Grammatica sardo-campidanese

Indice
Capitolo Primo Capitolo Secondo Capitolo Terzo Capitolo Quarto Capitolo Quinto Capitolo Sesto Capitolo Settimo Capitolo Ottavo Capitolo Nono Capitolo Decimo Capitolo Undicesimo Capitolo Dodicesimo Capitolo Tredicesimo Capitolo Quattordicesimo Capitolo Quindicesimo Capitolo Sedicesimo Capitolo Diciassettesimo Capitolo Diciottesimo Capitolo Diciannovesimo Capitolo Ventesimo L'Articolo Il Sostantivo L'Aggettivo Qualificativo Gli Alterati I Numerali I Possessivi I Dimostrativi Relativi e Interrogativi Pronomi Personali Aggettivi e Pronomi Indefiniti Gli Avverbi Le Preposizioni Le Congiunzioni Il Verbo I Verbi Ausiliari I Verbi Regolari I Verbi Irregolari Interrogazione, Negazione, Esclamazione Forma Passiva e Forma riflessiva Uso dei Modi e dei Tempi Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag Pag 3 9 16 20 23 28 30 32 34 39 44 55 60 66 68 78 101 119 121 123

Appendice:

La formazione delle parole in campidanese 10 Consigli per chi vive in Sardegna e non conosce la lingua sarda Cunsillus po kini scit su sardu

Pag Pag Pag

130 146 147

2

CAPITOLO PRIMO ARTICOLO

Le forme dell’articolo determinativo campidanese sono: SU (il, lo) per il maschile singolare: su mundu SA (la) per il femminile singolare: sa terra IS (i, gli ,le) per il plurale: is mundus, is terras Il sardo, come lo spagnolo, possiede anche l’articolo neutro: SU. Esso, anteposto ad un aggettivo, un pronome possessivo, un sostantivo, un verbo sostantivato, un avverbio, dà un significato generale, astratto all’espressione. Es: su justu (ciò che è giusto), su basçu (il sottano), su papai (il cibo, il mangiare), su miu (ciò che è mio), s’allenu (l’altrui, la roba d’altri), su pròpiu, su matessi (la stessa cosa, idem). Le forme del singolare SU, SA si apostrofano sempre davanti a parole che comincino per vocale: s’ànima, s’òmini, s’annu, s’ora. Eccezioni: l’articolo femminile SA non si apostrofa davanti a: (a) i nomi delle vocali: sa e, sa u; (b) la parola UNA (ora dell’orologio): sa una e mesu (l’una e mezzo). In quanto all’uso dell’articolo determinativo, si può osservare quanto segue: 1) l’articolo determinativo non si mette: a) nei complementi di luogo: bandu a domu (vado a casa), torru in crassi (ritorno in classe); b) nell’unione di due sostantivi che concorrono a formare una sola idea generale: dì e noti (giorno e notte), celu e terra (cielo e terra); c) davanti agli elementi di una enumerazione non uniti da congiunzione: òminis, fèminas, bèstias, totu at mortu (uomini, donne, animali, ha distrutto tutto); d) davanti ai nomi dei mesi, in ogni caso: bentu de mayu (vento di maggio), austu est bellu (agosto è bello); e) davanti a nomi propri di persona: Petrarca est unu poeta italianu (Petrarca è un poeta italiano). Si dirà però su Picasso, su Velazquez ecc. per indicare l’opera invece dell’autore; f) davanti ai nomi dei giorni della settimana se si tratta di un giorno determinato (della settimana precedente o di quella seguente): bengu lunis ki benit (verrò lunedì prossimo); g) davanti ai nomi propri di città e paesi, a meno che non ci si voglia riferire alla squadra di calcio o di altre discipline sportive: Casteddu est sa capitali de sa Sardinnya (Cagliari è la capitale della Sardegna), su Casteddu at bintu (il Cagliari ha vinto). Fanno eccezione pochissimi casi di città sarde (S’Alighera, Alghero; Su Masu, Elmas) e non sarde (S’Aya, l’Aya; Su Càiru, il Cairo; Sa Spètzia, La Spezia; ecc.); h) davanti ai nomi di parentela prossima preceduti in italiano ma seguiti in sardo da aggettivi possessivi: babu miu, sorri tua (mio padre, tua sorella). Anche le forme affettive del tipo " il mio babbo", "la mia mogliettina" ecc., che in italiano vogliono l’articolo, in sardo si rendono senza articolo determinativo, cioè babai, mulleredda mia, ecc. NOTA 1: In italiano abbiamo spesso l'articolo determinativo immediatamente seguito da un aggettivo possessivo. Nella traduzione in sardo si dovrà sempre mettere l'articolo determinativo prima del nome e l'aggettivo possessivo sempre dopo: su libru miu (il mio libro), sa pàtria insoru (la loro patria), ecc. Si mette solamente l'articolo senza il pronome quando significa "di lui, di lei" o di colui di cui si parla: est bessiu cun su fillu (è uscito col figlio, con suo figlio, col di lui figlio). NOTA 2: SU DE traduce anche l’italiano "il fatto di": su de no saludai nàrat totu (il fatto di non salutare dice tutto).
3

2) l’articolo determinativo si mette invece: a) davanti ai nomi geografici (laghi, fiumi, monti, regioni, isole, stati, continenti). Si può però non mettere nei casi in cui si tratti di complemento di luogo: sa Sardinnya est bella meda (la Sardegna è molto bella); ndi torru de Piemonti (ritorno dal Piemonte); bivu in su Làtziu (abito nel Lazio). Fanno eccezione alcuni nomi di isole (Rodi, Cipru, Càndia o Creta) che devono essere precedute dalla frase s’ìsula de…: s’ìsula de Rodi est acant''e sa Greça (l’isola di Rodi, Rodi è vicino alla Grecia); b) davanti ai nomi degli anni e davanti ai nomi dei giorni della settimana quando si tratta di complemento di tempo: ocannu est su 1982 (quest’anno è il 1982), su martis bandu a Casteddu (il martedì, ogni martedì vado a Cagliari). NOTA 3: Quando il nome geografico è determinato da un aggettivo qualificativo o da un aggettivo possessivo si mette l’articolo determinativo sempre davanti al nome e l’aggettivo possessivo dopo: sa Sardinnya nosta (la nostra Sardegna), sa Sardinnya noa (la nuova Sardegna). NOTA 4: L’articolo determinativo si usa anche in sostituzione del dimostrativo CUSSU (quello) in tutte le sue forme: a) davanti al relativo KI o alla preposizione DE: su ki apu nau (ciò che ho detto), su ki apu bistu ariseru (quello che ho visto ieri), sa de susu (quella, l’inquilina del piano di sopra), is de Serramanna (quelli, gli abitanti di Serramanna), is de Mura (la famiglia Mura, sia in senso determinato che indeterminato); b) davanti ad un aggettivo qualificativo o a un pronome possessivo: donamì su biancu (dammi quello bianco), bollu sa mia (voglio quella mia). In presenza di un aggettivo possessivo, l'articolo determinativo può sostituirlo: castiadì sa saludi (abbi riguardo per la tua salute). Si usa l'articolo determinativo nei vocativi: o su professori! (signor professore); o su tziu (hei! signore); Samartzei su Sindìgu (Signor Sindaco); ecc.
LE PREPOSIZIONI ARTICOLATE ITALIANE

In sardo non avviene mai contrazione della preposizione con l’articolo determinativo. Le preposizioni articolate italiane si traducono perciò con le preposizioni semplici seguite dall’articolo conveniente: A SU (al, allo), A SA (alla), A IS (ai, agli, alle); DE SU (del, dello, dal, dallo), DE SA (della, dalla), DE IS (dei, degli, delle, dai, dagli, dalle); IN SU (nel, nello), IN SA (nella), IN IS (nei, negli, nelle); CUN SU (col, collo), CUN SA (colla), CUN IS (coi, cogli, colle); ASU(B)A DE SU o APITZUS DE SU (sul, sullo), ASU(B) A DE SA o APITZUS DE SA (sulla), ASU (B) A DE IS o APITZUS DE IS (sui, sugli, sulle); PO SU (pel, per lo), PO SA (per la), PO IS (pei, pegli, per le), ecc. L’articolo SA + sostantivo si usa, preceduto dalla preposizione A quando significa "alla maniera di…" e corrisponde alla preposizione italiana DA: bistia a sa panetera (vestita alla popolana), fueddai a s’italiana (parlare alla maniera degli italiani).

4

come in italiano. gli si antepone una D eufonica. un’annu. c) molto spesso viene espresso con UNU PAGU DE (un po’ di): mi papu unu pagu 'e casu (mi mangio un po’ di formaggio. pigandi is ki ti sèrbinti (prendine quanti te ne occorrono). b) se è plurale e significa "alcuni. seu di acòrdìu (per quanto mi riguarda. c) immediatamente anteposto a CANTU (DE) significa "alcuni. staccata dall’articolo per mezzo di una linetta: in d. e può sostituire il partitivo plurale italiano: unus cantu 'e pipius (alcuni bambini. apu papau petza buddia (ho mangiato della carne lessa). cun d. uno) per il maschile singolare: unu mundu. e) al plurale si può ricorrere agli aggettivi indefiniti: biu tzertus piçocus (vedo dei ragazzi). po su ki mi spètat. du at beridadi meda in su ki naras (c’è molto di vero in quanto dici). in una). Al plurale si usa nelle forme "quanti" e "quante" ed è reso con l’articolo al plurale. Anche l’articolo indeterminativo singolare. sa festa est arriservada a is ki ant arriciu su cumbidu (la festa è riservata a quanti hanno ricevuto l’invito). NOTA 6: Quando l’articolo indeterminativo è preceduto dalle preposizioni IN e CUN. solo al femminile). era sui vent’anni). est su ki de mellus unu potzat agatai (è quanto di meglio si possa trovare). con uno. donghimindi unas binti (me ne dia una ventina. del formaggio). con una). donghimì unu pagu 'e soga (mi dia della corda). Il sardo possiede anche l’articolo indeterminativo plurale (UNUS. NOTA 5: L’articolo indeterminativo non si mette davanti alla parola CUARTU (quarto d’ora): sa una e cuartu (l’una e un quarto). UNAS) il cui uso però è limitato solo ai seguenti casi: a) quando traduce l’italiano "gli uni…gli altri": is unus cantanta.una (in un. N.: ap’a fai su ki si podit (farò quanto è possibile). come già l’articolo determinativo singolare. in d. un’ora. indicando approssimazione del numero stesso. nci ndi fiant unus cantu (ce n’erano alcuni).: is ki si bolint iscriri depinti presentai sa dimanda (quanti desiderano iscriversi devono presentare la domanda). dei bambini). "una certa quantità.una (con un. un’òmini. delle penne). circa cento). Es. 5 . ARTICOLO PARTITIVO ITALIANO L’articolo partitivo italiano (preposizione DE + articolo): a) di solito non si traduce: apu comporau librus de filosofia (ho comprato libri di filosofia). UNA (una) per il femminile singolare: una terra. is duas mancu cuartu (le due meno un quarto). d) molto usata nel linguaggio parlato è la riempitiva NDI…DE: nd’apu fatu de cosas (ho fatto molte cose). donamindi is ki ti pàrint a tui (dammene quante ti pare). sempre seguito da "ki". un certo quantitativo". apu comporau unas cantu 'e pinnas (ho comprato alcune penne.B. Es. depiant essi unus centu (erano un centinaio. b) quando è immediatamente seguito da un numero cardinale. ARTICOLO INDETERMINATIVO Le forme dell’articolo indeterminativo sono: UNU (un. gli altri giocavano). alcune" può essere reso con UNUS (UNAS) CANTU DE: eus comporau unus cantu 'e librus sardus (abbiamo comprato dei libri sardi).TRADUZIONE DELL’ITALIANO "QUANTO" Il pronome italiano "quanto" al singolare è usato con valore neutro e in sardo è reso con l’espressione "su ki". si apostrofa sempre davanti a parola che cominci per vocale: un’ànima.unu. cun d. sia maschile che femminile (e non. is atrus joganta (gli uni cantavano. Assume il significato dell’italiano "circa": teniat unus bintannus (aveva circa vent’anni. circa venti).unu. sono d’accordo). alcune".

A Barisardo dicono SÇU. Virdis. come i nomi di persona e di parentela. L’articolo indeterminativo viene nasalizzato in alcune zone del campidano: ûu (unu). p. 37). Per quanto riguarda la pronuncia attuale. soprattutto nel nuorese e nel logudorese. Questo fenomeno è più frequente nel logudorese e nuorese. Va da se che queste variazioni sono solo a livello di pronuncia. Il plurale deriva dall’accusativo plurale IPSOS. Tzi' Anto' (signor Pietro. caso unico nel mondo neolatino. SÇA.ISSAS. KE. es.in segno di rispettosa familiarità soprattutto nei confronti delle persone anziane ma anche riguardo a persone giovani degne di rispetto. Il sardo campidanese antico aveva SUS corrispondente all’odierno log. TZIA sarebbe "zio. E. dal determinativo latino IPSE. SOS" (M. ecc. può equivalere all’italiano "signor" e "signora". . Fonetica del dialetto sardo campidanese.ARTICOLO PERSONALE Davanti ai nomi propri di persona . zia". in certe varianti campidanesi IS viene troncato in I’ davanti a consonante. Ancora oggi d’altronde si conserva traccia della vocale iniziale I di IPSE quando l’articolo determinativo è preceduto dai monosillabi DE. IPSAS la cui pronuncia era ISSOS. che può essere considerato un vero articolo "personale". L’ARTICOLO NEL SARDO DIALETTALE L’articolo determinativo sardo deriva. in tutta la Sardegna è frequente l’uso di TZIU. PO. TZIU e TZIA. SAR o SOL. et issos = et is (sos): la prima sillaba di ISSOS viene attratta da ET e diventa enclitica. signor Antonio). mentre è un pò meno frequente in campidanese: Tziu Perdu. Il significato letterario di TZIU.nuor. nel complemento vocativo subiscono il troncamento sino alla sillaba accentata esclusa. ma prova comunque la tendenza a questo tipo particolare di aferesi. Questo fenomeno è frequentissimo nel linguaggio parlato. non trattandosi di parentela. TZIA. 6 . Il motivo per cui il campidanese si differenzia nel plurale dal logudorese e nuorese (che hanno SOS per il maschile e SAS per il femminile) è facilmente intuibile: l’aferesi (cioè il fenomeno in base al quale cadono una sillaba o un gruppo di sillabe all’inizio di parola) ha colpito nel campidanese la sillaba finale anziché quella iniziale "per una generalizzazione della pronuncia del pronome IPSE in fonetica sintattica dopo monosillabo uscente in consonante. IPSA. non di grafia. IPSUM. mentre SOS e SAS sono in alcune zone del nuorese e del logudoro pronunciati SOR. In alcune zone logudoresi si usa TIU. p. SAL davanti a consonante sonora. ma in questi casi.sia di battesimo che cognomi . TIA. mentre la seconda sillaba cade.

is becesas. is lìnguas. Sa boxi de sa domu mia! E torra tui. sul. 1975) 3 . pel. o boxi cara. sas vidas.Riconoscere nella poesia seguente gli articoli determinativi e indeterminativi: Sa boxi de domu Una boxi Ki su bentu pòrtat atesu unu cantu k’ìntrat in d. ai. degli. agli. della. 4 .ESERCIZI 1 . Una boxi sempri piedosa e arcana. sos òmines.Trasportare in logudorese o nuorese le seguenti parole campidanesi: is domus.Tradurre gli articoli e le preposizioni articolate italiane seguenti: la. pei. is mulleris. comenti su spìritu sentz''e cunsolu e gosu. sos mundos. 2 . (Augusto Anedda. is agus. Sa poesia sarda de Sinnai. collo. 7 . peus de su trumentu de s’ànima in pena. sas fèminas.Trasportare in campidanese le parole logudoresi seguenti: sos canes. a sa domu nosta po biviri impari s’armonia de su tempus passau.onnya domu comenti su sonu de sa campana de sa cresiedda mia. sas tzitades. mellus de sa carìtzia de s’amori! Una boxi delitziosa comenti su sonnu in su corpus cansau. allo. is fortis. is ogus. o boxi santa.

ecc.ADI sono femminili: caridadi (carità). quelli uscenti in . I sostantivi uscenti in . tetrarca. ecc. classificare i sostantivi uscenti in I sulla base della terminazione. para (frate). ecc. ecc. ginnasta. quelli uscenti in . dugali (capestro). moneta). 8 .. vara o fara (chi regola le processioni).UNI e . cantidadi (quantità). agu (ago).) e i nomi propri d’uomo (Andria. ecc. sabateri (calzolaio). fusteri (falegname).. Fanno eccezione solo i seguenti nomi: seu (cattedrale). ecc. I. Sono maschili anche nomi esprimenti titoli (duca. pruini (polvere).MA: anagrama. virtudi (virtù). in base alla loro uscita al singolare vengono raggruppati in tre classi. corpus (corpo). idioma. Fa eccezione alla regola un considerevole numero di cultismi. frius (freddo). 3) Alla terza classe appartengono i sostantivi uscenti in I al singolare. I sostantivi uscenti in . serbidori (servitore).ETRA: jòmetra. Ecco alcune regole pratiche: Sostantivi con più di due sillabe - I sostantivi che terminano in . Deus (Dio). U.INI sono maschili: fàmini (fame). satrapa. ecc. Elia. domu (casa).. patriarca.X + vocale + NI sono femminili: arrexoni (ragione). sardidadi (sardità). ecc. fèmina. profeta. che di regola sono di genere femminile: arrosa... sànguni (sangue).IATRA: pediatra. quali ad esempio manorba o manobra (manovale). diaframa. moglie) sono maschili: tinteri (calamaio). ecc. I sostantivi uscenti in . quelli uscenti in . arràdiu. I sostantivi uscenti in .). ecc.CAPITOLO SECONDO SOSTANTIVO I sostantivi campidanesi hanno tre uscite: A. arrèxini o arrexini (radice).ISTA: dentista. òmini (uomo). 1) Alla prima classe appartengono i sostantivi uscenti in A al singolare. calidadi (qualità). ecc... drama. quelli uscenti in . 2) Alla seconda classe appartengono i sostantivi uscenti in U al singolare. Gesus (Gesù). motu (motocicletta) che son di genere femminile pur uscendo in U al singolare. sono di genere maschile altri pochi sostantivi.UDI sono femminili: saludi (salute). arriali (cagliarese. libertadi (libertà). manu (mano).PA: papa. sardista. figu (fico). mundu. amigu. tema. Oltre questi cultismi..ALI sono maschili: casçali (molare). ben poco usati nel linguaggio quotidiano. I sostantivi uscenti in .... artista.ERI (tranne mulleri. Fa eccezione il cultismo bìrgini (vergine).IDORI sono maschili: cassadori (cacciatore).TA: poeta. ecc. I sostantivi uscenti in . nella loro stragrande maggioranza di genere maschile: fogu. vida. ecc.. quelli uscenti in . ecc. jovuntudi o joventudi (gioventù). E’ importante. ecc. ecc. petus (petto). juali (giogo).ARCA: monarca. pegus (capo di bestiame). I sostantivi appartenenti a questa classe possono appartenere sia al genere maschile sia a quello femminile. ecc. quelli uscenti in . al fine di stabilire il genere.ADORI e . ladus (lato). di cui i più comuni sono: quelli uscenti in . ecc. pirata. A questa classe appartengono anche quei pochi sostantivi che hanno mantenuto la S latina al singolare: tempus (tempo).

XI sono maschili: pùlixi (pulce).TZONI. fexi (feccia). tenenti.URI (tranne màrmuri o mràmuri. sergenti.XI sono femminili: boxi (voce). lapis (matita).SSIONI. tanaxi (picciuolo).TIONI sono femminili: cantzoni (canzone). luxi (luce). . saboni (sapone). . brenti (pancia. pìnnixi (cimice). Alla terza classe appartengono anche quei pochi nomi che al singolare escono in . genti (gente). àrburi (albero). . ecc.I sostantivi uscenti in consonante + ONI sono maschili: gurdoni (grappolo). amori. I sostantivi uscenti in . come si può rilevare dai seguenti esempi: Alcuni nomi femminili in campidanese e maschili in italiano: agu prata cullyera duda tinta mesa cara. . ecc.LI sono maschili: meli (miele). ecc.ENTI sono femminili: denti (dente). faci scupeta berrita. barrita denti is ullyeras bota linna arresoya ago argento cucchiaio dubbio inchiostro tavolo viso schioppo berretto dente gli occhiali stivale legno raspio palangana burtzera merdona caminera figu àrburi brenti jòbia cenàbara timoria Paskixedda arrecada cançofa arannya catino braccialetto sorcio sentiero fico albero ventre giovedì venerdì timore. ovile). nuxi (noce).IS: lunis (lunedì). paura Natale orecchino carciofo ragno 9 . da làntia). ecc. fusili (fucile) cuili (covo. ecc.. kistioni (questione). . .I sostantivi uscenti in . Sono maschili se si tratta di alterati: lantioni (lampione. ecc.ILI sono maschili: foxili (focolare).ORI sono maschili: sabori (sapore). mali. ecc. mèrcuris (mercoledì). feli (fiele). foxi (foce). soli. . Sostantivi bisillabici - I sostantivi uscenti in .I sostantivi uscenti in . tùrturi o trùturi (tortora).I sostantivi uscenti in . DIFFERENZE DI GENERE DALL’ITALIANO AL SARDO Il genere del nome non si corrisponde sempre nelle due lingue. passioni (passione). skidoni (spiedo).I sostantivi uscenti in . ecc. natzioni (nazione). paxi (pace). ponenti. ecc. . marmo) sono femminili: seguri (scure). colori. vapori. dolori. ventre).ENTI sono maschili: molenti (asino). limoni (limone). martis (martedì).I sostantivi uscenti in .TZIONI. pixi (pece).I sostantivi uscenti in . I sostantivi uscenti in . . ecc. ecc.

Alcuni nomi maschili in campidanese e femminili in italiano: arràdiu fàmini sidi pruini pùlixi pìnnixi domìnigu fronti smurzu arengu spreni cannyu cansàntziu fadigu lapis marjani radio fame sete polvere pulce cimice domenica fronte colazione aringa milza canapa stanchezza inedia matita volpe cunsolu spumadori aposentu torraboxi collunu. bratzolu gùturu sçoberu is murrus consolazione spazzola stanza eco frode frenesia grandine origine carta primavera le forbici mattina culla gola scelta le labbra 10 . cullyunu afròddiu làndiri nascimentu paperi beranu is ferrus menjanu bartzolu.

comare). filla (figlio.ESSA dopo aver perduto la vocale finale: su. nebodi. e) Vi è qualche nome maschile formato dal femminile mediante l’aggiunta di un suffisso: murva. porcu. ecc. sorella). . scorbutico. scorbutica). pipia (bambino. gallina). ecc. g) Vi sono infine alcuni nomi di genere comune. su duca. I sostantivi maschil terminanti in . ègua (cavallo. sa parenti. neta (nipote maschio. ecc. professoressa). traitora (traditore. È quanto di più assurdo si possa immaginare. sa gatu (il gatto. amica). boi. baca (bue. su cani. sa dentista. fillu. d) Vi sono poi sostantivi che hanno forme completamente differenti per i due generi. gomai (compare. ecc. 11 . volpe femmina).ADORI. professori. donna). fèmina (uomo. suora). rimangono invariati: su parenti. mascu. f) Vi sono degli animali che non hanno nomi diversi per indicare il maschio e la femmina.ERI. soldatessa). ecc. vacca). para. sa cani (il cane. sorresta (cugino. 2. babu. . se è necessario distinguere il sesso. sa meri (il padrone.ISSA: conti. ecc. pipiu.FORMAZIONE DEL FEMMINILE a) Il femminile dei sostantivi uscenti in U si ottiene cambiando la U in A: amigu.ESSA e TRICE nella formazione del femminile nei sostantivi sardi. A questo proposito voglio esprimere il mio parere sull’uso dei suffissi italiani . Fa pena vedere persone che si autoproclamano paladini della lingua sarda storpiarla in modo così palesemente barbaro. 3. mulleri (marito. monja (frate. jugi. cassadori. nuora). mama (padre. òmini. mardi (porco. connada (cognato. gènneru. fradili. amiga (amico. sordau. cugina). moglie). c) I sostantivi maschili terminanti in I: 1. jugissa (giudice. scrofa). traitori. fèmina (maschio. sa poeta o sa poetessa. contissa. marjani fèmina (volpe maschio. b) I sostantivi maschili terminanti in A rimangono invariati tranne poche eccezioni che aggiungono il suffisso . murvoni (femmina e maschio del muflone). nura (genero. bambina). aggiungono al maschile il suffisso . su poeta. professora (professore. caboni. figlia). cambiano la I in A (si tratta dei nomi uscenti in . su gatu. murvona (fig. sordada (soldato. nipote femmina). sa dukessa.ORI. . sorri (fratello. cuaddu.AU escono al femminile in . la padrona). madre). cassadora (cacciatore. fradi. cacciatrice). In questo caso. secondo il caso: marjani mascu.IDORI. ONI): furisteri. Ecco i più comuni: maridu. si aggiungerà mascu o fèmina. la cagna). traditrice). femmina). gopai. forestiera).ADA: connau. giudicessa). cognata). murvoni. la gatta). pudda (gallo. cavalla). Solo l’articolo distingue infatti il maschile dal femminile: su meri. furistera (forestiero.

di insetti. come comporai. la proprietà il fidanzato il pelo is ferrus is arrobas is isposus is pilus le forbici i mobili gli sposi i capelli ACCUSATIVO PERSONALE Una particolarità che la lingua sarda condivide con lo spagnolo è il cosiddetto "accusativo personale". non lo vuole quando è usato in senso assoluto: is amigus malus perdint a is bonus piçocus (i cattivi amici conducono a perdizione i bravi ragazzi). peis (piede. in campidanese (e in genere in tutto il sardo) si attua una regola semplicissima senza alcuna eccezione: l’aggiunta di una S al singolare: amigu. SINGOLARE COLLETTIVO Il sardo mantiene il singolare collettivo latino per designare un insieme (di legumi. is corpus (il corpo. a kini bolit còçula! (chi vuole arselle…). la pianta). i corpi). piedi). pei. le scuole). ecc. amici). si fa precedere il nome da frasi come sa mata ‘e / sa pranta ‘e / s’ arburi ‘e. 12 . rimangono invariati al plurale. animali. Quando si vuole indicare l’albero. Sarà l’articolo a stabilire il numero: su corpus. negli altri casi sì: tengu a maridu miu malàdiu (ho mio marito malato). Il verbo tenni quando è usato in senso possessivo non vuole l’accusativo personale: tengu dus fillus (ho due figli).FORMAZIONE DEL PLURALE Mentre le altre lingue neolatine sono in questo campo estremamente complicate. innoi est prenu ‘e musca (qui è pieno di mosche). L’accusativo personale non si usa quando nella proposizione c’è un dativo. is iscolas (la scuola. amigas (amica. amiga. Non si usa neppure coi verbi usati comunemente con nomi di cosa. sa mata ‘e sa figu (il fico. di piante. apu pèrdiu unu fillu in s’ùrtimu gherra (ho perduto un figlio nell’ultima guerra). amigus (amico. amiche). no ti connosçu a tui (non ti conosco). frutto). bendi. che consiste nell’uso della preposizione A davanti al complemento oggetto quando questo è un nome di persona (o animale o cosa cui si attribuiscono qualità umane) o un pronome personale: apu biu a fradi tuu (ho visto tuo fratello). Alcuni sostantivi mutano significato al plurale: su ferru s’arroba su sposu su pilu il ferro gli indumenti. I sostantivi che al singolare terminano in S. di cereali. allo scopo di evitare ambiguità: apu presentau fillu miu a tziu tuu (ho presentato mio figlio a tuo zio). I sostantivi che cominciano per S impura le antepongono una I se preceduta dall’articolo plurale: sa scola.: in s’antigòriu is meris comporant òminis (nell’antichità i padroni compravano uomini). Con lo stesso nome si designa sia il frutto sia la pianta che l’intera piantagione: su cunjau ‘e sa pira (il recinto della piantagione di pere).): ou friscu! (uova fresche!). Per esempio: sa figu (il fico. ecc. Il verbo perdi vuole l’accusativo personale quando significa "condurre a perdizione".

ERI aggiungono una S per formare il plurale: su carabineri. come lingua appartenente al gruppo orientale. tempus. Il genere dei nomi non differisce negli altri dialetti. tempos. U. mentre il campidanese ha tre sole uscite (A. C’è però da osservare: 1) in logudorese e nuorese alcuni sostantivi e aggettivi terminano in O anziché in U. il logudorese e il nuorese ne hanno cinque (A. come in campidanese. dall’accusativo plurale latino. 13 . Ecco i più conosciuti: Nuorese-Logudorese Campidanese coro coru domo domu tesoro tesoru grogo grogu deo deu Nuorese-Logudorese Campidanese oro oru sero seru moro moru makilloto makillotu issoro insoru 2) all’uscita in I del campidanese corrisponde in logudorese e nuorese l’uscita in E: Nuorese-Logudorese Campidanese sole soli mare mari bene beni pane pani muzere mulleri Nuorese-Logudorese Campidanese note noti mere meri zente genti leze lei sorre sorri In logudorese e nuorese esistono anche sostantivi uscenti in . bonos.IL SOSTANTIVO NELLE ALTRE VARIANTI Il plurale sardo deriva. I. 3) per la formazione del plurale in logudorese e nuorese i sostantivi e aggettivi uscenti in U al singolare formano il plurale cambiando la U in OS: amigu. amigos. U. ecc . E. I sostantivi uscenti in . lo prende dal nominativo plurale latino. I). mentre l’italiano. bonu. Riassumendo. tinteri. come quello di tutte le lingue neolatine del gruppo occidentale. e indicano in genere l’arte e il mestiere: barberi. O).ERI. ecc. carabineri. sos carabineris .

fàmini. ite balentes ki sezis (ma pacu). a) Ohi. comente in àteros tempos. siat ki a su sirbone li nian sirboni o sirboi o sriboi. siat ki addopien sa elle de iscola o ki no.Anteporre l’articolo determinativo a ciascuna delle parole seguenti: abi. si no kerimus tancare sos ocros. pro como. àrburi. in sardu. (editoriale da "Nazione Sarda". cenàbara. keret narrer ki no est su campidanesu e nemancu su logudoresu . manorba. si carculaes su ki apo nau a sa prima comintzada: in totu s’Isula cada vidditolu màrcat carki variatzione. sànguni. kerjo narrer. siat ki usen su gerùndiu in . arràdiu. unu campidanesu e unu logudoresu .U (benendu). podimus narrer: totunu diat esser a l’acabare de picare in trampas su pòpulu. Su bellu est ki lu nan seriamente. Sàrrabus.Tradurre in campidanese i seguenti brani in logudorese-nuorese. frùmini. sidi. bos nan ki sun viddas de un’àteru mundu. (Antonello Satta. semper in Campidanu.ESERCIZI 1 . Seddori e Serramanna. secundu tzertos polìticos s’indipendènsia de sa Sardinna e sa federatzione de sa Sardinna cun s’Itàlia sun totunu. Parteolla e Sarcidanu. gopai. sa limba sarda. Semus a unu puntu ki in sos ufìtzios de sa "Programmazione" mancu iskin cantos sunis in Sardinnya sos pastores e sos massajos.I (benendi) o su gerùndiu in . (Michele Columbu. si dimandaes in Samassi. siat ki fabedden prus nasale o prus pacu. A parrer meu cussos puru. ma si dimandaes in Oroteddi est totunu su fabeddare de sas viddas de Trexenta. usande. si podet ponner oje su fundamentu de una economia natzionale sarda. in Campidanu. para. 2. pro issu totu est Campidanu. Totunu est. Si la so’ galu kircande. paperi. Diat essere sa peus cosa ca pròpriu asupra sa terra. peleas e gherras e disamistades de traballadores pro s’apoderare de unu cantu ‘e terra. 1980) b) Po esèmpiu. sun dialetos de sa Limba Sarda. E tando totunu imbetzes de unu morfema de identitade benit a essere totu su contràriu: unu morfema de disegualidade. a dispetu de totu sos grandu economistas de sa Rezone ki finsas a como si sunis imbrossinaos in su petròliu. pùlixi. ca no esistit. In kirca de una limba. jòbia. su morfema de identidade in su sentidu sèriu. 1979) c) Sa peus cosa ki li diat poder sutzèdere a sa Sardinnya in die de oje diat esser a torrare a biere. pro como. Ma totu sas variatziones sun cosas de nudda si pompiaes a sas de cumone . n. Ma si li ziramus sas paràgulas. 1977) 14 . 2 . agu.

Deu ‘ollu sa paxi e su pani. (Pietro Mura. O puru una màkina ‘e soli ki fatzat millas de isteddus po dus donai a sa noti niedda cand’obèrinti s’ ‘enna is tronus. dego kerjo una tanca froria. dego kerjo una làmpana ‘e oro. 1960) Is cincu orfuneddus Boleus un’àrburi ‘e paxi e un’àrburi ‘e soli callenti. deu ‘ollu s’amori e su bentu. bistia ‘e lentori. kin kentu puzones nidande.ESEMPIO DI CONFRONTO FRA IL NUORESE E IL CAMPIDANESE Sos kimbe orfaneddos Kerimos un’àrbor’ ‘e pake un’àrbor’ ‘ sole caente. Si du mandas un’àrbur’ ‘e luna? Boleus un’àrbur’ ‘e luxi de beranu. cun centu pillonis anniendi. deu ‘ollu una tanca froria. dego kentu ghitarras sonande. deu centu ghitarras sonendi. deu ‘ollu una làntia di oru. noll’imbias un’àrbor’ ‘e luna? Kerimos un’àrbor’ ‘ luke beranile. dego kerjo s’amore e su bentu. 15 . bestia ‘e lentore. O puru una màkina ’e sole ki fraiket mizas de isteddos pro los dare a sa note nighedda cand’aperin sa yanna sos tronos. Dego kerjo sa pake e su pane.

asprigna). Anche l’aggettivo TOTU (tutto) in funzione attributiva è indeclinabile e precede sempre sia il nome che l’articolo: totu sa di’ (tutto il giorno). Santu Domìnigu (San Domenico). mai un significato materiale: unu grandu òmini (un uomo importante). una fèmina arta (un uomo alto. po nisçun’arrexoni (per nessun motivo). SANTU (santo). funt arribadas totus (sono arrivate tutte). alta). Ha un significato morale di eccellenza e stima. de malas maneras (con cattive maniere). lunga). d) gli aggettivi uscenti in .AU fanno il femminile in . 2. una grandu cosa (una cosa importante). arta (alto. . SEGUNDU (secondo). trista (triste).ADA: unu sonu dilicau (un suono delicato). 16 . COLLOCAZIONE DELL’AGGETTIVO In sardo gli aggettivi in funzione attributiva si pospongono sempre al sostantivo cui si riferiscono: unu cuaddu nieddu (un cavallo nero). longa (lungo. su mellus. una domu manna (una grande casa).IDORI. longus (lungo. ÙRTIMU (ultimo). bellu skesç’ ‘e dotori! (che razza di dottore!). asprixi (asprigno. I sia per il maschile che per il femminile: durci (dolce).ORI cambiano la I finale in A: unu pipiu impiasteri (un bambino pasticcione). . artas (alta. . Quando invece è in funzione predicativa si può posporre ed è declinabile. La seconda classe comprende gli aggettivi a una sola uscita. durcis (dolce. . ecc. grai (pesante). sa mellus (il migliore.ONI. ma solo al maschile: d’apu papada totu (l’ho mangiata tutta). artu. L’aggettivo concorda con il sostantivo il numero e il genere: òminis arricus (uomini ricchi). totu is òminis (tutti gli uomini). sa segundu cantzoni (la seconda canzone). Gli aggettivi BONU (buono). una donna alta). carrali (carnale). la peggiore). La prima classe comprende gli aggettivi a due uscite. una donna scorbutica). aresti (selvatico. arta. bellu. BELLU (bello) possono anteporsi al sostantivo: bonu meri’ (buon pomeriggio). s’ùrtimu borta (l’ultima volta). NISÇUNU (nessuno). MALU (cattivo). il plurale degli aggettivi si forma aggiungendo una S al singolare: longu. 1.ADORI. ecc. b) gli aggettivi uscenti in I rimangono invariati: un’òmini aresti. boxis craras (voci chiare) Se un aggettivo si riferisce a più sostantivi dello stesso genere è messo al plurale: lìngua e literadura sardas . ecc. I comparativi rimangono invariati: su peus. c) gli aggettivi uscenti in .CAPITOLO TERZO AGGETTIVO QUALIFICATIVO Vi sono due classi di aggettivi qualificativi che si riconoscono dalla desinenza del singolare. la migliore). una fèmina aresti (un uomo scorbutico. sa peus (il peggiore. A per il femminile: longu. mai posporsi. selvatica). U per il maschile. lunghi). Formazione del plurale Come per i sostantivi. durci. tristu. una pipia impiastera (una bambina pasticciona). una saludi dilicada (una salute delicata). un’ òmini mannu (un uomo grande fisicamente).ERI. Formazione del femminile a) gli aggettivi uscenti in U cambiano tale vocale in A: un’òmini artu. L’aggetivo GRANDU (grande) è usato solo al maschile e può solo anteporsi al sostantivo. bella. alte). dolci).

ti stimu prus ke mei e totu (ti amo più di me stesso). Anche SEGUNDU e ÙRTIMU possono usarsi al maschile nonostante precedano un sostantivo femminile: sa segundu borta. duas oras e mesu (due ore e mezza). "minore" si traducono PRUS. PRIMU (primo) è usato al maschile anche quando precede un nome femminile: sa primu borta (la prima volta). cincu litrus e mesu (cinque litri e mezzo). 3. PEUS (peggio): ses andau mellus de su ki mi pensamu (sei andato meglio di quel che pensassi). s’urtima borta). Anziché PRUS DE si può usare PRUS KI. L’uso di KI è di regola nei comparativi di quantità: prus ideas ki cosas (più idee che fatti). GRADI DI COMPARAZIONE COMPARATIVO I comparativi di maggioranza e di minoranza si formano rispettivamente con PRUS…DE. s’ùrtimu borta (oltre a sa segunda borta. L’aggettivo MESU (mezzo) può anteporsi o posporsi al sostantivo. deu seu prus pagu artu de tui (io sono meno alto di te). che reggono il verbo all’indicativo: ses prus pagu beçu de su ki parit (sei meno vecchio di quanto sembri). Il comparativo di uguaglianza può dar luogo ai seguenti casi: 1. d-onnya tres dis (ogni tre giorni). Vi sono anche due comparativi organici derivati dal latino: MELLUS (meglio). 2. scisi prus de su ki mi pensamu (sai più di quanto pensassi). due vedono meglio di uno). oltre KE. CANT’ ‘E A: est artu cant’ ‘e a mei (è alto quanto me). tra aggettivo e pronome oersonale. "meno di quanto" si traducono rispettivamente: prus de su ki . AICI (TANTI) …KE se nel primo termine si trova un avverbio: aici atesu ke Casteddu de Arroma (tanto lontano come Cagliari da Roma). "Maggiore". sono usate le forme COMENT’ ‘E A. in dus nci binti prus de unu (o prus ki no unu. "Più di quanto". 17 . E’ invariabile: mesudi’ (mezzogiorno). nelle comparazioni dirette KE: biancu ke ni’ (bianco come la neve). mellus ke-i custu (meglio di questo). In questo caso si fa seguire a KI la negazione NO: mellus biu e malàdiu ki no sanu e mortu (meglio vivo e malato che sano ma morto). mesunoti (mezzanotte). pìgat prus pagu de mei (guadagna meno di me). prus de mei traballas? (lavori più di me?). tra due aggettivi si può usare semplicemente E: mannu e bonu (tanto grande quanto buono). Se i termini di paragone sono verbi le particelle comparative sono unite e poste in genere dopo il verbo (prima del verbo si mettono nelle interrogative e nelle esclamative): traballu prus de tui (lavoro più di te). PRUS PAGU: sa passièntzia sua est prus de sa mia (la sua pazienza è maggiore della mia). un’ora e mesu (un’ora e mezza). callenti ke fogu (caldo come il fuoco).Gli aggettivi CADA e D-ONNYA (ogni) rimangono invariati tanto al singolare che al plurale: donnya di’ (ogni giorno). ecc. prus pagu de su ki. 4. PRUS PAGU…DE: Antoni est prus mannu de Frantziscu (Antonio è più grande di Francesco).

2) raddoppiando l’aggettivo positivo: su cafei est callenti callenti (il caffè è caldissimo) I suffissi . oppure anteponendo l’avverbio TROPU: Maria est tropu bella (Maria è bellissima). Il superlativo assoluto si forma: 1) posponendo all’aggettivo positivo l’avverbio MEDA. su caminu est longu meda (il cammino è lunghissimo). SU PRUS PAGU…DE: Juanni est su prus lestru de totus (Giovanni è il più veloce di tutti). oi du at basca meda (oggi è caldissimo. . SU PEUS si antepongono sempre al sostantivo cui si riferiscono: sa mellus cosa ki podiasta fai (la cosa migliore che tu potessi fare).ISSIMA sono dovuti ad influenza spagnola ed italiana e sono estranei alla struttura della lingua sarda.ISSIMU. molto afoso). ecc.SUPERLATIVO Il superlativo relativo si forma con SU PRUS… DE. Alcuni aggettivi e i loro contrari: artu asçutu asseliau biancu bistiu callenti cotu crocau deretu dromiu jòvunu largu longu mannu mortu obertu pagu prenu saboriu satzau tristu basçu sfustu atrupelliau nieddu spollau fridu cruu strantaxu trotu scidu beçu strintu curtzu piticu biu serrau meda sbuidu sçaboriau jàunu prexau acanta allutu amigu arricu bambu bellu beru caru coyau dèbili faineri grai grassu grussu lìmpiu moddi piadosu prangidori primu sanu totu atesu studau nimigu pòburu saliu leju farsu baratu bagadiu forti mandroni lèbiu lanju fini brutu tostau crueli arrisulanu ùrtimu malàdiu nudda 18 . Luisu est su prus pagu lestru de totus (Luigi è il meno veloce di tutti). Vi sono aggettivi che formano il comparativo e il superlativo da radici diverse: BONU (buono) MELLUS (meglio) SU MELLUS (il migliore) MALU (cattivo) PEUS (peggio) SU PEUS (il peggiore) SU MELLUS.

conkimacu (testa matta). ecc. ecc. òmini dèbili. forti / forte. bellos. Ricordiamo anche che alla terminazione campidanese I corrisponde nelle altre varianti l’uscita in E: durci / durke. la vocale finale del sostantivo componente diventa I . mannu. ESERCIZIO Volgere nelle altre varianti le seguenti parole campidanesi: boxis craras. Come si può notare. E’ caratteristico della lingua sarda (ma in campidanese molto meno che nelle altre varietà) il caso di aggettivi composti. murribiancu (dal muso bianco). cacoi (pauroso).OI: ballalloi (imbecille). cuaddus fortis. 19 . pipius mandronis.L’AGGETTIVO NELLE ALTRE VARIANTI Ricordiamo che anche per gli aggettivi vale ciò che dicemmo a proposito della formazione del plurale dei sostantivi. minestra callenti. ecc. ogus serraus. mannos. costituiti da un sostantivo e da un aggettivo: pilicanu (dai capelli bianchi). In nuorese ci sono pochi aggettivi terminanti in . perciò gli aggettivi uscenti in U in logudorese e nuorese formano il plurale in OS: bellu. secondo un’usanza propria già del latino.

poetucolo). brocchetta). una domu manna meda (una casa grandissima). piccolino). trudda (cucchiaio di legno). testina). Ecco i principali suffissi: . Si aggiunge generalmente a sostantivi con più di due sillabe. accrescitivi e dispregiativi. Antonello).ASTU e ATZU) una tendenza: asulatzu ad esempio non è dispregiativo ma significa "tendente all’azzurro". serrame). arrubiastu. indicando in realtà (specie . marra (zappa) . NOTA 1: Ecco alcuni nomi che prendono il suffisso . ATZU sono solo apparentemente dei nomi alterati. arrùbiu. crobedda (corba. cubeddu (tino. conkedda (testa. natzionedda (nazione. partitino). dotori. Juanna. natzioni. porchetto) mentre prokixeddu ha più un significato vezzeggiativo che diminutivo. cambu (gambo). ecc.ATZU. pitikeddu (piccolo. corbello). populeddu (popolo. camboni (fig. ecc. mentre per indicare l’idea esatta dell’accrescimento si preferisce mettere dopo il nome un avverbio o un aggettivo (o tutti e due assieme quando si vuole rafforzare il concetto): una conca manna (un testone). Si dividono in diminutivi e/o vezzeggiativi. proceddu (porco. usati spesso indifferentemente: poeta. Si aggiunge più a sostantivi che ad aggettivi ed il sostantivo che ne deriva è sempre maschile. sarà il senso della frase ad individuare la loro funzione nel contesto. rossetto). mentre enormemente diffusi sono i diminutivi (specialmente nel linguaggio familiare) che spesso hanno anche un significato ironico o dispregiativo. marighedda (brocca. dotoratzu (dottore. poetastu (poeta. grassone) . Juannedda (Giovanna. Quasi sempre i sostantivi e gli aggettivi ottenuti con l’aggiunta dei suffissi . ecc. marroni (zappone). crobi. truddoni (fig. ecc. DIMINUTIVI E VEZZEGGIATIVI Ogni suffisso diminutivo può essere contemporaneamente anche un suffisso vezzeggiativo. così grogastu. conca. 20 . màriga. dottorucolo). ecc. spesso dà un senso figurato al sostantivo derivato. maladiatzu. anche se quello primitivo è di genere femminile: conca (testa) conconi (fig.EDDU: è il diminutivo per antonomasia (lo dimostra il termine deddu. con cui si indica il bambino molto piccolo) ed il più frequente insieme a . poetastro. popolino). Il più delle volte esprimono un nostro modo di vedere più che il modo in cui l’essere è veramente. Possono avere qualche volta un significato peggiorativo solo i suffissi: . Esempi: Antoni.IXEDDU. grandicello). arrubieddu (rosso. schiappa).ASTU. . Antoneddu (Antonio. Giovannina). Come si vede. partidu. tinello).ONI. Gli accrescitivi sono in sardo piuttosto rari. cervellone) . piticu. cria. DISPREGIATIVO Anche i dispregiativi sono molto rari. matucu. piccola nazione). un’òmini grussu (un omaccione). partideddu (partito.CAPITOLO QUARTO GLI ALTERATI Si chiamano alterati quei nomi ai quali l’aggiunta di un suffisso ha parzialmente modificato il significato originario.ASTU e .EDDU sebbene bisillabi: procu. ecc. crieddu (toppa. matukeddu (grande. pòpulu. ACCRESCITIVO L’unico accrescitivo esistente è . cuba.ONI.

forma alcuni sostantivi e aggettivi: trumbita (trombetta). daino). bellino. pertighita. mostacciolo). piccolo cibo). jogu. nieddu. bassotto).OTU: basçu. . fillu. mardusca (piccola scrofa). novizio). fig. asino). macu. macu. Pierino).USCU: moriscu (moresco). lukitu (stoppino).IXEDDU. basçotu (basso. pipieddeddu. ecc. un po’ rivoltato). cratzola (zoccolo). corriolu (correggia. bentixeddu (vento. meri. gabellotu (gabella. che in tal caso possono essere messi anche al femminile: Arjoledda (la piccola Argiolas). marrita (zappetta). Antonikeddu. marritedda. pipiu. Giovannino). sordau. sono: . ecc. . carretto). pàtria. Altri suffissi poco usati o in disuso sono tra gli altri: . soldino). cunjadeddu (terreno.NOTA 2: Davanti alle parole che terminano in . Altri suffissi.. malaticcio). tabacchino). pitikeddeddu. Salvatorello). fillixeddu (figlio. Il suffisso . joghitu (giochetto. Juannicu o Annicu (Giovanni. figlioletto). Antonicu.IGHEDDU: bellu. muskitu (moscerino o zanzara). marruça (zappa. taulita (tavoletta). baffo. venticello). joghitu. piriçolu (vino. Si aggiunge soltanto alle parole con due sillabe: bentu. ecc. monticello). crapita (scarpino). nericcio). padroncino). moritu (morello). Sarbadoricu (Salvatore. maschera). Cuartuçu (Quarto. fillu. crosticella). patriota). vinello). marra. bascitu. mustatzu. Lepureddu (il piccolo Lepori). muscitu (micio). caboniskeddu. petza. mustu. figlioccio). monti. petziotu (carne. noitzolu (nuovo. crabiolu (capra. matukeddeddu. pazzerello). carru. Antoni. noitzu. un po’ crudo). borsello. fillolu o filloru (figlio. montixeddu (monte. façola (faccia.ISCU. furriau. papai. ecc. cordella). marra. carruçu. caboniscu. giocattolo). merixeddu (padrone. piccolo terreno). pipieddu. ecc. cuffietta). soldatino). turradeddu (tostato.AU (in genere infiniti e participi passati sostantivati) si inserisce una D eufonica tra la radice e il suffisso: cunjau. Efisitu (Efisietto). bèstia. bascitu (bassetto). caboniscu (galletto). maladionju (malato. saliscendi). campu. mustatzolu (mosto. fig. banghitu (banchetto). carruçu (carro. marrita. bussigheddu (borsa. brandello). ecc. . joghiteddu. poburitu (poveretto). .UÇU . craba. IXEDDU.AI. bussa.ONJU: malàdiu. makilloteddu. caboni. turrau. ecc. matucu. . furriadeddu (voltato. fig. patriotu (patria. sirboniscu (cinghialetto). novello. biankitu (bianchiccio). campixeddu (campo. carru. nieddutzu (nero. cosita (cosetta). basçu. gruzzolo). piriçu. cambusçu. corda. ecc. mannitu (grandetto). Piricu (Pietro. gabella. monello).ecc. marruscu (scaltro). makillotu. In questo caso la parola acquista un maggior risalto vezzeggiativo: piticu. bacchetta). palita (paletta). cambusçotu (cuffia. makillotu (pazzo. carruceddu. molto meno frequenti dei due precedenti. Non è raro che si usi il diminutivo anche per i cognomi. dinadeddu (denaro.dente da latte). corria. fuorchè a quelle che terminano in . croxu. papadeddu (ma anche papaeddu: cibo.EDDU può essere aggiunto anche a parole già alterate. arkitu (archetto).OLU: faci.bestiolu (bestia. . sordadeddu (soldato. croxolu (crosta. furriotu (volta. Sarbadori. campicello). cruu. . ecc.UTZU: Cuartu. cordiola (corda. pitikeddu. matukeddu. Perdu. in senso ironico). belligheddu (bello. 21 . Antonino).ICU impiegato soprattutto come suffisso di qualche nome proprio di persona: Juanni. Luisitu (Luigino). crabitu (capretto).ITU Probabilmente calco di un suffisso diminutivo spagnolo. tostatello). fùrriu. Quartuccio). cascita (cassetta). ecc. Antoni. cruonju (crudo. ecc. nou. . dinai. Antonicu (Antonio. Melixedda (la piccola Melis). arrosonita (rotella per tagliare la pasta). cracaçolu (cacciatoia). basciteddu. bazariotu (monello).

EDDU: piticu. tundadeddu e luxenteddu! b) Custu picinneddu no pòrtat manteddu e nimancu coritu. menjaneddu. tzikeddu. cruançu. tzikeddeddeddu. tzicu. pitikeddeddu. tzikeddeddu. pitikeddeddeddu. ESERCIZI 1. vida e coru pasadì. manniteddu. grogançu. in tempus de fritu no nàrat titia: dromi. Riportare i seguenti alterati alla forma primitiva (es: perdixedda = perda): Alenixedda. Riconoscere gli alterati contenuti nei brani seguenti: a) Custu piçokeddu parit unu porceddeddu satzau de sìmbula frita. matukeddu.In certi casi il significato vezzeggiativo può essere ulteriormente evidenziato col ripetere ben tre volte il suffisso . pipieddeddu. lepureddu. arrubiastu. sedatzeddu. pitikeddeddeddu. Luisitu. caboniskeddu. pipiu. piçokeddu. ecc. pipieddu. pitikeddu. pipieddu. pipieddeddeddu. ki si scrafit cun s’unghita e si fùrriat a su lakiteddu. 22 . anninnia! 2. tundadeddu.

ecc.Le espressioni "tutti e due". . totesduas (totu e is dus.000 100000 200000 500000 1000000 2000000 100000000 setantaxincu otanta otantaxincu noranta norantaxincu centu cent’e unu o centiunu cent’e duus o centedus centuxincu o centexincu centudexi o centedexi centuxincuanta duxentus trexentus cuatruxentus cincuxentus sexentus setixentus otuxentus noixentus milli milliunu mill’e dexi mill’e centu mill’e cincuxentus duamilla tremilla cuatrumilla cincumilla deximilla centumilla duxentus milla cincuxentus milla unu millioni dus millionis milli millionis .CAPITOLO QUINTO NUMERALI CARDINALI 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 30 31 35 40 45 50 60 70 zeru unu duus (anche dus). duas tresi cuatru cincu sesi seti otu noi dexi ùndixi doxi trexi catòdixi cuìndixi sexi dex’e seti o dexesseti dex’i otu o dexotu dex’e noi o dexennoi binti bint’i unu o bintunu bint’e duus o bintidus bint’e tresi o bintitresi bint’e cuatru o binticuatru bint’e cincu o bintixincu bint’e sesi o bintisesi trinta trint’i unu o trintunu trint’e cincu o trintaxincu coranta corant’e cincu o corantaxincu cincuanta sessanta settanta 75 80 85 90 95 100 101 102 105 110 150 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 1001 1010 1100 1500 2000 3000 4000 5000 10. Si ricorre alle espressioni svolte DE + cardinale + ANNUS: est un’òmini de corantannus (è un quarantenne). . unas binti fèminas (circa venti donne). totestres i (totu e is tresi).L’approssimazione si può indicare con UNUS. . quarantenne". ecc.Non si usano in sardo le espressioni corrispondenti all’italiano "cinquenne. dexi i otu. si rendono con totesdus. UNAS anteposti al numero cardinale: unus bint’òminis (circa venti uomini). duxentus . .L’età si esprime sempre col verbo tenni: tengu corant’annus (o corantannus ) (ho 40 anni).Dopo il numero 16 le decine si uniscono alle unità mediante la coniugazione E (I davanti a vocale che non sia un’altra I): dexi e seti. totus e is duas ).La C di cincu e centu si scrive X unita a vocale: bintixincu. decenne. 23 . ecc: . "tutti e tre".

funt is cincu e mesu (sono le cinque e mezza). . la decima parte. Come si vede. est acant’ ‘e is tresi (sono quasi le tre). est sa una e cuartu (è l’una e un quarto).Per designare i secoli. i sovrani. oppure lo si farà seguire da ORAS: si bieus a is tres de a meri’ (ci vediamo alle tre del pomeriggio. . ecc. 20 ottobre 1999). 24 . . (tertzu. ecc. secondo il caso: de a menjanu (fino alle 13). ecc. quando è necessario precisare si aggiungerà.. FAC’ ‘E: iant essi is sesi (saranno state le sei). unu mesu 1/3 de tres unu 1/4 de cuatru unu 1/5 de cincu unu 1/6 de ses unu 1/10 1/20 1/100 1/200 1/1000 de dexi unu de binti unu de centu unu de duxentus unu de milli unu 3° su (sa) de tresi 4° su (sa) de cuatru. ACANT’ ‘E. (la terza parte. ecc. IANT ESSI. è preferibile usare il numero cardinale sempicemente: su sèculu bintunu (il ventunesimo secolo).: est sa de doxi bortas ki ti du nau (è la dodicesima volta che te lo dico). tenendo presente che UNA non vuole l’articolo apostrofato e che CUARTU (quarto) non è mai preceduto dall’articolo indeterminativo: est sa una (è l’una).. "verso" si esprimono con le espressioni IAT ESSI. 20 ’e Ledàmini (o de su mesi ‘e Ledàmini) de su 1999 (o de s’annu 1999) (Cagliari. ecc. una perra. ecc.) è più corretto l’uso dell’articolo + DE + numero cardinale corrispondente: Es.Le date si esprimono interponendo fra il giorno e il mese (scritto sempre con l’iniziale maiuscola) e fra questo e l’anno. i numeri frazionari si formano con l’espressione DE + numero cardinale + UNU.Il numero uno può sottintendersi nelle misure in cui sia accompagnato da una frazione: kilu e mesu de aranju (un chilo e mezzo di arance). ecc. alle 15). pur essendovi le forme italianizzate. a parte ½. . . FRAZIONARI 1/2 sa metadi. i papi. sa de dexi partis . Piu doxi (Pio dodicesimo).). la preposizione DE: Casteddu. custa butega sèrrat a is noi oras (questo negozio chiude alle 21). ecc. de a meri’ .Le ore si esprimono come in italiano. ecc. ecc. ecc. fac’ ‘e is noi (verso le nove). . ORDINALI 1° primu 2° segundu o sigundu Dal terzo in poi.Poiché non si usano le ore dopo le 12. Spesso si preferiscono le espressioni sa de tres partis.L’indicazione approssimativa di un’ora e gli italiani "circa". de noti. funt is duas mancu cincu (son le due meno cinque). cuartu.Il valore distributivo dei numerali viene espresso col numero cardinale seguito da PERÒMINI: si ndi d’apu donau tres a peròmini (ne ho dato tre per ciascuno).

tres bortas dus (il triplo di due).unus coranta norantena. ecc. centu bortas tanti Es. seti bortas tanti decuplo dexi tantis. ecc.: ti nd’ap’a torrai cincu bortas tanti (ti restituirò il quintuplo). dexi bortas tanti centuplo centu tantis. COLLETTIVI Un paio Una coppia Un quartetto Una cinquina Una decina Una dozzina una pariga una croba. cincu bortas tanti sestuplo ses tantis. duas bortas tanti Triplo tres tantis.unus binti trintena.MOLTIPLICATIVI Doppio dus tantis. ses bortas tanti settuplo seti tantis.unus trinta corantena. su tres in su sesi nci capit duas bortas 25 .unus noranta centena. OPERAZIONI ARITMETICHE 2 5 2 6 +3 = -3 = x3 = :3 = 5 2 6 2 dus e tresi fainti cincu cincu mancu tresi fait (tòrrat) dus dus po tresi fait (dònat) sesi sesi spartziu po tresi fait (bessit) dus.unus doxi una ventina una trentina una quarantina una novantina un centinaio un migliaio una una una una una una bintena. tres bortas tanti Quadruplo cuatru tantis. Per "doppio" in certe occasioni si possono usare altre espressioni: paga addopiada (doppia paga). ecc. tres tantis de dus. tres bintenas .una loba unu kemu unus cincu una dexena. cuatru bortas tanti Quintuplo cincu tantis.unus milli Tutti i collettivi hanno il plurale: duas parigas.unus centu milla.unus dexi una dozena.

I NUMERALI NELLE ALTRE VARIANTI comuni unu duos.setekentos otikentos – otokentos nobikentos – nobekentos kimbikentos dukentos trekentos nobanta nobe deke ùndiki dòiki trèiki batòrdiki bìndiki sèiki dekessete dekeoto dekennobe Logudorese 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 30 40 50 90 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 2000 3000 4000 5000 10000 100000 1000000 Nuorese 26 . duas trese bator o batoro kimbe sese sete oto noe deghe ùndighi dòighi trèighi batòrdighi bìndighi sèighi deghessete degheoto deghennoe binti trinta baranta kimbanta noranta kentu dughentos treghentos batorkentos kimbighentos seskentos seteghentos otoghentos noeghentos milli duamiza tremiza batormiza kimbemiza deghemiza kentumiza millione dekemiza setikentos .

Aintr’ ‘e sa corroça du at unu çorbeddu. unu nasu. 27 . duas origas. domu mia (Angelino Usai. nasçu e çrescu in poberesa. In buca du at unu palau. sentz’ ‘e mesa. is sìntzias e trintaduas dentis: otu de ananti... tui m’amentas. duas trempas. cuatru de s’ogu e binti casçalis. In conca.. duas barras. una buca. cantu joyas. 1958) SU CORPUS DE S’ÒMINI Su corpus de s’òmini est formau de tres partis: una conca. duas memòrias. cuatru estremidadis. femus otu e . cant’afannus. in faci nç’ at unu fronti. forsis prus. du at una corroça i una faci. ki est tupada de is pilus.. una braba. dus ogus cun is pibiristas e is cillus.ESERCIZI Riconoscere i numerali contenuti nei brani seguenti: Sa ‘omu mia In is cuatru murus tuus. cantu penas de is prim’annus. unu truncu. una lìngua. Cantu cantus de allirghia. cun su fritu .

L’italiano "proprio" usato con significato possessivo si traduce con l’aggettivo possessivo corrispondente: d-onniunu stìmat a sa terra sua (ognuno ama la propria terra). tue) SUU. ecc. SUA. . sua. Il pronome possessivo maschile al singolare può acquistare significato neutro: nisçunus ti du tòcat su tuu (nessuno ti tocca ciò che è tuo). SUUS. ecc. a casa mia). TUUS.CAPITOLO SESTO I POSSESSIVI MIU. "a casa tua". sue) NOSTU. riferito ad una sola persona). nostri. BOSTAS (vostro. vostra. nostre) BOSTU. TUAS (tuo. TUA. unu connotu de tui (un tuo conoscente). SUAS (suo.BOSTU si usa solo quando si riferisce a una sola persona. mie) TUU. Quando ci si riferisce a più persone si usa DE BOSATRUS. riferito a due persone). a lei). . acanta sua (vicino a lui. il pronome possessivo viene sostituito dal relativo pronome personale: custu est su libru de issu (questo è il suo libro).I pronomi possessivi sono sempre preceduti dall’articolo determinativo. custu est su fillu ‘e bosatrus? (è questo vostro figlio?. . un’amigu tuu (un tuo amico). il secondo viene reso con la formula DE+pronome personale preceduto o no dall’articolo determinativo: sa lìngua mia e (sa) de bosatrus (la mia e la vostra lingua). . MIA. vostre) INSORU (loro) . . BOSTUS.E’ molto usata in certe zone per rafforzare il concetto la formula COSA + possessivo femminile: custu est su parri cosa mia (questo è il mio parere). NOSTAS (nostro. Usato col possessivo per rinforzarne il senso si traduce con E TOTU: d’apu biu cun is ogus mius e totu (l’ho visto con i miei propri occhi). sa lei de bosatrus (la vostra legge). mia. NOSTUS.Quando due possessivi si riferiscono a uno stesso sostantivo. dopo certe preposizioni.Gli aggettivi possessivi seguono sempre il nome cui si riferiscono: su libru miu (il mio libro). tua. ecc. presso" si traducono con AND’E o con ANK’E: and’e mei (da me. nostra. . tuoi. MIAS (mio. ananti tua (davanti a te). "da. miei. . ank’e su barberi (dal barbiere). NOSTA. . il possessivo sostituisce il pronome personale: acanta mia (vicino a me). . BOSTA. MIUS.Nel caso ci sia il pericolo di ambiguità.Le forme italiane "a casa mia". 28 . ecc. DE BOSATRAS: custu est fillu bostu? (è questo vostro figlio.L’aggettivo possessivo non si ripete nella stessa frase quando si riferisce alla stessa persona: is denghis e is isçollòrius tuus no m’interèssanta (i tuoi capricci e le tue sciocchezze non mi interessano).Nei complementi di luogo. vostri. suoi.

Suos. Nostros. un’insolenti. i loro motivi e i tuoi. Riconoscere i possessivi contenuti nella seguente poesia: Studianti nou Una borta. Tuas Suo. Nostras Brostu. la tua amica. Mea. tuo nonno e il mio. la loro strana risposta. Nostros. la mia mano. Nostras Bostru. Bostras Issoro Nuorese: Meu. Suos. Mias Tou. il nostro paese e il loro. Mia. a borta sua Ki a pesoni d’arriceis si d’intregu a mama tua. Bostros.Nat su tziu. Suas Nostru. Brostas Issoro ESERCIZI 1. le sue tristi parole. il nostro maestro. Sua. 2. le sue mani.I POSSESSIVI NELLE ALTRE VARIANTI Logudorese Meu. Tua. le loro dolci parole. il tuo braccio e il suo. Tuos. Meos. Mios. Tuos. tiau’! Si connosceis! . Bostra. a su mancu bollu biri ki cun issa scit scriri!" (Cesare Saragat. de Seddori unu tali at biu ki tragat unu molenti. Meas Tuo. sua madre e le sue sorelle. le loro amiche. la vostra maestra. Suas Nostru. Sua.1929) 29 . i suoi amici. il suo brutto corpo. Tua. Nostra. 1867. Nostra. Tradurre le seguenti espressioni: il mio amico. e di nàrat: "O su tziu E ita cosa. la mia vecchia casa. Brostos. le sue buone figlie. Brosta. tuo padre e i miei fratelli. Tuas Sou. a logu nostu Eis pensau de ndi portai Custa borta a fillu bostu? Po du ponni a studiai?" "La’.

cussu da eccu ipsu.CAPITOLO SETTIMO I DIMOSTRATIVI CUSTU. Si può anche omettere quello dei due che ha meno importanza nella frase: fillu tuu est unu bonu piçocu (quel tuo figlio è un bravo ragazzo). ecc. questi. CUSSAS CUSTU. po. Il dimostrativo lo precederà e il possessivo lo seguirà: custa litra mia (questa mia lettera). "stanotte" si dice notesta . is de s’annu passau (quelli dell’anno scorso). . 30 .Si sostituisce l’articolo determinativo al dimostrativo CUSSU in tutte le sue forme quando precede immediatamente il pronome relativo KI o la preposizione DE: su ki kistiònat (quello che parla).Un dimostrativo e un possessivo non precedono mai un solo sostantivo. posporre il secondo come pronome: custu libru e cussu (questo e quel libro). ecc. b) quando il sostantivo è già sufficientemente determinato: su pipiu ki t’apu nau (quel bambino del quale ti ho parlato) . codeste) (quello. CUDDAS CUSSU. quelli che vogliono il sardo nelle scuole). sa mia (quella mia). CUDDU. cun. cuss’umbra. queste) (codesto. cuddu da eccu illu. ke. cust’ànima.Storia: custu deriva dal latino eccu istu. de.CUSTU DE (insieme a SU DE) traduce l’italiano "il fatto di": custu de no papai mi ponit in pensamentu (il fatto di non mangiare mi preoccupa). is ki bolinti ponni su sardu in is iscolas (coloro. questa.codesti. quella. CUSSUS. a-i cussa (a quella). a su ki connoscis tui (a quello che conosci). CUSSU (questo. ."quest’anno" non si dice "cust’annu" ma ocannu (dal latino hoc anno). CUSTA. . CUDDUS. CUSSA. quelli. quello) .Gli aggettivi dimostrativi si apostrofano davanti a vocale: cust’òmini.E’ più corretto. su cani de is de susu (il cane di quelli del piano di sopra). questo. . su ki m’as nau (ciò che mi hai detto). quando due aggettivi dimostrativi si accompagnano allo stesso sostantivo. ecc. codesto. codesta. CUSTAS CUDDU. sa de ananti (quella anteriore). ecc. Per motivi eufonici si conserva la E di eccu (digradata in I) quando i dimostrativi sono preceduti dalle preposizioni a. Esempio: ke-i custu (come questo). CUSTUS.Si sostituisce l’articolo determinativo a CUSSU anche: a) davanti ad un aggettivo qualificativo (non accompagnato da un sostantivo) o a un pronome possessivo: is biancus (quelli bianchi). . ke: es. quelle) (ciò. de-i custu (di questo). in. CUDDA.

. sçobèranta. A mi da pigai aici. çau! (e nci ‘èssinti) Çau. cussos. at’essi ca seu pesau in d. potzu portai milli francus in prus di oi. kini d’ ‘olit? Noo! Po cussu e po cussu abarru cumenti seu! Gei si nd’ iant’arriri. kini mi carcùlat? Ki unu si’olit coyai. Individuare i dimostrativi contenuti nel seguente brano: Nazarenu: III Nazarenu: II Nazarenu: I ‘Olemu nai.u è in . est ca tui ses antzianu. (a solu) In certas cosas. tanti postu . Am ! Tui. E agoa? Fend’ un’at’ aici. cussu faranno al plurale maschile custos. Du bieis. Quindi custu. ca cussas a mei. ‘Eu no dus cumprendu beni. ESERCIZI 1. No potzu essi cumenti narais bosatrus. mancu mi càstianta. II e III Nazarenu: 31 .un’atru tempus. cuddos. seletziònanta. cuddu. in custu mundu de merda! A si biri. mi podia pigai una cincuxentus beça. (cumentzendi a andai) E candu seis antzianus ? Ita feis? At’essi fata s’ arrevolutzioni ! (bessendinci) O si no (pesendisindi cun mandronia). 1978) Nazarenu: I III I. Cun filosofia. Ma no. il plurale dei termini in . una piçokedda bona… cument’ ‘e is atrus.os. Comuncas. ca cun s’arti ki tenia torramu a pasci procus! (Sarbadori Vargiu. ki custa vida no da fais po ideali ti cumbenit a da fai po filosofia.Ricordiamo che per le particolari caratteristiche fonetiche del logudorese e del nuorese.I DIMOSTRATIVI NELLE ALTRE VARIANTI . certu ca no mi tòrrat a contu. no est po cussu. si seus bìvius liberamenti (in pei). M’anti promìtiu unu postu. A traballai in is procus de cussu. Perou s’idea mia fut cudda: unu postixeddu... ‘olis…(malitziosu) ‘Olemu nai ca cussas puru. custus piçokeddus tenint arrexoni. ca ‘eu apartengu a un’atru tempus.

E’ perciò assolutamente estraneo alla lingua sarda.KI può riferirsi a cose o a persone. SA CALI ecc. dopo un verbo. colui che) . Equivale allora all’italiano "colui che. 32 . quello che scrisse poesie tanto belle). ses tui ki as bòfiu a benni (sei tu che hai voluto che io venissi).una domu ki nci proit sempri (abito in una casa dove piove sempre). fiat Pàulu (su) ki s’at presentau (era stato Paolo a presentarci). In questo caso si fa precedere dalla preposizione A tanto nell’accusativo che nel dativo. vengono sciolte nel pronome personale complemento di forma atona preceduto dalla congiunzione E oppure dal pronome KI: apu biu a babu tuu e d’apu nau (ho visto tuo padre. Si usa come soggetto: a) nelle proposizioni relative. est mortu cuddu pòburu ki di donamus sempri sa limùsina (è morto quel povero cui davamo sempre l’elemosina). del quale. Può essere soggetto o complemento oggetto. bivu in d. ecc.KINI si usa solo per le persone. è un calco spagnolo e italiano. ambedue invariabili: KI (che) KINI (chi. is librus ki ‘ollu deu (i libri che voglio io). Può essere soggetto e complemento nelle relative. ascurta a kini ti ‘olit beni (ascolta chi ti vuol bene). al quale con cui.: kini no pàpat at jai papau (chi non mangia ha già mangiato). b) con valore dimostrativo. su ki at scritu poesias aici bellas (Montanaru. Forme come quelle italiane "di cui. . La forma SU CALI. a cui. equivale allora a PO KI e CA: at tzerriau a sa serbidora ki di preparessit sa balija (chiamò la cameriera perché gli preparasse la valigia). ecc. kini càssat dus lèporis no ndi pìgat mancunu (chi va a caccia di due lepri non ne acchiappa neanche una). specificative: su pipiu ki est joghendi (il bambino che sta giocando). sa domu ki seu nasçu deu (la casa dove nacqui). Montanaru. al quale ho detto). Non esistono in sardo le forme dei complementi indiretti del pronome relativo. La forma italiana "chi più chi meno" si traduce A KINI PRUS A KINI MANCU. Questa formula è adottata anche per tradurre gli avverbi di luogo relativi italiani "dove" e "donde": bivit in cudda domu ki du at un’ ‘eca manna (abita in quella casa dove c’è un grande cancello). ecc. totus scinti su sardu (chi più chi meno. tutti sanno il sardo). KI può anche introdurre proposizioni enfatiche: a ki ti ndi calit lampu! (che ti scenda un fulmine!).CAPITOLO OTTAVO RELATIVI E INTERROGATIVI RELATIVI In sardo vi sono due soli pronomi relativi. Es. accompagnato o no dall’articolo. KI può tradurre il "perché" italiano quando introduce una finale o una causale. col quale". un nome o un pronome. a kini prus a kini mancu. pregunta a kini ‘olis (domanda a chi vuoi). est cudd’òmini ki d’emus agatau su cani (è quell’uomo del quale abbiamo ritrovato il cane). ecc. soggettive. quello che": seu deu su ki t’at presentau (io sono colui che ti presentò). ecc.

INTERROGATIVI

KINI?

ITA?

CALI?

CANTU?

KINI? (chi?) è solamente pronome e si riferisce solo a persone. Invariabile. Può essere soggetto, complemento oggetto e complemento indiretto preceduto da qualsiasi preposizione: kini sesi? (chi sei?), cun kini ses andau? (con chi sei andato?), a kini ‘oleis? (chi volete?), de kini seis kistionendi? (di chi parlate?), kini funti cussus dus? (chi sono quei due?). ITA? (che?, che cosa?). Invariabile, può riferirsi solo a cosa, può essere pronome o aggettivo, soggetto, complemento oggetto o complemento indiretto preceduto da qualsiasi preposizione: ita ses nendi? (che dici?), ita ‘olis (che vuoi?), it’ est sussedendi? (che succede?), ita librus funti? (che libri sono?), de ita seis kistionendi? (di che cosa state parlando?), ecc. CALI? (quale?), CANTU? (quanto?) possono riferirsi sia a cose che a persone. Invariabili nel genere, posseggono sia il singolare sia il plurale: cali libru ‘olis? (quale libro vuoi?), de cali libru anti kistionau? (di quale libro parlarono?), cantu ‘olis? (quanto vuoi?), de cantu tempus no si bieus? (da quanto tempo non ci vediamo?), in cantus festis? (in quanti eravate?),ecc. - Per chiedere "quanto costa ?" si usa A CANTU ?: a cantu sa còçula? (quanto costano le arselle ?). - Nelle proposizioni interrogative indirette si usano i medesimi aggettivi e pronomi interrogativi: no sciu po kini est custu libru (non so per chi sia questo libro).
ESCLAMATIVI

Gli stessi aggettivi e pronomi si usano anche come esclamativi. ITA è affiancato dalla forma abbreviata TA!: kini d’iat’essi crètiu! (chi l’avrebbe mai creduto!), cantu genti! (quanta gente!), ta leju! (che brutto!), t’arrori! (o it’arrori!) (che orrore!), ta làstima! (che peccato!), ta tempus malu! (che brutto tempo!), ecc.
RELATIVI E INTERROGATIVI NELLE ALTRE VARIANTI

Il campidanese KINI è reso in logudorese e nuorese con KIE. ITA è sostituito da ITE. CALI, per la solita regola (I finale campidanese = E logudorese e nuorese), è reso con CALE.
ESERCIZIO

Individuare i pronomi contenuti nei mutetus seguenti: Ita mesi de frius! bandu a su letu e dromu; is puddas e is pipius Imbrùtanta sa domu. Mesudi’ est tocau A Santa Creu di ora; kini mi d’at stentau coru, a no benni ancora? Ita malu croconju tenit Bonariedda! Fait curri su bisonju finsas sa becixedda.

33

CAPITOLO NONO PRONOMI PERSONALI

PRONOMI SOGGETTI

DEU TUI ISSU, ISSA

io tu egli, ella

NOSU BOSATRUS, BOSATRAS ISSUS, ISSAS

noi voi essi, esse

Per dire "voi" esistono anche BOSU e ISSU/ISSA ma solo quando si tratta di una sola persona. Sono comunque poco usati. Le forme di cortesia italiane "Voi, Ella, Lei" si traducono con gli allocutivi FUSTETI o FUSTEI, SA MERTZEI o SA MARTZEI (a volte anche VISSINNYORIA o VISSINNORIA): ita di nanta a Fusteti? (come si chiama Lei?). Forma popolare di NOSU è NOSUS (per un ipercorrettismo). Quando c’è pericolo di equivoco anziché NOSU si può usare NOSATRUS (se si tratta di uomini), NOSATRAS (se si tratta di donne). La forma DEU in certi luoghi si abbrevia in ‘EU.
PRONOMI COMPLEMENTI TONICI

MEI TUI ISSU, ISSA SEI

NOSU BOSATRUS, BOSATRAS ISSUS, ISSAS SEI

Come si vede, solo la prima persona singolare ha una forma diversa dal soggetto. Tutte si usano solo precedute da preposizione: imoi ses cun mei (ora sei con me), d’at donau a tui (l’ha dato a te), beni cun nosu! (vieni con noi!), seus traballendi po bosatrus (stiamo lavorando per voi), ecc. - Al posto di MEI in certi luoghi si usa MIMI: d’at donau a mimi (l’ha dato a me) - I pronomi MEI, TUI, ISSU, SEI preceduti dalla preposizione CUN possono assumere le forme CUMEGUS, CUNTEGUS, CUNSEGUS: ki benis cumegus (se vieni con me). - Quando si tratta di azione reciproca, si preferisce ISSUS, ISSAS a SEI: fiant abetiendi intr’ ‘e issas (polemizzavano fra loro).
PRONOMI ATONI COMPLEMENTI OGGETTI

MI (M’) TI (T’) DU, DA (D’) SI (S’)

SI (S’) (antiquato NOSI) SI (S’) (antiquato BOSI o ‘OSI) DUS, DAS SI (S’)

PRONOMI ATONI COMPLEMENTI DI TERMINE

Solamente i pronomi di 3° persona hanno forma diversa per il complemento di termine: DI DIS - Se tra due particelle pronominali che accompagnano uno stesso verbo una è l’italiano "si", in campidanese non si traduce: d’est segada sa pinna (gli si ruppe la penna). Tutte le forme atone dei pronomi personali complemento precedono sempre il verbo, anche con l’infinito: seu bènniu a di nai (sono venuto a dirle), das atripai (picchiarle), si curri avatu (rincorrerci).
34

Anche le particelle pronominali della coniugazione riflessiva, come in francese e contrariamente all’italiano, precedono le voci verbali nei modi indefiniti: s’amaladiai (ammalarsi), si scaresci (dimenticarsi), bengu po mi pasiai (vengo per riposarmi). Seguono il verbo solamente quando questo è all’imperativo o al gerundio: naraddi (digli), atripaddas (picchiale), currendisì (rincorrendoci), nendiddis (dicendo loro), ecc. In questo caso DU, DA, DUS, DAS, DI, DIS riprendono la doppia D originaria (provengono dal latino ILLUM, ILLAM, ILLIS). - Quando due pronomi di forma atona sono accoppiati, il pronome in dativo precede quello in accusativo: mi da cantais una cantzoni? (me la cantate una canzone?), tocai, cantaimidda (orsù, cantatemela). - Se la coppia dei pronomi entra in composizione sintattica con un verbo al gerundio o all’imperativo, l’accento si sposta fino alla penultima sillaba: naraimiddu (ditemelo), pighendisiddu (prendendoglielo). - Il pronome TI si trasforma in DI se posposto al verbo: sçacuadì (lavati), scriendidì (scrivendoti). - Se i pronomi MI, TI, SI complementi di termine si propongono al verbo l’accento si sposta dalla forma verbale ai pronomi: nara, naramì (di, dimmi); torra (ritorna), torradì a sçacuai (rilavati); ecc. - Le due forme, atona e tonica, si possono usare nella stessa frase anche quando in italiano è ammessa solo la forma tonica: a mei no mi cumbincinti (non mi convincono). - Le formule italiane "da me, da te, da sé, ecc." si possono tradurre DEU E TOTU , TUI E TOTU, ISSU E TOTU, ecc. o anche con l’aggettivo SOLU preceduto dalla preposizione A: d’at fatu issu e totu (lo fece da sé, lui stesso), du fatzu deu e totu (lo faccio da me, io stesso), su pipiu s’acàpiat is botinus a solu (il bambino si allaccia le scarpe da sé), s’ ‘enna si sèrrat a sola (la porta si chiude da sé), ecc.
PARTICELLE PRONOMINALI

Alla particella pronominale italiana "ne" corrisponde la particella campidanese NDI, che può anche iniziare la frase: ndi ‘ollu medas (ne voglio molti), si nd’ andaus (ce ne andiamo). Anche NDI si complica coi pronomi complemento di forma atona: in questo caso segue il pronome, tranne che nella terza persona, singolare o plurale, non riflessiva: si ndi fueddu (ve ne parlo), est a si nd’andai (bisogna andarsene), ndi dis donas? (gliene dai?). Alle particelle italiane "ci", "vi" quando sono avverbio di luogo corrisponde la particella campidanese NCI: nci benis? (ci vieni?), bogaminceddu (mandamelo via), at nau mama a nci passai (mamma ha detto di passarci). Di due particelle pronominali di terza persona che accompagnino lo stesso verbo, quello che è complemento di termine si cambia in SI: glielo = SI DU gliela = SI DA glieli = SI DUS gliele = SI DAS

35

36 . yeo. a. kin secus (nuorese). zeo. se preceduti dalla preposizione cun (logudorese). in campidanese). geo. cun megus o cumegus . issu e issa. Le altre forme sono: Pronomi soggetti: tue. bois àteros (maschile). Bois è usato anche per rivolgersi a una sola persona. nois o nos. accusativo) (con le altre preposizioni) (dativo. Variante logudorese di issu è isse. accusativo) (con le altre preposizioni) (dativo. ego. cuntegus . accusativo) (con le altre preposizioni) (dativo. accusativo) (con le altre preposizioni) Logudorese: 1° persona A MIE ME A TIE TE ISSU. kin (nuorese) possono assumere le forme kin mecus. accusativo) (con le altre preposizioni) SINGOLARE 2° persona 3° persona SINGOLARE 2° persona 3° persona Logudorese Nuorese (comune): 1° persona NOIS PLURALE 2° persona BOIS 3° persona ISSOS. àteras : nois àteros. dego. ISSA SE (dativo. accusativo) (con le altre preposizioni) (dativo. A MIMI MENE A TIBE TENE ISSU. cunsegus (logudorese). In alcune zone nois e bois sono seguiti da àteros . xeo. in megus.I PRONOMI PERSONALI NELLE ALTRE VARIANTI L’italiano "io" ha parecchie forme: deo. Vostè (logudorese). bois. ma in misura minore. nois àteras. ISSA SE (dativo. issu/issa. soprattutto anziana. tene / te. accusativo) (con le altre preposizioni) Anche nelle altre varianti i pronomi mene / me. kin tecus . Il campidanese Fusteti è reso da Bostè (nuorese). tegus e segus in logudorese (e anche. ecc. Megus. bois àteras (femminile). possono reggersi anche preceduti da altre preposizioni: in tegus. Pronomi complementi tonici: Nuorese: 1° persona A MIME. eo.i segus . ISSAS SE (dativo. issos/issas .

