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DIETRICH BONHOEFFER

VENGA IL TUO REGNO
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La preghiera della comunità per l’avvento del Regno di Dio sulla terra
O siamo uomini ai margini del mondo, o siamo secolarizzati, il che significa che non crediamo più nel Regno di Dio. O siamo nemici della terra, perché ci sentiamo migliori di essa, o siamo nemici di Dio, perché egli ci rapisce la terra, nostra madre. O fuggiamo davanti alla potenza della terra, o ci appoggiamo ad essa ostinatamente e senza lasciarci muovere da niente. Ma non siamo come i pellegrini, che amano la terra che li porta - e ciò per il solo fatto che essa li porta incontro a quel paese straniero che amano più di ogni altra cosa - altrimenti non sarebbero in cammino. È capace di credere al Regno di Dio solamente chi è così in cammino, chi ama la terra e Dio insieme. Uomini ai margini del mondo siamo da quando abbiamo ricavato quel pessimo trucco, per cui siamo religiosi, anzi “cristiani”, a spese della terra. Si vive molto bene in questa zona così al margine del mondo. Ogni volta che la vita incomincia a divenire pericolosa o troppo impegnativa, si spicca un volo e ci si solleva, leggeri e senza preoccupazioni, nelle cosiddette regioni eterne. Si salta il presente, si disprezza la terra, ci si sente migliori di essa; infatti accanto alle sconfitte in questo mondo si hanno a disposizione vittorie eterne, che possono essere ottenute con grande facilità. È pure facile consolare e predicare con questo atteggiamento. Una chiesa ai margini del mondo può essere certa di conquistare facilmente tutti i deboli, tutti quelli che amano essere ingannati e traditi, tutti i sognatori e i figli infedeli di questa terra. Del resto, quando la situazione incomincia a divenire pericolosa, chi non sarebbe tanto umano da non esser pronto a salire in fretta sul carro che scende dall’alto e promette di portare in un al di là migliore? Quale chiesa sarebbe così crudele, così inumana da non venire incontro, pietosa, a questa debolezza della umanità che soffre – per mettere così al sicuro il suo bottino di anime per il paradiso? L’uomo è debole, non tollera la vicinanza della terra che lo porta, non la tollera perché essa è più forte e perché lui vuol essere migliore della malvagia terra. Egli cerca di svincolarsi, di sottrarsi alla sua serietà. Chi potrebbe prendersela con lui per questo - se non l’invidia di chi nulla ha? L’uomo è debole, non c’è nulla da fare; e come tale accetta la religione che lo pone ai margini del mondo - e d’altra parte sarebbe giusto negargliela? sarebbe giusto lasciare il debole senza aiuto? sarebbe questo lo spirito di Gesù Cristo? No, l’uomo debole deve ricevere aiuto, e questo gli viene da Cristo. Ma Cristo non vuole questa debolezza, al contrario egli rende l’uomo forte. Non lo conduce ai margini del mondo in una fuga religiosa dal mondo, ma lo restituisce alla terra come suo fedele figlio. Non siate uomini ai margini della realtà, ma siate forti! L’altra possibilità è che siamo figli di questo mondo. Chi non si sente affatto toccato da quanto detto sopra, dovrebbe stare attento se quanto segue lo può ferire. Noi siamo divenuti schiavi del secolarismo; ed intendiamo del secolarismo devoto, cristiano. Non si pensi affatto all’ateismo o al bolscevismo nelle sue espressioni culturali, ma alla rinunzia cristiana a Dio come Signore della terra. E con ciò si dimostra che siamo asserviti alla terra. Dobbiamo chiarire il nostro atteggiamento di fronte ad essa. Non c’è via di scampo. Potenza si oppone a potenza. Il mondo si oppone alla chiesa, la mondanità alla religione. Che altra possibilità c’è se non che religione e chiesa siano costrette a chiarire la loro posizione, a lottare? Perciò la fede deve rinforzarsi e divenire costume religioso e morale; la chiesa, un organo d’azione per un nuovo edificio etico religioso.

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ma lo ama anche totalmente come Regno di Dio in terra. ma su questa terra maledetta è venuto Cristo. ma addirittura davanti a quel Dio che spezza i suoi idoli in terra. Non vi crede né chi si rifugia in esso sottraendosi al mondo.come il forte difende il disarmato -. Perciò il Regno del Cristo è un regno che viene dall’alto sulla terra maledetta.se si comporta solo un pochino più risolutamente . i suoi cardi e le sue spine. E proprio in questo sta la vera maledizione che pesa sulla terra: non che essa deve portare spine e cardi. Noi vi passiamo sopra e non lo sappiamo. possiamo farlo solo come uomini che poggiano con ambedue i piedi sulla terra. Dobbiamo costruirci una fortezza resistente.in questo allegro conflitto avrà dalla sua tutti gli uomini coraggiosi. chi ama la terra. che nemmeno i solchi più profondi della terra ci rivelano il Dio nascosto. solo perché dotato di forza esuberante . non facciamo altro che sfuggire a lui stesso.5 10 15 20 La fede. non trova la terra . noi non lo possiamo. Chi vorrebbe biasimarlo per questo dono della natura . il suo mondo. un mondo ai margini. al mondo. Chi cerca di sfuggire alla terra non trova Dio.anche l’uomo religioso . in cui essa può sopportare anche questo. ma trova l’allegro teatro di una guerra tra buoni e malvagi. lo ama totalmente come Regno di Dio. dunque. perché le potenze della terra ve la costringono. la obbliga a restare fedele alla 25 30 35 40 45 50 . tutti i figli troppo fedeli a questa terra. Dobbiamo difendere la causa di Dio. che vuol essere lui il Signore in terra. più bello. Ma non possiamo sfuggire a Dio. Se preghiamo perché il Regno venga. Egli si riprende l’uomo e lo conduce sotto la sua signoria. la carne che Cristo assunse era presa da questa terra.se non l’invidia di chi nulla possiede? E inoltre si può anche parlare e predicare ottimamente con questo secolarismo devoto. ma è come un tesoro nascosto nella terra maledetta. ma che nasconde il volto di Dio. Diventate deboli nel mondo e lasciate che Dio sia il Signore! Ora. Su questa terra è stato innalzato il legno della maledizione.possono esserci delle ore. Proprio con questa nostra prontezza nel difendere i diritti di Dio nel mondo. che comincia in questo mondo. la costringe a cooperare pienamente con i figli della terra e del mondo. perché ha benedetto la terra e ci ha tratti dalla terra. E cosi costruiamo il Regno. Ma Dio ha dannato la terra benedetta.prova piacere ad azzuffarsi e a mettere alla prova le sue forze. si arma. decisi. Chi fugge la terra per trovare Dio. . nella prosperità e nella miseria. l’essere ai margini del mondo e il secolarismo sono solo le due facce della stessa medaglia.come terra di Dio -. Quale uomo giusto non sarebbe pronto a difendere la causa di Dio in questo mondo malvagio? Egli lo farebbe come si racconta degli antichi Egiziani. cioè del fatto che non crediamo al Regno di Dio. trova solo se stesso. Anche con questo allegro secolarismo si può vivere ottimamente. L’uomo . e questo secondo ‘ma’ istituisce il Regno del Cristo come regno di Dio sulla terra maledetta. trova solo un altro mondo. trova se stesso. amiamo la terra per amore della terra stessa e di questa lotta: ecco il nostro secolarismo cristiano. e lo cerca dove non è la sua tribolazione. Tu hai visto solo la terra. ma non il Regno di Dio. e anche la sua semenza e il suo grano. a chi nella solitudine e nel distacco delle ore di devozione vive per la ‘sola beatitudine’. pii ed empi. più tranquillo. che non vuole che l’uomo in terra cerchi di difenderlo. guerra che lui stesso scatena. più buono. bene intenzionati. l’ama come terra di Dio. e quindi considera molto mal servita la sua causa da questo allegro zelo. Chi ama Dio. Noi viviamo sul suolo maledetto che produce spine e cardi. per la chiesa. i quali portavano i loro idoli contro il nemico per nascondersi dietro di loro. Chiedere che il Regno venga non è possibile a chi cerca di sottrarsi alla miseria propria e altrui. chi ama il Regno di Dio. lo ama come Signore della terra così come essa è. ma non hai trovato il tesoro nascosto nella terra maledetta. nella quale poter vivere sicuri con Dio. eppure il fatto che non lo vediamo attira su di noi il giudizio. E questo perché il re del Regno è il creatore e conservatore della terra. Chi fugge Dio per trovare la terra. C’è. né chi pensa di doverlo erigere lui stesso come un regno di questo mondo. ma che vuol condurre lui stesso la sua causa e prendersi cura o meno dell’uomo secondo la sua libera grazia. ma ora li porterebbe non solo di fronte al nemico. L’ora in cui la chiesa oggi prega perché il Regno venga. La chiesa può star certa che .

assetato. poniamoci la semplice domanda: come t’immagini il Regno di Dio in terra? 10 15 20 25 Come vorresti che fossero gli uomini? Li vorresti più morali. appena cerchiamo di porci seriamente questa domanda e vogliamo rispondere. o meglio. che loro stessi non si sentono migliori del mondo.5 terra. come in un incanto. né nell’al di qua di un’utopia secolare.non è la preghiera dell’anima devota del singolo che vuole fuggire il mondo. Proprio questo avvenimento è il solo che accenda realmente la preghiera per la 30 35 40 45 50 . la «terra che è madre di tutti» ( Eccli 40. costituisce l’eterno diritto di Prometeo di fronte al vile fuggitivo ai margini del mondo. La rende completamente solidale con il male e con il peccato del fratello. La terra richiede la nostra serietà. L’ora in cui oggi preghiamo perché il Regno venga è l’ora della. forti e deboli. Il suo asservimento è il nostro asservimento. dobbiamo essere sobri. è la potenza della maledizione pronunciata dal Creatore. che non hanno da proporre particolari progetti per migliorare il mondo. il maligno. poveri e ricchi? È veramente strano che. Dobbiamo svegliarci dallo stato di esaltazione in cui ci ha trasferiti. e ciò accade dove la chiesa permane solidale con il mondo e attende la venuta del Regno solo da Dio. più completa solidarietà con il mondo.e questo punto è la resurrezione di Gesù Cristo. nella nostra solitudine. alla morte. quell’unica potenza. più pii. Ogni nostro desiderio di mutare la terra maledetta in terra benedetta. quel punto in cui. più uniformi. benedire di nuovo la terra. che vive nella sua propria concezione del mondo. naufraga di fronte alla realtà che è Dio stesso ad aver maledetto la terra. che non vuol cedere il diritto che si è acquisito sulla creatura caduta. nel nostro mondo. che Dio dice il suo sì più radicale al mondo. Se vogliamo essere sinceri e seri nelle nostre riflessioni. è il Regno che viene a noi nella nostra morte. da cui apprendono con stupore che la maledizione è stata spezzata. sa che cosa vuole. il veleno della terra maledetta. che lo fa essere vicino al Regno di Dio. un’ora in cui il dolore ci fa stringere i denti e ci fa tremare le mani. L’amare la terra. affamati. di riconquistare questo stato. alla sua miseria. Qui è avvenuto il vero e proprio miracolo. Morte. non è la preghiera dell’utopista fanatico. non la sola beatitudine bisbigliata in solitudine.1).tutte fanno parte della terra maledetta. Qui è stava spezzata la legge della morte. alla fame. non ci permette di fuggire ai margini del mondo in una beatitudine devota. qualcosa si manifesta a chi sa credere . Non ci è assolutamente data la possibilità di formulare un pensiero universale. e scopriremo qualcosa di straordinario. per vedere se non ci capiti di sorprendere noi stessi in simili pensieri. ma che perseverano mantenendosi uniti al mondo nella profondità della sua banalità quotidiana. Nessuno di noi. in fondo. Facciamo un’accurata indagine. solitudine e desiderio . dilaniato. E perciò con le nostre utopie non riusciamo ad andare oltre la nostra morte. meno appassionati? Li vorresti non più ammalati. nel nostro desiderio. Certo che vogliamo una cosa. non più soggetti alla morte? Vorresti che non ci fossero più avveduti e stupidi. ma poi. lo benedice annullando la maledizione. ma ci fa crudamente riconoscere la sua limitatezza ed il suo asservimento. non siamo più in grado di formarci anche solo un’immagine utopica del Regno di Dio in terra. «Venga il tuo Regno» . in vane speranze. la nostra solitudine. e che solo lui può ritirare la sua Parola. e insieme ad essa noi siamo resi schiavi. perché appunto sono fedeli in maniera mirabile a questa vita terrena e tengono lo sguardo fisso verso quello straordinario punto del mondo. per ragioni fondate. del suo asservimento -. qui il Regno di Dio in persona viene in terra da noi. l’avversario. il nostro desiderio . ma un gridare e un tacere insieme con gli altri: «Passi questo mondo che ci ha saldati strettamente nella miseria e venga a noi il tuo Regno».ecco le tre potenze che assoggettano la terra. Pregare perché il Regno venga non è possibile nemmeno a chi s’inventa il Regno in ardite utopie. in sogni fantastici. di avere una visione d’insieme. non sappiamo più che pensare. Ma non ci spetta neppure il superarle. quella stessa cosa non la vogliamo. dell’ostinato riformatore del mondo -. qui Dio si mette dalla parte del mondo. è la preghiera solo della comunità dei figli della terra che non si isolano. al centro del mondo morente. che sa proporre mille programmi e ricette con cui vuole curare il mondo.

È appunto in questo avvenimento che la vecchia terra viene affermata e si invoca Dio come Signore della terra. nega. Dio. ma noi e Dio: così noi uomini di oggi preghiamo. che il suo Regno non può essere instaurato in questa terra. potrebbe permettersi di determinare i limiti delle azioni di Dio . nella quale il Regno di Dio resta nascosto come un tesoro. è la rottura della legge della morte. ed è pure questo avvenimento che vince la maledizione della terra. dell’educazione.lui che muore e risorge? Questa umiltà non è altro che la superbia mal celata di colui che vuol sapere da sé che cosa è il Regno di Dio.allora lui stesso. che crea la vita e vince la morte? Un dio. eppure allo stesso tempo con l’affermare la terra. la sua risurrezione. è il miracolo che sostiene la nostra fede e la nostra preghiera per la venuta del Regno. che Dio e il suo Regno sono solo nel mondo eterno dell’al di là. nella nostra finta umiltà. nelle sue comunità. e così cade di nuovo in balìa della maledizione della terra. ed è il Regno di Dio nella sua interezza. Dovremo vergognarci di fronte a lui. non che Dio venga a dimorare nella mia anima.venuta del Regno. la stessa che egli conserva. che Dio non può venire da noi. con il miracolo. nella sua storia. ed allo stesso tempo il Regno dell’ordine che afferma e conserva la terra con le sue leggi. non è un abbellimento cristiano per i riformatori del mondo. la spezza. della solitudine e del desiderio nel mondo. Viene con lui in terra. Ambedue le cose sono strettamente congiunte. perduta. Il miracolo e l’ordine sono le due forme nelle quali si presenta il Regno di Dio in terra. con la rottura della legge della morte. Il suo Regno deve percorrere lo stesso cammino che egli percorre. Poiché solo dove si afferma pienamente la terra. 5 10 15 È la nostra incredulità ipocrita che ci porta a opporci a questo Regno. con la risurrezione. ma che Dio eriga il suo Regno in mezzo a noi: ecco la nostra preghiera odierna. È veramente il miracolo di Dio che infrange la morte aprendo la strada alla vita. allora il suo Regno ha il carattere del miracolo. la sua storia. distrugge tutti i regni della terra. quando ci farà vedere cose che sono mille volte più meravigliose di tutto ciò che abbiamo visto sinora. con l’entrare nel suo ordinamento. le sue comunità. vince. la sua azione. maledetta. Dio guida la terra in modo da infrangere la sua legge della morte. il Dio dei miracoli. Poniamo a Dio dei limiti dicendo. del miracolo. da non vedere che è Dio stesso e solo lui a compiere questa rottura. Se Dio è veramente Dio . È il Regno di Dio per la terra. tutto ciò che l’uomo fa per creare un suo regno sottoposto alla maledizione della morte: il Regno della risurrezione. nelle quali esso si scinde : il 20 25 30 35 40 45 50 . nella cristianizzazione della cultura. la si può seriamente infrangere e distruggere. e con altrettanto malcelato zelo vuol compiere lui stesso il miracolo. così. è il fondamento della nostra preghiera per la venuta del Regno. in un rinnovamento dei costumi cristiani la venuta del Regno di Dio. che è troppo grande. Non io e Dio. È la richiesta della comunità che soffre e lotta nel mondo per l’umanità tutta e per il compimento della gloria di Dio in essa. lo siamo noi stessi. Questa terra è. non si trova in mezzo a noi se non nella duplice forma del Regno finale che abbatte. che però non sa fare miracoli. Chi. Chi si sbaglierebbe tanto sul proprio conto. a instaurare il Regno della risurrezione? Non ciò che Dio potrebbe e ciò che noi potremmo. sulla terra che soggiace alla maledizione. Perché siamo così vili? così prudenti? così paurosi? Egli un giorno ci confonderà tutti. In altre parole. Come può venire a noi il Regno di Dio? Non altrimenti che con la venuta di Dio stesso. la terra caduta. Ma lì dov’è Dio c’è pure il suo Regno. e solo il fatto che la maledizione che pesa sulla terra è stata spezzata dà la possibilità di prendere sul serio la terra. Perché dovremmo vergognarci di avere un Dio che fa miracoli. E perciò guardiamo alle sue azioni miracolose e diciamo: « Venga il tuo Regno». Il Regno di Dio è il regno della risurrezione in terra. ma ciò che Dio compie e vuol sempre di nuovo compiere in noi. della politica. la sua Parola. questo miracolo. la uccide e promette la nuova terra. vuol creare lui stesso il Regno di Dio. Egli si mette dalla sua parte in quanto opera delle sue mani. di colui che vede nella crescita della chiesa. La richiesta del Regno non è la preghiera di un’anima impaurita che mendica la propria beatitudine. nella sua umiltà. è sempre anche colui che si mette dalla parte della terra e infrange la sua maledizione. è il miracolo vero e proprio.

Lo stato con tutta la sua autorità in base alla quale si riconosce pienamente e solo responsabile per l’ordine della vita.ed è. Nel corpo del Crocefisso il nostro desiderio trova il suo giudizio. nella chiesa. ma anche il miracolo completamente nascosto nel mondo degli ordini. distrutto nell’annuncio della croce e della risurrezione di Gesù Cristo. Il Regno di Dio nel nostro mondo non appare altro che nella sua doppia forma di chiesa e stato. Il Regno di Dio prende forma nello stato. ma mantiene quelle date. della potenza di Dio nella nuova creazione. e l’ordine come conservazione in vista del miracolo. questo è il suo compito. annientato. l’odio. nella comunità dei santi creata dalla risurrezione. Il Regno di Dio prende forma nella chiesa. Nessuna delle due può sussistere per sé. E di nuovo lo stato. È l’inspiegabile miracolo della confessione che rende illusoria ogni comunità finora esistente. perché non vada in rovina. rimanda al mantenimento dell’ordine nel mondo della maledizione. E la chiesa. Il Regno di Dio prende forma nello stato. siccome nella chiesa. è da noi chiamata: chiesa. Non crea comunità nuove. Testimoniare della risurrezione di Cristo dai morti. l’uno può e deve portare la colpa dell’altro. in quanto la potenza del desiderio viene trasfigurata dalla testimonianza del miracolo di Dio. ecco il compito della chiesa. nella sua autorevole testimonianza sulla fine del mondo. in quanto la chiesa è testimone del miracolo di Dio. ed impegna tutta la sua autorità contro la distruzione della vita. viene condannato. del popolo. del matrimonio. rimanda all’attività di conservazione e di ordinamento dello stato nel mondo che si mantiene sotto la maledizione. nella chiesa è annientato dalla testimonianza autorevole del miracolo della risurrezione: nello stato esso viene frenato dall’ordine della conservazione della vita. è spezzata e la comunità è di nuovo creata e fondata. nella sua azione limitata. gli ordinamenti delle comunità. Ogni tentativo dell’una di impadronirsi dell’altra non tiene conto di questo riferimento del Regno di Dio alla terra. Perché l’umanità non si disgreghi per volontà di singoli e del loro individualismo. l’ultima catena della solitudine. rimanda all’ultimo miracolo di Dio nella risurrezione. concentrato solo su se stesso. della fine della legge della morte che regna in questo mondo posto sotto la maledizione. della famiglia. in quanto lo stato riconosce e tutela l’ordine della conservazione della vita. in ogni modo. in quanto in esso gli ordini delle comunità esistenti vengono mantenuti con autorità e senso di responsabilità. è annientata da ciò che accade nella confessione. come la chiesa. Ambedue sono necessariamente interdipendenti. Così ambedue testimoniano il Regno di Dio. mancanza di fede nel Regno di Dio. con la sua testimonianza della risurrezione. che è completamente Regno di Dio e completamente Regno per noi. La forma in cui il Regno di Dio si manifesta come miracolo. sempre all’interno del mondo della maledizione. Ma allo stesso tempo 30 35 40 45 . Il suo compito non è di creare nuova vita. in quanto si sente responsabile della tutela su questo mondo. è da noi chiamata: stato. e l’ordine che si mantiene nella sua limitatezza mediante il miracolo. la supera. Il Regno di Dio prende forma nella chiesa. la distrugge e permette che qui e ora si crei la nuova istituzione comunitaria del mondo della risurrezione. Ogni preghiera per la venuta del Regno di Dio. nello stato viene frenata dalla conservazione degli ordinamenti comunitari. del quale abbiamo parlato. rimanda alla testimonianza della chiesa che annunzia la fine del dominio della legge della morte nel mondo della risurrezione. ma di conservare la vita data. l’annulla. dunque.5 miracolo come la forza che infrange ogni ordine. Il desiderio dell’uomo. Il Regno di Dio prende forma nella chiesa. in quanto la solitudine dell’uomo in essa è vinta mediante il miracolo della confessione e del perdono. La potenza della solitudine. lo stato è pronto a mantenere. denota un essere ai margini del mondo o un secolarismo. 10 15 20 25 Il potere della morte. la forma in cui si manifesta come ordine. che non si riferisca alla chiesa e allo stato.

del Regno di Cristo. e l’azione limitata dello stato anche qui rimanda all’autorevole testimonianza della chiesa. nella nostra obbedienza. impotente e indifeso. viene appunto solo frenato. Solo così ambedue insieme . e come stato che ha autorità e potere e mantiene l’ordine. sono parole rivolte dal Signore solo a colui al quale egli potrà dire: «Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare. egli fa scendere il suo Regno sulla terra maledetta. non quale unico impero visibile e potente.viene trasfigurato e creato a nuovo nel mondo della risurrezione. come lo stato pone dei limiti alla chiesa. noi stessi siamo chiamati da un lato a prendere sul serio i limiti e dall’altro a vedere l’anima vitale del Regno di Dio. lo si tiene nei limiti dell’ordine. perché sia testimone del miracolo della risurrezione di Dio. richiede la nostra obbedienza alla sua manifestazione contraddittoria. esistente nella sua compiutezza. ho avuto sete e mi avete dato da bere. Si tratterà sempre del Regno di Dio in terra. e solo così ci chiama all’obbedienza. Dio vuol essere onorato da noi in terra. viva obbediente tra chiesa e stato: ecco in che cosa consiste la nostra richiesta della venuta del Regno di Dio in terra. poiché uno viene protetto e tutelato dal desiderio dell’altro. di pace. Non sono. Apriamo gli occhi. o benedetti del Padre mio. 5 10 La potenza del desiderio nella chiesa viene superata e trasfigurata. ma diventano pienamente serie. Il popolo è chiamato a far parte del Regno di Dio e perciò il suo posto è nella chiesa e nello stato. vuol essere onorato nel fratello. perché possa porsi a servizio della comunità nel mondo caduto.e mai isolatamente . anche qui c’è felicità . vuol far sempre di nuovo apparire come in un lampo il miracolo di quel nuovo mondo benedetto. che qui non dovrà mai trasformarsi in interferenza. Solo nella giusta interdipendenza e limitazione reciproca il Regno di Cristo diventa realtà.testimoniano del Regno di Dio. Questo può sembrare insulso e vuol anche esserlo. verso Dio e il fratello. ma una terra veramente nuova. Il Regno di Dio. Ambedue devono restare consapevoli di questa reciproca limitazione e sopportare la tensione del cammino fianco a fianco. e per lo stato. «Venite. quale ‘nuovo’ regno del mondo. siamo il teatro del loro incontro. obbedienza a Dio nella chiesa e nello stato. perché protegga con la sua autorità gli ordini del mondo che continua ad essere nella maledizione. e possa portare frutto. e che il popolo di Dio. Che la chiesa trovi il suo compito solo nel miracolo e lo stato solo nell’ordine. c’è beatitudine ma sempre sull’orlo della disperazione. su questa nuova terra 15 20 25 30 35 40 45 . come orientamento verso il prossimo. è in mezzo a noi. La chiesa pone dei limiti allo stato. come sete d’amore. di letizia. nello stato ordinata e frenata. non è in un altro mondo ai margini. Il Regno di Dio prende forma nello stato in quanto in esso il desiderio dell’uomo viene frenato con autorità e responsabilità. queste. che qui si manifesta in questa così mirabile. obbediamogli qui in terra. Ciò che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli lo avete fatto a me» ( Mt. liberiamoci dalle fantasie. Anche qui c’è amore . il popolo.ma sempre già immerso nella possibilità dell’odio. proprio nel punto in cui si ha l’attrito di questi limiti e scoppia l’incendio. allo stesso tempo è come Evangelo della risurrezione e del miracolo. quando tra chiesa e stato consideriamo il popolo. duplice forma. considerazioni teoriche. ma Regno di Dio nella forma stabilita per noi. E allora noi stessi.ma mai senza l’amarezza della sua transitorietà. Il Regno di Dio deve durare in eterno. Il Regno di Cristo è Regno di Dio. Se preghiamo «Venga il tuo Regno». ma come regno del mondo ultraterreno inserito completamente nel dissidio e nella contraddizione del nostro mondo. oggetto della promessa finale. preghiamo per la chiesa. la cristianità. 25. così come questa rimanda all’ordine dello stato che esercita la sua funzione in questo mondo di maledizione. Ma il desiderio non viene distrutto. e. e in nessun altro luogo. perciò Dio creerà un nuovo cielo ed una nuova terra.34-40). di beatitudine. prendete possesso del Regno preparato per voi».

