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Elettrotecnica 1: Rocco Rizzo

Dipartimento di Ingegneria dell’Energia e dei Sistemi
I SISTEMI TRIFASE
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 1 di 152
SISTEMI TRIFASE: INTRODUZIONE Rocco Rizzo
Introduzione
¯
Z
1
˙
E
1
˙
E
2
¯
Z
2
˙
E
3
¯
Z
3
Generatori e carichi generici;
Collegamenti casuali;
Nella realtà, l’uso di generatori particolari e di opportuni sistemi di trasmissione e distribu-
zione dell’energia elettrica possono portare notevoli vantaggi sia dal punto di vista tecnico,
sia dal punto di vista economico.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 2 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Principali vantaggi
Alcuni dei principali vantaggi nell’uso dei Sistemi Trifase rispetto a quelli monofase sono i
seguenti:
1
La potenza istantanea, sotto specifiche condizioni, è costante nel tempo;
migliore sfruttamento delle linee elettriche (a parità di potenza trasmessa e di
tensione di esercizio, le linee trifasi sono più leggere e presentano minori
perdite di quelle monofasi);
minori sollecitazioni meccaniche sulle macchine elettriche;
2
Possibilità di generare campi magnetici rotanti in maniera semplice;
costruzione di motori elettrici più leggeri ed efficienti;
3
Semplicità costruttiva dei generatori di tensione;
Nelle prossime lezioni, per alcuni di questi vantaggi saranno date opportune dimostrazioni.
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Generatore di tensione monofase: schema semplificato
S
t
a
t
o
r
e

.


1
1
t
avvolgimento statore
Rotore
avvolgimento
rotore
avvolgimento
rotore
S N
¯
B
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Generatore di tensione monofase: principio di funzionamento

.


1
1
t
¯ a
n
1
S N
¯
B
θ =0° θ
ϕ
c11
(θ)
ϕ
c11
(t ) = B S
spira
n cos θ
θ =360.0°
θ
=
9
0
°
θ
=
1
8
0
°
θ
=
2
7
0
°
θ
=
3
6
0
°
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Generatore di tensione monofase: principio di funzionamento

.


1
1
t
¯ a
n
1
S N
¯
B
θ =0°

m
θ
ϕ
c11
(θ)
ϕ
c11
(t ) = B S
spira
n cos θ
θ =360.0°
θ
=
9
0
°
θ
=
1
8
0
°
θ
=
2
7
0
°
θ
=
3
6
0
°
Ωm =
θ
t
= costante, in modo che: freq = 50 Hz
t
v
11
(t )
v
11
(t ) = −

c11
(t )
dt
= V
11

max
sinΩ
m
t
t =20 ms
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Generatore di tensione trifase: schema semplificato
S
t
a
t
o
r
e

.


1
1
t
¯
a
n
1
.



2
2
t
¯
a
n
2
.


• 3
3
t
¯
a
n
3
1
2
0
°
1
2
0
°
1
2
0
°
S N
¯
B
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Generatore di tensione trifase: principio di funzionamento

.
.

.




• •

1
1
t
2
2
t
3
3
t
S N
¯
B

m
t
v
11
(t )
v
11
(t ) = −

c11
(t )
dt
= V
11

max
sinΩ
m
t
t =20 ms
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
t
v
22
(t )
v
22
(t ) = −

c22
(t )
dt
= V
22

max
sin(Ω
m
t −

3
)
t =20 ms
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
t
v
33
(t )
v
33
(t ) = −

c33
(t )
dt
= V
33

max
sin(Ω
m
t −

3
)
t =20 ms
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Generatore di tensione trifase: rappresentazione circuitale

.


1
1
t
.



2
2
t
.


• 3
3
t
S N
¯
B
1
/
v
11
(t )
1
2
/
v
22
(t )
2
3
/
v
33
(t )
3
_
¸
¸
¸
¸
_
¸
¸
¸
¸
_
v
11
(t ) = V
11

max
sinωt ;
v
22
(t ) = V
22

max
sin(ωt −

3
);
v
33
(t ) = V
33

max
sin(ωt −

3
);
t
v(t )
v
11
(t )
v
22
(t )
v
33
(t )
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Generatore di tensione trifase: osservazioni
A valle della descrizione del principio di funzionamento di un generatore trifase di tensione è
possibile fare le seguenti osservazioni:
1
L’angolo di cui sono sfasati fisicamente gli avvolgimenti sullo statore (angolo “meccanico“)
determina l’angolo di sfasamento elettrico delle tensioni;
nei sistemi trifase tale angolo è pari a

3
= 120°;
2
Scelto un verso di rotazione, l’ordine con cui le tensioni si succedono nell’assumere un
determinato valore (p.e. il valore max) è detto ”sequenza delle fasi”;
3
Se il rotore ruota in senso orario, la sequenza delle fasi è: 1 →2 →3; se il rotore ruota in
senso antiorario la sequenza delle fasi è: 1 →3 →2
4
Di solito si fissa come riferimento il senso orario e si chiama:
”sequenza diretta” quella per cui le fasi si susseguono nell’ordine 1 →2 →3;
”sequenza inversa” quella per cui le fasi si susseguono nell’ordine 1 →3 →2;
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Generatore di tensione trifase: rappresentazione fasoriale
s
e
q
u
e
n
z
a
d
i
r
e
t
t
a
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
v
11
(t ) = V
11

max
sin ωt ;
v
22
(t ) = V
22

max
sin(ωt −

3
);
v
33
(t ) = V
33

max
sin(ωt −

3
);
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
11
= V
11

eff
;
˙
V
22
= V
22

eff
e
(−j

3
)
;
˙
V
33
= V
33

eff
e
(−j

3
)
= V
33

eff
e
(j

3
)
;
asse reale
asse immag.
0

15

30

45

60

75

90

105

120

135

150

165

180

195

210

225

240

255

270

285

300

315

330

345

˙
V
11

˙
V
22

˙
V
33

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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Tensione trifase: definizioni
Vmax
−Vmax
t
v(t )
v
11
(t )
v
22
(t )
v
33
(t )
Un insieme di 3 tensioni: sinusoidali, iso-
frequenziali, sfasate tra di loro di un angolo
pari a 2π/3 (120°) e di uguale valore max,
si dice:
Sistema SIMMETRICO di tensioni trifase
or
Terna SIMMETRICA di tensioni trifase;
Si può avere:
terna simmetrica di sequenza diretta se, con verso orario, le fasi si susseguono
1 →2 →3;
terna simmetrica di sequenza inversa se, con verso orario, le fasi si susseguono
1 →3 →2; (se verso antiorario⇒ 1 →2 →3)
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Tensione trifase: parametro α
Per descrivere in forma compatta una terna simmetrica di tensioni è possibile definire un operatore matematico α, detto fattore
di rotazione che, applicato ad un vettore, ne effettua una rotazione in anticipo di un angolo pari a 2π/3 (120°). L’operatore α,
insieme alle sue potenze, vale:
α
0
= 1 ⇐ α = e
(j

3
)
= e
(−j

3
)
= −
1
2
+ j

3
2
⇒ α
2
= e
(j

3
)
= e
(−j

3
)
= −
1
2
−j

3
2
È possibile utilizzare questo operatore per costruire una terna di versori di sequenza diretta o di sequenza inversa:
asse reale
asse immag.
0

15

30

45

60

75

90

105

120

135

150

165

180

195

210

225

240

255

270

285

300

315

330

345

1
α
2
α
<
-
-
-
-
-
S
e
q
u
e
n
z
a
i
n
v
e
r
s
a
-
-
-
-
-
<
>
-----
S
e
q
u
e
n
z
a
d
i
r
e
t
t
a
-
-
-
-
-
>
Sequenza diretta: [1, α
2
, α]









˙
V
11
= V
eff
;
˙
V
22
=
˙
V
11
· α
2
; ⇒
˙
V
33
=
˙
V
11
· α;

˙
V
11

˙
V
22

˙
V
33

=

1
α
2
α

·
˙
V
11
;
Sequenza inversa: [1, α, α
2
]









˙
V
11
= V
eff
;
˙
V
22
=
˙
V
11
· α; ⇒
˙
V
33
=
˙
V
11
· α
2
;

˙
V
11

˙
V
22

˙
V
33

=

1
α
α
2

·
˙
V
11
;
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Tensione trifase: ulteriori definizioni
1
Per un sistema simmetrico di tensioni,∀t , la somma delle tensioni è sempre nulla:
v
11
(t ) + v
22
(t ) + v
33
(t ) = 0; (vale anche fasorialmente:
˙
V
11
+
˙
V
22
+
˙
V
33
= 0;)
Una terna di grandezza con queste proprietà è detta: TERNA PURA;
2
Tutte le terne SIMMETRICHE di tensioni sono PURE;
(non è vero il contrario: possono esistere terne pure che NON sono simmetriche);
3
Una terna di grandezze la cui somma è ,= 0 si dice TERNA SPURIA;
4
Le terne di tensioni che non hanno le caratteristiche delle terne simmetriche si
dicono TERNE DISSIMMETRICHE (sfasamento ,= 2π/3 e/o V
max
k
,= V
max
j
)
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Carichi e correnti trifase: definizioni
1
Se un sistema generico di tensioni trifase,
˙
V
11
,
˙
V
22
,
˙
V
33
, alimenta tre bipoli,
¯
Z
11
,
¯
Z
22
,
¯
Z
33
:
1
/
˙
V
11

1
2
/
˙
V
22

2
3
/
˙
V
33

3
1
/
¯
Z
11

1
3
/
¯
Z
33

3
2
/
¯
Z
22

2
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
allora le 3 correnti:
˙
I
1
=
˙
V
11
/
¯
Z
11
;
˙
I
2
=
˙
V
22
/
¯
Z
22
; e
˙
I
3
=
˙
V
33
/
¯
Z
33
;
costituiscono una TERNA DI CORRENTI TRIFASE; (le ampiezze e le fasi di tali
correnti dipendono dalle tensioni di alimentazione e dalle caratteristiche dei bipoli);
2
L’insieme delle 3 impedenze,
¯
Z
11
,
¯
Z
22
,
¯
Z
33
, costituisce un CARICO TRIFASE;
ogni singolo bipolo rappresenta una FASE del carico;
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Carichi e correnti trifase: ulteriori definizioni
1
Se
¯
Z
11
=
¯
Z
22
=
¯
Z
33
: il carico si dice CARICO TRIFASE EQUILIBRATO;
2
Se un carico EQUILIBRATO (
¯
Z
11
=
¯
Z
22
=
¯
Z
33
= Z e
j ϕ
) viene alimentato da una
terna SIMMETRICA di tensioni
˙
V
11
,
˙
V
22
,
˙
V
33
(di sequenza diretta or inversa), le
correnti valgono:
s
e
q
u
e
n
z
a
d
i
r
e
t
t
a
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
I
1
=
˙
V
11

Z e
j ϕ
= I
eff
e
−j ϕ
;
˙
I
2
=
˙
V
11
α
2
Z e
j ϕ
= α
2
I
eff
e
−j ϕ
; ⇒
˙
I
3
=
˙
V
11
α
Z e
j ϕ
= α I
eff
e
−j ϕ
;
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
i
1
(t ) = I
eff


2 sin(ωt −ϕ);
i
2
(t ) = I
eff


2 sin(ωt −

3
−ϕ);
i
3
(t ) = I
eff


2 sin(ωt −

3
−ϕ);
3
Una terna di correnti derivanti da tensioni SIMMETRICHE e carico EQUILIBRATO si
dice: TERNA TRIFASE DI CORRENTI EQUILIBRATE;
4
Se ∀t , i
1
(t ) + i
2
(t ) + i
3
(t ) = 0, la terna di correnti è PURA; in caso contrario la
terna è SPURIA; (le terne di CORRENTI EQUILIBRATE sono sempre PURE);
5
Se la terna di correnti NON gode delle proprietà delle terne EQUILIBRATE si dice:
TERNA TRIFASE DI CORRENTI SQUILIBRATE;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 16 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Collegamenti tra generatori e carichi
1
Gli avvolgimenti dei generatori ed i morsetti delle impedenze di carico possono
essere collegati opportunamente in modo da ridurre il numero dei terminali che in
genere sono 2 per ogni fase (6 se il sistema è trifase).
1
/
˙
V
11

1
2
/
˙
V
22

2
3
/
˙
V
33

3
Generatore
1
/
¯
Z
11

1
3
/
¯
Z
33

3
2
/
¯
Z
22

2
Carico
2
I due tipi di collegamento maggiormente utilizzati sono quello a stella “” e quello a
triangolo “∆”; (esiste anche un terzo tipo detto a zig-zag ma è usato solo in casi
molto particolari);
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 17 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Collegamento /
Nel collegamento /, i terminali finali (o iniziali) degli avvolgimenti del generatore e di
quelli delle impedenze di carico sono collegati insieme a costituire il cosiddetto “punto
neutro“ o “centro stella“.
1
t
≡ 2
t
≡ 3
t
≡ N
˙
V
11

1
˙
V
22

2
˙
V
33

3
1
t
≡ 2
t
≡ 3
t
≡ n
¯
Z
11

1
¯
Z
33

3 ¯
Z
22

2
centro stella
generatore
centro stella
carico
conduttore di linea
conduttore di linea
conduttore di linea
conduttore neutro
I terminali liberi del generatore e del carico sono collegati tra di loro tramite conduttori
detti ”conduttori di linea”;
A volte, anche con lo scopo di rendere disponibile 2 livelli di tensione, vengono collegati
tra di loro anche i centri stella con un conduttore detto ”conduttore neutro” o ”neutro”;
se ∃ ”neutro“ ⇒sistema trifase a 4 fili; se ”neutro“ ⇒sistema trifase a 3 fili;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 18 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Collegamento ∆/∆
Nel collegamento ∆/∆, gli avvolgimenti del generatore e le impedenze del carico
sono collegati in modo da costituire un triangolo secondo una sequenza scelta
(diretta or inversa).
˙
V
12
1 ≡ 3
t
˙
V
31
3 ≡ 2
t
˙
V
23
2 ≡ 1
t
¯
Z
12
1 ≡ 3
t
¯
Z
13
3 ≡ 2
t
¯
Z
23
2 ≡ 1
t
conduttore di linea
conduttore di linea
conduttore di linea
˙
I

I terminali del generatore e del carico sono collegati tra di loro tramite conduttori detti
”conduttori di linea”; poichè ”centri stella“ ⇒collegamento ∆/∆ è sempre a 3 fili;
Se la terna delle tensioni dei generatori a ∆ è SPURIA ⇒ ∃ una corrente di
circolazione nel generatore dipendente dalle sue impedenze interne;
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Collegamenti misti: /∆, ∆/
Poichè il tipo di collegamento degli avvolgimenti del generatore e delle impedenze
del carico sono indipendenti tra di loro, oltre ai collegamenti precedenti sono possibili
anche quelli misti /∆ e ∆/.
1
t
≡ 2
t
≡ 3
t
≡ N
˙
V11

1
˙
V22

2
˙
V33

3
¯
Z12
1 ≡ 3
t
¯
Z13
3 ≡ 2
t
¯
Z23
2 ≡ 1
t
conduttore di linea
conduttore di linea
conduttore di linea
˙
V12
1 ≡ 3
t
˙
V31
3 ≡ 2
t
˙
V23
2 ≡ 1
t
1
t
≡ 2
t
≡ 3
t
≡ n
¯
Z11

1
¯
Z33

3 ¯
Z22

2
conduttore di linea
conduttore di linea
conduttore di linea
Sintetizzando, si possono avere 4 tipi di collegamento:
Stella - Stella: /
Stella - Triangolo: /∆
Triangolo - Stella: ∆/
Triangolo - Triangolo: ∆/∆
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Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Ulteriori definizioni generali
Qualunque sia il tipo di collegamento tra generatore e carico (/, /∆, ∆/ or ∆/∆) si ha:
I rami in cui sono inseriti i singoli generatori della terna e le singole impedenze del carico
sono dette FASI;
N
˙
V11
1
˙
V22
2
˙
V33
3
˙
V12
1
˙
V31
3
˙
V23
2
fasi
+
˙
V12

+
˙
V23


˙
V31
+
n
¯
Z11
1
¯
Z22
2 ¯
Z33
3
˙
I1
˙
I2
˙
I3
¯
Z12
1
¯
Z31
3
¯
Z23
2
fasi
Le tensioni (o le correnti) che interessano le fasi sono dette TENSIONI DI FASE (o
CORRENTI DI FASE);
La tensione tra due conduttori di linea è detta TENSIONE DI LINEA o TENSIONE
CONCATENATA; la corrente in un conduttore di linea è detta CORRENTE DI LINEA;
La direzione convenzionale delle correnti di linea è dal generatore al carico;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 21 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Particolarità nel collegamento a : le correnti
˙
E
1N

˙
E
1
˙
I
1f 1
˙
I
1
N
˙
E
2N

˙
E
2
˙
I
2f 2
˙
I
2
˙
E
3N

˙
E
3
˙
I
3f 3
˙
I
3
T
e
r
n
a
t
e
n
s
i
o
n
i
g
e
n
e
r
i
c
a
C
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r
i
c
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g
e
n
e
r
i
c
o
¯
Z
1
˙
I
1f
1
˙
I
1
n
¯
Z
2
˙
I
2f
2
˙
I
2
¯
Z
3
˙
I
3f
3
˙
I
3
+
˙
V
12

+
˙
V
23


˙
V
31
+
˙
I
1f
=
˙
I
1
;
˙
I
2f
=
˙
I
2
;
˙
I
3f
=
˙
I
3
;

=
˙
I
f

˙
I

Correnti di fase≡Correnti di linea
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 22 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Particolarità nel collegamento a : le tensioni
Ipotesi: tensioni di fase dei generatori costituiscono una terna spuria:
˙
E
1
+
˙
E
2
+
˙
E
3
,= 0;
asse reale
asse immag.
0

15

30

45

60

75

90

105

120

135

150

165

180

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210

225

240

255

270

285

300

315

330

345

˙
E
1
˙
E
2
˙
E
3

˙
E
2
˙
V
12
=
˙
E
1

˙
E
2

˙
E
3
˙
V
23
=
˙
E
2

˙
E
3

˙
E
1
˙
V
31
=
˙
E
3

˙
E
1
˙
V
12
˙
V
23
˙
V
31
˙
V
12
=
˙
E
1

˙
E
2
˙
V
23
=
˙
E
2

˙
E
3
˙
V
31
=
˙
E
3

˙
E
1
˙
V
12
+
˙
V
23
+
˙
V
31
=
˙
E
1

˙
E
2
+...
˙
E
2

˙
E
3
+...
˙
E
3

˙
E
1
= 0;

La terna di tensioni di linea
è sempre PURA;
(indipendentemente dal fatto
che lo sia la relativa terna di
tensioni di fase );
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 23 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Collegamento a : terna simmetrica di tensioni
Ipotesi: tensioni di fase dei generatori costituiscono una terna simmetrica (p.e. seq. diretta):
˙
E
1
= E
1
;
˙
E
2
= α
2 ˙
E
1
;
˙
E
3
= α
˙
E
1
; con α = −
1
2
+ j

3
2
;
:
˙
V
12
=
˙
E
1

˙
E
2
=
˙
E
1
−α
2
˙
E
1
=
˙
E
1
(1 −α
2
)=
˙
E
1
(1 +
1
2
+ j

3
2
)= . . .
=
˙
E
1
(
3
2
+ j

3
2
)=

3
˙
E
1
(

3
2
+ j
1
2
)=

3
˙
E
1
e
j
π
6

˙
V
12
=

3
˙
E
1
e
+j
π
6
:
˙
V
23
=
˙
E
2

˙
E
3
=
˙
E
2
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˙
E
1
=
˙
E
2
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_
˙
E
2
α
2
_
=
˙
E
2
(1 −α
−1
)=
˙
E
2
(1 +
1
2
+ j

3
2
)= . . .
=
˙
E
2
(
3
2
+ j

3
2
)=

3
˙
E
2
(

3
2
+ j
1
2
)=

3
˙
E
2
e
j
π
6

˙
V
23
=

3
˙
E
2
e
+j
π
6
:
˙
V
31
=
˙
E
3

˙
E
1
=
˙
E
3

_
˙
E
3
α
_
=
˙
E
3
(1 −α
−1
)=
˙
E
3
(1 +
1
2
+ j

3
2
)= . . .
=
˙
E
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(
3
2
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3
2
)=

3
˙
E
3
(

3
2
+ j
1
2
)=

3
˙
E
3
e
j
π
6

˙
V
31
=

3
˙
E
3
e
+j
π
6
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 24 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Collegamento a : terna simmetrica di tensioni
asse reale
asse immag.
0

15

30

45

60

75

90

105

120

135

150

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210

225

240

255

270

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300

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˙
E
1
˙
E
2
˙
E
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˙
E
2
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V
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˙
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˙
E
2
30°

˙
E
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˙
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°

˙
E
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1
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0
°
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-
-
-
-
<
˙
V
12
˙
V
23
˙
V
31
Le tensioni di linea (o
concatenate) relative ad
una terna simmetrica di
tensioni di fase sono

3
volte più grandi di que-
ste ultime e sono sfasate
in anticipo di un angolo
pari a π/6 = 30°;

˙
V
i ,i +1
=

3
˙
E
i
e
+j
π
6
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 25 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Particolarità nel collegamento a ∆: tensioni e correnti
˙
I
3f
˙
V
3f
1
˙
I
1
2
˙
V
1f
˙
I
1f
˙
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V
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˙
I
2
¯
Z
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˙
I
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3 ˙
I
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˙
V
12

+
˙
V
23


˙
V
31
+
M
a
cronod
o
˙
V
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=
˙
V
12
;
˙
V
2f
=
˙
V
23
;
˙
V
3f
=
˙
V
31

˙
V
f

˙
V

: Tensioni di fase≡Tensioni di linea;
˙
I
1
=
˙
I
1f

˙
I
3f
;
˙
I
2
=
˙
I
2f

˙
I
1f
;
˙
I
3
=
˙
I
3f

˙
I
2f
; ⇒

˙
I

= 0

=
Qualsiasi sia il carico la terna delle correnti di linea è sempre PURA
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 26 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Collegamento a ∆: terna equilibrata di correnti
Ipotesi: correnti di fase del carico costituiscono una terna equilibrata (p.e. seq. diretta):
˙
I
1fc
= I
1fc
;
˙
I
2fc
= α

I
1fc
;
˙
I
3fc
= α
˙
I
1fc
; con α = −
1
2
+ j

3
2
;
:
˙
I
1
=
˙
I
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˙
I
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=
˙
I
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−α
˙
I
1fc
=
˙
I
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(1 −α)=
˙
I
1fc
(1 +
1
2
−j

3
2
)= . . .
=
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I
1fc
(
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3
2
)=

3
˙
I
1fc
(

3
2
−j
1
2
)=

3
˙
I
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e
−j
π
6

˙
I
1
=

3
˙
I
1fc
e
−j
π
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:
˙
I
2
=
˙
I
2fc

˙
I
1fc
=
˙
I
2fc

_
˙
I
2fc
α
2
_
=
˙
I
2fc
(1 −α
−2
)=
˙
I
2fc
(1 +
1
2
−j

3
2
)= . . .
=
˙
I
2fc
(
3
2
−j

3
2
)=

3
˙
I
2fc
(

3
2
−j
1
2
)=

3
˙
I
2fc
e
−j
π
6

˙
I
2
=

3
˙
I
2fc
e
−j
π
6
:
˙
I
3
=
˙
I
3fc

˙
I
2fc
=
˙
I
3fc
−α
2
˙
I
1fc
=
˙
I
3fc
−α
2
_
˙
I
3fc
α
_
=
˙
I
3fc
(1 −α)= . . .
=
˙
I
3fc
(
3
2
−j

3
2
)=

3
˙
I
3fc
(

3
2
−j
1
2
)=

3
˙
I
3fc
e
−j
π
6

˙
I
3
=

3
˙
I
3fc
e
−j
π
6
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 27 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Collegamento a ∆: terna equilibrata di correnti
asse reale
asse immag.
0

15

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45

60

75

90

105

120

135

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255

270

285

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315

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˙
I
1f
˙
I
2f
˙
I
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˙
I
3f
˙
I
1
=
˙
I
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˙
I
3f
30°

˙
I
1f
˙
I
2
=
˙
I
2f

˙
I
1f
3
0
°

˙
I
2f
˙
I
3
=
˙
I
3f

˙
I
2f
3
0
°
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F
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s
o
r
i
-
-
-
-
-
<
˙
I
2
˙
I
3
˙
I
1
Le correnti di linea
relative ad una terna
equlibrata di correnti
di fase sono

3 volte
più grandi di queste
ultime e sono sfasate in
ritardo di un angolo pari
a π/6 = 30°;

˙
I
i
=

3
˙
I
if
e
−j
π
6
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 28 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sintesi sulle tipologie di sistemi trifase
TENSIONI
SIMMETRICHE
(sfas. = 2π/3 e stessa V
max
)
seq. diretta or seq. inversa
DISSIMMETRICHE
(sfas. = 2π/3 e/o V
max
=)
TERNE PURE (v
11
(t ) + v
22
(t ) + v
33
(t ) = 0)
TERNE SPURIE (v
11
(t ) + v
22
(t ) + v
33
(t ) = 0)
CARICO
EQUILIBRATO
(
¯
Z
11
=
¯
Z
22
=
¯
Z
33
)
SQUILIBRATO
(
¯
Z
11
=
¯
Z
22
=
¯
Z
33
)
CORRENTI
EQUILIBRATE
(sfas. = 2π/3 e stessa I
max
)
seq. diretta or seq. inversa
SQUILIBRATE
(sfas. = 2π/3 e/o I
max
=)
TERNE PURE (i
1
(t ) + i
2
(t ) + i
3
(t ) = 0)
TERNE SPURIE (i
1
(t ) + i
2
(t ) + i
3
(t ) = 0)
COMBINAZIONI POSSIBILI
SIMMETRICI ED EQUILIBRATI
SIMMETRICI E SQUILIBRATI
DISSIMMETRICI ED EQUILIBRATI
DISSIMMETRICI E SQUILIBRATI
d
i sca
rso
in
te
re
sse
A
3
o
r
4
F
I
L
I
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 29 di 152
SISTEMI TRIFASE SIMMETRICI ED EQUILIBRATI
Sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati: introduzione
In questo tipo di sistema le terne delle tensioni sono simmetriche (di sequenza
diretta or inversa) ed i carichi sono equilibrati =⇒ terne di correnti equilibrate;
I Sistemi Simmetrici ed Equilibrati sono una astrazione matematica; di solito si
definiscono degli indici ρ
i
e ρ
s
detti rispettivamente grado di impurezza e grado di
squilibrio con i quali si valuta la dissimmetria delle tensioni e lo squilibrio delle
correnti; se i due indici sono inferiori ad un certo valore prestabilito, il sistema si
considera Simmetrico ed Equilibrato;
Di solito i sistemi su larga scala sono considerati equilibrati su base statistica;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 30 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati: analisi
˙
I
3f
˙
V
31
1
˙
I
1
¯
Z
A
2
˙
V
12
˙
I
1f
˙
I
2
¯
Z
A
˙
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2f
˙
V
23
3
˙
I
3
¯
Z
A
¯
Z
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˙
I
tt
3f
1
tt
˙
I
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1
¯
Z
C
2
tt
˙
I
tt
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¯
Z
D
˙
I
tt
2
¯
Z
C
¯
Z
D
˙
I
tt
2f
3
tt
˙
I
tt
3
¯
Z
C
1
t
˙
I
t
1
˙
I
t
1f
¯
Z
B
2
t
˙
I
t
2
˙
I
t
2f
¯
Z
B
3
t
˙
I
t
3
˙
I
t
3f
¯
Z
B
L’analisi dei sistemi Simmetrici ed Equilibrati risulta agevole nel collegamento /;
conviene pertanto riportarsi in questa configurazione;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 31 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati: analisi
Ricaviamo un sistema di generatori a equivalenti (agli effetti esterni) al sistema di
generatori originali a ∆:
˙
I
3f
˙
V
31
1
˙
I
1
2
˙
V
12
˙
I
1f
˙
I
2
˙
I
2f
˙
V
23
3
˙
I
3
˙
E
1

