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Corso ISTF 01 Introduzione al cristianesimo 2012 - Appunti lezione 4

INTRODUZIONE AL CRISTIANESIMO Sezione seconda del CCC – La professione della fede cristiana Prima parte – Il simbolo: Io credo in Dio Padre

1. Credo in Dio La professione di fede mette subito in luce l’oggetto cui si rivolge. Credo in Dio. L’uomo trova la sua stabilità (cf. Is 7,9) nell’atto del credere, nell’affidarsi ad altro da sé. Solo così sta in piedi in tutta la sua consistenza antropologica. Ma proprio perché l’uomo scopre in sé misure infinite, l’altro cui si appoggia non può che essere “infinito” e, dunque, Dio. L’uomo sta in piedi se crede in Dio. La professione di fede afferma anzitutto questa verità che prima di salvaguardare uno spazio per Dio nel mondo e nell’uomo, salva l’uomo stesso dal suo appiattimento e gli rivela le sue proporzioni più vere. L’accoglienza di tale possibilità, che l’uomo cioè creda in Dio, ne apre una seconda: che Dio stesso liberamente riveli se stesso, il suo mistero. Se credo in Dio, necessariamente devo lasciargli la possibilità di manifestarsi. Il Simbolo introduce immediatamente la conoscenza di fede che riguarda il Dio rivelato. È il Padre. E mentre introduce tale affermazione, evoca tutta la rivelazione che quel Padre fa di se stesso mediante il Figlio e il dono dello Spirito. L’esperienza del credere non basta che riconosca l’esistenza di Dio. Essa interpella anche la “credibilità” di quello stesso Dio, nel senso della sua affidabilità, della serietà con cui accompagna la storia degli uomini. I cristiani trovano affidabile il Dio di Gesù Cristo che il Simbolo proclama. E mentre ne accostano la conoscenza iniziando dal Padre perché è il Principio e la Fine di tutto (CCC 198), sanno che nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare (Mt 11,27). Un’affermazione che ha per lo meno due grandi conseguenze: pur accostando singolarmente le tre Persone della Trinità, la loro comprensione è sempre trinitaria. Ciascuna delle tre Persone rivela se stessa in relazione alle altre (CCC 253-260); quello che di Dio possiamo affermare lo diciamo perché Gesù ce l’ha rivelato e l’ha reso accessibile. Nel Battesimo siamo stati immersi nel mistero della Trinità della quale possiamo parlare per l’esperienza che sostiene la conoscenza, senza dimenticare che la conoscenza illumina l’esperienza (CCC 232-237).

Il CCC delinea in maniera organica la presentazione della Trinità ricordando le tappe storiche della formulazione del dogma e i suoi aspetti interpretativi (CCC 249-260). Poi recupera il dato biblico e la comprensione di fede che riguarda ciascuna delle tre Persone. In questi appunti segnaliamo i dati fondamentali che possano accompagnare un percorso introduttivo al cristianesimo come chiavi di lettura che necessitano dell’ampliamento del Catechismo.

