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La rivoluzione russa Nel 1905, in Russia, a seguito della guerra contro il Giappone, si visse una grave crisi.

Le gi misere condizioni di vita della popolazione peggiorarono. Le proteste si diffusero ovunque. Il 9 gennaio del 1905, gli operai di Pietroburgo avanzarono fino al PALAZZO D'INVERNO, la residenza dello zar, in segno di protesta contro i grandi proprietari terrieri. Questi, nella persona di Nicola II fece sparare ai dimostranti, i quali per rappresaglia uccisero lo zio dello zar, il Granduca Sergio. Questa giornata, pass alla storia sotto il nome di Domenica di Sangue. Nicola II fu cos costretto a promettere l'istituzione di un'assemblea costituente. Contro lo zarismo ci furono altri scioperi e rivolte soprattutto nelle fabbriche, a cui si unirono anche molti borghesi. In ottobre, a Pietroburgo, venne creato il primo soviet ,un organismo rappresentativo composto da 500 delegati eletti dagli operai delle maggiori fabbriche della citt. Di fronte a questa situazione lo zar riconobbe le libert civili e concesse un'assemblea legislativa, la DUMA, che per ebbe poteri molto limitati. Il governo zarista, guidato da Stolypin, decise quindi di attuare la riforma agraria per favorire la nascita di una classe di piccoli possidenti, i KULAKI legati al regime e disposti a schierarsi dalla parte dello zar contro la massa dei contadini poveri, i MUGIKI. Stolypin fu assassinato nel 1911 ed, a partire da quel momento, le decisioni ripresero ad essere completo appannaggio di Corte, dove Nicola II, assolutamente inetto ed incapace, era influenzato dalla zarina, a sua volta plagiata da Rasputin, uno stregone siberiano ( Questultimo aveva ottenuto una fama tale per i suoi presunti poteri curativi su malati terminali, che fu invitato addirittura in diverse occasioni alla corte dello zar. In una di queste occasioni fu presentato alla zarina Alessandra ( moglie di Nicola II), la quale rimase del tutto sedotta dal potere con cui Rasputin in seguito riusc a salvare la vita all'erede al trono Alessio, affetto da emofilia. Da quel momento in poi la zarina nutr totale fiducia a Rasputin come curatore e di conseguenza il monaco siberiano acquist un potere tale al governo e tra la nobilt russa da inimicarsi molti potenti principi come Feliks Jusupov, il quale lo fece uccidere.) Ripresero cos gli scioperi operai; durante uno di questi, nel 1912 in Siberia, la polizia mitragli sulla folla uccidendo molti dimostranti. Questa situazione pre-rivoluzionaria si acceler quando la Russia decise di prendere parte alla prima guerra mondiale. La miseria della classe contadina si acu e le sconfitte subite crearono malcontento popolare. Cos l'incapacit del governo port alla rovina della monarchia dei Romanov. Il 23 febbraio 1917 scoppi la rivoluzione (cosiddetta rivoluzione di febbraio) a Pietrogrado (cos fu chiamata la capitale Pietroburgo dal 1914). Nicola II fece reprimere il moto da una pur riluttante guarnigione, che addirittura si schier dalla parte dei manifestanti. Quattro giorni dopo si ammutinarono le guarnigioni di Pietrogrado, su segnale del reggimento VALINSKI. Lo zar sciolse la DUMA e abdic in favore del fratello, il granduca Michail, che per rifiut. Si form quindi un governo provvisorio guidato da un menscevico (cio da un socialista moderato), Kerenskij, che caus disagio e malcontento ovunque. Menscevichi e bolscevichi altro non erano che le due anime del Partito Socialdemocratico Russo, costituitosi nel 1898: mentre i Menscevichi credevano che il partito dovesse essere aperto ad ogni simpatizzante, i bolscevichi dissentivano affermando che la caratteristica principale del partito dovesse essere proprio la sua costituzione di un ristretto manipolo di quadri rivoluzionari fortemente centralizzato. A capo dei bolscevichi era Lenin, mentre la fazione opposta faceva capo a Plechanov. Inoltre il dissenso verteva anche sulla valutazione delle possibilit concrete della rivoluzione in Russia, che per il leader bolscevico andavano maturando rapidamente, mentre per l'avversario menscevico era piuttosto remote. In realt il termine BOLSCEVICO in russo significa maggioranza, mentre MENSCEVICO indica la minoranza: sono termini risalenti al Congresso dei fondazione del Partito socialdemocratico, nel 1903, in cui il gruppo leninista ottenne la maggioranza, in seguito perduta. In questa situazione si inser il SOVIET, che assunse una posizione di grande rilievo dopo il ritorno di Lenin dall'esilio in Svizzera. Lenin, capo della rivoluzione russa, era il propugnatore di una politica che concentrasse tutto il potere nelle mani del SOVIET. Allorch questo successe, egli fu

costretto a rifugiarsi in Finlandia. Seppur confinato, Lenin sollecitava l'insurrezione armata. Tornato di nascosto a Pietrogrado enunci le famose tesi di aprile e favor il sorgere del futuro partito dei bolscevichi, il PARTITO COMUNISTA. Tempo prima, Marx aveva parlato di una rivoluzione realizzata dalla classe operaia, che si sarebbe compiuta nei paesi pi industrializzati come conseguenza del crescente sfruttamento della stessa classe operaia da parte della borghesia. Lenin invece diede una propria interpretazione politica del pensiero di Marx, interpretazione che venne poi chiamata marxismo- leninismo. Egli capovolse l'idea centrale di Marx sostenendo che, in realt, la rivoluzione sarebbe scoppiata nei paesi pi arretrati, proprio perch in tali paesi erano insostenibili le condizioni di vita dei lavoratori. Secondo la sua convinzione, il minuscolo Partito bolscevico (che aveva, prima della Rivoluzione, poco pi di 50.000 iscritti, per di pi clandestini) avrebbe dovuto rappresentare la guida e l'avanguardia rivoluzionaria di una nuova societ comunista.Questa doveva fondarsi sulla dittatura del proletariato, cio sul dominio di tale classe sociale sulle altre, che avrebbero finito con lo scomparire, e sulla propriet collettiva dei mezzi di produzione (campi, miniere, fabbriche). Lenin propose dunque la cessazione immediata della guerra, la nazionalizzazione delle banche e della terra e il passaggio del potere ai soviet (cio la rivoluzione proletaria), in opposizione ai menscevichi che invece appoggiavano la continuazione della guerra e l'instaurazione di un governo democratico borghese, premessa del socialismo. Il 10 ottobre 1917 fu fondato il COMITATO MILITARE RIVOLUZIONARIO sotto la presidenza di Lev Trockij. Quattordici giorni dopo fu occupato il PALAZZO D'INVERNO, mentre il congresso dei Soviet approvava il decreto sulla pace, sulla terra e sulla formazione di un governo provvisorio di operai e contadini, con un CONSIGLIO DEI COMMISSARI DEL POPOLO, di cui Lenin assunse la direzione. Si concludeva cos la rivoluzione di ottobre. Se da un lato il governo rivoluzionario aveva il compito di ristabilire la pace, dall'altro si trov a fronteggiare gravissimi problemi; uno di questi era rappresentato dalle forze reazionarie che intendevano ristabilire l'antico regime. I controrivoluzionari, che formavano le armate bianche, erano finanziati dai governi occidentali, che organizzarono un blocco economico che mise in seria difficolt la Russia. Per arginare le forze controrivoluzionarie, entrarono cos in campo l'ARMATA ROSSA, sotto la guida dello stesso Trockij, e la CEKA. In ambito internazionale , intanto , dopo lunghi e duri contrasti in seno al partito, nel quale Lenin, che chiedeva di raggiungere la pace al pi presto, fu posto pi volte in minoranza, il 3 marzo 1918 il governo russo stipul, con il Trattato di Brest-Litovsk, la pace con gli Imperi Centrali, uscendo dalla prima guerra mondiale a condizioni durissime: la Russia dovette infatti cedere la Polonia, la Lituania, la Lettonia, l'Estonia, la Finlandia, parte della Bielorussia, alcuni territori alla Turchia, riconoscere la Rada ucraina, pagare 6 miliardi di marchi e smobilitare l'esercito e la marina. Labbandono della guerra rientrava nella Teoria delle mani libere formulata dallo stesso Lenin, secondo cui il vertice russo avrebbe dovuto abbandonare immediatamente il conflitto mondiale per perseguire un impegno pi costante a favore della rivoluzione. Nel 10 Luglio 1918 fu varata la prima Costituzione sovietica . Questa costituzione riconobbe informalmente la classe operaia come sovrano della Russia, secondo i principi della dittatura del proletariato. La costituzione stabil anche che i lavoratori dovessero essere in alleanza politica con i contadini e diede forti garanzie di eguali diritti tra lavoratori e contadini. Neg il diritto della borghesia e di quelli che sostenevano l'Armata Bianca nella guerra civile russa di partecipare alle elezioni dei soviet o di detenere il potere politico.Il potere supremo rimaneva al Congresso dei Soviet di tutte le Russie, composto da deputati provenienti dai soviet locali della Russia. Il comitato guida del Congresso dei Soviet conosciuto come Comitato Esecutivo Centrale agiva come "organo supremo di potere" tra le riunioni del congresso e come presidenza collettiva dello Stato.Il congresso elesse il Consiglio dei Commissari del Popolo (Sovnarkom, Sovet narodnykh kommissarov) come braccio amministrativo del nuovo governo e defin le sue responsabilit come "amministrazione generale degli affari dello stato" . Le varie guerre avevano messo in crisi anche l'agricoltura del Paese a tutto vantaggio della nascita del famoso fenomeno del brigantaggio. Fu per questo motivo che Lenin si trov costretto a varare

la Nuova politica Economica, meglio nota come NEP, attraverso la quale i contadini venivano tutelati nelle loro libert civili, l'autonomia delle piccole imprese con meno di 20 operai ripristinata , la rete stradale, ferroviaria e fluviale ampliata . La Nep favor una particolare casta di individui , per lo pi i Kulaki, da quel momento definiti Nepman , e sanc un ritorno indiretto al capitalismo, mettendo fine al comunismo di guerra . Essa , inoltre, port a un graduale ristabilimento dei rapporti di mercato, che permise al regime sovietico di guadagnare il consenso del mondo rurale e una rapida ripresa dell'economia, devastata dalle distruzioni della Prima guerra mondiale e della guerra civile. Il problema della coabitazione e desiderio di indipendenza delle diverse etnie venne risolto con la creazione di uno stato federale: la nascita dell'UNIONE delle REPUBBLICHE SOCIALISTE SOVIETICHE (URSS) del 30 dicembre 1922. Alla morte di Lenin i due uomini pi accreditati a succedergli erano due: Lev Trockij e Josif "Stalin" (in russo uomo dacciaio). Quest'ultimo fu abile nel liberarsi dell'avversario e di quanti gli erano contrari, ed attu in breve tempo una spietata dittatura. In politica interna si dette inizio alla politica dei piani quinquennali, cio alla programmazione della produzione agricola ed industriale per 5 anni. L'organo principale responsabile della pianificazione economica quinquennale era il Gosplan. Nel settore industriale soprattutto il primo piano quinquennale diede ottimi risultati, ma non tutti i problemi erano stati risolti. . I metodi divennero di volta in volta pi elaborati e sofisticati, anche grazie all'introduzione di maggiori indicatori di produttivit (non solo in termini fisici), al mutamento della lista delle priorit a favore dei beni di consumo, all'aumento dell'uso di incentivi (estesi anche ai dirigenti) e all'autonomia delle strutture locali. Nel 1924 , Stalin espose la teoria del "socialismo in un paese solo" che segn l'abbandono dell'internazionalismo a favore di un nazionalismo che crebbe negli anni. Tra il 1925 e il 1927 sconfisse l'opposizione di Trockij cui si erano uniti Zinov'ev e Kamenev, espellendoli dal partito. Nel 1928-1929 fu la volta del gruppo guidato da Bucharin, Tomskij, Rikov. Nel 1929 Stalin assunse il pieno controllo del partito e diede avvio alla "grande svolta" , dando inizio all'industrializzazione forzata dell'Urss e alla collettivizzazione forzata delle campagne. A partire dal 1936 organizz le grandi epurazioni attraverso cui elimin completamente la vecchia guardia bolscevica. Dette sempre maggiori poteri alla polizia politica, creando un sistema dittatoriale eimprigionando milioni di persone nel Gulag (Direzione centrale statale dei campi di lavoro dell'Urss. Universo concentrazionario sovietico, vero e proprio "stato nello stato" sotto il diretto controllo della polizia segreta. Il Gulag permise lo sfruttamento sistematico della manodopera coatta per l'industrializzazione forzata.) Fu in questo periodo che si costituirono i tratti fondamentali del sistema sovietico, segnato dall'ispirazione dello stato-partito ad assumere il controllo totale su tutti gli aspetti della vita del paese (politica, economica, sociale e culturale). Frutto di un singolare sovrapporsi di continuit e rotture da una parte con la storia russa prerivoluzionaria e dall'altra con la tradizione rivoluzionaria bolscevica, lo stalinismo gener uno degli stati totalitari pi feroci del XX secolo. Le vittime del regime di Stalin si contarono a milioni. Esso sorse quando, di fronte alle difficolt del decollo industriale, fu abbandonata la Nep e venne imposta al paese la modernizzazione dall'alto. Dopo alcuni anni di sanguinose epurazioni, il dittatore georgiano emerse come padrone assoluto dello stato e arbitro delle sue leggi, riducendo a mere funzioni celebrative l'apparato di governo e di partito. L'assassinio di Kirov (leader del partito azerbaigiano e successivamente capo della federazione leningradese ), avvenuto nel dicembre 1934, atto d'inizio del Terrore, permise di ampliare i poteri della polizia politica (Nkvd) e di varare una legislazione d'emergenza che fu il supporto dei grandi processi pubblici contro i vecchi capi bolscevichi. La repressione non risparmi alcun settore della vita del paese, precipitando la societ sovietica in un'atmosfera di delazione e paura. Milioni di persone e intere popolazioni furono deportate, incalcolabile fu il numero delle vittime di questo olocausto sovietico. Nel 1939 Stalin dichiar conclusa la grande purga.