˙
V12

3
e
−j
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6
˙
I
1fs 1
˙
I
1
˙
E
2
≡ α
2 ˙
E
1
˙
I
2fs 2
˙
I
2
˙
E
3
≡ α
˙
E
1
˙
I
3fs 3
˙
I
3
Ricaviamo un carico a equivalente (agli effetti esterni) del carico originale a ∆:
¯
Z
D
˙
I
tt
3f
1
tt
˙
I
tt
1
2
tt
˙
I
tt
1f
¯
Z
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˙
I
tt
2
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˙
I
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tt
˙
I
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3
¯
Z
D
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˙
I
tt
2fc
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tt
˙
I
tt
1
¯
Z
D
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˙
I
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2
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I
tt
2
¯
Z
D
/3
˙
I
tt
3fc
3
tt
˙
I
tt
3
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 32 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati: analisi
0
˙
E
1
˙
I
1fs 1
˙
I
1
¯
Z
A
˙
E
2
˙
I
2fs 2
˙
I
2
¯
Z
A
˙
E
3
˙
I
3fs 3
˙
I
3
¯
Z
A
1
tt
˙
I
tt
1fc
¯
Z
D
/3
˙
I
tt
1
¯
Z
C
2
tt
˙
I
tt
2fc
¯
Z
D
/3
0
tt
˙
I
tt
2
¯
Z
C
3
tt
˙
I
tt
3fc
¯
Z
D
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˙
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3
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Z
C
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˙
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B
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2f
¯
Z
B
0
t
3
t
˙
I
t
3
˙
I
t
3f
¯
Z
B
Calcoliamo la tensione tra i diversi centri stella del sistema;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 33 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati: analisi
0
˙
E1
˙
I1fs 1
˙
I1
¯
ZA
˙
E2
˙
I2fs 2
˙
I2
¯
ZA
˙
E3
˙
I3fs 3
˙
I3
¯
ZA
1
t
˙
I
t
1
˙
I
t
1f
¯
ZB
2
t
˙
I
t
2
˙
I
t
2f
¯
ZB
0
t
3
t
˙
I
t
3
˙
I
t
3f
¯
ZB
˙
V
00
= −
˙
E
1
+
¯
Z
A

˙
I
1
+
¯
Z
B

˙
I

1
˙
V
00
= −
˙
E
2
+
¯
Z
A

˙
I
2
+
¯
Z
B

˙
I

2
˙
V
00
= −
˙
E
3
+
¯
Z
A

˙
I
3
+
¯
Z
B

˙
I

3
_____ _______________________
3
˙
V
00
= −(
˙
E
1
+
˙
E
2
+
˙
E
3
) +
¯
Z
A
(
˙
I
1
+
˙
I
2
+
˙
I
3
) +. . .
+
¯
Z
B
(
˙
I

1
+
˙
I

2
+
˙
I

3
);
poichè

˙
E = 0;

˙
I = 0 ⇒
˙
V
00
= 0;
1
tt
˙
I
tt
1fc ¯
ZD/3
˙
I
tt
1
¯
ZC
2
tt
˙
I
tt
2fc ¯
ZD/3
0
tt
˙
I
tt
2
¯
ZC
3
tt
˙
I
tt
3fc ¯
ZD/3
˙
I
tt
3
¯
ZC
1
t
˙
I
t
1
˙
I
t
1f
¯
ZB
2
t
˙
I
t
2
˙
I
t
2f
¯
ZB
0
t
3
t
˙
I
t
3
˙
I
t
3f
¯
ZB
˙
V
0

0
= −
¯
Z
B

˙
I

1
+ (
¯
Z
C
+
¯
Z
D
/3)
˙
I

1
˙
V
0

0
= −
¯
Z
B

˙
I

2
+ (
¯
Z
C
+
¯
Z
D
/3)
˙
I

2
˙
V
0

0
= −
¯
Z
B

˙
I

3
+ (
¯
Z
C
+
¯
Z
D
/3)
˙
I

3
_____ _______________________
3
˙
V
0

0
= −
¯
Z
B
(
˙
I

1
+
˙
I

2
+
˙
I

3
) +. . .
+ (
¯
Z
C
+
¯
Z
D
/3)(
˙
I

1
+
˙
I

2
+
˙
I

3
);
poichè

˙
I = 0 ⇒
˙
V
0

0
= 0;
˙
V
00
=
˙
V
0

0
= 0 =⇒è possibile collegare con un conduttore (“neutro”) tutti i centri
stella del sistema senza alterarne l’equilibrio elettrico;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 34 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati: analisi
0
˙
E
1
˙
I
1fs
˙
I
1
¯
Z
A
˙
E
2
˙
I
2fs
˙
I
2
¯
Z
A
˙
E
3
˙
I
3fs
˙
I
3
¯
Z
A
˙
I
tt
1fc
¯
Z
D
/3
˙
I
tt
1
¯
Z
C
˙
I
tt
2fc
¯
Z
D
/3
0
tt
˙
I
tt
2
¯
Z
C
˙
I
tt
3fc
¯
Z
D
/3
˙
I
tt
3
¯
Z
C
1
t
˙
I
t
1
˙
I
t
1f
¯
Z
B
2
t
˙
I
t
2
˙
I
t
2f
¯
Z
B
0
t
3
t
˙
I
t
3
˙
I
t
3f
¯
Z
B
Con un’opportuna scelta dell’albero questo sistema è riconducibile a 3 circuiti
monofase equivalenti;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 35 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati: analisi
˙
E
1
˙
I
1fs
˙
I
1
¯
Z
A
˙
E
2
˙
I
2fs
˙
I
2
¯
Z
A
˙
E
3
˙
I
3fs
˙
I
3
¯
Z
A
˙
I
tt
1fc
¯
Z
D
/3
˙
I
tt
1
¯
Z
C
˙
I
tt
2fc
¯
Z
D
/3
˙
I
tt
2
¯
Z
C
˙
I
tt
3fc
¯
Z
D
/3
˙
I
tt
3
¯
Z
C
1
t
˙
I
t
1
˙
I
t
1f
¯
Z
B
2
t
˙
I
t
2
˙
I
t
2f
¯
Z
B
3
t
˙
I
t
3
˙
I
t
3f
¯
Z
B
1
t
˙
I
t
1
˙
I
t
1f
¯
Z
B
2
t
˙
I
t
2
˙
I
t
2f
¯
Z
B
3
t
˙
I
t
3
˙
I
t
3f
¯
Z
B
0 0
tt
0
t
˙
I
1
˙
I
tt
1
˙
I
2
˙
I
tt
2
˙
I
3
˙
I
tt
3
—— rami d’albero; - - - - corde;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 36 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati: circ. monofase equiv.
˙
E
1
˙
I
1 1
¯
Z
A
¯
Z
C
1
tt
¯
Z
D
/3
1
t
¯
Z
B
0
0
t
0
tt
˙
E
1
˙
I
1 1
¯
Z
eq
0
¯
Zeq = [(
¯
ZD/3 +
¯
Z
C
)//
¯
ZB] +
¯
ZA
R
ife
r
.
d
i
t
e
n
s
io
n
e
R
ife
r
.
d
i
t
e
n
s
io
n
e
˙
E
2
˙
I
2 2
¯
Z
A
¯
Z
C
2
tt
¯
Z
D
/3
2
t
¯
Z
B
0
0
t
0
tt
˙
E
2
˙
I
2 1
¯
Z
eq
0
¯
Zeq = [(
¯
ZD/3 +
¯
Z
C
)//
¯
ZB] +
¯
ZA
˙
E
3
˙
I
3 3
¯
Z
A
¯
Z
C
3
tt
¯
Z
D
/3
3
t
¯
Z
B
0
0
t
0
tt
˙
E
3
˙
I
3 1
¯
Z
eq
0
¯
Zeq = [(
¯
ZD/3 +
¯
Z
C
)//
¯
ZB] +
¯
ZA
˙
I
1
=
˙
E
1
¯
Z
eq
;
˙
I
2
=
˙
E
2
¯
Z
eq
=
α
2
˙
E
1
¯
Z
eq
= α
2
˙
I
1
;
˙
I
3
=
˙
E
3
¯
Z
eq
=
α
˙
E
1
¯
Z
eq
= α
˙
I
1
;
Nei sistemi Simmetrici ed Equilibrati basta studiare il circuito equivalente di una sola fase (di
solito la 1) e le correnti nelle altre fasi sono immediatamente determinate dalla conoscenza
della sequenza (p.e. diretta):
˙
I
1
=
˙
E
1
/
¯
Z
eq
;
˙
I
2
= α

I
1
; e
˙
I
3
= α
˙
I
1
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 37 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati: correnti in circ. originale
Le correnti appena ricavate sono quelle del circuito monofase equivalente. Per determinare
le correnti effettive occorre rifarsi al circuito originale sapendo che
˙
I
i
=

3
˙
I
if
e
−j
π
6
:
Correnti nel sistema di generatori originali a ∆:
˙
I3f
˙
V31
1
˙
I1
2
˙
V12
˙
I1f
˙
I2
˙
I2f
˙
V23
3
˙
I3
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
I
1
=
˙
I
1
¸
¸
¸
c.m.e.
;
˙
I
2
= α
2
˙
I
1
;
˙
I
3
= α
˙
I
1
;
=⇒
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
I
1f
=
˙
I
1

3
e
+j
π
6
;
˙
I
2f
=
˙
I
2

3
e
+j
π
6
;
˙
I
3f
=
˙
I
3

3
e
+j
π
6
;
Correnti nel carico originale a ∆:
¯
ZD
˙
I
tt
3f
1
tt
˙
I
tt
1
2
tt
˙
I
tt
1f
¯
ZD
˙
I
tt
2
¯
ZD
˙
I
tt
2f
3
tt
˙
I
tt
3
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
I

1
=
˙
I
1
¸
¸
¸
c.m.e.

¯
Z
B
¯
Z
B
+
¯
Z
C
+
¯
Z
D
/3
;
˙
I

2
= α
2
˙
I

1
;
˙
I

3
= α
˙
I

1
;
=⇒
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
I

1f
=
˙
I

1

3
e
+j
π
6
;
˙
I

2f
=
˙
I

2

3
e
+j
π
6
;
˙
I

3f
=
˙
I

3

3
e
+j
π
6
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 38 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati: rappresent. fasoriale
Rappresentiamo sul piano di Gauss tutte le grandezze relative al generatore originale;
asse reale
asse immag.
0

15

3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5

1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345

˙
V
12 30°
˙
V
23
= α
2 ˙
V
12
3
0
°
˙
V
31
= α
˙
V
12
3
0
°
>
-
-
-
-
-
S
e
q
u
e
n
z
a
-
-
-
-
-
>
<
-
-
-
-
-
F
a
s
o
r
i
-
-
-
-
-
<
˙
E
1
=
˙
V
12

3
e
−j
π
6
˙
E
2
=
˙
V
23

3
e
−j
π
6
˙
E
3
=
˙
V
31

3
e
−j
π
6
˙
V
12
˙
V
23
˙
V
31
˙
I
1
ϕ
˙
I
2
ϕ
˙
I
3
ϕ
˙
I
1f
3
0
°
˙
I
2f
30°
˙
I
3f
3
0
°
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 39 di 152
POTENZA NEI SISTEMI SIMMETRICI ED EQUILIBR.
Potenza nei sistemi Simmetrici ed Equilibrati
1
/
˙
E
1
1
2
/
˙
E
2
2
3
/
˙
E
3
3
1
/
¯
Z
1
3
/
¯
Z
3
2
/
¯
Z
2
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
Supponendo
¯
Z = R + jX
(ϕ = arctan
_
X
R
_
) e 3 genera-
tori monofase (derivanti da una
terna simmetrica diretta), si ha:
˙
I
1
=
˙
E
1
¯
Z
;
˙
I
2
=
˙
E
2
¯
Z
;
˙
I
3
=
˙
E
3
¯
Z
;
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
i
1
(t ) = I
M
sin(ωt −ϕ);
i
2
(t ) = I
M
sin(ωt −

3
−ϕ);
i
3
(t ) = I
M
sin(ωt −

3
−ϕ);
La potenza istantanea erogata dai 3 generatori monofase vale:
p
1
(t ) = e
1
(t ) i
1
(t ) =E
f
I
f
cosϕ −E
f
I
f
cos(2ωt −ϕ);
p
2
(t ) = e
2
(t ) i
2
(t ) =E
f
I
f
cosϕ −E
f
I
f
cos(2ωt −

3
−ϕ);
p
3
(t ) = e
3
(t ) i
3
(t ) =E
f
I
f
cosϕ −E
f
I
f
cos(2ωt −

3
−ϕ);
potenza cost. potenza fluttuante
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 40 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Potenza nei sistemi Simmetrici ed Equilibrati
N
˙
E
1
1
˙
E
2
2
˙
E
3
3
n
¯
Z
1
¯
Z
3
¯
Z
2
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
conduttore neutro:
˙
I
n
= 0
Riunendo i conduttori di ritorno a formare un
sistema trifase a 3 or 4 fili, si ha:
˙
I
1
+
˙
I
2
+
˙
I
3
= 0; ⇒
˙
I
2
+
˙
I
3
= −
˙
I
1
la corrente di due fasi ritorna al generato-
re attraverso la terza fase; (anche in pre-
senza del 4° filo (neutro) perchè sistema
equilibrato).
La potenza istantanea erogata dal generatore trifase vale:
p(t ) = p
1
(t ) + p
2
(t ) + p
3
(t ) = 3 E
f
I
f
cosϕ +. . .
−E
f
I
f

_
cos(2ωt −ϕ) + cos(2ωt −

3
−ϕ) + cos(2ωt −

3
−ϕ)
_
· ¸¸ .
;
terna simmetrica ⇒terna pura ⇒ ( istante per istante )

[· ] = 0;
p(t ) = 3 E
f
I
f
cosϕ = costante ∀t ∈ T
Questo risultato vale qualsiasi sia il tipo di collegamento tra le fasi del generatore e del
carico ed è dovuto soltanto alla simmetria delle tensioni ed all’equilibrio delle correnti.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 41 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Simmetrici ed Equilibrati: potenza attiva P
La POTENZA ATTIVA è definita come la somma delle potenze attive delle 3 fasi ;
P = P
1
+ P
2
+ P
3
= 3 E
f
I
f
cosϕ;
Usando le grandezze di linea:
colleg. a : E
f
=
V


3
; I
f
= I

; ⇒P = 3
V


3
I

cosϕ; ⇒ P =

3 V

I

cosϕ;
colleg. a ∆ : E
f
= V

; I
f
=
I


3
; ⇒P = 3V

I


3
cosϕ; ⇒ P =

3 V

I

cosϕ;
Sistemi Simmetrici ed Equilibrati: potenza reattiva Q
La POTENZA REATTIVA è definita come la somma delle potenze reattive dei 3 circuiti
monofasi equivalenti ;
Q = Q
1
+ Q
2
+ Q
3
= 3 E
f
I
f
sinϕ; or Q =

3 V

I

sinϕ;
NB: la potenza reattiva trifase perde il legame con gli aspetti fisici del sistema perchè è la
somma dei valori massimi (delle potenze reattive istantanee dei relativi circuiti monofase)
che avvengono in istanti di tempo diversi.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 42 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Simmetrici ed Equilibrati: potenza apparente S
La POTENZA APPARENTE è definita come la radice quadrata della somma dei quadrati
della potenza attiva P e della potenza reattiva Q;
S =
_
P
2
+ Q
2
;
In termini di tensione e corrente: S = 3 E
f
I
f
; or S =

3 V

I

;
Sistemi Simmetrici ed Equilibrati: fattore di potenza (f.d.p. or cosϕ)
Il FATTORE DI POTENZA è definito come il coseno dell’angolo di cui occorre ruotare la
stella dei fasori delle correnti, rispetto a quella dei fasori delle tensioni, affinchè la potenza
attiva del sistema sia massima; si può dimostrare che tale massimo si ha quando:
cosϕ = cos
_
arctan
_
Q
P
__
; or, nei Simm+Equil., cosϕ = cos
_
arctan
_
X
R
__
;
Sistemi Simmetrici ed Equilibrati: potenza complessa
¯
S
Uso della potenza complessa:
¯
S = 3
˙
E
1f
˙
I

1f
=

3
˙
V
1
˙
I

1
e
−j
π
6
= P + jQ;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 43 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Potenza nei Sistemi Simmetrici ed Equilibrati: Sintesi
POTENZA ATTIVA: P = 3 E
f
I
f
cosϕ; P =

3 V

I

cosϕ;
POTENZA REATTIVA: Q = 3 E
f
I
f
sinϕ; Q =

3 V

I

sinϕ;
POTENZA APPARENTE: S =
_
P
2
+ Q
2
; S = 3 E
f
I
f
; S =

3 V

I

;
FATTORE DI POTENZA: cosϕ = cos
_
arctan
_
Q
P
__
; cosϕ = cos
_
arctan
_
X
R
__
;
POTENZA COMPLESSA:
¯
S = 3
˙
E
1f
˙
I

1f
=

3
˙
V
1
˙
I

1
e
−j
π
6
= P + jQ;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 44 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Misura della Potenza nei sistemi Simmetrici ed Equilibrati
Sistema a 4 fili
˙
E
1
1
˙
I
1 1
/
1
˙
I
1
A
1
/
V
1
˙
I
1
A W
1
/
¯
Z
c
˙
E
2
2
˙
I
2 2
/
¯
Z
c
˙
E
3
3
˙
I
3 3
/
¯
Z
c
0
n n
/
0
/
Generatori a Carichi a
Sistema a 3 fili
˙
E1
˙
E2
˙
E3
˙
V31
˙
V12
˙
V23
1
˙
I
1
A W
1
/
V
2
˙
I
2 2
/
3
˙
I
3 3
/
¯
Zc
¯
Zc
¯
Zc
¯
ZD
¯
ZD
¯
ZD
R
p
R
p
n
R
p
Generatori ( or ∆) Carichi ( or ∆)
Nei sistemi trifase Simmetrici ed Equilibrati a
3 or 4 fili, sono sufficienti 3 soli strumenti per
misurare tutti i parametri di potenza:
1 Amperometro (lettura=7
a
);
1 Voltmetro (lettura=1
v
);
1 Wattmetro (lettura=1
w
);
Combinando insieme le letture degli stru-
menti (considerati ideali), si ottiene:
1
w
= V
1f
I
1
cos
_

V
1f
, I
1
_
; ⇒ P = 3 1
w
;
1
v
= V

; 7
a
= I

; ⇒ S =

3 1
v
7
a
;
Potenza reattiva Q =
_
S
2
−P
2
;
f.d.p. cosϕ = cos
_
arctan
_
Q
P
__
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 45 di 152
IL CAMPO MAGNETICO ROTANTE
Dimostrazione dei vantaggi nell’uso dei sistemi trifase
A valle dello studio dei sistemi Simmetrici ed Equilibrati e della potenza trifase, è possibile
dare una breve dimostrazione dei motivi per i quali i sistemi trifase hanno avuto maggiore
diffusione rispetto ad altri tipi di sistemi.
Nello specifico vediamo la possibilità di creare il campo magnetico rotante usando una
terna di correnti trifase e la riduzione del volume di rame (nei sistemi trifase rispetto a quelli
monofase) nel trasporto di una determinata potenza tra un punto ed un altro .
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 46 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Campo magnetico
¯
1
1
(t ) prodotto dalla sola spira 1 −1
t
_
c
¯
1 d = N i (t )
_
¸
¸
¸
¸
¸
¸
_
¸
¸
¸
¸
¸
¸
_
¯
1
1
(t )=
N i
1
(t )

¯ a
n
1
= 1
max
. ¸¸ .
sinωt ¯ a
n
1
;
¯
1
2
(t ) =
N i
2
(t )

= 0;

N I
eff

2

¯
1
3
(t ) =
N i
3
(t )

= 0;

.


1
1
t
.



2
2
t
.



3
3
t
¯ a
n
1
¯ a
n
2
¯ a
n
3
t
i
1
(
t
) i
1
(
t
)
=
I
e
f
f

2

s
i
n
ω
t
t = 5 ms
t = 10 ms
t = 15 ms
t = 20 ms
t
i
2 (
t
) i
2 (
t
)
=
0
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
t
i 3
(
t
)
i 3
(
t
)
=
0
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 47 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Campo magnetico
¯
1
2
(t ) prodotto dalla sola spira 2 −2
t
_
c
¯
1 d = N i (t )
_
¸
¸
¸
¸
¸
¸
_
¸
¸
¸
¸
¸
¸
_
¯
1
1
(t ) =
N i
1
(t )

= 0;
¯
1
2
(t )=
N i
2
(t )

¯ a
n
2
= 1
max
sin(ωt −

3
) ¯ a
n
2
;
¯
1
3
(t ) =
N i
3
(t )

= 0;

.


1
1
t
.



2
2
t
.



3
3
t
¯ a
n
1
¯ a
n
2
¯ a
n
3
t
i
1
(
t
)
i
1
(
t
)
=
0
t = 5 ms
t = 10 ms
t = 15 ms
t = 20 ms
t
i
2 (
t
)
i
2 (
t
)
=
I
e
ff

2

s
in
(
ω
t

2
π
3 )
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
t
i 3
(
t
)
i 3
(
t
)
=
0
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 48 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Campo magnetico
¯
1
3
(t ) prodotto dalla sola spira 3 −3
t
_
c
¯
1 d = N i (t )
_
¸
¸
¸
¸
¸
¸
_
¸
¸
¸
¸
¸
¸
_
¯
1
1
(t ) =
N i
1
(t )

= 0;
¯
1
2
(t ) =
N i
2
(t )

= 0;
¯
1
3
(t )=
N i
3
(t )

¯ a
n
3
= 1
max
sin(ωt −

3
) ¯ a
n
3
;

.


1
1
t
.



2
2
t
.



3
3
t
¯ a
n
1
¯ a
n
2
¯ a
n
3
t
i
1
(
t
)
i
1
(
t
)
=
0
t = 5 ms
t = 10 ms
t = 15 ms
t = 20 ms
t
i
2 (
t
) i
2 (
t
)
=
0
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
t
i 3
(
t
)
i 3
(
t )
=
I e
ff

2

s
in
(
ω
t

4
π
3
)
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 49 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Campo magnetico rotante (t · 12 ms)
¯
1
ris
(t ) =
¯
1
1
(t ) +
¯
1
2
(t ) +
¯
1
3
(t )
¯
1(t ) = 1
max
sinωt ¯ a
n
1
+ . . .
+1
max
sin(ωt −

3
) ¯ a
n
2
+ . . .
+1
max
sin(ωt −

3
) ¯ a
n
3
; ⇒

¯
1
ris
(t ) =
3
2
1
max
e
j (ωt −
π
2
)
;

.


1
1
t
.



2
2
t
.



3
3
t
¯ a
n
1
¯ a
n
2
¯ a
n
3
t
i
1
(
t
) i
1
(
t
)
=
I
e
f
f

2

s
i
n
ω
t
t = 5 ms
t = 10 ms
t = 15 ms
t = 20 ms
t
i
2 (
t
)
i
2 (
t
)
=
I
e
ff

2

s
in
(
ω
t

2
π
3 )
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
t
i 3
(
t
)
i 3
(
t
)
=
I e
ff

2

s
in
(
ω
t

4
π
3
)
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 50 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Campo magnetico rotante (t · 19.8 ms)
¯
1
ris
(t ) =
¯
1
1
(t ) +
¯
1
2
(t ) +
¯
1
3
(t )
¯
1(t ) = 1
max
sinωt ¯ a
n
1
+ . . .
+1
max
sin(ωt −

3
) ¯ a
n
2
+ . . .
+1
max
sin(ωt −

3
) ¯ a
n
3
; ⇒

¯
1
ris
(t ) =
3
2
1
max
e
j (ωt −
π
2
)
;

.


1
1
t
.



2
2
t
.



