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SCOPERTA DELLA CHIRONOMIA

OSSIA
DELL' ARTE DI GESTIRE CON LE MANI

DELL' ABATE

VINCENZO REQUENO
Acc. Clem.

?

PARMA
MDCCXCVII
PER
LI

FRATELLI GOZZI

CON APPROVAZIONE

tus.

Rege dicatrecentum quinquaginta dìerum nota etc. PI in. Hist.
. .
.

Janus geminus a

Numa

digitis ita figuratìs ut

Lib. 34-

e. 7.

Numa

Giano con due facce dedicato dal Re con le dita in modo disposte, che
.
.

.

corrispondevano alla nota giorni trecento cinquanta
Lib. 34.
e. 7.

del
etc.

numero
Plin.

di

Hist.

A

SUA ECCELLENZA IL SIC MARCHESE

CASIMIRO MELILUPI
DI S O R A G NA GENTILUOMO DI CAMERA ED ESENTE
DELLE
r,R.

GUARDIE DEL CORPO

DI

S. A. R.

GLL EDLTOR.L

.

Marziale .ECCELLENZA Seneca. Apulejo 3 e Luciano hanno lasciati autorevoli testimonii onde argomentare chela pantomima greca elatina gareggiasse colla drammatica poesia a muovere i sentimenti più forti nell'animo degli spettatori: El- .

digiosa eloquenza. stino nel Lib. Ago- della Dottrina Cristiai na. 3. che ora ignoriamo. gli digiti. come dice la era ancora Aurelio Cassiodoro. moti di convenzione nella danza. E però forza arguire . il quale ne accenna che tempi prima pantomiesporre spie- mi gare de' suoi di qualche azione sul teatro facevano i loro gesti ed i cenni per mezzo del pubblico banditore Quali erano però questi cenni? e quale n'era il loro esattissimo significato? eli Ecco ciò e spera di aver ritrovato l'ingegnoso investigatore delle più na- . tacita pro- Lo asserisce S. rendevansi per si essa loquacissimae maiius^ linguosilentium clamosum. se. i quali parlavano agli e occhi con una imitativa . dunque un'arte pia ingegnosa e più efficace della nostra.. che certi segni antichi avessero e certi die si sono perduti .

ed titoli Lampillas. Abate Re- queno. e causto. che il il nostro li Autore per confermare tratte dalla caligine suo assunto a densa della più . Glorioso per tante scoperte nelV arti degli le Antichi segue ad ornare coli produzioni dell'ingegno letterarii fasti della Spagna unito Colomez. ai agli Arteaga. che ai doni illustri il merito sin- golare aggiugnete di avere coltivate le lettere con somma lode. il Telegrafo. ai ai Conca . le letterato. Il di lui nome immortale basta V En- per accreditare questo lavoro emulatore dell'opere sue. Iniziato an- cora nelV Antiquaria non potete se non accettare con piacere le belle pruove e le conghietture ingegnose. il il sagace critico. Fregiato di ci così pregevoli lusinghiamo di farlo agdella natura gradire a Voi.scoste antichità. agli Andres. l'uti- valoroso Sig. egregio Cavaliere.

recondita antichità. col quale abbiamo di presentarcelo. e V ossequio profondo. come Voi siete. e l'industria monumenti. Accogliete però graziosamente questo dono della nascente nostra Tipo grafia . perpetui . d'un' arte che innalza agli uomini distinti. V onore vore le lettere Animate col vostro fache amate .

meno poi La trascuratez- za degli Eruditi è assai degna di riprensio- . po d'aver io rinovate tutte le pratiche di all' dipingere con le cere colorite Encausto-. e per la perfezione della na Pantomima. chiamata dagli antichi Greci. Romani moder- Scrittori. fissai li miei sguardi nel ristabilied obbliata ar- mento di questa sconosciuta. molto di studiarla per ristabilirla. e dopo d'aver ravvivati tutti gli antichi me- todi già perduti di parlare da lungi co' Te- legran. tanto necessaria e de' per l'intelligenza de' Greci. te di gestire con le mani.INTRODUZIONE lo do in questo libretto la Scoperta d'un'arte smarrita. Finora niuno si è presa la cura di ricer- care la natura di quest'arte. e Romani ^ipovo^ita Chironomia Do.

o levriere: se l'albero. e sopra altre mille ciance immenso studio. Macrobio. i Non degni di riprensione nostri Eruditi per ave- re trascurata quest' arte? Ci compariscono però essi più degni eziandio di biasimo per la copiosa. Senza l'intelligenza di quest'ar- te è impossibile capire l'orditura delle Gre- che Tragedie. a cui le Muse legarono Marsia per da esso loro trattate con sta- scorticarlo. era quercia. ne intendersi alcuni tratti delle di Plutarco. o Virgilius : se cane del gran- de Alessandro era mastino. Sarebbe V . come. Senza capire la Chiro- nomia non possono interpretarsi.ne in questa parte. e d' Marziale. la forza dagli antichi attribuita a' gesti della loro Pantomima. di S. se si il debba di- re Vergilius . o pioppo. con cui molti de' più studiosi sono trattenuti in lavorare faticose dissertazioni su frivoli oggetti. e per fino di Girolamo. di Opere di Cicerone. di Quintiliano. recondita. altri Padri. ed inutile erudiziosi ne. e molsono ti passi storici dell'antico teatro. ed erudizione.

i Non dovranno perciò la- Capi d'opera d'erudizione del nostro il secolo. che altri Ma i amano molto con- temporanei. e movidi vestirle. la i sua origine. e non hanno mai gnarsi fissato per fine de' loro studj l'uti- le de' loro simili.3 to più degno de' loro talenti. mento. suoi uffi- i suoi effetti. l'altro tra' ballerini nel teatro. e ornarle decorosamente per presentare agli sguardi de' nostri Letterati. aveva due diversi uffici : uno nel foro tra gli oratori. le sue diramazioni. si sono sempre lasciati accecare da' correnti pregiudizj dell'età loro. Il primo era di d'insegnare agli oratori a fare i computi . che può esser utile alla società. se ri più meschino de' loro imitatodi riunire in tenta il primo un corpo le membra qua. onde poter arrecare qualconia loro lettura: la gloria de' che utile agli Letterati. e là sparse dell'antica trascu- rata Chironomia. zj . Quest'arte. e de' Direttori de' nostri teatri un'arte sconosciuta. che io svilupperò. e della loro critica l'impegno di scoprire la Chironomia. di dar loro vita.

de' Gre- Chironomica ci in due parti. ed a più serj studj siasi trattenuto nel far risorgere l'arte dell' an- tico ballo. e le usanze del- pantomima. come in materia più confacente alla moderna edu- cazione la . mi diffonderò nella seconda. Io gli spiegherò e quindi dividerò l'arte ammendue. e del teatro. e pel ballo. egli rifletta. che quella degli studj più leggieri ed allegri permessi e secondati dalle stituzioni. e dichiarata succintamente la prima. non mi resta altra occupazione. oncr i evitare pregiudizj di un ozio eterno. si Se qualche fervido spirito asse. e più serie. che maravigli- un uomo dedicato in forza del sa- cro stato a più gravi. come Exgesuita. secondo di ammaestrare persone di tea- tro ne' gesti richiesti per le rappresentazioni. numerario il in pubblico co' gesti delle le mani. d'insegnare le scienze più gravi. esponendo i gesti.. primo che io scrivo della rinovazione del ballo eroico de' Greci: secondo che essendomi inibito. civili nostre in- .

I gesti naturalmente significativi sono po- chissimi. -Lia voce Chironomia v letteralmente dal greco al nostro idioma tradotta. Un atteggiamento personale lento. ma simili a que- . ed oppresso mostra naturalmente l'animo tristo e malinconico: un volto ri- dente e vivace lo manifesta allegro e contento. Idea di quest' arte . vuol dire legge del gesto delle mani. \ CAPO \ I.SCOPERTA DELLA CHIRONOMIA PARTE PRIMA dell'arte di gestire con le mani per computare. abbattuto. suoi Maestri. sua origine. sua divisione. Con sembianze finte.

sarebbe lo stesso che tentare di far un eloquente ragionamento con voci. Tutte le ardenti passioni sul punto di palesarsi moi dificano differentemente corpi delle persoi ne. e stabile. può l'interno fìngersi allegro o malin- conico. chiaramente I tranquilli affetti. o d'articolazione di gesto per si- gnificarsi. ed imitando a bellaposta gestied i movi- menti. e per darsi ad intendere agli altri uomini. di cui il genere umano non si fosse prima concertato in dar loro qualche significazione. Il voler esprimere ogni idea. le astratte moltiplici nostri pensieri non han- no gesti naturalmente significativi per dimostrarsi. in cui sono gli si sfogano gli appassionati. . idee. co- me con un mutolo manifestarsi. ed i linguaggio. o di suo- no di voce . senza che accor- dino gli uomini sul significato delle loro figuil re. pos. e con parole. uomini penetrati da caldi affetti. ogni si af- fetto. hanno bensì assoluto bisogno d'una legge di convenzione fissa. e può sulla scena con chiarezza di espressioni benissimo rappresentarsi.6 ste. ogni cosà co' gesti.

Ateneo dice. cum praesertim liaec Gbirono(i) jnica etc. dovendo qualche volta l'oratore esercitarla (i).ì Gli antichi Greci s'accordarono certa- mente fra loro nel significare ogni idea co' gesti delle mani. i. Cratino. ) erano tra gli antichi Greci poeti. dicendo che non deve sde- gnarsi d'imparare la Chironomia. i i. e. . A Et certe quod facere oporteat non indignandnra est discere. e. perciocché erano maestri del ballo della pan- tomima: sti delle e Quintiliano manda l'allievo delle i sue istituzioni ad imparare dal comico ge- mani. Instit. 18. i. e Pirrinico erano stati da' vecchi chiamati ballerini. ). o sia legge del gesto delle I maestri che insegnarono quest'ar- te secondo Ateneo ( lib. Pratina. la loro significante arte di gesti- re Chironomia. tra'Romani i però all'età di Quintiliano erano { comici i lib. Deipnos. Lib. che poeti Tespia. Inventarono a questo fine . determinate figure da farsi con le dita e chiamarono mani. 18.

la il mafine niera però di adoperarli nel foro. LiL. i. allievo si ce Quintiliano. i maestri di quest'ar- chiamati legislatori de' gesti o Chironola divisero in mia due rami. diil (i). per cui li fecero i comici. e. I gesti.8 qual fine péro l'oratore. e dal fine. stando molto de' ballerini gesto dell'oratore da quello Agli oratori era egualmenfi- te che a' comici necessario lo studio delle gure del gesto: perciò te. si- . che re dovesse gestire da comico: l'oratodi- Non voglio. erano in gran parte gli stessi. che servivano all'oratore in qualche occasione nel foro. 18. che il mio trat- tenga molto tempo neir imparare la pronunzia. ed erano diversi dal metodo. ed in quale occasione poteva aver bisogno de' gesti della pan- tomima? Nessuno s'immagini. di cui usarono i ballerini nella pantomima . Gli oratori impararono le figure de' gesti delle mani pel fine di fa- ll) Neque enim gestum oratoris componi ad militudinem saltationis volo. ed il gesto dalle persone di teatro.

Siccome però golarmente tra' Greci. come gli Egizj le figure de' geroglifici. l'oratore poteva fare in presenza de' giudici. Greci profittando degli antichi gesti delle mani inventati di gesto. ed il tempo delle sillabe che i pronunziavano co' gesti. o d'altro simile conteggio da farsi in pubblico: Gli oratori usarono le fi- gure de' gesti. e nel farle seguivano il ritmo ne' salti. e quin- di combinandoli fra loro. delle quali ognuna corrisponde- va almeno ad una parola. e sin*i i tra' primi le cifre da scrivere così numeri erano lettere dell'alfabeto. Le etiche composizioni cessarie servirono per la pronunzia delle po'. Attesi monumen- .re i computi senza stile. e della moltitu- dine qualunque dimostrazione aritmetica. o di roba da- ta e ricevuta. e 9 tavoletta nelle cau- se d'interesse o di contante. e così ogni gesto delle mani indicava un numero. e tra' Romani. pel computo^ destinarono le stesse figure per fare un mutolo linguaggio i ed obbligarono ballerini della panfigure al ballo ne- tomima ad impararlo.

i. Queste due diffe- renti maniere. nunc illis gestibus. Lib. Trojanos speculatus vidi. Sopra l'inventore della Chironomia non ci porgono gli antichi Scrittori fondamenti certi per giudicarne. e di ballo. Le figure di gesto necessarie balle- rini erano ventiquattro: quelle necessarie agli oratori assai di più. e ne' pubblici tribunali. o per dir (i) Gestus choris instituebam ego suos. e questi due differenti fini in servirsi degli stessi gesti. l'una appartenente conteggio richiesto nel foro. l'altra appartenente alle rappre- sentazioni teatrali di pantomima. Aristof. che a quest'uomo insigne era venuto in pensiere d'inventare queste figure. Cum venerunt huc mortuum filium Priarai subrepturi cum multis e* Nunc his. Aristofane citato da Ateneo (i) attribuisce l'applicazione al ballo de'gesti fatti pel computo ad Eschilo.IO/ ti dell'antichità non può di tutto ciò dubia' tarsi. dicen- doci. e delle stesse figure delle mani divisero l'arte della Chial ronomia in due parti. . citato da Ateneo.

e di Teleste. quest'opera più volte. Testi citati entro . al schilo.. Essendo però la Chironoconteggio . i. e regolatore de'suoi balli :. più antica d'E- mia destinata le. Deipnos. prime ventiquattro figure de' gesti pel si comespri- puto tanto note nella Greca nazione (i) Aten.II meglio di applicarle al ballo della i pantomi- ma di dopo d'aver veduti Troj ani presentarsi il con mille gesti in Grecia per rubare corpo attri- Ettore figlio di Priamo. già da secoli addietro introdotta nella Greca nazione: perciocché le figure de' gesti rappresentando i numeri. Lib. e servendo le lettere del i Greco alle fabeto per ordine a significare numeri. mi pare assai probabi- che questi non altro facessero che appli- care alla pronunzia mutola del ballo della pantomima i gesti notissimi ad uso del com- puto. (i) . Ateneo buisce l'invenzione di quest'arte a Teleste ballerino del teatro di Eschilo. essendo assai facile a tutti l'intelli- genza de' gesti pel computo.

mevano con co alfabeto. Della esistenza. o convenzione ognuno de' Greci spettato- pantomima poteva applicare il gesto fatto per dare ad intendere il numero i. CAPO II. e così ri della delle altre lettere. t ' J-J esistenza dell'arte si della Chirono- mia per l'uso de' computi rende evidente si cogli stessi testimonj. come vedremo. alla lettera A. e dell' antichità della Chironomia per l'uso di computare. altro studio. le ventiquattro lettere del Grealtro av- Ora senza richiedersi viso. il gesto fatto per dare ad intendere il numero a.12. altra pubblica istruzio- ne. antichissimi nella Greca. con cui prova la . e degli altri gesti desti- nati al conteggio. alla lettera B. e nella Latina nazione.

) ci assicurano ma eziandio Macrobio Numa neir ordinare a' feroci Romani la che re- ligione fece fabbricare una statua di Giano con le con due teste. ma dita in maniera piegate. giare. digitis ita figuut trecentorum quinquaginta dierum nota per significati ori e m anni. bellirjue ratis. se De- um indicaret. ossia de' gesti delle mani per conteglo storico (i). temporis. Saturn. . 7. addemonstrandam anni dimensionem. Numa Rege dieatus. 35o. Il successore di Romolo Numa Pompilio fece uso in pubblico dell'arte della Chirono- mia. che significassero secondo Plinio crobio il il numero 365. qui argumento colitur. 1. . et aevi e.) Simulacrum ejus plerumque fingitur manu dextera 3oo. 34(2. o con due facce. . e secondo Ma- numero In questo testimonio si parla di fare con (1) Janus geminus. e brevità. Noi gli aneleremo sponendo con la possibile chiarezza. Lib. Plin. et sinistra sexaginta quinque numerum tenens.lo sua antichità. a pacis. Non solamente Plinio (2.

che popolo Romano significasse le si dà ad intendere con voci trecento cinquanta. sulla lingua. che a tutto quello. sarebbe egli stato stimato l'uomo più scimunito dell'universo. una certa il figura. o avess' egli cola statua di mania mandato le dita in di formare Giano con maniera piegate. corrispondenti alle suddette voci: Ec- covi una figura di gesto di convenzione Se Numa tutti avesse usato d'un gesto delle sconosciuto. E* i dunque necessario conchiudere che allora intendessero questa parte a' Romani della Chironomia appartenente gesti per computare. che significasse- ro quello. che stati da' i gesti da computare fossero fra' Latini imparati Greci. sulla religione ci mostrano la Greca origine: dunque non sarà fuor di ragione il sospettare. «4 le mani un certo gesto.. Le più antiche memorie de' Latini sulla scrittura. o con le nostre cifre 35o. o convenzione. singolarmente osservandosi ne' . di cui non v'era stato nel popolo antecedente uso.

Qnemidmodum digiti ra- tiones supputantium repraesentantj ita moj raox infimo haberi loco.i5 Romani scrittori la voce Greca. lontani di dare in nul- Plut. mostra. così i favoriti de' Re il Monarca. niente „ . or rappresentano „ vato uomo. adducesse la de' gesti delle mani destinati per convenzione a computare.. modo unitatem Regum amicos aliquando sum- .. Genero similitudine di Artaserse. ora „ il numero diecimila. Questa maniera di parlare didi convenzione fosse assai all'età di Artaserse. Esaminia- mo la Greca storia. Apophtegm. a fine di di- chiararci l'indole de' favoriti de' Re: „ Go- „ mele stesse dita. Plutarco (i) Oronte. i e ad Artaserse. modo mille. or quasi „ putì ora significano . diceva il Oronte. or un pri. che secondo Plutarco l'arte di computare co' gesti comune ed universale E' vero che Numa fu di molto anteriore ad Oronte. ne'com- numero uno. che per significare l'arte di gestire. ora possono tutto. ma nonostante Romani furono ben (i). Chironomia dice.

e selvaggi. e determinate figure delle mani? filosofica Se in mancanza degli storici monumenti vogliamo adoperare la sagacità. che i Greci aves- sero da' Romani imparata la Chironomia pel computo: piuttosto già i si rende evidente. che Sabini. Ne' bamboli sono prima role. e Numa l'avessero ap- presa da' Greci. i gesti . o la estre- ma coltura di qualche assai antica commerche le pa- ciante nazione: ragioniamo.IO la la legge a' Greci. cioè o la estrema rozzezza. non si possono dare che due origini dell'ar- te della Chironomia necessaria per compu- tare. Non è dunque credibile. da cui significarsi i facesse la convenzione di le voci a' numeri. Su questi principj potrà storici chi mai potrà primo indovinare l'origine de' gesti pel computo? chi mai sapere qual si fosse il popolo. anzi furono da' Greci in quest'epoca riputati per barbari. e numeri cor- rispondenti con certe. i Latini. Le nazioni ancora selvagge sono nella .

es- trovò uno di que' popoli. o per abbandono i genitori. l'estrema rozzezza d'un' antichissima nazione potrebbe aver data l'origine all'arte immemorabile della Chi- ronomia. rac- Se fra' Greci allora rozzissimi si accidentalmente successe quello che conta degli Americani. o fra' in pantomima.*7 prima infanzia della loro coltura simili a'bamboli. . si diamo fede allo storico il Spagnuoquale. e moltiplicandosi senza nessun idioma. sareb- be stato forse l'autore della miglior lingua del mondo per rappresentare Trojani. se lo. usano prima quello de' gesti che l'altro delle parole. e nelle arti.. e crescen- do. e se d'altronde non hanno un idioma. Nell'America Spagnuola sulle mon- tagne. e si i do le sue suoi pensieri. Se que- sto popolo fosse col decorso del tempo col- tivato nelle scienze. sendogli mancati nella prima età o per malattia. conservan- do il suo antico linguaggio de' gesti. manifestava gesti . a' Missionari come poteva co' e con qualche urlo di quando in quanbisogna.

. ma ad altre colte nazioni. Mi rende quest'origine più probabile. a cui i Greci la comunicarono. o degli alberi.i8 L'arte di gestire però di grand' uso nelle antiche colte nazioni parmi più verosimile. e il commerciante. le di cui lingue ignoravano. merci co' quale per trafficare le sue l' Greci ancora barbari contraesse abitudine di pie- gare le dita. o delle bestie. civilitisi sti i con cui le permutavano: onde in- Greci. che traesse l'origine dalla estrema coltura di qualche popolo ricco. che le derrate valevano. osserla vando che Chironomia pel computo non a' solamente fu Greci comune . alle let- tere poi ne' tempi più colti gli accomodassero per pronunziare si il canto ne' balli. e conservando questi gele di enumerazione pel commercio con ed estere nazioni. e che l'uso della Chironomia per pronunziare ne' balli fu peculiare de' Greci. facendo diverse figure con le mani. per mostrare in questo modo a' medesi- mi il numero delle monete. e de' popoli. o delle pelli. li propagassero per educazione .

Fab. e sa- rebbe della più sorprendente testimonj a' antichità. Cristiana tra* Era Romani l'uso ±\ oi sti abbiamo fatto vedere l'uso de' .- tempi di Numa: Delle mie congetture rò lascio agli altri la libertà di giudicare. ge-i delle mani pel computo universale e co- mune lio: tra' Romani all'età di Numa Pompide' gesti pradi Ora mostreremo quest'uso a' ticato tempi di M. e di S. . andrebbe di molto innanzi a' tempi eroici della Grecia. ritenuta tale ipotesi. Girolamo. CAPO III. I suppongono fiorente quest' arte pe.*9 La invenzione della Chironomia pel com- puto. Da' primi tempi fin al secolo quarto dell' fu. Quintiliano. grande della Cbironomiajoer computare. Apulejo.

o se mostra gesto dissenziente dal computo „. sed cuicumque primis est. judicatur indoctus. nelle quali .. in quibus actor. dice in questa maniera (i):.0 Il primo di questi autori. e. in causis salterei litteris erudito necessaria vero vel frequentissime versari solet. Per convin- (i) Numerorum notitia non oratori modo. Quinti!. non solamente. ma computare co' gesti delle mani necessarj all'oratore nel foro. primi studj IT inoltre „ d'uso frequente nelle cause. parlando della il necessità che ha l'oratore d'imparare teggio... . ma s'egli soltanto ne' geil .. 5. .. non dico si circa summas trepidat digitorum solum incerto ant indecoro gestu a computatione dissentit. e indecente.. sti è . incerto . mostra dubbioso nella som- ma de' computi . abbia salutati ma i a chiunque eziandio . con- La no- tizia de' numeri e necessaria all'oratore . s'egli j. come d'ordinario dell'arte di pensa. V oratore e si creduto poco dotto .. sed si . Questo si testo di Quintiliano non parla dell' astratta Aritmetica. non di- „ rò. lib.. de gestu. i.

facciansi queste altre de necessaria a favo- le di quest'arte. che Quintiliano parla de' gesti della Chironomia. o contraddire somma pronunziata dall'oratore. ma chiunque abbia studiate le prime lettere. che ad una deteril minata somma sto di computo? Come mai alla ge- può dissentire. Il cere i dubbiosi di questa verità basta riflet- tere un momento può : Quale de' gesti oratorj delle braccia. Questo grave scrittore crel' istruzione ne' gesti di compu- tare per essere l'uso di questi gesti frequentissimo nelle cause. . o delle dita farsi dagl'ignoranti della sia disdicentc Chironomia. se non esistano gesti di convenzione. o della testa. debba in essi istruirsi. l'altro d'un' altra? Osservinsi bene le parole di Quintiliano' si digitorum solum incerto. che non sola- mente l'oratore. aut indecoro gesta a dissentit .. e crede. o delle mani. judicatur indoctus compntatione Fatta questa giusta osservazione per assir curarsi. l'uno significativo d'una determinata quantità o d'un numero particolare.

«piod circulari ( gpstu ) debueris aperire riSj rum vero quadraginta . la ma in oltre può dedurre che conserveranno.22 Allorché tra' colti popoli una qualche arte si stima necessaria alla pulita educazione della gioventù. sono credute incolte e rozze. in cui se la Apucon prende contro il suo avver. parere a qualcuno 3 che voi aveste fallato (i) Apulej. e se Fuso della Chironomia pel computo si continuasse. i numeri col gesto mani perorando contro _. „ voi aveste trenV anni pronunziato P potria . o per la malizia cui egli aveva significati delle . che la ignorano.s" cerli dixisses. non solamente le si è segno del gran conto che di tai arte fanno suddetti popoli. posses videri prò computationis gestu errasse.. 2. qnae porrecta palma. signifìcantur. Vediamo però se ciò sia stato vero. Apolog. ed allorché le persone.. Leggasi la seconda Apologia di lejo. . fintan- to che duri un segno della loro coltura. ea quadraginta : facilina caete- tu diuiidio au^es. sario per la ignoranza.. Si triginta annos prò dedigito. di lui (i): 1 „ Se in vece di dire dieci così rimprovera.

dovendo in tal „ caso aprirsi le dita col gesto circolare . che l'arte della Chironomia non comprendesse questi gesti delle dita per computare? quarto chi non vedrà che la Chironomia era molto di Quintiliano. che la intelligenza.. ed „ essendo questi facili a significarsi mo„ str andò la palma della mano. con cui in quel modo computavano non fosse pubblico gli oratori. .. in cui si perorava? . non sieno questi con le dita dall'oratore nemico di Apulejo? secondo chi potrà mai negare che tali gesti fossero significativi per convenzione? terzo a chi potrà mai venire il sospetto. voi avete ac„ cresciuti d'una metà i quaranta. primo che i gesti del computo.. di cui parlò Quinfatti tiliano. e di a chiare note in uso a' tempi Apule- jo? quinto chi non conchiuderà dalla main niera. A così chiaro testimonio chi potrà dubitare.a3 „ nell'arte di computare. avendo voi però detto anni quaranta. e la istruzione di tali gesti comune a tutte le persone egualmente che l'idio- ma.

si riferiscono alle nozle v zej giacche la stessa unione delle dita. deve disprezzarsi.: E adduce per della. o stimarsi poco un arte abbracciata da tutti quasi gli esposi- „ tori della sacra Scrittura. ma inol- tre nel quarto secolo dell'Era Cristiana da' sacri interpreti della divina parola ci re- stano pure non dubbiosi segni dell'uso della Chironomia per conteggiare. . quam omnes pene sacrae scripturae expositores non mi. Beda parlando di quest'arte di gestire dice 3. or di sessanta. nus quam lifcterarum figuras. die' egli. e tra si profani scrittori ritrova l'usanza.. Le parole Girolamo sopra i numeri di tale molti. S..*4 Non solamente i però in quest'epoca. e l'in- telligenza de' gesti per computare. testimonio quella interpretazione Pacol di rabola della semenza moltiplicata or frutto di trenta. Neque enim contemnenda est parvique pendenda regula. monstrantur amplexi. (j): „ Non. .. plicazione della semenza sono le seguenti: „ I trenta. si „ quali quasi con un blando osculo ab- (i) Beda de loquela per gestum.

rappresenta la i consorte: sessanta sono resi si „ . come . lativi alle vedove . nam et ipsa digitorum conjunctio. manifesta nella depressione del dito su(i) „ periore „. ctens et foederans. in Evang. quasi molli osculo se compie. Come mai S.a5 „ bracciano . ed ove questi maggior- mente ci mostrano la loro più profonda eru- dizione. che per esser tali e trovano angustiate . ed e si il stingono. . e praticata l'arte de gesti delle 5 mani per computare? In Chironomia. mantur. tribolate.. maritimi pingit et conjugem: sexaginta ad viduas eo quod in angustia et tribulatione sint positae^ unde in superiori digito depri. noi mancanti d'idee della letterafi) Triginta referuntur ad nuptias. „ moglie. da altri però per oscure interpretazioni relative alle idee pie e di- vote de' Santi Padri.. Girolamo si sarebbe in questo modo spiegato. Hyeron. se all'età sua non fosse stata intesa. altri Padri del- la Chiesa si ritrovano altre espressioni allu- sive alla le quali lette dagli spiriti superficiali sono state prese per spie- gazioni pitagoriche.

fu un dotto. Chi ce la conservò tutta intiera. una parola. ch'io sappia. e minutamente spiegata. del quale noi faremo adesso particolare menzione. parla de' gesti delle mani per la pronunzia nel ballo. Dell'uso co' gesti di computare però non dice. Quando mai estinguerà la va- na fiamma de' vantati lumi della superficiale nostra coltura? Dall'epoca di S.&6 tura de' loro tempi e li giudichiamo inesatti. di Gesù Cristo. si men dotti. Gassiodoro nel seicento dell'Era Cristiana. ed appena in qualcuno de' più dotti scrittori delle epoche posteriori singolarmente Greci notizia de' gesti delle si scopre la mani per l'uso della pantomima. Girolamo in qua non si trova l'uso della Chironomia. come vedremo. . e rispettabile scrittore del secolo VII.

2?

CAPO

IV.

La parte della greca e della romana Chironomia appartenente a' gesti da computare si conservò intiera^ e perfetta tra' manoscritti d'un dotto autore del secolo VII.
di Cristo.

J_J ultima epoca per

mio avviso,

in cui

si

praticò l'arte di gestire con le mani conteg-

giando, fu poco più, poco meno, come diceva,
il

secolo quarto.

Le barbare

nazioni, che da quel

tempo
le lo-

incominciarono a far valere coll'armi

ro rustiche usanze, cancellarono con altre

molte arti questa eziandio in Europa della

Chironomia,
tre abolite,
si

la quale,

egualmente che

le al-

sarebbe resa per sempre incom,

prensibile alle future generazioni

se

un

in-

signe, e studioso scrittore del VII. sècolo

non l'avesse da' Greci copiata,
rezza non l'avesse
a'
il

e

con chia-

posteri tramandata.

Questo scrittore fu

venerabile

Monaco

±8

Beda

,

il

quale a solo fine di facilitare

a'

suoi

Religiosi l'intelligenza de' Padri, e l'inter-

pretazione delle loro sentenze, relative più
volte all'arte di gestire con le

mani, co-

piandola dagli antichi autori, la
un. suo confratello.

mandò ad
cui Be-

La maniera, con

da nel dedicargliela ha parlato, mostra che
all'età sua era un'arte sconosciuta, e che lo

stesso

sant'Uomo non

la

stimava per altro
all'in-

che come utile istruzione per arrivare

telligenza de' santi Padri, e quale scherzo
erudito: Io
sto

mi

figuro, gli dice, che letto que-

mio libro de Computatione , incomincicmani.
si

rete a giuocare con le dita, ed a fare diversi

gesti con le
Il

fatto però

è,

che Beda dettando

a'

posteri quest'arte de' gesti ci

tramandò
mi-

l'arte della greca
se

Chironomia ,

e che ci

con essa a portata di poter facilmente

spiegare molti tratti, prima creduti inintelligibili
(i) Il
,

de' greci e de'

romani
non

scrittori

(i),

verso di Giovenale per esempio: Atque suos
è possibile l'in-

jam

dexter a computai annos;

2Q

ed

in oltre senza pretenderlo,

Beda

ci

ad-

ditò in qual

modo

si

potesse ravvivare la

energia

de' balli

Greci, e della

Romana
i

pantomima.

Prima che
scritti di

si

scoprissero tutti
si

mano-

Beda, o prima che

dessero alla

stampa,

i

più eruditi Gramatici del cinquei

cento interpretando
scrittori,

Greci,

ed

i

Latini

dimostrarono l'ignoranza, in cui
Il

erano, della Chironomia.
tici

corifeo de' crigli

di quell'epoca

Erasmo interpretò

antichi autori coli' ignoranza degli antichi
gesti a tutti allora

comune: avvenutosi però

dopo con

le

opere

di

Beda

si

fece

un pregio

di

terpretarsi senza queste notizie di Beda. Se diceva?!

tempi antichi a qualcuno, che contava con la demano i suoi anni, era lo stesso che dargli del vecchissimo vecchione, non adoprandosi la mano destra, come vedremo, nella Chironomia che per computare le centinai a: il digitis et ungue callet de' latini per mio avviso allude a quest'arte: la critica di Tullio sopra l'oratore Ortensio, allorché dice ad Antonio Ortensio vi turberà solo col dividere con le dita la causa etc. pare che alluda a quest' arte
ne'
stra
:

;

.

con cui il . e all'occasione prevalgono de' gesti di Beda per interpretare i Greci. il4cil60.il 1000. le figu- accordano puntualmente con re delle mani prescritte da Beda pel computo. I più celebri Eruditi posteriorl'arte dettataci mente hanno stimata da Be- da per quella delle antiche nazioni. . di Plinio usò dell'arte di Beda. per quanto ho letto in certi scrittori . o di Marziale. osservate le spiegazioni degli antichi autori sopra i gesti delle mani nel computo mani. che non l'adoperi all'uopo per rischiarare chità. Gruttero . In vero. o d'altri antichi autori. Lodovico Cressoli . Pareo. benché non mi sia riuscito di ritrovarlo. non trovandosi classico commentatore o di Plinio.3o seguirlo ne' gesti. l'anti34. All'esempio di Erasmo Nicola Smirneo ne stampò un altro. esa- minate le figure delle essi ci di- cono che significavano e l'uno. Wower supponsi gono l'arte dataci da Beda per la medesima degli antichi. Arduino interpretando il lib. s' 3o. Brod. e pubblicò dell'arte descrittaci un ristretto da quel grand'uomo.

che solo sono pos- sibili. ma che nelle passate età vi furono realmente altre usanze. l'antica Chironosi mia sarebbe da' creduti giudiziosi nostri letterati stimata. il un mio talento ingegnoso pensiere. è trovata intiera e perfetta in un abbandonato. come fu l'altra. Per chiudere la bocca alle critiche sopra l'esistenza. e lodandosi dell'autore per acquietarlo . ora con la si sinistra scritti.Si Se io avessi. diverse da quelle che furono a' nostri si tempi immaginate ed applaudite? Quando disinganneranno. accozzando pezzi di testi antichi. altre scienze. e sopra la verità di quest'arte. combinata l'arte di gestire con le mani per computare. che il prender per regola di . benché erudito scrittore.. sti i ge- da farsi or con la mano destra. si sarebbe fran- camente passato a trascurarla.. Per fortuna mia però. come feci per l'arte di parlarsi da lungi in guerra. questa si o per dir meglio della Chironomia. ti leggono in Beda nettamente dei Quando s'avvedranno mai non sedicen- giudiziosi eruditi. altre arti.