Pronomi atoni complementi oggetti Singolare 1° persona MI (M’) NOS Plurale 2° persona TI (T’) BOS 3° persona LU. che con aggiunta di I paragogica divennero NOSI E BOSI. Attualmente vi è pertanto una forma unica per la prima e la seconda persona plurale. LA (L’) SI (S’) LOS. còlabi = passanci. Particelle pronominali Alle forme campidanesi NDI e NCI corrispondono nelle altre varianti le forme NDE e NKE. no bi torro = no nci torru 37 . Tracce del pronome latino ille. sono reperibili in espressioni del tipo: millu mi’ (campidanese). billu (nuorese) = eccolo (letteralmente: vedilo). da cui proviene il pronome sardo di terza persona di forma atona. tranne per la terza persona: LI LIS Anche il campidanese aveva anticamente le forme NOS e BOS. con successiva sparizione della prima parte della parola. LAS SI (S’) I pronomi atoni complementi di termine sono identici. Un’altra particella esclusiva delle altre varianti è BI: bi pesso = nci pensu.

Imoi intendeus. ainas de ortulanu. Castiadì. Una pratza cun lolla. E pois pensa po fillus tuus. no bendeus. Acant’ ‘e bidda. Tui no fatzas biri ki ‘olis bendi. e custa s’abàrrat po s’istadi.i custu. podeus pigai un’ortu a tres bortas de. asseliau. Aici. No nci steus beni? Càstia. In custa terra nci seus bìvius. 1975) 38 .onnya modu. ndi pigas a tres bortas. in mes’ ‘e is sennoras… Poita? Ti creis ca mi àndat meda a m’amesturai cun cussa calidad’ ‘e genti. tòcat a biri ki si cumbenit: innui d’agatas un’atru terrenu ki du siat akua? A palas de cussu cùcuru acant’ ‘e bidda. mancai poboresamenti. (Sarbadori Vargiu. ‘endeus totu. ia a abarrai innoi. da naras sa "villetta". ant a bolli dus soddus… Cun su ki balit imoi k’est acant’ ‘e mari. Po cumenti du pàganta. ca cun su diproma de liceu artìstigu no podit fai nudda. No pensis po tui! Po mei gei fut mellus a bivi in bidda. po parti mia. (intrendi) Fui pensendi una cosa: bendi sa terra e si lassai sa domu cun dun’arrogheddu ‘e pratza. Gemiliana: Basili: Gemiliana: Basili: Gemiliana: Asseliau. e s’abàrrat custa domu puru. prim’ ‘e bendi intendeus beni. Baja Thirja. Scena prima: Basili e Gemiliana Basili: Gemiliana: (intrendi in scena) No est làstima a ndi da sçusciai? Ki ponis menti a mei. e s’arranjai sa domixedda in bidda. A torrai a cumentzai… Mellus a bivi pòburus e asseliaus. deu. Sa bidda no est atesu. Ki esti. Ma. A d. ‘Eneus po is bànnius… Basili: Gemiliana: Basili: A kini t’iat a biri. invecis de domu. Un’ortu prus mannu arrendit de prus e podeus mandai a Stèvini a studiai in terramanna.ESERCIZIO Individuare i pronomi personali contenuti nel seguente brano: BAJA THIRJA ATU PRIMU Scena: una domu sarda in s’oru ‘e mari. Basili: La’. funt arribaus. aguantadì.

riferito solo a cose: no m’at donau nudda (non mi ha dato niente). NISÇUNUS (nessuno). s’amigu tuu trabàllat po is atrus (il tuo amico lavora per gli altri). pronome. invariabili. aggettivo e pronome. invariabile. è usato solo al maschile anche per il femminile. ATRUS. si riferisce solo a cose: calincuna cosa gi mi d’at fata (qualcosa me l’ha fatta). è però da tempo in disuso: librus tenis? gi ndi tengu argunus (hai dei libri? Ne ho qualcuno). invariabile. 39 . senza articolo determinativo. "Altro" neutro si traduce ATRA COSA (o ATRAS COSAS): pani. ATRU (o ÀTURU. può riferirsi a cose e a persone. né altri mi potrà dire che io non l’ho vista). si riferisce sia a cose che a persone. TOTUS (tutto). apu nau mali de is atrus (ho detto male d’altrui). è però oggi in disuso nel campidanese. Al suo posto si usa IS ATRUS. invariabile. nd’apu biu unus cantu (ne ho visto alcuni). pronome. TOTU. ARGUNA. Indica diversità: un’atra di’ (un altro giorno). olive e nient’altro). indica totalità: totu sa di’ (tutto il giorno). ha solo il singolare e può riferirsi a cose e a persone. nemus du podit nai (nessuno può dirlo). invariabile. si riferisce a cosa o a persona: no tenit nisçun’amigu (non ha nessun amico). ARGUNUS. Ha nettamente soppiantato ARGUNU: calincunu at a nai (qualcuno dirà). ÀTIRI (altri). aggettivo. olia e nudda prus (pane. qualcuno). calincunu libru sardu tenit? (ha qualche libro sardo?). ARGUNAS (qualche. qualcuno). UNA (uno. si possono riferire solo a persona: no est bènniu nisçunus (non è venuto nessuno). CADA (ogni). L’espressione italiana "per tutta la vita" si traduce TOTU VIDA. UNAS CANTU (alcuni). niente). L’espressione italiana "null’altro" si traduce NUDDA PRUS. aggettivo e pronome. CALINCUNA COSA (o CALENCUNA COSA) (qualcosa). si riferisce solo a persone. CALINCUNU. pronome. imoi benint is atrus (ora giungono gli altri). può essere aggettivo o pronome. si riferisce sia a cose che a persone: comporamì unus cantu ‘e froris (compra alcuni fiori). UNU. NUDDA (nulla. Traduce l’italiano "affatto": no est bellu (po) nudda (non è affatto bello). Ha anche il valore dell’italiano "si": unu impàrat sballiendi (sbagliando s’impara). In alcune zone è usata la forma abbreviata CANCUNU. L’aggettivo TOTU in funzione attributiva è indeclinabile ed inoltre precede sempre non soltanto il sostantivo ma anche l’articolo determinativo: totu is fèminas (tutte le donne). NISÇUNA (nessuno) solo al singolare e solo aggettivo. no tengu nudda sonnu (non ho punto sonno). NISÇUNU. Con o senza PO. può essere usato come rafforzativo di una negazione dietro un aggettivo. NEMUS. ATRAS (altro) può essere aggettivo o pronome. nisçuna fèmina du podit nai (nessuna donna può dirlo). che rende anche l’italiano "altrui": ni tui. si riferisce solo a persona: unu fait su ki podit (uno fa quel che può).CAPITOLO DECIMO AGGETTIVI E PRONOMI INDEFINITI ARGUNU. CALINCUNA (o CALENCUNU. ma è pressoché in disuso. alcuno. ni àtiri m’at a porri nai ki no d’apu bia (né tu. pronomi. du scinti totus (lo sanno tutte). kistionaus de atras cosas (parliamo d’altro). UNUS CANTU. CALENCUNA) (qualche. una). nci seu andau po nudda (ci sono andato per niente). ÀTERU). riferirsi a cosa o a persona. Si riferisce a cose e a persone. ATRA. mentre è molto vivo in logudorese e soprattutto nuorese: cada dì (ogni giorno). aggettivo e pronome.

D. teneus is matessis ideas (abbiamo le stesse idee). tizio). KINISISIAT. "Stesso" nel significato di "in persona". TROPU. può riferirsi a cose e a persone: tenit pagu passièntzia (ha poca pazienza). MEDA va sempre dopo il sostantivo: tenit dinai meda (ha molto denaro).i custas cosas ndi sciu pagu (so poco di queste cose). TZERTAS (certo). chicchessia). parecchio). fatzadiddu kinisiollat (lo faccia chicchessia). FULANU. TROPUS (troppo). si traduce E TOTU: deu e totu (io in persona). un tale. medas fèminas no du scinti (molte donne non lo sanno). TANTI. D. invariabile. pagus òminis e pagus fèminas (pochi uomini e poche donne). MATESSIS (stesso. FULANA. aggettivo. usato solo al maschile anche per il femminile. medesimo). PAGUS (poco). si può riferire a cose e a persone. pronome. ciascuno). si riferisce solo a persone: m’anti nau: fulanu est arricu (mi hanno detto: il tale è ricco). d. aggettivo.onnya lìngua una natzionalidadi (ogni lingua una nazionalità). FULANAS (il tale.ONNYA. aggettivo. D-ONNIUNA (ognuno. Antoni e totu d’at nau (l’ha detto lo stesso Antonio). MATESSI. l’italiano "per ciascuno" si traduce A PERÒMINI: unu a peròmini (uno per ciascuno). PRÒPIU. TZERTU. si riferisce sia a cose che a persone: calisisiat su parri cosa tua (qualunque sia la tua opinione). TANTIS (tanto). CALISIOLLANT (qualsiasi. no tengas tanti pressi (non avere tanta fretta). usato solo al maschile anche per il femminile. aggettivo e pronome. aggettivo e pronome. MANCUNA (nessuno. no nç’ ap’a crei mai (chiunque me lo dica. aggettivi e pronomi. TZERTA. pilloni ki sesi de tantis e tantis (uccello che sei uno dei tanti). 40 . cantu prèssiu tenis? pagu (quante pesche hai? poche). tzertus nanta (certi dicono). può riferirsi a cose e a persone sia per il maschile che per il femminile: fiant aici tantis ki no nci capianta (erano così tanti che non ci stavano). si può riferire sia a cose che a persone: beninti d. de. aggettivo e pronome. si riferisce sia a cose che a persone: penseus a una cosa calisiollat (pensiamo a una qualsivoglia cosa). KINISIOLLANT (chiunque.ONNIUNU. neppure uno / una) solo al singolare e solo pronome (se aggettivo si scrive in forma sciolta MANCU UNU) si può riferire a cosa o a persona: no ndi connosçu mancunu (non ne conosco neppure uno).ONNYA (ogni). TZERTUS. si può riferire a cose e a persone: unu tzertu amigu (un certo amico). non ci crederò mai). donghimindi medas (me ne dia molti). FULANUS. KINISISIANT. funti tropus (sono troppi).onnya dì (vengono ogni giorno). si riferiscono solo a persone: mi du nerit kinisisiat. pronomi.onniunu ‘e bosatrus (ogniuno di voi). può riferirsi a cose e a persone: du at tropu sali in sa minestra (c’è troppo sale nella minestra). funti bènnias duas fulanas (sono venute due tizie). CALISISIAT. CALISIOLLAT. est sempri su pròpiu (è sempre lo stesso). qualunque). pronome. MEDAS (molto. PRÒPIUS. variabile nel genere si usa soltanto al singolare: d. aggettivo e pronome. MANCUNU. aggettivo. CALISISIANT (qualsiasi. qualsivoglia). si usano solo al maschile anche per il femminile e si riferiscono a cose e a persone: sa pròpiu di' (lo stesso giorno). KINISIOLLAT. MEDA. tanto per il maschile che per il femminile: nci fiat genti meda (c’era molta gente). Come aggettivo singolare. PAGU. donghimì dus librus calisisianta (mi dia due libri qualunque).

i tali. ALLENU. invariabile. si pone sempre dopo il sostantivo: bufu akua bastanti (bevo abbastanza acqua). no m’arregordu cantu farra ‘olit fradi tuu (non mi ricordo quanta farina vuole tuo fratello). librus ‘olis? Ndi tengu bastanti (vuoi libri? Ne ho abbastanza). . invariabili. BASTANTI (abbastanza). no dus fatzu intrai (mi possono dare qualunque cosa. ITASINANTA (la cosa). .L’italiano "entrambi" si traduce S’UNU E S’ATRU o TOTESDUS. o quante erano?). si riferisce solo a persone ed indica qualcuno di cui al momento non ci si ricorda il nome: apu biu a itaddinanta (ho visto il tale) ITASINAT. apu biu no sciu cantus pillonis (ho visto non so quanti uccelli). si riferiscono solo a cose ed indicano qualcosa di cui al momento non ci si ricorda il nome: donamì s’itasinanta (dammi la cosa). aggettivo e pronome. (buone feste! Altrettanto a te). TOTESDUAS: bollu s’unu e s’atru. invariabili. ITADDISNANTA (il tale. pronomi. ITASIOLLAT (qualunque cosa).CANTU. le tali). ALLENAS (altrui).L’italiano "altrettanto" si traduce con SU PRÒPIU o PURU: bonas festas! Su pròpiu a tui (oppure: a tui puru). pronome. può riferirsi a cose e a persone. non li faccio entrare) . ti d’eus a torrai cumenti si d’as donau (te lo restituiremo tale e quale ce l’hai dato). mi ndi bogas arrexonis aici! (mi togli fuori tali ragioni!).L’italiano "tale" può tradursi in vari modi: cumenti (o ke) su babu su fillu (tale il padre tale il figlio). ALLENA. s’allenu (l’altrui.Kinisisiat e kinisiollat vogliono ki + il congiuntivo: a kinisisiat ki bollat prantai de-i custus àrburis acanta de s’arriu (chiunque voglia piantare questi alberi vicino al fiume). ITADDINANTA. la tale. is ideas allenas (le opinioni altrui). ALLENUS. ciò che è di altri). bollu totesduas (voglio entrambi) . invariabile. CANTUS (quanto). . può riferirsi a cose e a persone: su dinai allenu (il denaro altrui). aggettivo. ITASISIAT. 41 .L’italiano "simile" si traduce AICI: unu sçollòriu aici (una simile sciocchezza). depeus ascurtai custa o cudda kistioni (dobbiamo ascoltare tale o tale questione). aggettivo e pronome. si riferiscono solo a cose: mi podinti donai itasisiat. pronomi. può riferirsi a cose e a persone: cantus fianta? (quanti. usato solo al maschile anche per il femminile.

nisçuna calincunu. nisçunus niscunu (agg).onzuna itesisiat nemos niunu. d. totu e duas ita cosa d.GLI INDEFINITI NELLE ALTRE VARIANTI campidanese atru un’atru calisisiat cantus calincunu onnya. d. calecuna ambos. parecchie nisçunu. paca. pacas meta nissunu. paritzas perunu.onniuna itasisiat nemus. carkiuna calecunu. pacos. d. nessuna paritzos.nuorese àteru aterunu calesisiat cantos. niuna sa pessone totunu anzenu pacu. tantas àtere kiesisiat d. nisçunus (pron) calincunu su pròpiu allenu pagu.onnya nisçunu. peruna tantos. calesikerfat 42 .onniunu. calincuna itaddinanta itaddinanta itaddinanta calisiollat logudorese . nisçuna tantis àtiri kinisisiat d. callincuna calincunu. nissuna carkiunu. cadauna itesinat(a) calicunu.onzi nessunu.onzunu. cantas carki onzi.onniuna itasina(n)t(a) calincunu. d. calicuna itelinan(a) o itelinen(e) iteskisinat(a) iteskilinan(a) calesikerzat. nisçuna parecchi. pagus meda nisçunu. calincuna totu e duus. d.onniunu. ambas bodale cadaunu.

miskina. e parit una barca in mesu mari candu tìrat su ‘entu 'e tramuntana d. frori de scraria. mantas de brocau ki manus bonas ant arricamau a coloris ki tui ti ndi spantas. mantas de seda. in s’aposent' 'e susu prègat ingenugada sola sola: mi parit una mata sentz' 'e folla. piçocu.onnya ‘omu: e velas funt is mantas. cuddu testu ki candu fusti sana tui una di' in beranu ias prantau. e manc’un’apiconi De froris: nc’esti sceti. arrosas centu follas in d. Ma candu pàssat in prucissioni sa Santa bella anant ' 'i ‘omu nosta in sa fentana nemus d’at posta sa mant' 'e seda. unu mìseru testu ‘e mairana. nimancu gana ‘e prangi tenit prusu. Ma ita ti sutzedit? Ses obreri. Terra. lillus de monti.ESERCIZIO Riconoscere gli aggettivi e pronomi indefiniti della poesia seguente: SA DI' ‘E SA FESTA Una bandera in d. sentz' 'e tui. est comenti 'e ki biast una nui annendu in mesu celu pista pista. spistorau. Mama. cant’est trista custa ‘omu serrada. Sorri. 1974) 43 . d. andeus a baddai in sa pratzita a ballu furisteri. No nci at àturu. finsas! acabamidda ‘e lambrigai! fortza. finsas 'e in is lollas e in mesu a is perdas de sa ‘ia.onnya porta parit un’artari. (Benvenuto Lobina.onnya fentana. disisperada terra. E froris grogus.onnya logu.

ESA: poburesa (povertà). naraddu a forti (dillo a voce alta). finsas (perfino) casi (quasi) ajumai (quasi quasi) mellus (meglio) diaderus (davvero) mali (male) sceti. ma non con la stessa frequenza di altre lingue neolatine. currendi currendi (di gran carriera). fig. paris (insieme) finas. illuegus (subito. 44 . pesante) forti (forte) prexau (contento) nomenau (rinomato) dengosu (vezzoso) abandonau (abbandonato) Il suffisso . se l’aggettivo termina in .AMENTI o si cambia la I in E. biadesamenti (beatamente). perfino) aici. un’altra volta) ingenugau (in ginocchio) luegus. È molto frequente dare valore avverbiale agli aggettivi preceduti o no dalla preposizione A: costai caru (costar caro). tenta tenta (tastoni). di aici (così) beni (bene) comenti. Esempi: aggettivo maschile forma del femminile amarga tzurpa allirga mala sigura tzerta fitiana carinnyosa naturali durci grai forti prexada nomenada dengosa abandonada avverbio di modo amargamenti tzurpamenti allirgamenti malamenti siguramenti tzertamenti fitianamenti carinnyosamenti naturaliamenti durçamenti grayamenti fortementi prexadamenti nomenadamenti dengosamenti abandonadamenti amargu (amaro. poburesamenti (poveramente). ancora. cumenti (come) impari. ecc. jovunesamenti (giovanilmente). Avverbi di modo con forma propria puru (anche. caminai deretu (camminare diritto). daccapo. segai a curtzu (tagliar corto).MENTI.MENTI può aggiungersi anche a sostantivi terminanti in . solus (solamente) totu (tutto) bastanti. tontesamenti (stupidamente). ecc. biadesa (beatitudine).CAPITOLO UNDICESIMO GLI AVVERBI DI MODO Anche in sardo. bastantementi (abbastanza) torra (di nuovo. ecc.I si aggiunge . feti (soltanto. solamente) peus (peggio) solu.) tzurpu (cieco) allirgu (allegro) malu (cattivo) siguru (sicuro) tzertu (certo) fitianu (continuo) carinnyosu (affettuoso) naturali (naturale) durci (dolce) grai (grave. repentinamente) Il raddoppiamento di una voce verbale assume valore di avverbio: pendi pendi (penzoloni). kistionai a pagu (parlare sotto voce). l’avverbio di modo può formarsi facendo il femminile dell’aggettivo (se ha una forma sua) e aggiungendo il suffisso . bendi (a) baratu (vendere a basso prezzo). jovunesa (giovinezza). aturai ingenugau (stare in ginocchio). tontesa (stupidità).

caminu caminu (cammin facendo).unu bùfidu a is bonas a piotu a piotu a nàdidu de bona spètzia a fuidura contra coru a su scuriu a sa sighia a mala pena ken’ 'e pasu a bolla. a is longas a pampadas de bonu coru davvero in abbondanza in abbondanza a occhio in parti eguali sulle spalle a gara a caldo a gara apposta in malo modo all’ingrosso con buona grazia a bizzeffe a piedi uniti a turno a torto o a ragione a predellino a mucchi. a scàvulu a fuliadura a ogu a mes’e pari a coddu a proa de pari a callenti a trivas de pari a posta de malas maneras a s’ingrussu de bonas maneras a burgefa a peis paris a busçardu a trotu o a deretu a pala cadira a muntonis a pala proceddu a ogus serraus pari pari a serru de bellu e nou de bona fidi de conca a pei a ceddas a corru petza a cambaradas a o (de) sbiasçu a totu fua po brulla a borta a borta in d. senza dare nell’occhio) a s’avèrtia (all’erta) sa sarda (alla maniera dei sardi) a sa campidanesa (alla maniera dei campidanesi) Avverbi si formano anche dalla ripetizione di un aggettivo. con la forza l’uno di fronte all’altro a vil prezzo a strati in fretta in tua vece in fretta di sbieco quatto quatto spalancato in punta di piedi malvolentieri alla rovescia in un momento di malavoglia di buon umore foltamente. malamente) sa lìmpia (con destrezza. de bona bolla a forti de bona gana a spitzuleddu a penas a banda. a sa scusi a podestu faci a pari a stracu baratu a pilladas de pressi in borta tua a lestru a corru skìscinu gatus gatus in campu in punta de pei contra coru a furriadura in d. a tandas in d.Frequentissima è la locuzione avverbiale A SA + il femminile dell’aggettivo o una voce verbale: a s’antiga (all’antica) a a a a a a s’intzerta (per combinazione. di buon grado a spizzico appena da parte su un piede solo furtivamente a piedi uniti da solo a fatica. da capo in buona fede dalla testa ai piedi a gruppi. di sbieco a frotte obliquamente a spron battuto per ischerzo a vicenda in un attimo. (alla carlona. per caso. luegu luegu (fra un attimo). densamente alla lunga carponi benvolentieri . in abbondanza a cavalluccio a occhi chiusi scambievolmente a stento di bel nuovo. a parti a peincareddu a fura a peis juntus a balla sola a traballu a motas.un’acinnu 'i ogus a donu a scusi.unu sùspidu a mala bolla de bona spètzia a cracu a longu. a stento a rate in un batter d’occhio gratis. amargu amargu (con molta amarezza). ecc. tristu tristu (molto tristemente). di nascosto con violenza. alla cieca) sa biva (dal vero) a sa lestra (in fretta) sa scurtza (a piedi scalzi) a sa cua. un sostantivo o un altro avverbio: muru muru (lungo il muro). Si possono formare anche avverbi di tempo: kitzi kitzi (prestissimo). a s' acua (di nascosto) sa carraxera (alla rinfusa) a sa biscaina. in regalo di soppiatto. fortemente volentieri. avverbi di quantità: pagu pagu (pochissimo). Le principali locuzioni avverbiali di modo sono: (de) a beru(s) a scavuladura. in un soffio con le buone quatto quatto a nuoto di buonumore precipitosamente malvolentieri 45 al buio continuamente a malapena senza sosta di buon grado con forza. a branchi obliquamente.

proditoriamente di malavoglia. andantemente. a pigia pigia a vicenda. po atopas a crepa coru. a credito gratis. per combinazione con gran dispiacere alternativamente nello stesso modo. a malincuore per le lunghe di malumore a gran ressa. a mudas a mudas a su propiu avat’ 'e pari de banda a banda a craca proceddu a baratu a spitzuleddu a cùcuru (in) de badas. con avarizia per caso.unu a sa sighia improvvisamente. ininterrottamente. improvvisamente continuamente. ugualmente fiaccamente a poco a poco. in regalo. senza criterio con spilorceria. gratis meticolosamente. senza soluzione di continuità 46 . a crepu de coru a mudas. piano piano a poco a poco. in omaggio affatto senza ritegno. da una parte all’altra a gran ressa. a trabocco invano. obbligatoriamente a tradimento. a pigia pigia a basso prezzo. a gambe nude con le buone o con le cattive con le buone o con le cattive a malincuore. a mindigu po atopu. a saldi a spizzico a colmo.una borta a cambarita o a bolla o a marolla o a bonolla o a marolla a (o de) malu coru a marolla a traitoria de mala gana a longu a longu de mala spètzia a craca tripa a trivas a fidu a donu po nudda a ferru fenugu a mendigu.totu in d. sulla parola. smoderatamente. in fila indiana da un capo all’altro. a buon mercato. minutamente nello stesso modo. scambievolmente sulla fiducia. ugualmente uno dietro l’altro. di colpo senza calze. malvolentieri per forza. piano piano di colpo. po de badas a trisinadura a su pròpiu a bambu a pagu a pagu a bellu a bellu totu in d.

in fatu a intru a susu. in basso a manu manca. insegus inguddeni. al di là a pitzus. sotto. in direzione di.onnya logu a canta in s’oru a faci faci a. aillargu lontano a innantis avanti in pitzu in cima ovunque. sopra a segus. in qualsivoglia luogo 47 .i largu(s). inguddenis susu ovunque dietro giù. in calisiollat logu a basçu.. dietro là.. innoxi innia ingunis. dattorno a (su) costau a fianco. sotto sopra sotto là. aundisiollat infatu. in quel luogo su. inui atesu acanta qui là lì davanti dietro. in segus indietro. a ubi.. in quel luogo altrove dove in mezzo dritto in calisisiat. in là indietro. in basçu giù. in susu a suba a suta a tesu a foras. in qualsiasi luogo. avatu jossu asuba asuta addei asegus. dietro a ingìriu intorno. indietro dentro dove lontano vicino Le principali locuzioni avverbiali di luogo sono: a fatu. nell’orlo dirimpetto. in foras in d. a latere innia in susu lassù innia in basçu laggiù innoi in susu quassù innoi in basçu quaggiù inguni in susu costassù inguni in basçu costaggiù a.. là.DI LUOGO aundisisiat. in cuddeni. a dereta a destra a palas dietro. in alto sopra sotto lontano fuori dappertutto vicino all’estremità. sopra innoi. in cuddi in atru logu in ui. di fronte verso. a manca a sinistra a manu dereta. inguni ananti agoa aintru aundi. a uba in mesu a deretu dietro dentro sù. alle spalle. in pitzus su.

continuamente pagora proprio adesso. tandus imoi.tradu tardi luegu.una volta a meri'. in me' 'e sa noti nel cuore della notte in (su) benideru. all’inizio a s’incrasi cras a menjanu domani mattina deretu deretu cras a meri' domani pomeriggio a menjanu kitzi cras a noti domani notte a menjaneddu ariseru a mengianu ieri mattina imoi imoi imoi e totu adesso. oindia oggigiorno totora sempre. per il momento a de noti. a meria a menjanu al mattino a merici. a disaora fuori di tempo. poche volte de di' in di' a s’acabu alla fine. in su mentris nel mentre.DI TEMPO oramai ormai oindi'. a su noti a pusti-pranju dopopranzo a cabu de un'ora de imoi (a) innantis d’ora in poi a cabu de un'annu d. dinnanteriseru avantieri Le principali locuzioni avverbiali di tempo sono: a tardu mannu ‘e noti a notte fonda mesudi'. opportunamente a primu luegu e totu subito. poco fà taliorta talvolta argunorta qualche volta agoa dopo notesta stanotte dinantisariseru. finsas a imoi finora. luegus.onnyora s’annu ki benit l’anno venturo a di' arta pagus bortas rarmente. in anticipo a intr’ 'e noti.onnya di' ogni giorno a cabu de arratu a scurigau all’imbrunire. a mesudia a tempus in tempo. illuegus subito. di buon’ora oggi domani già quando sempre tardi quest’anno mai . al tramonto (a) arrau a su scurigadroxu al tramonto a pustis a s’ora ‘e scurigai al tramonto (a) arratus (a) arratus de jai di già de pustis ki una borta un tempo. quotidianamente in di' de oi al giorno d’oggi. insaras tandu. sèmpiri trigadiu ocannu mai ieri allora allora ora presto. a ora insolita di' po di' giorno per giorno. a su meri' custu menjanu stamane a d. in su benidori in futuro. gi candu sempri. a trigadiu ocannu passau l’anno scorso a obresçu tres annus fait tre anni fa a s’ora ‘e obresci a barigau dopodomani l’altro a s’obrescidroxu de di ora da parecchio a su spanigadroxu a su cumentzu in principio. a de dia finas. nel frattempo a mericeddu sull’imbrunire. in avvenire 48 a mezzogiorno prima a mezzanotte di giorno di notte in capo a un'ora nel giro di un anno in capo a un attimo raramente. al termine a di' di oi a s’acabada in conclusione (a) intr’ 'e di' a distempus fuori tempo. di rado dopo di quando in quando dopo che di pomeriggio di pomeriggio in ogni momento a giorno fatto giornalmente oggigiorno durante il giorno al mattino presto di quando in quando da quando in quà di volta in volta alle volte. immediatamente antis o pustis a disora. oggigiorno cuatr’annus a oi esattamente quattro anni fa in su mentras. talvolta tardi all’alba all’alba all’alba all’alba l’indomani subito dopo al mattino presto di buon mattino un momento fa prima o poi ariseru. imui kitzi oi crasi jai. fuori stagione a su kitzi in s’antigòriu nei tempi antichi de candu in candu medas bortas sovente de candu a candu ariseru a noti ieri notte borta po borta de tant’in tanti dfi tanto in tanto a (is) bortas s’atra di' l’altro giorno a tardu. di pomeriggio avanzato a prim’ 'e s’ora anticipatamente. all’istante a mesu noti po imoi per ora a de di'. eriseru insandus. di continuo tardu. immediatamente pusti-crasi dopodomani fitianamenti assiduamente.

un certo numero pagu prus. assai alquanto pochissimo altrettanto di meno a strati poco più. a iosa un briciolo. atretanti tutto insieme prus pagu una gran quantità a pilladas. nemmeno un po' a piene mani a sazietà totalmente. affatto troppo Le principali locuzioni avverbiali di quantità sono: a su mancu aici aici prus o mancu ni tropu ni nudda no meda unu pagu unu tzikeddu totu paris unu beni unus cantu a stìddiu a stìddiu a muntonis unu spìtzulu. a cantu non molto cantu e cantu un po' pagu meda. poco meno più o meno 49 . bastantementi meda casi ajumai nudda tropu abbastanza molto quasi quasi niente. a pillus alcuni.DI QUANTITÀ mancu prus sceti. un pizzico per niente. feti pagu cantu solu tanti meno più solamente poco quanto solamente tanto bastanti. pagu pagu un sorso atru e tanti. interamente alquanto. unu mùssiu po nudda e po nienti almeno a farrancadas così così a satzadura più o meno in totu e po totu nè molto nè poco a cantu a cantu. pagu mancu goccia a goccia prus o mancu a mucchi.

ecc. finsas mai no.Con gli avverbi di dubbio si usa sempre il verbo al congiuntivo. a bisu miu segundu mei. certo. un piede. ecc. luegus . po nudda e po nienti si mai bàndat beni de acòrdiu pròpiu di aici aici e totu sentz’ 'e atru.Gli avverbi in sardo tendono ad acquistare una S finale anche in caso di prestiti: ancoras. per poco certo. d’accordo d’accordo proprio così proprio così senz’altro a mio parere secondo me . fig. Es. confondere. metter sossopra. nossa forsis.. come no finas. ken' 'e atru a parri miu. dire di no" si traducono: nai ca si (ca eya). negazione e dubbio sono: de nisçuna manera nudda de (su) totu kini scit podit essi prus a prestu ken’ 'e duda mancu po sonnu nudda e totu a pensu miu a parri cosa mia in nessun modo niente affatto chissà può darsi.) divorziare rompere improvvisamente ogni rapporto con qualcuno picchiarsi reciprocamente separarsi (di due innamorati) l’uno di fronte all’altro tutto assieme 50 . unu pei.Le espressioni italiane "dire di si. ecc. mischiare slogare (un osso. DI NEGAZIONE.: seminare discordia scompigliare. . gi perfino mai no forse probabilmente si anche già. nou. jai puru. DI DUBBIO nimancu ajumai tzertu. frossis capatzi sissi. tzertamenti siguramenti antzis.si Le principali locuzioni avverbiali di affermazione. nai ca no. antis antisbeni benisì ellus nemmeno quasi. proprio per niente semmai va bene.: capatzi ki bengat crasi (probabilmente verrà domani). tambeni jai.) bessiri de pari truncai de pari s’atripai a pari transiri de pari faci a pari totu in pari paragonare.. certamente sicuramente anzi anzi bensì certo.D’AFFERMAZIONE. eya. nossi. confrontare mettere insieme. segundu mimi quasi quasi.. forse piuttosto senza dubbio nemmeno per sogno proprio niente a mio parere secondo il mio parere casi casi. COSTRUZIONI SPECIALI CON L’AVVERBIO PARI ponni a pari ponni in pari ghetai a pari bogai de pari (un'ossu.. .

zeppo a s’imbesse cosà. allato d'intorno. addaisegus dietro fora. gasi. là cuddànike colà neddube. cue. gosie. soltanto. pusticrasa pustis. janteris in su mentres ya. addainantis Particelle avverbiali di luogo suta totube. in cuddae colà. davvero reciprocamente come male assieme apposta malvolentieri continuamente al contrario Ke. ube. subra sopra susu su addae al di là daennantis. per il momento . crasa deretu eris. ovunque da verso qua verso là dove appresso. bi (campidanese: nci). vicino. come fa la persona che ascolta come fa la persona che parla in verità. Di tempo a distempus a nobas anti annu. inoghe qui. solamente a posta. inie ivi. avanti specialmente a pare bene comente meglio male peggio paris solo. ora domani subito ieri ancora l’atro ieri nel mentre già oggi quest’anno dopodomani dopo sempre allora tardi 51 làntinu meda duos annos como custu manzanu bator dies a oe a manzanu a mesu die a borta ‘e die a de die a sero a de note barigadu postis de tant’ora postis de tempus inter lughes a s’albeskidorzu a s’iscurigadorzu a primas como como finas a como molto tempo fa due anni fa stamattina da quattro giorni di mattina a mezzogiorno di pomeriggio di giorno di sera di notte dopodomani l’altro dopo molte ore dopo molto tempo sull’imbrunire all’alba al tramonto prima un momento fa finora. gosi. in questo luogo intro. veramente. a pustis. apostadamente di buon grado a mala boza queto queto arreu a trabocco. in ue. adae(n)nantis. in totue a ke inter inoghe inter incue ue. oe. incue costì cuddae. in codesto luogo innedda lontano. costagiù a fianco. neddue. josso. postis sèmpere tando. colà. foras fuori inibe. a probe a tesu a curtzu incue subra. de veras Di luogo aterube. in intro. zae oye. in ube afaca. innant’annu kit(h)o como cras. nke. ocanno pusticras. là inoke. oje ocannu. zosso giù supra. a unu ladus a inghìriu ingoinde inoghende in ue si siat sotto dappertutto. inke. incue josso a costazos. gasie goi. a intro dentro yosso. nuddue in nessun luogo daesecus. menzus peyus ebia a bona boza a peutu peutu a imbarru gai. verso lontano vicino costassù. issara tardu. totue. aterue altrove cuke. attorno verso qua verso qui ovunque davanti. tardos fuori tempo l’anno venturo l’anno scorso di buon mattino adesso.GLI AVVERBI NELLE ALTRE VARIANTI Di modo mascamente bene mezus. erisero galu yanteris. daesegus.

baddone ey. a dies de oe oggigiorno s’ incrasa como e totu. eya.emo ya. cada die torra di nuovo a manzaneddu oe in die. immediatamente in su benidore in futuro. presto in su passa(d)u. di dubbio baddu. forsimae ajumai. luegamente fra poco. innanti de janteris ieri l’altro Di quantità meda. forse si già nemmeno no senza dubbio senz’altro anzi certo. sicuramente nè de nissuna manera mae kissae sentza mancu nudda de totu tantu mancu forsis si mae. pacu atzicu atzikeddu azomai mancu mascamente a su nessi molto poco un poco un pochino quasi meno specialmente almeno nessi nudda pazikeddu prus meda meda a prus de-i custu bastante ogni giorno di buon mattino l’indomani un momento almeno nulla. in su cola(d)u in passato in fatu. di negazione. subito. fatu fatu appresso. tzertamente seguru. jae nemancu nono. inoltre abbastanza D’affermazione. certamente sicuro. ja. ajumae a bisu meu a probe a probe in nessun modo mai chissà senza neppure niente affatto tanto meno forse forse. niente un pochino più moltissimo oltre a ciò. no sentza duda sentz’àteru antzis. per l’avvenire inanteris.totora di continuo d-onzi die. seguramente ne chissà. forsemai quasi quasi a mio parere quasi quasi 52 . meta pagu. un’istunda luego. antis tzertu. luego e totu in questo momento un’iscuta. zae.

In Stampaxi s' 'olit biri Cavalieri Pibitziri. Ma sa noti est noti ‘e fera! Berus est ki jai papaus e si ocurrit s’imbriagaus. a mesudi' si permìtinti de andai a circai cos’ 'e papai. anjonis. Totu custas ki feis parti de is prediletas majoris ki preferit Nostru Sinnyori s’ant aprèndiu sa bon’arti. imoi seus gruxi arrùbias. a su litru una carìtzia. sìndria o cardu. traballendi ke fortzaus! Ma po issus . perdinjanu. 1903. faci a midi'. seis in d.. Bàstat. O ita vida de tristìtzia! E mancai essi pagaus po fai custa vid’ 'e canis! Si bufaus no papaus pani. 38) 53 . bosàteras in Casteddu. e in Sant’Arrosalia agatais meda disogu. Siasta nostru intercessori Capitanu Arregalìtzia! Riveria sa magestadi.. e si scieus acuaisì. Est traballu de galera! Femus guàrdias. prus a tardu a castiai s’ in su mercau calincunu nç’at intrau porcu. 2) Is pioteras Sant’Antoni de su fogu frecuentais. e po custa operatzioni nci ‘olit nasu de carrìtzia..ESERCIZIO Riconoscere gli avverbi contenuti nei brani seguenti: 1) Goçus de is guàrdias çivicas Mancu mali. sentza riguardus de parti siais catòlicas sintzeras. Depeus curri. ma dormiri pagu meda! Feus sa guàrdia a su colera e bufaus sentz’ 'e mestìtzia.. feus a pustis s’ispetzioni. peis o lardu. (Ma?!. salvendi s’amicìtzia!) De arrenconi in arrenconi. da "La Domenica Cagliaritana". e k’eis pèrdiu su çorbeddu. Santa Luxia. a menjaneddu nc’est su sìndigu stimau. n. po fai sciri a sa tzitadi k’issu est prenu ‘e autoridadi mancai siat sentz’ 'e malìtzia. e depeus sciri puru sa manera po curai de su colera.! Açotaus! No nci staint in s’avarìtzia! Su traballu est un'arrori po sa pòbera milìtzia! Primu primu. (Rafa Garzia. po castiai si nç’at pisçau calincunu disgratziau. O fèminas ki seis predas.onnya logu e no seis nudda afroddieras. podeus fai. k’ 'olit essi avisitau. po di nai si mai in Casteddu nc’est intrau petz’ 'e porceddu o calcuna atra delìtzia. aclàmant totus pioteras.

bessit tzopu e mesu d-onniunu s’arrànjat cumenti podit serrai sa stadda candu si nci funti fuius is bois kini sighit dus lèpuris no nd’açàpat mancunu s’unguentu de Sant’Arrosalia pigai sa presèntzia totu sa noti is isçabigheris sçabighendi s’ajudu ‘e s’impicau segai is supas segai sa conca segamentu ‘e conca mùsica pagada fait sonu malu - l’abito fa il monaco cornuto e bastonato fesso e contento il potente non fa torto al potente tutto passa campa cavallo mio che l’erba cresce l’apparenza inganna. scocciare seccatura.FRASI IDIOMATICHE E PROVERBI besti unu fruconi e parit unu baroni corrudu e apaliau a pitzu a is corrus cincu soddus crobu cun crobu no si ndi bògant ogu d.onnya cosa benit e pàssa abeta cuaddu miu ki nascit s’erba esti prus su cìxiri ke sa parada circai a perdas pesadas (a pertighita) mellus unu burricu biu ke unu dotori mortu sa bassa de Santa Crara si ndi bogai is corrus de buçaca is bisus funt avisus buca de forru buca ‘e pòpulu gatu a cincu didus candu no nç’at sa gatu su topi si spassìllat totu su lassau est pèrdiu si ndi lingi totu is cincu didus si lingi is didus ke corpu de matzoca essi de is canis finis kentz’ 'e dinai no si càntat missa est mellus su din ke su don kini tenit pani no tenit dentis e kini tenit dentis no tenit pani kini àndat cun su tzopu. pettegolone ladro quando il gatto non c’è i topi ballano quel che è lasciato è perso pentirsi amaramente di qualcosa pentirsi amaramente di qualcosa darsi delle arie non si fa niente per niente meglio il denaro dei titoli nobiliari chi ha i mezzi non ha le capacità e chi ha le capacità non ha i mezzi chi va con lo zoppo impara a zoppicare ognuno s’arrangia come può chiudere la stalla quando i buoi sono scappati chi troppo vuole nulla stringe panacea per tutti i mali sposarsi in fretta e furia senza il consenso dei genitori indica un gran darsi da fare vorrebbe essere un aiuto ma si rivela come il colpo di grazia rompere la faccia disturbare. molto fumo e poco arrosto cercare indefessamente meglio un asino vivo che un dottore morto letamaio smisurato lavare i panni sporchi in pubblico i sogni sono premonitori mangione vescione. scocciatura il lavoro pagato in anticipo viene mal eseguito o non viene eseguito affatto 54 .

kena (de) a suba (de). foras (de) segundu. no creis a su santu basçu no bis su miràgulu (non credi ai santi finchè non vedi i miracoli). dietro a dopo (di) prima di entro. finsas (de) sentza. sigundu (a. de) intra (de) faci (a) finas (a). meno. asuba (de).CAPITOLO DODICESIMO LE PREPOSIZIONI a cun de in po a con di. in) pitzus o pitzu (de) basçu contro tra. a prima (de) a intru (de) a foras (de) innantis (de). asua (de) a suta (de). basçu su poderi (sotto il potere. 55 . acanta (de) bogau. di fronte fino a fin da senza sopra. antis (de) a prus (de). su sotto vicino a salvo. asuta (de) a canta (de). sotto la dominazione). kentza. finsas (a) finas (de). in prus (de) avatu (de) davanti a dopo (di). su sotto Vi sono degli avverbi che si usano anche come preposizioni: ananti(s) (de) agoa (de) a pustis (de) a primu (de). sena. fra verso. all’interno di fuori di prima di oltre a dietro di Si notino le espressioni: basçu pena de sa vida (sotto pena della vita). da in per La maggior parte delle preposizioni sono composte: contras (a. tranne secondo sopra.

andai a crèsia. ma: seus lòmpius in d-unu padenti. in me’ 'e a ingìriu de de pustis de in logu de in virtudi de a trevessu de a palas de a longu de deretu a antzis de in pitzu de cun arriscu de a s’acabu de a causa di a causa di. al lato di. si mette il doppio apostrofo per indicare l’assenza di due o più lettere. affianco di quanto a alla destra di alla sinistra di grazie a vicino a lontano da lontano da in mezzo a attorno a. cun d-una. però davanti a un aggettivo dimostrativo.Locuzioni prepositive po curpa de po mora de a crepu de conca a a fortza de a su costau de cantu a a dereta de a manca de gràtzias a in s’oru de aillagru de. fillu 'e babu (per fillu de babu) oppure. UNA richiedono una D eufonica. a-i largu de atesu de. seus andaus in cudd’arruga. perciò: a su (e non assu). ecc. con l’elisione. alla fine di - La consonante della preposizione DE spesso nel linguaggio parlato non viene pronunciata quando DE è preceduta da una vocale: can’ 'e cassa (per cani de cassa). Le preposizioni IN e CUN seguite dall’articolo indeterminativo UNU. si preferisce mettere IN: bessiri a s' arruga. cun d-unu. intorno a dopo di invece di in virtù di attraverso dietro a lungo dritto verso invece di in cima a a rischio di allo stremo di. per colpa di a dispetto di verso a forza di accanto a. a tesu de in mesu de. a for’ ’e (per a foras de). cosa frequentissima quando si tratta di preposizioni composte: kentz’ ’e (per kentza de). Ricordiamo che in sardo non esistono preposizioni articolate. bollu andai in calincunu logu. asut' 'e (per asuta de). all’articolo indeterminativo e all’indefinito CALINCUNU. Come si vede. ecc. Negli altri casi si: tengu a Marieddu crocau (ho Mariolino a letto malato). La preposizione A deve essere messa davanti al complemento oggetto quando questo è un nome di persona (o animale o cosa cui si attribuiscono qualità umane) o un pronome personale: apu biu a fradi tuu. no ti connosçu a tui. fill' 'e babu. de su (e non dessu). in d-una. po is (e non pois ). - - - 56 . Non si mette la preposizione A dopo il verbo TENNI quando questo indica un possesso: tenit unu fradi (ha un fratello). staccata dall’articolo per mezzo di una linetta: in d-unu. La preposizione A è di regola per il moto a luogo.

