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MICIO MALATTIE E PERICOLI Proteggiamo i nostri amici pelosi Le malattie feline Alopecia Si tratta di una malattia della pelle

che determina la perdita di peli in maniera circoscritta (alopecia parziale) o diffusa per tutto il corpo. Può avere origine congenita (molto rara) o acquisita, come sintomo di malattie della pelle. La cura deve mirare prima a combattere l’affezione e dopo a favorire la ricrescita dei peli. Anemia Consiste nella diminuzione della quantità di emoglobina e del numero dei globuli rossi. Può dipendere da emorragie interne ed esterne, causate da ulcere, parassiti o malattie intestinali, tumori. Le cause più comuni dell’ anemia sono la leucemia felina (FIV), l’immunodeficienza felina (FeLV), l’uso di alcune medicine, le esche per i roditori, i parassiti. È importante individuare la causa e iniziare al più presto un’adeguata terapia. Ascesso È una raccolta di pus e può formarsi in qualsiasi tessuto o organo, in ogni regione del corpo. Le cause dell’ascesso possono essere: ferite, contusioni, penetrazione di corpi estranei. Si manifestano con dolore, calore, tumefazione. In genere si risolvono spontaneamente aprendo una via di sfogo verso l’esterno. Asma Si manifesta con difficoltà del respiro e affanno. Può essere causata da infezioni, da inalazione di sostanze irritanti, da allergie. Se il gatto ansima o manifesta un attacco asmatico bisogna recarsi subito dal veterinario. Avvelenamento I sintomi sono molteplici ma i più comuni sono vomito, diarrea e spossatezza. Gli avvelenamenti possono essere spontanei (causati dall’alimentazione e dall’inalazione si sostanze tossiche), accidentali (causati da particolari situazioni o da trattamenti a cui gli animali sono sottoposti), o intenzionali (frutto di atti a dir poco criminosi). Bronchite Infiammazione della mucosa che riveste l’apparato bronchiale. Può verificarsi in forma banale o grave. Si manifesta con rinite, difficoltà respiratoria, naso asciutto e caldo, lacrimazione e arrossamento degli occhi, congestione della cavità faringea, tosse. Bruciature o ustioni Quasi sempre sono provocate da liquidi caldi (acqua, olio, caffè), dalla fiamma diretta, da metalli o da sostanze chimiche. Si suddividono in ustioni di 1° grado (presenza di eritema), di 2° grado (con vescicole) e di 3° grado (carbonizzazione dei tessuti cutanei). Non bisogna mai usare acqua sulle bruciature, ma pomate su quelle superficiali; per quelle più gravi è necessario l’intervento del veterinario.

Cistite Infiammazione della vescica. Può verificarsi in modo indipendente, ma spesso è collegata a processi generali o a problemi dell’ uretra, dei reni, ecc. I sintomi più salienti sono le minzioni frequenti, spastiche e dolorose. In concomitanza alla terapia specifica sarà d’aiuto anche una buona dieta bilanciata, leggera e digeribile. Colica Manifestazione dolorosa che interessa i visceri addominali (intestino, stomaco, fegato, reni, ecc). I gatti in preda a coliche sono agitati, irrequieti, lamentosi, manifestano vomito, arresto della defecazione, abbondante salivazione. Corea È caratterizzata da contrazioni muscolari involontarie, anche durante il sonno, legate a d affezioni tossico-infettive. Ha un decorso lento e progressivo, in certi casi anche letale. Eczema Lesione cutanea caratterizzata dall’eruzione di vescicole, sulle quali compaiono poi delle croste pruriginose. Dermatite non infettiva e non parassitaria, dovuta all’assorbimento di tossine di origine gastro-enterica, epatica, o ad allergie in genere. Ernia Si tratta di una massa circoscritta formata da un organo o da parte di esso, uscita dalla cavità che normalmente la contiene, attraverso un’apertura naturale o accidentale. Le cause possono essere di origine traumatica oppure dovute all’ereditarietà. Le ernie più frequenti nel gatto sono: ombelicale, inguinale, perineale e perianale. La terapia è esclusivamente chirurgica. Frattura Le fratture possono essere traumatiche (dovute a cadute, contusioni ecc) e spontanee ( procurate da fragilità delle ossa, rachitismo o tubercolosi). Come le ferite possono essere lacere o contuse. Bisogna recarsi subito dal veterinario. Gastrite ed enterite Quando una lesione viene rilevata contemporaneamente nello stomaco e nell’intestino si parla in genere di gastro-enterite, mentre quando le lesioni si presentano separatamente si parla di gastrite per lo stomaco e di enterite per l’intestino. I sintomi si manifestano con vomito, lingua sporca, alito pesante, diarrea muco-catarrale o sanguinolenta, sete intensa, dolore della parte. Inappetenza Si presenta nel gatto durante molte malattie, ma la possiamo rilevare anche come conseguenza di un’errata alimentazione. Indigestione Nel caso di ingestione di notevoli quantità di alimenti indigesti può verificarsi un arresto della funzione gastrica. Le cure devono essere affidate al veterinario, che per prima cosa provvederà allo sbloccamento di stomaco e intestino. Influenza Malattia virale e contagiosa delle vie respiratorie. Si manifesta con febbre alta, dispnea e prostrazione generale, ma possono insorgere anche complicazioni gastro-intestinali con diarrea e vomito. Può colpire gatti di ogni età, dopo un’incubazione di 6-12 giorni; la malattia si risolve con le adeguate cure in una decina di giorni.

