ANONIMO TRECENTISTA

STORIA DI FRA MICHELE MINORITA

attese alle loro confessioni. si volse al compagno. usciti che furono fuori (che si cominciava a fare dì). gli disse: datemi alcuno modo di parlare con queste donne. dì 19 d'aprile. acciò che poi dormendo. MCCCLXXXVIIIJ. ancora non si potè. fra Michele molto si sforzava di confortare il compagno. dì tu quello che Dio t'ispira. E dopo molte parole. avendo fatto segno d'orare. Giunti al vescovado. per vedere la loro fermezza. e già mosso con certi. loro addosso molti berrovieri e mascalzoni. intra' quali. ci vuole Iddio d'un poco di fatica tanto rimunerare! E questo con parole e atti che sarebbono malagevoli a sprimere. i poveri frati di Santo Francesco (i quali oggi. in sul dì. e benedetto l'ulivo e dato e mandato a ciascuno. imperò che. Et addomandando con grande ipocresia che dovessero lasciare loro alcuno modo di vivere. E la mattina della Pasqua. recitando delle loro perfezioni e ardenti desiderii di pervenire al martirio. si diliberòe d'andarvi. infingendosi che quelle due. i quali desideravamo di tornare nella Marca per un poco dormire e riposare il corpo. con molto laudamento e ringraziamento di Dio. Fatta la mattina. per potere la seguente mattina fare una buona levata: e così deliberato e ordinato. Andandone presi con grande furore. ma che arebbe ben caro d'abergare la sera fuori della città. noi la rimettemmo in lui. perchè fossono vinti dal sonno. dicea: e noi. E que' rispuose: io dirò ciò che mi verrà a bocca. E legando loro le mani. e giunsoro qua a dì 26 di gennaio 1388. avendo soddisfatto ciascuno de' bisogni de l'anime nostre. sì disse (essendo a l'altare. non s'avedessono delli loro andamenti. e che l'avessono per scusato. I. avendo guatato per uno sportellino dell'uscio. parte di loro intrarono a cercare la casa. per la parte sua.. Et essendo menato alle predette femine. il detto frate Michele. perchè era restato due di loro a confessarsi. nè per osservanza di dì ec. che ve n'erano stati da 16 di loro. a lui e a molti altri parve si dovesse muovere il dì dopo la Pasqua. altro che due voleano venire alla confessione. gl'indussono a stare la sera. E giunto in casa loro. cioè il lunedì mattina. ma nel nome di Iesu Cristo io incomincio a parlare. e proporrò a voi la parola del Santo Evangelio. con grande busso aprì la porta. E frate Michele con molta umiltà e benignità. E quando ebbe molto favellato loro a terrore de' pericoli di questi tempi. Et il lunedì mattina. cioè due pinzochere e tre donne vedove. uscirono. Allora frate Michele. che s'erano più volte schifate per l'adrieto. instigate dal diavolo. togliendo loro tutte scritture.NEL NOME DI IESU CRISTO. parendone molto spaventate. III. cominciò a dire frate Michele. gli missero a parlare di Dio. ricevere tanto benificio da Dio? Oh! quanti de' poveri ànno lungamente desiderato questo. una di loro. andando per la via. e che non vedea esso. comunicate molte persone. E. e non volendo. con molte ammonizioni infine). che non sapea più: con molta umiltà e' prese il commiato da ciascuno. novizi di due dì. perseguitati per la povertà di Cristo). mandarono qua a Firenze frate Michele e C. E DEL BEATO FRANCESCO. con più molta sollicitudine cercavano di confessarsi e di volere la salute della anima loro. sì che rimagnendo. gli misono in prigione. che parve che dovesse essere pur così. armati. e con grande fervore di spirito e ardore di caritade. in tanto che. che dice che ogni cosa che altri à a fare. Le quali con incredibile tradimento e diaboliche lusinghe. nella parte della confessione. si studirono di tenergli a bada. e con molto anniccillamento di se medesimo. e poi dissono: come voi ci avete detto. ma alle sante scritture. Com'è per usanza. e dettogli: voi ci avete pronunciato le pene. POVERO CROCIFISSO. Ma essendo pregato dicesse del conforto che ricevono coloro che seguitano la verità. questa è la verità. se non cose da spaventarle. più a fare nulla. e perdonassogli sed egli avesse errato. E quegli non parea che potesse dire altro. essendo per moversi. che dice: guardatevi da' falsi profeti ec. In fine di tutte le loro ipocresie. et il santo rispuose loro: che voi osserviate i comandamenti di Dio ec. ebbero a dire i frati corbi. fue pregato. Le quali. come si partìa l'altra mattina. Et in questo intervallo. essendo incominciato a parlare. e per più tempo passato. ebbe a dire che pensava che i poveri nollo astettassero. pregandogli che dovesse loro piacere di lasciarli il breviare per dire l'ore sue. Ma da l'altra parte considerando i dì santi che veniano della settimana santa. E la domenica dell'Ulivo. affrettando la loro uscita di casa. II. di quaresima. il compagno C. per soddisfare i fedeli da Firenze. Dopo questo si ridusse a dire suo ufficio. disse: oh quanta grazia ci à fatta Iddio! e a che gente! E chi siamo noi. vogliendo mettere in esecuzione il loro tradimento. sotto ombra di grande caritade. aveano avuta molta battaglia di mente. diteci alcuna cosa del premio. ec. gente tanto riprovata. IV. con molti rimbrotti gli missono in prigione. E DELLA SUA MADRE. insino valica mezza notte. queste non sono cose da pigliare per leggiere. quelle figliuole di Giuda. con grande esclamazione. con inginocchiamento e molte invenie. E mostronno di volere dare indugio. se i santi non ci ingannano. abitanti nella Marca. e diliberò la mattina di non muoversi. da poi che ebbono cenato. detto quello che intorno a ciò bisogna. e stare in orazione. che non gli dava il cuore di potere andare. E parlò loro molte cose della verità. e il dì della santa Pasqua. e dando loro a vedere le innumerabili persecuzioni che seguitano a chi dirittamente in questo tempo vuole seguitare e osservare i comandamenti di Dio e della santa Chiesa. disse: io dico con l'apostolo Santo Paulo. ciò è nè per aguri. tutto confondendosi del grande beneficio che gli parea avere ricevuto da Dio. e poi tutto il dì . d'una casa dirimpetto. certe figliuole di Giuda. ch'erano rimase a confessare quella notte. e affaticatisi con molte vigilie e pene corporali! E nominandone alcuni per nome. e che volentieri si partirebbe. dicendo: non credete a noi..

