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Moti di uido ideale irrotazionale:

metodologie di soluzione
Cesare Corrado
Marzo 2009
In copertina: linee di corrente e campo di velocit per un prolo
NACA0012 risolte con la teoria del potenziale
Indice
Introduzione 1
1 Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi 3
1.1 Le equazioni dei uidi: ipotesi semplicative ed equazioni del
potenziale cinetico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
1.2 La funzione di Corrente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
1.3 Connessione del dominio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
1.4 Condizioni di unicit per il potenziale . . . . . . . . . . . . . . 13
1.5 Condizioni al contorno per la scia . . . . . . . . . . . . . . . . 15
2 I metodi a singolarit virtuali 17
2.1 Il metodo della funzione di Green . . . . . . . . . . . . . . . . 20
2.1.1 Applicazione della formula di Green al problema aero-
dinamico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
3 I metodi a Pannelli 25
3.1 Il metodo di Hess e Smith . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
3.2 Il metodo di Morino nel caso stazionario . . . . . . . . . . . . 30
3.2.1 Alcune osservazioni sulle matrici D e Z . . . . . . . . . 33
4 Altri metodi numerici per laerodinamica 35
4.1 La linea portante-schema di Weissinger . . . . . . . . . . . . . 36
4.2 La supercie portante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
4.2.1 Il Vortex-Lattice Method . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
iii
INDICE
4.2.2 La Piston Theory . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
iv
Introduzione
La risoluzione delle equazioni che regolano il campo di moto di un uido
un problema non risolvibile per via analitica e praticamente impossibile da
risolvere per via numerica a causa dellelevata separazione delle scale spazio-
temporali che regolano il fenomeno; inoltre, per le applicazioni pratiche la
soluzione conterrebbe un maggior numero di informazioni di quelle neces-
sarie. Di qui la necessit di creare modelli semplicati in grado di fornire
unapprossimazione della soluzione sucientemente accurata per i ni prati-
ci e non troppo onerosa dal punto di vista computazionale.
Per quanto concerne le applicazioni aeronautiche, linformazione necessaria
per unanalisi preliminare riguarda la distribuzione del carico aerodinamico
sulle superci bagnate dal uido, carico fornito in gran parte dalla portanza,
essendo le forze resistive inferiori di diversi ordini di grandezza: di qui la
possibilit di assumere modelli a uido ideale. Se il campo di moto del uido
ideale anche di tipo isoentropico ne conseguir che sar anche irrotazionale,
1
permettendo di introdurre una grandezza detta potenziale cinetico che ridur-
r il problema ad unequazione scalare. Unulteriore semplicazione potr
essere ottenuta se si riuscir ad esprimere le grandezze aerodinamiche signi-
cative senza dover ricorrere alla soluzione di tutto il campo di moto, ma
risolvendo un problema sulle sole superci aerodinamiche.
Per la risoluzione numerica esistono vari metodi, tipicamente:
1
In realt per un moto in cui siano presenti onde durto deboli, ovvero onde durto
approssimabili con un raggio di curvatura innito, possibile ancora applicare la teoria
irrotazionale
1
Introduzione
Elementi niti
Volumi niti
Dierenze nite
Elementi di contorno
Nella trattazione seguente verr esposta la sola categoria dei metodi ad
elementi di contorno, poich questi trovano ampio impiego nelle applicazioni
aeronautiche; di questi inoltre verr trattato il solo caso stazionario subson-
ico, in quanto lunico che non richiede una risoluzione nel dominio della
trasformata di Fourier; verr tuttavia introdotto anche un metodo per regi-
mi supersonici, sotto le cui condizioni di applicabilit possibile trovare una
soluzione senza dover ricorrere al dominio delle frequenze.
Queste note sono organizzate nel modo seguente:
Nel primo capitolo vengono fatti alcuni richiami sulla teoria dei uidi,
in particolar modo per quanto riguarda lottenimento dellequazione del
potenziale e le ipotesi di validit;
Nel secondo capitolo vengono introdotti i metodi a singolarit virtuali
e la funzione di Green,in particlare per il caso Aerodinamico;
Nel terzo capitolo vengono illustrati i metodi a pannelli tipicamente pi
utilizzati: il metodo di Hess e Smith ed il metodo di Morino;
Nel quarto capitolo vengono illustrate tecniche di soluzione per proli
di spessore trascurabile: in particolar modo metodi detti a supercie
portante. Viene inoltre illustrato un metodo applicabile al caso su-
personico, sotto lipotesi che la corrente asintotica abbia un numero di
Mach superiore a 2.
2
Capitolo 1
Alcuni richiami sulle equazioni
dei uidi
1.1 Le equazioni dei uidi: ipotesi semplica-
tive ed equazioni del potenziale cinetico
Per descrivere il moto di un uido comprimibile occorre risolvere un sistema
di equazioni algebriche e dierenziali alle derivate parziali che ne traduce
le leggi di conservazione; nel caso pi generale di un uido omogeneo, le
equazioni in gioco tradurranno le seguenti leggi:
Conservazione della massa
Conservazione della quantit di moto
Conservazione dellenergia
Equazione termica di stato (p = p(, T))
Equazione calorica di stato (e = e(, T) )
Relazione costitutiva ( = (p, v))
3
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
Considerando anche lequazione del momento della quantit di moto, si
ottiene che il tensore degli sforzi uidi simmetrico e quindi, nel caso tridi-
mensionale, sar costituito da 6 incognite, legate al campo di moto ed alla
pressione attraverso le relazioni costitutive. Si tratta dunque di risolvere un
sistema complesso nelle incognite p, v, T, , e, in tutte le sue scale spaziali e
temporali.
Per gli scopi aerodinamici, le informazioni fornite dalla risoluzione di un
tale sistema sono sovrabbondanti: allora lecito domandarsi se un modello
semplicato fornisca le informazioni necessarie con un costo computazionale
nettamente inferiore. Si introducono le seguenti ipotesi semplicative:
1. usso inviscido ( = 0)
Il campo di moto descritto dalle equazioni di Eulero:
1

t
+ (v) = 0 (1.1)
v
t
+ (v v) +p = 0 (1.2)
p

= cost (1.3)
avendo indicato con il prodotto tensoriale fra due vettori; lultima
relazione deriva dal fatto che il usso isoentropico (s = cost).
2. Flusso irrotazionale (v = 0)
Il campo di moto descritto dalle equazioni di Eulero semplicate, che
assumono la seguente forma:

t
+ (v) = 0 (1.4)

