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in DIALOGO periodico della Diocesi di Nicosia Febbraio 2009

Il primo abbraccio con la Intervista al XIV vescovo Mons. Muratore: Pastore,


Chiesa di Nicosia di Nicosia Padre e Amico
di Carmelo Petrone 3 di Carrubba - Roccaro 4 di Nicola Costa 5

EDITORIALE Mons. Salvatore Muratore, Vescovo eletto di


Abbracciati Nicosia, subito dopo la sua nomina, ha inviato alla
alla speranza comunità diocesana il seguente messaggio
di Pippo Castiglione

C onfessiamo serenamente che siamo stati


fortemente toccati dal messaggio che il
nostro nuovo Pastore, S.E. Mons. Salvatore
Muratore, ci ha rivolti proprio nel giorno in cui
veniva resa pubblica la sua nomina a Vescovo
della nostra Diocesi di Nicosia. Sì! Lo confes-
siamo con candore, ben consapevoli del rischio i di Nicosia
fratelli della dioces
che si corre quando i sentimenti diventano Carissimi amici e
parole: le note espresse in quelle prime righe -
ne, con gli
rivolte alla gente della ‘sua’ Chiesa - hanno
e m i po rto de ntro tanta trepidazio
innestato nei fedeli, nei presbiteri, nei diaconi, r la prima volta
Mi rivolgo a voi pe a benevo-
nei religiosi e nelle religiose un clima di simpa- mom en ti e co n la fiducia nella vostr
tivi dei primi
tia umana, di attesa fiduciosa e di volontà di inevitabili interroga ore; voi
plicem en te fatem i posto nel vostro cu
collaborazione con lui. Sentimenti sicuramente ore. Vi dico sem
che sono anche nostri e che ci piace condivide- lenza e nel vostro am
.
re e far giungere a chi ci ha chiesto di “ fargli già lo avete nel mio a a vostro
posto nel nostro cuore ” e ci ha rassicurati nel cu i m i è sta ta comunicata la nomin
l momento in
dirci che noi già “ lo abbiamo nel suo ”. Non In questi giorni, da etro rivol-
fre qu en te al la m ente, quella che Pi
abbiamo a disposizione lo speciale codice lin- mi è tornata di
Vescovo, una frase o né oro
guistico degli esperti in teologia ed ecclesiolo-
de l tem pi o de tta Bella: “Non possied
gia, qualcuno per questo ci vorrà scusare, ma presso la porta
se all’uomo storpio di offrirla
crediamo che l’occasione ci faciliti il compito di do … .” Co ns en titemi di farla mia e
ello che ho te lo
parlare anche della nostra Chiesa di oggi, quel- né argento, ma qu cuore per
nt o, m a qu ello ch e ho ve lo do: ho un
la che vive nel mondo grande e quella che vive o né oro né arge
a voi: Non possied stro, nel
nel mondo piccolo delle nostre Comunità citta-
a di fed e in Cr isto Gesù, Signore no
ccola fiammell
dine e nelle contrade del nostro territorio; di amarvi e la mia pi
quella Chiesa che cammina e avanza respiran- sieme la sua
no m e c’è vi ta e c’è salvezza.
a vo i pe rc hé po ssiamo raccontare in
do le stesse vicende e le stesse tempeste del cui da
Il Signore mi man
mondo; di quella Chiesa che, a fronte di questo ns eg no , da oggi vi appartiene.
Il mio cuore ve lo co di bellezza.
mondo che si muove a ritmo sempre più velo- a Ch ies a amata, splendente
ore e ci sforzeremo
di esse re la su za; cresceremo
ce, prova paura e apprensione, perplessità er ez za e il su o am in sie m e, co n fid ucia e con speran
ten o
n voi: camminerem e per cogliere i
mista a fascino, compassione e ritrosia.
fia m m ell a di fed e la condividerò co o insieme l’orizzont
“Tempo formidabile, il nostro”, aveva già detto La m ia picc ola a fo rz a; sc ru ter em
noi e sarà la nostr
Paolo VI; e l’aggettivo era da intendersi nel suo ns ap ev ole zz a ch e il Signore sarà con
insieme con la co
pieno significato letterario ed etimologico. la nostra terra.
r co ns eg na re an cora albe nuove al ca , bella e variegata.
Il Signore ha
Questa Chiesa, dunque, che avanza portandosi segn al i di Di o e pe e im m ag in o ric
non conosco, ma ch
nel cuore le gioie e le speranze, gli eroismi e le
flu ss o de lla vo str a storia, che ancora Sp irito, inventeremo
ancora strade,
viltà degli uomini di oggi, ci appartiene e in M i im m er go ne l za e la fo rz a de llo
sieme e, con la poten mpre nuove del
essa e di essa noi viviamo e respiriamo. E ci an ch ’io co n vo i, cammineremo in str i figli le impronte se
vo lu to ch e ci sia ra e de i no
pare di poter leggere nel suo volto, come un ore della nostra ter
rc or si, pr ov er em o a lasciare nel cu
velo di pacata malinconia e un passaggio di individueremo pe
pensieri inesprimibili: una chiesa che è felice na con gioia”
ng elo. co m un ione , pe rc hé “Dio ama chi do
di portare nel cuore per tutti il messaggio libe- Va a
il sigillo della nostr
ratore di Gesù, ma che avverte distintamente co n gioi a sa rà il nostro legame e
tutta la propria piccolezza e fragilità, come di L’amore donato
diligit Deus). cammino.
chi è costretto a trasportare un inestimabile (Hilarem datorem a, sia la stella lu minosa del nostro
tesoro in modesti e insicuri vasi di terracotta. e Madre della Chies volentieri le gioie
ima, Madre nostra quali condividerò
Una Chiesa che sente nell’animo come una La Vergine Santiss ie ai di ac on i co n i
rissimo ai presbiter dei valori e della
invincibile struggente insoddisfazione:quella co n af fetto . U n abbraccio particola hi della trasmissione
Vi saluto tutti alle fa m iglie , lu og
che appartiene all’esperienza dei Santi, i quali nedizione speciale
ev an ge lizzazione. Una be .
avvertono con lucidità l’enorme sproporzione e le fatiche di un a nu ov a giovani generazioni
che passa tra la debolezza delle proprie forze e a um an a, so ciale e spirituale delle
crescit
cindibile per ogni
il mandato che Dio affida loro. Una insoddisfa- fede e snodo impres
zione, c’è da aggiungere, provvidenziale, che
tronca dal nascere ogni velleità di trionfalismo un fratello. Vi voglio bene.
r tutti un amico e
e che tuttavia non affievolisce né il fervore né Desidero essere pe
l’audacia ma che, anzi, li rilancia. Una Chiesa re
Vostro Don Salvato
santamente insoddisfatta delle proprie
realizzazioni, e ciò non per orgogliosa ricerca di Agrigento 22.01.09
perfettismo, ma solo perché essa sente di
dover portare ogni giorno il peso e la gloria di
misurarsi con la luce abbagliante e terribile
della Croce di Cristo. Una Chiesa, la quale, pur
immersa nelle acque del grande fiume umano
sovraccarico di chiasso e di noia, cerca dispera-
2 ...in DIALOGO
Febbraio 2009

