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CAPITOLO IV

L’ESDEBITAZIONE
di LUCIO GHIA

SOMMARIO: 1. Premessa sistematica. 2. I presupposti della concessione del provvedimento di esdebitazione. 3. Il procedimento di esdebitazione. 4. Il regime transitorio. 5. Il cammino della giurisprudenza in tema di esdebitazione. 5.1. Sul regime intertemporale: l’ordinanza 61/2010 della Corte costituzionale. 5.2. Sulla condizione di cui all’art. 142, 2o co., l. fall. 6. Conclusioni.

1. Premessa sistematica
L’ingresso nel nostro ordinamento concorsuale dell’istituto dell’esdebitazione ` stato salutato tiepidamente e con diffusa sfiducia circa la sua concreta applicae zione. ` durante i lavori della Commissione Trevisanato 1, nel chiaroscuro d’un diGia segno riformatore che, a partire dal 2005 2, avrebbe caratterizzato l’intera area del diritto concorsuale, le discussioni in relazione a tale « rivoluzionario » beneficio erano state vivaci quanto approfondite. ` o sfumature, si sono distinte (e si distinguono tuttora) tesi Nelle varie tonalita oltranziste che ruotano sul presupposto che « il nuovo sia, comunque e sempre, peggiore del vecchio »; altre che colgono nell’esdebitazione l’attuazione di un precetto non giuridico, ma religioso: « dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris »; ed altre ancora che riconoscono in tale strumento una ` da pulsioni etiche che sorta di arrogante tracimazione in territori regolati piu 3 da principi giuridici .

1 Nominato con decreto del 31.1.2002 dei Ministri della giustizia e dell’economia e delle finanze, componente della Commissione per l’elaborazione dei principio e criteri direttivi di uno schema di disegno di legge delega al governo relativo all’emanazione della nuova legge fallimentare ed alla revisione delle norme concernenti gli istituti connessi. 2 Si vedano, in particolare le novelle introdotte dal d.l. 14.3.2005, n. 35, convertito con modificazio´ il d.lg. 9.1.2006, n. 5, recante la « Riforma organica della disciplina ni nella l. 14.5.2005, n. 80, nonche delle procedure concorsuali a norma dell’articolo 1, comma 5, della richiamata legge n. 80/2005, alla luce degli interventi di cui al d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169». 3 Per una divertente e stimolante lettura su temi analoghi v. GALGANO, Il rovescio del diritto, Milano, 1991.

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Concordato fallimentare - Chiusura del fallimento e suoi effetti

` di tali concezioni, vi e ` chi nel nuovo istituto ha ravvisato una grave Al di la ` dei rapporti economici, una spinta verso l’irresponsabiminaccia per la stabilita ` , verso l’azzardo imprenditoriale coperto dal « tanto poi vengo liberato dai lita ` , la rivoludebiti rimasti insoddisfatti dalla liquidazione fallimentare ». In realta zione tecnologica, finanziaria e commerciale emblema della globalizzazione ha ` evidenti le ingiustificabili carenze del nostro assetto normativo, in parreso piu ticolare, per quel che qui interessa, del settore fallimentare 4. Il confronto fra gli effetti economici che la normativa concorsuale contribuisce ` fatto sempre piu ` completo, serrato a realizzare nei vari Paesi (nostri partners) si e ed evidente, fino a vederci rilegati, in ragione dell’inefficienza del nostro sistema giuridico, al 170o posto nella classifica internazionale redatta dalla Banca Mon` di attrarre investimenti esteri. diale con riferimento alla capacita ` o meno chiaSe, come credo, dietro ogni conclusione debba scorgersi una piu ` che il sistema fallimentare italiano – al quale il ra premessa, il dato rilevante e ` come chiede oggi), una sollecita conclusione dell’insucdebitore chiedeva (cosı cesso della propria intrapresa imprenditoriale, attraverso una efficiente, trasparente e valorizzante liquidazione dei suoi assets ; e dal quale i creditori attende` sollecito possibile dei loro vano (e continuano ad attendere) il pagamento piu crediti – era divenuto, negli anni, un « leviatano »: intrattabile sacerdote che consumava tra i propri adepti, con riti arcani e liturgie fuori dal tempo, i beni e le energie che restavano imprigionate nelle maglie del fallimento. L’esdebitazione, nel corposo ed articolato tentativo di efficientare e velocizzare le procedure concorsuali, posto in essere dal legislatore con l’introduzione del d.lg. 5/2006, successivamente riveduto con d.lg. 169/2007, si qualifica come segmento importante nel percorso virtuoso disegnato per accelerare la conclusione della procedura fallimentare. ` corrente, non e ` piu ` un valore fine a se stesso chiamato ad Il tempo, nell’eta ` di valutazione, esprimere e misurare esclusivamente ponderatezza e profondita ` proprie dell’attivita ` che ne giustifica l’impiego. Il prescindendo dalle finalita ` delle risposte che i diversi ordinamenti nazionali danno confronto tra la velocita ` un elemento imprescindibile nelle valutaallo stesso problema, fa della rapidita zioni economiche, che coniugato alla percentuale di soddisfazione dei diritti dei creditori, determina la scelta del Paese dove investire, ove radicare la propria at` , ove decidere di « rischiare » anche un insuccesso imprenditoriale, o un fitivita ` di circolazione di nanziamento sbagliato. Il forum shopping proprio della liberta ` reso possibile dall’evidenza imprenditori, consumatori, creditori, e debitori e

4 Sul tema di particolare interesse: GALGANO , La globalizzazione nello specchio del diritto, Bologna, 2005.

volume 4/impaginato/04-cap. l’area della fallibilita commerciale che soddisfi i parametri dimensionali indicati dalla legge. limitata al solo imprenditore mate. difficilmente giustificabile sotto qualsiasi realistico profilo. che dopo 7/8 ` la durata media dei fallimenti nel nostro Paese) si potesse ancora anni (questa e ritenere perseguibile a vita il debitore fallito per i debiti rimasti insoddisfatti attraverso la liquidazione fallimentare. Commentario diretto da Jorio e coordinato da Fabiani. ai quali e ` altresı ` precluso l’accesso al beneficio in discorso.lg.2006. nonche ` le persone fisiche che non siano imprenditori individuali o che pur essendolo non svolgano attivita commerciale o non raggiungano i parametri dimensionali richiesti dalla legge. la letIn particolare. 5. Ipotizzare. 2007. cosı decreto correttivo 169/2007. il discrimen in ordine alla delimitazione dell’ambito soggettivo di Assunto cio ` . 9.. Bologna. al di la ` dalla legge. le quali. 6 Nel novero di tali soggetti. 2097.r:/Wki/Ghia . segnano l’avvento. nel nostro sistema normativo fallimentare. lamente. fall. in Il nuovo diritto fallimentare. ` essere concesso. Della esdebitazione. il cui riferimen` stato espunto con il richiamato decreto 169/2007. il riferimento sia al solo debitore persona fisica che rivesta la qualita ` didi imprenditore individuale o di socio illimitatamente responsabile di societa chiarate fallite 5. 1 l. in ordine al soggetto cui il beneficio puo ` del generico richiamo operato tura sistematica della materia vuole che. paralle` e chi non puo ` essere ammesso alla esdebitazione. rintracciarsi nelle applicazione del beneficio esdebitatorio puo disposizioni di cui all’art. I presupposti della concessione del provvedimento di esdebitazione ` come arricchite dalla normativa del Le disposizioni del d. A riguardo la previsione normativa si caratterizza per la presenza di una pre` . . e considerando l’estraneita ` to e 6 alla materia concorsuale di tutti quei soggetti non riconducibili alle ipotesi nor` risulta essere.3d L’esdebitazione 187 dei dati che i vari sistemi giuridici esprimono. soltanto attraverso la dimostrazione della sua permanenza 5 PANZANI. dal debitore che intenda evitare la dichiarasunzione di fallibilita zione di fallimento. non assoggettabili a fallimento. superabile. 2. costituiva caratteristica della nostra normativa previgente. devono ´ ricondursi: le categorie del debitore civile e del professionista. dell’istituto dell’esdebitazione. in prima analisi. pongono. L’applicazione di tale istituto consente al debitore persona fisica di ottenere la liberazione dai debiti residui rimasti insoddisfatti dopo la chiusura del fallimento. oggi.1. n. il confine tra chi puo Con l’esilio dal quadro fallimentare del piccolo imprenditore. ` . nell’individuare i criteri quantitativi e qualitativi ai fini della soggezione alla disciplina fallimentare. quindi.

1 co. entro tre giorni dalla dichiafiscali obbligatorie. fall. che il legislatore.. 7. (il quale 7 A tal proposito. ` dirsi. 86. in chiave beneficio esdebitatorio) non puo interpretativa. fall.r:/Wki/Ghia . puo ` dirsi. ` nel dettaglio. l. 16. . il debitore persona fisica Piu ` ammesso al beneficio della liberazione dai debiti residui nei confronti dei cree ditori concorsuali non soddisfatti a condizione che: 1) Abbia cooperato con gli organi della procedura. 3. che il Provando a focalizzare il disposto della norma. n.volume 4/impaginato/04-cap.... congiuntamente. nonche ` provveduto ai sensi razione di fallimento. secondo la norma teste ´ richiamata. fia della realta La condotta del debitore. che prevede l’obbligo del fallito di depositare i bilanci e le scritture contabili e ´ l’elenco dei creditori. mediante contegni ispirati ai canoni della correttezza e della trasparenza. l’art. l’esdebitazione assuma un ruolo « premiale ». Il legislatore.Chiusura del fallimento e suoi effetti al di sotto di tutti. quindi. teso a « ricompensare » l’imprenditore « fallibile » che. La ricostruzione dei presupposti normativi (alla base della concessione del ` compiersi a prescindere dall’analisi. e ` essere concesso al debitore che abbia violato espresse dispobeneficio non potra sizioni di legge. nel suo disegno di riforma. ed ancora l’art. fall. fornendo tutte le informazioni e la documentazione utile all’accertamento del passivo e adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni. sia introducendo l’arco investimenti e temporale di riferimento di tre anni per quanto attiene alle risultanze economiche e contabili. fall. fall.. ha inteso porre linee di comportamento che attengono al generico dovere di collaborazione del debitore con gli organi della procedura. quali (in via puramente indicativa): l’art.. 41. sia chiarendo alcune voci del bilancio (piu ` stata sostituita da quella piu ` tecnica di « attivo patrimoniale»). ` chiaro. che precede ed accompagna l’iter fallimentare. costruito proprio al fine di modellare ed orientare i comportamenti degli imprenditori falliti o in odore di fallimento. i parametri di riferimento di cui all’art. qualora lo stesso non vi abbia gia dell’art. (il quale pone l’onere per il debitore ` ampi poteri di ispezione di fornire notizie e chiarimenti riconducibili ai piu riconosciuti ai creditori ed al curatore). renda agli organi della procedura una fotogra` economica e patrimoniale della propria impresa. l.3d 188 Concordato fallimentare . un elemento essenziale. abbia inteso rispondere ` specificamente la voce ad esigenze di maggiore certezza. il centro di gravita o il complesso sistema di verifiche di cui all’art. che nel rinnovato conNel tentativo di dare colore a tale fisionomia. 14 l. l. l. ad esempio. delle singole norme e dello sfondo entro il quale queste si muovono assumendo una forma ben precisa. 142. 2o co. fall.. 1o co. di` intorno al quale ruota viene. puo testo fallimentare. con tale formula. 5o co. 1 l.

` misurarsi a partire dalla riA riguardo. delle scritture contabili e di altra documentazione appartenente al fallito). 4) Non abbia beneficiato di altra esdebitazione nei dieci anni precedenti la richiesta.d. 48. nare alla propria impresa. anche elettronica. ` alla mancata o ritardata consegna alla Il riferimento. dei titoli. 2740 c. proprio al fine di sottrarre ai creditori beni che si sa di dover apprendere in futuro.volume 4/impaginato/04-cap. il Al di la ` pesi diversi. consapevolmente. ` del dato teorico. i numeri e le conseguenze del dissesto. ` insussistenti. Tale norma dispone che il fallito debba consegnare al curatore la propria corrispondenza. pur consapevole della scarsita ` . persista nello svolgimento dell’attivita `. aggravando. ´ . rispettivamente. la « meritevolezza » del debitore puo levazione dei dati « numerici » relativi all’ammontare totale dell’indebitamento ed al valore dell’attivo. moral hazard. sovente. nei tessuti dell’elemento soggettivo che anima Ed e il debitore. limitando al contempo il pericolo di un abuso dell’istituto da parte di chi. in modo tale da impedire che si possa procedere celermente alla loro vendita. costituiscono indice del comportamento ` delle risorse economiche da destidoloso di chi. cagionato o aggravato 5) Non abbia distratto l’attivo o esposto passivita il dissesto rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al credito. 2) Non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura. . ad esempio. ricorrendo al tempestivo fallimento ed alla successiva esdebitazione. non collabori. la prassi pone in rilievo l’elemento soggettivo.r:/Wki/Ghia . i quali. concretamente. cosı ` proprio in tale frangente. ` della concessione del beneficio L’introduzione del requisito della irripetibilita ` collocarsi nell’ambito di un piu ` ampio dinell’arco temporale di dieci anni puo ` segno teso a limitare. cio ` che puo ` e cio ` che deve senza dubbio cosı qualificarsi quale elemento di colpevolezza se non di dolo. ` da distinguere. all’inadempimento del fallito seguira ` la preclusione al beneficio delcosicche l’esdebitazione. e curatela di beni mobili ovvero al rifiuto di liberare tempestivamente beni immobili.3d L’esdebitazione 189 disciplina la consegna al curatore del denaro. il c. L’intento principale e ` quello di riaffermare la necessita di una ponderazione meticolosa del rischio economico.c. rispetto a chi. « riguardante i rapporti compresi nel fallimento ». 3) Non abbia violato le disposizioni di cui all’art. intenda eludere la garanzia di cui all’art. in via esemplificativa. poiche ´ diversa e ` la condotta di chi conoscendo delquale assumera l’esistenza di un bene non ne abbia riferito al curatore. ` accertare se il fallito abbia posto in essere attivita ` che posIl Tribunale dovra sano aver ostacolato l’opera degli organi fallimentari. pur non volendo occultarlo. che va ricercata la linea di confine tra rischio d’impresa ed azzardo.

3d 190 Concordato fallimentare . ` e ` il riferimento al passaggio in giudicato della sentenza. ovviamente. nel nuovo scenario normativo. comportino una grave lesione della par condicio creditorum. la revoca della stessa in caso di successiva condanna passata in giudicato. All’evidenza. Se e il tribunale sospende il procedimento fino all’esito di quello penale. qualora la procedura fallimentare dovesse concludersi in pendenza dell’appello. allorche ` insussistenti.). L’interpretazione della norma. dispiegandosi e talvolta smarrendosi negli ingranaggi giudiziali. salvo che per tali reati compiuti in connessione con l’esercizio dell’attivita ` in corso il procedimento penale per uno di tali reati.r:/Wki/Ghia . 6) Non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia pubblica. ad esempio. salvo che per tali reati piuti in connessione con l’esercizio dell’attivita sia intervenuta la riabilitazione. il riferimento e ´ si fa menzione di attivita ` di a) la bancarotta fraudolenta (art. rischia di svalutare quell’attrattiva che.Chiusura del fallimento e suoi effetti ` a singole fattispecie di reato connesse al fallimento quali: Qui. . fall. il quaNon possono non rilevarsi. l’industria e il commercio. ha certamente il debitore nei confronti di una pronta emersione dello stato di dissesto economico. che nel caso di procedimento penale pendente per uno di tali reati. e altri delitti ` d’impresa. pur non penalmente rilevanti. l’industria e il commercio. perplessita le. nell’essere stato condannato – in forza di sentenza passata in giudicato – per il reato di bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia pubblica. Elemento di novita non riportato nella previgente normativa in tema di riabilitazione. il Tribunale sospende il procedimento in attesa della definizione di quello penale.volume 4/impaginato/04-cap. fall. in merito. In tali ipotesi. in ragione di quel colore « premiale » dell’esde` risultata essere tendenzialmente estensiva. in forza del quale. l’intervento correttivo del legislatore mira a tutelare il principio costituzionale della presunzione d’innocenza. sia intervenuta la riabilitazione. 217 l. Si precisa. salva. 216 l. all’aver « aggravato il semplice (art. Come si evince chiaramente dalla lettera della norma. 218 l. per il fallito. e altri delitti com` d’impresa. invece. infatti. consentire il rebbe piu beneficio dell’esdebitazione in quel dato frangente. rendendo piu abusivo al credito (art.). la quale faceva riferimento esclusivo alla semplice condanna. Simili problematiche possono presentarsi. appari` equo. nei casi in cui si giunga ad una sentenza di assoluzione in primo grado. in presenza degli altri presupposti anzi descritti. poi. e da ricomprendere anche quelle fattispecie che. allorche ` difficoltosa la ricostruzione del patrimonio ». b) la bancarotta distrazione dell’attivo o di esposizione di passivita ´ si fa riferimento. ` legate al fattore tempo. ulteriore elemento ostativo all’esdebitazione consiste. fall.). tale bitazione cui si faceva cenno. c) il ricorso dissesto. solo a seguito ` essere negata o pronunciata della chiusura definitiva del procedimento potra l’esdebitazione.

neppure in parte. 817. ai modi d’un quadro futurista. ha cura di precisare che « Sono salvi i diritti vantati dai creditori nei confronti di coobbligati. co. non perdere il passo. senza alcuna distinzione tra privilegiati e chirografari. lo si e ` . 21. dei fideiussori del debitore e degli obbligati in via di regresso ». ma anche nell’interpretazione sistematica di disposizioni fallimentari quali: l’art.. che rispetti. quindi.. 9 Trib. deve vestirsi Ma l’interpretazione. si afferma l’impossibilita ´ minimi. troverebbe linfa anche nella re` lazione illustrativa della legge di riforma del 2006.. quale unica reazione volta. il quale fa riferimento a debiti non soddisfatti integralmente e non semplicemente a debiti non soddisfatti. b) i debiti ´ le sanzioni penali ed amministraper il risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale nonche tive di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti ». seguire l’evolversi dei contesti. ` di pervenire alla concessione del beIn altre parole. fall.) 8. oltre l’astrattezza Tutto e nulla pare. non solo nel dato letterale della norma richiamata. concepite nell’ottica non del mero privilegio. pone. Fa. anche in misura minima o perfino irrisoria. esser definito. . ` essere concessa qualora La norma testualmente recita: « l’esdebitazione non puo non siano stati soddisfatti. Il Tribunale di Udine. Questa interpretazione secondo gli estensori. con cio ` delle parole vi e l’attuarsi della vicenda umana. ha stabilito che la condizione ` integrata solo ove tutti i creditori concorsuali. a favore dei creditori conneficio in totale assenza di riparti. l’art. al di la cio esdebitatorio (cfr.12. un’ulteriore condizione che merita di essere approfondita. impli` di un soddisfacimento – almeno parziale – di cando. ad un tempo.r:/Wki/Ghia .2007 9. quindi. fall. 143. risultino parzialmente pagati. ma di un favor debitoris ` . 144 l. 142. e come sempre.volume 4/impaginato/04-cap. alludendo. a neutralizzare il dubbio e a nutrire il progresso della scienza giuridica. la teorica necessita tutti i creditori.3d L’esdebitazione 191 ` della esplicita elencazione dei casi di esenzione dal benefiL’art.12. l’evolversi dell’interpretazione giurisprudenziale. ` . L’ult. Udine. contribuendi dinamicita 8 La legge stabilisce che « restano esclusi dall’esdebitazione: a) gli obblighi di mantenimento e alimentari e comunque le obbligazioni derivanti da rapporti estranei all’esercizio dell’impresa. 2008. ancorche corsuali.2007.. incluper la concessione del beneficio sara dendo anche i chirografari. l. con decreto del 21. al 2o co. le esigenze di sviluppo dell’economia. pero ` detto. secondo cui l’esdebitazione opera anche nei confronti dei creditori concorsuali non insinuati e limitatamente alla eccedenza rispetto alla percentuale attribuita ai creditori nel concorso. i creditori concorsuali ». 1o co. in danno dei creditori. ad un pagamento effettivamente avvenuto. ove si afferma l’inevitabilita di limiti e puntualizzazioni alla concessione dell’esdebitazione. 3o co. Tale conclusione troverebbe conforto.

quelle personali piu Elementi quali: la suddivisione in classi di creditori ad opera del debitore o del proponente nel concordato. ha recentemente statuito che: « L’interpretazione seguita dalla Corte discende proprio dalla nuova regolamentazione del fallimento. 3-12. ancorche per facta concludentia.12.2008. ad esempio. Milano. l’estraneita accordi. Cfr. dell’art. costituiscono punti fermi in questo nuovo approccio legislativo.volume 4/impaginato/04-cap. il quale. prattutto. di tutte le energie imprigionate nel fallimento. La Corte d’appello di Ancona. tra l’altro. la non casuale assenza dell’ag` gettivo qualificativo « tutti » riferito ai creditori nell’art. GHIA. nella guerra dei punti di vista. Ancona. proprio in ragione del legame che. e so` squisitamente imprenditoriali. a cambiarli nella prospettiva di salvaguardare i beni della vita e. 2009.4.2008. evidentemente. quindi. attraverso ` prevalentemente processuali. e la possibilita ´ espresso che anche l’esdebitazione si concretizzi attraverso l’accordo. resa esplicita nella legge di delega con cui si invitava l’esecutivo a introdurre la disciplina dell’esdebitazione. infatti. fall.. In tal senso militano alcune prese di posizioni della dottrina e della giurisprudenza. 2009. Ebbene.3d 192 Concordato fallimentare . ` anche in considerazione del venire meno per altri istituti nella materia della obbligatorieta del soddisfacimento totale di alcune categorie di crediti (nel concordato preventivo e in quello fallimentare) » 11. 10. muovono tutti nel senso dell’eliminazione del maggior numero possibile di ostacoli alla pronta conclusione della crisi dell’impresa. La riduzione dei tempi di conclusione delle procedure concorsuali. il piu cito possibile. ` sottolineato altrove 10 come il nuovo diritto fallimentare debChi scrive ha gia ` solleba essere letto con « occhiali nuovi ». nel caso di specie. e l’esdebitaziomeccanismi non piu ne dei falliti persone fisiche. l’attenuazione del rigore dogmatico con cui ve` ampie possibilita ` negoziali nella nivano considerati i privilegi. Quindi pare mancare nella legge ogni distinzione tra soddisfacimento parziale o totale. 142 l. Mantova. debba interpretarsi « nel senso ` sufficiente per accedere al beneficio dell’esdebitazione che siano soddisfatti.Chiusura del fallimento e suoi effetti do. rileva che il 2o co. ma negoziali. 2008. anche Trib. nella direzione di un recupero. prevedendo che essa consista nella liberazione del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti. 3. la lettura offerta della norma non pare potersi condividere. con i creditori o con alcune « classi » degli stessi. anche parzialmenche e te. sul punto. 1184 ss.r:/Wki/Ghia . 10. Fa. almeno una parte dei creditori » sottolineando. fall. che « la norma indicata non distingue tra 11 10 . il recupero di piu definizione stragiudiziale dei rapporti credito-debitori nell’ambito delle proce` del Tribunale rispetto al contenuto ed alla valutazione di tali dure. L’Esdebitazione. ivi comprese. App. Fa. la accosta ad « antiche » culture d’ispirazione prettamente punitiva per il fallito. 1193. In tale rinnovata cornice si collocano. 142 l. i valori protetti dal nuovo istituto.