v
t
+
_
|v|
2
2
_
+p = 0 (1.5)
p

= cost (1.6)
1
Queste vengono scritte in forma conservativa; esplicitando le derivate ed utilizzando
lequazione di continuit possibile trovare anche la forma non conservativa, tuttavia molti
metodi numerici si basano sulla prima
4
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
Occorre ora fornire le condizioni al contorno; considerando un problema
esterno e descrivendo la supercie del corpo immerso nel uido con una
supercie S, la condizione al contorno di non penetrazione si traduce
nella:
v n = 0 su S (1.7)
Ricordando che ogni campo vettoriale irrotazionale in un dominio sem-
plicemente connesso
2
pu essere espresso come il gradiente di una fun-
zione potenziale, la (1.5) pu essere riscritta nella forma:

t
+
|v|
2
2
_
+
1

p = 0 (1.8)
Si consideri ora una curva proveniente dallinnito e terminante in un
punto P del campo di moto e si vada ad integrare la (1.8) lungo tale
cammino, ci porta al teorema di Bernoulli per ussi irrotazionali:
_
P

d
_

t
+
|v|
2
2
_
+
_
P

dp = 0
=

t
+
|v|
2
|v

|
2
2
+
_
P

dp = 0 (1.9)
avendo assunto un usso stazionario a monte. Utilizzando ora le-
quazione dellenergia:
p

=
p

=
p
p

(1.10)
e ricordando la denizione della velocit del suono:
c =
_

(1.11)
2
Si fa osservare che per il problema in questione il dominio non in genere semplice-
mente connesso; come si vedr in seguito, questa ipotesi sar soddisfatta per un corpo
aerodinamico introducendo la scia.
5
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
Si ottiene:
p =

dp =
p

1
d
_
P

dp =
_
P

2
d =
_

1
p

1
_
P

_
p
p

_1


1
=
1

_
p
p

_
1

_
P

dp =
_
_

1
p
1

p
1

_
_
P

p
1

=
p
1

=
_
P

dp =
c
2
c
2

1
da cui:

t
+
|v|
2
2
+
c
2
1
=
|v

|
2
2
+
c
2

1
(1.12)
che rappresenta il teorema di Bernoulli per un usso:
comprimibile
isoentropico
irrotazionale
non stazionario
Considerando il coeciente di pressione :
c
p
=
p p

1
2

|v

|
2
(1.13)
Dalle (1.10), (1.11) e (1.12) si pu scrivere:
p
p

=
c
2

c
2

=
_
p
p

_1

c
2
c
2

_
p
p

=
_
p
p

__
c
2
c
2

6
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi

p
p

_
c
2
c
2

_

1

=
_
c
2
c
2

_ 1
1
(1.14)
_
c
2
c
2

_
= 1
1
c
2

t
+
1
2
(|v|
2
|v

|
2
)
_
(1.15)
Si ottiene:
c
p
=
p
p

1
1
2
M
2

(1.16)
Si perviene cos al problema del potenziale completo, pi conveniente
rispetto al problema di Eulero in quanto si sono ridotte le incognite del
campo di veloict da tre ad una (scalare):

t
+ () = 0 (1.17)
() =

_
c
2
c
2

_ 1
1
(1.18)
_
c
2
c
2

_
= 1
1
c
2

t
+
1
2
(|v|
2
|v

|
2
)
_
(1.19)

n
= 0 su S (1.20)
Osservazione 1 Il modello del potenziale completo non pu essere applica-
to in presenza di onde durto, in quanto il usso che si viene a creare non
pi isoentropico e di conseguenza cade lipotesi di irrotazionalit;
3
tuttavia,
nel caso in cui si abbiano onde durto deboli (e di conseguenza rettilinee) il
modello pu ancora essere applicato, poich il salto entropico da luogo ad un
rotore della velocit praticamente nullo.
3. Approssimazione delle piccole perturbazioni
In questo caso il potenziale costituito dalla sovrapposizione lineare del
3
Come si vede dallequazione di Crocco
7
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
potenziale corrispondente al usso indisturbato e di una perturbazione
(teoria linearizzata):
= V

(x +) (1.21)
Si passa dunque a linearizzare le grandezze in gioco mediante lo svilup-
po:
c = c

+ c p = p

+ p; (1.22)
Per la velocit, poich i termini quadratici sono trascurabili:
v = =
__
1 +

x
_
i +

y
j +

z
k
_
V

(1.23)
v v V
2

_
1 + 2

x
_
(1.24)
Trascurando i termini quadratici, dalla (1.19) si ottiene:
c
2
c
2

c
2

+ 2c

c
c
2

= 1
1
c
2

_
V

t
+
1
2
_
V
2

+ 2V

x
V
2

__
= 1
1
c
2

D
Dt
(1.25)
Per la (1.18), sostituendo e sviluppando in serie di Taylor nellintorno
di c
2

, arrestandosi al primo ordine:

_
c
2

+ 2c

c
c
2

_ 1
1

_
c
2

+ 2c

c
c
2

1
1
c=0
+
1
1
_
c
2

+ 2c

c
c
2

2
1
c=0
2c
c

1 +
2c
c

( 1)
(1.26)

=
1
c
2

D
Dt
(1.27)
8
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
dove:
D
Dt
(1.28)
la derivata materiale (Lagrangiana) del potenziale linearizzata.
Dallequazione di continuit si ottiene la linearizzazione:

t
+
_
(

+ ) V

__
1 +

x
i
_
+

y
j +

z
k
__
= 0


t
+

+v

x
0
(1.29)
Andando a sostituire la (1.27), ricordando la denizione della (1.28) e
dopo alcuni passaggi:
=
1
c
2

D
2

Dt
2
(1.30)
Per ottenere il coeciente di pressione dalla (1.13), per prima cosa si
linearizza la pressione con uno sviluppo di Taylor arrestato al primo
ordine nellintorno di c
2

:
p
p

=
p

+ p
p

=
_
c
2

+ 2c

C
c
2

_

1
1 +
_

1
_
c
2

+ 2c

c
c
2

_ 1
1
2c

c
2

_
c=0
c (1.31)

p
p

=
2c
c

1
=
V

c
2

D
Dt
(1.32)
andando ora a sostituire lespressione appena trovata nella (1.16) si
ottiene:
c
p
=
2
V

D
Dt
(1.33)
9
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
particolare importanza merita il caso stazionario, per cui la (1.30)
diventa:
(1 M
2

x
2
+

2

y
2
+

2

z
2
= 0 (1.34)
dove si vede che per M

< 1 (caso subsonico) lequazione di tipo


ellittico, mentre per M

> 1 lequazione diventa di tipo iperbolico.