Itterizia Si rileva nel gatto quando viene ostruito l’afflusso della bile dal fegato al tubo intestinale. Si verifica allora una colorazione gialla di tutti i tessuti e le mucose, a causa dell’assorbimento della bile nel sangue. Quasi sempre si presenta in forma grave. Magrezza e cachessia Si osservano nel gatto in seguito ad una deficienza organica generale dovuta ad una errata alimentazione, ma più spesso sono sintomi di malattie infettive o di alterazioni delle ghiandole a secrezione interna. Obesità Si osserva nel gatto quando c’è un eccessivo accumulo di grasso in tutti i tessuti del corpo. I gatti affetti da obesità sono in genere pigri e svogliati e i movimenti del corpo sono lenti. Possono comparire eczemi e dermatiti diffuse.

Le malattie virali del felino FeLV = Feline Leukemia Virus, leucemia virale felina FIV = Feline Immunodeficiency Virus, immunodeficienza virale felina FIP = Feline Infectious Peritonitis, peritonite infettiva felina FeLV Virus della Leucemia Felina causa una serie di malattie collegate che nel medio termine portano alla morte. Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto naso – naso, attraverso la saliva infetta, urina contaminata, sangue, e feci. La mamma può infettare i cuccioli attraverso la placenta o in seguito durante l’allattamento. Le conseguenze dell’infezione da FeLV varia da gatto a gatto. Non tutti i gatti esposti al Virus della Leucemia felina sono infettati. * Una parte dei gatti manifesta la malattia * Una parte sviluppa un’infezione denominata “transitoria”, ma si negativizzano entro un anno e rimangono portatori sani e sembra che grazie a ciò possano essere “quasi immuni “ anche alla FIV. ( non è raro riscontrare infatti nel gatto entrambe insieme) * I più fortunati, pur essendo esposti non vengono infettati, o per una personale ed ereditaria resistenza, oppure solo ed esclusivamente perché l’esposizione al virus è stata breve e non è stata sufficiente ad infettare. Sintomi e danni: La FELV danneggia in modo irreparabile il sistema immunitario e per questo non evidenzia sintomi specifici poiché un gatto Felv+ è soggetto a qualsiasi tipo di infezione, tra cui le più comuni: Problemi all’apparato respiratorio e orale Problemi all’apparato digerente Sintomatologie della pelle Predisposizione ai tumori Predisposizione all’anemia Cure:

La Felv è incurabile e purtroppo porta alla morte del gatto nel giro di alcuni anni. Per questa malattia sembra non essere neppure utile la somministrazione di Interferone che, per altre malattie invece sembra, dare discreti risultati. Come si scopre: Il gatto inizia a manifestare dei sintomi di una delle malattie collegate, si effettua un test sierologico che evidenzia nel sangue gli anticorpi alla malattia. ( Se gli anticorpi sono “vecchi” siamo davanti al caso di un portatore sano) Vaccinazioni Esiste un vaccino specifico che copre più del 95% dei casi a rischio. Prima di effettuare il vaccino deve SEMPRE essere fatto il test FIV/ FELV in quanto è assolutamente dannoso vaccinare un gatto malato di Felv ed in più molti veterinari sono contrari alla vaccinazione contro la Felv per i gatti FIV+, poiché già particolarmente immunodepressi. FIV Sindrome da immunodeficienza felina assai paragonabile all’immunodeficienza umana. Va immediatamente precisato che la MALATTIA NON CONTAGIA IN ALCUN MODO L’UOMO. Il virus della FIV aggredisce il sistema immunitario del gatto e lo rende soggetto a molteplici malattie. Il contagio avviene attraverso le ferite da morso tramite la saliva del gatto infetto a contatto con il sangue del gatto sano. Per questo alcuni sostengono che il contagio possa avvenire tramite un uso promiscuo delle ciotole, ma la quantità di saliva sembra in questo caso non essere sufficiente se viene mantenuta un’igiene di ordine comune. Sintomi e danni: I gatti aggrediti dal virus della FIV, spesso non presentano immediatamente una sintomatologia, ma nel medio e lungo periodo possono essere soggetti a : * Infezioni respiratorie * Infezioni delle vie urinarie * Dermatiti acute * Gengiviti, stomatiti e fauciti * Perdita dell’appetito e conseguente dimagrimento * Ingrossamento dei linfonodi * Letargia * Grave e continua dissenteria * In tutte queste sintomatologie il gatto FIV+ risulta resistente agli antibiotici ed alle cure in generale. Cure: La FIV è incurabile, negli anni si è giunti a discreti risultati di mantenimento attraverso l’interferone che funge da immuno-modulatore ed aiuta il gatto a difendersi dall’attacco dei virus, in quanto si pone nelle membrane della cellula e interferisce con l’attacco dei virus. Spesso i gatti immunodepressi hanno una forte capacità di resistenza alle malattie, se vivono in ambienti igienicamente protetti e non sottoposti a stress. Un gatto FIV+ in appartamento, dov’è accudito ed amato , spesso resiste moltissimi anni e convive con il progredire della malattia. Come si scopre: Il gatto manifesta una delle malattie collegate alla FIV ed è refrattario alle cure, si effettua un test sierologico e risulta che nel sangue esistono gli anticorpi al virus.

Vaccinazioni: Purtroppo nel gatto, come nell’uomo non esiste alcun vaccino per la FIV. Per FIV / FELV il periodo di incubazione è di circa sei mesi e pertanto il test andrebbe ripetuto, una volta che il gatto è fuori dal rischio contagio, dopo questo periodo. FIP E’ la felina malattia più bastarda che si conosca poiché di essa si sa davvero ancora pochissimo. Non si sa ancora esattamente quali capacità di contagio abbia, non si sa ancora come diagnosticarla anche quando il virus è già nell’organismo e non si sa ancora per certo come sostenere un gatto che ha contratto questa malattia. Il virus che attacca l’organismo infatti è un ceppo particolare del coronavirus, che è il comunissimo virus del raffreddore, da qui la notevole difficoltà nel diagnosticare la malattia prima che il gatto evidenzi i sintomi letali. Si contrae tramite le vie orali, le feci e il muco del gatto. La madre trasmette il virus ai piccoli, ma questo si può evitare. I cuccioli alla nascita e fino ai trenta giorni di vita sono immuni dal virus perché coperti dagli anticorpi della madre. Andranno però allontanati da lei e svezzati prematuramente ( 30 giorni ). La difficoltà ad inquadrare questa malattia nasce dal fatto che non si capisca perché alcuni gatti manifestano la malattia senza alcuna ragione o senza un contatto con gatti infetti, mentre gatti che vivono in comunità dove esiste il virus non manifestino neppure alcun sintomo. Alcuni gatti poi risultano positivi, ma restano portatori sani tutta la vita e magari neppure infettivi, mentre altri che fino a poco tempo prima non manifestano alcun sintomo muoiono improvvisamente nell’arco di brevissimo tempo ( anche solo di giorni). E’ molto importante che i gatti positivi non subiscano nessun tipo di stress perché è stato notato che in momenti di stress la malattia può facilmente diventare conclamata. Dunque evitiamo spostamenti inutili, inserimento di altri gatti, insomma qualsiasi cosa possa stressare il gatto portatore del virus. Ricordiamo che un gatto con malattia conclamata risulterà negativo ai test. Inoltre sempre con malattia conclamata il gatto non sarà più contagioso perché non spande più nell’ambiente il virus. I sintomi: Il gatto che è in stato conclamato manifesta generalmente i seguenti sintomi: Anoressia Perdita di peso Grave debilitazione e disidratazione Anemia Febbre alta Dissenteria e vomito Ingrossamento dei linfonodi Tutti refrattari alle cure La Fip si manifesta in due forme: essudativa: cioè con dimagrimento del gatto, ma ingrossamento anomalo della pancia dovuto a versamento di liquido in addome secca: senza nessun versamento in addome

Mentre per la forma essudativa si può fare un’analisi del liquido prelevato, per la forma secca non è possibile neppure quello e ci si deve attenere alla sola anamnesi del veterinario. L’unico esame certo è a questo punto una biopsia post-mortem Come si scopre: Si scopre solo quando il gatto manifesta i sintomi e purtroppo si è già di fronte allo stato conclamato della malattia. Esistono degli esami sierologici che evidenziano la presenza del corona-virus, ma come già detto in precedenza, essendo quest’ultimo il virus del raffreddore sono di per sé molto poco significativi se non accompagnati dalla storia del gatto. Il gatto può risultare positivo per moltissimi motivi: aver contratto da poco un raffreddore, averlo contratto da tempo, essere stato a contatto con il virus, ma non essere stato infettato…insomma di tutto di più. Se il gatto è risultato positivo, un ulteriore esame da fare è la PCR, che indaga sul DNA del virus e va a scoprire se il ceppo è quello che poi scatenerà la FIP, ma anche questo esame ha ancora una notevole percentuale di errore. L’unico metodo certo è l’esame autoptico. Cure: La FIP è incurabile, i gatti FIP+ in salute ora sono sostenuti con interferone, ma non vi è alcuna prova che quest’ultimo produca risultati interessanti. Come per i gatti FIV+ , ma in ogni caso come per tutti i gatti malati, una vita senza stress ed in buone condizioni igieniche aiuta notevolmente l’animale a vivere più a lungo. Vaccinazioni E’ in commercio in America e in qualche paese Europeo per esempio la Svizzera, un vaccino intranasale che si chiama Primucell Fip. Il vaccino copre dalla malattia al 75%. Gatti che sono stati vaccinati con Primucell Fip, ai sucessivi test risulteranno positivi.

