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La stella di Betlemme

Sermone 1.
«Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo» (Matteo 2:2). Chi sono gli indagatori? Gli uomini saggi dell'Oriente. Molto bene! Mostratemeli, e noi mostreremo questi uomini saggi dell'Oriente, insieme a questo possente re degli Ebrei, il nuovo nato, l’onnipotente, il piccolo Dio bambino. Hark! The herald angels sing, “Glory to the newborn King; Peace on earth, and mercy mild, God and sinners reconciled!” Joyful, all ye nations rise, Join the triumph of the skies; With th’angelic host proclaim, “Christ is born in Bethlehem!”1 Questi uomini saggi venivano dall'Oriente per adorarlo. Io vi imploro datemi il permesso di vederli. Vi chiedo il permesso di immaginare che realmente tale scena accadde, e di immaginare la vostra impressione, così come la mia, come sarebbe stata, se fossimo stati spettatori di questo fatto. Se tale scena fosse realmente accaduta sulla terra, come ogni altro vero avvenimento, bisogna ammettere o immaginare, che sia accaduto. E coloro chi richiedono la resa della nostra ragione, dovrebbero lasciarci almeno l'esercizio della nostra fantasia, così che possa rimanere qualcosa nelle nostre menti, e non fuori della nostra mente, fuori e fuori. Per questo, dopo averci condotto duramente, nel nostro Cristiano cammino, costringerci a credere come vero, quello che loro non sanno se è essere vero, ma non osano sfidare la loro fiducia, o ogni altra persona, così immaginano che sia vero. La facoltà escursiva della mente è considerata come una grande ribelle contro la fede e le sue ragioni. Per essere un Cristiano, dovete lasciare da parte l'uso delle vostre menti. I fatti del vangelo sono di tale misteriosa natura che loro non sopporterebbero, se solo cercate di ragionarvi sopra su, se solo cercate di penarci. Voi potete credere che è vero, voi potete fingere che è vero, voi potete dire che è vero, voi potete giurare che è vero. È vero: ma dal momento che voi cominciate a pensare che è vero, troverete in voi stessi, un mezzo pollice di pensiero che dirà che è falso. Quindi non vi è un vero altro modo di credere al vangelo, tranne quello dell'Arcivescovo di Dublino che crede in Trentanove Articoli, se li stampa nel cervello credendo senza pensare. La santità, la serietà, il fascino se ne sono andati, nel momento in cui voi cominciate a puntare il faro sul teatro evangelico, immaginando che i suoi personaggi hanno avuto una vera esistenza, e che le sue vicende siano avvenimenti storici. Chi sono questi uomini saggi, che vengono dall'Oriente, per offrire le loro preghiere ad un piccolo Dio, un Dio possente, che si succhia il pollice, con quale velocità potrebbe succhiare? “E come furono entrati nella casa, videro il giovane bambino con Maria, sua mamma”. Non viene detto quello che Maria, la madre stava facendo al giovane bambino. Ma viene detto che gli uomini saggi gli caddero ai piedi; ma non dice quello che successe dopo che si furono gettati a terra: ci informa subito, che
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Words: Charles Wes-ley, Hymns and Sac-red Po-ems, 1739.

loro avevano portato dell'incenso, il cui uso era solo quello di addolcire l’odore della stanza della stalla, dico io. Non dobbiamo dimenticare, che il nostro benedetto Redentore nasceva in una stalla, come gli Angeli dissero ai Pastori, … Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia (Luca 2:12). In verità, sarebbe una perdita di tempo il pensare in cosa la saggezza dei re consisteva, nessuno gli aveva detto, che probabilmente il bambino celeste avesse un profumo paradisiaco, come avrebbe potuto giovargli un po’ d’incenso, o un po’ di rinfrescante aceto aromatico. E lo adorarono, i saggi lo adorarono. Quale sorta di adorazione, degli uomini saggi potrebbero portare a un bambino appena nato, sarebbe facile da indovinare, non fu molto saggio aprire i loro forzieri e presentare dei regali, quali: oro, incenso e mirra, quando potevano portare dei lecca lecca, o zucchero filato, sarebbe andato bene per sua Altezza Reale, sicuramente molto meglio, e così assicurarsi la loro eterna salvezza eterna: ma in un modo o nell’altro, gli uomini saggi hanno sempre pensato che la salvezza non doveva essere così conveniente; e comunque è poco del profetico andare da Dio, (Dio aiutali) il loro vicegerente e loro ministri non gli hanno detto, se volete andare ad adorarlo, dovete mettere mano ai vostri tesori. “In un sogno Dio li avvertì, non dovevano tornare da Erode, quindi fecero ritorno al loro paese usando un’altra strada”. Quegli uomini saggi trovarono un modo per arrivare a Betlemme, e viene ammesso che sognarono il modo per tornare indietro. Di sicuro non potevano avere sognato che il Re dei Giudei sarebbe nato in un palazzo, cosa superflua per la sua umiltà, doveva sottoporsi a sofferenza e nascere in una stalla; e così, mentre è stava prendendo su lui la natura dell’uomo, rendendo molto dubbioso se era o non era; nello stesso tempo, perché non assumere la natura di un cavallo? A quale più vera fede sono condotto, non solo dal più naturale sospetto che lega alle circostanze del suo nascere in una stalla, del resto in quale altro luogo uno potrebbe nascere? Ma non fare alcun genere di gioco su parole, o violare alcuna frase dal suo senso ovvio che io non posso per il mondo non costruire sulla certezza del fatto che lui non aveva padre umano e che l’angelo parlò alla Cavalla (inglese Mare), o Mary, sua madre, non come il bambino santo o figlio santo ma come la cosa santa che dovrebbe nascere da lei. Faccio appello all’intero coro angelico e alla moltitudine dell'oste celeste che apparve ai pastori che stavano vegliando i loro greggi nella notte, in ratificazione della definizione espressa, dalla quale nessuna altar parola può essere più espressa: “Oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno” (Luca 2:11-12). La chiave del mistero intero giace in quella singola frase (καὶ τοῦτο ὑμῖν τὸ σημεῖον εὑρήσετε2) e “Questo per voi il segno”: che è questo Redentore che è Cristo il Signore, questo per voi il segno. La falsa punteggiatura del nostro Testamento inglese, porta, per quanto è possibile le persone in errore, e le trattiene in questo, questo fa sembrare che il segno vorrebbe dire che non vi sarà altro segno e che la testimonianza del Angelo è vera; e che quel segno era, che i pastori avrebbero dovuto trovare un bambino avvolto in fasce, che giaceva in una mangiatoia, che se nella mangiatoia vi fosse stato un cane non avrebbe fatto differenza. Oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia (Luca 2:11:12). Invece di: Oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore, questo per voi il segno. Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia. Non era così comune la circostanza dove una fragile giovane donna fugge da casa (anche se è probabile che lei abbia avuto una ragione valida per farlo), e essere portata a letto in una stanza in affitto non poteva essere un segnale (quale sarebbe stato il segno, se non che la giovane non fosse stata prudente come

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Luca 2:12

avrebbe dovuto essere), ma Cristo stesso, il Redentore che è Cristo il Signore era il segno, e quel segno si sarebbe visto nella città di David. Vi erano dodici segni nella città di David; e se cercherete il segno fra questi, vedrete che il segno del mese di novembre, la stagione nella quale stiamo entrando è il Sagittario, col suo arco e freccia: unisce due nature nella sua persona, che non sono la natura divina e umana, ma la natura di uomo e di cavallo, fino ai lombi ha forma umana mentre tutto il resto è cavallo. Così che il credo di St. Atanasio avrebbe dovuto essere, che come “l'anima ragionevole e la carne sono in un solo uomo, così l’uomo e il cavallo sono un Cristo. Uomo perfetto e cavallo perfetto, di un'anima ragionevole e carne umana che sussistono per noi uomini e per la nostra salvezza, scende dal cielo”(e precisamente quando il Sole scende dal cielo che lui appare nel segno dell'uomo e del cavallo), il nascere in una stalla, ci da la vera spiegazione astronomica, dove io sfido l'intelligenza di un uomo per dare un altra spiegazione, di quella profezia di Simeone nel secondo Luca. Osservate questo (bambino)! Bambino, dice la nostra fraudolenta traduzione inglese, ma un Diavolo, una parola su un Bambino è nell'originale, o una cosa dimezza l’infante. Ma ἰδοὺ οὗτος κεῖται osservatolo, questo è, ovvero, questa cosa-un-io-contrappeso, questo mezzo-uomo e mezzo-cavallo, questo Sagittario, è sorto per la caduta è sorto di nuovo per i molti in Israele; un segno di contradizione εἰς σημεῖον ἀντιλεγόμενον3 che è, sarà uno dei segni avversi dei segni dei mesi invernali; il segno del mese di novembre, quando molti in Israele, che sono, le molte stelle che costituiscono questa costellazione, affondano sotto l'orizzonte, e non sorgono di nuovo, né appare nella città santa, fino alla sua la sua risurrezione, ovvero, dopo che il Sole, essendo passato attraverso l'umiliazione del suo stato invernale in novembre, dicembre, gennaio, e febbraio, appare l'Agnello di Dio che attraversa la linea dell'Equatore a marzo, dove, avendo superato l'affilata morte, ha aperto il regno dei cieli a tutti i credenti; dandoci di nuovo il significato, dove nessun altro significato può essere immaginato, di quelle parole di St. Matteo che “la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti” (Matteo 27:51-53). I Santi, nel significato corretto di questa parola, non ha mai indicato alcuna persona che sia esistita su terra, ma si riferisce solamente alle Stelle del Cielo, o (ebraico), il santo unico di Dio, la città santa, e la Città di David, e la Città del nostro Dio, e Gerusalemme nella quale tutto questo cade e sorge di nuovo, queste crocifissioni, risurrezioni, ed ascensioni (che nessuna lingua astronomica potrebbe essere più astronomica) illustra tutto quello che accade in un anno, non vi è nessuna Gerusalemme, nessuna città, nessun luogo sulla terra, vi è solo la Gerusalemme che sta sopra. Come l'Apostolo espressamente ammonisce in queste parole di Colossesi, “pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra4”; ovvero, ponete la vostra comprensione e apprensione sui grandi principi della scienza astronomica, non siate così stupidi da supporre che Gesù Cristo e i suoi Apostoli siano persone che sono davvero esistite sulla terra. Di nuovo, in Filippesi, capitolo III, V. 20: “La nostra patria invece è nei cieli”: ovvero, più esplicitamente, questa cosa di cui parliamo e predichiamo, che è chiamata Vangelo, non fa riferimento a nesuna persona che sia mai esistita, o eventi che siano mai accaduti sulla terra; il racconto è astronomico e può essere visto, esibirsi nei cieli: come ha espressamente detto il grande Albertus, “Tutti i misteri dell'incarnazione di Cristo il nostro Redentore, e in tutte circostanze della sua vita meravigliosa dalla sua concezione alla sua ascensione, è stata estratta dalla costellazione, es è raffigurata dalle stelle”. E là, quella Gerusalemme celeste, e solamente là, è la Betlemme, la casa di pane; ovvero, la tenda della Vergine di agosto, nella quale Cristo è concepito; e tutte le Beth-saidas, Bethanies, Bethshemeshes, e Betbels, in cui ognuno degli eventi immaginati nel Suo vangelo, non omettendone uno, hanno il loro significato astronomico, ne quale, sfugge il discernimento della volgare ignoranza e priva di curiosità, sono stati stupidamente scambiati per fatti storici. Solo uno sciocco, dopo che ha visto i diagrammi e delineazioni negli elementi di Euclide, penserà che tutta la matematica nel mondo fosse potuta consistere in nulla se non nel fare fatture, e cataloghi, e graffi improvvisi nel giocare a cincia dito del piede.

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Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: Egli è qui per la caduta e per la risalita di molti in Israele, segno di contraddizione (Luca 2:34). 4 Colossesi 3:2

Mentre il nostro clero cristiano del giorno presente, è il più ignorante o il più ingannevole di tutta la razza umana, ha gareggiato in questo sciocco gioco, ha ruffianeggiato alle passioni della barbara ignoranza, e trovato che la moltitudine è soddisfatta con i gusci e le bucce di scienza invece che del nocciolo; e, così la leggenda è sufficientemente sanguigna e abbastanza mostruosa, impossibile che sia accaduta, e impossibile per essere concepita, loro non metterebbero mai in pericolo il potere del clero cercando di essere saggi sopra quello che fu scritto. Così il clero ha posato le sbarre di una finta evidenza storica e fraudolenta attraverso il percorso della conoscenza; desidero divellere quelle sbarre che con cattiveria hanno posato. Ma qui, Signori, dovete usare la mente; non vi chiederò, come un neonato possa desiderare il latte della parola, ma richiamo in voi, uomini maturi e baldi, di dirmi il prezzo in modo che possa appagare la vostra intellettuale e solida intelligenza sul significato, nella quale io chiedo, non ha un uomo privo di senno, ma a colui che sfiderà le sue convinzioni. Non un uomo che ha l’intelletto di un uomo, voglio insistere su colui che insorgerà, che spezzerà le catene della superstizione e dell'ignoranza sotto i suoi piedi e si chiederà come ha potuto essere prigioniero così lungo; facile com’era liberarsi: Com’è affascinante la filosofia divina, Non aspro o secca come suppongono gli sciocchi e gli ottusi, Ma musicale come il liuto di Apollo, Una perpetua festa di dolce nettare, Dove nulla è rude nei regni.

Vi ho spiegato di come il Sole, che è Gesù Cristo e l'unico Gesù Cristo che è mai esistito, passa rispettivamente in ognuno dei dodici segni dello Zodiaco, assumendo il carattere di un particolare segno, e è assimilatolo e si identifica completamente con lui. Mentre lui rimane uno come il Supremo e solo Dio, noi lo troviamo continuamente sotto una caratteristica di attributi opposta e contraddittoria. Di lui viene detto che è un nemico, qualche volta che è il distruttore del nemico e il salvatore del mondo: qualche volta ama il mondo e qualche volta odia il mondo, poi il mondo si riconcilia con lui: prendendo continuamente in prestito il suo, carattere morale nella favola evangelica, la quale ha delle affinità fisiche con lo Zodiaco. A marzo lui è l'Agnello di Dio, a luglio lui è il Leone della tribù di Giuda, mentre lui è il segno contro il quale sarà parlato, quello è il segno del Sagittario, il mezzo-uomo e mezzo-cavallo, nell’oscuro mese di novembre, il segno contro il quale è parlato, il mese oscuro di novembre quando le persone d’Inghilterra affogano. E così, attraverso i dodici segni dello Zodiaco, che ho disegnato sulla cupola del teatro, per lo scopo di assistere alle rappresentazioni; come, se dovessi vivere e vedere il giorno, quando la mia fortuna mi aiuterà nell’esporre la completa teologica teoria che ho meditato, non uno iota, nessun passaggio genuino nel vostro Vecchio o Nuovo Testamento, tutto deriva da quell'astronomia occultata che, sotto il velo di quella che viene chiamata Storia Sacra, ha per secoli soggiogato e insultato la ragione attraverso il potere della casta sacerdotale, che ha fatto cadere in modo infelice, tutti quelli che conoscevano il suo significato, nelle mani di bricconi come i Goti e i Vandali che non sapevano nulla, confondendo l’azione dell’intelletto che la natura ha dato, facendo di loro dei cristiani. Non vi è alcun dubbio, nessuna condanna può essere trattenuta, quando la mente, possiede le sue sane facoltà, vedrà quello che noi qui stiamo mostrando, vedrà tutte le anomalie, tutte le contraddizioni, e le assurdità del vangelo dalle quali mille generazioni di atetosi idioti sono stati presi per il naso da bricconi nelle vesti di santi, sparsi in mille sette diverse, sono la rovina, la caduta della volta di un tempio glorioso dove la nostra arte può tracciare ancora fuori le posizioni e relazioni di ogni parte, può mortasare i chiodi nei travetti, può congiungere a coda di rondine ogni angolo, e sostituire ogni fregio e cornice in modo corretto, fino al presente l’intera e perfetta simmetria della prima cittadella di scienza. Una scienza sulla quale stupidità cristiana non ha mai inciampato, noi diciamo: “Dio è conosciuto in Giuda, in Israele è grande il suo nome. È in Gerusalemme la sua dimora, la sua abitazione, in Sion. Qui spezzò le saette dell'arco, lo scudo, la spada, la guerra.”5.

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Salmo 75:2-4.

In Giuda, in quel luogo voi supporrete? Sì: probabilmente non si riferisce ad alcun Giuda sulla terra. Ma a Giuda nello Zodiaco, dove sono le case del Sole, che costituiscono la città celeste, là vedrete la freccia dell'arco nelle mani del Sagittario il cavallo ed il suo cavaliere, dove si dice che il Sole rompa e conquisti, soffrendo e passando attraverso quel segno del quale ho così tanto parlato, che attraverso la morte viene sopraffatto, quello che aveva il potere di morte; ovvero il diavolo il segno avverso del Sagittario; di quale vittoria Miriam canta, quando il Sole, sorge vittorioso nel mese estivo, gettando questa costellazione nel mare, così che sembri essere affogato. “Cantate al Signore perché ha mirabilmente trionfato: ha gettato in mare cavallo e cavaliere!”6. Mentre il Salmista, parlando dello stesso Signore (che è il Sole) quando sta per entrare nel segno del mezzouomo e mezzo-cavallo, e riconciliandolo con se stesso, dice (nel Salmo del 147) “Non fa conto del vigore del cavallo, non apprezza l'agile corsa dell'uomo”. Quale è un innocente significato come il vangelo stesso, se voi siete così innocenti per ingoiarlo come vangelo, ma invece chiaro, armonioso, bello e sublime, nella sua referenza astronomica al Sole in Sagittario che, voi osserverete, che è uomo solo dalla testa alle anche, così che ha le gambe di nessun uomo per dilettarsi, tutto il resto è un cavallo nella cui forza non ha piacere; lo sport di cacciare fa una piccola ammenda al Sole per la sua umiliazione nei giorni corti ed oscuri di novembre. Quindi il nostro benedetto Redentore, nel divenire quello che il benedetto Simeone chiama: "il segno di cui si è parlato di nuovo" quello è, il nono segno dei dodici segni un essere, un cavallo; quale era una ragione sufficiente per gli uomini saggi, immaginandoli essere abbastanza saggi per capire queste caratteristiche astronomiche quando loro stavano chiedendo dove Cristo sarebbe nato, una possibilità è quella che sarebbe nato in una stalla. Perché il Cristiano che non ha esita nel chiamare il suo Redentore come l’agnello benedetto deve pensare che siamo profani se noi lo chiamiamo cavallo. O, se lui fosse solo un agnello, che prende sopra di se i peccati del mondo intero, mostrerebbe che i peccati del mondo non dovevano essere molto pesanti. Così intollerante, così tirannico, altezzoso, e oppressivo, come il temperamento cristiano in tutti i secoli è stato, essi hanno rappresentano il loro di Redentore per compiacersi, loro gridano al profano, la leggerezza ridicola, la variazione della leggerezza delle loro follie che la loro immaginazione ha consacrato. Voi potete guardare Gesù come un agnello che perde sangue, ma voi non potete guardarlo come fosse un maiale cotto: Voi potete rivolgervi allo Spirito Santo, ma non potete chiamarlo una merdaccia. Così il benedetto Sant. Agostino, un ortodosso padre cristiano, ornamento dell'età nel quale lui visse e l'autorità più alta per per quello che erano il più puro Cristianesimo primitivo, lui fece una forma di soliloquio, indirizzata al nostro Redentore benedetto, Nel quale mostra che il nostro Redentore benedetto era un coleottero nero, o Maggiolino, ovvero, uno di quelli piccoli insetti che i bambini molto propriamente istruiti lo legano a uno spago o trafiggono con un asticella e poi li lasciano ronzare che la forza innocente ed amabile impara a pensare a Gesù Cristo crucifisso. Quindi il dotto Padre Athanasius Kircherius ci assicura, che “il Maggiolino indica il generato Figlio di Dio, da chi tutte le cose furono fatte, senza il quale nessuna cosa poteva essere fatta”. Le parole di Sant. Agostino sono: “Bonus ille, scarabeus meus, non ea tantum de causa, quod unigenitus, quod ipsemet sui auctor, mortalium speciem induerit, sed quod in hac fece nostra, sese volutaverit, et ex ipsa, nasci homo voluerit”. Lui (ovvero, Gesù Cristo) era il mio buon maggiolino; non solo perché, come un maggiolino, egli fu l’unico generato, ma perché creò se stesso, e nato in una specie mortale, ma perché egli porto su e stesso la sofferenza umana (de di Casalius Veter, Ritibus egiziano, p. 35.). È troppo esecrabile per me per tradurre; ma Dio possente sa che, comunque un puro in cuore, questi santi erano uomini dalle idee più brutte che si conoscano e la vita civilizzata dovrebbe vergognarsi di loro. Il dotto Casalius, nel citare questa solenne dichiarazione del grande un santo “che Gesù Cristo era uno scarabeo, o Maggiolino”, prova che il santo aveva ragione, da quelle parole di Dio stesso nel Salmo 22, quando parla espressamente di se stesso “Io sono un verme e non un uomo” dove la parole ebraica che è stata tradotta per verme, come pensa il grande Casalius, avrebbe dovuto essere uno scarabeo. Sono soddisfatto della correttezza dell'interpretazione ricevuta; (Dio sia lodato per così molta grazia) riposa nella più sicura convinzione che il nostro benedetto Redentore, è in questo massima e sublime scienza della scienza della divinità, in cui il nostro divino, oggi è così egregiamente ignorante, in realtà si trattava di un
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Esodo 15.21

verme e non di un uomo, e lo posso provare, al di la di ogni dubbio che nessuno di tali uomini sono mai esistiti. Una spruzzatina di pazienza per rinfrescare i vostri caldi sentimenti, farò in modo che potrete convincervi a riguardo di quello che stiamo parlando, avrete una forte conferma a riguardo del libro sacro. Che il nostro benedetto Redentore, l'unico vero Dio era davvero un verme, voi non siete i soli nella sua parola, questa e la dichiarazione più positiva che egli abbia fatto, quale nessuna parola potrebbe essere più positiva per me, che dire io sono un verme e non un uomo, ma voi avete l’intera analogia della fede, e tutta l’armoniosa coincidenza della scienza sacra, come illustrazione evincente. Potete osservare che il nostro benedetto Redentore realizzò la sua più grande conquista nella tomba, dove il verme conquista ogni corpo. In quel posto nessuno è padrone, solo il verme lo è. Alla sfida, “O tomba dov’è la tua vittoria?” L'unica risposta è, la vittoria è del verme. Solo al verme si può dire veramente, “Tuo è il regno, il potere e la gloria”. Il debito della gratitudine, anche se ingrato, deve essere pagato, come loro dicono che il nostro benedetto Redentore morì per noi, noi dobbiamo morire per lui. Egli ci diede la sua carne come cibo, noi dobbiamo restituire il dono, dandogli la nostra carne. Dobbiamo andare alla Cena di Dio, come molto giustamente è chiamata, l'ultima cena, dove noi non saremo presentati come la società, ma serviti sui piatti: dove saremo la cena, come Polonius nella tragedia, “Alla cena dove io non mangerò, ma dove noi saremo mangiati”. Quello è ed era un verme e nessun uomo, ancora lo ha dimostrato, da quel testo che dice “che solamente l’immortalità”, viene detto che il “verme non muore mai”. Pur che sia che una parte di noi vada nel fuoco che non sarà mai estinto, nulla è più certo che quando noi andremo da Gesù, tutto il grasso e il magro andranno al verme che non muore mai. Ora sostienimi, e io aprirò questo mistero: il mistero esiste solamente nella vista nebbiosa o nell'ignoranza cristiana, per questo la nostra scienza è nobile, Come la pietra che alza la sua terribile forma, Si gonfia dalla valle, e a mezza strada incontra la tempesta; Arrotondate nei loro lati le nubi rotolano diffondendo, La luce del Sole che si posa sulla sua testa. L'intolleranza dell'ignoranza cristiana, pronta esclama, che in questo modo noi possiamo dire di tutto su Gesù Cristo. Abbiamo provato che era un cavallo, e ora abbiamo provato che siamo vermi: sì, e se voi mi onererete della vostra attenzione futura, proveremo proveranno che è un un pesce; e voi non potete pensare che sto trattando la materia con leggerezza, proveremo che è una bilancia e voi lo peserete. Ricordando solamente, vi prego, che il falso peso è un'abominazione al Signore, ma le vere pesature sono la sua delizia. In una parola, noi tracceremo il vero e solo Gesù Cristo, attraverso ognuno dei dodici segnali, dello Zodiaco che non risulta essere altro che la personificazione di ognuno di questi segni, (ovvero, il Sole, transita in ognuno di loro) lo stesso dei fenomeni fisici che si manifestano nel corso annuale. Con un semplice sguardo, diamo un occhiata alla proiezione dei segni dello Zodiaco. Quelli che vengono immediatamente prima del cavallo o centauro di novembre, voi vedrete lo scorpione, il coleottero nero o il verme che non muore mai, il Genio di ottobre, il primo dei mesi freddi, che se ne sta in piedi nei cancelli dell’inferno, quello è il punto che sta sotto l'equatore. E là sta il verme, ecc., testimone per il mondo intero che quel fuoco, la cui luce è allietante è battuta e sta per diminuire, e apparentemente chiusa, ma non ancora estinta. Su queste finzioni ingegnose, così egregiamente mal interpretate, e usate pazzamente per i loro scopi, è quello che il nostro clero ha escogitato per giocare sull'ignoranza delle Persone. Nessun singolo discorso, non temo i discorsi che si possono fare in un intero inverno, per voi sarà sufficiente, per possedere tutti i tesori di questa deliziosa scienza che, in cui state procedendo, voi vedrete tutto apparentemente grezzo, mostruosamente confuso, confusa dalle contraddizioni e dalle assurdità, che oltraggiano le facoltà di metodo e la sobrietà in uomo; come la materia del caos, al comando di un genio superiore si trasforma in un superbo e bell’ornamento, esibendo tutti i grandi fenomeni di natura, e risolvendo ogni problema di questa scienza mistica. Noi vi proveremo che il Cristianesimo è una favola, lo proveremo con tutta la precisione di una dimostrazione matematica: non solo mostrandovela per quello che è, una favola, ma mostrandovi anche quello che era il suo vero significato: come noi svolgiamo un'equazione, dove si parte da una quantità ignota, sfido il potere della vostra mente di dire no a questa

soluzionei, che risolve tutte le difficoltà, esplicando tutti i misteri, riconciliando tutte le apparenti contraddizioni, e rispondendo a tutte le domande del grande problema. La chiave che corrisponde alla serratura, quanto complessa e intricata possa essere, la chiave giusta, quando infilata nella fessura, aprirà la serratura, se la porta si apre, significa che quella è la chiave. Quella chiave, riguarda la Religione cristiana è il suo senso astronomico e allegorico. Con quella chiave, vi ritornerò, in qualche occasione futura, con la domanda “Dove è quel Re nato come re dei Giudei?”. Apriremo il cancello della stalla, e fare mo fluire il fiume della scienza, e della vera cultura, sulla lordura congregata della barbara ignoranza e laveremo la mangiatoia e il Re dei Giudei, e i Giudei, e gli uomini saggi, e tutto; e purificheremo l'atmosfera della peste del Cristianesimo, con la ragione. Vi mostrerò, per quanto può essere possibile abbastanza che l'asino e il fanatico, il mezzo-idiota, o briccone, può ancora continuare a prendere le personificazioni per persone, le allegorie per storie e le macchinazioni per scienza, come suo scopo finale; non è possibile per un uomo di cultura, il cui apprendimento proviene dalle investigazioni, non sapere che la religione cristiana, come viene insegnata in questo paese cristiano, è quello che non oso chiamare, abilmente praticato da grandi e possenti bricconi sulla semplicità dell'ignoranza e l'impotenza degli infanti. Ma qui, Signori, senza altra presunzione, come lo sono, in ogni era, è stata proposta una verità e una scienza al mondo, da sostituire all’idiozia santificata e consacrato falsità. Come PYTAGORA presentò la sua dimostrazione dell'uguaglianza della quadrato dell'ipotenusa dei lati del triangolo rettangolo. Come Cristoforo Colombo presentò le sue evidenze dell'esistenza del Continente di Trans-atlantico, e GALILEO asserì la sua scienza sul moto della terra nei denti dell'ignoranza monacale e sacerdotale, incapace di rabbia come di paure, invitando al criticismo, e sfidando l'opposizione ad imparare, se c'è alcuna cultura nel mondo che può opporsi; noi vi offriamo la nostra grande soluzione dell'indovinello evangelico: finche siete ignoranti questo può confondervi; può offendervi mentre state sognando ad occhi aperti, ma voi troverete che noi di fronte a lei eravamo svegli; e Lei verrà di nuovo e di nuovo a questa vera scuola di intelletto e comincerà a ragionare, sono fiducioso di richiedere e ricevere, non le ripetizioni eterne di una storia sciocca, ma dissetare la mente con una corroborante cultura genuina che accrescerà la conoscenza. “Qui la natura apre tutti i suoi germogli segreti, E la scienza nata dal cielo allarga le sue ali di aquila; Troppo a lungo il bigotto ha agito gonfio di malizia, Schiacciamo i suoi forti pignoni, e tratteniamo il suo volo. Così controlleremo, con ogni sforzo e il nostro ardente progresso; Si contorce il serpente intorno all'uccello o Giove. Afferra il suo volo, frena la sua torreggiante ala, Torci le sue pieghe scure, e punti il suo pungiglione velenoso; Rompendo così, l'incantesimo di cose divine, Il suo sorgente orgoglio sarà uno scherzoso disegno vano; Sorgerà la libertà, alla vita e alla luce, Mentre preti e l’arte del prete sprofondi in una notte senza fine”.

FINE DEL PRIMO SERMONE SULLA STELLA DI BETLEMME.