Per quanto riguarda le condizioni al contorno, ci si metta in un sistema
di riferimento solidale col corpo aerodinamico, di velocit V
B
nota; si
ottiene:
V
B
n = n (1.35)
Applicando ora la teoria lineare per il potenziale:
n = V

__
1 +

x
_
i +

y
j +

z
k
_
n = V

i n +V


n
=
(V

i + V
B
) n
V

=
V
tot
B
N
V

(1.36)
Avendo indicato con V
tot
B
N
la velocit assoluta della corrente in di-
rezione normale al corpo che, per le ipotesi di piccole perturbazioni, in-
dicher la pendenza locale del corpo aerodinamico rispetto la corrente
assoluta; infatti, osservando la gura 1.1 si vede che si pu scrivere:
tan sin (1.37)
|V
tot
B
| = |V

i + V
B
| V

(1.38)
sin
|V
tot
B
N
|
V

(1.39)
=

n
(1.40)
10
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
Figura 1.1: Velocit ed incidenza
Per la chiusura del problema si imporr inne una condizione al con-
torno di Dirichlet per il potenziale allinnito, data dalla seguente:

= V

= 0 (1.41)
1.2 La funzione di Corrente
Si consideri il caso stazionario ed incomprimibile: lequazione del potenziale
cinetico si riduce alla risoluzione dellequazione di Laplace:

2
= 0 (1.42)
munita delle opportune condizioni al contorno. Sotto queste ipotesi, possi-
bile riformulare il problema di Laplace per una nuova grandezza detta fun-
zione di corrente , che sicamente rappresenta una portata attraverso una
supercie, cos denita nel caso bidimensionale:
(P
2
) = (P
1
) +
_
P
2
P
1
v ndc (1.43)
dove P
1
e P
2
sono due punti che giacciono in una regione connessa del
uido ed l il generico percorso aperto che li unisce. Nel caso di un uido
11
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
incomprimibile, possibile dimostrare attraverso il teorema di Gauss che
il valore di dipende solamente dalla posizione dei punti rispetto cui si
calcola, ma non dal percorso che li unisce. Per quanto riguarda la funzione
di corrente, in maniera duale a quanto detto per il potenziale, si avr che
essa esister solo sotto la condizione di moto incomprimibile
4
e nel caso di
moto irrotazionale soddisfer lequazione di Laplace:

2
= 0 (1.44)
Si pu inoltre dimostrare che la funzione di corrente, il vettore velocit
ed il potenziale sono legati attraverso le seguenti relazioni:

x
= u =

y

y
= v =

x
(1.45)
Se ne deduce che le linee equipotenziali e le linee in cui = cost costitu-
iscono un sistema di curve ortogonali.
1.3 Connessione del dominio
Nella sezione 1.1 si era accennato al fatto che anch il potenziale sia univo-
camente determinato, oltre allipotesi di irrotazionalit, occorre anche ipo-
tizzare che il dominio sia semplicemente connesso. Si introduce allora la
seguente:
Denizione 1 Una regione dello spazio si dice semplicemente connessa (o
connessa con molteplicit uno) quando ogni coppia di cammini che uniscono
due punti del dominio e che rimangono in esso compresi, costituisce una curva
chiusa riducibile
Dalla denizione introdotta ne risulta che, ad esempio nel caso bidimen-
sionale, se la curva in questione racchiude il copro aerodinamico, questa non
4
In realt possibile denirne una modicata che pu essere utilizzata anche nel
caso comprimibile
12
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
riducibile:
5
esiste quindi una regione dello spazio non semplicemente con-
nessa ed in essa il potenziale sar una funzione polidroma (che assume cio
pi di un valore).
Si consideri allora una generica curva chiusa C che racchiuda il copro inmmer-
so nella corrente uida e si calcoli la circolazione di v lungo detto cammino;
ci che si ottiene la seguente:
_
C
v tdc = (1.46)
Questo risultato mostra una prima interessante propriet: per tutti i
cammini chiusi non riducibili e che circondano una volta la lacuna, la circo-
lazione della velocit indipendente dal percorso e pari ad un valore costante
, detta costante ciclica: se infatti il cammino non riducibile si avvolgesse
per n, n Z volte attorno alla lacuna, si avrebbe che:
_
C
v tdc = n (1.47)
Il potenziale allora viene ad essere denito come:
(P) =

(P) + n , n Z (1.48)
avendo indicato con

(P) il valore principale del potenziale. Si ottenuto un


risultato di notevole interesse: essendo interessati al gradiente del potenziale,
la parte relativa alla polidromicit avr derivata nulla, essendo costante.
1.4 Condizioni di unicit per il potenziale
Si visto che anch il sia una funzione monodroma (e quindi determinabile
in maiera univoca) necessario o essere in un dominio semplicemente con-
nesso o avere un valore di circolazione nullo; si visto inoltre che per poter
5
Nel caso tridimensionale, per unala di apertuta nita, il dominio invece semplice-
mente connesso; un dominio tridimensionale non semplicemente connesso ad esempio
un dominio attraversato da una retta, ovvero un dominio in cui i buchi non sono di
dimensione nita.
13
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
determinare il potenziale in maniera univoca nel caso in cui la costante ciclica
non sia nulla occorre conoscere il valore di detta costante.
Si vuole ora applicare il teorema di Gauss nel caso di un dominio non sem-
plicemente connesso e ricavare il potenziale in maniera univoca: il trucco
consiste nel rendere semplicemente connsesso il dominio mediante lintro-
duzione di un talgio, il cui compito quello di non consentire percorsi chiusi
che circondino la lacuna (si veda la gura 1.2). Tuttavia, con questa oper-
azione il potenziale presenter una discontinuit attraverso detta linea: due
punti a cavallo del taglio infatti dal punto di vista topologico stanno agli es-
tremi di una regione semplicemente connessa. Inoltre possibile dimostrare
Figura 1.2: Taglio del dominio
attraverso il teorema di Gauss che il salto del potenziale a cavallo della scia
pari proprio al valore della costante ciclica:

