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Quaderni del Gruppo di Ur

VIII

LA PORTA ERMETICA DI ROMA
I Ediz.: Ottobre 2004 - II Ediz.: Settembre 2006, III Ediz. : Giugno 2007

Ogni quaderno del Gruppo di Ur raccoglie, in forma organica e sintetica, quanto emerso nell'omonimo forum, in relazione ad un determinato argomento. In esso si trovano, perciò, sia citazioni degli autori studiati, sia commenti. I quaderni si devono considerare in continuo aggiornamento, dal momento che l'emergere di nuovo materiale sull' argomento trattato può rendere opportuna una nuova edizione.

Prefazione alla II Edizione di Sadescan e Tullio Quasimodo

Dopo la pubblicazione delle prime edizioni dei Quaderni del Gruppo di Ur, diversi autori hanno fatto eco a quelle idee su vari libri e periodici, anche se alcuni fanno finta ... che sia farina del loro sacco e ... non citano, dimenticandosi che l'onestà intellettuale è la prima dote di un ermetista. Un esempio eclatante è costituito dall'articolo "Considerazioni sulla Porta Ermetica" di Ivan Dalla Rosa (Elixir 22006), che è ricalcato in maniera evidente sulla I edizione del presente Quaderno. Infatti, l'autore parte dalle medesime considerazioni del nostro EA, che è stato il primo studioso a far rilevare che quei simboli della Porta, che di solito vengono sommariamente attribuiti ai Pianeti, in realtà ne differiscono per più di un aspetto, che non può essere ignorato nell'interpretazione. A dire il vero Dalla Rosa scrive in nota: " Desidero premettere che questo studio nasce da uno scritto che ho potuto visionare qualche tempo fa, di cui però ignoro l'autore". ?? E questo è mai stato un problema nel campo degli studi ermetici? molti alchimisti ed ermetisti hanno utilizzato pseudonimi e sono stati sempre immancabilmente citati, proprio con i suddetti pseudonimi e con il titolo ed anno delle loro opere. Dalla Rosa aggiunge nella medesima nota: "il mio lavoro si è unicamente limitato ad integrarne il contenuto e ad estenderne i concetti in forma più organica". ?? il che fa sorridere! perchè egli ha semplicemente sostituito i concetti operativi e veramente innovativi del Quaderno con altri più generici e di poca o nessuna utilità nell'Opus. Ad es. mancano completamente le fondamentali indicazioni relative all'Ermete, il cui complesso simbolo, contraddicendo alle promettenti premesse, viene semplicemente attribuito al Sole. La II edizione del Quaderno è accresciuta da alcune premesse generali sul simbolismo chimico.

Nota alla III Edizione di Ea

La III Edizione è arricchita da un'appendice relativa alla polivalenza di significato che può avere un simbolo - che dunque va sempre interpretato nel suo contesto - ed alla pluralità dei simboli relativi ad una stessa sostanza alchimica. L'argomento non è nuovo, visto che già nella II ediz. si è parlato sia dei simboli dei metalli, che sono in astrologia simboli planetari, sia della pluralità dei simboli che possono indicare i cinque elementi; tuttavia il dibattito in appendice è un buon esempio delle difficoltà interpretative cui va incontro lo studioso di ermetismo o di alchimia. Gli autori di alcuni interventi pertinenti all'argomento, ma pervenuti privatamente, sono stati come al solito collettivamente indicati come "Turba Philosophorum". Pertanto questa III ediz. è così strutturata (tra parentesi vengono indicate le aggiunte apportate rispettivamente nella II e nella III ediz.):

I) "Nota sul linguaggio chimico e sulla storia della Chimica" di Sipex (II ediz) II) "I cinque elementi" di Sipex e Fr. Petrus (II ediz) III) "I Sette metalli" di Sipex (II ediz) IV) "La Porta" Introduzione di Leo Young V) "I Simboli della Porta" di EA (nella II ediz. è stata aggiunta una nota sui simboli B & S) VI) "Le altre Epigrafi di Villa Palombara" di EA VII) "Lettere, Sillabe e Parole dell'Alchimia secondo Johannes de Monte-Snyder" di Afrodite Urania e Tullio Quasimodo VIII) "Studio Storico" estratto da Pietro Bornia, La porta magica di Roma, Luce e Ombra -Verona 1915 IX) Appendice: Polivalenza di Significato e Pluralità dei Significanti (III ediz).

I) Nota sul linguaggio chimico
e sulla storia della Chimica

di Sipex
Il linguaggio chimico, parlato e scritto-grafico, oltre che per gli scopi precipui di questa scienza (senso letterale), può essere adoperato (come può avvenire del resto per le scienze e le arti in genere) in senso allegorico, morale e anagogico. Ciò è facilmente verificabile, osservando il nostro linguaggio anche abituale. Se dico "fusione di due società" sto usando il termine fusione in senso allegorico, se dico "lascia decantare l'emozione, prima di agire" sto dando un consiglio etico. Se dico "separa l'oro della tua coscienza dal resto del tuo essere" sto dando una indicazione anagogica. La studio della storia della chimica e del suo linguaggio sta favorevolmente influenzando gli stessi esoteristi, un tempo soliti ad affermare che la chimica è nata da un aspetto secondario e deteriore dell'alchimia. Oggi si sa che..."In principio fu la chimica" (periodo prealchimistico), l'alchimia essendo fenomeno più recente e l'interpretazione ermetica della stessa ancora più recente. Semmai è solo la chimica moderna a potersi, ma solo in parte, considerare figlia dell'alchimia. La maggior parte degli attuali studiosi della Storia della Chimica occidentale accettano la seguente suddivisione in periodi: 1 . PERIODO PRE-ALCHIMISTICO (dalle imprecisabili origini fino al IV.sec. d.C. circa) Nei documenti storici non sembrano presenti nozioni generali raggruppanti le conoscenze acquisite, che venivano tramandate, per lo più, nell'ambito delle caste sacerdotali. Poichè però tali tradizioni erano spesso orali e riservate a pochi, le suddette nozioni generali potevano benissimo esistere ed esserci ignote. Il limite tra periodo pre-alchimistico ed alchimistico è un po' incerto e variabile a seconda dell'area geografica. Chi pensava che, nel periodo pre-alchimistico, la chimica fosse ancora "bambina" ha dovuto ricredersi, perchè le scoperte e gli studi storici hanno dimostrato che lo sviluppo della chimica e dell'annessa tecnologia interessava, già in quel lontano periodo, praticamente ogni settore della vita umana: da quello farmaceutico a quello cosmetico, da quello metallurgico e a quello delle costruzioni etc. 2. PERIODO ALCHIMISTICO (dal V sec. al XV sec. d.C.) Obiettivi trainanti della chimica di questa vasta epoca furono la ricerca della pietra filosofale, dell'elisir di lunga vita o rimedio universale (panacea) e del solvente universale (alkahest). Alla fine di questo periodo, in certi ambiti, il simbolismo chimico si mescolò con svariati miti, il più famoso dei quali è quello di Ermete Trismegisto. Il Corpus Hermeticum, insieme di scritti a lui attribuiti e probabilmente risalenti al II-III sec d.C., pervenne a Firenze nel 1460 e venne tradotto (salvo

l'Asclepio, che da secoli circolava in latino) da Marsilio Ficino, fondatore nel 1462 dell'Accademia platonica fiorentina. Nacque così un'alchimia dal carattere più cosmologico-speculativo (Ermetismo), a fianco dell'alchimia effettivamente operativa. 3. PERIODO DI UNIFICAZIONE (a partire dal XVI sec. al XVIII) Segna l'inizio dello strutturarsi della chimica moderna come vera e propria scienza autonoma e unitaria. E' a sua volta suddiviso in quattro sottoperiodi: - sottoperiodo della iatrochimica (in cui i chimici, tra i quali Paracelso, si interessarono specialmente all'applicazione medica dei prodotti chimici); - sottoperiodo della chimica pneumatica (in cui si studiò particolarmente il comportamento dei gas); - sottoperiodo della teoria del flogisto (secondo la quale il calore è una sostanza ponderabile); - sottoperiodo del sistema antiflogistico di Lavoisier (famoso studioso che confutò la teoria precedente). 4. PERIODO DELLE LEGGI QUANTITATIVE (primi 60 anni del XIX sec.) Comprende il completamento delle leggi ponderali, lo sviluppo della teoria atomica di Dalton, la teoria atomico-molecolare di Avogadro, le ricerche per determinare i pesi atomici di Cannizzaro. 5. PERIODO MODERNO (dal 1860 circa fino ai giorni nostri) E' in questo periodo che si sviluppano la classificazione periodica degli elementi, lo nozione di valenza e la stereochimica. Si approfondiscono inoltre i metodi di indagine sulla costituzione dei corpi e la sintesi chimica di sostanze di ogni tipo, anche biologiche.

II) I CINQUE ELEMENTI di Sipex e Fr. Petrus
Un argomento assolutamente iniziale, in qualunque studio elementare di chimica, dovrebbe essere un esame delle antiche concezioni chimiche di sostanza. La più antica, risalente al periodo prealchimistico, è sicuramente quella inerente ai cinque elementi. A questo riguardo, occorrerà premettere che il termine elemento, così come usato dagli antichi, non ha nulla a che fare col concetto moderno, cosa che già la rilevante differenza del numero degli elementi dovrebbe far sospettare ad uno studioso, che non sia un "facilone". Del resto, grazie ad una miglior conoscenza della storia della chimica, nei testi di chimica odierni è piuttosto difficile trovare affermazioni grossolane, frequenti fino a qualche decennio fa, del tipo "gli antichi credevano all'esistenza di cinque elementi naturali, mentre oggi sappiamo che sono novantadue". I cinque elementi rappresentano piuttosto cinque aspetti della Sostanza (materiale e sottile): spazialità (etere), movimento (aria), radiazione (fuoco), coesione (acqua), inerzia (terra). Ciascun elemento ha aspetti materiali e sottili. L'etere ad es. è la spazialità fisica, ma anche il campo di coscienza. Nella trattazione dell'antica dottrina degli elementi, conviene senz'altro ragruppare, per affinità, la concezione occidentale dei cinque elementi con quella indù, pur rilevando le differenze che vi sono tra i due simbolismi. Notiamo di passata che è da respingersi l'affermazione guenoniana che gli antichi studiosi occidentali (in particolare quelli Greci), al contrario di quelli Indù, quasi non conoscessero l'etere o comunque gli dessero poca importanza. Vero è che l'etere, essendo generalmente considerato senza forma e senza limiti naturali (l'apeiron di Anassimandro), non aveva corrispondenti simboli grafici. Solo nell'ambito dei cinque "solidi platonici", o poliedri regolari, si pervenne ad identificare il dodecaedro con l'etere. Come è noto, all'aria si fece invece corrispondere l'ottaedro, al fuoco il tetraedro, all'acqua l'icosaedro e alla terra il cubo.

tutti e quattro i simboli precedenti costituiscono delle parti o aspetti di tale stella e perciò ne rappresentano delle "specializzazioni". Ci si ricordi. in Occidente al centro della medesima viene posto il primo elemento. mentre sui bracci il fuoco è opposto all'acqua e l'aria opposta alla terra. il "legno" è azzurro. Riguardo al simbolo della croce equilatera. a questo proposito. il fuoco è chiamato ugualmente nei due sistemi. Comparando gli elementi della tradizione indù con quelli della tradizione cinese. Bisogna riservare una trattazione particolare alla dottrina dei cinque elementi della tradizione cinese (metallo. che descrive. Il differente uso del termine "acqua" si deve al fatto che gli esseri umani conoscono due tipi di "acque": quella che cade giù dal cielo (acqua "superiore" e simbolicamente "originaria". accoppiando differenti figure piane ai colori : la terra ha per simbolo un quadrato giallo. proprio come i quattro elementi più grossolani possono essere considerati specializzazioni dell'etere. terra) per i loro nomi parzialmente diversi. fuoco. gli elementi che sembrano avere gli stessi nomi. l'etere degli Indù equivale all'acqua dei Cinesi. e perciò: la terra è chiamata ugualmente in entrambi i sistemi. invece: la terra ha per simbolo un triangolo isoscele tagliato con un segmento parallelo alla base e rivolto verso il basso. e simbolicamente "derivata". In India. considerata dal sistema cinese) e quella che scorre sulla terra (acqua "inferiore". In epoca più recente. l'aria un cerchio azzurro. sono rispettivamente due linee intere sovrapposte per il fuoco. In Cina. il fuoco un triangolo isoscele rivolto verso l'alto. ma rivolto verso l'alto. ma l'ultimo degli elementi: la terra. come simboli complessivi dei cinque elementi. il fuoco si oppone all'acqua ed il legno si oppone al metallo. l'aria un triangolo isoscele tagliato come quello della terra. Il simbolismo dei colori è in questo caso: la "terra" è gialla. con l'asse maggiore disposto verticalmente. acqua. nel codice binario dell'antico Libro dei Mutamenti (I Ching). non aveva un suo simbolo. è detta appunto "Corpo di Arcobaleno". Bisogna invece identificarli in base all'uguaglianza dei colori (1). il "fuoco" è rosso. I loro simboli. il "metallo" è bianco. occorre guardarsi dall'identificare. giacchè i colori simboleggiano gli elementi sottili (scr: tanmatra) dai quali quelli grossolani (scr: bhuta) provengono e nei quali si riassorbono quando l'asceta ha raggiunto la realizzazione suprema che. che sono gli stessi in tutta l'Asia. ha assunto talvolta tale funzione la stella a sei punte: infatti. l'etere. si può rilevare che entrambe usano. per quanto detto sopra. il problema dei simboli dei cinque elementi fu risolto. l'etere. (1) Questo procedimento è del tutto tradizionale. il momento in cui Dio separò le acque superiori dalle inferiori. l'aria degli Indù equivale al legno dei Cinesi. senza ulteriori considerazioni. in talune tradizioni dell'Asia. l'etere una ellisse nera. Dunque in Occidente il centro della croce (l'etere) è emanatore dei quattro elementi più grossolani disposti sui bracci. mentre in Cina il centro della croce (la terra) è il "coagulato" finale degli elementi più sottili disposti sui bracci. l'acqua un triangolo isoscele rivolto verso il basso. del libro della Genesi. al centro della croce si pone non il primo. Sui bracci. Nell'ambito del confronto tra la tradizione cinese e quella occidentale. considerata dal sistema Indù-Occidentale). una linea intera . la croce dai bracci uguali e la stella a cinque punte. l'acqua una mezzaluna bianca. tra le altre cose. però.I Solidi Platonici Nell'ambito delle figure piane. l' "acqua" è nera. l'acqua degli Indù equivale al metallo dei Cinesi. legno. il fuoco un triangolo rosso rivolto verso l'alto. due linee spezzate sovrapposte per l'acqua.

una linea spezzata sormontata da una intera per il metallo. Pentagramma degli Elementi III) I SETTE METALLI di Sipex Si è già parlato del simbolismo dei cinque "elementi". stagno e piombo ). Proprio come in Grecia non esisteva un simbolo grafico per l'etere posto al centro. Un altro simbolismo molto antico. qualcosa di dinamico: due linee intere che si stanno spezzando o due linee spezzate che si stanno unendo. è quello dei sette metalli maggiori (oro. ordine di alimento-esaurimento. come possibile simbolo per la terra. Nella figura sottostante è rappresentato l'ordine di evocazione (senso antiorario percorrendo le linee della stella) e bando (senso orario percorrendo le linee della stella). sia occidentale sia orientale. ordine di sottomissione-ribellione etc. ferro. Da altri il problema venne risolto ricorrendo ai trigrammi (combinazioni di tre linee). Per gli storici della chimica occidentale è consuetudine considerare l'Egitto come la terra dove si raccolsero le nozioni chimiche più vaste dell'antichità. I Cinque Elementi in Cina I cinque elementi possono essere disposti sulla stella a cinque punte in ordini assai svariati: ordine di emanazione-assorbimento. risalente anch'esso con ogni probabilità al periodo prealchimistico e usato dagli ermetisti ancor oggi. non esisteva un quinto simbolo per la terra posta al centro. argento. essendo solo quattro le combinazioni possibili con due linee. Alcuni maestri suggerivano. Prima di parlarne daremo però qualche riferimento al simbolismo egizio più antico e geroglifico. ogni tradizione ha le sue preferenze. che però sono otto e perciò ad alcuni elementi ne devono essere assegnati due. A riguardo. mercurio.sormontata da una spezzata per il legno. ciò si ritiene sia connesso con i bisogni pratici . ordine di evocazione-bando. ordine di sottigliezza-grossolanità. così anche in Cina. rame.

C. e i Romani lo impiegavano in cosmetica. infatti. che venivano indicati nell'ordine seguente: l'oro o Nub. il ferro o Men e infine il piombo o Taht. incluso quello romano. la pietra verde (smeraldo) o Mafek. nell'antichità. Dal punto di vista della "preziosità" dei metalli e dei minerali in genere. Essi conoscevano il processo di riduzione di minerali di ferro in forni a fusione. la pietra blu (zaffiro) o Chesbet. Il rame fu conosciuto fin dai tempi preistorici. Il ferro fu conosciuto in epoca posteriore a quella del bronzo e del rame. I principi e i gran signori se ne facevano fare delle corazze e delle bracciere. anche in quelle località l'argento. Il suo uso come amalgamante per altri metalli è attestato dal 500 a. I Greci antichi lo usavano come pigmento per dipingere. La metallurgia dell'oro degli Egiziani passò agli altri popoli. . e questo processo fu poi esportato ad altri popoli i quali lo fecero proprio e lo rielaborarono. veniva separato dal piombo. presente in natura o realizzata artificialmente. sia allo stato libero sia in leghe con lo stagno per ottenere il bronzo. l'elettro o Asem. Fu poi largamente usato dai Romani anche in lega con lo stagno. già nel quarto millennio avanti Cristo. piombo. otto prodotti minerali particolarmente preziosi. rame. secondo l'egittologo tedesco Karl Richard Lepsius (Metals in Egyptian Inscriptions. senza che ad essa si apportassero sostanziali modifiche. L'analisi di resti in siti archeologici in Asia minore e nelle isole del Mar Egeo indica che. argento e oro . molto diffusa nel Nuovo Regno. Questa popolazione sapeva estrarre. sfruttando le caratteristiche bassofondenti di quest'ultimo.e conoscevano il mercurio. La scoperta degli usi del piombo viene collocata dagli storici in un periodo posteriore a quello della scoperta del ferro. si suppone. Gli Egiziani lo utilizzavano per modellare utensili. 1860) gli Egiziani distinguevano.imposti dal superiore tenore di vita raggiunto dalle caste dominanti. il rame o Chomt. Ecco la maggior parte dei relativi simboli riportati da Lepsius: . il piombo venne utilizzato per la fabbricazione di monete e per la realizzazione di condutture di acque. oltre che in Egitto. stagno. Senza alcun dubbio gli Egiziani utilizzavano abitualmente sei di questi metalli . nelle loro iscrizioni. macinare e fondere i metalli per purificarli dalle impurità..ferro. ai Cinesi e agli Indù ed è stato rinvenuto in tombe egizie datate intorno al 1500 a. Il mercurio era già noto. Ma questo non fu il solo processo scoperto dagli Egiziani. che anche quello della tempra (mediante il quale si indurisce il ferro tramite un brusco raffreddamento) fosse loro già noto. Gli antichi egizi usavano anche l'elettro (con cui a volte ricoprivano gli obelischi) che è una lega di oro e argento.C. l'argento o Hat.

il simbolo originario del ferro era un simbolo solare posto a sinistra della croce elementare (solo successivamente la croce si sarebbe deformata in una punta. Al contrario. se prevale l'aria il rame (particolarmente vibratile. non è quello geroglifico. Luna. presenta tutti e tre i simboli di base (sole. al punto da rimanere quasi immutato sino ad oggi. Riguardo alla presenza o meno della "macula" centrale nel simbolo dell'Oro è difficile che tale elemento simbolico venisse usato o meno indifferentemente. E' invece da omettersi se si vuole indicare l'oro puro. Se poniamo sulla croce equilatera il fuoco a sinistra. Chiave simbolica dei Sette Pianeti . rame. nel corso dei secoli successivi. luna e croce) anche per la sua affinità (forma facilmente amalgame) con tutti gli altri sei metalli. Mercurio. in varie proporzioni. se prevale l'acqua lo stagno (facilmente fusibile). l'acqua a destra e la terra in basso. La macula indica la presenza di impurezze e perciò è obbligatoria nei simboli compositi (ferro. ciascun metallo sarà indicato legando al braccio elementare corrispondente il simbolo del sole o della luna. ma quello successivo nato verosimilmente in epoca greco-alessandrina . gli elementi sono "squilibrati". il metallo è tanto più puro quanto è maggiore la proporzione dell'etere: Abbiamo tre possibilità generali: l'etere è prevalente rispetto agli altri elementi (oro) o in ugual proporzione (mercurio) o in minor quantità rispetto ad essi (argento). Venere. secondo criteri di corrispondenza macro-microcosmici. Il mercurio che è il più "equilibrato" dei sette metalli. Marte. a seconda della loro "affinità" maggiore (tendenza a formare leghe) con l'oro (ferro e rame) o con l'argento (stagno e piombo). quello dello stagno una luna posta a destra della croce elementare ed infine quello del piombo una luna sottostante la croce elementare. essendo tutte le sostanze concepite come combinazioni. Assumeremo come ipotesi che il simbolismo dei metalli sia derivato da quello dei cinque elementi: infatti. uno dei sette corpi celesti "erranti" maggiori (rispettivamente: Sole.Ma il simbolismo dei sette metalli che si è imposto. con uno degli inferiori nettamente prevalente: se prevale il fuoco abbiamo il ferro (al fuoco resistente e forgiabile) . Saturno). mercurio). se prevale la terra il piombo (di elevato peso specifico. come dimostrano gong e campane). A ciascun metallo venne associato. Secondo questa ipotesi. nei metalli più impuri. quello del rame un simbolo solare sormontante la croce degli elementi. Giove. "pesante"). come talvolta fanno gli studiosi odierni. anche se meno "puro" rispetto all'oro. Diremo "puri" i metalli nei quali i quattro elementi inferiori sono equilibrati. In tal caso. dei suddetti elementi. ad indicare figurativamente nel ferro il metallo più idoneo a forgiare armi). Di conseguenza quei metalli e quei corpi celesti furono rappresentati con gli stessi simboli. l'aria in alto. non potrebbe essere altrimenti.

a mettersi in cammino. attraverso la simbolica pietra di occlusione spiritualizzata dal verbo (significato ad es. porte. (4) Come si può superare una porta se è murata? Se non con un corpo non impedito dalla materia (quello sottile per intenderci)? (5) L'immagine in cui il defunto prende possesso dell'offerta rituale. Costituiva il punto di comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti.di Giovanni . Una porta chiusa può evocare. era posta sul lato orientale della mastaba. scolpita nella roccia o sulla stele (per esempio la pseudoporta sul petto della sfinge di Gizeh). (3) Dal 1423 i giubilei sono segnati dall'apertura di una porta santa. i vostri frontali. attraverso la quale il ka poteva entrare o uscire e davanti alla quale venivano depositate le offerte. un luogo (fisico o non) di confine. di delimitazione. insieme agli altri temi come i momenti dei funerali o i portatori di offerte è presente nelle mastabe del Regno Antico ed è spesso collocata sull'architrave della falsa-porta o edicola contenente la statua con funzione sostitutiva del defunto stesso. attesa. due stati. "qualcosa" per i credenti si apre e li invita a passare.e troverà pascoli" Ev. Una porta aperta simboleggia accoglienza. N. per ciò stesso. "fuori" portata.Chi per me passerà sarà salvo. Esprime anche libertà di movimento. di cambiare.d.U. rifiuto di un incontro. poichè nei prototipi appariva semplicemente il segno della porta occlusa. (2) La falsa-porta. cioè pseudoporte scolpite sul vivo masso.9 Eccoci a parlare della Porta Magica o Porta Coelestis del Marchese di Palombara (1614-1685?). possibilità di passare in un altro luogo. fiducia. sul trapasso cioè dalla vita immateriale alla vita materiale.: (1) Ogni porta è un luogo di passaggio. alzatevi.IV) La Porta Introduzione di LEO YOUNG "Io Sono la Porta(1). il cui significato verteva sul mistero della Pietra-Verbo. All'inizio di un Anno Santo. . ed entrerà e uscirà. La sua strutttura ci richiama le cosidette false-porte(2) delle mastabe egizie predinastiche e protodinastiche. la presenza dì un mistero. oppure su betilici steli. 10).X . porta dipinta o incisa. dalla loro realtà di peccato alla realtà della grazia dì Dio. ma può anche essere il sigillo materiale. passare da un mondo a un altro. nei confronti di un pericolo che rimane. L'effige del defunto(5) in atto di affacciarsi od uscire dalle false porte ce ne offre la prova. Possono entrare. Se la porta invece è chiusa può indicare separazione. a non fermarsi sulla soglia. dà inizio al giubileo. aprendo la porta santa. «Sollevate.19): è il grido di desiderio che per bocca del salmista si eleva da tutta la Chiesa e viene simbolicamente esaudito. ed entri il re della gloria» (Sal 24. porte antiche. esprimente l'effetto di un rito di protezione magica. «Dio apre le porte del cielo e colma dì benedizioni la terra» (Mal 3. infine. due realtà.7). facoltà di entrare ed uscire. «Apritemi le porte della giustizia: voglio entrarvi e rendere grazie al Signore» (Sal 118. quando il papa. da una situazione ad un altra. di separazione fra due mondi. della Porta Santa giubilare di San Pietro(3)) o viceversa(4).

ben più antiche della Porta Ermetica.U. La Porta Magica in Piazza Vittorio. tra due grotteschi gorgonici mostri(6).Falsa-porta di Nikaura. accanto al Ninfeo di Alessandro Severo . Il Cairo. (dal quale provengono i cosidetti Trofei di Mario. d. Museo Egizio La Porta Magica consta di tre stipiti (trilito) ed una soglia.C. oggi sulla balaustra capitolina). da Saqqara. N. 2460 a.: (6) Si tratta verosimilmente di due statue.d. raffiguranti il dio egizio Bes. circa .C. incassati nei pressi di un ninfeo (fontana monumentale) del III sec.

: (7) Che. V) I Simboli della Porta di Ea I) Il Rosone Il medaglione oggi rimastoci era circondato da un motivo ornamentale andato perduto [N. poi alle piante e a tutte le altre cose. i pomi d'Oro rapiti da Ercole erano le chiavi alfabetiche delle prime parole sacre adamitiche. Una facoltà che venne condivisa con Adamo. La divinità possedeva in esclusiva il potere di "nominare" ed in virtù di questo veniva dato significato alle cose e un destino alle creature. cominciando dal Rosone in alto. che era il meraviglioso segreto dell'Hortus cioè del Tempio. alchimista. (8) Un mito massonico afferma che la massoneria ebbe inizio nel giardino di Eden e che Adamo sia stato il "Primo Massone". Rintracciata questa. N. probabilmente.U. a cui fu consentito di “dare” un nome prima di tutto agli animali.d. il negromante(7) si sarebbe trattenuto in misteriose operazioni nel laboratorio alchemico del Marchese.La leggenda ricca di significati esoterici racconta che al Marchese di Palombara. era l'alchimista Francesco Giuseppe Borri. GIASONE NON AVREBBE GUSTATE LE DELIZIE DELLA COLCHIDE. luogo in cui si trova l'attuale comune di Nemi che consiglio agli studiosi di visitare). SENZA ERCOLE. Siamo dunque sullo stesso tema del Ramo d'Oro. ecclissandosi poco dopo non senza lasciare un buon mucchietto d'oro puro e la formula cabalistica per ottenerlo: formula che sarebbe proprio quella incisa sugli stipiti della porta. Ma per noi. donde la specifica indicazione che le Esperidi. del Legno Lucente. Ogni cosa ha perciò un "nome primordiale". Soffermiamoci ad es. E' molto simile al simbolo posto sul frontespizio dell'opera "Aureum Saeculum Redivivum" del rosacrociano Hinricus Madathanus. come risulta dal famoso rilievo di Villa Albani (Anzio) con la chiave del PHI (numero aureo) adombrata nelle spire del serpente(8). Aureum Saeculum Redivivum 1621 Aureum Saeculum Redivivum 1625 . che qui aveva una sua villa. direttamente datole da Adamo. soprattutto alla versione del simbolo usata nell'edizione del 1625. conservano il Fuoco Celeste. sulla quarta iscrizione: IL DRAGO CUSTODISCE L'INGRESSO DELL'ORTO MAGICO DELLE ESPERIDI E.] EA: Esaminiamo i simboli della Porta Ermetica. (Nell'orto delle Esperidi era quindi simboleggiato il Tempio ove le Vestali conservavano il fuoco sacro. e ogni nome è a sua volta un numero. conservando i Pomi d'oro.U. si presentasse un oscuro personaggio per cercare fra le erbe del luogo una certa pianticella (l'erba Moly?) capace di trasformare le pietre in oro.d.

a formare una stella esagonale. Ermeticamente si tratta del principio Sale. il triangolo con il vertice in alto sta per il fuoco celeste. In altri termini il Sale contiene Zolfo e Mercurio in forma non più libera. Trinus et Unus nella teologia cristiana è Dio. rispetto a tutte quelle potenzialità attualmente non in atto (il non manifesto). l'Hidrargirium o Mercurio. L'incrocio dei due triangoli. il principio Mercurio. perchè tutto ciò che attualmente esiste (il manifesto) è un bruscolino insignificante. cioè il principio Zolfo ( in greco theion significa 'zolfo'. All'interno del cerchio. ad indicare una maggiore interiorità del principio Zolfo. Deus et Homo nella teologia cristiana è Gesù. Ermeticamente è la parte sovrannaturale dell'uomo. all'esame del rosone della Porta Ermetica. Nel Rosone. ma individuata. Esso proviene dall'azione del principio maschile Zolfo sul principio femminile Mercurio.Porta Ermetica di Roma 1680 Limitamoci. indica la loro unione. il triangolo dello Zolfo è (come spessore) posto sotto a quello del Mercurio. Nel cerchio esterno c'è l'iscrizione: Tria sunt Mirabilia Deus et Homo Mater et Virgo Trinus et Unus. E' "madre" di tutte le cose create (cioè della Natura Naturata) e tuttavia "vergine". ma anche 'divino'). Mater et Virgo nella teologia cristiana è Maria. Ermeticamente è la Natura Naturante. . lo Zolfo. il triangolo con il vertice in basso indica l'acqua d'argento. almeno per il momento. Il Sale (qui da intendersi come Solfuro di Mercurio o Cinabro) è trino perchè è costituito dagli altri due principi e dal legame tra essi.

invece. qualcuno mi ha chiesto il significato delle misteriose lettere B e S. una notte si produsse il fenomeno meraviglioso. Perciò non senza ragione i nostri Antichi Fratres affermavano che la Grande Opera era Fissare il Volatile. l'azione solvente dell' "Acqua Forte" sia semplice (o prima. tale elemento chimico fu a lungo confuso con altri metalli quali lo Stagno e il Piombo(3) (e forse anche con l'Antimonio) e riconosciuto come nuovo elemento solo nel 1753 da Claud J. Vi è un solo luogo dove esso può essere fissato ed è il Centro. nel centro di me che era il centro di tutto. E' anche noto che i quattro elementi derivati dall'etere o quintessenza. Tale "triangolo della terra" è anche detto "triangolo del centro". Sui Simboli B & S EA: Dopo la pubblicazione della I edizione del presente Quaderno. fu il senso centrale e travolgente della realtà assoluta spirituale e immortale. Dalton. il simbolo S (dal latino Sulphur) è stato adottato solo in epoca moderna. un "sale completamente solubile". quest'espressione è diventata assai importante. ma mancanti nell'analogo simbolo del rosone della Porta Ermetica di Roma. Del resto. attesa. Di quale centro si tratti è indicato da un disco solare con un punto centrale (come vedremo simbolo dell'Ego). sfolgorante e sfavillante. il che conduce come ad un corto circuito che supera la soluzione di continuità". Dice infatti Cesare della Riviera (Mondo Magico degli Heroi.rispetto al principio Mercurio. intendono rispettivamente l'aspetto interiore (globalmente considerato) e quello fisico dell'individuo. Geoffroy.. l'adepto giunto a piena realizzazione diventa. il centro esatto: Centrum in trigono centri". Gli alchimisti indicavano. Ora. ad es.D. simboleggia allora il corpo fisico. in qualche sito Internet. Del sale inteso. In sintesi. Anche per quanto riguarda lo Zolfo. cioè acido nitrico). Il Bismuto ha attualmente simbolo 'Bi'(1). Come spiegheremo meglio in seguito. cioè di individuo vivente. vol II) si trova scritto:"Fui indotto a questo: a raccogliere tutte le mie forze per mantenere fermo. Mi è stato anche riferito che. la terra. vi è un'altra epigrafe: "Centrum in Trigono Centri" [Il Centro nel Triangolo del Centro]. Qual è la sua importanza? Dopo Madathanus. dentro il corpo fisico giacente. Ne "La Visione del Mercurio Universale" di Frater S.R. nel senso ristretto di "forze vitali" si dirà altrove. prudenza. il capovolgimento indescrivibile: fu la visione solare. con altra terminologia. Come "ancorare" il volatile mercurio al centro del corpo fisico? Ne "Il doppio e la coscienza solare" (Introduzione alla Magia. Il cerchio sormontato dalla croce qui è simbolo del Sale. Nel cerchio del simbolo del Sale. Rimane da aggiungere che quando gli alchimisti parlano rispettivamente di "sale solubile" e "sale insolubile". termine da intendersi nel suo significato più ampio possibile. formarsi. per tutte le organizzazioni collegate in qualche modo ai Rosacroce. cioè acqua regia). la S (da Sol) . E in nota si aggiunge:"Nella tecnica messa istintivamente in opera da chi scrive per fissare il volatile. per lo più. ma John Dalton (1766-1844) agli inizi dell'Ottocento lo indicava con una B all'interno di un cerchio. anche nel suo aspetto fisico. ossia che la Terra è il vaso e il fondamento di tutti gli elementi. sia composta (o seconda. che sommergeva le cose cosiddette reali nel rapporto di riflessi di ombre traslucide". nonostante che il termine latino Bisemutum o Bisematum risalga al 1400(2). sono utizzati dagli alchimisti anche (ma non solo) come simboli alternativi dei quattro "corpi" dell'uomo e che l'elemento più grossolano. invece. l'altro essere che sentivo emergere. Alla fine. L'uso delle lettere per indicare gli elementi è in genere recente. l'espressione Centrum in trigono centri indica il centro del corpo fisico. usava la S collocata all'interno di un cerchio per indicare l'Argento (Silver in inglese). La B (da Balneum) indicava. liberarsi. gli elementi con dei simboli figurativi. rinunce. è assai noto che un triangolo rivolto verso il basso e tagliato da una linea orizzontale è sinonimo dell'elemento "terra". si tratta di far sì che il cuore (il centro) dell'uomo interiore coincida col "cuore" del'uomo esteriore. Usavano le lettere per indicare strumenti ed operazioni chimiche. Allora noi vedremo chiaramente che essa Terra è il dianzi descritto Centro o punto. che si trovano nel simbolo posto sul frontespizio dell'opera "Aureum Saeculum Redivivum" di Hinricus Madathanus. Il punto è disposto esattamente all'intersezione del triangolo rivolto verso il basso con il segmento alla base del triangolo rivolto verso l'alto. Tentativi su tentativi. quali simboli indicanti rispettivamente il Bismuto e lo Zolfo. Tuttavia non vi è traccia di un tale uso anteriormente a Dalton e le edizioni dell' "Aureum Saeculum Redivivum" sono del 1621 e del 1625. della Golden Dawn si legge: "Tuttavia in Mercurio tu devi ricercare tutte le cose. origine del Mondo naturale". senza alcuna spiegazione. le due lettere vengono considerate. I/VII): "Ricordiamoci inoltre quel che si disse al principio. considerato nella sua totalità.M. Perciò l'identificazione delle due lettere del simbolo di Madathanus con il Bismuto e lo Zolfo è priva di reale fondamento.

vi è anche un riferimento ad una variante del metodo. Su tale metodo si soffermano varie monografie di Introduzione alla Magia.indicava invece l'intenso "Fuoco di terzo grado". Nel simbolo della Porta Ermetica. L'epigrafe che accompagna il simbolo recita: "Quando in tua domo nigri corvi parturient albas columbas tunc vocaberis sapiens" [Quando nella tua casa i neri corvi partoriranno bianche colombe allora sarai chiamato sapiente]. Segue un avvertimento: "Horti magici ingressum hesperius custodit draco et sine Alcide colchicas delicias non gustasset Iason" [Il drago delle Esperidi custodisce l’ingresso del magico giardino e senza Alcide (Ercole). Si veda. (4) Si confronti con il Dizionario di Alchimia di Gino Testi. usando le sue parole. che questa lunula indica l'azione del "sale volatile" (prana) sugli elementi. scritta in ebraico. nello stesso tempo. elemento scoperto nel 1808. In nota al saggio di Luce. II) Parte centrale dell'Architrave EA: Sotto il rosone. perchè estratto (gemutet) nei prati (in den Wiesen) in Sassonia nella località di S. in particolare. adatto alla calcinazione della pietra (4). Heinrich Khunrath nell'Amphitheatrum sapientiae aeternae dice:"Quid est Lapis Philosophorum? Lapis Philosophrum est ruah elohim Ruach Elohim. sull’architrave. Eracle uccise il drago che custodiva l'albero delle mele d'oro. Si tratta dunque della forza creatrice degli Elohim (Zolfo) che si accinge ad operare sulla natura ancora indifferenziata (Natura Naturante. 1. che sormonta una luna. (1) La B da sola è usata oggi quale simbolo del Boro. Si tratta dunque di un processo interiore ("nella tua casa") che conduce alla conoscenza ("sarai chiamato sapiente"). che è un commento del testo dello Steiner. dall'esame del simbolo del VITRIOLVM. posto nel giardino delle Esperidi. nelle sue opere (vedi in particolare "Tecniche della Concentrazione Interiore") ha indicato. non si tratta di . l'azione del "sale volatile" sul piombo. come già sappiamo. al di sopra dello stipite sinistro della Porta Ermetica. Massimo Scaligero. riduttiva. Si veda anche Giovanni Colazza "Dell'Iniziazione". nel primo volume: 1) Luce: Opus Magicum: Il Fuoco. simboleggiata dal sale volatile. (qui incubabat aquis. In esso. Mercurio Universale). (3) Era infatti anche detto "Bastardo dello Stagno" e "Piombo leggero" o "Piombo Scadente". come più opportuno per chi possiede la costituzione animica oggi più frequente. Tale identificazione è corretta ma. (2) Era ben noto a Paracelso (1493 . Ma bisogna tener conto che l'autore ha scelto. Il simbolo di Saturno. Apprenderemo. vi è però una seconda luna. sopra il braccio sinistro della croce.Steiner nel libro "L'Iniziazione". Giasone non avrebbe assaporato le delizie della Colchide]. è costituito da una croce degli elementi. Giasone uccise il drago che custodiva il vello d'oro nella Colchide. ne consegue che il simbolo complessivo B & S è del tutto equivalente al ben noto motto alchimico "Solve et Coagula". un metodo che è sostanzialmente quello consigliato da Abraxa. Giorgio. Gen. Dunque non si tratta semplicemente di un simbolo indicante Saturno o il Piombo. funzione organica semivolontaria. alle voci 'B' ed 'S'. che è in stretta relazione con la forza vitale. III) Parte sinistra dell'Architrave e parte alta dello Stipite Sinistro EA: E veniamo al simbolo che si trova in alto. Roma 1980. riportata in un antico codice dell'abate Xerocarca del convento del Monte Athos. Genesi 1)]". Tutti gli studiosi sanno che i corvi neri partorienti le bianche colombe simboleggiano il transito dall' "opera al nero" all' "opera al bianco".1541) che lo riteneva una latinizzazione del tedesco Wissmut. 2) Abraxa: Istruzione per la Conoscenza del Respiro. giacchè indica piuttosto l'azione del "sale volatile" sul piombo. Della distinzione tra il primo o piccolo "Guardiano della Soglia" e il secondo o grande "Guardiano della Soglia" ha parlato R. c'è l'epigrafe: "Ruah Elohim" [spirito divino]. Tale simbolo è comunemente identificato con quello di Saturno e perciò del Piombo. abbastanza più piccola della precedente. come mezzo per tale transito.) [Che cos'è la Pietra dei Filosofi? La Pietra dei Filosofi è ruah elohim lo Spirito Divino (che aleggia sulle acque. 3) Arom: Prime Esperienze. Poichè l'Acqua Forte ha energica funzione solvente e il Fuoco di terzo grado intensa azione coagulante. cioè l'azione del respiro.

) e. una sfera o un cerchio con evidenziato il diametro orizzontale indica la forza vitale opposta alla precedente. in tutto il corpo. pur esatta.] . che lo rende fecondo e vivificante". il tau del cerchio e la croce dell'orbita non giovano ai ciechi. Scaligero ha anche fornito indicazioni sul concetto di "Arcangelo dell'Aria". comunemente identificato con quello di Giove. che coordina. Si tratta dunque di portar oltre quella pratica. indica la forza vitale per eccellenza (la più dinamica) cioè il sale volatile (scr: prana). Si è già visto che l'azione delle forze vitali può stimolarsi ermeticamente mediante le pratiche respiratorie. ma piuttosto di giungere al respiro muovendo dallo Spirito. è incompleta. ber brevità. senza distorsioni egoiche. Essa. che è solo accennato nella monografia di Abraxa. da un simbolo. si ottiene il simbolo del verderame. Come abbiamo già detto per il precedente simbolo. simbolo del vetriolo (termine con il quale si indicava di solito un solfato) nel suo aspetto di forza vitale attivatrice del sistema nervoso e di tutti gli organi e recettori sensoriali (scr: udana). IV) Parte destra dell'Architrave e parte alta dello Stipite Destro EA: Sullo stipite destro in alto della Porta Ermetica si trova l'epigrafe: "Diameter spherae thau circuli crux orbis non orbis prosunt" [Il diametro della sfera. ha invece due lune: una piccola disposta sul braccio di sinistra e una più grande "rettificata". Infatti. con evidenziato il diametro verticale. Scrive Massimo Scaligero (in Tecniche della Concentrazione Interiore): "Egli stesso [l'operatore] in base a tale percezione sottile dell'aria. Come esempio di sale volatile (ma ne facevano anche altri più pertinenti). Infine. ci rimanda ai simboli delle cinque principali forze vitali. Al contrario. Scrive ad es. cioè stilizzata con tratti rettilinei e congiunta al braccio di destra a mo' di freccia.giungere allo Spirito muovendo dal respiro. il diverso focus attenzionale della mente mettono in atto tali forze con differenti modalità. Se al diametro orizzontale si aggiunge un (solo) braccio verticale si ottiene un tau inscritto in un cerchio (diversamente disposto rispetto al precedente). tale identificazione. una sfera o un cerchio. . cioè il carbonato di potassio. Il simbolo della Porta Ermetica. nel suo atto di percepire le cose così come sono. cioè di quella forza vitale (il verde è un simbolo delle forze vegetative). Anton Josef Kirchweger ne "La catena aurea di Omero": "Che vi sia salnitro e sale nell'aria è evidente dal lampo. che indica il "sale di miniera" (anima minerale). oltre a indicarci l'impossibilità della pratica per chi è incapace di osservare le cose così come sono (i "ciechi"). può intuire il ritmo che deve imprimere al respiro e per quanti minuti". Essa dice: "Qui scit comburere aqua et lavare igne facit de terra coelum et de coelo terram pretiosam" [Chi sa bruciare con l'acqua e lavare con il fuoco. Nelle Oeuvres Posthumes. Come per il simbolo precedente la lunula sulla sinistra indica l'azione del "sale volatile" (spesso usato. espiro. le altre precedentemente viste e presiede alla circolazione del sangue e della linfa e al movimento di tutti i muscoli (scr: vyana). di solito sul braccio di sinistra. se si iscrive una croce (azoth) in un cerchio. pausa. In alchimia. fa della terra un cielo e del cielo una terra preziosa]. che stiamo considerando. Analizzando il simbolo dell'Ermete. che presiede ai processi di espulsione. nonchè il diverso prevalere dei muscoli coinvolti (pettorali. gli alchimisti indicavano di solito quello che si otteneva dal "Tartaro di vino" (residuo dei barili di vino) : il sal di tartaro fisso. Come? Ci viene in soccorso l'epigrafe. cioè la forza vitale che attiva e controlla il sistema digerente (scr: samana). pausa). sormontata. non ultimo. il modo di respirare è interconnesso con l'agire delle cinque forze vitali e la diversa intensità e durata delle fasi della respirazione (inspiro. V) Parte Media dello Stipite Sinistro EA: E veniamo all'epigrafe che si trova nella parte centrale dello stipite sinistro. Come esempio di sale fisso. addominali etc. il sale fisso (scr: apana). gli alchimisti citavano di solito il salnitro. percepiti senza distorsioni dall'intelletto ricettivo. che presiede ai processi di assorbimento dell'organismo. dal tuono e dalla grandine". sulla parte destra dell'architrave. vedremo che la luna rettificata indica l'intelletto ricettivo. Se al diametro verticale si aggiunge un (solo) braccio orizzontale si ottiene un tau inscritto nel cerchio. Si riteneva infatti che si trovasse anche nell'aria. Grimaldy così descrive simbolicamente l'attivazione del respiro da parte del salnitro. concepito come forza vitale: "Il sal Nitro è [come] un magnete che attira senza posa un sale simile dall’aria. Infatti il simbolo di Giove ha normalmente una sola luna disposta sull'asse orizzontale della croce. In sintesi abbiamo: un'azione delle forze vitali e i loro effetti sugli elementi. come simbolo sintetico di tutte e cinque le forze vitali) sugli elementi.

una sensazione di fuoco e di calore. nel senso che. le quali da Platone sono chiamati fuochi eterni. sulla cui tecnica interiore accenneremo parlando del simbolo di Venere). che sormonta la croce degli elementi. bevendo un vero brandy. cioè il sole che gravita attorno alla materialità della terra. diventiamo consapevoli delle . ma non "bruciante" di fuoco. VI) Parte Media dello Stipite Destro EA: Proseguendo ad analizzare i simboli della Porta Ermetica. Glauber.. Cesare della Riviera dice:"Il geroglifo dell'Ariete consta di due semicerchi connessi in un comun punto. Occorre tener presente che. mentre nel primo un tal punto visibile manca. con le sue penne tramuterai le acque dei torrenti in pietra]. degli animali e dei minerali. fatto dello spirito di vino distillato. che abbia la struttura interiore tipica dell'uomo occidentale moderno. Riguardo al fuoco che lava. detto Firmamento. pur rassomigliando all'acqua come consistenza fisica. è per mezzo degli elementi sottili che l'ego può controllare gli elementi grossolani. similmente al vino bruciato. Ci limitiamo a tre esempi: I) Se utilizzando il "separando di controllo". chimicamente. soffermiamoci su un simbolo assai noto..L'epigrafe accompagna il simbolo di marte. E' ben noto il termine "aguardiente" (acqua che brucia) . Nel V cap. che è rappresentato con la freccia perfettamente perpendicolare al cerchio solare e perciò non obliqua come nelle rappresentazioni più frequenti. un elixir "esterno" (talvolta lo stesso alcool) viene utilizzato per propiziare quello "interno". Dunque l'ariete situato in alto e "rettificato" indica la nuova e corretta posizione di tale sommo principio nella compagine umana. non possiede la qualità di "bruciare". sono per gli alchimisti il simbolo dei colori sottili e dei corrispondenti elementi. si deve avere una sensazione netta. cioè cielo delle Stelle Fisse. rendendoli degni perciò di entrare nel loro cielo".. acqua che brucia e fuoco che lava sono perciò solo due intensità diverse dell'elixir di vita. un'acqua ardente è un distillato alcoolico più energico di una "flamma non urens" (brandy). Da un punto di vista simbolico. il fuoco di pulizia dei filosofi. dice:" Io intendo in questo libro trattare de. L'iscrizione che accompagna il simbolo dice: "Si feceris volare terram super caput tuum eius pennis aquas torrentium convertes in petram" [Se avrai fatto volare la terra al di sopra della tua testa. Infatti nel centro del secondo è posto un punto che geroglificamente significa la Terra. esattamente come l'acqua che brucia. il cerchio con un punto al centro. che significa "vino bruciato". per indicarci il dominio e il corso del Sole intorno a detta Terra. nel De Purgatorio Philosophorum. L'acqua che brucia è simbolo dell'elixir di vita. Il cerchio senza il punto centrale è invece l'intelletto attivo. ci troviamo in uno stato fluidico (acque dei torrenti) ove siamo liberi di scegliere consapevolmente e volontariamente una nuova struttura (pietra). allo stesso modo che il carattere mistico dell'Ariete è segno della triplicità ignea". in generale. il Rame. è l'ego. E' negli elementi sottili che si riassorbono sempre i grossolani. Gli alchimisti erano a conoscenza delle sostanze alcooliche. Le penne variopinte degli uccelli. In certe scuole. come le frecce dirette orizzontalmente sono lune rettificate. Come si può notare. dato tutt'oggi ad un distillato del succo della canna da zucchero. Ciò è chiaramente indicato dal simbolo marziale della Porta Ermetica: in basso è disceso il principio dell'ego (disco solare). In altri termini. A ragione si dice che. C'è solo una lieve differenza di . cioè motore immobile nell'uomo. la scuola dello Steiner si è pronunciata sfavorovolmente all'uso dell'alcool per un praticante. Il simbolo è formato da un disco solare.intensità. cioè la presenza mentale. E' un punto sul quale si ritornerà più ampiamente in futuro. che si trova nella zona centrale dello stipite destro. Ermeticamente indica perciò il dominio dell'ego sugli elementi stessi. gli intenditori sanno che. Si dice che la parola brandy venga da una espressione olandese.. Esso non è meno misterioso degli altri. che. E' un simbolo comunemente usato per indicare il pianeta Venere e. tuttavia danno. Esso è lo stadio intermedio che conduce alla pietra filosofale. con il quale essi purificano le anime dei vegetali. ma differente da quello del Sole. Il principio enunciato è applicabile a tutti i campi. mentre in alto si trova la stessa freccia che vedremo in cima al simbolo del VITRIOLVM. onde verrà ad essere simbolo dell'ottavo Cielo. In altri termini. per poter poi essere nuovamente e volontariamente ricoagulati. de "Il Mondo Magico degli Heroi". Invece. in particolare quelle del pavone. Si tratta di un equivalente del notissimo motto ermetico: "Solve et coagula". "stella fissa". così le frecce dirette verticalmente non sono altro che il simbolo dell'ariete rettificato. anche il fuoco che lava è chimicamente un distillato alcoolico. Infatti. se ingerite. inquantochè chiudendo e congiungendo magicamente l'un semicerchio all'altro si forma un circolo intero. Ogni qualvolta liberiamo ("facciamo volare") una parte della nostra struttura umana (la "terra") dall'abitudine o dalla "legge" che la vincola . Questa si ottiene sempre in base al ben noto principio del Solve (far dellla terra un cielo) et Coagula (far del cielo una pietra preziosa). come metallo.

Ci viene in aiuto un'opera alchimica. Ma Cristo stesso. ed eccolo uno sferico tronco su cui Fortuna volteggia. ne sia invece separata e. oppure dal punto di vista di Cristo. emotive o di pensiero. visibile con gli occhi fisici anche dagli altri esseri.10). Tale ornamento non è però del tutto abbandonato.Ora. se necessario. Un dettaglio curioso: una frase piuttosto insignificante che avevo letto in un libro di alchimia. sicchè Giove equo e buono desidera esaltarla ad onor più eccelso.e aggiunge (par. II) L' "eterizzazione" del sangue. scorsi "l'altro" . Una parziale traduzione da parte di Tikaipos si trova nel primo volume di Introduzione alla Magia.Il Mercurio metallico è mattutino e vespertino Lucifero. In certi ambienti teologici del cristianesimo primitivo. si pose il problema se il corpo del Cristo risorto fosse uguale a quello degli altri uomini oppure no. agendo in senso contrario.Ma ad un tratto. dava le stesse sensazioni di un qualunque altro corpo umano. collegata graficamente mediante un segmento rettilineo. Su un consimile procedimento si basa l'elixir interiore degli alchimisti. senza però che me ne fosse rimasto un ricordo definito. apparirà Diana senza veste]. par. senza alcun motivo. Ho ragione di pensare che questa apparizione doveva già essere accaduta altre volte. spogliato dell'ornamento del capo. come avviene per gli altri uomini. che felinamente sgusciava fuor dal mio corpo. di Introduzione alla Magia. La luna separata dal resto del simbolo mercuriale (cioè dal simbolo di Venere) è Diana senza le vesti. sollevando il proprio cappello per salutare. perchè. il mattino che ricordai l'apparizione di cui ho detto. non lo percepiva. mi balenò un senso. III) Al culmine della realizzazione ermetica. Infatti. la "soluzione" dell'intero corpo grossolano. Tu strappa a Mercurio le corna. ci "sciogliamo" da esse e diventiamo in grado di sostituirle con comportamenti volontari e consapevoli. bensì come docile strumento: riprova di ciò l'ascensione con il corpo ai cieli. che riporta sette simboli praticamente identici a quelli degli stipiti e del gradino della porta. Dunque il simbolo da noi considerato si riferisce all'atto di spogliare Mercurio "dell'ornamento del capo". sperimentabile generalmente nel cuore.nostre abitudini motorie. si trova scritto: . tangente al cerchio solare (o addirittura intersecantesi ad esso). mentre io subito piombavo nella plumbea incoscienza del sonno. cap. proprio come quando. a seconda che ci si ponga dal punto di vista degli altri uomini. permette. occorre spiegare come mai la luna posta. nella sensazione sgomentante di un istante. Essendo i punti di vista entrambi possibili e corretti. che aveva avuto il potere di far risuscitare quel corpo. In altri termini. la risposta è diversa. Assumendo per autentiche le scritture evangeliche. che accompagna un simbolo che tutti gli studiosi identificano con quello di Mercurio. dedicato all' Ars Dormiendi. di influenzare il sangue stesso tramite la luce sottile. eseguita a suo tempo da Tikaipos. IV delle sue "Figure . Dice De Monte-Snyder (opera cit. sinchè il rude ed indigesto alimento prorompa in alto al di fuori di sé. La traduzione completa. si trova l'epigrafe: "Azot et ignis dealbando Latonam veniet sine veste Diana"[Se Azot e Fuoco sbiancano Latona. cioè. cioè la sua trasformazione in luce sottile. un nuovo corpo. è stata pubblicata nel 1974 dalle edizioni Archè.18. sono vere entrambe le affermazioni. Si tratta della Commentatio De Pharmaco Cattolico (1665). si continua a tenerlo unito al corpo con la mano.. come abbiamo detto. le ali ed eccolo così [diventato] una certa Venere. con il titolo De Pharmaco Catholico. così si esprime Nicolas Flamel nel cap. 9): -E Mercurio non è altro che una certa vera Venere portante lunar corona e avente in sé solar solfo. ma sottratto alle leggi materiali cui soggiacciono questi ultimi.-. Nel II vol.. Nella descrizione delle relative esperienze. un'opera di Johannes De Monte-Snyder. Inverti allora codesta e ne hai un certo solfo efficace. non vi è tra le due risposte contraddizione. come una idea fissa: "Beati gli Atteoni che giungono a vedere la Diana tutta nuda". il corpo di Cristo. è Latona sbiancata. vi è una monografia intitolata "Esperienze: Il Doppio e la Coscienza Solare". un segmento continua graficamente a tenerlo unito. Anche in questo caso l'identificazione del simbolo è vera. percepito dagli altri uomini. Riguardo all'uso dell'Azoth e del Fuoco per la sbiancatura. permette all'adepto di "ricoagulare". Da un punto di vista ermetico. bruciagli. che si può riassumere in due parole: "Ho capito"-.. abitualmente. pur tuttavia. quale "prigione dell'anima". con il titolo Commentario sul Farmaco Universale. ad un tratto si presentò nella mia memoria e cominciò a tornare e ritornare con insistenza. ma riduttiva. VII) Parte Bassa dello Stipite Sinistro EA: Sulla parte bassa dello stipite sinistro della Porta Ermetica di Roma.

trattandosi di "attività non agente" (motore immobile nell'uomo). deve essere ucciso e sopraffatto dalle frecce del Dio Apollo. si possono avere tre differenti destini. durante la vita. che deve essere sbiancato: Egli che è lavato è il Serpente Pitone. nel buddhismo si dà particolare rilevanza al destino del mercurio (perchè è l'ente che conserva la maggior parte delle caratteristiche animiche individuali) descritto come un "demone" o stato intermedio (antarabhava). per lavare e pulire l’altro. Il termine "intelletto attivo". forse la più antica della tradizione indù. uguale a quello del Sole". possono distinguersi normalmente quattro enti. quando tutti gli ingredienti erano acqua. In tal caso. per chi proviene da studi orientalistici. a quello in uso nella scuola del Kremmerz. che. che. avendo preso il suo essere dalla corruzione della melma della Terra raccolta insieme dalle acque del diluvio. riferito al principio solare. il caso peggiore si ha quando i quattro enti del "miscuglio" si separano (in maniera progressiva) completamente. che si reincarna poi in stato umano o trasmigra in stato non umano. La causa di un tale destino negativo è soprattutto l'ego. Come Evola ha sottolineato. è paragonabile ad un tiranno. gli equivalenti nella dottrina Samkhya. dal Sole giallo. unendosi ad un ente solare (ben difficilmente lo stesso dell'esistenza precedente). La figura seguente ne riporta sinteticamente i simboli. i significati e. Alla morte.Geroglifiche" (Londra. l’uno dei quali servirà per Azoth. come ha indicato Kremmerz. In quel "miscuglio" che è l'uomo. il complesso individuale può dirsi disfatto e ciascun ente segue il destino proprio del suo piano di esistenza. che è chiamato Letch. 1624): " Dovete quindi fare due parti e porzioni di questo corpo Coagulato. che è come dire. dal nostro fuoco. in particolare. tutto teso al proprio soddisfacimento . non tragga in inganno. Dal punto di vista dell'individualità umana. VIII) Parte Bassa dello Stipite Destro EA: Per riassumere l'argomento reincarnazione-trasmigrazione e palingenesi (trattato in un precedente Quaderno) conviene riferirsi al simbolismo ermetico-alchimico e.

sono manifestazioni dell'ermes. medianici. Tramite il corpo lunare. perchè uno specchio concavo o convesso distorce di norma le immagini che vi si riflettono.il fisico che trova una legge e la prova . si nota che mentre la luna in basso che indica le forze vitali ha mantenuto la sua forma abituale di falce. per un iniziato. L'Ermes filosofico. la luna in alto che simboleggia l'intelletto ricettivo è stata stilizzata con due linee ad angolo. umilmente discendendo. Dice Kremmerz nel I fascicolo del Commentarium (1910): "In fondo Ermes è l'intelletto della forza divinizzante l'uomo. intelletto sottile delle più alte pulsazioni ipercerebrali. Ermete è paragonabile ad un saggio principe. anche in persone non iniziate. che si può manifestare agli altri ad es. parzialmente o completamente positivo. se è possibile. Gli elementi elementati (bhuta) si riassorbiranno negli elementi elementanti (tanmatra). Ciò riesce in maniera più consapevole. alla formazione di un quinto "corpo". invece. l'elixir di lunga vita e la trasmutazione del piombo in oro. facendolo deperire e sfasciare. Non credo che il mutamento sia casuale. la paura e altro ancora") sono indicati diversi casi nei quali. anche le forze vitali unite ai due corpi superiori. che si disinteressa completamente del destino del suo regno. ovviamente. che. meditativi etc. che si reincarna compatto in nuovo stato umano o trasmigra compatto in stato non umano. secondo l'insegnamento del Kremmerz (fascicolo B della Miriam).. Egli realizza l'equilibrio tra tutti e quattro i "corpi". pur non trascurando il decoro e il ruolo della sua corte. durante i sogni o in stati analoghi (allucinatori. III "Ancora sulla sopravvivenza. così da proteggere (vista la sua posizione intermedia) i due corpi più elevati.. ipnotici.un oratore che seduce una assemblea . ma un tutto indissolubile. rendendosi visibile anche agli occhi materiali. Non rimarrà "residuo di cadavere". ma solo come immagine. Si tratta dell'obiettivo intermedio: anche l'argento si trasforma in oro. ciò costituisce l'obiettivo minimo (solo il mercurio si tramuta in oro. dal disfacimento degli altri due. come volontario pensiero telepatico). e realizzare quelle nozze chimiche tra sole e mercurio. A differenza del comune ego. da "trait d'union" tra i due corpi superiori e i due inferiori.). va a collocare il fuoco della propria attenzione tra gli elementi elementanti (croce elementare) e le forze vitali (luna). L'adepto può apparire agli altri.il matematico che risolve problemi arditissimi . . EA: L'intelletto ricettivo è sovente paragonato ad uno specchio. si occupa però assiduamente del suo popolo. che filtra e distorce tutto secondo la propria ottica. così da mantenere.un musico che incanta i suoi uditori . che si manifesta nella necessità di adattamento della vita all'ambiente. che riflette gli oggetti esterni od interni grazie alla luce dell'intelletto attivo. L'Ermete fa capolino già nella vita ordinaria. Tuttavia questa "riflessione" è normalmente modificata dalla presenza dell'ego. La falce lunare ben si presta ad indicare una riflessione distorta. La filosofia ermetica è la scienza che ricerca questo dio inafferabile e lo fissa. Tullio Quasimodo: Osservando il simbolo dell'Ermete e il modo in cui si è trasformato in esso il simbolo primitivo del mercurio. Sempre per la sua posizione intermedia. nel post-mortem. l'Ermete si è sufficientemente costituito. tutti i "corpi" rimarranno uniti. si deve. Il corpo di gloria è allora perfetto (triplice corpo): anche il piombo (dopo il mercurio e l'argento) si è tramutato in oro. se si tiene presente che Ermete è una sorta di "dissoluzione" della superbia dell'ego (cerchio solare presente nel simbolo del mercurio) che.egoistico. che funga. Ermete ha accesso e può assumere il dominio del corpo lunare. il corpo di gloria è al secondo stadio: si può manifestare ad altri. L'ermes volgare è il Mercurio trafficante. Sui patti . Se ci riesce. Nell'Ermete. che fanno di essi non più un miscuglio. Ermete può però spingere il suo dominio fino alla compagine fisica. Ermete è ora "tre volte grandissimo" (trismegisto). che perciò fiorisce sotto la sua saggia guida. in persona che sia stata iniziata. Il poeta nei momenti di estro (istros furore) ." In Introduzione alla Magia (vol. In realtà. il corpo di gloria è al primo stadio: è solo un corpo mentale. la nuova collocazione del disco solare dell'ego non può non . Il simbolo dell'Ermete è così rappresentato nella Porta Ermetica: il simbolo è facilmente comprensibile. l'ERMETE. che monta all'Olimpo dove gli dei si sollazzano e ricerca. nell'attimo della morte. durante la vita. il Mercurio generoso. Che il destino sia.

il principio "femminile". che. nel modo più certo per il praticante. mantieni la presenza mentale e agisci normalmente (is)". il cui agire ha per centro il mondo materiale. da Platone sono chiamati "fuochi eterni". che ha superato il vincolo individuale. Unione che si realizza. sul gradino troviamo il suggerimento: "Si sedes non is" [se ti siedi non procedi]. si confronti ad es. Il simbolismo della "rettificazione della luna" (intesa come intelletto ricettivo) ha analogie con quello della "chiarificazione dell'acqua" o dello "sgrezzamento della pietra". Si ricordi l'immagine della Vergine Maria che tiene la falce lunare (dritta o capovolta) sotto i suoi piedi. ma una frase che sintetizza l'intero opus alchimico. L'ego ritorna "re" dall'unione con il fuoco eterno. va unito con "la regina". E' una frase palindroma che può essere letta anche partendo da destra verso sinistra (si non sedes is. de "Il Mondo Magico degli Heroi". tramite "l'ars dormiendi". è simbolo dell'intelletto attivo. Significa: "Se siedi in meditazione (si sedes) . Il cerchio con un punto al centro indica . Quelle vitali sono un gruppo di forze. e cioè delle tecniche con il respiro si parlerà tra poco. La traslazione del senso di sè nel cuore. in un sistema di rifermento geocentrico. il sole che ruota attorno al pianeta terra. praticata durante il giorno. Questo nuovo ego. [È opera occulta del vero saggio aprire la terra. che ora riflette perfettamente gli oggetti come uno specchio piano. di solito sono abbandonate a sé stesse. La prima interpretazione è supportata dall'epigrafe che l'accompagna: "Est opus occultum veri sophi aperire terram ut germinet salutem pro populo". affinché faccia germogliare la salvezza per il popolo]. o "sole considerato in sé stesso". pur essendo utilizzabili nel modo opportuno (si pensi ai vari fenomeni pscicosomatici di malattia e di guarigione). sulla faccia anteriore del gradino. Abbiamo visto che esistono due simboli solari: il cerchio e il cerchio con il punto al centro. il cerchio da solo indica l'ottavo cielo o cielo delle stelle fisse. Se non siedi in meditazione (si non sedes). che è spesso congiunta ad esperienze di beatitudine. Se infatti l'intelletto ricettivo (la luna che sormonta il sole nel simbolo del mercurio. giacchè il secondo è come un'immagine del primo nello "specchio" dell'intelletto ricettivo (sul "Figlio" inteso quale "immagine del Padre". anche se ritengo probabile che ribadisca semplicemente il significato del simbolo stesso. Faggin). vive. Di qui la particolare rappresentazione stilizzata.ripercuotersi favorevolmente anche sull'intelletto ricettivo. se non ti siedi procedi). e non divaghi (non is). che appare come luna rettificata in quello dell'ermete) è "madre" dell'ego. con la forza vitale (luna). la stella "fissa". Il punto al centro è anche il simbolo del "sensorio comune". in un contesto mistico cristiano. IX) Il Gradino EA: In basso. facilita l'ars dormiendi. lunare). . La luna. torna re dal fuoco. solare) è un cadavere senza vita (shava) se non è congiunto a Shakti (la potenza. unificando le informazioni dei vari sensi. concentri la mente. EA: L'epigrafe che accompagna il simbolo dell'Ermete dice: "Filius noster mortuus vivit Rex ab igne redidet Coniugio gaudet occulto"[ Il figlio nostro. la forza vitale (la luna solitaria nell'uomo comune e sormontata dall'ego nel simbolo dell'ermete) ne è la desiderata "sposa". ch'era morto. Questo secondo simbolo allude perciò all'ego. I due "soli" possono essere detti rispettivamente "sole padre" e "sole figlio". che fornisce all'ego un'immagine complessiva del mondo materiale. intesa invece come l'insieme delle forze vitali. Di una modalità di questa unione. Si tratta cioè dell'aplicazione del "separando di controllo" o presenza mentale ad ogni istante della giornata (Ciclo del Giorno e della Notte). Della Riviera ricorda anche che le Stelle Fisse. gode dell'occulto accoppiamento]. l'antologia dell'opere di Meister Eckart "La Nascita Eterna" a cura di G. della luna: si tratta di una luna "rettificata". Afrodite Urania: Mi sono chiesta qual è il significato dell'epigrafe della porta che accompagna il simbolo dell'Ermete. L'ego è come morto nell'uomo comune: nel tantrismo shivaita si dice che Shiva (il principio "maschile". Come dice Cesare della Riviera nel V cap. realizzata con due tratti rettilinei. Taluni lo identificano con il Vitriol (vetriolo). X) La Faccia Anteriore del Gradino Ida La Regina: Uno dei simboli più complessi della Porta Ermetica di Roma è sicuramente quello che si trova in basso. deve essere "dominata". Non è una banale esortazione ad agire. altri con la Monade. In Introduzione alla Magia. diverse monografie danno indicazioni su entrambe queste pratiche.

. Della necessità della discesa della coscienza dell'ego verso il "basso" si è già parlato. Si tratta degli elementi sottili o elementanti. in assenza di percezioni esteriori. dalle quali partono gli impulsi nervosi diretti verso il cervello. Il simbolo del Vitriolum rappresenta ciò che si apre alla sua visione. Come sappiamo. da noi effettivamente vista mentalmente. si può arguire facilmente. situato sulla faccia frontale del gradino della Porta Ermetica di Roma. In base a tale spiegazione. sarebbe senz'altro un simbolo incompleto. La lunula legata al braccio destro discende verso il basso: simboleggia gli effetti del sale fisso. Continuando a scendere lungo il nostro simbolo. una luce "sottile". Dice Kremmerz e gli fa eco Abraxa: "Chiudi gli occhi. troviamo un'altra croce elementare: è quella degli elementi grossolani o elementi elementati. a patto che si tenga presente che l'epigrafe parla anche dell'effetto dell'aprire la terra e cioè il germogliare della salute del popolo. Altri vi vedono il Vetriolo. occupandoci del simbolo dell'Ermete. non è una virtù ordinaria. la freccia che sormonta il simbolo e che inerisce. Di essa ci siamo già occupati. Il primo "sale" presiede ai processi di assorbimento dell'organismo. Quel che si è detto per la luce. eppure manca il sole. Questi oggetti sottili dei sensi costituiscono gli elementi sottili o elementi elementanti. che sormontano l'estremità destra e quella sinistra della croce lunare. Nel buio della tua voluta cecità tu vedrai con una vista che. i due punti. legate ai bracci destro e sinistro. chiamate "coni" e "bastoncelli". per il momento. dal momento che l'epigrafe che l'accompagna fornisce una raccomandazione "Est opus occultum veri sophi aperire terram ut germinet salutem pro populo".EA: Il simbolo. bensì una sua rappresentazione interiore. creati una immagine e mirala. entità con le quali l'ego ha comunemente a che fare. costiuiscono la parola VITRIOL. . notando che non vi è in esso la minima traccia di un cerchio solare e perciò. All'interno di essa troviamo una croce sormontata da due punti. Quando dormi e sogni. ma eterea o astrale". . Si può senz'altro identificare la "medicina autentica" di tale formula con la causa che produce la "salute del popolo". le cui iniziali. allude una iscrizione posta in alto sullo stipite destro della porta ermetica: "Diameter spherae thau circuli crux orbis non orbis prosunt". paragonabile alla "monade geroglifica" di John Dee. non è quella materiale (fermatasi al livello delle cellule della retina). pur essendo comune a tutti gli uomini. è il seguente: Taluni chiamano questo simbolo "la monade". analoga al "Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem". Il primo simbolo che allora incontriamo è perciò una croce elementare. L'identificazione con il Vitriol è corretta. al "germogliamento" prodotto dall'apertura. In effetti. La lunula del braccio sinistro (in riferimento a chi guarda e perciò destro se invece ci immaginiamo di essere al posto della figura) sale verso l'alto: rappresenta gli effetti del sale volatile. le tue immagini le vedi luminose. indicano l'esistenza di una polarità: è quella tra "sale volatile" (= prana) e "sale fisso" (= apana). Ai simboli delle cinque forze vitali. Perciò il simbolo surriportato sintetizza visivamente l'apertura della terra (considerandolo dall'alto versio il basso) e il germogliare della salute (considerandolo dal basso verso l'alto). esiste una formula estesa del Vitriol che suona: "Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem Veram Medicinam" e le cui iniziali formano la parola VITRIOLVM. ma che esso non nota.. Si consideri ad es. proprio come gli elementi sottili e grossolani. come rappresentazione della monade. singolarmente considerate. E' dunque evidente che la luce. La stessa luce sottile che. Tale azione è simboleggiata dalle due lunule. per gli oggetti degli altri sensi (suoni etc). la luna simboleggia le forze vitali. A differenza del punto unico del disco solare dell'ego. Trascuriamo. che indica centralità ed autoriferimento. Anche esse. incontriamo il simbolo della luna. Continuando a scendere lungo il simbolo. più che altro per la sua complessità. costituisce le immagini della memoria e quelle dei sogni. il secondo a quelli di espulsione. come si sa. il processo della visione oculare e si ammetta pure la comune spiegazione scientifica di essa. come indica il suo stesso verso. può ovviamente ripetersi. sono raggruppabili in numero di cinque e sono perciò sinteticamente rappresentabili dai quattro bracci di una croce e dal suo centro. in modo analogo. la luce del mondo materiale si ferma a livello di cellule della retina. Che non si tratti veramente della monade. e quella non è nè luce solare nè elettrica. Su di essi si esplica l'azione delle forze vitali.

] 1)Epigrafe dell'arco di accesso di via Merulana EA: Sull'arco d'accesso alla villa. che "quando sale per la via secca. Nei confronti dell'esperienza delle "fortune" sorge allora l'evidenza: "Ivi sono solo sensazioni!" Il non attaccamento alle fortune permette a Giasone di oltrepassare la soglia del recinto sacro (simboleggiato dalle stessa villa Palombara) e accingersi alla suprema realizzazione: ottenere "il corpo o veste di gloria". 1680. termina con la freccia indicante il verso del movimento. ma che per "i metalli vili" dell'iniziato (il "popolo" di cui parla l'epigrafe) è fonte di salute. alla destra di chi entrava. durante il quale cadde a terra e si ruppe. Ma cos'è che germoglia e sfreccia verso l'alto? Si tratta in verità della stessa forza che.] Questa lapide rimase al suo posto fino all'inverno dell'anno 1801. Questa epigrafe è dunque da mettersi in relazione con quella della faccia anteriore del gradino della Porta Ermetica. Kerenyi. N. nell'uomo comune. L'alchimista. Ripercorriamo ora il simbolo dal basso verso l'alto. ad es. [N. Ella simboleggia la luna rettificata.L' "apertura della terra" è così completa. l'alchimista è paragonabile ad Ercole nell'affontare il primo (piccolo) guardiano della soglia e a Giasone nell'affrontare il secondo (grande) guardiano dellla soglia. E' quel "basilisco filosofale" o "drago igneo". Si può aggiungere che è la stessa forza che. U. "la medicina autentica". ritraendosi provoca il riassorbimento degli elementi elementati negli elementanti e perciò la "soluzione del cadavere". lo scopritore Giasone ottiene il prezioso vello di Medea. ritraendosi.d. Simbolo di questo superamento è Medea. in via Merulana. 1680" [Oltrepassando la porta della villa. ha a che fare col superamento dell'attaccamento a tali "fortune". ottiene varie "fortune". Le altre cinque (dell'ingresso secondario e del casino) sono attualmente scomparse. Come abbiamo già visto. Venne allora portata dentro gli Orti Palombara. (1) Si noti che le iniziali dell'iscrizione formano la parola VITRIOLVM. 2) Le Quattro Epigrafi del Casino (I) EA: Cominciamo ad esaminare le epigrafi del "casino". grazie alla cui magia Giasone domina il drago. Apollonio Rodio dice che Medea è un "doppio" della dea luna (K. nato dal sangue del mostro Tifone vinto e ucciso da Zeus. provoca la morte e il disfacimento. collaterali rispetto al potere magico in sé stesso. il vello d'oro. fonde tutti i metalli imperfetti". l'intelletto ricettivo non più turbato dall'egoità.U. che. nell'adepto pienamente realizzato. In seguito se ne perse ogni traccia. si innalzava al centro della tenuta dei Palombara. Il superamento del secondo guardiano. si . VI) Le altre Epigrafi di Villa Palombara di EA Le iscrizioni fatte porre dal marchese Palombara si trovavano in sei parti diverse della sua villa. Alla base della croce degli elementi grossolani ecco la "pietra nascosta". che vede le cose così come sono. fu posta l'iscrizione seguente: "VILLAE IANUAM TRANANDO RECLUDENS IÀSON OBTINET LOCUPLES VELLUS MEDEAE(1).d. Sopra la porta laterale. come dice Pietro Bornia. Una è appunto la Porta Ermetca. partendo dalla base e attraversando tutti gli enti prima analizzati. col suo opus. Goddesses 33). nella sala centrale del pianoterra del casino. che. Balza subito agli occhi l'asse centrale. ha varie esperienze di beatitudine.

In questo processo. Ciò equivale simbolicamente a tentare di perfezionare la doratura superficiale. Dai concentrati l'oro veniva estratto per amalgamazione con mercurio. Due vie gli si offrono: una dal basso e una dall'alto. ottenuta con l'oxalis.leggeva: CUM SOLO SALE ET SOLE SILE. ricavato dal trisolfuro. come abbiamo detto. I cloruri fusi venivano poi assorbiti dalla polvere di mattone. si sarebbe accorto del trucco. il miglior metodo conosciuto per raffinare l'oro era invece quello di "cementazione". si unisce in lega con tutti i metalli conosciuti dagli antichi tranne l'oro. . Si trattava di piante del genere "oxalis" (ad es. con grande probabilità verrebbe sopraffatto o giuocato". Tale metodo (che ha tra i suoi difetti anche quello di non poter eliminare eventuali impurezze di argento) venne perfezionato con la scoperta dell' "acqua da partire" (acido nitrico). L'antimonio. che poteva essere separato dalla polvere di mattone con un lavaggio. Al simbolismo del sale come forza vitale e alle relative pratiche con il respiro si è già accennato altrove. secondo le parole di Bornia. degli attaccamenti organico-istintivi alla vita fisica. Maximus aggiunge: "Se il provvisorio 'io' mentale dell'uomo distaccatosi soltanto dalla dinamica mentale intendesse affrontare con i suoi soli mezzi il mondo delle emozioni. Un metodo era quello che utilizzava una pianta che agli alchimisti identificavano con quell'erba Moly." Questa via è quella simbolicamente basata sul lupus metallorum e l'epigrafe di villa Palombara. della paura del desiderio. cioè del metodo di cementazione. con una semplice misura di peso specifico. Può andar bene. anzichè purificato. del sale. Quella dal basso è più facile. ecc. che. Questo metodo era conosciuto anche dal Borri. il metodo dell'oxalis permette. che chiama appunto "lupi" gli alchimisti che se ne servono. E questo può essere il principio di gravi deviazioni. per via umida in molini. secondo Omero. piombo. viene "sciolto". ma all'intera prakrti". descritto da Plinio nel I sec. Questa raffinazione poteva essere effettuata in molti modi. che elimina (e non solo superficialmente) le impurezze. formando cloruri con l'argento. Nell'antichità. Questo metodo poteva sembrare una vera e propria trasmutazione. la via per cui 'il lottatore contro la morte' porta a compimento il distacco ricongiungendosi con quella forza.c'è l'altra via . ma se per caso è presente anche acido cloridrico si forma "acqua regia" e l'oro. in modo che la superficie assumesse il colore dell'oro. Ottenuto il primo tipo di distacco. quando il "pellegrino" scomparve trovò. "Ma. cioè "lupo dei metalli" perché "divora" gli altri metalli. che viene ad es. dell'angoscia. Non a caso Palombara. di Introduzione alla Magia). l'alchimista "sente impellente la necessità di attingere energie vitali per sorreggere ed animare la propria esistenza corporea". Partendo da una lega ricca di rame e povera d'oro (non superiore al 25%) e perciò rossiccia . che è il purusha correlativo non ad una prakrti particolare e mentale. il rame e gli altri metalli presenti come impurezze. che è la vera essenza originaria del suo spirito. "una striscia di materia congelata di color d'oro sul pavimento istesso". Infatti. se l'oggetto avesse avuto un certo spessore. cioè ricche di acido ossalico. isolando l'oro. dagli alchimisti. ad es. Un metodo anch'esso relativamente moderno è quello basato sul trisolfuro di antimonio. che anzi si servì proprio di campioni dell'erba. come dice l'epigrafe che stiamo esaminando. che non era un novellino. ego) si ricongiunge con il "sole padre" (oro puro. rame. esclude addirittura che con essa si possa ottenere la Pietra Filosofale. Questo metodo in cui il "sole figlio" (oro impuro. tanto da superare l'interruzione. quella solare. Palombara.) per cui doveva essere ulteriormente raffinato. si strofinava detta lega con il succo della pianta e poi la si riscaldava. L'oro così ottenuto conteneva però ancora impurità (argento. color bronzo. Per la comprensione di tutto questo simbolismo ermetico-alchimico è di grande aiuto la monografia di Maximus (III vol. l'alchimista "potrà alimentare la propria vitalità fisica venendo ad un 'patto' con forze 'infere' dalle quali potrà effettivamente assorbire calore ed energia. lasciando un residuo di oro relativamente puro. argento incluso. SOPHORUM LAPIS NON DATUR LUPIS [Accontentati (sile) con solo sale e sole. ma spesso erano presenti anche altri sali) reagiva con la lega. cerchio senza il punto centrale. cerchio con un punto al centro. acetosella).dice Maximus. un fatto che lo ha reso utile nella separazione dell'oro da altri metalli. se il manufatto di partenza era un semplice strato di lega. Basilio Valentino ha usato il simbolo del lupo grigio per indicare il trisolfuro di antimonio e lo ha descritto come lupus metallorum. grazie all'eliminazione del rame dagli strati superficiali. La pietra filosofale non è data ai lupi]. "Appunti sul Distacco". intelletto attivo) si serve. rinvenuta nella stessa villa Palombara. Il sale (cloruro di sodio. dopo Cristo. usando l'acido nitrico. I minerali auriferi erano macinati. solo una doratura superficiale e. Maximus indica chiaramente la differenza tra un distacco semplicemente intellettuale (equilavente alla doratura superficiale ottenuta con l'erba oxalis). da uno reale e positivo. Ermete donò ad Ulisse come antidoto alle pozioni magiche di Circe. l'oro impuro veniva posto in un crogiolo in intimo contatto con una miscela di sale e di polvere di mattone ed era poi riscaldato.

HABENS LACUM. Perciò le anime melanconiche sperano tra i monti. in mezzo ai fiori. a giudicare dagli ultimi versi della medesima epigrafe. ladri. PYRA. Gioisci tra i vigneti e prendi liberamente ciò che più ti aggrada. Sl VIS. pel salnitro e pel sole. Il cane custode de' casti agnelli. dai piani arati e dalle acque correnti. Essa è scritta in un latino tutt'altro che classico. SULCI SATI DANT PRO SITI SCYPHOS VINI. VIR NON VANUS. LABE LOTUS. STANS HIC AESTAS. di poca entità. INTER FLORES SI MANERES. La traduzione però non è sua. Questa tenuta riempie d'erbaggi le vie della città. Se tu restassi qui. non staresti a piangere. Questo bosco. CORDE PURO. N. HIC IN SILVAE UMBRA SALVE TU. ATQUE AVES. INTROVENI. ISTUD NEMUS. dallo sparso letame s'alza fumo. chiudo le porte. Però. DUM HIC FLATUS AURAE SPIRANT. AC SOLE. QUICQUID PUTAS. UBI LUPUS NON. ET QUOD CUPIS. FUSIS AEQUIS. scherza senza offendere le miti pecorelle e gli uccelletti. se tu comprendessi questo. PROPE. BIBAS LAETUS MERI MARE. e la sola aria di questa campagna ridà la salute all'infermo. SED LEPUS SEPE LUDIT. mette in fuga le fiere. che qui l'estate é mista alla primavera. FURES. sempre tenero. NEC MANARES INTER FLETUS. ma la lepre . CANIS CUSTOS INTER CASTOS AGNOS FERAS MITTIT FORAS. EXTRA VENUS. Qui le api producono a dovizia dolce miele. LUCUM. coppe di vino. . mentre sono nati spontaneamente i tralci delle viti. CAELI RORE. non piangeresti mestamente. perché qui spira l'effluvio dell'aria. il suolo dissodato dà frutto. DUM CUM SALE NITRI. VOBIS. dove spesso scherza non già il lupo. TENET FORMA SEMPER FIRMA. era affissa al muro esterno del "casino" della villa. FRONTE MOESTA NUNQUAM FLERES. ma non si sa a quale delle quattro pareti. Entra. (1) Questa epigrafe presenta numerose somiglianze di forma e di contenuto con il "Ludus Hermeticus". ET POMA PURA. UNDE SPERANT MESTAE MENTES INTER MONTES. A te preparo schiettamente quanto mi chiedi. A ME PETAS. SOLUM FRACTUM. NUNC SI LEGES NOTAS ISTAS. SEMPER MOLLIS.(II) EA: L'iscrizione. In questa villa dalla rugiada celeste. molto probabilmente si trovava sulla porta d'ingresso. CLANDO FORES. a mo' di Bacco. PHYSIS AQUIS. che piangi all'ombra della selva! Ora. OVAS. REPLENS HERBIS VIAS URBIS. GRATIS CAPIS. mentre che. Vicino al lago v'e un boschetto. conserva sempre identico il suo aspetto. REDDIT FRUCTUM. PARVUS NUMUS. fornita da Pietro Bornia. ci è noto che l'esimio e schivo latinista è Ercole Quadrelli. SURGUNT FUMI SPARSI FIMI. ma ricchissimo di assonanze(1). esimio latinista". TIBI PARO. DANT HIC APES CLARAS OPES DULCIS MELLIS. un lungo componimento che fa parte delle Rime latine del Palombara HOC IN RUBE. Riportiamo a fianco la versione italiana. a profusione.d. giacchè egli dice "è dovuta a un mio amico. i peri e i meli sinceri. Salute a te. ET EST AEGRI HUJUS AGRI AER SOLUS VERA SALUS. VERA MISTA. per la sete. Bevi allegramente. nell'opera "La Porta Magica di Roma". Grazie ad altre fonti. DUM NON LAEDIT MITES OVES. BACCHI MORE. INTER UVAS. I solchi coltivati danno. DUM SUNT ORTAE SINE ARTE VITES. che ora esamineremo. vino puro. uomo modesto! Che Venere stia lontana! A voi. QUI LUGES.U.

rappresenta generalmente l'insieme degli stati e dei principi chiusi dentro la corporeità. che il tempo scherza noncurantemente. su questa porta. di Introduzione alla Magia"). Siamo all'inizio dell'opus e il "modus operandi" è chiarito dall'espressione successiva " pel salnitro e pel sole. Le "acque primordiali" o mediane corrispondono invece al simbolo lunare isolato. Da un punto di vista letterale. fa le veci della "pietra nera". Sono dunque tali forze ad animare la "villa". Essa è del tutto equivalente all'altra espressione ermetica "Fuoco intorno alla pietra nera . TEMPUS RIDET. rinasce e porta in atto il principio di cui conserva la potenzialità: donde un simbolismo ulteriore tratto dal regno vegetale. cioè il corpo. Naturalmente è il significato alchimico che va indagato. tuttavia all'interno. BREVI RODET. dallo sparso letame s'alza fumo". a putrefazione ultimata. Le acque simboleggiano l'aspetto lunare o ricettivo della natura e sono un simbolo intercambiabile con quello della luna. dopo esservisi putrefatto. che separato dalla miniera [dalla vita universale] è come morto: ma gittato sulla Terra o Campo. ET IN VALLE HUJUS VILLAE. fiori. IN HAC PORTA. Identica è infatti l'azione del sole e del fuoco. il bosco simboleggia la dimora delle forze vitali. che il fango (la malta) ha generata . il seme ha dato vita agli alberi da frutto. LUTO PARTA. le "acque superiori" corrispondono a quella luna (intelletto ricettivo) che sormonta il simbolo del mercurio . tra i colli. dove l'ovile recinge le pecore. Nel periodo successivo. tra i sentieri e nella vallèa di questa villa. segna qui. Riguardo ai campi arati e che dissodati danno frutto. che ne esalta le caratteristiche e invita il pellegrino a soggiornare in essa e il pellegrino stesso che gli augura eterna prosperità. da cui si produce salnitro. quando essa viene chiamata "villa dalla celeste rugiada". La rugiada. corrispondente alle forze vitali. Nel simbolismo ermetico. "Fumo" è poi lo stesso che "nube". BONUM OMEN. UBI VALLUS CLAUDIT VELLUS. come ha indicato Evola. pur rammentandogli la caducità delle cose.INTER COLLES. l'epigrafe riporta un breve dialogo tra il padrone della villa. ma è un . è considerata simbolo delle "acque primordiali". cioè alla consapevolezza del corpo sottile con le sue dinamiche energetiche. Il letame "substantia nigra" in decomposizione. per la sua collocazione intermedia tra cielo e terra. Che non interessi affatto la villa materialmente intesa lo si capisce già dal primo verso. Le "acque inferiori" corrispondono a quella luna (facoltà di senso e di azione) che è sottomessa alla croce degli elementi nel simbolo di saturno. ma che in brev'ora tutto distrugge. SEMPER AMEN ETIAM PETRAE DUM A PUTRE SURGUNT PATRE. Le acque correnti simboleggiano qui il flusso del pensiero. dice Evola ne "La Tradizione Ermetica:"Il Campo come la Terra. . perciò. giardini e via dicendo". anteriori alla separazione tra "acque celesti" e "acque terrestri". INTER GALLES. che è ancora quello abituale.nube che se ne leva". Per l'approfondimento. nonchè la messa in pratica di tale simbolismo non possiamo che rimandare alla monografia di Abraxa "La nube e la pietra" (III vol. che qui è semplicemente il simbolo dell'essere umano nel suo complesso. HIC VIX NATUS. ITA NOTAS. Il seme è soprattutto l'Oro volgare. che nasce e vien su dalle profondità della terra: alberi. Ti faccio buon augurio: Che sia sempre così! Ma tu. che esteriormente non mostra alcun cambiamento di rilievo. Il flusso del pensiero non è più impetuoso come nello stadio precedente (acque correnti).perché le pietre (i minerali) nascono dalla putrefazione. cioè la corporeità presa in senso integrale. appena ti sarai levato.

provava a conciliarli". nè è adatta per coloro che pensano. A mio parere. della pietra filosofale. La vigilanza mentale (il cane) protegge i neofiti (agnelli) dalle pulsioni incontrollate (le fiere) e le sole pratiche col respiro bastano a produrre la medicina universale. deve esservi un punto di vista superiore ad entrambi i due precedenti. cioè della "preparazione seconda del caduceo ermetico" si fa sentire. Occorre "fissare" e. E' peraltro dalla fermentazione del miele nell'acqua che si ricava la bevanda sacra detta idromele. un preciso percorso "corrosivo". può essere facilmente frainteso ed invertito da persone alla ricerca di "sballo esotico". per un fine così elevato. volendo. può rivelarsi utile. dal proprio Genius. infatti. che. avendo appreso da Colazza che l'alcool attutiva l'Io. di R. non so quanto umoristicamente. Il problema è che. il virya è al di là del bene e del male solo quando è . tu puoi conseguirla in via regolare per consacrazione o investitura. cioè si prescrive l'astensione. L'espressione "appena ti sarai levato" allude al principio "Sole" che deve fissare ("segna") nel risultato ottenuto (la pietra coagulatasi dalla malta) che esso è cosa senza importanza (scherzo) sulla quale indugiare finchè si vuole. Dobbiamo ammettere. Si precisa che quest'acqua corrosiva non ha a che fare con la magia dell'eros (Venere). il quale è la forza astrale. rimanere liberi dal risultato. Scrive Massimo Scaligero nel saggio "Dioniso" (in Testimonianze su Evola): "Mi colpiva il fatto che Evola. curasse di bere vini molto dolci. una Silfide ("effluvio dell'aria") o di una catena magica ("l'ovile che recinge le pecore"). che era un potente sopportatore dell'alcool. che agisca cioè in base al principio classico della "misura". Il successivo riferimento al miele indica. Mentre altri studiosi di alchimia interiore hanno un atteggiamento analogo a quello descritto dai Tantra. Necessita invece un praticante "modesto".. di impadronirsi furtivamente ("ladri"). come precisa Abraxa. Continua Abraxa: "Tanto basti per la preparazione dell'Oro. ma che. ovvero con l'ausilio di aceti filosofici ed acque corrosive. paragonabile a quello delle acque di un lago. senza la corretta preparazione. Col metodo da loro seguito la "lepre (o lebbra) dei metalli imperfetti" continua in questo stadio a sussistere. come ciò può rappresentare un modo per giustificare gratuitamente delle proprie incapacità o debolezze: nel Tantra. nello stesso tempo. Dice Abraxa nell'omonima monografia (vol I di Intr. l'ente può essere diverso. ad es. alla magia): "Quanto alla preparazione seconda di questo nostro Oro. Adesso tratterò del secondo principio. inoltre. l'ente fluidico stesso". L'acqua corrosiva è nell'epigrafe simboleggiata dal vino. che tale acqua corrosiva deve essere equilibrata. L'alchimia indica. nelle condizioni attuali. Janus: L'intraprendere la via umida. Ma. certe pratiche di "distacco". A seconda dello scopo. non limitarsi ad operare con il proprio ente fluidico ("in mesta solitudine") ma con l'ente fluidico di uno spirito degli elementi ad es.Steiner è praticamente lo stesso di quello del Buddhismo delle origini. Ida La Regina: Penso sarebbe interessante approfondire quali sono gli effetti dell'alcool nell'uomo comune e nell'asceta. La forza vitale (erbaggi) si effonde dal praticante ("la tenuta") e diventa capace di guarire anche altri ("la città"). come similmente quella secca. L'atteggiamento. Ma la sete di più elevate esperienze spirituali.flusso quieto. senza una pur minima presenza a se stessi. per non correre rischi. nè gli spiriti vitali (uccelletti). dal quale essi derivano come applicazione a differenti tipi umani. se sai e sei capace di resistere loro". egli. ci si può disfare di una tale forma in un attimo (brev'ora). credo dipenda unicamente da una predisposizione personalissima. la possibilità di una completa vittoria sulle leggi cicliche ("l'estate è mista alla primavera"). ma ormai in un modo che non danneggia nè i corpi inerti (pecore). mentre lo zucchero era l'alimento fisico dell'Io. Sul significato del "lupo dei metalli" e sul fatto che gli alchimisti di villa Palombara ne sconsigliassero l'uso si è già detto altrove. tramite essa. in merito. come il passito o il mantònico: me lo spiegò dicendomi.

sì che lo stato corrispondente è inficiato. dal "Grande Oriente Egiziano". nell'uomo odierno.d.. Mentre si beve. là dove la corrispondente 'esaltazione' -piti.] Ea: L'uso del vino nella II Operatio Solis Per quanto riguarda il precetto di astensione dalle bevande inebrianti. lavorando da soli e infine stando in relazione con altri. sdraiati. di calore etc. tendendo ad esautorarlo dalle sue funzioni.stato fortificato da un'ascesi ferrea: può "uccidere" il proprio maestro solo dopo aver imparato ad obbedirgli alla perfezione. come le esperienze psichiche e spirituali possono avere manifestazioni fisiche. nel profondo. Esso dirige il metabolismo dello zucchero. regolato dall'insulina. similmente a quello che fanno i degustatori. riconosce che. fondata da Rudolf Steiner. si notino le sensazioni che si producono: olfattive. nella quale si possa avere il pieno controllo: ad es. Trattandosi della preparazione "seconda". Non scalfiscono invece quegli insegnamenti provenienti. [A questo punto. per mezzo dei quali esprime le sue caratteristiche soprasensibili. In un modo o nell'altro si è dunque creato un 'debito'. così scrive Evola. Anche questo precetto ha una base tecnica. fin dai tempi del Buddha. viene a svolgere un ruolo di antagonista dell'Io. è nostra intenzione inserirlo in un futuro Quaderno.U. con formazione di calore. di mettere alla prova tale presenza in una situazione antagonistica. è intervenuta invece una forza esteriore. in ciò intendendosi essenzialmente le bevande alcooliche. che ha diversa costituzione interiore. ma proprio per questo lo si sceglie come 'avversario'. da una originaria rinuncia e passività. Si formuli. tramite la droga. Successivamente si può passare ad altre situazioni più complesse: in piedi. nel cervello e nel muscolo.nel campo del sila è quella di astenersi da sostanze intossicanti o 'forti'. ci si è vincolati con un oscuro 'patto' ". nell'ambito della preparazione seconda del caduceo ermetico (non è dunque prevista per i neofiti) ed esclusivamente come "Operatio Solis". specie poi come poteva manifestarsi non nell'uomo moderno ma in quello antico. cioè per temprare ad un superiore livello il principio "Io". Tale assunzione non si fa nel caso di vini dolci. Tali sostanze producono uno stato di ebrezza il quale. come il pensiero e la volontà. Si hanno dunque due obiezioni all'uso del vino: quella valida. Riguardo alla seconda. il praticante ha già sviluppato a buon livello il separando di controllo o presenza mentale. essendo però esso basato sul simbolismo della medicina cinese arcaica. come quella indotta dall'ingestione di vino.. camminando. si riconosce pienamente che l'alcool. Si beva dunque la quantità preparata di vino (modesta agli inizi). che come tale quasi sempre lede l'Io: nel punto in cui avrebbe dovuto agire una forza propria. si sarebbe potuto inserire lo scritto di Frater Petrus "Le Ebbrezze Etiliche". la volontà di mantenere una presenza mentale continua dopo l'ingestione del vino. Infatti. di avere esperienze extranormali (non ci si serve di essa per agire sul corpo mercuriale o lunare) e dunque non si firma alcun "patto" con la droga stessa: al contrario. che diventa la base fisica per la presenza dell'Io nel sangue. da un processo in cui si manifesta sostanzialmente l'Io medesimo. che vennero pubblicati su Ur con la firma Abraxa. La medicina antroposofica. ma che.fosse condotta ad agire nel giusto senso. l'uso del vino aiutava l'Io a incarnarsi. N. dedicato alla Tradizione Cinese. facente parte della "retta condotta" (sila) del Buddhismo delle origini. così i processi fisici possono agire fino nella 'regione' soggetta all’organizzazione dell’Io. Si comincia sempre in una situazione "artificiale". dove il vino ed altre sostanze sono state utilizzate per propiziare esperienze sovrasensibili. producendo anch'esso calore. dipende. come quella del Crowley. Qui l'uso delle acque corrosive è contemplata come possibile. potrebbe perfino rappresentare una condizione favorevole. . Senonchè si tratta di una esaltazione 'condizionata'. blocca. Si può accompagnare tale formulazione con l'assunzione rituale di una piccola quantità di sostanza zuccherina (simbolo dell'attività dell'Io) quale uva o miele. L'alcool. lo sviluppo dell'Io. al contrario. tramite Ercole Quadrelli.. innanzitutto. Si tratta ora. Tali obiezioni (la prima delle quali può estendersi a tutte le droghe) colpiscono al cuore scuole. in sé stesso. Non si cerca affatto. in posizione seduta. nel quale l'alcool agisce da antagonista dell'Io. l'atteggiamento interiore è 'marziale' e perciò è superata la prima obiezione. ne "La Dottrina del risveglio": "Una prescrizione particolare. relativa alla dipendenza prodotta dal vino e quella specifica dell'uomo moderno. Il tasso glicemico del sangue umano. gustative. nell'uomo moderno. è un antagonista dell'Io. nell'uomo venuto a prevalere nel secolo XX. di contatto. unicamente. fino a qualche secolo fa.

(III) EA: Sopra la porta d'ingresso della sala centrale del pianoterra del casino. si può creare solo una apparente nobiltà d'animo. la presenza mentale deve ancorarsi a ciò che è più facile osservare e cioè alla posizione corporea e al contatto del corpo con la terra e con il sedile. La frase. osserviamo che il "potente" è il comune ego. se si sperimenta una sensazione di caldo si dica "calore". osservando ciascun punto di contatto si dica "contatto". tiranno dell'ente umano. quello della coscia sinistra. L'Operatio Solis potrà dirsi conclusa non dalla comparsa di esperienze "mirabolanti". poi la pressione corporea nei cinque punti di contatto. la divagazione mentale. si dica "sonnolenza" e così via. ricominciando il ciclo. le pulsazioni. ma il vero sapere si acquisisce esclusivamente per esperienza diretta. Si scelgano liberamente cinque punti di contatto. ma non il vero sapere]. se interferisce una sensazione di sonno. Qualunque cosa interferisca. soprattutto agli inizi. si dica mentalmente "intenzione". per poi ritornare subito all'osservazione della posizione e del contatto. si dica mentalmente "seduto". cerca la morte. etc. Tralasciando il significato letterale. la comparsa di immagini mentali. Non è così nell'ambito delle scienze tradizionali. . Si noti la posizione seduta. sarà facile perdere la presenza. alla sinistra di chi entrava nella sala. v'era quest'altra iscrizione: QUI POTENTI NATURAE ARCANA REVELAT MORTEM QUAERIT HODIE PECUNIA EMITUR SPURIA NOBILITAS SED NON LEGITIMA SAPIENTIA [Colui che svela gli arcani della natura al potente. Se. l'euforia. è ovviamente assurda. usando parole singole. Durante l'osservazione. compreso l'uomo. organizzando opportunamente il nutrimento materiale (l'acqua dell'innaffiatoio) è la forza vitale (il corpo lunare). l'irrequietezza corporea. si lascino passare alcuni giorni. infatti "l'acqua" che tiene in vita (alimenta) le piante e gli altri esseri viventi. si leggeva: AQUA A QUA HORTI IRRIGANTUR NON EST AQUA A QUA HORTI ALUNTUR [L'acqua con la quale i giardini sono annaffiati non è l'acqua dalla quale sono alimentati]. dentro un disco sostenuto da due geni alati. che l'alccol facilita. ma senza l'assunzione di vino. il contatto del piede destro. durante i quali ci si eserciti nella presenza mentale. presa in un contesto meramente materialistico. ad es. Oggi col danaro può esser comprata una fittizia nobiltà. quello del piede sinistro. Se nasce il desiderio di muovere un arto. ci si limiti a "prender nota" mentalmente di essa. se una parte del corpo si muove si dica "movimento". L'osservazione può essere eseguita a rotazione. per tutto il periodo in cui agisce l'alcool. per il divagare della mente. Dovendo ripetere l'esperienza. dalla parte interna. quindi si torni ad osservare la posizione seduta. si ometterà di verbalizzare mentalmente.Finito di bere. la sonnolenza. osservati in successione. quello della coscia destra e infine quello della schiena con il sedile. potrà interferire il calore. (IV) EA: Sopra un'altra porta laterale. Notando la posizione seduta. ma quando si manterrà continua la presenza. Dopo un'acquisizione meramente dottrinaria (che non può mai essere libera dai vincoli egoici) degli "arcani della natura" si esige la morte iniziatica: se ci si limita ad una conoscenza acquisita dagli altri con mezzi materiali. contraddicendo l'evidenza. Riguardo al "prender nota" è consigliabile farlo sistematicamente.

Albero della Vita. Lupo nero. Sillabe e Parole dell'Alchimia secondo Johannes de Monte-Snyder di Afrodite Urania e Tullio Quasimodo Afrodite Urania: Ho seguito con attenzione tutti i messaggi sulla Porta Ermetica e sulla Villa Palombara.VI) Lettere. dove più caratteri sono . con la croce è inteso per lo più l'Azoto. in parte con quelli del Commentario sul Farmaco Universale e in parte con quelli dell'Aureum Saeculum Redivivum. Serpentigero. Sale volatile Argento. Saturno Sale. Leone verde. vale a dire il Redentore. che sono usati sulla Porta Ermetica. Saetta di morte. Non mi toccare. Dragone igneo. Leone verde Argento vivo. le sillabe ovviamente sono loro combinazioni. Egli non ne fa una vera analisi. Femmina verde. ma solo dell'alfabeto. della Scienza del bene e del male. Angue (serpente). Diluvio di fuoco. Morte. Mercurio. Mercurio. Pozione del dragone. consiste di caratteri semplici. Evidenziare la sostanziale identità dei simboli della porta. Proprietà venerea. ha Armi saturnie. Aquila. Anima vivificante per sé vivente. aggiunge. Tilbone. cioè come "Syllabæ Chymicæ". Arsenico di nera morte. Sale dei metalli Triangolo su una Cerbero infernale.. si abilita all'Universale in proporzione alla sua qualità etc. Medicina ignota. Mercurio sublimato. ha gettato nuova luce sull'interpretazione dei simboli stessi e delle iscrizioni che le accompagnano. Simbolo Cerchio con linea verticale Cerchio con linea orizzontale Solfi e Sali Metallici Nitro. da cui si può vedere come possono essere formate "sillabe" e poi "parole". l'antimonio e l'aceto/Azoth. ho visto che nella "Commentatio de Pharmaco Catholico". Cerbero infernale tricipite Aceto o Azoto. Sale ammoniaco Ferro Oro. Dragone alato Croce su un cerchio Croce per Antimonio si intende sempre Mercurio. Tullio Quasimodo: Trascrivo tale alfabeto a vantaggio di chi non possiede il suddetto libro di Johannes de Monte-Snyder: Simbolo Saturno Giove Marte Sole Venere Mercurio Luna Nomi Equivalenti Piombo. ma commenta che non è sua intenzione discutere in quella sede di argomenti sublimi. Bagno di Venere. il sale. Olio e spirito T invertita di vita. Afrodite Urania: I simboli. sono presentati invece come combinazioni di questi. Vien detto Vita nova. Leone rosso e Dragone Rame. Questo alfabeto. Dragone dei saggi etc. lo zolfo. Rupicolubro. Seguendo le indicazioni di Ea. Per ciascuno di essi viene data una lista di termini simbolici e chimici equivalenti. Ermete o Messagero degli dei. Oro Stagno. Johannes de Monte-Snyder presenta i comuni simboli degli elementi alchimici come l'abecedario o alfabeto della Chimica: si tratta dei metalli "astrologici" più il nitro. Chiave delle Chiavi.

uniformi. lunghe. permette di "discendere o salire tutta la scala degli esseri. LA PORTA MAGICA DI ROMA.fusi in uno. Nel 1870 la via San Vito. Immetteva nella via di Santa Croce in . come dice Oso in "Appunti sul Logos". VIII) STUDIO STORICO estratto da PIETRO BORNIA "La porta magica di Roma". era stretta e solitaria. limitata a destra e a sinistra da mura basse. intramezzate solo da rare casupole. esse rappresentano la natura e le proprietà delle cose indicate e rappresentate: cioè quel che noi possiamo trarre da una particolare cosa e come sia prima contenuto in essa potenzialmente. ingiù fino al minerale e sotto. Queste sillabe mettono capo a parole che hanno senso o significato. per comporre un Verbum Chymicum. Gli esempi di Syllabæ Chymicæ. insù fino al Padre". All'Illustre Maestro Dottor Giuliano Kremmerz per devoto omaggio. rende assai probabile che quest'ultimo sia una valida forma grafica di quella Parola Vivente che. a Roma. forniti da Johannes de Monte-Snyder Il fatto che l'ideatore della Porta Ermetica e Johannes de Monte-Snyder abbiano scelto le medesime sette Syllabæ Chymicæ e le abbiano poste nella stessa sequenza. in "Luce e Ombra"-Verona 1915.

ha sofferto molto. di Tullio Quasimodo] CRISTINA ALESSANDRA E L'OLTRAMONTANO. Nel 1888.[4] (l) Vidi la porta sul posto nel 1869 e la mia immaginazione ne restò colpita: avevo allora otto anni. (3) La vecchia sinagoga. viene accolta con grandi feste in tutte le terre papali che attraversa: a Ferrara. Cristina Alessandra. dovunque. con chi mai abbiano a fare. nelle Marche. provenienti dagli sterri del Quirinale. che si trovava appunto nella regione V o Esquilina. nella Romagna. li fece trasportare al Campidoglio insieme ad altre statue. ch'erano state rinvenute presso la Sinagoga (3). Furono messi in capo alla cordonata. non lontano dal teatro di Pompeo. La Porta divenne perciò di proprietà del Comune di Roma e fu prima smontata e poi rimontata dove si trova ancora oggi. per essere poi trasportata e sistemata dove presentemente si vede cioè nel giardino della piazza Vittorio Emanuele. ma sono di epoca molto più antica. [n. a fianco delle statue colossali di Càstore e Polluce. Se non che. del 1888. dov'è il palazzo Cenci. Le poche notizie sopra riportate mi furono date da mio padre. [4] La villa rimase proprietà della famiglia Palombara fino al 1804. distrutti da Silla. Donna allegra e originale. 1842) riconosce invece in quei resti il Ninfeo di Severo Alessandro. due statue gemelle marmoree rappresentanti il dio egiziano Bes. l'intelaiatura marmorea d'una porticina. con scambio di cappelli coi cavalieri. è acclamata regina e accompagnata con pompa solenne. ai suoi lati. infatti. clero la ricevono con infinite dimostrazioni di stima e di deferenza. Ella viene a Roma con alcuni amici e alcune amiche. tale porta. Quest'ultimo monumento è chiamato Trofei di Mario. Nondimeno popolo. A fianco della porta Magica sono stati posti due indecenti nani marmorei. e gli stipiti si sono. E' da notare che in quell'anno. fatto erigere da Settimio Severo. vennero poi restituiti da Cesare. a circa duecento metri dall'arco. Però la porta. Sisto V. per ordine della Commissione Archeologica comunale. (2) Il Lenormant (Memoire sur la veritable disignation du monument de Rome connu sous le nom des Trophee de Marius. è ritenuta erronea. in altri tempi. Accolta a Roma come una trionfatrice. i buoni sudditi pontifici si domandano. Quella cornice destava generalmente la curiosità dei passanti. consigliata astutamente da alcuni gesuiti che l'attorniavano. spezzati. allora pontificante. In seguito alla demolizione del muro di cinta dell'orto e alla sistemazione della piazza Vittorio E. Le due statue non si trovavano nella villa dei Palombara. nacque il 18 dicembre 1626. che le aveva sapute da vecchi romani. nessun accesso era praticato a fianco o a breve distanza dalla porticina. in piazza delle Scuole. Revue Numismatique. nel 1585.e regnò dal 1632 al 1654. sulla destra. addossata al muro di cinta di un orto. stanca un giorno della vita che menava in mezzo a un popolo che non conosceva che le armi. dalla . perchè presso di esso. Muovendo dall'arco di Gallieno e avanzando nella menzionata via. Si credette che essi fossero quelli stessi che Mario aveva fatto innalzare a perpetuo ricordo delle sue vittorie sui Cimbri e sui Tèutoni. di fianco al castello dell'Acqua Giulia(2).Gerusalemme. fra uno sfavillante corteo e pur stando a cavallo ne fa di tutti i colori. al dì d'oggi. ma da essa non si ritraeva più precisa notizia (1). pensò d'abdicare. In quella popolare tradizione era qualcosa di vero. corse e fermate improvvise e banchetti notturni. nei pressi della Stazione Termini (e perciò non distante da Piazza Vittorio). gli stipiti e l'architrave ornati di segni "cabbalistici" e di iscrizioni latine ed ebraiche. e che. mentre nel 1869 erano in ottimo stato di conservazione. trasecolati. chiamata la Porta Magica. nell'Umbria e nel Lazio. a mo' di guardiani. venenero trovati i due trofei marmorei. Detto fatto. o sono stati. nel 1654 abdica e i suoi sudditi le fissano un'annua pensione. per essere poi acquistata dalla famiglia Massimo. esperta in tutti gli esercizi fisici e dottissima. durante i trasporti. venne scomposta e conservata nel magazzini municipali. e sono state ritrovate. poichè aveva la soglia. figlia di Gustavo Adolfo. Venne espropriata dal Governo italiano nel 1870. dopo avere a Innsbruck abiurato il protestantesimo per assumere la religione cattolica. nel 1873. se cioè con persona che goda la grazia di Dio. Questa opinione. Per ordine di Alessandro VII. si vedeva allora. avvenuto nel 1888-89. durante alcuni scavi per l'ampliamento della ferrovia Roma-Napoli. aveva tentato di produrre l'oro estraendolo dall'orina solidificata. che ora adornano la piazza del sacro colle.manuele e delle vie adiacenti. passando innanzi alla chiesa di Sant'Eusebio e al castello dell' Acqua Giulia. L'ex-regina procede. vennero sistemate. nobili. per la costruzione del nuovo quartiere umbertino di Piazza Vittorio. oppure con un'invasata. regina di Svezia. e fatte restaurare e piazzare nello stesso colle da Gregorio XIII (1572-1586). Si diceva fosse la porta del laboratorio d'un alchimista che.

volle esaminare di nuovo la fiala. di nobiluzzi spiantati. In tale occasione Alessandro VII fa perfino murare nella parte interna di Porta del Popolo. (2)Ernesto Masi. l'ex-regina si dà a proteggere le scienze. Di questo strano tipo di donna è restato in Roma un ricordo: una bocca di vasca. sia per la maschia figura. *** Cristina Alessandra era donna dottissima per i suoi tempi. volle dar prova d'animo virile tirando per divertimento tre colpi di cannone. La corte dell'ex-regina si componeva di donne equivoche. alle quali un dolce calore ridava le vitali apparenze". tanto che i cuntemporanei la soprannominarono "la divina musa". Le prime sedute dell'Accademia di Camera (che si occupava di scienze morali) furono tenute nel palazzo Farnese. senza freno morale. altra ora disponibile! Così l'illustre fondatore del metodo sperimentale. che ella chiamò alla sua corte. in conseguenza della quale morì l'11 febbraio 1650. [fu posta questa marmorea memoria]. 228 (Zanichclli. Presa da ardor bellicoso. e le ultime sono state nella terza abitazione di lei. alle cinque del mattino per dissertare sulla filosofia innanzi a un aristocratico uditorio. nel suo cinquantaquattresimo anno di vita. dopo che la svedèse la ebbe esaminata. si diede premura di invitare quella sovrana a visitare il suo laboratorio. all'avviso di Cristina Alessandra. di dilettanti. nel febbraio del 1657. E la palla fortunata sorge ancora come trofeo in mezzo all'ampia tazza di granito di quella fontana che forma vago ornamento (in via della Trinità dei Monti) sotto il padiglione delle elci secolari dinanzi al prospetto dell'Accademia di Francia. Stabillita che si è in Roma. per la quale non trovò ora più adatta della aurora. Dalla palla forata guizza un bel zampillo. di ciarlatani. divulgatore della lanterna magica. con l'epigrafe: FELICI FAUSTOQ. il quale. Era un miracolo somigliante a quello del sangue di San Gennaro. con le sue esigenze. Però quella visita non recò fortuna al gesuita tedesco. Tra gli occultisti è da notare il celebre gesuita tedesco Atanasio Kircher(2). allora. commossa pel grande onore di essere stata fra le mani di una regina tanto illustre. le mostrò un esemplare di palingènesi. un giorno. Ella vi si recò e il Kircher. Poverina! non aveva in tutta la giornata. che il 5 ottobre 1690 prese il nome di Arcadia. p. statole assegnato per dimora. il mago. Per quanto immensamente dotta e intelligente. correndo dietro a illusioni fantastiche. Egli soleva tenere la fiala sul davanzale della finestra e. Pur tuttavia. INGRESSUI ANNO. fece anche la conoscenza di scienziati e di occultisti. Cristina. passava d'amore in amore. MDCLV. DOM. Egli pensò che essa. il terzo prese nel segno. di avventurieri. la trovò crepata pel gelo. La storia di qnesta bocca è narrata dal Maes nelle "Curiosità romane " in tal guisa: "Un giorno Cristina di Svezia si recò a visitare Castel Sant'Angelo. Saggi di Storia e di Critica. la soprannominò "il Maschiotto". La gran dama svedese assunse il nome accademico di Basilissa. cagionò la morte. si fosse sdegnata di doversi mostrare ancora a chi era da meno di lei (3). cioè al palazzo Riario (presentemente Corsini).nobiltà e dai prelati. Bologna. Due colpi andarono a vuoto. egli tornò a posarvela. fu costretto a recarsi a Corte tutti i giorni. (1) Pel fortunato e felice ingresso [di Cristina Alessandra in Roma]. essendo ella una nobile convertita. essendo già stabilito in Roma da vent'anni. alla Lungara. pochi mesi dopo parti dall'Urbe. protesse anche quanti si . a Stoccolma nel 1649. in mezzo a un continuo turhinio di maldicenze. a bersaglio dei quali prese la porta di ferro di villa Medici (sul monte Pincio). il papa sopportava tutte le sue stravaganze e la compagnia di saltimbanchi e di depredatori che l'attorniava. e crea quell'Accdemia di Camera. (1) Ciò avviene il 20 diccmbre 1655. Ella si dedicò a studi severi e predilesse la compagnia dei dotti. Tra i primi merita special menzione il Cartesio (1). si spingeva a eccessi che la diffamavano e. col freddo clima dei paesi nordici. "In una fiala dal lungo collo egli conservava le ceneri di una pianticella. le successive lo dovettero essere nel palazzo Mazzarino (seconda abitazione romana dell'ex-regina). ella era però vanitosa. Di fatti ella volle prendere da lui lezione di filosofia. che ricade nella gran tazza e gronda nel sottostante bacino ". Cristina. ma quando. posta a guardia della Città leonina. Il popolino di Roma. tra le altre cose. che in qnel tempo era una specie di fortezza. da ponte Milvio al palazzoo Farnese. e del quale. scialacquando il suo appannaggio. nell'inverno del 1649-50. che per gli esercizi di equitazione e gli sport ai quali si dedicava. Ne seguì che prese una infreddatura. 1906). una lapide commemorativa tuttora esistente. le lettere e le arti. di ladri e di sicari (2). nell'anno 1655.

L'abate Cancellieri. Rom. e dietro la località costituente oggi la villa Caserta. che colla giunta dell'erba. a S. ebbe una giovinezza tempestosa. scoperta nella villa Palombara " dice che fu acquistata nel 1620 da Oddone Palombara. ch'erasi fatto fuggire l'uccello dalla gabbia.. I Conservatori erano i consiglieri comunali. uno sulla via Merulana e uno sul viale Manzoni. la quale mancava. con dirle. Così giunse anche .-E. Nell'anno 1656. cioè dai primi del 1656 .fin dalla sua venuta in Roma. Frequentava la conversazione della regina il marchese Massimiliano Palombara. Il Cancellieri. con cancello di ferro. fece aprire a forza il ripostiglio. e che pure studiava l'arte di far l'oro. 128. Gli fu tuttavia accordato e partì. viaggiò in gran parte d' Europa. (3) ALPHONSE GALLAIS. Nella prima via era. Aveva cinque accessi: tre sulla strada Felice (presentemente via di San Vito). e la pregò di dargli un ripostiglio. che da lui ha nome. Inscript.. trovò congelato il liquore. ambedue perfettissimi in tutte le loro rispettive qualità. cioè più al S. invitò i dilettanti di una tal arte ad andare a fare in essi le loro operazioni. ma che lo bramava chiuso a due chiavi di mappa diversa. "incontro a Sant'Eusebio. la motteggiò. illustre e noto archeologo del secolo passato (4).. fatti costruire nella propria abitazione [al palazzo Farnese] vari laboratori.. (4) Francesco Gerolamo Cancellieri nacque a Roma nel 1751 e mori nel 1826. rammentandole la permissione di prevalersi di uno dei suoi laboratori. della quale oggigiorno non resta che un piccolo lembo. scrive quanto segue: "Ella.occuparono di scienza e di filosofia. Visconti e Filippo Waquier de la Barthe sopra la statua del Dioscòbolo. durante la sua assenza. in latino Cartesio. Un altro ingresso . II. e nel 1637. pag. La villa Palombara confinava a N. T. Alfonso. di rimpetto ai Trofei di Mario e prima del cancello di ferro della villa" (1) v'era una porticina (la porta magica). col viale Manzoni. p. (2) Atanasio Kircher nacque a Geisa [in Germania] circa il 1601 e mori a Roma nel 1680. ed avendoglielo (quella) accordato. dal cancello settentrionale del giardino di piazza Vittorio Emanuele fino al viale Manzoni. disegnata nel 1748. B. dell'appezzamento. presso Loches Indre et Loire.per un insieme di circostanze . e in ultimo. 142. che serviva al compimento dell' operazione. come or ora s'è detto. che ne parla nelle "Dissertazioni epistolari di G. Tra queste vanno menzionate quelle riferentesi alla fabbricazione dell'oro. dal precedente proprietario. con la strada Felice (detta in seguito via di San Vito e convertitasi poi nella piazza Vittorio Emanuele).. all'angolo N. a O. che fu Conservatore nel 1651 e nel 1677 (5). Essendogli stato da lei narrato l'avvenimento. nacque nel 1596 all'Aia.E. si stendeva la villa Palombara.-E.a sovvenire gli esperimentatori e a porger loro le comodità per eseguire esperienze. presentossi di nuovo alla regina. e al N.000 m. a riguardo di lei e della fabbricazione dell'oro. Il nostro archeologo aggiunge anche questa importante notizia: " Si presentò un giorno alla regina un giovane oltramontano. Paris. col giardino Gaetani. poichè ella si interessava di crisopea. e le disse. in larghezza. incominciò egli il lavoro. Les mysteres de la magie. due vasi d'un liquore. Esaminando la pianta di Roma del Noili.000) per le fabbriche e i terreni. a via Merulana. pag. si rileva che il latifondo aveva a un dipresso la forma d'un esagono irregolare. marchese di Pietraforte. dopo avervi fondato quel museo. 290. poco discosta da questo. Dopo qualche mese. ad oggetto di custodire in esso. IL MARCHESE E IL PELLEGRINO. l'altra presso di lui. Si estendeva. e presi i vasi. Noi ne conosceremo tra breve il motivo. dopo non molto tempo.nella primavera dell'anno 1656. al S. una delle quali rimanesse presso la regina. pubblicò l'immortale "Discorso del Metodo". pentirsi del motteggiamento (6) ". non vedendolo tornare.000 scudi (pari a lire 35. q.) che in seguito vennero aumentate. 1911. longitudinalmente. con la villa Altieri. Soggiunge che in quell'epoca si componeva di 30 pezze di terra (circa 80. e. e convertito uno in oro e l'altro in argento. il duca Alessandro Sforza. sarebbe diventato oro. dietro il posto occupato presentemente dalla chiesa di S. che gettò le basi di una nuova filosofia. nota 2. (6) FRANCESCO CANCELLIERI. irritata di essere stata derisa. Dissertazioni epistolari sopra la statua del Dioscobolo. che aveva bisogno di andare altrove per trovare un'erba. dal cancello meridionale del detto giardino fino alla via Merulana. Dopo molto tempo tempo la regina. 3. con la via Merulana e col giardino Manganetti. un'ingresso secondario. con lo sborso di 7. Il fatto ora esposto è da ritenersi sia avvenuto . (5) GALLETTI. (1)Renato Descartes. Dovette però egli. (Roma 1806). somministrando loro quanto occorreva per eseguirle". veniva l'ingresso principale.

del quale parla il Cancellieri. *** Il marchese Massimiliano Palombara viveva nella sua villa . e la porticina era. "Entrato nel laboratorio. messe nella sala. Tutto il terreno era diviso in due parti distinte: la villa propriamente detta. e l'ultimo era situato nell'ora viale Manzoni. fece aprire la porta con violenza. la marchesa Barbara Savelli Palombara Massimi. che era pieno di un liquore. e vide. e presentossi al marchese con un mazzetto d'erba nella mano. Niuno rispose. Nella detta villa fu rinvenuta una riproduzione del Discobolo di Alcamene. ed egli gl'ingiunse di condurlo a sè. ma. La villa a quanto n'è dato arguire. non vi erano più neppure le tracce dell'ingresso principale. voleva col fatto dimostrargli. S'era probabilmente. essendosi inoltrato molto il giorno. il quale subito corse ad avvertirne il padrone . desiderava d'osservare come egli lavorasse e a qual termine fossero i suoi lavori. cinque piccoli edifizi. incontro a Sant'Eusebio. al N. che ardeva sotto di esso. in quello stesso anno. una semplice cornice. perchè forse tuttora dormiva. nella via di San Vito. Il pellegrino si fece dare la chiave della stanza del laboratorio. fece picchiare alla porta per destarlo dal supposto sonno. "Saputosi il curioso fatto dalla regina di Svezia. non era alta da terra. inoltre. promettendo al credulo marchese. che l'opera era difficile. ma dai servi gli fu detto. dei quali non mi è stato possibile accertare la destinazione. e fattone poscia esperimento. entrò uno.pel portone che sta sulla strada. come se qualche cosa ricercasse. che ora è conservata nel museo vaticano (sala della Biga). Infatti. nel 1806. trovò essere oro perfettissimo. e. Si lasciò sedurre il marchese dalle promesse del pellegrino. Ubbidì il servo . e nel muro esterno del casino. temendo fosse stato sorpreso da qualche grave male. e che si lasciasse naturalmente estinguere. perchè nulla aveva richiesto per la sua opera". si compiacque di poter restituire al mottegiiatore i ricevuti motteggiamenti" (3). il quale mostrava all'aspetto di esser uomo ingenuo ed onesto. Non esitò il marchese a mostrarglieli ". nè appariva di essere impostore e mendico. signora coltissima. Quindi abbrustolita e polverizzata l'erba che aveva raccolta. *** "Venuta la mattina. trovò l'operazione ben diretta. e che. ed ordinò che non si aggiungesse altra materia combustibile al fuoco. il quale si pose a girare e a guardare sul terreno. nel 1680 li fece incidere in marmo. parte sul portone posto sulla strada. La raccolse e la sentì pesante. andò in deperimento. per altro. e il pellegrino. in memoria di un tale avvenimento. che ancora non aveva aperta la stanza del laboratorio. . Fu veduto da uno dei servi del marchese. Alla morte della marchesa Barbara passò a nuovi proprietari: successivamente dovette essere venduta a vari acquirenti. Allora entrato in quella del laboratorio. che cercava quell'erba che teneva in mano. e questi enigmi e iscrizioni sono le ricette per la manifattura dell'oro". a qual fine erasi introdotto nella villa. casino che sembra esser rimasto in piedi fino oltre il 1870 (2). Gli rispose il pellegrino. (e quest'iscrizione riguarda la invenzione e l'esistenza dell'erba. ma non impossibile ad eseguirsi . essendo uscito forse da una finestra che. Al centro della tenuta s'innalzava il "casino". ma che. che nella seguente mattina sarebbe stato compìto. la quale conduce da Santa Maria Maggiore a San Giovanni in Laterano (cioè pel portone che dava sulla via Merulana). onde. e che egli poi gliene avrebbe svelato l'arcano. . che altro non bramava. ed una striscia di materia congelata di color d'oro sul pavimento istesso. vestito da pellegrino. la gettò nel crociuolo. all'autunno dell'anno 1656. Presentemente tutto quel vasto appezzamento è solcato da strade od occupato da case e palazzi. e le vigne al S. aveva stabilito il suo laboratario nel pianterreno del casino. oltre varie iscrizioni. Il marchese Massimiliano. stando in pianterreno. Aspettò impaziente qualche altro tempo. che il pellegrino non era nella stanza assegnatagli. come s'è detto. "Una mattina . accennata di sopra. per essere in caso di osservare di quando in quando il lavoro. in quel sito). aveva di già assunto il modesto titolo di "Orti Palombara". senza imposte. sapendo quanto il signore della villa si dilettasse dell'arte di far l'oro. Dimandogli. Il pellegrino però non mancò alla promessa fattagli di svelargli l'arcano. Sopra il tavolino del laboratorio lasciò una carta in cui erano delineati e scritti vari enigmi. ricercò subito il marchese del pellegrino. La villa possedeva. sulla strada. murata all'esterno di un muro di cinta.secondario si trovava al canto dell'ora via Alfieri con via Merulana. parte intorno ad una piccola porta (la porta magica). trovò il crociuolo rovesciato sul pavimento. e dimandò di dormire nella notte seguente in una stanza contigua al laboratorio medesimo. si recò subito al casino . in prossimità del canto che questo forma con via Merulana. Nel 1870. la quale come si è detto conduce da Santa Maria Maggiore a San Giovanni in Laterano (cioè posto sulla via Merulana). In breve tempo la famiglia Palombara si estinse: ultima sua rappresentante era.scrive il Cancellieri nella summenzionata opera . affinchè niuno andasse a guastare l'operazione. dama dell'ordine della Crociera. da quell'amatore di alchimia che era.

Nel 1660 morì il re di Svezia e allora la Riformatrice del Nord si recò a Stoccolma. Anche il palazzo Farnese fu svaligiato .cioè mentre avveniva il primo de' narrati fatti . vendette piatti. ma li rimpegnò subito per conto proprio. Cristina Alessandra. le mandò qualche regalo di commestibili. Si immaginava inoltre Cristina di conoscere il segreto di campare più di un secolo. spegnò è vero i gioielli di lei. e non di rado avveniva che le spalle forti del bolognese avessero a rimaner dolenti delle busse che lei indispettita di non veder sortire il bramato effetto. (1) Masi. per le eccessive spese incontrate. il conte fece man bassa su ogni cosa: quadri. sede ufficiale dell'Arcadia. poco mancò che non ne rimanesse vittima. a San Pietro in Montorio.REGINA DI SVEZIA. ai quali si aggiunsero allora l'alchimia e la ricerca della pietra filosofale. che poi passò all'orto dei francescani. In seguito. per la brama di far scoperte «si mise attorno un bolognese. op. che era un gran ciambellano ladro.. di nome Bandiera. È da ritenere che sia stato durante il soggiorno a Pesaro. nell' estate del 1666 . per predisporvi il suo ritorno. ma poi fece crescere le guardie al Quirinale e custodire a vista lei e quella schiuma dei suoi cortigiani (1). ché sarebbe incappato nel bargello. Giunse colà nel giugno di quell'anno. del Comune di Roma. recatasi al palazzo Riario. non convenendole metter campo a rumore. Ma l'astuto ministro di Luigi XIV temporeggiò. che il gran ciambellano non si lasciasse vedere. Fu colà che ella commise un gravissimo abuso di potere. nota 2. In pari tempo le fece sapere. Dopo quanto era avvennto al palazzo Farnese. del quale Luigi XIV fu tanto indignato che la fece pregare di partire immediatamente dalla Francia. a corto di denari. e che se ne sia rallegrata con lui per iscritto. Stanca d'attendere in Italia la risposta del Mazzarino. stessa nota. non vedeva di buon occhio quella vicinanza. sicchè fu costretta a impegnare le proprie gioie. 3. era di ritorno in Roma. dopo tanta travagliata esistenza. e cavò persino l'oro e l'argento dai ricami dei vestiti. che infatti lo furono.si trovava. Brano tratto dalla "Nuova miscellanea . (2) Si consulti la "pianta di Roma nel 1870". Questi però. per farsi riconfermare le rendite. per mezzo del cardinale Decio Azzolino. (1). Cristina Alessandra aveva lasciato Pesaro. rimontante alla guerra dei Trenta anni. insieme al quale attendeva di continuo ai lambicchi e ai fornelli. cit. Op. tappezzerie. vassoi e candelabri. alle lettere. Sapendo le ristrettezze in cui ella versava. A tal riguudo si sa ch'ella. scelto qual nuova abitazione. prossimo a quello del Quirinale. mentre il conte Santinelli compiva le note prodezze. nuovo imperatore dei Romani. VICENDE DELL' EX. che l'ex-regina abbia avuto contezza del fatto avvenuto al marchese Palombara. nel 1690. e tosto sperimentatolo. sapeva fargli somministrare. alla Lungara. entrò nella nostra città silenziosamente e prese stanza al palazzo Mazzarino (ora Rospigliosi). Allora decise di recarsi in Francia per farsi pagare dal cardinal Mazzarino un preteso credito. donde mandò a Roma il conte Francesco Maria Santinelli. (2) La sala accademica fu chiamata "serbatoio". ed avendo essa un giorno letto nel «Mercurio Galante» un'altro segreto di simil genere. La regina Cristina di Svezia in Italia.cit. capitolo VIII. Ella allora tornò in Italia e si fermò a Pesaro. cit. agli studi. il 15 maggio 1658. ed era tornata in Francia.. e al giardino che adorna l'edifizio fu dato il titolo arcadico di Bosco Parrasio (2). p. e le truffe del conte Santinelli. Il conte Santinelli fu perciò inviato da lei a Vienna. Sua Santità a cui erano ben note e la condotta della illustre convertita. Nel palazzo dei Riari (ora Corsini) la Accademia di Camera tenne importanti e sontuose sedute. cominciò per lei un periodo non brillante. di scienze e lettere. a riverire Leopoldo I. Rientrò in Roma il 20 giugno di quell'anno e riprese le sue occupazioni ordinarie d'arte. Colà si trattenne fin quasi alla metà dell'anno 1662. (3) CANCELLIERI: Op.(1) CANCELLIERI. mobili e persino il piombo dei cornicioni. (1) CLARETTA. ma in compenso calmo. *** Basilissa tornò adunque alle conversazioni geniali. *** La Pallade svedese. suo consigliere.

che altro non era che il pellegrino del Marchese. e due putti. Difatti. Al disopra dell'urna un bassorilievo. nella cattedrale d'lnnsbruck. oltre che da un gran bassà. e per di più da affidargli la chiave del suo sancta sanctorum? Chi conosce il carattere romano. viveva . Rientrò in Roma. dove rivide l'ultramontano. lnnocenzo XII. sicchè alcuni anni dopo l'avvenuta trasmutazione. pel nostro marchese. addossato al secondo pilastro della navata destra di San Pietro. comparve la descrizione della mascherata. come la chiama il De Bildt (1). Sull'urna posa la corona reale. Il marchese Palombara viveva ancora nel 1680. E' da ritenere. Tornata ad Amburgo. opera dello scultore Lorenzo Ottone. semplice. CAETANI LOVATELLI (Roma. fu costretta poco dopo a partirne. il 22 novembre 1668. che però le venne tolta dal successore.000 scudi (L. *** L'ex-regina di Svezia. la salutò. Innocenzo Xl. passeggiando per quella via. da tamburini e trombettieri. negli "Avvisi" di Roma. si è potuto sapere il nome del personaggio che tanto accuratamente si celava. E' nato il dubbio chi fosse meglio accompagnata o la Contestabilessa (la Colonna) da ventiquattro turchi. non rimase nella nostra città fino al giorno di sua morte. da sei staffieri.avendo voluto celebrare con sontuosa festa l'elezione al pontificato (avvenuta il 20 giugno1667) di Clemente IX. furono deposte nelle Grotte del maggior Tempio della cristianità. Tlpografia dell'Accademia dei Lincei 1894). prova che. e dai romani le vennero fatte celebrare ventimila messe. 95. tipo genuino di romano. con solenne cerimonia. insieme a ventiquattro cardinali. dell'ex regina non meno celebre. Le sue mortali spoglie. Consta di un'urna di diaspro. 60. In Svezia non fu accolta molto bene poichè i suoi buoni connazionali si erano stancati di quella sanguisuga. rappresenta l'abiura di Cristina a monsignor Olstenio e ad altri dignitari della chiesa cattolica. poggiante sopra uno zoccolo di marmo africano.a quanto n'è dato immaginare . era la Grande Scienza. dove . ma se ne assentò per due anni. evitò di menzionare la persona di lui. l'epoca del suo decesso s'ignora. pei suoi tempi. ella non era cattiva ed è noto che largamente dispensò con la sinistra. dotato di una discreta coltura. reca la seguente leggenda: CHRISTINA ALEXANDRA D[EI] O[RATIA] GOTHOR[UM] VANDALORUMQUE REGINA (4). In alto un gran medaglione di bronzo dorato col ritratto della defunta. e cavalcava seguita da cavalieri vestiti alla turca. su disegno di Carlo Fontana (3). in fine in fondo.000). Ella era mascherata da Armida. LA FINE DEL PALOMBARA E DELL'EX-REGINA. fin dal momento del primo incontro.archeologica" di E. serie . festeggiatissima dalla Corte pontificia. I letterati che si riunivano in casa di . Ma v'è di più: la cura con la quale. opera di Giovanni Teudon.a contatto della nobiltà e del grosso clero di Roma. in mezzo ad una popolazione protestante . principessa Colonna. perciò. sostengono lo scettro e la spada. Sarebbero state davvero poco liete. assunto al pontificato nel 1676. parti da Roma il 22 maggio 1666 per recarsi ad Amburgo. Massimiliano Palombara. che non potessero restargli celati certi avvenimenti di Stato. Questo marmoreo sepolcro fu inaugurato nel 1701. il quale le spillò molto danaro. al palazzo Corsini. non può certo credere a tanta dabbenaggine.cagionò un gran tumulto. con veste leggerissima e bizzarra. accompagnata da questa arguta osservazione. che costò a quella città otto morti e venti feriti. buono. stabilitasi nel 1662 nel palazzo dei Riari. sì da essere eletto per ben due volte Conservatore al nostro Comune. o la Regina da ventiquattro cardinali (2). Cristina Alessandra non smentì la fama che aveva saputo acquistarsi. dovette sapere chi fosse il pellegrino e forse conoscerlo personalmente. Questa esuberanza di esequie non deve recar maraviglia: il nostro popolo le voleva bene. conobbe chi egli fosse e per qual motivo si celasse. L'ex-regina morì il 19 aprile 1689 in quella che è attualmente la quinta sala (quella dalle colonne) della Galleria Nazionale d'arte antica. sotto Clemente XI. nelle iscrizioni. Pag. come tra breve vedremo. le conseguenze della propalazione della personalità del pellegrino! Egli aveva ospitato un ricercato della Santa Romana Inquisizione! D'altronde si può mai credere ch'egli fosse tanto semplice da alloggiare in sua casa uno sconosciuto. Il giorno dopo. tra poveri e infelici alleviando tante e tante mi. Il nuovo papa le assegnò una pensione di 12. Il Cancellieri si limita a designare l'alchimista con l'appellativo di pellegrino. Maria Mancini. marchese di Pietra Forte. e nel carnevale del 1669 si fece vedere ad un balcone del Corso (ora Corso Umberto l). perchè complicandosi gli affari di Svezia. ma dopo lui. e dall'animo aperto a quella che. e se ne può ammirare tuttora il sontuoso cenotafio. ma venne fatto erigere dal suo predecessore.quanto con la destra ricevè dal Governo di Svezia e dal Vaticano.

che prese il nome di Bosco Parrasio. si diede allo studio della medicina. e perciò giustamente il Cancellieri lo chiama ultramentano. se non che altri autori. Cap. Borro. si vide ridotto a mal partito. in cui fu trasferita la sua sede. dimenticata dai più quantunque compia opera civile e istruttiva. studi che non terminò.nel 1675 . Contro le sdolcinatezze. come si può vedere nell'arme gentilizia delineata appiè del suo ritratto. Ammesso. Francesco Giuseppe Borri. a Roma. con riferimento all' ignoto pellegrino. un'altra istituì l'Accademia dei Quiriti. Ecco dunque chiarito il mistero. I1 suo cognome Burrus . che fu prefetto del pretorio sotto Claudio e che morì avvelenato da Nerone. A tal fine nel 1690. scissioni e trasformazioni. Plon. Borri pag. scrive quanto segue. alla quale Enrico V di Portogallo donò una proprietà. Dopo la morte di Innocenzo X. G. 24). fu fondata in Roma l'Accademia degli Arcadi. dipinto dall'Ovens e . Perciò il Borri conobbe la regina di Svezia prima del 1655. e finalmente unn terza si unì all'Arcadia. Calvari F. Quell'accademia si assunse il nobile compito di far risorgere la poesia italiana. IL FILOSOFO ERMETICO MILANESE Il prof. che assunse lo pseudonimo di Alfesibeo Cario. invece. nella sua opera "La Corte e la Società romana nei secoli XVIII e XIX ". che dopo avere ingannato il re di Danimarca. La sua famiglia discendeva . avvenuta nel 1655. (2) Silvagni. La biografia del nostro ermetista si riassume in brevi parole. Nel 1654. Difatti nel suo stemma è rappresentato un bisonte (non un torello). Christine de Suède et le cardinall Azzolino (Paris. che in seguito si sciolse. Una parte dei suoi membri. l'unione dei fedeli con gl'infedeli e la venuta del regno di Dio sulla terra) (1). (3) Secondo altri. pubblicato dal Messaggero di Roma. perchè venne licenziato per insubordinazione. (1) Allusione ad avvenimenti del 1655 e del 1656. un solo pastore. Tale nuovo pericolo fece decidere il Borri ad allontanarsi da Roma (probabilmente . (1) BARON DE BILDT. XV.magistralmente inciso dal Von Schuppen. cit. per iniziativa del Crescimbeni e di altri quattordici istitutori. per quanto bizzarra regina. figlio del medico Branda Borri. L'Accademia di Camera subì. mandata a soqquadro dalle barbarie del secolo XVI. creò l'Accademia degl'Infecondi. Difatti il nuovo pontefice. Primo Custode dell'Arcadia fu appunto il Crescimbeni. Guida di Roma. egli che era tra questi. stabilirono dopo la sua morte di non interrompere o distruggere il cenacolo. finse di correggersi. si presentò alla regina Cristina e la ingannò allo stesso modo. delle quali fu autore principale il cavalier Marino. Quest'ultima forma di cognome. appena asceso il soglio. Il nostro Giuseppe Francesco. Borri. a quanto m'è dato arguire. Nel secolo precedente a quello di cui parliamo (cioè nel secolo XVII) era stato in Roma lo astuto avventuriero Francesco Giuseppe Bono. ricercato dalla polizia pontificia perchè dava scandalo con le sue abitudini egocentriche e scapigliate. 389 (Roma 1894). che significa bue selvatico od uro. I. in Vaticano. essendo stato innalzato alla tiara (il 7 aprile dello stesso anno) Alessandro VII. dandogli ad intendere d'aver trovato la pietra filosofica. cioè nelle fondamenta della basilica del Rossellino. fece i suoi studi nel seminario dei gesuiti. il 16 marzo 1649. vol. 1899). aveva emanata l'enciclica contro i novatori. (4) NIBBY.molto probabilmente deriva dal latino volgare urus. e per aver ideato una riforma della Chiesa cattolica (voleva un solo ovile. della chimica e dell'alchimia. op. io l'ho desunta da diversi e talvolta anche discordi autori.. è la vera. pag. dominata forse da egoistici sentimenti di supremazia. gli sdilinquimenti e le pastorellerie degli Arcadi si scagliò il Baretti (1716-1789) con la sua "Frusta letteraria". nel Giugno 1914 (3) La tomba primitiva sta sotto la chiesa di San Pietro. e per aver confutato un certo dogma sulla Madonna. nemico dei novatori. (D. lo chiamano differentemente: Bona. David Silvagni.come asserisce egli stesso da quello Afronio Burro. Costui ingannò pure il marchese Massimiliano Palombara (Massimi) (2) ". in seguito. ossia il metodo per fabbricar l'oro. (2) Da un articolo dell'ABATIE CANCELLIERI: Maria Mancini Colonna.quella dotta. Giuseppe Francesco Borri (3) nacque a Milano il 6 Maggio 1627. mangiandole parecchie migliaia di scudi (1). Cagliostro. Quell'Accademia esiste tuttora in Roma. nelle cosiddette Grotte Vaticane. che parlano di tale avventuriero.

che fortemente dubitava di lui.. e il giorno seguente. il Borri tornò a Copenaghen. cioè dopo aver visitato Cristina Alessandra e il Palombara) ed a rifugiarsi nella sua nativa città. e fu constatato pure che egli. p. l'abiura pubhlica ed altri atti d'umiliazione e di penitenza (4) gli vennero imposti. "Tutti gli scrittori sono concordi nell'affermare che in quella città egli raggiunse l'apogèo della sua fortuna e della sua fama: per le sue cure meravigliose fu ritenuto medico insuperabile. per eseguire in essa le dovute pene". quando stavano per mettergli le mani addosso per arrestarlo. Il Se nato di Amsterdam lo fece cittadino di quella città: agli onori si aggiunsero i lauti guadagni che.lo condannò in contumacia "rilasciando. rafforzate dal fatto ch'eg1i con la sua vita fastosa s'era creato del debiti cui non poteva far fronte.senza rispetto alcuno per la santità del luogo . ma mal gliene incolse. spesso rapito in estasi. Discorso I. in mancanza della persona. Passarono così circa due anni. nella chiesa della Minerva. Orbene.verso la fine del 1656.su tavole imbandite sulle sedie o sulle balaustrate degli altari. Dopo le sentenze di Milano e di Roma. egli fuggì (1664) (1) senza che nessuno potesse raggiungerlo" (2). a Goldingen fu fatto imprigionare dal governatore. La cerimonia riuscì terrificante. Arrivato a Copenaghen si fece largamente sovvenire dal re Federico III. pare. passò in seguito ad Amsterdam. Il nostro filosofo ermetico. l'Inquisizione di Roma aprì un processo contro il Borri. Costretto a fuggire nuovamente. risolse di abbandonare la Danimarca e rifugiarsi in Turchia. Probabilmente nel 1669. e l'irrequieto popolino dell'Urbe. il Borri si recò in Alsazia e quindi si fermò alquanto a Strasburgo. di tali eresiarchi. sul petto e sul dorso dipintevi croci . ma anche ad Amsterdam. Questo. Il nostro alchimista. occultista e terapèuta. cabbalista. che terminò con l'abiura. (1) Dizionario biografico italiano. dove «Federico III gli concesse le più alte onorificenze e lo fece proprio consigliere e ministro» (3). l'abiura di quattro discepoli del Borri. alcuni dei quali (nel 1659) furono arrestati e processati da quella Inquisizione. in attesa della sentenza capitale. nella piazza di Compo di Fiori. Nel 1670 l'imperatore d'Austria Leopoldo I. cardinale Antonio Pignatelli (poi papa Innocenzo XII). lo condussero a una vita tuttaltro che sobria e umile.ad abiurare i propri errori. intitolato: L'ambasciata di Romolo ai Romani. come ad Amburgo carpì nuove somme all'ex-regina Cristina. ch'era eretico e che aveva alfine istituita una congregazione segreta di sacerdoti ribelli. aveva occupato il tempio fin dalle prime ore del giorno e mangiava e beveva allegramente . "Sotto le severe arcate di quella chiesa si erano raccolti principi e baroni. In quel periodo si svolse a Milano il processo intentato ai suoi seguaci. ma il carcere perpetuo. dove tornò ad esporre le dottrine sovvertitrici tra i fautori di ìdee progressiste ed a fare proseliti. (3) Cantù: Gli Eretici d'Italia. anzi. a lui avverso. vol III. scendente fino alle calcagna. fu portata per Roma sopra un carro. 29-30. o come allora si diceva . (2)Decio Calvari. nel quale non gli fu confermata la pena di morte. Il giorno seguente Il Borri fu costretto a ritrattare pubblicamente. dove si stabilì. sempre per la crisopea. come già a Roma e a Milano. op. Tale sentenza porta la data del 25 settembre 1672. Ai poveri prodigava i suoi aiuti e le sue medicine gratuitamente e tutti quelli che ricorrevano a lui se ne partivano guariti: "cavalieri e principi di Francia e di Germania venivano per le poste a consultarlo e conoscerlo " (3). lo feee consegnare al pontefice. mentre "il reo vestito degli ahiti dell'Inquisizione (tunica di tela nera. che leggeva il pensiero. (1664-1670) allo scopo di trasmutar metalli. quale aveva predicato ai suoi seguaci in Italia. cit. come risulta dagli atti del processo (il cui sommario si trova pubblicato in fine al libro di Gregorio Leti. come risulta dal sommario processuale "l'effige del detto Giuseppe Francesco Borri. che allora era Clemente X (Altieri) (1670-1676). dietro richiesta del nnzio pontificio. chè avviatosi per la Moravia. cardinali e ambasciatori in gran pompa. Subito dopo. fatte in data 2 marzo 1659 e 2 ottobre 1660. e . si metteva in comunicazione con gli spiriti. le proprie idee. dipinta al naturale in un quadro. la sua effige al cardinale progovernatore e suo luogotenente criminale. alla presenza di molti prelatì e di numeroso popolo. fu alchimista. sapendosi odiato dai cortigiani. il quale ordinò che fosse rinchiuso in una cella di Castel Sant' Angdo. voce Borri. compresi i due inquisitori. senza collare. riparò in Svizzera. accompagnato dalli Ministri di Giustizia. in quella metropolitana (26 marzo 1661). Il 2 gennaio 1661 seguì. nella chiesa della Minerva. . dove dal carnefice fu appiccata sulle forche e dopo abbruciata con suoi scritti" (2). Il 19 febbraio 1670 questo suo ultimo mecenate morì e gli successe il figlio Cristiano V. perchè appunto in quell'epoca ella partì nuovamente da Roma. per non tornarvi che nel 1668. "Nacquero bentosto negli scienziati e nei medici locali invidie e calunnie. gli angeli e i serafini. un vero taumaturgo. dopo i quali fu riaperto il processo (7 maggio 1672).riuscite vane le intimazioni. che fu stampato a Bruxelles nel 1671). Doveva correre allora l'autunno del 1666.

Il IV° medaglione. non vince te . determinò in quest'ultimo la volontà di esumare le carte con gli enimmi e le iscrizioni. avvinto da catene le mani e i piedi. anno.40. che vince le altre cose. Discorso I. p. una ricostruzione ipotetica della prigione e del gabinetto del Borri. Il suo significato è dunque questo: Tu. Un precursore milnnese di Cagliostro. (5) CALVARI. consta appunto di due camere e di sotterranei. "Esempio di alto valore" e Non te qui caetera vincit impetus. con un cero nella destra. sei incrollabile. Queste persone dovettero recarsi alla sua prigione. (2) Calvari. Dicono le iscrizioni: Naturae prodigium. in terra un fulmine colpisce un campanile.. ottenne che quest'ultimo fosse trasferito in carceri meno dure. in altre parole ne tessono l'elogio. "Le luci si trasformano in due astri" . non una voce si levò in suo favore! La gratitudine è fiamma che solo gli animi eletti sanno alimentare. Dopo l'abiura. op. il quale getta acqua dalla buccina che suona e dal tridente che impugna. Una prova della stima e della reputazione che il Borri godè presso il pubblico si trova nei quattro medaglioni che circondauo il suo ritratto. 39-. che . Difatti essi si riferiscono tutti a lui e ne esaltano le virtù e i poteri. con l'arte tua compi prodigi. (2) CALVARI. o Borri. Moltissimi lasciapassare.rappresenta un arciere che colpisce lo stemma del Borri. in quello angoscioso momento. Gli Eretici d'Italia. Dame e cavalieri desideravano il Borri nelle loro case. dove rimase fino al 1678. per persone malate.col permesso del pontefice era stato curato dal Borri e guarito miracolosamente. e che sono stati trovati tra gli atti amministrativi del forte. cioè della prima metà del 600. che è a destra.serie III volume II (1894). attendere alle ricerche ermetiche e frequentare a case patrizie. Significa: Tu. fascic. Mi consentano. che è dell'epoca del detto pontefice. o guariti. Numerosi salvacondotti. cit. e però è noto che gli fu destinato un locale composto di due camere con sotterranei (1). "La fonte stessa sparge le sue proprie acque". cit. Quanti infelici di questa nostra città non aveva il Borri soccorsi in altri tempi. (1) Commentarium. Tale casetta. (1) Nel 1911 è stata fatta in Castello. op. e fare apporre le epigrafi alla villa (1680). il Borri fu condotto nelle tetre carceri del SanfUffizio.che è alla sinistra del riguardante . Godendo così quasi di una lihertà completa. ti ridi della sorte. il II°. volume I (1910) p. Probabilmente fu il nuovo incontro del Borri che richiamando alla mente del marchese di Pietraforte l'avvenimento del 1656. La ricostruzione è stata intitolata: il Gabinetto dell'Alchimista. a sinistra. il popolino ch'era avido di gustarsi un atroce spettacolo. rappresenta il Sole e la Luna al disopra delle nuvole. per esercitare la sua professione. pag.rosse). 67. a castel Sant'Angelo. donde sorge la lontana supposizione che essa possa essere stata l'abitazione del nostro alchimista. e gli venisse anche accordato di crearsi colà un laboratorio alchimico. p. Reca queste iscrizioni: Virtutis exemplum. o Borri. furono anche rinvenuti. Vale: Tu. . 30-31. raffigura un uragano: in mare un vento furioso solleva una tromba d'acqua e capovolge un veliero. il Borri rivide Cristina di Svezia e la sua corte. in "Archivio storico lombardo". Dicono le leggende: Artis miraculum. o Borri. "La violenza. In quell'anno il duca d'Estrées. I detti medaglioui sono disposti ai quattro estremi dell'ovale che inquadra la figura: i due superiori (che distinguerò coi numeri I e II) sono circolari e i due inferiori (III e IV) ottagonali. In cit. (4) CANTU'. si mise a gridare a squarciagola: Al fuoco! al fuoco! (5) ". attratti dalla sua fama e dalla credenza nei suoi poteri straordinari e misteriosi (2). onde consultarlo. Il I° . d'Aprile. dal quale alcune frecce tornano contro il lanciatore. 180. rilasciatigli a tal uopo. rappresenta un tritone posto su di una fontana. ginocchioni s'un palco da patibolo. e Dum ludit luditur ipsa. (3) DE CASTRO. Significa dunque: Tu. lo provano chiaramente. con le sue portentose cure? Pure. 43. "Mentre scherza (la Sorte) è schernita".. Reca le leggende: Fortunae ludibrium. "Miracolo dell'arte" e Ipsa suas fons spargit aquas. perciò. Il III° medaglione. (3) Vedi tavola a pag. "Scherzo della sorte". nella casetta situata all'estremità orientale della seconda casermetta d'Urhano VIII. inciso del Van Schuppen (3). e certo anche il marchese Palombara. i lettori che mi dilunghi su di essi. Ancora oggi non si può precisare in quale prigione egli abbia dimorato. sei fonte di sapienza e di intelligenza. corr. Il medaglione a destra. ambasciatore di Francia. o Borri. adempiva le formalità processuali. Gli fu pure concesso di uscire liberamente da Castello. "Prodigio della natura" e In geminas formantur lumina soles. e passò intere notti al palazzo Riario accanto al fornello filosofico.

Bartholinum. pubblicata a Strasbnrgo ne1 1660. (2) Gentis Burrorum notitia. appo Pietro del Martello [Marteau]. il cui soggetto è l'estrazione del metallo dalle miniere. l'appellativo di ciarlatano. Con la morte dell'ex-regina di Svezia e con la elevazione al pontificato di Innocenzo XII.Termine Borri. 1681 piccolo in 12. che .come si è detto . Istruzioni politiche date al re di Danimarca. ma nella statuaria religiosa in tutte le immagini del bambino Gesù che tra le tre dita e che i preti dicono rappresentare il aperte regge una sfera sormontata da una croce così mondo governato dal principio-secondo della Trinità: mentre è tanto facile vedere che la formola esoterica ha rovesciato nella mano del bambino il segno astronomico e cabalico di Venere in . appellativo che non tange la sua elevata ed illuminata personalità. indirizzata al Borri. vedi pag 267-277. Di queste lettere. le altre sette della grand'opera. della congelazione del mercurio e di alcuni segreti metallurgici e cosmetici (di queste nel "Commentarium" del 1911 ne furono ridate due. trattanti del mercurio e della fabbricazione della pietra. e una terza. Delle due prime lettere del gesuita milanese fu pubblicato un estratto dall'abate di Villars nel suo Conte di Gabalis o conversazione sulle scienze occulte. dove morì di febbri miasmatiche.la quale è una nuova attestazione della capacità scientifica del nostro filosofo ermetico. De vini generatione in acetum. al quale l'opinione pubblica odierna dà.la libertà pel ravveduto: per ordine di quel pontefice venne rinchiuso rigorosamente (1691) in Castel Sant'Angelo. Elementi della Magia Naturale e Divina. chimiche e curiosissime. Chiarito così il valore effettivo di lui. la decima infine ha per soggetto l'anima animale.3). con varie istruzioni politiche ed altre cose degne di curiosità. vedi pag. 77-78). Colonia.però . Kremmerz (Mondo Secreto 1898. il 20 di agosto dell'anno 1695 (1). Nota di Magia Pratica al n. Il Borri scrisse alcune opere di vario soggetto (2). col favore del quale si vedono varie letture srientifiche. B. in Colonia. e molti segreti bellissimi. anonima. APPENDICE Polivalenza di Significato e Pluralità dei Significanti L'occasione del dibattito è stata fornita da un passo di G. Il nostro terapèuta.Al disotto dello stemma del Borri. I suoi nemici pubblicarono dieci sue lettere in un libro intitolato: La chiave del gabinetto del Cavalier G. Copenagen. che oramai volge al termine. de ortu celebri et usu medico. Marteau. necnon de artificio oculorum humores restituendi.Naturae omni parae se superantis opus. . la prima e la seconda (pubblicate nel "Commentarium" del 1910 n 2-10) trattano degli elementini o spiriti degli elementi. lasciò in Castello libri ed apparecchi. Borri. si legge quest'ultima iscrizione: Quid mirum si mira patrat mirabile . 1669. che fa ogni cosa?" . 1681. Epistolae duae ad Th. (1) Dizionario biografico italiano.reca in campo un bisonte. Il tutto è preceduto da una lettera ironica. decisio experimmtalis. con la leggerezza solita e propria degli ignoranti. che riportiamo per esteso: "Il segno dei tre mondi non è solo sul triangolo che rappresenta il Dio Onnipotente nelle chiese cattoliche. cioè "Qual alta maraviglia se egli (il Borri) compie dei miracoli e sorpassa l'opera della natura. cessò . torniamo alla sua biografia.

segno di purità dominatrice dei veri nei tre mondi. ha senso solo nell'astrologia geocentrica. in questo caso sferica e legata allo spazio locale. questi tiene un globo azzurro suddiviso. Madonna delle Grazie Vandermok: Il cerchio sormontato da una croce è il simbolo della Terra. Da quanto ho scritto in questi fascicoli del Mondo Secreto sulla pessima ed antiscientifica interpetrazione che i preti cattolici danno ai segni da essi adoperati. nelle "Madonne in maestà" con scettro nella destra e il bambino nella sinistra. solo nell'emisfero superiore. Venere non è il pianeta azzurro e l'orientamento dei due coluri cardinali (proiettati nel Cardo e nel Decumano nelle città romane ed etrusche) intersecanti il piano dell'orizzonte. i Tre Mondi sono quindi presenti. si ricava che un libro da farsi da chi ha mente. Kremmerz ritiene sia il glifo di Venere rovesciato ad opera della Chiesa. Ida La Regina: Venere non è il pianeta azzurro ma non lo è neppure la Terra! Lo sanno anche i bambini cos'è il "Globo Celeste"! . con la croce allo zenit. cioé ad un osservatore terrestre. scienza e tempo è questo di esaminare il simbolismo chiesastico al lume delle scienze occulte e del progresso delle scienze moderne". da tre coluri aurei. In realtà.

non è di questa Terra. Ma il regno di Cristo .Globo Celeste e Coluri Afrodite Urania: Il globus cruciger o crucifer simboleggia il potere temporale di imperatori cristiani e papi. Ecco perchè in mano a Gesù vi è la Sphaera Coelestis e non la Terra. Teophilus Costantino IX Monomachus Imperatore (Mazzo Visconteo) Imperatore (Mazzo Wirth) .secondo i cristiani .

Elisabetta II Tiara Giuseppegvs: Io sapevo che il globus cruciger rappresentasse l'antimonio. i cinque elementi in alchimia. cioè il sale nel suo significato più generale. anche la pluralità di simboli (o significanti) che possono avere lo stesso significato. Simboli alchimici dell'Antimonio Vandermok: Il cerchio. La sfera ha tre dimensioni. sormontato dalla croce. il passaggio dalla bidimensionalità alla tridimensionalità (e viceversa) non modifica il significato di un simbolo. Afrodite Urania: Esatto. una croce equilatera rappresenta il più in matematica. perchè contiene come sue parti microscopiche (rispetto alla di lei immensità) sia la terra. non si preoccupavano minimamente di rappresentare lo spessore degli oggetti tridimensionali. e non la sfera. La sfera celeste non è uno solo dei tre mondi. il globus cruciger non è sempre simbolo dell'antimonio. Ad es. significando . gli artisti egizi. la tradizione Indù assegnò all'elemento terra il simbolo del quadrato. Tutti i simboli.anche l'aspetto terreno dell'essere umano. e dell'antimonio (anti-monos) in alchimia. il triplice mondo in cosmologia etc. passando dalla scultura alla rappresentazione grafica. proprio perchè sapevano che il passaggio alla bidimensionalità non ne modificava il valore simbolico. sia l'uomo. Inoltre l'antimonio ha in alchimia molti altri simboli. oltre alla polivalenza di significato di uno stesso simbolo. Lo studioso deve perciò sempre tener presente. Platone e la tradizione greca gli assegnò quello del cubo. infatti. Seguendo il filo logico di Vandermok e Ida. io ho invece fatto riferimento al significato politico-religioso cristiano. Turba Philosophorum: Come si verifica spesso in alchimia. Non è la "sfera celeste" (o il regno dei cieli) solo uno di questi tre mondi? Ida La Regina: In linea del tutto generale. sono polivalenti: ad es. All'inverso. . ma in alchimia. è il glifo della Terra in astrologia. come ricordato da altri.come indicato da Ea nel caso del Rosone della Porta Ermetica .

pacis et armorum superis imisque deorum arbiter.. Ida La Regina: Se l'azzurro si riferisse alle "acque superiori" o "acque celesti". il mercurio è liquido e forma amalgame con metalli e metalloidi tra i quali l'antimonio che. Ida La Regina: Dice infatti ll'Inno a Mercurio. è quell'acqua da cui nasce mercurio. ma dall'alto e perciò circondano . e il secondo governava appunto l'azzurro oceano che circondava la terra. gli compete come colore simbolico l'azzurro. quindi l'antimonio che si ottiene dall'acqua di mercurio. laete lyrae pulsu. nel suo stato stabile. Sipex: Da un punto di vista chimico ed alchimico. infatti i tre fratelli olimpici. anche l'Olimpo! Poichè Giove è la divinità celeste. Hermes nasce sul monte Cileno in Arcadia ed è figlio di Zeus e di Maia (che si scrive con la "i" e non con la "y" come sovente si trova). ma Giove nel suo particolare aspetto di Juppiter Pluvius. Ade.. quem montibus olim edidit Arcadiis Pleias una Iovi. che assieme alle Iadi son figlie di Atlante (il reggitore del globo) e apportatrici di pioggia. tanto che delle stampe rinascimentali rappresentano mercurio che esce dalle acque con in mano il globo con la croce. Il dio delle acque celesti non è affatto Poseidone. alato qui pede carpis iter. Posidone. l'identificazione della sfera azzurra con il cielo non cambierebbe di una virgola. 663 e sgg): "Clare nepos Atlantis. nitida quoque laete palaestra.La sfera crucifera dell'Antimonio Globo Celeste contenente la Terra Vandermok: L'azzurro può riferirsi anche alle acque superiori. e non l'Olimpo. riportato da Ovidio nei Fasti (V. Zeus. Dal punto di vista del mito. come anche su alcune sue confusioni (o identificazioni) con altri elementi. ha un aspetto metallico bianco-azzurrognolo. Giuseppegvs: ma io so che l'acqua legata al globo con la croce. .. ades. che gli astrologi hanno puntualmente assegnato anche al pianeta che reca il suo nome.. si è già detto in questo stesso quaderno. Le acque superiori o celesti circondano la Terra. una delle Pleiadi. cioè datore di pioggia. Per l'importanza dell'antimonio in uno dei metodi per preparare l'oro. si dividevano questi mondi. in cielo. perchè le acque celesti ovviamente si trovano . simbolo dell'antimonio.

La croce sulla sfera azzurra potrebbe però indicare non solo una prospettiva aberrante. oppure nel misterioso verso dantesco: Vergine Madre figlia del tuo figlio. rappresentasse un'aberrazione.quo didicit culte lingua docente loqui. Nella loro forma più completa le discese avatariche sono state teorizzate dalla religione Indù. i Re Magi hanno deposto i Tre Doni davanti al bambino. che percorri lo spazio coi piedi alati. . Ne la Tradizione Ermetica. Evola cita un verso piuttosto uroborico della Turba Philosophorum a questo riguardo: La madre genera il figlio. Kremmerz ne dà una spiegazione. Vandermok: Un bambino sorregge il globo insieme alla madre. passando dall'esoterismo alla religione. che certo rappresenta anche il quaternario elementare nel simbolo del polo o centro rotante. questo farsi Uomo del Dio.. . arbitro di pace e di guerra per gli dèi celesti e inferi. Kremmerz ha solo sottolineato la distorsione di significato che inevitabilmente si produce in un simbolo. uno in particolare..." Vieni o illustre nipote di Atlante. tutte cose che sanno anche i bambini. agli occhi pagani. il figlio genera la madre e l'uccide. che è notoriamente politeista. . così Cesare e Dio si sono divisi. Certo. o volendo: Merlino è andato nella sua foresta e Artù è rimasto da solo sul trono. Che poi questo sacrificio. che ha strozzato due serpenti nella culla e ha succhiato il seno di Hera/Giunone così forte da farsi scaraventare via. Madre e figlio nell'incesto filosofale alchemico. attraverso la croce stessa.. piuttosto che l'operazione contraria. è naturale. tu per il cui insegnamento la lingua apprese a parlare con eleganza. Turba Philosophorum: ?? Per i pagani un'incarnazione divina non costituisce affatto una aberrazione. lieto del suono della lira e lieto anche della lucente palestra. Tornando al fatto che la croce della materia stia sopra la sfera. che un tempo a Giove partorì una delle Pleiadi sui monti dell’Arcadia. e lo schizzo di latte in cielo ci ha dato la Via Lattea. ma una preferenza per la via sacrificale-tellurica. Piaccia o no.