sti- . e Latini scrittori. Parlo in questa maniera.Sa . l'elocuzione. e con cui al presente si giudica. alcuni de' nostri letterati. al cattivo gusto. ed alla rovina del giudizio? Se la presente letteraria edu- cazione. e vilipesi da' alcuni letterati del nostro secolo. le sole riflessioni. alla barbarie. buon letterario giudizio i soli pensamenti. ne avrei impiegate le glie nella lezione d'autori a mie ve- gran torto tra- scurati. creduti giudiziosissimi. perciocché es- sendo assai diverso il tono della presente letteraria educazione da quello dell'epoca de' colti Greci. e lo stile delle persone encomiate da tutti in un secolo con- duce spesse volte le persone di studio alla stravaganza. e la storia delle vicende della nostra cultura non pj mi avessero fornito i di esem- da far tacere più arditi moderni lettesi rati sopra la maniera ^ con cui è giudicato da' sedicenti giudiziosi delle opere in ogni secolo. alla mancanza di buon senso. io non mi sarei impiegato nel risorgimento delle abolite arti.

tacen- do con la bocca. e panto- mime. crederanno pura stravaganza ed i il figurarsi. e stravagante pensiere quello di figurarsi. sopra tragedia. ed un De- mostene. ed altri gravissimi oratori. in questo modo per prevenire le ristrettissime immaginazio- ni de' severi. allorché dovessero fare un lungo computo degl'interessi del cliente. Romani . sopra gli antichi balli. non essendo loro mai venuta in menChironomia . ossia del gesto delle mani alla misura armonica dell' orchestra per pronunziare ne' balli le loro poetiche composizioni: succedendo a que- . di- mostrando a' giudici le somme di cui si liti- gava: parlo. te la ricerca dell'antica ossia degli antichi gesti delle mani. i quali dopo mille volumi l'antica letti sopra l'antico teatro. nel rappresentare le azioni de' loro Dei e de' loro Eroi sulla scena in pan- tomima usassero della Chironomia . torno a dire. che un Tullio. parlassero in pubblico co' gesti delle mani. che i Greci. e degli stimati giudiziosi nostri Aristarchi.33 meranno ridicoloso.

prendendo per regola da giudicarne le moderne usanze. i quali più volte entrando negli antichi palagi de' loro Feudi. ove per dar luogo al buon gusto presente relegarono superbi ritratti i de' loro Antenati. Se qualcuno sti si tentasse di pensare de' geo dell' antico ge- dell'antica pantomima.34 sti infarinati letterati quello che succede alle nostre gaje Dame. e per parlare giudi- ziosamente di questa mia produzione tenga ferma la regola seguente. sto degli oratori. ed a' nostri attillati Cavalieri. sto degli antichi abbigliamenti. la quale vedendosi allo specchio non conoscesse la scempiaggine orna- menti. ritrovasse una bella vi fosse Dama Donna de' suoi che guardasse in faccia que' mostri di bruttezza. cioè: Che il buon fin giudizio letterario consiste in provare . e come assen- nata. non potena que' do entro le loro immaginazioni concepire come tempi si . ridono e del cattivo gu- de' barbuti loro Maggiori. abbia pre- sente questo esempio.

de Computatane. e veda se io progli stes- con chiarezza essere stati in uso gesti per pronunziare sulle scene ne' bald'in- della Greca pantomima. JL rovasi in Beda. Prima però cominciare la seconda parte terminiamo quella de' gesti adoperati anticamente dagli oratori nel foro per computare. domandan- do scusa agli accorti letterati di questo lungo. mano sinistra per signifi- numeri fino a novanta. benché non inutile episodio. un'operetta intitolata come detto abbiamo. CAPO De' gesti della care i V. abbia ad evidenza provato delle gli l'uso de' gesti mani adoperato nell' antico foro tra vi si li oratori.35 all'evidenza tutti e osservi se io gli argomenti intrapresi. in .

e Ro- mani servirono per computare. biamo provata vedere. di cui si gli antichi Greci. Noi abla loro antichità . li li do tradotti nel nodella stro idioma pel comodo moltitudi- ne col testo latino in disparte per evitare a' dubbiosi l'incomodo di consultare l'ori- ginale. hanno abbracciati . Per pronunziare curvare il numero i. e gli hanno creduti gli stessi de' Greci. GESTI DELLA o Tavole della seconda MANO il SINISTRA. si ha da insinistra. Restaci l'assunto che ce conservò. copiandoli dallo stesso scrittore. I gesti delle mani pel computo si tro- veranno ne' Rami. Parte Cap. la loro durata: noi i abbiamo fatto nostri più eruditi scrittori gli gli hanno prezzati.36 cui sono minutamente spiegati que' gesti delle mani. V. che la loro uni- versalità. dito mignolo della mano . Io di descriverli con nettezza. e de' Ro- mani.

il (5) Per pronunziare numero 6. il Per pronunziare solo dito numero numero 4- s'alzerà il mignolo sopra il gli altri. e piegherere l'anulare. si fa lo stes- mezzo. 3? indi si farà in zo della I modo. (2. Per pronunziare ìo gesto col dito di il numero (3) 3.) unum. secundum omnino similiter eriges. attaccan- dolo al mezzo della palma. in infiges. qui medicus appellatur. tertium similiter afflectes.. (i) il Per pronunziare numero 2.itidem minimum levabis. alzerete il terzo dito. si ha da (2) piegare l'anulare nella stessa maniera. s Per pronunziare pra gli altri il solo alzerà so- anulare. (6) Gum dicis 6. che si fermi nel mezpalma della mano. tertium nihilominus elevabis. minimum in laemedium palmae artum dicis duo. (4) 5. (1) (6) Gum Cum ergo dicis va digitum inilectens. in medium palmae nxo . Gum dicis 4.) Cum dicis tria. medio dumtaxat. (3) (4. (5) Gum dicis 5. secundum a minimo flexum ibidem impones.

Curri dicis 7. farete lo il chiamato medico. (2) il Per pronunziare Per pronunziare l' numero (3) 9. il alzerete dito misi le altre dita. Per pronunziare stesso gesto col dito numero 8. figerete in mezzo all' articola- zione del pollice (4) DELLE DECINE. rim levatis. medicum. introdurrete il pol(5) il dito di mezzo e tra l'indice. Cum 9. il unghia dell' indice . Cum io. et impudici artus immittes . impudicum e regione coinpones. (4) Cum dicis 8. farete lo stesso col dito di mezzo. . Per pronunziare lice tra (1) 20.38 Per pronunziare gnolo di il numero 7. summitatem pollicis . (5) Cum dicis ao. e solo incurverete modo però che F unghia (1) il fermi sopra la radice della sua palma. (a) (3) minimum solum caeteris intesuper palmae radicem impones. numero io. interme- dios indicis. unguem indicis in medio rìges artu pollicis. più vicino al mignolo.

Per pronunziare pra l'indice il 4°. greco cosi F: Per pronunziare 60. Cum dicis 60. Per pronunziare 70.39 Per pronunziare si 3o. . ungue dumta- illius erecta trans medium indici» artum. ungues do conjunges amplexu.porrete a (2) canto o so- dito pollice. lateri. 5o. Per pronunziare so la curverete l'iadiee ver(3) palma in figura di g. pollicem ut saprà curvatum indice circumflexo diligenter a fronte praecinges. e riempirete vuoto col polsi (5) lice di modo che l'unghia di questo dito veda fuori dell'articolazione dell'indice. farete lo stesso gesto l' col pollice. et pollicis blan- (a) Cam dicis 4°.interiori pollicis . 15' Cum dicis 70. pollicem esteriori artui in(3) star graecae (4) T curvatimi ad palmam inclinabis. farete in le modo ohe dell' in- combacino soavemente (i) unghie dice. vel dorso indicem super induces Cura dicis 5o. indicem ut supra circumfle- xum xat pollice immiso super implebis. indicis. (1) Cum dicis 3o. e del pollice. e l'opprimerete per innanzi (4) della piegatura coli' indice circonflesso. piegherete l'indice il come pel 5o.

si mano vede la ra- gione. so super implebis. i cui gesti esporremo adesso (1) Cum dicis 80. (a) Cum dicis 90. le figure de' gesti da farsi con la mano sinistra. farete che 1' unghia {%) dell'indice tocchi la radice del pollice. . (1) fermi all' articolazione del pol- Per pronunziare Eccovi sola 90. indicem ut supra pollice imraisungue illius erecta trans medium indicis artum.4o Per pronunziare pollice 80. farete . per cui Giovenale alludendo a Necon store disse. brevità. si- Non nistra arrivando nessuno de' gesti della alle centinaja. indicis inflexi ungulam radici pollicis infiges. eh' egli contava gli anni con la destra. colP indice lo stesso gesto che pel 70 il introdurrete però tale che l'un- di sotto in si modo ghia sua lice.

Quindi per pronunziare ioo. 4» CAPO VI. e così (1) delle altre centinaia. significano le centina] a. (1) i Centum in dextra quomodo decem in laeva . pro- nunziano con lo stesso gesto che 20. si fa si con la mano destra il gesto stesso che fece con si la sinistra per io. VJTli stessi gesti già prescritti per pro- nunziare le decine.. GESTI PER LE MIGLIAIA. cioè fino a diecimila. De' gesti da farsi con la destra per pronunziare le cent ina j a. Le migliaja si pronunziano con la mano primi nove nu- destra. e con gli stessi gesti già prescritti parlando della sinistra per meqjt. allorché si facciano con la destra. In conseguenza 200.

42 Quindi mille col si pronunzierà con si la destra i . cui a. (1) Cum dicis decerti millia. GESTI PFR LE DECINE DELLE MIGLIAIA. medesimo gesto che pronunzia con con la sinistra. Eadem prona sed erecta. innanzi al petto. con la palma il le dita verso collo. (2) Per pronunziare trentamila metterete la sinistra sopra il petto con le dita verso il terra. digitis laevam in medio petantum ad collum (a)Eamdem (3) pectori extensamlate superimpones. ctore erectis supinam appones. . si pronunziò con la sinistra fino a no- vemila inclusivamente. Per pronunziare ventimila stenderete sinistra al largo sopra il la petto. appoggiato pollice sopra la carti(3) lagine del petto stesso. Due mila con lo stesso gesto. Per pronunziare diecimila rà la ri. e si collocheal di fuo- mano con (i) sinistra.. pollicem cartilagi- ni medii pectoris immittes.

stesso gesto clie nel la Per pronunziare cinquantamila farete lo numero antecedente con al di dentro. appoggiando però il lo pollice so- pra 1' umbilico. Per pronunziare quarantamila farete stesso gesto.. (3) Per pronunziare settantamila volterete la palma della mano al di fuori. . con la tro. (4) (5) Eamdem supinam faemori super impones. (a) (3) pronae sed erectae Eadem prona laevum faemur desuper com- prendes. Per pronunziare ottantamila stenderete la mano sopra la stessa coscia senza abbrac- ciarla con le dita. Eamdem pronara faemori super impones. (1) palma al di den- (5) Eamdem Ejusdem in umbilico erectam supinabis. (4) appoggian- dola sopra la stessa coscia. ab- bracciandola con le dita. {2) palma della mano Per pronunziare sessantamila collocherete la sinistra sopra la sinistra coscia. ( ) scilicet laevae pollicem umbilico impones. e voltando al di fuori la (1) palma della mano.

(a) appones. . che le decine delle mi- glia] a si pronunziarono con la sinistra. manum in medio pectoris supinam tantum ad collum erectis. (2) (1) Eadem lumbos apprendes Dexteram digitis pollice ad ingni- nem verso. si Quindi per pronunziare centomila con la destra lo stesso gesto fa che si fece con la sinistra per pronunziare diecimila.44 Per pronunziare novantamila metterete la stessa sinistra mano sopra (i) i lombi coli' indice verso F anguinaia. GESTI DELLA DESTRA PER PRONUNZIARE LE CENTINAJA DI MIGLIAIA. Le centinaia co' di migliaja si pronunziano medesimi gesti. e così degli altri numeri.

e confusi questi gesti \ ad osservarsi . de' semplici e delle migliaja. Questa difficoltà è facile assai a sciogliersi. Per pronunziare farà tri il ex. mano. e colFaltra gesto del Potrebbero eziandio a cert' altri parere troppi. non dan- doci Beda i gesti per tali numeri. ^Osservazioni sopra questi gesti di Beda.45 CAPO VII. de' semplici e delle centina- ia. i. il numero sei. Per pronunziare cento e otto si farà il gesto del cento. e del otto. e cosi degli altri. si gesto del io e del e così degli al- numeri. gesto del e tre si farà il numero il mille coli' una 3. Per pronunziare mille. gr.. -L otrebbe a certuni venire in mente la difficoltà di come i si gestisse con le mani per pronunziare numeri composti de' semplici e delle decine.

li. il giudici leggono. si gesti La ragione è evidente: gli stesdella mano sinistra servono nella denùmeri. o con carta: Gli antichi oratori poteva- no presentarlo parte per parte farlo dimostrativamente a' a' giudici. antichi quest'arte? Rispondo. il il resto del discorso dell'avvoca- quale lo sbriga più presto per averlo e molto studiato. o con parole che fuggo- non possono farlo che no. senza che giu- dici avessero bisogno di studiare una carta. perdendo to. sono pochi e chiarissimi. con cui si fanno. e ragiona. e loro occhi con le i figure permanenti de' gesti. ch'è quello di cui noi A Londra.46 l'arte però. a si Napo- ove le cause d'interesse trattano in pub- blico dagli avvocati. se questi vogliono pre- sentare a' giudici un conteggio arringando. ed si avezzati alla pratica de' nostri tribunali . che uomini fatti. agli stra a diversi Quale utile però arrecava siamo privi. Non voglio io però. frattanto che i che poi parla. a Venezia. o studiano conteggio.

47

prendano

la briga d

}

imparare

i

gesti degli

antichi oratori pel conteggio delle cause.
Io

non ho ad altro

fine intrapresa la spiega-

zione di questa parte dell'antica Chirono-

mia che per farmi strada
,

alla
a'

seconda più
nostri lette-

interessante, e per facilitare

rati l'intelligenza di molti tratti de'

Greci

e de' Latini

antichi

scrittori.

Per questa

ragione non mi diffondo più in cpiesto trattato, lasciando
a'

curiosi l'impegno di stu-

diare in
zioni, se

Beda
li

gli altri gesti delle articola-

desiderassero. Per lo stesso
ne' miei

mo-

tivo io

non disegnerò
3

Rami che quei

pochi gesti, che possano servire al gesto
della pronunzia ne teatri. Il far incidere
tutti que' gesti che abbisognerebbero di
fi-

gure intiere d'uomini, e di donne, sarebbe
di dispendio considerabile: Se
si

credessero

queste antiche memorie letterarie di qual-

che utilità,
farsi

i

ricchi

letterati potrebbero

onore d'aumentarli a loro spese.
la

Generalmente dovrà più
te

seconda parsi

della

Chironomia interessarci, ove

48

esponga l'arte de' gesti dell'antica panto-

mima

tanto

da'

moderni cercata,

e

tanto

dagli antichi lodata. Io sono piucchè per-

suaso che eccettuate poche accorte perso-

ne, le quali sanno in mezzo

a'

comuni pre-

giudizi della presente educazione conoscere
il

valore delle arti de' Greci, sarà la Chirodagli
altri

nomia
nelle

disprezzata
il

.

I

barbari
,

invenzioni cercano

difficile

e

lo

straordinario , e dove non vedono un certo

luminoso, ed un certo

difficile,

non

si

de-

gnano

di prestare la loro stima, o di gettare

un loro sguardo. Non siamo noi
ta: I

di questa fat-

Greci certo non furono

tali.

FINE DELLA PRIMA PARTE.

Hanc partem musicae disciplinae mutam appellavere majores: scilicet quae, ore
ci auso ,

manibus loquitur

etc.

Cassiod.

i,

I nostri

antenati chiamarono questa par-

te dell'arte musica mutola, perciocché sen-

za aprire la bocca parlavasi con le
etc. Cassiod.
i.

mani

.

nessuno de' lodatori.SCOPERTA DELLA CHIRONOMIA PARTE SECONDA dell' arte di gestire con le mani necessaria pel risorgimento della greca pantomima. 1\. L'antica Chironomia. e degli approvatori dell' arte di conteggiare co' gesti del- . CA PO I. ossia l'arte di gestire con le mani non si usò unicamente dagli oratori pel computo >ma eziandio dalle persone di teatro per rappresentare quwlunque azione in pantomima al compasso della musica.

e dell'uso che gli oratori fecero della Chironomia\\ ragion vuole che . in- tenta ad altri obbietti più grandi rò il . se ti di si fossero degna- calare dalla cima de' loro gran massi di erudizione al più minuto esame dell'arte mani. ed allo sviluppo di conteggiare con le dell'antica Chironomia] Ma però avendo co- storo o disprezzato. Grutteri.Sa le dita venne mai in pensiero che tale arte i fosse la Greca Chironomia. gli Arduini si i Parei. antichi autori con la dottrina e con 1' arte descritta dal dotto Beda. trascu- nome di quest'arte antica di computa- re co' gesti. dopo d'avere noi putare con le esposti i gesti da com- necessarie prove dimostrative della loro antichità. . Gli Erasmi. della loro durata. ed altri non gli curarono d'altro che d'interpretare . o non curato questo esa- me. della loro universalità. la loro mente. si Quante e quanto belle scoperte sareb- bero fatte da questi uomini versatissimi nella lezione degli antichi. egualmente che l'applicazione di essa all'uso della pantomima.

e dettò alla posterità la parte dell' antica Chironomia. intitolato de loquela per gestitili digitorum. cioè lo stesso scrittore che nel 700. ci copiò dagli antichi eziandio l'altra parte della Chironomia. 53 discendiamo a palesare co' più autentici te. ossia de' gesti delle mani d'uso tra gli oratori Greci. Beda. o come altri lo intitolarono de indigitatio- . appartenenti alla Chironomia Prima però d' innolcrarci nell'argomento prego i moderni letterati a spogliarsi per un momento delle idee della odierna scenica rappresentazione. o mani d'uso nel teatro antico per rappresentare Beda ci dà in un libro de' gesti delle . Greci ne' balil della pantomima : come nome stes- so dichiara.. formate senza consultare gli antichi. e Romani nel foro per calcolare. stimonj la pratica che le persone di teatro tra' fecero de' gesti delle li mani gesti . e delle immagini dell' antico teatro. ed a seguire coli' animo libero di preoccupazioni il filo del mio ragionamento. dell'Era Cristiana copiò dasli antichi autori.