= = (1.49)
In altre parole: la soluzione determinata univocamente quando si conosce
il valore della derivata normale del potenziale sul contorno ed il valore della
costante ciclica.
Nelle applicazioni aerodinamiche relative agli aeromobili si in presenza di
corpi aerodinamici:se langolo con cui la corrente investe il corpo non troppo
14
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
elevato, la scia che si forma dietro di essi caratterizzata da una dimensione
longitudinale prevalente rispetto allo spessore, inoltre si forma a partire da
un bordo di uscita aguzzo (il bordo di uscita del prolo). Per i problemi
di interesse allora i fenomeni legati al rotore della velocit saranno connati
allinterno della scia, che costituir il taglio del dominio precedentemente
introdotto: taglio di cui si conosce il punto di distacco, e che servir quin-
di per descrivere una corrente che contiene anche della vorticit attraverso
lequazione di Laplace.
1.5 Condizioni al contorno per la scia
Perch lequazione di Laplace possa essere risolta occorre fornire anche delle
condizoni al contorno sulla scia, la cui posizione inoltre incognitae deve es-
sere ricavata essa stessa come parte della soluzione. Per risolvere il problema
si ricorre alle leggi di conservazione della massa e della quantit di moto in
forma integrale.
6
Prendendo due punti P
1
e P
2
a cavallo della scia e facendoli tendere a questa,
dallequazione di conservazione della massa si ottiene:

1
=

n

2
(1.50)
ovvero: la derivata del potenziale in direzione ortogonale alla scia deve es-
sere continua; nel caso in cui il usso sia anche stazionario, la discontinuit
costituisce anche una linea di corrente: ne segue allora che

= 0 (1.51)
non potendoci essere usso di massa in direzione ortogonale ad una linea di
corrente.
Dalla continuit della derivata normale del potenziale e dallequazione di
6
Il potenziale attraverso la scia discontinuo e quindi non pu essere utilizzata la forma
dierenziale.
15
1. Alcuni richiami sulle equazioni dei uidi
conservazione della quantit di moto inoltre si ritrova che anche la pressione
deve essere continua a cavallo della scia:
p
1
= p
2
(1.52)
Applicando il teorema di Bernoulli dalla (1.52) possibile ottenere una
condizione al contorno sul potenziale; indicando con =
1

2
il salto di
potenziale a cavallo della scia si ottiene:

t
+ V
s
= 0 (1.53)
dove:
V
s
=

1
+
2
2
detta velocit sulla scia (1.54)
In altre parole, si ha una condizione di trasporto per la discontinuit. Nel
caso particolare di moto stazionario questa condizione mostra che il salto di
potenziale si mantiene costante sulla scia
16
Capitolo 2
I metodi a singolarit virtuali
Sono metodi utilizzati tipicamente per il caso stazionario incomprimibile e
consistono nel rappresentare il corpo tramite una distribuzione di singola-
rit, o una combinazione lineare delle stesse
1
(sorgenti, pozzi dipoli, etc)
di intensit incognita, funzione per delle condizioni al contorno relative
al corpo aerodinamico. Le soluzioni semplici dellequazione di Laplace che
determinano dette singolarit sono tipicamente le seguenti:
La corrente uniforme dove, detta v

la velocit asintotica, si ottiene


(si veda rigura 2.1):
(x, y) = u

x +v

y (2.1)
(x, y) = u

y v

x (2.2)
La sorgente dove, detta q la portata di massa emessa da una sorgente
posta nellorigine degli assi, r la distanza da essa e la relativa posizione
angolare, si ha (si veda gura 2.2):
(r, ) =
q
2
log r (2.3)
(r, ) =
q
2
(2.4)
1
Avendo unequazione alle derivate parziali lineare, si pu applicare il principio di
sovrapposizione degli eetti.
17
2. I metodi a singolarit virtuali
Il vortice che costituisce il campo di moto duale a quello della sorgente;
detta lintensit (circolazione) di un vortice posto nellorigine degli
assi, si ha:
(r, ) =

2
(2.5)
(r, ) =

2
log r (2.6)
La dipolo o dipolo, consistente nella sovrapposizione di una sorgente
e di un pozzo di eguale intensit q, posti ad una distanza d che viene
fatta tendere a zero in modo tale che il prodotto = qd, che costituisce
lintensit della dipolo, si mantenga nito. Si ottiene (si veda gura
2.3):
(r, ) =

2
cos
r
(2.7)
(r, ) =

2
sin
r
(2.8)
Figura 2.1: Potenziale e linee di corrente per la corrente uniforme
Considerando un corpo aerodinamico, per quanto visto nella sezione 1.5,
anch la velocit del dorso e quella del ventre siano eguali al bordo di uscita,
necessario introdurre una vorticit sul prolo, attraverso una singolarit di
tipo vortice: questo far si che il corpo sia di tipo prtante; dovendosi inoltre
conservare la vorticit nel campo di moto e considerando di essere partiti
18
2. I metodi a singolarit virtuali
Figura 2.2: Potenziale e linee di corrente per la sorgente
Figura 2.3: Potenziale e linee di corrente per il dipolo
19
2. I metodi a singolarit virtuali
da uno stato di quiete in cui sicuramente la vorticit nulla, dovr esistere
fra il corpo e linnito a valle dello stesso una vorticit di intensit uguale
e contraria a quella presente sul corpo: questa vorticit costituita dalla
scia. Detta la distribuzione del vettore vorticit e Q il generico punto dove
generata la vorticit, la velocit indotta da tale distribuzione pu essere
calcolata mediante la legge di Biot-Savart:
V (P) =
1
4
_ _ _
V
r
PQ
r
PQ

3
dV (2.9)
che costituisce un integrale di convoluzione. Grazie alla linearit dellop-
eratore di Laplace poi possibile costruire la soluzione desiderata semplice-
mente combinando le soluzioni fondamentali ed imponendo il soddisfacimento
delle condizioni al contorno.
Esempio 1 Si voglia ricavare landamento della corrente attorno ad un prolo alare portante: si dis-
tribuiranno sulla stessa delle sorgenti che forniranno landamento dello spessore e delle dipoli per far si che
il corpo risulti di forma chiusa. Le uniche incognite del problema sono costituite dalle intensit delle sin-
golarit virtuali, incognite che saranno determinate dallimposizione della condizione di non penetrazione
sul contorno del prolo.
2.1 Il metodo della funzione di Green
Si consideri lequazione di Poisson, generalizzazione dellequazione di Laplace:

2
= g(r) (2.10)
Essendo unequazione lineare, sar possibile applicare il principio di sovrap-
posizione degli eetti ed esprimere la soluzione nel generico punto r
0
come
somma di due contributi, uno relativo al termine noto g con condizioni al
contorno omogenee ed uno relativo alle condizioni al contorno con termine
noto nullo:
(r
0
) =
_
V
G(r
0
, r)g(r)dV + (r
0
) |
BC
(2.11)
dove la funzione G, che compare nellintegrale di convoluzione detta
funzione di Green e costituisce la funzione di inuenza che esprime il valore
20
2. I metodi a singolarit virtuali
del potenziale in un punto in funzione della causa che lo ha generato in un
altro punto; tale funzione per ora indeterminata.
Si considerino ora i seguenti problemi:

2
G = (r r
0
) (2.12)

2
= g (2.13)
Si moltiplichi la (2.12) per , e la si sottragga alla (2.13) moltiplicata per
G; integrando:
_
V
_
G(r
0
, r)
2
(r) (r)
2
G(r
0
, r)
_
dV
=
_
V
G(r
0
, r)g(r)dV
_
V
r(r r
0
)dV (2.14)
poich:

2
G = (G) G G
2
= (G) G
utilizzando il teorema della divergenza si ottiene inne:
E(r
0
) =
_
V
G(r
0
, r)g(r)dV +
_
V
_
(r)
G(r
0
, r)
n
G(r
0
, r)
(r)
n
_
dS
(2.15)
Dove il primo termine a secondo membro rappresenta leetto dovuto al
termine g, mentre il secondo termine a secondo membro rappresenta il con-
tributo legato alle condizioni al contorno del problema. Il termine E che
moltiplica il membro di destra tipico dei problemi aerodinamici ed assume
i seguenti valori:
0 allinterno del corpo
1 nella zona in cui presente il uido
1
2
sul contorno del corpo
Osservazione 2 Nel termine di bordo:
_
V
_
(r)
G(r
0
, r)
n
G(r
0
, r)
(r)
n
_
dS (2.16)
21
2. I metodi a singolarit virtuali
si conoscer rispettivamente o il potenziale o la sua derivata dalle condizioni al
contorno: ne segue che uno dei due termini rimane indenito. Se il contorno di
forma semplice e descrivibile analiticamente possibile selezionare una particolare
funzione di Green G che annulli il contributo incognito.
Considerando, per semlicit, il caso r
0
= 0, si ottiene per la funzione di
Green:
G =
ln(r)
2
per il caso 2D (2.17)
G =
1
4r
per il caso 3D (2.18)
2.1.1 Applicazione della formula di Green al problema
aerodinamico
La formula di green appena introdotta vale per un punto r
0
interno al do-
minio di integrazione: sembrerebbe allora impossibiler applicare questa tec-
nica risolutiva al caso aerodinamico, dove il dominio di dimensione inni-
ta e caratterizzato dal campo di moto esterno al prolo aerodinamico con
condizioni al contorno sia sul corpo che allinnito.
Figura 2.4: Dominio di integrazione per la funzione di Green (Da ....)
Si consideri il contorno rappresentato in gura 2.4 e vi si applichi la
formula di Green: si pu osservare che il contorno l viene percorso due volte in
senso opposto, per cui non fornir alcun contributo. Lintegrale sul contorno
22
2. I metodi a singolarit virtuali
S

non nullo, tuttavia pu tendere ad un valore costante. Grazie alla


linearit dellequazione del potenziale, si pu denire una nuova grandezza,
detta potenziale di perturbazione:
(r
0
) = (r
0
) V

r
0
(2.19)
che si annulla allinnito (e quindi non d contributo su S

) e che del tutto


equivalente a calcolare Si pu cos utilizzare la formula di Green, essendosi
ricondotti a soli integrali sul corpo aerodinamico:
(r
0
) =
_
S
1
_

G
n
G

n
_
dS (2.20)

n
= V

n su S
1
(2.21)
Alternativamente, considerando che allinnito leetto del corpo trascur-
abile per cui:
(r
0
) =
_
S

G
n
G

n
_
dS = V

r
0
(2.22)
che rappresenta la soluzione esatta della corrente indisturbata, possibile
esprimere la soluzione sul potenziale come:
(r
0
) =
_
S
1
_

G
n
G

n
_
dS + V

r
0
(2.23)
Si interessati al caso di proli portanti, proli cio che sono in grado di
generare una forza aerodinamica. Per la denizione di corpo aerodinamico,
la scia sar di spessore innitesimo, si staccher dal bordo di uscita ed in
essa sar concentrata tutta la vorticit attraverso la quale il corpo genera
portanza. La regione costituita dalla scia si trova dunque allesterno del
dominio di itegrazione e la formula di Green, valutata lungo il contorno della
scia, dar contributo non nullo; tuttavia, essendo questo contorno percorso
due volte in senso opposto come accadeva prima per il contorno l, ed essendo
il potenziale discontinuo a cavallo, ne seguir che:
(r
0
) =
_
S
1
_

G
n
G

n
_
dS +
_
S
w

G
n
dS (2.24)
23
2. I metodi a singolarit virtuali
Avendo indicato con S
w
il contorno costituito dalla scia. Nel caso 2D
stazionario lespressione del potenziale assume unespressione pi semplice,
essendo costante lungo la linea di corrente costituita dalla scia; intro-
ducendo la funzione, continua lungo la scia:

2
(r
0
) = (r
0
) V

r
0


2
(2.25)
possibile ancora utilizzare la formula di Green estesa al solo contorno
S
1
.
24
Capitolo 3
I metodi a Pannelli
La formula di Green risulta particolarmente utile nelle applicazioni numeriche
quando il contorno del corpo non descrivibile analiticamente, come spesso
accade per i proli aerodinamici: infatti possibile esprimere la soluzione
in funzione di integrali estesi alla sola frontiera del dominio di integrazione.
Sulla funzione di Green si basa una recente categoria di metodi numerici,
detti metodi a pannelli. Si cominci con losservare che la formula di Green
costituisce una generalizzazione dei metodi a singolarit virtuali; consideran-
do infatti un corpo non portante, ad esempio nel caso tridimensionale, e la
funzione di Green denita nella (2.18) per un punto che non appartiene al
contorno del corpo ( E = 1) si ha:
(r
0
) =
1
4
__
V

1
r
n
dS
_
V
1
r

n
dS
_
(3.1)
Il primo termine rappresenta il potenziale generato da una dipolo di inten-
sit , mentre il secondo termine rappresenta il potenziale generato da una
sorgente di intensit