trassono fuori una confessione di 17. non fu lasciato. perchè v'era alquanti de' professori d'essa regola. via di perfezione mostrando. i quali aveano tenute e teneano e difendeano le sue decretali. stando nel mezzo de' lupi. L'altro dì il vescovo fè raunare il collegio de' farisei. e che legge tenete. Allora i farisei con molti scerni e dileggiamenti diceano: adunque è rimasa in voi la chiesa! E così lo rimandarono alla prigione. e papa Giovanni XXII eretico. Allora uno degli ammaestrati. con notai. e tutti i suoi successori. di noi che siamo tanti maestri? E così con molte scerne e ingiurie facendosi beffe del santo. VII. E questo detto usòe molte . tra' quali furono molti maestri. Ma il santo a tutti rispondea umilemente e benignamente. secondo che ci caderanno a proposito. avendo udito che alcuno dicea: e' pare uno valente giovane. frate Michele rispondendo disse: non vogliamo intendere i detti della santa scrittura di nostro capo. e da cui era stato fatto. stando nel mezzo de' farisei. Et allegando la determinazione della Chiesa e alcuno detto de' santi. che esso non scrivesse altro che quello che dicea. multiplice parole. o vero il suo vicario. la quale avea fatta il dì dinanzi. veggendo tanto furore. letta che fu la confessione. parlando alto: e poi parea che tutto si disfacessi. la quale era stata fatta per li poveri. che altra volta fu la condannazione di Lorenzo Gherardi. non curando di loro minacci e detti. secondo che mi recitò il compagno. o vero di 18 Capitoli. che Cristo. tanto che alcuno. domandandolo. che ci dia grazia di mettere in opera quello che tanto abbiamo predicato. con molta sollicitudine confortava il compagno. E. e alquanti: non pare che favelli per bocca d'uomo. disse: perchè avete scritto il falso e quello che noi non abbiamo detto? che n'avete a rendere ragione al dì del iudicio. E poi. riprovando quelle false consequenzie che essi faceano. E. La quale leggendo a capitolo a capitolo. e. Al quale il santo protestò molte volte. ma non che questa non sia la verità. al nostro parere. e pauroso di non perdere la sua corona. questo atto. vedendo tanta costanzia e il suo umile parlare. Di che il santo. rispondea: no ma eretico. allegando la decretale di papa Nicola III. fu letta la sua confessione. Allora i farisei. dicea: se quello che voi dite è vero. i quali raunati a conciestoro. e disse: dite che ritratti l'errore suo. e dicea: a così fatta gente è tanto riprovata! degni di mille inferni! E dicea. E così i farisei e i loro proseliti veniano ispesso alla prigione. Di che allora il principe de' farisei. dicendo tutto lieto: come stai? E così. nè in comune per ragione di proprietà. con grande furore lo fecero rimettere in prigione strettamente co' piè ne' ceppi. chè. V. fu mandato per frate Michele. E poi dicea: veramente io non posso credere che Dio non faccia in questo anno grandissimi fatti. facendosi beffe e scerne di loro con parole stolte. anzi. e non seminava altra dottrina che di Cristo e della sua Chiesa. che tanta abominabile gente dia testimonianza alla verità di Iesu Cristo: dicendo: preghiamo Iddio. prendendo forma di parlare. diceano splicitamente sanza veruna palliazione: vogliamo che tu tenghi che Cristo fosse proprietario. come buono pastore. dicendo che era uomo peccatore. fussi fatto beffe di lui. Et egli rispose che volea tenere Cristo povero Crocifisso. e dove sete stati. se era prete. alla quale erano aggiunte molte false consequenzie. i quali ogni volta più ne peggioravano e se ne pervertivano. e in qua e in là guatando ora l'uno. Iddio vi dia pazienzia. cominciarono a rispondere in confusione. per carità e in sollevamento del compagno. e con cui? Et il santo rispuose benignamente. de' quali Capitoli l'effetto di quello che voleano sapere si era sopra una confessione. Ma il santo di questo non si curava. in quanto uomo mortale e viatore. non ebbero niuna cosa nè in speziale. che negate quello di che avete fatto professione? Di che alcuno de' cordellieri iscontorcendosi disse: io non direi contro alla regola nostra. dicendo: noi t'accorderemo quella di papa Nicola III con quelle di papa Giovanni XXII. ma di Dio! tenea il santo. facea vista d'andare baloccando per le mura. E come zelatore del santo martirio. anzi il maggiore de' farisei si rivuolse con grande impeto e furore. VI. E l'effetto della sopraddetta confessione si era. e priegot'Iddio che ti dia vero conoscimento: e stette cheto. e disse: se mai dicesse il contrario a questo. domandavo: che dite voi di questo? Et esso pienamente rispondea la verità di quello che tenea. essere eretici. Ma eglino delle sue parole si faceano beffe e scerne. dopo le molte ingiurie e scerne riceute da loro. o vero dominio civile e mondano: la quale sua confessione scrisse il notaio suo. più ne diventano ferventi! E nondimeno eglino scrivevano pur quello che voleano. dicea: onde a noi tanto beneficio? E questo dicea con grande fervore. venendo l'ora di vespro. e frate Michele allegando la regola di santo Francesco. e dicendo: che gente sete voi. facendosi beffe delle loro stoltizie. alle quali rispondendo. se volea tenere quello che teneano tanti maestri e tutto il popolo di Firenze. dicendo: non v'avvedete voi. fu domandato. per zelo che avea del santo martirio: veramente che io nollo posso credere. e che tenea la legge di Iesu Cristo. per paura. dicendo: egli è più pertinace che niuna volta! e l'altro dicea: quanto ne sono più pregati. ora l'altro. E così favellando con molta confusione tra loro. la quale aveano distesa con molto false e eretiche consequenzie. e a quello che ne dicono i Santi. e che dottrina seminate. allegando alcuno punto del Vangelio incontro alla povertà di Cristo. disse: figliuolo. che dicea il contrario. E eglino. e diceano con grande furore: credi tu meglio intendere la scrittura. e dove. esso e gli apostoli suoi. e esso rispuose la verità de la domanda salvo il dove. el principe de' farisei mandò per frate Michele disaminandolo. E poi nella fine della sua confessione protestò. e tratto fuori. singularissimamente per essere tenuto stolto. dopo questo.parlando di Dio e delli esempri de' Santi. le quali sarebbono impossibile a scrivere: ma toccherenne alcune. e papa Giovanni XXII cattolico e santo. e inganna questi altri. fu menato dinanzi a loro. rompendo le parole. fare' lo per paura della morte. Di che egli. E così volendo dire alquante parole. Et alcuni: egli à il diavolo a dosso. ma veggiamo a quello che la santa Chiesa n'à determinato. io ti priego che ti renda in colpa de' tuoi difetti. se io nollo veggio fatto.