c. ` in ordine alla natura del procedimento esdebitatorio. fall. e tale interpretazione pare porsi in contrasto con il ` indicato che la disciplina della esdebitazione deve consistere disposto della legge di delega laddove e ‘‘nella liberazione del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti’’ (art. 13 della L. non chiaLe perplessita rite da alcuna norma della legge fallimentare. comma 6.. ed a compimento della stessa. « con il decreto di chiuquello presso il quale si e sura del fallimento o su ricorso del debitore presentato entro l’anno successivo. c.volume 4/impaginato/04-cap. 737 ss. il quale. va analizzato l’art. scrivendo sull’etimologia della parola « codex ». 12 L’omaggio e ` al maestro Lucio Anneo Seneca. creditori privilegiati e chirografari e specificatamente non esige l’intervenuto pagamento parziale anche dei creditori chirografari. fall. il quale. 3. ne riscopriva le origini in una tavola di legno. danno forma e sostanza all’istituto dell’esdebitazione. 143 l. in grado di far galleggiare e navigare l’uomo nel mare della vita. tracciando l’iter procedimentale per l’applicazione ` e i tempi caratterizzanti l’azione dei singoli prodell’istituto. corrispondente a ` aperta la procedura concorsuale.r:/Wki/Ghia . che uniti tra loro. del debitore gia La disposizione termina prevedendo che « contro il decreto che provvede sul ricorso. n. 142 l. il debitore. il pubblico ministero e qualunque interessato possono proporre reclamo a norma dell’articolo 26 ».p. definendosi con decreto reclamabile. la ` dove. lett. 80). statuendo in ordine alle condizioni normative necessarie ai fini della concessione del beneficio. e quindi dai debiti residui nei confronti di tutti i creditori non soddisfatti. abbia definito la struttura dell’istituto in Si e parola. sia parzialmente che totalmente ». alla luce della mutata dimensione procedurale del fallimento. precisa le modalita tagonisti del procedimento esdebitatorio. sentito il curatore ed il comitato dei creditori. . Oltre tale norma. 14. i creditori non integralmente soddisfatti. privilegiando.3d L’esdebitazione 193 La « vela» 12. gli interessi dei creditori ad una congrua e pronta ripartizione dell’attivo e del debitore meritevole alla chiusura del fallimento. Il procedimento di esdebitazione Uno sguardo al dato normativo permette di tracciare singoli segmenti. a).2005 n. 1. animata da un vento nuovo che rifiuta le lungaggini processuali. dichiara inesigibili nei confronti ` dichiarato fallito i debiti concorsuali non soddisfatti integralmente ». pare quindi orientarsi verso nuove rotte. « il tribunale » competente.5. nel suo « De brevitate vitae ». pare configurare un’ipotesi di procedimento camerale ai sensi degli artt. si chiariscono nella lettura di alcune fasi del procedimento stesso. Secondo la lettera della norma. esclusivamente. considerato che questo presupporrebbe necessariamente la integrale soddisfazione di tutti i creditori ammessi con prelazione. verificate le ` conto dei comportamenti collaborativi del condizioni di cui all’articolo 142 e tenuto altresı medesimo. ` osservato come l’art.

Tra le righe. 30. appare opportuno ricostruire i singoli passaggi che hanno portato ad una pronun` versanti. dell’art. 2007. fall. Fa. 142 l. Il ` la sussistenza dei presupposti soggettivi. PLENTEDA. C. GiC. 2008. il quale dovra in cui l’esdebitazione non venga pronunciata insieme al decreto di chiusura. Ci si muove. orientato ad una maggiore privatizzazione della gestione della crisi di impresa.. ponendo quale dies a quo ai fini della decorrenza del termine di decadenza. 4. la quale. La soluzione da prediligere pare essere quella della obbligatorieta che tuttavia non risulta essere vincolante.. L’art. e distintamente nel testo della norma. delle condizioni Tribunale verifichera ´ il soddisfacimento. fall.5.2008. La soluzione da condividere. come previsto dal 2o co. quale sia la naliberazione dalle obbligazioni insoddisfatte. sembra porsi in contrasto sia con il legittima l’iniziativa d’ufficio. pero ` . vanno previsti casi in cui il procedimento si svolga in assenza delle richiamate audizioni. prevede che il Tribunale acquisisca il parere del curatore e del comitato dei creditori prima di esprimersi sulla concessione del beneficio della ` chiaro. pero principio della domanda di cui all’art. e alternativamente. in uno scenario non ancora ben definito. risolutiva della Corte costituzionale 14. 15 Trib. Vicenza. 457 ss. in aperta dissonanza rispetto agli schemi evidenziati.2006. qui. Fa. il momento in cui il decreto di chiusura del fallimento diviene inoppugnabile. cost. 3.Chiusura del fallimento e suoi effetti ` necesCome si evince dal dettato normativo. 99 c.r:/Wki/Ghia .11.. su piu Questo l’antefatto: nel definire il primo grado di giudizio. si evince che la definizione o chiusura della procedura fallimentare costituisce l’ulteriore elemento essen´ operi concretamente il beneficio della inesigibilita ` dei debiti residui. il Tribunale ordinario di Vicenza 15 aveva dichiarato inammissibile una istanza di esdebitazione in 13 14 Cfr.volume 4/impaginato/04-cap. 143 l. nonche in parte. quindi. parte della dottrina 13 ha ritenuto ammissibile e ` . per l’avvio del procedimento e ` presentare ricorso nella sola ipotesi saria l’iniziativa del debitore. almeno dianzi elencate delle quali all’art. Sulla base di tali presupposti.3d 194 Concordato fallimentare .c. 2132. ove. Non e tura di tale consultazione e se. ` quella che vede il debitore presentare. l’istanza prima della chiusura della procedura o il ricorso entro l’anno successivo. sia assolutamente necessaria ai fini ` del decreto di esdebitazione.p. Esdebitazione nel fallimento e problemi di diritto intertemporale. sia con lo spirito della riforma. ziale affinche Seguendo il percorso previsto dalla norma va esaminata la fase istruttoria. dei creditori concorsuali. cia significativa e. n. 2007. nondimeno. 181. 142 l. . 462. quest’ultima. in quanto successive alla decadenza dall’ufficio degli organi « consultivi ». fall. della validita ` del parere. Nel tentativo di sciogliere i nodi emersi lungo la linea descrittiva tracciata.. 16. decr.

5/2006. nondimeno.3d L’esdebitazione 195 base ad un’interpretazione dell’art. 142 della Legge Fallimentare (. come accennato. ` costiIl giudice a quo. Ma. ovvero a coloro i quali non abbiano partecipato alla procedura fallimentare. In particolare. ricon` di partecipare al giudizio con facolta ` di interlocuzione. seppur munito di titolo.. non abbia richiesto l’ammissione al passivo. in relazione al diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti sancito dall’art. Alcuni di tali dubbi trovano pratica e concreta soluzione nell’obbligo per il ´ debitore esdebitato di pagare la stessa percentuale a tutti i creditori. sulla possibilita trointeressati ». ` dove la norma tace. ducibile alla possibilita ` E evidente che simili problematiche non sussistono nei casi in cui l’esdebitazione sia pronunciata contestualmente alla chiusura del fallimento. le stesse. in quell’occasione.lg. a creare il diritto. dell’instaurazione del procedimento. La Corte d’appello di Venezia. o ancora chi. riteneva. che. a districare tali nodi esegetici ed a risolvere numerosi ` sorti nella vigenza della nuova normativa. ` di ricondurre alla categoria dei « conCi si interroga. quindi. muniti di titolo valido ed efficace nei confronti del fallito. la selli mancanti. l’istituto in questione sia applicabile alle procedure che. sia sorta anteriormente a questa ». relativamenLacune normative piu te: alla garanzia del contraddittorio. con idoneo mezzo. alle modalita loro essere assicurata la presenza nel procedimento. siano dichiarate chiuse nella vigenza della normativa riformata ». a causa dell’avvenuta chiusura del fallimento e della consecutiva cessazione dalla carica del curatore e del comitato dei creditori. ponendosi in aperto contrasto rispetto a quanto statuito dal giudice di prima istanza. d. alla esatta individuazione delle controparti ` con le quali debba del debitore nel procedimento di esdebitazione. 150. essendo. oltre ai creditori ammessi allo stato passivo. eziologicamente connesse alle sole ipotesi in cui manchi il potere di interlocuzione. 24 Cost.volume 4/impaginato/04-cap. invece. « stante la natura sostanziale della predetta previsione legislativa.r:/Wki/Ghia . e ` intervenudubbi di costituzionalita .) non sarebbe applicabile in caso di procedura fallimentare che. e ` l’interpretazione ad aggiungere i tasE come sempre. inoltre. si rilevava la costruzione legislativa di un meccanismo ove la « non necessaria partecipazione al proce´ « la mancata previsione della dimento di esdebitazione dei creditori concorsuali ». nonche ` da loro messa a conoscenza. ` o meno evidenti sussisterebbero. ma non siano stati ammessi. sollevava dubbi sulla compatibilita tuzionale dell’art. sı consentire loro la partecipazione » costituivano chiari sintomi della insussistente tutela della garanzia dei creditori stessi all’esercizio del diritto di difesa. ancorche non ammessi al passivo.. anche se sorte anteriormente. nel senso che « l’art. ma siano. su una domanda di esdebitazione « nuova ». 143 l. anche coloro che abbiano presentato domanda. fall. pur conclusa nella vigenza della riforma.

