LAVORARE CON I GRUPPI NELLE ORGANIZZAZIONI

STRUMENTI DI GESTIONE DEI GRUPPI

Andrea Moi Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni Sociali Cagliari, 9/10 novembre 2012

PROGRAMMA DEL MODULO
ARGOMENTO Introduzione agli “Stumenti di gestione dei Gruppi” Il Metaplan® “teoricamente” ore 2 2 data 09/11/2012 “

Domanda stimolo – Facilitazione

1

Facilitazione di Gruppo con facilitatore esterno Elaborati Conclusione Piccolo compito per casa... Rapporto Discussione rapporto.Facilitazione di Gruppo con facilitatore interno

3 1 1 1 10

10/11/2012 “ “ 10-15/11/2012 16-17/11/2012

Strumenti di gestione dei Gruppi

Il Gruppo è già esistente (aula, società, libera associazione, …) oppure deve essere creato ad hoc (progettazione partecipata, partnership, ...)?

..Strumenti di gestione dei Gruppi Se il Gruppo è già esistente. .

.

Strumenti di gestione dei Gruppi I ruoli che emergono più facilmente però sono riconducibili a tre grandi categorie:  Leader  Gregario  Individualista .

Strumenti di gestione dei Gruppi Leader Tende a coordinare le dinamiche di gruppo focalizzando il risultato e favorendone il raggiungimento Gestisce i conflitti. è assertivo  .

generalmente supporta il leader. Nelle difficoltà diventa passivoaggressivo  . mantiene costanti le dinamiche di gruppo a cui da stabilità e solidità.Strumenti di gestione dei Gruppi Gregario Rispetta le regole.

Strumenti di gestione dei Gruppi Individualista Non rispetta le regole. Nelle difficoltà diventa aggressivomanipolativo.  . è creativo ma porta al contempo nuovi bisogni e tende ad essere disgregativo e a personalizzare le regole.

però.I porcospini di Schopenhauer Una compagnia di porcospini. finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca. sentirono le spine reciproche. in una fredda giornata d'inverno. col calore reciproco. (A. di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali. II. si strinsero vicini. Parerga e Paralipomena. per proteggersi. si ripeté quell'altro malanno. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme. 396) . 2. Schopenhauer. cap. il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. che rappresentava per loro la migliore posizione. dal rimanere assiderati. Ben presto. 30.

Strumenti di gestione dei Gruppi “Un I NSI EME di persone diventa GRUPPO quando s a tras formars i in una totalità dinamica costituita da individui che si pe rc e pis c ono vic e nde volme ntec omeinterdipendenti per qualche aspetto”. Kurt Lewin .

Strumenti di gestione dei Gruppi Cosa fa di un semplice aggregato di persone un GRUPPO? .

Cosa fa di un semplice aggregato di persone un GRUPPO? Strumenti di gestione dei Gruppi  Interazione prolungata  Obiettivi condivisi Esistenza di ruoli  Creazione di norme e valori   Esistenza di relazioni affettive .

Strumenti di gestione dei Gruppi Se il Gruppo deve essere creato. ...

Strumenti di gestione dei Gruppi I INDIVIDUAZIONE DEGLI ATTORI .

Strumenti di gestione dei Gruppi

Chi sono gli “attori”?

TUTTI coloro che hanno interesse per la questione

Strumenti di gestione dei Gruppi

Coinvolgere TUTTI è possibile? Numerosità del gruppo...

Riqualificazione urbana, piano di zona servizi sociali, modifica tracciato autostrada...

Strumenti di gestione dei Gruppi

Tutte le opinioni e gli interessi rilevanti devono essere coinvolti, nessuno deve essere escluso a priori

OPINIONI E INTERESSI RILEVANTI

.... non darebbe il suo apporto conoscitivo.Strumenti di gestione dei Gruppi Ogni escluso potrebbe opporsi alle conclusioni raggiunte e delegittimare il processo. le decisioni sarebbero meno solide....

.Strumenti di gestione dei Gruppi PRINCIPIO DI INCLUSIVITA'  Coinvolgere nel processo tutte le istituzioni e i gruppi (anche informali) che sono portatori di punti di vista rilevanti sulla questione che dobbiamo affrontare. . Gli Stakeholders..

consumatori.   GRUPPI NON ORGANIZZATI: cittadini e collettività . etc. aziende a partecipazione.. GRUPPI ORGANIZZATI: gruppi di pressione (partiti.. sindacati.. sportivi. agenzie e consorzi.. associazioni culturali.LL. etc. mass media).Strumenti di gestione dei Gruppi STAKEHOLDERS  ISTITUZIONI PUBBLICHE: EE..

