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Stefano Arduini & Matteo Damiani

Dizionario di retorica

LabCom Books 2010

Livros LabCom www.ubi.pt Série: Estudos em Comunicação Direcção: António Fidalgo Design da Capa: Madalena Sena Paginação: Marco Oliveira Covilhã. 2010 Depósito Legal: 308687/10 ISBN: 978-989-654-035-7 .livroslabcom.

Attribuzioni Come per ogni opera scritta a quattro mani. . riscritto. A Matteo Damiani si devono i lemmi compresi tra la lettera G e la lettera Z. commentato e alla fine stabilito la versione finale. le conversazioni e gli scambi sono stati tali e tanti che in molti casi risulta difficile ricordare chi di noi due abbia scritto. Tuttavia abbiamo seguito questo schema: Stefano Arduini si è fatto carico dei lemmi compresi tra la lettera A e la lettera F.

Indice A B C D E F G H I K L M N O i 1 28 29 47 62 77 84 91 93 107 107 112 128 130 .

P Q R S T U V Z

136 154 155 161 173 177 178 181

ii

A
abcisio [s.f.] → apocope. ablatio [s.f.] → aferesi. abruptum → genus abruptum. abscissio [s.f.] → apocope. absurdum [s.m.] Una materia a bassa credibilità, una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera, che urta il senso di verità del giudice. L’oratore può simulare di sostenere un’opinione inconciliabile con i principi suoi e dell’uditorio, allo scopo di ottenere un effetto opposto a questa opinione particolare: l’a. può dunque anche reppresentare una simulazione. → assurdità, assurdo, paradosso, provocazione. abusio [s.f.] → catacresi, abuso, abusione. abusióne [s.f.] Uso di una parola al di là del suo significato proprio. Lo stesso di → abuso, abusio, catacresi. abuso [s.m.] Uso estensivo o deviato di un termine già esistente nella lingua. Lo stesso di → abusio, catacresi. acirologìa [s.f.] Acyrologia est sine sua proprietate dictio. L’acirologia o → catacresi non è altro che un «improprio parlare» utilizzo cioè improrprio di un vocabolo, di un’espressione. Essa si realizza ad esempio nell’accostamento di loco e muto in: io venni in loco d’ogni luce muto (DANTE, Inf. V, 28). → improprietas. accismo [s.m.] Rifiuto apparente di ciò che in realtà è molto desiderato: la negazione ha altre motivazioni da quelle che appaiono in superficie. Come la volpe nella favola di Esopo, e l’episodio della Cananea, Mt.15.2226. Oltre che come artificio retorico consistente nel fingere di rifiutare qualcosa, l’a. può presentarsi come una forma di ironia in cui qualcuno simula indifferenza o finge di rifiutare ciò che in realtà desidera. →. accòrdo [s.m.] → premesse della argomentazione.

f. 2. congeries. www. amplificazione.s.s. Azione drammatica può dirsi anche la → pronuntiatio. accumulazióne subordinante o subordinativa [loc.] 1.m. 3. spedire al mittente.f.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi. l’ufficio di accusare durante il processo penale. → enumerazione. congerie.] → accumulazione. accùmulo [s. parole o scritto mediante i quali si attribuisce una colpa a qualcuno. → congeries. ornatus. de Or.ubi. esecuzione.] Secondo Lausberg è il tipo di ornatus che si cura della stretta osservanza dei praecepta e corrisponde pertanto più o meno al → genus subtile: spesso evita l’ornatus in generale.2 accresciménto [s. → accumulo. di parole e di pensieri. in altra accezione. recitazione di un discorso attraverso l’uso di gesti e movenze tesi ad evidenziare ed enfatizzare le parole: Est actio quasi sermo corporis (Cicerone. atto.livroslabcom.f. almeno in apparenza. accumulazione coordinante. → controaccusa.pt . Dizionario di retorica accumulazióne [s.] → amplificatio.] Accumulazione che presenta un ordine slegato di elementi. accusa [s. dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. autonomi tra loro.f. il gruppo di persone cui spetta. accumulazióne caòtica [loc. accuratum dicendi genus [loc. frequentatio. accumulazióne coordinante o coordinativa [loc. frequentazione. actio [s. che si susseguono in modo sindetico o asindetico. accumulazione subordinante. → genus. quindi sull’esecuzione orale del discorso.s. coacervatio.m. come spesso avviene nella comunicazione informale e in quella patologica.f.m.] Insieme enumerativo di elementi.222). in atto o in potenza. al → parallelismo.s. accumulazione caotica. legati da dipendenza sintattica. interpretazione. Il modo in cui si susseguono può dar luogo al → chiasmo.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi.f.] Azione drammatica svolta dall’oratore o anche dall’attore. a strutture miste. coacervatio. in ogni caso la mala affectatio. synathroismus.

] → esortazione.m. ornatus.f.m. adhortatio [s. Altre riferimenti in → genus.] Espressione ingegnosa. Es.f. amplificatio.] Lausberg lo definisce l’interrogativo sull’affinità concettuale fra le idee. addizióne [s. adiectio [s.m.f.] → dubitatio.f. zeugma.Stefano Arduini & Matteo Damiani 3 anziché sulla mimica. adiunctio [s. molto spesso metaforica. alla → dispositio.f.] → aggiunzione. → discorso acuto. adiudicatio [s. epentesi. aggiunzione. Secondo Lausperg chi ascolta viene stimolato a un lavoro di raziocinio e diviene quindi complice delle idee dell’autore. exhortatio. adiunctum [s.] È l’ornatus provoca straniamento e si serve quindi di paradossi. con finezza.] Mezzo per ottenere un effetto amplificante attraverso l’impiego di due tecniche: l’ → accumulazione.] → adiectio. appositio.f. parenesi. In esso è possibile distinguere il locus a simili (paragone fra simili). Una successione di termini sinonimi rappresenta un esempio di uso retorico appartenente ad entrambi i sistemi. addubitatio [s. ma di diversa estensione): il locus Livros LabCom . acutum dicendi genus [loc. il locus a contrario (paragone con l’opposto) e due loci a simili impari (paragone fra simili. finezza. all’→ elocutio ed alla → memoria. discorso sottile. addizione. → acutum dicendi genus. Vi è anche l’adiectio dei suoni: → protesi. paragoge. sottigliezza. pointe.s. la → ripetizione. adìnato [s. Rientra pertanto tra le cinque importanti attività della retorica insieme all’→ inventio. acutezza. apposizione.B. quando si succedono elementi diversi tra loro.f. La locuzione indica anche il parlare con elegante delicatezza.] → adynaton. suon volante (G. che intende colpire l’uditorio con accostamenti arditi. acutézza [s. Marino). traductio. quando si ripropone lo stesso elemento in posizioni diverse. voce pennuta. Vedi → aggiunta.] → epicrisi.

livroslabcom. ed perciò interpretata quale fenomeno caotico. e il locus a minore ad maius. www. / l’abere d’esto secolo tut[t]o quanto asembrare: / avere me non pòteri a esto monno (Cielo d’Alcamo). → equivoco. aequivocum [s. pp. sempre ne scriveva l’elogio: se aveva la febbre.] → zeugma. cioè l’induzione. come nella dissimulatio. lo mar potresti arompere. Si confronti. cioè la comprensione della lingua. la parte dal tutto’.m. univocum. → adiunctio. adossografìa [s. → adinato. 313-314 Hense): «[Agrippino] era un uomo siffatto. → eloquenza epidittica. VII. l’elogio di cose infamanti o disonorevoli. rena da arena. se soffriva di qualche disonore. se era esiliato. afèresi [s. scuro da oscuro.] → parenesi. quando gli capitavano delle contrarietà. anfibolia. equivocità.f.f. della febbre. 16. per cui ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio.] Nell’oratoria epidittica.f. per cui ‘il più ampio viene espresso dal più ristretto’ . il frammento 21 di Epitteto (in Stobeo III.pt . subordinando per l’appunto il suo avverarsi ad un altro fatto ritenuto impossibile”. Es: “una vecchia porta la sbarra”. Es. reductio ad impossibile.] → agnominatio.ubi. iperbole. a venti asemenare.f. servendosi di una perfirasi a carattere iperbolico e paradossale. dell’esilio».m. adnexio [s. Essa può essere voluta per occultare della propria volontà o per ottenere l’effetto di straniamento. del disonore. admonitio [s. → ablatio. ad esempio.f. l’impossibilità che una cosa avvenga.] eliminazione di una vocale o di sillaba al principio di una parola.] anche adùnaton Figura retorica che sottolinea. ambiguità sintattica. adynaton [s.4 Dizionario di retorica a maiore ad minus. ossia la deduzione. dice Epitteto che. Secondo Lausberg l’equivocità (→ omonimia) mette in pericolo la → perspicuitas del discorso. adnominatio [s.] Il rapporto equivoco ha luogo poiché due o più corpi della parola dal punto di vista del significante ma non nei contenuti concettuali da esso espressi. paradosso.

aiscrologia [s.f. ciò che è accaduto o che si pensa. affictio [s.] Si ha quando l’oratore si serve di mezzi emozionali per commuovere l’arbitro della situazione.f. agnominatio [s. pathos.Stefano Arduini & Matteo Damiani 5 affectus [s. affettazióne [s. Oppure. → annominatio.] → adiectio.] particolare arte dialettica del genere inquisitivo nella logica antica e rosminiana: essa consiste in gare dialettiche. Es.f. che è il grado di emozione più moderata.] → paronomasia.f. → escrologia. e il → pathos che è il grado di emozione più violenta. aggiunzióne [s. figura per adiectionem.] L’introduzione nel ragionamento di un elemento fattuale o testuale sul quale ci si appiglia per confermare il ragionamento stesso. (Io ho fatto la paronomasia.: Se il suo gesto era accidentale. →. Lausberg distingue due gradi di emozione: l’→ ethos. È il contrario di ‘naturalezza’. così sfruttati nelle espressioni riguardanti modi di dire e proverbi.] Espressione eccessivamente ricercata. o conferma. Alcuni esempi: Chi non risica non rosica / Chi dice donna dice danno / Fischi per fiaschi / Dalle stelle alle stalle / Traduttore traditore. adiunctio. aggiunta [s. .] Discorso osceno. affermazióne [s. zeugma.] L’atto con cui si afferma. → epìfrasi. Ma lo ha fatto Livros LabCom .] Addizione di elementi.f.f. ma differenti nel significato. per citare esempi illustri: l’aura che ’l verde lauro e l’aureo crine (Petrarca). iperbato. non so se è meglio puntare su agnominatio o sulla paronomasia o sul bisticcio).] Figura retorica risultante dall’accostamento di due o più vocaboli uguali o soltanto somiglianti nel suono. ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto (Dante). → adiectio.f.f.f.m. aggiunzione. aggiunta. Questo artificio stilistico viene utilizzato proprio per evidenziare l’opposizione dell’accezione di tali termini contrapposti e per generare anche degli arguti giochi di parole. agonìstica [s. bisticcio. .s. → emozione. allegazióne (dei fatti) [loc. ethos. paronomasia.

entità o persone sono interpretati come figura di altri fatti. consiste nell’indicare “una cosa con le parole e un’altra con le idee sottintese” (aliud verbis. → proposizione. persone interpretati come figura di altri fatti.: Adamo ‘figura’ di Cristo.6 Dizionario di retorica di proposito! Ecco perché ho reagito violentemente.] Nelle definizioni manualistiche prevalentemente intesa in quanto produzione. Si è soliti parlare dell’allegoria come di una metafora prolungata. costituita da una serie ininterrotta di metafore. Secondo Auerbach. www.livroslabcom. entità.] → allegoria.m.pt .] Si ha quando fatti. La sua teorizzazione risale al Medioevo. allegorismo [s. L’allegoresi come interpretazione va riferita sia all’esegesi di raffigurazioni intenzionalmente allegoriche. Non è così per la retorica generale testuale e per molti approcci cognitivisti→ metafora. la seconda sul piano delle res. allegorèsi [s. ossia in quanto ricorso all’allegoria quale costruzione narrativa (sia in letteratura che nelle arti figurative). persone. L’a. La metafora è per la parola singola (per la dictio) quello che l’allegoria è per la frase (per l’oratio o sermo complexus): secondo la retorica tradizionale la prima agisce sul piano dei verba.f.s.f. entità.f. persone. Il Medioevo distinse tra → allegoria in verbis. entità. allegorìa [s. → allegorismo. propositio.ubi.] Secondo Quintiliano l’a. la figura da scoprire. sconfina nell’ironia quando si fa intendere il contrario di ciò che vien detto.f. riscontrabile nel significato dei testi. l’Antica Alleanza della Nuova Alleanza. che è l’antitipo.] Serie di metafore che sfruttano elementi di un medesimo campo semantico. e → allegoria in factis: fatti. Adamo ‘figura’ di Cristo. aliud sensu). allegoria in factis [loc. allegoria in verbis [loc.s. sia all’attribuzione di valore allegorico a testi e a episodi storici e mitologici. → allegoria. Es. Gerusalemme del Regno di Dio. l’Antica della Nuova Alleanza. Beatrice è figura o typos di Cristo. Gerusalemme del Regno di Dio.

con la parola.f. equivocità. sigmatismo. lettor. → anfibolia.94 → apostrofe. allusióne [s. .) → stile alto. amphibolatio [s.] Concedere di aver compiuto un fatto. Es.f. aequivocum.] Collocazione non comune dei componenti sintattici che sono perciò causa ed effetto di oscurità → ambiguità. / Vedi anche Inf 8. homoeoprophoron.] più raramente alliterazióne [s. iotacismo.f. ambiguità sintàttica [loc.m. ambìguo [agg. ammissióne [s.] Caratterizzato da interpretazione non univoca.f.f. di essersi comportato in un certo modo. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia.] Terminologia latina per → ampliazione.] Ciò che si presta ad un’interpretazione alternativa. allotopìa [s. anfibolia.f.] Lo stesso che → anfibolia. → ambiguità.: Purg. ambiguità sintattica. . Livros LabCom . ampliatio [s. amplificatio. mitacismo. polysigma. sinchisi.] → periodo.] Ripetizione della stessa consonante o della stessa sillaba. ambitus [s. → epitrope.. alto (stile a.] Allettare. dilettare.f. lambdacismo. che più di ogni altro discorso è portatore di polisemia e ambiguità. XVII. 1-2: Ricordati.f. → omeotelèuto.] Apostrofe che si presenta in forma parentetica. allitterazióne [s. allocuzióne [s. Essa è caratteristica del discorso poetico. indeterminazione.s.] Consiste nel fare cenno a qualcuno o qualcosa senza nominarli esplicitamente. con lo scritto e con qualsiasi mezzo di comunicazione. aequivocum.f. aequivocum. procurare piacere.m.] Rottura di → isotopia.Stefano Arduini & Matteo Damiani 7 allettare [vb. corrispondente al latino → delectare. ambiguità [s. amplificazione.

anacefaleòsi [s. la → comparatio. ampliatio. meno complesso e ridondante. esagerazione. amplificatio.f.] Domande. anàbasi [s. La figura retorica opposta all’amplificatio è rappresentata dall’→ attenuatio (o adtenuatio “attenuazione”). anacoluto [s.pt . molte volte in forma di richiesta di consiglio. può quindi essere intesa quale procedimento analogo all’→ accumulazione. ampliatio.] Procedimento rattraverso il quale si ottiene l’effetto di esaltare ed enfatizzare il contenuto di un discorso o la sua espressione formale.livroslabcom. Detta altrimenti communicatio.f. accrescimento. Perdita del riwww. complexio. amplificatio [s. dal punto di vista contenutistico. la → perifrasi.ubi. climax ascendente. la → litote.m. Gli antichi retori avevano individuato. l’→ iperbole. catabasi.Opposto di catabasi. quattro tipologie di amplificatio: l’ → incrementum.8 Dizionario di retorica ampliazióne [s. → exaggeratio. In retorica indica una figura per cui si deve comprendere l’opposto della sentenza enunciata. anàclasi [s.f. → amplificazione. anacenòsi [s.] Nella metrica classica indica la sostituzione di una sillaba lunga con una breve o viceversa all’interno di un piede.] Lo stesso che → amplificazione. Le figure di espressione collegate all’amplificatio sono quindi: l’→ enfasi. spesso in modo fittizio. la → ratiocinatio e la → congeries. congerie.] È la ricapitolazione degli argomenti presentati a sostegno delle proprie tesi in una orazione (peroratio) → enumerazione.f. con significati analoghi. ampliazione. il cui modulo espressivo riuslterebbe però più lineare. ma non della retorica. che viene lasciato senza l’appoggio di una funzione sintattica congruente.] In it. Incremento di enfasi o di senso realizzantesi in frasi tra loro successive→ gradatio.f. Esempi di amplificazione come ornamento stilistico possono essere forniti da alcuni indirizzi retorico . rivolte. ma nello stesso tempo viene messo in rilievo. → antanaclasi. L’a.] Mancanza di sostegno all’elemento col quale si inizia una frase.f. a quegli stessi a favore di cui o contro ci si parla.letterari quali: l’→ asianesimo ed il → barocco. i quali vengono investiti di particolare sostanza ed intensità.

/ e con parole e con mani e con cenni / reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio. in senso spirituale.] Gioco di parole che consiste nella permutazione dei suoni di una parola o una frase (e delle lettere che li strasrivono) così da ottenere una parola o frase di diverso significato. Orazio. per cui la realtà terrena descritta diventa simbolo delle cose divine.] 1. Dante: Inf. epimone). Es. all’interno di un Livros LabCom . 2. anagòge [s. in particolar modo le Sacre Scritture.f. 49-51: Lo duca mio allor mi diè di piglio. anadiplòsi [s. anagramma [s. . reduplicatio. Si dice dell’attribuzione ad altri tempi di costumi.m.] Tutto ciò che è in contrasto col proprio tempo.] Ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati. Pg I. . . anagogìa [s. . analèssi [s. anantapodoton. 1-3: Per me si va ne la città dolente. /x. catafora.] Consite nella ripetizione dell’ultima parola di un verso o di una frase nella prima parte del segmento sintattico e metrico successivo” (configurazione: . → antecedente. Terruit urbem. → epibolè. xxiv. / per me si va tra la perduta gente. Polisindeto: Dante. mesarchia. escatologico. I. / per me si va ne l’etterno dolore. sinonimo → epanafora. Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettüal. bisogna pregar Dio per loro (Manzoni Promessi Sposi XXXVI) → synesis. → polisindeto. anacronismo [s. gioco di parola.f.] Discorso di argomento mistico e celeste. piena d’amore (Dante.f.f. o di loro segmenti. ): es.] Interpretazione di un testo. L’a. Contrario di acoluto. 2. lett. mentalità propri di un’epoca diversa. terruit gentes. x/x. denota l’inserimento. . successivi (configurazione: /x. 7-9.f. . XXX: vv 38-40) → (anticamente anche epanastrofe. ripetizione insistente della stessa parola. → metaplasmo. .: Quei che muoiono. In retorica essa indica la ripresa. anàfora [s. Inf. Pseudonimo anagrammatico: Tiziano – Notizia. Lo stesso significato di → anagogia. . iii. . Spinaci – Piscina. Car. 4-5. → sillessi. . → arcaismo. spirituali. abitudini. → anagoge.Stefano Arduini & Matteo Damiani 9 gore sintattico. Par.f. ). anapodoton. Alto Vicario – Carol Voitila. .

] Anacoluto consistente in una frase interrota dall’inclusione di un’incidentale.f.f.] Tipo di anacoluto in cui. che corrisponde allo hysteron proteron come figura di pensiero.livroslabcom. anàmnesi [s. di fatti.10 Dizionario di retorica testo narrativo.m.: haec inter per inter haec. A questo concetto soggiace il criterio dell’imitazione di ciò che è già stato fatto e scritto e detto.1: Naaman. iperbato. essa è figura di parola.5.] Inversione nell’ordine ‘abituale’ di due o più parole o sintagmi successivi (solitamente riguardante il complemento di specificazine e l’aggettivo. posto che tale sia il tuo desiderio.pt . metatesi.] La reminiscenza. → tema. oppure il complemento oggetto ed il verbo).: Posto che tale sia il tuo desiderio. analogìa [s. anantapòdoton [s. 2 Re. eventi e sim. riconducendoli all’→ anacoluto. parallage. di una serie correlativa di termini. Es.f. quelli del passato e quelli del presente (in maniera più specifica: citare un autore a memoria). 38-9 → inversione. Dante. anteriori al tempo della narrazione: essa realizza la mancata corrispondenza tra l’ordine dei fatti sul piano dell’intreccio (i fatti che si susseguono nel testo) e l’ordine dei fatti sul piano della fabula (la storia.m. Par.ubi. capo dell’esercito del re dell’Aram. sarà fatto così come vuoi tu. fue / di cherubica luce uno splendore. Es. Con a.: Se solo tu venissi con me!→ anacoluto. i fatti così come s’immagina siano realmente accaduti). Parte della manualistica annulla la differenza tra apodoton e anantapodoton. Es. si esprime soltanto il primo elemento. può altresì intendersi la sospensione dell’espressione ottenuta impiegando soltanto la protasi di un periodo ipotetico (lasciando quindi in sospeso la proposizione principale. anesis L’aggiunta di una frase conclusiva che diminuisce l’effetto di ciò che è stato detto in precedenza. il ricordo: il passare in rassegna i dati in proprio possesso. che desiderio bizzarro d’altronde!. era un uomo ragguardevole e onorato presso il suo sovrano. anapòdoton [s. anàstrofe [s. ossia all’apodosi). XI. www.] Rispetto di regole rigorosamente stabilite per la produzione linguistica.

] Attenuazione progressiva delle idee comunicate da una serie di parole. che tendono a generare un effetto equivoco.: Quel cane ha ululato sul palcoscenico. Corrisponde ad un → climax discendente o gradazione discendente ed è l’opposto del → climax ascendente. cioè variamente interpretabile sia dal punto di vista sintattico che semantico.] → agnominatio.Stefano Arduini & Matteo Damiani 11 perché per opera sua il Signore aveva salvato l’Aram. controaccusa. aequivocum. era lebbroso. antapòdosi [s. controaccusa. anticategoria. annominazione.f. → recriminazione.] Seconda parte di una similitudine o di un periodo corrispondente nei suoi singoli elementi alla prima parte. annominatio [s.] Tecnica retorica per cui si risponde ad una accusa con un’altra accusa.: E mi Livros LabCom .] Figura tramite cui si suggerisce di sostituire una qualifica con un’altra che potrebbe sollevare obiezioni. anticiceronianismo [s. anticlìmax [s. antanagòge [s.f. o s. anticategorìa [s.f. ma quest’uomo.] → anticipazione. redditio.f.] È una proposizione ambigua. anticipatio [s.f. Es. valente e ricco. Si aggiungono forme come l’→ esitazione e la → correzione.Es. una vecchia porta la sbarra. → prolessi. a causa della compresenza di termini omofoni o omonimi. / Inserimento nella narrazione di una scena che ha avuto luogo più tardi.m.] ‘controaccusa’ mediante la quale l’imputato accusa l’accusatore o il giudice di una mancanza che rende giuridicamente nulla o non valida la loro funzione di accusatore o di giudice. Es. L’opposto di → epitasi. Quanto al suo contenuto la controaccusa può riguardare la stessa colpa che l’accusatore aveva rimproverato all’accusato → antanagoge. paronomasia. anfibolia [s. → epanadiplosi.] Stile che si oppone al → ciceronianismo.f. alle volte espressamente ricercato soprattutto in poesia.f. metastasi.: Non è una punizione ma un mezzo per prevenire il crimine. → ambiguità.f.m. anticipazióne [s.

www.f. antifrasi [s. antimetàbole [s.] Permutazione nell’ordine delle parole.12 Dizionario di retorica dicono. Dormi! / bisbigliano. antìfora [s. Detta anche chiasmo complicato o antimetatesi. reflexio. → diafora. Anche nell’accezione di inversione dei membri di un’→ antithesis.ubi. sia come successione di due parole costituite dalle stesse lettere ma disposte in altro ordine.livroslabcom.] Procedimento di congiunzione di due idee incompatibili. tu! ‘sei pericoloso. / aunque cualquiera mal haga.] Uso di una parola in una funzione sintattica differente da quella che le è propria. diafora.f. En este país no se lee porqué no se escribe.] Figura retorica (la forma più aggressiva di ironia) in base alla quale una parola.] Figura retorica che consiste nel ripetere due volte le stesse parole.f.: In materia di cappelli. Es. «L’état de conscience est la conscience d’un état» (Sartre). Dormi! Pascoli. La mia sera.→ catacosmesis. → enallage. chiasmo complicato. tale da produrre un capovolgimento del senso. sia come parallelo tra due termini dalle sonorità simili ma in ordine inverso. o no se escribe porqué no se lee (Larra).f. antimetabole.] Secondo la manualistica. O cuál es más de culpar. che dànno l’amaro per dolce e il dolce per amaro! → chiasmo.pt .f. antimetalèssi o antimetalèpsi [s. → antanaclasi. sia nel significato di → antimetabole. antilogìa [s. → enantiosemia. Essa si sostanzia quale tecnica del contraddire: apporto innovativo della retorica sofistica. antimetatesi. Isaia.f. Figura di pensiero. antimerìa [s. 5.] → antipofora. → ossimoro. antimetàtesi [s. sei il contrario di quello che sembri’. es.f. ma con diverso significato. / la que peca por la paga / o el que paga por pecar? (Sor Juana Inés de la Cruz). Dormi! sussurrano. che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre. permutazione. una espressione assume un significato opposto a quello proprio. io non sono affatto difficile.20: Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene. chiasmo complicato. Mi accontento di ciò che c’è di meglio. ipofora. Sei bello. Dormi / mi cantano.

et tutto ‘l mondo abbraccio (Petrarca). Spesso semplicemente sinonimo di → antanaclasis. antipòfora [s. → comparatio.] Lo stesso che → antiprosopopea. antìstrofe o antìstrofa [s. ma bordello! Non fronda verde. anziché ‘con le trecce sparse’). semplice / complesso.] Figura ottenuta dalla permutazione di sillabe o loro gruppi nella stessa parola o in parole diverse. antiprosopopèa [s. L’antitesi è uno dei sei campi figurali (→ campo figurale) entro i quali Arduini comprende tutto l’universo figurale.. lungo / breve”... ma di color fosco..f. ] et nulla stringo. . / non pomi v’eran. → enantiosi. ma stecchi con tòsca (Inf. ma per dimostrare che ne è derivato un bene.f. enallage. ma nodosi e ‘nvolti.] Figura retorica realizzata tramite lo scambio dei casi del nome o dei modi del verbo. ipòfora. prosopopea. Livros LabCom . antipersonificazióne [s. l’ossimoro e il paradosso.] Tecnica retorica che cerca di prevenire le obiezioni dell’avversario.f.78: Non donna di province. antisagòge [s. → casus pro casu.Stefano Arduini & Matteo Damiani 13 antipàllage [s.f. comparazione.f. . 4-6).f. antiptòsi [s. come le opposizioni: tutto / nulla. il rovesciamento. XIII.f.: Pace non trovo. ombra / luce. Anche figura retorica per cui l’oratore ammette il fatto di cui è costituita un’imputazione. VI. l’ironia.] Consiste nella contrapposizione di idee in espressioni di variabile estensione sintattica messe in corrispondenza tra loro. antìstasi [s. et non ò da far guerra [.] Ripetizione di una parola in senso contrario. dianoia. →. di relazione (sparsa le trecce. Purg.] tipologia di → enallage che consiste in uno scambio di casi: per es. → antìfora.f. Es.] → antipersonificazione.] Artificio retorico che consiste nel dedurre da un’affermazione che si ammette vera una conseguenza diversa da quella che logicamente attesa. a quest’area sono riconducibili la negazione. Dante.f. polarità. antìtesi [s. L’uso dell’acc. anima / corpo. Incarnazione dell’antitesi sono gli → antonimi o contrari. / non rami schietti. → contre-petterie.

] Tipologia di antonomasia in cui un nome proprio funge da nome comune: “un Demostene” per “un grande Oratore”.f. facoltà e destini umani a figure immaginarie.] La dimostrazione per assurdo secondo Aristotele.] → antitesi. Così chiamata dal nome del grammatico e retore G. mediante un epiteto (o un nome proprio usato come epiteto) o una perifrasi che esprime una qualità caratterizzante l’individuo nominato. Vossio (XVI-XVII sec. idolopea.] parola di significato contrario ad un’altra → contrario: è l’incarnazione dell’→ antìtesi sul piano delle unità lessicali (piano lessematico). semplice/complesso. antonomàsia vossiànica [loc. antonomàsia [s.pt .livroslabcom.ubi. Opposto a → sinonimo. →. antònimo [s.. 57. → personificazione. Es. apagoresis [s.] l’attribuire aspetto.f. detta dagli Scolastici “deductio ad impossibile”.m. anima/corpo. idolopea.f.) antorismo [s.f. Anche nell’acezione di spiegazione che applica a dottrine non concernenti direttamente l’uomo nozioni dedotte dalla natura o condotta umana. invece che attraverso il nome proprio. www. antropopatìa [s.m.] Lo stesso che → controdefinizione.14 Dizionario di retorica antitopìa o antitopèia [s. XXII.] Figura consistente nel designare una persona. apagogìa o apagòge [s.s. disse ‘l cantor de’ bucolici carmi per Virgilio Dante.m. ombra/luce.] Attribuire agli dei o a Dio i sentimenti e le caratteristiche umane.f. antonimìa [s.f.] Dichiarazione minacciosa tesa ad inibire qualcuno di fare qualcosa. animali e cose. Vedi le opposizioni tutto/nulla.I. Pg. antropomorfismo [s. lungo/breve.f. → personificazione. in particolare l’attribuzione di caratteri umani alla divinità.] Figura retorica in base alla quale una persona è figurata in un luogo dove non si trova → topotesia.

m. L’a. ossia all’enumerazione degli attributi di Dio. apodissi [s. che ne rappresenta perciò la premessa. → praeteritio. Es. sotto l’influenza della sillaba vicina. In particolare. →. o nella sola consonante: mineralogia. io! → reiezione.f.Stefano Arduini & Matteo Damiani 15 apàllage [s. l’ipotesi della reggente. può sostanziarsi nel rifiuto di argomentare le proprie tesi. sia dell’inferiorità dell’uditorio. in teologia essa si sostanzia ad esempio nell’enunciazione di ciò che Dio non è. ossia figura in base alla quale si finge di non voler dire o di negare ciò che poi in realtà si dice o si afferma. inutile. → catafasi. Livros LabCom .f. se fossi in pericolo (protasi)/ti aiuterei (apodosi). ma non è possibile. apòdosi [s. contrapponendosi in tal senso alla → catafasi.] Lo stesso che → preterizione. apodioxis Ricusare qualcuno o qualcosa (ad esempio gli argomenti dell’avversario) in quanto impertinente. apòfasi [s. essa esprime una conseguenza o una conclusione a ciò che viene enunciato nella subordinata condizionale. per aplologia di mineralo-logia.f. →.: Non devo ricevere lezioni da nessuno.] → anantapodoton.] Soppressione di uno o più elementi alla fine di una parola. detta → protasi. apòdoton [s. aristotelica dimostrazione indicante la validità di una proposizione → dimostrazione. di un’intera sillaba. in una parola che etimologicamente dovrebbe avere due sillabe consecutive simili od uguali. prova assoluta. dichiarazione negativa. sia in nome della propria superiorità. L’apocope è un → metaplasmo per → soppressione. apòcope [s.] Dimostrazione. falso o immorale. Può essere chiamata anche → troncamento. aplologìa [s.f. spiegare la situazione).] Figura retorica che consiste nell’alterazione dell’ordine logico di successione dei concetti o nell’interposizione di una proposizione nel costrutto (per es. assurdo.] Proposizione principale del periodo ipotetico.] Caduta. contr.: vorrei. identica nella consonante e vocale. Ad esempio: se mangiassi molti dolci (protasi)/ingrasserei (apodosi).f.f. Altresì nella accezione di negazione.

all’esaltazione) dello scrivente. Sin. apòlogo [s. poi che se’ sì grande / che per mare e per terra butti l’ali / e per lo ‘nferno tuo nome si spande! (Dante. www. apologismo [s. solitamente tesa a dimostrare di essere sopraffatti dall’emozione. Anche intesa quale procedimento finalizzato a dimostrare la falsità di una tesi mettendo in evidenza un caso che la tesi in questione renderebbe insolubile.] Breve racconto in prosa (o in versi) avente fini morali. favola. XIX). XXVI).m. di Menenio Agrippa → allegoria. interruptio. XVII). invocazione. Inf.: Godi. (Inf.] Interruzione improvvisa del discorso (essa si realizza dunque nelle forme dell’→ ellissi).m. . Fiorenza.f. che conservi sani. parabola.f. come disse Cesare: “ veni.m.16 Dizionario di retorica apoftègma [s. dimostrando l’ugual valore di duer ragionamenti contrari. exsuscitatio. esposizione delle circostanze e delle motivazioni. Esecrazione: O Simon mago. si vivo. essa si realizza nella improvvisa ‘svolta’ prodotta dall’atto di chi inaspettatamente rivolge il discorso.] Solitamente intesa a suscitare pathos. sospensione. a volte. .] È il sillogismo dubitativo che ginge alla → contraddizione.: ego te. in maniera viva e diretta. dunque eufemistica o minacciosa.] Difficoltà interpretativa che si manifesta in presenza di ragionamenti logici contrari ma del medesimo valore.: l’a. vici”. vidi. aposiopèsi [s. → allocuzione. o miseri seguaci. / dopo tanto veder. Es. di una determinata idea o concezione. → reticenza.livroslabcom. → dubitatio. XXXIII).. apòstrofe [s.f. aporìa [s. Es. Essa è caratterizzata dalla presenza di vocativo e/o imperativo.f. li affetti suoi (Par. . lettor. esecrazione. aporèma [s. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia (Purg. regina.: Mio caro. a persona altra rispetto al destinatario (naturale o convenzionale) del discorso stesso. Es. Invocazione: Ancor ti priego.pt . apologìa [s. ! (Terenzio).] Giustificazione.] Detto memorabile nell’aneddotica classica. Allocuzione: Ricordati.] Scritto argomentativo volto alla difesa (ma anche. che puoi / ciò che tu vuoli. sono stato impeccabile.m. Es. .ubi. furcifer.

un uomo) che interviene a modificare la situazione con l’azione (ad es. ossia l’appropriatezza del discorso alla situazione ed al raggiungimento dei fini prefissi. Es. arcaismo [s. iperzeugma.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.] Entità concepita impersonalmente (il fato. → situazione.f. aggiunto all’insieme dato.m.f. appropriatézza [s. aptum [s. vetustas. sovente non utilizzata senza giustificato motivo quale ad esempio un’ intenzione di preziosismo stilistico → anacronismo. ho incontrato il coso.] Forma linguistica non più attuale e contrastante con le consuetudini vigenti. Abuso di termini troppo vaghi e di significato esteso. che esprime approvazione. ad una conclusione → argumentatio. Mentre per quest’ultima è sufficiente indicare in base a Livros LabCom . → conveniente.: Dammi quel coso.] La virtus dispositionis o aptum. un omicidio). convenienza.m.Stefano Arduini & Matteo Damiani 17 apozèugma [s. da un lato. dall’altro. appositio [s. àrbitro della situazióne [loc. quale conseguenza logica. apposizione.m.m.] Di discorso. per pigrizia. Raddoppio e pianti e rinnuovo e sospiri (POLIZIANO) → zeugma.] Discorso che consta di una serie di proposizioni tendenti. approvativo [agg. la lettura della sentenza di un processo). dimostrazione. indica ciò che risulta conveniente sia nella sfera esterna che in quella interna all’opera.f. → adiectio. da cui il verbo cosare. → impprobativo.] Uso non preciso delle parole. finora escluso.] Elemento nuovo. argomentazióne [s. la sua conformità alle regole. l’→ argomentazione può essere propriamente definita in contrapposizione alla concezione classica della dimostrazione. per scarsa conoscenza.] Figura per cui verbi di significato analogo reggono più costrutti che potrebbero essere retti da uno solo di essi. prova. /All’interno del quadro teorico elaborato da Perelman.f. oppure con il discorso (ad es. approssimazióne [s. e più in particolare alla logica formale che si limita all’esame dei mezzi dimostrativi di prova.s. il caso) o personalmente (Dio.

di C. I. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata (e non importa. dewww. sia quella di ciò che lo definisce. pensieri divini. costruiti a immagine dei principi logici: a. Trattato dell’argomentazione. dunque. di favorire l’adesione di un uditorio a determinate tesi. la → nuova retorica di Perelman.18 Dizionario di retorica quali procedimenti la proposizione da dimostrare possa essere ottenuta come espressione ultima di un seguito di deduzioni.livroslabcom. E. prive di ambiguità (le → premesse dell’argomentazione difficilmente si definiscono in maniera univoca). risultati dell’esperienza o postulati dell’autore). così come concepita nel quadro della → nuova retorica di Perelman. cioè. pp.ubi.m. definita come “teoria dell’argomentazione”. vol. Nell’argomentazione l’identità è posta attraverso la definizione che stabilisce sia l’identità di ciò che è definito.] La → argomentazione. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. qui non si ha a che fare con asserzioni univoche. Quando ad esempio un dirigente comunista definisce il proprio partito come “il partito della classe operaia” sta identificando il partito con la classe degli operai. it. al fine. Mayer. argoménti [s. 15 – 16). può avvalersi di tre tipologie di argomenti: 1. M. Torino.pt . incompatibilità: è modellata sul principio logico della noncontraddizione (“se la proposizione A è vera la sua negazione [˜A] è falsa e viceversa”) e stabilisce la necessità di opzione tra due asserzioni (ad esempio le disposizioni legali che impongono di scegliere fra incarichi pubblici e proseguimento di attività private). Naturalmente però. Schick. nuova retorica. → argomenti. questo non è il caso di un argomento retorico. b. da dove provengano questi elementi. trad. 1966. significa anzitutto prendere in considerazione le condizioni psichiche e sociali senza le quali l’argomentazione rimarrebbe senza oggetto o senza risultato. Mentre una identificazione logica non è oggettivamente soggetta a discussione.pl. completa la logica. al logico formalista. a differenza della logica. Lucie OlbrechtsTyteca. In particolare. premesse della argomentazione. ogni argomentazione mira “all’adesione delle menti e presuppone perciò l’esistenza di un contatto intellettuale”: argomentare. Einaudi. definizione: è l’argomento retorico corrispondente al principio logico della identità (“A è A”). Argomenti quasi-logici. Barassi. (Chaïm Perelman. se siano verità impersonali.

ad esempio. fa notare che il tutto nazionale si divide in parti con le loro proprie identità e differenze rispetto al tutto. lo Stato lo obbliga per legge. reciprocità: l’argomento di reciprocità si fonda nello stabilire una relazione di simmetria tra due situazioni. Un caso particolare di argomento fondato sull’identità può essere considerato il principio “tutti i cittadini sono uguali (identici) di fronte alla legge” opp. Ad esempio: “gli amici dei miei amici sono miei amici”. inclusione. d. È l’argomento frequentemente utilizzato. divisione: la relazione tra un tutto e le sue parti sta alla base di due tipi di argomenti che operano enfatizzando ora l’inclusione delle parti nel tutto. Così. e. il cittadino. nel primo caso. salario uguale”: si tratta in questi casi di una identità parziale. transitività: Perelman definisce la transitività come una proprietà formale di certe relazioni la quale permette di passare dall’ affermazione che la medesima relazione esiste fra i termini a e b. ma la definizione di libertà diverge a seconda dell’interlocutore (antico è il dibattito circa il contenuto della libertà: libertà formale o concreta?). si accentua la inclusione delle diverse regioni nel tutto costituito dalla nazione. Quando il cittadino ritarda il pagamento. “gli alleati dei miei alleati sono i miei alleati”. c. Il dibattito sorge allorquando abbiamo a che fare con differenti definizioni di un medesimo termine. d. nella relazione tra il contribuente e lo Stato per ciò che concerne il pagamento delle imposte. nel secondo). postulata relativamente a determinati aspetti (la legge. alla conclusione che suddetta relazione esiste tra i termini a e c. e fra i termini b e c. viceversa. Di contro. Così. il lavoro ed il salario. utilizza questo argomento quando è lo Stato che ritarda un pagamento. quando qualcuno difende la regionalizzazione. “a lavoro uguale. L’uso argomentativo della definizione presuppone però la possibilità di una pluralità di definizioni: lo stesso dirigente comunista definirà il proprio partito come “partito democratico”. Livros LabCom . ad esempio.Stefano Arduini & Matteo Damiani 19 terminando che l’essenza stessa di tale organizzazione politica risiede in suddetta classe. quando ad esempio si vuole argomentare a favore del centralismo e contro il processo di regionalizzazione. il termine “democrazia” è utilizzato diversamente in una argomentazione a seconda della definizione che gli è presupposta: la democrazia è sì comunemente identificata con la libertà. comparazione: è l’ argomento che pone a confronto realtà differenti per sostenerne una in relazione ad un’altra. ora la divisione del tutto nelle sue parti.

a partire da casi particolari: a. con lo stesso argomento si stabilirà una relazione di coesistenza tra un criminale e i suoi atti criminosi. nella relazione di coesistenza gli elementi stanno su livelli distinti e la dimensione temporale è irrilevante. gli argomenti che si applicano alle relazioni di successione che legano un avvenimento alle sue cause ed alle sue conseguenze. La relazione causale (causa-effetto) è. ponti. È questo il caso delle argomentazioni per cui gli atti compiuti coesistono con la persona che li compie (un politico stabilirà così una relazione di coesistenza tra la sua persona e gli atti che gli converrà porre in risalto come manifestazione di sé: strade. bensì da ciò che l’uditorio ritiene essere reale. l’individuo in questione non era “nel pieno uso delle proprie facoltà mentali”. il prototipo della relazione di successione.ubi.livroslabcom. Gli argomenti che fondano la struttura del reale contraddistinguono una argomentazione che opera come per induzione. gli argomenti che usano una relazione di coesistenza tra una essenza e le sue manifestazioni. viceversa. Mentre nella relazione di successione gli elementi si situano al medesimo livello dentro una relazione temporale. ossia proponendo modelli. ossia che. esempio: www. nel momento del crimine. Gli argomenti fondati sulla struttura del reale. illustrazioni. che si costruiscono non a partire dal fondamento ontologico della realtà. 3. si rivolge l’attenzione agli effetti che esso produce (quando dalla criminalità [causa] si discende all’insicurezza sociale [effetto]).20 Dizionario di retorica Ad esempio. per così dire. Dato un avvenimento (ad esempio il problema della criminalità) si cercano cioè di individuare una o più cause che lo determinano (quando si mette in relazione la criminalità [effetto] alla droga [causa]) o. utilizzano la struttura del reale per istituire un legame tra opinioni stabilite circa suddetta struttura ed altre. esempi.pt . b. Essi si suddividono in due gruppi: a. buone leggi ecc. a proposito delle quali si tenta di convincere l’interlocutore. stabilendo generalizzazioni e regolarità che fondano ciò che si accredita essere la struttura del reale socialmente costruito. a meno che egli non sia considerato non imputabile: in questo caso l’argomentazione consisterà proprio nel dimostrare che la coesistenza non esiste. 2. vale a dire che l’atto commesso non era manifestazione della sua essenza in quanto persona cosciente e libera). quando si dice che Aveiro è la Venezia del Portogallo si stanno comparando due città al fine di ottenere la valorizzazione dell’elemento più “debole” della comparazione.

] Ciò di cui si parla. → premesse della argomentazione. Le prove si presentavano sotto forma di due Livros LabCom . le debolezze.m. Perelman: “gli esempi servono per provare la regola. durante la demonstratio. a dimostrazione appunto delle argomentazioni presentate all’auditorio. San Tommaso definiva la prova come: “ciò che convince la mente a dare a qualcuno il proprio assenso”.] Rappresenta la dimostrazione della validità di una tesi. chiara. o della persona alla quale ci si rivolge. a sostegno delle proprie tesi.Stefano Arduini & Matteo Damiani 21 l’esempio pretende di operare una generalizzazione stabilendo una regola a partire da un caso concreto.m. le illustrazioni per renderla chiara”. equivale a → tema e si contrappone a → rema. in seguito l’oratore era portato a contrastare e controbattere le tesi del suo avversario in una seconda fase detta appunto confutatio o reprehensio.) →.s. argomènto ad hominem [loc. modello: l’uso del modello all’interno dell’argomentazione mira a sollecitare l’imitazione del modello stesso. previamente riconosciuto. argoménto probante [loc.s. Le prove dovevano essere esibite dal retore nel corso della fase centrale del discorso oratorio. illustrazione: è l’ argomento che rinforza l’adesione nella credenza in una regola già stabilita. di un personaggio illustre. b. ecc. Perelman: “il valore di una persona.m. Significa illustrare la regola con casi particolari che possano renderla viva.] Ragionamento che si basa sulle caratteristiche. costituirà la premessa da cui si trarrà una conclusione preconizzando un comportamento particolare”. c. Il caso concreto di un immigrato implicato in un crimine è così utilizzato come argomento per generalizzare e stabilire una regola secondo la quale tutti gli immigrati sono criminali. Il comportamento di un “grande” uomo è frequentemente utilizzato come modello che si pretende susciti imitazione.m.s. l’autore adduceva le prove con le quali avvalorava il suo discorso persuasivo. i difetti e anche i pregi dell’avversario. argoménto [s. le manchevolezze.] Ragionamento in base al quale si attribuisce valore probante all’opinione di una figura autorevole (un’esperto. Tale operazione si componeva di due passaggi: nel primo momento della confirmatio o probatio. argoménto d’autorità [loc. di un maestro.