anzitutto. ha indotto. ` – concludendo – si evince l’indiscussa applicabilita ` della esdebitazione Da cio . quindi. ` che l’esdebitazione sia pronunciata successivamente La legittima eventualita ´ la mancata previsione di uno strumento idoalla chiusura del fallimento.1. nonche neo a informare i creditori concorsuali dell’inizio di un procedimento destinato. la conoscenza o conoscibilita procedimento. nelle ipotesi di richiesta da parte del fallito alla esigibilita nell’anno successivo alla chiusura del fallimento. si e ` della nuova disciplina alle procedure concorsuali gia ` chiuse alla data del lita 16. anche a quelle pendenti. inerenti la possibilita zione fosse applicabile. 4. 24 Cost. inidonea a garantire la piena tutela del diritto dei creditori ` del credito vantato.7. o ancora a quelle chiuse alla stessa data. all’interno della normativa di riforma.7.2008 (data di entrata in vigore del decreto corretal 16.volume 4/impaginato/04-cap.2006.2008. ` ritenuta. all’art. il cui iter logico-argomentativo passa anche attraverso la ` della esdebitazione nel novero delle procedure camerali. Il regime transitorio ` .7. ad un tempo. ` che il beneficio dell’esdebitaTali dubbi interpretativi.1. ha esteso l’applicabilita disciplina. di volta in volta. 9.r:/Wki/Ghia . il quale. e ` idonea riconducibilita a garantire. inoltre. mediante l’introduzione dell’obbligo di notifica. assicurando.2006.2006 e gia tivo) l’applicazione della nuova normativa sarebbe stata subordinata alla presentazione della domanda di esdebitazione entro il termine di un anno a decorrere dal 1.1.2006 (data di entrata in vigore della riforma). l’integrazione del contraddittorio ed il diritto di difesa (art.Chiusura del fallimento e suoi effetti ta la Corte costituzionale. ai rito maggiore linearita ` dell’instaurazione del soggetti controinteressati. che nei casi di procedure pendenti ` chiuse al 1. 19. I primi passi dell’esdebitazione avevano sollevato alcune perplessita ` perlopiu alla assenza di una disciplina particolare relativa al regime transitorio. 5. nei termini che `. Bile) ha confe` e chiarezza all’istituto dell’esdebitazione. che con la sentenza 181/2008 (Pres. concedera La soluzione offerta. F.lg. la Corte costituzionale a tacciare di incostituzionalita l’attuale disciplina.) in ordine a beni tutelati costituzionalmente (i crediti). l’inapplicabiAlla luce di tale integrazione normativa. dovute. il Tribunale. oltre che alle procedure fallimentari aperte successivamente al 16. La norma correttiva ha specificato.3d 196 Concordato fallimentare . n. a produrre effetti sostanziali nei loro con` fronti. esclusivamente. alle procedure pendenti alla data di entrata in vigore del d. hanno trovato soluzione nel de` della nuova creto correttivo 169/2007. in caso di accoglimento dell’istanza.

` interL’analisi dei profili applicativi che hanno sollevato maggiori difficolta ` recente giurisprudenza in tema di pretative. una sua piu Esaminiamone qualche esempio proprio con riferimento al periodo al quale ` essere applicato il beneficio.4. appare utile sia per offrire spunti di riflessione..2006. ` nel dettaglio. puo 5. Sul regime intertemporale: l’ordinanza 61/2010 della Corte costituzionale In ordine alle problematiche inerenti il regime transitorio da ultimo introdotto. e quindi cabilita anteriormente all’entrata in vigore della riforma fallimentare. .2008.2008.C. ma necessario » 16.volume 4/impaginato/04-cap. attraverso la rilettura della piu esdebitazione.1. inizia ad acquisire ` nitida fisionomia.1. nonche quelle aperte posteriormente a tale data. 18 Trib.-475 a. il Tribunale era chiamato a pronunciarsi in ordine all’appliPiu ` della esdebitazione ad un fallimento definitosi in data 4. il Tribunale di Roma 18 ha ritenuto applicabile l’istituto della esdebitazione ` dei debiti concorsuali non soddisfatti integralmente – – dichiarando l’inesigibilita ad un fallimento chiuso nella vigenza del « vecchio » regime normativo. Il cammino della giurisprudenza in tema di esdebitazione ` lecito. A distanza di qualche anno. Roma.). L’Esdebitazione.C. 133 ss. inedita. che pronuncia dopo pronuncia. 5. GHIA. 16 17 Eraclito di Efeso (535 a. senza apesdebitazione sono stati numerosi e la sua applicazione e prezzabili distinzioni geografiche. ` dell’istituto e sulla In altro scritto 17 avevo espresso dubbi sulla compatibilita sua metabolizzazione nel tessuto normativo. alla luce della nostra storia.r:/Wki/Ghia . cit.3d L’esdebitazione 197 ´ a a tutte le procedure di fallimento chiuse successivamente al 1. su gran parte del territorio nazionale. che per chiarire l’essenza di una materia. sia pure in un lasso di tempo forse breve per tracciare un bilancio.1. soprattutto in una materia « Cambiare idea non solo e come il diritto che cammina di pari passo con l’uomo e con l’evolversi dei contesti che lo circondano e delle leggi che ne regolano diritti e doveri. devo riconoscere che i casi di ricorso alla nuova normativa sulla ` avvenuta. 18.

lo ledo. 61.3. tra l’altro. « con 19 C.2. .2009). al contempo. invece. ben´ . rio producesse un’irragionevole disparita tra i falliti le cui procedure si erano concluse prima del 16. n. GC. tenuto conto. 16. pur riconoscen` . di Lucca (con due ordinanze del 24. 3 Cost. 143 l. si sottolineava come l’introduzione del nuovo regime transito` di trattamento. 12.2010. erano ancora pendenti. 267) a prescindere dalla loro data di chiusura.7. lesiva dell’art. d.d.5.2009) ed il Tribunale ordinario di Alessandria ` costitu(con ordinanza del 17. n.7. in entrambi i casi.3d 198 Concordato fallimentare . e Corte costituzionale con ordinanza del 24. al fine della sua concreta applicabilita ga alla procedura fallimentare. della previsione del termine annuale dalla chiusura del fallimento di cui all’art.2008). Il Tribunale di Lucca aggiungeva a tali censure che la riforma aveva inteso espungere gran parte degli elementi punitivi nei confronti del debitore. sia del divieto di estensione della stessa a tutti i fallimenti retti dal testo originario (r. – le norme di collegamento della esdebitazione possono trovare applicazione piena anche in caso di « vecchi » fallimenti. il beneficio poteva essere accordato. ed introdurre..2006. cost.Chiusura del fallimento e suoi effetti ` giudiziaria.lg. profili di carattere premiale per il fallito meritevole. con argomentazioni che meritano di In quell’occasione. l’Autorita essere ricordate. In particolare.2.2. 24.2006. 169. ai quali. che i Tribunali di Tolmezzo (con ordinanza del 15..9. ed i falliti le cui procedure.1. di Udine (con ordinanza del 27.4. improntata fortemente al favor debitoris.volume 4/impaginato/04-cap. 3. ` utile ripercorrere le linee tracciate di recente dalla In ordine a tali profili. ` recenti non sarebbe in con– l’interpretazione estensiva delle disposizioni piu trasto con la ratio ispiratrice della riforma. il legame che. fall. 530. a quella data. anzitutto. Procedendo per gradi. 19 e 22. 2010. rilevando l’illegittimita limitazione all’applicazione retroattiva dell’esdebitazione ai fallimenti pendenti alla data del 16. Sulla base di tali e di ulteriori premesse i giudici a quo ritenevano violati i principi di ragionevolezza. aveva ritenuto che: – l’istituto dell’esdebitazione ha una sua autonoma rilevanza. ai quali veniva precluso l’accesso alla esdebitazione.2009) avevano sollevato questioni di legittimita ` sia della zionale degli artt. deve rilevarsi.. il ` di tali norme a tutti i fallimenti quale ha lo scopo di circoscrivere l’operativita ` di un anno prima dell’entrata in vigore della nuova pendenti e definiti non piu legge.r:/Wki/Ghia . uguaglianza e tutela del diritto di azione. 61 (Presidente De Siervo – Redattore Napolitano) 19.1942.2010. la disciplina fallimentare applicabile era stata o doveva che essere quella previgente.2007. n. n. inscindibilmente.

