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Futurismo: Balla, Boccioni, Carr, Severini, Dottori

Il futurismo nasce a Milano nel 1909 da un gruppo di artisti e letterati. Il Manifesto teorico che redigono viene pubblicato a Parigi sul quotidiano Le Figaro nello stesso anno, e la scelta cadde sulla Capitale francese perch essa veniva considerata il centro della cultura artistica del tempo. Le teorie del movimento si basano soprattutto sulla volont di distruggere tutti i valori statici e ammuffiti della tradizione e del passato (i musei, le biblioteche, citt storiche ecc.) al fine di creare una nuova situazione basata sul mito della macchina e della velocit. Questo concetto espresso anche nel manifesto principale del futurismo. La magnificenza del mondo si arricchita di una bellezza nuova, la bellezza della velocit. Un'automobile ruggente pi bella della vittoria di Samotracia. Il futurismo assume dunque il valore di una vera e propria dichiarazione di guerra, di una totale rottura con il passato. Il futurismo italiano da l'avvio alla grande stagione delle avanguardie artistiche del 1900. Nasce dalla collaborazione tra il poeta Filippo Tommaso Marinetti e gli artisti Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carr e Luigi Russolo ai quali si uniscono successivamente Gino Severini, Enrico Prampolini e per breve periodo anche Ardengo Soffici. L'atto di nascita la pubblicazione nel febbraio del 1909 del Manifesto del futurismo: un proclama scritto con un linguaggio violento e privo di sfumature dove ogni affermazione assoluta. Il manifesto composto da undici punti che rigettano il passato senza esclusione alcuna, anelano a un futuro caratterizzato dalla macchina e dalla velocit, dichiarano la negativit della storia che deve essere distrutta nei suoi valori monumentali per dar vita al futuro. Per questo nelle loro opere l'elemento dinamico onnipresente. Boccioni, in pitture quali La citt che sale e in sculture come Forme uniche della continuit nello spazio (rispettivamente del 1912 e 1913), crea una sintesi dinamica che si pone in contrasto con la statica analisi cubista, a cui si contrappone. Si parla di dinamismo che, per i futuristi, la velocit che coinvolge due elementi: l'oggetto in movimento e lo spazio in cui tale oggetto si muove.

La citt che sale, Boccioni Umberto, olio su tela 1

Forme uniche della continuit nello spazio, Boccioni Umberto, scultura In Forme uniche di Boccioni evidente come corpo e spazio costituiscano una sola struttura dove i due elementi, il corpo e lo spazio, muovendosi in opposte direzioni ma con medesima intensit, costruiscano il movimento. Anche nel lavoro di Carr e Balla l'aspetto dinamico e aerodinamico centrale e da vita a un dinamismo sottolineato all'uso di un cromatismo atto a mettere in evidenza le spinte propulsive delle forme e una costruzione composta da linee spezzate, spigolose e veloci. In Carr l'opera diviene un tumulto che vuole evidenziare anche l'aspetto emozionale della rappresentazione, come nei Funerali dell'anarchico Galli dove un turbine di forme e colori e sensazioni sembrano portare lo spettatore dentro il quadro, trascinandolo al centro dell'evento. Le linee spezzate, il rosso e il nero predominanti, sottolineano ancor di pi la drammaticit dell'evento.

Funerali dell'anarchico Galli, Carr Carlo. 2

Anche in Balla viene rappresentato non tanto il corpo macchina in movimento, ma la velocit, l'idea stessa della velocit. Plasticit di luci + velocit un esempio calzante. Infatti pi un corpo si muove rapidamente nello spazio, tanto pi astratta la percezione che se ne ha. In questo caso i colori sono il bianco e il nero. Cunei neri si rincorrono in una scia di luce bianca. Ci che si percepisce il moto e non l'oggetto, la sua pura velocit. In Balla, anche il colore viene utilizzato per evidenziare le caratteristiche dinamiche: la materia pittorica non viene pi usata secondo una logica naturalistica o un valore simbolico, bens come simultaneit cromatica. Come avviene nell'iride dove i colori sono presenti contemporaneamente ed esprimono una legge di armonia e fusione, mantenendo fermo il principio della velocit.

Plasticit di luci + velocit, Balla Giacomo La volont espressa dai futuristi di scardinare gli accademismi e le tradizioni del passato, faticava a livello esecutivo a trovare in arte una via pratica al rinnovamento. Tecnicamente le prime opere del futurismo mostrano un'evidente matrice divisionista. Boccioni considerava Previati un maestro. Quest'ultimo aveva scritto nel 1910 I principi scientifici del divisionismo. Un altro riferimento era costituito dalla pittura impressionista e post-impressionista tanto che in una recensione de La caduta degli angeli di Previati cita come esempio l'uso del colore puro nell'opera di Gauguin. La vera svolta arriva dal confronto con le ricezioni cubiste. Boccioni, infatti, a Parigi viene in contatto con la scultura di Braque. Nelle sue sculture, Boccioni, vedeva un rinnovamento di quell'arte che consisteva nel polimaterismo e nella compenetrazione. Il manifesto della scultura futurista vuole: 1. Negare alla scultura qualsiasi tipo di ricostruzione episodica veristica 2. Distruggere la nobilt del marmo e del bronzo in favore di vetro, legno, cartone, ferro, cemento, cuoio etc. 3

A fianco all'abbandonare i materiali tradizionali importante l'idea di compenetrare. Boccioni infatti abbandona la concezione classica di spazio arrivando a sostenere l'assenza di distanza fra oggetti. In Testa + casa + luce ha aggiunto a una figura in gesso elementi presi dalla realt, ovvero una balaustra in ferro e legno. Si tratta di una mezza testa di donna sovrastata da un muro costituito da pezzi di legno che vogliono indicare che oltre il muro c' un tetto, un cielo, delle nuvole, dei pianeti, delle stelle ecc. Il raggio di luce rappresentato da una patina di giallo d'uovo che ricopre l'altra met della figura. Sul busto una vera rampa di scale con un corrimano definisce l'ambientazione. Poi i muri riprendono, diventano strade su cui sono poste le bamboline raffiguranti i passanti. Lo scultore ha incollato delle etichette su cui si possono leggere informazioni utili: (muri, via, etc.)

Testa + casa + luce, Boccioni Umberto La fragilit delle opere polimateristiche ha comportato la perdita di questa scultura di Boccioni e l'unico esemplare sopravvissuto al tempo Dinamismo di un cavallo da corsa + case di tuttavia difficile conservazione. Raffigura un cavallo al galoppo compenetrato nelle case alle sue spalle. Tuttavia il pannello retrostante, a causa della sua delicatezza, probabilmente realizzato in cartone, andato perduto. L'opera stata restaurata negli anni '50 e successivamente nei '90.

Dinamismo di un cavallo da corsa + case, Boccioni Umberto

Anche il collage una tecnica che i futuristi mutuano dai cubisti Severini, che vivendo a Parigi e frequentando Picasso e Braque aggiornava gli italiani sulle tendenze pi recenti, stato spronato da Apollinaire a inserire elementi di realt nei suoi dipinti. Nel 1912 Severini dipinse Ballerina blu incollando sul vestito del personaggio dei lustrini per restituire con realismo il senso del movimento e dell'illuminazione artificiale del locale.

Ballerina Blu, Severini Gino

Il manifesto del cinema futurista


Nel 1916 Marinetti firma insieme alla nuova guardia fiorentina il Manifesto della cinematografia futurista. Esso si propone di: cinematografare analogie e ricostruzioni irreali del corpo umano ritorna l'idea del meraviglioso o libero montaggio. Nella concezione di Marinetti il meraviglioso una tecnica teatrale formata da quattordici elementi fra i quali (ironica, cinismo, stupidit, satira etc.) Il cinematografo viene considerata una tecnica per arrivare alla sinfonia poliespressiva che consiste nel combinare i pi vari elementi (dal brano di vita reale alla chiazza di colore, dalla linea alle parole in libert) Il suono nella pellicola una lacuna che viene allo stesso tempo risentita e respinta nel manifesto della cinematografia futurista. Da un lato i futuristi sentono l'assenza del sonoro come un vuoto che va colmato mediante dissonanze, accordi, sinfonie di gesti, fatti, colori, linee ecc. dall'altro l'assenza del suono non risentita come tale: basta che la musica diventi musica cromatica e che le parole in libert cessino di essere letteratura per divenire pittura. La frase conclusiva del manifesto inneggia a una composizione e scomposizione dell'universo secondo i loro capricci. E ci possibile mediante l'uso della tecnica cinematografica del montaggio. Esso permetterebbe ai futuristi di smantellare vecchi sistemi di percezione in totale libert. Nonostante queste premesse la realizzazione filmica futuristica si rivel meno ambiziosa e capricciosa del previsto. Vita futurista film realizzato nel 1916 a Firenze da Marinetti e Ginna raccontava la giornata del futurista. Il montaggio era illogico ma non deformatore. Tuttavia la manipolazione dell'immagine non mancava grazie all'uso di specchi deformanti. Una conclusione provvisoria Il Manifesto del 1916 era troppo progressivo per il suo periodo, non solo in termini estetici ma soprattutto in termini tecnici. Dei vari studi cinematografici intrapresi negli anni a seguire molti rimasero solo su carta. I Manifesti del cinema futurista non solo erano troppo ambiziosi ma miravano anche ad un'opera totale che oltrepassasse lo specifico filmico. Per raggiungere una costruzione futuristica dell'universo non bastavano le tecniche cinematografiche ma serviva una vera e propria sintesi di tutte le arti futuriste. Aviazione e aeropittura Secondo Marinetti l'invenzione che ha contribuito concretamente alla nascita di un nuovo occhio, alla rivoluzione percettiva, stata l'aviazione. Grazie all'esperienza della velocit aerea l'uomo ha potuto sviluppare la percezione per analogia, un 6

modo pi rapido e immediato di osservare il mondo. Marinetti sostiene inoltre di avervi capito la psicologia intuitiva della materia. Si tratta di una vera e propria rivoluzione percettiva. Siamo spettatori di vedute illogiche con forti angolazioni. Queste prospettive sono basilari per l'aeropittura. Dottori Gerardo Dottori nasce a Perugia l'11 novembre del 1884, aderisce al futurismo nel 1912 e da allora rimane futurista. Sottoscrive il manifesto dell'aeropittura assieme a Balla e Marinetti. Nel 1939 gli viene affidato l'insegnamento di pittura all'Accademia di Belle Arti Vannucci di Perugia. A Perugia si svolse una serata futurista il 9 aprile del 1914 al Teatro Turreno. Erano presenti Dottori, Marinetti, Settimelli, Mazza e Buzzi.

A 300 km sulla citt, Dottori Gerardo


In questo dipinto mediante le tre forme angolari bianche, che in fasi ravvicinate passano dal quasi piatto all'acuto, e' espressa l'essenza e la velocita' dell'aereo. Mediante la diversa posizione di case e campanili, si inutuiscono le successive posizioni dell'apparecchio che determinano differenti inclinazioni del raggio visivo, cogliendo in sintesi con la violenza della spirale, la vastita' e la totalita' del panorama: un Umbria riconoscibile dai suoi colori, dalla geometrizzazione delle case, dal lago.

Futurismo rivisitato. Schifano. Schifano si interessa delle Avanguardie e partecipa ad una scoperta critica del Futurismo. Matura interesse per il film e la fotografia, quindi per il movimento. Ne Il Futurismo rivisitato, Schifano analizza una fotografia notissima dei futuristi. Secondo Schifano un artista non pu non rivisitare fatti, eventi, volti o persone anche se essi sono consumati dalla storia. Dunque i futuristi senza sfondo acquistano un'importanza centrale, sono immagini presenti nella memoria e come tali non hanno bisogno di storia. Sono apparizioni quasi oniriche.

Pop Art
un movimento che nasce in Inghilterra attraverso i lavori di Hamilton e Paolozzi (Independent Group). A partire dal 1952 danno vita a un dibattito internazionale sulla societ e sulla cultura contemporanea in relazione alla tecnologia e alla comunicazione di massa. La Pop Art tuttavia si sviluppa negli Stati Uniti grazie a Warhol, Oldenburg e altri diffondendosi successivamente anche in Europa. Analizzando il periodo in cui si trovano a vivere gli artisti della Pop Art scopriamo che si tratta di un'epoca caratterizzata dall'abbondanza di merci e dalla presenza sempre pi massiccia dei media. Gli artisti Pop prelevavano i loro materiali proprio dalla realt. Il loro intento non fare apologia della merce o demonizzarla, ma utilizzarla per creare l'opera. La Pop Art vuole inglobare nel proprio linguaggio tutta la realt ed aperta ad ogni forma di comunicazione ed informazione popolare. Le immagini della Coca Cola o di Marilyn Monroe, i fumetti di Dick Tracy o gli Hamburgers, dai muri, dagli spazi pubblicitari, entrano attraverso la ripetizione della tecnica artistica nel museo in una riproduzione infinita. Pop Art in USA La cultura europea non estranea neppure a quell'arte ritenuta la pi autenticamente americana, la Pop Art. Infatti nonostante rappresenti l'America culturalmente e popolarmente, le matrici sono da ricercare nelle avanguardie storiche. In particolare nel ready-made Duchampiano.

Se il ready-made considerava l'oggetto dal punto di vista della concretezza e della forma, gli artisti Pop americani ne utilizzano l'immagine ready-made essendo interessati pi che all'oggetto in s, alla sua veicolazione attraverso il segno, ovvero la sua pubblicit: un'immagine che sottolinea non tanto la creativit del mondo quanto la sua non-creativit. In quegli anni la vita di tutti i giorni era invasa da grandi quantit di merci e pubblicit. L'artista Pop preleva i suoi materiali concettuali o concreti da un magazzino di merci, immagini e sensazioni che passano attraverso la produzione industriale e i media. I giovani artisti americani (Oldenburg, Warhol, Lichtenstein e altri) sono fortemente interessati a ci che li circonda e la realt newyorkese si presenta ricca di materiali e di immagini che si prestano ad essere utilizzati. Ad esempio Warhol utilizza le immagini della Coca Cola o della Zuppa Campbell's perch fanno parte del suo paesaggio, del suo mondo reale. Il linguaggio della Pop Art aperto a tutte le forme di comunicazione popolare: fumetti, rotocalchi, supermercato dove la merce viene considerata non per le sue intrinseche qualit ma per il suo potere di seduzione espresso attraverso Packaging e grafica: il detersivo Brillo interessa a Warhol per la bellezza del contenitore e Marilyn per essere un segno-mito nell'immaginario popolare. L'America un magazzino inesauribile per gli artisti Pop. Le immagini vengono serigrafate, retinate, rese con la tecnica dell'assemblaggio meccanico o se si tratta di oggetti vengono riprodotti in gesso o resine velocemente colorate.

Marilyn Monroe, Andy Warhol

Detersivo Brillo, Andy Warhol

Zuppa Campbell's, Andy Warhol Pop Art in Europa La Pop Art trova subito risonanza anche nella scena artistica europea soprattutto grazie alla Biennale di Venezia del 1964 che la presenta nella maniera pi spettacolare e che assegna a Rauschenberg, considerato il precursore del linguaggio pop, il gran premio della giuria. Molti artisti europei partecipano a tale linguaggio assumendone in maniera differente, alcune caratteristiche e trovando rispetto agli americani una propria identit. Gli italiani, dal gruppo romano della scuola di Piazza del Popolo, fra i quali ricordiamo appunto Schifano, ai milanesi elaborano un linguaggio che dalla Pop Art assume valenze pi o meno umanistiche e letterarie rispecchiando cos le varie autonomie culturali e la sensibilit dei singoli. Proponendo ciascuno punti di vista originali, eterogenei, e in alcuni casi anche critici verso la Pop Art Americana, creano un clima in cui le influenze d'oltre oceano sono filtrate attraverso l'ironia e la storia, il passato e la contemporaneit, la cultura e la memoria. Gli inglesi, affrontano nuove mitologie attraverso uno sguardo carico di passato figurativo gi storicamente fondato e con una visione ironica dei mass media. I francesi, affondano il loro immaginario nel repertorio dell'attualit cittadina che va dalla pubblicit al fumetto. I tedeschi costruiscono immagini di forte intensit. Le correnti europee intorno alla seconda met degli anni '60 hanno in comune il superamento della figurazione fredda tipica della Pop Art, ritenuta frutto di un'ideologia di stampo capitalista. Si pratica una pittura con una maggiore continuit con la tradizione e un pi profondo impegno sociale. Cos opera il gruppo Zebra (Asmus, Nagel, Stortenbecker, Ulrich) formatosi ad Amburgo dal 1964. Riprendendo la sensibilit pittorica e sociale della nuova oggettivit pratica una figurazione fredda e sintetica che si ispira ad immagini della cronaca. 10

Anche i movimenti Nouvelle Figuration (francese) e Nuova Figurazione (italiana) sono accomunati oltre che dal nome da un forte impegno sociale e pur non rifiutando un'iconografia fredda e tecnologica, praticano una pittura impegnata e rivolta all'uomo e alle sue problematiche piuttosto che ai prodotti.

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