E dicea: io ò udito dire a li poveri che molto è grande rischio d'apostasìa. e de l'altre loro false consequenzie. quand'altri è in prigione. e disse che scrivesse ciò che dicevano. e i vescovi vescovi! E così dicea la loro filacteria con molta simulazione di santitade. dicea con grande fervore: o in quanta poca d'otta potremo vedere ciò che dicono le scritture. allora rimandandogli alla prigione. per la qual cosa. che 'l santo dicesse. il troppo dormire. in su la compieta. e di santo B. lo fecero rimettere in prigione co' piedi ne' ceppi: e 'l santo ogni volta che era rimesso in prigione. il principe de' farisei mandò per loro. il santo. e il santo rispondea a partita a partita. in quanto uomo viatore e mortale. con quanto maggiore doveremo disiderare di stare co loro! E cosìe dicendo molte cose intorno a questo. e con tanta efficacia e devozione. e. e in speziale quella di santo Francesco. E poi appiè della scritta scrisse: diciamo con santo Agostino: errare possiamo. con moltitudine d'errori per acciecare il popolo: e ne l'altro era la sua confessione. o in confortare il compagno. e. chiamògli. che 'l papa non sia papa. e che papa Giovanni XXII era eretico. fue arrecato dal notaio il calamaio e la penna e 'l foglio e quel primo loro processo. e del papa santo da venire. se non il semplice uso del fatto sanza niuna ragione civile o mondana. VIII. che legge filosofia. che sarebbe loro perdonato. E questo recitava molte volte con molta riverenzia e devozione. X. Et essendogli risposto di no. dicendo: perchè avete scritto quello che noi non abbiamo detto. Fatto il loro dire. tutto il suo studio era. E poi il notaio venne per la scritta. e con molta ipocresia e simulazione di santitade. non ebbero in esse. voletevi voi ancora pentere di cotesti vostri errori? E 'l santo rispuose: non sono errori. i quali gli aveano tolti. Rispuose il santo a partita quello che teneano di papa Giovanni XXII. furono letti due processi. et in su il processo. parea che tutto si disfacesse. Di che il notaio disse: e' si leggerà poi quello che tu dì. rispondendone pienamente la verità. fue menato dinanzi da loro. stando nello stato della perfezione. per fare aizzare il popolo contro a loro. rendersi in colpa di quello che diceano. il santo chiese i libri. che lessono quanto gli diedono alla signoria secolare. molto scandalezzati. lessero la sua confessione. E poi. E poi dicea: se noi andiamo a leggere con tanto desiderio la dottrina del santo abbate. e tutta la gloria! Dicendo: e' vi si vederanno que' XXIII vecchi che dice nella Apocalissi: ivi si vederà quello Elezar. e allegando il santo in sua defensione le regole approvate. Di che i corbi. non era stato re temporale per ragione civile e mondana. avendola essi tutta corrotta di false consequenzie e errori: e tenneno questa cautela. e mai nolla rividoro più. Io. o in istarsi in orazione. con tanto fervore di spirito. se non. che l'uno s'aveano fatto eglino. e sarebbono arsi. perchè dicea il contrario. a capitolo a capitolo infra tre dì. dicendo a ogni capitolo: e' cosìe àe detto. santo Francesco: ivi si vederà quelli gloriosi martiri. via di perfezione mostrando. infra tre dì del termine. e tratto fuori de' ceppi. il quale à nome messer Iacopo. e che quelle cose che la Santa Scrittura dice loro avere auto. e che esso Cristo e gli suoi apostoli. Di che no gli volendo dare. nel quale si contenea poche cose. mentre che stette in prigione. IX. dicendo: io voglio de' fatti vostri essere scusato dinanzi a Dio. E cosìe. che sapeano tanto a mente che bastava. o veramente l'oziositade. come credo. di questi due processi. come detto è di sopra. ma eretici non possiamo essere. che vi si tiene i banchi del vescovado. essendo in su il terrazzo del vescovado il maggiore fariseo. il santo gli protestò per più volte dicendo: tu n'arai a rendere ragione nel dì del giudicio. Di che accettato il calamaio e foglio e la penna. e ponete le falsità per acciecare il popolo? E il notaio pure leggendo. E eravi ragunati molti secolari: ed indi. ivi in presenzia della moltitudine de' secolari. vennovi due frati corbi e uno secolare. che tutti questi santi padri del testamento vecchio e del nuovo priegano per noi. E. chè in prima leggevano quello che s'aveano fatto eglino. imperò che sottomettiamo noi e ogni nostro detto alla correzione della santa Chiesa. che sarebbono dati alla signoria secolare. venendo il quarto dì.volte: e poi dicea con grandissima divozione: pensa. come agnello in mezzo de' lupi. E quel loro processo. anzi si leggevano pure quella che innanzi s'avevano fatto. di loro mano.. ma cattoliche veritadi. innanzi che compiessino i tre dì. questi santi martiri: Bartolomeo Greco e Bartolomeo da Buggiano e Antonio da Aqua Canina. menategli giù. rendendo molte grazie a Dio. il quale dicea imprima voler andare allo inferno che fare una simulazione contro a' comandamenti di Dio: ivi si vederà Iesu Cristo: ivi si vederà il padre nostro. in conforto e in sollevamento del compagno. Di che egli affocato di stizza. non missero quella scritta. e al banco. raunossi il consiglio de' farisei nella chiesa di Santo Salvatore. E rimessi in prigione co' piedi ne' ceppi. disse: io non sono per disputare oltre. dicendo: sia laudato il nostro Signore Iesu Cristo. mostrando d'avere grandissimo zelo di sapere questa verità. la quale aveano corrotto. il santo rispuose loro a