→ confermazione.] Cercare di rendere col suono delle parole il suono o la voce di ciò che si vuol rappresentare. Vedi anche → argumentatio/argomentazione. argumenta [s. che portano ad una conclusione come loro logica conseguenza. incontrovertibili o congetturali. per poter organizzare e presentare efficacemente il suo discorso retorico.ubi. sentenze precedentemente emesse dal tribunale.f.s. che derivavano dalla capacità argomentativa dell’oratore. armonìa imitativa [loc. www. b) prove non tecniche o extra-tecniche: non erano frutto della retorica e comprendevano l’insieme delle testimonianze. 2.] Quintiliano definisce la retorica come ars bene dicendi. → onomatopea. ai fini della persuasione del destinatario. si riferivano a fatti reali o fittizi.f. Secondo Aristotele. le argomentazioni potevano essere classificate in base alla plausibilità o alla certezza delle premesse. per giungere invece ad uno che ne aveva bisogno. quindi erano costruite secondo le regole dell’arte retorica.pl.m. inteso come qualità innata. purché considerati verosimili. quindi da una premessa probabile. Rappresenta l’insieme delle conoscenze e competenze tecnico-linguistiche che deve possedere l’oratore (vir bonus dicendi peritus “uomo onesto esperto nell’eloquenza”. dimostrazione. Tale distinzione rimane valida per la logica moderna. ars [s. ricavate per via induttiva (exempla). Catone) assieme all’ingenium. argumentatio [s. confessioni. 3.pt .22 Dizionario di retorica tipologie: a) prove tecniche. → confutazione. ricavate per via deduttiva (argumenta). → prova. identificando come puro esercizio dialettico la prima tipologia ed attribuendo invece valore scientifico alle corrette deduzioni. di fatto (signa) necessarie o non necessarie.] Essi corrispondono ai → loci. Queste potevano essere: 1. → tecnica retorica. dedotte da indizi o tracce.f.livroslabcom.] Designa un discorso composto da una serie di proposizioni. si fondavano sulla costruzione logica deduttiva del → sillogismo o → entimema ed erano concepite per portare il pubblico non al vero bensì al verosimile: l’oratore partiva così da un punto che non aveva bisogno di essere provato. o luoghi della memoria dove si trovano le idee (→ res) o pensieri.

ars recte loquendi [loc.f. assunta nel tardo medievo tra le arti del → trivium e fondata sulla eredità clssica e sulle seguenti acquisizioni dell’oratoria cristiana. lett.f. a seconda se si basano su argomenti razionali o legati alle Sacre Scritture. ars dictandi. contenente teorie e modelli di stile oratorio. fondata sullo studio e sull’esperienza.f. → tesi. artes poetriae [loc. Nella metrica greca. arte [s. cioè del nostro “comporre”. Tra gli autori illustri di questa tipologia di composizione rammentiamo: Gaufrido di Venesauf.] Facoltà (→ facultas).s. inglese.f. mentre in quella latina il tempo forte. In essa le prove vengono chiamate. arsi [s. convenzionalmente indicato mediante accento acuto. ars memorativa [loc.] Sillaba su cui cade l’accento principale o secondario di una parola. propria a chi con successo svolge attività convenzionalmente ritenute rilevanti per la società.f.] Terminologia latina per → mnemotecnica. Particolarmente interessante è inoltre l’opera di Alberico da Montecassino: “Flores rethorici o Dictaminum radii”. trasmettendola il maestro alle nuove generazioni.f. ai discepoli.s. autore di un’ars dictaminum in esametri latini. → confirmatio rationalis.s.pl.] Terminologia latina per → grammatica.Stefano Arduini & Matteo Damiani 23 ars dictandi [loc. ha permesso agli studiosi di poter interpretare in maniera più precisa i manoscritti medievali. →.f. confirmatio scripturalis. • ars dictaminis. rappresentava nel basso periodo medievale una sorta di “guida alla retorica” ad uso scolastico.] La → predicazione cristiana.] → mnemotecnica. arte mnemònica [loc. ars praedicandi [loc.s. anche inerenti all’utilizzo dell’interpunzione.] L’ars dictandi (conosciuta anche come Summae o Rationes dictaminum).f. attivo nei secoli XII – XIII e proveniente dall’autorevole Scuola di retorica di Bologna. proprio quest’ultima indicazione. il tempo debole del piede.] → artes sermocinales. Livros LabCom .s. L’arte diventa oggetto d’insegnamento. “arte del dettare”. mirando alla perfezione (→ virtus) nell’espletamento di pratiche non governate né dal naturale processo fisico (→ natura) né dal caso (→ casus).s.

la geometria. retore del III sec. L’Asianesimo è sfiorito nel I sec. quando si è imposto un altro indirizzo letterario. Nell’ambito linguistico greco. quando ha inizio. quali: l’aritmetica.] Le arti cosiddette “sermocinali”. a. Facevano invece parte del quadrivio (→ quadrivium) le arti della misura.ubi.) → stile asiano. climax..C. in favore di forme ed espressioni che sfuggono alle regole ed esaltano l’ispirazione. si identificavano con quella branca delle arti liberali. l’astronomia. artificiosità del dire. l’evasione dai rigidi schemi di simmetrie. stile asiatico. che ha conosciuto a Roma il favore di personaggi illustri come Q. libero dal rigore e dalla estrema purezza della lingua greca. artifìcio retòrico [loc. o artes poetriae.] Ricercatezza.pt . che prendeva il nome di trivio (→ trivium): vi appartenevano tutte quelle discipline che riguardavano lo studio del linguaggio.a.] Lo stesso che → gradatio. competitore di Cicerone.24 Dizionario di retorica artes sermocinales [loc. dette “reali”.C. quello dell’ → atticismo. www.m.m. a seguito delle conquiste di Alessandro Magno. la dialettica (→ dialectica) e la → retorica. nell’ambito della cultura greca. asianèsimo [s. artificialis ordo → ordo artificialis.m. esuberante.C. ciò ha portato all’introduzione di nuovi vocaboli e costruzioni. asiano. → asiano. Egesia di Magnesia. Ortensio Ortalo.livroslabcom. uguaglianze e proporzioni linguistiche.pl..] Fenomeno coinvolgente sia la sfera letteraria che linguistica.s. quindi la → grammatica. a. in campo letterario. che sostiene l’uso di uno stile che mira al pathos ed alla musicalità. Questo evento ha portato. il processo di inserimento delle popolazioni d’Oriente. asiàtico (stile a. è stato tra gli iniziatori di tale corrente. NB: Una voce un po’ da enciclopedia storica.f. quindi la libertà. proprie della Scuola di Pergamo. prevalentemente usati nella lingua quotidiana. dove abbondano gli artifici e le figure retoriche e dove si sostengono le teorie dell’→ anomalia. ascensus [s.s. all’affermazione di un nuovo indirizzo della retorica. che si è imposto a partire dal III sec. la musica. di importanza capitale nel Medioevo per la formazione culturale di intellettuali e funzionari.

m. l’a.] L’asindeto in cui. Nella sistematizzazione operata da Lausberg.] Indica l’assenza di congiunzioni tra frasi o loro membri.s. l’a. → asindeto. avversativo. asindeto esplicativo.m. assonanza [s.] L’asindeto per semplice somma di membri.] → assurdità.m. → asindeto. causale. esplicativo. → asindeto.] Introdotto da avverbi come ‘perciò. → asindeto. asìndeto sommativo [loc. il primo o l’ultimo dei membri fungono rispettivamente da introduzione o da ricapitolazione.] L’asindeto la concatenazione dei cui membri è atta a spiegare i motivi di un’azione. asìndeto avversativo [loc. o dei quali parla. asìndeto additivo [loc. assurdo [s.m.s. sommativo. conclusivo o consecutivo. è l’asindeto il cui l’ultimo membro rappresenti altresì la conclusione del pensiero espresso. umile – simile. l’a. l’a. → asindeto. asìndeto conclusivo o consecutivo [loc.m. disgiuntivo.s. l’asindeto può tipologicamente differenziarsi in → asindeto additivo.] Pratica per cui l’oratore si associa a coloro ai quali si rivolge.s.f. fame – pane.] Identità nelle vocali di due lessemi vicini nel periodo o in fine di versi successivi. → asindeto. quindi’. l’a.s.s.] Variante dell’→ asindeto causale finalizzata ad incrementare la chiarezza e la comprensibilità di un’espressione.s. → asindeto. asìndeto causale [loc.f.m. l’a. asìndeto disgiuntivo [loc. soldato – ubriaco. Es.m. amore – dolere.Stefano Arduini & Matteo Damiani 25 asìndeto [s. Livros LabCom . asphalia Offrire garanzia. paradosso.] L’asindeto i cui membri esprimono fra di loro un contrasto. asìndeto esplicativo [loc. associazióne [s.] L’asindeto i cui membri rappresentano altrettante alternative.m. trovandosi in antitesi di pensiero. Forma di rima imperfetta. spesso a vantaggio di altri.m.

Sinonimo → attenuazione. della simmetria e della regolarità delle espressioni e segue i criteri della semplicità. tale da determinare una sua reazione: es.pt .f. d.] Pertinente alla → quaestio infinita. complicato. oratori e influenti personaggi della vita politica. in particolare esso si concretizza nella lode o lusinga celate sotto l’apparenza del biasimo o del rimprovero.] Corrente stilistica opposta all’→ asianesimo. tra i quali spicca Giulio Cesare. Ha suscitato notevole interesse a Roma. riprova!.] Atto linguistico che vuole provocare un effetto sull’ascoltatore. atto perlocutòrio [loc. → concreto. in ambito linguistico. affermatasi nel I sec. sino alla composizione del trattato “De analogia”.ubi.s. litote.] Di testo difficile a comprendersi in quanto eccessivamnete astratto. dove si è imposto per secoli all’attenzione di autorevoli scrittori. sull’esempio di Lisia.] L’attrazione di significato fra paronimi che dà luogo alla → paronomasia.. è un’arguzia ingegnosa atta a far intendere l’opposto di ciò che si dice. ma relazionato ad una classe di persone o circostanze tipiche di un contesto spaziotemporale. è il riferimento ad un oggetto astratto. alla purezza e razionalità dello stile greco proprio del periodo attico.f.26 Dizionario di retorica asteismo [s. nei “Commentari”. → minutio. → perlocuzione. che ha aderito alle regole attiche nelle “Orazioni”.s. www.] In generale l’a. → antifrasi.m.: coraggio.m. influente oratore ateniese. astratto [agg. dell’ordine e della chiarezza dello stile. Diminuire in ampiezza e in intensità sia la materia di un discorso sia l’espressione.m. dunque non considerato nella sua concretezza ed individualità.] Il contrario dell’→ amplificazione.livroslabcom. oscuro. che racchiude in sé l’idea della proporzione. attrazióne paronìmica [loc. conciliatio. atticismo [s. → sinchisi. astratto attenuatio [s. è fautrice di una tendenza che sostiene l’importanza del ritorno. tortuoso. astruso [agg. Tale indirizzo ha ripreso dai grammatici alessandrini il concetto di → analogia (opposto a quello dell’→ anomalia).C.

f. L’ a. → autorità.] Uso della lingua orientato alla → consuetudo storicamente fissata nella tradizione letteraria (gli autori noti: i classici). → ornatus.s.m. è un caso speciale di incompatibilità come contraddizione.] Eccessiva ricerca di originalità cercata dall’oratore rispetto all’ambiente e al genere del discorso. ecc. ma una regola alle conseguenze derivanti dalla sua stessa affermazione”. si realizza nel dubbio integrale. come accade anche nell’espressione: so di non sapere.f. anomalia. Discorso improvvisato. autorità [s.] Eccesso di straniamento quale ad esempio si riscontra in una metafora non abituale riguspetto la consuetudo. autoapòstrofe [s. aversio [s. dopo aver fallito la convinzione dell’avversario. spesso concretizzantesi in un giudizio di condanna dell’uso empirico attuale della lingua.Stefano Arduini & Matteo Damiani 27 auctoritas [s.m. superioris rei correctio. Improvvisazione. Lo stesso che → auctoritas. praecedens correctio. L’oratore se ne può scusare con la → correctio. Essa corrisponde all’→ audacior ornatus. del modo di esprimersi. autoschediasma o autoschediasmo [s.] Apostrofe rivolta dall’oratore a soggetti che non siano quelli presenti.] Fra quelli presentati da Perelman.] Il prestigio di cui gode una persona derivante da una riconosciuta eccellenza delle idee. Nell’ autofagia “l’incompatibilità non contrappone fra loro regole differenti. che porta a dubitare del dubbio stesso.] L’apostrofe diretta a sé stesso. → improvvisazione. del modo di scrivere. Livros LabCom .] Costruzione evanescente basata su un’invenzione aneddotica. Il ragionamento si ritorce su se stesso. Lo stesso che → apostrofe. il genus elocutionis o l’ambiente sociale (simile longe ductum: metafora attinta di lontano).f.f. audàcia [s. audacia.f. analogia. o nello slogan: vietato vietare. audacior ornatus [loc. autofagìa [s.f.

antitesi.f. Parole contrarie al buon gusto.] Lo stesso di → barbarismo.f. bischicium (sec.pt . brachifonìa [s.ubi. barbarolèssi [s. → perissologia. frase o idea. calembour. → fastidium. omeologia. polulogia.] Impiego di parole fonologicamente e/o morfologicamente malformate in relazione alle regole di una lingua data.] Atteggiamento favorevole del giudice e dell’uditorio. periodo. spesso noiosa e pedante.f.] Ripetizione inutile. al fine di rivolgersi a possibili conseguenze (riferite ad un tempo futuro) degli avvenimenti narrati.m. Artificio stilistico e retorico che si basa su giochi di parola e consente di raggiungere particolari effeti fonici o comici e satirici. → captatio benevolentiae. trovandosi in opposizione l’una all’altra pur rimanendo legate alla totalità. di una stessa parola. paronomasia. B barbarismo [s.f. isocolo. bipartizióne [s.: Siccome non c’era posto. alcuni non si sono potuti sedere e sono rimasti in piedi. battologìa [s. Es. pleonasmo.] Sentimento sfavorevole all’oratore da lui suscitato nel suo uditorio: disgusto. bistìccio [s. tautologia.: amore amaro. Es. Implica un giudizio negativo → barbarolessi. www. abbreviazione di una parola o di un nome.f.] Si produce quando l’oratore.livroslabcom. Apre la porta e porta inaspettata guerra (Tasso).] Pronuncia abbreviata. operando una → digressione.XIV) che significa “inganno”]. si distacca da una materia trattata. chi non risica non rosica. → Annominazione.m. benevolentia [s.] Suddivisione in due parti le quali. avversióne [s.s. mediev. consentono di accentuare la tensione e la forza dell’intero sistema.f.f. antipatia. ripugnanza. → tripartizione.28 Dizionario di retorica aversio a materia [loc.] [lat. ricercato dall’oratore soprattutto all’inizio del discorso.

assieme all’→ ellissi ed all’→ asindeto. concisione.f. laconica brevitas. brevità. Esempi illustri dello stile laconico e conciso sono le opere di Cesare. escrologia. aforismi.: Chi vuole accompagnare i ragazzi in gita? S’offre (che può essere inteso soffre) il prof. cacenphaton Espressione fastidiosa. Rientra in questa seconda possibilità il caso in cui più parole possano essere associate o dissociate originando confusione di significato.Stefano Arduini & Matteo Damiani 29 brachilogìa [s. le numerose comunicazioni pubblicitarie. Rossi. forme eccessivamente allitteranti). Ungaretti.] Riduzione del discorso all’essenziale. si esprimono. imperatoria brevitas. versi liberi). Livros LabCom . no party. cacofonia. ma soprattutto di Tacito. Es.f. comunque facilmente comprensibili nell’insieme del contesto. → figura per detractionem. C cacenfaton. che hanno la capacità di produrre un effetto quasi oscuro. Con una diversa intenzione. che affidano proprio all’immediatezza e concisione del testo la validità del messaggio che intendono trasmettere. Si presenta nella forma di costrutti sintattici concisi. partecipa anche tu al grande concorso: in palio 100 fantastiche Vespa. → aiscrologia. sentenze. per l’orecchio e/o per lo spirito. per risultare maggiormente efficace ed incisivo. “Allegria di naufragi”.] Appartiene. no comment. che si sostanzia in una modalità d’espressione deliberatamente oscena (come in alcune forme di linguaggio triviale) o cacofonica (ad es. Alcuni esempi: un abito: un’emozone. brevitas [s. poiché in essa avviene l’eliminazione di elementi propri dell’enunciato. no Martini. attraverso la soppressione di alcune sue parti (→ figura per detractionem). ecc. come è particolarmente visibile in alcune tipologie di enunciati: motti. alle volte volutamente indecifrabile. alle cosiddette “figure di omissione o soppressione”. come nel linguaggio dell’ermetismo: E subito riprende / il viaggio / come / dopo il naufragio / un superstite / lupo di mare. (G. nel panorama culturale contemporaneo. → brachilogia. no logo.

In questo senso una cultura è non solo il prodotto di una serie di fatti e processi. Il mondo è comprensibile solo attraverso tali strategie e comportamenti e la difficoltà ad accettare altri mondi deriva dalla difficoltà ad adattarli a quelli che ci sembrano strategie e comportamenti comunicativi “normali”. sciatta e confusa. Arduini ne individua sei: metafora. ossia come la vasta area delle esperienze e delle conoscenze trasformata in comportamento retorico-comunicativo acquisita dall’individuo.pt .] ant. metonimia. cacologìa [s.s.m.livroslabcom.m.] È definito da Arduini come il territorio che rende possibile il singolo → fatto retorico (il singolo evento retorico-comunicativo). propri di una determinata cultura.30 Dizionario di retorica cacofonìa [s. concernenti ognuno un singolo settore di quella medesima cultura. sineddoche e ironia. → escrologia.m. metonimia. ma anche di una serie di strategie e comportamenti comunicativi che rendono leggibili questi eventi. sineddoche. campo figurale [loc. o cattiva collocazione. www.ubi. cacosìnteto [s. Oltre a CR generali. dissonanza. Il CR costituisce al tempo stesso la memoria retorico-comunicativa di una cultura ed il suo identikit.] Esposizione difettosa.m.s. campo retòrico [loc.f. → vitium.f. Secondo Vico i campi figurali sono quattro: metafora. bisticcio.f. o comunque in contrasto con l’abituale logica discorsiva. dalla società e dalla cultura nel corso della propria storia. Anche cattivo gusto nella scelta dei termini o delle metafore. calembour [s. va osservata l’esistenza di CR locali.] Occorrenza di suoni che per la loro ripetizione.] Lo stesso che → gioco di parole. che al fine di disgustare l’uditorio. o smania imitativa (in cui si incorre quando ad esempio ci si esprime utilizzando termini stranieri per sembrare dotti/e). Incongruenza di costruzione sintattica o logica. cacozelìa [s. producono un cattivo effetto sull’ascoltatore.] Area entro cui collocare parte dell’universo figurale. antitesi. ripetizione ed ellissi.] Affettazione stilistica. sia con l’intento di fare apparire i fatti peggiori di quello che non siano.

Es. → anticlimax.Stefano Arduini & Matteo Damiani 31 captatio benevolentiae [loc. si estende fino ad includere l’enunciazione nel corretto ordine cronologico). Es.m. bensì. catacrèsi o catàcresi [s. Il collo della bottiglia. → gradatio. → benevolentia.m.] Uso estensivo di un termine già esistente nella lingua. abuso. casus pro casu [loc.] «Tentativo di guadagnarsi la benevolenza». Nel linguaggio corrente la locuzione denota il tentativo di guadagnarsi un atteggiamento benevolo da parte di determinate persone.] o schema per casus [loc. che può ad esempio realizzarsi allorquando sotto la grettezza dell’espressione voglia celarsi un complimento (→ asteismo). Locuzione altresì impegata nel linguaggio giuridico a proposito di colui che con raggiri e blandizie. così. In teologia essa Livros LabCom .s.] Un tipo di allegoria consistente in una facezia. come verbum proprium: ‘parte del corpo che nell’uomo ed in alcuni vertebrati unisce il capo al torace’.: Il sole e la luna. Una delle deviazioni dalla sintassi corretta. cercare di accattivarsi la favorevole disposizione e la benevolenza del giudice alla causa di parte rappresentata nel discorso.f. ordo. nella quale si enunciano esplicitamente le qualità negative sulle quali poi l’oratore sorvolerà.s.] Forma di preterizione. poi lo portò a compimento. Anche intesa quale risposta beffarda ed accattivante. climax. il termine ‘collo’ non significa. il letto del fiume. in uno scherno.s. nella locuzione ‘collo di bottiglia’. solitamente per ovviare a lacune del sistema. → antiptosi. Per prima cosa egli pianificò l’omicidio.f. anabasi. abusione. tenti di suggestionare a suo favore la volontà del testatore. le gambe del tavolo.m. quale catacresi: ‘parte superiore e assottigliata della bottiglia’. (Il concetto di c. catacosmesis Si ottiene ordinando i termini in serie decrescente per importanza. acirologia. carientismo [s. catàfasi [s. → abusio. dolore. Utilizzata per enfatizzare umilizazione. climax discendente.f.] Scambio di casi. avente lo scopo di addolcire parole piuttosto ruvide. filofronesi. la vita e la morte. catàbasi [s. ecc.] L’opposto di → anabasi.f.

stabilire cioè se essa appartiene al genere epidittico. ossia all’enunciazione di ciò che Dio non è. L’oratore deve essere in grado di analizzare la causa nei suoi diversi aspetti.] Figura retorica che consiste nel ripetere la parola o le parole finali del verso precedente nei versi succcessivi. assumono un effetto intimidatorio. che è stato classificato in quattro categorie: → status coniecturae. → ominatio. → praeteritio. formando pertanto una specie di incrocio a ics (che risulterebbe più evidente se AB e BA fossero collocati su due righe sovrapposte).m. catàfora [s. → anadiplosi. deliberativo o giudiziario. Gli elementi (AA o BB) possono essere uguali (cento figli – cento figli). catàstasi [s. → status translationis. e si contrappone all’apofasi. diviene oggetto peculiare del discorso retorico. o in forti antitesi (pace www. Minaccia. quindi ne deve innanzitutto determinare la tipologia. apofasi. concertativa. causa [s. occorre inoltre comprendere il carattere della causa. → status qualitatis. perspicuitas. → epitasi. Rappresenta la controversia. che può essere simplex.f.f. → status finitionis. chiasmo [s. Così. o parte di un pezzo di teatro in cui il nodo dell’intrigo è nel suo punto massimo. parole come «Scusa ?!».] Sequenza di almeno quattro elementi. che si dispongono secondo uno schema del tipo AB-BA.f. cataplexis [s. se pronunciate con un certo tono.f. concatenazione. catena [s.livroslabcom. la quale. coniuncta.] → climax. «Come ?!». chiarézza [s.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.] È l’oggetto di un processo. ellissi cataforica.] Intimidazione. correlati fra loro. si contrappone all’→ anafora. o correlati in ripetizioni più o meno sinonimiche (i cavallier – l’arme).ubi. la → quaestio finita (o hypothesis).pt .f. nonché lo status quaestionis (→ status causae). sottoposta all’esame dell’oratore durante la fase preliminare di → intellectio. minaccia. il suo stato di credibilità e la sua struttura.f.] Momento ritardante dell’epitasi.32 Dizionario di retorica consiste nell’enumerazione degli attributi di Dio.

Non si vive per mangiare / ma si mangia per vivere b.] Incrocio con scambi nell’ordine delle parole che può provocare un capovolgimento di senso.] Incrocio di elementi fonetici.] Incrocio che può coinvolgere intere frasi. ove la corrispondenza riguarda parole e sintagmi (come nell’esempio ariostesco). 1). gli amori (Ariosto. Le donne. Chiasmo o antimetàbole. Bellum Catilinae) b. con incrocio di intere frasi (es 1).m. il chiasmo semantico: con parallelismo sintattico (e delle classi di parole) e specularità delle corrispondenze di significato: chi ha pane (protasi) non ha denti (apodosi) e chi ha denti (protasi) non ha pane (apodosi). Gli effetti stilistici del chiasmo si manifestano nell’avvicinare. il chiasmo si divide in vari tipi: il chiasmo piccolo. → chiasmo. molto .: 1. Per l’ampiezza dei suoi componenti. abbiamo: a. sapientiae parum (Sallustio. → chiasmo. L’ "incrocio" può portare: b. chiasmo complicato [loc. Orlando fur. i cavallier. il chiasmo complicato (o → antimetabole o → antimetatesi). antimetabole. 2. a mo’ di sincope.. → chiasmo. come in questo esempio: satis eloquentiae. elementi che ci aspetteremmo posti in parallelo: del resto il chiasmo si oppone proprio al parallelismo che ha per schema AB-AB. l’arme.1. il chiasmo grande. → praeoccursio. chiasmo grande [loc. Es.s. I. il chiasmo sintattico: con specularità delle funzioni sintattiche e parallelismo delle corrispondenze di significato: Se è corto (protasi) (aggettivo) allungalo (apodosi) (verbo) / accorcialo (apodosi) (verbo) se è lungo (protasi) (aggettivo). definito come permutazione nell’ordine delle parole. CXXXIV. Pace non trovo e non ò da far guerra (Petrarca. chiasmo fonètico [loc. Livros LabCom .m.Stefano Arduini & Matteo Damiani 33 – guerra. Potremmo da ultimo individuare anche il chiasmo fonetico: con specularità delle sole funzioni fonetiche (benché.m. il chiasmo semplice: elementi con identiche funzioni sintattiche (o appartenenti alle stesse classi grammaticali di parole) sono collocati in posizione speculare. 1-2).s. tale da produrre un capovolgimento del senso.s. come afferma Jakobson: “La rima implica necessariamente una relazione semantica fra le unità che rimano tra loro”).poco).2. Per la complessità sintattica e semantica.

→ chiasmo. rar. linguistico e stilistico che prende il nome da Marco Tullio Cicerone (106. famoso erudito. Pietro Bembo.m. chiasmo semàntico [loc.] Tecnica del gestire in modo appropriato mentre si declama o si recita.] Incrocio delle funzioni semantiche.] Incrocio che dal punto di vista sintattico non comporta complessità di costruzione. Il principio dell’imitazione dei migliori scrittori antichi. ciceronianèsimo. come parole e suoni. → chiasmo. sul quale si basa principalmente la letteratura quattro .s.] Ripetizione di una o di più parole all’inizio e alla fine di un frase.s.m.livroslabcom. ciclo [s. nella sostanza.s.f. ciceronianismo. → chiasmo. propugnò con vigore il ciceronianismo romano cinquecentesco.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone → petizione di principio. che vide così affermato il suo trionfo proprio nell’ultimo Umanesimo.] Sostituzione di un verbum proprium con altri che rappresentino.34 Dizionario di retorica chiasmo pìccolo [loc. provocando vere e proprie polemiche letterarie: la tendenza contrastante fu anche chiamata → anticiceronianismo. le caratteristiche della cosa che si vuole intendere. che mira a plasmare lo stile e la lingua esclusivamente sui modelli retorici e sintattici forniti dal grande scrittore latino.m. → chiasmo. che si contrappongono in modo speculare.] Incrocio delle funzioni sintattiche..] Incrocio di elementi semplici.C.pt .s.) Il ciceronianismo si identifica come una tendenza che si manifesta in molta letteratura del periodo umanistico latino e volgare.] Fenomeno letterario.m. La tradizione del ciceronianismo non fu accolta da tutti ed incontrò anzi numerosi avversari.43 a. chiasmo sintàttico [loc. → epanadiplòsi. chiasmo sémplice [loc. → circumlocutio.m.ubi. chironomìa o cheironomìa [s. cìrcolo vizióso [loc.cinquecentesca. eleva Cicerone a massimo esponente della prosa classica e lo pone come modello indiscusso per i letterati umanisti. ciceronismo [s.m.s. circonlocuzióne [s. perifrasi www.m.f.

→ clausula sententiae.f. ). Par.f.s. y/y.] In un periodo costituito di vari pensieri. XXX. In italiano.f.f.s.] Lo schema più antico di climax si identifica con la struttura di un’anadiplosi continuata (. climax [s. clàusola [s. il cretico e il peone) concorrevano alla composizione delle clausole antiche.] La fine del periodo. o s. modus – quemadmodum? ‘in che modo’. Di solito essa rapprresenta l’ultimo colo del periodo. → esposizione dei fatti. . clausula sententiae o sententiae clausula [loc. x/x. essa può essere ironica oppure una citazione-allusione. o circostanze della narrazióne [loc. furono codificate nelle due serie degli attributi (ricavati dai → loci o → argomenti. 38-42: “Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettual. causa – cur? ‘perché’. ne risolve la tensione.pl. . piena d’amore / amor di vero ben. Essa può veicolare l’argomento di autorità quando chi la adduce ne fa uso come garante delle proprie opinioni. colo. La citazione consiste nel riportare parole proprie o altrui. argumenta) e delle domande relative a questi. allusione. factum – quid? ‘che cosa’. definendosi come il momento culminante Livros LabCom . considerata di particolare importanza dal punto di vista ritmico e perciò sottoposta alle leggi del numerus. periodo.f. fermandosi su ognuno di essi prima di salire il gradino seguente. il termine è di genere maschile.] Elementi e fattori della narrazione (la cui idazione veniva fatta risalire al greco Ermagora) che i trattatisti medievali ricavarono dal De inventione di Cicerone. pien di letizia. Diverse tipologie di piedi (come lo spondeo. Una forma di citazione è rappresentata dall’uso dei proverbi e dei modi di dire fissati in stereotipi. . citazióne [s. iterazione. locus – ubi? ‘dove’ . Come afferma Quintiliano. da Dante. tale procedimento si realizza procedendo per scalini. / letizia che trascende ogni dolzore”.m. .Stefano Arduini & Matteo Damiani 35 circostanze [s. → pericope. facultas – quibus adminiculis? ‘con quali mezzi o aiuti’.] M. tempus – quando? ‘quando’.] pl. clausola. es. seguendo l’elemento → protasi (→ pendens oratio). l’elemento → apodosi che. Le c.f. → apodosi. il dattilo. in modo da costiutire una sorta di memorandum per verificare la compiutezza dell’esposizione: persona – quis? ‘chi’. il trocheo. . .

in particolare. incredibili. il climax può avere due andamenti fra loro contrari: uno ascendente (it. concetti. un mormorio d’acqua corrente. . esclama: “è l’Adda!” (Manzoni. è quasi un parricidio ucciderlo (Cicerone).: Il suo animo insaziabile desiderava sempre cose smisurate. Alcuni esempi di climax discendente (anticlimax): 1.] La principale suddivisione di un periodo o di un testo in prosa.36 Dizionario di retorica in un succedersi ascensionale di effetti in vari ambiti: emotivo. anche detto → anticlimax (it.m. . È un reato imprigionare un cittadino romano. Climax ed anticlimax rappresentano quindi due fenomeni opposti di una stessa figura retorica e sono entrambi dei procedimenti amplificanti. . caccia.s. A notte il vento rugge. L’effetto emozionale che ne scaturisce è particolarmente incisivo nelle composizioni poetiche. 5. anzi probabile (E. e mi attosca e squarcia il cuore (Alfieri). un mormorio. 3.s.livroslabcom. Flaiano). → gradazione discendente). che ha in greco. 2. immagini. mantiene il genere femminile. o s. . 4. catacosmesis. . In realtà. o s. che rientrano tra le figure dell’ → accumulazione. urla: poi cade (Pascoli).m. letterario. nel campo specifico della retorica e della stilistica. coacervatio [s.m. 2. troppo alte. crescendo di senso o enfasi in parole poste in successione → climax. Certo. clìmax discendènte [loc.f. E d’un pestifero angue ascolto i sibili che mi addenta. tutto tacendo d’intorno a lui.] Amplificazione. incredibilia. www. gradualmente più specifici o più forti per intensità e valore.ubi. → gradazione ascendente) ed uno discendente.f. nimis alta semper cupiebat (Sallustio).] Il succedersi di parole che rappresentino un’attenuazione progressiva delle idee communicate. Vastus animus immoderata. I Promessi Sposi. Urta. fende (Ariosto). Trad. è un delitto frustarlo. con il significato di → gradazione ascendente.] → accumulazione. còlon [s. Si evidenzia come un crescendo progressivo di parole.inv. Sta in orecchi: n’è certo. certissimo. . ciascuno dei due costituisce una → figura per adiectionem. musicale. .f. ). → climax. apre. cominciò a sentire un rumore. clìmax ascendènte [loc. all’interno di un enunciato. . .pt . Alcuni esempi di climax ascendente: 1. → comma. → gradatio. taglia.

f.: Richelieu. Mazarin.) sono riconducibili ai ‘casi di fortuna’. Es. La Commoratio può altrimenti essere intesa quale Expolitio. et dangereux ami. ed equivale a → rema. ossia accostando ad un enunciato. → comparazione. I luoghi comuni della commiseratio (circostanze gravose. sinonimia. minaccia. chiasmo complicato. al fine di chiarire e/o arricchire il pensiero. comparazióne [s.Stefano Arduini & Matteo Damiani 37 colóre [s. sublime. o sul nucleo di questo.f. implacabile ennemi. comminatio [s.] → antimetabole.] Specie di → paragone.] → movere. perclusio. indignatio. sorte contraria. conquestio.s. → paragóne1 .f. ecc.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore provoca la compassione degli ascoltatori. caratterizzato da reversibilità: i due termini della comparazione possono cioè scambiarsi di ruolo. colóre retòrico [loc. essa consta di due concetti messi a confronto in forma sindetica o asindetica: Es. commovere [vb.] Ornamento che si dà ad un discorso.m. → commorazione.m. un altro enunciato equivalente (si considere quale esempio l’uso di sinonimi). comparatio [s. Lo stesso che → colore retorico.] Consiste nell’indugio attuato tramite → Interpretatio o → parafrasi interpretativa.] Ciò che si dice sul → tema. commoratio [s.m. → comparatio. ad uno scritto.f. aggiungendo informazioni complementari e variando l’espressione.f.] Minaccia. ornatus. Correlata: la similitudine. adroit.] Ornamento poetico. cataplexis.f. commutatio [s. → epilogo. Livros LabCom . grand. → color. comménto [s.] Specie di → antitesi. Mario è alto come Piergiacomo / Piergiacomo è alto come Mario.] → complexio.f. souple. ‘ritocco’: in questo caso essa consiste nel ritornare sullo stesso tema. commiseratio [s. infermità. → intimidazione. communio [s.

riguardanti gli effetti della comunicazione retorica. Dizionario di retorica competènza retòrica [loc. ribattezzate quali. struttura.s. cioè la capacità di servirsi efficacemente dei mezzi di comunicazione (l’actio/pronuntiatio). per l’appunto. → gradatio. conceptio [s.ubi. → complexio. anacefaleòsi.f.f.] La compositio concerne l’→ ornatus e consiste nel formare sintatticamente e foneticamente gruppi di parole. Per quanto riguarda la fonetica. con evidente riferimento alla strutturalista discriminazione tra i piani di langue e parole. stilistica (l’elocutio.] → antanagoge.). www.pt . climax. →. compositio [s. riguardanti la struttura discorsiva. comprende gli aspetti della competence. ha ridistribuito le parti della retorica classica. Quanto al contenuto la figura può presentarsi come → exquisitio.f. “mediale”.] Piena approvazione delle tesi altrui. strutturale (la dispositio).] Una gradazione in cui una parola si ripete da un membro in quello seguente. la compositio cura l’armonia dei suoni e del ritmo. .38 compensatio [s.f.f. aventi tutti la medesima parola iniziale”. complessione.f. e quelli della performance. complessióne [s. Il tipo della figura è quindi /x. → oratio perpetua e il → periodo. . complexio [s. . Simile alla → conciliatio. y/. “competenze”: argomentativa (l’inventio).f. y/x. Nella conformazione sintattica della compositio si possono distinguere tre tipi: → oratio soluta. Suddetto modello. Sin. mnemonica (la memoria). → simploche.] Artificio consistente nell’ordinare parallelamente più membri successivi di un periodo. . → sintesi. frasi e successione di frasi: il gusto nel saper costruire l’insieme si chiama → aptum.f. comprobatio [s. simploche. la “stlistica retorica” (rethorical stylistics).] → sineddoche. concatenazióne [s.] Una delle due costituenti del modello bipartito secondo cui Plett.] Combinazione dell’anafora con l’epifora. zeugma.livroslabcom. e li incatena gli uni agli altri. Nell’ipotesi di Plett la “competenza retorica” si suddivide nelle cinque tradizionali sezioni.

concisa brevitas [loc.] Riduzione al minimo indispensabile dei passaggi di un ragionamento o di un discorso. opinioni. Livros LabCom . concisióne [s. fatti. soprattutto in relazione agli aspetti fonetici. prove in favore della tesi di chi parla (‘quello che è staato detto è vero. nella disposizione delle parole e nella architettura compositiva.] → delectare. genus. .f. sono un risparmiatore. Anche parte finale di un sillogismo.Stefano Arduini & Matteo Damiani 39 concessio [s. → astratto. da diminuire la gravità dell’accusa stessa.s. nell’ ammettere le buone ragioni dell’avversario (o dell’interlocutore in genere). obiezioni riguardo all’importanza delle medesime e rilievi relativi al maggior peso di circostanze.] Nella → quaestio finita. alla realizzazione di una → compositio gradevole. conciliatio [s. .f. si chiede al giudice di formulare un giudizio favorevole alla parte dell’oratore. in modo però che la comunicazione sia completa. brevitas. → brachilogia.f. epilogo. dato per certo quanto provato nell’→ argumentatio. pero. recapitulatio. Non sono avaro.] Consiste nel partigianamente attenuare il significato di un’ accusa pronunziata dall’avversario. Esempi: Tu dici che è un rapinatore: diciamo invece che è soltanto un ladro. concisa (oratio c. ciò che fa riferimento a una materia concreta (dunque a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali ). ’) → paromologia. conclusio [s. concinnitas [s. elegantia.] → percursio.f.] Parte conclusiva dell’orazione.f. in maniera tale da moderare. In essa.) → oratio concisa. cui si contrappongono.] L’eleganza e l’equilibrio ottenuti ponendo particolare attnezione. però. → conclusione. → attenuazione. → peroratio. conciliare [vb. recapitulatio. ma non ridondante o ricercata.] Consiste nel fare una concessione. forzando una riduzione delle differenze di significato tra parole.f. comprobatio. concrèto [agg. → ornatus.

dimostrandole errate. confutatio [s.m.] In Albaladejo: Prove basate sulle Sacre Scritture o sugli autori classici → prova. probatio.s.f. probatio. confirmatio scripturalis [loc. in cui si respingono le argomentazioni dell’avversario. confirmatio [s. Ad esempio. congruènza [s. → sale. simploche. conexum [s.m.f.livroslabcom.f. www.] Il termine condimentum ‘condimento’ rimanda.] Una delle parti classiche del discorso.pt . reprehensio. coniuncta (c.] In un processo. → confutazione.] L’oratore pensa realmente quello che dice. refutatio.] → antropopatia.] → gradatio. confessa la sua → audacia e prega il pubblico di scusare (→ correctio) lo straniamento che ha preteso. → sinceritas. status causae. conformatio [s.f. → coniectura. nel quale si palesi l’→ acutum dicendi genus. complexio.] → complexio.s.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.s. confirmatio rationalis [loc.] → periodo.f.] → personificazione. in un certo senso ammette (→ concessio) la sua debolezza o ammette di aver sbagliato o esagerato: in genere lo fa per ingraziarsi il pubblico. ad un → ornatus ricco di motti di spirito.] Terminologia latina per → confermazione.] In Albaladejo: Prove di tipo razionale → prova. conexa series [loc.f.f.f. status causae. l’insieme delle domande sulla realtà del fatto. argumentatio. coniectura [s.m.ubi. climax. argumentatio.] → congettura. congettura [s. Dizionario di retorica condimentum [s.f. status coniecturae. conexio [s.40 condescensio [s. confessum [s.f. rammentando il cibo degustato a tavola.f. verba) → verba coniuncta.

f. indignatio consecutivo → asindeto conclusivo o consecutivo. → contradditore. Livros LabCom .] → status causae.f.f. → tenor. per quel che riguarda il discorso.] → periodo. →.s.Stefano Arduini & Matteo Damiani 41 coniunctio [s. contradditòrio [s.f. terra/torre. → similarità.f. Non appartengono ancora alla consuetudo le parole di formazione recente. conquestio [s. constitutio [s.f. consonanza [s. commiseratio. consuetudo [s.(essa può coincidere con la → paronomasia). che sostengono posizioni diverse. contiguità [s. contexta oratio [loc.] → periodo.] → zeugma.f. vento/tanto.] Contatto. auctoritas. sole/solo. → contradditorio.] Accordo delle sillabe finali di parola. la compassione degli ascoltatori. → usus.] Rappresenta la norma principale della → puritas che. contradditòre [s. vetustas.m. contrapposizione.f. → epilogo. vicinanza.m.] → antitesi. es. diafora. Nel codice linguistico la vicinanza tra materiali alternativi offre la possibilità che suddetti materiali siano sostituti l’un l’altro nella strutturazione del messaggio. consensus eruditorum. a fungere da norma è la tradizione letteraria. come una specie di allitterazione e una rima per assonanza.f. connexa series [loc. è rappresentata dall’uso presente e attuale della lingua.] Dibattito pubblico fra due persone.m. contentio [s.] Colui che in un dibattito pubblico si oppone per idee ad un’altra persona.] È la tattica adottata dall’oratore nella scelta (→ voluntas) dei mezzi linguistici utili al raggiungimento del suo scopo: l’→ utilitas causae. consilium [s. per la letteratura e la poesia.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore riesce a provocare il coinvolgimento emotivo. mentre. tattica.s. Essa si realizza nella → dispositio esterna dei mezzi semantici atti ad ottenere l’effetto prefissato.

locus a contrario. Es.m. Lo stesso di → antitesi. . contrasto [s. per poi indurre a conclusioni contrarie a quelle prospettate. terra). passando per la negazione del suo contrario. Il concetto di contrario ricorre nella spiegazione di diversi procedimenti retorici: nell’→ ironia.livroslabcom.] Descrizione o definizione contraria a quella che porta l’avversario. annullando in tal modo la fiducia speciosamente richiesta (da cui contrefision: “controfiducia”). www.f. incoerenza. e protrattosi per lunghi secoli. contrefision [s. che ha valore esortativo. di due generi diversi ma appartenenti ad una classe comune (ad esempio: acqua. Contrasto logico. controdefinizióne [s.f.pt . contrapposizióne [s.] Ciò che è all’opposto. anche nella letteratura popolare: è la contrapposizione in forma di dialogo fra le ragioni di due contendenti. Vedi Contrasto della rosa e della viola di Bonvesin da la Riva.f. → disputatio. → enantiosi. Si attua invitando qualcuno a tenere un determinato comportamento o ad abbracciare certe opinioni. quando ci troviamo in presenza di parole in forte opposizione fra loro. benchè non sempre vi sia la contrapposizione di pensieri contrari. e con la presenza in alcuni casi di un giudice che alla fine emette una sentenza favorevole ad uno dei due contendenti.42 Dizionario di retorica contraddizióne o contradizióne [s. contràrio [s. . anche nell’→ antitesi.: Ma lei non doveva assolutamente disturbarsi. aria.f. lasciandone tuttavia intendere le conseguenze paradossali.ubi. le parole vanno intese in un senso completamente opposto al loro senso proprio.m.] Si produce quando si asserisce e contemporaneamente si nega una proposizione in un medesimo sistema. il contrarium è altresì un grado particolarmente evidente del → dissimile. ci troviamo di fronte ad un → antonimo. o contraddette dall’evidenza.] Nella logica scolastica consiste nel convertire un giudizio in un altro. antorismo. → definizione. fuoco. Bisogna proprio che la rimproveri! → asteismo.] Genere letterario nato in periodo tardo medievale. ad esempio.] Ironia amara o beffarda.

