THE NAVAL ILLUSTRATION AND THE AMERICAN CIVIL WAR

by Adm. Paolo Bembo

© Società Italiana di Storia Militare

La guerra civile americana nella pittura di marina
di Paolo Bembo

Molto prima che in altri Paesi si cominciasse a parlare di pittura di marina o di illustrazione navale, in Italia sono esistiti pittori che a giusto titolo, possiamo chiamare antesignani del genere. Lo studio di tali pittori e quello che per estensione mi ha portato ad interessarmi di questa estremamente specializzata branca dell’arte, ovunque essa si sia manifestata, sia nel tempo che nei luoghi, mi ha anche condotto ad avvicinarmi a quel gruppo di pittori che a vario titolo hanno voluto celebrare con i pennelli i fatti d’arme sul mare, i mezzi, i personaggi che sull’acqua o in prossimità dell’acqua, si sono battuti in quello che è stato definito il primo conflitto dell’era moderna: mi riferisco alla Guerra di Secessione Americana. Fiumi d’inchiostro sono stati versati a proposito di tale conflitto. Milioni di parole sono state dette per analizzarne gli aspetti meno noti. Non credo però che sino ad ora ci si sia soffermati più che episodicamente ad esaminare i dipinti che da questo conflitto hanno tratto ispirazione e in particolare quelli relativi agli aspetti marittimi della guerra, ed è ciò che intendo fare oggi. Sono certo che i molti appassionati di Storia e di quella che nel mondo anglosassone viene definita come Naval Illustration, potranno trovare interessante seguirmi in questa carrellata che non ambisce per altro ad alcuna completezza di trattazione. La materia, come tutto ciò che attiene alla Guerra di Secessione, è a dir poco vasta. Il mio scopo è semplicemente quello di ripercorrere alcune tappe del conflitto attraverso i dipinti che ne hanno illustrato alcune fasi navali, portando all’attenzione dei lettori le opere ed i loro autori, esaminati nel contesto sociale e culturale dell’epoca. Già nell’immediato dopo guerra, alcuni soldati, interrogati circa i loro ricordi del conflitto, facevano fatica a rammentare con esattezza i fatti e soprattutto le circostanze che avevano condotto a quei fatti. Già ragionando su questo aspetto ci si può rendere conto dell’importanza documentale che avrebbero assunto di lì a poco i dipinti. E ciò a maggior ragione se si considera che rispetto al passato, questo era il primo conflitto così abbondantemente descritto e “ritratto”. Al fronte furono presenti ventotto “artisti speciali”, professionisti che erano pagati per

sfornare tavole almeno ogni due settimane, per i vari giornali che raccontavano la guerra con regolarità – un po’ quello che gli inviati televisivi, avrebbero fatto nel secolo scorso a proposito del conflitto del Vietnam -. A questi si aggiungevano parecchie centinaia di amatori. Indipendentemente dal livello professionale di ciascuno di tali artisti, è per loro tramite che riviste quali New York Illustrated News, Harper’s Weekly, Frank Leslie’s Illustrated Weekly, furono in grado di portare le immagini della Guerra nelle case di milioni di Americani. Oltre alla incredibile quantità di dipinti ad olio o all’acquarello prodotti, che comunque erano destinati ad un circuito limitato, molte delle opere più significative furono trasformate in incisioni sia su lastra di ferro che di legno, in quanto la tecnologia del tempo non era in grado di trasferire diversamente l’immagine sulle pagine dei giornali. E non crediate che in quest’opera apparentemente seriale, si cimentassero solo “artigiani dell’arte”. Spesso ci troviamo di fronte ad astri di prima grandezza: un nome per tutti: Winslow Homer (anche se all’epoca nessuno conosceva ancora il livello del genio del giovane artista). Dai quaderni di schizzi riempiti al fronte discenderanno alcuni suoi memorabili capolavori ad olio. La pittura di marina era in pieno rigoglio durante il XIX secolo e la Guerra di Secessione, nella sua parte navale, offrì spunti in abbondanza agli artisti presenti. Fra questi, ricordiamo che Xanthus Russell Smith prestò servizio a lungo nella Marina dell’Unione e dai suoi schizzi sul “campo” ricavò poi l’ispirazione per quadri importanti realizzati con calma a studio. Anche l’attività delle navi che mantenevano il blocco dei porti e di quelle che tale blocco violavano fu fonte d’ispirazione per vari artisti, mentre altri trassero gli elementi per le loro opere dalle azioni che ebbero luogo sui fiumi e delle quali furono testimoni. La maggior parte degli artisti noti appartennero alla fazione nordista, ma uno, Conrad Wise Chapman, confederato, si può annoverare senz’altro fra i migliori di quelli che ritrassero il conflitto. Come avevamo accennato, alcuni artisti non erano professionisti e fra questi, molti stavano servendo il Paese in armi; la sensazione di testimonianza che deriva dalle loro opere, compensa spesso per le carenze di livello artistico. In alcuni casi furono questi pittori, di cui a volte non c’è più nemmeno la memoria del nome, che di alcuni eventi fornirono l’unico racconto grafico esistente. Inoltre, a distanza di tempo, come confermato dagli stessi partecipanti ai fatti d’arme, la memoria degli eventi tendeva a perdere nitidezza e il quadro, invece, la manteneva immutata e in grado di riproporsi sia per chi vi aveva preso parte che per chi vi si avvicinava, magari per motivi di studio.