- Alcune preposizioni esprimenti il complemento di luogo devono essere accompagnate dal possessivo anziché da DE+ il pronome personale: acanta mia (e non acanta de mei). nella mia qualità di sindaco). cun issas ). CUN unita ai pronomi personali può diventare CUMEGUS (cun mei). va accompagnato dalla preposizione A: deu. ananti tua (e non ananti de tui). I verbi di moto reggono la preposizione A: artziai a sa mata (salire sull’albero). pei pei (pian pianino). fra" corrisponde AINTRU DE: aintru 'e tres oras (fra tre ore). andai arriu arriu (andare lungo il fiume). per ragioni eufoniche. anche quando in italiano c’è A: bivu in Casteddu (abito a Cagliari). cun issa. a pitzus miu (e non a pitzus de mei). Es. prendendo così il significato di una preposizione. li vuole in nominativo: intr’ ’e tui e deu (fra te e me). alla preposizione DI davanti a parole che iniziano per E o anche ad altre vocali: pilu di oru . 57 . atura in crèsia (resta in chiesa). all’italiano "tra. avatu miu (e non avatu de mei). terra terra (rasoterra). si usa IN: in sa mesa du at medas librus (sul tavolo ci sono molti libri). Lo stato in luogo vuole sempre la preposizione IN. CUNSEGUS (cun issu. comenti a sìndigu (io. La preposizione DE può lasciare il posto. se uno o più sono pronomi personali. quando regge più complementi. unu filu ‘i erba. ecc. ecc. Il sostantivo può essere raddoppiato. Quando "sopra" indica "a contatto". cun issus.. muru muru (rasente ai muro). Quando si tratta di complemento di tempo. un'anedd' ‘i oru. a pustis miu (e non a pustis de mei). Quando il termine COMENTI si impiega nel senso di "in qualità di". CUNTEGUS (cun tui). - - - - INTRA DE.

attraverso per senza fra. pustis de a faca basçu. sicunde supra.LE PREPOSIZIONI NELLE ALTRE VARIANTI a dae de cun. prima salvo. entro fino a fuori dopo vicino. subra suta a da di con in per. finsas foras postis de. accanto sotto davanti. kena de inter. kin in peri pro sentza. intra intro(de) finas. tranne fuorché tranne prima secondo sopra sotto 58 . kentza. bassu innantis de salvu foras ki francu prima de segundu. tra dentro.

tenit tinja (oppure: kini tenit bastimentu tenit pensamentu) peddi allena. feri feri aturai coment’ ’e (ke) Annica sentz’ ’e cadiras binti prus duus ke unu no bastai ni su birdi ni su sicu sa barca de Bosa su segretu de conca tunda (oppure: su segretu de su Stampaxinu) kini tenit binja. in realtà affamato lupus in fabula anche l’occhio vuole la sua parte non è tutto oro ciò che luccica meglio un uovo oggi che una gallina domani occhio non vede. corria larga (longa o lada) kini no at biu mai luxi in sa buca de su forru si fait sa gruxi aici mai dannu (oppure: mai dannu tengat) su molenti no connoscit (oppure: no pàpat) tzafaranu s'apretu ponit sa beça a curri - o sei pazzo o fai finta rispondere colpo su colpo malato a parole. scarràfius de gatu sa maladia de tziu Pitanu: s’ala malàdia (s’anca arruta) e su bicu sanu nomenau su molenti. coru no dolit pecau de babu du prangint is fillus jogai impari a perdixedda sbàlliat su predi narendi (nendi) sa missa coru de sula kini no arrìscat. alloddu presentau) s’ogu puru ‘olit sa parti sua no est totu oru su ki luxit mellus un'ou oi ki una pudda crasi ogus no binti. no pìscat fatzat callenti e arriat sa genti ghetai de pala a coddu imboddicau in folla de murta sa bellesa de su burricu s’amori no est frègula nai is allelùias s’amigu si connoscit a s’abisonju intendi allu po cibudda atzàpula atzàpula. alloddu presenti (oppure: molenti nomenau. cuore non duole le colpe dei padri ricadono sui figli conoscersi sin dall’infanzia errare humanum est! cuore di pietra chi non risica non rosica purchè stia bene io non m’importa di quel che può dire la gente fare allo scaricabarile per indicare qualcosa di impossibile quando si è giovani si è tutti belli l’amore è una cosa seria cantarle chiare a qualcuno l’amico si conosce nell'ora del bisogno prendere fischi per fiaschi di male in peggio restare all’asciutto l’unione fa la forza non accontentarsi mai di nulla gran confusione il segreto di Pulcinella chi possiede delle proprietà ha anche preoccupazioni si è portati a largheggiare con ciò che non è nostro chi non ha mai visto nulla di bello scambia il forno per il tabernacolo esprime apprezzamento l'ignorante non sa apprezzare le cose belle e importanti la necessità fa correre anche la vecchia 59 .FRASI IDIOMATICHE E PROVERBI macu ses o pira bendis a mùssius de cani.

.... o ma perou antzis o puru e puru sarvu asinuncas. mesu.o ma però anzi oppure eppure.. quindi perciò di conseguenza. intr’’e........ ancora così pure o o.. stabiliscono una relazione consecutiva tra la principale e la subordinata. tanto. nonostante (e cun totu ki d’ant atripau puru..... pertanto. quindi vattene!).. ebbene.. sia... in guisa che".. imoi. seguiti dal relativo KI. ni.. tuttavia salvo altrimenti tranne. corrispondendo alla forma italiana "così... e. DE MANERA. Anche AICI. ora... siat. ecc.. po-i cussu e duncas ki in prus in prus de puru aici puru dunque.. 60 . fra.. lascialo!).. TANTI. nè. ora..... mezzo... tutt’al più Spesso la congiunzione è sottintesa: no du bolis? Lassaddu! (non lo vuoi? Ebbene.. comenti. anche se. aici. di modo che.. neanche nè. neppure... mesu. perciò che inoltre oltre a anche.. bogau mancai cun totu custu e cun totu prus a prestu Consecutive e continuative duncas po-i custu. nemmeno. DE SORTI... ora.. così. sebbene nonostante tutto eppure.... a candu. fuorché benché. no ti dongu nudda.. come.CAPITOLO TREDICESIMO LE CONGIUNZIONI Copulative e (i davanti a parola che inizia per e) a candu. (e) nimancu ni ki ki puru e....che. e neppure. ed ora. ni. e nonostante l'abbiano persino picchiato) piuttosto. e imoi. eccetto. che... Maria è uscita e anche suo zio) Disgiuntive e avversative o o. de ki no(u) foras de. mezzo... baidindi! (non ti darò nulla.. siat.. sia... neanche e (si usa generalmente in frasi in cui viene ripetuto lo stesso verbo: tòcat ki ti tòcat ) che anche (si usa posposto: Maria si nc’est bessia e su tziu puru. nè....

visto che che per come così secondo come in qual modo così come come se in modo che comunque comunque. nonostante posto che quando anche fosse anche se anche se. poiché affinché siccome. visto che. fino a che dopo che da quando. sigumenti sendi ki ki po Temporali mentris. sigundu bastat ki sceti ki sarvu ki. poiché giacché. di aici segundu comenti de cali manera aici comenti comenti ki de manera ki de calisisiat manera de calisiollat manera Causali e finali poita postu ki jai ki ca po ki sigomenti. in s’interis ki candu a pena antis ki. poiché perché (esplicativo). allorché appena prima che fino da quando tostochè finché perché dato che. poiché dato che. dacché da quando mentre. cumenti finas a candu a pustis ki. posto che sempre che sebbene. qualora secondo purché solo che a meno che per quanto giacché. benché. prima ki finsas de candu luegus ki finsas ki mentre appena finché. cumenti aici. nel mentre che quando. nonostante. anche se 61 . in qualsivoglia modo mentre se. mentras si. ancorché. quantunque quantunque. mentras comenti. ki no est ki po+ aggettivo o avverbio+ ki jai ki sempri ki mancai cun totu ki postu ki candu fessit candu puru ki puru solu ki Modali e comparative comenti. ki segundu. giacché. sebbene. pur sebbene. agoa ki de candu de sendi in su mentras ki.Condizionali e concessive mentris.

si traducono anche A MAROLLA MIA.: mi benit a marolla a nç’andai (devo andarci mio malgrado). il futuro retto da KI si traduce col presente: ki benit.Esplicative po nai est a nai. la'!. eccola! tieni!. non voglio!). ecc. d’at comporau a marolla mia (l’ha comprato mio malgrado. - - LE INTERIEZIONI Interiezioni proprie a! ai! aya!. ca no bollu! (ma no. ossia. allodda! ne'! ey’ e’! agitòriu! ba’ ba’! ba! e ba'! pu! bo! ce'! cessu cessu! bo! pussa! putzidda! putzi putzi! ma! marranu! misia misia! utalabì! ah! ahi! si usano per indicare dolore di disappunto e dolore per richiamare l’attenzione orsù!. Tra POITA e CA c’è la stessa differenza che esiste in francese tra POURQUOI e CAR. coraggio!. POITA si usa infatti nelle interrogazioni (anche nelle interrogative indirette). ignoranza in segno di disappunto di disappunto basta! detto agli animali per scacciarli indicano disgusto mah! in segno di sfida indica incredulità e pena di incitamento ai cavalli in corsa 62 . In una proposizione condizionale. A MAROLLA TUA. tuo malgrado". toh! si sì! come no! (in senso ironico) aiuto! indica spazientimento bah! indica incredulità puah! mah! indica dubbio. suvvia! come no! si! ecco!. vale a dire Osservazioni: - CA iniziale può servire da rafforzativo: ca no. nonostante io non fossi d’accordo). non si pentirà). est a sciri per esempio cioé. mi'! ufa! alloddu!. ecc. no si nd’at a pentiri (se verrà. ca no si d'abetat (rimase tutto sorpreso perchè non se l’aspettava). se nella reggente c’è un altro futuro. andiamo!. oya! oi oi! o! ayò! ellus! eya! ca'!. CA significa "giacché. impazienza eccolo!. poiché" ed è esplicativo: no cumprendu poita no siat ancoras bènniu (non capisco perché non sia ancora arrivato). guarda! indica noia. "Mio malgrado. no est arribau ca at pèrdiu su trenu (non è arrivato perché ha perso il treno). est abarrau totu spantau. animo!. stanchezza.

misia misia de tui! (povero te!).! (in segno di maledizione e malaugurio) busca! buscamiddu! detto ai cani per incitarli contro qualcuno (e) benimindi! altro che! perbacco! t’arrori! it’arrori! che orrore! a foras! fuori! infrigau! unfrigau! di spazientimento bàstat! basta! saludi! salute! dimòniu! demonio! diamine! baidindi! vattene! coidau! atentus! attenzione! Locuzioni balaus annus! coru miu! Deus miu! fora mali! in ora bona! in ora mala! gràtzias a Deus! balla ca si! balla ca no! buca tua santa! mansavida! indica bonaugurio indica ironia.) malaugurio NOTA: Dopo le interiezioni che indicano compassione. minaccia..Interiezioni improprie lampu! fulmini! bìvat! evviva! agoa! indietro! a innantis! avanti! a lestru! svelto! guai! guai! citi! mudu! zitto! silenzio! coidau! animo! coraggio! tiàulu! diavolo! ta làstima! che peccato! peccato! a basçu! abbasso! ta bregunja! che vergogna! miskineddu! poburitu! scedau! scureddu! di compatimento po caridadi! per carità! mancai! magari! tenis axiu! hai voglia! balla! caspita! perbacco! coita! coida! svelto! bessi! bessinci! bessiminci! fuori! via! biadu! beato! (in segno d’invidia) ancu.. tristu e miserinu de kini tenit abisonju! (quando hai bisogno nessuno ti aiuta!).. si augura a qualcuno di mai più provare o fare qualcosa che ha rifiutato in quel momento) Gesu' Cristu miu de su coru! invocazione a ki.. si deve sempre mettere la preposizione DE davanti al pronome: guai de tui! (guai a te!)..)! ma va là (indica incredulità) arrori mannu! sçacu mannu! (tengas.! nelle invocazioni specialmente di malaugurio saludi e trigu! indica bonaugurio gi du creu! sfido io! pagu beni tuu (suu.! che. ma anche affetto mio Dio! se tutto va bene! alla buon’ora! alla malora! grazie a Dio! certo che si! certo che no! magari si avverasse quel che dici! mai più! (sta per mai in sa vida. ecc. compatimento. tengat.. ecc. miskinu de mei! (povero me!) 63 .

.. ayoni! ayonie!. tùmbrikes! gànfrikes!. adduncas bellu e gai mancari bellu e.. vale a dire cioé dunque eppure. peris peroe ne.. intanto anche se sebbene diversamente accorruomo! su! suvvia! maledetto! orsù! suvvia! orsù! venite! orsù! ecco! basta! e dunque! o Dio! di impazienza o fastidio per Dio! di dolore di ribrezzo di disappunto guai! di augurio di gioia perbacco! Dio ne scampi! alla buon’ora! alla malora! che orrore! alla buon’ora alla malora! Dio lo voglia! zitto! di dispetto mamma mia! magari! peccato! di dispetto. ya ki.. affinché perché mentre che fintanto che finalmente cioè. ayozi! alò! bi'! bo!.. ne.. ja ki sicomente. nè. èmbrikes!. come no! invece perfino però nè. giacchè siccome perciò perché. ayoe!. bastu! ello! odde! oddeu! òfula! ùfula! perdeu! pisti! pistidda! pistiddi! putzidda! putziddi! tze'! tzessu! arguai! ben’apat s’ora coro meu! e beneminde! fora male! innoro bona! innoro mala! ite orrore! it’orobona! it’oromala! tambene! tzitu!.. mutu! tzuca! mamea! mancari! (sa) làstima! nòfrikes!. sigomente gai ki pro ki. bostu!. mudu!. ateramente a inoghe! ayosa! mal’apat! ayò!. di scortesia voluta e accentuata 64 ... èfrikes!. ayone!. proite ki proite mentras ki fina mentras finsamente keret nàrrer(e) est a iskire edducas. tùfrikes!. ènfrikes!.CONGIUNZIONI ED INTERIEZIONI NELLE ALTRE VARIANTI Diamo qui di seguito solo le voci diverse da quelle campidanesi: emo imbetzes peri. òfrikes! si!.

prus pagu nd’abetas (fai beni e impicadì) sa marighedda àndat a funtana finsas a candu si sègat boi solu no tìrat carru su stranju est cument' 'e su pisci: agoa ‘e tres dis fràgat marjani perdit sa coa ma no is trassas a nca du at fumu. faa cun lardu a cuaddu donau no sçoberis pilu sa sorti currit a is tontus po d-onnya faina s'aina - meglio solo che male accompagnato can che abbaia non morde chi di spada ferisce.FRASI IDIOMATICHE E PROVERBI mellus a solu ki mali acumpanjau cani ki bàulat (tzàulat) no mùssiat kini de ferru ferit. spesso questi non è riconoscente chiudere la stalla quando i buoi sono scappati non si da mai niente per niente la festa riesce se c’è poca gente la botte piccola fa il vino buono tu vuoi la botte piena e la moglie ubriaca la vendetta è un piatto che si serve freddo ognuno con i suoi simili a caval donato non si guarda in bocca la fortuna aiuta gli imbecilli per ogni lavoro lo strumento adatto 65 . is topis bòlant in artu kini est acanta ‘e su fogu. est su papu oi a mei. arrìbat sanu su kistionai meda fait dì pitica no est su croxu ki balit. de ferru morit prus ndi fais. meno sarai ricompensato ogni pazienza ha un limite da soli non si ottiene niente l’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza la volpe perde il pelo ma non il vizio dove c’è fumo c’è fuoco molto fumo e poco arrosto chi semina raccoglie ognuno la pensa a modo suo chi comanda ha sempre ragione chi va piano va sano e va lontano chiacchierando in compagnia il tempo passa in fretta non è l’aspetto. acapiau su cuaddu kini àndat a bellu. camba mia dongu su miu e pagu cuntentu a pustis ki at pèrdiu is ampuddas. nàrat Deus aundi no du at gatu. cras a tui a corpu a corpu si ndi sègat sa mata ajudadì ca t’ap’a ajudai. di spada perisce più ti dai da fare. du at fogu tronus meda. cìrcat is tapus kini dònat pranju. centu berritas a cantu ‘olit su meri. abètat cena pagu genti bona festa carrada pitica. s’ou e s’arriali sa minestra si pàpat prus a fridu ki no a callenti genti cun genti. akua pagu kini àrat incùnjat centu concas. che conta ma la sostanza oggi a me domani a te goccia dopo goccia si spacca il sasso aiutati che Dio t’aiuta quando il gatto non c’è i topi ballano il potere logora chi non ce l’ha ognuno si fa gli affari suoi ognuno per sé e Dio per tutti casa dolce casa quando si fa un favore a qualcuno. binu bonu tui bolis sa pudda. d-onniunu po sei domu mia. si callèntat d-onniunu pènsat a sa pinjada sua Deus po totus.

tu e Giovanni partite). La dicitura "futuro semplice" è perciò inesatta e abbiamo scelto di definire con "futuro prossimo" il corrispondente sardo del futuro semplice italiano. Mentre l’italiano ha otto tempi.CAPITOLO QUATTORDICESIMO IL VERBO Il verbo sardo si accorda col suo soggetto. Le loro funzioni sono assolte rispettivamente dal passato prossimo (meglio semplicemente "passato") e dal trapassato prossimo (meglio semplicemente "trapassato"). Anche per quanto riguarda la suddivisione fra tempi semplici e tempi composti vi sono delle differenze: nella lingua sarda i tempi semplici sono solo il presente e l’imperfetto dell’indicativo e del congiuntivo (oltre all’imperativo). come avremo modo di vedere in dettaglio più avanti. Vi sono cioè due tempi passati in meno dell’italiano. Riepilogando: . imperfetto (tempi semplici). eus ai o eus a essi tìmiu (avremo temuto). manca del participio presente.Il futuro anteriore è anch’esso formato da una perifrasi. sostituito dal gerundio presente o da perifrasi. d’ora in poi sottintenderemo i pronomi personali. FORMAZIONE DEI TEMPI COMPOSTI . Per brevità. passato.il modo participio ha un solo tempo: passato. it’ant a bolli? (che vorranno?). MODI E TEMPI Il numero dei modi (sette) e la ripartizione in finiti e indefiniti è la stessa in sardo ed in italiano. C’è però da far notare che il sardo. come lo spagnolo e il catalano. in quanto mancano nella lingua isolana i corrispondenti del passato remoto e del trapassato remoto italiani. Le persone possono essere anche più di una: deu e Antoni abarraus innoi. costituita dalle forme del presente indicativo del verbo ausiliare AI più la preposizione A seguita dall’infinito presente di AI (in molti luoghi sostituito da ESSI) e il participio passato del verbo che si vuole coniugare: eis ai o eis a essi cantau (avrete cantato). . tui e Juanni partei (io e Antonio restiamo qui. eis a intendi (sentirete). passato. trapassato. 66 . s’at a biri (si vedrà).il modo condizionale ha due tempi: presente. Anche per quanto riguarda i tempi vi sono differenze rilevanti fra sardo e italiano. futuro anteriore (tempi composti). il sardo ne ha sei. costituita dalle forme del presente indicativo del verbo ausiliare AI (avere) seguite dalla preposizione A e dall’infinito presente del verbo che si vuole coniugare: ap’a cantai (canterò). as a cantai (canterai). imperfetto (tempi semplici). .Il futuro prossimo si forma con una perifrasi. trapassato (tempi composti). futuro prossimo. passato (tempi composti). Spesso la persona è sottintesa ma la terminazione basta a indicarcela: oi parteus (sottinteso nosu: oggi partiamo). . eus a intendi (sentiremo).il modo indicativo ha sei tempi: presente. . mentre tutti gli altri (compresi il futuro "semplice" e il condizionale presente) sono tempi composti.il modo congiuntivo ha quattro tempi: presente.

ind. cong. + A + inf. il presente indicativo di AI o ESSI serve a formare i tempi composti del modo indicativo (tranne il trapassato). Riepilogando.si formano con l’aggiunta dell’infinito presente il futuro prossimo e il condizionale presente. ind. ind. ki tui siasta torrau (che tu sia ritornato). pres. l’imperfetto indicativo degli ausiliari serve a formare i tempi del condizionale e il trapassato indicativo. . La preposizione A può non scriversi se precede AI (em'a ai cantau oppure em'ai cantau).si formano con l’aggiunta del participio passato il passato e il trapassato dell’indicativo e del congiuntivo. = = = = = = = = futuro prossimo condizionale presente futuro anteriore condizionale passato passato indicativo trapassato indicativo passato congiuntivo trapassato congiuntivo Come si vede. k’ issus èssinti cantau (che essi avessero cantato). seu andau (sono andato. secondo le zone): em’ai cantau o em’a essi cantau (io avrei cantato). o ESSI + part. pass. ind. AI AI AI AI AI AI AI AI + A + inf. cong. SCHEMA DI FORMAZIONE DEI TEMPI COMPOSTI pres. . imperf. o ESSI + part. . ebbi avuto). pass.Il passato dell’indicativo è formato dal presente indicativo di ESSI o AI + il participio passato del verbo che si vuole coniugare: apu cantau (ho cantato. o ESSI + A + inf.Il passato del congiuntivo si forma dal congiuntivo presente degli ausiliari AI o ESSI + il participio passato del verbo che si vuole coniugare: ki deu apa cantau (che io abbia cantato). . mentre il presente e l’imperfetto congiuntivo di AI o ESSI servono a formare i rispettivi tempi composti.. pres. pass. pres. imperf. . pres. . o ESSI + A + inf. imperf. imperf.Il trapassato dell’indicativo è formato dall’imperfetto indicativo di ESSI o AI + il participio passato del verbo che si vuole coniugare: emu tentu (avevo avuto. pass. ind. costituita dalle forme dell’imperfetto indicativo del verbo ausiliare AI seguite dalla preposizione A e dall’infinito presente del verbo che si vuole coniugare: em’a biri (vedrei). ind. femu partiu (ero partito.si formano con l’aggiunta dell’infinito passato il futuro anteriore e il condizionale passato.Il condizionale passato si forma anch’esso con una perifrasi.Il condizionale presente si forma con una perifrasi. pass. queste sono le costanti della formazione dei tempi composti: . cantai). 67 . emus a essi torraus (noi saremmo ritornati). . costituita dalle forme dell’imperfetto indicativo dell’ausiliare AI seguite dalla preposizione A e dall’infinito passato del verbo che si vuole coniugare (l’infinito passato si forma sia con AI che con ESSI. fui partito). andai). o ESSI + part. pass. o ESSI + part. pres.Il trapassato del congiuntivo si forma dall’imperfetto congiuntivo degli ausiliari AI o ESSI più il participio passato del verbo che si vuole coniugare: ki deu fessi partiu (che io fossi partito). issus iant a torrai (essi ritornerebbero).

tengu a maridu miu malàdiu (ho mio marito malato). Accanto ai due ausiliari troviamo in campidanese il verbo TENNI. cioè quando è seguito da un sostantivo o ad esso si riferisce: tengu fàmini (ho fame). che traduce l’italiano "avere" quando questo ha senso di "possedere". estus. Diamo qui di seguito le coniugazioni dei verbi AI. "tenere". ESSI e TENNI.CAPITOLO QUINDICESIMO VERBI AUSILIARI I verbi ausiliari propriamente detti sono AI (avere) e ESSI (essere). iu. imus) estis (iais. teni passièntzia (abbi pazienza). istis) iant(a) Futuro prossimo ap’ai (ap’essi) as’ai (as a essi) at’ai (at’essi) eus’ai (eus a essi) eis’ai (eis a essi) ant’ai (ant’essi) apu tentu as tentu at tentu eus tentu eis tentu anti tentu Trapassato emu tentu ìasta tentu iat tentu emus tentu estis tentu ìanta tentu Futuro anteriore ap’ai tentu as’ai tentu at’ai tentu eus’ai tentu eis’ai tentu ant’ai tentu CONGIUNTIVO Presente apa apas apat apaus apais àpant(a) Imperfetto essi essis essit èssimus estis (èssidis) èssint(i) Passato apa tentu apas tentu apat tentu apaus tentu apais tentu àpanta tentu Trapassato essi tentu essis tentu essit tentu èssimus tentu estis tentu èssinti tentu Passato 68 . AI INDICATIVO Presente apu as at eus eis ant o anti Imperfetto emu (ia. imu) iast(a) o ias iat emus (iaus.

.AS e AT hanno anche le forme ASI e AT(I) che sono da preferire in conclusione di frase e davanti a parole che inizino per consonante: papau asi ? (hai mangiato ?). . A Cagliari e in altre zone è usato il gerundio in I ed ESSI ausiliare al posto di AI. cioè coniugato sempre e solo alla 3a persona singolare preceduto dal pronome DU: no du at nemus (non c’è nessuno). . AI serve per formare i tempi composti di tutti i verbi transitivi e di alcuni intransitivi.Il verbo AI si usa anche impersonalmente nel senso di "esserci. . acabau at(i) ? (ha finito ?). . esso viene sostituito da quello del verbo TENNI. Anche tra ANT e ANTI v'è la stessa differenza d'uso. . AS e AT sono di regola davanti a vocale: imoi as acabau ? (hai terminato adesso ?). È usata anche la forma NÇ’AT: no nç’at nemus .La varietà di alcune forme è dovuta alla preferenza che l’una o l’altra di esse godono nelle varie zone. L'apostrofo indica la non scrittura della preposizione A: emus' ai sta per emus a ai. come ausiliare.AI non ha un participio passato. naturalmente non esiste: le voci che qui abbiamo riportato spettano soltanto ad AI nel suo antico valore possessivo. ecc.In alcune zone si usa ancora per l’infinito la forma antiquata ÀIRI.CONDIZIONALE Presente em’ai (em’a essi) iast’ai (iast’essi) iat’ai (iat’essi) emus’ai (emus a essi) estis’ai (estis a essi) iant’ai (iant’essi) Passato em’ai tentu iast’ai tentu iat’ai tentu emus’ai tentu estis’ai tentu iant’ai tentu IMPERATIVO apas tui apat issu apaus nosu apais bosatrus àpant issus INFINITO Infinito presente: ai Infinito passato: ai o essi tentu GERUNDIO Gerundio presente: endi o endu Gerundio passato: endi o endu tentu PARTICIPIO Participio presente: non esiste Participio passato: tentu NOTE: . 69 .L’imperativo di AI.Unito al participio passato del verbo che si vuole coniugare. esservi" (confronta il francese y avoir).

fùssidis) fèssint(i) / fùssint(i) CONDIZIONALE Presente em’a essi (emu a essi) iast’essi (ias’essi o iast a essi) iat’essi (iat a essi) emus’essi (emus a essi) estis’ essi (estis a essi) iant’essi (ìant a essi) Passato em’a essi stètiu iast’essi stètiu iat’essi stètiu emus’ essi stètius estis’essi stètius iant’essi stètius Passato sia stètiu siasta stètiu siat stètiu siaus istètius siais istètius sianta stètius Trapassato fessi stètiu fessis istètiu fessit stètiu fèssimus istètius festis istètius fèssinti stètius Passato seu stètiu sesi stètiu esti stètiu seus istètius seis istètius funti stètius Trapassato femu stètiu fìasta stètiu fiat stètiu femus istètius festis istètius fìant istètius o fìanta stètius Futuro anteriore ap’essi stètiu ast’essi stètiu at’essi stètiu eus’ essi stètius eis’ essi stètius ant’essi stètius 70 .ESSI INDICATIVO Presente seu ses o sesi est o esti seus seis funt(i) o sunt(i) Imperfetto femu (fia o fudiu o fiu o fudi o fimu) fìast(a) o fust(i) o fudiast(a) fiat (fut o fuat o fùera o fudiat o fudit) femus (fuaus o fiaus o festus o fimus o fudistus o fumus o fudestus) festis (fistis o fustis o fudistis) fìant(a) o fùant(a) o fùent(a) o fudiant(a) Futuro prossimo ap’essi (ap’a essi) ast’essi (as’essi) at’essi (at a essi) eus’essi (eus a essi) eis’ essi (eis a essi) ant’essi (ant a essi) CONGIUNTIVO Presente sia siast(a) siat siaus siais siant(a) Imperfetto fessi (fussi) fessis (fussis) fessit (fussit) fèssimus (fùssimus) festis (fèssidis.

Nelle determinazioni del tempo. fuit. un' annu fait (un anno fa). .La 3a persona singolare + A seguita da infinito traduce l’italiano "c’è. ecc.. (confronta il francese il faut): est a biri (bisogna vedere).Nel gerundio c’è anche la forma essendi o essendu.ESSI DE seguito da infinito è un'espressione impersonale: custu gi fiat de pensai (ciò si poteva immaginare). ecc. . vale a dire". . podit essi ki du sìanta fendi (può darsi che lo stiano facendo).ESSI usufruisce del participio passato di STAI (stare). eravamo sul punto di uscire). est a si du comporai (bisogna comprarselo).ESSI PO seguito da infinito indica azione imminente: femus po bessiri (stavamo per uscire. non usata nel linguaggio attuale. . che invase il campo dell’imperfetto fino ad assumerne la funzione. nanta ki ti ses coyendi (dicono che stai per sposarti).SIAT SU KI SI SIAT traduce l’italiano "comunque sia".ESSI più gerundio esprime un’azione nel momento in cui avviene oppure nell’atto del suo durare o infine il fatto che la si stia per fare: seu scriendi (sto scrivendo).IMPERATIVO sìasta tui siat issu siaus nosu siais bosatrus sìant issus INFINITO Infinito presente: essi GERUNDIO Gerundio presente: sendi o sendu PARTICIPIO Participio presente: non esiste Participio passato: stètiu o stau Gerundio passato: sendi o sendu stètiu Infinito passato: essi stètiu NOTE: . fait basca ((fa caldo). ESSI è sostituito generalmente da FAI (fare): oi fait tempus bonu (oggi fa bel tempo). . . . .EST A NAI traduce l’italiano "cioè. occorre".La ricca varietà delle forme dell’imperfetto indicativo è dovuta al mutamento di valore morfologico subito dal perfetto latino fui. .ESSI si usa con i verbi intransitivi e i riflessivi. est a si cuntentai (bisogna accontentarsi).In alcune località per l’infinito si usa ancora la forma antiquata èssiri. 71 . La forma del gerundio in I è tipica di Cagliari e dei centri urbani. fuisti. . bisogna. .

. ecc. fìanta. . po connosci una lìngua tòcat a da studiai beni (per conoscere una lingua è necessario studiarla bene). funti. proendi esti (piove. sta piovendo). ecc. 72 . e andaus si ndi funti (e se ne andarono). berus esti (è vero). L'apostrofo indica la non scrittura della preposizione A (eus' essi sta per eus a essi..Le forme con la vocale paragogica fissa (sesi. est a aturai atentus (è necessario stare attenti). Si può però scrivere EST in ogni caso.L’espressione italiana "fa lo stesso" si traduce con EST SU PRÒPIU: a fai una cosa o s’atra est su pròpiu (fare una cosa o l’altra fa lo stesso).) sono da preferire in conclusione di frase e davanti a parole che inizino con consonante. po cumprendi su ki nanta bisònjat a ascurtai (per capire ciò che dicono è necessario ascoltare). ecc.L’espressione italiana "essere necessario" si traduce in vari modi: candu si tenit su bentu est pretzisu a bentulai (quando il vento è a favore è necessario sventolare). dromiu esti ? (è addormentato ?).La espressione italiana "è un peccato" si traduce con TA LÀSTIMA: ta làstima ki no tengat boxi (è un peccato che non abbia voce). interrogative e distintive le forme del verbo ESSI vanno posposte: su tuu esti custu cani? (è tuo questo cane?). ca est cosa de pagu contu (non dargli retta. chè è cosa di poca importanza).Nelle frasi enunciative. . tranne che in conclusione di frase: si nc' est fuiu (è scappato). esti. oggettive. . .). ecc.ESSI COSA DE PAGU CONTU traduce l’italiano "essere cosa di poca importanza": no du pongas a menti.

essi tontu ke balla essere in subbuglio essi avolotau essere noto si sciri. essi macu ‘e cadena essere fustigato tocai linna a pisçonis essere maleodorante essi fragosu essere indeciso. essi sprantau ke bagassa in carèsima essere arcistufo essi arrosçu coment' 'e sa petza pudesça (su pisci pudesçu) 73 . allirgu ke una pasca essere fradicio essi cola cola essere acqua cheta essi spina a suta ‘e ludu essere insensibile essi coment' 'e unu truncu essere insignificante essi coment' 'e nisçunus (nemus) essere emarginato. essi atriviu essere squisito essi unu boboi essere pelle e ossa essi tot’ossu essere noioso arrosci essere avvezzo a costumai essere burlone brullai. essi arreselosu essere tutto contento. non sapere che pesci prendere no sciri aundi fai s’ou essere al verde. essi sbrisçu. essi brullanu essere fortunato essi orboni. trascurato essi coment' 'e unu santu arrimau essere avanti negli anni essi spuntada sa dent' 'e s’ogu essere proverbiale du tenni a diçu se sei geloso morirai cornuto gelosu sesi? corrudu moris! essere avarissimo fai sa còrdula a sa musca essere stupidissimo essi tontu coment’ 'e sa napa (o ke sa napa) è finito il bel tempo! est acabau su tempus de is pallyetas! essere molto esperti ed accorti essi papau pani de seti forrus essere avido ed esoso essi coment' 'e una sangunera essere pazzo da legare essi macu ke lua. gongolante essi prexau. essi scofau essere una meraviglia essi unu spantu essere una gran cosa essi una grandu cosa essere in buona salute si gosai sa saludi essere perplesso essi dudosu.MODI IDIOMATICI PER TRADURRE IL VERBO ESSERE essere in collera essi primau essere decrepito essi scarrabeçau essere al fianco di essi a su costau de essere zuccone essi conca ‘e mallu. in miseria essi spatillyau. essi connotu essere grato agradessi essere audace s’atriviri.

TENNI INDICATIVO Presente tengu o tenju tenis tenit teneus teneis tènint(i) Imperfetto tenemu o tenia o teniu teniast(a) o tenias teniat tenemus o teniaus o tenestus tenestis o teniais teniant(a) Futuro prossimo ap’a tenni as a tenni at a tenni eus a tenni eis a tenni ant a tenni Passato apu tentu as tentu at tentu eus tentu eis tentu anti tentu Trapassato emu tentu iasta tentu iat tentu emus tentu estis tentu ianta tentu Futuro anteriore ap’ai o ap’essi tentu as’ai o as(t)’essi tentu at’ai o at’essi tentu eus’ai o eus a essi tentu eis’ai o eis a essi tentu ant’ai o ant’essi tentu CONGIUNTIVO Presente tenga o tenja tengas o tenjas tengat o tenjat tengaus o tenjaus tengais o tenjais tèngant(a) o tènjant(a) Imperfetto tenghessi o tenessi tenghessiso( tenessis tenghessit o tenessit tenghèssimus o tenèssimus tenghestis o tenestis tenghèssint(i) o tenèssint(i) Passato apa tentu apas tentu apat tentu apaus tentu apais tentu àpanta tentu Trapassato essi tentu essis tentu essit tentu èssimus tentu estis o essidis tentu èssinti tentu CONDIZIONALE Presente em’a tenni iast a tenni iat a tenni emus a tenni estis a tenni iant a tenni Passato em’ai o em’a essi tentu iast’ai o iast’essi tentu iat’ai o iat’ essi tentu emus’ai o emus a essi tentu estis’ai o estis a essi tentu iant’ai o iant’essi tentu 74 .

75 . partènniu.In alcune zone si usa ancora la forma antiquata tènniri. tengu scritu totu (ho tutto scritto). . . tratenni. detenni. mantenere": d’anti tentu beni (lo hanno allevato bene).TENNI si usa anche quando si vuole rilevare la preparazione e la cura con cui si è fatta un’azione espressa dal verbo con cui si coniuga. atènniu. detènniu. s’atenni. mantenni. e cioè: s’astenni. . otenni.Come TENNI si coniugano anche i suoi composti. sustenni. partenni. sustènniu. il participio passato concorda col complemento oggetto: tengu sa mesa posta (ho apparecchiato la tavola). mantènniu. su fogu tenit (il fuoco si mantiene. resiste). cuntenni.TENNI ha anche il significato di "allevare. .IMPERATIVO teni tui tengat o tenjat issu tengaus o tenjaus nosu tenei bosatrus tèngant o tènjant issus INFINITO Infinito presente: tenni GERUNDIO Gerundio presente: tenendi o tenendu Gerundio passato: endi o endu tentu PARTICIPIO Participio presente: non esiste Participio passato: tentu Infinito passato: ai o essi tentu NOTE: . otènniu (ma anche otentu).TENNI DE seguito da infinito esprime una forma d’obbligo: tengu de fai (ho da fare). tengu de scriri (devo scrivere). tratènniu. cuntènniu. quindi: astènniu. Il loro participio passato è però di forma debole. Con TENNI ausiliare. oppure un’azione fatta e finita o preparata da tempo.

apazes / apedas. Il verbo àere è usato in nuorese anche dove in campidanese e in logudorese si usa tenni: apo fàmine (ho fame). àpia / àpida) aènde / apende aènde àpiu / apende àpidu In nuorese esistono anche altre tre forme del congiuntivo presente: ape / epa / epe.ecc ap’àere o dep’àere. aìan(a) / aìant(a) ap' àpiu / ap’àpidu. apesint. apas. apes / epas / epes. apemus / epamus / epemus. In logudorese esiste anche un passato remoto. apesit. apet / epat / epet. at. as’àere o des’àere. ecc. aìas. aèr(ep)’àpiu / apèr ‘àpidu. ecc. aèren(e) / apèrent(e). azes / azis. Si può considerare come terzo ausiliare il verbo dèpere nel nuorese e dèvere nel logudorese (dovere). ecc. diat àere. aìo àpiu / aìa àpidu. apas àpiu / àpidu. amus. Esso infatti contribuisce alla formazione del futuro di àere e èssere e del condizionale di tutti i verbi. abazes / ayabazes / aiazis / aizis. Ecco il paradigma degli ausiliari. apamus / apemus. ÀERE Indicativo presente: Indicativo imperfetto: Indicativo passato: Indicativo trapassato: Futuro prossimo: Futuro anteriore: apo. apemus. dio àer’àpiu / dia àer’àpidu / aia àere àpidu.GLI AUSILIARI NELLE ALTRE VARIANTI In logudorese e nuorese AI e ESSI sono resi da ÀERE e ÈSSERE.ecc. ecc. ant / an(a) aìo / aìa. àpan(a) / àpant(a) aère / aèrepo / apère. àpen(e) / èpan(a) / èpen(e). abamus / ayabamus / aiamus / aimus. aerezes / aerezis / aperedas / aperezis. ecc. ap’àer àpiu / ap’àer àpidu / dep’àer àpiu. dìan àere / dìant àere. 76 . diazes o diazis àere. as’àer’ àpiu o des’ àer’àpiu(àpidu). àere àer’àpiu / aer’àpidu (f. ap’àpiu / ap’àpidu. dio àere / dia àere. apezis. aìat. apezes / epazes / epezes. aeremus / aperemus. diamus àere. as. usato esclusivamente nella poesia: ecc. apat. aères / apères. apesti. apesi. Congiuntivo presente: Congiuntivo imperfetto: Congiuntivo passato: Congiuntivo trapassato: Condizionale presente: Condizionale passato: Infinito presente: Infinito passato: Gerundio presente: Gerundio passato: apa. dias àere. aèret / apèret.