→ res.f. conveniènza [s.Stefano Arduini & Matteo Damiani 43 controvèrsia [s.] Consiste. ma. utilizzato per allenare a dibattere in un caso giudiziario attraverso situazioni poste ipoteticamente (sulle quali si dibatteva in base al diritto romano. copulatio [s. una volta terminato il suo apprendistato di retorica presso il maestro si rifiutava di pagare il compenso pattuito con l’argomentazione che solo nel caso in cui egli fosse riuscito a persuadere Corace a non accettare l’onoario dovuto sarbbe stato evidente che il mestro aveva compiuto fino in fondo il suo dovere insegnando veramente a Tisia l’arte di pesuadere con la parola.] Esercizio scolastico di retorica forense nel → genere giudiziale. figurarum [loc. figura retorica). così come il → docere.f. delle parole e delle figure retoriche delle quali si avvale l’oratore per la composizione e/o esposizione del suo discorso retorico ai fini della persuasione del ricevente dello stesso. corax [s. copiosum dicendi genus [loc. rispose che nel caso in cui Tisia l’avesso persuaso a non ricevere l’onorario egli l’avrebbe meritato. dinnanzi ai giudici ed al suo allievo Tisia il quale.s.f. le figure dell’adiectio. epifora.s. → genus.] Il termine deriva dal nome del retore greco (di Siracusa) Corace che. ornatus. può appartenere al → genus medium o al → genus grande.] → diafora.] Fra i vari tipi di ornatus è quello che consiste nel preferire mezzi espressivi di allungamento come la perifrasi. conversio [s. transmutatio. nell’ipotesi in cui Tisia non fosse Livros LabCom . figura.f. conveniente. → declamatio.] → anastrofe.] Rappresenta l’insieme delle idee adatte al discorso.) → polisindeto copulativo. aptum.m. copia rerum. o greco.f. verborum. →. copulativo (polisìndeto c. lessico.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. nel tentativo di portare dalla propria parte l’arbitro della situazione attraverso delle prove.m. o anche a legislazioni immaginarie). convincere [vb. l’isocolo e la costruzione del periodo.

cortesìa [s. Retorica. In questi casi il proprio pensiero viene nascosto da perifrasi. tra le più diverse tipologie. non è solamente della mia condotta che t’importa! Perelman.] La seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. ma se invece potrà offrir appiglio all’accusa. Es. il corax è passato ad indicare una applicazione della dissociazione espediente-realtà nel campo delle congetture.: Se insisti tanto. II. enfasi.] Chiarimento semantico prodotto. 1402a.pt . 24. ‘q. La credibilità dipende dall’opinione (→ opinio) del giudice: ci può essere una opinione del www.] → correctio. epanortosi.] È la capacità che la parte rappresentata dall’oratore ha di convincere circa la bontà delle proprie posizioni.f. e non rimane che la cortesia come mezzo per allontanare l’attenzione dell’uditorio dalla propria opinione inespressa.f.] Quando l’oratore non vuole palesare la propria opinione credendo che ciò. q’. non p’. Esso consiste in sostanza nel dubitare di un argomento perché esso è troppo forte.44 Dizionario di retorica riuscito. troppo provato. ma q’ (oppure: ‘q. correzione. anziché p’). cap.] Fusione in un unico suono di vocale finale e iniziale di due parole contigue. la sua difesa sosterrà che l’accusa non è verosimile. litoti. in due forme principali: a) contrapposizione (→ antitesi): ‘non p. correttézza [s. praecedens correctio. perché forte.f. cita Aristotele: “Se una persona è tale da non offrir appiglio all’accusa mossale.f.f. Sinonimo → epanortosi. la difesa sosterrà che la colpevoleza non è verosimile proprio perché può esserlo” Aristotele. credibilità [s. b) miglioramento: ‘p o piuttosto / per meglio dire ecc.f. come per esempio uno che è debole ed è accusato di sevizie. Così. può essere un mezzo dell’ironia. superioris rei correctio. favorirebbe l’avversario. la c.ubi.livroslabcom. remedium. correctio [s. a maggior ragione Tisia avrebbe dovuto pagare (si sarebbe infatti potuto trattrae di un espediente escogitato dall’allievo per evitare di onorare il debito). aposiopesi ed eufemismi. piuttosto che avvicinarlo al suo scopo. crasi [s. correzióne [s. restrictio.

f. cronografìa [s. nell’→ officium dell’accusa contro un criminale già catturato).] Alto grado di credibilità. anedotti (ossia su fatti o detti memorabili attribuiti a qualche personaggio. → exemplum. l’opinione del giudice tributa alle due parti avverse all’incirca lo stesso grado di credibilità (come nell’→ officium dell’accusa e in quello della difesa di un imputato. Livros LabCom . cria [s. genus humile. → credibilità. credibilità debole. quando ad esempio si difende un criminale chiaramente colpevole o si avanza una tesi in palese contrasto con la morale) -.s.f. solitamente proprio alla parte rappresentante sin dall’inizio del processo un’opinione concordante con quella del giudice (come.] Breve componimento elaborato su exempla. non è né provata né confutata).Stefano Arduini & Matteo Damiani 45 giudice prima del discorso dell’oratore e una opinione rafforzata dopo il discorso di parte. nell’opinione del giudice. il quale caratterizza l’opinione di parte quando essa non coincide con quella del giudice – a questo proposito è utile disitinguere tra l’opinione di parte che urta il senso di verità del giudice (→ genus admirabile.] Si è soliti parlare di un grado di credibilità media qunado. quando ad esempio si sostiene una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera) e quella che si contrappone al suo sentimento etico (genus turpe.] Basso grado di credibilità.f. → verosimile. expolitio. Esempio (la parte finale riguarda la → topografia): → ipotiposi. genus obscurum.f. quest’ultima viene suddivisa in → genus admirabile. la cui colpa. credibilità media. → credibilità.] Discorso che mette in primo piano le circostanze di tempo in cui è avvenuto un fatto. quando la sua credibilità può essere dimostrata soltanto da argomentazioni particolari e scientifiche trascendenti le capacità intellettuali del giudice (→ genus obscurum). credibilità alta [loc. di nessuna importanza sociale). → credibilità. per esempio.s. genus turpe.f. credibilità mèdia [loc. credibilità débole [loc.s. quando rappresenta una pura bagatella (→ genus humile. Vi possono essere vari gradi di credibilità: → credibilità alta. storico o letterario) al fine di ricavarne utili ammaestramenti. nella cosiddetta ‘questione vera e propria’.

cursus tardus [loc. Nel Medioevo latino si assiste infatti in campo letterario ad una consistente diffusione di eleganti prose.s. Anche lo stesso Dante.] → cursus medievale. cursus medievale [loc. ricorre spesso ad arguti e sottili artifici retorici e fa uso delle varie forme del cursus. velox (polisillabo sdrucciolo + quadrisillabo piano). Il cursus viene impiegato. cursus planus [loc.s.] Andamento ritmico del periodo che recupera. che ne regolamenta e ne istituzionalizza l’uso all’interno della prosa ritmica. 3. cursus velox [loc. assieme a vari ed acuti artifici retorici. un mezzo fondamentale dell’→ ars dictandi o dictaminis.m. → cursus medievale. adattandosi alla mutata sensibilità linguistica.s.m.] → ornatus. 2.m.livroslabcom.] → cursus medievale. l’eredità classica della → clausola e. Si evidenziano quattro tipologie di cursus medievale: 1. al tempo dell’imperatore Federico II (1194-1250) da illustri “dictatores”. Planus (polisillabo piano + trisillabo piano). cursus durus [loc.m.ubi.pt .m.s.] → cursus medievale.s. 4. trispondaicus o trispondiacus (polisillabo piano + quadrisillabo piano). che mirano ad ottenere spiccati effetti retorici: quindi.] Il cursus è un innovativo sistema di clausole che diviene. XI. al momento di redigere documenti pubblici e la corrispondenza ufficiale. www.s.] → cursus medievale. tardus o ecclesiasticus o durus (polisillabo piano + quadrisillabo sdrucciolo). Dizionario di retorica cursus [s. la quale presenta la parte conclusiva del periodo come ideata secondo determinati ritmi accentuativi. cursus trispondaicus o trispondiacus [loc.s.m. Alcuni periodi si trovano così ad essere chiusi con clausole metriche appartenenti alla più alta prosa classica. nelle sue Epistulae. alla prosa rimata.m. in epoca medievale. cursus ecclesiasticus [loc.] → cursus medievale.46 cultus [s. si fonda su basi metrico-accentative invece che su basi quantitative (come avveniva al contrario nella prosa classica).m. se ne affianca una ritmica. al termine del sec.m.] → cursus medievale.

dignitoso”. ma a maiore ad minus.f. così come accade invece nell’→ induzione. idoneo”. decorum. → actio.Stefano Arduini & Matteo Damiani 47 D decens [s.f. Gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati.] → declamatio. declamatio [s.] → deduzione. esercizio scolastico di composizione e recitazione che poteva essere svolto secondo due specie: la declamatio → suasoria. più impegnativa. deductio [s.m. Proprio dall’osservanza di tale criterio deriva l’efficacia del discorso ai fini della persuasione dell’auditorio. deduzióne [s. . appartenente al → genere deliberativo. la → controversia. utilitas della causa. esecuzione.] Nella tarda latinità.f. era esercizio di retorica forense nel → genere giudiziale. che veniva per prima nel curriculum in quanto considerata di maggior facilità. Anche nel senso di → declamatio. oratore.] Spiegazione di un’ipotesi a partire da un principio generale.] → aptum. decorum [s.f. inferenza che procede dalle cause agli effetti. ecc. pronuntiatio. declinatio [s. hypokritikè.s. a minore ad maius. Anche → aptum. secondo i luoghi o argomenti ‘dal meno al più’.m. Livros LabCom . In sede di critica letteraria il termine ha acquisito un significato negativo ed è impiegato per denotare opere “retoriche” nel senso deteriore del termine: vale a dire eccessivamente enfatiche e prive di sincerità. → accommodatum “appropriato. ‘dal più al meno’→ deductio. ). dall’universale al particolare. → decens “decoroso. destinatario.f. declamazióne [s. → declamazione. argomento. declamatio suasoria [loc.] → poliptoto.] Interpretazione. declamatio. .] Rappresenta il principio guida di coerenza secondo il quale devono essere disposti ed ordinati tutti gli elementi testuali ed extratestuali appartenenti al sistema retorico (testo.f. recitazione di un discorso.

48 definitio [s.] Orazione di genere deliberativo. → delectare. complessa.] Occupa un ruolo fondamentale nella sottile arte della persuasione: l’oratore ha tutto l’interesse nel rendere il più piacevole possibile il discorso da lui organizzato per il singolo destinatario o per il pubblico. → allettare. voluptas. con esitazioni simulate. quale senso si deve attribuire a una data espressione. Es.) → genus deliberativum. Si possono quindi distinguere: 1. deliberativum (genus d.: fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi / e questa pare a me sua quiditate (Dante. deliberaménto [s. la parte avversa oppone una → controdefinizione. 64-66).] delimitazione di un concetto. dehortatio [s. Dizionario di retorica definizióne [s.livroslabcom. che prescrive.f.pt . Perelman individua quattro specie di definizione: normativa. generi aristotelici. delectatio [s. riconduce la d. placere. in assoluto. descrittiva. deliberazióne [s.f.] Il fine cui tende l’oratore ogni volta che tenta di provocare nell’arbitro della situazione un effetto emozionale (delectatio o → voluptas ) di tono moderato ma tale da favorire la parte rappresentata. La definizione è la figura di pensiero che corrisponde alla → perifrasi. Secondo Lausberg. non perdendo di vista il → docere. avendo già ben presente la soluzione ottimale. XXIV.] Fontanier. la definizione viene usata letterariamente con l’intenzione di provocare lo straniamento. Contro la definizione di una parte.] → definizione. che riporta solo gli elementi essenziali della definizione descrittiva. Definizioni più generali o più partigiane.f. cioè lo scopo di influenzarlo intellettualmente. indicante il senso che si vuole attribuito in una data circostanza. delectatio.m. Par. delectare [vb. di condensazione. che combina in vario modo le precedenti. Definizioni con intenzione di provocare straniamento (per lo più con allegoria). 2. alla sottoclasse delle “figure per ragionamento o per combinazione”: essa si identificherebbe con le valutazioni razionali del pro e del contro di una possibile decisione. www. → genus deliberativum.ubi.f.] → dissuasione.f.

] Consiste nel raggiungere perseguire l’effetto di realismo.] Si tratta di un’ attenuazione che corrisponde. → ridiculum.f.) → genus demonstrativum. desitio [s. distribuzione. determinatum [s. assieme ad → adiectio. demonstrativum (genus d.] Implorazione. deprecatio. ossia nell’omissione di almeno una parte prima appartenente all’insieme. generi aristotelici. derisióne [s. Così Livros LabCom . derivatio [s. denominatio [s. usato soprattutto per demolire l’avversario sottolineando i suoi difetti. mala voluntas. di vestirsi.f. implorazione. fra le quattro categorie del mutamento lineare e consiste in una soppressione.] → ipotiposi.] Beffa. transmutatio ed immutatio.] → distributio.] La detractio (detrazione.f.] → omeoteleuto.f. soppressione o sottrazione) rientra. deprecatio [s.m. dendrografìa [s. in una difficile situazione. malus animus. → obsecratio. ironia. nelcreare una sensazione di realtà attraverso la vivda descrizione di un albero.Stefano Arduini & Matteo Damiani 49 deminutio [s.] Lo stesso che → figura etimologica. designatio [s. descriptio [s.f. Il reo dichiara di avere agito in mala fede.] Nella retorica classica. il suo modo di pensare. deprecazióne [s. per avere un trattamento di riguardo e una comprensione del proprio modo di agire. genere epidittico o dimostrativo. in parte. scherno. deprecazione.f. → obsecratio.f. lex potentior. demonstratio [s.f.f.] → ipotiposi. detractio [s.f.f.f. alla → litote. parte dell’orazione intesa a commuovere i giudici. di agire.] → metonimia. il suo passato.] → epifora.

→ ploce. diàfora [s.] Frapposizione di un altro vocabolo fra due elementi di un composto: intercisione.. sarà quantitativa se ad essere omessa è una parte materiale (l’→ aferesi è classificabile quale d. sarà intensiva qualora consista nell’indebolimento dell’effetto dell’intensità. che potrebbero occupare un’unica posizione e fondersi. → iperbato. la ripetizione di queste parole è carica di significati aggiunti. Spesso utilizzata per dare al verso un andamento meno concitato e favorire pauwww.f].] Opposto di → sinalefe.ubi. ed enfatici. basata sulla contrapposizione delle opinioni: è ars opponendi et respondendi. e dalla forma somigliante al → proverbio. asindeto. praeteritio. ai fini fonetici e metrici del varso.] Ripetizione di una o più parole in un contesto → monologico. sincope. Nel Medioevo viene intesa come logica formale ed affiancata alla → grammatica ed alla → retorica. Per quanto concerne i suoni la detractio si concretizza quale → aferesi. I.pt .m. detrazióne [s.: Non omo. Quando il contesto è → dialogico si ha l’→ antanaclasi. dialectica [s.67).50 Dizionario di retorica la d. diàcope [s. Disciplina classica filosofica che studia l’argomentazione come tecnica di ragionamento e disputa. sillepsi oratoria. apocope. ellissi.f. → dialèttica. quantitativa perché ad essere omesso è l’inizio della parola).s. dialèfe [s. compare tra le arti del → trivium. reticentia. La parola o le parole ripetute possono essere sostituite da un sinonimo. quasi fissa nella sua formulazione. détto proverbiale [loc. In relazione a parole o elementi di frase abbiamo invece a che fare con le figure di → zeugma. percursio. motto proverbiale. Es. è un → metaplasmo per aggiunzione che. consente di considerare come separate due vocali contigue. omo già fui (Inf. tmesi. → distinctio. quella iniziale e quella finale di parole diverse.livroslabcom. al contrario ad esempio dell’→ enfasi.f.f.] → detractio. Nel settore del pensiero la detractio riassume le figure di → brevitas. connotativi.] Frase tradizionale moraleggiante.f.

dibattito. dialogismo.] Figura retorica che consiste nell’interrompere la continuità del periodo mediante un inciso. 96). Amor? (Petrarca). / lo duca. dialèttica [s. sec. della quale il dialogismo rappresenta un’espressione. L’esposizione in forma di Livros LabCom .] Negli interventi orali e scritti. . diàlisi [s. → iato. può presentarsi anche come la finzione di un dialogo tra due o più persone. In particolare. gramm. dialògico [agg.: Parte sen giva.m. che godette di enorme fortuna sin dall’antica pratica retorica e filosofica. In altra accezione figura per cui il soggetto si ripete tante volte quanti sono gli epiteti o i verbi che ad esso si riferiscono. che da ogne creata vista è scisso (Par.) costrutto senza congiunzione.f. e io retro li andava. con domanda e risposta. contenente domande rivolte a se stessi. già facendo la risposta (Dante. discussione. ciò che ha forma di dialogo fra due persone. lo scrittore/locutore riporta un monologo o una riflessione intellettuale propria o appartenente ad un’altra persona. XVII. Es. Es. allora si parla di → sermocinatio. .f. Quando lo scrittore/locutore riporta le parole pronunciate da una o più persone in forma di discorso diretto. dialèttico (sillogismo d. (XIX sec. • GDU. → dialito. È dialogico anche un finto dialogo immaginato o messo in scena da un oratore. Ad esempio: Che degg’io far? / Che mi consigli. diàllage [s.f.] Lo stesso significato di → dialisi.] Figura di pensiero ottenuta mediante l’inserimento della forma dialogica all’interno di un discorso. diàlito [s. Si vedano → dialogo. XXI.Stefano Arduini & Matteo Damiani 51 se del pensiero. 16-17). Inf.] Accumulazione di parti del discorso in cui almeno uno dei membri accumulati è formato da due o più sinonimi. o fra un soggetto stesso e il suo io. o fra due soggetti. La diallage è spesso un caso particolare della sinonimia. . monologico.) → sillogismo dialettalico. / Ricapitolazione degli argomenti svolti in precedenza. XXIX.] → dialectica. Tale forma dialogica. dialogismo [s.m.

ch’è morto. Ma per una trattazione più completa si veda ciò che viene detto per il → dibattito.] Figura retorica in base alla quale il locutore si mostra incerto sul da farsi e finge di chiedere consiglio. → dialogo eristico. diàlogo [s.ubi. intra tutti costoro. Nelle finte domande che l’oratore pone.] Nella metrica latina la d. → sistole.f. → eristico. sono contenute le osservazioni dell’avversario contro le quali egli avanza subito le sue obiezioni. diapòresi o diaporèsi [s.m. che si presenta sempre come finzione di un dialogo da parte dell’oratore verso il suo avversario o verso il pubblico. / Ed egli a lei rispondere: . Ad esempio: Ti mancava la casa? Invece l’avevi.diàlogo eurìstico [loc.f.livroslabcom. (Dante).] Secondo Aristotele. avevi molto denaro? Invece ne avevi bisogno (Cicerone). → dubitatio. www.52 Dizionario di retorica dialogo è preferibile a quella narrativa particolarmente nel caso in cui debbano essere messi in evidenza i sentimenti e gli stati d’animo propri degli interlocutori. estremamente difficile. attività cognitiva discorsiva. consiste nello spostamento dell’accento verso la fine della parola per ragioni di ritmo o di rima: Es. diàlogo erìstico . Secondo la → nuova retorica tale opposizione risulta.m. a livello pratico. diànoia [s. euristico.Ora aspetta / tanto ch’io torni.49). diàstole [s. Una forma alternativa al dialogismo è rappresentata dalla → percontatio (→ exquisitio. poiché le due dimensioni si sovrappongono continuamente. fammi vendetta / del mio figliuol.] L’opposizione tra discussione e dibattito. La → subiectio (→ responsio) è il nome che prende l’aggiunta della risposta. Esso atterrò l’orgoglio de li Aràbi (Par. / Si ha d. / parea dicer: Signor.f.s. dialogo euristico. quando si sviluppa un argomento ricorrendo all’utilizzo di una successione di domande e risposte animate. interrogazione). Nella metrica italiana la d. . e non implica contrasto di idee. VI. sotto forma di risposta. ond’io m’accoro. → riflessione. indicava l’allungamento di una vocale normalmente breve (in opposizione alla sistole).pt . . dialogo. → antipofora.] Discorso a domanda e risposta fra due persone. tra dialettica in senso “basso” e dialettica in senso “elevato”. Ad esempio: La miserella.

pareuresis.f. Abbiamo dovuto uccidere milioni di persone perché questo era il solo modo di esportare la democrazia. la "storia" come successione logico-temporale delle situazioni e degli eventi narrati. dizione. o → trama la diegesi designa il materiale narrativo. Es. → paromologia.f. in modo da facilitarne la ricezione e dare un senso di equilibrio. dictio [s.] Discorso giusto ed equilibrato. L’arte del dibattito è stata elaborata come → dialettica ed in quanto materia d’insegnamento.] Il genere diegetico o narrativo era quello che.] Che si riferisce ad un discorso o scritto con finalità istruttive e dottrinali. / Una giustificazione “ragionevole”. i discorsi di parte degli interessati alla situazione. se la situazione è solo relativamente pericolosa si parla di → conversazione. il discorso decisivo dell’arbitro della situazione. chiamando in causa la necessità a propria discolpa. nella teoria platonica (e successivamente aristotelica) dei generi letterari. si opponeva al genere mimetico o drammatico. che consiste nell’ammettere ciò di cui si è accusati. → dialogo. narratio. disiunctio. → ipotipòsi. → mimesi.] Il complesso dei discorsi tenuti in una situazione dall’arbitro della situazione e dagli interessati alla situazione allo scopo di modificare la situazione medesima (→ discussione). nel suo svolgimento essenziale.Stefano Arduini & Matteo Damiani 53 diatipòsi [s. dibàttito [s. allora queste ultime sono strutturate in forme parallele.] Un singolo soggetto che regge diversi verbi successivi. In tal senso essa si configura come astrazione del lettore. può anche indicare l’universo spazio-temporale nel quale sono collocati i fatti di un racconto.] Sin.m. Livros LabCom .f. diegèsi [s. → lessico. Quando i verbi in questione sono verbi di frase. / La d. Nel linguaggio della critica strutturalista è così detta la linea del racconto. I momenti del discorso che ricorrono nel dibattito sono tre: quello che concerne la presentazione della posizione della questione (→ quaestio). diazèugma [s.f. che riordina le unità narrative in una successione logica e cronologica.] → pronuntiatio. / Nell’accezione di → fabula.f. → gnomica. diceologìa [s. → zeugma. didascàlico [agg.

In retorica: L’idea spezzata in varie idee parziali coordinate che compaiono come enumerazione.f. difésa [s.] Nel Medioevo si viene a contrapporre al → facilis ornatus. che possono essere usati come varietà diafasiche. di un giudizio morale.pt . → facilis ornatus.] In fonetica: divisione in sillabe distinte di due vocali vicine (tale divisione è indicata da due puntini sovrapposti alla vocale che fa sillaba a sé e non si unisce all’altra.f. . aneddoti. 2. . durante la quale www.s.f. Le sue finalità pratiche possono essere molteplici: dall’introduzione della descrizione di un particolare personaggio o paesaggio. introdotta e poi congedata generalmente con formule specifiche (a proposito. Sulla differenza di significato può insistere l’oratore di parte.ubi.. L’insieme degli argomenti che si portano per scagionare un accusato. metonimia.] 1. . Rappresenta quel parlare ornato che si avvale dell’uso di → tropi (→ metafora. . sineddoche) e che scaturisce dalla capacità e dal talento dell’oratore di stabilire una relazione tra due idee.m. tra parentesi.] Rappresenta una sorta di allontanamento dall’argomento centrale del discorso che si sta svolgendo. ). cioè in dipendenza dalle situazioni. e appare in due sfere: quella rispetto all’uso concettuale (contenuti leggermente diversi) e quella rispetto all’uso di due sinonimi. storie. dicevamo. mediante ricordi. difficilis ornatus [loc.. comunque. o per sostenere un principio attaccato da altri. omonimo. La persona.] Qualità che deve possedere un discorso retorico per essere percepito come gradevole e decoroso dall’auditorio.livroslabcom. a quella di uno stato d’animo. . → sinonimo. la digressione permette l’inserimento di alcune tematiche. ha inoltre la facoltà di creare un momento di pausa meditativa per il lettore / ascoltatore. episodi.f. riprendiamo il discorso. allora.54 Dizionario di retorica dièresi [s. È il contrario dell’ → accusa. → accumulazione. digressio [s. anche da parte dell’autore stesso (può rappresentare ad esempio un modo attraverso il quale l’autore interviene nel testo). dignitas [s. o le persone che svolgono questa mansione. anche quella tra i sinonimi.] È la differenza di significato. viene così impedita la formazione di un dittongo). differentia [s. in maniera del tutto funzionale alla narrazione considerata principale.f. concentrate in una sola parola (in verbis singulis). expolitio.

risultati dell’esperienza o postulati dell’autore.m. se siano verità impersonali. → parti del discorso. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata. stili del discorso. / Detto di discorso ambiguo / Coppia di drammi accomunati dall’argomento.] Insieme di frasi atte ad illustrare un problema.m.f.Stefano Arduini & Matteo Damiani 55 l’azione rimane per così dire sospesa. frequentemente presente quindi nei romanzi di carattere naturalistico e realistico dell’Ottocento (ad esempio: “I Promessi Sposi” del Manzoni).] Legame semantico precario in un seguito di affermazioni.] Secondo Perelman. a dimostrarne l’importanza. delle varie specie dell’→ evidentia o → ipotiposi.] Ripetizione di una o più parole al fine di ottenere maggiore efficacia espressiva. dell’→ exemplum. Anche → excursus. dimostrazióne [s. La digressio può presentarsi negli schemi della → expolitio. e non ha ambizioni di cambiare vistosamente le condizioni attuali della situazione.m. discórso di circostanza [loc. dimostrare una proposizione. sermone. è quindi più blando del discorso di consumo e del discorso di parte → parole di circostanza. Livros LabCom .f. discordanza [s. della → similitudine. parecbasis.s. pensieri divini. discorso improvvisato. a definirlo. dimostrativo [agg. significa “indicare in base a quali procedimenti essa possa essere ottenuta come ultima espressione di un seguito di deduzioni.s.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. scopi del discorso. al termine della digressione stessa.] Il discorso di circostanza è occasionale. dilogìa [s. dell’→ entimema (tipo argomentativo). Da dove provengano questi elementi. oratio.] Tipico del → genere epidittico o dimostrativo. prova. discorso di consumo. → argomentazione. discórso acuto [loc. Numerosi narratori moderni (da Sterne a Dickens a Dossi) adottano tale strumento artistico-letterario della digressione.f. è questione che il logico formalista considera come estranea alla sua disciplina”. per poi riprendere con nuovo vigore. discórso [s. Lo stesso che → inconvenientia.

s.m. il primo è il discorso tenuto una sola volta da chi parla in una situazione storica attuale (della sfera privata o pubblica) con l’intenzione di mutarla.ubi.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione.m. il discorso è riconducibile a due classi: il discorso di consumo e il → discorso di riuso. Discorso ricco di figure retoriche. Considerato che la finalità più importante dell’insegnamento consisteva nella formazione professionale di avvocati e di uomini politici. discórso figurato loc.s. → discorso. queste situazioni tipiche (posto che l’ordine sociale permanga costante). la sua usabilità per dominare. di coscienza collettiva. l’insegnamento della retorica si era specializzato nel discorso di parte. secondo l’intenzione di chi parla. oppure nella scrittura. il discorso è riconducibile a due classi: il → discorso di consumo e il discorso di riuso.s.m. una volta per tutte. in situazioni tipiche quali ad esempio solennità o celebrazioni. Solitamente si tratta di discorsi fissati in funzione della ripetizione di atti socialmente rilevanti. genere deliberativo.56 Dizionario di retorica discórso di consumo [loc. rende necessaria la conservazione dei discorsi nella memoria di funzionari a ciò addetti. Lausberg sottolinea come questi testi corrispondano a quanto. di diritto giuridico-sacrale e liturgico. → discorso di consumo. il discorso consuma interamente la sua funzione. come sostiene Lausberg. www.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. discórso di riuso [loc. Quello di riuso è il discorso che viene tenuto. determinando una specie di tradizione dei discorsi di riuso e una tradizione letteraria. periodicamente o meno. In particolare. Il riuso.m. in “società di ordine sociale più libero”. discórso di parte [loc.] La locuzione identifica i discorsi indirizzati all’arbitro della situazione. genere epidittico. tuttavia il discorso mantiene. → discorso di circostanza. si presenta come ‘letteratura’ e ‘poesia’.livroslabcom. l’oratore può o meno essere il medesimo. in tale situazione dunque. quindi. La retorica tradizionale distingue i discorsi di parte in tre generi: → genere giudiziale.pt .s. che tentano di influenzarlo con la → persuasione a mutare o a mantenere la situazione in senso favorevole al partito che li interessa.

una parola con un’altra dotata all’origine di connotazioni negative. discussióne [s. ed è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti.] Nelle sezioni dell’arte del dire.] Lo stesso che → testo retorico.] Sostituire in modo spesso scherzoso.f.f.m. disiunctivum (asyndeton d.s. ordine artificiale.f. Opposto all’eufemismo.) → asindeto disgiuntivo. palle. supplicava clemenza. disposizióne [s. spesso gradevole o addirittura affettuosa. la dispositio occupa la seconda posizione dopo l’→ inventio. il d. disfemismo [s. disputatio [s.. polisindeto disgiuntivo. discórso retòrico [loc. Fenomeno legato alla → variatio. → discorso di circostanza. invocava pietà. senza attribuirle un tono offensivo: rompere.s. usus. problema.f. 2. discórso sottile [loc. senza dare tuttavia all’espressione un tono ostile: questi birbanti di ragazzi. La sua struttura.m.Stefano Arduini & Matteo Damiani 57 discórso improvvisato [loc.] Disporre le idee da esporre in ordine logico. Es. → diazeugma. → dispositio. polysyndeton d. → ordo. dispositio [s.] Discorso non preparato.: Chiedeva compassione.2. improvvisazione. essa indica il luogo che ciascuno di essi deve occupare. disgiunzióne [s. ordine naturale. rigorosamente formalizzata.] Si tratta di un genere retorico riconducibile al tipo della controversia e sviluppatosi in epoca tardo-medievale. → parisosi. disiunctio [s. è la seguente: 1. proposta di Livros LabCom . considte nella sostituzione (come uso abituale o come coniazione scherzosa momentanea) di una parola normale.f.] Lo stesso che → acutum dicendi genus.] Parziale disuguaglianza di significato dei gruppi di parole coordinati: può riferirsi a intere frasi o a gruppi di parole non autonomi sintatticamente. e soprattutto non previsto.m. stronzo.f.] Lo stesso che → dibattito.m. con altra per se stessa sgradevole od offensiva. disgiunzione.] Lo stesso che → disiunctio.s.

costituisce il dissimile: a ciasuna cosa simile. 5. Disse Virgilio di Enea: Spem vultu simulat. soluzione del maestro. È il contrario dell’ → esortazione. fu impiegata nell’interpretazione di testi.f. dissuasióne [s.f. risposte alle eventuali obiezioni. si dissimula quello ch’è. Si simula quello che non è. Fra il XIII e il XIV secolo diede origine al genere letterario romanzo della disputatio o débat o contrasto.m. www. dissociazióne [s.] La dissimulazione è il tentativo di nascondere la realtà delle cose. dissonanza [s. è unito alcunché di dissimile. Nelle scuole medievali la d. obiezione alla proposta. Si simula quello che non è. dissimile [s.f. ciò che.] Secondo Perelman la dissociazione dei concetti è l’operazione che determina un rimaneggiamento più o meno profondo dei dati concettuali che servono da fondamento all’argomentazione. → simile.] Dato che il → tertium comparationis rappresenta la qualità comune alle cose simili.] L’effetto disarmonico prodotto da un accostamento. Il → contrarium è un grado particolarmente evidente di dissimile. per quanto il grado della combinazione vari a seconda dei casi.f. nelle cose simili. → simulazione. Questo verso contiene la simulazion de la speranza e la dissimulazione del dolore” (Torquato Accetto).] Usare tutti i propri argomenti per impedire una decisione altrui che si ritiene dannosa per lui stesso e per la società.] → diafora.livroslabcom. Lo stesso che → cacofonia.pt . dunque.] → dissimulazione. dissimulazióne [s.f. Si riferisce in primo luogo ai suoni. nella dimostrazione di tesi e nelle prove d’esame.58 Dizionario di retorica soluzione. soffoca in cuore il profondo dolore’. premit altum corde dolorem ‘in volto simula speranza. eccede il tertium comparationis. similitudine. → contrasto. 4. ironia. dissimulatio [s. ma può anche sussitere come discordanza d’idee.ubi. distinctio [s. si dissimula quello ch’è.f. 3. “La dissimulazione è un’industria di non far veder le cose come sono.

→ distributio. distìnguo [s. Tale ripetizione è volta a rafforzare il significato di un’idea. → rapporto diversivoco. era caratterizzata dal ‘contatto’ tra i membri.] Qualsiasi argomentazione che voglia massimizzare le differenze anche minime. nonché ad ottenere un determinato effetto ritmico. pieno zeppo. basso basso. con la quale si chiude il sermone. presentandosi come una ripetizione di due vocaboli identici o sinonimi.m. cioè di un sermone. divisio [s. come mi pare e piace. ubriaco fradicio. bello bello. nel separare una cosa da un’altra se ne adducono i motivi e si giunge ad una risoluzione di entrambe: Livros LabCom . quindi dall’analogo significato (→ dittologia sinonimica). forte e robusto.f. in base alla quale. appartengono ormai al lessico quotidiano. e quindi la comprensione di un testo. È preceduta da un → exordium piuttosto esteso ed è seguita dalla → peroratio.] Di fronte all’ambiguità o all’equivocità. → distinguere. aequivocum. essendo abitualmente pronunciate in determinati contesti: alto alto. → sinonimia.m. individuata dalle artes predicandi. multivocum. stanco morto. La differenza rispetto all’enumeratio quindi. dittologìa [s.] Il rapporto diversivoco è definito dal fatto che due o più corpi della parola (intesa come ‘parola nella sua parte fonetica’) non concordano né nella forma del corpo proprio della parola né nei loro contenuti concettuali espressi dai corpi della parola. Ciò avviene o con la precisazione del testo o rafforzando il contesto → distinguo.f.f. per garantire la → perspicuitas. / La divisio può anche indicare una figura simile al → dilemma. apposizioni. distributio [s.] Appartiene alla categoria delle figure di parola. Frase tipica di chi pignolescamente voglia distinguersi in qualcosa dalle posizioni di un concorrente. univocum. grande e grosso. congerie. nella sua forma canonica. può essere utile mitigare o eliminare lo straniamento. diversivocum [s. sta nel fatto che quest’ultima. Esistono alcune dittologie assai diffuse che.] Si tratta di un’enumerazione i cui membri risultano distanziati da espressioni quali complementi.Stefano Arduini & Matteo Damiani 59 distinguere [vb.] Parte fondamentale di un discorso di tipo religioso. per il loro uso frequente. atttributi. collegati questi ultimi dalla congiunzione “e”.

f. istruire. www. distributio. partitio. → dianoea. → persuasione. interrogativa retorica. ad ogni tipo di artificio retorico. indignazione.f. attraverso l’enfasi ed il ricorso. → aporia.f. 4.] Far conoscere. La interrogazione retorica può essere intesa come categoria al cui interno si distinguono: → anacenosi. avresti tutto da perderci.ubi.] In filosofia la voce. che non può in alcun modo essere utilizzato nell’alta oratoria di tipo politico. diffusa da Leibniz. dictio. → interrogazione. È uno stile però piuttosto scarno. domanda retòrica [loc. → ratiocination. Brano liturgico glorificatore. È il fine delle cause civili e si avvale di uno stile chiaro e semplice.s. se fosse vero avresti tutto da guadagnarci’. indica un modo di parlare figurato.] Lo stesso che → pronuntiatio. Possiamo inoltre distinguere tra retoriche negative (“forse che se n’è andato?”). Da un punto di vista più propriamente “retorico” suddetta interrogazione può essere dunque impiegata per negare o affermare fortemente un punto implicando generalmente una dimensione emotiva concernente stupore. (Ad H. → doxologia. sarcasmo.60 Dizionario di retorica ‘Perché non crederti? Se ciò che dici fosse falso. dossologìa (o doxologia) [s. informare i giudici su una causa. voce diffusa da Leibniz. docere [vb. che presumono una risposta negativa (“non.livroslabcom. Nella Ad Herennium. che presumono una risposta positiva (certo che è partito). la interrogazione retorica è descritta come l’utilizzo di una domanda al fine di confermare o rafforzare l’argomento già trattato.] Da un punto di vista grammaticale una interrogazione si dice retorica allorquando la domanda implica già la risposta e si può quindi convertire in una proposizione enunciativa (“che c’è di più bello della pace?” = “nulla c’è di più bello della pace” o in una volitiva (“perché non te ne vai?” = “vattene”). se necessario. convincere. come anche Cicerone afferma in accordo con i neoatticisti durante un dibattito sull’oratoria: De optimo genere oratorum. cioè scuotere nell’intimo l’animo dell’uditorio.pt .→ merismo. adattato alla pratica ed impreciso. ecc. interrogazione retorica. 15. nella quale il principale obiettivo dell’oratore è → movere. dizióne [s. non se n’è andato”) e positive (“forse che non è partito?”). → anthypophora. → exsuscitatio. 22). → pysma.

mixtus.s.m. diaporesi. Si può ritenere il dutus più frequente. in maniera più o meno velata. Si ha ductus obliquus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi concetLivros LabCom . communicatio. non portavano a conclusioni certe ed indiscutibili. tale procedimento tende ad accostare locutore e pubblico. → opinio. volto a rappresentare nel campo specifico della → dialettica il verosimile in contrapposizione al vero. A seconda della contingenza. subtilis.] Tipica suddivisione dell’insieme (di un’opera.m.s. ductus obliquus [loc. subtilis.Stefano Arduini & Matteo Damiani 61 dòxa [s. a differenza di quelle logiche.] Termine sorto in ambito filosofico greco.m.] Si ha ductus figuratus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi di pensiero o dell’allegoria. ductus [s. → tattica. per accattivarsi la simpatia del suo auditorio. Esempi: Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza (Manzoni).m. esita o finge di dubitare riguardo questioni complesse o critiche. Tale tecnica del dubium prende il nome di → communicatio.] Figura di pensiero nella quale lo scrittore/locutore esprime un dubium.] Il ductus è il modo (→ tenor) che l’oratore sceglie nella trattazione del discorso in funzione del rapporto → consilium e → tema 1. poiché un senso di vergogna impedisce di esprimersi nel ductus simplex. obliquus.] Si ha ductus mixtus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore mescola i diversi tipi di ductus: simplex. figuratus.s. dubitatio [s. cioè alla scienza (→ episteme).m. → ductus. Non so se il riso o la pietà prevale (Leopardi). Esempio: Cosa faresti tu al mio posto? Correlati: → aporia. anacenòsi. di un discorso) in due parti che ne accentuano la tensione e la forza. ductus mixtus [loc.f. l’oratore può impiegare per raggiungere il suo scopo vari tipi di ductus: → ductus simplex. figuratus e obliquus.] o syntaxis obliqua. dramma [s. per la risoluzione delle quali chiede consiglio al pubblico (→ anacenosi). Le argomentazioni retoriche. Tipico dell’ars oratoria. → ductus. quando le domande vengono ingannevolmente rivolte all’avversario. ductus figuratus [loc.f.

durus (cursus d. → evidentia. Vivace descrizione dei dettagli.] → digressione.m. -servendosi della provocazione .ubi.) → cursus durus. L’immagine. Quale mezzo espressivo e quale segnale si consiglia il paradosso. e quello che realmente pensa.m.] → ornato soave.pt .s. l’oratore fa coincidere le sue parole con gli obiettivi da raggiungere. l’ecfrasi consiste nello scatto dell’interpretazione.f.f.] Si ha ductus simplex se. egressus [s. prosopografia.m. ductus simplex [loc.] Lo stesso che → esclamazione. effictio [s.f. E ecclesiasticus (cursus e.] → digressione. gratia.] Descrizione di qualità fisiche e morali di una persona. dulcedo [s.] Rappresentazione verbale ottenuta a partire da una rappresentazione visiva.s. provocazione.) → cursus ecclesiasticus. ecfonèsi [s. seriamente dice. → ductus. poiché la paura (per esempio di un tiranno) gli impedisce di esprimersi con il ductus simplex.livroslabcom. → ductus. nella tattica del discorso. nel passaggio dall’atto della memoria – scaturito dalla visione di una vecchia fotografia – all’interpretazione di essa.un effetto opposto a questa opinione.f. egressio [s. Vi è concordanza fra consilium e thema. nella tattica del discorso. l’oratore simula un’opinione (tema) con il fine di suscitare nel pubblico. paradosso. si anima trasformandosi in una narrazione drammatica. etopea.62 Dizionario di retorica tuale o dell’allegoria. illustratio. cioè. www. ècfrasi [s.f. ductus subtilis [loc.] Si ha ductus subtilis tutte le volte che. → ritratto. → ductus.

ma diversi nel corpo della parola. elisióne [s.] L’electio è. elegantia [s. egli è debole (→ anafora). I membri coordinati possono venir usati sindeticamente o asindeticamente.f.] Eliminazione di una di due vocali contigue. Ricorre facilmente nello stile telegrafico e brachilogico. Un’ellissi marcata dà origine ad uno → zeugma. ed è fenomeno della → brevitas. ellissi catafòrica.f. egli è vecchio e debole. senza che la frase perda di comprensione o che subisca forti variazioni di significato. → sottinteso.: la partita Milan-Inter. → dispositio. allo stile di Cesare. Livros LabCom . Consiste nell’usare un’unica volta (poiché si estromette poi un elemento) un membro della frase che è comune a diversi membri della frase coordinati fra loro sintatticamente. nella → dispositio del discorso e dell’opera. oppure vecchio egli è. per esempio. → ornatus. la scelta delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso. corrisponde al → genus subtile e veniva attribuita.f. concinnitas. L’ellissi cataforica ‘rimanda a cose di cui si parlerà in seguito’. omissione. Dato il pensiero egli è vecchio. estromettendo il membro egli è si possono ottenere queste combinazioni: a.f. vecchio egli è e debole. e nello stile nominale.] Figura di parola per soppressione.] L. La scelta concerne l’uso (→ usus) concreto delle parti e delle figure che l’oratore ha a disposizione quale bagaglio mnemonico. e che potrebbe venir coordinato anche con ognuno dei singoli membri della frase. donde la possibile ambiguità’ e il rinvio alla interpretazione del lettore. ‘in poesia: ciò di cui si parla non viene mai esplicitamente nominato. indicata graficamente dall’apostrofo: la idea – l’idea. b. Soppressione di elementi di una frase. che corrisponde alla → detractio. Incongruenze semantiche e sintattiche. Omissione di elementi grammaticali o lessicali non indispensabili per il significato e considerati tipici di una realizzazione linguistica usuale. Il giudizio (→ iudicium) dell’oratore dirige la scelta e l’ordine. ellissi [s. c. vecchio e debole egli è. debole egli è (→ epifora). Es. ellissi ‘totale’ .Stefano Arduini & Matteo Damiani 63 electio [s. Fra i vari tipi di ornatus rappresenta quello che possiede le virtù della → puritas e della → perspicuitas.

f.livroslabcom. Quintiliano). le cosiddette → virtutes elocutionis (cfr. . Lausberg 1949). la chiarezza stilistica (→ perspicuitas). oratio ornata). fino ad essere identificata dai teorici del linguaggio dell’ ‘800 con la “Stilistica”. che quel composto che risulta da’ concetti e da le voci.pt . Sin. cioè la collocazione. che ha proprio il compito di analizzare i testi dal punto di vista formale. ellissi. eloquènza [s. nel Terzo Discorso dell’Arte poetica.] Rappresenta l’arte di organizzare le parole all’interno di un discorso in maniera efficace e funzionale. elocutio [s. Tale dottrina dell’elocutio ha acquisito sempre più importanza. → elocuzione.f. scevro da arcaismi. attraverso due fasi fondamentali: l’ → electio. attraverso precise scelte espressive e comunicative. connesso”).ubi. combinazione delle parole e delle varie figure del linguaggio. intesa quindi come abilità di esprimersi in pubblico. ecc. . relativamente all’argomento che si deve trattare ed all’effetto che si vuole ottenere.f. . Affinché ciò si verifichi.64 Dizionario di retorica ellissi catafòrica [loc. . che i diversi elementi del linguaggio assumono una determinata forma e stile. l’eleganza del discorso (→ ornatus..s. L’eloquenza. Già Torquato Tasso. non essendo quello altro. barbarismi. . precisamente ad Atene.] Nella retorica classica rappresenta l’atto mediante il quale si procede all’elaborazione del discorso. si tratterà per conseguenza de lo stile. nasce nell’antica Grecia. e la → compositio. che per prima comprende l’importanza di regolarsi in un’organizzazione civile democratica e di codificare delle norme www.] Ellissi che rinvia a cose di cui si parlerà in seguito. tra le quali spiccano: la correttezza del linguaggio (→ puritas). → catàfora. al fine di ottenere una comunicazione con il proprio ascoltatore o lettore corretta e pertinente all’argomento ed alle circostanze (la virtù dell’ → aptum: ut aptior sito ratio “affinché il periodare sia ben legato. Si configura dunque come l’arte del persuadere (ars bene dicendi. che non deve essere né povero e né eccessivamente artificioso o ampolloso. come scelta della terminologia più appropriata. è necessario che una data espressione presenti alcune peculiari caratteristiche e qualità. avvalendosi anche dell’ausilio di quegli ornamenti e figure che i Latini chiamavano → colores rethorici. che non ammette alcun tipo di oscurità o incomprensione. si era così espresso: Avendosi a trattare de l’elocuzione. È proprio attraverso l’elocutio.

Proprio grazie a quest’ultima. con invettive e critiLivros LabCom . II a. retorica. Nel sec XIII l’oratoria sacra prosegue il suo iter con l’eloquenza dotta ed intellettualistica della predicazione domenicana.. a quelle legate alla predicazione cristiana. → eloquenza sacra. quindi ha un carattere prettamente religioso-dottrinario. Pisistrato raggiunge il successo politico. che non può essere recepito dalle grandi masse. si svolgeva in lingua volgare.f. l’effettiva predicazione in Occidente. o al contrario. Mentre per la stesura delle omelie si prediligeva l’utilizzo della lingua latina. Il potere persuasivo dell’eloquenza nelle assemblee “dove gli uomini divengono illustri” (Iliade. ed in seguito lo stesso Cicerone. avente lo scopo di → delectare l’auditorio. Anche a Roma rivestono notevole importanza le doti oratorie: al modo ampolloso asiano (→ asianesimo) si oppongono i fautori della tradizione sobria ed elegante. come Catone il Censore (234-149 a.s.] Con tale tipologia di eloquenza si suole designare quell’oratoria sacra che passa dalle eleganti orazioni di Simmaco in difesa della religione pagana. genera elocutionis). eloquènza del pèrgamo [loc. dimostrativa loc.C. è già dichiaratamente presente nei poemi omerici.f.s. che forniscono dunque dei primi modelli di oratoria. anche → oratoria. rhetoriké (téchne) “arte del dire”]. cioè che serve per dimostrare.). IX.] o e.C. il più alto esempio delle quali è rappresentato proprio dalla Parola di Gesù contenuta all’interno dei Vangeli.Stefano Arduini & Matteo Damiani 65 relative all’arte dell’uso della parola. generalmente nel corso di celebrazioni. quando numerosi retori greci vi giungono.f. che essi definiscono retorica [gr. rappresenta uno dei tre generi oratori della retorica classica (→ generi aristotelici. Comunque. ai quali viene esposta la difficile interpretazione delle Sacre Scritture. Si manifesta sia con discorsi celebrativo-elogiativi nei confronti di ciò che è considerato bello/buono. Nel Medioevo l’oratoria sacra ha inizio con le omelie in latino.s. rinvigorita dopo il Mille anche grazie alla propaganda per le Crociate. ma piuttosto da un assai ristretto numero di intellettuali. divenendo tiranno in Atene. 141). Individuato da Aristotele come → genus demonstrativum (→ genere dimostrativo). eloquènza epidìttica [loc. genere della predicazione. che appartiene al primo periodo dell’oratoria romana. l’insegnamento dell’oratoria non si diffonde a Roma prima del sec.

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che verso ciò che appare brutto/cattivo. In particolare si esplica come: 1. elogio di personaggi, sia in vita che defunti, i quali, contribuendo al bene della patria, sono meritevoli di lodi, panegirici o orazioni funebri; 2. celebrazione, in origine, in onore delle numerose divinità; 3. discorsi pubblici in occasione di cerimonie e festività; 4. encomio (→ encomium) di cittadini benemeriti, come ad esempio di vincitori olimpici; 5. propaganda di un’idea di interesse generale: nell’ateniese Isocrate, maestro indiscusso di oratoria epidittica, troviamo un esplicito richiamo ai grandi principi ideali. Rientra in questo genere di oratoria anche l’elogio di cose infamanti o disonorevoli (→ adossografia). eloquènza dimostrativa [loc.s.f.] Lo stesso che → eloquenza epidittica. eloquènza sacra [loc.s.f.] Lo stesso che → eloquenza del pergamo. elusióne [s.f.] → perifrasi. emozióne [s.f.] Tentativo di commuovere per agire sull’arbitro della situazione in favore della opinione della parte rappresentata dall’oratore. L’emozione più moderata è l’→ ethos, mentre il → pathos è il grado di più violento. → affectus, ethos, pathos. enàllage [s.f.] Figura grammaticale che consiste nello scambio funzionale di una parte del discorso con un’altra; ad esempio, i modi e i tempi del verbo, l’aggettivo e l’avverbio. . . . Es.: domani ti raggiungo, parla veloce, invece di domani ti raggiungerò, parla velocemente. Per alcuni l’enallage si identifica con l’ipallage quando lo spostamento riguarda un aggettivo. → enàllage dell’aggettivo. enàllage dell’aggettivo [loc.s.f.] Figura retorica per cui si scambia la relazione tra due parole cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione, una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). Es.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). Il divino del pian silenzio verde (G. Carducci, Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce
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anche un caso di → sinestesia)]. /. . . un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra, ma logicamente va riferito a un, cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. enantiosemìa [s.f.] Si ha quando una medesima parola presenta due significati tra loro contrari, o contraddittori o conversi. Es. avanti può significare ‘prima’ e ‘dopo’: il giorno avanti, d’ora in avanti. → antifrasi. enantiòsi [s.f.] Una delle dieci opposizioni che nel sistema pitagorico stanno a base di tutte le cose. / Rifiuto della tesi contraria a quella che si vuole provare. Es.: Il reato non è stato compiuto intenzionalmente (invece di: il reato è stato compiuto accidentalmente)→ antitesi, contraddizione. enargìa [s.f.] Vivace descrizione di un’azione, un evento, una persona, una situazione, una emozione, ecc. utilizzata per creare l’illusione della realtà. → ipotiposi, evidentia. encomium [s.m.] Tributo di lode, onore, ammirazione; lode pubblica. endìadi [s.f.] (variante arc. endìade). Figura che consiste nell’esprimere un concetto mediante due termini complementari (due sostantivi o due aggettivi) e coordinati tra loro, evitando così di subordinarne uno all’altro (agg. + nome, oppure nome + specificazione complementare subordinata). L’endiadi si presenta quindi come un metodo di amplificazione che aggiunge forza al discorso. Es.: pateris libamus et auro ‘beviamo in coppe e in oro’ = pateris aureis libamus ‘beviamo in coppe d’oro’. Nella strada e nella polvere = nella strada polverosa. La notte e il buio = la notte buia. La gioventù e le forze mi vengono meno = mi vengono meno le forze della gioventù. Erbe e veleni = erbe velenose. Vedo splendere la luce e il sole = Vedo splendere la luce del sole. energìa [s.f.] La forza e la robustezza dell’→ ornatus di un discorso. ènfasi [s.f.] Consiste in un’esagerazione del tono e dell’intensità della voce, del calore generale della espressione e dei gesti; nello scritto si manifesta nel tipo di lessico utilizzato e nella sintassi molto formalizzata o anche arcaizzante. → vox.
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enigma [s.m.] Allegoria oscura, che può essere difficilmente intesa e riconosciuta a meno di padroneggiare i dettagli sociali e psicologici in cui si realizza. → allegoria. enjambement [s.m.] Procedimento per cui due elementi sintattici strettamente legati vengono in poesia collocati su due versi contigui. Questo effetto si riscontra solo o principalmente nella scrittura. → sinafia. entimèma [s.m.] Sillogismo in cui è sottintesa una delle due premesse. Es.: Tutti gli uomini sono mortali, dunque anche Socrate è mortale (dove è sottinteso: Socrate è un uomo) → sillogismo, entimemismo. enumeratio [s.f.] Accostamento di parole o gruppi di parole che si succedono con collegamento sindetico, asindetico o misto tra i due. → elenco, enumeratio, anacefaleosi. enumerativo (polisìndeto e.) → polisindeto enumerativo. eonismo [s.m.] Formula d’augurio. → optatio, oeonismus. epadiplosis [s.f.] Epanadiplosi ripetuta → epanadiplosi. epagòge [s.f.] → induzione. epanadiplòsi [s.f.] Ripetizione più o meno esatta di una o più parole all’inizio e alla fine di un inciso o di una frase, secondo il modello: /x. . . x/; può definirsi anche come inquadramento di una parte di frase per mezzo di un inizio e di una fine uguali. Anche: → ciclo, inclusio, redditio, antapodosi. epanàfora [s.f.] Sinonima di → anafora. epanalèssi, epanalèpsi, epanalissi [s.f.] Raddoppiamento di un’espressione che viene ripetuta all’inizio, al centro o alla fine di un segmento testuale /. . . xx. . . /, /xx. . . /, /. . . xx/: In verità, in verità vi dico. . . → geminazione, geminatio, repetitio, palillogia. epanàstrofe [s.f.] Riprendere la parola finale di una frase e ripeterla all’inizio del verso successivo. Lo stesso che → anadiplosi.
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/ Ripetizione del termine principale di un argomento durante la presentazione dell’argomento stesso / Ritornare al tema dopo una digressione.f. Paolo > Pavolo.: Provo dolore ad un piede e ad una mano: al piede da lunedì. anzi è già venuta. in particolar modo di una proposizione aggiunta ad un’altra per fornire un chiarimento. È un barv’uomo. in questo caso invertendone l’ordine ma lasciando inalterato il senso.f.] Figura retorica che consiste nella ripresa. epesegèsi [s. → exornatio. Livros LabCom .] Si ha epentesi quando all’interno di una parola viene aggiunto un elemento non etimologico.m. Genua > Genova. esornativo.f.f. → epesegesi. che dalla → repetitio. epèntesi [s. epanortòsi [s. epesegètico [agg. epesergasìa o epexergasìa [s. ampliata con particolari. un santo! Equivale a → correctio.] Aggiunta esplicativa a una frase o a un’espressione. e mi lascerete solo.Stefano Arduini & Matteo Damiani 69 epànodo [s. / Ripetizione della stessa parola o di più parole. Es. sillogismo retorico. perché con me è il Padre”. poiché nell’epibolè si ha la ripetizione di una frase e non di una singola parola. alla mano da martedì. Viene detta anche → anaptissi. 16. epibolè [s. ornatus. in cui vi disperderete ciascuno per conto suo. anzi. ma non sono solo. → sillogismo. di una o più parole enunciate in precedenza. È differente sia dall’ → anafora.] Figura logica che consiste nel tornare su ciò che si è detto in precedenza per correggerlo (almeno leggermente) Giov.32: “Ecco vien l’ora. epicherèma [s.] Appartiene alla categoria delle figure di discorso.] Sillogismo nel quale una o entrambe le premesse sono accompagnate dalla relativa dimostrazione. servendosi di nove espressioni per ornarlo. expolitio. → regressione.f.] Figura in base alla quale l’oratore insiste sull’argomento. sillogismo dialettico. presentandosi come una ripetizione della stessa frase ad intervalli irregolari con l’effetto di metterla in risalto.m.] esplicativo.

→ epistrofe. reduplicazione. Es. scioglimento del nodo. epifonèma [s. Come figura di pensiero consiste nello sviluppo di idee accessorie.] Figura che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di enunciati (o di loro segmenti) successivi (configurazione: /. epilèmma [s.pt . → anadiplosi.m. I retori antichi distinsero due parti nella conclusione del discorso: 1. mozione degli affetti. 2. peroratio. “Codesto solo oggi possiamo dirti / ciò che non siamo. ripetizione. in Ossi di seppia).m. mozione degli affetti o perorazione.f. 11-12. repetitio. parti del discorso. epidìttico [agg.] Artificio retorico atto a ricapitolare parti già trattate. . VII.f. per richiamare alla memoria tutti i passi più importanti. www.] Contrazione in base alla quale una vocale atona nell’interno dul vocabolo viene soppressa. → conclusio.] Giudizio conclusivo desunto da una somma di giudizi parziali. epìlogo [s. → sinalefe.m. reduplicatio.livroslabcom. Non chiederci la parola. I.] Parte finale di qualsiasi testo. / quando l’oratore cita un determinato passaggio commentandolo. ricapitolazione o enumerazione dei temi trattati.] Insistenza. → aggiunta. nell’ accumulazione di senso intorno ad un nucleo concettuale. Es: Ecco il giudicio uman come spesso erra! (Orl. epìfrasi [s. epìmone [s. genere epidittico. .→ anamnesi.f.] Obiezione dell’oratore a se stesso. x/) (risulta quindi speculare all’→ anafora).] Figura di parola che consiste nell’aggiunta di un completamento a una frase sintatticamente compiuta (o ad un gruppo di parole sintatticamente completo).ubi..f. Fur. . . episinalèfe [s. epìfora [s.m.70 Dizionario di retorica epìcrisi [s. ciò che non vogliamo” (Montale.2). epimerismo [s. avanzata al fine di controbatterla. orale o scritto. x/. ove l’oratore tenta di mettere in cattiva luce l’avversario e di captare la benevolenza e la pietà per la propria parte.] Figura logica per cui una sentenza è posta a conclusione di un discorso.] → eloquenza epidittica.f.

In questo caso l’e. epitrocasmo [s.] Aggiunta di un elemento non etimologico in fine di parola. umida vina ‘vini umidi’.] Figura che risulta dall’accumulazione di molte domande e risposte o che consiste nel passare rapidamente da un punto ad un altro a mo’ di riepilogo.Stefano Arduini & Matteo Damiani 71 epìstrofe [s. In altre circostanze l’e. o comunque in modo da fornire la prova di qualcosa senza doverla specificare.] Rappresenta una caso emblematico di accumulazione subordinante. la cui funzione è quasi puramente ornamentale dal momento che esprimono una parte del significato già inerente al sostantivo.m.f. il canuto mare. epìtrope [s. Spesso l’epitrope si realizza concedendo a qualcuno il permesso (da cui il nome latino → permissio) di agire a proprio piacimento e contrariamente ai consigli dell’oratore.m. ironicammente.f.m. epithetum ornans [loc.: una radunata sediziosa. è realizzata demandando all’uditorio le considerazioni su qualcosa o semplicemente facendo appello Livros LabCom . Un tipo di amplificazione epìtesi [s. epìteto [s. confidando nella bontà della sua causa. lasciate che si comporti da ingiusto.m.] L’aggiunta di una conclusione che semplicemente enfatizza ciò che è stato già detto.f. / Figura mediante la quale ci si rivolge all’uditorio pateticamente. epitetismo [s. come ad es.s.] Aggettivi ed espressioni equivalenti. → paragoge.f.] Sinonimo di → epifora.] Figura per cui si modifica l’idea principale esponendone una secondaria. → appositio. può assumere la forma di una figura di indignazione mediante la quale si finge di consentire a qualcuno di comportarsi in maniera riprovevole solo per suggerire che egli ne sia capace Es. Es. oppure un sostantivo o qualsiasi perifrasi nominale che svolgono la funzione di apposizione. L’epiteto è un aggettivo utilizzato come attributo. epìtasi [s.: Poiché egli è ingiusto.] Figura in base alla quale l’oratore. nelle pronunce toscane di parole straniere: barre ‘bar’. si rimette al giudizio del magistrato. Es.

domanda retorica. → aequivocum. / Servirsi di leggi satbilite per avere la meglio in una disputa verbale → eristico.m. equìvoco [s. ma anche smisuratamente adulatoria nella sua deferenza. iperbole. epizèugma [s. obscuritas.] Consiste nel collocare il verbo che regge la frase all’inizio o alla fine della frase stessa.f.pt . erotèma [s.ubi.f. eruditorum consensus → consensus eruditorum. → amplificatio. permissio.] Ripetizione di parole senza alcun intervallo.] e agg. ammissione. / Arte di rilevare le debolezze di un’argomentazione per mettere in difficoltà l’avversario.] Arte di indurre alla contraddizione l’avversario in una disputa.72 Dizionario di retorica alle sue abilità per provvedere a significati su cui l’oratore sorvola (da cui la terminologia di Puttenham figure of reference). voce dotta diffusa da Kant. erìstico [agg.f. è realizzata da espressioni o parole proununciate per esprimere allegria.→ concessio. / Ciò che è ambiguo. rhetorical questions.] Figura retorica che può essere intesa come la ‘trasformazione’ della forma sintattica e dell’intonazione di un corrispondente enunciato assertivo. Dal punto di www. erìstica [s. equivocità. può essere estremamemente pungente nella sua ironia. "O natura. L’e.] Il dare risalto fuori misura alla bontà degli argomenti. / Caratterizzato da significato non chiaro.] Argomento che assume la forma di interrogazione. / Vocabolo di diversi significati. ambiguità sintattica. geminatio. ammirazione e sim. o natura" (Leopardi). anfibolia. dialogo eristico. Ciò che è passibile di differenti interpretazioni / Interpretazione erronea.m.m. / Fare domande senza lo scopo di ricevere una risposta od ottenere infomazioni → pysma.f. malinteso. epizèusi [s. → epanalessi. sillogismo eristico. esclamazióne [s.] Caratterizzato da argomentazioni sottili e speciose. esagerazióne [s. → eristica. sdegno.livroslabcom.

m. nel quale l’oratore tenta abilmente di conquistare l’attenzione e la benevolenza del suo auditorio. la continua ripetizione di sillabe uguali. nella fase della → narratio/partitio. . → parenesi. → exordium. 1-3. parabola. che di bontate / deon essere spose.] Particolare tipo di → apostrofe.] Nell’ambito dell’oratoria si riferisce ad un tipo di discorso appartenente al → genere epidittico. exornatio.f. → exempla ficta. la fastidiosa sensazione sonora può essere provocata da un eccessivo e rimarcato utilizzo delle allitterazioni. del pubblico o del giudice che sia. esortazióne [s. che può consistere anche in una vera e propria opera letteraria. . ma anche espressione di un cattivo accostamento di parole quale.] Discorso osceno. ad esempio. exhortatio. È il termine corrispettivo di turpiloquio.] Sollecitazione. giudiziario.Stefano Arduini & Matteo Damiani 73 vista delle funzioni del linguaggio le esclamazioni attuano la funzione ‘emotiva’ (centrata sul soggetto della comunicazione). scurra.m. principio. proprio di un linguaggio che il lettore o l’ascoltatore giudica scurrile. esémpio [s. proemio / introduzione. esornativo [agg.] Episodio citato a conferma di ciò di cui si sta trattando. Il contrario della → dissuasione. Un primo momento è dunque rappresentato dal tentativo dell’oratore di accattivarsi la simpatia degli ascoltatori.f. che implica un orrore e una condanna (con conseguente accusa e maledizione: Es. XIX. → ecfonesi. exsuscitatio. introduttiva di un discorso politico. prologo. Livros LabCom . esecrazióne [s. escrologìa [s.f. → aiscrologia. o miseri seguaci / che le cose di Dio. adhortatio. epidittico/encomiastico. esòrdio [s. o ambiguamente allusivo. e voi rapaci / per oro e per argento avolterate. diretta ad ottenere l’altrui partecipazione ad un proprio programma. → cacofonia. a questa fa seguito un’esposizione breve ed introduttiva delle argomentazioni che si andranno a trattare in un secondo momento. quindi dalla cosiddetta captatio benevolentiae.] anche → inizio del testo.: O Simon mago. È la parte iniziale. inizio del testo. Inf.

→ affectus. eterologìa [s. nel discorso giudiziario è il momento della descrizione dei termini della questione sulla quale i giudici devono poi pronunciarsi. che rispondevano a sette domande: Quis? Quid? Cur? Ubi? Quando? Quemadmodum? Quibus adminiculis? (Chi? Che cosa? Perché? Dove? Quando? In che modo? Con quali mezzi?). nel Medioevo venne redatto un elenco di “circostanze”. effictio.m. una sua chiarezza e comprensibilità. Proprio per verificare l’esistenza all’interno del discorso di tali caratteristiche. attraverso la quale si può procedere con precisione ad una puntuale esposizione dei fatti. → sermocinatio.74 Dizionario di retorica esposizióne dei fatti [loc.pt .] Si tratta dell’effetto emozionale perseguito dall’oratore col fine di provocare. nonché una sua credibilità e verosimiglianza. / come ti stavi altera e disdegnosa / e nel mover de li occhi onesta e tarda! (DANTE Purg.] anche → narratio / → partitio / → digressione / → proposizione. 61-63) Sin. Questo grado di emozione è particolarmente adatto e utilizzabile nell’→ exordium. nell’arbitro della situazione. ritratto. Rappresenta l’esposizione dello svolgimento degli eventi così come si sono succeduti. → circostanze. ètos [s. pathos.f. www.m.ubi. comportamenti.] o raro etopèia Descrizione delle qualità morali. estèsico (atto e. Es.f. VI. Tale narrazione doveva possedere determinate caratteristiche. èthos o ètos [s. come ad esempio un’adeguata lunghezza del discorso (brevità).s. prosopografia. → atto estesico. etopèa [s.livroslabcom.: o anima lombarda. una emozione di tono moderato favorevole alla parte rappresentata.] → ethos. Le prime cinque “circostanze” riflettono i quesiti relativi all’attuale regola giornalistica delle cinque W (Who? What? When? Where? Why?). notatio. emozione.: etopèia. vizi e virtù. circostanze della narrazione.f. Le parole dell’oratore erano tese a suscitare nel pubblico il suo coinvolgimento emotivo. →.] Espressione che si può intendere in due modi.

f. evidentia [s.avv. ipotiposi. alla → reticentia è una delle possibilità che si offrono all’oratore che si trovi in difficoltà.] → amplificatio.f. Agli albori della storia del cristianesimo e. suggerita da motivi si convenienza o di riguardo. eufemismo [s.f. eufonìa [s. di coscienza collettiva. che costituiscono spesso la tradizione e il patrimonio della ‘letteratura’ e della ‘poesia’.] Sostituzione di una parola proibita da un tabù. Parola di buon augurio.] La scelta di un’espressione attenuata o inattesa.vb.] ‘stavo per dimenticare. ex abrupto loc.f. che non necessita di dimostrazione. evocazióne [s. eulogìa [s.quanto disio / menò costora al doloroso passo! (DANTE Inf.] Discorso che fa riferimento ad una dimensione spaziotemporale trascorsa. celebrazione / Nell’uso ecclesiastico il termine è stato impiegato per designare l’oggetto consacrato. Es. Enargia. dai suoni armoniosi. risulterebbero cacofoniche o semplicemente difficili a pronunciarsi.→ iperbole.Stefano Arduini & Matteo Damiani 75 eufemìa [s. / Lo stesso di → eufemismo.m. Eleganza del linguaggio. excidit mihi [loc. Livros LabCom .] Ciò che non si può mettere in dubbio. dove si collocano fatti socialmente importanti.] Discorso forbito.f.vb. →. 113-114)→ eufemia.] elogio. indicava la Satna Eucarestia: questo uso è frequente negli scritti di San Cirillo di Alessandria. exadversio [s. / Silenzio rituale che presso gli antichi Greci accompagnava il sacrificio.f. solitamente riferito a discorsi o allocuzioni tendenti a rivelare con la massima immediatezza il corso dei pensieri. per poco non dimenticavo. rispetto a determinate cosuetudini articolatorie. → abruptum.] → litote.] o paene excidit mihi [loc. Assieme alla → praeteritio. All’improvviso. V.: quanti dolci pensier. che tende ad evitare secuenze sonore le quali.f. exaggeratio [s. per poco mi sfuggiva dalla memoria’. / Benedizione al fine di ottenere che qualcuno diventi moralemente buono. tabù.

La sententiarum exornatio) è una funzione dell’→ aptum concettuale.m. → imitatio.f. similitudine. attraverso le letture. → ornatus. excursus [s. una digressione che afferma. exercitatio [s.] → esortazione. / Tipo di esercitazione che che comprende una acclamatio. nella sua duplice valenza di ornatus delle idee (→ res) (sententiarum exornatio) e ornatus delle formulazioni linguistiche (→ verba) (verborum exornatio). parabola. impegnadosi alla redazione di discorsi su diverse tematiche.f.pt . più o meno pertinente. www. esornativo.pl. expeditio [s.m.f. si migliorano le proprie conoscenze lessicali.] Si riferisce all’→ ornatus. exordium [s.] Dare una spiegazione.76 Dizionario di retorica excitatio [s.s.] (explicit liber. exornatio [s. e viene trattata tradizionalmente nella → elocutio.] → esclamazione. → incipit. nega o proibisce qualcosa. raffinando i mezzi artistici (copia rerum. → digressione. → esempio. La verborum exornatio si trova nelle figure di parola. o inserire fra le voci latine di ‘percursio’. epesergasia. "il libro finisce così") con questo si indica la parola o la parte finale di un testo.] Breve trattazione. explicit [s. specialmente per farlo uscire da uno stato di noia o di stupore. exhortatio [s.] Appartenente all’ambito semantico del → pathos. nonché la qualità della propria declamazione. o un semplice ammonimento a non dormire.] → esordio. favola. originata da un tema.livroslabcom. e che da questo tema si allontana in modo più o meno lungo.f. si favorisce la → imitatio dei grandi oratori. In questo modo.f. una invocazione. figurarum). ingenium.] Dare spiegazione. → percursio. verborum.m. exclamatio [s. parenesi.f.] In quanto ars. consiste nell’eccitare l’uditorio. la retorica viene integrata da una esercitazione continua. exempla ficta [loc. sotto le → figure di pensiero.m.ubi. adhortatio.

] → improvvisazione. di fronte ad un auditorio.] Parlare ornato opposto al parlare ordinario.] Rimprovero. Secondo Lausberg essa può essere realizzata in tre modi: “nella ripetizione della medesima idea.] Abilità propria ad una persona di compiere attività socialmente valide. ex tempore [avv. Anche nel senso di abilità oratoria → facilitas. → arte.f. facilitas [s. → facultas.f. habitus.] Termine comune per le figure amplificanti della emozione.f.m. la ripresa di un’idea.f. Qualità indispensabile all’oratore che si accinge ad esporre un discorso di tipo retorico.f. extenuatio [s. exprobatio [s. → onedismus.] Il saper esporre chiaramente e velocemente le proprie idee e posizioni.s. facultas [s. ipotiposi. → difficilis ornatus. factum [s. indica l’amplificazione orizzontale. facilità di parola. come la → interrogatio.f. costruito attraverso l’uso di figure (→ figura elocutionis. la → exclamatio e come anche l’→ apostrofe. → figura di concetto). exsuscitatio [s. → etiologìa. ai fini della persuasione dello stesso (→ pronuntiatio).] → percursio.f.] → fatto. nello stacco di dettaglio dell’idea e nella realizzazione argomentatrice della credibilità”.f. eziologìa [s.Stefano Arduini & Matteo Damiani 77 expolitio [s. cioè insiemi di parole connesse (in verbis coniunctis). → commoratio.] Consiste nell’esplicitazione delle cause di ciò che si sta asserendo.m. subnexio.] → percontatio. exquisitio [s. proprie dell’ → elocutio. F facilis ornatus [loc.] Così come il termine → commoratio. Livros LabCom .

m. noia. azioni.reali o immaginari . ”‘i fatti ammessi in un’argomentazione possono essere o osservabili o supposti o convenuti. cioè sin dall’avvio del discorso retorico. sprovvisto di significato autonomo. fastidio”). M.ubi.] Elemento di un enunciato che. “tedio.m. / Può anche intendersi come una vivace esposizione dei dettagli prodotta in presenza di una simultanea testimonianza visiva o immaginando gli oggetti assenti.f. vengono infatti valutate sia le res vere che quelle verosimili.] Ciò che è accaduto e di cui si parla.] Secondo Tomás Albaladejo e Stefano Arduini. ha la funzione controlare e mantenere il canale comunicativo: es. In Perelman.m. Esso è costituito da tutti i fattori che ne consentono la effettiva realizzazione: il → testo (o discorso) retorico.pt .] Rappresenta la capacità immaginativa dell’oratore. possibili o probabili”. quella parte di “realtà” percepita [→ referente percepito] che costituisce lo spazio di mondo possibile del testo). no? fatto [s. si allontana per l’oratore la possibilità di suscitare interesse e di ottenere il consenso dell’auditorio.s.che formano il complesso referenziale del testo.: siamo d’accordo. www. Se sopraggiunge questo stato di avversione verso il discorso retorico. processi. è l’evento comunicativo che conduce alla produzione di un → testo retorico. viene presentato nella → propositio. → avversione. Un altro elemento di pericolo che può pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo della persuasione è rappresentato dal → taedium (s. fastidium [s. stati.n. l’→ oratore (o mittente). fatismo [s.] È dato dalla mancanza di attenzione da parte dell’uditorio. precisamente nell’→ excogitatio. → ticoscopia. idee . il referente (costituito dagli esseri. dove avviene il reperimento degli argomenti utili alla causa. 50. disgusto.m. vasto pubblico o giudice che sia.livroslabcom. che emerge in particolare durante l’operazione retorica dell’→ inventio.78 Dizionario di retorica fantasìa [s. ottenuti sia attraverso la riflessione. fatto retòrico [loc. il destinatario (o ricevente). deve essere evitato soprattutto nel corso dell’ → exordium. il → contesto (sia quello delle circostanze che permettono la produzione del testo che quello riguardante gli elementi esterni coinvolti nella performance del discorso). che mediante immaginazione.

GDU. figura di elocuzióne [loc. → fiore. fr. che si allontanano dagli usuali e quotidiani modi di esprimersi”. → transmutatio (cambio di posizione). figura retòrica [s.] Lo stesso che → figura di parola.s.s.Stefano Arduini & Matteo Damiani 79 fàvola [s. 3.] Lo stesso che → figura di pensiero. festivitas [s.f. figure di significazione o tropi. Livros LabCom . figura elocutionis.f. Quintiliano definisce le figure come “elementi costitutivi del discorso.) verborum et sententiarum.f. Sempre nella Institutio oratoria ordina l’insieme delle figure dell’ → ornatus (→ tropi. s.dat. ingl.] Nell’ambito della retorica. schêma “forma. → esempio.f.] È una breve narrazione in prosa o in versi. figure di ritmo.pl. fictio personae [loc. la figura rappresenta sin dall’antichità il mezzo attraverso il quale il discorso prende forma. schema”. 2.pl.s.sottrazione o omissione). → immutatio (→ sostituzione).] Figura. figura di concètto [loc. figura di discórso [loc. che ha per oggetto un fatto immaginario ed è caratterizzata da un intento morale. figura di costrutto o figura di costruzióne [loc.14). lumina (-um n..1.] Lo stesso che → figura di parola. parabola.f. prosopopea. figure. figure di parola.s. Secondo Quintiliano (I sec. figure di dizione.] [gr.f.s. Di solito i personaggi della favola sono animali che parlano e si comportano come esseri umani. figure di pensiero) in quattro categorie (“quadripartita ratio”): 1.] → idolopea.] Caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus che ricorre assieme alla → urbanitas. le figure erano arte aliqua novata forma dicendi (9. 4. → adiectio (→ aggiunzione o addizione).). similitudine. lat. figure di costruzione (→ figura di costrutto). d. anche imagines-um s. apologo. figura dal tema di fingere “plasmare”.f.f.f. → detractio (→ soppressione . figure of speech. figure di elocuzione (→ figura elocutionis). Inoltre Quintiliano offre la seguente classificazione che rimarrà normativa anche nei secoli seguenti: figure di pensiero. figura [s.] Lo stesso che → figura di parola.C. fugure rhétorique.f. figure.

b. Affine al → poliptoto. b.pt . i tropi impropriamente detti.s. → ipallage. Figure di parola per soppressione. → anacoluto.s. figura etimològica [loc. → sinonimia. → concinnità.] Forma espressiva di natura grammaticale e semantica.ubi. e suole dividersi in: a. figura di pensièro [loc. figura elocutionis. Appartengono a tale categoria: → chiasmo. al contrario dei tropi propriamente detti. che mettono a fuoco una sola idea dal momento che si basano su una sola parola.s. Espressione indica quindi le combinazioni di termini e sintattiche cui corrispondono combinazioni di idee. rientra tra le figure www.80 Dizionario di retorica figura di espressióne [loc. sono ordinate quindi secondo la “Quadripartita ratio” di Quintiliano per adiectionem.f. Tali figure sono dette ‘di significazione’ perché sono il risultato di un nuovo modo di significare da parte della parola in cui consistono. figura elocutionis [loc.f. → figura di parola. → figura. immutationem. figura di paròla [loc.s. non una singola parola.s. → ellissi. → figura. → iperbato. → figura etimologica.s. ma anche l’ → asindeto. Figure di pensiero per aggiunzione. Figure di parola per aggiunzione.f.livroslabcom. → anafora.f.] Tale figura riguarda. alla categoria dell’ → ornatus. bensì la conformazione di un intero enunciato.] Individuate sin dall’antichità da Quintiliano (VIII. figura di significazióne [loc. → epanalessi.] Lo stesso che → figura di parola. i tropi veri e propri. Tale figura produce l’effetto di rafforzare il significato. → polisindeto. → paronomasia. tropo. Le figure di pensiero si suddividono: a. costruita attraverso l’accostamento di una parola con la sua radice (→ sema). La figura elocutionis riguarda dunque la scelta delle parole più inerenti all’enunciato. le figure di parola o elocuzione appartengono. dal punto di vista ideativo. assieme ai → tropi ed alle figure di pensiero. che si manifestano ‘in parole singole’. Figure di parola per ordine. che si manifestano ‘in più parole’. → brachilogia. Figure di pensiero per mutamento d’ordine. → anastrofe. c. Sinonimo è → figura di concetto. 6 e IX).] In Fontanier. d.] In Fontanier. Figure di pensiero per soppressione. → gradazione.f. c. ordinem. → zeugma. il concetto della frase. Figure di pensiero per sostituzione. tropo.f. → enallage. detractionem.

XIII. amare un amore.s.f.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem.] Figura ottenuta mediante l’aggiunzione. Viene chiamata anche → figura per detrazione o soppressione o sottrazione. Esempi: vivere la vita.] Figura che modifica il significato dell’intera frase: l’ironia.s. figura per aggiunzióne [loc.f. figura per adiectionem [loc.f. figura per addizióne [loc. figura grammaticale [loc.s. insieme anche alla → paronomasia ed alla → sinonimia.] → figura sintattica.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem. figura per detractionem [loc.Stefano Arduini & Matteo Damiani 81 della → ripetizione. figura morfològica [loc.s. attraverso i due principali procedimenti dell’ → accumulazione e della → ripetizione e riguarda entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto).f.] → figura di parola. sognare un sogno.) → parlare in figura.f. figura per detrazióne [loc.f. figura (parlare in f. → figura di concetto. utilizzata dunque per snellire il discorso.s.] Figura ottenuta attraverso l’omissione di alcuni elementi della frase o parti dell’enunciato (congiunzioni. contraddistinte dalla → brevitas. donare un dono... figura lògica [loc. . Entrambe le tecniche hanno lo scopo di conferire alla frase un effetto verbale amplificante (→ amplificatio). // e li ‘nfiammati infiammar sì Augusto (Inf.s.] → figura per immutationem. .s. figura per immutazióne [loc.s.] → figura per detractionem.f. figura per addizione. Le categorie interessate sono sia la → figura elocutionis che la → figura di concetto. figura per aggiunzione. l’allegoria. 68).f.f. ). Livros LabCom . l’iperbole. verbi. addizione di elementi. considerate sottintese. la litore.s. → aggiunzione.

figura per sottrazióne [loc.s. Le figure semantiche sono dette anche → tropi. → polisindeto. www.pt .f. figura per ordinem [loc. → iperbato. numero. all’interno della stessa frase.s. figura sententiae [loc. proprio da tale immutatio verborum. figura per órdine [loc. → pleonasmo.s.ubi.s. la sineddoche.f. ecc. rispetto al normale svolgimento sintattico.] Figura ottenuta attraverso il cambiamento di un termine con un altro.] Figura che concerne i contenuti delle parole: la metafora.] → figura per ordinem. figura pseudoetimològica [loc. soppressione. sottrazione.s. la metonimia.f. l’antonomasia.f.s.s. Tale figura rappresenta delle irregolarità grammaticali. → zeugma. → asindeto. per assecondare determinate esigenze stilistiche dei vari autori.] → figura. transmutatio. .f.] Figura ottenuta mediante il cambio di posizione dei termini. figura semàntica [loc. .] → figura per detractionem. ordine.s.] Figura di parola costruita mediante l’uso.] (o figura grammaticale).f. di termini che hanno fra loro solo una similarità puramente formale. figura sintàttica [loc.livroslabcom. come avviene ad esempio nell’→ anastrofe.f.s.82 Dizionario di retorica figura per immutationem [loc. delle variazioni nel genere.f. → enallage.f. figura per transmutationem [loc.] Lo stesso di → figura per ordinem.s. → sillessi.] → figura per detractionem. funzione. che riguarda singole parole. derivano quei meccanismi linguistico-semantici che prendono il nome di → tropi.s. → chiasmo. concordanza.s. Sono interessate a tale meccanismo entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto). → figura di significazione.f.] → figura di pensiero.] → figura per ordinem. → ellissi. Le principali figure sintattiche sono: → anacoluto. figura per soppressióne [loc.f. figura retòrica [loc.f. figura per trasposizióne [loc.

Stefano Arduini & Matteo Damiani 83 figuràtica [s. finzióne [s. Flos.s. sopprimono elementi. parlare fiorito.] Il termine rimanda alla retorica di Perelman. fiore? fòro [s.] È la finzione di un dialogo dell’oratore o con il suo avversario o con il pubblico: si tratta di una variante della → sermocinatio.] → figura di parola.] Blandire una persona. La microretorica sintagmatica è la retorica della modificazione. la finzione è un voler far credere. la loro organizzazione e distribuzione lungo questa catena. ma modificano l’ordine dei segni. tropi). → captatio benevoletiae. → flos. flosculo. acutezza.m. In genere. figura verborum [loc. Parola rara. portatrici di messaggi verbali e non verbali (ad es. genus medium. Riguarda appunto la linea sintagmatica.f. Ad essa appartengono le figure che non sostituiscono niente.m. → percontatio. metriche.m. filofronèsi [s. genus floridum. fióre [s.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. status finitionis.] → definizione. flòsculo [s.] Ricercatezza del discorso o della poesia. stilistiche.s. finézza [s.f.f. fióre retòrico [loc. che è difficile trovare un po’ dappertutto.] Abbellimento del discorso. status causae.f. imitatio. aggiungono elementi sulla catena. figuratus (ductus f. figura. → fiore. multimediali). In questo contesto A e B. cioè la successione cronologica dei segni linguistici. per poter ottenere un vantaggio di posizione rispetto all’avversario o ad un concorrente. fióre poètico. parlare fiorito.f. preziosismo lessicale. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’.] Campo specifico nel quale sono situate le metafore e le diverse figure (grammaticali.f. finitio [s. Si chiama anche figuratica.) → ductus figuratus. soprattutto quando si sono avuti cattivi rapporti precedenti.m. i termini a proposito dei quali si vuole trarre Livros LabCom .] Abbellimento stilistico realizzato con particolare artificio. delle parole.

f.f. e sono oggetto di studio scolastico.pt .f. aspetti militari.pl. In questa sede in particolare emerge la personalità dell’oratore. G geminatio [s. su cui si fonda il ragionamento. accumulazione. L’obiettivo è quello di persuadere l’auditorio (flectere. epanalessi. Si può parlare in italiano anche di questione generale o questione astratta.m.] → geminatio. rappresenta un oggetto astratto. che è un procedimento di base per il gruppo di → figure di parola che si basano sull’→ aggiunzione.f.s. allargare un giudizio a tutti i casi simili.] equivalente all’→ accumulazione. amministrativi ed economici.] → generi aristotelici.] Genere oratorio individuato da Aristotele (→ aristotelici generi) che include discorsi riguardanti questioni politiche. ornatus.f.] Contrapposta alla → quaestio finita. una classe di persone. generalis quaestio [loc. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. frequentazióne [s. l’oratoria di Demostene). → tema. frequentatio [s. gènere deliberativo [loc.f. genera elocutionis [loc.s.] Figura retorica che consiste nella ripetizione di più argomenti in un solo contesto. → movere). costituiscono un insieme detto tema. generalizzazióne [s.] L’esprimersi in modo generico e non impegnativo.livroslabcom. in modo anche affrettato. generi aristotelici.m. Le questioni generali sono più facili da trattare. → quaestio infinita. rappresentano per l’appunto l’insieme denominato foro. → deliberamento. geminazióne [s. la cui eloquenza può assumere dei toni estremamente decisi e concitati (ad esempio. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico.2.84 Dizionario di retorica una conclusione. www. legislativi.s. mentre i termini C e D.] → epanalessi. → frequentatio.ubi.

gènere epidìttico o dimostrativo [loc.] → genus vehemens.] → genus amplum.s.s.m.s.m. che il cittadino.s.s.m.s. genere epidittico.m.m. gènere elevato [loc. genus grande. coinvolto nella causa. genus sublime. → genus demonstrativum. avrebbe poi imparato a memoria e recitato in tribunale. genus amplum.] È uno degli → generi aristotelici.] → genus grandiloquum. genus sublime.] → genus grande. teso al solo ascolto e sgomento dell’auditorio. generi aristotelici. genere dimostrativo.m. fra i → generi aristotelici. durante i processi relativi a cause private o pubbliche. chiamati logografi. gènere intènso [loc. genus sublime. dietro ampio compenso si occupavano della composizione del discorso. sostenendo con fermezza le proprie argomentazioni.m.s. questa tipologia di eloquenza non si presenta come puro sfoggio oratorio. Livros LabCom . Data l’importanza dell’esito giudiziario nei confronti dell’imputato. gènere grandióso [loc.m. comprensivo di un tipo di oratoria alla quale appartengono i discorsi d’accusa formulati contro l’ingiusto e/o di difesa pronunciati nei confronti del giusto. gènere equilibrato [loc. Nella Grecia classica i professionisti dell’eloquenza. gènere giudiziale o giudiziário [loc.s.m.] È. genus sublime. gènere magniloquènte [loc.s.m.] → genus grande. per convincere i giudicanti.s.m. generi aristotelici. gènere importante [loc.] Genere oratorio legato alla predicazione.Stefano Arduini & Matteo Damiani 85 gènere della predicazióne [loc. genus medium. gènere grande [loc. eloquenza epidittica.] → genus demonstrativum. gènere dimostrativo o epidìttico [loc.] → genus vehemens. → generi aristotelici. ma mira a → docere.s. gènere fòrte [loc. → eloquenza del pergamo. genus praedicandi.] → genus amplum.] → genus moderatum.m.s. il genere encomiastico per eccellenza: sotto tale denominazione vengono inclusi tutti quei discorsi pronunciati da un oratore nei quali viene elogiato o biasimato qualcuno o qualcosa.

s. si specifica in: 1. a seconda dei diversi ambiti nei quali si può esprimere e delle tematiche ed argomentazioni che si trova ad affrontare.s. giudiziaria o → genere giudiziale. genus sublime. anche per provare delle affermazioni.s. gènere ùmile [loc. il → genere giudiziale o forense (genus iudiciale): riguarda le cause civili o penali che si dibattono nei processi. genus subtile.] → genus robustum. 3. gèneri del discórso [loc.s. L’ → eloquenza.m. gènere preciso [loc.] → genus modicum. gènere sublime [loc. gènere sottile [loc. gènere mòdico [loc.m.] → genus modicum. gènere tènue [loc.m.pl. → genere deliberativo (→ genus deliberativum).] → genus moderatum.s. impiegato in occasione di celebrazioni.pl.] → genus subtile.m. giudiziario (→ genus iudiciale) che include discorsi d’accusa e di difesa nei processi.m. davanti ai tribunali.m. ornato vigoroso. politica o deliberativa.] → genus sublime.s. gènere pompóso [loc.m.ubi.m. Dizionario di retorica gènere moderato [loc.m.s. e il → genere epidittico] o dimostrativo (genus demonstrativum): è il genere laudativo per eccellenza.s. genus grande.] → genus gracile. genus medium.pt .m. genus modicum.] → genus grandiloquum.m. gèneri aristotèlici [loc.s. che www. o → genere epidittico. genus subtile.m.] → genus gracile.86 gènere mèdio [loc.] Sono i tre → generi del discorso o → generi delle retorica o → genera elocutionis individuati da Aristotele: il → genere deliberativo (genus deliberativum): genere di eloquenza pronunciata di fronte ad un consiglio nelle assemblee politiche. → eloquenza epidittica o dimostrativa.s.livroslabcom. gènere temperato [loc.s.m.] → genus humile.s. genus summissum. 2.s. gènere vigoróso [loc.] Sono detti anche → generi della retorica.] → genus medium.

genus demonstrativum [loc.m.m. generi aristotelici. genus amplum [loc. Es. genus admirabile [loc. genus floridum [loc.] Variazione dell’→ elocutio a seconda dei generi.s. genus [s. si ha genus abruptum quando in nella principale. ma al contrario di questo non è irritante per le posizioni che sostiene. ornatus. Costruzione asindetica e martellante che costituisce il genus abruptum violento o stile violento.m. L’uso dei commi coordinati.s.s. che predilige lunghi periodi.] → genus dubium. credibilità.s. genus dubium [loc. genus abruptum [loc.: Il generale: “combattete valorosamente e sarete ricompensati dalla gloria”.m.] → genere. genus acutum. quando è rafforzato dall’uso dell’asindeto.m. genus gracile [loc. genus elocutionis [loc. → genera elocutionis. → eloquenza del pergamo.] È rappresentato dall’opinione di parte che.Stefano Arduini & Matteo Damiani 87 è essenzialmente celebrativa e si manifesta con discorsi pronunciati in occasione di cerimonie e festività. 4. generi aristotelici.] In una prima accezione.m.m.s. generi aristotelici. credibilità media. stilus.s. sostenendo ad esempio una tesi assurda.s. credibilità debole. → paradosso. → ex abrupto.] Genere elevato e privo di interruzioni. genus vehemens.m. Assomiglia al → genus turpe.] → genus humile. genus anceps [loc. ha come risultato il genus vehemens. dello zeugma complicato e del piccolo chiasmo.s.s.] → genus medium.m.] → credibilità. genus deliberativum [loc.s.] → genere dimostrativo. un verbo equivalente a “dire” / dichiarativo viene sottinteso.m. eloquenza epidittica. È un tipo di → genus sublime. si scontra col senso di verità del giudice.] → genere deliberativo. straniamento. Livros LabCom . soprattutto dal punto di vista etico.m.

m.88 Dizionario di retorica genus grande [loc.] Stile dell’oratoria politica. proprio dell’oratoria epidittica. genus tenue. ornato soave. ma anche duri. genus medium [loc. → genere medio. www.m.s. genus robustum [loc. l’→ isocolo e la costruzione del periodo.] → credibilità media. genus obscurum [loc. genus iudiciale [loc. genere umile. genere preciso.m. genere vigoroso.s.m.livroslabcom. genus humile [loc.] → genere giudiziale. credibilità. credibilità.] Stile basso. credibilità.] → genus medium. → genus summissum. proprio dell’oratoria civile e forense. → credibilità debole.m.] Rappresenta.s. genus praedicandi [loc.m. le figure dell’→ adiectio. né l’oscurità.m.m.] → credibilità debole.] → credibilità alta.] Lo stesso significato di → genus medium.s. né la forma sintetica. genus laudativum [loc.m. genus honestum [loc.] → genus sublime. genere moderato. genus moderatum [loc.] Stile medio.m.s. come la → perifrasi.pt . soprattutto nei confronti degli avversari. stili del discorso.] → sineddoche. quella che si basa sui mezzi espressivi di allungamento. pieni di immagini.m.s. → genus sublime. tenue. che non ammette né la brevitas. genus subtile. È uno stile che si avvale soltanto limitatamente dell’ornatus. genus modicum [loc. generi aristotelici.s. Anche nel senso di opinioni di parte di scarsa importanza sociale. stile umile.s. genus pro specie [loc. genus mediocre [loc.s. genus grandiloquum [loc.] → eloquenza epidittica.m. genere tenue.m. fra le caratteristiche dell’→ ornatus.s. in quanto vuol solo insegnare e dimostrare. → genus sublime.s.m. genus gracile. genere sottile.s. genere temperato.s.ubi. stili del discorso.s.] → genus medium. che sa usare modi semplici e persuasivi. ornato vigoroso.

: il giusto è superiore all’utile) o concrete (es. genus vehemens [loc.m.] È l’opinione di parte differente rispetto a quella del giudice e riprovevole dal punto di vesta etico. si ottiene un effetto di media chiarezza e di media credibilità. Le gerarchie sono stabilite sulla base di premesse molto generali: i → luoghi. e viene di solito definito come → genus humile.] Genere non sovraccarico di ornato in quanto vuol solo insegnare e dimostrare.] Per gerarchie si intendono le scale di valori sui cui si fonda il giudizio dell’uditorio. genus subtile [loc. genus vulgare [loc.: la persona è più importante della cosa). Livros LabCom .s.] → genus humile.] Genere nel quale prevalgono commi martellanti. → genus.s. si difende un criminale evidentemente colpevole o si sostiene una tesi palesemente contrastante con la morale. ossia la normale organizzazione delle parti del discorso.m. ma più di questo è irritante per le posizioni che sostiene. credibilità debole.m. e figure paradossali come lo zeugma e il chiasmo. esse possono essere astratte (es.s. Si ha genus turpe quando.s. come il → genus abruptum.s.m. genere sublime. e la preparazione del discorso può curarsi anche di essi. genus tenue [loc. gèsto [s. utilizzando l’→ ordo naturalis. stili del discorso. e perciò si rischia di provocare → taedium e → fastidium.] Stile sublime.s.m. genus turpe [loc. Fa parte del → genus sublime. gerarchìa [s. accuratum dicendi genus. e la valutazione delle seconde dipende per lo più dalle prime.] I gesti accompagnano la pronuntiatio. di uniformità in genere.] → genus humile. genere magniloquente. → pronuntiatio. genere grave.m.Stefano Arduini & Matteo Damiani 89 genus sublime [loc.s. cioè il discorso pronunciato oralmente.m. → genere alto. Assomiglia al → genus admirabile. tipico dell’oratoria politica.] Il vulgare dicendi genus si ha quando. genus summissum [loc.m. ad esempio. → credibilità.f.

una sentenza. possediamo solo pochi frammenti della raccolta di Sententiae di Appio Claudio Cieco. Ancora più della letteratura italiana (fra cui gli Adagia dell’urbinate Polidoro Virgili). oppure l’→ enfasi e l’intenzione giocosa dell’→ allusione. Del XIII sec. Del Medioevo possediamo raccolte notevoli come il Talmud ebraico e l’Arabum proverbia. le Sentenze di Epicarmo. → gnomologia. gnòmica [s.] Si ottiene “giocando” sulla somiglianza del significante (→ paronomasia). l’intento è precettistico e sentenzioso. massima. oppure l’→ ironia che l’oratore usa come stato passeggero di malinteso e di equivoco. sfruttando le variazioni funzionali della flessione (→ polittoto). didascalico. gnomològio [s. traductio. anagramma. De Vauvenargues www. → aforisma. in una raccolta di 700 Sententiae. si posizionano i Disticha Catonis: quattro libri di sentenze formatisi tra il II ed il IV sec. un → ornatus particolare. ecc. d.f. → calembour.C. Per alcuni autori (cfr. Mortara Garavelli) va considerato come genere a sé stante in quanto.90 Dizionario di retorica giòco [s.livroslabcom. boutade. che ebbero notevole fortuna ed ampia diffusione.ubi.] La gnomica presenta un contenuto moraleggiante. oppure l’dentità della radice (→ figura etimologica)” Es.s.m.: amore amaro. Per quanto riguarda i Romani. soprattutto l’→ audacior ornatus. quella francese rinascimentale è ricca di massime attribuite ad insigni autori. Sempre in ambito latino.m. giòco di paròla [loc.] Florilegio di sentenze.m. come la → mixtura verborum. come gli Adagia di Erasmo da Rotterdam. rispetto al genere didascalico sarebbe caratterizzato da una maggiore frammentarietà. GDU) è un filone del genere didascalico. gnòme [s. 400). espresse soprattutto da filosofi greci nonché da illustri uomini politici dell’antichità classica. un proverbio. attribuiti al medico Ippocrate (sec. le Massime capitali di Epicureo.] È una massima.pt . sono invece le Reflexions et Maximes di L. per altri (cfr.] Il gioco è l o straniamento risultante da diversi fattori. V-IV a. sono contenuti i versi dei mimi moraleggianti di Publilio Siro. Appartengono alla letteratura greca: le Sentenze dei Sette Savi.). di Catone il Vecchio si ha un Carmen de moribus.f. gli Aforismi (ca. motto.C.

ossia alle unità di significato che non si possono soprrimere se non privando il discorso di qualsiasi significazione. gradazióne discendènte [loc. → facilitas. grottésco [s.Stefano Arduini & Matteo Damiani 91 e le Maximes et pensées di Chamfort. habitus orationis [loc.) [loc.m.m.] → grecismo. Per quanto riguarda la letteratura germanica. graecismus [s. si diffusero nel Medioevo gli Sprüche: detti e sentenze tradizionali proprie di questa cultura. cosiddette “laterali”.] Con la locuzione habitus orationis si indica il colorito del discorso.f.s. grave (genus g.m. grado zèro [loc. più un numero di semi laterali ridotto al minimo in funzione delle possibilità del lessico”. la capacità di ben pronunciare e ben declamare un discorso pubblico. → anticlimax. ad esempio.s. gràzia [s. i semi essenziali sono sempre rivestiti di informazioni supplementari.] → genus sublime.s. i Saggi e consigli morali di Bacone. Alla letteratura inglese appartengono.].s. → climax.f.s.] Lo stesso che → gratia.m. In ogni discorso però. in forma di trattato.] Indica in senso generale tutto ciò che è strano.] Diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. → scarto.m.] Aumento graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.m.f. gradazióne ascendènte [loc. gradatio [s.] Aumento o diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.] Il grado zero assoluto è definito dal Gruppo di Liegi come un discorso ridotto ai suoi semi essenziali.f. tale da suscitare il riso ma anche il rifiuto. bizzarro. perciò il Gruppo di Liegi individua un grado zero pratico costituito dagli enunciati “che contengono tutti i semi essenziali. facultas. → climax. assurdo. Livros LabCom . H habitus [s.

sigmatismo.] Il termine designa le parti del discorso che presentano un grado di credibilità assai debole.92 Dizionario di retorica heterogenium [s.] Consiste nel dare una definizione breve e chiara. hilare dicendi genus [loc. lambdacismo.livroslabcom.ubi. un problema.m.m. hypozeuxis [s.] Lo stesso che → inventio. → ornatus. iotacismo. hypokritiké [s. può presentarsi in questa forma: udirai parlare e vedrai lacrimar.pt .] La locuzione indica la tipologia di ornatus che si contraddistingue per la → urbanitas e la → festivitas spiritose.f. → ipozeussi. homoeoprophoron [s. horismus [s.f. → allitterazione.: La nostra riforma del mercato del lavoro ha peggiorato le condizioni dei lavoratori? Te lo dico io che cosa ha peggiorato: il tasso di disoccupazione! héuresis [s. → stile umile. systrophe.f. → circonlocuzione. humilitas [s. polysigma. Consiste in una variante del genus medium e può venire combinato al genus acutum.] → omeòsi. www. ipozeugma. pronuntiatio.f. Es. mimici e gestuali. Il seguente verso dantesco presenta uno zeugma: parlare e lacrimar vedrai insieme. applicando cioè un procedimento di hypozeuxis. Ogni proposizione è costruita con il proprio verbo.s. spostando il discorso su un argomento differente. lo stesso verso reinterpretato come due proposizioni autonome.] Consiste nella ripetizione frequente di una identica consonante o sillaba in un gruppo di parole. specialmente spiegando le differenze tra termini associati. A volte considerato un → vitium.f. homoeosis [s. → declamazione. → mitacismo.] È la declamazione.] Opposto di → zeugma.m.m. il modo in cui si espone e si gestisce un discorso relativamente ai valori fonici.] Evitare una questione. Solitamente è considerata un errore.

gianduia.] Significato particolare: forma espressiva tipica di una lingua che. detto dopo. In questo senso l’idiotismo assume la forma di una parola.] Incontro di vocali pronunciate separatamente. isteresi. Viene spesso giudicato non gradevole. bisboccia. siciliani: cassata. idiotismo [s. di sovente con l’intenzione di enfatizzare ciò che. romani: racchio. Di solito: forma particolare di una lingua che è anomala all’interno del suo stesso sistema. napoletani: vongole.] Detto di ciò che è efficace nel rendere un’immagine. Figura retorica che può essere considerata una particolare forma di → iperbato e consiste nell’invertire la successione logica o prevedibile di due elementi. icóna [s. icàstico [agg. isteron proteron. è ritenuto più importante. Eneide. Es. Es. idolopèa o idolopèia [s. fasullo. di un dialetto o di una lingua trasportata nella lingua nazionale. una locuzione o un costrutto caratteristico di una regione.f. I iato [s.] Figura che consiste nel ritrarre una persona attraverso immagini ovvero figura di paragone che consente la rappresentazione di una persona per contrasto rispetto alla esplicita immagine di un’altra → effictio. In senso più ampio è una rappresentaLivros LabCom . buriana.lat. presenta notevoli difficoltà di traduzione. veneti: gondola. II. [s. non possedendo alcun corrispondente preciso nelle altre lingue. • pronuncia: ìsteron pròteron. tenere fretta. pizza. si oppone al dittongo dove una delle vocali è ritmicamente più importante dell’altra. 253). stracchino.] Figura mediante la quale che parla o agisce è una persona morta o un fantasma. chiamare un favore. → isterologia.Stefano Arduini & Matteo Damiani 93 hysteron proteron [loc. In Catilinam). parabola.m.: idiotismi piemontesi: grissino. lombardi: gorgonzola. Mettiti i pantaloni e le mutande. homoeosis. panettone.m. emiliani: mortadella.m. (Virgilio.f.].] “L’ultimo (posto per) primo”. come due sillabe autonome.: moriamur et in media arma ruamus. maneggione. (Cicero. paradigma. Hannibal in Africam redire atque Italia decedere coactus est.

evidentia. l’esercizio consisteva nel copiare la forma del modello cambiando il contenuto o.] Vivida descrizione di un’azione. Ad un livello superiore essi imparavano ad eseguire diversi tipi di analisi retorica sui loro modelli: individuazione delle figure retoriche. prosopopea.livroslabcom. illustratio [s. descriptio. suffiguratio.] → immagine. condizione. imitatio [s. Generalmente. nel copiare il contenuto variando la forma. Svariati esercizi imitativi erano forniti ai discenti per assimilare e appropriarsi delle virtù letterarie degli autori di riferimento.f.f.f.94 Dizionario di retorica zione di un personaggio tale da suscitare verso di lui una appassionata adesione. antropopatia. tuttavia. della mimica. representatio. che si riveleranno tanto più efficaci quanto più saranno dilatate. enargia. subiectio sub oculos. Gli studenti erano sollecitati ad appuntarsi i passaggi delle loro letture che ritenessero degni di nota da un punto di vista formale o contenutistico per poterli poi citare o imitare nei propri discorsi o nei propri scritti. antropomorfismo. L’imitazione avveniva a diversi livelli e attraverso differenti metodi.f. Metodo pedagogico fondamentale nella antica Roma. della pronuncia o del modo di esprimersi di qualcun altro. evento. ecc. passione. utilizzata al fine di creare l’illusione della realtà.] L’imitazione dei gesti.] Le idolopie sono le figure che possono rendere più vasta l’ orazione. ossia le fantasie oratorie impiegate per rendere sensibile la cosa. → idolopea.pt . grammatica) del greco e del latino rifacendosi alla purezza di un determinato autore. essa costituì altresì un esercizio ineludibile nei curricula degli umanisti. hypotyposis. Così come possiamo evincere dalle opere di autori quali www. Ad un livello di base gli studenti la utilizzavano per appropriarsi dei rudimenti (ortografia. viceversa. → demostratio.] Tropo che consiste nel dire cose opposte a quelle che si vogliono significare → ironia. ipotiposi. dei modelli di riferimento). imago [s. illusio [s. idololopìa [s.ubi. simulazione. persona. → ars dictandi). personificazione. effictio.f. delle strategie argomentative. rappresenta la controparte pratica (→ exercitatio) della teoria retorica (→ ars.

→ sintassi.31. 204-207). Pharsalia 1. assieme alla → adiectio. alla → detractio e alla → transmutatio.f.f. Lucano. immutatio verborum [loc. Contempla la → interrogatio. fa parte delle quattro categorie del mutamento lineare: immutatio. immutatio syntactica [loc. Inf. De Or. 3.] Sinonimo di → similitudine. sic ut squalentibus arvis / aestiferae Libyes viso leo comminus hoste / subsedit dubius. → imitazione. Qual suole il fiammeggiar de le cose unte / muoversi pur su per la strema buccia. immutatio [s. XIX.f. È un paragone istituito tra cose. attraverso la mediazione di avverbi o locuzioni avverbiali di paragone (come.m.f. [Cic.] Con questa locuzione si intende la → brevitas come espressione di comando.] La immutatio della forma sintattica è il mutamento del tipo di frase.s. la syntaxis obliqua. Intesa come metodo di composizione la imitatio è strettamente legata ai principi e alla pratica della → amplificatio e della → variatio.125. tale.s. soltanto stilistica. Livros LabCom . . Divina Commedia. In azioni belliche essa è motivata dalla fretta che caratterizza la situazione comunicativa.] → adiunctum. . immàgine [s. immutatio.] → mutatio verborum.Stefano Arduini & Matteo Damiani 95 Quintiliano ed Erasmo l’imitazione non era. (Dante. totam dum colligit iram/. In altre situazioni viene intesa come vigorosa forma espressiva. antitesi. a somiglianza di. → laconismo.] → mutatio sermonis. loci a simili impari. nella manipolazione del discorso a fini retorici.f. → imago. 2.f. persone e situazioni ritenute simili. 10]. detractio. 28-30).] A Una strategia di base. immutatio sermonis [loc. similitudo. transmutatio.s. dunque. Quint.s. → sostituzione.s. la exclamatio.32-33. imperatoria brevitas [loc. laconica brevitas. impar simile [loc. / tal era lì dai calcagni a le punte. Viene utilizzata per chiarire ciò che è oscuro o difficile da spiegare (→ similitudine dichiarativa) o per semplice ornamento (→ similitudine esornativa): Inde moras solvit belli tumidumque per amnem / signa tulit propere. quale). (→ mimesis: termine greco per imitatio che tipicamente non denota la pedagogia retorica della imitazione bensì una specifica figura retorica). → adiectio.

Ciò che in un’orazione non ci si aspetta è di solito la completa uniformità. Chiedere insistentemente che vengano evitate certe azioni ritenute pericolose o dannose per sé o per le persone che stanno a cuore a chi implora.f. improvvisazióne [s. improprium. → implicito.f. uso scorretto delle parole. come lo scambiare voci dotte o antiquate o poetiche per termini dell’uso vivo. autoschediasma.livroslabcom. implorazióne [s. Es.pt .] La persuasione intellettuale od emozioneale dell’arbitro della situazione rappresenta un impulso d’azione.] Esposizione delle proprie difficoltà. → approvativo.f. che non è espresso ma può essere facilmente compreso per induzione: consenso implicito. Attualmente prevale il significato di ‘non espresso ma che può tuttavia intendersi facilmente per induzione.m. l’inclinazione d’animo che può produrre il mutamento di situazione preteso dall’oratore. imum [s. → straniamento. impulso [s. ma che richiede un precedente esercizio che ne faciliti la capacità esecutiva.] Ciò che non ci si aspetta che accada.: → esplicito.m. per chiedere aiuto o per discolparsi e impietosire chi ci sta giudicando. → discorso improvvisato. tria loca. → improprietas. → deprecatio. implìcito [agg. acirologia. sono un cinofilo”.96 Dizionario di retorica implicazióne [s. improbativo [agg.] Improprietà. soggetto implicito. ed è sottinteso’: consenso implicito. obsecratio.m.] Discorso che esprime disapprovazione. inatteso.] Compreso nel discorso in modo non chiaro. ossia la tendenza. cioè un accrescimento del sapere e di partecipazioni emotive. → implicazione. imprevisto [s. al contrario ci si attende sempre una certa varietà. in particolare modo: uso errato e incosciente di una parola che il parlante intende al posto di un’altra dalla quale quella impiegata rimane tuttavia estranea nel suo significato. Contr. soggetto implicito.] Discorso non preparato appositamente. improprietas [s.] Ciò che è compreso nel discorso in modo non chiaro. www.ubi. → finis.] La parte finale di un discorso.: un tale dice ad un altro: “sono appassionato della Cina.f.

È assimilabile a → climax ed → auxesis nel suo significato primo di sequenza in crescendo di parole o proposizioni paragonabile al climax e alla gradatio. inciso. è un modo utilizzato al fine di variare la normale sintassi.) → proposizione incidentale. → inconsequentia. Livros LabCom . → comma. inclusio.m. → incoerenza. "il libro comincia così"): con questo si indica l’inizio di un testo. proposizione incidentale.] (incipit liber. incoerènza [s. ìncipit [s. inconexio [s.m.] Ciò che non ci si aspetta che accada.] Breve proposizione interposta in un altro costrutto.f. incrementum [s.Stefano Arduini & Matteo Damiani 97 inattéso [s. / Gesti o parole giudicati irrispettosi ed inopportuni→ discordanza.f.] Mancanza di accordo grammaticale.f. parentesi. inciso. → explicit.f. inciso [s. epanadiplosi.] → comma. indignatio [s.] → asindeto. → imprevisto.m. straniamento.m. inconsequentia [s. inclusio [s.] → epanadiplosi.f.f. incidentale (proposizióne i. inconvenientia [s. / Esclamazione dovuta a profonda indignazione.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore sucista nell’uditorio odio verso una persona o sdegno riguardo ad un’azione. incisum [s.] Una delle quattro tipologie dell’→ amplificatio individuate dagli antichi retori.] Mancanza di coerenza (proprietà globale di un testo che dipende dalla plausibilità del frammento di mondo presumibilmente rappresentato nel testo stesso). Come figura retorica.] Mancanza di coerenza (proprietà globale del testo che dipende dai fili semantici). iperbato. in questo senso è una delle possibilità della mancanza di coesione.m.

si passa a una proposizione la cui verità è considerata contenuta nella prima.m. oppure si può ricorrere a un fatto particolare. es. per l’oratore. inferènza [s.f. ingenium [s. Ricorre nell’→ amplificazione concettuale come semplice ornamento o con lo scopo di rendere partigiana l’argomentazione. infinitum [s.] È ciò che risulta dalla contrapposizione di → quaestio finita e → quaestio infinita. deduzione.m. gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati ‘dal più al meno’. secondo Mortara Garavelli. In questo senso inferire significa trarre una conclusione.pt . “se il furto è un reato. / Secondo Cicerone l’Inductio consite nell’ottenere l’assenso del proprio interlocutore in relazione ad una proposizione dubbia che però assomiglia ad una proposizione precedente. induzióne [s.] È la → deduzione intesa a dimostrare una conseguenza logica.] È il procedimento logico che procede dal particolare al generale o dagli effetti alle cause. Corrisponde alla → quaestio infinita o generalis quaestio. reale o fittizio (purché verosimile) per operare una generalizzazione. L’inferenza è quindi il processo logico tramite il quale da una proposizione accolta come vera. www. l’oratore può cercare di spiegare le cose (generale) a partire dall’osservazione dei fatti (particolare). inductio.] Talento. infinita quaestio → quaestio infinita.livroslabcom. In questo senso. ma ‘dal meno al più’.f. cioè a minore ad maius. abilità retoriche possedute naturalmente.] GDU: ret. Nel primo libro del De Oratore Lucio Licinio Crasso (sostanzialmente portavoce di Cicerone stesso) sostiene. → deductio. induzione. a maggior ragione lo è la rapina”. non comune. deduzione. → epagoge.. → inductio.f.] Nell’induzione si può procedere dagli effetti alle casue.ubi. L’attenzione a come si sviluppino le abilità retoriche ha caratterizzato la retorica sin dagli albori. per → umile. abduzione.f. ìnfimo [agg. infinitizzazióne [s. generalis quaestio. da cui la → deduzione.] È un pensiero astratto che potrà essere applicato al giudizio di un fatto concredo ed individuabile.98 Dizionario di retorica inductio [s. Ad esempio.

mentre i Romani facevano riferimento al → decorum. alle formalità convenzionali e all’→ uditorio. sulla pratica del foro (→ exercitatio) e sulla dimestichezza con l’esempio degli oratori precedenti (→ imitatio). la → situazione retorica.Stefano Arduini & Matteo Damiani 99 la necessità di una vasta formazione culturale (doctrina.) avviene al di fuori di una determinazione storica. insinuatio [s.s. tria loca.] → caput.della posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito.f.] Nessun comunicato (orale. si produce la particolare “situazione retorica”. l’→ uditorio.] → instrumentum.f. instrumentum (i.s. la cui arte si fondi sulla fiducia nelle proprie doti naturali (→ natura. del discorso) [loc. l’→ intenzione specifica. → situazione. ingenium). interèsse alla situazióne [loc.s. Marco Antonio (oratore nonno del triumviro) gli contrappone l’ideale di un oratore più “istintivo” e “autodidatta”. Essa concerne ciò che genera e alimenta la comunicazione: la necessità. initium [s.] Consiste nel lasciare intendere qualcosa a metà o senza dimostrare di voler fare intendere alcunché. Livros LabCom .m.f. intenzióne [s.m. sia la conoscenza (intellectio) – che l’oratore non può non possedere . cioè all’appropriatezza del discorso in relazione alla specifica “circostanza”. instrumenta oratoris [loc. all’interno dell’→ exordium. le convenzioni. scritto. (→ decorum.m. culturale. una buona predisposizione dell’uditorio. → ars). ecc.pl. La retorica ha prestato sin dalla antichità grande interesse alla → situazione: i Greci parlavano infatti di → kairós “circostanza”. è un metodo per assicurarsi.] Indica sia la capacità dell’oratore di capire qualsiasi → materia. → kairós).] Anche → instrumenta oratoris: corredo di cognizioni dell’oratore. Essa costituisce. In questo senso ogni comunicato ha luogo all’interno di un determinato → contesto in cui si iscrive. temporale intimamente connessa alla produzione ed alla strutturazione del comunicato stesso. intellectio [s. assieme alla necessità urgente.m.] L’intenzione specifica da cui origina e si sviluppa la comunicazione.

Alla fine del XIX secolo (1898) E.] Breve frase interposta fra elementi che sono ripetuti. interrogazióne deliberativa [loc. Bullinger. sinonimia. Proteus.f. → parembole. allora il sinonimo latino interpretatio rimanda alla natura epesegetica di questa figura. • voce lat.] Termine latino utilizzato sia per indicare l’→ epentesi che la → parentesi. → interpositio. mentre l’altro sinonimo → congeries ne suggerisce le potenzialità emotive. per → sinonimia (gr. eiaculatio. synonymia). sinonimia glossante.] L’i. sistema la interpositio fra le figure concernenti una addizione / aggiunta che condiziona il senso del discorso.] Atto di interrogare.f. interiezióne [s. → interiectio. Grammaticalmente possiamo distinguere tra la frase interrogativa diretta (proposizione principale: “Dove sei stato?”) e la interrogativa indiretta (subordinata: mi domando dove tu sia stato”. commoratio. come come ha osservato Fontanier. parafrasi interpretativa. epitrechon. → exsuscitatio. deliberativa è sia quella di chi cerca di convincere qualcuno “a colpi di domande”. invocazione.f.f. interpretatio [s. sia quella che. Es.: scis.100 Dizionario di retorica interiectio [s. scis ipse. cataploce (→ esclamazione improvvisa). interpositio [s. tra interrogazione reale (se la frase non lascia prevedere la risposta: “chi è venuto?”) e → interrogazione o interrogativa o domanda retorica (se la domanda implica già la risposta). Egli concepisce la interpositio come categoria comprendente parenthesis (→ parentesi).f.] Esclamazione. la frase con cui si interroga.] Se per → sinonimia intendiamo l’uso simultaneo di alcuni sinonimi (cioè di parole diverse che hanno o sembrano avere lo stesso significato e per le quali risulta in realtà una sfumatura di senso fissata in molti casi dall’uso) al fine di amplificare o spiegare un dato argomento o termine (dunque una sorta di ripetizione che aggiunge forza emotiva o chiarezza intellettuale).livroslabcom.pt .f. → interrogazione deliberativa. hypotimesis e anaeresis (queste tre in Bullinger) (→ detractio). classificando le figure del discorso utilizzate nella Bibbia. interrogazióne [s. si identifica con le valutazioni razionali www. supplica. interclusio.ubi. → ermeneutica. W.s.

s. La inventio è connessa al ricorso/all’appello della retorica al → logos.f. interrogazióne retòrica [loc. intimidazióne [s.] → domanda retorica. cataplexis.m. Alcune comuni categorie di pensiero utilizzate in questa attività sono divenute convenzionali e prendono il nome di → luoghi o topoi (tra essi rientrano.f. ad esempio.: Se non fai attenzione lo romp.] Nel discorso retorico è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti.] Dal latino invenire “trovare.. L’ invenzione riguarda il reperimento di argomenti e di idee. all’ → elocutio. perclusio.] Figura di amplificazione che consiste nel rivolgersi direttamente a qualcuno per biasimarlo in presenza di un uditorio mettendone in risalto le contraddizioni. il rapporto di causa effetto. infatti.] Minaccia più o meno diretta che mira a imporre un comportamento determinato. Es. inventio [s.pl. intréccio [s. dubitatio. inter se pugnantia [loc. → interrogazione. che insegni agli altri. Rientra tra le cinque importanti attività della retorica insieme alla → dispositio.s. → coenotes. e corrisponde alla → dispositio.] Interruzione del filo del discorso. essendo orientata piuttosto a cosa un autore vorrebbe dire che a come dovrebbe dirlo. rubi? Tu che proibisci l’adulterio. → comminatio. ne derubi i templi? Tu che ti glori della legge. termine latino per indicare → anacephalaeosis.f. inventare”. In questo processo di ricerca un’importante Livros LabCom .f. reticenza. la comparazione ed altre relazioni). con esitazioni simulate.s.f. . loc. non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare. Essa rappresenta il cuore argomentativo e persuasivo della retorica: Aristotele.m. come scoperta cioè dei migliori mezzi di persuasione disponibili. definisce la retorica primariamente come invenzione. «ahi!». come mai tu. interruptio [s. nodo.: ebbene. → complexio. avendo già ben presente la soluzione ottimale. → simploche. alla → memoria e all’→ actio (anche → pronuntiatio). → aposiopesi.Stefano Arduini & Matteo Damiani 101 del pro e del contro di una possibile decisione. sei adultero? Tu che detesti gli idoli.pl.21-23). . offendi Dio trasgredendo la legge? (Romani 2. Es. spesso quelle esistenti tra ciò che una persona dice e ciò che fa.

su una preghiera accorata a persone presenti. oppure a sintagmi dei quali uno sia subordinato all’altro.ubi. (L. io parlo de’ begli occhi e del bel volto. ipèrbato [s. (Dante. Il divino del pian silenzio verde (G. De inv. 8-11). / .).102 Dizionario di retorica procedura è rappresentata dalla stasis (anche → constitutio o → status). Dal punto di vista della tecnica retorica va intesa nel senso di “atto dell’invocare” o come appello all’→ ethos. II.. Es. ma logicamente va riferito a un.. 18. Inferno. 13). cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. VIII. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione.] Variante dell’→ apostrofe basata su una richiesta. Ariosto. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce anche un caso di → sinestesia)]. mihi causas memora. nella seconda come sinonimo di → allegoria. quo numine laeso / quidve dolens regina deum tot volvere casus / insignem pietate virum.f. ipàllage [s. ecc.] Nella prima accezione il termine è utilizzato come sinonimo di → anastrofe.f.: Musa.] Figura sintattica per cui si scambia la relazione tra due parole. L’invocazione designa tuttavia anche quella parte della protasi di un poema in cui si invocano le Muse o altra divinità. 7-9). al → logos o al → pathos.] → ipallage. → invenzione. invocazióne [s. (Cic. Es. a esseri soprannaturali. Tantaene animis caelestibus irae? (Virgilio.m. che gli hanno il cor di mezzo il petto tolto. Orlando furioso.pt . una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. Es. ipàllage dell’aggettivo [loc.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). I. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. C.. or m’aiutate.] Figura sintattica ottenuta interponendo un segmento di enunciato a due costituenti di un sintagma. vv www.f.s.livroslabcom. Eneide. inversio [s.: inter audaces lupus errat agnos (Oratio Car. Carducci. / qui si parrà la tua nobilitate. / o mente che scrivesti ciò ch’io vidi. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). O muse. tot adire labores / impulerit. o alto ingegno. 3.f.

apozeugma.] Personificazione. deinde centum. / deinde usque altera mille.s. “Non ha un briciolo di cervello”. / dein mille altera. la Virtù. → transgressio. rappresentazione concreta di un’entità astratta o ideale: la Sapienza. esagerazione. il Bene. Satura). “essere accecato dall’ira”. //In linguistica indica il Livros LabCom . → subiectio. tmesi. “Te l’ho detto diecimila volte”. nell’esprimere cioè un concetto o un’idea con termini che.f. dein secunda centum. ipèrbole [s. ipòfora [s. Montale. → zeugma. → millanteria. iperzèugma [s. traiezione.f. esagerato. (Catullo. antifora.: Da mi basia mille.f.f. → antipofora. almeno un milione di scale (E. non tutti esattamente pertinenti. →.f. “Mi spezzi il cuore”. presi alla lettera. iperbolicità [s.] Figura per cui più soggetti sono riferiti ad uno stesso predicato o. traiezione. contraddizione. Carme 5). più predicati ad un solo soggetto. può a volte consistere nel domandare all’uditorio o al proprio avversario che cosa possa essere detto a proposito di un determinato argomento: in questo caso essa può rimandare sia all’→ anacenosi che all’→ apostrofe. deinde centum. dandoti il braccio.] Figura per cui l’oratore espone (a voce alta) un ragionamento ponendosi le domande e dandosi immediatamente le risposte (oppure sollevando e risolvendo da sé le obiezioni immaginate). viceversa.Stefano Arduini & Matteo Damiani 103 639-640) Anche → trasposizione.] Figura retorica che consiste in un’esagerazione. L’i.: Ho sceso. risulterebbero inverosimili o assurdi. Spesso ricorrente nel linguaggio comune ( “Mi fai morire dal ridere”. → diacope. “È un anno che ti aspetto”. ipèrbole graduale [loc.] → iperbole per cui l’esagerazione procede gradualmente. transmutatio. ipòstasi [s.] Ciò che ha la caratteristica (vera o presunte) dessere eccessivo. sarcastici o semplicemente enfatici: Es.m. “Facciamo quattro passi”. Es. ironici. “Scrivimi due righe”. Non sempre ben distinguibile dall’→ anastrofe (→ sinchisi). “sentir drizzarsi i capelli”). l’iperbole viene impiegata al fine di moltiplicare l’effetto di un discorso con risultati di volta in volta comici. metatesi.

aspetto.f. . passioni. differenze e affinità tra oggetti e individui. di un essere animato’. il → parallelo. che rappresenta l’essaltazione di tutte le altre forme. → hypozeuxis. Proposizione logica che si suppone concessa e serve come base per trarne una conclusione che serva a provare o meno l’argomento in questione. ecc. ipotipòsi [s. cittadine. fenomeni fisici e morali’. cittadini. signore.ubi. movimenti. ipozèussi [s.’. lat. ipozèugma [s.f. expolitio. Es. azioni. → hypozeuxis. una situazione. www.livroslabcom. nihil urbis vigiliae. nihil timor populi. vizi e virtù. la → cronografia ‘le circostanze di tempo’. → metonimia. ascoltatemi.: Signori. ecc. In Catilinam. nihil concursus bonorum omnium. .: → diatiposi.] Supposizione. esordio della prima Catilinaria). il → ritratto. → causa. la → prosopografia ‘la descrizione di qualità fisiche. comportamenti. utilizzata per creare l’illusione della realtà e per concentrare sull’oggetto della comunicazione l’immaginazione dell’ascoltatore. ipòtesi [s. il → tableau ‘messa in scena’. un evento. una persona.. fatto ammesso provvisoriamente come vero e da cui si traggono le conseguenze.] Rappresenta la congiunzione di singoli predicati con soggetti che seguono. ecc. l’→ etopea ‘descrizione di qualità morali.] Sinonimo di → enargia. quaestio finita. amici. Comprende la → topografia ‘descrizione di luoghi’. amiche.pt . Vivace descrizione di un’azione. una emozione. in quanto raffigurazione ‘viva e animata’ di ‘avvenimenti. nihil horum ora voltusque moverunt? (Cicerone.104 Dizionario di retorica passaggio di una parola da una categoria grammaticale a un’altra.: Nihilne te nocturnum praesidium Palati. zeugma.m. che include a sua volta la → prosopografia e l’→ etopea. mediante il quale si sottolineano. schizzo’ o descrizione. → evidentia. Es. in descrizioni successive o mescolate. Sin. → ‘abbozzo.] Costruzione del discorso che consiste nel posizionare alla fine di una sequenza di parole o frasi dello stesso valore la parola o le parole da cui tutto ciò che viene prima dipende. la sua capacità di raffigurarsi nella mente l’immagine di ciò di cui si parla. nihil hic munitissimus habendi senatus locus.f.

s. uno che aiuta veramente i poverelli! (A. dissimulatio (→ dissimulazione). Es. L’ironia è spesso utilizzata nel linguaggio comune al fine di colorire e rendere più efficace il discorso. → omeottoto). paghi uno.f. → allitterazione. il rancore.Es. simulatio (→ simulazione). (questo esempio è al tempo stesso un caso di → asindeto.] Perfetta corrispondenza tra i membri (cola. isosemìa [s.] Lo stesso che → isotopia.f.] Isotopia del piano morfologico.] Parallelismo e corrispondenza equilibrata tra i cola (→ colon) di un periodo. Livros LabCom . Manzoni.: Come latte tu mi hai cagliato / Come formaggio mi hai raggrumato (libro di Giobbe). isoplasmìa [s. ironìa socràtica [loc. → tricolon.] Denota uno degli aspetti del metodo di Socrate che interrogava l’avversario fingendo di non conoscere la verità e lo portava a determinate conclusioni.f. vici. Bel favore che m’avete fatto! M’avete mandato da un galantuomo. isocolìa [s.f.Stefano Arduini & Matteo Damiani 105 ironìa [s. Sin. tetracòlon. → isocolon. → illusio. benchè non esclusivo.f. isocolo.] Lo stesso che → isocolìa. L’ironia diventa → sarcasmo se non è il sorriso ad ispirarla. Si tratta di un procedimento tipico. isocolo. per → paronomasia.] Non comune. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità).] Consiste nel dire l’opposto di ciò che si pensa e si vuole significare. Veni. isocolon. umorismo. come tropo di parola.f.: → isocolìa. vidi. Compri due. dello stile biblico.m.// Secondo Lausberg l’ironia. consiste nell’uso del vocabolario partigiano della parte avversa nella ferma convinzione che il pubblico riconsoca la’incredibilità di questo vocabooario.f. → colon) del periodo. → isotopia. isonimìa [s. bensì lo sdegno.m. isocòlon [s. → parallelismo. → ironia. strutturati similmente ed aventi lo stesso numero di vocaboli. isòcolo o isocòlo [s.: che signore! (detto di un villano/maleducato). tricòlon. parimembro. Promessi sposi). → isotopia. → ironia socratica. isologìa [s.→ parisòsi.] Isotopia del piano semantico.

] Isotopia del piano sintattico.f. Ogni effetto retorico è dunque da intendere come la violazione di una omogeneità sintagmatica (→ allotopia). Il Gruppo µ opera però un’estensione del concetto di i.] Inversione dell’ordine logico nel discorso. genus medium.legato a quello di coerenza testuale -.ubi. con tanto entusiasmo quanto può averne un adolescente dopo il primo bacio. che definisce nel testo un percorso omogeneo di lettura. dal solo piano semantico al piano dell’espressione. iudicium [s. il mio amore. isotassie: isotopie del piano sintattico.] → ornato soave.f. Es. per veemenza o enfasi.] Si ha ogni volta che un documento più recente fornisce particoalri nuovi.→ hysteron proteron.] Omogeneità semantica. tu stesso me l’avevi giurato! → iteratio. Es. 3.] È la parte della → dispositio in cui l’oratore manifesta un giudizio sulla totalità del discorso e dell’opera. avvalendosi della ripetizione di diversi elementi semantici in diversi luoghi del testo stesso. (A volte il termine è utilizzato come sinonimo di → hysteron proteron). isologie: isotopie del piano logico. In questo senso quello di i. epanalessi. In continuità con la classificazione delle → metabole proposta nella Retorica Generale. è un concetto .: Tu.] iucunditas [s. vengono definiti quattro piani isotopi attraverso cui descrivere l’organizzazione retorica del testo: 1.pt .106 isotassìa [s. ìsteron pròteron [loc.f.f.livroslabcom. a qualsiasi livello questa si ponga. isoplasmie: isotopie del piano morfologico. → isotopia. palillogia ed → epizeusi. Figura che consiste in una particolare forma di → iperbato o di → parentesi per cui si interpone un enunciato tra una proposizione ed il proprio oggetto.m.: Ti ho aperto. Ripetizione della medesima parola.s. palillogia. isterologìa [s. isosemie: isotopie del piano semantico.m. 4. non presenti nel documento storico → hysteron proteron. senza altre in mezzo. isterèsi o istèresi [s. supplementari.f. Dizionario di retorica isotopìa [s. 2.f. iteratio Sinonimo di → epanalessi.] → hysteron proteron. iterazióne [s. sceglie (→ electio) e www. al fine di indirizzare le aspettative del ricevente.

] → hilare dicendi genus. L laconica brevitas [loc. caratteristico degli spartani. diremmo noi) in cui avveniva la comunicazione e dalla quale era giocoforza determinato l’agire retorico (nell’accezione di una particolare impostazione del discorso).f. laconismo.Stefano Arduini & Matteo Damiani 107 stabilisce l’ordine (→ ordo) delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso →.] Errore che consiste in una sostituzione.s. iustificatio [s. tuttavia essa è stata trasferita per estensione anche agli altri tipi di discorso. calami) [s.] Qualità propria del parlare conciso. in questo senso i Romani facevano corrispondere al concetto di kairós quello di → decorum.m.m.] Nella retorica biblica: giustificazione a un’azione.] I Greci utilizzavano il termine per indicare la specifica circostanza (la situazione retorica. brevitas.f. sentenze → laconicità.s.] Stile conciso ed energico (come usavano gli Spartani). laconismo [s. breve e concettoso.] Lo stesso che → laconismo.f. imperatoria brevitas. → proecthesis. è tipica del linguaggio militare. o s.] → climax. klìmax [s.f.m. Esso può riguardare sia lo Livros LabCom . termine utilizzato per designare l’appropriatezza del discorso in relazione alla “circostanza”. → laconicità. esmpio più alto di concisione.m. linguae o l. K kairós [s. laconicità [s. lapsus (l. La imperatoria brevitas ‘espressione concisa di comando’. brevitas. aforismi. brevitas. ad esempio motti.m. laetum dicendi genus [loc. trasposizione od omissione involontaria.

Solitamente un lapsus mantiene con il contesto. (Convenzioni che.s. era dovuta ai parametri di esperienza del “guardare” e dell’ “immagine”.livroslabcom. → schema o → figura).f. nel significato originario. La puritas veniva considerata sia in relazione alle singole parole (verba singula) che a gruppi di parole (verba coniuncta).pt . → metaplasma) che per ciò che concerne i gruppi di parole (→ solecismo. che finge di aver risolto secondo la regola della lex potentior ‘la legge più importante.] L. → usus) caratterizzanti la lingua latina.s. immutatio. calami) che l’orale (l. levis immutatio [loc. sono di solito stabilite in base all’uso delle classi colte e delle autorità letterarie). presentando sotto forma “tabulare” diverse indicazioni rilevate nell’opera e mettendole in rapporto al fine di offrire al lettore nuove prospettive di senso. l’autore del fatto. che originariamente significava “raccolta”. linguae).] Il termine. un certo rapporto di somiglianza o di opposizione. in tutte le lingue. che precede altre www.108 Dizionario di retorica scritto (l. lettura tabulare [loc. purus sermo rappresenta (parallela in ciò ad hellenismus) una delle virtù (→ virtus) che qualificano lo → stile e denota. introdotto dal Gruppo m [1977 Rhétorique de la poésie.s. latinitas [s. Nella qualifica giuridica del fatto. fu inteso solo più tardi nell’accezione di “dire”.f. adduce a sua difesa un acuto conflitto di doveri al momento del fatto medesimo. perdendo in tal modo l’enfasi che.f.f. colui che ha compiuto il fatto. Il concetto. Lecture linéaire. “discorso”.] Si conctrappone alla normale lettura di un testo o “lettura lineare”.f. Considerata la seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. il rispetto delle convenzioni linguistiche (→ consuetudo.] Considerata come sinonimo di → puritas. Le deviazioni dall’uso convenzionale potevano originare vizi o virtù retoriche sia riguardo alle parole singole (→ barbarismo. lex potentior [loc. che pure ne segnala l’erroneità. lecture tabulaire] indica una modalita di analisi del testo che mira a considerarlo nella sua globalità. A. nel parlare o nello scrivere. lexis [s.] ‘lieve cambiamento’.ubi. Nell’opposizione aristotelica → logos / → lexis (che in Quintiliano diventa l’opposizione res / verba) denota la → forma rispetto al → contenuto.

b. (→ figura. Nella remotio raffigurando se stesso come un automa mosso da una forza tirannica su cui discarica la colpa (‘feci. Nella qualitas assumptiva vengono addotti (assumere) motivi di scusa più deboli. o soltanto il reo. linguaggio figurato [loc. Può anche indicare la libertà espressiva di chi parla coraggiosamente e senza nascondere niente. nella → relatio. → licenza poetica. figura retorica).] → zeugma. emozionale ed evocativo al di là dello specifico valore informativo). Viene presentato come giusta punizione. Livros LabCom . Si distinguono diversi gradi di evidenza della finta lex potentior: 1.2. avvalendosi di parole o enunciati utilizzati nella loro valenza connotativa (cioè in relazione ad un supplementare valore allusivo. adducendo i suoi meriti (precedenti o anche futuri) nei confronti del bene pubblico. concede più vivacità. licènza [s. espressività.2. necessitas) o la limitatezza della natura umana (error). Il reo si difende come persona respingendo il fatto commesso nei modi seguenti: b. malus animus) ma. b. personalizzazione al discorso.1. o il fatto stesso. come il caso e la necessità (casus.2. che potrà giovare anche al giudice. con cui viene difeso: a. nonché la sfrenatezza di chi si esprime senza moderazione alcuna. fortuna. ligatio [s. La qualitas absoluta possiede il massimo grado di evidenza della lex potentior (“bisogna obbedire più a Dio che agli uomini”).1.m. e presenta il fatto come influenzato e prodotto da condizioni occasionali. senza troppi riguardi per la sensibilità dell’uditorio. Ammette nella → deprecatio di avere agito in mala fede (mala voluntas. ma è servito a tutti).f.s. sed profui’.2. Nella comparatio il fatto viene presentato come utile per il bene comune (‘feci. di chi è il colpito dal fatto medesimo (‘feci sed merui’: ho fatto e ho meritato le successive conseguenze). Il fatto dunque viene difeso dal suo autore in quanto: a.] Linguaggio che. e cioè: b.f. sed alter me impulit ut facerem’).] Si ha quando l’oratore si esprime con schiettezza. invoca un giudizio mite. Afferma nella → purgatio la sua buona intenzione (bona voluntas. bonus animus) nel compimento dell’azione. l’ho fatto. 2.1. →. B. a. Adducendo nella concessio più deboli motivi di scusa.Stefano Arduini & Matteo Damiani 109 leggi’.2.

quando? Occorre prestare attenzione al fatto che nella terminologia latina. cur.s.pt .f.: Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone (‘era un fifone’ : Manzoni. locus a causa [loc.m. loci [s. locus e argumentum erano utilizzati metonimicamente (la sede per l’entità che vi è ospitata e viceversa). ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. locus a modo (quomodo ‘in che modo’?). topos. risultando così intercambiabili.110 Dizionario di retorica litòte [s. quid. locus.i loci o luoghi . la parte dal tutto’).] (paragone con l’opposto) → adiunctum.. ubi. locus ab istrumento (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?). locus a tempore (quando ‘quando’?). Sia i loci che le idee ritrovate in essi sono nominati come segue: locus a persona (quis ‘chi’?). locus a causa (cur ‘perché’?).. La litote può essere considerata una perifrasi il cui effetto può anche risultare ironico. ma di diversa estensione) → impar simile.] (ubi ‘dove’?) → loci.s. locus.] (cur ‘perché’?) → loci.] (paragone fra simili. deminutio. che dal XII sec. locus a loco [loc.m.] La memoria. solitamente mediante la negazione del suo contrario.livroslabcom.].s. Es.m.] Figura che consiste nell’esprimere un concetto in forma attenuata. locus a contrario [loc.m. → luogo. adiunctum. quibus auxiliis. Non è mica stupido = È intelligente.s. → adiunctum.ubi. è divisa in zone.m. locus. locus [s. locus a maiore ad minus [loc. I promessi sposi). locus a re (quid ‘che cosa’?). locus a loco (ubi ‘dove’?). sia classica che medievale.m.m.pl. → tapinosi.s. era possibile riassumere con un esametro: quis.s.] (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?) → loci.m. Nella Ad Herennium la litote è suggerita come mezzo attraverso il quale esprimere modestia (minimizzando in relazione a se stessi) al fine di guadagnarsi il favore del pubblico (stabilire → ethos).. quomodo. www. rappresentata spazialmente.in cui risiedono le diverse idee. Tali idee vengono richiamate alla memoria mediante apposite domande. argumenta. in parti specifiche .pl. loci a simili impari [loc.] (deduzione. le capisce le cose. locus ab istrumento [loc.

prende il nome di sententia.s. In senso più specifico il logos rappresenta dunque (nella aristotelica opposizione → logos / → lexis) il → contenuto contrapposto alla → forma. locus communis [loc. dicendi) [loc. data la debolezza/scarsezza umana egli lamenta la necessità di ricorrere a pathos ed ethos. rilevante per la condotta di vita degli individui. Livros LabCom .] Secondo Lausberg “il locus communis è un pensiero non finito che viene usato come argomento od ornamento nella trattazione di una questio finita”.] (paragone fra simili) → adiunctum. il tutto dalla parte’).m.m. logos [s. oltre alla → sentenza esso può originare anche l’→ epifonema. → adiunctum. locus a persona [loc. ‘attraverso il meno evidente si esprime il più evidente. In particolare il logos è l’appellarsi alla ragione.] (quid ‘che cosa’?) → loci. locus a modo [loc.m.s..] (quando ‘quando’?) → loci.Stefano Arduini & Matteo Damiani 111 locus a minore ad maius [loc.] (induzione.s. locus.] Viene usato nella locuzione lumina dicendi. tuttavia. locus a re [loc.m..m.] Assieme a → pathos ed → ethos rientra tra gli strumenti di → persuasione a disposizione della retorica..m. locus a tempore [loc.m.] (quomodo ‘in che modo’?) → loci. lumen (l. locus.s. Il locus communis concerne dunque l’→ inventio. Aristotele avrebbe desiderato che tutta la comunicazione potesse essere condotta per mezzo di esso. → luogo comune. il più ampio viene espresso dal più ristretto. Il cartesiano cogito ergo sum costituisce un esempio di appello al logos. stereotipo. locus.] (quis ‘chi’?) → loci.m. locus a simili [loc. Quando un locus communis è formulato in una frase che pretende di fornire una norma generalmente riconosciuta della conoscenza del mondo.s. cliché.m.s. col significato di ‘splendore dello stile’ oppure ‘ornamento del dire’.s. di richiamo logico. locus.s..

→ paronomasia.] La materia.] L.] Fra le → virtutes elocutionis è la virtus della poesia. adiunctum. matèria [s.f. mala voluntas [loc. prolissità.m. maiore (a) ad minus [loc.f.] Consiste nello sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra. deprecatio. Perciò la maiestas è una qualità stilistica propria all’→ ornatus di diversi generi poetici. maiestas [s. acirologia. màssima [s. L’oratore deve essere in condizione di capire (→ intellectio) tutte le materie e deve conoscere (→ intellectio) la posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito. → auctoritas. → perissologia. → sentenza. In un insieme. Mrs Malapropo. →.] Sentenza.] stile.] → sineddoche. mezzano.s. cacozelia.ubi.f.] Indica la prolissità. malus animus [loc. il parlare più del necessario.f. deprecatio. Rappresenta una tipologia di litote. mediante la quale ci si riferisce a www. → tria loca.] → deduzione. vetustas.s. Essa è dunque ciò di cui si parla.] → lex potentior.f.f. → genus medium.] → lex potentior. la parte centrale di un percorso. meiosis [s.] Paronomasia involontaria. periergia.livroslabcom.m. coniato sull’espressione francese mal à propos “sproposito”. tra l’umile e il sublime.f. materia pro opere [loc.m. ciò su cui verte il processo. è quella che nel processo penale l’avvocato si vede assegnata dalla parte da lui rappresentata.s. l’epos e altri. Il nome malapropismo deriva da quello di un persongaggio di una commedia di Sheridan. come il dramma. assunta come norma dell’agire avente validità generale. medium [s.112 Dizionario di retorica M macrologìa [s.s.pt .m. malapropismo [s. solitamente tratta dall’esperienza. mèdio [agg. massime della conversazione. che si chiama → tema quando si tratta di un compito da svolgere.

deve essere coltivata mediante → ars. pur appartenendo all’ → ingenium o → natura. sia che si tratti dell’ordo artificialis. tapinosi. Aurelio Agostino. La storia della retorica offre una distinzione fondamentale fra memoria naturalis e memoria artificiosa: “Naturale è la memoria insita nella nostra mente e nata insieme al pensiero. più appropriatamente viene chiamato → colon.Stefano Arduini & Matteo Damiani 113 qualcosa con un nome sproporzionatamente inferiore rispetto alla sua natura. Anche Quintiliano la considera come un dono naturale che ha bisogno di esercizio. Si tratta di una facoltà innata che l’oratore deve possedere ma che. La memoria artificiosa è provvista di loci e imagines.f. si interessa della memoria in quanto operazione che dota di efficacia l’enunciazione del discorso ed in questo senso è associata alla actio. → litote.m. Vittoriano. 28). artificiale è quella rafforzata dall’esercizio e da un sistema di precetti” (Rhetorica ad Herennium. o anche di discorso. Queste rappresentazioni sono fornite dalla fantasia o figurazione dei suddetti elementi. ed è seguita dalla → pronuntiatio: sono le cinque fasi della → tractatio. vediamo ad esempio in Quintiliano. Marziano Capella. indicante una parte di frase o di periodo. Le imagines sono rappresentazioni degli elementi che l’oratore desidera mettere in rilievo per meglio ricordare. I loci sono depositi in cui vengono posti gli elementi del discorso elaborati nei livelli di inventio. III. Ciò che aiuta l’oratore nell’operazione di memoria è l’ordine stesso del discorso. cioè per mezzo della tecnica retorica. la memoria è presente Livros LabCom .] Terimonologia generica. dispositio ed elocutio per poterli recuperare al momento della realizzazione comunicativa.m. XVI. mèmbro [s. sia che si tratti dell’ordo naturalis.] Capacità dell’oratore di ricordare il discorso. la memoria segue l’ → elocutio nella serie delle operazioni retoriche. La Rhetorica ad Hherennium suggerisce di raggruppare i loci in gruppi di cinque per facilitarne l’identificazione. che viene costruito dalle precedenti operazioni di → inventio. La retorica classica. Studiata successivamente nei trattati retorici di Fortunaziano.] → colon. → dispositio ed → elocutio. membrum [s. memòria [s.

38) e citato da Lausberg. Or.m. → divisione. Secondo il Gruppo µ (in un contesto teorico in cui risultano determinanti i concetti di → grado zero e di → scarto rispetto ad esso). metasememi e metalogismi. 250). anch’essa definibile come operazione di aggiunzione e soppressione che agisce su punti distinti del sintagma. e l’attenzione dell’uditorio è spostata dall’una all’altra. p. → memoria locale.114 Dizionario di retorica anche nelle artes medievali: la Summa de arte predicandi di Tommaso di Salisbury. 5. metàbole o metàbola [s. Es.m. ciascuna delle quattro operazioni di trasformazione: aggiunzione. metàbasi [s.] Sinonimo di sinzeugma.: → sinzeugma.] Figura retorica che consiste nell’enumerazione prima – e poi nell’eventuale spiegazione – delle parti di un intero precedentemente menzionato. Ogni trasformazione costituisce una ‘metabola’. → anafora. mesarchìa [s. detractio. soppressione.] Si ha quando la narrazione scivola su un altro argomento o quando spiega ciò che è stato o verrà detto. reditus ad rem. 1960. metatassi.f.] Ogni cambiamento di un aspetto qualsiasi del codice. rappresenta quella tipologia di zeugma per cui il verbo che unisce e regge due frasi si trova posizionato in mezzo ad esse. la Poetria nova di Goffredo di Vinsauf. mesozèugma [s. I. → anafora. e transformatio (cfr.f.] È la ripetizione di una o più parole all’inizio e nel mezzo di frasi successive. Incrociando il tipo www. genere internamente articolato in funzione dell’estensione delle unità modificate e della presenza o dell’assenza di rilievo semantico. mesoteleuton ingl. → transitio.livroslabcom. Inst.ubi. zeugma.pt . al di sopra del ‘grado zero assoluto’ Il Gruppo μ le distingue in: metaplasmi. merismo [s.f. che distingue adiectio. aggiunzionesoppressione e permutazione. → anafora. immutatio. mesodiplosis ingl. (Suddette operazioni derivano idealmente dallo schema della quadripartita ratio di Quintiliano. Nel corso di una narratio la metabasi è necessaria quando ad esempio le persone implicate nel filo del racconto si trovano in luoghi diversi.

Stefano Arduini & Matteo Damiani 115 di operazione compiuto con il livello del linguaggio investito. metonimia. palindromo Tmesi. chiasmo Sineddoche generalizzante Sineddoche particolarizzante Litote. pleonasmo Metafora. Questa impostazione è secondo Ricoeur alla base dell’incapacità di cogliere il senso della metafora al livello superiore dell’enunciato e quindi della sua riduzione ad una sostituzione fra parole]. ossimoro Permutazione Antistrofe. sineresi Rima. Elissi. assonanza Sinonimia Soppressione . 210) contesta l’adeguatezza del modello in quanto presume indebitamente l’omogeneità teorica dei diversi livelli su cui si operano le trasformazioni. favola Inversione logica. anagramma. concatenazione. zeugma Polisindeto. sospensione Iperbole. sincope. allegoria. apocope. paronomasia. ripresa. it. adeguata per spiegare ogni fenomeno retorico. inversione cronologica Livros LabCom . asindeto. tr.. allitterazione. reticenza. Metaplasmi Morfologia Metatassi Sintassi Metasememi Semantica Matalogismi Logica Piano investito Operazioni Soppressione Aggiunzione Aferesi. Ricoeur (1975. enumerazione anacoluto. e questi lo sono di fonemi. giustificando così la pretesa degli autori di aver ricostruito una teoria ‘generale’. iperbato. riducendo la frase ad una collezione ordinata di sintagmi allo stesso titolo per cui la parola è una collezione (non ordinata) di morfemi.aggiunzione Crasi. inversione Eufemismo. simmetria. il Gruppo µ ottiene una matrice che intende coprire il campo retorico ben oltre i limiti dell’antica elocutio. parabola.

metaplasmi: figure che modificano l’aspetto sonoro o grafico delle parole e delle unità di ordine inferiore alla parola. ancora superiore.] Nelle teorie linguistiche classiche la metafora è un problema di linguaggio per cui un’espressione linguistica (di solito letteraria o poetica) è caratterizzata da una o più parole che appartengono ad un certo contesto e che vengono impiegate al di fuori del loro uso convenzionale per esprimere un concetto simile. alterando la posizione di sintagmi e morfemi. modificano il valore logico di una frase.116 Dizionario di retorica Le metabole si articolano quindi in quattro classi: 1. Tuttavia la metafora può essere pensata non semplicemente da un punto di vista linguistico. poiché la parola è considerata “un insieme di semi nucleari senza ordine interno e senza possibilità di ripetizione”. nell’ambito dei metasememi non sono possibili operazioni di permutazione. metàfora [s. Giambattista Vico e Fiederich Nietzsche. e si ricollega al pensiero di alcuni autorevoli pensatori quali. coprono quindi il campo dei tropi o delle figure di parola. così che lo scarto investe il rapporto fra linguaggio e realtà. infatti. riguarda piano delle unità modificate (piano ‘formatore’). quanto piuttosto come un problema di pensiero. e quello. L’idea che gli uomini abbiano la capacità cognitiva di concettualizzare il mondo in termini figurali non è nuova. metasememi: figure che modificano la composizione semica delle unità concettuali lessicalizzate. quello su cui si manifesta lo scarto (piano ‘portatore’). 2. le metabole implicano tuttavia la coordinazione fra i diversi livelli: ogni figura. 4. Secondo Vico. 3. cioè secondo una prospettiva cognitiva. infatti.ubi. tra gli altri. métasémèmes y métalogismes sono neologismi del lessico retorico. metatassi: figure che modificano la struttura della frase. Pur limitando il proprio intervento ad un solo aspetto del linguaggio. il piano formatore è costituito dai semi.pt .f. Nel caso della metafora. quello portatore dalla parola e quello rivelatore dall’enunciato. la conoscenza non sta nella pura cogitatio ma anche nella capacità dell’uomo di produrre www. metalogismi: coprono l’ambito delle antiche figure di pensiero.livroslabcom. mentre i termini métataxes. Metabolé esisteva già in Aristotele. che permette di riconoscere la figura (piano ‘rivelatore’).

Trinon.Stefano Arduini & Matteo Damiani 117 simboli e nella possibilità di questi simboli di trasformarsi in linguaggio. Dubios. Edeline. Secondo il Gruppo μ lo scarto non può essere considerato una deviazione rispetto al “linguaggio quale ci è dato” (Gruppo μ 1976. Un modo del tutto particolare di intendere la metafora come scarto è rappresentato dalla retorica sviluppata dal Gruppo μ dell’Università di Liegi. La retorica nietzschiana si presenta nei termini di una abilità cognitiva che seleziona determinate forme attraverso le quali il mondo circostante viene definito. non esiste una naturalità non retorica di esso. Milano. Per Nietzsche non esiste alcun “grado zero” del linguaggio. J. Retorica Generale. questi autori hanno inoltre distinto un grado zero assoluto da uno pratico. che ha inteso da un lato la metafora come scarto dall’uso comune. De Gruyter. è piuttosto vero il contrario. Ph. ora il valore cognitivo. dall’altro come strumento conoscitivo. A partire dall’idea di grado zero appena vista. Minguet. In altri termini l’apparato delle figure è la maniera autenticamente originale di significazione. 1995) Nietzsche scrive ad esempio che la retorica non è un artificio che si sovrappone alla lingua. che si è riallacciato a Du Marsais e soprattutto alla critica che ne aveva fatto Fontanier. Pire. F. Il tema dello scarto è stato ad esempio affrontato da Gérard Genette. 4. Klinkenberg. H. Dopo la grande trattatistica del passato il tema della metafora ritorna con lo sviluppo novecentesco della linguistica e della filosofia del linguaggio. essi intendono lo scarto come “un’alterazione riconosciuta Livros LabCom . Bd. L’idea di grado zero del Gruppo di Liegi oscilla dunque fra una concezione sostanzialmente metalinguistica: il grado zero non esiste nella realtà ma è ottenuto per soppressione di semi essenziali. In Darstellung der antike Rhetorik (in Fredrich Nietzsche. e una concezione pragmatica: il grado zero pratico. M. Bonpiani: 50) ma rispetto ad un grado zero inteso come l’insieme degli enunciati ridotti ai loro semi essenziali. ambiti in cui si registrano orientamenti che privilegiano ora gli aspetti di deviazioni da una norma standard. In realtà tale duplicità risale ad Aristotele. F. Il discorso di Vico non è lontano dalla posizione di Nietzsche. Bearbeitet von Fritz Bornmann und Mario Carpitella. che ha fra i propri rappresentanti J. Berlino – New York. Werke. Vorlesungsaufzeichnungen (WS 1871/72 – WS 1874/75).

l’interazione fra il pensiero di due cose diverse. Anche alla base di quest’idea vi è il concetto di scarto. Torino.118 Dizionario di retorica del grado zero” (ib. sottolineando l’impossibilità per il contenuto metaforico di essere espresso non metaforicamente: in altre parole. in quanto il concetto espresso per suo tramite non può essere espresso in altro modo. che ugualmente sfrutta il principio della focalizzazione. e in una parte che ha subito lo scarto. richiamandosi a Northrop Frye. un’esperienza. Posto che un discorso figurato consiste in una parte non figurata. In questo quadro il Gruppo μ ricorre alla semantica componenziale per definire la metafora come prodotto di due sineddochi (Retorica generale). Pratiche). archetipi. Feltrinelli) è stato fra i primi a rifiutare l’idea che una metafora sia una similitudine abbreviata. La metonimia opera su un solo termine. l’operazione di riduzione è ottenuta tramite la presenza di un’invariante. In questa direzione la metafora ha un suo valore di verità nel senso che essa è comunque esperienza della realtà. sostiene Ricoeur. Parma. In un contesto filosofico Ivor Armstrong Richards (1967. La filosofia della retorica. per il quale la metafora ha la funzione di costruire una immagine del mondo e per questo non è sostituibile. sottolineando il carattere denotativo del linguaggio metaforico. Milano. tali cambiamenti sono quelli che il Gruppo di Liegi chiama metabole.: 60). la metafora invece.livroslabcom. Metonimia e metafora. In ambito ermeneutico Paul Ricoeur (1980. Per Richards la metafora è una terza cosa. Modelli.ubi. Jaca Book). o base. La metafora viva. opera su due termini provenienti da campi semantici diversi. per il quale la metafora è l’unione di due metonimie. Richards nega che la metafora sia un semplice fenomeno di sostituzione. Nella stessa direzione possiamo leggere anche il lavoro di Max Black (1983. In tal senso la metafora non sostituisce nulla. Milano.pt . infatti la metonimia trasforma i caratteri semici di un termine focalizzandosi su un sema e dimenticando gli altri. che non oppone più inventare e scoprire e che ridescrive la realtà “attraverso la deviazione rappresenwww. metafore. critica il pregiudizio positivista secondo cui la capacità di denotare apparterrebbe esclusivamente al linguaggio scientifico. Un’altra descrizione della figura come scarto è quella proposta da Albert Henry (1975. Einaudi). Da questo punto di vista sembra dunque che la retorica si occupi dei cambiamenti creati dagli scarti. un’alterazione che deve essere riconosciuta dal ricevente e su cui questi deve operare una riduzione.

La metafora strutturale è quella per cui un concetto viene strutturato nei termini di un altro.Stefano Arduini & Matteo Damiani 119 tata dalla finzione euristica” (ib. viene così “omesso il carattere predicativo della metafora” (ib. Nell’ambito della Linguistica Cognitiva. gli studi inaugurati all’inizio degli anni ottanta da Gorge Lakoff e Mark Johnson hanno contribuito a presentare la metafora come un fatto del pensiero e non del linguaggio. infine. È proprio per questo che Ricoeur non può far a meno di criticare la posizione di Jakobson non accettando l’estensione del processo di combinazione e di selezione.: “Le tue richieste sono indifendibili”). mediante la quale concettualizziamo il dominio di arrivo “DISCUSSIONE” mappandovi sopra il dominio di partenza “GUERRA”). mentre con la locuzione “espressione metaforica” ci si riferisce ad un’espressione linguistica (parola. che per Jakobson costituisce l’essere della metafora. ma il modo in cui concettualizziamo un dominio mentale nei termini di un altro”. propri del paradigma e del sintagma. come in LA DISCUSSIONE è UNA GUERRA. frase. Dal punto di vista di Ricoeur dunque le figure.: 325). 237). proposizione) che costituisce la realizzazione superficiale della mappatura attraverso domini concettuali (es. il processo di selezione-sostituzione. In questo quadro teorico con il termine “metafora” si intende dunque una “mappatura attraverso domini nel sistema concettuale” (ad es. hanno un valore ben maggiore del semplice scarto sintattico. Inoltre. La metafora viene considerata come un modo per strutturare i concetti che permette di comprendere astrazioni come “amore” o “amicizia” sulla base della nostra esperienza concreta e che orienta conseguentemente il nostro modo di agire. rispetto alla metafora. “LE ESPRESSIONI LINGUISTICHE SONO Livros LabCom . IL TEMPO È DENARO o le tre metafore che strutturano il nostro modo di parlare dei linguaggi: “LE IDEE (O I SIGNIFICATI) SONO OGGETTI”. In altri termini “il luogo della metafora non è affatto il linguaggio. a quelli che sono i processi predicativi nella frase o nel testo perché “la contiguità metonimica appare molto diversa dal legame sintattico” (ib. non coglie il carattere di interazione specifico degli enunciati metaforici. 237). In Metaphors We Live By Lakoff e Johonson distinguono diverse tipologie di metafora. e la metafora in particolare. LA DISCUSSIONE È UNA GUERRA.

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CONTENITORI”; “LA COMUNICAZIONE È L’ATTO DI SPEDIRE QUALCOSA”. In questi casi la metafora non è questione di sole parole: essa struttura anche il modo in cui agiamo, ad esempio il nostro modo di discutere. Accanto alle metafore strutturali incontriamo le metafore di orientamento, che strutturano interi sistemi di concetti e che hanno a che fare con l’orientamento spaziale (ad es.: BUONO È SU). Con le metafore spaziali acquista importanza il ruolo del corpo perché esse sono basate sull’esperienza corporea e culturale. Le metafore ontologiche riguardano invece l’esperienza degli oggetti fisici e delle sostanze che vanno al di là dell’orientamento spaziale: in questo caso le esperienze con oggetti fisici danno la possibilità di strutturare molti concetti che riguardano eventi, emozioni o attività. Le metafore di questo tipo sono moltissime. Si possono menzionare le metafore di entità e di sostanza, quelle che implicano una concettualizzazione di esperienze come contenitori (ad esempio il campo visivo è un contenitore), e le metafore di personificazione. Lakoff e Johnson considerano ad esempio, rispetto al primo tipo, l’insieme di metafore riconducibili alla metafora ontologica “LA MENTE È UN’ENTITÀ”. Collegate a questa troviamo espressioni che ci dicono che la mente è una macchina come “la mia testa oggi non funziona”, “Oggi sono un po’ arrugginito”; espressioni che si riferiscono alla mente come un oggetto fragile; ad esempio “sto andando a pezzi”, “ha ceduto sotto interrogatorio”. Metafore come queste sono molto comuni e vengono considerate ovvie. Il modello base di Lakoff e Johnson ha avuto diversi sviluppi. Uno dei più interessanti è quello proposto da Grady et al. (1999, “Blending and Metaphor”, in R. W. Gibbs, G.J. Steen (eds.), Metaphor in Cognitive Linguistics, Amsterdam-Philadelphia, Benjamins) i quali, sulla base della nozione di blending di Fauconnier e Turner (1996, “Blending as a Central Process in Grammar”, in A.E. Goldberg (ed.), Conceptual Structure, Discourse and Language, CSLI Publications, Stanford (CA)), hanno sostenuto che una metafora probabilmente più che mettere in corrispondenza due domini diversi, tende a mescolarli. Proprio questa mescolanza è l’aspetto vitale delle metafore. metalèpsi o metalèssi [s.f.] Si ha quando il traslato che sostituisce un termine è prodotto da passaggi impliciti tra più nozioni che stanno l’una
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risptetto all’altra in rapporto in quanto sineddochi, metonimie, metafore, o perché esse sono alternative e coesistenti. Esempi: guadagnare il pane col sudore della fronte: sudore > fatica > lavoro; fronte è sineddoche di corpo. Espressione di Virgilio: post aliquot aristas ‘dopo alcuni anni’: arista ‘resta di grano’ > spiga > grano > raccolto > estate > anno. C’ha molti giòbbia sle spall ‘ha molto giovedì sulle spalle, ha molti anni’. Lausberg osserva che la metalessi, come errore, è caratteristica di molti → calchi. metàllage [s.f.] Consiste nel parlare di ciò che si è detto – o nello scrivere di ciò che si è scritto – e si realizza quando una parola, una frase, o comunque un’espressione diventano l’oggetto di un’altra espressione.// Può anche indicare la sostituzione di un oggetto di pensiero con un altro. →. metalogismo [s.m.] Indica la tipologia di figura retorica che modifica il valore logico della frase violando le regole di veridicità. Nel m. si è liberi da restrizioni linguistiche (esempio: «bello da morire») dal momento che viene abbandonato il significato letterale. Tuttavia i metalogismi fanno appello alla conoscenza che il destinatario ha del referente per contraddirne i dati. Essi sono frequenti nei discorsi politici e giornalistici. Sono metalogismi l’iperbole, il paradosso, l’ironia, l’eufemismo e la reticenza. → metabole. metamòrfosi [s.f.] Si ha m. Quando un’idea assume la forma di un’altra. / Da un punto di vista più strettamente linguistico si può considerare metamorfosi qualsiasi trasfomazione per allotropia. metaplasmo [s.m.] Ogni mutamento fonetico, ammesso o meno, nella sequenza di suoni che compongono una parola. Oltre ai cambiamenti accolti nel sistema linguistico per consuetudine o per l’influenza degli scrittori considerati canonici (auctoritates), la retorica classica considera come metaplasmi per sostituzione (altrimenti detti ‘sostituzioni metaplastiche’) fatti lessicali sentiti come attentati all’integrità della lingua, quali arcaismi, dialettalismi, foriesterismi, neologismi. Il concetto di metaplasmo oggi non indica un errore o una devianza (→ solecismo), descrive semplicemente uno spostamento, anche se in partenza di solito questo è generato da una devianza.// I metaplasmi sono anche una
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delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. → metabole. metasemèma [s.m.] Sostituzione di un semema con un altro. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. → metabole. metàstasi [s.f.] Consiste nel rigettare e rivolgere contro l’avversario argomenti utilizzati contro l’oratore o la parte che egli rappresenta. Es.: I Re, 18,16-18: “Abdia andò non di meno a trovare Acab e gli riferì la cosa: allora Acab venne incontro ad Elia. Ma appena lo vide, gli disse: «Sei tu colui che conturba Israele?». Elia rispose: «No, non sono io che ho conturbato Israele, ma sei tu e la casa di tuo padre, perché avete abbandonato i Comandamenti del Signore, e tu sei andato dietro a Baal». → anticategoria. metatassi [s.f.] Figura che modifica la struttura della frase, alterando la posizione di sintagmi e morfemi. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. → metabole. metàtesi [s.f.] Consiste nel cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. La metatesi può essere una →.metatesi a contatto, se avviene tra parti vicine (è il caso dell’→ anastrofe o o dell’inversione di suoni in parole come areoplano per aeroplano); oppure una →.metatesi a distanza, tra parti che non siano vicine, come è il caso dell’iperbato. La → sinchisi è la variante caotica della metatesi. metàtesi a contatto [loc.s.f.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme, quando avviene tra parti vicine (→ anastrofe). → metatesi. metàtesi a distanza [loc.s.f.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme, quando avviene tra parti che non siano vicine (→ iperbato). → metatesi. metonìmia o metonimìa [s.f.] Secondo le definizioni classi che la metonimia consiste nel designare un’entità tramite un’altra che stia alla prima come la causa sta all’effetto e viceversa, oppure che le corrisponda per
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: ascoltare Mozart.). Foundations of Cognitive Grammar.Stefano Arduini & Matteo Damiani 123 legami di reciproca dipendenza (contenente / contenuto. per ‘guerra’. Palazzo Chigi. la relazione fra il segno (forma-concetto) e la cosa/evento ed infine quella fra un segno ed un altro segno. Dalle relazioni fra questi tre ambiti otteniamo cinque tipi possibili di relazioni metonimiche: la relazione fra forma e concetto. la relazione fra la forma e la cosa/evento. le cose e gli eventi. occupante / luogo occupato. L’idea rimanda alla proposta di Langacker (1987. le forme. ecc. 4: 348) in questa direzione ha sottolineato che la metafora è una relazione fra due domini che non appartengono alla stessa matrice. quella fra il concetto e la cosa/evento.). bere un bicchiere. Stanford University Press.: 23) individuano inoltre diversi modelli cognitivi caratterizzanti le relazioni fra entità appartenenti allo stesso o a differenti “reami ontologici” – intendendo per “reami ontologici”: i concetti. vol 1. la prima rimane all’interno di uno steso dominio. Croft (1993 “The Role of Domains in the Interpretation of Metaphors and Metonymies”. Theoretical Prerequisites. Più di recente Radden e Kövecses (1999 “Towards a Theory of Metonymy”. Stanford) per cui il significato di un’espressione può essere determinato solo in base a uno sfondo a partire dal quale può essere profilato. che è definito metonimia Livros LabCom . La linguistica cognitiva ha dedicato una certa attenzione anche alla metonimia differenziandola dalla metafora nel senso che mentre questa è una relazione fra due domini cognitivi. per ‘il vino prodotto nel Chianti’. Per “modello cognitivo” si devono intendere le conoscenze enciclopediche delle persone relative ad un particolare dominio. Es. così come il modello culturale di cui queste persone sono parte (ib. Radden e Kövecses (ib.: 20). Thornburg (eds. leggere Leopardi. Amsterdam-Philadelphia. mentre la metonimia è una relazione all’interno di una stessa matrice di dominio. John Benjamins Publishing Company. Armi. in Panther. per ‘Il governo italiano’. Il Chianti.: 21) hanno sostenuto che la metonimia è un processo cognitivo in cui una entità concettuale funziona come chiave concettuale per una entità diversa all’interno dello stesso modello cognitivo. proprietario / proprietà materiale o morale. L’ultimo tipo. Metonymy in Language and Thought: 17-59. in Cognitive Linguistics.

di recente Antonio Barcelona ha cercato di offrire una nozione ampia di metonimia. A questa definizione occorre infine aggiungere due proprietà (Barcelona 2005: 112): 1. il collegamento fra un dominio metonimico di partenza e quello target può avere maggiore o www. Meaning. che sia in grado di ricoprire fatti diversi: “La metonimia è una mappatura (mapping) assimmetrica di un dominio concettuale di partenza su un altro dominio target. per cui ad ogni elemento di partenza non corrisponde un analogo elemento nel dominio concettuale target. 110) il significato metonimico “lavoro artistico di Picasso” viene attivato a partire dall’idea di Picasso in quanto artista con tutto ciò che questo comporta. Tanto il dominio di partenza come quello target appartengono allo stesso dominio funzionale e sono legati da una funzione pragmtica grazie alla quale il dominio target è attivato” (Barcelona 2005. Milano. Innanzitutto va osservato il concetto di mapping. cioè il fatto che il dominio di partenza viene connesso con quello target proiettando su questo una prospettiva.). 2. I due domini concettuali sono collegati da una “funzione pragmatica” nel senso che il processo metonimico è attivato grazie al loro collegamento pragmatico. Tuttavia il processo di mapping è asimmetrico e non simmetrico come nella metafora. è quello che la linguistica cognitiva considera più propriamente una relazione metonimica. baicchi. ovviamente è il contrario per espressioni come “il Quirinale ha dichiarato”. Communication and Form”. la metonimia non è solo nominale ma può essere predicazionale. Il concetto di metonimia copre un numero di fenomeni piuttosto ampi. Broccias. molto semplicemente “Carlo è un leone” è una metafora perché leoni e uomini pur appartenendo allo steso dominio tassonomico non appartengono allo steso dominio funzionale. Sansò (eds.124 Dizionario di retorica concettuale. proposizionale e illocutiva. ad esempio la genialità. Se dico “Picasso non è facile da apprezzare” (p. C. A. in A. Nella metonimia i domini concettuali di partenza e quelli target appartengono allo stesso dominio funzionale. Barcellona ha commentato questa definizione come segue. “The Fundamental Role of Metonymy in Cognition. Franco Angeli: 110).ubi.pt . definita schematic notion. Modelling Thought and Constructing Meaning.livroslabcom. metre altri aspetti sono lasciati sullo sfondo.

] → induzione. Come esempio. in questo caso si parla anche di → etopea “sfruttamento retorico di un atto linguistico altrui perfettamente simulato”. → attenuatio. È l’amplificazione che attenua.] È il timore provato dall’uditorio. mentre è forte nel caso contrario. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza.m.m. atteggiamenti ecc.] Stile che si colloca tra l’umile e il sublime. qualità.. minore (a) ad maius [loc. → allegorismo.m. piazza principale di Bruxelles.] Si ha quando il difensore di parte rappresenta il fatto compiuto come una svista di nessun conto.s. adattando all’Italia l’esempio di Barcelona.] Consiste nel presentare qualcuno o qualcosa mediante i tratti di una divinità classica. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore . Es.f. suspicio. Livros LabCom . nella commedia. e l’Unione Europea è assai indiretto. dei tic linguistici. cosa che non accade con “La Gran Place è insensibile ai bisogni dei pescatori italiani” in quanto il collegamento fra la Gran Place.f.] M: “Riproduzione dell’atteggiamento. pathos. personificazione. mezzano [agg.Stefano Arduini & Matteo Damiani 125 minore forza secondo quanto i due sono concettualmente vicini. del tono di voce. → sermocinatio. → genus medium. → spes.m. mimèsi o mìmesi [s. mitacismo o metacismo [s. Se si trovano concettualmente distanti il legame è debole. di una persona di cui si riferisce il discorso”.spes et metus – è. minutio [s. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. → metonimicità. //Tutte le volte che oggetti. mitologismo [s. mezzano. vengono rappresentati e fatti agire come il normale soggetto del discorso. → metacismo. adiunctum.] Esagerazione dell’allitterazione del suono ‘m’. potremmo dire che in“Bruxelles è insensibile ai bisogni degli pescatori italiani” il collegamento fra Bruxelles e Unione Europa è forte e dunque la metonimia lo è altrettanto. ecc. metus [s. È un Apollo. allitterazione.

] Ciò che. o come → conquestio. Con la mixtura verborum l’oratore.126 Dizionario di retorica mixtura verborum [loc.] → proverbio. movere [vb. pur fermo nell’osservanza dei precetti della → compositio. www. monere [vb.m. La mnemotecnica è indispensabile alla capacità di improvvisazione.f. È il caos provocato nella disposizione sintattica della frase dall’uso ripetuto dell’→ anastrofe e dell’→ iperbato.livroslabcom. multiiugum [s.pt . detto proverbiale. ossia nella → perorazione.] → polisindeto.s.f.s.f.] → docere.m.] La mozione degli affetti ricorre nell’epilogo di un’orazione.ubi. diventi favorevole alla parte rappresentata. cioè come una richiesta di commiserazione e di pietà per la propria parte. → monologo. persuasione.] L’arte di mandare a memoria un discorso. per produrre un effetto di straniamento. mòtto [s. → arte mnemonica. È un specie di → sentenza. monològico [agg. dunque come un’ulteriore squalificazione dell’avversario. È una strategia particolarmente adatta ad essere impiegata nella → peroratio. → pathos.] Equivalente alla → sinchisi.m. → sinchisi. All’occorrenza qualsiasi bella frase può può essere assunta come motto da citare. è contenuto nei limiti del proprio pensiero. Le tecniche sistematiche per mandare a memoria.] È una delle specie della → sentenza. intende giocare. privo del momento del dialogo. mozióne degli affètti [loc.] Si tratta dell’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare sull’arbitro della situazione perché quest’ultimo. dialogico. → epilogo. mnemotècnica [s. mòtto proverbiale [loc. Essa può realizzarsi come → indignatio. sconvolto da un’emozione violenta (→ pathos).s. Le lingue classiche offrono una ricca esemplificazione di tale fenomeno. con la → obscuritas. o qualsiasi elemento che si ritenga utile ad essere impiegato successivamente.

come ad esempio un’espressione sdegnosa. aequivocum.] Sia i tropi di pensiero che quelli di parola realizzano una mutatio sermonis.] Il rapporto multivoco è quello che ricorre tra due o più corpi della parola (cioè ‘parola nella sua parte fonetica’) i quali concordano relativamente ai contenuti concettuali ma non nella forma del corpo proprio della parola (es. mutatio verborum o immutatio verborum [loc. Un discorso che tenda a ciò deve conoscere lo → status causae. ossia un cambiamento del discorso.s.] La situazione può essere oggetto di una volontà di volerla modificare. ad esempio il caso. lat. mycterismus [s. epitropé. o personale. ad esempio un giudice.f.f. agli elementi della situazione del discorso. diversivocum.m.] Sia i tropi di parola che quelli di pensiero realizzano una mutatio verborum. myct-. sembra non esserci: mit-. Un discorso che tenda a ciò può essere di lunga durata.] Lo stesso che → immutatio. → ironia. mutatio [s.: gladius – ensis). tropo.] Scherno insultante e prolungato. Il mutamento della situazione dipende dall’arbitro della situazione: un arbitro impersonale.m.s. → immutatio.s. mutatio sermonis o immutatio sermonis [loc. In it. e quindi di tutte le strategie perché ciò avvenga.f. o brevissimo come il ‘sì’ di chi contrae matrimonio. tropo.m. e tale sostituzione può essere relativa al contenuto dei pensieri. dal momento che essi rappresentano la sostituzione di un pensiero per mezzo di un altro pensiero. ma può avere come fine ultimo quello di lasciare la situazione così come attualmente è. spesso accompagnato dalla mimica. Livros LabCom . Un discorso può apparentemente puntare al cambiamento. mict-. sarcasmo. univocum.Stefano Arduini & Matteo Damiani 127 multivocum [s. alla forma grammaticale. ossia possono essere intesi come la sostituzione di una parola con un’altra ad essa in qualche misura collegata. → immutatio. mutaménto della situazióne [loc. → rapporto multivoco.

livroslabcom. natura1 [s.m.f. → diegesi. necessitas [s. nitidum genus [loc. narrazióne [s. cioè dall’→ arte.f. Essa è tradizionalmente compresa nell’→ inventio.m. le nozioni. nervosum dicendi genus [loc. possono rappresentare di volta in volta la necessitas.128 Dizionario di retorica N narratio [s.] Qualità dell’→ ornatus in base alla quale esso si distingue in eleganza. natura2 [s.s. La mancanza di parole appropriate. descrivendo in dettaglio un avvenimento.] La narratio è la parte di un discorso cui spetta il compito di informare. alla quale si risponde con → neologismi o → tropi.] L’atto di negare. il quale mostra spesso una natura dialettica.f.f.ubi. negazióne [s.] Parlare oscuro e sottile.m.m. e non è prodotto dall’attività di una persona.] La voce cui è affidata la narrazione. insomma il ‘contenuto’ del pensiero: con una terminologia posteriore www. La negazione è molto spesso usata nella → litote proprio per affermare.] → zeugma.m. nexum [s.f.] È la causa per cui si giunge ad effettuare un determinato cambiamento.pt .f. essendo la negazione opposta ad una affermazione reale o virtuale fatta da altri. rifuggendo le volgarità. noèma [s.] → ornato vigoroso.] Equivalente di → nitidum genus.] → narratio.] Secondo Lausberg la natura è ciò che fa parte del naturale processo fisico.m. nitor [s.→ nitor.] Forma italiana per → ingenium. In altre parole i noemi sono le idee. cambiamenti dovuti a nuove situazioni o ad una mutata prospettiva astisticoespressiva. → voce narrante.s. narratóre [s. narrazione.// Secondo Aristole il noema è la nozione elementare ed immediata che formisce il punto di partenza per la conoscenza discorsiva. i → tabù.

in particolar modo nella prosa letteraria dell’antichità.] È . “il ricordato”. completa la logica.m. rivolta invece ai modi d’essere del cogito stesso. L’unità ritmica del numerus poetico è il verso. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. dal ritmo e dall’armonia di un periodo. La nuova retorica. Così come vi è un numerus poetico ve ne uno della → prosa. noesi e noema si riferiscono allo stesso oggetto reale. pubblicato nel 1958.f.f. (descrizione noematica).s. ossia della “noesi”. Secondo Husserl (1859-1938) lo studio della vita di coscienza si sviluppa in due direzioni interconnesse. Dunque. ad esempio “il percepito”. inoltre il verso è a compreso in unità ritmiche più ampie: i gruppi di versi o le strofe. ad un avverbio o ad un complemento di tempo o di luogo→ etopea. → etopea. “l’immaginare”.] Leggera differenza di significato. Il numerus della prosa è più libero dalle regole rispetto a quello poetico. notatio [s. nuòva retòrica [loc. sfumatura. → ritmo. dall’altro c’è la descrizione noetica.s. ecc. Da un lato c’è la descrizione noematica. sussitono tra essi delle analogie.Stefano Arduini & Matteo Damiani 129 potremmo definirli gli ‘oggetti formali’ del pensiero. soprattutto in ambito artistico. specialmente riferito ad una parola. che concerne i modi di essere del noema. distinte dalla tradizione soprattutto in base al destinatario cui si indirizzavano. // Quando la frase è ridotta ad un nome.] Descrizione di un carattere.] È rappresentato. presupponendo la dialettica un interlocutore attivo e la retorica un uditorio Livros LabCom . ecc. Perelman. in collaborazione con Olbrechts-Tyteca. numerus [s. ad esempio “il percepire”. nella → compositio delle lingue classiche. recupera la teoria dell’argomentazione sviluppata dai Topici di Aristotele ed integra dialettica e retorica.] La nuova retorica di Perelman che. “l’immaginato”.f. nùmero oratòrio [loc. anche se. definita come “teoria dell’argomentazione”. la successione sapientemente regolata di sillabe lunghe e brevi. “il ricordare”. → differentia. ossia del cogitatum. nel Trattato dell’argomentazione. nuance [s. → argomentazione / dimostrazione. dell’oggetto intenzionale. In questo nuovo contesto. a sua volta suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi.m.

di una richiesta manifesta di assistenza in una situazione difficile. www.] → obsecratio. obsecratio [s.] → dispositio. parabola. rafforzare ed ampliare il discorso attraverso la → comparazione.m. e retorica.f.] Si tratta di una implorazione (→ deprecatio). obscuritas [s.f. omeòsi [s. La nuova retorica tende così a superare la distinzione tra uditore attivo del dialogo e uditorio silenzioso (i confini tra i due uditori si assottigliano. viene a cessare la ragion d’essere della distinzione tra dialettica. similitudine. il → genere deliberativo ha le funzioni del consigliare e del dissuadere.] Abbellire.] Indica le due funzioni che ognuno dei tre generi aristotelici del discorso possiede: il → genere giudiziale presenta le funzioni dell’accusa e della difesa. perissologia. intesa come tecnica della controversia. → battologia. → retorica. considerata un → vitium del discorso. obtestatio [s. intesa come tecnica indirizzata ad un pubblico numeroso. omeologìa [s. parimenti. oeonismus [s.pt . → generi aristotelici. paradigma. le due figure il più delle volte si sovrappongono).] → aposiopesi.f.f.f. consiste nell’uso di casi obliqui in posizioni significative di una proposizione o di un periodo.130 Dizionario di retorica passivo.ubi. Il fine è quello di ottenere particolari effetti stilistici.f.] Figura retorica caratteristica della retorica latina. il → genere epidittico ha le funzioni della lode e del rimprovero.] → eonismo.] → oscurità.f. officium [s.f. obticentia [s. Beda identifica tre figure che permettono questo: → icona.] Ripetizione di senso vuota e tediosa.f. O obliquazióne [s.livroslabcom. sul piano teorico. → ossecrazione. oeconomia [s.

amphibolia.m.] Uns profezia minacciosa. → omotelèuto.m. Dimenticanza più o meno volontaria di fatti inerenti al tema del discorso. → omonimo. onomatopèa [s. servendosi del linguaggio articolato. omoptòto [s. omonimìa [s. e un cappello da abate [. Pascoli. i denti alla Colgate.m. omissióne [s. anche omeoptòto o omoptòto [s. omònimo [s. “arde e cade”. se non giustificata. omoiotelèuto. rima.] Soppressione di uno o più elementi di una frase.] È fenomeno tipico delle lingue flessive. ed è prodotto dalla similarità delle desinenze che ricorrono in parole successive o in cola (→ colon) paralleli. ambiguitas.] Consiste nel rimproverare qualcuno di dessere empio o ingrato. 5. → omonimia. Tale ripetizione. Può essere ricondotto alla più generale definizione di → omeoteleuto. Il lampo. → omeoteleuto.f. // In un’ accezione più generica si ha omonimia quando parole di forma uguale esprimono concetti diversi. ominatio [s. omeottòto [s. ] (Esercizi di stile di Queneau tradotti da Eco).] L’onomatopea consiste nell’imitare.f. Es. i suoni della natura. . in Myricae: “apparì sparì.] → omeottoto.] In una prima accezione consiste in una identità di nome (es.] Chi o che ha identità di forma e diversità di significato. fonosimbolismo. X Agosto. può generare cacofonia. → exprobatio.f.f. vedo un ebète. onedismus [s. la città di Memel presso la foce del fiume omonimo). omoteleutìa [s. di omeoteleuto voluto: Un giorno d’estate.] terminazione identica dei membri ritmicamente determinati di un testo. Livros LabCom . → armonia imitativa. Benchè fosse considerata didicevole dai retori essa trovò frequente applicazione in poesia. le nari dilatate.m. allitterazione.Stefano Arduini & Matteo Damiani 131 omeotelèuto (o omoiotelèuto o omotelèuto) [s. tra genti pestate come patate su auto non private.m.]. aequivocum.f. .] Si ha quando due parole mostrano una terminazione identica o simile.m. Corrisponde all’→ ellissi. le gote devastate. 3.

f.] Indica l’appropriateza del discorso in relazione alla circostanza ed agli interlocutori.f. → oratio. oratio concisa [loc.f.s. ossia la corrispondenza di protasisapodosis. → errore. L’oratio perpetua è in questo senso come un discorso aperto.s. optatio [s.] → improvvisazione.) → pendens oratio. oratio soluta.pt . periodo. oratio concisa.livroslabcom.] Si ha quando frasi brevi si alternano dialogicamente.] È il discorso erroneamente disadorno. → dòxa. oratio libera [loc. oratio [s. oratio perpetua [loc. → oratio. opportuno [agg. L’→ epifrasi è un fenomeno dell’oratio perpetua. oratio inornata [loc. individuando l’opportunità. collegate paratatticamente. le cui proposizioni.s.f.] Produzione di un discorso. oratio extemporalis [loc. In questo senso una stessa materia poteva essere l’oggetto di un breve discorso così come di uno di notevoli dimensioni. ma non necessariamente.] Concerne la → compositio ed è ottenuta mediante la disposizione lineare delle proposizioni.s. www. oratio perpetua. oratio soluta. oratio concisa.] → licenza. oeonismus. sermone. → orazione.f.f.132 Dizionario di retorica opinio [s. I Romani facevano corrispondere al concetto greco di → kairós quello di → decorum. Protagora di Abdera diede al kairós un’applicazione formalistica. il loro parere. oratio soluta. sono prevalentemente. quando non si tratti di principali.f. Tuttavia l’opportunità non era slegata dal concetto di → politropia. oratio (pendens o.] Manifestazione ardente di un desiderio → eonismo. a seconda dei casi. evitando così lo svolgersi ciclico della struttura detta períodos. periodo.f. oratio perpetua. che l’oratore è impegnato a far pendere dalla sua parte.] È ciò che pensano il giudice e il pubblico.s. Aristotele ha attribuito ai pitagorici l’elaborazione del concetto retorico di ‘opportuno’ in termini di proporzioni numeriche. nella concisione o nell’abbondanza.ubi. compositio.

48. il perfetto oratore deve possedere: l’acume del dialettico. oratóre [s.s.] Oratore è colui che si avvale dell’ → oratoria. compositio. verba sequentur).] → periodo. ordo o ordine [s. dove la disposizione delle parti non è preordinata. → oratio.Stefano Arduini & Matteo Damiani 133 oratio soluta [loc. È l’arte di saper tenere un discorso. e solo figurativamente può essere estesa a ciò che è scritto. Essi possono essere oridinati e distribuiti sia secondo lo svolgimento storico dei fatti (→ ordine naturale/ordo naturalis). Dunque l’oratio soluta è sia il parlato colloquiale che lo scritto che ad esso si ispira. la voce dei tragici. periodo. I. oltre che abile nel parlare (vir bonus dicendi peritus).] È la → dispositio degli argomenti nel discorso.f. → oratio. Secondo Cicerone. oratio perpetua. oratio concisa. l’abilità verbale dei poeti. All’oratoria si applicano tutte le considerazioni della retorica. → oratio. → dicitore. presso la quale il possesso degli essenziali strumenti persuasivi era condizione necessaria per lo svolgimento dell’attività politica e per la gestione della macchina giudiziario-amministrativa.] Discorso eloquente.s. L’origine dell’oratoria è strettamente legata alla società democratico-oligarchica greco-romana. sia modificandolo per motivi artistici o a vantaggio della propria parte (→ ordine artificiale/ordo Livros LabCom . orazióne [s. la memoria dei giureconsulti. Egli può drivare l’abilità necessaria all’oratoria soltanto dal pieno possesso della materia (rem tene. per i ‘registri’ con grado basso o nullo di formalità.] Spesso viene confusa con la → retorica. il gesto dei migliori attori. la profondità dei filosofi. Elogio funebre. né sottoposta a regole precise.m. Secondo Mortara Garavelli le caratteristiche dell’oratio soluta sono quelle oggi descritte per gli ‘stili negligenti’.f.f.f. De Oratore. oratòria [s. Secondo Catone l’oratore deve essere uomo probo e retto. oratio vincta atque contexta [loc. Rispetto alla retorica quindi il suo ambito d’azione è limitato al discorso pubblico.m.] Secondo Lausberg è la successione distanziata (cioè non serrata) e arbitraria di brevi frasi (per lo più proposizioni principali) così come si presentano nella lingua familiare parlata.

prépon. 4. 3. chiarezza o perspicuità – perspicuitas. ordo naturalis [loc.livroslabcom. ordo artificialis. ornatus). Tuttavia. che non riproduce la successione logica e temporale degli eventi. → ornato. → genere vigoroso. appropriatezza o convenienza o congruenza.] La bellezza e l’eleganza del discorso. ornato vigoróso [s. L’ornatus rientra tra le quattro principali qualità o virtù dell’espressione (→ virtutes elocutionis: 1.s. → ordo. l’ornatus era definito anche come il condimento (condita oratio. 2.m.] È la presenza di ornamenti. ordo artificialis (o artificiosus o ordine artificiale) [loc.s.m. ordine naturale o ordo naturalis.s. aptum. → ordo. dal momento che il discorso veniva concepito come una pietanza.] È la bellezza dell’espressione che deriva da un uso sapiente degli ornamenti e dei mezzi retorici. Si prefigge di produrre un’esperienza che risulti piacevole e tuttavia più accessibile. correttezza o latinitas. lat. in particolare di natura retorica.m.]. → ordo. dell’esperienza del bello.f.] Disposizione degli argomenti di un discorso suggerita da opportunità pragmatiche o da esigenze estetiche.m. ornatus [s. ornatezza. ornatézza [s.] Disposizione degli argomenti di un discorso che segue il susseguirsi degli eventi nel tempo e nella loro concatenazione logica. conditus sermo). a volte riassunta nelle immagini dei fiori del discorso (verborum sententiarumque flores) e delle luci del discorso (lumina orationis).m. elegantia. È definito come → gratia o → suavitas. gr. che in latino si chiama → ornatus. → ornatus. Le tradizionali sistemazioni dell’ornatus si basano www. ordine artificiale o ordo artificialis.m. ornatus. ornato [s. catacosmesis.134 Dizionario di retorica artificialis o artificiosus).m.] Può essere considerato una variante del → genus medium.ubi.pt .] È una variante del → genus sublime caratterizzata dalla forza prodotta impiegando i mezzi dell’ornatus a forte effetto evocatore e avvalendosi di una rigida → compositio. ornato soave [loc. ossia meno faticosa. ordo naturalis. (o ordine naturale) [loc.s.

