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SCENARI FINANZIARI

JOHN MAULDIN'STHOUGHTS FROM THE FRONTLINE Newsletter settimanale - Versione Italiana a cura di Horo Capital

Una società senza contanti
di John Mauldin | 27 aprile 2013 - Anno 4 - Numero 14

In questo numero: L'economia sommersa Una società senza contanti Welfare e Incentivi Carlsbad, Tulsa, Nashville, Brussels e a Dallas senza un abitazione Le transazioni economiche sono gestite senza problemi con delle semplici carte oppure con delle altre che hanno dei chip fisicamente integrati, e tutto questo senza che l'autore della transazione possa immaginare il modo in cui i soldi vengano trasferiti; ed il tutto in modo ben diverso da quelle che sono le forme, oramai considerate arcaiche, legate al trasferimento del denaro fisico. Se su Google ricercate "the cashless society" (una società senza contanti) otterrete circa 600.000 risultati in meno di un secondo e più di 20 pagine con dei riferimenti ad articoli che parlano di un mondo futuro in cui il denaro fisico non sarà più necessario. Alcuni lo vedono come un segno degli "attuali tempi", alcuni come un complotto capitalista, chi come una spaventosa visione socialista e di governi sempre più grandi, ed infine alcuni come un passo logico nell'evoluzione di un commercio internazionale guidato dalla tecnologia. E alcuni dei riferimenti a delle "società senza contanti" sono articoli che promuovono l'ultima innovazione tecnologica che trasforma il proprio cellulare o la smart card in un portafoglio virtuale. Posso personalmente testimoniare che è possibile tutti i giorni fare ciò che necessario senza aver bisogno del denaro reale (ovviamente fino a quando non ci sono in giro dei bambini). Il fenomeno Bitcoin (28 milioni di fonti su Google!) è un appassionante sogno libertario fatto da una società che non ha bisogno dei contanti, ma anche di una società che non necessita del denaro cartaceo e delle banche centrali. Oggi analizzeremo i risultati di questa ricerca e prenderemo atto che un futuro senza contanti potrebbe essere molto più lontano di quanto ci si possa immaginare o che si speri. Non solo una società senza contanti è molto più lontana di quanto alcuni possano pensare, ma in realtà in tutto il mondo stiamo assistendo ad un aumento dell'uso di denaro contante (e questo non è solo un fenomeno negli USA). Prenderemo in esame alcuni articoli particolarmente interessanti che di per sé rendono stimolante la discussione, ma quando li mettiamo assieme con delle ricerche sulla crescita dell'economia non dichiarata (ossia l'economia sommersa) e sul numero di persone che ricevono una qualche forma di assistenza pubblica, scopriremo delle conseguenze particolarmente problematiche che derivano da degli incentivi nascosti che operano in modo sbagliato.

L'economia sommersa
In un recente articolo del New Yorker intitolato "l'economia sommersa", lo scrittore James Surowiecki analizza uno studio dell'Università del Wisconsin fatto dall'economista e professore emerito Edgar Feige, che per molti anni ha fatto delle ricerche sulla reale quantità di denaro contante che circola in USA. Feige ha recentemente aggiornato il suo lavoro.