3
3
t
¯ a
n
1
¯ a
n
2
¯ a
n
3
t
i
1
(
t
) i
1
(
t
)
=
I
e
f
f

2

s
i
n
ω
t
t = 5 ms
t = 10 ms
t = 15 ms
t = 20 ms
t
i
2 (
t
)
i
2 (
t
)
=
I
e
ff

2

s
in
(
ω
t

2
π
3 )
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
t
i 3
(
t
)
i 3
(
t
)
=
I e
ff

2

s
in
(
ω
t

4
π
3
)
t
=
5
m
s
t
=
1
0
m
s
t
=
1
5
m
s
t
=
2
0
m
s
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 51 di 152
VANTAGGIO: RIDUZIONE DEL VOLUME DI RAME
Ulteriore vantaggio dei sistemi trifase: risparmio di volume di rame
Per dimostrare un ulteriore vantaggio nell’uso dei sistemi trifase rispetto a quelli monofase,
stimiamo, per i due diversi sistemi, il volume di rame necessario per il “trasporto“ di una
determinata potenza P da un generatore ad un carico (con un dato cosϕ) posti ad una
distanza .
Fissato il valore V della tensione di esercizio, ipotizziamo una perdita di potenza (P
j
) per
effetto Joule sulla linea pari al 10% di P.
circuito monofase
˙
Em
1
˙
I1m 1
t
2
˙
I1m
2
t

ρ
cu
, s
m
¯
ZD
Generat. monofase Carico
circuito trifase (a 3 fili simm.+equil.)
˙ E1
˙ E2
˙ E3
˙ V31
˙ V12
˙ V23
1
˙
I1t 1
t
2
˙
I2t 2
t
3
˙
I3t 3
t

ρ
cu
, s
t
¯ Zc
¯ Zc
¯ Zc
¯ ZD
¯ ZD
¯ ZD
Generatore ( or ∆) Carico ( or ∆)
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 52 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
circuito monofase
˙ Em
1
˙ I1m 1
t
2
−˙ I1m
2
t

ρcu, sm
¯ ZD
Generat. monofase Carico
vol
cu
m
= 2 s
m
;
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
R
m
= ρ
cu


s
m
;⇒ s
m
=
ρ
cu

R
m
;

P
j
=
10
100
P = 2 R
m
I
2
m
;⇒ R
m
=
0.1P
2 I
2
m
;
P = V I
m
cosϕ;⇒ I
m
=
P
Vcosϕ
;

_______________⇒ _________________
s
m
= 2
ρ
cu
·
0.1

P
(Vcosϕ)
2
;
Sostituendo nella formula del volume, si ha:
vol
cu
m
= 40 ρ
cu

2

P
(Vcosϕ)
2
;
circuito trifase (a 3 fili simm.+equil.)
˙ E1
˙ E2
˙ E3
˙ V31
˙ V12
˙ V23
1
˙ I1t 1
t
2
˙ I2t 2
t
3
˙ I3t 3
t

ρcu, st
¯ Zc
¯ Zc
¯ Zc
¯ ZD
¯ ZD
¯ ZD
Generatore ( or ∆) Carico ( or ∆)
vol
cu
t
= 3 s
t
;
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
R
t
= ρ
cu


s
t
;⇒ s
t
=
ρ
cu

R
t
;

P
j
=
10
100
P = 3 R
t
I
2
t
;⇒ R
t
=
0.1P
3 I
2
t
;
P =

3VI
t
cosϕ;⇒ I
t
=
P

3Vcosϕ
;

_______________⇒ _________________
s
t
= 3
ρ
cu
·
0.1

P
(

3Vcosϕ)
2
;
Sostituendo nella formula del volume, si ha:
vol
cu
t
= 30 ρ
cu

2

P
(Vcosϕ)
2
;
vol
cu
t
vol
cu
m
=
3
4
; =⇒ risparmio del 25% di rame.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 53 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Caratterizzazione dei carichi trifase
Supponiamo di avere un carico trifase identificato dai dati di targa (i carichi di questo tipo
sono considerati sempre equilibrati; di solito i valori di tensione e corrente sono di linea);
Vediamo come sia possibile ricavare un sistema di impedenze equivalenti del carico.
carico trifase generico
• •
• •
1 2 3 n
¯
Z
1
¯
Z
2
¯
Z
3
n
or ¯
Z∆
1
¯
Z∆
2
¯
Z∆
3
carico trifase equivalente
Sist. a 4 fili ⇒coll. a ; Sist. a 3 fili ⇒coll. a or ∆;
Dati di targa:
P
n
; V
n
; cosϕ; or P
n
; V
n
; Q
n
;
_
cos
_
arctan
_
Q
n
P
n
___
Indipendentemente dal tipo
di collegamento, si ha:
_
_
_
_
_
_
_
_
_
P
n
=

3 V
n
I
n
cosϕ;
Z =
V
f
I
f
;
¯
Z = Z (cosϕ + j sinϕ);
(
¯
Z

= 3
¯
Z

) ⇐=
Se : V
f
=
V


3
; I
f
= I

;
Z

=
V


3·I

In =
Pn √
3Vncosϕ
=
V
2
n
cosϕ
P
n
;
¯
Z

=
V
2
n
cos
2
ϕ
P
n
+ j
V
2
n
cosϕsinϕ
P
n
;
Se ∆ : V
f
= V

; I
f
=
I


3
;
Z

=

3·V

I

In =
Pn √
3Vncosϕ
=
3V
2
n
cosϕ
P
n
;
¯
Z

=
3V
2
n
cos
2
ϕ
P
n
+ j
3V
2
n
cosϕsinϕ
P
n
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 54 di 152
TEOREMA DI RECIPROCITÀ Rocco Rizzo
Teorema di reciprocità
Per affrontare lo studio dei sistemi trifase DISSimmetrici e Squilibrati sono utili alcuni
risultati che discendono dal Teorema di Reciprocità delle reti elettriche. Tale teorema, di
validità generale, può essere utilizzato per la determinazione di circuiti equivalenti;
Introduzione
Presa una rete elettrica qualsiasi (per comodità in regime sinusoidale), la scrittura delle
equazioni con il Metodo delle Correnti di Maglia (MCM) porta ad un sistema di equazioni
che, in forma matriciale, è del tipo:
¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Z
_
_

¸
¸˙
I
¸
¸
Se si usa il Metodo delle Tensioni Nodali, il sistema di equazioni è invece:
¸
¸˙
I
¸
¸
=
_

Y
_
_

¸
¸ ˙
V
¸
¸
Se la rete elettrica è lineare e priva di generatori pilotati, la matrice dei coefficienti è
simmetrica e si ha:
¯
Z
hk
=
¯
Z
kh
; e
¯
Y
hk
=
¯
Y
kh
;
Una rete descritta da equazioni la cui matrice dei coefficienti ha questa proprietà è detta
RETE RECIPROCA e vale il seguente teorema:
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 55 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Teorema di reciprocità (con generatore di tensione)
“Se un generatore ideale di tensione* v(t ), inserito nel ramo k di una rete elettrica,
produce una corrente i (t ) in un ramo h, lo stesso generatore, inserito nel ramo h con
polarità concorde con la corrente, produce nel ramo k la stessa corrente i (t ) di verso
concorde con la polarità del generatore di tensione.” (* v(t ) unico!!!;)
rete linerare e
priva di gene-
ratori pilotati
v
k
(t )
i
h
(t )

rete linerare e
priva di gene-
ratori pilotati
i
k
(t ) ≡ i
h
(t )
v
h
(t ) ≡ v
k
(t )
Teorema di reciprocità (con generatore di corrente)
“Se un generatore ideale di corrente* j (t ), inserito nel ramo k di una rete elettrica, produce
una tensione v(t ) tra i morsetti aperti di un ramo h, lo stesso generatore, inserito nel ramo
h con polarità concorde con la tensione, produce tra i morsetti aperti del ramo k la stessa
tensione v(t ) di verso concorde con la polarità del generatore di corrente.” (* j (t ) unico!!!;)
rete linerare e
priva di gene-
ratori pilotati
j
k
(t )

+

v
h
(t ) ⇔
rete linerare e
priva di gene-
ratori pilotati

+

v
k
(t ) ≡ v
h
(t ) j
h
(t ) ≡ j
k
(t )
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 56 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sintesi sul teorema di reciprocità e sulle reti reciproche (nel dominio dei fasori)
In una rete reciproca, usando un generatore di tensione, vale:
¯
Y
t
hk
=
˙
I
h
˙
V
k
=
˙
I
k
˙
V
h
=
¯
Y
t
kh
;
In una rete reciproca, usando un generatore di corrente, vale:
¯
Z
t
hk
=
˙
V
h
˙
I
k
=
˙
V
k
˙
I
h
=
¯
Z
t
kh
;
¯
Y
t
hk
=
¯
Y
t
kh
“ammettenza di trasferimento”: mette in relazione l’effetto (corrente) in un
ramo prodotto da una causa (tensione) in un altro ramo;
¯
Z
t
hk
=
¯
Z
t
kh
“impedenza di trasferimento”: mette in relazione l’effetto (tensione) ai
morsetti di un ramo aperto prodotto da una causa (corrente) in un altro
ramo;
Teorema di reciprocità: commenti e precisazioni
La reciprocità vale solo per una corrente in risposta ad un generatore di tensione e
per una tensione in risposta ad un generatore di corrente; NON vale, invece, per
tensione in risposta a gen. di tensione nè per corrente in risposta a gen. di corrente;
Se la rete contiene altri generatori e/o ha condizioni iniziali ,= 0, l’effetto (corrente
/tensione) in risposta alla causa (gen. di tensione/gen. di corrente) deve essere
considerato come variazione della grandezza prodotta attraverso l’uso del teorema
di sovrapposizione degli effetti (facendo agire singolarmente i generatori della rete);
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 57 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Equivalenza tra reti (1)
Il Teorema di Reciprocità facilita il calcolo di reti equivalenti.
Per verificare la sua utilità, svolgiamo prima un esercizio, usando il metodo classico per
ricavare una rete equivalente di una rete data.
Rete originale
˙
V
1
˙
V
2
R
3
R
4
R
1
R
2
R
R
5
˙
I
1
˙
I
3
˙
I
2
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
1
= (R
1
+ R + R
3
)
˙
I
1
+ R
˙
I
2
−R
1
˙
I
3
;
˙
V
2
= (R
2
+ R + R
4
)
˙
I
2
+ R
˙
I
1
+ R
2
˙
I
3
;
0 = (R
1
+ R
2
+ R
5
)
˙
I
3
−R
1
˙
I
1
+ R
2
˙
I
2
;
dalla 3
a
:
˙
I
3
=
R
1
R
1
+R
2
+R
5
˙
I
1

R
2
R
1
+R
2
+R
5
˙
I
2
; 1
a
e 2
a
:
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
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Z
11
¯
Z
12
˙
V
1
=
¸ .· ¸
_
R
1
+ R + R
3

R
2
1
R
1
+ R
2
+ R
5
_
˙
I
1
+
¸ .· ¸
_
R +
R
1
R
2
R
1
+ R
2
+ R
5
_
˙
I
2
;
˙
V
2
=
_
R +
R
1
R
2
R
1
+ R
2
+ R
5
_
· ¸¸ .
˙
I
1
+
_
R
1
+ R + R
3

R
2
2
R
1
+ R
2
+ R
5
_
· ¸¸ .
˙
I
2
;
¯
Z
21
¯
Z
22
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V
1
˙
V
2
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
¯
Z
11
¯
Z
12
¯
Z
21
¯
Z
22
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
2
¸
¸
¸
¸
¸
¸
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 58 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Equivalenza tra reti (2)
“Inventiamo” ora una nuova rete ed imponiamo che sia equivalente a quella originale:
Rete equivalente
˙
V
1
˙
V
2
¯
Z
a
¯
Z
c
¯
Z
b
˙
I
1
˙
I
2
_
_
_
˙
V
1
=
_
¯
Z
a
+
¯
Z
b
_
˙
I
1
+
¯
Z
b
˙
I
2
;
˙
V
2
=
_
¯
Z
c
+
¯
Z
b
_
˙
I
2
+
¯
Z
b
˙
I
1
;
=⇒
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V
1
˙
V
2
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
¯
Z
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_
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Z
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_
¯
Z
c
+
¯
Z
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_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
2
¸
¸
¸
¸
¸
¸
Imponendo l’equivalenza tra questa matrice e quella della rete originale, si ha:
_
_
_
_
_
_
¯
Z
a
+
¯
Z
b
_
¯
Z
b
¯
Z
b
_
¯
Z
c
+
¯
Z
b
_
_
_
_
_
_
=
_
_
_
_
_
¯
Z
11
¯
Z
12
¯
Z
21
¯
Z
22
_
_
_
_
_
=⇒
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
Z
a
=
¯
Z
11

¯
Z
b
= R
1
+ R
3

R
2
1
+ R
1
R
2
R
1
+ R
2
+ R
5
;
¯
Z
b
=
¯
Z
12
=
¯
Z
21
= R +
R
1
R
2
R
1
+ R
2
+ R
5
;
¯
Z
c
=
¯
Z
22

¯
Z
b
= R
2
+ R
4

R
2
2
+ R
1
R
2
R
1
+ R
2
+ R
5
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 59 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Equivalenza tra reti: applicazione teorema di reciprocità
Se sfruttiamo i risultati del teorema di reciprocità, possiamo ricavare gli elementi
¯
Z
11
,
¯
Z
22
e
¯
Z
12
=
¯
Z
21
della matrice del sistema di equazioni risolutive tramite delle prove (se tali prove
sono effettuate in laboratorio occorre usare un Voltmetro, un Amperometro ed un Fasometro):
_
_
_
˙
V
1
=
¯
Z
11
˙
I
1
+
¯
Z
12
˙
I
2
;
˙
V
2
=
¯
Z
21
˙
I
1
+
¯
Z
22
˙
I
2
;

¯
Z
11
=
˙
V
1
˙
I
1
¸
¸
¸
˙
I
2
=0
;
¯
Z
21
=
˙
V
2
˙
I
1
¸
¸
¸
˙
I
2
=0
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¯
Z
12
=
˙
V
1
˙
I
2
¸
¸
¸
˙
I
1
=0
;
¯
Z
22
=
˙
V
2
˙
I
2
¸
¸
¸
˙
I
1
=0
;
R
e
t
e
o
r
i
g
.
˙
I1

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R1 R2
R
R5
+

˙
V1
˙
I1
˙
I3
˙
I2 = 0
R
e
t
e
o
r
i
g
.
˙
I1

R3 R4
R1 R2
R
R5
+

˙
V2
˙
I1
˙
I3
˙
I2 = 0
R
e
t
e
o
r
i
g
.

˙
I2
R3 R4
R1 R2
R
R5
+

˙
V2
˙
I1 = 0
˙
I3
˙
I2
0 = (R
1
+ R
2
+ R
5
)
˙
I
3
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1
˙
I
1
;⇒

˙
I
3
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R
1
(R
1
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2
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5
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˙
I
1
;
˙
V
1
= (R
1
+ R + R
3
)
˙
I
1
−R
1
˙
I
3
;⇒
˙
V
1
= (R
1
+ R + R
3

R
2
1
R
1
+R
2
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5
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˙
I
1
;

¯
Z
11
=
˙
V
1
˙
I
1
= R
1
+ R + R
3

R
2
1
R
1
+R
2
+R
5
0 = (R
1
+ R
2
+ R
5
)
˙
I
3
−R
1
˙
I
1
;⇒

˙
I
3
=
R
1
(R
1
+R
2
+R
5
)
˙
I
1
;
˙
V
2
= R
2
˙
I
3
+ R
˙
I
1
;⇒
˙
V
2
= (
R
1
R
2
R
1
+R
2
+R
5
+ R)
˙
I
1
;

¯
Z
21
=
˙
V
2
˙
I
1
= R +
R
1
R
2
R
1
+R
2
+R
5
=
¯
Z
12
0 = (R
1
+ R
2
+ R
5
)
˙
I
3
+ R
2
˙
I
2
;⇒

˙
I
3
= −
R
2
(R
1
+R
2
+R
5
)
˙
I
2
;
˙
V
2
= (R
2
+ R + R
4
)
˙
I
2
+ R
2
˙
I
3
;⇒
˙
V
2
= (R
2
+ R + R
4
+
R
2
2
R
1
+R
2
+R
5
)
˙
I
2
;

¯
Z
22
=
˙
V
2
˙
I
2
= R
2
+ R + R
4
+
R
2
2
R
1
+R
2
+R
5
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 60 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Equivalenza per reti trifase
Il numero minimo di elementi circuitali per la costruzione di una rete equivalente non è
casuale. Si può dimostrare che, data una rete (lineare e passiva) con n porte, essa può
essere descritta compiutamente (agli effetti esterni) con un numero di elementi (impedenze
o ammettenze) pari a n
2
. Se la rete è reciproca il numero di elementi scende a
n(n+1)
2
.
Esempio precedente (rete reciproca): n = 2; ⇒
2(2+1)
2
= 3 impedenze.
Nel caso dei sistemi trifase occorre distinguere i sistemi a 3 fili da quelli a 4 fili:
Sistema a 3 fili:
1
˙
I1
+

˙
V12
2
3
˙
I3 +

˙
V32
1
2
3
5
9
8
4
6
10
rete lineare, passiva, reciproca
n = 2; ⇒
2(2+1)
2
= 3 impedenze;
Sistema a 4 fili:
1
˙
I1
+

˙
V1
2
˙
I2
+

˙
V2
3
˙
I3
+

˙
V3
0
0
1
2
3
5
9
8
4
6
10
7
11
rete lineare, passiva, reciproca
n = 3; ⇒
3(3+1)
2
= 6 impedenze;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 61 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Equivalenza per reti trifase (a 4 fili)
Partiamo da un sistema trifase generico a 4 fili (con un numero di impedenze maggiore di 6) e
proviamo a ricavare una rete elettrica trifase, equivalente alla prima, ma con solo 6 impedenze/
ammettenze. Prima però, supponendo note le correnti nelle porte 1, 2 e 3, scriviamo un
sistema di equazioni con il Metodo delle Tensioni Nodali alla rete orginale (riferimento: nodo 0):
1
˙
I1
+

˙
V1
2
˙
I2
+

˙
V2
3
˙
I3
+

˙
V3
0
0
1
2
3
5
9
8
4
6
10
7
11
rete lineare, passiva, reciproca
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
I
1
=
¯
Y
11
˙
V
1
+
¯
Y
12
˙
V
2
+
¯
Y
13
˙
V
3
+ +
¯
Y
1n
˙
V
n
;
˙
I
2
=
¯
Y
21
˙
V
1
+
¯
Y
22
˙
V
2
+
¯
Y
23
˙
V
3
+ +
¯
Y
2n
˙
V
n
;
˙
I
3
=
¯
Y
31
˙
V
1
+
¯
Y
32
˙
V
2
+
¯
Y
33
˙
V
3
+ +
¯
Y
3n
˙
V
n
;
0 =
¯
Y
41
˙
V
1
+
¯
Y
42
˙
V
2
+
¯
Y
43
˙
V
3
+ +
¯
Y
4n
˙
V
n
;
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
0 =
¯
Y
n1
˙
V
1
+
¯
Y
n2
˙
V
2
+
¯
Y
n3
˙
V
3
+ +
¯
Y
nn
˙
V
n
;
Ricavando
˙
V
4
,
˙
V
5
, . . . ,
˙
V
n
dalle ultime equazioni
(in funzione di
˙
V
1
,
˙
V
2
, e
˙
V
3
) e sostituendo nelle
prime 3 equazioni si ottiene il sistema risolutivo
relativo alle 3 porte scelte:
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
I
1
=
¯
Y

11
˙
V
1
+
¯
Y

12
˙
V
2
+
¯
Y

13
˙
V
3
;
˙
I
2
=
¯
Y

21
˙
V
1
+
¯
Y

22
˙
V
2
+
¯
Y

23
˙
V
3
;
˙
I
3
=
¯
Y

31
˙
V
1
+
¯
Y

32
˙
V
2
+
¯
Y

33
˙
V
3
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 62 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Equivalenza per reti trifase (a 4 fili)
“Inventiamoci“ ora una rete trifase, con solo 6 impedenze/ammettenze, e, dopo aver scritto le
equazioni con il MTN, imponiamo che sia equivalente a quella originale.
1
˙
I1
+

˙
V1
2
˙
I2
+

˙
V2
3
˙
I3
+

˙
V3
¯
YF
¯
YD
¯
YE
¯
YC
00
¯
YA
¯
YB
¯
YC
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
I
1
= (
¯
Y
A
+
¯
Y
D
+
¯
Y
F
)
˙
V
1
+ (−
¯
Y
D
)
˙
V
2
+ (−
¯
Y
F
)
˙
V
3
;
˙
I
2
= (−
¯
Y
D
)
˙
V
1
+ (
¯
Y
B
+
¯
Y
D
+
¯
Y
E
)
˙
V
2
+ (−
¯
Y
E
)
˙
V
3
;
˙
I
1
= (−
¯
Y
F
)
˙
V
1
+ (−
¯
Y
E
)
˙
V
2
+ (
¯
Y
C
+
¯
Y
E
+
¯
Y
F
)
˙
V
3
;
Uguagliando i singoli elementi di questo sistema con quello della rete originale, si ha:
¯
Y
A
+
¯
Y
D
+
¯
Y
F
=
¯
Y

11
;
¯
Y
B
+
¯
Y
D
+
¯
Y
E
=
¯
Y

22
;
¯
Y
C
+
¯
Y
E
+
¯
Y
F
=
¯
Y

33
;

¯
Y
D
=
¯
Y

12
=
¯
Y

21
; −
¯
Y
F
=
¯
Y

13
=
¯
Y

31
; −
¯
Y
E
=
¯
Y

23
=
¯
Y

32
;
dalle quali si ricavano i valori dei singoli elementi circuitali (in termini di ammettenze o impe-
denze) che costituiscono la rete equivalente:
¯
Y
A
;
¯
Y
B
;
¯
Y
C
;
¯
Y
D
;
¯
Y
E
;
¯
Y
F
; or
¯
Z
A
=
1
¯
Y
A
;
¯
Z
B
=
1
¯
Y
B
;
¯
Z
C
=
1
¯
Y
C
;
¯
Z
D
=
1
¯
Y
D
;
¯
Z
E
=
1
¯
Y
E
;
¯
Z
F
=
1
¯
Y
F
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 63 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Equivalenza per reti trifase (a 4 fili)
1
˙
I1
+

˙
V1
2
˙
I2
+

˙
V2
3
˙
I3
+

˙
V3
¯
YF
¯
YD
¯
YE
¯
YC
00
¯
YA
¯
YB
¯
YC
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
Y

11
¯
Y

12
¯
Y

13
¯
Y

21
¯
Y

22
¯
Y

23
¯
Y

31
¯
Y

32
¯
Y

33
_
_
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V
1
˙
V
2
˙
V
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸

¸
¸˙
I
¸
¸
=
_

Y

_
_

¸
¸ ˙
V
¸
¸

1
˙
I1
+

˙
V1
2
˙
I2
+

˙
V2
3
˙
I3
+

˙
V3
¯
Za
¯
Zb
¯
Zc
¯
Zac
¯
Zab
¯
Zbc
0
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_
_
_
_
_
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_
_
˙
V
1
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¯
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˙
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1
+
¯
Z
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I
2
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¯
Z
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˙
I
3
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V
2
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¯
Z
ab
˙
I
1
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Z
b
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I
2
+
¯
Z
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˙
I
3
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˙
V
3
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¯
Z
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I
1
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Z
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˙
I
2
+
¯
Z
c
˙
I
3
;

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V
1
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Z

11
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12
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¯
Z

21
¯
Z

22
¯
Z

23
¯
Z

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¯
Z

32
¯
Z

33
_
_
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
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1
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¸
¸
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¸
¸
¸
¸

_

Y

_
_
−1

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I
¸
¸
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_

Y

_
_
−1

_

Y

_
_

¸
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V
¸
¸

¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Y

_
_
−1

¸
¸˙
I
¸
¸

¸
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V
¸
¸
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_

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_

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¸
¸
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-
-
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-
-
-
-
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Osservaz. finale:
_

Z

_
_
=
_

Y

_
_
−1
ma
¯
Z

hk
,=
¯
Y
−1
hk
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 64 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Osservazioni sull’equivalenza per reti trifase a 4 fili
Data una rete trifase generica (a 4 fili), essa è equivalente ad una rete con 6 solo impedenze or
ad una con 3 impedenze mutuamente accoppiate; Ovviamente vale anche il contrario: una rete
a 4 fili con 3 impedenze mutuamente accoppiate è equivalente ad una rete con 6 impedenze
senza mutui accoppiamenti; NB: l’equivalenza è di tipo matematico. Il circuito equivalente
potrebbe NON essere fisicamente realizzabile con solo elementi passivi reali.
1
˙
I1
+

˙
V1
2
˙
I2
+

˙
V2
3
˙
I3
+

˙
V3
0
0
1
2
3
5
9
8
4
6
10
7
11
rete lineare, passiva, reciproca
1
˙
I1
+

˙
V1
2
˙
I2
+

˙
V2
3
˙
I3
+

˙
V3
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YF
¯
YD
¯
YE
¯
YC
00
¯
YA
¯
YB
¯
YC
1
˙
I1
+

˙
V1
2
˙
I2
+

˙
V2
3
˙
I3
+

˙
V3
¯
Za
¯
Zb
¯
Zc
¯
Zac
¯
Zab
¯
Zbc
0
Anche in questo caso i singoli elementi
¯
Y

hk
della matrice
_

Y

_
_
possono essere calcolati tramite delle prove sul circuito originale.
Per esempio:
¯
Y

11
=
˙
I

1
˙
V
1
¸
¸
¸
¸
˙
V
2
=
˙
V
3
=0
;
¯
Y

21
=
˙
I

2
˙
V
1
¸
¸
¸
¸
˙
V
2
=
˙
V
3
=0
;
¯
Y

31
=
˙
I

3
˙
V
1
¸
¸
¸
¸
˙
V
2
=
˙
V
3
=0
;
1
˙
I
t
1
˙
V1
2
˙
I
t
2
˙
V2 = 0
3
˙
I
t
3
˙
V3 = 0
0
0
1
2
3
5
9
8
4
6
10
7
11
rete lineare, passiva, reciproca
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 65 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Equivalenza per reti trifase (a 3 fili)
Nei sistemi a 3 fili (con un numero di impedenze maggiore di 3), la riduzione ad un circuito
equivalente con solo 3 impedenze/ ammettenze avviene molto semplicemente attraverso
passaggi serie/parallelo or /∆. La necessità di ricorrere al metodo descritto in precedenza
per la definizione di un circuito equivalente si presenta solo quando nella rete originale vi sono
impedenze mutuamente accoppiate. Per questo caso ricaviamo un circuito equivalente.
˙
I
1
˙
I
3
1
˙
I
1
+

˙
V
12
2
˙
I
2

+
˙
V
32
3
˙
I
3
¯
Z
a
¯
Z
b
¯
Z
c
¯
Z
ac
¯
Z
ab
¯
Z
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_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
Z

11
¯
Z

12
˙
V
12
=
¸ .· ¸
(
¯
Z
a
+
¯
Z
b
−2
¯
Z
ab
)
˙
I
1
+
¸ .· ¸
(
¯
Z
b

¯
Z
ab

¯
Z
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+
¯
Z
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)
˙
I
3
;
˙
V
32
= (
¯
Z
b

¯
Z
ab

¯
Z
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+
¯
Z
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)
· ¸¸ .
˙
I
1
+ (
¯
Z
c
+
¯
Z
b
−2
¯
Z
bc
)
· ¸¸ .
˙
I
3
;
¯
Z

21
¯
Z

22
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 66 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Equivalenza per reti trifase (a 3 fili)
Nei sistemi a 3 fili (con un numero di impedenze maggiore di 3), la riduzione ad un circuito
equivalente con solo 3 impedenze/ ammettenze avviene molto semplicemente attraverso
passaggi serie/parallelo or /∆. La necessità di ricorrere al metodo descritto in precedenza
per la definizione di un circuito equivalente si presenta solo quando nella rete originale vi sono
impedenze mutuamente accoppiate. Per questo caso ricaviamo un circuito equivalente.
˙
I
1
˙
I
3
1
˙
I
1
+

˙
V
12
2
˙
I
2

+
˙
V
32
3
˙
I
3
¯
Z
a
¯
Z
b
¯
Z
c
¯
Z
ac
¯
Z
ab
¯
Z
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¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V
12
˙
V
32
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
¯
Z

11
¯
Z

12
¯
Z

21
¯
Z

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_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸

_
_
_
˙
V
12
= (
¯
Z
1
+
¯
Z
2
)
˙
I
1
+
¯
Z
2
˙
I
3
;
˙
V
32
=
¯
Z
2
˙
I
1
+ (
¯
Z
2
+
¯
Z
3
)
˙
I
3
;
con:
¯
Z
1
=
¯
Z

11

¯
Z

12
;
¯
Z
2
=
¯
Z

12

¯
Z

21
;
¯
Z
3
=
¯
Z

22

¯
Z

21
;

Osservazione su passaggi /∆:
MCM () :
¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Z

_
_

¸
¸˙
I
¸
¸

_

Z

_
_
−1

¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Z

_
_
−1

_

Z

_
_

¸
¸˙
I
¸
¸

¸
¸˙
I
¸
¸
=
_

Y

_
_

¸
¸ ˙
V
¸
¸
⇒MTN (∆) :⇒
_

Y

_
_

=
_

Z

_
_
−1

;
_

Z

_
_

=
_

Y

_
_
−1

;
1
˙
I1
+

˙
V12
2
˙
I2

+
˙
V32
3
˙
I3
¯
Y13
¯
Y12
¯
Y23
∆ ←
1
˙
I1
+

˙
V12
˙
I1
˙
I3
2
˙
I2

+
˙
V32
3
˙
I3
¯
Z1
¯
Z2
¯
Z3
<--------------------------e
q
u
iv
a
le
n
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-
-
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-
-
-
-
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-
-
-
-
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-
-
-
-
-
-
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-
-
-
-
-
-
-
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q
u
iv
a
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n
t
i-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
>
<
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
>
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 67 di 152
SISTEMI TRIFASE DISSIMMETRICI E SQUILIBRATI
Sistemi DISsimmetrici e Squilibrati: alcune proprietà
Nei sistemi a 3 fili (collegamento dei generatori e dei carichi a or ∆):
La terna delle correnti di linea è sempre PURA:
˙
I
1
+
˙
I
2
+
˙
I
3
= 0;
Il sistema delle tensioni è univocamente determinato da 3 tensioni di fase
(
˙
V
1
,
˙
V
2
,
˙
V
3
) o da 2 tensioni di linea (
˙
V
12
+
˙
V
23
= −
˙
V
31
);
Nei sistemi a 4 fili (almeno un generatore ed un carico sono a e collegati con 4°filo):
Le terne delle tensioni di fase e quelle delle correnti di linea sono SPURIE:
˙
V
1
+
˙
V
2
+
˙
V
3
,= 0;
˙
I
1
+
˙
I
2
+
˙
I
3
=
˙
I
n
;
La terna delle tensioni di linea è sempre PURA:
˙
V
12
+
˙
V
23
+
˙
V
31
= 0;
Il sistema delle tensioni è univocamente determinato da 3 tensioni di cui almeno 1
deve essere di fase;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 68 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi DISsimmetrici e Squilibrati: altre definizioni
+