Futuro anteriore: Esiste anche un passato remoto poetico in logudorese: fui. fipo istau / fia istadu. esserezes / esserezis / esseredas / esseredes / esseredis. ap’a èsser' istau o istadu. dia / dio / dep'èssere istau o istadu. ecc. fit / fiat. èssere (in logudorese anche esse) èsser’istau / èsser’istadu istau / istadu essende o sende essend’istau o essend’istadu (anche send’istadu) In nuorese il congiuntivo imperfetto ha anche due forme abbreviate: sere(po) / ere(po). ecc dia / dio / dep’èssere.ecc. Diamo qui di seguito la coniugazione completa (in logudorese) di alcuni tempi: Logudorese Pres. ses(e). fin(i) / fiant(a). L’imperfetto congiuntivo di èssere sostituisce spesso quello di àere nella formazione dei tempi composti degli altri verbi. est(e). fizis / fiazis. ecc. as a èsser' istau o istadu / des èsser’ istau o istadu. ecc. serezes / serezis / erezes / erezis / sèren(e) / èren(e). seret / eret. fusti / fis. essère(po) istau o istadu. diazes / deezis èssere. azes / azis a èssere o dezes èssere. ap’a èssere. at a èssere o det èssere. siamus / siemus. amus a èssere o demus èssere.congiuntivo Eo sia istadu Tue sias istadu Isse siat istadu Nois siamus istados Bois siades istados Issos sian istados Pass.ÈSSERE Indicativo presente: Indicativo imperfetto: Indicativo passato: Indicativo trapassato: Futuro prossimo: so / soe. fis / fias. diamus / deemus èssere. fipo / fia. condizionale Eo dep’èssere Tue dees èssere Isse deet èssere Nois deemus èssere Bois deezis èssere Issos deen èssere Pass. esserèmus. essère(po). siat / siet. sezis. sias / sies.fuit / fit. essèren(e) / essèrent(e). sia istau o istadu. fimus / fimis. dian / deent èssere. an / ant a èssere o den / dèpen / dèven èssere. diat / deet èssere. seres / eres. semus. fimus / fiamus. siazis / siezis / siazes / siades. essères. essèret. so o soe istau o istadu. sian(a) / siant(a) / sient(e) / sien(e). ecc. fuint Congiuntivo presente: Congiuntivo imperfetto: Congiuntivo passato: Congiuntivo trapassato: Condizionale presente: Condizionale passato Infinito presente: Infinito passato: Participio passato: Gerundio presente: Gerundio passato: sia / sie. sun(u) / sunt. fizis / fustis. condizionale Eo essere istadu Tue essere istadu Isse esseret istadu Nois esseremus istados Bois esserezis istados Issos esseren istados 77 . dias / dees èssere. seremus / eremus. as a èssere o des èssere.

Gli esiti di questa battaglia sono comunque facili da prevedere: è caratteristica del campidanese semplificare e accorciare le desinenze. Appartengono alla terza coniugazione i verbi il cui infinito termina in . se non prima) a Cagliari e nel campidanese comune.re. torrai. bessiri. certo per motivi di eufonia. dalla quale verrà lentamente ma inesorabilmente soppiantata. partiri.IRI atona).re vennero conglobati. ’.iri non accentato .ìri. andai. Sono pertanto univocamente codificate le desinenze della prima e della terza coniugazione. Sempre nella stessa opera di Antonio Maria di Esterzili troviamo i primi segni della apocope dei verbi dell’attuale seconda coniugazione: "parri" anziché "pàrriri ". in . La desinenza dell’infinito della prima coniugazione è in campidanese . perdi.IRI tonico: dromiri.are. castiai.CAPITOLO SEDICESIMO VERBI REGOLARI Elementi di grammatica storica Le quattro coniugazioni latine (in . La situazione attuale è pertanto la seguente: l’infinito dei verbi sardo-campidanesi può terminare in .I (con perdita del .IRI non accentati. intendi o intèndiri. sciri.re. morri o mòrriri. E’ senz’altro dopo la prima metà del XVIII secolo che l’infinito della prima coniugazione ha perduto la R della desinenza (. 78 . Appartengono alla seconda coniugazione i verbi il cui infinito termina in .AI attuale) mentre.ere .IRI tonica. perciò la seconda coniugazione può sin da ora chiamarsi TRUNCADA. '. Così nell’opera " Comedia de la passion de Nuestro Señor Christo" (1688) di Fra Antonio Maria di Esterzili troviamo la definitiva conferma della vittoria della I finale: gli infiniti sono infatti in . partiri.AI: cantai. in . specie se in zone confinanti col logudorese o nuorese. trova un pericoloso concorrente nella I.RI finale). Le coniugazioni della lingua sarda sono tre. ecc.I o . parri o pàrriri.AI. si alternano a " èssiri " (oggi "essi" in quasi tutto il dominio campidanese).IRI e il suo troncamento in . allonghiai. "morri " al posto di "mòrriri". Il troncamento ha ormai vinto (almeno dagli inizi di questo secolo. ecc. nella classe in .are. spartziri.: cantai. fragai. cumprendi o cumprèndiri.IRI. come di tutte le altre parole campidanesi.I (antiquato .ire) abbastanza presto poiché i verbi della classe in .re.ire) si ridussero a tre (in . bistiri. insieme ad alcuni verbi terminanti in . della seconda è . mentre nell’ambito della seconda la battaglia è ancora in corso tra la desinenza completa . Già dai primi documenti medioevali la E finale e quella atona degli infiniti.I o . della terza coniugazione è . Appartengono alla prima coniugazione i verbi il cui infinito termina in .AI.IRI.IRI). ecc. "coberri" anziché "cobèrriri ".àri. caratterizzata cioè dal troncamento della sua desinenza. ciò non avvenne per la R della desinenza della terza coniugazione (che ancora oggi è in .ARI divenne quindi l’ . ecc. curri. mentre in alcune varianti del campidanese rustico.ire. "fàir i" (oggi "fai ").IRI atono: perdi o pèrdiri. Es. bistiri. resiste la desinenza intera '. "biri " anziché "bìdiri ".

INDICATIVO Presente cantu cantas càntat cantaus cantais càntant(a) Imperfetto cantamu o cantau cantast(a) cantat cantamus o cantastus cantastis cantant(a) timemu o timiu timiast(a) timiat timemus o timestus o timistus timestis o timistis timiant(a) CONGIUNTIVO Presente canti cantis cantit canteus canteis càntint(i) Imperfetto cantessi cantessis cantessit cantèssimus cantestis cantèssint(i) timessi timessis timessit tìmessimus timestis timèssint(i) IMPERATIVO canta tui cantit issu canteus nosu cantai bosatrus càntint issus timi tui timat issu timaus nosu timei bosatrus tìmant issus parti tui partat issu partaus nosu partei bosatrus pàrtant issus partessi partessis partessit partèssimus partestis partèssint(i) tima timas timat timaus timais tìmant(a) parta partas partat partaus partais pàrtant(a) partemu o partiu partiast(a) partiat partemus o partestus o partistus partestis o partistis partiant(a) timu timis timit timeus timeis tìmint(i) partu partis partit parteus parteis pàrtint(i) 79 . TIMI (temere) per la seconda.Diamo qui di seguito i modelli di coniugazione di CANTAI (cantare) per la prima. PARTIRI (partire) per la terza coniugazione.

INFINITO Presente cantai Passato ai o essi cantau timi (ant. tìmiri) partiri ai o essi tìmiu GERUNDIO essi partiu Presente cantendi o cantendu Passato endi o endu cantau timendi o timendu endi o endu tìmiu PARTICIPIO partendi o partendu sendi o sendu partiu Passato cantau tìmiu partiu 80 .

-U .IT. Riepilogando.EIS.I. solo la prima persona singolare. . mentre dei tempi composti diamo qui di seguito.EUS. 3a Sing. . in un altro esempio di economicità. amus / emus. 1a Plur. at / iat. le stesse desinenze per tutte e tre le coniugazioni. Persona 1a Sing. AMU.IT .A . . . L’imperfetto del congiuntivo ha infine. . .IS. .AUS .AS . Cong.ESSIT .INT Pres.. La A al posto della E (amu / emu. Pres.EIS ‘. .AUS.AT.IANT Imperf.EMUS ASTIS. ecco per maggior chiarezza la tabella delle desinenze dei tempi semplici della prima coniugazione da una parte e della seconda e terza dall’altra.EUS .EMU AST. Ind. . ant / iant) sono gli elementi distintivi nell’imperfetto indicativo tra la prima coniugazione da una parte e le altre due dall’altra.AT .IAT AMUS. 2a Sing. così come il gerundio.ÈSSINT(I) - 81 . .ESSI . 3a Plur. .Delle tre coniugazioni regolari abbiamo dato solo i tempi semplici. viceversa.AS. per esigenza di brevità.IS ‘.ESSIS .ÈSSIDIS . 2a Plur. le desinenze del presente indicativo (tolta sempre la prima persona singolare che serve da elemento qualificante) delle ultime due coniugazioni diventano desinenze del congiuntivo presente nella prima coniugazione.ESTIS / . .ESTIS ANT. nell’indicativo e congiuntivo presente le tre coniugazioni si scambiano le desinenze in un notevole esempio di economicità: le desinenze del presente indicativo della prima coniugazione diventano nella seconda e nella terza (tolta la prima persona singolare) desinenze del presente congiuntivo e. .IAST AT.AIS. . Cong. . INDICATIVO Passato apu cantau Trapassato emu cantau Futuro prossimo ap’a cantai Futuro anteriore ap’ai o ap’essi cantau apu tìmiu seu partiu emu tìmiu femu partiu ap’a timi ap’a partiri ap’ai o ap’essi tìmiu CONGIUNTIVO ap’essi partiu Passato apa cantau Trapassato essi cantau apa tìmiu sia partiu essi tìmiu CONDIZIONALE fessi partiu Presente em’a cantai Passato em’ai o em’a essi cantau em’a timi em’a partiri em’ai o em’a essi tìmiu em’a essi partiu Come si può vedere.ÈSSIMUS . . . . astis / estis ) e una I in più (ast / iast.INT.ANT.AIS .ANT Imperf. ind.

a seconda dell'uscita dell'infinito.US caratterizza l’uscita della 1a pers. del congiuntivo. 82 . sing. La seconda coniugazione è invece divisa in varie sottoclassi.NT caratterizza l’uscita della 3a pers.IA) per quelli della terza.I e la . di tutti i tempi semplici. di tutti i tempi semplici. sing. di tutti i tempi semplici.ENDI / . che .A contraddistinguono l’uscita della 1a persona sing. plur. cioè l'aggiunta di una U (di una A per il femminile) all'infinito presente.ADA) per i verbi della prima coniugazione. escluso l’imperfetto indicativo caratterizzato dall’uscita in . di tutti i tempi semplici.Facendo uno schema.U è l’uscita distintiva della 1a pers. Alcune sottoclassi hanno il participio passato regolare di forma debole. plur. Il participio passato è in . che . mentre il gerundio ha un’unica uscita in . che .T è l’uscita distintiva della 3a pers. plur.ST. riguardante le lettere finali. di tutti i tempi semplici. altre lo hanno invece di forma forte.IS caratterizza l’uscita della 2a pers.AU (femminile .S è l’uscita distintiva della 2a pers.ENDU.IU (femminile . sing. che . dell’indicativo. notiamo: che . . che . Notiamo poi che la .

. VERBI CON PARTICIPIO PASSATO REGOLARE Sottoclasse in . divenir potente ringiovanire arricchire insordire intenerire invaghirsi render vano illanguidire illanguidire obbedire prevalere scadere candeggiare schiarire sfavorire sparire stabilire stessere svanire. sparessais.: Congiuntivo Imperf. sparessi. sparessìant(a). sparessiast(a). sparessessit. sparessèssint(i). Indicativo Presente: Indicativo Imperf. Se è perciò impossibile. sparèssiu (f.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: sparessu. E’ quello che ci proponiamo di fare qui di seguito. Alcune sottoclassi hanno il participio passato regolare (forma debole. sparèssant(a). sparessat. succedere accadere. sparessit. SECONDA CONIUGAZIONE La seconda coniugazione è divisa in varie sottoclassi. sparèssint(i). sparessiat. umidessi Italiano indurire infievolire rendere. a seconda dell’uscita dell’infinito. sparessa.I e .IRI. sparesseis. sparessestis. altre invece lo hanno di forma forte. sparessis. cioè aggiunta di una U all’infinito presente). sparessei. diamo qui di seguito la coniugazione dei tempi semplici di SPARESSI (sparire). pass. sparessas.ESSI (part. sparessèssimus. sparessemu. senz’altro la più viva e fertile delle tre. sparessaus. sparessessi. è invece possibile dare un elenco quasi completo dei verbi in . 83 . sparessaus.dispiacere disobbedire favorire fortificare fiorire gradire rinverdire imbiondire diventar povero rincarire. succedere gradire ammutolire apparire. sparessendi o sparessendu. Si può infatti dire che il rapporto tra i verbi della prima e quelli della seconda e terza coniugazione messe insieme sia almeno di dieci a uno. sparesseus. comparire appetire avvalersi avvilire biondeggiare compatire essere in convalescenza decadere sgradire.: Congiuntivo Pres. sparessestis. svaporare tessere trasparire inumidire Come modello dei verbi appartenenti a questa sottoclasse. sparessessis. sparessemus. sparèssant(a). dare un elenco esauriente dei verbi della coniugazione in AI.OSSERVAZIONI SULLE TRE CONIUGAZIONI REGOLARI La stragrande maggioranza dei verbi regolari sardi appartiene alla prima coniugazione. sparessat. dato l’enorme numero. sparèssia). rincarare incrudelire Sardo induressi infrakessi ingrandessi injovunessi inrikessi insurdessi internessi invaghessi invanessi langhessi langhidessi obedessi prevalessi scadessi scandessi scraressi sfavoressi sparessi stabilessi stessi svanessi tessi trasparessi umedessi.ÈSSIU) Sardo aborressi acadessi acontessi agradessi amutessi aparessi apetessi avalessi avilessi brundessi cumpadessi cunvalessi decadessi disagradessi disobedessi favoressi fortalessi froressi gradessi imbirdessi imbrundessi impoburessi incaressi incruelessi Italiano aborrire accadere.

: Congiuntivo Pres. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. tradusìant(a). cresçaus. tradusemu. crescèssint(i). . tradusais. tradusas. cresça). bèndant(a). crescèssimus. crescestis. bendei.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: tradusu. cresciat. arrendersi vendere capire. tradusi. bendat. tradùsant(a). bendèssint(i). bendaus. . crescìant(a). bendemu. bendais. benda. bendèssimus. bèndant(a). tradusèssimus.: Congiuntivo Imperf.ENDI (part.: Congiuntivo Imperf. cresçais.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: cresçu. tradusei.ESÇU) Sardo aborresci acresci arrennesci arresci cresci cunvalesci demeresci Italiano aborrire accrescere riuscire incagliarsi.: Congiuntivo Pres. bendeus. crescemus. tradusat. diamo la coniugazione dei tempi semplici di TRADUSI (tradurre). bendessit. crescis. cresçat. crèsçant(a). traduseis. crescendi o crescendu. bèndiu (f. bloccarsi crescere essere in convalescenza demeritare Sardo desmeresci o dismeresci incresci meresci obresci o orbesci pudesci scaresci smeresci Italiano demeritare dolere.comprendere difendere dipendere non capire Sardo intendi ofendi pendi pretendi spendi suspendi Italiano sentire. intendersi offendere pendere. cresça. tradusat. Sottoclasse in . tradusemus. penzolare pretendere spendere sospendere Diamo come modello di questa sottoclasse la coniugazione di BENDI (vendere). crèsçant(a). cresçat. tradusessi.ÈNDIU) Sardo arrendi bendi cumprendi difendi dipendi disintendi Italiano cedere.Sottoclasse in . tradusit. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. udire. crescemu. rincrescere meritare albeggiare imputridire dimenticare demeritare Diamo come modello di questa sottoclasse la coniugazione dei tempi semplici di CRESCI (crescere). pass. crèscint(i). tradusendi o tradusendu. pass. cresceus. tradusa. cresci. crescessis. cresciast(a). crescit. tradusaus. bendessis. . crescestis. bendi. cresças. bèndint(i). bendendi o bendendu. bendessi.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: bendu. Sottoclasse in . tradusìast(a). tradusessit. bendit. tradusessis. bendemus. crescessit. bendiat. tradusestis. bendas. cresçaus. tradùsint(i). crescessi. tradùsant(a).: Congiuntivo Imperf. bendestis. bendaus. tradusèssint(i).ESCI (part. bendat. bendiast(a). bendeis. 84 . Indicativo Presente: Indicativo Imperf. bendestis.USI (part. tradusestis. cresceis. tradusaus. bèndia). cresçu (f. pass. tradusiat. bendìant(a). tradùsiu (f: tradùsia).ÙSIU) Sardo addusi arredusi arreprodusi cundusi dedusi Italiano addurre ridurre riprodurre condurre dedurre Sardo indusi introdusi produsi sedusi tradusi Italiano indurre introdurre produrre sedurre tradurre Come modello di questa sottoclasse. tradusis. bendis. traduseus.: Congiuntivo Pres. crescei.

pass. oprìmant(a). movessis. movessit. oprimèssimus. oprimais. sussediat. moviat. dèpia).: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: sussedu. depìant(a). oprimas. sussèdia). oprimeus. depeus. oprimèssint(i).EDI (part.: Congiuntivo Pres. oprimit. sussedestis. oprimi. sussèdant(a). movemu. Sottoclasse in . depestis. dèpiu (f. sussedaus. depiat. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. sussedas. movessi. depestis.IMI (part. sussèdessimus. depais. oprimis.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: movu. mova. oprimeis.: Congiuntivo Imperf. depi. depit. depis.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: depu. depaus.: Congiuntivo Pres. depemus. movìant(a). depessis. moveis.OVI (part.Sottoclasse in . sussedemu. . sussedestis. movemus. mòvint(i). movèssimus. sussedaus.: Congiuntivo Pres. .ÈPIU) Di questa sottoclasse l’unico componente è DEPI (dovere). movaus. sussedat. oprimemus. depat. oprimestis. oprimìant(a). oprimestis. dèpint(i). depas. mòvant(a). sussedìast(a). oprìmant(a). oprìmia). oprimat. movis.ÌMIU) Sardo arredimi arreprimi cumprimi deprimi esimi Italiano redimere reprimere comprimere deprimere esimere Sardo esprimi imprimi oprimi suprimi timi Italiano esprimere imprimere opprimere sopprimere temere Di TIMI abbiamo già dato la coniugazione completa come modello dei verbi della 2a coniugazione. movìast(a). movei. depeis. 85 . movestis. movi. sussedèssint(i). oprimiat. mòvia). movat. oprìmiu (f. sussèdant(a). dèpant(a). sussedei. oprimendi o oprimendu. dèpant(a). pass. sussedessi.ÒVIU) Di questa sottoclasse fanno parte solo MOVI (muovere) e i suoi composti ARREMOVI (rimuovere). sussedìant(a).: Congiuntivo Imperf. sussedendi o sussedendu. oprimìast(a). sutzedi Italiano precedere succedere Diamo come modello la coniugazione di SUSSEDI (succedere).: Congiuntivo Pres.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: oprimu. . oprimaus. movas. oprima. oprimei. oprimaus. sussedat. depaus. movat. oprimat. sussèdint(i). oprimessis. depèssimus. sussedi. CUMOVI (commuovere) e PROMOVI (promuovere). mòvant(a). sussedeus. depa. depat. depìast(a). sussedemus. susseda. Diamo ora la coniugazione dei tempi semplici di OPRIMI (opprimere). oprìmint(i). depemu. pass. oprimemu. . sussedessit. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. depei. depèssint(i). movendi o movendu.: Congiuntivo Imperf. moveus. pass. mòviu (f. sussedeis. Sottoclasse in . sussedessis. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. movèssint(i). movit. depessi. dependi o dependu. sussedis. oprimessit. sussèdiu (f. oprimessi. sussedit.ÈDIU) Sardo arrekedi cuntzedi presedi Italiano esser necessario concedere presiedere Sardo pretzedi sussedi. depessit. Sottoclasse in . Ecco la coniugazioni di MOVI.: Congiuntivo Imperf.EPI (part. movaus. movais. movestis. sussedais. Indicativo Presente: Indicativo Imperf.

promìtant(a). praxa). lijais.: lija. pass. promitaus. promiti. ligeus. promìtant(a).ÌTIU) Sardo amiti arrepiti cumiti cumpromiti dimiti dismiti Italiano ammettere ripetere commettere compromettere dimettere dimettere. ligeis. promitèssint(i).: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: promitu. . praxessit. promitessis. smettere Sardo emiti impromiti omiti permiti promiti spromiti trasmiti Italiano emettere promettere omettere permettere promettere rinunciare alla promessa trasmettere Diamo come modello di questa sottoclasse PROMITI (promettere). Sottoclasse in . ligestis. lijat. promitas. pràxant(a). praxaus. ligessit. ligèssint(i). praxèssimus. ligiat. beneixi contraddixi cumpraxi çuexi desluxi dexi dispraxi luxi Italiano benedire contraddire compiacere gramolare dissolvere addirsi. promita. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. praxemu. praxais. promitessit. pràxint(i). praxèssint(i). Participio Passato: liju (f. ligei. praxa.: Congiuntivo Imperf. praxat.Sottoclasse in . risplendere Sardo maledixi. promitestis. lijat. lìjant(a). praxas. praxessi. promitessi. ligestis. promitemus. . Indicativo Presente: liju. promiteus. promìtiu (f. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. Sottoclasse in . ligessis. promitei.JU) Sardo afrigi curregi dirigi eligi Italiano affliggere correggere dirigere eleggere Sardo esigi ligi transigi Italiano esigere leggere transigere Diamo di questa sottoclasse la coniugazione di LIGI (leggere). Indicativo Imperf.confarsi dispiacere rilucere. praxìast(a).: Congiuntivo Pres. pulire impastare tradire tralucere Come modello diamo la coniugazione dei tempi semplici di PRAXI (piacere). promitendi o promitendu. . promitat. praxiat. lijaus.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: praxu. promitèssimus. promitestis. ligit. praxaus. promitìant(a). lija).GI (part. Congiuntivo Imperf. praxendi o praxendu praxu (f.promitat. praxit.XU) Sardo benedixi. praxestis. promitiat. praxemus. Sottoclasse in . promìtia). ligemus. pass. maleixi noxi praxi spraxi strexi suexi traixi traluxi Italiano maledire nuocere piacere spargere tergere. praxìant(a). pràxant(a). praxeis.ITI (part.: ligemu. promìtint(i). promitemu. ligèssint(i). promitais. lijaus. . ligis. praxei. promiteis. pass. Imperativo: ligi.XI (part. Gerundio: ligendi o ligendu.ÌSTIU) 86 . ligèssimus.ISTI (part. praxeus. promitit. promitis. lìgint(i). ligìast(a). Congiuntivo Pres.: ligessi. promitìast(a). promitaus.: Congiuntivo Pres. pass. lìjant(a). praxi. lijas.: Congiuntivo Imperf. praxis. praxat. praxestis. praxessis.

arrèsistant(a). tundais. tundìant(a). tundìast(a). tùndant(a). acùdant(a). di cui diamo come modello la coniugazione di TUNDI (tosare). acùdint(i). tundei. acudemus. acudessit. arresisti.UDI (part. acudestis. CURRESPUNDI (corrispondere). tundessis. acudaus. . acudessis. arresistas. acudeus. arresistèssimus. arresìstint(i). fare in tempo) non fa parte SCUDI (battere) che ha il participio passato forte (scutu). tundi. arresistìant(a). tundessi. arresistais. non fanno parte ARRESPUNDI (rispondere). arresistemus. arresistendi o arresistendu. tundas.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: tundu. arresistiat. Sottoclasse in . arresistat. acudat.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: acudu. arresisteus. arresistèssint(i). arresìstiu (f. acudìast(a). tùndant(a). arresistemu. tundiat. tundaus. acudèssint(i). Indicativo Presente: Indicativo Imperf. che hanno il participio passato forte (in . tunda. arresistat. acudèssimus. tundit. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. arresìstant(a).: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: arresistu. arresistessit. tundemu. tundat. acudat. arresistestis. acudiat. tùndint(i). acudaus. acudeis. acudìant(a). SÇUNDI o SFUNDI (bagnare). arresisteis.: Congiuntivo Imperf. arresistis. arresìstia). tundestis.UNDI (part. arresistìast(a). acùdia). acudi.ÙDIU) Sardo acudi alludi cuncrudi Italiano accudire alludere concludere Sardo deludi eludi illudi Italiano deludere eludere illudere Di questa sottoclasse (di cui diamo come modello la coniugazione di ACUDI (accudire. tundendi o tundendu. tundat. acuda. acudis. acudei. acudas. tundaus. acùdant(a). tundèssimus. tundestis. arresista. pass. arresistestis. acudemu.Sardo arresisti assisti cunsisti desisti Italiano resistere assistere consistere desistere Sardo esisti insisti persisti Italiano esistere insistere persistere Diamo di questa sottoclasse la coniugazione di ARRESISTI (resistere). tundis. pass.: Congiuntivo Pres. arresistessis. tundemus. tùndia) 87 .USTU). arresistaus. acudais. tundeus. arresistaus. tùndiu (f. arresistei.: Congiuntivo Imperf. Indicativo Presente: Indicativo Imperf.ÙNDIU) Sardo cunfundi fundi Italiano confondere fondere Sardo infundi tundi Italiano infondere tosare Di questa sottoclasse. .: Congiuntivo Imperf. acudestis.: Congiuntivo Pres. tundessit. acudit. tundeis. arresistessi. arresistit. tundèssint(i). acudendi o acudendu. Sottoclasse in . acùdiu (f. acudessi.: Congiuntivo Pres.

cumbatemus. capi. setzèssimus. cumbatèssint(i). biveis. pass. . bivemu. setzit. cumbatis. setzeus. cumbatìast(a). '. capessis. cumbàtiu (f.ATI (part.TZI (part. cumbàtant(a). capas. càpant(a). . bivi. Sottoclasse in . bìvint(i). cumbatessit. essere contenuto) e SAPI (intendersi).Sottoclasse in . sètzant(a). SBATI (sbattere) e SCUMBATI (diguazzare). capat. bivat. càpant(a).IVI (part. cumbatèssimus. bivìast(a). Ecco la coniugazione di CAPI. càpint(i).: Congiuntivo Imperf. cumbatat. bivaus. 88 . cumbatas. Ecco la coniugazione di BIVI.: Congiuntivo Imperf. setzessit. capais. capìast(a). capessit. bivat. capat. cumbatiat. bìvant(a). capiat. cumbatìant(a). capèssint(i). Ecco i tempi semplici di CUMBATI. capestis. bivessit.ÀTIU) Di questa sottoclasse fanno parte BATI (battere) con i composti CUMBATI (combattere). setzendi o setzendu. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. capa. Indicativo Presente: Indicativo Imperf.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: bivu.API (part. capemus.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: capu. bivestis. setzestis. pass. capemu. sètziu (f.ÀPIU) Di questa sottoclasse fanno parte CAPI (starci. setzaus. setzessis. setzeis. setziat. setzìant(a). bivais. capestis. cumbata. setza. bivit.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: setzu. càpia). setzis. pass. capaus. setzessi. cumbatais. cumbateus. cumbatestis. cumbataus. capis. sètzant(a). cumbatessis. bivestis. setzemu.: Congiuntivo Pres. bivìant(a). ABATI (abbattere). setzìast(a). setzi. DIBATI (dibattere). bivas. bivessi. biviat. bivessis. cavalcare) di cui diamo la coniugazione dei tempi semplici. cumbatei.TZIU) Di questo sottoclasse fa parte solo SETZI (sedere. setzèssint(i). setzas. bivendi o bivendu. bìviu (f.: Congiuntivo Imperf. bìvia). biva. bivei. setzei.: Congiuntivo Imperf. bivèssimus. biveus. Indicativo Presente: Indicativo Imperf.: Congiuntivo Pres. setzemus. capendi o capendu. . bìvant(a). setzat. setzestis.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: cumbatu. capeus. capit. capìant(a). capaus. cumbàtant(a). cumbatat. setzat. capeis. sètzint(i). capessi. càpiu (f. Di questa sottoclasse fanno parte BIVI (vivere) ed i composti CUMBIVI (convivere) e DISBIVI (cessar di vivere).: Congiuntivo Pres. cumbàtia). Indicativo Presente: Indicativo Imperf. cumbatemu. cumbateis. cumbàtint(i). cumbatendi o cumbatendu. bivemus.sètzia) Sottoclasse in . capèssimus. cumbatestis. bivaus. capei. Sottoclasse in . cumbati.: Congiuntivo Pres. bivèssint(i). setzais. cumbatit. setzaus. pass. cumbataus. cumbatessi.ÌVIU). bivis.

lompèssimus. nascessit.ÙLLIU) Sardo indulli ingulli Italiano flettere. lompèssint(i). salvare Di questa sottoclasse diamo la coniugazione di MULLI (mungere). nasçaus. . lòmpia). lompas. mulliat. perdi. lompa. pervenire). nascessi.: Congiuntivo Pres. mullìant(a).: Congiuntivo Imperf. lompendi o lompendu. nascit. perdemus. nascìant(a).: Congiuntivo Pres.Sottoclasse in . . nàsçant(a). perdit. nascendi o nascendu.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: perdu. perdeis. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. mullit. Ecco la coniugazione di PERDI.: Congiuntivo Imperf.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: nasçu. lompeus. pass. lompestis. mullestis. nascestis. lompestis. lompiat. mùllint(i). disperdere).: Congiuntivo Pres. mullis. lompìant(a). nasciat. perdestis. lompat. 89 . perda. mullaus. mullemu. nasceus. perdessi. nascìast(a). perdestis. mùllia). mullei. perdessis. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. di cui riportiamo la coniugazione dei tempi semplici. lompaus. piegare ingoiare Sardo mulli scabulli Italiano mungere liberare. mullessis.ÈRDIU) Di questa sottoclasse fanno parte PERDI (perdere) e il suo composto SPERDI (sperdere.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: mullu. mullestis. perdais. lompaus.ERDI (part.OMPI (part.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: lompu.: Congiuntivo Imperf. lompìast(a). mullais. nasçaus. Sottoclasse in . pass. mullìast(a). perdat. nasçat. nascestis. perdìast(a). nasçat. lompit. Sottoclasse in . pèrdant(a). perdèssint(i). . lòmpant(a). lompis. pass. nascis. lòmpant(a). perdis. perdiat. perdei. mùllant(a). nasça. mùlliu (f. nascemus. perdat. mullat. mullendi o mullendu. mullessit. nàscint(i). perdaus. mullas. nasça). lompeis. lompemus. lompi. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. pass. lompat. lompemu. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. mulleis. nasçu (f. Ecco la coniugazione dei tempi semplici di NASCI. nascèssimus. mullemus. pèrdia). lompais.ÒMPIU) Di questa sottoclasse fa parte solo LOMPI (giungere. nàsçant(a). mullat. .: Congiuntivo Imperf. nasceis. perdendi o perdendu. nascèssint(i). perdèssimus. perdeus.: Congiuntivo Pres. perdas. lòmpiu (f. lompessit. pascolare). mulleus. Sottoclasse in . mullèssimus. mullèssint(i) mulli. lompei.ULLI (part.ASCI (part. lompessi. nasças. mullaus. pèrdant(a). nasçais. pèrdiu (f. perdemu. nasci. perdessit. mullessi. nascei. nascemu. lòmpint(i). mùllant(a). nascessis. perdìant(a). mulla. perdaus. pèrdint(i). lompessis.ASÇU) Di questa sottoclasse fanno parte NASCI (nascere) e PASCI (pascere.

tremessis. 90 . tremessit. arrosciat. arrosçaus. tremestis.EMI (part. prandèssimus. trèmint(i). arroscestis. arròsçant(a). prandèssint(i). CONNOSCI (conoscere) e i suoi composti ARRECONNOSCI (riconoscere) e DISCONNOSCI (disconoscere).: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: tremu. tremeis. Ecco la coniugazione dei tempi semplici di TREMI. prandessis. arròscint(i). tremat. arroscei.EMIU) Fanno parte di questa sottoclasse TREMI (tremare). tremi. pràndiu (f.OTU). prandemu. prandaus. arrosceis.: Congiuntivo Pres. tremaus. prandas. prandeis. prandìast(a). arroscessit. prandestis. tremaus. arroscessis.Sottoclasse in . tremeus. tremas. tremiat. .: Congiuntivo Pres.: Congiuntivo Pres. arrosça). trememu. trèmiu (f. tremèssint(i). prandemus. tremei. arroscemu. trèmant(a). prandessi. infastidire). arroscit. arrosçu (f. prandestis. arroscendi o arroscendu. arrosças. PREMI (premere). tremais. arrosçais. prandìant(a). pràndant(a). arròsçant(a). prandendi o prandendu. tremendi o tremendu. arrosçat.ANDI (part. Indicativo Presente: Indicativo Imperf. arroscemus. prandei. arroscèssimus. prandi. pràndint(i).: Congiuntivo Imperf. pràndia). Indicativo Presente: Indicativo Imperf. arroscessi. prandaus. pass. prandiat. . tremestis. prandais. tremat.ÀNDIU) Di questa sottoclasse fa parte solo PRANDI (pranzare). pass. pràndant(a). arrosçat. tremìast(a). arrosçaus. arroscestis.OSÇU) Di questa sottoclasse fa parte solo ARROSCI (annoiare. prandat. pass. arroscìast(a). tremit. .: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: prandu. in quanto hanno il participio passato forte (in . Indicativo Presente: Indicativo Imperf.: Congiuntivo Imperf.: Congiuntivo Imperf. pranda. prandessit. tremessi.: Imperativo: Gerundio: Participio Passato: arrosçu. arrosceus.OSCI (part. trèmia ). trema. SPREMI (spremere). prandeus. arrosci. trèmant(a). Sottoclasse in . tremèssimus. arroscìant(a). prandit. Ecco la coniugazione di ARROSCI.tremis. tremìant(a). arroscèssint(i). prandis. Non fanno parte invece di questa sottoclasse. arrosça. arroscis. prandat. trememus. Sottoclasse in .

deu sutzu (oltre che deu suu). . deu arrutzu (oltre che deu arruu).) ARRETROTU TROTU STROTU Questi verbi hanno anche una forma irregolare. della prima persona singolare del presente indicativo: deu allutzu (oltre che deu alluu).UTU: ALLUI (accendere) log.RRI e . RÙERE SDERRUI (rovinare) SUI (suggere) log.RRERE e ‘.RGI: participio passato in .OTU (log.ÒRKERE.OCI: participio passato in .RTU (log. ALLÙGHERE ARRUI (cadere) log.VERBI COL PARTICIPIO PASSATO DI FORMA FORTE a) Verbi in .ÒRKIDU): ARRETROCI (ritorcere) TROCI (torcere) STROCI (storcere) b) Verbi in . c) Verbi in . RUTU) SDERRUTU SUTU (anche log. SÙERE ALLUTU (log.UI: participio passato in . n. oltre quella regolare.LGHERE / '. . ‘. p. ALLÚGHIDU) ARRUTU (log.RKERE: ABERRI (aprire) ACURRI (accorrere) ARRECURRI (ricorrere) CUNCURRI (concorrere) CURRI (correre) DISCURRI (discorrere) INCURRI (incorrere) OBERRI (aprire) COBERRI (coprire) SCOBERRI (scoprire) OCURRI (occorrere) SCURRI (scorrere) SUCURRI (soccorrere) APARRI (apparire) CUMPARRI (comparire) PARRI (parere) SCUMPARRI (scomparire) APORRI (porgere) MORRI (morire) FERRI (ferire) INFERRI (inferire) OFERRI (offrire) ARRESORGI (risorgere) SPARGI (spargere) URGI (urgere) INDURGI (indulgere) ABERTU ACURTU ARRECURTU CUNCURTU CURTU DISCURTU INCURTU OBERTU COBERTU SCOBERTU OCURTU SCURTU SUCURTU APARTU CUMPARTU PARTU SCUMPARTU APORTU MORTU FERTU INFERTU OFERTU ARRESORTU SPARTU URTU INDURTU 91 .p.

giungere) PERTUNGI (forare) BINTU CUMBINTU CONTRADDISTINTU DISTINTU ESTINTU PRANTU FRANTU CUMPRANTU ARREFRANTU ACINTU CUSTRINTU STRINTU FINTU LINTU TINTU SPINTU AÇUNTU PUNTU UNTU STINTU CUNJUNTU DISJUNTU JUNTU PERTUNTU e) CONNOSCI e i suoi composti.p. . CONNÒSKERE) ARRECONNOSCI (riconoscere) DISCONNOSCI (disconoscere) CONNOTU ARRECONNOTU DISCONNOTU f) ARRESPUNDI E SFUNDI e loro composti. part. .n. n.NKERE): BINCI (vincere) CUMBINCI (convincere) CONTRADDISTINGHI (contraddistinguere) DISTINGHI (distinguere) ESTINGHI (estinguere) PRANGI (piangere) FRANGI (frangere) CUMPRANGI (compiangere) ARREFRANGI (rifrangere) ACINGI (accingere) CUSTRINGI (costringere) STRINGI (stringere) FINGI (fingere) LINGI (leccare) TINGI (tingere) SPINGI (spingere) AÇUNGI (aggiungere) PUNGI (pungere) UNGI (ungere) STINGI (stingere) CUNJUNGI (congiungere) DISJUNGI (disgiungere) JUNGI (unire.OSTU): ARRESPUNDI (rispondere) CONTRARRESPUNDI (controreplicare) CURRESPUNDI (corrispondere) SFUNDI o SÇUNDI (bagnare) ARRESPUSTU CONTRARRESPUSTU CURRESPUSTU SFUSTU o SÇUSTU 92 . in .INCI. .ÒNDERE. participio passato in .d) Verbi in .INGHI e . . 'NGHERE / '.ÌNGHERE.NGI: participio passato in .USTU (log. n.OTU: CONNOSCI (conoscere) (log.ÌNKERE. .NTU (log. pass. p.

ÈPERE .ANDI .ÙNDIU .ÈRDIU . pass infinito part.ÒMPERE . .ÀNDIU 93 Logudorese .ÈSSERE(.ÌSTIDU .ÈRDERE . pass infinito part.ÒVERE .ÈNDERE . pass infinito part.ÈSKERE .OMPI .ISTERE .UNDI .GHERE .ÒVIDU .ÈSSIDU(.ÙNDERE .ÈSSERE(.ÈRDIU .UDI .USU (forte) .ÈSSIU (.ÈSKIU . pass infinito part.KERE '. pass infinito part.ISTI .ÙKIU .ÌTIU .ÀNDIU Nuorese .ÌVERE .ESKERE) .ERDI .ITI .ÀNDIDU .ÀPERE .ÙKERE .TIDU (forte) .ASÇU .ATI .ÈDIU .ASCI .ÌMIU .IVI .ÙIRE(della 3a coniugazione) .ÀSKERE .KIU '.UIU .ÌMERE .GI .ÙDERE . pass infinito part.ÌVIU .USU (forte) '.ÈSKERE) .ÌVIDU . pass infinito part.ÈDERE .EPI .DERE '. pass Campidanese .ÈPIU .TZIU . pass infinito part.ÒMPIU .ZERE '.TIU (forte) .ÈPIU .URTU . pass infinito part.ÀTIU .ÌTIU .ENDI .ÀNDERE .ZIU '.ÈRDIDU . pass infinito part.ÙNDERE .ÈPERE .ÈRDERE .ÀPIU . pass infinito part.GHIDU '.ÙRGHERE .ÌTERE .ÀPERE .ÒMPIU .ÌMERE .ÌSTERE .ÙDIU . pass infinito part.ESCI .ÈDIDU .ÌSTIU . pass infinito part.ÀNDERE .USI .ÈNDIDU .ÓMPIDU . pass infinito part.ÀSKIU .ÀTERE .ERE '.ÒMPERE .ÙDIU .ÈSSIU .ÈSKIDU) .ÈPIDU . pass infinito part.ÈDERE .ÒVERE . pass infinito part.ÌMIU .ÈSKERE .TZI '.ULLI .LE SOTTOCLASSI DELLA SECONDA CONIUGAZIONE NELLE ALTRE VARIANTI infinito part.XU .ÌVIU .ÌMIDU . pass infinito part.ÈNDERE .IMI .ZERE '.ÀSKIDU . pass infinito part.ÙLGHERE .ULTU) .ÀTIDU .ÌSTIU . pass infinito part.ÈNDIU .ESÇU .ÀPIU .ÙLLIU .ÌTERE .ÙDERE .ÈSKIU) .ÒVIU . pass infinito part.ÒVIU .XI .OVI .ÀSKERE . pass infinito part.ÀPIDU .ÀTERE .ÙLGHIDU (.EDI .ÌVERE .ESSI . pass infinito part.ÈSKIDU .ÈNDIU .ÌTIDU '.JU .ÈDIU .KÈRE.ÀTIU .API .ZIDU .ÙSIU .USU (forte) '.

ÒSKIDU (.OTU) .ÒSKERE .ÈMERE .ÈMERE .ÒSKERE .EMI .ÈMIDU .OSÇU . pass infinito part.OTU) 94 .ÈMIU .ÈMIU .ÒSKIU (.OSCI . pass .infinito part.

TERZA CONIUGAZIONE ELENCO DEI PRINCIPALI VERBI abramiri afalliri afesiri afiankiri afrankiri akiriri allikidiri allistiri allurpiri amutiri apicinniri apisiddiri arrecairi arrepentiri arresentiri arribiri arriciri arriri arrustiri atreviri o atriviri aturdiri batiri o betiri bessiri o bissiri bestiri o bistiri bociri boddiri buddiri cinniri citiri cosiri cumpartziri cumpriri cundiri cunsighiri definiri digidiri dispidiri dissaliri dividiri dormiri o dromiri faddiri fartziri fikiri filiri fingiri froriri frunziri fuiri furciri o fruciri imbaskiri imbistiri imboniri imbutiri impannitziri impiliri impinniri impipiri imprupiri impurdeddiri incariri incarriri incilliri incimiri indoliri indoloriri infolliri infrakiri infrikiri infrissiri infroriri ingraniri ingrilliri ingroghiri intipiri introssiri inviscosiri langhidiri luiri mediri obediri ordiri ortiri pansiri partiri pediri o pidiri persighiri presidiri proibiri recairi saliri sartziri sbandiri sbregungiri scairi scalaxiri o scalixiri scardiri o scadriri scasumiri scilibriri scolliri scosiri scrariri scumpartziri scundiri scupiri scurpiri serbiri o srebiri sfaciddiri sfaciri sfaddiri sfiankiri sfrankiri sfroriri sfrunziri sghermiri siddiri sighiri skinniri slangiri smarriri sminciri smodiri spartziri o spratziri o spretziri spidiri spiliri spitiri spossidiri spurtiri stasiri stibiliri stibiri stikiri stramudiri strebiri o strobiri stremessiri sumiri sunfriri surbiri o srubiri suspiri tipiri o intipiri trebiri o trobiri trinniri troddiri tulliri tussiri umpriri o umpiri uniri 95 .

e fuit sa tentatzioni de is malus pensamentus. 1716-1786) 2) Su paranòmini Còmpitu da sa mama esti su sçoberai e stabiliri su nòmini de ponni a su fillu ki depit nasci. su babu Franciscu. generatzioni. cun custu santu sinnyali tenidda sempri sellyada. siat mascu ke fèmina. si ponit a su fillu mascu sighenti su pròpiu nòmini de su mortu. s’ayayu Franciscu (mancai cun sa varianti: Kikeddu. ki no arruas in is curpas cotidianas. Fut. Cun sa Gruxi siat guardada sa buca tua de mali. o Cristianu. arèntzia o arratza. ecc. Akeddu. (Jusepi Maria Pilo. e benit pensau e ripensau duranti su tempus ki su pipiu esti ancoras in brenti.ESERCIZI Individuare le forme verbali contenute nei seguenti brani: 1) Su sinnyali de sa Gruxi Su sinnyali de sa Gruxi a su Celu. Po cussu motivu si fòrmat una cantidadi de personas ki pòrtanta su pròpiu nòmini. su nòmini de is tzius e de totu sa gerarkia. (Jusepi Dessì. e ancoras esti. ki est caminu. Fendi sa Gruxi in su petus domanda a Deus favori. ti pòrtat peri sa manu. Po osservai is cumandamentus illùminat s’arrexoni. Morendu su primu fillu mascu in edadi pitica. Cicitu. e nascendu àturus fillus. sarvu a di pesai unu solu nòmini. ma ki santas e cristianas siant is òperas tuas. 1963) 96 . Licu. Candu in fronti fais sa Gruxi domanda a Deus vitòria contr’a d-onnya vanagròria. costùmini de arripiti in is primus fillus su nòmini de su ayayu de parti de babu o de mama. cun d-unu santu timori po moderai is afetus: ki no pekis. Ciçu. Contus de forredda. E in sa pròpia famìllia si podit verificai ki su fillu si nàrat Franciscu.) e finsas diversus fillus cun su pròpiu nòmini. in su batistèriu. A su nascenti si poninti dus o tres nòminis in fila e si açungit puru su nòmini de su padrinu o de sa madrina (po acuntentai unu pagu totus). ghia e luxi. Cikeddu. e ki sempri ti ‘onghit luxi.

1976) 97 . Podei’ cumprendi s’imbaratzu miu apustis ki òmini no nd’ap’agatau po ki fessit issu. Po nexi de m’essi mali cunsillau apu sentz’ ’e sproni pobiddu agatau. mi seu privada a su sposu miu de di biri su sproni. mi narat de no ponni in menti sa tentatzioni. Casi ca fut Eva ki Adamu tentat cun sa mela. Benida fut s’ora. mama. Po timi unu pecau. de mascu bistiu nieddu de braba. in atu de donatzioni. beni prantau! Su sànguini de logu finsas m’est fuiu ita mal’axiu ki ap’incapau! Po nexi de m’essi mali cunsillau apu sentz’ ’e sproni pobidd’agatau. Fadendu de totu po du ingreghiai. apu fatu d-onnya acertamentu sfortzendu sa vista po du cadelai su d’ai biu privu.3) Po timi unu pecau Candu fui sposa. antzis su momentu de biri ki fut issu bonu a spronai ma vanu esti stau d-onnya trumentu cirkendu su sproni de d’aderetzai. cun grandu spaventu d-onnya godimentu m’at fatu passai. a luxi. Cun cussu disiju mi seu coyada beni preparada po s’ocasioni. (Francesco "Akinu" Congia.

indietreggiare convenire restringere. dalle stelle alle stalle chi la fa l’aspetti levarsi la voglia di qualcosa restituire il maltolto riprendere fiato rimettere al suo posto un osso slogato rassettare una calza restituire una cosa a qualcuno tornare alle solite cattive abitudini tornare a + infinito. parlando di panni o stoffe bagnati ridursi a niente riconciliarsi con uno dissetare ogni acqua disseta dall’altare alla polvere. ripetere l’azione rimettere qualche cosa al suo posto riprendere i sensi rinsavire diventare di tutti i colori rispondere riprendere le antiche usanze riaffluire il sangue 98 . arretrare.Modismi e costruzioni speciali con il verbo TORRAI: torrai torrai a … torrai in palas torrai a contu torrai (de pannu o de tela) torrai a nudda torrai in paxi cun d-unu torrai sidi d-onnya akua tòrrat sidi torrai de letu a stoya s’ingannu tòrrat a s’ingannadori si torrai disiju de una cosa torrai su mali pigau torrai sùlidu torrai a pari un’ossu bogau de pari torrai puntu a una mija torrai una cosa a unu torrai cun is andadas torrai a + infinito torrai calencuna cosa a su logu suu torrai in sei torrai in sentidu torrai de d-onnya colori torrai sa sceda. restituire ri retrocedere. s’arrespusta torrai a su connotu torrai su sànguni a logu tornare ritornare.

. PARTIRE.IRE. INDICATIVO Presente canto cantas càntat cantamus cantades / cantaes càntan(a) / càntant(a) Imperfetto cantabo / cantaìa cantabas / cantaìas cantabat / cantaìat cantabamus / cantaiamus cantabazes / cantaiazis timio / timia timias timiat timiabamus / timiamus timiabazes / timiabades / timiazis partio / partia partias partiat partiabamus / partiamus partiabazes / partiabades / partiazis partìan(a) / partìant(a) timo times timet timimus timides / timies tìmen(e) / tìment(e) parto partis partit partimus partides / parties pàrtin(i) / pàrtint(i) cantàban(a) / cantaiant(a) timìan(a) / timìant(a) Passato apo cantau / apo cantadu Trapassato aìo cantau / aìa cantadu Futuro prossimo ap’a cantare Futuro anteriore ap’àer(e) cantau / dep’àere cantau o cantadu ap’àere tìmiu / dep’àere tìmiu o tìmidu ap’a tìmere aìo tìmìu / aìa tìmidu apo tìmiu / apo tìmidu so / soe partiu o partidu fipo / fia partiu o partidu ap’a partire ap’a èsser(e) partiu o partidu / dep’a èsser(e) partiu o partidu CONGIUNTIVO Presente cante cantes cantet cantemus cantedas / cantedes cànten(e) / càntent(e) Imperfetto cantare(po) / cantere cantares / canteres cantaret / canteret cantaremus / canteremus cantarezes / cantarezis / canterezis cantàren(e) / cantèrent(e) timère(po) timeres timeret timeremus timerezes / timerezis timèren(e) / timèrent(e) partìre(po) / partere partires / parteres partiret / parteret parteremus / partiremus partirezes / partirezis / parterezis partìren(e) / partèrent(e) tima timas timat timamus / timemus timedas / timades tìman(a) / tìmant(a) parta partas partat partamus / partemus partazes / partedas pàrtan(a) / pàrtant(a) 99 .ERE.ARE. ‘.LE CONIUGAZIONI REGOLARI NELLE ALTRE VARIANTI In logudorese e nuorese i verbi escono in . TÌMERE. Ecco le coniugazioni di CANTARE.

– ezis.esit.ades / . ecc. .In logudorese esiste un passato remoto poetico: cantesi. cantatores anziché cantadores . 100 .ezas / .In nuorese il congiuntivo presente ha una seconda persona plurale ricca di desinenze: adas / . .Nel baroniese si è mantenuta la T latina: cantatu anziché cantadu.azes / . cantende (log) Passato aende cantau / apende cantadu aende tìmiu / apende tìmidu IMPERATIVO canta cantet cantemus cantae / cantade càntent(e) / cànten(e) time timat timamus timie / timide tìman(a) / tìmant(a) parti partat partamus partie / partide pàrtan(a) / pàrtant(a) essende / sende partiu o partidu timende / timinde partende / partinde partiu (n).èsimus o – emus. tìmidu (log) GERUNDIO Presente cantande (n). partidu (log) èsser(e) partiu o partidu tìmere partire .èsint(i).esti. timesi. partitu anziché partidu. partesi (le desinenze delle altre persone sono . . . .edes / .ezes .edas / .azas / . cantadu (log) tìmiu (n).Passato apa cantau o cantadu Trapassato aère(po) cantau / apère cantadu aère(po) tìmiu / apère tìmidu CONDIZIONALE Presente dia(dio) cantare Passato dia(dio) àer(e) cantau o cantadu dia (dio) àere tìmiu o tìmidu dia(dio) dep' èsser(e) partiu o partidu dia(dio) tìmere dia(dio) partire essère(po) partiu o partidu apa tìmiu o tìmidu sia / sie partiu o partidu INFINITO Presente cantare Passato àer(e) cantau o cantadu àere tìmiu o tìmidu PARTICIPIO Passato cantau (n).

CAPITOLO DICIASETTESIMO VERBI IRREGOLARI

Qui di seguito verranno indicate solamente le forme verbali irregolari, mentre i tempi mancanti seguono la coniugazione regolare.
PRIMA CONIUGAZIONE

Di questa coniugazione sono irregolari andai (andare), donai (dare), lassai (lasciare), nai (dire).
Andai Ind. Pres. Cong. Pres. Imperativo andu / bandu; andas / bandas; àndat / bàndat; andaus, andais; àndant(a) / bàndant(a). andi / bandi; andis / bandis; andit / bandit; andeus; andeis; àndint(i) / bàndint(i). bai tui; andit / bandit issu; andeus nosu; baxi / baxei bosatrus; àndint / bàndint issus. Donai Ind. Pres. Cong. Pres. Cong. Imperf: Imperativo dongu / dònju; donas; dònat; donaus; donais; dònant(a). donghi; donghis; donghit; dongheus; dongheis; dònghint(i). donghessi / donessi; donghessis / donessis; donghessit / donessit; donghèssimus / donèssimus; donghestis / donghèssidis / donestis / donèssidis; donghèssint(i) / donèssint(i). dona tui; donghit issu; dongheus / doneus nosu; donai bosatrus; dònghint / dònint issus. Lassai Cong. Pres. Imperativo lessi; lessis; lessit; lasseus; lasseis; lèssint(i). lassa tui; lessit issu; lasseus nosu; lassai bosatrus; lèssint issus. Nai o Narai Ind. Pres. Cong. Pres. Cong. Imperf. Gerundio Part. Pass. nau / naru; nas / naras; nat / nàrat; naus / naraus; nais / narais; nant(a) / nàrant(a). neri; neris; nerit; nareus; nareis; nèrint(i). naressi; naressis; naressit; narèssimus; narestis / narèssidis; narèssint(i). nendi / narendi / nendu / narendu. nau (f. nada).

A questa coniugazione appartiene anche il diffettivo Labai (guardare), che ha in uso il solo imperativo: la' / laba tui; lebit issu; labeus nosu; labai bosatrus; lèbint issus .

101

SECONDA CONIUGAZIONE

I principali verbi irregolari di questa coniugazione sono balli (valere), benni (venire), biri (vedere), bolli (volere), coi (cuocere), crei (credere), curri (correre), fai (fare), ferri (ferire), ponni (porre), porri (potere), proi (piovere), s ciri (sapere), solli (solere), stai (stare).
Balli Ind. Pres. Cong. Pres. Imperativo Part. Pass. ballu; balis; balit; baleus; baleis; bàlint(i). balla; ballas; ballat; ballaus; ballais; bàllant(a). bali tui; ballat issu; ballaus nosu; balei bosatrus; bàllant issus; bàlliu (f. bàllia).

In tutti gli altri casi ha la L semplice.
Benni Ind.Pres. Cong.Pres. Cong. Imperf. bengu / benju; benis; benit; beneus; beneis; bènint(i). benga / benja; bengas / benjas; bengat / benjat; bengaus / benjaus; bengais / benjais; bèngant(a) / bènjant(a). benghessi / benessi; benghessis / benessis; benghessit / benessit; benghèssimus / benèssimus; benghestis / benghèssidis / benestis / benèssidis; benghèssint(i) / benèssint(i). beni tui; bengat / benjat issu; bengaus / benjaus nosu; benei bosatrus; bèngant / bènjant issus. bènniu o beniu (f. bènnia o benia). Biri Ind. Pres. Ind. Imperf. Cong. Pres. Cong. Imperf. Imperativo Part. Pass. biu; bis(i); bit; bieus; bieis; bint(i). biemu / bidiu; biìast(a); biìat; biemus; biestis; biìant(a). bia; bias; biat; biaus; biais; bìant(a). biessi; biessis; biessit; bièssimus; biestis/ bièssidis; bièssint(i). ha soltanto la forma biei bosatrus, mentre usufruisce negli altri casi dei verbi labai, mirai, castiai. biu o bistu (f. bia o bista). Bolli Ind. Pres. Cong. Pres. Imperativo Part.Pass. bollu; bolis; bolit; boleus; boleis; bòlint(i). bolla; bollas; bollat; bollaus; bollais; bòllant(a). boli tui; bollat issu; bollaus nosu; bolei bosatrus; bòllant issus. bòfiu (f. bòfia). Coi Ind.Pers. Cong.Pres. Cong.Imperf. Part. Pass. cotzu; cois; coit; coeus; coeis; còint(i). cotza; cotzas; cotzat, cotzaus; cotzais; còtzant(a). cotzessi / coessi; cotzessis / coessis; cotzessit / coessit; cotzèssimus / coèssimus; cotzestis / cotzèssidis / coestis / coèssidis; cotzèssint(i) / coèssint(i) cotu (f. cota). Crei Ind. Pres. Cong. Pres. Cong. Imperf. Part. Pass. creu; creis; creit; creeus; creeis; crèint(i). creta; cretas; cretat; cretaus; cretais; crètant(a). cretessi / creessi; cretessis / creessis; cretessit / creessit; cretèssimus / creèssimus; cretèssidis / creestis; cretèssint(i) / creèssint(i). crètiu (f. crètia)

Imperativo Part. Pass.

102

Curri Ind. Pres. Cong. Pres. Cong. Imperf. Imperativo Part. Pass. curju; curris; currit; curreus; curreis; cùrrint(i). curja; curjas; curjat; curjaus; curjais; cùrjant(a). curgessi; curgessis; curgessit; curgèssimus; curgestis / curgèssidis; curgèssint(i). curri tui; curjat issu; curjaus nosu; currei bosatrus; cùrjant issus. curtu (f. curta) Fai Ind. Pres. Ind. Imperf. Cong. Pres. Cong. Imperf. Imperativo Part. Pass. Gerundio fatzu; fais; fait; fadeus / faeus / feus; fadeis / faeis / feis; fàint(i). faemu / fademu; faìast(a) / fadìast(a); faìat / fadìat; faemus / fademus; faestis / fadestis; faìant(a) / fadìant(a). fatza; fatzas; fatzat; fatzaus; fatzais; fàtzant(a). fatzessi / faessi; fatzessis / faessis; fatzessit / faessit; fatzèssimus / faèssimus; fatzestis / fatzèssidis / faestis / faèssidis; fatzèssint(i) / faèssint(i). fai tui; fatzat issu; fatzaus nosu; fadei / faei / fei bosatrus; fàtzant issus. fatu (f. fata). fadendi / faendi / fendi / fadendu / faendu / fendu.

In alcune zone il verbo FAI fa al presente indicativo facu anzichè fatzu, all’imperfetto indicativo fakiaus anzichè fadiaus .
Ferri Ind. Pres. Ind. Imperf. Cong. Pres. Cong. Imperf. Imperativo Gerundio Part. Pass. ferju; feris; ferit; fereus; fereis; fèrint(ì). feremu; ferìast(a); feriat; feremus; ferestis; ferìant(a). ferja; ferjas; ferjat; ferjaus; ferjais; fèrjant(a). fergessi / feressi; fergessis / feressis; fergessit / feressit; fergèssimus / ferèssimus; fergestis / fergèssidis / ferestis / ferèssidis; fergèssint(i) / ferèssint(i). feri tui; ferjat issu; ferjaus nosu; ferei bosatrus; ferjant issus. ferendi / ferendu. fertu (f. ferta). Ponni Ind. Pres. Cong. Pres. Cong. Imperf. pongu / ponju; ponis; ponit; poneus; poneis; pònint(i). ponga / ponja; pongas / ponjas; pongat / ponjat; pongaus / ponjaus; pongais / ponjais; pòngant(a) / pònjant(a). ponghessi / ponessi; ponghessis / ponessis; ponghessit / ponessit; ponghèssimus / ponèssimus; ponghestis / ponghèssidis / ponestis / ponèssidis; ponghèssint(i) / ponèssint(i). poni tui; pongat / ponjat issu; pongaus / ponjaus nosu; ponei bosatrus; pòngant / pònjant issus. ponendi / ponendu. postu (f. posta). Porri o Podi Ind. Pres. Cong. Pres. Cong. Imperf. Imperativo Gerundio Part. Pass. potzu; podis; podit; podeus; podeis; pòdint(i). potza; potzas; potzat; potzaus; potzais; pòtzant(a). potzessi / podessi; potzessis / podessis; potzessit / podessit; potzèssimus / podèssimus; potzestis / potzèssidis / podestis / podèssidis; potzèssint(i) / podèssint(i). podi tui; potzat issu; potzaus nosu; podei bosatrus; pòtzant issus. podendi / podendu. pòtziu (f. pòtzia).

Imperativo Gerundio Part. Pass.

103

Proi Ind. Pres. Cong. Pres. Cong. Imperf. Imperativo Gerundio Part. Pass. protzu; prois; proit; proeus; proeis; pròint(i) protza; protzas; protzat; protzaus; protzais; pròtzant(a). proessi; proessis; proessit; proèssimus; proestis / proèssidis; proèssint(i). proi tui; protzat issu; protzaus nosu; proei bosatrus; pròtzant issus. proendi / proendu. pròpiu (f. pròpia). Sciri Ind. Pres. Ind. Imperf. Cong. Pres. Cong. Imperf. Imperativo Gerundio Part. Pass. sciu; scis(i); scit; scieus; scieis; scint(i). sciemu / sciia; sciìast(a); sciìat; sciemus; sciestis; sciìant(a). scìpia; scìpias; scìpiat; scipiaus; scipiais; scìpiant(a). scipiessi / sciessi; scipiessis / sciessis; scipiessit / sciessit; scipièssimus / scièssimus; scipiestis / scipièssidis / sciestis / scièssidis; scipièssint(i) / scièssint(i). scii tui; scìpiat issu; scipiaus nosu; sciei bosatrus; scìpiant issus. sciendi / sciendu. scìpiu (f. scìpia). Solli Ind. Pres. Ind. Imperf. Cong. Pres. Cong. Imperf. Imperativo Part. Pass. sollu; solis; solit; soleus; soleis; sòlìnt(i). solemu; solìast(a); soliat; solemus; solestis; solìant(a). solla; sollas; sollat; sollaus; sollais; sòllant(a). solessi; solessis; solessit; solèssimus; solestis / solèssidis; solèssint(i). soli tui; sollat issu; sollaus nosu; solei bosatrus; sòllant issus. sòlitu (f. sòlita). Stai Ind. Pres, Ind. Imperf. Cong. Pres. Cong. Imperf. Imperativo Gerundio Part. Pass. stau; stais / stas; stait /stat; steus; steis; stàint(i). staemu / stemu; staìast(a) / stìast(a); staìat / stìat; stemus; stestis; staìant(a) / stìant(a). steta; stetas; stetat; stetaus; stetais; stètant(a). stessi; stessis; stessit; stèssimus; stestis / stèssidis; stèssint(i). stai tui; stetat issu; stetaus nosu; staxi / stei bosatrus; stètant issus. stendi / stendu (in disuso, al suo posto viene usato aturendi o abarrendi ). stètiu o stau (f. stètia o stada).

104

TERZA CONIUGAZIONE

In questa coniugazione non vi sono verbi irregolari.
VERBI IRREGOLARI NELLE ALTRE VARIANTI

PRIMA CONIUGAZIONE ANDARE Imperativo Participio passato Gerundio presente anda / bae; andae / baze andau / andadu andende / andande DARE Indicativo presente do / dono das / donas dat / dònat damus / donamus daes / dades / donades dan(a) / dant(a) / dònant(a) Passato remoto poetico desi desti desit dèsimus / demus dezis dèsint(i) Congiuntivo presente dia / die dias / dies / des diat / diet / det diamus / diemus / demus diazes / diezes / diezis / dezes / dezis / dedas dìan(a) / dìen(e) / den(e) / dìant(a) / dent(e) Congiuntivo imperfetto dere deres deret daremus daredas dèrent(e) Participio passato Imperativo da / dona / dae daze Gerundio presente dende / dande 105 dau /dadu

ma le altre forme verbali fanno parte della prima coniugazione. Indicativo presente naro naras / nas nàrat / nat naramus / namus narades / nades / nazes nàran(a) / nan(a) / nàrant(a) Indicativo imperfetto nabo / naraìa nabas / naraìas nabat / naraìat nabamus / naraiamus nabazes / naraiazis / nazis nàban(a) / naraìant(a) Passato remoto poetico narzesi / naresi / nesi narzesti / naresti / nesti narzesit / naresit / nesit narzèsimus / narèsimus / nèsimus narzestis / narestis / nestis narzèsint(i) / narèsint(i) / nèsint (i) Congiuntivo presente nerza / nare / nere / nia / nie nerzas / nares / neres / nias / nies / nes nerzat / naret / neret / niat / niet / net narzemus / naremus / neremus / niamus / niemus / nemus narzedas / narezes / narezis / nerezes / nerezis / niazes / niezes / niezis / nezes / nezis nàrzent(e) / nàren(e) / nèren(e) / nìan(a) / nìen(e) / nen(e) Congiuntivo imperfetto narzere narzeres narzeret narzeremus narzerezis / narzeredas narzèrent(e) Participio passato nau / nadu / naradu Gerundio presente nande / nende / narende / narzende Imperativo nara nerzat naremus narade / naze nèrzant(a) 106 .NÀRRERE La forma dell’infinito appartiene alla seconda coniugazione.

SECONDA CONIUGAZIONE BÌERE O BÌDERE Indicativo presente bio / bido bies / bides biet / bidet bidimus bidies / bidides bìen(e) / bìdent(e) Indicativo imperfetto bidìo / bidìa bidias bidiat bidiabamus / bidiamus bidiabazes / bidiabades / bidiazis bidìan(a) / bidìant(a) Passato remoto poetico bidesi bidesti bidesit bidèsimus / bidemus bidezis bidèsint(i) Congiuntivo presente bia / bida bias / bidas biat / bidat biamus / bidamus / bidemus biedas / bidedas / biades bìan(a) / bìdant(a) Congiuntivo imperfetto biere(po) / bidère bieres / bidères bieret / bidèret. ecc. Participio passato bidu Gerundio presente biende / bidende Imperativo bie / aba’ bidat biamus / bidamus bidie bìan(a) / bìdant(a) 107 .

BÀLERE Indicativo presente balzo / bazo / balo bales balet balimus balides / balies bàlen(e) / bàlent(e) Passato remoto poetico balzesi balzesti balzesit balzèsimus balzestis balzèsint(i) Congiuntivo presente balza / baza / bàlzia balzas / bazas / bàlzias balzat / bazat / bàlziat balzamus / bazamus / balziamus balzedas / baledas / bazades / balziedas bàlzant(a) / bàzan(a) / bàlziant(a) Congiuntivo imperfetto balzere / balere / balfere / bazere / bazerepo balzeres / baleres / balferes / bazeres balzeret / baleret / balferet / bazeret balzeremus / baleremus / balferemus / bazeremus balzerezes / balerezes / balferezes / bazerezis balzèrent(e) / balèrent(e) / balfèrent(e) / bazèren(e) Participio passato bàlfidu / bàlidu / bàrtiu Gerundio presente balende / balfende Imperativo bale balzat balzemus balide bàlzant(a) 108 .

DÒLERE Indicativo presente dolo / dolfo / dolgo / dolzo / dozo doles dolet dolimus dolides / dolies dòlent(e) / dòlen(e) Passato remoto poetico dolesi / dolfesi / dolzesi dolesti / dolfesti / dolzesti dolesit / dolfesit / dolzesit dolèsimus / dolfèsimus / dolzèsimus dolestis / dolfestis / dolzestis dolèsint(i) / dolfèsint(i) / dolzèsint(i) Congiuntivo presente dola / dolfa / dolza / doza dolas / dolfas / dolzas / dozas dolat / dolfat / dolzat / dozat dolamus / dolfamus / dolzamus / dozamus doledas / dolfedas / dolzedas / dozades dòlant(a) / dòlfant(a) / dòlzant(a) / dòzan(a) Participio passato dòlidu / dòlfidu / dòrfiu Gerundio presente dolende / dolfende 109 .

BÈNNERE Indicativo presente benzo benis benit benimus benides / benies bènint(i) / bènin(i) Passato remoto poetico benzesi benzesti benzesit benzèsimus benzestis benzèsint(i) Congiuntivo presente benza benzas benzat benzamus benzedas / benzades bènzant(a) / bènzan(a) Congiuntivo imperfetto benzère benzères benzèret benzeremus benzeredas benzèrent(e) Participio passato bènnidu / bènniu Gerundio presente benzende / benende / beninde Imperativo beni benzat benzamus benide / benie bènzant(a) / bènzan(a) 110 .

mantènnere. 111 .TÈNNERE Indicativo presente tenzo tenes tenet tenemus / tenimus tenides / tenies tènent(e) / tènen(e) Passato remoto poetico tenzesi tenzesti tenzesit tenzèsimus tenzestis tenzèsint(i) Congiuntivo presente tenza tenzas tenzat tenzamus tenzedas / tenzades tènzant(a) / tènzan(a) Congiuntivo imperfetto tenzère tenzères tenzèret tenzeremus tenzerezis / tenzeredas tenzèrent(e) Participio passato tentu / tènnidu Gerundio presente tenende / tenzende Imperativo tene tenzat tenzamus tenide / tenie tènzant(a) / tènzan(a) In nuorese un composto di TÈNNERE. ha come participio passato mantesu.

PÒNNERE Indicativo presente ponzo pones ponet ponimus ponides / ponies pònent(e) / pònen(e) Passato remoto poetico ponzesi ponzesti ponzesit ponzèsimus ponzestis ponzèsint(i) Congiuntivo presente ponza ponzas ponzat ponzamus ponzades / ponzedas pònzant(a) / pònzan(a) Congiuntivo imperfetto ponzère ponzeres ponzeret ponzeremus ponzerezis / ponzeredas ponzèrent(e) Participio passato postu Gerundio presente ponende / poninde / ponzende Imperativo pone ponzat ponzamus ponide / ponie pònzant(a) / pònzan(a) 112 .

PÒDERE Indicativo presente poto podes podet podimus podides / podies pòdent(e) / pòden(e) Passato remoto poetico potesi potesti potesit potèsimus potezis potèsint(i) Congiuntivo presente pota potas potat potamus / podamus potades / potedas / podazes pòtant(a) / pòtan(a) / pòdan(a) Congiuntivo imperfetto potere poteres poteret poteremus poterezis potèrent(e) Participio passato pòtidu / pòtiu Gerundio presente podende / podinde / potende Imperativo pode potat potamus podide / podie pòtant(a) / pòtan(a) 113 .

SÈDERE o SÈERE Indicativo presente seo / setzo / sedo seis / setzis / sedis seit / setzit / sedit seimus / setzimus / sedimus seides / setzides / sedies sèint(i) / sètzint(i) / sèdin(i) Passato remoto poetico seesi / setzesi seesti / setzesti seesit / setzesit seèsimus / setzèsimus seestis / setzestis seèsint(i) / setzèsint(i) Congiuntivo presente sea / setza seas / setzas seat / setzat seamus / setzamus seedas / setzedas sèant(a) / sètzant(a) Congiuntivo imperfetto seere / setzere seeres / setzeres seeret / setzeret seeremus / setzeremus seerezis / setzerezis seèrent(e) / setzèrent(e) Participio passato sètidu / sètzidu / sètiu Gerundio presente seende / setzende / sedende Imperativo sei / setzi / sedi / sede / see seat / setzat / sedat seamus / setzamus seide / setzide / sedie sèant(a) / sètzant(a) / sèdan(a) 114 .

mortu. ofertu. stèrrere. stèrridu / stèrryu. pàrfidu / partu / pàssiu. fèrrere. cumpàrfidu / cumparidu. kèrrere (stacciare). cùrrere.KÈRRERE (volere) Indicativo presente kerzo / keryo keres keret kerimus kerides / keries kèrent(e) / kèren(e) Passato remoto poetico kerfesi / kerzesi kerfesti / kerzesti kerfesit / kerzesit kerfèsimus / kerzèsimus kerfestis / kerzestis kerfèsint(i) / kerzèsint(i) Congiuntivo presente kerza / kerfa / kerya kerzas / kerfas / keryas kerzat / kerfat / keryat kerzamus / kerfamus / keryamus kerzedas / kerfedas / keryazes kèrzant(a) / kèrfant(a) / kèryan(a) Congiuntivo imperfetto kerzere / kerfere kerzeres / kerferes kerzeret / kerferet kerzeremus / kerferemus kerzerezis / kerferezis / kerzeredas / kerferedas kerzèrent(e) / kerfèrent(e) Participio passato kèrfidu / kèrfiu Gerundio presente kerfende / kerende / kerzende Come kèrrere si coniugano apèrrere / abèrrere. kèrryu. mòrrere. ofèrrere. Come si vede. copèrrere / cobèrrere. pàrrere. cumpàrrere. fertu / feridu. copertu / cobertu. Ecco il loro participio passato:apertu / abertu. curtu / cùrridu. alcuni hanno il participio passato di forma forte mentre tutti hanno nella prima persona singolare dell’indicativo presente e in tutto il congiuntivo presente i nessi RZ (logudorese) / RY (nuorese). 115 .

andai a tràinu andai po su caminu carrateri andai de pressi andai a filu e de pressi andai arrùmbulu de s’arrisu andai de arrunda andai sàrtia sàrtia andai a mari e no agatai akua andai in binja (ubriacarsi) si nd’andai de puntu andai a lestru andai a orza andai a cua a cua andai tuvi tuvi andai a pèrtias trotas (andare a finir male) custu no mi àndat (ciò non mi soddisfa) andai a portanti de tràinu 116 .MODISMI E COSTRUZIONI SPECIALI CON IL VERBO "ANDAI" andai de corpus andai tròtula tròtula andai a biri is trigus andai a innantis andai de pontu si nd’andai s’anima andai a bòlidu andai a pagu (a bellu) andai adàsiu andai in aliotu andai a filu andai forroga forroga andai fuis fuis andai a fini andai fùrria fùrria andai a fùrriu a fùrriu andai gatus gatus andai cun is bratzus pendi pendi andai gira gira. a sèdidas andai a çuçu andai cerri cerri andai cirkendi a perdas pesadas andai a cuaddu andai a currillyu andai a deretu andai fendi scesças andai a pei in careddu andai a pediri andai a piotu a piotu andai a portanti. andai a currillyu andai a grussu andai a scallu andai sçàcula sçàcula andai sçampulla sçampulla andai scòtzina scòtzina andai a spàssiu andai a sa spioca andai stòntuna stòntuna andai stròmbulus stròmbulus andai tenta tenta andai terra terra andai sçanca sçanca andai in ala de camisa andai in amoris andai a s’apràpidu andai a arrogadura andai arròlia arròlia andai arrotza arrotza andai fraga fraga andai furitendi andai arrùmbula arrùmbula andai avatu (in fatu) andai imbùrkina imbùrkina andai a ingìriu andai a longu andai a nàdidu andai a sa nua andai a cuaddu in pilu andai in ora mala andai a pampadas andai a passiu andai a trevessu andai a tinu (de unu) andai a tratamalloni andai trinki trinki andai a trivas de pari andai a trotu andai de sbiasçu andai a trumas andai tzopi tzopi andai a s’avèrtia andai a brìnkidus andai a seddas.

ki si fiat cundennada po una folla ‘i allu coment’ 'e santu Tomasu. ki no ìat crètiu finsas a ki no nc’iat postu su nasu coment’ 'e su cani de s’ortulanu. ki no pàpat e no làssat a papai 117 .MODISMI E COSTRUZIONI SPECIALI CON IL VERBO "FAI" fai imberta (rubare in tasca) fai is morus (rubare) kini mali fait mali abetit kini fait mali pènsat mali fai su mayu (andare in villeggiatura) fai sa figura de s’assu ‘e bastus fai s’andada ‘e su fumu fai sa corti sentz’ 'e is crabus fai ke corpu ‘e tzurpu (picchiare alla cieca) fai a stracu baratu (dar via per nulla) fai artu e basçu fai fai fai fai fai mùtziga surda po nudda no si fait nudda mùsica pagada fait sonu malu fai su passu segundu su lentzoru fai sa còrdula a sa musca (essere avarissimo) fai comenti faint in Bosa: candu proit làssant a proi fai faci ‘e ferreri (far viso accigliato) fai sa fama e crocadì si fai de a largu fai a largu s’ocasioni fai fillus e fillastus coment’ 'e sa mulleri de su pastori ki a meri' s’allikirit coment’ 'e sa mama ‘e santu Perdu.

po modu de nai. po fatzilitai in tali manera sa bessida de sa conca de sa creatura. a bufai.MODISMI E COSTRUZIONI SPECIALI CON IL VERBO "DONAI" donai una surra ‘e corpus donai campu francu donai crocoriga (bocciare) ndi donai una frida e una callenti donai çascus donai guantu donai su pallyetu donai s’ànima a Deus donai sa corda (a s’arrelloju) donai s’imbudu in conca a unu donai sçampitas donai ita pensai (dar da pensare) donai po de badas (dare gratis) donai ita intendi donai contu (dar conto. comenti t’iast a regulai? Depustis de d’ai posta a letu.. far sapere. rendere partecipe) donai unu corpu a su ferru e unu a s'incòdina donai luxi donai arrexoni donai coru donai boxis donai a connosci (far conoscere) donai poderi (dar la facoltà di. antis cumbenit sèmpiri de di mostrai faci allirga. e particularmenti in s’ùteru. dus emu a apricai a s’ingìriu de sa buca de s’ùteru. d’emu a cunsillai de sfendiai in custa positura. o collutza in calincuna parti de su corpus suu. contendiriddi cosas ki d’abiàtzinti su spìritu.) donai bussinadas (dare degli schiaffi) donai po acabada una cosa (dare una cosa per terminata) donai parti (comunicare. o apustis de su partu? Est casu ki merescit ajudu de unu Mèdicu o Silurjanu Ostetricanti. R. o di pendessit aìnturu de sa natura o siat vagina parti de sa mardi. ecc. E si sa parturienti sunfressit pèrdidas notabilis de sànguni o innantis. custus timoris de unu partu difìtzili cumbenit ki dus manifestis a sa ki stat sfendiendi? Mai. non me ne sono accorto) donai a intendi una cosa (far capire una cosa) donai a stracu baratu (dare a vile prezzo) donai a papai. (Catechismo di ostetricia ad uso delle levatrici del Regno di Sardegna. untaus e dispostus comenti si depit. 118 . Si sa prinja erniosa. donai su pèsami (fare le condoglianze) donai in su biancu (colpire nel segno) no nç’apu donau (non c’ho badato. R. bollu nai ki tenghessit calincuna rotura cun unfrori. da bere. D. e de da fai stai de bon’umori. ecc. render conto) donai su pesu. D. cun is puntas de is didus de sa manu mia. (dar da mangiare.. mai. Dudendu ki su partu at’èssiri difìtzili emu avisai unu Mèdicu Ostetricanti e in su mentras si continuessint fortis is doloris em’a circai de aplicai sa pranta de sa manu a su logu ofèndiu po impediri ki si unfressit de prus: o puru si fessit sa mardi. 1828) R. palas a is pressionis de sa mardi. fendu. Custas dudas tuas.) donai sa bona benida donai pressi donai frunda mala ESERCIZIO Individuare le forme verbali contenute nel seguente brano: D.

è nero). papau asi? (hai mangiato?). si può far precedere o il complemento o il verbo. sia le lingue caucasiche sono degli esemplari). est nieddu (non è bianco. A differenza della nostra costruzione che mette in evidenza il soggetto che compie l’azione. (che fai? sto leggendo: sottinteso seu). . proendi esti! (piove!). Zanichelli. . Se la forma verbale è composta. pp. . (M. Bologna 1990. est peus sa mexina ki no sa maladia (il rimedio è peggiore del male). Trifone. "Infatti nel basco e nelle lingue caucasiche (tutte lingue estranee alla famiglia indoeuropea) esiste la cosiddetta costruzione ergativa (dal greco "ergàzomai". lavorare).Se la proposizione interrogativa diretta ha un complemento ed insieme una forma verbale composta.La forma più comune di negazione si ottiene premettendo l’avverbio NO alla parte della frase che si vuol negare: oi no parteus (oggi non partiamo).86) NEGAZIONE . la costruzione ergativa mette in evidenza il complemento oggetto. Infatti mi sembra di vedervi la traccia della particolarità delle lingue preindoeuropee (di cui sia il basco antico e odierno. mentre il soggetto è espresso mediante il caso ergativo. . P. sia il sardo pre-latino. NEGAZIONE. .CAPITOLO DICIOTTESIMO INTERROGAZIONE. a Casteddu ses andendi? (vai a Cagliari?). NOTA:Questa particolarità dell’odierno sardo neolatino sembra offrire un ulteriore spunto di riflessione sulle comuni origini del sardo pre-latino con la lingua basca e sulla loro comune provenienza caucasica. ligendi. nisçunus m’at kistionau de tui (nessuno mi parlò di te). Nella forma composta l’ausiliare segue il participio passato: mancu connotu t’apu! (non ti ho neppure riconosciuto!). a seconda della parte della proposizione che si intende porre in risalto: a babu biu d’asi? / biu d’as a babu? (hai visto il babbo?).L’imperativo negativo si forma premettendo NO al congiuntivo presente: no cantis (non cantare). scapendi sesi? (stai rincasando?). Dardano.La proposizione interrogativa diretta vuole l’inversione del verbo rispetto al complemento: bènniu sesi? (sei giunto?).Nella risposta ad una domanda si può omettere il verbo principale: ita ses fendi?. ESCLAMAZIONE INTERROGAZIONE . e sighiu apu a caminai! ( ed ho continuato a camminare!). l’inversione avviene rispetto all’ausiliare: bènnius funti? (sono venuti?). di colui che (secondo il nostro modo di vedere) compie l’azione".In proposizioni dipendenti da un verbo di timore o in comparative. 119 . il quale è espresso mediante il caso nominativo. pani ‘olis? (vuoi pane?). ESCLAMATIVE Anche nelle proposizioni con valore esclamativo il verbo è posposto: berus esti! (è vero!). che è il caso dell’agente. frius meda du at? (c’è molto freddo?). a proposito dell’assenza in esse della costruzione transitiva. no est biancu. 85. si può trovare un NO pleonastico: mi timu meda ki no ti fatzat mali (temo che ti faccia male).Si può ottenere una proposizione negativa anche premettendo al verbo un diverso avverbio o un pronome negativo: nudda m’intèressat (niente mi interessa). La Lingua Italiana.

e serraisiddus: ki no potzat torrai a biri nimancu in fund’ 'e su ’nferru su ki at biu notesta custu mortu scuminigau. sçacuaiddu custu mortu scuminigau. sçacuaiddu. ni cand’est mortu. (Benvenuto Lobina.ESERCIZIO Riconoscere gli imperativi della poesia seguente: Custu mortu scuminigau Fèminas. Disisperada terra. E pigaindedd’ 'e is ogus Sànguni e terra. No pregonteis mancu e kini est. No pregonteis innui est mortu. no bollu ki d’atiteis. ni kini d’at bociu. Fèminas. 1974) 120 . No bollu ki du pranjais. Terra.

at lampau (lampeggiò). fiat scurighendi (tramontava).CAPITOLO DICIANNOVESIMO FORMA PASSIVA. albeggia). La particella passivante SI viene resa con UNU. FORMA RIFLESSIVA La forma riflessiva è formata dalle particelle pronominali relative al soggetto e il verbo: Antoni si sçàcuat is manus (Antonio si lava le mani). soprattutto se non è espresso il complemento d’agente. con uniche eccezioni nell’imperativo e nel gerundio: beni a ti sçacuai (vieni a lavarti). FORMA RIFLESSIVA PASSIVO La lingua sarda nell’antichità ignorava l’uso della forma passiva ed ancora oggi evita il più possibile di usare il passivo. sçacuadì is manus! (lavati le mani!). Il SI passivante è poco usato. Anche in questi casi. non se le è lavate). concorderà con essa: Antoni s’est sçacuau is manus (Antonio si è lavato le mani). at niau (è nevicato). Il participio passato resta di solito invariato. c) Ponendo il verbo della proposizione alla terza persona plurale: a-i custu pipiu no du bòlinti (questo bambino non è amato). Antoni no si das at sçacuadas is manus (le mani. b) Costruendo la proposizione con la particella pronominale SI ed il verbo alla terza persona. est ora de si movi (è ora di muoversi). no si dònanta strinas (non si fanno mance). 121 . il verbo andrà alla terza persona plurale: in sa scola si stùdiat pagu su sardu (a scuola il sardo è studiato poco). est sçacuendisì (si sta lavando). còntanta ki una borta unu beçu… (si racconta che una volta un vecchio…). est proendi (piove). Nelle forme composte tutti i verbi impersonali si coniugano con l’ausiliare AI: at obresçu (è l’alba. Ricordiamo che le particelle pronominali precedono sempre le voci verbali. VERBI IMPERSONALI I verbi che indicano condizione atmosferica sono impersonali e si usano perciò solo alla terza persona singolare: est niendi (nevica). no ndi dònanta strinas . Se il complemento oggetto è plurale. ecc. Il più delle volte lo sostituisce con: a) La corrispondente forma attiva: is jorronalis anti pubricau sa nova (la notizia è stata pubblicata dai giornali). UNA quando chi parla intende riferirsi al caso proprio: unu no podit essi sempri de bona spètzia (non si può essere sempre di buon umore). fiat lampendi (lampeggiava). du at su soli (c’è il sole). cantamì una cantzoni (cantami una canzone). Le particelle pronominali si aggiungono al verbo se si tratta di un gerundio o di un imperativo: Antoni est sçacuendisì is manus (Antonio si sta lavando le mani). iat pròpiu (era piovuto). ha albeggiato). però. Gli si preferisce l’uso della terza persona plurale priva di soggetto: nant a ki ti ses comporada sa domu (si dice che tu abbia comprato la casa). comunque. Se ha come complemento oggetto una particella pronominale di terza persona. Annibali d’anti bintu is Arromanus (Annibale venne sconfitto dai Romani). Al posto del presente e imperfetto indicativo si usa la costruzione perifrastica costituita dalle forme del presente o dell’imperfetto indicativo dell’ausiliare ESSI seguite dal gerundio del verbo: est obrescendi (sta albeggiando. Antonio. può farsi ricorso alla forma attiva corrispondente: in sa scola su sardu du stùdianta pagu.

di depu milli francus a fradi tuu (devo mille lire a tuo fratello). Quando è il risultato di un’azione condotta a quello scopo. più che cambiamento. tengu de fai (ho da fare).TRADUZIONE DI "DIVENTARE" Il verbo italiano "diventare. indica trasformazione. pure impersonali. Quando. (c) SI FAI. FORME D’OBBLIGO Il verbo italiano "DOVERE" generalmente è reso in sardo con: a) TENNI DE. (d) TORRAI A: est torrau a nudda (si è ridotto. as a bessiri abogau (se studi. est pretzisu a. 122 . Il moto a luogo vuole A. c) DEPI. Al verbo impersonale "BISOGNARE" corrispondono le espressioni. divenire" non ha corrispondente esatto in sardo. tòcat a si movi (bisogna muoversi). est bessiu macu. divenne ricco). anche quando in italiano c’è A: bivu in Casteddu (abito a Cagliari). ca oi no est bènniu (deve essere ammalato. (b) BENNI: est bènniu senadori (è diventato senatore). se si tratta di un dovere morale o se si deve qualcosa a qualcuno: depeus arrespetai a is beçus (dobbiamo rispettare i vecchi). COMPLEMENTI DI LUOGO Lo stato in luogo vuole sempre la preposizione IN. Solo con i verbi che significano penetrazione si usa IN: andaus a crèsia (andiamo in chiesa). intra in domu (entra in casa). perché oggi non è venuto). bisònjat a curri (bisogna correre). più che di un dovere o una necessità. est pretzisu a bentulai (bisogna ventilare). b) BOLLI. se indica un dovere vero e proprio o una forte necessità: tengu de studiai (devo studiare). bisònjat a. est ministeri: Es. est a studiai (bisogna studiare). è diventato niente). Tutte queste espressioni reggono l’infinito. e) SI FURRIAI A: su brèmini ‘e seda si fùrriat a mariposa (il baco da seta diventa farfalla). Si traduce con: (a) BESSIRI: ki stùdias. se. poveretto!). BENNI A ESSI: traballendi doxi oras a sa di’. est a. si tratta di un’intenzione: notesta bollu andai a cìnema (questa notte devo andare al cinema). DEPI ESSI indica invece supposizione: depit essi malàdiu. s’est fatu arricu (lavorando dodici ore al giorno. diventerai avvocato). Quando si tratta di una conseguenza di azioni precedenti. scureddu! (è diventato matto. tòcat a.

Il congiuntivo presente viene usato con valore esortativo e ottativo: ki ti bengat un’arrori! (che ti venga un accidente!).Il congiuntivo si usa sempre nelle proposizioni finali e nelle concessive: seu bènniu. con DE SU KI: Luisu est prus pagu tontu de su ki parit (Luigi è meno sciocco di quel che paia).AUNDISISIAT.CAPITOLO VENTESIMO USO DEI MODI E DEI TEMPI INDICATIVO E CONGIUNTIVO . reggono il congiuntivo: aundisisiat ki andis (ovunque vada). CALISISIAT.Si usa sempre l’indicativo nei comparativi di maggioranza e minoranza.Le enunciative italiane costruite con l’infinito. . KINISISIAT. generalmente si risolvono in sardo con l’indicativo o il gerundio: is nimigus atakendi e nosu arresistendi (i nemici ad attaccare e noi a resistere).Il congiuntivo è di regola nelle proposizioni dubitative: mi timu meda ki oi no bengat (temo che oggi non verrà). bonu su caminu ti siat! (fai buon viaggio!). no nareus nudda (non diciamo nulla). andaus a bidda (quando avremo finito il lavoro. no tzèrrinti (non urlino). imoi bollu cantai una cantzoni (adesso canterò una canzone). .L’uso del futuro è comunque indispensabile: 1) quando non risulta da nessuna specificazione che l’azione si svolge nel futuro: ap’a studiai (studierò). . . soprattutto BOLLI. . mentre l’idea del futuro viene indicata da un avverbio di tempo: crasi andu a Casteddu (domani andrò a Cagliari). sebbene tu non ne sia contento). 2) quando si tratta di supposizione o probabilità: no d’at a sciri mancu issu (non lo saprà nemmeno lui). .Il congiuntivo presente preceduto da NO serve per esprimere l’imperativo negativo (proibitivo): no cantis (non cantare). nosu cirkendi de du cumbinci e issu nendi ca no abetiosamenti (noi a tentare di convincerlo. . . ki tenemu su tempus (se avessi tempo). at’essi arribau tropu tardu (sarà arrivato troppo tardi).Il congiuntivo si usa quando si tratta di possibilità: podit essi ki bènganta (forse verranno). mancai tui no ndi siasta cuntentu (sono venuto.L’imperfetto indicativo traduce l’imperfetto del congiuntivo italiano nelle proposizioni ipotetiche: ki femu arricu (se fossi ricco). 123 . .Nel linguaggio parlato si usa spesso il presente indicativo con valore di futuro. ki no di praxiat no du pigat (se non le piacesse non lo avrebbe preso). andremo in paese). candu acabaus su traballu. . calisisiat tui pighis (qualunque tu prenda). lui a negare ostinatamente). o anche i verbi modali.

Luisu est andendi a domu (Luigi va a casa). sostantivo). Si rende con ESSI + gerundio: du femu cirkendi (lo stavo cercando).I verbi che esprimono volontà. l’infinito: d’apu biu currendi (l’ho visto correre). su nai (il dire).GERUNDIO .Il gerundio svolge in sardo quasi tutte le funzioni del participio presente italiano: akua buddendi (acqua bollente). . su parri (il parere). lassaddu a cantai (lascialo cantare). Anche le proposizioni con valore finale sono rette da PO + infinito: du bollu acapiai beni po no si nci fuiri (lo voglio legare bene affinché non scappi). verbo). comando. a si biri (arrivederci). no fait a da tocai (non la si può toccare). verbo). ecc. esprime anche l’imminenza di un’azione: seus arribendi (stiamo per arrivare). no bolit a di nai nudda (non vuole che gli si dica niente). Alcuni infiniti presente hanno mantenuto la forma arcaica con puro valore di sostantivo: batiai (battezzare. su batiari (il battesimo. INFINITO . apu nau a intrai (ho detto di entrare). reggono l’infinito preceduto dalla preposizione A: no bollu a bessiri (non voglio che tu esca). sostantivo). Antoni est ligendi (Antonio sta leggendo). ecc. deu no bollu a mi kistionai (io non voglio che mi si parli). preceduto dall’ausiliare ESSI. . mandiai (mangiare.I verbi che esprimono il vedere e l’udire reggono il gerundio e non.Il gerundio passato è pressochè assente dall’uso popolare. 124 . Al suo posto si usa il participio passato: tocau su fogu s’est abruxau (avendo toccato il fuoco. . . esortazione.Il gerundio esprime un’azione durativa.L’infinito è usato al posto della proposizione oggettiva allorché il soggetto al quale si riferisce l’infinito è diverso da quello del verbo della proposizione principale: m’at donau unu libru a ti du torrai (mi ha dato un libro da restituirti). che indica un’azione che si sta svolgendo nel momento stesso in cui se ne parla. .L’infinito presente è usato anche come sostantivo: su papai (il cibo). s’è bruciato). come in italiano.Il gerundio. ecc. È di regola in sardo l’uso del gerundio per esprimere il presente progressivo. t’apu intèndiu kistionendi (ti ho sentito parlare). . femu bessendi (stavo per uscire). su mandiari (la pietanza.

Parecchi participi passati. 125 .ANTI (es.PARTICIPIO . un’ òmini discoidau (un uomo negligente). una conca ki pènsat (pensadora) (una testa pensante). . oltre al regolare significato passivo. istruito). . . oltre che dal gerundio. ecc. da un participio passato con valore attivo.Il participio passato svolge la funzione del gerundio passato: tocau su fogu s’est abruxau (avendo toccato il fuoco. da un aggettivo in . studiau (studiato. La funzione del participio presente viene svolta dal gerundio: akua buddia o buddendi (acqua bollente). . una fèmina filendi (una donna che fila).IDORI: fueddus cumovidoris (parole commoventi). fingiu (finto.Il participio presente italiano può essere tradotto.In sardo non esiste il participio presente. .: currenti) sono cultismi o prestiti. presumiu (presunto. s’è bruciato).Il participio passato assoluto italiano viene di solito reso in forma esplicita: su dinai ki m’anti donau no est bastau (il denaro consegnatomi non era sufficiente). ne possono avere un secondo attivo: callyau (taciuto. s’ègua carcinendi (la cavalla che springa calci).ENTI (es. intellettuale. tu stavi fuori). su cani baulendi (il cane sta abbaiando). e tui in foras (mentre l’acqua cadeva in abbondanza. bugiardo). taciturno). cun s’akua calendindi.In certi casi si fa volentieri a meno del verbo principale: e deu innoi morendi ‘e fàmini (ed io muoio qui di fame). presuntuoso).ADORI. Le poche parole uscenti in . bufendi binu (stavo bevendo vino). da una relativa. .: studianti) o .

IDA sopravvive solo in qualche zona e.ÀU per la prima coniugazione: cantàu. mentre è ormai vittoriosa la forma . 126 . partìu. motivi di eufonia hanno impedito la sparizione della D nella prima coniugazione. con la sparizione della D (una lievissima traccia di essa può essere notata nella pronuncia attuale di alcune zone. Anche in questo caso si mosse per prima Cagliari. scìpiu da scìpia. È forse a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo che il campidanese compie un passo avanti nel cammino evolutivo. pòtziu da potza.ELEMENTI DI GRAMMATICA STORICA Il participio passato I participi latini (in . un po’ più tardi che per la trasformazione del maschile (nel Dizionariu Sardu. nei participi femminili sostantivati. per l’eterna antipatia dei sardi per le consonanti finali. secondo una regola generale del sardo (ad eccezione del baroniese e del bittese. Alcuni verbi irregolari della seconda coniugazione formano il participio passato dal congiuntivo presente: crètiu da creta. Già nel Saggio di grammatica sul dialetto sardo meridionale (1811) di Vincenzo Raimondo Porru. sull’uscita in . che è del 1832. abbiamo ancora il participio femminile in . amàu. tra uscita participio e uscita sostantivo (infatti bessìa è participio mentre il sostantivo è sa bessìda). come invece può avvenire in italiano. sia atona che tonica.Italianu di Vincenzo Porru. e cioè: . '. TUM + forti) persero immediatamente la M finale (forse in Sardegna non fu mai pronunciata.IU atono per la seconda coniugazione: pèrdiu. per esigenze di chiarezza. torràu.TUM. fermi ancora oggi alla T latina). Dei participi forti latini si conservano soltanto quelli con l’uscita in .IA. ecc. abbiamo la conferma del digradamento T> D.ÌU tonico per la terza coniugazione: dromìu. . dapprima a Cagliari e in seguito in tutte le altre zone.IDA) ma in modo egualmente efficace. ecc. come prova il ricorso frequentissimo alla vocale paragogica) e già dai primi documenti medioevali vediamo la T convertirsi in D. stètiu da steta. Per quanto riguarda il femminile.TUM. ecc. Oggi la forma in . . intèndiu. più rapida nella desinenza della prima coniugazione. un po’ meno rapida nelle altre due. Nella Comedia de la Passion de nuestro señor Christo. in cui è presente una debolissima D nelle finali dei participi). ecc.IDA nelle altre due coniugazioni.TU. dimodochè in campidanese non vi può essere confusione. troviamo la definitiva consacrazione delle forme del participio passato quali ancora oggi si usano. dell’Esterzili (che è del 1688) e anche in seguito (1720 circa) con il Novenariu cun plasticas a su amatissimu coru de Jesus di Giovanni Maria Contu. che comunque sono numerosi e rappresentano buona parte dei participi della seconda coniugazione.

e si tratta quasi sempre di termini caratteristici. "nei documenti campidanesi antichi predomina sin dall'inizio la grafia con TZ (scritto æ nella Carta a caratteri greci)" (Max Leopold Wagner. nelle sue proposte ortografiche contenute nella Grammatica moderna del sardo logudorese (Edizioni Della Torre. e con l’iberico e il basco dall’altra. ammette che la rinuncia al digramma tz e la scelta di adoperare il sistema grafico italiano "non comporta però alcuna possibilità di distinzione dei due suoni né nella posizione iniziale né in quella postconsonantica. come si vede. pag. settembre 1984. Il digramma tz è attualmente usato anche nella grafia della lingua catalana per designare. introduzione traduzione e appendice di Giulio Paulis.Scheda: Grafia TZ Come fa notare Wagner. ecc. cit. Anche Francesco Corda. Si tratta di un suono risalente al sostrato prelatino del sardo e non merita di sparire sommerso dall’uniformità della z italiana ("che gli elementi preromani del sardo abbiano connessioni con il libico-berbero. pp. ha molti punti in comune con il sardo pre-latino) per gli stessi usi del sardo. 127 . la z sonora. e nella grafia della lingua basca (che. che per il momento non siamo in grado di spiegare in modo adeguato.).che abbiamo di fronte i continuatori di antichi vocaboli. la qual cosa ha causato e continua a causare incertezza anche nella pronuncia italiana (vedere ad esempio la differenza di pronuncia tra il calabrese e il settentrionale delle parole come organizzazione. difetti fisici e simili". contrariamente al sardo. maggio 1994.180-200). 190). Al fine di assicurare la distinzione in ogni caso. come sappiamo. Cagliari. cioè non risentono dell’influenza di altre lingue ma sono formazioni autonome e solitamente anche abbastanza antiche: "possiamo concludere . che designano piante ed animali indigeni. da una parte. è stato dimostrato dal Meyer-Lubke. Fonetica storica del sardo. pag. mantengono più di altre parole di una lingua la versione grafica e fonetica originaria (a meno naturalmente d’interventi esterni. ecc. È significativo inoltre che molte parole col suono tz sono di origine onomatopeica.. certi linguisti ricorrono al digramma tz per il suono sordo e riservano la z semplice a quello sonoro… Si tratta. 190 . termini geomorfici. Proprio tra le parole sarde inizianti con tz ve ne sono molte non chiarite. Questa grafia risale quindi al periodo bizantino e non è mai stata abbandonata. d'una scelta antieconomica e inelegante ma risolutiva". La separazione grafica tra questi due diversi suoni della z è un vantaggio che la lingua sarda possiede rispetto all'italiano e sarebbe illogico perdere tale lineare chiarezza per acquisire una perenne incertezza. come ad esempio la corruzione in sc o sg dell’originaria x d’alcuni cognomi e toponimi: Mascia o Gennerusgi anziché Maxia o Genneruxi. op..osserva il Wagner..). Wagner. 190). Non si vede pertanto per quale motivo questo digramma dovrebbe sparire per lasciare il posto ad un confusionario uso italiano di impedire graficamente la distinzione fra z sorda o aspra e z sonora o dolce. Edizioni Trois. dal Terracini e da me stesso e questa possibilità deve essere sempre tenuta presente". non dimentichiamo. pag. tanto è vero che si trova ancora nei cognomi e nei toponimi che.

issu cun sa farci. Tardu os apu connotu. e nci d’iat intrada in s’akua finsas a su tzugu. e compasioni. coru de su coru miu. Jai du connoxu. Misericordia. Agoa d’iat domandau: "Comenti si mèssat su trigu?" Issa sempri prus abetiosa iat arrespustu: "Cun is ferrus! Custa borta su maridu nci d’iat intrada finsas a buca e d’iat torrau a fai sa pregunta: "Insandus. qui no may. si mèssat cun is ferrus!" "Nou. imbiadimi millis mortis innantis de torrari a ofendiri osi. Misericordia. Novenariu cum platicas a su amatissimu coru de Jesus . Jai teneis rayus in su xelu. tenei de mei piedadi. Desdichadu de mei. il Contu morì nel 1762) 2) Tradurre in italiano il brano seguente: Ferrus e Farci Maridu e mulleri fianta messendi. y os apu ofendidu. po ofendiri a Bosu. A pustis d’iat preguntau torra: "Cumenti si mèssat su trigu?" E issa: "Cun is ferrus!" Su maridu iat lassau andai sa funi unu pagu ancoras. (Giovanni Maria Contu. qui os apu bendidu. iat artziau su bratzu e cun dus didus ampuaus iat fatu s’acinnu a foras de s’akua: "Cun is ferrus!" 128 . e vilissima criatura comenti seu deu. qui os apu intregadu. no menexestis sino essir ofendia de una ingrata. O cantu du sentu! May fussi naxidu in su mundu. deu seu su qui tantis bortas apu bendidu sa anima mia a su demoniu cantus bortas apu pecadu. coru amanti. si mèssat cun sa farci. de sa vida mia. cumenti si mèssat su trigu?" Sa fèmina. de totu coru mi arrepentu de no os hair amadu. jai teneis is crais de sa morti. imbiadimi unu rayu. deu seu su traitori. pero mellus balit tardu. vida mia. Misericordia osi dimandu. XVIII secolo. E du narais de coru Christianus? Si Deus miu. Señori. coru amanti.ESERCIZI 1) Trascrivete in campidanese moderno il seguente brano (correggendo anche la grafia): O amantissimu coru de Jesus! De totu coru mi arrepentu de os hair ofendidu. là ki si mèssat cun sa farci!" "Nossi. qui deu seu su Judas. cun is ferrus!" "Imoi bieus ki mi ponis a menti!" Su maridu iat acapiau sa fèmina cun d-una funi e nci d’iat intrada in su putzu finsas a brenti. Vida. jai totu a intr’’e s’akua. Issa iat arrespustu: "Nossi. issa cun is ferrus. Su maridu iat castiau sa mulleri e d’iat nau: "Su trigu no si mèssat cun is ferrus.

2) Ho lasciato il pranzo sulla tavola già apparecchiata. 7) Da grande voglio fare l’attrice o la scrittrice. perché ho avuto degli impedimenti che hanno inceppato e offuscato il mio estro. 129 . 8) Come ti chiami bel bambino? Vieni che ti insegno una canzone. perché sono preoccupato. 3) L’acqua bollente è indispensabile per cuocere i cibi. ma non credo che anche quest’anno sarà così. quello che abbiamo conosciuto l’altro giorno dal macellaio. 9) L’anno scorso il mio è stato il lavoro migliore. 7) Alcuni uomini sono convinti che la vita sia brevissima. 5) Ieri abbiamo acquistato la nuova lavatrice. 9) In una strada di Cagliari ho incontrato signor Stefano. 10) Signor Presidente. mi consenta di esprimere il mio dissenso sul contenuto della relazione illustrata testé dall’insigne chiru che mi ha preceduto nella serie degli interventi. 2) Anche quest’anno Cagliari è stata visitata da molti turisti. 5) Farò quanto è possibile per aiutarti. 4) Stanotte non riesco a dormire. 8) Quanto costano le pesche? E le arance? E i cocomeri? Mi dia alcune susine. 6) Quanti erano? Non so. 3) Coloro che non sanno il sardo possono sempre impararlo. 4) I bambini amano le filastrocche cantate con voce soave. 10) Affido a l’Eccellenza Vostra l’ultima mia speranza di ottenere un adeguato risarcimento per i danni provocati alla mia auto colpa di quell’autista imprudente. più rapida di quella che avevamo prima.3) Tradusei in campidanesu is fràsias ki sìghinti: 1) Ho dato un libro a tuo fratello ma non me l’ha ancora restituito. 6) La direttrice ha convocato tutte le insegnanti per il prossimo giovedì per discutere la programmazione. credo un centinaio. perché mi sono reso conto che c’è molto di vero in quanto dici. 4) Tradusei in campidanesu is fràsias ki sìghinti: 1) Mi chiamo Antonio e mio fratello si chiama Giovanni.

affermando per la lingua sarda la necessità di "innovarsi anche nel lessico" con l’apporto di italianismi. però. e metteva inoltre in evidenza che "non è tanto importante il lessico. "Una lingua non appieno posseduta. prese l’avvio il 18 settembre con una breve nota di Paolo Pillonca. "Ogni lingua ha una sua precisa struttura che la distingue dalle altre e la rende.nessuno s’è mai sognato di negare l’influsso dell’italiano sul sardo. Quando se ne modifica la fisionomia peculiare con maldestre operazioni di laboratorio si compie un illecito.LA FORMAZIONE DELLE PAROLE IN CAMPIDANESE Premessa La pubblicazione del libro di Larentu Pusceddu. Da qui a violentare la lingua subalterna con artificiose cure ricostituenti di quella egemone. La discussione.gli faceva eco Pillonca chiudendo il dibattito il 19 novembre. con un articolo pubblicato il 9 novembre. che grosso modo potrebbe definirsi in questo quesito: bisogna accettare o no l’italianizzazione della lingua sarda? "Nessuna lingua può fare a meno di prestiti da altre lingue".lessicale. 130 . Sono infatti convinto che la strada da seguire sia quella di rifiutare il ricorso indiscriminato ai prestiti. ce ne corre". cioè gli elementi che danno ad essa una specifica identità. che si evolve secondo leggi precise. ‘lingua’ .com’è naturale . Che comprendono anche . che è servito come occasione per far emergere il problema. schierati su due fronti contrapposti. La mia posizione era. quanto l’obbligo di non rompere la struttura della lingua. Pillonca denunciava nell’opera di Pusceddu la presenza di numerosi calchi sintattici presi dall’italiano e di moltissimi termini italiani contrabbandati per sardi.. non può conciliarsi con alcun contenuto". S’àrvore de sos tzinesos . nella quale il giornalista scriveva che S’àrvore de sos tzinesos "contiene troppe pagine che Pusceddu non è riuscito. dette origine nel 1982. Tutte le lingue sono ‘bastarde’. che ebbe toni accesi e a tratti anche polemici.i contributi di altre lingue. a rendere in sardo". scriveva il 21 ottobre Diego Corraine. inzeppata di italianismi inutili. hanno una precisa personalità che spetta soprattutto allo scrittore mettere in luce". appunto.continuava Pillonca . Anch’io intervenni nella discussione. dall’italiano come da qualsiasi altra lingua. rimane tuttora da sciogliere un nodo estremamente ingarbugliato. dopo averle pensate in italiano. in primo luogo nel campo grafico ed in quello sintattico. Per intenderci . quando sono veramente lingue. sembrava replicare Antonello Satta il 29 ottobre. caratterizzata da una decisa opposizione al processo di italianizzazione forzata della lingua sarda. perché hanno tra loro comunicazioni e interscambi. producendo cioè nuovi vocaboli partendo da vocaboli già esistenti da tempo ed autenticamente sardi. ad una discussione nella quale intervennero.. ed è tuttora. La lingua è un organismo vivente. sulla terza pagina de "L’Unione Sarda". Aldilà dello stesso romanzo di Pusceddu. molti degli intellettuali più attivi nella difesa della lingua sarda. ma non contemplano forzature di alcun genere.. in quanto "l’uso in sardo di parole con assonanze italiane è assolutamente inevitabile e naturale". ma tutte. e che sia necessario arricchire la lingua sarda dall’interno.

S. 8). attribuirgli delle funzioni nuove: è la derivazione impropria. Questa creazione s’è operata secondo due procedimenti principali: la derivazione e la composizione. "dal punto di vista linguistico. anzi la necessità.. pacifici od ostili. dell’assunzione dei termini nuovi da lingue straniere.E. senza cambiare niente all’aspetto esteriore del vocabolo. e continua. La derivazione può. 3) La lingua sarda ha subìto. con una intensità ed una vitalità più o meno grande a seconda del periodo storico. a subire delle variazioni. Essa ha perduto nel corso dei secoli un gran numero di vocaboli. Tagliavini. Sommariamente su questa questione si è divisi in due correnti: la prima si può definire "italianista". 131 . quello della formazione dei neologismi è insomma attualmente uno dei nodi più difficili da sciogliere per chi intenda dotare la lingua sarda degli strumenti scientifici indispensabili per la sua rinascita. fra due popoli. p. perché si sovrappongono a termini già esistenti. che modificano il significato del radicale: è la derivazione propria. I prestiti si sono spesso rivelati come il primo gradino della scala che conduce all’assimilazione linguistica completa" (Maria Mercede Costa. ha costantemente arricchito il suo vocabolario non soltanto con l’acquisizione di parole prese dalle lingue straniere. Le minoranze etniche del Regno Unito. commerciali o culturali. Essi sostengono la "modernità" di una simile operazione. la seconda "autonomista". Cagliari 1982. dalle sue origini.. I. Insieme alla questione della grafia. La corrente "italianista" non esita ad ammettere la validità. non intaccherebbe la struttura unitaria della lingua che rimarrebbe ben salda. p... Le origini delle lingue neolatine.2. a loro parere. D’altra parte. in quanto lingua viva. e propende per la formazione di neologismi con i mezzi propri della lingua sarda. Bologna 1969. Pàtron. è quindi il popolo di maggior ‘prestigio’ quello che maggiormente irradia la sua cultura attraverso il suo lessico. può creare delle parole nuove con l’aggiunta di certe terminazioni speciali chiamate suffissi. che dà ad altre lingue il maggior numero di prestiti" (C. anziché ricorrere ai prestiti in misura così massiccia. vi è sempre anche una ripercussione sul loro lessico.M. in altre parole con la derivazione da parole sarde già esistenti tramite la prefissazione e soprattutto la suffissazione. 272) Come conseguenza di questa affermazione. Sentiamo ciò che dice il Tagliavini: "quando si stabiliscono rapporti. in compenso. che oltretutto. ma anche e soprattutto con l’autocreazione di termini nuovi. che a volte si riferiscono ad oggetti o concetti inesistenti nella lingua che li riceve. Dall’altra parte vi è invece chi ritiene estremamente pericolosa un’operazione di tal genere. dato che i sardi conoscono quasi soltanto la grafia e il lessico dell’italiano. e prima di tutto dall’italiano. ma il più delle volte sono prestiti superflui. il prestigio dà luogo al ‘prestito’ dei vocaboli.

Ma ecco lo schema generale della suffissazione: DENOMINALI arrelloju / arrellogeri brenti / brentudu marra / marrai bellu / bellesa grogu / grogastu grogu / ingroghiri pensai / pensamentu traballai / traballosu marrai / marritai NOMINALE AGGETTIVALE VERBALE NOMINALE AGGETTIVALE VERBALE NOMINALE AGGETTIVALE VERBALE DEAGGETTIVALI DEVERBALI Questi sono i nove tipi principali. aggettivali o verbali. come già ho cercato di porre in evidenza precedentemente. Queste ultime due trasformazioni (da aggettivo ad aggettivo e da verbo a verbo) avvengono solamente nello specifico settore dell’alterazione. Questa è la suddivisione tradizionale. verbo) per modificarne il significato". Bisogna aggiungervi anche gli avverbi. 3) degli avverbi: è la derivazione avverbiale. da aggettivo ad aggettivo. secondo che servano a formare: 1) dei nomi o degli aggettivi: è la derivazione nominale. 132 .scrive M. Le parole nuove che derivano da un nome si chiamano denominali. il suffisso è una "terminazione che si aggiunge al tema o alla radice di una parola (nome. un aggettivo a un verbo o a un nome. quella riguardante la suffissazione. che possono essere sia basi (a susu / assusai) sia derivati (tontu / tontamenti). Eppure. Si possono distinguere tre categorie di suffissi. aggettivi o verbi si dicono nominali. un nome a un verbo o a un aggettivo. da verbo a verbo".Prefissi e suffissi Secondo una definizione chiaramente convenzionale ma che ha sempre una sua attualità. Proprio perché dediti allegramente all’acquisizione indiscriminata di prestiti dall’italiano. Dardano. "Un aspetto fondamentale della suffissazione .è il passaggio da una categoria ad un’altra di parole: un verbo può dar luogo a un nome o a un aggettivo. ma preferisco usare la classificazione introdotta da Maurizio Dardano nel suo LA FORMAZIONE DELLE PAROLE NELL’ITALIANO DI OGGI (Bulzoni Editore. studiosi e scrittori sardi hanno dedicato finora pochissima attenzione ai meccanismi che regolano nella lingua sarda la formazione delle parole. 2) dei verbi: è la derivazione verbale. ovviamente non esaustivo data la completa mancanza di precedenti studi sull’argomento. 1983). mentre il prefisso anziché aggiungersi si premette al tema o alla radice. inoltre. aggettivo. secondo che siano nomi. In questo breve studio. esporrò prima la suffissazione e a questo riguardo c’è da fare qualche osservazione preliminare. quelle che derivano da un aggettivo si chiamano deaggettivali. La suffissazione si ha anche all’interno della stessa categoria di parole: da un nome a un altro nome. la prefissazione e la composizione è una problematica il cui studio darebbe contributi notevoli ed impensati al processo di conoscenza scientifica della lingua sarda e di riappropriazione della padronanza attiva della lingua. quelle che derivano da un verbo si chiamano deverbali. soprattutto quando si pensi che tale problematica regola l’importante tipologia dei neologismi. Roma 1978) e ribadita nel successivo corso di grammatica italiana per le scuole medie scritto in collaborazione con Pietro Trifone (Zanichelli.

di mansioni ecc. ufficio.ÀRIU (indicano un luogo destinato a contenere o custodire qualcosa): palla / pallarju. ecc. domu / dominàriu. di mansione. Alcuni nomi in . olia / olivàriu. . 2) I denominali che indicano un’attività di fabbricazione. màrmuri / marmureri. di commercio.ARXU. jardinu / jardineri.AU (indica dignità. barcaxu / bracaxu o brecaxu o orcaxu. artistici. faci / facili. piluca / pilukeri.AXRU. .AXU. .AR.ILI (ha lo stesso valore del suffisso precedente): arroca / arrokili. questo è il quadro della suffissazione nell’ordine che affronterò nel proseguo dell’opera: da un nome a un altro nome da un nome a un aggettivo da un nome a un verbo da un aggettivo a un nome da un aggettivo a un verbo da un verbo a un nome da un verbo a un aggettivo da un verbo a un altro verbo N/N (N / N) (N / A) (N / V) (A / N) (A / V) (V / N) (V / A) (V / V) I nomi ottenuti da un altro nome si distinguono in quattro specie: 1.ISTA: denti / dentista. e il luogo dove si svolge tale attività: carnitzeri / carnitzeria 3. è un suffisso di luogo.ISTA derivano dai corrispondenti nomi in . ecc. arena / arenarju o arenarxu. religiosi. fianda / fianderi. . . Come suffisso di mestiere . riscontrabile per il momento solo nella parola landari). cani / canili. carri / carraxu. e il luogo dove si svolge tale attività possono essere ottenuti con i suffissi: . scientifici. un apparecchio. sotzialismu / sotzialista. arti / artista. marina / marineri. bruncu / bruncili. . coxina / coxineri. di commercio. liàuna / liauneri. màkina / makinista. carica. Nomi che indicano uno strumento. lìmini / liminarju. ecc.ISMU e designano seguaci di movimenti politici. arrelloju / arrellogeria. cunsillu / cunsilleri. ferru / ferreri. magasinu / magasineri.ARI (probabilmente un calco del suffisso catalano . . stato): obispu / obispau. . l’ufficio: s’obispau è la "sede del vescovo" 133 . oru / oreria. Per estensione indica anche il luogo dove si esercita la carica. linna / linnarju.ERI: sabata / sabateri. Nomi che indicano un’attività di fabbricazione. perda / perdiaxu. barba / barberi. pudda / puddarju.ARJU. màrmuri / marmureria. tapissu / tapisseri. pitza / pitzeria.ERIA: birra / birreria. carnitzeri / carnitzeria. molenti / molentarju o molentraxu. paxi / paxeri. . forru / forreri. ecc. patoça / patoceri. culturali. fusti / fusteri. scova / scovili. butega / butegheri.Per maggiore chiarezza.ISTA è di recente importazione ed è comunque molto meno usato di . cuili. natzionalismu / natzionalista. Nomi che indicano un’attività considerata con riferimento all’agente: arrelloju / arrellogeri 2. arrù / arruarju. In questo caso si ha la sostituzione del suffisso: sardismu / sardista. matalafu / matalaferi. un utensile e simili: tinta / tinteri 4. inginnu / inginneri. filosofici.ERI. prata / prateri. comunismu / comunista. storici. Nomi che esprimono una quantità o hanno valore collettivo: frukita / frukitada. 1) I denominali che indicano un’attività considerata con riferimento all’agente possono essere ottenuti con i suffissi: . muntoni / muntonarju o muntronaxu. arrelloju / arrellogeri. comissàriu / comissariau. prata / prateria. ecc.

càmbara / cambarada.. perda / perdàmini. frutu / frutedu.ADA 2 (col valore di "atto compiuto da. . arrogu / arrogalla. fusili / fusilada. costalla. orju / orjada.ERIA hanno.". tzugu / tzugada. genti / gentalla.ÀMINI: peddi / peddàmini. . camba / cambera. un apparecchio. bruvura / bruvurera. skina / skinali. talvolta si aggiungono a nomi. mata / matedu. . cinixu / cinixera. nii / niera. cria / criàmini. bistiri / bistimenta. . . ecc.: cullera / cullerada. canalla / canallada. di' / diada. ossu / ossàmini. pregunta / preguntàriu. caminu / caminera. .. Abbastanza nutrita è la serie costituita con basi temporali: annu / annada.. c) colpo inferto con. sia "colpo inferto con la forchetta". cunfitu / cunfitera. murta / murtedu. musca / muskera.ÌMINI. frukita / frukitada. unga / ungada."atto proprio di. La maggior parte dei nomi in . fèmina / feminalla. kitzi / kitzada. pimpirina / pimpirinalla..ÀMINI. bussa / bussinada. pòburu / poburalla. oltre al valore collettivo. burrumba / burrumballa. morti / mortalla. cabitzali / cabitzalera. bagassa / bagassìmini. unda / undada. limoni / limonada. corru / corramenta. imbòddiu / imboddiàmini. Spesso due di questi valori (il valore a e il valore c) si possono riscontrare in uno stesso nome: per esempio frukitada può significare sia "ciò che è contenuto in una forchetta". ecc. palla / pallàmini. ferru / ferralla.ERI: tinta / tinteri. insalada / insaladera.ÁRIU: fueddu / fueddàriu. . didu / didali.ALLA (quasi sempre al valore collettivo si aggiunge un senso spregiativo): pipiu / pipialla. tzùcuru / tzucurera. muskitu / muskitera. paperi / paperalla..: manu / manada. pei / peada. tzìpula / tzipulada. oru / oreria. con valore sinonimo: da bagassa si ottengono sia bagassàmini che bagassùmini e anche bagassìmini.ÙMINI indifferentemente. butoni / butonera. òmini / ominalla. costa.ADA 1 (ha tre diversi valori): a) ciò che sta contenuto in.EDU (indica un luogo dove si trovano determinate piante o colture): pranta / prantedu. matza / matzàmini.. àrburi / arburedu. anche e soprattutto un valore locativo: per esempio prateria e oreria possono significare sia "insieme di oggetti d’argento o d’oro " sia "negozio di oggetti d’argento o d’oro". pispisu / pispisalla. ferru / ferramenta. Anche .. càrrigu / carrighera. . pàlia / paliada b) un insieme di. gorteddu / gorteddada. butiru / butirera. mesi / mesada. pur unendosi per lo più ad aggettivi. Si possono far rientrare in tale valore collettivo anche i derivati come aranju / aranjada. Si noti che in molti casi dallo stesso nome di base si possono ottenere derivati in . carrada / carradàmini. sempre con senso spregiativo: canalla / canallùmini."): pipiu / pipiada. cani / canalla.. canna / cannedu. nàdia / nadiada. un utensile e simili possono essere ottenuti con i suffissi: . 134 .ÙMINI e .. A volte significa anche "colpo ricevuto su. . nuu / nuera.. panga / pangada. noti / notada. 4) I denominali che esprimono quantità o hanno valore collettivo possono essere ottenuti con i suffissi: . musçoni / musçonalla.ERIA: prata / prateria.MENTA: ossu / ossamenta.ERA: sali / salera.ÌMINI. obilu / obilàmini. perda / perdalla. niu / niada.3) I denominali che indicano uno strumento. .: fillu / fillada. . òrfunu / orfunalla. fasolu / fasolada.ALI: bratzu / bratzali. Talvolta ha valore intensivo: pampa / pampada. piçocu / piçocalla. grussu / grussàmini. lìndiri / lìndirera." murru / murrada. cafei / cafetera.

kitzi / kitzanu. punça / punçudu. punta / puntudu.AYU: Casteddu / casteddayu. bremi / bremigosu. soli / solianu. nasu / nasudu. pensamentu / pensamentosu.ÀNÇULU : fàula / faulançu. .ADORI. ìsula / isulanu. Tabarca / tabarkinu. Corsica / corsicanu. Mandas / mandaresu. frunza / frunzudu.ARJU : unidadi / unidàriu.ACIU.OROSU: frius / friorosu. Nùgoro / nugoresu. prétziu / pretziau. Biddanoa / biddanoesu. arrisu / arrisulanu. . scolaru / scolaria. .UDU: gançu / gançudu. pìbiri / pibirudu.INU: fèmina / femininu. . N/A La trasformazione da un nome ad un aggettivo può essere ottenuta con i suffissi: . craboni / crabonosu. Bonorva / bonorvesu. tessinju / tessinjanu / ogu / oghianu. croxu / croxudu.IDU: pixi / pìxidu. pala / impalliciu. imbìdia / imbidiosu. atza / atzudu. Logudoro / logudoresu. Cuartuçu / cuartuçayu.IA: ligadori / ligadoria. bregunja / bregunjosu.. pintori / pintorescu. . sanja / sanjosu. . . ecc. . cria / crianjana o crionjana. pastori / pastoria. Campidanu / campidanesu. fini / finigosu. disterru / disterrau. Gli aggettivi tratti da nomi di geografia si formano con i suffissi: . .INCU: Bosa / bosincu. murru / murrudu. Aristanis / aristanesu. prima / primau.sfamadura. tzeracu / tzerakia. tuvu / tuvudu.ICIU: culu / inculaciu. pilu / piludu. .INU: Tunisia / tunisinu. spantu / spantosu. amistàntzia / amistantzieri. tita / titudu. prexu / prexau. .ÁRIU.INU: craba / cràbinu. prupa / prupudu. . brenti / brentudu. coidau / coidadosu. colla / colludu. perda / perdali. gana / ganosu. .AU : disdiça / disdiçau. . Catalunnya / catalanu. abundori / abundosu. garbu / garbosu. . ingannu / ingannosu. pinna / pinnudu. .cumoviduracumovidori) si può considerare l'aggettivo sia come denominale sia come deverbale. brunzu / brunzudu.. spèddiu / speddiosu. viudu / viudali.ANÇU. cillu / cilludu. pundu / pundudu. sponja / sponjatzu. manu / manau. paxi / paxosu. ollu / ollosu. faci / faciana. colla / collutzu. costa / costanu. sordi / sordigosu. fura / furànçulu. fàmini / famigosu. denghi / dengosu. bidda / biddayu. . prontu / prontudu. cussorja / cussorjali. '.IGOSU : sonnu / sonnigosu. '. .IDORI: sfamadura / sfamadori. màsculu / masculinu. jogu / jogulanu. pùlixi / pulixosu. cumovidura / cumovidori. mustatzu / mustatzudu.IU: fàmini / famiu. pidu / pidànçulu. . perìgulu / perigulosu. pruini / pruinosu.sfamadori.ESCU: pipiu / pipiescu.UTZU : cùcuru / cucuruçu. ingresu. . 135 . fàula / faularju. faina / faineri. finàntzia / finantziàriu.ESU: Frantza / frantzesu. sànguni / sangunosu. tìrria / tirriosu. coa / coudu.ANU: brulla / brullanu. interessu / interessosu. pèrtia / pertiatzu. lìngua / lingudu. fortza / fortzudu.OSU (è senz’altro il suffisso più usato per formare gli aggettivi): cuscièntzia / cuscientziosu. passièntzia / passientziosu.ANU: Africa / africanu. papadori / papadoria. ossu / ossosu. . cumovi. obreri / obreria. nuu / nuosu. furtuna / furtunau. erba / erbançu.UÇU. sguma / sgumosu. . inginnu / inginnosu. Cuartu / cuartesu. corru / corrudu. America / americanu. mura / mùrinu.AYOLU: lardu / lardayolu. soru / sorosu. . spàssiu / spassiosu. Essendo presente un verbo dietro ognuna di queste trasformazioni (sfamai. picinnu / picinnia. portughesu. . tzùmburu / tzumburudu. ecc. cinixu / cinixali.ATZU: corria / corriatzu. perda / perdosu. fìskidu. frùscinu / fruscinosu. petus / petudu. . fama / famau.ERI: pranu / praneri. mèdiu / medianu. cupa / cupudu.ARI: pòpulu / populari. arrunja / arrunjosu.ALI: carri / carrali. filonju / filonjana. pitzu / pitzudu. . sidi / sidiu. fitianu.

bisu / abisai. pruini / impruinai. faina / afainai. perda / aperdiai.N/V La trasformazione da un nome ad un verbo può essere ottenuta con i suffissi: . bastu / imbastai. sonnu / insonnigai. burtzu / aburtzai. peus / peorai.EDDAI : làndiri / landireddai. perda / aperdigai.OLAI : scòrriu / scorriolai. pilu / impiliri. A + N + -IAI : lardu / allardiai.AI : barraca / abarracai. . kighirista / inkighiristai. perda / imperdai. cresuri / acresurai. buçuca / abuçucai. R. IN + N + -ITAI : frocu / infrokitai. . arma / armai. IN (intensivo) + N + -IJAI : timoria / intimorijai. bofetada / abofetai. L. frori / infroriri. S (intensivo) + N + -IJAI : fogu / sfoghijai. fueddu / fueddai. arroda / arrodai. . Il prefisso A. cumandu / incumandai.AI : arroca / arrocai. S (privativo) + N + -IGAI : cuaddu / scuaddigai. A + N + -IGAI : cuaddu / acuaddigai.provoca il raddoppiamento della consonante iniziale davanti a D. 136 . soli / assoliai. S (intensivo) + N + -ITAI : coa / scoitai. A + N + -IJAI : carru / acarrijai. dannu / addannai. Distinguiamo i parasintetici a seconda dei prefissi: A + N + . arrexoni / arrexonai.IGAI : cuaddu / cuaddigai . cuadru / scuadrijai. sardu / sardisai.ITZAI : pani / panitzai. A + N + -ITAI : nolu / annolitai. . prata / impratiai. napa / annapai. pastori / apastorigai. lampu / allampai. niu / anniai. tianu / intianai. prupa / sprupai. .IRI: frunza / frunziri.ISAI : arrori / arrorisai. italianu / italianisai. ingortigai. cantu / cantai.davanti a P e B: bàina o bània / imbainai.si cambia in IM.ORAI : mellus / mellorai. kistioni / kistionai. pinna / inpinniri.ITAI : trumba / trumbitai. scrillu / scrillitai. unu / unitzai. A + N + -ISCAI : moru / amoriscai. presoni / impresonai. prupa / imprupiri. IN + N + -IRI: cillu / incilliri. . purdeddu / impurdeddiri. sanna / assannai. dolu / indolai. palla / impallai. fradi / afradiai. genugu / ingenugai. ala / alitai. dòpiu / addopiai. IN + N + -IGAI : sordi / insordigai. S: logu / allogai. camba / scambitai. bentu / abentai. IN. festa / afestai. S (privativo) + N + -AI : croxu / scroxai. cuba / incubai. A + N + -IRI: picinnu / apicinniri: A + N + -URAI : pressi / apressurai. terra / interrai. . IN + N + -IAI : giru / ingiriai. infatti si ha l’intervento simultaneo di un prefisso e di un suffisso. IN + N + -AI : curpa / incurpai. La maggior parte dei verbi denominali e deaggettivali sardi sono parasintetici. arroda / arrodiai. fogu / afoghijai. carri / incarriri. fromiga / infromigai. nèbida / annebidai. . bìddiu / abiddiai. bena / abenai. sostri / assostrai. N.

