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LAdi e il contesto famigliare del Paziente.

Negli anni 2001-2003 il Piano Sanitario Nazionale a definire in modo concreto gli ambiti e gli attori che interagiscono al fine di salvaguardare il Paziente nella sua integrit psico- fisica, sia nel post ricovero,sia cercando,per quanto possibile, che il ricovero non avvenga. Tralascio i vari altri iter legislativi, nazionali e regionali, che hanno portato alla attuale regolamentazione, resta tuttavia da sottolineare la sorprendente innovazione legislativa, in un contesto politico che gi allora considerava la spesa sanitaria foriera di tutti i disavanzi statali e quindi ampiamente tagliata dai vari governi che via via si sono succeduti. Ma torniamo in tema: lidea innovativa e tale rimane, stata accompagnata anche da aspettative esagerate da parte dei famigliari,vuoi per cattiva informazione(eccessive promesse,per dimettere il Paziente in tempi sempre pi brevi da parte dei Reparti di degenza) vuoi per la paura da parte dei famigliari del Parente malato(cosa faccio, come lo faccio ,per quale scopo lo faccio) vuoi per la mancanza di risorse e di personale per la Assistenza Domiciliare Integrata nel corso degli anni. Sta di fatto che un servizio che costa alla Comunit 16/die/paziente non mai pienamente decollato se si pensa che un medio Ospedale con ricoveri in Medicina di ca. 15000 utenti produce 200 casi ADI. Gli altri 14800 difficile pensare che siano tutti guariti in un contesto come quello italiano dove ci facciamo vanto,giustamente?, di avere una delle popolazioni pi longeve della terra. Dove sono finiti? Qui rientra il discorso sulle famiglie: linurbamento,i ritmi di lavoro, le distanze, le scadenze pi svariate, hanno stravolto sistemi di vita che hanno faticato ad adeguarsi. Lanziano del paese, pi o meno piccolo, ha visto le maglie della sua rete di protezione allargarsi sempre pi. Non pi considerato un reddito(le pensioni sociali e/o di invalidit in molti paesi del Centro-Sud, dove la disoccupazione abbondantemente sopra le due cifre, rappresentano forse lunico introito, con la casa quasi sempre di propriet e magari piccoli appezzamenti di terra, per le nuove generazioni ) ma un costo, viene volentieri parcheggiato in case di pseudo cura e/o ricovero possibilmente a spese della comunit contribuendo a deficit sempre pi insostenibili. Anche i Reparti di Degenza in alcuni casi, orientano le famiglie a fare scelte spesso sbrigative per ridurre i periodi di degenza e quindi i costi. I pochi o tanti,dipende naturalmente dai vari servizi, che arrivano al domicilio dovranno trovare un famigliare lucido,orientato,informato,attento, possibilmente insonne. Non guasterebbe una infarinatura in campo informatico e sui presidi sanitari e le loro molteplici funzioni (sonde,aspiratori, peg, aghi cannula,ecc. ecc.). I corsi continui degli operatori oltre a sottrarre tempo agli interventi terapeutici si deve inserire in un contesto nel quale linteresse per il proprio Caro supplisce a stanchezza ,demotivazione, impotenza e disperazione,come pu succedere nei casi cronici e terminali. Che fare? Innanzitutto UOMINI e MEZZI, basta con economie che tali alla fine non sono. Per ottimizzare i tempi: utilizzo di micro/pullman da 8/10 posti con autista, fattorino, per gli spostamenti insieme degli operatori sanitari e relativo rientro comunitario. Innegabile il tempo risparmiato e le multe evitate. Inserimento di ex dipendenti infermieristiche, in un volontariato parzialmente pagato sotto forma di integrazione pensionisrtica a seconda del tempo impiegato, nei propri condomini e/o in condomini attigui, per lespletamento di semplici pratiche mediche a seconda delle conoscenze raggiunte in servizio .In diretto contatto con il Medico di Quartiere per i casi pi complessi Introduzione del Medico di Quartiere. Figura nuova ma non impossibile da creare se, come sembra i MMG dovranno tenere gli studi aperti h12/365 Si potrebbero utilizzare senza aggravio di spesa gli attuali Medici della Guardia Medica. Pierangelo Naretto