Strumenti di gestione dei Gruppi STAKEHOLDERS  Grado di coinvolgimento  Livello decisionale  Rilevanza degli attori (capacità di influenza e livello di interesse) .

Strumenti di gestione dei Gruppi II ASCOLTO DEGLI STAKEHOLDERS .

indagare in profondità. Raccolta generale di informazioni qualitative/quantitative su elementi di forza e di debolezza.Strumenti di gestione dei Gruppi FORUM: incontri allargati di condivisione del percorso. FOCUS GROUP: incontri ristretti per mettere a fuoco. .

Strumenti di gestione dei Gruppi

FOCUS GROUP

Piccolo gruppo di persone (4/12) che discute su uno specifico tema.

Partecipanti selezionati con attenzione
 

Presenza del facilitatore

Interazione tra partecipanti

Strumenti di gestione dei Gruppi

GOPP
- Goal Oriented Project Planning-

Strumenti di gestione dei Gruppi

EASW

Progetto CAST

EASW 2025 Faenza

Strumenti di gestione dei Gruppi EASW  Nato in Danimarca. adottato. dalla Direzione Ambiente della Commissione Europea È principalmente riconducibile al campo delle politiche ambientali   Durata di 2 giorni. dal 1994. per 32 partecipanti .

Strumenti di gestione dei Gruppi EASW Due fasi fondamentali:  Elaborazioni di visioni future  Elaborazione delle idee .

Strumenti di gestione dei Gruppi

EASW

Elaborazioni di visioni future

i 32 partecipanti vengono divisi in 4 categorie di ATTORI: 1- politici/amministratori 2- operatori economici 3- tecnici/esperti 4- utenti/cittadini

Strumenti di gestione dei Gruppi

EASW

Elaborazioni di visioni future

A ciascuna delle categorie viene chiesto di sviluppare due scenari futuri, il primo catastrofico (per valutare gli eventuali rischi), il secondo idilliaco (per identificare gli obiettivi piu' ambiziosi). Nella plenaria di discussione si confrontano i temi e si individuano i 4 temi piu' significativi su cui concentrare l'attenzione.

Strumenti di gestione dei Gruppi

EASW

Elaborazione delle idee

Si formano quattro nuovi gruppi a composizione mista tra le categorie e si associano ai temi individuati. Attraverso successive sessioni di brainstorming e negoziazione ciascun gruppo ciascun gruppo elabora diverse idee e sceglie le 5 migliori.

tramite votazione finale. tutti i partecipanti votano le cinque idee piu' significative da realizzare attraverso piani di azione.Strumenti di gestione dei Gruppi EASW  Conclusione Si presentano tutti i lavori in plenaria e. .

Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP   Nasce a partire dagli anni '60 Ha come obiettivo quello di rafforzare. il rafforzamento del coinvolgimento e il miglioramento della qualità. l'efficacia dei progetti . con il lavoro di gruppo.

Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP può essere utilizzato per la gestione del gruppo in:   fase di analisi fase di definizione dell'intervento .

individuazione degli ambiti di intervento (clustering) .definizione del tema .analisi dei problemi .Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di analisi .analisi degli attori-chiave .

Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di analisi . la negoziazione e la progettazione degli attori . è il titolo su cui avverrà il lavoro di gruppo.definizione del tema In genere definita a monte.

analisi degli attori-chiave (o analisi funzionale – functional analysis) in cui si definisce quale sarà l'apporto dei singoli stakeholders e quale sarà il loro l'interesse/tornaconto. .Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di analisi .

analisi dei problemi identificazione dei problemi che esistono in una determinata situazione visti in una dinamica di problema (situazione attuale negativa) e obiettivo (situazione futura positiva) .Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di analisi .

Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP Problemi Obiettivi .

Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di analisi .NON diventa “Impiegati A CONOSCENZA della Legge Stanca”.analisi dei problemi * evitare di formulare gli obiettivi come il contrario dei problemi. Es: “Impiegati non a conoscenza della Legge Stanca” . bensì “Corso di formazione sulla Legge Stanca” .

.analisi dei problemi definire gli obiettivi. ..Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di analisi .

: elegante. svelto. Traduz. di moda.FOCUS COMUNICAZIONE STRATEGICA Il punto di partenza per un gruppo “strategico” è quello di avere degli obiettivi S. intelligente. brillante.T. aspro.A. rapido  . bello.M. sveglio.R.

druckerinstitute. (1954) http://www.com/ .STRATEGIA NEI GRUPPI Management by objectives Peter Drucker. “The Practice of Management”.

T.A.STRATEGIA NEI GRUPPI       S.M. S=Specific M=Measurable A=Achievable R=Relevant T=Time Bound .R.

