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Darwinismo e laicità

Argomento: Religione e spiritualità, Scienza

Durante le Vacances de l'Esprit su "Darwin e l'evoluzione della cultura", il prof. Luzzatto ha introdotto un tema molto interessante: si può essere laici senza essere contro la religione o contro coloro che intendono la crazione del mondo guidata da una forza che non sia giustificabile secondo le scienze naturali? Per fare questo, facciamo un salto nel passato per vedere dove nasce la teoria darwiniana della selezione naturale. A questo proposito occorre ricordare che il concetto di evoluzione non nasce con Darwin, ma era già presente nella cultura del tempo. Darwin, da naturalista molto accorto, dagli anni '40 dell'800 raccolse indizi per una teoria generale sull'evoluzione, che si incentrava sul ruolo delle mutazioni all'interno degli individui di una specie nell'evoluzione. Nel 1858, finalmente, si convinse a rendere nota la sua teoria in quanto un altro ricercatore, Alfred Russel Wallace, giunse a conclusioni simili a quelle che Darwin andava rimuginando da 20 anni e gli inviò il suo articolo con la richiesta di cercare un editore disposto a pubblicarlo. Darwin, sconvolto dalle intuizioni di Wallace, decise di pubblicare la sua teoria assieme all'articolo di Wallace e ad una lettera contenente l'idea della selezione naturale, che inviò l'anno prima ad un altro collega. Questo per mostrare che era giunto a conclusioni simili a quelle di Wallace in modo indipendente. Ma in cosa consiste la teoria? Le specie viventi sono molto variabili. All'interno di una specie ci sono variazioni tra individuo e individuo, anche se possiamo dire di poter pensare il tipico individuo di quella specie come un esemplare che contenga la media di tutte le caratteristiche dei singoli individui. Possiamo chiamare questo esemplare ideale un archetipo della specie, e ci viene subito in mente un parallelismo con le idee platoniche. Platone direbbe che l'uomo è una corruzione mondana della forma perfetta di uomo. Per Darwin, invece, proprio la variabilità è un elemento fondamentale della selezione naturale, in quanto può spiegare l'adattamento all'ambiente. Egli comprese che queste caratteristiche sono trasmissibili da padri a figli. Gli allevatori sanno bene che, se si accoppiano individui con caratteristiche simili, si otterranno individui che hanno quella caratteristica e, soprattutto, che la trasmettono alla generazione successiva. Nel caso di animali che vivono nel loro ambiente, il ruolo selettivo lo fa la natura attraverso la competizione; e questa selezione è contingente alle caratteristiche ambientali nelle quali la popolazone vive. Dopo una generazione si saranno riprodotti quegli individui che meglio si adattano con quel territorio. Questo ragionamento molto semplice si scontra con il pensiero religioso cristiano, sia protestante che cattolico. Se non c'è una direzionalità ben precisa, significa che siamo venuti fuori da un percorso casuale che non ha nulla a che fare con il volere di un essere superiore. Eppure, occorre

Ma subito dopo la sua fama iniziale. Al progettista dell'uomo Paley dà il nome "Dio". Essa era molto in voga grazie ad un libro. ll'inizio del '900 furono osservati piccoli animali che subivano mutazioni repentine in alcuni individui della specie. ma anche se Dio non ci fosse io mi comporterei allo stesso modo. Forse Dio vorrebbe da me che mi comportassi così. per usare una metafora.ammettere che nonostante dal 1859 siano state fatte molte scoperte. Haldane. che è infinitamente più complesso. sosteneva. la teoria darwiniana iniziò a declinare. Attraverso l'uso di aggiustamenti teorici. Se questo vale per un orologio. E' fatto di ingranaggi. si andò costituendo questa nuova corrente di pensiero scientifico che sopravvive fino ad oggi. conosciamo la paleontologia. inciampa in questo strano oggetto. Ma cosa c'entra tutto ciò con l'atteggiamento religioso? A questo punto. Per capire di cosa si tratta. Il darwinismo non nega l'esistenza di Dio. Alla fine degli anni '30 uno scienziato russo emigrato negli Stati Uniti. è sempre stato un fiero sostenitore delle mutazioni lente e dell'evoluzione delle specie attraverso un numero molto grande di generazioni. è quella dell'evoluzione naturale darwiniana. data la scarsissima probabilità che un oggetto simile si sia costituito da solo. Per lungo tempo ci sono stati fieri antagonisti al Darwinismo. piccoli cambiamenti sono più efficaci di grandi cambiamenti. Tutte le certezze su cui si erano poggiati per 50 anni i darwinisti iniziarono a vacillare. di William Paley. la più convincente. . esse portano tutte in direzione di quello che Darwin aveva predetto. ponendo le basi del cosiddetto il neodarwinismo. Oggi conosciamo il DNA. A quei tempi regnava l'idea di teologia naturale. i fossili assumevano il ruolo di libro della storia dell'evoluzione e le estinzioni di specie prendevano posto nella teoria come segni del mancato adattamento all'ambiente. è interessante sollevare un importante fraintendimento quando si parla di darwinismo o. che ci spiega tutti i dati empirici che abbiamo. immaginiamo qualcuno che non ha mai visto un orologio e che. perché addirittura il mondo naturale dimostrava l'esistenza di Dio. Fisher. più in generale. Attraverso questa teoria tutte le osservazioni sembravano tornare al loro posto. ma alla fine non c'è stato verso. Questo significa che a quel tempo non si avevano tutti gli strumenti e tutte le conoscenze che oggi ci fanno sembrare la teoria darwiniana così intuitiva. la geologia. figuriamoci per un essere vivente. ha una complessità molto elevata eccetera eccetera. Eppure c'era una pianta che cambiava radicalmente forma a seconda da dove venisse piantata. passeggiando. ha lo scopo di misurare il tempo. Teologia naturale appunto. ma spiega la natura come se Dio non ci fosse. a cui particeparono altri importanti nomi come Morgan. in quanto penso che sia giusto. allora. L'ingresso di Darwin nella storia scardina questo ragionamento. Ai naturalisti del tempo questa teoria permetteva di stare nel sentiero della fede. Theodore Dobzhansky. di scienza. nuove scoperte nella biologia. Questi fatti crearono molti dubbi sulla teoria darwiniana. invece. L'unica spiegazione. Questa è anche una corrente religiosa molto attuale. Wright e altri. basta pensare che in quegli anni le grandi teorie classiche come la gravità di Newton e il modello classico del mondo sub-nucleare caddero in crisi. Per capirne le ragioni. Ricordiamoci che appena dopo la pubblicazione dell'origine delle specie è stato scoperto il primo reperto fossile di uomo di Neanderthal. che tende a vivere la propria fede "stando sulle proprie gambe". A questo punto è naturale per costui inferire. d'altronde. perché vennero fuori studi che mostravano il cambiamento repentino nell'aspetto di individui di alcune specie viventi. che esiste un creatore dell'orologio. Lo prende tra le mani e inizia ad analizzarlo. Darwin. pubblicò uno studio importante a favore del darwinismo. Di generazione in generazione. nuovi elementi come la selezione mendeliana.

Il Talmud è scritto in forma di dibattito e nelle discussioni raramente si giunge ad una conclusione. Luzzatto ci offre un esempio di confronto tra l'uomo e Dio preso dal Talmud. Non eri tu che ci hai detto nella bibbia che dovevamo decidere a maggioranza? E' quello che stiamo facendo". quando un rabbino chiese ad Elia cosa aveva pensato Dio di quella critica rivoltagli da un rabbino. La storia finisce molte generazioni dopo. ma non tutto. Allora disse: "se ho ragione. afferma Luzzatto. perché sta solo dicendo che il mondo funziona come se Dio non ci fosse. La scienza è una specie di cerchio racchiuso in un cerchio più grande che è la teologia. "esiste qualcuno che può attingere forza da qualcosa che viene dall'altra parte. Gli uomini sono così maturi che possono giustificare la propria esistenza senza dover postulare una direzionalità delle leggi di natura. che quel carrubo si alzi e cammini". ma l'importante è mostrare i punti del dibattito tenuti fermi da varie scuole di pensiero che si contrappongono. Per concludere. La situazione italiana è fortemente impregnata da un pensiero influenzato dalle alte gerarchie vaticane. e commentati nei secoli successivi. sostenendo un mondo etico come se Dio non ci fosse (1).A cavallo del XIX secolo. Ma ciò non vuol dire che Dio non c'è.C. sono arrivati da un altro lato alla stessa conclusione. non occorre dover dedurre l'inesistenza di Dio per lavorare in modo scientifico. che racchiude una grande lezione di laicità. Molti teologi. In sontanza. un insieme di scritti daccolti dal II al IV secodo d. Quella non è da considerare una frase atea. Ancora.e chiese: "perché gli siete tutti contro se ha ragione?" E uno dei rabbini protestò contro Dio stesso dicendo: "ma tu cosa c'entri? Stiamo discutendo tra noi rabbini. Tutto può essere spiegato in termini naturali. non c'era bisogno di quella ipotesi. "io penso che il mondo possa essere spiegato senza il bisogno della teologia. Effettivamente. ma non sono disposto a far guidare la mia ricerca da qualcuno che pensa in questo modo". che pensa che le scienze possono conoscere molto. di Paolo Ferrante . Questo non esclude l'esistenza di Dio. il carrubo si alzò e si mise a camminare. ma basta rispettare un metodo rigoroso facendo ipotesi e tentando di verificarle sperimentalmente. Ma questo significa attingere a forze trascendenti. Allora il rabbino chiamò in causa addirittura Dio. je n'ai pas eu besoin de cette hypothèse". Elia disse che Dio si mise a ridere e disse: i miei figli mi hanno battuto. Allora uno dei rabbini dell'altra fazione disse che non c'entrava nulla il miracolo del carrubo col problema che stavano discutendo.cosa rara nel Talmud . è quella di un rabbino che era contro tutti gli altri e si trovava in difficoltà. La figura di Darwin suggella l'avvicinamento di scienze e filosofia. D'altro canto. quindi rifiutò di dare ragione al rabbino. attingendo alle proprie radici ebraiche. Quando Napoleone gli chiese dov'era Dio in quel sistema. il grande matematico francese Laplace ideò un sistema matematico per il quale non c'era bisogno di giustificare il sistema solare attraverso l'intervento divino. e non c'è nulla che resti fuori". "Invece". La storia proposta. infatti. Laplace rispose con la celebre frase: "Citoyen Premier Consul. che in quell'occazione parlò .