IL PLURALE DI ASTRAZIONE E LE SUE ATTESTAZIONI

Prendendo spunto da una osservazione del filologo che si fa chiamare Abramo sul forum Consulenza Ebraica ne approfitto per fare chiarezza su un tema sul quale si sta facendo parecchia confusione. Abramo parla di plurale utilizzato al singolare come di una cosa comune nelle lingue semitiche. Ebbene sta dicendo una cosa non rispondente a verità… non è il solo comunque, e capisco e giustifico il perché usi questa nozione, in quanto è una diceria comune tra gli ebraisti e purtroppo anche tra tanti accademici di assiriologia che sono rimasti fermi ai primi documenti riguardanti le tavole di Amarna e non si sono mai aggiornati. Gli esempi che lui porta riguardanti le tavole di Amarna mostrano DINGIR.MESH.HI.A presupponendo che si tratti di una forma plurale, utilizzata invece al singolare. Questa sua visione ha 2 problemi che vengono dal suo non conoscere il cuneiforme e la sua resa ugaritica: 1) -mesh e -hi.a sono due suffissi determinativi che in accadico indicano plurale, ma questo in accadico 'standard'. L' accadico di Ugarit é un dialetto (termine improprio ma che rende il concetto di ‘lingua non ufficiale’) del periodo 1500 / 1200 a.C., ossia in pieno periodo dialettale (nel senso che era ormai raro trovare accadico standardizzato, e invece solito trovare dialetti quali assiro e babilonese), e in un luogo e in una cultura (Ugarit) che non contemplava l' accadico come lingua corrente. L' accadico a Ugarit era stato 'imparato' utilizzando come materiale scolastico i lessici e le tavole accadiche, assire e babilonesi (intendendo con questo: un mix di tavole dialettali e standard). L' accadico a Ugarit era pieno di errori, la qualità dell' accadico di Ugarit é ben nota a chi ha studiato l'evoluzione di queste lingue, purtroppo chi si é occupato solo di accadico, o di sumero, non conosce bene i retroscena. Van Soldt scriveva nel 1991: "The population of Ugarit spoke Ugaritic, a West Semitic language akin to Hebrew and Aramaic, and possibly understood at least a bit of Hurrian5. Therefore, we can expect all sorts of mistakes in the Akkadian written by the Ugaritic scribes, ranging from simple misunderstandings to interference of the local language. Naturally, the teachers are partly to be blamed for mistakes which occur consistently and which they probably brought in from outside, from such centers as HattuSa6, Mittanni7 or possibly from somewhere in Syria8. In this paragraph 1 will discuss some of the scribal mistakes which can be encountered." La nozione che termini come ILANU/ILANI e DINGIR.MES morfologicamente plurali fossero usati come singolare viene dalla resa di C.H.Gordon nel suo "Observation on the akkadian tablets of Ugarit", del 1987, ma già nel 1991 il lavoro "The akkadian of Ugarit - lexicographical aspect" di W. Van Soldt faceva chiarezza su questi fenomeni. Egli scriveva infatti: "Since HI.A only occurs after ideograms one has to conclude that in these cases it does not mark a plural but only indicates that the sign has to be understood as an ideogram. The same conclusion must be inferred for MES, although this marker occurs with ideograms as well as with syllabically written words. The phenomenon is not restricted to Ugarit but is also attested in other peripheral text groups (Mittanni, Nuzi, Elam) and even in Neo-Assyrian. Finally, it should be noted that MES can also be used to mark the preceding ideogram as an abstract noun." Quindi é incorretto che gli assiriologi (che generalmente sanno molto poco di accadico di Ugarit, a meno che non ci si siano dedicati appositamente) trasformino DINGIR.MESH nel plurale ILANU/ILANI, mentre sarebbe corretto traslitterarlo ILU.MESH con indicazione che il valore ILU ha carattere ideogrammatico o che é un nome astratto.

2) gli esempi più famosi, utilizati sempre e costantemente dagli ebraisti (il più famoso é il docente Michael Heiser), di plurale accadico ILANU utilizzato al singolare sono 2 estratti delle Amarna, e precisamente i passaggi vocativi:

LUGAL EN-ia

dU

TU-ia / DINGIR.MES-ia = "the king, my lord, my sungod, my god"

a-na LUGAL EN-ia DINGIR-ia d[U]TU-ia = the king, my lord, my god, my sungod I due passaggi in questione non contengono nessun riferimento verbale che possa distinguere plurale da singolare, il vocativo di per se non permette una simile distinzione. Esiste un terzo passaggio, ove il termine é accostato a un verbo al singolare. Questo é: DINGIR.MES-nu / shu-lum-k shu-lum E-ka / li-ish-al = May the deity inquire concerning the welfare of you and your household in questo passaggio il verbo é al singolare, cosa che a prima vista cozzerebbe con DINGIR.MESH plurale. Ma come abbiamo detto il MESH in questi casi non é indicativo di plurale ma di astrazione del nome. Gli ebraisti commettono questo errore perchè ragionano in termini di parallelo con il loro presunto 'plurale di astrazione' -IM. Il MESH non è un plurale di astrazione (che, come ho già spiegato altrove, non esiste, é una invenzione degli ebraisti), é una particella che ha vari significati: in alcuni casi indica un plurale, in altri casi smette la sua funzione di plurale e astratizza il nome che lo precede. Questo utilizzo é per esempio famoso a Ugarit nel costrutto: SHESH-MESH-SHU = ‘suo fratello’ , indicante 'fratello' in un nome astratto. L' utilizzo é lo stesso del determinativo GISH che specificava quando un termine dovesse o potesse essere inteso come oggetto materiale o un attrezzo rispetto agli altri significati (es: gish-zi = muro , mentre zi senza gish poteva essere 'vita - respiro - destra - giusto')

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