A. Es: ”voglio cambiare gruppo di lavoro” Vs ”voglio entrare in un gruppo che non fa turni” .R.STRATEGIA NEI GRUPPI S.  S=Specific=Specifico: un obiettivo chiaro e specifico sarà più facile da raggiungere.M.T.

T.A.M.R. M=Measurable=Misurabile: un obiettivo valutabile darà la certezza di avere raggiunto il risultato desiderato. Es: ”Voglio aiutare la gente” Vs ”Il mio gruppo sosterrà tre ONLUS” .STRATEGIA NEI GRUPPI  S.

“Dobbiamo incrementare il nostro carnet clienti del 10%” A N ORIENT O I E CT D . ossia deve essere raggiunto attraverso una serie di azioni concrete.A. Es: ”Voglio un gruppo ben assortito come quello della Apple” .STRATEGIA NEI GRUPPI  S.R. A=Achievable=Raggiungibile: Alcuni lo traducono come “attivabile” o ”accessibile”.M.T.

adeguato. ”Voglio creare l'agenzia più grande d'Italia” . pertinente. attinente. bensì a metà tra l'impossibile e il troppo facile: ossia stimolante.R.M.“Voglio creare l'agenzia più grande del mio palazzo”  .A. OA ED G R=Relevant/Realistic=Rilevante: relativo.T. realistico.STRATEGIA NEI GRUPPI RIENT O L S. Non deve essere un obiettivo impossibile (demotivante).

R.A.M. .  T=Time Bound=Temporizzabile: deve avere una scadenza chiara e definita.STRATEGIA NEI GRUPPI  S.T.

. .analisi dei problemi definire gli obiettivi.Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di analisi ..

Dallo spaccato dei problemi attuali emergeranno gli obiettivi futuri (utilizzo di diagrammi ad albero). .Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di analisi .analisi dei problemi il metodo GOPP privilegia l'identificazione dei problemi a quella degli obiettivi.

Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di analisi . se affini.individuazione degli ambiti di intervento (clustering) Una volta individuati gli obiettivi essi verranno accorpati. in modo da individuare le competenze tecnico/professionali necessarie per raggiungerli. .

Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di definizione dell'intervento .definizione degli indicatori .definizione della logica di intervento e analisi del rischio .programmazione temporale delle attività .scelta di ambiti d'intervento (scoping) .

rispondere all'urgenza.scelta di ambiti d'intervento (scoping) scelta negoziata (tra stakeholders) di alcuni tra gli ambiti d'intervento evidenziati. alle risorse finanziarie. Essi dovranno avere interesse strategico. alla fattibilità. .Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di definizione dell'intervento .

Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di definizione dell'intervento . .definizione della logica di intervento e analisi del rischio una volta definito lo scopo dell'intervento (obiettivo) si definiranno gli obiettivi gerarchicamente inferiori.

dell'obiettivo.definizione degli indicatori identificare indicatori adatti a misurare l'efficacia del progetto.Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di definizione dell'intervento . in modo da potere valutare se si è raggiunto o no lo scopo (obiettivi smart?) .

Strumenti di gestione dei Gruppi GOPP  La fase di definizione dell'intervento Diagrammi di PERT.programmazione temporale delle attività . GANTT .

.. .Strumenti di gestione dei Gruppi OST FACILITATION. La Darsena che vorrei...

Strumenti di gestione dei Gruppi OST   Nata nella metà degli anni '80 Le persone che partecipano alle conferenze apprezzano i “coffee break”  Parli con chi vuoi. di ciò che vuoi  Seminari di 1/3 gg da 5 a 2000 partecipanti . per quanto tempo vuoi.

Strumenti di gestione dei Gruppi OST  I partecipanti. seduti in cerchio. . apprendono le regole/nonregole della seduta e propongono. per alzata di mano. i temi di interesse.

Strumenti di gestione dei Gruppi OST  REGOLA 1 chi propone il tema si prende cura della discussione e del resoconto finale del proprio gruppo .

.Strumenti di gestione dei Gruppi OST  CHI PARTECIPA E' LA PERSONA GIUSTA  QUALSIASI COSA SUCCEDA VA BENE   QUANDO SI INIZIA. SI INIZIA QUANDO SI FINISCE.. SI FINISCE ...

.Strumenti di gestione dei Gruppi OST  LEGGE DEI DUE PIEDI: “Se ti accorgi che non stai imparando né contribuendo alle attività. alzati e spostati in un gruppo in cui puoi essere più produttivo”.

Strumenti di gestione dei Gruppi OST  CREATIVITA' E RESPONSABILIZZAZIONE .

.Altri strumenti Di gruppo ma non solo.. .Analisi SWOT Successivamente all'analisi di contesto di un progetto l'analisi SWOT mette in evidenza: Strenghts Weakness Opportunities Threats .