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il giudice. Chi conosce il Padre è Gesù e tale conoscenza avviene nello Spirito. Si pensi ad esempio all’invocazione litanica dell’Islam riservata ai 99 nomi di Allah.Corso ISTF 01 Introduzione al cristianesimo 2012 . I discepoli osservavano quei movimenti e intuivano che si stava realizzando qualcosa di particolarmente intenso dal punto di vista relazionale. È il referente di quel regno che Gesù è venuto a inaugurare. insegnaci a pregare». si ritirò in un luogo deserto e là pregava (Mc 1. specie nei momenti in cui egli si ritirava in solitudine. Non era una preghiera qualsiasi. il potente. Quando diciamo Credo in Dio Padre parliamo di quel Padre che Gesù ci ha fatto e ci fa conoscere mediante lo Spirito.1 Gesù attribuisce al termine una nuova forza (CCC 240) che appartiene innanzitutto alla conoscenza che egli ha del Padre suo.15). Chi è dunque quel Padre nel quale crediamo? Ne accostiamo alcune prospettive. perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno» (Lc 12. Padre!» (Rom 8. in una simile circostanza.35). piccolo gregge. la relazione d’amore tra Padre e Figlio! Ma se quello Spirito ci appartiene. Nella preghiera del Padre nostro. mostraci il Padre! La proclamazione della paternità di Dio non è estranea ad altre religioni e neppure alla fede di Israele (CCC 238).Appunti lezione 4 2. C’era un’intimità inedita che essi non percepivano nella tradizione di fede ebraica. E lo Spirito ci fa conoscere il Padre facendoci abitare la stessa relazione filiale (quella che vive Gesù) e illuminando quella stessa relazione nelle modalità con cui Gesù l’ha vissuta. Inizia così il percorso di scoperta del Padre da parte dei discepoli. quella che costituisce l’oggetto della nostra fede. anche noi possiamo conoscere il Padre. Nomi bellissimi: il compassionevole. Gv 17. regno attuato e promesso in chi si fida e si affida a lui. riconoscendo in esse tutto lo spessore della rivelazione AT e nello stesso tempo l’inedito dischiuso da Gesù. Credo in Dio Padre onnipotente. il santo. secondo misure che non appartengono a grandezze e criteri umani. Voi avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà.1. La missione di Gesù è del resto proprio quella di far conoscere il suo nome agli uomini perché al Padre possano rendere gloria (cf.2). Gesù consegna tutta la densità di quell’invocazione iniziale.22).32). I vangeli ci presentano la sorpresa dei discepoli di fronte al modo con cui il loro Maestro viveva la relazione con Dio. uscito di casa. (Lc 11.4-6) e cioè confessare questo suo nome. «Non temere. il giusto. pur appartenendo Gesù a quello stesso popolo e frequentando il tempio di Gerusalemme. Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore. tanto che. A quel punto ecco la grande rivelazione. 1 2 . il fedele. chiedono di partecipare dell’evento. Es 4. In modo particolare ciò emergeva nella preghiera di Gesù.1). dite: Padre» (Lc 11. Ecco spiegata la straordinaria intensità della preghiera di Gesù: è intimità con il Padre in quell’amore che li unisce l’uno all’altro che altri non è che lo Spirito! Siamo ricondotti alla fede trinitaria. quella che costituisce l’oggetto della nostra fede: «Quando pregate. Credo e Padre nostro devono rimanere uniti. Dio è padre da cui proviene l’opera creazionale e lo è per il rapporto singolare che stabilisce con il popolo dell’alleanza che è per Dio come figlio primogenito (cf. la pace. L’uso del termine tuttavia è molto prudente. Al mattino si alzò quando ancora era buio e. creatore del cielo e della terra 2. Signore. il dolcissimo… Nomi che soggiacciono a quello di “padre” che un musulmano però non oserà mai attribuire a Dio.

È essenzialmente una potenza d’amore (CCC 268). mostraci il Padre e ci basta». Dio è amore (1Gv 4. Gesù risponde a Filippo: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto.42). Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Lc 12.9-10).46).Appunti lezione 4 - È l’Abba provvidente che dà il pane quotidiano e sa ciò di cui i suoi figli hanno bisogno (cf. alla preghiera nell’orto (cf. Il Padre onnipotente È un aggettivo altisonante quello che viene attribuito a al Padre. L’onnipotenza è l’amore che genera il Figlio. Lc 22. quanto l’aggettivo incute un certo timore. 