parte a parte con molta umilità. E letto quel primo processo. o vero dilatarsi in pigliare del cibo corporale. pensando pure ne l'onore di Dio spendere il suo tempo. e' così àe confessato: e così ingannavano il popolo. pensa che 'l nostro padre santo Francesco priega per noi. dicendo: s'io sapessi quello che voi dite. dicendo come non era vero la cantafavola loro. per trarne quello che voleano dire contro a quello processo. Et in quel mezzo. e di P. dissono: saper gli articoli della fede? E 'l . e il suo vicario gli domandò se voleano ritrattare quello che aveano detto. e se volessono. Nella quale confessione repetivano i capitoli de' loro processi. e la decretale di papa Nicola III.. o in leggere in un breviare d'un prete ch'era in quella prigione. che s'aveano fatto. dopo queste cose. rispondendo. eglino portarono a' Signori: ecco quello che confessano! E cosìe fattolo raffermare alla stanga che Cristo. e lasciatogli stare infino alla sera. e poi aveano fatte molte false consequenzie. E così non si curava di niuna sua fatica corporale. rispuosono. non poterono avere niuna cosa per ragione civile e mondana. mandato pel santo alla prigione. essendo chiesti per più volte. E venuto l'ultimo dì del termine.

dal principio di farsi cherico per infino all'essere prete. e anderete al fuoco: e fovvi assapere che sono fatte le mitre co' mantellini. Et incominciando a leggere il notaio il processo. andandogli a confortare. E poi con parole che parea che tutto si consumasse. dicendo: deh! piacciavi di pentervi. che voleano confessare Cristo povero crucifisso. le quale. chi di qua e chi di là. udendo le parole del santo. E. imprima quello del santo. se non a lor modo. in su la detta ora. E così con molte parole ingiuriose della sua persona. di che convenia che rispondesse ad ogni partita. e ài scritto la falsità? ma tu n'arai a rendere ragione dinanzi a Dio. E tra le molte cose che gli erano dette. Ma il secolare se ne partì molto bene edificato. si vuole parlare sanza niuno tacimento. cavandosi il cappuccio con molta reverenzia. e molti. il quale avea avuto i sopra detti due processi dal principe de' farisei. nella quale erano gente che lo molestavano il dì e la notte con molte ingiurie. con una coppia di corbi e molta altra gente. e eglino facendosi grande abbracciamento. ma bene gli parve intendere che dicesse molte volte: per Dominum moriemur. però che non aveano scritto quasi nulla della confessione che aveano fatta. e incominciò a dire: io penso che sarà intorno al capannuccio il nostro padre santo Francesco. il quale era tutto parato co' luminari dallato. si raunò il concestoro de' farisei. rispondea: no. E dopo questo. E così leggendo molti libri. e mandato alla prigione per loro. e sappiate che 'l vescovo vi manda a dire. XIII. et il santo con molto laudamento e ringraziamento di Dio si volse al compagno con grandissimo fervore di spirito. E giunti che furono al capitano. e i corbi dissono: vedete che non è articolo di fede a credere che Cristo fosse povero o ricco. e con questi che è qui dentro. ma 'l compagno. Di che nel principio cominciava: Frate Michele. sì gli fece leggere. e 'l santo a nulla rispondea. fu preso e esso rimase in prigione. Et il santo era parato d'ogni paramento. in su le X ore.santo gli raccontò. E così se spese tutta quella notte. rasongli in su la cherica. e dicea: da quinci innanzi. ma non so se lo disse. se si volean pentere. è quello medesimo detto di sopra. E così raffermato alla stanga. E quando dicea: il venerabilissimo e santissimo papa. XII. XIV. Allora il capitano disse al santo: vedi. de' due partiti ti conviene fare l'uno. uomo di mala condizione e fama. Di che il santo rispondendo con molte autoritade della scrittura e detti de' santi. E dicevale con tanto fervore che parea che tutto si consumasse. e fègli mettere in prigione con molte disputazioni. n'andarono tutti confusi. giunti che furono su. vedendomi a così fatto partito. Giovanni XXII. che poco dormì. e il santo data la benedizione a uno de' fedeli. furono menati dinanzi a' farisei. il santo si rivolse molte volte al compagno. fatta la mattina. disse che si leggesse e processi. E eglino. legati colle mani di rieto. Di che i corbi. peccatore sì. frate Michele. non le intese il compagno. E poi in su le tre ore di notte venne alcuno proselito de' farisei. per la moltitudine della gente. E con questo dicea: Iddio mi tenga le mani in capo. fu serrata la prigione. Poi ebbe a dire molte volte al notaio: perchè ài scritto quello che noi non abbiamo detto. E non potendo avere altra risposta. e ancora io dico più. e tra in confessione e pregare Iddio. Et andando dal vescovado al capitano. e per la regola di santo Francesco e di santo Domenico. e il santo raffermò quello ch'avea detto dinanzi a' farisei. el capitano con molta furia e parole e atti anticristiani. e papa Giovanni XXII eretico: il vescovo cogli altri farisei d'attorno. e riprendea i notai. rispose che non si inginocchiava innanzi alli eretici: e essendo fatto inginocchiare per forza. fu menato il santo più innanzi. E. E così molto realmente confessava ciò che tenea. nolla intendea. perchè aveano scritto la falsità. essendo il compagno co lui. e tratti de' ceppi. ras' gli le polpastrella delle dita. ma cattolico. o io ti spaccierò. e trugiolatolo. E l'altra mattina seguente. e il santo rispondea: eretico non sono. e ch'altri se ne poteva tenere quel che volea. i proseliti si partirono. E 'l santo. leggevano pur oltre. poco stante. rispondea: io voglio morire per la verità. XI. sì lo riprendea delle sue stolte parole. anzi non favella se non per la santa scrittura. E fatto questo. al maggior fariseo. frati Bartolomei e Antonio. però che credevano che andasse la mattina. stando con molta constanzia. colle sue mani mettea loro i ferri in gamba. si partirono. in su il ponte del vescovado o vero terrazzo. furono menati al capitano. il quale. se non come se fossi alla grotta. o tu fà quello ch'io voglio. E essendogli detto che si inginocchiasse. ch'io credo che vi sarà Iesu Cristo. e quelli gloriosi martiri. i quali v'erano con molti mascalzoni armati. ma pare che dovesse dire ch'era degno d'essere digradato il vescovo. infino che rimase in una cioppa ch'avea: e. disse: non vogliamo tenere altro ch'abbiamo detto. E partiti. E eravi venuto molto popolo. Della qual cosa il santo non isbigottito. cominciò aprire la bocca. che imprima n'erano lieti. lo fece mettere in prigione. Di che rispondendo. nè posso essere. ch'io credo vi saranno gli apostoli di Cristo. traevagli ora l'uno paramento ora l'altro. de' fatti della verità. io non ò niuna mutazione. e l'effetto del processo. ma rinvivorato. E andati da l'uno canto. che domattina. non si curando del suo dire. E poi si puose ginocchione. ma eretico. per la molta noia che gli era data. E letti i processi. che. il compagno fu separato da lui. E poi dicea: io dubito forte di me medesimo. sarete dati al capitano. e a ogni altro. furono domandati. disse: io ti dico ancora più. perchè non . e 'l santo ogni volta pare che dicesse qualche cosa. se non quando dicea lui essere eretico. e disse molte parole. dicendo: egli à il diavolo a dosso. i quali stavano tutti a sedere intorno al maggiore fariseo. che niuna volta rispondesse. e cosìe rispuose la sera più altamente. parmi dicesse: io ne sono scusato dinanzi da Dio. e sopra a che condannavano. quando raccordava e santi. pervertendosene e scandalezzandose più fortemente. essendo menato il santo innanzi al capitano. dipintivi su fraticelli accompagnati da' diavoli. e con più detti de' santi. dicendo: io non veggo che dichino quelle cose che si dicono di loro.

Poi il notaio cominciò a leggere i processi o vero condannagioni. e di noi ànno arsi grande quantità. non sia. E vennevi quello che va confortando quelli che vanno alla giustizia. attentamente guatava per udire la condannagione sua e le parole che diceano. frate Michele rispondendo disse che Cristo. non avesse nulla e in ispeziale e in comune. e ne l'atto suo parea tutto sbalordito. fu tratto fuori. e così credono questi altri. Poi lesse che da indi a poi che fè le predette decretale. e. il vicario andò giù allato a frate Michele. Et in quella prigione non era se non una asse in su che si potesse dormire. e quel che ne terrà il papa santo da venire. e credo che Cristo. ma non il sacramento. facendolo chiamare (che già era sonato a condannagione e posto fuori lo bandire. Michele rispuose: dico. e posto il banco. io che scrivo le vidi e udii. Et frate Michele rispuose. le quali non sappiamo. mostrando via di perfezione. E. in quanto uomo.. Avendo compiuto il dire. Allora rispuose frate Michele. acciò che 'l popolo vegga che la Chiesa è misericordiosa insino al dassezzo: rispondi aguale. sono preti. mostrando via di perfezione. io non so che uomo tu ti se': chè non credi tu quello che credono gli altri? Di che il santo rispuose: io sono uomo peccatore. Di questo molti risono. e questo fu a dì XXX d'aprile. secondo che ditermina la decretale exiit qui seminat ec. fu chiamato il vicario del vescovo. E il gonfaloniere gli rispuose: se se' peccatore. nè' suoi apostoli. e sono obbligati a questo. eccetto alcuna che dirò ivi come l'udii. in quanto uomo. Ma perchè non era col santo chi sapesse dire le cose che diceva. il quale. o perchè avesse paura del popolo. anzi pertinacemente le difesono e difendono. e' preti che fanno. fatto montare su. sì come fanno in quello dì. e frate Michele riprese dicendo: lasciami dire. Ora tutte quelle cose che dirò di sotto. non quanto a iurisdizione. e così degli altri sacramenti. E leggendo più oltra. letto il prolago. perchè non fai quello che gli altri? E 'l santo rispuose: imprima sofferrei d'essere gittato tra' leoni. E poi lesse. e che fossero tutti perduti. E esso rispuose: cotesto mi credo io. Ma egli non lasciò però di rispondere a quello che gli parea bisogno. tu n'arai a rendere ragione. ma tengone quel che ne tiene la santa Chiesa cattolica. anzi dico che da indi a poi perderono la iurisdizione. ristringendosi. e questo sì.volea credere nel papa. gli disse: deh! frate Michele. anzi dico che tutti i cristiani che difendono le predette decretali peccano mortalmente. dicendo: a me pare che abbia il diavolo addosso. però che io non ne sono tenuto a credere più ch'io mi voglia. non valse cosa che facesse. 