CIBI VELENOSI O PERICOLOSI PER IL GATTO Quando si decide di tenere in casa un gatto, bisogna tenere presente che in primo luogo non gli si può dare da mangiare qualsiasi cibo ed in qualsiasi quantità ed, in secondo luogo, che bisogna prestare molta attenzione alle piante con cui viene a contatto. In questo articolo vediamo quali sono i cibi e le piante che possono risultare molto dannosi e velenosi per i nostri cuccioli, perciò vi consiglio di prestare particolarmente attenzione alle due liste che troverete qui di seguito. Incominciamo con la lista di cibi da evitare nella dieta del vostro gatto : Tutti i dolci ed, in particolare, il cioccolato fondente che, contenendo teobromina, causa vomito/diarrea, spasmi muscolari ( possono bastare una sessantina di grammi di cioccolato per renderlo potenzialmente letale per un gatto di piccole dimensioni) Dieta di sola carne (causa iperparatiroidismo secondario nutrizionale) Olio di fegato di merluzzo (dato in quantità eccessive causa ipervitaminosi A e tossicità da vitamina D) Pesce cotto (dato in quantità eccessive causa carenza di vitamina E)

Uva, uvetta sultanina Patate verdi con i germogli (contengono solanina che causa acuti disturbi gastrointestinali) Pomodori verdi Fegato (dato in quantità eccessive causa ipervitaminosi A) Funghi ( intossicazione) Cipolle, aglio, scalogno ed erba cipollina (anemia) Uova crude (possono causare dermatite, perdita di pelo e disfunzioni neurologiche) Pesce crudo (carenza di vitamina B1) Tonno (dato come unico alimento causa una forma di osteoporosi) alcol mele e albicocche (gambi, noccioli, foglie) avocado lievito in polvere e bicarbonato di sodio ciliegie estratti degli agrumi caffè, tè e altro tipo di caffeina cibo per cani in grosse quantità sambuco cibi ricchi di grassi noci di macadamia (velenosissime per i gatti ) latte e altri prodotti caseari (molti gatti sono intolleranti al lattosio) noce moscata pesche e prugne (gambi, noccioli, foglie) rabarbaro (foglie) sale in grosse quantità cibi ricchi di zucchero

tabacco pasta lievitata Fritture Spezie Ossa e lische di pesce Patate Limone Altri consigli utili… -Tenete presente che il pesce contiene fosforo che, assunto in dosi eccessive, può causare problemi ai reni, quindi evitate di nutrire il vostro gatto esclusivamente con esso ( l’ideale sarebbe che il gatto mangiasse pesce due volte a settimana). -Evitate di dare avanzi alimentari ai vostri cuccioli perchè potrebbero risultare estremamente pericolosi per loro. -Il consiglio migliore per la loro alimentazione è quello di nutrirli sia con cibo secco che con cibo umido, senza far prevalere uno dei due. : lasciare i croccantini sempre a disposizione e, circa 2-3 volte alla settimana, integrare con dell’umido. -Il cibo fresco deve essere ben cotto (sia che si tratti di riso che di pesce che di carne che di verdure. . ) Adesso passiamo ad esaminare quali piante possono essere velenose per i nostri piccoli amici. Esse generano tutte effetti gravi se ingerite anche in bassa quantità, perciò state molto attenti a non averle in casa e ad impedire al vostro micio di venire a contatto con una di esse. Ciliegio d’inverno Filodendro Edera Caladio Poinsettia o stella di Natale Diffenbachia Vischi Palma da sago ( Cycas Revoluta) Gigli, tulipani Azalea/rododendro (letale) Oleandro (letale) Semi di ricino (letale) Ciclamino (in alcuni casi letale) Kalanchoe (pianta grassa) Tasso (letale) Dieffenbachia bacche di Agrifoglio Lauroceraso (contiene cianuro)

Ortensia Marijuana (coma) Inoltre. . - attenzione anche a spine o foglie appuntite che potrebbero ferire gli occhi dei gatti. - particolare attenzione alle piante grasse.