. cristianu / cristianèsimu. grussu / grussària. lìberu / libertadi. caru / caridadi. . cràstulu / crastulìmini. macu / makìmini. cruu / cruesa. lànghidu / langhidori. sordi o sodri / sordìmini o sodrìmini. crueli / cruelidadi. curtzu / curtzària. burghesu / burghesia. bivu / abivai. fridu / fridura. balossu / balossìmini. barrosu / barrosia. lìmpiu / limpiori. mayori / mayoria. durci / durçura. un atteggiamento): sardu / sardismu. peus / peoria.ÌMINI (hanno valore negativo-spregiativo): beçu / beçùmini. moddi / moddìmini. màrturu / marturèntzia.IXAI : trotu / trotoxai Numerosi sono i verbi parasintetici che derivano da aggettivi. bambu / bambori. cali / calidadi.ORI: arrùbiu / arrubiori.ENA (indica una cifra approssimata e si aggiunge ad aggettivi numerali): binti / bintena. amargu / amargori. aspu / aspori. asuriu / asurìmini.ITAI : àgili / agilitai. cantu / cantidadi. galanu / galania. malu / malidadi. grogu / groghìmini. antigu / antigori. biatzu / abiatzai. .IAI : crispu / incrispiai. nieddu / nieddori. formano nomi indicanti un movimento. sàbiu / sabiori. Anche qui distinguiamo i parasintetici a seconda dei prefissi. marigosu / marigosori. craru / craresa. mellus / melloria. una disposizione dell’animo. deretu / deretura. tostau / intostai. pròpiu / propiedadi. grussu / ingrussai. . mindigu / mindighèntzia. surdu / insurdai. ladu / alladiai. . fundu / fundària. minori / minoria. biancu / biancori.IA: allirgu / allirghia. .ÙMINI. druci o durci / druçori o durçori. papadori / papadoria. aguali / agualidadi. trinta / trintena.ÌSIMU: sotziali / sotzialìsimu. .ÈNTZIA: cumbenienti / cumbenièntzia. marfusu / marfuseria. bonu / bonidadi. ecc. ladu / ladària.EDADI.ESA: basçu / bascesa. bellu / bellori. IN + A + . sòtziu / sotziedadi. leju / lejori. natzionalìsimu. natzionali / natzionalismu. sicu / sicùmini. bambu / abambiai. A + A + -AI : basçu / abasçai. forti / fortalessi. forti / afortiai. masedu / masedèntzia. macu / amakiai. mannu / mannària. . birdi / birdura. largu / largària. noranta / norantena.IDADI. malàdiu / maladia. lestu / lestesa. coranta / corantena. firmu / firmesa. un’ideologia. arrevesçu / arrevesçùmini.ESSI: brundu / brundessi. . callenti / callentura. grassu / ingrassai. A/V La trasformazione da un aggettivo ad un verbo può essere ottenuta con gli stessi suffissi usati per la trasformazione N / V. mannu / amanniai.ÈSIMU (suffissi dotti. argu / argori. paganìsimu. . piu / piedadi.AI : arricu / arricai. balenti / balentia.ISMU . .: farsu o frassu / farsidadi o frassidadi. indipendenti / indipendèntzia. . drollu / drollèntzia. jòvunu / jovunesa. fini / finària. fracu / afrakiai. traitori / traitoria. birdi / birdùmini. sèriu / seriedadi. pibincu / pibincùmini. 137 . sotziali / sotzialìsmu. . grandu / grandesa.AXAI. luxenti / luxentori. bellu / bellesa. locu / lokeria. longu / allonghiai. . e cioé: . prenu / prenesa. friscu / friscura. arricu / arrikesa. tzurpu / tzurpidadi. . . contràriu / contrariedadi. artu / artària.TADI: unu / unidadi. IN + A + -AI : curtzu / incurtzai. spertu / spertesa.OXAI. . beçu / becesa. moddi / moddori.ÀRIA (forma nomi indicanti una grandezza o misura): longu / longària. . ermosu / ermosura. susuncu / susuncùmini. brutu / brutori. A + A + -IAI : trotu / atrotiai. sicu / sicori. tontu / tontesa. solu / soledadi. Una variante popolare è il suffisso . lastimosu / lastimosidadi.A/N La trasformazione da un aggettivo ad un nome può essere ottenuta con i suffissi: .URA: tristu / tristura. cumpostu / cumpostura.ERIA: minghengu / minghengheria.

ligi / ligidura. 1) I nomi deverbali che indicano l’azione possono essere ottenuti con i suffissi: . alliberai / alliberamentu. coyai / coyantza. vengai / vengantza. cravai / cravadura. N. incerai / incerau. alliai / alliantza. intrayai / intrayau. jòvunu / injovunessi.ADA. cunjai / cunjau. . locu / allokiai.ADURA (si aggiunge ai verbi della prima coniugazione): sçacuai / sçacuadura. destrui / destruidura. . nomi che indicano l’"agente". atitai / atitonju.ONJU : (indica anch’esso azione continuata) liai / lionju. sutili / insutiligai.AMENTU. A + A + -IGAI : nieddu / annieddigai. allobai / allobamentu. sutili / assutiligai.ÀNTZIA. coi / coidura. filai / filonju. descriri / descriidura. IN + A + -ESSI: fracu / infrakessi.IN.AJU: interrai / interraju. callentai / callentamentu. espressai / espressau. assuconai o atzuconai / assuconju o atzuconju. propassai / propassau. pensai / pensamentu.INJU (indica azione continuata): papai / papinju. cioè la persona o la cosa che compie l’azione: traballai / traballadori. tessi / tessinju. sfrigai / sfrigonju. nieddu / annieddigai. stiddiai / stiddonju. S: lèbiu / allebiai. mudai / mudonju.AU. liscinai / liscinju. çuexi / çuexidura.si cambia in IM. '. Sia . grandu / ingrandessi. tramudai / tramudàntzia. caru / incaressi. A + A + -AXAI / -OXAI / -IXAI : trotu / atrotoxai. seminai / seminju. . vangai / vangàntzia. . alidai / alidantza. cumbinci / cumbincimentu. impicai / impiconju. sçolli / sçollimentu. arai / aronju. . cresci / crescimentu.IDA (trasformazione mediante la forma del participio passato maschile o femminile): imperdai / imperdau. cansai / cansàntziu. 2. . cunsighiri / cunsighimentu.davanti a P e B: brutu / imbrutai. L. definiri / definidura. burdu / imburdugai o imburdigai. scrafi / scrafinju. passai / passau. autodetzididura (autodecisione).ADURA. murigai / murighinju. Preceduto dalla preposizione A è usatissimo per esprimere una locuzione avverbiale: a fuliadura (in gran quantità). arroi / arroimentu. crueli / incruelessi.ÈNTZIA : cunfiai / cunfiantza. trasinai / trasinju. piscai / piscau. . surdu / insurdessi. pòburu / impoburessi A.AMENTU (ha valore quasi uguale a quello di . .IDURA è usato per esprimere una locuzione avverbiale: a dromidura (come se dormisse).ANTZA. pecai / pecau. intrai / intradura. assegurai / assegurantzia. solo che si aggiunge ai verbi della seconda e terza coniugazione): arriciri / arricimentu. 138 . scimai / sciminju. . imprinjai / imprinjau. croi / croimentu. pòburu / impoburessi.IMENTU (stesso discorso fatto per .IDURA (si aggiunge ai verbi della seconda e terza coniugazione): filiri / filidura. . si aggiunge ai verbi della prima coniugazione): arrexonai / arrexonamentu. alabai / alabantza. sfendiai / sfendionju. Anche . . con un carattere più iterativo. molli / molinju. simbillai / simbillàntzia. strumai / struminju. dedusi / dedusidura. allixerai / allixeramentu. cunjungi / cunjungidura. disfrassai / disfrassamentu.ÀNTZIU. Può provocare anche il raddoppiamento fonetico (ma non grafico) davanti a B. anzichè introdurre inutili italianismi. È perciò consigliabile ricorrere al loro uso.IDURA possono sostituire completamente i suffissi italiani . noxi / noximentu. acapiai / acapionju. R. . birdi / imbirdessi. ordiri / ordinju. decairi / decaimentu. cumbivi / cumbivimentu. duru / induressi. coberai / coberantza. cumparai / cumparàntzia. arricu / inrikessi. obediri / obedièntzia.IDA. . nomi che indicano l’azione: callentai / callentamentu. donai / donau.ZIONE e SIONE: alluidura (accensione). pari / aparixai. doli / dolimentu.provoca il raddoppiamento grafico della consonante iniziale davanti a D.ADURA che . IN + A + -IGAI : nieddu / innieddigai. mudai / mudàntzia. V/N I nomi deverbali si distinguono in due specie: 1. sobrai / sobrau. arrelatai / arrelatau. C e G. scriri / scriidura. afiai / afiantza.

brincai / brìnkidu.A del femminile): assussegai / assussegu. assitiai / assìtiu. arranjai / arranju. . sparessi / sparessidori. sono perfettamente in grado di colmare ogni lacuna del lessico tecnicoscientifico. dirigi / dirigidori (e non diretori). bentulai / bentuladori. basai / bàsidu.ADROXU. . fuliai / fuliada. serbiri o srebiri / serbidori o srebidori. indurcai / indurcadroxu. aculiai o acuilai / aculiadroxu o acuiladroxu. INFINITO SOSTANTIVATO (infinito presente con valore di sostantivo): su papai (il cibo). ecc. liagai / liaga.ADORI e . cuai o acuai / cuadroxu o acuadroxu. sperai / spera. torrai / torrada. asseliai / assèliu. tzaulai / tzàulu. comprendente participi presenti presi in prestito da altre lingue): studiai / studianti. cassai / cassadori. sperai / speru. abenai / abenadroxu. arrennesci / arrennèscida. allogai / alloganti.IDORI. benni / benidori. insieme soprattutto ai suffissi . prençai / prençadora (stiratrice). spanigai / spanigadroxu. spollai / spolladroxu. bufai / bufadori. fastijai / fastiju. pediri / pedidori.ADORI e . su bistiri (il vestito).IDORI. buddiri / bùddidu. .IDORI hanno anche valore accrescitivo-spregiativo: papai / papadori (mangione). cantai / cantada. assotziai / assòtziu. cantai / càntidu. mentre . 139 . intregai / intregu. sono adattissimi per la creazione di nomi del linguaggio tecnico-scientifico indicanti un apparecchio. con il loro femminile. su batiari (il battesimo.SORE. assumbrai / assùmbridu. peleai / peleadori. ghetai / ghètidu. sçacuai / sçacuadroxu. pasci / pascidroxu. abeliai / abèlidu. scubillyai / scubillya.U del maschile o .firmai / firmada. coyai / coya. obresci / obrescidroxu. soprattutto al femminile . çuexi / çuexidora (gramolatrice). 2) I nomi deverbali che indicano l’agente possono essere ottenuti con i suffissi: . oprimi / oprimidori (e non opressori). partiri / partida. arriciri / arricida. passai / passadroxu. sonai / sònidu.IDORI (il primo si aggiunge ai verbi della prima coniugazione. pecai / pecadori. .ADORI e .ATERI (di origine catalana. pasai / pasadroxu. Come si vede. sonai / sonadori.IDU: bolai / bòlidu. petonai / petonadora (pettinatrice). castiai / castiada.si aggiunge a quelli della seconda e della terza): cantai / cantadori. umpriri / umpridori. mediri / medida. Talvolta . binci / bìncida. infinito arcaico). dromiri / dromidroxu.ADORI.ANTI (è un suffisso fossilizzato. limpiai / limpiada. sparai / sparadroxu.IDORI: difendi / difendidori e non difensori.ERA. milindrai / milindru. uno strumento. criai / cria. murrinai / murrinadroxu. sterri / stèrrida. cundusi / cundusidori (e non cundutori). . scaresci / scarescidroxu. santziai / sàntziu. . belai / bèlidu. SUFFISSO ZERO (cioè parole derivate direttamente da temi verbali cui è stata aggiunta solo la terminazione . arriciri / arricidori. imparai / imparanti. la tendenza ad usare i suffissi italiani . s’èssiri (l’essere). dromiri / dromida. cresci / crèscida. pediri / pedidori (accattone). scudi / scuda. contempla ormai solo pochi nomi fossili): allogai / allogateri. sicai / sicadroxu.TORE e quella di formare i nomi partendo dal participio passato italiano (tipo: dirigere / diretto / direttore) è assolutamente fuorviante perché totalmente estranea alla struttura della lingua sarda. avolotai / avolotadori. assorteai / assorteu. parai / parada. papai / papada. pistai / pistada. . imprassai / impràssidu. intrai / intrada. arriciri / arricidroxu. annirgai / annìrghidu. lompi / lòmpida. spremi / sprèmida. lassai / lassa. binci / bincidori. ed inoltre è completamente inutile. pensai / pensadori. murrunjai / murrunjadori (brontolone).IDORI. parai / paradora (credenza di sacrestia). lastimai / làstima.TRICE. istoriai / istoriadori. sçacuai / sçacuada. '. . una macchina. dromiri / dromidori. aprapai / apràpidu. bessiri / bessida. bufai / bufada.ADORA e . jogai / jogadori. capi / càpida. imprentai / imprentadroxu. bufai / bùfidu. piscai / piscadori. oltre che lavandaia). aparessi / aparèssida. movi / mòvida.IDROXU (hanno valore prevalentemente locativo. sulai / sùlidu. scurigai / scurigadroxu. miaulai / miàulu. fai / faidori. crocai / crocadroxu. ligi / ligidori (e non letori). scairi / scaida. ingruxai / ingruxada. e talvolta anche temporale e strumentale): furriai / furriadroxu.: sçacuai / sçacuadora (lavatrice. benni / bènnida o benida. sparessi / sparèssida. ingurti / ingurtidroxu. intzertai / intzertadori.SORE è reso da . aderetzai / aderetzu. ordiri / ordidroxu.ERI. spraxi / spraxidroxu. ecc. Anche il suffisso italiano . I suffissi . leurai / lèura. cerri / cèrrida. perché .IDORA.

INCU: spollai / spollincu. 140 . sobrai / sobrau. allikidiri / allikidiu.ISCAI : dromiri / indromiscai. diminutivi e accrescitivi.ADITZU.ITZU : imbistiri / imbistiritzu.IDORI (si rimanda ai nomi deverbali che indicano l’agente): s’afesiri / afesidori (sfibrante. marrai / marritai. logorante. molti degli aggettivi di senso passivo esprimono possibilità): furriai / furriaditzu. definitore).IU: allurpiri / allurpiu. pretocai / pretocau. bolai / bolatzai. assenza di continuità. . scrafi / scrafeddai.AU : insuai / insuau. ortiri / ortitzu. furai / furitai. . marrai / marronai.ATZAI : stragai / stragatzai.ITAI : sulai / sulitai.OLAI : scorriai / scorriolai. intermittenza. . spendi / spendiritzu. sperditziai / sperditziau.ONAI : stupai / stuponai.EDDAI : tocai / tokeddai. spuligai / spulighitai. .ADORI. sfoddai / sfoddonai. definiri / definidori (definitivo. attenuazione. pendi / pendiritzu . saltuarietà. . deludi / deludidori (delusorio). tacai / takeddai.IRITZU : stingai / stinghiritzu. .AYOLU: andai / andayolu. snervante). slinguai / slinguau. injogatzai / injogatzau. Gli alterati verbali possono essere ottenuti con i suffissi: . . . sepurtai / sepurtau. praxi / praxili.IDITZU (formano aggettivi con valore passivo e con valore attivo. sperdai / sperdau.ILI: coi / coxili. il suffisso alterativo serve a indicare un aspetto del verbo di base: ripetizione. aconcai / aconcau. . sfossai / sfossonai. dexi / dexili. cumovi / cumovidori (commovente) . forrogai / forrogonai. . ALTERATI VERBALI V/V L’alterazione da un verbo ad un altro verbo produce verbi frequentativi.V/A La trasformazione da un verbo ad un aggettivo può essere ottenuta con i suffissi: . . . . dedusi / dedusidori (deduttore). bendi / bendiritzu.

VISU-. apustisgherra o apustigherra (dopoguerra).significano "in luogo di": visurrei (vicerè). CONTRA. contrademogràticu (antidemocratico).davanti a parole che iniziano per M e R: cunfradi (confratello). INTRA-.significano "in mezzo a" e significati derivati (collegamento. due volte" e varie estensioni: bilinguismu (bilinguismo). suta-proletariau (sottoproletariato). CU. SUTA. In alcuni casi gli viene preferita la variante CASI-: casi-finali oltre che mesu-finali (semifinali). contrafogus (antincendio). bistrotu (distorto). mesu-cunsonu (semiconsonante). intranatzionali (internazionale). suta-sonu (infrasuono).indica "due. CUN. esanime). suta-guvernu (sottogoverno). casi-mortu (semimorto). dus peis (bipede).esprime la posteriorità spazio-temporale: apustipranju (dopopranzo). al di sotto di" e significati derivati: suta-capu (sottocapo). antipassau (antenato). de dus mesis (bimestrale). mesu-cruu (semicrudo). APUSTI(S). visupresidenti (vicepresidente). PO. cumbivimentu (coabitazione. CUM-) vuol dire "insieme". contraluxi (controluce). CUM. duas facis (bifronte). a metà": mesu-obertu (semiaperto). contralluinadori (antiabbagliante). è consigliabile inserire un trattino tra il prefisso iniziante per vocale e il secondo termine. contratòmigu (antiatomico). sutarrùbiu (infrarosso). ecc. dinantisariseru (avantieri). Per motivi eufonici è consigliabile inserire un trattino tra il prefisso e l'altro termine: contra-fogus. comunanza.PREFISSI PREFISSI NOMINALI ANANTI. duas bortas a su mesi (bimensile). contraèriu (antiaereo). intraforru (fodera di mezzo). per motivi di fonetica sintattica. mesu-luna (mezzaluna). bisnebodi (bisnipote maschio). bocì-fradi (fratricida). antisbilla (antivigilia). contraimprinjau (antifecondativo).. 141 . Non si ha raddoppiamento della consonante iniziale: contracolonialismu (anticolonialismo). mesu-spollincu (seminudo). contrafascista (antifascista). antiprima (anteprima). mesu-scuriu (semibuio). convivenza). bocì-babu (patricida).esprimono l’anteriorità spazio-temporale: antisfatu (antefatto). duas bortas a sa cida (bisettimanale). Spesso trova sostituzione in DUS-: dus mesis (bimestre). mesu-biu (semivivo). Come si vede. posìndigu (prosindaco). ecc. intrepreti (interprete).indica l’opposizione. mesu-brulla (semiserio). innato). Nei nomi di parentela significa un grado più remoto: bisayu (bisnonno). bisneta (bisnipote femmina). dus-sìllabus (bisillabo).corrisponde al suffisso italiano .CIDA: bocì-mama (matricida). bimotori (bimotore). DINANTIS. BI(S). Per indicare gli ascendenti e i discendenti nei nomi di parentela si usa PRO-: pronebodi (pronipote maschio). in altri casi indica un grado successivo: bisogu (monocolo).si usa davanti a parole che iniziano per B e P. cunnasçu (congenito.significa "sotto. mesu-pranu (semipiano). ciò che è replica di qualche cosa. contrafuras (antifusto). intrerrennu o intrarrennu (interregno). ciò che è dalla parte opposta. un peggioramento: bislongu (bislungo). apustiscritu (poscritto). per evitare modifiche di pronuncia delle lettere mutanti. ANTI(S). MESU.. casi-deus (semidio). anantigherra (anteguerra). INTRU. bocì-musca (moschicida). mesu-circu (semicerchio). reciprocità): intramesu (intermezzo). mesu-fridu (semifreddo). visusìndigu (vicesindaco). cunsonu (consonante). suta-strutura (infrastruttura). mesumortu (semimorto. contra-furas. BOCI.(e varianti morfofonologiche CU.. mesu-deus (semidio).ha il signicato di "mezzo. apustiscola (doposcuola).

màniga / smanigai. brenti / sbrentai. tàula / staulai. barra / sbarrai. càbia / scabiai. fama / disfama.è di regola con le parole che iniziano per R (con conseguente perdita del rotacismo). traluxi (traslucere).PREFISSI VERBALI CONTRA. tonu / distonu. nuu / snuai.cunfiantza / scunfiantza ( insieme a discunfiantza). Davanti a parole che iniziano per S impura prende in aggiunta una I. acòrdiu / disacòrdiu. arrigu o errigu / sdarrigai o sderrigai. gana / disgana. gana / sganiu.il significato fondamentale è "in mezzo".negli altri casi. AS. cansai / discansai. diça / disdiça.porta a volte allo sviluppo di diversi significati: discarrigai (esonerare da un incarico). cuntentu / scuntentu (insieme a discuntentu). S. meresci / smeresci (insieme a dismeresci). pariga / sparigai. La concorrenza fra DIS. intèndia / disintèndia. transiri (spostare).. ecc. S. INTRE. tallu / stallai. petza / spetzai. Si alterna con S. PUS. trasmudai (tramutare). arrexonai / srexonai. indorai / disdorai. cuntentai / scuntentai. sperai / disisperai. S. arrejolai / srejolai. astenni (astenere). ANTIS. praxi / dispraxi. gùturu / sguturai. pala / spalai. lumbu / slumbai. parri / disparri.acatu / disacatu.indica precedenza temporale o spaziale: antisponni (anteporre). mata / smatai. interrai / disinterrai. trabucai (tracollare). ingajai / disgajai. trainare). alabai / disalabai. contradecrarai (controdichiarare). contracarelai (controquerelare). PREFISSI NEGATIVI Hanno valore negativo i prefissi: DIS. prosciogliere). DIS. trascriri (trascivere).ha valore privativo e si trova in astrai (astrarre). trastijai (frequentare. TRA(S). amistadi / disamistadi. fama / sfamai.significa "attraverso. trasladai (traslatare). trasprantai (trapiantare). apegu / disapegu.non si aggiunge a parole che iniziano per vocale o per S . cunfiai / discunfiai. bazzicare). tupa / stupai. manu / smanau. bregunja / sbregungiri. intrebenni (intervenire). asçolli (assolvere. oltre": tradusi (tradurre). viudu / sviudai. palla / spallai. baratu / disbaratu. contraespressai (contromanifestare). Davanti a vocale può aggiungersi se prende una D eufonica: ollu / sdollai.indica opposizione: contraponni (contrapporre). mentre negli altri casi si alterna con DIS-. trasparessi (trasparire). sperai / disisperai. crei / discrei. faci / sfaciu. cuidai / discuidai. arrennesci / disarrennesci. bània / sbaniai. obedessi / disobedessi. dinnyai / disdinnyai. comunanza. bisura / sbisuriai. NOTA: a volte la prefissazione avviene con la sostituzione del prefisso.e S. pintai / dispintai. intramesai (intramezzare). carrigai / scarrigai. ajudu / disajudu. faimentu / sfaimentu. contratacai (contrattacare). ecc. amparu / disamparu. voreta / svoretai. agradessi / disagradessi. papu / spapai. origa / sdorigai. intreponni (interporre). bèrtula / sbertulai. folla / sfollai. cabuda / scabudai. INTRA. reciprocità: intreverai (interpolare). connotu / disconnotu. ossu / sdossinai. trastocai (contraffare). càrrigu / scàrrigu. duana / sduanai. indorai / disdorai. bambu / sbambiai. fai / sfai. tragai (trasportare. con accezioni di collegamento. scarrigai ( scaricare). 142 . bentu / sbentiai. arrèxini / srexinai (insieme a disrexinai). arrexinai / srexinai.significa "dopo" e si trova solo in pusponni (posporre).è di regola davanti a parole che iniziano per vocale e per s. saliri / dissaliri.

bunjai / abunjai. 143 . Si badi che in sardo il prefisso IN. tebidai / stebidai.ha solo valore intensivo e non anche negativo come invece ha in italiano.PREFISSI INTENSIVI I prefissi intensivi sono usati per la formazione di verbi.brufulai / sbrufulai. nadai / annadai.(IM. murru / imurrai. casu / incasai.maçugai / amaçugai. costumai / acostumai. A. paperotu / impaperotai. basca / imbaskiri. meli / imelai. essi non modificano sostanzialmente il senso del termine cui si premettono ma danno ad esso una maggiore intensità di significato. IN. cumpartziri / scumpartziri. I. bisonjai / abisonjai. taçai / ataçai. dolu / indoliri.davanti a parole che cominciano con M. ghiai / aghiai. fatigai / afatigai. madurai / amadurai. davanti alla O prende in aggiunta una D eufonica): barçoni / imbarçonai. bastu / imbastai. ecc. ecc. treulai / streulai. faddiri / sfaddiri. oru / indorai. cara / incarai. I prefissi intensivi più usati sono: S. ecc. forrogonai / sforrogonai. garropai / sgarropai. bofetai / abofetai. caboniscu / incaboniscai. leju / slejai.davanti a parole che cominciano con P e B. vengai / svengai. nieddu / innieddigai.

dalla preposizione DE. Verbo + verbo In sardo non è possibile unire direttamente due verbi.luna (mezzaluna) pl. pertanto resta invariato: su lìmpia. arcu ‘e celu (arcobaleno). is is is is lìmpia. casças-fortis (casseforti) pratzas-fortis (piazzeforti) peddis-arrùbias (pellirosse) figus-moriscas (fichidindia) Aggettivo + sostantivo (il plurale si forma solo nel secondo elemento) In sardo l’aggettivo si pospone sempre al sostantivo.vidas (i salvagente) Esistono anche casi in cui il sostantivo è singolare.dentis (gli stuzzicadenti) allùstria.NOMI COMPOSTI Il procedimento della composizione consiste nell’unire due parole diverse dando vita ad una nuova parola. pl. pl. pl. ma solo quando il suo plurale non è usato. pl. Al plurale sono invariabili: s’anda e torra (l’andirivieni) su dromi e billa (il dormiveglia) s’àrtzia e cala (il saliscendi) pl.pranju (il dopopranzo) 144 pl.botinus (i lustrascarpe) iscula.vidas (il salvagente) pl. pl. is anda e torra (gli andirivieni) pl. is dromi e billa (i dormiveglia) pl.jogus (il guastafeste) su sarva.botinus (il lustrascarpe) su scula.jogus (i guastafeste) sarva. càuli ‘e frori (cavolfiore). is is is is apusti(s)-scolas (i doposcuola) apusti(s)-gherras (i dopoguerra) suta-scalas (i sottoscals) apusti(s)-pranjus (i dopopranzo) . Vediamo il caso di mesu: mesu.pruini (l’aspirapolvere) pl. Essi sono collegati dalla congiunzione E. pl.ludu (i parafanghi) su boga. Essi sono collegati dalla preposizione A e anche. il sostantivo è quasi sempre al plurale. Sostantivo + sostantivo In sardo non è possibile unire direttamente due sostantivi. Tale accorgimento grafico si rende necessario per ragioni eufoniche. pl. Sostantivo + aggettivo (il plurale si forma aggiungendo la S ad entrambe le parole componenti) casça-forti (cassaforte) pratza-forti (piazzaforte) peddi-arrùbia (pellerossa) figu-morisca (ficodindia) pl.dentis (lo stuzzicadenti) s’allùstria.scala (il sottoscala) s’apusti.pruini (gli aspirapolvere) passaportu (passaporto) non è inteso come parola composta.di' (mezzogiorno) pl.scola (il doposcuola) s’apusti(s). mesu-lunas mesu. Al plurale aggiungono la S al sostantivo: s’apusti(s). pl. Preposizione + sostantivo I nomi formati da una preposizione e un sostantivo non sono in realtà nomi composti ma prefissati. Verbo + sostantivo Questa categoria di parole composte è molto numerosa e attiva. is boga. mesu-dis mesu.ludu (il parafango) pl.tinta (mezzatinta) pl. is àrtzia e cala (i saliscendi) Verbo + avverbio In sardo non è possibile unire direttamente un verbo e un avverbio. ma un prestito da altre lingue. Tale genere di composizione è pertanto possibile solo con pochi aggettivi. I due componenti del nuovo termine sono nella grafia separati da un trattino. ma meno spesso. mesu-tintas francubullu (francobollo) in sardo non è una parola composta. Al plurale rimane pertanto invariato: su boga.noti (mezzanotte pl. pl. Tra essi si interpone la preposizione de (o ‘e): paperi ‘e tzapulu (cartastraccia). mesu-notis mesu.gherra (il dopoguerra) su suta. is boga. Contrariamente all’italiano.

is aposentus de.i scriri (la scrivania) sa libertadi ‘e fueddai (la libertà di parola) pl.mercau. Se infatti finora tale metodo è stato sottoutilizzato. per tanto non si potrà dire su ferru mannu ‘e prençai bensì su ferru’e prençai mannu. is aposentus de.prençai (ferri da stiro) pl. In sardo l’unità lessicale superiore più usata è quella SOSTANTIVO + DE + VERBO ALL’INFINITO: al plurale. is mesas de.LE UNITA’ LESSICALI SUPERIORI Le unità lessicali superiori sono unità di significato comprendenti più elementi. si tratta di veri e propri spezzoni di frasi i quali. ovviamente.i scriri (la macchina da scrivere) s’aposent' 'e crocai (la stanza da letto) s’aposentu ‘e abetai (la sala di attesa) sa mesa ‘e. per l'uso costante che se ne fa. dromi e billa (dormiveglia).i scriri (le scrivanie) Le unità lessicali superiori composte da NOME + NOME devono essere scritte con il trattino: òmini. solo il sostantivo prende la S.prandi (le sale da pranzo) pl. All’interno dell’unità lessicale superiore non è possibile introdurre alcun altro elemento. is màkinas de. amosta. anda e torra (vaevieni). is ferrus de. OSSERVAZIONI: la creazione di parole composte può rappresentare uno dei mezzi principali di cui ci si può servire per accrescere dall'interno il lessico della lingua sarda. si sono fissati fino a divenire unità a sè stanti. E' preferibile comunque scriverli sempre in grafia staccata: fui fui (fuggi fuggi). Anche la composizione delle parole infatti si adatta perfettamente alle esigenze di sviluppo delle terminologie tecnico-scientifiche. is aposentus d-e abetai (le sale di attesa) pl. 145 . ecc.arrana. s’aposent' 'e prandi (la sala da pranzo) su ferru ‘e prençai (il ferro da stiro) sa màkina ‘e. ciò non significa che debba esserlo anche in futuro. Altra unità lessicale superiore abbastanza frequente è quella formata da SOSTANTIVO + DE + SOSTANTIVO: su paperi ‘e seda su paperi ‘e còmudu su paperi ‘e tzàpulu paperi 'e craboni paperi 'e birdi peddi 'e caminu (carta velina) (la carta igienica) (carta straccia) (carta carbone) (carta vetrata) (carta pecora) CONGLOMERATI Sono abbastanza frequenti i cosiddetti conglomerati.crocai (le stanze da letto) pl.i scriri (le macchine da scrivere) pl. ecc. la cui successione non può essere mutata o interrotta.

senza timore. Quando la conversazione si fa più difficile. 10) Ricorda sempre: la padronanza della lingua sarda f arà di te un vero cittadino della Sardegna. sia nella strada e con gli amici come a scuola. 3) Fai rispettare tanto la lingua sarda quanto la lingua italiana e rispettale tu stesso. Quel che conta è la volontà. fai tu il primo passo chiedendo la pronuncia esatta. 8) Vigila affinché i tuoi figli imparino il sardo. che conosca il sardo. Inoltre ti porterà a comprendere come entrare in contatto con altre lingue europee e a sentirti davvero cittadino d 'Europa. Se nella località in cui vivi non vi sono corsi di sardo. passa tranquillamente all'italiano. 4) Non aver timore di capire e imparare il sardo: è molto più semplice di quel che pensi. I parlanti sardo sono pronti ad aiutarti. Se temi che ti correggano. Il sardo sarà la chiave per imparare una lingua straniera con facilità molto maggiore e con esito molto più positivo di quel che sarebbe se lo facessi direttamente e senza passare per il sardo. l'apprendimento del sardo ti aprirà prospettive nuove. Vedrai come sarà felice di farlo. 146 . Quando hai ripreso coraggio. Ascolta attentamente le canzoni sarde trasmesse dalle radio e dalle televisioni. per esempio). Tutti abbiamo l'intelligenza per farlo. chiedi a qualcuno. 7) Approfitta dell’opportunità che ti offre il fatto di vivere in Sardegna per imparare la tua seconda lingua. Basta che all'inizio chieda a tutti coloro che lo conoscono di parlarti lentamente in sardo e che ti spieghino di quando in quando una parola che non capisci. tre o quattro lingue. Molti popoli nel mondo sanno parlare con facilità due. fai un altro sforzo in sardo. Ti accorgerai che leggerlo è molto facile. Loderà il tuo interesse. Se non capisci bene qualcosa. Ambedue si sono evolute ognuna per proprio conto dalla lingua latina (come anche il francese e lo spagnolo. 2) Lotta contro l'ingiustizia dell'alienazione culturale. Entrambe le lingue sono egualmente degne. Cosi ti renderai simpatico a tutti. Se qualche volta hai provato con un'altra lingua e non ti è andata bene.10 CONSIGLI PER CHI VIVE IN SARDEGNA E NON CONOSCE LA LINGUA SARDA 1) Interessati della lingua d ella terra in cui sei nato o che ti ha accolto: soltanto la conoscenza della lingua sarda ti permetterà di sentirti veramente "di casa" in Sardegna. La repressione di una qualunque lingua o cultura è un atto barbarico. Ti meraviglierai come parleranno rapidamente un sardo perfetto. 5) Acquista giornali e riviste in sardo. 9) Iscriviti ai corsi di sardo per migliorare e correggere quel che già hai appreso. 6) Comincia il più presto possibile a pronunciare in sardo i saluti e le frasi più comuni. esigi che si facciano. Sono sufficienti alcune ore di conversazione attenta perché tu ti abitui a capire il sardo. di spiegartelo.

Iat a essi troppu leju ki po no spendi unu pagu in prus lassessimus de donai tistimonju de sardidadi. 2) Siast arrespetosu cun kini kistiònat in d-un’atra lìngua. Custa est s’arrikesa de su sardu. e impara is acentus e is fueddus diferentis ki teneus totus. in su traballu. a is baroniesus. 6) Acabadda de curregi a kini no bolit essi curreju. Kistiona cun s’acentu tuu a is logudoresus . kistionendi a pagu a pagu e sprikendi de tanti in tanti tzertus fueddus. tenit su deretu e s’arrexoni a su costau. etc. e faiddi biri ki su sfortzu suu d’agradessis. Poniddu in is billetus de visita. 10) Depis pretendi de totus. D-onnya personi ki difendit a sa lìngua cosa sua kentz' 'e s’afracai a nisçunus. Piga s’idea de kistionai in sardu cun kini scisi ki ti cumprendit. 8) Abonadì a jorronalis e arrevistas in sardu. 9) Detzididì a-i scriri totu is litras e is apuntus in sardu. E sìant in sa lìngua nosta is ligiduras ki faisi.10 CUNSILLUS PO KINI SCIT SU SARDU 1) Kistiona sa lìngua tua d-onnya borta ki podis. Ajudaussì is unus e is atrus a kistionai in d-unu sardu biu e bonu. in is targhetas. a su telèfunu. mancai finsas a imoi d’apas kistionau in italianu. po finsas de is autoridadis. 4) A sa genti connota ki ancoras no cumprendit beni su sardu. perou dona s’esèmpiu de preguntai a personis o a assòtzius autorizaus calis fueddus sballiaus tòcat a cambiai. etc. ki ti kistiònint in sardu. a is nugoresus. etc. ajudadda a provai a du cumprendi. perou depis pretendi k’is atrus siant arrespetosus cun sa lìngua tua. Ki ti cumprendinti. Lassaddus a una parti. prus de totu in domu e cun is amigus e sa genti connota. in s’arruga . sighi a dus kistionai in sardu mancai t’arrespùndant in italianu. Faeus po contu nostu su ki no anti bòfiu fai po tantis annus. cumenti de totu is atras lìnguas. is ispetàculus ki bisi. etc. ajudaddu. is programas de s’arràdiu ki ascurtas. Faiddu cun gentilesa. in is insinnyas. 7) Depis arrespetai a is variedadis de sa lìngua sarda. 147 . 3) Acostadì a totus kistionendi in sardu. 5) Ki bis a calincunu sfortzendisì de kistionai in sardu. De imoi a innantis dona sempri in sardu su nòmini tuu. No perdas tempus e assèliu cumbatendi contras a is nimigus decraraus de sa lìngua nosta.

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful