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La nuova concezione dello spazio e del tempo nell’età comunale

Squarotti)

(liberamente tratti da Luperini e Barberi

Nell’età comunale la trasformazione dell’ambiente naturale ad opera delle città, il progressivo passaggio ad un’economia di mercato, la ripresa dei viaggi dal Mediterraneo al Baltico e al Medio Oriente(da parte dei missionari, dei crociati e soprattutto dei mercanti), una miglior conoscenza dello spazio geografico e lo sviluppo della cartografia danno luogo ad una nuova concezione dello spazio e del tempo. Ma è soprattutto la nuova figura emergente, il mercante, che ridefinisce lo spazio ed il tempo: egli considera e misura il mondo unicamente in funzione della concretezza dei propri guadagni. Il mercante risiede nella città ed incide in maniera determinante sul suo sviluppo: proprio l’organizzazione dello spazio urbano e la sua rappresentazione nell’arte e nella letteratura rivelano una nuova concezione dello spazio, legata all’espansione e alla diversa struttura della società urbana rispetto a quella feudale. La crescita della popolazione impone alle città di costruire nuove mura, delimitando uno spazio, in cui si alternano edifici e campi, che resterà tale fino all’ ‘800. L’uomo instaura dunque un rapporto nuovo con lo spazio rurale e geografico, non più passivo, ma attivo, un rapporto di conoscenza e di trasformazione. La città è un segno di cultura che modifica la natura. In primo luogo si manifesta l’esigenza di dare ordine e razionalità allo spazio urbano interno: questo si struttura lungo la linea verticale alto-basso (i campanili, segno del potere religioso; le torri, segno del potere nobiliare; le mura, che segnano la demarcazione fra città e campagna). Lo spazio cittadino è inoltre ordinato in funzione di tre poli: il centro politico, quello religioso e quello commerciale. La piazza, spazio di incontri e di rapporti sociali, è il vero cuore della città: la sovrasta il palazzo comunale, nuovo monumento del potere borghese, che dal sec. XIII, con la cattedrale, domina lo spazio urbano.

L’affresco (L’Allegoria del Buono e del cattivo governo , particolare) fu commissionato ad Ambrogio Lorenzetti dal comune di Siena nel 1338. E’ l’immagine di una città laica e borghese, di cui si esalta il lavoro produttivo. Lo spaccato cittadino, affollato da palazzi e da botteghe, accentua lo spazio laico del dominio borghese del comune. La strada in primo piano è la francigena, la più importante via di comunicazione fra l’Italia ed i mercati europei.

Comunque la città medievale è un fenomeno nuovo e la consapevolezza della sua importanza si riflette immediatamente nella rivalutazione della sua immagine. Nell’Alto Medioevo la proiezione sulla terra della Gerusalemme celeste era il monastero: l’immagine della città si riduceva allo stereotipo delle mura, simbolo di protezione, o a quello delle due torri con la porta, che riproduceva la facciata della chiesa. Dall’XI sec. si passa da una visione simbolico-leggendaria ad una visione celebrativa, ma anche realistica della città.

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Torino. 2 . Il mercante deve organizzare razionalmente i propri commerci. La campana del lavoro (che misura la giornata di lavoro del salariato) diventa fondamentale nell’organizzazione della produzione. contemporaneamente si crea un nuovo calendario. Con il tempo nuovo del mercante nasce anche il tempo della cronaca e della storia. le cui campane suoneranno le ore delle transazioni commerciali e del lavoro degli operai drappieri. Ecco. avvenimenti che registrano i dati della tradizione e del cambiamento. Einaudi. si avverte la necessità di una misura rigorosa del tempo. perché nella drapperia «è opportuno che la maggior parte degli operai giornalieri [il proletariato del tessile] vadano e vengano al loro lavoro a ore fisse». Dal XIII secolo nel Comune si istituzionalizza la carica del notaio-cronista che all’immagine leggendaria della città sostituisce la dimensione temporale.Come si impadronisce dello spazio. Le Goff Tempo della Chiesa. calcolare quanto il tempo e lo spazio incidono sulle spese. tecnologico. Da J. misurabile. Appare poi su tutti i campanili delle città l’orologio meccanico. l'ambiente tecnologico sovrappone un tempo nuovo. 1972 Questo nuovo uso del tempo entra in contrasto con l’insegnamento cristiano. cioè orientato e prevedibile. Il tempo moderno. un testo illuminante.capace di offrirci l'occasione per cogliere come l'evoluzione delle strutture mentali e delle loro espressioni materiali si inserisca profondamente nel meccanismo della lotta di classe. tra gli altri. a scopi professionali. per servirli. Il governatore reale dell'Artois autorizza nel 1355 la popolazione di Aire sur-la-Lys a costruire una torre campanaria. date. misurare la lunghezza dei viaggi ed il tempo per compierli. l'orologio comunale è uno strumento di dominazione economica. con nomi. mentre prima oscillava tra il 22 marzo ed il 25 aprile. che segna l’inizio dell’anno al 1° gennaio. Il tempo nelle campagne resta ancora quello ciclico della natura e quello delle scadenze liturgiche e delle feste religiose. secondo cui il tempo è un dono di Dio e non può essere venduto: si apre un conflitto fra morale religiosa e comportamenti pratici che si risolve a vantaggio della coscienza mercantile. L'utilizzazione. al tempo insieme eternamente ricominciato e perpetuamente imprevedibile dell'ambiente naturale. l’uomo si appropria anche del tempo. tempo del mercante. E. a cui la Chiesa stessa finirà per adeguarsi. ma nella città si sviluppa un diverso uso economico del tempo. che suddivide la giornata in 24 ore tutte uguali. di una nuova misura del tempo vi è indicata clamorosamente. sostituisce il tempo teologico.«poiché la detta città è governata dal mestiere di drapperia» . legato agli affari e ai guadagni del mercante. Strumento di una classe . sociale e politica dei mercanti che reggono il comune. Per il mercante.