: Concordia discors ‘concordia discorde’. ortoepìa [s.f. → obsecratio. ossecrazióne [s. che produce un effetto paradossale proprio perché il senso dei termini uniti in una medesima funzione sintattica è contrario o contraddittorio. o degli dei. → sineciosi. Es. in essa egli ravvisa la possibilità di rendere più potente il discorso più debole. → sinchisi. Nel primo gruppo vengono collocati i → sinonimi e i → tropi. passibili di ricevere diverse interpretazioni. ossìmoro o ossimòro [s. formosa deformitas.] È dato dall’accostamento di due termini antitetici. parole polisemiche (→ polisemia) e → omonimi. L’ossimoro si avvale di procedimenti della → traductio. convergenze parallele. Es.] L’oscurità è totale o parziale. In questo caso nel testo ricorreranno → anfibibolia. → ornato. malinteso. antilogia.Stefano Arduini & Matteo Damiani 135 sulla distinzione tra parole (singole) e gruppi di parole (o connessioni). disperate speranze). in nome di Dio. insensato senso.f. // L’insieme delle regole concernenti la buona pronuncia di una lingua. quando è formato dalla ripetizione di un lessema la cui seconda forma contraddice la prima mediante una negazione e in particolare sfrutta i meccanismi della → paronimia e della → figura etimologica (es. exornatio.m. essa era solitamente considerata il massimo errore ai danni della → perspicuitas.] Supplicare in nome della divinità. nel secondo le → figure ( di parola e di pensiero) e la → compositio (composizione o struttura). Per quanto l’oscurità totale fosse ammessa in alcuni generi (si pensi ai testi magici e religiosi). oscurità [s. rota Virgilii.] Protagora si avvale di questo termine per indicare l’efficacia dimostrativa derivante dall’eccellenza del dire. La loro vita è morte d’immortali (Eraclito). L’oscurità è parziale se il discorso contiene espressioni ambigue. o perché pronunciato a voce troppo bassa e con una dizione non chiara. È totale quando il discorso si rivela incomprensibile o perché composto in una lingua che l’uditorio non conosce. Livros LabCom .: Fate largo.f.

sia per i pensieri (‘arguzie. favola. in mezzo o alla fine di un segmento testuale /. /. adynaton. absurdum.ubi.pt . l’angoscia.m. nella cui opera essa indica la narrazione (di solito breve) di un fatto verisimile.f. opinioni professate in precedenza. la nudità. paràbola [s. /. . e cercando di non alterare. Ha lo stesso significato della → parafrasi interpretativa. genus admirabile. → paradossismo. Es. La parabola per antonomasia è quella che si ritrova presso gli scrittori cristiani.] È il nome che nella tradizione retorica francese è assegnato all’ → ossimoro. o sarebbbe meglio dire. illustrandone le motivazioni. o attraverso cui ci si riferisce ad un vizio a ad una virtù.livroslabcom. sottigliezze di idee’) che per la lingua (‘arguzie di linguaggio’).f.] Scritto o discorso in cui si ritrattano.35: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione.136 Dizionario di retorica P paene excidit mihi [loc. Romani. il cui intento era quello di fornire un insegnamento morale o religioso.f. exempla ficta. la fame. paradiàstole [s. Essa è peculiare della predicazione di Gesù. palinodìa [s. Ripetizione della congiunzione disgiuntiva.m.] Proposizione formulata in apparente contraddizione con i dati dell’esperienza quotidiana. . www.f. i pericoli. la persecuzione.f.vb. . . la spada? Figura attraverso la quale si minimizza quacosa per lusingare o blandire. /xx. paradossismo [s. assurdità. e che determina facilmente lo straniamento.] → excidit mihi. avente la scopo di fornire un esempio di paragone. parafrastico. paràfrasi [s. di solito poetico. palillogìa [s. avvelendosi di parole più semplici e comprensibili. → similitudine. esempio. xx.] Figura retorica che consiste nel distinguere cose che paiono indistinte.] È la ripetizione a contatto di una parte della frase (parola o gruppo di parole) all’inizio. 8. . di alterare il meno possibile il contenuto. paradòsso [s.] Per parabola è una narrazione di carattere verisimile. . . variatio. apologo. . xx/.] Consiste nell’ esposizione di un testo. di lasciar intuire una verità. → epanalessi. /.

] Si ha quando ad un primo enunciato se ne accosta un secondo con l’intendo di chiarire e arricchire il pensiero espresso nel primo.f. paragóne1 [s. paragóne2 [s. → preterizione. praeteritio. paràllage [s. paragramma [s. il paragone consiste nel confronto fra esseri animati e inanimati. Par. strutture sintattiche.. reversio. processi. Es. parafràstico [agg. sinonimia glossante.m. parallelismo [s.] Figura grammaticale che consiste nello scambio di una preposizione o di una lettera con un’altra. → comparazióne. paragòge [s.f. → anastrofe.m. → parafrasi.f.m. interpretatio.] Consiste nell’accostamento di due parole che si distinguono per un solo grafema. Es.] Lo stesso che → epitesi..f. che mostrino l’un l’altro caratteri e aspetti somiglianti.: Anna è brava come Lucia / Lucia è brava come Anna. / così al vento ne le foglie levi / si perdea la sentenza di Sibilla (Dante. avvenimenti ecc. forme grammaticali. Consiste nel collocare ‘in parallelo’ i componenti del discorso ai diversi livelli della sua organizzazione: suoni.: Così adunque il magnifico Livros LabCom . i quali possono scambiarsi di ruolo Es. inversio. case-cose.m.Stefano Arduini & Matteo Damiani 137 paràfrasi interpretativa [loc. che costituisce una parafrasi. commoratio.] Come sinonimo di → similitudine.] È ciò che nell’antichità veniva chiamato → isocolon. solitamente inteso come sbaglio ortografico o di pronuncia.: Così la neve al sol si disigilla. parole.s. paralissi [s. Es.] In quanto → comparazione il paragone presenta la reversibilità dei termini comparati. atteggiamenti. XXXIII). azioni. che può essere sia volontario che involontario.] o anche paralèssi Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. sincategorema.] Che ha carattere di → parafrasi. cadenze ritmiche.

m.138 Dizionario di retorica re operò.ubi. parallelismo per omologìa [loc. Si ha quando in due descrizioni. → isocòlo.6. parecbasis [s.m. parallelismo per antìtesi [loc.f. Es.pt . paraprosdokian [s. Solitamente. Es. utilizzato come sinonimo di poliptoto. l’amate giovinette laudevolmente onorando e se medesimo fortemente vincendo Boccaccio. → parallelismo. ma per soverchio fuoco”. sincrisi. da Boccaccio. È possibile distinguere il → parallelismo per omologia e il → parallelismo per antitesi. paregmènon [s.] Un paraprosdokian è una figura di discorso che si avvale di una conclusione inattesa ad una serie o ad una frase.m.] È una delle tecniche della descrizione individuate dal Fontanier. Serianni: “certo non per crudeltà della donna amata. ma non sempre.m.] Abbandono momentaneo dell’argomento.m. Può essere usato per scherzare o per effetto drammatico.s. www. paramitìa [s.] Narrazione di carattere favoloso. parallelismo per omologia. il nobile cavaliere altamente premiando. Serianni: “Così ne’ moderni tempi avvenuti come negli antichi” → parallelismo.] Quando il parallelismo avviene fra elementi che semanticamente si oppongono. → polyptoton. ipotiposi.] È una figura che si colloca per così dire a metà strada tra il → polittoto e la → figura etimologica. si mettono in evidenza somiglianze o differenze fra gli oggetti e gli individui descritti. in origine.// Come termine di carattere generale può anche indicare la ripetizione di una parola o di parole affini in una breve frase. genere di poesia in cui viene proposta una verità sotto la forma di un mito antico. da Boccaccio. Decameron X.s.: Era un bel giorno di aprile. il polittoto comprendeva. polittoto.livroslabcom. come paregménon o derivatio. / Espressione che consola e incoraggia. anche la figura etimologica. → expolitio. che possono essere tra loro consecutive o mescolate. quello in cui sono stato investito. parallelismo per antitesi. Lo stesso che → digressione.f. parallèlo [s. Es. Infatti.] Quando il parallelismo avviene fra elementi semanticamente simili.

f.] In alcuni casi è considerata come una scusa convincente.f.] Consiste nell’inserire un segmento di discorso che interrompe la continuità dell’enunciato Es. pàrison [s. per metafore.m. → pretesto.] indica il parlare velatamente. parlare in figura [loc.] Lo stesso che → isocolo. diceologia.] Andamento del racconto.] Genere oratorio o letterario fondato sul motivo dell’esortazione. parissologìa [s. dall’altra riva (Sereni). → paronomasia.] Rottura del codice. correctio. / A volte inteso come l’impiego intenzionale di parole ambigue. soprattutto di tipo comico. parodìa [s. → fiore.f.Stefano Arduini & Matteo Damiani 139 parèmbola [s.] Esortazione → esortazione.] Non comune.f. che porta ad altri significati.] Consiste nell’impiego di → isocoli nella costruzione del discorso’. ornatus.] Consiste nell’inserire fra altre una frase (parentetica) che sia indipendente e completa in se stessa. paremìa [s. anacoluto.f. per → paromeosi.m.m.vb. parenetica. → parenesi. paromèo [s. parèntesi [s.f. parison.f.vb. parènesi [s. Figure correlate: → parentesi.: Invece torna a tentarmi in tanti anni quella voce / (era un disco). e carico di parole aggraziate. un discorso carico di eleganze e di artifici. un componimento che in origine era serio. narrazione.] Lo stesso che → isocòlo. parisòsi [s.f. in altri come una provo irrefutabile ma non pertinente. parlare fiorito [loc. admonitio. di là.] Lo stesso che → parisosi. canzonatorio. parimèmbro [s. isocolo. parenètica [s. Livros LabCom .] Discorso ricco di figure. ridicolo.f. pareuresis [s.

] Consiste nell’accostamento di parole di significato diverso ma con una qualche somiglianza fonica.f.] Parola che avvicinandosi a una o più parole simili dà luogo all’effetto paronimico o paronomastico. la distingue da quella degli altri. Figura retorica detta di solito → licenza. per cui abbiamo la → paronomia o → paronomasia. → paromeo.] Accostamento di parole somiglianti. : Straziami ma di baci saziami. paronimìa [s. discorso di parte.f.] Comprende i fenomeni più complessi di → parisosi: l’→ omeoteleuto. . // Femmine . parresìa [s.] Figura retorica in base alla quale parole di seguito cominciano con la stessa lettera o sillaba o hanno la stessa desinenza.f. concessio. annominazione.pt . parte in càusa [loc.140 Dizionario di retorica paromeòsi [s. Termine non comune per → paromeosi. Es.s. → partito. supparile.] Concessione. Traduttore traditore. paromio.] → sineddoche. → parresia. parònimo [s. bisticcio.] Si tratta della libertà di espressione che si prende chi dice più di quanto sia opportuno. Lo stesso che → paronomasia. partito. Es. paronomàsia o paronomasìa [s. . la difende.livroslabcom. . parte [s. . isonimia. pars pro toto [loc. → attrazione paronimica. www.] Chi è interessato ad una situazione.s.m. Sinonimo: → annominatio. La paronomasia può risultare sia da un accostamento in presenza che da uno implicito. la → paronomasia e il → polittoto. eccesso di identificazione nelle posizioni dell’avversario al fine di rafforzare la propria argomentazione.f. paromologìa [s. non importa se dovuta o meno alla loro parentela etimologica. Ciascuno degli elementi che dà luogo ad una paronimia. → parte.m.f. chi viene in qualche modo coinvolto nella situazione.f.dalle labbra tumide – dalle bocche languide.ubi.f.] Chi sostiene una posizione. Chi non risica non rosica.f. paròmio [s. l’→ omeottoto.

anche quelle dell’avversario.s. → epilogo / perorazione / conclusione.] → parti del discorso.f. soprattutto quando si consideri che essa potrebbe causare calo di interesse nell’udiotrio. 3. che indica il discorso mirato al coinvolgimento emotivo del pubblico.f. nel discorso politico. parzialità [s. → argomentazione / conferma / dimostrazione / prova / confutazione.] Secondo gli antichi autori. per far sì che l’→ arbitro della situazione penda dalla sua parte.f. giudiziario ed encomiastico. dove vengono esposte le argomentazioni e trattate le tematiche che passano al vaglio dei giudici. partizióne [s.f. pàthos [s.pl. propositio. I punti enumerati rappresentano ‘proposizioni’ o allegazioni in cui chi parla espone le proprie idee e. soprattutto poiché l’oratore.] Termine di carattere generale.Stefano Arduini & Matteo Damiani 141 partes orationis [loc. la sua presenza può essere evitata. qui devono essere presentate le → prove (confirmatio o probatio) o vengono contrastate le argomentazioni dell’avversario (confutatio o reprehensio). → partito. che tenta di influenzare a proprio vantaggio l’→ arbitro della situazione.] Consite nell’ enumerazione introduttiva dei punti da trattare.f.] L’oratore. quattro sono le parti fondamentali nelle quali viene ripartito il discorso retorico: 1.f. → narrazione / → esposizione dei fatti / digressione / proposizione / partizione. → exsuscitatio. per sollecitare la risposta emotiva.pl.s.m. partigianeria. cerca di suscitare un effetto emozionale: il grado più violento Livros LabCom . serve per accattivarsi l’attenzione e la benevolenza del pubblico o del giudice. → partitio. 4. → partizione.] Atteggiamento di parte. parti del discórso [loc.f.] Enumerazione dei punti da trattare. 2. comune a tutte le tipologie del discorso espositivo. in questo senso ricorre nel discrorso retorico prima di una intricata narratio o di una argumentatio. Benchè la partizione contribuisca alla chiarezza del discorso. pathopoeia [s. nel caso delle controversie. particula [s. Figura di dissonanza. palesa le proprie emozioni o i prori sentimenti. partitio [s.] → comma. → esordio / proemio/inizio che. → discorso.

) → verbum peregrinum. → protasi. dialogo fra il card.] È il racconto che ‘corre’ veloce su argomenti che. e consiste in un dialogo che l’oratore finge con il pubblico o con il suo avversario: l’oratore formula delle finte domande o ripete delle finte osservazioni dell’avversario. pausare [vb. cap. Federigo.f. che segue. immuni da ogni pericolo? O v’ha detto forse che dove cominciasse il pericolo.] It.] Interrompere con pause. . la risolve.] Rarità elegante e ricercata. percontatio [s. Sinonimo: → concisa brevitas. peregrinum (verbum p.f.pt . I promessi sposi. expeditio.142 Dizionario di retorica di emozione è il pathos. in disuso per → peregrinità. per varie ragioni.] → comminatio.] Il periodo composto di vari pensieri può essere pensato come un circolo chiuso su due tempi. → verbum peregrinum. per quanto si di chiari meriterebbero una trattazione più attenta.disse. metus. pendens oratio [loc. terrore. → exquisitio.f. spes. vengono quindi trattati sommariamente.f.s. mentre l’→ ethos rappresenta quello più moderata.f. perclusio [s. contrazione. aggiungendo istantaneamente una risposta antitetica. quello che la mitiga e risolve è l’→ apodosi. pathopoeia. peregrinità [s. Il pathos è particolarmente adatto alla → peroratio. Es. minaccia. → ethos.per addossarvi codesto ministero. www. dei quali uno crea tensione e l’atlro. .livroslabcom. periodo. con accento ancor più grave. Manzoni. ossia la → clausula sententiae.ubi.f.] È una variante della → sermocinatio. emozione. Federigo e don Abbondio: . ivi cesserebbe il dovere? O non v’ha espressamente detto il contrario? Non v’ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? Non sapevate voi che c’eran de’ violenti. → subiectio. v’ha essa fatto sicurtà della vita? V’ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo. pellegrinità [s. compassione. affectus. XXV.. a cui potrebbe dispiacere ciò che a voi sarebbe comandato? ecc.E quando vi siete presentato alla Chiesa. L’elemento che crea tensione è detto → protasi. percursio [s.

Stefano Arduini & Matteo Damiani 143 perìcope o perìcopa [s. battologia. omeologia.f. Differisce dunque dalla → macrologia per il fatto che in questo caso il discorso non risulta semplicemente prolisso. perìstrofe [s. concede a chi ascolta piena libertà.] Citazione. → prolissità.f. → macrologia. circumlocutio. dispositio. perìfrasi [s.] Consiste nell’impiego di un giro di parole in sostituzione di un termine. ma anche → ironia.] Si ha quando chi parla. periergìa [s. oratio perpetua. per Dio → circonlocuzione.] → antimetabole.f. pur essendo in cuor suo convinto che ciò non arrecherà vantaggio all’interlocutore. oratio soluta.: l’amor che move il sole e l’altre stelle. pleonasmo. permutatio [s. subordinazione. artificioso. Es.f. macrologia. perìodo [s. → atto perlocutorio. perlocuzióne [s. chi non mi crede se ne pentirà.f.m. → epitrope. La perlocuzione è strettamente legata al rapporto fra intenzione e aspettative dei diversi attori dell’atto comunicativo.] Consiste in un impiego eccessivo di parole o di figure retoriche.f.] È l’enunciazione superflua di informazioni già esplicitamente o implicitamente fornite. Tale rapporto è convenzionale ed è regolato da una sorta di competenza pragmatica che opera all’interno di certi contesti comunicativi. elusione. ma eccessivamente elaborato. ad un primo elemento (→ protasi) che crea tensione (→ pendens oratio) ne segue un altro (→ apodosi) che la attenua e la risolve (→ sententiae clausula). perissologìa [s. → prosa. Es. per lo più nell’ambito dell’esegesi neotestamentaria. chiasmo complicato.] → atto perlocutorio. → citazione.f. Livros LabCom . non avendo le sue parole sortito effetto alcuno. permissio [s. ridondanza.f. per definirlo o parafrasarlo.] Consiste nel ritorcere un argomento a danno dell’avversario.] In riferimento alla teoria della → compositio. il periodo può essere analizzato come una costruzione circolare delle idee (→ res) disposte in una concatenazione per cui.

In questo momento dell’orazione si raggiunge di soltio un alto grado di emozione (→ pathos). recapitulatio. → chiarezza. (G.] È il tentaivo.] È la raffigurazione in forma di persone di esseri inanimati o entità astratte.livroslabcom. attraverso la → indignatio e la → conquestio o → commiseratio. È il → sermo manifestus. I. → persuasione. Da un pezzo si tacquero i gridi: la sola una casa bisbiglia. odit ac metuit et iam diu nihil te iudicat nisi de parricidio suo cogitare (Cicerone. GDU. peroratio o perorazione [s. perspicuitas o perspicuità [s.] Nella retorica classica rientra fra i → solecismi assieme all’aggiunzione. personificazióne [s. distinguere. www. 17)→ prosopopea. idolopea. → antifrasi. la soppressione e la sostituzione.f. l’oratore chiede al giudice di esprimere un giudizio favorevole alla parte rappresentata. persuasio [s. 3-4). Oh quei fanali come s’inseguono accidiosi là dietro gli alberi.pt .ubi. Tale comprensibilità è il risultato di una doppia chiarezza: delle idee e della formulazione linguistica. Per attuare la persuasione occorre informare (→ docere). Es. Infatti.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. quae communis est parens omnium nostrum.f. Carducci. come la → metatesi e la → tmesi. 5-6). epilogo. In Catilinam.f. di influenzare l’arbitro della situazione perché si persuada a modificare o mantenere la situazione data. Pascoli.f. Nunc te patria. da parte dei partiti interessati.f. soltanto la chiarezza grantisce la credibilità di ciò che viene detto. mitologismo. dunque consiste nella → conclusio con la quale. antropopatia. → perorazione. basandosi sulla certezza di ciò che è stato provato nell’argumentatio. Alla stazione in una mattina d’autunno. conclusio.] È la parte finale della → inventio (dopo → exordium e → argumentatio). Il gelsomino notturno.144 Dizionario di retorica permutazióne [s. Consiste in una modificazione dell’ordine delle parole da cui possono trarre origine figure di parola e di pensiero. commuovere (→ movere) e piacere (→ delecatre). dato dalla comprensibilità intellettuale del discorso.tra i rami stillanti di pioggia sbadigliando la luce su ‘l fango! (G.

] → anastrofe. → delectare. bruto. cellula minima di sillabe composta secondo uno schema variabile. unità di misura ritmica. tautologia. ritmo anapestico (atona-atona-accentata).Stefano Arduini & Matteo Damiani 145 perversio [s.m. ritmo dattilico (accentataatona-atona).f. petizióne di princìpio [loc. indipendentemente dal principio del vero. plòce [s. Ha il significato quindi anche di ‘parola inutile’.] Si ha quando un’ espressione viene ripetuta una seconda volta.m. pes [s. ritmo trocaico (accentata-atona). repotia. placere [vb.] secondo Quintiliano ‘ha luogo quando la frase viene sovraccaricata di parole inutili’. che è stato a volte impiegato nel sigificato di → poliptoto (quando la ripetizione impicia un cambiamento nella parola). il peone. Livros LabCom . es. piède [s. delectatio. → perissologia.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone→ circolo vizioso.] In poesia. Nella poesia italiana le sillabe si presentano lunghe o brevi. il cretico. che mira alla piacevolezza (→ delecatre) dell’orazione per infulenzare l’arbitro della situazione.] È l’effetto emozionale cui tende l’oratore.] → piede. Per Vico essa consiste nell’uso di una parola che « significa in un luogo la persona o la cosa. voluptas.] Consiste nella → persuasione e nel convincere. a volte nel significato di → antanaclasis (quando la ripetizione comporta un cambiamento nel significato). Anche il compito dell’attore che piace al pubblico e raccoglie gli applausi.f.s. e gli schemi hanno questa successione di ritmi: ritmo giambico (sillaba atona-sillaba accentata). il coreo o trocheo. ma in cui una sillaba è prominente sulla altre per lunghezza.m. pleonasmo [s.m. O Bruto. Nella poesia classica vi erano ad esempio questi piedi: lo spondeo. in un altro il carattere e le qualità » . il dattilo. In questo senso la ploce è lo stesso che → diafora. pithanòn [s. ridondanza. Si tratta tuttavia di un termine di significato generale.m. differenziandosi però dalla prima occorrenza per un’accumulazione di senso.

Dizionario di retorica pointe [s.] → polisindeto copulativo.f.s. il poliptoto comporta il mantenimento dello stesso significato lessicale.m. Il potere di opporsi alla prepotenza del potere. oppure’.s. → polisindeto. di un vocabolo con funzioni sintattiche diverse segnalate da mutamenti morfologici delle parole ripetute. espressione polare. pur nella variazione morfologica dell’espressione ripetuta.] Qualsiasi rapporto antitetico fra elementi.] Polisindeto in cui ricorre la disgiunzione ‘o. → acutum dicendi genus.f. all’inizio o alla fine dell’enumerazione.m. enumerativum) se la congiunzione ripetuta è la ‘e’. Terminologia francese. → polisindeto.] Consiste nella ricorrenza. A differenza della paronomasia. il concetto collettivo.] È la ripetizione della stessa congiunzione coordinante.ubi. Si ha polisindeto copulativo o enumerativo (polysyndeton copulativum.] Stile sottile e ricercato. polisindeto.s. XIX.] → licenza poetica. www. Correlata la → figura etimologica. // Sol contra il ferro il nobil ferro adopra (Tasso. cui viene ricondotto da alcuni. Stare con le mani in mano.] Polisindeto caratterizzato da un’enumerazione relaizzata mediante una serie di ‘e’. Es. 42. sindesi.f.m.m. polarità [s. gioco di parole. nello stesso enunciato o in enunciati contigui e fra loro collegati. polisìndeto enumerativo [loc.m. Gerusalemme liberata. poliptòto o polittòto [s.s.s. → anafora. 1). simmetria. disgiuntivo (polysyndeton disiunctivum) quando ricorre la disgiunzione ‘o. polisìndeto [s. oppure’ . → antitesi. è sommativo (polysyndeton summativum) se (come spesso fa D’Annunzio) addiziona i membri e aggiunge.pt . polisìndeto copulativo [loc. polisìndeto disgiuntivo [loc.146 pluralis pro singulari [loc.] → sineddoche.livroslabcom.m.f. poetarum licentia [loc.: Le mani nelle mani. polionimìa [s.] Pluralità di nomi attribuiti ad un luogo o ad una persona.

] → sigmatismo. → opportuno. postura [s.f.] → sillogismo. sono frasi poste prima della conclusione e rappresentano per l’appunto la premessa.s. superioris rei correctio. praecipere [vb. loquacità. →.f.] Consiste nel preparare l’uditorio a ciò che si sta per dire. praemissa maior [loc. le prove. Solitamente si distingue tra due tipologie di premessa.f.] Il modo di presentare la propria figura. praemissa [s. Se il proseguio del discorso risulta sconvolgente.f.f.m.] Nel sillogismo la premessa precede la conclusione. → mimica. perissologia. praemissa minor [loc. praecepta [s.m. ecc. polysigma [s.] → docere.s. In campo più propriamente retorico le rationes.f. magistrati. praecedens correctio [loc. il proprio corpo di fronte ad un uditorio. il concetto collettivo. → polisindeto.). omeologia. prolissità. questa figura prende il nome di → prodiorthosis.Stefano Arduini & Matteo Damiani 147 polisìndeto sommativo [loc.s.] → sillogismo. politropìa [s.pl.] Polisindeto in cui si addizionano i membri e si aggiunge.f. →. → sillogismo.] Nella retorica siciliana antica e nel pitagorismo indica la capacità di elaborare differenti tipologie di discorso a seconda dei tipi di uditorio (donne. I precepta sono ricavati dall’→ esperienza del maestro nell’esercizio della propria arte e dall’insegnamento ai discepoli. all’inizio o alla fine dell’enumerazione. Questa tecnica è spesso impiegata da D’Annunzio. ratio. → battologia.m. polulogìa [s.s.] Il parlare molto. Livros LabCom . → correctio. scusandosi in anticipo per quanto di audace verrà detto in seguito. la → praemissa maior e la → praemissa minor.] Il sistema delle regole didattiche che caratterizzano l’arte retorica in quanto oggetto di insegnamento.

] → praeparatio.f. è intesa come la “lessicografia” che non riguarda le parole ma le formulazioni usuali degli atti di parola: il suo intento è quello di produrre dizionari per inquadrare pragmaticamente gli enunciati. catafasi.] È una preparazione dissimulata. di un pensiero che manifesterà o di un avvenimento che si compirà più tardi. → chiasmo. → praeparatio. precedènte [s. / Nella teoria di Perelman sui luoghi.] È il chiasmo grande che individua corrispondenze di pensiero.m.148 Dizionario di retorica praemunitio [s. → premesse della argomentazióne. paralissi. proposizioni (principali o secondarie) che hanno tra loro un rapporto semantico. www.] Descrizione di un avvenimento. Così.f. → proemio. praestructio [s.f. ad es. l’oratoria del → sermo humilis che ha origine a seguito della diffusione del cristianesimo. il precedente rientra nell’ordine: “ciò che viene prima è superiore a ciò che viene dopo. predicazióne cristiana [loc.livroslabcom.] Consiste nel preparare surrettiziamente l’uditorio a parole che potrebbero ferirne la sensibilità. praeoccursio [s. → preterizione.ubi.] Consiste nell’annunciare il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. → enfasi. i principi rispetto alle applicazioni concrete”. individuandone le condizioni d’impiego e le funzioni. Si fonda sulla Bibbia. Una specie di → enargia. considerata dai Padri della Chiesa (formatisi sulla base della retorica classica) l’archetipo della retorica pagana. Consiste nell’incrociare. non necessariamente facente parte di esso. / In un’altra accezione la p.] È la ‘vivente retorica’. serve a introdurre e a spiegare le motivazioni dell’intervento. all’interno di una porzione di testo che le comporende.f. preàmbolo [s.pt . praemunitio. pragmatografìa [s. praeteritio [s. Può occorrere nella → subnexio. praeparatio [s.f. premunizione.f. unita con la narrazione di questo.] In diritto è l’esempio che fonda una regola almeno in parte nuova.] Fase preliminare di un discorso.m.s.f.

→ argomenti. introducendo nuovi contenuti e nuove modalità di organizzazione ed espressione. Le premesse della argomentazione sono rappresentate da tutte le tesi su cui esiste l’accordo dell’uditorio. esistente (preferire ciò che esiste). premunizióne [s. citando Aristotele: “ciò che non può esserci fornito dall’esterno è preferibile a ciò che possiamo procurarci anche dall’esterno”). l’oratoria cristiana formerà la → ars praedicandi. persona (i valori della dignità.] Nel quadro teorico disegnato dalla → nuova retorica di Perelman. ossia a proposito delle opinioni e delle credenze di quest’ultimo. verità o presunzione. ordine (superiorità del prima rispetto al dopo). risulta evidente l’importanza del → kairós. → prova.pl. dove “ogni argomentazione mira all’adesione delle menti”. del merito. di tutto ciò che esso considera ammesso. presunzióne [s. Il primo si esprime in giudizi sopra il reale conosciuto o presunto: tutto ciò che è ammesso dall’uditorio come fatto. quasi un’apertura più o meno legata a quello che verrà detto o scritto dopo.f. nuova retorica. L’accordo sopra ciò che è preferibile.f.] Figura retorica per cui ci si difende dalle obiezioni prima che possano essere formulate. Assieme all’eredità classica.] Secondo Perelman.f. qualità (ciò che è raro preferibile a ciò che è banale). nonché della conoscenza che l’oratore deve possedere circa il suo uditorio. nella “forma del discorso” esistono presunzioni particolari (per esempio “la presunzione che la qualità di un Livros LabCom . essenza (riconoscimento di eccellenza agli individui che presentano tutte le caratteristiche richieste dal ‘tipo’ da loro impersonato). invece. accordo. → praemunitio. sillogismo. dell’autosufficienza. si esprime in giudizi che stabiliscono una preferenza in termini di valore. gerarchia o in relazione ai nostri luoghi comuni del preferibile: quantità (ciò che è maggiore preferibile a ciò che è minore). Secondo Perelman esistono due tipi di accordo rinvenibili nelle premesse della argomentazione: accordo circa il reale e accordo circa il preferibile.f. preméssa [s.Stefano Arduini & Matteo Damiani 149 la retorica crisitana opera una rivitalizzazione di quella classica.s.] → praemissa / Inizio di un discorso. premésse della argomentazióne [loc.

m. preziosismo. la presunzione d’innocenza finché non sia stata accertata la colpevolezza.150 Dizionario di retorica atto manifesti quella della persona che l’ha compiuto”.] È l’insieme delle attività e delle forme di cui si avvalgono gli organi deputati all’esercizio della giurisdizione in nome della legge. prevedendo le obiezioni della parte avversa.m. prima pòi [loc. ove ‘l nostro ferro mise (Petrarca). → prolessi. paralissi. → praeteritio.] → argumentatio.) che sono legate a “ciò che è normale e verosimile”. che però intanto vengono citati nei loro tratti essenziali.] Affettazione prodotta dalla ricerca di elementi eccessivamente raffinati e artificiosi. preziosità.livroslabcom. www. / Tutto ciò che in qualche modo si assomiglia a questo procedimento. probabilità.ubi. Ritenere che esista tale connessione (tra presunzioni e normalità) costituisce “una presunzione generale ammessa da tutti gli uditori”. ecc.] Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. preziosità [s.: Cesare taccio che per ogni piaggia / fece l’erbe sanguigne / di lor vene. procèsso [s.] Lo stesso che → anastrofe. / Cercare un appiglio per intervenire in una questione.f. La presunzione più generale di tutte è però quella che esistano fatti o comportamenti da considerare ‘normali’ e da prendere come base di riferimento per valutare gli altri fatti o comportamenti. prova.] Figura in base a cui l’oratore. preterizióne [s. preziosismo [s.m. → pareuresis.] Eleganza corrispondente ad un gusto raffinato e artificioso. Es.f.f.pt . → vanitas.] Tipologia di allitterazione per cui una serie di parole cominciano con la stessa lettera. probabile [s. procatalèssi o procatalèpsi [s. probatio [s.s. → vanitas.m.f.] È in pirmo luogo la scusa vera o apparente con la quale si tenta di giustificare il proprio operato. pretèsto [s. primisìmile [agg.m.] Credibilità. le espone e le confuta.

correctio.] → pronuntiatio. generalis quaestio.m.] Aggiunta finale a carattere giustificatorio.f. → prologo. Aen. quindi sull’esecuzione orale del discorso. pròlogo [s. → actio.f. macrologia.] È l’inizio del discorso e viene prima del passaggio all’argomento vero e proprio. dizione. Vixi et quem dederat cursum fortuna peregi.m. È il contrario della → brevitas. pronominatio [s. anziché sulla mimica. IV. prolèssi e prolèpsi [s. pronuntiatio [s. procatalessi.] → proposizione.] In un’opera teatrale è la scena introduttiva.Stefano Arduini & Matteo Damiani 151 prodiorthosis [s.f.] Collocazione anticipata di un elemento rispetto a quella che logicamente ci si attenderebbe. progressióne [s. pronùncia [s.] → quaestio infinita. dictio. proèmio [s.] → climax.f. il prologo coincide con l’→ esordio ed ha lo scopo di accattivarsi il giudice e il pubblico.f. 653 // Anticipazione di ciò che accadrà consistente nel parlare di cose future come presenti. esordio. → iustificatio. / Il discorso pronunciato oralmente ed accompagnato dai gesti.f.] Può dirsi un’azione drammatica dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. proecthesis [s. cui ogni epoca affida compiti diversi a seconda del genere drammatico in questione. // Risposta ad un’obiezione prevista. Virgilio.] → praecedens correctio. preambolo. ed anche in quella encomiastica. Nell’oratoria giudiziaria.f.] → antonomasia.] Il parlare oltre il necessario.m. propositum [s.m.f. prolissità [s. propositio [s. → anticipazione. gesto. Il proemio può essere assente in un discorso breve o quando occorre entrare subito in medias res. politica. → perissologia. Livros LabCom .

→ puritas. spiegarla. cioè come l’inizio della → confirmatio. proprietà [s. epilogo). Lo stesso che → subnexio. Nella linguistica moderna indica le caratteristiche di una lingua relativamente al timbro dei suoni.] Nel significato tradizionale comprende l’insieme delle regole metriche. parentesi.f. potremmo. proposizióne incidentale [loc. parti del discorso. caratterizzata dal succedersi di sillabe lunghe e brevi. narrazione. inserita in un’altra. www. Anche il proemio può comprendere una propositio.f.f. oppure un Carlo potrebbe essere talmente assillante da ricevere il soprannome di Tarlo. Rom.] È un particolare impiego della → paronomasia. all’accento e all’intonazione. pròsa clausolata [loc.] Uso preciso e appropriato delle parole.livroslabcom. prosonomàsia [s. come ti ho spiegato.] Consiste nell’aggregare una serie di pensieri esplicativi ad un’idea esposta in precedenza.] Proposizione che.f. prosodìa [s. chiamarla “Parla”. allla durata. bontà di Dio invece verso di te. al fine di definirla. all’altezza. prosapòdosi [s. per prosonomasia. → paronomasia.s. altri.f. specialmente greche o latine.pt . si avvaleva dell’impiego di clausole metriche → clausola. la intendono come la presentazione dei termini essenziali del fatto che viene esposto. Ad esempio. conserva tuttavia la propria indipendenza. → narratio. Alcuni autori considerano come proposizione o → allegazione dei fatti.ubi.: per questi motivi. 11:22: Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità di Dio verso quelli che sono caduti. se una raggazza che si chiama Carla è una pettegola. a condizione però che tu sia fedele a questa bontà.] Nella letteratura latina indica la prosa che.152 Dizionario di retorica proposizióne [s. Es. Indica una maniera di soprannominare qualcuno sostituendo una o più lettere del suo nome in modo tale che il nome risultante sia in grado di descrivere le carattersitiche dell’individuo.s.f.] La proposizione o narrazione è la seconda delle quattro → parti del discorso persuasivo (esordio. all’intensità.f. Es. → inciso. il nucleo concettuale della narrazione. non posso accettare. come ad esempio Quintiliano. argomentazione.

pròstesi [s.: Difenditi.Stefano Arduini & Matteo Damiani 153 prosopografìa [s.m. idolopea. pròtesi [s.f.] È l’aggiunta di elemento non etimologico all’inizio di parola. nella tattica del discorso. al fine (consilium) di provocare il pubblico e ottenere l’effetto opposto all’opinione simulata. va sano e va lontano (cui si aggiunge a volte: e non arriva mai). Indica l’esposizione dell’argomento.f. → personificazione. Come si ha nella → simulatio.f.] Lo stesso che → protesi. con la provocazione. con il fine (consilium) di ottenere. effictio. etopea. modo di dire. motto proverbiale. Il primo dei due tempi del → periodo. aforisma. movimenti.] Figura retorica per cui si fanno parlare un personaggio assente o defunto. quando si finge di condividere l’opinione dell’avversario. antiprosopopea. eroici. aspetto. o → apodosi. ritratto.] → prosopopèa. provèrbio [s. in cui si dispongono le idee in costruzioni sintattiche “sospese” (→ pendens oratio). se sei un uomo. detto proverbiale. eroicomici) assieme all’invocazione (alla Musa. → expolitio. Es. Ispagna per Spagna → prostesi. prosopopèa [s. prosopopèia [s. come se fossero persone viventi. provocazióne [s. l’oratore simula un’opinione (thema). nel pubblico un effetto Livros LabCom . cavallereschi. che creano una tensione che viene risolta nel secondo tempo.). esordio.L. pròtasi [s.f. Es. e che non di rado si contraddice e con massime all’interno stesso di una comunità e con quelle di comunità vicine. alla divinità ecc.] Massima di forma fissa che rappresenta il grande mondo della saggezza popolare. come tale essa rientra nel proemio dei poemi (epici. paremia.] 1. paremiologia.: chi va piano. ecc. prologo.] È la descrizione di un essere animato relativfa a qualità fisiche. → adagio. → proemio. prosopopeia.f.f. oppure cose astratte e inanimate. / È anche l’azione dell’oratore che simula un’opinione (thema).f. concluso dalla → sententiae clausula ‘chiusa del pensiero’. 2.] Può essere intesa come l’azione di chi cerca la reazione dell’interlocutore punzecchiandolo nelle sue convinzioni (provocandolo): Es.

] La questio. prozèugma [s.] È il destinatario del discorso o dello scritto. bonus animus. purismo.] Zeugma in poisizione iniziale di enunciato. per cui l’oratore non si esprime nel → ductus simplex. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. → erotema. ductus subtilis. → trivium. sia come mezzo espsressivo che come segnale. e che la situazione non è così grave come sembra. Q quadrivium [s.] È un impiego retorico della domanda.] È il senso di vergogna. è la situazione da giudicare.m. quaestio [s.m.f.3.m.m.f. tuttavia per chi ascolta non è necessario conoscere le forme retoriche impiegate da chi parla. È la correttezza linguistica (cioè rispetto al codice impiegato) del discorso in verba singola e in verba coniuncta.] Rientra tra le → virtutes elocutionis.ubi. La www. aritmetica.] Fra le arti liberali di cui. bona voluntas. domanda retorica. usus. astronomia e musica. pudor [s. nel Medioevo. → paradosso. mediante la quale egli sostiene di avere agito in buona fede. → zeugma. → uditorio. ma utilizza il → ductus figuratus con le → enfasi di pensiero e l’→ allegoria. purgatio [s. → latinitas. cosiste in una serie di domande che presuppongono un’unica e complessa risposta.f. Il pubblico deve conoscere (almeno empiricamente) la lingua di colui che ad esso si rivolge. ossia l’interrogativo della situazione. pysma [s. Nella provocazione trova impiego il paradosso.livroslabcom. absurdum. ad esempio se “Caio sia responsabile del furto di cui viene accusato”.] È la dichiarazione del reo. il qudrivium comprendeva quelle concernenti concetti matematici. → lex potentior. ossia geometria.m. Essa delinea i problemi che occorre risolvere. puritas [s. proprietà. pùbblico [s.154 Dizionario di retorica opposto a questa opinione.pt .

→ quaestio infinita.s. questióne astratta [loc.f.) → generalis quaestio. status finitionis. Livros LabCom .] → univocum. quaestio finita. Le questioni generali sono più facili da trattare.m.s. queste.f. quando [s. univocum.m.] → multivocum. → generalis quaestio. e sono oggetto di studio scolastico.m. status coniecturae. quaestio infinita [loc.s. quibus auxiliis [loc.] Lo stesso che → generalis quaestio. una classe di persone.m.] → aequivocum. cioè a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali. rappòrto multìvoco [loc. concreto.s. quaestio (generalis q. sono quattro: status traslationis. astratto. rappòrto unìvoco [loc. quaestio finita [loc.] Contrariamente alla → quaestio infinita.s. univocum. → status.] Lo stesso che → generalis quaestio.f.] → diversivocum. R rappòrto diversìvoco [loc.Stefano Arduini & Matteo Damiani 155 posizione della questione. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico. status qualitatis. se prendiamo in esame il processo penale. univocum. che risulta al giudice dallo stato del dibattito.s. stato della questione. rappresenta un oggetto astratto. può essere suddivisa in classi.s.] Contrapposta alla → quaestio finita.f.s. questióne generale [loc.m.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci.s. rappòrto equìvoco [loc. status causae. la quaestio finita si riferisce al concreta.m.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci.pl. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale.

pl. epimone.f. redditio [s.f.] È la → premessa (→ praemissa) del → sillogismo o entimema. dopo aver avanzato delle affermazioni.livroslabcom.] Quando dagli attributi delle circostanze (signa) che accompagnano una cosa può essere dedotta.s. In maniera più specifica si ha ratiocinatio quando. reditus ad rem [loc.f.f.f.f. recte loqui [loc.] → anadiplosi. → metabasi.156 Dizionario di retorica ratio [s.s. dopo una divagazione. peroratio.f. recriminazióne [s. senza una conclusione esplicita. → praemissa.] Lo stesso che → ratiocinatio. / Il ragionare tra sé e sé ponendosi delle domande. transitio. Essa indica dunque la prova o le prove che vengono dopo la → propositio (ossia la presentazione del fine da dimostrare) e prima della → conclusio. ciclo. i soggetti trattati e le idee più dibattute nell’argomentazione → conclusio.s. www.] → antanaclasi. prova.ubi.m. A volte sinonimo di → antipofora.] → grammatica. la ragione (ratio) delle affermazioni fatte.] → epanadiplosi. reflexio [s. → amplificatio.] È una parte della → peroratio. e rappresenta la breve formulazione finale impiegata per “ricapitolare” ossia per riprendere i punti principale: le prove valide del discorso. Intesa in questo senso essa si ricollega alla nozione di → eziologia.] L’equivalente di ciò che in termini moderni prende nome di → adynaton. reductio ad impossibile [loc.m. recapitulatio [s.] → ars dictandi.f. ratiocinatio [s. raziocinazióne [s.f. prima di darsi da soli una risposta. rationes dictaminum [loc.f. reduplicatio [s.pt .] In quanto ritorsione di un’accusa è sinonimo di → anticategoria.] Ritorno alla materia trattata. ci si domanda. la grandezza della cosa stessa.s.

1.m. regulae [s. relatio1 [s.f. una enumerazione copulativa (sindetica o asindetica) di parole singole o di membri della → distinctio può assumere. ma riconosce di essere stato giustamente punito dalle conseguenze derivate dall’aver commesso il fatto incriminato.f.] → anafora. / Come sinonimo di → epandodo è la ripresa di parole poste ad inizio frase per spiegarle: Es. relatum [s.] Lo stesso che → apodioxis. reprehensio. ridicolo per il suo modo di vestire. regressióne [s. → confutatio. regressio [s.f. reversio.] → praecepta.f. reiezióne [s.pl.] → reversio. come sottolinea Lausberg.f. → lex potentior. relatio2 feci sed merui: ‘ho fatto e ne ho meritate conseguenze’.] Per regressione si può intendere un particolare tipo di → subnexio. Nella relatio il copevole non solo ammette la propria colpa (adducendo deboli giustificazioni). contenuto avversativo e trasformarsi in → comparatio. Marco è brutto e ridicolo : brutto perchè manca di armonia nei lineamenti. ripetizione. L’enumerazione può inoltre essere sostituita dall’uso di diverse funzioni sintattiche.] → anafora. Livros LabCom .Stefano Arduini & Matteo Damiani 157 refutatio [s. argumentatio. È questo il caso in cui la subnexio si chiama regressione (regressio). per mezzo della → subnexio. relatio.] Rifiutare le argomentazioni dell’avversario.f. Nella regressio si danno diverse possibilità: la enumerazione può essere sostituita da un plurale inclusivo di tutti i membri della enumerazione oppure da un numerale.] → reiezione. → epanodo.] Lo stesso che → repetitio. reiectio [s.f. regressione. Infatti. → regressio. in modo che la figura diventi una enumerazione preceduta dal concetto collettivo.f. reiterazióne [s.