n
. Analizzando la (2.24), si pu notare che nel caso
di un corpo portante presente un termine aggiuntivo costituito da una dis-
tribuzione di dipoli lungo la supercie della scia di intensit pari a ; con
la formula di Green dunque possibile rappresentare anche il campo di moto
attorno ad un corpo portante, a patto di distribuire lungo la scia una dis-
tribuzione di dipoli, equivalente ad uno strato vorticoso: si pu cos riuscire
25
3. I metodi a Pannelli
a costruire una formulazione di potenziale che contempla la presenza di uno
strato vorticoso di spessore innitesimo allinterno del campo di moto.
Osservazione 3 Una rappresentazione alternativa dello strato vorticoso pu es-
sere ottenuta sostituendo la distribuzione di dipoli lungo la scia con una dis-
tribuzione di vortici; questa seconda tecnica sar alla base del metodo di Morino,
che verr introdotto nella sezione 3.2.
Si pu pensare di discretizzare il corpo aerodinamico in N pannelli retti-
linei e porre su questi delle sorgenti, dando localmente una distribuzione nota
(tipicamente costante per il caso subsonico), ma dipendende da un certo nu-
mero di parametri incogniti. Per ottenere un corpo portante, occorrer inne
aggiungere delle incognite ulteriori costituite da dipoli o vortici, sempre di
intensit incognita. Ne segue che gli integrali che compaiono nella (2.24) po-
tranno esere calcolati analiticamente e costituiranno la matrice di un sistema
lineare. Per chiudere il problema occorre determinare il vettore dei termini
noti per le N + 1 equazioni nelle N + 1 incognite:
1
a questo ne si utilizzer-
anno le N equazioni che impongono la condizione di non penetrazione pi la
condizione di regolarit al bordo di uscita (condizione di Kutta); supponendo
che la numerazione dei pannelli sia tale per cui il primo e lultimo pannello
sono quelli del bordo di uscita, il tutto si traduce nelle seguenti condizioni:
V
i
n
i
= 0 i = 1, .., N (3.2)
V
1
t
1
= V
N
t
N
(3.3)
Si introducono adesso i due metodi a pannelli pi utilizzati nel campo
aerodinamico: il metodo di Hess e Smith, che costituisce un metodo inverso,
in quanto risolve un sistema le cui incognite sono le intensit delle singolarit
virtuali sui pannelli; il metodo di Morino che costituisce un metodo diretto,
ovvero un metodo la cui incognita primaria proprio il potenziale.
1
Si sta considerando per semplicit il caso di una distribuzione di potenziale costante
sul pannello; nel caso di una distribuzione, ad esempio, lineare tale per cui le incognite
sono 2 per pannello, si potr imporre ad esempio la continuit del potenziale.
26
3. I metodi a Pannelli
3.1 Il metodo di Hess e Smith
Il metodo di Hess e Smith un metodo del tipo a pannelli basato sullipotesi
di assumere nullo il potenziale relativo ai termini di dipolo e di descrivere
leetto portante attraverso una distribuzione di vortici sul contorno del cor-
po, essendo chiaramente descritto leetto dello spessore mediante termini di
sorgente. Il potenziale in un generico punto del campo di moto potr dunque
essere scomposto in tre contributi:
(r
0
) =

(r
0
) +
s
(r
0
) +
v
(r
0
) (3.4)
relativi rispettivamente alla corrente asintotica, alla distribuzione di sor-
genti ed alla distribuzione di vortici. Detto langolo di incidenza fra la cor-
rente indisturbata ed il prolo e considerando per semplicit il caso bidimen-
sionale, le espressioni per ciascun contributo del potenziale sono le seguenti
(cfr. cap.2):

(r
0
) = V

(x
0
cos +y
0
sin ) (3.5)

s
(r
0
) =
1
2
_
q(s) log |r r
0
|ds (3.6)

v
(r
0
) =
1
2
_
(s)ds (3.7)
dove le distribuzioni di intensit (s) e q(s) sono incognite e dipenderanno
dalle condizioni al contorno. Si consideri ora la suddivisione del prolo in
pannelli rettilinei come gura 3.1; si supponga inoltre per semplicit che su
ogni pannello lintensit q(s) delle sorgenti sia costante e che su tutto il corpo
si abbia unintensit di vortice costante e pari a ; il potenziale nel generico
punto r
0
del campo di moto sar pari a:
(r
0
) = V

(x
0
cos +y
0
sin ) +
1
2
N

j=1
_
pann.
j
(q
j
log |r r
0
| ) ds
(3.8)
Espressione valutabile analiticamente e funzione degli N +1 valori q
j
e .
Per determinare le intensit incognite ci si serve delle condizioni al contorno;
27
3. I metodi a Pannelli
Figura 3.1: Pannellizzazione del prolo
scegliendo come punti di controllo i punti medi di ciascun pannello e detta n
i
la relativa normale, si ottengono le N relazioni : V
i
n
i
= 0; per lincognita
N + 1 si utilizza invece la condizione di Kutta che, nel caso in cui il primo
e lultimo pannello vadano a cadere sul bordo di uscita, porta alla seguente:
V
1
n
1
= V
N
n
N
dove t
i
la tangente alliesimo pannello.
Si scomponga ora la velocit nel punto di controllo del generico pannello i
nelle sue componenti orizzontale e vericale:
u
i
= V

cos +
N

j=1
q
j
u
sij
+
N

j=1
u
vij
(3.9)
v
i
= V

sin +
N

j=1
q
j
v
sij
+
N

j=1
v
vij
(3.10)
dove con le quntit f
gij
rappresentano i coecienti di inuenza, ovvero la
componente di velocit orizzontale\vericale prodotta nel punto di controllo
del pannello i da una distribuzione unitaria di singolarit posta sul pannello
j e dipendono esclusivamente dalla geometria del problema e possono essere
calcolati una volta per tutte. Per quanto riguarda il termine sorgente, si
ottiene per le componenti di velocit in coordinate cartesiane:
u
s
=
1
2
x
x
2
+y
2
(3.11)
v
s
=
1
2
y
x
2
+y
2
(3.12)
Passando, per comodit, ad un sistema di coordinate locali per il pannello
28
3. I metodi a Pannelli
Figura 3.2: Pannello j-esimo visto dal punto di controllo del pannello i-esimo
j esimo:
u
j
= u

j
cos
j
v

j
sin
j
(3.13)
v
j
= u

j
sin
j
+v

j
cos
j
(3.14)
dove per il signicato dei simboli si faccia riferimento alla gura 3.2, ed
indicando nel nuovo sistema di riferimento con (x

, y

) le coordinate del punto


di controllo del pannello iesimo, si ottiene:
u

sij
=
1
2
_
l
j
0
x

t
(x

t)
2
+y

2
dt =
1
2
log
_
(x

t)
2
+y
+
2

t=l
j
t=0
=
1
2
log
r
ij+1
r
ij
(3.15)
v

sij
=
1
2
_
l
j
0
y

(x

t)
2
+y

2
dt =
1
2
arctan
x

t
y

t=l
j
t=0
=

ij
2
(3.16)
In maniera analoga per il vortice:
u

vij
=

ij
2
(3.17)
v

vij
=
1
2
log
r
ij+1
r
ij
(3.18)
29
3. I metodi a Pannelli
Assemblando la matrice dei coecienti ed il termine noto si ottiene inne:
_
A
qq
A
q
A
q
A