fonte di risultati attendibili. una serie di riscontri istruttori. sull’asserita violazione dell’art. 170 del 2009 e n. anzi. di imprenditore e di consuma´ limitatamente ai casi in cui egli dimostri di non aver frodato i cretore. deducendo. ne dichiarava la manifesta ` per assenza di motivazione. fonte di ingiustificata disparita ` di trattamento. riteneva le questioni sollevate manifestamente infondate. ‘‘per quanto attiene alla irragionevolezza della fissazione di un limite temporale ` di accedere al beneficio della esdebitazione – posto che l’unica alternativa alla possibilita possibile. e di aver colla- . Pertanto.. 341 del 2007 nonche 2008). ` in ordine all’art. si ` con cui si erano riservassero trattamenti differenziati in ragione della velocita ` che irragionevole far dipendere concluse le procedure. sarebbe stata ` del beneficio a qualunque soggetto che. la quale doveva ritenersi. d. ma di essere vittima di avverse situazioni imprenditoriali. che ben difficilmente sarebbero possibili o. quindi. al fine della concessione della esdebitazione. 3 inammissibilita Cost. anche con speci` di trattamento. era La Corte. manifesta arbitrarieta ` secondo la costante giurisprudenza di questa Corte. 94 del 2009 e n. comunque. introduceva un’ipotesi di esclusione dal beneficio liberatorio del tutto svincolata dalla condotta del fallito e del tutto accidentale.lg. 19 e 22. oltre che in contrasto con il principio di uguaglianza. vi avesse interesse dopo la chiusura del fallimento – essa non e trabile nella censurata scelta legislativa che. appare coerente con la esigenza di compiere. quindi. poiche ´. 24 Cost. volti alla verifica della effettiva meritevolezza del beneficio da parte del fallito. totalmente irragionevole e ingiustificata. Ma se – come si ritiene – lo scopo della norma che ha introdotto nel nostro ` rappresentato dalla restituzione al ordinamento l’istituto dell’esdebitazione e fallito persona fisica dei suoi diritti di cittadino. che le disposizioni censurate risultavano prive di ragionevolezza in quanto ammettevano che a due falliti. in particolare. ove fossero svolti in relazione a procedure concorsuali la cui chiusura risalga a periodi troppo risalenti nel ` del legislatore la fissazione del detto limite tempo. 169/2007. con dichiarazione contemporanea. 212 del tenze n. lo stesso naturale fluire del tempo e valido elemento diversificatore delle situazioni giuridiche (fra le ultime si vedano le sen´ le ordinanze n. la previsione degli artt. essendo stato quella di estendere la applicabilita ` riscondichiarato fallito. rientrando.3d L’esdebitazione 199 conseguenza quasi automatica dell’esdebitazione in seguito all’avvenuta chiusura del fallimento ». cosı ` motivando: « i rimetfico riferimento alla dedotta disparita tenti omettono di considerare che il criterio di discrimine nell’applicazione di diverse di` dirsi.volume 4/impaginato/04-cap. Il Tribunale di Alessandria si soffermava su profili analoghi. onde non incorrere nella apposizione di ingiustificati termini. Appariva. nella discrezionalita temporale’’ ».r:/Wki/Ghia . ancorche ditori. rilevato che la questione di legittimita stata sollevata esclusivamente dal Tribunale di Udine. a meno che non sia affetto da scipline normative basato su dati cronologici non puo ` intrinseca. piu la concessione dell’esdebitazione da fattori casuali e non riferibili alla condotta del fallito.

Paradossalmente. nel mercato e nella legalita ´ condividere le argomentazioni svolte convenire con la Corte costituzionale. ` La limitazione degli effetti temporali della normativa sulla esdebitazione.3d 200 Concordato fallimentare . . superando gravi difficolta ` possiseppur con tecnica legislativa e testi criticabili. infatti. non puo congruenza argomentativa. entrambi parimenti meritevoli. ` omettere di osservare che. sotto i profili della coerenza e Chi scrive. ne nell’ordinanza 68/2010. e il motivo per cui. fall. Una maggiore attenzione ai venti nuovi che spirano negli spazi e lungo gli argini del fallimento.r:/Wki/Ghia .volume 4/impaginato/04-cap. In tal caso. non appare possibile cuiti produttivi. 142 ss. viene posta alla base della motivazione che nega l’applicazione di un diritto « nuovo » (l’esdebitazione). soffermarsi al caso – sopra evidenziato – di due fallimenti di persone fisiche dichiarati contemporaneamente. a realiz` di trattamento giuridico di situazioni sostanzialmente zare la necessaria parita uguali. cosı come identificata nell’interpretazione della Corte costituzionale (insensibile allo ` culturali. storiche e sociali. l. ha inteso estendere il piu ` del legislatore e con la inbile l’applicazione della norma). spirito di una riforma che. senz’altro.2006. dovrebbe risultare un’operazione di ermesibilita neutica giuridica doverosa nel quadro complessivo della nuova legge e nella constatazione che le ipotesi in esame erano soggette alla « vecchia » legge fallimentare. una giurisprudenza costi` tuzionale antecedente a tale « nascita » ed alla rivoluzione copernicana che ne e seguita per il diritto fallimentare italiano. con tura della norma piu l’introduzione del diritto di cui agli artt. produce. se la « ratio » della esdebitazione ruota sulla « seconda ` ». la possibilita ` aderente alle novita ` apportate. a tal proposito.Chiusura del fallimento e suoi effetti borato con la procedura. di un elemento casuale quale la durata della procedura. ma dei quali solo ` davvero difficile comprendere uno si concluda dopo il 16. una volta accertato che il debitore non aveva alcuna pos` di incidere su tale elemento. tra i due debitori falliti. anche per il tramite di interpretazioni additive della norma. inutilmente quanto non giustificabile disparita convincentemente. o comunque il superamento. nel nostro ordinamento. sul diritto all’errore riconosciuto (il quale non puo ` che tradursi opportunita in esperienza utile per « rialzarsi »). il debitore ´ la procedura e ` durata di piu `! consegue il beneficio esdebitatorio solo perche ` di offrire una letLa Corte costituzionale aveva ed ha. stride con la volonta ` di situazioni che tale limitazione. nel caso di una procedura meno virtuosa. Basti. solo chi abbia visto la propria procedura prolungarsi oltre detto termine debba godere del beneficio e non l’altro. o ancora sul reinserimento del fallito nei cir` finanziaria. in modo coerente con la logica socio-economica che ha orientato la riforma.7. La rimozione. meno soddisfacente per i creditori e forse meno efficiente. contribuirebbero. nell’ambito della quale l’istituto dell’esdebitazione era del tutto sconosciuto.

142. su beni essenziali della vita quali i diritti introdotti con l’esdebitazione. . neppure in parte. fall. L. non piu in controtendenza con la velocizzazione delle procedure. una concezione del fallimento residualmente. invero. in piena coerenza logica alle premesse. 142. o quanto meno ridurre. la quale. 5/06 – per carenza delle condizioni oggettive previste dall’art.r:/Wki/Ghia . il giudice di primo grado argomentava il rigetto dell’istanza di ` dell’istituto introdotto con il D. 5. Il legislatore. per mancato totale soddisfacimento dei creditori chirografari ammessi ». bitazione. nel soppresso istituto della riabilitazione. con le generali attese socio-economiche e con le regolamentazioni vigenti nei paesi concorrenti.Lgs. essendosi chiuse anteriormente alla data del 16. secondo comma.12.2006. 2o co. di scelte indiscutibili quanto dogmatiche del « principe ». l’applicazione del principio piu nerale della successione delle leggi nel tempo.F. tantomeno. viene evidenziato in una pronuncia della Corte d’appello di Ancona (12. con l’introduzione di un nuovo contesto legislativo orientato a favorire la via negoziale degli accordi tra debitore e suoi creditori (sotto il controllo del comitato dei creditori e del curatore). manifestazioni di carattere pubblicistico. interrogandosi sulla portata da riconoscere alla norma di cui all’art.. quanto ingiustificatamente. ha inteso eliminare. In particolare. l. non possono trovare il loro – oramai quasi naturale – completamento nell’esde´ . Altro profilo perplesso della materia in esame. le cui procedure. un’interpretazione discorde – e decisamen` attuale – sul punto.3d L’esdebitazione 201 L’interpretazione della Corte riflette. menesdebitazione « affermando l’inapplicabilita zionato – n.volume 4/impaginato/04-cap. Sulla condizione di cui all’art.7. fall. ritenendo sufficiente la soddisfazione anche solo parte piu ziale di qualsiasi categoria dei creditori ammessi (ovvero anche solo parziale dei creditori privilegiati). di elementi casuali. di contro. anche in questo caso. deve ritenersi che l’or` compatibili con la nuova dinanza della Corte rischia.2008). questa volta chiamato a riaffermare il peso e l’incidenza. di frapporre ulteriori ostacoli sul cammino dell’esdebitazione e conse` a questo « motore » della vigente disciplina guentemente di sottrarre attrattivita fallimentare. In conclusione. ne ` geSembra sia prevalsa..2. 142 l. i creditori concorsuali » – giunge a riformare la pronuncia del Tribunale che aveva rigettato la domanda di esdebitazione presentata da un soggetto fallito. ` attuali. invece. La Corte d’appello offriva. – nella parte in ` essere concessa qualora non siano stati sodcui statuisce che « l’esdebitazione non puo disfatti. giustificando letture non piu norma. punitiva nei confronti di falliti « sfortunati ».