METAPLAN® - .® STRUMENTI DI GESTIONE DEI GRUPPI .

. a cosa serve? ® .® COSA E' IL METAPLAN ? O meglio..

più semplicemente. il coaching. un metodo di facilitazione studiato per l'empowerment. una tecnica di visualizzazione). . E' basata sulla raccolta delle opinioni dei partecipanti e l'organizzazione in blocchi logici delle problematiche.Cosa è il Metaplan  ® Il Metaplan® è una tecnica di discussione visualizzata (o. la formazione e la gestione della comunicazione nei gruppi di lavoro. per le quali sono proposte una serie di soluzioni.

® .Cosa è il Metaplan  ® Il Metaplan si basa su metodi attivi quali brainstorming. brainwriting e interazione/comunicazione di gruppo che sfruttano il problem solving. la dinamica di gruppo e la comunicazione visiva. la mediazione. la negoziazione. l'attinenza alla tematica.

 … è uno strumento di consulenza strategica  … favorisce la strutturazione e la comprensione nei processi di cambiamento  … permette lo sviluppo della cultura organizzativa .Cosa è il Metaplan  ® Il Metaplan® è uno strumento di guida NONDIRETTIVA dei gruppi.

pennarelli colorati.. attraverso i quali viene visualizzato il lavoro di gruppo  . ...Cosa è il Metaplan  ® Il Metaplan® utilizza come strumenti:  LA COMUNICAZIONE  Materiali di lavoro quali grandi rotoli di carta.. post-it. etc.

Cosa è il Metaplan  ® Quali sono le parti coinvolte nel processo?  Il Soggetto o DECISORE del cambiamento (committente).*  Il gruppo al quale si vuole applicare il metodo  Il Facilitatore/Moderatore  Il Rapporteur/Relatore * che DEVE partecipare attivamente. .

Cosa è il Metaplan  ® Quali sono le fasi del processo?  Studio/analisi dell'organizzazione all'interno del quale si vuole produrre un cambiamento ®  Applicazione dello scenario Metaplan  Compilazione del report e discussione dei risultati .

il Metaplan nelle organizzazioni ® .

sottostrutture. relazioni di potere e scontri) Importanza della job analysis . interessi divergenti.Cosa è il Metaplan  ® APPROCCIO ALLE ORGANIZZAZIONI Importanza dell'analisi organizzativa Importanza dei fattori “non misurabili” (modi di pensare delle professioni coinvolte spesso divergenti.

Cosa è il Metaplan  ® APPROCCIO ALLE ORGANIZZAZIONI Consente a tutti di esprimersi aldilà delle gerarchie e preconcetti Stimola l'ascolto per le idee altrui. anche se sono tante Non è necessario un tempo prolungato per l'elaborazione. quindi utilizzabile anche in organizzazioni ultra-impegnate .

bensì gli effetti della comunicazione) Luhmann in Glossario. gli uomini. I concetti fondamentali della teoria dei concetti sociali (1996) Link su Amazon .Cosa è il Metaplan  ® IMPIANTO TEORICO (… post hoc) Teoria delle decisioni e studi sulle organizzazioni di Simon & March e della Carnegie Scool (le decisioni sono influenzate dalle conoscenze limitate sulle conseguenze o alternative) Organizations (1958) Link su Amazon Teoria delle Organizzazioni (1966) Link su IBS Teoria dei sistemi di Luhmann (gli elementi del sistema sociale non sono gli attori.

Cosa è il Metaplan  ® IMPIANTO TEORICO (… post hoc) Teorie sistemiche di Crozier e Friedberg e teorie della micro-politica (il potere è parte imprescindibile dell'organizzazione) Attore sociale e sistema: Sociologia dell'azione organizzata (1978) Link su Google Books L'epistemologia di Fleck (Stili e prove del pensiero scientifico) Genesi e sviluppo di un fatto scientifico (1935) Link su Google Books Teorie sulla vita sociale e l'agire comunicativo di Habermas Etica del discorso (2009) Link su Google Books .

Lufthansa e altri) . coinvolgendo i gruppi nei processi decisionali. BBC. Breve storia del Metaplan®:  Nel 1959 nasce la prima GmbH dei fratelli Schnelle. Krupp. Osram.Cosa è il Metaplan  ® un pò di materiale per chi mastica il tedesco. processi di lavoro e dinamiche di gruppo.. Ford.. Si occupavano di forniture e strumenti per ufficio ed erano convinti che l'ambiente dovesse essere progettato insieme a impianti.  Nel 1962 la società si trasforma in “Squadra Quickborner” (progettano uffici per IBM.

