Gennaio - Marzo 2013

Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. 27/02/2004 n°46) art. 1 comma 2, DCB Milano.

Quattro caratteristiche della natura umana per capire gli eventi mondiali Il tuo appuntamento con DIO l Una lezione sulla preghiera l Il frutto dello Spirito

Anno XVIII, Numero 1

Gennaio - Marzo 2013

Rivista triimestrale di evangelizzazione cristiana. Diritti riservati © Vietata la riproduzione anche parziale.

Il nuovo "disordine" mondiale: dove sta portando? Perché il mondo sembra sgretolarsi nel caos? Leggi le cause e le vere soluzioni...................3

Quattro caratteristiche della natura umana per capire gli eventi mondiali. Quali sono le vere cause della crisi finanziaria mondiale? Scoprile alla luce di una profezia biblica di fondamentale importanza........8

Direttore responsabile: Carmelo Anastasi. A questo numero hanno collaborato: Carmelo Anastasi, Scott Ashley, Don Hooser, Gary Petty, John R. Schroeder, Mario Seiglie. Consiglio di Amministrazione Nazionale: Direzione pastorale: Carmelo Anastasi. Consiglieri pastorali: Angelo Di Vita Consiglieri laici: Vincenzo Alfieri, Sal Anastasi. Redattore estero: Scott Ashley. Arte grafica: Delia Anastasi, Shaun Venish. Stampa: Lazzati Industria Grafica Srl - Casorate Sempione (VA). Sede legale, amministrativa e redazionale: Via Comonte 14/G - 24068 Seriate (Bergamo), Italy. Autorizzazione: Reg. n° 37 del 30 Settembre 1995 - Tribunale di Bergamo (I). Editrice: Chiesa di Dio Unita
La Buona Notizia è pubblicata dalla Chiesa di Dio Unita, un ente italiano registrato e residente in Italia, senza scopi di lucro, con identità cristiana e amministrazione nazionale autonoma. Alcuni pastori della Chiesa di Dio Unita operano in associazione con la UCGIA (United Church of God, an International Association), un ente registrato e residente negli USA, Box 541027, Cincinnati, OH 45254-1027. Amministratori negli Stati Uniti sono i seguenti pastori: Gary Antion, Carmelo Anastasi, Scott Ashley, Bob Berendt, Bill Bradford, Roc Corbett, John Elliott, Darris McNeely, Mark Mickelson, Mario Seiglie, Don Ward, Robin Webber (chairman) e il presidente Dennis Luker.

Il tuo appuntamento speciale con DIO Sapevi che Dio ha stabilito un giorno speciale, durante il quale possiamo avere con Lui un contatto profondo e duraturo?...............................12

Mansuetudine e Mitezza: frutto dello Spirito Santo Le qualità bibliche della mansuetudine e della mitezza sono fin troppo spesso fraintese e sottovalutate nella nostra società moderna.................14

Lezione sulla preghiera Probabilmente avrai sentito parlare della potenza della preghiera e di come può produrre cambiamenti meravigliosi nella tua vita. Ma ti è mai capitato di pregare e di non vedere alcun risultato?................................16

Questa rivista non è in vendita, secondo l’istruzione di Gesù Cristo, il quale ha detto: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Matteo 10:8). Essa è pubblicata allo scopo di promuovere i valori, i princìpi e la cultura del Cristianesimo originale, mediante una diffusione pacifica del Vangelo di Gesù Cristo in Italia e nel mondo. Per l’abbonamento gratuito o informazioni: Tel.: 035.4523573 - Fax: 035.0662142 - Cell. 338.4097919 E-mail: info@labuonanotizia.org Oppure scrivere a: La Buona Notizia, C.P. 187 - 24121 Bergamo. Nota: Rinnovare l’abbonamento gratuito entro il 31 dicembre. Riservatezza: Potete chiedere la variazione o cancellazione dei vostri dati in qualsiasi momento. Consulenza spirituale: I nostri pastori ordinati e i loro assistenti autorizzati offrono gratuitamente la loro consulenza spirituale a tutti coloro che ne fanno richiesta a livello individuale o collettivo. Potete richiedere e ricevere un’assistenza gratuita per telefono, via email, mediante epistola o Skype. Su vostra richiesta potete anche ricevere gratuitamente un colloquio personale con uno dei nostri pastori al vostro domicilio o nella vostra città, oppure presso una delle nostre sale di convegno. Come è stato possibile gratuitamente: Questa pubblicazine è resa possibile grazie al sostegno volontario di quei nostri affezionati lettori e lettrici, e dalle decime e donazioni volontarie dei membri della Chiesa di Dio Unita, i quali, motivati dalla santa chiamata di Dio, decidono di contribuire regolarmente alla diffusione degli insegnamenti di Gesù Cristo e della proclamazione dell’Evangelo del Regno di Dio in Italia e nel mondo (Matteo 24:14). Il vostro sostegno volontario può essere inviato mediante assegno non trasferibile, oppure mediante bollettino di Conto Corrente Postale N.: 15043243 Per bonifici, usare il seguente codice IBAN: IT26 Q 03359 01600 100000005700
Codice BIC/SWIFT, dall’estero: BCITITMX Intestare a:

LA BUONA NOTIZIA Casella Postale 187 - 24121 Bergamo, Italy
Comunicare per tempo l’ eventuale cambio d’indirizzo.

2 La Buona Notizia

Il nuovo disordine mondiale: dove ci sta conducendo?
Perché il mondo sembra sgretolarsi nel caos? Possiamo rassegnarci all’anarchia? E’ possibile raddrizzare il corso della nostra civiltà gravemente smarrita e risolvere i nostri problemi? Purtroppo, sembriamo non aver comprensione delle invisibili forze spirituali schierate contro di noi, e respingiamo o ignoriamo il Dio che offre le uniche soluzioni praticabili agli enormi problemi che affliggono la nostra epoca così travagliata.

L

e tragedie che affliggono questo mondo dilaniato dalla guerra si moltiplicano anno dopo anno. Dove è diretto questo mondo? Dal punto di vista della profezia biblica, a che punto della storia ci troviamo? Un mondo sul precipizio

delle civiltà e il nuovo ordine mondiale, 1997, pag. 28). L’euforia speranzosa si dimostra essere mera illusione Dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, la successiva disgregazione dell'Unione Sovietica nonché il crollo del comunismo in Europa orientale, i leader mondiali come il presidente americano George H.W. Bush (1988-1992) parlarono fiduciosamente di un "nuovo ordine mondiale." La concomitante euforia nei mezzi di comunicazione era molto simile all’atmosfera che aveva seguito la scia della Prima Guerra Mondiale (1914-1918), presumibilmente "la guerra per porre fine a tutte le guerre." Il noto filosofo e scrittore Frances Fukuyama etichettò la precedente storia negativa del genere umano come «la fine della storia», con l'umanità presumibilmente pronta a una transizione verso l’utopia liberale. Molti pensavano che le Nazioni Unite avrebbero finalmente occupato il loro posto legittimo nel mondo, e, con la loro attività pacificatrice, avrebbero guidato una nuova era di armonia tra le nazioni. Ma ben presto tutta questa euforia si dimostrò essere basata su di un’ingannevole illusione! Se, infatti,

I "profeti" moderni, giornalisti ben informati, stanno lanciando l'allarme. L’autore ed educatore James Martin, fondatore dell'Istituto per la Scienza e la Civiltà presso l'Università di Oxford, ci avverte seriamente: «All'inizio del 21°secolo, l'umanità si ritrova su un percorso non sostenibile, un percorso che, se non verrà modificato, porterà a catastrofi dalle conseguenze terrificanti. Questo potrebbe essere l'ultimo secolo dell’umanità, oppure potrebbe essere il secolo che vedrà la civiltà salpare verso un futuro di gran lunga più spettacolare» (Il significato del 21 ° secolo, 2007, prefazione). Le scelte e le soluzioni di umanità stanno diminuendo drasticamente. Alcuni perspicaci osservatori della scena mondiale ci mettono in guardia, dicendo che presto dovremo cambiare le nostre abitudini o ci troveremo a dover sopravvivere a una nuda esistenza in un mondo ancora

più disordinato e in frantumi. Presto non avremo più tempo a disposizione o forse abbiamo già superato il temuto punto di non ritorno. L’autore di attualità e storico Robert Harvey ha espresso chiaramente il suo duro avvertimento: «Se non agiamo nello stesso modo in cui la luce calda del tramonto sul ventesimo secolo viene sostituita dalla pallida luce dell'alba sul ventunesimo, volgeremo lo sguardo verso lo stesso orizzonte di orrori globali come i nostri bisnonni, ma questa volta attraverso una nebbia nucleare. Il mondo è un luogo molto più pericoloso di quanto non lo sia stato per quasi mezzo secolo» (Disordine Globale, 2003, pag. Xxxii). Il patriota ed ex presidente ceco Vaclav Havel ha dichiarato che «i conflitti culturali sono in aumento e sono più pericolosi oggi che in qualsiasi altro momento storico» (citato da Samuel Huntington, Lo scontro