30). generando il Figlio nello Spirito perché la sua identità possa corrispondere in pienezza all’Amore che non può sussistere al di fuori di una relazione. come ben comprende Paolo: Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio. La paternità di Dio però non annulla la sua grandezza. dalla preghiera all’approssimarsi dell’ora (cf. 3 . Possiamo giungere alla conoscenza del Padre entrando nel rapporto d’amore che li lega l’Uno all’Altro: lo Spirito (CCC 243-248). La stessa verità sarà confessata nel Credo Nicenocostantinopolitano in relazione al Figlio “generato dal Padre prima di tutti i secoli”. Senza tale conoscenza Dio rimane lontano e il suo volto è coperto da immagini più o meno verisimili che rischiano di essere il risultato delle nostre proiezioni.8). quando la relazione tra Padre e Figlio si fa densissima. Gesù risponde: non credi che io sono nel Padre? Ciò che ci conduce alla scoperta del Padre è dunque credere nel rapporto filiale che Gesù ha con lui e la Rivelazione che ne deriva.Corso ISTF 01 Introduzione al cristianesimo 2012 . Conosciuto il Padre come lo conosce Gesù. Per questo. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura.14-15). Tanto sentiamo familiare il nome. Ciò avviene mediante il suo Spirito. Di che onnipotenza si tratta? È quella che appare nelle sue opere. Di fronte alla bellezza di questi orizzonti che appartengono alla vita e alla predicazione di Gesù. sia nella prova suprema. costoro sono figli di Dio. è comprensibile l’attesa e la domanda dei discepoli: Gli disse Filippo: «Signore.1132) È un Padre presente nel momento della prova e della tentazione come lo è stato per Gesù sia nell’esperienza delle tentazioni. Che Padre è Dio? Onnipotente e creatore. 2. 8). Gv 17. che fa quel che vuole in termini arbitrari. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?» (Gv 14. L’onnipotenza di Dio è l’intervento mediante il quale Dio stabilisce il suo mistero in termini trinitari. alla preghiera sulla croce (cf. È il Padre misericordioso che accoglie facendo festa il ritorno del figlio peccatore (cf. È un Padre che consegna il proprio Figlio per riabbracciare tutti come figli. si possono comprendere i due aspetti che declinano la sua paternità. L’onnipotenza di Dio non è quella di un super uomo. Lc 15.2. Lc 23. Padre!» (Rom 8. Il discepolo percepisce che nell’incontro con quel Dio dal volto di Padre nulla più gli verrebbe a mancare. Solo Gesù introduce alla conoscenza del Padre. ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà.1). anche se essa andrà delineata sempre alla luce della rivelazione. (Gv 14. E quell’amore è così puro e perfetto che in esso ciascuna delle tre Persone può ritrovare in pienezza se stessa.

“Io sono l’Alfa e l’Omega. DS 71. perché sembra contraddire se stessa. ma perché la sua bontà possa essere manifestata attraverso il dono che egli fa di sé.7-8). E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza.8)». Ef 1. apparendo come debolezza.19). È quello che canta la Vergine nel Magnificat: Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente (Lc 1. CEI. senza perdere la sua onnipotenza. 2. Es 13. la sapienza che viene dalla croce. È lo stesso scandalo. Qui l’onnipotenza si fa quasi scandalosa. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini. lo riempie di condizioni di possibilità. Quella stessa potenza che vediamo all’opera nei miracoli e nelle guarigioni. l’Onnipotente” (Ap 1. noi predichiamo Cristo crocifisso. stoltezza per i pagani.16). Catechismo degli adulti “La verità vi farà liberi”. In Gesù agisce il Padre. sia Giudei che Greci. davanti a Dio e a tutto il popolo (Lc 24. Colui che è.siete infatti il più piccolo di tutti i popoli -. Nell’amore onnipotente. ma perché il Signore vi ama (Dt 7. verso il quale tutto deve ritornare nella gratitudine.2 Dio «è amore e comunicazione infinita. Israele. scandalo per i Giudei.1. le creature vennero alla luce» .3 E quell’onnipotenza giunge non semplicemente a generare. egli da sempre comunica tutta la propria perfezione al Figlio eterno e allo Spirito Santo. Approfondiremo tale aspetto accostando il Dio creatore. e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini . Perché questo diventi lode e gloria della sua grazia (cf. nella forza dell’amore.22-25). (1Cor 1. che Paolo segnala. 