Romano alfabeto un determinato gesto delle mani. con cui i Greci. o co' mutoli.»4 ne. Cipriari- no. Cassiodoro. ed Romani parlavano: Detti gesti vengono le esposti in questa operetta di Beda con lettere del Greco. considerandola forse per un'usanza di parlare all'età di Beda co' sordi. e del Romano alfabeto. come S. le sti La cristiana severità di questo venerabiuomo non ebbe altro fine nel copiare i gedell'antica Chironomia appartenenti al teatro. ora per via storicamente le di eru- dizione esponendo usanze tempi loro. Beda in questa operetta assegna ad ognue del na delle lettere del Greco. ed altri. parlarono ora prendendo de' i pantomimi. de' quali alcuni. che quello che egli aveva avuto nel darci facile gli antichi gesti del computo. i i gesti delle mani. Gli eruditi commentatori di Beda non fecero conto nessuno di quest'arte di pro- nunziare co' gesti delle mani. benché per . cioè la de' intelligenza Padri della Chiesa Cattolica.

ed alla Latina nazione al tempo di Numa Pompilio: dunque il libro di Beda de loquela per gestum digito* rum ziare è copiato da' Greci antichi scrittori. lo convincono queste osservazioni: Primo. che egli la copiava da' Greci autori.55 poca riflessione. che abbia degli antichi Greci scrittori. è facile conchiudere. e per si pochissima erudizione. che conteggio erano notissimi alla Greca nazio- ne all'età di Artaserse. Secondo. Che Beda copiasse quest'arte di parlare co' gesti delle mani. chiunque potrà de- durre. che si faccia sopra questa il operetta di Beda. Noi abbiamo tali gesti pel prima parte provato. ti I gesti per pronunziare descritgli stessi stessissi- nel libro di lui dati Beda sono mi da nella per computare. che quest'arte di pronunziare co' gesti delle mani fosse la Greca Chironomia da' Greci antichi per Fuso delle pantomimiche rappresentazioni. Beda parla de' gesti da pronun- come d'un' arte abolita a' suoi giorni: La prova di questa proposizione è la seguen- .

per esempio. i Latini per essi tro- la maggiore che possono vare nell'applicazione de' gesti del Greco alfabeto. col gesto stesso. sanno applicarli non così i le lettere dell' alfabeto. Per capacitarsi a fondo di questa ragioi ne bisogna sapere. con cui in esso si ritrovano. il quale non ha coli' le lettere dell' ab- becedario ordine medesimo del Latia' no. che Greci ebbero in velet^- ce di cifre da conteggiare scrivendo le tere del loro alfabeto con lo stesso ordine. Latini. cioè a dire^ allora ti i quo- que pariter iisdem praefigere sciunt : gesti per Gre- che abbiano imparaal- numerare.56 te: Beda si trattiene in istruire difficoltà. allora che eglino ab- biano imparata l'arte di calcolare qui et ideo ( co' gesti: parla de' gesti ) inox ut digit is litteris I numeros significare didicerint } ci. . con cui significava- no il numero 3. significavano eziandio la terza lettera del loro alfabeto. dicendo che Greci è facilissima 1' ar- te di parlare co' gesti. e che in conse- guenza avendo eglino avuti gesti da conteggiare.

e tra' Romani oratori. In fatti Beda per agevolare l'intelligenza de' gesti usati da' Greci per pronunziare inette 7 due colonne dell'alfabeto greco. come abbiamo nella prima parte parlato. ac- ciocché s'impari la loro corrispondenza. tra'Greci. A te di qual fine però i Greci destinarono l'ar- pronunziare co' gesti delle mani? Per . e perciò si rende a' Latini ne- cessario lo stadio per sapere l'ordine diverso de 1 due alfabeti. ma la settima: onde i Latini . dice Be- da. Questa è la lettera nell'abbeccedario de' Latini non terza. e latino co numeri da signiiìcarsi co' gesti in mezzo. che Beda copia- va la dottrina del libro de loquela per gestuin digitorum da' Greci antichi scrittori.*7 cioè la lettera y 9 ossia G de' Latini. L^arte dunque di parlare co' gesti delle mani si usò anticamente tra' Greci. si- gnificare G. essendo que- sta la medesima arte antica di calcolare gesten- do di grand'uso. Tutto ciò rende assai evidente . dopo imparata Tarte di computare co' ge9ti non possono col gesto del numero il 3. e la loro corrispondenza.

1. I Greci destinarono l'arte di parlare co' gesti delle mani alle rappresentazioni dell'antica pantomima. promette di parlare con la ) mano.. litt. ) si trova un epi- gramma in cui fatto ad un ballerino di pantomima. Egressus scenam populum saltatoi' adorai. 58 poca erudizione che si abbia degli antichi Greci.. ... Consultiamo gii antichi scrittori.. Osservando il tempo de' suoni delF „ orchestra con . de div. l'articolazione delle sue membra. ( s'aiYatica lib. si chiaramente dice che egli parlava con la mano. ( Nell'Antologia lib. Il ballerino. e. parlando con ) le dita. 3o.. . . Teodoreto dice d*" ( lib. . un pantomimo: In articuìo sonos frangens loqui dìgìtis elabo* rat. Cassiodoro Variar. Solerti spondens prodere verba manti: . 4.. presenta sulla scena.'. clic facendo al popolo rivesi renza. dice del pantocioè mimo: ore ci auso 3 manìbus loquitur . e vedremo in fatti l'uso fattosi della medesima. e Latini scrittori non è malagevole la decisione...

Homo fractus omnibus memmanihus verba expedire. scrivendo contro ]a panto( ) mima. edocet iitteris : aspectum . e di parlare con le mani... . cioè verso^. . quanto quee Lati- sta d'essersi adoperata nella Greca. va- cui sit ars .: ed in altro luogo illa ( lib.. le mani. ... come con certe lettere inse- gna alla vista degli spettatori... Non vi è nessuna questione d'antichità. oculis canorum intuen- Carmen exponit nuasi quibusdam tis . membra. „ sce gli occhi de' concorrenti. mani loquacissime. ) Teodoreto de Spectac. le a dire: Il ballerino è un uomo.. dice parlando del pantomimo: lo- quacissimae manus: . Cipriano de Spectac..59 che. S... et per signa composita . tacendo con la bocca parla con ..che e abbia a favor suo tante... che ha che ha l'arte ( „ slogate tutte le . segni. 4* ) di- ce: manus sensuum . La mano espone con certi l'armonico sti e compo- . ossia istrui. bris si trattiene nel fare questa pittura del ballerino: ... tanto chiare testi- monianze degli antichi scrittori.

ossia ( „ Teleste ritrovò molte specie forme o fi- . o al pantomima fos- più dell' epoca di Pilade. di Cipriano. eccovi le sue parole: Tales. cioè: Tales. multas quoque ge- sticulandi species reperii . festissime declar areni . omnia mani. manìbus . che un testimonio di Ateneo di Ediz. La sottigliezza però de' moderni eruditi all' non potendo negarmi questa usanza d' altri simili. Per convincerli. età di Cassiodoro. Chiunque legga con attenzione Greci. sospettando che l'arte di parlare co' gesti delle mani in se usanza de' barbari. sive Telestes qui- dam gutis saltarteli magister. e di Batillo. Dalechampio ) quale egli copiò dall'antichissimo Greco Aristocle.. traduz. troverà ad ogni passo un nuovo testo per confermarla.6e na pantomima le l'arte di parlare co' gesti deli mani . di Teodoreto. Lugd. e per levarli d'ogni dubbio non altro obbietterò ( loro . e Latini autori. tam ar- ut quae pronuntiaret . e dubiterà che tale fosse teatri negli la pra- tica de' Greci antichi buoni tempi di Eschilo.

: con la bocca un verso.. Io sfido i più perspicaci talenti a negardi verità.. e le labbra aveva proferito. gure ) di gesti con mani così ingegnose.. Per saper deci- .. o delle gambe. o specie di gesti. dice che manifestis- simamente dichiaravano quanto Teleste pronunziava ut quae pronuntiaret omnia.. dichiaravano „ che manifestissimamente . Ateneo parlan- do delle sole mani. non de'gesti degli occhi. o pronunziava le co' gesti del- con questi manifestava quanto era voglioso di pronunziare. ma: nifestissime declararent Teleste dunque ^ gestendo con le sole ma- chiamate da Ateneo ingegnosissime pronunziava or bene: o Teleste pronunziava ni .. e delle loro figure. o de' piedi.o delle braccia. 6i . for- me. o del capo. quanto egli pronunziava .. e dopo col gesto delle mani dichiarava quanto con mani. mi con qualche apparenza Ateneo non parli delle sole che in questo testo de' gesti alla Cliirono- mani appartenenti mia. co' quali s'agisce nel hallo.

dere se
la

si

riferisca, o no

il

pronunziare aldi

bocca, o alle mani, leggasi quello che

Teleste disse immediatamente Ateneo: Aristocles scribit , Telesten Eschili saltatore tu

illam
con
le

sic

artem calluisse
),

(

parla del gestire

mani

ut

cum

saltarci,

Duces
ilìis

se~

plein Thebas obsidentes, res ab

gestas

saltationis gestibili evidenter oculis subjecerit ; cioè:
,,

Aristocle scrive, che Teleste
di

„ ballerino del teatro
,,
,, ,,

Eschilo fu

così

abile in queir arte
ni
)

(

di gestire

con

le
i

masette

che rappresentando in ballo
di

Duci
sti

Tebe, presentò

agli occhi co' gei

y

,

evidentemente quanto
Questa tragedia

sette

Duci aveCapi-

,,
.,

vano operato nell'assedio
tale
i

di quella

,,.

di Eschilo, intito-

lata

sette

Teleste la
sti

Duci contro Tebe ci è rimasta: rappresentò in pantomima co' gela

delle mani, e col ballo.

Venga tutta
gesti delle

repubblica de' ballerini

Italiani, e Francesi a
li

rappresentarmi

co' so-

mani
)

(

o con gli altri,

che

piaccia loro di fare

quanto Eschilo scrisse


in questa Tragedia; sono certo che
si

faran-

no compatire,
tica

se

non

si

prevalgono dell'an-

Greca Chironomia, Venga però un Tecompasso dell'orchestra,

leste che la possieda, e co' soli gesti delle

mani, ballando
nunziarmela,
a
ti
(

al

potrà letteralmente da verso in verso proe

cambiando scena, ed abito

tempo
i

e

luogo, potrà rappresentarmi tut-

personaggi; come dice
2.

Nonno

Panapolit.

Lib.

Dionys.

)

che lo faceva un balleriin vece della bocca,

no usando della

mano

e delle dita in vece della

voce

:

martum prò

ore, digìtos

prò voce: ed

al libro 19. parlan-

do del ballerino Misro, dice

lo stesso scrit-

tore: depingebat gestu loquaci

Titanum

Gi-

gantem, Ganimedis pingebat formarti manibus mutis Versailles digitos movens „ di:

„ pingeva co' loquaci gesti il Gigante Tita,, no, la forma di Ganimede con le mani per
j,

medesime mutole
,,.

,

movendo
il

le volubili

,,

dita

A

chi può restare

menomo

dubquel-

bio, che Teleste di Eschilo
ito

non avesse in

modo pronunziata

nel ballo tutta la Tra-

64
gedia de* sette Duci contro Tebe? Chi può
dubitare che co'gesti delle mani
ziasse
si pronunpantomimi? da' L'argomento però è

novissimo,

e

bisognerà vie più dichiararlo
altri testimonj.

con altre ragioni, e con

CAPO
Tutte
ri

TI.

le

lodi date dagli antichi scritto-

agli antichi

pantomimi, tutte
si

le

descri-

zioni dell'antico ballo delle greche rappre-

sentazioni non

possono ragionevolmente interpretare , senzache i ballerini parlassero co' gesti delle mani, ossia senza la Chi-

ronomia, quale da noi

è

stata descritta.

\^/ualunque gesto significativo
che obbietto non è necessario che
di sua
tri

di qualsia tale o
al-

natura

,

o per convenzione con gli
lo

uomini che

veggono.

I gesti

per se me-

e la grande sua autorità non recasse pre- giudizio al suo mestiere di teatro. I. mentre non faceva altro che dir male de' balli ) l'in- 5 . lodi date a' gesti come vedremo: Dunque le dell'antica pantomima sup- pongono Farle della Chironomia. e che non poteva sof- con pazienza lo strepito degli stromen- dell'orchestra nell'occasione del ballo. e tra' Romani un linguaggio di gesti significativi per convenzione: Questi gesti però si- gnificativi per convenzione tra' Greci erano gesti delle mani. che Demetrio 5 filosofo Cinico a tempi di Nerone disprezzava l'arte della frire ti pantomima. e che { un celebre ballerino forse che il di pantomima temendo credito di quel filoso- fo.65 desimi significativi tra chi. che non possono ragionevol- mente intendersi senza supporre tra' Greci. gli uomini sono poal come detto abbiamo prima parte: Le lodi date Gap. quale da noi è stata spiegata. della dagli scrittori al- la viva rappresentazione dell'antica panto- mima sono tali . Luciano racconta.

ti e racconti ne sono mol- ne' greci scrittori: Le riflessioni. quae facis. Luciao no dice. o ballerino „ non sol vedoj ma odo quanto voi rapparmi che parliate con le . Luciano parla d'un solo ballerino. che io farò su questo. e tendeva delle insidie legava ammendue il sul letto con catene.66 vitas&e ad essere spettatore d'un suo hallo fatto senza nessun suono d' orchestra . e Vulcano che agli adulteri.. il Venere con Marche Sole che lo scopriva. mani . che rappresenta tutta una lunga favola: uno . homo. : Di queste storie. neque video tantum j videris enim mihi ipsis manibus loqui: abbastanza „ Abbastanza. in- noltre gli altri Dei assistenti allo spettacolo con resto di questa favola. possono ripetersi su tutti gli altri. che Demetrio sclamò: Audio.* presentate: j.. . ac- ciocché Demetrio potesse giudicare con imparzialità degli effetti del solo hallo rese il : s' ar- filosofo: il ballerino rappresentò in di pantomima V adulterio te.

nam . (i) Lo tomimo o otto per- stesso dice : Manil. Vulcano. da giova- „ ne Dunque un solo ballerino sulla sei . e sor- presi fosse li lega con le catene.. e gli il stenti: lo stesso rappresenta Sole che a adulteri: lo poco a poco va scoprendo gli stesso tende delle insidie agli amanti. da soldato. turbam recidei in . regem facit et et juvenem „ Lo stes: ) corpo ( del ballerino e fa da Ercole e „ da Venere. da femmina. 5.. 4« ce lo dice espressamente con queste parole parlando della pantomima: pus Herculem desitrnat et et Idem corVenerem foemi. da vecchio (i). da e re e .. Cassiodoro lib.67 solo ballando descrive co' gesti vivacemenDei assi- te Marte. praestat milìtem . da maschio . senem reddit so marem. parlando del panuno. come in altre simili succedeva. Venere. Che il ballerino uno solo in questa occasione. Lib. scena rappresentava co' gesti sone d'una favola. ) solo. solusque per omnes et Ibit per sona s . oltreché Luciano ( non parla che d'uno Variar.

o ballerino. quello che fate Se il presentava tutta sti la favola parlando co' ge- delle mani. come possa presentare si agli oc- chi la favola. quale se davanti eseguisse.. che ci . ... gesti significativi come uno solo narrando co' come con tante lettere ( d'un alfabeto ) la storia d'una favola descrit- ta minutamente dal poeta. Questa idea dell'antica pantomima viene eziandio confermata dall'idea. ed imitando innoltre con altri gesti di azioni esterne quanto le parole significano.. e del vedere relativo agli altri gesti di azione: allora è facile a capirsi . possa rappresentare tante persone. le più brillanti immaginazioni italiane a dirmi il come ciò si fece co' gesti in filosofo Demetrio esclamasballerino non rap- odo. e se ad ogni espressione non faceva con altri gesti di azione quanto ad ogni persona si conveniva giusta l'espressio. non solamente vedo . ne da lui pronunziata allora è ragionevole l'espressione dell' udire relativo alle parole pronunziate co' gesti delle mani.68 Vengano maniera che se: .

) dice d'Hi- celebre pantomimo. gli ch'era in un cantone se il ad alta voce corres- gesto . gli: come uomo sublime grande. essendo questo ficio più proprio d'un gran Generale: Ognuno può leggere questo aneddoto in Macrobio. ballando un cantico. ballerino all'età d'Augusto. o sie- rappresentavano: prova ezian- . Questo racconto prova che no poemi si i cantici. e. o suonatori fossero rego- nella musica strumentale da qualche scritto poema. Domando attenzione in que- sto luogo per dover dire molte cose in po- che parole.e 69 danno zadio lati gli antichi scrittori dell'antico ballo il in musica. 2. lib.. dicendo- che doveva rappresentarlo in atto di l'uf- pensare al bene di tutti. Macrobio las ( Saturn. . che. scolaro di Pilade. con cui aveva dipinto e Agamemno- ne. cujus clausula erat rov pe^ar Aya(ie(ivova. ed arrivando Hilas all'espressione il grande Agamemnon . il quale mai non fu eseguito sen- suonatore. 7. cum can- ticum quoddam saltaret Hilas . il suo maestro Pilade.

in et manu ) leguntur apices rerum. 3. e con gli altri gesti al tem- po stesso rappresentava quanto significava il canto scritto. non scribendo facit quod script nra declaI ravit.7° dio che i suonatori del ballo pantomimico il regolavano col canto vocale scritto canto strumentale del ballo: la natura dell'antico ritmo. ossia del tempo musicale non permetteva di farlo diversamente.. ): Pantomimo vertono igitur assistunt consoni chori diversi* organis eruditi: fune ille manu{ altri Ma ma- nus ) sensuum oculis canorum Carmen expoeaque ( nit. cioè a dire:. formandosi il tempo ritmico dal sillabico. diversi cori suonatori . le il qua- dava il fondamento al suonatore per rego- larsi nella battuta. si onde non poteil va suonarsi senzacbè tenesse innanzi can- to vocale vergato e scritto e notato. Or bene ro suonava in il una scena di pantomima il il co- canto scritto: lo ballerino al i compasso dell'orchestra gesti delle pronunziava con mani. Cassiodoro dice tuttocciò ( espressamente lib.

musica: terzo che si e notata in pronunzia- va sti co' gesti delle mani: quarto che questi ge- erano da altri gesti di azione accompa. e senza si „ scrivere . Queste parole sono convincentissime per conchiudere: primo che nella pantomima ballava qualche si si poema scritto: secondo che suonava una composizione verbale scritta. .. gnati Come mai possono ragionevolmente pantomima senzachè si spiegarsi queste descrizioni scritte degli antichi balli in sup- ponga l'antica Chironomia. e nella si „ no leggono fa le più minute cose.. tutto . tutto quello che dichiarò nello scritto. cioè senza i gesti delle ma- ni con certa leerge di convenzione adoperati per pronunziare come con tanti geroglifici qualunque poema scritto? Supposta quest'arte di parlare co' gesti delle mani tutto riesce naturalmente..7 . 1 assistono al pantomimo quando viene fuori in iscena: allora egli con la mano espone ma- „ agli occhi l'armonioso verso. quale da noi è stata spiegata...

o testimonj apertissimi del pronunziarsi anticamente le parole sulla sce- na con i gesti delle mani. o s'attendano le Iodi dell'antica pantomima. Tutte le controversie degli eruditi sulV antica rappresentazione . riesce facile. o le i descrizioni de' balli fatte da' Greci. CAPO III. v^/uegli eruditi scrittori che parlano della eccellenza dell'antico ballo in panto- mima. e siili' antica storia de'pantomimi si mettono in chiaro 3 supposta la Chironomia quale da noi estàta scoperta . e che suppongono che la preminenza a' degli antichi ballerini rispetto moderni consistesse nella maggiore espressione d'ogni specie di movimenti. si obbiettano molto .7 3.

e presiedere al Nerone le faceva ballo pantomimico entro il privato teatro: ballo da farsi dallo stesso Imperatore cum palla. Tutti s'accordano. a persone principali. . palla uè so cum tunica et che parli di tea- tro privato. solamente ne' balli privati ) Plauto Menechm. 3. Suetonio dice di Caligola: talaribus saltasse. fin al il quale arrivava più volte calcagno. entrata la sera. e de' Latini scrittori. dicono questi eru(i). introduce una persona pregando Menecmo. se. che balli prima di dein porre la veste talare (i) . come dice l'antico autore. ( che la veste detta palla talare ) specie di tonaca s'usasse ne' tragici balli per lo me- no: così dice Svetonio di Nerone.73 serratamente l'usanza dell'antico vestiario in detti balli. ciò si Ne diti ( . le quali ( non fidandosi di quel mostro venivano in palazzo introdotte. ch'era chiamare tre piene di pau) egli solito. ra . detta palla. tuiiicàque talari. convin- ti da' testi de' Greci . creda d'uso.

( de re vest. ridicolosa a ma Roma per altro spregievole e secondo Marziale. ) crede di i sciogliere questa difficoltà vestendo Greci. che per burlarsi di uno dice: tegit Dimidiasque nates gallica palla ballo svaniscono. ) vestiario secondo i Turnebo ri . e. Lib. Ovidio Lib. ( Lib. . et circumdat apatia. Amor: 2: Et tegit aurat os palla superba pedes: 1.prò longae tegmine pallae: 3. . Ferrari Ad talos stola demiss a. Sat. i3. 20.. la qual cosa sarà vera. ed poeti non ci lasciano dubitare che fosse veste talare. Ora aio. e va pro- vando che la veste palla francese non arri- vasse che alla metà della persona. e citaredi. Virgilio dice. e. ed i Romani antichi alla francese. 74 Di questa specie di 28. come parte principalissi- ma de' gesti nella pantomima. subito che Queste difficoltà dell'antico vestiario pel si riceva la Chico' ronomia degli antichi per pronunziare gesti delle mani.. usavano i canto- ballerini.

gambe per la pantomima. da sciogliersi da noi facilmente. o un solo argomento col titolo di ballo.?5 In vero per le semplici rappresentazioni d'una commedia. bastando il gesto delle mani per la pronunzia. ed è questa: Non si nessuno degli antichi una sola composizione. ché descriveremo gli Sulle antiche rappresentazioni hanno gli eruditi un' altra più grave difficoltà. e de' piedi al compasso dell' orchestra. allorantichi balli. E x possibile . e così gli altri. senza tro ballo che quello che corrispondesse alall' armonia regolata dalla metrica composizione non era necessario un tal gesto che ri. Gli scrittori si contentano di dirci che i si ballò da Teleste sette Duci. supposta l'arte della Chironomia^ o de' gesti delle mani per trova in pronunziare. da Hilas l'a- dulterio di Marte: Apulejo parla del ballo del giudizio di Paride: Nonno descrive il ballo di Sileno. come si vedrà più chiaro. ed il generale movimento chiedesse avere scoperte le della persona. d'una tragedia.

era facile l'esecuzione. e nell'azione. comica.?6 che gli antichi nelle tragedie. non alludano mai a particolari componimenti fatti unicamente pel ballo? Nei nostri Libretti d'Opera assegnate si trova in disparte l'argomento del ballo con le parti a' ballerini: tale idea però è assai i diversa da quella degli antichi. Parlandosi co' gesti delle mani. o nelle o nelle satire com- medie. in vece pronunziare con labbra e quello di se- guire nelle rappresentazioni pantomimiche il tempo del flauto. la qua! cosa faceva che tali rappresentazioni si chiadi massero balli pure recite si pantomima: cosa che nelle. e nel passo. quali or da un solo de' famosi ballerini. o satirica composizione . vario dalle ordinarie nostre recite lo di che queldi pronunziare con le le mani . come al presente . prima scritta da' poeti. or da molti usarono di far rappresentare in pantomima qualunque tragica. o degli strumenti nel gesto. non portando altro di. mitologica. trascurava.

ritmo non sarebbe propriamente imitativo. né fare di essa argomento. o Lati- ni necessario altro titolo per le composizioni de' balli. facile a ridursi al niente con la supposta Chirono- mia Quanto abbia dato . leggasi nella poetica di Patrizi. ossia co' numeri: con tutto ciò io non voglio prevalermi di questa nuova interpretazione . saltatores: I ballerini sono anche imitatori col ritmo. come non (i) i lo sarebbe l'armonia. io credo che Aristotele voglia dire. .77 non si cura. che hallei ini imitavano le voci cogestì stessi del computo. e nella sua apologia contro il discorso del celebre Tas- so. Aristotele nella poetica dice: Numero vero ipso seorsum ab harmonia imit antur (i). se nessuno pronunziasse nel ballo. che quello che prefiggevano alle poetiche loro composizioni imitative. che non all'uso della Servendo pantomima i e de' balli gesti stessi che significavano i numeri. Questa imitazione poetica è stata un'altra difficoltà de' nostri valentuomini. o col numero Atteso l'uso il greco. di occupazione Fin- telligenza di questa poetica imitazione. Quindi non fu a' Greci.

78 cantasse qualche metro. che no in iscena essersi vedute e sentite cose. regolata il co' gesti. canto degli strumenti. Supposta la pro- nunzia del metro co' gesti delle mani. Thebas. ed i gesti del balleil rino sono perfettamente imitativi con tutto rigore che richiede Aristotele nella poetica. Prendasi in mano la tra- gedia di Eschilo intitolata septem contro. che non si ritrovano in tutta la tragedia: parliamo d'una in particolare per spiegarci più chiaramente. eseguita al compasso dell' orchestra dal canto stesso pronunziato _. e l'andamento delle più antiche tra- gedie de' Greci. La maggiore però il di tutte le difficoltà è capire senza la supposta Chironomia l'or- ditura. conchiudendo le sue spie per sapere de' nemici: arriva una di esse informando dell'apparato di guerra nemico: Eteocle atterrito dal pe- . I cori consumano una consuppongo- siderabilissima parte delle dette tragedie: in questi sono delle parlate. Eteocle che tiene fa una esortazione a' cit- tadini per difendere la città.

e di cori.79 ricolo esclama il domandando ajuto agli Dei: in- coro dopo poche espressioni di Eteocle traprende solo una parlata più lunga che tutte e due le antecedenti. se si volesse tal quale al dì d'oggi rappresentare. d'attori. che tale condotta di tragedie. Dicasi quello che voglia della forza dell' estro poetico. che si eseguiscono innanzi agli occhi suoi. che il coro allude a cose. Aspicite Virginum Manipulum prò evitanda Servitute supplicem. le rappresenti: non sapendosi chi AuditiSj aut non auditis Clypeorum sonitum? Sonum persemi^ Strepitumque haud unius hastae. Seguita poi il coro con Eteocle in un eterno si dialogo etc. non si rendesse intollerabile. che suppone presenti le cose che possono succedere. . non si può ne- gare. so del fatto si ma il più curio- è.

Il più veemente.Lih.. Aristofane citato da Ateneo dice in persona di Eschilo. Gestus e clioris instituebam ego suos . e dal ravsi vivamento de' gesti delle mani con cui strofica del coro della tragedia di pronunziava.4* Introducendo nelle tragedie greche assieme coro la. Io credo. ognuna di quelle prenderà una forma più regolare. Lib.. e che lo ajutano: Pantomimo . alla quale varie volte egli alluda. ch'egli destinava a' cori la pantomima: i. una parte non indifferente della tragedia farebbe un tut- . che ronomia in queste composizioni. che ballerino della pantomima sono destinati i cori. assistunt consoni chori. che la prima monoEschilo già detta supponga una scena di pantomima. cum primum in sce- nam advenerit al . al Cassiodoro dice.8o La zione perfetta intelligenza per mio avviso delle greche tragedie e la perfetta imita- delle i medesime dipende dal sapere Greci fecero dell'arte della Chi- l'uso. e più intelligibile: ballo pantomimico allora farebbe . scena della pantomima.

attese le lodi. e le de- scrizioni dell'antica pantomima.ai to con le altre parti. ' -Txttesi i testimonj de' greci e de' la- tini antichi scrittori. attesa la facilità d'interpretare le narrazioni degli an* . De' balli pantomimici de'Greci e de'. e come ne' balli s'usasse della Chironomia. qual il cosa pronunziasse ballerino co gesti del- 5 mani in questa ed in altre composizioni. che i Greci ed i Romani fecero della Chirono* mia ne' balli. bisogna trattare a bella posta dell'uso. ossia de' gesti delle mani.Romani: quanti e quali essi fossero. e tutte insieme avreb- bero maggiore effetto. CAPO IV. A dichiarare poi co- me le ciò fosse eseguito nelle tragedie.

I (i) primi erano Acciocché i poco eruditi conoscano quando gii antichi scrittori parlino. e sopra le difficoltà che fin ora trattennero gli eruditi nell'indagine dell'antico teatro.82 tichi balli. e poi con l'autorità degli antichi determineremo l'uso quelFarte. e. nome d'origine indecentissima. Tutti in i balli de' Greci possono dividersi ed in sce- due classi: in balli rappresentativi. e de' pan- tomimi.. è necessario che sappiano i diversi nomi. pare che non si possa dubitare avere (i) i greci. che le diverse provincie della Grecia singolarmente diedero a questi ballerini: I Lacedemoni li chia- marono dsxeXigzss secondo Calliaco Aten. Resta a vedere quale uso di essa facessero ne' balli: Esporremo noi brefattosi di vemente i balli greci. al. attessa la chiarezza che si spar- ge sopra le antiche tragedie. o no de' mimi. balli di salti significanti. ed i ro- mani pantomimi adoperata l'arte di pro- nunziare co' gesti delle mani. come i Tehani vonove$' } altri (p&XoQopoi. tri.rs<. 7. ossia la greca Chironomia. . I Sicioni [iaAXe(f>opos. altri ao(pt<. altri. come que' della gran Grecia tpAiaxas. altri xaSdaXoQ.

a. I balli scenici possono. come nel pittico. . e satirici. I mitici o sacri si suddividono in tanti quanti erano gli Dei. or un mitologico. rappresentandosi da uno o da molti ballerini in gico. lib. comici. e debbono sud- dividersi in tragici. come dice l'armonico Aristide Quin(i) tiliano. . pantomima or un successo traor un comico. (i) Ad haec saltationibus ntebantur provati» cum tam in privatis laetitiis quam publicis Deorum. In alcuni balli mitici o sacri ebbe luogo eziandio la significante Chironomia. e le feste pubbli- che religiose. festis et consultos quosdam cantus constituissent. i secondi per la maggior parte mitici. . . e consigliati per la buona educazione della gioven- tù. In tutti i balli scenici s'adoperò la Chi- ronomia.quod nomos vocabant etc. per cui s'introdussero. cioè destinati alle feste popolari della religione. or un satirico. ossiano sacri. ed in altri istituiti.83 niei . mitologici.

. i eseguirsi con gesti delle mani e da imile tarsi dalle persone ben costumate. e di puro ge- ed introdotti nella greca na- zione dalla ignorante e rozza plebe nelle feste de' loro Dei.84 Noi altrove abbiamo parlato del ballo tragico de' sette Duci di Tebe: questo ed il mitico intitolato Gerone di (i) possono servire e mitici da. Tutti i balli mitici o sacri non erano rappresentativi. on- de la nomenclatura de' balli scenici non deve da noi aspettarsi. trovandosi la maggior parte di questi balli di sto. esempio di que' balli scenici. dovendosi all'atto di eseguirla nominare tutte le pezze dell' antico teatro e tutti i poemi imitativi de' Greci. Tutte commedie e tragedie greche potevano rap- presentarsi in ballo co' gesti delle mani. in cui non s'adoperò l'arte di pronunziare (i ) Il Gerone era un ballo sacro simile ad una delle si nostre più belle contraddanze: si faceva attorno l'altare: la sua descrizione trova in diversi libri. . e di puro salto. I balli di puro gesto. inventati puro salto.

consisteva in pronti e continuati salti: una iscrizione trovata in una statua antica d'una ragazzina. Il Bactriano più lascivo del primo. Il ballo Cernafora diverso dal primo nel- la sonata ni che si ballava.> 85 co' tra' gesti delle mani. con5 sistendo principalmente ne movimenti de' lombi. che dice mille saltantem gressus prova che chi dava più salti laconici conti- nuati era premiato: In ogni salto col calca- gno dovevano battersi sotto Il l'osso sacro. si ballo Pinacide. un nome fu militare: De' balfarne le disonesti non giudico decente descrizioni. battendosi con le ma- certe ben sonanti grattuge: Di questo . furono tra' Greci e Romani i seguenti. Il hallo detto altro dell' istesso li Como assai lascivo. istituito per lo sviluppo del- le macchine de' giovanetti d'ambi i sessi. Il Laconico. nel quale ballava battendo al compasso della musica sonore piatte con le mani.

Il ballo Ditirambico^ in cui si rappre- sentava una nel furto. Il ballo ScopSj in cui s'imitavano certi volatili co' movimenti del collo e della testa. che io sappia.86 ballo trovo qualche cenno nelle usanze bolognesi del 1200. si la mancanza del ma per le paro: le eziandio che danzando profferivano le at- donne qualche volta usarono d'avvolgersi torno un sottil velo. Il i ballerini da vecchi contraffacevano le len- tissime e trascurate azioni di costoro al com- passo della musica. di cui non ci danno idea gli scrittori. e piegavano in . in cui travestiti del corpo. ballo Leotrunculo imitativo de' gesti de' lioni in musica. e col calore del ballo spiegavano. il quale co' salti. Il compagnia di ladri sorpresi ballo L'ignudo assai sozzo non sol per vestiario. U Angelico Il . e con una certa stupidità del movimento ballo Hippogippon.

. in cui con gam- be di legno assai lunghe. Il ballo Gallagogsa. in cui coronati d'edefiori ra e di con una pelle attorno. o pensi dente dagli omeri presentavano in teatro a cantare la canzone Fallica. la quale terminata . Il ballo Fai aforo così inverecondo. che fino le persone più ordinarie si tingevano la faccia con la fuligine per eseguirlo. e contraf- facevano alcuni degli assistenti. assai noto.. e per quanto vedo. Il ballo de Gipponi. e con una veste talare contraffacevano il i giganti: così interpreto io bris di ligneis incedentes memquesto Polluce. e satirizzavano. Il ballo Pirrichio imitativo de' gesti de' gladiatori. 8? mille modi: per quanto vedo dagli autorisi ballava nelle feste di Flora Il ballo Itimbo proprio delle Baccanti. dagli autori destinato al giuoco della palestra con altri balli . allorché parla di ballo. deridevano.

per ripercuoterla. ballo tro ballo dell' Edicomo pare che fosse un almilitare.88 Il ballo ri: i Comastico. sveltezza e leggiadria e ne"* movimenti quando fatti per prenderla. così osservava un certo ritmo con tal decoro. Molti dì questi ultimi balli erano proprj delle persone le vili. benché meno crudele antecedente. ne mai si permisero al- persone di educazione per la loro indee cenza per la loro scurrilità: I flauti or d' una fatta^ or d'un' altra erano gli si strumendurò ti. era eseguito a dovere. molto bensì Ateneo: in esso come se si giuocasse alla palla. al cui suono ballavano.. in cui Mecenate innamorato d'un ballerino. del quale niente Il dice Polluce. chia- . A Roma quest'usanza tìn all'età d'Augusto. e si facessi se questa saltare in diversi modi. uno de' si balli milita- ballerini davano de' colpi spietati fino a ferirsi Il qualche volta. ballo Della palla. il che ballo innamorava gli spettatori.

Fin all'età d'Augusto erano vili. o decreto dell'Impe- ratore la libertà. dando medesimi il il nome e di pan- tomimi. in cui il coro accompagnava sem- pre la pantomima. vedendosi obbligato a far frustare per tutti e tre i un mimo detto Stefanione trona vestita da ragazzo si . che volesse il permettere in pubblico teatro pantomicon Batil- mo. i mimi così che Mecenate per l'amore di Batillo fece levare con legge. come Augusto si fossero schiavi del pubblico. e prendendo nome l'orchestra per i balli mimici dall'usanza delle greche tragedie. pregò Augusto. eb- be a pentire di avere autorizzata a Roma teatri questa classe di persone.9 mato Batillo.8. dopo d' . a cui una Maad ) era prestata. ed esilia- a petizione del Pretore fu costretto re eziandio Pilade ( secondo Suet. come a dice Tacito . e Pilade lo introdussero la moltitudine di strumenti Roma per la esecuzione di questi balli ai mimici. in cui ognuno di poter frustare e battere i si credeva se mimi.

hanno a molti persuaso che l'arte del ballo co' gesti non fosse nota come eziandio l'arte di rappresentare una commedia. invitati dagli antichi Romani. e che al suono del flauto.averlo fatto frustare nell'atrio di casa sua per essersi presa la libertà in teatro d'indicare congesti delle mani la persona che lo aveva sibilato: segno evidente che fin 1' all' età d'Augusto era stata in disonore di ballare co' gesti delle le arte mani tra' mimi per pantomi- persone che la praticavano. Saturn. Liv. che fra la prima da guerra punica questi balli de' mimi era- . i dice^ che dalla Toscana erano venuti primi ballerini mimici. o una tragedia col muto linguaggio di pantoa' Romani fin a quest'epoca. . Gli eruditi. Tit. Dee. mima i. ci modo tosca- assicura in bocca e la secon- Furio Albino. di 2. ben- ché senza imitazione del verso ritmico con iscompigliati moti saltarono al no. la qual cosa è falsa. il che seguendo Suida dicono che mo a' rappresentativo s'incominciasse a Roma tempi d'Augusto. Macrob.

più accreditati an- ticamente che all'età di questo Imperatore. e le ( Matrone credettero. . Della contraddizione certo ne rono. . senza cercare la som) che un poco di hallo ma il perfezione in esso non disdicesse alla decorosa loro educazione. . che perfino gli i fi- de' Senatori. come si soffri- può vedere nella parlata di Scipione Affricano Emiliano. al cui tempo altro non si fece che introdur- . psalterioque . virginibusque quin- gentis . Questi testimonj ed altri molti potevano avere disingannati alcuni moderni eruditi per riconoscere i halli più antichi che l'epoe ca d'Augusto a Idioma. mici essendo stati di disonore prima di Augusto per molto tempo. come veduto ab- biamo. Bisogna però che governo dopo screditasse questi halli mi. . eunt in ludum saltatorum virginesque ingenuae inter cynaedos pueri. . ove dice: do? centur praestigias inhonestas cuni cinaedulis } et sambuca.9 l no così applauditi a Roma. plus medius fìdius in eo ludo vidi pueris .

Dalla narrazione. ossia delChironomia. cambiando abito rappresentavano tutti ciò si i scena.re in pubblico teatro coli' apparato dell'or- chestra la greca pantomima. Tra' Greci si la adoperò quest'arte in tre diverse maniere: presentando in un'intiera La prima maniera fu rapballo di pantomima tutta o commedia tragedia. personaggi: come eseguisse lo lascio all'indagine delle brillanti immaginazioni degl' Italiani più di me pratici di teatro e di ballo. dal numero e dalla sette si qualità de' balli greci pire. La secon- . e delle commedie di Terenzio a due flauti: in queste occasioni uno o e due ballerini. essendosi tra essi seconla greca tra- do Ateneo rappresentata tutta gedia i Duci da Teleste in pantomima. e col rigore del ritmo e del metro nel modo stesso che si era usata tra' Greci . così si conchiude del ballo di Teleste dei sette Duci contro Tebe. può facilmente ca- come anticamente s'usasse dell'arte de' gesti delle mani significativi.

pag. Sa- tura. di 145. a cui possa moderna or seria . ( cui parla Luciano ( m. di cui parla Macrobio o Lib. l'altro. il moderno teatro potrehhe vantarsi di essersi messo al pari dell' antico.93 eia maniera . ove un solo ballerino rappresentava il tutti gli Dei: Tale fu ballo di Ajace. ) d'Ercole furente. e rappresentato con le altre esterne azioni fatte al compasso dell'orchestra. o del- Questa terza maniera è l'unica. . ed il moderno teatro imperfetto. o Luffa. la nostr' Opera puerile in mezzo alla sontuosità delle decorazioni. in cui si adoperarono i gesti delle mani significativi. fu rappresentando o di in ballo pantomimico un'intiera favola nuovo fatta. Fin tanto che ciò non succeda. or comica. i nostri balli saranno insignificanti e senrassomigliarsi l'Opera za effetto. ): Tale fu a. Se ne' nostri halli di pantomima si continuasse l'argomento dell'Opera pronunziato in musica co' gesti delle mani. o tolta da Omero. La terza maniera fu intrecciando una molte scene di pan- tomima (1) (1) con le altre delle tragedie. il o da qual- che antico poeta: Tale fu ballo da noi al- trove esposto dell' adulterio di Venere con Marte.

Latini stettero molti secoli circoscriti entro limiti della comica pantomima. o mitologiche. che occhi degli spettatori mano del ballerino esponeva l'armonioso canto agli : tunc ili a manus sen- suum oculis canorum Carmen exponit la pan- Tutte queste tre maniere di lare tomima I ti tra' Greci o erano tragiche .. o comi- che. 4- Var. ) parlando di questo arla gomento dice espressamente. Gassiodoro ( Lib. o satiriche. che già da quel tempo delle mimi adoperassero i gesti mani significativi nelle mimiche rapi . ballo dilettandosi molto del ballo di salti insignificanti. Il trovarsi in Plauto che il si eseguiva in veste talare mi persuade. commedie cantabili in queste occasioni la scena muta si destinava ai cori: il ballerino esponeva coi gesti delle mani tutto il le : canto al coro destinato. accompagnandolo co' al movimenti imitativi stra: il compasso dell'orche- canto del coro era puramente stru- mentale: l'attore della pantomima lo pronunziava co' gesti proprj della Chironomia.

95 presentazioni . harmon. et Piladem. ( maraviglia Lib. benché con ritmo tanto che Aristide Quintiliano a. dice Ateneo in bocca d'Aristonico Hunc Batillum . ) Aten. di nazione Alessandrino. lo dice a ). ione in constituisse ex comica quae vocatur cordax. ex tragica qnae . e satii. come ce ( chiare note Ateneo di Lib. e non piaai già cendo tanta popolo. ) delle sorprendenti lodi. Deipn. con cui l'onorò Cicerone ne' libri della blica. Batillo favorito in- Mecenate. Lib. cioè all'età Augusto. i. italicam sai taf. il Batillo e Pilade rono ballo italico. trodusse su la scena romana per la prima volta in pubblico teatro il ballo della tra- gica pantomima al coli' orchestra. il unendo in una stessa secondo che : rappresentazione rico de' Greci. ed viziati Romani inventa- severità. Poco di Repub- tempo dopo Roscio. ( tragico. che a Roscio non incominciasse la favola eroica a mettersi su le private scene in pan- tomima. e mi fin si rende Credibile. comico. inquit Jristonicus. si infelice.

I Greci per ognuno de' balli de' tre ge- neri separati avevano scene ed ornati cor- rispondenti. e tre archi l' una per persone tragiche. come dice Vitruvio I al Lib. 5. Allora fu quando crefosse dettero. atque satirica quae sic-- cinnis appellatur'. e la terza per satiri o per le vili persone . . che la pantomima scenica si arrivata alla sua perfezione. Romani rimescolando scene: Quindi i tre generi in uno.. non avendo nella scena. trare i 1' altra per escire ed eni comici. 96 dicitur Emelia . come gli ebbero per ognuno de' generi di rappresentazione. o vollero gli eruditi far credere a' posteri. con tanta ragione però con quanta pretenderebbe che l'invenzione della tragicomedia avesse condotta l'arte teatrale all'ultimo punto di perfezione. rimescolarono eziandio con minor effetto le venne eziandio qualche differenza di costruzione ne' teatri romani. ed i i Greci che vi agle una porta Romani : giunsero tre porte.

quid mandaret Jupiter nutu significatis. e si gli attori all' conchiude dalla sua descrizio- ne . e dice con questa chiuderò pre- sente capitolo Parla egli del ballo di Sile- :. io.) ci descrive le . 7 . ) ci dà un'altra descrizione interessantissima della maniera. Nonno con cui ( Lib. tempo si eseguiva io il ballo in il pantomima. malumque bracteis inauratimi dextera gerens .qui : Paris videbatur . Protinus gradus scitule rcfcrens. porri git . Il cornuto Sileno facendo segno „ con la sua erudita destra. e con spectu face ssivit ctc. Dionys. intimò silenzio. che i ballerini erano molti. con cui erano vestiti età sua. (1) { Apulej : in modum Paridìs . rio E poi contraffacendo Mercuun altro ballerino. scene del ballo pantomimico di Paride e la maniera.. dice is saltatone procurrens. al suo e . e alla foggia delle persone rappresenta- che le scene erano simili alle più bel- le de' nostri teatri (i). e che vesti- vano te.9? Apulejo ( Lib. ei . Metam. 19. pulchre indu- siatus adolescens etc. no. phrigiique Pastoris ) parla del ballerino che contraffaceva Paride bar- baricis amiculis humeris defluentibus .

. (2. co' piedi incrociati. e battendo pavimento con un piede. do velocemente la persona. sando un ginocchio In terra... et in aera : mìttebat oculos interdum pedcs pedibus innectens interdum separans alterna arte . „ e lo faceva girare (2) . j. prendeva maggior dito dell' „ altro piede con la mano: altre volte fis.) Chi non Lib. e tenenil dosi dritto . solo insultans . il si lanciava in al- „ to. destro piede. multum volubili* . o incrocian„ do le coscie.. 98 ed incominciò con gran salti ad alzarsi „ da terra.. e fermando . di pesanti ginocchia egli fosse ) alzava il ... ): Hoc ma- nti erudita texens dexteram cessare fectt: multimi autem saltante pede . sia contento della mia corniger Silenus Nonnus ( cit. alteraltre volte giranil nando queste posizioni: . si alle volte co' piedi separati lanciava in alto... obbligando gli occhi degli spet„ tatori ad alzarsi parimenti all'aria: alle „ volte . piede sinistro da una banda senza storcerlo. rcctus impe: ctus vibrabatur volubiliter: pes dexter firmus sta- . vibrabatur interdum. b. e piegando le mani benché ( . ex terra tollebatur . alzato sopra gli „ omeri . .

pedis rectum impetuni habens . ncque flectebatur ^alterius pedis tura tenens. sinistrum pedem tustulit a latere ethumero elevans volutim. sono state da me per- ciò in quel singoiar modo interpretate. osservando. onde quelle pa- manu erudita et e. che dice Marziano Cappella. Silenus genibus gra vis .traduzione si 99 provi a dare all'originale una gli maggior chiarezza. - . ne' quali balli per altro si dal suddetto testimonio conchiude che si molti altri movimenti proprj de' ballerini mescolavano nella rappresentazione. aut summum dici. bat .collatis manibus aut foemora complicata extendens . Non- no visse nel V.Trad. secolo dell'Era Cristiana. tempo della in cui secondo gli altri autori da noi più volte citati si parlava con le mani ne'balli pantomima. il come dito salutare della role mano destra. gemi flectens . piegavano an- tichi per intimare silenzio in teatro. lat.

14°? come altrove abbiamo riferito.IOO CAPO Quanti j e V. dotto Beda dopo d'averci . espode' loro balli . nel li- bro de indigit atione pag. qualità ed numero non dichiarata eziandio la maniera con cui si adoperò la Chironomia la . spiegate le i figure ed i gesti delle mani. ci resta altro il da dimostrare che natura ed numero pronun- de' gesti appartenenti alla scenica zia delle Il* mute rappresentazioni. diede le lettere del i greco alfabeto. ni tra' Greci A con le rovata resistenza dell" arte di gestire mani per le rappresentazioni panto- mimiche ste le de' greci e de' il romani teatri. con cui Greci ed i Romani computavano ci nel foro. quali fossero i gesti delle ma- per rappresentare nel ballo della pantomima qualunque composizione. e del latino eziandio con numeri ad ogni lettera d'ambi darj corrispondenti : gli abbecce- La sua spiegazione ci .

101 ha risparmiata la molesta fatica di cercarli. o d'indovinarli con la lezione degli anti- chi scrittori. ciò non leverà la sostanza dell'invenzione: gli basta che dare * si convengano fra loro uomini nel Que- ai gesti j medesimi e oli' il significato. e co' gesti ad ognuno de' numeri. e ad ognuna delle greche lettere corri- spondenti. . perciocché sapendosi per opera di lui i gesti che ad ognuno de' numeri corrispondevano nel computo dell'arte chiro- nomica. ed esposto ch'esso chiunque il delle lettere dell'alfabeto: onde dato da noi il paradimma pel di sia. Eccovi 1' alfabeto greco co' numeri latini. sarà facile a capirli. * Le lettere latine sono state da me aggiunte per far vedere come al si possano gli antichi gesti accomodare nostro alfa- beto. ed il disegnarli ristabilimento dell'antica pantomima. Vedi Rami appendice in fine dell'opera. Se altri gesti piacessero più. dalle lettere ad ogni numero da Beda assegnate significativi de' si capiscono subito i gesti numeri espressivi d'ognuna Beda.

o per provocare. copiandoli da' greci scrittori. Dal paradimma surriferito si i vede la ragione . nel greco alfabeto corrispondono alla loro terza lette- ra v\ cioè G: non trovandosi però cbe nel settimo numero tera e nel settimo gesto la let- G tra' Latini. o per applaudire. e forse per altre compendiose espressioni. ed denti numeri : corrispondi li noi il non abbiamo libertà libro di cambiarli atteso Beda. concioesiachè il terzo numero. per cui Beda disse cbe Latini abbisogna- vano di sapere la che passa tra to il corrispondenza diversa il greco ed romano il alfabe- per intenderli. questi per dire e G dove- vano prima sapere qual numero. gesti greci quale de let- doveva rappresentare quella tera.ioa sti gesti delle mani supponevano i le rispetti- ve lettere del greco alfabeto. cbe ce trasmise. I Greci per applaudire drizzavano le due di- . i Oltre gesti suddetti se ne osservano al- tri ne' latini e greci scrittori o per intimare silenzio. gra. come altrove abbiamo insegnato. ed terzo gesto ex.

altri distanti. de nupt. philol. . Oraz: Crispinus minimo me provocat. si filologia dice: .io3 ta indici delle .. Per provocare l'avversario te le altre dita . Per intimare silenzio sten- deva mano destra.: aliis distantibus I i atque indiciLatini a quepollici bus digitis applaudentibus : sto stesso effetto drizzavano d'amsi be le mani la (1). due mani. raccolto verso la palma della mano l'anulare. gli Romani.applaudivano con >.. 19. . secondo Ateneo: . (1) OvSiZ-. piegato salutare .. Dionys.VulgusutToquesuumìaudahatpolliceludurn. : dito . dice le di- ta indici. Quidam redimitus puer ad ( compresso digito salutari. presentò un ragazzo incoil ronato intimando silenzio.) Silenus erudita texens dea tram cessare fecit .. secondo Marziano Cappella. eos . silentium commonebat manu Nonn. e Nonno nel testo già citato ci dice. piegamostravano alzato il mii gnolo. . che Sileno con mano erudita il intrec( ciando la destrafece cessare ) parlare. il quale parlando delle nozze della ....

che tra'miei leggitori si trovasse uno solo di così fredda ed incolta im- maginazione. Passo a fagli altri re qualche breve riflessione sopra gesti del corpo adoperati nell'antico teatro. lì on vorrei. Delle figure ritmiche. . più di me dotti. con cui da' ballerini i gesti dell' alfabeto si accompa- gnavano. CAPO VI. Altri uomini studiosi. più abbondanti di comodi e di libri potranno vedere di più. che ro altro i si figurasse. e troveclassici testimonj ranno più pel ristabili- mento di questa smarrita arte. non facesse- greci ballerini in teatro fuor che parlare con le dita agli spettatori.ic4 Eccovi quanto io ho potuto scoprire sull' antica Chironomia.

termina. 4 1 - ) parla di queste figure ritmiche. io5 Non le sorge e spunta così vaga la rosa tra verdeggianti ed in varie forme intralciaogni carattere te foglie.. ed in termini chia- mati segni . quanto appariva cliironomico tra le figure ritmiche. con le braccia. nel balgnu appellantur : . Aristide Quintiliano nel primo e nel se- condo libro della musica ( pag. in cui si .. che lo precedevano. e che l'accompagnavano nel si Le figure ritmiche facevano con la testa.. lo si divide in figure. pag. e dice: rithmus dividitur tum figuris y tum harum terminis . ballo. qui et siil ritmo. . o il da molte assieme esercitarsi: di presentare al vivo in azione gli oggetti col canto significati. e con tutti que' gambe.in motu: vano.. 32. co' pie- movimenti. con le di. cioè. che possoloro fine era no da ognuna di queste parti del corpo. e de' segni o caratteri dell'alfabeto. La natura farsi co' cesti di queste figure e ritmiche da con le azioni e movimenti . „ .

o di il gambe. come le lo era il suonatore nel pizzicare corde della cetra^ e nel pettinare col plettro la lira. o dell'orchestra: non poteva pas- seggiare. . nel numero. Chiunque abbia idea della greca poesia potrà farsi una giusta idea della severità dell'osservanza de' tempi ritmici del greco ballo nel fare le figure ritmiche. di piedi. che con quello prescrittoli dal compositore del- musica. di cui parliamo. che doveva arrecare un gran diletto ne' balli. e nella durata d'ogni gesto. o con altr' ordine. come a lui piacesse. o altri giuochi di braccia. io6 personali era tale.. la o di calarla. di trattenersi in fare delle capriole o de' salti. In forza della natura de' piedi dell'orchestra il ritmici ballerino non era padrone . la scena. fiato: fin che glielo soffrisse la forza o la non era libero d'alzare più volte gamba. dandi corrisposta do solamente qualche indizio agli strumenti sul fine egli della loro battuta: era legato nella qualità.

essendo questo necessario per rinovare l'antico ballo Non trovando però cbi voglia agevolare la stampa di due tomi sulla greca musica . del busto. . che al giorno d'oggi eziani nostri buoni ballerini regolano i loro salti. ode' greco poe- piedi doveva fare de' piedi ritmici per com- piere una figura nel ballo.107 Il ballerino co' movimenti della testa. come il ta doveva fare de' piedi metrici per formare un verso del canto. il Ma chi non sa. che nostro ritmo il ( se tale può da nostri chia- marsi piccatiglio delle note e del ) tempo della loro battuta non è da paragonarsi (i) con quello de' Greci antichi? (i) Io della Chironomia non voleva dare alla stampa prima di pubblicare la scoperta le mie sco- perte sull'antica greca armonia e sull'antico ritmo. delle gambe. . Quanto squisito doed alla ragione! si veva essere un tal lavoro! quanto gradevole agli occhi Né mi dio i dica. le azioni tutte al compasso dell'orchestra. loro storcimenti. mi sono risoluto a dare alla luce prima questa operetta di poco volume e di poca spesa. delle braccia.

conver- to le sillabe ed tiva i i tempi sillabici in ritmici. che dovevano si suonarsi e ballarsi: questi versi costrui- vano significantissimi. come crede oppor. ed i piedi metrici in ritmici: onde come l'architetto prende il piano con pure linee marcato. e con tal ordine di il sillabe e di piedi. tuno all'azione rappresentata osservando il tempo I dell' orchestra. il quale era differente secondo la di- versità degli argomenti o delle composizioni. e sen- . Il musico poi prendendo per fondamenpiedi del metro. danza. gestisce. egli ha fatto il suo dovere . come a lui è parso dell' conveniente pel contrappunto orche- stra. o divi- ha ripartite entro battuta le sibile note. egli non ha altro da fare. e quando un ballerino salta. e per la espressione del ballo. serio. Greci non fecero ballo scenico.io8 Quando un maestro stri di cappella a dì nola semplice. o rappresentativo senza avere prima innanzi agli occhi i versi scritti . quale richiedeva me- tro.

in simile modo i il gre- co musico dal piano de' tempi e de' piedi disegnato dal poeta innalzava tempi ed i piedi ritmici. sti- mandola troppo tici. sull'anti- co ritmo. e sulla maniera con cui i Greci lo notarono: So.109 za distaccarsi da esso innalza un vistoso e molto ornato edificio . variando ed ornando ogni sil- laba ed ogni piede secondo bietto rappresentabile . 1' azione. difficile ed imbarazzante pel ballo e pel canto: So. che altri puri pra- contenti degl'insignificantissimi perio- . hanno infiniti pregiudizi sull'anti- ca greca musica. o l'obil a' quali ballerino il doveva ne' gesti accomodarsi. che alcuni maestri di cappella. che questi sono sprezzare l'arte metrica e l'arte soliti a di- ritmica. igno- ranti affatto della latina e della greca eru- dizione. e delle moderne note? So. Sarà nostro i ritmo da paragonarsi col greco? saranno nostri più bravi ballerini comparabili agli antichi? ha somiglianza con la greca precisione la libertà de' moderni ballerini. sull'antico canto.

un pazzo. e delle sei- miatiche nostre pantomime. dopo che li fece. un impostore . o quello che accadde a' Missionarj delle Filippine. allorché per fabbricare la loro abitazione domandarono se vi era del gesso e della. ed al sentirsi a parlare de' forni di mattoni che dovevano farsi. un diavolo.I IO di delle loro cantate e sinfonie. uno stregone. delle pietre da tagliarsi e ripulirsi. calcina. e de' selvatici salti de' nostri tirsi moderni halli. I montanari delle Filippine. allorché parlava coi Chinesi della fìsica sperimentale europea. Parenin. e del disegno su cui doveva innalzarsi: Oh cose inintelli- . che succedeva a Peckino al celebre P. Chinesi prima di fare gli sperimenti fisici credette- ro Parenin un milantatore. abili nel fabbricare le loro case col legname e con le canne incrostate di fango. ridono al sene simili arti: lodare i Greci in queste succedendo in questo genere agli eruditi quello. allorla notissiI ché tentarono d'introdurre colà ma nostra arte dell'architettura. risero de' Missionarj.

Ili gibili? esclamarono: cose impossibili! cose i superflue a fare una casa per Padri! o al- menoj a se possono eseguirsi. siete capaci di eguagliare perarli . musici rosissimi: voi altri. o forse di sui se però gli eruditi ed maestri sa- pranno presentarvi nel suo vero lume l'antica arte. spingendoli al ravvivamento delle gre- . per comporre con un'arte in specie diversa dalla moderna? Non si è forse arri" vaio a dì nostri nell'Europa a ricevere con plauso tre dissertazioni. dell'antico ritmo. dell'antico ballo. Greci. e suonatori valoi come i ballerini. come assicu- rate. il Non è forse tale linguaggio di molti musici si pratici. Io non mancherò d'impiegare i le mie veglie almeno per suscitare conia erudizione bravi in- gegni di costoro addormentati. allorché a costoro parla della gre- ca melodia. in cui pregiudizio il si tratta di dar fede a' greci scrittori in questa parte? Perdonatemi. infinitamente imbarazzanti! ma alfine poco a poco vennero a disingannarsi.

con cui. Contentatevi che al presente vi accenni unica- mente i piedi ritmici. con cui i ballerini ac- compagnavano sarebbe gesti delle mani? Forse non difficile il il contentarvi.I 12 che arti disprezzate: pubblicherò i miei ragionati sperimenti sulla greca armonia. e provato. Io vi ho fatta co- noscere la perduta Chironomia. e col mezzo dei quali. e con gli sperimenti tra- dotto alla moderna nota. termine era il segno della mano. come al presente lo faccio sulla pantomima e sul ballo. i Descritti già rio caratteri dell' abbecceda- da farsi con le articolazioni della dita. io vi ho disegnati se 3 si i gesti delle mani: bramereste for- che io in tanti rami incisi vi presentasi le figure ritmiche. ma sareb- be imprudenza presentarveli senza far precedere un trattato stampato sul ritmo de' musici greci. si come ccn ed il tanti elementi d'un alfabeto. come dice Cassioc^o- . e le mie osservazioni sul greco ritmo appoggiate ai greci scrittori. costruivano cui le figure espressive de' greci balli.

il ognuna delle dita fuor dell'indice corpo umano dall'alta cima . indicando elementi. le gambe ( comprese le coscie. restaci a dare un'occhiata agli altri movimenti della testa. degli occhi. de' lombi. come . delle braccia. In tale divisione pare alle Greci avessero avuta attenzione tre articolazioni. I movimenti de' greci ballerini o si fa- cessero con una di queste parti del corpo. Diciamo. gli e de' piedi.n3 ro altrove citato. di cui le figure i del baliosi componevano. lis il ballerino ) ( sensuum ocuesponeva agli canorum Carmen expouit il occhi canto scritto pel ballo. o con molte assieme. ). che può ogni parte pieghe- vole fare nel gesto: le braccia. punto nella Geo- metria che i indivisibile . e con cui ti movimen- ed i gesti di queste parti del corpo dove- vano mettersi in opera. delle spalle. erano inforza dell'antico ritmo divisibili in tre grandezze: la pri- ma za il doppio maggiore della seconda: la seil conda si doppio maggiore della terza: la teril considerava. delle gambe.

. manibus verbo. expedire le . che ballerini si servissero per fare le figure ritmiche di tutte e tre le articolazioni d'ogni membro del corpo. cui ars . con cui si regolava l'orchestra nella durata de' suoni.. Le grandezze de' movimenti erano relative al tempo. . avenil do un dotto greco scrittore definito ballesit rino homo fractus omnibus membris. è un uomo. dice. e sopra quanto dico del ritmo.: 14 della testa fin alla punta delle dita de' pie1 di si può piegare il in tre luoghi differenti: Se- condo testo antico da noi altrove citato i pare in fatti. ( an- durate l'una doppia dell'al- i ) Unendo queste diverse grandezze vimenti si de' mo- costruivano i piedi ritmici col ge- i ) Piego i Giornalisti a sospendere le loro critiche sopra questa parte delle figure ritmiche. divisibile ch' esso in tre tra.. e sa parlare con le mani. te. il ballerino._. .abbiano pazienza. finch'io non stampi le mie scoperte ed i miei sperimenti sulla greca antica ( musica -. che ha membra sloga- .

) e Marz. doveva parimenti dividere la sua figura di gesto. o più. componevansi questi piedi incomposti . i pie- Or dunque rimescolando con la legge del ritmo. che chiamerò grandi. e piccioli nel combinarli per fare di. entro i quali si faces- sero con leggi ritmiche e piccoli la movimenti grandi. 1' ) . ci si divise in La battuta Gre- molti battere ed in molti le- vare. mediocri. i. ed ballerino allora.u5 sto o gesti. come Aristide Quintiliano ce la spiega. Un piede ritmico non faceva ritmo ne fi: gura ritmica: due almeno erano necessarj alle volte entro la battuta si collocavano tra' fin a quattro piedi. seguitando orchestra. In ogni movimento doveva considerarsi battere ed il il levare. metà de' grandi o la quarta par- te de' grandi. 9. questi movimenti di ballo grandi e piccioli. Cappella ( lib. come espressamente lo dicono Aristi- de il ( lib. e si unendo alcuni di questi piedi faceva una figura ritmica nel greco ballo entro ogni battuta. .

il più picciolo nel leva- re: un altro nel primo Jambico. due piccioli moti nel Trocaico. levare.u6 o semplici nel greco ballo . battere: un altro solo picciolo nel levare. . levare. gli stessi del rit- mo musicale de' Greci. mediocre nel battere: altro simile nellevarr. uno grande nel batteAnapestico pel re: due mediocri nel maggior moto. il moto più piccolo nel Proceleusmatico battere: altro simile nel semplice. Spondaico semplice. due mediocri nel batAnapestico pel tere: uno grande nel moto minore. battere: un altro nel secondo battere. levare. uno grande nel battere: altro nel levare. Proceleusmatico composto.

/ . . e della moltitudine delle figure ritmiche. Non m'impegnerò a spiegare in questo luogo queste figure ritmiche. Spondaico maggiore.j levare: quattro piccio( li nel battere.117 i quattro moti piccioli Orzio. ( due moti grandi nel battere: due grandi nel levare. che gli ( Eccovi oltre i gesti per parlare con le dita la ) ren- devano espressiva e dilettevole greca pan- tomima. Fermiamoci per adesso unicamente nella Chironomia. (neir alzare: otto moti l piccioli nel battere. . otto piccioli moti nel I Trocaico semanto. poiché dell' questa spiegazione richiederebbe quella antico ritmo e sue leggi. ossia ne' gesti per parlare con le mani. . / 1 elementi degli antichi balli.

Ihiuso Gì solo entro un palco qualche in teatro vol- ta mi sono trattenuto dopo d' aver letto ni non poco dell'antiche rappresentaziola contemplando ed esaminando e de' balli in natura del celebre spettacolo della nostra grand'. nemici della pulita civile educazione: non .ni CAPO VII Della imperfezione della moderna p antomi?na per mancanza dell' anticaGhironomin. pantomima che mie l'ac- compagnano: Il risultato delle teatrali osservazioni. riempirebbe un grosi volume: a fine però di non trattenere leggitori con idee aliene assai dal presente argomento parlerò unicamente delle osservazioni da ballo. fatte in questo agiato e repli- cato esame dell'Opera so . Opera. me fatte su la pantomima e sul Non dirò niente degli sconci e puerili gesconosciuti nell'antico teatro e sti de' buffi.

ma piuttosto imitati- vo de' merlotti che delle intonazioni. che affoga e ci lascia sentire lo schietto gli canto vocale de- attori : mormorio armonico contrario non al solamente greco stile . attesa la natura de' gesti con si cui eseguiscono. lodato e premiato. attesa intrecciano cogli at- l'usanza con cui *ti balli &' dell'opera.ii9 parlerò di quel romoroso armonico mormonon rio delle nostre orchestre. acciocché gli sviscerati amatori del moderno teatro non stimino questo . umane armoniche al- Esporrò unicamente. ma eziandio alFef- fetto della rappresentanza teatrale: non mi tratterrò in descrivere il perverso gusto di quel canto gutturale de' nostri soprani. come ho detto. con cui niente to si pronunzia con ischiettezza tan. timenti Ragioniamo intorno a questa mia proposizione. si si prova che l'Europa tut-r torà trova nell'infanzia de' teatrali diver. Attesi i compositori di que- sti balli della nostra i pantomima. cuni miei riflessi sopra la nostra e pantomima sopra i balli.

di consigliarsi ec.. di compli- mentarsi. determinati gesti o alle parole. a cui ci siamo avvezzati Un bel dramma ex. . gr. pantomima libertà di adirarsi di minacciare . che lo ha vergato in musica: L'inventore non s'intende di mu- sicarne il maestro di cappella s'intende di o di gesti: I ballerini restano in . co' gesti che a loro sembrano più convenienti: L'orchestra. J20 mio giudizio parto cTignora-nza o di cattivo gusto o di stravaganza di pensare o di man- canza di buonsenso: avverto però. li le qua- dalla puerizia e senza riflessione sono aved. del Pirro è inter- rotto con la rappresentazione in pantomima del ballo dell'orto delle Esperidi: L'inven- tore e direttore di questo ballo è diverso dal maestro di cappella. al vezze ad intervenire ai balli L'assuefazione vizia assai il teatro: giudizio per pen- sare con imparzialilà sopra le cose. ch'io non voglio per giudice delle mie proposizioni nesy suna di quelle innumerabili persone. il senza avere tiva a' musico rigata una nota relaha.

le imprecazioni: ballerino parla una lingua capricciosa e tenta di essere da tutti inteso: crede di spiegare ogni cosa con parole di gesto senza essersi prima convenuto del loro significato con ti i gli spettatori: Eccovi in compendio tut- capi degni di riprensione nella moderal a' na pantomima. relativi compositore. zioni amorose. le convenIl . le liti. dramma.121 da regolare i il linguaggio degli attori. e . i prieghi. all' orchestra. che per mancanza di microscopio non possono vedere nel gerrappresentazione panle scene me lo sviluppo delle sostanze. nello stato della puerizia teatrale ciulli I fan- dopo d' aver intrapreso un grave di- vertimento imitante cosa sacra o profana passano poi tosto a mille svariate inezie. L intermezzo della del tomimica con cui s'interrompono dramma. mostra che troviamo . le minacce. non componendo dell' ordinaria- mente parte argomento delle liriche ci scene dell'Opera. al ballerini . Smi- nuzziamoli alle persone. cioè consulti.

è aliena .122 ad altri ridevoli passatempi. pure lo stile de' nostri teatri. o della storia de' conquistatori di Tebe . pretendendo che tutti intendiamo: Questa pretensione però è aliena dalla filo- sofia. Qual effetto può sperarsi in teatro da simili stravaganze? Lasciamo però che vengano fuori questi giocosi e muti attori: costoro ci rappresentano o un'azione tragica. ouna comica. ac- ciocché non ci stanchiamo. di colloquj soliti a farsi nelle scrìtte e pronunziate composizio- ni: il bello però egli è che non . chiamati ad intervenire alla cantabile rappresentazione della favola di Endimione. ci si rappresenil ta in mezzo alle più gravi scene to di pietra. e che ci hanno da parlare co' accompagnati e regolati gli dalF orche- stra. hanno da di- re una parola gesti. mento di scena. o il Convita- Barbiere di Siviglia in pan- tomima. di o e una satirica con cambia- con tutti que' incidenti dimande. di risposte. che non si comove pongono con Questo è la prima seria loro occupazione. è aliena dalla civile società.

a come sarebbe cui gli il voler par- lare con voci.. deve distinguersi dalle società dei scimiotti.L2 5 dal buon senso. e sòn relativi general- mente alle ardenti passioni: il volere tutto il significare con questi pochi gesti. domandare. uomini mai non fossero convenuti di assegnare un qualche significato. La civile società in qualunque genere sia necessario di rappresentazione. il rispondere. o pre- tendere che ogni cosa possa chiaramente darsi ad intendere senza convenire nel signifi- cato con qualunque fatta di gesti inventati o da inventarsi. Il parlarsi. che non ragionano. è una pretensione così alie- na dalla filosofia. ed il tentare di spiegar i pensieri e gli affetti d'ogni sorta senza l'invenzione di un qualche linguaggio di convenzione è una pretensione aliena il dal- la civile società. il consigliare. senza che in qualche maniera siano pronunziate delle parole. in cui di ragionare. ed il volere che senza queste tutto si . I gesti naturalmente signi- ficativi sono pochi.

con cui eseguiscono le pantomimiche rapil i presentazioni: musico compositore che abgesti e le azioni della pani bia da regolare tomima. co' Volgiamoci però all'orchestra: questa suoni armonici dev'essere imitativa delle voci e de' movimenti degli attori della pan- tomima: scono in una scena muta i gesti suppli- alle voci. deve aver presenti ro significato. senzadio niente egli s'intenda né di ballo.12. le azioni ed i gesti ed il loe la movimenti loro varietà e la loro durata per comporre in musica e così il il hallo significativo ed imitativo. è una pretensione aliena dal buon senso. a cui il mae- direttore de' balli dk una succinta narrazione dell'argomento del ballo. e le azioni ai si movimenti. non mai però sarà . composi- tore però de' halli generalmente è un stro di cappella.4 possa capire e palesare. ne di gesti. ed il suonatore nien- te sa di essi: quale specie di musica sarà la sua? Può essere piena di sapere e di ben inteso contrappunto. Il suonatore per suonarlo.

a cui gesti corrispondono: non nota un'azione. sia stro di cappella. la te e il debbono agire su il scena come immagii nò compositore musico del ballo: balle- rini ignorano quello il che abbia immaginato compositore della musica: come potranno . avendo ad ogni no- egli riga e nota alcuni quinterni di musihallo della i ca per in il mente presenti gesti che ta corrispondono. debbono gestire.5 imitativa e significativa di quello che non capisce. né un movimento di quelli. che il quello che qualche direttore de' halli. che maeil adatti i suoni ed a' tempo ti della musica della a' gesti ed movimen- imitativi muta rappresentazione: pantomima. Supponiamo però volta succede.1:2. inil telligente de' halli e de' gesti. e le azioni che debbono farsi la ad ogni battuta da' ballerini: egli nel- carta non mette scritta una parola di i quelle. a cui corrispondono rini. le battute ed il tempo: i balle- che non sanno quello che avesse in mencompositore del ballo.

come gli piace. ed a regolare gesto e le azioni con le parole scritte significanti. e muore. e al tempo stes- avvaloravano co' movimenti del ballo . senza che egli il lasci memo- ria di quanto ebbe presente nella forballo ci è restato. Tutti questi abusi provengono dall' essersi tra' nostri ballerini abolita l'antica il greca Chironomia.6 eseguirlo con perfezione? Bisogna che il di- rettore del ballo ce lo dica: questi però non si ricorda di quello che allora pensava: egli poi è uomo. la quale obbligava mudelil gico compositore a scrivere le parole la muta rappresentazione. le quali restando sopra le note ar- moniche dimostravano qual gesto vimento e e qual mo- qual tempo giusto dovesse se- guirsi da' ballerini: questi innoltre obbligati a pronunziare col gesto delle mani la comspet- posizione musicale davano a tutti gli tatori chiarissima idea di quello che chie- deva so la rappresentazione. mazione di quel 'ballo: ed ogni ballerino gestisce ed agisce sotto quelle note restateci.12.

ma vedendo innanzi significavano. e l'effetto era assai sorprendente non solo udendo le parole. che per mancanza dell'antica Chironomia . e che nostri balli di pantomima sieno assai lontani dalla perfezione de' greci. si trovino i nostri teatri nello stato della i puerizia.137 l'espressione delle pronunziate parole . quanto gesti delle mani Quindi mi pare della maggiore evidenza. e se- guivano il tempo musicale con il la maggiore esattezza: piacere de' circostanti. intelli- genti per educazione della Chironomia. era senza dubbio incomparabilmente maggiore negli antichi teatri che nel nostro. agli occhi eseguito i con pre- cisione e diletto. ossia de' gesti delle mani. Per qual ragione non dovrà ravvivarsi l'arte antica? .

è differente giudizio di questa mia picciola di produzione: ognuno padrone pensare come gli piace: hasta ch'egli ragioni nel giudicare. balli V antica Chiro- JLj attenta lezione di questa operetta avrà in ognuno suscitata diversità d'idee a misura della diversa disposizione de' leggitori. incombe l'obbligo le ragioni minare ed i testimonj di antichi . le altre stimano un ben formato fatto avranno giudizio. cert'une amanti della novità.delle ragioni che possono nostri ad- direttori ne' de' teatri per non introdurre nomia. cert' altre delle moderne usanze. che credessero più in1' gegnosa che vera idea da me data dell'andi esa- Chironomia.128 CAPO Esame darsi da' Vili. . Le persone che che si si vantano di erudizio<T ne . A tica quelle persone.

o a' che ristabilita potesse divenire utile stri teatri. se vogliono che io Il faccia qualche conto del loro giudizio: credito personale tra' letterati non potrà mai solo servire di prova. ed i nostri co- nostri satirici attori alla perfet: ta imitazione de' Greci mi si dica per qual ragione non potrà l'arte di pronunziare co' gesti delle mani i praticarsi. o se debba innoltre pretenil piacere. me è stata de- mi si negasse potersi ristabilire.129 scrittori. i che potrà risultarmi nostri tragici. e per vedere debba contentarmi della scoperta sola- mente dere degli antichi gesti della lodata gre- ca pantomima. no- mi il si obbiettino le ragioni per se esaminare io loro valore. quale da scritta. e di fare agli altri vedere che io ho travveduto . se mi contraddicessero. i dall' avere istradati mici. per farmi cambiare di opinione. Mi figuro di sen- tire a parlare miei più giudiziosi lettori in questo modo: Pare indubitabile che 9 all' . Se concedendomi però l'esistenza dell' antica Chironomia.

che da' gesti delle ma- . e quella grande difficoltà. all'età nostra insormontabile. le Mi figuro che in questo modo parleranno persone più spregiudicate e più giudiziose delle nostre società. toglieva quel ridi- i colo che al presente risulterebbe dal parla- re con le dita in teatro.i3o età de' Greci e de' Latini s'usasse de' gesti delle mani per conteggiare: pare egualmen- te certo che con gli stessi gesti potessero in iscena parlare. l'idea di ridicolosità. e della maniera con cui questa ne' teatri debba sul principio introdursi. in cui allora era- no le i Greci d'imparare da ragazzi nelle scuogesti del conteggio. ehe que- gesti servissero a' pantomimi per pro- nunziare: L'usanza però. di ca- pire con prontezza i gesti da pronunziare. attesi i testimonj di Ateneo sti e d'altri antichi scrittori. alle quali io risponderò: che facendosi uria giusta idea dell'anti- ca Chironomia. essendo tali gesti delle ni mae comuni alla significazione de' numeri delle lettere del loro alfabeto: pare final- mente assai probabile.

inducendosi col decorso del tempo il popolaccio ad imparare que' gesti. . che sono necessarj alla perfetta intelligenza delle azioni teatrali. e che presto il disprezzo si cambie- rà in istima. Sofrone fu un celebre attore di pantomiin prosa descritti. e soltanto aggiunge gesti del. riceveranno dalle pantomimi- che rappresentazioni.i3i ni potrebbe forse nel popolo suscitarsi. . In questi balli prosaici il ritmo si chiamava irrazionale da' Greci per non osservarsi le ragioni delle proporzioni de' piedi metrici co' ritmici dagli attori. Sophr dice clic scripsit Sophron jnimos virile s. in certi tratti. . ma all'età di Platone. e Svida V. tali fossero que' di Sofrone : . si eviterà. . istrui- te ne' gesti. scorriamola con distinzione. lesclii. mimos muliebres: sunt autcm or adone soluta. essendo la plebe testimonio del maggior piacere che le pulite persone. L'arte dì pronunziare co' gesti delle mani non leva niente a' nostri soliti balli di pani tomima le mani (i) I (i).oscuri del ballo In nostri halli sono o d'argomenti serj o bur" . e rendendosi d'uso comune l'antica Chironomia Di.

e solamente le persone istruite riceveranno il piacere singolarissimo di capire quello si il che tato dica da' ballerini. sarà r obbligare qualche abile maestro di cap- pella. a scrivere o in verso o in prosa la necessaria (i) con concisione ed espressione la de' nostri più rappresentazione balli di (1) I applauditi pantomima. lasciando senza parola benché rare volte. non ignorante della Chironomia e del ballo. Il primo passo. commune dicamus sermo halemus nih'U. e di sentirsi susci- cuore dagli oggetti vivamente in azio1 ne agli occhi rappresentati.i3a questa supposizione il nostro ballo resta tal quale agli occhi della moltitudine. la quale a non essere si di ciò avvertita non osser- verà. Aristotele non autori prosaici di questo genere et Greci fecero eziandio in prosa le composii zioni per cita che balli due soli Lib. se pieghino o no dal ballerino le di- ta piuttosto in questa che in altra maniera. de poet. che da direttori del tea- tro e de' balli deve darsi a questo fine. Nani quod Sophronis Xenarchi mimis . Socrailcis alili d prorsus .

che. dia dell' il secondo di il stampare in ogni libretto scritto con opera ballo una tavola incisa de' segni dell' alfabeto de' gesti.i33 que' tratti di ballo. risponderò. bisognerà che l'Europa rinunzi la pretensione della perfetta imitazione de' colti Greci: Ma se questo primo passo si si stimasse assai facile. rò che tutti abbiano di essi notizia darsi il può terzo passo di tradurre una trage- dia di Eschilo. acciocché a poco a poco tutti gì' imparino e li capiscano. che co' puri gesti chia- ramente bligando garli al si i manifestano. ed rompendo il canto vocale degli altri col greco ballo. assegnando al ballerino della pantomima la parte del coro. Se mi si ob- biettasse che ciò sia difficile ad ottenersi da' ballerini per la rozzezza di molti di loro. se questa è una buona al- ragione. obballerini ad impararli e a spie- compasso della musica. Allora pe. inter- attori tentando di fare la rappre- . o con l'azione. lasciando il sul principio tutto rimanente del ballo tal quale finora si è eseguito.

. e che re come sarebbe imprudenza il pretendeche non si recitasse in un teatro grande . succede lo stesso con la la voce degli quale difficilmente s'intende. j'Lj.entazione di un' opera cantabile all' il imita- zione de' Greci antichi con tutto sorpren- dente effetto che necessariamente deve da ciò risultare. perchè tutti non possono capire con ischiettezza la voce umana. onde gradatamente si vinca la difficoltà di capire la greca Chironomia e si allontani con il l' assuefazione quel ri- dicolo. s. s'osservi che ne' grandi teatri attori. Se si i ta non potessero ravvisarsi dal fondo della platea e de' palchi.. così sarebbe impru- dente l'allontanare da' teatri grandi la Chi- ronomia per non esser ognuno i facile il vedersi da e si gesti delle mani con precisione gesti delle chiarezza: ne' piccioli e mediocri teatri ledono assai bene i mani. che popolo ignorante potrebbe forse le immaginare nel vedersi parlare con temesse che minuti gesti delle di- mani. .

.. si palesino da' pratici con la pulizia e col ca- rattere degni della presente educazione. e vedremo soluzione se si possa darne la conveniente FINE DELLA S ECONDA PARTE. i35 Se vi sono altre difficoltà per introdurre la Chironomia de' Greci ne' nostri teatri.

.

Si deb- bono in primo luogo destinare le undici pri- me figure delle le mani stampate a significare per ordine undici prime lettere dell'alfasi- beto italiano: tali gesti appartengono alla nistra mano: in secondo luogo si debbono de- stinare gli stessi gesti e le stesse figure da farsi con la destra mano alle altre undici lettere . potremo al dì d'oggi con aurea semplicità rinovare l'arte antica con questo metodo sulla scena. restanti dell' alfabeto per ordine e con un- dici soli gesti.APPENDICE IN ella stampa de' ze. gesti non mi sono d'al- tro curato. che d'insegnare le antiche usan- Nel prevalerci il de' gesti de' Greci. . rappre- sentare qualunque scritta composizione di modo che s'intenda dagli spettatori. distese le braccia. come i suol farsi nel ballo. come fecero Greci. tra- lasciando loro alfabeto. facili ad impararsi e ad inten- dersi. si potrà.

.

.

.

.

.

^r 9^-j? . T JOO.300.

INDICE
J.

ntroduzione

P aS

m

lm

PARTE PRIMA
Capo.
I.

Idea dì quest' arte, sua divisio.

ne , suoi Maestri, sua origine

.

.

.5.

Cap.

II.

Dell' esistenza,

e

dell'antichità
.

della Chironomia per l'uso di computare.

ia-

Cap.

III.

Da' primi tempi

fin al secolo

quarto

dell' Era

Cristiana tra'

Romani fu
19.

grande l'uso della Chironomia per computare
Cap.

W

.

la
si

parte della greca

e

della

romana Chironomia appartenente
-da

a' gesti
e

computare

conservò intiera,

perfet-

ta tra' manoscritti d'un dotto autore del
secolo VII. di Cristo
27.

140

Cap. V. De' gesti della
significare
i

mano sinistra per
35.

numeri fino a novanta, pag.
le centina]' a.

Cap. VI. De' gesti da farsi con la destra

per pronunziare

.

.

.

Zjj*

Cap. VII. Osservazioni sopra questi gesti

di

Beda

ófi.

PARTE SECONDA
Cap.
I.

E' antica Chironomia ^ ossia

V ar-

te di gestire

con

le

mani non

si

usò unica,

mente dagli oratori pel computo
tare qualunque azione in

ma ezianal
5i.

dio dalle persone di teatro per rappresen-

pantomima

compasso della musica
Cap.
II.

Tutte

le

lodi date dagli anti-

chi scrittori agli antichi

pantomimi
si

_,

tut-

te le descrizioni dell' antico hallo delle gre-

che rappresentazioni non

possono ragioi

nevolmente interpret are , senzachè
rini parlassero co' gesti delle

halleossia

mani,
e

senza la Chironomia^ quale da noi
descritta

stata
64-

. e sull'an- tica storia de* pantomimi si mettono in chiaro noi è t supposta la Chironomia . quale da stata scoperta P aS' I 2" Cap. VII. Delle figure ritmiche . Tutte le controversie degli eru- diti sull'antica rappresentazione . V. Cap. posizione. e Romani: quanti e quali essi fossecome ne' balli s'usasse della Chironode' gesti delle e mia. pagnavano derna pantomima per mancanza ca Chironomia Cap. Quanti^ quali fossero i gesti mani tra' Greci per rappresentare nel ballo della pantomima qualunque comioc. ossia delle mani.I 41 Cap. IV. Esame delle ragioni che pos- sono addarsi da' direttori de' nostri teatri per non introdurre ne' balli l'antica Chi- ronomia 128. Della imperfezione della modell' anti- 118. VI. . Cap. 8i.. De' balli pantomimici de' Greci e de' ro . III. Vili. . Cap. con cui da' ballerini i gesti dell'alfabeto si accomIC_j. .

Censor R.. Mozani Inquisitor Generalis Parmae Die i5. F. . Imprimatur Pro-Praeses. Decembris Imprimatur 1796. Viàit Advoc. Generalis Parmae. Libror. Die 14. Juris Patrii Professor. V. . . J. Decembris 1796. Die ai.. Petrus Fainardi et in R. Univers. Decembris 1796. et Magistratus Reform. Imprimatur . Alexander Bettoli Pro-Vie.

P. . leggete. P. 5. significatis . 8. 19 . ed i Romani. 8. Zm. significanti. io. Gallagogsa. 96. Zeg\ latino (1) Un. CORREZIONI Pag. Socraticis. Un. 83. Ibid. veggono. 82. veggono? P. leg. Ze°\ insignificanti. leg. Zeg\ Gallagogia. che gli. si- gnificai . mille. Un. 64 ? Un. P. i5. i32. Mijro. P. nota 7. leg. 17. 97. i5. ii4 ? Un. diecimila. leg. leg. So- craticus . stingono. a5. Un. stringono. scrittore P.. i4) Misro. i. i Romani. nota (1) Un. Zm. Un. quod. P. Un. leg. Un. P. 3. Ze»\ quos Ibid. greco scrittore. 63. P. i3.. come gli. nota (1) Zeg.