Gennaio - Marzo 2013

3

questo periodo fu una breve finestra di opportunità durante la quale l'uomo avrebbe potuto installare un nuovo ordine mondiale, ben presto passò invece alla storia senza che fosse stata compiuta alcuna azione positiva in quella direzione. Invece, ciò di cui il mondo sarebbe stato presto testimone furono terribili tragedie terroristiche come l’11 Settembre, il grave indebolimento dell'autorità governativa e una intensità crescente dei conflitti religiosi, tribali ed etnici, esacerbati dalle ambizioni radicali islamiche. Il compianto professore di Harvard e politologo Samuel Huntington (1927-2008) poco più di un decennio fa riassunse egregiamente alcuni dei nostri sempre crescenti problemi nel suo libro intitolato: Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale: «La vittoria dell'Occidente nella Guerra Fredda non ha prodotto trionfo, ma esaurimento. L'Occidente si preoccupa sempre più dei suoi bisogni e dei suoi problemi interni e si trova a dover affrontare un lento progresso economico [ora una grave recessione mondiale], popolazioni stagnanti [inquietanti bassi tassi di natalità tra i caucasici], disoccupazione, enorme deficit governativo, un declino nell’etica del lavoro, basse percentuali di risparmio, e in molti paesi tra cui gli Stati Uniti, disgregazione sociale, droga e criminalità» (pag. 82). Questa breve sintesi si è rivelata essere di notevole precisione profetica. E quanto è peggiorato il mondo da quando queste ponderate parole sono state scritte! Ma come dice il famoso proverbio, «Non si è ancora visto niente.» Dopo aver descritto le condizioni caotiche del mondo che si verificheranno al tempo della fine, che sembrano inquietanti come quelle che stiamo cominciando a vedere in-

torno a noi, Gesù Cristo disse: «Tutto questo è solo l'inizio dei dolori» (Matteo 24:8). La notizia che vorremmo non sentire Le osservazioni qui sopra ci offrono solo una panoramica generale. I particolari sono crudi e spaventosi. Si consideri l'attuale recessione. Il già esaltato simbolo del capitalismo statunitense, il gigante automobilistico General Motors (GM), responsabile, al suo apice, di un decimo dell’economia nazionale americana, annunciava nove settimane di fermo totale della produzione, con alcuni stabilimenti che probabilmente non riapriranno più. La sua umiliante dichiarazione di defict, che comporta la perdita di circa 21.000 posti di lavoro e di 2.600 concessionarie automobilistiche, ha certamente gettato ombra sull'economia Americana. Il governo federale ha acquistato una quota di proprietà della società pari al 60 per cento. Come alcuni hanno notato ironicamente, ora GM sta per "Government Motors"! Gli Stati Uniti stanno rapidamente diventando un paese socialista? La Chrysler, terza casa automobilistica americana, aveva già subito l'umiliazione di dover dichiarare fallimento. Quasi 800 concessionarie sono a rischio di chiusura. La Ford attende con incertezza, soprattutto perché si trova in una situazione di liquidità migliore rispetto alle altre due. Detroit sta rapidamente diventando un deserto economico. Rovinosi disavanzi pubblici affliggono sia il governo federale degli Stati Uniti che molti dei singoli stati. La sola California è alle prese con un massiccio disavanzo da 21,3 miliardi di dollari tra entrate e spese. La corsa all'oro sembra essere terminata nel Golden State. Sul piano federale, i livelli di de-

ficit nel bilancio del presidente Obama hanno raggiunto i 2 trilioni di dollari: quattro volte superiore rispetto al massimo deficit raggiunto sotto l'amministrazione di George Bush. Un’enorme inflazione e altri indesiderati aumenti delle tasse attendono minacciosi all'orizzonte. Non soltanto negli Stati Uniti d’America ma anche in Europa e in tutte le nazioni legate all’economia occidentale. Abbiamo proprio dimenticato il proverbio biblico «Il ricco signoreggia sui poveri, e chi prende in prestito è schiavo di chi presta» (Proverbi 22:7). Sta quindi per arrivare il giorno della resa dei conti. Inquietanti notizie dall’Oriente Che notizie arrivano dall’Asia orientale? La Corea del Nord ha annunciato di aver abbandonando l'armistizio che aveva posto fine alla guerra di Corea 56 anni fa [nel 1953], e ha minacciato guerra qualora vi fosse alcun tentativo occidentale di cercare armi di distruzione di massa nel suo territorio o nelle sue navi da guerra. Il recente collaudo sotterraneo di un'arma nucleare della portata di quella di Hiroshima, il riavvio di un reattore per la produzione di materiale nucleare, il test di lancio di nuovi progetti missilistici e le minacce di una rappresaglia militare mille volte maggiore, se provocati, preoccupano moltissimo i coreani del sud e ai loro alleati occidentali. Ovviamente la Corea del Nord ha sollevato la posta in gioco, chiaramente a causa della guerra minacciosa condotta nei confronti della Corea del Sud. L'esercito del Nord è composto da 950.000 elementi rispetto ai 420.000 dell’esercito del Sud. Che si parli di uomini o armamenti, la Corea del Sud è in una con-

4 La Buona Notizia

dizione di inferiorità numerica in ciascuna di queste categorie. Non stupisce che il famoso generale americano Douglas MacArthur, vincitore della Seconda Guerra Mondiale, durante la Guerra di Corea volesse affrontare la Corea del Nord una volta per tutte, essendo disposto, per la sua nazione, a pagare l’inevitabile prezzo della negativa opinione pubblica mondiale. Uomini di importanza minore optarono per una situazione di stallo, la divisione del paese in due Coree lungo il 38°

del ridicolo reddito nazionale viene sperperato per le forze armate e per il programma nucleare.» La Repubblica Popolare Cinese rimane in una posizione privilegiata per frenare la Corea del Nord, ma non lo fa. Così ha incoraggiato i leader della Corea del Nord. Ad esempio, la Cina non ha frenato il leader nazionale della Corea del Nord, Kim Jong Il, quando questi rivaleggiava con Robert Mugabe dello Zimbabwe come uno spietato dittatore che poco si curava del benessere del suo popolo, es-

Il fatto che la Cina non frena, sta ad indicare che ha i suoi propri scopi in mente. Cosa c’è dietro al declino generale dell’Occidente? A metà degli anni ‘60, il teorico politico James Burnham ha scritto un libro intitolato Il suicidio dell'Occidente, in cui si fa riferimento alle numerose perdite subite dall’Occidente tra il 1900 e il 1960, sia in termini di territorio che di popolazione, rispetto al resto del mondo. Nel suo libro, Burnham ha cercato di spiegarne le cause.

parallelo. Ora, dopo mezzo secolo di tensioni, potremmo ritrovarci di nuovo al punto di partenza. Il giornalista britannico e scrittore di vecchia data, Max Hastings, è noto per aver sempre detto le cose come stanno. Il suo titolo sul Daily Mail del 28 maggio dice: «Il governatore della Corea del Nord può anche essere pazzo, ma le sue minacce mostrano l'impotenza americana e l'immoralità cinese». Questo veterano del giornalismo sottolinea la triste verità secondo cui la maggior parte dei 23 milioni di persone della Corea del Nord «vive sull'orlo della fame» e «quasi la metà

sendo disposto a lasciarlo morire di fame pur di mantenere il potere. Proverbi 28:15 ci dice: «Un sovrano malvagio che governa un popolo povero, è un leone ruggente, un orso affamato». La Cina ha i suoi propri scopi in mente Il fatto stesso che l’attuale governante della Corea del Nord, Kim Jong Un, si senta in grado di scuotere la sciabola verso tutti, la dice lunga sul presunto "ordine mondiale" e in particolare sulla ridotta autorità degli Stati Uniti d’America e dei loro alleati europei.

Le sue conclusioni non sono una sorpresa per coloro che veramente comprendono la Bibbia: «La contrazione dell'Occidente non può essere spiegata da una mancanza di risorse economiche o di potere militare e politico... le cause principali della contrazione dell’Occidente sono di natura morali e spirituale. E’ come se manca la volontà di reagire e di sopravvivere» (1964, pag. 22-24). Con queste osservazioni riusciamo a giungere a delle conclusioni. Le cause di natura morale e spirituale implicano la fede in Dio e una serie di valori assoluti come i Dieci Comandamenti. La perdita

Gennaio - Marzo 2013

5

della fede in un Creatore Divino combinata con l’etica della situazione ha giocato un ruolo importante nel declino dell'influenza e dell'autorità degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e di altre nazioni nel mondo Occidentale. Queste cause ultime risalgano al passato. A partire da diversi secoli addietro e spinte dalle teorie di uomini come Charles Darwin, che inventò un modo per spiegare la creazione senza il Creatore, molte persone iniziarono a mettere in dubbio l’ispirazione e autorità divina della Bibbia. Iniziarono a mettere in ridicolo, come semplice mito e superstizione, l'esistenza del mondo spirituale, a lungo invece riconosciuta da coloro che credevano nella Bibbia. Nelle principali università mondiali, alcuni scettici contestarono la validità e l'accuratezza della Bibbia, e il ragionamento scientifico divenne all’ordine del giorno. Generazioni di leader impararono a scartare tutto ciò che non potesse essere misurato con metodi fisici o scientifici. Avendo fin d’allora rifiutato la rivelazione trovata nella Parola di Dio, molta gente oggi rifiuta la rivelazione divina che spiega la causa dell’attuale tragica condizione del nostro mondo. La Bibbia rivela l'esistenza di un mondo spirituale in cui centinaia di milioni di angeli virtuosi onorano e servono il Dio Padre e Suo Figlio Gesù Cristo (Apocalisse 5:11).Tuttavia, non tutti gli angeli creati da Dio sono rimasti virtuosi. La Parola di Dio indica che un terzo di essi ha scelto di seguire il diavolo Satana, l’abile ingannatore, in una ribellione contro il loro Creatore (Apocalisse 12:4). Questa particolare storia del mondo angelico ed altri temi possono essere trattati mediante studio biblico personale via Skype, su richiesta a: info@labuonanotizia.org.

