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Sommario

SOMMARIO.......................................................................................................................................................................1 IL REDDITO NAZIONALE.............................................................................................................................................1 CONTABILIT ECONOMICA NAZIONALE..............................................................................................................1 LA RIVOLUZIONE KEYNESIANA...............................................................................................................................3 LA CRISI DEL LIBERISMO E LA GRANDE DEPRESSIONE.................................................................................3 LA TEORIA ECONOMICA DI KEYNES......................................................................................................................3 IL CONSUMO ..................................................................................................................................................................4 LA DISTRIBUZIONE FUNZIONALE DEL REDDITO...............................................................................................4 IL MERCATO DEL LAVORO........................................................................................................................................4 LA DISOCCUPAZIONE...................................................................................................................................................5 LA RENDITA ....................................................................................................................................................................6 LINTERESSE....................................................................................................................................................................6

IL reddito nazionale
Contabilit economica nazionale
La contabilit economica nazionale si basa sui dati forniti dallequilibrio macroeconomico fra:

Domanda Aggregata, ossia la quantit di beni e servizi richiesta dalla collettivit in un dato periodo. Offerta aggregata, ossia la quantit di beni e servizi che le imprese producono in un dato periodo. I dati presenti nella contabilit economica nazionale sono detti indicatori macroeconomici. I due indicatori pi importanti sono il PIL e il Reddito Nazionale.

Prodotto interno lordo


Il Prodotto Interno Lordo (PIL) il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in un paese in un anno. Il PIL non considera i beni intermedi (beni acquistati dalle imprese per produrne altri). E non prende in considerazione gli scambi di beni esistenti ma fa riferimento solo alla produzione corrente. Esistono due per il PIL in Italia: Il PIL monetario (o nominale), che misura il valore della produzione ai prezzi del periodo in cui stata ottenuta (prezzi correnti). Il PIL reale, che misura la produzione di un periodo ai prezzi di un anno stabilito, detto anno base. Il PIL reale tiene conto del tasso di inflazione ( PIL reale = PIL monetario\Tasso Inflazione). La maggior parte degli economisti ritiene pi attendibile il PIL reale (a prezzi costanti), poich un aumento del PIL reale, differenza di quello monetario, corrisponde sempre a un aumento della quantit prodotta di beni e servizi. Tuttavia con il PIL non si pu identificare il benessere di un paese, per questo infatti viene utilizzato un altro indicatori il Benessere Economico Nazionale (BEN). Il BEN si ottiene aggiungendo al PIL componenti positive o negative BEN = PIL + Tempo libero + Economia sommersa Danni ambientali Il BEN tiene conto delleconomia sommersa che composta di attivit sia legali che illegali.

IL Reddito Nazionale
Il PIL misura fa riferimento solo alleconomia nazionale non considerando i rapporti economici che nascono con il resto del mondo. E il Reddito Nazionale che contabilizza questi rapporti. Il Reddito Nazionale misura: Il valore monetario di beni e servizi disponibili nel paese nel corso di un anno. 2

Il flusso dei redditi percepiti dai soggetti di un paese in un anno. Il Reddito Nazionale si distingue in: Reddito nazionale potenziale, che misura la quantit di beni e servizi di cui potrebbe disporre un paese se utilizzasse al pieno la sua capacit produttiva. Reddito nazionale effettivo, che misura la quantit di beni e servizi realmente disponibili nel corso di un anno. Il Reddito Nazionale effettivo sempre inferiore, o al massimo uguale, a quello potenziale. Quando il sistema raggiunge la produzione potenziale senza occupare tutti i fattori produttivi si ha una strozzatura, causa per la quale aumentano i disoccupati o si hanno attrezzature inattive. Il Reddito Nazionale costituito dal consumo, dagli investimenti, dalla spesa pubblica e dalle esportazioni nette.

La Rivoluzione keynesiana
La crisi del liberismo e la Grande Depressione
Partendo dalla legge di Say, molti economisti elaborarono una teoria economica liberista detta laissez faire, un principio favorevole al non intervento dello stato, poich le forze di mercato sono sufficienti al perfetto funzionamento del sistema economico. Lo stato deve solo garantire una solida struttura istituzionale (ordine pubblico, giustizia, difesa dallesterno etc.). La legge di Say e la concezione liberista entrarono in crisi quando esplose la Grande Depressione che ebbe inizio col cosiddetto marted nero ( 29 ottobre 1929), giorno in cui croll la borsa di Wall Street. La Grande Depressione coinvolse sia le citt che le campagne, e dimostr che il laissez faire non riusciva a garantire un sistema economico stabile ed efficiente.