1389. Rincrescendo al notaio aspettare la risposta quasi a ogni partita. E tratto fuori frate Michele al basso tra 'l popolo e gli armati. E poi gli disse molte altre cose. ed egli venendo. nè' suoi apostoli avesse auto niuna cosa in speziale o in comune. E come tenea papa Giovanni XXII eretico. tormentava l'anima del santo il dì e la notte. eccetto gli scusati d'ignoranzia escusabile ec. come dicea. E quelli della famiglia dicevano: egli è ancora peggio che iarsera e che stamani. E venendovi molta gente per udire. accompagnato da uno frate cordelliere e da due d'Ognissanti. se non che si giucava. e quanto più sta. e' si leggerà poi la tua confessione. ma voi ingannate il popolo con scritture e con parole. non fu re temporale. Per la qual cosa il gonfaloniere rivoltandosi. inperò che poteano cassare le predette decretale e no lo fecero. poco stando. e le sue decretale. più peggiora. che udendolo si chiudeva la faccia colla cappa. ma più ve ne sarebbe venuta. tu vedi che la famiglia s'arma per menarti alla morte. Et esso rispuose. viatore ec. e piovea una acqua molto folta. perchè non credi tu quello che credono gli altri? Rispuose il santo: io credo in Cristo povero crocifisso. s'egli è santo. imperò che v'era alcuno frate cordelliere. o perchè avesse compassione a frate Michele. come dicea e tenea che Cristo non fu re temporale. viatore e mortale. per volere che si comunicasse. santo Tommaso d'Aquino non essere santo. stando stupefatti. niuna cosa ebbero in speziale o in comune. se non è. dicendo: io credo in Cristo povero crocifisso. . frate Michele stava cheto: e leggendo. Michele rispuose: cotesto è falso. E da poi vi venne alcuno cittadino: o frate Michele. Poi lesse come tenea che Cristo. come tenea che niuno cristiano da indi a poi fosse prosciolto. se non il semplice uso del fatto. ma solamente il semplice uso del fatto. avenga che scomunicati: e 'l corpo di Cristo che fanno. ma quanto a sacramento sì ec. XV. imperò che gli diedono molta battaglia. avvenga che gli faccino in loro iudicio ec. e rimasono vescovi. dicendo: dico che Cristo. e dicevagli: non vuogli tu almeno ch'io ti rechi la croce? E 'l santo rispuose: sì bene. Et uno comandatore disse: odi aguale. sanza nulla in capo. nè vescov' i vescovi ec. Anche lesse come dicea che' frati di santo Francesco non erano frati. in venerdì. ma dormivasi in terra dall'uno cantuccio. civile e mondano ec. ed egli era scalzo. E la mattina ch'avea andare al martirio. disse frate Michele sotto boce: anzi se' mandato dal diavolo. però che fu canonizzato da papa Giovanni eretico. ch'io ti venghi a pronunziare e a dire. frate Michele rispuose. XVI. dicendo: come dite coteste falsità? chè scrissi io quello che tengo. E come tenea che da indi a poi i cardinali no erano cardinali. Poi lesse. e nollo crede il vescovo. e non avea mantello: e con questo gli convenìa continuamente rispondere alle bestianze del popolo. e dicendo ch'era mandato dal vescovo e dallo inquisitore. che era frate Antonio Bindi. E esso rispuose: anzi dico che non osservano la regola che ànno promessa. come dicea tutti i suoi successori essere eretici. Et essendo venuto frate Michele nel cortile. Et il vicario cominciò a dire: il vescovo e lo inquisitore m'à mandato qui. Michele rispuose: o eretici o fautori delli eretici. venne a lui uno gonfaloniere. se tu vuogli tornare alla santa Chiesa e rimanerti di cotesto errore ec. sì sia. è corpo di Cristo. in quanto uomo.. per dire contra esse ec. e 'l capitano venne dove si sta a iudicare. in su la quale il santo non era lasciato stare. Michele rispuose: sì bene perch'egli fè le predette eresie. e armavasi forte la famiglia). et era tanto umida che quasi continuo trapelava l'acqua. e. molte cose notabili che dovè dire non abbiamo potuto scrivere. come io ci sono qui per l'anima. se n'andò. sotto atto di grandissima compassione. nominandogli a uno a uno. XVII. E 'l santo rispuose: nollo credette papa Giovanni XXII. leggeva pur oltre.

et egli levò gli occhi da colui che leggeva. credi nel papa. A' quali egli. che siate benedetti. non voler morire. E così. e più volte disse che non avea poste le parti ch'egli avea dette. che s'usasse di tenere agli altri che vanno alla giustizia. E di là dal Vescovado. tu ài il diavolo a dosso che ti tira. XXIII. nelle quali lodava e magnificava papa Giovanni. plubica voce e fama. scalzo. nè voglio essere. essendogli detto: pentiti. e nella santa Chiesa. e que' disse: tu non v'ài posto quel ch'io ti dissi: e sotto boce disse: sì bene che fece alcuno errore contro alla povertà di Cristo. pentiti. nè tu nè persona. alle quale rispuose. ed e' rispondea: pentitevi de' peccati. essendogli detto: pentiti di cotesto errore. il domandò frate Antonio Bindi alcuna cosa. si mischiò tra gli altri. dicendo ufficio. pentitevi de l'usure. rispondendo a lui e a quelli tre frati che v'erano. Ed alcuno gli dicea: campa la vita.. E ripetette queste parole alquante volte. che osservano la regola! Quando disse riprovata per la santa Chiesa. il notaio lesse la confessione sua. et esso rispuose: campate lo 'nferno. disse: andate. tu non ài poste le particule ch'io ti dissi: voi volete ingannare i semplici con scritture e con parole. essendogli detto: campa. dicendo: frate Michele. andava sovvertendo il popolo. Tornato che fu il capitano dentro. campate lo 'nferno. E più oltre leggendo nella predetta confessione. . e niuno ordine si tenne a lui. pentiti. dicendogli alcuno: sciocco che tu se'. ma quando cominciò a leggere. tra' mascalzoni. e esso disse. alzando gli occhi. diceano: e' va alla morte allegramente! XXII. priega Iddio per noi. come vi conceranno ancora! E più oltre. alzando il capo: voi ve n'avete fatto Iddio di questo vostro papa. el capitano si tornò dentro. essendovi grande romore del popolo che traeva a vedere. E giugnendo in Mercato Nuovo. come è usanza agli altri. XXVI. ma no gli pote' intendere. disse: non so che fraticelli. alla quale è obbligato ciascuno cristiano. essendogli anche detto. E dicendogli: o! tu non muori per Cristo! E esso dicea: per la verità. Quando giunse a santo Giovanni. dicendogli alcuno: tu non ti raccomandi a persona che prieghi Iddio per te! Et esso disse con voce alta: io priego tutti i fedeli cristiani cattolici che prieghino Iddio per me. E alcun gli dicea: o! tu non credi in Dio! E esso rispondea: io credo in Dio. A questo. riprovata per la santa Chiesa. diceano: deh! non voler morire! Et esso rispondea: io voglio morir per Cristo. tutto è uno. Letta che fu la confessione. e rade volte alzando gli occhi altrui. Ancora lesse ch'egli era della oppinione eretica de' FRATICELLI DELLA POVERA VITA. Ed e' rispondea: Iddio me ne guardi. cattolici cristiani. delle false mercatanture. rispuose: anzi è la verità della fede. E poi lesse come Michele. ma io non me ne ricordo. come dicea che quel d'Aquino fece alcuno errore. ma quando disse eretico de eretica pravità. veggendolo. XX. non dando sentenzia. E alcuno gli dicea: sciagurato. E in su la piazza de' Priori. alla quale poco rispuose. uomo di mala condizione. XIX. ed e' diceva: anzi è la fede cattolica. che veramente parea uno de' martiri: e tanto popolo v'era. a ogni volta rispondea: eretico: e così delle sue decretale. Quando disse de l'oppinione eretica. quasi sorridendo: questi vostri paperi v'ànno ben conci! Onde molti meravigliandosi. la famiglia con grande impeto lo trassono fuori della porta del capitano. XVIII. che appena si potea vedere. e fègli stare cheti. disse: nollo poterai mai provare. E quando disse fraticelli. i frati minori di santo Francesco. e rimase tutto solo. E que' disse. dicendo: il venerabile e magnifico ec. XXI. campa. E da Mercato Vecchio a Calimala.E quando leggeva certe cose. e andava col passo larghetto e col capo chinato. rispuose: eretico non sono io. XXV. campate lo 'nferno. Et a tutti increscendone. E quando giunse dal canto del Proconsolo. parte de' bottoni isfibbiati. Finita la condannagione. essendogli detto: pentiti. e alcuno fedele. rispondea di rado. e rivolseglisi con un viso fiero. chinandoglisi quasi alle orecchie. e nella vergine Maria. XXIV. non voler morire. con una gonnelluccia in dosso. andando. E da' Fondamenti di santa Liperata. e quelli disse (quasi con parole di motti): ben ài scritto quel ch'io ti dissi. A questo non rispuose. anzi è la verità. E esso dicea: campate i peccati. E così molte altre cose lesse nella condannagione. Et esso dicea: io mi pento de' peccati miei. e non rispondea se non alle cose che gli pareano di necessità. alla quale è obligato ogni cristiano.

E alcuni dicevano: o! tu non se' Cristo. XXXII. raccomandandoglisi e avendo molta seccaggine per tanto favellare. gli diceano: pentiti. E que' disse: perchè tu vuogli tu stesso. tu lo poterai fare anche tu. dicendogli: tu se' martire del diavolo. Non so che le si rispuose. da Camerino. E que' disse: io non mi uccido. farebbe male. Giugnendo fuori della porta. nè cristiani! Ed e' disse. guatandolo: anzi dico che voi siete cristiani e battezzati. gli fu mostrato santo Francesco. dicendo: state forte. e' negherebbono. E dicendo eglino: o tu non se' tra' pagani! E esso diceva: io voglio morire per la verità. Ed esso rispondea costantemente più che mai. e dicea: tu muori disperato. la quale voi avete giurata. che negò egli? Michele dicendogli: non negò. e quegli pur riprovandolo. Quando giunse a San Romeo. onde un poco se ne scostò alcuno. è stata condannata! e così mandate voi coloro che la vogliono osservare? E queste parole replicò tanto quanto bastarono gli frati. Quegli rispondea: eretico non fu' io mai. disse. E quegli. gli disse che pensasse alla passione di Cristo. dicendo con voce alta: la regola di santo Francesco. e frate G. E quando giunse in su la porta. E qui chiamandolo uno fedele per nome. Chi: egli muore eretico. ma nacquene uno grande favellìo. dicea: io muoio per la verità. fè morire santo Piero. il grido v'era grande. alzando il capo. sciocco che tu se'. Quando giunse a Santa Croce. martire di Cristo. alcuno birro e altra gente si cominciò avvedere del fatto. e diceagli: vecco il capannuccio! qui niega. e non gli lascia! E colui dicendogli: o! voi dite che noi non siamo battezzati. non volere morire. essendovi molte donne alle finestre. e state forte. Ed e' rispuose: per la verità morì santo Piero. e andando verso la porta alla Giustizia. nè voglio essere. Poi si rivuolse a' frati che erano in su le scalee. E dicendo eglino: poniamo che cotesta sia la verità. E vôlto il canto. quegli gli alzò gli occhi a dosso. tu! Ed e' rispondeva: e io voglio morire per lui. de' quali alquanti si ristringnevano nelle spalle. presso alla porta de' frati. ma lasciate dire costoro. non vorrebbono che tu morisse per questo. infra gli altri. e se ci fossono qua. quegli alzò gli occhi a cielo. che non sai leggere a petto a lui! Ed e' disse: se bene mi ricorda. e disse: o fedeli cristiani cattolici. Ancora gli disse: frate F. e per la gente. gli andò dando molta briga per più d'una balestrata. una fedele gli cominciò a gridare. e tavolieri. pregate Iddio che mi facci forte. Et essendovi alcuno de' fedeli che riprendea coloro che diceano che negasse. e molti altri santi. acciò che paresse che non credea in Cristo. e non ài a morire per noi. uno fedele disse: non negò. era serrata santa Maria del Tempio. E rispondendo disse: per non dire contro alla verità. e a santo Pagolo fu tagliato il capo. frate F. priega Cristo per me. XXIX. però che se santo Piero fosse qui. E qui gli fu data molta briga. dicendo: questi sono de' suoi discepoli. XXVIII. tene quod habes. che tosto riceverete la corona. veggendo alcuno degli fedeli: I. E alla Piazza del Grano. gli era detto: non puoi tu fare quello che fece il maggiore vostro.XXVII. pentiti. il maestro Luca sa bene che tiene cotanti danari contro alla regola sua. Poi gli mostrò santo Francesco. E allegandogli colui la Scrittura. spesse volte colleppolava l'acqua che pioveva. XXXIII. dicendo: santo Francesco. Ed egli rispondeva: Cristo morì per noi. padre mio. Chi diceva: egli à il diavolo a dosso. ma non fate quello che dee fare il cristiano. Et esso si rivolse con volto lieto. XXXI. tu se' obrigato anche tu. Et al Prato alla Giustizia. tu non debbi morire perciò. credi tu che se 'l maestro Luca conoscesse che cotesta fosse la verità. e guatandolo disse: tu se'. ma se lo facessono. delle fornicazioni. dicendogli: raccomandatevi a santo Francesco vostro. del giucare. E Michele rispuose: non farebbe. Et uno. e que' diceva: pentitevi de' peccati de l'usure. gli fu data molta briga da molti i quali dicevano: niega. alquanti si ponevano la cappa al viso. che volesse perdere l'anima? vuogli tu sapere più di lui. niega. Et uno infra gli altri l'andava molto molestando. ma e' m'uccidono costoro. che non si disperi. XXX. credi tu saper più che tanti maestri. E colui cominciò a dire: voce di popolo. e se lo facesse. cioè presso alla parta. ed egli diceva: io voglio morir per Cristo. Poi dicendo colui: or bene. voce di Dio. perchè vuogli fare più di loro? E que' rispuose: non farebbono. E più oltre dicendogli molti: non voler morire. . che era dipinto sopra la porta. Appressandosi al capannuccio. che l'aveano fatto i farisei. non volere morire. E quegli disse: o! negò santo Piero! Ed e' rispuose: e se ne pentè. e dicendogli: Cristo fuggì la morte assai volte. farebbono male. e' negherebbe. et gente che giucava. Et oltre andando. Ed e' disse: la voce del popolo fece crucifiggere Cristo. et arai a rendere ragione di coteste parole che ài dette. Ancora gli disse uno: che non fai quello ch'à fatto il compagno tuo? E que' disse: Iddio gli dia grazia.

E feciono uno cerchio de' cavagli. chi: egli santo. chi il contrario. E. se si svolgesse. e andossene colla famiglia. Poi per ispaurillo. XXXVI. Poi alcuni chiesero di grazia al cavaliere di seppellire il corpo. certi predicatori ebbero a dire in su il pergamo: e' vi si voleano porre le guardie. e porranno per santo. E chi dicea: egli è martire. alla maggiore parte ne parea male. e morì poco innanzi le XIII. come sentì appiccato il fuoco. frate Michele. alquante volte fecero fumo intorno al capannuccio con molti ispaurimenti. ed egli stava sempre più forte. imperò ch'eglino il canonizzeranno. della quale non se ne può dare testimonio. non sappiendo l'uno de l'altro.XXXIV. onde poca gente potè entrare nel cerchio. missono fuoco di sopra nel capannuccio. e occultamente il portarono via. colla faccia verso il cielo e la bocca tonda. diede loro la licenzia. e poi tenne uno atto come se starnutisse. E così n'è stato maggiore romore in Firenze che fosse mai. secondo che disse uno di certezza. ch'era le XII ore quando uscì del palagio. dicendo la sezzaia parola: in manus tuas. eccetto alcuno fedele. la famiglia fece scostare la gente. Fatto questo frate Michele. per rimenarlo sano e salvo. e portarono. cominciò a cantare il Tadeo. si ritrovarono là. In fine delle molte battaglie che gli diedono. Giunto che fu al capannuccio. udii che gli fu mostrato uno giovane co' fanti de' priori. dilungi alquanto dal capannuccio. secondo mi parve vedere e ch'io udii dalla gente. E la gente d'intorno il pregava che si svolgessi. XXXVII. E questi giovani tolsero il corpo. Onde il sabato mattina. e il banditore bandì ch'ogni uomo si scostasse. Arsi che furono i legami. mentre che tornava la gente a casa. e non si poteano saziare di dire male de' cherici. e io non v'entrai. e dopo le risposte che fece. ch'io ò albergata in me. arditamente v'entrò dentro. molti diceano: e' pare un santo: eziandio delli avversari. Domine. e. pregandolo che si volgesse. cadde in terra ginocchione. tratta carta della morte sua. non vi essendo ritrovato da molti che l'andavano a vedere. dappoi ch'ebbe detto il Credo (che il cominciò all'entrata del capannuccio). XXXV. commendo spiritum meum. andandovi i fedeli. ma non udire. et essendo legato alla colonna. sì che potea vedere parte delle cose. ma salii in su il muro de l'Arno. morto. ch'e' gli avea detto: che è questo il perchè tu vuogli morire? rispuose: questa è una verità. ne cantò forse otto versi. Oltra questo. e dicendosi per Firenze. che 'l confortava. Amen. se non morto. disse: ch'è? ch'à attraversato il diavolo addosso? E quel giovane rispuose: forse àe Cristo. E giunto al capannuccio. . e seppellirolo in una fossa. Et il venerdì notte. mettendolo in uno telo di lenzuolo. molti mettevano il capo dentro. E 'l cavaliere. E. secondo che dice alcuno. E veggendo uno comandatore la sua fermezza. e la gente si tornò a casa. E morto. che venìa da parte de' Dieci.