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COME PREPARARE UN ERBARIO

( estratto da “Quaderni del giovane naturalista” di Oreste Cavallo - Museo civico “ F. Eusebio” di Alba) RACCOLTA Scegliere un luogo preciso, anche poco esteso, di cui si voglia realizzare un catalogo botanico. Raccogliere pochi campioni alla volta, il più possibile completi di radici, fiori, frutti. Ogni periodo e stagione consentirà di raccogliere nelle condizioni ottimali solo alcune specie, quindi occorrerà fare più sopralluoghi. E’ buona norma raccogliere solo il numero di campioni che si avrà il tempo di riconoscere in giornata. Di alberi e arbusti non si potrà che raccogliere porzioni terminali dei rami ma è bene annotare le caratteristiche della corteccia, talora utili per la classificazione. Alcune erbe hanno le foglie basali diverse dalle altre, quindi occorre raccogliere anche queste che serviranno per la classificazione. Evitare di raccogliere campioni bagnati dalla pioggia o foglie troppo giovani che anneriscono facilmente. Disporre i campioni in sacchi di polietilene con le radici in basso. CLASSIFICAZIONE Il riconoscimento tramite le fotografie espone a frequenti errori, quindi meglio affidarsi alla consultazione di un buon manuale, il più possibile completo. Attraverso le chiavi dicotomiche è possibile arrivare ad una classificazione abbastanza sicura . Tra quelli a disposizione a scuola, il migliore è S. Pignatti – FLORA D’ITALIA – Ed agricole. La difficoltà del linguaggio tecnico può essere superata con un po’ di buona volontà consultando gli elementi di [1] morfologia vegetale . PREPARAZIONE Materiali occorrenti: fogli di giornale doppi, sacchetti di cellophane ( trasparenti da fioraio) , cartoncino ondulato a coste larghe, cartoncino bianco, spilli, forbici. L’essiccazione è un processo semplice ma inevitabilmente modifica i campioni ; alcuni accorgimenti consentono tuttavia di conservarne al meglio possibile l’aspetto originale. Per favorire una rapida essiccazione occorre far morire tutte le parti della pianta. Soprattutto le più carnose (nelle piante grasse può essere utile usare un ferro da stiro) e bulbi, tuberi e rizomi ( sbollentare per qualche minuto ) 2) accomodare in posizione naturale il campione sul foglio di giornale doppio ( almeno cm 30x40) , disponendo con cura fiori e foglie e ripiegando ad angolo acuto le parti di fusto troppo lunghe. Evitare eccessive differenze di spessore sezionando a metà le parti radicali troppo carnose. Se il campione è particolarmente grande, si possono essiccare separatamente la parte apicale e quella radicale che poi verranno montate sullo stesso supporto. Le parti che si staccano facilmente o che non si possono appiattire ( ad esempio frutti) si conservano in un sacchettino di cellophane a parte. Chiudere il foglio di giornale, coprire con del cartoncino [2] ondulato a coste larghe e pressare con adeguati pesi . 3) Inizialmente ogni 12 ore, poi ogni 24 e 48 ore , disfare il mucchio e controllare lo stato di essiccazione. Dopo 10 minuti di esposizione all’aria senza aprire i fogli di giornale, Cambiare i cartoni con altri perfettamente asciutti e far seccare in un ambiente il più asciutto possibile 4) Una volta che i campioni siano perfettamente secchi, si montano con delicatezza su un cartoncino bianco abbastanza spesso ( 170-200 g/mq) e di misure adeguate. Il montaggio va effettuato come da figura , servendosi di spilli da sarta e listerelle dello stesso cartoncino lunghe 6-8 mm. Disporre il campione in modo che possa ricordare il portamento naturale della pianta e, nei diversi cartoncini , evitare di collocare tutti campioni nello stesso posto in modo da distribuire gli spessori nel raccoglitore-erbario. Lasciare sempre libero uno spazio per l’etichetta e le eventuali bustine di frutti o semi associate al campione principale. Se la pianta è molto piccola , introdurla direttamente nel cellophane e fissare poi questo al cartoncino. In etichetta annotare nome scientifico, nome volgare, luogo e data della raccolta, numero di riferimento interno al testo usato per la classificazione. In tal modo disponendo i campioni in ordine numerico si avrà automaticamente la giusta sequenza tassonomica ( classe, ordine, famiglia, genere) prima della specie. Anche le etichette vanno fissate con uno spillo. Campioni dello stesso gruppo tassonomico vanno riuniti in cartelle di cartoncino spesso tenute insieme da elastici o da spaghi. Etichettare con un cartoncino sporgente la cartella. Le collezioni botaniche ben preparate possono conservarsi per moltissimo tempo ma temono due nemici : le muffe e gli insetti. Un ambiente ben asciutto e riscaldato previene gli ammuffimenti ma contro gli insetti è consigliabile usare, negli armadi di conservazione, opportuni insetticidi come le palline di paradiclorobenzolo. 1)

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disponibili a scuola in alternativa dotarsi di presse di compensato con quattro viti a farfalla