__
q

_
=
_
b
q
b

_
(3.19)
Si possono ora determinare le prestazioni del prolo a patto di determinare
prima per ogni pannello la componente tangenziale di velocit:
V
i
t
i
= V

cos(
i
)
+
N

j=1
q
j
2
_
sin(
j

i
)
ij
cos(
i

j
) log
r
ij+1
r
ij
_
+

2
N

j=1
_
sin(
j

i
) log
r
ij+1
r
ij
+ cos(
i

j
)
ij
_
(3.20)
Il coeciente di pressione, valutato sul singolo pannello nel punto di controllo
vale:
c
p
( x
i
, y
i
) = 1
_
V
i
t
i
V

_
2
(3.21)
da cui possibile ricavare la forza aerodinamica, andando ad integrare
lungo il contorno.
Si pu ripetere il calcolo per unincidenza diversa semplicemente ricostruendo
il termine noto, rimanendo invariata la matrice dei coecienti.
3.2 Il metodo di Morino nel caso stazionario
Come il metodo di Hess e Smith anche il metodo di Morino un metodo del
tipo a pannelli in cui per si determina il potenziale sul corpo aerodinamico
risolvendo un sistema di equazioni in cui licognita il potenziale stesso.
Anche il metodo di Morino basato sulla formula di Green e consiste in un
passaggio al limite nel far tendere il generico punto r
0
del campo di moto al
generico punto r
c
del contorno; diversamente dal metodo di Hess e Smith,
questo metodo basato su singolarit del tipo sorgenti e dipoli. Si consideri
la (??) con il termine g = 0 e si scompongano gli integrali in una parte S
w
30
3. I metodi a Pannelli
relativa alla scia ed in una parte S
b
relativa al corpo. Si ricordi inoltre che
la scia costituisce una linea di usso, ovvero: V n|
S
w
= 0

n

S
w
= 0,
avendo allineato la scia con la corrente asintotica V

, parallela allasse x,
per semplicare le espressioni che seguiranno. Per quanto riguarda lintegrale
lungo la scia si ottiene:
_
S
w
_
(r)
G(r
0
, r)
n
G(r
0
, r)
(r)
n
_
dS =
=
_
S
w
(r)
G(r
0
, r)
n
(3.22)
Inoltre la scia non deve produrre portanza, il che si traduce nella seguente
relazione:
c
p
|
S
w
= 0 c
p
= 2

x
2

x

S
w
= 0 |
S
w
= f(y) (3.23)
avendo indicato con y la coordinata in apertura. Come si vede, il salto di
potenziale sulla scia varia solo in apertura, essendo costante nella direzione
della corrente asinotica: ne segue che il salto sar eguale a quello che si ha
sul bordo duscita: |
S
w
=
BU
; inoltre, per la circolazione:
=
_
S

s
ds =
_
d =
BU
(3.24)
Osservazione 4 Nel caso non stazionario il salto di potenziale retto da une-
quazione evolutiva, facendo dipendere cos la soluzione dalla storia passata; in par-
ticolare non varr pi la relazione |
S
w
=
BU
. Tipicamente questo arontato
mediante la trasformata di Fourier per la variabile temporale; questo argomernto
per esula dalle presenti note.
Osservazione 5 Nel caso comprimibile stazionario lequazione per il potenziale
assumerebbe la forma:
(1 M
2

x
2
+

2

y
2
+

2

z
2
= 0 (3.25)
31
3. I metodi a Pannelli
Nel caso subsonico possibile ricondursi nuovamente allequazione di Laplace at-
traverso la trasformazione di Prandtl-Glauert:
X =
x
_
1 M
2

Y = y Z = z (3.26)
ed utilizzare nuovamente la teoria sviluppata nora per il caso incomprimibile,
avendo sempre a che fare con unequazione dierenziale di tipo ellittico.
Si ottiene inne:
1
2
(r
0
) =
_
S
B
_
(r)
G(r
0
, r)
n
G(r
0
, r)
(r)
n
_
dS
+
_
S
w

BU
(r)
G(r
0
, r)
n
dS (3.27)
Applicando ora la stessa pannellizzazione di gura 3.1 la (3.27) diventa:
1
2

i
=
N

k=1
_
S
B
k
_

k
G(r
i
, r)
n
G(r
i
, r)

k
n
_
dS
+
_
S
w
k

BU
k
G(r
i
, r)
n
dS (3.28)
Considerando, per semplicit, il caso in cui il potenziale e la sua derivata
normale siano funzioni costanti su ogni pannello e pari al valore al centro del
pannello stesso, si possono portare fuori dal segno di integrale, ottenendo:
1
2

i
=
N

k=1

k
_
S
B
k
G
n
dS
N

k=1

k
n
_
S
B
k
GdS +
N

k=1

BU
k
_
S
w
k
G
n
dS
(3.29)
che porta al seguente sistema lineare:
1
2
{} = [D] {} + [Z]
_

n
_
(3.30)
Si pu notare, andando a sostituire la funzione di Green, che la matrice
[D] rappresenta dei termini di dipolo, mentre la matrice [Z] rappresenta dei
termini di sorgente. Raccogliendo i termini comuni si ottiene inne:
[Y ] {} = [Z]
_

n
_
(3.31)
32
3. I metodi a Pannelli
dove il termine a secondo membro determinato mediante le condizioni al
contorno sul potenziale relative alla non compenetrazione.
Per calcolare ora le azioni aerodinamiche, noto il potenziale, si intro-
duce una matrice di dierenziazione [d] lungo la direzione x dopodich, dalla
formula per il coeciente di portanza, si ottiene:
{c
p
i
} = [d] [Y ]
1
[Z]
_