Lo "spirito dei tempi " che affligge il genere umano Il libro dell’Apocalisse, scritto dall'apostolo Giovanni, su dettatura di Gesù Cristo risorto e asceso al cielo, contiene uno dei passaggi più cruciali della Bibbia: «E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi» (Apocalisse 12:9). Fermatevi un momento a riflettere su questo singolo versetto. Ci dice che la maggior parte degli abitanti della Terra è ingannata da Satana e non sta camminando con il vero Dio. La maggior parte della gente crede in cose che semplicemente non sono vere. Sono prese non dalla Bibbia ma da filosofie e tradizioni umane di ogni tipo, tutte false e menzognere. Un altro passo biblico, sempre riportato dall’apostolo Giovanni, rivela che «Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno» (1 Giovanni 5:19). Molti incolpano altri esseri umani dei loro problemi. Le nazioni tendono ad incolpare le altre nazioni. Ma i veri credenti sanno che «il combattimento nostro non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti» (Efesini 6:12). Il genere umano nel suo complesso non ha alcuna consapevolezza delle forze spirituali schierate contro di esso, dell’invisibile regno demoniaco che ha il potere di influenzare le menti degli esseri umani a contemplare prima e poi commettere atti di suprema follia. Una parola a volte usata per de-

scrivere il clima morale e culturale di un'epoca è zeitgeist, che letteralmente significa "lo spirito dei tempi". La maggior parte delle persone non riesce a capire che la vera fonte dietro lo spirito dei tempi di quasi tutta la storia umana, l'atteggiamento di fondo di un’epoca, rimane l’invisibile regno demoniaco guidato da Satana il diavolo, «l’Iddio di questo secolo» (2 Corinzi 4:4). Zeitgeist è un termine tedesco, e l'Europa centrale sarà al centro di uno dei più grandi inganni mai afflitti al genere umano. Infatti, una nuova superpotenza emergerà dall'area geografica dove si trovava parte dell’Antico Impero Romano. Sia il libro di Daniele nel Vecchio Testamento che il libro dell'Apocalisse nel Nuovo Testamento descrivono una rinascita finale dell'Impero Romano (la quarta grande potenza geopolitica descritta da Daniele) guidato da due persone carismatiche che la Bibbia chiama «la Bestia» (il suo leader politico) e il «Falso Profeta» (il suo capo religioso). Parlando delle masse alla fine di questa epoca, la visione profetica di Dio ci dice che «adorarono il dragone [Satana] perché avea dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: ‘Chi è simile alla bestia? e chi può guerreggiare contro di lei?’» (Apocalisse 13:4). Tale è la portata straordinaria di questo inganno, che gli abitanti del mondo adoreranno effettivamente il diavolo e il suo principale strumento umano, che bestemmia contro Dio (versetto 6). Ma questo inganno satanico è così completo, sostenuto da segni e prodigi ingannevoli (versetti 13-14), che la stragrande maggioranza delle persone non avrà alcun sentore di ciò che starà realmente accadendo al loro mondo. Ancor oggi la maggior parte delle persone semplicemente non è

6 La Buona Notizia

interessata agli avvertimenti di Dio provenienti dalle pagine della Bibbia. Quando gli eventi straordinari richiedono un intervento urgente, quando le condizioni spaventose del mondo richiedono la più sobria contemplazione e la più profonda introspezione, milioni di persone si assopiscono spiritualmente. Provate a dare una rapida occhiata alle riviste in edicola. Gran parte dei periodici non è altro che superficialità o semplicemente rappresenta uno spreco di tempo prezioso.

avessero potuto far si che i leader mondiali seguissero le loro particolari raccomandazioni, le cose sarebbero andate bene alla fine. La saggezza di un padre fondatore americano profondamente rispettato ci dirà il contrario. Dopo il termine dei loro mandati presidenziali, John Adams e Thomas Jefferson portarono avanti una lunga corrispondenza fino a quando morirono lo stesso giorno, il 4 luglio 1826, 50° anniversario dell'adozione della Dichiarazione di Indipendenza

Spesso si cerca invano qualcosa di utile da leggere. L'attuale ossessione di massa per la vita delle celebrità, che spesso passano da un’esperienza senza senso a un’altra, sfida ogni sensato ragionamento. Gli esseri umani non possono salvare sé stessi Nei nostri articoli spesso citiamo fonti secolari, riprese da libri e giornali, la maggior parte delle quali è stata scritta da persone che hanno studiato le tendenze del mondo per molti anni, e il loro contributo alla comprensione umana dovrebbe essere molto apprezzato. Eppure la maggior parte di esse ritiene che se

da parte del Congresso Continentale. In una lettera datata 9 luglio 1813, Adams scrisse a Jefferson: «Mentre tutte le altre scienze hanno fatto progressi, quella del governo è ancora in stallo; solo un po’ meglio compresa; solo un pò meglio praticata oggi rispetto a tre o quattro mila anni fa. Qual è il motivo? Secondo me i partiti e le fazioni non consentiranno o autorizzeranno i miglioramenti da apportare... «Non appena l'uomo accenna a un miglioramento, il suo rivale si oppone ad esso. Non appena una parte scopre o inventa un miglioramento nella condizione umana o nell'ordine sociale, l'altra parte lo smentisce, lo fraintende, lo travisa, lo ridicolizza,

lo insulta, e lo perseguita» (Citazione da Norman Cousins , In God We Trust, 1958, p. 231). Questo è il tallone d’Achille del governo democratico, pieno di spirito di partito e di conflitti. I partiti di opposizione avversari si concentrano principalmente sul raggiungimento di alte cariche, anziché aiutare chi regola il potere a governare con saggezza. Imperfetti governi umani (comprese le organizzazioni multi-stato come gli Stati Uniti d’America, le Nazioni Unite e l'Unione Europea, non stanno cercando di capire i problemi enormi di questo mondo disordinato. Si preoccupano solo del denaro, non della moralità. Non sarà un nuovo presidente a cambiare la direzione verso cui è orientata una qualsiasi nazione. A fermare il declino apparentemente irreversibile della morale e della reputazione di una qualsiasi nazione, non sarà un cambio di amministrazione. Soltanto l'avvento di un governo Divino, il governo di Dio, potrà superare le imperfezioni e i falsi giudizi umani. La Bibbia ci dice che questi tempi difficili passeranno e che i «tempi della restaurazione di tutte le cose» (Atti 3:21) verranno di certo nel tempo a venire. Allora, e solo allora, avremo il buon governo che l'umanità ha sempre desiderato. Nessun altra soluzione funzionerà durevolmente. Solo Dio Padre può soccorrere l'umanità facendo tornare il Suo Unigenito Figlio, Gesù Cristo, sulla terra per salvarci dal caos che abbiamo creato. Egli ristabilirà la forma giusta e perfetta di governo. Apocalisse 11:15 riporta un annuncio meraviglioso che nel tempo a venire sarà proclamato su tutta la terra: «I regni di questo mondo sono divenuti il regno del nostro Signore e del Suo Cristo, ed Egli regnerà nei secoli dei secoli!» BN

Gennaio - Marzo 2013

7

Quattro caratteristiche per comprendere

gli eventi mondiali
Quali sono le vere cause della crisi finanziaria mondiale e dei conflitti internazionali? Questo articolo cercherà di spiegarlo alla luce di una prospettiva biblica di fondamentale importanza.

L

a maggior parte degli esperti geopolitici concorderebbe sul fatto che negli ultimi decenni lo scenario della politica mondiale è stato scosso da tre cambiamenti che hanno avuto un forte impatto sull’assetto mondiale, ovvero: • La rivoluzione dell’Ayatollah Khomeini in Iran nel 1979 che ha portato alla diffusione dell’integralismo islamico fino ai confini più remoti del mondo. • Il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991 che ha portato alla liberazione dell’Europa orientale e delle ex repubbliche sovietiche nell’area del Medio Oriente settentrionale. • Gli attacchi dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti che hanno portato alla guerra contro il terrorismo, perfino nel territorio di altre nazioni. Al momento stiamo assistendo a un possibile quarto spostamento geopolitico dell’asse terrestre: la crisi finanziaria mondiale, descritta da molti economisti come la peggiore in assoluto dai tempi della Grande Depressione degli anni ‘30. Qual è la portata di questo ultimo spostamento? «Questa è la prima vera crisi universale nella storia dell’umanità,» ha affermato l’ex presidente del Fondo Monetario Internazionale Michel Camdessus. «Nessun paese ne è esente. Non abbiamo ancora raggiunto il fondo» (Global Financial Assets Lost 50 Trillion Last Year, Bloomberg News Service, 9 marzo 2009).

Nessuno sa quanto durerà ancora, né i danni a lungo termine che l’economia mondiale subirà a causa di un disavanzo pubblico senza precedenti da parte dei governi a livello mondiale. Forse stiamo assistendo alla fine del libero mercato e all’inizio del sistema oppressivo della «bestia» apocalittica che permetterà di «comprare e vendere» soltanto a coloro che accetteranno il suo «marchio» politico. È possibile dare un senso a tutto questo? Per quanto possa sembrare sorprendente per alcuni, il punto di partenza per capire gli avvenimenti mondiali è la Bibbia, la rivelazione scritta di Dio Creatore. La Bibbia ci incoraggia a riflettere sulle notizie provenienti dal mondo alla luce delle sue profezie inerenti ai tempi futuri. Ma come procedere? In Luca 21:29-36 Gesù Cristo disse: «Osservate il fico e tutti gli alberi. Quando essi cominciano a mettere i germogli, vedendoli, voi stessi riconoscete che l'estate è vicina; così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino...Vegliate dunque, pregando in ogni tempo, affinché siate ritenuti degni di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere». Gesù si riferiva alla fine dei tempi e ci stava avvertendo di fare attenzione a ciò che ci accade intorno così da non cullarci nell’autocompiacimento o farci ingannare dalle parole melliflue o dai segni ingannevoli dei leader del nostro

tempo. Per analizzare in maniera corretta gli eventi mondiali dobbiamo fare riferimento a specifiche profezie bibliche sulla natura umana e sulle caratteristiche delle nazioni. Le esponiamo qui di seguito senza mezzi termini. 1. La natura umana è sempre la stessa da migliaia di anni. La Bibbia afferma che «Il cuore dell’uomo è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?» (Geremia 17:9). Sì, la Bibbia dice che la natura umana è egocentrica e si auto-inganna, anche se pochi lo ammetterebbero riguardo alla propria persona. E le nazioni sono semplicemente un insieme di individui guidati principalmente da interessi e scopi egoistici. Perché la natura umana si comporta in questo modo? Per comprenderlo, dobbiamo tornare indietro ai tempi dei nostri genitori primordiali, Adamo ed Eva. Nel giardino dell’Eden presero una decisione fatale per i loro discendenti quando scelsero di disubbidire alle istruzioni di Dio e mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male invece dell’albero della vita (Genesi 3:11-19). Da allora in poi, l’uomo ha vissuto in un mondo governato principalmente dalla sua stessa avidità e dall’egoismo, piuttosto che dalle leggi spirituali di Dio.

8 La Buona Notizia

In effetti, Romani 8:7 ci dice: «Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo.» Nonostante le vedute ottimistiche sull’umanità, la realtà è che gli interessi egoistici regnano sovrani. Lo vediamo chiaramente a livello mondiale in ogni ambito, da quello sociale a quello governativo, religioso e finanziario. Buona parte della natura umana è guidata da un fattore principale, ovvero l’influenza invisibile del diavolo Satana. Non solo seduce il mondo intero (Apocalisse 12:9), ma persuade tutte le genti ad agire con egoismo e nel peccato; l’opposto della via di Dio basata sulla giustizia e sull’amore. Efesini 2:1-3 dice ai cristiani: prima della conversione «eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell'aria, dello spirito [di Satana] che al presente opera nei figli della disubbidienza.» La realtà della politica mondiale è che essa è dominata da questo potente e perverso essere spirituale. Satana si vantò anche con Gesù Cristo del fatto che controllava e aveva autorità sui governi della terra: «Poi il diavolo lo condusse su di un alto monte e gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo. E il diavolo gli disse: ‘Io ti darò tutto il potere di questi regni e la loro gloria, perché essa mi è stata data nelle mani e io la do a chi voglio’» (Luca 4:5-6). Spesso sentiamo leader politici affermare che agiscono sempre e solo motivati dalle migliori intenzioni per il benessere di tutti. Allo stesso modo sentiamo spesso dire che la natura umana è intrinsecamente buona. Ma non è sufficiente avere buone intenzioni e buoni sentimenti. Basta guardarsi intorno. Il si-

stema finanziario mondiale, presumibilmente guidato da persone intelligenti, ha subito un grave tracollo soprattutto a causa di estrema avidità e corruzione. La stessa Prima Guerra Mondiale fu definita «la guerra per mettere fine a tutte le guerre.» Tuttavia ben presto vi fu la Seconda Guerra Mondiale, e quasi un secolo dopo infuriano ancora guerre terribili di gran lunga più mortali. Nonostante le migliori intenzioni. l’autoesaltazione della natura umana, coadiuvata e in-

tensificata dell’influenza negativa di Satana, rimane costante. Niente di tutto questo è nuovo. Oltre due secoli fa il primo presidente americano, George Washington, scrisse: «Le cose stanno così, lo dimostra l’esperienza delle nazioni in ogni epoca, e occorre un profondo cambiamento della natura umana prima che le cose possano andare diversamente. Nessuna istituzione può avere successo se non è costruita sulla verità fondamentali» (Estratto da The Writings of George Washington, Vol. 10, pag. 363). La lezione da imparare è la seguente: quando osserviamo eventi politici mondiali dobbiamo ricordarci che la natura umana non è mai cambiata e che generalmente fa solo i propri interessi egoisticamente. Per questo motivo è importante non credere ciecamente alle dichiarazioni di nazioni o leader politici

che dicono di voler fare il bene della propria nazione. Una tale sicurezza ha spesso condotto a risultati catastrofici, come nel caso delle eccessive concessioni di Chamberlain nei confronti di Adolf Hitler, che insieme ad altri fattori portarono alla Seconda Guerra Mondiale. Un esempio più contemporaneo può essere la visione ingenua dell’ex Presidente degli U.S.A. Jimmy Carter nei confronti dei Sovietici, contribuendo così alla loro invasione dell’Afghanistan. Dopo che il Presidente disse al popolo americano di dissipare «l’eccessiva paura del comunismo», i leader sovietici ritennero di godere di una maggiore libertà nell’usare prepotenza sui vicini. Due anni dopo, nel 1979, invasero l’Afghanistan con l’intento di renderlo parte dell’impero sovietico. Dopo questo shock iniziale, Carter esclamò a proposito del premier sovietico, Leonid Brezhnev, «Non posso credere che mi abbia mentito.» Tuttavia, se avesse considerato con maggiore razionalità l’ideologia e gli interessi personali dell’Unione Sovietica, egli avrebbe usato più cautela. Questa prima caratteristica della natura umana ci conduce alla seconda. 2. Ogni nazione cerca sempre di fare solo i propri interessi. Gesù Cristo parlò con franchezza della realtà politica e dei leader nazionali. «Voi sapete che i sovrani delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano il potere su di esse» (Matteo 20:25). L’esercizio del potere di una nazione sulle altre a volte può essere subdolo piuttosto che palese, ma ha sempre come obiettivo principalmente i propri interessi. Non c’è quindi da sorprendersi quando osserviamo un cattivo uso

Gennaio - Marzo 2013

9

ni

del potere da parte dei potenti. È così da millenni. Quasi 3000 anni fa il Re Salomone scrisse: «Mi sono quindi messo a considerare tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole, ed ecco, le lacrime degli oppressi, i quali non hanno chi li consoli; dal lato dei loro oppressori c'era la forza, ma neppure essi hanno chi li consoli» (Ecclesiaste 4:1). Di solito questa oppressione viene giustificata da "alti ideali". Ma come leggiamo in Proverbi 21:2, «Ogni via dell'uomo è diritta ai suoi occhi, ma l'Eterno pesa i cuori.» Fa parte della natura umana camuffare i propri desideri egoistici con buone intenzioni e obiettivi di elevato valore morale. Per cui, quando i leader vorrebbero farci credere che agiscono per il bene del Paese, non dovremmo essere creduloni. È sempre bene avere un sano scetticismo e andare alla ricerca di ciò che potrebbe essere il loro migliore interesse analizzando le circostanze per giudicare che cosa sta accadendo. Tutto questo ci porta alla terza chiave per comprendere gli eventi mondiali. 3. Ogni nazione esprime il proprio interesse attraverso il proprio carattere nazionale. Le nazioni sono caratterizzate da tratti specifici, vizi e virtù, che non cambiano nel tempo, ma sono intessuti nel carattere dei loro rispettivi popoli. Con il passare dei secoli, i cinesi non hanno cambiato l’essenza della loro cultura o del loro modo di agire, così come non lo hanno fatto gli inglesi, gli americani, i francesi, i tedeschi, i russi, gli africani, gli spagnoli o gli arabi. Nella Bibbia vediamo come il carattere nazionale di un popolo è spesso paragonato a tipici tratti del

regno animale. In Genesi 49, per esempio, alcune tribù di Israele vengono paragonate a una serie di animali. In Daniele 7:4-7, la Bibbia paragona l’Impero Babilonese a un leone, l’Impero Persiano a un orso, l’Impero Greco a un leopardo con più teste e l’Impero Romano a una possente bestia con dieci corna. In Apocalisse 13 e 17 vediamo che anche le nazioni del tempo della fine vengono rappresentate tempi con le caratteristiche di bestie feroci. Ancora oggi, e forse non per caso, le nazioni più potenti sono tradizionalmente paragonate ad animali: gli Stati Uniti a un’aquila; la Russia a un orso; la Cina a un drago; l’Europa, come vediamo su alcune sue monete, a una donna in groppa a un toro. Di conseguenza, quando analizziamo gli eventi mondiali, è importante prendere in considerazione il carattere dei popoli. Per quanto riguarda l’Europa, la quale ha un ruolo centrale nella profezia biblica, è bene ricordare ciò che ha scritto nel 1983 il giornalista Luigi Barzini a proposito del carattere nazionale: «Il futuro [dell’Europa] è nelle mani degli dei. Probabilmente sarà determinato ancora una volta dalle decisioni della Germania. E la Germania, come sempre, è un paese cangiante, mutevole e imprevedibile, particolarmente pericoloso quando è infelice» (The Europeans, 1983, pag. 267). Tenendo in mente che ogni nazione ha delle proprie caratteristiche personali, arriviamo alla quarta caratteristica comune a tutte. 4. Ogni nazione cerca un equilibrio di potenza per controbilanciare il dominio delle altre nazioni. L’equilibrio di potenza è un elemento chiave per comprendere come agiscono le nazioni. Le alleanze

spesso nascono per controbilanciare altre potenze. Come spiega lo storico J. Allen Smith: «Nessun paese è sufficientemente forte da solo per sentirsi al sicuro contro l’opposizione di possibili combinazioni di stati, il che rende necessaria la creazione di alleanze e contro alleanze attraverso cui ogni stato cerca di garantire un supporto necessario in caso di minacce esterne alla propria sicurezza» (The Growth and Decadence of Constitutional Government, 1933, pag. 241). Riflettiamo sulle alleanze degli ultimi tempi rapportandole all’immagine dei piedi descritti nel libro di Daniele quando si parla degli ultimi imperi del mondo. Daniel 2:41-44 dice: «Come tu hai visto che i piedi e le dita erano in parte d'argilla di vasaio e in parte di ferro, così quel regno sarà diviso; tuttavia in esso ci sarà la durezza del ferro [nazioni forti], perché tu hai visto il ferro mescolato con argilla molle [nazioni deboli]. E come le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte d'argilla, così quel regno sarà in parte forte e in parte fragile. Come hai visto il ferro mescolato con la molle argilla, essi si mescoleranno per seme umano, ma non si uniranno l'uno all'altro, esattamente come il ferro non si amalgama con l'argilla. Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto.» Il commentario biblico The Expositor’s Bible Commentary dice di Daniele 2:43, “Il testo si riferisce chiaramente al fatto che questa fase finale sarà contraddistinta da una sorta di federazione piuttosto che da un unico regno potente.” Il punto cruciale di questo quarto aspetto è che nell’analizzare le notizie sulle alleanze, bisogna tener conto degli interessi veri che spingono alla creazione di confederazioni o di sistemi imperiali.

10 La Buona Notizia

La futura trasformazione della natura umana Sulla base di quanto detto, dobbiamo forse avere una visione pessimistica degli eventi mondiali? Il futuro è privo di speranza? Niente affatto! Finora abbiamo preso in considerazione una prospettiva realistica della situazione mondiale del momento. Grazie a Dio, la Bibbia fornisce anche una visione molto ottimistica e confortante. Sappiamo che vi saranno giorni di grande disperazione in quanto non mancheranno nazioni che agiranno come predatori nei confronti di altre nazioni (Matteo 24:7, 21). Ma la buona notizia è che la natura umana dei popoli sarà trasformata per il meglio dopo il ritorno glorioso di Gesù Cristo sulla Terra! Vediamo adesso come la natura umana dei popoli sarà cambiata durante il regno di Cristo sulla terra. 1. La natura umana sarà finalmente cambiata e Satana verrà allontanato. Gli interessi personali sono alla base della politica e dei rapporti tra le nazioni, quindi è indispensabile un radicale cambiamento nella natura dell'uomo, prima che le cose possano andare bene in maniera durevole. Un cambiamento che soltanto Dio potrà realizzare, per mezzo di Cristo: «Ma questo è il patto che stabilirò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice l'Eterno: Metterò la mia legge nella loro mente e la scriverò sul loro cuore; e io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo» (Geremia 31:33). Alla fine, tutta l’umanità conoscerà l’unico vero DIO e sarà istruita a relazionare con LUI. Quando Cristo ritornerà, Satana sarà allontanato e non potrà più influenzare le nazioni a seguire fini egoistici o a istigarli alla violenza (Apocalisse 12:9; 20:1-3).