] Termine generico indicante la ricorrenza dei membri. res [s. iteratio. www. repetitio [s. ossia ritenute in grado di persuadere l’arbitro della situazione a pronunciarsi favorevolmente alla parte rappresentata dall’oratore. palillogia. mediante uno straniamento mitigato. anche se per Cicerone non è bene separare questi due concetti che rappresentano nel loro insieme la globalità del sapere. → analessi.] Consiste nell’attenuare gli effetti dello straniamento e di qualsiasi situazione imbarazzante o noiosa: può essere ottenuto tramite → correctio.158 Dizionario di retorica remedium [s. ciscuna destinata ad accogliere una singola idea (res).] feci. della funzione sintattica. vanno piuttosto ritrovate.pt . remotio [s.→ copia rerum. la responsabilità delle proprie azioni. uguali oppure trasformati dal punto di vista della forma. cioè l’espressione che rappresenta quell’idea. sed alter me impulit ut facerem: ‘sono stato io.f. reiterazione.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) concernente il materale referenziale vero o verisimile. refutatio. ripetizione.f. richiamarle alla memoria comportava un’abile tecnica ed un continuo esercizio.] → subiectio. Le diverse trasformazioni possibili originano altrettante figure di parola: → anafora. A questo proposito è bene ricordare che la memoria era rappresentata come uno spazio suddiviso in parti (i luoghi o → tópoi o → loci).f.] Sono le idee reperite nella → inventio perché adatte (→ aptum) alla → materia. res semàntico-estensionale [loc.m. epanalessi. Quando il reo si difende scaricando su una forza tirannica.s.f. i verba sono le parole. responsio [s. dell’esprimerlo attraverso le parole e dell’esporlo nella comunicazione. reprehensio [s. reprimenda. verbum.f. o dell’aspetto semantico. epimone. riprensione. ma un altro mi ha spinto a farlo’. Le res non vanno create ex novo.] → confutatio.f.livroslabcom. Gli oratori dell’epoca classica ritenevano quindi che le res (idee) fossero preesistenti nell’inconscio o nel subsconscio come → copia rerum.ubi. da cui sarebbe stao condizionato. o inquadrando le parole stranianti in un contesto più accessibile al pubblico. Se le res rappresentano le idee.

o riprendendolo punto per punto.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) di natura intensionale.s.] Nell’antichità è il maestro del discorso. res semàntico-intensionale [loc. stati. per → retorica. rethorica recepta [loc.f. macrostrutturale. processi.Stefano Arduini & Matteo Damiani 159 ossia l’insieme di esseri. In questo caso la reversio è un’ → antimetabole. restrictio [s.] Terminologia antica. segnare una restrizione a quanto precedentemente detto.f. .f. minacciosa o particolarmente forte. La res semantico-intensionale è in altri termini costituita dai concetti (che verranno poi espressi linguisticamente dall’→ elocutio) strutturati attraverso il → processo di intensionalizzazione a partire dal materiale referenziale vero o verisimile (→ res semantico-estensionale). Es.f.s. Oggi il termine ha assunto una connotazione negativa. La successione concettuale del primo membro può essere percorsa a ritroso in due maniere. tende tuttavia al vacuo.] → confutatio. rètore [s. pur rivelandosi abile ad usare le parole.f.f.] Marcare un’eccezione. reversio [s. rettòrica [s.] Sospensione del discorso tramite la quale il locutere lascia immaginare il peggio: un’espressione sconveniente. azioni. puoi immaginarlo da te!”.] È l’→ antitesi che sviluppa regressivamente i membri contrapposti (‘antitesi regressiva’). attuali o possibili che costituiscono il referente del testo. .: sono proprio dei. beh.] L’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. “l’imputato ha giurato di essere rientrato a casa alle 22. È il campo in cui opera l’→ inventio. reticènza [s. dicitore. fatto sta che Livros LabCom . → oratore.m. refutatio. reticentia [s.f. come abbia fatto a rientrare così presto resta un mistero. → aposiopèsi. oppure attraverso l’inversione dei ruoli sintattici e semantici dei termini principali. Lo stesso che → correctio. essendo riferito a chi. Es. riguardante principalmente la parte di → dispositio legata al significato. idee reali o immaginarie.

livroslabcom. e consiste nel riprendere formalmente la persona che ha sbagliato. ridiculum [s. In parte corrisponde alla figura dell’→ omeoteleuto. in tutte le epoche. pur interpretandolo in modo libero.] È uno degli elementi essenziali della → compositio. ritmo [s. caratterizzato dall’ accentuazione della gravità dello sbaglio.] Operazione di correzione.f. nelle lingue moderne è dato dalla successione degli accenti. rima [s. epifora. Al cursus medievale si ispira anche la poesia moderna.→ expolitio. urbanitas). di reversio come antimetabole (e con schema chiastico): Esse oportet. Per raggiungere l’effetto umoristico che lo contraddistingue possono essere impiegati anche l’→ equivoco e l’→ allusione. e delle sillabe accentate e non accentate. → soprariprensione. a volte dichiaratamente in contrasto con ogni schema che richiami il passato.] Ammonimento (anche nei confronti di una persona che si stima). ut edas ‘devi mangiare per vivere. Relativamente alla retorica. le → clausole antiche furono sostituite dal → cursus. Es. Solitamente impiegata in poesia.pt . Nelle lingue classiche era il risultato della successione regolata di sillabe lunghe e brevi. Il ridiculum concerne sia la → materia (si pensi alla commedia) sia l’→ ornatus delle idee (→ festivitas. anche per abbellire. ridiciménto [s. ripetizióne [s. dal momento che era andata perduta la percesione delle quantità sillabiche. → numerus.] È una variante dell’→ ethos. ut vivas. cadenza o clausola ritmica che chiude armoniosamente i periodi.] Identità di suono fra due o più parole dalla vocale tonica alla fine. la reprehensio rientra nell’→ argumentatio (→ parti del discorso).m. non vivere per mangiare’.f.m. omofonia. ritòcco [s. → anastrofe.ubi. sia in prosa che in poesia. A partire dal III secolo. www. essa non è tuttavia una costante di tutta la poesia.] Lo stesso che → repetitio.m. non vivere. → derisione. Ma sempre. scherzo. riprensióne [s.f.m. è fondamentale l’uso appropriato della mescolanza degli accenti principali e secondari.160 Dizionario di retorica l’ha giurato”.] → reticenza.

la scappatoia è quella per cui si cambia a proprio vantaggio l’argomento della questione. come aiuto alla memoria. Robur [s. piene di arguzie e motti di spirito. S sarcasmo [s. – Ahi ! i miei piedi ! Faccia attenzione a dove cammina ! – Me lo lasci dire signore. ordine artificiale. Lei veste proprio con eleganza.) → discorso di riuso. lo scarto è un’alterazione riconosciuta del grado zero.] Lo schema.] Descrizione di una persona. → ridiculum. come ha scritto Mortara Garavelli. impiegate per prendersi gioco di qualcosa o qualcuno.] Forma di → ironia. scappatóia [s. la scelta preferita è quella dello schema a cinque punti (corrispondenti alle cinque dita della mano).] In generale. antiptosi.m.Stefano Arduini & Matteo Damiani 161 ritratto [s. → ordo.]. la nozione di scarto che ha dominato la moderna stilistica letteraria è di difficile fondazione teorica e presuppone una giustificazione dall’esterno: è necessario che lo scarto sia ammesso dall’autorità o dalla necessità derivante da un dovere inderogabile. In questo senso.s. genus sublime.] → casus pro casu.m. riuso (discórso di r. . .s. ordine naturale.m.] È l’ espediente per uscire da una situazione scomoda (perché difficile.] Azioni e parole prive di serietà. schema per casus [loc. sottolinea Lausberg. scarto [s. → effictio.m. robustum [s. Livros LabCom .].m. / Secondo il Gruppo mi. robustus sermo [loc. In questo senso.m.f. Es. / → grado zero. ispirata da sdegno e rancore. in retorica. è influenzato dalla teoria della → memoria come spazio.m.m.). che ha come obiettivo la produzione di effetti retorici. inteso come modello esemplificativo della struttura di un’opera letteraria. pericolosa ecc.m. schèma [s. schérzo [s.] → ornato vigoroso.

massima. → escrologia.] → exornatio.f. né la forma sintetica.] Caratteristico del linguaggio triviale.] Scurrilità. § 70). che non ammette né la brevitas. → aforisma. separatio [s.] → periodo. tipico dell’oratoria politica. flectere / → movere. ad avvalorare le proprie tesi (L. sententiae clausula → clausula sententiae. scurrile [aff.m. motto. sermo apertus [loc. Es. proprio dell’oratoria civile e forense. 2.] → sermo manifestus. series [s.] Obiettivi che l’oratore si prefigge con il suo discorso e le relative strategie. circa). → discorso. 3. linguaggio triviale.] → sentenza.] → interiectio.f.ubi. → delectare. scriptum [s.] definita da Lausberg: “→ locus communis formulato in una frase che si presenta con la pretesa di valere come norma riconosciuta della conoscenza del mondo e rilevante per la condotta di vita o come norma per la vita stessa”. umile (→ genus umile): stile basso.m. medio (→ genus medium). Secondo Mortara Garavelli la s. scosso nell’animo.m.f.162 Dizionario di retorica scòpi del discórso [loc.: Temo i Greci.f. Per raggiungere questi tre scopi l’oratore può usare questi tre stili: 1. sententia [s. l’oratore deve finalizzare il suo discorso a tre scopi principali: 1.m. sententiarum exornatio [loc. cioè essere in grado di portare l’auditorio.pt . anche quando offrono doni (Eneide). Come sostiene Cicerone nel suo breve trattato “De optimo genere oratorum” (46 a. può essere intesa come termine generico comprendente più varietà specifiche: la → massima. cioè rendere il discorso piacevole al suo auditorio.s. scurra [s.C. 3. provare (→ docere). sentènza [s. parti del discorso. sublime (→ genus sublime).s. tenue. né l’oscurità. cioè sostenere le proprie tesi con valide e credibili argomentazioni.livroslabcom.] Lo spirito e la redazione della legge come intesi dal legislatore. proprio dell’oratoria epidittica. 2. gnome.pl.s. www. il → motto o → detto.f. → scurra.

m. signum [s.: una casa piena di cose e di ricordi. sillèpsi grammaticale [loc. genus sublime.m.f. → mimesi. sigmatismo [s. solidus [loc. Sin. ossia nella costruzione sintaticca. sillèpsi o sillèssi [s. sillepsi oratoria.] Figura retorica per cui si attribuicono al medesimo termine un senso proprio e uno figurato contemporaneamente.s. Pronuncia difettosa della ‘s’.m. validus.f. es. / Forma di concordanza a senso che consiste nel porre il predicato in relazione sintattica con un secondo soggetto senza che vi sia collegamento di significato. oratio. → percontatio.] Discorso di argomento sacro che di solito si rivolge ai fedeli in chiesa. mentre → sillepsi quella grammaticale.] Indica la comprensibilità intellettuale del discorso.) → figura di significazione. significatio [s.f.: → sermocinazione.m. → allitterazione. sermocinatio [s.m. sermo robustus. / Ripetizione del senso senza ripetizione del significante → anacoluto.] → allusione.] → ornato vigoroso.] Zeugma nell’ambito della grammatica. e si sarebbe dovuto dire Luca che viene da Roma.s.] Si verifica quando il locutore si ‘distacca’ dal discorso introducendo un altro parlante.Stefano Arduini & Matteo Damiani 163 sermo manifestus [loc. Livros LabCom . Indica anche il dirscorso in generale. ossia la chiarezza dell’ espressione linguistica come portato della chiarezza delle idee → perspicuitas.] → simbolo.f. sillepsi grammaticale. Nella tradizione retorica anglosassone. significazióne (figura di s. → dialogismo. sermóne [s.] Componimento ricco di ‘s’. fortis. del quale riporta le enunciazioni in forma diretta. → etopea.: Luca e Marco che vengono da Roma (quando solo Luca viene da Roma. / Ogni infrazione retorica alle regole di concordanza. → zeugma indica l’incongruenza semantica.s. soprattutto se di ammonimento o rimprovero. → zeugma. e Marco). → subiectio. es. → discorso.

→ sillogismo sofistico. dissimile. similarità [s. Le armi ‘la guerra’. sillogismo dialettico. sillogismo retòrico [loc.s.f. sìmile [s. www.f.] È da intendersi come un tipo di → allegoria in base al quale tra l’oggetto inteso e l’allegoria simbolica vi sia un concatenamento reale. sillogismo retorico.livroslabcom.s. omeosi.m.) → adiunctum. Correlata: la → comparazione.] Impiego della → tatuologia nell’argomentazione: una delle due espressioni è intesa in senso proprio. locus a simili.s.m. → sillepsi.s. → parabola. → contiguità. Si incontrano tuttavia sequenze simili al sillogismo.m. sìmbolo [s. locus a simili. dissimilitude. → entimema. simili (a) impari → adiunctum.] Relazione di somiglianza o di affinità.] Sillogismo le cui premesse sembrano apparentemente probabili.164 Dizionario di retorica sillèpsi oratòria [loc. sillogismo sofìstico [loc. anche se. loci a simili impari. la toga ‘la pace’.m. Il sillogismo rappresenta un arricchimento concettuale per l’argomentazione.m. l’altra in senso figurato. esso viene raramente utilizzato. Contrario → fr. nella sua forma completa.] → paragone1 . si viene così a stabilire il legame causa – effetto. simili (locus a s.s.] È il → locus a simili.] Lo stesso che → epicherema. sillogismo [s.] Lo stesso che → sillogismo eristico.pt .m. similitùdine [s. → adiunctum. lo scettro ‘il potere regale’. che costituisce ad esempio il modello di paragone per la metafora (mentre quello per l’ironia è il → locus a contrario).ubi.] Lo stesso che → epicherema. sillogismo erìstico [loc.f. sillogismo dialèttico [loc.] Il sillogismo è un ragionamento costruito attraverso il succedersi di tre proposizioni: due premesse (maggiore e minore) ed una conclusione.m.

ottenuto aggiungendo una struttura a quella della frase ordinaria. Correlati o uguali: → complexio. Laude VI). Es. confessum. nella poesia moderna.f. Es. Essa è la costruzione del periodo con membri di uguale ampiezza.f. paradosso. lo qual ène sciordenato. . che i modelli classici analizzarono all’interno della → compositio. absurdum.f. simulatio [s.] Consiste in una combinazione di anafora ed epifora. / al tuo corpo è strugimento: / guarda! (Iacopone. in due frasi succesive. attraverso le quali l’oratore finge di condividere le tesi della parte avversa. → delectatio. per rendere favorevoli a sé ad alla propria parte l’uditorio e l’arbitro della situazione. la simulazione consiste nell’ostentazione di ciò che non c’è. . simperasma [s. y/x. . .] L’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare.] Contrariamente alla dissimulazione. dunque confermandolo. → illusio.f. che consiste nel celare ciò che esiste.m. Livros LabCom .] Consiste nel ritornare su ciò che si è detto riassumendolo.] → simulazione. sinceritas. provocazione. È un vero piacere incontrarti ! (quando in realtà il parlante non avrebbe proprio voluto incontrare il suo interlocutore. polarità. di differenti parole semanticamente simili e disposte nel medesimo ordine. è l’→ enjambement.f.] Nell’ambito della metrica classica è il collegamento di versi consecutivi. secondo lo schema: /x. sinafìa [s. sìmploche [s. lo qual a Deo è spiacemento.] Consiste nel parallelismo della struttura frasale. Un fenomeno simile. Nel campo dell’oratoria essa è realizzata tramite affermazioni o esortazioni non sincere. → dissimulazione. in maniera tale da realizzare l’elisione o la divisione di una parola fra due membri. / ca ‘l Segnor lo t’ha vetato: / guarda! / Guàrdate dal toccamento. / Quando l’enunciazione esprime l’inverso di ciò che suggeriscono l’intonazione e la situazione. simulazióne [s.: Guàrdate da l’odorato. anche ammettendo proprie difficoltà più o meno reali. y/. simpatìa [s.Stefano Arduini & Matteo Damiani 165 simmetrìa [s. e magari le parole sono prounuciate con una smorfia di fastidio).f. / Ripetizione.

sìncope [s. A scuola. C. in centro. sineciósi [s. come tattica del discorso. ma non al fine di opporli l’un l’altro (come invece nell’→ antitesi). . / Ripetizione nella medesima frase di uno stesso termine.] Turabamento dell’abituale ordine delle parole tramite combinazioni di anastrofi ed iperbati.f. in genere viene usato come sinonimo di → polisindeto. → sinalefe. A. →. sìndesi [s. → consilium.ubi.166 Dizionario di retorica sinalèfe [s.f. individuum pro specie. → sineresi. ma con un significato ampliato. www.f. mixtura verborum. O forse sì. sinceritas [s. → transmutatio. Es.] Quando l’oratore. contrario di → dialefe. simpatia. . B.] Contrazione ad una sillaba di due vocali che vengono a trovarsi vicine all’interno di una medesima parola e che normalmente si pronuncerebbero distinte (contrario della dieresi).] Legame fra due parole o unità sintattiche. .] Figura retorica che consiste nell’esprimere allo stesso tempo due contrari. Pars pro toro. certamente no. → ossimoro. sì. la materia di cui è fatto un oggetto per l’oggetto stesso (materia pro opere). No. “La libertà sessuale è necessaria alla creazione? Sì.f. della sineciosi pasoliniana:. D. No.] Una parola è impiegata in vece di un’altra con la quale sta in relazione di ‘quantità’. fusione. Tipica del linguaggio della “contraddizione pasoliniana”. totum pro parte.f. Assai frequente nelle lingue classiche.] Fusione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola seguente. sinèresi [s. la specie per il genere e viceversa (species pro genere – genus pro specie). Però. sìnchisi o sinchìsi [s.livroslabcom. il singolare per il plurale e viceversa (singularis pro plurali – pluralis pro singulari). no. confessum. contrazione.f.] Soppressione di uno o più suoni all’interno di una parola.f.pt . dice ciò che pensa realmente evitando la → simulazione e la → dissimulazione. genus pro specie. si va su due ruote.f. Si ha metonimia nei casi in cui si nomina la parte per il tutto e viceversa (pars pro toto – totum pro parte). . in maniera da originare una sola sillaba.. sinèddoche [s.

→ diastole.] Lausberg lo definisce come il procedimento che mette in evidenza come privo di contenuto il membro della frase usato positivamente e in primo luogo. e con evidente paradosso. → sinonimia. è nominata → differentia.] Argomentazione falsa e capziosa impiegata al fine di ingannare qualcuno. → distinctio. → kairós. Terminologia che trova largo impiego nelle scienze giuridiche. smascheraménto [s. Es. sorriso amaro. → compositio. → commoratio. una salus victis nulla sperare salutem. sinonimìa glossante [loc.Stefano Arduini & Matteo Damiani 167 sinestesìa [s.] Lo stato di una persona o di un gruppo di persone in un determinato momento. singularis pro plurali [loc. sìntesi [s. interpretatio. Livros LabCom .s.f.] Indica la concordanza di significato tra parole. sofisma [s.] consiste nell’impiego di uno o più sinonimi al fine di chiarire un’espressione oscura.m. Parole acide. anche quella fra sinonimi. La differenza di significato. interesse alla situazione.] Consiste nella mescolanza di sensazioni diverse.f.m. la quale tuttavia.f.m. sinonimìa [s.] → sineddoche. → commoratio. interpretatio.f.f.m.] Processo di composizione e unione di varie nozioni. zeugma.] In ambito retorico può essre intesa come figura di ripetizione: consiste nella ricorrenza dello “stesso” senso in espressioni diverse. sinònimo [s. equivoca o comunque difficile da comprendere. sinonimo. Es. sinonimia glossante. situazióne [s. siano esse sinonimi veri e propri o tropi. e indica l’abbreviamento di una vocale normalmente lunga.s.f. arbitro della stuazione. usata negativamente. → mesozeugma. sìstole [s.] Sinonimo di → mesozeugma.m. non è mai assoluta. sinonimia. sinzèugma [s.] In metrica latina è il contrario della → diastole. parafrasi interpretativa. ottenuta tramite il trasferimento di significato da un dominio sensoriale all’altro.

La retorica classica analizzò i solecismi sintattici. voi mi dicevi ‘dicevate’. Dizionario di retorica solecismo [s. sottigliézza [s.168 sofìstico (sillogismo s. In questo senso. soppressione. → riprensione. sottintéso [s. toscanismo: se tu fosti.f. vàdino.f. un mutamento che in partenza di solito è generato da una devianza.] Lo stesso che → acutum dicendi genus.m.] Eliminazione di qualche elemento.m.m. → aposiopesi.f. ai vari livelli di analisi linguistica. Il concetto di solecismo anche oggi indica un errore o una devianza. → detractio. ai vari livelli di analisi linguistica.f. → detractio.f. interruptio. www.) → sillogismo sofistico.] Parte del discorso che seguiva riprensione o confutazione.] Parole non espresse che facilmente possono essere reintegrate e capite dall’ascoltatore. sottrazióne [s.: oggi mi sento più meglio. fàccino. ossia le improprietà di costruzione dovute alla dismisura per eccesso e per difetto.ubi.] Eliminazione di qualche elemento. sorite [s.] Lausberg la definisce come alterazione di una parte di un insieme per mezzo di una parte che prima era estranea all’insieme stesso. In questo senso vennero individuati solecismi per → aggiunzione.] Figura retorica che consiste nell’ interruzione volontaria del discorso. permutazione e → sostituzione quali usi scorretti di determinate figure grammaticali e anche di molte figure di parola e di pensiero.] È un errorre morfologico o sintattico dovuto a ignoranza individuale o a peculiarità dialettali. Es. → ellissi. Classificata da Fontanier tra le figure di pensiero per ragionamento o combinazione.f. → immutatio. vénghino. sospensióne [s. un esempio di sostituzione potrebbe essere quella che prevede l’impiego di un tropo al posto di un verbum proprium nell’insieme rappresentato dalla frase.livroslabcom.] Sequenza di sillogismi incatenati l’un l’altro in modo tale che la conclusione dell’uno rappresenti la premessa del successivo.pt . soppressióne [s. soprariprensióne [s. reticenza. mentre il → metaplasmo descrive uno spostamento. acutezza. sostituzióne [s.

f. Il termine status indica il valore di condizione. in cui si costruisce l’oggetto della causa (an hoc fecerit.s. status causae.s.m. spes [s. nel genere deliberativo: se bello o brutto).] → antonomasia. status causae [loc.spes et metus – è. In epoca moderna Lausberg lo definisce come questione situazionale. sulle intenzioni e sull’utilità dell’oggetto del discorso (an iure fecerit. nel genere deliberativo: determinazione della natura della persona da lodare). status [s. → status.m. con cui è presentata la legittimità della questione e quindi del processo e del suo giudice.] È la situazione della causa prima della costruzione del discorso.] → status causae.] → status legales.] → status causae. status ambiguitatis [loc. con cui si avanzano ipotesi sulla qualità del fatto. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza. 31): → status coniecturae.Stefano Arduini & Matteo Damiani 169 species pro genere [loc. stato della questione.s. species pro individuo [loc. stato del dibàttito [loc. → status qualitatis.f.f. stato della questióne [loc. par.m. posizione ed evoca il luogo fisico in cui avviene l’incontro delle parti che determinano il nucleo della questione. L’analisi della causa può portare anche a stabilire che la causa è → asystata ovvero carente di consistenza.] → situazione.] È la speranza provata dall’uditorio. che riguarda la ricerca degli indizi e l’accertamento dei fatti (an fecerit. → metus. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore . Livros LabCom . il modo. la realtà del luogo.s. stato del dibattito.s. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. → status translationis. nella commedia.s. Albaladejo esplicitamente come questione principale.] → sineddoche. Per Quintiliano e più tardi per Fortunaziano. pathos. Cassiodoro e Grillio è ciò su cui verte la controversia. L’analisi della causa può portare a quattro possibilità (L. Barthes come il punto su cui verte il giudizio.m. il tempo e la persona su cui verte l’argomentazione (an quaestio iure intendatur).m. nel genere deliberativo: se si debba fare qualcosa). → status finitionis.

] Dal momento che il processo penale. status contrariarum legum [loc. stereòtipo [s.] → status causae. Lo stile dipende dalle modalità di impiego (parole/esecuzione) delle possibilità offerte dalla lingua (langue/competenza) in un determinato periodo storico. status translationis [loc.] → status causae.] → status legales.m.m.m.m. che comporta una distorsione rispetto alla realtà. Lo status contrariarum legum si ha quando. si è soliti individuare quattro possibilità (status legales) concernenti l’interpretazione dei testi stessi: lo status scripti et voluntatits si verifica nel caso in cui le parti non concordino nell’intrepretazione. dal momento che sussiste una incongruenza nel contenuto (→ voluntas) di due o più leggi.] → status legales. status scripti et voluntatits [loc.] → status causae.m.170 Dizionario di retorica status coniecturae [loc. status qualitatis [loc.m. status legales [loc. luogo comune.s.s. come nel caso dell’oratoria.m.p m. Lo status ambiguitatis consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) dello spirito e redazione della legge (→ scriptum) quando il testo risulta ambiguo in seguito a difetti di formulazione linguistica.s. il genere deliberativo. staticamente ripetute.] → status causae.s. www. Lo scarto rispetto alla norma misura l’originalità stilitica di un autore.s. a volte.livroslabcom. così come inteso dal legislatore (→ scriptum).s. → cliché. Lo stereotipo si presenta attraverso espressioni convenzionali. e consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) della formulazione del testo. un oratore. status sillogismi [loc. si ricerca quale applicare. Lo status syllogismi è la ricerca di un ampliamento del significato (→ voluntas) del testo mediante analogia giuridica.s.ubi. ma anche.] È il risultato delle peculiarità espressive che contraddistinguono uno scrittore o.m.pt .] → status legales.m. stile [s. status finitionis [loc. non possono avere luogo senza il ricorso a testi legali e la relativa citazione. congettura.] Semplificazione concettuale stabile.

b) aequabile. ossia forma espressiva tipica (parola. basso. Il concetto dei “livelli di stile” si afferma a partire dalla tradizione retorica romana la quale individua tre categorie generali: a) supra. genus medium.m. subiectio [s. infimo.] Consiste nella risposta aggiunta dall’ortatore alle domande che egli stesso rivolge al pubblico. detto anche infimum (→ infimo). stili del discorso. Vedi anche → umile.] Il più basso dei livelli di → stile.Stefano Arduini & Matteo Damiani 171 stile alto [loc.s. gratia. il cui proposito retorico è quello di insegnare. esuberante.] → ornato soave. ed anche ampolloso. genus humile. → stile. Tale concetto deLivros LabCom . Cicerone sviluppò inoltre una suddivisione degli stili sulla base del fatto che lo scopo/il proposito retorico fosse a) commuovere. costrutto) che ricorre con una certa frequenza in un determinato autore o nell’ambito di una determinata scuola. subaudire [vb. umile [gr.] Stile ellenistico proprio dell’→ asianesimo. → percontatio.] Elemento caratteristico dello stile. mesos]. locuzione. b) piacere. stili del discorso.s. suavitas [s. subintellegere [vb. → humilitas. consiste in una aggiunta. adros].f. genus umile. → genus elocutionis. In seguito è compresa nel significato di stilus anche la variazione dell’elocutio a seconda dei generi. mediocre [gr.m. ischnos]. o un’epoca. c) insegnare. c) infimum. in una integrazione del messaggio ricevuto. Il subaudire deve essere distinto dalla comprensione di ciò che è implicito in un testo.m.f.] Lausberg lo classifica come un sspetto dell’→ enfasi. stile ùmile [loc. stile asiano.s.] Originariamente il termine indica la variazione dell’→ elocutio che caratterizza un autore. discorso. per cui si ha comprensione di ciò che è implicito. un gruppo di autori. stili del discorso. magniloquens [gr. stilus [s. genus medium. ornatus.] Corrispondente al → genus sublime. stile asiàtico [loc. è lo stile letterario proprio alla tragedia e all’epopea. espressa con il → subintelligere. avvicinandosi all’→ ellissi.] Secondo Lausberg è la comprensione che.m.m. composito e ricco di preziosismi nelle sue manifestazioni formali. stilèma [s.

livroslabcom. synathroismus [s. subordinazióne [s. minutio. subnexio [s. sublime [agg.f. sustentatio [s.] → ductus obliquus.] → iperbole.f. synesis [s. / Lo stile letterario che si addice ad argomenti elevati quali la tragedia e l’epopea / Più in generale.] → suspensio.pl.] → subiectio. → correctio.] → prosapodosi.172 Dizionario di retorica ve essere tenuto distinto dalla comprensione di ciò che integrando si aggiunge. suspicio [s. praecedens correctio.] Quando l’oratore chiede scusa (correctio) al pubblico per aver pronunciato parole troppo audaci (superioris rei). superlatio [s.pt .s. espressa dal verbo → subaudire.f. suggestio [s.f.] → congeries. accumulo. praeoccursio.f.] → allusione.] Elemento sintattico che dipende da un altro.] Ciò che è caratteristico dell’→ ornatus che presenta → sublimitas.s.] → subnexio.m. → sublime. → periodo.f. suspensio [s.] Secondo Lausberg è il massimo grado di valore estetico dell’ornatus. subiuntio [s. qualità di quelle creazioni artistiche o di quelle manifestazioni della natura che sono in grado di sollecitare gli animimi elevandoli.f. esso è causa dello straniamento dovuto all’eccellenza dello stile.f. superioris rei correctio [loc. summae dictaminum [loc.f.f.] pausa del discorso.s.ubi.] → ars dictandi.] → anacoluto. syntaxis obliqua [loc.f.f. sublimitas [s. www.f.

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T
tableau [s.m.] Nella ripartizione delle figure di pensiero operata da Fontanier corrisponde alla ‘Messa in scena’. Comprende tutte le specie di descrizione, intesa come raffigurazione viva e animata di avvenimenti, azioni, passioni, fenomeni fisici e morali. taedium [s.m.] tedio, noia, disgusto, fastidio. → fastidium. talènto [s.m.] Forma italiana per → ingenium. tapinòsi [s.f.] Figura retorica che consiste nel riferirsi a cose grandi servendosi di parole umili o triviali. → litote, meiosis. tàttica [s.f.] Corrisponde al piano per raggiungere l’obiettivo prefissato, ed a tutti i relativi mezzi dialettici impiegati. → consilium, ductus. tautologìa [s.f.] Ripetizione del medesimo concetto con parole diverse. Es. Quel medico ha studiato medicina. → diafora. tecnicismo [s.m.] Termine proprio ad un linguaggio settoriale, come quello dell’informatica, della giurisprudenza, della medicina, ecc. / Uso eccessivo di una terminologia tecnica. tèma [s.m.] È La materia che rappresenta il compito assegnato perché venga elaborato. In questo senso la materia, o → argomento, è ciò di cui si parla, ed è correlata al → rema o → commento, ossia ciò che si dice sul tema stesso //. Il termine rimanda alla retorica di Perelman, nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’. In questo contesto A e B, i termini a proposito dei quali si vuole trarre una conclusione, costituiscono un insieme detto tema, mentre i termini C e D, su cui si fonda il ragionamento, rappresentano l’insieme denominato foro. Es.: un grande uomo politico guida lo stato come un timoniere la sua nave. Dove lo schema è il seguente: A (un grande uomo politico) sta a B (lo stato) come C (un timoniere) sta a D (la nave). A e B rappresentano il tema, C e D il foro.
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tenor [s.m.] Il modo in cui si scelglie di produrre il discorso in considerazione del rapporto fra → consilium e → thema, ossia in relazione agli obiettivi prefissati. → ductus, tenore del discorso. tenóre del discórso [loc.s.m.] Le caratteristiche formali e contenutistiche di uno scritto o di un discorso. → ductus. tertium comparationis [loc.s.m.] È la qualità comune alle cose simili. Es. la forza ed il coraggio di un leone e dell’uomo che gli viene paragonato. → simile, dissimile. tèsi [s.f.] L’oggetto astratto che deve essere trattato, ad esempio dal punto di vista giudiziario / In ritmica rappresenta il tempo forte, su cui cade l’accento, opposto al tempo debole, denominato → arsi. → quaestio infinita. tèsto retòrico [loc.s.m.] Il perno attorno a cui ruota un determinato → fatto retorico. Esso è il prodotto linguistico dell’attività comunicativa dell’oratore ed è costituito di → res e → verba. La res è il significato: può essere di natura estensionale (→ res semantico-estensionale), riguardante il → referente, questo è il campo in cui opera la → inventio; o di natura intensionale (→ res semantico-intensionale), macrostrutturale, riguardante cioè principalmente quella parte della → dispositio legata al significato. I verba sono la struttura superficiale del testo: sono legati alla → elocutio ed alla parte formale della → dispositio. Viene chiamato anche → discorso retorico. tetracòlon [s.m.] Il tetracolon consiste di quattro cola paralleli che mostrano i caratteri dell’→ enumerazione. Es.: D’Annunzio, Faville del maglio: Non odo il suo respiro, non il canto del gallo, non il nitrito del poledro, non il fiotto del bimbo. → isocolo, tricolon. thaumasmus [s.m.] Espressione di meraviglia. ticoscopìa [s.f.] Descrizione di cose assenti dalla realtà ma presenti nella fantasia. → ipotiposi, fantasia. tmèsi [s.f.] Divisione di un lessema in due parti, operata tramite altre parole che lo tagliano interponendosi. Es. lat.: septem subiecta trioni ‘posta
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sotto il settentrione’. / La tmesi può essere anche sintattica, con inserimento di un segmento all’interno di un gruppo sintattico. Es.: “Io – disse lui – vi abbandono”. tòpica [s.f.] Nella retorica classica, teoria dei luoghi comuni a cui si può far ricorso per le argomentazioni necessarie alla dimostrazione. → topicale, luogo topico. topicale [agg.] Che riguarda a una certezza condivisa. → topica. tòpico (luògo t.) → luogo topico. tòpos [s.m.] → luogo. topotesìa [s.f.] Descrizione di un posto immaginario. → topografia. totum pro parte [loc.s.m.] → sineddoche. tractatio [s.f.] Sviluppo della materia di un discorso o di un testo, che, nella retorica classica, prevedeva cinque fasi: la inventio, la dispositio, la elocutio, la memoria e la pronuntiatio. tradizióne [s.f.] Dal punto di vista della retorica è l’insieme di tutti i discorsi accumulati e potenzialmente riutilizzabili. La tradizione rappresenta quindi un patrimonio comune, per lo meno di certi strati sociali e in una certa area culturale. → consuetudo, auctoritas, vetustas. traductio [s.f.] Differenza di significato dovuta alla → equivocità. Come figura retorica è una figura dell’uguaglianza moderata, un gioco di parole dovuta alla somiglianza (o identità) dei significanti in assenza di sinonimia. La traductio è un fenomeno dell’→ acutum, equivocità, gioco di parole. traiezióne [s.f.] Termine impiegato non comunemente per indicare sia l’→ iperbato che l’ → iperbole. transgressio [s.f.] → iperbato, transiectio. transiectio [s.f.] → iperbato, transgressio. transitio [s.f.] Ha lo stesso significato di → metabasi, reditus ad rem.
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la dialettica e la retorica.m. transunzióne [s.f.m.I tria loca sono: inizio (caput.f. trivium [s.] Fra le arti liberali di cui. initium). lo svolgimento di una musica o di un discorso) .può essere suddiviso.livroslabcom.] La translatio è il rinvio del processo ad un altro giudice. e si ha quando viene impiegato un elemento di una classe per sostituirne uno di un’altra (ad esempio un infinito con valore nominale che sostituisce un nome: il tuo ridere mi inquieta per la tua risata mi inquieta) → metabole. www.m. → bipartizione.176 Dizionario di retorica translatio [s. che l’imputato richiede mettendo in dubbio la competenza del giudice attuale.m.] Consiste in una metatassi per soppressioneaggiunzione. fine (finis). tria loca [loc.f.] Suddivisione di un insieme in tre parti (→ tria loca): inizio (caput. Lo stesso che → apocope. → quadrivium.] → metafora.m. tetracòlon.pl. una via da percorrere) o nel tempo (ad es.] Isocolo trimembre.] Termine o locuzione utilizzati in senso diverso da quello che sarebbe loro proprio.] Caduta di vocale o di sillaba finale.] → figura per ordinem.m. Le tre parti in cui un insieme lineare – che rappresenti dunque una direzione nello spazio (ad es.] ‘tre luoghi’. initium). il trivium comprendeva quelle concernenti le parole. imum) tricòlon [s. transmutatio [s. Es. metà (medium). troncaménto [s. metà (medium). ossia la grammatica. nel Medioevo. isocolo. → parallelismo.f. fine (finis. trasferiménto di classe [loc. figura per transmutationem.s.pt . L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità). → metafora. traslato [s. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. / Altra termine per → metafora.ubi.s. tripartizióne [s.

m.→ esperienza.] Esplicitazione di un contenuto sottinteso ma già evidente. nell’ambito della dispositio.] Nell’→ ornatus. → dispositio. urbanitas [s.] Il → pubblico che ascolta un discorso. Esso si realizza quando. rappresenta la caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus. Il problema dell’uditorio è legato sia a quello del suo “condizionamento” sia a quello dell”’adattamento del discorso”.s.] → stile umile. → metafora.] Il tropo (o → traslato). consiste nella sostituzione (→ mutatio o immutatio) di espressioni proprie con altre di senso figurato (non-proprio). i principali sono tre: → metonimia.m.m. tropologìa [s.Stefano Arduini & Matteo Damiani 177 tròpo [s.] È affine all’→ ironia.m. unzióne [s. nell’esposizione di un evento. assieme alla → festivitas. usus2 [s.] Nell’oratoria sacra indica la capacità di persuadere al bene.f. come sosteneva Quintiliano. →. Livros LabCom . vengono mescolati il serio ed il faceto. In questo senso il tropo è tradizionalmente inteso come “la trasposizione (il trasferimento) di significato da una a un’altra espressione” (Mortara Garavelli). I tropi concernono la sostituzione di singole parole.f. la scelta su come impiegare concretamente le parti e le figure immagazzinate nella memoria dell’oratore. lapalissiano.m. U uditòrio [s. usus1 [s. ùmile (stile u. truismo [s. umorismo [s.f. Secondo Perelman la conoscenza che l’oratore ha del pubblico è il perrsupposto per la buona riuscita dell’argomentazione.] Rappresenta. → sineddoche.) [loc.m.] Insegnamento e studio dei tropi e delle figure / Insegnamento morale.] L’esperienza del maestro che viene insegnata al proprio discepolo.m.

verbum.ubi.s.m. / Parole singole sono quelle che realizzano i → tropi.f.f.s. contrapponendosi all’uniformità.m. variatio [s. Tutto ciò che va a beneficio delle proprie posizioni.] Parole singole.] È l’affettazione nel parlare.] → variatio. → puritas.] È la proprietà più comune di ciò che è imprevisto la quale. insieme costituiscono il sistema espressivo che si identifica con il → linguaggio figurato. verba coniuncta [loc.pt .s. l’uso. preziosità. genera lo → straniamento.f.] → exornatio.pl. V vanitas [s. verborum exornatio [loc. utile [s.] → neologismo. verba singula [loc.m. che dotate un corpo verbale (significate) e di un contenuto verbale (significato).f. inteso come complesso delle modalità di impiego attuali di una lingua. Come sottolinea Lausberg. / Quando in un testo si torna a considerare un punto già trattato introducendo qualche differenza rispetto alla trattazione precedente.] Quando la dispositio di un discorso. utilitas causae [loc. i quali si hanno in verbis singulis (cioè riguardano le parole prese singolarmente).pl.m. fornisce la norma principale della puritas.] Per ciò che concerne il discorso. → verba singula.f.] L’azione dichiarata utile al bene comune.f.m. www.livroslabcom.] Connessione di parole. / I verba coniuncta rappresentano le → figure retoriche distinte dai → tropi.s. varietà [s. → varietà. → verba coniuncta.] → variatio. il nitor (nitidum genus) esagerato dalla mala affectatio ha come risultato il → preziosismo. varietas [s. verba ficta [loc.s. che pure resta analoga a quella attuale. paradosso.pl. di un’opera o di un’azione viene orientata verso un’utilità di parte.178 Dizionario di retorica usus3 [s.

→ res.m.s. può essere integrato in unità ritmiche più ampie. deve mantenersi all’interno dei limiti del verisimile. ciò che sembra effettivamente accaduto. verbum sordidum [loc.] È l’unità ritmica del → numerus poetico.m. le formulazioni linguistiche sono a disposizione nella → copia verborum.m. peregrinità. costituiscono invece la → copia figurarum. Le “forme artistiche” (Lusberg).] Perelman definisce le verità come sistemi complessi relativi a legami tra fatti. volgare.] → periodo.m.f. copia verborum. ma la vetustas persegue l’intenzione dello straniamento.] Parola oscena.] → vetustas.s.s. verisimile. usate perché ancora conservate oppure perché recuperate conformemente allo stile di un’epoca trascorsa. le parole possono essere considerate sia nella loro individualità (→ verba singula) che nella loro combinazione (→ verba coniuncta). credibilità. Livros LabCom .pl.m. vincta oratio [loc.s.] È l’aspetto significante.m. vetera verba [loc. Secondo Lausberg essa coincide in qualche modo con l’→ auctoritas. Inoltre.] → barbarismo. se vuole raggiungere il proprio scopo. vèrso [s. verbum peregrinum [loc. verità [s. → arcaismo.] Ciò che sembra vero.f. verosìmile [s. ossia le figure retoriche. vetustas [s. → vero.f.m. Se le idee a tra cui può scegliere l’oratore costituiscono la → copia rerum. volgare. Secondo Fontanier anche l’iperbole. la formulazione linguistica delle idee (res). Le verità possono essere proprie sia a teorie scientifiche che a concezioni filosofiche o religiose che trasendono l’esperienza. verisimile [s. verbum obscenum [loc.] → verosimile. come i gruppi di versi e le strofe.s. Solitamente il ricorso alla vetustas è mirato al raggiungimento della → maiestas poetica.Stefano Arduini & Matteo Damiani 179 verbum [s. Il verso è suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi.] Si riferisce ad antiche costruzioni o formule linguistiche.m.] Parola oscena.

Lausberg individua due vizi estremi: un vitium per difetto. Si realizza attraverso il → delectare e il → placere.180 virilis ornatus [loc. e un vitium per eccesso.livroslabcom.] → ornato vigoroso. (mancanza di competenza) e/o dal ‘non volere’ (mancanza di cura e attenzione). virtus [s. che deriva dal ‘non potere’. → consilium.] Comprende le quattro principali qualità o virtù dell’espressione: 1. vitium [s. difetto. puritas 3. virtus dispositionis [loc.s.f. correttezza. Nel discorso dell’oratore la perfezione risiede nel successo della persuasione. chiarezza o perspicuità – perspicuitas. ornatus.f.] → eufonia. latinitas.s. massime della conversazione. mala voluntas. → errore. cioè il forte impegno personale. massime della conversazione. oltre la misura dell’aptum. voluptas [s.] L’obiettivo che si propone l’oratore. 4. “dove l’intenzione artistica non è guidata dal iudicium e si compiace.pl. consiste nell’effetto emozionale (moderato) che l’oratore vuole produrre sull’arbitro della situazione per renderlo favorevole alla parte rappresentata.s.] → fantasia.f.m.m. ticoscopia.] Lausberg definisce la virtus come la perfezione ricercata attraverso l’→ ars ‘arte’. prépon.m. virtutes elocutionis [loc. bona voluntas.) → antonomasia vossianica.pt .] → aptum. appropriatezza o convenienza o congruenza.] Mancanza di → virtus. di superare l’attività della virtus tanto da degenerare in vitium”. visio [s. vossiànica (antonomàsia v.] → lessico. lat. → virtus. gr. 2.f.s.ubi.m. www. → virtutes elocutionis. aptum. Dizionario di retorica virtù della retòrica [loc.f. In assenza di virtus si parla di → vitium.] → virtutes elocutionis. vocabolario [s. voluntas [s.pl. vocalitas [s.f.f.] Sinonimo di → delectatio.

sinzeugma. zèugma [s. Es. XLVI). genus) → genus vulgare. 9)..m. hypozeuxis.] → pronuntiatio. II. ipozeugma.: Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum (Vrigilio. Parlare e lagrimar vedrai insieme (Dante. prozeugma. tanto più il lettore o l’ascoltatore ne noterà lo scarto dall’uso abituale. Livros LabCom . mesozeugma. Inf. Bellum Iugurthinum.] Particolare e più marcata forma di → ellissi in cui un elemento di una frase ne soggioga altri. generando una costruzione a senso che dà luogo ad incongruenze semantiche o sintattiche. Z zèro (grado z. Aen. sillepsi. Pacem an bellum gerens (Sallustio. iperzeugma. 780).) → grado zero. → apozeugma. Maggiori sono le incongruenze.Stefano Arduini & Matteo Damiani 181 vox [s.. vulgare (v. XIII. diazeugma. Ellissi marcata. epizeugma.f.

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infatti una particolare attenzione è dedicata agli sviluppi della retorica contemporanea e alle sue teorie.Il glossario di retorica rappresenta una raccolta di tutto il lessico accumulato nella retorica recepta. L’attenzione per la tradizione retorica non pone però in secondo piano le discussioni moderne e contemporanee. cioè l’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. Si tratta di un repertorio che include duemila anni di storia della disciplina. Stefano Arduini insegna Linguistica Generale all’Università di Urbino (Italia) Matteo Damiani insegna Teoria della Traduzione alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “San Pellegrino” di Rimini (Italia) . Ogni lemma comprende una definizione sintetica ma esaustiva.