Ciò che mi ha spinto ad approfondire e poi alla fine a discutere il suo lavoro personalmente con lo straordinario e facilmente accessibile Feige, è un affermazione alla quale credo da lungo tempo e che da parte sua è stata piuttosto ben documentata: ossia che almeno 2/3 del contante che è stato stampato dagli USA circola al di fuori del confini del paese. Infatti è possibile trovare delle ulteriori analisi su questo argomento alla Fed di San Francisco ed in valide riviste economiche, quindi questo non era solo un aneddoto al quale credevo ma la cosa era anche supportata dal fatto che durante i miei viaggi vedo ovunque si utilizzano sempre un numero impressionante di dollari. Ma no, questo è un qualcosa che "tutti" semplicemente "sanno". Beh non proprio tutti, ma solo poche persone come Feige ed evidentemente alcune persone della Fed di New York. E non stiamo parlando di una piccola differenza tra quella che può essere la percezione e la realtà. Feige afferma in maniera molto convincente che solo il 23% dei dollari di carta si trovano al di fuori dei nostri confini. La differenza è pari a $400-500 miliardi di dollari e questa non è una somma così piccola. Lui con determinazione (e credo in modo completo) ha analizzato nella ricerca le diverse ipotesi e determinato l'importante dato. (Potete leggere il suo intero articolo di 28 pagine qui. Ora diamo un'occhiata ad alcune delle parti più interessanti della sua ricerca. (Le sottolineature naturalmente sono le mie. Si tratta di un documento molto accademico e normalmente gli accademici non utilizzano il grassetto per enfatizzare alcune parti.) La rapida crescita di quelli che sono dei sostituti del denaro contante ed in particolar modo le carte di debito e di credito, hanno fatto si che gli economisti iniziassero a predire l'avvento di una "società senza contanti". Eppure nelle economie più sviluppate la liquidità continua a crescere e ad oggi qui negli Stati Uniti la quantità di moneta detenuta a livello pro capite è pari a $3000. Questo articolo rivisita la lunga controversia che riguarda il comprendere dove oggi si trova la liquidità degli Stati Uniti. In particolare ci avvaliamo di una fonte di dati riservata che riporta i trasferimenti verso l'estero di valuta USA e dei ricalcoli sulla quantità di valuta USA detenuta all'estero. Contrariamente ai normali dati ampiamente citati, sul fatto che oltre il 65 per cento della valuta statunitense si trova all'estero si osserva invece un dato molto oggettivo ossia che le aziende che operano all'estero sono pari a meno del 25 per cento del totale. Con delle disponibilità monetarie nazionali che sono pari a circa $2250 dollari pro capite, quindi siamo molto lontani dal raggiungere una "società senza contanti". Vediamo una sua nota, Attualmente la cifra ufficiale sulla percentuale di valuta detenuta al di fuori degli Stati Uniti viene pubblicata dalla Federal Reserve nel loro documento sul flusso di fondi e dal Bureau of Economic Analysis ed è del 39 per cento .... Nel provare a mettere questi dati in modo prospettico, questi ci dicono che l'americano medio detiene mediamente nel portafoglio circa 91 pezzi di carta moneta statunitense che è composta da: 31 pezzi da un dollaro, 7 da cinque, 5 da dieci, 21 da venti, 4 da cinquanta e 23 banconote da cento dollari. Pochi di noi si riconoscono come dei cittadini "medi". Chiaramente questa quantità di denaro non è normalmente necessaria a quelli di noi che desiderano semplicemente effettuare pagamenti sia con carte di credito/debito e che non considerano comodo utilizzare assegni. Eppure come è dimostrato nel grafico 2, questi valori pro capite in USA sono sorprendentemente molto più elevati di quelli pro capite in Europa ($3274 dollari), ad Hong Kong ($3963 dollari), in Svizzera ($ 6335) e in Giappone

($7562 dollari).

(Questo è un fatto molto strano per quelli che come noi oggi sono ossessionati da tutte le cose che sono giapponesi. I giapponesi non solo detengono la maggior quantità di denaro liquido a livello pro-capite, ma le indagini ci dicono che il popolo giapponese ammette di detenere solo circa il 10% di quel denaro. Questa è (!) in effetti, come Feige ha rilevato sin dalla prima volta con la sua ricerca nel 1989 un "enigma della moneta". Una domanda senza una chiara ed immediata risposta: la liquidità è per definizione un fenomeno deflazionistico e il Giappone ha dei seri problemi con la deflazione ... e ora Kuroda-san sta per avviare le macchine per la stampa? La prossima settimana ascolterò su questo il punto di vista di Kyle Bass e Louis Gave. Se forniranno delle risposte interessanti mi riprometto di segnalarvele.) Inoltre, come Feige ha osservato in media ciascuna azienda detiene 23 pezzi da 100 dollari. ? Solo a titolo conoscitivo: questa è la nuova banconota da $100 dollari che sarà disponibile dal prossimo 8 ottobre:

È interessante notare che la maggior parte del denaro che si trova al di fuori degli Stati

Uniti è composto da banconote da $100 dollari. Vediamo cosa dice ancora Feige: Partendo anche da un esame superficiale della crescita ed sulla quantità di valuta statunitense in circolazione, il punto di vista dell'opinione pubblica in merito alle previsioni di arrivare ad una "società senza contanti" è particolarmente infondato. Nonostante le innovazioni finanziarie che hanno creato dei sostituti molto convenienti rispetto all'uso dei contanti, la liquidità pro-capite è continuata ad aumentare e alla fine del 2011 questa aveva raggiunto un valore pari a $3.000 dollari per ogni uomo, donna e bambino che risiedono negli Stati Uniti. Mentre questi dati non coincidono con il nostro comune pensiero su quanti dollari detiene mediamente la persona in portafoglio, abbiamo invece dimostrato che i cittadini europei e giapponesi detengono una quantità ancora maggiore di denaro contante. Su questo aspetto si possono trarre due tipi di spiegazioni. La prima che presuppone che una grande quantità di valuta statunitense sia detenuta all'estero, la seconda che delle grandi quantità di denaro sono impiegate per effettuare delle operazioni che gli individui e le imprese preferiscono nascondere al governo al fine di evitare le tasse, eludere i regolamenti o evitare delle punizioni per delle attività illegali.

Absolute Return Partners di Niels C. Jensen - www.arpinvestments.com - è la società partner di John Mauldin per il mercato Europeo. Horo Capital - www.horocapital.it - è il partner di Absolute Return Partners per il mercato Italiano.

Una società senza contanti
Il Professor Feige smentisce in modo sonoro la prima teoria. Invece la seconda è quella che ritiene maggiormente interessante e che viene qui riportata: negli Stati Uniti c'è un economia fatta da un ampia liquidità monetaria. L'articolo sopra riportato di Surowiecki sul New Yorker era in realtà su un altro pezzo della ricerca di Feige "sull'economia sommersa". (Feige almeno fino alla metà degli anni '70 è stato chiaramente molto attivo. Ha un curriculum che fa particolarmente impressione con più di 80 pubblicazioni al suo attivo. Il suo primo libro è stato pubblicato circa 50 anni fa ed è stato definito come "il padre dell'analisi dell'economia sommersa.") Nella conversazione che ho avuto con lui, Feige mi ha detto in modo chiaro che lui pensa che questa economia dovrebbe essere definita "non dichiarata" piuttosto che come l'economia "sommersa". Comunque con qualsiasi nome la si voglia chiamare, qui negli Stati Uniti questa economia apparentemente vale circa $2.000 miliardi dollari all'anno. E il gettito fiscale che si "perde" equivale a circa $400 miliardi di dollari all'anno. Questo importo è particolarmente sconcertante se si considera che il contante in circolazione negli USA è pari a solo $250 miliardi dollari (se si ritiene ovviamente che il 65% dei dollari siano davvero fuori del paese). Questo significherebbe che la velocità con la quale la moneta circola è piuttosto elevata (ossia il numero di volte in cui il denaro si sposta da un punto ad un altro). Ma se in realtà la quantità di denaro fosse pari $750 miliardi dollari, allora a quel punto la velocità non diventerebbe più così rilevante. Surowiecki scrive:

La percentuale degli americani che non hanno un conto in una banca è sorprendentemente alta ed inoltre continua a crescere. Le attività che non vengono contabilizzate aiutano a spiegare un mistero rispetto all'economia attuale: anche se la percentuale degli americani che oggi lavora in modo ufficiale è diminuita drasticamente; ed anche se il reddito familiare è ancora ben al di sotto di dove si trovava nel 2007, viceversa i consumi personali sono molto più elevati di quanto non fossero all'inizio della recessione ed in modo particolare sono molto cresciute le vendite al dettaglio (e questo nonostante la caduta del mese di marzo). Bernard Baumohl un economista che lavora presso Economic Outlook Group stima che sulla base di modelli storici le attuali vendite al dettaglio sono in realtà maggiori ed in linea con quello che ci si aspetterebbe se il tasso di disoccupazione fosse a circa il cinque o sei per cento, invece questo è al 7,6 per cento e rimane li bloccato. La differenza probabilmente arriva dai lavoratori migranti che sono presenti nell'economia sommersa. Mi ha detto Baumohl che "è normale che durante delle recessioni le persone facciano qualche lavoro mentre nel contempo sono classificate come disoccupate,". "Ma la gravità dell'attuale recessione e la profonda debolezza di questo recupero probabilmente potrebbe significare che un maggior numero di persone si sono inserite nell'economia sommersa ed ci sono dovute rimanere per un periodo molto più a lungo." ... Gli Stati Uniti sono certamente molto lontani dal livello di evasione fiscale presente in Grecia dove questa attività è uno sport nazionale e dove il valore contabile dell'economia sommersa è pari al ventisette per cento del PIL. Ma le forze che spingono le persone a lavorare in modo non regolare sono molto potenti. Il punto che Feige sottolinea come molto importante è quello relativo alla crescente sfiducia verso il governo. Un altro ancora è la volontà nell'evitare norme sulla regolamentazione di licenze che costringono le persone a fare dei salti mortali solo per cercare di poter avere un posto di lavoro. Ma forse l'elemento più importante è dato dal cambiamento nel nostro modo di lavorare. Come Baumohl ha sottolineato "Per le imprese è sostanzialmente cambiato il modo in cui definiscono il numero delle persone da assumere." Le aziende si sono abituate ad assumere le persone solo quando gli servono e poi le tagliano quando il lavoro è terminato, e così risparmiano sui benefit e sulle tasse applicate ai salari trattando a quel punto anche i dipendenti a tempo pieno come dei lavoratori indipendenti a contratto. Il lavoro occasionale diventa spesso il secondo lavoro ed il lavoro a chiamata è diventato un normale modo di operare nel settore delle costruzioni. In una recente indagine che è stata fatta in California su trecentomila appaltatori i due terzi hanno dichiarato che non hanno dei dipendenti diretti, il che significa che non hanno bisogno di pagare le tasse sui salari o di sostenere i costi sulle assicurazioni. In altre parole, per un sacco di persone il lavoro non regolare è l'unico lavoro disponibile. JD Tuccille su Reason.com risponde all'articolo del New Yorker con un'analisi particolarmente interessante che punta ad evidenziare come tra le altre cose il punto critico siano le aliquote fiscali: Surowiecki si lamenta in particolar modo sugli "effetti dannosi provocati da questa tendenza", ma dice che si dovrebbe prestare molta più attenzione alle tasse e ai regolamenti che invece hanno causato questo tipo di tendenza spingendo maggiormente le persone a lavorare in modo non regolare. Le persone non si stanno privando delle tutele legali e dei tradizionali benefit perché improvvisamente è di moda farlo - ma tendono a stare nell'ombra perché la burocrazia e le tasse stanno strangolando l'economia che opera in modo legale.

Sono delle preoccupazioni. Le persone rispondono ai loro bisogni personali. Se il loro bisogno è quello di migliorare il loro stile di vita, nel breve termine la soluzione è quella di lavorare in modo non regolare - questo è il motivo della scelta di fondo - ed è infatti poi quello che fanno. Ma questo non è quello su cui voglio fare oggi la discussione. Concentriamoci invece su un altro incentivo che tende a far crescere l'economia sommersa.

Welfare e incentivi
Credo che quasi tutti, in un modo o nell'altro partecipino all'economia sommersa. Avete mai dato la mancia al cameriere o alla cameriera? Avete mai pagato in contanti il taxi o il fattorino di un hotel? I ragazzi che trasportano i bagagli in aeroporto? I ragazzi che tagliano il vostro prato? Anche se il servizio viene pagato con degli assegni, secondo voi questo significa che il reddito viene dichiarato? Io e la maggior parte degli imprenditori cerchiamo di pagare il tutto con la carta di credito in quanto le spese possono essere detratte. Questo potrebbe anche rendere le cose particolarmente difficili durante un audit del IRS, ma in questo modo è più facile tenere le ricevute e la documentazione delle spese, piuttosto che ricostruire i pagamenti effettuati solo in contanti. Ed è possibile utilizzare un po' ovunque e senza problemi sia una carta di credito che il contante. (Quando viaggio al di fuori degli Stati Uniti a volte ho delle difficoltà nell'usare una carta di credito. Singapore? Nessun problema. Anche in gran parte dell'Europa una carta di credito non è un problema, ma il denaro contante è maggiormente apprezzato. Poi c'è stata quella volta in Grecia durante lo scorso mese di gennaio quando ho cercato di utilizzare una carta di credito in una taverna e a quel punto si sono messi a cercare la macchinetta per le transazioni e alla fine quando l'hanno trovata questa non funzionava. Infine vi devo fare un "in bocca al lupo" se cercate di usare una carta di credito in Argentina. Secondo me l'evasione non è certamente solo un fenomeno americano. Ma c'è una parte della società degli Stati Uniti dove il reddito non dichiarato è un problema molto più rilevante, questo a causa delle conseguenze non intenzionali e degli incentivi che sono mal progettati. Questo è il segmento all'interno del paese che riguarda il welfare. Lasciatemi fin da subito fare una precisazione sul fatto che questo non è un argomento su cui sono favorevole o contrario, il welfare aiuta i poveri e i bisognosi. Sto solo sottolineando la grande quantità di denaro di cui è composto e sto solo sottolineando un altro motivo per il quale la cifra potrebbe essere ancora più grande rispetto a quanto immaginiamo: degli incentivi generano delle distorsioni. Negli ultimi mesi alcune agenzie di stampa dell'ala dei conservatori hanno citato un'indagine del Congresso repubblicano che dimostra che nel bilancio del Stato Uniti il welfare vale circa $1000 miliardi dollari o $168 al giorno per coloro che vivono al di sotto della soglia di povertà. Quando si scava nei dati si scopre che la definizione di "welfare" è molto ampia di quanto si possa immaginare ed è certo che la maggior parte degli americani non la avrebbe resa disponibile in modo così ampio. Si potrebbe sostenere che il denaro in questione non dovrebbe essere speso, ma la ricerca in questione non mette in evidenza i dettagli delle attuali formule di assistenza. Secondo il Center for Budget and Policy Priorities, anche quando si usa una definizione

molto ampia di "welfare" nel 2011 solo "il 13 per cento del bilancio federale, ovvero $466 miliardi dollari sono stati utilizzati per sostenere i programmi che forniscono degli aiuti (oltre all'assicurazione sanitaria e le prestazioni per la sicurezza sociale) a persone e a delle famiglie in difficoltà. "(Informationclearinghouse.info) Il database della Federal Reserve di St Louis mostra un numero ancora più piccolo per quanto riguarda il welfare, $273 miliardi dollari (grafico qui sotto) ma a questo dato è possibile aggiungervi ulteriori $140 miliardi dollari a livello statale che ci portano molto più vicino ai $466 miliardi dollari di cui abbiamo parlato appena qui sopra. Tuttora questo è un dato molto rilevante a livello giornaliero rispetto alle famiglie che si trovano al di sotto della soglia di povertà. Ma lasciatemi sottolineare che NON è quello di cui beneficiano effettivamente l'aspetto più rilevante; questo è dentro nei budget, ma sono tutti i coste che servono per far funzionare gli uffici governativi e a pagare i lavoratori che operano nel settore del welfare.