2. Le nazioni non cercheranno solo il proprio interesse, bensì anche quello degli altri. Una volta che i popoli si saranno convertiti e riceveranno lo Spirito di Dio, non si vedranno più come rivali ma come alleati. Tutte le nazioni vorranno ubbidire Dio e mettere fine alle guerre. Isaia 2:2-4 ci parla di questo profondo cambiamento negli atteggiamenti nazionali: «Negli ultimi giorni avverrà che il monte della casa dell'Eterno sarà stabilito in cima ai monti e si ergerà al di sopra dei colli, e ad esso affluiranno tutte le nazioni. Molti popoli verranno dicendo: ‘Venite, saliamo al monte dell'Eterno, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi cammineremo nei suoi sentieri’... Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione e non insegneranno più la guerra.» 3. Il carattere nazionale non causerà più opposizione, ma edificazione. Con la propria natura cambiata, le nazioni useranno i propri talenti per collaborare ed edificarsi a vicenda. In Isaia 19:23-25 leggiamo che le nazioni porranno fine alle loro inimicizie: «In quel giorno vi sarà una strada dall'Egitto all'Assiria; gli Assiri andranno in Egitto e gli Egiziani in Assiria, e gli Egiziani serviranno con gli Assiri. In quel giorno Israele, il terzo con l'Egitto e con l'Assiria, sarà una benedizione in mezzo alla terra. L'Eterno degli eserciti li benedirà, dicendo: ‘Benedetto sia l'Egitto mio popolo, l'Assiria opera delle mie mani e Israele mia eredità!». 4. Non vi sarà più alcun bisogno di equilibrio di potenza; vi sarà un'unica potenza sulla terra. Tutte le nazioni impareranno le vie di Dio e osserveranno le feste santificate da Dio in armonia e in pace. Gesù Cri-

sto sarà al capo del governo mondiale, e non vi saranno potenze in competizione. Leggiamo in Zaccaria 14: «L'Eterno sarà re su tutta la terra... E avverrà che ogni sopravvissuto di tutte le nazioni venute contro Gerusalemme salirà di anno in anno ad adorare il Re, l'Eterno degli eserciti, e a celebrare la festa delle Capanne» (versetti 9 e 16). Imparando ad adorare il vero Dio nel modo in cui Egli comanda nella Sua Parola, la Bibbia, tutte le nazioni finalmente intraprenderanno la via per una vera pace e collaborazione le une con le altre. Siate vigili e attenti Negli ultimi decenni la geopolitica mondiale ha vissuto uno spostamento dell’asse terrestre, altri spostamenti stanno avvenendo ora, ed altri ancora vi saranno nei giorni a venire. Gesù Cristo ci dice che dobbiamo essere vigili e spiritualmente attenti man mano che si avvicina il giorno del Suo glorioso ritorno sulla Terra (Marco 13:33.37). È importante ricordare le quattro caratteristiche della natura umana comune a tutte le nazioni, per evitare di essere ingannati. Il potere politico, economico e religioso all’interno di ogni nazione è una realtà intrecciata più da interessi materiali che spirituali, ed è quindi di vitale importanza tenere gli occhi ben aperti e restare fermamente radicati solo nella verità biblica, in quella fede che ci è stata tramandata dagli Apostoli del primo secolo. No all’ecumenismo sincretistico che ci allontana da Dio. Così come Gesù Cristo ci ha avvertito, dobbiamo osservare sagacemente ciò che accade intorno a noi, e pregare «Venga il Tuo Regno!», con l’assoluta certezza che la natura umana sarà trasformata quando il Regno di Dio sarà finalmente instaurato sulla Terra. BN

Gennaio - Marzo 2013

11

Il tuo appuntamento

con Dio
Sapevi che Dio ha stabilito un giorno speciale durante il quale possiamo avere con Lui un contatto profondo e duraturo?

O

gni settimana della nostra vita moderna è freneticamente scandita da numerosi appuntamenti, molti dei quali non vorremmo nemmeno avere, come ad esempio andare dal dentista. Siamo troppo spesso sottoposti a un enorme carico di ansie ed incertezze che ci portiamo sulle spalle, a causa dei classici problemi finanziari, coniugali e di lavoro che ormai sono all’ordine del giorno. Solo Dio ha la capacità di liberarci dai nostri problemi, solo la Sua Parola ci può dire quali debbano essere le nostre priorità. Prevedendo tutto questo, fin dal tempo della Creazione, l’Iddio nostro Creatore, rivelò e proclamò il Sabato, come settimo giorno di riposo settimanale per rigenerarci fisicamente e spiritualmente e per meglio conferire e comunicare con Lui. Lontani da Dio

come viene definita, è uno dei sintomi di malesseri più diffusi nel mondo. Una vita vissuta nella corsia di accelerazione non può che portare a tragiche conseguenze. Abbiamo lasciato che il tempo, una delle risorse più preziose che abbiamo a disposizione, diventasse un nemico, perché non siamo in grado di sfruttarlo in modo costruttivo, tanto che non troviamo nemmeno il tempo di metterci in contatto con il nostro Creatore. Il mondo ha dimenticato in un cassetto le chiavi bibliche che aprono la porta a Dio e all’aiuto che Egli ci vuole dare. Il valore del tempo Diventiamo più vecchi giorno dopo giorno, il tempo scorre inesorabile. La nostra vita biologica è lunga, e molti di quelli che hanno già superato la soglia dei 70 si ritrovano a chiedersi quanto tempo gli rimanga ancora da vivere. Solo tardi ci si rende conto di quanto sia importante per il nostro benessere seguire l'ammonimento biblico di «riscattare il tempo» (Efesini 5:16, Colossesi 4:5). La realtà è che «finiamo i nostri anni come un sospiro. I giorni dei nostri anni arrivano a settant’anni e per i più forti a ottanta, ma quel che costituisce il loro orgoglio non è che travaglio e vanità, perché passa in fretta e noi ce ne voliamo via» (Salmo 90:9-10). Perciò dovremmo chiedere a Dio: «Insegnaci a contare i nostri giorni, per ottenere un cuore

savio» (versetto 12). I nostri pensieri dovrebbero arrivare a concepire un tempo futuro che va al di là della vita fisica. Dio offre il dono della vita eterna a coloro i quali mettono in pratica la Sua Parola. Ma è adesso che dobbiamo «prenderci del tempo» per pensare al nostro vero futuro, quello che ci aspetta dopo la morte terrena. Celebriamo quindi la festa del Sabato in santa convocazione. Il Sabato è un giorno da dedicare a Dio, come da LUI STESSO ha ristabilito e ordinato al Suo popolo al tempo di Mosè, mediatore del Primo Patto (Levitico 23:1-3). Il «Sabato del Signore» è stato però riconfermato e ordinato da Gesù Cristo, il mediatore del Nuovo Patto tra il Padre Eterno e l’Israele spirituale, la Chiesa di Dio. Gesù non cambiò né abolì la legge spirituale (Matteo 5:17;24:20, Romani 3:31, Ebrei 4:9). L’Osservanza del Sabato Tutti abbiamo bisogno di riposo dopo un’intera settimana di lavoro, ed è per questo che è il Creatore stesso a dirci di riposarci, una volta ogni sette giorni, nel giorno da LUI stabilito (Esodo 20:8-11; Deuteronomio 5:12-15). Il comandamento del Sabato risale effettivamente al tempo della creazione, in quanto Dio stesso si riposò nel settimo giorno, santificandolo e proclamandolo come un giorno speciale che avrebbe dovuto essere rispettato da tutta l’umanità, a cominciare da Adamo ed Eva (Ge-

La società moderna non è ancora pronta ad entrare pienamente in contatto con il nostro Creatore, anzi non fa che rendere sempre maggiore il distacco tra gli uomini e il loro Creatore, trascinandoci sempre più lontano dall’aiuto che Egli sarebbe pronto a darci e di cui tutti abbiamo bisogno nel corso della vita per affrontare al meglio questo mondo così complesso e frenetico. Troppe persone oggi si trovano in uno stato di perenne confusione, schiacciati dal peso di ansie e problemi. La “malattia della fretta”, così