˙
V12
+

˙
V23
+

˙
V31
1
¯
Z1
2
¯
Z2
n
3
¯
Z3
+

˙
V1n
+

˙
V2n
+

˙
V3n
Osservazione generale: fissate le tensioni di
linea, al variare delle 3 impedenze si hanno
∞centri stella ed ∞tensioni stellate;
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
1n

˙
V
2n
=
˙
V
1n

˙
V
2n
= =
˙
V
12
;
˙
V
2n

˙
V
3n
=
˙
V
2n

˙
V
3n
= =
˙
V
23
;
˙
V
3n

˙
V
1n
=
˙
V
3n

˙
V
1n
= =
˙
V
31
TENSIONI STELLATE: “le tensioni
˙
V
1n
,
˙
V
2n
,
˙
V
3n
, tra ciascun
conduttore di una linea (di tensioni concatenate
˙
V
12
,
˙
V
23
,
˙
V
31
)
ed il centro stella ”n” di 3 impedenze generiche,
¯
Z
1
,
¯
Z
2
,
¯
Z
3
,
derivate dalla linea stessa“.
Sul piano di Gauss:
asse reale
asse immag.
0

15
◦ 3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5

1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345

1
2
3
˙
V
12
˙
V
23
˙
V
31

n
˙
V
1n
˙
V
2n
˙
V
3n

n
t
˙
V
t
1n
˙
V
t
2n
˙
V
t
3n

n
tt
˙
V
tt
1n
˙
V
tt
2n
˙
V
tt
3n
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 69 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi DISsimmetrici e Squilibrati: altre definizioni
+

˙
V12
+

˙
V23
+

˙
V31
1
¯
Z
2
¯
Z
b
3
¯
Z
+

˙
V1b
+

˙
V2b
+

˙
V3b
˙
I1
˙
I2
˙
I3
Osservazione: le tensioni stellate baricentriche
costituiscono una terna PURA:
˙
V
1b
=
¯
Z
˙
I
1
;
˙
V
2b
=
¯
Z
˙
I
2
;
˙
V
3b
=
¯
Z
˙
I
3
;
____________
˙
V
1b
+
˙
V
2b
+
˙
V
3b
=
¯
Z

:
1°PdK = 0
(
˙
I
1
+
˙
I
2
+
˙
I
3
) = 0;
BARICENTRO ELETTRICO: “il particolare centro stella (”b”,
”G” or ”0” ) ottenuto derivando dalla linea 3 impedenze uguali:
¯
Z
1
=
¯
Z
2
=
¯
Z
3
=
¯
Z“. Il baricentro elettrico coincide con il
baricentro geometrico del triangolo delle tensioni di linea. Le
tensioni
˙
V
1b
,
˙
V
2b
,
˙
V
3b
sono dette ”tensioni stellate
baricentriche”.
asse reale
asse immag.
0

15
◦ 3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5

1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345

1
2
3
˙
V
12
˙
V
23
˙
V
31
b • ˙
V
1b
˙
V
2b
˙
V
3b
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 70 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi DISsimmetrici e Squilibrati: altre definizioni
+

˙
V12
+

˙
V23
+

˙
V31
1
¯
Z
2
¯
Z
b
3
¯
Z
1
¯
Z1
2
¯
Z2
n
3
¯
Z3
+

˙
V1b
+

˙
V2b
+

˙
V3b
+

˙
V1n
+

˙
V2n
+

˙
V3n
+ −
˙
Vbn
asse reale
asse immag.
0

15
◦ 3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5 ◦
1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345◦
1
2
3
˙
V
12
˙
V
23
˙
V
31
• b
˙
V
1b
˙
V
2b
˙
V
3b

n
˙
V
1n
˙
V
2n
˙
V
3n
˙
V
bn
La tensione tra il baricentro elettrico “b“ ed un generico
centro stella ”n” vale:
˙
V
bn
=
˙
V
1n
+
˙
V
2n
+
˙
V
3n
3
;
Dimostrazione:
˙
V
bn
=
˙
V
1n

˙
V
1b
;
˙
V
bn
=
˙
V
2n

˙
V
2b
;
˙
V
bn
=
˙
V
3n

˙
V
3b
;
________________
3
˙
V
bn
=
˙
V
1n
+
˙
V
2n
+
˙
V
3n

:
0
(
˙
V
1b
+
˙
V
2b
+
˙
V
3b
);
Noti i fasori delle tensioni concatenate, le tensioni bari-
centriche si ricavano facendo coincidere il centro stella “n”
con i vertici del triangolo. Si ha:
n ≡ 1 :
˙
V
b1
=

>
0
˙
V
11
+
˙
V
21
+
˙
V
31
3
(
˙
V
1b
=−
˙
V
b1
)
=⇒
˙
V
1b
=
˙
V
12

˙
V
31
3
;
n ≡ 2 :
˙
V
b2
=
˙
V
12
+

>
0
˙
V
22
+
˙
V
32
3
(
˙
V
2b
=−
˙
V
b2
)
=⇒
˙
V
2b
=
˙
V
23

˙
V
12
3
;
n ≡ 3 :
˙
V
b3
=
˙
V
13
+
˙
V
23
+

>
0
˙
V
33
3
(
˙
V
2b
=−
˙
V
b2
)
=⇒
˙
V
3b
=
˙
V
31

˙
V
23
3
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 71 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi DISsimmetrici e Squilibrati: generatori equivalenti
Sfruttando le definizioni precedenti ed il principio di sostituzione, le tensioni ai terminali di un
sistema trifase dissimmetrico e squilibrato possono essere rappresentate (agli effetti esterni) da
un insieme di generatori equivalenti. In particolare:
asse reale
asse immag.
0

15
◦ 30
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0 ◦
1
3
5 ◦
1 5 0 ◦
1 6 5 ◦
1 8 0

1 9 5
◦ 2 1 0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0 ◦
3
1
5 ◦
330 ◦
345◦
1
2
3
˙
V12
˙
V23
˙
V31
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˙
V1b
˙
V2b
˙
V3b
+

˙
V
12
+

˙
V
23
+

˙
V
31
1
˙
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3
1

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V
3
1
3
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2
1


˙
V
1
2
2
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1

˙
V
1b
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˙
E
2

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V
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2
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V
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3
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12

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V
12
1
2
2
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32
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1
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V
3
1
1
˙
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3

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V
2
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2
3
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3
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4
f
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l
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-
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-
-
-
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 72 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi DISsimmetrici e Squilibrati: definizione del problema generale
Note le tensioni concatenate/stellate ad inizio linea, le impedenze dei carichi e le caratteristiche
geometriche e fisiche della linea, ricavare le correnti nel generatore, nella linea ed in tutti i carichi.
Procedimento generale:
1
ricavare un sistema di generatori equivalenti ad inizio linea;
2
determinare un circuito equivalente della linea;
3
ridurre il complesso dei carichi ad un carico unico equivalente;
4
calcolare la corrente nella linea e nel generatore;
5
calcolare la tensione ai capi dei singoli carichi del circuito orginale;
6
calcolare la corrente nei singoli carichi del circuito orginale;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 73 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 3 fili
Prendiamo un sistema (generico) DISSimmetrico e Squilibrato a 3 fili allacciato ad una rete
prevalente. Supponiamo di poter misurare con 3 voltmetri le tensioni concatenate della rete
prevalente ed ipotizziamo note le impedenze dei carichi (se vi sono carichi mutuamente
accoppiati li riduciamo a carichi equivalenti senza mutuo accoppiamento). Supponiamo,
infine, noto il circuito equivalente delle linee (vedremo successivamente come ricavarlo).
R
e
t
e
p
r
e
v
a
l
e
n
t
e
V
V
V
1
˙
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1
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Z
2
3
˙
I
3
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1
˙
I
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2
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Z
t
2
˙
I
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¯
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3
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˙
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1
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2
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˙
I
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¯
Z
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Z
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˙
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2f
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1
t
˙
I
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Z
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2
t
˙
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t
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¯
Z
2B
3
t
˙
I
t
3B
¯
Z
3B
Per l’analisi di questo tipo di sistemi possiamo usare due diversi metodi: il metodo classico
basato su riduzioni /∆ e serie/parallelo o il metodo generale basato sull’uso delle matrici.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 74 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 3 fili: metodo classico
Innanzitutto ricaviamo un sistema equivalente di generatori che simuli la rete prevalente:
fissiamo a fase nulla una delle 3 tensioni misurate dai voltmetri (p.e.
˙
V
12
= V
12
e
j 0
) e usiamo il
teorema di Carnot per ricavare l’angolo α e, di conseguenza, i valori dei rimanenti fasori;
asse reale
asse immag.
0

15
◦ 3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0 ◦
1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5 ◦
1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0 ◦
3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345◦
1 2
3
˙
V
12
˙
V
23
˙
V
31
α

b
˙
E
1
˙
E
2
˙
E
3
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V
2
12
+V
2
23
−V
2
31
2V
12
V
23
;
Tensioni concatenate:
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
12
= V
12
;
˙
V
23
= −V
23
(cos α + j sin α);
˙
V
31
= −(
˙
V
23
+
˙
V
12
);
=⇒
˙
V
12
1
2
2
˙
V
32
≡ −
˙
V
23
3
Tensioni baricentriche:
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
E
1
=
˙
V
12

˙
V
31
3
;
˙
E
2
=
˙
V
23

˙
V
12
3
;
˙
E
3
=
˙
V
31

˙
V
23
3
;
=⇒
˙
E
1
1
b
˙
E
2
2
˙
E
3
3
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 75 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 3 fili: metodo classico
Riduciamo il carico e le linee ad un sistema di sole impedenze in serie (tramite trasformazioni
/∆ e serie/parallelo) in modo da poter usare il Teorema di Millman;
1
˙
I1
¯
Z1
2
˙
I2
¯
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3
˙
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¯
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˙
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1
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1
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2
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Z
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2
˙
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Z
t
3
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˙
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2
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˙
I
tt
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Zc12
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˙
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1
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˙
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¯
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t
˙
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¯
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3
t
˙
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¯
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˙
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¯
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3
˙
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˙
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1
¯
Z
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1
˙
I
t
2
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Z
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2
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3
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Z
t
3
1
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˙
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¯
Z1B
s
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t
˙
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Z2B
3
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˙
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Z3B
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1
tt
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2
tt
¯
Zc2
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tt
3
tt
¯
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1
˙
I1
¯
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2
˙
I2
¯
Z2
3
˙
I3
¯
Z3
˙
I
t
1
˙
I
t
2
˙
I
t
1
¯
Z
c
∆13
¯
Z
c
∆12
¯
Z
c
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1
t
˙
I1B
¯
Z
b
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2
t
˙
I2B
¯
Z
b
∆12
3
t
˙
I3B
¯
Z
b
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parallelo
1
˙
I1
¯
Z1
2
˙
I2
¯
Z2
3
˙
I3
¯
Z3
˙
I
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1
¯
Zs1
˙
I
t
2
¯
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t
˙
I
t
3
¯
Zs3
1
t
˙
I1B
¯
Z1B
s
2
t
˙
I2B
¯
Z2B
3
t
˙
I3B
¯
Z3B
Osservazione:
˙
V
ss
/ ,= 0; ⇒ non si può
fare parallelo fase x fase;
⇒ trasformazione /∆ e
poi parallelo;
⇒∆
-------->
<--------
-
-
-
-
-
-
-
>
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 76 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 3 fili: metodo classico
L’intero circuito è stato ridotto a due impedenze in serie per ciascuna fase; a questo punto,
introducendo il sistema equivalente dei generatori, possiamo risolvere il circuito tramite la
formula di Millman;
1
˙
I
1
¯
Z
1
1
t
¯
Z
eq1
˙
I
2
¯
Z
2
2
t
¯
Z
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0
3
˙
I
3
¯
Z
3
3
t
¯
Z
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˙
V
12
2
˙
V
32
˙
V
02
=
˙
V
12
¯
Z
1
+
¯
Z
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+
˙
V
32
¯
Z
3
+
¯
Z
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1
¯
Z
1
+
¯
Z
eq1
+
1
¯
Z
2
+
¯
Z
eq2
+
1
¯
Z
3
+
¯
Z
eq3

˙
I
1
=
˙
V
12

˙
V
02
¯
Z
1
+
¯
Z
eq1
;
˙
I
2
=

˙
V
02
¯
Z
2
+
¯
Z
eq2
;
˙
I
3
=
˙
V
32

˙
V
02
¯
Z
3
+
¯
Z
eq3
;
Note le correnti di linea
˙
I
1
,
˙
I
2
, e
˙
I
3
, è possibile, a ritroso, calcolare le tensioni ai capi dei
singoli carichi e quindi le relative correnti assorbite;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 77 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 3 fili: metodo classico
˙
V12
2
˙
V32
1
˙
I1
¯
Z1
˙
I2
¯
Z2
3
˙
I3
¯
Z3
˙
I
t
1
¯
Z
t
1
˙
I
t
2
¯
Z
t
2
˙
I
t
3
¯
Z
t
3
¯
Zc13
˙
I
tt
3f
1
tt
2
tt
˙
I
tt
1f
¯
Zc12
¯
Zc23
˙
I
tt
2f
3
tt
1
t
˙
I1B
¯
Z1B
s
2
t
˙
I2B
¯
Z2B
3
t
˙
I3B
¯
Z3B
< - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
-
---------------circuitazione-----
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
-
-----------------circuitazione------------->
+

˙
V
t
12
+

˙
V
t
32
< - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
-
---------------circuitazione-----
< - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
-
----circuitazione---------
+

˙
V
tt
12

+
˙
V
tt
23
˙
V
t
12
˙
V
t
32
˙
V
tt
12
˙
V
tt
23
˙
V

12
=
˙
V
12

¯
Z
1
˙
I
1
+
¯
Z
2
˙
I
2
;
˙
V

32
=
˙
V
32

¯
Z
3
˙
I
3
+
¯
Z
2
˙
I
2
;
˙
V
s2
=
˙
V

12
¯
Z
1B
+
˙
V

32
¯
Z
3B
1
¯
Z
1B
+
1
¯
Z
2B
+
1
¯
Z
3B
;
=

˙
I
1B
=
˙
V

12

˙
V
s2

¯
Z
1B
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˙
I
2B
=

˙
V
s2

¯
Z
2B
;
˙
I
3B
=
˙
V

32

˙
V
s2

¯
Z
3B
;
˙
I

1
=
˙
I
1

˙
I
1B
;
˙
I

2
=
˙
I
2

˙
I
2B
;
˙
I

3
=
˙
I
3

˙
I
3B
;
˙
V

12
=
˙
V

12

¯
Z

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˙
I

1
+
¯
Z

2
˙
I

2
;
˙
V

23
= −
˙
V

32
+
¯
Z

3
˙
I

3

¯
Z

2
˙
I

2
;
˙
I

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=
˙
V

12
¯
Z
c12
;
˙
I

2f
=
˙
V

23
¯
Z
c23
;
˙
I

3f
= −
˙
V

12
+
˙
V

23
¯
Z
c13
;
⇒ Problema risolto
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 78 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici e Squilibrati: rappresent. fasoriale
Rappresentiamo sul piano di Gauss le grandezze relative ai generatori equivalenti ed inoltre
effettuiamo per via grafica il calcolo delle tensioni
˙
V

12
e
˙
V

32
a valle della prima linea;
asse reale
asse immag.
0

15

3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5

1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345

1 2
3
˙
V
12
˙
V
23
˙
V
31
b •
b
˙
V
1b
˙
V
2b
˙
V
3b
˙
V
12

˙
V
23
=
˙
V
32
˙
I
1
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12−1
˙
I
2
= −(
˙
I
1
+
˙
I
3
)
˙
I
3
ϕ
32−3
˙
V
12
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˙
I1 −jX1
˙
I1
90°
+R2
˙
I2
+jX2
˙
I2
90°
˙
V
t
12
˙
V
12
−R
1
˙
I
1
−jX
1
˙
I
1
90°
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2
˙
I
2
+jX
2
˙
I
2
90°
˙
V
t
12

˙
V
23
=
˙
V
32
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˙
I3
−jX3
˙
I3
90°
+R2
˙
I2
+jX2
˙
I2
90°
˙
V
t
32

˙
V
23
=
˙
V
32
−R
3
˙
I
3
−jX
3
˙
I
3
90°
+R
2
˙
I
2
+jX
2
˙
I
2
90°
˙
V
t
32
˙
V
t
12
=
˙
V
12
−(R
1
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1
)
˙
I
1
+(R
2
+jX
2
)
˙
I
2
˙
V
t
32
=
˙
V
32
−(R
3
+jX
3
)
˙
I
3
+(R
2
+jX
2
)
˙
I
2
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 79 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 3 fili: metodo matriciale
Risolviamo ora lo stesso problema con un metodo più generale basato sull’uso delle matrici.
Tale metodo, scarsamente utilizzato per i sistemi a 3 fili, è di notevole aiuto per la soluzione dei
sistemi trifase a 4 fili; Esso si basa sulla scrittura di un sistema di equazioni per ciascun singolo
carico (o linea) e nella successiva combinazione di tali equazioni in un unico sistema risolutivo;
(Se i carichi sono a ∆ si usa MTN, se sono a si usa MCM);
˙
I
t
1
˙
I
t
1
˙
I
t
2
˙
I
t
3
˙
I
t
3
¯
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˙
I
tt
3f
1
tt
2
tt
˙
I
tt
1f
¯
Zc12
¯
Zc23
˙
I
tt
2f
3
tt
+

˙
V
tt
12
+

˙
V
tt
32
Per il carico C (a ∆), supponendo note le correnti
˙
I

1
e
˙
I

3
, e
prendendo il nodo 2

come riferimento, si ha:
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I

1
˙
I

3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
¯
Y
c
11
¯
Y
c
12
¯
Y
c
21
¯
Y
c
22
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V

12
˙
V

32
¸
¸
¸
¸
¸
¸
con:
¯
Y
c
11
=
1
¯
Z
c12
+
1
¯
Z
c13
;
¯
Y
c
12
=
¯
Y
c
21
= −
1
¯
Z
c13
;
¯
Y
c
22
=
1
¯
Z
c23
+
1
¯
Z
c13
;
1
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I
t
1
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Z
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1
1
tt
2
t
˙
I
t
2
¯
Z
t
2
2
tt
3
t
˙
I
t
3
¯
Z
t
3
3
tt
--------circuitazione-------
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
<--------circuitazione-----
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
˙
V
t
12
˙
V
t
32
˙
V
tt
12
˙
V
tt
32
Per la linea
¯
Z

, supponendo note le tensioni concatenate
˙
V

e
˙
V

ad inizio ed a fine linea, si ha:
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V

12
˙
V

32
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
¯
Z

11
¯
Z

12
¯
Z

21
¯
Z

22
_
_
_
_
_
_

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¸
¸
¸
¸
¸
˙
I

1
˙
I

3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
+
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V

12
˙
V

32
¸
¸
¸
¸
¸
¸
con:
¯
Z

11
=
¯
Z

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+
¯
Z

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;
¯
Z

12
=
¯
Z

21
=
¯
Z

2
;
¯
Z

22
=
¯
Z

3
+
¯
Z

2
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 80 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 3 fili: metodo matriciale
1
t
˙
I1B
¯
Z1B
s
2
t
˙
I2B
¯
Z2B
3
t
˙
I3B
¯
Z3B
˙
V
t
12
˙
V
t
32
-
-
-
-
-
-
-
-
c
i
r
c
u
i
t
a
z
i
o
n
e
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
--
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
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-
-
-
-
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<
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-
-
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-
-
-
c
i
r
c
u
i
t
a
z
i
o
n
e
-
-
--
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Per il carico B (a ), supponendo note le tensioni
˙
V

12
e
˙
V

32
,
si ha:
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V

12
˙
V

32
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
¯
Z
b
11
¯
Z
b
12
¯
Z
b
21
¯
Z
b
22
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I

1B
˙
I

3B
¸
¸
¸
¸
¸
¸
con:
¯
Z
b
11
=
¯
Z
1B
+
¯
Z
2B
;
¯
Z
b
12
=
¯
Z
b
21
=
¯
Z
2B
;
¯
Z
b
22
=
¯
Z
3B
+
¯
Z
2B
;
1
˙
I1
¯
Z1
1
t
2
˙
I2
¯
Z2
2
t
3
˙
I3
¯
Z3
3
t
--------circuitazione-------
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
<--------circuitazione-----
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
˙
V12
˙
V32
˙
V
t
12
˙
V
t
32
Per la linea
¯
Z

, supponendo note le tensioni concatenate
˙
V

a
fine linea (quelle ad inizio linea sono note e pari ai generatori
equivalenti del sistema), si ha:
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V
12
˙
V
32
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
¯
Z

11
¯
Z

12
¯
Z

21
¯
Z

22
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
+
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V

12
˙
V

32
¸
¸
¸
¸
¸
¸
con:
¯
Z

11
=
¯
Z
1
+
¯
Z
2
;
¯
Z

12
=
¯
Z

21
=
¯
Z
2
;
¯
Z

22
=
¯
Z
3
+
¯
Z
2
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 81 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 3 fili: metodo matriciale
Combiniamo ora i sistemi di equazioni scritti per ciascun singolo carico, cercando di ottenere un
unico sistema risolutivo (per comodità usiamo le matrici in forma compatta): poichè il numero di
incognite è 5 e noi abbiamo 4 soli sistemi di equazioni, dobbiamo trovare un altro sistema per
poter risolvere il problema;
il 5°sistema di equazioni è rappresentato dal 1°PdK ai nodi 1

, 2

, e 3

;
carico C:
linea

:
carico B:
linea :
1°PdK:
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
¸
¸˙
I

¸
¸
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_

Y
c
_
_

¸
¸ ˙
V

¸
¸
(1)
¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
_
_
_
¯
Z

_
_
_
¸
¸˙
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¸
¸
+
¸
¸ ˙
V

¸
¸
(2)
¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
_

Z
b
_
_

¸
¸˙
I
B
¸
¸
(3)
¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Z

_
_

¸
¸˙
I

¸
¸
+
¸
¸ ˙
V

¸
¸
(4)
¸
¸˙
I

¸
¸
=
¸
¸˙
I

¸
¸
+
¸
¸˙
I
B
¸
¸
(5)
Manipolando questi insiemi di equazioni
è possibile arrivare ad un unico sistema
risolutivo che abbia come incognite le
correnti di linea
˙
I
1
e
˙
I
3
, e come termini
noti le tensioni
˙
V
12
e
˙
V
32
dei generatori
equivalenti del sistema trifase;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 82 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 3 fili: metodo matriciale
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
¸
¸˙
I

¸
¸
=
_

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c
_
_

¸
¸ ˙
V

¸
¸

¸
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V

¸
¸
=
_

Y
c
_
_
−1

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¸˙
I

¸
¸

¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
_

Z
c
_
_

¸
¸˙
I

¸
¸
→ (in 2)
¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
_
_
_
¯
Z

_
_
_
¸
¸˙
I

¸
¸
+
¸
¸ ˙
V

¸
¸

¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
__
_
_
¯
Z

_
_
_ +
_

Z
c
_
_
_

¸
¸˙
I

¸
¸

¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
_
_
_
¯
Z

c
_
_
_
¸
¸˙
I

¸
¸

(in 5) ←
¸
¸˙
I

¸
¸
=
_
_
_
¯
Y

c
_
_
_
¸
¸ ˙
V

¸
¸

¸
¸˙
I

¸
¸
=
_
_
_
¯
Z

c
_
_
_
−1

¸
¸ ˙
V

¸
¸
¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
_

Z
b
_
_

¸
¸˙
I
B
¸
¸

¸
¸˙
I
B
¸
¸
=
_

Z
b
_
_
−1

¸
¸ ˙
V

¸
¸

¸
¸˙
I
B
¸
¸
=
_

Y
b
_
_

¸
¸ ˙
V

¸
¸
→ (in 5)
¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Z

_
_

¸
¸˙
I

¸
¸
+
¸
¸ ˙
V

¸
¸

¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_
_

Z

_
_
+
_
_
_
¯
Z

cb
_
_
_
_

¸
¸˙
I

¸
¸

¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Z
eq
_
_

¸
¸˙
I

¸
¸
¸
¸˙
I

¸
¸
=
¸
¸˙
I

¸
¸
+
¸
¸˙
I
B
¸
¸
(da 2 e 3) ⇒
¸
¸˙
I

¸
¸
=
_
_
_
¯
Y

c
_
_
_
¸
¸ ˙
V

¸
¸
+
_

Y
b
_
_

¸
¸ ˙
V

¸
¸

¸
¸˙
I

¸
¸
=
_
_
_
¯
Y

cb
_
_
_
¸
¸ ˙
V

¸
¸

(in 4) ←
¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
_
_
_
¯
Z

cb
_
_
_
¸
¸˙
I

¸
¸

¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
_
_
_
¯
Y

cb
_
_
_
−1

¸
¸˙
I

¸
¸
¸
¸˙
I

¸
¸
=
_

Z
eq
_
_
−1

¸
¸ ˙
V
¸
¸

¸
¸˙
I

¸
¸
=
_

Y
eq
_
_

¸
¸ ˙
V
¸
¸

¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
3
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
¯
Y
eq
11
¯
Y
eq
12
¯
Y
eq
21
¯
Y
eq
22
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
˙
V
12
˙
V
32
¸
¸
¸
¸
¸
;
⇒note
˙
I
1
e
˙
I
3
, a
ritroso si ricavano
tutte le altre gran-
dezze incognite;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 83 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase - metodo matriciale: osservazioni sulle matrici
La matrice
_

Y
c
_
_
è relativa al carico C nel collegamento a ∆; la matrice
_

Z
c
_
_
=
_

Y
c
_
_
−1
è relativa al carico C nel suo collegamento a ; l’inversione della matrice
_

Y
c
_
_
non è
altro che il passaggio ∆/;
La matrice
_
_
_
¯
Z

c
_
_
_ =
_
_
_
¯
Z

_
_
_ +
_

Z
c
_
_
rappresenta l’operazione di serie tra il carico C a e
la linea

; la matrice
_
_
_
¯
Y

c
_
_
_ =
_
_
_
¯
Z

c
_
_
_
−1
è relativa all’equivalente in serie del carico e
della linea nella rappresentazione a ∆;
La matrice
_

Z
b
_
_
è relativa al carico B nel collegamento a ; la matrice
_

Y
b
_
_
=
_

Z
b
_
_
−1
è relativa al carico B nel suo collegamento a ∆; l’inversione della matrice
_

Z
b
_
_
non è
altro che il passaggio /∆;
La matrice
_
_
_
¯
Y

cb
_
_
_ è relativa a tutti i carichi e le linee a valle dei nodi 1

, 2

e 3

nel loro
equivalente a ∆; la matrice
_
_
_
¯
Z

cb
_
_
_ =
_
_
_
¯
Y

cb
_
_
_
−1
è relativa a tali carichi nell’equivalente
a ; l’inversione della matrice
_
_
_
¯
Y

cb
_
_
_ non è altro che il passaggio ∆/;
La matrice
_

Z
eq
_
_
=
_

Z

_
_
+
_
_
_
¯
Z

cb
_
_
_, ottenuta dalla “serie“ dei carichi a valle dei nodi
nodi 1

, 2

e 3

e della linea , è relativa all’intero carico nella rappresentazione a ; la
matrice
_

Y
eq
_
_
=
_

Z
eq
_
_
−1
è relativa all’intero sistema nella sua rappresentazione
equivalente a ∆;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 84 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 4 fili
Prendiamo un sistema trifase DISSimmetrico e Squilibrato a 4 fili e supponiamo di aver già
determinato un sistema di generatori equivalenti tramite le tensioni baricentriche.
Supponiamo inoltre note le impedenze dei carichi ed il circuito equivalente delle linee.
R
e
t
e
p
r
e
v
a
l
e
n
t
e
1
¯
Z
1
2
¯
Z
2
3
¯
Z
3
1
t
¯
Z
1B
2
t
¯
Z
2B
3
t
¯
Z
3B
n
¯
Z
c1
¯
Z
c2
0
tt
¯
Z
c3
1
t
2
t
3
t
¯
Z
A13
¯
Z
A12
¯
Z
A23
¯
Z
m12
¯
Z
m2
L’analisi di questo tipo di sistemi, a parte qualche caso particolare, viene effettuato in
maniera semplice tramite il metodo generale basato sull’uso delle matrici.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 85 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 4 fili
Prima di applicare il metodo, verifichiamo l’eventuale possibilità di riduzione dei carichi
tramite operazioni /∆ o serie/parallelo.
1
¯
Z
1
2
¯
Z
2
3
¯
Z
3
1
t ˙
I
1
2
t ˙
I
2
3
t ˙
I
3
˙
I
tt
1
¯
Z
c1
˙
I
tt
2
¯
Z
cm2
0
tt
˙
I
tt
3
¯
Z
c3
n
1
t
˙
I
t
1
2
t
˙
I
t
2
3
t
˙
I
t
3
¯
Z
∆13
¯
Z
∆12
¯
Z
∆23
¯
Z
m2
//
¯
Z
c2
=
¯
Z
cm2
; carico B ⇒/∆;
¯
Z
m12
//
¯
Z
B12
=
¯
Z
Bm12
;
¯
Z
A∆
hk
//
¯
Z
B∆
hk
=
¯
Z

hk
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 86 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 4 fili: metodo matriciale
Applichiamo il metodo matriciale scrivendo un sistema di equazioni per i carichi e per la linea;
1
t ˙
I1
2
t ˙
I2
3
t ˙
I3
˙
I
tt
1
¯
Z
t
c1
˙
I
tt
2
¯
Z
t
c2
0
tt
˙
I
tt
3
¯
Z
t
c3
n
t
1
t
˙
I
t
1
2
t
˙
I
t
2
3
t
˙
I
t
3
¯
Z∆13
¯
Z∆12
¯
Z∆23
Supponendo note le correnti
˙
I
1
,
˙
I
2
, e
˙
I
3
, e prendendo il
nodo n

come riferimento, si ha:
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
Y
c
11
¯
Y
c
12
¯
Y
c
13
¯
Y
c
21
¯
Y
c
22
¯
Y
c
23
¯
Y
c
31
¯
Y
c
32
¯
Y
c
33
_
_
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V

1
˙
V

2
˙
V

3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
(Equazioni già viste nell’e-
sempio di applicazione del
teorema di reciprocità)
¯
Y
c
11
=
1
¯
Z

c1
+
1
¯
Z
∆12
+
1
¯
Z
∆13
;
¯
Y
c
12
=
¯
Y
c
21
= −
1
¯
Z
∆12
;
¯
Y
c
22
=
1
¯
Z

c2
+
1
¯
Z
∆12
+
1
¯
Z
∆23
;
¯
Y
c
13
=
¯
Y
c
31
= −
1
¯
Z
∆13
;
¯
Y
c
33
=
1
¯
Z

c3
+
1
¯
Z
∆23
+
1
¯
Z
∆13
;
¯
Y
c
23
=
¯
Y
c
32
= −
1
¯
Z
∆23
;
1
˙
I1
¯
Z1
1
t
2
˙
I2
¯
Z2
2
t
3
˙
I3
¯
Z3
3
t
n n
t
--------circuitazione-----
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
--------circuitazione----
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
--------circuitazione---
-
-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - >
Per la linea
¯
Z

, supponendo note le tensioni stellate
˙
V

a fine linea
(quelle ad inizio linea sono note e pari ai generatori equivalenti del
sistema), si ha:
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V
1
˙
V
2
˙
V
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
Z

11
¯
Z

12
¯
Z

13
¯
Z

21
¯
Z

22
¯
Z

23
¯
Z

31
¯
Z

32
¯
Z

33
_
_
_
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
+
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V

1
˙
V

2
˙
V

3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
con:
¯
Z

11
=
¯
Z
1
;
¯
Z

22
=
¯
Z
2
;
¯
Z

33
=
¯
Z
3
;
¯
Z

hk
=
¯
Z

kh
= 0;
(con h = k)
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 87 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici ed Squilibrati a 4 fili: metodo matriciale
Combiniamo ora i sistemi di equazioni scritti per i carichi e per la linea (per comodità usiamo le
matrici in forma compatta):
carichi:
linea:
_ ¸
¸˙
I

¸
¸
=
_

Y
c
_
_

¸
¸ ˙
V

¸
¸
(1)
¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Z

_
_

¸
¸˙
I

¸
¸
+
¸
¸ ˙
V

¸
¸
(2)
Manipolando questi insiemi di equazioni è pos-
sibile arrivare ad un unico sistema risolutivo
che abbia come incongnite le correnti di linea
˙
I
1
,
˙
I
2
e
˙
I
3
, e come termini noti le tensioni stel-
late
˙
V
1
,
˙
V
2
e
˙
V
3
dei generatori equivalenti del
sistema trifase;
_
_
_
_
_
¸
¸˙
I

¸
¸
=
_

Y
c
_
_

¸
¸ ˙
V

¸
¸

¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
_

Y
c
_
_
−1

¸
¸˙
I

¸
¸

¸
¸ ˙
V

¸
¸
=
_

Z
c
_
_

¸
¸˙
I

¸
¸
→ (in 2)
¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Z

_
_

¸
¸˙
I

¸
¸
+
¸
¸ ˙
V

¸
¸

¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
__

Z

_
_
+
_

Z
c
_
_
_

¸
¸˙
I

¸
¸

¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Z
eq
_
_

¸
¸˙
I

¸
¸
¸
¸˙
I

¸
¸
=
_

Z
eq
_
_
−1

¸
¸ ˙
V
¸
¸

¸
¸˙
I

¸
¸
=
_

Y
eq
_
_

¸
¸ ˙
V
¸
¸

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
Y
eq
11
¯
Y
eq
12
¯
Y
eq
13
¯
Y
eq
21
¯
Y
eq
22
¯
Y
eq
23
¯
Y
eq
31
¯
Y
eq
32
¯
Y
eq
33
_
_
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V
1
˙
V
2
˙
V
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸

⇒note
˙
I
1
,
˙
I
2
e
˙
I
3
, a ritroso si ricavano tutte le altre grandezze incognite;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 88 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi trifase DISSimmetrici e Squilibrati: rappresent. fasoriale
Rappresentiamo sul piano di Gauss le grandezze relative ai generatori equivalenti ed inoltre
effettuiamo per via grafica il calcolo delle tensioni
˙
V

1
,
˙
V

2
e
˙
V

3
a valle della linea;
asse reale
asse immag.
0

15

3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5

1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345

1
2
3
˙
V
12
˙
V
23
˙
V
31
b •
b
˙
V
1b
˙
V
2b
˙
V
3b
˙
I
1
ϕ
1
˙
I
2
ϕ
2
˙
I
3
ϕ
3
˙
V
1b
−R1
˙
I1
−jX1
˙
I1
90°
˙
V
t
1
˙
V
1b
−R
1
˙
I
1
−jX
1
˙
I
1
90°
˙
V
t
1
˙
V
2b
−R2
˙
I2

j
X
2

˙ I
2

90°
˙
V
t
2
˙
V
2b
−R
2
˙
I
2

j
X
2

˙
I
2

90°
˙
V
t
2
˙
V
3b
−R3
˙
I3

jX
3
˙ I
3

90°
˙
V
t
3
˙
V
3b
−R
3
˙
I
3

j
X
3
˙
I
3

90°
˙
V
t
3
˙
V
t
1
=
˙
V
1
−(R
1
+jX
1
)
˙
I
1
˙
V
t
2
=
˙
V
2
−(R
2
+jX
2
)
˙
I
2
˙
V
t
3
=
˙
V
3
−(R
3
+jX
3
)
˙
I
3
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 89 di 152
POTENZA NEI SISTEMI DISSIMMETRICI E SQUIL.
Potenza nei sistemi DISSimmetrici e Squilibrati
1
/
˙
E
1
1
2
/
˙
E
2
2
3
/
˙
E
3
3
1
/
¯
Z
1
1
3
/
¯
Z
2
3
2
/
¯
Z
3
2
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
Supponendo 3 impedenze
generiche
¯
Z
1
= R
1
+ jX
1
,
¯
Z
2
= R
2
+jX
2
, e
¯
Z
3
= R
3
+jX
3
,

i
= arctan
_
X
i
R
i
_
) e 3 gene-
ratori monofase (di una terna
dissimmetrica), si ha:
˙
I
1
=
˙
E
1
¯
Z
1
;
˙
I
2
=
˙
E
2
¯
Z
2
;
˙
I
3
=
˙
E
3
¯
Z
3
;
_
_
_
_
_
i
1
(t ) = I
M1
sin(ωt +ψ
1
);
i
2
(t ) = I
M2
sin(ωt +ψ
2
);
i
3
(t ) = I
M3
sin(ωt +ψ
3
);
La potenza istantanea erogata dai 3 generatori monofase vale:
p
1
(t ) = e
1
(t ) i
1
(t ) =E
1
I
1
cosϕ
1
−E
1
I
1
cos(2ωt + 2ψ
1

1
);
p
2
(t ) = e
2
(t ) i
2
(t ) =E
2
I
2
cosϕ
2
−E
2
I
2
cos(2ωt + 2ψ
2

2
);
p
3
(t ) = e
3
(t ) i
3
(t ) =E
3
I
3
cosϕ
3
−E
3
I
3
cos(2ωt + 2ψ
3

3
);
potenza costante potenza fluttuante
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 90 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Potenza nei sistemi DISSimmetrici e Squilibrati
N
˙
E
1
1
˙
E
2
2
˙
E
3
3
n
¯
Z
1
1
¯
Z
2
3
¯
Z
3
2
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
conduttore neutro:
˙
I
n
,= 0
˙
I
n
Riunendo i conduttori di ritorno si ha:
- nei sistemi trifase a 3 fili la corrente di due fasi
ritorna al generatore attraverso la terza fase:
˙
I
2
+
˙
I
3
= −
˙
I
1
;
- nei sistemi a 4 fili la corrente delle fasi ritorna al
generatore attraverso il neutro:
˙
I
1
+
˙
I
2
+
˙
I
3
=
˙
I
n
;
La potenza istantanea erogata dal generatore trifase vale:
p(t ) = p
1
(t ) + p
2
(t ) + p
3
(t ) = E
1
I
1
cosϕ
1
+ E
2
I
2
cosϕ
2
+ E
3
I
3
cosϕ
3
+. . .
−[E
1
I
1
cos(2ωt + 2ψ
1

1
) + E
2
I
2
cos(2ωt + 2ψ
2

2
) + E
3
I
3
cos(2ωt + 2ψ
3

3
)] ;
Nei sistemi trifase DISSimmetrici e Squilibrati, la potenza fluttuante è diversa da zero; ciò implica
che tra i generatori ed i carichi, oltre ad un flusso di potenza costante nel tempo, esiste anche
un flusso di potenza variabile nel tempo con frequenza doppia rispetto a quella della tensione
e della corrente. La potenza fluttuante è un parametro caratteristico dei sistemi dissimmetrici e
squilibrati e può essere utilizzata anche per verificare il grado di squilibrio di una rete; essa è
nulla nei sistemi simmetrici ed equilibrati, ha ampiezza crescente con il grado di dissimmetria e
squilibrio ed assume ampiezza massima se il sistema da trifase diventa monofase;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 91 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi DISSimmetrici e Squilibrati: parametri di potenza
La POTENZA ATTIVA è definita come la somma delle potenze attive delle 3 fasi ;
P = P
1
+ P
2
+ P
3
= E
1
I
1
cosϕ
1
+ E
2
I
2
cosϕ
2
+ E
3
I
3
cosϕ
3
;
La POTENZA REATTIVA
a
è definita come la somma delle potenze reattive delle 3 fasi ;
Q = Q
1
+ Q
2
+ Q
3
= E
1
I
1
sinϕ
1
+ E
2
I
2
sinϕ
2
+ E
3
I
3
sinϕ
3
;
La POTENZA APPARENTE è definita come la radice quadrata della somma dei quadrati della
potenza attiva P e della potenza reattiva Q;
S =
_
P
2
+ Q
2
; Ovviamente: S ,= S
1
+ S
2
+ S
3
;
Il FATTORE DI POTENZA è definito come il coseno dell’angolo di cui occorre ruotare la stella
dei fasori delle correnti, rispetto a quella dei fasori delle tensioni, affinchè la potenza attiva del
sistema sia massima;
f .d.p. or cosϕ = cos
_
arctan
_
Q
P
__
;
Ovviamente: P =

3 · V

· I

· cosϕ , Q =

3 · V

· I

· sinϕ , S =

3 · V

· I

; e cosϕ = cos

arctan

X
R

;
a
NB: La potenza reattiva trifase perde il legame con gli aspetti fisici del sistema perchè è la somma di valori massimi che
avvengono in istanti di tempo diversi.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 92 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi DISSimmetrici e Squilibrati: potenza complessa
Continua a valere l’uso della potenza complessa; Per esempio, se si vuole calcolare la potenza
erogata da un generatore trifase equivalente, si ha:
sistemi a 3 or 4 fili:
¯
S =
¯
S
1
+
¯
S
2
+
¯
S
3
=
˙
E
1
˙
I

1
+
˙
E
2
˙
I

2
+
˙
E
3
˙
I

3
= P + jQ;
sistemi a 3 fili:
¯
S =
¯
S
12
+
¯
S
32
=
˙
V
12
˙
I

1
+
˙
V
32
˙
I

3
= P + jQ;
Poichè la potenza fluttuante può essere usata per indicare il grado di dissimmetria e squilibrio
di un sistema trifase, è possibile ricavare una formula per il calcolo della potenza fluttuante
complessa (che, antitrasformata, permette di ricavare la potenza fluttuante istantanea):
p

(t ) = −E
1
I
1
cos(2ωt + 2ψ
1

1
) −E
2
I
2
cos(2ωt + 2ψ
2

2
) −E
3
I
3
cos(2ωt + 2ψ
3

3
)=
= E
1
I
1
sin(2ωt +2ψ
1

1

π
2
) +E
2
I
2
sin(2ωt +2ψ
2

2

π
2
) +E
3
I
3
sin(2ωt +2ψ
3

3

π
2
);
vett. rotante:
¯
S

(t ) = E
1
I
1
e
j (2ωt +2ψ
1

1

π
2
)
+E
2
I
2
e
j (2ωt +2ψ
2

2

π
2
)
+E
3
I
3
e
j (2ωt +2ψ
3

3

π
2
)
;
fasore:
¯
S

=
¯
S

(t )
¸
¸
t =0
= E
1
I
1
e
j (2ψ
1

1

π
2
)
+ E
2
I
2
e
j (2ψ
2

2

π
2
)
+ E
3
I
3
e
j (2ψ
3

3

π
2
)
=
ϕ
h
= α
h
−ψ
h
= E
1
I
1
e
j (α
1

1
)
e
−j
π
2
+ E
2
I
2
e
j (α
2

2
)
e
−j
π
2
+ E
3
I
3
e
j (α
3

3
)
e
−j
π
2
; da cui:
¯
S

= −j (
˙
E
1
˙
I
1
+
˙
E
2
˙
I
2
+
˙
E
3
˙
I
3
); (usando percorso inverso, nota
¯
S

, antitrasformando si ha la p

(2ωt ));
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 93 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Misura della potenza: indipendenza dal centro stella
Dimostriamo, per un sistema generico a 3 fili, l’indipendenza della potenza dal centro stella:
a
s
s
e
r
e
a
l
e
asse immag.
0

15

3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5

1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345
◦ 1
2
3
˙
E1 +
˙
E2 +
˙
E3 = 0;
s
˙
E
1
˙
E
2
˙
E
3
˙
I
1
ϕ
1
˙
I
2
ϕ
2
˙
I
3
ϕ
3
s
t
˙
V
1s

˙
V
2s

˙
V
3s

˙
V
ss

P = E
1
I
1
cosϕ
1
+ E
2
I
2
cosϕ
2
+ E
3
I
3
cosϕ
3
;
P = Real
_
˙
E
1
˙
I

1
+
˙
E
2
˙
I

2
+
˙
E
3
˙
I

3
_
;
Scelto un altro centro stella generico S

, si ha:
˙
E
1
=
˙
V
1s

˙
V
ss
;
˙
E
2
=
˙
V
2s

˙
V
ss
;
˙
E
3
=
˙
V
3s

˙
V
ss
;
Sostituendo:
P = Real
_
(
˙
V
1s

˙
V
ss
)
˙
I

1
+. . .
+ (
˙
V
2s

˙
V
ss
)
˙
I

2
+. . .
+(
˙
V
3s

˙
V
ss
)
˙
I

3
_
;
P = Real
_
˙
V
1s

˙
I

1
+
˙
V
2s

˙
I

2
+
˙
V
3s

˙
I

3

˙
V
ss

:

[
˙
I

i
] = 0;
_
˙
I

1
+
˙
I

2
+
˙
I

3
_
¦ ;
P = Real
_
˙
V
1s

˙
I

1
+
˙
V
2s

˙
I

2
+
˙
V
3s

˙
I

3
_
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 94 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Misura della potenza: metodo ARON (3 fili)
Poichè il centro stella è arbitrario, possiamo farlo coincidere con i vertici 1, 2, or 3 del ∆:
a
s
s
e
r
e
a
l
e
asse immag.
0

15

3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5

1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345
◦ 1
2
3
˙
E1 +
˙
E2 +
˙
E3 = 0;
S

≡ 2;
s
˙
E
1
˙
E
2
˙
E
3
˙
V
12
˙
V
23
˙
V
31
˙
I
1
ϕ
1
˙
I
2
ϕ
2
˙
I
3
ϕ
3
s
t
˙
V
1s

˙
V
2s
= 0
˙
V
3s

˙
V
ss

Per esempio: S

≡ 2, si ha:
˙
V
2s
= 0;
˙
V
1s
=
˙
V
12
;
˙
V
3s
=
˙
V
32
; e
˙
V
ss
= −
˙
E
2
;
˙
E
1
=
˙
V
1s

˙
V
ss
;
˙
E
2
=
˙
V
2s

˙
V
ss
;
˙
E
3
=
˙
V
3s

˙
V
ss
;
˙
E
1
=
˙
V
12

˙
E
2
;
˙
E
2
=
˙
V
22

˙
E
2
;
˙
E
3
=
˙
V
32

˙
E
2
;
Sostituendo in: P = Real
_
˙
E
1
˙
I

1
+
˙
E
2
˙
I

2
+
˙
E
3
˙
I

3
_
;
si ha: P = Real
_
(
˙
V
12

˙
E
2
)
˙
I

1
+. . .
+ (
˙
V
22

˙
E
2
)
˙
I

2
+. . .
+(
˙
V
32

˙
E
2
)
˙
I

3
_
;
P = Real
_
˙
V
12
˙
I

1
+

>
0
˙
V
22
˙
I

2
+
˙
V
32
˙
I

3

˙
V
ss

:

[
˙
I

i
] = 0;
_
˙
I

1
+
˙
I

2
+
˙
I

3
_
¦ ;
P = Real
_
˙
V
12
˙
I

1
+
˙
V
32
˙
I

3
_
; ⇒
Nei sistemi a 3 fili sono sufficienti 2 soli wattmetri per misurare P;
VALE PER TUTTI I SISTEMI (SIMM+EQ or DISS+SQ)!!
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 95 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Misura della potenza: metodo ARON (3 fili), S
t
≡ 2
P = Real
_
˙
V
12
˙
I

1
+
˙
V
32
˙
I

3
_
; ⇒ P = V
12
I
1
cos
_

V
12
, I
1
_
+V
32
I
3
cos
_

V
32
, I
3
_
;
˙
E1
˙
E2
˙
E3
˙
V31
˙
V12
˙
V23
1
˙
I
1 1
t
1
˙
I
1
W
1
t
2
˙
I
2 2
t
3
˙
I
3 3
t
3
˙
I
3
W
3
t
+


+
˙
V
12
˙
V
32
¯
Zc
¯
Zc
¯
Zc
¯
ZD
¯
ZD
¯
ZD
Generatori ( or ∆) Carichi ( or ∆)
P = 1
w12
+1
w32
; (somma algebrica!!!)
Ovviamente si può scegliere un nodo a comune diverso dal 2, per esempio 1 or 3.
I collegamenti dei 2 wattmetri sono i seguenti:
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 96 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Misura della potenza: metodo ARON (3 fili), S
t
≡ 3
P = Real
_
˙
V
13
˙
I

1
+
˙
V
23
˙
I

2
_
; ⇒ P = V
13
I
1
cos
_

V
13
, I
1
_
+V
23
I
2
cos
_

V
23
, I
2
_
;
˙ E1
˙ E2
˙ E3
˙ V31
˙ V12
˙ V23
1
˙
I1
W
1
t
2
˙
I2
W
2
t
3
˙
I3 3
t
+
− −
+
˙
V13
˙
V23
¯ Zc
¯ Zc
¯ Zc
¯ ZD
¯ ZD
¯ ZD
Generatori ( or ∆) Carichi ( or ∆)
P = 1
w13
+1
w23
;
(somma algebrica)
Misura della potenza: metodo ARON (3 fili), S
t
≡ 1
P = Real
_
˙
V
31
˙
I

3
+
˙
V
21
˙
I

2
_
; ⇒ P = V
31
I
3
cos
_

V
31
, I
3
_
+V
21
I
2
cos
_

V
21
, I
2
_
;
˙ E1
˙ E2
˙ E3
˙ V31
˙ V12
˙ V23
1
˙
I1 1
t
2
˙
I2
W
2
t
3
˙
I3
W
3
t
+
− −
+
˙
V31
˙
V21
¯ Zc
¯ Zc
¯ Zc
¯ ZD
¯ ZD
¯ ZD
Generatori ( or ∆) Carichi ( or ∆)
P = 1
w31
+1
w21
;
(somma algebrica)
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 97 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Misura della potenza: sistema a 4 fili
Esempio 1: S

≡ n
˙
E1
1
˙
I1
W
1
t
¯
Zc
˙
E2
2
˙
I2
W
2
t
¯
Zc
˙
E3
3
˙
I3
W
3
t
¯
Zc
0
n n
t
0
t
Generatori a Carichi a
P = Real

˙
V
1n
˙
I

1
+
˙
V
2n
˙
I

2
+
˙
V
3n
˙
I

3

;
P = P
w1
+ P
w2
+ P
w3
;
Esempio 2: S

≡ 2
˙
E1
1
˙
I1
W
1
t
¯
Zc
˙
E2
2
˙
I2 2
t
¯
Zc
˙
E3
3
˙
I3
W
3
t
¯
Zc
0
n
W
n
t
0
t
Generatori a Carichi a
P = Real

˙
V
12
˙
I

1
+
˙
V
32
˙
I

3
+
˙
V
n2
˙
I

n

;
P = P
w12
+ P
w32
+ P
wn2
;
Misura della potenza: numero di wattmetri necessari
Il numero di wattmetri necessari per la misura della potenza (sistema qualsiasi) dipende dal
numero di fili e dalla scelta del punto di riferimento. La regola è la seguente:

wattmetri
= N°
fili
−1; se punto di riferimento interno al sistema;

wattmetri
= N°
fili
; se punto di riferimento esterno al sistema;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 98 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Metodo Aron: sistemi Simmetrici ed Equilibrati (a 3 fili)
A valle della dimostrazione della invarianza della potenza rispetto al centro stella, riprendiamo
brevemente il problema della misura della potenza nei sistemi Simmetrici ed Equilibrati a 3 fili;
supponiamo di avere i due wattmetri sulle fasi 1 e 3:
a
s
s
e
r
e
a
l
e
asse immag.
0

15

3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5

1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345

˙
E1 +
˙
E2 +
˙
E3 = 0;
˙
E
1
˙
E
2
˙
E
3
˙
V
12
30°
˙
V
23
= α
2 ˙
V
12
˙
V
3
2
=

˙
V
2
3
30°
˙
V
3
1
=
α
˙
V
1
2
30°
˙
I
1
ϕ
˙
I
2
ϕ
˙
I
3
ϕ
ϕ
+
3
0
°
ϕ

3
0
°
30°
_

V
12
, I
1
_
= ϕ + 30°;
_

V
32
, I
3
_
= ϕ −30°;
˙ E1
˙ E2
˙ E3
˙ V31
˙ V12
˙ V23
1
˙
I1
W
1
t
2
˙
I2 2
t
3
˙
I3
W
3
t
+


+
˙
V12
˙
V32
¯ Zc
¯ Zc
¯ Zc
¯ ZD
¯ ZD
¯ ZD
Generatori ( or ∆) Carichi ( or ∆)
P
w12
= V
12
· I
1
· cos

V
12
, I
1

; P
w32
= V
32
· I
3
· cos

V
32
, I
3

;
V
12
= V
23
= V
31
= V

; I
1
= I
2
= I
3
= I

;
1
w12
= V
12
I
1
cos (ϕ + 30°) = . . .
= V

I

(cosϕ cos30°−sinϕ sin30°) = . . .
= V

I

_
cosϕ

3
2
−sinϕ
1
2
_
;
1
w32
= V
32
I
3
cos (ϕ −30°) = . . .
= V

I

(cosϕ cos30°+ sinϕ sin30°) = . . .
= V

I

_
cosϕ

3
2
+ sinϕ
1
2
_
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 99 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Metodo Aron: sistemi Simmetrici ed Equilibrati (a 3 fili)
1
w12
= V

I

_
cosϕ

3
2
−sinϕ
1
2
_
; 1
w32
= V

I

_
cosϕ

3
2
+ sinϕ
1
2
_
;
S
O
M
M
A
1
w12
+1
w32
= V

I

_
cosϕ

3
2
−sinϕ
1
2
_
+V

I

_
cosϕ

3
2
+ sinϕ
1
2
_
= . . .
=

3
2
V

I

cosϕ
(
(
(
(
(
(

1
2
V

I

sinϕ +

3
2
V

I

cosϕ
(
(
(
(
(
(
+
1
2
V

I

sinϕ
=

1
w12
+1
w32
=

3V

I

cosϕ; =⇒ P = 1
w12
+1
w32
; Vale sempre
D
I
F
F
E
R
E
N
Z
A
1
w32
−1
w12
= V

I

_
cosϕ

3
2
+ sinϕ
1
2
_
−V

I

_
cosϕ

3
2
−sinϕ
1
2
_
= . . .
=
(
(
(
(
(
(
(

3
2
V

I

cosϕ+
1
2
V

I

sinϕ
(
(
(
(
(
(
((


3
2
V

I

cosϕ+
1
2
V

I

sinϕ = . . .
=

1
w32
−1
w12
= V

I

sinϕ;=⇒ Q =

3 (1
w32
−1
w12
) ; Solo Simm.+Eq.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 100 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi DISSimmetrici e Squilibrati: sintesi su misura della potenza
Sintetizziamo le modalità di misura della potenza attiva di un sistema trifase dissimmetrico e
squilibrato:
sistemi a 3 fili: 2 wattmetri inseriti su 2 conduttori di linea e collegati al 3°;
P = 1
w12
+1
w32
= V
12
I
1
cos
_

V
12
, I
1
_
+ V
32
I
3
cos
_

V
32
, I
3
_
;
sistemi a 4 fili: 3 wattmetri inseriti sui 3 conduttori di linea e collegati al neutro;
P = 1
w1
+1
w2
+1
w3
= V
1
I
1
cos
_

V
1
, I
1
_
+ V
2
I
2
cos
_

V
2
, I
2
_
+ V
3
I
3
cos
_

V
3
, I
3
_
;
In questo tipo di sistemi NON è possibile misurare (con soli wattmetri) anche la potenza reattiva:
Q ,=

3 (1
w32
−1
w12
) ; ⇒necessità di strumenti e metodi particolari;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 101 di 152
IL RIFASAMENTO NEI SISTEMI TRIFASE
Sistemi Trifase: rifasamento
Le motivazioni ed i vantaggi del rifasamento trifase sono identici a quelli visti nel caso monofase;
Riassumendo:
si rifasa per ridurre il valore efficace della corrente sulla linea a parità di potenza sul
carico;
vantaggi: - riduzione delle perdite per effetto Joule sulla linea; - migliore sfruttamento
della linea e del generatore che, a parità di potenza apparente e sezione dei conduttori,
può alimentare un maggior numero di carichi; - riduzione della caduta di tensione sulla
linea; - ecc. ecc.;
Dal punto di vista pratico, il rifasamento trifase viene effettuato tramite batterie di condensatori
di tipo equilibrato con condensatori uguali sulle 3 fasi, collegati a od a ∆;
Nel caso di rifasamento totale di tutto il sistema a valle del generatore trifase, quest’ultimo NON
eroga potenza reattiva; Attenzione!!!!: ciò non è vero, in generale, per ciascun generatore di
fase della terna preso singolarmente;
Il calcolo della batteria di rifasamento si effettua con le stesse formule (energetiche) usate nel
caso monofase: Q
cond
= P (tgϕ −tgϕ
r
) , indipendentemente dal tipo di collegamento dei
condensatori e dal tipo di sistema da rifasare (simmetrico ed equilibrato or dissimmetrico e squi-
librato); nel caso in cui si voglia ricavare il valore della capacità C della batteria in termini di [µF]
è necessario, invece, distinguere sia il tipo collegamento, sia la tipologia di sistema da rifasare;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 102 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: rifasamento
Caso 1: sistemi simmetrici ed equilibrati or carichi squilibrati ma alimentati da tensioni
impresse simmetriche ⇒la capacità C è indipendente dalla tensione ai suoi capi;
˙
E1
α
2 ˙
E1
α
˙
E1
¯
Z
¯
Z
¯
Z
¯
Zc
¯
Zc
¯
Zc
C
or
˙
E1
α
2 ˙
E1
α
˙
E1
¯
Zc1
¯
Zc2
¯
Zc3
C
- Q
cond
= ωC(V
2
1f
+V
2
2f
+V
2
3f
)
V
1f
=V
2f
=V
3f
= 3ωCV
2
f
⇒C =
P·(tgϕ−tgϕ
r
)
3ωV
2
f
=
3G
c

V
2
f
·(tgϕ−tgϕ
r
)

V
2
f
;
- if colleg. a : V
f
=
V


3
; ⇒C

=
Q
cond

V


3

2
; ⇒C

=
Q
cond
ωV
2

=
P·(tgϕ−tgϕ
r
)
ωV
2

;
- if colleg. a ∆: V
f
= V

; ⇒C

=
Q
cond
3ωV
2

=
P·(tgϕ−tgϕ
r
)
3ωV
2

; (C

=
1
3
C

)
Sebbene il valore della capacità sia indipendente dalla tensione ai suoi capi, il valore di tale
tensione influenza il tipo di collegamento; il costo dei condensatori, infatti, oltre al valore della
capacità è legato anche alla tensione di isolamento; in Bassa Tensione si preferisce il collega-
mento a ∆ perchè, seppur V

=

3V

, per la capacità si ha C

=
1
3
C

; al contrario, in Alta
Tensione si preferisce il collegamento a perchè il costo dell’isolamento è preponderante;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 103 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: rifasamento
Caso 2: sistemi dissimmetrici e squilibrati ⇒la capacità C dipende dalla tensione ai suoi
capi;
˙
E1
˙
E2
˙
E3
¯
Z1
¯
Z2
¯
Z3
¯
Zc1
¯
Zc2
¯
Zc3
C
supponendo noti i valori efficaci delle tensioni concatenate ai morsetti della batteria, si ha:
Q
cond
= ωC

(V
2
12
+ V
2
23
+ V
2
31
); ⇒C

=
Q
cond
ω(V
2
12
+V
2
23
+V
2
31
)
=
P·(tgϕ−tgϕ
r
)
ω(V
2
12
+V
2
23
+V
2
31
)
;
poichè V
12
,= V
23
,= V
31
la batteria dipende dal valore della tensione ai suoi capi ⇒necessità di
un procedimento iterativo per il calcolo preciso della batteria: al 1°passo si calcola la capacità
C
0
usando i valori di tensione concatenata ottenuti in assenza di rifasamento; i valori di capacità
così ottenuti si inseriscono nel sistema e si calcolano i nuovi valori di tensione concatenata
(2° passo) e quindi il nuovo valore di capacità C

; il processo termina quando la differenza
percentuale ∆C% =
C
n
−C
n−1
C
n
∗ 100 è inferiore ad un certo valore prestabilito; Tale procedura
è solo teorica perchè, nei casi pratici, il valore di capacità ottenuta al 1°passo è ampiamente
accettabile (anche perchè le linee sono costruite per mantenere basse le ∆V ai loro capi);
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 104 di 152
Elettrotecnica 1: Rocco Rizzo
Dipartimento di Ingegneria dell’Energia e dei Sistemi
CIRCUITI EQUIVALENTI DELLE
LINEE ELETTRICHE AEREE;
+
IL METODO DELLE SEQUENZE
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 105 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche
B(r )
B(r )
La presenza delle linee elettriche aeree complica
l’analisi delle reti trifase perchè il flusso magnetico non
è più concentrato in una zona precisa dello spazio ma
è diffuso in tutta la regione circostante un conduttore
percorso da corrente; in queste condizioni, per la riso-
luzione del problema fondamentale dell’elettrotecnica,
è necessario ricorrere al 2°Principio di Kirchhoff nella
sua formulazione generalizzata:

v(t ) =

c
(t )
dt
;
Fortunatamente, in molti casi pratici, partendo da tale formulazione e sfruttando il principio
di equivalenza, è possibile determinare opportuni circuiti equivalenti delle linee, in grado di
facilitare l’analisi delle reti trifase;
I modelli equivalenti delle linee elettriche dipendono da diversi fattori (lunghezza delle linee,
tensione di esercizio, frequenza, fattori ambientali, ecc. ecc.) e possono essere a parametri
concentrati (se λ ¸: combinazione di bipoli elettrici classici) o a parametri distribuiti (se λ · :
equazioni di Maxwell);
In questo corso ci limiteremo ad un’analisi semplificata del problema, rimandando ai corsi di
Sistemi Elettrici per l’Energia e di Elettrotecnica II per la trattazione di modelli approfonditi;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 106 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche
Per avere un’idea della complessità della modellizzazione del problema, viene riportato in figura
un circuito equivalente completo a parametri concentrati (per unità di lunghezza) di una linea
elettrica (modello valido per < 240 ÷ 250 km e 230 kV < V < 800 kV); in generale, i
principali fenomeni da considerare per la costruzione dei modelli di linee sono legati agli aspetti
dissipativi (perdite per effetto Joule) ed a quelli conservativi (energia nei campi elettro-magnetici);

r1
r2
r3
rn
1
2
3
o
o
m13
o
o
m12
o
o
m23
g1n c1n
g2n c2n
g3n c3n
g13 c13 g12 c12
g23 c23
I parametri r
1
, r
2
, r
3
, e r
n
rappresentano le resistenze delle fasi e del neutro;

1
,
2
,
3
, m
12
, m
23
, m
13
, sono le auto e mutue induttanze tra i conduttori della li-
nea; c
12
, c
23
, c
13
, c
1n
, c
2n
, c
3n
, sono le capacità tra i vari conduttori e/o verso terra;
g
12
, g
23
, g
13
, g
1n
, g
2n
, g
3n
, sono le conduttanze relative al mezzo dielettrico interposto tra i
conduttori; tali conduttanze tengono conto tra l’altro dell’effetto “corona” e delle correnti verso
massa che attraversano le superfici degli isolatori; le correnti che ne derivano hanno andamento
non lineare e quindi difficilmente trattabile con i metodi di analisi classici;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 107 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche
Comunque, per linee “corte“ (lunghezza inferiore a circa 40 ÷ 50 km) con tensioni di esercizio
inferiori a circa 20 ÷ 25 kV, i parametri trasversali g e c possono essere tranquillamente
trascurati; in questo modo una linea trifase può essere rappresentata con i soli parametri
longitudinali di tipo resisitivo ed induttivo;

r1
r2
r3
rn
1
2
3
o
o
m13
o
o
m12
o
o
m23
Le resistenze r
1
, r
2
, r
3
, e r
n
per unità di lunghezza, trascurando per semplicità “l’effetto pelle“ e
considerando conduttori cilindrici (pieni) di rame, si determinano con la classica formula:
r =
ρ
cu
S


1000
[Ω/km];
Per ricavare i parametri induttivi,
1
,
2
,
3
, m
12
, m
23
, m
13
, è, invece, necessario uno studio più
approfondito che tenga conto dei flussi concatenati (2°PdK generalizzato);
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 108 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche
Prima di affrontare lo studio di una linea trifase aerea, richiamiamo brevemente alcuni concetti
di base; supponiamo di avere una linea bifilare composta dal conduttore di andata e da quello
di ritorno della corrente; i due conduttori, di lunghezza unitaria, hanno raggio r e sono posti in
aria ad una distanza D (¸r ) l’uno dall’altro;
B(r )
B(r )
˙
I
˙
I
D
2r
Quando un conduttore è attraversato dalla
corrente viene generato un campo magnetico,
coassiale con il conduttore stesso, il cui valore
può essere ottenuto usando il Teorema di
Ampere:
_
c
H d =
_
S
J ds; a questo punto,
tenuto conto che siamo in aria (B = µ
0
H) e che
il conduttore di andata e quello di ritorno forma-
no una spira, è possibile determinare il flusso
concatenato con tale spira e, di conseguenza,
la sua induttanza:
L =

c
I
=
µ
0
·


_
1
2
+ 2 ln
_
D
r
__
[Henry];
Ovviamente vale anche il contrario: nota l’induttanza di una spira è possibile determinare il
flusso concatenato con la spira stessa quando questa è percorsa da una prefissata corrente:
φ
c
=
1
2
L I [Weber ];
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 109 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche
Prendiamo ora un tratto di una linea elettrica aerea trifase con 4 conduttori (paralleli) posti
arbitrariamente nello spazio; supponiamo che nel conduttore 3 scorra la corrente I
3
; oltre al
flusso concatenato con le spire che contengono il conduttore 3, esiste anche un flusso, prodotto
dalla I
3
, che si concatena con spire che non contengono tale conduttore;
1
/
2
/
3
/
4
/
1
2
3
4
B(r )
˙
I
3
Poichè la corrente di un condutto-
re torna indietro o tramite il neutro
(sistemi a 4 fili), o tramite le altri
fasi (sistemi a 3 fili), è possibile
calcolare il flusso concatenato
con una determinata superficie
considerando il sistema com-
posto da coppie di fili e quindi
utilizzando la formula di una linea
bifilare:
L
hk
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
hk
r
__¸
¸
¸
r
h
=r
k
or
L
hk
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
_
D
2
hk
r
h
r
k
_

¸
¸
¸
¸
r
h
=r
k
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 110 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili
Proviamo a ricavare un modello equivalente di una linea elettrica aerea ”corta” a 3 fili;
poichè siamo interessati al modello della sola linea, per comodità di trattazione effettuiamo lo
studio supponendo i morsetti finali chiusi in cto-cto; inoltre, considerando che i sistemi trifase
sono alimentati con grandezze sinusoidali, useremo il metodo fasoriale e, pertanto, il 2°PdK
generalizzato può essere scritto nella forma:

˙
V = j ω
˙
Φ
c
;
˙
V12
2
˙
V32
1
/
2
/
3
/
1
2
3
1
2
3

B

B

B
˙
I1
˙
I2
˙
I3



B



B
--------circuitazione e corrente---------------
-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
˙
I1
--------circuitazione e corrente---------------
-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
˙
I3
_
˙
V
12
= (R
1
+ R
2
)
˙
I
1
+ R
2

˙
I
3
+ j ω
˙
Φ
c12
;
˙
V
32
= (R
3
+ R
2
)
˙
I
3
+ R
2

˙
I
1
+ j ω
˙
Φ
c32
;
in cui
˙
Φ
c12
e
˙
Φ
c32
sono i “flussi concatenati“ ri-
spettivamente con le spire formate dai condut-
tori 1 −2 e 3 −2; mentre: R
x
= ρ
cu
/S.
Tenendo conto delle varie correnti, essi
valgono:
˙
Φ
c12
=
˙
Φ
1−12
+
˙
Φ
2−12
+
˙
Φ
3−12
;
˙
Φ
c32
=
˙
Φ
1−32
+
˙
Φ
2−32
+
˙
Φ
3−32
;
in cui i vari flussi sono da intendersi secondo la
seguente dizione:
˙
Φ
x−yz
è il flusso prodotto dalla corrente nel con-
duttore x che si concatena con la spira formata
dai conduttori y −z;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 111 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili
Vediamo ora come calcolare i flussi prodotti dalle singole correnti;
˙
Φ
1−12
1
2
3
˙
I
1
1
2
3
D
12
D
13
D
23
2r
2r
2r
Calcoliamo il flusso
˙
Φ
1−12
che compone
il flusso concatenato
˙
Φ
c12
della prima
equazione; supponiamo
˙
I
1
entrante (⊗);
poichè L =

c
I
, si ha:
˙
Φ
1−12
=
1
2
L
12

˙
I
1
con L
12
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
12
r
__
;
Il flusso
˙
Φ
1−12
, essendo relativo alla cor-
rente di maglia (corda)
˙
I
1
ed alla spira coin-
cidente con la maglia a cui è stata scritta la
1
a
equazione, è detto ”flusso proprio di ma-
glia“ e costituisce il riferimento positivo per
tutti i flussi; i flussi concatenati con la spira
1 −2 e prodotti dalle altre correnti sono po-
sitivi se concordi con la direzione del flusso
˙
Φ
1−12
, negativi se discordi;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 112 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili
Calcoliamo il flusso
˙
Φ
2−12
; supponiamo
˙
I
2
entrante (⊗);
˙
Φ
2−12
1
2
3
˙
I
2
1
2
3
˙
Φ
2−12
= −
1
2
L
12

˙
I
2
con L
12
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
12
r
__
;
il segno negativo indica che la corrente
˙
I
2
(entrante) crea un flusso
˙
Φ
2−12
discorde
con il flusso proprio di maglia;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 113 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili
˙
Φ
3−12
1
2
3
˙
I
3
1
2
3
Calcoliamo il flusso
˙
Φ
3−12
;
supponiamo
˙
I
3
entrante (⊗);
˙
Φ
3−12
= −(
˙
Φ
3−13

˙
Φ
3−23
)=
= −(
1
2
L
13

˙
I
3

1
2
L
23

˙
I
3
);

˙
Φ
3−12
= −
1
2
(L
13
−L
23
)
˙
I
3
;
con:
L
13
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
13
r
__
;
L
23
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
23
r
__
;
il segno negativo indica che la
corrente
˙
I
3
(entrante) crea un
flusso
˙
Φ
3−12
discorde con il
flusso proprio di maglia;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 114 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili
˙
Φ
3−32
1
2
3
˙
I
3
1
2
3
Passiamo alla seconda equa-
zione e calcoliamo il flusso
˙
Φ
3−32
; che compone il flusso
concatenato
˙
Φ
c32
della secon-
da equazione; supponiamo
˙
I
3
entrante (⊗);
˙
Φ
3−32
=
1
2
L
23

˙
I
3
con
L
23
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
23
r
__
;
Il flusso
˙
Φ
3−32
è il ”flusso pro-
prio di maglia“ relativo alla cor-
rente di maglia (corda)
˙
I
3
ed al-
la spira coincidente con la ma-
glia a cui è stata scritta la 2
a
equazione;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 115 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili
˙
Φ
2−32
1
2
3
˙
I
2
1
2
3
Calcoliamo il flusso
˙
Φ
2−32
;
supponiamo
˙
I
2
entrante (⊗);
˙
Φ
2−32
= −
1
2
L
23

˙
I
2
con
L
23
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
23
r
__
;
il segno negativo indica che la
corrente
˙
I
2
(entrante) crea un
flusso
˙
Φ
2−32
discorde con il
flusso proprio di maglia;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 116 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili
˙
Φ
1−32
1
2
3
˙
I
1
1
2
3
Calcoliamo il flusso
˙
Φ
1−32
;
supponiamo
˙
I
1
entrante (⊗);
˙
Φ
1−32
= −(
˙
Φ
1−13

˙
Φ
1−12
)=
= −(
1
2
L
13

˙
I
1

1
2
L
12

˙
I
1
);

˙
Φ
1−32
= −
1
2
(L
13
−L
12
)
˙
I
1
;
con:
L
13
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
13
r
__
;
L
12
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
12
r
__
;
il segno negativo indica che la
corrente
˙
I
1
(entrante) crea un
flusso
˙
Φ
1−32
discorde con il
flusso proprio di maglia;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 117 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili
A questo punto sostituiamo i singoli flussi nelle equazioni alle maglie:
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
12
= (R
1
+ R
2
)
˙
I
1
+ R
2

˙
I
3
+ j ω
_
1
2
L
12

˙
I
1

1
2
L
12

˙
I
2

1
2
(L
13
−L
23
)
˙
I
3
_
;
˙
V
32
= (R
3
+ R
2
)
˙
I
3
+ R
2

˙
I
1
+ j ω
_
1
2
L
23

˙
I
3

1
2
L
23

˙
I
2

1
2
(L
13
−L
12
)
˙
I
1
_
;
Sapendo che
˙
I
2
= −(
˙
I
1
+
˙
I
3
), dopo aver ordinato i vari termini, si ha:
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
12
= [R
1
+ R
2
+ j ωL
12
]
˙
I
1
+
_
R
2
+ j ω
_
L
12
+ L
23
−L
13
2
__
˙
I
3
;
˙
V
32
=
_
R
2
+ j ω
_
L
12
+ L
23
−L
13
2
__
˙
I
1
+ [R
2
+ R
3
+ j ωL
23
]
˙
I
3
;

_
˙
V
12
=
¯
Z

11
˙
I
1
+
¯
Z

12
˙
I
3
;
˙
V
32
=
¯
Z

21
˙
I
1
+
¯
Z

22
˙
I
3
;
¯
Z1
¯
Z2
¯
Z3
--------circuitazione-------
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
<--------circuitazione-----
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
˙
V12
˙
V32
Se ora prendiamo un sistema di 3 impedenze
¯
Z
1
,
¯
Z
2
, e
¯
Z
3
, con i
morsetti finali chiusi in corto circuito, si ha:
_
˙
V
12
= (
¯
Z
1
+
¯
Z
2
)
˙
I
1
+
¯
Z
2
˙
I
3
;
˙
V
32
=
¯
Z
2
˙
I
1
+ (
¯
Z
2
+
¯
Z
3
)
˙
I
3
;
da cui:
¯
Z
1
= R
1
+ j ω
_
L
12
+L
13
−L
23
2
_
;
¯
Z
2
= R
2
+ j ω
_
L
12
+L
23
−L
13
2
_
;
¯
Z
3
= R
3
+ j ω
_
L
13
+L
23
−L
12
2
_
;
Una linea elettrica a 3 fili è equivalente ad un sistema di 3 impedenze;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 118 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili, caso particolare
Studiamo ora il caso particolare in cui i conduttori sono posti ai vertici di un triangolo equilatero;
˙
Φ
1−12
˙
Φ
2−12
1
2 3
˙
I
1
1
2 3
D
12
= D D
13
= D
D
23
= D
2r
2r 2r
˙
I
2
Il flusso
˙
Φ
1−12
, componente di quello
concatenato
˙
Φ
c12
, non cambia:
˙
Φ
1−12
=
1
2
L
12

˙
I
1
con L
12
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
12
r
__
;
Anche il flusso
˙
Φ
2−12
, componente di
quello concatenato
˙
Φ
c12
, non cambia:
˙
Φ
2−12
= −
1
2
L
12

˙
I
2
con L
12
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
12
r
__
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 119 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili, caso particolare
˙
Φ
3−12
1
2 3
˙
I
3
1
2 3
Consideriamo ora il flusso
˙
Φ
3−12
;
˙
Φ
3−12
= −(
˙
Φ
3−13

˙
Φ
3−23
)= −
1
2
(L
13
−L
23
)
˙
I
3
= 0;
infatti: D
13
= D
23
= D ⇒ L
13
= L
23
;
L
13
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
r
__
;
L
23
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
r
__
;
Nel caso particolare, le correnti di linea che scorrono
nei conduttori diversi da quelli che formano la maglia
a cui si sta scrivendo l’equazione non contribuiscono
al flusso concatenato con quella maglia;
Con analoghi calcoli sui flussi che compongono il flusso
˙
Φ
c32
della 2
a
equazione, si ottiene:
˙
Φ
3−32
=
1
2
L
23

˙
I
3
;
˙
Φ
2−32
= −
1
2
L
23

˙
I
2
;
˙
Φ
1−32
= −(
˙
Φ
1−13

˙
Φ
1−12
) = −
1
2
(L
13
−L
12
)
˙
I
1
= 0;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 120 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 3 fili, caso particolare
Sostituiamo ora i singoli flussi nelle equazioni alle maglie:
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
12
= (R
1
+ R
2
)
˙
I
1
+ R
2

˙
I
3
+ j ω
_
1
2
L
12

˙
I
1

1
2
L
12

˙
I
2
_
;
˙
V
32
= (R
3
+ R
2
)
˙
I
3
+ R
2

˙
I
1
+ j ω
_
1
2
L
23

˙
I
3

1
2
L
23

˙
I
2
_
;
Sapendo che:
˙
I
2
= −(
˙
I
1
+
˙
I
3
), L
12
= L
23
= L
13
= L, e supponendo R
1
= R
2
= R
3
= R,
dopo aver ordinato i vari termini, si ha:
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
12
= (2R + j ωL)
˙
I
1
+
_
R + j ω
L
2
_
˙
I
3
;
˙
V
32
=
_
R + j ω
L
2
_
˙
I
1
+ (2R + j ωL)
˙
I
3
;

_
˙
V
12
= 2
¯
Z

˙
I
1
+
¯
Z

˙
I
3
;
˙
V
32
=
¯
Z

˙
I
1
+ 2
¯
Z

˙
I
3
;

¯
Z ≡ (R + j ωL/2)
¯
Z ≡ (R + j ωL/2)
¯
Z ≡ (R + j ωL/2)
--------circuitazione-------
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
<--------circuitazione-----
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
˙
V12
˙
V32
Una linea elettrica a 3 fili, con conduttori posti ai vertici di un triangolo equilatero, è equivalente
ad un sistema di 3 impedenze uguali sulle 3 fasi ed è detta ”linea fisicamente simmetrica“.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 121 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 4 fili
Passiamo ora al modello equivalente di una linea elettrica aerea ”corta” a 4 fili; anche in questo
caso effettuiamo lo studio supponendo i morsetti finali chiusi in cto-cto;
˙
V1
n
˙
V2
˙
V3
1
/
2
/
3
/
n
/
1
2
3
n
1
2
3
n
˙
I1
˙
I2
˙
I3
--------circuitazione e corrente ------------------
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
˙
I
1
--------circuitazione e corrente -----------------
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
˙
I
2
--------circuitazione e corrente ----------------
-
-
-
-
-
-
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - >
˙
I
3
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
1
= (R
1
+ R
n
)
˙
I
1
+ R
n
(
˙
I
2
+
˙
I
3
) + j ω
˙
Φ
c1n
;
˙
V
2
= (R
2
+ R
n
)
˙
I
2
+ R
n
(
˙
I
1
+
˙
I
3
) + j ω
˙
Φ
c2n
;
˙
V
3
= (R
3
+ R
n
)
˙
I
3
+ R
n
(
˙
I
1
+
˙
I
2
) + j ω
˙
Φ
c3n
;
in cui
˙
Φ
c1n
,
˙
Φ
c2n
e
˙
Φ
c3n
sono i “flussi concatenati“
rispettivamente con le spire formate dai conduttori
1 −n, 2 −n e 3 −n; mentre: R
x
= ρ
cu
/S.
Tenendo conto delle varie correnti, essi valgono:
˙
Φ
c1n
=
˙
Φ
1−1n
+
˙
Φ
2−1n
+
˙
Φ
3−1n
+
˙
Φ
n−1n
;
˙
Φ
c2n
=
˙
Φ
1−2n
+
˙
Φ
2−2n
+
˙
Φ
3−2n
+
˙
Φ
n−2n
;
˙
Φ
c3n
=
˙
Φ
1−3n
+
˙
Φ
2−3n
+
˙
Φ
3−3n
+
˙
Φ
n−3n
;
in cui i vari flussi sono da intendersi secondo la
seguente dizione:
˙
Φ
x−yz
è il flusso prodotto dalla corrente nel con-
duttore x che si concatena con la spira formata dai
conduttori y −z;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 122 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 4 fili
Calcoliamo i flussi prodotti dalle singole correnti (supposte tutte entranti (⊗));
˙
Φ
1−1n
1
2
3
n
˙
I
1
1
2
3
D
12
D
13
D
23
D
2n
D
1n
D
3n
2r
2r
2r
2r
˙
Φ
1−1n
=
1
2
L
1n

˙
I
1
con L
1n
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
1n
r
__
;
˙
Φ
1−1n
è il ”flusso proprio di maglia“
e costituisce il riferimento positivo per
tutti i flussi;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 123 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 4 fili
˙
Φ
2−1n
1
2
3
n
˙
I
2
1
2
3
˙
Φ
2−1n
= (
˙
Φ
2−2n

˙
Φ
2−12
)=
=
1
2
L
2n
˙
I
2

1
2
L
12
˙
I
2
=
1
2
(L
2n
−L
12
)
˙
I
2
;
con: L
2n
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
2n
r
__
;
L
12
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
12
r
__
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 124 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 4 fili
˙
Φ
3−1n
1
2
3
n
˙
I
3
1
2
3
˙
Φ
3−1n
= −(
˙
Φ
3−13

˙
Φ
3−3n
)=
= −(
1
2
L
13
˙
I
3

1
2
L
3n
˙
I
3
)=
= −
1
2
(L
13
−L
3n
)
˙
I
3
=
=
1
2
(L
3n
−L
13
)
˙
I
3
;
con:
L
13
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
13
r
__
;
L
3n
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
3n
r
__
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 125 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 4 fili
˙
Φ
n−1n
1
2
3
n
˙
I
n
1
2
3
˙
Φ
n−1n
= −
1
2
L
1n

˙
I
n
con L
1n
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
1n
r
__
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 126 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 4 fili
Riassumendo, i flussi che compongono il flusso concatenato
˙
Φ
c1n
valgono:
˙
Φ
1−1n
=
1
2
L
1n

˙
I
1
;
˙
Φ
2−1n
=
1
2
(L
2n
−L
12
)
˙
I
2
;
˙
Φ
3−1n
=
1
2
(L
3n
−L
13
)
˙
I
3
;
˙
Φ
n−1n
= −
1
2
L
1n

˙
I
n
;
sommando e sapendo che
˙
I
n
= −(
˙
I
1
+
˙
I
2
+
˙
I
3
), si ha:
˙
Φ
c1n
=
1
2
L
1n

˙
I
1
+
1
2
(L
2n
−L
12
)
˙
I
2
+
1
2
(L
3n
−L
13
)
˙
I
3
+
1
2
L
1n
(
˙
I
1
+
˙
I
2
+
˙
I
3
)= . . .
= L
1n

˙
I
1
+
1
2
(L
1n
+ L
2n
−L
12
)
˙
I
2
+
1
2
(L
1n
+ L
3n
−L
13
)
˙
I
3
;
Con la stessa modalità è possibile determinare i singoli flussi che compongono i flussi concate-
nati
˙
Φ
c2n
e
˙
Φ
c3n
presenti nelle rimanenti equazioni alle maglie; in particolare si ha:
˙
Φ
1−2n
=
1
2
(L
1n
−L
12
)
˙
I
1
;
˙
Φ
2−2n
=
1
2
L
2n

˙
I
2
;
˙
Φ
3−2n
=
1
2
(L
3n
−L
23
)
˙
I
3
;
˙
Φ
n−2n
= −
1
2
L
2n

˙
I
n
;
˙
Φ
1−3n
=
1
2
(L
1n
−L
13
)
˙
I
1
;
˙
Φ
2−3n
=
1
2
(L
2n
−L
23
)
˙
I
2
;
˙
Φ
3−3n
=
1
2
L
3n

˙
I
3
;
˙
Φ
n−3n
= −
1
2
L
3n

˙
I
n
;
da cui:
_
_
_
_
_
_
_
˙
Φ
c2n
= L
2n

˙
I
2
+
1
2
(L
1n
+ L
2n
−L
12
)
˙
I
1
+
1
2
(L
2n
+ L
3n
−L
23
)
˙
I
3
;
˙
Φ
c3n
= L
3n

˙
I
3
+
1
2
(L
1n
+ L
3n
−L
13
)
˙
I
1
+
1
2
(L
2n
+ L
3n
−L
23
)
˙
I
2
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 127 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 4 fili
Sostituendo i singoli flussi nelle equazioni alle maglie ed ordinando i termini, si ha:
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
1
= (R
1
+ R
n
+ j ωL
1n
)
˙
I
1
+
_
R
n
+ j ω
L
1n
+ L
2n
−L
12
2
_
˙
I
2
+
_
R
n
+ j ω
L
1n
+ L
3n
−L
13
2
_
˙
I
3
;
˙
V
2
=
_
R
n
+ j ω
L
1n
+ L
2n
−L
12
2
_
˙
I
1
+ (R
2
+ R
n
+ j ωL
2n
)
˙
I
2
+
_
R
n
+ j ω
L
2n
+ L
3n
−L
23
2
_
˙
I
3
;
˙
V
3
=
_
R
n
+ j ω
L
1n
+ L
3n
−L
13
2
_
˙
I
1
+
_
R
n
+ j ω
L
2n
+ L
3n
−L
23
2
_
˙
I
2
+ (R
3
+ R
n
+ j ωL
3n
)
˙
I
3
;
1
˙
I
1
R

1
+

˙
V
1
2
˙
I
2
R

2
+

˙
V
2
3
˙
I
3
R

3
+

˙
V
3
j ωL

1
j ωL

2
j ωL

3
j ωM

13
j ωM

12
j ωM

23
n
R

n
Una linea elettrica a 4 fili è
equivalente ad un sistema di
4 resistenze e 3 induttanze
mutuamente accoppiate;
Se ora ”inventiamo” una rete con resistenze ed induttanze
mutuamente accoppiate (con i morsetti in cto-cto), si ha:
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
1
= (R

1
+ R

n
+ j ωL

1
)
˙
I
1
+ (R

n
+ j ωM

12
)
˙
I
2
+ (R

n
+ j ωM

13
)
˙
I
3
;
˙
V
2
= (R

n
+ j ωM

12
)
˙
I
1
+ (R

2
+ R

n
+ j ωL

2
)
˙
I
2
+ (R

n
+ j ωM

23
)
˙
I
3
;
˙
V
3
= (R

n
+ j ωM

13
)
˙
I
1
+ (R

n
+ j ωM

23
)
˙
I
2
+ (R

3
+ R

n
+ j ωL

3
)
˙
I
3
;
che, eguagliate con le equazioni della linea, portano a:
R

1
= R
1
, R

2
= R
2
, R

3
= R
3
, R

n
= R
n
,
L

1
= L
1n
, L

2
= L
2n
, L

3
= L
3n
,
M

12
=
L
1n
+L
2n
−L
12
2
, M

23
=
L
2n
+L
3n
−L
23
2
, M

13
=
L
1n
+L
3n
−L
13
2
.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 128 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: linee elettriche a 4 fili, caso particolare
Per il sistema a 4 fili, il caso particolare consiste nell’avere i conduttori ai vertici di un triangolo
equilatero ed il neutro posto nel baricentro di tale triangolo;
1
2 3
n
1
2 3
D D
D
D/

3
D/

3
D/

3
2r
2r 2r
2r
1
˙
I
1
R
+

˙
V
1
2
˙
I
2
R
+

˙
V
2
3
˙
I
3
R
+

˙
V
3
j ωL
t
/2
j ωL
t
/2
j ωL
t
/2
n
R
j ω(L −L
t
/2)
Poichè: D
12
= D
23
= D
13
= D; e D
1n
= D
2n
= D
3n
=
D

3
;
si ha: L
12
= L
23
= L
13
= L

; e L
1n
= L
2n
= L
3n
= L;
che, sostituite nelle equazioni della linea, supponendo
R
1
= R
2
= R
3
= R
n
= R, portano a:
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
1
= (2R + j ωL)
˙
I
1
+
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
2
+
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
3
;
˙
V
2
=
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
1
+ (2R + j ωL)
˙
I
2
+
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
3
;
˙
V
3
=
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
1
+
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
2
+ (2R + j ωL)
˙
I
3
;
Da queste equazioni è possibile ricavare il circuito equivalente
riportato a lato, composto da un insieme di impedenze senza
mutuo accoppiamento.
Una linea con queste caratteristiche è detta “linea fisicamen-
te simmetrica” ed è caratterizzata dall’avere un sistema di
equazioni in cui, separatamente, sia le autoimpedenze che le
mutue impedenze sono uguali tra loro.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 129 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: sintesi modelli linee elettriche 3 fili
1
2
3
1
2
3
D12
D23
D13
2r
2r
2r
1
¯
Z1
1
t
2
¯
Z2
2
t
3
¯
Z3
3
t
+

˙
V12
+

˙
V
t
12

+
˙
V32

+
˙
V
t
32
¯
Z
1
= R
1
+ j ω
_
L
12
+L
13
−L
23
2
_
;
¯
Z
2
= R
2
+ j ω
_
L
12
+L
23
−L
13
2
_
;
¯
Z
3
= R
3
+ j ω
_
L
13
+L
23
−L
12
2
_
;
R
h
=
ρ·
S
h
¸
¸
¸
h=1,2,3
; L
hk
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
hk
r
__
;
Conduttori disposti in ma-
niera arbitraria nello spa-
zio;
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
12
= [R
1
+ R
2
+ j ωL
12
]
˙
I
1
+
_
R
2
+ j ω
_
L
12
+ L
23
−L
13
2
__
˙
I
3
+
˙
V

12
;
˙
V
32
=
_
R
2
+ j ω
_
L
12
+ L
23
−L
13
2
__
˙
I
1
+ [R
2
+ R
3
+ j ωL
23
]
˙
I
3
+
˙
V

32
;
1
2 3
1
2 3
D D
D
2r
2r
1
¯
Z
1
t
2
¯
Z
2
t
3
¯
Z
3
t
+

˙
V12
+

˙
V
t
12

+
˙
V32

+
˙
V
t
32
¯
Z

= R + j ωL/2;
R =
ρ·
S
; L =
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
r
__
;
Linea fisicamente simmetri-
ca (conduttori ai vertici di un
triangolo equilatero);
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
12
= (2R + j ωL)
˙
I
1
+
_
R + j ω
L
2
_
˙
I
3
+
˙
V

12
;
˙
V
32
=
_
R + j ω
L
2
_
˙
I
1
+ (2R + j ωL)
˙
I
3
+
˙
V

32
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 130 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: sintesi modelli linee elettriche 4 fili
1
2
3
n
1
2
3
D12
D23
D13
D1n
D2n
D3n
2r
2r
2r
2r
1
˙
I1
R

1
+

˙
V1
2
˙
I2
R

2
+

˙
V2
3
˙
I3
R

3
+

˙
V3
j ωL

1
1
t
+

˙
V
t
1
j ωL

2
2
t
+

˙
V
t
2
j ωL

3
3
t
+

˙
V
t
3
j ωM

13
j ωM

12
j ωM

23
n
R

n
n
t
R

x
= R
h
=
ρ·
S
h
¸
¸
¸
h=1,2,3,n
; L

x
= L
hn
[
h=1,2,3
;
M

12
=
L
1n
+L
2n
−L
12
2
; M

23
=
L
2n
+L
3n
−L
23
2
;
M

13
=
L
1n
+L
3n
−L
13
2
;
L
hk
=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
hk
r
__
;
Conduttori disposti in ma-
niera arbitraria nello spa-
zio;
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
1
= (R
1
+ Rn + j ωL
1n
)
˙
I
1
+
_
Rn + j ω
L
1n
+ L
2n
−L
12
2
_
˙
I
2
+
_
Rn + j ω
L
1n
+ L
3n
−L
13
2
_
˙
I
3
+
˙
V

1
;
˙
V
2
=
_
Rn + j ω
L
1n
+ L
2n
−L
12
2
_
˙
I
1
+ (R
2
+ Rn + j ωL
2n
)
˙
I
2
+
_
Rn + j ω
L
2n
+ L
3n
−L
23
2
_
˙
I
3
+
˙
V

3
;
˙
V
3
=
_
Rn + j ω
L
1n
+ L
3n
−L
13
2
_
˙
I
1
+
_
Rn + j ω
L
2n
+ L
3n
−L
23
2
_
˙
I
2
+ (R
3
+ Rn + j ωL
3n
)
˙
I
3
+
˙
V

3
;
1
2 3
n
1
2 3
D D
D
D/

3
D/

3
D/

3
2r
2r 2r
2r
1
˙
I1
R
+

˙
V1
2
˙
I2
R
+

˙
V2
3
˙
I3
R
+

˙
V3
j ωL
t
/2
1
t
+

˙
V
t
1
j ωL
t
/2
2
t
+

˙
V
t
2
j ωL
t
/2
3
t
+

˙
V
t
3
n
R
j ω(L −L
t
/2)
n
t
R =
ρ·
S
;
L

=
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D
r
__
;
L =
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
D

3r
__
;
Linea fisicamente simmetri-
ca (conduttori ai vertici di un
triangolo equilatero e neutro
nel baricentro);
_
_
_
_
_
_
_
˙
V
1
= (2R + j ωL)
˙
I
1
+
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
2
+
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
3
+
˙
V

1
;
˙
V
2
=
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
1
+ (2R + j ωL)
˙
I
2
+
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
3
+
˙
V

2
;
˙
V
3
=
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
1
+
_
R + j ω(L −L

/2)
_
˙
I
2
+ (2R + j ωL)
˙
I
3
+
˙
V

3
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 131 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase: “Trasposizione“ delle linee elettriche
Poichè non sempre è possibile posizionare i conduttori ai vertici di un triangolo equilatero (con
eventuale neutro nel baricentro), per ottenere una linea ”fisicamente simmetrica” si ricorre alla
cosiddetta ”trasposizione“; in pratica, (per una linea a 3 fili di lunghezza ), si suddivide la linea in
3 tronchi uguali (/3) e, nel passaggio da un tronco ad un altro, i conduttori della linea vengono
scambiati ciclicamente di posto in modo da ottenere un sistema di impedenze equilibrato;
1 2 3
D
12
D
23
¯
Z1
+

˙
V12
+

˙
V
t
12 ¯
Z2
+

˙
V32
+

˙
V
t
32 ¯
Z3

1
1
2
2
3
3
1 2 3
D
12
D
23

3

3

3
¯
Z
+

˙
V12
+

˙
V
t
12 ¯
Z
+

˙
V32
+

˙
V
t
32 ¯
Z
L’impedenza di una linea trasposta si calcola usando la media geometrica delle distanze tra i
vari conduttori; in particolare, supponendo i conduttori di raggio uguale, si ha:
¯
Z

= R

+ j ωL/2 con L =
µ
0
·

_
1
2
+ 2 ln
_
3

D
12
D
23
D
13
r
__
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 132 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase - Metodo delle Sequenze: introduzione
1
2
3
n
Carico
Trifase
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V
1
˙
V
2
˙
V
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
Z
11
¯
Z
12
¯
Z
13
¯
Z
21
¯
Z
22
¯
Z
23
¯
Z
31
¯
Z
32
¯
Z
33
_
_
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸

¯
Z
11
,
¯
Z
22
,
¯
Z
33
: Auto-impedenze;
¯
Z
12
,
¯
Z
23
,
¯
Z
31
:
Mutue-impedenze
ascendenti;
¯
Z
21
,
¯
Z
32
,
¯
Z
13
:
Mutue-impedenze
discendenti;
Le principali tipologie di carichi sono:
1
Carichi generici con o senza mutui accoppiamenti;
2
Linee elettriche aeree;
3
Carichi rotanti (macchine elettriche);
In linea teorica gli elementi
¯
Z
hk
della matrice
_

Z
_
_
descrittiva dei carichi sono diversi tra loro.
Nella pratica, invece, è molto frequente il caso in cui le auto-impedenze
¯
Z
11
=
¯
Z
22
=
¯
Z
33
=
¯
Z
sono uguali tra loro; le mutue-impedenze ascendenti
¯
Z
12
=
¯
Z
23
=
¯
Z
31
=
¯
Z
ma
sono uguali tra
loro; e le mutue-impedenze discendenti
¯
Z
21
=
¯
Z
32
=
¯
Z
13
=
¯
Z
md
sono uguali tra loro;
I carichi elettrici con queste caratteristiche si dicono “fisicamente simmetrici ” (per esempio le
macchine elettriche lo sono per costruzione; le linee elettriche lo possono essere per costruzione
(conduttori ai vertici di un triangolo equilatero) o rese fisicamente simmetriche per trasposizione);
Se poi accade che
¯
Z
ma
=
¯
Z
md
=
¯
Z
m
il carico è detto “fisicamente simmetrico e reciproco”;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 133 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase - Metodo delle Sequenze: introduzione
L’analisi dei sistemi trifase “fisicamente simmetrici ” si può semplificare usando la trasformata di
Fortescue detta anche “Metodo dei componenti simmetrici“ o “Metodo delle Sequenze“;
DOMINIO DI
PARTENZA
(rete trifase originale
completa a 3 or 4 fili)
DOMINIO
TRASFORMATO
(circuiti monofasi
di sequenza)
SOLUZIONE
DOMINIO
BASE
SOLUZIONE
DOMINIO
TRASFORMATO
Metodo matriciale su
circuiti trifase completi
Trasformata di
Fortescue
Operazioni fasoriali su
circuiti monofasi
Antitrasformazione
In pratica, con il Metodo delle Sequenze possiamo ”trasformare” un sistema trifase (in generale
dissimmetrico a 3 o 4 fili ma con carichi fisicamente simmetrici), in un certo numero di circuiti
monofase di sequenza (nel dominio trasformato). Una volta ricavata la soluzione sui circuiti
monofase di sequenza, tramite un’operazione di antitrasformazione si trova la soluzione del
sistema trifase originale nel dominio di partenza.
Se il sistema è a 3 fili i circuiti monofase di sequenza sono 2; se il sistema è a 4 fili i circuiti
monofase di sequenza sono 3;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 134 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase - Teorema di Fortescue
“Una qualsiasi terna di vettori è sempre univocamente scomponibile nella somma di 3 terne sim-
metriche, rispettivamente di sequenza omopolare, di sequenza diretta e di sequenza inversa”;
Terna omopolare Terna diretta Terna inversa
˙
,
0

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
1
1
1
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
= (
˙
,
0
,
˙
,
0
,
˙
,
0
);
˙
,
d

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
1
α
2
α
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
= (
˙
,
d
, α
2
˙
,
d
, α
˙
,
d
);
˙
,
i

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
1
α
α
2
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
= (
˙
,
i
, α
˙
,
i
, α
2
˙
,
i
);
asse reale
asse immag.
0

15
◦ 30
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0 ◦
1
3
5 ◦
1 5 0 ◦
1 6 5 ◦
1 8 0

1 9 5
◦ 2 1 0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0 ◦
3
1
5 ◦
330 ◦
345◦
˙
/0
˙
/0
˙
/0
asse reale
asse immag.
0

15
◦ 30
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0 ◦
1
3
5 ◦
1 5 0 ◦
1 6 5 ◦
1 8 0

1 9 5
◦ 2 1 0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0 ◦
3
1
5 ◦
330 ◦
345◦

˙
/d
α
2 ˙
/d
α
˙
/d
asse reale
asse immag.
0

15
◦ 30
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0 ◦
1
3
5 ◦
1 5 0 ◦
1 6 5 ◦
1 8 0

1 9 5
◦ 2 1 0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0 ◦
3
1
5 ◦
330 ◦
345◦

˙
/i
α
˙
/i
α
2 ˙
/i
Le terne della scomposizione si dicono “componenti simmetriche” o “componenti di sequenza”
della terna di vettori originali; la terna omopolare è una “sequenza simmetrica” per definizione;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 135 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase - Metodo delle Sequenze
Usando il Teorema di Fortescue, scomponiamo la terna generica
¸
¸ ˙
A
¸
¸
nelle 3 terne di sequenza:
¸
¸ ˙
A
¸
¸
=
¸
¸ ˙
,
0
¸
¸
+
¸
¸ ˙
,
d
¸
¸
+
¸
¸ ˙
,
i
¸
¸

¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
A
1
˙
A
2
˙
A
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
˙
,
0

¸
¸
¸
¸
¸
¸
1
1
1
¸
¸
¸
¸
¸
¸
+
˙
,
d

¸
¸
¸
¸
¸
¸
1
α
2
α
¸
¸
¸
¸
¸
¸
+
˙
,
i

¸
¸
¸
¸
¸
¸
1
α
α
2
¸
¸
¸
¸
¸
¸

_
_
_
_
_
_
_
˙
A
1
=
˙
,
0
+
˙
,
d
+
˙
,
i
;
˙
A
2
=
˙
,
0

2
˙
,
d

˙
,
i
;
˙
A
3
=
˙
,
0

˙
,
d

2
˙
,
i
;
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
A
1
˙
A
2
˙
A
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
1 1 1
1 α
2
α
1 α α
2
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
,
0
˙
,
d
˙
,
i
¸
¸
¸
¸
¸
¸

¸
¸ ˙
A
¸
¸
=
_

S
_
_

¸
¸ ˙
,
¸
¸
;
_

S
_
_
=
_
_
_
_
_
_
1 1 1
1 α
2
α
1 α α
2
_
_
_
_
_
_
è detta Matrice di
Fortescue o Matrice
delle Sequenze;
Poichè di solito è nota la terna
¸
¸ ˙
A
¸
¸
, per ricavare le 3 terne di sequenza basta invertire la relazione:
¸
¸ ˙
A
¸
¸
=
_

S
_
_

¸
¸ ˙
,
¸
¸

_

S
_
_
−1

¸
¸ ˙
A
¸
¸
=
_

S
_
_
−1

_

S
_
_

¸
¸ ˙
,
¸
¸

¸
¸ ˙
,
¸
¸
=
_

S
_
_
−1

¸
¸ ˙
A
¸
¸
con
_

S
_
_
−1
=
1
3

_
_
_
_
_
_
1 1 1
1 α α
2
1 α
2
α
_
_
_
_
_
_
matrice inversa
delle Sequenze;
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
,
0
=
1
3
_
˙
A
1
+
˙
A
2
+
˙
A
3
_
;
˙
,
d
=
1
3
_
˙
A
1

˙
A
2

2
˙
A
3
_
;
˙
,
i
=
1
3
_
˙
A
1

2
˙
A
2

˙
A
3
_
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 136 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase - Metodo delle Sequenze
Vediamo costruzione grafica del Teorema di Fortescue; noti i vettori
˙
A
1
,
˙
A
2
, e
˙
A
3
, ricaviamo per
via grafica i vettori base
˙
,
0
,
˙
,
d
, e
˙
,
i
che costituiscono le 3 terne componenti di sequenza;
asse reale
asse immag.
0

15

3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5

1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345


˙
A
1
˙
A
2
˙
A
3
˙
,
0
α
˙
A
2
α
2 ˙
A
3
˙
,
d
α
2 ˙
A
2
α
˙
A
3
˙
,
i
˙
,
0
=
1
3
_
˙
A
1
+
˙
A
2
+
˙
A
3
_
;
˙
,
d
=
1
3
_
˙
A
1

˙
A
2

2 ˙
A
3
_
;
˙
,
i
=
1
3
_
˙
A
1

2 ˙
A
2

˙
A
3
_
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 137 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase - Metodo delle Sequenze
Effettuiamo percorso inverso; noti i vettori base
˙
,
0
,
˙
,
d
, e
˙
,
i
che costituiscono le 3 terne
componenti di sequenza, ricaviamo per via grafica i vettori
˙
A
1
,
˙
A
2
, e
˙
A
3
;
asse reale
asse immag.
0

15

3
0
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0

1
3
5 ◦
1
5
0 ◦
1 6 5

1 8 0

1 9 5
◦ 2
1
0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0

3
1
5 ◦
3
3
0 ◦
345

˙
/
0

˙
/
d
α
2
˙
/
d
α
˙
/
d

˙
/
i
α
˙
/
i
α
2
˙
/
i
˙
A
1
˙
A
2
˙
A
3
˙
A
1
=
_
˙
,
0
+
˙
,
d
+
˙
,
i
_
;
˙
A
2
=
_
˙
,
0

2
˙
,
d

˙
,
i
_
;
˙
A
3
=
_
˙
,
0

˙
,
d

2
˙
,
i
_
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 138 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase - Metodo delle Sequenze: caratteristiche
Se la terna dei vettori
˙
A
1
,
˙
A
2
, e
˙
A
3
è pura si ha:
˙
,
0
=
1
3

:
0
_
˙
A
1
+
˙
A
2
+
˙
A
3
_
= 0;
Viceversa, si può dire: “condizione necessaria e sufficiente perchè una terna di vettori sia
pura è che la sua componente omopolare sia nulla”;
Se la terna (rappresentativa di tensioni) è spuria, la componente omopolare è pari alla
tensione tra il centro stella della terna ed il baricentro elettrico (
˙
V
bn
=
˙
V
1n
+
˙
V
2n
+
˙
V
3n
3
=
˙
1
0
);
Grandezze concatenate: determiniamo ora le componenti di sequenza di 3 vettori concatenati
˙
B
hk
, ai cui vertici convergono infiniti vettori stellati
˙
A
x
:
asse reale
asse immag.
0

15
◦ 30
◦ 4
5

6
0

7
5

9
0

1
0
5

1
2
0 ◦
1
3
5 ◦
1 5 0 ◦
1 6 5 ◦
1 8 0

1 9 5
◦ 2 1 0

2
2
5

2
4
0

2
5
5

2
7
0

2
8
5

3
0
0 ◦
3
1
5 ◦
330 ◦
345◦
1
2
3
˙
B12
˙
B23
˙
B31

n
˙
A1
˙
A2
˙
A3

n
t
˙
A
t
1
˙
A
t
2
˙
A
t
3

n
tt
˙
A
tt
1
˙
A
tt
2
˙
A
tt
3
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
B
12
=
˙
A
1

˙
A
2
=
˙
A

1

˙
A

2
= . . . ;
˙
B
23
=
˙
A
2

˙
A
3
=
˙
A

2

˙
A

3
= . . . ;
˙
B
31
=
˙
A
3

˙
A
1
=
˙
A

3

˙
A

1
= . . . ;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 139 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase - Metodo delle Sequenze: caratteristiche
:
˙
B
0
=
1
3

:
0
_
˙
B
12
+
˙
B
23
+
˙
B
31
_
= 0; ⇒
˙
B
0
= 0
:
˙
B
d
=
1
3
_
˙
B
12

˙
B
23

2
˙
B
31
_
=
1
3
_
˙
A
1

˙
A
2

_
˙
A
2

˙
A
3
_

2
_
˙
A
3

˙
A
1
__
= . . .
=
1
3
_
˙
A
1
(1 −α
2
) +α
˙
A
2
(1 −α
2
) +α
2
˙
A
3
(1 −α
2
)
_
= (1 −α
2
)
1
3
_
˙
A
1

˙
A
2

2
˙
A
3
_
= . . .
= (1 −α
2
)
˙
,
d
=
˙
,
d
(
3
2
+ j

3
2
) =

3
˙
,
d
(

3
2
+ j
1
2
)=

3
˙
,
d
e
j
π
6

˙
B
d
=

3
˙
,
d
e
+j
π
6
:
˙
B
i
=
1
3
_
˙
B
12

2
˙
B
23

˙
B
31
_
=
1
3
_
˙
A
1

˙
A
2

2
_
˙
A
2

˙
A
3
_

_
˙
A
3

˙
A
1
__
= . . .
=
1
3
_
˙
A
1
(1 −α) +α
2
˙
A
2
(1 −α) +α
˙
A
3
(1 −α)
_
= (1 −α)
1
3
_
˙
A
1

2
˙
A
2

˙
A
3
_
= . . .
= (1 −α)
˙
,
i
=
˙
,
i
(
3
2
−j

3
2
) =

3
˙
,
i
(

3
2
−j
1
2
)=

3
˙
,
i
e
−j
π
6

˙
B
i
=

3
˙
,
i
e
−j
π
6
Ovviamente vale anche il passaggio inverso:
˙
,
d
=
˙
B
d

3
e
−j
π
6
e
˙
,
i
=
˙
B
i

3
e
j
π
6
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 140 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: applicazione ai sistemi a 4 fili
1
˙
I1
+

˙
V1
2
˙
I2
+

˙
V2
3
˙
I3
+

˙
V3
+

˙
V12
+

˙
V23

+
˙
V31
n
Prendiamo un sistema trifase generico a 4 fili; le equazioni
descrittive del sistema, in termini di tensioni di fase, sono:
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
V
1
˙
V
2
˙
V
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
Z
11
¯
Z
12
¯
Z
13
¯
Z
21
¯
Z
22
¯
Z
23
¯
Z
31
¯
Z
32
¯
Z
33
_
_
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
I
1
˙
I
2
˙
I
3
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸

¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

Z
_
_

¸
¸˙
I
¸
¸
; (eq.1)
se applichiamo la trasformata di Fortescue alla terna delle tensioni e delle correnti, si ha:
¸
¸ ˙
V
¸
¸
=
_

S
_
_

¸
¸ ˙
1
¸
¸
; e
¸
¸˙
I
¸
¸
=
_

S
_
_

¸
¸ ˙
7
¸
¸
;
sostituendo in (eq.1) otteniamo:
_

S
_
_

¸
¸ ˙
1
¸
¸
=
_

Z
_
_

_

S
_
_

¸
¸ ˙
7
¸
¸
; molt. a dx e sx per
_

S
_
_
−1
, si ha:
_

S
_
_
−1

_

S
_
_

¸
¸ ˙
1
¸
¸
=
_

S
_
_
−1

_

Z
_
_

_

S
_
_

¸
¸ ˙
7
¸
¸
; ponendo ora
_

S
_
_
−1

_

Z
_
_

_

S
_
_
=
_
_ ¯
:
_
_
, si ha:
¸
¸ ˙
1
¸
¸
=
_
_ ¯
:
_
_

¸
¸ ˙
7
¸
¸
; ⇒
Equazioni descrittive di un
sistema trifase a 4 fili nel
dominio delle sequenze;
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
1
0
˙
1
d
˙
1
i
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
:
00
¯
:
0d
¯
:
0i
¯
:
d0
¯
:
dd
¯
:
di
¯
:
i 0
¯
:
id
¯
:
ii
_
_
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
7
0
˙
7
d
˙
7
i
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
in cui:
¸
¸ ˙
1
¸
¸
è il vettore contenente i
vettori base delle componenti di se-
quenza delle tensioni di fase;
¸
¸ ˙
7
¸
¸
è il
vettore contenente i vettori base delle
componenti di sequenza delle corren-
ti di linea; e
_
_ ¯
:
_
_
è la “matrice delle
impedenze di sequenza” del sistema;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 141 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: matrice
_
_ ¯
:
_
_
Vediamo come è composta la matrice
_
_ ¯
:
_
_
delle impedenze di sequenza del sistema:
_
_ ¯
:
_
_
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
:
00
¯
:
0d
¯
:
0i
¯
:
d0
¯
:
dd
¯
:
di
¯
:
i 0
¯
:
id
¯
:
ii
_
_
_
_
_
_
_
_
=
1
3
_
_
_
_
_
_
1 1 1
1 α α
2
1 α
2
α
_
_
_
_
_
_

_
_
_
_
_
_
_
_
¯
Z
11
¯
Z
12
¯
Z
13
¯
Z
21
¯
Z
22
¯
Z
23
¯
Z
31
¯
Z
32
¯
Z
33
_
_
_
_
_
_
_
_

_
_
_
_
_
_
1 1 1
1 α
2
α
1 α α
2
_
_
_
_
_
_
=
=
1
3

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
_
(
¯
Z
11
+
¯
Z
22
+
¯
Z
33
) + (
¯
Z
12
+
¯
Z
23
+
¯
Z
31
) + (
¯
Z
21
+
¯
Z
32
+
¯
Z
13
)
_
←←
¯
:
00
_
(
¯
Z
11

¯
Z
22

2
¯
Z
33
) + (
¯
Z
12

¯
Z
23

2
¯
Z
31
) + (α
¯
Z
21

2
¯
Z
32
+
¯
Z
13
)
_
←←
¯
:
d0
_
(
¯
Z
11

2
¯
Z
22

¯
Z
33
) + (
¯
Z
12

2
¯
Z
23

¯
Z
31
) + (α
2
¯
Z
21

¯
Z
32
+
¯
Z
13
)
_
←←
¯
:
i 0
_
(
¯
Z
11

2
¯
Z
22

¯
Z
33
) + (α
2
¯
Z
12

¯
Z
23
+
¯
Z
31
) + (
¯
Z
21

2
¯
Z
32

¯
Z
13
)
_
←←
¯
:
0d
_
(
¯
Z
11
+
¯
Z
22
+
¯
Z
33
) + (α
2
¯
Z
12

2
¯
Z
23

2
¯
Z
31
) + (α
¯
Z
21

¯
Z
32

¯
Z
13
)
_
←←
¯
:
dd
_
(
¯
Z
11

¯
Z
22

2
¯
Z
33
) + (α
2
¯
Z
12
+
¯
Z
23

¯
Z
31
) + (α
2
¯
Z
21
+
¯
Z
32

¯
Z
13
)
_
←←
¯
:
id
¯
:
0i
→→
_
(
¯
Z
11

¯
Z
22

2
¯
Z
33
) + (α
¯
Z
12

2
¯
Z
23
+
¯
Z
31
) + (
¯
Z
21

¯
Z
32

2
¯
Z
13
)
_
¯
:
di
→→
_
(
¯
Z
11

2
¯
Z
22

¯
Z
33
) + (α
¯
Z
12
+
¯
Z
23

2
¯
Z
31
) + (α
¯
Z
21
+
¯
Z
32

2
¯
Z
13
)
_
¯
:
ii
→→
_
(
¯
Z
11
+
¯
Z
22
+
¯
Z
33
) + (α
¯
Z
12

¯
Z
23

¯
Z
31
) + (α
2
¯
Z
21

2
¯
Z
32

2
¯
Z
13
)
_
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 142 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: carichi particolari
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
1
0
˙
1
d
˙
1
i
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
:
00
¯
:
0d
¯
:
0i
¯
:
d0
¯
:
dd
¯
:
di
¯
:
i 0
¯
:
id
¯
:
ii
_
_
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
7
0
˙
7
d
˙
7
i
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
Riprendiamo le equazioni descrittive del sistema trifase nel
dominio delle sequenze. Nel caso generale in cui tutti i
termini della matrice sono diversi da zero (⇒carichi gene-
rici) non c’è alcuna semplificazione rispetto al sistema di
equazioni nel dominio di partenza.
Se invece il sistema dei carichi è fisicamente simmetrico (o reso tale), poichè valgono le seguenti
uguaglianze:
¯
Z
11
=
¯
Z
22
=
¯
Z
33
=
¯
Z (auto-impedenze uguali tra loro);
¯
Z
12
=
¯
Z
23
=
¯
Z
31
=
¯
Z
ma
(mutue-impedenze ascendenti uguali tra loro);
¯
Z
21
=
¯
Z
32
=
¯
Z
13
=
¯
Z
md
(mutue-impedenze
discendenti uguali tra loro), è facile verificare che tutte le mutue-impedenze di sequenza della
matrice
_
_ ¯
:
_
_
sono nulle:
¯
:
0d
=
¯
:
0i
=
¯
:
d0
=
¯
:
di
=
¯
:
i 0
=
¯
:
id
= 0
e la matrice si riduce quindi ai soli termini sulla diagonale:
_
_ ¯
:
_
_
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
:
00
0 0
0
¯
:
dd
0
0 0
¯
:
ii
_
_
_
_
_
_
_
_
in cui:
_
_
_
_
_
_
_
¯
:
00
=
¯
Z +
¯
Z
ma
+
¯
Z
md
;
¯
:
dd
=
¯
Z +α
2
¯
Z
ma

¯
Z
md
;
¯
:
ii
=
¯
Z +α
¯
Z
ma

2
¯
Z
md
;
Se poi, oltre che fisicamente simmetrici i carichi sono anche reciproci (
¯
Z
ma
=
¯
Z
md
=
¯
Z
m
), gli
elementi sulla diagonale valgono:
¯
:
00
=
¯
Z + 2
¯
Z
m
; e
¯
:
dd
=
¯
:
ii
=
¯
Z −
¯
Z
m
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 143 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: circ. monof. di sequenza
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
1
0
˙
1
d
˙
1
i
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
:
00
0 0
0
¯
:
dd
0
0 0
¯
:
ii
_
_
_
_
_
_
_
_

¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
˙
7
0
˙
7
d
˙
7
i
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸
¸

_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
1
0
=
¯
:
00

˙
7
0
˙
1
d
=
¯
:
dd

˙
7
d
˙
1
i
=
¯
:
ii

˙
7
i

Poichè le mutue-impedenze di
sequenza sono nulle, le equazio-
ni del sistema sono indipendenti
ed è possibile trasformare il si-
stema trifase a 4 fili originale in 3
circuiti monofase di sequenza.
Circuito di sequenza omopolare Circuito di sequenza diretta Circuito di sequenza inversa
˙
1
0
=
¯
:
00

˙
7
0
˙
1
d
=
¯
:
dd

˙
7
d
˙
1
i
=
¯
:
ii

˙
7
i
˙
1
0
˙
T
0
˙
:
00

˙
7
0
=
˙
V
0
˙
Z
00
˙
1
d
˙
T
d
˙
:
dd

˙
7
d
=
˙
V
d
˙
Z
dd
˙
1
i
˙
T
i
˙
:
ii

˙
7
i
=
˙
V
i
˙
Z
ii
Note le correnti
˙
7
0
,
˙
7
d
, e
˙
7
i
nel dominio delle sequenze, tramite l’operazione di antitrasforma-
zione si ricavano le correnti nel circuito trifase originale nel dominio di partenza:
¸
¸˙
I
¸
¸
=
_

S
_
_

¸
¸ ˙
7
¸
¸
; ⇒
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
I
1
=
_
˙
7
0
+
˙
7
d
+
˙
7
i
_
;
˙
I
2
=
_
˙
7
0

2
˙
7
d

˙
7
i
_
;
˙
I
3
=
_
˙
7
0

˙
7
d

2
˙
7
i
_
;
Per la potenza:
¯
S
orig.
=
˙
V
1

˙
I

1
+
˙
V
2

˙
I

2
+
˙
V
3

˙
I

3
;
poichè
¸
¸ ˙
7
¸
¸
=
_

S
_
_
−1

¸
¸˙
I
¸
¸

¸
¸ ˙
7

¸
¸
=
_

S
_
_
−1

¸
¸˙
I

¸
¸
;
¯
S
seq
= 3
_
˙
1
0

˙
7

0
+
˙
1
d

˙
7

d
+
˙
1
i

˙
7

i
_
= P + jQ;
¯
S
flutt
seq
= −3 j
_
˙
1
0

˙
7
0
+
˙
1
d

˙
7
i
+
˙
1
i

˙
7
d
_
; !!!!
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 144 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: sistemi a 3 fili
I sistemi a 3 fili sono visti come caso particolare di quelli a 4 fili, tenendo però conto che:
˙
V
12
+
˙
V
23
+
˙
V
31
= 0 e
˙
I
1
+
˙
I
2
+
˙
I
3
= 0;

˙
1
0
=
1
3
(
˙
V
12
+
˙
V
23
+
˙
V
31
) = 0 e
˙
7
0
=
1
3
(
˙
I
1
+
˙
I
2
+
˙
I
3
) = 0;
Inoltre si può dimostrare che la componente omopolare delle tensioni di fase non influenza le
tensioni di linea; infatti:
:
˙
V
12
=
˙
V
1

˙
V
2
=
_
˙
1
0
+
˙
1
d
+
˙
1
i
_

_
˙
1
0

2
˙
1
d

˙
1
i
_
=
˙
1
d
(1 −α
2
) +
˙
1
i
(1 −α);
:
˙
V
23
=
˙
V
2

˙
V
3
=
_
˙
1
0

2
˙
1
d

˙
1
i
_

_
˙
1
0

˙
1
d

2
˙
1
i
_
=
˙
1
d

2
−α) +
˙
1
i
(α −α
2
);
:
˙
V
31
=
˙
V
3

˙
V
1
=
_
˙
1
0

˙
1
d

2
˙
1
i
_

_
˙
1
0
+
˙
1
d
+
˙
1
i
_
=
˙
1
d
(α −1) +
˙
1
i

2
−1);
A questo punto, adattando le equazioni per un sistema a 3 fili, si ha:
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
(
(
(
(
(
(
(
(
(
(
(
(
(
˙
1
0
=
¯
:
00

˙
7
0
+
¯
:
0d

˙
7
d
+
¯
:
0i

˙
7
i
˙
1
d
=
¯
:
d0

7
0
˙
7
0
+
¯
:
dd

˙
7
d
+
¯
:
di

˙
7
i
˙
1
i
=
¯
:
i 0

7
0
˙
7
0
+
¯
:
id

˙
7
d
+
¯
:
ii

˙
7
i

_
_
_
˙
1
d
=
¯
:
dd

˙
7
d
+
¯
:
di

˙
7
i
˙
1
i
=
¯
:
id

˙
7
d
+
¯
:
ii

˙
7
i
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 145 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: sistemi a 3 fili
Ricordando i legami tra le componenti di sequenza di linea e quelle di fase, si ha:
Carichi generici:
Carichi fisic. simm.:
¯
Z
di
=
¯
Z
id
= 0
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
1
d
=
˙
1
d

3
e
−j
π
6
=
˙
1
d
(1 −α
2
)
˙
1
i
=
˙
1
i

3
e
j
π
6
=
˙
1
i
(1 −α)

_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
1
d
(1 −α
2
)
=
¯
:
dd

˙
7
d
+
¯
:
di

˙
7
i
˙
1
i
(1 −α)
=
¯
:
id

˙
7
d
+
¯
:
ii

˙
7
i

_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
˙
1
d
(1 −α
2
)
=
¯
:
dd

˙
7
d
˙
1
i
(1 −α)
=
¯
:
ii

˙
7
i
Dalle equazioni si vede che un sistema trifase a 3 fili, con carichi fisicamente simmetrici, può
essere trasformato nel dominio delle sequenze in due circuiti monofase rispettivamente di se-
quenza diretta ed inversa:
˙
1
d
(1 −α
2
)
˙
T
d
¯
:
dd

˙
7
d
=
˙
V
d
(1−α
2
)
¯
Z
dd
;
˙
1
i
(1 −α)
˙
T
i
¯
:
ii

˙
7
i
=
˙
V
i
(1−α)
¯
Z
ii
;
Note le correnti
˙
7
d
e
˙
7
i
nel dominio delle sequenze, antitrasformando si trovano le correnti
˙
I
1
,
˙
I
2
, e
˙
I
3
nel sistema originale:
˙
I
1
=
_

˙
7
0
+
˙
7
d
+
˙
7
i
_
;
˙
I
2
=
_

˙
7
0

2
˙
7
d

˙
7
i
_
;
˙
I
3
=
_

˙
7
0

˙
7
d

2
˙
7
i
_
;
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 146 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: trasformazione dei carichi
Per quanto riguarda i carichi, è possibile ricavare sperimentalmente i valori delle impedenze
direttamente nel dominio delle sequenze; per esempio, se vogliamo ricavare l’impedenza
di sequenza omopolare
¯
:
00
, basta inviare nel sistema trifase 3 correnti uguali di sequenza
omopolare
˙
7
0
e misurare la tensione omopolare
˙
1
0
; il rapporto
˙
1
0
/
˙
7
0
=
¯
:
00
fornisce l’impe-
denza voluta; con analogo procedimento si possono ricavare tutti gli elementi della matrice
_
_ ¯
:
_
_
;
Se però conosciamo le impedenze di un carico nel sistema originale, basta applicare la tra-
sformazione
_
_ ¯
:
_
_
=
_

S
_
_
−1

_

Z
_
_

_

S
_
_
per avere il valore delle impedenze nel dominio delle
sequenze; prendiamo un carico qualsiasi a 4 fili, fisicamente simmetrico e reciproco:
¯
Z
¯
Z
¯
Z
¯
Z
n
¯
Z
m
¯
Z
m
¯
Z
m
_

Z
orig.
_
_
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
Z +
¯
Z
n
¯
Z
m
+
¯
Z
n
¯
Z
m
+
¯
Z
n
¯
Z
m
+
¯
Z
n
¯
Z +
¯
Z
n
¯
Z
m
+
¯
Z
n
¯
Z
m
+
¯
Z
n
¯
Z
m
+
¯
Z
n
¯
Z +
¯
Z
n
_
_
_
_
_
_
_
_

_
_ ¯
:
_
_
=
_
_
_
_
_
_
_
_
¯
:
00
0 0
0
¯
:
dd
0
0 0
¯
:
ii
_
_
_
_
_
_
_
_
con:
¯
:
00
=
1
3
_
3(
¯
Z +
¯
Z
n
) + 3(
¯
Z
m
+
¯
Z
n
) + 3(
¯
Z
m
+
¯
Z
n
)
_
= (
¯
Z + 2
¯
Z
m
+ 3
¯
Z
n
)
¯
:
dd
=
1
3
_
3(
¯
Z +
¯
Z
n
) + 3α
2
(
¯
Z
m
+
¯
Z
n
) + 3α(
¯
Z
m
+
¯
Z
n
)
_
= (
¯
Z −
¯
Z
m
)
¯
:
ii
=
1
3
_
3(
¯
Z +
¯
Z
n
) + 3α(
¯
Z
m
+
¯
Z
n
) + 3α
2
(
¯
Z
m
+
¯
Z
n
)
_
= (
¯
Z −
¯
Z
m
)
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 147 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: carichi particolari
Carico a a 4 fili
con:
¯
Z
m
= 0 e
¯
Z
n
= 0
Carico a a 3 fili (
¯
Z
n
= ∞):
con:
¯
Z
m
= 0
Carico a a 3 fili:
¯
Z
m
= 0 e
¯
Z
n
= ∞
¯
Z
¯
Z
¯
Z
¯
Z
¯
Z
¯
Z
¯
Zm
¯
Zm
¯
Zm
¯
Z
¯
Z
¯
Z
¯
Z
00
=
¯
Z
dd
=
¯
Z
ii
=
¯
Z
¯
Z
00
= (
¯
Z +2
¯
Z
m
+3
¯
Z
n
) = ∞(circ. aperto)
¯
Z
dd
=
¯
Z
ii
=
¯
Z −
¯
Z
m
¯
Z
00
= (
¯
Z +2
¯
Z
m
+3
¯
Z
n
) = ∞(circ. aperto)
¯
Z
dd
=
¯
Z
ii
=
¯
Z
Per quanto riguarda le linee, fisicamente simmetriche o rese tali per trasposizione, si ha:
Linea a 4 fili Linea a 3 fili
1
2 3
n
1
2 3
D D
D
D/

3
D/

3
D/

3
2r
2r 2r
2r
L
/
=
µ0

_
1
2
+ 2 ln
_
D
r

; L =
µ0

_
1
2
+ 2 ln
_
D

3r
__
;
1
¯
Z ≡ R + j ωL
t
/2
1
t
2
¯
Z ≡ R + j ωL
t
/2
2
t
3
¯
Z ≡ R + j ωL
t
/2
3
t
n
¯
Zn ≡ Rn + j ω(L −L
t
/2)
n
t
1
2 3
1
2 3
D D
D
2r
2r
L =
µ0

_
1
2
+ 2 ln
_
D
r

;
1
¯
Z ≡ R + j ωL/2
1
t
2
¯
Z ≡ R + j ωL/2
2
t
3
¯
Z ≡ R + j ωL/2
3
t
¯
Z
00
=
¯
Z

+ 3
¯
Z
n
; e
¯
Z
dd
=
¯
Z
ii
=
¯
Z

¯
Z
00
=
¯
Z
dd
=
¯
Z
ii
=
¯
Z

; !!!
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 148 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: analisi dei guasti (1)
Il metodo delle sequenza è di estrema importanza per l’analisi dei guasti sui sistemi trifase ed in
particolare sulle linee; sebbene si possano elencare diversi tipi di guasti, i principali sono 4:
Guasto trifase a terra con impedenza di guasto (
¯
Z
g
,= 0) o “franco” a terra (
¯
Z
g
= 0);
Guasto monofase a terra con impedenza di guasto (
¯
Z
g
,= 0) o “franco” a terra (
¯
Z
g
= 0);
Guasto bifase senza contatto a terra;
Guasto bifase a terra con impedenza di guasto (
¯
Z
g
,= 0) o “franco” a terra (
¯
Z
g
= 0);
Analizzando le grandezze interessate dal guasto nel circuito trifase originale, è possibile ricavare
una combinazione di collegamenti tra i circuiti di sequenza il cui studio ci permette di ottenere le
grandezze nel sistema orginale; partiamo dal guasto trifase a terra, il pù semplice da analizzare:
1
2
3
1
t
2
t
3
t
¯
Zg
¯
Zg
¯
Zg
Rete trifase orginale
Le impedenze di guasto sono viste come un carico
normale e pertanto basta studiare, separatamente,
i 3 circuiti monofase di sequenza. Se il guasto è
“franco” a terra si pone
¯
Z
g
= 0 e si studiano i 3
circuiti di sequenza in corto-circuito;
˙
T
0
¯
:
00

¯
Z
g
Circuito
sequenza
omopolare
˙
T
d
¯
:
dd

¯
Z
g
Circuito
sequenza
diretta
˙
T
i
¯
:
ii

¯
Z
g
Circuito
sequenza
inversa
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 149 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: analisi dei guasti (2)
Guasto monofase a terra (se “franco”, basta porre
¯
Z
g
= 0);
1
2
3
1
t
2
t
3
t
˙
I
tt
1
¯
Zg
˙
I
tt
2
≡ 0

˙
I
tt
3
≡ 0

+

˙
V
tt
1
Rete trifase orginale
Le relazioni sulle grandezze di guasto nel circuito origina-
le sono le seguenti:
˙
I

2
= 0;
˙
I

3
= 0;
˙
V

1
=
¯
Z
g
˙
I

1
;
Trasformando le correnti, si ha:
˙
I

2
=
˙
7

0

2
˙
7

d

˙
7

i
= 0; (eq.1)
˙
I

3
=
˙
7

0

˙
7

d

2
˙
7

i
= 0; (eq.2) sottraendo:
________________________________
0 = 0 + (α
2
−α)
˙
7

d
−(α
2
−α)
˙
7

i
; ⇒
˙
7

d
=
˙
7

i
;
sostituendo in (eq.1), si ha:
˙
7

0
=
˙
7

d
=
˙
7

i
;
Trasformando la tensione
˙
V

1
=
¯
Z
g
˙
I

1
ed usando la
relazione trovata sulle correnti, si ha:
˙
1

0
+
˙
1

d
+
˙
1

i
=
¯
Z
g
(
˙
7

0
+
˙
7

d
+
˙
7

i
) = 3
¯
Z
g
˙
7

0
;
Le relazioni precedenti portano al seguente
collegamento tra i circuiti di sequenza:
˙
T
tt
0

˙
T
tt
d

˙
T
tt
i
3
¯
Z
g
+

˙
1
tt
0
Circuito
sequenza
omopolare
˙
T
tt
d
+

˙
1
tt
d
Circuito
sequenza
diretta
˙
T
tt
i
+

˙
1
tt
i
Circuito
sequenza
inversa
Trovate le correnti
˙
I

0
,
˙
I

d
, e
˙
I

i
nel domi-
nio delle sequenze, antitrasformando si rica-
vano le correnti nel circuito trifase originale in
condizioni di guasto.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 150 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: analisi dei guasti (3)
Guasto bifase senza contatto a terra (eventualmente
¯
Z
g
= 0; );
1
2
3
1
t
2
t
3
t
˙
I
tt
1
≡ 0

˙
I
tt
2
˙
I
tt
3
¯
Zg
+

˙
V
tt
23
Rete trifase orginale
Le relazioni sulle grandezze di guasto nel circuito origina-
le sono le seguenti:
˙
I

1
= 0;
˙
I

2
= −
˙
I

3
;
˙
V

2

˙
V

3
=
¯
Z
g
˙
I

2
;
Trasformando le correnti, si ha:
˙
I

1
=
˙
7

0
+
˙
7

d
+
˙
7

i
= 0;
˙
I

2
=
˙
7

0

2
˙
7

d

˙
7

i
;

˙
I

3
= −
˙
7

0
−α
˙
7

d
−α
2
˙
7

i
;

˙
7

0
= 0; e
˙
7

d
= −
˙
7

i
;
Trasformando la tensione
˙
V

2

˙
V

3
=
¯
Z
g
˙
I

2
ed usando le
relazioni trovate sulle correnti, si ha:
(
˙
1

0

2
˙
1

d

˙
1

i
) −(
˙
1

0

˙
1

d

2
˙
1

i
) = . . .
=
¯
Z
g
(
˙
7

0

2
˙
7

d

˙
7

i
); ⇒

˙
1

d

˙
1

i
=
¯
Z
g
˙
7

d
;
Le relazioni precedenti portano al seguente
collegamento tra i circuiti di sequenza:
˙
T
tt
0
≡ 0
+

˙
1
tt
0
Circuito
sequenza
omopolare
¯
Z
g
˙
T
tt
d
≡ −
˙
T
tt
i
+

˙
1
tt
d
Circuito
sequenza
diretta
˙
T
tt
i
+

˙
1
tt
i
Circuito
sequenza
inversa
Trovate le correnti
˙
I

d
, e
˙
I

i
nel dominio
delle sequenze, antitrasformando si ricava-
no le correnti nel circuito trifase originale in
condizioni di guasto.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 151 di 152
Elettrotecnica 1: Sistemi Trifase Rocco Rizzo
Sistemi Trifase, Metodo delle Sequenze: analisi dei guasti (4)
Guasto bifase a terra (se “franco”:
¯
Z
g
= 0);
1
2
3
1
t
2
t
3
t
˙
I
tt
1
≡ 0

˙
I
tt
2
˙
I
tt
3 ¯
Zg
+ −
˙
V
tt
2
=
˙
V
tt
3
Rete trifase orginale
Le relazioni sulle grandezze di guasto nel circuito origina-
le sono le seguenti:
˙
I

1
= 0;
˙
V

2
=
˙
V

3
;
˙
V

2
=
¯
Z
g
(
˙
I

2
+
˙
I

3
);
Trasformando la corrente, si ha:
˙
I

1
=
˙
7

0
+
˙
7

d
+
˙
7

i
= 0; ⇒
˙
7

0
= −(
˙
7

d
+
˙
7

i
);
Trasformando le tensioni, si ha:
˙
V

2
=
˙
1

0

2
˙
1

d

˙
1

i
;
˙
V

3
=
˙
1

0

˙
1

d

2
˙
1

i
;

˙
1

d
=
˙
1

i
;
Trasformando la tensione
˙
V

2
=
¯
Z
g
(
˙
I

2
+
˙
I

3
); ed usando
le relazioni trovate prima, si ha:
˙
1

0

˙
1

d
= 3
¯
Z
g
˙
7

0
;
Le relazioni precedenti portano al seguente
collegamento tra i circuiti di sequenza:
˙
T
tt
0
3
¯
Z
g
+

˙
1
tt
0
Circuito
sequenza
omopolare
˙
T
tt
d
+

˙
1
tt
d
Circuito
sequenza
diretta
˙
T
tt
i
+

˙
1
tt
i
Circuito
sequenza
inversa
Trovate le correnti
˙
I

0
,
˙
I

d
, e
˙
I

i
nel domi-
nio delle sequenze, antitrasformando si rica-
vano le correnti nel circuito trifase originale in
condizioni di guasto.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica slide 152 di 152