49). Dio può essere Dio anche nell’esperienza della debolezza. proveniente da Giudei e Greci.Corso ISTF 01 Introduzione al cristianesimo 2012 . dice il Signore Dio. il principio senza principio delle altre persone divine e poi di tutta la realtà creata. L’onnipotenza è la presenza e la forza con cui Dio accompagna il suo popolo . ma per coloro che sono chiamati. Ma perché Dio crea? Dice San Tommaso: «Aperta la mano dalla chiave dell’amore. Dal nulla (CCC 295298) perché l’amore “annulla il nulla”. Ma intanto è già utile comprendere come la creazione è espressione dell’onnipotenza divina che dal nulla fa essere tutte le cose.2. nulla gli è impossibile e dispone a piacimento delle sue creature: è il Signore dell’universo. che era e che viene. In libros sent. CCC 254. ma anche a comprendere la possibilità che in Colui che Dio ha generato (il Figlio). L’onnipotenza è l’autorità racchiusa nella persona di Gesù che fu profeta potente in opere e in parole. non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli . nella lode e nell’obbedienza. Prima ancora di creare le creature e di partecipare ad esse un limitato riflesso della sua vita. sia aperto a un’ospitalità più grande che raggiunga l’uomo. contrapponendo alla loro presunta sapienza. predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. L’onnipotenza di Dio interviene storicamente nella vicenda di un popolo. per raggiungere attraverso tale modalità chi non ha più le forze per risollevarsi. il mistero dell’Amore.6). ma che si manifesta soprattutto nel mistero della croce. 333.Appunti lezione 4 Dio è «uno ma non solitario». - - 2 3 4 4 . per raggiungere l’uomo peccatore e aprirgli un varco nella sua debolezza mortale (CCC 272).2. Fides Damasi.3). Chi è Israele? È ben poca cosa rispetto ad altri popoli: Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti. E l’onnipotenza interviene in difesa e custodia di quel popolo con il suo “braccio potente” (cf. Anzi proprio l’onnipotenza gli consente di assumere anche la debolezza umana. Dio opera tutto ciò che vuole (Sal 115.4 Di nuovo l’onnipotenza dell’amore! Dio non crea per aumentare la sua beatitudine o acquisire maggior perfezione. Il Padre è dunque la pura gioia del donare senza riserve.1. L’onnipotenza è l’amore che crea l’uomo ed ogni cosa. riconoscimento cioè del suo modo di essere Dio. TOMMASO D’AQUINO.

ma dell’intervento divino. 29 giugno 2001. La pagina della Genesi. di uccelli.6 Ma nel modo con cui ha deciso di essere Dio – nell’onnipotenza dell’amore – ha compreso la possibilità di far posto all’uomo. ogni cosa diventa riverbero della bontà che crea. come Paolo scrive ai Romani.6). ci parlano tutte le creature. All’autore sacro non interessa dirci com’è andata. La pagina della Genesi vuole dirci proprio questo: non è una trattazione sulle modalità dell’origine. ma chi ne è l’Artefice e il senso del suo intervento. ma per avere qualcuno in cui riporre i suoi benefici» . per renderlo partecipe della stessa comunione d’amore.Appunti lezione 4 2. manifestazione del suo amore onnipotente. che del Creatore custodiscono un riflesso.1). Come avviene tale manifestazione dell’amore di Dio. (cf.14. arricchendo la pagina della Genesi con quello che la rivelazione ha annunciato in Cristo Gesù. da vuoti ragionamenti che dalle creature non riescono risalire al creatore. dopo aver ampliato il suo mistero nella comunione trinitaria. La Bibbia sintetizza tale consapevolezza accompagnando l’evento creatore con una sorta di ritornello: Ed era cosa buona. n. Il Creatore del cielo e della terra Connesso all’idea dell’onnipotente paternità di Dio vi è anche il suo intervento creatore. quella stessa facoltà è stat a oscurata dal peccato degli uomini. pensa all’uomo. 2.23). La conoscenza piena però è possibile unicamente in quel Figlio che di lui ci ha parlato. Dalle creature si apre dunque una strada per giungere al Creatore. (CCC 282-289). ma Dio. a ben udire. Il credo ci offre tali “fili invisibili” ritrovando all’origine della nostra storia. Quel Padre è il creatore del cielo e della terra. di quadrupedi e di rettili. IRENEO DI LIONE. scambiando la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile. per manifestare il suo amore: Dio vuol essere Dio dilatando lo spazio del suo infinito donarsi e per questo. Perché Dio crea? Abbiamo detto. Il principio è lui. Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il primo decennio del 2000.5 Non il caso. L’uomo non nasce per caso e neppure per sua iniziativa. Nell’economia della creazione. Controre eresie. Dio non soffre di solitudine. è pienamente se stesso nella comunione trinitaria dell’amore: nulla può accrescere la sua perfezione e beatitudine. Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia . 4. ritrovando «i fili invisibili della vita.1.Corso ISTF 01 Introduzione al cristianesimo 2012 . Accostando questa verità noi ci sintonizziamo con le grandi domande dell’uomo: qual è il senso della storia? Da dove veniamo? Verso dove andiamo? Che cosa possiamo sperare? Siamo invitati a lanciare una sfida al secolarismo che qualche volta ci imprigiona. benché le perfezioni di Dio possano essere contemplate con l’intelletto. L’uomo non è frutto del caso. Un progetto attuato. «Dio non creò Adamo. ben sintetizzato nel primo versetto della bibbia: In principio Dio creò il cielo e la terra (Gen 1. della storia dell’umanità e del mondo l’intervento creazionale di Dio. Vi è un creatore ed è quel Padre di cui Gesù ci ha parlato e di cui.3. per cui nulla si perde nella storia e ogni cosa può essere riscattata e acquisire un senso». come avviene la creazione? È importante entrare nel disegno teologico che la sostiene. Vi è una presenza da ricercare perché tutto è stato creato a lode dello splendore della sua grazia (Ef 1. infatti. 6 5 . invoca un compimento e una chiave di comprensione che già l’AT annunciava quando descrive l’opera creazionale di Dio: 5 CEI. Rm 1. ricca di significati allusivi (come Dio che parla al plurale!). perché aveva bisogno dell’uomo.

Egli era.Appunti lezione 4 22 23 Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività.Corso ISTF 01 Introduzione al cristianesimo 2012 . dagli inizi della terra. 4. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità. Adversus haereses. quelle visibili e quelle invisibili: Troni. E vuol dire che proprio quella relazione (l’Amore) tra il Padre (l’Amante) e il Figlio (l’Amato) rende possibile e comprensibile la creazione. 30io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante. il Padre ha aperto spazi nuovi e inauditi d’amore nel quale gli uomini e il mondo vi trovano posto. La relazione d’amore che intercorre nella creazione imprime. Non esiste un modo diverso per essere uomini se non guardando al Figlio: lui custodisce il senso e le misure della nostra umanità e si fa uomo per mostrarcene e recuperare il disegno compiuto. quello di essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità (Ef 1. presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.27).secondo il disegno d'amore della sua volontà. La categoria dell’“immagine” è il modo con cui AT e NT esprimono . 20. che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.30-31) In tale “sapienza” la fede cristiana ha riconosciuto l’azione del Verbo che interviene con il Padre nella creazione del mondo. inoltre. […] Quando disponeva le fondamenta della terra. tale convinzione. Nel NT comprendiamo che tale “immagine” appartiene innanzitutto al Figlio immagine del Dio invisibile e primogenito di ogni creatura (Col 1. alle creature una sorta di “marchio originario” che ne dichiara la provenienza. li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo. Principati e Potenze. Benedetto Dio. ma alle conseguenze del dono d’amore che già appartiene alla generazione eterna del Figlio da parte del Padre. 16perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra. 17Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono. 3-6) 7 IRENEO DI LIONE. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Che significa che in Cristo sono state create tutte le cose? Vuol dire che generando il Figlio amato. 31giocavo sul globo terrestre. (Prov 8. 1. Dominazioni. L’autore del Libro della Genesi dichiara infatti che Dio creò l’uomo a sua immagine.15) e che tale immagine Dio la imprime nel volto di ogni uomo: Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto. per rendere possibile e portare a compimento il progetto creazionale che il Padre tiene in serbo fin dall’origine della creazione.2-3).di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. 6 . descrive l’azione del Verbo e dello Spirito nella creazione come quella delle “mani di Dio” al lavoro. (Gv 1.7 San Paolo dirà: 15 Egli [Cristo] è immagine del Dio invisibile. (Col 1. come lo è il Figlio.29). L’espressione “in Cristo furono create tutte le cose” non allude a un’attività creazionale diversa o successiva a quella del Padre da parte di Cristo. prima di ogni sua opera. 15-17). (Ef 1. a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò (Gn 1. in principio. primogenito di tutta la creazione. predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo.22-23. Anzitutto sull’uomo. Padre del Signore nostro Gesù Cristo. E Ireneo di Lione nel II sec. a lode dello splendore della sua grazia. ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo. con consapevolezza sempre più approfondita. fin dal principio. la natura e il destino. Dall'eternità sono stata formata. all'origine. perché egli sia il primogenito tra molti fratelli (Rm 8.4).