12 La Buona Notizia

Dal Sabato alla Domenica: Il come e il perchè di questo cambiamento
Quando la Domenica, il primo giorno della settimana, ha iniziato ad essere considerata come sostituta del Sabbath del settimo giorno, la cui osservanza è invece comandata perfino nel Nuovo Testamento? Questo cambiamento è connesso in parte alle ondate antisemitiche che investirono l'Impero Romano a causa delle guerre Ebraiche nei primi secoli. A quel tempo, molti tra i primi cristiani cominciarono erroneamente a prendere le distanze dalle pratiche bibliche, tra le quali l’ubbidienza al riposo sabbatico, comunemente viste come "ebraiche“ dalla religione mitraica imperiale. Fu un grave errore, perché il Sabato era e rimane il quarto dei Dieci Comandamenti spirituali di Dio. Nella Chiesa di allora si infiltrarono falsi maestri, proprio come l'apostolo Paolo aveva profetizzato (Atti 20:29-30), i quali introdussero insegnamenti pagani. Nei secoli successivi la maggior parte di coloro che professavano di essere cristiani, si allontanò dagli insegnamenti e dalle pratiche originali di Cristo e degli Apostoli. Nel terzo e quarto secolo la Chiesa di Roma, divenuta "Universale" dopo aver guadagnato il favore dell'Impero Romano sotto l'imperatore Costantino il Grande, incorporò sempre più al suo interno alcune usanze adattate dal culto pagano (un processo chiamato sincretismo). Tra queste vi fu l'imposizione della Domenica, la giornata tradizionalmente dedicata al culto del Dio Sole, una divinità venerata da Costantino e già molto popolare tra le masse dell'Impero Romano. Nel frattempo, coloro che detenevano gli insegnamenti originali di Cristo e degli apostoli furono perseguitati sempre più. Nell’anno 365 d.C., un editto dei leader cattolici in occasione del Consiglio di Laodicea dichiarò: «I Cristiani non devono ebraicizzarsi appoggiandosi al sabato, ma, invece, devono lavorare in quel giorno, onorando il giorno del Signore [in questo contesto si intendeva la Domenica] e, se possono, riposando poi come Cristiani. Ma se alcuni dovessero giudaizzarsi, lasciate che essi siano un anatema, separato da Cristo [cioè, scomunicato o disassociato]» (Padri del Niceno e Post Niceno, vol. 19, pag.148). La maggior parte degli esperti in materia ammette che l'osservanza della Domenica non ha alcun fondamento biblico, nemmeno nel Nuovo Testamento. Si noti cosa scrisse James Gibbons, arcivescovo cattolico romano di Baltimora, all'inizio del secolo scorso, nel libro La Fede dei Nostri Padri: «L'osservanza del Sabato non è forse tra i nostri più importanti doveri sacri? Ma potete leggere la Bibbia, dalla Genesi all'Apocalisse, e non troverete una sola riga che autorizzi la santificazione della Domenica. Le Scritture impongono l'osservanza religiosa del Sabato, un giorno che non santifichiamo mai» (1917, pag. 89). BN

nesi 2:1-3). Cosa che non avvenne. Da una attenta lettura dei capitoli del Diluvio in Genesi, si può infatti notare come Dio, continuava a rispettava il Sabato impartendo ordini a Noè e agendo soltanto alla fine del settimo giorno. Dio non è cambiato. Egli è lo stesso ieri, oggi e sempre. La comunione spirituale tra persone della stessa fede è un vero e proprio toccasana per la psiche umana, e tutti ne abbiamo bisogno! Ovviamente, questo può avvenire solamente mediante la nostra «comunione sabbatica» con i fratelli, con il nostro Padre e con Suo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore (Ebrei 10:25, 1 Giovanni 1:3). Bisogna investire parecchio tempo e molta energia per fare in modo che le relazioni, sia con Dio che con altri uomini, funzionino e si evolvano in rapporti di qualità.

Un giorno di riposo alla settimana ci permette di sfruttare gli altri sei giorni in modo molto più proficuo. Le persone che lavorano sette giorni su sette di solito si esauriscono prima o poi. Oltre al riposo fisico e mentale, dobbiamo anche prenderci del tempo per meditare su tutto quello che dà un significato speciale alla nostra vita e sull’obiettivo divino che dobbiamo perseguire durante i nostri giorni sulla terra. A tal fine DIO ha stabilito il Sabato. Il «Sabato del Signore» permette alle famiglie, alle coppie e agli amici di riunirsi e passare del tempo insieme. Il riposo del settimo giorno ci dà anche del tempo prezioso da dedicare alla preghiera, alla lettura e allo studio della Bibbia, il libro che ci svela le regole da seguire per rendere la nostra vita infinitamente gratificante, significativa e appagante. L’osservanza del Sabato è parte

integrante dei Dieci Comandamenti, specificamente il quarto. E’ un comandamento non meno valido degli altri sei comandamenti spirituali (non uccidere, non rubare, non commettere adulterio, ecc), dettati da Dio per indicarci come relazionare costruttivamente con gli altri esseri umani. E' uno dei primi quattro comandamenti essenziali per aiutarci ad esprimere gratitudine e amore al nostro Creatore. La maggior parte di coloro i quali si definiscono "cristiani" nel senso tradizionale del termine snobba o ignora del tutto l’importanza del «Quarto comandamento» che richiede la comunione sabbatica con il Creatore e perde le enormi benedizioni spirituali che derivano dal camminare realmente con Dio. Perché aspettare dunque ? Non mancare all’appuntamento sabbatico con Dio! BN

Gennaio - Marzo 2013

13

Mansuetudine e Mitezza: un frutto dello Spirito
Le qualità bibliche della mansuetudine e della mitezza sono fin troppo spesso fraintese e sottovalutate nella nostra società moderna caratterizzata da estremismi in cui le persone tendono a reagire rabbiosamente e in maniera eccessiva oppure passivamente e in maniera disinteressata.
risaputo che gli elefanti sono talmente forti che riescono a trasportare tronchi enormi e a sradicare alberi. Ma di solito questi animali giganti sono miti, soprattutto quando addomesticati fin da piccoli dall’uomo. In Galati 5:22 l’apostolo Paolo parla di «mansuetudine» nel nostro relazionarci con il nostro prossimo. Per diventare persone di questo tipo, dobbiamo chiedere e permettere a Dio di "addomesticarci" e formarci spiritualmente! Essere o diventare mansueti significa essere generosi nel perdonare; evitare risentimento o vendetta; essere altruista. La mansuetudine è infatti un aspetto importante del vero amore. «L'amore è paziente, è benigno... non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita» (1 Corinzi 13:4-5). Gesù disse: «Beati i mansueti [dal greco praus], perché essi erediteranno la terra» (Matteo 5:5); questa è una grande ricompensa! Spesso le traduzioni moderne tendono a considerare la mansuetudine con la mitezza come sinonimi. Hanno invece una differenza di fondo: la mansuetudine è lo stato mentale, mentre la mitezza è lo stato mentale di una persona insieme alle sue azioni. La mansuetudine produce mitezza. Questo spiega perché la mansuetudine è una delle beatitudini per le quali Dio promette benedizioni (Matteo 5:5).

È

Non è una debolezza! Molti credono che chi è mansueto è debole. Ma la mansuetudine secondo i canoni di Dio richiede una grande forza! Per fare un esempio pratico, si tende a pensare che il reagire di scatto e con rabbia sia “normale”, e chi non rende pan per focaccia è persona paurosa o un coniglio. Ma in realtà mostriamo sicurezza e vera forza quando manteniamo l’autocontrollo, quando prima riflettiamo e poi parliamo portando beneficio al prossimo. «La risposta dolce calma la collera, ma la parola pungente eccita l'ira» (Proverbi 15:1). Pensiamo all’esempio di Gesù Cristo mentre era sulla terra. Era affabile, sensibile, gentile e amorevole. Egli disse, «Prendete su di voi il mio gioco e imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore» (Matteo 11:29). Egli usò la Sua potenza per guarire piuttosto che per ferire. Bisogna tenere a mente le Sue parole: «Imparate da me.» Il frutto dello Spirito Santo La più grande potenza disponibile sulla terra è quella dello Spirito Santo che Dio elargisce al credente. È questo Spirito, lo Spirito di Dio, che rende i veri credenti capaci di smettere di «mordersi» e «sbranarsi» a vicenda» per iniziare invece a «servirsi gli uni gli altri nell’amore di Dio» (Galati 5:14-16).

Che cosa fa lo Spirito di Dio nella nostra vita? La trasforma! Il frutto [l’effetto] dello Spirito di Dio è «amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo» (v. 22). Che soluzione grandiosa! Dio non ci lascia mai da soli nello sviluppare queste virtù. Riponendo la nostra fede in Dio, ravvedendoci dei nostri peccati e tramite il battesimo, possiamo «ricevere il dono dello Spirito Santo» (Atti 2:38). E quel dono genera risultati meravigliosi! Tuttavia, per produrre frutto spirituale bisogna immaginarsi come un tralcio. La chiave è restare attaccati al fusto della vera vite, Gesù Cristo (Giovanni 15:1-6). È facile notare come le caratteristiche del frutto dello Spirito si sovrappongono e si relazionano le une alle altre, come i tralci di una vite. La mansuetudine e la mitezza sono strettamente collegate all’amore, alla pazienza (essere in grado di sopportare ogni cosa e non essere irascibile), gentilezza e autocontrollo. È anche facile notare quanto disperatamente noi esseri umani abbiamo bisogno dello Spirito di Dio per sconfiggere le «opere della carne», cioè le cattive e malvagie inclinazioni della natura umana (Galati 5:19-21). Abbiamo certamente bisogno della mansuetudine e della mitezza al posto di «odio, contese, gelosie, scoppi d’ira, ambizioni egoistiche, liti».

14 La Buona Notizia

La mansuetudine è utile anche quando si tratta di aiutare qualcuno ad uscire dal peccato. Paolo disse, «Voi che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. Ma bada bene a te stesso, affinché non sii tentato anche tu» (Galati 6:1-3). Un combattimento spirituale Dovrebbe essere dei combattenti? Combattenti fisici, no. Combattenti spirituali, sì. Il «buon combattimento della fede» di cui parla l’apostolo Paolo in 1 Timoteo 6:11-12: «Procaccia la giustizia, la pietà, la fede, l'amore, la pazienza e la mansuetudine». Questo tipo di combattimento non è contro persone ma contro le influenze malvagie di Satana e dei demoni (Efesini 6:1112). Dobbiamo usare armi spirituali, non carnali (2 Corinzi 10:4). Perché una battaglia spirituale abbia successo è necessario avere grande coraggio e resistenza. Paolo scrisse, «Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente, siate forti» (1 Corinzi 16:13). Ciò non vuol dire che dobbiamo essere litigiosi, ma portatori di pace (Romani 12:10, 16-18), senza restituire il male ricevuto (Matteo 5:38-45). Dato che tutti amano essere trattati con mitezza, perché non essere i primi a manifestarla verso il prossimo? «Come volete che gli uomini facciano a voi, così fate a loro» (Luca 6:31). Le "sorelle" della mansuetudine Altre grandi qualità vicine alla mansuetudine sono l’umiltà, la pazienza e la sopportazione reciproca, nell’amore di Dio (Efesini 4:1-2). L’apostolo Paolo scrisse: «Vestitevi dunque come eletti di Dio, santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno

ha qualche lamentela contro un altro; e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi» (Colossesi 3:12-13). La mansuetudine include il fatto di volontariamente «sottomettersi gli uni agli altri» (Efesini 5:21). L’apostolo Pietro scrisse dell’importanza di ogni tipo di sottomissione: quella dei Cristiani al governo (1 Pietro 2:13), dei servi ai padroni (2:18), l’esempio della sottomissione di Cristo ai Suoi oltraggiatori (2:21-25), e la sottomissione delle mogli ai mariti (3:1). Inoltre, l’apostolo Pietro inco-

telli. Egli scrisse: «Siamo stati mansueti fra voi, come una nutrice che alleva teneramente i suoi bambini. Così, nel grande affetto che nutrivamo per voi, eravamo contenti di comunicarvi non solo l'evangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci eravate divenuti cari» (1 Tessalonicesi 2:7-8). Il mondo ha grandemente bisogno di questo tipo di cura amorevole! Crescere nella mansuetudine e nella mitezza Per essere mansueti nella mente e miti nelle azioni, bisogna andare contro corrente, opponendosi alla maleducazione e all’asprezza tipiche del nostro secolo, come predetto. «Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza» (2 Timoteo 3:1-3). Non è forse ciò che vediamo? Dio ti sta chiamando fuori dalle tenebre per farti essere «la luce del mondo» (Matteo 5:14). Bisogna pregare ferventemente per il Suo aiuto e prendere l’abitudine di leggere la Sua Parola, la Bibbia, affinché Egli possa trasformare il nostro modo di pensare e di vivere. È importante ricordare che, per essere quella luce splendente, bisogna avere la mansuetudine e mitezza di Gesù Cristo. Un giorno tutto il mondo sarà un luogo pieno di pace e felicità. E quel giorno verrà quando Cristo ritornerà e i mansueti erediteranno la terra! BN
15

raggia le mogli a evidenziare non la loro bellezza esteriore, ma quella interiore, «che è di grande valore davanti a Dio» (1 Pietro 3:4). Ed esorta i mariti a essere veri gentiluomini e onorare le loro mogli (v. 7). In generale Pietro scrisse a tutti dicendo, «Siate sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domandi spiegazione della speranza che è in voi con mansuetudine e timore» (1 Pietro 3:15). Vi sono due passi della Scrittura che presentano la mitezza e la mansuetudine l’una come espressione di pace, l’altra di amore. «Ora un servo del Signore non deve contendere, ma deve essere mite verso tutti, atto ad insegnare e paziente» (2 Timoteo 2:24). L’altro passo mostra l’immenso amore dell’apostolo Paolo per i fra-

Gennaio - Marzo 2013

Una lezione

sulla preghiera
Probabilmente avrai sentito parlare della potenza della preghiera e di come può produrre cambiamenti meravigliosi nella tua vita. Ma ti è mai capitato di pregare e di non vedere alcun risultato? Hai mai ripetuto continuamente le stesse parole sperando che Dio ti avrebbe aiutato a prendere una decisione o ti avrebbe fornito la risposta a un problema irrisolvibile? Non è che a Dio non importa. Il problema potrebbe essere che non conosci gli insegnamenti di Gesù sulla preghiera.

Q

uante volte ti sei trovato a recitare come un automa la preghiera descritta in Matteo 6:9-13 - «Padre nostro, che sei nei cieli... venga il tuo regno...» per poi concluderla senza avere avuto alcuna comprensione della potenza e della gloria di Dio padre e del Suo meraviglioso regno? Ti è familiare una situazione del genere? In realtà Gesù non ci ha dato una preghiera da recitare come una poesia, ma ci ha voluto dare una guida sulle cose importanti a cui dare priorità nelle nostre preghiere quotidiane e su come avvicinarci a Dio. Guardiamo più da vicino questo insegnamento di Gesù. Inizia dalle giuste priorità Gesù ci insegna a pregare soltanto il Padre Eterno. Quante volte il Padre Eterno è assente nella tua preghiera e supplichi i cosiddetti "santi" che nulla possono in realtà fare? Quante volte inizi a pregare dicendo «Fammi avere un’auto nuova, dammi un lavoro nuovo, dammi una nuova casa...» Invece Gesù ci dice che dobbiamo iniziare a pregare lodando umilmente il nostro Padre celeste e la Sua maestosità. Spesso però ci avviciniamo a Dio come se fosse il genio della lampada il quale non

aspetterebbe altro che esaudire i nostri desideri. Subito dopo, Gesù dice, pregate «Venga il tuo regno.» Dobbiamo desiderare ardentemente che il regno di Dio sia stabilito su tutta la terra, così come nella nostra vita personale. Quali sono le tue priorità? Nel Sermone sul Monte Gesù disse ai Suoi seguaci di non essere in ansietà per il mangiare o il vestire, ma di osservare la creazione di Dio, la potenza, l’amore e l’ingegno del Creatore stesso e di confidare in Lui. In Matteo 6:33 Gesù esortò i Suoi discepoli a non stare in ansia per i bisogni quotidiani; disse infatti, «Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.» Dio benedice quelli che mettono le Sue priorità al primo posto nella loro vita. Perché Dio possa portare a compimento il Suo proposito nella tua vita, tutto ciò che fai deve essere fondato su due semplici principi: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua e con tutta la tua mente» e «ama il tuo prossimo come te stesso» (Matteo 22:37-40). Se vuoi ricevere le benedizioni di Dio, questi due comandamenti devono essere alla base delle tue priorità. Ma non devi fare l’errore di invertirne l’ordine di importanza.

Resa incondizionata Dobbiamo anche pregare, «Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo.» Ciò implica una nostra arresa incondizionata. Il che significa rinunciare al controllo sulla tua vita e consegnarla a Dio interamente e fiduciosamente. Non è facile, specialmente quando le cose non stanno andando bene. Per accettare la volontà di Dio nella tua vita, devi avere fede nel risultato finale che Egli ti ha promesso. Questo tipo di fiducia in Dio permette alla Sua potenza di sprigionarsi nella tua vita. Non sarà sempre facile, ma Dio sarà con te negli alti e bassi, garantendoti la vittoria finale. Continuando, Gesù ci insegna a pregare, «Dacci oggi il nostro pane necessario.» È necessario presentare i tuoi bisogni fisici a Dio, ma è fondamentale sottolineare che va fatto dopo averlo onorato e avergli chiesto di portare a compimento la Sua volontà nella tua vita. Dio vuole intervenire nella tua vita per rendere ogni tuo giorno un’avventura spirituale meravigliosa, ma prima devi riconoscere che Egli è la fonte della tua vita e delle tue benedizioni. Perdona per essere perdonato Il prossimo aspetto che troviamo nella preghiera modello di Gesù è

16 La Buona Notizia

che dobbiamo rivolgerci al Padre celeste chiedendo, «Perdonaci i nostri debiti, come anche noi perdoniamo i nostri debitori.» Qui il debito consiste in ciò che dobbiamo per i peccati commessi, incluse le sofferenze arrecate. Grazie al cielo, Dio ci perdona in vista del pentimento per le cose terribili che abbiamo. Ma in cambio, Egli si aspetta che estendiamo il nostro perdono al prossimo. Perdonare significa rinunciare al bisogno emotivo di punire chi ci ha ferito trattandoci in malo modo. Un discepolo di Gesù, Pietro, sottolineò come perdonare qualcuno sette volte è un’azione notevole. Gesù gli disse che bisogna perdonare molto più di sette volte (Matteo 18:21-22). Perdonare il prossimo non è facile, ma fino a quando non lo farai non avrai adempiuto la tua preghiera e non sperimenterai mai la vera serenità d’animo. Gesù spiegò l’importanza del perdono con una parabola: Vi era un servo che doveva al re una grossa somma di denaro; l’uomo fu portato davanti al re e supplicò che gli venisse concesso altro tempo per mettere insieme la cifra dovuta. Il re, mosso a compassione, mostrò misericordia verso quel servo e gli condonò il debito. Poi, però, il servo uscì e incontrò un suo conservo che gli doveva una piccola somma di denaro. Il conservo supplicò che gli fosse dato altro tempo per rimediare, ma l’uomo che era stato perdonato esigette il pagamento e fece gettare il conservo nella prigione dei debitori. Il re lo venne a sapere e disse al servo che aveva perdonato, «Non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?». E adiratosi, lo consegnò agli aguzzini finché non avesse pagato tutto quanto gli doveva. Spiegando il punto della para-

bola, Gesù ammonì, «Così il mio Padre celeste farà pure a voi, se ciascuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello» (Matteo 18:23-35). Nel momento in cui non rinunci al desiderio di vendetta, non solo ritorci le tue emozioni verso rabbia e amarezza, ma danneggi la tua capacità di rispondere al perdono di Dio. Una volta che diventi ossessionato dal torto subito, ti avvii per una lunga strada di rabbia e disperazione. Quindi, che cosa devi fare? Devi decidere coscientemente di non sof-

fermarti sulle offese altrui. Devi sostituire i ricordi che ti feriscono con pensieri positivi di Dio. Spezza le catene Nella preghiera modello veniamo istruiti a chiedere, «E non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno.» La prima parte di questo verso può essere fuorviante, dato che Dio non tenta nessuno (Giacomo 1:13). «Ciascuno invece è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza» (verso 14). La parola greca qui tradotta con

«tentazione» andrebbe resa in maniera più appropriata con «prova», la cui traduzione originale è «non metterci alla prova, ma liberaci dal maligno.» Cristo ci sta dicendo due cose: innanzitutto, che dobbiamo chiedere a Dio di aiutarci e proteggerci dal nostro invisibile nemico spirituale, «Satana il diavolo» (1 Pietro 5:8); e poi che dobbiamo essere umili e insegnabili al punto da imparare subito le varie lezioni della vita così da non dover essere messi a dura prova per essere corretti. Dobbiamo essere consapevoli che Satana userà le nostre debolezze contro di noi. Forse la tua debolezza consiste in un temperamento irascibile, in lussuria sessuale, risentimento verso il coniuge, invidia, abuso di alcolici, o via dicendo. Satana vuole renderci schiavi al peccato, ma Dio vuole spezzare ogni "catena" che ci tiene in schiavitù. Confessa le tue debolezze a Dio. Chiedigli di proteggerti da situazioni che potrebbero indurti a peccare, dagli stratagemmi e dalle tentazioni del diavolo. Gesù termina la Sua preghiera modello esprimendo fiducia nel fatto che Dio risponderà alla preghiera: «perché tuo è il regno e la potenza e la gloria in eterno. Amen». Per cui, le tue preghiere quotidiane devono terminare sempre lodando Dio. Il cosiddetto «Padre Nostro», questa preghiera modello, non è una formula magica: non sono parole speciali da recitare come una poesia, sperando che la potenza si sprigioni nella tua vita solo per aver mosso le labbra. È una linea guida che ti insegna - ci insegna - come avere un rapporto personale con il Creatore. Quando sei in difficoltà e non sai come pregare, usa questo modello per "personalizzare" la tua conversazione con il Padre, nostro Creatore. Impara a pregare come Gesù! BN

Gennaio - Marzo 2013

17

Il mondo è dominato dal caos: Riesci ad essere positivo?
Paure e ansie opprimono tutti i popoli del mondo, c’è però un modo per reagire positivamente agli eventi negativi che toccano la nostra vita. Questo articolo aiuta a trovare una valida motivazione per essere ottimisti!