Come ebbe a dire Stephen W. Sears, “ There never was a war before of which the varying details, the striking and picturesque scenes, the sieges, charges, and battles by land and sea, and all the innumerable romantic incidents of a great struggle have been presented to the eye of the world by the most skillful and devoted artists… they were part of all, and their faithful fingers, depicting the scene, have made us a part also”.(trad.: Non c’è mai stata prima una guerra della quale siano stati presentati al mondo, da parte dei più capaci e dedicati artisti del tempo, i variegati dettagli, le scene ad alto impatto e quelle pittoresche, gli assedi, le cariche, e le battaglie di terra e di mare, e tutti quegli innumerevoli eventi romantici propri di una grande lotta… essi erano parte del tutto, e le loro dita fedeli, dipingendo la scena, hanno reso anche noi pienamente partecipi.) E questo sintetizza al meglio l’importanza testimoniale di questi dipinti, di cui, pertanto, passo a parlare. Non seguirò un ordine cronologico, quanto piuttosto quello della successione di artisti di varia importanza che a mio giudizio, meglio hanno illustrato il pathos delle azioni navali di fronte alle quali si sono trovati. Si tratta, per forza di cose, di una selezione di immagini che lungi dal dare un quadro completo del conflitto, per il quale si rimanda a studi di altra natura, a cominciare da quelli del compianto prof. Luraghi, suggeriscono le atmosfere in cui i combattenti si trovarono ad essere immersi. Allo stesso tempo, queste immagini ci dicono molto a proposito della qualità dell’informazione storica che può essere fornita anche per mezzo dell’opera d’Arte. Questa selezione, anche per i limiti di spazio concessi ad uno scritto di questo genere, non intende essere esaustiva quanto piuttosto esemplificativa e con questa idea guida ben presente suggerisco, qui di seguito, alcuni dei dipinti che mi sono sembrati particolarmente significativi. Come anticipato, la selezione di dipinti effettuata non può essere completa né artisticamente parlando né dal punto di vista degli aspetti navali della Guerra di Secessione, storicamente importanti, rappresentati. Ritengo, comunque di avere fornito un campione idoneo a testimoniare da un lato il livello raggiunto dalla rappresentazione dei fatti della guerra sul mare durante quel conflitto, rappresentazione sia professionale che dilettantistica, e dall’altro a mostrare il livello di importanza annesso a questo tipo di comunicazione, la cosiddetta Naval Illustration che travalicando il solo fatto artistico, si imponeva per meglio trasmettere dai decisori alla gente comune il senso dello sforzo bellico con particolare riferimento a quello attuato dai marinai.

Il primo che prendo in considerazione ha soprattutto il valore di documento e testimonianza: si tratta dell’attraversamento della diga del fiume Red da parte delle cannoniere dell’ammiraglio Porter, nel maggio del 1864 (fig.1); è opera di James Madison Alden ed è conservato al Museo delle Belle Arti di Boston, Massachusetts.

1 James Madison Alden, Le cannoniere di Potter attraversano la diga del Red

Ancora maggiormente dobbiamo limitarci al semplice valore documentale per questo schizzo realizzato da un soldato sconosciuto che ritrae l’azione che vide protagonisti il Merrimac, il Cumberland, il Congress e il Minnesota, nel 1862, attualmente conservato, anch’esso, presso il Museo di Belle Arti di Boston (fig.2).

2 Anonimo. Azione del Merrimac, Cumberland, Congress e Minnesota, 1862

Un altro schizzo ma con maggiori pretese artistiche, ci presenta invece la costruzione di cannoniere e pontoni per mortai. È opera del 1886 di Theodore R. Davis e costituisce parte della Collezione Century, a New York (fig.3). Walton Taber, lo stesso anno, ci presenta invece quest’opera a penna e pastello raffigurante l’armamento di un pezzo del Kearsarge (fig.4); anch’essa fa parte della Collezione Century.

3 Theodore R. Davis –Costruzione di cannoniere (1886)

4 Walton Taber, armamento di un pezzo del Kearsarge (1886)

Importante la presenza navale che incombe sulla scena in questo acquarello del Principe di Joinville (Conservato dalla fondazione SaintLouis, ad Amboise, in Francia) che nel 1862, ritrae lo sbarco a Fort Monroe dell’esercito del Potomac (fig.5), mentre J.O. Davidson, nel 1886, riesce ancora a raffigurare con buon realismo il passaggio della

flotta dell’Unione al traverso dello scafo in fiamme del Governor Moore (fig.6).Anche questo dipinto fa parte della Collezione Century.