Simbologie continua da pag. 1


Cenni biografici
S.E. mons. Salvatore Muratore è nato il 28 dicembre 1946 a
Campobello di Licata, in provincia ed Arcidiocesi di Agrigento.
Il vescovo “incisore di sicomori” tamente per sé e per il mondo spazi di
contemplazione e di decontaminazione.
di Vincenzo Grienti Questa mia Chiesa, pronta a distribuire pane
Compiuti gli studi ginnasiali presso il Seminario minore di Favara,
agli affamati e acqua agli assetati - e in que-
ha frequentato la filosofia e la teologia nel Seminario maggiore di
Agrigento, completando il corso di studi alla Pontificia Facoltà di
Posillipo (Napoli).
L a Chiesa particolare di Nicosia è in festa. E’
gioiosa perché c’è una nuova guida, un nuovo
pastore per la comunità dei fedeli. E’ una grazia
mass media trova espressione e alimento. Ed è su
tale riferimento sapiente e profondo che si inne-
stano queste riflessioni, dove il piccolo passo in
sto fa la volontà di Dio - ma che sa anche
dire, con gioia e disarmante credibilità, che
È stato ordinato sacerdote a Roma da Sua Santità Paolo VI il 17 essa è in grado anche di donare a tutti un
maggio 1970. avere monsignor Salvatore Muratore. Il popolo di avanti che ogni vescovo si trova a fare giorno per altro pane, quello che ha sapore di cielo, e
Nel 1971 ha conseguito la licenza in teologia Pastorale presso Dio esulta e si rivolge al Signore con gratitudine giorno nella Chiesa particolare. Il giorno della che può dissetare con un’acqua viva, quella
l’Ignatianum di Messina. Ha svolto sempre il ministero perché un Pastore è sì il successore degli aposto- nomina del Papa di monsignor Muratore il pensie- che “zampilla per la vita eterna” - e in questo
nell’Arcidiocesi di Agrigento, dove è incardinato. li, ma anche un “incisore di sicomori”. Basilio il ro è andato a San Gregorio, che riferendosi al fa la gioia di Dio -. Una Chiesa, poi, che sa
Nel 1976 ha conseguito la laurea in Pedagogia presso la Facoltà di
Grande (+ 379) nel confronto con la cultura greca vescovo scrive: “Colui al quale è affidata la cura amare, simultaneamente e con pari in-
Magistero dell’Università di Palermo.
del suo tempo si vide posto davanti ad un compito degli altri è chiamato sentinella… per scorgere da tensità, sia il tempio, dal quale non vuole
Ha svolto i seguenti ministeri:
- Dal 1971 al 1979 vicario parrocchiale della Parrocchia Beata
assai simile a quello che ogni cristiano, guidato dal lontano qualunque cosa stia per accadere… per andare in esilio perché è la casa di Dio, e sia
Vergina Maria di Fatima in Agrigento; proprio vescovo, dovrebbe portare avanti. Basilio poter essere utile colla sua preveggenza”. E’ vero le strade degli uomini, perché in esse ritro-
- dal 1971 al 1999 insegnate di religione presso il Liceo scientifico si riallaccia all’autopresentazione del profeta che episcopus può avere anche il significato di va l’eco del vangelo di Gesù e che non è
“Leonardo”; Amos, il quale diceva di sé: “Pastore sono e colti- “controllore”, ma non è questo il caso della dioce- disposta a lasciare né l’uno né le altre ma
- dal 1978 al 1980 insegnante presso il Ginnasio – Magistrale del vatore di sicomori” (7,14). La traduzione greca del si di Nicosia che per tradizione ha avuto una guida, tutte e due vuole inglobare in una gioiosa
Seminario vescovile di Agrigento; libro del profeta, la LXX, rende in modo più chiaro un Pastore per il popolo di Dio e un padre per il circolarità di attenzioni e di affetto. Questa
- dal 1980 al 2001 parroco della Parrocchia Beata Vergine Maria del nel seguente modo l’ultima espressione: “Io ero clero diocesano. Giovanni Paolo II mia Chiesa che invita i suoi figli a sostare a
Carmelo in Agrigento;
uno, che taglia i sicomori”. La traduzione si fonda nell’Esortazione Apostolica Pastores Gregis lungo in preghiera eucaristica adorante e
- dal 1981 consulente provinciale Coltivatori diretti;
- dal 1984 al 1986 docente di Pedagogia presso il seminario vesco-
sul fatto che i frutti del sicomoro devono essere descrive il vescovo come “Ministro del Vangelo che supplica i figli maggiori, i presbiteri
vile di Agrigento;
incisi prima del raccolto, poi maturano entro pochi per la speranza del mondo”(5). E la Chiesa parti- (oggi drammaticamente combattuti tra il
- dal 1990 al 1998 Vicario Foraneo e Vicario Episcopale per la Vita giorni. Basilio presuppone nel suo commentario colare di Nicosia lo seguirà con coraggio. Sarà il gran da fare che come valanga si abbatte sul
consacrata e per la ministerialità dei presbiteri; ad Is. 9, 10 questa prassi, infatti egli scrive: “Il successore degli apostoli, col suo magistero e la loro tempo e il lancinante desiderio di fer-
- dal 2001 Cappellano dell’Istituto “Figlie di Maria Ausiliatrice”; sicomoro è un albero, che produce moltissimi frut- sua viva testimonianza, che aiuterà la comunità ad marsi a pensare e a pregare) a non rinun-
- dal 1998 è Vicario generale dell’Arcidiocesi di Agrigento e mem- ti. Ma non hanno alcun sapore, se non li si incide incontrare Cristo per trasformare la notte nel gior- ciare, per nessun motivo, a dare generosa-
bro del Collegio dei consultori; responsabile del servizio dioce- accuratamente e non si lascia fuoriuscire il loro no della vita. Ecco perché monsignor Muratore mente tempo e spazio alla celebrazione del
sano per il catecumenato; responsabile del servizio diocesano
succo, cosicché divengano gradevoli al gusto. Per sarà per l’intera comunità diocesana quel “sicomo- Sacramento del perdono di Dio: sono loro,
per la formazione perma-
questo motivo, noi riteniamo, (il sicomoro) è un ro” del Vangelo di Luca che permise a Zaccheo di infatti, e nessun altro, i servitori di questo
nente dei diaconi.
simbolo per l’insieme dei popoli pagani: esso vedere e incontrare Gesù per abbracciare una perdono e del Pane eucaristico. Una Chiesa
Il 22 Gennaio 2009, il Santo forma una gran quantità, ma è allo stesso tempo nuova cultura della vita in cui splenda la bellezza che ama genuflettere solo e sempre dinanzi
Padre Benedetto XVI lo ha insipido. Ciò deriva dalla vita secondo le abitudini del Vangelo. Non è un caso che quando si parla del- alla signoria di Dio, e che solo così sa di
nominato Vescovo di pagane. Quando si riesce a inciderla con il Logos, l’ufficio del vescovo lo si definisce come servizio: essere liberata da qualsivoglia vincolo di
Nicosia. si trasforma, diviene gustosa e utilizzabile”. Il rap- quello di monsignor Muratore sarà carico di umana sudditanza a poteri e a potenti del
porto della Parola che non tramonta con la cultura responsabilità e generosità per il bene della mondo. Una Chiesa, infine, lieta di assidersi
pagana del tempo di Basilio e il neopaganesimo Chiesa locale e in comunione con i vescovi e la a mensa col suo Signore e che, appagata da
attuale, che anche nella società di oggi pervasa dai Chiesa universale. tanta munificenza, non ambisce né brama
“posti di onore nei conviti, i primi seggi nelle
La Chiesa agrigentina racconta del suo pastore sinagoghe e i saluti nelle piazze”, né si diletta
a sventolar bandiere o issare stendardi né,
Ti presentiamo alla Chiesa di Nicosia tanto meno, di “allargare i filatteri e allunga-
re le frange”. La mia Chiesa: quella che vor-
da “L’Amico del Popolo” rei ritrovare con i suoi lineamenti modellati
dalle stesse mani di Dio e il cui volto ho
Caro don Salvatore, ripreso i viaggi apostolici, dall’India all’ONU; il i tuoi sogni. Sei visto ancora di più risplendere nelle acque
ti presentiamo alla Chiesa di Nicosia, ricordando papa che riconosce e addita i profeti; il papa degli stato un sogna- rigeneranti del Vaticano II e del recente
con la nostra Chiesa agrigentina, alcuni tratti del artisti e dei poeti, dei musicisti e degli scrittori; il tore, e quando Sinodo diocesano, vero e proprio crocevia,
tuo carattere, della tua indole, della tua persona papa della persona e del popolo di Dio, del mondo mai un sognato- dove si è considerato il cammino compiuto e
gentile e cortese. Sono aspetti propri che, a amato da Dio e salvato in Cristo dal suo peccato. re ha avuto vita sono stati segnati percorsi e svolte decisive
momenti, non sappiamo attribuire se a te o alla È il papa del rinnovamento. Non della rivoluzione facile! Hai che vanno ora portati a compimento. Una
Madre Chiesa di Agrigento. Sulle sue ginocchia violenta, della veemenza dello scontro e dell’an- sognato, anche Chiesa umile e tenerissima che accompagna
sei cresciuto, e da allora sempre ne hai avvertito nientamento dell’altro; non nella esaltazione ad occhi aperti, ed hai visto per primo. Bambini e risolleva “gli affaticati e gli oppressi” e si
la carezza e il calore, fino a farli trasparire in te. delle élites e della frenesia dei tempi brevi. È il balbettare e già sentir Parola per te; mandorli fio- mostra intransigente ed evangelicamente
Con la tua mano nella sua mano hai mosso i primi papa del rinnovamento inteso come “fedeltà riti nel mezzo dell’inverno, nuvolette cariche temibile con i potenti e i prepotenti e non
passi, sicuri e sereni sempre. Mai ti sei sottratto maggiore” e tu, da allora ad oggi, ancora ne porti d’acqua in un tempo di aridità, tu li scorgi; reti solo a parole ma con i fatti; una Chiesa lim-
al suo abbraccio. A Lei sei stato fedele, anche lo stile e il tratto, nobile e semplice, profondo e cariche di pesci in mari non pescosi, paste fer- pida e trasparente anche nel maneggiare
nelle stagioni della ricerca appassionata del rin- diretto. Ti accompagni ancora, come tu, da suo mentante e semi già germogliati, segni del denaro per le necessità del proprio impegno
novamento conciliare. Il tuo ardore giovanile, amico e amico del Signore Gesù, hai accompa- mondo di Dio che viene a suo modo, tu li hai di promozione umana; una Chiesa che tute-
quella insopprimibile necessità di guardare l’oriz- gnato questa Chiesa. Ti guidi e ti sostenga sem- sognati e visti, e insieme ascoltati e coltivati, pro- li maternamente i suoi sacerdoti dal rischio
zonte e di intraprendere immediatamente il cam- pre alla “fedeltà maggiore”, che oggi ti è ricono- tetti e condivisi. Dialogo per te è già alleanza di di trasformarsi in piccoli e irrequieti mana-
mino, passo dopo passo sulle orme del Signore e sciuta e allo stesso tempo assegnata come com- salvezza;chicchi per te, sono già come pane fra- ger del sacro più che in missionari di Dio;
dei suoi profeti; quel rifiuto, quasi congenito in te, pito nel ministero episcopale. Di questo stile di grante, bianco, profumato; ramoscelli teneri, una Chiesa che accoglierà il dono di un
a cedere ad ogni forma di disperazione e di scon- Chiesa e di apostolato, di comunità cristiana e di sono come olio, verde splendente, pace e vita nuovo Pastore con gratitudine e gioia, con-
forto; e quella capacità di gettare immediatamen- compagnia dell’umanità, sei stato ministro, in impregnata di benedizione; viti acerbe, e tu già sapevole del lungo e convinto cammino di
te il cuore oltre l’ostacolo, di costruire ponti, trac- ogni presenza e in ogni compito che ti è stato affi- prepari la tavola e disponi le sedie, per l’allegria rinnovamento postconciliare, vissuto prima
ciando e percorrendo strade, per primo sì, ma dato. Nella testimonianza semplice della vita della fraternità in Cristo Pane e Vino, Verbo fatto con Mons. Vigo, quindi con Mons.
mai in solitudine. Figlio sei del grembo della familiare con tua sorella, umile come te e soste- tenda, ospite, amicizia. Ancora sognerai e vedrai Pappalardo; una Chiesa abbracciata alla spe-
Chiesa conciliare, ne porti profondamente i tratti gno prezioso e delicato al tuo ministero. Nel ancora per primo i segni del suo passaggio, e del ranza, e che guardano avanti, dove sorge il
e la fisionomia: nel rispetto profondo di ogni sto- Liceo, con i docenti e gli alunni, con i genitori e il Signore sarai strumento, anche nell’Episcopato. sole, è pronta ad aprire la porta a chi viene
ria, di ogni persona; nella indomita speranza; personale. Nel condominio e nella strada, fra le Ancora sarai fratello, fra i fratelli. Presbiteri, laici, carico del riflesso del cielo perché ha davve-
nella ispirazione poetica e concreta, di chi – come famiglie e nel territorio. Nella parrocchia – il diaconi e i religiosi e le religiose, che hanno fatto ro sperimentato e testimonia che “Dio ama
la Chiesa e come te in lei – è posta da Dio Padre magazzino a piano terra in via Dante, traduzione strada nella età e nella grazia, attestano questa chi dona con gioia”. La mia Chiesa: che si
nel mondo per edificare, piantare, raccogliere e plastica della Chiesa senza scale e dalla soglia tua vocazione e la tua responsabile partecipazio- dispone docilmente a caricarsi di nuovi passi
infine abitare la profondità potente e fragile del- facilmente valicabile - nella comunità cristiana e ne all’opera di Dio nella fraternità. Sobrio ma mai e che nel suo cuore - ancora una volta –
l’umanità; nella passione per l’unità, della relazio- civica, con le sue difficoltà, mai subite come irre- dimesso, amorevole ma alieno da ogni eccesso, saprà far germogliare il chiarore delle stelle.
ne responsabile, della educazione graduale e versibili. Nella Diocesi come vicario generale sei mite e allo stesso tempo sicuro sei e appari,
integrale alla vita, alla fede, all’amore; Una imma- stato segno di uno stile di dialogo e di presenza costantemente, senza mutevolezza né alterigia, ci di Dio, nella misura che conviene solo alla
gine cara a te, e alla nostra Chiesa carissima, rias- discreta e amorevole e, da oggi, condotto dallo nella fraternità dei preti e dei diaconi, nella amici- piena maturità nel suo Cristo. Sappiamo che
sume – accompagna – prospetta il tuo ministero. Spirito, per la via che Egli ti indicherà. C’è una zia con tutti, nell’apprezzamento di ogni vita con- Gesù, chiamandoti ad essere suo apostolo a
È una immagine storica, indelebile, mai sbiadita. certezza che ci accompagna. C’è una consolazio- sacrata, di ogni dono e di ogni carisma nella Nicosia, non ci priva oggi di te. E la Chiesa di
È la tua ordinazione sacerdotale, il 17 maggio ne che non ci abbandona, in questo momento di Chiesa. E quanto grande la tua consistente pre- Nicosia, lo sappiamo, non sarà gelosa se vor-
del’70, in San Pietro. È Paolo VI a consacrarti. intensa gioia per il dono che riceviamo e che con- ghiera e passione e sostegno al Seminario e alle remmo essere compresi nella tua offerta a Dio
Non c’è la tiara, né la sede gestatoria. È una foto dividiamo immediatamente con i fratelli della vocazioni. Ancora avrai passione per una fede che in questo giorno e di tutti i giorni del tuo mini-
che rappresenta te e il Papa, da soli. E la Chiesa Chiesa di Nicosia. Ancora sognerai, fratello fra i vivifica l’esistente e gli offre senso, senso discre- stero. E tu, Salvatore vescovo di Nicosia, abbi
agrigentina e lì con te e Paolo VI. Il papa del dia- fratelli, per vivere la fede nella prossimità del to e consistente. Avrai cuore e mani, piedi e ancora sogni, fraternità e cura per il popolo
logo, sempre con tutti; il papa del Concilio; il papa cammino della vita. Ancora sognerai. Il Signore sguardo tenero e dolce, compassionevole, come che ti è affidato e per questo popolo di Dio che
degli intellettuali francesi e degli operai delle che ti ha scelto e tessuto fin dal grembo benedet- quello di un padre e di una madre, di un fratello mentre ti ha generato, in te si rispecchia e
acciaierie; il papa che toglie la scomunica e bacia to della tua mamma, che ti ha fatto suo amico e maggiore che accompagna la riscoperta della fede benedice la grazia della tua chiamata.
i fratelli, chiedendo il perdono; il papa che ha profeta fin dalla giovinezza, ancora ti visiterà con battesimale, che rende tutto il popolo di Dio capa- La tua Chiesa agrigentina
Terza Pagina ...in DIALOGO 3
Febbraio 2009