La teoria economica di Keynes


Nel 1936 J. M. Keynes pubblic la Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta Che basandosi su unanalisi macroeconomica, in contrasto con la microeconomia finora seguita dai neoclassici, rivoluziona il pensiero economico ponendo le basi del moderno pensiero macroeconomico. Keynes nega la validit della legge di Say, affermando che la Domanda a creare la propria Offerta. Inoltre afferma che il livello del Reddito Nazionale dipende dalla Domanda che si crea nel sistema economico; poich il Reddito Nazionale determinato dalla Domanda, la composizione della domanda deve corrispondere a quella del Reddito Nazionale. Dati Y (Reddito Nazionale), D (Domanda), C (consumo), I (investimenti), G (spesa pubblica), X (esportazioni), M (importazioni), avremo: 3

Y = D = C + I + G + (X M)

Il consumo
In macroeconomia si parla di consumo aggregato, ossia di tutti i beni e servizi che vengono domandati dagli operatori famiglia per trarne un godimento immediato. Il consumo determinato dal reddito, tuttavia a prescindere dal reddito c sempre un livello minimo di consumo che non pu essere soppresso, questo detto consumo di sussistenza . Inoltre per quantificare il rapporto tra consumo e Reddito Nazionale bisogna introdurre il concetto di propensione media al consumo che misura quella parte di Reddito Nazionale che gli operatori famiglia destinano al consumo. Dati Y (Reddito Nazionale), C (consumo) e Pmc (propensione media al consumo) avremo: Pmc = C / Y La propensione marginale al consumo invece indica quanto varia il consumo delle famiglie al variare del Reddito Nazionale. Dati C (variazione del consumo), Y (variazione del Reddito Nazionale) e b (propensione marginale al consumo) avremo: b = C / Y E bene notare che 0 < b < 1.

La distribuzione funzionale del reddito


La distribuzione del reddito fondamentale per differenziare i vari sistemi economici e per capire leconomia di un paese. La distribuzione funzionale analizza la ripartizione del Reddito Nazionale fra salari profitti e interessi. Esistono altri criteri per studiare la distribuzione del reddito, perch possibile analizzare: La distribuzione personale, che considera solo il reddito percepito dalle persone senza considerare da dove viene. La distribuzione territoriale, che sottolinea le differenze tra le varie zone del nostro paese. La distribuzione settoriale, che distingue i redditi percepiti nei vari settori. Nella distribuzione funzionale di maggior rilievo sono i salari e i profitti, in rapporto tra di essi. Per approfondire questo rapporto bisogna prima studiare il mercato del lavoro dove si determina il valore dei salari e di conseguenza la distribuzione del reddito fra salari e profitti.

Il mercato del lavoro


Gli imprenditori effettuano la Domanda mentre lOfferta di lavoro determinata dai lavoratori, nei paesi industrializzati il mercato del lavoro assume la forma di un monopolio bilaterale, dove la 4

Domanda gestita dalle organizzazioni sindacali degli imprenditori, mentre lOfferta di lavoro controllata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori. Il livello dei salari determinato dalla contrattazione sindacale. Nel momento in cui contrattano sui livelli salariali, i sindacati dei lavoratori e dei datori di lavoro decidono su come il Reddito Nazionale debba essere distribuito fra salari e profitti, in modo da mantenere le richiste delle due parti compatibili tra di loro. Il salario fissato con la contrattazione sindacale il salario minimo consentito (salario contrattuale), e nessun lavoratore dovrebbe essere pagato di meno; nello stesso tempo nessun imprenditore tenuto a pagare salari superiori a quello contrattuale. Tuttavia nella realt la situazione diversa poich accade spesso che il salario percepito (salario di fatto) sia diverso da quello contrattuale.

Lavoro nero
Per lavoro nero si intende lattivit di quei lavoratori che prestano la loro manodopera senza essere regolarmente assunti dalle imprese. Questi lavoratori nono sono tutelati e i salari che percepiscono sono solitamente inferiori a quelli contrattuali, poich vengono stabiliti in maniera unilaterale dallimprenditore.

La disoccupazione
Si ha il fenomeno della disoccupazione quando lOfferta di lavoro maggiore della domando di lavoro Disoccupazione > Diminuiscono i redditi > Diminuiscono i consumi > Diminuisce la domanda > Effetto negativo amplificato sul Reddito Nazionale Una causa di disoccupazione il progresso tecnologico, che permette alle imprese di ridurre la manodopera occupata. La disoccupazione misurata dal tasso di disoccupazione: Tasso di disoccupazione = Disoccupati / Popolazione attiva I disoccupati secondo lIstat si possono suddividere in tre categorie: I disoccupati in senso stretto, ossia coloro che avevano unoccupazione e lhanno persa. Le persone in cerca di una prima occupazione , come per esempio i giovani in cerca di un lavoro. Le altre persone in cerca di lavoro, ossia quei soggetti che dichiarano disponibili a lavorare sono in determinate condizioni. 5

La disoccupazione varia a seconda dei settori produttivi e delle mansioni.

La curva di Phillips
Esiste una relazione inversa fra la disoccupazione e il livello dei salari. Domanda di lavoro > Offerta di lavoro > Aumento dei salari Domanda di lavoro < Offerta di lavoro > Diminuzione dei salari

La rendita La rendita fondiaria


La rendita fondiaria percepita dai proprietari di risorse limitate in natura. David Ricardo osserv che le terre hanno diversa fertilit; gli agricoltori razionalmente cominciano a coltivare prima i terreni fertili poi si spostano su quelli meno fertili: allaumentare della produzione agricola , diminuisce la fertilit della terra coltivata. Ricardo teorizza la legge dei rendimenti decrescenti: al crescere dei terreni coltivati, la produzione agricola aumenta a ritmi decrescenti. In base a questa legge arrivano sul mercato prodotti agricoli ottenuti a costi diversi, ma che vengono venduti a un stesso prezzo, che deve essere uguale al costo di produzione della terra meno fertile; i proprietari terrieri realizzano delle rendite differenziali che saranno tanto pi alte quanto maggiore la fertilit della terra.

La rendita di posizione
La rendita di posizione quella rendita percepita dai proprietari dei suoli, che sono uguali agli altri per la natura fisica, ma si differenziano per la posizione.

La rendita edilizia
Lurbanizzazione ha provocato un aumento della Domanda di suoli urbani, poich questi suoli sono limitati laumento della Domanda ha provocato un rialzo dei prezzi. Nellambito della rendita edilizia sono possibile identificare ulteriori rendite potenziali.

Linteresse
Linteresse il rendimento fornito dalle risorse finanziarie date in prestito. I soggetti risparmiano denaro, che viene poi indirizzato verso attivit di deposito. Riportiamo un esempio: il risparmiatore Caputo percepisce un interesse dalla Banca di Sicilia (attivit di deposito) per il denaro versato e la Banca di Sicilia a sua volta percepisce un interesse dallimprenditore Di Fiore per il prestito concesso. Va precisato che potremmo analizzare

linteresse anche come il prezzo che un soggetto paga a un altro in cambio della possibilit di usare il denaro per un certo periodo. Linteresse si misura col tasso di interesse, che il rendimento percentuale del prestito calcolato su base annua. Il tasso di interesse si forma sul mercato dallequilibrio fra Domanda di denaro degli imprenditori (in relazione inversa col tasso di interesse) e lOfferta dei risparmiatori (in relazione diretta col tasso di interesse). bene distinguere il tasso di interesse in: Tasso di interesse nominale, ossia quello che si applica nel momento in cui si presta una determinata quantit di denaro. Tasso d'interesse reale, ossia quello che si ottiene prendendo in considerazione anche le aspettative sull'inflazione. In presenza di inflazione si possono avere alti tassi di interesse nominale seguiti da tassi di interesse reale negativi. In questi casi le banche possono tutelarsi, indicizzando il tasso di interesse al tasso di inflazione. Un prestito pu essere: A breve termine (entro i 18 mesi). A medio termine (fra i 18 mesi e i 5 anni). A lungo termine (oltre i 5 anni). A tale proposito si distingue fra mercato monetario, che si basa sulla Domanda e Offerta di prestiti a breve termine, e il mercato finanziario, che si basa sulla Domanda e Offerta di prestiti a medio e a lungo termine.