You are on page 1of 197

Paolo Zanotto

IL MOVIMENTO LIBERTARIO AMERICANO DAGLI ANNI SESSANTA AD OGGI: RADICI STORICO-DOTTRINALI E DISCRIMINANTI IDEOLOGICO-POLITICHE

Collana Monografie

DIPARTIMENTO DI SCIENZE STORICHE, GIURIDICHE, POLITICHE E SOCIALI DI. GIPS

INDICE

ELENCO DELLE PRINCIPALI ABBREVIAZIONI ........................... INTRODUZIONE .............................................................

p. »

7 9

LE RADICI STORICO-DOTTRINALI DEL LIBERTARISMO AMERICANO

Parte prima

Capitolo I I L PENSIERO CRISTIANO RINASCIMENTALE TRA R IFORMA E CONTRORIFORMA .......................................................... 1. Etica protestante e spirito del capitalismo ................. 2. La genesi cristiana dell’individualismo moderno ......... 3. Le origini dell’austro-liberalismo nella Spagna del “secolo d’oro”: la scuola di Salamanca .............................. 4. Il giusnaturalismo della neoscolastica iberica fra “realismo” e “nominalismo” ................................................ Capitolo II I CLASSICI DEL LIBERALISMO E DEL FILONE LIBERTARIO ........... 1. Alle origini del Libertarianism .................................. 2. Alcuni classici del pensiero politico liberale europeo ed americano .................................................................. 3. Le ambivalenze del pensiero democratico di Thomas Jefferson .................................................................... 4. L’anarchismo libertario ed individualista americano dell’Ottocento ................................................................ 5. L’“egoismo” individualista nel pensiero politico europeo dell’Ottocento e del primo Novecento ...........................
3

» 23 » 23 » 26 » 35 » 41 » 49 » 49 » 52 » 56 » 60 » 68

6. L’individualismo nel positivismo sociologico evoluzionista dell’Ottocento: Herbert Spencer ............................. 7. L’indirizzo soggettivistico nella “rivoluzione marginalista” 8. Presupposti metodologici e teorie politiche nel liberalismo della scuola austriaca: la figura di Ludwig von Mises ...... 9. Ulteriori fonti e contributi alla filosofia libertaria: da Albert Jay Nock ad Ayn Rand ................................................ 10. Il capitalismo ‘eroico’ di Frank Lloyd Wright come incarnazione ‘superomistica’ dell’ideale egotistico randiano 11. Paul Goodman e Bruno Leoni ................................ 12. Alcune osservazioni e considerazioni ......................

p. 73 » 75 » » 85 93

» 97 » 99 » 103

Parte seconda GENESI E SVILUPPO DEL MODERNO LIBERTARIAN MOVEMENT Capitolo III LE DISCRIMINANTI IDEOLOGICO-POLITICHE NEL LIBERTARIANISM CONTEMPORANEO .......................................................... 1. “Minarchici” ed anarchici, utilitaristi e giusnaturalisti: opposte fazioni o prospettive diverse di una medesima icona? ........................................................................... 2. L’anarco-capitalismo di matrice giusnaturalista: Murray N. Rothbard............................................................... 3. L’anarco-capitalismo utilitarista: David D. Friedman ... Capitolo IV STORIA DEL LIBERTARIAN MOVEMENT AMERICANO DAL 1969 AI GIORNI NOSTRI .............................................................. 1. Il movimento libertario statunitense prima del 1969 ... 2. Una parola riguardo ad Ayn Rand ............................ 3. Il Libertarian Movement dal 1969 al 1974 ............... 4. 1975-1980: l’inizio del riflusso ............................... 5. L’intermezzo 1981-1990 ........................................ 6. Dal 1991 ad oggi ...................................................
4

» 107 » 107 » 112 » 137

» » » » » » »

143 143 149 152 161 162 169

................................ ELENCO COLLANE DEL DI.................................................................. 8............... Un approfondimento sul Libertarian Party ................... GIPS ................... INDICE DEI NOMI .......................... BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE ........ p................ Alcune conclusioni provvisorie ed ulteriori ipotesi di ricerca ..........7..170 » 175 » 181 » 191 » 203 5 ........................

FLP LA LC LP “LR” MLL MYRC n. Anarchist Caucus Agorist Institute Association for Libertarian Feminists Committee to Defend Individual Rights Californian Libertarian Alliance Citizens for a Reconstructed Republic et alii (ed altri) Free Libertarian Party Libertarian Alliance Libertarian Caucus Libertarian Party “Libertarian Review” Movement of the Libertarian Left Metropolitan Young Republican Club numero Nathaniel Branden Institute “New Libertarian” New Libertarian Alliance “New Libertarian Notes” “New Libertarian Weekly” National Office New York Libertarian Association New York University Libertarian Alliance Radical Caucus Radical Libertarian Alliance sine anno (senza data di edizione) Students for a Democratic Society Students for Individual Liberty sine loco (senza luogo di edizione) 7 . l.. SDS SIL s.ELENCO DELLE PRINCIPALI ABBREVIAZIONI AC AI ALF CDIR CLA CRR et al. a. No. NBI “NL” NLA “NLN” “NLW” NO NYLA NYULA RC RLA s.

in opposizione a) Young Americans for Freedom 8 . YAF Student Libertarian Action Movement “Strategy of the New Libertarian Alliance” Students for Rational Individualism University of Southern California University of Wisconsin Libertarian Alliance versus (contro.SLAM “SNLA” SRI USC UWLA vs.

emerge un contesto complesso e variegato. ricco di implicazioni. ancorché retaggio di una lunga ed importante gestazione intellettuale: il Libertarian Movement americano e la sua tradizione di riferimento ideologico-culturale. espresso dal concetto di liberty. di ricostruire la storia di un ideale. Anche a dispetto della propria consistenza apparentemente limitata. l’essenza intimamente ‘bifronte’ delle categorie politiche più generali e controverse. che vertono essenzialmente sulla conciliabilità tra ideale anarchico e partito organizzato. ponendosi prepotentemente al centro dell’attenzione. esso ha investito con forza e all’improvviso il dibattito politico e politologico internazionale degli ultimi trent’anni. della filosofia liberale quale espressione più compiuta del ‘moderatismo’ politico-sociale. predominante nel pensiero politico europeo occidentale dell’Ottocento e del primo Novecento. infatti. ed evidenzia 9 . ed il suo ribaltamento in un qualcosa di assai più dirompente ed estremo. Ma i motivi d’interesse e gli argomenti di ricerca non si esauriscono qui: basti pensare al sostanziale sconvolgimento della visione. Ai già stimolanti problemi posti sul terreno dalla questione del Libertarian Party americano – fondato agli inizi degli anni settanta –. Ciò svela l’ennesima dualità. Dall’analisi svolta nella ricognizione. Questo studio tenta. il quale suggerisce numerosi spunti di riflessione. alla questione relativa alla consequenzialità delle idee. in definitiva. così come dal fenomeno in sé.INTRODUZIONE L’argomento del presente lavoro è costituito da un fenomeno relativamente recente nella propria manifestazione estrinseca e compiuta. i quali spaziano dai presupposti metodologico-dottrinali. nonché al problema del rapporto stesso fra teorizzazione concettuale e realizzazioni pratiche. se ne aggiungono altri. in quei pensatori politici che l’hanno interpretato come indissolubilmente correlato ad altri due: l’idea-guida di property e quella di free market.

politico-ideali. Esso. Baron de l’Aulne. altrimenti. cioè. tanto da doversi ricorrere. ricomprendere in sé una duplice accezione. È questo il caso. La formula citata nel testo è forma abbreviata del motto ottimistico. a prescindere da connotazioni valutative in positivo o in negativo – di opportuni ‘filtri’ teorico-interpretativi. Essa venne definita. tuttavia. inoltre. con il concetto più onnicomprensivo di free market (“libero mercato”). esso venne. non è coestensivo rispetto al termine “liberismo”2. prevederebbe. le monde va de lui même (“lasciate fare e lasciate passare. nel loro interesse. è la valenza del loro stesso utilizzo teorico ad essere posta in discussione. con riferimento alla distinzione – anch’essa di milliana memoria – fra momento ‘produttivo’ e fase ‘distributiva’ nel processo economico. il quale domandava che cosa gli uomini d’affari si attendessero. la necessità di far loro assumere contorni ben più ampi ed indeterminati di quelli che. ha conosciuto molti impieghi differenti. dal quale deriva. rispettivamente. se si preferisce. piuttosto. di “liberismo”. laissez faire et laissez passer.l’importanza – l’importanza in quanto tale. Inoltre. (1727-1781) attribuiva tale massima alla risposta che il mercante Thomas Le Gendre (1638-1706) avrebbe dato al ministro Jean-Baptiste Colbert (1619-1683). 2 Il vocabolo “liberismo”. racchiuderebbe. Quanto appena osservato. storicamente attribuibile alla scuola economica dei fisiocratici. Sua principale caratteristica è la particolarità lessicale di non avere un calco corrispettivo nelle altre lingue. poi. che. di modelli di riferimento. ad esempio. da parte del governo: “laissez-nous faire!” fu la secca replica dell’uomo. finendo di conseguenza per identificarsi. pertanto. utilizza1 10 . inAnne Robert Jacques Turgot. all’espressione francese – peraltro alquanto connotata sotto il profilo storico – laissez faire1. contribuisce – se mai ce ne fosse il bisogno – a confermare l’inopportunità e l’inadeguatezza di un impiego concreto di taluni stereotipi categoriali. del concetto. un mero ruolo euristico di idealtipi. conseguentemente. i significati sia di laissez faire che di libre échange (“libero scambio”) o. il quale non trova – se non controverse – ‘definizioni-ombrello’ in grado di ricomprenderne le varie sottospecie esistenti. come Non-interference Principle (“principio di non intervento”). pure. il mondo va avanti da solo”). internazionalmente. sembrerebbe. Talvolta. prettamente italiano. sostanzialmente. in un primo momento. il cui ambito semantico. Tale unità lessicale. infatti. free trade (“libero commercio”). da John Stuart Mill.

specialmente i capp. come testimonia la pubblicazione di una significativa plaquette di John Maynard Keynes. i quali non solo non hanno alcunché da spartire con tale corrente di pensiero. e Id. ancora una volta. non esiste in tedesco. The End of Laissez-Faire. nell’intento dichiarato di annientare le premesse ‘metafisiche’ che sorreggevano la seconda pur non rinunciando a conservare il primo. Hogarth Press. in particolar modo. libertari…. Ricciardi. la sineresi “liberismo”. dove non esiste una locuzione inglese liberism. Liberismo e liberalismo (1957). 19953. Milano-Napoli. non è da escludersi che. d’altra parte. della quale si può vedere una recente riedizione. pertanto. a cura di Paolo Solari. Democrazia.fatti. tuttavia. piuttosto. ma. in “Biblioteca della libertà”. La fine del lasciar fare. Elementi di teoria politica (1987). liberali. proprio a partire dalla medesima concrezione che dette vita al neologismo “liberoscambismo” in seguito si sia potuta originare. it. che liberalismo politico ed economico dovessero coincidere per definizione3. così come. 19882. 57-78. capp. in Id. 19782. n. nella quale l’economista inglese puntava proprio a distinguere il liberalismo politico (political liberalism) dalla teoria economica del laissez faire.. Torino. in quella che ne è comunemente considerata la patria. Bologna. dal punto di vista etimologico. per contrasto. spesso. si raccomanda. alla figura di Luigi Einaudi (1874-1961) nella celeberrima querelle (1927-1949) con Benedetto Croce (18661952) sull’argomento4. in origine. appare quantomeno singolare – è stato correttamente osservato – che. né in spagnolo e si afferma. il Mulino. In particolare. 6 e 7. poiché si dava per scontato. 3 In seguito. London.. trad. 11 . però. Cosa è. 1993. la cui elaborazione dobbiamo. pp. 133 (gennaio-febbraio 1996). Benedetto Croce e Luigi Einaudi. come specificamente italiana. pp. Su tale argomento si rimanda a Giovanni Sartori. risultando legata. 195-241. Da tale disputa emerse. Anno XXXI. del resto. e altri scritti. Rizzoli. nonché alla peculiare situazione politicoto per designare prevalentemente le posizioni “liberoscambiste” e. attraverso una sorta di procedimento sincratico. dell’interesse e della moneta. a cura di Alberto Campolongo. il saggio di Nicola Iannello. risulta assente in Gran Bretagna. la definizione del concetto politico-economico di “liberismo” quale espressione di una sorta di utilitarismo edonistico ed individualista che trovava il proprio fondamento nella teoria dell’homo œconomicus. la questione fu avvertita anche nei Paesi anglofoni. Milano. Conseguentemente. Liberisti. nella raccolta di scritti. XI e XII. Teoria generale dell’occupazione. liberal. pp. 4 I cui testi si trovano ricompresi. 1926. essenzialmente a John Stuart Mill. 83-108. Unione Tipografico-Editrice Torinese. nel dibattito politico contemporaneo ad esser definiti “liberisti” siano gli esponenti dell’austro-liberalismo o della scuola di Chicago.

). La mia filosofia. Allen and Unwin. edited by R. si tende impropriamente ad accomunare sotto la medesima etichetta un indirizzo relativo a generiche misure di politica economica (il “liberismo”) con precise scuole di pensiero (Public Choice. e ricchezza solo l’accumulamento dei mezzi a tal fine. London. 276-281. trad. Questi legami del liberismo con l’utilitarismo etico sono noti. perché allora esso vien posto accanto al liberalismo etico e politico. Atlante del liberalismo. inoltre. 1993. London. 2nd edition. in merito Raimondo Cubeddu. la soddisfazione del libito individuale o di quello della società intesa in quanto accolta e media d’individui. “la difficoltà si fa innanzi non appena al liberismo economico si dia valore di regola o legge suprema della vita sociale. la quale assume a criterio di bene la massima soddisfazione dei desideri in quanto tali. com’è naturale. e ne nasce di necessità un conflitto. Milano. 1949. che non si dichiarava avverso. […] Ora per l’appunto questo è accaduto quando al liberismo economico è stato conferito il valore di legge sociale. com’è noto che in una forma di esso. 149. elaborato filosofie politico-sociali che presentano ricette economiche specifiche ed alternative l’una all’altra. e col trattare i problemi economici della vita sociale sempre in rapporto a questo. […] La difficoltà si scioglie col riconoscere il primato non all’economico liberismo ma all’etico liberalismo.economica italiana caratterizzata dall’affermarsi di un liberalismo giungono addirittura a configurarsi come i più radicali contestatori proprio di detto presupposto teorico dell’economia politica classica. peraltro. Klibansky. pp. sotto questa espressione di apparenza quantitativa. che è poi di necessità. che questi sieno beni e ricchezza. e in ciò si muove nella stessa linea del liberismo. e perciò ostacolo all’accrescimento dei beni o della ricchezza che si dica. Ideazione Editrice. quale legge della Natura o della divina Provvidenza. nota 27. In tali casi. e. 1962. 1997. My Philosophy and Other Essays. anarco-capitalismo. il problema 12 . Allen and Unwin. […] Ciò posto. Essays on the Moral and Political Problems of Our Times. it. a ciò dedicata. perché allora esso. la sezione. Adelphi. non può accettare addirittura. poneva tuttavia in evidenza come. più esattamente. contenuta nell’antologia di scritti di Benedetto Croce. se tutti non si pieghino a strumenti di elevazione umana. My Philosophy. da legittimo principio economico. Si consulti. Il quale aborre dalla regolamentazione autoritaria dell’opera economica in quanto la considera mortificazione delle facoltà inventive dell’uomo. al liberismo. l’utilitarismo si sforzò d’idealizzarsi in una generale armonia cosmica. dal suo punto di vista. Objectivism. resa popolare dal Bastiat. in una morale edonistica e utilitaria. inoltre. a suo avviso. ognuna delle quali ha. 122 e p. etc. che è dichiarato altresì regola e legge suprema della vita sociale. Roma. p. Ma non può accettare che beni siano soltanto quelli che soddisfano il libito individuale. si è convertito in illegittima teoria etica. in linea di principio. in cui il filosofo partenopeo. posta la comune radice ideale. Cfr. che si era sempre ritenuto costituisse il cardine del “liberismo”.

Per le stesse ragioni. respinge o restringe. secondo luoghi e tempi e nel caso dato. Può darsi – anzi. TEA. ma se sia salutare all’uno. pp. Manduria. anche nel mondo anglosassone. Gianfranco Pasquino (diretto da). all’uomo nella sua forza e dignità di uomo. in cui si sottolinea come la particolare coincidenza di una classe liberale di governo con la necessità e la volontà di edificazione parallela di uno Stato nazionale in Italia abbia determinato una contaminazione di carattere statalista proprio di quella medesima classe di governo liberale. ma esso li approva non per ragioni economiche. ormai defraudato del proprio significato originale e forzatamente applicato a realtà aliene alla sua genesi e tradizione di riferimento6 – era fortemente avvertisi configura. nel presente studio. o. il termine liberal viene impiegato per fare riferimento non già alla tradizione di 13 . Dizionario di politica (1983). ma se sia “liberale”. Il che non è poi negazione. in Norberto Bobbio. in seguito all’evoluzione del linguaggio e della realtà politico-sociale. di dottrina economica favorevole alla massimizzazione della libertà sia di produzione che di commercio. sibbene per ragioni etiche. e negli Stati Uniti in particolare. come noto. essa poteva concentrarsi sulla salvaguardia dei diritti individuali proprio tramite la limitazione dei poteri di questo. 5 Si consulti. 1996. profondamente radicato nell’eredità storica della Penisola5. per la quale si veda Sergio Ricossa. in altri casi. nel determinare. e si lascia ancora talvolta. I liberali in una nazione senza Stato: il problema storico dell’“arretratezza politica” (1796-1996). esistendo già uno Stato nazionale. non se sia quantitativamente produttivo. Liberismo. a differenza di altri Paesi dove.statalista. in proposito. E tuttavia. ci si servirà del termine “liberismo” (e relativi derivati) nella sua accezione. così è – che in questo esame il liberalismo approvi molte o la maggior parte delle richieste e dei provvedimenti del liberismo. Milano. non se la sua qualità sia gradevole a uno o più. Nicola Matteucci. l’esigenza di un neologismo o della risemantizzazione di un termine esistente – in alternativa all’inflazionato e snaturato liberal. di cui il liberismo si lasciò in passato. per il liberalismo. Antonio Cardini. ostacolano la libertà. e con queste li sancisce. ai più e a tutti. occorre precisare che. Il grande centro. e. Ciò premesso. tutt’al più. Piero Lacaita Editore. che. ma inveramento del liberismo. sotto nome o specie di libertà. certe altre richieste. più comune e generale. ai quali tanti benefici deve la moderna civiltà. 586-589. per una libertà più piccola la libertà più grande. non già se un certo provvedimento sia “liberistico” (meramente o astrattamente economico). 6 Nel mondo anglosassone. per usare anche noi questa volta metafore quantitative. ma se sia qualitativamente pregevole. è negazione della morale utilitaria. 19923. contaminare” (i corsivi sono aggiunti).

se in Italia si è dovuti ricorrere al termine “liberisti”7.ta. in particolare. sostenitori della struttura assistenziale della cosa pubblica – sostanzialmente identificabile con quell’apparato comunemente denominato Welfare State – in opposizione a quella concezione di Stato minimo propria del primo pensiero liberale. Ecco. Franco Angeli. 19962. da coloro i quali di tale retaggio si sentivano i depositari. Vol. Ma è pensiero del liberalismo. Il Manifesto dei Liberisti. 3a ediz. si segnali per l’innovativo e particolarissimo metodo d’analisi che propone della storia politica europea ed americana del Novecento. ai suoi occhi. bensì ai promotori “progressisti” dei cosiddetti diritti “sociali”. Kritik der politischen Öconomie. Burghard. parafrasando la celebre immagine di cui lo stesso Marx si era servito per riferirsi al proprio impiego “razionale” del metodo dialettico rispetto a quello “mistico” utilizzato dal suo ‘maestro’ Hegel. pertanto. Luigi De Marchi. Roma. che indica in Franz Kafka (1883-1924) il profeta dell’autentica “questione sociale” della nostra epoca e che finisce con il “mettere Marx a testa in giù”. 1883. I (1867). 24 gennaio 1873. trad. Das Kapital. Silvio Berlusconi Editore. con il titolo Das Kommunistische Manifest. Edizioni SEAM. London. J. che. La politica sociale oltre la crisi del welfare state. 7 Cfr. 1848 (due edizioni successive). in Italia. Poscritto alla seconda edizione. it. Le idee-forza del nuovo Umanesimo Liberale (1995). l’interessante testo di Luigi De Marchi citato in nota. Milano. Londra. da qualche tempo. 1890. 1872. 5a ediz. Se ci è concessa un’estemporanea digressione. 9 Cfr.. 14 . sia sui concetti e le metodologie che nell’attuale dibattito scientifico si affacciano nel tentativo di individuare la possibilità e di delineare le modalità di una sua eventuale rifondazione. dal titolo intenzionalmente allusivo al marxiano Manifesto dei Comunisti8. 1999. si consulti il contributo collettaneo a cura di Roberto De Vita. faremmo notare come. E. negli Stati Uniti si è coniata l’espressione classical liberals per riferirsi a coloro i quali sono liberali in politica e in economia sulle orme di John Locke e Adam Smith. Manifesto del Partito Comunista (1889). Karl Marx. È una ricerca. 4a ediz. 8 Karl Marx – Friedrich Engels. quella di De Marchi. per una proposta di riflessione sia sugli ordinamenti programmatici e le scelte operative dell’intervento politico nella sfera sociale. finiva per divenire vera e propria “mistificazione”9. attraversando una profonda crisi. che. Manifest der Kommunistischen Partei. Milano. Il modello di organizzazione della politica sociale testé citato sta. Pierpaolo Donati e Giovanni Battista Sgritta. 1994.

nell’ultimo lavoro di Luigi De Marchi. tuttavia. O noi. Inoltre. generalmente. cfr. citate le figure di leaders politici quali Margaret Thatcher e Ronald Reagan. bensì è importante recepire come l’autore intenda unicamente sottolineare il “fatale antagonismo” che tra essi si sarebbe sviluppato all’interno delle società contemporanee. ‘nemiche’.anche un’indagine che si cala nel vivo dell’attualità politica. e segnalando i caratteri atipici che tale svolta ha assunto in Italia. pp. pp. in realtà. poi. in merito. dimostrando. ‘sorelliana’ e ‘gramsciana’ forse inconsapevole) e la “classe politico-burocratica”.. o loro! cit. IV. nel 1841. viene inteso come atteggiamento immobilista volto a preservare lo status quo. l’Avvertenza dell’Autore contenuta in Luigi De Marchi. l’auspicio di una riorganizzazione dell’attuale ‘trasversalità’ del quadro politico con una divisione funzionale tra un “Polo conservatore” ed un “Polo innovatore” – ed è evidente che il tipo di conservatorismo cui egli fa riferimento. icasticamente espresso dal titolo. propose Ralph Waldo Emerson. ad avviso di chi scrive. per così dire. 65-79. 15 . Luigi De Marchi. Non si deve. cap. realizzatasi nel corso degli ultimi vent’anni nell’Occidente avanzato10. O noi. è stata.. Edizioni Bietti. 10 A simboli della quale vengono.. Milano. cfr. compiere l’errore di interpretare tale contrapposizione nel limitativo senso di una “incompatibilità di principio” tra la classe imprenditoriale ed i pubblici amministratori in quanto tali. o loro! Produttori contro Burocrati: la vera lotta di classe della Rivoluzione Liberale. quasi dovunque. Questo tipo di caratterizzazione sociale in due classi nettamente contrapposte e. Lo stesso De Marchi opera. Il Manifesto dei Liberisti cit. una spinta liberale intercettata e distorta. Il Manifesto dei Liberisti cit. p. in conseguenza della propria manifesta e farraginosa inutilità11. dati alla mano. una netta giustapposizione tra ciò che definisce il “popolo dei produttori” (con una sorta di reminescenza ‘saint-simoniana’. quanto sostenuto in Luigi De Marchi. 2000. che egli giudica supponente e sfruttatrice. più che valori e tradizioni – ricorda molto da vicino la distinzione – proprio tra “conservatori” ed “innovatori” – che. Il medesimo leitmotiv di un’articolazione della società in due classi sociali antitetiche ed antagoniste si ritrova anche. legato all’accezione colloquiale del termine. 31-34. 11 Si confronti. che la cosiddetta “svolta a destra”. in senso reazionario dai partiti conservatori. oltre che totalmente parassitaria. 11.

tende a mortificare le istanze più libertarie e libertine –. e “mezzi politici” di sottrazione ed accumulazione. Milano. Der Staat (1914). ma. dovute anche al particolare metodo d’indagine usato da De Marchi. 1944. The State. Milano. ediz. caratterizzati dalle pacifiche fasi della produzione e dello scambio volontari in un contesto di libero mercato concorrenziale. esaurirebbero le caratterizzazioni sociali dell’umanità. Ayn Rand in primis distingueva – su di un filone linguistico e categoriale ‘spenceriano’ e ‘schmittiano’. Bureaucracy. autodefinendosi. alla lunga tradizione libertaria americana del Sette ed Ottocento. Franz Oppenheimer. inevitabilmente. in quanto tale. SugarCo. in particolare p. Yale University Press. London. da buona scrittrice. che poggia sulla psicologia politica12 – nel solco della tradizione che trova le proprie origini nella sociologia di Franz Oppenheimer (1864-1943). 1991. trad. Vanguard Press. ma non esclusivamente. rigidi steccati categoriali e divisioni politiche preSulla quale si rimanda allo stesso Luigi De Marchi. violenta e prevaricatrice. da tutto il successivo pensiero libertario americano. 1976. 12 16 . infine. almeno formalmente eterodiretta. 14 Ludwig von Mises. Inoltre. della ricchezza. ingl. Psicopolitica. da Ludwig von Mises nella sua opera omonima14. New York. tramite Albert Jay Nock. in alternativa ad essi. 12 e pp. Burocrazia. La distinzione che Oppenheimer operava tra “mezzi economici” per il conseguimento del profitto. Ad ogni modo.s’innesta – pur con tutte le innovazioni del caso. l’adozione di tale ideale di economia di mercato ‘pura’ da parte della destra americana. 1926. Essi si sono riferiti in primo luogo. in parallelo con la rivendicazione di un’impostazione conservatrice sotto il profilo dei valori etico-morali – che. it. 13 Cfr. più ‘romanticamente’ – tra “mercanti” e “guerrieri” quali tipologie che. libertarians. ha incoraggiato coloro i quali della libertà si sentivano i più fedeli ed intransigenti paladini a prendere le distanze dal resto degli anti-collettivisti. è offerta. in sostanza. Rusconi. 24-27. Una descrizione del carattere ‘parassitario’ della burocrazia come organizzazione pubblica ed. è stata adottata. il quale spiegava il sorgere dello Stato interamente in termini di coercizione13.

il libertarismo americano ha ereditato. e da una prospettiva affine. a Murray N. i quali hanno avuto come unica mira quella di costruire un sistema di libertà che fosse in sé compiuto e coerente. Sinistra e destra. infatti. 1995. significa “libertà di scelta”. è disponibile in Italia il volume collettaneo Dario Antiseri e Lorenzo Infantino (a cura di). può essere garantita solo dalla concorrenza e dallo spirito competitivo del libero mercato: quel libero mercato che i libertarians hanno elevato. Dal liberalismo classico. Selected Essays 1954-1965. Vallecchi Editore. Rubbettino. Donzelli editore. Rothbard. più che altro. segnaliamo. Destra e Sinistra: due parole ormai inutili. i fattori che maggiormente paiono emergere ed affermarsi all’interno del Libertarianism sono altri. Ciò nondimeno. Risposta a Norberto Bobbio. a seconda dei vari esponenti. ormai classiche. da mera componente della vita sociale organizzata. a vera e propria essenza di questa. 1999. 1972. Tuttavia.concette – a cominciare dalle. che una difesa delle medesime categorie concettuali da prospettive politiche divergenti è sostenuta nei saggi di Norberto Bobbio. al riguardo. a loro giudizio. Ragioni e significati di una distinzione politica (1994). e la libertà di scelta. Left and Right. dei precetti del liberalismo “classico” setteottocentesco. jacksoniano in senso lato) e nazioSi rimanda. dalle teorie della scuola economica austriaca o di quella di Chicago. l’elemento che – con termine certamente inadeguato ma icastico – potremmo definire ‘liberista’ in economia. e di Marcello Veneziani. Soveria Mannelli. il Libertarianism non si caratterizza affatto come una semplice evoluzione lineare. Per un approfondimento del dibattito su tale controversia. bensì acquisisce una propria specificità. 15 17 . “Libertà”. 19993. Firenze. di volta in volta rappresentato. la quale finisce – come vedremo – per collocarlo all’esterno della stessa tradizione liberale di riferimento. Destra e sinistra. New York. Esso viene a configurarsi principalmente come un connubio tra populismo democratico di stampo jeffersoniano (o. inoltre. schematizzazioni destra/sinistra e progressisti/conservatori – sono stati impietosamente abbattuti dai libertarians15. Arno Press. od una pura estensione in termini geografico-quantitativi. una sua peculiare autonomia. Sul medesimo argomento. Roma. forse meglio. per essi. sotto il profilo più schiettamente ideologico-politico.

a tal proposito. lo stesso antistatalismo dei libertarians risulta legato non tanto alla concezione minimalistica propria del pensiero politico d’impronta liberale. da una parte. coincidente con il sostanziale ripensamento del sistema statunitense come rigidamente bipartitico e scevro da qualunque tipo di ideologizzazione della politica. il parallelo con l’esperienza italiana del qualunquismo che. ci proponiamo di far emergere anche un’altra questione fondamentale. quanto. The Party of Principle. è stato operato da Nicola Iannello. determinate idee si sono strutturate ed evolute sul piano concreto. sarebbe opportuno definire tout court ‘anti-Stato’. dall’essere un’eccezione. con esplicito riferimento a tutta la tradizione autenticamente americana16. più che antistatalista. ed in una seconda.nalismo. nella realtà politica quotidiana. un partito ‘terzo’. Dalle presenti note. come rivela il proprio medesimo sottotitolo. 16 18 . 6 (novembre-dicembre 1997). esaustivo del fenomeno Libertarianism. 125-135. Anno IV. a suo modo. e. infine. pp. esso si configura. Inoltre. al tempo stesso. nella storia della democrazia americana. alle tematiche care alla corrente anarchico-individualista che si affermò negli Stati Uniti nel corso dell’Ottocento. ben lungi. vale anche per quei libertarians i quali – ognuno per diverse ragioni e valutazioni – non giungono. forse. La ribellione dell’individuo. L’elaborato soffre. riuscisse a gettare uno sguardo anche su come. i suoi stessi teorici hanno sempre orgogliosamente rivendicato. che prendesse in considerazione. come un partito fortemente ideologico. piuttosto. e come. tra l’altro. Il Libertarian Party è. al riguardo. il fondamentale apporto speculativo sul quale siffatta dottrina poggia. malgrado tutto. dell’imperativo – che ci si è imposti – di voler fornire un quadro sintetico e tuttavia. a sconfinare definitivamente nell’“anarco-capitalismo”. Deriva da qui l’articolazione della presente monografia in una prima parte teorico-espositiva di respiro più ampio e generale. del resto. cosa che. poi. in “Ideazione”. nel contempo. a Si veda. molto opportunamente. sostanzialmente. n. Tant’è vero che la filosofia libertarian è pervasa da un sentimento di fondo il quale. difatti.

Z. consacrata alle vicende del mondo libertario statunitense in senso più specifico e ristretto: il partito.carattere di cronistoria più analitica. Siena. le riviste. d’altra parte. L’auspicio è che gli eventuali vantaggi scaturiti da tale scelta redazionale superino per quantità e qualità gli inconvenienti che. essa ha sicuramente determinato. le associazioni. le polemiche. e che detti vantaggi inducano il lettore a passar benevolmente sopra alle molte – inevitabili – lacune. 19 . le strategie. ottobre 2000 P.

Parte prima LE RADICI STORICO-DOTTRINALI DEL LIBERTARISMO AMERICANO .

In particolare. L’etica protestante e lo spirito del capitalismo. nel corso del Seicento. In contrapposizione all’otium dell’aristocrazia venne elaborata una severa etica del lavoro. in un mondo di liberi ed eguali. diviso fra la “Chiesa di Stato” anglicana e le sètte non conformiste Cfr. trad it. Tübingen 1920). bensì l’effetto di una determinata fede religiosa: quella protestante17. provata da quasi un secolo di controversie teologiche e di contese religiose che avevano prodotto guerre orrende ed interminabili. Die protestantische Ethik und der Geist des Kapitalismus (1904-1905. Milano. ad ispirare. sarebbero stati il calvinismo. seconda edizione. Senza dubbio.Capitolo I IL PENSIERO CRISTIANO RINASCIMENTALE TRA RIFORMA E CONTRORIFORMA 1. il nuovo simbolo della distinzione sociale: la proprietà. secondo Weber. Rizzoli. l’anabattismo ed il pietismo – con il profondo senso del dovere personale ed il forte rigore morale di cui erano intrisi –. tale spirito si fondava. piuttosto che la variante originaria luterana. riscoprì l’antico principio edonistico sottolineando il valore dell’egoismo anche in ambito sociale. durante il secolo precedente. 17 23 . La morale dell’epoca. il sorgere dello “spirito” capitalistico. quella specifica etica religiosa la quale avrebbe poi determinato. Max Weber tese a dimostrare che il sistema economico capitalistico moderno non rappresentava la causa. Detto individualismo venne enfatizzato. da frange più intransigenti di quel movimento protestante che si era affermato. per lo scrittore politico tedesco. capace di giustificare. sul sentimento individualistico. Max Weber. Etica protestante e spirito del capitalismo In contrapposizione con la teoria marxiana del “materialismo storico”. 1991. nel corso del XVII secolo. nell’ambito del protestantesimo britannico. a sua volta. in prevalenza nei territori germanici.

quaccheri. nonché una più ampia disponibilità generale nei confronti di qualunque genere di innovazione. se non possono esser considerati come l’elemento determinante. Attraverso tale compromesso. in particolare. 18 24 .. nella quale l’elemento divino finiva per scomparire definitivamente lasciando spazio ad un guadagno fine a se stesso che trovava. legittimazione in nuovi e Gianluca Solfaroli Camillocci. gradualmente. Osserva. 41. ed il messaggio evangelico dall’altro: tramite la fictio secondo la quale l’appropriazione individuale della ricchezza avrebbe contribuito al bene pubblico. p. L’innesco di tale processo avrebbe condotto. battisti. a tal proposito. predicatore “dissidente” e scrittore moralista di matrice puritana che rivestì un ruolo di primo piano all’interno del protestantesimo inglese –. a quella che Weber definì come “filosofia dell’avarizia”. La rivoluzione industriale. furono proprio queste ultime – i cosiddetti Dissenters (“Dissidenti”) – a rivelare un più intenso dinamismo economico e culturale. il quale si sforzò di trovare una possibile mediazione nel conflitto esistente tra l’aspirazione alla ricchezza e alla felicità terrena da un lato. la vita sentita come impegno e dovere. la concezione ascetica del lavoro. etc. si tentava di operare un’integrazione fra i precetti della fede cristiana e le legittime aspirazioni di una classe sociale borghese in piena ascesa. il successo e la ricchezza visti come segno della predilezione divina. certo sono una componente caratteristica dello spirito del capitalismo britannico. pertanto. da pensatori come Richard Baxter (1615-1691) – teologo presbiteriano. veniva legittimato l’arricchimento – sempre che non conducesse ad una vita dissipata – quale frutto dell’onesto lavoro delle proprie mani. Torino. Gianluca Solfaroli Camillocci che “le virtù morali del calvinismo. indipendenti. L’etica del successo e del “giusto” guadagno venne elaborata.rappresentate dalle congregazioni di presbiteriani. Società Editrice Internazionale. 1983. la parsimonia e i costumi severi. di correttezza negli affari e di dura insensibilità sociale”18. un curioso impasto di moralismo e di senso del profitto.

differenti valori, come la correttezza nel proprio lavoro, l’onestà professionale ed il credito sociale. Il mondo anglosassone offriva, del resto, manifestazioni di anarchismo radicale intriso di un libertarismo esasperato nel movimento democratico dei levellers (“livellatori”)19 ed, ancor più, in quello dei ranters o “concionatori sbraitanti”, il gruppo più odiato, temuto e calunniato della prima rivoluzione inglese del 1640-166020, che andò a chiudere il cosiddetto “secolo di ferro”. La loro azione, teorica e concreta, si sviluppò in quel contesto determinato del protestantesimo e del calvinismo radicale incentrato sulla dottrina della “libertà del cristiano”, che i primi maestri della Riforma avevano esaltato come una delle grandi conquiste del credente riscattatosi dalla ‘tirannia’ di Roma. Nello spazio di pochissimi anni, nella cultura riformata europea si venne articolando uno spettro di opinioni piuttosto ampio sulla misura di tale libertà: ad un estremo, coloro che la interpretavano come una semplice dichiarazione di indipendenza dai formalismi del culto; all’altro, alcuni che la intendevano,
I levellers appartenevano al gruppo religioso degli indipendenti o “congregazionalisti”. Quantunque il movimento non fosse effettivamente determinato nella propria composizione, essi formarono, per un breve periodo compreso tra il 1647 ed il 1650, qualcosa di simile ad un vero e proprio partito politico con idee precise e programmi comuni. Nonostante i livellatori abbiano fallito nell’affermazione di – praticamente – tutti i loro propositi, essi contribuirono, tuttavia, a rappresentare abbastanza distintamente i modi di pensare e di argomentare che avrebbero, in seguito, caratterizzato il liberalismo rivoluzionario del XVIII e dell’inizio del XIX secolo. Inoltre, i levellers contribuirono decisamente a delineare e demarcare con nettezza le rivendicazioni liberal-radicali delle classi economicamente meno agiate rispetto a quelle liberal-conservatrici dei ceti benestanti e privilegiati. Di particolare importanza per il futuro movimento libertario americano appare la figura di Richard Overton, del quale si consiglia la lettura del discorso pronunciato, di fronte al parlamento, A Remonstrance of Many Thousand Citizens and Others Free-born People of England… (1646), in William Haller (ed.), Tracts on Liberty in the Puritan Revolution, 1638-1647, New York, Macmillan, 1934, Vol. III, pp. 354-355. 20 Su questo particolare ed interessante movimento si veda il saggio di Pietro Adamo, Il dio dei blasfemi. Anarchici e libertini nella Rivoluzione Inglese, Milano, Unicopli, 1993.
19

25

invece, come la totale liberazione del cristiano in ‘stato di Grazia’ da ogni obbligo politico, civile o religioso di ‘obbedienza passiva’, secondo le punte più estreme del calvinismo monarcomaco e delle teorie della ‘resistenza’. Quest’ultima dottrina, la cui genealogia ideale più particolare va fatta risalire alle elaborazioni puritane dell’immaginario protestante britannico, divenne presto nota con il termine “antinomianesimo” (composto dal greco antí e nómos = “contro la legge”). L’esemplificazione più chiara delle potenzialità ‘sovversive’ dell’antinomianesimo o “antinomismo” venne fornita, appunto, durante la prima rivoluzione inglese, capeggiata da Oliver Cromwell (1599-1658), quando alcuni radicali ne svilupparono senza remore di sorta le implicazioni sociali e politiche. Furono in particolare i ranters, come accennato, a spingere dette tematiche sino alle conclusioni più estreme: l’adulterio, il furto, l’ubriachezza, la prostituzione, tutto era legittimo per i ranters, che giudicavano il “peccato” semplice frutto delle abitudini e convenzioni sociali. Essi rifiutarono, quindi, ogni obbedienza alle leggi della nazione e alle autorità costituite, proponendosi di eliminare, attraverso la trasgressione programmata, qualsiasi tipo di obbligazione. Nei gruppi clandestini da loro capeggiati si contestava ogni etica del lavoro, si praticava il libero amore, si ripudiavano i legami familiari consueti e si esaltavano i momenti liberatori come la danza e l’ebbrezza alcolica.

2. La genesi cristiana dell’individualismo moderno
Nel movimento dei ranters vi era già, in nuce, l’anarchismo ‘storico’ con i suoi precetti, quali si sarebbero sviluppati in seguito, a partire dall’ultimo decennio del Settecento. Vi si evidenziava soprattutto quella tendenza, tipica del cristianesimo più spiritualista, ad interpretare in senso radicalmente liberatorio – rispetto alle autorità terrene – alcuni elementi centrali delle lettere di Paolo. Nella teologia protestante più radicale, tale tendenza, combinandosi con altri fattori, aveva elaborato un ethos il quale, spesso, postulava una 26

decisa contrapposizione tra gli individui e lo Stato, ethos da cui attinse, poi, il pensiero anarchico successivo. Ma tale individualismo, assunto nel suo significato più ampio e profondo, non era proprio soltanto dei ranters e neppure, in generale, del solo protestantesimo: esso può essere, piuttosto, qualificato come una caratteristica della tradizione cristiana tout court, che rinveniva la propria fonte nell’idea stessa di salvezza dell’anima personale21. La diversità del concetto di libertà degli antichi, paragonato a quello dei moderni, enunciato da Benjamin Constant (1767-1830) nel 1814-181922, era, di fatto, già stato messo ampiamente ed esaurientemente in luce nella letteratura filosoficopolitica di matrice liberale dei secoli precedenti. Il sentimento individualistico, e la concezione di libertà ad esso legata, si originava da una vera e propria cesura storica, la quale dava vita ad una dicotomia di costumi tra mondo antico e Medioevo, tra età classica ed età cristiana. Certamente, già nell’antichità vi erano state eccezioni, ma la caratteristica fondamentale dell’età greco-romana risiedeva nel fatto che i cittadini di tali culture socio-politiche non si liberavano della sottomissione alle leggi che imponevano loro l’appartenenza totale alla città, né del carattere pubblico dell’esistenza; essi erano, inoltre, intellettualmente permeati da una riflessione filosofica, per quanto varia, prevalentemente olistica23. Tale rappresentazione della libertà si definiva, pertanto, quasi escluCfr. Alain Laurent, Histoire de l’individualisme , Paris, Presses Universitaires de France, 1993, trad. it. Storia dell’individualismo, Bologna, il Mulino, 1994, cap. I, § 2, La fonte cristiana: la salvezza dell’anima personale, pp. 31-32. 22 Benjamin Constant, De la liberté des anciens comparée à celle des modernes, discorso letto all’Ateneo di Parigi nel 1819, trad. it. Discorso sulla libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni, Roma, Editori Riuniti, 1970. 23 Se è vero che nel mondo ellenico e, in seguito, romano il concetto di libertà, in quanto legato ad una visione sacrale della vita e del cosmo, riguardava essenzialmente la dimensione comunitaria – tanto che si parlava di libertà della pólis o della res publica – non va, tuttavia, perso di vista come greci e romani esaltarono anche la libertà civile dell’individuo dotato di pieni diritti, in opposizione alla concezione dispotica del potere politico.
21

27

Éditions Gallimard. di un nuovo genere di essere umano: un uomo il cui rapporto diretto ed interiorizzato con Dio. Une histoire politique de la religion. viceversa. fino a quando l’avvento del cristianesimo non aveva finito per sovvertirle e sgretolarle in duplice senso: interiorizzando radicalmente l’essere umano come persona individuale libera ed irripetibile. arrestarsi di fronte alle apparenze e ridurre. trad. attribuire a priori alla teologia cristiana una virtù emancipatoria la quale condurrebbe alla genesi dell’individuo moderno. Ora. e lo statuto “fuori del Mondo” che Marcel Gauchet. Le desenchantement du monde.sivamente in relazione alla condizione di schiavitù personale e politica. 1992. e disancorandolo dalle totalizzanti appartenenze tribali o statali. per fare di ciascuno l’eguale incarnazione di un’umanità di valore universale. 1985. il cristianesimo ad uno dei suoi aspetti parziali e statici. Pur attualizzando potenzialità già presenti nel monoteismo giudaico. questo Dio. concomitante e rivoluzionaria. Tuttavia. potrebbe apparire paradossale: il rifiuto originario della proprietà personale. Torino. non predisponeva certo il cristianesimo ad assumere il ruolo di generatore-catalizzatore dell’indipendenza individuale. il suo riferimento fondante ad un Dio personale e trascendente era funzionale ad una dinamica di affrancamento e di individualizzazione profonda. infatti. Una storia politica della religione. che si era intermittentemente manifestata in maniera confusa nel corso dell’antichità. faceva del cristianesimo una religione senza precedenti. In sintesi. chiudere qui il discorso significherebbe. soggetto totalmente separato dal Mondo. così. era rimasta inibita e sterile per la persistente pressione dell’ordine chiuso delle comunità organiche. secondo il parere di alcuni interpreti contemporanei. ed in completa rottura con l’olismo imperante. it. congiunto all’abnegazione obbligatoria di sé ed alla supremazia che i primi cristiani assegnavano al principio comunitario. 24 28 . giudicata una situazione indegna per una natura umana pienamente realizzata. Il disincanto del mondo. esso implicava la comparsa. Paris. Einaudi. l’individualizzazione virtuale. Per Marcel Gauchet24.

In seguito a tale metamorfosi dell’intimo suo più profondo.ne conseguiva. una persona autonoma potenzialmente capace di disporre liberamente di sé e del proprio rapporto con gli altri: l’indipendenza si era fatta un germe. radicalmente demitizzatore. Osserva. agli inizi del IV secolo. che conferisce una speciale dinamicità agli avvenimenti umani qualitativamente molto distinta dalla dynamis del tempo naturale. Il cristianesimo trasformò l’essere-ente in essere-creato. 67. Con la conversione dell’imperatore Costantino. Il logos cristiano. indotto a conformarsi alla logica individualizzante della teologia di un Dio personale. Madrid. e l’individuo. Il suo carattere trascendente. liberò dal suo immanentismo il naturalismo del mondo antico de-divinizzandolo. entrava nella sua fase di vera e propria gestazione. 1995. dètte. un’espressione radicale a tutte le visioni del politico e della politica laicizzandoli ed introducendo il tempo storico. aveva stabilito una differenza assoluta con il logos greco. effettivamente. La tradición liberal y el Estado. p. a mettere in crisi il contesto olistico dello Stato. allora. e il pensiero ed il sapere giunsero a differenziarsi dalla fede intesa come fides”25. l’uomo diveniva un soggetto. a tal proposito. Unión Editorial. vi trasferirono le esigenze universalistiche ed. i papi del VIII secolo Stefano II e Leone II. esso era svincolato da qualsiasi obbligo costitutivo superiore di appartenenza al gruppo ed allo Stato. In seguito. intervenendo nel campo della politica. ormai concepito. poi. Dotato di una trascendenza personale ad immagine del suo Creatore. fondato nell’atto della creatio ex nihilo. l’individuo si configurava come un’anima avente valore assoluto e responsabile della propria salvezza eterna davanti a Dio. 25 29 . con la sua nuova concezione del logos e della verità. definivano prima di tutto nel segreto di sé e. nella relazione con il sociale. Di conseguenza. insieDalmacio Negro Pavón. il processo era ormai avviato: i nuovi valori penetrarono nella società e diedero vita al primo Stato cristiano. La dinamica di tale trasformazione dell’io cominciò. Dalmacio Negro Pavón: “La religione biblica.

può essere utile ricordare il volume collettaneo di Dos Passos. Unintended Consequences: The Impact of Factor Endowments. trad. prendendo le mosse dalle ricerche storiche del sociologo della Chiesa Ernst Troeltsch. 1977. sarebbe andato solamente a completare. 75. 2nd edition. 1977. con l’“individualismo” nella sua più lata accezione. Une perspective anthropologique sur l’ideologie moderne. 26 30 . individualizzatrici del cristianesimo. Culture. 1958. che egli fa coincidere. Genesi e trionfo dell’ideologia economica. Morley. Una prospettiva antropologica sull’ideologia moderna. 1998. Dumont mostra come l’emanciparsi della categoria dell’economico coincida con il sorgere ed il trionfare dell’“ideologia moderna” (Louis Dumont. Macerata. it. si mostra concorde nel localizzare le radici culturali di quello che definisce come inner-directed individualism nella produzione filosofica elaborata dalla Chiesa altomedioevale. “[…] questa lunga catena di slittamenti porterà alla fine alla completa legittimazione di questo mondo. Éditions du Seuil. Homo aequalis. Tale catena di transizioni può essere vista.. Adelphi. Essays On Individuality. Si sarebbe. 78. come l’incarnazione progressiva nel mondo di quegli stessi valori che il cristianesimo aveva all’inizio riservato all’individuo-fuori-dal-mondo e alla sua Chiesa”26. Paris. 1994. la quale avrebbe. it. Philadelphia. trad. In tale libro Dumont opera un’analisi di quella che definisce l’“ideologia moderna”. Liberty Fund. p. Milano. a immagine dell’Incarnazione del Signore. Massachusetts Institute of Technology Press. Milano. in cui si tenta di analizzare la peculiarità ‘occidentale’ di idee come individuo ed eguaglianza. Paris.me. Saggi sull’individualismo. e al tempo stesso al completo trasferimento dell’individuo in questo mondo. Adelphi. Hayek. Genèse et épanouissement de l’idéologie économique. In relazione al tema dell’individualismo. Dello stesso autore. Tra le conclusioni evidenziamo la concezione di “totalitarismo” inteso come “pseudo-olismo”. in tal modo. Saggi sull’individualità. il loro formarsi e le loro conseguenze. Weaver. Schoeck. trad. Indianapolis. 1993. 1983. Éditions Gallimard. Essais sur l’individualisme. segnaliamo un’altra interessante opera precedente. p. Boston. liberilibri. Zirkle. The Trustees of the University of Pennsylvania. 1984). it. In essa. Secondo Louis Dumont. Anche Deepak Lal. fino a quel momento racchiuse nel solo ambito religioso. a differenza di quanto indicato da Weber. Ekirch Jr. verificata una sorta di progressiva secolarizzazione come conseguenza dell’adozione della fede cristiaL ouis Dumont. innescato un processo di secolarizzazione che il calvinismo. in sintesi. Friedman. and Politics on Long-Run Economic Performance. Homo aequalis.

Money. Dolan (ed. Harvard University Press. Spokane. I. The Scholastic Analysis of Usury. 1177-1740. in special modo. Edward Elgar. 135-175. Richard Tuck. 4. La tesi fondamentale. Sheed & Ward. che. Guenter Lewy. Economic Thought before Adam Smith. Ryan. le cui sorgenti vengono. Id. Protestants and Catholics. and the Austrian School. Kansas City. 97-133. 1995. Vol. cap. New Light on the Prehistory of the Austrian School. in “Literature of Liberty”. 1997. Oxford. nonché Id. The late Spanish Scholastics. 1974. 1957. ma anche il successivo. a loro volta. rispetto alle cose. 173-194. The School of Salamanca: Readings in Spanish Monetary History. pp. April-June 1979. si vedano in proposito John Laures.. 1993. Moss and Christopher K. anziché soggiogato. 1960. Frank Bartholomew Costello. Aldershot. Natural Rights 27 31 . Scholasticism and Austrian Economics. Fordham University Press. XXXVI... J. basata sull’individualismo. 1952. The Political Philosophy of Luis de Molina. pp. più in generale.na. The Logic of Action. The Political Economy of Juan de Mariana. 1975. An Austrian Perspective on the History of Economic Thought.. condivisa sostanzialmente da tutti gli studiosi citati. Edward Elgar. Glos. nella collana “Travaux d’Humanisme et Renaissance”. Rothbard. Marjorie Grice-Hutchinson. riscattando l’individuo dall’universo divinizzato degli antichi. il principale ideologo dell’anarco-proprietarismo americano contemporaneo.). 3. Economic Thought in Spain: Selected Essays of Marjorie Grice-Hutchinson. con il pensiero cattolico rinascimentale27. Cheltenham. Genève. Method. i quali collegano l’economia liberale. 78-79. Noonan. reprinted in Id. avrebbe mondanizzato e storicizzato il creato e reso l’uomo libero.. Cambridge. Tale stretto legame Murray N. in Edwin G. New York. Vol. la quale troverebbe la propria matrice originaria nello stesso messaggio evangelico e. 1976. Early Economic Thought in Spain. Constitutionalism and Statecraft during the Golden Age of Spain: a study of the political philosophy of Juan De Mariana S. rintracciate nella più antica corrente del pensiero giusprivatistico classico romano. Edward Elgar. neotestamentario. Id. 52-74. Gonzaga University Press. 1544-1605. pp. The Foundations of Modern Austrian Economics. John T. edited by Laurence S. Tale ruolo fondamentale giuocato dal pensiero cristiano nell’affermazione del sentimento e dell’idea individualistici risulta di particolare interesse – come si avrà modo di evidenziare più avanti – in relazione agli studi di Murray Newton Rothbard (1926-1995). Allen & Unwin. pp. I. cap. vorrebbe la nascita di alcuni precetti di libero mercato nella Spagna rinascimentale e. per opera dei teologi neoscolastici della cosiddetta “scuola di Salamanca”.. London. 1928. Id. pp. Clarendon Press.

pp. 145-157. 1986-87. con il titolo di Banci Centrale si sistemul de free-banking cu rezerve fractionare: o analizá criticá din perspectiva Scolii Austriece. XI. 1979. § 1. pp. 468-490. 17-38.. Alejandro Antonio Chafuen. § 4. inoltre. pp. “The Review of Austrian Economics”. Cambridge. originariamente apparso in francese con il titolo di Banque centrale ou banque libre: le débat théorique sur les réserves fractionnaires. pp. 9. pp... Bucuresti 1997. pp. 2 (1996). Madrid. 5-38. New Light on the Prehistory of the Theory of Banking and the School of Salamanca. Cambridge University Press. riprodotto in Id. Volume 5. “Polis: Revista de Stiinte politice”. Numéro 2/3 (juin-septembre 1994). pp. pp. “Estudio introductorio” a Juan de Mariana. I. Los bancos en la época de Carlos V y la doctrina de la Escuela de Salamanca sobre el negocio bancario. la recensione che del libro di Chafuen è stata fatta da Giacomo Costa. in particolare cap. 66-80 e cap. 151-159. cap.. liberilibri. Génesis. in particolare le pp. Estudios de Economía Política. pp. 4. si veda.. Vol. n. 23-34. II. oggi in Id. Cristianismo y economía de mercado. Madrid. e cap. edición del Instituto de Estudios Fiscales. il quale sintetizza l’ipotesi di un’anticipazione proto-liberale delle tematiche relative alla teoTheories. Their Origin and Development. El descubrimiento por la ciencia jurídica romana de los princípios generales del derecho en relación con el contrato de depósito irregular de dinero. 255-266.. Unión Editorial. La teoría del banco central y de la banca libre. in “Cuadernos del Pensamiento Liberal”. “Journal des Économistes et des Études Humaines”. San Francisco. 1994. pp. 10. Tratado y discurso sobre la moneda de vellón. Madrid. I. 234-254. Madrid. Dinero. Id. nonché posteriormente pubblicato in romeno. Ignatius Press. Lecturas de Economía Política (3 volumenes). Vol. 1986. No. “The Review of Austrian Economics”. Unión Editorial. Jesús Huerta de Soto [recopiladas por]. 59-81. L’economia di mercato ha radici cattoliche?. 1996. Madrid. Unión Editorial. Sobre los orígenes hispánicos de la Economía de Mercado. it. Id. pp. No. Id. Lucas Beltrán Flórez. Ensayos de Economía Política cit. 1987. 1986. pp. 7-24. 468-476 (Los puntos de vista bancario y monetario en la Escuela de Salamanca). 8. Radici cattoliche dell’economia di mercato. Id.. Paris et Aix-en-Provence. El Padre Juan de Mariana. § 4. n. trad. Christians for Freedom: Late Scholastic Economics. 1. Ministerio de Economía y Hacienda. nella traduzione di Octavian Vasilescu. 1998. 2 (1995). 3 (1999). Unión Editorial. Anno I (1987). Vol. cap. 25-38. in “Studi e note di economia”.viene ribadito da Jesús Huerta de Soto. Análisis crítico de la escuela bancaria. Cristiani per la libertà. Id. esencia y evolución de la Escuela Austriaca de Economía. crédito bancario y ciclos económicos. 129-143. Juan de Mariana: The Influence of the Spanish 32 . Id. 1999. Macerata. 379-391 e riproposto in versione inglese come A Critical Analysis of Central Banks and Fractional-Reserve Free Banking from the Austrian Perspective. pp. Unión Editorial.. pp. n. Madrid. VIII. Ensayos de Economía Política..

Per parte nostra. Id. Islam. nonché Id. Unión Editorial. Sui medesimi argomenti si vedano. 63-86. 1. 33 . Roma.). ed economia di mercato ed organizzazione liberale della società.. Cattolicesimo e liberalismo. segnaliamo che. Madrid. così. le investigazioni sulla teoria monetaria di Huerta de Soto. Principios básicos del liberalismo. El liberalismo en España. e di Bartolomé Clavero. per contro. 1994) in Subang Jaya. 103-116. nonché Id.. 2000. 4 (Primavera-Verano 1999). ci permettiamo di evidenziare come la comune radice aristotelica del pensiero scolastico rinascimentale e di quello islamico medioevale sia. 110. pp. Islam and the Medieval Progenitors of Austrian Economics. il contributo di Angelo Tosato. Milano. il trionfo della Riforma protestante avrebbe contribuito a togliere prestigio ed influenza al ruolo svolto dalla Chiesa Cattolica come limite e contrappeso al potere secolare dei governi. Madrid.ria del governo limitato da parte di alcuni pensatori cattolici. sono state. Antropología católica de la economía moderna. n. Dario Antiseri. inoltre. MI. 30-Nov. Dalmacio Negro Pavón. 1995. Una antología. VI. Principios básicos del liberalismo cit. An Islamic Perspective on the Wealth of Nations. Ludwig von Mises Institute. specialmente il cap. paper presented at the conference on the Comprehensive Development of the Muslim Countries (Aug. Jesús Huerta de Soto.. 28 Cfr. 1-3. dall’altro. da una lato. Antidora. Holcombe (ed. Id. La tradición liberal y el Estado cit. sottolinea come. 275. in opposizione a questa visione e a favore. Mayo-Septiembre 1999. Malaysia. cap. Per completezza. a Paper for the Durell Institute Fall 1995 Conference. il presupposto e la logica fonte di tali idee. che si vide. in particolare. gli atti di tale convegno sono stati recentemente pubblicati a cura di Antonio Cardini e Francesco Pulitini. p. in Randall G. Cattolici a difesa del mercato. Secondo. 1999. dibattute in un incontro sul tema. Liberalismo y tradición cristiana. addirittura. Economia di mercato e cristianesimo. 1992) in East Lansing.. Proceedings of the 21st meeting of the American Muslim Social Scientists (Oct. Liberty and Free Markets. pp. Le interconnessioni tra fede e morale cattolica. il 16 e 17 ottobre del 1998. Società Editrice Internazionale. l’opposizione tra la scuola “bancaria” (banking school) e quella “monetaria” (currency school) sarebbe sorta non nell’Inghilterra del secolo XIX. Torino. Auburn. di un’origine islamica degli stessi concetti economici. p. Rubbettino. pp. Fifteen Great Austrian Economists. inoltre.. 1991. a suo avviso. 1. svoltosi alla Certosa di Pontignano. Soveria Mannelli. più probabilmente. 1988. “Revista Hispano Cubana”. Ad ogni Scholastics. egli.. presso l’Università degli Studi di Siena. Borla. 1994. bensì quasi tre secoli prima per mano degli scolastici spagnoli. 1-12. sono apparsi i saggi di Imad-ad-Dean Ahmad. Giuffrè Editore. rafforzato28.

1987. University Press of America. partendo dalle sue posizioni aristoteliche. atea dichiarata Ayn Rand ha subìto un tentativo di conciliazione. 1991. it. con la tradizione tomista da parte di Douglas B. Edizioni di Comunità. 1991. sottintendono. notoriamente. Madison Books. In quest’opera Novak. 1994. 1991. liberalismo ed economia di mercato. Rasmussen e Douglas J.. le ricerche in tal senso. a maggior ragione. C. 1993. da Michael Novak29. Fraser Institute. Simon & Schuster. Washington. American Enterprise Institute Press. di Max Weber – cui si è già accennato –. Lanham.modo. una riconciliazione con il cattolicesimo sulla scia dell’evoluzione del pensiero papale da Leone XIII a Giovanni Paolo II. Toward a Theology of the Corporation. muovendo dalla – a suo giudizio – fuorviante descrizione del sistema capitalistico fornita da Weber. 1982. anarchico) in politica. Transaction Books. forse. 1996. Se. liberilibri. Roma. The Catholic Ethic and the Spirit of Capitalism. sono da ricordare. trad. Vancouver. si veda anche il volume collettaneo Walter Block. presuppongono ed in parte. soprattutto. Mahwah. arcinote. le quali mettono in relazione cattolicesimo. Del resto. Milano. difatti. New York. Lanham. Open Court. che individuano la medesima relazione tra sistema economico-produttivo capitalistico ed etica protestante. tenta. Den Uyl. Morality of the Market: Religious and Economic Perspectives. 1986. The Spirit of Democratic Capitalism. it. il suddetto aspetto risulta fondamentale per la comprensione dell’intimo legame tra religione cristiana ed atteggiamento ‘libertario’ (e. in particolare.). trad. inoltre. ed è per tale ragione che ci è sembrato opportuno non sottintenderla in questa sede. 1992. Catholic Social Thought and Liberal Institutions: Freedom with Justice. The Free Press. Will It Liberate? Questions about Liberation Theology. 2nd edition. Geoffrey Brennan and Kenneth Elzinga (eds. paperback edition (with a new introduction). Verso una teologia dell’impresa. 1985. 29 34 . Edizioni Studium. Per una disamina dei parallelismi esistenti fra la tradizione cattolica e quella liberale. la più generale connessione tra cristianesimo ed individualismo. L’etica cattolica e lo spirito del Capitalismo. trad. 1989. it. tramite una ridefinizione di questo. un’accettazione dei principi del mercato ed Michael Novak. Lanham. New York. sviluppate in particolar modo da Rothbard e. 2nd edition. vedasi Michael Novak. Madison Books. D. 1981. Dello stesso autore. 2nd edition. New Brunswick. così come quelle. e. La Salle. Paulist Press. dalla I edizione Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo. Questo rapporto con la religione è talmente importante nel contesto libertario che perfino il pensiero della. Liberty and Nature. per il loro comune senso di realismo. Macerata.

19863. (in particolare pp. 129-170. it. mentre il cristianesimo paolino fonda. in entrambe. consultare il trattato di Mircea Eliade. Paris. it. Da Maometto all’età delle Riforme. 19982. 1989. trad. tuttavia. trad. pp. Sansoni Editore. maggiormente il condizionamento dell’elemento sociale. Storia e segreti di una civiltà (1989). Payot. Histoire des croyances et des idées religieuses. Teologie e mistiche musulmane. Histoire de la philosophie islamique (1964). Newton & Compton Editori. pp. Friedman. due entità reciprocamente autonome. p. Michael Novak. almeno formalmente. liberilibri. III. ma neppure un potere politico del tutto laico. it. 160-162).. Paris. trad. Macerata. 1990. Washington. per non parlare di David D.). Questo emisfero di libertà: Una filosofia delle Americhe. giacché vi è. esse percepiscono. 19892. il dualismo di carisma morale e legge civile nella crocifissione di Gesù da parte dell’impero romano. Adelphi Edizioni. allegoricamente. D. Vol. Dalle origini ai nostri giorni (1973). invece. L’Islam. Milano. che. nel 1980. Roma. 3. XXXV. nel caso di una nomocrazia come l’Islam30 – il quale sfocia in una sorta di rule of law in accordo con i precetti etici coranici espressi in quella produzione giuridica che è chiamata sharî`ah – non si dà un clero indipendente e gerarchizzato. 1983. C. sui precetti religiosi islamici si può. e di Henry Corbin. American Enterprise Institute. Maometto e la nascita dell’Islam. ha scritto un’opera In Defense of Thomas Aquinas and the Just 30 35 . 153 e ss.una difesa della proprietà privata è evidente anche nelle altre due “religioni del Libro”. 31 Cfr. Storia della filosofia islamica. una bivalenza etico-statuale della legge. a differenza dei Paesi cristiani attuali dove Chiesa e Stato sono. 1996. Garzanti. Le origini dell’austro-liberalismo nella Spagna del “secolo d’oro”: la scuola di Salamanca La corrente di pensiero libertarian individua il santo dottore della Chiesa Tommaso d’Aquino (1225-1274) come “il primo whig”31. cap. Éditions Gallimard. XXXIII. Milano. di Alfonso Maria di Nola. This Hemisphere of Liberty: A Philosophy of the Americas. L’Islàm. è noto il fondamentale ruolo giuocato per la Per una panoramica sulle istituzioni politiche previste nel contesto culturale islamico si consultino le opere di Alessandro Bausani. Firenze. Conseguentemente. 75-98. cap. Storia delle credenze e delle idee religiose (3 voll. 1983. Del resto.

No. LXXVII. “fraudolenti”. per contro. che come attività pratica –. a sua volta. Secondo il pensatore cattolico era quest’ultimo che andava considerato il prezzo ‘giusto’. in proposito. allorché fondò la scuola marginalista austriaca dell’economia. Quad. una distinzione fra prezzo dello scambio e quantitas valoris. von Hayek. come nel caso di padre Robert Sirico nella rivista “Liberty”. addirittura. p. p. Vol. prima di loro. 4 (March 1995). art. 32 Si veda. appunto. 33 Tommaso d’Aquino. ma. Per quanto concerne. Tuttavia. una corroborazione storica dei legami tra pensiero cattolico rinascimentale ed economia di mercato. oggi. St. rinvenendo non solo una relazione ideologico-filosofica con il tomismo. raccolse una tradizione di pensiero che nell’Europa continentale risaliva agli studi degli scolastici spagnoli dei secoli XVI e XVII. la quale considera San Tommaso. la qualifica di “tomista agnostico” attribuitagli anche recentemente. Per l’Aquinate si aveva. 2. San Tommaso conviene. Aldershot. prima di lui. 45). ma che. 1991. La suddetta tesi interpretativa – che in ambiente libertarian è divenuta. egli – così come già. 8. 4. L’etica cattolica cit. forse. Summa. Thomas Aquinas (1225-1274). si direbbe “concorrenziale”. Rothbard si è spinto oltre. Aristotele – si pose il problema di stabilire quali scambi fossero da ritenersi “onesti” e quali. Vol. secondo la quale Carl Menger. reprinted in Mark Blaug (ed. 12. 2.). Edward Elgar. da Lord Acton sino a Friedrich A. in “History of Political Economy”. pertanto. mentre si doveva senz’altro condannare il prezzo di monopolio o quello imposto da un’autorità pubblica. il quale l’ha influenzata profondamente. la quale veniva. come il “primo liberale” (vedasi Michael Novak. assimilata al normale prezzo di mercato che. Anche Friedrich August von Hayek condivideva tale tesi interpretativa. tanto che affermava: “negotiatio secundum se considerata quamdam turpitudinem habet”33. ricordare che egli non aveva grande considerazione per l’economia – sia come scienza. 36 . giungeva sino alla corrente originaria del pensiero giuridico romano d’impianto privatistico.dottrina giusnaturalistica rothbardiana da parte del pensiero di San Tommaso. ormai. Price. II. tanto da spingere qualcuno ad ipotizzare una conversione di Rothbard al cattolicesimo32.. canonica – si colloca nel solco della più classica tradizione liberale. in particolare. 13. No.

In tempi recenti. risalente al 1208). la più importante in Spagna. alla fine del XIX secolo. ma. 99-101. meglio conosciuto come Cardinal Caietano o Gaetano (dalla città natale)34. 4. egli riprese 37 . in connessione con il tema del libertarismo. Murray N.000). in occasione dei propri viaggi di scoperta. un episodio che. al suo rilascio. d’altra parte. Rothbard. Il declino fu raggiunto durante la francesada (l’invasione napoleonica) e la conseguente guerra peninsulare del 1808-1813. poi. che le ha consentito di riacquisire molta dell’antica fama. infatti. il numero è stato riaccresciuto (dati dei primi anni novanta del Novecento riferiscono di circa 12. assumendo addirittura una pionieristica professoressa. più tardi. In 34 Cfr. La sua ascesa verso una statura internazionale fu fenomenale. e nel giro di trent’anni papa Alessandro IV la proclamò uguale alle più grandi università dell’epoca. un domenicano italiano che avrebbe costituito il tramite attraverso il quale la “torcia” sarebbe. L’Università continuò a fiorire sotto i Reyes Católicos. Nel 1573 l’Inquisizione irruppe dentro la sala (che adesso porta il suo nome) ed arrestò fray Luis de León (1527-1591) per presunta sovversione della fede. Cardinal Cajetan: liberal Thomist. pp. che tennero vivo il ‘fuoco’ del pensiero scolastico per oltre un secolo: la scuola di Salamanca35. essa possiede una scuola di lingue di notevole reputazione.Tuttavia. accettate in tutta Europa. in tal modo. il vero fondatore del “tomismo liberale” sarebbe stato Tommaso de Vio (14681534).. fondata da Alfonso IX attorno al 1220. inoltre. seguirono cinque anni di torture ed imprigionamento. una storia illustre in campo culturale. Nel XVI secolo essa fu abbastanza potente da resistere all’ortodossia dell’Inquisizione di Filippo II ma. 35 Questa città e la sua Università avevano già. nel 1812 – e. L’Università di Salamanca era stata. e dopo l’unione di León e Castiglia aveva incorporato l’Università di Palencia (il più antico ateneo spagnolo. Economic Thought before Adam Smith cit. Come ad Oxford. e matematica e medicina sparirono dal curriculum. cap. § 2. passata ad un gruppo di teologi del Cinquecento. Socialmente prestigiosa. Beatriz de Galindo. e Cristoforo Colombo si rivolse. non rimanevano più di 300 studenti. le teorie formulate qui furono. secondo l’interpretazione di Rothbard. non si può tralasciare di menzionare. divenendo. alla fine. alla sua illuminata Facoltà di Astronomia. durante la quale i francesi demolirono 20 dei 25 collegi – in particolare in occasione della battaglia di Los Arapiles. Parigi e Bologna. la quale fu precettrice di latino della Regina Isabella. la libertà di pensiero fu repressa dall’estremo clericalismo del Sei-Settecento: furono banditi i libri che potevano rappresentare una minaccia per la fede cattolica. L’Università di Salamanca vanta. Essa dette i maggiori contributi allo sviluppo del diritto internazionale. tra Marmont e Wellington. poiché aveva tradotto i Cantici di Salomone in lingua spagnola.

La condanna dell’interesse sui prestiti – il quale. assimilato all’usura – per Aristotele così come per tutto il pensiero cristiano delle origini era stata assoluta. con la consequenziale presa di coscienza da parte degli stessi studiosi cristiani che coloro i quali richiedevano prestiti nella nuova realtà storico-sociale non erano più solamente gli indigenti colpiti da disgrazie o dalle ricorrenti carestie. bensì anche coloro i quali investivano i capitali presi a prestito in attività produttive o commerciali. La ragione di detta evoluzione è da attribuirsi. poi. Tale atteggiamento è da considerarsi come nient’altro che una normale conseguenza della teorizzazione del “giusto prezzo”. oppure i contadini. ripresi ed approfonditi da altre scuole di pensiero e. pertanto. l’apporto nel campo economico che gli ultimi scolastici fornirono con i propri studi riveste un notevole interesse per gli studiosi liberali e libertari contemporanei. traendone lauti guadagni. comunque. al mutamento del quadro socio-economico. A distinguersi in tale opera furono soprattutto i rappresentanti della tarda scolastica spagnola. veniva. ossia per quei tassi d’interesse superiori a quelli dei mercati monetari che allora stavano acquisendo notevole importanza. Il nuovo scenario di capitalismo incipiente induceva. London. Ciò nondimeno.particolare. essenzialmente. 1995. in seguito. i dotti dell’epoca a guardare alle problematiche economiche da una diversa prospettiva rispetto ai propri predecessori. con calma le proprie lezioni con le parole “Dicebamus hesterna die…” (“Come stavamo dicendo ieri…”): un silenzioso grido disperato in difesa della libertà. che affrontarono questioni cruciali di teoria economica. dalla scuola marginalista austriaca dell’economia. per quanto basso. The Rough Guide. Spain. tranne che per i casi di usura vera e propria. vittime incolpevoli di un cattivo raccolto. questa netta condanna veniva man mano mitigata e. de facto abolita nel corso del XVI secolo. segnatamente. Le notizie riportate sono tratte in prevalenza da Mark Ellingham and John Fisher. anticipando temi centrali della disciplina che furono. 38 .

p. fino agli scolastici spagnoli dei secoli XVI e XVII. Librairie Arthème. bensì trova la propria origine e ragion d’essere nelle intime relazioni storiche. inoltre. sul medesimo concetto. nell’interpretazione di Rothbard. retrodatarsi.Come rileva Jesús Huerta de Soto.. in “Journal des Économistes et des Études Humaines”. anche. politiche e culturali che a partire da Carlo V e da suo fratello Fernando I sorsero tra Spagna ed Austria e che si sarebbero mantenute durante vari secoli. Estudios de Economía Política cit. Editorial Crítica. Rothbard. Tutto ciò risulta avvalorato da quanto osserva sempre Huerta de Soto. Volume 6. centrata sulla teoria oggettiva del valore-lavoro e sull’analisi dell’equilibrio. “in questa prospettiva […] si capisce che lo sviluppo dell’economia da parte della scuola classica anglosassone... In Memoriam. cfr. possa interpretarsi come una regressione nella storia del pensiero economico che ha la sua origine in un deviazionismo di origine protestante di fronte alla tradizione tomista continentale. Histoire de L’empire des Habsbourg 1273-1918. Jesús Huerta de Soto. i quali non solo avrebbero sviluppato la teoria soggettiva del valore. La Ética de la Libertad. specialmente le pp. Id. ristampato in castigliano come introduzione a Murray N. secondo il quale. economico e finanziario attraverso il quale fluivano le relazioni tra ambi gli estremi dell’Impero (la Spagna e Vienna)”36. almeno. p. 37 Jesús Huerta de Soto. Si veda. d’altra parte. 71. 13-17 (la citazione è tratta da p. 1990. Madrid. nota 76. i fondamenti della moderna economia della scuola austriaca dovrebbero. una mera coincidenza o un puro capriccio della storia. pertanto. giocò un ruolo importantissimo anche l’Italia. Barcelona. inoltre. 1993. il libro di Jean Bérenger. Dinero. Come si diceva. ma l’avrebbero perfino applicata al denaro e allo studio delle istituzioni sociali. 133-335 dell’edizione spagnola: El Imperio de los Habsburgo 12731918. In tali relazioni. pp. crédito bancario y ciclos económicos cit. più centrata nell’essere umano e non ossessionata dai dogmi della predestinazione e della redenzione attraverso il lavoro”37. che funse da vero ponte culturale. Numéro 1 (Mars 1995). 15 di quest’ultima versione). pp. 36 39 . 18. 15-20. 1995. Unión Editorial. nota 3. “l’influenza intellettuale dei teorici spagnoli della Scuola di Salamanca sulla Scuola Austriaca non è. Fayard.

era stato uno strenuo difensore della dottrina aristotelica sulla proprietà privata. Oltre a differenze d’indole metafisica. dunque. Di conseguenza. era stata revocata la comunanza dei beni. Quest’ultimo. vi sono nella vita dell’uomo altre esigenze che vanno soddisfatte. Murray N. detto “Navarrus”. precedenti illustri in alcuni pensatori toscani. relativo al differente grado di preferenza dei beni nel tempo – secondo cui. il primato della volontà che da tale affermazione discende. p. Un altro grande predecessore di questo indirizzo è 38 Cfr. contro il collettivismo platonico. ma ciò è impossibile perché. dovendo i frutti della terra essere di tutti. il primato della libertà e dell’individuo. la particolare importanza riconosciuta al cristocentrismo. 2) perché nel regime di proprietà comune nessuno vorrebbe lavorare la terra e allora: o a) dovrebbero coltivarla tutti. 40 Ovvero: 1) perché gli uomini non si prendono cura delle cose comuni.Gli studi di economia dei teologi salmantini. o b) dovrebbero coltivarla solo alcuni ma. in certo qual modo. seguendo le dottrine teologiche elaborate dal francescano scozzese Johannes Duns Scoto (ca. 4. la cui prima formulazione Rothbard attribuisce a San Bernardino da Siena (1380-1444) nel 143138. p. comunque. Ad esempio. 106. cap. dopo la “caduta” di Adamo. 92. nel mercato. la quale rappresenta. 39 Lo scotismo è una scuola teologica cattolica – che vive ancor oggi – sorta nel periodo tardo-medioevale. esponente di spicco della scuola di Salamanca. ceteris paribus. Economic Thought before Adam Smith cit. 85 e p. 40 . la quale. rispetto alla teologia prodotta dalla corrente legata a San Tommaso. propter exclusionem malitiæ. egli aveva sostenuto che. consistette nel resuscitare il concetto vitale di “preferenza temporale”. cui la scuola di Scoto attribuirebbe un carattere pratico. la scienza teologica non conterrebbe verità teoretiche. un’opposizione al tomismo. bensì soltanto regole di condotta per la vita umana in vista della salvezza ultramondana. Rothbard. 3. puntuali ed approfonditi. uno dei più importanti contributi di Martín de Azpilcueta (1493-1586). 1265-1308)39.. l’identificazione della “grazia della giustificazione” con l’amore ed una concezione più vigorosamente “esistenzialistica” e critica della funzione ricoperta dalla teologia stessa. inoltre. oltre al lavoro manuale. non conviene agli uomini allo stato attuale “propter exclusionem negligentiæ. le sono caratteristiche l’energica affermazione secondo cui l’essenza di Dio va intesa nella maniera migliore come amore. propter exclusionem inimicitiæ”40. avevano. un bene presente vale naturalmente di più rispetto ad un bene futuro –. cap.

ci si potrebbe.individuato. 66-67. Cfr. che risalgono al 1518 –. Ciò premesso. distinguere tra due fondamentali correnti di pensiero. con la comunanza dei beni. Prediche volgari sul Campo di Siena. I rappresentanti di questa seconda scolastica erano ecclesiastici e docenti universitari cattolici i quali. Venezia. Il giusnaturalismo della neoscolastica iberica fra “realismo” e “nominalismo” Il recupero del pensiero di San Tommaso. Per una recente edizione commentata di una parte della sua produzione. da cui i più violenti e i meno scrupolosi trarrebbero vantaggio. litigi e inimicizie. legate ad altrettanti ordini religiosi. si consulti Id. Loro intento fu. a cura di Carlo Delcorno. 1427. Milano. della morale cristiana e del diritto naturale alle grandi questioni del momento. occorre. Rusconi. quello di produrre una sintesi del corpo dottrinale proprio della tradizione scolastica tomista con le nuove prospettive dischiuse dal movimento umanista. che si era avviato in Italia per opera del già ricordato Cardinal Caietano – di cui si rammentano i Commentaria in Secundam Secundæ Divi Thomæ de Aquino. sempre da Rothbard. pp.. tuttavia. Pertanto. 4. Milano. le quali non si troverebbe alcuno che lavorasse per gli altri. Francesco Vito. Giuffrè Editore. 1989. molti vorrebbero servirsi della stessa cosa e nascerebbero continui contrasti. Opera omnia. 1591. Per il pensiero di questo fondamentale autore. occorre tuttavia sottolineare. si configuravano come piuttosto sensibili alla rivoluzione filosofico-culturale che aveva preso corpo nel corso del Quattrocento e che va sotto il nome di Umanesimo. la caratteristica della nuova scolastica spagnola fu una decisa attenzione nei confronti di problemi d’attualità. vide Bernardino da Siena. addirittura. 196717. giustappunto. spingere ad affermare che il suo più rilevante contributo consistette proprio nell’applicare i principî generali della teologia. in un allievo di San Bernardino da Siena: Sant’Antonino da Firenze (1389-1459). Introduzione alla economia politica. 41 . trovò terreno fertile nella penisola iberica. 3) perché.

pp. legata all’ordine dei domenicani. tredici di esse sono giunte fino a noi tramite gli appunti dei suoi discepoli e uditori. i quali incarnarono. Tale nucleo di studiosi è assai concretamente identificabile con i cattedratici dell’Università di Salamanca. e da Domingo de Soto (14941560). Vitoria non le pubblicò mai e. 1999. terminato nel 1612 e il De legibus Un conciso ritratto di Vitoria è contenuto in Federico Jiménez Losantos.si succedettero in differenti momenti storici. del resto. che furono raccolti e pubblicati con il titolo Relectiones theologicae. tra le innovazioni più interessanti. proprio detta corrente di pensiero. 146-148. pubblicato nel 1553 ma basato su lezioni originariamente impartite dallo stesso de Soto durante l’anno accademico 1540-1541. cap. 1557. La prima corrente. il De Legibus. Cien vidas en la historia de España. 34. La sua fama fu dovuta principalmente a quelle relazioni. con il De actibus humanis del 1581. incentrate su temi di attualità. in senso stretto. Le figure di riferimento furono rappresentate in primis da Francisco de Vitoria (ca. che l’intellettuale cattolico pronunciò in giorni festivi come complemento al proprio corso accademico. Editorial Planeta. lezioni straordinarie e conferenze. Il grande tema che suscitò l’attenta e profonda riflessione degli studiosi dell’epoca fu costituito dalle complesse problematiche che erano scaturite dalla scoperta e conseguente conquista – unita all’opera di evangelizzazione – del continente americano. A rappresentanti di detta corrente si possono citare Francisco Suárez (1548-1617). che scrisse un trattato De Justitia et Jure. Il periodo nel quale vennero prodotte le opere più significative coincise con la prima metà del secolo XVI. Con l’espressione “scuola di Salamanca”. tuttavia. l’‘avanguardia intellettuale’ della Controriforma. il riconosciuto fondatore della scuola di Salamanca41. si caratterizzò come più marcatamente connessa alla preoccupazione della fedeltà alla lezione dell’illustre correligionario e caposcuola San Tommaso. viceversa. in certo senso. si rammenta l’introduzione di discipline come la scienza di navigazione e la lingua caldea. 41 42 . 1485-1546). s’identifica. Molta della gloria dell’Università di Salamanca fu il risultato di riforme operate dal Vitoria medesimo. Los nuestros. Lyon. s’identificò con l’ordine dei gesuiti. La seconda corrente. Barcelona.

. tanto da giungere a definire tirannico ogni potere legibus solutus . Egli viene. 1625). Discurso de las enfermedades de la Compañía (Bordeaux. 1996. Compuesta primero en latin. 127-168 (in particolare p. in parte postumo. Torino. Don Gabriel Ramírez.ac Deo legislatore del 1619. in certa misura. tra i rappresentanti della tarda scolastica spagnola. despues buelta en castellano por Juan de Mariana. autore di uno studio in sei volumi intitolato anch’esso De Justitia et Jure. e Madrid. 1768. 44 Di Mariana si consultino. Historia general de España. Luis de Molina (1535-1600). Regium. pubblicata a Toledo nel 159943. 4a edizione. Francofurti. 42 43 . 5. Historia general de España con el Sumario del Padre Juan de Mariana. inoltre. il dotto padre Juan de Mariana (1535-1624). che incarnò le posizioni più intransigenti. pp. pubblicato tra il 1593 ed il 1600. Apud Petrum Rodericum typo. Il Re e la sua educazione. De nuevo corregida y muy acrecentada por el mismo. Historiæ de Rebus Hispaniæ. Tutti questi studiosi. e Id. Toledo. 1601. in difesa della libertà in campo politico così come in quello economico. Moguntiæ. 1623. 132). De monetae mutatione. Ad Philippum III. 1999. Edizioni Scientifiche Italiane. pubblicarono le proprie opere a cavallo tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Hispaniæ Regem Catholicum. 1608. trad. Compuesta primero en latin. 2a edizione accresciuta ed in lingua castigliana. 2a edizione corretta e modificata. cap. 1609. 1617. Unione Tipografico-Editrice Torinese.. Historia general de España. Vittor Ivo Comparato. che furono professori in varie università. 1592. De Rege et Regis Institutione Libri III. Il pensiero politico della Controriforma e la ragion di Stato. 3a edizione. Id. Un altro gruppo di pensatori spagnoli fu costituito da una serie di giuristi e filosofi del diritto artefici di una fioritura del pensiero giuridico ed economico giusnaturalistico e liberale ante litteram. Tra essi si segnalano i francescani Juan de Medina (1490-1546) e Cfr. Coloniae. annoverato tra i “monarcomachi cattolici”42 a causa della sua opera De Rege et Regis Institutione. comunemente. 1605. Anno 1599. 3a edizione. despues buelta en castellano por Juan de Mariana (2 volumenes). Madrid e Toledo. e. it. Napoli. in Alberto Andreatta ed Artemio Enzo Baldini (a cura di). 43 Ioannis Marianae. Toleti. 1611. a cura di Natascia Villani. desde el año 1516 hasta el de 1621. Toleti. nella quale formulò il suo celeberrimo usbergo del tirannicidio44. Madrid. Madrid. Il pensiero politico dell’età moderna.

Alfonso de Castro, con il suo De Potestate Legis Pœnalis del 1550; e, poi, Gregorio de Valencia e Bartolomé de Medina. Occorre, inoltre, rammentare Gabriel Vázquez, di cui ricordiamo il trattato In Primam Secundæ. Sono, ancora, da menzionare il già citato Martín de Azpilcueta Navarro, autore di un fondamentale Comentario resolutorio de cambios del 155645; Tomás de Mercado (ca. 1500-1575) e la sua Suma de tratos y contratos, pubblicata a Siviglia nel 1571; Melchor Cano (1509-1560), Fernando Vázquez de Menchaca (1509-1566) e Diego de Covarrubias y Leyva (15121577) – detto “il Bartolo spagnolo” –, del quale si rammenta il Variarum (1554); Domingo de Báñez (1528-1604); Luis Saravia de la Calle, con il suo Instrucción de mercaderes (Medina del Campo, 1544); e Francisco García, il quale sviluppò la teoria economica del valore dei beni basata sull’utilità soggettiva nel suo Tratado Utilísimo (Valencia, 1583); e, infine, il cardinale gesuita Juan de Lugo (1583-1660). I rappresentanti della tarda scolastica spagnola affermavano che la società ed il potere erano stati creati dagli uomini per raggiungere i propri scopi mondani. Secondo la loro visione, il luogo nel quale si concretizzava il potere politico era la legge. Essi esponevano le proprie idee politiche all’interno di o in relazione con una teoria della legge. Alla base di tale teoria stava la ricezione della dottrina tomista sulla gerarchia delle leggi – legge eterna, legge naturale, legge (positiva) divina, legge (positiva) umana – e sull’essenza della legge. San Tommaso aveva enucleato il dualismo intrinseco al concetto di legge, la quale, nell’interpretazione e secondo la terminologia dello stesso Aquinate, racchiudeva un momento intellettuale ed uno volitivo. Nella continua esegesi della volontà del “legislatore paradigmatico”, ossia Dio, e della sua legge paradigmatica, ovvero la legge naturale, la tradizione scolastica si articolò fra coloro i quali
È disponibile la riedizione Martín de Azpilcueta Navarro, Comentario resolutorio de cambios, Madrid, Consejo Superior de Investigaciones Científicas, 1965.
45

44

enfatizzavano maggiormente il ruolo dell’intendimento e quelli che, per contro, ponevano l’accento sulla volontà. I primi furono denominati realisti: il giudizio era, infatti, per essi, la facoltà attraverso cui si conosce la realtà; nella loro visione le cose avevano una relazione reciproca oggettiva, così come la legge naturale obbligava in quanto giusta, e solo conseguentemente Dio la voleva. I secondi furono detti nominalisti46 ed affermavano l’assoluta libertà di Dio: la legge naturale obbligava perché così voleva Dio. La corrente domenicana, nella propria opera di rinnovamento della tradizione tomista, tese a distanziarsi dal nominalismo che costituiva, allora, la linea di pensiero prevalente all’interno della scolastica europea, la cosiddetta “via moderna”; di conseguenza, essa si orientò verso il realismo, sottolineando il momento intellettivo come il più importante della legge. I gesuiti, per contro, con una maggior aderenza alle posizioni nominaliste, tesero ad evidenziare il momento volitivo: la legge era, secondo la visione che fecero propria, comanda46 Il nominalismo fu una tendenza gnoseologica, metafisica e teologica della tarda scolastica che si affermò verso la fine del Medioevo, la quale sosteneva che i concetti universali non fossero veri e propri concetti essenziali, bensì soltanto parole (nomina) utilizzate per indicare più cose che, in sé, erano, tuttavia, assolutamente individuali. L’atteggiamento che ne conseguiva determinava una teologia positivistica, la quale considerava i puri dati di fatto da stabilirsi a posteriori; una sorta di tradizionalismo, insomma, un positivismo morale che dimostrava poca comprensione per le leggi essenziali del diritto naturale materiale, un pensiero che svisava in senso anti-metafisico il ‘principio di economia’. Una delle principali correnti “nominalistiche” della filosofia e della teologia scolastiche, fiorita anch’essa sul finire dell’epoca medioevale, fu quella fondata da Guglielmo di Ockham (ca. 1285-1350 ca.). Nota, appunto, sin dal XV secolo con il nome di occamismo, essa sostenne – sulla scia dello scotismo – un concetto volontaristico di Dio, secondo il quale i liberi decreti della volontà divina non creavano un mondo strutturato in maniera oggettiva, che si potesse, quindi, comprendere per mezzo di nozioni universali e che trovasse il proprio fondamento nell’essenza di Dio stesso, ma, piuttosto, formavano direttamente, in un certo qual modo, l’essenza medesima delle cose nella loro pura fatticità. L’occamismo esercitò una notevole influenza sul pensiero di Martin Luther (1483-1546) – che si colloca alla base della Riforma religiosa “protestante” –, la cui “dottrina della giustificazione” era stata, per certi aspetti, anticipata proprio dalla scuola occamista.

45

mento, mandato, decisione di volontà. Ciò fornì loro, indubbiamente, prospettive e strumenti più adeguati per accostarsi alle questioni politiche del tempo, rispetto a quelli di cui disponevano i salmantini47. Detti autori furono, comunque, tutti – seppure per ragioni e con motivazioni assai differenti l’uno dall’altro – decisamente monarchici; per Vitoria, ad esempio, – il quale, in proposito, recepiva l’opinione di San Tommaso – la miglior forma di governo era da individuarsi in una monarchia moderata, in quanto più fedele ed adeguata realizzazione del regime misto. Conseguentemente, ad essi si pose, innanzi tutto, il problema di come giustificare la fuoriuscita da una società naturale, sostanzialmente democratica, al fine di legittimare una società monarchica nel proprio funzionamento. In opposizione all’affermazione dei conciliaristi – fatta propria, invece, dai “monarcomachi”48 – secondo la quale il re sarebbe stato singulis
Può risultare interessante, al riguardo, riportare la tesi di Karl Pribram, Die Entstehung der individualistischen Sozialphilosophie, Leipzig, 1912, nella cui interpretazione alle fondamenta dell’anti-collettivismo starebbe il nominalismo filosofico, mentre, all’opposto, la tradizione “realista” o “essenzialista” costituirebbe quel filone di pensiero nel quale andrebbe a collocarsi l’anti-individualismo razionalistico e social-collettivista. 48 Si consulti, in proposito, l’opera di Stephanus Junius Brutus, Vindiciae contra tyrannos: sive De Principis in Populum, Populique in Principem, legitima potestate, Edinburgh, 1579, seconda edizione in lingua francese De la Puissance legitime du Prince sur le peuple, et du peuple sur le Prince, 1581. Nel momento in cui si andava delineando con chiarezza l’idea moderna di sovranità quale potere supremo che avrebbe dovuto caratterizzare lo Stato, l’autore delle Vindiciae (presumibilmente Hubert Languet o Philippe Duplessis-Mornay) – considerate come il testo più emblematico della corrente di pensiero dei cosiddetti “monarcomachi”, nonché uno dei testi più rappresentativi dell’intera letteratura politica del periodo delle guerre di religione – pose consistenti limiti all’autorità sovrana in base alla teorizzazione della necessità di rispettare un duplice contratto: fra Dio e re, e fra re e popolo. Secondo la visione esposta nello scritto ugonotto, apparso in Francia alla fine del Cinquecento, mentre l’osservare tale duplice patto si addiceva alla dignità regale, il violarlo sarebbe equivalso a trasformare i re in tiranni ed avrebbe obbligato, in tal modo, il popolo – principio e fine dello Stato e, in ultima istanza, vero sovrano – al rifiuto conseguente dell’obbedienza ed, al
47

46

Questo sarebbe stato il potere che. la possibile teorizzazione di una società naturale primitiva sostanzialmente di tipo anarchico. una società senza potere. non era una semplice somma delle singole volontà. al tirannicidio. secondo i filosofi e giuristi cattolici della Spagna rinascimentale. che a loro giudizio costituiva una realtà naturale. a loro avviso. a cura di Saffo Testoni Binetti. infatti. I domenicani. bensì una realtà sociale la quale formava parte di quell’unità organica indirizzata ai propri fini che era la società. peraltro. Se ne può vedere la prima edizione italiana: Stephanus Junius Brutus. gli scolastici spagnoli difesero la visione per cui la fondazione di una società politica implicava la creazione di un potere (imperium. una cruciale differenza tra la posizione propria della corrente domenicana e quella assunta. consideravano il potere come inerente alla società : non era. come si è già accennato. dagli esponenti della Compagnia di Gesù.major. da ciò discendeva. invece. 47 . pertanto. universis minor. I gesuiti. Torino. assumeva il monarca con il consenso degli associati. attribuivano maggior importanza. Vindiciæ contra tyrannos. all’elemento volitivo nella costituzione del potere. neppure ipotizzabile. potestas) che stava al di sopra di tutti gli altri: il potere del corpo. limite. Il potere. cioè. al contrario. Il potere legittimo del principe sul popolo e del popolo sul principe. Intercorre. 1994. La Rosa editrice.

In realtà. l’elemento più propriamente anarchico nella cultura americana era latente in quel periodo. 1966. Lippincott Company. J. L’atmosfera che pervade gli scritti e i simposi libertari si richiama intenzionalmente a quella che animava i libelli ed i comizi rivoluzionari alla fine del Settecento. 1989. A New Look at Their Place in Society. quindi. Dai Testimoni di Geova al reverendo Moon. C. it.Capitolo II I CLASSICI DEL LIBERALISMO E DEL FILONE LIBERTARIO 1. Arnoldo Mondadori Editore. 50 Sui movimenti religiosi incarnati dai “padri pellegrini” che diedero vita alle prime colonie americane si confronti quanto contenuto in Massimo Introvigne. Milano. e Id. G. di particolare interesse. B. si può vedere l’opera di John Sykes. Le nuove Religioni. 140-156. i primi coloni – quaccheri49. semmai. invece. le prerogative e i diritti delle Colonie nel Parlamento inglese e. in relazione con i temi qui affrontati. si chiamasse questo Re. anabattisti. dagli inizi del Seicento. L’elemento più genericamente libertario. trad. perseguitati politici – a lasciare la madrepatria inglese: l’anelito di emancipazione da ogni sopruso e da ogni giogo. indirettamente. Storia dei quaccheri. 49 49 . Sansoni editore. e si sarebbe sviluppato palesemente soltanto in seguito. era fortemente presente sin dalle origini dell’insePer uno studio sulle tendenze sociali e politiche presso i quaccheri. Milano. Firenze. 1989.. Philadelphia and New York. con la loro azione. infatti. calvinisti radicali50. i rivoluzionari americani. dopo il raggiungimento dell’Indipendenza. lo stesso istituto parlamentare. SugarCo Edizioni. Chiesa o Stato. risulta essere il paragrafo dedicato a La concezione dello Stato nel quaccherismo. Le sètte cristiane. ove si esaltavano gli ideali che avevano spinto. pensavano solamente di riaffermare. Alle origini del Libertarianism Le radici del Libertarianism affondano nel medesimo terreno in cui sono saldamente piantate quelle degli stessi Stati Uniti d’America: il terreno della libertà. alle pp. The Quakers. Nobiltà. 1958.

A fianco dell’illustre filosofo inglese. Adam Smith (1723-1790). Società giusta e libertarismo proprietario. per una critica delle argomentazioni dell’autore. Per l’approfondimento del tema dell’anarcocapitalismo come forma di proprietarismo da una prospettiva non libertaria. 1998. in buona sostanza. della proprietà e dell’ordine giuridico. sostenne – in polemica con i pensatori “mercantilisti” – l’utilità del libero scambio nel mercato e della divisione internazionale del lavoro. rimandiamo a Fabio Massimo Nicosia. La società giusta e i suoi nemici. che si presenta sostanzialmente come una critica al libertarismo da parte di uno studioso di sinistra tradizionale sulla base dalla filosofia politica di John Rawls.diamento coloniale. parte seconda. o i moralisti dell’“illuminismo scozzese” David Hume (17111776)52. poi. ma senza stravolgerne nell’essenza i postulati di fondo51. numerosi aspetti sviluppati. pp. si rimanda a Philippe Van Parijs. rivestono. I. Leonardo Facco Editore. anticipando. Anno I (1996). Dario Azzaretto. Per una teoria libertaria della secessione. 1. tanto che l’anarco-capitalismo viene a configurarsi. 51 50 . in tal modo. Firenze. Riflessioni in margine a Van Parijs. it. n. patriarca dell’economia clasCfr. Treviglio. nel pensiero di Adam Smith. trad. Che cos’è una società giusta?.. 18-46. Qu’est-ce qu’une société juste? (1994). Lo Zibaldone. La teoria della proprietà nel pensiero politico di Locke. un ruolo tutt’altro che secondario personaggi come Bernard de Mandeville (1670-1733). ispirandosi al fenomeno di espansione economica che si era verificato in Inghilterra alla fine del XVIII secolo ed interpretando le ambizioni dell’emergente classe sociale borghese incarnata principalmente dai ceti commerciali. si tratta. Il libro. è sintetizzato e discusso da Luigi Cimmino. Per un libertarismo giuridico. 329 e ss. Per la verità. Il diritto di essere liberi. Milano. pp. tuttavia. 52 David Hume. cap. 1997. 1995. pertanto. Proprio da lui i libertarians mutuano quella che è un po’ la struttura portante della propria filosofia politica: la dottrina dei diritti originari ed inalienabili di ‘proprietà’ (property). Si può tranquillamente affermare che il pensatore che maggiormente ha influito sulla nascente cultura del Nuovo Mondo è stato John Locke (1632-1704). di mettere meglio a fuoco quali figure teoriche e paradigmi di pensiero ne furono gli ispiratori ed in quale misura. come una vera e propria forma di “proprietarismo”. Ponte alle Grazie. in “Studi Perugini”. essi ne ampliano considerevolmente l’estensione e la portata dal punto di vista ‘quantitativo’.

1990. rispettivamente. potremmo definire liberali “classici”. radicali e old whigs. 51 . or A View of the Miseries and Evils Arising to Mankind from Every Species of Artificial Society (1756). ma non per questo meno importanti. A Vindication of Natural Society. Johannes Althusius (1557-1638) ed Hugo Grotius (alias Huig van Groot. liberilibri.sica. soprattutto in gioventù – e ciò è meno conosciuto – si sarebbe battuto per la causa libertaria56. impegnandosi in una più intensa attività produttiva. in conformità con le leggi naturali. A Note on Burke’s Vindication of Natural Society. nonché Samuel von Pufendorf (1632-1694). sarebbe stato possibile per gli uomini. Macerata. pp. seppure in maniera differente l’uno dall’altro. Ma. 1993. inoltre. essi sono definibili come prestigiosi rappresentanti di quel filone che comprende. RomaBari. Occasion’d by The Rise and Growth of a Sect call’d Free-Thinkers (1713). vincere l’“indolenza”. it. 1790. e Adam Ferguson (1724-1816) – fondamentale il suo An Essay on the History of Civil Society. secondo quanto sostenuto dal filosofo scozzese. discepolo ed amico di Locke. che contribuirono a forgiare la corrente di pensiero libertaria. vi sono altri scrittori politici. uscito a Londra nel 176753 – : tutti pensatori che. Difesa della società naturale. Anthony Collins (1676-1729)54 e del noto critico (1790) della French Revolution Edmund Burke (1729-1797)55. Murray N. Reflections on the Revolution in France. il quale. al riguardo. January 1958. oltre a costoro. Edmund Burke. 1583-1645). in “Journal of the History of Ideas”. ossia l’inerzia economica. almeno menzionare Alberico Gentile da Fabriano (1552-1611). 56 Cfr. Editori Laterza. che influenzarono tutta la cultura filosofico-politica occidentale dell’epoca. liberilibri. it. Macerata. trad. per quanto concerne le prime formulazioni del contrattualismo e del giusnaturalismo Soltanto attraverso l’emulazione e la concorrenza. alcuni dei quali forse meno noti. I loro nomi sono quelli dell’illuminista radicale inglese. 54 Del quale vedasi A Discourse of Free-Thinking. Saggio sulla storia della società civile. Rothbard. 1999. 53 Trad. trad. si veda. 55 Cfr. Adam Ferguson. 114-118. it. London. Discorso sul libero pensiero. Edmund Burke. Occorre.

Ideen zu einem Versuch die Grenzen der Wirksamkeit des Staates zu bestimmen (1792).). i limiti e la scarsa originalità di Grozio e del suo continuatore. ancorché indiretto. alcuni nomi dei più famosi nel liberalismo europeo tra Seicento ed Ottocento. e Jeremy Bentham (1748-1832) per quel che riguarda l’utilitarismo58. 1996. si veda Salvo Mastellone. die Grenzen der Wirksamkeit des Staates zu bestimmen59. il Mulino. Idee per un saggio sui limiti dell’attività dello Stato. quali Algernon Sidney (1622-1683).. Macerata. da taluni autori. alle origini del posteriore filone liberale “classico” ottocentesco. III. trad. Thomas Paine (17371809) – con la sua celebre distinzione fondamentale fra “Stato” e “governo” – ed Auberon Herbert (1836-1906). fra l’altro. Vol. Storia ideologica d’Europa (3 voll. 52 . Per un approfondimento del tema del giusnaturalismo con un’esposizione di quelli che sono stati giudicati. come Francisco de Vitoria e Francisco Suárez. a cura di F. I. II. Difesa dell’usura. della moderna scienza del linguaggio – diede con il suo saggio del 1792 Ideen zu einem Versuch. 1979-84. 2. esso offriva una giustificazio57 Autori come quelli testé citati possono essere individuati quali esponenti del giusnaturalismo moderno o “razionalista”. it.moderno57. it. I. Alcuni classici del pensiero politico liberale europeo ed americano Nel lungo elenco di precursori del pensiero libertarian americano contemporaneo non si possono trascurare. 186. Antologia degli scritti politici. fu il contributo che Wilhelm von Humboldt (1767-1835) – creatore. Serra. p. Sansoni. Da Stuart Mill a Lenin. Da Savonarola a Adam Smith. Da Sieyès a Marx (1789-1848). rispetto a studiosi rappresentanti del giusnaturalismo neoscolastico dell’epoca rinascimentale. Pur collocandosi. il giurista tedesco Pufendorf – nel pensiero del quale è. riscontrabile anche l’influenza del giusnaturalismo “scientifico” (wissenschaftliches Naturrecht). liberilibri. Jeremy Bentham. infatti. poi. Firenze. 59 Wilhelm von Humboldt. 1961. Vol. ovviamente. già adottato da Thomas Hobbes (1588-1679) –. Vol. trad. Particolare. 58 Cfr. peraltro. Bologna. Vol. Defence of Usury (1787). in Id.

Idee sulla Costituzione dello Stato. troppo astrattamente razionale. con il titolo Ideen über Staatsverfassung. egli prevedeva che quella francese. 1 (gennaio 1792). Con tale studio. deve scaturire e svilupparsi da quella precedente61. 47-48. 62 Eodem loco. 61 Wilhelm von Humboldt. pp.. cap. per tale motivo. egli offrì una visione originale di quello “Stato minimo” liberale che sarebbe divenuto uno dei motivi-guida del successivo dibattito politico e politologico. contenuto in Id. 1999.ne dei limiti da porre alla macchina statale che scaturiva da presupposti in parte diversi dai comuni capisaldi del pensiero politico liberale dell’epoca. Gli scrittori politici tedeschi e la Rivoluzione francese (17891792). n. non sarebbe durata a lungo. 427-523. dovuti anche alla particolare formazione culturale. si consulti Sergio Amato. la quale. In tale lavoro. p. L’intervento di Humboldt sulla nuova costituzione francese: le Ideen über Staatsverfassung (agosto 1791/gennaio 1792). dell’autore. Antologia degli scritti politici cit. In essa l’autore formulava la propria teoria secondo cui una costituzione. risulta piuttosto interessante nella prospettiva della presente ricognizione.. visto il metodo speculativo di Rothbard. Per una dettagliata disamina critica di tale opera humboldtiana – così come dell’altro. VIII. Nel Saggio sui limiti dell’attività dello Stato l’esigenza di garantire la libera realizzazione delle “facoltà fisiche. Centro Editoriale Toscano. pertanto. durch die neue französische Constitution veranlasst. Ideen über Staatsverfassung. it. si segnala una sorta di polemica anti-razionalista operata proprio a salvaguardia dell’individualismo62.. trad. scritto del medesimo autore –. Un primo. definito “un male necessario” 60 Tale lettera venne pubblicata sulla “Berlinische Monatsschrift”. per sopravvivere a lungo. Aus einem Briefe an einem Freund vom August 1791. 45-52. già citato. pp. 47. pp. 84-98. significativo scritto di Humboldt. cit. pp. Firenze. che tratta di temi di attualità nel dibattito politico dell’epoca. suggerite dalla nuova Carta costituzionale francese. consisteva in una lunga lettera aperta da lui inviata all’amico Friedrich von Gentz (17641832) a proposito della nuova Carta costituzionale francese del settembre 179160. per cui vedasi Wilhelm von Humboldt. umanistica e storicista. 53 . trad. intellettuali e morali” dell’uomo portò Humboldt a restringere fortemente i limiti dell’azione ‘garantista’ dello Stato. Anno XIX.

London. del successivo pensiero liberale tedesco dell’Ottocento.(ein notwendiges Übel). favorire tale compito solo garantendo – kantianamente – le condizioni giuridiche in cui esso potesse svolgersi con sicurezza. ma pubblicata integralmente soltanto nel 185163. essa rivela. intellettuale. Bompiani. anche per il significativo influsso da essa esercitato sul pensiero di John Stuart Mill (1806-1873)64 molto più tardi. una polivalenza tale da renderla fruibile ed attuale anche in realtà sensibilmente diverse. nel 1792. e tuttavia. 1859. soprattutto. L’opera citata. permise la divulgazione soltanto di alcune sue parti. L’opera di Humboldt occupa un posto fondamentale nella storia del liberalismo europeo. 64 Cfr. 63 54 . perché contrario alle due condizioni indispensabili – secondo Humboldt – per il raggiungimento dello sviluppo completo dei singoli individui. semmai. Milano. che le tesi caldeggiate dallo scrittore politico prussiano acquistarono un senso vieppiù chiaro e profondo nel contesto della sua filosofia della storia e. Sulla libertà. circa un ventennio dopo la morte dello stesso autore. it. trad. noto come Humboldt ritenesse che la civiltà dovesse ricercare le proprie fondamenta sull’evoluzione umana “nella sua più ricca diversità”. la quale. Certo. peraltro. scritta nel 1792 a 25 anni. 2000. ed era il compito proprio degli individui e delle nazioni. ma ogni suo intervento positivo era da ritenersi dannoso. ma escludeva. Lo Stato poteva. riduceva il compito positivo dello Stato alla sola garanzia della sicurezza interna ed esterna dei cittadini. Parker. il pensiero di Humboldt mostra non trascurabili tracce di un’influenza kantiana. cioè alla libertà e alla varietà delle situazioni. È pacifico. morale e religioso dell’uomo cadeva fuori dagli ambiti dell’attività statale. Essay on Liberty. d’altra parte. come eccedente i limiti dello Stato medesimo. È. peraltro. John Stuart Mill. ogni azione positiva diretta a promuovere il benessere materiale ed il ‘progresso’ morale e religioso dei cittadini: ciò che concerneva direttamente lo sviluppo fisico. come Il ritardo nella pubblicazione del Saggio sui limiti dell’attività dello Stato si dovette alla censura berlinese.

indubbiamente. i rivoluzionari americani rinvennero persuasivi argomenti storico-filosofici per 65 Gioele Solari. Macerata. 1949. Ma in Humboldt vi è. morale e politica incentrata sulla soggettività – il concetto filosofico. pertanto. una necessità –. Cato’s Letters. Giappichelli. trad. ha profondamente inciso nel carattere e nell’ideologia libertaria americana: le Cato’s Letters di John Trenchard e Thomas Gordon67. si configura come marcatamente liberale. Nel loro costante richiamo all’assoluta necessità di porre limiti rigorosi al potere di ogni governo. un privilegiamento strategico dell’individuo concepito come centro di autonoma iniziativa sociale ed economica. Studî storici di filosofia del diritto. ristampato in Id. in parziale anticipazione e sintonia con la visione che sarà poi di Benjamin Constant.Gioele Solari ha argomentato65.. 67 John Trenchard – Thomas Gordon. non è mai un dovere entrarvi. esse furono il testo più diffuso e più letto tra i coloni americani dell’epoca di ogni strato sociale. Guglielmo Humboldt e il suo pensiero politico (1932). Scritte tra il 1720 ed il 1723. tali punti di contatto con il filosofo di Königsberg sono dovuti principalmente al fatto che entrambi si erano formati nell’età dell’Illuminismo. Essays on Liberty. e costituirono una sorta di breviario laico delle libertà politiche. egli resta un teorico del liberalismo con un profilo peculiare ed originale. p. Anche la concezione humboldtiana di Stato accettabile solo in quanto mezzo. Cato’s Letters. it. 55 . e solo in funzione di tutela della sicurezza giuridica interna ed esterna dell’individuo – per il quale. antropologico e giuridico di persona individuale – e che ebbero in comune una visione eminentemente giuridica dello Stato. bensì. religiose irrinunciabili per i cittadini dell’America nascente. liberilibri. un’operetta che. 59. V’è da segnalare. semmai. cit. trad. and other important subjects (1723). Ideen zu einem Versuch. or. filosofica. economiche. civil and religious. quanto i summenzionati autori e forse più. ed intensamente dedito alla ricerca della propria affermazione personale.. Torino. 66 Wilhelm von Humboldt. del proprio benessere e della propria felicità66. infine. 1997. che avevano condiviso l’esigenza di una più rigorosa rifondazione gnoseologica. ma mai come fine in sé.

influì in modo particolare sul dibattito del tempo anche con altri suoi scritti. le opere di Albert Jay Nock. Candidatosi alle elezioni presidenziali del 1796. Cambridge. la censura sulla stampa. Van Nostrand. tanto che si dovette ricorrere – per la prima volta dalla nascita degli Stati 68 Sul pensiero e l’azione di Jefferson si consigliano.legittimare la propria rivolta contro gli arbitrî della madrepatria. la coscrizione obbligatoria e permanente. D. si rimanda a Leonard Levy. New York. Presentatosi nuovamente nelle consultazioni elettorali del 1800. Harvard University Press. Jefferson. 1963. in Piemonte ed in Liguria. al Congresso nel 1775. Le ambivalenze del pensiero democratico di Thomas Jefferson Un posto speciale tra gli ispiratori del moderno Libertarianism spetta a Thomas Jefferson (1743-1826). periodo durante il quale compì anche un viaggio nel nord-ovest dell’Italia e. Harcourt Brace. si piazzò secondo dietro al rivale John Adams. Mr. fu John Trenchard (1662-1723). Nel 1779 fu eletto governatore della Virginia e dal 1784 al 1789 svolse l’incarico di ambasciatore degli Stati Uniti in Francia. Jefferson. e di John Dos Passos. risultò primo a pari merito con il compagno “repubblicano” Aaron Burr. segnatamente. Per una critica sulla presunta incoerenza tra l’intellettuale e l’uomo politico Jefferson. la violazione delle libertà individuali. The Head and Heart of Thomas Jefferson. 1926. la cui produzione ed il cui operato ricorrono costantemente come modello di riferimento nei libertari in virtù della sua ideologia democratico-‘populista’. New York. del quale Jefferson divenne vice-presidente. 56 . in particolare. 1954. poi. prima rappresentante nell’assemblea della Virginia ed eletto. della fazione “federalista”. La personalità che. tuttora assai radicata negli USA68. per essersi distinto tra i leaders della rivoluzione a causa del ruolo svolto nella redazione della “Dichiarazione di Indipendenza” americana del 1776. quale “padre-fondatore della patria”. contro la sua tirannia fiscale. 3. tra le due. fu assurto agli onori. Jefferson and Civil Liberties.

nel 1796. dalla “conquista del West”. Ciò nondimeno. la società e l’economia attraversarono un periodo particolarmente rigoglioso: le città crebbero e si abbellirono. avendo a cuore. 70 Cfr. il “primo sistema dei partiti” – che durò fino al 1828 – nel quale Jefferson rappresentava. 19. nel senso di un rafforzamento del potere centrale detenuto dal governo federale. i diritti degli Stati e le libertà individuali. Se i predecessori federalisti del virginiano. Massimo Teodori. che era caratterizzata. contraddistinta dalla cosiddetta “epopea della frontiera”. recentemente redatta. Con il doppio mandato (1801-1809) della presidenza di Thomas Jefferson si aprì ufficialmente una nuova fase nella storia americana. occorre. 1996. piuttosto. mentre Burr fu nominato vice-presidente durante il suo primo mandato69. Lungo il periodo dei suoi due mandati presidenziali. a sua volta. si badi bene. Storia dei presidenti americani. rimpiazzata da quella del cotone. nella regione del New England si consolidarono le industrie tessili.Uniti d’America – al voto dei congressisti eletti nella Camera dei Rappresentanti in un imbarazzante ballottaggio fra i due. si battevano in favore di un decentramento del potere politico. in parte. che necessitava di molti schiavi negri70. Newton & Compton. A spuntarla fu proprio Jefferson. Mario Francini. solo il commercio – degli schiavi. in particolare. Storia degli Stati Uniti d’America. d’altronde. Da tale contrapposizione si originò. durante le prime due presidenze che si succedettero dal 1789 al 1801. e nel Sud la coltivazione del tabacco venne. sottolineare come Jefferson non ardisse a rilevare Cfr. Roma. gli interessi agrari del Sud. Al riguardo. avevano interpretato la costituzione. o “democratico-repubblicani”. George Washington (1732-1799) e John Adams (1735-1826). d’altra parte. Jefferson varò nel 1808 una legge che proibiva il commercio – ma. Roma. 1996. p. Newton & Compton. all’opposto i repubblicani jeffersoniani. 20. grazie al sostegno procuratogli dal voto favorevole dei federalisti di Alexander Hamilton. 69 57 . p. poco prima di lasciare definitivamente la presidenza.

316-387. Manduria. “Occorreva poter marchiare. Il pensiero politico e sociale di Thomas Jefferson. che sarebbe sorto come realizzazione dell’ideale di white man’s country – è contenuto in Edmund Sears Morgan. Nel capitolo venticinquesimo del primo libro del Capitale. nel 1846 – in seguito all’avvicinamento avvenuto in parla71 58 . W. cui allude Sylvers. il miglior tipo di schiavo era dunque lo schiavo nero. celebre “ministro della plausibilità” e capo del governo britannico dal 1841 al 1846. Piero Lacaita Editore. da Edward Gibbon Wakefield (1796-1862). il piano però non funzionò in quanto una volta arrivati i primi – davanti alla possibilità di diventare coltivatori indipendenti – si rifiutarono di svolgere il compito di lavoratori dipendenti”73. Morgan72. propugnate dalla AntiCorn-Law-League (fondata nel 1839) di scuola “manchesteriana”. Avendo strappato la terra agli Indiani e deciso di sfruttarla nel Sud attraverso una proprietà estensiva si correva il rischio di non poter trovare la manodopera. American Freedom: The Ordeal of Colonial Virginia. infatti. egli è noto. di un capitalista che aveva portato in Australia operai e mezzi di produzione. egli esponeva quella che Wakefield aveva definito systematic colonization (“colonizzazione sistematica”). 72 Il passo dell’opera di Morgan cui si fa riferimento nel testo – nel quale si sostiene la teoria di un nesso inscindibile tra la libertà di alcuni e la schiavitù di altri nel sistema sociale statunitense delle origini. intitolato La moderna teoria della colonizzazione. alla fine del primo volume de Il Capitale. identificare. 73 Malcolm Sylvers. loco citato. In realtà. per aver accolto le istanze liberoscambiste. infatti. pp. tra l’altro.“che il razzismo – che egli accoglieva scambiandolo per scienza – era un meccanismo per far funzionare il sistema delle piantagioni” 71. Marx avrebbe raccontato. 103. anche se povera. l’ideologia del razzismo si dimostrava funzionale sino a rendersi “necessaria” in un Paese di terre abbondanti in cui era difficile tenere subalterna una popolazione bianca. Marx aveva ripreso l’episodio. American Slavery. Quarant’anni dopo la morte di Jefferson. riportando anche il caso accaduto al conservatore ‘illuminato’ Sir Robert Peel. W. p. (1788-1850). separare e far disprezzare gli schiavi da tutti per impedire la loro fuga e per assicurare l’egemonia dei grossi piantatori sugli altri bianchi. New York. Malcolm Sylvers. 1993. giungendo ad abolire. Norton & Company. guidata dall’industriale cotoniero e uomo politico inglese Richard Cobden (1804-1865). Così come analizzata da Edmund S. jr. 1975.

Massimo Teodori. chi ha inteso farne “una specie di comunista avant la lettre” e chi. seconda edizione 1873. A riprova di quanto appena affermato si ricorderà come ci sia stato chi ha voluto individuare in lui un anticipatore del New Deal rooseveltiano. Ferdinando Fasce. lo ha giudicato “un precursore degli avversari conservatori del New Deal”. estinse il debito pubblico ed eliminò le tasse sostituendole unicamente con “tariffe”. all’opposto. 74 Cfr. Inoltre. tuttavia. 19962. di volta in volta. Critica dell’economia politica. p. 550. Roma.000 sterline. Roma. II. le fondamenta del nazionalismo economico –. e chi.. non propose mai di abolire la prima banca centrale. donne e bambini. d’altronde. Verlag von Otto Meissner. i dazi sul grano (corn laws). nonché 3. 59 . Kritik der politischen Öconomie. ediz. Jefferson democratizzò il sistema politico e razionalizzò le procedure elettorali. Das Kapital. England and America. nella Nuova Olanda. Newton & Compton. Hamburg. pure. come un democratico o come il suo esatto contrario. 1867. istituita da Hamilton nelle proprie funzioni di ministro del Tesoro – il quale aveva posto. ha credumento fra una minoranza dei tories ed i liberali –. che al protagonista è valso l’accusa d’incoerenza da parte di taluni critici e studiosi. 1833. it. che. p. per contro. eadem pagina. p. a cura di Eugenio Sbardella. Storia degli Stati Uniti d’America cit. in tal modo. mezzi di sussistenza e di produzione per una somma di 5. francese 1875. Ci informa Marx che il Peel. Carocci editore.In campo religioso. Due secoli di presidenti USA. Il capitale. per l’originale si confronti Edward Gibbon Wakefield. i quali avevano una visione della fede più ottimistica e praticavano un’azione sociale tesa alle riforme e all’educazione delle masse74. aveva tanto avversato75. 2000. 34. Da George Washington a Bill Clinton. una volta giunto a destinazione “restò senza un servo per accomodargli il letto e per prendere l’acqua dal fiume” (citato in Karl Marx. è d’uopo ricordare come durante il suo governo si affermarono i metodisti ed i battisti. London. il quale si era portato dall’Inghilterra allo Swan River. 75 Cfr. 33). trad. La presidenza Jefferson fu contraddistinta dal pragmatismo. Vol. Tale autonomia rispetto a qualunque dogmatismo ideologico ha consentito di descrivere l’intellettuale e politico statunitense.000 persone della classe lavoratrice fra uomini.

si spinse fino ai lidi della Libia per bombardare Tripoli nel 1805. l’interventismo militare americano al di fuori dei propri confini nazionali77. alcuni decenni più tardi. it. in tempi di emergenza. cit. Cfr. 76 77 60 . quale teorico sostenitore della democrazia in America. La democrazia in America. si rendesse. 1835-1840. 11.. “la risorsa universale è un dittatore”78. autore di un discusso ampliamento dello Stato federale con l’acquisto. Egli. e con la spinta alla progressiva espansione verso l’Ovest del Paese. da convinto e strenuo pacifista – tanto da ridurre l’esercito ad una semplice forza di polizia –. AlexisCharles-Henri Clérel de Tocqueville (1805-1859) avrebbe potuto esaminare compiutamente nel proprio studio sull’argomento79. il quale è passato alla Storia per aver pronunciato parole come “il miglior governo è quello che governa meno”. cit. egli sia ricordato. 4.. In conclusione. L ’anarchismo libertario ed individualista americano dell’Ottocento Proseguendo nel tentativo di ricostruire la ‘mappa’ della corrente politico-intellettuale libertarian dal suo sorgere in terra Giorgio Spini. 1992. 79 Alexis de Tocqueville. infatti. p. trad. 78 Riportato in Ferdinando Fasce. inaugurando. Allo stesso modo. così. poi. op. egli scriveva in quegli anni ad un amico che. del resto. soprattutto. dell’enorme territorio della Louisiana (assai più esteso dello Stato che. Jefferson. Prefazione a Malcolm Sylvers. ha assunto tale denominazione) dalla Francia di Napoleone. Milano. Mario Francini. pare opportuno evidenziare come. malgrado le innegabili incertezze ed i compromessi di cui Jefferson si rese protagonista come uomo politico durante gli otto anni della sua presidenza. Rizzoli. De la démocratie en Amérique.. a sua volta. Ciò ha reso possibile che l’uomo. p. Paris. nel 1803. D’altra parte. 20. op. contribuì a gettare le basi di quel complesso ed innovativo sistema che. 35.to di scorgervi “il campione di un nazionalismo fascistoide”76. cit. op. p.

Auburn. quindi – non solo in valore assoluto. ma anche in percentuale –. No. sorto a cavallo tra il 1971 ed il 1972. “The Journal of Libertarian Studies”. J.). An American Experiment in AnarchoCapitalism: The Not So Wild. Rothbard. new edition. il contributo di Murray N. di un’autorità politica centrale. New Rochelle. non ultimo dal presidente più liberal che la storia americana rammenti: John Fitzgerald Kennedy (19171963). ma solo e soltanto per mezzo di tanti individui che. In particolare. è che il sistema funzionava in maniera assai soddisfacente e la violenza era molto minore rispetto a quella suggerita dai libri o dai films sull’argomento. 9-29. per quanto concerne il periodo coloniale. dobbiamo almeno menzionare l’indubbia influenza che l’epopea del Far West ha sempre esercitato sull’intera cultura statunitense. di un governo interventista e programmatore. la media. 1975-79. Anderson e P. A New Land. I (with the assistance of Leonard P. che conquistava e gestiva territori su territori senza il bisogno di uno Stato. Wild West. 1999: Vol. 80 61 . ognuno per proprio conto. soltanto due delle città la cui economia si fondava sull’allevamento del bestiame avevano avuto cinque omicidi in un singolo anno. inoltre. J.5 omicidi all’anno: ben al di sotto. pp. Arlington House. Esso coincide con quel mito della “frontiera” costantemente e da più parti evocato. A New People. partivano alla ventura: tale universo idealizzato di valori e comportamenti appartiene all’immaginario collettivo stesso della nazione americana. Terry L.d’oltreoceano fino alla sua organizzazione nel Libertarian Party. Si veda. con tanto di prove documentali. Anderson and P. dei dati relativi alle odierne aree urbane80. Hill. Cfr. Stando al loro resoconto. 1 (1979). era di 1. che si faceva da sola. Ludwig von Mises Institute. Liggio). Conceived in Liberty (4 vols. Hill hanno descritto in chiave libertaria il West americano come una sorta di società “anarco-capitalista”: una vasta gamma di istituzioni di proprietà privata attraverso le quali i diritti individuali erano effettivamente applicati in una società con un governo minimo o addirittura nullo. autori come Terry L. III. La conclusione trattane. per cinque città nell’arco di quindici anni. The American Colonies in the Seventeenth Century (1975). Il mito di un’America libera ed intraprendente. Vol.

in “The Journal of Libertarian Studies”. No. Storia degli Stati Uniti. liberilibri. I. Vol. The Great Republic: A History of the American People. 8. in proposito. Giunti. 1996. edited by Kathleen Hughes. più “accademica” del medesimo scritto si può trovare in Id. New York. 282-292 (una versione più approfondita e. L’ingranaggio della libertà. Torino. secondo l’interpretazione degli studiosi anarco-capitalisti. D. Del resto. Wood. La Salle. Bologna.. Si consulti anche. “Salutary Neglect”: The American Colonies in the First Half of the Eighteenth Century (1975).A Historical Case. trad. all’affermarsi di una Vol. April 1971. pp. Weindenfeld & Nicholson. Sempre stando alle ricerche condotte in prevalenza da scrittori politici sensibili alla questione. in “The Libertarian Forum”. 1987. Peden. New York. 1989. The Story of a Free People.Con l’inizio dell’Ottocento si assistette. Friedman. pp. parte IV. No. London. cap. nonché Id. The Radicalism of the American Revolution. London. tra le opere di carattere generale. vi sarebbero. Stateless Societies: Ancient Ireland.. Dal 1607 agli anni Settanta. 1970. The Celtic Realms. Myles Dillon. No. oltre a Id. Knopf. II. 1991. in coincidenza con il fenomeno epocale della “conquista dell’Ovest”. University of California Press. III. Binchy. 1968. Macerata. Anglo-Saxon and Irish Kingship. cfr. 3 e ss. il Mulino. Feud in the Icelandic Saga. 62 . secondo la definizione dello stesso autore. Sale. 1760-1774 (1976). Open Court. March 1979. Barnes & Noble. 1954.. Avoiding Legal Judgment: the Submission of Disputes to Arbitration in Medieval Iceland. ciò nonostante. Vol. trad. Guida a un capitalismo radicale. trad. Alfred A. Heath and Company. New York. Jesse Byock. 2 (Spring 1977). non si tratterebbe dell’unico esempio storicamente documentato di comunità fondate sull’arbitrato e sull’emersione spontanea e decentralizzata di agenzie di protezione. A.. Joseph R. in “Journal of Legal Studies”. Pocket Books. it. Firenze. in “The American Journal of Legal History”. Sul medesimo periodo storico vertono anche gli studi di Bernard Bailyn and Gordon S. 1997. 19853. si veda. 1976. Payment. pp. Early Irish Society. Einaudi.. it. Wood. 44. it. Alle origini della democrazia americana. 399-415). Private Creation and Enforcement of Law . 1982 e William Ian Miller. Allan Nevins and Henry Steele Commager. Gift. Property Rights in Celtic Irish Law. 1980. Id. ma con conclusioni non dissimili. inoltre. it. Berkeley. Raid: Case Studies in the Negotiation and Classification of Exchange in Medieval Iceland. Lexington. trad. descritte come società prive di qualsivoglia forma di Stato e. The Pocket History of the United States. Dublin. A History of Medieval Ireland. pp. 81-95. Jocelyn Otway-Ruthven. David D. Da un’altra prospettiva. e del medesimo Gordon S. Daniel A. Vol. IV. The Machinery of Freedom: Guide to a Radical Capitalism (1973). C. 28 (1984). Oxford University Press. I figli della libertà. 1967. stabili ed armoniose. Le origini degli Stati Uniti. Advance to Revolution. ad esempio. i casi dell’Irlanda celtica e dell’Islanda medioevale. The Revolutionary War 1775-1784 (1979).

trad. 63 . e. pp. e. 9 (1981). uno tra i più lucidi interpreti – del mutualismo anarchico americano e. Una rassegna comprensiva. tuttavia. ed il No. che tuttavia non videro mai la luce) è stata pubblicata in italiano assieme ad altri due incisivi pamphlets dello stesso autore: Lysander Spooner. Walker e Joseph A. 6. 18-50. 6. I vizi non sono crimini. in verità. in particolare. occorre segnalare Frank I. 2. La Costituzione senza autorità. Political Anthropology. non come un fenomeno eversivo. uscì come numero sesto della serie poiché erano in programma anche il quarto ed il quinto. il socialista libertario Francis D. 210-262. La serie completa dei tre No Treason (tra cui il suddetto che. il melangolo. Tandy. 303-325. è. Ralph Waldo Emerson (1803-1882). anti-anarchico – particolarmente attento alle questioni legate ai “diritti naturali” e alle “leggi naturali”. 81 Per avere un’idea concreta dell’opera e delle ragioni di tali autori. 1998. ancora. individualista – egli. nonostante fosse pubblicato dopo il No. Stanford. Labadie. 1. No. del medesimo Easton si veda anche The Political System Besieged by the State. Benjamin R. Henry David Thoreau (1817-1862). 1997. edited by Barry N. Genova. Stephen Pearl Andrews. in “Biennal Review of Anthropology”. anch’esso del 1867. Macerata. sostenitore di spicco – nonché. contestatrice della legittimità di ogni tipo di Stato. negli Stati Uniti. 1959. forse. disponibile in David Easton. Stanford University Press. non “senza politica”. per concludere. 61 (1986). No. infine. si può leggere Lysander Spooner. ma apertamente e radicalmente anarchica. in “Political Theory”. The Constitution of no-Authority (1870). William B. Stuart. in certi momenti della sua storia. pp. Greene. liberilibri. No Treason No. Tucker (18541939) e. Tale anarchismo di tradizione marcatamente americana è sempre stato considerato. che è tra i più significativi. di quest’ultimo. anzi. Nessun tradimento. ha rappresentato l’espressione più autentica degli aspetti genuinamente libertari della in “Speculum”. No Treason No.corrente di pensiero non più solamente libertaria. ma. Voltairine de Cleyre. sotto un profilo d’analisi di antropologia politica. Siegel. Lysander Spooner (1808-1897)81. uscito nel 1867. Gli esponenti più rappresentativi di tale scuola di pensiero furono Josiah Warren (1798-1874). come una corrente di pensiero ed una pratica sociale che. pp. la quale teorizzò forme di associazione politica e civile ad esso alternative e non coercitive. Legge di natura. it. su società definibili come “senza Stato”. gli anarco-individualisti James L.

di violenza anti-istituzionale. caratterizzato da una straordinaria carica eversiva. infatti. era.tradizione liberal di quel Paese. La loro solidarietà andò. una base di partenza accettabile per un reale progresso sociale82. divennero chiare le derive totalitarie di quel grandioso movimento. tanto caro ai movimenti sociali (eversivi e non). Difatti. Il concetto di “massa”. a loro avviso. in quel frangente. significativamente. e. misero piede sul suolo americano ed iniziarono a mettere in pratica le loro idee organizzando lotte sociali assai acute. il rispetto assoluto delle idee – la ‘sovranità’ dell’individuo – e la crescita della coscienza individuale verso forme più alte di vita sociale. 82 Sull’anarchismo individualista americano. verso il governo guidato da Aleksandr Fëdorovic Kerenskij: il solo che avrebbe potuto garantire. ribadì il proprio orrore per la violenza. soprattutto. ma anche ai moderni totalitarismi del Novecento. Pioneers of American Freedom. ai quali risultavano assolutamente estranei. questi ultimi presero le distanze e condannarono apertamente pratiche che comportavano atti di violenza e cruenti attentati. che vivevano da sempre in un contesto sociale pluralista e liberal. l’ex-socialdemocratico tedesco Johann Most. essi la giudicarono come un’involuzione verso forme primitive di convivenza sociale. oggetto delle monografie di Rudolf Rocker. anarchici europei. l’anarchismo individualista americano viene tradizionalmente recepito come estraneo al contemporaneo anarchismo di matrice europea. Los Angeles. aborrito dagli anarchici di tradizione statunitense. ben presto. Alexander Berkman. allorché. addirittura peggiori degli stessi standards semifeudali della Russia zarista. mediante l’introduzione di concetti – come “lotta di classe” e “rivoluzione” – mutuati dal marxismo e completamente avulsi dalla cultura e dalla mentalità degli stessi anarchici americani. verso la fine dell’Ottocento. L’anarchismo americano. per contro. In altri termini. quali Emma Goldman. Rocker Publications 64 . Allorché. allo scoppio della rivoluzione russa. il ripudio dello scontro sociale e la ferma convinzione che il progresso della società dovesse procedere attraverso il libero confronto tra gli individui.

certo. gli stessi movimenti socialisti delle origini. improntata ad uno spiccato individualismo libertario. liberale e libertario. in “Ideazione”. dall’ambiente conservatore. Baltimore and London. sono disponibili tre studi in italiano: Antonio Donno. La Pensée Sauvage. 1998. n. e Id. G. 1987. 1993. 1987. Histoire de l’anarchisme aux Etats-Unis d’Amerique. A Critique of Liberalism. 1978. bensì. Ronald Creagh. Bowling Green. non era scaturito dal campo proletario. 83 Su cui si veda Giampietro Domenico Berti. nel quale riconoscevano gli interessi dei propri aderenti. Piero Lacaita Editore. 14-28. Tuttavia. Del resto. Reichert. Edizioni Antistato. 1990. gli studi di Murray N. pp. 5 (settembre-ottobre 1996).. University Press of America. inoltre. Manduria. trad. Una componente significativa del socialismo tardo-ottocentesco e del primo Novecen- 65 . l’attacco al sistema capitalistico liberale. soltanto l’emblematico caso della tradizione anarchica italiana. Bowling Green University Popular Press. W. 1983. Manduria. può finire per risultare schematica e. it. Grenoble. in linea generale. Payot. Manduria. e Daniel DeLeon. come rappresentanti della quale potremmo citare Francesco Saverio Merlino ed Andrea Caffi83. Anna Rita Guerrieri e Giuliana Iurlano.. Pionieri della libertà. D’altra parte.. Antonio Donno. America anarchica (1850-1930). Kline. pp. Franco Angeli. erano favorevoli ai diritti individuali ed al libero mercato. Winter 1970. The Johns Hopkins University Press. Id. Tre saggi sull’anarchismo negli Stati Uniti. pp. detta classifiCommittee. a tal proposito. financo riduttiva e fuorviante. 1949. prevalentemente. Piero Lacaita Editore. a cura di Antonio Donno. Men Against the State: The Expositors of Individualist Anarchism in America. Laboratoires de l’utopie. Ricorderemo. Francesco Saverio Merlino. Individualist Anarchism in the United States: The Origins. Rothbard. Martin. De Kalb. Edizioni Antistato. Il pensiero anarchico dal ’700 al ’900.Tale distinzione fra tradizione “europea” ed “americana”. 1981. Piero Lacaita Editore. William O. che si era sviluppato in Inghilterra in seguito alla Rivoluzione Industriale. in “Libertarian Analysis”. 1982 e di James J. Merlino: socialista. Adrian Allen. Les origenes: 1826-1886. 1985. The Individualist Anarchist. 1827-1908. Milano. it. Laboratori d’utopia. Manduria. Vv. Milano. se impropriamente generalizzata. Milano. il quale era impegnato a tutelare i privilegi aristocratici e corporativi sedimentati. Paris. sorti spontaneamente durante il corso dell’Ottocento e nel primo Novecento. Anarchismo e liberalismo nella storia degli Stati Uniti: appunti di studio.. Aa. Piero Lacaita Editore. 1990. trad. Pregevoli ed esaurienti. 138-147. 945-986. The American as Anarchist: Reflections on Indigenous Radicalism. 1976. Id. Anno III. in quanto contribuenti e consumatori oltre e prima che ‘lavoratori’. Partisans of Freedom: a Study in American Anarchism. La sovranità dell’individuo. talvolta. 1953. Lanham.

. infine. poi incluso in Id. è stata definita “europea” ha come valore sostanto era. n. in Europa essa era rappresentata dal sottrarlo a chi l’aveva ‘rubato’ in precedenza. Soveria Mannelli. Sansoni. pertanto. Difatti. 1954. Storia e politica. pertanto. e Roma. 66 . infatti. e da rivendicazioni politico-sociali di carattere libertario. Arturo Labriola. è che “non ci può essere libertà con la proprietà”. Routledge & Kegan Paul. 1967. it. per quanto meno conosciuta rispetto all’omonima tradizione ‘di sinistra’. si potrebbe affermare che la concezione americana è quella secondo la quale “non ci può essere libertà senza proprietà”. Con estrema sintesi. pp. secondo la terminologia sviluppatasi all’epoca. 1991. la tradizione che. trad. Quando i socialisti volevano il laissez-faire. Studies in Philosophy. Politics and Economics. 3/4 (luglio-dicembre 1999). si veda la ferma contestazione del “mito” secondo il quale la condizione della classe operaia sarebbe peggiorata con l’avvento del sistema capitalistico operata da Friedrich August von Hayek.cazione risulta euristicamente interessante relativamente all’indagine comparata dei concetti di giustizia e libertà in Europa e nel Nuovo Mondo. 363-386. Rubbettino. mentre l’idea europea continentale. Studi di filosofia. In tale direzione interpretativa si veda. ed insistiamo nel sottolineare che tali assunti costituiscono solo semplificazioni approssimative. Routledge & Kegan Paul. 1967.). (ed. Firenze. nei fini ultimi perseguiti. mentre in Europa esse avevano già tutte un padrone. Va. non senza qualche forzatura. Si possono citare. in Il capitalismo e gli storici. trad. Guglielmo Piombini. la variante anarchica ‘di destra’ si legittimava come assai più coerente. almeno in parte. Enrico Leone ed. precisato che. History and Politics. politica ed economia. London. Capitalism and the Historians. introduzione a Id. a titolo d’esempio. 1998. pp. it. Anno III. Per una ricostruzione che può aiutare ad interpretare il perché della non ostilità iniziale nei confronti del capitalismo da parte dei ceti economicamente più disagiati. caratterizzata da posizioni economiche d’impronta liberista. se negli Stati Uniti l’uguaglianza di opportunità – che è l’unico tipo di uguaglianza concepibile secondo l’autentico ed originario spirito ‘made in USA’ – era data dal garantire a tutti un pezzo di terra da lavorare. in “élites”. con alcuni ideali che la ispiravano. Ciò è spiegabile con l’analisi storico-sociologica comparata delle due diverse realtà: in America le terre erano ‘libere’. Il liberismo radicale nel socialismo italiano d’inizio secolo. per tutti. Bonacci. 51-63. London. i pensatori italiani Romeo Soldi.

dal punto di vista teorico gli anarchici europei si richiamano a valori che sono propri del collettivismo comunitario. all’istituzione statuale. in contraddizione con il postulato anarchico stesso. per contro. pertanto. Entro tale prospettiva interpretativa. solitamente. dal che deriva un loro carattere sui generis se non addirittura primordiale. nella prima metà del XIX secolo –. tuttavia. in determinate epoche storiche – come. precedono storicamente questo tipo di società. di sfiducia nei confronti del potere statale. poi. tuttavia. con la concezione di uno “Stato minimo”: uno Stato che ‘fa poco’ e che detiene. si affida. si possa arrivare. addirittura.ziale di riferimento l’uguaglianza. di combattere lo sfruttamento dei lavoratori. che si trova alla base di tutte le dottrine ‘antistataliste’. tanto da essere identificata. a differenza di quella ricerca di libertà individuale. pertanto. di cui promuove il continuo accrescimento in senso materiale e funzionale. che ha sempre comportato storicamente il ricorso al potere statale per tutte le esperienze di possesso collettivo della proprietà. que- 67 . a teorizzarne la totale eliminazione. la quale si è sempre battuta per circoscrivere l’azione dello Stato a peculiari. il quale. ad esempio. propria soprattutto della tradizione anarchica americana. Gli anarco-individualisti americani esibirebbero. combattono anche i meccanismi di dominazione: infatti le varie forme di dominazione. si rifanno alla tradizione liberale – quanto meno in termini di valori –. portando alle estreme conseguenze tale determinazione eminentemente negativa. specifiche funzioni di garanzia assai rigorosamente delimitate. [E.] non si contentano. come i marxisti. una rassegnazione morbosa che i dirigenti compensano e dissimulano con un’iperattività politica e con un sindacalismo burocratico. modellate dal capitalismo. È evidente come. per perseguirli. Secondo gli anarchici americani. appartengono all’età classica dell’anarchismo. tale prospettiva risulta. un’ulteriore tratto distintivo storico-ideale rispetto agli anti-capitalisti comunisti (anarchici e non): essi “[…] son tutti dentro la prima rivoluzione industriale. Inoltre i libertari americani rimproverano ai simpatizzanti del marxismo un attendismo passivo. un potere ridotto. autoritario e manipolatorio. Gli anarchici americani.

Macerata. rispettivamente. La concezione stirneriana dell’individuo proprietario di se Ronald Creagh. Umberto I. tutta americana.sto torpore intrinseco della ‘base’ deriva da un’infatuazione per una concezione falsamente determinista: se la rivoluzione è inevitabile. 201-229 (la citazione è tratta da p. per 84 68 . Samizdat. 86 Si veda. del secondo Re d’Italia. in seguito. in proposito. si dedicò. basta aspettarla!”84. sono considerati ispiratori del movimento libertario odierno anche personaggi come l’economista politico e polemista francese Claude Frédéric Bastiat (1801-1850) e l’economista belga Gustave de Molinari (1819-1912)85. Note sul pensiero libertario americano contemporaneo (1982).. ristampato in proprio a Pescara. Modena. 1901. pp. il grande ‘profeta’ tedesco del credo individualista Max Stirner (alias Johann Caspar Schmidt. T. Benché alcuni interpreti ne neghino l’influenza sul pensiero degli anarco-individualisti americani. Il volume in questione – la cui pubblicazione fu avvertita principalmente in connessione con gli eventi che portarono all’assassinio in Monza. ma. il quale. provenendo dagli ambienti della sinistra hegeliana ed anti-borghese. 1806-1856). 204). come risulta evidente. va rilevato che tracce ‘egoistiche’ sono ravvisabili in tale corrente di pensiero. Da Rocker a Bookchin. Propriété et Loi (1848) e Justice et Fraternité (1848) del primo. essenzialmente. a sviluppare motivi propri. il 29 luglio 1900. e che il tipo di egoismo individualistico cui essi fanno riferimento non è di matrice randiana. Contro lo statalismo. lo scritto di Ettore Zoccoli. L ’“egoismo” individualista nel pensiero politico europeo dell’Ottocento e del primo Novecento A fianco della summenzionata tradizione. I gruppi anarchici degli Stati Uniti e l’opera di Max Stirner. 85 Di Bastiat e De Molinari si possono leggere. nell’ultimo Tucker86. e De la production de la sécurité (1849) del secondo. del romanticismo e precursori delle tematiche esistenzialiste. oggi riuniti nell’edizione italiana Frédéric Bastiat – Gustave De Molinari. in particolare. 1999. soprattutto. G. Vincenzi e nipoti. liberilibri. 5. 1994. poscritto a Rudolf Rocker. bensì assai più simile a quello di marca stirneriana. Pionieri della libertà cit.

stesso è oltremodo interessante, considerata l’analoga idea lockiana che sta all’origine del pensiero di Rothbard. Ci soffermeremo, pertanto, ad illustrarla brevemente. Nel 1844 Max Stirner pubblicò Der Einzige und sein Eigentum87, che rappresentò la vera e propria “bibbia” dell’individualismo ‘di rottura’: di quella corrente anarchico-individualista assoluta della dissidenza che costituiva un’opposizione estrema all’universalismo di Hegel, ma anche, allo stesso tempo, una critica all’umanismo di Ludwig Feuerbach (1804-1872). Stirner muoveva
mano dell’anarchico Gaetano Bresci, il quale intendeva vendicare i caduti di Milano del 1898 – consta di due distinti saggi d’impostazione sostanzialmente differente. Il primo, piuttosto conciso, è di natura storico-informativa e fornisce un quadro d’insieme sulle radici europee dell’anarchismo statunitense, nonché una sorta di mappatura delle ‘scuole di pensiero’ in voga oltreoceano negli ultimi scorci dell’Ottocento. La seconda parte del libro apre, per contro, la riflessione dello Zoccoli in merito all’opera di Stirner. Da essa emerge un quadro di individualismo anarchico – quale caratterizzazione ultima del pensiero stirneriano – contrapposto all’anarchismo individualistico dei gruppi americani, in cui l’inversione dell’ordine sequenziale dei termini implica un non trascurabile ribaltamento di prospettive. A chiudere lo studio le riflessioni dell’autore su la coscienza anarchica, l’azione politica, nonché su il movimento internazionale e la posizione dell’Italia. Per le argomentazioni della tesi opposta – ovvero della non influenza di Stirner sull’anarchismo individualistico di tradizione statunitense – si rimanda, tuttavia, a Riccardo La Conca, Democrazia, Mercato e Concorrenza, Milano, SugarCo, 1988. Può risultare, inoltre, interessante rilevare che uno dei modelli di vita associata alternativo allo Stato, guardato con particolare attenzione dagli anarco-capitalisti, è il kibbutz israeliano; e proprio il kibbutz, per l’appunto, nacque originariamente sotto l’influenza degli scritti di Lev Nikolaevic Tolstoj, a loro volta basati sulle idee di Stirner. Si confronti, in proposito, quanto affermato in Edward N. Luttwak con Susanna Creperio Verratti, Che cos’è davvero la democrazia, Milano, Mondadori, 1996, p. 10. 87 Max Stirner, Der Einzige und sein Eigentum, Leipzig, Otto Wigand, 1845, trad. it. L’unico e la sua proprietà, Milano, Adelphi, 1979. Una prima edizione italiana – ampiamente tagliata – del saggio stirneriano, fu pubblicata nel 1902 per conto dei fratelli Bocca di Torino, tradotta e curata dal già citato Ettore Zoccoli; ad essa ne era seguita una seconda (di cui è ignoto il traduttore) nel 1911, ad opera della Libreria Editrice Sociale. L’edizione originale del libro è datata 1845 sebbene fosse uscita a Berlino nell’ottobre dell’anno precedente.

69

proprio dalla tesi di Feuerbach che Dio non esisteva al di fuori dell’uomo, bensì rappresentava la proiezione esterna dell’essenza alienata dell’uomo stesso. Ma tale postulato era – per Stirner – insufficiente, e semplicemente preparatorio, rispetto alla tesi radicale che egli ne derivava. A suo avviso, la feuerbachiana “essenza” dell’uomo era già un qualcosa di diverso dall’uomo singolo, era già un’ipostasi ideale che pretendeva di subordinarlo a sé. Ma l’individuo, proprio nella sua singolarità, rappresentava un qualcosa di unico ed irripetibile, di non subordinabile a nulla: esso costituiva la misura di tutto88. Subordinarlo non solo a Dio, ma anche all’umanità, allo spirito, o ad un qualsiasi ideale, fosse pure quello dell’uomo stesso, era impossibile, giacché tutto ciò che era diverso dall’“io” singolo, ogni realtà che si distinguesse da esso e gli si contrapponesse, era uno spettro di cui egli finiva per essere schiavo. In tal modo, l’uomo diveniva a se stesso un fantasma, poiché non valeva più nulla nella propria singolarità, bensì solo come idea, come spirito, come specie, cioè come un’entità superiore, a cui il singolo doveva subordinarsi. In una prospettiva in questo caso decisamente atea – come sarà, poi, anche per la filosofia egoistica di Ayn Rand – , Stirner denunciava, pertanto, con veemenza come onnipotenti nemici dell’individuo gli esseri collettivi: “umanità”, “popolo”, “nazione”, “società”, “Stato”, ectoplasmi ed entità astratte che gli spiriti socialmente condizionati prendevano per realtà rispettabili, alle quali occorreva sacrificare la propria individualità. L’unica realtà rimaneva, per contro, l’“io” di ciascuno: tutto il resto era solo vuota retorica volta ad impedire o a dissuadere l’individuo dal divenire il solo padrone e proprietario di se stesso, e dal goderne con piena sovranità. Nessuno più di Stirner pretese di coniugare l’individualismo con l’egoismo, inteso come ricerca positiva del proprio interesse da parte di ciascun individuo. Era compito di ognuno ‘crearsi’ ed essere autosufficiente. Nella logica anarchica che gli era propria, lo scrittore tedesco riteneva che tanto il liberalismo quanto il socialismo
88

Secondo la definizione dello stesso autore, “l’unica realtà e l’unico valore”.

70

partecipassero dell’impostura e della tirannia generale, dal momento che, se era vero che essi liberavano parzialmente il cittadino ed il lavoratore, dimenticavano, d’altra parte, l’individuo e recuperavano lo Stato battezzandolo, di volta in volta, “di diritto” e “sociale”. Per Stirner, solo un’intransigente insubordinazione alle pseudo-autorità sociali, politiche e religiose poteva permettere alla sovranità individuale di attuarsi nell’amore “egoistico” di sé. Tutto ciò non avrebbe condannato l’individuo ad una sterile autarchia, ma costituito, invece, la condizione indispensabile per un’associazione volontaria e selettiva tra uomini liberi, ossia con altri “egoisti”89. L’egoismo stirneriano influenzò pesantemente, tra l’altro, anche alcune frange anarchico-rivoluzionarie nella Russia dei primi anni del XX secolo; non parrà forse fuori luogo dedicare, pertanto, una fugace attenzione anche a questo movimento. Esso si sviluppò in seno alle avanguardie rivoluzionarie del 1917, in cui ebbe il proprio apice e, conseguentemente, anche il punto di non ritorno verso un inarrestabile – seppur non autogeno – declino fino all’estinzione definitiva. Gli anarchici individualisti russi erano, ovviamente, contrari a qualsiasi forma di autorità che potesse in qualche modo limitare la libertà individuale. Per loro, la società non era altro che un insieme di individui autonomi; essi guardavano, di conseguenza, con sospetto ad ogni forma di organizzazione, anche a quelle proposte dai loro stessi compagni anarchici. Fortemente influenzati da Max Stirner, come si è detto, e dall’ultimo Benjamin Tucker, essi rivendicavano la totale liberazione della personalità umana dalle costrizioni
Riguardo a Stirner e a tali problematiche, si può vedere il saggio di Enrico Ferri, L’antigiuridismo di Max Stirner, Milano, Giuffrè Editore, 1991, e la sezione Stirner e i socialisti, in “La società degli individui”, Anno II, n. 6 (1999/ 3), pp. 113-145; in particolare, l’articolo del noto esponente dell’“austromarxismo” Max Adler, Max Stirner e il socialismo, pp. 123-145, tratto dal saggio originariamente apparso con il titolo Max Stirner, in Wegweiser. Studien zur Geistesgeschichte des Sozialismus, Stuttgart, Verlag von J. H. W. Dietz, 1914, pp. 173-199. Su Stirner si legga anche la postfazione all’edizione italiana, nella collana “Biblioteca Adelphi”, del suo unico e già citato libro, per mano di Roberto Calasso, Accompagnamento alla lettura di Stirner, in Max Stirner, op. cit., pp. 387-427.
89

71

morali e culturali della classe borghese. invece che una fittizia in forma di comitato esecutivo dei soviet. Gli individualisti russi ereditarono. 1-2. la quale – non a caso – si concludeva con la famosa frase di Stirner: 90 “Il fatto che la gente comune sia renitente a dominare sugli altri e desideri. 1973. del popolo stesso. naturale. vera dittatura della libertà d’azione. al riguardo. l’unica giusta. Thames and Hudson. una dittatura normale. 72 . Come rappresentanti di tale corrente di pensiero si possono menzionare i prolifici fratelli Gordin. dei quali ricordiamo anche il Manifest pan anarckhistov. inoltre. stabilire il proprio comportamento grazie al potere di agire liberamente. anche le comunità volontarie di Mihail Aleksandrovic Bakunin e Pëtr A. sulle sue braccia e le sue gambe. Kropotkin avrebbero potuto porre restrizioni alla libertà dell’individuo. i quali conducevano animate discussioni nei salotti ed elaboravano le loro teorie in articoli di giornali e riviste ed in libri ponderosi. 22 ottobre 1917. trad. autorità di me stesso. al contrario. fisiologica. A.della società organizzata: dal loro punto di vista. Alcuni di loro espressero la propria alienazione sociale nel terrorismo e nel crimine. e V. Ma la maggior parte di essi rimasero anarchici ‘filosofi’. uscito a Mosca nel 1918. pp. abolire l’autorità. rispetto all’atteggiamento tenuto dai loro omologhi americani. Nichego ne zabyli i nichemu ne nauchilis. legislatore. Rostov sul Don. 66-67. naturale. in cui ogni persona sia padrona di se stessa: questa è la vera dittatura dell’individuo. una dittatura fisiologica sulle parti del proprio corpo. riportato in Paul Avrich. di fare ciò che ritiene necessario. il loro rifiuto di obbedire o di sottomettersi. Per un individuo. la salamandra. la loro tendenza istintiva all’anarchia. L. 1976. è la cosa più naturale del mondo esercitare un potere. in particolare di stampo futurista. altri si unirono alle avanguardie letterarie ed artistiche. in “Anarkhist”. dittatore. Gordin. Questo è l’ideale dell’Anarchia. cioè. it. The Anarchists in the Russia Revolution. ad instaurare una vera dittatura del proletariato. Io sono ministro. e di cui è opportuno riportare in nota una breve dichiarazione circa le loro posizioni. una dittatura. pp. Io sono una persona e non c’è autorità maggiore del mio ‘Io’!”. L. Gli anarchici nella rivoluzione russa. Questa è la vera dittatura popolare. da Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844-1900) il desiderio di rovesciare completamente tutti i valori politici. Questa è la dittatura fisiologica. London. con profonda differenza. dal titolo Nulla è stato dimenticato e nulla è stato appreso90. Milano. assai rispettosi dell’ordine proprietario costituito.

it. considerato il fondatore di questa: Auguste Comte. Anarkhizm. Roma. trad. A. 168-169. Vedasi in proposito Herbert Spencer. A. Borovoi. specialmente. 1989. Per l’evoluzionista inglese. la sociologia non aveva il fine di dettare le mete e gli ideali ultimi di tale evoluzione. di pertinenza della morale. pertanto. generalmente. uno studioso anarchico che cercava di conciliare il proprio credo individualista con altre correnti del pensiero anarchico e che. A. distingueva dalla sociologia propriamente detta. un Anarkhistskij manifest. come lo statunitense William Graham Sumner e. Esso emerge dalle teorie evoluzionistiche – sviluppatesi nel contesto del cosiddetto “darwinismo sociale” – di alcuni scrittori politici del XIX secolo. di lui si ricorda. i fini ultimi a cui la sociologia dovrebbe puntare che lo discostano nettamente dall’impostazione di colui il quale è. L ’individualismo nel positivismo sociologico evoluzionista dell’Ottocento: Herbert Spencer Nella storia delle dottrine antistataliste è presente un approccio all’individualismo anarchico su basi non giusnaturalisticorazionaliste. bensì. L’individuo contro lo Stato. contenuto nel suo Anarkhizm del 191891. che Spencer. 1918. Bariletti Editori. l’inglese Herbert Spencer (1820-1903)92. almeno menzionare A. modificò alcuni presupposti da cui egli stesso aveva preso le mosse in ambito politico e sociologico. Spencer sviluppò ulteriormente e. inoltre. sul quale converrà. Borovoi. 91 92 73 . soffermarsi più da vicino nell’intento di approfondire tale aspetto del suo pensiero. Pur collocandosi nell’orizzonte – configuratosi intorno alla metà dell’Ottocento – del positivismo evoluzionistico. in particolare. 6. Occorre. infatti. Mosca. The Man Versus the State (1884). in particolare. diversamente da Comte. in buona parte. questo. pp. Sono. compito. al contrario dei Gordin. essa doveva.“Non v’è autorità al di sopra di me” (Mir geht nichts über mich). teneva la cultura occidentale nella più alta considerazione.

essenzialmente.limitarsi al compito. ogni sogno di visionari o di utopisti avrebbe avuto. poiché. moderato e gradualistico. così. In campo politico. dunque. puramente descrittivo. inclusi gli utilitaristi e John Stuart Mill. 74 . determinava le leggi generali dell’evoluzione super-organica e considerava la stessa società umana come un organismo. i cui elementi erano costituiti. Il concetto di un’evoluzione sociale lenta. La sociologia. innanzi tutto. le forme sociali inferiori non possono – secondo quanto sostenuto dall’autore inglese – diventare più elevate senza passare per piccole modificazioni successive. Ogni tentativo di bruciare le tappe dell’evoluzione storica. così come non è possibile nell’uomo accelerare il passaggio dall’infanzia alla maturità. era. pertanto. alle convinzioni sociologiche di stampo darwinista che gli erano proprie. l’evoluzionismo spenceriano portava ad un atteggiamento anti-interventista che taluni interpreti hanno giudicato conservatore. in altri termini. sia con l’indirizzo generale del positivismo socialdarwinistico d’impronta anti-atomistica e ‘comunitaria’. sia di altre opere coeve come il già ricordato The Man Versus the State (1884). giustappunto. dalle famiglie. e. di conseguenza. Una delle ideeguida sia dei Principles of Sociology (1876-1896). dunque. determinando analiticamente le condizioni di fatto alle quali l’ulteriore crescita avrebbe dovuto soddisfare. di delineare l’evoluzione attuale della società umana. graduale ed inevitabile rendeva Spencer totalmente alieno da quei progetti di riforma che erano stati accarezzati dal positivismo sociale e dai suoi precursori. Tale visione era imputabile. il principio che lo sviluppo sociale dovesse essere abbandonato alla forza spontanea che lo presiedeva e lo muoveva verso il progresso. se gli uomini possono e devono sforzarsi di avvicinarsi alla società perfetta. decisamente orientata all’individualismo e. dai singoli individui. poi. alla difesa di tutte le libertà individuali. La sociologia spenceriana si configurava. e che l’intervento dello Stato nei fatti sociali non facesse che disturbare ed ostacolare tale sviluppo. Tale atteggiamento potrebbe più appropriatamente essere definito. come unico risultato quello di ritardare o sconvolgere il processo spontaneo-naturale dello sviluppo sociale. in netto contrasto – relativamente a ciò – sia con il pensiero sociologico di Comte.

Spencer. tuttavia. tuttavia. 1967. 19952. meglio ancora. Era. pertanto. conciliasse altruismo ed interesse personale. A suo avviso. Milton and Rose D. University of Chicago Press. Friedman. Capitalism and Freedom (1962). pur essendo fondato come quello industriale sulla libera cooperazione degli individui. tale prospettiva esulava già dai compiti della sociologia ed era. tuttavia. piuttosto. si ricordano: Milton Friedman. era possibile prospettare un “terzo tipo sociale”. Vallecchi Editore. il passaggio dal “regime militare”. Firenze. di genesi e fondamenti assai diversi. Free to 93 75 . Capitalismo e libertà (1987). che l’individuo dovesse abbandonarsi passivamente al corso naturale degli eventi. è dato dall’economicismo “neoliberista” rappresentato dalla neo-positivistica scuola monetarista di Chicago (Price Theory) emblematizzata da Milton Friedman (nato nel 1912)93 – erede di quella Imperfect Competition Revolution elaDi Milton Friedman. il quale era. o che. secondo Spencer. non implicava. trad. li induceva a rafforzare le proprie esigenze e a rispettare quelle degli altri. invece. 19822. L’evoluzione sociale medesima aveva determinato il passaggio da una fase di cooperazione umana costrittiva ed imposta ad una collaborazione più libera e spontanea. Pordenone. questo. nel quale. dalla II edizione. non riteneva definitivo il regime industriale. Chicago. 7. rinvigorendo la coscienza dei diritti personali ed incentivandoli a resistere agli eccessi del controllo statale. ai quali esso imponeva compiti e funzioni. al pensiero libertario contemporaneo. Per Spencer. it. Edizioni Studio Tesi. peraltro. dalla I edizione Efficienza economica e libertà. che. ponesse moventi altruistici al posto di quelli egoistici che reggevano il regime industriale. L ’indirizzo soggettivistico nella “rivoluzione marginalista” Un ulteriore apporto. e.Ciò. premio Nobel per l’economia nel 1976. la società dell’epoca era appena entrata. fondato sull’attività autonoma degli individui e. da ricomprendersi nella sfera dell’etica. contrassegnato dalla prevalenza del potere statale sugli individui. al “regime industriale”.

96 Sull’argomento vide Dario Antiseri. Raimondo Cubeddu. it. Lisciani & Giunti Editori. trad. 1978. trad. 95 Si vedano le sue opere James M. 1993. Freedom in Constitutional Contract. il Mulino. The University of Chicago Press. it. University of Chicago Press. 1969. tema vedasi anche Murray N. 1998. trad. Il calcolo del consenso. Id. Milton Friedman. University of Michigan Press. scritte insieme alla moglie: Milton and Rose D. Van Nostrand. Antonio Martino. Tra anarchia e Leviatano: i confini delle società libere. Princeton. nonché dalla scuola della Public Choice della Virginia fondata da James M. Raffaele De Mucci. it. si segnala. interessante. Secondo quest’ultimo.borata dall’economista postkeynesiana della scuola di Cambridge Joan Violet Robinson94 sulle orme della “teoria degli equilibri parziali” che era stata formulata dall’economista inglese Alfred Marshall (1842-1924). il Saggiatore. Costo e scelta. Chicago. premio Nobel per l’economia nel 1986. Milano. 1977. Two Lucky People. Chicago. 1998.. Torino. Texas A & M University Press. Tra anarchia e Leviatano. it. Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”. Cost and Choice: An Inquiry in Economic Theory. 1990. Infine. The Great Contraction. Un’indagine di teoria economica. e Id. peraltro. Princeton University Press. e non un’instabilità inerente al sistema di libero mercato. 1994. Torino.. le Choose: A Personal Statement. Memoirs. anche la politica non sarebbe che un “mercato” retto dai principî dell’individualismo metodologico96. Chicago. Penguin Books. Milano. integrale I limiti della libertà. in tale mercato. TEA. Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”. trad. 94 La quale. 6-10) I limiti della libertà. 1963. un suo saggio di storia economica in cui si argomenta come il cattivo management governativo. 1975. natura e appli- 76 . sia stata la causa della “grande depressione” americana: Milton Friedman and Anna Jacobson Schwartz. egli si è occupato soprattutto della riformulazione moderna della teoria quantitativa della moneta e della funzione del consumo (sua è la teoria del “reddito permanente”) –. Buchanan and Gordon Tullock. it. Buchanan95. Teramo. le lezioni del seminario privato di Ludwig von Mises. D. Friedman. seguì anche. The Calculus of Consent: Logical Foundations of Constitutional Democracy. Fondamenti logici della democrazia costituzionale. 1998. The Limits of Liberty. Rusconi. inoltre. parziale (capp. 1980. 1962. L’individualismo metodologico: genesi. per un certo periodo. Sul medesimo. James M. Buchanan. Harmondsworth. The University of Chicago Press. Liberi di scegliere. Libertà nel contratto costituzionale. College Station-London. 1994. Between Anarchy and Leviathan. America’s Great Depression. Milano. Come introduzione al pensiero e all’opera di Friedman vide Antonio Martino. Ann Arbor. Princeton. 1965. trad. ricordiamo le sue memorie. a loro volta. Rothbard. Bologna. it. trad.

però. 1992. indipendentemente dalle rispettive nazionalità reali. Teoria della economia politica. in seguito.leggi altro non sarebbero che contratti consensuali. Roma. Teoria 77 . Macmillan. La Nuova Italia Scientifica. Routledge. Essa è stata recentemente criticata da Walter Block durante la “Mises University 2000”. In particolare. detta anche “psicologica”99 affonda le proprie radici nella prima metà degli anni settanta dell’Ottocento quando vennero pubblicati tre libri. Roma. Morano Editore. ediz. anche storiche.. Menger. i quali segnarono l’inizio di quella che. 1995. Edizioni Scientifiche Italiane. i Grundsätze der Volkswirtschaftslehre (1871) di Carl cazioni. ingl. pp. così come avviene per i contratti stipulati nel libero mercato economico97. Sulla filosofia delle scienze sociali. in “Behemoth”. 1993. (ridotta) The Philosophy of the Austrian School. 19114. tenuta mercoledì 9 agosto nella Ballroom B Right. The Theory of Political Economy (1871). Napoli. 97 Tale idea della politica come mercato è rifiutata dai libertari giusnaturalisti seguaci di Rothbard. svoltasi all’Auburn University Hotel and Dixon Conference Center dal 6 al 12 agosto 2000. e Id. dovrebbero poter avvantaggiare tutte le parti in causa. Si consulti. è stata denominata “rivoluzione marginalista”: The Theory of Political Economy (1871) di William Stanley Jevons (18351882)100. Convenzionalismo e giusnaturalismo nel pensiero politico della Scuola Austriaca. i quali. nella lezione A Critique of Public Choice Government. i cui stessi rappresentanti vengono definiti – dai suoi esponenti storici – economisti “austriaci”. n. London-New York. pertanto. con la formula “scuola austriaca” si suole individuare una tradizione di pensiero. it. 99 Corre l’obbligo di precisare che oggigiorno. Conviene. L’ordine senza piano. trad. Le ragioni dell’individualismo metodologico. in Id. che si avrà modo di chiarire meglio più avanti. risulta centrale il ruolo giuocato dall’indirizzo soggettivistico impresso alla scienza economica dalla scuola marginalista austriaca98. Napoli. 17-36. 1996. inoltre.. Il liberalismo della Scuola Austriaca. 98 Per un’introduzione alla filosofia delle scienze sociali elaborata dai rappresentanti di tale corrente di pensiero si raccomanda la lettura di Raimondo Cubeddu. Tra Scuola Austriaca e Popper. 1-2 (gennaio-giugno 2000). 27. Fasc. Borla. 1994 e Lorenzo Infantino. nell’influsso esercitato sul successivo pensiero libertario americano. Mises. indugiare brevemente per delinearne – quantomeno – i contorni essenziali. Anno XV. idealmente. London. 100 William Stanley Jevons. il saggio di Stefania Mazzone. a causa di tutta una serie di motivazioni. Tale scuola. Hayek. come noto.

Menger (1840-1921)101 e gli Eléments d’économie politique pure (1874) di Marie-Esprit-Léon Walras (1834-1910)102. Editori Laterza. Risiederebbe. Milano. apparsa postuma. quasi della economia politica ed altri scritti. Wien. it.. trad. Unione Tipografico-Editrice Torinese. Il marginalismo. egli aveva già svolto in una ‘memoria’ del 1873. Secondo quanto sostengono Terenzio Cozzi e Stefano Zamagni103. con il titolo Principi di economia politica. ritenuto il fondatore. 78 . Economia politica (1989). infatti. Su di lui si consulti il contributo di Joseph T. 1997. della scuola economica di Losanna. Unione Tipografico-Editrice Torinese. p. 103 Cfr. in totale indipendenza l’uno dall’altro e pur tra profonde differenze metodologiche reciproche. Carl Menger. questa. come altri ritengono. Torino. Bari. rappresentava una continuazione della prospettiva individualistico-utilitarista. peraltro. 2a ediz. che neppure il “principio dell’utilità marginale” – come lo avrebbe definito. Bologna. più ancora che in una versione completa e logicamente coerente della teoria del valore – una versione basata sul concetto di utilità marginale decrescente – sarebbe da rintracciarsi nella maniera in cui essi mutarono la forma del fondamento utilitaristico all’economia politica. 101 Cfr. questa seconda edizione. generalmente. pertanto. nell’asserzione secondo la quale sarebbe stata l’utilità a determinare i prezzi dei beni: una proposizione. Imola. trad. accreditava una specifica versione della visione utilitaristica. cap. Salerno. it. Carl Menger: The Founding of the Austrian School. ciascuno di loro. contiene importanti modifiche ed aggiunte rispetto a quella uscita nel 1871. Società Aperta.). 19943. L’apporto specifico di ciascuno dei tre autori summenzionati. 1966. Torino. che era già stata anticipata da altri autori. 1925. con il titolo Principî di economia politica. i cui punti salienti. pp. Grundsätze der Volkswirtschaftslehre. il Mulino. 55. 1923. Fifteen Great Austrian Economists cit. Wien.. Holcombe (ed. 71-100. in Randall G. 1909. a cura del figlio Karl Menger. inoltre. Principii fondamentali di economia. 1976 e. per la quale il comportamento umano veniva fatto consistere esclusivamente nel calcolo razionale teso alla massimizzazione dell’utilità. assieme all’italiano Vilfredo Pareto (1848-1923). 102 Léon Walras è. Si aggiunga. Principii fondamentali di economia politica. 1871. Terenzio Cozzi e Stefano Zamagni. 6. in ciò l’elemento rivoluzionario introdotto dai marginalisti e non già.

ad uno studio del susseguirsi delle concrete vicende umane. una volta che risultarono sostanzialmente acquisiti i capisaldi dei precetti marginalisti. bensì anche tra la medesima scuola austriaca e quella tedesca. Come si avrà modo di puntualizzare più chiaramente in seguito. dei terreni fertili e/o meglio localizzati rispetto ai mercati. in un contesto scarso ed irriproducibile come la terra. le leggi generali dei fenomeni economici e del loro sviluppo105. per quanto ciò possa apparire paradossale: David Ricardo (1772-1823). tramite comparazioni induttive.un secolo più tardi. la quale – da una prospettiva chiaramente nazionalistica – si adoperava al fine di produrre una sintesi conciliativa fra le dinamiche economiche del sistema capitalistico e la tradizione politico-istituzionale. cui si accennava sopra. infatti. essenzialmente. propria della cultura germanico-prussiana presente nel Reich bismarckiano. se ne era servito per formulare la propria teoria della rendita104. 105 È forse il caso di annotare come. bensì come rendita differenziale. Tale antitesi scaturiva. la scuola economica austriaca si oppose anche all’interpretazione che. ne dava la scuola di Cambridge nella persona di John Maynard Keynes (1883-1946). la quale estese detto principio sino a farlo diventare il principio regolatore della distribuzione del reddito fra tutti i fattori produttivi. Tale definizione della rendita come ‘prezzo di scarsità’ costituì proprio il punto di partenza della successiva analisi marginalista. Friedrich von Wieser – sarebbe sorto con il marginalismo. secondo la quale il valore dei beni – problema princeps della riflessione economica – dipendeva da considerazioni soggettive e. rappresentata dallo “Stato di polizia” e dalla concezione hegeliana dello “Stato etico”. dal quale far. come appunto pretendeva la scuola storica tedesca. 104 79 . peraltro. Teoria secondo la quale la rendita dei proprietari terrieri era da intendersi non come rendita assoluta. in origine. non poteva essere risolto riducendolo unicamente. derivare. ossia come guadagno differenziale dovuto alla limitatezza. ciò che. caratterizzò la “rivoluzione marginalista” fu una netta contrapposizione che si sviluppò non solo tra la scuola austriaca dell’economia e quella classica. dalla constatazione. pertanto. attraverso un ribaltamento della “legge degli sbocchi” (loi des débouchés) formulata da Jean-Baptiste Say (17671832) – secondo la quale “l’offerta crea la propria domanda” –. poi.

rispetto a Jevons e Walras – della legge dell’utilità marginale. la concezione soggettivista di ogni processo di azione umana. e non tanto. Il medesimo Huerta de Soto. simultaneamente. per lo studioso austriaco. furono enunciate da Jevons e Walras.Secondo quanto sostenuto da Jesús Huerta de Soto106 – attualmente considerato come uno degli esponenti più rappresentativi della scuola austriaca dell’economia –. imprescindibile “disomogeneizzare” tale teoria dell’utilità marginale. in “L’Opinione”. In effetti – osserva sempre Huerta de Soto –. il contributo più originale che Menger dette alla scienza economica fu. e parallelamente. Al contrario. in Jevons e Walras l’utilità marginale risultava essere una semplice “aggiunta” in un modello matematico di equilibrio all’interno del quale il processo umano di azione brillava per la propria assenza e che. il “principio dell’utilità marginaCfr. si manteneva inalterato indipendentemente dal fatto che nel medesimo si introducesse o meno la legge dell’utilità marginale. bensì anche l’insieme delle scienze sociali teoriche. per Menger la teoria dell’utilità marginale si configurava come una necessità ontologica o conseguenza essenziale della sua concezione del processo dinamico dell’azione umana107. ristampato. con il titolo La Scuola Austriaca. nota 8. 108 Cfr. ritiene. Jesús Huerta de Soto.. il suo scoprimento – indipendentemente. come si è sostenuto fino ad oggi. in Id. 21. una teoria dell’azione ed una della conoscenza umana – poteva. Di conseguenza – nota correttamente Raimondo Cubeddu108 –. 106 107 80 . oltretutto. Estudios de Economía Política cit.. Nella prospettiva di Menger. la quale concerneva non soltanto la scienza economica. p. dalle leggi di utilità marginale le quali. la “teoria dei valori soggettivi” – alle cui fondamenta si ponevano. Ciò perché la teoria soggettivista del valore e lo scoprimento della legge dell’utilità marginale non rappresentavano se non l’evidente corollario della concezione soggettivista del processo di azione che si deve esclusivamente a Menger. pertanto. però. Raimondo Cubeddu. venire intesa come punto di riferimento di una svolta gnoseologica. pertanto. nella maniera in cui essa venne originariamente sviluppata da Menger. Una scuola liberale che parlava austriaco. giugno 1992. Ibidem.

113-122. in quanto connesso alla “teoria dei valori soggettivi”. 15).. and Time. A tale teoria. parte prima. della quale si segnala. che era diretta a dimostrare dialetticamente la presunta contraddittorietà intrinseca del sistema capitalistico.. come detto. infatti. per l’appunto. pp. 11-27 – che l’autore fu spinto a scrivere dal vivace dibattito alimentato dall’incapacità di Marx a risolvere il problema di come i valori delle merci potessero essere trasformati nei prezzi di produzione: ovvero. alle pp. 15-26 (la citazione è tratta dalla p. Garrison. sarebbe stato definito. Firenze. si connettevano conseguenze. 1971] trad. in particolare. Interest. aveva sviluppato la tesi secondo la quale il valore di una merce sarebbe stato determinato dalla quantità di lavoro umano “astratto” incorporata in essa in quanto “socialmente necessaria” per produrla. in seguito. Unión Editorial. 8. il già citato Friedrich von Wieser (1851Tra Scuola Austriaca e Popper cit. tra i cui massimi esponenti si possono menzionare Eugen von BöhmBawerk (1851-1914)109. La Nuova Italia. Fifteen Great Austrian Economists cit. Madrid. non conobbero una sistematizzazione univoca e compatta. 2000. portata avanti dalla scuola austriaca dell’economia. Zum Abschluss des Marxschen System (1896). Il saggio di Böhm-Bawerk costituisce la replica alla teoria marxiana del plusvalore. I summenzionati principî economici. di carattere sia economico che politico. in Randall G. it. [trad. dette vita a quella tradizione di ricerca che è stata. Tale affermazio- 81 . I. “il problema della trasformazione”. cap. Del noto economista austriaco è stata recentemente pubblicata la traduzione in castigliano di un’opera – Eugen von Böhm-Bawerk.). pp. la presentazione redatta a cura di Juan Marcos de la Fuente. spagnola La conclusión del sistema marxiano. destinate a mutare il tradizionale quadro di riferimento delle scienze sociali in generale e del liberalismo in particolare: l’affermazione di quello specifico approccio che più tardi sarebbe stato definito “individualismo metodologico”. così. Kritik der politischen Öconomie. Vv. Una di queste diverse interpretazioni del marginalismo – quella di Menger –. bensì furono sviluppati ed approfonditi da prospettive sensibilmente differenti. Karl Heinrich Marx (1818-1883). cap. quello che. a coincidere con una teoria generale dei beni e dei bisogni a sua volta fondata sull’assunzione della sovranità del consumatore. Economia borghese ed economia marxista. Holcombe (ed. in Aa. come noto.. finiva per costituire la premessa di una concezione individualistico-liberale il cui nucleo andava. in seguito.le”. Eugen von Böhm-Bawerk: Capital. Nel primo volume del suo Das Kapital. 109 Per un ritratto di questo autore si può consultare Roger W.

pur nel profondo rispetto per il proprio antagonista. 221-294. pubblicato incompleto nel 1894. di demolire tutte le argomentazioni ed arguzie di cui Marx si era servito per attribuire al proprio sistema un crisma di “scientificità”. Schumpeter. 331-399. Requiem for Marx. insieme. conseguentemente. cálculo económico y función empresarial. il saggio di Murray N. appunto. infatti. The Analytical Marxist on Freedom. II. contrastava apertamente con i dati forniti dall’esperienza. anzi. Unión Editorial. andavano a costituire il secondo volume) furono dati alle stampe postumi. a suo dire. Applications and Criticism from The Austrian School. volume il quale contiene. il quale era incentrato sull’analisi del processo complessivo della produzione capitalistica. pertanto. Vol. cosa che egli si proponeva di dimostrare opportunamente negli ulteriori volumi della propria opera. 4 (1990). e Yuri N. la teoria del saggio medio di profitto e dei prezzi di produzione. tuttavia. alle pp. sia come persona che come pensatore. tanto meno. 123-179. rilevava Böhm-Bawerk. The Logic of Action cit.. pp. l’enigma non sarebbe stato chiarito né nel secondo libro. Karl Marx: Communist as Religious Eschatologist. Böhm-Bawerk riprese la critica alla teoria marxiana del valore e del plusvalore. pp. come del resto lo stesso Marx era disposto a riconoscere. nel successivo ed ultimo. uscito nel 1885 e dedicato allo studio del processo di circolazione del capitale. a cura del suo intimo collaboratore Friedrich Engels (1820-1895). dei tre libri che componevano Das Kapital. 1990. Resurrecting Marx. e poi ristampato in Murray N. consisteva proprio nel fatto che il terzo libro del Capitale smentiva il primo. si sarebbe trattato di una contraddizione solo apparente. 181-191. Entrambi i libri (che. secondo il giudizio espresso dal suo celebre allievo Joseph A. Viceversa. si prefiggeva di portare alla luce i gravi vizi logici e le numerose contraddizioni poste alla base del pensiero economico marxiano e. Vol. Ciò nonostante. che nel terzo libro veniva fatto gravitare. non poteva essere riconciliata con la teoria del valore. Ludwig von Mises Institute. 1992. politicamente professava idee socialiste ne. sui prezzi di produzione. viene condotta in Jesús Huerta de Soto. Rothbard. In Zum Abschluss des Marxschen System – che. Alla luce.). Madrid. elaborata già dodici anni prima in Geschichte und Kritik der Kapitalzins-Theorien (1884). l’autore austriaco insisteva nel sostenere che la contraddizione nell’ipotesi formulata dal filosofo tedesco permaneva ed. Auburn. Exploitation. era aggravata dalle idee espresse nel terzo libro e. 1993. originariamente apparso su “The Review of Austrian Economics”. si consulti. and Justice. la puntuale analisi critica della teoria economica marxiana che. sulla scorta dell’opera misesiana. rappresentava “la critica a Marx per eccellenza” –. Maltsev (ed. New Brunswick-London. una storia genetica dell’indagine marxiana fino alla sua strutturazione definitiva che tenga conto della specifica 82 . pertanto. inoltre. Tuttavia. la “grande contraddizione” che stava alla base dell’opera marxiana. Socialismo. anzi.1926) – il quale. tra gli altri. Transaction Publishers. pp. né. Rothbard. Sulla filosofia politico-economica marxiana si vedano David Gordon.

ediz. Auburn. Salerno. Yale University Press. Unione Tipografico-Editrice Torinese. Nationalökonomie: Theorie des Handelns und Wirtschaftens. 19672. trad. Vol. in “The Quarterly Journal of Austrian Economics”. Liberalismo. del resto. 1 (Spring 1999). Il trattato sull’economia di Mises fu anche. e München. più ricca delle due successive del 1963 e del 1966 alle quali Mises apportò numerosi cambiamenti ed omissioni. Chicago. An Economic and Sociological Analysis. Jena.. trad. it. 1989. ingl. Torino. trad. 1927. 110 Gli odierni libertari di tradizione austriaca tendono. 580-591. Human Action: a Treatise on Economics. ingl. in particolare si veda la Parte VII.di tipo “fabiano”110. New Haven and London. 3rd edition. Id.. Analisi economica e sociologica. non abbracciò la svolta soggettivistica fatta propria. 111 Ricordiamo alcune tra le opere più importanti di questo pensatore. nell’occasione del cinquantenario dell’opera. Frankfurt. significativamente. Id. a cura di Tullio Bagiotti. it. per quanto concerne Hayek. Digressioni critiche. 1971. it. tuttavia. 1922. Genève. Socialism. trad. d’altra parte. a misconoscerne o. Rubbettino. Soveria Mannelli. mentre dal punto di vista economico. metodologia adottata dal filosofo tedesco – a sua volta collegata all’uso della dialettica hegeliana debitamente “rimessa a testa in su” – e che presenti anche una ricostruzione accurata del dibattito sorto e sviluppatosi attorno all’opera di Marx. Per una ricostruzione dettagliata della complessa ed articolata genealogia che da Menger conduce sino a Rothbard e. si rimanda a Joseph T. Europäische Verlagsanstalt – Wien. a ridurne l’influenza sul proprio pensiero sia politico che economico. la summa di tutto il suo pensiero. 1949. Rusconi. 1959. Il problema del lavoro qualificato. 1981. Liberty Fund. poi. condotta sulla base della prima versione americana del 1949. 1963. Liberalismus. e da esso – con le parole del curatore italiano – traspare. Yale University Press. 1966. 2. Scholar’s Edition. 1940. 1997. 1980. “in certo 83 . 1962. Éditions Union. The Free and Prosperous Commonwealth. pp. New Haven. No. Die Gemeinwirtschaft. Untersuchungen über den Sozialismus. che più di ogni altro ha influito sulla cultura liberale e libertaria in America: Ludwig von Mises. Yale University Press. in pratica. Milano. pp. dagli altri marginalisti austriaci – e Ludwig von Mises (18811973)111. ediz. in quest’ultimo caso si tratta di un’edizione critica. L’azione umana: trattato di economia. New Haven. Jena. § I. Indianapolis. così come. XXXI. The Place of Mises’s Human Action in the Development of Modern Economic Thought. 35-65. ediz. Socialismo. Henry Regnery. per contro. Editori Laterza. Europa Verlag. Zur Entstehungsgeschichte des Marxschen “Kapital” (1955). è offerta nello studio di Roman Rosdolsky. Bari. Genesi e struttura del “Capitale” di Marx. La critica di Böhm-Bawerk. it. Ludwig von Mises Institute. Philosophia Verlag. cap. comunque. come Mises fosse.. 1999. 2nd edition. agli attuali economisti del Ludwig von Mises Institute. ingl.

Id. Onnipotent Government. cap. it.. Ludwig von Mises: Scholar. The Essential von Mises.). 1969. Macerata. The Road to Serfdom. Rizzoli. 1944. it. 1973-79. London. è per tanta parte indeterminazione. 1948. Legislation and Liberty (3 vols. Routledge & Kegan Paul. 1960. Gower. Vallecchi. it. Da qui l’intransigenza metodologica dell’Autore. La via della schiavitù. Riflessioni per oggi e per domani. Politica economica. Armando Editore. Yale University Press. e Id. Milano-Roma. 1995. Roma. 112 Queste le opere principali dello studioso austriaco: Friedrich August von Hayek. “Pur accettando il professato neutralismo dell’Autore rispetto ai valori. The Rise of the Total State and Total War. 1979. Economic Policy. Milano. Creator. oggi. London. The Constitution of Liberty. SEAM. Lo Stato onnipotente. Chicago. Roma. London. nondimeno è palese come la disputa abbia avuto origine politica. 2000. liberilibri. 1988.. Aldershot.Inoltre – per concludere brevemente –. Bureaucracy cit. premio Nobel per l’economia nel 1974. Ludwig von Mises: The Dean of the Austrian School. 1999. 1995. 1982. sempre risolventesi in perfetta circolarità” (contenuto in Ludwig von Mises.. 1972. se il neutralismo economicistico ci ha abituati a vedere nella disputa sul metodo fra la scuola austriaca e la scuola storica tedesca momenti dialettici che potrebbero presentarsi in ogni epoca. in quanto. trad. Thoughts for Today and Tomorrow.. trad. Routledge & Kegan Paul. Routledge & Kegan Paul. it. non sfugge come la certezza apodittica cui approda il suo metodo sia anche una scelta nella storia umana. Holcombe (ed. Una nuova enunciazione dei principi liberali della giustizia e 84 . vi-vii). nuova edizione. University of Chicago Press. Di Mises si vedano. 1948. Ludwig von Mises Institute. tenute presso l’Università di Buenos Aires nel 1958. 1973. Friedrich August von Hayek (1899-1992)112. La società libera. pp. Id. Su Mises si consultino Murray N. in Randall G. Id. pp. South Holland. Oakley R. 1944. Rusconi. Bramble Publisher. 1998. e l’antologia di recente pubblicazione L’innocenza del mercato. a cura di Massimo Baldini. 2nd edition. it. 143-165.. in lui diviene esplicita la critica alle implicazioni politiche derivate dalla teoria del valore marxiana. Law.. trad. Ludwig von Mises: fountainhead of the modern microeconomics revolution. Hero.. l’anti-Marx”. Milano. trad. Lansing. non ci si può esimere dal ricordare l’opera svolta dallo studioso.. inoltre. la raccolta di lezioni. Id. legislazione e libertà. Legge. Id. Auburn. L’azione umana cit. 10. mentre l’esperienza insegna che solo la certezza serve alla critica e ai principî di un’economia che pretenda essere politica e conquistare le menti. Rothbard. a differenza dei rilievi meramente tecnici mossi da Böhm-Bawerk. London. Rusconi. trad. senso. […] Il marginalismo. Libertarian Press. 1988. Difatti. Id. nonché Eamonn Butler. Verso la servitù. Firenze. La nascita dello Stato totale e della guerra totale.).. Fifteen Great Austrian Economists cit.. Individualism and Economic Order. in quanto impegnato nelle tortuose retrovie delle scelte.

1986 e Milano. Id. cioè. Armando Editore.8. contro la quale rivendicava l’imprescindibile funzione svolta dalla teoria nello studio delle questioni economiche. 1986. politica. pp. Edizioni Studio Tesi. 12. trad. contenuto in Randall G.. Roma. quella specifica tradizione di ricerca che viene generalmente individuata con il nome di scuola austriaca dell’economia rappresentò. inoltre. 1989. Holcombe (ed. Hayek. Presupposti metodologici e teorie politiche nel liberalismo della scuola austriaca: la figura di Ludwig von Mises Per quanto il percorso seguito dalla scienza economica negli ultimi duecento anni non sia certo stato scorrevole. Id. si veda. e Raimondo Cubeddu. it. Tali svolte costituirebbero. 1995.). Fifteen Great Austrian Economists cit. economia e storia delle idee. il Saggiatore. Vienna e Losanna sul finire del XIX secolo. Pordenone. His Contribution to the Political and Economic Thought of Our Time. cap. Come si anticipava poco fa. Hayek. London. it. al tempo stesso. Roma. Politics.. il saggio di Peter G. F. Milano. in grande considerazione la ricerca di uniformità nella vita economica e. Klein. piuttosto. trad. Sul pensiero di questo autore sono disponibili i volumi di Eamonn Butler. Routledge & Kegan Paul. le fratture che vi si sono manifestate non avrebbero condotto in alcun modo al configurarsi di un qualcosa che possa propriamente essere definito come una “rivoluzione”. Borla. 1983. Routledge. 1978. London. Economics and the History of Ideas. Mondadori. 1988. all’interno del nuovo criterio direttivo che si sviluppò in seguito agli studi avviati quasi contemporaneamente a Londra. Rusconi. 181-194. trad. 85 . A. Milano. Essa teneva. Hayek: Austrian Economist and Social Theorist. 1997. secondo l’opinione di alcuni studiosi. New York. una sorta di ‘pietre miliari’ in corrispondenza delle quali gli studiosi della disciplina si sono posti nuovi quesiti ed hanno individuato alternative modalità di soluzione alle questioni precedenti. tuttavia. considerava necessario l’impiego del metodo deduttivo (“compositivo”) oltre che di quello della economia politica. von Hayek. Friedrich A. The Fatal Conceit: the Errors of Socialism. 1988. it. New Studies in Philosophy. La presunzione fatale: gli errori del Socialismo. una reazione alla scuola storica tedesca. Friedrich A. innanzi tutto. Nuovi studi di filosofia..

addirittura. L’indirizzo classico. 1884. infatti. trad. nel caso di Jevons. Bologna. spiegando. cit. esso si originò come vera e propria ‘sfida’ nei suoi confronti. 131. per contro. Il metodo della scienza economica. Epochs of Economic Theory. p. il Mulino. William Stanley Jevons. nota 2. assumeva il Si confronti. piuttosto. che si basavano con evidenza sulla teoria del valore-lavoro. La spiegazione di tale ribellione sarebbe da ricercarsi – a parere di Dasgupta – in ben altro che nel mutare degli eventi. La teoria economica da Smith a Keynes. Osserva in proposito Amiya Kumar Dasgupta114 come. trad. 1987. it. essa – o. è da individuarsi proprio in tale ragione se essa viene. Carl Menger. Macerata. Leipzig. Basil Blackwell. 115 Cfr. talora. di conseguenza. sotto l’aspetto metodologico. che costituisce la replica alle tesi sostenute da Schmoller. liberilibri. Torino. Pertanto. 1937. Duncker & Humblot. una delle sue correnti interne – si ricollegava all’indirizzo che era stato proprio dell’economia politica classica. nell’ambito della teoria economica. cosa della quale fornirebbe testimonianza incontrovertibile l’acredine con cui egli denunciò il sistema ricardiano115. Milano. l’appellativo di “oggettivistico”. 1991. Leipzig. it. il nuovo sistema marginalista in realtà rappresentò. Id. pertanto. The Theory of Political Economy. in merito alla disputa metodologica (Methodenstreit) sorta fra Carl Menger e Gustav Schmoller (1838-1917). Duncker & Humblot. aggiudicandosi. Die Irrtümer des Historismus in der Deutschen Nationalökonomie. Untersuchungen über die Methode der Sozialwissenschaften. nuova edizione. Oxford. 1883. una netta opposizione alla scuola classica dell’economia politica ed. und der Politischen Ökonomie insbesondere. 1985. 31. Gli errori dello Storicismo nell’economia politica tedesca. trad. Sul metodo delle scienze sociali. p.. ritenere che i marginalisti diffidassero di certe implicazioni sociali. impropriamente designata come “neo-classica”. 1996. di una sorta di “rivolta”. si sia trattato.. si poneva dalla prospettiva del produttore. Il nuovo corso. Sembrerebbe plausibile. quantomeno. Amiya Kumar Dasgupta. Tuttavia. Rusconi. il valore dei beni in base agli elementi ‘oggettivi’: il costo di produzione ed il lavoro incorporato nelle merci (teoria del valore-lavoro). 113 86 . anzi. implicite alle asserzioni classiche.induttivo113. it. Unione Tipografico-Editrice Torinese. 114 Cfr. trad.

punto di vista del consumatore e concentrava la propria attenzione sulla valutazione che questi compiva dei beni e dei servizi che venivano offerti sul mercato. Il marginalismo spiegava, pertanto, il valore dei beni in base alla utilità (teoria del valore-utilità) che ad essi veniva attribuita dal soggetto, in vista del soddisfacimento dei propri bisogni. In questo secondo caso si faceva riferimento, cioè, ad elementi ‘soggettivi’, quali il soddisfacimento dei bisogni e l’utilità intesa come capacità dei beni a soddisfare tali bisogni: di qui l’attributo “soggettivistico” con cui si suole designare il suddetto indirizzo. Tale denominazione ne riflette, peraltro, tutto l’orientamento di pensiero. Contrariamente alla tradizione classica, legata agli aspetti oggettivi della vita economica (produzione, offerta, costo), esso poneva in primo piano l’indagine degli aspetti soggettivi: consumo, domanda, utilità. A tale proposito, pare opportuno un inciso in cui segnalare l’individuazione, da parte di Jesús Huerta de Soto116, del primo teorico che enunciò in maniera compiuta la legge dell’utilità marginale nel sacerdote catalano Jaime Luciano Balmes (1810-1848), il quale divenne – durante la sua breve vita – il filosofo tomista spagnolo più in vista del proprio tempo. Egli, seguendo la tradizione soggettivista degli scolastici spagnoli dei secoli XVI e XVII, ventisette anni prima dello stesso Carl Menger, non solo giunse a risolvere il cosiddetto “paradosso del valore” degli economisti classici inglesi117, ma addirittura espose, in tutti i suoi dettagli, la teoria soggettiva del valore basata sull’utilità marginale nel proprio articolo, pubblicato il 7 di settembre del 1844, intitolato Verace idea del valore o riflessioni sull’origine, la natura e la varietà dei prezzi118.
116

nota 8.

Cfr. Jesús Huerta de Soto, Estudios de Economía Política cit., p. 22,

Tale paradosso – di origine smithiana ma rimasto insolubile anche per tutti gli altri economisti classici – consisteva nella constatazione che l’acqua, pur detenendo un’elevata utilità, aveva un prezzo molto basso rispetto al diamante, la cui utilità pratica era, tuttavia, assai inferiore (il medesimo contrasto era stato riproposto, da Ricardo, anche tra ferro ed oro). 118 Vedasi anche Lucas Beltrán Flórez, Historia de las Doctrinas Económicas, Barcelona, Editorial Teide, 19894, pp. 230-236, cui spetta la primogenitura
117

87

Può forse rivestire un qualche interesse ricordare come, d’altra parte, un antecedente precursore dei teorici del valore-utilità si era avuto nell’abate italiano Ferdinando Galiani (1728-1787), il quale espose tale principio nel proprio saggio Della moneta, pubblicato a Napoli nel 1751119. Egli fondava, infatti, la teoria del valore dei beni sull’influenza concomitante di utilità (domanda) e rarità (offerta) nel tentativo di dimostrare come da tale concatenazione prendesse origine “il grande, notevole ed utilissimo effetto dell’equilibrio del tutto”. Spetta proprio al Galiani l’aver accentuato la dipendenza del valore dei beni dalla loro utilità, finendo in tal modo per anticipare – di ben centoventi anni – la teoria alla quale successivamente pervenne, sviluppandola, l’indirizzo marginalistico. Anch’egli indicò, inoltre, la via da seguire per il superamento del già citato “paradosso del valore”. In relazione a quanto sin qui esposto, si può pertanto osservare come, da una parte, si veda confermata la centralità della cultura mediterranea e neolatina riguardo a tali categorie economiche e, d’altro canto, come appaia ridimensionata la lettura secondo la quale si intendeva ipotizzare una presunta ragione politico-sociale alla base dello spostamento di fuoco operato, nell’analisi del concetto di valore, da parte delle scuole di orientamento marginalista. Ciò detto, è opportuno precisare come, d’altra parte, è pur vero che i classici non ignoravano affatto la rilevanza dell’utilità nella
della rivendicazione di tale paternità ispanica della teoria dell’utilità marginale. Corre l’obbligo di segnalare, d’altra parte, come un’ulteriore anticipazione – di circa un decennio rispetto a quella formulata da Balmes – nell’enunciazione della teoria dell’utilità marginale sia ravvisabile nell’opera di F. W. Lloyd, A Lecture of the Notion of Value (1834), in “The Economic Journal”, May 1927, come viene opportunamente precisato da Amiya Kumar Dasgupta, Epochs of Economic Theory, trad. cit., p. 127. Gli studi del Balmes cui si fa riferimento sono contenuti in Jaime Luciano Balmes, Verdadera idea del valor o reflexiones sobre el origen, naturaleza y variedad de los precios (1844), in Id., Obras Completas, Madrid, B.A.C., 1949, volumen V, pp. 615-624. 119 Cfr. Ferdinando Galiani, Della moneta, Napoli, 1751, in “Raccolta Custodi”, Tomo X, Parte moderna, Tomo 3; ristampato a Bari, Editori Laterza, 1913.

88

spiegazione del valore. Il già citato paradosso smithiano poneva di fronte ad un’apparente antinomia fra due distinti valori: il “valore d’uso” ed il “valore di scambio”. Ebbene, secondo i pensatori classici soltanto il primo dei due aveva una connessione con la nozione di utilità, che essi, pertanto, interpretavano come semplicemente una condizione del valore di scambio. Detti studiosi, infatti, si inoltrarono ben poco al di là di tale constatazione, che è poi quella di fronte alla quale – generalmente – si ferma anche il produttore, il cui punto di vista si trova al centro delle elaborazioni degli economisti classici120. Quanto si è sinteticamente trattato fino al presente momento riguardava le teorie prettamente economiche della scuola austriaca. Tuttavia è importante, adesso, porre in evidenza anche taluni passaggi fondamentali che segnano il discrimine tra la filosofia politica dei suoi rappresentanti storici, pur sempre d’impronta liberale classica, rispetto a quella libertaria la quale caratterizza, per contro, una larga parte del nuovo corso di studiosi dalla ‘rinascita’ di tale corrente di pensiero negli Stati Uniti dopo il secondo conflitto mondiale121. Si è già accennato, difatti, agli economisti che fanno capo al Ludwig von Mises Institute, i quali si ritengono i depositari della lezione ortodossa del marginalismo austriaco. Essi riconoscono come propria una tradizione in linea retta che da Menger giunge sino a Rothbard, passando esclusivamente per Böhm-Bawerk e, poi, per Mises, e rifiutano, per contro, qualsiasi tipo di legame teorico diretto con l’opera, ad esempio, di Wieser o del suo allievo
Il produttore sa bene, infatti, che se egli fabbricasse cose non aventi alcuna utilità per gli individui esse risulterebbero prive di qualsivoglia valore e non avrebbero, conseguentemente, alcun prezzo. In altre parole, egli ha presente che l’utilità di una merce è il presupposto, o “condizione”, del valore di questa. Tuttavia, difficilmente riesce a cogliere l’aspetto per cui l’utilità giuoca un’influenza determinante anche sulla misura di tale valore, oltre che sulla sua mera esistenza. Ciò lo pone – come fu per gli economisti classici – in una via senza uscita, allorché si trova di fronte al “paradosso del valore” smithiano. 121 Si consulti, in proposito, lo studio di Karen I. Vaughn, Austrian Economics in America: The Migration of a Tradition, New York, Cambridge University Press, 1994.
120

89

a cura di Dario Antiseri. una lista dei “membri regolari” di tale seminario viennese si trova nella premessa all’edizione italiana di Ludwig von Mises. Notes and Recollections. essendo egli stato allievo di Mises (cosa che. South Holland. come l’unico ordinamento politico-sociale compatibile con una reale economia di libero mercato –. l’influenza dell’anarchismo – da essi giudicato. entrambi. quali. 100. tuttavia. anche al suo già citato saggio The Place of Mises’s Human Action in the Development of Modern Economic Thought.. l’anarchismo e la dottrina del diritto naturale. al quale. sulle orme di Rothbard. del resto. oppure con quella di Israel M. A tal proposito. edited by Margit von Mises. il legame che essi sentono con il pensiero di Ludwig von Mises è eccezionalmente intenso. Per quanto riguarda l’articolazione di tali rapporti. su di una conversazione avuta con Joseph Salerno durante la “Mises University 2000” e sulla sua lezione “Human Action” in the History of Thought. p.Hayek. nella teoria economica austriaca esclusivamente da Rothbard. alcuni dettagli tuttaltro che secondari – come l’intestazione del proprio Istituto al noto economista (il quale è stato. svoltasi venerdì 11 agosto 2000 nella Meeting Room E dell’Auburn University Hotel and Dixon Conference Center. Libertarian Press. 10. essenzialmente. si rimanda. totalmente assenti in Mises ed introdotti. ci si è basati. per contro. siano. in particolare. giungono a negare perfino allo stesso Hayek122). 90 . viceversa. In particolare. p. il cui elenco completo dei partecipanti è contenuto nell’opera postuma di Ludwig von Mises. questi fu influenzato da altri orientamenti di pensiero. Socialism cit. recentemente proclamato “libertario del secolo” dalla rivista “Liberty”) – confermano in maniera evidente. la tradizione anarco-individualista americana del XIX secolo – di cui si è già detto – e la filosofia di Ayn Rand. Kirzner. al riguardo. è opportuno – tuttavia – sottolineare come i due postulati fondamentali sui quali poggia la loro teoria politico-economica. riconoscono una relazione con la linea purista. essa emerge conseguentemente in merito al connesso problema dell’impiego coercitivo della forza quale risoluzione delle 122 Ciò sebbene quest’ultimo avesse partecipato al famoso Privatseminar tenuto da Mises a Vienna negli anni venti e trenta. 1978. comunque. rispettivamente. tra l’altro. della quale si avrà modo di parlare più avanti. come. Per quanto concerne.

potrebbe rendere impossibile qualsiasi società. I fondamenti di una politica liberale. emblematizzata dal cosiddetto “assioma di non aggressione”. quanto indispensabile nella vita politica. sotto la denominazione di Libertarianism: “Qualsiasi convivenza risulterebbe impossibile se coloro che desiderano la sopravvivenza della cooperazione sociale. nell’intento di riacquisire l’adeguata prospettiva della relazione che intercorre tra il pensiero politico conosciuto come “austro-liberalismo” e l’ideologia nota. a suo avviso. 123 91 . a meno. Lo Stato e il governo. 1. forse. poiLudwig von Mises. 6869. converrà. nell’economia. l’inevitabile prezzo da pagare per il mantenimento dell’ordine in una società. affidarci direttamente alle parole di Ludwig von Mises. 67-72 (la citazione è tratta dalle pp. da liberale. e come. d’altro canto.controversie a garanzia della stabilità sociale. pp. D’altra parte. giacché questo era. una minoranza di individui asociali. fossero costretti a rinunciare all’uso della violenza e della coercizione nei confronti di questi soggetti antisociali allo scopo di impedire loro di affossare l’ordinamento sociale. ossia di persone che non sono disposte o non sono in grado di fare i sacrifici momentanei che la società chiede loro. per contro. cap. secondo la sua lezione. Al riguardo. Liberalismo cit. rappresenta l’elemento centrale attorno al quale ruota tutta la filosofia libertarian contemporanea. L’istituzione sociale che mediante l’uso della coercizione e della violenza costringe i soggetti antisociali ad attenersi alle regole della convivenza sociale si chiama Stato”123. se s’intendeva conservare una dose di realismo. Se così fosse. Senza l’uso della coercizione e della violenza nei confronti dei nemici della società sarebbe impossibile la convivenza umana. egli lo abbia reciso nettamente nell’affermare. § 7. nonostante tutto. lo Stato era tanto dannoso.. Dalle parole di Mises emerge chiaramente come egli avesse ben presente il nodo gordiano posto dal ricorso alla coercizione nella gestione dei rapporti sociali umani. il corsivo è nostro). e si comportano di conseguenza. che di quell’istituzione non si poteva fare. la cui totale e definitiva abolizione dal contesto dei rapporti umani.

e che dietro le regole che è necessario osservare per assicurare la libera cooperazione umana deve esserci la minaccia della violenza. Bisogna essere in grado di costringere con la violenza ad adeguarsi alle regole della convivenza sociale chi non vuole rispettare la vita. Esso sarebbe realizzabile solamente in un mondo di angeli e di santi. Il liberalismo non è anarchismo. […] L’anarchismo misconosce la vera natura dell’uomo. l’ordinamento giuridico e il governo siano istituzioni superflue […]. Non ha niente in comune con le assurde illusioni degli anarchici. affrontando direttamente la questione dell’anarchia: “Esiste tuttavia una setta la quale crede che si possa rinunciare senza alcun pericolo a qualsiasi tipo di ordinamento coercitivo. Egli – ad esempio – scriveva altrove. pp. Sono questi i compiti che la dottrina liberale assegna allo Stato: la protezione della proprietà. il tono inequivocabilmente perentorio delle sue frasi attribuisce loro. 69-71 (il corsivo. Gli anarchici ritengono che lo Stato. Eodem loco. e basare la società interamente sulla obbedienza volontaria alle leggi etiche. esso può rivelarsi indubbiamente utile per svariati altri impieghi. Per quanto il tipo di anarchia cui Mises faceva riferimento fosse quella di matrice collettivista. questa volta. Dobbiamo enfatizzare questo punto perché gli statalisti qualche volta cercano di scoprire una somiglianza. si trova nel testo origi- 92 . della libertà e della pace”124. Il liberalismo non è così pazzo da mirare all’abolizione dello 124 nale). se non si vuole che ciascun individuo sia in grado di distruggere l’intera struttura sociale. il liberalismo ha le idee perfettamente chiare sul fatto che senza l’uso della coercizione l’assetto della società sarebbe messo in pericolo. la salute o la libertà personale o la proprietà privata di altri uomini. ciò nondimeno.ché – la similitudine è sua – per quanto l’acido solforico non sia certamente adatto ad esser bevuto o usato per lavarsi le mani. ci pare. una valenza generale. L’anarchico sbaglia però quando suppone che tutti gli individui senza eccezione siano disposti a osservare volontariamente queste regole. L’esponente della scuola austriaca così proseguiva. sempre sul medesimo tema: “Il liberalismo differisce radicalmente dall’anarchismo.

74-75. quale fonte d’ispirazione e di riferimento ideale. nell’interpretazione di Mises. la loro filosofia politica approda. 3. per contro. 9.. Paradossalmente. come il pensiero di Rothbard si ponga. da parte degli ideologi del moderno Libertarianism anarchico statunitense. È il compito del governo proteggere il sistema sociale contro gli attacchi di coloro che progettano azioni dannose al suo mantenimento e funzionamento”125. infatti. Id. – in maniera totale e vincolante – sull’istituto della proprietà privata. parte II. cap. Come si vede. 76-77. a sua volta. Lo Stato onnipotente cit. piuttosto. ma anche nettamente al di fuori della tradizione liberale in genere. Ulteriori fonti e contributi alla filosofia libertaria: da Albert Jay Nock ad Ayn Rand Proseguendo questa carrellata di nomi e dottrine nell’intento di arricchire ulteriormente il panorama genetico della tradizione libertaria americana. I liberali riconoscono pienamente che non potrebbe esistere nessuna cooperazione sociale e nessuna civiltà senza una certa quantità di costrizione e di coercizione.. 93 . pp. qui schematicamente delineato. la dottrina liberale ritiene che lo Stato serva a preservare la pace. Concetti analoghi si trovano espressi da Mises in altre sue opere di argomento politico come. pp. nonostante i continui richiami formali ai classici del pensiero liberale. Socialismo cit. non soltanto in contrasto con quello del proprio maestro – dal quale iniziò a distinguersi progressivamente fino ad opporvisi in maniera compiuta a partire dall’inizio degli anni settanta in poi –. cap. esso è foriero di guerre e di violenze d’ogni sorta. § 1. riguardo a detta questione. ad una concezione della convivenza sociale basata sulla democrazia diretta.Stato. § 3. la quale viene fondata.. a giudizio di chi scrive. parte I. occorre men125 Ludwig von Mises. Ad avviso degli anarcocapitalisti. In tale prospettiva appare chiaro. 2. ad esempio.

126 94 . editore. studioso di lingua e letteratura francese.. citata supra nella nota 13. One is a Crowd: Reflections of an Individualist. Nock. fra l’altro. trad.. 1980. New York. una delle figure intellettuali più controverse del Novecento americano.... On Doing the Right Thing and other essays. essi impersonarono per quasi un trentennio la coppia libertaria più autorevole d’America. di Albert J. Free Speech and Plain Language. New York. Our Enemy. Id. L’altro è l’appropriazione senza compenso della ricchezza prodotta da altri. Id. Devin-Adair. Brace. 37). Albert Jay Nock: The Superfluous Anarchist. 1959. 127 Di lui si ricordano: Frank Chodorov. autodidatta. New York. si può consultare anche M. Devin-Adair. in tal modo. [. Devin-Adair. Macerata.] è l’organizzazione dei mezzi politici” (A. the State. Id.... inoltre.. Jefferson cit. 1905-1982). 1932. cit. tali sono i mezzi economici. soffermarsi su Frank Chodorov (18871966)127. in cui si trova il richiamo alla teoria di Oppenheimer. Vanguard Press. New York. lo Stato. Uno è la produzione e lo scambio di ricchezza. Albert Jay Nock e i libertari americani: i “fedeli attardati della grande tradizione” (1994).. saggista. Out of Step: Autobiography of an Individualist. ed Ayn Rand (alias Alissa Rosenbaum. 1943. Harcourt.. lo scrittore libertario preferito da Rothbard.. l’influenza randiana sui giovani libertari americani degli anni sessanta fu assolutamente imparagonabile a quella di qualunque altro pensatore: i suoi libri vendettero milioni di copie e le sue conferenze attrassero È da poco disponibile la sua opera maggiore sul tema dell’antistatalismo: Albert Jay Nock. 1937. Harper & Bros. William Morrow. e Id. Wreszin. New York. p. Liberty Press. Di Nock si ricordano. Id. Harper & Row.. The Theory of Education in the United States. 1971. The Memoirs of a Superflous Man. che mantenne fermi i valori dell’individualismo antistatalistico durante gli anni del New Deal rooseveltiano. 1928. Il nostro nemico. The Rise and Fall of Society. L’opera di Nock costituì.. New York. Id. Providence. 1952. Id.zionare Albert Jay Nock (1870-1945)126. Id. op. Occorre. Mr. liberilibri. J. 1935. Fugitive Essays. New York. it.. Our Enemy. it. Per una succinta introduzione a Nock si rimanda a Luigi Marco Bassani. questi sono i mezzi politici. Brown University Press. il raccordo fra la grande tradizione anarchico-individualistica ottocentesca e l’“anarco-capitalismo” contemporaneo. Insieme a Henry Louis Mencken (1880-1956). sempre su questo autore.. Nock. Indianapolis. secondo la quale “esistono due e solo due metodi o due mezzi tramite i quali possono essere soddisfatte le necessità e i desideri dell’uomo. 1994. the State cit. 1962. prefazione alla trad. In particolare.] Lo Stato [.

Signet. essi appresero. i romanzi. New York. Random House. 1970. Macerata. diretta da King Wallis Vidor. 1997. (with Nathaniel Branden). Milano. New York. new edition edited by Nathaniel Edward Reeid. ora. esso fu fortemente ostacolato dalla censura fascista. it. Anton Giulio Majano ed Oreste Biancoli ed interpretato da un cast d’eccezione. 1959. New York. Pamphleteers. La vita è nostra. nuova edizione. New York. Rossano Brazzi. New York. New York. A New Concept of Egoism. 1981. revised edition. la sua commedia Night of January 16th: A Comedy-Drama in Three Acts.. Longmans. Los Angeles. Cassell. Capitalism: The Unknown Ideal.. 1996 (anche questo lavoro ha fornito lo spunto per una pellicola. Inno. che tanta parte ebbero nella diffusione della sua filosofia: We the Living. Un concetto nuovo di egoismo.. et al. o Hayek. 1938. Corbaccio. Patricia Neal. BobbsMerrill. The New Left: the Anti-Industrial Revolution. The Objectivist. trad. The Objectivist Epistemology. London. sceneggiato da Corrado Alvaro. Della stessa autrice si vedano anche For the New Intellectual. trad. Baldini & Castoldi. 1990. in particolare. The Objectivist Ethics. 1943 e London. Noi vivi. Kira!. 1999. New York. liberilibri. Mises. e non solo antisovietica.Addio. e Milano. 1966. Signet. 1947. Id.migliaia di giovani intellettuali. David McKay Company. Macmillan. 1992. New York. TEA. Baldini & Castoldi. Orio Vergani. Messina. Signet. New York. che merita ricordare: Fosco Giachetti. una volta che ci si rese conto della sua dirompente carica antitotalitaria in genere. Milano. Gli uomini hanno il diritto di utilizzare la forza fisica solo come autodifesa e solo contro coloro i quali hanno dato inizio all’uso della violenza”128. 1961. 1936. Robert Douglas. Longanesi. Raymond Massey. La nascita della moderna ideologia libertaria si può rinvenire proprio nella formulazione di Ayn Rand: “Nessun uomo può usare per primo la forza fisica contro gli altri [.]. in Id. ancora. E. i rudimenti della visione del mondo libertaria dai romanzi filosofici e dalle conferenze della scrittrice ebrea di origine russa.. Emilio Cigoli. 3. 1936. Alida Valli. 1945. it. p. Id. it. revised edition. Ayn Rand. nel 1942. Annibale Betrone e Lamberto Picasso. La fonte meravigliosa. 1966. New York. oggi disponibile in due edizioni: Milano. 1937. trad.. e Id. uscita nel 1949. 1938. The Virtue of Selfishness. Milano. trad. Della Rand si segnalano. Mario Pisu. New American Library. Baldini & Castoldi. La virtù dell’egoismo. il suo ‘romanzo-culto’: The Fountainhead. Milano. un film in due parti dal titolo Noi vivi . Da quest’opera fu tratto. Cassel. Queste persone probabilmente non avrebbero mai conosciuto i lavori troppo accademici di Rothbard. Alfa. 128 95 . gli altri racconti: Anthem. 1947. invece. interpretata da Gary Cooper. diretto da Goffredo Alessandrini. it. 1964.

Garzanti. it. Childs. 1957. 117 dell’introduzione ad un’intervista che Rothbard rilasciò: Interview: Murray Rothbard. in “Liberty”. pertanto. parziale (e pressoché inutile. Rothbard. in “Penthouse”. Jerome Cowan e sceneggiata dalla stessa Rand). società e mercato. e Id. Milano. Chris Matthew Sciabarra. edited by Joan Kennedy 96 .Tale imperativo – già vero e proprio topos del pensiero liberale lockiano ed illuminista. avrebbe influenzato e modificato lo spettro politico americano. in cui l’allora giovane intellettuale americano ironizzava sulla scrittrice ed il suo circolo culturale. Memoir: My Break with Branden and the Rand Cult. Sempre su di lei. Henry Hull. Proprio del medesimo è Nathaniel Branden. pp. Jr. perché espurgata proprio di gran parte delle sezioni filosofiche) La rivolta di Atlante. New York. Harrisburg. in cui si narra principalmente il morboso rapporto della scrittrice con il discepolo Nathaniel Branden (il copione è basato sulla biografia scritta dall’ex-moglie di Branden: Barbara Branden. inoltre. Random House. Childs Jr. difficile negare che “tutto cominciò con Ayn Rand”129. e attualmente noto con l’espressione “assioma di non aggressione” – divenne ben presto il nucleo centrale della filosofia del movimento intellettuale libertario. 1995. 1958. la sua consacrazione definitiva come scrittrice e filosofa. e. Alla luce di ciò. che. Rasmussen (eds. Rothbard.. 1986). nonché vera e propria summa del suo pensiero metafisico. 27-32. Ayn Rand and The Libertarian Movement (1982). dramm. October 1976. Sulla personalità della Rand si può vedere il film biografico La passione di Ayn Rand. The Ideas of Ayn Rand. The Philosophic Thought of Ayn Rand. Pennsylvania State University Press. Open Court. invece. Douglas J. Essays by Roy A. un elenco completo delle opere della Rand è disponibile nell’introduzione all’edizione italiana di The Virtue of Selfishness a cura di Nicola Iannello. 1995. pp. Come curiosità si può. University of Illinois Press. infine. The Passion of Ayn Rand.. in “Biblioteca della libertà”. etico e politico Atlas Shrugged. Den Uyl and Douglas B. Anno XXX. in italiano si possono consultare i saggi di Carlo Lottieri. USA 1998. Boston. Mozart was a Red. si raccomanda anche Murray N. Chicago. 129 Roy A. la commedia è menzionata alla p. epistemologico. n.. Judgement Day: My Years with Ayn Rand. risulta. entro breve tempo.. 1987. La ribellione dell’individuo cit. 1984. La Salle. Kent Smith. Ray Collins. oggi in Liberty against Power. pp. 132 (novembre-dicembre 1995). The Sociology of Ayn Rand Cult..). infine. 173-178. Doubleday. Sul pensiero della Rand occorre consultare. Hougton-Mufflin. almeno nelle università. leggere l’atto unico inedito scritto sempre da Murray N. nonché Ronald E. 116-118. Famiglia. Liberty Publishing. New York. 59-76. Ayn Rand: The Russian Radical . Port Townsend. Merrill. 1989. September 1989. e di Nicola Iannello. trad.

265-281 (la citazione è tratta da pagina 267). nella lezione di Mises. la teoria del diritto naturale entra a far parte del patrimonio della scuola austriaca in terra d’oltreoceano. inoltre. Ayn Rand raccontava la vicenda di un giovane architetto individualista e idealista. insomma. It Usually Begins with Ayn Rand. che potremmo denominare – forse più appropriatamente – come “teoria della consequenzialità delle azioni”. 10. New York. 1997.È quantomai opportuno. 1971. La storia era lunga ed in essa accadeva di tutto. The Fountainhead. registrare come il fondamento giusnaturalista sia un fattore introdotto da Rothbard nella teoria politico-economica di tradizione austriaca proprio sulla scorta della filosofia randiana. utilitarista. di etica. Sul medesimo concetto. per tramite di quest’ultimo. piuttosto. che. in un intreccio travolgente e romantico di filosofia e narrativa. al punto che – piuttosto che rassegnarsi ad accettare di seguire la corrente – finiva a lavorare come minatore per un periodo della propria vita. 97 . L’economia della scuola austriaca. pp. San Francisco. era. sino alla vittoria finale delle ragioni del protagonista. la quale era fondata. si confronti anche Jerome Tuccille. a sua volta. Fox & Wilkes. la Rand si fosse ispirata alla figura storica di Frank Lloyd Wright: Taylor. per il personaggio di Roark. sull’aristotelismo. del 1943. Stein and Day. Non è un mistero che. il quale combatteva una crociata personale contro la mediocrità ed i critici corrotti e difendeva con fermezza il proprio genio artistico e le proprie convinzioni. 1994. 25th Anniversary Edition. morale ed amore passionale. sebbene di un utilitarismo atipico. Il capitalismo ‘eroico’ di Frank Lloyd Wright come incarnazione ‘superomistica’ dell’ideale egotistico randiano Nel suo primo grande successo letterario. Fox & Wilkes. È solo in seguito ai rapporti intercorsi tra la Rand e Rothbard. Howard Roark. difatti. San Francisco.

affermò i principî di una nuova architettura definita. dello stile colonico delle ben più modeste abitazioni dei pionieri dell’Ovest. nel 1959. tuttavia. dette le villette che Wright costruì nei primi decenni della propria attività (1890-1910) quale evoluzione. già citata. ella commissionò anche un progetto per la propria casa. sudici e sovraffollati. dalle quali egli mutuò. per il rivestimento esterno. a doghe orizzontali inchiodate. evidentemente. la ‘misantropia’ eroica e l’individualismo integrale. “organica”. l’America dei ghetti per i negri o i portoricani. Allievo di Louis Sullivan – uno dei massimi esponenti di quella “scuola di Chicago”130 che. nell’ultimo quarto dell’Ottocento. Prairie Houses furono. al quale il primo forniva un prodotto di elevata qualità. “scuola di Chicago” il cui massimo esponente è il premio Nobel Milton Friedman e che riguarda il settore economico. del resto. salva la funzionalità della stessa. in Arizona. Nulla a che vedere. poi. unitamente al rispetto per il contesto ambientale in cui si doveva collocare la struttura facendo.la scrittrice intrattenne. poiché individuava nella sua architettura l’equivalente strutturale della propria filosofia di esaltazione del capitalismo. Tra le fondamenta filosofiche su cui tale concezione estetica poggiava vi era la riscoperta e riaffermazione del valore del bello nell’innovazione e nella sperimentazione. In ciò s’imponeva – sul modello antico – un rapporto diretto e costante fra architetto e committente privato. ad esempio. dall’altro. tipicamente americana. sentiva rivivere in sé la lunga tradizione dei pionieri con la “casa nella prateria”. una società che da un lato pensava di risolvere questi problemi secondo la concezione. l’uso dello shingle style. del self-made man e. sempre a Wright. 130 98 . con lui una corrispondenza per oltre vent’anni. con l’altra. Era questa la società della quale Wright si faceva interprete: una società che ignorava (o voleva ignorare) ottimisticamente l’“altra America”. Frank Lloyd Wright nacque nella località di Richland Center (Wisconsin) nel 1869 e morì a Phoenix. o “stile delle assicelle”. l’America dei quartieri poveri. infatti. per una clientela benestante. aveva introdotto i canoni dell’architettura “funzionale” –. inoltre.

la sua opera The Living City. 133 Di questo autore si consiglia l’antologia di scritti. 108-109). Individualità (parte quarta. comfort e rispetto per l’ambiente. trad. trad. p. 131 99 . Il Novecento: dalle avanguardie storiche ai giorni nostri. Tomo 2. Democrazia per definizione (parte terza. caratterizzate dalle famose “città-territorio” wrightiane. pp. a cura di Pietro Adamo. 1958. 229-234. 47-53). 84-85). pp. 19942. Si confronti. neoclassicismo ed “architettura funzionale”. ma anche tramite la teorizzazione dello spirito che lo animava e della filosofia di vita cui s’ispirava per il proprio stile e la propria creatività. Saggio sull’agricoltura. Einaudi.Nell’opera di Wright si armonizzavano progresso scientifico e tradizione. quello che fu “uno dei massimi architetti moderni non soltanto d’America ma di tutto il mondo”131. Jaca Book. contribuì a lasciare un segno tangibile e duraturo della propria visione e della propria ‘battaglia’ ideale132. 132 Per un’inquadratura della vita e dell’opera di Frank Lloyd Wright si può consultare Frank Lloyd Wright. Frank Lloyd Wright Foundation. 1998. L’arte italiana. che di tale connubio era il suo personale risultato. pp. 1998. III. Libertà o costrizione (parte seconda. A tal fine si dedicò non soltanto attraverso il proprio lavoro di progettazione edilizia. così come gli altri suoi lavori. 1995. Milano. infine. Milano. alle pp. Autobiografia. 69-71). Egli spese circa settant’anni per definire il concetto di “architettura organica”. Horizon Press. 100-103). Messina-Firenze. Per l’Individuo (parte seconda. praticità. Il suo sviluppo nella cultura europea (1986). elèuthera. Scotsdale. pp. infine. la decisione di porre in appendice un estratto dell’opera di Ralph Waldo Emerson. An Authobiography. it. pp. Individuo e Comunità. La città vivente (1966). 22-25). 1991. Le sue radici medio-orientali e greco-romane. da menzionare. Valori (parte terza. in particolare i paragrafi intitolati Democrazia: Vangelo dell’individualità (parte prima. Il giudizio è di Piero Adorno. Vol. Paul Goodman e Bruno Leoni Anche Paul Goodman (1911-1972)133 contribuì in maniera significativa alla genesi del Libertarian Movement contemporaneo. relativamente alla filosofia politica dell’Autore. Con le sue opere di progettazione urbanistica. Torino. Casa editrice G. 11. D’Anna. pp. New York. inoltre. 976. it.

1971. Il grande psicoanalista viennese dette. È. venendo. in particolare. Farrar. trad. del 1937).. Orgone Institute Press. dall’edizione in tedesco Psicologia di massa del fascismo. new edition 1949. The Black Flag of Anarchism. Il tratto più caratteristico di Goodman fu. 1974. The Invasion of Compulsory Sex-Morality. Zur Geschichte der sexuellen Ökonomie. The Emotional Plague of Mankind. it. tacciato – a torto – di “anarchismo”. Berlin. 1972. it. The Moral Ambiguity of America. Sexpol Verlag. Straus & Giroux. 1947. Wilhelm Reich. Problems of Youth in the Organized Society. L’irruzione della morale sessuale coercitiva. probabilmente. trad. trad.cui diede un non trascurabile apporto di idee. Id. it. Id.. Arnoldo Mondadori Editore. Verona. it. Die Sexualität im Kulturkampf: zur sozialistischen Umstrukturierung des Menschen. trad. Einaudi. La peste emozionale dell’umanità. 1933. ediz. Orgone Institute Press. nuova edizione 1934. La società vuota. 1953. tra l’altro. 1970. di tale autore si ricordano. si veda anche l’articolo Paul Goodman. ingl. dall’edizione in inglese. con la propria opera un rilevante contributo allo sviluppo di un pensiero etico-politico di matrice libertaria. Orgone Institute Press. 1992. The Mass Psychology of Fascism. Communitas. Id. SugarCo Edizioni. 1978. Like a Conquered Province. København. SugarCo Edizioni. Cooperativa erre emme edizioni. Growing Up Absurd. Communitas. Random House. Rangeley. (versione integrale dall’originale tedesco con le modifiche apportate alle successive edizioni) La rivoluzione sessuale. 1936. 1932. 1953. opportuno almeno menzionare l’ingente debito intellettuale che Goodman riconosceva apertamente di aver contratto con Wilhelm Reich (1897-1957). New York. SugarCo Edizioni. 1965. Bologna. Oslo. 100 . parte prima. New York. Id. New York. Rangeley. Individuo e Stato. trad. Milano. Roma. 1972. The Sexual Revolution. trad. New York. Random House. it. SugarCo Edizioni. 1945. II (edizione americana corretta ed accresciuta del manoscritto inedito in lingua tedesca Menschen im Staat. Der Einbruch der Sexualmoral.. Die Massenpsychologie des Faschismus: zur Sexualökonomie der politischen Reaktion und zur proletarischen Sexualpolitik. People in Trouble. La gioventù assurda. 1960. København. The Murder of Christ. 1946. direttamente ed indirettamente. People or Personnel: Decentralizing and the Mixed System. Vol. apparso su “The New York Times” del 14 luglio 1968. ingl. in collaborazione con il fratello Percival Goodman. ediz. il Mulino. in effetti. it. Verlag für Sexualpolitik. Chicago. Random House. Rizzoli. 1964. Means of Livelihood and Ways of Life. Milano. I. it. ediz. University of Chicago Press.. New York. Id. 1967. ingl. Torino. Milano.. Milano. 1970 (un progetto di rinnovamento urbano su base “neofunzionalista”). Rangeley. il suo metodo riformista: egli specialmente quelli tradotti in italiano: Paul Goodman. Orgone Institute Press. Verlag für Sexualpolitik. 1935. trad. trad. Vol. Milano. Verlag für Sexualpolitik. Id. L’assassinio di Cristo. nuova edizione. it. 1971 e. senza dubbio..

I suoi modelli dichiarati furono Pëtr Kropotkin e Henry David Thoreau in primo luogo. dalla libera creatività. La sua idea era di affidarsi alle potenzialità intellettuali dell’anarchismo: “l’invettiva. Van Nostrand. il ripopolamento delle campagne: parole d’ordine incastonate tutte nelle sue grandi tematiche generali. abbandonarsi a toni profetici o a deliri rivoluzionari. le prime società per azioni. The Political Essays of Paul Goodman.. il coraggio. la Riforma protestante – e. Paul Goodman. in Id. dall’ecologia sociale. PrincetonNew York. la descolarizzazione della società. la riforma religiosa ‘di sinistra’ attuata dalle Chiese congregazionaliste – ed il pensiero economico di Adam Smith. in particolare. come punti di riferimento i comuni medioevali. Anarchism and Revolution. bisognava.. pp. la spinta alla libertà della natura umana”134. New York. anche se troppe sono le cose che vi sarebbero da dire sul Paul Goodman. Individuo e comunità cit. nonché le intuizioni liberal-radicali di Thomas Jefferson. dalla spontaneità. tuttavia. Freedom and the Law. edited by Taylor Stoehr. al municipalismo libertario. al pacifismo. infine. 158). in “British Encyclopaedia”. Egli individuava. William Morris ed Errico Malatesta. trad. I due elementi centrali del suo pensiero consistono in un deciso antinomianesimo – icasticamente espresso dall’incitazione ad “incoraggiare un aumento di quelle precise azioni e atti per cui le persone sono di fatto sbattute in galera”135 – e in quella che. il rimodellamento delle università sull’esempio medioevale. it. 136 L’opera principale di Bruno Leoni. inoltre. Nash 134 101 . la chiusura totale dei centri cittadini alle automobili. a suo giudizio. sulla scia di Thoreau. può essere definita come personalist politics: un’estrinsecazione pratica della moralità individuale. Free Life Editions. 135 Cfr. William Volker Fund – D. economiche e politiche. dall’immaginazione. Si deve. Drawing the Line.era in grado di enunciare i progetti più arditi e radicali senza. lasciarsi guidare dalla sperimentazione continua. 1970. Anarchismo e rivoluzione. ma anche Mihail Bakunin. 1977. almeno menzionare Bruno Leoni (19131967)136. e Los Angeles. Tra le sue proposte pratiche ricordiamo la decentralizzazione a livello locale delle attività sociali. 155-159 (la citazione è tratta da p.

1997. rappresentavano per le libertà cittadine e per la stessa civiltà. 1997. Ideazione Editrice. ed economia pianificata e legislazione dall’altra. In questa sede. Si consulti anche la raccolta di saggi Id. 1961. è. Milano. Indianapolis. Tali argomentazioni si fondavano su di un impianto analitico derivato dalla tradizione giusprivatistica romana. 1994. da qualche anno. Publishing. egli argomentò i gravi pericoli che l’inflazione legislativa e l’interventismo dello Stato. Leoni sviluppò un’analisi comparativa tra il processo di formazione del diritto romano ed il common law di tradizione anglosassone. presidente della Mont Pélèrin Society (l’associazione economica fondata da Hayek che annovera tra i suoi membri esponenti significativi del liberalismo e numerosi premi Nobel per l’economia) è recentemente apparso un volume che tenta di offrire una panoramica abbastanza esauriente del suo pensiero: Bruno Leoni. Le pretese e i poteri: le radici individuali del diritto e della politica. new edition (with a foreword by Arthur Kemp). Roma. Macerata. neolatina. a cura di Mario Stoppino. Liberty Fund. piuttosto che in quella del mondo anglosassone. Su questo importante autore. in particolare.. La sovranità del consumatore. Edizioni Società Aperta. 102 . e della critica che aveva portato alla legislazione ed alla concezione di Kelsen. fondatore e direttore della rivista “Il Politico”. docente di filosofia del diritto e dottrina dello Stato all’Università di Pavia. Partendo da tale presupposto. disponibile anche in traduzione italiana: La libertà e la legge. 1991. accenneremo soltanto alla sua tesi secondo cui esisterebbe un’analogia tra economia di mercato e diritto giurisprudenziale (rule of law) da una parte. liberilibri. basato appunto sulla concezione kelseniana del diritto. Nel quadro di una sua peculiare concezione della giurisprudenza come prodotto eminentemente evolutivo e consuetudinario. egli portò la propria critica radicale al processo di formazione del diritto mediante produzione legislativa. alla filosofia giuridica elaborata da Hans Kelsen (1881-1973). in aperta opposizione alla concezione giuspositivistica ed. ad ulteriore riprova di come le radici intellettuali e storiche più profonde del liberalismo politico ed economico vadano ricercate maggiormente nella nostra tradizione culturale.suo conto.

cioè. ad evidenziare principalmente una certa carenza di realismo nelle argomentazioni che essa esprime al livello propositivo. in sintesi. Una prospettiva contrattualista sull’anarchia. in senso rigorosamente ‘negativo’. Atlante del liberalismo cit. Cfr. per i libertarians. per un intellettuale ‘soggettivista’ come il neo-contrattualista James Buchanan. non priva di pericolose astrazioni e di semplicistiche riduzioni apparirebbe. cap. Se condivisibile risulta.. il diritto e la mano invisibile..] non come la finalità ultima del genere umano. James M. Essa diventa così il ‘supremo fine politico’ e dunque il punto di vista privilegiato da cui valutare tutte le altre questioni della filosofia politica”137. ad esempio. come libertà da. la fase preposta alla ‘ricostruzione’. che potrà realizzarsi in una pluralità di associazioni legali soggette anch’esse a una concorrenza analoga a quella del mercato. il quale. viene a configurarsi – in buona sostanza – come una branca estrema ‘democratico-radicale’ del filone individualista. ciò non è stato sufficiente a porre la teoria anarcocapitalista al riparo da critiche di vario genere. Con le parole di Raimondo Cubeddu. § I. agli occhi di tali interpreti. l’anarcocapitalismo assumerebbe. le radici storico-dottrinali del Libertarian Movement contemporaneo. tuttavia. 112. Freedom in Constitutional Contract. p. molte delle quali. Parte prima. Buchanan. L’anarchia. Alcune osservazioni e considerazioni Sono queste. tendono. pur riconoscendo la sua valenza quale stimolante modello di confronto dal punto di vista concettuale. tuttavia. cit. s’inquadra meglio come. ma come lo strumento necessario per un suo completo sviluppo spirituale e materiale. trad. p.12. Probabilmente è il caso di anticipare come. pure. nella quale il valore assoluto è attribuito alla libertà. la libertà si configuri “[. 15. 1. 137 138 103 .. pertanto.. Un’utopia a due fasi. si è spesso autodefinito “anarchico filosofico”138 – sebbene propugnatore di una “anarchia costituzionale” –. intesa. una Raimondo Cubeddu. il quale. la pars destruens. in forza delle proprie connotazioni. Nondimeno.

it. quanto. 1993. e Id. sottolinea come. in verità abbastanza casuale. L’utopia anarchica. 208. 1986. Inoltre. p.. parte I. trad.carica utopica tutt’altro che irrilevante139. Del Liberalismo Classico e del Libertarianismo. The Limits of Liberty. trad. “l’affermazione che la continuità sociale non ha bisogno della politica acquista troppo spesso una connotazione a priori: il risultato di una definizione concettuale piuttosto che un’analisi teorica o una prova storica”140. cit. Per il momento sembra opportuno ribadire la necessità euristica di mettere a fuoco la specificità dell’anarchismo individualista di tradizione americana rispetto a quello “europeo” di connotazione più comunitario-socialista. la forza intellettuale delle loro argomentazioni non dipende tanto da tale empirismo.. 34-40.. Basingstoke-London. piuttosto. dalla coerenza interna della teoria stessa141. Parte prima cit. tra i libertari rigorosi. trad. Buchanan. Si vedano le sezioni delle sue opere a ciò dedicate: in particolare. Introduzione. 240. Barry sostiene che. pp. 140 Norman P. 141 Eodem loco. per quanto tutte le forme di pensiero individualista anarchico facciano riferimento. pp. Barry. nel ribadire tale approccio metodologico risolutamente “a-storico” della filosofia libertarian. Lo stesso Norman Barry. The Macmillan Press. § 2. James M. cit. all’esperienza di forme storiche di società senza Stato. On Classical Liberalism and Libertarianism . Freedom in Constitutional Contract. 13-82. Roma. del resto. nel rivendicare la praticabilità dei propri modelli politicosociali. p.. ELiDiR. 139 104 . Ciò è quanto si tenterà di verificare nelle pagine che seguono attraverso l’esposizione del pensiero dei due esponenti di spicco delle principali correnti anarco-capitaliste: Murray Rothbard e David Friedman.

GENESI E SVILUPPO DEL MODERNO LIBERTARIAN MOVEMENT Parte seconda .

in “The Personalist”. 52 (Spring 1971). 9-41. pp. esponente della corrente filosoSi rimanda. n. New York University Press. Basic Books. trad. a Robert Nozick. adesso. Anarchy. L’utopia dello Stato minimo. 1998. in due tronconi principali: i neo-minimalisti o – come sono anche stati definiti per parallelismo con il nome dell’altra corrente – minarchici. Rothbard. il Saggiatore. 2. 1996. 1981 e Milano. it. Rothbard. 2nd edition. and Utopia. Nozick e la sfida anarco-capitalista. and Utopia come la replica libertarian ad A Theory of Justice. Macerata. “Minarchici” ed anarchici. Milano. The Ethics of Liberty. pp. Vol. oggi contenuto in Murray N. dalla I edizione L’etica della libertà. Anarchia. 361-390. pp. per il suo pensiero. scritta nel 1971 dal collega di ateneo. Anno I (1996). No. On the Randian Argument. 231-253. New York. come – in sostanza – principalmente ‘antilibertario’ (avverso. tuttavia. Firenze. viceversa. Per una critica delle posizioni nozickiane rimandiamo a Murray N. Nozick viene presentato come l’antagonista di John Rawls. essenzialmente. I. Giorgio Galli. it. 1 (Winter 1977). si veda. In questa sede ci siamo attenuti alla versione dominante. all’anarchismo individualistico di libero mer142 107 . in “Studi Perugini”. ‘capeggiati’ da Robert Nozick (nato nel 1938)142. I fondamenti filosofici dello “Stato minimo”. Si confronti. pare opportuno. in special modo. in particolare pp. 282-304: il suo primo intervento in tema di libertarismo. per tale posizione. in “The Journal of Libertarian Studies”. Manuale di storia delle dottrine politiche. liberilibri. Robert Nozick and the Immaculate Conception of the State. Solitamente. Le Monnier. ad esempio. 2000: la sua opera principale in materia. il saggio di Nicola Iannello. 211-221. 45-57. Stato e utopia. utilitaristi e giusnaturalisti: opposte fazioni o prospettive diverse di una medesima icona? Se quello fin qui esposto era un tentativo di delineare l’‘albero genealogico’ dei libertarians attuali.Capitolo III LE DISCRIMINANTI IDEOLOGICO-POLITICHE NEL LIBERTARIANISM CONTEMPORANEO 1. New York. trad. ed il suo Anarchy. pp. pp. ed a Id. per una succinta confutazione di detta interpretazione ed una rappresentazione di Nozick. State. inoltre. il Saggiatore. 1974. 1985. State.. No. cercare di focalizzare come essi si articolino.

Rothbard e l’anarco-capitalismo americano. rispettivamente. Rubbettino. liberilibri. Slumlord. 2000. e la monografia di Roberta Adelaide Modugno. pp. New Rochelle. in italiano. e gli anarco-capitalisti. 3rd edition: La Salle. 8 (maggio 2000). assieme a Rothbard. soltanto fino al 1988) degli scritti di Rothbard è riportato in Walter Block and Llewellyn H. 144 Un elenco (aggiornato. Friedman. Rockwell. trad. p.145. Man. da David D. figlio del già citato Milton Friedman. New York. sempre a cura di Roberta Adelaide Modugno Crocetta. The Ethics of Liberty cit. Ralph cato).. The Machinery of Freedom: Guide to a Radical Capitalism. 146 I cui saggi The Market for Liberty. Prostitute. del movimento anarco-capitalista. Economy. 1998. tuttavia. è l’altro nome di spicco. e Society Without Government. Su Rothbard si vedano. it. Jr. spietatamente logico nel metodo razionalistico adottato: Walter Block. 147 Per un’introduzione molto particolare – soprattutto nella forma stilistica ed argomentativa – al pensiero libertario si può leggere proprio un testo irriverente e divertente al tempo stesso e. 1988. di M. and Liberty: Essays in Honor of Murray N. la sua già citata raccolta di saggi Liberty Against Power.fica legata al neo-istituzionalismo evoluzionista del movimento giuridico-economico New Political Economy (“nuova economia politica”). L’ingranaggio della libertà: Guida a un capitalismo radicale. 1972. Libeler. ci sia consentito il rimando a Paolo Zanotto. Macerata. Open Court. introduzione alla trad. 145 Cfr. L’anarco-capitalismo di Murray Newton Rothbard (1996). Scab.. in “Enclave”. 1997. Hayek. Lansing. 1989. Rappresentanti dell’ala anarcocapitalista sono. 1973. 143 Questo pensatore. che a loro volta si distinguono in utilitaristi e giusnaturalisti. tra gli altri. di cui faceva parte anche Friedrich A. è da poco disponibile l’antologia di scritti rothbardiani La libertà dei libertari. N. Soveria Mannelli. New York. Ludwig von Mises Institute-Auburn University. intellettuali come di Roy A.). Rothbard. 403-409. 1978. Harper & Row. rappresentano due fra i testi fondamentali ispiratori del Free Market Anarchism. Auburn. and Other Scapegoats in the 108 . 2nd edition. stampato privatamente. Una più ampia bibliografia ragionata delle opere di quest’autore è in preparazione a cura di chi scrive. Moneylender. 1970. Arno Press. ispirati. Rothbard. Se questo è un libertario. 49. Block147. Jr. Friedman (nato nel 1945)143 e dal già citato Murray Newton Rothbard144. Defending the Undefendable: The Pimp. Childs. Soveria Mannelli. it. Walter E. Rubbettino. tuttavia. lo studio di Luigi Marco Bassani. in particolare. Anno III. (eds. di lui si ricorda la sua opera maggiore sull’argomento: David D. Murray N. n. i coniugi Morris e Linda Tannehill146. Arlington House.

Casi di federalismo radicale. Fleet Press Corporation. l’importanza che la figura di Locke e la sua filosofia rivestono in tale contesto.. it. in particolare. Laissez Faire Books. “la rappresentanza. 122-149). 1991. Classical Liberalism: Historical Essays in Political Economy. guidata dalla 109 . Macerata. anziché anteporvi – ed. 1998. pp. San Francisco. New York. e Id. trad. secondo la quale. sostituirvi – l’azione politica. it. The Enterprise of Law: Justice Without the State. 22). 2. come fece osservare Rousseau molto tempo fa. per un lavoro introduttivo in italiano. From Ancient Times Through World War II. Harper & Row. Pacific Research Institute for Public Policy. 1990. trad. 1999. L’intento fondamentale del libro di Wolff è quello di dimostrare come ogni governo rappresentativo. trad. La città privata. 191-215. it. Milano.Raico148. Difendere l’indifendibile. 1970. pp. argomenta l’intellettuale americano. New York. 1973. Bruce L. Evan McKenzie149. l’auto-sufficienza collettiva sia rappresentata dalla “democrazia diretta unanime”. The Epic Struggle for Liberty. e come l’unica maniera per preservare l’indipendenza e. in “Federalismo & Società”. dalla I edizione In difesa dell’anarchia. anzi. trad. cit. Robert Paul Wolff. dalla II edizione. nel contempo. al riguardo. Benson150. Yale University Press. In sostanza. Richiamiamo. liberilibri. dal tono profetico. 149 Fondamentale il suo studio sulle città ‘private’: Evan McKenzie. Il sentimento da cui è pervaso In Defense of Anarchism è quello di una completa sfiducia nell’istituzione statuale. in special modo. Homeowner Associations and the Rise of Residential Private Government. intitolato Would Locke have lived in a condominium?. il suo studio Bruce L. se la teoria politica insisterà nel cercare i principî fondamentali dell’autorità legittima. Benson. al saggio di Guglielmo Piombini. elèuthera. Anno III (1996). alle pp. San Francisco. di qualunque genere esso sia. University of California Press. 151 Cfr. San Francisco. 1993. Fox & Wilkes.. 150 Si veda. dalla II edizione. it. Il quadro finale che emerge dal saggio è quello sintetizzato nella denuncia. LondonNew York. New York. 1976. n. 1994. non è molto meglio di un auto-asservimento volontario” (op. New Haven and London. 2nd edition. costituisca un compromesso con l’ideale di auto-governo autonomo. Privatopia. bersaglio prediletto dell’autore risulta la teoria “contrattualista” kantiana e la riformulazione che di essa ha operato John Rawls sulla base della teoria economica “dei giochi”. In questo libro si fa il punto della situazione sul fenomeno. 140-144 del capitolo 6 (Homeowner Associations as Private Governments. riguardo al quale si rimanda. new edition. in grande incremento. 148 Di cui si ricordano le opere Ralph Raico. p. ISEDI. come nel caso del paragrafo. Milano. al punto da originare quesiti apparentemente eccentrici. Routledge. In Defense of Anarchism. 2000. 1999. Robert Paul Wolff151 Rogue’s Gallery of American Society.

destinata all’estinzione. morale e culturale. Ad esempio. risultando preferibile. mentre. Harvard University Press. ci si è adeguati in questa sede – possa rivelarsi fuorviante. ragione e diretta verso fini collettivi prestabiliti dagli attori politici stessi. e Id. Machan. recentemente tradotti in italiano. Hoppe ha ereditato. peraltro. 1971. a volte. si potrebbe osservare come siano ipotizzabili diverse combinazioni di elementi che possono condurre a caratterizzazioni diametralmente opposte. 110 . Nash. Nelson Hall. Machan154 e Richard A. forse. Chicago. Takings: Private Property and the Power of Eminent Domain. ricordiamo John Hospers153. cfr.. Questa precisazione scaturisce da alcune fondamentali questioni pratiche sollevate dalla filosofia politica libertarian. Open Court. inesorabilmente. allievo di Jürgen Habermas (a sua volta. è stato. 1989. S’intende che qui il termine “libertario” assume una connotazione etica. L’etica libertaria e la crisi dello Stato. 1975. 1985. che vengono elaborate e risolte da punti di vista differenti. 153 John Hospers. come quelle del libertario non anarchico o dell’anarco-capitalista antilibertario. dal proprio maestro. durante il periodo degli studi universitari. Individuals and Their Rights. 155 Richard A. la raccolta di saggi. Libertarianism: A Political Philosophy for Tomorrow. nonché ‘erede’ – sia pure su posizioni originali ed autonome – della scuola di Francoforte.e Hans-Hermann Hoppe152. È doveroso sottolineare come l’opera in oggetto si riveli. Nelson Hall. 152 Hoppe. 154 Tibor R. Epstein155. Tali distinzioni non esauriscono certamente le varietà presenti nell’articolato arcipelago libertario. in definitiva. mantenere l’espressione in lingua originale. un saggio sui fondamenti dell’autorità dello Stato scritto da un intellettuale il quale si è ideologicamente autodefinito “ateo in religione.. ed ancor oggi conserva per sua stessa ammissione. Cambridge. un autentico gusto per la filosofia razionalista. Adorno). 2000. The Libertarian Alternative. La Salle. Chicago. per i minarchici. 1974. nato e cresciuto nella Germania occidentale. filosofo e sociologo di indirizzo marxista. essa è. Epstein. e. Abbasso la democrazia. a cura di Carlo Lottieri. 156 Incidentalmente coglieremmo l’occasione per far notare come l’uso invalso di tradurre il termine libertarian con l’italiano “libertario” – al quale. Tibor R. Id. allievo ed assistente di Theodor W. Hans-Hermann Hoppe. Human Rights and Human Liberties: A Radical Reconsideration of the American Political Tradition. Leonardo Facco Editore. più che politica in senso stretto156. anarchico in politica e marxista in economia”. Treviglio. Los Angeles. con una prefazione di Raimondo Cubeddu.

. infatti. coloro i quali propongono un governo limitato affermano che le proprie tesi risultano compatibili con le conclusioni della teoria elaborata dalla scuola della Public Choice. a giudizio di taluni autori. e non soltanto ‘nazionale’. per quanto non ne escluda in linea di principio la possibilità teorica.persino antitetici. occorre anticipare come. A tale proposito. Norman P. cit. 157 p. la realizzazione di specifici provvedimenti di un ipotetico modello societario anarco-capitalistico – come la produzione privata della difesa esterna – appaia fortemente condizionata dall’ipotesi di elezione sincronica di tale forma di convivenza politica a livello globale. trad. di fatto contribuisce a minarne alla base le concrete chances di attuazione: di qui le accuse di irrealismo cui si accennava nel paragrafo precedente. del costituzionalismo e della produzione pubblica di legge ed ordine non conduca all’assenza di leggi ed alla guerra tra bande”157. In proposito. Viceversa. On Classical Liberalism and Libertarianism. 243. Barry. Questa strada è preclusa agli anarco-capitalisti. come sempre Norman Barry osserva. 111 . il che. Quelli che credono nel governo limitato mettono allora in risalto il fatto che l’anarco-capitalismo richiede [a prescindere dalle obiezioni in proposito mosse dai suoi teorici] un cambiamento nella natura umana perché l’abrogazione dello stato di diritto. “poiché essi ritengono possibile stabilire regole costituzionali che riducono i costi esterni generati dalla democrazia concorrenziale fino al punto in cui l’attività dello stato è limitata all’applicazione della legge naturale. la cui definizione ‘essenzialista’ dello stato impedisce una sua limitazione attraverso qualsiasi regola generale. tali accuse vengono a cadere nell’istante in cui l’argomento del dibattito diviene il libertarismo minarchico.

presenta un’ampia sezione In Memoriam. inoltre. 2000. Murray N. Liggio (pp. Ludwig von Mises Institute. inoltre. pp. cioè. Vol. No. Rothbard: Economics. 111-172). posto come cap. nell’aprile del 1986 ad Auburn). Murray N. l’intervento di Norman P. 5-10). pp. attualmente ordinario di Economia politica presso la Facoltà di Scienze Giuridiche e Sociali dell’Universidad Rey Juan Carlos di Madrid (pp. Holcombe (ed. Rothbard Murray Newton Rothbard158 è unanimemente considerato l’ideologo del moderno Libertarianism nella sua versione anarchica d’impostazione giusnaturalista. 159 Tale particolareggiata definizione dell’ideologia rothbardiana è un’esigenza la quale scaturisce dal fatto che l’espressione “anarco-capitalismo” – per 112 . Un’approfondita esposizione delle teorie politiche che costituiscono il sistema filosofico rothbardiano e quello elaborato da altri esponenti della corrente di pensiero liberale e libertaria americana è offerta nello studio di Chris Matthew Sciabarra. 4 (March 1995). di Justin Raimondo. a cura del Ludwig von Mises Institute. Fifteen Great Austrian Economists cit. 15-19) e. Pennsylvania State University Press. Segnaliamo. The Life of Murray N. alle pp. L ’anarco-capitalismo di matrice giusnaturalista: Murray N. Harrisburg. Rothbard: A Scholar in Defense of Freedom. Rothbard: Liberty. ristampato in Id. 11-14). ed il saggio di David Gordon. Anche il “Journal des Économistes et des Études Humaines”. Volume 6. e. con articoli. Rothbard: L’éclat de Turgot. 105-120). Numéro 1 (Mars 1995). N. 15 del volume di Randall G. poi collega alla University of Nevada di Las Vegas (pp. 21-42. 2000. del suo allievo Hans-Hermann Hoppe. poi. pubblicata. Total Freedom: Toward a Dialectical Libertarianism. e The Present State of Austrian Economics. di Leonard P.. 1996. sui diritti di property originari ed inalienabili per ciascun individuo159. ordinario di Filosofia politica alla Buckingham University (Gran Bretagna). and Liberty. November 1992.2.). di Jesús Huerta de Soto. di recente pubblicazione. Nello stesso numero della rivista compaiono anche due saggi di M. alle pagine 43-89 (originariamente apparso nel “Ludwig von Mises Institute Working Paper”.. An Enemy of the State. and State (pp. fondata. I. Rothbard. Economy. tra gli altri. The Logic of Action cit. Science. Auburn. New York. 223-241. Vol. 158 La rivista “Liberty”. Prometheus Books.. il ritratto che di lui viene fatto nel saggio di Hans-Hermann Hoppe. contiene un certo numero di ricordi di Rothbard redatti da numerosi intellettuali che ebbero in qualche modo contatti con lui. VIII. La più esauriente biografia di Rothbard attualmente a disposizione è rappresentata dal volume. (traduzione francese della versione originaria in lingua inglese dal titolo The Brilliance of Turgot. Barry.

poco si adatta a sintetizzare la sua filosofia politica. 1962. nell’Upper West Side di Manhattan. È mancato. David Rothbard. poi. a sua volta. inediti manoscritti. in particolare –. furono gli interventi governativi nel mercato. Le sue posizioni isolazioniste ed anti-imperialiste in politica estera. Rothbard. quanto largamente adoperata per fare riferimento al suo pensiero e da egli stesso usata (sebbene in rare occasioni e sempre tra virgolette) –. nel 1819. New York. come testimoniano anche le sue aspre polemiche in merito con la Rand. Dal 1963 al 1985 Rothbard ha lavorato presso il Dipartimento di Economia del New York Polytechnic Institute di Brooklin. dove. un ebreo polacco originario di Varsavia. stroncato da infarto del miocardio nel suo appartamento.Nato a New York il 2 marzo del 1926. il 7 gennaio del 1995. frequentò la Facoltà di Economia della stessa Università. (l’equivalente del nostro “dottore di ricerca”) in Storia economica. 113 . articoli e lettere di mole tale. e l’avversione per le grandi Corporations – che egli valutava una minaccia per gli individui ‘comuni’ –. da riempire molti altri volumi ancora. ci pare. divenne Ph. J. Columbia University Press. padre dell’unigenito Murray. alla quale si era iscritto nel 1942. giacché egli non fu mai tenero con il capitalismo – ed i capitalisti. invece. come la madre dello stesso Rothbard. era. Proprio la sua descrizione della filosofia anarco-capitalista quale ricerca di un sistema definibile “capitalismo di mercato”. The Panic of 1819: Reactions and Policies. 160 Murray N. restano. dopo aver terminato gli studi superiori alla Birch Wathen School di New York City. Rothbard ha prodotto 25 libri e pubblicato migliaia di articoli. e nel 1986 è stato nominato S. con una dissertazione sul panico del 1819160 sotto la guida dello storico del pensiero economico americano Joseph Dorfman. a rappresentare la validità della presente precisazione. in contrapposizione al “capitalismo di Stato” che esiste già. Hall Distinguished Professor of Economics alla University of Nevada di Las Vegas. forse. In 45 anni di ricerca ed elaborazione. D. fanno di Rothbard uno tra i pensatori forse più lontani dal capitalismo nell’accezione corrente del termine. nel 1956. ed essersi laureato in matematica nel 1945 presso la Columbia University. nata a Minsk in Bielorussia. è assai efficace. Questi era. un emigrato russo. inoltre. Questa tesi dottorale ha come argomentazione centrale quella secondo cui a causare la prima depressione economica americana.

alle elezioni politiche del 1994 per il rinnovo del Congresso. San Francisco. 164 Newt(on) Gingrich. pacifista (fin dalla guerra del Vietnam) ma non ad oltranza. Taft (18891953)162 all’opposizione alla Guerra del Golfo nel 1991163. contribuendo a spostarlo decisamente ‘a destra’. Rothbard. November 1990. senza riuscirvi. Il suo ultimo articolo. che non “guidato” la “rivoluzione liberale”164. 163 Si veda il suo articolo Why the Intervention in Arabia?. egli tentò anche. pp. avvocato e senatore al Congresso quale rappresentante dell’Ohio. 1951. antirazzista (non solo a parole. 1979. 1994]. cfr. A Foreign Policy for Americans. tra la fine degli anni quaranta ed i primi anni cinquanta. posizioni tra le più intransigenti – durante il periodo delle amministrazioni presiedute dal democratico Harry Spencer Truman. in “The Free Market”. Bush alle presidenziali del 1992. Per un ritratto di questo singolare protagonista della vita politica americana. fu uno dei più convinti assertori delle politiche isolazioniste negli affari esteri. Random House. 3-4. Robert A. 161 Sul tema si confronti Murray N. Auburn. apparso sul “Washington Post”. Making Economic Sense. speaker della House of Representatives in seguito alla riconquista della maggioranza del Congresso da parte repubblicana dopo quarant’anni di dominio democratico – proprio in virtù della nuova impostazione da lui data al partito e rappresentata dal Contract with America [New York. Individualism and the Philosophy of the Social Sciences. reprinted in Murray N. Egli fu coinvolto in pressoché ogni sviluppo politico e sociale del suo tempo. il programma elettorale per le elezioni politiche di mezzo termine dell’8 novembre 1994 –. Doubleday. Rothbard. Garden City. 1995. W. peraltro. come dimostrano l’iscrizione della figlia in una scuola frequen- 114 . 162 Figlio del politico repubblicano William Howard Taft (1857-1930) – che fu presidente degli Stati Uniti dal 1909 al 1913 –. 1. 325-329. ai tentativi di investitura per la corsa alla presidenza compiuti dal senatore repubblicano Robert A. Cato Institute. Ludwig von Mises Institute.In lui la teoria – improntata al più rigoroso ed onnicomprensivo individualismo metodologico161 – e la pratica s’intrecciarono di continuo. avvertiva che il leader repubblicano Newt Gingrich avrebbe assai più probabilmente “tradito”. Leader dei conservatori rappresentati dal Partito Repubblicano – delle cui istanze egli incarnava. di aggiudicarsi la nomination alla candidatura presidenziale da parte del proprio partito per due volte consecutive nel 1948 e nel 1952. è salito alla guida del Partito Repubblicano dopo la sconfitta elettorale di George H. pp. che ama autodefinirsi “il rivoluzionario” e sostiene di voler compiere la “rivoluzione liberale” (da cui l’affermazione di Rothbard). Taft. dal sostegno.

. Robert Guarnieri. “American Economic Review”. 181-185. Ludwig von Mises and the Paradigm for Our Age. in Laurence S. Ludwig von Mises and Natural Law: a Comment on Professor Gonce. pp. Id. Questi i nomi dei più fedeli partecipanti: Robert G. pp. Isidor Hodes. Vol. Editori Riuniti. Id. D. Vol. 237-253. 1970. Ponte alle Grazie. Mises’s Human Action: Comment. Moss (ed. 1 (March 1951). reprinted in Id. I. pp. reprinted in M. il principale lavoro di Rothbard.). Rothbard. New York.. 166 Rothbard era divenuto allievo di Mises in seguito alla lettura della sua opera principale Human Action. Frank Dierson. pp. Kirzner. The Economics of Ludwig von Mises. Rothbard. L’America a destra. Man. Politica e cultura negli Stati Uniti dalla Seconda Guerra mondiale a oggi. Kansas City. Fall 1971. 379-382. XVI (1968). Nash Publishing. Joseph Keckeissen. o il voto per imporre le sanzioni al Sudafrica di Peter W. Ludwig von Mises Institute-Auburn University. 370-379. Miller. Hans F. New York University Press. George Reisman. 165 Murray N. Gli Stati Uniti tra capitalismo selvaggio e stato sociale. pp. Sylvester Petro. 1993. No.25. The Laissez-Faire Radical: A Quest for the Historical Mises.. Paul Fair. Egli seguì le lezioni dell’anziano professore austriaco. aperto in materia di diritti civili (anche sul tema dell’omosessualità) ma convinto antiabortista. 3 (Summer 1980). Economy. Sheed & Ward. 91-100. e alle cene misesiane al Village. pp.. Al proprio ‘maestro’ Rothbard ha dedicato numerosi interventi. La fine dello Stato sociale e dello Stato-Nazione nel futuro dell’America. 289297. 1979.. Murray N. Edward Facey. tenuto presso la New York University a partire dal 1948. Firenze. Anderson. and State: A Treatise on Economic Principles (2 vols.25 alle 21. Id.).Man. Robert H. Rothbard. 4th edition. William Burdick. 1976. pp. Van Nostrand. Auburn. Percy L. No. in “The Journal of Libertarian Studies”. Fruin. Toward a Critical Reappraisal. 5. in “The Journal of Libertarian Studies”. Id. I. “International Encyclopaedia of Social Sciences”. 397407. 4. 195-210. Le riunioni ebbero termine nel 1969. si vedano anche le successive edizioni ampliate: 2nd edition. Bettina Been-Greaves. The Logic of Action cit. Sennholz. Botha). 3 (Summer 1981). XLI. Richard L. fu da lui concepito come la chiave di volta per la resurrezione dell’economia “austriaca” dopo Mises166. Wayne Holman. George Koether.. Ludwig von Mises and Economic Calculation Under Socialism. Economy. Louis Spadaro.. Ronald Hertz. Reissue.. 67-77. partecipò al suo seminario. 115 . Princeton. pp. 1962. Vol. in “Modern Age”. The Logic of Action cit. Id. Greaves. Rothbard. 1996. ambientalista. Roma. Israel M. Biography of Ludwig von Mises. Per ben ventuno anni i membri del seminario newyorkese di Mises si riunirono ogni giovedì dalle 19. cui si rimanda per un approfondimento: Murray N. Henry Hazlitt. 3rd edition. I due volti dell’America. N. and State165 del 1962. Vol. Rothbard intendeva tata prevalentemente da bambini di colore. 1996. pp. Toshio Murata. Mary Homan-Sennholz. nonché Giuseppe Mammarella. si rimanda a Piero Sansonetti.

1947. Milano. pp. pp. 1990. propria sia dell’economia classica che di quella storicistica.). reprinted in Stephen Littlechild (ed. Rothbard. l’economia dimostra di essere una serie di deduzioni dal concetto fondamentale di scarsità di tempo e di materiali”. Vol. che è di tipo induttivo. non come una branca della fisica167. enunciata nel testo. In tale prospettiva. N. pertanto. Harvard University Press. a sua volta. 445-451. I. it. nonostante il suo approccio metodologico fosse. Foundations of Economic Analysis. – nel solco dell’essenzialismo mengeriano – basato su di una posizione epistemologica che considerava l’assioma dell’azione umana formalmente “empirico” (sebbene si trattasse di un “empirismo a priori”). il momento allocativo rispetto a quello dell’accumulazione e della crescita economica. Vol. piuttosto. Cambridge. No. Su questo punto si confronti il contributo di Paul Anthony Samuelson. ad esempio. trad. 168 Nelle parole di Lord Lionel C. tale scelta rappresentava la diretta conseguenza dell’elemento distintivo dell’economia neoclassica. non all’“uomo economico” (homo œconomicus) – ovvero a quella teoria. I. reprinted in M. all’opposto. cioè. che stava nel privilegiare lo scambio piuttosto che la produzione e. “sul lato analitico. secondo la lezione di Mises – che. 167 116 . non a caso. come già Mises prima di lui. aprioristicodeduttivo. Robbins (1898-1984). di quello dei fisici. alla logica della riproducibilità dei beni – che rappresentava il modo di porsi dei rappresentanti dell’economia classica nei confronti dei problemi relativi allo sviluppo economico e alla distribuzione – veniva sostituita dagli economisti neoclassici la logica della scarsità168. Fondamenti di analisi economica. Edward Elgar. richiamava espressamente la filosofia kantiana –. 3. bensì all’“uomo agente” (homo agens) il quale. pp. 100-110. The Logic of Action cit.314-320. Il nucleo dell’analisi economica Il metodo economico veniva considerato. Brookfield. secondo la tradizione aristotelico-tomista. ad esempio. Vol. Cfr. lottava contro la scarsità di tempo e risorse. 23 (January 1957). in Murray N. egli guardava.. Rothbard. l’economia come una scienza umanistica. può ritenersi valida anche per quanto riguarda Rothbard. la quale concepiva l’individuo come oggetto delle forze impersonali dell’evoluzione storica in quanto sottoposto al giuoco meccanico degli impulsi egoistici –. come soggetto dell’economia. in proposito quanto sostenuto. Austrian Economics.costruire un edificio di teoria economica in difesa del libero mercato partendo da fondamenti filosofico-antropologici: il libro tratta. in “Southern Economic Journal”. La distinzione generale condotta rispetto alla scienza fisica. il Saggiatore. 19832. In esso. In Defense of “Extreme Apriorism”.

per intendere una teoria generale dell’azione umana. si confronti anche il suo libro. Praxeology as the method of economics. Milgate. 334-396. Value Judgements. 377-378. intesa come scienza dello scambio. and Public Policy. dapprima. Vol. Catallactics. Praxeology. o prasseologia169. December 1951. sempre sulle orme di Mises. anno XV (1890). Newman (eds. nonché Id. Rothbard. II. amici” (cfr. 89-111.452-480. 38. I. reprinted in M. N. un processo inintenzionale. pp. The New Palgrave: a Dictionary of Economics. p.. Dolan (ed. Les origines de la technologie..). 114-115. Lange. l’altro neologismo catallassi. secondo il dialetto attico. Rothbard espose ed integrò la logica dell’azione umana. legislazione e libertà cit. in tal modo. Dolan (ed. in Stephen Littlechild (ed. Legge. in Aa. 1971. I. The Logic of Action cit. con lo stesso titolo. pp. Kansas City. Vol. in “American Economic Review”. 307-321. 2nd edition. I. a quello dell’ottima distribuzione di risorse scarse fra impieghi alternativi. 4. Rothbard. fu usato per primo da Alfredo Espinas. cit. reprinted in M. The Stockton Press. I. The Logic of Action cit.). p. secondo. pubblicato a Parigi nel 1897. pp. per indicare l’ordinamento del mercato che si forma spontaneamente. Id. delle sue cause e della possibilità di accelerarlo. in E. Sheed & Ward. Schuller..). katalláttein). 170 Il termine catallattica. Vol. P. 943-946. cioè. Id.). Mises and Praxeology: the Retreat from Marxism. in Edwin G. Ogni pagina dello scritto rothbardiano appariva mirata a tener conto dell’incertezza delle condizioni economiche e del ruolo centrale dell’imprenditore. M. pp. da tale ‘sinonimo’ di economia discende. Menlo Park. pp.. Praxeology: Reply to Mr.. “diventare.. Esso venne. G. XXX. Su tale concetto si veda Murray N. il quale racchiudeva in sé – significativamente – la duplice accezione di “scambiare” o “barattare”. The Logic of Action cit. Friedrich August von Hayek. Institute for Humane Studies. Riguardo a tali nozioni si rimanda a Murray N. Vol. New York. 315)... I. 169 117 . 19-39. come soltanto una delle branche di una Il termine prasseologia. Rothbard. Introductory Lectures on Political Economy. pp. nello scambio economico e ne argomentò la validità con l’intento di refutarne gli oppositori. Ma l’economia o catallattica170 – che era da lui concepita. 1976. N. Vol. 1831. in J. 1855. ad essere spostato dallo studio dello sviluppo. p. Rothbard. Vv. utilizzato nel proprio libro da Richard Whately. Id. Praxeology: the Methodology of Austrian Economics. apparso nella “Revue Philosophique”. London.). da nemici. pp. pp. 6. reprinted in M. 78-99.. Eatwell. Per analogia. Rothbard.si trovava. 1987. cap. pp. inoltre. così come quella di “ammettere nella comunità” e di “riconciliarsi”. Towards Liberty (2 vols. op. pp. The Foundations of Modern Austrian Economics. è un moderno neologismo che deriva dal verbo greco katallássein (o. 58-77. Vol. N. Austrian Economics cit.

la visione dominante di Herbert Clark Hoover come un “conservatore liberista”. Mosso sempre dall’empito fondamentale di contribuire alla creazione di una società che riuscisse a massimizzare in ogni settore la libertà individuale. ed in quali casi. pp.scienza sociale più universale. Weinstein and D. quali Herbert Clark Hoover: A Reconsideration. Reissued. tramite l’applicazione di un revisionismo critico secondo un’ottica libertaria. 162-179. la quale lo portò a scrivere opere come America’s Great Depression171.L. New York University Press. Fu con quest’intento che egli si dedicò alla ricerca storica. Rothbard and Ronald Radosh (eds.. 4th edition.A. pp.I. dimostrando come egli fosse. 3rd revised edition. pp. July-August 1966. in realtà. Rothbard. 1972. il risultato dell’espansione creditizia della Federal Reserve. dal suo punto di vista. Van Nostrand. già affrontato da Rothbard in altri saggi. New York. Il pensatore americano rifiutò e confutò. in “New Individualist Review”. Sul medesimo tema segnaliamo due puntuali contributi coevi: Lionel C. 1975. A New History of Leviathan – Essays on the Rise of the American Corporate State. 70-84. la prasseologia. 1999. 1970. Herbert Hoover and the Myth of Laissez Faire. Dutton. un New Dealer ante litteram172. The Great Depression. reprinted in J. New York. in “Studies on the Left”. Richardson & Snyder. avesse sofferto maggiormente per la mancanza di un’adeguata salvaguardia. per contro. e The Hoover Myth. e Torquato Carlo Giannini. Nash Publishing. egli si occupò anche di rintracciare. 3-12. in essa Rothbard applicò la teoria misesiana del business cycle per dimostrare che il crollo economico-finanziario del 1929 era stato. New York. 2nd edition. Anno XXV-XXVI (1935-1936–XIV). 1959-1967. estratto dalla “Rivista di Politica Economica”. Ciò che si vede e ciò che non si vede. è stato ripreso ed approfondito in Id. U.). egli tentò anche di spiegare come. contenuto in Murray N. Roma. 1972. Robbins. 1934. Winter 1966. Auburn. P. Random House.). Ludwig von Mises Institute. E. 111-145. 1936. For a New America: Essays in History and Politics from Studies on the Left. New York. appunto – non fu l’unico interesse di Rothbard. il New Deal fosse da considerarsi Murray N.. per contro. 171 118 . La “depression” negli Stati Uniti. pp. quando e dove tale componente fosse riuscita ad assicurarsi uno spazio soddisfacente.S. 5th edition (with a foreword by Paul Johnson). 172 L’argomento. 1983. D. with a new introduction. Macmillan. Eakins (eds. In svariati articoli. inoltre. 1963. America’s Great Depression. Princeton. New York.

il 4 marzo del 1933. ed il tentativo di crearla sarebbe Cfr. reprinted in The Great Depression and the New Deal Monetary Policy. non furono sempre ottimali. Ralph Myles. 19-64. se ne può logicamente desumere che. che le crisi in economia sono cicliche. Radosh (eds. Sul New Deal cfr. War Collectivism in World War I. 82. o il “buon governo”. 66110. L’America a destra cit. The Cato Institute (Cato Paper No. impossibile negare che il ‘filo rosso’. a scongiurare una vera e propria rivoluzione che era sul punto di verificarsi negli USA in conseguenza all’inefficacia delle misure adottate nel New Deal per fronteggiare la crisi. com’è ormai pressoché unanimemente riconosciuto. Watershed of Empire: Essays on New Deal Foreign Policy. soltanto l’enorme sviluppo della produzione bellica durante la seconda guerra mondiale portò ad una decisa ripresa dell’economia. sono stati messi di recente in discussione da numerosi interpreti. proprio a causa dell’espansione ciclica connessa alle fluttuazioni economiche. Colorado Springs. tuttavia. 174 I presunti effetti positivi dell’azione svolta dal progetto New Deal sulla ripresa economica e la conseguente uscita dalla crisi del “giovedì nero” di Wall Street. anch’esso in M. J. Martin (eds.). intercorsero tra lo scoppio della crisi e l’insediamento alla presidenza di Franklin Delano Roosevelt. Rothbard. infatti. pp. e. è l’economia. 173 119 .). e che quando il New Deal fu realizzato quella del 1929 era già in atto da diversi anni – quasi tre anni e mezzo. 79-124. I risultati del New Deal.. del resto. essa fosse destinata a risolversi anche ‘da sola’. p. in L. È. A New History of Leviathan cit. datato 24 ottobre 1929. allorché la depressione toccò la sua congiuntura più bassa – . peraltro. come la socialdemocrazia. Rothbard and R. l’economia mista. inoltre. Non c’era spazio – a suo avviso – per una “terza via”. 13). N. deve essere di mercato. che collega tutta la produzione rothbardiana – da quella storiografica a quella politica. da quella filosofica a quella di metodologia delle scienze sociali – giuocando un ruolo centrale nel suo pensiero. San Francisco. Murray N. P. Rothbard. che. pp. così come le riprese. Sempre lo scoppio del secondo conflitto mondiale contribuì in misura decisiva.. The New Deal and the International Monetary System. pp. 1976. 1980. in qualche modo. contraddistinte dalla centralizzazione dell’attività creditizia e dalla tassazione progressiva del reddito. per la precisione. secondo quanto affermato da Giuseppe Mammarella. anche Murray N.la logica conseguenza dell’irreggimentazione economica dovuta alla prima guerra mondiale173 e all’“era progressista”174. Liggio and E. egli sosteneva. Se si pensa.

in Rothbard. l’intento di una difesa “avalutativa” della libertà. attraverso cui si trasforma la forza in potere legittimo. a cadere nel momento in cui non si riconosca più il momento ‘deliberatorio’ della legalizzazione del monopolio della coercizione fisica attraverso l’adesione – tacita od esplicita – al contratto sociale. evidentemente. vi è una ricusazione dell’utilizzo che. del quale si nega la validità giuridico-politica. o. la quale vedrà il proprio compimento dodici anni più tardi con la stesura di The Ethics of Liberty – di fatto si abbandona. segna il definitivo distacco di Rothbard dalla lezione economico-politica di Mises verso il concepimento di una teoria più personale. fondata sui postulati della dottrina giusnaturalista. meglio. oltre che dato per scontato a priori. realmente tangibile. egli estese l’analisi delle conseguenze delle politiche pubbliche attaccando ogni forma di interventismo governativo e difese la competizione economica come essenziale per la pace sociale gettando. seppure non formalmente. 1977. Sheed Andrews and McMeel. le basi di molta della teoria politica libertarian contemporanea. poggiata unicamente sulla prasseologia. In Power & Market175. se ne è fatto con lo scopo di legittimare soluzioni politico-istituzionali di tipo autoritario. oltreché la stessa esistenza concreta sul piano storico-empirico. 2nd edition. la posizione comune agli anarco-proprietaristi. Institute for Humane Studies.sempre risultato distruttivo. In quest’opera – che. ad un “ladro”. i quali si pronunciano a favore di un tipo di democrazia consensuale e non mediata. a giudizio di chi scrive. al cospetto di un deciso rifiuto del concetto moderno di sovranità intesa come razionalizzazione giuridica del potere politico. il potere di fatto in potere di diritto. 175 120 . così come in tutti gli altri pensatori anarcocapitalisti. in cui il contratto sia diretto e personale e. Tale identificazione viene. in favore di una netta presa di posizione dal punto di vista morale riguardo alla bontà di un’economia di libero mercato integralmente anarchica. Menlo Park. così. Rothbard. questa. Power & Market: Government and the Economy. Kansas City. storicamente. descritto come un gruppo di persone ed istituzioni che detiene il monopolio della “violenza” (più che della forza). piuttosto che astratto e ideale. Il libro discute il più comune intervento nel mercato – la tassazione – paragonando lo Stato. Murray N. È. altro suo significativo contributo del 1970. Ci troviamo. infatti. 1970. pertanto.

pp. infatti. 8. Making Economic Sense cit.. comprese le cosiddette “tasse sui consumi”.. in quanto tali. che giudicava di falso “liberoscambismo”. il governo ruberebbe capitali privati tramite la tassazione e li spenderebbe in modi che andrebbero ad alterare i modelli di produzione autogeni ed autoreferenziali del mercato: se. nel pensiero di Rothbard la sovranità (imperium) viene rigettata e sostituita in toto dalla proprietà (dominium) nelle proprie funzioni. a suo dire. fosse speso in progetti che esulano dal mercato medesimo. in “The Free Market”. e 176 121 . al contrario. piuttosto. 310-313. la ostacolano. Murray N. pp. 4. Tale “accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio”. che non è utopico lavorare per una società senza tasse: utopico è. pp. il pensatore americano dimostrò anche che non può darsi una tassa ‘neutrale’. II. reprinted in Id. pp. Canada e Messico. avevano molto più in comune con il Su tale argomento vedasi anche Murray N. di fatto.come avviene nelle moderne democrazie rappresentative. pp. Vol. pp. 519-564. nonché Id. se.. che lasci i rapporti di mercato invariati. il denaro così sottratto venisse impiegato in progetti orientati dal mercato.. The Logic of Action cit. Conseguentemente. tale. esso competerebbe ingiustamente. in “The Free Market”. una volta che questo sia stato concesso. come il NAFTA177 ed il GATT178 che. No. egli si oppose con tenacia anche a progetti internazionali. 306-310. reprinted in Id. October 1993.. concepito come un’istituzione transitoria. 7-8. The Myth of Neutral Taxation. a tal proposito. Rothbard sosteneva. cioè. esattamente come essi sarebbero stati senza la tassazione medesima176: tutte le imposizioni fiscali – egli ribadisce – distorcono l’attività di mercato. 1.. The NAFTA Myth. Making Economic Sense cit. tasse sulla produzione e. 2 (Fall 1981). risulterebbe economicamente inefficiente. stipulato da Bush e riconfermato da Clinton. Alla luce di tale drastica concezione. 177 North American Free Trade Association. Si tratta di un accordo tra USA. Le imposizioni fiscali risultano essere.. 1. in “The Cato Journal”. reprinted in Id. Si veda. volto ad istituire un mercato comune nordamericano. Is There Life After NAFTA?. Rothbard. Di conseguenza. 56-108. 178 General Agreement on Tariffs and Trade. inoltre. pensare che del potere di tassazione non si abusi. Rothbard. February 1994. Vol. Sempre sul tema dell’imposizione fiscale. pertanto.

November 1963. Whose Trade Organization? Corporate Globalization and the Erosion of Democracy.. 1999. a. Ludwig von Mises Institute. Making Economic Sense cit. in special modo le pp. nonché Id. 1987. Vol. Luttwak. e con le connesse politiche economiche di promozione delle esportazioni e di limitazione delle importazioni. in sostanza. 411-412. pp. Free-Market Critiques of the World Trade Organization. Mondadori. Vi hanno ultimamente aderito oltre un centinaio di nazioni costituendo l’attuale WTO (World Trade Organization). Milano. reprinted in Id. era un istituto specializzato dell’ONU. 417 e 420. con l’intento di favorire gli scambi internazionali. Una nuova politica per difendere il benessere dei cittadini. come l’antitesi e la negazione del libero scambio: esso è piuttosto. Carlo A. Auburn. Da una differente prospettiva analitica è disponibile in italiano il testo di Lori Wallach – Michelle Sforza. Milano. s. Luttwak.. del resto. 179 Su tale posizione si confronti Murray N. quindi. Rothbard. Rothbard. segnaliamo i testi di Edward N. nonché il poscritto a Murray N. Mercantilism: A Lesson for Our Times?. Pelanda. uno dei suoi bersagli polemici prediletti. costituito il 30 ottobre del 1947 a Ginevra. The Logic of Action cit. 43-55. Auburn. da 23 Paesi.. 1995. 393-421.. contestando l’inutilità di istituzioni e meccanismi giuridici – come la legge anti-trust imposta in nome della “competizione” – che avrebbero dovuto tutelare il consumatonon come un’organizzazione internazionale permanente dotata di statuto. sempre sul tema delle conseguenze liberticide che alcuni aspetti della cosiddetta “globalizzazione economica” produrrebbero in ambito politico-sociale. Globalizzazione e disuguaglianze. La dittatura del capitalismo. pp. Tutto quello che non vi hanno mai detto sul commercio globale. Mondadori.. Roma-Bari. l. Del ‘finto liberismo di Stato’ Rothbard fece. e di Luciano Gallino. Il fantasma della povertà. Editori Laterza. © 1998 by Edward N. 1999.“neo-mercantilismo”179. II. dove venne stabilita anche la sede. Ludwig von Mises Institute. Giulio Tremonti. pp. Public Citizen Foundation. Luttwak. si veda il contributo collettaneo The WTO Reader. in “Freeman”.. Dal punto di vista del commercio internazionale. trad. Per una critica libertaria di quest’organismo internazionale. Il neo-mercantilismo appare. 2000. Turbo-Capitalism. Protectionism and the Destruction of Prosperity. it. pari a circa l’80% del commercio mondiale dell’epoca. trad. Milano. 122 . una forma di “protezionismo”. 2000. Edward N. il neo-mercantilismo si identifica con la preoccupazione di assicurarsi un saldo positivo della bilancia dei pagamenti. it. WTO. 16-27. Dove ci porteranno il liberalismo selvaggio e gli eccessi della globalizzazione. s. Feltrinelli. intitolato The November Revolution… And What to do About it.

1983. Se è vero che l’economia svolge un ruolo centrale nella teoria politico-sociale di Rothbard. Un buon esempio è rappresentato dal “deficit commerciale” tra nazioni. Egli ha prodotto numerosi studi storico-economici sull’abuso del conio e dell’attività creditizia da parte dei banchieri centrali e dello Stato. lo Stato. i monopoli governativi fornirebbero sempre servizi di qualità inferiore a prezzi esorbitanti. adoperato per dimostrare come i sussidi di disoccupazione contribuiscano. ove.od oligopolistica in determinati ambiti.re dagli svantaggi di un’offerta mono. Secondo la visione rothbardiana. The Panic of 1819. favorito fenomeni come il sorgere delle agenzie di protezione e di vigilanza private. accompagnato e. bisogna anche aggiungere che egli si è dedicato con acribia a sfatarne i numerosi miti. d’altronde. in qualche caso. secondo il pensatore americano. la promozione dell’istruzione privata. Rothbard – in linea. con il suo cartello bancario. I suoi studi. The Mystery of Banking. Rothbard. tra l’altro. alcun fondamento razionale per assumere che la bilancia dei pagamenti debba risultare in pareggio fra entrate ed uscite: la questione importante è che la gente tragga un beneficio effettivo dallo scambio. gli unici monopoli autentici sarebbero quelli creati per legge dallo Stato medesimo: la sanità. o il suo recente lavoro The Case Against 180 Murray N. mentre l’impresa privata è il migliore. che – a suo dire – non sarebbe più rilevante di quello tra città. si dà una soluzione teorica ai problemi pratici che 123 . l’acquisto da parte di privati cittadini di strade e vie. New York. ed altri scritti come The Mystery of Banking180. l’istruzione o le poste non sono che alcuni dei possibili esempi di servizi per lungo tempo forniti coercitivamente dall’apparato pubblico in situazione di monopolio. per giunta. Non esiste. inoltre. in realtà. al contrario. molte volte pionieristici. hanno. Richardson & Snyder. su ciò. Per l’esponente anarco-capitalista americano. con quanto sostenuto in proposito anche da altri pensatori liberali e libertari – si è. essi includono la sua già citata tesi dottorale. è in assoluto il peggior amministratore del denaro. preceduto. ad incrementare il numero di persone senza lavoro.

The Case Against the Fed. Rothbard: A Legacy of Liberty. 124 . In Search of a Monetary Constitution. p. D. Lexington. Murray N. pp. 1913-1930. Ballinger Publishing Company. per meglio servire l’interesse dello Stato. 1994. in Llewellyn H. il suo saggio The Federal Reserve as a Cartelization Device: The Early Years. Lexington Books.. N. il denaro della società avrebbe sempre meno a che fare con la sua forma originale. Harvard University Press. 1991. in realtà. I. inoltre. a poco a poco. 1974. 94-136. The Case for a Genuine Gold Dollar. by Libertarian Review Press. The Case for a 100 Percent Gold Dollar. Jr. Rockwell. Jr. non già in potrebbe presentare la transizione dall’attuale sistema monetario e bancario ad un sistema nel quale la creazione di denaro ed il negozio bancario fossero totalmente separati dallo Stato. San Francisco. Auburn. che è stato definito “il miglior libro mai scritto sull’argomento”182. pp. Cambridge. infatti. 1985. 2nd edition.). 364-383. 183 Soppresso nell’aprile del 1933 da Franklin Delano Roosevelt (pure gold standard). 1984. con la banca centrale e l’industria bancaria per accrescere il loro mutuo potere e reciproca ricchezza tramite la svalutazione. II. Austrian Economics (3 vols. Rockwell. reprinted as book in Washington. in Barry N. An Austrian Perspective. in Leland Yeager (ed. sino ad essere sostituito con carta. Murray N. È per tali motivi che Rothbard ha sempre caldeggiato una reintroduzione del gold standard183. Edward Elgar. distrutto: lo Stato – a suo avviso – cospirerebbe. 1995. Ludwig von Mises Institute. Money in Crisis. pp. The Logic of Action cit. nonché Murray N. and Cambridge. 1962. 1990.. Vol. Rothbard. si consulti. Rothbard: In Memoriam. 114. Ludwig von Mises Institute-Auburn University. Rothbard. Aldershot. pp.). 1-17. cfr. Ludwig von Mises Institute.). (ed. reprinted in Stephen Littlechild (ed. in quest’opera. l’autore critica il sistema bancario basato sulla “riserva frazionaria” e porta avanti la causa dell’abolizione delle banche centrali.the Fed181. Rothbard. Auburn. 89-136. Sempre sulla Federal Reserve. Siegel (ed. C..). Nixon il 15 agosto 1971 (“Nixon Shock”).). Auburn.). Rothbard aggiunge alla teoria austriaca un modello sistematico per spiegare come il denaro venga. (ed. The Gold Standard. esso non è da confondersi con la convertibilità del dollaro in oro (gold exchange standard) creata con gli accordi monetari sanciti il 22 luglio del 1944 nella conferenza di Bretton Woods (New Hampshire) ed abolita da Richard M. Vol. Pacific Research Institute for Public Policy. definita come l’equivalente della “tosatura” della moneta. in Id. Rothbard. 181 Murray N. 245-261 ed in M. 182 Llewellyn H. pp. Murray N. equivalente ad “aria rarefatta”.

avrebbe potuto preservare dai “saccheggi monetari” delle banche centrali. Libre y Controlada. secondo un processo autoreferenziale. Los Angeles. in termini intelligibili anche per i non addetti ai lavori. Articolato in due parti. una storia delle svalutazioni monetarie in America – affronta. d’altra parte. Il definitivo garante contro l’inflazione avrebbe dovuto essere. Auburn. sospensione dei pagamenti in metallo da parte degli istituti di credito. l’autore si propone. exempli gratia. con il quale era circolato inedito in quell’anno. Solo un siffatto sistema. con un prologo di Leonard E. Rothbard. della coniazione privata dell’oro. nella prima di esse.una versione “annacquata”. giudicati arbitrari. la prima edizione apparve originariamente in castigliano. monopoli compulsivi dell’emissione. è l’anno in cui fu creato il Federal Reserve System. dalla commistione del sistema politico con quello monetario. di rendere manifesti quelli che giudica essere i pregiudizi i quali determinano gli interventi politici in materia monetaria. 1974. Libertarian Publishers. secondo il pensatore americano. 4th edition. Il breve trattato – dove si ricostruisce. 1. What Has Government Done to Our Money?. No. un sistema bancario 184 Il riferimento non è casuale: il 1913. Questo saggio era stato scritto nel 1962 con il titolo Money. Moneda. Vol. 3rd edition. Rothbard espone quelli che. Free and Unfree. nella seconda parte. tanto in patria come all’estero. sarebbero i benefici di una moneta come mercanzia metallica. Read: Murray N. reprinted in “Washington and Lee Commerce Review”. come. l’apparizione della moneta in un mercato totalmente libero e la maniera in cui questo ordina. tra l’altro. Rothbard. Colorado Springs. egli riteneva. di conflitti sociali e di perniciosa inflazione nel sistema monetario. le argomentazioni a favore di una moneta completamente svincolata da qualunque tipo di pianificazione o controllo centralizzato. il sistema monetario nella forma più soddisfacente. 1990. 1963. 125 . difatti. l’opuscolo descrive. istituzione del sistema bancario centralizzato e confisca dell’oro con conseguente adozione di sistemi alternativi. viceversa. nonché gli svantaggi arrecati. leggi di corso forzoso. dell’attività bancaria libera. vedasi Murray N. bensì in termini di effettiva e totale convertibilità in oro. alle quali egli imputava di aver ridotto il valore di un dollaro del 1913 all’equivalente di un penny attuale184. inoltre. Ensayo sobre el origen y función de la moneda. Ludwig von Mises Institute. 1962. a suo modo di vedere. Buenos Aires. esso persegue l’intento di porre in evidenza il turbamento prodotto dall’intromissione governativa ed il modo in cui questa conduca inevitabilmente alla produzione di distorsioni economiche nell’armonia del libero mercato. delle rilevanti funzioni che compie la – tanto criticata – pratica della “tesaurizzazione” e di una moneta completamente “inelastica”. Centro de Estudios sobre la Libertad. 1 (Winter 1973). per contro. Pine Tree Press.

G. White. in “Review of Austrian Economics”. 2 (1988).. Bologna. Vol. Free Banking in Britain: Theory. mercato.. La possibilità di scegliere tra differenti valute: un modo per fermare l’inflazione (1976). Rothbard. inoltre. Murray N. 1989.privatizzato articolato in una molteplicità di coni privati. Martin’s Press. The Experience of Free Banking.. Cambridge. 65-77. Routledge. di cui sono responsabili i governi ed il loro sistema di emissione monetale186. London. 19782. gli scritti di Rothbard su denaro ed attività bancaria. St. London.. ma rappresenterebbe l’unico mezzo per combattere l’inflazione cronica. New York. London. The Institute of Economic Affairs.. il Mulino. The Myth of Free Banking in Scotland. anche Id. 1992. 1800-1845. Cfr. Id. New York University Press. la parte più importante ed influente del suo pensiero. in “Review of Austrian Economics”. Conoscenza. 229-245. Routledge. pp. pp. No. si consulti. Denationalization of Money: The Argument Refined. 495 e ss. A. and Debate. pp. 1989. Sempre sul tema della “monetazione privata” vedasi anche Lawrence H. The Theory of Free Banking: Money Supply under Competitive Note Issue. p. il loro assorbimento da parte dello Stato costituirebbe un fenomeno relativamente recente e conseguente ad un intervento di tipo autoritario da parte di esso. ma che denaro e banche altro non sono se non il risultato dello sviluppo spontaneo di transazioni commerciali tra privati. 1984. Essi spiegano come l’emissione di moneta sia oggi un’attività statale svolta in condizioni di monopolio. 345 e seguenti. Laissez Faire Banking. costituiscono. 1993. 1 (1992). i quali si rifanno in proposito agli studi di Carl Menger185. Si tratta di una prospettiva comune anche ad altri pensatori della scuola austriaca dell’economia. All’interno di tale indirizzo di teoria economica. Cambridge University Press. Principî di economia politica cit. 6. 1988. Rowman & Littlefield. George A. cfr. Free Banking on What Standard?. numerosi ed approfonditi.. Selgin. in Id. von Hayek. Selgin – K. New York. 185 186 126 . Si veda in proposito Friedrich A. prima che fosse spazzato via dallo Stato centrale.). nonché il suo articolo Aurophobia: or. Dowd (eds. Totowa. Vol. Id. a cura di Franco Donzelli. Experience. quale era stato il sistema americano delle origini. pianificazione. Anche secondo Hayek il ritorno ad un sistema privatistico di banche e valute in concorrenza non soltanto sarebbe possibile. Kevin Dowd. 1988. Carl Menger. forse. The State and the Monetary System. Competition and Currency: Essays on Free Banking and Money.

Per una nuova libertà. Macerata. pubblicata per la prima volta nel 1910187. 2nd edition. quindi. 1996. 3rd edition. Tom Mandel. For a New Liberty: The Libertarian Manifesto. it.Non del tutto superfluo può risultare. nella 127 . forse. costituiva la principale spinta per il raggiungimento del massimo grado della concentrazione capitalistica. a sua volta. nel quale esporre “in faccia al mondo” – per servirsi di un’espressione che Marx usò a proposito del proprio. 188 Murray N. 1973. tuttavia. trad. Il manifesto libertario. Manifesto del partito comunista – gli scopi ed i metodi dell’azione libertaria. p. il sistema bancario “concentrato”. famosissimo. Fox & Wilkes. Wien. divenne ministro delle Finanze nel governo guidato da Gustav Stresemann (1878-1929) in rappresentanza della SPD (Sozialdemokratischepartei Deutschland). Secondo Hilferding. Per concludere. liberilibri. Il capitale finanziario. È lo stesso autore a ricordare (Prefazione all’op. e a quello filosofico. fece a Rothbard dopo aver letto un articolo che questi aveva pubblicato su “The New York Times”. rappresentato dai cartelli e dai trusts. New York and London. Das Finanzkapital (1910). resta da menzionare il contributo rothbardiano al dibattito prettamente politico. la quale fosse in grado di far fronte in ogni momento agli ingenti crediti e di sostenere la produzione di un intero settore industriale. 13 dell’edizione italiana) come l’esigenza di un vero e proprio “manifesto” intellettuale. Collier. il “partito socialdemocratico tedesco” – additasse il sistema bancario centralizzato nella sua celebre opera Das Finanzkapital. uno dei maggiori economisti austriaci di indirizzo marxista – che nel 1923. Feltrinelli. si rese necessaria in seguito ad una sollecitazione in tal senso che un redattore della casa editrice Macmillan. Ma Hilferding sosteneva anche che la stessa formazione di un cartello presupponesse l’esistenza di una grande banca. durante la breve esperienza della repubblica di Weimar. l’esponente dell’“austro-marxismo” – il capitale finanziario raggiungeva l’apice della propria potenza. it. 1961. New York and London. cit. Con la formazione di cartelli e di trusts – concludeva. 1978.. era lo stesso sviluppo dell’industria capitalistica a favorire la concentrazione degli istituti bancari. Macmillan. trasmesso in un’opera rilevante ed originale come For a New Liberty188. 1985. San Francisco. il ricordare per inciso come anche Rudolf Hilferding (1877-1941). trad. Rothbard. con The 187 Rudolf Hilferding. 19272. Milano.

“su un fondamento ultrarazionale egli costruisce […] una filosofia politica che ha il compito di delimitare il ruolo della violenza nella vita umana. con una netta cesura rispetto al passato. Princeton. Gli elementi che costituiscono il sostrato su cui poggia l’ideologia libertaria elaborata in tale lavoro sono riconducibili sostanzialmente a quattro distinte correnti di pensiero: l’anarchismo individualistico americano. da tratti marcatamente originali. vengono. it. della dottrina della sovranità così come elaborata. da parte di Rothbard. del resto. New York and London. dalla I edizione L’etica della libertà. Milano. The Nature of Rationality. Franco Angeli. in nuce. liberilibri. le idee che stavano alla base della concezione libertaria. The Ethics of Liberty. nei loro confronti. 128 . La relazione che intercorre fra razionalità e principî. Princeton University Press. ed un’esposizione analitica delle interconnessioni tra moralità ed agire razionale. che fungono – per così dire – da ‘coordinate teoriche’ per la genesi del Libertarianism rothbardiano. inoltre. infine. Milano. rappresenta un po’ la summa di tutta la sua visione – resta consegnata la sua difesa morale del progetto libertario di società da lui stesso proposto. in particolare. Macerata. Queste quattro esperienze intellettuali. la dottrina lockiana dei diritti inviolabili di proprietà ed il giusnaturalismo tomista. è stata indagata da Robert Nozick. 1993. New York University Press. occorre sottolineare come l’influenza culturale esercitata dall’apporto giusnaturalista. 1995. Per una storia dei ed una riflessione critica sui vari concetti di logica nel pensiero etico-giuridico occidentale. finisca per risultare piuttosto importante ai fini di comprendere il già accennato disconoscimento. 1993. 1982. Humanities Press. 2nd edition (with a new introduction by Hans-Hermann Hoppe).Ethics of Liberty189. la quale. La natura della razionalità. la scuola austriaca dell’economia. Rothbard. negando alla metafora organicista ‘Stato’ il potere di appropriarsi dei beni e della vita degli individui”. Come si legge nella seconda di copertina dell’edizione italiana. In quest’ultimo scritto – che. in cui si affrontavano. in primavera del 1971. Feltrinelli. pur prendendo le mosse da tali tradizioni di pensiero. procede criticamente oltre i risultati da esse raggiunti. it. 1998. rielaborate da Rothbard alla luce di un tentativo di sintesi creativa. Atlantic Highlands. Razionalità ed etica. trad. si consulti l’opera di Roberto De Vita. trad. 189 Murray N. tuttavia. per giungere. Ciò nondimeno. La conoscenza sociologica del limite. ad un’inedita combinazione contrassegnata. 1996.

per Henry de Bracton (1265). secondo il principio per il quale era la veritas e non l’auctoritas a legittimare la legge190. nel Medioevo. comunque. le quali. per certi aspetti. infatti. oltre ad essere sub Deo. in certa misura. in particolare. che occorre rinvenire il luogo genetico di quelle teorie giusnaturaliste medioevali e moderne. Leviathan. Per una trattazione diffusa di queste 190 129 . passando. investì anche l’organizzazione della società. il principale degli jura dell’imperator consisteva nel poter esercitare la giustizia in base alle leggi consuetudinarie del Paese. D’altra parte. il monarca. così. È evidente. London. Con l’avvento della modernità si verificò quel totale capovolgimento per cui il re divenne supra legem in quanto era lui stesso a farla: si passò. Una siffatta statualizzazione del diritto o. in proposito. andrebbe In netta ed esplicita antitesi al principio hobbesiano secondo il quale. corrispose ad una profonda rivoluzione culturale e spirituale – che. intendevano salvaguardare un bisogno di autonoma ‘razionalità’. per contro. era anche sub lege. dalla Riforma. Tale iato nella storia del pensiero e delle istituzioni politiche trova una sorta di trait d’union conativo nel rinnovato interesse per quell’esigenza di giustizia e di tutela dei diritti individuali – già intrinseca. la quale aveva come elemento centrale la volontà basata sul principio sit pro ratione voluntas. 26. 1651. Sir Edward Coke (1552-1634) e Sir Matthew Hale (1609). non solo teorizzando. in merito al quale si veda Thomas Hobbes.funzione dello Stato nell’età moderna. che legittimava. facit legem”. cioè. il riferimento ideale a tutta la tradizione giuridico-politica inglese dalla Magna Charta Libertatum (15 giugno 1215) fino a John Locke. È in tale persistente necessità di recupero della persona in opposizione allo Stato. dal dicere legem al condere legem. non veritas. quia lex facit regem. laicizzandola –. cioè. bensì nello jussum (libertini francesi e Hobbes). ma anche difendendo. alla precedente concezione corporativo-cetuale della giurisprudenza del Medioevo – che è alla base del risorgere delle dottrine giusnaturalistiche “della giustizia” (Gerechtigkeitsnaturrecht) del Cinquecento e Seicento. “auctoritas. cap. un diritto prestatuale o naturale. difatti. lo jus non già nello justum. tale sua riduzione ad un semplice comando del sovrano.

il pensatore politico americano si differenzia dal filosofo inglese negli esiti. “lo Stato altro non è che una banda organizzata di oligarchie criminali. come “la metanorma anarco-capitalista” –. con l’anarchismo politico. tuttavia. si rimanda a Murray N. le quali si mantengono a spese degli onesti lavoratori attraverso il furto e l’estorsione (chiamandoli “tassazione”). risiederebbe l’elemento innovatore del giusnaturalismo rothbardiano. l’intento evidente di legittimazione del potere sovrano. Ludwig von Mises Institute. annotare come. DC. pressappoco come il seguente: “Gli uomini hanno il diritto di usare la forza fisica solo come autodifesa e solo contro coloro i quali hanno dato inizio all’uso della violenza” [premessa maggiore]. soprattutto. 19972. 86-87. per inciso. di eliminare la violenza. L’ideale anarchico di libero mercato cui si rifà Rothbard è – evoluzioni scientifiche e tecnologiche a parte – sostanzialmente identificabile con la società naturale di lockiana memoria. 2nd edition. in primo luogo lo stesso Rothbard –. Washington. Egalitarianism as a Revolt Against Nature and Other Essays. adottando un tipo di ragionamento deduttivo. l’aggressione. 191 Per un’esposizione dei principî sui quali poggia il concetto libertario di giustizia quale eliminazione dal contesto sociale della violenza. ne discende che “gli uomini hanno il diritto ad utilizzare la forza fisica contro lo Stato come auto-difesa in risposta ai suoi continui soprusi ed angherie” [conclusione 130 . il Mulino. Lessico e percorsi (1993). che ne fa uno dei tentativi più determinati. Libertarian Review Press.sottolineato come tali dottrine della “libertà naturale” – sia medioevali che. pertanto. risultare un sillogismo apodittico che giunge ad inficiare i propositi di nonviolenza in esso espressi. anzi. Un elemento centrale nella dottrina di Rothbard consiste nel già menzionato “assioma di non aggressione” – definito. 1974. nondimeno. consentito. tuttavia. nella storia delle dottrine politiche. Rothbard. Ci sia. la coercizione dal contesto sociale191. la prevaricazione. la ferma tematiche si consulti Nicola Matteucci. per contro. l’omicidio di massa (le “guerre”). da alcuni interpreti. al pari di quanto fa gran parte dei property anarchists – ivi compreso ed. dal medesimo assunto espresso nell’“assioma di non aggressione” possa. coniugato. Proprio riguardo a tale questione. Bologna. a tal proposito. Auburn. in particolare alle pp. moderne – perseguissero. lo sfruttamento della schiavitù ed il sequestro di persone (la “coscrizione obbligatoria”)” [premessa minore]. 2000. a causa del suo netto rifiuto di ripudiare ciò che ha appena postulato: la libertà naturale stessa. Lo Stato moderno. tuttavia. Inequivocabile è.

cit. in merito Norman P. dell’anti-militarismo e dell’anti-imperialismo non sono che alcuni degli elementi di contatto tra marxismo e pensiero rothbardiano: un problema. 192 Cfr. erano ebrei agnostici che adottarono un metodo speculativo di genere rigidamente razionalistico. L’elemento distintivo rispetto alla teoria marxiana è. forse. Non è un caso. dove i termini del confronto non sono più “capitale” versus “proletariato” bensì autorità contro libertà. il quale ha stigmatizzato proprio tale aspetto della suddetta corrente di pensiero politico. pur con tutti i dovuti distinguo del caso. 240 e passim. con l’approvazione di due sole guerre americane192: quella volta ad ottenere l’indipendenza delle colonie dalnecessaria].. è stato oggetto di riflessione critica da parte di numerosi studiosi tra cui. della storia politica statunitense quasi nel suo complesso. I temi del pacifismo. nei confronti di Oppenheimer) e della Rand. 2nd expanded edition. in John V. in favore – semplificando – di una qualche sorta di ‘democrazia diretta’ (sebbene per quanto concerne Marx la tematica della democrazia partecipativa sia prettamente giovanile ed. come capitalismo “reale” o “di Stato” e dall’istituto della moderna democrazia di tipo rappresentativo. Entrambi i pensatori offrono la rappresentazione di un ‘conflitto sociale’ in atto. probabilmente. renderebbero tutt’altro che ozioso. in questo caso. costituito dallo spostamento del ‘fuoco’ dall’ambito economico a quello politico. un confronto della filosofia politica anarcocapitalista con la teoria marxiana. in seguito. 226. di essere indagato con una certa attenzione. mentre per quel che riguarda Rothbard la definizione più adeguata risulti essere. forse. che meriterebbe. pp. America’s Two Just Wars: 1775 and 1861. Si confrontino. New Brunswick and London. d’altronde. 119-133. The Costs of War. Citiamo soltanto pochi esempi – senza pretese di completezza e sistematicità – che. Denson. Entrambi. trad. 207-208. Transactions Publishers. secondo un giudizio assolutamente personale. in particolare pp. On Classical Liberalism and Libertarianism. 1999. potremmo definire come “democrazia elettiva con revoca di mandato”. questo. Rothbard. le proposte politico-sociali avanzate da Rothbard con i temi principali della ‘miglior’ for- 131 . svilupparono dei sistemi che si configurano come critiche radicali dello Stato liberale caratterizzato da quel sistema definito. Murray N. per cominciare. sia stata superata da quella che.condanna. cfr. e rothbardiana in particolare. poi. Sia Marx che Rothbard. Barry. Nock (debitore. Rothbard eredita tale impostazione dalla tradizione libertaria americana incarnata da Trenchard e Gordon attraverso la mediazione di Spooner. per tutti. Il procedere razionalistico e consequenziale della filosofia libertaria in genere. 1998. forse più appropriatamente. che tende a ridurre la loro visione allo sfruttamento di una classe su di un’altra. quella di “democrazia proprietarista”). a sua volta. Tucker. che il punto di approdo per ambedue le dottrine politiche risulti essere l’anarchia. ricordiamo Norman Barry. di volta in volta. da parte di Rothbard.

Torino. anzi. con sostanziale annientamento della “burocrazia” (contro la quale il filosofo nativo di Trier scrisse pagine “feroci”). d) ampio decentramento. in ogni caso. e la polizia. e coloro i quali erano. giustificabile. 193 Fu proprio la grande questione anti-schiavistica. dal quale uscì in occasione delle presidenziali del 1844 – proprio in seguito ad una disputa interna sorta riguardo all’ingresso.l’Inghilterra nel XVIII secolo. 1976. and the aftermath. in un’ottica di emancipazione paritetica. i libertarians. b) trasformazione dell’apparato della pubblica amministrazione. revocabile) ad altre funzioni. erede della fazione “democratico-repubblicana” fondata da Thomas Jefferson. 198. p. 2 voll. il Texas. ponendosi nel solco tracciato da Martin Van Buren (1782-1862). Roma. dalla prospettiva rigorosamente sudista e tuttavia. come quella del giudice.. 1974. già proiettati. London. in corpo di agenti responsabili e revocabili in qualunque momento a servizio del potere popolare. della rappresentanza (sempre. così. tale da ridurre al minimo il potere centrale dello Stato. riguardo alla dissoluzione dell’elemento statuale nel pensiero marxiano. Vol. II. per contro. The Open Society and Its Enemies (1945). privata delle proprie attribuzioni politiche e trasformata in strumento responsabile unicamente di fronte al popolo) e loro conseguente trasformazione in milizie popolari. e. Routledge & Kegan Paul. it. il volume di Danilo Zolo. nell’Unione della Repubblica. comunque. emersa nell’America pre-secessionista. c) estensione del principio dell’elettività e. alla sconfitta dei democratici ad 132 . Vol. Martin Van Buren fu l’ottavo presidente degli Stati Uniti dal 4 marzo del 1837 al 3 dello stesso mese del 1841. 19665. Marx. come Van Buren. quindi. G. che possono così essere sintetizzati: a) soppressione dei cosiddetti “corpi separati” (come l’esercito. che lo ricandidò nel 1848 ottenendo un gran numero di voti e contribuendo. in sostegno non dell’istituto della schiavitù – che. Un’approfondita analisi della filosofia politico-economica e sociale marxiana è contenuta nel classico di Karl Raimund Popper. The high tide of prophecy: Hegel. 19962. di uno Stato schiavista. La teoria delle forme di governo nella storia del pensiero politico. Bari. De Donato Editore. beninteso. che vide la presa di posizione dell’ala più genuinamente libertaria del Partito Democratico. Hegel e Marx falsi profeti (1974). sostituito dal popolo armato. condannano senza riserve193 – bensì delle ragioni che spinsero il Sud a combattere per difendere il proma di governo secondo Marx. cfr. si sentiva ancora legato ad una visione di discriminazione razziale. cui egli era fortemente avverso contro una larga fetta della sua stessa parte politica – per fondare il Free Soil Party. trad.. in tal modo. Armando Editore. a tale carica era stato eletto per il Partito Democratico. La teoria comunista dell’estinzione dello Stato. in merito quanto riportato in Norberto Bobbio. come Andrew Jackson (1767-1845). 2 vols. e quella “di secessione”. La società aperta e i suoi nemici (1973-74). la divisione tra chi. Si determinò. Giappichelli editore. II. nel secolo successivo.

legge in nome della quale sono entrati a far parte di una società” – nel caso in cui gli uomini trovassero “che il legislativo agisce in maniera contraria al mandato riposto in esso.prio diritto all’indipendenza dal centralista “governo federale” di Washington194. p. sacra e inalienabile dell’autoconservazione. furono. in quanto si mantiene pur sempre un potere unicamente di tipo “fiduciario”. e dell’autonomia degli Stati rispetto al governo federale fu sempre uno strenuo difensore. Milano. 194 Del resto. Infatti ogni potere che viene conferito sulla base di un mandato per il raggiungimento di un fine. pertanto. 1996. sicché. così come – a maggior ragione – quello esecutivo. infatti. quando quel fine è manifestamente trascurato o addirittura ostacolato. eodem loco. 220. secondo il principio per cui un potere legittimo è da intendersi come strettamente vincolato. per la quale. in seguito. è limitato da quel fine. i principî libertari sulla base dei quali venne costruita la veemente opposizione alla schiavitù. Almanacco della società americana alla fine del millennio. Parallelamente a ciò. caratteristica di quelle zone. senza alcuna sostanziale limitazione di sorta. che è stata mossa da Piero Scaruffi. Ciò dovrebbe verificarsi – in base alla “legge fondamentale. 133 . Feltrinelli. posto che “il suprematismo rappresenta la frangia oltranzista dei razzisti. il mandato deve necessariamente essere ritirato. il popolo conserva il supremo potere di rimuovere o alterare il potere legislativo. In tale prospettiva. riesce quanto meno difficile comprendere l’accusa – peraltro non supportata da alcuna prova concreta – secondo cui i “Libertarians e gli Objectivists promuovono la causa dei suprematisti”. Il movimento anti-shiavista occupa un posto assai rilevante nel bagaglio ideologico-culturale del moderno Libertarianism. i libertarians rivendicano anche il diritto per i civili a portare armi. e il potere viene devoluto nelle mani di coloro che lo hanno conferito”. tuttavia. che della realtà agraria. opera del Partito Whig. anche dopo la costituzione di una società politica. p. Il terzo secolo. al Sud i libertari sono in qualche modo legati anche dall’esplicito richiamo a Jefferson. 47. a un passo dal neonazismo”. in base ad un esplicito richiamo alla filosofia lockiana. recuperati per utilizzarli nella costruzione di una più ampia e generale teoria antistatuale.

December 1986. Occorre. Anderson and Donald R. 1968. Tra gli interessi che negli ultimi anni occuparono la vita di Rothbard. sintetizzata nella formula “ecologia di mercato”196. le libertà e/o le proprietà dei “sudditi”. 5. cap. Marzorati. In questo interessante articolo Rothbard difende e sviluppa l’applicazione dei principî tradizionali del diritto di proprietà alle nuove ed impreviste circostanze contemporanee. In tal modo. il popolo ha il diritto di ricorrere alla resistenza attiva e all’uso della forza. Making Economic Sense cit. 2. Vol. Sul tema dell’“ambientalismo di libero mercato”. in un modo molto ingegnoso ed immaginativo. pp. in qualche modo. contro ogni potere politico che ecceda ai suoi limiti. A Reconciliation. a suo avviso. Economics and the Environment. un riferimento obbligatorio è quello all’opera di Terry L. pp. pp. II. 1 (Spring 1982). agli individui medesimi). The Fraser Institute. Leal. 55-99. a cura di Carlo Augusto Viano. si appella allo stesso giudizio di Dio195. un tale giudizio risulta. Vol. in sostanza. Natural Resources. Si consulti. 121-170. “Cato Journal”. reprinted in Walter Block (ed. Com’è ovvio. ed in Murray N. soggettivo (lasciato. sul medesimo tema. Di conseguenza. Vancouver. dei differenti usi del mare. ognuno mantiene il diritto a difendersi contro gli stessi legislatori. dell’aria e del sottosuolo. piuttosto. 1.. Vol. giudice dei governanti e. Free Market Environmentalism. XIII. Secondo trattato sul governo.). San Francisco.. trad.. in qualunque maniera. it. il tema dell’ambientalismo lo vide impegnato nella costruzione di una nuova corrente di pensiero. inoltre. pp. Milano. 1690. Second Treatise on Civil Government. porterebbe – ad esempio – la privatizzazione delle strade. 233-279. 1990. cioè. 90-92. and Air Pollution. No. in Grande antologia filosofica. il suo Government vs. infine. pp.Pertanto. delle corsie aeree. l’autore americano spiega i grandi vantaggi che. Property Rights. in “The Free Market”. London. indicando pure. pp. Pacific 195 134 . Rothbard. 9. 624-625. Two Treatises of Government. reprinted in Id. come la medesima potrebbe e dovrebbe tecnicamente e giuridicamente portarsi a termine. In questo caso – sostiene sempre Locke – la resistenza non è insurrezione poiché si configura. 196 Vedasi il suo Law. come auto-difesa contro la ribellione dei governanti alla legge e alla natura stessa della società civile. segnalare il probleVedasi in merito John Locke. inevitabilmente. e proponendone l’applicazione alle nuove realtà sorte come risultato dell’evoluzione e della civilizzazione. depurandoli di alcune imprecisioni storiche e dei loro vizi logici. The Logic of Action cit. Il popolo diviene. qualora essi manomettano o violino.

in Ernest Renan – Murray N. 1995. 1 (gennaio-marzo 1999). Privatizziamo il chiaro di luna! Le ragioni dell’ecologia di mercato. a cura di Nicola Iannello e Carlo Lottieri. Inoltre. in seguito all’intuizione della riemersione delle nazioni. trad. il premio Nobel per l’economia opponeva. della filosofia. per quanto l’anti-razionalismo ‘dogmatico’ propugnato da Hayek non costituisca patrimonio condiviso da tutti i liberali classici. Leonardo Facco Editore. In italiano si possono vedere Guglielmo Piombini. 150 (maggio-agosto 1999). ristampato sulla rivista “élites”. 7-14. pp. Murray N. non solo non avevano assolutamente Research Institute for Public Policy. pp. etnia. Treviglio. in una considerazione conclusiva sul pensiero anarcoproprietarista. 1996. 1996. “The Journal of Libertarian Studies”. intese come unioni volontarie a-statuali di individui. pp. La fine dello Statonazione. l’elemento che più di frequente viene adoperato come strumento di critica all’impianto teorico rothbardiano. Treviglio. 1991. 1-10. cultura. it. n. nondimeno. pp. delle scienze politiche e sociali. 197 Di questo stesso avviso pare essere anche Kenichi Ohmae. Milano. revised edition. 11. Rothbard. in “Federalismo & Società”. sospinte da motivi coagulanti. sembra opportuno fare presente come. Baldini & Castoldi. n. it. quali tradizioni. The End of the Nation State. cos’è. esso rappresenti. Nazione. The Free Press. occorre ribadire come Rothbard sia stato un “generalista” in un’età di sempre crescente specializzazione settoriale: i suoi contributi andarono a coprire tutte le maggiori branche dell’economia. September 1993. valori198. Anno XXXIV. idioma (le cosiddette “lingue tagliate”).ma del superamento degli attuali Stati-nazione – di cui sarebbe imminente. della storia. 1 (Fall 1994). Leonardo Facco Editore. Rothbard. in “Biblioteca della libertà”. n. pp. Nations by Consent: Decomposing the NationState. Rio de Janeiro. No. In particolare. Vol. 47-60. nonché Carlo Lottieri. Anno III. Per una ecologia di mercato. Paper delivered at the Regional Meetings of the Mont Pélèrin Society. ai contestatori ad oltranza di ogni genere di istituzione in nome di una ‘individualità’ astratta. 3. per Rothbard. 198 Cfr. religione. trad. la morte definitiva197 – come modello aggregativo. 135 . Carlo Lottieri e Guglielmo Piombini. 1997. Nazioni per consenso: decomporre lo Stato nazionale. 44-53. per concludere brevemente. 137-174. Per un ecologismo liberista. Ma. che le loro posizioni. Anno III (1996). New York.

in proposito. pertanto. Rubbettino. infine. quello di operare una riconciliazione – non a caso secondo un’ottica giusnaturalista – tra questi fattori: natura e progresso. Nonostante alcune critiche hayekiane abbiano. era da lui considerato l’opposto dell’altruismo. Ma. in una tale prospettiva. innanzi tutto... 1949. una sorta di ‘determinismo storico-economico e sociologico’. Friedrich August von Hayek. In tale scritto Hayek contrapponeva quello che giudicava l’individualismo “vero” al collettivismo. in un progetto filosofico-politico al centro del quale. in Id. come già era stato per la società comunista nella dottrina marxiana200. peraltro. p. palese come l’intento del pensatore politico americano s’identificasse. Non v’è dubbio che. in proposito. Del Liberalismo Classico cit. mentre l’altro. ma. in fondo. si poneva. avrebbero potuto rivelarsi fonte d’impedimento per il corretto funzionamento di un sistema realmente individualistico199. Soveria Mannelli. Individualismo: quello vero e quello falso. quanto riportato in Norman P. Routledge & Kegan Paul. Individualism and Economic Order. 243.nulla a che vedere con il vero individualismo. civilizzazione e libertà. a rivestire un ruolo determinante. Individualism: true and false (1945). potesse apparire funzionale ad una coerente e sistematica dimostrazione di una presunta incompatibilità fra istituzione statuale ed autodeterminazione individuale. osservare come a tale razionalismo il Libertarianism anarchico affianchi. D’altronde l’utopia (nel senso etimologiSi veda. il suo metodo speculativo. con il tentativo di restituire all’uomo – soprattutto sul piano deontologico. veniva fatto coincidere con l’egoismo –. è. per cui l’affermazione finale dell’anarco-capitalismo diverrebbe inesorabile. peraltro. addirittura. fondato sulla logica aristotelica. it. 200 Si confronti. un loro fondamento nell’additare l’ astrattezza del razionalismo sillogisticoconsequenzialista elaborato da Rothbard. trad. Barry. che definiva “falso” – il quale. London. oltre e prima ancora che su quello stricto sensu politico-istituzionale – la sua presunta libertà originaria. 1997. come già per Karl Raimund Popper (1902-1994). della quale il progresso scientifico e sociale lo avrebbero privato. incontestabilmente. la questione morale. occorre. secondo il quale “c’è anche un’argomentazione 199 136 . Il fine di Rothbard era. per riprendere brevemente il parallelo con il pensiero sviluppato da Karl Marx.

ben lungi dall’identificarsi con la tradizione liberale classica in proposito. Rothbard. Attualmente è docente di tali materie proprio presso la Santa Clara University. la mancanza di leggi ‘positive’ con la conseguente sostituzione di queste nella propria funzione da parte di “usi secolari” e. p. sotto certi aspetti. in relazione esplicita con il marxismo. e Chicago (Illinois). In pratica si trattava. richiama piuttosto alla mente. quanto sostenuto. 201 Cfr. della proprietà privata e dello Stato.co del termine) rothbardiana di una eliminazione della violenza e della coercizione dal contesto sociale. L’etica della libertà cit. la mancanza di un apparato amministrativo. sostanziale. pp. des Privateigentums und des Staats (1884). trad. entrambe in California. l’instaurazione della libertà e dell’eguaglianza di tutti201. Friedman David D. Friedrich Engels. Dopo una formazione scientifica in chimica e fisica presso le Università di Harvard (Massachusetts). Friedman è nato a New York nel 1945 da Milton e Rose Friedman. infine. Roma. 137 . L’origine della famiglia. 3. it. si è specializzato in economia e diritto nell’Università di Stanford ed in quella di Santa Clara. individuato nel giusnaturalistico “stato di natura” – attribuiva alla società anarchica senza classi che si sarebbe dovuta realizzare con l’avvento del comunismo. per il filone marx-engelsiano. che dovrebbe verificarsi in seguito all’annientamento dell’istituzione statuale con il conseguente. Vedasi. Der Ursprung der Familie. in base alla quale i sistemi statalistiassistenzialisti crolleranno inevitabilmente così come predicono le leggi della prasseologia”.. Rinascita. 98. 1950. 419420. Egli para-evoluzionistica nel libertarianismo. della teorizzazione della mancanza di un potere coattivo e repressivo. il tema della convivenza pacifica ed armoniosa che tutta la tradizione marxista – in questo caso recuperando il sogno idilliaco espresso dal mito settecentesco e rousseauiano del “buon selvaggio”. inoltre. L ’anarco-capitalismo utilitarista: David D. dallo stesso Murray N. ritorno alla società naturale – cui si è accennato sopra –.

difatti. ma praticamente impossibile. per Mises. un approccio di principio.. “Journal of Political Economy”. Phrónesis (la saggezza. Friedman parte da una concezione di “capitalismo” come sistema. Se l’approccio di Rothbard al libertarismo era. significa soltanto “dettato dalla ragione”. pertanto. perciò – a differenza di quello del collega – non sistematico. secondo l’autore. 85 (February 1977). Razionalità occidentale e ragione mediterranea.. soggettivismo e obiettività della ricerca prasseologica.. I. in cui la razionalità tecnico-scientifica-economica avrebbe preso il sopravvento sulla prima. competitivo. An Economic Theory of the Size and Shape of Nations. si configura come più pragmatico e. basato sul coordinamento e sulla libera cooperazione fra individui responsabili e razionali – il termine è di chi scrive. Per una critica della razionalità economica – figlia della “razionalità occidentale” – che tenga conto anche delle argomentazioni di Mises. pp. Ricordiamo. ed il fratello minore. infine. Razionalità e irrazionalità. la prudenza. ma. di David D.appartiene alla scuola monetarista neoclassica dell’economia. quell’antitesi che ha caratterizzato l’età moderna e contemporanea. fra le altre. § 4. 203 Armando Massarenti. su ciò. Rationalité occidentale et raison méditerranéenne (1999). aveva tenuto unite le due manifestazioni speculari della ragione. sì. non solo ingiusto. Lógos epistemonikós (la ragione geometrica o razionalità). si consulti Serge Latouche. Torino. in quanto il fine ultimo di ogni azione è sempre individuale e. innanzi tutto. it. L’azione umana cit. Ludwig von Mises. 59-77. individuando. l’autore opera un’originale analisi della ragione nell’Occidente moderno e delle sue origini. nel corso del XVI secolo. David Friedman. La sfida di Minerva. quello friedmaniano. come rileva anche Armando Massarenti nell’introduzione all’edizione italiana della sua opera maggiore203. xv. implica un giudizio di valore sull’azione altrui che è. 202 138 . No. invece. cap. di cui è uno degli esponenti più radicali. Il vantaggio di un tale sistema – come osserva Razionale. sino a quel momento. giungendo. l’uso corrente e colloquiale del termine. soprattutto. a soggiogarla. Da tale dicotomia sarebbe discesa. Bollati Boringhieri. The Machinery of Freedom cit. 2000. introduzione alla trad. Friedman. una profonda frattura nel legame che. it. senza alcun tipo di sfumatura positiva o negativa in merito. 1821. trad. Si confronti. Nel testo. i due figli della dea greco-latina Minerva: la maggiore. libertario senza assoluti (1997). pp. esternamente ingiudicabile. alcune opere di Friedman che possono risultare di un certo interesse per il lettore: Id. e si specifica di usarlo in un’accezione strettamente misesiana202 –. Le Défi de Minerve. in tale accezione. la ragionevolezza). p.

70 (March 1980).Social Harmony and the Shrunken Choice Set. 1-16. Massarenti. What is Fair Compensation for Death or Injury?. Conrad Johnson.. Id. Id. Id. Comments on Rationing Medical Care: Processes for Defining Adequacy e Comments on “Rationing and Publicity”.: Is There a Better Money?.).. Comment on Brody. One . “Cato Institute Policy Analysis”. al razionalismo costruttivistico.. Id. 2 (1982). I (1983). No. in “Social Philosophy and Policy”. Income Support.. esso viene decisamente rifiutato da Friedman in favore di un’epistemologia etica libertaria204. che potremmo definire utilitaristico. Gold. “International Review of Law and Economics”. pp. Many.).. non lo salverebbe – secondo l’opinione di alcuni interpreti205 – dall’incorrere in un procedimento logico di fondo che tende spesso. Rowman and Littlefield. in “Social Philosophy and Policy”. and Paul Vernier (eds.. infatti. 11. in proposito. “Journal of Legal Studies”. la produzione di Friedman acquista. A Positive Account of Property Rights. suo malgrado.. 1986. June 1984. un metodo speculativo. sì. Begley (eds. Reidel. or. Nella propria – voluta – non sistematicità. per cooperare.A Historical Case. Id. Paper. Vol.. mutuato in larga parte dalla scienza economica. pp. 207-208. così. 1986. (with Geoffrey Brennan). che lo stesso Autore tiene a sottolineare. non eligibili volta per volta secondo convenienza. Few. 1981. Id. “American Economic Review”. pp. in George J. Rights to Health Care.. ma il punto cruciale.. in Peter G. Ancorché costituisca una regola deontologica possibile. Private Creation and Enforcement of Law . p. Id. South-Western. 8 (March 1979). 205 Si veda. anche una buona dose di realismo. “Research in Law and Economics”. Id. op. nondimeno. Egli adopera. 1982. non è assolutamente indispensabile condividere i medesimi obiettivi e/o valori. Barry. No. 204 A. 139 . è che il proprio utilitarismo è meramente economicistico. 399-415. e non morale. la critica di Norman P. basata su principî chiari e fissi. Id. Cincinnaty. Del Liberalismo Classico cit. pp. Id. No. Reidel. inteso in senso rigorosamente Id. Price Theory: An Intermediate Text.. xxiii. Reflections on Optimal Punishment or Should the Rich Pay Higher Fines?. 225-232.. 1989. Ciò. Id. A Libertarian Perspective on Welfare. in The Price of Health. “Journal of Legal Studies”.lo stesso Friedman – sta nel fatto che. Brown. Should Medical Care be a Commodity?. Totowa. Agich and Charles E. cit. Efficient Institutions for the Private Enforcement of Law. Il suo argomentare disilluso e volto più al particulare lo porta su posizioni di riforma graduale... 1981.. No. 2 (Summer 1994).

una “mentalità di tipo ingegneristico”. trovano. pp. new edition. al quale Hayek opponeva il metodo che. la presunta deviazione dall’ortodossia economica neoclassica su due punti cruciali di teoria politica. a problemi specifici. Oxford University Press. pertanto esso 206 Con l’espressione “costruttivismo razionalista” Hayek designava criticamente quell’atteggiamento – proprio di Francis Bacon. Due concetti di libertà. partendo da poche premesse indubitabili. il suo studiare soluzioni parziali. con cui s’intende una capacità della mente umana di giungere alla verità attraverso un processo di inferenza deduttiva. trad. Oxford. 1969. rispetto a tale scuola: l’anarchismo ed il razionalismo. rovinosa in campo politico-sociale. René Descartes e Thomas Hobbes – ben illustrato dall’espressione cartesiana esprit géométrique. che lo porta ad abbracciare due posizioni diametralmente opposte. sulla scia di Menger. Vallecchi Editore. Four Essays on Liberty. tuttavia. coniato nel diciannovesimo secolo dal noto esponente politico liberale inglese William Ewart Gladstone (1809-1898). forse.. rispetto ad una sua possibile degenerazione totalitaria. 170-173. e Roma. The Free Press. derivando dal positivismo classico. constatando una sostanziale eterogenesi dei fini: Id. 1967. 1952. sottolineare ancora una volta. Indianapolis. si configura come più pragmatico che non filosofico. it. Milano. dalla I edizione L’abuso della ragione. Il liberalismo della scuola monetarista di Chicago. 1989. resta. cfr. 1979. cioè. che giova. sotto il profilo concettuale. it. 207 Per una critica di quello che viene definito come un approccio “monistico” alla filosofia della libertà. nonché i suoi scritti relativi all’applicazione del “pernicioso” impiego dell’approccio razionalista nello studio delle questioni relative alle scienze sociali. 185-241.. Studi di filosofia cit. relative. Firenze. lo mette. L’aspetto più singolare ed interessante del suo pensiero. vide Isaiah Berlin. un confine più nel buon senso personale che in altri più formali meccanismi207. pp. The Counter-Revolution of Science: Studies on the Abuse of Reason. ritenuto implicitamente totalitario. per Hayek. scivolando da una concezione totale ad una totalizzante di libertà. Glencoe. individua. cioè. Peraltro. trad. 140 . comunque.hayekiano206. III saggio. definiva “compositivo”. Liberty Press. la quale risulta. senza pretendere di fornire una visione globale ed onnicomprensiva di società libera. Il termine “costruttivismo”. infatti. Quattro saggi sulla libertà. 19972. Feltrinelli. Edizioni SEAM. Friedrich August von Hayek. al riparo da pericolosi slittamenti verso quelle derive le quali.

. indipendenti l’uno dall’altro. Del Liberalismo Classico cit. del Libertarianism in ogni sua variante. l’unico esponente di tale corrente di pensiero a difendere – a differenza degli altri “realisti”. che ebbero origine. Friedman. 141 . 191-219. Ad accomunarli. 1 (giugno 1997). it. del quale non accolgono il metodo di elaborazione dei concetti giuridici fondamentali. al di là delle reciproche peculiarità che li distingono dal punto di vista metodologico. The Machinery of Freedom cit. Anno XXVII. infine.è. David Friedman assumerebbe. Ciò valorizza ulteriormente la produzione friedmaniana in materia. generalmente. ma anche del positivismo normativistico e formalistico. 62-63. come già accennato. postfazione alla trad. per contro. 208 Vedasi. seppur ridotto ai minimi termini. a configurarsi come una costante caratterizzante. ed attorno al 1930 negli Stati Uniti d’America il secondo. “Giusnaturalisti” e “utilitaristi” nel Libertarianism contemporaneo: un contrasto insolubile?. n. in proposito. Barry. 210 Cfr. agli inizi del XX secolo nei Paesi scandinavi – in particolare in Svezia e in Danimarca – il primo. ovvero ‘non interventista’ in campo economico210. in “Materiali per una storia della cultura giuridica”. secondo uno schema che verrebbe.. pp. sono il netto rifiuto non solo del giusnaturalismo. di David D. pp. nonché razionalista. soprattutto se si tiene conto di come lo scrittore americano sia. Fabio Massimo Nicosia. una posizione anarchica. 209 Con l’espressione “realismo giuridico” si sogliono individuare due indirizzi di teoria giuridica. Occorre. forse. favorevole ad una qualche forma di Stato. rispettivamente. se non come una vera e propria peculiarità. del medesimo autore si consiglia. sia americani che scandinavi – un sistema politico di liberalismo integrale. segnalare l’individuazione di David Friedman come rappresentante del filone realista in ambito giuridico209. Norman P. Tale sbocco del pensiero di David Friedman si evidenzierebbe nella misura in cui egli trasforma l’empirismo strumentalista della scuola di Chicago in ciò che è stato definito come una forma di empirismo “a priori”208. così. inoltre. David Friedman: “realista giuridico” libertario (1997).

era il suo manifesto elettorale: The conscience of a Conservative211. che sembravano aver sortito effetti incoraggianti. it. convergevano su posizioni – cosiddette – liberal. egli aveva pubblicato quello che. University of Chicago Press. 1948. Chicago. All’inizio del decennio. Il vero conservatore. 1962. recuperando in positivo quel termine – “conservatore” – che per anni i suoi colleghi avevano temuto ed accuratamente evitato. La svolta si ebbe alla metà degli anni sessanta. Le Edizioni del Borghese. misconosciuto. “repubblicani” e “democratici”. tale evento lasciò. ed il rimarcarne alcune può spingeTrad. L’occasione la fornirono le elezioni presidenziali. per contro. Ideas Have Consequences. 211 143 . che avrebbero dovuto tenersi proprio in quel periodo. in sostanza. come scriveva Richard M. sino a quel momento condiviso. Il movimento libertario statunitense prima del 1969 La storia dei libertarians ha inizio circa trent’anni fa. 212 Richard M. Ma. si segnala che l’intestazione di quest’opera era il motto preferito di Rothbard. fino ad allora. Weaver (1910-1963).Capitolo IV STORIA DEL LIBERTARIAN MOVEMENT AMERICANO DAL 1969 AI GIORNI NOSTRI 1. e che spinsero il senatore repubblicano dello Stato dell’Arizona Barry Goldwater (1909-1998) a riappropriarsi di una tradizione che i suoi predecessori avevano. A titolo di curiosità. ritenendolo addirittura estraneo alla cultura politica statunitense e legato. all’elitismo caratteristico della storia sociale britannica. “le idee hanno conseguenze”212. entrambi i maggiori interpreti della vita pubblica statunitense. pertanto. Weaver. anche a causa degli strascichi della “grande depressione” economica del 1929 e dei conseguenti interventi statali previsti dal progetto New Deal. di esclusivo appannaggio democratico l’aggettivo liberal. Milano. Barry Goldwater. dopo che.

sicuramente libertarian – potrebbe. essere ricompreso in quella tipologia che chi scrive ha definito come “anarco-capitalismo (culturalmente) anti-libertario”. […] A volte arrivo a definirmi un anarchico alla Goldwater”. sarebbe stato proprio quest’evento a costituire la principale ‘molla’ per una rinascita del sopito movimento libertario213. un conservatore alla Goldwater. come l’intellettuale anarco-capitalista David D. 214 Da non confondersi con l’omonima rivista di Seattle degli anni ottanta e novanta del Novecento.. Friedman.. tuttavia. perlomeno stando a quanto affermato nel Mea culpa posposto all’edizione italiana del suo Defending the Undefendable cit. culturalmente. difatti. tutto sommato. come un conservatore culturale: esattamente l’opposto. semmai. Fino al 1969. 15-24. per dirla con la terminologia americana contemporanea. curioso sarebbe. che ne fa.re qualcuno a rivendicarne altre. in Massachusetts. pp. cfr. Memoirs cit. di un libertario. cap. come si illustrerà meglio più avanti. fino a quel momento. all’epoca della sua candidatura presidenziale. Barry Goldwater. sostanzialmente identificati.. Il vero conservatore cit. Per molti altri libertarians. con cadenza bimestrale. Egli intendeva configurarsi. è confermata nel volume di ricordi autobiografici scritto dai suoi genitori Milton and Rose D. pp. un conservatore. Da questo punto di vista Friedman – per quanto. Friedman. furono tra i suoi più accesi e convinti sostenitori. il senatore dell’Arizona costituì proprio la cagione della loro rottura con la formazione della Old Right. La ‘passione’ di Friedman per Goldwater. sotto il profilo politico. sulla quale. insomma. 22. la medesima cosa sembrerebbe valere anche per l’ultimo Walter Block. con la quale si erano. seguiti da Benjamin Tucker e dalla sua rivista “Liberty”214. anche nella prefazione alla prima edizione (1973) della sua opera L’ingranaggio della libertà cit. l’anima culturale del conservatorismo. forse. Two Lucky People. che egli giudicava. I. i libertarians dibat213 144 . del resto. alcuni libertari radicali. Già nell’Ottocento si erano formati dei circoli intorno all’abolizionismo individualista di Lysander Spooner. La coscienza d’un conservatore. non esisteva negli Stati Uniti un movimento libertario organizzato. difatti. Interessante e. negli anni sessanta come colui il quale intendeva recuperare. per certi versi. o il suo vicario Richard Milhous Nixon (1913-1994). cap. 247-248. Friedman si autodefinisce come “un liberale alla Adam Smith. cioè. pp. approfondire la questione delle dinamiche di tali connessioni. Ciò nonostante. o. innanzi tutto. abbastanza tutelata anche da parte di uomini politici come il presidente (1953-1961) Dwight David Eisenhower (1890-1969). che sostenne il “nero vessillo” dell’anarchismo indiLa centralità della figura di Barry Goldwater in relazione alla ‘riemersione’ delle idee libertarie è fuori discussione. E.. piuttosto che quella economica. 9-10. Goldwater si presentò.

andando a modificare arbitrariamente i prezzi finali delle merci. scrisse. poi. storicamente. sarà opportuno. per la prima volta. L. appena prima di morire. 216 Anche oggi esiste una pubblicazione con questo nome pubblicata dalla Foundation for Economic Education (FEE). la quale. come dimostrano sia gli approfonditi e già citati studi di Rothbard su Hoover. H. si tratta di un periodico mensile promotore del liberalismo “classico”. poi. 1958. E sul quale. In quella data l’intero stock di pubblicazioni e libri fu bruciato e Tucker lasciò l’America. ed Henry Louis Mencken217. con la sua “American Mercury” alla fine tono i punti più delicati della propria ideologia come in una sorta di forum interno al movimento. cioè sui consumi. Alfred A. forse. La susseguente affermazione dello statalismo ebbe il proprio picco iniziale con la prima guerra mondiale. ebbero a che fare con la teoria economica del laissez faire.vidualista dagli anni settanta dell’Ottocento al 1907. New York. Al contrario. 217 Del quale vedasi A Mencken Crestomathy. se non una mera relazione di facciata riconducibile sostanzialmente all’accanimento anti-socialista. con la propria rivista “The Freeman”216 – sulla quale Suzanne LaFollette si mise. che. negli anni successivi. in un saggio sullo Stato che – pubblicato postumo – gli diede notorietà. la memorabile frase: “La guerra è la salute dello Stato”. 215 A tale proposito. il proibizionismo (1920-1933). ed il massiccio ricorso alla tassazione indiretta. per vivere. Ma “i ruggenti anni venti” videro un breve revival della tendenza libertaria215. sono sempre passati per dei ‘campioni di liberismo’. Rothbard. il protezionismo inflessibile nei confronti della concorrenza straniera. precisare – anche in relazione agli esiti che sortirono – che le politiche di quegli anni poco o nulla. si potrà notare come sia Warren Gamaliel Harding che Calvin Coolidge adottarono politiche che ben poco avevano a che vedere con tale impostazione filosofico-economica in settori di elevata importanza strategica. oscuramente in Francia fino alla propria morte nel 1939. si consulti Murray N. Knopf. ad esempio. Mencken: 145 . per contro. in evidenza – tra il 1920 ed il 1924. sia un’analisi dei provvedimenti adottati dai suoi due predecessori repubblicani. quali. Ne furono i principali portavoce Albert Jay Nock. con l’applicazione di alte tariffe doganali nell’intento di una strenua difesa del prodotto nazionale. come spiegato anche da Rothbard. Il giovane scrittore politico libertario Randolph Bourne (1886-1918). è aborrita dai liberisti coerenti giacché va ad interferire con i normali processi di mercato anche più di quella diretta. per recedere.

A Reply to Georgist Criticism. The Logic of Action cit. Pentecost. conseguentemente. 1527. in questo senso. un seguace di Nock. erano stati l’anarchico di origine inglese Henry Bool e Hugh O. Foundation for Economic Education. Secondo Rothbard. infatti. Murray N. favorevoli alle tesi sostenute dal “movimento per l’imposta unica”. prima di consacrarsi come guida del moderno conservatorismo americano. sull’esempio misesiano. uscito nel 1887. 218 Ancora attiva. 306-310. in cui propugnava la confisca. pp. reprinted in “Reason”. Viceversa. Irvingtonon-Hudson. ma con il nome di Intercollegiate Studies Institute. formò il Circolo Bastiat nei tardi anni cinquanta. The Logic of Action cit.. imporre tasse su rendite derivanti da terre abbandonate produrrebbe numerosi effetti dirompenti sul processo di coordinazione del mercato.. qui.degli anni venti e durante gli anni trenta. Irvington-onHudson. 1-3. sino all’inizio della successiva ‘ondata statalista’. July 1957. II. coincidente con la seconda guerra mondiale. dell’intera rendita fondiaria dominicale. pertanto. Murray Rothbard. pp. 52-57. Al riguardo. ed aveva descritto se stesso come philosophical anarchist. fu responsabile negli anni cinquanta della prima organizzazione studentesca proto-libertaria statunitense: la Intercollegiate Society of Individualists218. pur tuttavia. contro la teoria dell’“imposta unica”. 1957. 146 . proposta che Rothbard rifiutava esclusivamente su basi utilitariste. menzionare il contributo coevo. Summer 1962. Kelley. II. l’idea che i proprietari terrieri avessero una pura rendita economica era sbagliata. pp. cfr. reprinted in Id. Vol. Foundation for Economic Education. The Single Tax: Economic and Moral Implications. Frank Chodorov. pp. peraltro. anche se in disaccordo con la sua deviazione “georgista” in merito a The Land Question219. pp. e Id. Un allievo di Nock. redattore del periodico newyorkese “Twentieth Century”. i proprietari privati giuocherebbero. Rothbard. No. dopo essere stato allontanato dalla “National Review” di William Buckley. offerto da John F.. in “New Individualist Review”. Occorre. Taxation or Free Trade? A Criticism upon Henry George’s Protection or Free Trade. poiché le terre hanno diversi impieghi alternativi e. 8 (December 1980). politicamente un fan di Chodorov. Vol. un vitale ruolo imprenditoriale.. 294-305.. Buckley medesimo era stato. The Joyous Libertarian. alle teorie che il socialista Henry George (18391897) espose nel suo best seller Progress and Poverty del 1882. intellettuali generalmente annoverati tra gli esponenti storici del libertarismo americano e. comunque. reprinted in Id. 219 Ci si sta riferendo. per mezzo di una “imposta unica” (single tax).

invece. si erano uniti nella grande crociata America First contro l’imperialismo USA fra il 1939 ed il 1941. I più ‘vecchi’. Anni inquieti. 220 147 . Feltrinelli. La nuova sinistra americana. la Freedom School in Colorado. Si veda. dopo un tentativo fallito di correre per il Congresso con il favore di Richard Nixon nel 1948. come John T. Berkeley: The New Student Revolt. Rothbard. a socialisti. conseguentemente. New York. attratto dal nascente movimento studentesco. 1965. Roma. 1970. ed i suoi giovani laureati divennero i primi attivisti del movimento studentesco americano. La rivolta di Berkeley. il terreno per gli eventi successivi. Read (1898-1983) nella parte settentrionale dello Stato di New York. ruppe con quei libertari ancora uniti in alleanza con la destra anti-New Deal. in un certo qual modo. come Norman Thomas. 2 (Autumn 1965). 1992. Flynn. Editori Riuniti.Robert LeFevre e Leonard Read. Il movimento studentesco negli Stati Uniti. che preparò. si consulti Bruno Cartosio. frequentavano la Foundation for Economic Education. perfino. Liberty and the New Left. pp. avevano preso le mosse dall’alleanza della Old Right contro “l’ultrastatalista macchina da guerra” del New Deal di Franklin Delano Roosevelt. si consultino Hal Draper. Vol. I. Rothbard. Torino. realizzò che non si poteva costruire un movimento per la libertà senza prima rieducare il popolo americano in merito a che cosa fosse la libertà: qualcosa che esso aveva perduto – a suo avviso – in cinque decadi di statalismo ininterrotto. verso la metà degli anni sessanta aderì col suo piccolo seguito agli Students for a Democratic Society (SDS)220. si oppose a Goldwater nel 1964 ed iniziò le pubblicazioni di “Left & Right” nel 1965. 35-67. in “Left and Right”. pertanto. fondata il 7 marzo del 1946 da Leonard E. frequentò attivamente i meetings della Su tale associazione. potendo vantare al proprio seguito non meno dell’80% della popolazione statunitense… fino a Pearl Harbor. it. già in precedenza. al pari di Rothbard e Chodorov. così come sulle altre formazioni che costituivano il movimento studentesco americano negli anni sessanta. Einaudi. Lo stesso LeFevre. liberali “classici”. Società media ideologie negli Stati Uniti da Truman a Kennedy. Milano. e Massimo Teodori. dello stesso Murray N. Egli. 1966. Per una panoramica politico-sociale sul periodo storico antecedente. trad. Egli formò. No. e. assieme ad anarchici e. Grove Press. poi.

nell’ombra proprio mentre il Libertarian Movement stava per venire alla luce. allorché ne divenne il direttore. Esso pubblicò. propugnava un’istanza libertaria nella persona del proprio fondatore. contrasse anche un’alleanza pro-New Left. Young Americans for Freedom (YAF). per lo più combattevano dalla parte della New Left. Bob Schuchman. poi. inoltre.New Left. alleanze tattiche con i maoisti contro i socialisti d’impostazione ortodossa. 148 . e formò persino. continuava ad attrarre studenti libertari in gran parte inconsapevoli dell’esistenza di altri gruppi. tenutasi al San Francisco Cow Palace. 221 Con l’espressione Counter-Economics s’intende lo studio e/o la pratica della Counter-Economy. nell’estate del 1969. Frattanto. L’“Innovator” pubblicizzò i delegati di Goldwater alla convention repubblicana del 1964. nel più consistente gruppo antiNew Left costituito dalla YAF. la Youth for Goldwater dei primi anni sessanta. Daniel Rosenthal. sulla sponda opposta. ma Kerry Thornley. La nuova associazione studentesca. Così. seguendo Rothbard e LeFevre. Tom McGivern ed altri ruppero con la Youth for Goldwater Campaign per formare la Alliance of Libertarian Activists. mentre i primi attivisti libertari. Gli studenti di LeFevre fondarono la rivista “Libertarian American” in Texas ed il “Liberal Innovator” – in seguito semplicemente “Innovator” – in California. il successivo e molto più ampio gruppo dello ‘zoccolo duro’ degli attivisti dei campuses che simpatizzavano con la libertà si ritrovò. in seguito conosciuta come Counter-Economics (“contro-economia”)221. scrisse per la rivista “Ramparts”. Sharon Presley. ovvero di tutta l’azione umana proibita dallo Stato. I collaboratori dell’“Innovator” finirono. che si venne a configurare come la prima organizzazione esplicita di attivisti libertari alla fine del 1964 alla University of California di Berkeley. il primo articolo relativo all’attività di mercato sotterranea. il quale rigettò l’etichetta di Young Conservatives (“Giovani Conservatori”). la quale si era riformata a Buckley’s Sharon. nello Stato del Connecticut. alle conventions di quegli anni del Freedom & Peace Party.

un altro dei seguaci della Rand. l’attivismo politico indipendente. piuttosto. La Rand a sua volta contrastò. la ‘rivista per appassiona149 . in Pennsylvania. D’accordo con David Nolan. Don Ernsberger e David Walters. Jarrett B. precedente alla convention di St. alla University of Wisconsin – roccaforte storica dei progressives del Middle West – negli anni 19681970 circa 300 di loro furono denominati Committee to Defend Individual Rights (CDIR). vero che molti membri della YAF erano influenzati dall’aver letto la Rand: alcuni “consigli” dell’organizzazione. pur tuttavia. Lo stesso Tuccille si unì a Rothbard e ad altri nel primo tentativo. Resta. i quali erano lefevriani. peraltro. tuttavia. Wollstein. ella supportò. quando trovò che il nome era stato usato da un oscuro bollettino – ed il “Rampart Journal” di LeFevre. nel 1967. i quali operavano nei campuses indipendentemente. formarono all’interno della YAF il Libertarian Caucus con i californiani Dana Rohrabacher e Bill Steele. a Wendell Willkie – o. un antecedente Libertarian Caucus era stato tentato alla precedente convenzione nazionale della YAF. “The Rational Individualist” divenne la principale pubblicazione libertaria sino al 1971. Influenzato da Ayn Rand fu pure Lanny Friedlander. Una parola riguardo ad Ayn Rand La rivendicazione di Jerome Tuccille – nel titolo stesso del suo già citato libro del 1971 ed altrove – secondo cui It Usually Begins with Ayn Rand. nel 1968. di creare un movimento libertario fuori dei gruppi YAF e SDS: la Radical Libertarian Alliance (RLA). e rigettò duramente ogni associazione con il Libertarianism. assai indicativa. erano apertamente randisti. del Colorado. contribuì al primo Libertarianism creando gli Students for Rational Individualism (SRI) nonché la rivista “The Rational Individualist”. nessuno. Louis dell’estate 1969. era. il quale fondò. sempre i soli candidati repubblicani – ispirandosi. seppure non precisa. La scrittrice russo-americana chiamò Students of Objectivism i propri seguaci. in Pennsylvania ed in Maryland. Insieme con il nuovo “Libertarian” di Rothbard – che questi cambiò in “Libertarian Forum”. in ciò.2. infatti. per esempio.

il quale aveva fondato una propria organizzazione di attivisti. Che 222 150 . Vol. conseguentemente Branden. 1983. A scrivere per “The Rational Individualist” ed il “Rampart Journal” fu l’anarco-oggettivista Roy Childs. 225 Branden ha scritto molto sugli aspetti psicologici dell’“egoismo”. Smith. What Is Communist Anarchism?. 10 (August 1969). favorì molte conversioni dall’Objectivism puro e semplice al Libertarianism. 196-305. Di lui si ricordano. Who is Ayn Rand?. Ayn Rand aveva rotto con il suo stesso principale discepolo. in particolare. che non libertaria vera e propria. comunemente. si rimanda ad Alexander Berkman. da ex-oggettivista. Già nel 1968. essa ha assunto un’impostazione più semplicemente ‘liberista’. No. New York. New York. New York. Objectivism and the State: An Open Letter to Ayn Rand. Dover Publications. The Benefits and Hazards of the Philosophy of Ayn Rand. Con il termine fanzine vengono. cioè. indicate quelle riviste le quali sono dirette ad un pubblico ‘selezionato’ di sostenitori o simpatizzanti. andò a militare nelle file della YAF e dell’SRI225. Childs. quella del filosofo ed amico di Childs. George H. 1. una Open Letter to Ayn Rand224 nella quale confutava la teoria dello Stato minimo della Rand. 226 Per un approfondimento della dottrina “anarco-comunista”. l’attenzione a questioni di libertà nella sfera della politica economica). 1962. 223 Attualmente. in “The Rational Individualist”. Alla fine del 1968 Rothbard frequentò a New York. pp. il Nathaniel Branden Institute (NBI). Egli redasse. Laissez Faire Books. un “Left-Right Anarchist supper Con l’espressione “rivista per appassionati” s’intende tradurre il vocabolo americano fanzine. new edition. Jr. del resto. neologismo nato per concrezione da fan e magazine. No. Vanguard Press. Rational Egoism.. 224 Roy A. nel 1969. se non l’usuale scomunica per aver messo in discussione la sua ideologia. così. come. Tuttavia. tale “lettera aperta” non ottenne altra risposta da lei. 51 (1970). con l’anarcocomunista226 Murray Bookchin.ti’222 con il nome “Reason”223. secondo la quale l’“oggettivismo” condurrebbe naturalmente ad un’anarchia di libero mercato. la controversia ‘anarchia versus Stato minimo’. ad esempio. Nathaniel Branden. inaugurando. Nathaniel Branden. e Id. Nathaniel and Barbara Branden. it. 1929. in “Personalist”. in senso lato (privilegia. 1972. New York. Paperback Library. la teoria di Childs – rimasta inconfutata dalla mancata replica della Rand –. la suddetta pubblicazione è mensile e si dedica alla divulgazione tramite articoli su casi scelti. trad..

oggi in Karl Hess. un cenacolo – come il nome stesso rivela – per anarchici di destra e di sinistra. Morrow. perlomeno – spesso non è che un espediente per parlare di fatti reali e. La Luna è una severa maestra. la Luna sia ormai alla portata dell’uomo. trad. Verona. tradusse in alcuni libri la propria rottura con il capitalismo. it. 1977. così. Karl Hess. nel “Libertarian Forum” e nell’attivismo dei già ricordati Students for a Democratic Society (“Studenti per una società democratica”). Ma la fantascienza – quella di qualità. in “Playboy”. pp. American Radical Thought: The Libertarian Tradition. Hess and D. 1975. Rothbard fu raggiunto dall’ex-speechwriter di Barry Goldwater. il racconto espone prima la “Storia della Luna dall’Età Coloniale alla Rivoluzione” e. Rothbard. la salamandra. 274-290. Tuttavia. Karl Hess. quindi. il futuro della Luna ricorda molto da vicino il passato dell’America. 1970). Vol. New York. 16 (March 1969). 2. il suo miglior libro). edited by Karl Hess. reprinted in Henry J. 102-104 e 178-185. 321-432. uno dei candidati alle elezioni presidenziali tra i più conservatori che la storia americana rammenti –. che durò. in “The Libertarian Forum”. tanto che. Prometheus Books. pp. 228 Robert A. 1966. 227 Karl Hess. a tutt’oggi. Mostly on the edge. Anarcho-Communism. solo due incontri. Karl Hess. 1979. nel 2075. unitamente a concrete proposte in favore di una gestione sociale fortemente decentralizzata. Beacon. fu secondo soltanto al racconto di fantascienza The Moon is a Harsh Mistress228 (pubblicato a dispense tra il 1967 ed il 1968) di Robert cos’è l’anarco-comunismo. al riguardo. Community Technology. Articolato in due parti. New York. Milano. Hess. Boston. apparso sulla rivista “Playboy” all’inizio del 1969. pp. Harper & Row. Neighborhood Power: The New Localism. Morris. però. Mondadori. Lexington. l’autore immagina che. K. 1 (January 1. come sottolinea la premessa dei curatori italiani (i noti romanzieri Carlo Fruttero e Franco Lucentini). No. Jr.). New York. il quale intende colonizzarla come in passato ha già fatto con altre terre sul proprio pianeta. 1965-1966. anche in quest’occasione. 1999. The Moon is a Harsh Mistress. Sul medesimo tema. “il lettore scrupoloso potrà dunque consultare in qualsiasi dizionario enciclopedico gli eventi che sulla Terra andarono più o meno dal 1775 151 . An autobiography. Silverman (ed. 1970. ricordiamo anche Murray N. No. Dear America. Heath. Il suo articolo The Death of Politics227. Il romanzo narra della Storia futura. la “Storia della Luna dalla Rivoluzione all’Indipendenza”. Galaxy Publishing Corporation.. Amherst-New York. 1975 (considerato. si consultino. lo stesso Hess andò così lontano da unirsi alle Black Panthers (le “Pantere Nere”). dopo essere stato consigliere di Barry Goldwater – come ricordato. The Death of Politics.club”. Heinlein.

La convention degli SDS si scisse in diverse direzioni. Louis. Piacenza. in quell’occasione. G. it. 1964. it. 1965. Gli Young Americans for Freedom (“Giovani americani per la libertà”) – l’organizzazione giovanile del Partito Repubblicano – iniziarono ad epurare la componente razzista e quella randista nel luglio del 1969. A favore dei libertari giuocò. 152 . la concomitanza del raduno mondiale degli appassionati di Science Fiction. 1961. G. G. organizzato in quello stesso fine-settimana proprio a St. trad.. al Trattato del 1783 e al riconoscimento dell’Indipendenza americana”. New York. 3. La via della gloria. la convenzione nazionale. nel tentativo di massimizzare la forza ed il numero dei propri delegati a St. Piacenza. ed entrambi gli schieramenti principali. The Stranger in a Strange Land. si impegnarono a fondo nell’infoltire le file dei rispettivi membri. nonché l’elevato numero di fans di Heinlein che vi si sarebbero recati e che manifestarono la propria disponibilità ad accettare lo status di delegato. Straniero in terra straniera. ove si sarebbe tenuta.. le file del movimento libertarian in procinto di nascere. Putman’s Sons. trad.Anson Heinlein – l’autore de I figli di Matusalemme229 – nell’accrescere ed influenzare. Dello stesso autore ricordiamo anche Starship Troopers (1959). espellendo gli anarchici prima ancora che gli altri delegati fossero giunti. Il Libertarian Movement dal 1969 al 1974 Se il Libertarian Movement ha una ‘età dell’oro’.. Science Fiction Book Club. Mondadori. it. e Id. come detto. Fanteria dello Spazio. Louis. Id. questa può essere circoscritta agli anni che vanno dall’agosto del 1969 all’agosto del 1974. 229 Trad. 1961. 1962. fissata durante il Labor Day Weekend. New York. trad. Putman’s Sons. Verona. 1965. con il suo famoso ritratto di una largamente vittoriosa rivoluzione libertaria sulla Luna. Mondadori.Verona. Science Fiction Book Club. it. i libertari ed i tradizionalisti o trads. Glory Road. G.

raccogliere più di 220 voti. Alla fine di agosto del 1969. nonostante essi fossero puntualmente rientrati più di un’ora prima della loro dichiarazione di voto. l’inevitabile frattura tra anticomunisti viscerali e conservatori da una parte. a vincere. 500 voti su 800). ed anarchici individualisti e libertari dall’altra. i quali erano giunti come supporters dei tradizionalisti aderirono al Libertarian Caucus quando videro il comportamento repressivo dei tradizionalisti autoritari. a sua volta. D’altra parte. così. una riunione sotto il famoso arco di St. era più popolare dei libertari intransigenti. pure. tuttavia. a Samuel Edward Konkin III – conosciuto.I trads. Louis. Dana Rohrabacher. mentre molti altri. correndo come indipendente sia per il tradizionalista National Office (NO) che per il Libertarian Caucus (LC). Ulteriormente agitato era il piccolo comitato anarchico Radical Libertarian Alliance e lo Student Libertarian Action Movement (SLAM). dall’anticomunismo a tutti i costi. fece meglio. ricevette il più alto voto delegato totalizzato a quella convenzione (all’incirca. circa 200 libertari estremisti conservarono il proprio status di delegato. durante la convention nazionale della YAF si consumò. Louis. in ambiente libertario. anche con l’acronimo SEK3 –. ma non riuscì. non poté. già al potere all’interno dell’organizzazione giovanile repubblicana. la quale fu dispersa dalla polizia. scoprirono entrambi di essere stati sostituiti da altri durante una loro breve assenza per colazione. Quanto. alla guerra del Vietnam. che. In tali circostanze. tuttavia. rivendicando di essere un libertario in corsa nel gruppo del NO. favorevoli 153 . Karl Hess ispirò. Harvey Hukari di Stanford. poi. ed al suo amico anarchico Tony Warnock. allo Stouffer’s Riverfront Inn di St. riuscirono a privare molti delegati libertari delle loro credenziali. Lo scontro non poteva essere più netto: i due gruppi principali si divisero sulle questioni cruciali della politica americana dell’epoca. delegato del Wisconsin. contrari all’impegno bellico in Vietnam. Da un lato si schierarono i fiancheggiatori delle conquiste della “controcultura”. James Farley. comunque. mentre l’Anarchist Caucus (AC) toccò l’apice di circa 30 delegati per il sedicente philosophic anarchist Michael Ingallinera.

19-98. pp. si possono vedere i saggi di Raimondo Cubeddu. Il fenomeno era precedente ai fatti riportati e s’innestava nel contesto della convivenza forzata delle due anime. esser definito “liberale classico”. in “A-Rivista anarchica”. alla YAF convention di St. nonché strenui difensori dei valori tradizionali230. in particolare il cap. sostenitori ad oltranza del libero mercato e fautori intransigenti dei diritti individuali assoluti. Al loro natural conservatism egli opponeva a conscious conservatism. il quale potrebbe. Leo Strauss e la destra americana. 231 Con tale espressione s’intendono coloro i quali impersonavano una posizione intermedia e che puntavano a mantenere l’unità del movimento. sensibili alle influenze del fondamentalismo religioso e del maccartismo. lo si ebbe quando un membro dell’Anarchist Caucus bruciò una fotocopia della propria cartolina-precetto di fronte alle telecamere e venne. n. libertaria e conservatrice. 1999. avverso ad una 230 154 . 4 (maggio 1995). ciò nondimeno. Editori Riuniti. e di Germana Paraboschi. tuttavia. Taft. 1983. Capitalismo. antiproibizionisti convinti per principio. in termini filosofici. senz’altro. Meyer avversò sempre fieramente. Cfr. Trieste-Roma-Urbino. allarmati dal peso crescente dell’intrusione governativa nella vita dei cittadini. mercato e anarchia. 1993. Roma. p. Il principale esponente del suddetto tentativo di conciliazione durante gli anni cinquanta e sessanta fu Frank S. le istanze individuali. I. legati alla silent majority (la “maggioranza silenziosa”) prosaicamente ‘borghese’. Il momento più eclatante. Leo Strauss. dall’altro lato. o “conservatorismo di principio”. intesa come mezzo e mai come fine. Leo Strauss e la filosofia politica moderna. la già citata formazione anti-New Deal sorta in America negli anni trenta per opera di Henry Louis Mencken e Robert A. su questo punto Pietro Adamo. conseguentemente.alla liberalizzazione del consumo delle cosiddette ‘droghe’. Leo Strauss. gli esponenti di una nuova destra. in relazione alla sua concezione della libertà come valore e principio fondamentale di riferimento e. come New Hegelian Statists. Anno XXV. Edizioni Scientifiche Italiane. Sul movimento conservatore americano e la sua figura di spicco. Napoli. Louis del 1969. mortificando. assalito dai conservatori YAF alla maniera del football americano: i libertarians tentarono di proteggerlo formando una catena. Edizioni Goliardiche. nonché il lavoro di Giovanni Giorgini. e lo scontro fisico che ne seguì radicalizzò molti “fusionisti”231. all’interno della compagine. in tal modo. Meyer (1909-1972). quelli che egli chiamava New Conservatives e definiva. Liberalismi eretici. all’interno della Old Right. 21. i quali – a suo avviso – privilegiavano la dimensione comunitaria.

i ‘liberisti’ rimasero per sentire Rothbard ed i suoi “fratelli” del Circolo Bastiat. Il meeting della YAF del 1969 segnava. and World. discutere di politica e di rivisionismo storico. Vol. 22-42: un articolo in commento al saggio di Frank S. pp. Harcourt. 4 (Fall 1981).Sebbene taluni. come Jared Lobdell. le ‘purghe’ continuarono anche dopo la convention. Frank S. New York. il Libertarian Caucus e gli Students for Rational Individualism si fusero insieme formando. Rothbard. 25. Meyer. Liggio e Joseph R. così. 352-363. la RLA crollò e Rothbard si spostò a destra. Dopo il loro scioglimento. The Moulding of Communists: The Training of the Communist Cadre (1961). avessero tentato di ‘ammorbidire’ i libertari con una piattaforma di minoranza fortemente anti-leva. Vol. La conferenza della Radical Libertarian Alliance attirò individualisti della New Left ed ex-anarchici della YAF. 2 (Spring-Summer 1967). III. le quali troppo a lungo avevano dovuto convivere mortificando le proprie peculiarità in nome dell’antiegualitarismo e sacrificando le proprie convinzioni. Quello stesso autunno. Peden. tuttavia. Meyer: the Fusionist as a Libertarian. l’occasione per una scissione. Su tale autore si veda il contributo di Murray N. che già da tempo era nell’aria. immolate sull’altare di un feticcio chiamato “anticomunismo”. Quando quest’ultimo tornò ricercato dagli agenti del FBI. pp. mentre Hess guidava un folto gruppo di manifestanti per unirsi alla “marcia su Fort Dix” dei New Leftists. Rohrabacher e Steele dettero vita alla Californian Libertarian Alliance ed annunciarono un grande congresso per l’inizio del 1970. 155 . così. tra le due anime della Old Right. 1967. una frattura insanabile. Brace. da parte di Ernsberger/Walters e Wollstein/Childs. in Pennsylvania ed in Maryland. Leonard P. tenutasi all’Hotel Diplomat nell’ottobre del 1969 in occasione del Columbus Day Weekend. gli Students for Individual Liberty (SIL) con il doppio appoggio. visione della politica come zelante sottomissione alla tradizione quale depositaria di un ordine sociale provvidenziale. in “Modern Age”. No. in “Left and Right”. No. ma Rothbard e Hess li bruciarono sul tempo con una Left-Right Conference. nonché il suo precedente articolo The Communist As Bogey-Man. e l’incontrastato presidente David Keene si fosse appellato ad entrambe le parti in favore dell’unità.

Hess. formarono la Si veda il suo Discorso ai liberali. la UWLA organizzò un raduno di exYAFers e YIPpies. 234 Lanciato da Louis Rossetto e Jane Metcalfe a San Francisco. Rohrabacher. molto sporadicamente. Samuel Edward Konkin III stabilì dei contatti con i libertarians della East Coast. portando nel movimento gli studenti della Columbia University Stan Lehr e Lou Rossetto. contenuto nell’opera collettanea Aa. i quali. il primo numero della rivista digitale “Wired”. 1966. i primi cinque numeri del quale andarono a costituire il volume d’esordio di quella che sarebbe.. sia da esponenti del Maoist Progressive Labor. del Rampart Institute di LeFevre – che si era trasferito a Santa Ana. Quasi 500 attivisti si presentarono per ascoltare LeFevre. I servizi stampa sui libertari. circoli della Libertarian Alliance (LA) e degli Students for Individual Liberty si diffusero in tutti i principali campuses durante il 1970. i quali furono attaccati sia da unità della National Guard con gas-lacrimogeni. ormai. poi. Vv. La University of Wisconsin Libertarian Alliance (UWLA) di Madison germogliò gruppi nelle vicine scuole secondarie ed iniziò a pubblicare un bollettino intitolato “Laissez Faire”. 283-292. a loro volta. l’attuale direttore di “Wired”234. a cura di Gianfranco Corsini. la Californian Libertarian Alliance ospitò il LeftRight Festival of Mind Liberation alla University of Southern California (USC). Durante le dimostrazioni sulla Cambogia. raggiungendo l’apice nel 1971 con la copertina a colori della “New York Times Magazine”. Nel contempo. Editori Riuniti. Nell’estate del 1970. pp. è uscito nel 1993. L’America del dissenso.Nel febbraio del 1970. nel maggio di quello stesso anno. 233 Questa rivista. presenta due peculiarità fondamentali: una rabbiosa ostilità nei confronti del Libertarian Party. diventata la rivista “New Libertarian”233. la quale esce. 232 156 . Konkin e la maggior parte dei primi attivisti. l’ex-presidente degli SDS Carl Oglesby 232. ed una cieca infatuazione per la fantascienza. inoltre. di chiara impostazione ‘tecnocratica’. s’infoltirono sempre di più durante tale periodo. in California –. Roma. appoggiato da Riqui e Seymour Leon.

Incrementando le adesioni alla Libertarian Alliance in altri campuses. confluirono anche alcuni anarco-comunisti. perfezionata da rivista per sostenitori ciclostilata a rivista semi-professionale con veste tipografica. la “NYU Libertarian Notes” si era. mentre la Libertarian Alliance si identificava con la California LA. e lo stesso Mises fu ospite d’onore alle successive conferenze libertarie della Costa Est organizzate dagli Students for Individual Liberty al Drexel Campus. questa. intanto. quasi tutta la NYU Science Fiction Society quale nucleo fondante per la nascente New York University Libertarian Alliance (NYULA). Konkin. la New York Libertarian Alliance. formatosi dall’oggettivista Metropolitan Young Republican Club (MYRC) e denominato da Gary Greenberg New York Libertarian Association. La giustificazione del provvedimento fiscale da parte di Friedman. La NYLA faceva parte degli Students for Individual Liberty. durante la quale Milton Friedman venne duramente contestato da Samuel Edward Konkin III riguardo alle sue responsabilità per la “trattenuta alla fonte” prevista nella income tax. reclutando. ad esempio. inoltre. ma. nella Freedom Conspiracy’s Columbia Libertarian Conference del 1971. la Austrian School of Economics di Ludwig von Mises e Murray Rothbard come punto di riferimento per la teoria del libero mercato. Nel 1972. e. tale acronimo venne raramente adoperato in pubblico. in Pennsylvania. La NYLA e la LA di New York lavorarono insieme nelle conferenze libertarie. si trasferì alla New York University e lì fondò – con ironica allusione alle “New Left Notes” – le “NYU New Libertarian Notes”. la sigla NYLA fu lasciata a questa precedente associazione.Columbia Freedom Conspiracy. peraltro. La NYULA partecipò alle riunioni del Mises Circle. egli formò. poi. in concomitanza con la crescente saltuarietà del “Radical Individualist” (ora solo “Individualist”). per rispetto al più vecchio gruppo. essa diventò la 157 . motivato come necessario per finanziare la seconda guerra mondiale – un’argomentazione. pertanto. oppugnata dalla maggior parte degli storici revisionisti libertari presenti –. screditò lui e la sua scuola di Chicago all’interno del Libertarian Movement e promosse. per contro. nella quale. dal canto suo. come.

“Protos”. egli fu in dubbio se appoggiare il democratico George McGovern. la “Libertarian Review” di Robert 158 . invece. tutto fallì nel giro di un anno. la stessa “SIL’s Notes”. La loro rivista raggiunse la più ampia tiratura mai vantata da qualunque altro giornale libertario – diecimila copie –. da ultimo. da Berl Hubbel a Long Beach. nel frattempo.più importante pubblicazione ‘interfazionale’ con il suo famoso credo: “Tutti quelli che compaiono su queste pubblicazioni dissentono”. ed apparso. la quale divenne. e continuò ad aumentare ancora dopo aver abbracciato il neo-conservatorismo. Frattanto. come al solito. e. i libertari californiani erano ‘troppo’ avanzati ed aggiornati. Leon e LeFevre pubblicarono due numeri di “Pine Tree”. profeticamente. pur continuando ad essere influente. quando essi. trasferirono la rivista in California. alla fine. che si sarebbero dovute tenere nel novembre di quello stesso 1972. in seguito. Molto ambiziosamente. collocandosi politicamente sempre più ‘a destra’. del resto. completamente fuori dal movimento libertario. questo. sia per il resto del movimento che per lo stesso mercato. su “Newsweek” nel 1972 – Robert Poole e all’anarchico Manny Klausner. iniziò anch’essa a saltare numeri. Nella West Coast. Rothbard sollecitò il sostegno in favore del senatore repubblicano dell’Oregon Mark Hatfield e di William Proxmire quali candidati anti-guerra. ma dovette ben presto rinunciare a tale progetto: in pratica. Seguiva. a ruota. Leon Kaspersky tentò di diffondere un tabloid libertario mensile. poi. la Radical Libertarian Alliance cambiava il proprio nome in Citizens for a Reconstructed Republic (CRR) e cessava di adottare tattiche variabili per le alleanze elettorali. coniato da Samuel Edward Konkin III nel 1970. “Agora Black Market Store”. Rohrabacher. furono scartati nel corso delle primarie. Per le elezioni presidenziali. Lanny Friedlander. come. da parte sua. con base in Massachusetts. i quali. insieme al filosofo oggettivista Tibor Machan. per la prima volta. anche se alla fine si risolse per votare Nixon. fece anche Ayn Rand. vendette “Reason” al minarchist – un termine. la rivista “Rap”. Il primo tentativo di aprire una libreria libertaria fu compiuto. tuttavia. il quale la chiamò.

Nel 1972. un voto elettorale per il proprio candidato alla presidenza. Samuel Edward Konkin III ed il fondatore del LP. Crane. coincise con un punto di svolta cruciale del movimento. vicina all’ala fortemente anti-politica e radical-rivoluzionaria del movimento libertario: il Libertarian Party (LP). che raggiunse le 7. pur abbracciando la politica di partito: i cosiddetti partyarchs. il docente di filosofia alla University of Southern California John Hospers – di formazione ‘randista’ –. nella storia politica americana. discussero sulla moralità del voto nelle “New Libertarian Notes”. L’elezione del sindaco di New York. diversa da quella di Liberals e Conservatives. pur sollecitando esplicitamente la soppressione dello stesso LP. ed il suo candidato vice-presidenziale Tonie Nathan: la prima donna. interamente pro-Nixon. alle elezioni presidenziali di quell’anno.000 copie sotto la successiva proprietà di Charles Koch e la direzione dell’ex-analista finanziario e membro della Mont Pélèrin Society Edward H. tuttavia. il partito riuscì a conquistare. a calare a causa di una nuova organizzazione. Konkin vinse l’elezione all’Executive Committee e. nel 1973. “The New York Times” dedicò il proprio articolo di fondo a Rossetto e Lehr della Columbia University. 159 . inclusi alcuni seguaci dello stesso LP. L’apprezzamento del libertarismo da parte dei media incominciò. anche questa. Come premio per la propria defezione dalla delegazione del collegio elettorale della Virginia. i quali eguagliavano in forza gli anarchists di New York City disposti ad opporsi allo Stato. coniata da Konkin nelle “New Libertarian Notes”. Fra lo stupore di tutti. apparsa all’inzio del 1972. ad ottenere un voto elettorale. Edith Efron descrisse nella “TV Guide” il Libertarianism come una terza posizione. David Nolan. prontamente. un’espressione. formò una coalizione di minarchists della parte settentrionale dello Stato e di radicals di Manhattan. Nell’ottobre del 1972. Samuel Edward Konkin III e la Libertarian Alliance si erano accordati per unirsi al Free Libertarian Party di New York. Nel 1971. il “grande elettore” dissidente Roger Lea McBride ottenne la candidatura alla presidenza per il LP nel 1976 e riportò di nuovo il partito nella totale oscurità.Kephart.

di obbedire alle regole istituzionali o di dare comunque. un numero sufficiente di loro vinse lo status di delegato alla Dallas National LP Convention. In altre parole. con la Libertarian Theory. Gli anarchici vicini alle “NLN”. Crane III ed il National Office di Nolan. dopo i fatti di Dallas. aveva giudicato l’idea di un Partito Libertario addirittura “immorale”. così. la sua sprezzante opposizione al Libertarian Party finì. ma legati in modo più consistente alla posizione anti-politica della Californian Libertarian Alliance. La risposta di Samuel Edward Konkin III alla politica elettorale del LP fu il rifiuto di pagare le tasse. il proprio “sangue” allo “Stato vampiro”: la Counter-Economics si combinava. i membri della LA che si opponevano al LP ed i LPrc. il progetto di Konkin era quello di formare operatori del mercato nero o 160 . risultarono improduttive per loro. invocavano adesso una New Libertarian Alliance. egli aveva dichiarato il LP “prematuro”. In quell’occasione Rothbard rimase attratto da Youngstein. in tal modo. in effetti. in qualunque altro eventuale modo. le quali.L’unica campagna elettorale alla quale parteciparono tutti i principali esponenti del movimento libertario fu. il quale si candidò contro Edward H. i quali appartenevano al Radical Caucus ed operavano fuori del partito come un rinnovato Student Libertarian Action Movement. la NLA entrò nella clandestinità. Nei vari campuses. proclamata nel 1974. nel 1972. che fu. come la Rand. una situazione di stallo. supportando Nixon. Tuttavia. Scott Royce. peraltro. e ciò permise loro di stringere un’alleanza con i moderati Reformers di E. infatti. furono costretti a dividersi ed abbandonarono la FLP convention del 1974 proprio mentre i loro compagni di coalizione ne conseguivano il controllo. tanto quanto LeFevre. così. che. per molti aspetti rothbardiani. Crane creò una macchina autoritaria e chiuse diversi bollettini nei singoli Stati. e. la “Fran Youngstein for Mayor” del 1973. appunto. perché simpatizzanti di Samuel Edward Konkin III e del Radical Caucus (RC). Mentre i partyarchs si preparavano per le elezioni del Congresso da tenersi in quello stesso anno. Dopo la sconfitta di Royce. provocando.

su una pubblicazione mensile. presidente del Cato Institute e. Un complesso di uffici fu sistemato a San Francisco ed il Cato Institute comprò la “Libertarian Review” da Kephart. Konkin e tutti coloro i quali lo avevano seguito da New York – Andy Thornton. J. Roy Childs come direttore. Bob Cohen –. Ed Crane. che già controllava il LP. 4.agorists235 politicamente consapevoli. al termine del quale egli si stabilì di nuovo a Los Angeles. 1975-1980: l’inizio del riflusso Una volta entrata nella clandestinità. era divenuto. ma assumendo Jeff Riggenbach – il quale scriveva. la New Libertarian Alliance si dedicò a costruire la sua “contro-economia”. per “New Libertarian” – per mantenerla in funzione attivamente. prima di ripiegare. che essi finanziavano. più i sud-californiani. nel frattempo. comunque. Nel 1975. ammassati in una Toyota. In quel periodo. una nuova posizione ideologica la quale asserisce che la filosofia libertaria è messa in pratica nel mondo reale come contro-economia. distributore di fondi. “NLW” non solo diventò la prima pubblicazione degli anti-party libertarians e journal of record del movimento. Neil Shulman. Tra il dicembre del 1976 ed il gennaio del 1978. pubblicarono 101 numeri del “New Libertarian Weekly” (“NLW”). Samuel Edward Konkin III abbandonò la East Coast e partì assieme ai più intransigenti – eccetto John Pachak – per un leggendario viaggio di tre settimane attraverso gli Stati Uniti. Ma. un nuovo fattore catalizzò l’attenzione del movimento nel 1975: il vasto patrimonio di Charles e David Koch ed il Cato Institute. inoltre. mantenendo. come Victor Koman e Chris Schaefer. ben presto. ma si dedicò anche all’opposizione del monocentrism: il monopolio del Libertarian Movement da parte del Con tale termine si individuano i seguaci dell’Agorism (derivato dal greco agorá intesa essenzialmente come mercato). finalmente. 235 161 . conseguentemente.

ebbe un crollo finanziario durante la campagna elettorale del 1980 “Clark for President” controllata da Crane. Proprio mentre il “New Libertarian Weekly” diminuiva la propria frequenza. almeno. le poche migliaia di voti ottenuti da Hospers nel 1972 gli erano. ‘socialdemoSecondo un giuoco di parole per concrezione fra il suo cognome ed il sostantivo octopus (piovra). nel 1980. Per contro. Koch. David Koch (fratello di Charles). icasticamente. “NL” sostenne. il più alto numero di voti mai ottenuti dal LP – quasi 900mila –. 1. alla giovane entità partitica libertaria. keynesiano e. 236 162 .denaro e del potere del miliardario della Wichita Oil Charles G. L ’intermezzo 1981-1990 In effetti. bollato. difatti. è certo che l’avvento della cosiddetta “era Reagan” non giovò. 5. No. a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta il LP iniziava il proprio lungo declino: Hospers stesso gli voltò le spalle. finanziario e politico. Rothbard ruppe con Koch. ma ad un costo. ciò spiega come lo stesso Rothbard venisse. con il dilagante conformismo di stampo rooseveltiano. perdente. Rothbard. i rapporti furono del tutto risanati. February 1978. però. e. una prima rottura. come “Kochtopus”236. cfr. descritto come il “Darth Vader” del movimento (il film Star Wars era appena uscito). in termini strettamente politico-elettorali. quando Rothbard si era unito a Koch e trasferito a San Francisco. allora. potremmo dire – usando una categoria più europea –. Edward Clark ed il suo compagno di lista alle elezioni. in seguito al quale le sue azioni del Cato Institute furono confiscate da altri membri della giunta. “New Libertarian”. fino ad assumere la denominazione semplicemente di “New Libertarian” (“NL”). incredibilmente elevato per ciascun voto. I rapporti tra Rothbard e Konkin erano diventati assai tesi specialmente durante il 1977. valsi un voto elettorale. A giudizio di molti. prontamente Rothbard nella sua denuncia: “Hanno rubato le mie azioni”. all’epoca. Se. così. si aggiudicarono.

quando l’ex-governatore della California conquistò la Casa Bianca battendo clamorosamente il presidente uscente James [Jimmy] Earl Carter. piuttosto. pp. 146).. Longanesi. nel dettaglio. 237 163 . 1982. ridava impulso alle energie produttive del mercato con una clamorosa riduzione delle tasse sul reddito del 30% in tre anni238. Jr. ciò nonostante. che. pp. Milano. Giuseppe Mammarella. Roma-Bari. 1993. vedasi inoltre. propria della nuova macroeconomia classica. nonché la biografia di Lou Cannon. altrimenti frustrate ed impedite da un eccessivo intervento statale. sulla politica economica di Reagan. la riduzione fu ‘solo’ del 25%. 1988. come preventivato) per quell’anno. Roma-Bari. a causa di un inevitabile ritardo legislativo. una riduzione delle aliquote non superiore al 5% (anziché 10%. “nel complesso Reagan mantiene i suoi impegni elettorali”. infatti. teorizzata dall’economista della University of Southern California Arthur Laffer e da due congressisti repubblicani: il depuSi tratta di un progetto legato alla visione di una specifica scuola di pensiero. ritiene.cratico’ si era avuta. che va sotto il nome di reaganomics237. Reagan. 472-489 (su questo punto in particolare. e Ferdinando Fasce. op. Laterza. ribaltando le teorie keynesiane. nota come “economia dell’offerta” (supply-side economics). 238 Per la precisione. come suaccennato. con Barry Goldwater nella prima metà degli anni sessanta. Si consulti. Giuseppe Mammarella. Laterza. L’Economic Recovery Act dell’agosto 1981 permise. L’America di Reagan. p. che la cosa più importante sia quella di operare in maniera tale da sprigionare le forze dell’offerta. Conseguentemente. cit. poiché comprendeva i provvedimenti di carattere fiscale ed i mutamenti nelle varie voci del bilancio economico preparato da Carter ed. un secondo tentativo – stavolta trionfante – di tagliare i legami che ancora persistevano con tale impostazione politica lo si ebbe con Ronald Wilson Reagan il 4 novembre del 1980. i teorici dell’“economia dell’offerta” propongono di ridurre parallelamente imposte e spesa pubblica. in modo tale da lasciare più risorse all’iniziativa privata. con ben 489 voti elettorali (49 in meno del totale): il 51% contro il 41% riportato dal suo avversario (il 7% dei voti era andato al candidato indipendente ex-repubblicano John Anderson). Storia degli Stati Uniti dal 1945 a oggi. le quali privilegiavano il sostegno della domanda al fine di provocare un aumento dell’offerta. entrò in vigore soltanto a partire dall’ottobre. afferma pertanto Giuseppe Mammarella. 142-150 (in particolare p. L’avvio di quel programma politico-economico di deregulation e di delegificazione. 480).

questo. Ciò è dimostrato da alcuni dei provvedimenti che egli aveva preso appena insediato nella carica di governatore della California239. con il crollo della disoccupazione ufficiale. 241 Tra questi: la creazione di quasi 13 milioni di nuovi posti di lavoro tra il 1981 ed il 1987. conseguentemente.000 dollari. che vanta ben 1 milione e mezzo di “milionari” (in lire: di miliardari). 18-20. si veda Murray N. e tutto ciò parallelamente ad una serie di interventi di chiara marca ‘liberista’ in campo economico. tuttavia. Piero Scaruffi. nel 1967. Qualche anno dopo. Il residuo più corposo di tali simpatie è ravvisabile proprio nella sua politica economica: la già citata supply-side economics240. “Nel 1990 gli Stati Uniti possono vantare 64. della prima donna – per di più convinta abortista – nella storia di quest’istituzione: Sandra Day O’Connor. Ronald Reagan As Educator.tato Jack Kemp ed il senatore del Delaware William Roth. sempre come governatore della California. letteralmente dimezzata. al massimo. Nel campo dei diritti civili. “Nell’America degli anni ottanta. con un costo della vita inferiore a quello italiano) diventano una minoranza (il 47%)”. Rothbard. in passato era stato sensibile alle esigenze e alle rivendicazioni libertarie. generarono la possibilità di forti e rapidi alleggerimenti del carico fiscale. 1 (Winter 1967). egli difese il diritto degli omosessuali a lavorare in posizioni dirigenti anche nell’amministrazione pubblica. una riforma della legge sull’aborto la quale. dato. Gli innegabili successi riscossi da questo tipo di provvedimenti241 galvaPer un giudizio di Rothbard sul Reagan di quel periodo. sostiene. Reagan. L’impronta dei governi Reagan fu sicuramente conservatrice sotto il profilo politico ed etico-morale. ad esempio. il più alto organo del sistema giudiziario federale americano. in “Left & Right”. Vol. di fatto. da attribuirsi soprattutto alle lobbies religiose e ‘benpensanti’ che lo avevano sostenuto durante la campagna elettorale. dal 10 al 5%. No. come la nomina a membro della Corte Suprema. 60 milioni di lire. ovvero uno per ogni 50 famiglie.000 persone che guadagnano più di 1 milione di dollari 239 164 . come tagli alla spesa pubblica che. i “non ricchi” (reddito annuo inferiore ai 50. un’inflazione contenuta fra il 3 ed. 3. assicurava alle donne californiane la possibilità di interrompere legalmente la gravidanza a loro insindacabile giudizio. pp. 240 Oltre che in sporadici ed occasionali gesti. Reagan firmò. ad esempio. il 5% ed una crescita media annua del PIL del 4.2%.

414)”. la quale. Crane perse rapidamente il controllo del Libertarian Party. tuttavia. in controtendenza con le nuove impostazioni invalse all’interno dello stesso Libertarian Party. nondimeno. Storia degli Stati Uniti d’America cit. sempre grazie alla reaganomics (cfr. op. Piero Scaruffi. Vedasi. David Bergland – considerato dalla sinistra interna un “apparatchik dello Stato della California” – contro Earl Ravenal. se nell’arco di tempo che va da Franklin Delano Roosevelt a Lyndon Baines Johnson si era verificata una vera e propria escalation dell’ondata statalista. divenuto isolazionista moderato. 242 A questo proposito bisogna menzionare. Tornando ad occuparci delle vicende che riguardano più direttamente il circoscritto e. piazzò. lasciò il movimento. che aveva toccato il suo apice proprio sotto la presidenza Johnson. 156-157).. la isolata. durante la quale avevano preso avvio tutti quei programmi di interventismo pubblico e di ampliamento del Welfare sopravvissuti e ristrutturatisi fino a Carter. attivo nucleo libertario. inoltre. riuscire a superare il limite delle 5000 copie di tiratura. il quale. L’associazione degli Students for a Libertarian Society crollò velocemente ed il suo leader. a sua volta. L’appoggio finanziario di Koch gli fu definitivamente ritirato nelle elezioni del 1984 e Crane fece. da parte del Cato Institute. sarebbero notevolmente diminuite. p. con l’“era Reagan” si entrava nel pieno dell’‘Eldorado liberista’. 84. affidamento unicamente sul Libertarian Party. pertanto. con l’opposizione di Rothbard a Koch. senza. all’anno (dieci anni prima ce n’erano soltanto 4. Massimo Teodori.nizzarono chi. si era sempre battuto in favore del libero mercato contro il dirigismo statale242. Le differenze tra la popolazione bianca e quella di colore. seppur autorevole eccezione di Murray Rothbard. poi. cit. nel frattempo. Alla LP National Convention del 1983. Così. membro del CFR. va registrato come. prosegue. pp. in particolar modo nel Nordest e nell’Ovest. mantenne sempre una posizione nettamente contraria alle politiche economiche reaganiane. come i libertarians. Milton Mueller. di riuscire a condizionare anche i Left-Liberals.. tuttavia. Nel tentativo. 165 . la rivista “Inquiry” e la “Libertarian Review” si fusero insieme. quale candidato alla presidenza. Crane perse di stretta misura la propria battaglia con la coalizione del centro-destra.

aveva nel frattempo perso interesse per il Libertarian Party. tuttavia. intitolato “Tactics of the MLL ”. s. Il bollettino interno del MLL. dopo la pubblicazione del manifesto ideologico del movimento stesso: il New Libertarian Manifesto di Samuel Edward Konkin III243.Nel 1985. arrivando perfino a stringere la mano a Konkin. la New Libertarian Alliance spuntava allo scoperto come entità organizzata. Jr. tra i libertarians e la New Left contro l’intromissione estera degli USA e l’imperialismo. alla Libertarian International Convention di Oslo. diede vita anche ad un theoretical journal. Nel 1978. Crane e Konkin sarebbero dovuti intervenire l’uno in difesa e l’altro contro la validità del Libertarian Party per i libertari. dopo la critica demolitoria di Konkin. 2nd edition. nel 1982. Mentre il Libertarian Party continuava a perdere consistenza di scisma in scisma. l.. pertanto. venne portato avanti principalmente da parte della Association for Libertarian Feminists (ALF). 1983. s. 1980. suo scopo era quello di ripristinare e continuare l’alleanza. Koman Publishing. nel 1988. Le risposte di Samuel Edward Konkin III. senza alcun personaggio di spicco. Rockwell. assumendone la vice-presidenza – annunciò un’alleanza con Thomas Fleming del Rockford Institute ed i suoi paleoconservatives. rappresentante repubblicano del Texas. e prefigurando il suo spostamento a destra. l. Un fievole tentativo per ostacolare la nomina. egli aveva costituito il Ludwig von Mises Institute. – con il quale. 243 166 . Anarchosamisdat Press. iniziata negli anni sessanta da Rothbard ed Oglesby. The New Libertarian Manifesto. Crane si alzò e si rifiutò di difendere il partito. Quando il consenso di Paul continuò a scendere al di sotto di quello di Clark. Rothbard incolpò i left libertarians (apparentemente ancora nel LP) e i “luftmenschen” e lasciò il partito. da quel momento in poi. il quale rimase. Insieme a Llewellyn H. del candidato di Rothbard.. Ron Paul. Anche Rothbard. nel tentativo di resuscitare la Old Right. che gli si oppose fermamente sulla questione dell’aborto. il Movement of the Libertarian Left (MLL) era stato formato dagli attivisti radicali che non erano entrati nella clandestinità. del resto.

10. ciò che aveva determinato il ritiro a vita privata di molti libertari per un paio d’anni – forse sulla scia delle bizzarre profezie di Francis Fukuyama riguardo ad un’annunciata “fine della Storia”244 – e dato vita a quello che è stato definito a più riprese. No. così. Tale saggio aggiorna il pensiero contenuto in The Ethics of Liberty al decennio successivo a quello in cui uscì la prima edizione americana: 1982-1991. 1992. si possono trovare in Murray N. come ricorda244 167 . Bill Clinton e Boris El’cin. dal quale Rothbard nella seconda metà degli anni ottanta aveva preso. in “The National Interest”. The Free Press. LeFevre e dell’“anti-voto/anti-attivista” Erwin Strauss. La “SNLA #2” iniziò a pubblicare le puntate del Agorism Contra Marxism dello stesso Konkin. The End of History. a Thomas Fleming e Charles Reese della Old Right. 1993. Vol. The End of History and the Last Man. 245 Per le cronache e le prospettive di quegli eventi internazionali si raccomanda la lettura del saggio di Giovanni Buccianti. La democrazia liberale è il culmine dell’esperienza politica?. e a molti altri anti-interventisti. Kent Hastings e John Strang si concentrarono sull’AI. No. Così. il punto della situazione e tirando un bilancio dell’attività politico-intellettuale dei libertarians a vent’anni dalla nascita del partito. Giuffrè Editore. nonché la critica di George Smith al libertarismo “leninista” di Rothbard. pp. Francis Fukuyama.. facendo. poi. mentre Samuel Edward Konkin III. 1989: idoli infranti. it. 1991. 1 (Fall 1991). Rothbard. divennero la base della rivista “Strategy of the New Libertarian Alliance #1”. Introduction to the French Edition of Ethics of Liberty. George Bush e Mihail Sergeevic Gorbacëv e. Nella simbolica data del 31 dicembre 1984. Milano. nonché Id. 11-22. La fine della Storia e l’ultimo uomo. New York. Alcune riflessioni di Rothbard in merito. trad. Rizzoli. 47. fantasmi di guerra. il Movement of the Libertarian Left fu ceduto a Victor Koman e Mike Gunderlay. pp. un “nuovo ordine mondiale”245. nel 1985. J. “The Journal of Libertarian Studies”. l’Agorist Institute (AI) fu costituito con “la punta dell’iceberg” come logo.Rothbard. Il bollettino “New Isolationist” unì la competenza direttiva e gli scritti di Konkin e Royce ad Alexander Cockburn e Noam Chomsky della New Left. 1989. da protagonisti della vita politica globale come Ronald Reagan. Winter 1989-1990. 457469. Nell’arco del decennio 1980-1990. n. 18. e le repliche di Konkin. 3-18 ed in “Commentaire”. Rothbard si era spostato a destra ed il muro di Berlino era crollato. Milano. pp.

come anticipato. dando pure. nell’arco di tempo che va dal 1989 al 1991 cessava di esistere una volta per tutte. in quanto “innaturale” ed “anti-umano”. tanto da arrivare. ormai. da sedicente libertario. come detto. negli ultimi tempi della sua vita. Il confronto con Robert Nozick è. seppur minimo. New World Order. era pronto a sacrificare l’autodeterminazione individuale sostenendo la moralità. definita. L’era della “guerra fredda”. poi. Il primo punto viene qui affrontato secondo un’ottica di filosofia libertaria che punta più a distruggere il palinsesto su cui poggia l’ecologismo di sinistra. della contrapposizione delle due superpotenze in nome di opposte ideologie. in veste di postfazione. di diversi stili di vita – che fu un po’ il clima che fece da incubatrice ai libertarians e permise loro di venire alla luce –.L’Agorism aveva. nel frattempo. raggiunto i giornali marxisti dell’Europa dell’est e veniva dibattuto con vigore soprattutto nel corso dei primi anni ottanta. il quale offre numerosi altri spunti di riflessione. pubblicandone la versione originale in lingua inglese. oltre che la necessità di uno Stato. l’altro argomento ‘forte’ del saggio: Rothbard apre la questione concedendo l’onore delle armi al rivale per antonomasia. Non solo: questa nuova introduzione – la cui importanza è sottolineata anche dal fatto che Rothbard volle immetterla nell’animato dibattito intellettuale libertario anglofono. sotto la luce abbagliante dei riflettori che illuminano i dibattiti accademici ufficiali. contro il quale si battono le militiæ separatiste. ed arriva. e riproporla. persino. a definire la propria posizione paleo-Libertarianism in opposizione alle nuove tendenze in voga nel Libertarian Party. non c’è da dolersene più di tanto. che ha cambiato il volto al pianeta portando all’attuale situazione. senza troppe illusioni. spostandola. che non a contestare precisi ammonimenti dimostrandone la fallacia o la impraticabilità. Rothbard non rinuncia a rimarcare i supposti errori del filosofo di Harvard tentando forse. che hanno inaugurato una nuova ed inedita stagione nella storia americana pregna di implicazioni e dai risvolti spesso incerti. aprendo la strada a nuovi scenari tutt’altro che stabili e pacifici. 168 . quel “nuovo ordine mondiale”. Ma il “nuovo ordine mondiale” non è l’unico tema dello scritto di Rothbard. due su tutti: il tema dell’ecologismo e la ‘polemica’ con Nozick. nell’edizione spagnola della propria opera – fu scritta in un momento storico particolare. al ‘traditore’ che. le distanze. di rinfocolare la disputa sopita da anni. Rothbard riconosce al collega il merito di aver portato alla ribalta la causa libertaria. dal limbo tenebroso in cui essa era stata relegata fino a quel momento. a concludere amaramente che. per perso definitivamente il contributo di Nozick al libertarismo. to. Tuttavia.

ben presto. Quando la “LR” ed “Inquiry” cessarono le loro pubblicazioni. ‘passò il segno’ divenendo l’unica pubblicazione sedicente libertarian a sostenere la guerra del Golfo. Nock/H. Dal 1991 ad oggi A partire dal 1970.6. al riguardo. Mencken Fora. assottigliate considerevolmente: Robert LeFevre era deceduto nel 1986. inserendosi tra la agorist/inclusive “New Libertarian”. Bradford sostenne che la responsabilità era del comitato di redazione (da lui creato). Per un breve periodo vi aderirono tutti gli esponenti di spicco del movimento. ma anche “Che cos’è rimasto?”. Le file del gruppo libertarian originario. “Reason”. persino Robert Poole. nel gennaio del Si colga l’amara ironia del giuoco di parole che si cela dietro al titolo. trovarono un movimento assai diverso. mentre Karl Hess si spegneva nello stesso 1994 e di lì a poco. a coprire quell’area erano rimaste. Samuel Edward Konkin III ed il rinato Movement of the Libertarian Left rispondevano loro positivamente con il pamphlet What’s Left?246. nel frattempo. e con successive assemblee del Karl Hess Club. il paleolibertarian “Rothbard-Rockwell Report” e la neoconservatrice “Reason”. Bill Bradford fondò una propria rivista libertaria ‘centrista’: “Liberty”. ma. Nel 1991. si erano. del Cato Institute. Quando gli agorists tornarono all’attivismo. al contrario di quanto si sarebbero aspettati in seguito alla caduta del comunismo. 246 169 . l’ex-direttore della rivista. si opposero a quella che fu interpretata come una manovra imperialistica nuda e cruda. tuttavia. non vittorioso. sotto la nuova direzione di Virginia Postrel. L. il quale racchiude il duplice significato di “Che cos’è la sinistra?”. nel 1985. Mentre Chris Hitchens ed Alex Cockburn chiedevano una rinascita della New Left/Libertarian Alliance su pubblicazioni di sinistra. nel 1994. e. ed Edward Crane. “Reason” si era sempre più allontanata dal libertarismo. la “Libertarian Review” (“LR”) ed il “New Libertarian”. successore dell’Anti-Party Libertarian Supper Club di Los Angeles e dell’Albert J. e non sua. Rothbard e Konkin furono allontanati.

il Vedasi. nel dicembre del 1996. 248 Sugli eventi che portarono alla scissione della YAF e sulla storia della nascita e dei primi passi del Libertarian Party si possono vedere i resoconti riportati in Jerome Tuccille. Rothbard (eds. sfidava la “Critical Review” di J. Un primo Libertarian Party fu organizzato. sarebbe stata. Infine.1995. la raccolta di saggi Karl Hess and Murray N. New York. in Colorado. La battaglia intellettuale. new edition. alla fine del 1971. la volta di Murray Rothbard. del movimento libertario americano nel suo complesso. Radical 247 170 . Ma l’idea di organizzare il movimento in partito su scala nazionale nacque solamente nel 1971. ripartì rinnovata: il “New Isolationist” fu il primo a rinascere. occorre. da Gabriel Aguilar insieme con Ed Butler. “New Libertarian” tornò ad apparire nuovamente con il numero 187. The Bobbs-Merrill Company. come ricordato. mentre l’“Agorist Quarterly”. esercitando un’azione diretta sul dibattito programmatico di ambedue i partiti principali con un’attività. Radical Libertarianism. The Libertarian Forum (1969-1971). Nel biennio intercorrente tra la convenzione nazionale della YAF del 1969 – che segnò la fine. da una manciata di persone riunite in un salotto – quello di David Nolan –. datato aprile 1997. in proposito. seppur concisa e parziale. A Right-Wing Alternative.). i libertari influenzarono profondamente la vita politica americana. 7. 1972. L’anno seguente. tuttavia. della coalizione della Old Right – e la nascita vera e propria del Libertarian Party. tuttavia. theoretical journal dell’Agorist Institute. in California nel 1970. Friedman ed iniziava a sviluppare le fondamenta della CounterEconomics e di tutto l’Agorism. adesso. Arno Press. la vicenda specifica del Libertarian Party. 1970. e si realizzò l’11 dicembre di quello stesso anno248. Un approfondimento sul Libertarian Party Se le note precedenti erano dedicate a disegnare una ricostruzione storica. ancora puramente teorica247. Indianapolis-New York. come detto. fare un passo indietro per tentare di tracciare. a grandi linee.

1971. dal 1976 ad oggi. A New Political Alternative. 1981. effettivamente. la prestazione del Partito Libertario. dove Roger McBride fu nominato candidato presidenziale e David Bergland suo compagno di corsa. Harper & Row. un “grande elettore” repubblicano. professore di filosofia alla University of Southern California. si risolse per votare Hospers/Nathan249.691 voti complessivi. testimonia un attaccamento al processo elettorale decisamente poco comune fra i gruppi politici minoritari.099. il terzo partito degli Stati Uniti250. Scaturita dalla prima convention nazionale. Theodora [Tonie] Nathan. il moderato “Congressional Quarterly” definì il Libertarian Party. sebbene in quota al tandem formato da Richard Nixon e dal governatore del Maryland Spiro Agnew. raccogliendo solo 3. Brief History of the Libertarian Party. a quota 78. Nel 1975 si svolse la seconda convenzione nazionale del Libertarian Party a New York City.756. in corsa per la presidenza. 249 Gli altri candidati erano George McGovern per i democratici.). i libertarians non abbiano mai mancato di presentarsi agli appuntamenti importanti per la vita politica americana. che raccolse 756.000).000 voti in trentadue Stati nel 1976. ed in Libertarian Party (ed. l’American John Schmitz. Il semplice fatto che. che totalizzò 29 milioni e 170 mila voti.Libertarian Party presentò una propria lista di candidati alle elezioni presidenziali del 7 novembre 1972. Dopo che detta lista di candidati libertari prese oltre 174. D. tenutasi nel giugno 1972 a Denver. e. Washington.. in cui Richard Milhous Nixon fu rieletto col 61% dei voti (41. che arrivò quarto dietro i candidati dei due grandi partiti ‘istituzionali’ (Jimmy Carter e Gerald Rudolph Ford) e l’indipendente Eugene McCarthy. 250 Tale fu.907 voti. ancora in erba.170. essa vedeva candidati John Hospers. quest’ultima divenne la prima donna nella storia degli Stati Uniti a ricevere un voto elettorale grazie al sostegno di Roger McBride. per la vice-presidenza. Evanston-New York-San FranciscoLondon.C. terzo con 1. 171 .482. tale lista riuscì a partecipare alle elezioni in due Stati. Libertarian Party National Headquarters. e Benjamin Spock per il People’s Party. Libertarianism. il quale.

candidatosi al Congresso della Louisiana. uno spazio di 5 minuti prima del telegiornale per 30. un libello il quale. grazie ai soldi di Koch.Il giorno delle elezioni del 1978. il LP si attestò come forza politica emergente alle spalle di democratici e repubblicani con una performance elettorale non indifferente. Edward Clark e David Koch furono nominati rispettivamente candidato alla presidenza e alla vicepresidenza per le elezioni dell’anno successivo. contribuì a far conoscere il Libertarian Party con il suo programma e ad affermarlo come una seria forza politica. a New York City. Libertarianism in One Lesson (1984). Sam Steiger. Orpheus Publications. Bergland copre punti cruciali come: la natura del governo. si fermò al 5%. ognuno dei quali lungo solo poche pagine. Clark si presentò in tutti i 50 Stati. In 16 capitoli concisi e semplici da leggere.831. Ronald W.000 dollari –. come suo ‘secondo’. avrebbe semplicemente dovuto essere una sorta di guida manuale al programma elettorale e che finì per divenire – come è stato più volte definito – “la miglior breve introduzione disponibile alle idee libertarie”: David Bergland. terzo con 5. Nel 1979 la convenzione del Libertarian Party per la nomina dei candidati alla presidenza si tenne a Los Angeles. 19977.720. nelle quali trionfò.000 voti. i membri del Partito Libertario candidati alle cariche congressuali statali e locali raccolsero 1. Costa Mesa. soprattutto se la si raffronta a quella del candidato indipendente (ma ex-repubblicano) John Anderson. Jim Lewis. nel Distretto di Columbia e nell’isola di Guam.000 voti). che cos’è il libertarismo e come 251 172 . La sua campagna. presente in 47 Stati alle Anche qui. Dick Randolph fu rieletto deputato in Alaska assieme. con. in cui si fece un esteso utilizzo dei mezzi mediatici – Clark si comprò perfino. ricevette il 23% dei voti. per l’occasione.25 milioni di voti in tutto il Paese. poi. a Ken Fanning. Il 1983 vide la nomina. Nel 1982 James Agnew. Reagan (40. 252 Bergland scrisse. nelle intenzioni. in corsa per il governatorato dell’Alaska. raggiunse il 15%.960 voti (equivalenti al 5%) nella sua corsa per la carica di governatore della California. Richard Randolph fu eletto alla Camera dei Rappresentanti dell’Alaska nella lista del Partito Libertario ed Edward Clark ottenne 377. di David Bergland come candidato alle presidenziali252. mentre il suo omologo in Arizona. sostanzialmente. questa volta. e ricevette quasi un milione di voti251. Dick Randolph.

insieme. Walter Mondale (37. essi arrivarono terzi.elezioni del 1984 – nelle quali Reagan ottenne il suo secondo mandato con una clamorosa “vittoria a valanga” in 49 Stati su 50 (per un totale di 54. affiancandogli Andre Marrou. lo nominò “for President”. il diritto all’auto-difesa.705 preferenze) per la prima volta nella storia del Partito Libertario. ricevendo più di 432. Limitandoci alle elezioni presidenziali.903. contemporaneamente. così. nelle primarie del New Hampshire. anche l’indipendente Lyndon H.000) –. l’educazione. che riuscì a raggiungerne appena 30. superando. inoltre.577.455. David Duke. il libero commercio e la difesa nazionale. Nel 1987. quarto con 78. il libero mercato e perché è necessario per la libertà. la tassazione come furto. il Libertarian Party ha conservato nelle elezioni politiche – con 19. in corsa in 48 Stati e nel District of Columbia. Tuttavia. le idee libertarie nella storia americana. mentre altri libertari venivano eletti in 11 amministrazioni nel resto del Paese. a cui il miliardario texano Henry Ross Perot sottrasse il podio conquistando la terza posizione – posizione che. la politica estera.910 voti. questa volta in corsa come Consumer. Marrou batté simbolicamente il presidente Bush – poi risultato sesi differenzia da altri punti di vista politici. Lenora Furlani.742. che ottenne 217. per lo storico People’s Party. Nel 1986 più di 200 candidati libertari in tutti gli Stati Uniti ricevettero 2. Democratico. bisogna ricordare. presentata da New Alliance. la coppia Bergland/Lewis arrivò terza nella competizione (228. Andre Marrou diveniva il terzo libertario eletto nel parlamento dell’Alaska.000 preferenze) contro l’antico vice di Carter.9 milioni di voti.807 voti. 253 Gli altri candidati di quella tornata elettorale erano Michael Dukakis. 41.200 voti. il sostegno ai poveri. che nel 1992 venne designato il tandem Andre Marrou/Nancy Lord. e molto altro ancora. nella convention di Seattle.278)253. 173 . la guerra alla droga.374 voti.881. l’excongressista repubblicano Ron Paul uscì dal Grand Old Party (GOP) – come viene anche chiamato il Partito Repubblicano – per aderire al Libertarian Party che.805.267 voti. comunque. Nel 1990 circa due milioni di persone votarono per i candidati del Libertarian Party.000 voti l’anno della vittoria di George Herbert Walker Bush (che ne totalizzò 48. LaRouche. seguito da Eugene McCarthy. che raccolse 46. come i libertarians vorrebbero proteggere l’ambiente. questa volta.

000 voti. il cartello presidenziale del Partito Libertario era presente in tutti i 50 Stati. ottenne 37.. How I Found Freedom in an Unfree World. A Handbook for Personal Liberty. Martin’s Press/Liam Works. quest’ultimo si preparava. new edition 1998. la coppia libertarian formata dal noto consulente finanziario e saggista libertario Harry Browne255 e Jo Jorgensen. inoltre.869.104. e Id. Per concludere.435 voti – e l’indipendente Ross Perot. la cittadina i cui elettori votano sempre per primi nella nazione. l. s.condo con 39. uno dei promotori della supply-side economics reaganiana). catalizzando un totale di 291. poi. 1973. a conseguire tale risultato. di New Alliance.708.627 voti254. vinte dal duo Bill Clinton/Al Gore al loro secondo mandato (con 45. unico partito.. Macmillan. 255 Tra i suoi saggi – molti dei quali veri e propri best sellers – si vedano Harry Browne. Ancora una volta. gli 8 milioni di preferenze. di una militia. che da lui prende il nome. il successo ottenuto dagli oltre 700 candidati libertari alle elezioni per le amministrazioni statali e federali. che sfiorò. stavolta.000 voti. giungendo quarta dopo il repubblicano Robert [Bob] Dole – che. alle presidenziali del 1996. i quali raggiunsero più di 3 milioni e 700.545 voti contro i 44. i 23 libertarians candidati al Senato degli Stati Uniti nel 1992. candidato dai Populists e dal movimento America First – fondatore. St. La restante parte di elettorato si divise fra James “Bo” Gritz. con il senatore del Delaware William Roth. nel District of Columbia e nell’isola di Guam. 1995. anch’essa presente in tutti gli Stati per la terza volta dalla nascita del partito.909. ed.628. fermatasi a quota 73. il quale mise insieme circa 107. che oltrepassarono il milione di voti: il risultato più alto mai raggiunto da un terzo partito nazionale organizzato dal 1914. in coppia con l’ex-deputato Jack Kemp (famoso per essere stato. e la già citata Lenora Furlani. 254 174 . come ricordato. Why Government Doesn’t Work.889 del vincitore William [Bill] Jefferson Clinton – per 11 voti a 9 a Dixville Notch. oltre ai democratici e ai repubblicani. New York. conseguì 485.667 voti). Sono da menzionare. tra l’altro. inoltre. nello Stato dell’Idaho –.120 voti. a fondare quello che sarebbe divenuto il nuovo ‘terzo partito’ degli Stati Uniti: il Reform Party.

per il Reform Party di Ross Perot. tutto sommato. lo storico caso estremo di opposizione ad Gli altri principali concorrenti sono George Walker Bush. consigliere ed autore di discorsi per i tre presidenti repubblicani Nixon. la più consistente – seppure la più pubblicizzata ed organizzata – dell’universo libertario americano. per il Partito Repubblicano. assieme al senatore del Connecticut Joe Lieberman. Ford e Reagan. Jr. piuttosto. attraverso il dibattito intellettuale ed il confronto politico. ed. in fondo. ex-repubblicano ultraconservatore. alternative ai due grandi partiti ‘istituzionali’. e neppure. 8. quantitativamente.. figlio quasi omonimo dell’ex-presidente Bush. Alcune conclusioni provvisorie ed ulteriori ipotesi di ricerca Ad ogni buon conto. i concreti risultati conseguiti dal Libertarian Party possano. soltanto una porzione. vice-presidente uscente. 256 175 . non sono tanto i risultati elettorali a fornire un’efficace e fedele rappresentazione del peso politico del movimento libertarian. quanto. Detto questo. anche a causa del sistema elettorale statunitense – che tende a penalizzare le formazioni politiche minoritarie o. è il candidato libertario anche nella tornata elettorale per la presidenza degli Stati Uniti attualmente in corso nell’autunno 2000256. inoltre. essendo stato. va rilevato come. in quota al Partito Democratico. riformato ulteriormente in questo senso nella seconda metà degli anni settanta –. infatti. la notevole influenza ideologico-culturale che. Ralph Nader. Harry Browne. in coppia con la nativa americana Winona LaDuke. questa volta in coppia con il quarantadueenne ingegnere californiano Art Olivier. assieme all’afro-americana Ezola Foster. Patrick [Pat] Joseph Buchanan. essere definiti di scarsa entità. in corsa. A parte. in special modo. infine. Albert [Al] Gore. comunque. in coppia con Richard [Dick] Cheney. che il Libertarian Party rappresenta. candidato presidenziale dell’ecologista Green Party. oltretutto.Infine. essi esercitano sulle diverse fasce dell’opinione pubblica nazionale e. nell’ambito delle università e della cosiddetta business community. Va detto.

a tal proposito. le considerazioni più interessanti possono esser fatte in merito al fenomeno libertarian stesso ed all’humus storico-politico che lo ha prodotto. –. Non ci riferiamo soltanto a quei ricorrenti panegirici di “nuovi corsi”. inoltre. in special modo. come ancora attuali. il caso di Ayn Rand e dei suoi objectivists. quelli tra i libertarians che. magari. vengono gli individui. movimenti. il punto di riferimento di una cultura e di un’intera tradizione: il Partito Repubblicano. quando in patria costituiscono in larga parte slogans ormai desueti e dimenticati. per quanto minoritari. Viceversa. militano prevalentemente nel Partito Democratico. associazioni. quando leggiamo la storiografia e la pubblicistica più recente sugli Stati Uniti d’America. etc. Quanto detto può. Come si ricorderà. bensì. pur collimando con la stessa immagine dominante che del sistema partitico statunitense si continua ad offrire: due grandi 176 . “nuove frontiere” e “grandi società” che i nostri media ci propinano. si veda. sussistono i già citati oppositori neo-anarchici di qualunque politica organizzata e. ognuno con la propria idea. va segnalata la vicinanza di moltissimi libertari americani a quello che resta pur sempre. ha offerto un’altra appetibile alternativa per coloro i quali avversano entrambe le formazioni maggiori e conservano. è proprio da lì che molti di loro provengono. comprovare la coerenza logica con gli assunti della teoria libertaria. sovente. se non apertamente rigettati. piuttosto che alle problematiche economiche. Spesso. prima degli enti collettivi – partiti. Ciò che. forse. prestano maggior attenzione ai diritti civili. preme ancor più evidenziare criticamente è come tale retorica contrasti già con l’articolata organizzazione politico-sociale ivi presente. che si è già avuto modo di menzionare. ci pare di intravedere che di quel Paese si preferiscano recepire – più semplicisticamente e comodamente – i miti. le apparenze. per tante ragioni. ed è lì che altrettanti sono sempre rimasti. partitica. per la quale. un’idiosincrasia insuperabile nei confronti del Libertarian Party. La nascita del Reform Party di Ross Perot.esso da parte del gruppo legato alla rivista “New Libertarian”. Ma. Infine. tuttavia. gli stereotipi consolidati. anziché la complessa e multiforme realtà.

Bell. specialmente dal caso “Watergate” in poi.‘macchine’ partitiche senza ideologia. – con buona pace del politologo statunitense neo-conservatore Daniel Bell e del suo The End of Ideology del 1962257 – è tutt’altro che finita. cioè. in maniera pragmatico-funzionale. essa è tornata a giuocare recentemente un ruolo fondamentale nell’agone politico statunitense. per contro. quando. il rapporto tra partiti ed elettori in America è cambiato profondamente nel corso degli ultimi venticinque anni. soprattutto nell’area della destra. continuano a proliferare e a sottrarre voti e consensi ai due ‘istituzionali’ più grandi. New York. che non è mai stata del tutto assente. Semmai. i quali non sono mai stati solamente due. alla fedele traduzione delle proprie aspettative concrete in politiche conseguenti. forse. evidenziati in riferimento al caso del Libertarian Party. ma un peso altrettanto e. anche più incisivo. Entrambe queste correnti politiche – quella radical-libertaria e quella cristiano-conservatrice – si richiamano all’isolazionismo in politica estera. Anche l’ideologia. le quali si fronteggiano fungendo intermittentemente. da maggioranza e minoranza. che ha sempre costituito un cavallo di battaglia della compagine conservatrice prima dell’avvento della superpotenza sovietica sul palcoscenico internazionale e della spartizione del pianeta in “aree d’influenza”. lo riveste il pensiero religioso in generale e cristiano in particolare. anche se dagli anni trenta agli anni sessanta si era avuta una sorta di appiattimento su posizioni ‘convergenti’. secondo uno schema bi-partisan di tipo consociativo. alternandosi. in questa sede. Tale spazio e consistenza rinnovata dei fattori ideologici sono stati. The Free Press. e ad una maggiore attenzione. 1962. 177 . The End of Ideology. al governo e all’opposizione. dove individualismo e laissez faire sono richiami tutt’altro che privi di ascendente o attrattiva patemica per una certa parte della società civile. In realtà. essa soleva ancora essere denominata 257 Daniel A. Il notevole affievolimento del legame ideale interno ha dato luogo ad una vera e propria disaffezione dell’elettorato per grandiosi quanto astratti temi programmatici. Un effetto primario di tali dinamiche è che i partiti. di volta in volta.

Per una panoramica sulle varie tipologie di federalismo si consulti Luigi Marco Bassani. e sul federalismo libertario individualista in particolare si vedano le pp. per quanto riguarda i Conservatives ed i libertari repubblicani. a tal proposito. tra i nazionalismi emergenti. L’America a destra cit. proprio il forte sentimento nazionale ad indurli. beninteso. Milano. 1995. apparentemente contrastanti. I concetti del federalismo. in tal caso.Old Right. a conferire una preferenza ai problemi interni. quantomeno nella presente fase. Oggi l’URSS è morta. 163. William Histaspas Stewart. Giuffrè Editore. Giuseppe Mammarella. della globalizzazione in campo economico e della rinascita dei nazionalismi in quello geo-politico. in particolar modo. anzi. 267-272. soprattutto sugli aspetti militari della deterrenza. Il modello statunitense di ‘nazionalismo’. La scelta neoisolazionista non deve. più impellenti di quelli esterni258. di quell’unicità dell’esperienza americana in virtù della quale difendono ed esaltano il proprio originario modello economico-politico. 258 259 178 . tra l’altro. e sul proscenio s’è affacciato un “nuovo ordine mondiale” caratterizzato dai due elementi. si riesca a contenerne l’elemento di violenza eversiva – proprio nella misura in cui esso saprà dimostrarsi capace di affiancare al prezioso stimolo di un patrimonio culturale endogeno dei validi contrappesi. trarre in inganno: l’accento è posto. Essi sono persuasi più di ogni altro dell’american exceptionalism. Ma. in grado di bilanciare la spinta emotiva di sopraffazione nei confronti di culture alternative propria dei nazionalismi classici: il riferimento è a valori Cfr. non ci sono soltanto quello islamico – ammesso che questo possa esser definito tale – o quello serbo: fra i nuovi nazionalismi c’è anche quello americano.. p. da una sorta di federalismo per secessione259. di cui i libertarians incarnano una componente emblematica. ma ciò non implica obbligatoriamente una rinuncia all’egemonia politica e culturale. Alessandro Vitale. in molti casi caratterizzato. potrebbe mantenere una propria consistenza tipologica e permanente forza attrattiva – sempre che. per alcuni di essi potrebbe essere. Come suggerisce anche Giuseppe Mammarella.

come la vera grande sfida che attende non soltanto i libertarians americani. forse. Proprio questa appare.fondamentali come la libertà e la tolleranza. 179 . ma tutti gli attori politici nel XXI secolo.

Antiseri D.. Adams J. Bérenger J. Bailyn B. 108n. 62n. L. Adorno P.. Begley C. 139n.... 40. Agnew J. Baldini M. 37n. 88n. F. Bernardino da Siena. Bergland D. 172n. E. Bagiotti T. Antonino da Firenze. P.. Ahmad I. 178n. A.. 71n. Bentham J.INDICE DEI NOMI Acton Lord J. 140n. Been-Greaves B. 44 e n.. 72n. 139n. 177 e n. Bastiat C.. 110n. Adamo (il primo uomo). E. 139n. E. Bacon F... 43n. 61 e n. 87n. 115n. 52 e n. 84n. Althusius J. 56.. Adler M. W. L. 33n... Amato S. Alfonso IX. 41. 154n. 101. 99n.. 64. 173. Azzaretto D. Berkman A..... 150n. G. 41 . 87. Baldini A. Agich G. 36n. Aguilar G. 134n. 32n.. 51. 136n. 43n. 25n. A.. Anderson T. Adorno T. Anderson R. Benson B. 95n. 90n. Azpilcueta M. Balmes J. 63. 39n. 36. 53n. 76n. Bausani A... 95n. J. 99n. 141n.. Barry N. Agnew S.. M. de (detto 181 “Navarro”). 72. Berlin I. Bassani L. 50n.. 172.. 57. 140n. Avrich P. 104 e n.. 163.. Beltrán Flórez L. 24. Alvaro C. 165. 115n. 24. 33n. 68 e n. Adamo P. P. Aristotele... Baxter R. 94n. 38.... 40. Bakunin M.... 171... 170. 37n. 109 e n. E. Andrews S.. 111 e n. Alessandrini G.. 112n. 131n.. 83n. L. Anderson J. 171. 17n.. 172 e n.. Alessandro IV. Andreatta A.. 35n. Bell D.

Caffi A. Cardini A. 95n. Block W. Brown P. W.. Bookchin M. Böhm-Bawerk E... 50n. W.. Carlo V di Spagna. 174 e n. 33n. 33n. Browne H.. 139n. I. Bush G. 103 e n. Bradford W. 51 e n... M. 63.. 85n... 51 e n.. 172. Buccianti G.... 167.. Childs R.-B. Buchanan P. 150. Bracton H. 161.. 145... Bresci G. 94 e n. 56. Branden N. Jr. 73 e n. 166.. Collins A.. Burdick W.. G. de. Butler Ea. Cartosio B. Commager H. Chafuen A.. Clark E. Sr.. Branden B. 175. 44.. 36n. Borovoi A. Berti G. 65n. 62n. 150 e n. 114n. 167. 121n... Byock J.. 37n. 39. 150n. Bobbio N. 161. 65.. 108 e n. Bool H. Cleyre V. Biancoli O. Colombo C. 144n. ... 62n. 95n.... Cockburn A. 170. 150 e n... Brazzi R. Bonaparte N. 81 e n... 84n. Betrone A.. 129. 34n. 146... D. Calasso R. Botha P. A. 134n. A. Cohen R. 95n.. J.. Butler Ed. Chomsky N. Brennan G. 147.. 96n. 174. 43n. Buckley W. Buchanan J.. Cigoli E. 32n.. 89. 95n. 13n. Coke Sir E.. 71n. 147n.. Clinton W. 162. 96n. 146. 60. Blaug M. 10n. Cheney R. de. Bourne R.. Binchy D. 182 121n.. 57.. 96n. 175n. 155. Jr. 95n. Comparato V. 146n. A. 76 e n. Colbert J. 84n. Burr A. 58n. Bush G. J. 139n. Cimmino L. Collins R. 34n.. Cano M.. Campolongo A.. Clavero B. 115n. A. 69n.. 77n.. 175n. E. 167. 62n.. 44. Burke E.. H. 173. 129.. Chodorov F. 11n... 17n. 115n. 167. W. 108 e n. de.. Castro A. 132n.e n. 175n.. S. 167n.. 169. 175n. Cobden R. 169.

Den Uyl D. 11 e n. J... 77n.. 166. Cromwell O.. 169. 155. 99n... Einaudi L. di Nola A.. 96n. 140n. 65n.. 159.... Jr. Croce B.... 88n. 117n. 115n. Duns Scoto J. Espinas A. 31n. 32n. Eakins D. . Easton D.. Dowd K. 115n. 65n... 15 e n. 38n. Elzinga K. 30n. Dorfman J. 95n. 34n.. 65n. 26. 126n. Facey E. Constant B. 76n. Eliade M. Creagh R. 183 Dillon M... 73. 44. B. 14n. Dierson F... De Vio T. Duke D. 96n. Dole R. 63. Corbin H... 126n... 86 e n. 63n. 35n.. 62n. V. 30 e n. Costantino (imperatore romano). 40 e n.. 55. 14n. 110n. 149.. 37.. 11 e n. 56n.. Creperio Verratti S. Crane E. De Marchi L. 14 e n..... 117n. Costa G. Efron E.. M. Douglas R. 160. 27 e n.. Costello F. 172. Dos Passos J. 82n. Emerson R. A. Corsini G.. 115n.. A. Donno A. De Vita R. 14n.. 154n. Dumont L. 113. 174. 159.. Epstein R.. Cozzi T. Duplessis-Mornay P.. 69n.. (detto “il Caietano”). Cubeddu R. 35n. Covarrubias y Leyva D.. 144n.... 162. 46n. 78 e n. Day O’Connor S. 74. D. 29. H. 34n. 16 e n. 68n. 173n. 12n. 161.. 41n. Draper H. 80 e n. 35n... Fair P. G. 118n.. 110 e n. 30n.. 173n.. Dasgupta A.. 128n.Comte A. Delcorno C. Donzelli F. 76n. Fanning K. Denson J. 131n. De Mucci R. 95n.. 15. 85n. Eatwell J. de. 156n. Ellingham M. Donati P. 137n.. 165.. W. 147n. Dolan E. Ekirch A.. 117n. Engels F.. Cowan J. Ernsberger D. K. Dukakis M. Eisenhower D. DeLeon D. Descartes R.. 164n. 31n. 103 e n.. Cooper G.

. 65n. 175n.. 157. Greene W. 174n.. 51 e n. Gordin A. 144n. 37n. 72 e n.. 118n.. 99-101. Guarnieri R. 25n. 115n. George H. 151n. 44. L. 115n.. Fisher J. 30n. Gallino L.. Gore A.. 57n. B. de. 60n.. 163. 88 e n. 112n. 154n. 174n. Gritz J. 55 e n. C.. 104. Fruin R.. 110n. 143 e n. 158.. Giovanni Paolo II. von.... 108 e n.. Ford G. 81n. 82n. 137. L. Filippo II di Spagna. Fleming T.. 31n. 69. 140n. Giorgini G.. Galiani F. Hamilton A. W. 62n. 34n. 175n.. 71n. Ferri E.. 100n.. 108n. 153. 51. 184 Gentz F. 174. K.. Foster E.. Fuente J... Giannini T. E.. Haller W. L. Grice-Hutchinson M. 158. Groot H... Fruttero C... Garrison R.. D.. 146n. 149... 70. 30n.. 157. Gentile da Fabriano A. 166. 95n.Farley J. 129. 39. 144n.. 131n. 35n. Fasce F. Ferguson A. Habermas J. Guerrieri A.... 167. Hale M. van (Grozio).. Goldman E.. 144n.. Gauchet M. 28 e n. Friedman M. 147. 173n. Friedman J. García F... 75n.... 98n. Galli G. Hatfield M. 37n. 59n. 52n. M. 51. 148. L. Goldwater B. Feuerbach L. 36 e n. R. Friedlander L. 38n. 137-141. Goodman Pe.. 63.. Flynn J. 171n. Gordon D.. 170. Gingrich N. T. Gunderlay M. 167 e n. von. 163n. 64. 147. Gladstone W. Goodman Pa. 137. R. Friedman R. Francini M. 57. A. 167. 60n. 107n. . Greaves P... Fukuyama F. 81n. Fernando I di Spagna. 151 e n. 175n. 115n. D. Hayek F. 59. 72 e n. Hastings J. 167.. Furlani L. Giachetti F.. Gordin V. 144n.. Gordon T. Friedman D. 75 e n. 53. Galindo B. Greenberg G. 122n. de la.. 114 e n.

90. Hospers J. 162. Hoppe H. Kennedy Taylor J.. Hull H. 135n. 153.. F. 145n. Jackson A.. 158. 128n... 87 e n.. 115n. 158. W. 96n.... C. Johnson L. 117n.. 101. Introvigne M. 133n. 80 e n. 39 e n. Huerta de Soto J. Kennedy J. 80.. 95. 152.. 112n... Hilferding R. Kerenskij A. 102n. Hill P. 158. Klibansky R. Hess K.. 86 e n. Hubbel B.. Kephart R.. M. Keene D. Jr. Infantino L. 136n. 46n. Hodes I. 140n. Klausner M. Homan-Sennholz M. Hitchens C. 17n. 55. 164. 33n. 132n. Johnson P. 161. 81n. 174. 90. 33n. 112n. von... 153.. 78n. Hoover H. Isabella di Castiglia.. 50 e n. 115n.. 115n.. 170n.. 115n.. G. 53 e n. 32 e n. Ingallinera M. Hazlitt H.. Keckeissen J. Holcombe R. Kant I.. 127 e n. 146n. Kelley J. 52n.. Hegel G. 69... 159. J. 55 e n.. Hughes K.. 65n. 37n. 126 e n. 79n. 61 e n. 179.. 108. 83n.. 76n. 185 107n. 77n. 56-60.. F. 155. Kafka F. 115n. . 110 e n. A. S. 135. 139n. 132n. 85n. 96n... 174. 165. 62n. 12n. 151 e n. 151n. 84n. Hukari H.. Junius Brutus S. Hertz R. 110 e n. 52 e n.. 115n. Johnson C.. 118. 54. 11n. 153... Jefferson T. Jevons W. 115n. 64. 14.. 82n. Keynes J. Holman W. Iurlano G. Kaspersky L.. 129 e n.-H. 159.... 61. Iannello N. B. 85n.. Hobbes T.. 151 e n.. Kemp A.. Kirzner I. 102. F. 156. 11n. 140n. F. Jiménez Losantos F. 102n. 169.. G. Kemp J. 18n. Humboldt W. 52. Jorgensen J... M. Jacobson Schwartz A. 42n.66n. Herbert A.. Hume D. 155. 171.. 77 e n. Kelsen H. 96n. 14. Klein P. Heinlein R. Hess K.. 49n. 118n. 112n.. 84 e n.

. P. Luttwak E. 10n. LaFollette S. 101.. 147. 156.. 61n. LaRouche L.. G. Mandeville B. Le Gendre T. Mammarella G. Liggio L.. 145. Marshall A. 166 e n. 43 e n. III.... 148... 175n. Koch C. 162. Lottieri C. 101-102. 112n. 32n. 66n. Lord N. 160. H. 159. 119n. Majano A. 156. 161. Martin E. Labadie J. 158. 34n. G.. 110n. 156. Levy L. 84n.. 101... 178 e n. 162. 119n. Lloyd F.. Marmont. 119n. 163n. 69n. 173. 76n. Lugo J. 156... Leal D. Laures J. Mariana J. 122n. 134 e n. Laffer A. 29. Lobdell J. Lehr S.. 115n.... 169. 116n. 134n.. Latouche S. 161. 65n.Kline W. 159.. Kropotkin P. H.. 63. de... 50. Locke J.. Mandel T. 149.. 161. Martin J.. J. Konkin S. de. A. 175n. Martino A. Laurent A. 129. 31n. Leone E. Lal D. 167.. 66n. 14 e n. LaDuke W. LeFevre R. 131n. Marrou A. Lieberman J. 110 e n. 155. 81n. A.... Maltsev Y.. Leone XIII. 51. 158. 95n. Leoni B. N. Koether G. 169.. Luther M. 173. Labriola A. 163. Malatesta E.. 45n. Leone II. 165... 88n. R. 27n. 69n. Leon R. León L.. N. de. 158. 158. . de. 96n. 31n. 46n.. W. 172. 76. 124n. 153.. Koman V. La Conca R. 139n. 58 e n. Leon S. 65n. 151n.. 167.. 72. 14.. Massarenti A.. Lucentini F.. 115n. 157. 109n. Marx K. 44. 135n. 156. 50. 172. Languet H. G. 30n. 82n. 160. 138n. 127n. E.. Machan T.. 173. 56n.. 162. 117n. Koch D. 136.. 173. 159.. 161. J. Littlechild S.. 186 Lewis J. 138 e n. Lewy G. 155. 127n.. 37n. 167. 37n. R.

Newman P. Oppenheimer F. Nathan T.. Mondale W. 168n. 128n. 173. 94.. E. Morris W. 83n. Mueller M. 94n.. 33n.. Modugno Crocetta R. 145 e n. 78 e n. 11n.. 115n.. 140n. 36. Molina L. de. Noonan J. di. 62n. 26. Mercado T.. Miller W. 30n. 124n. Paolo di Tarso.. 45n... von. 156 e n... Merlino F. Milgate M. 171. 159.. 157.. 117n.. M. 89.. Mises L. 64. 65. Morley F. 175n. Mazzone S. 76n. Most J.. 144n. 131n.. T.. 68 e n.. 62n. 80. 138n. 62n.. 35n.. . 158. 151n. 16 e n. 171. 43. 171n. McGovern G.. J. Murata T.. 159. de. 58 e n.. 116 e n. Matteucci N. 141n.. McBride R. Molinari G.Massey R.. Miller R. Metcalfe J. 74. M. 171. Pachak J. J. 160. Neal P.. 154n. 156n. L. Menger C. 154n. 130n.. de. 175n. 148. 81. Overton R. 117.. 166. Nixon R..... S.. 29 e n... Mastellone S. 173n. Morris D. I. Nozick R. 31n. Ohmae K. 161. S. 131n. 146. 78n. 44. 34 e n. 93-94. Mencken H.. Nolan D.. 115n. McCarthy E. 159. von. Novak M. Meyer F. Otway-Ruthven A. de.. Mises M. Nevins A. Nicosia F. Nock A. 117n. Ockham G. 149. 109 e n. 83 e n. Merrill R.. 77n. 44. Paine T.. 159. A. 97.. 25n. 13n. 175. 120n. 147. Mill J. 72. H. de.. 171n. Nader R.. 101.. 52. Oglesby C.. 160. McKenzie E. 107 e n. 135n. 50n. 16 e n. 54 e n. 187 Morgan E. 115 e n.. 16. 85n. L. Menger K. 87. 158. Medina B. 86n. 145. 95n. Medina J. 95. 108n. S. 170. Negro Pavón D. 126 e n. Nietzsche F. Olivier A. 10n. 85-93. 165.. S. 43. McGivern T. 90n. 96n. 52n. W...

. 131n. Paul R. 95n... Ravenal E.. Sansonetti P. N. 165. 79. 133n. O. E. 118n... 118n.. 15n.. 175n. Samuelson P....Paraboschi G. Rasmussen D. 169. Rothbard M. Rosenthal D. 78n. 135n.. Petro S. 164n. 68n. 115n. R.. 132n... 153. Pufendorf S. Salerno J. Reagan R. Say J. 149-152. Read L.. 16. Schaefer C.. 166.. 95n. 172. passim. A. 108n. W. 163 e n. 147.. 44. R. .. Pribram K.. Robbins Lord L. 115n. 172. 51. Reeid N... Scaruffi P. Pareto V. 109n. Sartori G. Randolph R.. 188 175n. 34n.. 115n. Robinson J. 156. 148. R. Saravia de la Calle L. 66n. 148. 9497. E. Rocker R. Schmitz J.... Pasquino G.. 173.. 161. 65n. 158. 135n.. 119n. 33n. Proxmire W.. 109 e n... Peden J. 52n... Roth W.. Rockwell L. 116n. 112n. 70.. 11n. Radosh R. 160. 59n.. 166. 146n.. von. Rawls J. 95n. A. 125n. 169. 113n. 64n. Rohrabacher D.. H. Pulitini F. 124n. Postrel V.. Pelanda C. 165. 78n. 83n. 116n.. 156 e n. 159. O. 171n. 176.. 76. Popper K.. 87n. 34n. 50n. 158.. 46n. Renan E. B.. 109n. Poole R. 109n. Rand A. 119n. C. 174.. 149.-J. 167. Rousseau J. Raico R..-B. 58n.. Jr. 122n. 100n. Rossetto L. T. 158.. Riggenbach J.. 154n. Perot H.. 155. Roosevelt F. 107n. Pisu M. Piombini G. Jr. 174.. 113. 164 e n. 13n. 167. 173. 90n.. 96n. 62n.. 147. D. 176. 161.. 158. Peel R. 124n. Ricardo D. 155. Pentecost H.. 173. 90. Presley S.. Reisman G. 79n. Reich W. Reese C.. Rothbard D. 164. Picasso L. 136n. V.. Sbardella E.. Raimondo J. Reichert W.

Shulman J. B. 127. 148. 189 Stoppino M. 11n.. H. A... Tandy F. 60 e n.. 58n. 60n. Stuart F. 36n. N.. 98. 66n.. D... 10n. Tocqueville A. 59n. Tremonti G. Thornley K. 172. 57n. S.. 15n. 47n.... Smith G. Tuck R. Sennholz H. 86n. 52n.. 42.. 96n.. 150. 167. 63 e n.. 131n. 56. R. Taft R... Schoeck H. M. 29.. de. 147n. 114n. Spadaro L. Solari P. Testoni Binetti S. Smith A. 115n. Sforza M. Sullivan L. Trenchard J. Silverman H. 144. 63. Thornton A. Stoehr T. Spini G. 112n. 154n. 35.. F. N. Strauss E. 71. Stirner M... 167. 96n. 36n.Schmoller G. 72.... Suárez F. Spencer H. D. Thomas N.. 147. Soldi R.. 55 e n. 160. 126n. 154n. Taft W. Tannehill L. 161. Strang J. 101.. 167. 124n. Selgin G. 14n. 170n. 108 e n. 102n. 49n. M. 122n... Scott Royce E. Tannehill M. R. 149.... J. 68-71. Tucker B.. Schumpeter J. 63. Tommaso di Aquino. Tuccille J. Steele W... N. Teodori M. 30n. 171n. 60n.. 97n. 151n. Schuchman R. 131n... 114 e n... 145. 76n. Stefano II. 14. 50 e n.. A.. Tullock G. Tolstoj L. . Serra F. 101n. Smith K. J. 122n. 149. 155.. 63. de. Soto D. 63n.. 63.. 73-75. Thoreau H.. 101. Sidney A.. Strauss L.. Solfaroli Camillocci G. 108 e n. I. Sylvers M. H.. 42. 144n. Sirico R.. 161. 24 e n.. Sciabarra C. Sykes J... Spock B.. 52n.. 52. Sgritta G. 55 e n.. 114n. A. 148. Stresemann G. 31n. 68. 82n. 69n... 131n. 165n.. Thatcher M. Turgot A. Siegel B. 115n. Spooner L. Truman H.. Steiger S. 144.. Solari G..

. Wieser F. Zamagni S. Wellington. M. 139n. Valencia G. Vernier P. 34 e n. Warnock A.. L.. 95n.. 134n. H. Vidor K.. Vergani O. 62n. 68n.. de.. 24. Weaver R. 149. Veneziani M... A. 46. Vázquez de Menchaca F. 160. 79. 44. 97-99. E.. Youngstein F. 95n. L. 30n.. Wallach L.. Vitoria F. Wood G. 109 e n. 30n. Villani N. Wakefield E... Wreszin M.. 153. von. 78 e n. Walters D. 108n... 95n. 89. Wright F. 122n. 63.. B.. 63.. 117n. Willkie W. 149. 132 e n. 126n. 155. Vázquez G. 44. Wolff R.... G. W. 155. 42 e n.. Van Buren M. 58n. P. Whately R. Walras M.. 32n... 132n. Washington G. 23 e n. Weinstein J. 69n. Vasilescu O.. 80.. 78 e n. Vito F. 94n. Zolo D. Zanotto P. 44.. I. Van Parijs P. 52n. 89n.Umberto I di Savoia. L. Viano C. 30n. Wollstein J.. S. 68n. Yeager L. White L. Walker J. 190 . 149. 37n.. Valli A. 118n.. Zoccoli E.. 50n. 41n. 43n.. Zirkle C. Weber M. de.. Vaughn K. 81. 57.. 124n. 143 e n.. 17n.. Warren J..

History of Liberty. The Anarchists in the Russia Revolution. Harvard University Press. 1993. 1973. Del Liberalismo Classico e del Libertarianismo. 1995. ANTISERI D. AMATO S. AVRICH P. Bologna. 1996. Roma. la salamandra. trad.. Libertà. BARBERIS M.. Cambridge. Piero Lacaita Editore. 1983. E... 1998. Liberi perché fallibili. – Trattato di metodologia delle scienze sociali. Ideazione Editrice. 1995. 1964. Milano. America anarchica (1850-1930). Macmillan. it. 1987. ARIELL Y. 1986. Les Libertariens américains. Torino. ACTON Lord J. Milano... Rubbettino.. Il dio dei blasfemi. Thames and Hudson. Centro Editoriale Toscano. BARRY N. SEI. – Cattolici a difesa del mercato. Individualism and Nationalism in American Ideology.. New York-London. AZZARETTO D. Anarchici e libertini nella Rivoluzione inglese. ELiDiR. 191 . Gli anarchici nella rivoluzione russa. Firenze. trad. Unione Tipografico-Editrice Torinese. it.. Roma. Torino. Soveria Mannelli. Paris. Basingstoke-London. ARVON H. Gli scrittori politici tedeschi e la Rivoluzione francese (1789-1792). Presses Universitaires de France. Lo Zibaldone. 1976. Croom HelmMethuen. Cambridge. London. 1999. a cura di Antonio Donno. it.. 1993. Storia della libertà. il Mulino. Milano. Unicopli. London. The New Right. P. 1990. BAILYN B. E. Harvard University Press.. trad. ADAMO P.BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE AA. 1967. – On Classical Liberalism and Libertarianism. 1999. Manduria. 1999. VV. 1879. La teoria della proprietà nel pensiero politico di Locke. The Ideological Origins of the American Revolution..

1986. Quattro saggi sulla libertà. 1986. Late-Scholastic Economics. CARTOSIO B. Radici cattoliche dell’economia di mercato. BEDESCHI G. BUCCIANTI G. Milano. Giuffrè Editore. Milano.. 1996. I liberali in una nazione senza Stato: il problema storico dell’“arretratezza politica” (1796-1996). Four Essays on Liberty. New York. BERTI G.. L’idea di libertà. CANNON L. Cristianismo y economía de mercado. A. Editori Riuniti. La democrazia incompiuta (18581943). BELTRÁN FLÓREZ L. – Il grande centro.. 2000. Longanesi. Madrid. Cristiani per la libertà. liberilibri. 1989. 192 .BASSANI L. trad. CARTER I. Rubbettino. Dott.. D. 1985. Cattolicesimo e liberalismo. Roma. Ignatius Press. Oxford 1969. Giuffrè Editore. I concetti del federalismo.. Milano. Franco Angeli. 1996. Christians for Freedom. 1995. M. Unión Editorial.. 1989: idoli infranti. – Ensayos de Economía Política. Storia del pensiero liberale. il Mulino. (a cura di). 1999. CHAFUEN A. 1990. Feltrinelli. – PULITINI F. MacMillan. Milano. Manduria. 1993. Roma-Bari. Laterza. Macerata. Roma-Bari. 1996 BERLIN I. Società media ideologie negli Stati Uniti da Truman a Kennedy. (a cura di). Piero Lacaita Editore. Francesco Saverio Merlino. San Francisco. A. CARDINI A. trad. Milano. Economic Origins of Jeffersonian Democracy. Piero Lacaita Editore. 1993. Laterza. – STEWART W. Madrid. H. it.. Milano. 1992. Bologna. Feltrinelli. 1982. BEARD C. – VITALE A. it. – Antonio De Viti de Marco. 1999. Soveria Mannelli. Reagan. A. CARDINI A. 1936. Dott. Oxford University Press. – RICCIARDI M... Manduria. Unión Editorial.. Stato liberale e protezionismo in Italia (1890-1900).. fantasmi di guerra. A. 1981. Anni inquieti. – Il pensiero anarchico dal ’700 al ’900.

Your Disobedient Servant. DONNO A. CROCE B. Napoli. Milano. 19962. Chatto and Windus. Edizioni Scientifiche Italiane. Sulla filosofia delle scienze sociali. 1949. 1966. My Philosophy and Other Essays. Parole della politica.. D. Hayek. La mia filosofia. 1990. C.. Borla. it. Il movimento studentesco negli Stati Uniti.. Essais sur l’individualisme. DRAPER H. von Hayek. 1995. R. Napoli. Mises.. DE MARCHI L. trad. Morano Editore. COFRANCESCO D. Piero Lacaita Editore. Manduria. Adelphi. L’insopportabile peso dello Stato. Anarchismo e liberalismo nella storia degli Stati Uniti: appunti di studio. Franco Angeli. – Tra Scuola Austriaca e Popper. Paris. 2000. o loro! Produttori contro Burocrati: la vera lotta di classe della Rivoluzione Liberale.. – IURLANO G. Une perspective anthropologique sur l’idéologie moderne. The American as Anarchist: Reflections on Indigenous Radicalism. D UMONT L. DELEON D. it. 1997. ESI. DONNO A. London. du Seuil. Grove Press. SugarCo. – Il Manifesto dei Liberisti. Milano. 2000. Psicopolitica. La rivolta di Berkeley. La sovranità dell’individuo. Treviglio. Adelphi. – O noi. New York.CHAPMAN L.. 1965. Allen and Unwin. CUBEDDU R. – GUERRIERI A. Einaudi. Torino. Saggi sull’individualismo. Il liberalismo della Scuola Austriaca.. 1987. 1993. Milano. – Atlante del liberalismo.. Roma. trad. 1992. 1978. Milano. Piero Lacaita Editore.. Una prospettiva antropologica sull’ideologia moderna. Menger. 1983. Leonardo Facco Editore. Tre saggi sull’anarchismo negli Stati Uniti. Éd. DE VITA R. Manduria. Washington. Le idee-forza del nuovo Umanesimo Liberale (1995). Ideazione Editrice. Edizioni SEAM. Berkeley: The New Student Revolt. trad.. Edizioni Bietti.. Roma. Razionalità ed etica.. London. Napoli. 1996. La conoscenza sociologica del limite. Milano. 1978. 1976. CIDAS (a cura di). 193 . it. 1995. 1993. Roma. 1993. – Friedrich A. Johns Hopkins University Press.

1962. 1980. Le désenchantement du monde. New York. Milano. FAUCCI R. liberilibri. it. it.. Guida a un capitalismo radicale. E. Freedom and Virtue: The Conservative/Libertarian Debate. Twayne Publishers. GAUCHET M. Vita e opere di Francesco Ferrara.. 1993. Oxford University Press. The Science of Freedom. it. G. The conscience of a Conservative (1962). 1959.. Le Edizioni del Borghese. University Press of America. 1941. trad. Indianapolis.. Macerata.. (ed. GRACIA J. Auburn. Individuality: An Essay on the Foundations of Metaphysics. 1977. New York. 1992. 1997. Einaudi. Milano. Natural Law and Natural Rights. it. D.. 1993. FRIEDMAN D. Liberty Fund. Manuale di storia delle dottrine politiche (1985). it. Holt. The American Democrat. Paris. FINNIS J. 1989. GAREY G.. New York. 1984. Escape from Freedom. Legge naturale e diritti naturali. Taking Rights Seriously. La Salle.. Sellerio. 1996. Edizioni di Comunità. 1969. trad. Gallimard.. 1995. 194 . il Saggiatore. GOTTFRIED P. GOLDWATER B. Oxford.. 1985. Clarendon Press. Palermo. The Philosophical Origins of Austrian Economics. New York. trad. Harvard University Press. 1992. Alfred A. Il disincanto del mondo.. State University of New York Press. 1977.. Il vero conservatore. trad. Fuga dalla libertà. GAY P. The Conservative Movement. Oxford. 1996. Knopf. Lanham. new edition. GALLI G. FENIMORE COOPER J. Milano.. trad. Una storia politica della religione. FROMM E. M. J. L’ingranaggio della libertà. Torino. Rinehart and Winston. Cambridge. 1988.DWORKIN R.). GORDON D. L’economista scomodo. Giappichelli Editore. The Machinery of Freedom: Guide to a Radical Capitalism (1973). Une histoire politique de la religion. Open Court. Ludwig von Mises Institute. Torino.

HARDING A. 1998. 3 volumenes. Inside U.. Liberalism. 1986-87. New York-London. Roma. Los nuestros. Editorial San Martín. Madrid. New York-London. – Post-Liberalism. – Los errores de la nueva ciencia económica. 1993. L’ordine senza piano. a. Madrid. 1993. Routledge.-H. 1995. Unión Editorial. HOLMES S. Editorial Aguilar. Har vard University Press. – Beyond the New Right. Edizioni di Comunità. – (recopiladas por) Lecturas de Economía Política. – Estudios de Economía Política. trad... Editorial Planeta. 1984. Madrid. Essays in Austrian Economics. 1954. 2000. s. 1999. HUERTA DE SOTO J. Auburn. Leonardo Facco Editore. Southern Methodist University Press. Cambridge-London. New York-London. New York-London. 2000. l..A. Milano-Roma. Milano. KIRZNER I. The Anatomy of Antiliberalism. Planes de Pensiones Privados.GRAY J.. Treviglio. Bompiani. An Introduction. INFANTINO L. Routledge. 1951. Routledge. – Socialismo. GUNTHER J. Barcelona. Unión Editorial. New York-London. crédito bancario y ciclos económicos. The Driving Force of the Market. 1995. cálculo económico y función empresarial...S... 1992. Madrid. trad. Le ragioni dell’individualismo metodologico. Dentro l’America. Ludwig von Mises Institute. Philosophy and Myth. Madrid. Origins of Natural Law Traditions. – Dinero. Unión Editorial. it. Markets. (ed. M. Routledge.. 1995. 1994. Unión Editorial. Economic Science and the Austrian Method. Anatomia dell’antiliberalismo. La Nuova Italia Scientifica. – Abbasso la democrazia. Routledge. 195 . KYMLICKA W. Contemporary Political Philosophy.). Madrid. s. Studies in Political Thought. Mission. it. 1985... L’etica libertaria e la crisi dello Stato. Anti-Libertarianism.. HAWORTH A. 1994. JIMÉNEZ LOSANTOS F. 1989. 1993. L. Cien vidas en la historia de España. HOPPE H.

La sfida di Minerva. LOTTIERI C. Mondadori.. Bologna. Paris. and the law.. it. trad. 1996. Mondadori. il Mulino. Bollati Boringhieri. Mercato e Concorrenza . trad. trad. New York. LEWIS J. Treviglio. Paris.). it. Leonardo Facco Editore. Rationalité occidentale et raison méditerranéenne (1999). Presses Universitaires de France. LAURENT A. Napoli. morality.). Torino. 1978. R. 1993. 2000. Drugs. Demain le capitalisme. – CREPERIO VERRATTI S. 1984. Roma. Laissez Faire Books. Paris. Libertarian Party.Oxford. SugarCo. N. – L’anarcho-capitalisme. Introduzione alla filosofia politica contemporanea. Milano.. MACHAN T. Democrazia. – BROWN C. Garland. Feltrinelli. trad. Histoire de l’individualisme. 1984. New York... 1988. 1996. Houston. Il cittadino e lo Stato: regole. Alfredo Guida Editore. LEPAGE H. Privatizziamo il chiaro di luna! Le ragioni dell’ecologia di mercato. LANE R. Razionalità occidentale e ragione mediterranea. – PIOMBINI G. Clarendon Press. 2000. Denaro e comunità. Presses Universitaires de France. diritti e doveri in una democrazia. 1996. Che cos’è davvero la democrazia. 2000. LOTTIERI C. LATOUCHE S. Nelson 196 . Milano. Man’s Struggle against Authority (1943). Presses Universitaires de France. Liberty Reclaimed: A New Look at American Politics. Le Défi de Minerve. Chicago. Le Livre de Poche.. 1978. LUPER-FOY S. Paris. The Discovery of Freedom. 1994.. – PERON J. W. Milano. 1988. LEMIEUX P. Domani il capitalismo. it. Edizioni L’Opinione.. – Il libro delle libertà. (ed. Storia dell’individualismo. Relazioni di mercato e ordinamenti giuridici nella società liberale. (eds. The Libertarian Alternative.. 1983. LA CONCA R. 1994. 1990. LUTTWAK E. Milano. Du libéralisme à l’anarcho-capitalisme. it..

Borla. 1962. MACPHERSON C. – L’America a destra. – Lo Stato moderno. Unión Editorial. trad. – Economia e libertà. Una antología. il Mulino. 1974. 1996. Dialoghi sul libertarismo nell’epoca di Internet.. 19922. Soveria Mannelli. Fondamento delle libertà politiche.. 1988. 1994. Oxford. Temple University Press. 1982. Treviglio. Madrid. – Economia di mercato. The Libertarian Idea. NARVESON J. Bologna. Storia degli Stati Uniti d’America dal 1945 a oggi. Madrid. Nelson Hall. Milano. Mondadori. 1993. Leonardo Facco Editore. Philadelphia. 1994.Hall. – La rivolta liberale.. Soveria Mannelli. 197 . La fine dello Stato sociale e dello Stato-Nazione nel futuro dell’America. Politica e cultura negli Stati Uniti dalla Seconda Guerra mondiale a oggi. The Political Theory of Possessive Individualism: Hobbes to Locke. 1999. Ponte alle Grazie. Roma-Bari. Chicago. MATTEUCCI N. Bologna.. – Human Rights and Human Liberties: A Radical Reconsideration of the American Political Tradition. Rowman & Littlefield. Rubbettino. 1998. Milano. Sperling & Kupfer Editori. MODUGNO R.. Milton Friedman. A. The Expositors of Individualist Anarchism in America. Lessico e percorsi (1993). Il liberalismo in un mondo in trasformazione (1972). Ralph Myles Publ. Estremisti della libertà. 1995. il Mulino. 19972. 1827-1908 (1953). Firenze. 1994. Rothbard e l’anarco-capitalismo americano. 1988. 1996. MAMMARELLA G. MARTIN J. MARTINO A. 1970. 1975. MINGARDI A. Rubbettino. – Individuals and Their Rights.. Murray N. Unión Editorial. 1989. Colorado Springs. Lisciani & Giunti... B. El liberalismo en España. Roma. it. Men against the State. Open Court. NEGRO PAVÓN D. 1982. Libertà e proprietà alle origini del pensiero borghese.. J. – The Libertarian Reader.. Teramo. Totowa. La Salle. – La tradición liberal y el Estado. Laterza.

L’etica cattolica e lo spirito del capitalismo. Totowa. SugarCo. Leonardo Facco Editore. liberilibri.. Una filosofia delle Americhe. 1991. D.. Pocket Books. Madrid. 1981. Per una teoria libertaria della secessione. – Free Persons and the Common Good. trad. OAKESHOTT M..NEVINS A. trad.). New York. – COMMAGER H. 1976. 1992. it. Milano. S. Editori Riuniti. Alle origini della modernità. American Enterprise Institute Press. Milano. 1996. Society. Lanham.. N.. Madison Books. 1989. Roma. Einaudi. RAZ J. OSTERFELD D. (ed. PELLICANI L. Saggio sulla genesi del capitalismo. The Free Press. PAUL J. and the State: An Investigation into the Possibility of Society Without Government. Washington. C. Franco Angeli. a cura di Nicola Iannello e Carlo Lottieri. Freedom. C. Liberty Fund. 1994. Clarendon Press. Unión Editorial. PRIETO F. Edizioni di Comunità. cos’è. Toward a Theology of the Corporation. Verso una teologia dell’impresa. RENAN E. – The Catholic Ethic and the Spirit of Capitalism. liberilibri. PARABOSCHI G. Storia degli Stati Uniti. it.. trad. The Pocket History of the United States. University Press of America. Milano. New York-London. Torino... D. The Morality of Freedom. Treviglio. Washington. 1988. NOVAK M. 1980. Macerata. della proprietà e dell’ordine giuridico. New York. 1986. trad. Leo Strauss e la destra americana. 1962). – Il sovrano occulto. Reading Nozick. 1997. Indianapolis. 1981. 1996. it. – This Hemisphere of Liberty: A Philosophy of the Americas. NICOSIA F. Rowman & Littlefield. Oxford. Macerata. 198 . American Enterprise Institute Press... 1993. 1993.. – ROTHBARD M. Il diritto di essere liberi. Dal 1607 agli anni Settanta. 1996. Questo emisfero di libertà. M. Rationalism in Politics (London. 2000. Treviglio. Leonardo Facco Editore. The Story of a Free People. Manual de Historia de las teorías políticas. it. Nazione. 1983. 1996.

Edward Elgar. Kansas City. Auburn. The Center for Libertarian Studies. Cronache di una conversione. RINGER R. 1994. 19853. – The Ethics of Liberty (1982). 19772. “The Rothbard-Rockwell Report” Essays of Murray N. it. 4 vols. Sheed Andrews and McMeel. 19995. ROTHBARD M. it. Macerata. 19992.. 19613.. Il manifesto libertario. Burlingame. 1979. – The Irreprensible Rothbard.. Rinehart and Winston. edited by Llewellyn H. Rothbard. New York. Etas libri. 1995. Ludwig von Mises Institute. J. QED/ Harper & Row. – An Austrian Perspective on the History of Economic Thought. trad. Auburn. 2000. and State: A Treatise on Economic Principles (1962).. Milano. 1996. Economy. – The Mystery of Banking. New York University Press.. 2 vols. – America’s Great Depression (1963). Leonardo Facco Editore. it. Da liberale a libertario. 19982. Treviglio. Per una nuova libertà. L’etica della libertà. liberilibri. Macerata. Fox & Wilkes. H. – The Case Against the Fed. New York. Auburn. Temple Smith. Richardson & Snyder. Restoring the American Dream. Ludwig von Mises Institute. Ludwig von Mises Institute. Storia delle dottrine politiche. 1996. Auburn. 1984. 19934. – Egalitarianism as a Revolt Against Nature and Other Essays (1974). Man.RICOSSA S. Rockwell. – Power & Market: Government and the Economy (1970). Cheltenham. An End to Allegiance: Individual Freedom and the New Politics. New York.. Ludwig von Mises Institute. Ludwig von Mises Institute–Auburn University. New York. Auburn. liberilibri.. SAMPSON G. A History of Political Theory (1937). trad. with a Preface by JoAnn Rothbard. 1999. London. San Francisco. Jr. Holt. – Conceived in Liberty (1975-79). SABINE G. – For a New Liberty: The Libertarian Manifesto (1973). 20002. 1983. trad.. 199 . N. 1967.

The Contributions of Murray Rothbard to Monetary Economics. The Radicalism of the American Revolution. – Elementi di teoria politica (1987). 1991. D. Il labirinto rivoluzionario.. 1993. new edition. University Park. Pennsylvania State University Press. Roma. Bologna.. TAYLOR M. S. TAYLOR T. 1991. 1979. Foundation for Economic Education. Apologia della libertà umana. The Russian Radical. 1982. Irvington-onHudson. WOOD G. The Ethical Argument Against Government . Milano. New York. SELGIN G.S ANDERS J.. C. SENNHOLZ M. Washington. Alfred A. Roma-Bari.. Washington. Ayn Rand. 1995. it. Van Nostrand Company. Cosa è. Edizioni Guardamagna.. (ed.. Anarchy and Liberty.. Praxeology and Understanding. VACCARI F. 1990. 19953. C. Knopf. – Storia dell’idea antiborghese in Italia. University Press of America. Z WEIG P. Ludwig von Mises Institute. Storia degli Stati Uniti d’America.. C. An Introduction to Austrian Economics. SETTEMBRINI D. THIES C. 2000. 1994. trad. 1980. University Park. New York. Varzi. 1980.). SARTORI G. Irvington-on-Hudson.. – Total Freedom: Toward a Dialectical Libertarianism. Princeton. D. 1996. Cato Institute. Gruppo Editoriale Giunti. 1860-1989: società del benessere. Milano.). 2 voll. An Analysis of the Controversy in Austrian Economics. H. A. Auburn. Alle radici della democrazia americana. The Foundation for Economic Education. (ed. Democrazia.. D.. The Pennsylvania State University Press. SCIABARRA C. totalitarismo.. Firenze. I figli della libertà. Rizzoli. TEODORI M. 1956. il Mulino.. liberalismo. 1993. M. Laterza. Community. Dèi e demoni del Liberalismo. A Study of Subversive 200 . S. 1998. Newton & Compton.. On Freedom and Free Enterprise. Cambridge University Press. 1996. T. The Heresy of self-love. Rizzoli.

trad. Princeton University Press. Storia dell’individualismo sovversivo nella cultura occidentale. 201 . L’eresia dell’amore di sé. 1984. it. Princeton. Feltrinelli. 1980.Individualism. Milano.

Labour and nation building in Italy. Paolo Zanotto. 1993 Collana Working papers del Dipartimento di scienze storiche. Floriana Colao.GIURIDICHE. Daniele Pasquinucci. Maria Assunta Ceppari Ridolfi. Partiti. Fabio Berti (a cura di). Appunti per una ricerca. 1993 12. Donatella Cherubini. Federico Valacchi. Stefano Maggi. L’Ancien Régime et la Révolution ovvero La crisi del governo di partito all’italiana . Cooperazione sociale e imprenditorialità giovanile. Le ragioni del realismo giuridico come teoria dell’ istituzione o dell’ ordinamento concreto. 1995 22. Il modello “rimosso”. Il movimento libertario americano dagli anni Sessanta ad oggi: rsdici storico dottriali e discriminanti ideologico-politiche. sociali e strategici . associazioni di interessi e primato dell’ amministrazione nel pensiero politico tedesco tra la metà dell’Ottocento e la prima guerra mondiale . Heidegger e Foucault interpreti di Nietzsche. 1997 segue 203 . Stefano Berni. La renaissance à Sienne (13551559) . 1993 11. 1992 8. Pragmatismo. La lotta per la Federazione Europea negli anni Sessanta . solidarietà e principio federativo nelle interrelazioni fra socialismo belga e socialismo italiano. 1992 7. Valeria Napoli. Analogia giuridica ed interpretazione estensiva: usi ed abusi in diritto penale. Mario Ascheri. The upheaval of 1989/91 and the Historian . 1993 15. Letizia Gianformaggio. Maurizio Cotta. l’umanesimo e il sistema giuridico dal Medioevo all’ Età Moderna . politiche e sociali (Di Gips) 14. Roberto Tofanini. 1996 25. Le politiche di bilancio. Ritter. Pierangelo Isernia. Collana Monografie 1. 1. Ariane Landuyt. Luca Verzichelli. Il laurismo: problemi di interpretazione . Libertà e “statificazione” nell’Università liberale . Enrico Diciotti. 1992 9. Gerhard A. Tunibamba. 1991 2. Changing family roles in the transition from an agricultural to an industrial society . Michele Barbieri. Italy: from constrained coalitions to alternating governments? 1996 27. Verità e discorso nel diritto: il caso dell’interpretazione giudiziale . 1994 16. 1992 5. giuridiche. La lite del grano: un terratico conteso tra Sant’Antimo e Castelnuovo dell’Abate (1421) . The european cases in a comparative perspective . etica. Per una definizione del ceto mercantile italiano durante il xvii secolo: il caso Giuseppe Rossano . I giuristi. New party systems after the dictatorship: dimensions of analysis. 1991 4. Lortenzo Nasi. 1994 17. Mario Ascheri. Women and fascism. 1996 26. 1995 21. Politica e politiche nel Götz von Berlichingen . 1991 3. Luca Verzichelli. GIPS) DELL’UNIVERSITÀ DI SIENA 2. 1995 23. 1996 24. Sergio Amato. Maurizio Cotta. La tutela della dos: le retentiones. 1994 18. 2. Bonomi e Modigliani: due riformisti a confronto . Processi migratori e appartenenza. Paul Corner. Fabio Grassi Orsini. 1992 6. Maurizio Cotta. 1918-1950: mass parties and the democratic state. Maurizio Cotta. La Diplomazia Fascista . Per una filosofia del corpo. Il debito pubblico da risorsa a vincolo. Francia e Germania Federale . Collana Studi e Ricerche 1. POLITICHE E SOCIALI (DI COLLANE ATTIVATE PRESSO IL DIPARTIMENTO DI SCIENZE STORICHE. Società in trasformazione e domanda etica . Élite unification and democratic consolidation in Italy: an historical over view . Pressioni internazionali e decisioni nazionali. Le ferrovie nell’Africa italiana: aspetti economici. Vito Velluzzi. L’utopia di uno sviluppo alternativo in un progetto di cooperazione allo sviluppo. 1995 19. Una analisi comparata della decisione di schierare missili di teatro in Italia. Roberto De Vita. 1993 13. Simone Neri Serneri. Fabio Berti (a cura di). 1993 10. Altiero Spinelli Consigliere del Principe. 1995 20. 3.

I giuristi e le epidemie di peste (secoli XIV-XVI) (1997). Bucine e la Val d’Ambra nel Dugento. Ascheri. M. Immigrazione e modelli familiari. a cura di L. Antica legislazione della Repubblica di Siena. Bertini. 40. “Anomalies et miracles”. Feudalità e servizio del Principe nella Toscana del ‘500 (1996). Angeli (1997). M. Contributi per la storia giuridica e storia istituzionale. M. a cura di A. Il Capitano del Popolo a Siena nel primo Trecento (1984). de la Roncière . 21. 1999 39. G. Il consilium sapientis nel processo del secolo XIII. Guerrini. Sulla genesi del concetto di Oligarchia in Michels: una reinterpretazione storico-critica. I primi risultati di una ricerca empirica sulla comunità islamica di Colle Val d’Elsa e sulla comunità cinese di San Donnino. Calabresi. Ascheri e F. Gli insediamenti della Repubblica di Siena nel 1318. Turrini. Chiantini. San Gimignano 1246-1310 (1996). Una comunità autonoma nella Repubblica di Siena. Passeri (1994). Per una storia di Rinascita. 2000. XIV-XVIII). La cittadinanza oggi. Neri e V. Dani. Il partito telematico. Mario Galleri. Mambrini. M. 9. 10. 15. 6. 18. Comune e monastero in testi del secolo XIVXVIII (1986). Imberciadori . Franceschini. con contributi di M. politiche e sociali. Ascheri e D. 2000. streghe e alchimisti a Siena e nel suo territorio (1458-1571) (1999). metodologia della ricerca e costruzione della banca dati . Fabio Berti. 24. D. Gerardo Nicolosi. I Comuni dello Stato di Siena e le loro assemblee (secc. 16. Lo statuto del Comune di Monterotondo (1578) (1997). E. 17. Waley (1996). M. Abbadia San Salvatore. Pari e il suo statuto. S. F. giuridiche. 2000. Abbadia San Salvatore. 19. Ciampoli. M. Religione e nuove religiosità. Maggi. A. 1997 30. Montepulciano nel Trecento. Gli ordini dei Conti Guidi. Guerrini (1995). Salem Elsheik. Tra Siena e Maremma. a cura di B. I caratteri di una cultura giuridico-politica (1998). 11. 2. 14. I. I documenti più antichi del Comune (secc. P. Jacona. A. Valacchi (1995). Borracelli (1997). 26. Roberto Bartali. 28.28. 25. 235292. a cura di M. Roberto De Vita. Incertezza. Maghi. Il cattolicesimo sociale di Carlo Maria Curci. XII-XIV).carta del territorio di S. Borracelli e M. Passeri. Dani. a cura di S. Fax. (1996). Paolo Ciancarelli. Collana Documenti di Storia 1. I. Gianni Silei. Il personale elettivo (1865-1936) fonti. e-mail bartali@unisi. 12. Gli arretrati possono essere richiesti al Dipartimento di Scienze Storiche. 1998 34. 22. Comune di Abbadia San Salvatore. Luigi Pirone. Roberto De Vita. 1999 36. Ceppari. La nuova comunicazione politica. Il Libro Bianco di San Gimignano. Soldatini (1996). 23. 1998 33. Picchianti. a cura di L. D. 23529. Sulla generazione di Bad Godesberg. a cura di M. Pluralismo. 3. 1997 29. a cura di M. II. 20. Institutions et comportements politique italiens. 1997 31.S. Mancuso. La Mercanzia di Siena nel Rinascimento. Jean Blondel. Il cappello degli ebrei. Gattoni da Camogli. Memorie storiche della terra di Chianciano per servire alla storia di Siena. Nardi e F. Vichi. M. Andrea Ragusa. I. Documenti raccolti da M. Il Comune e l’edilizia nel Quattrocento (1997). Ascheri (1993). Siena e il suo territorio nel Rinascimento. Per una storia dell’amministrazione provinciale di Siena. Ciampoli (1990). La normativa dei secoli XIV-XVI. segue 204 . Brogi. 41. Edizione delle quattro riforme maggiori (1340 c. Appunti e proposte bibliografiche. tel. Ciampoli (1994).A. 1999 38. Il Comune medievale di Piancastagnaio e i suoi statuti.-1374) dello statuto del 1337 (1987). “Per honore et utile della città di Siena”. E. Le socialdemocrazie europee e le origini dello Stato sociale (1880-1939). con edizione dello statuto (1434-sec. con un contributo di D.it. Democrazia . Marshall. Ceppari. Lo statuto del Comune di Chiusdino (1473). Ciampoli (1998). Gli albori del Comune di San Gimignano e lo statuto del 1314. trascrizioni di D. D. 13. Ciampoli. 1998 32. 5. L’inventario dell’Archivio storico del Comune di Massa Marittima. Ciampoli (1986). 4. 7. Pandolfo Petrucci e la politica estera della Repubblica di Siena (1487-1512) (1997). M. Elementi di discussione dopo Thomas H. 1999 37. a cura di M. Guerrini e I. Considerazioni sociologiche attorno alla fine della vita. Turrini (1995). Chiantini. 8.Ch. A. Presentazione di D. Ascheri . Indici per la storia della Repubblica di Siena (1993). 1998 35. una ricerca empirica sui partiti italiani. Ascheri. Siena e il suo territorio nel Rinascimento. Andrea Ragusa. Roberto De Vita. Ascheri e D. Unico Rossi. P. a cura di D. 27. XVIII) . V. Monticiano e il suo territorio. Documenti raccolti da M. a cura di M. La rappresentazione della Resistenza (1955-1975). In Val d’Orcia nel Trecento: lo statuto signorile di Chiarentana (1990).

Falorni. Collana Occasional papers del CIRCaP .convitto nazionale (1676- 1997). Arte. S. Mayali con la collaborazione di S. Mecacci. 235299.E. 235297. 33. cultura e politica a Siena nel primo Novecento. Italy: Parliamentary elite transformations along the discontinuous road of democratization 2. Siena e il suo Stato (1580-1721). (Centro di ricerca sull’Integrazione europea) 1.it. Pucci (1999). Ariane Landuyt (a cura di). Un grande ente culturale senese: l’istituto di Celso Tolomei. E. G. a cura di R. Sergio Fabbrini. M.it. Una signoria nella Toscana moderna. politiche e sociali. Ariane Landuyt (a cura di). The past and future of democracy 6. medicina. e-mail verzichelli@unisi. Chi guida l’esecutivo? Presidenza della Repubblica e Governo in Italia (1996-1998) 4. Il Vescovado di Murlo (Siena) nel secolo XVIII (1999). 205 . a cura di M. L ’ipotesi di stabilità e razionalità del pubblico francese in prospettiva comparata 5. S. (2000). Giorgi (2000). Centro Interdipartimentale di ricerca sul cambiamento politico 1. Fabio Bargagli Petrucci (1875-1939). Simona Oreglia. 2000. stregoneria.29. Fax. e-mail crie@unisi. Pucci.R. Altiero Spinelli e la sinistra italiana dal centro sinistra al compromesso storico 3. Massacring in front of a blind audience 3. M.B. L’Unione uropea. 32. Luca Verzichelli.R. giuridiche. O. 31.it. Maurizio Cotta. Ascheri e L. Filippone. Fax. Condanne penali fra normativa e prassi nella Siena dei Nove. 35. On the relationship between party and government Gli arretrati possono essere richiesti alla Segreteria del CIRCaP: Tel.I. Pierangelo Isernia. Collana del C.I. Opinione pubblica e politica estera. Maurizio Cotta. Interessi nazionali e idee federaliste nel processo di unificazione europea 2. e-mail puccis@unisi. nobile collegio . Pucci. Di Simplicio. Un bilancio alle soglie del Duemila Gli arretrati possono essere richiesti alla Segreteria del C. (2000). 235296. Inquisizione. Daniele Pasquinucci. Robert Dahl. 235292. Frammenti di registri del primo Trecento (con una breve nota sulla storia di Arcidosso). 34. 235292. Rare Law Books and the Language of Catalogues. tel.E. 235292.: Tel. Per informazioni sulla disponibilità degli arretrati rivolgersi al Dipartimento di Scienze Storiche. Alfio Mastropaolo. Fax. Guasconi. Paolo Bellucci. Lo statuto dell’Isola del Giglio del 1558 (1999). 30.

Finito di stampare nel mese di maggio 2001 presso il Centro stampa della Facoltà di Economia .