. In questo metodo vengono usati “articoli di cartoleria” per la facilitazione..Cosa è il Metaplan  ® altro materiale in tedesco. Nel '70 si implementano nozioni di problem solving e negoziazione . Breve storia del Metaplan®:  Nel 1968 sviluppano il metodo “Trainingswhip”. nel quale viene data importanza ai conflitti e alle proposte di soluzione nelle strategie di azione.

Cosa è il Metaplan  ® Breve storia del Metaplan®:  Nel 1972 viene fondata la società “Metaplan®”. lo studio del mercato e la pianificazione dell'organizzazione. della Sanità e del Lavoro . I profili dei facilitatori vengono scelti (o formati) tra esperti di comunicazione.  Nel 1973/75 il gruppo partecipa attivamente al processo di “Umanizzazione del Lavoro” promosso dal Ministero dell'Istruzione. le cui principali attività si baseranno sulla facilitazione e la formazione dei facilitatori.

dove coinvolge.000 dipendenti. Breve storia del Metaplan®:  Sempre nel biennio 1973/75 il gruppo sperimenta il modello in larga scala prima alla ThyssenKrupp poi al Siemens Forum.Cosa è il Metaplan  ® altro materiale in tedesco.  Negli anni '80 il metodo si sviluppa in tutta l'Europa e riceve tanti premi tra cui quello della prestigiosa rivista “Capital”. . nello stesso intervento... più di 1.

Brochure della strategia aziendale (inglese) ...Cosa è il Metaplan  ® altro materiale in tedesco. Breve storia del Metaplan®:  Tra il 1998 e il 2007 il metodo Metaplan viene sviluppato e ampliato con concetti sulla Leadership e sbarca in America. dove viene utilizzato sopratutto nel settore farmaceutico.

Aziende presso le quali è stato utilizzato e/o si utilizza il Metaplan: Farmaceutica e tecnologia medica: ● Allergan Altana AstraZeneca Bayer Boehringer Ingelheim Ferring Genetech Janssen-Cilaq LMA Merck Merz Munidpharma Novartis Ortho Biotech Pfizer Sanofi-Aventis Tibotec UCB Wyeth Automobili: Adam Opel Daimler-Chrysler FCI Automotive Toyota Volkswagen ● Commercio: A & D Pharma.Centro tedesco per l'Aerospazio Lufthansa Technik ● IT. Bucarest Famila Migros ● Aviazione: DLR . telecomunicazioni: Login IFB AG O2 Germany Orangemedia SAP Siemens AG ● Banche e assicurazioni: AXA KfW UBS ● Beni di lusso: Cartier Mont Blanc Swarovski ● Chimica: Henkel ● .

Aziende presso le quali è stato utilizzato e/o si utilizza il Metaplan: ● Ingegneria Meccanica: Altro: ● Università e ricerca: EDAG . Fiera del libro di Ministero delle finanze e Francoforte Senato di Amburgo Holcim Ministero federale delle Linder finanze (Austria) Neue Dorint GTZ .ON Hanse ● Ministeri e PA Europipe Chiesa evangelica in Ufficio di Scienza e Germania Salute.Ingegneria e Design AG Heidelberger Druckmaschinen Jenoptik MAN Roland Druckmaschinen British American Tobacco Detecon Consulting Ferrovie tedesche DVS Associazione per Saldatura e procedimenti connessi E. Gallen Università GeorgAugustdi Göttingen Centro Leibniz per la Ricerca e il paesaggio agrario (ZALF) VDI Technology Center Clinica universitaria dello Schleswig Holstein .Agenzia tedesca Quick-Mix per la cooperazione Impianto di ritrattamento tecnica a Karlsruhe Università di St.

..E tutto questo solo “ufficialmente”..

Amburgo  USA. NJ  Francia. Versailles  Svezia. con sede in Cagliari . Karlskrona Partner italiano: Poliste.Cosa è il Metaplan  ® Sedi Metaplan®:  Germania. Princeton.

se vorrete utilizzare il metodo Metaplan® dovrete acquisirlo con debita formazione autorizzata.de/).agora-gmbh.   .Cosa è il Metaplan Attenzione!  ® L'applicazione del metodo Metaplan® è protetta da copyright. La simulata che verrà presentata in questa lezione è puramente teorica e dimostrativa. Ogni somministrazione deve garantire degli standard qualitativi che solo la casa madre e le persone autorizzate all'utilizzo possono garantire (materiale: http://www.

Cosa è il Metaplan ® LABORATORIO 5 Martelli (Esp.) .

Cosa è il Metaplan ® Le figure coinvolte Il Decisore (committente)  Il Gruppo  Il Moderatore  Il Rapporteur  .

