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MEMBRANE DI RIVOLUZIONE CON CARICHI ASSIALSIMMETRICI

SUPERFICI DI RIVOLUZIONE
Una superficie di rivoluzione si ottiene dalla rotazione di una curva piana (meridiano) attorno ad un asse,
contenuto nel piano della curva stessa, detto asse della superficie.

Con riferimento alla figura abbiamo le seguenti definizioni:
O: Centro del parallelo passante per il punto A.
p
R OA = : Raggio del parallelo passante per il punto A.
1
O : Centro di curvatura del meridiano nel punto A. È il centro della prima curvatura principale
nel punto A. sta sulla normale alla superficie .
1
O
A
n
1 1
R A O = : Raggio della prima curvatura principale nel punto A.
2
O : Centro della seconda curvatura principale nel punto A, il cui piano passa per n ed è
perpendicolare al piano meridiano. O sta su e sull’asse della superficie di rotazione.
A
2 A
n
2 2
R A O = : Raggio della seconda curvatura principale nel punto A.
Se ϕ è l’angolo tra l’asse della superficie di rotazione e la normale , si ha:
A
n
ϕ sen R R
p 2
= . (1)
MEMBRANE DI RIVOLUZIONE
Le membrane sono strutture laminari sottilissime che si possono considerare prive di rigidezza flessionale e
torsionale; questo consente di considerare gli sforzi costanti nello spessore della membrana stessa.
Una membrana è determinata quando si conosce la forma del meridiano, la posizione dell’asse di
rivoluzione e lo spessore della membrana in ogni punto del meridiano.
In queste strutture le deformazioni elastiche non hanno una sensibile influenza sugli sforzi, a meno che non
siano tali da variare le dimensioni o la forma della struttura in maniera sensibile; pertanto si considerano
inestensibili, salvo tener conto delle dilatazioni quando si vogliano calcolare le deformazioni.
Gli sforzi in una membrana si possono calcolare con sole considerazioni di equilibrio (non è necessario
imporre anche la congruenza) pertanto si dice struttura internamente isostatica.

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Sono chiaramente strutture geometricamente assialsimmetriche.
Se anche il carico è assialsimmetrico (qualsiasi carico che presenti una simmetria rispetto a qualsiasi piano
passante per un asse detto asse di assialsimmetria, un carico assialsimmetrico dipende dalla sola
coordinata z), ogni piano meridiano è un piano di simmetria geometrica e di carico.
Esempi di carichi assialsimmetrici sono:
• Pressione;
• Peso proprio in caso di asse z verticale;
• Forze centrifughe in caso di moto rotatorio attorno all’asse z.

Lo stato di sollecitazione su un elementino di membrana è rappresentato in figura:

Grazie alla simmetria di carico e di geometria anche gli sforzi devono essere assialsimmetrici; questo
comporta:

0
0
= =
= =
ϑ ϑ
ϕϑ ϑϕ
τ τ
τ τ
r r
.
Inoltre essendo per ipotesi trascurabile il momento flettente lungo le strisce meridiane, è trascurabile anche
lo sforzo di taglio:
0 = =
ϕ ϕ
τ τ
r r
.
Lo stato di sforzo è pertanto:

e le tre azioni indicate sono le principali.

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Iniziamo con l’imporre l’equilibrio globale della calotta rappresentata in figura delimitata dal piano parallelo
passante per A.

Detta Z la forza esterna agente sulla parte di calotta considerata diretta come l’asse z e imponendo
l’equilibrio alla traslazione lungo l’asse z di tutta la calotta, si ha:
s R sen
Z
Z sen s R
p
p
⋅ ⋅ ⋅ ⋅
= ⇒ = − ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅
π ϕ
σ ϕ π σ
ϕ ϕ
2 ) (
0 ) ( 2 .
Se il carico esterno è dovuto ad una pressione p e se il peso proprio è trascurabile avremo:
2
p
R p Z ⋅ ⋅ = π
e quindi:
s sen
R p
s R sen
R p
p
p
p
⋅ ⋅

=
⋅ ⋅ ⋅ ⋅
⋅ ⋅
=
2 ) ( 2 ) (
2
ϕ π ϕ
π
σ
ϕ

e ricordando la (1):
s
R p


=
2
2
ϕ
σ .

Imponiamo adesso l’equilibrio dell’elementino infinitesimo di membrana ABCD rappresentato in figura
seguente definito da due piani meridiani passanti l’uno per AD e l’altro per DC, rotati l’uno rispetto all’altro di
CD e da due piani paralleli uno passante per AB e l’altro per CD.
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Con riferimento alla figura si avrà:
θ ϕ θ ϕ θ d sen R d sen A O d OA AB ⋅ ⋅ = ⋅ ⋅ = ⋅ = ) ( ) (
2 2

ϕ ϕ d R d A O AD ⋅ = ⋅ =
1 1

dAB AB DC + =
Gli sforzi sull’elementino considerato sono:

Proiettando le azioni sulla direzione n avremo:
su AB:
( )
2 2 2
2
ϕ
θ ϕ σ
ϕ
σ
ϕ
σ
ϕ ϕ ϕ
d
d sen R s
d
AB s
d
sen AB s ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ − = ⋅ ⋅ ⋅ − →
|
.
|

\
|
⋅ ⋅ ⋅ −
su DC:
( ) ( ) ( ) ( )
2 2 2
ϕ
σ σ
ϕ
σ σ
ϕ
σ σ
ϕ ϕ ϕ ϕ ϕ ϕ
d
dAB AB s d
d
DC s d
d
sen DC s d ⋅ + ⋅ ⋅ + − → ⋅ ⋅ ⋅ + − →
|
.
|

\
|
⋅ ⋅ ⋅ + −
che sviluppando e trascurando gli infinitesimi di ordine superiore diviene:
( )
2
2
ϕ
θ ϕ σ
ϕ
d
d sen R s ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ −
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su AD e BC:
( ) ( ) ϕ
θ
ϕ σ ϕ
θ
σ
θ θ
sen
d
d R s
d
sen AD s ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ − → − ⋅
|
.
|

\
|
⋅ ⋅ ⋅ ⋅ −
2
2 90 cos
2
2
1

La forza esterna vale:
( ) ϕ θ ϕ d d R sen R N AD AB N ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ = ⋅ ⋅
1 2

imponendo l’equilibrio:
( ) ( ) ( )
( ) 0
2
2
2 2
1 2
1 2 2
= ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ +
+ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ − ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ − ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ −
ϕ θ ϕ
θ
ϕ ϕ σ
ϕ
θ ϕ σ
ϕ
θ ϕ σ
θ ϕ ϕ
d d R sen R N
d
d sen R s
d
d sen R s
d
d sen R s

che per:
( ) 0
2
≠ ⋅ ⋅
ϕ
θ ϕ
d
d sen
equivale a:
1 2 1 2
R R N R s R s ⋅ ⋅ = ⋅ ⋅ + ⋅ ⋅ −
θ ϕ
σ σ
che per e diversi da zero:
2
R
1
R
s
N
R R
= +
2 1
θ
ϕ
σ
σ

detta formula di Mariotte.
Se la membrana è sottoposta alla sola pressione:
p N =
Pertanto il calcolo delle membrane sottili sottoposte a sola pressione può essere svolto con le relazioni:
s
R p


=
2
2
ϕ
σ
s
p
R R
= +
2 1
θ
ϕ
σ
σ


RECIPIENTE CILINDRICO
Per un recipiente cilindrico in pressione di raggio e spessore s (con
c
R
|
.
|

\
|
÷ <
⋅ 15
1
10
1
2
c
R
s
) soggetto alla
pressione costante p e di peso proprio trascurabile si ha:
s
R p
s
R p
s
R p
s
p
R s
p
R R
R R
R
c
c
c
c


=


=

= → = → = +

)
`
¹
=
∞ =
2 2
2
2 1
2
1
ϕ
θ
θ θ
ϕ
σ
σ
σ σ
σ

lo stato di sollecitazione è quindi:
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p
s
R p
s
R p
z
c
c
− =


=

=
σ
σ
σ
ϕ
θ
2

applicando il criterio di resistenza di Guest-Tresca:
η
σ
σ σ σ
θ
lim
≤ +

= − = p
s
R p
c
z GT

ossia:
|
|
.
|

\
|



1
lim
p
R
s
c
η
σ
.

RECIPIENTE SFERICO
Per un recipiente sferico di raggio e spessore s (con
s
R
|
.
|

\
|
÷ <
⋅ 15
1
10
1
2
s
R
s
) soggetto a pressione costante
e dal peso trascurabile si ha:
¦
¦
¹
¦
¦
´
¦


= → = +

→ = +


=


=
⇒ = =
s
R p
s
p
R s
p
s
p
R R
s
R p
s
R p
R R R
c
s
s
s
2 2
2 2
2 1
2
2 1
θ
θ θ
ϕ
ϕ
σ
σ σ
σ
σ
.
In questo caso lo stato di sollecitazione è quindi:
p
s
R p
s
R p
z
c
c
− =


=


=
σ
σ
σ
ϕ
θ
2
2

applicando il criterio di resistenza di Guest-Tresca:
η
σ
σ σ σ
θ
lim
2
≤ +


= − = p
s
R p
c
z GT

ossia:
|
|
.
|

\
|




1 2
lim
p
R
s
c
η
σ
.

BIBLIOGRAFIA
Belluzzi O., Scienza delle costruzioni, vol III, Zanichelli, Bologna, 1960.
Bernasconi G., Lezioni di costruzione di macchine, CittàStudi, 1994.
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