5 Principe di Joinville, sbarco dell’Armata del Potomac a Fort Monroe (1862)

6 J.O. Davidson, La flotta unionista passa al traverso del Governor Moore (1886)

È quindi la volta di un grande interprete della pittura americana dell’800: John Gadsby Chapman, che nel 1864 ci presenta un olio su tavola, attualmente conservato a Richmond, presso il Museo della Confederazione, raffigurante la Baia e la città di Charleston. In primo piano si notano due unità navali (fig.7).

7 John Gadsby Chapman, La Baia e la città di Charleston (1862)

L’immagine successiva è nuovamente un acquarello. L’autore, Earl of Dunmore, ritrae qui il violatore di blocco Nashville e le scorte (fig.8). Il dipinto è conservato al Museo del Marinaio di Newport News, in Virginia.

8 Earl of Dunmore, Il violatore di blocco Nashville e le scorte

Lo stesso soggetto dei violatori di blocco è ripreso da un olio di William Torgerson, nel 1881 (fig.9) che fa mostra di se nel Museo di West Point, nello stato di New York. Sempre sul tema dei violatori di blocco c’è anche il bel dipinto di D. J. Kennedy che ne raffigura uno

spiaggiato (fig.10). È un acquarello conservato alla Biblioteca F.D. Roosevelt, a New York.

9 William Torgerson, I violatori del blocco (1881)

10 D. J. Kennedy. Un violatore di blocco spiaggiato

Nel 1864, D. McFarlane ci regala il ritratto della C.S.S. Nashville che ha appiccato fuoco alla Harvey Birch (fig.11 e 12). Di questo dipinto si riportano due particolari, uno con l’unità confederata e l’altro con la nave in fiamme. È conservato presso il Museo Peabody di Salem, nel Massachusetts.

11 D. McFarlane, la C.S.S. Nashville appicca fuoco alla Harvey Birch (1864)

12 D. McFarlane, la U.S.S. Harvey Birch in preda alle fiamme (1864)

La grande battaglia navale di Memphis, conservata presso la Chicago Historical Society, la abbiamo in un’interpretazione del 1862, vagamente naif, di Alexander Simplot (fig.13).

13 Alexander Simplot, Battaglia navale di Memphis (1862)

Notevole valore storico documentaristico ha invece il dipinto di J. Joffray che rappresenta il passaggio della flotta di Farragut davanti ai forti Jackson e St. Philip, in Louisiana, il 24 aprile del 1862 (fig.14). Anche questo dipinto è conservato dalla Chicago Historical Society.

14 J. Joffray, passaggio di Farragut davanti ai forti Jackson e St. Philip

La Guerra di Secessione ha avuto anche un interprete artistico d’eccezione. Nel 1865, Eduard Manet realizza quest’olio su tela che ritrae l’Alabama e il Kearsarge. Il dipinto (fig.15) è visibile presso il Philadelphia Museum of Art.

15 Eduard Manet, l’Alabama e il Kearsarge (1865)

L’arte e la documentazione tornano a sposarsi con quest’ottimo quadro di Conrad Wise Chapman che rappresenta un modello di sommergibile dell’epoca, definito come Submarine Torpedo Boat (trad.: silurante sottomarina). H.L. Hunley (fig.16). Il soggetto è ripreso a Charleston il 6 dicembre del 1863 e il dipinto è conservato anch’esso al Museo della Confederazione, a Richmond. L’opera successiva che ho scelto rappresenta un’altra impresa della flotta di Farragut: il passaggio davanti ai forti sotto New Orleans, altrimenti definito come la battaglia di New Orleans (fig.17). Conservato nella Historic New Orleans Collection, è opera di Mauritz F.H. Dehaas.

16 Conrad Wise Chapman, Submarine Torpedo Boat H. L. Hunley

17 Mauritz F.H. Dehaas, passaggio di Farragut davanti ai forti sotto New Orleans

Le due immagini che seguono presentano particolari di un dipinto importante di William Heysham Overend che ritrae un momento altrettanto importante della guerra navale di questi anni: La Battaglia della Baia di Mobile, del 5 agosto del 1864 (fig.18 e 19). Dipinta nel 1883, il quadro fu anche intitolato: “Una mattina di agosto con Farragut”. È conservato presso il Wadsworth Atheneum di Hartford.

18 William Heysham Overend, Battaglia della Baia di Mobile, 5 agosto 1864 (1883)

18 William Heysham Overend, Battaglia della Baia di Mobile, 5 agosto 1864 (1883)

Voglio ora presentare due ultimi dipinti; il primo ha un valore che è più documentario che artistico mentre il secondo ha validità in entrambi i settori; si tratta dello scontro navale fra la U.S.S. Richmond e la C.S.S. Tennessee, nella baia di Mobile, nel 1864, conservato al The Mariners Museum di Newport News, in Virginia e dipinto da Robert W. Weir (fig.20); e l’attacco a Fort Fisher, in North Carolina, dipinto nel 1893 da

Xanthus Russell Smith e conservato presso la Pennsylvania Academy of the Fine Arts, a Philadelphia (fig.21).

20 Robert W. Weir, duello fra la U.S.S. Richmond e la C.S.S. Tennessee, nella baia di Mobile, nel 1864

21 Xanthus Russell Smith, Attacco a Fort Fisher, in North Carolina (1893)