Il decisore  Il decisore è colui che commissiona il processo di cambiamento. maggiore sarà l'efficacia dell'intervento) .  Già per il fatto che abbia richiesto un intervento di Metaplan ci dice che è un decisore attento.  Il decisore DEVE essere parte attiva del processo (maggiore sarà il numero di persone coinvolte...

.  .. .Il gruppo  Il gruppo è ...

Il gruppo Il gruppo è. ...

Il gruppo  Il CAMBIAMENTO O IL PERCORSO EVOLUTIVO di un Gruppo è:  Dinamico  Interattivo  Dipendente da una molteplicità di variabili .

Il gruppo Iniziamo a vedere il gruppo non come un insieme di persone ma un insieme di dinamiche che confluiscono in una dinamica generale di cambiamento. .

.Il gruppo PARLARE DEL GRUPPO.  IN QUALE MOMENTO DELLA VITA DEL GRUPPO VI TROVATE? ..

..Il gruppo IL GRUPPO SI EVOLVE SECONDO TRE FASI PRINCIPALI. .

.Il gruppo FASE SIMBIOTICOFUSIONALE FASE DI CHANGING FASE DI INTEGRAZIONE DIFFERENZIAZIONE Il passaggio da una fase all'altra è “garantita” dai conflitti.

Il gruppo FASE SIMBIOTICO-FUSIONALE  Le difese soddisfano il legame ed impediscono il cambiamento.  Il cambiamento è avvertito dal gruppo come un pericolo. .  Quali sono le difese che impediscono la nascita di un gruppo?.. un'avversione all'integrità appena raggiunta..

)   Fughe verso l'esterno (hai visto ieri in tv.)  Fughe nel passato (ti ricordi come si stava bene....) (facciamo tutto quello che vuole il facilitatore..Il gruppo FASE SIMBIOTICO-FUSIONALE DIFESE    Appaiarsi  Fughe nell'amore Fughe nella virtù Spostamento del conflitto (la colpa è tutta del governo......) ..) Sottogruppi (sono proprio a mio agio in questo gruppo.

. Quali sono? ..Il gruppo FASE DI CHANGING  Gli episodi indicano che il vecchio sistema fusionale è in crisi Il gruppo entra in riflessione ed elabora un cambiamento   Gli episodi sono frustranti e ansiogeni.

Il gruppo FASE DI CHANGING EPISODI   Silenzi  Leadership fissa  Dipendenza Regressione .

. ma cosa sono i fenomeni?.Il gruppo FASE DI INTEGRAZIONE-DIFFERENZIAZIONE  Il gruppo ha un nuovo equilibrio e una nuova distribuzione dei ruoli del potere  Il gruppo è più maturo e più creativo  I fenomeni indicano il livello di maturità del gruppo... ..

. . ma cosa sono i fenomeni?...Il gruppo FASE DI INTEGRAZIONE-DIFFERENZIAZIONE  Il gruppo ha un nuovo equilibrio e una nuova distribuzione dei ruoli del potere  Il gruppo è più maturo e più creativo  I fenomeni indicano il livello di maturità del gruppo..

Il gruppo FASE DI INTEGRAZIONE-DIFFERENZIAZIONE FENOMENI  Socializzazione del linguaggio     Equilibrio Feed-back Interdipendenza Leadership circolante  Accettazione differenze .

a proporre soluzioni. a sviluppare il tema.  Deve cogliere il più alto numero di spunti possibile e offrire al gruppo una visione critica “esterna”. ma anche a gestire il gruppo di lavoro lungo il percorso.  Non è direttivo. .  È funzionale a spiegare le regole.Il moderatore  Il moderatore è colui che organizza il processo di cambiamento.

Il moderatore VIOLAZIONE AL SETTING. è deputato al cambiamento. . Dato che il moderatore. così come il setting. quasi a volerne rendere innocua la potenzialità dinamica. PER DIFESA. la persona può trovarsi ad agire contro il moderatore o il setting i suoi vissuti di pericolo e di minaccia. ostacolando in questo modo il processo in atto.

Focus on: Il contesto (setting)  . 1993). Firenze)  . o setting. . in cui sia possibile capire quale domanda ci venga posta da quello specifico rapporto in quello specifico contesto (Billi.è “l’insieme delle relazioni e della loro struttura organizzata. 1988). come una cornice che delimita la relazione” (Saraceni e Montesarchio.. Univ. entro il quale ciascun individuo vive la propria esperienza” (Carli.serve “a conservarne e garantirne la specificità..  …è l’organizzazione di uno spazio...