O

rmai è diventato davvero difficile essere ottimisti. Viviamo in un mondo in cui l’economia è in costante recessione, i conflitti tra le nazioni non fanno che inasprirsi e la paura del terrorismo rimane e dilaga ovunque. Si potrebbe addirittura dire che bisogna essere fuori di testa per riuscire ad essere positivi di questi tempi! In tutto questo caos, tu, la tua famiglia e i tuoi amici come vi sentite? La vostra visione del mondo odierno è influenzata solo da preoccupazioni, timori e pessimismo? Molti pensano che ci siano solo due opzioni tra cui scegliere: ottimismo cieco o pessimismo inguaribile. Ma se si dà uno sguardo più approfondito ai fatti, Bibbia inclusa, si intravede all’orizzonte un’ulteriore scelta possibile oltre alle due citate prima. La terza opzione è la speranza. Una speranza basata non sulla disinformazione ma sulla giusta conoscenza rivelata da Dio. Il che concerne il vero scopo della nostra vita e il meraviglioso futuro che Dio ha in serbo per quelli che lo cercano. La base giusta La vera speranza, quella durevole, è supportata dai fatti e dalla consapevolezza del valore che abbiamo. In questo periodo troppe persone hanno idee e convinzioni riguardo a questo mondo e ai suoi

problemi che non lasciano adito a molta speranza, ma se la speranza pone le sue fondamenta nei fatti, è possibile guardare al futuro con ottimismo, con la certezza che le cose di sicuro miglioreranno, perché è Dio che lo dice! Vuoi guardare alla vita e al futuro con autentico ottimismo? Se la risposta è “sì”, allora rifletti su questi tre passi verso una prospettiva di gran lunga migliore: 1. Credi nelle promesse di Dio. Dio promette che «tutte le cose, anche le prove difficili, cooperano al bene finale». La storia insegna che durante il primo secolo, la vita a Roma non era proprio una passeggiata per chi praticava il vero cristianesimo. Tra i problemi che aggravavano ulteriormente la situazione c’era un’economia zoppicante, la tratta legale degli schiavi, il gioco d’azzardo, la prostituzione, l’adorazione di idoli pagani e le persecuzioni. Ciononostante l’apostolo Paolo scriveva: «Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali son chiamati secondo il Suo proponimento» (Romani 8:28). L’apostolo citava la promessa che Dio ha fatto riguardo a un futuro migliore, e ci spiega come facesse ad essere così positivo (Romani 8:1825). Visto e considerato che stiamo

attraversando un’epoca di difficoltà non indifferente, Dio ci dice anche (come Paolo fece con la chiesa a Roma) che una speranza concreta esiste davvero, ci promette un futuro migliore. Ma su cosa si basa tale promessa? 2. Avrai un futuro meraviglioso! Da un lato, quest’opera di Dio ci mostra che l‘immediato futuro a cui è destinato il mondo non è incoraggiante. Basta guardarsi intorno, e non sarà difficile crederlo. Circa 2000 anni fa sul Monte degli Ulivi, a est di Gerusalemme, Gesù Cristo disse ai Suoi discepoli che i problemi dell’uomo si sarebbero moltiplicati per la nostra generazione: «Perché allora vi sarà una grande afflizione; tale, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a cagion degli eletti, quei giorni saranno abbreviati» (Matteo 24:21-22). Queste sono parole forti. La Bibbia inoltre rivela che la maggior parte degli sforzi umani per risolvere i tanti problemi del mondo si concluderanno con un fallimento, perché si cerca sempre di curare gli effetti e mai le vere cause. Le misure attualmente in atto per sostenere il sistema finanziario mondiale potranno anche dare qualche frutto nell’immediato, ma le pro-

18 La Buona Notizia

spettive che si profilano per il futuro meno prossimo non sono rosee, purtroppo. Ma ora viene il bello: la Bibbia rivela anche che Gesù Cristo tornerà personalmente sulla Terra per mettere ordine in tutto questo caos! Naturalmente, questa volta Egli tornerà con la potenza e l’immortalità di Dio, come «Re dei re», governate supremo di tutti i popoli e di tutte le nazioni, e non come un mortale per farsi crocifiggere (Atti 1:9-11). Dopo che Gesù era risorto e asceso al cielo, l’apostolo Pietro disse al popolo: «Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall'antichità per bocca dei suoi santi profeti» (Atti 3:21). Il tempo della «restaurazione di tutte le cose» verrà e il Suo avvento porterà una ventata di speranza che salverà l’umanità da se stessa. L’apostolo Paolo scrisse che Gesù Cristo è la «nostra speranza», l’unica su cui poter fare affidamento (1 Timoteo 1:1). La speranza che proviene dalla realtà di Gesù Cristo è quella di un nuovo governo mondiale, fondato sulle leggi spirituali di Dio, amministrati da coloro i quali rispondono positivamente alla chiamata di Dio durante questa vita. Essi saranno «sacerdoti di Dio e di Cristo» (Apo. 20:4 e 6). Immagina un luogo utopico che da sogno diventerà una realtà! Durante una delle sue visioni, il profeta Isaia riuscì a visualizzare le prime fasi di questo governo divino. In Isaia 2:2-3 leggiamo: «Avverrà, negli ultimi giorni, che il monte della casa dell’Eterno si ergerà sulla vetta dei monti, e sarà ele-

vato al disopra dei colli; e tutte le nazioni affluiranno ad esso. Molti popoli v’accorreranno, e diranno: "Venite, saliamo al monte dell’Eterno, alla casa dell’Iddio di Giacobbe; egli ci ammaestrerà intorno alle sue vie, e noi cammineremo per i suoi sentieri". Poiché da Sion uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola dell’Eterno.» Pensa a un futuro in cui i popolo sceglieranno di obbedire a leggi di Dio con piena fiducia in Cristo. Sarà un tempo in cui le nazioni si affideranno al Creatore per comprendere appieno la Sua legge ed istruire i loro popoli a livello planetario. Pensate ai benefici di tale cambiamento! Nella Bibbia è anche scritto che, alla fine, le nazioni sceglieranno di abbracciare e percorrere la via della pace, abbandonando per sempre la via dell’avidità e ponendo fine alle carneficine che hanno sempre caratterizzato i regimi umani nel corso dei millenni per cercare di risolvere i problemi. Come spiega il profeta Isaia, «Egli [Gesù Cristo] giudicherà tra nazione e nazione e sarà l’arbitro fra molti popoli; ed essi delle loro spade fabbricheranno vomeri d’aratro, e delle loro lance, roncole; una nazione non leverà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra» (Isaia 2:4). 3. Ricorda la promessa di Dio: «Non vi lascerò mai!» Nello sconforto causato da tutti i problemi che abbiamo, come il degrado economico, il terrorismo, le malattie, il malcontento sociale e la decadenza morale, Dio promette di stare al nostro fianco. In Ebrei 13:56 leggiamo: «Non siate amanti del danaro, siate contenti delle cose che avete; poiché Egli stesso ha detto: Io non ti lascerò, e non ti abbandonerò. Talché possiam dire con piena fidu-

cia: Il Signore è il mio aiuto; non temerò. Che mi potrà far l’uomo?» La Bibbia ci dice anche che quando il male giungerà, Dio ci darà il Suo sostegno, se fidiamo in Lui e non lo abbandoniamo. Dio prometteva alla nazione d’Israele: «Tu sarai stabilita fermamente mediante la giustizia; sarai lontana dall'oppressione e dalla rovina, perché non avrai niente da temere» (Isaia 54:14). Lo stesso vale per la Sua vera Chiesa oggi. Ci sarà Dio a proteggerci, per cui non dobbiamo avere alcun timore! La nostra capacità di godere della vera speranza e del vero ottimismo dipende dalla fede che coltiviamo in Cristo per capire e vivere appieno la volontà di Dio. Il futuro dell’umanità è pervaso da grande speranza, c’è molto di cui essere riconoscenti! L’oscurità che precede l’alba può essere scoraggiante, ma Dio ha in serbo per noi un futuro molto più ottimistico di quanto si possa immaginare! Per saperne di più, richiedi l’iscrizione gratuita al nostro Corso Biblico Online. Nonostante il mondo odierno sia dominato dal caos, non dobbiamo lasciare che anche le nostre menti e i nostri cuori vengano trascinati nell’abisso. Esiste davvero la possibilità di vivere questa vita con gioia, felicità e autentica speranza per il futuro. Non preoccupatevi troppo di quello che succede nel mondo, sono cose che vanno al di là del nostro controllo. Piuttosto, afferrate al volo le opportunità che Dio vi dà per comprendere a fondo il Suo meraviglioso disegno. Siate al Suo servizio. Credete nella promessa di Dio, riportata in Deuteronomio 31:6: «Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché l’Eterno, il tuo Dio, è quegli che cammina con te; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà.» BN
19

Gennaio - Marzo 2013

Rinnova oggi stesso il tuo abbonamento gratuito per l’anno 2013 Cell.: 338.4097919 Tel.: 035.4523573 Fax: 035.0662142
Email: info@labuonanotizia.org

Iscriviti oggi stesso a:

LaBuonaNotizia.org

Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. 27/02/2004 n°46) art. 1 comma 2, DCB Milano.

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful