IL BORGHINI

Rivista telematica della Venerabile Loggia Martinista “Don Vincenzo Borghini” e delle Sorelle e dei Fratelli delle Colline Toscane.
(Vincenzo Borghini fu un grande ermetista dell’età manierista e Maestro di Alchimia di Francesco I de’ Medici) N.° 1 Edizione straordinaria di Buone ferie. PLENILUNIUM LEONIS 2011 MAESTRI PASSATI ED EPIGONI PRESENTI
Di Igneus Superiore Incognito Iniziatore, Collina di Firenze Nella tormentata storia dell’Ordine Martinista in Italia prevalgono paradossalmente rivalità personali, insulti anche feroci, polemiche spesso terribili, separazioni e scissioni indotte spesso da pure vanità individuali. Il paradosso consiste nel fatto che in un Ordine assiomaticamente definito “povero”, e che nella realtà dei fatti lo è forse ancora di più, dove gli scontri religiosi o politici non esistono affatto, e dove i tre gradi si richiedono con coscienza e non si possono (naturalmente dopo un approfondito esame) rifiutare, dove la fratellanza, quindi, si può applicare senza condizionamenti o ripensamenti, non dovrebbe esserci motivo di scontro fra membri. In realtà molto spesso la divergenza di opinioni sulle metodiche sulla via iniziatica, unico motivo di scontro fra i martinisti, porta anche a personalizzare le diatribe, nella coscienza che anche una personalità avanzata nella via iniziatica non può che mantenere le carenze ed i difetti dell’umanità, finché sopporta il fardello penoso, ma anche amato, della sua materialità. Le essenzialità dell’Ordine Martinista e la sua travagliata cronaca, stata
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già descritta storicamente ed ideologicamente da due illustri personaggi del mondo martinista, Gastone Ventura e Francesco Brunelli. Ambedue all’apice della gerarchia martinista, a capo di due rispettivi Ordini, dopo un tentativo purtroppo fallito di unificazione, Ventura e Brunelli, pur nelle loro diverse personalità, avevano delle intelligenze superiori e soprattutto degli effettivi tratti iniziatici. Ventura era un gentiluomo di rigido comportamento, la cui bontà aveva dei precisi limiti, quelli della giustizia, da cui difficilmente derogava. Spesso affermava, forse con eccessiva modestia, che avrebbe desiderato semplicemente di lasciare il ricordo di un uomo giusto. Sempre sereno ed equilibrato, a volte perdeva la calma, per difendere la tradizione cui si sentiva legato e che gli era stata affidata dai suoi Maestri. Non derogava, ne faceva derogare neanche da una virgola dal patrimonio rituale dell’Ordine Martinista, ed ogni proposta o tentativo in tal senso provocava in lui una reazione talmente bellica da far temere anche fisicamente gli incauti provocatori. La via iniziatica che deteneva la trasmetteva in maniera semplice, severa, descrivendola come un’ascesi intellettuale che non prescindeva dall’austerità dei costumi, dalla tensione etica, dal rispetto dei valori morali della religione naturale. Ma questa sua convinzione spoglia, quasi conventuale della

che la storia bisogna che sia scritta dagli storici. intellettuale. che non consentiva eccentricità o deviazioni. Certo. era poi arricchita di lussi intellettuali grandiosi. di scrivere e descrivere con oggettività gli accadimenti e gli uomini del Martinismo di un’era lontana. gli avvenimenti martinisti italiani ed europei dal 1925 ad oggi. hanno lasciato ambedue una loro storia del Martinismo. Questi due personaggi la cui presenza nel piano dei Maestri Passati ancor oggi ci ispira. degli accadimenti umani. inaugurando forse una nuova stagione di studi da molti auspicata e richiesta. con spirito di neutralità e scientificità. riorganizzatore strenuo di ambiti iniziatici e rituali quasi dimenticati. da una comprensione incredibile dei testi più astrusi. comporterebbero l’approfondimento del pensiero e delle opere di uomini come Gabriele D’Annunzio. nel ripetersi quotidiano. un sacrario italico della spiritualità iniziatica. Dunstano Cancellieri. gli epigoni enormemente minori di una generazione ormai scomparsa. il Porciatti ed il Farina. quando il sorriso e l’ironia erano benvenuti e richiesti. Cercheremo. Francesco Brunelli non aveva ricevuto delle particolari tradizioni iniziatiche da difendere. Curioso ed eclettico. da una cultura profana ed iniziatica immensa. il Reghini.IL BORGHINI via martinista. Edgardo Frosini. con la caparbietà con cui noi. che esternava nei momenti più rilassati e liberi degli incontri rituali. più tormentate. scomparso il Maestro. ma che comunque risente della loro troppo forte personalità. che non si può esaurire né un autore né una generazione ma che abbiamo la sommessa e sublime presunzione di iniziare. con la tensione etica ed intellettuale della nostra difficile epoca. René Guènon. come spesso succede. Si dice. la maggior parte delle istituzioni create decadono. ciò che una volta si 2 apprendeva con semplicità e con gioia. la cui levatura morale. una storia scritta in buona fede ed in verità. di Carlo Gentile e Jules Boucher. Le sue tradizioni se le era cercate. le operazioni ottengono minori risultati. nel tempo. riuscì quasi a creare a Perugia quella Grande Montagna che aveva sempre sognato. spirituale ed iniziatica è stata grande. Un’opera immensa quindi. Ma. da grande ed intelligente ricercatore com’era. delle loro troppo forti convinzioni. Gastone Ventura Gran Maestro dell’Ordine Martinista Martinista Detto “di Venezia” Venezia” . Ma anche la parzialità della passione e del sentimento è storia. e di tantissimi altri che hanno vissuto da protagonisti nelle forme iniziatiche dell’Occidente degli ultimi 70/80 anni di storia. più sottoposte ad inserimenti di vario genere ed all’influsso di alcuni personaggi che hanno contato nella formazione iniziatica della nostra generazione. e le sue convinzioni sulla via iniziatica martinista erano più complesse. lunare e solare della ritualità individuale e collettiva. proviamo a comprendere. ed è vero. e certo non minore. l’aggregato umano creatosi attorno a lui si allontana.

ed un lungo dominio assiro. conquista il Delta (Avaris) battendo il re (faraone) hyksos Apophis. facendo largo . Collina di Aosta appello a mercenari della lonia e della Caria (opliti detti "Uomini di Bronzo") per assumere il potere. Psammetico. È con mercenari Haou-Nebout che il Tebano Ahmosis 1°. Atena è onorata con un tempio nel Delta 1. Questa 18a dinastia termina con l'usurpatore Horemheb. armata per il commercio o i raid militari. nato dal fenicio dopo diversi 3 Pitagora e il suo tempo 1. un " proto-greco" dorico (?). tracce d’importanti devastazioni attribuite. Amasis concede a dei Greci. di cui il Giuseppe biblico fu forse ministro.C.IL BORGHINI Di Gemile Lefrançois Traduzione di Alexander Superiore Incognito Iniziatore. in Libia.Il mondo antico mediterraneo La navigazione. Ma nell’8° e 7° secolo le città d’Anatolia. Un testo indica Ahmosis. forse di origine “Atlantidea”. la cui flotta è molto potente. talvolta in appoggio a raid venuti dall’Ovest attraverso la Libia o anche dall’Est.1. si trovano. In seguito ad una fallita guerra. Sembra che Troia sia stata fondata prima del 2500 a. Amasis. fondatore della 18a dinastia. fonda la 26a dinastia. il Liberatore. In queste epoche. nate. che regnerà per quarantadue anni (568-526). gli scambi culturali e religiosi non sono mancati tra il Mediterraneo «greco» e l'Egitto. detta Saîta (650). in parte. fonda la 19a dinastia (quella dei Ramsete). Si possono citare i seguenti esempi di alleanze del Basso Egitto con forze «greche». un "Larthe" etrusco-Zèthos 1° (Seti 1°). come prive di Storia. Dopo molteplici disordini dinastici.Il tempo di Pitagora La filosofia greca è nata e si è sviluppata nei territori ionici d’Anatolia e del Dodecanneso. Artemide ad lside. Kamosis. quando un capo di mercenari del Mediterraneo Centrale e della Libia. ben adattato alla lingua “greca” per leggere e scrivere. la "Signora degli Haou-Nebout". Ma altri marinai del Mediterraneo Centrale e popolazioni scese attraverso l’Illiria nella Grecia Continentale parlavano una lingua veicolare analoga. sono diventate abbastanza ricche in uomini per fondare numerose “colonie” sul Mar Nero e nel Mediterraneo Centrale da cui erano. la "colonia" di Naucratis accessibile dal mare e resiste alla spinta persiana di Ciro. sin dall’8° secolo (750) di un alfabeto nato a Mileto. nel 565. verso le Cicladi. Occorre rilevare che le città ioniche hanno disposto. un generale salito al potere dopo un periodo di disordini. venuti dal Basso Danubio. prima di emigrare. il faraone Apriès è detronizzato dal suo generale vinto. sotto la pressione dei soprusi dell’imperialismo Persiano. parlanti un "greco proto-ionico" che si è esteso in Anatolia e nell’Egeo. esortante i suoi soggetti ad acclamare la sua sposa. la Grecia continentale (Atene) e la Magna Grecia (Italia del Sud e Sicilia). sin da terzo millennio. Per tre o quattro secoli queste regioni sembrano archeologicamente vuote. Alleato di Polycrate di Samos. contro la colonia greca di Cirene. Nel 2° millennio. a migrazioni e raid di “Popoli del Mare” ed anche a catastrofi naturali (terremoti e ondate di tsunami). verso il 1200. Ahmosis concludeva così la lotta intrapresa da suo padre. notevoli eruzioni e crolli in mare del vulcano di Thera-Santorino. la Bassa Valle del Nilo è in contatto con questi “Popoli del Mare” chiamati Haou-Nebout (parlanti il greco) che sono talora amici come alleati mercenari. Alla morte d'Horemheb (1315). Questo faraone crea persino un "corpo" d'interpreti di Greco. Quest’alfabeto. Dopo la lunga (10 anni) guerra di Troia (verso il 1300) che ha indebolito le città Egee e l’Anatolia. supposte ricostituite da disparate popolazioni ed impoverite. da audaci marinai. in parte. ha svolto un ruolo importante nel Mediterraneo. Apollo è assimilato ad Osiride. i disordini riprendono fino al 1310. verso il 1590. tal’altra nemici come pirati. con l’aiuto di mercenari libici. con il concorso di mercenari e di marinai ionici. anche se i "nobili" ed i sacerdozi egiziani "disprezzano" i marinai ed i commercianti "greci" per il loro modo di vivere "impuro" (Erodoto). un principe vassallo dell'Assiria.2.

1. Questi Maestri erano chiamati Saggi (Sophoï). . l’Arché è il principio unico divino. di conseguenza.3 – La filosofia ionica I filosofi più significativi del tempo di Pitagora sono. dopo un’assenza di oltre venticinque anni. “La Legge Unica e Divina” del Logos. in perpetuo rinnovamento. sono divine. Sono: Talete (625-535). per modestia. le parole non avranno sempre lo stesso senso. sapiente “matematico”. sono governate da oligarchie coperte da tiranni abbastanza liberali. Ha frequentato il Sacerdozio Egiziano ed avrebbe detto dell’Apollo di Didimo (Caria) che era il “protettore” del popolo del Nilo.Anassimandro di Mileto (610-546) – Allievo di Talete molto rinomato. la credenza nella nonmortalità dello Spirito dell’uomo (per quanto ce ne sia) e. dove la tirannia di Policrate si era indurita. Come per le città ioniche. che regge ed anima ogni spiritualità. . la sua isola di Samo. in quanto la Saggezza come la Verità. prima di riguadagnare. nel Dio UNO (eterno) e nel Mondo degli Spiriti divini (non mortali). Il bambino. (Apollo non è una parola di origine greca). in particolare il Tempio di Apollo a Delo. . allievo di Anassimandro emigrato in Sicilia – Per lui Dio non è per nulla antropomorfo – Disapprova i sacrifici sanguinosi – Parla dell’Essere (nel senso di Noûs) prima di Parmenide. Pitagora incontrò dei “maghi” Caldei (in Fenicia?) e fu ospite di Templi Greci. fenicio di Tiro emigrato a Mileto. discendente d’Agenore. scuole d’insegnamento “laiche” (al di fuori dei templi). ineffabile. fondatore di Efeso e maestri ereditari del Tempio della Città – Deluso dalla sua Città. La tentazione sarà grande per i Maestri di scuola di scrivere libri per scambiare le loro idee e diffondere il loro sapere. 4 . . ionici. come vedremo. In Talete. Sidone). Ebbe in seguito maestri fenici (Tiro. Infine. di lontana origine fenicia (Tiro). detto anche l’Uno. ma massime ed aforismi.4 – La Vita di Pitagora e la sua opera Pitagora è nato verso il 580. Sono potute nascere.Eraclito d’Efeso (540-480) – della discendenza di Adroclide. appare già Arché. spazio (infinito) dei “respiri”. Ha conosciuto Anassimene e Pitagora – Ha scritto un libro depositato nel Tempio di Artemide – Per lui. prima che Pitagora. che fa regnare l’Armonia e la Giustizia con la sua Intelligenza (Nous). in comune con Pitagora. si dichiarasse “Amico della Saggezza”. ed anche Talete di Mileto che fu colpito dall’eccellenza dei suoi doni. è già ampiamente diffuso nel 6° secolo. come lui. è un agiato gioielliere. . Tentò. Pitagora seguirà la formazione scientifica ed iniziatica dei collegi sacerdotali di Heliopolis (e forse di Memphis). (o 590) nell’isola di Samo. Con il vocabolario povero in “astratto” di cui dispongono. 1. iniziato all’Orfismo. Tutti questi filosofi condividono. Per lui nell’Apeiron (l’Indeterminato) che contiene Tutto. Saggio leggendario di origine telide. esercitato dallo Spirito (Nous). passando per Vile di Lemnos. Poi. Anassimandro di Mileto.(al neutro) o anche con la Cosa Saggia. si dimette dalla carica sacerdotale per finire i suoi giorni molto modestamente. nel senso di Potere dell’Uno.Xenofane di Colophon (576-484) – Rapsodo. che non ha lasciato opere didattiche.IL BORGHINI brancolamenti.Anassimene di Mileto (580-529) – Allievo di Anassimandro ed amico di Pitagora – Per lui l’Apeiron è chiamato Etere.Anassagora di Clazomene (498-428) – Allievo di Anassimene e pitagorico discreto – Emigrato ad Atene – Protetto da Pericle – È stato il maestro di Socrate e di Euripide – Insiste sull’Intelligenza (Noûs) o Spirito. Suo padre. molto dotato. tra cui Pherecide di Syros. è affidato ai migliori precettori del tempo. . dietro raccomandazione di Policrate (tiranno di Samo) presso il faraone del Basso-Egitto Amasis. grazie a quest’alfabeto. anima e regge ogni Natura.

quelle di André Dacier. Gli “Esami” di Fabre d’Olivet sono interessanti per la sua grande cultura e la sua acuta sensibilità all’Ermetismo pitagorico. tra cui quelle di Diogene Laerzio. per più di 2/3. difensori della Repubblica e del Senato. avrà un’esistenza pubblica di breve durata perché non sarà supportato dai movimenti “democratici” che hanno agitato a quell’epoca le città della Magna Grecia e della Sicilia. di cui si ritrovano. attaccati e dispersi (450). Oltre ai “Discorsi Sacri” si attribuiscono a Pitagora numerosi aforismi (acousmata). Hierocles ha conosciuto bene il neo-pitagorismo alessandrino. Si conoscono parecchie traduzioni di questo poema. in Magna Grecia (Italia del Sud). Abbiamo due traduzioni dei Commentari di Hierocles. la pratica delle virtù. è percepita la stessa metafisica e sono coronate le stesse virtù. da estratti autentici dei “Discorsi Sacri”. di aprirvi una Scuola. Per quanto tardivi questi autori sono preziosi.IL BORGHINI senza successo.42 Pitagora ha scritto poco. Si sa che questi Templi reclutavano. nella medicina e. Scienziati (Mathematikoï o Physikoï). e l’Ordine Pitagorico propriamente detto è formato da: Neofiti sottoposti ad un’istruzione preparatoria. È iniziato ai riti e simboli dei Misteri che velano gli insegnamenti dei grandi Templi dove. quella di André Dacier (verso il 1700) e quella di Mario Meunier. Un’analisi dei Versi Aurei e degli Aforismi esce dal quadro di questo lavoro. senza ricostituzione di Scuole di Saggezza. il cui amico P. né sacerdote. Gli si attribuiscono dei Discorsi Sacri "Hieroï Logoï”. L’Ordine Pitagorico di Crotone. oggi scomparse. secondo certe fonti). l’organizzazione e l’insegnamento sembrano ricalcati su quelli dei grandi Templi egizi. prima di emigrare circa all’età di quaranta anni. Dopo la morte di Pitagora l’Ordine ed i Cerchi pitagorici della Magna Grecia sono progressivamente indeboliti. ma sapiente e taumaturgo. Questa accoglieva degli auditori liberi. Vi creò. probabilmente ritirato a Metaponto. Pitagora non è portatore di una nuova rivelazione. salvo forse a Roma. con massima cura giovani dotati intellettualmente e fisicamente per istruirli e formarli al fine di mantenere la loro autorità nelle tecniche. pare costituito. riceventi un’istruzione profana. Ma l’Ordine era rapidamente sciamato nel Mondo Greco ed in Italia. di Giambico e di Porfirio. furono numerose. Il poema i “Versi aurei”. 1. qua e là. in quanto riprendono le fonti antiche. quella del divino. così. nelle arti. probabilmente restaurato nel 3° secolo. Venerabili (Sebastikoï). a Crotone. Custode dei Libri del Gabinetto del Re (Luigi XIV). Il suo insegnamento (segreto) si è perpetuato in cerchi chiusi. in particolare la divinazione. Disponiamo di parecchie biografie di Pitagora. Cicerone. ad un alto livello iniziatico. aristocratico nel senso greco della parola. graditi. Pitagora muore verso il 500. Disponiamo anche di lunghi Commentari dei “Versi Aurei” da parte di Hierocles (5° secolo) e degli Esami dettagliati da parte di Fabre d’Olivet. Nigidius Figulus animava una Confraternita pitagorica rinomata. rifugiato a Tebe presso Epaminonda. 1.43 Ritorniamo per un momento sulla Scuola di Saggezza di Crotone. una Scuola “laica” di Saggezza diventata rapidamente famosa. dei frammenti. di 71 (o 73) versi attribuiti a Lisia. Né profeta. naturalmente. e per “l’interiore” la conoscenza di sé e. Egli pensa che i Versi Aurei siano un riassunto autentico dell’insegnamento pitagorico per “l’esterno”. poteva scrivere che a Roma “nessuno era considerato come istruito se non era Pitagorico”. dove le persecuzioni contro i Pitagorici (Matematici). iniziati alle arti “sacre” ed alla metafisica. nelle pratiche sacerdotali. nel 540 (532. di Fabre d’Olivet (1767-1825) e di Mario Meunier (1925). 5 . il cui reclutamento.