riconoscendo un ordine e un disegno da interpretare.11) e che nella fraternità ci insegna a vivere. quelle visibili e quelle invisibili (Col 1. dal disordine informe e tumultuoso all’ordine. quello del Padre per il quale non siamo più stranieri né ospiti. Prima parte . dal quale tutto proviene e noi siamo per lui. Le cose create sono dunque a servizio dell’uomo. dimorando nell’Amore. Tutta la Trinità è coinvolta nella creazione e se essa è affidata all’uomo è perché l’uomo ne riveli il senso pieno. L’uomo è custode delle cose create. bensì per essere restituite anch’esse a quel progetto complessivo che Dio ha in mente. e un solo Signore Gesù Cristo.continua 7 . in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui (1Cor 8. ma non per essere manipolate arbitrariamente. ma per affermare il progetto globale. 37).Appunti lezione 4 Questo significa essere “a immagine”. il quale fa leggere nelle cose visibili il messaggio del Dio invisibile che le ha create» (GIOVANNI PAOLO II. partecipando all’opera creazionale di Dio. secondo l’azione dello Spirito del Signore (2Cor 3. Egli più che padrone è il custode delle cose create: deve renderle al loro senso. Comprendiamo in questo senso la prospettiva cristiana dell’ecologia e perché la chiesa in tempi recenti abbia insistito nella “salvaguardia del creato”: non semplicemente per un motiv o funzionale o estetico. di gloria in gloria.5-6).15-16). che comprende che ogni uomo.Corso ISTF 01 Introduzione al cristianesimo 2012 . Dio ha create anch’esse come parte di quel progetto che trova il suo riferimento in Cristo. e privo di quell’atteggiamento disinteressato. animato dal desiderio di possedere le cose anziché di riferirle alla verità. anche delle generazioni future possa attraverso il creato vivere la pienezza della sua umanità. a viso scoperto. Centesimus annus. E lo Spirito di Gesù ci trasforma e rende possibile tale configurazione: E noi tutti. È interessante come la tradizione di fede abbia visto la creazione del mondo e delle cose come un impegno nel quale Dio coinvolge tutto se stesso. Per noi c’è un solo Dio. quelle nei cieli e quelle sulla terra. estetico che nasce dallo stupore per l’essere e per la bellezza. ma suoi familiari (cf Ef 2. La manomissione arbitraria è indice di «una povertà o meschinità dello sguardo dell’uomo. riconoscendo e mantenendo l’ordine nel quale sono state pensate: la creazione è a gloria e lode di Dio: è dunque ordinata a lui. un linguaggio da ascoltare e capire.18). ad essere cioè ordinate a Dio. Quale? Quella che conduce dal caos al cosmo.1) e quello del Figlio che non si vergogna di chiamarci fratelli (Eb 2. riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore. Un progetto che riguarda anche le cose. veniamo trasformati in quella medesima immagine. gratuito. il Padre. Vuol dire che l’uomo trova il suo senso nella relazione con Dio. una verità e bellezza da contemplare. Dice il Concilio: Dobbiamo accogliere tutte le creature «come se al presente uscissero dalle mani di Dio» (GS 37). Ireneo di Lione dice che il Verbo e lo Spirito Santo sono come le mani del Padre (CCC 292). poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose.