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IL NOSTRO TERRITORIO

Notiziario dei Giovani Democratici del Camposampierese
REGIONE — GALAN: UNA PALLA AL PIEDE PER IL VENETO Incontrarsi per discutere sullo stato di salute del nostro territorio è un’occasione in più per verificare l’operato del governo veneto, presieduto da 14 anni da Giancarlo Galan. Il Veneto, la regione più industriosa del nostro Paese, non poteva essere più sfortunata. Prendiamo in esame alcuni fatti. Il deterioramento del Servizio Sanitario Veneto. L’80% del bilancio regionale è dato dalla spesa sanitaria. Invece di proseguire su un percorso di eccellenza a portata di tutti, ci troviamo nella necessità di rivolgersi a caro prezzo alle strutture private (o a servizi privati in ospedale), i tempi di attesa rimangono intollerabili e ospedali di prestigio (come quello di Camposampiero) si vedono lentamente privi dell’offerta di servizi che erogavano con la soddisfazione dei cittadini Passante di Mestre. È l’unica cosa (ben pubblicizzata) che Galan è riuscito a fare: 30 km in 15 anni sono 2 km all’anno di media. E questo grazie alla mano decisiva di Antonio Di Pietro, ministro per le Infrastrutture del Governo Prodi. Metropolitana di superficie. Lasciamo perdere… Statuto Regionale. Il Veneto è l’unica regione d’Italia a non averlo, in barba al federalismo! Aiuti alle imprese venete. Con una crisi economica mordente, Galan è impreparato nel sostegno alle PMI, quando avrebbe potuto sostenerne l’accesso al credito attraverso la sinergia con i Confidi e leggi regionali ad hoc. Sostegno a lavoratori in mobilità: Berlusconi ha assegnato alle regioni 8 miliardi di euro. Grazie tante! Con i soldi del Fondo Sociale Europeo erano capaci tutti! Tutela ambientale: è proprio il caso di dire che si procede tappando le falle! Tanto altro si potrebbe dire. Ma il Partito Democratico è in grado di rappresentare un’alternativa credibile? Se si sostengono i giovani, che hanno molta voglia e le competenze giuste per costruire un futuro migliore per il proprio territorio, lo è senz’altro!
Enrico Zanon N01 - marzo 2009

P.S.: Le province italiane (107) costano 16 miliardi di euro all’anno: assegnando le proprie funzioni alle regioni e ai comuni, sostituendole con un organo tecnico (sull’esempio dell’Unione dei Comuni) e bloccando il turnover del personale, si risparmierebbero 5 miliardi l’anno!!! Alla faccia della crisi! Ma cosa si aspetta?

CRISI ECONOMICA — MISURE CONTRO LA CRISI PROPOSTE DAL PD
Il PD propone per il 2009 una politica di bilancio anti-ciclica pari all’1% del Pil (16 miliardi di euro) per sostenere la domanda interna ed affrontare 5 emergenze: 1. l'assenza di indennità di disoccupazione per tanti lavoratori a tempo indeterminato e precari; 2. la perdita di potere d'acquisto per i redditi da lavoro e da pensione; 3. la difficoltà nel ricevere prestiti da parte delle banche per artigiani, piccole e medie imprese, ed il ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione; 4. il crollo dell'attività produttiva nel Mezzogiorno con conseguenze negative per tutto il mercato e la produzione in Italia; 5. l'impossibilità degli Enti Locali di definire i bilanci preventivi per il 2009. Il Pd perciò propone: 1. Sostegno a chi è attualmente sprovvisto di copertura assicurativa (cassa-integrazione), associato ad attività di formazione e programmi di reinserimento lavorativo (1,5 miliardi di euro). Sospensione del pagamento delle rate del mutuo contratto per l’acquisto dell’abitazione di residenza per i lavoratori che perdono il posto di lavoro; 2. Ridurre le tasse su lavoro e pensioni con l'innalzamento delle detrazioni su tutti i redditi da lavoro dipendente, autonomo e da pensione per un importo medio di 500 euro. Introduzione della dote fiscale per i figli, per tutte le tipologie di reddito, per 2500 euro all'anno per figlio, in alternativa al bonus famiglia (8 miliardi di euro); 3. Fondo da 3 miliardi di euro per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le piccole e medie imprese fino a 250 dipendenti; 4. Ripristino degli investimenti cancellati nel mezzogiorno (2 miliardi di euro); 5. Attivare gli investimenti degli enti locali per i Comuni che hanno bilanci in attivo ma che per il Patto di Stabilità non possono spenderli! Consentire così agli Enti Locali di completare le opere pubbliche avviate e bloccate dalla Legge 133/08 (1 miliardo di euro) e dare un impulso alla crescita e sostegno alle famiglie in difficoltà. 6. Ripristino di tutti gli incentivi fiscali in ricerca e riqualificazione energetico-ambientale. Riavvio delle politiche anti-evasione. Ricostituzione della commissione per individuare le spese da eliminare e riorganizzare. Introduzione della centrale unica degli acquisti per le PA. Ma quanto costa questo pacchetto? 16 miliardi di Euro. Ma con le maggiori entrate da strumenti antievasione, dal recupero del bonus famiglia, dalla minor spesa per interessi, l’effetto positivo sul PIL, il costo netto è pari a 5,6miliardi di Euro. Una spesa fattibile, che l’Italia può permettersi e che aiuta concretamente le famiglie italiane! Alessio Fiume