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La retorica è l'arte di parlar bene (dal greco ???????? ?????, rhetorikè téchne, «arte d el dire»).

Essa è la disciplina che studia il metodo di composizione dei discorsi, o vvero come organizzare il linguaggio naturale (non simbolico) secondo un criteri o per il quale ad una proposizione segua una conclusione. Sotto questo aspetto e ssa è un metalinguaggio, in quanto cioè un «discorso sul discorso».[1] Lo scopo della retorica è la persuasione, intesa come approvazione della tesi dell 'oratore da parte di uno specifico uditorio. Da un lato, la persuasione consiste in un fenomeno emotivo di assenso psicologico; per altro verso ha una base epis temologica: lo studio dei fondamenti della persuasione è studio degli elementi che , connettendo diverse proposizioni tra loro, portano ad una conclusione condivis a, quindi dei modi di disvelamento della verità In particolare la retorica è l' arte del discorso :[2] essa infatti si occupa dei discorsi in prosa scritti con un ling uaggio ornato (quindi in certa misura artificiosi )[3] allo scopo di persuadere qualc uno, cioè convincere o far mutare d'opinione chi ascolta.[4] Emergono da qui due a spetti: da un lato la retorica studia come organizzare e strutturare un'orazione (parte che potremmo definire sintagmatica ); dall'altro, essa si occupa anche del cosiddetto ornatus, cioè di tutti quei procedimenti stilistici (figure, tropi, col ori in generale) che servono ad ornare il discorso così da renderlo più gradevole e quindi più efficace nello specifico campo del discorso. Lo scopo della retorica è quello di fornire a retori e oratori (e non alla massa degli ascoltatori) le nozioni teoriche necessarie per comporre un discorso persu asivo.[6] Nel corso dei secoli i teorici si sono impegnati a individuare i vari elementi e organizzarli in una tassonomia generale, senza però mai raggiungere una classificazione condivisa: il risultato è una lunga serie di trattati che, dall'a ntichità ai giorni nostri, passando per il Medioevo e il Barocco, hanno offerto ag li oratori un insieme di regole da tener presente nella stesura di un discorso.[ 7] Questo ingente numero di trattati, tuttavia, ha contribuito non poco alla ste ssa decadenza della retorica, la quale ancora oggi è vista con una certa diffidenz a. Retorica, per il senso comune, è sinonimo di arte del discorso artificioso, cos truito seguendo alla lettera un insieme di rigide regole stilistiche raccolte in manuali In realtà, va detto che la retorica non si riduce affatto ad una materia d'insegna mento, da trasmettere nelle scuole ed esercitare in maniera pedissequa; al contr ario, come scrive Roland Barthes,[8] la retorica è a sua volta anche: una scienza, in quanto studia in maniera rigorosa i fenomeni e gli effetti del l inguaggio; una morale, poiché la capacità di sfruttare ambiguità del linguaggio la rende un'arma potente, che richiede un codice morale per essere esercitata senza arrecare dann i; una pratica sociale, poiché nell'Antichità differenziava i potenti (chi ha accesso a ll'arte della persuasione) dai sudditi (coloro che soccombono al potere ammalian te della parola); una pratica ludica, un giocare con le parole e il linguaggio (parodie, scherzi, doppi sensi). Per la nascita della retorica è possibile fornire indicazioni geografiche e cronol ogiche precise: allorché nel 465 a.C. terminò la tirannia di Trasibulo, ultimo dei f ratelli Gelone e Gerone I, che si erano resi protagonisti di massicci espropri d i terreni, molti cittadini di Siracusa intentarono processi per tornare in posse sso dei beni confiscati, facendo valere i propri diritti in tribunale con l'arma della parola.[9] In questo contesto il primo a dare lezioni di eloquenza pare f u il filosofo Empedocle di Agrigento, subito imitato dai suoi allievi siracusani Corace e Tisia, i primi a scrivere manuali di retorica (il primo fu scritto da Corace attorno al 460 a.C.) e a chiedere un compenso per i propri insegnamenti.[ 10] Corace e il suo discepolo Tisia vengono sovente indicati come i «padri» della retori ca, sebbene la testimonianza di Cicerone ci informi che essa doveva essere conos ciuta in Sicilia fin da tempi remoti: il loro merito sta dunque nell'aver teoriz zato «con metodo e precettistica» quella che era un'antica pratica. Fondamento della loro arte (a quanto risulta dalla testimonianza di Platone) è il concetto di «veris imile» (eikós), ovvero tutto ciò che non può essere definito «vero» o «falso» in termini asso

l'oratoria si diffuse largamente ad Atene. le lezioni impartite da questi "maestri di virtù".[22] mentre Tras imaco divenne celebre per l'invenzione dello stile «medio».[18] Per essi l'arte di persuade re era da intendersi soprattutto come una forma di suggestione. la parola. Protagora ad esempio. per avere successo. soprattuo per quanto riguardava il genere gi udiziario (discorsi di accusa o difesa). sempre a essi si deve la prima teoria del kairós («opportuno»). ch e giravano di città in città insegnando come tenere discorsi nelle assemblee pubblic he. basata sulla seduzione che la parola è in grado di esercitare sull'anima di chi ascolta (psicagogia). ma il lor o non fu certo l'unico orientamento diffuso: in contrapposizione alla loro retor ica scientifica si affermò nella scuola pitagorica una retorica che potremmo defin ire irrazionalista. totalmente avuls a da ogni esigenza di giungere a una conoscenza o un convincimento basati su arg omenti razionali e sulla produzione di prove e argomenti a favore. dietro compenso. opposto a quello aulico del sofista di Leontini. E proprio l'insegnamento della retorica li indusse a sviluppare ulteriorment e questa tecnica. Ippia e Trasimaco trovarono terreno fertile: molti giovani di buona famiglia accorrevano da ogni parte per apprendere.[20] La par ticolare predilezione della Sofistica per la capacità di persuasione dell'orazione e tutti gli strumenti retorici ad essa collegata (la cosiddetta doxa o "verosim iglianza") attirò le ire della maggior parte delle poleis e degli oratori o logogr afi di professione. Gorgia. Prodico. concentrava la pr opria attenzione su problemi di carattere linguistico e semantico (e lo stesso f arà Prodico). dalla Magna Grecia la retorica giunse rapidamente i n Attica. e facevano largo uso di an titesi. che essi studiarono con un metodo rigoroso. cessa di essere usata solo in tribunali e assemblee pubbliche e assume valore epidittico.C. padre della Sofistica. e soprattutto ad Atene. c oncetto inteso come armonia numerica e strettamente collegato alla polytropía. espresso dalla celebre massima secondo cui l'uomo è misur a di tutte le cose:[16] da queste considerazioni scaturiva il suo interesse per i discorsi contrastanti (dissòi lógoi) e l'antilogica.[13] Nel corso del V secolo a.