IL BATTESIMO AI BIMBI

IL BATTESIMO AI BIMBI e l'apparenza dell'italo-noncredente ma rispettoso di chiesa, di dogmi dei credenti convinti, cioè il fanatico bigottismo beghino.

** Risultano in Italia 56.000.000 e più di battezzati, quindi circa il 98% dei cittadini e si considera uno Stato laico.** IL BATTESIMO AI BIMBI: (prima grande violenza alla loro individualità e corruzione dell’originale coscienza dell’essere umano)

Che cosa significa il battesimo fatto dai cristiani? Che cosa significa battezzare i bambini? Quali conseguenze ha il battesimo sulla psiche dei bambini? Quali conseguenze ha il battesimo nei confronti della società civile? Come il battesimo coinvolge la psiche delle persone? Queste sono domande alle quali il credente cristiano risponde attraverso le convinzioni della sua fede. Ma le convinzioni della fede del credente cristiano sono la manifestazione dei suoi desideri all’interno di una realtà immaginata al fine di difendersi dall’ansia e dall’angoscia. Quale ansia? Quale angoscia? Si tratta dell’ansia e dell’angoscia che il cristiano prova nell’affrontare la vita quotidiana come individuo responsabile e autosufficiente. La realtà sociale deve essere piegata al suo dio, altrimenti si sente perso. La difesa dall’angoscia e dall’ansia è costruita dalla chiesa cattolica mediante la veicolazione delle difese psichiche all’interno di un apparato illusorio precostituito. “Tu sei così perché... “Ahimè! Figli miei, vedo che vi lascio legati alla mia colpa di madre. Adamo peccò e ne fui io lo strumento, tentandolo a mangiare la mela; io fui compagna e complice del serpente e da questo nacque la guerra tra dio e l’uomo...”. Tratto da “Il peccato e la paura” di Jean Delumeau. La chiesa cattolica costruisce l’angoscia e l’ansia nelle persone e gestisce gli individui veicolando la loro angoscia negli schemi che offre, cioè "l'amabile concorrenza militarizzata" e la meritocrazia dovuta alla condizione di uomo progenie di peccatori e quindi in partenza debitore di redenzione, tra individui della società 'civile' e la coercizione di massa a qualsiasi verità nega la sua menzogna. La chiesa cattolica può imporre ai bambini i sensi di colpa; può criminalizzarli senza che nessuno s’indigni.

Come lo fa? Attraverso l’ideologia del creato in contrapposizione alla natura e all'idea di divenire dell'uomo. Il bambino, secondo la chiesa cattolica, è incapace e stupido, non è un soggetto che deve crescere e che si trasforma. Così, anziché accompagnare il bambino nella sua crescita, lo si criminalizza perché non è adeguato alle richieste. “Tu sei stupido!” dice il cattolico al bambino piccolo offendendone la struttura psicologia e costringendo il bambino a rinchiudersi su se stesso. Il cattolico impedisce al bambino di aprirsi al futuro possibile che gli sta davanti. Oltre che i racconti raccapriccianti delle violenze che i cattolici infliggono ai bambini è la quotidianità che i bambini vivono fra i cattolici che rappresenta l’orrore dal quale emergono i racconti raccapriccianti. Una volta chiuso il futuro al bambino inizia quel processo di criminalizzazione il cui scopo è impedire all’energia della crescita dei ragazzi di trovare delle veicolazioni sociali capaci di negare l’intera struttura sociale siffatta. Così il ragazzo si rinchiude nella violenza, nella prevaricazione, nel bullismo, cortocircuitando la propria energia vitale che non trova sbocchi nella partecipazione al divenire della società. Nella società di stampo religioso non esiste nessun tipo di educazione sistematico nei confronti dei bambini che non sia sotto il controllo della chiesa cattolica. Proprio per questo i cittadini non conoscono il significato del battesimo, attuato dalla chiesa cattolica, e il suo significato di dominio sociale. Il marchio della chiesa cattolica sulla sua attività di distruzione dell’individualità si chiama BATTESIMO! Distinguiamo le varie fasi in cui si articola la violenza cattolica nei confronti dei ragazzi: - fase 1= comprende l’aggressione ad opera degli adulti nei confronti del bambino il cui scopo è di imporre nel bambino l’idea della propria inadeguatezza, incapacità, impotenza, impossibilità, di vivere e agire nel mondo degli adulti. - fase 2 = comprende l’imposizione di spiegazioni razionali del suo stato di essere. Le spiegazioni razionali non spiegano, ma definiscono: “Tu sei così perché...” dove la definizione rientra nell’ambito di affermazioni fideistiche che fermano la capacità di critica del bambino: il bambino non critica il dio padrone né la verità del dio padrone. Non gli sono stati forniti né gli strumenti di critica né gli strumenti con i quali difendersi dalla violenza impositiva dell’adulto. - fase 3 = che comprende la soggettivazione delle spiegazioni razionali della sua inadeguatezza che da un lato soddisfano la ragione nel suo immaginarsi in quella spiegazione e dall’altro lato preserva l’individuo dall’angoscia e dall’ansia che le inadeguatezze gli creano nella sua vita quotidiana. - fase 4 = consiste nei compromessi attraverso i quali gestire il conflitto psicologico. L’insieme illusorio e fideistico con cui l’individuo giustifica le sue inadeguatezze nei confronti del quotidiano, in alcuni aspetti specifici, viene modificato attraverso la sovrapposizione di esperienze che la vita ti costringe a fare. Così il bullo riceve delle risposte dalla società e può valutare la convenienza fra le sue azioni di bullismo e le risposte che riceve. L’educazione cattolica lo spinge a scegliere una collocazione fra incubo e succube; l’esperienza lo costringe a mediare tale collocazione. - fase 5 = consiste nella riproduzione nella società dei modelli ideologici e fideistici di difesa dall’ansia e dall’angoscia. L’oggettivazione di tali modelli consente al singolo individuo di impiegare una minore quantità di energia per rinnovare quelle difese dall’ansia: se tutti pensano allo stesso modo, non devo convincermi che devo pensare in quel modo poiché quel modo è il modo normale di pensare!

Il battesimo permette la marchiatura delle persone affinché costringano i bambini all’angoscia e all’ansia e permettano, in questo modo, l’imposizione dei modelli delle illusioni fideistiche per poterli dominare. Questo schema sintetico delinea mezzi e fini della chiesa cattolica per imporre il battesimo ai bambini, ma, nello stesso tempo, le necessità di rendere oggettive le motivazioni attraverso le quali la chiesa cattolica giustifica la violenza del battesimo nei confronti dei bambini. La menzogna del “peccato originale”, con cui la chiesa cattolica giustifica l’imposizione dei sensi di colpa nei bambini, non viene discussa giacché menzogna o atto criminale, ma viene discussa solo l’influenza del peccato originale nella vita delle persone. Il peccato originale, da truffa per impedire alle persone di affrontare il loro futuro, diventa oggetto in sé, oggettività, dal quale le persone non possono prescindere. Si discute di come agire per evitare gli effetti del peccato originale, ma non si discute della truffa del peccato originale. I cristiani impongono l’idea del peccato originale con la violenza e quando qualcuno nella società li accusa di violenza criminale, si nascondono dietro la fede pretendendo che la società civile s'inginocchi davanti alla loro fede in assoluto disprezzo della coscienza individuale.

L'individuo, con il battesimo, è ridotto a non persona, oggetto di possesso e soggetto d'obbedienza. Non è più un individuo, ma uno schiavo che deve amare con tutto il cuore e con tutta l'anima il suo padrone: la chiesa.

Si tratta di atti di violenza che suonano come atti di attacco al genere umano in quanto, gli atti del battesimo all’interno del contesto in cui viene imposto, determinano gravi disfunzioni psichiche nei confronti del bambino. Lo costringono ad ammalarsi di fede prima di aver assunto degli strumenti critici con cui affrontare tale fede.

Ricordo che col battesimo genitori consegnano il loro figlio alla chiesa cattolica. Fanno un vero e proprio commercio di persone. Vendono il loro figlio come uno schiavo privo di diritti al fanatismo cattolico. Lo vendono appena nato. Rinunciano a essere dei genitori e assumono il ruolo d’impositori della fede al loro bambino indifeso.

Battezzando il bambino i genitori assumono l’impegno di distruggere nel bambino la sua capacità critica per costringere le sue emozioni a fagocitare il cristo cristiano come difesa dall’angoscia: si impegnano a costruire nel bambino l’angoscia e a non fornire al bambino gli strumenti migliori per diventare un individuo propositivo nella società! Il bambino deve diventare un fedele, pecora del gregge cattolico e obbediente al padrone e non un individuo libero, indipendente e fiducioso in sé e nella sua autosufficienza.

Col battesimo i genitori vengono meno ai doveri di tutelare la salute del bambino e lo costringono a un trattamento sanitario lesivo delle sue capacità psichiche. I cristiani scandalizzano i bambini e minacciano le persone di non interferire col loro odio. Il loro dio maledice chi aiuta i bambini a non farsi circuire dalla chiesa cattolica e dal cristianesimo in generale.

Il battesimo coinvolge la famiglia per manipolare i bambini. Negli anni ’30 Tihamer sapeva perfettamente (come ha sempre saputo la chiesa cattolica) come manipolare mentalmente i ragazzi per renderli dipendenti e impedire loro di diventare dei sani e liberi individui integri nella loro originalità. Lo Stato e le Istituzioni si sono avvalsi dei risultati comodi alla loro esistenza e del sostegno a esse da parte dei loro cittadini così alienati della propria volontà, aiutando la chiesa cattolica a stuprare mentalmente i ragazzi. I danni psicologici fatti nell’infanzia dei ragazzi dalla chiesa cattolica sono la malattia con la quale il ragazzo prima e l’adulto poi sarà costretto a convivere; disastro dopo disastro; ossessione dopo ossessione!

Il battesimo è il marchio con cui la chiesa cattolica si ritiene la padrona delle persone in disprezzo di ogni individuo, di ogni biodiversità, di culture e tradizioni diverse dalla sua. Prendiamo dal Catechismo Romano le citazioni di Paolo di Tarso che la chiesa cattolica usa per giustificare quell’atto criminale, il battesimo, con cui separa e riunisce simili rendendoli nemici affratellati nel conflitto interiore e tra loro.

Noi, dice Paolo di Tarso, mediante il battesimo siamo entrati nella morte di cristo! Da allora in poi uomini eroici hanno combattuto l’orrore cristiano. L’orrore con cui si imponeva un padrone per volontà di cristo. Paolo di Tarso dice di essere resuscitato, ma nessuna delle sue azioni porta beneficio all'Uomo. Ogni sua azione esprime odio in funzione della sua gloria come agente di cristo. Ogni frase dimostra il disprezzo per l’umanità. Tutta la naturalezza in essa contenuta deve, per Paolo di Tarso, morire e camminare a fianco del suo padrone.

La chiesa cattolica, che si ritiene rappresentante in terra il suo padrone, e pertanto padrona degli Esseri Umani, manifesta lo stesso disprezzo nei confronti delle priorità individuali e piaceri dei singoli: devono essere costretti a camminare per la gloria del suo padrone.

Alcuni di voi non erano delinquenti e criminali contro il genere umano. Ma poi siete stati battezzati e santificati nel nome del padrone. Non avete riparato alle azioni delittuose. Non avete giustificato con intenti nobili le azioni delittuose che avete compiuto. Non avete riparato l’oppressione e la delittuosità della 'società civile'. Vi siete semplicemente estraniati dalla società. Prima la danneggiavate e ora continuate a danneggiarla a maggior gloria di dio che giustifica, per la sua

gloria, le vostre azioni. Un po’ come Wojtyla che anziché pagare i danni ai 200.000.000 di persone che i cristiani hanno comprato e venduto in Africa, chiede perdono al suo padrone. Lo stesso padrone per la gloria del quale hanno trafficato in schiavi. Non è solo ridicolo ma offensivo nei confronti di ogni essere umano. Non dovete mai combattere gli altri appartenenti al gregge. Dovete sopportare qualche torto per la gloria del padrone. Secondo la logica di Paolo di Tarso, il battesimo ha trasformato degli avari, degli ubriaconi, dei ladri e dei rapinatori in eredi del regno del dio padrone.

Col battesimo vi separate dalla realtà. Siete morti nella legge. Non avete più doveri nei confronti della giustizia. Formate un corpo unico col padrone. Apparentemente continuate a essere schiavi e liberi, giudei e gentili, ma nel padrone siete uguali. Uguali in ginocchio davanti al padrone e in diritto di ostentare e mitizzare la legge e deridere la naturale giustizia. Gli altri, quelli che non si mettono in ginocchio, devono diventare schiavi. Lo dice Paolo di Tarso nella lettera ai Filippesi che rivelale intenzioni criminali dei cristiani nei confronti dell’Uomo: “Per questo il padrone lo esaltò e gli donò il nome che è sopra ogni altro nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio in cielo, in terra e negl’inferi e ogni lingua confessi che cristo Gesù è il padrone a gloria del dio padrone.” Filippesi 2, 9-11 Noi, dice Paolo di Tarso, siamo i padroni della legge, in diritto di delinquere a maggior gloria di dio. Noi, dice Paolo di tarso, costringeremo ogni ginocchio a prostrarsi davanti a Gesù! Ci siamo sottomessi alla giustizia, dice Paolo di Tarso, fintanto che non è venuto il nostro padrone che ha giustificato i nostri delitti per le necessità di imporre la fede. Dunque noi siamo i padroni poiché siamo tutti figli del padrone mediante la fede in cristo. Infatti, dice Paolo di Tarso, quando vi siete battezzati vi siete tutti rivestiti di cristo: siete diventati a vostra volta i padroni di chi non si è battezzato. Siamo tutti liberi di delinquere contro chi non è battezzato perché noi, nel farlo, siamo giustificati dalla gloria di dio. Ognuno di noi è il popolo eletto; la razza ariana! Secondo la promessa.

Col battesimo il cristiano si è separato dal resto dell’umanità e pretende di esserne il padrone: la situazione di oggi in cui il cristianesimo si trova ancora ad aggredire l’individualità, per molte condizioni, è molto simile a quella di allora quando il cristianesimo aggrediva e bruciava sul rogo le persone che esprimevano idee e scienza che negavano l’esistenza del loro padrone e dell’esattezza dei loro metodi, le persone che mettevano in forse e che attaccavano così il loro potere temporale e spirituale.

Paolo è consapevole dei contenuti criminali della sua azione e dei crimini impliciti nel battesimo. Ha paura di chi ha intelligenza; consapevolezza per la vita; amore per la vita; ha paura delle persone che, a differenza di lui, traggono piacere dalle relazioni sessuali.

Che cos’ha da temere il cristiano? La cultura! Quella forma di conoscenza che si basa sulla razionalizzazione del pensiero e sulle tradizioni dei popoli che altro non sono che sedimentazione della loro esperienza nell’abitare il mondo.

Che cosa hanno da temere i non cristiani, i popoli, dai cristiani? Lo dice Paolo di Tarso: “Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; facendo così ammasserai carboni accesi sul suo capo” Romani 12, 20

Si teme la viltà dei cristiani; si temono i crimini dei cristiani; si teme il genocidio perpetrato dai cristiani!

I cristiani si devono temere quando si è deboli; si devono temere quando il loro sistema sociale è in difficoltà perché in quel momento le patologie psichiatriche di chi è stato battezzato, ed è incapace di affrontare la vita e i problemi, ammassa carboni ardenti su chi non è in grado di difendersi. Così, ogni ginocchio si piegherà davanti al padrone Gesù e al cristiano che lo rappresenta.

Il battesimo è la circoncisione dello spirito: il marchio a fuoco dell’infamia.

Non c’è nessuna differenza fra battesimo, circoncisione e infibulazione. La circolazione delle informazioni, oggi come oggi, attenua le conseguenze del battesimo, ma è altrettanto vero che i cristiani continuano ad ammassare carboni accesi sugli individui imponendo miseria e disperazione per aggravare la coercizione educazionale alla quale il battesimo obbliga i genitori.

Davanti agli affetti naturali che costituiscono la famiglia, i cristiani impongono la famiglia dei ruoli, la famiglia dell’odio. Quella famiglia che neghi il futuro ai suoi figli costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso.

Riattiva la sottomissione degli individui ricordando la loro impotenza nell’affrontare la vita partendo da se stessi. Dai loro bisogni, dai loro desideri, dalla loro intelligenza.

“Cosa vuoi che sia il battesimo! E’ solo un po’ di acqua sulla testa!”

Solo che i danni non ricadono sotto i sensi, sono nella struttura psichica del bambino. I danni sono fatti riversando la credenza imposta mediante le azioni in un insieme sociale di cui i genitori sono i guardiani e gli aguzzini. I danni sono nel tempo, non nell’immediato. Non è come un colpo di pistola che uccide qualcuno. E’ come il proliferare di una cellula cancerosa che silenziosa cresce e manifesta il danno quando ha infettato tutto il corpo. Quando il danno è distruttivo non si ha più memoria da dove ha avuto inizio e perché (come per l’asbestosi). Dopo, nel mutare della crescita

infantile. Danni fatti da un individuo adulto mai completato e sempre attraversato da paure, angosce e sensi di colpa; pervaso dalla depressione per un futuro che non è mai in grado di dischiudere. In questa incapacità, quell’individuo, ha una sola possibilità per spegnere la sete dell’impotenza: danneggiare il presente a maggior gloria della propria fede; del suo dio padrone!

“E sia pure; io non vi sono stato d’aggravio: ma da furbo qual sono, vi ho presi con inganno.” Paolo di Tarso seconda lettera ai Corinzi 12, 16

E i cristiani distruggono l’Uomo con l’inganno: che cosa vuoi che sia un po’ d’acqua?

Se qualcuno aveva qualche dubbio che il battesimo non fosse un atto di violenza con cui il cristiano sottrae il bambino al bambino stesso, alla natura di cui è parte, è bene che si legga le riaffermazioni della chiesa sul SUO possesso dei bambini.

Il bambino non è se stesso: è la bestia che i genitori devono costringere per la gloria del suo dio padrone che, secondo la chiesa, lo avrebbe creato!

I vertici della chiesa, come vicariato del suo dio in terra, affermano di essere il padrone del bambino. E i genitori, che lo hanno battezzato, hanno detto alla chiesa : “Sì, buana!”. Con quel “Sì, buana!” i genitori hanno rinunciato alle proprie responsabilità di soggetti per assumere la volontà del loro dio padrone. Il loro figlio non sarà più un bambino attrezzato per affrontare il suo futuro, ma verrà disarmato affinché, a sua volta, dica “Si buana!”.

E’ il significato del battesimo cristiano. Cattolico nel nostro caso!

Il padrone come affida le pecore e le capre al pastore che le deve allevare e macellare per i suoi bisogni, così affida la “bestia” bambino ai “genitori” che la devono allevare in funzione del loro padrone!