“Fatemi posto nel vostro cuore; voi già lo avete nel mio”

“Insieme faremo il cammino che avete già tracciato”


Tra i giovani è già attesa
Il primo abbraccio con la di Michela Zingone

Chiesa di Nicosia G ioia, entusiasmo, curiosità, speranza,


aspettative, fiducia, affetto. Animati da
questi sentimenti i giovani di tutta la Diocesi
e nuovi progetti, per accogliere dalle sue paro-
le quegli insegnamenti che aiutano e fortifica-
no durante in ogni fase della propria crescita
hanno accolto la lieta notizia della nomina di personale. Leggendo il primo messaggio del
Martedì 27 gennaio nei locali della Curia di Agrigento, mons. Salvatore Muratore ha incontrato S.E. Mons. Salvatore Muratore. “Fatemi posto nuovo Vescovo entrano nel cuore di tutti le
una delegazione, di preti e laici, della sua nuova diocesi venuta appositamente per incontrare il nel vostro cuore; voi già lo avete nel mio” ha sue parole, trasmettendo coraggio e tanta fidu-
Vescovo eletto. scritto nella sua prima lettere il nuovo Pastore. cia anche a noi ragazzi ansiosi di metterci
C’è tanto spazio per lui nel cuore dei ragazzi all’opera al suo fianco. “ La mia piccola fiam-
di Carmelo Petrone che animano e vivacizzano la Diocesi con tante mella di fede la condividerò con voi: camminere-
attività e grande impegno. Giovani pronti a mo insieme, con fiducia e con speranza; cresce-

D opo i saluti e le presentazioni la delegazio-


ne ha offerto a Mons. Muratore due qua-
dri (la Madonna con il Bambino e l’immagine
sperimentare insieme nuove strade e nuove
positive avventure, come quelle che in dieci
remo insieme con la consapevolezza che il
Signore sarà con noi e sarà la nostra forza;
anni hanno caratterizzato il loro cammino scruteremo insieme l’orizzonte per cogliere
di San Felice da Nicosia compatrono della città accanto a Mons. Salvatore Pappalardo. Un segnali di Dio e per consegnare ancora albe
insieme a san Nicola da Bari, cui è intitolata la cammino condiviso con un Vescovo vicino alla nuove alla nostra terra.Mi immergo nel flusso
Cattedrale) ed alcuni libri di storia locale insie- sua gente, che ha saputo trovare i canali più della vostra storia, che ancora non conosco, ma
me al libro con gli atti del Sinodo diocesano adatti per comunicare con tutta la comunità che immagino ricca, bella, variegata. Il Signore
appena celebrato. diocesana con efficacia, con immediatezza, con ha voluto che ci sia anch’io con voi, camminere-
Erano presenti i sacerdoti Michele Pitronaci, quella spontaneità che garantisce il successo mo insieme e , con la potenza e la forza dello
Alessandro Magno, Gaetano Giuffrida, Filippo di ogni contatto. E’ forse questo uno dei “testi- Spirito, inventeremo ancora strade, individuere-
Rubulotta, Nicola Ilato e Pietro Scordilli insieme moni” che il nuove Vescovo raccoglie da chi lo mo percorsi, proveremo a lasciare nel cuore della
a due rappresentanti dei laici il Sig. Rosario Rizzo ha preceduto. Insegnante, formatore, esperto nostra terra e dei nostri figli le impronte sempre
(economo della curia) e Sigismondo Agozzino. di pedagogia, Vicario generale dell’Arcidiocesi nuove del Vangelo”. Un nuovo capitolo di storia
L’incontro, cordiale e di conoscenza reciproca, di Agrigento. E’ ricco di esperienza e rivela si è appena aperto per la Diocesi di Nicosia.
ha toccato diversi temi: la diocesi, la sua situa- tante competenze il percorso compiuto sino ad Sostenuti anche dalla famiglia e dalla scuola
zione in generale e quella del clero diocesano, oggi da Mons. Muratore. A lui i ragazzi della nessuno tra i giovani si tirerà indietro. C’è
a cui è seguita una descrizione della situazione Diocesi guardano in questo momento come ad tanta voglia di fare, di condividere, di parteci-
economico-sociale del territorio, ma anche il nuova guida spirituale, come solido punto di pare. Questo nuovo capitolo di storia avrà tanti
restauro del Duomo di Nicosia, in questi gior- riferimento al quale esprimere desideri, incer- protagonisti: un nuovo Pastore, pronto ad
ni al centro di polemiche. tezze e perplessità tipiche della gioventù, ascoltare il prossimo, ad amarlo e sostenerlo in
La discussione si è soffermata in modo parti- ed insieme faremo il cammino che avete già ansie e preoccupazioni per il futuro, difficoltà ogni momento della sua vita da Cristiano, ed
colare sul Sinodo appena celebrato e quindi tracciato. Attueremo insieme le decisioni del della vita quotidiana. Un punto di riferimento una comunità di giovani pronta a seguirlo con
sulle vie da percorrere per l’annuncio del sinodo». Con i delegati delle diocesi nicosiana che certamente saprà capirli e guidarli. Con lui umiltà, con lungimiranza, con responsabilità e
Vangelo agli uomini di oggi. mons. Muratore ha anche stabilito i dettagli entreranno piacevolmente in dialogo per soprattutto con tanto affetto.
A mons. Muratore è stato detto del lavoro della sua ordinazione episcopale che si terrà il “costruire insieme”, per realizzare nuove idee
fatto, la preparazione ma soprattutto le deci- 25 marzo nella Cattedrale di Agrigento, mentre
sioni pastorali frutto del sinodo e del paziente il sabato successivo, il 28 marzo, farà l’ingres-
lavoro di ascolto del territorio e della base; il so nella diocesi di Nicosia.
lavoro di evangelizzazione e rievangelizzazio- Dal canto loro i delegati si sono detti soddisfat-
ne portato avanti negli anni, l’adozione da ti dell’incontro con il vescovo eletto e certi che
parte della Chiesa di Nicosia delle indicazioni mons. Muratore saprà essere un pastore all’al-
circa il cammino di iniziazione cristiana sul tezza del compito affidatogli dal Santo Padre.
modello catecumenale. La visita si è conclusa con l’incontro con
Su quest’ultimo aspetto mons. Muratore si è Mons. Francesco Montenegro nel Palazzo
detto in piena sintonia, grazie anche al lavoro Arcivescovile, la visita alla Biblioteca
fatto negli ultimi anni nella nostra Arcidiocesi, Lucchesiana ed alla Cattedrale di Agrigento.
«Mi immergerò nella storia della nostra Chiesa
- ha riconfermato mons. Muratore ai delegati - da “L’Amico del Popolo”