viene fermato. essi renderanno le loro funzioni a colui dal quale le hanno ricevute. anche noi possiamo percorrerlo solo come chi è segnato forse in modo singolare dalle cicatrici della lotta con Dio. È in cammino. Allora Giacobbe raccoglie le sue ultime forze e risponde: ‘Non ti lascerò. che ora indichiamo con il termine ‘chiesa’ e al quale rimanda lo stato. il Regno della vita. un giorno lo vedremo. però. della trasfigurazione. deve lottare con uno che non conosce: è notte fonda.5 della promessa. Ha la sensazione che sia giunta la sua ultima ora. La via era libera. La maledizione si era mutata in benedizione. perché l’aurora è spuntata. né grida. alla vigilia della domenica dei morti: che viene l’Avvento e il Natale. Questa è la nostra consolazione oggi. Venga il tuo Regno: con queste parole chiediamo anche l’instaurazione di quell’ultimo Regno. Nel momento in cui sta per attraversarlo. per lunghi anni è vissuto in paese straniero. affinché noi non ne siamo esclusi. ed egli sarà il solo Signore. né dolore. L’Antico Testamento ci racconta la strana storia di Giacobbe. resiste all’avversario. ma. se non mi avrai benedetto’. fuggito dalla terra promessa di Dio. Ed il sole spuntò per Giacobbe. Anche per noi il cammino verso la terra promessa passa attraverso la notte. il risorto. non ci sarà più la morte. Cristo porrà il Regno ai suoi piedi. Ma ora non riesce più a starsene lontano. chiediamo che venga anche da noi. entriamo nel paese di Dio e del fratello come guerrieri zoppicanti: questo unisce i cristiani a Giacobbe. vuol tornare dal fratello. Perciò preghiamo: anche per noi venga il tuo Regno. In questo attimo egli sente la benedizione e lo straniero è sparito. pregando così. non lo lascia più. E non ci saranno più chiesa e stato. e sapendo che anche per noi spunterà il sole. 10 15 20 25 30 35 . deve essere abbattuto proprio all’entrata del paese promesso. Viene anche senza la nostra preghiera . il Regno in cui non ci saranno più lacrime. ma entrò nella terra promessa. e il Regno sarà compiuto. deve morire qui. il creatore.dice Lutero -. ed egli zoppicava per l’anca slogata. finché non lo sente dire: Lasciami andare. il crocefisso. Non resteremo nel dissidio. tanto dura è la presa dell’avversario. che. Ecco la promessa: questo nuovo mondo della risurrezione. Ma Giacobbe si sente crescere forze inaudite. lo afferra. È l’ultima notte prima che egli possa di nuovo mettere piede sulla terra promessa. Giacobbe non deve tornare in patria. nella certezza che esso è già incominciato in mezzo a noi. Solo un piccolo fiumicello lo separa da questa. il tempo dell’attesa e della fede. ma Dio sarà tutto in tutti. sulla vecchia terra della creazione. possiamo sopportare pazientemente il tempo che ci è stato destinato per il pellegrinaggio. della lotta per il suo Regno e la sua grazia. Ma noi sappiamo qualcosa di più che Giacobbe: che non siamo noi a dover venire. anche noi. la terribile porta d’ingresso che lo separava dalla terra promessa era abbattuta. venuto in odio a suo fratello. della comunità. Ed il sole spuntò. ma che Lui viene. e lo Spirito che compenetra la sua comunità santa. vuol tornare a casa nella terra della promessa.