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Fondato nel 1971

2 quindicinale di attualità, politica e cultura
24 APRILE 2013 - anno 42 - n. 8
Editore Milano Communication srl - Redazione: via Cellini 5 - 20090 Segrate (MI). Registrazione presso Tribunale di Milano n. 369 19/11/1974 - Costo di una copia: 1 euro. Mail: redazione@segrateoggi.it - Sito: www.segrateoggi.it. Direttore responsabile: Federico Viganò

Il segratese Gianni Albano primario all’Humanitas di Castellanza testimone del vile attentato

“Io, nell’inferno di Boston”
Era sul traguardo: non aveva potuto gareggiare, ma aveva accompagnato un amico «È stato terribile, davanti a certe viltà ci si vergogna di appartenere alla specie umana»
IL VOTO SULL’IMU

OK ALLE ALIQUOTE, MA...

L’IMU frantuma la maggioranza salvata dall’Udc
Con una maggioranza mai così divisa e decimata dalle assenze il Consiglio comunale ha approvato lo scorso giovedì le aliquote IMU per il 2013. Come anticipato da “Segrate Oggi”, la scelta del governo cittadino è stata di lasciare inalterate le aliquote sulle prima case (0,4%) e sulle attività commerciali, i negozi e le seconde abitazioni (0.95%). È arrivata invece la stangata sui terreni fabbricabili e sugli immobili in categoria “D”, ovvero capannoni, magazzini, fabbriche ed edifici pubblici come aeroporto e ospedali (l'aliquota passa dallo 0,96 all'1,06%). Una scelta che porterà nelle casse del Comune circa un milione di euro in più rispetto allo scorso anno. Ma se l'aumento dell'imposta sui terreni edificabili – moltiplicatisi in città dopo l'approvazione del Pgt – ha trovato l'accordo quasi generale del Consiglio, è stata battaglia sull'aumento che costerà un ulteriore sacrificio alle aziende già gravemente colpite dalla crisi economica.

Regolamento di conti interno Ma l’aumento era necessario?
Il sì del Consiglio comunale alle aliquote Imu per il 2013 costerà un ulteriore sacrifico alle imprese, motore della città, su cui graverà un aumento consistente dell'imposta, che passa dallo 0,95 all'1,06%, il massimo consentito. “Servirà per mantenere il livello altissimo di servizi che offriamo dei quali godono le stesse imprese e i loro lavoratori”, ha spiegato il sindaco. Ma il voto di giovedì scorso, più che una convinta adesione alla “stangata salva-bilancio”, è sembrato un regolamento di conti all'interno maggioranza. Che, nonostante le molte defezioni (assenti i capigruppo di Lega e Indipendenti, tra gli altri), l'ha scampata di nuovo anche se per un solo voto, quello dell'Udc. Un messaggio chiaro ai dissidenti del Pdl – i consiglieri Casadio e Borlone, da considerarsi de facto fuori dalla maggioranza -: “anche senza di voi e pur con tanti assenti abbiamo i numeri”, non importa quanto risicati. Una scena già vista in occasione del consuntivo, lo scorso inverno. Ma una scelta, quella della spallata, che visto l'argomento è sembrata stavolta inopportuna. O quantomeno frettolosa.

C’era perché s’era preparato ed iscritto. Un intoppo però l’aveva convinto ad accontentarsi a fare da spettatore per compiacere un amico. E così Gianni Albano, 48 anni, sposato con figli, residente a San Felice, primario del reparto anestesia e rianimazione dell’Humanitas di Castellanza è stato spettatore del vile attentato ad opera di due fratelli ceceni verificatosi domenica 21 sul traguardo della Boston Marathon che ha fatto tre vittime e un centinaio di feriti dei quali alcuni molto gravi. Un’esperienza traumatica.

Viaggio nelle Caritas cittadine: Aumentano i bisognosi in città

• segue a pag. 2 Maria Rosa unica neonata sopravvissuta ai lager nazisti • a pagina 5 Costamagna: La regola di San Benedetto aiuta le aziende • a pagina 9 Commercianti in rivolta contro il sindaco: Non ci considera • a pagina 8

• servizio a pagina 7
Ancora (Pd): Boffalora, inaccettabile il nuovo piano
Ha appena iniziato il suo iter che dovrebbe portare - entro alcuni mesi all’approvazione. Ma se dallo scorso lunedì sono stati aperti i tavoli tecnici (partendo dalla Vas), un problema politico è già esploso, ben prima dell’arrivo in commissione, per il riconvenzionamento del progetto Boffalora. Ovvero, il piano per il rilancio del quartiere “fantasma” alle porte Est di Segrate, tra la Cassanese e via di Vittorio.

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Entusiasmo dei tifosi per la squadra di Eccheli

Volley Segrate in festa per il pronto ritorno in B1

Con due giornate d’anticipo, Volley Segrate ha ottenuto domenica la promozione dalla B2 alla B1 con una match al cardiopalma tra le mura del palazzetto di

via 25 Aprile. Come promesso dalla società, è iniziata la risalita verso le serie “che contano” dopo la rinuncia dello scorso anno all’iscrizione in A2.

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Politica
24 aprile 2013

redazione pubblicità amministrazione

redazione@segrateoggi.it tel/fax 02.2139372 via Benvenuto Cellini 5 www.segrateoggi.it

IL RACCONTO Angelo Albano, medico segratese, testimone della strage di Boston

«Sconvolgente, da vergognarsi di far parte della razza umana»
DALLA PRIMA «Mi ero iscritto alla maratona sei mesi prima con un amico, Paolo, dirigente della Deutsche Bank – dice il dottor Albano, di origini siciliane, ma residente a Segrate da più di vent’anni – A me è sempre piaciuto corricchiare, fare sport, ma non avevo mai partecipato a queste manifestazioni. L’amico Paolo mi aveva convinto a provarci. Ad un certo punto avevamo individuato la maratona di Boston come un’attrazione anche turistica. Così abbiamo cominciato a prepararci seriamente e, benchè informati e consci che il percorso con i suoi saliscendi non era il massimo per dei neofiti di maratona, ci siamo iscritti. Senonchè un mese prima mi sono dovuto fermare per un guaio a un ginocchio. A quel punto ho pensato di rinunciare, ma l’amico Paolo ha insistito di accompagnarlo visto che avevamo già prenotato tutto, camera compresa». E così è partito. «Già, e mi sono poi piazzato a pochi metri dall’arrivo tra quell’atmosfera di festa in attesa dell’arrivo di Paolo». Ma a un certo punto… «Io ero piazzato tra la gente a non più di 30 metri dal traguarvestita da calcinacci e vetri dei palazzi attigui. Si sono sentite delle urla, c’è stato gran scompiglio e a quel punto c’è stato il secondo botto. C’è stata una gran reazione? «Ero frastornato e preoccupato non sapevo che cosa fare e pensare, tra l’altro il mio amico che correva era molto in ritardo e allora ho cercato di tornare al mio albergo che era vicino e di mettermi in contatto con la mia famiglia e con quella dell’amico, cosa avvenuta con molta difficoltà». La sua reazione dopo quello che ha visto e ha passato… «Dico che ogni tanto c’è da vergognarsi di appartenere alla razza umana. Com’è possibile tutto questo?». Il giorno dopo lei e l’amico siete tornati in Italia sani e salvi. «E da allora continuo a pensare al destino, a quello che ha voluto e combinato. Sembravo l’uomo più sfortunato della terra: preparo la maratona, mi iscrivo, non riesco a parteciparvi anche se ci vado lo stesso da spettatore. Poi però ci sono le bombe sul traguardo dove ci sono io, ma resto illeso. Dall’alto qualcuno mi ha protetto. Ma, non so perché, ora sono preso da un senso di colpa…». B.M.

Indipendenti, ora è online il blog di PartecipAzione
    Gli Indipendenti scaldano i motori con la testa
proiettata verso la prossima scadenza elettorale, nel 2015. E lo fanno con un piede sul web ma l'altro saldamente ancorato al... territorio. Da alcuni giorni è infatti online il blog di “PartecipAzione”(www.partecipazionesegrate.wordpress.com), l'associazione culturale creata e presentata mesi fa dal gruppo dei consiglieri e assessori (cui appartiene anche il sindaco) che hanno lasciato il Pdl lo scorso giugno. Dove, insieme con un primo articolo sul preverdissement – l'obbligo delle piantumazioni delle aree trasformate in edificabili dal Pgt – c'è anche l'annuncio dell'imminente apertura di una sede fisica dell'associazione in via Roma, nella nuova area commerciale a due passi dal centro civico “Verdi” nel rinnovato palazzo comunale.

Bicentenario dei Carabinieri Segrate dà il suo contributo
    Un contributo simbolico di 50 euro da parte della
città più un'offerta a titolo personale di 50 euro ciascuno da parte del sindaco Alessandrini e dei suoi assessori. Con questa offerta simbolica la giunta aderisce all'iniziativa promossa in occasione del bicentenario della fondazione che ricorrerà il 5 giugno 2014: realizzare un monumento, che riprodurrà quello ormai celebre del Maestro Berti “I Carabinieri nella tormenta”, che sarà collocato nei Giardini di Via del Quirinale a Roma, intitolati al 150° dell'Unità d'ltalia. «L'Arma dei Carabinieri – spiega il sindaco - nei suoi quasi 200 anni di vita ha accompagnato, con la sua presenza rassicurante, generazioni di italiani: questo percorso ha fatto nascere un profondo legame fra le Stazioni dell'Arma dei Carabinieri e le città italiane, legame molto solido anche con la Città di Segrate, dimostrato da manifestazioni che, ogni anno, testimoniano l’affetto dei cittadini e la collaborazione tra le due istituzioni».

do, mi ero appena spostato più in là per vedere meglio e all’improvviso ho sentito un botto impressionante. Sembrava lo scoppio di uno dei megapetardi che i tifosi fanno esplodere allo stadio. Subito dopo, ma una questione di istanti, mi sono reso conto che qualcosa non andava perché sul traguardo la gente è stata in-

confusione con un fuggifuggi generale tra gente terrorizzata, gente sanguinante. Ho visto davanti a me stramazzare a terra una ragazza, ho cercato di prestarle soccorso, ma la polizia ci ha obbligato a sgomberare la scena in fretta per paura di altri scoppi. Lì ho capito che era successo qualcosa di grave». La sua

TERRITORIO In porto complessa operazione

Dalla Cava Binella altri 25.000 mq di verde per il Centroparco

BOFFALORA Il capogruppo Pd: «Incredibile aumento dell’edilizia libera, disattese nostre richieste»

Ancora: Inaccettabile la nuova proposta per la convenzione
DALLA PRIMA Ad accendere la miccia, il capogruppo Pd Vito Ancora, già presidente della commissione speciale che analizzò il “caso Boffalora” alcuni mesi fa. «Il nuovo progetto, comparato con le precedenti consistenze, si commenta da solo - tuona Ancora - in poche parole la riduzione di volumetria, da noi invocata al fine di ridurre gli indici di fabbricazione e migliorare la vivibilità, è sì di 10.000 mq di superfici di pavimento, ma solo e soltanto a scapito dell’edilizia convenzionata, che passa da 52.500 mq a 42.500 mq. Vale la pena ricordare che all’epoca dell’approvazione, contro cui gli allora Ds ma anche esponenti della maggioranza si opposero duramente proprio per l’abnormità dell’intervento che aveva un indice di fabbricazione di oltre il doppio di quello che normalmente veniva adottato, proponeva in compensazione oltre 600 appartamenti in edilizia convenzionata. Tali appartamenti, a un costo di allora 1.810 euro al mq, da assegnarsi ai segratesi, erano una forma di restituzione alla città per uno scempio urbanistico. Oggi, scopriamo che viene tolta una fetta importante di tali appartamenti, oltre cento». Una quota sacrificata, insieme con le funzioni alberghiere e commerciali pressoché azzerate, per lasciare spazio, sulla carta, a un ulteriore quota di edilizia libera. «Sì, assistiamo a un incredibile aumento delle superfici per l’edilizia libera, che balzano zione il rispetto di alcuni punti - spiega Ancora - la riduzione delle volumetrie di edilizia privata, commerciale e alberghiera, al fine di un miglioramento dell’intervento sotto il profilo della densità abitativa; la conversione dell’intera edilizia convenNella nuova convenzione

Un altro tassello nel puzzle del Centroparco. L'annuncio è arrivato in commissione Territorio la scorsa settimana, dove l'assessore all'Urbanistica Angelo Zanoli ha informato i consiglieri comunali sull'accordo raggiunto con la proprietà di una delle aree a ridosso della cava Binella: 25mila mq di “slp” o superficie lorda di pavimento (ma l'area è molto più grande) saranno “traslocati” fuori dall'area, che andrà a integrarsi al grande “Central Park” segratese. Con tanto di preverdissement, la piantumazione obbligatoria prevista dal Pgt per i proprietari di aree di trasformazione (che passano cioè da agricole a edificabili). I diritti edificatori acquisiti dal privato, fin dall'approvazione della prima delibera quadro che diede la luce al progetto Centroparco nel 2007 per la realizzazione di un insediamento produttivo, saranno spostati su un'altra aerea di proprietà dell'operatore: una zona a ridosso della tangenziale a sud della Cassanese, quasi al confine con Milano. Qui il Comune autorizzerà la costruzione di un'attività di commercio all'ingrosso e di un magazzino. In cambio – ha spiegato l'assessore Zanoli – il Comune acquisirà l'area nel Centroparco, a due passi dalle sponde della cava Binella, per trasformarla in un altro pezzo del parco pubblico da alcuni anni in corso di realizzazione attraverso le aree e gli oneri finanziati dagli operatori che nel “polmone” di Segrate stanno costruendo. «Con questa operazione otteniamo un doppio risultato – ha spiegato Zanoli – Da una parte una nuova area verde nel parco, per di più piantumata come previsto dal preverdissement, dall'altra spostiamo in un'area più consona una nuova realtà produttiva che speriamo possa portare lavoro per i segratesi: la legge ci vieta di imporre di assumere i residenti ma abbiamo chiesto e ottenuto l'impegno di vagliare le candidature dei nostri concittadini per le attività che in futuro partiranno». Pareri positivi anche dall'opposizione, che ha sollevato però qualche perplessità sullo stato dei terreni che saranno ceduti al Comune per il parco. «Noi acquisiamo un'area e non sappiamo sotto cosa potremmo trovare – ha spiegato Manuela Mongili (Pd) – Oggi per fare un parco non avremo bisogno di “muovere” il terreno, ma se in futuro volessimo dare un'altra destinazione a quella zona, per costruire, magari, una scuola? Chi pagherà se serviranno costose bonifiche?».

-19% -85%

edilizia convenzionata

superfici per attività commerciali e azzerata la funzione alberghiera

+24%
da circa 97.500 mq a oltre 121.000 mq. In tal senso, vengono convertite in edilizia privata tutte le superfici commerciali e alberghiere, che notoriamente valgono meno commercialmente e rendono di più come edilizia libera». Non sembrano essere state accolte, in fase di trattativa, le richieste fatte dalla commissione, che aveva poi dato mandato ufficiale all’assessore Zanoli (con un’apposita mozione) di cercare un accordo con l’operatore. «Il Pd aveva chiesto all’amministra-

quota di edilizia libera, pari a 25.000 mq in più di superficie di pavimento

zionata in edilizia sociale (housing sociale), per realizzare appartamenti da affittare a prezzi calmierati e patti di futura vendita a giovani, anziani bisognosi e per emergenza abitativa nei confronti di cittadini segrates; una programmazione dell’intervento per lotti funzionali, che potessero realizzare il complesso in più fasi, per evitare situazioni di precarietà dovute al cantiere per chi già ci abita o ci andrà ad abitare». Come le famiglie che già da due anni vivono negli unici

palazzi realizzati, quelli del lotto 1 di edilizia convenzionata. «Un intervento di tale entità, se mai partisse, con l’attuale situazione durerebbe decenni - secondo il capogruppo Pd - non è bello vivere in un contesto desolante di cantiere per tale durata, senza contare i problemi per cui avevamo sollecitato una soluzione attraverso la trattativa per la nuova convenzione: in primis le infiltrazioni ai box degli edifici già realizzati, con sostituzione degli stessi con altri box realizzati a profondità inferiori e con idonee impermeabilizzazione. I cittadini segratesi che vivono tale situazione sostengono da tempo un’insostenibile spesa energetica per le pompe di aggottamento dell’acqua di falda, nonché erosione delle strutture portanti delle costruzioni. Inoltre, nel progetto, esitono ancora costi occulti per chi ci andrà ad abitare, in quanto non è pattuita la tariffa del riscaldamento che verrà prodotto da una centrale di cogenerazione: la scelta di tale impianto, una volta realizzato, non darà la possibilità di staccarsi con una propria caldaia autonoma. In questo senso, l’amministrazione ha l’obbligo di definire in convenzione la tariffa del riscaldamento».

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Politica
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IL VOTO Sì del Consiglio alle aliquote per il 2013 ma è caos tra i partiti di governo: Pdl diviso a metà e no da Scelta civica

Più Imu per le aziende, maggioranza in tilt
L’imposta sale per terreni, capannoni e fabbriche - Il Pd: “Aumento inopportuno, qual è il vero fabbisogno del bilancio?”
DALLA PRIMA «Abbiamo esaminato con molta attenzione questo aumento doloroso ma crediamo di essere nella condizione di chiedere questo sacrifico per la qualità dei servizi che offriamo alle imprese e ai lavoratori, che sono in gran parte cittadini di Segrate», ha spiegato l'assessore al Bilancio Tagliaferri. Un ritocco che servirà, ha proseguito, per neutralizzare il taglio dei trasferimenti ordinari dello stato e quella che il sindaco ha definito la “rapina”: la quota di Imu derivante dagli immobili “D” (che a Segrate, considerando solo San Raffaele e Linate o aziende come Mondadori, pesa moltissimo) infatti, da quest'anno, andrà per lo 0,76% (aliquota base) allo stato, che ha lasciato ai Comuni la possibilità di incassare il resto modulando l'aumento fino al massimo dell'1,06%. MAGGIORANZA SPACCATA – La prima voce fuori dal coro della maggioranza è stata quella di Alessandro Seracini (Scelta civica) che ha votato no per un motivo “etico”: «Il Comune alza i suoi introiti penalizzando le imprese – ha spiegato – in questo momento difficile bisognava mantenere le aliquote dello scorso anno e abbassare allo 0,35% quella sulla prima casa, ridando un po' di ossigeno ai ceti medio bassi». Il vero affondo è arrivato però dai dissidenti del Pdl, Daoperatori cui nel Pgt abbiamo concesso la possibilità di costruire, andando in questo modo a gravare anche sui futuri cittadini di Segrate». Lanciando poi il guanto di sfida alla maggioranza cui ormai sembra essersi sfilato: «Bisogna subito tagliare gli assessori e trovare un accordo di fine mandato, perché vanno chiariti i rapporti con la maggioranza e soprattutto con la minoranza». NO AL RINVIO – Non è servita, la proroga fino al 9 maggio dei termini per la trasmissione delle nuove aliquote concessa dallo stato. È stata infatti bocciata la richiesta del Pd di rinviare la discussione sull'IMU per accorparla all'analisti del bilancio preventivo. «Senza un quadro di bilancio complessivo risulta difficile prendere decisioni sull'IMU – ha spiegato il capogruppo Vito Ancora – le imprese pagheranno già di più a causa della rivalutazione dei valori catastali, per cui dobbiamo sapere se questo milione in più che vuole incassare il Comune serve davvero. A che cosa? Solo nel bilancio preventivo, che non conosciamo, potremmo trovare le motivazioni per un simile aumento». Del resto, il dialogo è mancato sin dal percorso in commissione. «Abbiamo proposto un percorso condiviso per far quadra un bilancio oggettivamente difficile in un momento come questo – ha spiegato Liliana Radaelli (Pd), presidente della commissione bilancio – ma è stato scelto il solito metodo, lo vedremo solo quando sarà pronto e non potremo dare che un contributo... simbolico». Una posizione condivisa da Rosa (Segrate Nostra): «Finiamola di “dare i numeri” - ha commentato – quali sono le vere esigenze del bilancio? Siamo molto preoccupati per l'aumento sulle imprese che sono la vera ricchezza di Segrate». ALESSANDRINI: DECISIONE DOLOROSA MA GIUSTA – È stato il sindaco a spiegare, chiudendo la seduta, i motivi della scelta dell'aumento dell'aliquota: «Lo stato ha rapinato i Comuni togliendoli la gran parte degli introiti sugli immobili D – ha spiegato Alessandrini – una perdita gigantesca per Segrate dove ci sono Mondadori, IBM, Linate, San Raffaele. Chiediamo un sacrificio per continuare a garantire i servizi di eccellenza che ci hanno messo ai primi posti in Lombradia e quindi in Italia, anche perché i nostri cittadini sono diventati giustamente esigenti». La spending review? «Una bruttissima parola – ha detto il sindaco – nei fatti la nostra è comunque iniziata molti anni fa: il nostro bilancio è asciutto, così asciutto che siamo arrivati al limite». F.V.

Si naviga a vista aspettando il rimpasto
DALLA PRIMA Una via d'uscita, molto ragionevole, era arrivata dal Pd – con il sostegno di altre forze della minoranza, la quale ha garantito il numero legale per la seduta – che ha proposto di rinviare il voto per ragionare sulle aliquote insieme con il bilancio preventivo. Perché alzare le aliquote senza conoscere il reale fabbisogno del Comune? Erano possibili tagli per scongiurarlo?, la richiesta dei democratici. “Il nostro bilancio è asciutto, più di così non possiamo fare”, ha spiegato il sindaco. Ma le recenti polemiche sulle spese, in particolare quelle per i lussuosi allestimenti del centro civico “Verdi” prossimo all'inaugurazione, fanno pensare che qualcosa da fare sul fronte delle spese ci sia ancora. Il voto di giovedì potrebbe del resto rivelarsi una vittoria di Pirro, visti i mal di pancia sempre più forti nella maggioranza. Dove diversi consiglieri, dopo “essersi turati il naso” per questo sì, hanno alzato la voce con gli Indipendenti (anche platealmente). Basterà un rimpasto “chiarificatore” a sistemare le cose? Per ora – pallottoliere alla mano – si naviga a vista.

Giunta, il sindaco: Ora i tagli
Stavolta l'impegno non arriva in un'intervista o da un retroscena, ma direttamente il Consiglio comunale. Dove il sindaco, lo scorso giovedì, ha annunciato l'ormai imminente sforbiciata alla giunta (nella foto, prima dell’ingresso di Assunta Ronchi al posto di Giuseppe Inì). «Ci vorranno pochi giorni», ha spiegato il sindaco, confermando le indiscrezioni e le tante anticipazioni. «In questo momento, pur senza inseguire le “urla” che arrivano dalla gente, la politica deve dare un esempio – ha spiegato Alessandrini – abbiamo già tagliato i costi della politica azzerando le poltrone politiche nelle partecipate e chiedendo agli assessori una riduzione delle indennità: ora dovrò prendere un'altra decisione dolorosa chiedendo un sacrificio a chi ha speso il proprio tempo e il proprio impegno per la città». Toto-nomi? Il sindaco ha richiamato il numero di assessori stabilito dalla legge, sei, entrata in vigore dopo la nomina dell'attuale giunta. Quindi è possibile pensare a un “dimagrimento” di due assessorati – con tutta probabilità di Lega (il cui peso a livello di poltrone appare ormai sproporzionato visti i chiari di luna della maggioranza) e Indipendenti. Ma, almeno secondo i rumors, potrebbero esserci sorprese.

niele Casadio e Paolo Borlone, che hanno duramente replicato al collega di partito Francesco Casella che ha votato sì assieme al capogruppo Nardio. «Il Pdl raccoglie consenso sui temi dell'abbas-

samento delle tasse e a Segrate si comporta in modo diverso alzandole – ha tuonato il consigliere – mentre chiediamo di eliminare l'IMU qui l'aumentiamo sugli imprenditori che portano lavoro e sugli

LAVANDERIE Il progetto allo studio in via Redecesio

Un nuovo senso unico anti traffico “parassitario”
Nell’ambito del piano di riduzione del traffico di attraversamento dei quartieri, è in fase avanzata lo studio, a Lavanderie, di un senso unico su via Redecesio, nel tratto compreso tra via Pagani e via Sibilla Aleramo. «La tangenzialina esterna realizzata nel 2010 ha risolto quasi del tutto il problema del traffico su via delle Regioni a Redecesio, mentre a Lavanderie è riuscita a eliminare il traffico pesante, ma non del tutto quello veicolare parassitario - spiega il sindaco - ciò anche in considerazione della tortuosità del tratto di tangenzialina che esce proprio dalla rotonda con l’Ingranaggio e che dovrebbe deviare il traffico sulla Cassanese. La scelta di limitare il senso unico solo in un tratto di via Redecesio permetterà di limitare al massimo i fastidi agli abitanti, lasciando inoltre libero accesso alla Chiesa e alla Misericordia». C’è un po’ di preoccupazione nel quaritere... «Unico piccolo svantaggio di questo intervento sarà causato ai pochi residenti di quel tratto di via Redecesio, i quali però saranno ampiamente ricompensati dalla completa riqualificazione della via e dalla diminuzione drastica del traffico sotto alle loro case. Il progetto prevede, come già fatto per via Radaelli e via Borioli, il rifacimento della via, la realizzazione di una pista ciclabile lungo il lato della Chiesa e nuove alberature. Grazie al senso unico e dunque all’eliminazione di una corsia, oltre a limitare il traffico parassitario, si potrà completare la pista ciclabile che attualmente si ferma alle villette di via Guzzi e che si raccorderà anche con la nuova pista ciclabile in fase di completamento a sud della Cassanese. Il progetto si attuerà anche grazie alla rettifica del tratto di tangenzialina in uscita dalla rotonda dell’Ingranaggio - prosegue il sindaco, che ha presentato il progetto in commissione viabilità - non si dovrà, quindi, più arrivare alla rotonda che porta verso via Caduti di Marcinelle, ma si realizzerà una nuova rotonda di intersezione con via Lambretta, semplificando dunque l’arrivo sulla Cassanese e scoraggiando il traffico dentro al quartiere».

DECISIVO Il capogruppo Udc Antona: Fatti politici nuovi o non daremo più nostro sostegno

Accordo con le forze moderate o impossibile andare avanti
«Il gruppo degli Indipendenti, che è la forza di maggioranza relativa nel governo cittadino, ha il dovere di fare una seria e approfondita verifica politica, altrimenti vedo il rischio di una fine anticipata di questo mandato amministrativo». Angelo Antona, capogruppo (e unico consigliere) Udc, ha “salvato” la maggioranza che, senza il suo voto, sarebbe andata sotto in occasione dell'approvazione delle aliquote IMU di quest'anno: divisa come non mai al suo interno e con ben cinque assenze tra i banchi al momento dell'importante votazione. L'Udc decisivo per tenere in piedi la maggioranza. Insomma, ne fate parte o no? «Quando gli Indipendenti si staccarono dal Pdl, lo scorso anno, abbiamo accolto con favore questa scelta e abbiamo sempre votato ciò che abbiamo ritenuto positivo, anche atti chiave come bilancio e Pgt, tuttavia ancora non c'è stato alcun accordo politico». Lei ha detto di aver votato, stavolta, “turandosi il naso”. «Certamente, perché alzare le tasse non è mai facile ed è una scelta dolorosa. Ma mi è sembrata giusta perché a causa dei tagli era necessario un intervento per continuare a

garantire i fondi per i servizi sociali, i trasporti e quanto di più necessario per i cittadini». Però un problema politico c'è. «Già, perché io con responsabilità ho votato questa delibera, ma il sindaco e gli Indipendenti non possono pensare di andare avanti con il sostegno del mio partito senza un vero accordo: insomma, in mancanza di fatti politici nuovi vedo molte altre nubi per questa maggioranza che, ormai è chiaro, si trova in grande difficoltà. Non è possibile che ben tre consiglieri votino contro la loro maggioranza dando per giunta motivazioni a dir poco strumentali». Chiederà la presidenza del Consiglio comunale? «Non ho chiesto e non chiedo per

me alcuna carica. Queste voci sono state fatte girare da parti della stessa maggioranza per nascondere un problema con il proprio presidente che, piuttosto che polemizzare, dovrebbe farsi un esame di coscienza sulle sue reali capacità rispetto al ruolo che ricopre». Insomma, l'Udc non è ancora ufficialmente in maggioranza in mancanza di un accordo politico “ufficiale”? «Lo ripeto: gli Indipendenti hanno il dovere di cercare un accordo per promuovere l'aggregazione delle forze moderate presenti in Consiglio, i segni di cedimento di questa maggioranza sono ormai evidenti». Una maggioranza senza la Lega? «Sto parlando di inclusione, non di esclusione. Ci sono forze politiche come l'Udc e altri consiglieri, come quelli del gruppo Misto che arrivano da diverse esperienze, che devono partecipare a una fase politica nuova». Intanto il sindaco ha annunciato un imminente taglio alla giunta. «Una scelta positiva, anche noi auspichiamo la riduzione degli assessorati, perché la politica deve dare segnali evidenti di contenimento della spesa». F.V.

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Cronaca
24 aprile 2013

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POLIZIA PROVINCIALE

VERTENZA Assemblee dei lavoratori, incontri politici, parole incaute e ricorso al Tribunale

Impianti rifiuti, controlli e multe anche a Segrate
Controlli a tappeto della Polizia provinciale su impianti per il recupero di rifiuti. L’intervento simultaneo di nove pattuglie in sei impianti del territorio, la scorsa settimana, allo scopo di verificare che le norme ambientali fossero tutte rispettate, hanno fatto emergere alcune irregolarità e sono fioccate multe per un totale di 70mila euro. Tra i sei impianti controllati ne risulta anche uno di Segrate, dedito al recupero di materiali ferrosi. Risultato dell’operazione: 2 denunce per gestione illecita di rifiuti e 24 violazioni amministrative, di cui una a Segrate, consistenti in irregolarità nei registri di carico e scarico dei rifiuti e incompletezze nella compilazione dei formulari di identificazione rifiuti.

San Raffaele, tensioni e scontri per le lettere di licenziamento
Scontri e nuove mobilitazioni al San Raffaele. Da martedì scorso l’ospedale è “sotto assedio”: già lunedì i dipendenti per protesta avevano bloccato gli sportelli dell’accettazione, ma il giorno dopo erano già pronti e schierati circa una trentina di poliziotti per impedire un altro blocco delle attività. L’irruzione quindi non è stata indolore, inevitabile lo scontro. Come già era successo a ottobre, poi, tredici dipendenti sono saliti sul tetto per protesta: i licenziamenti prospettati dalla nuova proprietà di Giuseppe Rotelli, infatti, ormai non sono più solo una chimera, visto che la settimana prima sono partite le lettere di licenziamento per 40 dipendenti, a fronte di un totale di 244 persone che potrebbero perdere il posto di lavoro da qui al 31 maggio. Un altro blocco delle accettazioni si è verificato venerdì, quando alcuni dipendenti sono saliti di nuovo sul tetto, e blocco delle attività anche questo lunedì mattina. In tutto, in seguito agli scontri con le forze dell’ordine cinque manifestanti sono finiti al Pronto soccorso. «I colleghi sono scesi dal tetto dopo l’impegno preso dai consiglieri regionali di opposizione e dagli assessori per favorire il dialosto anche un incontro con la maggioranza e gli assessori competenti, per capire cosa hanno intenzione di fare - ha detto una delle rappresentan-

15enne si butta dalla finestra, è in coma al San Raffaele
Un volo di almeno 20 metri, dal sesto piano della sua abitazione in via Cristei, a Segrate Centro. È miracolosamente sopravvissuta una 15enne che, sabato pomeriggio, ha cercato di togliersi la vita buttandosi dalla finestra del bagno del palazzo dove abita con i genitori. Ignote le ragioni che l’hanno spinta a un gesto così estremo: la giovane si trova ora ricoverata al San Raffaele in prognosi riservata, pare che sia in coma e abbia riportato gravi lesioni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la Polizia locale.

go, aprendo un tavolo in Regione sulla vertenza del San Raffaele», si leggeva nel comunicato Usb. Infatti ieri, martedì 23 una delegazione del sindacato era presente in qualità di auditori alla seduta del Consiglio regionale lombardo, per la discussione di tre mozioni a firma di diversi gruppi (Pdl-Lega, Pd e Movimento 5 Stelle) riguardanti la questione San Raffaele. «In contemporanea avevamo chie-

ti Usb, Daniela Rottoli - Comunque le mozioni sono un fatto positivo, bisognerà poi vedere come si esprime la Regione». Umberto Ambrosoli era presente martedì scorso sul piazzale dell’ospedale insieme alla capogruppo Lucia Castellano e al consigliere regionale segratese Paolo Micheli. La mozione della Lista Ambrosoli chiede che sia reso noto il piano di rilancio dell’ospe-

dale, che vengano revocate le lettere di licenziamento già spedite, sospese quelle previste e, nel caso in cui i licenziamenti siano davvero inevitabili, che vengano avviati processi di tutela dei lavoratori. Le parole di Matteo Salvini della Lega Nord, lo stesso giorno, hanno scatenato martedì dure reazioni: «Azienda e sindacati si rimettano a discutere, una soluzione è possibile. Ma non è possibile che pochi esagitati di ultrasinistra tengano in ostaggio 3.000 lavoratori e un ospedale». «I ‘pochi esagitati di ultrasinistra’ di cui parla Salvini, sono in realtà migliaia di lavoratori del San Raffaele, che nel recente referendum del gennaio scorso hanno respinto al 55%, con quasi tremila voti, l’ipotesi di accordo siglato dai sindacati concertativi in cui si attaccavano pesantemente diritti e salario - ha replicato Pierpaolo Leonardi, dell’esecutivo Confedera USB - Sono lavoratori che si sono visti recapitare le lettere di licenziamento con effetto immediato». Il risultato del referendum, con 1.400 “no” all’accordo su circa 2.551 voti, aveva fatto saltare ogni trattativa. In attesa dell’esito delle mozioni regionali, mercoledì 24 presso il Tribunale del Lavoro di Milano ci sarà la prima udienza del ricorso presentato dall’Usb per condotta antisindacale contro la proprietà.

ROVAGNASCO Era in via Amendola il covo dei sei aguzzini arrestati dai carabinieri

Rapivano e violentavano prostitute In manetta banda di sudamericani
Arrestati per violenza sessuale di gruppo e rapina. Fermata una banda di sudamericani che terrorizzava giovani prostitute e le brutalizzava in un appartamento a Segrate. Le indagini sono state svolte dai carabinieri del comando provinciale di Milano e coordinate dalla Procura della Repubblica. Tra i sei arrestati, di età compresa tra i 28 e i 53 anni, quattro peruviani, un ecuadoriano e un brasiliano, di professione autotrasportatori e incensurati, tranne uno che aveva precedenti specifici per violenza sessuale di gruppo, rapina e sequestro di persona. Tutto è partito a marzo con la denuncia di una prostituta romena 26enne, che una volta entrata nell’auto di quello che pensava essere un cliente, è stata invece assalita da un altro uomo nascosto sui però riuscita a sottrarsi ai sequestratori, gettandosi dal veicolo in corsa. Le vittime, oltre a essere violentate, venivano poi rapinate dei soldi che avevano addosso e quindi abbandonate in mezzo alla strada. L’appartamento teatro delle violenze sarebbe in via Amendola, a Rovagnasco, al civico 18. Increduli gli abitanti: «Siamo rimasti tutti sconvolti e sorpresi dalla storia – ha detto una signora, che abita nel palazzo di fronte – So che alcuni vicini hanno detto di aver visto molto via vai, ma solo di uomini, che si fermavano anche fino a tarda notte, ma di ragazze non ne hanno viste mai, nessuno si è accorto di nulla. Occupandosi loro di trasporti, sembrava normale». Solo dopo hanno ricollegato il tutto. R.T.

Black out in via Morandi viabilità in tilt nella zona
    Via la corrente, caos anche in strada. È successo
sabato 13 aprile in via Morandi, dove attorno alle 13 circa è saltata l’energia elettrica in alcuni palazzi e per un buon tratto di strada. Il problema vero si è generato all’incrocio con via Cristei, dove il semaforo ha smesso di funzionare mandando in tilt gli automobilisti. Una pattuglia della Polizia locale si è recata sul posto su segnalazione dei cittadini, ma poco dopo è stata ripristinata la corrente. Non si sa se all’origine del black out ci sia stato un guasto. I palazzi sono rimasti senza luce circa un’ora e mezza, con gran timore per il funzionamento di freezer e frigoriferi: alcuni residenti hanno però testimoniato di danni verificatisi quando è tornata la corrente. Forse a causa di un sovraccarico, ad alcuni sono saltati televisori, stereo, e persino i telefoni cordless di casa.

Finto incidente a Novegro Carabinieri sventano truffa
    Sventata truffa ai danni di una coppia. È stato
provvidenziale il passaggio di una pattuglia dei carabinieri di Segrate a Novegro, il 13 aprile, che hanno evitato un raggiro “classico”: una coppia, marito e moglie di origine napoletana, a bordo di una Fiat Croma, hanno finto di urtare l’auto di un’altra coppia e pretendevano quindi un risarcimento dei presunti danni subiti. La pattuglia passava di lì durante un normale giro di controllo preventivo e si è imbattuta nel tentativo di truffa. I due soggetti sono stati quindi identificati, ma non è scattato l’arresto visto che l’altra coppia non ha sporto querela.

sedili posteriori, minacciata con una pistola, portata in un’abitazione e violentata a turno da entrambi. L’episodio è stato seguito dall’aggressione a un’altra prostituta romena 27enne, tra il 14 e il 15 marzo scorso, sequestrata stavolta da tre uomini a Segrate, portata in un appartamento e poi brutalizza-

ta allo stesso modo. La violenza di gruppo si è poi ripetuta di nuovo tra il 16 e il 17 marzo, questa volta ai danni di una albanese 25enne e consumata da tutti e sei i componenti della banda. Quella stessa notte, due di loro avevano tentato la stessa tattica con un’albanese 24enne, a Carpiano, che era

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Attualità
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25 APRILE L’incredibile storia di Maria Rosa Romegialli, venuta al mondo per lo stupro subito dalla madre da un soldato nazista

Io, unica neonata sopravvissuta al lager
Odissea e calvario insieme scoperti al ritiro del passaporto - Riconoscente... all’orco. L’amicizia con Teresa Mattei
Il suo lungo cognome composito, Romegialli Gusmeroli Ribolini Pozzoli, riassume le tappe della sua incredibile odissea, anzi del suo calvario. Lei, Maria Rosa, 68 anni, residente a Milano con una figlia trasferita di recente ad abitare a Segrate, ha il bel e triste primato di essere l’unica neonata sopravvissuta ai lager nazisti. E già questo particolare inquadra la sua drammatica storia che a un certo punto si intreccia con quella di Teresa Mattei, recentemente scomparsa, grande e luminosa figura femminile della nostra Resistenza, sorella di Gianfranco Mattei (torturato dai nazisti in via Tasso e poi suicidatosi) in seguito capo di un nucleo di Gap a Firenze e divenuta poi compagna del comandante Sanguinetti. La storia di Maria Rosa era nota da sempre nell’ambiente partigiano e della Resistenza. Lei era conosciuta col soprannome “segreto” di Natalibera datole da Giuliano Pajetta, compagno di sventura nel campo nazista austriaco di Graz di Augusta Romegialli, mamma di Maria Rosa che sapeva essere incinta a causa di uno stupro subito da un soldato nazista, e che aiutò a partorire su un marciapiede durante un bombardamento. Da qui il soprannome di “Natalibera” che codificava la sua nascita avvenuta miracolosamente, in libertà, fuori dal campo nazista. È opportuno a questo punto “decodificare” il nome composito di Maria Rosa: Romegialli era il cognome che la mamma diede alla figlia appena nata credendo che il marito fosse morto; Gusmeroli, quello del marito della Romegialli, cognome con il quale a un certo punto Maria Rosa fu iscritta all’anagrafe del Tribunale dei minori di Graz che aveva sentenziato che la bambina “era figlia legittima di Franco Gusmeroli” (“Ma non era affatto vero” ripete Maria Rosa); Ribolini, il cognome della famiglia che da bambina l’ha adottata, e infine Pozzoli, cognome del marito. Questa incredibile storia che sembra scritta a tavolino da un fantasioso romanziere e che la festa della Liberazione del 25 Aprile 1945 ha poi consegnato ai ricordi della storia con altri orrori, Maria Rosa ce l’è venuta a raccontare in redazione portando con sé una cartella di documenti. La storia inizia il 13 dicembre del 1943 a Morbegno, in Valtellina, allorché Augusta Romegialli, moglie di Franco Gusmaroli (allora in ospedale a Sondalo) viene catturata dai fascisti con l’accusa di favorire, di fare da guida ai partigiani che cercavano di scappare in Svizzera, tenuta in prigionia e più volte
A sinistra, Maria Rosa assieme a Teresa Mattei, cui il Comune di Segrate ha intitolato una sala all’interno del nuovo centro civico “Verdi”. In basso, la Romegialli con il libro che racconta la sua storia. Qui sotto, la donna immortalata davanti al cancello del lager di Dachau e una foto della madre, Augusta.

stura e mi dicono che sono figlia adottiva e che non mi chiamo Ribolini, ma Gusmeroli. Corro dai miei genitori e li vedo un po’ imbarazzati: la mamma mi racconta una storia risultata poi un po’ fantasiosa, il papà mi dice qualcosa. Com’è comprensibile vado in cerca della verità alla loro morte e dopo ricerche complesse e sfiancanti durate anni scopro la terribile storia che ho alle spalle, che ovviamente mi sorprende, ma

IN PIAZZA

Tutta la città si unisce per il 68° della Liberazione
L’appuntamento è alle 10.30 davanti al cimitero di via Morandi. Dove, come da tradizione, partiranno le celebrazioni per il 68° anniversario della Liberazione, giovedì 25 Aprile. Dopo la deposizione di fiori alla lapide ai Caduti e sulla tomba del partigiano segratese Arcide Cristei il corteo si sposterà verso Piazza della Repubblica. Qui, davanti al Monumento ai Caduti, prenderanno parola le autorità e i rappresentanti delle associazioni: ANPI (Associazione Nazionale Partigiani), ANRC (Associazione Nazionale Combattenti, Reduci e Simpatizzanti), FII (Federazione Volontari della Libertà), FIAP (Federazione Associazioni Partigiane), ANED (Associazione Nazionale ex Deportati), ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti). A seguire, in via 25 Aprile, un rinfresco organizzato da Anpi, GAS e Csa Baraonda.

torturata. Il 30 gennaio del 1944 Augusta Romegialli viene deportata in treno al campo di concentramento di Auschwitz dove arriva il 6 febbraio assieme a ebrei toscani e valtellinesi, ma dove però non viene registrata. A un certo punto viene selezionata per andare a lavorare in una fabbrica sotto Auschwitz e in agosto viene trasferita sempre in treno a Dachau. Durante il tragitto Augusta e due sue compagne di sventura ( poi uccise) vengono violentate da alcuni nazisti. «Poi di lei – dice Maria Rosa – si perdono le tracce. Il suo nome ricompare il gennaio del 1945 nel campo di Mauthausen dove incontra Giuliano Pajetta, presidente del comitato italiano, lì deportato nel novembre del 1944. Qui Pajetta viene a sapere che Augusta Romegialli è incinta e decide con uno stratagemma (cambiando il nome di un deportato con quello della donna) di portarla a lavorare fuori, in una grande fabbrica di aerei delle vicinanze. Augusta, come donna, viene affidata alle cu-

cine del campo della Gestapo che è al piano terra della palazzina. Una circostanza che diventerà la sua e mia fortuna. Il 2 marzo del 1945 riesce a scappare durante un bombardamento alleato e il 15 dello stesso giorno, dopo aver girovagato per giorni partorisce me in strada. Da allora inizia per me e la mamma l’odissea della fuga a piedi verso l’Italia attraverso le Alpi. Arriviamo finalmente a Morbegno a casa di Augusta dove l’aspettano gli altri cinque figli avuti precedentemente da Gusmaroli, ma la famiglia vittima dei pregiudizi del tempo caccia lei perché considerata poco di buono e me come “indegne” di stare in quella casa. La mamma, rifiutata, è chiamata da Pajetta a Roma per far parte della Costituente, ma durante i lavori ha una paresi, torna a Morbegno e viene rinchiusa in un manicomio dove resta 10 anni e dove muore il 26 agosto del 1955 dopo, mi hanno riferito, alcuni elettrochoc. Ho scoperto la sua tomba e la sua foto appena qualche an-

no fa al cimitero». E lei, Maria Rosa? «Io il 6 giugno del 1945, perciò a due anni, vengo affidata a Napoli alla famiglia Ribolini: lui, Alfredo, diventato direttore amministrativo della Richard Ginori e lei, Wassilla, ai quali mi sento legata da grande affetto e riconoscenza, sono stati i miei genitori adottivi, sono diventati il mio papà e la mia mamma a tutti gli effetti. Guai a chi me li tocca. Con loro mi sono trovata benissimo, mi hanno dato tutto: mi sono diplomata corrispondente di lingue estere e segretaria d’azienda e poi ci siamo trasferiti a Milano. Ho avuto un’infanzia e un’adolescenza serena che auguro a tutti. E finalmente nel 1971 mi sono sposata a Milano con Aldo Pozzoli. La cerimonia è stata celebrata da don Armando Lazzaroni che, ho saputo poi, si era adoperato tanto per farmi adottare». Ma la storia umana di Rosa non finisce qui, c’è la scoperta da ragazzina dell’incredibile storia che ha alle spalle. «A 14 anni vado a ritirare il passaporto in Que-

che psicologicamente non mi disturba più di tanto. Forse questo è dovuto all’amore e alla serenità che mi hanno dato i miei genitori adottivi. Ma le ricerche continuano con un po’ di angoscia, un po’ alla volta metto insieme i vari pezzi del puzzle e il quadro si completa… Arrivo a conoscere la verità della mia vita, quella soprattutto della mia povera mamma naturale Augusta che mi ha dato la vita all’inferno e mi ha portato con sé attraverso le montagne durante i bombardamenti. Quante ne ha passate, chissà quanto ha sofferto». Signora, mi scusi la domanda: che sentimento prova nei confronti del nazista che ha violentato sua madre? Lo sguardo di Maria Rosa è po’ smarrito. «Beh, tutto sommato, mi ha dato la vita...», dice convinta dopo un breve silenzio accennando un timido sorriso. Ammirevole.... da abbracciare. La vita, dono supremo, meritava comunque riconoscenza. Aveva fatto un altro miracolo. Pep

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SERVIZI SOCIALI Aderiscono 16 associazioni

“Progetto Terza rete” per coordinare al meglio le attività degli anziani
Un coordinamento tra tutte le associazioni che si occupano degli anziani. È nato il progetto “Terza rete” che riunisce, sotto l’egida dell’assessorato ai Servizi sociali, sedici realtà locali che operano a vario titolo a favore, appunto, della cosiddetta terza età. Un primo incontro, organizzato dal Comune, si è tenuto il 31 gennaio scorso, durante il quale, oltre a scegliere il nome del progetto, è stato costituito un ufficio di segreteria che servirà a tenere i contatti e raccogliere proposte e informazioni. Sul sito del comune, poi, dovrebbe essere individuata un’area tematica apposita, con tutti i contatti delle associazioni e, soprattutto, il calendario completo delle attività. L’idea infatti è nata principalmente, oltre che per favorire lo scambio e l’interazione tra le associazioni, anche per evitare “doppioni”, specialmente per quanto riguarda le numerose offerte di visite culturali. Al tavolo di coordinamento partecipano: Sinantropo, Accademia terza età e tempo libero, Associazione nazionale combattenti e reduci, Coordinamento movimento terza età, circolo Arci Pirola, Non più soli, Hobby cultura aggregazione e tempo libero, Arciallegri, Ana, Amici del bridge e scacchi, Cps Rovagnasco, Anpi, Pro Loco, Unitalsi, Caritas e Caritas Milano 2. Il Comune ha anche annunciato i suoi progetti epr gli anziani, che prevedono oltre all’estensione a tutto l’anno delle attività del “Social Village” (di solito solo estive), anche il progetto “Gruppi di cammino” in collaborazione con la Asl Milano 2, il nuovo polo sanitario a Cascina Nuova (dopo lo spostamento della biblioteca in via XXV Aprile): a questo si affiancherà il centro anziani comunale (attualmente in via provvisoria a Redecesio) denominato, attraverso un “referendum” tra i circa 130 soci, “Bottega del tempo”.

LA LETTERA Volevano ristabilire la Festa di Primavera, ma hanno trovato lo sbarramento

Caro sindaco, è così che aiuta le nostre attività commerciali?
Nel 1997 i commercianti di via Gramsci, allo scopo di vivacizzare il quartiere e promuovere le proprie attività, si erano “inventati” la Festa di Primavera, che, grazie alla buona organizzazione, aveva avuto un notevole successo di consensi e partecipazione da parte dei segratesi. Dopo le prime edizioni qualche politico pensò bene di appropriarsene con il risultato che la festa, dopo qualche sterile tentativo di portarla in altre zone, non fu più riproposta. Ora gli stessi commercianti di via Gramsci vorrebbero ripristinarla e ne hanno fatta richiesta presso gli uffici comunali di competenza. La risposta è stata un bel “NO” accompagnato da motivazioni che, per l’educazione che ci contraddistingue, ci limitiamo a definire curiose e fantasiose, al limite della presa in giro. Considerando che il tratto di via interessato alla festa parte dall’incrocio con via Battisti (lasciato libero alla circolazione) e finisce in Piazza della Repubblica e che, come nelle vecchie edizioni, sono rispettati i passi carrai e lo spazio per la circolazione dei mezzi d’emergenza, ecco la risposta che ci hanno dato: 1) I tratti di via Martiri della Libertà, via Grandi, via De Amicis e il controviale Cassanese prossimi a via Gramsci andrebbero posti a doppio senso di marcia con divieto di sosta o chiusi al traffico; 2) Lo sbarramento sulla rotatoria Cassanese potrebbe risultare pericoloso; 3) Sarebbe necessario deviare la linea 923; 4) In via Gramsci vi sono numerosi passi carrai che andrebbero lasciati liberi. È una risposta che ci porta a pensare che sia stata redatta da gente che non conosce Segrate, la sua topografia e la sua viabilità. Oppure, più probabile, che si tratti di una colossale arrampicata sui vetri pur di negarci il permesso per la manifestazione. 1) La via Grandi è in uscita dalla via Gramsci da entrambi i lati e il controviale Cassanese non è neanche sfiorato dalla manifestazione mentre le vie De Amicis e Martiri della Libertà sono interessate solo per un breve tratto che, comunque, nelle passate edizioni non hanno mai dato problemi; 2) Non riusciamo a capire il perché di uno sbarramento sulla Cassanese, con la relativa pericolosità, visto che i veicoli possono entrare in via Gramsci e girare su via Battisti; 3) Nelle passate edizioni via Gramsci era percorsa dalla linea Atm che, per quel giorno, veniva deviata. Ora che la linea passa su via Roma, completamente libera alla circolazione, qual è il problema? Perché allora non c’erano problemi e ora si creano ad arte? 4) I passi carrai della via Gramsci sono sempre stati lasciati liberi per eventuali emergenze o necessità dei residenti. Nel programma elettorale del sindaco Alessandrini c’era la promozione e la valorizzazione delle attività artigianali e commerciali di Segrate. Non bastava un sistema viabilistico estremamente penalizzante per i cittadini e i commercianti della zona, non bastava averci dimezzato i parcheggi, dobbiamo anche costatare che per intralciare le nostre iniziative tutti i mezzi sono buoni. Nel mese di dicembre, per la manifestazione dei Mercatini di Forte dei Marmi, non ci sono stati tutti questi problemi nel chiudere per due giorni alla circo-

lazione un tratto di via Roma e la via 25 Aprile nonostante che sui due tratti di vie interessati vi siano i passi carrai di grossi condomìni, inoltre abbiamo dovuto costatare che nessuno dei nostri amministratori è stato minimamente sfiorato dal pensiero che, in un momento di vacche magre, questi ambulanti venivano a togliere lavoro ai commercianti segratesi. Oltretutto, come testimoniato da chi ha fatto acquisti da loro, senza rilasciare scontrini fiscali e senza che qualcuno si preoccupasse di controllare. Ora che siamo noi a volerci promuovere, noi che paghiamo le tasse a Segrate, tutto è valido per ostacolarci. Qualcuno ci dovrebbe spiegare perché chi viene da fuori è favorito mentre noi, commercianti segratesi, veniamo penalizzati. Ma forse la colpa è nostra che non abbiamo tenuto conto che dal 1997 al 2001 c’erano altri amministratori che sapevano capire, e avevano a cuore, il territorio, l’artigianato e il commercio segratese. I commercianti di Via Gramsci, Via Grandi e Via Dalla Chiesa

CLINICA DEL SALE In via Roma in esclusiva l’innovativo “Aerosal”

Crisi allergiche stagionali Un eterogeneo esercito di Con la “terapia del sale” volontari per la Biblioteca le sconfiggi anche in città
Il sale per tenere sotto controllo le fastidiose allergie stagionali. Non è un rimedio “della nonna” né il classico suggerimento del medico di “passare qualche giorno” al mare. Ma è un sistema medico certificato, autorizzato dall'Istituto Superiore di Sanità e in fase di sperimentazione clinica anche in diversi ospedali, tra i quali il San Raffaele. Parliamo di Aerosal, presidio medico che sfruttando gli effetti benefici del cloruro di sodio sul sistema respiratorio è stato studiato, testato e viene oggi proposto come efficace rimedio anche per le allergie che affliggono milioni di italiani con l'arrivo della bella stagione. Non una novità, l'inalazione del sale per la cura dei disturbi respiratori (e dermatologici). In principio fu l'intuizione di un medico polacco, che studiando a metà dell'800 le condizioni di salute dei lavoratori all'interno delle miniere di sale in Polonia, diede il via alle teorie sui benefici derivati dai microelementi contenuti in questo prezioso elemento e alla terapia naturale derivata dall'inalazione di cloruro e iodio all'interno di ambienti in cui sia le pareti sia il pavimento

CENTRO CIVICO VERDI Ben 40 adesioni oltre ogni previsione

sono ricoperti di sale e si simula il microclima della grotta, con un'umidità compresa tra il 40 e il 60% e una temperatura stabile tra i 18° e 24°. Prendete però, assieme all'antica esperienza, le tecnologia più moderne. Già, perché in quelle “grotte” il sale era troppo grosso per essere inalato arrivando all'interno dell'organismo fin dove svolge in pieno la sua funzione benefica. Il sistema di inalazione brevettato da Aerosal ha risolto il problema, ottenendo la certificazione dell'ISS che molti altri sistemi simili non hanno. Come funziona? Semplice: il sale viene ridotto alla dimensione microscopica di pochi micron e viene inserito in una specifi-

ca macchina per essere diffuso all'interno delle stanze predisposte per le sedute, il cui pavimento è coperto da quintali di sale grosso. In pratica, stando mezz'ora all'interno si hanno gli stessi effetti di giorni di mare. Aerosal è disponibile a Segrate presso la “Clinica del Sale” di via Roma 23 (nuova zona commerciale) che offre la terapia in esclusiva nell'area Martesana. Basta un ciclo di seduta per ottenere immediati benefici, assicurano gli studi clinici. Se non ne puoi più della tua solita allergia, prova a fare un salto. E non dimenticare i tuoi bambini: fino a 2 anni non pagano e dai 3 ai 10 anni pagano solo il 50%.

Un Albo dei volontari per raccogliere la disponibilità dei segratesi verso progetti di “cittadinanza attiva”, cioè di compartecipazione alle attività e ai servizi comunali. Partendo dal piccolo esercito che ha risposto all'appello per la ricerca di volontari a supporto della biblioteca civica che, con l'imminente trasloco nel nuovo centro civico “Giuseppe Verdi” di via 25 Aprile, amplierà orari e servizi per gli utenti. È l'idea su cui si è messa in moto l'amministrazione, su input del sindaco, dopo aver incassato ben quaranta adesioni all' “esperimento” biblioteca. Solo la metà degli aspiranti “bibliotecari” prenderà effettivamente servizio. Ma via 1° Maggio è al lavoro per non disperdere queste preziose risorse disposte – a costo zero, cioè senza alcun compenso – a mettersi in gioco su progetti a supporto dell'attività del Comune, nel settore cultura ma non solo. «Ci aspettavamo sette, al massimo otto adesioni – racconta il sindaco Alessandrini – ne sono arrivate quaranta. Un successo che non ci attendevamo, ma che, ovviamente, ci ha riempito di gioia e

di orgoglio per la passione e l'entusiasmo dimostrati dai segratesi in questo nuovo esempio di cittadinanza attiva». L'identikit dei volontari che si sono presentati in forze per dare una mano in biblioteca? «Età compresa tra i 19 e i 78 anni, amano i libri e amano Segrate – spiegano i responsabili del progetto - ci sono ragazzi che studiano materie in linea con quanto trattato dalla Biblioteca; ci sono imprenditori ancora inseriti e impegnati professionalmente che non hanno voluto mancare all'appello, felicissimi di ritagliare un po' del proprio tempo per l'iniziativa. Ci sono persone in pensione ma ancora piene di entusiasmo che, “avendo più tempo che vita”, come loro stessi hanno dichiarato parafrasando

Seneca, hanno deciso di spenderne un po' per collaborare con il Comune ed essere protagonisti della vita della propria città. Ci sono mamme di tre anche quattro figli che, nonostante le incombenze e gli impegni della quotidianità, non hanno voluto rinunciare a essere parte di un progetto che coinvolge i cittadini in prima persona». «Ringrazio di cuore tutti per la straordinaria manifestazione di affetto, di sensibilità e di attenzione per questa iniziativa” – ha commentato Alessandrini - Anche per queste testimonianze di affezione, partecipazione e volontà di condivisione nei confronti di ciò che il Comune fa sono fiero di lavorare ogni giorno perché Segrate sia sempre migliore».

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Attualità
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INCHIESTA Segrate mobilitata i tutti i quartieri con le parrocchie e i centri d’ascolto per aiutare chi non ha lavoro e non ce la fa più

Povertà, guai se non ci fosse la Caritas
Aumentano le famiglie (italiane) bisognose - Distribuzione di pacchi alimentari, indumenti e mobili - I volontari? Sempre più anziani
La situazione sociale determinata dalla crisi si sta sicuramente aggravando, e ne sanno qualcosa i volontari della Caritas, a partire dai gruppi che operano in città. In tutte le parrocchie sono incrementate le richieste d’auto, in molti casi da parte di italiani che hanno perso il lavoro. Ma mentre c’è un bisogno crescente di sostegno e quindi di viveri, purtroppo la situazione del Banco alimentare non è rosea: come hanno spiegato alcuni volontari, la Comunità europea sta tagliando molto sugli aiuti, quindi i generi alimentari di prima necessità che prima provenivano da lì (pasta, riso, pomodori pelati) sono in drastico calo e anche gli scaffali del Banco alimentare, da cui provengono la maggior parte dei viveri per i pacchi da distribuire alle famiglie, si stanno svuotando. Altro problema delle Caritas, purtroppo comune a molte associazioni, è l’età media dei volontari, molto alta: il lavoro di carico, scarico e imballaggio degli alimenti è pesante e di ricambio generazionale neanche l’ombra. Nella maggior parte dei casi, le famiglie bisognose vengono segnalate direttamente dai Servizi sociali, poi ci sono quelli che passano direttamente in parrocchia a chiedere una mano, anche per trovare lavoro. In questo caso sono i Centri d’ascolto che cercano di aiutarli, indirizzando le persone verso le strutture idonee, come il centro per l'impiego o lo sportello interculturale Omnibus del Comune. SEGRATE CENTRO - Il gruppo Caritas della parrocchia di Santo Stefano ha cominciato le sue attività nel 1998 con la scuola d'italiano per stranieri, ora curata da una decina di volontari, disponibili il lunedì sera e il mercoledì pomeriggio. Il mercoledì è attivo anche il centro d'ascolto, a cui si rivolgono sempre più persone che hanno perso il posto: «Il lavoro manca tanto a tutti, anche agli stranieri, per quello si rivolgono a noi per il cibo», hanno sottolineato i volontari. La fame è una brutta bestia, specialmente se in casa ci sono anche figli da mantenere. I pacchi viveri distribuiti qui sono tanti, un centinaio circa per quasi 200 assistiti tutti residenti in città: vengono preparati due volte al mese, a sostegno di famiglie bisognose, persone sole o malate che non riescono ad arrivare a fine mese. «C’è stato sicuramente un aumento, soprattutto di famiglie italiane che chiedono aiuto – hanno raccontato i volontari – Poi ci sono quelli che conosciamo da anni, e chi col lavoro riesce appena a pagarsi l’affitto». C’è chi si presenta chiedendo aiuto, magari attravercuperati, grazie alla raccolta durante le Messe, circa 200300 sacchi di indumenti all’anno, e a volte capita che ne vengano donati anche da alcuni negozi. VILLAGGIO AMBROSIANO - Nella parrocchia di Sant'Ambrogio ad Fontes, il gruppo Caritas contempla anche altre attività, come la sezione guardaroba per la distri«L'aumento grosso c'è stato quest'anno, e negli ultimi 2-3 anni, molte sono persone che erano impiegati, con una vita normale, che hanno perso il posto di lavoro. Gli stranieri sono un 30% circa», raccontano i volontari. I pacchi sono cospicui, ma anche qui ultimamente si fa fatica a reperire i viveri. «Facciamo delle raccolte in parrocchia due volte all'anno – hanno spiegato i trata sul centro d’ascolto e sugli incontri per gli anziani. Nonostante qui di grossi problemi economici, come quartiere, non ce ne siano, tuttavia di persone che si rivolgono al centro di ascolto (aperto il giovedì dalle 10 alle 12) in cerca di impiego ce ne sono tante e sono sempre di più, quasi tutti extracomunitari che cercano per lo più lavoro come colf o badanti, e con un Conferenze, film e un tè per stare in compagnia. Ci sono poi gli eventi di beneficenza: come il gemellaggio, la scorsa estate, con la parrocchia di Gonzaga nel Mantovano, molto colpita dal terremoto, dove la scuola d’infanzia ha riaperto anche grazie alla parrocchia “Dio Padre”. SAN FELICE - Anche alla parrocchia dei SS. Carlo e Anna sono aumentate le famiglie bisognose. Il polso della situazione sulla crisi c’è ed è chiaro: in aumento giovani famiglie, italiane, di persone rimaste senza lavoro. La maggior parte delle famiglie seguite dai volontari sanfelicini sono di Pioltello, insieme a qualcuna di Novegro, di cui molte di stranieri. Ma preoccupa il dato sugli italiani: «È una cosa che non succedeva prima, c’era solo qualche pensionato che prendeva la minima di cui ci occupavamo – ha detto la coordinatrice di San Felice, Luisa Piccoli – Ora invece ci sono anche giovani licenziati dal posto di lavoro. A Pioltello ci sono quattro Caritas ma non ce la fanno a stare dietro a tutti, lì c’è una situazione molto complessa». Tanto che, vista la disastrosa situazione di certi condomini, morosi verso i fornitori di luce, acqua, gas, il riscaldamento quest'inverno non si è acceso: la Caritas sanfelicina infatti aveva lanciato un appello a donare stufette elettriche. Un’ottima collaborazione col supermercato Billa, poi, consente di raccogliere molti generi alimentari e prodotti per l’igiene personale per i pacchi viveri. «La gente risponde bene, chi ha un lavoro vuole dare una mano a chi non ce l’ha – ha spiegato Luisa Piccoli – Facciamo 60-65 pacchi al mese, le richieste ci arrivano direttamente dagli assistenti sociali». Il supermercato ha donato anche un centinaio di borse per la spesa resistenti, utili per confezionare i pacchi. I volontari sono circa 25, nella sede sotto al tunnel, vicino al cinema, dal lunedì al venerdì si raccolgono, dalle 10 alle 12, gli indumenti che vengono poi distribuiti due volte la settimana (il lunedì a mamme e bambini, il giovedì agli adulti, dalle 9.30 alle 12). Raffaella Turati

100 PACCHI 35 PACCHI

IN AUMENTO

due volte al mese a Santo Stefano per più di 200 persone assistite

in tutti centri di ascolto, anche a Milano 2, le richieste di aiuto da chi ha perso il lavoro, fra cui molti italiani. In alto, i volontari di Segrate Centro. A destra, gli incaricati Caritas di San Felice con le borse offerte da Billa. In basso, le volontarie del Villaggio.

una volta al mese a Sant’Ambrogio ad Fontes

60-65 PACCHI
una volta al mese a San Felice

so il passa-parola. Gli alimenti provengono in genere dal Banco alimentare di Muggiò, a volte da raccolte parrocchiali dirette o da donazioni: ma le scorte di cibo sono sempre meno. Durante la Quaresima, di solito, viene fatta una raccolta di alimenti a lunga scadenza, coinvolgendo anche i ragazzi del catechismo: infatti, dicono i volontari “senior”, c’è «una buona collaborazione a livello parrocchiale, per qualunque cosa abbiamo bisogno». L’altra raccolta straordinaria viene fatta col Banco alimentare, con tutte le Caritas, nei supermercati a novembre. Sono circa 11 i volontari che si occupano dei pacchi, un mercoledì vengono distribuiti i viveri e un mercoledì i vestiti: gli esuberi di vestiario, occhiali e altri oggetti non vanno sprecati, finisce tutto all’Opera di San Francesco e alla Caritas diocesana, che pensa poi a redistribuirli dove c’è bisogno. Vengono re-

buzione di vestiti e addirittura la sezione mobili. Ma tutto parte dal centro di ascolto: «La maggior parte delle persone viene qui per cercare lavoro – ha spiegato la responsabile parrocchiale Mariella Petrilleggeri – Sono circa un centinaio. Quest’anno sono arrivati più italiani rispetto a prima, anche uomini soli, cosa insolita perché normalmente c'è più utenza femminile per lavori di tipo domestico». Segno che la crisi colpisce trasversalmente, e ci si deve adattare a fare di tutto. I pacchi viveri qui vengono distribuiti una volta al mese, sono 35 le famiglie che ne usufruiscono, tutte della parrocchia e tutti casi già passati dal centro di ascolto, ben conosciuti e valutati uno a uno in modo anche da confezionare il pacco “ad hoc”, a seconda del numero di bambini e adulti che compongono il nucleo. Fino a dieci anni fa, di famiglie seguite ce n'erano solo 12:

volontari – In quei casi, chiediamo direttamente quello che più serve, come ad esempio l'olio o i detersivi». C'è poi la sezione guardaroba, animata da un nutrito gruppo di volontarie, aperto il lunedì (ore 1617.30), mercoledì (14.3017.30) e la domenica (9.3012). Il vestiario viene donato agli indigenti segnalati da Servizi sociali e gruppo d’ascolto, per gli altri c’è la possibilità di portarsi via indumenti e oggetti per la casa con una piccola offerta (di solito un euro), il cui ricavato va alle missioni. A questo si aggiunge la possibilità di avere anche dei mobili, quando ce n'è la disponibilità, cosa di cui si occupa un veterano parrocchiale, Egidio Mezzadri, 83 anni, infaticabile aiuto per tutto: «Ci vorrebbe l'Ape d'oro per lui», hanno detto convinti i volontari. MILANO 2 - L’attività della Caritas di Milano 2 è incen-

dato significativo in aggiunta: «Cominciano a esserci anche italiani – ha detto il responsabile parrocchiale Angelo Lorenzoni – Alcuni hanno perso il lavoro e cercano aiuto. Cerchiamo di venirgli incontro con il Fondo famiglia lavoro, nella sua seconda fase, istituita dal cardinale Angelo Scola. Per sostenere questa iniziativa della Caritas diocesana, abbiamo fatto diverse raccolte straordinarie di denaro». Niente distribuzione di pacchi viveri, ma solo per motivi logistici: «Qui non c’è neanche l’oratorio, non sapremmo dove mettere la roba – ha spiegato Lorenzoni – Lo scorso autunno il Comune ci ha dato, in comodato per un anno, alcune salette nel Centro civico, così dallo scorso ottobre i componenti del Centro di ascolto organizzano i “Giovedì insieme” per anziani. Ce ne sono tanti che, magari, non hanno problemi economici, ma soffrono di solitudine».

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Attualità
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Da alcuni mesi (ora con una pagina dedicata) “Segrate Oggi” si sta occupando di attività commerciali, artigianali e industriali che abbiano alle spalle una tradizione o un’innovazione degne di essere conosciute. Siamo an-

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che alla ricerca di chi pratica ancora i famosi mestieri in... via di estinzione. Chiediamo ai lettori di segnalarci queste realtà chiamandoci al numero 02.2139372 o scrivendoci all’indirizzo mail: redazione@segrateoggi.it

ECCELLENZE Da 40 anni la signora Egle Bramati gestisce col marito la “Bottega del fornaio”, il prodotto è artigianale e fatto a mano

«Tutt i nott a fà el pan, che gioia...»
La “Bottega del Fornaio”, panetteria di via Grandi, è il regno incontrastato della signora Egle Bramati, “solare” come garantisce il suo raro nome di origine greca entrato nella mitologia. «Me lo ha dato mia mamma – spiega - dicendomi che era il nome della morosa che mio nonno aveva quando era andato a lavorare in Germania. Deve aver lasciato tracce. Ah, questi uomini…», sorride Egle, capelli biondi mechati, donna dinamica e simpatica che mette subito l’interlocutore a proprio agio. La “Bottega del Fornaio” compie quest’anno quarant’anni di attività. Quarant’anni a Segrate perché prima i Bramati hanno avuto per anni un’altra panetteria tra Monza e Brugherio. Quindi un’antica tradizione di famiglia, nella quale la signora Egle ha tirato dentro anche suo marito Ulderico, «di origine altoatesine come dimostra il suo cognome… Gennatiempo – scandisce Egle – un terun emigrato al Nord con la valigia di cartone ai tempi del boom economico. Dileguatasi la nebbia ha visto me e io me lo sono sposato. Sono ormai 34 anni che siamo insieme e, a parte qualche lite fisiologica nel matrimonio, tutto procede per il meglio. Abbiamo anche una figlia, Alessandra che ha 33 anni. Otto giorni dopo averla partorita l’ho portata qui ed è cresciuta avvolta dentro una cesta del pane, al tepore del forno». Pane tradizione di famiglia, si diceva, nel senso che i Bramati il pane lo confezionano e poi lo vendono nel proprio negozio. Dal produtne riguardava anche supermercati, mense, scuole ecc. E fino a un anno fa veniva in negozio a lavorare al banco anche mia mamma Luigia che ha 78 anni. Non mancava mai: per lei lavorare è vendere il pane. Ogni tanto viene ancora ed è severissima come sempre. Controlla che tutto proceda per il meglio. È lei la padrona. Ma dopo la scomparsa di mio fratello Marco, morto tempo fa in un incidente stradale a Bellaria a causa di un automobilista pirata, la mamma si è un po’ chiusa in se stessa. Come le dicevo il lavoro è diminuito con il passare degli anni perché un po’ alla volta sono cambiate le abitudini alimentari e si è cominciato a mangiare meno pane e poi perché si ci è messa di mezzo la burocrazia, le nuove norme igieniche a pretendere che il pane portato all’esterno dovesse essere impacchettato pezzo per pezzo e così abbiamo mollato la distribuzione (interna). Troppo lavoro, troppe complicazioni. Ora il rapporto è solo diretto tra noi e i nostri clienti». Che considerata la qualità del prodotto saranno fedelissimi. «Tanti e fedelissimi e questo è il nostro orgoglio: pensi che alcuni vengono ancora da Cernusco, Pioltello e Vignate: fanno la scorta per una settimana e lo mettono in freezer nel quale va solo il pane ben cotto». Michette e ciabatte sono i pezzi “pregiati” della Bottega, di grano duro e tenero, di segale e farina integrale. «Per ogni gusto perché il cliente va accontentato con la qualità, seconda l’antica ricetta. Nessun servizio a do-

«Ho cominciato a 15 anni: mia figlia appena nata è cresciuta qui dentro una cesta». Idee chiare, grinta, sensibilità e beneficenza
micilio, li servo io direttamente al banco così i soldi, pochi e maledetti, li incassi subito. E a chi non può pagare glielo regalo. Sapesse quanta gente non può permettersi al giorno d’oggi tre euro per un chilo di pane. I bambini mi prendono il cuore. Il pane non lo porto neppure ai bar perché loro fanno pagare cinque euro un panino e tirano sul prezzo di tre euro al chilo. Ennò!». Una telefonata ci fa capire che la beneficenza è tradizione di famiglia. Dai Bramati il pane non venduto non viene buttato, viene di volta in volta indirizzato a certe istituzioni: al Ceres, alle Vele, alla parrocchia, alle suore del Villaggio. «Fino a qualche tempo fa – dice Egle – ospitavamo alla mattina le scolaresche che venivano a vedere come si confezionava il pane: i bambini erano curiosi, incantati. Era bello vederli. Ora non viene più nessuno a vedere come si fa il pane, il cibo, con il latte, più essenziale e noto della terra». Peccato perché il pane. esaltato anche nella Bibbia è vita ed è davvero un dono di Dio. Pep
Nei precedenti numeri: Macelleria Modica (10 aprile); QB Style (27 marzo); Sabrina Cake Desing (13 marzo); La Pergola (13 febbraio); Cartoleria Mombelli (19 dicembre); SicePrevit (16 gennaio); Foto Ottica Piovani (5 dicembre; La Lombarda (7 novembre)

Egle Bramati nel laboratorio di via Grandi

tore al consumatore. «Il nostro pane non è industriale, è artigianale: ogni pezzo è lavorato a mano, non usiamo nessuna macchina se non ovviamente l’impastatrice e la spezzettatrice che ci garantisce i 50 grammi per ogni pezzo». Una vitaccia, quindi. «Certo, mio marito viene qui a preparare l’impasto ogni notte all’una, io arrivo alle cinque per la parte artigiana-

le del prodotto e la cottura, circa venti minuti a ogni infornata a 320°. Anni fa arrivavo alle 8 all’apertura del negozio per la vendita perché avevamo dei lavoranti, ma da cinque-sei anni è così. Per fare questa vita ci vuole passione, tanta passione, altrimenti si molla… Io la confezione del pane ce l’ho nel sangue, mi piace vederlo impastare, lievitare e poi cuocere. Ogni

giorno mi sembra un miracolo. Il profumo del pane si espande ogni mattina nella via. I vicini dicono che con quel profumo è un bel risveglio, peccato che io non lo senta più. Il mio olfatto è assuefatto, non lo distingue più». Cinque-sei ore di lavoro ogni notte, tranne la domenica, per produrre un quintale di pane. «Sì, ma anni addietro erano anche cinque i quintali che producevamo. Come le ho detto avevamo degli operai perché il lavoro era notevole e la distribuzio-

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Attualità
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MILANO DUE L’imprenditore segratese Umberto Costamagna spiega che nelle aziende funziona ispirarsi alle regole di S. Benedetto

“Ora et labora”, l’etica entra nell’impresa
«L’azienda fa business, non beneficenza, tuttavia si può stare sul mercato rispettando certi valori che sono un acceleratore, non un freno»
Gestire un'impresa ispirandosi alla Regola benedettina? Non solo è possibile, funziona. E a rileggerla oggi, la lezione che il monaco di Norcia compose a Montecassino nel 540, più di mille anni fa, ci si rende conto non solo di quanto sia attuale, ma di quanto i suoi principi siano validi non solo nell' “organizzazione perfetta” di abbazie e monasteri, ma in qualsiasi forma di comunità. Sì, anche e soprattutto quella aziendale. Parola di Umberto Costamagna, imprenditore spezzino ma residente da alcuni anni a Segrate, che ha lanciato con don Walter Magni, parroco di Milano 2, una curiosa iniziativa. “Etica nell'impresa: freno o acceleratore? La Regola di San Benedetto: saggezza antica per il bene comune”, il titolo dato dall'idea nata durante una chiacchierata tra Costamagna – fondatore e presidente del gruppo Call&Call, azienda di servizi di call center con 2.600 dipendenti in sei sedi sul territorio nazionale – e don Walter. La proposta? Un momento di preghiera e di riflessione prima di andare a lavorare, dalle 6.45 alle 7.30. Durante i quali leggere e commentare passi della Regola di San Benedetto, per poi dibatterne brevemente davanti a un caffè. Un appuntamento cui hanno partecipato più di cinquanta tra imprenditori, manager e professionisti residenti nel quartiere, che ha raccolto un così forte interesse da spingere gli orgaquesta esperienza – racconta Costamagna, che ci ha accolti nei suoi uffici di Cinisello Balsamo per farci toccare con mano i risultati dell'applicazione della Regola – i monasteri, le abbazie e gli ordini, con le loro innovazioMa come si attualizza il senso di quella Regola nella quale si organizza nei minimi dettagli la vita monastica? «Nei suoi libri Folador ha studiato profondamente la Regola e ha compreso che sono innumerevoli le intuile riunioni sono “de-cellularizzate”». Un ascolto che, spiega Costamagna fuori da facili moralismi, deve essere indirizzato alla condivisione. «Quando il manager decide, il che è l'essenza del suo lavoro, deve confrontarin più di duecento hanno scampato il licenziamento. «Gli imprenditori fanno businness, non beneficenza, ma questo non vuol dire che un altro modo di fare impresa, un modo di fare impresa stando sul mercato con dei valori, non sia possibile – continua l'imprenditore, che ha attivato in azienda un asilo nido, un gruppo di acquisto solidale, uno “sportello” di microcredito per i dipendenti – Possibile che quando si parla in Italia di etica nell'impresa si debba tornare indietro fino ad Adriano Olivetti? L'etica è davvero un acceleratore, non un freno per fare il business». Già, ma questo nella pratica che cosa significa? «Significa prima di tutto, come spiega la Regola, condividere, fare in modo che gli obiettivi dell'imprenditore siano anche quelli dei lavoratori: attenzione perché questo non è un atteggiamento, come alcuni pensano di poter liquidare, “filo-sindacale”: lavorare bene è lavorare meglio e credo che oggi molti, come testimoniato dall'attenzione verso il lavoro di Folador sui principi benedettini applicati all'azienda, stiano scoprendo l'importanza di questi valori». F.V.

IL LUNEDÌ ALLE 6.45 IN CHIESA
Manager, imprenditori, professionisti. Quelli che durante il giorno sono off-limits. E allora ecco l’idea: un appuntamento mattutino, dalle 6.45 alle 7.20 per una riflessione sulla Regola. E la proposta di don Walter e Costamagna ha funzionato: in più di 50 hanno risposto tanto che gli incontri (partiti come ciclo di 3) andranno avanti tutti i lunedì alla parrocchia di Milano 2.

L’imprenditore segratese Umberto Costamagna

nizzatori a farlo diventare appuntamento fisso, tutti i lunedì. E ad arricchirlo con alcune visite – iniziate la scorsa domenica a Viboldone – presso monasteri e abbazie lombarde. «L'idea ci è venuta prendendo spunto da un libro del formatore Massimo Folador, che conosco da molti anni e che abbiamo coinvolto in

ni hanno costruito l'Europa e soprattutto hanno dato al lavoro, prima qualcosa da destinare agli schiavi, una dignità fino a quel momento sconosciuta: con l' “ora et labora” il lavoro si è innalzato a qualcosa di importante, non più da destinare agli schiavi ma come base dell'organizzazione della comunità e quindi del bene comune».

zioni che, dovutamente adattate alla realtà di oggi, possono servire come ispirazione ai manager per una migliore organizzazione delle aziende e delle persone, che ne sono la parte centrale – spiega Costamagna – alla base di tutto deve esserci l'ascolto, cui il silenzio fa da fondamentale corollario. Un esempio: nella mia azienda le sa-

si con la sua “comunità” e sa che cosa dice la Regola: di decidere dopo aver ascoltato in particolare i più giovani». Un concetto molto attuale. «Già, un'innovazione del 540...», sorride Costamagna mostrandoci un bel volume contenente la cronistoria del salvataggio, a opera della sua società, di un'azienda pistoiese di call center dove

ROVAGNASCO Iniziative Cps

Assistenza per Cud saggio di ballo e gara di... pizza

SERVIZI SOCIALI Presentato in commissione l’atteso progetto comunale in collaborazione con le aziende locali

Il Circolo pensionati segratesi di Rovagnasco, sempre attivo, ha in serbo molte novità primaverili. Intanto sabato 18 maggio, a partire dalle 15.30 nella sede del centro civico in via Amendola si terrà il secondo torneo per “Gran mangiatori di pizza”. Dopo il grande successo della prima edizione, che si è conclusa il 27 ottobre scorso con la vittoria di Andrea Munari (per lui circa 1 chilo di pizza divorato in 15 minuti), torna l’evento che si svolgerà, stavolta, all’aperto grazie al nuovo gazebo di cui si è dotato il Cps. Le iscrizioni si raccolgono presso “L’altra pizzeria da Federico”, in via Monzese 38, che ha organizzato il torneo in collaborazione col Cps e fornirà non solo le pizze per la gara, ma anche i premi: 5 mesi di pizza gratis per chi si aggiudica il primo posto, 3 mesi di pizza gratis per il secondo arrivato e 1 mese per il terzo classificato. Per iscriversi, si può chiamare ai numeri: 02.2135938 oppure 345.5401353. Al Cps si sta preparando, intanto, anche il tradizionale saggio di fine anno del corso di ballo, che si terrà il 26 maggio, e l’omaggio a Totò a giugno con alcune proiezioni dei suoi film più famosi. Tra le ultime attività, anche un sostegno agli iscritti in difficoltà con il Cud: in 50 hanno ricevuto un aiuto per districarsi tra pin di accesso, password e email, grazie al presidente Salvatore Manciero e ai partecipanti ai corsi di informatica che, debitamente istruiti, hanno potuto dare una mano ai soci meno abili nell’uso di internet e computer.

Lavoro, il Comune in campo per far incontrare domanda e offerta
Un aiuto in più a chi è rimasto senza lavoro. Questo, nelle intenzioni dell’assessore ai Servizi sociali Mario Grioni, l’obiettivo del progetto “Formazione Lavoro” presentato martedì in commissione Servizi alla persona e che dovrebbe partire a breve. «Lo scopo è cercare di favorire l’incontro tra domanda e offerta e utilizzare politiche attive – ha spiegato Grioni – Partiamo dalle imprese per capire di cosa hanno bisogno». Infatti il progetto prevede un coinvolgimento attivo delle aziende sul territorio, che spesso lamentano una mancanza di manodopera per lo più manuale, difficile da reperire, come emerso qualche giorno fa ad esempio con la clamorosa notizia per cui mancherebbero all’appello ben 6.000 pizzaioli in tutta Italia. L’idea, quindi, è di individuare i profili professionali richiesti insieme ai datori di lavoro, a cui sopperire con una formazione estremamente pratica che si potrà svolgere anche direttamente nelle aziende, sotto forma di tirocinio. La persona verrà affiancata all’artigiano, esercente o incaricato da parte dell’impresa per un periodo da concordare. Tra i profili più richiesti e carenti sul mercato, ad esempio, ci sono quello di panificatore o di addetto a lavori di sartoria. L’agenzia per il lavoro Afol verrà coinvolta, ove necessario, per i corsi di formazione e per approntare un database delle persone interessate. A questo scopo, sarà inserita una persona esperta in materia per gestire curriculum, corsi, imprese e richieste di lavoro. Costo totale del progetto: circa 60mila euro, comprensivi di piccole «Vorrei capire quali siano i numeri dello Sportello lavoro, se si è fatta un’analisi con le aziende del territorio. Hanno dato una disponibilità effettiva? Se ci sono uffici di Afol a Vimodrone e Pioltello, perché raddoppiare? Siamo sicuri che è questo che le aziende cercano?». Di diversa opinione invece Antonio Berardinucci dell’Idv: «Ho capito lo spirito e l’apprezzo, vediamo come strutturarlo, può essere interessante». Positiva anche Liliana Radaelli del Pd, che aveva lanciato qualche tempo fa l’iniziativa parallela di Segrate Solidale per chi ha perso il lavoro: «Quelli che si rivolgono a noi sono persone che hanno scarse risorse personali, spesso non si sono rivolte neanche al Comune o all’Afol, o perché non lo sanno o anche per vergogna. È importante che il Comune porti avanti questo progetto, poi si potrà cambiare anche in corsa e rivalutarlo tra sei mesi». Grioni ha difeso la bontà dell’iniziativa, che mira più a favorire dei tirocini aziendali pratici che non corsi di formazione teorici: «Le imprese cercano pro-

fili che non trovano, è una realtà di fatto. La persona sarà in grado di acquisire una capacità manuale che prima non aveva. Siamo qui per aiutare le imprese a risolvere i problemi». COMMISSIONE DISABILI La presenza alla commissione di Leonardo Tencati, uno dei disabili segratesi che sta portando avanti la protesta per la mancanza di fondi per l’autonomia, ha portato a una svolta. È stato deciso infatti di istituire una commissione ad hoc a cui parteciperanno anche Tencati e gli altri disabili che in città hanno fatto richiesta del progetto di “vita indipendente”. Il loro contributo sarà fondamentale per stabilire con i consiglieri come utilizzare le 30mila euro messe a disposizione dal Comune, che corrispondono ai fondi tagliati lo scorso anno dal distretto, e che verranno messi a bando entro breve. «I soldi sono pochi, bisogna valutare la gravità e il grado di disabilità della persona, per stabilire di che livello assistenziale ha bisogno», ha spiegato Tencati, che ha preso parola su invito di Paola Monti. Le decisioni prese dovrebbero quindi essere condivise, si studieranno veri e propri percorsi di autonomia. La data del primo incontro è ancora da fissare. Raffaella Turati

borse lavoro per chi verrà selezionato. «Sono perplesso – ha detto il consigliere Alessandro Seracini di Scelta civica – Siamo strapieni di corsi di formazione professionale! E tutti sovvenzionati da Unione europea e quant’altro. In momenti di crisi come questi, andiamo a spendere 60mila euro per un progetto che vedo molto evanescente? Facciamolo, ma ricerchiamo il finanziamento!». Qualche dubbio l’ha sollevato anche Paola Monti di Insieme per Segrate:

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Ambiente e animali

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RICICLO Visita a un impianto di Trucazzano alla scoperta del processo produttivo dove “da cosa nasce cosa”, compresi oggetti di design

Ben il 100% di carta da quella riciclata
I gatti hanno nove vite. Carta e cartone ne hanno di più. È quanto è stato possibile scoprire grazie alla recente iniziativa (dall’11 al 13 aprile) promossa da Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica), con l’apertura al pubblico di 96 impianti su territorio nazionale, allo scopo di far capire cosa succede dopo il cassonetto. Per “Segrate Oggi” ho visitato uno degli impianti disponibili all’open day, e raccolto i dati del Settore Ambiente del Comune sui rifiuti cartacei dei segratesi, mettendoli a confronto con quelli provinciali e nazionali. «Innanzitutto, merita sapere che qualsiasi tipo di carta può essere prodotta al 100% con carta riciclata: dalla carta per usi grafici a quella da disegno o fotocopie, fino alla carta da giornali. Anche gli scatoloni, il cartone ondulato, la carta da pacchi, i vassoi per uova, frutta e verdura. Solo quando la carta di fibra riciclata non ha più la consistenza indispensabile per produrre altra carta, solo allora diventa un combustibile per produrre energia (con un buon potere calorifero in quanto fibra derivante dal legno)», afferma Giorgio Tambuti, direttore della GPP Industrie Grafiche di Truccazzano, che mi ha gentilmente guidato attraverso l’impianto e illustrato i processi produttivi. «L’iniziativa “Riciclo Aperto” vuole far acquisire ai cittadini il senso collettivo del loro impegno individuale nella raccolta differenziata». Dopo avere gettato centinaia di giornali e scatole chiedendomi “Chissà se serve davvero?”, guardo affascinata il mondo che mi mostra il signor Tambuti, dove si avvera la magia per cui “da cosa rinasce cosa”. Nel suo imA sinistra, alcuni addetti dello stabilimento “GPP Industrie Grafiche” di Truccazzano, che ha aderito all’Open Day “Riciclo aperto” promosso da Comieco (Consorzio recupero e riciclo imballaggi a base cellulosica) con l’apertura al pubblico di 96 impianti sul territorio nazionale. Sotto il direttore Giorgio Tambuti. A destra, un tavolo e una sedia di “design” realizzati utilizzando carta riciclata, con un paio di “ospiti”...

La raccolta differenziata dà notevoli benefici all’ambiente e all’occupazione. Segrate raccoglie 99,70 Kg di carta annua pro capite
colta differenziata continua a crescere in modo costante in tutta la Provincia, di circa un punto percentuale l’anno, attestandosi a 47,1% , mentre Segrate sembrerebbe più virtuosa, con il 56,54%. Dei 134 Comuni della Provincia di Milano, ben 45 hanno già superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, che l’art. 205 del D.Lgs. 152/2006 pone al 31 dicembre 2012. Di questi, sono 13 i Comuni che hanno raggiunto e addirittura superato la percentuale del 70% (Segrate non ancora, ma va notato che qui la raccolta differenziata è in continua crescita). Complessivamente il 90% dei Comuni differenzia più della metà dei propri rifiuti prodotti, un risultato degno di nota, considerato che anche la Provincia di Milano ha vissuto, in un passato non molto remoto, una fase emergenziale. I dati provinciali relativi alle singole raccolte differenziate vedono un calo solo nella raccolta di carta e cartone. Anche a Segrate. «Il leggero trend in diminuzione non sappiamo esattamente a cosa sia dovuto, si presume ragionevolmente che sia legato alla chiusura e trasferimento di numerose attività operanti nel settore terziario che conferivano prevalentemente carta, nonché alla pubblicazione dei giornali online comportanti minori acquisti di copie cartacee – spiega Lidia Cioffari, funzionario responsabile della Sezione Ambiente ed Ecologia del Comune di Segrate, che con il suo ufficio ci ha prontamente fornito una ricca documentazione sull’intera raccolta rifiuti, oltre che su quella cartacea – la notevole differenza percentuale tra il 2008 e il 2009, in tutta la raccolta differenziata, è data dall'introduzione della raccolta domiciliare della frazione organica umida, tale raccolta era prima limitata solo alle attività di ristorazione collettiva. Perciò, nel complesso, siamo soddisfatti della continua crescita della raccolta differenziata sul totale dei rifiuti (passata dal 38,1% del 2008 al 56,54% del 2012), malgrado il piccolo decremento di quella della frazione carta».
Pagina a cura di Federica Nin. Etologa mancata, ex psicologa e ora docente di lettere, segratese da trent’anni.
federica.ebasta@alice.it

IVOSTRIANIMALI

ne, ma come tocchi di originalità per ambienti moderni o raffinati. Perciò i prezzi non sono proporzionali al valore del materiale ma sono, come si dice, più “emozionali”, che non vuol dire che diano l’infarto (che è possibile) ma che sono “prezzi da design”. «La racpianto “rinascono” astucci che il design: una categoria colta differenziata – e la fidi confezionamento ed espo- che comprende principal- liera cartaria che ne è una sitori commerciali destinati mente elementi e accessori delle colonne portanti – è a rendere più seduttive le d’arredo, tutti in carta e car- una componente chiave della Green Economy, l’ecomerci (“le varie scatole so- tone. Non sono nati nomia rispettosa delno già attraenti perfino da per sostituire in Inviateci l’ambiente. Lo svivuote!”), e oggetti di design modo ecole foto dei vostri luppo delle racaccattivanti, simili a oggetti n o m i c o animali o dei luoghi di colte differene suppellettili del quotidia- o g g e t t i Segrate che amate. Le no o a sculture misteriose. di uso pubblicheremo in questa pagina che ziate urbane ha infatti conPerché dal riciclo rinasce an- c o m u - ogni due settimane dedichiamo al sentito al setmondo degli animali. Puoi mandarle tore industriaalla mail redazione@segrateoggi.it le di riferio, se non hai il computer, mento, quello all’indirizzo “Redazione Segrate cartario, di sodOggi”, via Cellini 5, 20090, disfare sempre più Segrate. Continuano ad arrivare in redazione le foto il proprio fabbisogno dei lettori con i loro cani, gatti, pesci attraverso le fibre secone...non solo! «Mi piacerebbe una darie. Ciò ha permesso non mangiatoia come quelle di San Felice per solo di interrompere la storidifendere gli uccellini dalle cornacchie, ma ca dipendenza dall’estero non me la posso permettere. Io ho copiato per quanto riguarda il repequesta», ci scrive Barbara Fontani rimento delle materie prime, inviandoci una curiosa immagine del ma significa soprattutto risofisticato sistema messo a punto per dare sparmi rilevanti in termini di energia e di emissioni climalteranti». Può illustrarci questi concetti? «È semplida mangiare ai suoi uccellini. ce: ogni anno in Italia graGiusy Ruggiero ci manda invece un zie alla raccolta differenziasimpatico “fumetto” per conto del ta di carta e cartone si risparmicio Gian Chetto: «Ma chi credono miano emissioni nocive per di fare fesso? Lo vedo benissimo che l’atmosfera, equivalenti al questo non è vivo come il pesciolino blocco totale di tutto il trafrosso di Marco... che mi divertivo a fico per ben 6 giorni e 6 nottirare fuori dal vaso!». ti – spiega Tambuti - inoltre, Continuate a inviarci le vostre foto e i lo smaltimento di carta e vostri messaggi che pubblicheremo cartone dal 1998 al 2008 come sempre su questa pagina equivale alla portata di 170 dedicata ad ambiente e animali. discariche di medie dimen-

sioni che così, grazie al riciclo, non sono state realizzate nel territorio. A ciò va aggiunto il valore della materia prima generata (carta) e quello dell’occupazione nell’indotto (cioè degli occupati nel settore riciclo). Si valuta in quasi 500 milioni di euro il beneficio netto per l’anno 2011, della raccolta differenziata di carta e cartone.» Gli chiedo una fotografia dei dati medi italiani. «50,6 kg è il quantitativo di carta e cartone che ogni italiano ha mediamente raccolto in modo differenziato nel 2011. Ma con differenze significative nelle tre aree: 65,5 al Nord; 59,1 al centro; 26,3 al Sud, secondo il 17° Rapporto Comieco. Il dato è recentemente stazionario, o in lieve flessione nel Nord che prima era tutto in crescita oltre a viaggiare alto. Ci sono ragioni macroeconomiche sotto gli occhi di tutti.» E SEGRATE? Nello stesso anno, il 2011, ogni segratese ha raccolto 99,70 kg, secondo le statistiche del settore ambiente del nostro Comune. Con un occhio anche ai “Dati sui Rifiuti” dell’Osservatorio Rifiuti della Provincia di Milano, da una prima analisi dei risultati conseguiti dai 134 Comuni della Provincia nell’anno 2011 emerge il perdurare di un trend di decrescita di tutti i rifiuti prodotti (che vede un calo rispetto ai dati dell’anno precedente di quasi il 3% sul totale rifiuti, a Segrate del 5%). In compenso la rac-

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Cultura e Spettacoli

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SCELTI PERVOI
Dal 24 aprile all’8 maggio

Mostra auto e moto a Novegro

Dal 3 al 5 maggio, il Parco Esposizioni Novegro ospita la 58° Mostra-scambio di auto, moto e ciclo, ricambi e accessori d’epoca. In concomitanza si svolgerà Autocollection, fiera delle auto da collezione, auto speciali e di particolare pregio, di produzione attuale. Ingresso: 7-10 euro. Orario: ven h.12-18; sab h.8-18; dom h.8-17. Via Novegro. Informazioni: 02.70200022.

In Commenda ■ Serata reggae l’Argentina a teatro all’Arci Bitte
Venerdì 26, Arci Bitte propone una serata reggae house. Vitowar presenta “Mad Army”, collettivo artistico musicale nato lo scorso novembre, formato da Xtreme Ent, Hypers, Toughest Sound e Lion Pow. Ore 23. Sabato 27, Soundsplatter presenta “We Work the future”, notte dedicata alla scena PsyTrance emergente. Via Pacinotti, 7. www.bittemilano.com.

■ Opera e coro nei

due S.Ambrogio

Magnolia musica e buffet
Continuano le serate “La cena è servita” del Circolo Magnolia. Domenica 28 a partire dalle ore 19, buffet gratuito. Dalle 22, due ospiti live, i cantautori Stefano Vergani e Gianluca Grossi, che si esibiranno sul palco del circolo sullo sponde dell’Idroscalo Ingresso con tessera Arci. Via Circonvallazione Idroscalo, 41. Informazioni: 366.5005306

di G.D.D.

Lunedì 29 aprile alle ore 20.45, Cascina Commenda apre il sipario per lo spettacolo “Noi argentini siamo diritti e umani”, scritto da Giulia Donelli. Testo liberamente tratto da “Memoria del buio”, opera collettiva di 112 prigioniere politiche (1974-1983). Con Enrica Chiurazzi e Claudia De Candia. Ingresso: 10 euro. Informazioni e prenotazioni: 02.2137660.

Sabato 27, dopo la Messa delle ore 18.30, concerto per arpa e soprano: opera, operetta e arie da camera presso la Chiesetta di Sant’Ambrogio in via Trento a Redecesio. Sabato 4 ore 21, il Coro polifonico della biblioteca di Segrate si esibirà nel concerto corale “Nel nome di Maria”. Parrocchia Sant’Ambrogio ad Fontes, via Cardinal Schuster, Villaggio Ambrosiano.

CULTURA Il 25 maggio in occasione dell’inaugurazione del nuovo Centro civico Giuseppe Verdi

Una “catena umana” per portare gli ultimi libri alla nuova biblioteca
Sarà una lunga cordata tra cittadini che attraverserà la città, unendola in un simbolico abbraccio “culturale”. L’originale idea proposta dall’Amministrazione per l’inaugurazione del nuovo centro civico “Giuseppe Verdi”, il prossimo sabato 25 maggio in via 25 Aprile, è quella di creare una “catena umana” di persone che si passeranno uno a uno gli ultimi libri rimasti nella sede di via degli Alpini, per trasferirli nella nuova biblioteca di Segrate. Dagli scaffali di via degli Alpini, gli ultimi libri saranno trasferiti “a mano” nella nuova sede in via 25 Aprile. Il centro polifunzionale ricavato all’interno del vecchio palazzo comunale, infatti, ospiterà anche la nuova biblioteca di Segrate che godrà di spazi più ampi e rinnovati. L’iniziativa ha l’intento di coinvolcordata umana alla sezione Cultura, Sport e No-Profit, inviando una email al seguente indirizzo: cultura@comune.segrate.mi .it. I partecipanti riceveranno in omaggio alcuni gadget messi a disposizione da 3M. «Vorremmo valorizzare questo importante passaggio coinvolgendo i cittadini e tutte le realtà del territorio perché sia un momento veramente partecipato dall’intera comunità segratese. Mi auguro che ci sia un notevole riscontro – ha dichiarato il sindaco Adriano Alessandrini – Ringrazio fin da ora tutti coloro che vorranno unirsi a noi per dare il via, con questa iniziativa, all’inaugurazione del nuovo Centro culturale che festeggeremo con una settimana di eventi dedicati a tutte le età».

BIBLIOTECA Dall’idea di Daniel Pennac

Il Gruppo di lettura “riscrive” il decalogo dei diritti del lettore
Mentre è occupato nella lettura della “Spartizione” di Piero Chiara”, il Gruppo di lettura della biblioteca ha messo sul suo blog (http://gruppoletturasegrate.blogspot.com/) un singolare gioco–proposta dal titolo: “Gli inesauribili diritti del lettore” che prende lo spunto dal decalogo dei diritti del lettore dello scrittore Daniel Pennac. L’idea è quella di aggiungere altri diritti ai dieci previsti dall’autore francese. È così che si è giunti a quindici e forse altri ne seguiranno. Sullo stesso blog si può leggere anche l’interessante intervista di Paola Romagnoli allo scrittore Marco Malvaldi. Poi, per gli amici degli animali, la rubrica “Compagni di lettura”. Infine, per la saggistica, la presentazione dell’ultimo libro di Federico Rampini dal titolo: “ Non

gere attivamente i cittadinilettori nel passaggio dei libri dalla vecchia sede della biblioteca a quella nuova, per renderli protagonisti di questo cambiamento così significativo che riporterà la “cultura in centro”. L’invito a partecipare alla catena umana per il trasferimento degli ultimi volumi (una decina circa) dalla vecchia sede alla nuova biblioteca di Segrate, che si svolgerà

attorno alle 15.30, è aperto a tutti i cittadini e a tutte le realtà del territorio, associazioni comprese, e il Comune confida nella attiva ed entusiastica partecipazione del maggior numero di persone. Al fine di permettere un’ottimale organizzazione dell’evento, è necessario che le adesioni all’iniziativa arrivino in Comune entro il 10 maggio. Si può fare richiesta per partecipare alla

possiamo più permetterci uno stato sociale. Falso!” Sulla locandina disponibile in biblioteca si trova invece il calendario degli incontri del Gruppo e gli appuntamenti degli eventi organizzati nella settimana di inaugurazione del nuovo Centro Civico “Giuseppe Verdi” nel ristrutturato palazzo del vecchio municipio in via 25 Aprile. Nell’ambito della rassegna “Una trama di fili colorati” organizzata dall’Associazione “D come Donna”, il 29 maggio Claudia Alemani e Maria Cristina Fedrigotti presenteranno un loro nuovo libro e il 30 maggio ci sarà l’incontro letterario con il professor Mauro Novelli che, in occasione del centenario della nascita, parlerà dello scrittore lombardo Piero Chiara. E.S.

SANFELICINEMA
25 APRILE - 05 MAGGIO

MUSICA Il piccolo fenomeno segratese del pianoforte ha vinto anche il Concorso Salieri

Piazza Centro Commerciale San Felice Tel. 02.7530019 - cinema@san-felice.it
IL LATO POSITIVO Giovedì 25, venerdì 26 e sabato 27 ore 21.15 - Domenica 28 ore 16 e 21.15 Commedia, Usa 2013. Durata: 1 ora e 57'. Di David O. Russel, con Bradley Cooper Pat, ex insegnante del liceo, è stato appena dimesso da una clinica psichiatrica. Crede di essere stato in cura pochi mesi, non quattro anni, e vuole riconciliarsi con l'ex moglie. Per riconquistarla, cerca di trasformarsi nell'uomo che lei ha sempre desiderato. Si offre di aiutarlo una bella vicina di casa, anche lei problematica. LA FRODE Mercoledì 1, giovedì 2, venerdì 3 e sabato 4 ore 21.15 - Domenica 5 ore 16 e 21.15 Thriller, Usa 2013. Durata: 1 ora e 47'. Di Nicholas Jarecki, con Richard Gere Il magnate Robert Miller, alla vigilia del suo 60esimo compleanno, sembra il ritratto del successo. In realtà sta cercando di vendere il suo impero finanziario a una grande banca prima che vengano scoperte le sue frodi, di cui la moglie Ellen e la figlia Brooke sono all’oscuro. Quando, a causa di un incidente, il detective Michael Bryer comincia a indagare su di lui, Miller farà di tutto per cercare di insabbiare le cose.

Yuri va a perfezionarsi a Londra
Quattordici concorsi su sedici conquistati e in tasca già pronto un biglietto per Londra, dove andrà a perfezionarsi dopo aver passato l'esame di ammissione a una delle più prestigiose scuole di musica del Regno Unito. Continua la sua luminosa ascesa Luca Yuri Grianti, giovane pianista undicenne di Milano 2. Che domenica 14 aprile a Legnago, nel Concorso Internazionale "Salieri", ha conquistato il suo 14° primo premio. Il giovane Grianti, che nel dicembre scorso ha superato il 7° livello di certificazione internazionale di pianoforte (ABRSM), ha presentato un repertorio dove spiccavano tre tempi dalla Partita n.2 di Bach e un Valzer di Chopin, programma che dagli esperti viene considerato un repertorio da Diploma al Conservatorio. Quello al “Salie-

Finora Grianti (11 anni) ha conquistato ben 14 concorsi su 16: è al 7° livello di certificazione

ri” del resto è solo l'ultimo di una lunga serie di premi - di particolare rilievo il successo ottenuto con un primo premio assoluto al prestigioso concorso "Giulio Rospigliosi" di Lamporecchio (PT) lo scorso marzo, dove si è imposto su 23 concorrenti provenienti da tutta Italia – che lo lanciano verso un futuro ai più alti livelli.

L'enfant prodige – che i segratesi hanno potuto ascoltare dal vivo a Milano 2 in occasione del ciclo Musica Giovane lo scorso anno - ha infatti superato l'esame di ammissione a una delle più prestigiose scuole di musica del Regno Unito dove da settembre inizierà un percorso di studio e perfezionamento.

Il giovane pianista all’opera davanti al suo strumento, e a destra con il maestro internazionale Hector Moreno dopo la vittoria al concorso Rospigliosi in provincia di Pistoia, a marzo, dove si è imposto su altri 23 concorrenti provenienti da tutto il Paese. Ora per lui si spalancano le porte della Gran Bretagna.

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Rubriche
24 aprile 2013
RISPONDE LO PSICOLOGO

redazione@segrateoggi.it tel/fax 02.2139372 redazione via Benvenuto Cellini 5 pubblicità www.segrateoggi.it amministrazione

L’uomo lavora bene Mi congedo da voi dopo con 25° temperatura un percorso di crescita e l’umidità al 50%
Quest’oggi un leggero velo di malinconia avvolge le mie parole e qualcuno si chiederà il perché. La motivazione è legata al fatto che, attraverso questo mio scritto, annuncio a voi tutti, carissimi lettori, che questo sarà il mio ultimo articolo per la rubrica di ‘Segrate Oggi’. È trascorso molto tempo dalla prima volta che ho scritto per questo caro giornale. Questo tempo, poi, si è tramutato in un percorso, in una lunga stagione, in un cammino di parole, teorie, emozioni, durate la bellezza di sette anni. In questi sette anni ho ricevuto e-mail, lettere e telefonate a cui ho sempre, con grande rispetto per tutte le storie di vita che mi venivano descritte, dato una risposta, un momento di attenzione, un ascolto professionale, ma al tempo stesso umano. Utilizzerò questo mio breve saluto per fornire a voi tutti la possibilità di creare un ponte di collegamento logico e mentale sul tema della conclusione, dunque della fine di un percorso. La fine di un’esperienza ci avvicina a una soglia, superata la quale viene stabilito l’avvenuto mutamento di uno stato. Heidegger, illustre filosofo, nel commentare la poesia di Georg Trakl “Una sera d’inverno” parla proprio della soglia. Cosa rappresenta la soglia? Essa rappresenta e consente il passaggio in quanto “linea che congiunge due spazi”. Anche nel caso della fine di un’esperienza tutti noi attraversiamo delle soglie, delle porte, che ci permettono di salutare qualcosa a favore di qualcos’altro e di conseguenza di passare da uno spazio ad un altro. La fine può essere vista come l’inizio di qualcosa (una novità, un cambiamento) e in effetti, spesse volte, è proprio così: quando finiamo un’esperienza davanti a essa se ne aprono di nuove, magari migliori, magari difficili, ma pur sempre “arricchenti per il nostro percorso di crescita”. È con questo messaggio che ho scelto di salutare voi tutti.

    Salutiamo con dispiacere la decisione del dottor Lupo di interrompere la sua impeccabile collaborazione con il nostro giornale che durava ormai da parecchi anni. S’è trattato di una collaborazione molto apprezzata, dalla redazione e dai lettori. In questo lungo periodo il dottor Lupo ha trattato con sensibilità professionale temi di grande attualità, rispondendo puntualmente ai quesiti dei lettori con un linguaggio chiaro, semplice e di facile “presa”. Siamo certi che le sue parole abbiano aiutato tante persone in difficoltà. Al dottor Lupo - che si è fatto conoscere al pubblico anche grazie a questa rubrica che ha gestito con grande attenzione senza mai mancare un’uscita - rivolgiamo i nostri migliori auguri per il proseguio della sua attività professionale.
Per parlare al dottor Lupo, scrivete una mail a: dlupo2005@libero.it o telefonate al 339.1985441

METEO E... SALUTE
La macchina umana, sia dal punto di vista fisico che mentale, lavora al meglio entro determinate condizioni ambientali, e l’ambiente ottimale per lavorare con il minimo dispendio di energie è quello in cui l’aria abbia una temperatura di circa 25 gradi con un contenuto di umidità intorno al 50%. In futuro però la situazione ideale per lavorare potrebbe diventare più rara, specie nei mesi estivi. Una ricerca (“Reductions in labour capacity from heat stress under climate warming”) condotta da studiosi della NOAA e pubblicata a febbraio sulla rivista scientifica Nature Climate Change afferma infatti che entro la metà del secolo la perdita di capacità produttiva legata alle elevate temperature durante i mesi più caldi sarà addirittura doppia rispetto a quella attuale. In particolare durante le fasi più calde dell’anno, quando temperature e umidità sono più elevati, il lavoratore medio è oggi in grado di esprimere non più del 90% della sua normale capacità produttiva,

di Andrea Giuliacci ■■■ www.giuliacci.it

ma entro il 2050 tale frazione potrebbe scendere al 80%. Maggiormente esposte, secondo lo studio, sarebbero le regioni tropicali e le medie latitudini, ove la calura si farà più opprimente, e quindi il problema potrebbe riguardare quasi tutte le principali economie del mondo, fra cui Stati Uniti, Australia, Cina e India, ma anche diversi paesi europei, compresa l’Italia. E le cose potrebbero andare anche molto peggio se si dovessero realizzare le proiezioni climatiche più pessimistiche, quelle che indicano entro il 2200 un aumento delle temperature medie planetarie di

circa 6 gradi: in tal caso nei caldissimi mesi estivi il lavoratore medio vedrebbe diminuire la capacità lavorativa di circa il 39% del suo potenziale, praticamente lo stesso risultato che si otterrebbe se lavorasse appena la metà delle ore per cui è pagato. Addirittura, nell’eventualità che davvero le temperature aumentassero di circa 6 gradi, in alcune regioni del pianeta oggi altamente sviluppate e industrializzate diverrebbe impossibile lavorare efficacemente e senza seri rischi per la salute, a meno di sfruttare sistemi di controllo della calura come l’aria condizionata.

A San Tomaso tra mandorli e dei panorami mozzafiato
a cura di DI-HO

di MONICA BUSSO

IN SOLDONI

ndare a piedi
La località di San Tomaso sopra Valmadrera è famosa, oltre che per la splendida vista che si gode sui laghi e il Resegone e per il grandissimo prato che permette piacevoli soste, giochi di bambini e picnic, anche per i suoi mandorli: infatti su uno dei lati del pratone c’è n’è una fila che di solito in questa stagione è in fiore. Quest’anno però la primavera è in ritardo e le Tartarughe, arrivate lassù sabato scorso, hanno trovato la fioritura anche lei in ritardo: insomma, solo un paio degli alberi (quelli più riparati dal vento) cominciava timidamente a fiorire. In ogni modo il tempo era splendido, la vista pure e la temperatura più che piacevole, e dopo questo lungo periodo di freddo e brutto tempo non pareva vero di avere finalmente la primavera alle porte. San Tomaso è, fra l’altro, uno snodo di sentieri che permettono di raggiungere molte altre mete del Triangolo Lariano. La più vicina è quella chiamata “Taja Sass” (venti minuti da San Tomaso), un luogo molto suggestivo dove passa il torrente e dove ci sono ancora i resti dell’attività di

Care madri lavoratrici voucher per sostenere gli oneri di asilo nido
La legge 92/2012 ha introdotto, in via sperimentale per il triennio 2013–2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting ovvero un contributo per fare fronte agli oneri dell’asilo nido. Chi può richiederli: le madri (anche adottive o affidatarie) sia lavoratrici dipendenti, sia iscritte alla gestione separata (collaboratrici a progetto e professioniste), purché non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate. Periodo di utilizzazione: la madre può usufruire dei voucher al termine del congedo di maternità obbligatorio come alternativa al congedo parentale. I voucher sono utilizzabili per un massimo di sei mesi, anche non consecutivi, purché entro gli undici mesi successivi al congedo obbligatorio. Le madri iscritte alla gestione separata possono usufruirne solo per 3 mesi. Ad esempio: una mamma lavoratrice dipendente termina il congedo obbligatorio tre mesi dopo il parto, rinuncia ad usufruire del congedo facoltativo e usa i voucher per 6 mesi, ma non consecutivamente, perché nel periodo delle ferie non ha bisogno della baby sitter. L’importante è che li usi tutti prima che il bambino compia il quattordicesimo mese. Misura del beneficio: l’importo del contributo è di 300 euro mensili. Come inoltrare la domanda: per accedere al contributo le lavoratrici devono presentare domanda telematica all’INPS, che provvederà a redigere una graduatoria delle lavoratrici ammesse a tale beneficio. La graduatoria è definita tenendo conto dell’ISEE. I voucher verranno assegnati fino a esaurimento del fondo stanziato, pari a 20 milioni di euro all’anno. Ritiro dei voucher: i voucher sono cartacei e possono essere ritirati dalla madre lavoratrice presso la sede provinciale INPS territorialmente competente individuata in base alla residenza o al domicilio, indicando il codice fiscale del figlio. Attivazione: in analogia alle modalità già in uso nell’utilizzo dei buoni lavoro, prima dell’inizio della prestazione lavorativa del servizio di baby sitting la madre è tenuta ad effettuare la comunicazione preventiva di inizio prestazione attraverso il call center Inps, indicando, oltre al proprio codice fiscale, il codice fiscale della prestatrice, il luogo di svolgimento della prestazione e le date presunte di inizio e di fine dell’attività lavorativa. Riscossione: la prestatrice del servizio di baby sitting può riscuotere il corrispettivo dei buoni lavoro ricevuti, intestati e sottoscritti dalla committente, presentandoli all’incasso – dopo averli convalidati con la propria firma - presso qualsiasi ufficio postale ed esibendo un valido documento di riconoscimento, entro e non oltre i 24 mesi dalla data di emissione del voucher. Dott.ssa Monica Busso, revisore legale, e-mail: monica.busso@revisori.it

cava attiva fino a qualche decennio fa: lì si tagliavano alcuni grandi massi erratici per portarli giù, a pezzi, verso la valle. Tuttora ce ne sono alcuni, e nella foto in alto si vede anche il tabellone che spiega come si svolgeva questa attività. Da San Tomaso si può andare fino al Sass Preguda, un masso enorme al quale è appoggiata la chiesetta di San Isidoro, oppure alla fonte Sambrosera, oppure al

Corno Birone, e naturalmente si possono raggiungere i Corni. La vista, lungo tutti questi percorsi, è mozzafiato. A San Tomaso c’è anche un agriturismo con bar e ristorante. Nelle foto: la località Taja Sass; il Resegone e i laghi Per informazioni sulle attività delle Tartarughe scrivete una mail a: yoonkyun@fastwebnet.it

redazione@segrateoggi.it tel/fax 02.2139372 redazione via Benvenuto Cellini 5 pubblicità amministrazione www.segrateoggi.it

Penna al lettore
tutto il Pd concorda, il Professor Giove ci dica, che cosa vuole fare? La tragica crisi che stiamo vivendo l’hanno già messa a fuoco tutti, soprattutto quelli che fanno sempre più fatica, ma quello che manca sono le proposte concrete per uscirne fuori e noi aspettiamo di sapere cosa intendono fare a Segrate in futuro. La politica mi appassiona ma oltre a quanto mi trovo a dover fare per il mandato ricevuto, non posso permettermi di dedicare altro tempo per questioni personali che non interessano a nessuno e che sacrificherei alla mia famiglia e al mio lavoro, che devo tenermi ben stretto. I cittadini sono stanchi di parole e di politici che si confrontano pubblicamente, vogliono fatti concreti. Non s’illuda il segretario del Pd, i segratesi giudicheranno come è stata amministrata la città e decideranno a chi dare il loro voto diversamente da quanto è accaduto alle elezioni politiche. Ecco, se desidera quello elettorale è un confronto che, pur senza l’aiuto di un partito organizzato come il suo, se la mia famiglia me lo permetterà, ritengo di poter accettare. Vincenzo Gervasoni

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SCRIVETE A SEGRATE OGGI:
✍ All’indirizzo: “Redazione Segrate Oggi” via Cellini 5, 20090, Segrate ✍ Con una mail a: redazione@segrateoggi.it ✍ Inviando un fax al numero: 02.2139372
DEIEZIONI CANINE

più che discussione (come invocato da Giove), sembra essersi declinato in... “duello”.
POLEMICA A MILANO 2

Un saluto a un nostro giovane “fan” di appena 7 mesi

Piccoli lettori crescono...
È già diventato la mascotte del nostro giornale: il più giovane lettore di “Segrate Oggi” è lui, Alessandro Mihnea Iorga, pargolo di soli 7 mesi, figlio di Anca e Adrian Iorga. I genitori ci hanno inviato questa graziosa foto del loro piccolo, intento a sfogliare le pagine del nostro ultimo numero. Caro Alessandro, continua a leggerci... anche da grande!

Poca manutenzione k.o. il “Vianello”

Basterebbe far rispettare le regole

Caro Direttore, oramai è diventato un problema quotidiano, un vero incubo, per i cittadini e, in particolare, per i commercianti. Parlo degli escrementi dei cani (ma forse rende di più l'idea se li chiamiamo con il loro nome: merda) che lordano i nostri marciapiedi. Spesso davanti alle vetrine dei negozi.Purtroppo abbiamo a che fare con gente che ha un livello molto basso di civiltà, direi nullo, incurante del fatto di procurare disagio a chi del suo "tesorino" non gliene frega niente, tantomeno dei suoi bisogno corporali che infestano ogni angolo del nostro Comune. Se capita di sorprenderli in flagrante pretendono pure di avere ragione perché “anche loro hanno diritto a farla quando gli scappa”. Ma non sul marciapiede e davanti alle mie vetrine o nei parchi dove vanno a giocare i bambini. Imbecille! Così, spesso, si rischia di venire alle mani. La soluzione ci sarebbe ed è semplice. Basterebbe che chi di dovere facesse rispettare le rego-

le sanzionando chiunque porta a spasso il suo cane senza il necessario per raccogliere le porcherie che semina sui marciapiedi e nei parchi comunali. Purtroppo quando, anni addietro, ho fatto presente la cosa a un agente della Polizia Municipale mi sono sentito rispondere, testuali parole: "Non possiamo farci ridere dietro multando le cagate dei cani". Cosa è meglio? Farsi ridere dietro multando le cagate dei cani oppure il disagio dei malcapitati che le calpestano e dei commercianti che, ogni volta, devono lavare il marciapiede per evitare che qualcuno, dopo averla calpestata, glie la porti in negozio? Mi scuso per la volgarità dell'argomento e dei termini usati ma, come si dice, quando ci vuole, ci vuole. Paolo Ardrizzi
REPLICA A GIOVE

In passato altre volte si era riusciti a mitigare i disagi verificatisi per colpa della scarsa, per non dire assente manutenzione del nostro impianto sportivo. L'associazione, soprattutto negli ultimi anni, si occupa quasi interamente e indebitamente della manutenzione e delle attrezzature necessarie per l'ordinario funzionamento del “Vianello”. Non mettiamo in dubbio che il rifacimento del tetto del "fortino" sia di pri-

cuperare le gare sospese per impraticabilità del “Vianello”. Siamo sicuri che una manifestazione che esiste da 40 anni possa intonarsi al contesto della festa del quartiere, non molto più vecchio. Associazione Sportiva Milano 2

Basta chiacchiere servono i fatti

Gentile Direttore, spiacente ma sono a rifiutare il suo invito e quello del segretario del Pd. Mi permetto solo di chiedere: adesso che sembra aver capito e visto che

Con la contro-replica del consigliere Gervasoni alla lettera del segretario del Pd Dario Giove, pubblicata sullo scorso numero, riteniamo chiuso, almeno per quanto ci riguarda, lo scambio. Che in effetti,

maria importanza, ma a nostro parere l'impianto di scolo delle acque piovane nella zona comprensoriale in oggetto non ha pari per necessità. Speriamo sia il prossimo lavoro in agenda. I rappresentanti dell'associazione sportiva Milano 2 chiederanmaggio 2. Tel. 02-26921428 (10/4) -Vendo Alfa Romeo 147 1.6 benzina/gas originale anno 2009, Euro 4, 5 porte, colore nero metall., interni in pelle. Km. 67.000. Tel. 3396188954 (27/3)

no agli organizzatori della festa di Milano 2 (comprensorio, associazione residenti, parrocchia Dio Padre, Comune) in programma per il weekend 25-26 maggio, la straordinaria possibilità di utilizzare il campo da calcio del nostro quartiere per poter re-

CERCO LAVORO
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Le inserzioni sono gratuite e vanno inviate all’indirizzo: Segrate Oggi - via Cellini 5, 20090 Segrate Oppure possono essere spedite via fax al num. 02.2139372 o via email all’indirizzo: mercatino@segrateoggi.it Preghiamo di formulare inserzioni brevi.
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La città a portata di mano
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24 aprile 2013

Volley

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VOLLEY Le confessioni di Preti e Sbertoli, i due talentuosi protagonisti della splendida stagione del Segrate con prospettive azzurre

Alex e Riccardo: sognare è bello. E giusto
Lo schiacciatore punta deciso le Olimpiadi di Rio 2016; il palleggiatore 15enne lanciato da Eccheli agli Europei del 2015 con gli Allievi
I nomi di due giocatori protagonisti della straordinaria stagione in B2 del Volley Segrate? Di sicuro Alex Preti e Riccardo Sbertoli. Lo schiacchiatore di 204 cm e il giovane palleggiatore classe ’98 sono presente e futuro del club segratese. Vengono da due realtà differenti (Sbertoli abita a Milano, in zona San Siro, Preti è originario di Pordenone) ma la loro passione comune li ha fatti incontrare. Da loro Volley Segrate si aspetta molto ogni domenica, d’altra parte sono i più talentuosi del club. Come si sono avvicinati a questo sport questi ragazzi? Ne parla Alex Preti: «Giocavo a basket con gli amici del quartiere, la squadra si è poi sciolta. Ho deciso di puntare sul volley, è stato amore a prima vista». Ma nella vita dell’attaccante gialloblu non vi è solo il volley: «Oltre ad allenarmi vado in università, l’anno scorso da semiprofessionista ho voluto dare importanza anche allo studio. Frequento giurisprudenza in Bicocca. Se ho la mattina libera la dedico allo studio, nell’ambito sportivo». Per il giovanissimo Riccardo invece, importante è lasciare i pensieri fuori dalla palestra: «Appena inizia il riscaldamento rifletto su quali potrebbero essere le parlare di tutto, gli chiedo consigli tecnici, è sempre ben disposto a darmene», commenta Sbertoli. Due ragazzi giovani, con molte partite nel loro futuro. Ma anche molti match alle spalFOTO VIANINI

Alex Preti e Riccardo Sbertoli, in posa e durante un’azione di gioco

poi esco con i compagni di squadra e con gli amici». Per Sbertoli invece, l’impatto con il mondo del volley è stato precoce: «Mio padre giocava a pallavolo, sin da piccolo andavo alle sue partite. I primi insegnamenti me li ha dati lui, avevo 5-6 anni e giocavo vicino casa. Tre anni fa la chiamata di Segrate, non potevo rifiuta-

re». Ragazzi giovani, a cui piace uscire con gli amici se non sono in palestra… ma come si affronta una partita importante, dove ci si gioca la stagione in cinque set? «Cerco di arrivare 20 minuti prima del riscaldamento - racconta Preti - per stemperare l’ansia, l’approccio mentale è fondamentale

situazioni di gioco, mi preparo mentalmente. Non sento mai ansia e paura, lavoriamo per arrivare al match con il giusto approccio». Due ragazzi semplici, con la passione per lo sport. Entrambi vivono lo spogliatoio con gioia, i compagni sono in primis degli amici. E il rapporto con coach Eccheli è meraviglioso: «Con Massimo mi sento libero di

le. «La partita che mi è rimasta più impressa nella memoria - continua il palleggiatore - è quella persa a Bollate. Abbiamo giocato contro una squadra che ci ha neutralizzato, per questo la giocherei mille volte fino a vincerla». Mentre per Alex la partita più importante della stagione è stata quella vinta contro Montecchio fuori casa, in un palazzetto gremito di tifosi av-

versari. I complimenti per i compagni più bravi invece? Per Preti nessun dubbio, «il miglior attaccante con il quale abbia mai giocato è Baranek» (protagonista del Volley Segrate la passata stagione nella cavalcata ai playoff per l’A1), mentre Sbertoli incorona Preti, Max Russo e Spairani migliori compagni di squadra. Giovani sportivi…ma con grandi speranze future. Entrambi nel giro delle rispettive nazionali (Progetto Rio 2016 per Preti, Nazionale Allievi per Sbertoli), come si vedono da qui a quattro anni? «Il sogno è il Brasile - dice Alex - e questa convocazione è una spinta a migliorarmi, farò di tutto per essere tra i convocati all’Olimpiade». Sbertoli, a detta del suo coach “il miglior ’98 d’Italia”, ci va con i piedi di piombo: «I complimenti li lascio agli altri, io continuerò ad impegnarmi per migliorare. Il mio primo obiettivo è quello di giocare gli Europei con la mia “nazionalina” tra due anni, sarebbe un sogno far parte di quella squadra». Alessandro Cassaghi

BASKET/D Continua la cavalcata

Gamma implacabile il suo “terzo quarto” non lascia scampo
   Alla Gamma non solo piace vincere, adora...
sommergere gli avversari sotto una pioggia di canestri. Le statistiche dicono che nelle ultime due uscite i ragazzi di rosso vestiti hanno prima rifilato un sonoro +38 al PalaRedecesio contro il Paderno (98-60 il punteggio alla sirena), poi si sono sbarazzati di San Pio X con un deciso 46-75... d’asporto. Anche in quest’ultimo match, i giallorossi hanno fatto capire quanta differenza vi sia tra primi della classe e inseguitrici. I 29 punti di differenza sono merito dell’ormai famoso “terzo quarto Gamma” che non lascia scampo ai rivali. «La gara è stata combattuta solo all’inizio, loro si sono arresi e siamo stati bravi ad amministare la partita - secondo il presidente Biraghi - si sono comportati molto bene i giovani, Tavazzi e Bottan, quest’ultimo autore di ben 15 punti. Un po’ di tensione c’è stata negli ultimi istanti di gara, quando Ghirardi ha sbagliato volutamente il canestro del centesimo punto. Gli avversari l’hanno presa come un’irrisione, ma Federico non aveva intenzione di offendere nessuno, anzi…». Una settimana più tardi, e Gamma di scena nell’ostico palazzetto di San Pio X in via Giovanni Da Procida. Nella palestra “più verde” di Milano (famose le sue mura dipinte di verde acceso), la trama è la solita: la Gamma parte piano, prende il largo tra il secondo e il terzo quarto e non lascia scampo. «Abbiamo giocato una gara a senso unico, ora chi ci affronta tende a gettare la spugna invece che provare a ribaltare il risultato - spiega Colombi questo nei playoff potrebbe essere un gran bel problema, quelle sì che sono partite che contano… dovremo arrivarci preparati e motivati». Gli ultimi tre appuntamenti di campionato vedranno il quintetto giallorosso sfidare in casa Melzo, Sant’Ambrogio dell’ex Cavicchini e San Carlo, nell’ultima sfida prima dell’inizio dei playoff promozione. Alessandro Cassaghi Classifica (serie D regionale): Gamma Basket 48; Basketown 46; Sant’Ambrogio 36; Mojazza 34; SocialOsa, Bocconi, Lodi 32; Varedo 26; San Carlo, Cologno 24; Casalbasket, Melzo 22; San Pio X, Paderno 20; Rho, Bresso 8.

VOLLEY/B2 La squadra di Eccheli batte Ongina al Palazzetto e conquista la promozione

Volley Segrate, la B1 è realtà con due giornate d’anticipo
Volley Segrate è in B1. Lo squadrone di coach Massimo Eccheli approda finalmente nel campionato di categoria superiore, dopo un’emozionante match vinto 3-2 contro l’inseguitrice Canottieri Ongina. Dopo 2 ore e 20 minuti di attacchi, ricezioni, battute e alzate, il sestetto gialloblu capitanato da un Max Russo in grande spolvero riesce ad alzare le braccia al cielo vittorioso. Una partita che valeva l’intera stagione, i giganti segratesi non potevano sbagliare. Ci ha messo del suo per rimandare l’evento promozione l’opposto avversario, Boniotti. Con i suoi attacchi fulminei e le sue potenti schiacciate ha dato filo da torcere ai padroni di casa. Supportati da un tifo molto caldo, sia del palazzetto sia della curva, i ragazzi in campo sono stati bravi a gestire le energie nei momenti più delicati. Decisivo il quarto set, nel quale coach Eccheli ha mandato in campo le “seconde linee” per far respirare i titolari e averli freschi al tie break. L’ultimo set non ha avuto storie, si è vista una sola squadra in campo. La promozione l’avevano prevista i ragazzi della curva, con uno striscione “d’assalto”: “Preparatevi, stiamo tornando!”. Ades-

che fosse, i ragazzi se lo meritavano». Chiude il capitano storico del Volley Segrate, Max Russo: «Dopo il regalo di Bollate (ha perso 32 contro Montecchio) non potevamo non chiudere qui la stagione. La promozione è merito del gruppo, non è un caso se siamo a più 7 e abbiamo perso solo 3 gare quest’anno!». A.C. Classifica (serie B2): Volley Segrate 64; Montecchio 57; Canottieri Ongina 56; Bollate 49; Conto Italiano Mantova 48; Viadana e Gorgonzola 40; Bedizzole 39; Costa Volpino 32; Volley Milano 21; Isola della Scala 20; Bellusco 15; Agliate 14; Avesani 9

FOTO VIANINI

so, a sole due giornate dal termine, il coach è deciso a far scendere in campo i ragazzi dell’under19 in vista delle finali nazionali. Contento a fine match il sindaco Alessandrini: «Sono felice, dopo la coraggiosa scelta di ripartire dalla B2 per

rimettere a posto i conti, il premio è stato la promozione in B1». Sotto il profilo tecnico, il coach commenta: «Nel quarto set eravamo stanchi, ma quando ci siamo rimessi in carreggiata è stata l’apoteosi! Il palazzetto era una bolgia, come giusto

FOTO VIANINI

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Calcio

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CALCIO/1A CAT Tre punti nelle ultime due partite tra alti e bassi

Segrate in ripresa cerca La Fulgor va in altalena “vantaggi” per i playoff intanto si inceppa il Marek
Forse il momento negativo della Polisportiva Città di Segrate sembra essere passato, anche se nell’ultima partita c’è stata ancora qualche ombra. Dopo aver conquistato solo 2 punti in quattro partite, negli ultimi due incontri la compagine gialloblu ha ottenuto una netta vittoria per 4-0 e un rocambolesco pareggio per 3-3 (recuperando da 0-3). Nella gara contro il Palazzo Pignano si è rivisto finalmente il gioco e l’approccio che il Segrate ha mostrato per larghi tratti della stagione: le marcature di Parigi (2 gol), Sircana e Cristofaro hanno messo il sigillo a una partita giocata dominando nettamente l’avversario. Nell’ultimo turno il Segrate è andato a giocare sull’insidioso terreno del Villatavazzano ed è venuto fuori un match ricco di reti, che a fine primo tempo sembrava già perduto. Nei primi 45 minuti i ragazzi gialloblu sono apparsi storditi, soprattutto in fase difensiva, e pur creando qualche occasione in attacco si sono fatti trafiggere per ben tre volte. Molte squadre sullo 0-3 a fine primo tempo mollerebbero, mentre il Segrate è entrato in campo nella ripresa con tutto un altro spirito e ha compiuto l’impresa, riuscendo a pareggiare una partita che sembrava già persa. Le reti di Rodolfo Sircana, Parigi (su rigore) e il definitivo pareggio siglato da Loconsole in pieno recupero hanno portato un punto che probabilmente ne vale tre. Mister Alberto Omini è soddisfatto del risultato finale ma ha bacchettato i suoi ragazzi per il molle primo tempo: «Non so se essere contento o dispiaciuto, probabilmente ho entrambi i sentimenti nello stesso momento. Ma a questo punto della stagione non si possono regalare 45 minuti agli avversari. Nel primo tempo i ragazzi non sono proprio scesi in campo, sono stati molli e infatti abbiamo subito tre reti evitabili. Nell’intervallo mi sono molto arrabbiato e nel secondo tempo per fortuna ho rivisto la squadra che conosco, compatta e determinata. Alla fine va bene così, siamo riusciti a pareggiare una partita già persa, ma sono comunque molto dispiaciuto per il bruttissimo primo tempo. Ora abbiamo due scontri diretti contro due squadre davvero forti, in particolare la Frog che si è rinforzata molto e secondo me è la squadra più attrezzata del torneo». La Polisportiva è attualmente terza a 1 punto dallo Sporting L&B, ma con una partita in meno. Nei prossimi incontri la compagine gialloblu cercherà di conquistare più punti possibili, per puntare al secondo posto per giocare i play-off da una posizione privilegiata. Giacomo Lorenzoni Prossimi turni: giovedì 25 aprile, ore 15.30: Città di Segrate-Frog Milano; domenica 28 aprile: Città di Segrate-Palazzo Pignano Classifica (1ª Cat. - Gir. L Milano): La Spezia 63, Sporting L&B 51, Città di Segrate 50, Calvairate 48, Frog Milano 41, Sordio 40, Real QCM 38, Nuova Acop Zelo 35, Villatavazzano 35, Centro Schuster 32, Cernusco 29, Savorelli 29, Pantigliate 29, Crespi Morbio 23, Palazzo Pignano 20, Vidardese 16 La Fulgor torna a vincere dopo due sconfitte consecutive e si riavvicina ai playoff, andando a meno 8 punti dal Marek, a sua volta sconfitto in casa dall’Algo. Nel turno precedente i ragazzi allenati da Ivan Tommasello erano stati sconfitti per 1-0 sul campo della Macallesi, ma han- Marek no saputo subito volta- Chukovsky, 34 re pagina battendo il anni, attaccante Dindelli 3-2, al termine dell’FC Marek di una partita molto combattuta. In vantaggio proprio con una rete del mister, la Fulgor è poi andata sul 2-0 grazie a un gol di Pilastrini, ma a quel punto ha subito il ritorno degli avver- in mano la partita e credo che sari che sono riusciti a ripor- i 3 punti siano meritati. I ratarsi in parità. Una rete di gazzi hanno dato tutto quelScopa a un quarto d’ora dal lo che avevano, ora dobbiatermine ha regalato 3 punti mo cercare di fare più punti molto importanti alla com- possibili nelle prossime parpagine del presidente Bru- tite in modo da poterci poi nelli. «È una vittoria fonda- giocare tutto nei play-off». mentale colta contro una Mentre la Fulgor festeggia squadra ostica e ci dà fidu- una domenica positiva, il cia per queste ultime giorna- Marek è incappato in una te di campionato - ha spie- sconfitta casalinga abbastangato Tommaselli - nonostan- za inattesa contro l’Algo (2te le assenze abbiamo tenuto 3), dopo che nel turno preFOTO SALA

CALCIO/3A CAT Promozione diretta a rischio per la squadra di Novegro

cedente si era imposta per 3-1 sul campo del Franco Scarioni. Questa battuta d’arresto rischia di complicare notevolmente la rincorsa al primo posto. Il San Vito Tribiano infatti continua a vincere e ora precede il Marek di 7 lunghezze (pur con una partita giocata in più). Nel prossimo turno il Marek farà visita al Mecenate, mentre la Fulgor giocherà in casa del Franco Scarioni. Sulla carta due partite accessibili per le segratesi, lanciate in un duello a distanza che potrebbe presto rinnovarsi nei play-off. Giacomo Lorenzoni Classifica (3ª Cat. - Gir C Milano): San Vito Tribiano 56, Marek 49, Fulgor Segrate 41, Virtus Real Milanese 34, Dindelli 32, A.L.G.O. 32, Sacro Cuore 30, Macallesi 23, San Giorgio Limito 21, Franco Scarioni 20, Mecenate 14, Peschiera Borromeo 9, Golden Ausonia 9

“CANTERA” GIALLOBLU Sbocciati a sorpesa i Giovanissimi ‘99 Azzurri, che campionato

Da brutti anatroccoli a... cigni L’incantesimo di mister Adamo
E così il brutto anatroccolo... è diventato un cigno. Scherza (ma non troppo) mister Nicola Adamo, che abbiamo interpellato nel nostro “viaggio” tra le squadre del frizzante vivaio della Polisportiva Città di Segrate. Già, perché sul quinto posto in campionato – che ormai si avvia al termine – non ci avrebbe scommesso nessuno. E invece che bella sorpresa i Giovanissimi B, classe 1999. «Sì, lo ammetto, non mi aspettavo una crescita così veloce nei miei ragazzi, in un campionato difficile come quello provinciale milanese se non sei pronto rischi di fare figuracce e invece... ce la stiamo giocando con tutti a viso aperto togliendoci tante soddisfazioni», spiega Adamo, 41 anni, originario di Nola (NA). Un po' di merito ce l'avrà anche l'allenatore... «Io spiego, parlo, do suggerimenti, ma alla fine in campo ci vanno loro...», taglia corto il mister. Che l'umiltà fosse il suo credo, del resto, lo capiamo quando gli chiediamo qualcosa in più sulla sua biografia. «Ho giocato da portiere a un buon livello, poi, quattordici anni fa, ho iniziato il percorso da istruttore: Andice Pioltellese, Macallesi e poi Segrate su invito di Gianni Sementilli, il responsabile della scuola calcio», dichiara. A

quale categoria si è fermato da giocatore? «Ho fatto tutta la trafila nelle giovanili del Napoli e poi, a 17 anni, ho esordito nell'allora serie C con il Nola». Cioè è stato un professionista (lo incalziamo)? «Guardi, non amo parlarne

perché voglio essere giudicato solo per le mie capacità da istruttore e non per aver avuto un buon passato da atleta, che fra parentesi si è chiuso molto preso, a nemmeno 19 anni, per la rottura di tibia, perone e crociato del ginocchio». Una storia amara. «Sì, è stato uno scontro di gioco a mettere k.o. la mia carriera – racconta Adamo, di professione operatore sanitario nell'aeronautica militare (grado maresciallo) - del resto il calcio, e questo i ragazzi devono capirlo, è una “meteora” nella loro vita e devono concentrarsi sullo studio innanzitutto». Anche se poi qualcuno arriva... «Sì, certamente, e per

un istruttore la cosa più bella è quando uno dei suoi ragazzi fa il salto in prima squadra o viene addocchiato da altre società, vuol dire che ha lavorato bene!». Lei ha preso la squadra all'ultimo anno di scuola calcio, l'anno scorso. Cosa cambia quando si entra nell'agonismo? «Cambia molto, ovviamente – spiega Adamo – per prima cosa c'è una “selezione naturale”, nel senso che non tutti proseguono, sia per scelta personale sia perché in agonistica non è come nella scuola calcio dove tutti devono giocare: qui comincia a contare anche la capacità, la tecnica e l'atleticità dei singoli, è inutile negar-

lo». Cambia anche l'impegno? «Purtroppo noi ci possiamo allenare solo due volte a settimana per la mancanza di spazi nelle strutture – spiega il mister dei '99 – Moschella (il dg della Polisportiva) fa i miracoli ma purtroppo quest'anno va così: ci siamo adattati, i ragazzi partecipano con voglia e i risultati si vedono. Vedremo in futuro...». Certo 14 anni è un'età delicata, non sarà facile tenere la briglia... «Un'età in cui ci sono tante, tantissime distrazioni: pc, cellulari e, non è un mistero... gli ormoni! - ride Nardi – credo che l'allenatore debba essere anche un po' tutor, un po' amico, un po' papà: il mio sforzo è comunque quello di ricordargli sempre la loro priorità, la scuola. Poi sono fortunato perché ho in mano un gruppo unito e pieno di voglia e capacità». Durante il colloquio, il mister si “scorda” di essere balzato agli onori della cronaca, nell'ottobre del 2011, per aver salvato la vita a un suo collega della Poli colpito da infarto durante una gara al campo Don Giussani. «Ho dovuto smettere di giocare e mi sono dedicato con entusiasmo ai ragazzi – dice quando gli chiediamo di quell'episodio – in quel momento ero lì ad allenare e sono intervenuto salvando la vita al mio collega, ora amico, praticando il massaggio cardiaco che, per la mia professione sanitaria, conosco. Ecco, forse non è successo per caso. Forse il mio posto nel calcio... doveva essere proprio questo». F.V.

TEAM NUOTO

Longo-tris e Grianti d’oro ai Regionali esordienti A

Team Nuoto Segrate, Esordienti A sugli scudi ai campionati regionali primaverili. Presso la piscina “Samuele” di via Mecenate a Milano, la scorsa domenica, magnifica tripletta di Andrea Longo (classe 2000, nella foto) che è riuscito ad agguantare un argento nei 200 farfalla e a mettersi al collo due bronzi nei 400mt e 1500mt stile libero. Ottima prestazione anche per Marco Grianti (anno 2001) che ha conquistato l'oro nei 200 delfino con il suo miglior tempo stagionale. Miglioramenti di rilievo e personali di stagione per Isabel Sidera Tola, 16ª nei 200 rana e per Davide Senis, 10° in regione nei 400sl.

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