“Dio ama chi done con gioia” ed ho provato a spendere la vita per amare

Con queste parole Mons. Muratore, nel giorno in cui è stata resa nota
la sua nomina, si è rivolto alla Chiesa agrigentina
Carissimi fratelli e amici della Chiesa agrigen- Lungo il cammino ho imparato che “Dio ama fiscale, profumare di popolo… è stata l’esperien-
tina chi dona con gioia” (Hilarem datorem diligit za che ho vissuto nella stagione più felice della
Se un’ impronta vorrei che rimanesse nei Deus) ed ho provato a spendere la vita per mia vita”.
vostri cuori della mia vita vissuta con voi fino amore. il Signore mi ha fatto dono di incontri *I miei otto anni di Vicario Foraneo di
ad ora, vorrei che fosse espressa da una sola stupendi e formidabili che hanno segnato la mia Agrigento, anni ’90, mentre continuavo il servi-
parola di Paolo che mi ha sempre affascinato: esistenza: quanti volti, quanti cuori, quante zio parrocchiale, sono stati gli anni dell’apertu-
“Siamo stati amorevoli in mezzo a voi”. sementi, quanti progetti elaborati e realizzati ra ad orizzonti più vasti: ho amato questa città
So che non è giusto che io mi attribuisca qual- insieme. di Agrigento, ho cercato di servire con passione e
cosa o che dia un giudizio su di me; ma questa *I miei nove anni di vice-parroco, anni ’70, di lavorare decisamente per la comunione. Con
è stata la molla della mia vita o almeno il desi- sono stati gli anni dell’appropriarsi della fede: il presbiterio abbiamo vissuto esperienze impor- Sono contento di essere stato presbitero di que-
derio di provarci mi ha spinto sempre a ricercar- una fede scoperta, inventata e sperimentata con tanti in quegli anni: visite foraniali, incontri sta nostra santa Chiesa, che amo.
la.Non so se ci sono riuscito pienamente, sicura- giovani e adulti della parrocchia Madonna di con i consigli pastorali parrocchiali, documenti Maria, Aiuto dei cristiani e Madre della
mente alcune volte no. Ma le intenzioni sono Fatima: anni fondamentali, segnati dall’espe- e interventi sulla città, pastorale estiva. Chiesa sia la vostra guida, vi accompagni e vi
state sempre proiettate al positivo. Se in qualche rienza della vita dei gruppi, dei campi di lavoro, *I miei dieci anni di Vicario Generale sono protegga.
cosa posso aver mancato all’amore verso qualcu- delle settimane di deserto, dall’esperienza della stati anni che non riesco bene a definire; da un Auguro al Vescovo, al popolo santo di Dio e in
no, gliene chiedo scusa. comunione. canto sono belli perché abbiamo lavorato insie- modo particolare ai presbiteri e ai diaconi, di
Ad essere amorevoli lo si impara. Quello che *I miei primi dieci anni di parroco, anni ’80, me per progetti pastorali significativi e affasci- inventare strade nuove, con passione e con
sono e che ho mi è stato regalato dalla mia terra, sono stati gli anni più belli della mia vita. Mi nanti – in particolare gli Itinerari di tipo catecu- coraggio, e di coltivare sogni grandi. Un volto
dalla mia famiglia, dalle tante persone che mi sono rispecchiato tanto in alcune parole di don menale per una chiesa missionaria ed estrover- nuovo della nostra Chiesa agrigentina è possibi-
hanno amato e mi hanno colmato di tenerezza. Tonino Bello, che vi riporto: “Quello che ho vis- sa e i Sentieri di Comunione - dall’altro canto le, ci sono tante energie e tante ricchezze. Basta
In questa terra ci sono le mie radici con tutto suto da parroco non lo potrò mai dimenticare. anni problematici per le tante vicende che li crederci! E principalmente basta fidarsi sempre
quello che mi hanno dato: l’amore, la fede, i Stare in mezzo alla gente, chiamare i parroc- hanno caratterizzati e per la difficoltà che sem- del soffio dello Spirito che continuamente apre
valori, la speranza, la tenacia, la concretezza, la chiani per nome, entrare nelle loro case in pre comporta qualsiasi forma di mediazione. strade, indica percorsi e lavora con noi per rea-
poesia della vita. momenti di festa e di dolore, vivere con loro il Sicuramente per me anni di grande matura- lizzarli.
Dal grembo della nostra madre Chiesa è ger- gaudio della domenica, progettare con loro i zione umana, spirituale e pastorale. Ho impara-
mogliata la mia vocazione e il desiderio di vive- momenti forti della vita parrocchiale, avere a che to ogni giorno in modo nuovo a servire, donare Vi abbraccio tutti.
re la vita nel dono e nell’amore. fare con i poveri con nome, cognome e codice e amare. Di tutto rendo grazie al Signore. Don Salvatore
4 ...in DIALOGO Chiesa
Febbraio 2009

In dialogo con mons. Muratore

Intervista al XIV Vescovo di Nicosia


a cura di Marzia Carrubba e Mariangela Roccaro

D a poco la nostra Diocesi ha appreso con gioia la


notizia della nomina di Mons. Muratore a
Vescovo di Nicosia. Una nuova e significativa pre-
Certamente il punto focale di tutte le mie esperien-
ze è rappresentato dagli anni di parroco. Quel “pro-
fumo” di popolo me lo sento addosso e lo porterò
nella nostra Chiesa a creare lega-
mi, a lanciare ponti, a vivere que-
sta interazione profonda, allora la
senza entra a far parte della vita della nostra Chiesa. sempre con me, così come sentirò il vostro profumo comunione sarà vera esperienza
E come di consueto ogni relazione, ogni interazione, ed esso si attaccherà a me, perché penso che sia di Chiesa forte e grande.
ogni percorso parte da una conoscenza. Così abbia- bello vivere questa interazione profonda con le per-
mo deciso di andare ad Agrigento ad incontrare il sone. Quella di Sicilia è una terra
nostro nuovo Pastore, per tessere un primo dialogo oltre che di Santi anche di per-
con lui e dare la possibilità ai fedeli di conoscerlo. Nelle lettera alla Diocesi di Agrigento si legge sone che hanno sacrificato la
E’ mercoledì mattina, siamo appena arrivati nel cen- così:: “ I miei primi dieci anni di parroco, anni propria vita in nome di alti
tro della città di Agrigento, quando le campane della ’80, sono stati gli anni più belli della mia vita. ideali. Lei proviene da
Cattedrale suonano le 12 in punto. In perfetto orario Mi sono rispecchiato tanto in alcune parole di Agrigento dove è ancora vivo
per l’appuntamento, ci avviamo verso la Curia; suo- don Tonino Bello, che vi riporto: “Quello che ho il ricordo di Rosario Livatino
niamo, il portone si apre e in cima alle scale Mons. vissuto da parroco non lo potrò mai dimentica- ……
Muratore. Subito ci viene incontro sorridendo e ci re. Stare in mezzo alla gente, chiamare i par- Io non l’ho conosciuto diretta-
saluta cordialmente. Insieme percorriamo i corridoi rocchiani per nome, entrare nelle loro case in mente. Sicuramente le testimo-
della Curia e poi ci accomodiamo nel suo ufficio. momenti di festa e di dolore, vivere con loro il nianze date e i momenti in cui
Qualche battuta e qualche domanda per rompere il gaudio della domenica, progettare con loro i sono stato chiamato anche a cele-
ghiaccio e poi, in un’ atmosfera distesa e informale, momenti forti della vita parrocchiale, avere a brare alcuni riti in sua memoria
iniziamo la nostra intervista. che fare con i poveri con nome, cognome e hanno segnato la mia capacità di
codice fiscale, profumare di popolo… è stata cogliere quanto è importante
Il 22 Gennaio 2009, il Santo Padre Benedetto l’esperienza che ho vissuto nella stagione più spendersi per le cose che conta-
XVI, l’ha nominata Vescovo della Diocesi di felice della mia vita”. no. Il giudice Livatino era così,
Nicosia. Per commentare questa sua “chiama- Ci racconta la sua esperienza, il suo impegno credeva in ciò che faceva. Un
ta” Lei ha usato un paragone forte. Ha citato il ad Agrigento? uomo di grande fede e professio-
racconto di Abramo che ha ricevuto dal Quello che è stato il mio impegno!?! Sicuramente nalità. Io l’ho definito una volta
Signore l’ordine ad abbandonare la sua terra, la un impegno creativo, direi. In ogni ambito dove sono “martire e santo”.
sua parentela, la sua casa…..per iniziare quel stato ho pensato che il Signore mi chiedeva qualco-
lungo viaggio verso la terra promessa. sa di nuovo. E’ forse questa creatività che ha arric- Il tempo passa e noi quasi non
Come ha vissuto questo momento? chito ulteriormente la mia esistenza. ce ne accorgiamo.
Vorrei raccontare un piccolo episodio risalente al Gli anni di viceparroco, anni che possono sembrare Mons. Muratore sorride, parla,
giovedì antecedente al 22 gennaio. Dovevo andare a solo di passaggio per noi sacerdoti, sono stati in real- gesticola. I suoi occhi si illumi-
Roma perché chiamato dal Papa per comunicarmi tà anni grandi; abbiamo fatto campi di lavoro con i nano quando ripensa alla sua
questa nomina. Era buio quando sono partito da giovani, campi estivi, esperienze di deserto…tante vita trascorsa ad Agrigento.
Agrigento e con il cuore in tumulto, perché non sai realtà significative e belle che hanno solidificato ciò E nel frattempo sogna, e si
cosa ti aspetti, chi incontrerai, chi ci sarà. Lasciare il che avevo appreso in Seminario. Lì si studia, si proietta verso la nuova terra
certo per l’incerto! Mentre ero in autostrada ed ini- fanno certe esperienze, però manca la realtà concre- della sua missione episcopale.
ziava ad albeggiare ho visto la prima insegna ta della vita, che invece c’è nella dimensione parroc- Così continuiamo con le
“Nicosia”, e mi è venuto in mente una frase di un chiale. E’ in questa dimensione che ho imparato a nostre domande….
salmo che noi recitiamo spesso: <<l’ombra della camminare insieme con giovani e adulti. Poi sono
notte si dilegua, un’alba nuova sorge all’orizzon- diventato parroco, e questo dono si è allargato E’ consuetudine, per chi si tra- sto evento sono emerse delle scelte pastorali
te>>. Allora ho pensato che il Signore vuole per me all’orizzonte della parrocchia: tessere il territorio, sferisce in una nuova città o per chi dovrà da mettere in pratica sin da subito. Dopo che
un’alba nuova in questa Chiesa di Nicosia; ecco per- salire e scendere scale, abitare i pianerottoli dei affrontare un nuovo lavoro, chiedere, informar- Lei avrà avuto modo di conoscerle, cosa pense-
ché nella lettera ho scritto che si apriranno albe palazzi ….un cammino faticoso, ma significativo. si, porsi domande. Lei che idea si è fatto della rà di farne?
nuove…Certo si lascia, però si va in una terra che Gli anni da Vicario sono stati anni di maggiore diocesi di Nicosia. Quali sentimenti la accom- Il Sinodo è la pietra miliare del cammino di un popo-
Dio promette e sarà bello incontrare tanti volti e responsabilità, perché la Diocesi di Agrigento è una pagnano? Ha dei pregiudizi? lo, per cui io non posso prescindere da ciò che è
tante persone. diocesi molto vasta, è ciò ha comportato impegni E’ l’unica Diocesi che non ho mai visitato. Adesso stato detto e scelto in esso. Lo leggerò con attenzio-
forti di testimonianza, di presenza, di legami…ma invece verrò ad abitarci e sono contento! Non ho ne, proverò a capirne le dinamiche profonde e cer-
Lungo il cammino ho imparato che “Dio ama sono contento. Ecco, quel “siamo stati amorevoli in nessun pregiudizio, semmai il contrario. Mi hanno cheremo insieme di attuarlo. Nulla al di fuori di ciò
chi dona con gioia” (Hilarem datorem diligit mezzo a voi” significa proprio questo. detto cose belle e positive: c’è genuinità, una gran- che già è stato fatto, nulla al di fuori del discerni-
Deus) ed ho provato a spendere la vita per de accoglienza, un grande calore….Ho già avuto mento comunitario, perché questa è una dimensione
amore. il Signore mi ha fatto dono di incontri Lei ha detto: “Quello che il Vescovo fa con il modo di incontrare una delegazione di sacerdoti e fondamentale dell’essere Chiesa.
stupendi e formidabili che hanno segnato la suo popolo è quello che un pastore fa con il suo laici venuta da Nicosia. E’ stato un incontro molto
mia esistenza: quanti volti, quanti cuori, quan- gregge”. Dunque, un senso di familiarità ed cordiale, affettuoso, simpatico, per cui vengo senza I primi collaboratori dei vescovi sono, general-
te sementi, quanti progetti elaborati e realizza- affetto. E’ così? pregiudizi, anzi, vengo col cuore e vi porto già nel mente, i presbiteri. Se un nuovo vescovo si affi-
ti insieme. La cosa più importante è lanciare ponti, è creare cuore. da esclusivamente a loro rischierebbe di farsi
Sono parole che lei ha rivolto alla Diocesi di legami. La volpe al piccolo principe diceva: “perché una idea clericale della realtà. Perché non
Agrigento. E’ così? non mi addomestichi?”e il principe domandò alla Il suo predecessore, Mons. Salvatore interpellare anche i laici, considerato che sem-
La frase che è a monte di tutto:“ Dio ama chi dona volpe: “ che cosa significa addomesticare?”, e lei Pappalardo per 10 anni è stato a capo della dio- pre dall’ultimo Sinodo è emersa la necessità di
con gioia “ credo sia il filo conduttore di ogni cosa; rispose: “addomesticare significa creare legami; quel cesi nicosiana. Qual è il suo pensiero sul suo renderli parte attiva della vita della diocesi?
spero di poterla mettere come motto del mio episco- legame per cui quando tu verrai i tuoi passi non mi ministero episcopale? Io sono sempre stato in mezzo ai laici. Il popolo di
pato, perché in tutti questi anni ciò che ha caratteriz- faranno fuggire, ma faranno in modo che io ti corra L’unica cosa che so è che ha camminato con la sua Dio è tale nel suo insieme. Quindi, l’esperienza del
zato la mia vita è stato il dono, il donare, il donarsi incontro, che ti abbracci…perché è un legame unico Chiesa in questo Sinodo. Dalle notizie che mi hanno camminare insieme non è solo con i presbiteri, ma è
per amore nei vari ambiti e nelle varie realtà. quello che c’è tra me e te”. Ecco, se noi ricominciamo dato si parla particolarmente di impianto catecume- con tutto il popolo. Per cui attiverò tutti i canali pos-
nale e ciò mi affascina. Ho fatto alcu- sibili per poter operare, lavorare insieme, confron-
ne pubblicazioni a proposito, per cui tarsi.
credo che ci troveremo in grande sin-
tonia. Sinodo a parte, con Mons. La data scelta per la consacrazione episcopale
Pappalrdo ci siamo sentiti solo per è il 25 marzo. Al momento non si sa ancora se
telefono, per scambiarci gli auguri e i avverrà nella Basilica Cattedrale di Agrigento
saluti, ma se sarà necessario ci incon- o nella Cattedrale di Nicosia……
treremo. Comunque, la cosa più Insieme ai miei collaboratori abbiamo valutato diver-
importante è fare esperienza diretta. se cose. Io avrei desiderato farlo a Nicosia, però per
Saremo lì, ci conosceremo con il ragione di spazi abbiamo scelto Agrigento.
popolo, con il presbiterio e cammine- Considerando il gran numero di persone che avreb-
remo insieme. Certamente un be partecipato rischiavamo di invadere la città di
Vescovo che passa ha seminato, ha Nicosia. Comunque, appena avremo concordato con
lasciato impronte belle è significative. l’Amministratore diocesano, sarò lì da voi, forse il 28
Io, come vi dicevo nella lettera, “ mi marzo.
immergo nel flusso della vostra sto-
ria”, quella che è, così com’è, quindi La nostra intervista è ormai conclusa, ma
con l’eredità che hanno lasciato le prima di andare via Mons. Muratore ci tiene a
persone che vanno altrove e nel frat- salutare tutta la diocesi di Nicosia:
tempo con qualche impronta che Io vi ringrazio e vi saluto. Nella lettera vi ho chiama-
lascerò io con la mia presenza. ti fratelli e amici e tali siete per me.
Un abbraccio grande e affettuoso a tutti quanti.
Lei riceve in eredità una diocesi
piccola, rispetto a quella di Anche noi salutiamo, raccogliamo le nostre cose e ci
Agrigento, ma vitale, che ha vis- rimettiamo in viaggio, felici di averlo conosciuto e
suto in questi anni momenti desiderosi di vederlo al più presto alla guida della
importanti: dalla canonizzazione nostra Chiesa.
di San Felice alla celebrazione del
Sinodo diocesano. Proprio da que-
Diocesi ...in DIALOGO 5
Febbraio 2009

Il Nuovo Vescovo Nuovo Vescovo

Il gregge e il suo pastore Mons. Muratore:


Pastore, Padre ed Amico
Certi che Mons. Salvatore Muratore fin dal suo insediamento saprà guardare questa diocesi come
la “sua” diocesi, questo gregge come il “suo” gregge, questo territorio come il “suo” territorio. E noi,
piccolo gregge, sapremo guardare lui come il pastore di Nicosia, il nostro pastore. Dovrà misurarsi con i problemi culturali e sociali del nostro territorio, che derivano dalla crisi del-
l’occupazione, dall’incertezza del reddito che segna la vita quotidiana di tante famiglie, dalla man-
di Emilio Barbera canza di credibili prospettive di futuro per i giovani
di Nicola Costa
M entre siamo pronti ad accoglierlo, siamo
naturalmente curiosi di “scoprire” il
nuovo pastore della nostra diocesi. Di quella
diocesana che ha condotto poi al Sinodo. Il
nuovo vescovo si ritrova tra le mani un grande
patrimonio che gli consentirà di non dover C on gioia e riconoscenza, giorno 22 gennaio
abbiamo appreso la bella notizia della nomi-
e religiosa della nostra comunità. Ciò ha con-
sentito di dare vita ad una fitta rete di iniziative
curiosità che si può avere quando si attende un ripartire daccapo. Continueremo a chiederci na del nuovo Vescovo della nostra Chiesa di comuni e convergenti che, facendo perno sulle
parente che viene da lontano, di cui si è senti- “come sarà”, consapevoli che la risposta arri- Nicosia, nella persona di Mons. Salvatore istituzioni pubbliche, sul vasto associazionismo
to parlare, ne è stato annunciato l’arrivo e mai verà solo col tempo. Se posso, da questa posi- Muratore, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di sociale ed economico, su parrocchie, istituti
prima d’ora lo si è visto in carne e ossa. Siamo zione privilegiata, un desiderio vorrei espri- Agrigento. Nella sua prima lettera indirizzata religiosi e terzo settore, ha permesso di rag-
curiosi di scoprire com’è e in che modo inten- merlo sul “come sarà”: mi piacerebbe un alla Comunità della Diocesi di Nicosia, ha esor- giungere lusinghieri risultati relativi ai grandi
derà il suo mandato. E’ da quando sono nato, pastore che, conducendo il gregge al pascolo, dito esprimendosi con parole di pastore, padre, problemi dell’educazione, del lavoro, della fami-
meglio da quando ne ho memoria, che sento di guardi pure tutto il contesto in cui il gregge amico, che evocano quel “sto alla porta e busso” glia, dell’accoglienza e della solidarietà, sempre
“vescovi che vanno via” e di “vescovi che arri- vive. Per uscire fuori di metafora, mi piacereb- e suscitano in ciascuno di noi sentimenti di vera con grande e concreta attenzione alle fasce più
vano” nella nostra diocesi. Un paio li ricordo be un vescovo (ma anche i parroci) che sappia ammirazione e stima: “mi rivolgo a voi per la deboli e disagiate della popolazione. Con questi
da chierichetto, quando al Salvatore di far sentire la sua voce su tutto ciò che moral- prima volta e mi porto dentro tanta trepidazione, temi dovrà inevitabilmente confrontarsi nel suo
Leonforte correvamo loro incontro a “baciargli mente inaccettabile c’è nella società della dio- con gli inevitabili interrogativi dei primi momen- quotidiano il nuovo Vescovo. Sentiamo forte in
l’anello”. Gli altri li ricordo da adulto, quando cesi di Nicosia. Auguri e benvenuto. ti e con la fiducia nella vostra benevolenza e nel noi l’impegno e la responsabilità di proseguire
l’anello già non si baciava più. Ognuno ha vostro amore. Vi dico semplicemente fatemi posto su questa strada e di offrire risposte sempre più
lasciato un segno del loro passaggio nella nel vostro cuore; voi già lo avete nel mio.” Mons. efficaci ed adeguate ai problemi che ancora
nostra diocesi. Ma ognuno di loro “ha lasciato” Muratore si accinge a diventare Vescovo di una attendono di giungere a soluzione e ai tanti,
la nostra diocesi, proprio perché erano di pas- Chiesa che ha vissuto e continua a vivere, nuovi e complessi, che stanno affacciandosi.
saggio. Un gregge ha bisogno di un pastore da soprattutto a seguito della celebrazione del III Saremo capaci di farlo se potremo contare su
cui essere guidato e a cui essere fedele; ha Sinodo della sua storia, vero evento di grazia e tutte le energie che le nostre comunità espri-
bisogno di un pastore che dopo avergli inse- nuova Pentecoste, un momento privilegiato e mono. Sentiamo il dovere di impegnarci per
gnato la sua strada per il pascolo sappia poi particolare che, attraverso l’esperienza della costruire un modello di società capace di inclu-
attendere, guardare e guidarlo per tutto il per- comunione e dell’esercizio della corresponsabi- dere tutte le persone, garantendo a ciascuno
corso. Noi, gregge di Nicosia, in questi anni lità, ha permesso di prendere consapevolezza pari opportunità nell’accesso alla scuola, al lavo-
non abbiamo mai avuto la fortuna di percorre- ad ognuno di noi di essere “pietre vive” in ascol- ro, alla casa, ai servizi sociali e sanitari, nella
re sempre la stessa strada per il pascolo, per- to dello Spirito. L’esperienza sinodale ha rap- vita di relazione. Coesione e partecipazione
ché il nostro pastore, chiunque esso sia stato, presentato senza dubbio il culmine della vita sociale, azioni rivolte all’integrazione e alla soli-
non ha avuto “tempo” per tradurre il gregge spirituale, di comunione e di rinnovamento darietà verso chi ha più bisogno di aiuto e verso
lungo la strada individuata. Altri greggi gli pastorale delle singole realtà presenti nella le nuove povertà, sono i tratti della cultura
sono stati affidati. In molti, quando abbiamo nostra Chiesa locale. Se per monsignor sociale che si è espressa in tutti i questi anni e
appreso la notizia della nomina di Salvatore Pappalardo l’evangelizzazione non poteva non sui quali non è mai mancata la piena collabora-
Muratore a vescovo di Nicosia abbiamo guar- essere la “prima e costante preoccupazione”, allo zione della Chiesa di Nicosia. Certamente
dato la sua età anagrafica. Forse questa volta, stesso modo per il suo successore non potrà Monsignor Muratore, con il suo insegnamento
abbiamo pensato, ce lo lasciano fino al suo pen- non essere prioritario anche il misurarsi con i pastorale saprà rinnovare ed accrescere le
sionamento, forse avremo anche noi finalmen- problemi culturali e sociali del nostro territorio, significative esperienze maturate fino ad ora e
te un “vescovo emerito”. Ce lo auguriamo. che derivano dalla crisi dell’occupazione, dal- saprà comprenderne espressioni e speranze,
Siamo certi, comunque, che mons. Salvatore l’incertezza del reddito che segna la vita quoti- nel nostro difficile impegno. In questi tempi
Muratore (il cui nome ce lo consegna già come diana di tante famiglie, dalla mancanza di credi- così complessi e incerti, questa comune volon-
uno di noi) fin dal suo insediamento saprà bili prospettive di futuro per i giovani che, al tà di perseguire il bene comune, la proficua rela-
guardare questa diocesi come la “sua” diocesi, contrario, ben altre e insidiose opportunità tro- zione che la società civile e la Chiesa esprimo-
questo gregge come il “suo” gregge, questo vano con troppa facilità e frequenza sulla loro no oggi nella nostra Diocesi, ciascuna nel pro-
territorio come il “suo” territorio. E noi, pic- strada. Ma ciò nonostante, i fecondi rapporti prio ordine e responsabilità, e nel reciproco,
colo gregge, sapremo guardare lui come il intercorrenti tra laici e cattolici, hanno permes- costruttivo rispetto, costituiscono un patrimo-
pastore di Nicosia, il nostro pastore. Con so di sviluppare nel nostro territorio fino ad nio prezioso abbiamo il dovere di salvaguardare
mons. Pappalardo è stato iniziato un faticoso oggi un ricco tessuto associativo e di volontaria- e continuare ad alimentare.
cammino di conoscenza della variegata realtà to, linfa indispensabile della vitalità etica, civile

Una riflessione sulla straordinaria esperienza di fede vissuta dall’apostolo


serve tanto a diventare sospettosi e intransigen- detto, la nomina del nuovo Vescovo designato a
La conversione di San Paolo, ti, quanto piuttosto a renderci conto che il modo
più efficace di deturpare il volto di Cristo agli
servire la nostra Chiesa, assume un significato
profondo ed è carica di attese e di speranza, per-
occhi del mondo, è proprio la nostra mancanza di ché il vescovo “ è padre della comunità cristia-
via per l’unità unità. Il fiorire di gruppi, movimenti e nuove
comunità è stato nel dopo Concilio uno dei doni
na” (Benedetto XVI) e come tale con la forza
dello Spirito “generatore di unità”. A noi il com-
di Michele Li Pira più belli e grandi fatto dallo Spirito alla nostra pito di garantirgli oltre alla preghiera, la nostra
Chiesa, dono che ha permesso una vitalità ed un leale collaborazione, per un servizio tanto fatico-

C on la celebrazione dei vespri presieduta


domenica 25 Gennaio da Benedetto XVI
nella basilica di San Paolo fuori le Mura si è con-
tà con Cristo che possiamo trovare l’unità in noi
e tra di noi, la ricerca della comunione per le
nostre comunità e per la nostra Chiesa diocesa-
rilancio dell’evangelizzazione in un mondo sem-
pre più lontano dalla fede in Cristo. Proprio per-
ché il dono è grande ed è efficace, bisogna riflet-
so e impegnativo quanto essenziale alla vita
della Chiesa.

clusa la settimana ecumenica durante la quale la na, non deve essere tanto un obbiettivo da per- tere anche sui rischi che tutto questo immenso
Chiesa ha pregato per l’unità dei cristiani sul seguire come se tutto dipendesse da scelte o fermento comporta. Il pericolo più incombente è
tema: “Che formino una cosa sola nella tua progetti pastorali, ma deve essere in primo quello di cadere nell’idolatria dell’appartenenza,
mano” (Ez 37,17). “La conversione di san Paolo luogo il coltivare e far crescere la certezza che nel dimenticare che ogni esperienza di fede è via
ci offre il modello e ci indica la via per andare “è la comunione con il Cristo risorto che ci dona che conduce a Cristo e che proprio per questo
verso la piena unità”, lo ha detto il Papa all’ome- l’unità” (Benedetto XVI). Il mio non è un invito non si può ne assolutizzare ne considerare supe-
lia, aggiungendo: “l’unità richiede una conversio- al disimpegno o a vivere una fede ripiegata su se riore ad altre. Vivere in pienezza la propria
ne dalla divisione alla comunione, dall’unità feri- stessa e chiusa in uno sterile quanto angusto e “militanza” non come un valore assoluto ma
ta a quella risanata e piena. Questa conversione è miope intimismo, ma a guardare ancora una relativo (all’intero Corpo di Cristo), spendendo
dono di Cristo risorto, come avvenne per san volta a Paolo che si è fatto paladino di questa energie e risorse per annunciare l’unico Vangelo
Paolo”. E’ quindi necessario riflettere breve- unità, che ha annunciato con fatica e sudore alle godendo della multiforme varietà di carismi pre-
mente sulla straordinaria esperienza di fede vis- comunità da Lui fondate che non erano le appar- senti nella Chiesa, sostituendo all’autoreferen-
suta da quest’uomo che aveva dedicato fino a tenenze particolari che potevano avere il zialità la ricerca del confronto e dello scambio di
quel momento ogni energia allo studio della sopravvento sull’unico e grande legame con esperienze, per rendere più ricca l’intera comu-
Legge a alla sua osservanza e che improvvisa- Cristo, il solo che può trasformare le diversità da nità ecclesiale e di riflesso anche la società civi-
mente conquistato dall’amore di Cristo rinuncia ostacolo che ci separa, a ricchezza nella condivi- le. Trovare tempo e spazio per non servire sol-
alla propria perfezione, abbracciando l’umiltà di sione delle molteplici espressioni della fede tanto il proprio movimento ma divenire sensibi-
chi si mette senza riserve al servizio di Cristo comune. E’ stato detto che “il male è capace di li al richiamo alla cattolicità (universalità) che
per i fratelli. Se come ci insegna S. Paolo, è solo servirsi di tutto e in modo particolare del bene” (S. arriva dalla comunità parrocchiale, da quella dio-
in questa rinuncia a noi stessi e nella conformi- Fausti); tenere presente questo principio non cesana e dalla Chiesa tutta. Alla luce di quanto
6 ...in DIALOGO Nel mondo
Febbraio 2009

Tele.visionari Tra etica ed economia

Chirurgia estetica La svolta dei


in tempo di vacche magre Paesi emergenti
di Enzo Vicari Gran parte dell’industria e dell’economia reale è stata lì trasferita ed ora dispongono, oltre che di
una sovracapacità produttiva a costi bassissimi, di una cospicua liquidità da investire
I l tempo delle vacche grasse sembra
finito. E nessuno si dimostra capace di
tenere la contabilità delle magre che
denunciati dalle Fiamme Gialle, ma
mostrano una attenzione a dir poco spa-
smodica per la propria immagine.
di Salvo Caniglia

avanzano. Nessuno tanto sapiente da


placare i sogni inquieti dei faraoni del-
l’economia globale. E mentre gli oniro-
Secondo una indagine condotta da Ipsos,
infatti, risulta che gli abitanti del Bel
Paese continueranno a tagliare su
N ei primi numeri del nostro viaggio all’interno del
complesso rapporto tra etica ed economia, abbia-
mo spiegato i principali motivi per i quali un’economia
americane attualmente in difficoltà. Insomma, i Paesi
che fino a ieri erano definiti “emergenti”, grazie al
mercato, ai nuovi strumenti finanziari e alla globalizza-
manti del mercato planetario allargano vacanze, arredamento, tempo libero, senza regole, soprattutto etiche, non può produrre zione, sono Paesi definitivamente “emersi”. Essi
le braccia in segno di impotenza, alla vestiario, auto e alimentari, insomma benefici per i cittadini, ma al contrario rischia di crea- hanno ora raggiunto un certo benessere ed esprimo-
società del benessere, coccolata da su tutto, o quasi, ma non sulla chirurgia re un mondo squilibrato, in cui un’economia selvaggia no un vero potere economico. Attualmente, i maggio-
visioni e sogni tele-visivi, non rimane estetica, cioè sull’unico intervento in e individualistica determina l’aumento del divario tra i ri gruppi industriali e bancari non sono più negli Stati
altro che tirare la cinta. Gli specialisti di grado di consentire una seducente tira- cosiddetti Paesi ricchi e gli altri. È importante fare una Uniti, anche se finanza e, soprattutto problemi finan-
chirurgia estetica, dal canto loro, faran- ta di cinta nel senso letterale del- diagnosi, quanto più precisa possibile, per evitare di ziari, abitano negli Stati Uniti. Questo è un dato fonda-
no il resto. Perché non sarà certo qual- l’espressione. Gli strizza cervelli, che sbagliare la prognosi. Non è un caso, infatti, che la mentale per analizzare la crisi e, soprattutto per pro-
che pietanza in meno a garantire risulta- in alcuni casi non sono da meno degli crisi, sempre più profonda, che sta attanagliando tutto porre una soluzione realistica e adeguata al problema.
ti apprezzabili. Per tirare la cinta come specialisti di chirurgia estetica, storca- il mondo attribuisca le responsabilità a soggetti che Di fronte a questo scenario, creatosi in tempi rapidis-
solo una velina o un palestrato possono no pure il naso e continuino a ficcarlo sono estranei al mondo economico reale o, peggio, che simi, la vecchia Europa, come dimostrano i dati
tirarla, con tutta la buona volontà di que- negli angoli nascosti della coscienza tra le soluzioni possibili riprenda teorie che in passato inquietanti in tutti gli Stati membri, non ha ancora tro-
sto mondo, occorre qualcosa di più inva- altrui. Ma credetemi, non c’è nulla di hanno dato risultati fallimentari. Oggi, per esempio, vato risposte precise. Mentre l’America gioca ancora
sivo della dietologia. Quest’ultima, nella nascosto. Tutto quelle che c’è da sape- sotto accusa come principali artefici di questa crisi ci un ruolo importante, la gran parte dell’industria e del-
migliore delle ipotesi, potrà alleggerire re è illuminato dalla tenue e calda luce sono: il mercato, la finanza e la globalizzazione. l’economia reale è stata trasferita nei Paesi emergen-
di qualche chilo un corpo appesantito della televisione. Sicuramente, il mercato non ha prodotto la crisi attua- ti, i quali ora dispongono, oltre che di una sovracapaci-
dall’ingordigia o dagli anni o le. È stato, semmai, il cattivo uso degli strumenti di tà produttiva a costi bassissimi, di una cospicua liqui-
da qualche altro malaugura- mercato da parte di Governi che hanno camuffato, o dità da investire. Si pensi quindi a quali squilibri, su
to accidente che ostacola la non controllato, una crescita del Pil egoistica, artificia- scala mondiale, verrebbero prodotti se gli Stati Uniti
forma perfetta e il pieno le e non sostenibile. In pratica, c’è stato fin troppo decidessero ora di fronteggiare la crisi riportando in
adeguamento ai canoni Stato, ma molto inefficiente. Anche l’innovazione patria tutte le produzioni (idea da non scartare date le
estetici tele-visionati. Ma il finanziaria non può essere considerata l’unico capro enormi capacità tecnologiche), anziché cercare di tra-
resto rimarrà tale e quale espiatorio. La finanza è uno strumento che, se bene sferire la capacità produttiva inutilizzata in quel resto
era prima dell’inutile sacri- usato, permette di creare ricchezza, di prevedere e di del mondo che aspetta di beneficiarne. Non si posso-
ficio. A meno che non si proteggersi dai rischi, soprattutto quando i mercati no perciò proporre soluzioni alla crisi senza tenere
decida di ricorre ad una sono globali. Anche la globalizzazione non può essere conto dei nuovi equilibri economici planetari e senza
energica liposuzione segui- oggetto di critiche unilaterali. Essa ha, al contrario di investire nei Paesi ancora in via di sviluppo.
ta da opportuni stiramenti, ciò che si paventa, aperto a due miliardi di persone la
tagli e rattoppi, magari con prospettiva concreta di accedere al benessere e ora
l’aggiunta di qualche potrebbe permettere una gestione più equilibrata
sostanza tonificante, un della crisi. Forse, potrebbe essere una via d’uscita
ritocchino rinoplastico e una della crisi americana, soprattutto per quel che riguar-
salutare mastoplastica addi- da le cosiddette “bolle” nate negli Stati Uniti, ovvero
tiva, sicuro rimedio all’omo, il trasferimento delle produzioni nei Paesi emergenti,
all’auto e persino all’etero per avere minori costi e garantire maggiore potere di
stima di giovanissime (pre- acquisto; in sintesi, una ridistribuzione del benessere.
feribilmente maggiorenni) e Oggi, grazie alle delocalizzazioni e agli investimenti
meno giovani. La qual cosa, avviati, indubbiamente per il proprio interesse dai
certamente, non è sfuggita Paesi ricchi, Paesi come l’India, la Cina e il Brasile
agli italiani, che di contabili- hanno, non solo acquisito posizioni di leadership in
tà se ne intendono davvero settori economici internazionali (come siderurgia,
poco, come si può desume- industria automobilistica, aeronautica, tecnologie sofi-
re dalle imperdonabili svi- sticate di software, elettrodomestici, cinematografia),
ste e dai numerosi errori ma sono persino pronti a salvare imprese europee e

Rubrica: la via dei libri di Silvestro Livolsi

Una nuova tendenza: La risata di Spinoza, sul valore e la grandezza della condot-
ta Etica di fronte alle circostanze tragiche e ai fatti crudeli
zante e appiattita sul presente ‘Nessun elogio dell’irraziona-
lità in Harry Potter’ scrive Ragazzoni - e nessuna distruzio-
il racconto filosofico della storia che ci impongono, se siamo eticamente coeren-
ti, di fare scelte nettamente a favore del Bene, magari a
ne della ragione. Bensì la decostruzione della ragione dog-
matica come apertura della ragione a ciò che non è ricondu-
costo della vita, come avviene al personaggio del racconto; cibile al calcolo e al calcolabile. Cosa che, se da un lato affa-

U na ragguardevole mole di pubblicazioni, di recente


approdate in libreria, è rappresentata da volumi di filo-
sofi e storici della filosofia che si cimentano con la scrittura
racconto che è anche una raffinata riflessione su ‘tragedia’ e
‘risata’ come aspetti costitutivi della storia della filosofia
(dalla serva che ride vedendo Talete cadere nel pozzo men-
scina milioni di lettori, dall’altro terrorizza i guardiani del
vecchio razionalismo, per usare un’espressione di Hussserl,
i quali non sanno pensare, proprio come zio Vernon, al di
narrativa o che indagano opere narrative. Ne segnaliamo tre distratto guarda il cielo alla crudele risata di Spinoza che fuori del ristretto ambito delle loro presunte certezze’.
due. Il primo è una raccolta di piccole storie scritte da tre tra si divertiva a far combattere i ragni con le mosche; dalle Ancora, per Ragazzoni, nelle avventure di Potter viene esal-
i più noti filosofi italiani, Massimo Donà, Carlo Sini e Andrea divinità del Riso che avevano templi a Sparta accanto a quel- tato il senso etico (‘fare ciò che è giusto e non solo ciò che è
Tagliapietre. Nel racconto di Donà, Il Lamento dell’erranza,il li del Terrore e della Morte al Dio dei Salmi che ‘ride e facile’), la forza del coraggio e il valore della libertà contro la
tema è quello della ricerca della Verità che, inseguita dalla schernisce dall’alto dei cieli’). ‘logica del fascismo’ (‘una situazione storica precisa, quella
sua ombra, instaura alla fine, con quest’ultima, un aspro Un giovane docente di filosofia alla Cattolica di Milano, della Resistenza al fascismo, è il paradigma della situazione
scontro (‘allungando le braccia in direzione dello specchio, Simone Regazzoni, invece, applica metodo e indagine specu- in cui si scontrano Harry e il mago-razzista Valdemort’).
nell’eroico tentativo di afferrare la verità di se medesima, di lativa ai libri della Rowling che hanno per protagonista il Sembra celebrarsi, dunque, l’inizio di una nuova tendenza al
smascherare quindi l’ingannevole immagine riflessa del pro- famosissimo maghetto, Harry Potter. Ne viene fuori un’ana- racconto filosofico – peraltro di antichissima origine – capa-
prio esser ombra, l’ombra si sente afferrare da due braccia lisi che mette in luce, dei vendutissimi libri della Rowling, ce di appassionare e al contempo comunicare stimolanti con-
che spuntano all’improvviso da dietro. Dalla stanza, dall’om- contenuti per niente banali e una trama che, al di là del voler tenuti.
bra che, specchiandosi, si protende appunto verso lo spec- intrattenere e catturare il lettore con ideazioni fantastiche e
chio, cercando di catturarsi, ma ritrovandosi ogni volta essa avvincenti, è sostanziata da importanti valenze educative, Massimo Donà, Carlo Sini, Andrea Tagliapietre,
medesima catturata. Catturata da un altro che essa, solo istanze etiche e percorsi conoscitivi che sconfinano sensata- Anime. La filosofia si racconta, Alboversorio, 2008,
essa, avrebbe potuto essere per se medesima’). La ricerca mente nella filosofia. Per Ragazzoni la saga di Harry Potter euro 10,00
dell’identità nella relazione con l’Altro e il rapporto tra è un ‘risorsa potentissima per la filosofia’ perché mostra la Simone Regazzoni, Harry Potter e la filosofia, Il
meditazione filosofica e scrittura sono gli argomenti che possibilità di creare e vivere in altri mondi, perché è una ser- Nuovo Melangolo, 2008, euro 11,00
ispirano i due racconti di Sini, Il bambino e il re e Lettura e rata critica - in nome del potere magico delle parole, della
scrittura. Molto bella è infine la piccola storia di Tagliapietre, creatività e dell’utopia - della ragione occidentale, totaliz-
Chiesa ...in DIALOGO 7
Febbraio 2009

Policoro News

Nasce una
Un contro-modello che parli alla società senza necessariamente rifletterla

Le Acli e il Cristianesimo come


stile di vita
newsletter a cura
di Gaetano Algozino
del Progetto Policoro
N el 1974 usciva in Italia ” Le Chiese nella
società industriale” , un saggio lucidamen-
Italia. Tra queste molteplici attività, promosse
e dirette con infaticabile energia ed entusia-

della nostra diocesi


te provocatorio di Andrè Dumas, noto profes-
sore di teologia morale alla Facoltà di teologia
protestante di Parigi, che con toni sottilmente
smo dal presidente Nicola De Luca e coordina-
te anche da me, delegato alla vita cristiana,
vorrei distinguere le attività interne rivolte
demolitori e profetici, esplorava il contenuto al sistema associativo ACLI dalle attività ester- di Marzia Carrubba
della fede cristiana da una prospettiva utopisti- ne rivolte alle Diocesi e alla più ampia fetta
ca. L’utopia cristiana che risponde alle attese della società civile che insiste nel territorio
del mondo contemporaneo: un’utopia forte e
incarnata nel presente, liberata dai ceppi del
della provincia di Enna. Le attività interne
sono state pensate con l’obiettivo di favorire I l Progetto Policoro, come abbiamo già più
volte ripetuto, offre agli Animatori di
Comunità un percorso di formazione stabile e
mazione, la conoscenza delle novità inerenti al
mondo del lavoro e molto altro, il Progetto
Policoro (sostenuto dall’Ufficio di Pastorale
passato senza tuttavia rinunciare a quanto di un’autentica crescita spirituale (secondo le
positivo il passato contiene, un’utopia che linee-guida degli ottimi sussidi tematici di spi- continuativo, che permette loro di rendere un Giovanile della nostra diocesi) ha pensato di
lungi dall’allinearsi sui moduli della società ritualità, fornitici dal Coordinamento nazionale servizio migliore nel territorio. Tale formazio- realizzare e mettere a vostra disposizione una
attuale mette in luce la loro relatività in funzio- di vita cristiana), di sollecitare momenti di pre- ne non è solo spirituale, ma anche e soprattut- newsletter. Policoro News avrà un’apposita
ne dell’uomo. A distanza di 34 anni anche oggi ghiera e di condivisione fraterna nei circoli, to tecnica. Attraverso questi incontri e, grazie sezione dedicata agli annunci e offerte di lavo-
noi aclisti, impegnati nel convulso universo quali la lectio divina, l’ascolto della Parola e gli alla collaborazione degli enti che fanno parte ro, alle borse di studio, stage e opportunità di
del post-umano tecnologizzato e globalizzato, studi biblici. Nel “mare magnum” di queste della filiera della formazione (ACLI, CON- formazione professionale ed inoltre, potrà
ci poniamo e poniamo domande problemati- azioni variegate, le ACLI ennesi tengono fisso FCOOPERATIVE, CENASCA-CISL ecc…), esservi utile se avrete l’esigenza di reperire
che.Che tipo di vita ecclesiale si richiede nella lo sguardo sulla costruzione di una vera iden- l’animatore approfondisce e acquisisce le informazioni il più possibile complete ed
società urbanizzata, tecnologica e pianificatri- tità cristiana non cristallizzata, identità che conoscenze inerenti al complesso mondo del aggiornate, per esempio sulle principali
ce? Il cristianesimo ha un messaggio vero, vive in un tempo di pluralità a volte minaccio- lavoro. norme nazionali e comunitarie di promozione
liberante e positivo per una società caratteriz- sa. Christoph Theobald nei suoi due poderosi Nell’ultima formazione regionale, svoltasi a della cooperazione o sull’imprenditoria giova-
zata dall’abbondanza, o si accontenta di ripete- volumi, pubblicati di recente a Parigi e non Caltanissetta il 23 e 24 gennaio, si è approfon- nile, o conoscere gli enti del lavoro presenti
re “beati i poveri” senza rendersi conto che la ancora tradotti in Italia, Il cristianesimo come dito il tema delle “Politiche attive del nel nostro territorio e molto altro ancora,
povertà ha cambiato connotati? La speranza stile. Un modo di fare teologia nella postmoder- Lavoro”. oltre ad avere la possibilità di essere informa-
cristiana ha un rapporto con l’avvenire dell’uo- nità propone un ripensamento dell’identità cri- Nel pomeriggio del 23, il dott. Giusepe ti su tutte le attività realizzate presso il
mo, un rapporto che non diluisca l’escatologia stiana a partire dalla fede compresa come Catania (Astra Consulenze Aziendali) ha pre- Centro Servizi della Diocesi.
nel futurismo? In altri termini, che senso ha la “stile”. Lo stile è l’esercizio della fede nella sentato l’offerta formativa regionale, illustra- Policoro News, insomma, vi consentirà di
speranza evangelica di fronte alle speranze e vita: eloquio della maniera con cui abitare il to il Piano Operativo Regionale (POR 2007- essere informati tempestivamente sulle ini-
agli insuccessi degli uomini? Non si può certo mondo, aprirebbe un sentiero dove le dottrine 2013) soffermandosi sugli assi di intervento ziative del Progetto Policoro e anche di mette-
domandare alla Chiesa, e nel nostro specifico patiscono l’inadeguatezza. Se il cristianesimo e sui criteri di presentazione e cantierabilità re in rete le vostre informazioni, le vostre
alle ACLI, di fornire la ricetta capace di guari- non può essere compreso trascurando la sua di un progetto e ha poi concluso con la tratta- idee, le vostre curiosità, al fine di realizzare
re i nuovi mali della società. Non è nostra com- apertura escatologica, la verità si propone, zione delle opportunità della cooperazione. quel modello di comunicazione e di collabora-
petenza. Ma compete a noi, in quanto cattolici dunque, come via che non vede ancora la fine. La mattina del 24, Italo Calafiore, (segretario zione che è all’origine del nostro impegno.
ed eredi di un prezioso patrimonio di storia e Essa è da cercare insieme, ospitandosi reci- provinciale giovani delle ACLI di Iscriversi alla newsletter è molto semplice,
di idee, rappresentare un contro-modello che procamente, oriundi di differenti comunità del Caltanissetta) ha illustrato “La novità basta inviare una e-mail al seguente indirizzo:
parli alla società senza necessariamente riflet- sapere accomunate dal bisogno di comprende- Europass” , ossia il nuovo formato europeo giovani.diocesi.nicosia@fastwebnet.it oppure
terla. I contro-modelli o modelli alternativi ela- re. L’umile postura da assumere è quella dei del Curriculum vitae spiegando punto per telefonando al numero 3389762272.
borati dalla nostra sede provinciale ACLI di pellegrini fiduciosi della mèta ma ignari della punto la compilazione. Non perdete l’occasione di progettare al
Enna, presieduta da Nicola De Luca, sono mol- distanza che li separa da essa. La strada può Per consentire a tutti l’accesso a queste infor- meglio il vostro futuro.
teplici, come molteplice e variegata è l’attività essere lunga e tortuosa e diventa essenziale
di promozione interna ed esterna della vita cri- chi pratica la cura dell’ospitalità, la philoxenìa.
stiana in seno a questo micro-comunità, qual è Avere Abramo, un arameo errante, come
appunto la provincia di Enna, definita “un’isola padre, è riconoscere che è nel Dna della fede
nell’isola”, per la sua collocazione geografica imbandire una mensa per chi passa davanti alla
centrale. Un autentico microcosmo di umanità sua tenda. A Mamre tre visitatori misteriosi gli
variegata, non esente dalle contraddizioni e offrirono in cambio della sua ospitalità di sfio-
dalle piaghe sociali del macrocosmo Sicilia- rare l’intangibilità del mistero di Dio.
8 ...in DIALOGO
Febbraio 2009

Cronotassi dei Vescovi della Diocesi

1. Gaetano Maria Avarna † 2. Rosario Vincenzo Benza † 3. Camillo Milana † 4. Melchiorre Lo Piccolo †
(26 giugno 1818 - 1841 deceduto) (25 luglio 1844 - 1847 deceduto) (17 febbraio 1851 - 1858 deceduto) (23 dicembre 1858 - 1881 deceduto)

5. Bernardo Cozzuoli † 6. Ferdinando Fiandaca † 7. Agostino Felice Addeo, O.S.A. †


(18 novembre 1881 - 1903 deceduto) (22 giugno 1903 - 10 aprile 1912 nominato (15 maggio 1913 - 1 luglio 1942 dimesso)
vescovo di Patti)

8. Pio Giardina † 9. Clemente Gaddi † 10. Costantino Trapani, O.F.M. † 11. Salvatore Di Salvo †
(8 agosto 1942 - 18 febbraio 1953 deceduto) (24 giugno 1953 - 21 luglio 1962 nominato (4 ottobre 1962 - 29 ottobre 1976 nominato (20 dicembre 1976 - 9 aprile 1984 dimesso)
arcivescovo coadiutore di Siracusa) vescovo di Mazara del Vallo)

...in DIALOGO
periodico della Diocesi di Nicosia

n. 2/09

Direttore Pietro Antonio Ruggiero


Direttore Responsabile Natalino Buzzone
Direzione e redazione Largo Duomo, 10
94014 Nicosia (EN) - Tel./Fax 0935 646040
redazione.indialogo@alice.it
Amministrazione Tel./Fax 0935 646040
Impaginazione Stefano Manuele
Autorizzazione Tribunale di Nicosia n. 1/06 del 19-12-06
Stampa Villaggio Cristo Redentore S.r.l.
Z.A. “L. Grassi” - C.da Camatrone - 94018 Troina (EN)
12. Pio Vittorio Vigo † 13. Salvatore Pappalardo † Tel. 0935 657813 / 657398 - Fax 0935 653438
(7 marzo 1985 - 24 maggio 1997 nominato (5 febbraio 1998 - 12 settembre 2008 nomina-
arcivescovo di Monreale) to arcivescovo di Siracusa)