LA PIETRA FILOSOFALE

di Tommaso Iorco
(autore tutelato SIAE)

Le antiche pratiche di mutazione alchemica erano incentrate sulla possibilità di dare vita in noi stessi a un’opera di autentica trasformazione.

che nei testi rigvedici è il simbolo della divina coscienza-di-Verità. nell’alchimia cinese allo sbocciare del Fiore d’oro e all’uscita dell’embrione dalla cima della testa (similmente all’apertura superiore dell’atanor. e . ma una operazione che parte dall’interiorità dell’uomo per riflettersi infine anche all’esterno. vedico gna) è dato dal ricettacolo in cui ha luogo la trasmutazione. l’interna (nei-tan) e l’esterna (wai-tan). Mentre la fusione degli ingredienti in questo crogiolo rappresenta. Cina. Una delle pratiche più perseguite dagli alchimisti dell’Europa medioevale era chiamata Arte Regia. vedico nr) e dello zolfo (simbolo del principio femminile. il Rg-Veda. condensate nella celebre formula solve et coagula. amrta — o meglio. inoltre. Solo dopo questa nascita si può iniziare la Grande Opera. un elemento importante nel processo di fissazione del mercurio (simbolo del principio maschile. Medioriente. distinsero due alchimie. Tale ricettacolo (detto anche forno) deve essere accuratamente preparato: innanzitutto occorre intraprendere un lavoro di purificazione (ripulire questo spazio da elementi estranei che ostacolerebbero la combustione).L’alchimia non è una sorta di chimica rudimentale (sebbene la chimica abbia preso le prime mosse proprio da essa). Nel più antico testo indoeuropeo. sono utilissime per comprendere la reale natura del processo alchemico. è il colore del sole. tardivamente. uomini che hanno frainteso il suo messaggio in senso essoterico. soprattutto in epoche posteriori. peraltro. l’uovo orfico dell’alchimia europea — oppure ancora all’emergere dell’energia Kundali nel brahma-randhra delle pratiche del tantra indiano). che occorre accendere in se stessi e mantenere sempre attivo. sopra-umana e divina. si dice esplicitamente che il saggio taoista Liun-Hsiang fallì nell’impresa di ottenere l’oro per mancanza di preparazione spirituale. Mentre Li Shao-Chiun affermava che una tale operazione è possibile solo per intervento della Grazia. tale operazione è possibile — per usare le parole dell’indiano Nagarjuna — per via spirituale. e definisce quest’ultimo con l’espressione alchemica Zolfo Rosso. Secondo la terminologia alchemica. In Cina. la trasmutazione del piombo in oro è un potente simbolo per rappresentare la mutazione del metallo vile che noi esseri umani siamo nel puro oro di un coscienza priva di morte. in Oriente come in Occidente. la coscienza divina celata nella materia. Nell’ermetismo occidentale corrispondono agli arcani minori e maggiori. il ritono alla matrice e insieme la nuova nascita. L’oro. all’accesso alla condizione di “vero uomo” ( chen-jen) e di “uomo trascendente” (shen-jen). L’esoterismo islamico parla di “uomo primordiale” e di “uomo universale”. considerata l’uovo filosofico o “embrione d’oro”. lo stato senza morte. Il fuoco è Agni. La pratica dell’alchimia permette di rendersi ricettacoli e di scoprire in se stessi la cosiddetta ‘caverna del cuore’. quindi occorre accendere un fuoco che fonda i due metalli per dare vita a un nuovo principio coscienziale. Europa). I riferimenti alle pratiche rigvediche. Da un punto di vista esoterico. Le tappe essenziali della Suprema Grande Opera (detta anche Opera mistica e Opera della Fenice) sono due: l’Opera al Bianco (albedo) e l’Opera al Rosso (rubedo). l’oro rappresenta l’immortalità. Ci sono certamente stati. Praticata fin dall’antichità in varie parti del mondo (India. ed è per questo che i cinesi.

‘inferno’) consiste nel prendere coscienza dello stato asservito dell’individuo. attorniata da strumenti alchemici (alambicchi. Questa fase è sotto il segno di Saturno. della compagnia maschile o femminile. vera e propria rinascita nella coscienza divina. Un autore seicentesco parla di “lutto” che bisogna celebrare per attingere successivamente alle gioie dell’alchimia. l’Opera al Bianco (albedo). immagine di morte.consisteva nella reintegrazione dell’uomo nella sua compiutezza originaria. il Primo Ministro o un miliardario. dell’Oro della coscienza divina unita al rosso della coscienza materiale. ‘melanosi’. o al sessantesimo piano di un grattacielo. il crogiolo. ha inizio la trasformazione. appunto) seduta. […] È nella natura della mente umana di separare e di vedere tramite queste divisioni. «quando l’intelletto si accorge di non avere mezzi a propria disposizione per trasformare se stesso. scompaiono. possedere la perfetta gnosi che rende possibile la trasformazione della materia. il fuoco. l’Opera al Giallo (citrinitas) e l’Opera al Rosso (rubedo) con il finale ottenimento della pietra filosofale. Potete essere il Presidente. Quando vi siete lasciati alle spalle tutto ciò che avete osservato non c’è più evasione o fuga possibile. il piacere dell’automobile. siete il calore. è l’inizio del vedere.P. le operazioni necessarie alle trasmutazioni che presiedono al lavoro del cosiddetto “artefice” (ovvero l’alchimista all’opera) sono quattro — in senso progressivo. Tutto ha inizio da una presa di coscienza dei propri limiti. Come disse l’indiano R. secondo il principio del coincidentia oppositorum. Vedere l’impossibilità della trasformazione. nella strada o al volante di una Rolls-Royce. […] È il fuoco che trasformerà l’osservatore. mantice. Se vedete che voi siete tutto e ogni cosa. . Ma. ma anche in questo caso la qualità della vostra vita è scadente. è l’aver visto che nell’intera sua vita non c’è nulla di degno e meritevole. […] Chi è la persona idonea per entrare in questo crogiolo o ricettacolo di trasformazione? Quali requisiti deve possedere? La sola qualifica che una mente deve possedere perché si operi una trasformazione. è vuota. banale e insignificante. Se pensate che nella vostra vita ci sia ancora qualcosa di meritevole o di valido. in posizione malinconica. con il capo reclinato sostenuto dalla mano. quale gradito messaggio per l’artefice!». E infatti Filalete così commenta questa prima fase: «O triste spettacolo. non ci sono più parole». sono infranti. annullando così lo iato fra materia e spirito. facendo un passo indietro e creando ancora per un momento separazioni e divisioni che possano servire all’intelletto che adora classificare e distinguere ogni cosa sotto il sole. il piacere del conseguimento. Richiede molto coraggio e energia vedere la propria stupidità senza esserne sgomentati o angustiati. siete il guru e il discepolo. non iniziate questo viaggio avventuroso e rischioso. L’Opera al Nero (in alcuni testi detta anche ‘calcinazione’. siete maschio e femmina. […] Quando cominciate a osservare. […] Voi stessi siete il mercurio e lo zolfo. Kaushik nei primi anni Settanta in una serie di conversazioni intitolate Alchimia Organica. e alcune antiche illustrazioni la rappresentano ritraendo una donna etiope (nera. […] Sarete pronti per l’alchimia organica solo quando avrete visto che la vita che conducete dal mattino alla sera. esse sono: l’Opera al Nero (nigredo). ‘putrefactio’. e tuttavia. Trovare la pietra filosofale significava scoprire l’Assoluto.

il “Sole Nero” — il principio illuminativo che dimora nell’oscurità e che attende di essere svelato dai rishi. otto o nove) pioli. corpo). L’Opera al Bianco (o ‘volatilizzazione’) consiste nella purificazione del soggetto. L’Opera al Rosso (o ‘distillazione’) si attua mediante la ritrovata coesistenza dei contrarî. Anche il “quadrato magico” (o “quadrato di Giove”) ben rappresenta questa fase: sommando i numeri in ogni direzione (orizzontale. allusivo alla viriditas. e vari strumenti di triturazione della materia prima (la macina. Altri simboli pittorici ricorrenti: un putto e un cane (simboli di Mercurio che trasforma se stesso da alato a terrestre e viceversa).crogiuolo). la clessidra. la sfera (talvolta l’uovo) viene usata sia per rappresentare il punto originario di partenza. qui in basso. L’Opera al Giallo consiste nell’ottenere la consapevolezza della coscienza pura al di là della formula spazio-temporale. talvolta la donna viene raffigurata con le ali. l’universalizzazione dell’essere e l’accentramento intorno alla pura psyché di tutti gli elementi che compongono l’essere strumentale (mente. . le chiavi (quattro. Il simbolo più ricorrente è quello del cerchio. al posto della testa. nell’ultima fase. oltre alla distruzione degli opposti (acqua e fuoco) e delle differenze (maschile e femminile). come amplificazione del cerchio. vengono integrati nel rebis. Così come nelle raffigurazioni alchemiche possono trovarsi il poliedro. diagonale) si ottiene sempre il 34. una borsa vuota. l’androgino) o da altre coppie di opposti. verticale. chiuse dietro la schiena. la scala a (sette. la bilancia. vita. e della loro conseguente unione. È sotto il segno di Giove. la sega…). l’armonia conclusiva fra gli apparenti opposti. simboli della presenza di molti colori. a significare come in realtà l’arduo e complesso opus sia “un gioco da bambini” per chi possiede la chiave della Conoscenza (a un alchimista dichiarato come Albrecht Dürer è attribuito il dipinto del cosiddetto Paedogeron. del 1582]. simbolo di triturazione della materia. come porte. cifra magica della compresenza (vedi i nostri appunti di numerologia). a rappresentare le quattro fasi che. la coniunctio (o copula) dei contrarî. mediante la dissoluzione del principio egoico e la conseguente estinzione dei desiderî. che testimonia il passaggio dalla forma quadrata o separata e angolare. il sole e la luna). il forno magico (l’athanor). il caos. ma anche il martello. simboleggiati dal maschile e dal femminile (che. E. elevando la propria coscienza fino all’origine. in genere. la ruota di macina. che a opera conclusa si riempirà del simbolico oro. come abbiamo visto. sia il culmine finale. la riproduzione della miniatura tratta dallo “Splendor Solis” di Trismosin. che le permetteranno infine di volare. con la concezione rgvedica di Màrtanda. il fanciullo-vecchio). rispettivamente. la pialla. alla circolarità unitaria — la “quadratura del cerchio”. vale a dire svaporando nella trascendenza. mentre nel simbolismo degli artisti alchimisti è talvolta rappresentato mediante la cauda pavonis (‘coda di pavone’) o l’arcobaleno. il compasso. come la notte e il giorno (spesso antropomorfizzati in un uomo e una donna con. un serto vegetale sul capo. bisogna penetrare per accedere alla conoscenza). che coronerà il processo. Interessante infine confrontare l’espressione sol niger (‘sole negro’) [vedi. Sovente vengono rappresentati alcuni bambini che giocano con un cerchio — metafora alchemica del ludus puerorum.

la Natura Naturans e la Natura Naturata. come un poeta-alchimista del XVII secolo (sotto lo pseudonimo di Francesco Maria Santinelli) ci descrive in un bel sonetto: In ogni cosa il ciel sempre esistente.A conclusione di tutto ciò. Solo nel periodo del tardo medioevo in Europa. L’alchimia offre così una risposta pratica ai tre quesiti del celebre frammento di Teodoto (trasmessoci da Clemente) che. ma questo comporterebbe innanzi tutto la creazione di un corpo trasformato. si chiedeva da dove viene. Ruggero Bacone (1214-1294). Nel mineral sostanza luminosa. gli studi alchemici furono approfonditi da personaggi potenti sia tra la nobiltà che nella sfera ecclesiastica. chiamato Oro o Dio. Umido radical che i misti aviva. Cecco d’Ascoli. Nel vegetal virtù vegetativa. l’Essere e il Divenire. Pieno è di sua virtù l’esser vivente Vive dell’Esser suo quanto è prodotto. All’epoca (siamo al principio del medioevo). concepivano una purificazione tesa a coinvolgere l’intera realtà materiale del mondo e degli esseri umani. Gli alchimisti mistici. Pietra filosofal ne i corpi ascosa. la religione imperante in Europa — il cristianesimo — tendeva a cercare di salvare l’anima. lo Spirito e la Materia. Alcuni alchimisti sostenevano inoltre che l’opera doveva in ultimo risolversi con la conquista di uno stato fisico senza morte. il mondo soggettivo con quello oggettivo. Il culmine di questa ultima fase si attua — come si diceva — per Grazia divina. ed anima nel Frutto. nasce una nuova combinazione spirito-natura sotto il dominio dell’essere vero. autore del libro . È questa la “pietra filosofale” tanto cercata dall’alchimista — e infine ritrovata nel proprio corpo e insieme nel corpo della terra. e concilia il mondo interiore con quello esteriore. oltre alla salvezza dell’anima. È sommo ed imo universal aggente. entro d’ogn’Ente. in alcuni casi rimasti famosi. un corpo di luce. invece. Tommaso D’Aquino (1226-1274). Fuori d’ogni composto. Per questa loro importazione tendente a correlare l’alchimia di origine orientale (e quindi ‘pagana’ secondo la concezione dell’epoca) agli insegnamenti del cristianesimo. Spirto nel seme. gli alchimisti medioevali furono perseguitati dalla Chiesa di Roma. ma non la natura a cui l’uomo appartiene. un “corpo di gloria” finora soltanto immaginato o visto in visione sottile. Visibil produttor non maj distrutto. E nel centro alla terra in ogni cosa. che cos’è. Giunta dal lontano Oriente (grazie agli arabi). dove è diretto. rivolgendosi all’uomo. Nell’animal è vita sensitiva. l’alchimia giunse in Occidente e produsse una sorta di rivoluzione. come Alberto Magno (1193-1280). Nel basso mondo e tenitor del tutto.

ricordiamo Fulcanelli (pseudonimo di un personaggio vissuto nel XX secolo. ci si concentrò sempre più sulle scoperte chimiche e sempre meno su quelle mistiche cui l’alchimia tendeva. Cosimo dei Medici volle così importare a Firenze una nuova cultura in modo da rendere libera la Toscana dalle influenze del potere temporale dei Papi e. e all’emergere di un nuovo essere. Firenze fu uno dei centri di sviluppo dell’alchimia rinascimentale. fu uno tra i più famosi alchimisti europei.alchemico L’Acerba. Le opere di Fulcanelli furono considerate straordinarie perché: «quale alchimista operativo nel senso più antico del termine ricostruiva. nel corso dei secoli. i punti principali della Grande Opera illustrandone i principi teorici e la prassi sperimentale con un dettaglio e una precisione mai visti prima» (Paolo Lucarelli). fu invece messo al rogo a Firenze il 17 Luglio del 1327. E tuttavia. in tal senso la riscoperta della alchimia ermetica fu considerata a Firenze una utile componente di un processo di rinnovamento culturale capace di superare il medioevo. con una finalità non limitata alla salvezza dell’anima. emerse in Europa la figura di qualche ricercatore desideroso di recuperare l’essenza originaria dell’alchimia. così da farla accettare nell’ambito della teologia della chiesa cristiana. quindi. ivi compresa quella umana. di tanto in tanto. si deformò. Ancora una volta il Lavoro di Mère e Sri Aurobindo ci contagia e ci seduce (vedi TRASFORMAZIONE). nella realtà materiale. Fra i più vicini a noi nel tempo. non essendo un potente. nella preparazione e la fissazione dei coloranti per le stoffe e gli arazzi e nella preparazione dei medicamenti in farmacia da parte della potente corporazione fiorentina degli ‘speziali’. L’alchimia fu vista dal casato dei Medici come una cultura globale e quindi più adatta a salvare il mondo perfezionandone la sua natura. Raimondo Lullo (1232-1315) discendente di un antico casato aristocratico e pertanto vicino alle leve del potere. Con l’alchimia ci troviamo insomma di fronte al grande sogno della trasformazione della Terra a immagine dei Cieli. tentò una difesa dell'alchimia in relazione al concetto del libero arbitrio dell’uomo. Ma fu con il Rinascimento che l’alchimia si diffuse e. proprio in quanto Cosimo I° dei Medici (1517-1574) fece tradurre e diffuse prima in latino e poi in volgare il Corpus Alchemico di Ermete Trimegisto. partendo dal simbolismo ermetico. Ma. con il passare del tempo. più evoluto dell’uomo e finalmente compiuto e divino. fu mecenate del rifiorire di una nuova cultura rinascimentale che ebbe origine da un processo di integrazione della antichissima cultura alchemica con la emergente capacità produttiva artigianale fiorentina nella fusione dei metalli. al tempo stesso. SOL NIGER: il “Sole Nero” (il rigvedico màrtanda): . la cui vera identità è sempre stata mantenuta segreta).

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