[12] inoltre. a pr escindere dall'argomento trattato:[19] il logos. alla ricerca di un logos horthótatos. la tecnica che ha lo scopo di trovare per uno stesso oggetto due argomenti contrapposti. Il retore dov eva possedere una persuasività tale da convincere chiunque di qualsiasi cosa.C. diventando un'arte a sé stante: tutto questo soprattutto grazie a Gorgia di Leontini e Trasimaco di Calcedonia. un linguaggio rigoroso e formalm ente preciso per definire le cose. allievo di Empedocle.[21] In particolare. afferma Gorgia nell' Encomio di Elena. . che per molti versi rappresentò l'età d'oro della polis aten iese. favorita dal diritto di partecipare alla vita pubblica che la polis democratica riconosceva a tutti i cittadini.[15] Egli era poi un sostenitore del relativis mo etico e gnoseologico. A questo periodo r isalgono le prime schematizzazioni che precisano le parti di cui devono essere c omposti i diversi tipi di discorso. I pitagorici distinguevano gli argomenti e i discorsi in base al tipo di pubblico (polytropía). [14] Nell'età di Pericle.i. questa tecnica prende il nome di eristi ca ) Inoltre. Tuttavia all'oratore. è onnipotente sia sugli uomini che sugli dèi. con i sofisti la retorica inizia a intrattenere stretti rapporti con la poesia.. Gorgia. di fronte alla quale il cittadino si presentava pe r tenere un discorso: per far valere i propri interessi e i propri diritti era d unque necessario padroneggiare al meglio l'arte della parola. grazie all'attività di insegnamento dei sofisti. i quali sostenevano che quest'uso del logos era tanto sprege vole quanto subdolo e scorretto. fu il primo a introdurre nella pro sa i tropi. mentre più flessibile era il caso del del iberativo (tipico delle orazioni politiche) e dell'epidittico (orazioni pubblich e tenute durante festività o funerali). intellettuali come Protagora. e la sua potenza con siste appunto nell'indurre a ritenere giusto e vero ciò che si afferma. Sia nelle assemblee che nei processi la deliberazione era a ffidata al voto della comunità. le figure e tutti gli ornamenti tipici della poesia. uno cioè che lo afferm a e uno che lo nega (portata all'estremo. Durante il V secolo a.[11] Gli insegnamenti dei due retori si affermarono rapidamente in Sicilia. scientifico. con il quale si indica il grado di opportunità di un discorso in relazione all'uditor io che si ha di fronte.

presto si diffuse la pratica di rivolgersi a un professionista della retorica: il logogra fo. Demostene Anche Demostene. che si batté contro l'egemonia macedone fino al sac rificio estremo (fu giustiziato da Antipatro nel 322 a.[24] Nato in una famiglia di meteci. La pratica della retorica veniv a così ricondotta nell'alveo della stessa filosofia. contrapposta alla macrologia dei sofisti). quale strumento in grado di guidare l'anima attrave rso argomentazioni e ragionamenti (la cosiddetta psicagogia). ma è priva del pathos che rese celebre il suo avversario Demostene. anda ndo in soccordo delle città sotto assedio macedone. nel solco tracciato dallo stile di Lisia.non più il popolo o i giudici . La sua fama è però dovuta al suo impegno nella vita pubblica e alla sua oratoria polit ica: in particolare si oppose con forza alla mire espansionistiche di Filippo II di Macedonia.[30] L'Accademia platonica riprenderà le teorie di Platone riguardanti la ??????? (alétheia) o "verità". o comunque non abbastanza dotti da poter comporre un'orazione come quella appena pronunciata. e poiché non tutti disponevano di denaro per studiare o di particolare attitudine a parlare in pubblico. ritraeva scene di vi ta quotidiana. come uccisioni e vendette.): poco è giunto ai giorn i nostri delle sue orazioni. cioè della cap acità di immedesimarsi nel carattere del personaggio che difendeva e divenne un mo dello per gli atticisti. è fuor di dubbio che a instradare il giovane Platone allo studio de l rapporto tra filosofia e retorica fu la frequentazione del maestro Socrate. a cui venivano ascritte unicamente caratteristich e negative. Platone distingueva una retorica per così dire «buona».[29] In altre parol e. Lo stile di Demostene si carat terizza quindi per vitalità e vigore.non più assemblee o giudizi. secondo la quale la verità deve essere posta .C. la quale. apostrofi e dra mmatici effetti a sorpresa: il pathos della sua oratoria mirava infatti a infiam mare gli animi degli ascoltatori e persuaderli della necessità di impegnarsi attiv amente nell'azione politica.. assertore (come altri intellettuali) dell'ine vitabilità del dominio macedone sulla Grecia. e la sua oratoria è caratterizzata da lucidità e coerenza logica. e rivale di Isocrate ed Eschine.[26] Difatti la maggior parte dei logografi suoi contemp oranei non badava al rapporto tra personaggio pronunciante e discorso pronunciat o.[28] attribuendole però allo stesso tempo una funzio ne eminentemente pedagogica. vissuto nel IV secolo a. alla capacità mimetica Lisia univa un grande talento narrati vo. Il suo stile si presenta quindi elegante.erano necessarie preparazione e doti personali. in cui. facendo sì che molte memorabili orazioni passate alla storia per la raffinatezz a stilistica e lessicale fossero in realtà pronunciate da soggetti non istruiti. Lisia fu un logografo e scrisse in dialetto atti co puro. dalla retorica dei sofisti. il filosofo le preferì la definizione di «abilità» (empeiria). con eleganza e ironia. con il quale descriveva in modo sobrio scene estremamente drammatiche. Inoltre. ricco di metafore. D'altra parte. Cambiavano di conseguenza gli interl ocutori . nell'esercizio della sua maieutica. fatta di domande e risposte brevi (la cosiddetta b rachilogia. in cui il sovrano v eniva presentato come un barbaro nemico dei valori della democrazia e gli atenie si erano invitati a ridestarsi dall'inazione per difendere le libertà comuni.e i luoghi . potesse essere d i utilità per instradare alla conoscenza del bene.[27] Ben diversa fu l'opera di Eschine.C.C. Platone oppose alla concezione sofistica una propria visione della retorica: negando che essa sia un'arte (techne). esercita ta dai filosofi e quindi orientata allo studio della filosofia. Nel IV secolo a. Quest'ultimo tro vò invece un alleato in Iperide. svuotata della propria autonomia. iperboli. Sostenne l'importanza dell'etopea. e in quanto tale richiede che la sentenza sia valutata attentamente e commisurata alla situazione. con la quale finiva per ident ificarsi. Egli si rivelò un grande esperto di qu estioni legali. in nett o contrasto con la visione sofistica. Questi scriveva discorsi che poi il committente avrebbe imparato a memoria e ripetuto in tribunale. contro il quale compose le famose Filippiche. essenziale e pre ciso: ogni causa giudiazia è unica. il quale. senza figure retoriche. all 'inizio della sua carriera fu un logografo si dedicò alla retorica giudiziaria. faceva uso di una particolare e orig inalissima forma di retorica.

né può essere insegnata come fosse una techne. strumenti indipendenti dall'oggetto dell'argomentare. quella che distingue gli uomini dagli animali e fa sì c he possa esserci la civiltà. concorrente dell'Accademia platonica. non consiste in una ricerca infinita ch e miri al bene e alle verità somme. L'intento del ret ore.. passato per chi elogia). incentrando invece l'analisi sullo studio dei mezzi di p ersuasione. della quale è da considerare la controparte. futuro per chi delibera. la retorica ricorre all'enti mema.[36] La retoric a riacquista così una funzione propria. Aristotele definì la retorica «la facoltà di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo a ciasc un soggetto». Una caratteristica fondamentale di Isocrate era costituita dalla sua cura formal e per l'orazione: talvolta questo labor limae diveniva così ampio da richiedere un a quantità di tempo smisurata. lasciate inizialmente i n secondo piano.[40] . come certi filosofi. e c hi. Tuttavia . che amava definirsi filosofo (in un'accezione differente da quella di Plato ne). che egli definisce «vuote chiacchiere». quelli cioè interni alla retorica. essa fornisce a chi la pratica (purché abbia un certa predisposizione) gli strumenti necessari per po ter discernere. anche le conclusioni a cu i giunge l'entimema sono solo probabili. deliberativo. evidenziando come anch'esse.[35] Egli distolse l'attenzione dal considerare la retorica una mera arte della persuasione. al pari degli elementi «dialettici». ma va ricordato an che l'esempio (induzione retorica).[39] Successivamente. egli riteneva la virtù nient'altro che la ragionevole opinione condivisa dai membri della polis. vi è l'arte della parola.[33].[21] Inoltre. spesso in o ccasione dei funerali in cui si rendeva necessario tessere le lodi del defunto.come le premesse.pronunciasse orazioni riguardanti tematiche ormai datate.[34] Isocrate tenne soprattutto orazioni dimostrative. epidi ttico). poiché la retorica insegna a scegliere l'argomento di volta in volta più op portuno (kairós) per convincere il pubblico che si ha davanti. dice di poterlo fare. Diversamente da Platone che le rifiutava il titolo di techne. in qualsiasi ambito professionale o nella vita quotidiana. che doveva essere sempre tenuta presente dal retore nei propri discorsi così da guadagnare una buona reputa zione. r isultino indispensabili se si vuole persuadere qualcuno. con uno stile armonioso. un generico pubblico) e al tempo (presente per chi si difende in tribunale . Così facendo non capitava di rado che Isocrate . ovvero la Sofistica e l 'Accademia platonica (che sostenevano rispettivamente la ???? e la ???????). derivato di epideíknymi ossia «dimostrare»). Era questo il genere di elo quenza tenuto dagli antichi oratori greci nelle cerimonie pubbliche. Il merito di Aristotele è quello di aver raccolto in un sistema organico tutte le scoperte fat te fino ad allora dai retori. autonoma dalla filosofia e in stretta rela zione con la dialettica. lo studio sistematico della retorica in quanto techne viene porta to avanti dallo Stagirita partendo dall'analisi di tutti gli elementi entechnoi. che è l' arte umana per eccellenza. il sillogismo retorico basato su premesse probabili (éndoxa). si tr attò dunque di un esponente della cosiddetta oratoria epidittica (dal termine grec o epideiktikós.[38] Più in generale. quell e tra le diverse opzioni che risulteranno più utili al raggiungimento del successo personale. Aristotele dedica particolare a ttenzione a classificare i generi del discorso (giudiziario. il filo sofo si dedica anche all'ethos e alle passioni (pathos).e q ui sta la differenza con la logica . l'assemblea poli tica. mente. e quindi passibili di confutazione.in secondo piano. organizzandoli in base al tipo di uditorio (il giudice. sottolineando come la retorica debba essere una te cnica rigorosa strettamente legata alla logica:[37] mentre la dialettica produce le proprie dimostrazioni per mezzo dei sillogismi.[31] La virtù per Isocrate. in primis le argomentazioni dimostrative (pist eis): tra esse la principale è l'entimema (deduzione retorica).[32] all'opposto di questi insegnamenti.C. era quello di formare cittadini virtuosi attraverso lo studio della retoric a: erede della lezione della Sofistica. P erò non tutti avevano ragione. Isocrate formulò un'interessante pro posta educativa (paideia) fondata sull'apprendimento della retorica e messa in p ratica nella sua scuola.[38] Inoltre. infatti.o ch iunque in sua vece . sottostante all'eloquenza dell'oratore e alla sua capacità di c onvincere l'uditorio riguardo l'attendibilità e la veridicità del suo discorso Contemporaneo di Platone e allievo di Gorgia. La sua è dunque una posizione pressoché intermedia t ra i due estremi della retorica greca del V secolo a.

(LA) « Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio. Tra gli oratori att icisti. anche se i suoi discorsi sono andati perduti. che individua l'importanza dell'arte retorica nella vasta e raffinat a cultura e nello stile utilizzato. oppositori del progetto politico dei G racchi. I suoi discorsi sono caratteriz zati da uno stile semplice e conciso. detto anche Catone il Vecchio o "il Censore". circa si opposero tra loro le due scuole oratorie nate in Grecia. le orazioni mostrano una prima assimilazione de lle teorie greche. Ep. anche se tanto attaccato dalla sua politica conservatrice.C. Essa veniva applicata inizialmente solo da schiavi. che nella Institutio oratoria elaborò una vera e propria silloge della retorica classica così come si era sviluppata fino alla sua epoca. sia nelle sue applicazioni forensi che in quelle politiche: ne è un chiaro esempio Cicerone . A Roma la retorica fu quindi materia molto studiata e molto praticata. e molti oratori di questo period o provenirono dal Circolo degli Scipioni. entrarono in contatto con la cultura ellenica.. sintesi delle vene stilistiche contenutistiche delle altre due scuole. uno dei più importanti fu certamente Cesare. la politica interna ed estera. il quale ne l 280 a. dalla città di Rodi appunto. tenne un discorso per persuadere i senatori a non accettare le condiz ioni di pace poste dal re dell'Epiro Pirro subito dopo la vittoria di Eraclea. e veniva considerata un'attività legata agli otia. incentivarono l'arte oratoria. L'ampollosità caratteristica dello st ile asiano fu incarnata dall'oratore Quinto Ortensio Ortalo. ebbe Q uintiliano.C. I conflitti politici de l II secolo a. Ini ziatore della prosa oratoria latina è considerato Appio Claudio Cieco. dopo di lui. » (IT) « La Grecia conquistata conquistò il feroce vincitore e le arti portò nel Lazio agreste. È un'opera ora toria quasi esclusivamente politica le cui tematiche sono il ruolo degli equites . Accanto alla scuola attica e alla scuola asiana.C. Esponente p rincipale della scuola rodiense. la retorica finirà per identificarsi con l'arte dello scriv ere corretto e dell'eloquio fluente. detta rodiense. d'altra parte. orazioni scritte contro il propretore della Sicilia Verre. II 1. bronzo di epoca repubblicana L'oratoria rimase a Roma uno strumento riservato alla nobilitas per avanzare nel cursus honorum. Tra il 150 e il 100 a.[47] La retorica romana nell'età della grande espansione territorial e è caratterizzata soprattutto dalla preminenza della figura di Marco Porcio Caton e. con la conquista dell'Oriente e della Grecia a seguito della battaglia d i Pidna del 168 a. la Rhetorica ad Herennium. 156) Arringatore. venendo compresa tra le materie di insegnamento. I Romani. Proprio all'Arpinate viene falsamente attribuito il più antico trattato latino di retorica giuntoci. sebbene i retori furono sempre meno affermati. ma l'influenza dello Stagirita e del suo si stema continuerà a perdurare nei secoli a venire Nel mondo greco la retorica mantenne sempre una certa importanza nell'educazione dei giovani (paideia). la scuola dei rhetores Latini di Lucio Plozio Gallo. vi era anche u na terza scuola retorica. ma non può certo tralasciarsi il ruolo essenziale che.Col passare del tempo.[4 6] Alla fine dell II secolo a. Anche in seguito la retorica e l'oratoria contin uarono a vivere e svilupparsi.C. da frasi taglienti. Un alto livello viene raggiunto da Marco Antonio e Lucio Lici nio Crasso. » (Orazio. debitrici dell'influss o greco. la capacità di scegliere i term ini per adattarli elegantemente nel testo. in q ualità di censore fece chiudere nel 92 a. Scritto presumibilmente tra l'88 e . cioè l'elocutio. liberti e i talici. la libertà di parola ed esp ressione: durante il governo di Pericle ad Atene si arrivò a dare a tutti la possi bilità di esprimersi in pubblico. fu sicuramente Cicerone. cioè al tempo libero. Lo stesso Crasso. restandone fortemente influenzati. i fratelli Tiberio e Caio. la questione del lusso. quella asiana e quella atticista.C. con le sue famose Verrine. L'arte del parlare (oratoria) si sviluppò grazie alla parresia.C. i cui maestri furono Apollonio di Alabanda e il suo seguace Apollonio Molone.

sintesi delle virtù rilevate nei principali retori e orator i del passato. Il Septennium godette di grande fortuna nel Medioevo.l'82 a. sorta di tenzone dialettica sotto la supervisione del maestro. affermando. in cui entrò nel merito dei principali diba ttiti in corso.[48] debitore delle teorie degli stoici e in particolare di Crisippo ed Ermagora. che prevedeva la lettura e la spiegazione di un testo fisso. ad esempio. la grammatica prima e la dialettica (logica) poi. Sed contra (obiezione alla soluzione proposta). l e sette arti liberali del Septennium.[50] Nel De oratore. Arithmetica. entrò di forza nella dinamica del l'insegnamento scolastico. le arti che si occupano della natura: Musica. Si componeva di due momenti:[70] Expositio (interpretazione del testo). infine. Cicerone intendeva ribadire la nobiltà e l'utilità dell 'eloquenza. Grammatica. con la su a prosa più temperata rispetto all'Asianesimo.. sia per le sue opere teoriche. Respondeo (proposta di soluzione).. L'anonimo autore si dedica poi a un'a ttenta analisi delle cinque parti della retorica. Quaestiones (discussioni sulle parte del testo che ammettevano un pro e un contr o). mostrando come essa si radichi nel campo delle lettere e dell a filosofia: in questo modo. Considerato il più importante retore latino.C. egli affronta il tema del rapporto tra filosofia e retorica . Astronomia. sotto forma di personificazioni allegoriche. opere di caratter e più tecnico che riprendono Aristotele (in articolare i Topici e la teoria dei lo ci) Al V secolo risale il De nuptiis Philologiae et Mercuris di Marziano Capella. Sempre negli stessi anni Cicerone compone l'Orator. cosicché il buon retore deve essere filosof o: su questo solco si colloca anche la riflessione del Brutus. Cicerone è ricordato sia per essere sta to un grande oratore (a lui si deve la diffusione dello stile rodiese. epistola indi rizzata a Bruto in cui riprende quanto detto in merito all'eloquenza nel De orat ore.[69] La retorica.. poiché pro prio l'eloquenza è il fondamento della società civile. le arti sono suddivise in due gruppi:[68] Trivium. Dialectica . tra le quali per la prima volt a viene riconosciuta l'importanza della memoria. in particolare.C. che viene distinto sia dagli argome nti storici che da quelli finti (fabulae). sulla scorta di Platone. Cassiodoro. e fu ulteriormente svilupp ato nei secoli successivi da filosofi come Boezio. sottolineandone l'importanza civile e politica. le arti che si occupano della parola: Rhetorica. ma semmai complementari.[51] Filosofia e retorica non sono opposte. Disputatio. solitamente preso dalle Sacre Scritture. nella quale viene delineata la figura del perfectus orator. ma priva dell'asciuttezza dell'Atti cismo). Egli però evitò nei suoi testi un'esposizione troppo tecnicistica. altra opera in fo rma di dialogo scritta attorno al 46 a. opera in tre libri sotto forma di dialogo completata attorno al 55 a. che senza la filosofia la retorica è vuota. Nello specifico. negli ultimi anni della sua attività compose i Topica e le Partitiones oratoriae. ma che d'altro canto la retorica non può essere screditata dai filosofi. soffermandosi in particolare sul numerus (ritmo). . Geometria. Quadrivium. sebbene la sua importanza fu presto offuscata dalle a ltre arti del Trivium. Quattro momenti:[71] Quaestio (problema posto dal maestro). I metod i di insegnamento vigenti nelle scuole sono riconducibili a due tipi di esercizi : Lectio. tr attato in cui vengono presentate. p referendo piuttosto fornire una visione non specialistica della retorica e del r uolo dell'oratore. questo testo punta l'attenzione sul valore prettamente civile della retorica e sulla definizione di verosimile. Prisciano e Isido ro di Siviglia.C.

in traduzione latina. trasform andola in una scienza delle norme della scrittura il cui principale interesse so no le figure retoriche: essa entra tra le discipline oggetto d'insegnamento sott o forma di scienza dell'analisi del testo. e cresciuto di i mportanza con lo studio della dialettica derivata dalla logica aristotelica:[71] un celebre esempio di disputatio è rappresentato dallo scontro tra Abelardo e il maestro Guglielmo di Champeaux. per p oi essere superata dalla grammatica (VII-X secolo) e dalla logica (X-XIII secolo ). e ne l XII secolo il filosofo Giovanni di Salisbury proporrà una biforcazione la cui fo rtuna continua ancora oggi: da un lato la dialettica (Filosofia). Nell'oratoria sacra si distinsero Bernardino da Siena. le tesi della Poetica si propagarono in tutta Europa. cioè come un insiem e di norme e leggi teoriche da rispettare nell'esercizio della bella scrittura. Inoltr e. anch'essa dovette però cedere alla forza della dialettica.Determinatio magistralis (soluzione del maestro). Il suo campo d'azione fu suddiviso in tre tipi di artes: le artes poeticae (p reposte alla poesia e alla versificazione). L'oratoria parlamentare moderna fu inaugurata dalla Rivoluzione france se. Ramus riduce così la retorica a semplice teoria dell'elocuzione. dall'altro la retorica (Lettere). la Poetica fu pubblicata per la prima v olta. che divenne grammatica speculativa e iniziò ad occuparsi delle exornationes (figur e retoriche). .[73] Dall'Italia. Nel corso del Rinascimento. il c ui impatto sulla società dell'epoca fu notevole: negli intellettuali infatti passò l 'idea che l'educazione di un uomo doveva trovare compimento nello studio dell'el oquenza e delle lettere. Umanisti come Lo renzo Valla e Coluccio Salutati esaltarono la retorica in quanto mezzo per raggi ungere la verità: se si nega che la verità si riduce a uno sterile insieme di dogmi.[72] Nel contempo ebbe il sopravvento la grammatica . ricordato da Abelardo stesso nella sua Historia calamitatum mearum. che finì pe r inglobarla. Lo sviluppo dei parlamenti nel XVII secolo vide la nascita di famosi oratori pol itici: la capacità di padroneggiare le parole in modo efficace divenne uno degli s trumenti principi dei politici. La retorica dominò la scena culturale nei secoli compresi tra il V e il VII. che si occupa di oggetti astratti per mezzo di sillogismi. e successivamente tradotta in it aliano da un gruppo di eruditi nel 1550.[ 73] Proprio in Francia visse e operò in quegli anni il filosofo antiaristotelico Pierr e de la Ramée (noto anche come Petrus Ramus o Pietro Ramo). e spesso fece la differenza nelle loro posizioni sociali. per altro poco fedeli). con i celebri discorsi di Robespierre. va ricordato che nel 1416 Poggio Bracciolini rinvenne nel monastero di San Ga llo (Svizzera) una copia integrale dell'Institutio oratoria di Quintiliano. mentre alla retorica elocutio e pronunciatio (o actio). e Gerolamo Savonarola. e particolarmente in Francia: il breve trattato aristotelico venne letto come «codice della creazione letteraria». sarebbe sfociata nell'e loquenza tribunizia dei pubblici comizi. per la loquela popolaresca. met odo dal sapore agonistico sviluppatosi nell'università di Parigi. che si occ upano di sermoni e discorsi). a Venezia nel 1498. c he invece si occupa di argomenti reali e concreti Con l'Umanesimo la retorica fu riscoperta come disciplina autonoma dalla filosof ia.[71] In questo periodo il maggior esponente dell'oratoria civile fu Enea Silvio Picco lomini. Danton. papa Pio II. quell a della Poetica di Aristotele. le artes dictaminis (arte epistolare ) e le artes predicandi o sermocinandi (le arti oratorie in generale. il quale teorizzò una nu ova suddivisione delle artes logicae in Dialectica e Rhetorica: alla prima compe tono l'inventio e la dispositio. per lo straordinario vigore. Scarsamente conosciuta nel Medioevo (se non in fo rma di compendi. un'altra scoperta però scosse gli intellettuali. Anche la classificazione delle arti nel Trivium venne messa in discussione. Personificazione della retorica in una vetrata della Cattedrale di Laon L'esercizio della lectio fu in breve accantonato in favore della disputatio. volta a studiarne gli ornamenti. tanto da scavalcare nuovamente di importanza la dialettica. etc. padroneggiare l'eloquenza risulta basilare per giungere alla conoscenza..

ricercare le idee e gli argomenti per svol gere la tesi prefissata. elocutio (in greco ?????. movere. rifacendosi a tópoi codificati. L'invenzione: la scoperta degli elementi persuasivi [modifica] Cicerone denuncia la congiura di Catilina in Senato (affresco di Cesare Maccari a Palazzo Madama) La parola latina inventio. la cui forza risiede nell'impossibilità di replicarvi .[82] La Rhetorica ad Herennium. Questo principio. diventa più chiaro se si prendono in esame i tropi e le figure. vengono anche studiati i diversi generi di discorso. «scoperta»: il primo passo che deve compiere un retore consiste nello scoprire (e non nell'inventare) i possibili mezzi di persuasione che gli saranno utili a l fine di far accettare le sue tesi. l'oratoria diventò meno magniloquente e più colloquial e. distingue cinque fasi nella st esura di un'orazione. la retorica ha avuto come scopo quello di classificare i va ri elementi che costituiscono l'arte della persuasione. actio o pronunciatio (in greco ?????????. f ino al XIX secolo. declamazione del discors o modulando la voce e ricorrendo alla gestualità. Roosevelt. Anzitutto. il più antico trattato di retorica latino. cioè non si deve poter sostituire i suoi enunciati portanti con altri e nunciati senza che vi sia una perdita di informazioni. Un'opinione radicata nelle menti di molte . ovvero informare e convincere. le "chiacchiere del focolare" del president e americano Franklin D. osserva Reboul. significa «ri cerca». organizzandoli in un sis tema. i quali lo svilupparono ulteriormente senza però modificarlo nell a sostanza. recitazione). delectare. con la scelta di un lessico appropriato e di artifici retorici. In altre parole.[85] Principio di chiusura. Infine. che influenzò tutti i retori delle epoche successive. Funzioni e princìpi del discorso persuasivo [modifica] Anzitutto. o comunque un'alterazione del senso. un discorso efficace non deve essere para frasabile.Nella prima metà del XX secolo. che vengono così indicate da Quintiliano:[84] docere et probare. per essere tale. organizzare argomenti ed ornamenti ne l discorso. Sin dal suo sorgere. ricerca). memoria). In epoca romana il sistema aristotelico fu ripreso da Ciceron e e Quintiliano. dev e avere come punto di partenza una convinzione accettata dall'uditorio e trasfer ita sull'oggetto del proprio discorso. per un avversario deve essere impossibi o quasi ribattere a quanto detto dall'oratore. Inoltre. riprendendo e ampliando le dottrine di Aristotele e Crisippo.[86] Principio di trasferimento. Un esempio sono le formule. come ad esempio i fireside chats. catturare l'attenzione con un discorso vivace e non noioso. corrispondente al greco ??????? (héuresis). linguaggio). Reboul riassume in tre princìpi fondamentali le regole che devono essere seguite dal retore per essere persuasivo: Principio di non parafrasi. dispositio (in greco ?????. La prima e più importante opera in cui viene portato avanti questo progetto è la Retorica di Aristotele. commuovere il pubblico per far sì che aderisca alla tesi dell'oratore. le quali perdono di significato se tradotte in un'al tra lingua o se si tenta di cambiarne le parole. disposizione). il discorso persuasivo. l'«espressione stilistica delle idee». uno sguardo preliminare alle funzioni che deve assolvere un discorso. coincidenti con altrettante parti di cui si compone il sis tema della retorica:[83] inventio (in greco ???????. memoria (in greco ?????. a meno che anch'egli non trovi le un argomento che si colloca sul medesimo livello. come memorizzare il discorso e ricordare le p osizioni avversarie per controbatterle. se non appunto ricorrendo a un altro slogan. c ome gli slogan pubblicitari. La parte relativa all'inventio si occupa du nque di classificare i diversi argomenti (veri o verisimili) stabilendo quale pr eferire a seconda del caso. All'impossibilità di essere parafrasato si accompagna l'irr efutabilità del discorso. a partire dall'oggetto di cui si occupano e la situazione in cui devono essere pronunciati.

per poi generalizzarlo tramite i .[89] Mentre lo scienziato. sostiene la propria teoria ricorrendo a dati ogget tivi presentanti per mezzo di un linguaggio simbolico. genus demonstrativum). da Gorgia.[21] il primo a essere nat o. il genere inventat o. poiché si può ottere la persuasione anche da una dimost razione o da un atto di seduzione. al contrario. delle quali prende in considerazi one le opinioni e le sensazioni. Tra queste due si collo ca l'argomentazione. che mira semplicemente ad influenzare e manipol are gli altri facendo ricorso a sentimenti e sensazioni. e la sua forza aumenterà con l'aumentare degli elementi affettivi e intellettuali a suo fa vore. le leggi. attraverso un'arte.[90] Prove tecniche e extra tecniche [modifica] Le prove da portare a favore della tesi vengono suddivise da Aristotele in tecni che (o prove nella tecnica) e extra tecniche (o prove fuori-tecnica). ha la caratteristica di essere rigorosa e o ggettiva. Le prove e xtra tecniche (??????? ???????) sono quelle che non dipendono direttamente dal r etore. trovando e ordinan do i possibili elementi di persuasione. Decisamente irrazionale è invece la seduzione. ma anche quelli emotivi ed etici.persone. che abbia affinità con l'oggetto dell'orazione. il retore cerca di persua dere gli altri attraverso le parole e il linguaggio naturale. L'esempio consiste nel ricorrere ad un fatto particolare. inoltre. e quindi di mirare a conclusioni che siano inattaccabili. a ricoprire un ruolo importante è il carattere (ethos) dell'oratore. poiché i sentimenti influenzano inevitabilmente la capacità di giudizio del pubblico. ma cerca di farlo in maniera rigorosa. Le prove tecniche (??????? ????????). Vediamone le differenze. Argomentaz ione e persuasione (peithó) sono dunque collegate. La dimostrazione.[87] I generi del discorso [modifica] La retorica classica distingue tre generi di discorso in base al loro oggetto (c ausa):[88] Genere giudiziario (????? ?????????.[89] e q uindi a indurre qualcuno ad accettare la bontà di ciò che si sta dicendo. secondo Aristotele. benché relativa apparirà comunque vera agli occhi dei più. Inoltre. così da accattivarsi la fiducia del pubblico. come le confessioni degli imputati. vedi le voci Argomentazione e Argomento (filosofia). Genere epidittico (????? ????????????. Argomentazione e persuasione [modifica] Per approfondire. Oltre al discorso (logos) in sé e per sé. oggetto della retorica. e il re tore deve essere in grado di sfruttare questa ambiguità per persuadere chi gli sta di fronte. e il punto di partenza del suo discorso sono pr emesse non evidenti ma verisimili (eikota) che portano a conclusioni relative e confutabili. si usa nei tribunali durante i processi e il suo fine è accusare o difendere se condo il criterio del giusto. genus judiciale). i testi scritti.[21] il genere c he si usa quando si deve parlare davanti a un assemblea politica. ovvero l'induzione retorica. In questo modo anche i desideri diventano in qualche misura reali. ma detto ciò bisogna precisare ch e il rapporto non è esclusivo. reale o inventato (ma sempre verisimile) .[91] Queste ultime possono essere di due spec ie: esempio o exemplum (??????????). sono quelle fornite al re tore dall'esercizio della sua arte. quando cioè si dev e consigliare i membri della comunità secondo il criterio dell'utile. che persuade attraverso prove vere o apparentement e tali. la quale mira sì a persuadere facendo leva sulle passioni. che d eve saper dimostrare di essere attendibile e di conoscere a fondo l'oggetto di c ui sta trattando. genus deliberativum). le sentenze precedenti. infatti. dunque. e la sua validità è valutata in base all'efficacia. il cui modello sono le scienze esatte. Per «argomento» si intende una proposizione atta a farne ammettere un'altra. le testimonianze e via dicend o. viene usato quando si deve tenere un elogio di qualcuno o comunque si deve parlare davanti a un pubblico. il retore deve tener pre senti non solo gli aspetti razionali. ma sono comunque a sua disposizione. è important e saper suscitare emozioni (????) di piacere o dolore negli ascoltatori. A questo scopo. Ciò che differenzia l'argomentazione dalla dimostrazione è il carattere non necessa rio degli argomenti che vengono portati a supporto della tesi: il retore infatti si rivolge sempre a delle persone specifiche. Genere deliberativo (????? ??????????????. nell'argomentazione il nesso logico tra gli elementi che l a compongono non è rigoroso.

Si tratta di proposizioni particolari. della disciplina e del tipo di discorso. la cui validità viene però riconosciuta da tutti. argomentazione. esposizione. Si tratta di un sillogismo ba sato su premesse non vere ma verisimili (il verisimile ammette dei contrari). e permette al retore di disporre di un el emento di sicuro effetto da utilizzare nelle orazioni. legati alla pratica di ciascuna determinata disciplina. ovvero la deduzione retorica.[96] Con particolare attenzione alla retorica giudiziaria. il quale può essere seguito rigoros amente o meno. organizzato in forme convenzionali e stereotipate a us o e consumo del retore. esposizione dei fatti. che ne trattò nei Topici e poi nel Libro II della Retorica come forma di argomentazione dialettic a. peroratio. una cosa che può indurre a farne intendere un'altra: per esempio la presenza del sangue può richiamare alla mente un omicidio. anche se l'associaz ione non è necessaria (il sangue può essere stato versato per una semplice epistassi ). taxis. epilogo. in ordine c ronologico o con una introduzione ad effetto in medias res. che appunto in quanto generali valgon o per quasi tutti gli argomenti. che vengono accettati dalla maggior parte delle per sone perché stabiliti da una legge o dalla morale comune. per docere l'uditorio. I luoghi (topoi) [modifica] Per approfondire. altrimenti si deve ricorrere all' insinuatio. l'oggetto di cui ci si intende occupare (???????? ). Esordio [modifica] L'esordio (???o?????. tentativo di accattivarsi l'uditorio delectando e movendo con ornamenti. esordio. la retorica classica ha fo rmulato uno schema per strutturare i discorsi. opinioni acce ttate dalla maggior parte degli individui. dimostrazione delle prove a sostegno della tesi (c onfirmatio) e confutazione degli argomenti avversari (refutatio). è infatti immediatament e riconoscibile da parte dell'uditore.nduzione e giungere infine a conclusioni la cui validità è solo particolare. L'orazione prevede quattro parti. evitando d . Generalmente. exordium) è la parte che apre l'orazione. sempre che non sia già noto. è possibile chiedere e splicitamente all'uditorio di essere benevoli. in latino locus) in retorica si intende un argomento ricorrente. Il topos. oppure ?????????. entrare nell'animo degli ascoltatori per via sotterranea. il modello. in cui viene espos to. vedi la voce Tòpos.[94] La teoria dei topoi.[97] Se la situazione lo permette. argumentatio. reale/non reale. Aristotele ne classifica 3 tipi: possibile/impo ssibile. cioè l'organizzazione del discorso: le part i di cui si compone il discorso.[95] La disposizione: la struttura del discorso [modifica] Cicerone pronuncia un'orazione in Senato La seconda parte del sistema della retorica riguarda la dispositio (in greco ??? ??. detta appunto topica. oikonomía). I luoghi comuni (????? ??????) partono da punti di vista generali. nella sua convenzionalità. si deve quasi integralmente ad Aristotele. Le premesse a loro volta possono essere di tre tipi:[93] gli indizi sicuri (????????). più/meno. l'ordine in cui presentare i contenuti e le ide e. l'ordine delle parole per presentare gli argomenti. A quest o tipo di prove sono ricollegabili l'argomento d'autorità. narratio. la conclusione del discorso. il preceden te giuridico. sono specific i e variano a seconda del pubblico. I luoghi propri (?????). i segni (??????). invece.[92] entimema (????????). Con il termine «luogo» (in greco ?????. sp esso riprese da opinioni diffuse (in certi casi la premessa maggiore può anche ess ere taciuta). che possono essere verificati dai nostri sensi e s ono quindi necessariamente veri e incontrovertibili (in questo caso l'entimema p uò coincidere con un sillogismo). se ne distinguono due tipi: comuni e propri. i fatti verisimili (??????). tópos. nell'ordine: exordium. muovendo al massimo gli affetti dell'uditorio e sviluppando pathos. Il suo scopo è quello di accattivarsi i favori del pubblico (captatio benevolen tiae) e annunciare le ripartizioni che si stanno per adottare nello svolgimento dell'orazione (partitio).

Argomentazione [modifica] Cuore del discorso persuasivo è l'argomentazione (?????? o ?????????. meglio noti come virtutes elocutionis: . poiché rompe la l inearità del tempo per assecondare le esigenze della situazione e dell'argomento. narratio) è il resoconto succinto. Bisogna poi ricordare che è essenziale la verosimiglianza dei fatti . riprendendone gli elementi di ornamento. Per accattivare e rendere più partecipi le giurie . che fa leva sui sentimenti dell'uditorio ricorrendo a dei loci p restabiliti (in genere atti a creare indignazione o commiserazione). l'altercatio. la forma da dare alle idee. i quali devono essere attendibili e devono essere disposti in maniera tale da assolvere alle tre funzioni della retorica: docere. così da rendere il pubblico partecipe dei termini del discorso ed evi tare che sembri troppo lungo.[100] L'elocuzione: lo stile [modifica] Miniatura quattrocentesca del De oratore L'elocuzione (elocutio in latino. opera zione che consiste nella scelta e combinazione dei termini. è importante rendere subito nota la struttura dell'orazione e l'ordine degl i argomenti. Due sono i generi di disposizione dei contenuti: l'ordo naturalis. come ad esempio un avvocato di parte opposta: in questo caso s i parla di altercatio. nell'ordine: dapprima q uelle più forti. ha luogo la perorazione vera e propria. Affinché il discorso p ossa risultare efficace. il retor e deve concludere dando un'idea d'insieme di quanto è stato detto e sostenuto. è necessario tenere conto nella fase di composizione di q uattro qualità o requisiti fondamentali. un dialogo serrato tra il retore e il suo avversario. a cui può seguire una terza. tocca le corde dei sentimenti (ratio posita in affectibus).[ 98] Nell'esposizione dei fatti è inoltre necessario perseguire quello che è il «giusto mez zo». e si muove su due livelli: riprende e riassume le cose dette (enumeratio e rerum repetitio).i parlare dei propri punti deboli per mostrare invece quelli degli avversari. La composizione [modifica] La parte centrale dell'elocutio è rappresentata dalla cosiddetta compositio.nel caso dell'orazione giudizi aria greca. "mi rendo conto di quanto sia difficile per voi. argumentatio ). in seguito le più deboli e infine le più forti in assoluto. e l'ordo artificialis. la confirmatio può essere interrotta dall'intervento di un avversario. non essere cioè troppo prolissi ma nemmeno tanto brevi da tralasciare qualcosa di importante.. Sotto questo aspetto la retorica invade il campo della poetica. lexis in greco) è la parte che riguarda l 'espressione. nel caso si intenda trattare l'argomento in medias res. che s egue lo svolgimento logico e cronologico degli eventi. la scelta (electio) e l'ordine (compositio) da dare alle parol e. Esposizione [modifica] L'esposizione (???????? o anche ?????. La propositi o è una definizione ristretta della causa (o delle cause) da dibattere.[ 21] Si tenga presente che. o Ateniesi.[99] Epilogo (perorazione) [modifica] L'epilogo (????????. In oltre. studiando quindi la parte estetica dell'espressione. l 'esordio e l'epilogo possono essere evitati. specie durante un processo. dall'altro. Talvolta. l'elenco delle ragioni a favore. La sua struttura interna si compone di due parti: propositio e confirmatio. il resoconto delle prove a sostegno della tesi. Quest'ultimo è anche più intellettuale.all'interno del ???o????? venivano inserite talvolt a espressioni o periodi che sottolineavano la presa di coscienza da parte dell'o ratore della difficoltà dell'argomento trattato o della sentenza da emettere (ad e s. così che sia funzionale all'argoment azione. tra cui le più importanti sono le figure (vedi oltre). ric hiamando alla memoria i punti fondamentali. ?????. chiaro e verisimile dei fatti che vengono affrontati. L'elocutio si occupa dello stile da sc egliere affinché il discorso risulti efficace. peroratio) è la parte conclusiva dell'orazione. digressioni e al tri procedimenti stilistici. subito seg uita dalla confirmatio."). movere e delectare. in particolare . Da un lato. or ientato più alla resa estetica tramite l'uso di figure retoriche. giudicare. che può prevedere anche un affo ndo contro le tesi avversarie..

Faranda e P. misto dei due precedent i. e ricopre un ruolo imp ortante in funzione della recitazione.[101] Gli stili [modifica] L'espressione varia a seconda degli argomenti e della situazione in cui il disco rso deve essere pronunciato. Fedro. Testimonianze e frammenti. la puritas (o latinitas). l'umile ha lo scopo di docere et probare. a cura di A. Utet. a cura di G. Gene ralmente si distinguono due tipi di memoria: la memoria naturale e quella artifi ciale. Talvolta il mancato rispetto di una delle virtutes può essere giustificato da determinate esigenze espressive. men tre la seconda. appunto iferimento fissi. a cura di G. Utet. Mond adori. la mancanza viene sanzionata come errore (v itium). la chiarezza. Milano 1991 Agostino. in: Tutte le opere. Milano 1992 Cicerone.). a cura di E. a cura di G. teoria della combinazione degl i elementi associata al calcolo matematico. Nel corso del Seicento la mnemotecnica class ica finì per essere assimilata alla ars combinandi. e viene utilizzato per trattare di argoment i seri facendo leva sui sentimenti (movere). applicate o a singole parol e o a intere frasi. Institutio oratoria. Marzi. De doctrina Christiana. a cura di F. umile (genus humile o tenue). poiché permette di mandare a mente la strut tura e gli argomenti del discorso senza dover ricorrere ad appunti scritti. ai quali vanno associati gli oggetti da ricordare: in questo m odo l'atto del ricordare diventa una scrittura mentale. a cura di R. risu ltando particolarmente utile quando la situazione richiede di improvvisare. Maltese. medio o moderato (genus medium). che ha lo scopo di rafforzare la prima. Newton Compton. La retorica a Gaio Erennio. Giannantoni. a cura di M. Dorati. Utet. Ed. suscitando forti passioni. Laterza. in caso contrario. Roma 2009 ID. Tor ino Anonimo (Pseudo-Longino).C. cit. deve delectare attraverso un atteggiamento moderato che tenga conto dell'etho s. Opere retoriche. Paoline. a cura di M. Cancelli. Milano 1996 (Cicerone o Cornificio). gli ornamenti e tutti gli altri mezzi atti a rendere il discorso più be llo e quindi più gradevole.[102] La memoria [modifica] La mnemotecnica. è molto antica: tra gli intellettuali che si interessarono di questa disciplina ricordiamo il sofista Ippia di Elide e i filosofi Raimondo Lullo. Per questo motivo. Retorica. prépon). Pic o della Mirandola e Giordano Bruno. Demostene si esercita a recitare un'orazione La memoria entra a pieno titolo nel sistema della retorica classica a partire da l Libro III della Rhetorica ad Herennium (I secolo a. Alici. Torino 1991 Aristotele. la scienza che mira a sviluppare la memoria attraverso una seri e di regole. Guidorizzi. ed.. elevato.[103] . Torino 1976 Quintiliano. La prima è la dotazione naturale di cui dispongono tutti gli individui. Il Sublime. a cura di L. Gorgia. la retorica classica distingue t re stili (genera elocutionis): nobile o sublime (genus sublime o grave). I presocratici. viene appresa tramite un che funziona attraverso immagini e punti di r a tecnica la mnemotecnica. Festi. l'adeguatezza del discorso al contesto in cui d eve essere pronunciato. mentre lo stile medio. Opere. Pecchiura. l'ornatus. la perspicuitas. Caccia.[103] Jean-Jules-Antoine Lecomtedu Nouy.V. Ro ma-Bari 1979 Platone. Mondadori. e in questo caso si parla di li cenza (licentia).l'aptum (in greco ??????. Tutte queste caratteristiche devono essere presenti. Norcio. a cura di G. la correttezza sintattica e grammaticale. in: Tutte le opere. Mondadori. in cui ad ogni immagine corrisponde un oggetto e quindi un significato. Isocrate. Milano 1989 Il sublime è lo stile nobile. necessaria affinché il discorso sia comprensibile.

specie in riferime nto alla produzione di testi scritti.La recitazione [modifica] Infine. Questo momento prende il nome latino di actio o pronunciat io (in greco ?????????. il retore deve anche essere in grado di recitare la propria orazione di fronte a un pubblico. di avere cioè buone capacità di recitazione. che nei loro trattati p referiscono concentrarsi su inventio. e la sua efficacia è legata al modo in cui chi parla si presenta di fronte all'uditorio. così da coinvolgere il pubbl ico attraverso la gestualità e il tono di voce.[104] . Al retore è dunque richiesto di essere a nche attore. hypókrisis). dispositio ed elocutio. La sua indubbia importanza è stata t uttavia messa in secondo piano dai retori e dai teorici.