stat . che non fu figliuolo. Marica è Dea del lito de Minturnesi appresso il fiume Lis o. favoreggian do la fama universale a Virgilio. Latino Re de Laurenti fu figliuolo di Fauno & di Marica ninfa di Laurento. come nell'Odissea scrive Homero. dove era scritto. che Eurimedonte fu Signore de i Giganti. riferisce Latino essere stato figliuolo d'Ulisse & Circe. costui fu generato Di Fauno (inquanto a quel. la cosa non segue. Molte Mariche ponno essere state. si finse figliuolo di Fauno. cioè Locali. percio che i Dei Topici. dove dice. & dolce pace Governava. Oltre ciò diversa è l'opinione della ninfa Marica. si come nella Thebaide piace a Statio. ch'inteso habbiamo) Et di Marica ninfa di Laurento. perche la ragione de tempi non segue. Istimo io. che dice Iginio. non passano in altri paesi. Ma Servio dice. ciò puote concedersi. dove dice. Servio pa rlando di lei cosi dice. dove dice. e le cittadi Allhora vecchio in lunga. si come ho detto di Aci. Onde se vorremo pigliar Marica per moglie di Fauno. Latino Rè de Laurenti figliuolo di Fauno. & però dice Virgilio haverlo chiamato Gloria dell'avo Sole. che costui non fosse figliuolo di Faun o Re de Laurenti.Eurimedonte fu figliuolo di Fauno. di cui appresso Marica fu una cape lla. ma per poetica licenza. Servio poi . Fu costui (come mostra l'istesso Statio) nella g uerra Thebana. Ma Giustino dice. Eurimedonte poi vi stà propinquo. essere da seguitare quell o. Fu Perivia figliuola di Eurimedonte. Et movendo la terra il gran Nettuno Generò Nausiteo di cui fu madre Perivia tra l'altre belle donne bella. & per tale congiungimento nacque Latino. Altr i dicano per Marica deversi intendere Venere. & Preneste. si come per Homero s'è mostrato. & madre di Nausiteo. & con loro morì. Cost ei di Nettuno partorì Nausiteo. cioè che Latino fosse figliuolo di Fauno. che sia detta Marica di Laurento. Percioche scrive. essendo di Minturno. Questo dice Servio. Che tien del padre Fauno l'armi in mano. accioche vegniamo a considerare il Poeta (secondo il loro solito) confusamente essersi servito dell a similitudine di nomi. Ma dicano gli altri quello. ma nepote di Fauno per via d'una figliuo la. che si vogliano. che ritornando Hercole di Hispagna (morto c'hebbe Gerione) vitiò una figliuola di Fauno. Dice Leontio. ma perche habitava nelle selve. della fattione di Etheoclo. che generò Lavinia. Del generoso Eurimedonte figlia. si come si vede per li versi di Virgilio.

LIBRO NONO. nella quale (secondo Servio) vi morì Latino. & figliuolo di Latino . la quale dal pa dre Latino essendo data per moglie ad Enea. s econdo Zenodotto. Lavinia figliuola di Latino. come che le aversità fossero grandi. (percioche nel generoso petto della donna. fuggì nelle S elve. in un subito fui portato nel mare Egeo. ò per forza del vento Occidentale. che costui edificò la Città chia mata Preneste. & vogliono che accettasse Enea fuggitivo da Troia. Serenissimo Re mi vidi essere locato. quando ecco. dove partorì un figl iuolo da lei chiamato Giulio Silvio Posthumo. Di Giunone. La onde nacque gra ndissima guerra tra Turno. gli desse Lavinia per sposa. dice Pallantia figliuol a di Evandro esser stata di lui moglie. come se le anchore ivi fossero state fermate. tra loro nacque una gran guerra. Eusebio n el libro di tempi dice. si maritò in un certo Mel ampo. & dice. a cui impose il suo nome. & si come dice Servio. & Gio ve figliuoli di Saturno. che costei dopo la morte d'Enea. & Enea. il qual Latino anco (mor to Giulio Silvio) signoreggiò. ò per fortuna del mar e. & marciti. & moglie d'Enea. i travi lunghissimi spezzati. la qual prima era stata promessa a Turno figliuolo di Dauno. & loro discendenti si scriverà ne gli altri libri. & cosi daremo il fine a questo Ottavo. & reale. e ssendo egli andato ad habitare in Alba da lui edificata. essendo pregna d'Enea. Nettuno. si ridusse in casa di Tiro Pastore. DELLA GENEALOGIA de gli Dei de' Gentili DI GIOVANNI BOCCACCIO. percioche doppo l'essequie del Pad re nelle selve era nato. Lavinia (secondo Virgilio) fu figliuola di Latino & Amata. & tutta quasi la machina del grandis . & quello.) che cresciuto il figliuolo. Il fine del Ottavo Libro. & di lui hebbe un figliuolo nomato Latino Silvio. i capitelli cavati dal mur o. quasi nel primo assalto Latino fu morto: onde dotata del sangue paterno fu moglie di un stranier o. il quale da lei in mani era fu governato. che sminuito. Di lui non ho poi letto altro. All'Illustre suo Sig. Ivi mentre io stava riguardando le vestig ia di quel antichissimo Tempio fino quasi al Cielo in parte andate in polve & pa rte gittate a terra le maravigliose colonne in pezzi. tutto che prima l'havesse promessa a Turno. Costei fu da Ascanio poi ritornata nel Regno paterno. fu chiamata da Preneste nepote d'Ulisse. Con piu benigno Cielo di quello. & d' inanzi a Samo Isola già famosissima. Preneste. Ma Varrone in qu el libro ch'ei scrisse dell'Origine della lingua Latina. Preneste figliuolo del Re Latino. che affermi Solino. Indi appresso il fiume Numico nella istessa guerra havendo perduto il marito temendo la insolenza del vincitor figliastro. & come dice Servio. punto mai non declinò l'animo generoso. ch'io incominciai.o detto di Latino. che segue. si come pare. & hebbe per moglie Amata sorella di Dauno Re d'Ardea come mostra Virgilio. Questo Latino fu allhora quando Troia fu ruinata. dov e scrive delle cose maravigliose del Mondo. In questo modo scrive egli. Preneste fu figliuolo del Re Latino. & si come per oracolo era stato avisato. havea guidato il Padre della posterità di Saturno nel lito de Laurenti. il Conte Collaltino di Collalto. a quello consegnò il Reame piu tosto ampliato.

romper le porte. anzi monstruosissimo edificio rovinata. per ampliare i suoi domestici poteri. Il famoso Gierusalemme è i n servitù. Noi adunque ritorneremo al proposito. dove suscitando da morte. & arbori selvaggi. & delle ricc . accio che con queste pietre edifichiamo non in terra un Tempio frale. giuocar a piaceri. & tutta l'Europa non si cura metter una armata in mare. indi tra me stesso veggendo. accioche prima io parlasse della favolosa stirpe di Giunone. Ma che stò io con parole forse superflue a percuoter l'orecchie altrui . haver cavalli. passare le nevi Arthoe. con navi solcare il mare Oceano. & per antichissima fam a celebrato. Servio vuole. far prova de i Soli de gli Ethiopi. haver laghi. nella cui si cont iene anco tutta la progenie del guerriero Marte. & donne ivi apposti. far scrittu re false. dove Christo nacque. onde subito comp resi quel Tempio tra l'altre cose della Città maraviglioso. ciò che si desia. & sepolta ne i cumuli delle ruine. nè sapeva imaginarmi per riverenza & nome di cui al su o Tempo potesse essere stata drizzata cosi gran machina. & in disprezzo del nome Christiano rovinati. & lunghe fatiche sono andate in fumo. & gemme. i luoghi sacri del Salvatore. secondo l'errore de Gentili. ornar stanze. O nde fermandomi con piu lungo pensiero mandato fuori dal profondissimo petto un s ospiro. far grandissime possessioni. & ridurle in op ra eccelsa. Poterono gli habitatori d'una pic ciola Isola levare colonne da i monti. Oltre ciò fu moglie di Giove come dice Ovidio. & Opi. che il parlare di Giove. & gli avari ricchi lasciati vacui. & purgare questo santissimo pa ese da cosi vili inimici. assai bene m'avidi dall'instabile fortuna essere avisato. Veramente egli è da sospirar e la cecità nostra. accioche per forza d'oro riducessero il tutto in una gran machina. & ridono delle reliquie. O sceleraggine grande. & degnissimi di memoria da barbarica fecc ia sono macchiati. & da Samij tra tutte l'altre deitadi honorata. pigliar l'armi montar in nave. passare fino in Cielo. tra gli strepiti & furori del q uale. & il nostro splendore da genti vili è occupata. innocente patì morte. che da se nascono. ma in Cielo una Città eterna. mi venne in mente. Giunone ottava figliuola di Saturno. & servi. & eterna vergogna. che senza marito partorì Nebo. & Marte. ingannare gli hiperborei gri fi. la nostr a gloria. che piango. ma che dirò vegge ndo turbare il mare da Corsali. addormentare i serpenti Libici. nè si curiamo di detti luoghi. se bene si havesse. radere con gli uncini da pescatore gli alvei del mare. Giunone. nè potendo levar gli occhi dall'antica maestà del luogo. se il nostro honore. ch'ella fosse nudrita da Th eti. Vergogninsi i miseri Christiani. Cosi lodando le magnifiche opre de gli antichi. che qu ella nudrì Mercurio figliuolo di Maia. Et alberico afferma ella haver allevato Nettuno. & considerando il tutto coperto tra sterpi. dove egli si mostrò huomo & Dio. cavar grandissime pietre. & facessero un maraviglioso tempio a una scelerata donna. Forse con qualche honestà si ponno pigliare questi sudori. & de fiumi. sparger il sangue giusto. assediare i viaggi. & predicando si manifestò la gloria della salu te. si fanno beffe. con propria virtù volò in Ci elo. & quasi alla terra agguagliata. & se fosse concesso. Quanti ornamenti di soblimi huomini. Ahi misero me. da gli habitatori a Giunone essere stato edificato.simo. mover guerra ingiusta. meco dissi. che Giu none fu di Samo. Stando adunque a riguardare le ruine. nacque innanzi Giove. tutto pieno di m eraviglia stava ricercando. Reina degli Dei. sono andati a male. Cosi Martiano dice. Che sarebbe poi. mostrarsi illustri con oro. affine. fu figliuola di Sat urno. & essercitar vi olenza per aggrandire un poco piu una frale sostanza. porger veneni. & fu nodr ito. i pigri saranno punti da Iddio. porpora. ma però in un parto istesso. Quant i ordinati sacrifici de Pontefici. cioè edific ar palagi. alquanto era da differire . a' quali a nostri tempi è cos a leggierissima. & Virgilio. che al Diavolo si facesse cosa grata. onde per liberarci dal laccio della servitù. & giardini. passar tutti i giorni in convit i. Oltre ciò la fanno Dea di Regni. che ammaestrò le mani di David alla guerra. & feste. romper la fede contra tutti. pur che le forze bastino. cacciare i Leoni Marmarici. Quanti acuti ingegni d'architetti. & fu sepolto. pregò il benigno Iddio. Gli inimici best emmiano. usar tirannide. che conduc a per sua bontade in pace. & levar dalle nostre fronti cosi grave vergogna. O quante grandi . forare le viscere de i mo nti. & di Nettuno. over mover guerr a a gli inimici & con tutte le forze mondificare.

aff ermando Giove essere il Cielo. vogliono Giunone da Giove esser legata con catene di oro. il fuoco si possa ridurre in fiamma. Vulcano. che l'aere vi sia se tu vuoi che il fuoco vi segua. Dice Barlaam. & Regina. eccetto lo aere esser astenuato dalla durezza. & Giunone la terr a over l'acqua. & Giunone l'aere la quale. O Giunone Lucina io ti dimando aita. dove di quelli si ragionerà. & l'acq ua. Fra le quali spetialmente si annovera Iris. Et accioche la Reina de gli Dei non vadi sola. non habbiano voluto intender altro. Fluonia. O mia nutrice. come sarebbe Lucina. dice. Curiti. & talhora per lo fuoco solo. molti diversamente hanno esposto varie dichiarationi. si come spesse volte veggiamo essere avenuto nelle selve. Populonia. . Dominduca. & somma congiuntione con lei. Ti priego. si dicono esser fratelli. come della sottiglianza. & Proserpina . che sono m olte. & quello. & moglie. & cosi l'aere è nato pria del fuoco. cioè per continuatione successiva della luce. ch'ella havendo mangiato alcune lattuche silvestri. Vogliono Appresso ch'ella habbia potere sopra quelle. di patire. & alcune armi. il che è simiglianza di aere. i quali hanno creduto Saturno essere stato il creatore delle cose. che l' aere traposto fra il mare & il Cielo. La chiamano anco. Madre de gli Dei. ch'ella fosse nodrita da Th eti. oltre il nome di Giunone. Cynthia. partorì Heben s ua figliuola: cosi percosso un fiore. si come nella Aulularia di Plauto si vede. perche il fuoco per lo movimento dell'aere s'accenda . & per l'a ere si piglia Giove. si come in persona di lei Virgilio mostra. Theopompo ne i versi Cipriaci. con mo lti altri nomi. le aggiungono per serventi quattordici ninfe. & frigidezza della terra. il tutto si n arrerà. Rende prima de gli altri a Giuno honori. Dissero anco. & moglie di Giove. Februa. & l'acqua. overo il fuoco. Le attribuiscono anco una carretta. che fu Giove. overo ciò puote esser detto. & Opi la materia. & posta appresso gl'incudi di ferro. dice ndo. che Gi unone è stata tenuta figliuola di Saturno. & cosi oprando i superiori con gli inferiori (prestandoli aiuto a i corpi sopracelesti) appresso noi si genera il tutto. che m'aiti. & talvolta per l'aere solo. meritamente sono detti m arito. Interduca. cosi Giunone si piglia per la terra & l'acqua. & Giunone per la terra. E detta moglie di Giove perche l'aere è posto sot to il Cielo. & Nettuno. & Giuno per l'aere. havendo il fuoco. perche si ristaura con l'humidità dell'acqua ogni parte di aere che assottigl iato si cangia in fuoco. & la terra. io mi sent o morire. Ovidio dice. si come nella Ilia de Homero dimostra. che è sorel la di Giove. & con catene d'oro. Dicono anco. Socigena. Ol tre ciò di lei molte altre cose si riferiscono. dicono essere nata inn anzi Giove. Quando poi. che partoriscono. Che quella allevasse Mercurio. Unxia. & l'aere. perche essendo Giove il fuoco. congiunto al fuoco. Disputano gli Stoici. Nel cui potere i matrimoni stanno. che il Pavone stà in sua guardia.hezze. alla cui coda. Due volte sette ninfe a miei servigi Bellissime di corpo stanno pronte. & Hellano nella D iospolitichia. la quale è sorel la. che senza spirito. Cosi Macrobio. & l'aere possa di oprare. ch'ella cui pose gli occhi d'Argo am azzato da Mercurio. & Opi da quelli. si p er la ragione della conformità della vicinanza. Fu poi finto. D' intorno a tal materia in questo modo Tullio parla. Cerca le cose predette. come lo iste sso Servio dice. poter vivere: & però essere bisogno. Giove solamente si mette per lo fuoco. per essere stata prodotta da quelli istessi semi. il qual dice. dove parla del sogno di Scipione. Marte. & però quando per lo fuoco. & costei l'aere. a noi non pare. Servio dice poi. & leggier ezza. i quali penso. Matrona. & ne i luoghi palust ri. si come Virgilio scrive. che segue. che è l'aere. cosi anco del matrimonio. ma di Giove suo marito. che alle volte Giove si toglie per lo fuoco. è sacrato al nome di Giunone. nè ridotto.

accioche per la sua piegatura di vari color i dipinta. la famosa pompa. la neve. Oltre ciò è ornato di belle piume. & vanno à quelle di mariti.Effeminarono adunque lui. & se non gli sono date. & simili cose. con varie uncioni ungevano le porte. & poi come dice Alberigo. seco ndo l'antico costume. Habita il Pavon e sopra i tetti. chiamarono Giunone Reina. per cioche per lo piu col mezzo della dote si fanno i maritagi. che manda fuori in terra gl'incendij. che partono dalla casa di padri. & le orecchie alle a . In di perche le vergini venendo sotto la guida di Giunone alle porte di sposi. Oltre ciò in alcune cose credettero Giunone essere la Luna. & sempre sale sopra i luoghi piu alti de gli edifici. che rivolta in giro l'occhiuta coda. ch'ella fosse detta Iris. la quale da Fulgentio è descritta col capo velato. il che semplicemente non è vero di tutte. Ma la piu famigliare di tutte queste serve nti. altretanti accidenti per cagioni diverse nell'aere essere generati. & dimostre. che grida. percioche il Pavone è un uccello. & di maniera si trahe a vagheggiar se stesso. Dicono. Le danno poi il Pavone in tutela. il che si comprende per lo capo velato. Percioche si come nelle viscere tiene tutti i metalli. cosi con questa mede sima ragione è dea delle ricchezze. percioche a guerre ggianti. i tuoni. essere sotto il nome di Lucina invoc ata. adunque in se tenendo i supr emi Regni. per lo qual atto s'intenden o i gridi. Attribuiscono c ostei a Giunone Dea delle ricchezze. perche habbiamo già detto Giunone essere la terr a. e col sce ttro in mano. che fosse Dea di matrimoni. se le usurpano. & massimamente per cagione di ricchezze. & quello. da tali untioni fu no mata Unxia. che sono dette Uxores. vengano a disegnare gli ornamenti delle ricchezze. et volgarmente mogli. onde percioche anco con tal guida pareva ch'ella fo sse la prima. il che per lo scettro si dinota. che partoriscono perche le ricchezze. pare che ella gli lo conceda. che è chiamata Dea di que lle. onde l'hanno chiama ta Iterduca. prepari. la rugiada. & l'altezza di ricchi. da se il dimostra. la gloria vana. & allhora in Greco viene detta Artemia latinamente come sarebbe seccante l'aere. overo per altra ragione. di lodi si diletta. la tempes ta. & secondo Macrobio dicevano. le comete. in un subito si dissolve. & spetialmente circa i movime nti di luogo à luogo. il che significa contrasto. & delle ricchezze. & gli armenti. fu solita da quelle che partorivano. la qual dote è parte d i ragione di Giunone. cioè dell'ammiratione. i vapori infiammati. & le vene de i corpi delle donne nel tempo del parto. la pioggia. fu anco detta Domiduca. dove è assai palese. dove co nsistono i Regni. Vogliono. lascia ignude le parti di dietro piene di lezzo. & si come questa Iris cosi bella. la veste d'oro. egli si vede di colori diversi. ne quai veramente consistono le ricchezze terrene. c he si conosca i ricchi ricercar tutte le preminenze. percioche furono soliti gli antichi mandar di notte le spose a marito. percioche essendo Iris l'arco celes te. per le quai attioni si comprende la porpora di ricchi. lo impeto de venti. anzi è detta Dea delle donne. & il diedero à Giunone. cosi gli splendori di ricchi in un momento spariscono. Le furono aggiunte l'armi. & nella sup erficie le biade. il che alle donne è di molta salute. & ch'ella potesse molto d'intorno gli atti humani. perche la Luna. per dinotar' il continuo giro dell'aere d'intorno la terra. che stanno i Regni del mondo. tutti i frutti. Le fu attribuita la Carretta. tenuta una cosa medesima insieme con Gi unone. aggi ungendovi altre cose appartenenti alla terra. che le conducesse nelle case de mariti. & le ricchezze. s'è venuto a tanto. Nondimeno alcuni ne descrivono alcune altre. la quale volsero. affine. che le ninfe sue serventi sono quattordeci . i folgori. che in potere di Giunone era il far tosto alla rgare i meati. & le cose pregiate. et d'apparenza maraviglioso. come è il terremoto. che quella parte. accioche conosciamo. attento che elleno si vergognavano di giorno andar à perdere l'honestà. Nessuna cosa veramente è piu moll e dell'aere. attento che per le ric chezze nascono molte discordie: et di quì alcuni dicano Iris sempre esser mandata ad eccitar discordie. che sia attribuita a Giunone da i Poeti. per dimostrar le qualità d i ricchi. baleni. & le spose Unxores. pareva ch'ella le mostrasse il camino fu chiamata Iterduca. & perche mentre la Luna luceva. Oltre ciò. l'arco celeste. è dea de i Reami. & di qui hanno tenuto Giunone per la strada guidare le spose . le quai per lo suo splendore sono maravigliose. non volendo (come credo) esprimer'altro. quasi Erim. che fosse figliuola di Thaumante. si come la serenità. & stati. che segue. Volse. che partoriscono. & nuvoli. le inalzate voci di vantatori. Dice Fulgentio. le nubi. ne quali ella è Regina sempre ne partor iscono dell'altre. Dea di Regn i. è Iris.

& per ciò a Samo vi fu edificato un nobilissimo & antichissimo Tempio. si fa Iri. & la dicono Ceston. ch'ella sia detta Giunone. che è la carretta. fu maritata in Giove. rispetto alle proprietà delle donne. Cinthia poi. le quai benche non si maritino. ma pria di lui esser nata. nasce che la lordura loro. si co me giovatrice di tutti. ò piu tosto secondo Servio a Curru. Ci resta dichiarare quello. E p oi detta Matrona. che seguiva Giunone Domiduca nelle nozze. & si fa la mutatione di e in i. che Apollo apparecchiò un convito a Giunone sua madrigna in casa di Giove suo padre. morto già Oete. & delle spos e a i mariti. Si sono dette quelle cose. attento che doppo il parto quelle purghi. che meno avertentement e vi cagiona. fu chiamata perche ella veniva a slegare la cinta della castità alle donzelle ne i loro congiungimenti con gli huomini. & locato nel numero di De i. Si chiama Socigena. le sporcitie di vitij. over o cosi possono chiamarsi. dove levandosele i vestimenti. il che è proprio di Giove. la inettia di costumi. perche è soprastante solamente di quelle donne. ò vogliamo dir potente. da Giove fu tolta per suo pincerna. perc ioche per le congiuntioni de gli huomini. percioche Febr uo significa l'istesso che Purgo. & congiunge i maschi con le femine. secondo Alberigo. & atte a partorire. dove essendo cresciuta. che si chiama Curiti. Nella sa cra historia si legge. Quello. che forse sarebbe stata nascosta. ch'ella fosse Dea sopra le guerre. fu figliuola di Giunone. le quai con desiderio mangiate da Giunone. Diceva l'honorato Anda . che marciscono da fetente lezzo. che sono buone d a marito. con quelle si intricò. & secondo Varrone moglie fu nodrita nell'Isola di Samo chiamata pria Parthenia. che Hebe poco avertitamente maneggiando le tazze. Cosi anco d alle purgationi Februa. Tuttavia Leontio dice. overo forte. che è la porta. la pazzia. Populonia. & huomo. per le quai vogliono. Ultimamente. Ci resta dichiarare i nom i. che ella fino allh ora stata sterile. avenne. che si mariti. che sotto parte delle fittioni secondo l'historia è stato finto. dov'era l'imagine di Giunone figurata in habi to d'una donzella. & la donzella: & a quella sciorre la c inta della castità. Hebe figliuola di Giunone. percioche il primo ufficio in oprare le cose. che ci sono parse s otto qualche figmento poetico contenere in se natural senso. Finalmen te essendo egli con tutti gli altri Dei andato a mangiare con gli Ethiopi. Dice poi Alberi go. alla qual e cangiando l'a. perche intendono la terra madre di tutti. era di Giunone. de quai punto non è stato detto. da i fiori de semi. & fatta Dea della gioventù. Il qual e viene da Era che è la terra. che è nome della Luna. per essere be llissima. & donne da lei fatte si creano i popol i. occor se. che nascano. la diedero per moglie ad Hercole. & in suo luogo sostituì Ganimede fratello di Laumedonte Re di Troia. & di Opi moglie di Saturno in un parto istesso con Giove. si come regale. Dice egli. & Dea della gioventù. secondo Theodontio. Favonia p oi. che sia detta Fluonia. Onde Giunone propriamente è la terra. si sc uopra. ma io tengo. & a Venere era conced uto congiungere all'atto carnale l'huomo. della cui recita favola tale. & fa Ira. & che tra l'altre cose. di che Giove la privò di tale ufficio. la dapoccagine. si impregnò. Ma Rabano chiama Giunone quasi Gianone. percioche el la venga ad aprire le porte delle madri a i figliuoli. la quale attribuiscono ad essa Venere. & di tal parto partorì Hebe. che ella fu co nceputa da Giove. percioche associa. attentoche i combattenti adoprav ano le carrette.dulationi drizzate: nelle quai cose quante volte occorre. in I. vi fece porre innanzi delle lattuch e agresti. La chi amano anco madre de gli Dei. che da tai figmenti si debba comprendere credo esser questo. che fu moglie d'Hercole. cioè Ianua. sono matrone. attentoche per l'età ponno essere madri. & non Favonia dal flusso menstruale delle donne. Tullio vuole. & spesse volte i corpi. che s'appartengono al matrimonio. il quale si dice essere causato (secondo alcuni) dalla Luna. Ma Homero nell'Odissea dice. da ansiosi pensieri stracci ato. Giunone essere stata generata da Giove Re. Tuttavia perche io solamente la ho ritrovata attribuita a Giun one senza padre per figliuola a Giove altrimenti non la ho ascritta. il ch e tengo essere stato ufficio di Venere. mostrò tutte le parti vergognose a i D ei. la quale. & sotto quel splendor' appaia un cuor misero. che Giunone in Greco si chiama Iri. alla quale ogni anno si celebravano i sacrific i nuttiali. la quale (testimonia Alberigo) dicevano. & cad de sozzopra. Hebe. overo perche nel parto liberi le femin e.

& con furore Ivi prima che altro empito mostra Grandine. Cosi venendo la Primavera. cioè a i c orpi sopra celesti. & empie di humore le radici dell'herb e. Sono di quei. le fronde. nè opra di Giunone havesse creato Minerva. Ultimamente sovragiungendo l'Autunno. la quale nell'Autunno p areva sterile. credo ciò esser finto. Flora le insegnò ne i campi Olenei essere un fiore. Hiperio. che sorgono dalla terra. & cosi Hebe mentre si scuopre quello. subito senz'al tro s'impregnò. Tutti vogliono. di c he Giunone havendo per le onde stigie giurato di non lo dire ad alcuno. ogn'hor scende dal Cielo. cioè la Primavera nuova part orisce Hebe. che è ca lida. Evane. & il freddo d'intor no la superficie della terra opra talmente. Flegia. A cui non val rimedio di capelli. i quai chiamarono gli Astrologhi suoi domicili. pur che fosse tenuto nascosto da Giove. Enomao. Che poi ella sia data per moglie ad Hercole. il quale toccato. Il che provato da Giunone. & humida. cioè lo intenso freddo. & riscald ata dalla humidità della terra fa pullulare. che Giunone toccatosi il membro genitale partorì Marte. & Giunon e. ch'egli fosse solamente figliuolo di Gi unone senza padre. ma Ovidio nel libro de Fastis mostra. che costui fos se un ferocissimo. Parthaone. glielo disse. Ma es sendo il Sole. che è la gioventù. Nella Thebaide Statio descrive il suo paese. cioè la humidità a gli Dei. ne sono attribuiti du e. nè sopporta. & Romolo. postasi a passare sulla porta della Dea Flora mog lie di Zefiro. & si fanno pregne. & l 'armi. cioè la perpetua verdura è sempre congiunta con le opre de gli huomini famosi. cioè Sagittario. che quelle non pur moiano ma caggiano in vecchiaia. che à Giove detto padre di Apollo tra i segni Zodiaco. i nomi de' quali sono Cupido. Quì Mercurio guarda Crudelmente vi soffia. percioc he a quel tempo il verno è pioggioso. Finalmente venendo il tempo del parto. perche l a giovanezza. si pascono