142. fall. nel caso di specie. tantomeno. veniva. la mancanza del requisito oggettivo di cui all’art. anche in altri istituti del diritto fallimentare. L. ne In sostanza. Est. L’assunto cui si giunge sarebbe. alla base dei motivi di censura. 143 l. richiedendo solo che sia persona fisica » – il Tribunale ha riscontrato. . fall. primo periodo.) dal fallito in quanto socio illimitatamente responsabile di societa fallita (art. ` affermato nelle righe che precedono – Tale interpretazione – come peraltro gia risponde maggiormente allo spirito della nuova disciplina fallimentare. ma – piu stesso venga esteso anche ai crediti del tutto insoddisfatti in sede di ripartizione dell’attivo.F. alla base del conseguente rigetto dell’istanza di esdebitazione. nella parte in cui prevede che il Tribunale debba dichiarare inesigibili i « debiti non soddisfatti integralmente ». La Corte chiariva che l’art. disfacimento parziale o totale.. esplicitamente finalizzata. In senso contrario. peraltro.r:/Wki/Ghia . 2o co.).10. secondo i dettami della legge delega. avvalorato dall’eliminazione del` del soddisfacimento totale di alcune categorie di creditori preval’obbligatorieta lentemente « intoccabili ».Chiusura del fallimento e suoi effetti Il dissenso. difatti. tra diverse categorie di creditori. E.F. l.3d 202 Concordato fallimentare .. dei creditori chirografari. fosse anche uno solo e per giunta pagato parzialmente. quali il concordato preventivo e quello fallimentare. anche solo simbolica. L’iter argomentativo. non si rinviene il motivo per il quale il debitore incolpevole e collaborativo non debba avere diritto all’esdebitazione indipendentemente dal numero e dalle tipologie dei creditori soddisfatti e dalla percentuale dei crediti pagati. non pone una limitazione applicativa dell’istituto ai soli casi di debiti soddisfatti par` opportunamente – contempla la possibilita ` che il beneficio zialmente.volume 4/impaginato/04-cap. 1 L. essendo fallito persona fisica (art. pronunciandosi su un’istanza di esdebitazione presentata ` fallita. 142. si fonda sull’assunto per cui la disposizione in discorso. in data 7.F. primo comma. dovrebbe essere interpretata nel senso che il beneficio esdebitatorio non possa essere accordato nei casi – come quello in esame – ove « i creditori particolari del socio ricorrente (ammessi al passivo di lui) non sono stati soddisfatti neppure in parte ». 147 L. si e ` espresso il Trida un socio illimitatamente responsabile di una societa bunale di Roma. alla « liberazione del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti ». risulterebbe elemento imprescindibile per la concessione del beneficio di esdebitazione. ricondotto all’erroneo assunto – avallato del Tribunale di Ancona – per cui. in forza della disposizione suddetta. ivi non riscontrando alcun riferimento a qualsivoglia distinzione tra sod´ .): la norma non discrimina il fallito in quanto imprenditore individua` dichiarata le (art. la soddisfazione.2009 (Rel. ` Verificata la sussistenza del presupposto soggettivo – in quanto « il ricorrente e legittimato a chiedere il beneficio. Norelli).

gia soddisfatti integralmente. 142 l. vedimento giudiziale. Il soddisfacimento parziale dovrebbe. In realta teplici casi. il che implica che il fallimento si sia chiuso con una ripartizione. ovviamente per l’intero. come abbiamo visto in molcreditori. dunque. quindi. prevedendo la soddisfazione prima di tutti i creditori privilegiati. sarebbe quindi la definizione della procedura fallimentare con una ripartizione finale dell’attivo in cui siano utilmente collocati tutti i creditori ammessi al passivo. rende inesi` dichiarato fallito. Quest’ultima norma – si sottolinea – dovrebbe essere considerata quale cardine della disciplina. tale impostazione.3d L’esdebitazione 203 L’articolo richiamato dovrebbe essere letto. privilegiando il dato economico del risultato della ` evidenziato) escludendo non a caso dal testo della norliquidazione e (come gia . sarebbe subordinato al soddisfacimento parziale di tutti i debiti singolarmente considerati. fall. dal momento che « l’esdebitazione. ossia di alcuni o di uno solo dei creditori concorrenti.volume 4/impaginato/04-cap. cosı dell’art. il quale statuisce che la pronuncia del Tribunale. Tale impostazione ci riporta al percorso tradizionalmente seguito sotto la vigenza della normativa precedente. « nel senso che il beneficio sia subordinato al soddisfacimento almeno parziale di tutti i creditori concorrenti. deriverebbe da una lettura combinata Tale interpretazione. Si afferma. luogo ad un accertamento di natura costitutiva. e quindi. in percentuale anche minima.. quindi. 143 l. ossia la liberazione del debitore ` un effetto che si produce prima del e indipendentemente dal provdai debiti residui. ma e L’esame della istanza ed il provvedimento di accoglimento o di rigetto della stessa darebbero. 142 l. ` formulata. fall. Condizione oggettiva imprescindibile. il principio della universalita ` della tutela assicurata ai diversi diritti e della soddisfazione pur nella diversita ` la nuova normativa abbandona. ` evidente – proseguendo nella direzione tracciata dal Tribunale di Roma con E la sentenza in esame – che i debiti non soddisfatti integralmente siano tutti i debiti e che tutti i debiti debbano risultare soddisfatti solo in parte. precludendo l’accesso al beneficio in tutti quei casi in cui residuino crediti per nulla soddisfatti..r:/Wki/Ghia . in caso di accoglimento della domanda di esdebitazione. prosegue la sentenza. quale che sia la percentuale attribuita ai creditori chirografari. ancorche minima ». di tutti i credi` del concorso tori chirografari. non e ` creato proprio e solo da questo ». essere inteso quale soddisfacimento non integrale di tutti i crediti e non quale soddisfacimento di una loro parte. in questa prospettiva. con l’art. grazie alla qua´ in misura le tutti i creditori ammessi al passivo abbiano ricevuto un pagamento. i debiti concorsuali non gibili nei confronti del debitore. fall. ai sensi dell’art. L’accoglimento della domanda di esdebitazione. ossia tutti i crediti ammessi al passivo debbano essere parzialmente soddisfatti in sede di ripartizione dell’attivo.

non possa essere concesso il beneficio dell’esdebitazione. l’assenza di ulte` di quelle gia ` distribuite. 23 Trib. il peso che la norma attribuisce ad elementi concreti quali la collaborazione del debitore nella ricomposizione dell’attivo.3d 204 Concordato fallimentare . la quale ha riformato una sentenza del Tribunale di Velletri 23. Sul tema. peraltro. nel caso di specie. non vengono presi in considerazione dal Tribunale che sembra invece preferire la concezione. Nel caso in esame.Chiusura del fallimento e suoi effetti ` elastico e mirato riferimento ma il richiamo a « tutti » i creditori. . in assenza di domande di ammissione al passivo e. una percentuale. formalmente di creditori insoddisfatti. rivelatosi meritevole secondo i canoni della legge. DPSoc.2009. curatore. oltre che ai creditori sociali. infra. a motivo dell’assunto per cui.2008. dell’attivo fallimentare. superata dalla norma. Cfr. ` da un giurisprudenza d’avanguardia quale quella citata 21. creditori concorsuali insoddisfatti. ai fini dell’applicabilita ´ minima. Sull’onda di tali argomentazioni. non tanto nella ridondante analisi di elementi quantitativi ` nella offerta di una ulteriore chance al relativi alla « species » del creditore. avvalorata. trova difficolta La ratio legis alla base della normativa sulla esdebitazione. comitato) ed esprime ` a modificare i dati economici della sinil suo potere punitivo. che aveva rigettato la domanda di esdebitazione di un soggetto fallito nei cui confronti non risultavano sussistenti. 72. 142 l. 7 ss. ne sciando immutato il loro livello di soddisfacimento. Velletri. 8. del giudice che sostituisce i creditori. una simile lettura. Roma. inedita.8. operando un piu ai « creditori concorrenti ». 2010. lagola procedura. al rigetto della istanza di esdebitazione. al momento della chiusura del fallimento. quindi.7-2. potra re nel circuito economico. 20 21 Cfr. ulteriori spunti riflessivi emergono da una pronuncia della Corte d’appello di Roma 22. forzando la dialettica che la legge affida direttamente alle parti interessate (debitore. ne. riacquisendo e generando nuova vita produttiva. ` condividersi una interpretazione delTale pronuncia ha chiarito che non puo l’art. infra. 4. senza riuscire pero ´ ad ampliare la realizzazione degli interessi dei creditori. vrebbe esser riconosciuta. anche ai creditori particolari del socio illimitatamente responsabile do` del beneficio. fall. creditori. nonche ´ la mancata opporiori risorse liquidabili al di la sizione alla domanda di esdebitazione. 24. riflette la sua identita ed il suo fine precipuo. ancorche ` evidenziato 20. bensı ` rientradebitore. per cui.2. 22 App. perfettamente in linea con l’interCome gia ` rigorosa e restrittiva delle potenzialita ` applicative dell’esdebitaziopretazione piu ` a collocarsi nell’ambito di un contesto fallimentare rinnovato.volume 4/impaginato/04-cap. 21. si giungeva. il quale.r:/Wki/Ghia .

. quindi. fall. giunti alla fine di un viaggio attraverso il quale si sono ripercorsi i tratti essenziali dell’istituto dell’esdebita- . nel caso di specie. Codesta pronuncia appare orientata ad una interpretazione condizionata dalla normativa preesistente e non sufficientemente coordinata. a maggior ragione dovra gittimazione ad ottenere il beneficio liberatorio a quanti abbiano saputo adempiere alle pretese creditorie in modo tanto soddisfacente da evitare domande di ammissione al passivo. con tutte le incertezze interpretative che caratterizzano il « nuovo ». 6. 142. con il nuovo im` stata correttamente ribaltata dalla Corte d’appello.3d L’esdebitazione 205 Si legge. richiederebbe necessariamente un pagamento ancorche tori concorrenti che. infatti. e Le considerazioni svolte chiariscono. – sostiene ancora il Tribunale di Velletri – prevede espressamente « la liberazione dai debiti residui ed esclude la ` dell’esdebitazione qualora non siano stati soddisfatti neppure in parte i creconcedibilita ` pronunciare l’esdebitazione ditori concorsuali (. Pertanto. 2o co. l’interpretazione letterale dell’art. opposto. La natura premiale e meritocratica dell’istituto trova. neppure in caso di pagamento integrale dei creditori concorsuali e in quello. 142. consapevoli del sapore inevitabilmente acerbo ` della materia stessa – delle prime pronunce che tengono conto – per immaturita del cammino intrapreso dall’istituto ed al contempo quel cammino scrivono..) ne discende che il Tribunale non puo del fallito. nel caso di specie. dunque. Conclusioni Come spesso o forse sempre accade nel diritto. rispetto a chi vi venire incontro nel modo piu ` riuscito solo in parte e tutto questo solo per la teorica possibilita ` della presenza di cree ditori rimasti fuori dalla procedura semplicemente per non essere stati in grado di promuovere nei termini le rispettive istanze di ammissione al passivo ».. la direzione che si ritiene di dover condividere e perseguire. l’ideale equilibrio logico nella ineccepibile considerazione per cui: se l’esdebita` correttamente essere accordata a chi abbia soddisfatto anche solo in zione puo ` essere riconosciuta la leparte i creditori concorsuali. oltre che in mancanza delle condizioni di meritevolezza previste dall’art. Secondo la tesi del Tribunale di Velletri.volume 4/impaginato/04-cap. 142 ´ parziale dei credil.r:/Wki/Ghia . l. pianto concorsuale. non poteva ritenersi sussistente per totale mancanza della categoria. di assenza di creditori concorsuali e quindi di creditori parzialmente soddisfatti ». In assenza di pagamenti nell’ambito della procedura – aveva ritenuto il Tribunale di Velletri – il beneficio non dovrebbe operare neppure nei confronti dei creditori non concorrenti: l’art. nelle motivazioni della sentenza che sarebbe « una paradossale incongruenza riservare un trattamento deteriore a chi si deve presumere essere riuscito a ` completo alle aspettative del ceto creditorio. fall.

cucite sul nostro caso. che. passo dopo passo. e su ` che oggi si scritali premesse. e dere sono aperte ai venti che il legislatore. ridiche ed economiche piu ` di qualche dissonante pronuncia. a maggior ragione. rallenta. che ritrova le sue ra` . si sia caduti. gliorandola. per sua stessa natura o definizione. non cede mai il passo alla stati` : accelera.r:/Wki/Ghia . il resto e da scrivere. che limitino il diritto di cittadinanza del beneficio nel nostro ordinamento. contribuendo a rinnovare. se si tiene conto delle po` giuridiche dell’esdebitazione. incolpevolmente. pare riL’applicazione dell’istituto. del quale fallimentare. innegabilmente. quegli orientamenti. riconoscerne l’anima. non appare possibile porre un punto definitivo ad una esperienza. domani potrebbe essere gia ` Tali considerazioni. inevitabilmente. di dici ed il suo scopo essenziale nel new fresh start : nella possibilita rialzarsi e ripartire. specchio dell’evolversi del mondo che lo circonda. senza mai spogliarsi della sua dinamicita ` . il colore. allorquando. il quale. Il diritto. alla pari con le realta ` giumia. ha conquistato un ruolo di rilievo. introdotto ex novo nel nostro ordinamento. la giurisprudenza. ` inconcluso e le direzioni che la « vela » puo ` prenIl tragitto. sul piano dell’industria. prescindendo dall’evoluzione del contesto concorsuale. offrire un quadro il piu di collocare quella stessa norma nel contesto o sistema che la comprende. ve. le stesse che rinunciano a realizzare procedure veloci e competitive in grado di far concorrere il nostro paese. dell’econo` della vita.volume 4/impaginato/04-cap. della qualita ` avanzate. sono le stesse che. cita ` quello di Ed ecco che il compito di chi si trova ad interpretare una norma e ` possibile rispondente alla realta ` immanente delle cose. evidentemente. nonostante le naturali resistenze tenzialita ed i comuni ostacoli che il nuovo sempre incontra scontrandosi col vecchio. la scena giuridico-economica nella quale si e Le note stonate. A tale assunto deve giungersi. della giustizia e. al di la spondere allo spirito che muove il processo rivoluzionario in atto nel nostro diritto fallimentare. vale a dire. Questo e ` tuale. oltre che illogico. la dottrina ed i sog` il quadro atgetti stessi del fallimento vorranno seguire o determinare. . dipinge quell’anima.Chiusura del fallimento e suoi effetti ` zione. mi` inserita e integrata. quindi. continuare a leggere ed applicare un istituto. quel colore della nuova norma nel senso dell’affermazione di un principio. non credono nel recupero alla vita civile e produttiva del fallito incolpevole e collaborativo. consapevoli che cio ` superato.3d 206 Concordato fallimentare . vale a dire. talvolta regredisce. rafforzano la convinzione per cui e improponibile. che e ancora in gran parte da compiersi. del quale quello stesso istituto ne costituisce solo una parte.