.. “Partenza”) comprende il contesto di ambientazione iniziale contenuto nell'accordo: luogo. uno strumento di lavoro. Il setting è. materiale da utilizzare e le regole che delimitano ed esplicitano la relazione Il setting è l’elemento stabile che ha la funzione di ridurre al minimo le interferenze sul lavoro [.]. a tutti gli effetti. durata. periodicità.Focus on: Il contesto (setting) DOVE-QUANDO-QUANTO-COME Il set (trad.. ..

il setting svolge una funzione di tutela del percorso ma anche del ruolo professionale del moderatore .Focus on: Il contesto (setting) Il rispetto del setting permette che il lavoro resti sempre affidabile e sicuro mantenendosi al contempo aperto al movimento ed al cambiamento. In questo senso.

non troppo personalizzato. L'ambiente adatto favorisce la distensione e la creatività. L'arredamento deve essere sobrio e confortevole. caldo.Focus on: Il contesto (setting) PRIVACY – ORDINE – COMODITA' Il luogo di svolgimento deve essere comodo. . Non deve essere improvvisato in presenza del gruppo ma preparato dieci minuti prima.

Focus on: Il contesto (setting) PRIVACY – ORDINE – COMODITA' potrebbero non essere adatti:. ...

Focus on: Il contesto (setting) LAVAGNA A FOGLI MOBILI AREA BREAK GOPP BANCO PARTECIPANTE FOGLI DI LAVORO CESTINO PARETE LISCIA .

Focus on: Il contesto (setting) LAVAGNA A FOGLI MOBILI BANCO PARTECIPANTE AREA BREAK FOGLI DI LAVORO CESTINO PARETE LISCIA .

Focus on: Il contesto (setting) LAVAGNA A FOGLI MOBILI AREA BREAK FOGLI DI LAVORO CESTINO .

biglietti (del tipo Post-it) adesivi di diverso colore. pennarelli colorati e quanto necessario per il percorso.Focus on: Il contesto (setting) IL MATERIALE Dovranno essere disposti rotoli di carta. .

sono fattori costitutivi del setting: -il tempo dell'incontro e la frequenza totale -il compenso -le responsabilità di tutte le parti coinvolte nel processo -gli appuntamenti saltati o le eventuali assenze -le interferenze di altre persone . anche se contrattati anticipatamente.Focus on: Il contesto (setting) Nel rispetto implicito dell'accordo.

Focus on: Il contesto (setting) Gli attacchi al setting da parte del gruppo o di una parte di esso possono esprimersi attraverso critiche (esplicite o implicite) o atti comportamentali. . Dal momento che introducono elementi di possibile messa in discussione del percorso (elevando anche il rischio di drop-out). esse assumono un carattere di priorità che richiede al moderatore particolare attenzione a rilevarle così da poterle affrontare quanto prima.

. ..Ritorniamo al moderatore.

Il moderatore  I compiti del moderatore sono: Preparare il setting e gli strumenti di lavoro Predisporre un clima accogliente Sostenere il gruppo nella risoluzione dei conflitti Indicare al gruppo la strada per il miglioramento della comunicazione. evitare “primedonne” e gerarchie Stimolare la creatività e fare chiarezza su obiettivi e aspettative Favorire una rapida e comunicativa soluzione al problema posto .

Il moderatore  IL VERO E UNICO compito del moderatore è: SOSTENERE IL GRUPPO IN MODO CHE LE COMPETENZE DEI SINGOLI DIVENTINO UNA RISORSA PER IL GRUPPO .

Il moderatore  Il moderatore dovrebbe essere: Esperto di Formazione Autorevole ma flessibile Orientato verso il risultato Un OTTIMO ascoltatore Un abile negoziatore Conciliante Credibile .

Il moderatore  Il moderatore deve dimostrare: DELEGA E RISPETTO .

Il moderatore  Il moderatore deve dimostrare: DELEGA Decentramento delle responabilità (De Lectus: per mezzo di.. scelto perchè eccellente) Assegnare compiti e responsabilità e ne esige risultati ..

Il moderatore  Il moderatore deve dimostrare: DELEGA “Il Management è il conseguimento di obiettivi tramite terzi fiduciari" Peter Drucker .

Su tutto.Il moderatore  Il moderatore deve dimostrare: TRE LIVELLI DI DELEGA Delega sul contenuto  Ti do un compito Delega sulla relazione Te lo faccio esporre Delega sui valori   Mi fido di te. .

io!” Sentenziare: “Vedi?! Facendo così.” .Il moderatore  Il moderatore deve dimostrare: DELEGA Atteggiamenti da evitare: Puntualizzare: “E' meglio fare così.....” Recriminare: “L'ho fatto per te/voi!” Predicare: “Lo dico sempre...” Squalificare: “Dai qui! Lo faccio io!” Biasimare: “Non potrai farcela.

Il moderatore  Il moderatore deve dimostrare: DELEGA Atteggiamenti da perseguire: Domandare piuttosto che affermare Chiedere piuttosto che sentenziare Ricordare piuttosto che spiegare Ristrutturare piuttosto che demolire .

Il rapporteur  Il/i relatore/i deve/devono: Annotare i passaggi importanti durante lo svolgimento del metodo Scattare delle fotografie del gruppo durante l'applicazione del metodo Relazionare l'intero processo una volta conclusosi Presentare il lavoro e condividerlo con il gruppo .

perchè aiuteranno a fare sviluppare competenze di problem solving di gruppo utilizzabili nel contesto normale di lavoro. .  Flessibilità Il percorso potrà essere esteso non solo a problematiche simili ma anche a contesti completamente differenti.I contenuti “concettuali”  Interazione Utilizzo degli strumenti in modo da sviluppare un linguaggio visivo  Orientamento operativo Le operazioni compiute durante il lavoro saranno non solo funzionali all'obiettivo del giorno ma anche trasversali.

favorisce le capacità relazionali e l'interattività. orientato al risultato.I contenuti “concettuali”  Punti di forza Strumento flessibile e modificabile a tantissimi contesti. Potenziamento delle dinamiche di gruppo grazie all'utilizzo coordinato di elementi orali e visivi  Punti di debolezza E' difficilmente applicabile in casi di acceso conflitto tra partecipanti. .

Momenti Tempo Obiettivi da raggiungere Condividere teoria e metodologia Metaplan® Azioni Socializzazione e momento “informativo” Il gruppo dovrà scrivere nei cartellini colorati le idee associate alla domanda-stimolo Il gruppo dovrà attaccare.Organizzazione del tempo N. con l'aiuto del moderatore. i cartellini nel tabellone 1 Presentazione del Processo 10 minuti 2 Brainwriting 15 minuti Raccogliere le idee del gruppo 3 Raccolta delle idee e “clusterizzazione” 10 minuti Organizzare le idee in argomenti .

Organizzazione del tempo N. Momenti Tempo Obiettivi da raggiungere Ottenere Sottogruppi “equilibrati” Azioni Suddividere in sottogruppi favorendo le preferenze Ciascun partecipante al gruppo contribuisce all'elaborato in maniera diretta 4 Suddivisione in sottogruppi 5 minuti 5 Lavoro in sottogruppi 30 minuti Ottenere una sintesi del lavoro dei sottogruppi Organizzare i risultati ottenuti e condividerli con il gruppo per eventuali altri interventi 6 Ripresa del lavoro di gruppo 30 minuti Presentazione dei singoli lavori dei sottogruppi in plenaria .

Organizzazione del tempo N. Momenti Tempo Obiettivi da raggiungere Stabilire le priorità degli argomenti sviscerati dai sottogruppi Ottenere una prima relazione degli argomenti giudicati importanti Azioni I partecipanti voteranno gli argomenti giudicati più importanti Analisi focalizzata a sviluppare dei piani d'azione Presentazione dei sottogruppi e condivisione e approvazione del piano d'azione 7 Analisi degli argomenti 10 minuti 8 Approfondimento dei sottogruppi 60 minuti 9 Presentazione dei risultati e conclusione 180 minuti Stabilire un piano d'azione condiviso .

Report Come sviluppare il Report  Prima parte Presentare l'organizzazione e il progetto all'interno del quale è stato inserito il Metaplan®  Seconda parte Presentare luoghi. tempi. partecipanti e obiettivi Terza parte Sviluppare gli obiettivi esplicitandoli in azioni. relazionare il processo   Conclusioni .

perchè emotivo ed evocativo. a livello mnemonico.Report Come sviluppare il Report  La prima pagina deve contenere il titolo e alcune foto della giornata Non bisogna dimenticare che il Metaplan è un metodo di visualizzazione.  E' stato preso ad esempio il report di Agrisociale di Poliste scaricabile dal sito Poliste . quindi l'elemento fotografico aiuta molto.

Report Come sviluppare il Report  Introduzione Breve esposizione degli attori. Job Analysis e fattori “non misurabili”. interessi rilevanti. problematiche. obiettivi e risultati degli studi di Analisi Organizzativa. .

Report Come sviluppare il Report  Svolgimento Introdurre le fasi della metodologia e trasformare in grafici/disegni le fotografie e il lavoro svolto in aula .

Report Come sviluppare il Report  Svolgimento Esplosione e rielaborazione delle idee sviluppatesi in aula. E' la parte più estesa del Report. .

. Crediti finali. scenari possibili e vantaggi e svantaggi del percorso/soluzione risultato dell'applicazione del metodo.Report Come sviluppare il Report  Risultati e conclusioni Sviluppare analisi SWOT.

COFFEE BREAK .

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