dell'humidità de vapori. & Aquilone horrendo Con meraviglia le deserte selve. Et gli sterili boschi. tutte le ve rdure incominciano cessare. Nè schermo contra le percosse acerbe Di quelle palle. che vogliano Marte essere stato figliuolo di Giove. & però il fanno capo & Dio sopra le guerre. Etholo. interrogata da Flora dove andasse.lone. & con abondanza manda dalle stelle humidi va pori. alla quale Flora . e pioggia. a Giun one alla terra si appongono le lattuche silvestri. che Giunone turbatasi che Giove da se stesso senza a lcuno aiuto. & Pesce. Ivi sempre stà verno. Ialmeno. & anco esser rimossa dal servire alla tavo la di Giove. percioc he secondo i Fisici. & tutte le piante in tal stagione spuntano. le latuche silvestri sono frigidissime. havea in se virtù d'im pregnare. secondo l'opinione d i alcuni. & trema. cosi dicendo. viene detta porgere le bevande. dicendo. & armigero Dio. Zesio. Remo. & delle piante. i quai si come altre volte è stato detto. che ristretti gli humori di quella. i fior i. & mostrare le parti vergognose. cioè Apollo in Sagittario casa di Giove instando già il verno. ù teme. & cosi entrando il Sole in Sagittario per l'intenso freddo si impregna la terra. che dalle frondi era stato nascosto. viene detta esser spogl iata. & far partorire senza huomo. le promise un salutifero rimedio. Sotto la region del Polo Artoo Cilenio entrò a cui comanda Marte. nel qual tempo il Sole comincia declinare verso il so lstitio hiemale. & le foglie de gli alberi cadere. & la rinovatione di tutte le cose. & partorì un figliuolo da lei chiamato Marte. e iscuri nembi Dimostra il Cielo. Ascalapho. Thereo. dove vien sostituito Ganimede chiamato il segno d'Acquario. onde essendo lassa. Hermiona. . Britt ona. che sono verso il Polo Antartico. la onde crescono. il calore congiunto con la terra si adora circa l'interiore di quella. cercava l'Oceano per consi gliarsi seco a qual partito anco ella senza aiuto di huomo potesse partorire un figliuolo. Marte figliuolo di Giunone. che hebbe quindeci figliuoli. che è agli Ethiopi. Altri poi dicono.

& sproni Discinta i crini. I pallidi timor vengono dietro. non men vere.Et quello. che seguita. Volando tuttavia le piume scuote Con vario mormorar. Et amendue son di color ardente. & quell'albergo d'infinite Minaccie suona: la virtù stà in mezzo Tristissima. & famiglia. talhor timore. descrivendo l'andare d'ess o Marte. i travi. Et talhor grand'ardire a molti dando. che stan ne i ferri occolti. D'intorno al tempio suo stavano appese Le spoglie de le terre. si come il medesimo Statio. dicendo: Cinta è la fiera casa di ogn'intorno Di gran lastre di ferro. Cui la scelerità subito segue. l'impeto sale. . la quale attribuiscono per guida della sua carretta. che Bellona fu di lui sorella. Cosi non senza gran misterio descritto il suo paese. & son di ferro Le porte strepitose. & l'elmo. e i lor spezzati arnesi I gemiti. e innanzi a quelli La vigilante fama ogn'hor ripiena Di varie cose. & ogni forza Con tutte le ferite. Che combattuto havean nel mar irato. ch'in man tien doppio il ferro Si vede. Primo da stanza tal. Ivi dimora ancor la morte armata Con sanguinoso volto. Et il timore suo scudier prepara A i cavalli le briglie. Con le insidie. L'armi stavano in schiera ivi attacate De' miseri abbattuti. Orna