n
_
(3.32)
ottenedo direttamente lespressione per i carichi aerodinamici.
3.2.1 Alcune osservazioni sulle matrici D e Z
Si detto che la matrice D rappresenta dei termini di dipolo, parte del corpo
e parte della scia. Si scomponga allora:
[D] = [D
B
] + [D
W
] (3.33)
Per quanto riguarda il termine [D
W
], questo dipender in generale da come
pannellata la scia; poich
BU
varia solo in apertura, si pu pensare di
pannellizare la scia con pannelli molto allungati nella direzione del moto;
inoltre, nella matrice [D] il contributo relativo alla scia si fa sentire solo nei
pannelli corrispondenti al bordo di uscita.
Per quanto riguarda la matrice [Z], andando a sostituire ad esempio la fun-
zione di Green per il caso tridimensionale, possibile notare che facendo
tendere a zero lo spessore lintegrale che contribuisce alla generazione di det-
ti termini tende ad annullarsi, portando ad unequazione (e quindi ad un
sistema) singolare: ne segue che il metodo di Morino pu essere applicato
solo per corpi di spessore nito, mentre nel presenta un comportamento sin-
golare per corpi di spessore nullo come le superci portanti. Si tuttavia
notato che pu comunque essere utilizzato per la simulazione di superci
portanti, a patto di utilizzare uno spessore ttizio abbastanza sottile.
33
Capitolo 4
Altri metodi numerici per
laerodinamica
Per studiare laerodinamica dellala oltre ai metodi appena introdotti ne es-
istono di semplicati, che forniscono solamente la distribuzione della dieren-
za del coeciente di portanza c
p
fra dorso e ventre, ma non la distribuzione
che lo genera. Qualora si consideri lala come una supercie bidimension-
ale si utilizzeranno metodi detti a supercie portante, mentre se questa
schematizzata con una linea, il metodo sar detto a linea portante.
Si consideri una generica alla e si faccia tendere a zero lo spessore: si
ottiene una supercie in cui le condizioni al contorno sopra e sotto detta
supercie dieriranno solo per il segno. inoltre, considerando la formulazio-
ne del problema con la funzione di Green si otterr per il caso stazionario
unequazione integrale della forma:
(x, y) =
_
S
K(x, y, , , M

)c
p
(, )ds (4.1)
dove la funzione K(x, y, , , M

) costituisce il nucleo dellequazione inte-


grale (funzione di inuenza) che lega lincidenza alla distribuzione del carico
aerodinamico. Si osservi che in K compreso anche il contributo dovuto alla
scia.
Per risolvere numericamente il problema possibile utilizzare un metodo
a singolarit virtuali.
35
4. Altri metodi numerici per laerodinamica
4.1 La linea portante-schema di Weissinger
Si discretizzi lala attraverso una distribuzione discreta di vortici a staa
come indicato in gura 4.1
Figura 4.1: Pannellizzazione per la linea portante
I vortici vanno posti al 25% della corda (centro aerodinamico) e si esten-
deranno allinnito. Per ottenere la velocit indotta nel generico punto P
ad opera questi vortici, si utilizza la legge di Biot-Savart, che per un letto
vorticoso di lunghezza l e intensit assume la seguente forma:
v(P) =
_
l
dl r
PO
r
PO

3
(4.2)
r
PO
=

(P O), O l (4.3)
Osservazione 6 Passando alle coordinate polari nella (4.2) si trova lespressione
per la parte di vortice che si estende allinnito.
Per chiudere il problema ci si serve delle condizioni al contorno, scegliendo
come punto di collocazione il punto posto al 75% della corda alare (punto di
incidenza equivalente):
v n = (v + V

) n = 0 (4.4)
Osservazione 7 Nel caso in cui si abbia unala rettangolare si pu utilizzare unu-
nico vortice trovando lo stesso risultato della teoria della linea portante di Prandtl,
mentre nel caso in cui si abbia unala a freccia questa teoria prende il nome di Teo-
ria di Weissinger. In generale, pur avendo unala a pianta rettangolare, possibile
utilizzare pi di un vortice, ottenendo una distribuzione discreta di portanza.
36
4. Altri metodi numerici per laerodinamica
4.2 La supercie portante
Nel seguito verranno analizzati due schemi di supercie portante: il Vortex-
Lattice method, che costituisce unestensione dello schema di Weissinger e la
Piston Theory, che trova applicazione in campo supersonico.
4.2.1 Il Vortex-Lattice Method
Si pu pensare di estendere la teoria della sezione 4.1, considerando lala
cone costituita da pannelli sia in apertura sia in corda, su cui sono collocati
dei vortici a staa, come rappresentato in gura 4.2, solo che questa volta
i vortici ed i punti di controllo saranno rispettivamente al 25% ed al 75%
del pannello stesso. Anche in questo caso il sistema risolvente si ottiene
imponendo v n = 0 negli N punti di collocazione.
Figura 4.2: Pannellizzazione per la supercie portante
Si ottiene il seguente sistema lineare:
1
V

{v
n
} =
1
V

[G

n] {} (4.5)
G

n =
1
4
_
l
dl r
PO
r
PO

3
(4.6)
Ricordando che su ogni pannello la vorticit
i
costante si ottiene il
seguente legame fra la circolazione e la portanza prodotta:
L = V

b =
1
2
V
2

S
i
c
p
(4.7)
=
1
2
V

_
S
i
b
i
_
c
p
(4.8)
37
4. Altri metodi numerici per laerodinamica
dove S
i
la supercie del singolo pannello e b la larghezza del vortice a staa.
Andando a sostituire nella (4.5) si ottiene inne il legame cercato:
{} = [A] {c
p
} (4.9)
[A] =
1
2
[G

n]
__
S
b
_
ii
_
(4.10)
Considerando ora unala a bassa incidenza ed a bassa curvatura di linea
media, la condizione al contorno per il pannello i esimo diventa:
v
i
n
i
= w
i
v
i
tan +V

_

_
z
x
_
lm
i
_
= 0 (4.11)
dove rappresenta langolo di incidenza,
_
z
x
_
lm
i
rappresenta la pendenza
locale della linea media, rappresenta langolo di diedro, v
i
la componente
di velocit in direzione dellapertura e w
i
la velocit in direzione ortogonale
alla supercie. Dividendo la (4.11) per V

si ottiene il termine noto del


sistema:

i
=
v
i
V

tan +
_

_
z
x
_
lm
i
_
= 0 (4.12)
4.2.2 La Piston Theory
La piston Theory un metodo a supercie portante utilizzato per ussi
supersonici quando M

> 2 e consiste nel considerare una perturbazione di


pressione rispetto al valore asintotico del tipo:
p =

v
n
(4.13)
dove c

il valore asintotico della velocit del suono. Questa teoria si


basa sul considerare lala come costituita da una serie di pistoni aancati
posti in direzione normale alla supercie alare che non si inuenzano fra loro;
1
1
Questultima ipotesi giustica la condizione di applicabilit per M

> 2: perch i
pistoncini siano indipendenti si deve avere un cono di Mach di ampiezza nulla e per il
valore suddetto abbastanza stretto da rendere accettabili i risultati su cui si basa questa
teoria.
38
4. Altri metodi numerici per laerodinamica
il coeciente di portanza e lincidenza avrnno la seguente forma:
c
p
=
p
1
2

V
2

=
2
M

v
n
V

(4.14)
=
v
n
V

(4.15)
da cui:
c
p
= 2c
p
=
4
M

(4.16)
39