Diamo una rapida occhiata ad un paio di statistiche che se estrapolate dall'attuale contesto possono essere considerate in modo un po' fuorviante. Il numero totale delle persone che accedano ai servizi del welfare sono 4.300.000. Il numero totale di persone che accedono ai buoni pasto (il programma SNAP) sono 46.700.000. Abbiamo appena raggiunto un nuovo massimo per quanto riguarda il numero di famiglie che accedono ai buoni pasto:

In Texas una madre single con due o tre bambini potrebbe accedere ad ogni tipo di assistenza, in queste condizioni è possibile accumulare diverse forme di sostegno e raggiungere la principesca somma di circa $980 dollari al mese (il tutto sommato ad un po' di assistenza sanitaria). Altri Stati sono anche più generosi. 40 stati pagano più di $8 all'ora per il welfare, sette arrivano a pagare più di $12 dollari l'ora. Ma se si lavora e si guadagna più di $1.000 al mese (questo dato varia a seconda dello stato) non si potrà beneficiare dei servizi offerti dal welfare. La teoria è che i benefici dovrebbero diminuire mentre aumenta il reddito di lavoro. (Fonte di alcuni dati: http://www.statisticbrain.com/welfare-statistics/) Certamente c'è anche il credito d'imposta sul reddito (EITC) che viene cancellato una volta che il reddito raggiunge certi livelli. Ovviamente per poter beneficiare di questo incentivo è naturalmente necessario disporre di un reale reddito. E esistono altri sussidi come il WIC, i sussidi per la casa, il Medicaid ed altri programmi. (E non stiamo considerando gli assegni di invalidità. Recentemente abbiamo visto come sia aumentato in modo molto veloce il numero di persone con disabilità rispetto al numero di persone che rientrano nel mercato del lavoro. Può un bambino o un altro membro di una famiglia ottenere l'invalidità ed un altro membro accedere a servizi di welfare? Sì, il sistema lo permette. Ma questo è un argomento per un'altra lettera.) Il grafico che segue ci è stato fornito dal Urban Institute. Si noti che l'importo massimo dei benefit viene ricevuto da coloro che hanno i livelli più bassi di reddito. Questo grafico è relativo ad un genitore single che vive in Colorado, uno stato che si pone più o meno a metà strada per quanto riguarda il livello di incentivi sul welfare. I benefit sono notevolmente inferiori in Mississippi ed invece di gran lunga superiori nel Massachusetts ed in Alaska.

Non sto sostenendo che sono a favore o contro il gli importi o i costi o le motivazioni o qualsiasi altro particolare programma. Non importa dove si vive e con poche eccezioni, non rappresenta un piacevole stile di vita il dover accedere ai servizi offerti dal welfare. Come non lo è il vivere con una retribuzione pari a $10 dollari l'ora e tanto meno con il salario minimo. Il punto è che le persone che hanno bisogno del sostegno da parte delle strutture del welfare hanno bisogno chiaramente di una maggiore quantità di denaro rispetto a quello che ricevono. Per la maggior parte delle persone il welfare è un programma di assistenza temporanea che permetta di aiutarli fino a quando non troveranno un lavoro. Ma negli ultimi dieci anni e in particolare negli ultimi cinque dall'inizio della Grande Recessione, il welfare e i sussidi per l'invalidità sono semplicemente esplosi. Il chiaro incentivo almeno dal mio punto di vista, riguarda la necessità di poter lavorare per disporre di ulteriore denaro che arriva dall'economia sommersa. Se voi siete un lavoratore che riceve $10 dollari l'ora che vengono regolarmente denunciati, si perde a quel punto la maggior parte dei benefici se non tutti offerti dal welfare (questo a seconda dello stato), mentre se si lavora in nero è possibile mantenerli tutti. È possibile analizzare questa situazione in diversi modi. Se avete delle competenze per le quali siete pagati con $20-30 all'ora (valori vicini al livello medio di retribuzione di una famiglia) è molto meglio mantenere il proprio posto di lavoro e non usufruire del welfare. Ma se avete un salario minimo o di poco superiore ad esso, l'equazione funziona meglio se si dispone di un ulteriore extra-reddito in nero. Tutti quelli che accedono ai servizi del welfare lavorano in nero? Non vorrei pensare questa cosa nemmeno per un minuto. Ovviamente, non è così. Pur riconoscendo che la correlazione non è casuale, la parallela crescita del lavoro sommerso e delle richieste di sussidi non mi sembra che non abbiamo degli elementi

comuni. Ciò che mi preoccupa di più è che stiamo creando una generazione di persone che sono sempre di più abituate a lavorare in nero, sia che dispongano o meno dei benefici offerti dal welfare. Essi sono al di fuori del sistema e inizieranno a vedere sempre più se stessi come persone che non ne fanno parte. Diventerà un qualcosa disponibile solo per "altri", tranne il momento in cui hanno bisogno di cure mediche che ora con l'avvento di Obamacare queste saranno disponibili anche per coloro che lavorano nell'economia sommersa.

Carlsbad, Tulsa, Nashville, Brussels e a Dallas senza un abitazione
Lunedì parto per Carlsbad per la mia conferenza che inizia Mercoledì sera. Lunedì andrò all'ufficio di Altegris e li ci vedremo con Jon Sundt e gli altri partner. Il giorno seguente vedrò il mio staff di Mauldin Economics per una lunga giornata di pianificazione delle attività. E poi quando tutti i vari incontri saranno terminati a quel punto inizierà la conferenza, ancora una volta potrò assaporerò uno dei miei momenti preferiti dell'anno, ossia quello di incontrare un sacco di amici. Personalmente vorrei che quel momento potesse durare una settimana o anche di più, in quanto non vi è mai abbastanza tempo per stare assieme a tutti i partecipanti. Un volta terminata la conferenza tornerò a casa e dopo qualche settimana ripartirò per Tulsa, dove mia figlia Abigail si sposerà 19 maggio. In quella settimana poi volerò a Nashville per una notte per una riunione con Altegris, prima di tornare a Dallas a scrivere la mia lettera e poi a Bruxelles per una settimana. Sto lavorando a tanti progetti, oltre al mio discorso per la prossima settimana. Ci sono così tante cose interessanti che richiedono la mia attenzione, tra cui anche la ristrutturazione del mio nuovo appartamento. Ma naturalmente, prima dobbiamo chiudere i prestiti per poter effettuare l'acquisto. Sono ancora "senza fissa dimora a Dallas," vivo in un hotel per dei periodi molto prolungati. Non voglio affittare un appartamento. Pertanto, la maggior parte delle mie cose sono in un deposito. Si tratta di un'esperienza interessante, in quanto sto scoprendo che mi servono poche cose e sono sicuro che avrei potuto eliminarne un numero ancora maggiore. A quanto pare le cose più importanti sono il telefono e il computer, oltre ai miei figli, gli altri familiari, gli amici e il lavoro. E con la nuova tecnologia in mano, mi sto trovando sempre più a mio agio ovunque io sia. Sì, ci sono sempre dei problemi. I ragazzi arrivano sempre con un sacco di problemi e nel business ci sono sempre un sacco di cose che richiedono una particolare attenzione. Le spese si accumulano sempre molto di più di quanto gradirei. E poi ci sono le scadenze. E ora devo fare i conti con la mancanza di controllori del traffico aereo e di una recalcitrante FAA. Ci sono anche un sacco di grandi cose di cui preoccuparsi in questo nostro mondo, ma quando si ha una famiglia e gli amici, le piccole cose sembrano funzionare alla perfezione. Abbiate una grande settimana! Il vostro analista senza fissa dimora,

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