PAKISTAN: SALE LA TENSIONE IN BELUCISTAN ROMA, 5-3-2009.

Il Fronte Unito di Liberazione del Balucistan (BLUF) ha lanciato un nuovo ultimatum per John Solecki, il funzionario statunitense dell'UNCHR rapito nel sud del Pakistan lo scorso 2 febbraio. In una lettera fatta pervenire la sera del 1° marzo a un'agenzia di stampa locale, i sequestratori minacciano di uccidere l'ostaggio se entro 4 giorni le autorità pakistane non avranno provveduto alla scarcerazione di 1.109 prigionieri di etnia beluci. I nomi indicati nella missiva appartengono a persone che il BLUF ritiene detenute segretamente, anche se non si è fatta attendere la secca smentita di Islamabad, che ha negato l'esistenza di prigionieri beluci 'scomparsi' nelle proprie carceri. I sequestratori precisano che “alla scadenza dell'ultimatum Solecki sarà ucciso e le istituzioni governative ne saranno responsabili.” Per il rilascio di Solecki si sono mobilitati i maggiori Paesi occidentali e la stessa ONU, per bocca del suo segretario generale Ban Ki-Moon; tuttavia il BLUF ha rifiutato ogni contatto con le Nazioni Unite, mentre Usa e Pakistan hanno ribadito che la liberazione di Solecki non dovrà sottostare ad alcun compromesso. Il Fronte rappresenta un interlocutore sinora sconosciuto: gli stessi leader storici del movimento indipendentista beluci hanno negato fermamente ogni relazione con i responsabili del sequestro. L'incertezza sulla reale identità del gruppo è resa ancor più drammatica dal carattere anomalo della strategia che i rapitori hanno seguito sino qui, rifiutando di trattare con l'UNHRC. Mai inoltre gli indipendentisti beluci avevano condotto azioni contro obiettivi occidentali, il che ha fatto pensare agli analisti che dietro questa vicenda vi sia la mano dei Talebani, intenzionati a gettare discredito sul nazionalismo beluci. Il governo pakistano sembra non nutrire dubbi sulla veridicità di quest'ipotesi, insistendo anche sul fatto che i gruppi insurrezionalisti beluci sono stati inseriti dalle autorità statunitensi nella loro lista di gruppi che sponsorizzano il terrorismo. Solecki era stato rapito il 2 febbraio, quando, poco dopo aver lasciato la sua casa di Quetta, l'auto su cui viaggiava è stata intercettata da alcuni uomini armati che hanno ucciso l'autista Syed Hashim, da 18 anni impiegato all'UNHCR, e preso in ostaggio il funzionario, per poi rivendicare il sequestro sotto il nome di Fronte Unito per la Liberazione del Belucistan. Il primo ultimatum era stato comunicato il 13 febbraio con la diffusione di un video in cui il capo dell'agenzia Onu per i rifugiati nel Belucistan appariva bendato e sotto il tiro di 2 fucili chiedeva di essere liberato, aggiungendo di essere malato. I sequestratori subordinavano il rilascio dell'ostaggio alla liberazione di 6.000 combattenti beluci detenuti nelle carceri pakistane. Dieci giorni più tardi, il 23 febbraio, era circolata la notizia dell'uccisione di Solecki, ma una telefonata di un portavoce del BLUF a un'agenzia di stampa era intervenuta a smentirla dopo poche ore. Il Belucistan è la più estesa fra le quattro province amministrative in cui è diviso il Pakistan e da quasi quarant'anni è teatro di conflitti per le risorse naturali che ospita, nella fattispecie gas e giacimenti minerari. Un altro motivo di controversia è rappresentato dalla presenza in territorio beluci di un importante oleodotto che risale dal porto di Gwadar sull'oceano Indiano. Dal 2004 a oggi centinaia di persone sono morte nelle violenze divampate nel corso della ribellione separatista del Belucistan, ultimo atto di un conflitto destinato a riaffiorare periodicamente. Valeria Meta