2. qui o là. allegoricamente. cioè che non possono rivelare né l’origine. il cui emblema è una Y (maiuscola). Se lo Spirito (Noûs) dell’uomo è non-mortale. confortano questa credenza. che viene consigliato di mantenere di eguale importanza. Il mondo non manifestato.1 – L’Ermetismo pitagorico. dove la creazione è continua. L’insieme “Dio UNO-Logos- . Queste leggi assicurano il Bene e l’Armonia nella Natura. pur potendone usare a titolo personale. non interessano l’Ermetismo. pur 6 La ragione umana non ha accesso alla conoscenza delle strutture e delle leggi del Mondo Divino. Sotto il segno emblematico della Bilancia essi possono partecipare al governo delle città.12 – Sul Dio Uno e la Creazione La causa del Mondo divino e della Natura (vivente) è attribuita ad un Principio Unico. modificato oppure no dopo la morte del corpo. - La base di questa metafisica è la credenza fondamentale che una parte dell’uomo. la Natura (Physis) dove ogni cosa nasce. senza fine. rappresentante la volontà creatrice del Dio Uno. nonmortali dai daïmons. la sinistra. È tuttavia dato all’uomo. come costituito da divinità a tre livelli: dalle divinità immortali occupanti le sfere celesti secondo il loro rango dagli eroi (glorificati) o santi. secondo ritmi – “generazione – vita – morte”. 2. angeli custodi o geni. come la prospettiva di una spiritualizzazione globale della Natura che ritorna al Nulla originale. che ha potuto acquisire coscienza del proprio Spirito. il Dio Uno (O Theos). come di altri fatti strani. ineffabile. in altre parole dell’origine e della fine dei Tempi non ha senso poiché la verità e la Vita che governano la Natura sono inesplicabili. né le circostanze d’acquisizione delle informazioni che sono loro pervenute dall’Ordine. si è incorporata dapprima in un culto degli antenati (familiari o tribali). La Saggezza pitagorica La Saggezza pitagorica. molto antica. presso certi uomini. di capacità innate o di reminiscenze inesplicabili. Demiurgo. Sarebbe meno insensato congetturare sull’asteroide che. quindi inconoscibile ed eterno. il Divino o Mondo degli Spiriti. non è mortale. chiamata suo Spirito (Noûs). La parte metafisica è l’Ermetismo. sono formati ai problemi politici ed economici. suo Logos. L’insieme Dio-Logos è al di fuori dello spazio e del tempo (fisico). Questa credenza. Certi Scienziati e Venerabili. Tutti i membri dell’Ordine sono tenuti al segreto. La questione dell’origine e della fine dei Mondi. dove ritornerà. chiamata Mondo Divino. La parte pratica è l’Arte di Vivere. in perenne rinnovamento. la destra ed una branca pratica. comporta una branca metafisica. fenomeno minuscolo su scala astronomica e conforme alle leggi della Natura. distruggerà brutalmente la nostra terra. in rapporto col Sacro o col Divino. Governa la Natura secondo leggi immutabili. a proprio nome. i politikoï. L’esistenza. vive e muore. nonmortale. il mondo manifestato. Il Mondo Divino emanato dal Dio-Logos è presentato. La tesi di un big-bang originale. un accesso al mondo divino attraverso la via (iniziatica) che lo collega al suo daïmon (il suo angelo custode nel linguaggio cristiano). Sull’immortalità dello Spirito l’Ermetismo antico distingue: (Noûs) proviene da qualche parte. in rapporto con la Natura. Padre di Tutto al quale è spesso associato un Figlio.IL BORGHINI Il loro segno emblematico è il pentalfa. non-mortali. per quanto ne possieda al momento della sua morte fisica. un giorno.

Notare che nella teologia cristiana la Causa di Tutto. Come abbiamo detto. L’Iniziato Virgilio scrive che. raggiunge il Mondo Divino. Padre e Figlio. l’uomo è “ad immagine di Dio”. l’anima anche. pitagorici e celti (druidi) è stata ripresa dalla chiesa cristiana primitiva impregnata d’Essenismo. una parte dell’anima alta è supposta poter accompagnare lo Spirito nel Mondo Divino e produrre in caso di “rinascita” un riaffiorare di ricordi di vita anteriore (anamnesia). animica (cosciente) e spirituale (intelligente. Una Divinità è così nata nella memoria degli uomini dopo un’incarnazione sopranaturale. più vicina all’Ermetismo. separato dal corpo. con la parte alta del Mondo Divino. al suo livello di iniziazione spirituale. come i cani. Egli può quindi vivere una triplice esistenza. è del 2° tipo. eroe o daïmon. chiamata Spirito Santo. La trasmigrazione degli Spiriti (metempsicosi o palingenesi) è una visione allegorica di una spirale di purificazioni spirituali. la Trinità. Secondo l’Ermetismo possono apparire sulla terra degli esseri dotati di capacità psichiche e spirituali fuori dal comune (sopranaturali). egiziani. salvo il Johannismo. dei sentimenti e del giudizio. 2. la Tetractys umana. è comunemente percepita da degli animali. un campo d’energia spirituale benefica sufficiente per riunire dei fedeli attorno alla loro memoria. non visibile. quando l’esoterismo cristiano ha cessato di essere tollerato. nella sua parte mediana. caldei. dopo la loro morte 7 corporea. tal’altra una certa “gerarchia trinitaria” dove lo Spirito Santo rappresenta le Energie Divine a cui l’uomo può sperare di accedere. Andare oltre è lasciare l’Ermetismo per una gnosi. mentre lo Spirito. corpo (Soma) anima (Psiche) e Spirito (Noûs). ineffabile. dopo la quale lo Spirito può sfuggire ai cicli di rinascite (non necessariamente sul nostro globo) per diventare daïmon. L’aura umana. i manes circonvolano. animale (istintiva). Queste tre esistenze sono in qualche sorta integrate in una “unità volitiva” per costituire il famoso quaternario umano. sulla quale le Chiese Cristiane si sono divise. in senso greco). Il corpo fisico.G. La Chiesa detta Johannita. Questa visione. la sede delle passioni. la Tetractys Sacra. Nella sua parte alta è connessa allo Spirito con la coscienza morale e la ragione (Logos). la cui parte bassa condivide col corpo la vita istintiva (La Gana). comune ai bramani. della sagacità e dell’Intelligenza (parte alta dell’inconscio nel linguaggio di K. salvo eccezioni. lo Spirito si allontana verso i Cieli.15 – Sul bene ed il male L’Ermetismo ignora la dualità Bene-Male ed evita questo ostacolo affermando: . contemporaneamente alla pre-esistenza degli Spiriti. per ragioni umane.IL BORGHINI Mondo Divino-Natura” costituisce la Tetrade Sacra pitagorica. riconduce al solo Mondo Divino le rivelazioni religiose e le teologie. che si ricongiunge al Prologo del Vangelo di San Giovanni. con Basilio: “Il Padre si rivela attraverso il Figlio nello Spirito (Santo)”. taumaturghi. che può essere vista da certe persone. la Triade delle tre Ipostasi. classificato dio. Jung). profeti. Ad un livello elevato di virtù e di spiritualità. non-mortale o immortale.13 – Sull’uomo L’uomo ha una triplice natura. fino ad affermare talora la consustanzialità delle 3 Ipostasi.14 – Sul Mondo Divino Il principio dell’unità assoluta di Dio. Lo Spirito è la fonte delle ispirazioni. solo nella misura in cui possiede lo Spirito (Noûs). accessibile direttamente ai nostri sensi (sensazioni) è completato dal corpo eterico. teurghi. forma. L’anima. ma essa non svanisce totalmente sin dalla morte del corpo. Se essi lasciano. I Cristiani ortodossi dicono. La trasmigrazione è stata condannata. Il corpo è mortale. è. 2. dopo la morte. in particolare da Origene. cosa che si richiama ad una teologia del Dio Uno. eroe e perfino dio. La Chiesa cattolica romana è del 1° tipo. sono considerati come degli avatar (incarnazione) di un Essere Divino. o del Dio-Logos. il corpo va alla terra. Dio-Logos. o piuttosto divino. 2. Ma niente è così semplice.

La fonte dei mali (del corpo. L’idea che la Vita non sarebbe che la conseguenza naturale di azzardate scintille. in architettura. Al di fuori dei sentieri della Saggezza arithmos è stato applicato: A coppie simboliche come: Paridispari. anche se Pitagora era vicino all’Orfismo. onorate in Templi da un Sacerdozio che pratica. compiuto-incompiuto. le divinità e gli uomini sono raggruppati in una comunità fatta di amicizia. in 8 - 2. centrata sull’anima. L’Armonizzazione è anche la riduzione del diverso grazie ad una medietà (dualità unità): accordo tra A e B attraverso la medietà di C come A/C = C/B – Proporzione aurea tra A e B quando A/B = (A+B)/A. tra l’altro. naturalmente. tutte le cose e tutti gli Esseri che procedono dalla Monade (DioLogos) sono designati. come tutta la Natura. dà all’uomo il suo libero arbitrio di fronte alla Necessità del destino che non è ineluttabile. già sviluppata nel 6° secolo in Egitto e presso gli Ioni. ecc…. Questo “aristocratico”. L’uguaglianza (aritmetica) tra gli uomini porta al disordine e all’ingiustizia. stupito osservando la Natura e la Vita. come dell’anima) è nelle vicissitudini inevitabili della vita. vegetale.21 – Le Religioni L’Ermetismo. sa che la Vita della Creazione (minerale. …. Non c’è dunque affatto religione pitagorica propriamente detta. Ebbene. nell’antichità. di moderazione e di Giustizia”. prima di agire. Il Cosmo è retto. stessoaltro. geometria. L’uomo. dalla proporzione geometrica (Analogia). I Pitagorici attribuiscono un grande valore alla musica “solare” (gamma naturale e lira a sette corde). stricto sensu. animale) è un miracolo permanente di una Provvidenza che identifica al Bene.IL BORGHINI la Potenza della Volontà. Vi è “sinfonia” (Synphonia) là dove gli intervalli sono in proporzioni armoniche (in musica.). fuoco-acqua. Nel Gorgia. bianco-rosso. rigettando la musica “lunare” (flauto dionisiaco). (di vita) è pura follia. alle quali il Saggio sfugge meglio dell’insensato. riduce il “Sacro” ad una relazione diretta ed “arida” tra l’individuo e la frontiera del Mondo Divino. Vi è “simmetria” (Symetria) là dove esistono delle proporzioni armoniche tra gli elementi di un insieme. la . una distensione per lo Spirito. vicino all’idea platonica. un pensiero religioso rifiutante i sacrifici cruenti e senza templi. senza l’appoggio di una rivelazione religiosa. curiosamente lo prega di osservare che “la proporzione geometrica ha una grande potenza presso gli dei e gli uomini”. Arithmos.16 – Sull’Armonia ed il Numero L’Armonia regna ovunque nell’Universo che. ha valore di “codice genetico” del Reale. la terra. dall’opposizione all’uguaglianza aritmetica. è designato come Cosmo. È “ingiusto trattare egualmente degli ineguali”. impregnato di poesia e di musica.2 – L’Arte di Vivere 2. dopo aver ricordato a Calliaco che a dire dei saggi (pitagorici) “il cielo. - - Questa “metafisica” non può essere accettata. sotto il termine velato nascosto di Numero. a causa di questo. Allo stesso modo che tutti i numeri aritmetici procedono da uno. è sottomesso alla Provvidenza divina che dispensa il Bene. Ad una aritmologia prolissa dei primi numeri All’aritmetica. le città sono poste sotto la protezione di divinità (dei o dee) emblematiche. che da un uomo virtuoso avente delle conoscenze sufficienti. la cui profonda comprensione gli sfugge. È difficile dire di più al riguardo senza “ingarbugliare il Senso col discorso”. conoscere le conseguenze (necessarie) dei suoi atti. Il Numero. Socrate. 2. per analogia. in quanto egli può. Il Numero (con la N maiuscola). destra-sinistra.

22 – L’esame di coscienza . Marco 9 Aurelio. L’agnostico è sensibile all’evidenza del carattere “miracoloso” permanente della Vita ma si accontenta della sua relazione iniziatica “amichevole” col suo daïmon. offrendo di preferenza prodotti naturali ed opere d’arte. consigliato dall’Ermetismo pitagorico. Molti vanno alla sordità dell’ateismo o si perdono in idolatrie. ad una ricerca esoterica del Senso.IL BORGHINI Divinazione. 2. deve essere praticato il mattino al risveglio e la sera prima del sonno. le virtù di essere un’assicurazione dei poteri (politici e militari) contro i rischi ed un freno contro le decisioni troppo affrettate. l’emblema dell’unione amichevole (philia) dei cittadini di fronte al pericolo. Gli Inni rivolti alle divinità sono delle preghiere. quantomeno. deista o religioso. Ma la Divinità protettrice rimane. L’Amore Sacro o Venerazione. L’esame di coscienza obiettivo è il principale mezzo di progresso spirituale. L’Inno a Dio del pitagorico Proclo è stato a lungo attribuito a San Gregorio Nazianzeo. Come chiaramente ha detto Plotino. Un Saggio può essere agnostico. Il pitagorico. con la libertà concessa ai poeti. - . non sembra molto profonda. La partecipazione ai Misteri è raccomandata nella misura del possibile. Pochi uomini possono vivere fruttuosamente questa quasisolitudine spirituale. Estendendo l’Amore Sacro verso il basso. I poteri politici e religiosi sono ben distinti. secondo i Versi Aurei. da battaglie perse. Il deista si accontenta di contemplare la Natura e di gioirne. fino a quelle goccioline di rugiada. I capi militari sono perfino accompagnati da “indovini”. cogli stessi occhi di quando si considerano gli altri. da venti sfavorevoli o da tempeste. Lo scopo da raggiungere è di essere pienamente se stesso rimanendo moderato (prudente e temperante) pur coltivando l’Amicizia e praticando la Giustizia. Non si tratta di meditare ma di passare in rivista le proprie attività con lucidità.Il mezzo naturale d’accesso alla “Conoscenza di sé” è l’esame di coscienza obiettivo che. la “qualità del daïmon è variabile a seconda della condotta della vita”. a giudicare dai sarcasmi del teatro ateniese. essa ha. con prudenza e confraternità. via praticabile senza rischio di “sbussolamento” soltanto con un “aristocratico” (in senso greco). (Hegemon o daïmon) possa disapprovare” e “prega affinché il suo daïmon rimanga retto”. Questa Venerazione si esprime in Inni. È sufficiente che le sue leggi immutabili siano buone. risplendenti dei colori dello spettro del sole del mattino – Magro bottino. Non partecipare alla vita religiosa locale fa rischiare l’accusa di crimine spesso punito d’ostracismo o di morte poiché indisponendo la divinità. Il Tempio principale della Città è obbligatoriamente interrogato dai poteri politici per sapere se la Divinità è favorevole o sfavorevole ad un progetto. sempre in pericolo da raid nemici. La credenza alle protezioni divine. Philia) alle creature è insensato. la coscienza che Dio porti un amore (Agapé. un “Vessillo”. colto e virtuoso. Questo riporta. 2. come in uno specchio.23 – Sull’Amore e l’Amicizia L’Amore Sacro Per un Saggio. in particolare alle divinazioni. ma partecipano insieme a liturgie. Pitagora consiglia di sacrificare. sale dall’uomo verso Dio-Logos in comunione con le armonie della Provvidenza. In quanto alla divinazione. ai misteri ed a sacrifici. di espressione stoica. nei suoi “Propositi per me stesso” ha cura di “non far altro che il suo Principio Direttore. può portare nocumento alla sicurezza della città. il soldato (Socrate?) si beffa degli indovini davanti a Menelao e termina la sua tirata: “Il vero indovino è un giudizio retto e di coraggio”. come un “palladium”. Nell’”Elena” di Euripide. agli dei locali. sul piano spirituale.

temibile in combattimento. pitagorico cristiano ha detto che avrebbe volentieri canonizzato Socrate.24 – La Legge Naturale Come non c’è che una fisica. San Giustino (100-165). è naturale. con malizia. La Saggezza pitagorica ha una vocazione universale e Socrate oserà dichiararsi “Cittadino del Mondo”. non c’è che una metafisica che si può chiamare Teologia (con la T maiuscola) e di cui c’è poco da dire. Platone afferma . Plotino. questo è vicino a Giovanni III – 6. e che ha soltanto riferito al riguardo alcuni argomenti trattati da Socrate. Si sa che Socrate ha collaborato strettamente col teatro tragico del suo amico Euripide dove l’Ermetismo è talvolta svelato come in questo estratto “Ciò che è nato dalla carne ritorna alla terra. per partecipazione”. ma possono esistere numerose divinità. qua e là. il suo insegnamento segreto è riservato ad un piccolo numero di allievi. viveva ad Alessandria nella prima metà del 3° secolo. L’Arte di Vivere pitagorico non fa accezione di persona.2 – Su Ammonio Sacca. Il Maestro d’eloquenza rinomato. per la sua qualità letteraria. Così. nel XVI° secolo. ma soltanto dell’Arte di Vivere. osa scrivere. che non ha mai scritto nulla sulla dottrina “segreta”. ineffabile. Nell’amore profano animico. dopo la morte di Socrate: “Ammiriamo di più. con insistenza se. pur essendo un vigoroso “oplita” ateniese. I pitagorici di espressione stoica moderata. tenuto in sonno o nascosto. oggi. un pitagorico quando tace che gli altri. i pitagorici scartano le passioni (malattie dell’anima) e danno grande interesse ad una “fonte benefica che (da sola) rompe l’isolamento del saggio sulla terra. molto colto. riservata “alle persone colte”. Pitagorico e “Maestro delle discipline filosofiche”. ammettere che la natura umana è unica e quindi che una Legge Naturale è adeguata per l’uomo. più o meno dichiarati. Origene. 3. ci si chiedeva. È più difficile. riferirsi apertamente all’insegnamento pitagorico. Ammonio Sacca. Nella sua Storia Filosofica del Genere Umano. L’opera di Platone era ancora molto celebre. non senza ricordare. la non-mortalità dello Spirito. un pitagorico (tanto celebre che fu beatificato sulla fede di testi apocrifi). probabilmente taumaturgo e teurgo. 3. Non ha lasciato opere scritte. in Platone (428-349). ma ciò che è germogliato da un seme etereo ritorna verso la volta celeste”. 2. Le influenze Pitagoriche Cosa ci resta di Pitagora? Ci vorrebbe un’intera opera per preparare un quadro dei pitagorici conosciuti. l’”Alfiere Libico” (o l’”alfiere di Ammon”). fintanto che favorisce la salute e la gioia di vivere. sì o no egli “avesse conosciuto bene il Padre. e quasi ovunque nel mondo mediterraneo. ma il vero filosofo greco di cui si dissertava era Pitagora. Scritto verso il 425. Con logica Socrate non parlava del Dio-Logos. quindi legittimo. ma ragionevole. sono molto vicini a Socrate. Ma alcuni nomi saranno sufficienti per giungere ad una conclusione. Fabre d’Olivet qualifica Ammonio con “teosofo al quale il Cristianesimo deve i 10 L’amore profano. Il rinomato filosofo Boezio (482-524). ma preconizza. carnale. il regno dell’uguaglianza geometrica: per ciascuno. multiforme. quando parlano”. non secondo i propri meriti la cui misura è troppo soggettiva”. il Figlio e lo Spirito (Santo). quando Socrate evoca i “saggi” bisogna intendere “i pitagorici”. contemporaneo di Clemente d’Alessandria. 3.7. sarebbe stato pericoloso ad Atene. diceva: “Certamente non c’è che un solo Dio. in una lettera a Dionigi di Siracusa. anche i più eloquenti.IL BORGHINI Il religioso partecipa alle liturgie ed al culto (del suo ambiente) che rompono la sua solitudine spirituale senza incatenarsi ai dogmi. con le loro proprie teologie. da venticinque secoli. diritti e doveri “secondo le proprie capacità reali. per il bene comune. chiaramente. Isocrate di Atene.1 – Su Socrate ed Euripide All’epoca di Socrate (469-399).

a giornata. né Plotino hanno svelato espressamente le lezioni di Ammonio. probabilmente dopo la morte di Ammonio. è soprattutto ricca di commenti. per lo più di Platone o di commentatori delle sue opere. che agisce attraverso e per il Padre. dove sono raccolti. Padre.IL BORGHINI suoi riti sacri e le sue forme”. sarà escluso “per ragioni umane”. gli insegnamenti di Ammonio. Questa trascrizione in chiaro non cambia il senso dei primi versetti del Prologo. Spirito Santo. Sant’Ireneo è Johannita. nel 1° secolo. nel suo Trattato dei Principi. LuceTenebre. È il Creatore che anima e regge tutta la Natura. Il Prologo del Vangelo di San Giovanni. può leggersi come un’affermazione della non-mortalità dello Spirito (Luce). 3. su testi greci. Figlio.5 – La Cavalleria del Tempio . che anima il corpo senza seguirlo nella morte. La realtà divina comporta tre Ipostasi “gerarchizzate”. monarchia. Questo è conforme al Vangelo di San Giovanni dove il Figlio. ha lasciato un’opera abbondante. Secondo Ireneo. ecc…). fonte di eresie.3 – Il Prologo del Vangelo di San Giovanni ed il Johannismo. dal suo assistente Porfirio (o dagli allievi). Egli non è Padre della Chiesa perché la sua posizione è stata considerata da Roma come un’innocente. Logos greco] equivale all’UNO per Eraclito. Plotino resiste alle tendenze gnostiche e teurgiche. Egli afferma chiaramente la preesistenza e la non-mortalità dello Spirito. Seguiti dalla testimonianza di Giovanni Battista (l’Esseno) di cui esistevano dei discepoli ad Efeso (Atti 19). nonché la “reincarnazione”. creando continuamente. Arché. Plotino (205270). e Logos con “Parola” o “Verbo”. Né Origene. è analoga. ha creato l’uomo destinato a partecipare all’immortalità ed incorruttibilità divine. i suoi insegnamenti per una ventina d’anni. 12. Quest’opera. Il Logos. L’analogia con l’Ermetismo è completa se lo Spirito Santo (Energie Divine) è assimilato alla parte alta del Mondo Divino. ma reale. ha molto interessato e scombussolato. per Talete ed Anassimandro è un Potere non limitato. le Enneadi. Spirito-corpo (carne). nato in una famiglia patrizia di Alessandria. Ma il nostro modo di leggere ben raccorda il nascente cristianesimo alla metafisica ionica (pitagorica). Sant’Ireneo riferisce. Diventato maestro di una scuola celebre a Roma. scritto in greco (ellenistico) ad Efeso. sacerdote ascetico di Alessandria. attraverso la sua mano che è Logos. Due suoi allievi. “nello spirito di Ammonio”. i credenti riceveranno luce e protezione dallo Spirito di Verità (Paracleto o Spirito Santo). disparata e ridondante. nella sua opera “La pseudo-gnosi smascherata”. tenuto conto delle analogie ed equivalenze tra le coppie di contrari Vita-Morte. necessariamente riservato ad una “aristocrazia” spirituale. Dio. per compiacere o non scioccare mentre il vocabolario della filosofia ionica invita ad una traduzione più chiara. che saranno rigettate dalle chiese cristiane quando l’esoterismo cristiano. (130-208). non dogmatica. si è dedicato tardivamente alla filosofia ed ha seguito per undici anni. si sforza di ridurre le divergenze e stabilire delle convergenze tra l’Ermetismo ed i testi biblici interpretati spesso come delle allegorie. 11 per non dire assoluto [come AL (arconte. La posizione di Ario. molto dotato e moderato. quindi pitagorico. dato l’orientamento ben diverso delle loro opere. dai ventotto ai trentanove anni. Cristo incarnato. rivela l’eternità di Dio. annuncia che dopo il suo ritorno alla destra del Padre. Ma. ciò che aveva visto e conosciuto delle Chiese cristiane primitive dell’Asia Minore. Il versetto cinque. Ma è stata deformata diventando l’Arianesimo. 3. Nato a Smirne ed allievo di Policarpo che aveva ricevuto un insegnamento diretto da San Giovanni ad Efeso. spesso scritti. o riscritti. L’incarnazione è la prova di questa volontà. si può congetturare che ciò che è loro comune è proprio “nello spirito di Ammonio”. Origene (185-253). Si è tradotto Arché con “Inizio” o “Principio”. Origene (cristiano) e Plotino (pitagorico) hanno lasciato importanti opere. conformemente alla regola pitagorica del Segreto.

IL BORGHINI L’ascesi ed i pericoli costringono ad essere chiaro e diretto.6 – Il neologismo “Vorsokratiker” La filosofia tedesca. il Tempo. È chiaro che la Cavalleria del Tempio è Johannita. è diventato ineffabile. ha alzato una diga contro la diffusione della Saggezza pitagorica forgiando il neologismo “vorsokratiker” per separare Ionici (e Pitagora). né la Santa Vergine. ecc…” perché questi termini designano così naturalmente le cose che significano. Il suo libro non ha fatto scandalo. maestro della sua arte. designato anche dalla Sophia (Santa Sophia di Bisanzio) alla quale può integrarsi la Santa Vergine. dal linguaggio sobrio. Il Tempio associa sempre nei suoi riti e nelle sue preghiere. L’autore vi 12 Pontormo –. Ma cosa ne avverrebbe oggi? Si può. All’epoca di Baya un libro non circolava che tra la gente “colta”. la Sostanza. ed altri… Questa separazione riporta alla disputa del Nominalismo e del Realismo. lo Spazio. davanti ai media. ecc… All’opposto il Realista pitagorico. 4. Rimane lo Spirito Santo (Paracleto). il Nominalismo tedesco si ciba di lunghe formulazioni ingegnose. scritta in arabo. egli non definisce alcuno dei concetti “generali” come essere. la Chose. non l’ho incontrato. Mescolando Sacro e profano. “Fede e Ragione”. parlare di Ermetismo (metafisica) e di Legge Naturale (Arte di Vivere)? Là dove il “comune dei mortali” che ha bisogno di “sacralizzare” i momenti importanti della vita (morte compresa). riservato ai chierici ed ai laici “colti e di buona volontà”. senza nominare lo Spirito Santo. i nostri Tedeschi si comportano più da “filologi che da filosofi”. distingue nettamente i doveri “esteriori”. attorno a concetti come: l’Essere. oggi. si deve. praticando l’esame di coscienza. Nelle sue encicliche. ed Ateniesi prolissi. “Veritatis Splendor” e quella recente. senza dimenticare la sua responsabilità di capo della Chiesa romana. si trova privato di partecipazione ai ritmi ed ai riti della “buona religione” della sua Tradizione. spazio. da Leibniz a Heidegger. il Papa Giovanni-Paolo II°. Il Figlio. 3. – Oggi. di cui è Giudice. Questo mi fa ricordare una celebre opera del giudice rabbinico Baya Ibn Paqûda. come Dio-Logos. Come Pascal. ed i doveri “interiori”. che lo voglia o meno. l’Esistenza. Platone. un Ordine Interiore. che il chiarimento che se ne vorrebbe fare apporterebbe più oscurità che istruzione”. avendo riguadagnato la destra del Padre. della Saggezza pitagorica. Se un tale Cerchio esiste. Aristotele. di cui ciascuno è giudice per se stesso. quelli dello Spirito.Cena in Emmaus (la prima iconografia del Delta luminoso) luminoso) . Come aveva detto Plotino a proposito del celebre Longino di Tiro. Tutto avviene. come se mancasse alla Cristianità. verso l’anno 1000. erede. in Spagna. può “pensare in potenza d’agire”. “Dio e Nostra Signora”. è molto vicino alla Saggezza pitagorica. a quelli che capiscono la lingua. attraverso il canale dell’Ermetismo Johannitico.

mezzogiorno. o di petali e di altre figure geometriche. l’immagine del Centro che irradia verso i petali. diventa quindi la .a 6 petali è associato al sigillo di Salomone. di stella. emblema della Sapienza. Il rosone. Ed è nel crogiuolo che la materia prima necessaria per la Grande Opera alchemica muore. egizi e greci). considera Maria al centro dei Cieli concentrici del Paradiso come Rosa che regna al centro della Rosa. Questo è. che segna per gli uomini i cicli della vita e l’ordine del Cosmo.IL BORGHINI ruota di fuoco. e il Mistero del Golgota (ovest). infatti. Nel rosone c’è l’immagine del Tutto e dell’Uno. nelle sue campiture. nelle tre ore fondamentali della giornata: alba. o sud-est. Anche il nostro Tempio. Questo provoca una curiosa successione di luci ed ombre.visto che ce ne sono quattro posizionati. 13 “ I ROSONI DELLE CATTEDRALI “ Di Rosarius Associato Incognito Collina di Firenze Come sappiamo. per poi rinascere trasformata in un qualcosa di più elevato (è quel processo di morte e rinascita iniziatiche che stanno alla base dei riti massonici. entrando nell’edificio sacro. che possono essere a forma di raggio. evoluzione dell’arte romanica. sono altresì proiezioni del mistero di Dio-Luce e Fonte di vita. ma anche la nascita del Sole. Inoltre. con l’abside rivolta verso est. Questa disposizione è parimenti associata alla Venuta del Logos nei Testi Sacri: la profezia dell’Antico Testamento (nord). quello a nord è sempre in ombra. Vi sono vari tipi di rosoni e ognuno ha un suo significato: . le gerarchie Celesti che ruotano intorno all’Uno. ha la medesima simbologia. è un elemento fondamentale delle cattedrali gotiche. è anche il geroglifico alchemico del crogiuolo. molti di questi luoghi inoltre.Per la loro forma. la maggior parte delle cattedrali gotiche venne costruita su luoghi che in epoche passate erano considerati sacri e legati in particolare al culto della Grande Madre. che caratterizza la luce come dono del Sole. ma anche alla “rosa”. da cui viene il nome. Tutto ciò. Per la delicatezza degli elementi portanti. riproducendo le modalità del rapporto quotidiano dell’astro con la Terra. rappresentano la bellezza e la perfezione della Creazione. ma anche dell’uomo disposto a croce (sarebbe interessante studiare la disposizione degli oggetti di culto e le parti del corpo umano). e il multiforme che viene ricondotto all’unità (al centro spesso è raffigurato Cristo). ovvero verso Gerusalemme. faceva in modo che il fedele. L’orientamento della cattedrale. compaiono raffigurati nel vetro decorazioni ricche di simboli. la pienezza e la preparazione per la seconda Venuta (ore 12). la croce. tramonto. la Sua Nascita (est). nelle quattro direzioni . ritenuto il culto unitario più vasto e diffuso prima del Cristianesimo. secondo il grande alchimista Fulcanelli. i cui colori lo rendono simile ad un enorme caleidoscopio. La pianta di quasi tutte le cattedrali gotiche ha la forma di una croce latina. questa ruota è associata al Sole. la realizzazione del rosone comportava una straordinaria abilità tecnica da parte delle Corporazioni. avrebbe camminato avanzando verso l’Oriente. E’ anche la Ruota Cosmica che Dante canta nella sua visione del Paradiso nel XXXI canto: “In forma dunque di candida rosa / mi si mostrava la milizia santa / che nel suo sangue Cristo fece sposa”. un ulteriore motivo per considerare le cattedrali come edifici esoterici. I rosoni . sono dei veri e propri nodi di correnti telluriche. secondo il simbolista Renè Guénon.fanno penetrare la luce all’interno delle navate. non casualmente. ci porta ad approfondire il simbolismo della ROSA. ovvero quei punti in cui l’energia terrestre è molto forte e che sarebbero anche alla base dei grandi allineamenti dei megaliti: le cosiddette Leys Lines [vedi Nota.

In alcuni casi. era il segreto più geloso dei Maestri Costruttori antichi. rispetto alla Terra. considerato come una media tra il nero ed il rosso. tanti erano i significati esoterici o popolari. sembiante della Pietra filosofale. gli Apostoli e i segni zodiacali. il rosone può essere paragonato all’emblema del “Fiore d’Oro”. Ancora secondo Fulcanelli: “. Le rose hanno anche una corrispondenza alchemica.…].a 7 petali indica l’ordine settenario del mondo. Madre di Dio. in breve: astronomicamente il pianeta Venere. il rosone centrale dei portici si chiamava Rota.. di pura contemplazione.a dodici petali. ogni 8 anni solari si hanno 5 rivoluzioni di Venere. ma molto evidente. Nelle lodi la Vergine Maria viene invocata con appellativi quali “Rosa Mystica”. rappresentate dall’assenza e dal colore nero. in Occidente la Rosa. cioè è il calice che riceve “ciò che viene dall’alto”. è troppo lungo e complicato spiegalo qui. la Sezione Aurea che contiene. la ruota. e Madre Misericordiosa per tutti gli uomini... questa stella è riferita anche a Venere [sempre simbolismi femminili. devozione. quindi delle fasi dell’Opera alchemica. Del resto la Rosa nei giardini persiani. nel rosone si può trovare. alla perfezione del colore rosso. poi a Cibele. secondo un processo circolare che va dalle tenebre. “fusa” con le altre parti simboliche architettoniche. è uno dei fiori prediletti degli Alchimisti. Attraverso le metafore della tradizione biblica. fino a “Rosa . 5 punti fissi dello Zodiaco in cui il pianeta è alla sua massima elongazione ovest.. “Rosa Fragrans”.. in quello della Vergine. viene dedicata una Rosa bianca senza le spine. il divenire. Nella forma del rosone è possibile riconoscere uno strumento tipicamente indiano per la meditazione: il “mandala”. dee della rinascita e personificazione della Natura sempre rinnovata.. La ruota è il geroglifico alchemico del tempo necessario alla cottura della materia filosofale . supportata dalla rilettura dei filosofi dell’antichità classica e della cultura araba (naturalmente provocando reazioni da parte della teologia tradizionale). Con la nascita della Scuola di Chartres nel 1100. da percorrere o da contemplare nelle meditazioni tantriche. il battistero) . la stella a 5 punte con all’interno una rosa a 5 petali. diventa nel personificarla “il Fiore tra i Fiori” e assume il più importante tra i suoi significati nella simbologia medievale. si succedono i colori dell’Opera. passando per il colore bianco. Il mandala è un disegno geometrico (con elementi universali) tracciato a terra con sabbie colorate o dipinto su supporto. era vista come fonte viva. consacrata a Maria. cioè appare poco prima dell’alba (prende il nome di Lucifero).. Qui. che per i taoisti è un segno d’illuminazione e realizzazione personale: il fiore mistico del Loto. c’è la spinta all’evoluzione della nuova filosofia della Natura. Ma già dai tempi dei babilonesi. presenti in alcuni testi come “Il Roseto dei Filosofi”. ma anche sacro ad Afrodite dea dell’eros sacro e della rigenerazione. Nel suo complesso.. come la superstizione gli attesta. “Rosa Rubens”. salvazione. allegoria della Femminilità generatrice sempre vergine. ”. dei maya ecc.IL BORGHINI . o il “Rosarium” attribuito ad Arnaldo da 14 Villanova. dei romani. Nell’antichità la Rosa era il fiore consacrato ad Iside. religiosi o letterari. Nel medioevo. ha un ciclo zodiacale di 8 a 5. . segno della purezza. e nelle sue varie rappresentazioni. Nella ricchissima simbologia medievale la Rosa ha un ruolo di primo piano. Questo connubio tra Amore Profano e Amor Sacro ne trasferisce anche i simboli ed ecco che la Rosa. come la forma ad Y che racchiude. avviene anche il processo di trasformazione della Grande Madre dei culti pagani. . In questo caso. è associato al Graal. è la Venere Genitrice. “Rosa Novella”. In questo modo. Secondo alcuni simbolisti medievali.a 8 petali la rigenerazione (l’ottavo giorno del compimento dell’Opera di Dio.Fiore rappresentante l’azione del Fuoco nei suoi gradi. Per questo motivo i decoratori medievali cercarono di tradurre nelle loro rose architettoniche i movimenti della materia stimolata dal fuoco elementare. sul frontone delle cattedrali gotiche. il pentacolo è con la punta in basso (come ad Amiens) e non ha un significato diabolico.

in tutte le culture. di Fulcanelli. di Matila Ghyka. il ventre della Madre Terra (l’Athanor. cinesi. René Guénon. di Lanzi Claudio. edizioni Arkeios 15 . Da tutti questi emblemi. e simili alla statua di Iside egizia con Horus bambino. quindi piramidi. hanno una frequenza. Moltissime leggende medievali. bassissima. L’universo simbolico delle Cattedrali”. e misurabile con particolari strumenti o dai classici rabdomanti. richiamanti il Sole e il femminino sacro. è chiaro che una “élite” di uomini era a conoscenza di un segreto. contemplano la Rosa come testimonianza di un intervento miracoloso della Vergine. di Magini Leonardo. hanno una parte nelle varie guarigioni che avvengono in determinati santuari. componente fondamentale della Tradizione. Si trovano su particolari terreni geologici. In Cina le chiamavano le Tane del Drago. radure circolari boschive. Rosa tra le rose. Quindi. Guot. non sarà un caso. Simmetria “Le Feste di Venere. o alla Dama la Sapienza Santa. Fertilità femminile e configurazioni astrali nel calendario di Roma Antica”. su cui sono stati costruiti i principali luoghi di culto o sepoltura da parte di tutte le antiche culture del pianeta. per gli Alchimisti. è la matrice in cui il Seme metallico evolve in Oro. simbolizzato dalla croce). edizioni Adelphi “Il Numero d’Oro”. Bibliografia “Ancient Energies of the Earth”. edizioni Arkeios “Sedes Sapientiae.… Nota Le Leys Lines costituiscono una sorta di griglia energetica globale. Ma velandoci il riferimento al Graal. o incroci di vene o fiumi sotterranei. di David Cowan e Anne Silk (documento web) “Il mistero delle Cattedrali e l’interpretazione esoterica dei simboli ermetici della Grande Opera”. superlativo di maestà della “Regina delle regine”. di M. megaliti. Essendo campi di forza. tombe e sacrari etruschi. anche primitive. cantate anche dai Trovatori. edizioni Mediterranee “Simboli della Scienza Sacra”. possono provocare una leggera alterazione psicofisica. in base al luogo. che in queste cattedrali sono sempre presenti le statue delle Madonne Nere (cioè le energie terrestri). D'altronde. ed. e a mio parere. indiani ecc. ubicate prevalentemente nelle cripte o pozzi (acqua).IL BORGHINI das rosas”. il Cielo e la Terra uniti nel tempio. edizioni L’Erma di Bretschneider “Il simbolismo nelle cattedrali medievali”. Su persone più sensibili.

ma di là dalle vicende narrate. il peso abissale dell’horror vacui si nega all’animal rationalis. intesa come proiezione rettilinea di uno scopo che si dispiega nel divenire. Il Nirvana non esula dal dovere karmico del bodhisattva di formare degli allievi per assicurare la liberazione alla maggior parte degli esseri viventi: l'esistenza è dolore. potenziatrice degli istinti vitali: in caso contrario non avrebbe alcun senso distinguere tra un nichilismo «attivo» ed uno «passivo». Per il filosofo tedesco rivivere infinitamente le stesse giornate insensate intrise di alti e bassi.e soprattutto amare . trova la sua origine remota ben prima del giudaismo-cristianesimo o dell'annalistica romana. Penelope fonda il tempo come at-tesa. L’oltreuomo che si abbandona felicemente all’eterno ritorno di tutte le cose rientra in una prospettiva assertiva. Ella fonda per prima il tempo lineare come decisione e tensione verso qualcosa: il tempo dell'at-tesa infinita. tensione verso un indefinito futuro in cui. Un progetto. il tempo lineare. Così per più di tre lunghi anni. per Eliade la dottrina dell'eterno ritorno è in grado di liberare l'uomo dal «terrore della storia». Ma la notte. è l'intuizione che fonda il mito del progresso. un orizzonte retributivo-normativo al proprio operare. vincitori e vinti: la placida calma dell’armento al pascolo è turbata dalla preoccupazione di evitare le zanne o il coltello dell’aggressore. mentre per lo storico delle religioni rumeno la serenità appartiene al pescatore polinesiano che ogni mattina. trasmettiamo un estratto dell’omonimo libro che uscirà nell’autunno/inverno 2011 per le Edizioni Tipheret. comporta un animo da superuomo. l’esistenza ha bisogno di un Grund. Penelope inserisce il tempo rettilineo dell'attesa spasmodica dei pretendentiall'interno del tempo circolare mitico. si realizzerà l'optimum. Laerte. dilata il momento della de-cisione. Forse è possibile risalire all'epoca mitica narrata nell'Odissea. ella scuce la tela tessuta al mattino. Il presente come at-tesa. all'astuta strategia perpetuata dalla sposa di Ulisse per tenere a bada i pretendenti. Penelope introduce il tempo lineare della decisione e dell'at-tesa di un evento:. Come osserva Nietzsche. da questa carenza. nasce la storia. Prima degli exempla della Roma imperiale e dell'escatologia messianica. Da questa istanza. tensione verso un Dono futuro.una concezione ciclica del tempo.con la sua tela fatta e disfatta. L’uomo non può non tracciare un senso. inconsapevolmente. ritardando. Prede e predatori. prima di essere tradita da una serva che rivela l'inganno ai Proci. al momento di uscire in mare.il momento della scelta. affermatrice. Forse tutto ha avuto inizio con Penelope.IL BORGHINI PENELOPE O DELL’ATTESA Di Antonio D’Alonzo Collina di Follonica Per gentile concessione dell’autore. rinvia la scelta tra i compossibili. Le Moire provvederanno a salvare la fedeltà di Penelope. La grande invenzione del pensiero occidentale. L'eterno ritorno abolisce con il tempo storico anche il futuro inteso come speranza e novità radicale che irrompe . un perché: la capacità di sopportare placidamente. una traiettoria. Se per Nietzsche soltanto un Übermensch sarebbe in grado di sopportare. di un telos immanente o trascendente che addiviene alla propria essenza. Penelope procrastina il tempo dell'attesa. Penelope promette che prenderà una decisione soltanto dopo che avrà finito il sudario che sta tessendo per il suocero. lo stratagemma della figlia d'Icaro smuove qualcosa attraverso le nebbie del mito. mette in atto un rituale mimetico volto a imitare le gesta dell'antenato mitico per propiziare la pesca e mettersi al riparo dai capricci del caso. 16 senza alcun dubbio. di un fondamento per continuare a perpetuare se stessa. La tela allunga l'attesa come tensione del tempo verso qualcosa. facendo tornare l'eroe in tempo al talamo nuziale vendicarsi degli usurpatori.notti infinite divorate dall'insonnia e da insorgenti malattie-. la promessa di disvelare l'essenza della verità prima dell'evanescenza della morte o più semplicemente di scegliere un nuovo sposo. di effimere gioie bilanciate da laceranti tormenti. Ella apre una breccia nell'invariabile ciclicità della trama del fato.

volto al miglioramento continuo. La Redenzione sorgerà dalla catastrofe che inghiottirà la storia ed il suo progredire: l'eone futuro segnerà una cesura totale con il presente. Se nel cosmo stoico alla rotazione ciclica delle apocatastasi il saggio può opporre soltanto il potere passivo della cura sui e del distacco. una trasvalutazione repentina nell'arco temporale che intercorre tra la Creazione ed il Giudizio. Per l'anima russa la rivoluzione appare come una catastrofe periodica. L'eterno ritorno richiede almeno un quieto vivere. ripetizione come lo shakespeariano racconto idiota colmo di furore e stridore. Nella prima il messia è una sorta di archetipo. la coscienza occidentale è radicata sull'idea del differimento della salvezza che rende possibile il tempo intermedio e l'idea di progresso storico. la storia va avanti per rovesciamenti ed esaurimenti ciclici. La coscienza cosmica si libera. come insegna Calvino. Tutto ritorna com’è sempre stato. Tanto meno è pensabile l'eterno ritorno di Auschwitz. il giorno del Giudizio che spazzerà via qualsiasi visione intramondana. mentre il pensiero riformista. tra la nigredo e la rubedo alchemica. Dal canto suo. Gershom Scholem associa il messianismo al rovesciamento e al sovvertimento escatologico del tempo: messianismo come teoria della catastrofe.che si tratti di un messia futuro (ebraismo) o già venuto (cristianesimo)rimanda al desiderio di sciogliere i nodi 1 M.strictu sensu un Purgatorio . se non una piena felicità. lo stesso attimo.IL BORGHINI dal «non ancora». In origine il termine mashiah («l'Unto») indica colui che assume il ruolo di re o sacerdote. Contro il suo vecchio maestro. Al Samsara è indispensabile la legge del karma per conferire un'apparenza di evoluzione o regressione verso un fine e non semplicemente una bieca.come nel caso della teologia russa. distinguendo però il messianismo ebraico da quello cristiano. incentrato piuttosto sulla redenzione dell'anima. nella seconda egli è combattivo e attivo. lo stesso demone.apocalittica e catastrofica. . 2004.e l'escatologia cristiana maggiormente focalizzata sugli aspetti spirituali ed intimistici: redenzione collettiva versus redenzione individuale. in ogni caso. di tirthankara giaina che trasmette la propria conoscenza agli altri mediante l'esempio mimetico. la seconda a sconfiggere il male attraverso l'operatività. si fonda sulla fiducia nello stato intermedio tra il «non più» e il «non ancora»: una sorta di mostruoso rito di passaggio collettivo tra la 17 «separazione» e l'«aggregazione». non certamente ad un Raskònikov. Dove invece è assente la credenza nell'esistenza di un luogo intermedio in cui scontare le pene ed aspirare alla purificazione. insulsa. Il «Figlio di Davide» può restaurare il Paradiso Perduto o anche annunciare un nuovo Cielo e una nuova Terra: uno stato di perfezione spirituale mai verificatosi nella storia umana. In Europa il messianismo apocalittico è stato considerato soprattutto come una facciata dietro di cui si nasconde il vero nucleo esoterico del pensiero mistico. un'istanza ordinatrice e chiarificatrice di fronte al misterioso dipanarsi della storia. Egli sarà probabilmente predestinato alla dannazione. Milano. Il tempo circolare si adduce ad un dominatore. Ma forse. i segni della salvezza nell'accadere della sua storia personale. La prima via mira al raggiungimento della perfezione. lo stesso ragno. Arriverà. Idel. Mistici messianici. lo stesso lume di luna tra gli alberi. Lavorare sul contingente e sperare. ma potrà comunque sperare di trovare. successivamente diventa colui che riceve una specifica missione da Dio per salvare Israele ed inaugurare il Regno. ad un «Alessandro». Scholem traccia una distinzione radicale tra l'escatologia ebraica. Adelphi. se la teoria indiana degli yuga consente l'uscita dal Samsara attraverso la liberazione. soltanto in una scansione diacronico-rettilinea è possibile postulare l'universalità di un Giudizio che riguarda tutta la comunità umana e che secerne gli eletti dalla massa damnationis. ad un «Napoleone». l'uomo storico certifica la propria domanda di salvezza nell'ortoprassi del tempo lineare. infine. Moshe Idel in Mistici messianici1 distingue tra la via perfectionis e la via passionis. la dissoluzione dell'esistente operata da un maestro dell'éschaton.

lo scoglio di Ivan Karamazov . è tempo archetipico che fonda il divenire progettuale. Cinisello Balsamo (Mi). nella città di Dio o nella società egualitaria ed equa. Quale motore immoto si nasconde dietro la prolificazione della materia? come si discerne il caso-fatum dal disegno intelligente. Forte. Scoraggia l'idea di un brusco movimento di particelle elementari che si auto-riproducono. una praxis del tempo: che si decida per un frenetico vitalismo. di giustificare il sangue innocente. dal meccanicismo istintuale. prendendo per il bavero l'osceno divenire del mondo. ma intanto richiede una risposta individuale. da un rigido incedere deterministico? Il caso ha voluto che la fanciulla trovasse la morte sulla strada del suo sabato sera o piuttosto nello schianto meccanico si deve cercare un senso nascosto e trascendente? giustificare tutto. Vivere significa formulare una definizione di senso. rettilineo. l’inutile scorrere dell’esistenza individuale. posizionamento dell’io nello scorrere del fiume eracliteo. L’insensato è ancora e sempre definizione di senso. Qualunque cosa. . l’av-venire del senso. Il tempo sacro è cosmogonico. non il domandare. 1991.se non addirittura Auschwitz. amorfa. si aggregano meccanicisticamente. È il tempo sacro che dona significato al tempo profano privo di qualità spirituali. Ciò che invece conferisce un sovrappiù di senso all’esistenza è il mito. L'attesa si esprime nell'invocazione ardente:’Vieni o Signore!’. Si può dire con Eliade che il tempo sacro.. Edizioni Paoline. Esso è la giustificazione edificante di un significato ancora da cercare. Vi 2 è sempre scelta progettuale nella dimensione quotidiana dell'esistere. Che il cielo sia abbandonato o presidiato. fosse anche la sua totale assenza o carenza. la sofferenza del bambino innocente.. L’esistenza rimane assolutamente insensata.2».IL BORGHINI gordiani della storia. Per sottrarsi.la diacronia profana non può mai darsi come insensata. La metafisica come escatologia della storia: ciò che accade oggi ha il proprio senso velato. la sola scelta che sottrae alla scelta è la morte: ma essa si compie soltanto dopo che si è consapevolmente bevuto la cicuta o inferto al proprio corpo il colpo letale dello stiletto. Jose’é Jose’éde e’éde Ribeira Il sogno di Giacobbe 18 B. o piuttosto vaticinare come Adorno l’impossibilità della poesia dopo i forni crematori? Un senso. Inutilità e vacuità dell’esistere: ma intanto non ci si può sottrarre all'edificazione di un qualche progetto. un progetto fondante. il tempo sacro. alla cieca compensazione delle nascite e delle morti. p. purché si dia un senso.. È l’archetipo la vera pietà del pensare. caratterizzato dall'attesa e dalla missione. per un’atarassia oblomoviana o per la non-azione quietistica. riattualizza il dimorare-pressogli-dei. riposto nel domani. tempo penultimo. dettata dalla riflessione. circolare è astorico e mitico: esso conferisce senso al tempo cronologico. Prima della morte c’è comunque la scelta: continuare la recita cosmica o saltare fuori definitamente dal principium individuationis.diversamente da come pensa Eliade . l’alternativa materialistica sconcerta. la festa che riattualizza l'archetipo. dall’elaborazione delle compulsioni. ma ricco di finalità sociali. Teologia della storia. 340. «Il già del Risorto rimanda al non ancora del suo ritorno: il tempo intermedio è il 'frattempo' della Chiesa.. l’io gettato nel divenire non può non agire e non produrre una scelta. progettuali. indistinta: che sia circolare o lineare. donando spessore al brutale scorrere dei giorni e delle notti. A fondare il progetto personale è dunque la vita stessa. un senso: nel Nirvana o nel Samsara. D'altra parte. Tuttavia.

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