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DOVERI GENITORIALI, POTESTÀ E RESPONSABILITÀ CIVILE

FLAVIO TOVANI

DOVERI GENITORIALI POTESTÀ E RESPONSABILITÀ CIVILE

FLAVIO TOVANI

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POTESTÀ E RESPONSABILITÀ CIVILE
di Flavio Tovani

DOVERI GENITORIALI,

SOMMARIO
PREMESSA 13

PARTE PRIMA

LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI VERSO I FIGLI

23 25

1. La responsabilità per violazione dei doveri genitoriali 1.1. Il contenuto dei doveri genitoriali e il loro rapporto con la potestà 1.1.1. Il dovere di mantenimento 1.1.2. Il dovere di istruzione 1.1.3. Il dovere di educazione e di assistenza morale 1.1.4. Il dovere di cura, di custodia e di correzione 1.2. I rimedi “tradizionali” alla violazione degli obblighi genitoriali 1.3. La responsabilità aquiliana per violazione dei doveri genitoriali 1.3.1. La tesi del danno-evento: Cass. civ., sez. I, 7 giugno 2000, n.7713 1.3.2. La tesi del danno-conseguenza: Trib.Venezia, 30 giugno 2004 1.3.3. Un caso particolare: Trib. Lecce, sez. Maglie, 3 settembre 2008 1.3.4. Trib. Minorenni di Ancona, 3 ottobre 2008 1.3.5. La giurisprudenza successiva al “poker” dell’11 novembre 2008: Trib. Messina, sez. I, 31 agosto 2009 2. La responsabilità per mancato riconoscimento di paternità, per riconoscimento non veritiero di paternità e per disconoscimento a seguito di fecondazione eterologa 2.1. La responsabilità per mancato riconoscimento di paternità 2.2. La responsabilità per riconoscimento non veritiero di paternità

INTRODUZIONE

27 27 31 34 36 38 40 42 42 44 46 48 50

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2.3. La responsabilità per disconoscimento di paternità a seguito di fecondazione eterologa 3. La violazione dei doveri genitoriali nella crisi familiare 3.1. La responsabilità del genitore per l’inadempimento del dovere di frequentazione e di visita 3.2. La responsabilità del genitore affidatario che ostacola i rapporti con l’altro genitore 3.3. La responsabilità del genitore che ostacola i rapporti con i nonni 3.4. Altre novità introdotte dalla l. 54/2006 3.4.1. L’art. 155-bis, 2° comma, c.c. 3.4.2. L’art. 709-ter, 2° comma, c.p.c. 3.4.2.1. Introduzione 3.4.2.2. L’ambito di applicabilità 3.4.2.3. La natura dei provvedimenti di cui all’art.709-ter, 2° comma, c.p.c. 3.4.2.3.1. L’ammonizione, la modifica dei provvedimenti in vigore e il pagamento della sanzione amministrative 3.4.2.3.2. Il risarcimento del danno 3.4.2.3.2.1. La tesi della natura punitiva 3.4.2.3.2.2. La tesi della natura compensatoria e riparatoria 3.4.2.3.2.3. La tendenza giurisprudenziale 3.4.2.4. Questioni processuali e di rapporto fra norme 3.4.2.4.1. La competenza ad emettere i provvedimenti ex art.709-ter c.p.c. 3.4.2.4.2. L’impugnazione dei provvedimenti emessi ex art. 709-ter c.p.c. 3.4.2.4.3. Il rapporto fra l’art. 709-ter c.p.c. e gli artt. 709, ultimo comma, c.p.c. e 4, 8° comma, l.div. 4. Il diritto alla salute del minore e la responsabilità genitoriale 4.1. Esercizio della potestà e responsabilità nelle scelte sanitarie 4.2. Il “diritto a nascere sani” e la responsabilità da concepimento 5. La responsabilità da cattiva amministrazione del patrimonio del minore 5.1. L’amministrazione del patrimonio del minore e l’usufrutto legale

57 59

62 65 67 67 68 68 70

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1.1.2. L’allontanamento del minore dalla casa familiare 6.c. 2047.2. c.1.2.4.4. c. 6.4.1. Figli non riconosciuti 6. Separazione e divorzio 6. La nozione di incapacità 4.3. L’art.1. Affidatari e genitori adottivi 6. Il soggetto “tenuto alla sorveglianza dell’incapace” 4.1.2. Le conseguenze della cattiva amministrazione del patrimonio del minore PARTE SECONDA 95 LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI PER GLI ILLECITI EXTRACONTRATTUALI DEI FIGLI INTRODUZIONE 1. I “confini” fra l’art. Breve profilo storico 2.3. L’onere probatorio 4.1. I soggetti 6..c.3.c.1. L’art. c. 6. 2° comma. c. L’art. 2047 c. La prova “di non aver potuto impedire il fatto” 5.1. La natura e il fondamento della responsabilità ex artt.c. 4.: un’introduzione 4.1.1.1.1. Allontanamento del genitore e separazione di fatto 7. 2047 e l’art. 2047 e 2048 c.Il genitore “di fatto” 6. 2048. 3. 2048 c. 101 99 108 114 114 114 117 119 119 122 126 128 128 130 131 132 133 135 136 139 139 102 105 . 1° comma. Rapporti fra imputabilità e colpevolezza 4. 2048. L’art.4. 1° comma. La coabitazione 6.c. 2° comma.c.2.1. L’ “incapace d’intendere e di volere” 4.3.1.c.5.

1.1. Inadempimento contrattuale dei figli minori e incapaci 3. 2048. Il concorso di responsabilità fra soggetti 11.2. Il concorso dell’incapace danneggiato nella produzione del danno 10. Il danno autoprocurato dal minore 9. I limiti degli artt.1.8. 3° comma.c. L’art. Il dovere di educazione: dalla culpa in educando alla responsabilità oggettiva. Il rapporto fra culpa in vigilando e culpa in educando 8. e ritorno 9. Inadempimento contrattuale dei figli maggiorenni non economicamente indipendenti 173 174 176 173 171 . 2047 e 2048 9.2.1. Responsabilità genitoriale in applicazione delle regole generali 2. Dovere di vigilanza e culpa in vigilando 8. Casi particolari: la responsabilità dei genitori per le sanzioni amministrative PARTE TERZA 150 158 158 163 165 167 144 144 146 LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI PER GLI INADEMPIMENTI CONTRATTUALI DEI FIGLI INTRODUZIONE 1. c.1.: la prova di “non aver potuto impedire il fatto” 8.

Altri rimedi per la violazione dei diritti dei figli 3. La responsabilità per mancato adempimento degli obblighi genitoriali. uruguayano 5.c. La responsabilità per mancato riconoscimento del figlio 3.c. La responsabilità per mancato riconoscimento del figlio nato da fecondazione eterologa e per danno genetico 4. uruguayano 6.c. Il fondamento della responsabilità genitoriale nel Código de Bello e nei codici da esso derivati LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI IN CILE. URUGUAY.4.c. 2321 c.PARTE QUARTA PREMESSA SEZIONE I LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI IN AMERICA MERIDIONALE 179 181 1. 2347 c.c.3. colombiano e 1320 c. L’applicazione delle regole generali della responsabilità aquiliana all’interno della famiglia: i casi uruguayano e argentino 3. 2319 c.1. cileno. La responsabilità per il fatto delle persone “que estuvieren a su cuidado”: gli artt. La responsabilità dei genitori in caso di separazione e divorzio 3. Una conferma sul rapporto fra potestà e doveri genitoriali e la differenziazione dei rimedi tradizionali 2. cileno e 2348 c. per abbandono e per violenza familiare 3. La responsabilità dei genitori nel codice civile argentino 8. Sistema del Código de Bello (e dei codici da esso derivati) e sistema italiano a confronto. La responsabilità dei genitori per “mala educación” e “hábitos viciosos” dei figli: gli artt. colombiano e 1324 c. tra colpa e funzione di garanzia 9. 2320 c.c. ARGENTINA E COLOMBIA 185 187 189 192 193 195 196 190 198 197 207 203 204 209 . colombiano 7.2. 2346 c. La responsabilità per il fatto del minore incapace: gli artt.c. cileno.c.

c. La responsabilità dell’incapace legale: l’art. Genitori e minori nel diritto peruviano 2. La natura della responsabilità ex artt. peruviano SEZIONE III LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI IN PERÙ 215 218 217 227 228 221 233 230 1. 928 c. 1975-1976-1977 c. 932 c. brasiliano 9. Il diritto all’amore: la genitorialità da realtà biologica a realtà socioaffettiva 3. Alienazione parentale e responsabilità civile: la Lei n° 12138/2010 5. Responsabilità endofamiliare e novità normative in Brasile 2. brasiliano LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI IN BRASILE 241 239 244 245 251 252 254 255 262 265 . Azioni di filiazione e responsabilità 6.SEZIONE II 1. fra dottrina e giurisprudenza 4. La responsabilità dei genitori verso i terzi per fatto dei figli: codice civile italiano e peruviano a confronto 7.c. Inadempimento dei doveri genitoriali e violenza in famiglia in Perù: introduzione 3. Diritti del nascituro e responsabilità dei genitori 7. Inadempimento dei doveri genitoriali e violenza in famiglia in Perù (segue): “indemnización” e Lex Aquilia 4. “Danno genetico” e diritto peruviano 6.c. La solidarietà fra i soggetti di cui all’art. Il danno da abbandono affettivo. Il danno derivante dalla lesione del “derecho deber de comunicación” 5. La responsabilità dei genitori per fatto dei figli nel diritto brasiliano: dalla colpa presunta alla responsabilità oggettiva per fatto altrui 8.

Responsabilità ex artt. “Arché” comune ed “eleganza” di sistema della responsabilità genitoriale: fra tradizione ed innovazione BIBLIOGRAFIA CONCLUSIONI 269 271 280 281 283 285 275 277 278 .PARTE QUINTA 1. L’art. Le “sabbie mobili” della responsabilità dei genitori per l’illecito del figlio minore 2. Conseguenze della scelta fra responsabilità oggettiva e soggettiva 4. Il genitore fra l’“incudine” della responsabilità verso il figlio e il “martello” della responsabilità verso i terzi 6. 2049 a confronto con gli artt. Svantaggi della responsabilità oggettiva 7. 2047 e 2048: funzione di garanzia per fatto del terzo versus responsabilità per fatto proprio 3. 2047 e 2048 ed evoluzione della potestà 5.

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Privacy del minore e potestà dei genitori. Placido (su cui v. sul rapporto fra diritto di famiglia e diritto della responsabilità civile.c. secondo alcuni. Peraltro. 2004.PREMESSA La possibilità di unire il diritto della responsabilità civile con quello di famiglia è un’acquisizione piuttosto recente1: fatta eccezione. La responsabilità contrattuale nei rapporti familiari. risale al 1962. Fernández Segado (su cui v. Ramos Ríos. potrebbe essere utilizzata per ristabilire le immunità familiari. “contratti della crisi coniugale” e.). cit. Ramos Ríos. IDEMSA. infatti. cit. appunto.. per le ben note fattispecie degli artt. Milano 2006. in Revista de Derecho de Daños.. se concreta en el menoscabo de la libertad e igualdad personal afectando la dignitad de la persona”. que en la práctica. Lima 2008. 148 c. M. “il filone giurisprudenziale che ha aperto il diritto di famiglia alle «mobili frontiere» della responsabilità civile. 768-bis c. Corriero. Buenos Aires – Santa Fe 2008. come F. 1 Non così. nel diritto sudamericano. 16) la famiglia stessa costituirebbe “una violación de los derechos fundamentales que afecta no solo a los membro de la familia sino la estructura social y económica de una nación”. 2047 e 2048 c. in Rass. 147. 3 ss.c. nel mondo anglosassone: in Inghilterra. 2007. dato che. la responsabilità aquiliana2. Per una panoramica. impedendo il risarcimento dei danni arrecati dal genitore o dal coniuge ai figli e all’altro coniuge (artt. soprattutto.)” 2 cfr. espressamente definito quale “contratto” dall’art. A. Tale disposizione. fino a non molti anni fa. Medidas de protección para las víctimas de las agresiones intrafamiliares. si se la puede admitir. G. Rubinzal – Culzoni. dir. 19.). il Law Reform (Husband and Wife) Act. no puede de ningún modo restringir la autonomia privada. è possibile ravvisare anche un’intersezione tra famiglia e contratto (pensiamo ai ccdd. con riferimento al diritto sudamericano. primo fra tutti. Violencia familiar. Addirittura. 17). mentre. ex multis. potrebbe essere neutralizzato dall’art. González Ortega. cfr. 1001). Universidad de Lima. che ha reso possibili tutte le azioni di responsabilità fra coniugi. infatti.. il diritto di famiglia si caratterizza proprio per porre una serie di limiti all’autonomia privata finalizzati alla realizzazione dell’interesse familiare. ad esempio. in cui il genitore veniva (e viene) considerato responsabile del danno cagionato dal figlio. Los factores subjectivos de atribución de la responsabilidad en las relaciones familiares. 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. 8 e G. secondo altra parte (V. Daños en el divorcio peruano. Medina. però. 2 (Daños en las relaciones de familia). 16). Mosset Iturraspe. González Ortega. Oberto. civ. II ed.c. secondo parte della dottrina (nel diritto italiano. 180 s. 143. non era possibile ravvisare alcuna intersezione fra questi due “mondi”. Daños en el derecho de familia. Giuffré. A. che invece sostiene che “dicha restricción. 216 ss. e J. al “patto di famiglia”.. Tale prospettiva non è condivisa da Ramos Ríos (cit. ________ 13 .. accanto all’intersezione tra famiglia e responsabilità civile. che sancisce la tutela della privacy familiare.. ritenendosi che i rimedi previsti dal diritto di famiglia escludessero l’applicabilità dei rimedi di diritto comune. come sostiene V. per il resto. 2001.

cit.. invece.). 19/05/2005. cit. comunque. Cfr.). nella giurisprudenza italiana. anche quel minoritario orientamento della dottrina secondo il quale la violazione dei doveri coniugali e genitoriali. dal diritto di famiglia.pdf. anche.”. da ultimo. i rapporti relazionali. Dogliotti. evidentemente.. così. in cui il diritto del minore a coltivare un rapporto con entrambi i genitori è visto. Ora. Milano 2007. 213 ss. Derecho de familia (materiales de lectura especializada). anche in Italia. analogamente alla tendenza che ormai pervade tutta la tradizione giuridica occidentale3. La situazione è oggi radicalmente mutata. che può trovare la sua fonte nella legge stessa (v. Autorino Stanzione. comunque. la tendenza è quella a “sganciare” i rapporti tra familiari. come diritto dell’individuo). cit. Cass. 13 4 v. nella giurisprudenza argentina.com/index. González Ortega. che richiama. 4 de Rosario. ormai da tempo. per analizzarli.. Guzmán Belzú. González Ortega. appunto. diritti individuali alla famiglia (pensiamo. Si potrebbe però superare tale problema accogliendo la tesi secondo la quale la responsabilità contrattuale non deriva necessariamente da un contratto o da un negozio giuridico. Solari 5 E.. di beni inerenti la persona umana. Lima 2003. e in La Ley Litoral. e la violazione dei doveri nei confronti dei figli naturali. J. ma piuttosto dall’inadempimento di un’obbligazione preesistente. La potestà del genitore e l’autonomia del minore. 2000. dal momento che.. Tribunal Colegiado de Familia nro.. a seguito dell’avvenuta violazione di tali doveri.3 G. in particolare. premi. come rapporti fra individui. in un quadro europeo in cui i diritti della famiglia diventano piuttosto. Lo stesso Dogliotti. all’art. in Collegio de Abogados de Lima. 211 s. come la salute. Patrimonio. stando all’opinione di Francesco Donato Busnelli. 181 s. persona e nuove tecniche di “governo del diritto”: incentivi. nella dottrina peruviana.. ed in tal senso si dirige la dottrina maggioritaria. derivando da quel negozio giuridico sui generis che è il matrimonio. nel qualificare la responsabilità endofamiliare come extracontrattuale (González Ortega.altalex. 1999. LEJ. che non ha dubbi. Ferretti. sanzionialternative. ex multis. a cui seguirebbe l’applicabilità dei rimedi previsti per l’inadempimento contrattuale. ________ 14 . porterebbe ad una responsabilità contrattuale. ad una ingiustificata e irragionevole distinzione tra la violazione dei doveri nei confronti dei figli legittimi.php?idu=123525&cmd5=75c4ad3a8a86c2d94a1e268510d208 0d&idnot=17894. almeno con riferimento ai doveri genitoriali. in http://www. in http://www. applicabili.it/prova/files/autorino_patrimonio.com/index. 135 s. per così dire. è chiaro che condividere una simile tesi porterebbe. 520 s. precisa che “la responsabilità affermata non si fonda sulla mera violazione dei doveri matrimoniali o di quelli derivanti dal rapporto genitori-figli ma sulla lesione. anche in diversi Paesi sudamericani5. Comentarios al Código de los Niños y Adolescentes. e in particolare tra genitori e figli. Giuffré.. quasi nessuno esclude ormai a priori l’applicabilità delle regole comuni della responsabilità civile nell’ “isola” della famiglia4: anzi. in La Ley. per la quale tali rimedi non sarebbero. con nota di A. analogamente a quanto avviene. cit. M.comparazionedirittocivile. 442 ss.php?idnot=17893. in http://www. 24 della Carta di Nizza. B. con nota di N.El proceso unico. 837 ss. 512 ss. 5652/2012. Justicia especializada .. ecc.altalex.

2048. 502. trovare dei principi comuni condivisi. si nota una certa difficoltà della dottrina ad enucleare principi generali condivisi che permettano di ricomporre sotto un unico “ombrello” i vari casi in cui le corti hanno ritenuto opportuno liquidare il danno (oltre. che possano essere non solo il fondamento ma anche una forza di organizzazione e di unitarietà del sistema (una sorta di arché non più filosofica. in particolare. 30 Cost. G. appunto. V. 4481/2001. si tenta il passaggio da una macroarea all’altra. pur a fronte di un numero crescente di studi sulla responsabilità nelle relazioni familiari. a questo punto.Tuttavia. la motivazione delle sentenze in materia sembra spesso legata al senso morale del giudice piuttosto che. o habían resuelto en base a principios generales. ma giuridica). ________ Non stupisce. Rubinzal – Culzoni. Contra.. che però ammette che. la materia sembra frantumata in una serie di microaree fra loro autonome (o quasi). ovviamente. Buenos Aires – Santa Fe 2008. Il commento a Cass. a principi giuridici generali6. nei fatti. ad applicare i rimedi specifici del diritto di famiglia): il risultato è che. il riferimento è costituito non solo dall’art. in dottrina. ma anche.. che si realizza attraverso violazioni particolarmente gravi dei doveri coniugali. in Danno resp. mentre per il risarcimento del danno fra coniugi una parte (maggioritaria) della giurisprudenza richiede la lesione di un diritto fondamentale della persona in quanto tale. salvo algunas relativas a la responsabilidad por nulidades matrimoniales” 15 . Medina. ya que en los códigos decimonónicos no esiste normas específicas sobre el tema. trovare delle linee-guida applicabili a ciascuna delle tre macroaree in cui essa viene normalmente divisa (responsabilità endofamiliare. ferma restando l’irrilevanza di eventi lesivi minimi. ci si è limitati “a tratar puntualmente los temas que los tribunales debian decidir. II ed.. dunque. E se. 2001. e nonostante quanto detto sopra. e. invece di procedere da una microarea all’altra. Carbone. 16. all’interno della macroarea endofamiliare. per il risarcimento del danno causato dall’illecito dei genitori verso i figli. 6 cfr. Daños en el derecho de familia. constatare che. in riferimento all’art. ma anche (e soprattutto) dall’art. più modestamente. ed appare sovente difficile non solo trovare dei principi validi per tutta la responsabilità civile familiare.. 2 Cost. esofamiliare e verso i terzi): per esempio. dai diritti fondamentali dei figli in quanto tali.

da una parte possiamo attingere a giurisprudenza e dottrina ben più quantitativamente consistenti e cronologicamente risalenti ma. 334 c. 219. sia di natura patrimoniale che. Ora. cfr.diventa ancora più difficile. che possono essere. S. con il loro patrimonio. ________ 7 Per quanto riguarda. dopo la l. invece. Patti. non vi è dubbio che. di cura della sua persona. anche qualora si parli di responsabilità da mancato riconoscimento di paternità. e. soprattutto. in virtù del loro potere di controllo. In particolare. il secondo aspetto. le interpretazioni degli artt.c. sembrerebbe piuttosto che i genitori vengano “scelti” dalla legge come responsabili perché sono coloro che. 2047 e 2048 prospettate sono molto varie. vi sarebbe una colpa dei genitori effettivamente legata all’inadempimento dei loro doveri. Famiglia e responsabilità civile. si trovano nella posizione migliore per poter prevenire eventuali fatti dannosi dei figli. Milano 1984. ma “regioni” del mondo della responsabilità familiare) hanno da dirsi7. 285 16 . personale: parliamo. 315-bis c. più in generale. di amministrazione del patrimonio del minore (art. com’è noto. ma anche di quelli di tutela della salute. 147 c. oltre che per poter garantire. in particolare. per quanto riguarda il primo aspetto (responsabilità nei confronti dei figli).) e. educazione e assistenza morale). Giuffré. parlano di responsabilità oggettiva: nel primo caso. n.c. invece. l’adempimento dell’obbligazione risarcitoria.. dall’altra. 30 Cost.c. alla dottrina che fonda tale responsabilità su una culpa in educando o in vigilando si contrappongono coloro che. e così la dottrina in genere esamina i fondamenti di ciascuno dei due tipi di responsabilità senza valutare ciò che questi due mondi (che mondi non sono. non solo degli obblighi elencati agli artt. nel secondo caso. è possibile notare la riluttanza ad analizzare il mondo della responsabilità nei confronti dei figli e quello della responsabilità nei confronti dei terzi (per fatto dei figli) come due settori diversi ma capaci di comunicare fra loro. invece. dunque. istruzione. Infatti. 10 dicembre 2012. (mantenimento. di fatto essa sia dovuta sempre all’inadempimento degli obblighi genitoriali.

a giudizio di una parte (forse maggioritaria) della dottrina. che esclude. l’art. 30 Cost. 2048 finisce così. ma addirittura.c. 2048 non si limiti a sancire la responsabilità del genitore per il fatto illecito del figlio minore. per il genitore. più che per garantire il risarcimento ai terzi di fronte alla probabile insolvenza dei minori. prevedendo l’art. di controllare il figlio. Interpretato in questo senso. la responsabilità genitoriale. 17 . ma anche quella di contribuire efficacemente alla sua educazione: ne segue che. parte della dottrina ritiene oggi che l’art. a custodire e correggere il figlio) in maniera inadeguata. ex comma 1°. nel primo caso non solo emergerebbero più i doveri legati alla potestà rispetto ai relativi poteri.c. essi comunque producono effetti giuridici fino a quando non siano an- Così. in caso di separazione. a quello di educazione e a quelli. mentre nel secondo caso la potestà genitoriale si configurerebbe innanzitutto quale potere di controllo sui figli (nel senso che essa apparirebbe prima di tutto volta a conferire ai genitori il potere necessario per controllare i figli ed evitare così che questi commettano illeciti nei confronti dei terzi. finisce per essere la mancanza di un elemento senza il quale manca non solo la possibilità. per sanzionare quei genitori che hanno adempiuto a questi doveri (in particolare. 1425 c. mentre la previsione dell’affidamento condiviso permetterà di configurare una responsabilità ex art. nel caso di affidamento esclusivo una responsabilità anche del genitore non affidatario sarà ravvisabile solo qualora le prerogative riconosciute a quest’ultimo in materia di istruzione ed educazione siano considerate sufficienti per ritenere che egli possa contribuire significativamente all’educazione del figlio stesso (e. e gli art. l’annullabilità e non già la nullità dei contratti conclusi dai minori senza la rappresentanza dei genitori. accogliendo questa tesi. la ratio della riforma del 2006 sembra deporre proprio in questo senso). derivanti dal generale dovere di cura.Sempre a proposito della responsabilità nei confronti dei terzi. l’art. pongono a carico di entrambi i genitori. 2048 potrebbe ormai essere “sganciato” dalla potestà e “agganciato” esclusivamente ai doveri che l’art. Si è infatti notato che. ma possa essere esteso fino a ricomprendere anche la responsabilità per il contratto concluso da quest’ultimo. indipendentemente dall’esercizio della potestà. e la mancanza (non colposa) del requisito della coabitazione (intesa come consuetudine di vita comune). in effetti. ingenerando così la responsabilità solidale dei genitori). 147 e 315-bis c. 2048 a carico di entrambi i genitori.

in caso contrario. farebbe presupporre. 2047 e 2048 possano costituire il fondamento per una corresponsabilità dei genitori per le obbligazioni contratte dal figlio maggiorenne convivente. da parte del minore. e.c. oggi. nullati. che evidenzi il passaggio dalla “responsabilità del padre. nell’art. 322 c. c. secondo la quale (art. Viceversa.): “La potestà è esercitata di comune accordo da entrambi i genitori”. de jure condito. Ma vi è chi invoca. non si potrà prescindere da una. potrebbe essere suggerito dal fatto che l’art.. prevedendo la legittimazione anche dei genitori ad esercitare l’azione di annullamento del contratto posto in essere dal figlio minore. e che comunque. 2048 parla di “figli minori non emancipati”): dalla soluzione a questi problemi dipenderà la possibilità di ricondurre o meno alla potestà e/o ai doveri genitoriali sia la responsabilità dei genitori verso i figli sia quella dei genitori verso i terzi per fatto dei figli. in relazione allo sviluppo del minore con la potestà né a proposito del rapporto fra quest’ultima e l’art. Il fondamento di tale responsabilità starebbe. l’acquiescenza al rapporto obbligatorio e quindi una corresponsabilità. secondo alcuni. 2047 e 2048. gli artt. la dottrina non è affatto giunta ad una soluzione definitiva né a proposito della possibilità di conciliare l’evoluzione dei doveri ex artt. 54/06 sull’affidamento condiviso. 316. ma anche all’inadempimento contrattuale. Nel corso di questo lavoro si tenterà dunque di analizzare e far dialogare queste due “regioni” della responsabilità familiare (la responsabilità dei genitori nei confronti dei figli e quella nei confronti dei terzi) alla luce e al fine di esaminare la possibilità di ricondurle entrambe ai doveri genitoriali e/o alla potestà. 315-bis c.c. fino a giungere alla riforma del 1975. ed in sua mancanza della madre” dell’art. anche nel caso italiano.Ovviamente. e alla l.30 Cost. 2048 e potestà. analisi storica. intendendo i concetti di “danno” e di “illecito” come riferiti non solo all’illecito aquiliano. sia pure sintetica. 2° comma.c. 2048 (rapporto invece assolutamente indubbio nel caso dei codici civili francese e spagnolo. non appare oggi possibile ritenere che gli artt. 18 . Infatti. 147 c. che. anche per questa ipotesi. con la conseguenza che ben può configurarsi l’inadempimento.c. 1153 del codice del 1865 (in cui era dunque particolarmente chiaro il legame con la patria potestà) alla corresponsabilità del padre e della madre del codice del 1942. nel valutare il rapporto fra art. delle obbligazioni scaturenti dal contratto da lui concluso.

l’analisi dei rapporti fra responsabilità. al di là del differente regime probatorio. l’obbligo di educazione (assai rilevante. come del resto emerge sia dalle fonti interne che da quelle internazionali (in particolare. in particolare. cercando di valutare il rapporto fra i poteri riconosciuti ai genitori e i doveri di questi ultimi nei confronti dei figli (come sembra fare l'art. dall’altro lato. 147 c. ma lo sia anche la potestà. In particolare. 315-bis c. ricordiamo la Convenzione di Oviedo). ancora intesa in senso statico. In secondo luogo. sarà interessante. e. per via della culpa in educando di cui all’art. 54/06). ritenendo che tale visione sia più dinamica e adatta a tener conto delle trasformazioni e dell’evoluzione della personalità del minore. sarà stimolante raffrontare da una parte la tendenza ad estendere alcuni doveri genitoriali (primo fra tutti il mantenimento) anche oltre il raggiungimento della maggiore età da parte del figlio e.1. dall’altra. Per quanto riguarda. sia individuabile una certa uniformità fra il comportamento dei genitori sufficiente ad evitare il sorgere di una responsabilità nei confronti dei figli e quello sufficiente ad escludere la responsabilità nei confronti dei terzi. confrontare la valutazione.c. oggi. h). non la integrerebbe. 30 Cost. il minore.. 2. non solo ai diritti fondamentali ma anche ai diritti patrimoniali dei figli stessi. e chi preferisce invece ricondurlo agli artt. nel contesto in oggetto. 2048) vi è infatti. come si è indirettamente accennato.Bisognerà dunque scegliere fra una delle due posizioni. preso appunto singolarmente.. in base al dato giurisprudenziale. 219/2012. doveri genitoriali e potestà non potrà far altro che. laddove parla di “responsabilità genitoriale quale aspetto dell'esercizio della potestà genitoriale”). da parte del giudice. l. nel senso che. che richiede una valutazione complessiva dell’educazione del minore. salvo cominciare a pensare che non solo i doveri genitoriali siano “calibrati” in relazione all’età del minore. 2048. 19 . con riferimento. si valuterà se. soprattutto. indirettamente. con l’esame del comportamento dei genitori nel caso in cui si decida sull’applicabilità dell’art. analizzare il reale significato da attribuire oggi alla potestà (anche alla luce della l. lett. da un lato.c. di comportamenti di un genitore reiterati nel tempo al fine di individuare una responsabilità nei confronti dei figli in casi in cui un solo comportamento. quella ad attenuare. chi vede una dicotomia fra la riconduzione dello stesso alla potestà. in proporzione “to his or her In terzo luogo. la responsabilità dei genitori verso i terzi per fatto del grand enfant. o addirittura escludere. fra le altre.

Convenzione di Oviedo) o a partire dai dodici anni. che sembrano recuperare una possibilità effettiva del genitore di liberarsi della responsabilità ex art. sembra che si stiano delineando meglio i confini tra rimedi propri del diritto della famiglia e responsabilità aquiliana: a parte gli eventi lesivi minimi e quindi tollerabili. 242 ss.. stanno avendo nel diritto della responsabilità familiare. age and degree of maturity” (art. Inoltre. specie in materia di danno non patrimoniale (pensiamo al già celeberrimo “poker” di sentenze della Cassazione dell’11 novembre 2008). in precedenza pressoché esclusa a causa dell’individuazione delle carenze educative nello stesso verificarsi del fatto. particolarmente frammentaria. nei casi di sperimentazione clinica. debba essere ascoltato e addirittura. anche. infatti. appare chiaro che il ricorso agli artt. 2048. 2043 ss. i giudici sembrano sovente mossi più dall’esigenza di trovare soluzioni eque al caso concreto che dal richiamo a principi generali: ecco che allora il continuo confronto con il dato applicativo delle corti permetterà di evitare che il tentativo di trovare un’unità e un’armonia di sistema nella materia in oggetto finisca per sganciarsi dalla realtà. Soprattutto. cit.6.. 219/2012). probabilmente permetteranno di delineare meglio i confini dell’eventuale legame fra le due “regioni” della responsabilità familiare qui esaminate. introdotto dalla l. che invece è. Nel corso di questa ricerca saranno esaminate sia la dottrina che la giurisprudenza. si debba far riferimento alla sua volontà presunta.c. come e più del solito. 315-bis c. le ultime tendenze giurisprudenziali. 20 . per il diritto sudamericano. secondo la Convenzione di Oviedo. Come si è visto. ________ 8 cfr. potrà essere fatto solo in occasione di danni particolarmente gravi8. González Ortega. l’attenzione costante all’evoluzione giurisprudenziale permetterà di cogliere l’impatto che le rivoluzioni più recenti.Inoltre. o anche in età inferiore “ove capace di discernimento” (art.

sia con riferimento all’art.. a) 9 21 .. soprattutto. Arceri. Amram e in Fam. In particolare. ________ Trib. ma anche proiettata nel futuro in quanto viene meno l’apporto. 2010. 31/08/09.. in Danno resp. 2047 c. La prima riguarda la responsabilità dei genitori nei confronti dei figli. Messina. “danno da deprivazione genitoriale”.c. de la solidaridad entre sus miembros y.Questo lavoro è diviso in cinque parti. l’affetto. Seguono le conclusioni. La quarta vuole invece costituire uno spunto di comparazione in subiecta materia fra l’ordinamento italiano e i principali ordinamenti sudamericani. d). la cura e l’assistenza che aiutano l’individuo nel suo complessivo percorso esistenziale”.. dir. quando il danno non è giustificato. con nota di A. 2010. 506 ss. La terza è dedicata a valutare brevemente la configurabilità di una responsabilità dei genitori per le obbligazioni contratte dai figli senza la rappresentanza dei genitori stessi. lett. de la piedad filial” (art. per quanto riguarda il cd. che. all’art. si la admisión de una acción reparatoria puede poner en peligro los intereses generales respecto de la persistencia y de la estabilidad de la institución familiar. secondo il quale “[e]l daño está justificado […] en el ámbito de las relaciones de familia. La seconda concerne invece la responsabilità dei genitori per l’illecito extracontrattuale dei figli. vi è responsabilità solo per dolo o colpa grave (art. non limitata al momento del dolore.. 150 ss. mentre. In una direzione simile si poneva anche il progetto di codice civile argentino del 1998. 1589. 2048 c. con riferimento alla violazione dei doveri di natura sia personale che patrimoniale.c. en su caso. la recente giurisprudenza di merito9 ha precisato che esso è ravvisabile quando “una relazione familiare prima esistente e che quindi arricchiva l’individuo sotto il profilo personale (ed anche economico) viene meno e quindi si può presumere secondo l’id quod plerumque accidit una modificazione in peius della vita del soggetto. lett. anche alla luce degli elementi di confronto emersi dalla quarta parte. che vogliono tirare le fila del lavoro cercando un’unità di sistema fra le due macroregioni della responsabilità genitoriale. con nota di D. 1686.

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PARTE PRIMA LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI VERSO I FIGLI .

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Rapporti tra genitori e figli. civ. 2201/2003 (“Bruxelles II”). se nel nostro sistema l’applicabilità del rimedio del risarcimento del danno è molto recente (fermo restando che. 137 s.. M. in P. Volume II. la locuzione “responsabilità genitoriale”. Mighela.INTRODUZIONE Come si è detto nella premessa. che ha sostituito il precedente regolamento n. della soggezione del minore ai suoi genitori12. ormai superata. non si applica ai rapporti genitori-figli alcuna immunità. l.: è infatti noto che.. Torino 2008. poi. di conseguenza. Cendon (a cura di). 1347/2000 e che fissa le regole sulla competenza e sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni straniere in tale materia (oltre che in materia di separazione. in M. La responsabilità dei genitori per violazione dei doveri genitoriali. il delinearsi di una responsabilità genitoriale (C. Anche negli Stati Uniti. 204 12 T. che tenta appunto di cogliere un trait d’union fra la re________ In primo luogo sarà necessario chiarire. come si accennava nella Premessa. illecito endofamiliare. in S. Sesta (a cura di). immune dalle regole generali del diritto. ma anche dagli artt. C. 64). A. Facci. c. Il diritto privato nella giurisprudenza – Famiglia e persone – III – Tomo primo. caratterizzata quest’ultima dall’idea.d. Il risarcimento del danno derivante dal c. quindi. Trattato della responsabilità civile e penale in famiglia. prev. Giappichelli. M. In Italia. in P. Torino 2008.. non così nei sistemi di common law. A livello europeo. sia pure in maniera non approfondita. ovviamente. 263). 2010. venivano in passato applicati i rimedi propri del diritto di famiglia). completamente superato (Patti. coniata già da tempo dalla giurisprudenza. La responsabilità genitoriale: competenze e riconoscimento delle decisioni nel regolamento Bruxelles II. lett.) 11 G. UTET. Cendon (a cura di). Quieirolo (a cura di). dove invece vigeva l’immunità. per poi valutare le conseguenze della loro violazione. 25 . La responsabilità dei genitori per i danni arrecati ai figli. 2. Torino 2008. La responsabilità nelle relazioni familiari. in cosa consistano i doveri dei genitori nei confronti dei figli. Padova 2004. Del resto. Carbone – I.1. è stato proprio il passaggio da una concezione gerarchica ad una paritaria della famiglia a permettere il riconoscimento dell’interesse del minore come parametro di legittimità di una condotta e. e ciò appare particolarmente significativo in un’opera come questa. il passaggio dall’uso del termine “potestà” alla locuzione “responsabilità genitoriale” è avvenuto con il reg. Baruffi. dettate non solo dagli artt. con la conseguenza che i rimedi generali si possono aggiungere a quelli specifici11. (CE) n. l’art. generalmente. nella prima parte di questo lavoro sarà esaminata la responsabilità dei genitori nei confronti dei figli10. Diritto di famiglia e Unione Europea. CEDAM. fin dagli anni ’30 del secolo scorso si è iniziato a mettere in discussione tale sistema. cfr. 219/2012. 2043 ss. cit. 97 ss. Fraccon.. Montecchiari. 1314 s. 330 ss. UTET. che appare oggi. h). in Resp. ormai da alcuni anni (lo si accennava nella Premessa) la famiglia non viene più considerata un’ “isola” a sé stante. tende ormai a sostituire la più vetusta locuzione “potestà genitoria”. in cui.c.. E’ interessante osservare come. divorzio e annullamento del matrimonio. fa proprio riferimento alla nozione di “responsabilità genitoriale quale aspetto dell’esercizio della potestà genitoriale” 10 Del resto.

sembra appunto realizzare13. 3 13 ________ 26 . cioè le problematiche legate al diritto alla salute del minore e del nascituro.it/incontri/relaz/15386. trait d’union che l’espressione “responsabilità genitoriale”. Fraccon. ed è evidente. saranno esaminati comportamenti successivi alla separazione dei genitori che si risolvano a danno dei figli. dal riconoscimento non veritiero di paternità e dal disconoscimento a seguito di fecondazione eterologa.. riferendosi ad entrambi gli aspetti. saranno affrontate le “nuove frontiere” (in realtà. Nuove dimensioni e nuove prospettive dei doveri genitoriali. cit. Non si tratta. nascenti appunto in seguito alla separazione stessa: speciale attenzione sarà riservata alla prospettabilità. essere in realtà una responsabilità derivante dal fatto che. saranno esaminati gli eventuali profili di responsabilità derivanti dalla violazione degli obblighi connessi all’amministrazione del patrimonio del minore. nella maggioranza dei casi. ma piuttosto della violazione di doveri “nuovi”. dei danni punitivi. 709ter nel codice di procedura civile. nel nostro ordinamento. responsabilità che ben può. infine.pdf . emerse già dagli anni ’50.csm. non si è neanche provveduto ad adempiere ai doveri genitoriali nei suoi confronti. anche qui. sponsabilità dei genitori verso i figli e quella dei genitori verso i terzi per fatto dei figli. di qualcosa di diverso dalla violazione di doveri genitoriali. ma sicuramente sempre più attuali in seguito ai progressi della scienza e della tecnica) della responsabilità genitoriale. si esaminerà la responsabilità derivante dal mancato riconoscimento di paternità. Sesta.. In quarto luogo. in particolare dopo l’introduzione dell’art. 1314 s.In quinto luogo. in http://appinter. In secondo luogo. In terzo luogo. M. non avendo riconosciuto il figlio.

Tale violazione. l’art. un obbligo. l’art. giust.it/2553/1/GiorgiaParinitesidottorato. sulla base di un obbligo di “rispetto e di protezione della persona e del benessere morale del genitore” (G. in Resp. Giuffré. l'art. (che prevede. in ordine di prossimità. 315-bis c. 380. delle conseguenze sul piano della responsabilità aquiliana. (maltrattamenti in famiglia). Giazzi. 98. 30. avviata dalla Costituzione repubblicana.. dir. UTET. ma anche spirituale e morale. Danno conferma di questo assunto l’art. Bisogna ricordare. con nota di F. l’art. cit. dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni” dei figli stessi: in tal modo emerge il senso della famiglia come formazione sociale in cui si esprime la personalità dell’individuo ex art. di un diritto al risarcimento del danno anche non patrimoniale. Cost. comunque. gli alimenti non vengono più visti esclusivamente come obbligazione patrimoniale.c.c. affermata con la riforma del 1975 e tuttora in atto per via del continuo mutamento dei costumi. 691.. Campanile. può essere anche fonte di addebito della separazione. civ. in Corr. Caricato. permette di configurare non solo specifici obblighi dei coniugi fra loro e dei genitori nei confronti dei figli.p. Torino 2008. (che richiede al figlio di “rispettare i genitori” e di “contribuire. Torino 2008. 29. Milano 2006. 1° comma. in Fam.c.p.. dir. Campanile. Il diritto privato nella giurisprudenza – La famiglia – Le persone – II – Aggiornamento. 30 e 32 Cost. 22. 148. nella specie del danno da lesione di diritto costituzionale (P. ma propriamente giuridica. evidentemente. 2006. 37. ma anche personale. 268 ss. 3. costituendo i doveri verso i figli uno degli impegni che i coniugi reciprocamente assumono con il matrimonio (T. 315-bis c. La responsabilità civile nelle relazioni familiari con particolare riguardo al rapporto genitori-figli. Facci 15 P. a fornire ai genitori stessi quanto necessario per l’adempimento dei loro doveri verso i figli). al mantenimento della famiglia finché convive con essa”). La responsabilità endo-familiare. 34. oggi.) 27 .. 875. Montecchiari. L’attuale quadro normativo. cit. 366. 591 c. anche se nati fuori dal matrimonio. nel caso di lesione. un’assistenza che non ha solo carattere economico. 268). A. (violazione degli obblighi di assistenza familiare). legittimi o naturali. 2 Cost. 2006. UTET. La responsabilità endo-familiare. come “luogo di realizzazione e di crescita”14 in cui si sviluppa e matura la personalità del minore15. ma un vero e proprio principio di solidarietà familiare. con il conseguente sorgere. Sesta e G. (abbandono di persone incapaci) e gli artt. con nota di A. con nota di A. ovviamente.. porta ad affermare. con nota di M. 2006. in Giur. su cui v. 2005. in Fam... it. alla base dell’abbandono di ogni forma di immunità per gli illeciti endofamiliari. con nota di G. Fraccon e E. 278). 63). a considerare la famiglia non più una comunità gerarchica sottomessa al pater ma una comunità in cui ci si assiste reciprocamente. 572 c. giur. in Danno resp. Morace Pinelli. G. Dosi. in http://paduaresearch. in P. con nota di C.cab. Cendon (a cura di). 2. 670. Da ciò derivano. in Dir. l’art. La responsabilità civile nel rapporto tra genitori e figli. Montecchiari. civ. ________ 14 Cass. 532). In particolare. e. nel caso di genitori coniugati.. istruire ed educare i figli. 2005. Facci. ma ha anche precisi doveri e responsabilità nei confronti degli altri. c. in Giust. una responsabilità dei genitori ogni volta che questi violino i diritti fondamentali dei figli di cui all’art. Pilla. nel caso in cui i genitori non abbiano mezzi sufficienti. con nota di G. e viene ribadita la natura non meramente morale di tale obbligazione. impongono ai genitori l’obbligo di mantenere.c. alle proprie sostanze e al proprio reddito. 1° comma. in P. 2006. 12.p.. Cendon (a cura di). De Marzo.. Tale interpretazione sembra essere in linea con la tendenza.1. 2 Cost. in Fam. cit. Il diritto privato nella giurisprudenza – La famiglia – Le persone – II – Aggiornamento. Carbone. Cipriani. La responsabilità per violazione dei doveri coniugali 1.pdf . 570 c.1 Il contenuto dei doveri genitoriali e il loro rapporto con la potestà L’art. 921. in cui ogni membro della comunità (compresi i figli) non solo può vantare diritti. obbligo da assolvere “tenendo conto delle capacità. ad ogni modo.. che proprio la visione della famiglia come luogo in cui si sviluppa la personalità dei suoi membri. Parini. 9801/2005. 2008.. La potestà dei genitori. l’art. (Montecchiari. prev. (G.. per gli altri ascendenti. 365. 147 c.unipd.. in relazione alle proprie capacità.

più precisamente. 30 Cost. dunque. Facci. per i genitori. ed è noto. 307 s. con ciò implicitamente affermando un vero e proprio diritto. 18 Montecchiari. cit. 219/2012. La natura personalissima dei doveri genitoriali fa sì che non sia valido nemmeno un accordo con cui un genitore “deleghi” all’altro i suoi doveri. La responsabilità civile nella famiglia. 71 ss.2.. delineando la nozione di responsabilità genitoriale quale aspetto dell’esercizio della potestà genitoriale”. costituisce un tipico esempio di diritto-dovere. cit. esplicitamente indica. L. nel delegare al Governo l’adozione dei decreti legislativi di modifica delle norme in materia di filiazione e dichiarazione dello stato di adottabilità per eliminare ogni residua distinzione tra figli naturali e figli legittimi.. Campanile. I nuovi danni nella famiglia che cambia. precisa che “nei casi di incapacità dei genitori. fra i principi e criteri direttivi. Da queste considerazioni. pur. cit. Doveri coniugali e genitoriali: danno e risarcimento.. poi. Pilla. di agire per chiedere il risarcimento del danno16. a svolgere la loro funzione nei confronti dei figli. “l’unificazione delle disposizioni che disciplinano i diritti e i doveri dei genitori nei confronti dei figli nati nel matrimonio e dei figli nati fuori del matrimonio. la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”. G. 2004. con la conseguente possibilità. il fatto che i doveri genitoriali costituiscano uno degli aspetti che compongono la potestà18: essa. anche C. V. tali doveri. il quale. nel caso in cui tale prerogativa venga lesa. possano comunque sussistere al di là e a prescindere da essa. Delmonte. IPSOA. 367. dai quali emerge come. 33 s..1. Bologna 2006. appunto. Cfr. dato che il loro adempimento richiede un rapporto costante con i figli17. ________ Ne dà conferma il già citato art.. normalmente collegati alla potestà. Zanichelli.. infatti. in realtà. Ma è necessario fare alcuni distinguo. 277 e 295 17 Villa. si desume chiaramente il legame dei doveri genitoriali con la potestà o.Il 2° comma dell’art. 16 28 .

però. Potestà dei genitori e rapporti con i figli. che prevede degli oneri sugli ascendenti che. cit. 20509/2010. Bonilini (continuato da).. E appare questa la tesi da preferire. sia quella che li collega al semplice fatto della procreazione. ma anche perché sono gli stessi dati normativi a far propendere in tal senso: ad esempio. Il diritto di famiglia. tale dovere continua anche dopo il raggiungimento della maggiore età. salva ovviamente la possibilità di agire contro l’inadempiente. Torino 2007. II ed. la potestà è cessata21.. 302 s. n.Infatti. Cattaneo (diretto da) – G. Cost. istruzione e manteni- 29 . UTET. ma anche perché la violazione di tale dovere comporta un deterioramento della qualità della vita che non può essere compensato semplicemente tramite il versamento degli “arretrati” (Fraccon.c. Così. come vedremo. di esaminarlo insieme con gli altri doveri aventi carattere personale non solo perché questi ultimi. ________ Per di più. 28 novembre 2002. ma ai genitori obbligati al mantenimento. anche dopo C.c. invece. I nipoti. Bonilini – G. hanno spesso anch’essi una valenza pure patrimoniale. non soltanto perché la giurisprudenza sembra riconoscere. 41. al limite. non hanno la potestà sui nipoti20. 2010.. in virtù del suo carattere patrimoniale19. se uno dei genitori non vuole o non può adempiere. sussiste sia la tesi che li collega alla potestà. concretizzandosi l’obbligo degli ascendenti solo in via sussidiaria. 494 in materia di filiazione incestuosa. si prevede il danno anche per il periodo antecedente al riconoscimento o alla dichiarazione giudiziale di paternità. III. quando.. cit. 23. 2010. dunque succedanea: lo afferma Cass. potranno far valere un credito alimentare (Villa.. poi. in Guida dir. deve farsi carico di mantenere i figli. comunque. un danno al figlio derivante non solo dalla privazione dell’apporto economico del genitore che si è disinteressato di lui e che non necessariamente è titolare della potestà (anzi.. comunque.. che. l’art. 1319) 20 L’azione è riconosciuta non ai nipoti. 19 Si è scelto. 30/03/2010. Fiorini. in Guida dir. 279 c. 318).. 32. secondo il quale. dunque.148 c. prevede pur sempre l’eventualità che sussistano i doveri di educazione. evidentemente. proprio sulla base dell’idea che gli obblighi genitoriali sorgano fin dalla nascita del figlio). Per quanto riguarda. Villa. con commento di M. i doveri di istruzione ed educazione. e anche sulla base dell’art. è solamente l’altro genitore che. il dovere di mantenimento viene normalmente scollegato alla potestà. il dovere di mantenimento dei figli può essere posto a carico dei genitori del marito separato laddove questi non abbia mezzi sufficienti per adempiervi 21 G. anche Trib. in G. Tuttavia. Filiazione e adozione. Cfr.. i nonni sono gravati da tali oneri solo laddove entrambi i genitori non possano farvi fronte. 70. Bari.

ad ogni modo. che appare assolutamente illuminante per comprendere come fra potestà e doveri genitoriali la correlazione sia. 22909 dell’11 novembre 201023. infine. ________ Villa. ben può non esserci. com’è noto. come nel caso di specie. assolutamente non deve corrispondere una sospensione dei doveri genitoriali. nella sua più limitata accezione di potere-dovere. però. cit. la n.altalex.Vediamo ora di esaminare i singoli doveri genitoriali. in http://www.com/index. di curare determinati interessi privati e pubblici del minore”.altalex. sebbene la titolarità della potestà resti in capo ai genitori22. l. con nota di M.. n.com/index. 4 maggio 1983. mento anche in assenza del riconoscimento della filiazione. 28 marzo 2001. n. appare ancor più significativo per comprendere la funzione che ha oggi la potestà. da vedersi non tanto come un diritto ma. E’ proprio quest’ultimo il caso di cui parla una recente sentenza della Suprema Corte. in http://www. mantenere ed educare il minore. piuttosto.php?idnot=51058. Rinaldi. 5.php?idstr=24&idnot=51023 22 23 30 . 149). assolutamente non necessaria. che prevede che l’affidatario debba accogliere. L’arresto succitato. come “un munus (di diritto privato) comportante un potere. una sospensione della potestà a cui. 1° comma. oltre a non cessare. 184 (come modificata dalla l. essendo collegato esclusivamente al perdurare dello status di genitori e non alla permanenza dei minori presso il nucleo familiare dei genitori ovvero alle vicende della potestà genitoriale di questi ultimi”: dunque. Muovendo dall’analisi del dovere di mantenimento. con il raggiungimento della maggiore età da parte del figlio. pur frequente. la pronuncia in oggetto ha affermato che esso. l’art. 303 s. “prescinde dalla potestà dei genitori e sopravvive ad essa in varie ipotesi.

. Montecchiari. esso sorge dalla nascita e grava su entrambi i coniugi (v. 282. di agire jure proprio nei confronti dell’altro per il rimborso della quota di spettanza di quest’ultimo. Russo. Monza. Torino 2008. per così dire.. 316..1. derivando invece dal solo accertamento dello status di filiazione.. cit. ultimo cit. in proporzione agli stessi. consiste non solo nel permettere al figlio di avere un tenore di vita25 adeguato e proporzionato a quello della famiglia26. 142 28 Montecchiari..).. in realtà. erroneamente. 26575/2007.. Villa. 19/02/2010. ultimo cit. cit. 368.. la stessa esistenza in vita e la salute28. “personalizzate” del minore27. cit.. Cendon (a cura di). in Dir. 27 Montecchiari. Cass. La potestà dei genitori. 31/08/2009. Rapporti tra genitori e figli. 563. 2008. nonché. 142. quanto nell’assistenza morale di costoro” 24 31 . Trib. 2008. pur tenendo conto delle esigenze. con decorrenza dalla nascita del figlio. Messina. 19/02/2010.. in giurisprudenza. 2006. Trib. recentemente. Montecchiari. Parini. Montecchiari. cit.. in P. il presidente del tribunale può ordinare che “una quota dei redditi dell’obbligato. Il diritto privato nella giurisprudenza – Famiglia e persone – III – Tomo primo.. cit. l’istruzione e l’educazione della prole” (art. dir. 144. Facci. dopo il raggiungimento della maggiore età. 281) 26 Campanile. cit. In giurisprudenza.. tale diritto.. ultimo cit. Pilla. che. cit.com/index.. cit. e Trib. Pilla. Afferma infatti: “l’obbligo di mantenimento dei genitori . Id. in http://www. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale... fam. 65. 278 s. 524.1. 40 ss. In caso di inadempimento. più in generale. 22909/2010 addirittura ricomprende nel dovere di mantenimento l’assistenza morale. E’ prevista.. che fosse proprio il dovere di mantenimento a giustificare l’immunità del genitore per il fatto illecito commesso nei confronti del figlio (Patti. Rapporti tra genitori e figli. 142. ma comprende in sé anche il dovere di garantirgli. Id. spetta invece al figlio (in dottrina.. 201 s. di contenuto più ampio e comprensivo di quello alimentare.. in Fam.altalex. poi la possibilità. UTET. 148. Cipriani. cit. 35 s.tanto naturali quanto adottivi . 75. sia versata direttamente all’altro coniuge o a chi sopporta le spese per il mantenimento. per il genitore che abbia integralmente adempiuto all’obbligo di mantenimento dei figli. cit. Più precisamente. 2° comma).1. 1988... La potestà dei genitori. infra). si sostanzia tanto nell’assistenza economica.. 105 s. in Fam. Il dovere di mantenimento Il dovere di mantenimento. 1985. a fornirgli tutto il necessario ________ T. con nota di R..php?idnot=11183) 25 La nozione di “tenore di vita” è ampia.. è indipendente dalla titolarità della potestà24. cit. cit. cit. E’ interessante notare come in passato si ritenesse. cit. La già citata Cass. pers.verso i figli. Rapporti tra genitori e figli. dir. Monza. Cassano. comprendendo anche svaghi e vacanze (Pilla. attraverso un impegno economico. illecito civile e responsabilità: la rivoluzione giurisprudenziale degli ultimi anni alla luce del danno esistenziale. come si è visto.

dir. n.4) le risorse economiche di entrambi i genitori. il sequestro ex art. E’ dunque chiaro che colui il contenuto del dovere di mantenimento non coincide certo con i “mezzi di sussistenza” di cui all’art. 2008. 1) le attuali esigenze del figlio.. 35. c.. c. 4° comma.. Montecchiari. Id. cit. c... G.p. Rapporti tra genitori e figli. Facci... e sono: per le esigenze nascenti dalla vita di relazione e per lo sviluppo della sua personalità29.. precisa poi che tale dovere deve essere adempiuto in proporzione alle sostanze e alla “capacità di lavoro professionale e casalingo” dei genitori30. 5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore”32. 2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori. 1° comma.c... 6° comma. non può considerarsi inadempiente. Parzialmente contra. c. Relazioni familiari e responsabilità civile. cit. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale. ________ 3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore. prescindendo totalmente dalle sostanze e dal reddito dell’obbligato (v. in caso di separazione... con la “scusa” della finalità educativa.c. 2° comma. ultimo cit. L’art. ultimo cit. il genitore che comunque garantisca un’adeguata cura al figlio 32 Da notare che le obbligazioni di mantenimento in seguito alla crisi coniugale sono fornite di particolari rimedi in caso di inadempimento (su cui v.. (in ma- 32 . in Fam.. Oberto.. 1988. 201.c. Pilla.. in virtù del valore educativo del rigore nel tenore di vita. cit.). 42 s. 65. ultimo cit. non potranno imporre. 2). 148. ultimo cit. 304.. 155. di fatto. 156. 1988. Cassano. 30 Cassano. Villa. diffusamente. 570. a prescindere dalla consistenza delle sue sostanze. ultimo cit. deve calcolare l’assegno di mantenimento vengono elencati oggi nel nuovo art. 74 ss. essendo questi ultimi soltanto quelli indispensabili per la sopravvivenza. cit. uno stile di vita particolarmente “frugale” laddove non siano essi stessi a decidere di adottarlo in prima persona31. 29 Parini. 317.): in particolare. cit. 282 s. Fraccon. 31 Montecchiari.. I rimedi all’inadempimento degli obblighi di mantenimento nell’ambito della crisi della famiglia. I criteri in base ai quali il giudice. cit.. 200 s. Id. 79 ss. illecito civile e responsabilità. secondo il quale. per cui. questi ultimi dovranno assicurare ai figli lo stesso tenore di vita che assicureranno a loro stessi: di conseguenza.

c. 2° comma. di recente istituzione.. 940... Montecchiari. A. 65 s.com/leggisentenza. nel calcolare il quantum dell’assegno.. delle clausole penali (Oberto.) 34 Fraccon.. che nessuna rilevanza può assumere il fatto che questa abbia trovato ospitalità presso parenti non giuridicamente tenuti al mantenimento 33 .. (applicabile..c. specificando. 22909/2010 ha addirittura affermato che tale obbligazione cessa solo allorquando il figlio abbia raggiunto un lavoro corrispondente alla propria preparazione. 39 ss. 148 c. 8 l. Giuffré.c. negli accordi di separazione e divorzio. 146.. 709-ter c. illecito civile e responsabilità.________ Il dovere di mantenimento non viene meno quando il figlio raggiunge la maggiore età. teria di separazione) ed ex art. è possibile inserire. Giardina – A. Rapporti tra genitori e figli. Busnelli – F. inoltre.. l. divorzio ed ex art. la prestazione di idonea garanzia ex art. Cipriani. Monza. che in realtà non fanno che riprendere il contenuto dell’art. in http://www.. la già citata sentenza del Trib. cit. v. 3° . del lavoro part-time della figlia.p. Paladini – D. cit. 8. Trib.c. l. recentemente. 259 s. la succitata sentenza Cass. 8. c. Schlesinger. Sui rimedi ex art.5° . Navarretta – M. invece. 342-ter c. Giusti – M. cit. 156.. Breccia – L. (in materia di separazione) ed ex art. Torrente – P. 144 s. Può essere invece utilizzato per garantire l’adempimento degli obblighi di mantenimento solo prima di un qualsiasi provvedimento o atto che legittimi la cessazione della convivenza il sequestro ex art. Id. ma soltanto nel momento in cui egli raggiunge l’indipendenza economica33 o.6° comma. Manuale di diritto privato. Rilevante. si dedichi ad attività non remunerate. in U. 4° comma. a tale proposito. Id. ultimo cit. 1120. cit. che sottolinea anche come il quantum di capacità economica del figlio sia quello effettivo. c. Giusti. Milano 2007.. 2818 c. cit. 61). ultimo cit. Diritto Privato – Parte Seconda. cit. che ha tenuto conto. 280 s. Giuffré. ed ex art.. Corbi. Fraccon. Poletti – M. (applicabile solo in caso di abusi familiari). A. Loi – E. 38. 8. cit.overlex..c.. Milano 2003. cit. 1315 s. ad esempio lo studio. Altro istituto.c. che è invece potenziale..divorzio. La famiglia.. Parini. più precisamente. Campanile.. Paladini – A. Relazioni familiari e responsabilità civile. ex art. “per quanto possibile. Rapporti tra genitori e figli. alla condizione sociale della famiglia”.divorzio.. 6° comma.divorzio. Pilla. 145. 9..c. ex art. applicabile a tutela degli obblighi di mantenimento è il vincolo di destinazione ex art. L. in realtà. D.c. 2645-ter c. 31/08/2009. 19/02/2010. con nota di M.. Torino 2004.c. La responsabilità dei genitori per i danni arrecati ai figli. Delmonte. 11/09/2009. alle proprie inclinazioni naturali e. infra 33 L’obbligo viene meno. e che questo permette di “giustificare” il fatto che il figlio.asp?id=1287 e Trib. 3° comma. XVIII ed..c. 368.. UTET. Montecchiari. Bruscuglia – F. Inoltre. La responsabilità contrattuale nei rapporti familiari.. 1989 ss.. 5° comma c. in giurisprudenza. nel caso in cui il figlio rifiuti ingiustificatamente di svolgere un’attività lavorativa (in dottrina. senza che per questo venga meno il suo diritto al mantenimento. M. 202 ss. l’iscrizione di ipoteca giudiziale ex art. 533 s. anziché dedicarsi ad attività lavorative. cit.. La potestà dei genitori. Messina. l’ordine di pagamento diretto di una quota dei redditi dell’obbligato al genitore o a chi sopporta le spese del mantenimento del minore ex art. 1° comma. Messina. a differenza del quantum di capacità economica dei genitori. l. anche per la prole naturale). 156. Zana. Cassano. riducendosi il suo quantum in misura proporzionale all’aumentare del quantum di autonomia economica del figlio34: anzi.4° ..

142. 283 39 Villa. in http://www. deve essere realizzato tenendo conto della personalità del minore.. E’altresì evidente che. però. Infatti. 283 34 . succ. in base al dettato degli art. bensì soggetto della propria formazione”40. pur dovendo effettuare le scelte educative per il figlio “al posto” del figlio stesso. Esso.. questa può comunque venire temporaneamente a cessare. quest’ultimo non “risorge” nel momento in cui tale attività lavorativa venga meno. in http://www.altalex. capacità che fa cessare l’obbligo di mantenimento. ad esempio per motivi di studio37. pers. 315-bis c. 2009. abbia dimostrato la potenziale capacità di essere indipendente. Lecce..com/index.. Rapporti tra genitori e figli... non può assolutamente prescindere dal tenere in debita considerazione i desiderata di questi. ove siano frutto non di capricci passeggeri ma di consapevoli ________ 35 Montecchiari. per così dire. 1. 36 s. 23590/2010. sebbene la modalità “tipica” con cui tale dovere viene adempiuto sia la convivenza con i genitori36. il genitore. Id. 147 e. Cfr. Trib. cit. 315 40 Pilla... cit. 37 Montecchiari.c. con nota di R. come vedremo anche nelle prossime pagine. Maglie. sez.Una volta. 145. cioè introducendo il figlio nel sistema di istruzione organizzato dalla collettività39. 38 Pilla. Cass.php?idnot=12449 36 cfr.. in modo che questi “non sia oggetto. 03/09/2008. di recente. ultimo cit. salva l’eventuale valutazione delle peculiarità del caso concreto35. cit. cit. oggi. La potestà dei genitori. 785 ss.2. in Fam.altalex. e deve essere adempiuto in maniera. Staiano. intraprendendo tale attività lavorativa. Il dovere di istruzione Il dovere di istruzione consiste invece nel “fornire al figlio la possibilità di conseguire un appropriato livello culturale ed un’adeguata competenza professionale”38. che il figlio.php?idnot=51149&idstr=20. soprattutto indiretta.com/index.1.

cit. di controllare l’effettiva frequenza scolastica42). Proprio per la “collaborazione” nel realizzare l’istruzione del minore che deve intercorrere fra genitori e istituzioni scolastiche si parla.Ovviamente nulla potranno i genitori nella scelta del percorso universitario.. 146 42 Montecchiari. a frequentare attività scolastiche integrative.. che il genitore non soltanto deve introdurre il figlio nelle strutture predisposte per la sua educazione. sia diretta (legata alla necessità. ________ Montecchiari. questo non implica il venir meno degli aspetti patrimoniali del dovere di educazione. e con essa (si presume) un livello di maturità tale da poter effettuare le scelte sul proprio futuro con cognizione di causa41. sul genitore un dovere. cit. Rapporti tra genitori e figli. La potestà dei genitori. ma anche a svolgere studi superiori. anche con il conforto dell’art. penalmente sanzionato. Tuttavia. 74 ss... consapevole e comprovata del minore a frequentare la scuola dell’obbligo. di acquistare i libri o di pagare rette e tasse scolastiche). sia indiretta (legata all’impossibilità. avendo ormai il figlio raggiunto la maggiore età. ma deve altresì collaborare efficacemente con le istituzioni scolastiche (Campanile. che sottolinea come siano ridimensionate le prerogative dei genitori nell’avviamento dei figli agli studi dopo la scuola dell’obbligo riconosciute dalla precedente legislazione. cit. 41 35 . E’ ovvio.. cit. 283 ss. cosciente. 74 ss. anzi.. a patto. cit. anche il dovere di istruzione ha una forte componente patrimoniale. 146) 43 Pilla. ad esempio. ovviamente. inclinazioni ed aspirazioni. addirittura. ultimo cit. salva la volontà contraria. e ciò a maggior ragione quando il figlio raggiunga l’adolescenza. che le condizioni reddituali e patrimoniali della famiglia lo consentano e che il rendimento scolastico non sia patologicamente negativo. universitari e. Infatti... assoluta. Id. per il figlio. di un dovere che fa capo ad entrambi (Montecchiari. 34 Cost. Così come il dovere di mantenimento. di lavorare e quindi mantenersi da solo durante gli studi)43.. protraendosi essi anche oltre tale momento. Rapporti tra genitori e figli. poi.. 372). il figlio ha diritto non soltanto a completare gli studi obbligatori (gravando.

ultimo cit. solo in parte giustificata dal giusto intento di fornire adeguata tutela ad un minore di cui il padre si era completamente disinteressato fin dalla nascita 36 . ha bisogno dell’ “educazione” da parte di entrambi i genitori (altrimenti riceverebbe un’educazione incompleta. definire “disturbata e disturbante. più completa un’educazione in cui convergano gli apporti di entrambi i genitori. 219/2012. di costituire un rapporto formativo coi genitori. consiste nella possibilità. che. 199 s.. Minorenni L’Aquila. 184. asociale e deviante” l’educazione che riceva il minore che. cit. tuttavia.. asociale e deviante)”.. parziale. Il dovere di educazione e di assistenza morale Il dovere di educazione. 257) 46 Da notare come la giurisprudenza (Trib. Esso veniva da taluni interpretato in senso ampio. disturbata e disturbante. dovere che in passato veniva esplicitato. cit. 22909/2010 Già prima della l. 286. 373) ritenga fondamentale l’apporto educativo di entrambi i genitori: “come per nascere fisicamente il minore ha bisogno di un padre e di una madre. comunque. Pilla. L’unico limite sarà rappresentato dai principi di base su cui è fondato l’assetto costituzionale e. 1986 ss. anche ai genitori biologici (Cassano. ma che oggi.. attraverso il quale ricevere gli insegnamenti necessari per la propria maturazione.1. invece. ultimo cit. citata da Campanile. non possa godere dell’apporto di entrambi i genitori è sicuramente frutto di una visione aprioristica. 4 maggio 1983.c. E’ chiaro.. se da una parte può certo dirsi. l. Facci. 73 s. è stato esplicitamente esteso a tutti i genitori45.1. sarebbe illogico ammettere che la Costituzione fornisca ai ________ 44 45 v. da intendersi come appagamento dei bisogni affettivi del figlio e rispetto della sua personalità morale44. per i soli genitori adottivi. così per nascere socialmente. 12. per le ragioni più diverse. Id. la già citata Cass.. ricomprendendo l’assistenza morale. con il nuovo art. Contra. cit. dall’art. appunto. sebbene ogni genitore possa avere un proprio metodo educativo.. Fraccon. con esso.. almeno in astratto. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale. non piena ed armonica.. 08/07/2005. 315-bis c..3. Comunque. la società in cui il minore è chiamato ad inserirsi: del resto. per inserirsi pienamente e responsabilmente nella società e per partecipare attivamente all’organizzazione politica. Relazioni familiari e responsabilità civile. parziale e acritica della realtà. economica e sociale del Paese. la dottrina unanimente riteneva ciò che tale dovere fosse da estendere. per il figlio.. questo non lo può portare a denigrare il metodo educativo dell’altro. cit. e tale comportamento potrà dunque ben essere fonte di responsabilità (addirittura tale da sfociare nell’addebito della separazione)46. n.

.. debba perseguire lo scopo… di rendere inutile sé stesso 47 48 genitori il potere di educare i figli contro i principi basilari fissati dalla Costituzione stessa47.. 1314. nello svolgimento del suo compito educativo. pur espunti dal testo post-riforma per evitare scelte arbitrarie in sede giudiziaria. cit. anche Parini.. politica e religiosa (Montecchiari.. con un processo di ascolto e arricchimento reciproco che non sarebbe possibile se l’oggetto d’amore dei genitori non fosse lasciato “libero”52... 50 Campanile. Montecchiari.. fra i diritti. anche la posizione dei genitori si modifica: gli interventi protettivi si trasformano in interventi più specificamente educativi. cit. ultimo cit. attraverso i quali essi possono meglio sviluppare le proprie potenzialità e la propria personalità50. più in generale.. Cfr. le considerazioni di F. e che diventa Pilla. cit. 52 Montecchiari.. 314). 57 ss.. tra genitori e figli. 373. 52. cit. 76 s. E si instaura. Fra i diritti e le libertà riconosciute in misura via via più piena al minore all’aumentare del suo livello di maturità possiamo citare. Rapporti tra genitori e figli. 287 s. Rapporti tra genitori e figli. cit. ultimo cit. nonché quei “principi della morale” che.. 199. Id. di chi ritiene che il genitore.. un rapporto personale. 1314. 145.. La responsabilità dei genitori per i danni arrecati ai figli.. 52 s. Facci. quello alla segretezza della corrispondenza e alla riservatezza e. a questo proposito. comunque.. Villa.. l’attuale evoluzione dei costumi sociali rende sempre più importante la valutazione delle “capacità. cit.. cit. Jovene. cit. Villa.. 313 s. Cassano. 321 s. riportata anche da Fraccon.. ultimo cit. La potestà dei genitori. 145 s. caratterizzato da diritti e obblighi reciproci”. Id. ultimo cit.. Villa.. fra le libertà.. cit. La potestà dei genitori. cit.Come si è visto in relazione al dovere di istruzione. Particolarmente acute sono. quella di circolazione e quelle affettiva. solo quando sopraggiunge nel minore la capacità di esercitare personalmente i diritti e le libertà fondamentali.. Napoli 1984. in nota.. ________ 37 . 311 s. cit. Villa. 55. Id. Montecchiari. ultimo cit.. La potestà dei genitori. Particolarmente interessante è la posizione. 310 s. inclinazione naturale e aspirazioni” dei figli e.. il principio di autodeterminazione e i diritti di libertà di questi49.. Giardina51. 49 Montecchiari. Fraccon. ultimo cit. secondo la quale “sul minore incapace di intendere e di volere il genitore ha un potere di natura “protettiva”.. 146. 74 s. cit. indubbiamente costituiscono parte integrante del bagaglio educativo indispensabile per preparare i figli ad una vita corretta e regolare sia nella comunità familiare sia nella società civile48. 206. cit.. cit. Villa. 56 51 La condizione giuridica del minore.

. Fraccon. 1314. Rapporti tra genitori e figli. Da quanto si è detto risulta evidente che l’obbligo di educazione cessa con il raggiungimento della maggiore età54. preferisce parlare.4. di un dovere di cura della prole. 1. prevede oggi esplicitamente un dovere di cura dei figli minori a carico dei genitori separati che sarebbe illogico non estendere ai genitori tout court. è intervenuta la l...c.html. Id. 184/1983.. dell’interesse di quest’ultima. per i genitori. cit.it/on-line/Home/Eventi/ConvegnieMasterGiuridici/docCatRelazionidelVCongressogiuridicoForense.. in primo luogo. in cui l’apparente autonomia raggiunta dal figlio non deve far dimenticare che. 10 38 . in via implicita.56.3. 1315 Pilla. In tema di jus corrigendi. forse. la quale ha abrograto l’art. 147 c. si può parlare. Sesta.. 286 55 Cassano. e 315-bis c.c.c. ultimo cit.particolarmente ricco e fecondo soprattutto nell’età dell’adolescenza. a loro volta. indubbiamente rientra. ultimo cit. 200. di custodia e di correzione Più in generale. per cui i doveri di mantenimento.16. ultimo cit.c. Il dovere di cura. 54/2006. che attribuiva appunto al padre tale diritto.c.consiglionazionaleforense. La violazione delle modalità di affidamento e i rimedi di cui all’art..p. con la conseguenza che oggi. a seguito della quale l’art. 30 Cost. ricalcando il nuovo titolo della l. da assolvere tenendo conto. illecito civile e responsabilità. istruzione ed educazione non sono altro che manifestazioni tipiche del dovere di cura e sono. 155. 74. fra quelli enunciati dagli artt. è proprio questo il periodo in cui il dovere di assistenza morale deve essere adempiuto con maggior diligenza”53. c. in http://www. 1992 s. traducibili in doveri ulteriori. abbandonata (come si è visto) ogni forma ________ 53 54 A tale proposito..1. è opportuno fare riferimento alla riforma del 1975. dovere che. 1° comma. 319 c.2115.. del resto. Fraccon. Facci. 709 ter c..15. ultimo cit. come quello di custodire il figlio (e in ciò appare assai significativo nel contesto di un lavoro che tenta di individuare i nessi fra la responsabilità genitoriale verso i figli e quella verso i terzi) e di correggerlo55. di “diritto del minore ad una famiglia” 56 M.1.

60 Montecchiari.. cit.. lo scapaccione. I danni legati alla famiglia (art.. si configurerà un abuso dei mezzi di correzione (art.c.. e questo alla luce del significato costituzionalmente orientato che va attribuito agli art. si ammetteva la violenta reazione del padre alla cattiva condotta del figlio (Patti.). ultimo cit. 1987. episodicamente usati per esprimere in modo aperto la propria conferma dell’ordine o del divieto appartengono ancora alla sfera. lo sculaccione. Codice ipertestuale della responsabilità civile. cit. finalizzato a uno scopo educativo: la scoppola. Bonilini – U. la giurisprudenza ha radicalmente escluso l’abuso o l’utilizzo arbitrario dei mezzi educativi. pur in presenza dell’animus corrigendi. cit. ultimo cit. Id. in ipotesi di aggressioni poste in essere non solo da terzi ma anche dall’altro genitore (Campanile. cit. cit. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale. ormai abrogato.p. 289. 70 ss. 572 c. Montecchiari. Confortini. ultimo cit. il dovere genitoriale di educazione non è. come si è visto. Bisogna osservare.. Carnevali – M. 70 ss..In assenza di tali requisiti oggettivi. Commentario con banca dati di giurisprudenza e legislazione. 62 Cassano. 2043 c... 86 s. Relazioni familiari e responsabilità civile. a senso unico. 252 s.. come sul genitore gravi un dovere di protezione nei confronti del figlio..) o. non solo del costume accettato. ma va piuttosto nella direzione di un proficuo dialogo con il minore60. ultimo cit.) 59 Pilla.... prima della Riforma del 1975. in base al testo. 206 ss. Torino 2008. di immunità57. 274 s. 319 c.. 376) 57 58 39 . il reato di maltrattamenti in famiglia (art. ________ Parini. cit.).c. 73. anche quando non siano di per sé violenti58. per i quali.c. dunque. Al contrario.. dell’art.. inoltre.. cit. addirittura. per così dire. Fraccon...p. De Mauro. 571 c. 102 s. ma anche della liceità sotto l’aspetto penalistico: sono un uso e non un abuso della potestà”59. “Resta invece lecito l’uso di percosse quale mezzo eccezionale e occasionale. A. Facci. Pilla. UTET. in G. 147 e 315bis c.

Loi – E. Navarretta – M. non è possibile fornire delle regole generali sui casi di applicabilità dei rimedi in questione.1. cit. Giardina. e ciò grazie C. ultimo cit. c. Torino 2003. che ha introdotto nel codice civile. soprattutto. che contro entrambi: potrà dunque essere pronunciata la decadenza dalla potestà (o altri “provvedimenti convenienti”) o l’allontanamento del figlio. può verificarsi in modo costante o saltuario. infra). 237 63 F. processuali. Il maltrattamento dei figli: aspetti civili. Giusti – M. cit. Cendon (a cura di). Fra i provvedimenti convenienti.. Giardina – A. può riguardare tutti i doveri previsti a loro carico o solo alcuni o uno di essi. Trattato della responsabilità civile e penale in famiglia. poi. L.. amministrativi. v.). occorre rilevare che anche i rimedi “tradizionali” sono visti oggi in una luce nuova. A. Il primo rimedio (quello “tradizionale”) è dato dall’intervento del Tribunale dei Minorenni (o del Tribunale ordinario se tra i coniugi sia pendente un procedimento di separazione o divorzio62). giuridica61. i doveri genitoriali possono comportare. in aggiunta ai normali mezzi coercitivi. 248 ss. E’ stata così pronunciata la deca________ 61 A tali rimedi si aggiunge oggi la disciplina degli ordini di protezione contro gli abusi familiari (l. decreto che costituisce titolo esecutivo valido per l’iscrizione di ipoteca giudiziale (Montecchiari. del genitore o del convivente dalla casa familiare63. può essere caratterizzata da atteggiamenti dolosi o colposi”64 (ma sul venir meno della necessità di un’indagine sul dolo e sulla colpa.. 88. Poletti – M. che ha proposto un coordinamento fra le norme in oggetto e quelle della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989 (Villa. sia contro un genitore. In generale.. possiamo ricordare. UTET. in particolare.c. 1/2002. in U. Per l’inadempimento del dovere di mantenimento. Sulle eventuali sanzioni penali. Zana. La violazione dei doveri genitoriali. che può applicare gli artt. Diritto Privato – Parte Prima.2.. 1195 ss. gli artt. D. l’applicazione sia delle norme di diritto di famiglia sia delle regole generali di responsabilità civile. 62 Montecchiari. in quanto può presentarsi di maggiore o minore gravità. la sostituzione della volontà del genitore fonte di pregiudizio specifico per il figlio o l’affidamento dello stesso ad un istituto di accoglienza (Montecchiari. La potestà dei genitori. 154/2001. e ciò in virtù della loro natura sia morale che. Volume II.. il giudice può ordinare con decreto che una quota dei redditi del genitore obbligato sia versata direttamente al genitore che provvede al mantenimento. 342-bis e 342-ter. se violati. essendo la casistica molto ampia. Bruscuglia – F. a titolo esemplificativo. A causa della varietà della casistica. I rimedi “tradizionali” alla violazione degli obblighi genitoriali Come si è accennato. Breccia – L. 147). Busnelli – F. Paladini – D. Cost. cit. così come modificata dalla l. 239 40 . 351) 64 Montecchiari. v. Fasano. “può assumere forme diverse.. infatti. ultimo cit. in P. 304/2003). I soggetti individuali. ultimo cit. 330 ss.

Rapporti tra genitori e figli.. 200. 72 s. 330. cit. 520. ________ Autorino Stanzione. Parini. dopo anni di assenza.. Id... nell’ottica della tutela del minore: così. appare invece possibile indicare la finalità dei provvedimenti adottati in base ad esse: infatti.. 260. presentatosi. cit.. Ciò significa che si tende non tanto. Fraccon. con conseguente grave turbamento del figlio. ma in maniera tale da alterare l’atmosfera familiare nel suo complesso. ultimo cit.. Cassano. a punire un comportamento già verificatosi. Facci. denza della potestà ex art. il disinteresse o l’assoluta inidoneità educativa del genitore per giustificare simili provvedimenti. a scopo di adozione. illecito civile e responsabilità. ultimo cit. ultimo cit. di cambio di sesso del padre.. Villa. 147. Id..Comunque. c. 310 e 352 65 41 . ma piuttosto a prevenire un illecito futuro. cit.. a prescindere dal dolo o dalla colpa65.. 239 s.c. cit. 10 s. 1° comma.. di affidamento del bambino. se appare difficile fornire un elenco esaustivo di casi in cui le norme in questione possono essere applicate. si è oggi sostituita una finalità essenzialmente preventiva. 1987. Montecchiari.. di rifiuto di far sottoporre il figlio ad interventi medici indispensabili per la sua salute e sopravvivenza. Dogliotti.. potrà bastare l’assenza. dunque.. nelle sue nuove vesti femminili. alla finalità sanzionatoria prevalente in passato. cit. o anche verso il solo coniuge. 77. ultimo cit. cit. a persone conosciute appena due giorni prima. Rapporti tra genitori e figli.. in casi di comportamenti violenti e minacciosi verso coniuge e figli.

prevalenti sugli stessi in base al principio lex specialis derogat generali67. E’ chiaro.. dunque. Bona. 509.1. 910 e quanto detto a proposito della responsabilità contrattuale nelle relazioni familiari nella Premessa. La tesi del danno-evento: Cass. secono Parini... in Fam. però anche G. appare opportuno precisare che. Dalla responsabilità civile alle misure coercitive indirette per adempiere gli obblighi familiari. La responsabilità aquiliana per violazione dei doveri genitoriali Si è esaminata. 42 . Se ciò rappresenta oggi un risultato assodato. 187 ss. e ciò in seguito all’abbandono dell’idea che gli artt. e.c.. comunque. 2010. a Trib.. 7 giugno 2000.. Dogliotti. che è di cumulabilità. mancando il requisito della patrimonialità (nascendo tali doveri da una matrice squisitamente etica). con nota di M. 76 68 in Fam. Cassano. anche G. 7713 Per quanto riguarda la prima tesi.. cit. ultimo cit. 7 giugno 2000. 2043 c. essa è quella seguita dalla sentenza che ha dato il via alla materia (Cass. civ. e quelli di cui agli artt.) 67 Fraccon.. Cfr. c. ma di “meri obblighi”. 159 ss. 2001. D’Adda.c.. Amram.c.. sarà possibile solo ove sussista l’elemento soggettivo del dolo o della colpa (Mighela. la giurisprudenza esclude invece che la già citata disciplina degli ordini di protezione contro gli abusi familiare sia invocabile quando gli abusi attengano all’esercizio della potestà. civ. però.771368). c. Annunziata. e questo perché non si tratta di obbligazioni. 330 ss. di conseguenza. si assiste. I.c. 2043 ss. Villa. invece. 351 s. 2001. 189 ss. 31/08/2009.3. la possibilità che i “provvedimenti convenienti” di cui all’art.. siano speciali rispetto agli artt. 2001. in Dir.. 207 s. 90 ss. sez. Prima di avventurarci nell’esame della giurisprudenza in materia. 330 ss. cit. c. I. la tendenza nell’utilizzo dei rimedi tradizionali alle violazioni dei doveri genitoriali. pers. Contrariamente al rapporto fra i rimedi di cui agli artt.. 1.c. cit... I. come si è accennato.1. cit.c. n. n. Spoto. dir. comunque. che l’applicazione degli artt. 333 c. sez. è da escludere una responsabilità “contrattuale” dei genitori per violazione dei doveri genitoriali.3.. secondo la quale la condotta del genitore inadempiente al proprio obbligo di manteni________ 66 D. Ad essi. 2043 ss. Cfr. stante il rapporto di specialità fra i due ordini di norme: ciò non esclude... c. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale. con nota di A. Il commento. Messina.. siano modellabili sulla falsariga degli ordini di protezione (v.. 1993. in Foro it. Id. fam. 68). cit. con nota di M. ad una certa oscillazione giurisprudenziale fra la tesi del danno-evento (o in re ipsa) e quella del danno-conseguenza. si aggiunge oggi il rimedio aquiliano66. ultimo cit. dir.

Campanile. La potestà del genitore e l’autonomia del minore. 2006. Cortesi – A. Facci. 1317 ss.. l’unico riferimento costituzionale possibile è. prev. Rapporti tra genitori e figli. che si sostanzi nella lesione di interessi costituzionalmente protetti. in modo da assicurare la pacifica convivenza fra i membri.. concernente i diritti del figlio in quanto tale.. II ed. fam. 516 s. G. in cui. cit. 963 sostiene invece: “Secondo il costante orientamento giurisprudenziale. Gaudino. Id. Cipriani. in Dir. cit. Pilla. 371. Doveri familiari e responsabilità civile. ultimo cit. Id. 1238 ss. cit.. ultimo cit. cit.. 2010.. fa riferimento quasi sempre anche all’art. per le violazioni non gravi. 89. secondo la quale la violazione dei doveri genitoriali costituisce un’“occasione” per la violazione di diritti di rango superiore.. cit. lesione che va incontro “alla sanzione risarcitoria per il fatto in sé della lesione (danno-evento) indipendentemente dalle eventuali ricadute patrimoniali che la stessa possa comportare (danno-conseguenza)”69: La responsabilità civile e le fattispecie di responsabilità presunta. Dogliotti.. Id. Fasano.. 54/2006) e ipotesi di responsabilità civile. civ. E’ infatti corretto dire che non ogni violazione dei doveri genitoriali permette di ricorrere alla tutela aquiliana: la giurisprudenza in materia di illeciti endofamiliari. e Delmonte. ma “di sottesi e più pregnanti diritti fondamentali della persona. Affido condiviso (l. qualora la relativa condotta leda interessi costituzionalmente protetti. cit. cit. La tutela del coniuge e della prole nella crisi familiare. Cassano. ai rimedi propri del diritto di famiglia. cit.. 1394 s. cit. cit. Appunti e spunti in tema di responsabilità ed illecito endofamiliare. 252. 69 cfr. cit.. 299 ss. Fraccon. fra le norme costituzionali. 624 ss. in quanto figlio e in quanto minore […] collocati al vertice della gerarchia dei valori costituzionalmente garantiti”. 702 s. 114 s. L’illecito endofamiliare nella recente evoluzione giurisprudenziale. cit. che citano anche Trib.. e in ciò chi scrive ravvisa una differenza di non poco momento rispetto alla giurisprudenza sugli illeciti fra coniugi. 2 e. Giuffré.” Tale affermazione appare.mento provoca la lesione non solo di un diritto di contenuto patrimoniale.... appunto.. cit. Rapporti tra genitori e figli. 204 ss.c.. 65 s... ai diritti del coniuge non in quanto tale. Id. Milano 2007. richiede ai membri della communitas familiare di tollerare le “violazioni” di entità minima.. e 177.. nell’ottica di chi scrive. in Resp. cit. al solo art. comunque. ultimo cit. n. prev.. A. Nuova giurisprudenza sul risarcimento del danno esistenziale in ambito coniugale .. affinché il danno sia risarcito non basta provare che vi sia stata la violazione dei doveri genitoriali. 301 ss. E’ dunque necessaria una lesione più grave. ma occorre che detta violazione abbia comportato la lesione di diritti fondamentali. pers.. cit. 77 ss.. De Marzo – C. infatti. 2: la giurisprudenza. in G. ma in quanto persona umana ________ 43 . la violazione dei doveri genitoriali è idonea a determinare un danno ingiusto. illecito civile e responsabilità: la rivoluzione giurisprudenziale degli ultimi anni alla luce del danno esistenziale. La responsabilità dei genitori per violazione dei doveri genitoriali. 2 Cost e dell’art.... cit.. Nuove dimensioni e nuove prospettive dei doveri genitoriali. 1214 s.. Id. Como. come tutelati secondo il combinato disposto dell’art. 5 s. Liuzzi.. La responsabilità civile endofamiliare. CEDAM.. 30. 2008.. 18/12/2002. 2043 c. In altre parole.. Parini. infatti. 149 s. cit.. Id. Violazione dei doveri derivanti dal matrimonio e risarcimento del danno. 525 s. invece. De Marzo. cit.. Responsabilità civile e rapporti familiari. in Resp. e ricorre... 11 s. Id. 87 ss. Sesta. 209 ss. Mighela. imprecisa. civ. 118. anche Parini.. Greco. G.. condiviso anche dalla dottrina.. G.. Mutamenti familiari e responsabilità civile.. L. Dignani. ciò che è impreciso è il riferimento. Montecchiari. Gioia.. La responsabilità dei genitori per i danni arrecati ai figli. Tuttavia. 6 s. quindi.... Padova 2008... Bianchini. D. e 209. De Mauro. all’art. Danno esistenziale da illecito endofamiliare. 1994 s..

anche qui. con nota di R. 2005. col quale.3.. 2043 c. in Giur.. 211 ss. 373 s.. cit.. 1630 ss. con nota di F. Cassano. 44 . che afferma la tesi del danno-conseguenza. in Fam. si muove invece un arresto del Tribunale di Venezia del 200473. 66 s. De Stefanis. con nota di G. e in maniera maggiormente conforme al “poker” di sentenze delle Sezioni Unite dell’11 novembre 2008 in materia di danno non patrimoniale.. pur riconoscendo il danno morale da reato. 1.. anzi. Farolfi 73 Trib. in cui si ritiene “indubbia” la sussistenza del danno esistenziale (qualificato. cit. fra l’altro. Id. ma che non si era mai dedicato all’educazione del figlio.. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale. Campanile... cfr.... 70 Sui più recenti sviluppi giurisprudenziali. Mighela cit. La tesi del danno-conseguenza: Trib. it. essere invece definito come danno non patrimoniale da lesione di interessi costituzionali70. Facci. per il risarcimento. Venezia. 297 ss. qualificato dalla sentenza come esistenziale e ricondotto all’art. 487 ss. che però. non aveva nemmeno avuto alcun contatto: in tale decisione.c. Ritiene che si possa parlare di danno in re ipsa anche una sentenza emessa dal Tribunale di Bologna il 10 luglio 200772. da una sentenza del Tribunale dei Minorenni dell’Aquila dell’8 luglio 200571. Cfr. potrebbe oggi. 30 giugno 2004 In contrapposizione alla tendenza analizzata nel precedente paragrafo. 548 ss. 2005. 30/06/2004. si giunge a configurare la “violazione in sé del dovere di assistere ed educare i figli” come “voce autonoma di danno risarcibile”. 72 in Fam... in Danno resp. Porreca. Cipriani. cit. anche Bianchini.Nella giurisprudenza di merito tale linea è stata seguita. dir. infra 71 Campanile. il quale. in particolare. analogamente alla giurisprudenza prevalente in materia di responsabilità aquiliana da violazione dei doveri coniugali. dir. ultimo cit. più correttamente.. successive al “poker” di sentenze sul danno non patrimoniale dell’11 novembre 2008. Venezia. 2005. 1995 ss. con nota di P.. alla luce dei successivi sviluppi giurisprudenziali. come danno evento) derivante dal comportamento di un padre che non solo insisteva perché la donna abortisse.2. sostiene che. 371 s. cit. non si ________ tale danno. sia necessaria una particolare gravità della condotta.. 975. 2008....

. del vero padre. Nuove dimensioni e nuove prospettive dei doveri genitoriali. pur in quadro psicologico complessivamente normale. cit. 526.. cit. Particolare è poi App. a constatare che l’inadempimento persiste nonostante il genitore abbia raggiunto una buona posizione economica e sociale.. 369 s. di tutto ciò... cit... 10/02/2004 (v. cit.. Responsabilità per violazione dei doveri familiari. Cagliari. cit.. la ragazza non fornisce alcuna prova. Dignani. per cui. L’illecito endofamiliare nella recente evoluzione giurisprudenziale. Id. cit.. nel caso di specie..Tuttavia.. ha maturato un senso di diversità rispetto ai compagni di scuola e una delusione nel constatare gli esiti deludenti del suo tentativo di avere un rapporto con il genitore. Sesta. nel caso di specie... Delmonte. 4... L’illecito endofamiliare nella recente evoluzione giurisprudenziale. 67. avendo il figlio perso la possibilità di inserirsi nella società in una posizione analoga a quella del padre 45 . Id. Querci. Sulla stessa linea. 184. 79 ss. Cipriani. l’impegno. De Mauro. in particolare. in cui non ci si limita. pur riconoscendo che “è culturalmente evidente che la mancanza di un padre. Mighela... non rende la condizione della figlia assimilabile alla posizione di chi abbia goduto della presenza fattiva.. 25/08/2006 (v. Id. 626 s. il coraggio e le capacità educative della madre hanno comunque permesso alla ragazza di crescere e maturare in maniera regolare. Ora. a causa dell’assenza della figura paterna. I nuovi danni nella famiglia che cambia. costruttiva ed affettuosa del genitore naturale”. ultimo cit. cit.. Parini. cit.. ultimo cit. cit. 209 s.. cit. ultimo cit. come nel caso del Tribunale di Venezia...... La responsabilità dei genitori per violazione dei doveri genitoriali. 2007... cit. s. 1238 ss. 67). Querci. Sesta. Pilla. Id. 12.. 210 s. Gaudino. Mighela. vi è comunque stata “una lesione del diritto fondamentale dell’attrice all’apporto anche morale ed assistenziale chiaramente mancato” da parte del padre. A. Facci.. cit. Parini... in Danno resp. Violazione dei doveri derivanti dal matrimonio e risarcimento del danno. Campanile.. Id. Mighela. 68 s. 178 s. Bologna. 252 s... 16. Così. non si può negare che la minore.. esamina le conseguenze di tale comportamento nello sviluppo della personalità della ragazza. 4 s. ma si ricava dalla notevole disparità fra la condizione economica e sociale del padre e quella del figlio la giustificazione per concedere un risarcimento del danno particolarmente elevato. cit. e quindi senza nessuna lesione all’integrità psichica meritevole di risarcimento. cit. 15 s. Facci. 11 s. la ________ limita a constatare il completo disinteresse del padre per la figlia ma. cit.. la Corte veneta afferma che.. Trib. cit. cit. nel momento in cui si trova a valutare la sussistenza di un danno biologico ed esistenziale. 526 s. ma vi sono tutta una serie di elementi presuntivi. e. 303 ss.. cit.).

non ritiene sufficiente. educare i figli integra”. 29. ma “è la lesione di tutti quegli interessi ulteriori. cit. il giudice del Salento afferma che “la condotta del genitore del tutto inadempiente al suo diritto-dovere di mantenere. si afferma. non considerando adeguatamente provate le conseguenze lesive dell’illecito. Lecce.3. c’è stata. infatti. precisando che non è la violazione in sé dei doveri genitoriali a integrare il danno. 30 e 31 Costituz. Maglie. consequenziali a quella violazione che nella specie ha realizzato la lesione di diritti fondamentali della persona (danno evento)”. sez. 551 ss. dato che il giudice (che pure si è domandato se il danno morale assorbisse o meno quello esistenziale) ha in sostanza risarcito due volte lo stesso danno 75 Trib. prima ancora del momento in cui un bambino può maturare “la percezione della figura materna”. 2.3. qui. non è affatto scontato che. le figlie avrebbero goduto di un tenore di vita superiore. e. in caso di adempimento ai propri obblighi genitoriali.“consapevolezza.. finisce per negare il risarcimento di tali voci di danno: stante la situazione economica non florida del padre. 30/06/2004. infine raggiunta.)”. 03/09/2008. dalla attrice di essere stata trattata come il figlio di un mammifero di specie diversa da quella umana […] è in sé una conseguenza lesiva della altrui condotta illecita e merita un risarcimento riequilibratorio”74. cit. ________ 74 Secondo R. De Stefanis. una duplicazione risarcitoria. 1. 3 settembre 2008 Un argomentare del tutto peculiare si ritrova poi in una sentenza del Tribunale di Lecce75. l’inadempimento dei propri obblighi da parte del genitore per permettere il riconoscimento del danno patrimoniale e morale. Il commento a Trib. indubbiamente. 46 . Il giudice pugliese. dato che l’affidamento ai parenti era avvenuto prestissimo. istruire. Maglie. di per sé. e nemmeno è provata una sofferenza derivante dalla mancanza del padre. Lecce. sez. quando si tratta di valutare la sussistenza del danno esistenziale. “una lesione di diritti fondamentali della persona collocati al vertice della gerarchia dei diritti costituzionalmente garantiti (artt. Un caso particolare: Trib. Ma. Venezia..

però. Nel caso di specie. in base alle singole situazioni contingenti”. pur mancando la deduzione di prova in ordine a tale tipo di danno. ritenendo che il distacco delle gemelle appena nate. che una volta dimostrata la lesione di un interesse giuridicamente rilevante e costituzionalmente garantito. la sentenza. sul piano della prova. costituito dalla lesione dell’interesse-valore e le conseguenze che da essa possono derivare (diminuzione o perdita del relativo valore). anche presuntiva. la privazione del rapporto fra di loro e con i membri della famiglia d’origine abbiano avuto conseguenze negative nello sviluppo della loro personalità. essendo mancato loro l’indispensabile “calore” che la famiglia di origine avrebbe potuto dare. diversa ampiezza e consistenza. con formulazione in verità che varrebbe la pena relegare al passato. 47 . Significa solo riconoscere. che può essere. non significa negare la distinzione ontologica tra l’evento. il giudice non ha alcuna difficoltà a riconoscerlo. e la necessità della sua prova. Dunque. la Corte non sembra ravvisare una contraddizione fra l’idea del danno esistenziale come danno in re ipsa.A questo punto. così. risulta provata anche la diminuzione o la perdita del valore sotteso all’interesse leso. però. con incidenze inevitabilmente di carattere negativo che possono assumere ovviamente caso per caso. sostiene che “affermare che il danno esistenziale debba considerarsi esistente in re ipsa.

________ 76 in Dir. M. fam. finisce per assottigliare notevolmente il divario fra la tesi del danno-evento e quella del danno-conseguenza. per cui “il danno esistenziale è provato dalla confusione di ruoli che la mancanza reale del dott. 3 ottobre 2008 Da quanto detto sopra. rilevano come dalla c. danno sanabile soltanto con un notevole lavoro psicologico (con conseguente grosso impegno patrimoniale per ricorrere alle cure di uno specialista). la quale.3. alla base di essa.1. soprattutto. pers. fino a quando non arriverà il padre”). 48 . emerge una certa confusione sia fra le diverse voci del danno non patrimoniale. fra l’altro. e. possa essa stessa costituire un trauma. non solo perché il problema non si sarebbe posto se questi avesse adempiuto ai propri doveri genitoriali. di un padre che si era sempre disinteressato di lei. pur rilevando che l’improvvisa “comparsa”. una confusione di ruoli maschili (la bambina “ha infatti spiegato all’esaminatrice che lei continuerà a chiamare babbo lo zio. Infatti. comunque.t. non ritiene ciò motivo sufficiente per giustificare una continuazione dell’assenza del padre. sia nella questione della prova del danno: il riferimento al criterio presuntivo. 265 ss.. il profilo della determinazione del danno biologico ed esistenziale. dovuta appunto alla totale assenza del padre. Trib. Minorenni di Ancona. comunque. poi. nella vita della figlia ha provocato”. infatti. “in quanto durante l’incontro non ha voluto separarsi dalla madre”. con la minore. ma anche perché. emerga chiaramente l’insicurezza mostrata dalla bambina. sembra proprio che i giudici marchigiani facciano una certa confusione fra i due. il trauma sarebbe evitabile “attraverso un ben strutturato processo di avvicinamento”. Entrambi questi problemi si pongono in una sentenza del Tribunale dei Minorenni di Ancona del 3 ottobre 200876. nella vita della figlia.u. intrattenendo rapporti. eventualmente “non frequentissimi”. 2009. Per quanto riguarda.4.

a prescindere dalla relativa accertabilità in sede medico-legale”) e di “esiti di carattere psico-patologici”. nel caso di specie. Trib. di danno biologico. … alla figlia. al punto che l’onere della prova contraria finisce per gravare sul convenuto. Danno esistenziale propriamente detto è invece quello che. apporti concreti. potevano essere ritenute le conseguenze negative del comportamento paterno (il ricorso alla droga e la carcerazione) non vengono prese in considerazione. sembra sposare la tesi del danno-conseguenza (facendo comunque riferimento alla consapevolezza. la stessa decisione definisce. che non sono stati forniti dal dott. la Corte marchigiana sembra più vicina a riconoscere il danno di per sé. qui. in maniera molto simile alla già esaminata sentenza del Tribunale di Venezia. all’apporto morale. ma poi sembra quasi svuotare di significato tale affermazione. 14-27/10/2011. “secondo il comune sentire.c. in relazione a quello stesso danno che. sempre sussistente. «profonde crisi esistenziali ed angoscianti turbamenti psicologici»”. mentre la Corte veneta. afferma in maniera chiara che il danno deve essere provato. quale conseguenza della sottrazione da parte di quello che è risultato essere il proprio padre naturale all’assolvimento degli obblighi e dei diritti nei loro confronti. dall’attore. a prescindere dalla qualità del loro contenuto eventualmente valutabile in sede di procedimento ex artt. lo si è visto. sia pure per presunzioni. che. 49 . per l’attrice. si dice. 330 e 336 c.77 Ancora recentemente. poche righe dopo. dato che questo può risultare non solo dalla lesione dell’integrità fisica.. più che di danno esistenziale dovrebbe parlarsi. in Guida dir. può “risultare sussistente. Tuttavia. afferma che. definisce “esistenziale”. quelle che. assistenziale e di cura.. Dosi. nonostante il nomen utilizzato. dopo aver rilevato che le due attrici “asseriscono di aver subito. ma è. è evidente. a prescindere a quelle che siano state le effettive conseguenze lesive della condotta77. la presunzione non deriva dalle particolari circostanze del caso concreto. “di essere stata trattata come il figlio di un mammifero di specie diversa da quella umana”). si tratti di danno biologico.. anche di “danno alla salute psico-fisica” (che pure. II ss. Infatti. con nota di G. ma anche di quella psichica. ________ In realtà. nonostante il relativo obbligo di legge”. e del resto la stessa sentenza parla. Anzi. quindi. come mancanza di tutto “un coacervo di situazioni e fatti. 2012. di portata costituzionale. essendo “frutto di una scelta personale di vita e non rientranti fra quelle presumibili secondo l’id quod plerumque accidit” Nessun dubbio. sia pure utilizzando un criterio essenzialmente presuntivo. per così dire. inserto 2. Roma. 5. l’assenza di un genitore nella vita del figlio genera indubbiamente molteplici ripercussioni negative nella vita di quest’ultimo”: insomma.

è la stessa legge sull’adozione (l. una sorta di componente affettiva la quale deve permeare l’adempimento dei doveri genitoriali e dalla quale nessun essere umano può prescindere nel corso dell’età evolutiva senza riportarne pesanti ferite destinate. 50 . e alla conseguente possibilità di ravvisare una responsabilità per la loro violazione. peraltro già citata79. La giurisprudenza successiva al “poker” dell’11 novembre 2008: Trib. I. che appare significativa per l’esplicito richiamo alla “rivoluzione” in materia di danno non patrimoniale operata dalla Cassazione l’11 novembre 2008. In particolare. che la legge ovviamente non menziona. così come modificata dalla l. sez. a non rimarginarsi mai. 149) che parla di situazione di abbandono come mancanza permanente di “assistenza morale e materiale da parte dei genitori” (art. e da quelle esaminate nei precedenti paragrafi. non ha fatto altro che ribadire la necessità che. 4 maggio 1983. 1. 28 marzo 2001. 8). 31 agosto 2009 Prima di passare al tema della configurabilità dei doveri genitoriali.3. 6)78. ma che sta alla base dei doveri genitoriali: si tratta del “diritto all’amore”. 184.5. al fine della configurabilità di un danno risarcibile nei rapporti genitori-figli. cit. vi sia non semplicemente una condotta di scarsa gravità. superabile con lo spirito di tolleranza che dovrebbe permeare le relazioni familiari. tale arresto. appare opportuno ricordare una recente sentenza del Tribunale di Messina. 141 Trib.. Messina. n. ancor prima che sia avvenuto il riconoscimento. assistenza morale che altro non è che l’attuazione del diritto all’amore. e che richiede l’ “idoneità affettiva” degli adottandi (art. 31/08/2009.Da questa sentenza. Rapporti tra genitori e figli. probabilmente. e nemmeno una vio________ 78 79 Montecchiari. emerge comunque una sorta di diritto implicito del minore. conformandosi alle “linee-guida” tracciate dalla Suprema Corte. Del resto. n. cit. Messina.

Il commento. Infatti. ________ 80 Cfr.lazione di livello. Non può non tentarsi. nel caso di specie tale valutazione sia stata piuttosto sommaria)80. 511 ss. se non. ben potrebbe essere stato causato. piuttosto contorto. ipotizza. un confronto fra la già citata sentenza del Tribunale di Lecce del 3 settembre 2008 e il presente arresto. Amram. di fronte a risarcimenti spesso molto alti (contrariamente a quello concesso dal Tribunale di Messina nel caso di specie). in sostanza. “danno da deprivazione genitoriale” (che. cit.. comunque. per la quale sono invece sufficienti i rimedi propri del diritto di famiglia. accolta dal “poker” dell’11 novembre 2008. infine. dalla negligente condotta paterna.. con una valutazione da farsi nel caso concreto. Il cd. il danno esistenziale. a questo punto. Il commento. l’argomentare della Corte del Salento seguiva un percorso “ad ostacoli”. dalla morte della madre 81 Resta il problema della quantificazione del danno. tanto più che il calo del profitto universitario. l’affetto. non limitata al momento del dolore. “intermedio”. ma piuttosto una violazione tale da “colpire” i diritti sanciti dagli artt. nel caso di specie. come si è visto. la quale ritiene che. del danno-conseguenza (per quanto. anche Amram. ricordiamolo.. cit. sia il mancato riconoscimento) è ravvisabile quando “una relazione familiare prima esistente e che quindi arricchiva l’individuo sotto il profilo personale (ed anche economico) viene meno e quindi si può presumere secondo l’id quod plerumque accidit una modificazione in peius della vita del soggetto. 2. 29 e 30 Cost. un sistema tabellare analogo a quello previsto per il danno biologico 51 . la cura e l’assistenza che aiutano l’individuo nel suo complessivo percorso esistenziale”81. può riguardare sia il mancato adempimento dei doveri genitoriali verso il figlio legittimo o comunque riconosciuto. de jure condendo. la separazione delle due gemelline appena nate avesse integrato una incredibile e gratuita violenza in loro danno”. 514 ss. per così dire. ormai maggiorenni. nulla di nuovo.. per così dire. argomentando che “il distacco. per così dire. secondo la tesi. in cui veniva sì riconosciuto. asseritamente ricondotto a quest’ultima. non vi sia stata un’effettiva verifica del nocumento fisico e psichico derivante alle attrici. Ciò che è rilevante è invece il criterio utilizzato per distinguere la violazione “semplice” e la violazione che vada a minare i diritti costituzionali.. la conferma di quanto ci si sarebbe potuti attendere. Fino a qui. ma anche proiettata nel futuro in quanto viene meno l’apporto.

Probabilmente. e del “calore” derivante da tale rapporto. il rapporto genitore-figlio non vi sia mai stato. però. implicitamente dovrebbe mancare anche il danno. 52 . come “danno morale”. invece. dal momento che. e altrettanto dannosa fosse stata la privazione del loro rapporto reciproco e di quello con i membri della loro famiglia di origine. ad esempio a causa della mancanza di un riconoscimento. In sostanza. argomentando che la perdita di ogni rapporto con questi era avvenuta molto presto. derivante dalla privazione del rapporto col padre. non si tratta che dell’affermazione ante litteram del principio sancito nel 2009 dal Tribunale di Messina. il Tribunale siciliano magis dixit quam voluit. dovrebbe negarsi la tutela aquiliana nei casi nei quali. come si è visto. e che. ma si negava quello che veniva definito. che ravvisa proprio. appaiono essere proprio quelli in cui appare più difficile negare la sussistenza di un danno non patrimoniale da lesione di diritti costituzionali. seguendo rigidamente il principio. nella perdita di una “relazione familiare prima esistente” il danno: ove questa relazione manchi ab origine. con evidenti conseguenze peggiorative nel loro processo di crescita e nello sviluppo della loro personalità. prima ancora che le gemelline avessero potuto sviluppare la percezione della “figura” paterna. forse impropriamente.

Pilla. 2008..2.. 2496 ss. Trib. può essere qui ricordata una sentenza del 18 aprile 2006 del Tribunale di Venezia84. Querci. sottolinea una sentenza del Tribunale di Trani83. Paladini – Giusti. M. 19/02/2010.. 261. in P. che lo critica... cit. mer. Nuove dimensioni e nuove prospettive dei doveri genitoriali. che nel caso di specie aveva negato il risarcimento del danno.. con nota di R. 69 s. con nota di V. nell’ordinamento non vi sarebbe alcun obbligo a riconoscere i figli. in Giur. Rapporti tra genitori e figli. Milano 2000.. In particolare.. Una nuova categoria della responsabilità civile. cit. aveva vissuto in condizioni economiche precarie e aveva dovuto abbandonare presto gli studi. a causa del mancato riconoscimento. cit. cit.. 84 Trib. 53 . 16 82 Del resto. cfr.. Ziviz (a cura di)¸ Il danno esistenziale.. cit. Parini. Cendon – P. per poter contribuire alle esigenze della famiglia. 1 s. su cui si ritiene non opportuno soffermarsi in questa sede. De Stefanis.1.. infatti. 263 s.. Sesta. comunque. 141. per riconoscimento non veritiero di paternità e per disconoscimento a seguito di fecondazione eterologa 2. Il caso di specie riguardava un figlio che. 249 ss. 1023.. ________ Parini. cit. cit. 184. anche Facci. 262. in giurisprudenza. Monza. dir.. 83 Trib. Amendolagine).. La responsabilità per mancato riconoscimento di paternità. in seguito alla dichiarazione giudiziale di paternità. con nota di R. 67. in Danno resp. Russo. 564 ss. cit. rilevando l’assoluta mancanza della prova dello stesso.. 576 ss. 70 s. Tuttavia l’orientamento della giurisprudenza ormai consolidato sembra sancire che gli obblighi genitoriali nascono a favore sia dei figli riconosciuti che di quelli non riconosciuti. che parla appunto di “diritti e doveri derivanti al genitore dal riconoscimento”82. che in passato si riteneva che i doveri genitoriali sorgessero solo in seguito al riconoscimento o. Cfr.. Mighela. Montecchiari. anche L. Giuffé. Trani 959/2007 (in Fam. Lenti. e ciò alla luce dell’art.. La responsabilità per mancato riconoscimento di paternità E’ sì vero. 18/04/2006. ultimo cit. Famiglia e danno esistenziale.. 2007. Mighela. Sulla costituzione del rapporto di filiazione. Venezia. cit. cit. Cfr. 211 ss. 2008.

________ L’attore lamentava. per non aver potuto proseguire gli studi e. quindi. cioè. essendo mancato dal padre ogni contributo economico al suo mantenimento. un danno esistenziale. 584. rigettando l’istanza di sospensione. giacché evidentemente non può esservi illecito aquiliano se la condotta illecita non sia. in sostanza. affermando che l’obbligo violato non è. replicava che.. l’importante principio che gli obblighi genitoriali sorgono dalla nascita del figlio. Venezia. la particolarità del caso di specie derivava dal fatto che la condotta di inadempimento dei doveri genitoriali era anteriore rispetto all’accertamento giudiziale della paternità. prima ancora che colposa se non addirittura dolosa. sarebbe illogico configurare un obbligo. e. un danno morale dal reato di cui all’art. conseguire un lavoro capace di garantirgli un reddito più elevato e un miglior tenore di vita. 54 . 18/04/2006. Viene così affermato. che non potevano non instillare nel convenuto almeno il sospetto di essere il padre biologico dell’attore Il Tribunale. Sulla consapevolezza della violazione. come quello che i genitori hanno verso i figli. richiamandosi ad alcuni precedenti della Suprema Corte. Il commento a Trib. fra l’altro. oltre a dover il procedimento essere sospeso fino al passaggio in giudicato della sentenza di accertamento del rapporto di filiazione. derivante dal difetto di educazione ed istruzione. anche quando la procreazione sia stata solo successivamente dichiarata in via giudiziale. il Tribunale ricorda le numerosi “voci di paese” sulla presunta paternità. per poi ritenere che la sua consapevole violazione non costituisca una condotta antigiuridica86. appunto. De Stefanis. asserendo di non aver mai saputo dell’esistenza del figlio. Il convenuto. infine. mancava comunque un comportamento antigiuridico. cit.p. quello al riconoscimento ma. critica tale posizione. del resto. quello di mantenimento ed educazione.85 R. sull’esistenza dell’indispensabile componente soggettiva della colpa. avendo tale accertamento una funzione meramente dichiarativa85: secondo il giudice veneto. così. 570 c. l’esistenza di un triplice danno: patrimoniale. piuttosto. si pone il problema “se possa considerarsi condotta antigiuridica il mancato mantenimento del figlio naturale non riconosciuto. effettivamente tale da integrare la violazione di una norma giuridica”: infatti.. prima ancora di esaminare le circostanze di fatto. in base all’assunto che l’accertamento giudiziale avrebbe natura costitutiva e non meramente dichiarativa 86 La sentenza sembra prevenire eventuali critiche da parte dei sostenitori della tesi dell’assenza di un obbligo giuridico a riconoscere i figli.

inteso come danno derivante dalla lesione dei diritti fondamentali della persona e. in sostanza. e. 30. Per quanto riguarda. nota a Trib. ultimo cit.. 67 ss. di una “facoltà a rischio” (v. viene riconosciuto fino al momento in cui l’attore ha raggiunto la posizione lavorativa e personale a cui aspirava. collegando questi ultimi al semplice evento della nascita.. 279. il giudice non ha difficoltà.. Il primo.). Così. soprattutto. La scelta di non riconoscere il figlio naturale è un principio previsto dal nostro ordinamento. con essa. è quella di trovare un’ulteriore conferma alla tesi che esclude un collegamento necessario fra potestà e doveri genitoriali.. non esimente da responsabilità (contra. del danno esistenziale. però. 519 s. 71). con l’assunzione come infermiere e la formazione di una propria famiglia. Il fatto che venga in qualche modo riconosciuta al padre la facoltà di non riconoscere il figlio e alla madre quella di non essere nominata nell’atto di nascita (art. alla libera formazione della propria personalità (art. nel caso di specie. rectius alla titolarità sostanziale (e non meramente formale) del rapporto di filiazione87. ________ 87 Parini. potrebbe portare a confusione con la “responsabilità da concepimento”. 570 c. il danno morale. fa riferimento all’art.Il punto centrale della sentenza in esame è dato. Dogliotti. a prescindere dal riconoscimento o dall’accertamento giudiziale. utile.) 55 . d. il risarcimento. di fronte alla situazione di indigenza in cui è cresciuto l’attore e al confronto con l’agiatezza del padre. Da ciò seguono due importanti corollari.. in particolare. comunque. cit. viene negata la sussistenza del reato di cui all’art. Roma. Correttamente. nel nostro lavoro. che attribuisce al figlio non riconosciuto o non riconoscibile il diritto ad agire nei confronti del genitore per l’adempimento dei doveri di educazione. espressione che forse. cit. che parla di “responsabilità da procreazione”. 396/2000) non esclude la validità di tale affermazione: si tratterebbe. però. dall’affermazione della coincidenza fra la nascita e il sorgere degli obblighi genitoriali. a concedere il risarcimento del danno patrimoniale (nella forma del danno da perdita di chance) e. poi.P. cit. poi. Dosi. 2 Cost.. 1° comma. G. 14-27/10/2011. Parini.R.p. V s. a fini essenzialmente teorici. istruzione e mantenimento: tale norma è dunque un’evidente conferma dell’assenza di una correlazione necessaria fra doveri genitoriali e potestà. dato che l’attore puntualmente ha descritto i pregiudizi derivatigli dal mancato riconoscimento: tale danno.

Fraccon. addirittura riconoscendolo. ultimo cit. nel caso in cui essi non vengano adempiuti vi è un illecito aquiliano. in Revue trim. conferma la tesi secondo cui. pur riconoscendo un diritto della donna a nascondere l’adulterio. il quale ha ritenuto che l’uso africano che impone al compagno della madre di crescere il figlio di quest’ultima come se fosse proprio. costituzionalmente garantiti”. Facci. droit civ. La responsabilità per riconoscimento non veritiero di paternità Una situazione per così dire opposta rispetto a quella esaminata nel precedente paragrafo è invece quella del riconoscimento non veritiero di paternità (o. nel destinatario. sorgendo i doveri genitoriali dalla nascita del figlio. è da tale momento che va valutato se il genitore sia adempiente o meno. di maternità).) 56 . “a diritti primari della persona. 297 s.. con la conseguenza di consentire al figlio di chiedere il risarcimento del danno patito non già dal momento del riconoscimento. I nuovi danni nella famiglia che cambia. cit.2. 483 c. Laisser s’établir une paternité peut être une faute pour la mère ou pour le père. invece. ha confermato la sentenza di merito che aveva condannato il padre al risarcimento del danno esistenziale subito dal figlio solo dopo il raggiungimento della maggiore età. cit. il quale... cit. a prescindere dal riconoscimento e da qualsiasi domanda. Rapporti tra genitori e figli. Per il resto. (“Falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico”). esaminato dal Tribunale. e una del Tribunale di Nancy. è che. oltre ad integrare il reato di cui all’art. 89 90 oltre che nei confronti del coniuge che non ne fosse a conoscenza (v. 2008.. è fonte di responsabilità aquiliana nei confronti del (presunto) figlio90. ma dal momento della nascita88. si ritiene che. Facci. 2. 2014. se è dalla nascita che sorgono i doveri genitoriali. illecito civile e responsabilità. una sentenza del Tribunale di Parigi. in particolare. Possiamo ricordare anche alcuni casi giurisprudenziali stranieri e. in cui. 89 s.). 283 ss.. con conseguente fondatezza della pretesa risarcitoria 89 Cassano. Relazioni familiari e responsabilità civile. non costituisce un’esimente da responsabilità. Hauser. e corrispondendo tali obblighi. ma precisando che le ragioni che abbiano indotto la corte territoriale a interpretare così restrittivamente il petitum “sfuggono a qualsiasi tentativo di comprensione”. e dalle conseguenze ben più pratiche. ove non sia frutto di un mero errore89. ovviamente. ciò non possa risolversi in una rivelazione tardiva e assolutamente sconvolgente alla figlia della sua reale origine biologica (J. 5652/2012. ________ 88 Cass.Il secondo corollario. comunque.p... cit.

Dignani. l. cit. che non soltanto ha affermato la sussistenza di un danno morale da reato e di un danno “psicofisico e di carattere sociale” derivante dalla condotta de qua. La responsabilità per disconoscimento di paternità a seguito di fecondazione eterologa Dai casi sopra esaminati emerge come vi sia una sorta di diritto implicito del minore a conoscere chi siano realmente i suoi genitori biologici (quindi. riconosciutale negli altri casi.. cit. Mighela. infatti. 88. 263 c. v. Cipriani. 1332 ss. ________ 57 .. proprio l’aumentare del numero degli anni passati con una convinzione. cit. un certo favor veritatis) e a vedere assolti i doveri che questi hanno nei suoi confronti. ultimo cit. e la madre non potrà esercitare la facoltà. E’ noto. data dai casi di inseminazione eterologa92. Fraccon. cit.. 232 ss. Id. 1° comma. 40/2004): tuttavia.. 232 s.c. De Mauro. né impugnare il riconoscimento ex art. ove essa sia praticata. Cassano. possiamo rifarci ad una sentenza emessa il 31 marzo 1992 dal Tribunale di Torino91. in violazione del divieto. in cui il figlio ha raggiunto ormai una certa maturità. Facci... La responsabilità dei genitori per violazione dei doveri genitoriali. 4. cit. cit.Per tale tipo di danno. 2.. 2013.. Parini. nn. cit. 1) e 2). relativa alle proprie origini. 221 ss. ultimo cit.. il padre non potrà esercitare l’azione di disconoscimento nei casi previsti dall’art. che tale pratica è vietata nel nostro ordinamento (art. 294 ss. cit. cit. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale.. Id.c. 253... 92 sul tema. rivelatasi errata rende particolarmente difficile e doloroso il percorso successivo alla scoperta.3. La responsabilità dei genitori per i danni arrecati ai figli. Id.. di non 91 v. 71. 524. ma ha anche chiarito che non esclude il risarcimento il fatto che la scoperta della verità sia avvenuta in un’età relativamente avanzata.. che sarà inevitabilmente caratterizzato da una perdita di autostima e di identità o da una certa instabilità nei rapporti affettivi. Parini. Ma vi è un’importante eccezione alla regola. 235..... ultimo cit. 196 ss. Anzi. 12 ss.... c..

ai fini dell’esperibilità dell’azione di disconoscimento di paternità. 2. sia applicabile nel caso del figlio nato da fecondazione eterologa. aveva sostenuto che la norma “riguardi esclusivamente la generazione che segua ad un rapporto adulterino. tanto dissimili. Brescia. 347 del 26 settembre 1998). anzi. da un soggetto che. in violazione del dovere di reciproca fedeltà. poi. con riferimento al 1° comma. nella sua crescita. Ma tale possibilità implica un’omogeneità di elementi essenziali e un’identità di ratio. In tal modo. nella cui carenza l’estensione della portata normativa della legge si risolverebbe in un arbitrio..c. perfettamente valida e vincolante una volta che sia stata seguita dal concepimento. e ciò per evitare che il bambino si ritrovi a non poter essere accompagnato. 40/2004. siano disciplinate dalla stessa non è da escludersi in generale. costituendo anzi il consenso un’assunzione di responsabilità effettuata nell’ambito delle intese coniugali di cui all’art. Cremona. E’ quanto accadrebbe una volta che. la sua nascita. 144 c. poi dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale (con la sentenza n. aveva affermato che “la possibilità che ipotesi nuove. previste dall’art. n. non previste al tempo dell’approvazione di una norma. Con riferimento al n. aveva “acconsentito”. “programmato”. ad un rapporto sessuale con persona diversa dal coniuge”.c. che l’art. 235 c. 58 . ammettendo il disconoscimento della paternità in tassative ipotesi quando le circostanze indicate facciano presumere che la gravidanza sia riconducibile. già prima della l. 235 del codice civile”. 3. pur non essendo il suo genitore biologico. l’ipotesi in esame fosse equiparata a quelle. Seguendo la logica conseguenza di questo argomentare. 10 maggio – 14 giugno 1995). 7 febbraio 1994. App. in gravame.La Consulta. il legislatore ha accolto in una norma di legge la soluzione già adottata dapprima dalla giurisprudenza di merito (Trib. il giudice delle leggi aveva così escluso. essere nominata nell’atto di nascita. e.

8 febbraio 2006.) 59 . con esso. la l. specie per i casi di genitori di Paesi islamici che trasferiscono i figli nei loro luoghi di origine. In particolare. 2003/2201 CE. i doveri genitoriali di mantenimento. cfr. quindi. generalmente la madre. 2° comma. L’art. aperta alla firma all’Aja nel 1980. Contiero. De Marzo – C. con evidenti difficoltà ad ottenere dai giudici locali un provvedimento che imponga la loro “restituzione” al genitore italiano. l’adempimento dei doveri genitoriali94. 277 ss. n. il cui art. è riconosciuto ed è eseguibile in un altro Stato membro senza che sia necessaria alcuna dichiarazione di esecutività e senza che sia possibile opporsi al suo riconoscimento se la decisione è stata certificata nello Stato membro d’origine in accordo con il paragrafo 2” (cfr. cit. alla cura.. il giudice deve prioritariamente valutare ________ 93 Tuttavia. com’è noto. definendo i tempi e i modi della presenza di ciascun genitore e “la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento. 1 prevede oggi: “Il diritto di visita […]. bisogna almeno accennare al fenomeno della sottrazione internazionale di minori: essa. 54 ha modificato. c. riconoscendo all’altro genitore solo un diritto-dovere di visita in giorni e periodi determinati. Liuzzi. ai doveri genitoriali di frequentazione e di visita... lede il diritto del minore ad intrattenere stabili relazioni con entrambi i genitori e. C. cit. istruzione ed educazione non vengono ovviamente meno. cit. che permettono il mantenimento di un regolare rapporto fra genitori e figli e. entrambe ratificate in Italia con la l. senza alcun dubbio.3. 155. cit. l’art. I principali documenti internazionali in materia sono la Convenzione sugli aspetti civili della sottrazione internazionale dei minori. anche Greco. nell’adottare i provvedimenti relativi alla prole. prevede che il giudice. 305 ss. e la Convenzione europea sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell’affidamento. più diffusamente. se in passato nella maggior parte dei casi veniva disposto l’affidamento esclusivo ad uno solo dei coniugi. a cui si aggiunge oggi il Reg. conferito in forza di una decisione esecutiva emessa in uno Stato membro. debba basarsi sul principio del best interest of the child. 64/1994..c. La normativa internazionale.c. all’istruzione e all’educazione dei figli”. cit.. 155 c. La potestà dei genitori. ai doveri fin qui esaminati si aggiungono il dovere di visita e quello di frequentazione.. 41 par.. fra l’altro. infatti. aperta alla firma a Lussemburgo sempre nel 1980. ma devono essere adempiuti secondo le modalità fissate nella sentenza di separazione o divorzio93. purtroppo.. in G.. Baruffi. Cortesi – A.. costituisce un fenomeno in costante aumento. Cortesi – G. Liuzzi. De Marzo – A. Montecchiari. 595 ss. La tutela del coniuge e della prole nella crisi familiare. La violazione dei doveri genitoriali nella crisi familiare Nel caso di separazione o divorzio fra i coniugi. Sul tema. 237 ss. 1393 94 A proposito del diritto del figlio alla bigenitorialità e. nel senso che oggi.

nelle prossime pagine. 924.. evidentemente. 1385 ss... vi è un’interazione ed un sostegno reciproco dei componenti. 155-quinquies c. cit.. ma anche la necessità.p. dir. affidamento condiviso). 2006 s. 1002. Paladini – Giusti. cit. possiamo citare le difficoltà logistiche derivanti dalla lontananza dei luoghi in cui vivono un genitore con i figli e l’altro genitore.. in Fam.. anche per il dovere di frequentazione di cui alla nuova legge. ha esteso l’applicabilità delle norme relative ai figli minori ai figli maggiorenni portatori di handicap... ma il suo esercizio esclusivo spettava al genitore affidatario (per cui l’altro genitore godeva soltanto di un dirittodovere di vigilanza e il suo consenso era necessario solo nelle decisioni di maggiore interesse per i figli). ormai. cit. con nota di E. indubbiamente. e solo ove questa soluzione non sia possibile95 deve disporre l’affidamento esclusivo.che post-riforma 97 E’ importante osservare che il nuovo art. Greco. 709 ter c. con la riforma anche l’esercizio della potestà è oggi congiunto (salvi i casi. in cui. se in passato la titolarità della potestà rimaneva in capo ad entrambi i coniugi. si riporteranno. Parini. Nonostante ciò. 323 s. ________ 60 .. Ciò si dice alla luce della visione non più gerarchica della famiglia. che un tempo sarebbe stato considerato quasi paradossale. ex multis. di relazionarsi con il figlio. cit. di avere un rapporto col genitore.. Relazioni familiari e responsabilità civile. che in tal modo adempie ai propri obblighi genitoriali. Salerno.. ormai marginali. indifferentemente. Villa. 261 ss... illecito civile e responsabilità. cosicché i doveri dei genitori nei confronti del figlio non autonomo si estendono tendenzialmente senza limiti temporali (Sesta. ma anche del genitore convivente (o affidatario) che ostacoli i rapporti dell’ex partner con il figlio97.. Trib. ma anche un vero e proprio diritto per il genitore.la possibilità che i figli restino affidati ad entrambi i genitori (cd. Da ciò deriva. per il genitore. Analogamente. A titolo meramente esemplificativo. La violazione delle modalità di affidamento e i rimedi di cui all’art. Cipriani. di riconosce non soltanto il bisogno. Rapporti tra genitori e figli. la visita e la frequentazione non rappresentano soltanto un dovere per il genitore. nonché la conflittualità esistente fra gli ex partner (cfr. cit. la possibilità di ravvisare non solo una responsabilità del genitore non convivente (o non affidatario) che non adempia al dovere di visita o a quello di frequentazione. 527 s. cit. per cui. cit. Vullo) 96 v. Fraccon.. 22/12/2009. ma di frequentazione. Cassano. 2010. 10) 95 La dizione diritto-dovere sopra utilizzata non è casuale: infatti.c. per il figlio. col risultato. per cui non si parla più di diritto-dovere di visita. 225 ss. di affidamento esclusivo)96. citazioni dottrinali e giurisprudenziali sia pre. le considerazioni svolte in passato da dottrina e giurisprudenza sul dovere di visita si può ritenere valgano.c.

...1. cit. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale. 99 Fraccon. ma portano con sé anche la violazione degli altri doveri genitoriali. Id. ultimo cit. Delmonte.. 270 ss. minando il sereno sviluppo della personalità del minore e un corretto processo di maturazione dello stesso100. ritenendo che l’art.. La responsabilità dei genitori per i danni arrecati ai figli. entrambe citate da Mighela. I nuovi danni nella famiglia che cambia.3. nei confronti di quest’ultimo può ravvisarsi un danno patrimoniale. 83.. in dottrina. ________ cfr. Cipriani. 222 s. un danno è ravvisabile pure. cit. 224 s. Fraccon. 36.. 1365/2000).. Brindisi.. Relazioni familiari e responsabilità civile. 223.. cit. 529. 529 s.. Cost. nei confronti del figlio: ripetute violazioni del dovere di frequentazione o di visita. 274 s. Cass. sia nella forma del danno emergente (ad esempio.. ultimo cit. cit. Id. 2007. Facci. In particolare. 1365/2000 e Trib. La responsabilità dei genitori per violazione dei doveri genitoriali.. evidentemente. 30/10/2001. 225. in giurisprudenza. 82 s. sia applicabile anche ai rapporti fra coniugi. cit. sia ovviamente nei confronti del figlio che dell’altro genitore... 3° comma.. ultimo cit. cit. cit... illecito civile e responsabilità: la rivoluzione giurisprudenziale degli ultimi anni alla luce del danno esistenziale... 12. infatti. ultimo cit. che prevede il diritto alle ferie retribuite. sostiene la risarcibilità del danno esistenziale derivante dalla perdita della possibilità di riposarsi durante le ferie a causa del comportamento dell’altro genitore che non abbia tenuto con sé i figli per il periodo stabilito. cit. che però non trova d’accordo la giurisprudenza della Suprema Corte (Cass. per la necessità di assumere una baby-sitter per custodire il figlio). e soprattutto.. Cassano. è chiaro che il suo inadempimento può generare una responsabilità. 1323 100 Cassano. La responsabilità del genitore per l’inadempimento del dovere di frequentazione e di visita Per quanto riguarda la frequentazione (o la visita) intesa come dovere.. Facci. non solo impediscono al minore di godere dei benefici di un rapporto costante con entrambi i genitori. 73. sia un lucro cessante (nel caso in cui si siano perse delle occasioni di lavoro)98. 61 . Ma. cit. Id. 98 Parte della dottrina99. Cipriani. Rapporti tra genitori e figli.

c. dir. 223 s.. cit. nella forma di lesione ai diritti fondamentali.. a prescindere dai meriti o dai demeriti del genitore non affidatario. poi.).. 269) Cassano. specie se già adolescente: ciò deriva sia dai principi costituzionali e dalle Convenzioni internazionali sui minori. La responsabilità dei genitori per i danni arrecati ai figli. bisogna innanzitutto precisare che ciò può avvenire sia con comportamenti materiali (ad esempio il rifiuto di consegnare il figlio nei tempi dovuti o il fatto di rimproverare o addirittura chiudere in camera il figlio che voglia andare a visitare l’altro genitore). cit.. cit.. Reggio Emilia. di danno morale da reato101. La responsabilità del genitore affidatario che ostacola i rapporti con l’altro genitore Per quanto riguarda..Il danno. (Fraccon. sia con una pressione psicologica (spesso subdola) volta a far sviluppare nel figlio il rifiuto ad intrattenere rapporti con l’altro genitore (sindrome da alienazione parentale)103. ultimo cit. indurre a parlare di un diritto di visita o frequentazione per il genitore qualora vi sia un rifiuto insuperabile da parte del figlio (nonostante gli incoraggiamenti in senso contrario da parte dell’altro genitore e.. Nei casi estremi. Trib... 2008.. I nuovi danni nella famiglia che cambia. 530. in Fam. ultimo cit.. in caso appunto di rifiuto da parte della prole stessa. cit. oltre che. non rientreremo certo nei casi in cui è doverosa una sospensione del diritto-dovere di visita o di frequentazione ma.147 e 315-bis c. anche. di uno psicologo). ultimo cit. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale.. 225 ss. magari. può trovare applicazione l’art. che richiedono il rispetto delle inclinazioni e delle aspirazioni dei figli102.. Le osservazioni sopra svolte in merito al bisogno reciproco di genitori e figli ad avere un rapporto fra loro non possono. 1330 s. ove il rifiuto ad intrattenere rapporti con un genitore non sia frutto della personale ed autonoma convinzione del figlio.. Id. Cipriani.. Facci 103 E’ chiaro dunque che. piuttosto. Cfr. 1023 ss.2.. 284 ss. Fraccon. eventualmente.. Id. 27/03/2008 (decr. Id. in tal caso. 2007 s. ultimo cit. ma sia stato “indotto” con una pressione psicologica da parte dell’altro genitore. il caso in cui un genitore ostacoli o impedisca i rapporti dell’altro genitore con il figlio. 83 s.. con nota di G.. sarà necessario l’intervento di uno psicologo e saranno ravvisabili dei profili di responsabilità a carico del 101 102 ________ 62 . in giurisprudenza. è chiaramente non patrimoniale. 572 c. 3.. infatti.p. Facci. sia dagli stessi art. che fa anche riferimento ad una sentenza della CEDU (del 21 ottobre 1998) secondo la quale l’esercizio del diritto-dovere di visita può essere sospeso. comunque.

quell’apporto minimo in termini di coordinamento e cooperazione che è sempre necessario per garantire l’esecuzione secondo buona fede […] dei provvedimenti del giudice civile concernenti i minori”. Per quanto riguarda il danno nei confronti del figlio. è stato ritenuto che non integri il reato di cui all’art. in tal caso.. Sugli aspetti psicologici della “sindrome da alienazione parentale”. tale comportamento può non solo dar luogo al rimedio specifico del cambio del regime di affidamento. in particolare.. come si è detto. il danno nei confronti del genitore “ostacolato”. di danno da privazione del rapporto ________ genitore che ha esercitato tale pressione (Parini. 1 ss.. cit. ma anche quello esistenziale (si parla. c. 129 s. 388 c. C. cfr. non voleva vedere il padre104. 2° comma.p. possono qui richiamarsi le considerazioni già svolte nel paragrafo precedente: in particolare. cit. a pochi giorni dalla separazione. che parla anche del cd.p. in un altro caso105 è stato ritenuto sanzionabile il comportamento della madre che “in assenza di oggettive ragioni per impedire la frequentazione tra padre e figlia.p. per farle metabolizzare la nuova realtà familiare 105 v. sia di quello del genitore “ostacolato” ad intrattenere rapporti con il figlio. vi è una lesione sia del diritto del figlio ad intrattenere rapporti con entrambi i genitori. cit. quando la reazione emotiva della figlia.. ma può anche generare una responsabilità aquiliana a carico del responsabile. 189)..) 104 v. sul piano materiale e su quello del rapporto con la figlia minore. 703) 63 . il comportamento della madre che non si sia opposta alla volontà della figlia che. chiedendo il danno morale dal reato di cui all’art. a pochi giorni della separazione. “mobbing genitoriale” (pp. Oltre ad integrare il reato previsto dall’art.. Nel caso di specie. Contiero. cit. (v. De Marzo. non fornendo. ha sicuramente influito nella decisione il fatto che l’episodio sia avvenuto. invece. 388. di appena nove anni.. Anche in questo caso. Per quanto riguarda. non ha ritenuto di dovere adottare i comportamenti strettamente indispensabili a consentire l’effettivo esercizio del diritto di visita al padre. la possibilità per il genitore “ostacolato” di costituirsi parte civile. la giurisprudenza ha riconosciuto non solo il danno morale106.Viceversa. Augello. Contiero. 388 c. 130 106 E’ stata riconosciuta. certo era particolarmente forte e il tempo trascorso dalla separazione insufficiente. Sindrome da alienazione genitoriale e risarcimento del danno. 5 s. per la madre.

cit. Cipriani. in Fam. cit... 378. Id. la cui lesione. ultimo cit.. anche Campanile. ha pronunciato una sentenza sul tema109.. 193 s. il risarcimento del danno biologico (contrariamente a quanto fatto poco prima dal Tribunale di Roma.. cit. ansia ed angoscia “per non aver potuto assolvere. De Marzo. ultimo cit. infatti.. dovrebbe essere qualificato come esistenziale 107 64 . 171 ss. v. 2005. cit. Annunziata. provocando nel genitore ostacolato “una forte sofferenza per non avere potuto assolvere – e non per sua volontà – ai doveri verso il figlio e per non aver potuto godere della presenza e dell'affetto del piccolo”. 2005. 2 e 29 della Cost.. cit. con nota di G. cit.. 15 ss. con nota di G. Mighela. menomazioni tutte fortemente incidenti sulla salute fisicopsichica di un individuo anche in proiezione futura e. De Mauro. Parini. 16. 229. 280. agli stringenti doveri verso il figlio. Delmonte. Cassano. riconoscendo il danno non patrimoniale ad un padre che si era visto ostacolato nei rapporti con il figlio dall’ex coniuge.. Cordiano.. ________ parentale)107. Dignani. “diritto alla genitorialità”.. infra).. non per sua volontà... è certo suscettibile di risarcimento. cit.. Pilla.. cit.. cit. in Resp. 2005. il cd. cit. 518 s.. cit. l’utilizzo della categoria del danno biologico è improprio: il danno in questione. 307. ultimo cit. prev. 584 ss. 72 s... 84 s. secondo una sentenza del Tribunale di Roma del 13 giugno 2000108. Querci. con pregiudizievoli riflessi anche sulla propria vita di relazione […].. De Mauro. 2006. 531. 73. 230 s. cit. a giudizio degli autori che citano la sentenza. 704... relativi alla distinzione fra danno-evento e danno-conseguenza: il giudice lombardo ha infatti negato. Cipriani... 130 s. con nota di A. 194 s. 79 ss. Monza... di concreta e permanente rilevanza biologica”..... Cfr. civ. supra esaminati. né soddisfare i suoi legittimi diritti di padre. il genitore ostacolato subirà dei turbamenti psichici. Id. 10 s.. dolore.. 05/11/2004. Delmonte. in Danno resp. Contiero. ultimo cit. Facci.Sempre lo stesso Tribunale. Questa sentenza è interessante anche per quanto riguarda i profili. nel caso di specie. Nel caso di specie. Rapporti tra genitori e figli. Parini. Trib. Relazioni familiari e responsabilità civile.. garantito dagli artt. 253. e addirittura biologico presunto: infatti. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale.. cit. è stato affermato. Cassano. Ramaccioni. illecito civile e responsabilità: la rivoluzione giurisprudenziale degli ultimi anni alla luce del danno esistenziale... cit.. Dignani... 12 s. Fraccon.. Dogliotti. in Fam. ultimo cit. dato che lo stesso non era stato provato 108 v.. recentemente. ancora una volta. 17 ss. dir... 2011 s.. Id... 1328 s.. Mighela. Facci. perciò. cit. cit. cit. 253. con nota di G. cit. 531. cit. 851 ss.. cit. 2012 s.. De Marzo. 113 ss.. che era arrivata addirittura ad accusarlo di abusi sessuali verso il figlio stesso: in tal modo..

Pascucci Lenti. poi. e quindi legittimino un provvedimento ex art. Del resto. il ruolo dei nonni nella crescita dei nipoti è stato inevitabilmente rivalorizzato dal fatto che sono ormai poche le famiglie in cui uno dei coniugi.. le ultime tendenze legislative e giurisprudenziali valorizzano anche il rapporto fra i minori e i loro nonni. 65 . Roma.Parte della dottrina. Così è avvenuto in un’ordinanza del Tribunale di Firenze dell’11 febbraio 2008110.c. può perlomeno sostenersi che vi sia un “interesse legit- Abbiamo fin qui esaminato i rapporti fra i genitori separati/divorziati e i loro figli. 167 ss. cit. che debbano essere necessariamente oggetto di compressione i tempi di permanenza con il genitore “ostacolante”).. 333 c. peraltro. con nota di L. giustificare una modifica delle condizioni di affidamento. ma può anche. 3. come si è accennato. se forse non può parlarsi di “diritto”.. pur nel passaggio dalla famiglia patriarcale a quella mononucleare. 260 s. ad avere un rapporto coi nipoti. non lavorando. La responsabilità del genitore che ostacola i rapporti con i nonni Il comportamento di un genitore che ostacoli i rapporti del figlio con l’altro genitore non solo può essere.111. passando dall’affido condiviso a quello monogenitoriale (senza. Tuttavia. fonte di responsabilità aquiliana. ________ 109 110 111 Trib. dir. 13/09/2011 in Fam. può dedicarsi interamente alla casa e ai figli: ecco che allora. legislatore e giudici non hanno fatto altro che constatare le tendenze sociali degli ultimi anni. ritiene che simili comportamenti costituiscano anche un cattivo esercizio della potestà. poi. in cui. per i nonni. 2009.3.

qualora ritengano che l’autorità giurisdizionale di un altro Stato membro con il quale il minore abbia un legame particolare sia più adatto a trattare il caso o una sua parte specifica e ove ciò corrisponda all’interesse superiore del minore. che tenga conto del rapporto instauratosi fra genitori e nonni e fra nonni e nipoti non solo a seguito della crisi familiare. anche nel caso in cui i genitori ostacolino i rapporti con i nonni (o con gli altri parenti). analogamente a quanto si è visto per i rapporti fra ex coniugi e fra genitori e figli. 66 .. 265 ss. il rifiuto dei nipoti stessi): tale soluzione è oggi confermata dall’art. 15 par. per i minori. cit. ________ 112 v.... all’art. ultimo cit. all’art. Cfr. separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio sono competenti per le domande relative alla responsabilità dei genitori che si ricollegano a tali domande se: a) almeno uno dei coniugi esercita la responsabilità genitoriale sul figlio. (CE) 2201/2003 fa più volte riferimento a tale elemento.c. il già citato reg. 253. il riconoscimento è manifestamente contrario all’ordine pubblico dello Stato membro richiesto […]”). all’art. 1° comma. 155. 23 (“Le decisioni relative alla responsabilità genitoriale non sono riconosciute nei casi seguenti: a) se. che esplicitamente richiama il diritto. per il (diniego del) riconoscimento delle decisioni. e b) la competenza giurisdizionale di tali autorità giurisdizionali è stata accettata espressamente o in qualsiasi altro modo univoco dai coniugi e dai titolari della responsabilità genitoriale alla data in cui le autorità giurisdizionali sono adite. De Mauro. ultimo cit. tenuto conto dell’interesse superiore del minore. 113 v. Fraccon. più in generale. 253. 288 ss.. 3 (“In via eccezionale le autorità giurisdizionali di uno Stato membro competenti a conoscere del merito. Baruffi. L’interesse del minore costituisce ormai un punto fermo della disciplina interna ed internazionale in materia (Baruffi. Fraccon. cit. in particolare perché uno dei titolari della responsabilità genitoriale vi risiede abitualmente o perché è egli stesso cittadino di quello Stato e b) la loro competenza è stata accettata espressamente o in qualsiasi altro modo univoco da tutte le parti al procedimento alla data in cui le autorità giurisdizionali sono adite ed è conforme all’interesse superiore del minore”) e all’art. e in particolare: per la determinazione della competenza.): in particolare. 315-bis c. che prevede il diritto del figlio a “mantenere rapporti significativi con i parenti”. come nel caso dei genitori. 291 ss. cit.. timo” (fermo restando il preminente interesse del minore112 e salvo.. possono: a) interrompere l’esame del caso o della parte in questione e invitare le parti a presentare domanda all’autorità giurisdizionale dell’altro Stato membro […] oppure b) chiedere all’autorità giurisdizionale dell’altro Stato membro di assumere la competenza […]”). 3 (“Le autorità giurisdizionali di uno Stato membro sono competenti in materia di responsabilità dei genitori nei procedimenti diversi da quelli di cui al primo paragrafo se: a) il minore ha un legame sostanziale con quello Stato membro. ma fin dalla nascita dei nipoti stessi113. 12 par. ed è conforme all’interesse superiore del minore”). cit.Ecco che allora non paiono esservi ostacoli a riconoscere la possibilità di ricorrere al rimedio aquiliano. 1 (“Le autorità giurisdizionali dello Stato membro in cui viene esercitata […] la competenza a decidere sulle domande di divorzio. dall'art. sebbene in tal caso sia necessaria una valutazione più complessa. a “conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale” e.. De Mauro. 262 ss.c. 12 par.. c.

330 ss. invece. La riforma sull’affido condiviso – Ragioni e contenuto della riforma.. La prima (e meno rilevante) novità è data dall’art. UTET. 191) 115 Greco. in P.1. si penalizzino ingiustamente genitori che presentino tali istanze in assoluta buona fede. evidentemente. il giudice può considerare il comportamento del genitore istante ai fini della determinazione dei provvedimenti da adottare nell’interesse dei figli114. c. Pagliani. Cendon (a cura di). (G. oltre ad aver introdotto il principio di bigenitorialità. che afferma: “Ciascuno dei genitori può.155-bis. Altre novità introdotte dalla l. effettivamente mossi dall’intento di assicurare il “best interest” del figlio. rimanendo ferma l’applicazione dell’articolo 96 del codice di procedura civile”. o almeno scoraggiare. L’art. ricorsi inutili ed infondati.3. in questo modo. norma posta. Da una parte vi è chi ritiene che. spingendoli a non perseguire ________ 114 compresi. e giustamente. c.c. 2° comma. Se la domanda risulta manifestamente infondata. ha introdotto due novità. si ritiene. 67 . cit. ritiene che la norma effettivamente possa responsabilizzare i genitori. 54/2006 La l.4. c. con l’intento di evitare. Si tratta. 3. 54/2006. 1404 ss. i provvedimenti di cui agli artt. 2° comma.4.c. 155-bis.c. quindi. che saranno esaminate nelle prossime pagine. [cioè quando l’affidamento all’altro genitore è contrario all’interesse del minore] […]. Torino 2008. in qualsiasi momento. dall’altra vi è chi. chiedere l’affidamento esclusivo quando sussistono le condizioni indicata al primo comma. Il diritto privato nella giurisprudenza – Famiglia e persone – III – Tomo primo.. di una norma che sancisce un risarcimento del danno per lite temeraria115.

cit. un restringimento delle ipotesi di responsabilità. Giuffré.4. Tommaseo.c. l’art. se si legge il riferimento all’art. 709 ter per quanto riguarda la repressione degli abusi della potestà esercitata dai genitori separati o divorziati. Cfr. in Sesta.p. che evidenzia.p.c. Lena.. Contiero. da parte del giudice. il nuovo art.2... Sul confronto con l’art. il fatto che l’art. 155 ss. che invece ritiene che sia necessario “guardare soltanto all’art. e quindi come sanzione alternativa o additiva rispetto alla considerazione. abusi che direttamente o indirettamente sono violazione dei doveri che hanno titolo o specificazione nell’affidamento disposto dal giudice della separazione o del divorzio. come dotato di autonomia rispetto alla prima proposizione del 2° comma. c.. La responsabilità nelle relazioni familiari. 912 s. 330 ss. 96.c.. la manifesta infondatezza della domanda diventa un necessario presupposto del riconoscimento della responsabilità aggravata in questa specifica materia. l’applicabilità della tutela aquiliana non esclude la possibilità di ricorrere ai rimedi “tradizionali” all’inadempimento dei doveri genitoriali costituiti dagli artt. fatta eccezione per i soli provvedimenti di decadenza dalla potestà che resterebbero attribuiti alla competenza del tribunale per i minorenni anche quando riguardano genitori separati o divorziati” (Tommaseo.c.c.. 251. 54/2006 è l’art. 3.2. L’art. con. B. secondo la dottrina (E.. 296.117. 117 Così come. Profili di interesse processuale.c.. Milano 2006. si veda brevemente Spoto. 96 c. 38 disp. cit. 333 ss. analogamente.il loro interesse personale a scapito di quello del figlio. 709-ter. 709-ter. c. appunto. 3. Contra. Introduzione La seconda (e più importante) novità introdotta dalla l. se si parla di una più stretta connessione fra le due proposizioni del 2° comma.p. la prevalente giurisprudenza. 1064.1. del comportamento del genitore nell’adozione dei provvedimenti riguardanti i figli. come elemento differenziale. L’affidamento condiviso. in via generale. e nemmeno preveda la possibilità di ascoltare il minore ________ 68 . cit.att. 219/2012). evidentemente.4. c. esso sarebbe applicabile in tutti i casi in cui la giurisprudenza ritiene applicabile. cit. E’ pertanto a quest’ultimo che la nuova norma avrebbe ormai attribuito la competenza a pronunciare tutti i provvedimenti previsti dagli artt. cit. 2° comma.. Rossi Carleo (a cura di)... 190 s. Viceversa. 2° comma. 709-ter non preveda alcuno spazio per un intervento di ricomponimento del contrasto attraverso il ricorso alla mediazione. discutendosi poi in merito all’applicabilità della norma in presenza del mero elemento oggettivo della manifesta infondatezza della pretesa o della necessità dell’elemento soggettivo del dolo o della colpa (grave)116. tale applicabilità non è esclusa dalla possibilità di ricorrere al nuovo art.c. e Pagliani. Patti – L. D’Alessandro. cfr. 709-ter c. 155-sexies c. che non solo è sintomatico dell’attenzione che il 116 In particolare. c. La responsabilità per violazione dei provvedimenti sull’affidamento.p. cit.c. in S. come modificato dalla l. 1064). c.

M. 10 s. le controversie che insorgano non solo quando sia stato disposto un affidamento condiviso ma anche in tutti i casi di affidamento esclusivo. cit. 122 Contiero.. 135 ss. sia di quelle che riguardino coniugi e conviventi per motivazioni loro proprie.. 45 s. 966.) 123 L’espressione “modalità di affidamento” va intesa in senso ampio. dir. in Fam. cit. cit. dir. dunque. 1° comma. cit. con nota di C. cit. sull’applicabilità dell’art.. cit. in dottrina. Ciliberto 124 ivi compresa la possibilità di limitare la potestà genitoriale con il supporto dei servizi sociali territorialmente competenti (Contiero. Competenza e oggetto delle controversie promosse ex art. Commento all’art. 137 121 v.p. ord. 19/06/2007. ma che rappresenta anche il definitivo abbandono dell’immunità del mondo della famiglia dalle regole della responsabilità civile119. ma nel codice di procedura civile120. in F..c. nel caso di figli maggiorenni portatori di handicap: la più avveduta dottrina. Tommaseo. Lupoi. in Fam. 709 ter c. anche congiuntamente: 1) ammonire il ge________ 69 . 1057 e E. (Parini. Padova 2008.... 19/12/2007. Cfr. La violazione delle modalità di affidamento e i rimedi di cui all’art. il giudice può modificare i provvedimenti in vigore124 e può..c. cit. conseguentemente. che evidentemente avrebbe costituito la sua naturale collocazione.. Cipriani. Carpi – M. cit.. Commentario breve al codice di procedura civile. Bologna. nota a Trib. 709-ter c. Trib. lo ritiene senza dubbio applicabile alla luce dell’art.. cit.. 248. comunque. ex multis.. con la particolarità..p. Complemento giurisprudenziale. L’adempimento dei doveri parentali e le misure a tutela dell’affidamento: l’art.. sia delle controversie riguardanti figli maggiorenni non indipendenti economicamente. non solo con riferimento agli aspetti materiali.. 2008. 1159 ss. ma anche a quelli personali (Lena.. A.c. F. in Fam. 2008. ma comprendendo. dir. Taruffo. che non interessino i figli minori. invece.. 263). 155-quinquies.. c. CEDAM. 238 s. interpretata in diversi modi121) prevede infatti una particolare tutela in relazione a controversie concernenti i figli minori. alternato o a terzi122.Tale norma (sebbene formulata male e. 2009. Pisa. invece. di essere inserita non già nel codice civile.c.... 528. 257 s.c.. 709 ter c. 150 s. 240 s.. I comportamenti del genitore da “colpire” con le misure in questioni possono essere sia attivi che omissivi (Parini. Vullo. in giurisprudenza. in Fam. oltretutto.p. che ripercorre anche brevemente la storia della responsabilità civile in famiglia 120 Contiero. Misure risarcitorie non riparatorie nel diritto della famiglia. 709 ter. Amram. dir. legislatore ha avuto per il minore118 negli ultimi anni.) 119 D. cit.) 118 Leggiamo ora il testo della norma: “In caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento123. con esclusione. Sesta.p. Pagliani. Pagliani. 2010. 3137. Si discute. 709 ter c.

000 euro a favore della Cassa delle ammende”. VII ss.2.. di un procedimento di volontaria giurisdizione126. ed evi________ 125 nitore inadempiente125. L’esclusione dell’applicabilità della norma alle famiglie “tradizionali” (cioè con genitori uniti in matrimonio) non separate deriva dal riferimento all’esistenza di un provvedimento di affidamento della prole127: non solo. civ. nei confronti del minore. da un minimo di 75 a un massimo di 5. a carico di uno dei genitori. 5. Contiero. 150 s. con nota di A. 2) disporre il risarcimento dei danni. si parla di provvedimenti “in vigore”.. Porracciolo 127 “Quando non vi è crisi nei rapporti coniugali ma sussistono soltanto disaccordi sull’indirizzo della vita familiare o contrasti sull’esercizio della potestà parentale su questioni 70 . cit.. invece. I problemi.. ma si parla della loro violazione. ord.4. in realtà (e più propriamente). 3. Su questo non sorgono problemi particolari. in Guida dir. sez. in particolare del risarcimento del danno. La Corte d’Appello di Catania.. nei confronti dell’altro. 2012.. L’ambito di applicabilità Per quanto riguarda il primo aspetto. con un’ordinanza dell’aprile 2008. Contiero. 3) disporre il risarcimento dei danni. sorgono in relazione all’ambito di applicabilità della norma e alla natura dei provvedimenti in essa previsti. l’orientamento prevalente ritiene che l’art. 4) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria. in caso di forte conflittualità fra i coniugi. cit. annullamento del matrimonio o controversie fra genitori naturali. 138. Caltanissetta. in giurisprudenza. trattandosi. ma ciò non è sufficiente a far assumere al procedimento una natura contenziosa.. 25/10-02/11/2011. di un conflitto fra un genitore e l’altro.) 126 in dottrina.. a carico di uno dei genitori.2. invece. cit. l’ammonimento possa essere rivolto a entrambi i genitori (v.Giova innanzitutto premettere un cenno al reale significato da dare al termine “controversie”: si tratta. App. 295 s. 709-ter sia applicabile solo in presenza di un procedimento di separazione o divorzio. D’Alessandro. ha ritenuto che. infatti. inserto 2.

29/01/2007. la considerazione che. pure Trib. Mighela. In giurisprudenza. comma 5. 249. per evitare le discriminazioni che deriverebbero ai figli dall’impossibilità di applicare la norma nei casi in cui non vi sia alcuna convivenza more uxorio da far cessare129. cit. 76). 1064) e che.dentemente non è possibile violare dei provvedimenti se questi non sono già stati emessi128. cit. Ancona. 54/2006 estende.. A. Trib. 31/08/2009. Bisogna ricordare. un danno di tipo non patrimoniale. 709-ter c. Tommaseo. 2009. 709-ter) ai “procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati”. Anche Trib. 1064). ma anche dell’obbligazione di mantenimento. 71 . 23/10/2009. Min. attribuire il potere di decisione a quello dei genitori che. Mighela. gli artt. 2372) e. a norma dell’art. mer. Di Girolamo.. al tempo stesso.. cit. cit. superabile invero argomentando che ben può il legislatore prevedere rimedi ulteriori per migliorarne l’efficacia (Tommaseo. l’istituzione di rimedi ulteriori rispetto a quelli previsti per le violazioni di carattere. Messina. lo si è visto all’inizio di questo lavoro. e ciò perché “la sufficienza di risorse economiche è condizione indispensabile di esplicazione e sviluppo della personalità del minore e. al di là della componente patrimoniale. può soltanto.. cit. 03/10/2008. ad un dovere come quello di mantenimento che. Arceri. nota a Trib. 76 e A. semplicemente.c. ben si adatta. costituito dall’esecuzione forzata.. 2371 s. Arezzo. comunque. cit. v.: indirizzi giurisprudenziali a tre anni dalla riforma. in Giur. per l’inadempimento degli obblighi di natura patrimoniale. 316. Pavia.. 239 s. appunto. In senso contrario.c. nel singolo caso. condizione indispensabile di indipendenza del genitore collocatario nell’esercizio delle proprie facoltà genitoriali nell’interesse del minore stesso” (Trib. ove permangano i contrasti su questioni relative all’esercizio della potestà parentale. Per quanto riguarda.. La responsabilità da deprivazione genitoriale al vaglio della giurisprudenza di merito: due differenti forme di tutela per l’identico diritto costituzionalmente garantito. Modena.. cit. l’applicabilità delle proprie disposizioni (ivi compreso. comunque. 12/07/2006 (per i rif. Art. cit...p. meramente patrimoniale 129 Parini. i figli nati al di fuori del matrimonio. già vi sarebbe un rimedio. e Trib. ________ “di particolare importanza”. ritiene il più idoneo a curare l’interesse dei figli” (Tommaseo. cit. quella parte della giurisprudenza che invece ritiene la norma applicabile alle violazioni non solo delle statuizioni concernenti le modalità di affidamento. implicitamente accoglie tale tesi. su cui v. Termini Imerese. l’art.. escludono un intervento autoritativo del giudice: la legge prevede infatti che quest’ultimo debba limitarsi ad esercitare una funzione genericamente conciliativa per indurre i genitori a trovare una soluzione concordata e. ove violato. 1060) 128 Pagliani.. dunque. ben può determinare. senza specificare se sia necessaria la cessazione della convivenza fra i partners oppure se la norma sia applicabile anche nel caso in cui tale convivenza non vi sia mai stata: e sembra essere quest’ultima la tesi da preferire. poi.. più in generale. 144 e 316 c. 28/10/2008 (citata da Di Girolamo. la l. cit.

130 72 .. emessa nel settembre 2008 (v.c. 709 ter c. L’ammonizione. in Dir. Se ne è lamentata la natura blanda. c. Torino 2007. anche Autorino Stanzione. ma in realtà non può escludersene a priori l’efficacia: tutto dipende. La natura dei provvedimenti di cui all’art. 7 s. Danovi. nel nostro ordinamento.. Contiero. pers. il provvedimento di ammonizione130 (previsto per i casi meno gravi). II ed. 3. L’ammonizione consisterebbe in una mera esortazione. dalla persona a cui è diretta.. ultimo cit. 69/2009). che si rifanno al modello francese delle astreintes134 (oggi accolto. evidentemente. cit. e precisamente nella condanna pre________ cfr. dall’art.3. anche I.p. Cattaneo (diretto da) – G. 709-ter. 2° comma.. in via generale.. Misure sanzionatorie e processo civile: osservazioni a margine dell’art. Profili processuali. ciò è espressamente affermato. I. una diffida rivolta al genitore inadempiente. cit..) 131 ex multis. cioè “l’intimazione […] di astenersi da un determinato comportamento o di esplicare una determinata attività. la modifica dei provvedimenti in vigore e soprattutto il “pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria” (irrogabile d’ufficio131. 151 s.2. per il “risarcimento” di cui ai nn. Zingales.3. Il diritto di famiglia.. fam.4. cit. Famiglia e matrimonio.p. con l’avvertimento delle possibili conseguenze dell’inosservanza dell’ingiunzione stessa” (Greco. come si vedrà. 1109 132 In giurisprudenza. comunque tenere in considerazione l’interesse del minore133).2. la modifica dei provvedimenti in vigore e il pagamento della sanzione amministrativa Per quanto riguarda.3. in relazione all’ammonizione.. 7 s.. Cfr.c.) 133 Ciò significa che per sanzionare un genitore non si potrà comunque modificare i provvedimenti concernenti il minore in maniera contraria agli interessi dello stesso (De Marzo.1. 16 s. ultimo cit. invece.. cit. UTET. specie in vista della possibilità che successivamente vengano adottate misure più severe (Pagliani.c. in G. 2009. le quali consistono in misure di esecuzione forzata indiretta. Bonilini (continuato da). 411 134 cfr. da un’ordinanza del Tribunale di Modena.p. i provvedimenti adottabili. dalla natura che gli venga riconosciuta) sono ritenute misure punitive132 (per le quali bisogna. 1408). 262 s. Bonilini – G. 2) e 3). anche Sesta. e Sesta. mentre. la soluzione dipende. 721). introdotto dalla l. 614-bis c..4. cit.

. 30/10/2008. cit. in Resp. nel solco delle sanzioni amministrative stricto sensu.. 2007. nonché. cfr. 246 ss. cit. dal momento che si parla di “gravità della condotta” (ed infatti sulla sua gravità e sul reddito e sul patrimonio del danneggiante deve basarsi il calcolo della sanzione)138. 2011 139 Trib.). riservando il risarcimento del danno ad un’eventuale protrazione della condotta (ricordiamo. Ancona. in passato costituiti soltanto dalla possibilità di modificare le condizioni previamente fissate137. anche Parini.. comunque. Zingales. compreso il risarcimento del danno. 264) 136 Contiero.. Responsabilità civile nella famiglia: verso i danni punitivi?. ha comunque ritenuto che la mancata corresponsione della rivalutazione Istat non costituisca violazione sufficiente per l’irrogazione della sanzione amministrativa in questione laddove sia stato regolarmente versato il resto dell’assegno di mantenimento 140 Contiero.709-ter consiste nel fatto che in quest’ultimo caso l’inadempimento deve essere comunque già avvenuto. anche se non unanimemente. una tendenza di parte della giurisprudenza ad adottare immediatamente il provvedimento dell’ammonizione con la contestuale inflizione di una sanzione amministrativa139...ventiva al pagamento di una somma di denaro che diventa esecutiva nel momento in cui vi sia un ritardo o non venga eseguito un provvedimento del giudice135. ad esempio il Tribunale di ________ 135 La differenza fra le astreintes francesi e le misure previste nell’art. cfr. siano adottabili sia in alternativa che congiuntamente140): così ha fatto. e Zingales... cit. Ma pure la “sanzione amministrativa” di cui al n.. Paladini. non possono essere coartati136. cit. come le tre sanzioni. M.. cit. 265 ss. pur potendo essere incoraggiati da interventi di supporto. 411 s. accomunandola invece a certe pene pecuniarie previste altrove nel codice di procedura civile (Pagliani. comunque. cit. che non possa essere iscritta a pieno titolo. senza dubbio non partecipa della natura di sanzione amministrativa. prev. 406. comunque. che sono infungibili e che dunque. Si può notare. cit. 4) si ritiene. si tratta di mezzi volti a supplire all’impossibilità di disporre l’esecuzione forzata in forma specifica dei compiti inerenti alla funzione genitoriale. nonostante il nomen juris. pur potendo essere disposta officiosamente dal giudice (anche se vi sono anche tesi contrarie. 1063 138 Lena. 141 73 . di strumenti assolutamente nuovi nel panorama dei rimedi agli inadempimenti alle sentenze di separazione e divorzio. 142 137 Tommaseo. E’ da notare che l’ammonizione.. civ. cit. cit. Evidentemente. Min.

Contiero. affermando implicitamente l’assenza di un rapporto di specialità fra i due e. vi è chi ne afferma la natura prevalentemente punitiva.In alcuni casi. con un’ordinanza dell’aprile 2006. a carico di uno dei genitori. oppure il Tribunale di Catania. 2) e 3) ): a fronte di chi sostiene che abbia una funzione compensatoria e riparatoria. poi. paventando però la possibilità di ricorrere alla più incisiva modifica delle condizioni di affidamento in caso di reiterazione della condotta144.p. in un caso di un padre che aveva fatto visita ai figli minori per circa un’ora ogni tre o quattro mesi. in particolare. 2° comma. Il risarcimento del danno Modena. Pagliani. ci si è limitati alla sola modifica delle modalità dell’affidamento. 139 s. quindi. cioè il risarcimento del danno. finalizzata a sanzionare la condotta illegittima o a dissuadere da sue eventuali reiterazioni. pregiudicando così il diritto alla frequentazione del padre coaffidatario142. 266 144 Per quanto riguarda. ________ 74 ..2. su cui si è pronunciata la Corte d’Appello di Venezia nel settembre 2007. 3. c. 69/2009. cit. in un caso concernente. nemmeno amministrativa: pensiamo ad un caso.. nei confronti del minore o dell’altro genitore (nn.c. con un’ordinanza del luglio dello stesso anno.. bisogna ricordare la già citata decisione del Tribunale di Salerno che dato risposta positiva. una madre che impediva al padre di tenere con sé la prole141.4. questa volta. cit.c. quello della condanna al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria) e quelli emessi ex art. la possibilità di cumulo fra i provvedimenti emessi ex art. volta cioè a risarcire il pregiudizio effettivamente subito. Contiero. affrontato dal Tribunale di Firenze nel febbraio 2008. invece. cit. addirittura.3. 145 s.. si è deciso di ricorrere al solo ammonimento. 709-ter. 143 v. in cui una madre si era trasferita all’estero con la figlia minore affidatale. di cui si è già detto. così come riformato dalla l. 614-bis c. la loro diversità di natura 141 142 Oggetto di ben più ampi dibattiti è l’altro provvedimento previsto dall’art. 709ter (e.. In una vicenda esaminata dal Tribunale di Genova nel dicembre 2007143.2. senza che sia stata irrogata alcuna sanzione.p. o al caso.

di una sorta di peine privée)146. Cassano.. in Dir. 225 s.. così come accade per questi ultimi. G. cioè.4.3. 2° comma. 2) e 3). a scoraggiare l’inadempimento dell’obbligato. ove accogliesse tale tesi.. 74 s. Parini.). secondo alcuni potrebbe prescindersi da una specifica domanda di parte.. cit. in sostanza. Facci. in primo luogo. La responsabilità dei genitori per violazione dei doveri genitoriali. anche per il risarcimento di cui ai nn. con la conseguenza di togliere l’onere della prova al danneggiato (che. 2) e 3) sono alcuni fra gli stessi sostenitori della teoria dei danni punitivi a ritenere che sia comunque necessaria un’istanza di parte (Zingales... 146 Accogliendo la teoria dei danni punitivi. cit.2... 252 ss. Pagliani. 2008.. 416 s.c. 498 ss. cit.. valutare la gravità della condotta e l’efficacia deterrente della sanzione (si tratterebbe. a scapito di quella privatistica di compensazione e riparazione del danno. Specie alla luce dell’attenzione rivolta dalla recente giurisprudenza di legittimità all’esigenza di evitare duplicazioni risarcitorie..c. generalmente. La tesi della natura punitiva Secondo l’ultima delle impostazioni ricordate nel precedente paragrafo145..p. ma sarebbe il primo esempio di punitive damages nel nostro ordinamento: sarebbe volto. soprattutto per la “difficoltà di conciliare le regole ________ 145 v.. Ma. così come avviene per la modifica dei provvedimenti in vigore e per la sanzione amministrativa (Pagliani. cit. 416 s. c. 3138. cit. 709-ter. 259 s.. apparirebbe opportuno. 966.709-ter non avrebbe la funzione che esso ha normalmente. 260 ss. minacciandogli un pregiudizio superiore rispetto a quello che gli deriverebbe dall’adempimento. perché la condotta lesiva verrebbe sanzionata ex se.. cit. ed i danni prettamente “patrimoniali” tra congiunti. Lupoi. utilizzare criteri di valutazione diversi da quelli abituali e.. Mighela. cit. In tema di danni endofamiliari: la portata dell’art. per il giudice. cit. cit.) 75 . Amram.. cit. 722 s. il risarcimento di cui parla l’art. 269. Zingales. non è facile nella materia delle relazioni familiari). cit. fam. anche per il risarcimento di cui ai nn. I sostenitori di questa tesi evidenziano dunque la funzione pubblicistica di deterrenza e punizione dell’art. 709-ter c. Lena.2..1. De Marzo.3.

. ultimo cit. nota a Trib. 1183/2007. che li equipara ai figli minori. l’onere della prova. in giurisprudenza.p. con nota di G. 615 ss. 709-ter c....c. ultimo cit..p.... cit.3.. ultimo cit.: sanzione civile con finalità preventiva e punitiva?. si ritenga che tali principi debbano operare anche in relazione alla categoria delle sanzioni irrogabili dal giudice civile”. su considerazioni di carattere generale. Padova. 709-ter c. 967. 1065). 1024 ss.. dir. 227 s.. dunque. cit. Sesta. 915 s. 498 ss.c. Spoto. che conseguentemente afferma che il risarcimento ex art. appare insufficiente (Arcerti. ultimo cit. ultimo cit. cit. che “ha rigettato la richiesta di delibazione di una sentenza di condanna ai punitive damages emessa da una Corte distrettuale dell’Alabama per contrarietà all’ordine pubblico” (v. che significativamente rileva come la mancanza di un minimo e di un massimo edittale potrebbe portare a una “declaratoria di incostituzionalità per violazione dei principi di legalità e di determinatezza della pena (art. 9 76 . Amram. 30/04/2008.. 03/10/2008. dir. 259. Mighela. 2. sia sotto il profilo del rito (l’instaurazione del contraddittorio. cit. cit. Facci..proprie dell’ordinaria azione di risarcimento del danno con lastruttura dell’art. cit... 2011 150 cfr..p. cit.. 157.2. ultimo cit.. in Fam. 149 Da ultimo.. cit.c. prima di tutto. 8 s. 967. Napoli. cit. 25. 1108. F. Facci. cit. Lena.. 156) 148 v. 709 ter c. 2009. cit. 215 s.2. cit. costituirebbe soltanto un’ipotesi speciale di responsabilità civile.c. 2011. Paladini. Pagliani.. ultimo cit. cit. comma. Facci. sulla perdurante ostilità della Suprema Corte al riconoscimento di una funzione esclusivamente punitiva del risarcimento del danno149: in base ad essa. e. Pagliani.. ovviamente. Pagliani. cit. 709-ter c. 415 s... L’art. cit. Zingales.. anche Amram. 259. Cass... Cassano.. ________ 147 Danovi. non richiede la prova del pregiudizio effettivamente subito. Cost. l’art.).. anche. Lena. 420 s. Parini. 498 ss. Cfr. cit. invece. Da notare la tendenza dei giudici ad utilizzare la tesi “punitiva” nei casi di figli portatori di handicap. le preclusioni processuali) che in relazione agli ordinari criteri di accertamento della responsabilità”147. per i quali il disposto dell’art. ultimo cit. 3.. 270... 155-quinquies¸ 2° comma. Farolfi... in dottrina. sempre che. in Fam. cit.. 271 s. Cfr..c.. 273 e Tommaseo.p. Cassano. Zingales. 227 ss.2. La tesi della natura compensatoria e riparatoria La tesi della natura compensatoria e riparatoria del risarcimento di cui sopra148 si basa..4. 2008. 260 s. c. Trib... 75. Sesta. Lena. Paladini. con la conseguenza che l’onere della prova sarebbe a carico del danneggiato150. Arceri. in particolare. in particolare.

non esclude la coesistenza di un’altra finalità. finirebbe per lasciare spazio ad una determinazione arbitraria della pena proprio laddove. sottolineando così la necessità che i comportamenti incriminati comportino effettivamente delle conseguenze negative per il danneggiato. 4 della norma153.. di cui è destinatario lo Stato151) a far pensare ad una differenziazione fra i due. infatti. è la stessa distinzione fra il risarcimento “nei confronti del minore” e quello “nei confronti dell’altro [genitore]” (nonché la differenziazione fra il risarcimento e la sanzione amministrativa. privato. cit. invece. 1066 154 Contiero. con la conseguente necessità di riconoscerlo solo ed esclusivamente in presenza di un’effettiva lesione alla sfera personale. da parte dell’ex moglie. Illuminante. comune alla modifica delle modalità di affidamento e alla sanzione amministrativa. questa tesi troverebbe comunque conferma nel dato letterale della norma. del resto. il legislatore fissa dei limiti ben precisi per le sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende previste. ________ Spoto. cit. cit. non di “punizione”. e oltretutto fa riferimento a “gravi inadempienze” e al “pregiudizio” per il minore.Oltre alle considerazioni di carattere generale sopra accennate. di “risarcimento”. 723. cit. Tommaseo.. 1066. nei confronti del figlio. a questo proposito. 146 151 152 77 . Inoltre. come si è visto.. il provvedimento in questione conferma la natura risarcitoria delle misure previste dai nn. 2) e 3) del 2° comma dell’art. essendo ben diversa l’incidenza che la stessa condotta può avere sul patrimonio personale di sensibilità di ciascuno dei due152: una diversa soluzione. In tal senso. perché comunque la donna aveva esercitato. 709-ter 153 Tommaseo. 916 s. De Marzo. nel complesso. è la già citata sentenza del Tribunale di Salerno del 22 dicembre 2009 che giustamente ha riconosciuto il risarcimento del danno ad un padre. il valore compensatorio e riparatorio del risarcimento del danno qui previsto. in maniera adeguata il suo compito di madre. che parla. D’altra parte. a causa dell’atteggiamento iperprotettivo. vale a dire la funzione dissuasiva al ripetersi o al protrarsi dell’inadempimento154. cit. ma non l’ha riconosciuto al figlio stesso. al n. della possibilità di avere uno stabile rapporto con quest’ultimo. tanto più che il danno assume un’entità ben diversa fra genitore e figlio...

Assai rilevante è poi un decreto del Tribunale di Milano. con risarcimento del danno non patrimoniale arrecato dal genitore al minore”).p. 709-ter. cit. v.c. cit. 2368). 30/04/2008.c. deve ritenersi che la misura del risarcimento del danno di cui all’art. cit.. una decisione del Tribunale di Pavia del 23 ottobre 2009157 (secondo la quale “tale previsione configura una ipotesi ordinaria di responsabilità ex art. 710 c. Altre sentenze che sposano la tesi dei danni punitivi. il che non sarebbe certo possibile se si trattasse di un’ipotesi di responsabilità risarcitoria. Trib. nel nostro ordinamento. a parere di chi scrive. sebbene esistano. 144 s. con cui il collegio ha fatto proprio un accordo con cui le parti stabilivano preventivamente la somma da versare in caso di inadempimento ai propri obblighi da parte di un genitore 78 . cit. Palermo. che esclude che nel nostro ordinamento possano trovare spazio i cd. danni punitivi. Mighela. sia pure con motivazioni diverse.c. 2) e 3). sottolinea la possibilità.).. non sia altro che la declinazione di un tradizionale strumento civilistico nel contesto del diritto alla bigenitorialità. essendo questo assoggettato a regole speciali. Di Girolamo. di adottarli d’ufficio. nn. Messina. Contiero. Parte della giurisprudenza (per i rif.. c.. ________ 155 156 v.3. i danni punitivi.3. Napoli. 27/03/2008. quando invece la forma normale dei provvedimenti di condanna al risarcimento del danno è quella della sentenza. 2043 c..p.2.. Ha ritenuto nel senso della natura risarcitoria. 05/04/2007 sposa la tesi della natura punitiva sottolineando l’impossibilità di decidere in merito ad una richiesta di risarcimento nel corso di un giudizio di separazione/divorzio. 74) cerca di risolvere il problema della natura dei provvedimenti in base a considerazioni di diritto processuale: in particolare.3. appunto. almeno fino a quando non vi sarà un pronunciamento della Suprema Corte con cui vengano ammessi in via generale. Reggio Emilia. 264 s. v. e Parini. è quella che considera tale norma un’ipotesi ordinaria di responsabilità civile.2.. tuttora inedito (e citato da Di Girolamo. Infatti. cit. per il giudice. Trib.4. precedenti giurisprudenziali sia in un senso che nell’altro156 e sia difficile individuare quale tendenza sia prevalente. così come non vi sarebbe il riferimento ai provvedimenti di cui all’art. e Trib. 2° comma. l’opzione preferibile. che sono decreti. 2370 s. che richiama il modello francese delle astreintes (per i rif.. dotandolo di un procedimento più celere e snello rispetto a quello tradizionale. alla luce della giurisprudenza della Suprema Corte155.. 02/11/2007. sono Trib. ad esempio. La tendenza giurisprudenziale Nella giurisprudenza si trovano esempi sia dell’una che dell’altra tesi ma.

quindi. per i rif.. in caso contrario. con nota di A. v. 149 s.. in particolare. con il “poker” di sentenze dell’11 novembre 2008. 709-ter c..crdf. La particolarità di tale provvedimento consiste nel fatto che. non deve far dimenticare che queste stesse sentenze “quadrigemine” hanno comunque sancito che il danno può essere provato per presunzioni. in http://www. riservando al futuro l’utilizzo del diverso strumento del risarcimento del danno e subordinandolo alla sua dimostrazione. La Corte d’appello di Firenze condanna la madre a risarcire i danni all’ex marito e al figlio per violazione del regime delle frequentazioni. parla di danno in re ipsa e perviene così alle stesse conclusioni. non può prescindersi dalle risultanze della giurisprudenza in materia di illeciti endofamiliari. non può essere ________ 157 158 cit.. 75 s. in Danno resp. 2008. Lo ha affermato.. comunque da provarsi (conformemente.. Contiero.. cit. in un decreto del 24 gennaio 2008161. Cfr. Più in generale. cit. Figone. 2370 161 v. 79 . più in generale. 799 ss. Firenze. 709-ter come in re ipsa160). gli strumenti dell’ammonizione e della sanzione amministrativa. e contrariamente a quanto affermato dalla Corte d’Appello di Firenze nell’agosto 2007159. e Di Girolamo. Mighela. Contiero. in un regime di affidamento condiviso. come si è visto.it/giurisprudenza/aff_cond_130308. il Tribunale di Pisa. non potendo configurarsi. cit.p. e il fatto che.Del resto. pur non entrando nel merito della funzione del risarcimento ex art..pdf 160 v. rendendo quindi non così difficile la prova richiesta. che aveva qualificato il danno di cui all’art. 159 App. 29/08/2007. in cui si è negato il risarcimento mancando l’accertamento della perdita subita dal danneggiato nella propria sfera personale158. 142 ss. 149 s. Danovi. affermato che il danno è sempre danno-conseguenza e. ad esempio. il fatto che varie Corti abbiano utilizzato in primo luogo. a quanto stabilito dal Tribunale di Reggio Emilia in un provvedimento del 5 novembre 2007. nell’ambito del riparto dell’onere probatorio. un danno in capo al familiare soggetto passivo della condotta stessa. cit.. G.c. che normalmente richiede il protrarsi della condotta lesiva per un periodo di tempo apprezzabile. con cui una madre è stata condannata al pagamento della sanzione amministrativa per aver trasferito la figlia con lei convivente in un’altra città. la Suprema Corte abbia. anche A. decisione che. a cui giunge la teoria della peine privée.

cit. altresì Trib. comunque. cit. messa da tempo in evidenza anche dalla dottrina163 e dalla giurisprudenza costituzionale164. con nota di G.. nel nostro ordinamento. lo stesso Tribunale ha escluso il risarcimento del danno. 2011. dunque. fam. Min.. 96 c.p. Cfr. 164 cfr. comunque. secondo la quale “la responsabilità civile ben può assumere. Lena. cit. Tommaseo. nel contempo. 96. 14 marzo 2011. 3° comma. con conseguenti ricadute negative sulla condizione psicologica del minore. 709ter abbia introdotto la figura del risarcimento “sanzionatorio”.c. decr. la quale. non può ancora parlarsi165. C. pers. (esplicitamente richiamata dall’art. Ecco che allora.).709-ter come risarcitoria e riparatoria non esclude. utilizzabile “per garantire la tutela dell’effettività delle relazioni parentali ad opera dello Stato italiano così come richiesto dalla giurisprudenza europea” 80 . ritenendo che il breve lasso temporale intercorso e la possibilità di rimediare alla condotta attraverso un comportamento corretto in sede di attuazione del provvedimento non permettano di configurare la sussistenza di un danno in capo al ricorrente. del nuovo 3° comma dell’art. infatti. c. è stato ritenuto sufficiente dal Tribunale di Padova per configurare un danno e per individuare un incremento della conflittualità fra i coniugi. preventiva. compiti preventivi e sanzionatori (v. anche alla luce dell’introduzione. ________ 162 Il giudice. stando agli ermellini di Piazza Cavour. Bisogna comunque ricordare che in tal caso il giudice ha ritenuto pacifico il fatto che l’art. de jure condendo. che esplicitamente ritiene che l’ipotesi di cui all’art. La considerazione della funzione del risarcimento di cui all’art.c. Buffone. potrebbe costituire anche un efficace deterrente all’inadempimento dei doveri genitoriali.adottata unilateralmente da un solo genitore.p. Al contrario. non ha ritenuto rilevante l’affermazione dell’obbligato.) 165 Vi è chi.. oltre ad agevolare il danneggiato dal punto di vista probatorio. con una funzione. un lasso temporale di circa un anno. la famiglia sembra proprio il settore in cui i danni punitivi potrebbero compiere i primi passi. 155-bis c. 184/1986.) 163 Lena. secondo la quale la decurtazione era riferita soltanto all’assegno di mantenimento della moglie e non a quello del figlio. 274 s... come si è accennato. 273 s. durante il quale un coniuge ha decurtato sistematicamente l’assegno di mantenimento dovuto alla moglie e al figlio162. 65 s. invece. se de jure condito.. ritiene questa affermazione non così scontata. in seguito alla recente riforma del processo civile.c. dato che essa l’imputazione dei pagamenti non era stata fatta al momento degli stessi (Trib. 03/10/2008. una concorrente ed eventuale valenza punitiva. cit. Cost. Padova. in Dir. Tuttavia. fra l’altro. Milano. formulata solo in udienza. 1294 ss. (v. di punitive damages. per il caso in cui la domanda di affidamento esclusivo della prole sia manifestamente infondata) costituisca proprio un’ipotesi di danni punitivi.

Del resto, gli strumenti civili e penali un tempo utilizzati per reprimere i casi più gravi di prevaricazioni in famiglia appaiono oggi assolutamente vetusti e, se l’utilizzabilità delle norme di responsabilità aquiliana “tradizionale” rappresenta sicuramente un passo in avanti, certo sono necessari strumenti nuovi e più adatti alle peculiarità delle lesioni ai diritti costituzionali che hanno luogo in famiglia166. 3.4.2.4. Questioni processuali e di rapporto fra norme Affrontato l’esame delle problematiche sostanziali poste dall’art.709-ter, si tratta ora di esaminare quelle di tipo processuale. In particolare, fermo restando che la domanda del procedimento in questione va senza dubbio introdotta con ricorso167, si tratta di affrontare, in particolare, i problemi relativi alla competenza ad emettere i provvedimenti in questione e quello relativo ai modi di impugnabilità degli stessi, nonché il problema del rapporto fra tale norma e gli artt. 709, ultimo comma, c.p.c. e 4, 8° comma, l.div., che attribuiscono al giudice istruttore il potere di modificare e revocare i provvedimenti temporanei e urgenti adottati dal presidente del tribunale.

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166 Paladini, cit., 2012, ricorda l’esempio offerto, in materia di danni punitivi, dall’art. 1371 dell’Avant projet de réforme du droit des obligation francese 167 C. Cecchella – S. Maffei (a cura di), Le misure coercitive nelle controversie di famiglia : quando si applica il procedimento ex art. 709 ter c.p.c. ?, in Vent. avv., 2012, 2, 80

81

3.4.2.4.1. La competenza ad emettere i provvedimenti ex art. 709-ter c.p.c. Per quanto riguarda il primo problema, l’art. 709-ter, 1° comma, prevede che “per la soluzione delle controversie insorte tra i genitori in ordine all’esercizio della potestà genitoriale o delle modalità dell’affidamento sia competente il giudice del procedimento in corso” 168, mentre “per i procedimenti di cui all’articolo 710 è competente il tribunale del luogo di residenza del minore”.

La giurisprudenza169 pone l’accento sulla differente terminologia utilizzata nella prima e nella seconda parte della norma (“giudice” e “tribunale”), affermando che il “tribunale” si riferisce all’ufficio giudiziario, mentre il termine “giudice” indica l’organo titolare del procedimento, e ciò per affidare alle stesse persone tutte le controversie che si riferiscano alla medesima famiglia. Divergenze sorgono, invece, a proposito di chi sia il “giudice” nei procedimenti, come quelli di separazione, ad attribuzione collegiale: talvolta (e in prevalenza170) lo si è ritenuto essere il giudice istruttore171; talaltra, invece, si è osservato che, se così fosse, il giudice ben avrebbe potuto specificarlo, essendo comunque utilizzata in altri articoli del codice la distinzione fra giudice titolare del procedimento e giudice istruttore, e comunque ciò condurrebbe ad una soluzione illogica, facendo dipendere il giudice competente da un qualcosa di essenzialmente casuale, come il momento in cui si perviene alla decisione sull’istanza (nel corso dell’istruttoria o al suo esito)172; talaltra ancora, specie in dottrina, si è distinto a seconda del provvedimento da emettere, per cui il giudice istruttore dovrebbe, con ordinanza, assumere i provvedimenti opportuni per risolvere le controversie insorte fra i genitori, modificare quelli già in ________

168 Non vi è dubbio, comunque, che i provvedimenti in questione siano adottabili anche in fase di appello, e in tal caso il giudice del procedimento in corso sarà la Corte d’Appello (App. Caltanissetta, 25/10-02/11/2011, cit., VII ss.) 169 cfr. Trib. Pisa, ord., 19/12/2007, cit. 170 Vullo, Competenza e oggetto delle controversie promosse ex art. 709 ter c.p.c., cit., 47. Cfr. anche Trib. Salerno, 22/12/2009, cit. 171 Trib. Modena, 07/04/2006 (per i rif., v. Mighela, cit., 74). Cfr. anche Tommaseo, cit., 1061 ss., che sottolinea come, ad ogni modo, nel caso in cui la questione sia posta per la prima volta in appello la competenza spetta al collegio 172 Trib. Pisa, ord. 19/12/2007, cit.

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Certo è, ad ogni modo, che il procedimento per l’adozione dei provvedimenti di cui all’art. 709-ter può essere proposto non solo incidentalmente, cioè, ad esempio all’interno di un procedimento di separazione e di modifica delle relative condizioni, ma anche autonomamente, applicando le norme sui procedimenti in camera di consiglio (artt. 737 ss. c.p.c.) richiamate dallo stesso art. 710 c.p.c.174 e conducendo all’emissione di un decreto avente natura sostanziale di sentenza175. 3.4.2.4.2. L'impugnazione dei provvedimenti emessi ex art. 709- ter c.p.c.

vigore e procedere all’ammonizione ex art. 709-ter, 2° comma, n. 1, mentre il collegio dovrebbe adottare le sanzioni o fissare il risarcimento del danno in base ai nn. 2) e 3) e/o condannare al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria di cui al n. 4) con il provvedimento conclusivo del processo173.

v. Vullo, cit., 46 s.. Cfr. anche Tommaseo, cit., 1066 s. v., in particolare, Trib. Vicenza, 15/04/2010, in Fam. dir., 2010, 705 ss., con nota di F. Tommaseo 175 F. Tommaseo, Applicazioni giurisprudenziali di una norma controversa: ancora sull’art. 709 ter c.p.c., in nota a Trib. Vicenza, 15/04/2010, cit.. Assai complessa è in realtà la questione della forma che i provvedimenti emessi ex art. 709-ter c.p.c. dovrebbero assumere: secondo Vullo (Affidamento dei figli, competenza per le sanzioni ex art. 709 ter e concorso con le misure attuative del fare infungibile ex art. 614 bis, in nota a Trib. Salerno, 22/12/2009, cit.), per i provvedimenti volti a superare difficoltà pratiche o a sciogliere eventuali contrasti fra i genitori, la misura più adatta sarebbe quella dell’ordinanza, mentre per tutti i provvedimenti di cui al 2° comma della norma egli ritiene, anche per fornire le opportune garanzie di impugnazione, che la forma più adatta sia quella della sentenza (che deve essere adottata dal collegio) 176 Tommaseo, cit., 708. E’ da notare, comunque, che il procedimento ex art. 709-ter è quanto mai duttile, per cui si adatterà al rito e alla fase del processo in cui entra in gioco (Cecchella – Maffei, cit., 81)
173 174

Per quanto riguarda, invece, il problema dei mezzi di impugnabilità dei provvedimenti emessi in base all’art. 709- ter, esso, al 3° comma, precisa che “i provvedimenti assunti dal giudice del procedimento sono impugnabili nei modi ordinari”, con la conseguente necessità di stabilire in via interpretativa quali siano tali “modi ordinari”: la legge, in sostanza , non ha previsto regole speciali per impugnare i provvedimenti in questione, per cui trovano applicazione quelle previste in generale per il riesame dal diritto processuale civile, con riferimento al particolare provvedimento adottato dal giudice176. ________

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Significativa è, a tale proposito, una pronuncia del Tribunale di Vicenza del 15 aprile 2010177, in cui si nega la natura cautelare del provvedimento adottato ex art. 709-ter (e in base alla quale era stato proposto reclamo al Tribunale ex art. 669-terdecies c.p.c.), con la conseguenza che esso andrà impugnato davanti alla Corte d’Appello, che deciderà in camera di consiglio ex art.739 c.p.c.178.

Per quanto riguarda la possibilità di ricorso in Cassazione, la risposta è offerta proprio da quest’ultima con la sentenza n. 21718 del 22 ottobre 2010179. Nel giudizio di merito, il Tribunale aveva emesso un provvedimento di ammonizione ex art. 709-ter, invitando due genitori a contenere la reciproca conflittualità nell’interesse del figlio, e la Corte d’Appello aveva riformato tale pronuncia a favore del padre (collocando fra l’altro il figlio presso quest’ultimo). Investiti della questione in seguito al ricorso proposto dalla madre, gli ermellini hanno ritenuto inammissibile il ricorso stesso, dato che i provvedimenti emessi ex art. 709-ter non hanno carattere né decisorio (attenendo al controllo esterno sull’esercizio della potestà genitoriale) né definitivo (essendo modificabili in caso di gravi inadempienze ed essendo comunque le questioni trattate liberamente riproponibili): i “modi ordinari” con cui sono impugnabili i provvedimenti ex art. 709-ter sono dunque quelli previsti per le pronunce prive dei caratteri di decisorietà e definitività.

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cit. Peraltro, Tommaseo (cit., 708) critica tale assunto, ritenendo che, comunque, una funzione cautelare sia riconoscibile ai provvedimenti ex art. 709-ter nei casi in cui siano pronunciati lite pendente, essendo in tal caso ordinanze provvisorie impugnabili davanti al collegio ai sensi dell’art. 669-terdecies 179 in Dir. fam. pers., con nota di I. Zingales; in Fam. dir., 2011, 769, con nota di L. Bassora; in Foro it., 2011, 2821, con nota di G. De Marzo; in Guida dir., 2011, 2, 61 ss., con nota di M. Fiorini, che evidenzia come la sentenza in esame abbia lasciato del tutto irrisolti i dubbi sulla natura delle misure in essa previste; con nota di M. Buffoni
177 178

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3.4.2.4.3. Il rapporto fra l'art. 709-ter c.p.c. e gli artt.709, ultimo comma, c.p.c. e 4, 8° comma, l. div. Per concludere l’esame dell’art. 709-ter c.p.c., è opportuno ora richiamarsi ad una già citata ordinanza del Tribunale di Pisa del 19 dicembre 2007 con cui sono stati delineati i rapporti fra tale norma e gli artt. 709, ultimo comma, c.p.c. e 4, 8° comma, l.div., i quali, come si è detto, attribuiscono al giudice istruttore il potere di modificare i provvedimenti temporanei ed urgenti emessi in fase presidenziale. Nel caso di specie, “non essendo l’istanza proposta diretta né a risolvere una controversia insorta relativamente all’esercizio della potestà e/o alle modalità di affidamento né a denunciare ed a sanzionare le inadempienze dell’altro genitore”, la Corte toscana l’ha riqualificata, “in virtù del principio iura novit curia, quale istanza diretta alla modifica del provvedimento del Presidente del Tribunale” concernente l’affidamento condiviso del minore e la sua collocazione privilegiata presso la madre. Infatti, argomenta il giudice, il provvedimento presidenziale già prevedeva, in maniera chiara, il luogo in cui il minore dovesse abitare, con la conseguente impossibilità di configurare, relativamente a ciò, una controversia fra i genitori, controversia che invece “può configurarsi solo su quelle questioni che non sono già puntualmente previste e disciplinate dal giudice e che i genitori devono quotidianamente affrontare nella concreta attuazione del regime di affidamento vigente”.

La decisione in esame non è altro che la conferma dei rapporti fra le norme sopra ricordate così come delineati nella riflessione dottrinale180: al giudice istruttore spetta la modifica, ex art. 4, 8° comma, l.div., dei provvedimenti (presidenziali, ma anche propri) già emanati in relazione al mutamento delle esigenze dei coniugi e della prole; il giudice adito ex art. 709-ter, invece, non si esprime su tali misure, intervenendo solo di fronte ad eventuali difficoltà di attuazione. ________
180

Vullo, cit., 48 s.

85

4.

Il diritto alla salute del minore e la responsabilità genitoriale

L’art. 709-ter c.p.c. è stato applicato dal Tribunale di Modena, nel novembre 2007181, anche in un caso in cui un padre rifiutava di concedere l’autorizzazione ad un trattamento sanitario essenziale per il figlio: il giudice, in tale occasione, ha attribuito il potere di decidere ad un genitore in via esclusiva, anche in assenza del consenso dell’altro. Si tratta dell’applicazione della nuova norma ad un settore particolarmente delicato, quello del diritto alla salute del minore.

Nelle prossime pagine sarà affrontato sia il tema classico del rapporto fra salute del minore e potestà genitoriale sia quello della configurabilità di un dovere, per i genitori, di garantire la salute del nascituro, e si valuterà se e in quale misura sia ravvisabile una responsabilità genitoriale in materia. 4.1. Esercizio della potestà e responsabilità nelle scelte sanitarie Le questioni riguardanti la salute del minore rappresentano, spesso, quelle più difficili in cui si manifesta il potere-dovere di potestà genitoriale: significativi problemi si pongono non solo una volta che il bambino sia nato, ma addirittura, eventualmente, anche prima, come nel caso dei nati prematuri182.

Mentre nell’impostazione del codice del 1942, che altro non è che il frutto dello stato di sviluppo della scienza di quegli anni, il nascere e il morire sono eventi naturali ed istantanei, non così nell’attuale momento storico, in cui, com’è noto, vi sono farmaci e apparecchiature che rendono possibile la sopravvivenza in casi in cui, in passato, essa era, invece, assolutamente imposv. Contiero, cit., 146 s. Sul tema, v. G. Ferrando, Nascere per il diritto. Grandi prematuri e decisioni di inizio vita, in Nuova giur. civ. comm., 2009, II, 97 ss., che distingue tra feto abortito, nato morto e nato vivo (che poi, comunque, potrebbe anche esser morto poco dopo la nascita)
181 182

________

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Per quanto riguarda. non si vedono ragioni per escludere la tutela aquiliana. 333. delle chances di sopravvivenza. comunque. Ferrando. sibile: ecco che allora la valutazione se le manifestazioni biologiche del nato rappresentino “infruttuosi ed evanescenti conati di vita” oppure “segni di vita autonoma”183 sostenibili attraverso un “aiuto” medico e tecnologico è particolarmente importante e. pur consapevoli dell’handicap da cui questi sarà gravato per tutta la vita. 100 87 . nel caso in cui una scelta dei genitori. al contempo. i settori di maggiore interesse sono quello delle vaccinazioni obbligatorie e quello degli interventi medici. ________ 183 Nel caso in cui.c. ove la proposta del medico abbia solo probabilità. Viceversa. A proposito delle prime. la difficile decisione definitiva (salvo ovviamente il ricorso al giudice ex art. ma al contempo presenti rischi concreti di gravi conseguenze invalidanti per il figlio. improvvida già secondo una valutazione a priori.. evidentemente non possono essere chiamati a risarcire un danno al figlio. una responsabilità genitoriale potrà sorgere nel caso del rifiuto dei genitori di sottoporre il minore a vaccinazioni obbligatorie e dell’eventuale contrazione della malattia derivante da tale comportamento. cit. le decisioni prese sul figlio già nato. nel caso in cui la loro condotta sia “pregiudizievole al figlio”): ad ogni modo. volto ad accertare che i genitori abbiano avuto tutti gli elementi informativi per compiere la loro scelta. il controllo giudiziale dovrebbe avere carattere meramente procedurale. sia stata causa di un handicap altrimenti evitabile. nonché dei rischi di disabilità. poi. v. di successo. i genitori facciano “sopravvivere” il nato prematuro. ma dovrà informare i genitori delle condizioni cliniche del nato al momento della nascita. In tal caso il medico non potrà prendere da solo la decisione. dunque. più o meno elevate. lasciando a questi. dato che l’unica alternativa alla disabilità di quest’ultimo sarebbe stata la sua stessa morte. difficile. 333 c. in aggiunta al citato rimedio di cui all’art.

Infatti. salvo il caso di assoluta urgenza. degli interventi medici. nel caso di sperimentazione clinica.. ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano”. comunque.. debitamente informato185. 315-bis c. civ. Facci. non si può prescindere da due fonti: l’art. 236 ss. dir.c.. nel caso di opposizione. 4 dir. V. di ricorrere all’autorità giudiziaria. 2001/20/CE prevede oggi il riferimento alla “volontà presunta” dello stesso. così il medico non può prescindere dal tenere in considerazione il parere del minore in base alla sua età e al grado di maturità e. l’art.Insomma.. 347 ss. Cfr. è vero sì che la funzione primaria della normativa in materia è quella di assicurare la salute pubblica. è quella a valorizzare sempre più il ruolo del minore: così come i genitori devono tener conto delle aspirazioni e dei desideri di quest’ultimo nell’esercizio dei doveri genitoriali. i quali prevedono la sostituzione del legale rappresentante del minore nella prestazione del consenso e. ultimo cit. in Riv. 88 . 6 della Convenzione di Oviedo e l’art. prevede oggi che “il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici. anche nel peculiare settore degli interventi medici non si può prescindere dalle risultanze dell’evoluzione del diritto della famiglia e dei rapporti familiari: ecco che allora la potestà. Il problema del consenso nella bioetica. A proposito. 37 del Codice di Deontologia Medica. e anche di età inferiore ove capace di discernimento. e non si ________ 184 185 La tendenza in materia. ancora una volta. 2005.. II. Facci. ultimo cit. un concreto rischio di contagio o comunque altre circostanze derivanti dalla particolare situazione sanitaria dell’interessato che comportino un rischio grave per la salute del minore e giustifichino così la condotta dei genitori184. è piuttosto un diritto-dovere. Calderai. tuttavia si ritiene che ciò non ostacoli il riconoscimento di una responsabilità endofamiliare in subiecta materia. lungi dall’essere un diritto assoluto dei genitori sui figli. per il medico che si trovi ad effettuare una prestazione indispensabile. in base ad una valutazione ex ante. poi. diffusamente. la necessità. L'art. salvo il caso in cui vi sia. 239 ss. poi..

nel dovere di coinvolgere questi ultimi nel processo decisionale. Da ciò si deduce che il potere sostitutivo dei genitori sarà limitato ai casi in cui i figli siano troppo piccoli per autodeterminarsi. costituissero. pur essendosi rivolti. 240 ss. 243) 187 Facci. avendo come punti di riferimento il loro grado di maturità. l. bisognerà distinguere fra i “grandi” minori. nonostante il parere contrario dei genitori. essendo indispensabile. assumendo invece un rilievo fondamentale la volontà dei minori in tutti i casi in cui vi sia. la tutela dell’integrità fisica dei figli rientra fra i doveri genitoriali187. a danno del figlio. ________ Di conseguenza.. nella prestazione del consenso. e potrà quindi essere eseguita una trasfusione di sangue indispensabile per salvare la vita ad un bambino. e la scelta si sia rivelata sbagliata. a priori. per i quali. ove si concretizzi in un pregiudizio per i figli. sorgerà una responsabilità per quest’ultimo in tutti i casi in cui il trattamento sia ingiustificatamente invasivo o rischioso (ivi compreso il caso in cui sia stato preferito un trattamento sperimentale ad uno tradizionale). il provvedimento del giudice non è qui considerato come integrativo della volontà della donna. Sembra dare conferma del rilievo che assume la volontà del minore l’art. ultimo cit. ad ogni modo. 186 Facci. ultimo cit. piuttosto. 194/78: infatti.. La valutazione. non potranno essere giustificate quelle decisioni prese esclusivamente in base a convinzioni ideologiche. e ciò perché.. 89 . non potendo certo imputarsi ai genitori l’infelice esito di un’operazione o di un trattamento che. e i “piccoli” minori. o ancora sia stato negato il consenso ad un trattamento indispensabile. una scelta adeguata.risolve in una sostituzione dei genitori ai figli nelle scelte che li riguardano ma. relativamente ai quali anche la violazione del loro diritto ad essere ascoltati (e ad autodeterminarsi) potrà essere foriera di responsabilità per i genitori. Viceversa. in concreto. comunque. la loro volontà e il loro best interest. la sostituzione del rappresentante. indubbiamente. ma costituisce piuttosto la garanzia che la decisione sia stata presa in piena libertà (Facci.. dovrà essere fatta ex ante. 244 ss. cit. 12. un sufficiente livello di maturità186.

1. 58 s. che oltre ad una responsabilità dei genitori verso il concepito. Palmerini. comm. famiglia. Palmerini e postilla di F. 2° comma. 113. 188 E’ chiaro. Cour de Cassation.. invece. con nota di E.4. Patti. II. 2005. 203 ss. in subordine all’effettivo verificarsi della nascita stessa. 2° comma. che il concepito non ha la capacità giuridica189. e per il quale. Cass. 418 ss.. 536 ss. 209 ss.. 1. si pone quello della configurabilità di un dovere a tutelare la salute del figlio “non nato”.c. 536. in dottrina. Torino 2008. La responsabilità nelle relazioni familiari. L’ingiustizia del danno nelle relazioni familiari. 17/11/2000. in realtà non dica che la capacità giuridica si acquista “solamente” con la nascita 190 D... S. con nota di E. Il diritto privato nella giurisprudenza – Famiglia e persone – III – Tomo primo. Cendon (a cura di). 1252 ss. Facci. Parini. richiedono anche il requisito della vitalità.. o subisca comunque un altro tipo di danno (ad esempio a causa dell’uso di alcolici e stupefacenti da parte della madre). in particolare Mastropaolo. c. 14488/2004. 1. che sottolinea come l’art.. da cui deriva un diritto al risarcimento del danno causatogli prima della nascita e.. UTET. 1. venga contagiato da una malattia. c. cit. cit. cui si ricollega la figura della responsabilità da concepimento188. 1° comma. Sul tema.2.. si differenzia notevolmente dal codice del 1865 e dall’attuale codice civile francese che.. Ferrando.. F. v. in P.. 2001. Risarcimento del danno alla salute del concepito. e chi. ultimo cit. VV.. Angelozzi. responsabilità. civ. Mastropaolo. Mastropaolo. com’è noto.c. in base al disposto dell’art. in giurisprudenza. Persone. Orrù. vi può essere il caso di chi. civ. L’art. La procreazione.190. Busnelli 189 Tale affermazione vede comunque alcune voci contrarie. Giuffré... dunque. 97) 90 .. dell’esistenza di una sorta di “diritto a nascere sani”. cioè l’attitudine a rimanere in vita (cfr. 526 s. 566 ss. affermando contestualmente un suo dovere di tutelare il feto e di non assumere comportamenti potenzialmente dannosi per quest’ultimo: è vero sì. diritti dei genitori e dei congiunti. in Nuova giur. in Sesta. in Nuova giur. tuttavia gli si deve riconoscere una certa soggettività. cit.c. cit. già concepito. 309. occorre effettuare una distinzione in base al momento in cui si verifica il danno: infatti. comunque. c. specie in tema di manipolazioni degli embrioni. doveri. Vita indesiderata e pretese risarcitorie del figlio. insomma. cit. in AA. Studi in onore di Pietro Rescigno. la dottrina tende così a riconoscere una responsabilità della madre.. D.. Diritto privato. ________ A tale proposito. cit. vi potrà essere una responsabilità del terzo. Nel primo caso. infatti. abbia una malattia genetica. comunque. Fraccon. successioni e proprietà.. comm. il danno si sia verificato nel momento stesso del concepimento. Il “diritto a nascere sani” e la responsabilità da concepimento Esaminato il problema del dovere dei genitori di tutelare la salute del figlio nato.. Milano 1998. cit.

si porrebbe in essere un’ancora più assurda compensatio lucri cum damno... e nemmeno esisteva. Fraccon. nel nostro ordinamento. 1298 ss. Anche in tal caso. per cui il riconoscimento.. consideri un minus il fatto stesso di essere venuto in esistenza191. però. gli ostacoli all’individuazione di un danno risarcibile appaiono insormontabili: perché un danno sorga. infatti. ma nel caso della malattia genetica. 308. 202 ss. 193 Parini. quindi l’assenza di responsabilità: ben diversa è. anche perché una definizione troppo larga finirebbe per ricomprendere anche i difetti estetici e potrebbe spingersi fino a stabilire una responsabilità dei genitori in tutti i casi in cui il figlio. 216 191 192 91 . Patti. Insomma. ________ Facci. non ne sappia nulla. cit. cit. poi. per le ragioni più disparate. bisogna distinguere in base alla situazione dei genitori. senza la malattia genetica non esisterebbe nemmeno il concepito.Così. del fatto che. Mastropaolo. di un danno risarcibile finirebbe per introdurre. E’ dunque indispensabile fissare un confine. che in linea di massima dovrebbe essere costituito dalle malattie ereditarie propriamente dette. essendone “portatore sano”. un assurdo diritto alla non-vita192.. Orrù... mai esistito. ultimo cit. cit.. non è. invece. definire quale sia il pregiudizio risarcibile. in tal caso. infatti. Parini. 513 ss. Nel secondo caso. cit. ultimo cit. 516 ss. in tal modo. prima del concepimento. è necessaria l’aggressione ad un bene giuridico esistente. cit.. la situazione di chi sia consapevole della propria malattia e di chi. per non parlare. un soggetto cui sia riferibile l’ingiusta aggressione. 115 ss. almeno in linea teorica. la salute del nascituro. nel primo la valutazione è molto complessa: non è facile.. in realtà. invece. Mastropaolo. che può comportare l’assenza del requisito soggettivo della colpa e. se nel secondo caso è agevole escludere la responsabilità. trasmettendosi essa al momento e per il fatto stesso del concepimento. infatti.. 57 s. il bene giuridico asseritamente violato.. dato che c’erano solo due gameti. in cui la vita sarebbe il lucro e la malattia il danno193.. cit.

per loro. come sempre.. 58. 164 ss. 307. con ciò negando il diritto a procreare a coloro che siano consapevoli di essere affetti da malattie ereditarie. Trattato di diritto privato – Obbligazioni e Contratti – VI. cit. cit. Orrù. la malattia genetica produce i suoi danni. e porta infine a configurare un assurdo diritto del concepito all’aborto eugenetico197. G. UTET. 567. ZenoZencovich. 112 ss. Nel nostro caso. 567 ss. Tomo primo. V.. il leading case in materia è dato da una celebre sentenza del Tribunale di Piacenza del 1950194. Bona – V. che ha riconosciuto il danno biologico al concepito cagionatogli al momento stesso del concepimento. Torino 2000. ristampa (2001). poi. in P. cit. ultimo cit. cit. l’esercizio di tale diritto finirebbe per danneggiare un terzo. 195 Mastropaolo. I ed. G.. Cfr. Il danno alla persona. cit. ultimo cit.. 211 ss. dato che. che garantisce l’inviolabilità della libertà personale e. 92 .. Fraccon. cit.Ma sono evidenti le conseguenze demolitrici. cit. l’elaborazione teorica deve fare i conti. cit. ovvero il concepito195. 197 v. che non considera indispensabile che il soggetto passivo già esista nel momento in cui l’atto è compiuto (e. Peccenini – P. Angelozzi. anche in virtù dei progressi della medicina. altresì. sulla sentenza e sul successivo dibattito in dottrina... 513 s. 309... I fatti illeciti. Bona – U. sia del diritto costituzionale. Tullini. Virzì. Patti. Bessone – V. Torino 2001... 233 s. Monateri – M. ________ 194 La sentenza è stata riformata in appello. ma solo per la mancata nomina di un curatore speciale. con essa. una volta esistito. cit. Procreazione e danno. Parini. cit. 535 196 Cassano. di una simile impostazione.. il diritto alla procreazione e alla sessualità.. UTET. Angelozzi. M. che finisce per minare i fondamenti sia della teoria della responsabilità aquiliana tradizionalmente intesa. Ma. Rapporti familiari responsabilità civile e danno esistenziale. per l’intero sistema.... Mastropaolo. Fraccon. Orrù.. evidentemente. in P. 232 s.. Oliva – F. efficace sintesi del binomio fra responsabilità e libertà196. Rescigno (diretto da). 234.. parlare di diritto alla procreazione responsabile. che considera la lesione come il “venir meno” di un bene giuridico preesistente. Alpa – M. Orrù.. ultimo cit. Cassano.. II ed. con la pratica giurisprudenziale. 57 Ciò alla luce delle ultime tendenze della teoria della responsabilità civile. per tutta la vita del soggetto): si preferisce. 56 s. così.

a determinate cure od operazioni chirurgiche che avrebbero potuto evitare al figlio di nascere già affetto da una certa patologia199.. come quello di mantenimento. 57 s. cit. Alpa – Bessone – Zeno-Zencovich. 1260 s. il nesso di causalità) distinguere fra interventi invasivi. ai quali.Per quanto riguarda. che assume.. dovrebbe esistere. per i quali non sarebbe ravvisabile una responsabilità. anche uno spiccato connotato patrimoniale).. cit. 210 ss. cit. precisano che “lo strumento della responsabilità civile. 93 . ultimo cit. La responsabilità da cattiva amministrazione del patrimonio del minore Nelle pagine precedenti sono stati esaminati i doveri genitoriali aventi un carattere personale (ivi compreso un dovere. appare opportuno (al di là delle difficoltà di individuare. 167. Angelozzi. che però.. E’ invece pacifica la possibilità di configurare una responsabilità del terzo che contagi la madre (e con essa il concepito) con una malattia infettiva tramite l’atto sessuale200. con le conseguenze della loro eventuale violazione. Parini. in particolare il diritto-dovere di amministrazione del patrimonio del minore. cit. 571. sembra opportuno ritenere che la donna abbia il dovere di sottoporsi ove siano utili a scongiurare la nascita di un figlio affetto da patologie. invece. un diritto a non nascere. inevitabilmente conflittuale fra soggetti posti in misura diversa in situazione di grave disagio. Nelle prossime pagine saranno esaminati invece gli aspetti patrimoniali dei doveri genitoriali. obblighi che naturalmente vanno graduati in relazione al singolo caso con riguardo alla posizione sia dei genitori che del minore” 199 sul tema. in realtà. nel corso della gestazione. Facci. anch’esso possibile fonte di responsabilità. ________ 198 Orrù. appunto.. 5. la possibilità di configurare una responsabilità della madre per non essersi sottoposta. in concreto. non esiste198. perché si possa parlare di un danno al concepito nei termini delineati dal Tribunale di Piacenza. poi. appare più utilmente sostituito dagli obblighi giuridici derivanti dal rapporto di filiazione. v. Più in generale.. nel nostro ordinamento. 200 v. e terapie e interventi poco invasivi.

anche disgiuntamente. evitando così che si realizzino indebite disparità economiche fra i membri di questa201. 201 94 . non potendo amministrare il loro patrimonio senza il rischio di disperderlo. che siano gli stessi genitori ad amministrare i beni dei figli. L’amministrazione del patrimonio del minore e l’usufrutto legale Si è già visto come al genitore spettino una serie di poteri-doveri in materia. per cui sono i genitori a porli in essere in luogo sia dei minori sia dei nascituri concepiti e concepturi. 334 ss. A stabilire ciò è l’art. Giardina. porre in essere validi atti negoziali.1. prevedendosi l’annullabilità dell’atto in caso contrario. alla cura e all’assistenza della famiglia.. 324 prevede poi l’usufrutto legale dei genitori sui beni dei figli.5. Montecchiari. salute del minore: il genitore agisce. ultimo cit. dunque. 87 ss.. è noto. soprattutto. però. i cui frutti percepiti devono essere destinati “al mantenimento della famiglia e all’istruzione ed educazione” di quest’ultimi. 160 ss. e con l’autorizzazione del giudice tutelare in caso di atti di straordinaria amministrazione. esercitando un potere di rappresentanza nei confronti del minore. possono comunque.. cit.. ad esempio. ________ sulla rappresentanza genitoriale e sull’amministrazione dei beni dei figli. che gestiscono i rapporti patrimoniali già in essere o che sono volti al loro miglioramento e alla implementazione dei frutti. si fa riferimento anche agli aspetti patrimoniali di tale potere. cit. contribuire al mantenimento. Quando si parla di rappresentanza. un “corrispettivo” delle prestazioni operate a favore del figlio. altresì. tramite questo istituto.. Torrente – Schlesinger. Esso non è tanto. il quale prevede. Villa.. 320 c. ultimo cit. infatti.. educazione e. v. intendendosi di ordinaria amministrazione gli atti che non modificano il patrimonio esistente. di scelte di istruzione. ove si tratti di atti di ordinaria amministrazione. come si riteneva in passato. 1121 s. L’art.c. dato che il minore non ha capacità di agire e non può.. ma è piuttosto espressione del generale principio di solidarietà familiare: i figli.

o anche con procura ma senza l’obbligo di rendere conto dei frutti” (art. La prima conseguenza è data dalla decisione del Tribunale di “stabilire le condizioni a cui i genitori devono attenersi nell’amministrazione” oppure di “rimuovere entrambi o uno solo di essi dall’amministrazione e privarli. comunque. 95 . n. 2° comma.2. Per quanto riguarda l’eventuale sanzione penale (per i casi più gravi). è data. Martino.c. La responsabilità dei genitori per i danni arrecati ai figli. v. cit. essa non differisce dalla ________ 202 sul tema.5. Montecchiari. di fatto.).c. comunque. in tutto o in parte.. Le conseguenze della cattiva amministrazione del patrimonio del minore Si tratta ora di esaminare le conseguenze della cattiva amministrazione del patrimonio del minore202.. si può fare rif. (riguardante colui che “malversa o dilapida i beni del figlio minore”) In entrambi i casi. La responsabilità da cattiva amministrazione. tenendo presente che.. nel caso in cui. dalla sua riconducibilità sotto l’“ombrello” non dell’illecito aquiliano. in questo caso. La particolarità. 1331 s... l’art. come in tutti i casi fin qui esaminati. 325 dispone che sui genitori titolari dell’usufrutto legale sui beni del minore incombano gli stessi obblighi dell’usufruttuario. a seguito della cattiva amministrazione. 329 c. in Sesta. comunque. 223 s.): si ritiene. Fraccon. cit. sorga un danno patrimoniale in capo al minore. 30 ss. 1). dell’usufrutto legale” (art. Altra possibile conseguenza è data invece dalla restituzione dei frutti esistenti al momento della domanda nel caso in cui il genitore abbia continuato “a godere i beni del figlio convivente con esso senza procura ma senza opposizione. così come non si richiede l’imputabilità o la colpevolezza della condotta tenuta dai genitori. ma della responsabilità contrattuale: infatti. ultimo cit. spesso viene implicitamente presupposta) l’esistenza di un pregiudizio. 334 c. però. c. che per adottare tali provvedimenti non sia necessaria (anche se. all’570..p. si ritiene che sia configurabile anche un’eventuale responsabilità risarcitoria. M.

dettato appunto in materia di tutela. e non vi è dubbio che tale responsabilità sia di tipo contrattuale (con conseguente obbligo del genitore di provare che l’inadempimento ai suoi doveri è derivato da causa a lui non imputabile)203. non si può prescindere dal disposto dell’art. consistendo tale violazione “o nel non esercitare i poteri-doveri o nell’esercitarli in modo non conforme all’interesse del minore204”. nella prima parte di questo lavoro.c. Esaminati così. 2047 e 2048. senza peraltro poter beneficiare del minor rigore che. 314 96 . si analizzeranno. cioè gli artt. nella seconda parte.. sia gli aspetti personali che quelli patrimoniali dei doveri genitoriali nei confronti dei figli e le conseguenze della loro violazione.. in tema di mandato. di tale responsabilità. c. 382. il quale afferma che il tutore. gravato da un obbligo di “amministrare il patrimonio del minore con la diligenza del buon padre di famiglia”. gli articoli del codice civile più significativi per la configurazione della responsabilità genitoriale nei confronti dei terzi. 1° comma. 1710. vale a dire le caratteristiche essenziali della responsabilità dei genitori nei confronti dei figli. viene applicato in caso di gratuità della prestazione ex art. ultimo cit. responsabilità del tutore per amministrazione non diligente dei beni del pupillo.Sul contenuto.. cit. risponde verso il minore “di ogni danno a lui cagionato violando i propri doveri”. 63 Martino. ________ 203 204 Oberto. poi.

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PARTE SECONDA LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI PER GLI ILLECITI EXTRACONTRATTUALI DEI FIGLI .

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afferma: “In caso di danno cagionato da persona incapace di intendere o di volere. afferma invece: “Il padre e la madre. il rapporto reciproco fra queste due norme. l’art. 2048 c. innanzitutto. “Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto” (3° comma). leggere il disposto di esse. 2047 c. il loro rapporto con doveri e potestà genitoriale. rubricato “Danno cagionato dall’incapace”. come si è visto per l’ipotesi di cattiva amministrazione del patrimonio del minore) dei genitori nei confronti dei figli.). oltre che. il giudice. salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto” (1° comma).c. può condannare l’autore del danno ad un’equa indennità” (2° comma). 2047. sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all’affiliante” (1° comma). essenzialmente. in considerazione delle condizioni economiche delle parti. In questa seconda parte si esamineranno invece i profili di responsabilità extracontrattuale dei genitori nei confronti dei terzi per fatto dei figli (quindi. 2048. evidentemente. il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace. contrattuale. L’art. “I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza” (2° comma). dei tutori. L’art. eventualmente. E’opportuno. nonché l’art.INTRODUZIONE Nella prima parte di questo lavoro sono stati affrontati i profili di responsabilità extracontrattuale (o. anche qui. esaminando il rapporto fra tale responsabilità. o il tutore. analizzando. rubricato “Responsabilità dei genitori. i doveri e la potestà dei genitori. 101 .c. dei precettori e dei maestri d’arte”. “Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla sorveglianza.

Patti. L. Marrone. anzi. Patti. 2047-2048 e gli artt. Giappichelli. Ferrante. 16 ss. Milano 2008. insieme con quella di cui all’art. (“Responsabilità dei padroni e dei committenti”). 206 Ferrante.1. con ammissione della prova contraria dell’assenza di colpa. Torino 2001. 52 ss. per l’art. secondo il quale “le actiones noxales non prevedevano presunzioni di responsabilità”. cit. E. per fatto altrui. 2049 c. Bonvicini.c. che si esercitavano contro l’avente potestà (dominus o pater familias). Breve profilo storico205 Le ipotesi di responsabilità delineate dagli artt. 630 ravvisa un’analogia fra gli artt.c. era prevista una responsabilità del padre per il fatto del figlio. tipici casi in cui un soggetto può essere chiamato a rispondere per un danno materialmente commesso da altri. Quest’ultima affermazione non pare condivisibile. 2049206. senza possibilità di prova contraria. La r. nel diritto consuetudinario francese. cit. M. in generale. le père doit payer l’amende civile parce que le père doit chatier son enfant”209. 2009. ________ 205 Sul tema v.c. Minore danneggiante e responsabilità vicaria. 252 102 . 2047 e 2048. Giuffré. e a fondamento di tale responsabilità l’opinione tradizionale pone la culpa in vigilando o in educando per le ipotesi degli artt. che veniva posto di fronte all’alternativa fra pagare la pena prevista per quel dato illecito oppure dare a nossa (noxae dedere) il colpevole soggetto alla sua potestà. 252. Lineamenti di diritto privato romano. e la responsabilità seguiva appunto la potestà208. cit. Milano 1976. addirittura più forte di una semplice presunzione di responsabilità 209 v.. Chiarella (a cura di). Giuffré. del genitore e del tutore. rappresentano. In particolare.. in Danno resp. Contra. 973. in particolare nelle actiones noxales. 2051-2052 207 su cui v... 17. 2048 affonda le proprie radici nel diritto romano207. La responsabilità civile dell’insegnante. per quanto riguarda le norme oggetto della nostra indagine. in particolare una coutume bretone affermava: “Si l’enfant fait tort à autrui tant qu’il sera au pouvoir de son père.. l’art. e la culpa in eligendo. A. Ferrante. cit. 10. dal momento che la previsione di una sorta di responsabilità automatica del dominus o del pater familias nei casi sopra visti appare. Analogamente.. 208 M. 2047 e 2048 c.

cit.E’ tuttavia l’art. “si muove in termini completamente differenti rispetto al sistema delineato nel codice civile ed allo stesso criterio generale di non imputabilità dell’incapace sancito dall’art. 500.1384 del Code Napoléon. G. infatti.. in P. 47 ss. I ed. la responsabilità del padre (o. Oliva – F. Per quanto riguarda. a costituire.. del Codice del 1865. in guisa che l’incapace possa causare danno a terzi”212). 2010. Il danno alla persona.: orientamenti giurisprudenziali sulla responsabilità da illecito cagionato da minore “capace”. ma questa è appunto presunta213 salva la prova contraria “di non aver potuto impedire il fatto”... 21 103 . con necessità della prova dell’elemento soggettivo della colpa da parte del danneggiato” (Facci. ma con la possibilità di esimersi da tale responsabilità laddove fornisca la prova di non aver potuto impedire il fatto del minore211. 2048 c.. In realtà. Art. ristampa (2001). Così. UTET. per cui il danneggiato non deve più provare la colpa del sorvegliante. I nuovi danni nella famiglia che cambia. 239) 213 Pregevole è la precisazione di Ferrante (cit. “risponde ai comuni criteri. ultimo cit. l’antecedente storico dell’art. ________ 210 Ferrante. prevedendo un’indennità per il danneggiato e a carico dell’incapace. Tuttavia. cit.. poi. cit.c. che usa le due espressioni indistintamente e atecnicamente 214 Ferrante. Torino 2000. cit. Tullini. Patti. non tanto per il principio enunciato (che. Pizzetti. U. 17 ss. l’art. citata da Ferrante. infatti. Facci. 20. esso è invece nuovo rispetto al Codice del 1865. è lo stesso Ferrante ad osservare che tale distinzione non viene fatta nemmeno dalla Suprema Corte. 1153 ss. in Resp. secondo il parere unanime della dottrina.. 257 211 A. per i quali chi ha per legge o per volontaria assunzione di obbligo il dovere di vigilanza e di sorveglianza su persona incapace. dopo la sua morte. nell’ambito della responsabilità per omissione o per negligenza. piuttosto che una presunzione di responsabilità. ma piuttosto per l’inversione dell’onere della prova. prev. cit. 1153 non venisse meno nel caso in cui il figlio o il pupillo fossero incapaci (v. G. 1812/1953.. “la responsabilità del sorvegliante per i danni cagionati dall’incapace era ricondotta. il quale sottolinea che gli artt. tramite la mediazione degli artt. La responsabilità per danno cagionato da incapace e da minore. Tomo secondo.. Monateri – M. 2047. generalmente. civ. Altra novità è poi data dal 2° comma della norma che. della madre)210. Oliva – F. 2047 e 2048 pongono una presunzione di colpa. Peccenini – P. 1969. Cocchi. Patti.). parte della dottrina riteneva che la responsabilità dei genitori e dei tutori di cui all’art. 252 212 Cass. 308). comunque.. 2048: esso prevede. 2046 del codice civile”214. cit.. Bona – U. versa in colpa ed è tenuto al risarcimento se omette o trascura la sorveglianza.

il danneggiato non ha diritto al risarcimento del danno”. di molti Paesi comunisti 104 . a sua volta ispirato dai principi di diritto naturale propugnati da uno dei suoi redattori. possa per avventura nel dato caso essere imputata la colpa. il quale. 2047 e 2048 sono anche. ovvero se il danneggiato. avuto riguardo alle circostanze. nei §§ 41-44 e 139-146 della parte I. o d’una parte di esso da stabilirsi in termini di equità. e 23). il riferimento va al § 1309 dell’ABGB. titolo VI. Per quanto riguarda l’art. si trovano norme analoghe sia nel codice svizzero delle obbligazioni sia nei codici. o finalmente avuto riguardo alla sostanza del danneggiante e del danneggiato”215. ormai abrogati. 240 e Ferrante. ________ 215 Referenti degli artt. ultimo cit. l’art 76 e l’art. ancor prima. per risparmiare il danneggiante. nel Codice Austriaco del 1811 (ABGB). 79 del progetto di codice codice civile italo-francese del 1927 (v. Per quanto riguarda il 2° comma. abbia tralasciato la difesa. se al danneggiante.. del Codice Prussiano (Allgemeines Landrecht) e. il riferimento è dato dal § 1310 dell’ABGB. rispettivamente.. il giudice ordinerà il risarcimento dell’intero danno. cit. sebbene non abbia questi ordinariamente l’uso della ragione. stabilisce: “Fuori da questo caso gli compete di essere indennizzato da quelli ai quali sarà imputabile il danno per aver negletto la cura loro affidata sopra tali persone”. lo Zeiler. per quanto riguarda il 1° comma. Facci. dopo che il § 1308 ha affermato: “Se i mentecatti o gli imbecilli o i fanciulli recano danno ad alcuno che vi abbia dato occasione con qualche sua colpa. 19 s. 2047. secondo il quale: “Se il danneggiato non possa in questo modo ottenere il risarcimento del danno. In particolare. prima ancora che nel § 829 BGB cui fa esplicitamente riferimento la Relazione al Codice del 1942.L’origine della norma è da ricercare invece.

3. Giuffré. e dunque essi rispondono non in quanto genitori. cit. in Cendon (a cura di). cit. cit. del maggiore d’età comunque incapace d’intendere e di volere (A. precettori e maestri d’arte: infatti. 209. stante. ________ 105 . 201.. Il fatto dannoso del minore incapace. il minore sia capace218. 1973.. 1338..2. mentre l’art. C. 130. Giuffré. in Danno resp. come si vedrà. La responsabilità civile. cit. ultimo cit. invece. 2001. in P.). 216 Anche se. Campione. anche App.). Ferrante. cit. 501 s. insegnanti. Lecce. La responsabilità dei genitori.. D. 2048. Facci. 264 s. Rapporti personali e patrimoniali. Ferrando (trattato diretto da).varese. cfr. Il soggetto tenuto alla sorveglianza dell’incapace (art. 562. 305. 930.. Le nuove figure di risarcimento del danno nella giurisprudenza.. 974. La responsabilità dei genitori e dei tutori (art.. La responsabilità extracontrattuale dei genitori verso i terzi (art. R. La responsabilità nelle relazioni familiari. UTET. 2047 nel caso di minore incapace.c. Volume secondo. capita sovente che si applichi l’art. La potestà del genitore e l’autonomia del minore.. Le Fonti delle Obbligazioni. Coppola. cit. Ferorelli. non dimentichiamolo.. La Responsabilità Civile... 396. Venchiarutti. La responsabilità civile dei genitori verso i terzi. ma in quanto sorveglianti219. in Bonilini – Carnevali – Confortini. Volume II. precettori o maestri d’arte. P. cit. Trattato della responsabilità civile e penale in famiglia. in sostanza. 248. ha applicato l’art. cadendo palesemente in errore.) 217 o. Ambanelli. La responsabilità dei genitori. 2047 si applica nel caso in cui il fatto dannoso sia materialmente commesso dal minore incapace di intendere e di volere217. 2047 e dall’art. 397) 218 A. in Bonilini – Carnevali – Confortini. l’art. in Sesta (a cura di). 3. Barbanera..it/UserFiles/File/giurisprudenza/Responsabilita%20civile%20dei %20genitori%20verso%20i%20terzi%20Torino. cit. dei tutori. Cendon [a cura di]. cit. Salvi. 361. 2047 laddove sarebbe più corretto applicare l’art. Si può dire. Sul problema della distinzione fra soggetti capaci e incapaci.. in nota. cit. infra Prima di affrontare le problematiche poste dall’art.pdf. 2047-2048 c.tribunale. Monateri. in http://www. 92. Bologna 2008. 2047 c. 307. Milano 1994. 2048 si applica nel caso in cui. 4481/2001.. R. con commento di V. insegnanti. 649 e Cass. cit. 2047 e l’art. C. Cocchi. ex art.. 2048 e viceversa (Facci. Cfr. in Bonvicini. appare opportuno precisare quali siano i “confini” di applicabilità delle due norme. che peraltro cita sporadica giurisprudenza che. G. tutori. G. Villa. La responsabilità civile. che l’applicabilità dell’una escluda l’altra216: più precisamente. 2048 c. Venchiarutti. Patti. cit. Carbone 219 Barbanera. 2048 a bambini che frequentavano la prima elementare. 2048 c. 498 ss. La responsabilità extracontrattuale. Diritto privato – Parte Seconda.). Poletti.c. cit. 2048. Il nuovo diritto di famiglia. M..c. dei precettori e dei maestri d’arte. Torino 1998. 598. anche. 22 dicembre 1969 (massima). 87. altrettanto indubitabilmente il riferimento è all’art. se per il minore capace essi rispondono. Zanichelli. ultimi cit. in G. senza alcun dubbio. in Breccia – Bruscuglia – Busnelli – Giardina – Giusti – Loi – Navarretta – Paladini – Poletti – Zana. E la distinzione vale sia per i genitori che per tutori.. R.c. Chiarella. la difficoltà di distinguere il minore incapace da quello capace.. Fazio. cit. Milano 1998. Dogliotti.. I “confini” fra l’art.

il minore capace ne risponde. II ed. cit.. “[c]oll’usare la locuzione fatto illecito il legislatore può benissimo non aver fatto riferimento alle conseguenze della fattispecie. 966. 2048 a sancire una responsabilità solidale ulteriore del genitore. cit. 1339. Ferrante. ________ 220 Campione. quanto piuttosto a rendere meno gravosa la posizione dell’indigente che sia stato danneggiato da un incapace abbiente223. con ciò implicando che nell’art. Cfr.E. e che la responsabilità di quest’ultimo viene semplicemente dedotta dalla dottrina in base al confronto con l’art. cit. 398. Patti. massima in Bonvicini. viceversa.. 2048. App. in realtà. 2048 si limita a dire che i genitori “sono responsabili” del danno cagionato dal minore. Venchiarutti. questa affermazione il disposto del 2° comma dell’art. 2047 “manca addirittura l’illecito mancando un soggetto capace di imputarlo”221. 2047 e alla già dedotta differenza terminologica tra l’espressione “danno cagionato da persona incapace” di cui all’art. Rescigno. cit. in virtù dell’art. rispetto al restante disposto degli artt. 2047 e 2048. 2047 e 2048. “non risponde delle conseguenze del fatto dannoso” da lui commesso. infatti. dunque. Ferorelli. tali elementi non erano gli stessi […] di quelli riuniti nella previsione dell’art. cit. agire congiuntamente (o. il problema se si possa trattare di 106 .. il quale.. addirittura. sul 2° comma dell’art... A suo parere. 2047. 2047. cit. evidentemente. P. 2047 in quanto. cit. A conferma di ciò. prevedendo non un risarcimento ma “un’equa indennità” a carico del minore danneggiante e a favore del danneggiato e mirando quindi (come si vedrà) non tanto a risarcire il danno o a punire l’incapace. per cui l’intera responsabilità finisce per ricadere solo ed unicamente sul sorvegliante. 2043” 222 v. cit. cit. 696.. 209.. cit. Monateri. infatti. Roma. Egli non poteva usare la stessa locuzione all’art.. a parte. anzi conferma. sottolinea però che. Dogliotti. l’art. Non contrasta. tutore o precettore. Barbanera.. Patti. cit. Manuale del diritto privato italiano. 3 luglio 1957. 250 ss. Napoli 1975.. limitandosi l’art. 26.. 965 ss. 598.. Ferrante. 2047. mentre gli effetti delle due norme nei confronti delle persone civilmente responsabili sono gli stessi. 651 221 v. 2048 usa l’espressione “fatto illecito”. Jovene.. a conoscenza di un consistente patrimonio del minore. parla di “danno cagionato dall’incapace”. si muove in una logica equitativa e di utilità generale222. mentre l’art. Monateri. 2047 e “fatto illecito” di cui all’art. non così nei confronti del minore incapace o capace: il minore incapace. come si è visto. 509. non si pone qui. con la conseguenza che ben può il danneggiato. 223 Contrariamente a quanto accade per il restante disposto degli artt. a cagione dell’incapacità. la dottrina fa riferimento al dato letterale delle due norme: l’art. 249 ss. unicamente) contro quest’ultimo220. 137. cit.. ma agli elementi della fattispecie. 2046.

Codice civile. Carusi – Gritti.. avendo invece maggiore rilevanza pratica le questioni relative alla ripartizione della responsabilità (e del risarcimento) fra precettore e minore Per quanto riguarda. 12501/2000. di genitori.. Carusi – Gritti. la colpa). anche infra 224 Cass. 36 s. Di Ciommo. 225 v. D. dato che il minore è incapace e dunque irresponsabile225. per cui. 2048. dal momento che nemmeno si tratta di responsabilità. 2048 solo ove si accolga la tesi. appare a chi scrive convincente. 1678-2969). esso nemmeno si pone. che si esaminerà nel prossimo paragrafo. Monateri.. 2048. 2047 non ragiona in un’ottica di responsabilità ma in un’ottica di equità e di indennizzabilità. Milano 2010. dalla colpa di questi ultimi227. per così dire. cit.Così. Tomo II (Artt. della natura oggettiva della responsabilità da esso prevista non sarà difficile riconoscere la possibilità di rivalsa totale. cit. cit. in Danno resp. Cfr. minoritaria. dato che. 1994) 228 v.. come si è detto nel corpo del testo. talvolta.. Dogliotti. se nel caso dell’art. coloro che seguono la tesi tradizionale della responsabilità diretta si dividono fra coloro che ritengono che il danno derivi. cit. in Rescigno (a cura di) – Cirillo – Cuffaro – Roselli (con il coordinamento di).. a fronte di una dottrina maggioritaria che parla di responsabilità oggettiva (mancando. a meno non sia esclusa del tutto la culpa in vigilando del precettore (Cocchi. in vigilando o in educando. si tratta di un aspetto particolarmente difficoltoso. Venchiarutti.. 4010 226 cfr. Nondimeno. Viceversa. avendo i genitori esclusivamente una funzione di garanzia226. limitatamente ai rapporti interni. 967 s. responsabilità per fatto proprio o altrui.. la rivalsa dei genitori (o precettori) nei confronti del minore.. 257 ss. invece. evidentemente. Carusi – F. cit. appunto. sparuta dottrina ritiene invece che non di responsabilità oggettiva si tratti. con commento di F. ________ 107 . 2066. tant’è che. Commento all’art. la responsabilità grava esclusivamente sul minore228. negano che la colpa in vigilando o in educando possa integrare tale concorso. 4010. Commento all’art. la stessa giurisprudenza tende a “glissarlo”224. da un concorso fra la colpa del minore e la colpa. dato che non si vuole risarcire il danno (e nemmeno sanzionare chi ha commesso il fatto dannoso) ma indennizzare il danneggiato (Ferrante. tutori o precettori. 662 227 v. che sottolinea come si sia escluso che il figlio possa avanzare un’analoga richiesta di rivalsa verso i genitori.): tale seconda tesi. anche se è chiaro che saranno ipotesi quasi di scuola quelle di rivalsa del minore contro il genitore o di quest’ultimo contro il minore. cit. 2001. appunto. Segue tale tesi anche la giurisprudenza più risalente a proposito dei rapporti interni fra precettore e minore. ultimo cit. anche Campione. poi. il 2° comma dell’art. Gritti. per cui il minore potrà opporre in deduzione quella parte di danno derivante. Giuffré. e coloro i quali. 4010.. 509 s.. VIII ed. cit. per quanto.. 2047. nel caso dell’art.

cit. istruzione ed educazione della prole 231 In questo senso. richiama quella dottrina che ha in parte rivisto tale posizione storicamente consolidata. appaiono quanto mai condivisibili le osservazioni di Patti. cioè l’art. di garantire il risarcimento dei danni causati dai figli minori e coabitanti229. 1384 del Code Napoléon. cit. che continuava ad avere il pieno esercizio della potestà. 2048. in particolare. l’antecedente dell’art. anche Campione. l’art. Infatti. al di là della loro formulazione apparentemente chiara. quello. 275 s.. la nuova formulazione dell’art. cioè.. ultimo cit. infatti. Patti. fin dal principio. ultimo cit. Giardina. 2048 nei doveri genitoriali di mantenimento.3. E’ da tale contrasto che è nato il criterio di imputazione della responsabilità del genitore dato dalla colpa nell’esercizio del potere di controllo sul minore231. come tale norma costituisse una sorta di “contrappeso” e un “corollario” della puissance paternelle. 25. cit..c. ma piuttosto l’espressione di un “dovere ed impegno ad adempiere ai propri precisi obblighi di legge” 230 Alla luce di ciò. 260 ss. Giardina. creava invece una situazione di forte sfavore per la madre: era il padre. 252. Sesta (a cura di). in corrispondenza. Ferrante. 130 sottolinea. Il fatto illecito del minore capace. e il principio della colpa come criterio generale di imputabilità degli atti. almeno sino alla riforma del 1975. 1969. 618 s. un intrinseco contrasto tra il suo scopo.. e dunque nella potestà. 2047 e 2048 non costituisce una “garanzia in senso tecnico”. che permette quindi al genitore di svincolarsi dalla responsabilità in relazione alla funzione ed ai poteri che gli spettano proprio in quanto tale: in base a tale tesi. che aveva. 131 s. concessa dalle due norme. La condizione giuridica del minore. magistralmente. cit. quello che si è visto essere. conseguentemente. accresciuti i poteri. che evidenzia come tale asimmetria fra la titolarità della potestà in capo al solo padre (fino alla riforma del 1975) e la responsabilità in capo ad entrambi i genitori rappresentasse un importante elemento a sostegno della tesi che poneva il fondamento della responsabilità ex art. Cfr. 2047 e 2048 scontano una sorta di peccato originale. ciò dimostrebbe che quella di cui agli artt. e Facci. mentre la madre finiva per essere gravata da questa responsabilità senza che ne fossero. comunque. cit. al di là d’ogni dubbio... in M. Jovene.. Napoli 1982. a sua volta. 2047 e 2048 c. l’art. gli artt. così come delineato nella Relazione al Codice. il proprio fondamento nell’autorità paterna230. con il conseguente pieno potere di effettuare le scelte in materia di educazione e regime di sorveglianza dei figli.. ma ancor ________ 229 Cocchi. La responsabilità nelle relazioni familiari. 1384 del codice abrogato).: un’introduzione Ora. di fornire la prova contraria. presenta. che si rivela così essere non solo il frutto di un compromesso. lungi dal rappresentare un passo verso l’uguaglianza fra il padre e la madre. ponendo in rilievo la possibilità. il quale giustamente osserva come. 2047 un “inutile doppione” 108 ... La natura e il fondamento della responsabilità ex artt. che definisce. 2048 (rispetto al suo “precedente” storico.

A questo si aggiunga. 131. Nuovi orientamenti giurisprudenziali sulla responsabilità dei genitori ex art. 2047 e 2048. cui si aggiunge una tesi intermedia che parla di responsabilità semioggettiva. riassumibili sostanzialmente in due tesi estreme. 1384 del Code Napoléon. è opportuno partire dalla giurisprudenza francese su quello che si è visto essere l’antecedente storico dell’art.. cit. 361 109 .c. l’effettiva possibilità. in cui vari autori. 32 ss.. cit.. Per comprendere la prima tesi. Comporti. non si verifica praticamente più (cfr. almeno inizialmente. Patti. 2002. Non così. condizione che oggi. 262 ss. in cui la potestà ha perso la sua vocazione autoritaria a favore di una forte considerazione.. come criterio di imputazione. come si è visto. anche Fraccon. cit. non poteva accadere diversamente in un sistema in cui.. 261. 2048 c. il criterio di imputazione della responsabilità era rappresentato esclusivamente dalla colpa234 che. l’art. a parte il dolo. ultimo cit.. ormai. in passato. ultimo cit.più inadatto nell’attuale contesto. 2047 e 2048 del Codice del 1942233: del resto. analogamente a quanto avrebbe fatto la giurisprudenza italiana sia con riferimento agli artt.. con altri criteri. però. cit. che ne ricollegava l’applicabilità alla culpa in vigilando o in educando. per il genitore. in Danno resp. agli artt.) 233 cfr. 522 s. in primis Rodotà. di controllare il comportamento dei figli232. come il rischio o la proprietà di un bene 235 Villa. delle esigenze. 354 234 Ferrante.. in concreto.. cit. del Codice del 1865. nei casi previsti dalle due norme in questione.. nell’attuale sistema. delle aspettative e del processo di maturazione del minore. parlano di “sostituibilità” della colpa.. Giardina. quella della natura diretta o per fatto proprio e quella della natura indiretta o per fatto altrui. 2048. la responsabilità dei genitori ben poteva essere giustificata dai benefici patrimoniali che questi traevano dallo sfruttamento dell’attività lavorativa dei figli minori. 261 s. dal momento che. 232 Di Ciommo. ________ Da queste contraddizioni sono nate diverse teorie in merito al reale fondamento della responsabilità ex artt. il venir meno della giustificazione economica delle due norme in questione. 1153 ss. veniva presunta235. sia. che diminuisce notevolmente. sostiene ancora Patti..

in Foro it. cit. Istituzioni di diritto privato. consistente nel non aver saputo impedire il fatto dannoso dell’incapace a causa della propria omessa o insufficiente vigilanza237. Di Paola. 2047 finirebbe per essere non l’incapace ma il sorvegliante stesso. Bologna 1991. con nota di S. in relazione all’art. per i sostenitori di questa teoria. Venchiarutti. Dogliotti. cit. Istituzioni di diritto privato (diritto civile). 301. Venchiarutti. cit. Esiste poi un lontano e singolare precedente delle Sezioni Unite (la pronuncia n. 2048. 2046. 240. 502 s. cit.. 2047. Commentario al codice civile – Volume quarto ** artt.. Torino 1991. 2047.. 138. sussistano meno dubbi sul fatto che si tratti di responsabilità per fatto proprio del sorvegliante rispetto all’art. 1995. UTET. Facci. Trimarchi. 609. Cendon.. Bonvicini. cit.. in G. Simone. 12965/2005. la responsabilità avrebbe il proprio fondamento nella culpa in vigilando: in sostanza.. Fraccon. in dottrina. cit.. Ferrante.. e finisce tuttora. autore della “commissione del fatto” di cui all’art. UTET. che sancisce la non imputabilità dell’incapace d’intendere e di volere.In particolare. Codice civile annotato con la giurisprudenza. Id. Cendon – A.. Campione... Cian – A.. quindi. Il Mulino. 1686 237 v. nella culpa in educando o in vigilando. ultimo cit. cit.. e ciò in base alle norme generali in materia di rappresentanza legale (Venchiarutti. da un punto di vista materiale. cit. I.. Padova 1992. G. P. 630. AA.. Ferrante. A. 522. 2732 del 1951) con cui è stato ritenuto responsabile l’interdetto del fatto illecito posto in essere dal suo tutore. 2047 e quella del genitore. nel caso dei primi. Alpa. Trattato di diritto civile. cit. Responsabilità civile e danno. ultimo cit. Trabucchi. che risponderebbe dunque per un fatto colposo proprio. cit.. 1285 ss. Salvi.. La responsabilità civile. Coppola. Giuffré. 1340 s. Cass. 1655-2059.. mentre per i secondi nella ________ 236 v.. 34 ss. 610. per cui il soggetto diventa responsabile diretto pur essendo. 99 s. XI ed.. Baldassari. la responsabilità del sorvegliante ex art. cit. Ambanelli. Il fatto dannoso del minore incapace. Cass.. 2048 pone a carico dei genitori e dei precettori avrebbe il proprio fondamento. Torino 2007. 398. 5366/1994. cit. IV. CEDAM. Zaccaria. Campione. 2047. In tale contesto. 2047. Milano 1973. senza alcun dubbio. Napoli 2005. 665. 23611. per quanto riguarda l’art. secondo questa tesi. Barbanera.. Relazioni familiari e responsabilità civile. cit. in P. visto il dettato dell’art. che aveva agito in nome e nell’interesse del primo. VV... tutore e precettore ex art.. 1° comma.. Commento all’art. Alpa.. Commento all’art. Commentario breve al codice civile. cit. che peraltro sottolinea come. 504 s. la responsabilità che l’art. 301. Milano 1999. 308. Ferorelli.. massima in P. 2058) 110 . 203 e 207. Dogliotti. Analogamente.. in giurisprudenza. ultimo cit. Lineamenti e questioni. 2048 finiva per essere. una responsabilità diretta per fatto proprio. ex multis. 730. 2057. solo autore indiretto o mediato del danno236. 34 ss. A. Giuffré. 102.

in Cendon. 526) 111 . (che arriva addirittura a sostenere che “la prova liberatoria non consiste […] nella dimostrazione di avere esercitato più o meno diligentemente la sorveglianza. 9509/2007. la tesi della responsabilità oggettiva appare criticabile.. Cass. Fraccon. cit. 135 ss.. in Danno resp. cit. cit. precettori e sorveglianti. Pardolesi e M. ultimo cit. 730. Commento all’art 2048. Cass. comm. con commento di P. I.. 8740/2001. AA. anche qui.. 9815/1997. dir... definendo la dottrina che l’ha formulata “più accorta”.sola culpa in vigilando: conseguenza di tale impostazione è che. in particolare. 6331/1998.. Venchiarutti. 9556/2009.. 2001. Di Ciommo. Greco. massima in Cendon – Baldassari. 76.. 167.. è concessa a genitori. 5 ss. ultimo cit. per quanto ardua. in Guida dir. 2009. VV. con nota di P. in Fam... 2006. 337. Dimattia.. Facci. 238 s. Fraccon. Cass. Cass. 20322/2005.. 11453/2003. I. 1999. Alpa – Bessone – Zeno-Zencovich. 522. per quanto riguarda i genitori. 23. 498 ss. tutori e precettori. Esposito 239 cfr. cit. in Danno resp. Il fatto illecito del minore capace.. con nota di V.. Carbone. anche Fazio.. cit. 2010. peraltro assolutamente maggioritaria in dottrina239. 931 s. 1574 ss. relativo al datore di lavoro e al committente. 1136. per sorveglianti. con nota di F. in Foro it. in violazione. che inspiegabilmente. 44. Altri autori che sostengono la tesi della responsabilità indiretta o per fatto altrui sono Annunziata. 37 ss. cit. cit. 1025. Di Ciommo. cit.. con nota di F. 1007. che però precisa che “[i]n dottrina si è prospettata l’idea che prevalente funzione della responsabilità per i danni cagionati dall’allievo sia quella di garanzia”. cit.. 1341 s. 2009. con l’introduzione degli artt. al contrario di quanto accade per l’art. 130 s.. vi è poi chi240. Ferrante. 2001. 1975. 2064 s. ex multis. Cass. con nota di S. 619. invece. 1397. ritiene che. Montecchiari. tutori.c. cit. Accanto alla tesi sopra esposta. in Foro it. in Guida dir.. I. la punibilità deriverebbe da un fatto omissivo proprio. Commentario al codice civile.. cui invece essa è a principio preclusa (Ferorelli.. Pirruccio e in Nuova giur. civ. 4481/2001. Comunque.. 147 c. non prende nemmeno in considerazione l’ipotesi che la possibilità... 54. 2047 e 2048 il legislatore abbia introdotto delle ipotesi di responsabilità ________ 238 v.. Campione. in Danno resp. genitori. 233 s. pur continuando a seguire la prevalente tesi giurisprudenziale che parla di culpa in vigilando. di risultare esenti da responsabilità ove provino di non aver potuto impedire il fatto sia indice non dell’esistenza di una responsabilità oggettiva ma di un’inversione dell’onere della prova in relazione alla sussistenza dell’elemento soggettivo della colpa. e 84 s... con nota di F.. cit. cit. 2049. massima di A. Taccini. Finocchiaro. Cass. però... Cocchi. 2363. dell’art. ultimo cit.238.. bensì nella dimostrazione più rigorosa che il rapporto di sorveglianza si è interrotto per causa non imputabile al soggetto chiamato a rispondere del fatto dannoso cagionato dall’incapace”) e Salvi. proprio perché non considera il fatto che la prova liberatoria.. A. 240 Sostiene questa teoria. 3098 ss. cit. Anche la giurisprudenza recente continua a parlare dell’art. Cass. Monateri. Cass... con nota di G. 2048 come di un’ipotesi di responsabilità per fatto proprio: v.

cit. Ferrante.. “la responsabilità oggettiva […] postula. Schlesinger. la non interferenza materiale di altri soggetti. soprattutto. si aggiunge. cit.. e Monateri. assolutamente fittizi244. La responsabilità dei genitori. Campione. Vi è infine una terza opinione che addirittura distingue fra responsabilità indiretta e responsabilità per fatto altrui (cfr. 1976. dice che parte della dottrina aveva collocato la responsabilità in oggetto in una sorta di “zona grigia” fra la responsabilità per colpa e la responsabilità oggettiva Molti dei danni riconducibili a minori.. cit. 2047 “riformato” dalla normativa sulla salute mentale. it. Di Ciommo. 207. cui questi può sottrarsi dimostrando di non aver potuto impedire il fatto. Barbanera. A fronte di alcuni Autori che ritengono che responsabilità indiretta.. Patti.. invece. che altrimenti si troverebbe di fronte ad un soggetto o non solvibile o. se per escludere la responsabilità oggettiva “non si può richiedere che la prova dell’interruzione del nesso causale (ossia la prova positiva del caso fortuito) ovvero la prova del fatto.... secondo la quale la responsabilità deriva “in parte dal comportamento dell’agente materiale del ________ 112 . 865.. 134. diversamente dall’art. per cui i criteri utilizzati per ricondurli ad una colpa dei genitori sarebbero. quindi.. indiretta242. Venchiarutti. con un’evidente funzione di efficienza nella prevenzione dei danni e. addirittura. Commento all’art... atteso che il chiamato a rispondere in via oggettiva lo fa in base al solo nesso di causalità tra l’evento dannoso e la condotta propria”. può essere sia per fatto proprio che per fatto altrui. cit. Rufo Spina. nel caso dell’art. Cfr. Infatti. 6331/1998 e Id. 398.. cit. v. Ferrante. 610 s. 1976. nota a Cass. cit. infatti. senza dover. A queste due tesi. cit. sostanzialmente. Cocchi. 619. di fatto.. Inoltre.. Torrente – P. Id. cit. Campione. 2048. 27 ss. 276. ve ne sono altri che. ultimo cit. Danno «allo» scolaro e responsabilità «quasi oggettiva» della scuola. secondo tale Autore. A. cit. Venchiarutti. 619. 261. nei quali si parla. di responsabilità quasi oggettiva... 596. di garanzia nei confronti del danneggiato. tutore e precettore243. che parla di “responsabilità. nota a Cass. 241 Cocchi. cit.. cit. per fatto altrui e oggettiva siano sostanzialmente sinonimi. Respinge la tesi della responsabilità oggettiva C. 16803/2008. secondo il quale “le locuzioni culpa in vigilando e in educando sono ormai semplici locuzioni riassuntive di rapporti complessi. cit. in realtà.oggettiva241 o... demolire il nesso eziologico” 242 Barbanera. Cfr. 40 s. appunto. per un’analisi più approfondita. ritengono che l’identità valga solo per la responsabilità indiretta e quella per fatto altrui.. che nulla hanno più a che fare con la ricerca o la dimostrazione di un elemento soggettivo di colpevolezza nella condotta dei genitori” 245 v. 596. invece. definita nei concetti di sorvegliante. genitore.) 243 v.. Il fatto illecito del minore capace. Cfr.. come si è detto. infra. Il commento. 2064. 2009. dei precettori e dei maestri d’arte. 823 s. inevitabili. perlomeno. dei tutori. anche Giardina. anche Patti. appunto.. Ferrante. 2047 abbiamo “una presunzione di colpa a carico del sorvegliante. cit... 970 s. del terzo”. Poletti. cit. ma sarebbero. cit.. cit.. 2047. pur condividendo la tesi della responsabilità diretta. neanche imputabile: il criterio di imputazione sarebbe proprio la relazione intercorrente fra il responsabile e l’autore del danno. cit. poi. Sorveglianza dell’incapace e responsabilità diretta: l’art. 43 ss. oggettiva”. in Giur. cit. quella della responsabilità semioggettiva245. non sarebbero dovuti a difetto di sorveglianza o di educazione. 258 244 v. e non per la responsabilità oggettiva che. 204 s. Poletti. ultimo cit. Il fatto dannoso del minore incapace..

tutore o sorvegliante mediante un’omissione: dunque. secondo il quale. Di conseguenza. in assenza di una normativa specifica in materia. mentre nel nostro caso vi è comunque un concorso del genitore. 2009. In particolare. si vedrà se e in quale misura la tendenza giurisprudenziale possa offrire spunti per modificare tale visione. saremmo in presenza di un’ipotesi diversa dalla responsabilità “propriamente” indiretta. di una “responsabilità indiretta ibrida” al confine fra responsabilità oggettiva e soggettiva. gravante cioè su un soggetto completamente estraneo alla produzione del danno: si tratterebbe. consistente nel mancato adempimento dell’obbligo di sorveglianza dell’incapace”: in sostanza. 2047 o 2048 “rispondono del fatto illecito altrui in quanto sia configurabile. Il fenomeno del bullismo: quale responsabilità per i genitori e gli insegnanti. al tempo stesso diretta e indiretta” 247 Bisogna osservare come gli artt. e si vedranno altresì le conseguenze che ciascuna delle due succitate linee interpretative ha nella prova liberatoria del sorvegliante247. verificandosi essa quando il soggetto chiamato a rispondere del danno è completamente estraneo al causarsi dello stesso. 2047 e 2048 trovino oggi applicazione in ambiti che vanno ben al di là di quanto i redattori del codice potessero prevedere. piuttosto. CEDAM. non vi è alcun dubbio sulla loro applicabilità nei casi di bullismo fra minore (bambini o adolescenti). 113 .Esaminando nel dettaglio ciascuno dei due articoli. in Fam. non potrebbe parlarsi propriamente di responsabilità indiretta. a loro carico. danno ed in parte sul soggetto che ha in capo la presunzione”. Dunque. ________ 246 Interessante anche la posizione di F. 74 ss. si tratta di una responsabilità di “natura mista. i soggetti responsabili ex artt. Padova 2009. secondo tale dottrina. G. mentre la responsabilità di padroni e committenti “è una vera e propria responsabilità indiretta. un fatto illecito proprio. Anche il criterio di imputazione finirebbe così per collocarsi in un punto intermedio fra il criterio soggettivo della colpa e quello oggettivo del semplice possesso dello status di genitore246. Sul tema. Cipriani. sarebbero due le concause dell’evento dannoso. Volume secondo. ossia per il fatto illecito altrui”. 987. dir. Trattato di diritto civile.. Galgano.

e questo.. 114 . cit.4. necessario affinché..1. 85 s. l’applicabilità in concreto dell’una o dell’altra norma. sia possibile ritenere che il fatto dannoso è conseguenza di una libera scelta dell’autore. 1° comma. più precisamente. cit. ma anche l’interdetto e qualsiasi altro soggetto. con la conseguenza che l’applicabilità dell’uno esclude l’applicabilità dell’altro249.. necessaria invece per invocare la responsabilità ex art.. da cui deriva. evidentemente. può essere non solo il minore (o. 599. 87.. come si è visto. Sul tema cfr. ex multis. come già accennato.c. secondo la comune coscienza. non altrettanto può dirsi per la definizione del concetto di capacità d’intendere e di volere. Ferrante. che invece si applica ai soli figli minori (ovviamente capaci d’intendere e di volere)248. ________ 250 v. anche. 2047 c. 4. L’ “incapace d’intendere e di volere” Il primo problema posto dal 1° comma dell’art. è l’assenza del requisito della coabitazione. 2047 e quella dell’art. Giardina. I soggetti individuali. Il fatto dannoso del minore capace. 2048 (Ferrante. che sia incapace d’intendere e di volere al momento del compimento del fatto illecito: in ciò si può già ravvisare una differenza di non poca importanza rispetto all’art. cit. il quale. rappresenta la linea di confine tra l’applicabilità dell’art. 2047 è dato dall’individuazione del soggetto “incapace d’intendere o di volere”. 4. Essa “viene generalmente identificata con quel minimo di attitudine psichica ad agire e valutare le conseguenze del proprio operato. con riferimento sia alla sfera intellettiva che a quella volitiva”250. La nozione di incapacità Ora.1. cit.c. Appare opportuno almeno menzionare l’ultima 248 Altra differenza. 80 s. Campione.1.) 249 Facci. c. Ferrante. L’art. ultimo cit. il petit enfant). 2048.. F. se delineare in astratto i confini di applicabilità delle due norme è piuttosto agevole. 72. 2048. cit. 264.. inabilitato e non.

dei tutori. dopo che il procedimento penale era cessato con sentenza di non doversi procedere nei confronti dell’imputato.. 97. 401 s. cit. fosse applicabile anche dal giudice civile.. Ferrante. A loro volta. gli artt.. ma potrà esso stesso essere non voluto” (Facci. 115 .. che esclude la non imputabilità dell’incapace nel caso in cui tale stato “derivi da sua colpa”.parte dell’art. a favore di una capacità da valutare caso per caso. Cass. e in particolare dall’art.. in cui. 95 e 97 c. ________ Il riferimento.. per essere considerato responsabile ex art.. minore degli anni quattordici). 249. il quale riprende quell’incapacità d’intendere e di volere di cui all’art. non potrà essere offerto che dal già citato art. 1978. 597/1965 (massima). 2046 lo stato di incapacità non solo non è preordinato alla commissione dell’illecito civile. se il sorvegliante. 06/05/1970 (massima). con la significativa differenza. 599. 2047. Fraccon. che nel diritto penale non può invocare la propria incapacità “chi si è messo in stato d’incapacità d’intendere o di volere al fine di commettere il reato.. nel diritto civile. 87 c...c. anche con riferimento alla dottrina e alla giurisprudenza successivi alla pronuncia delle Sezioni Unite del 1982 citata infra in corpo del testo. 88. 2048: è chiara. 645. Ferrante. ultimo cit.. con la conseguenza che per i minori di quattordici anni il riferimento sarebbe stato l’art. Venchiarutti. altresì Campione. cit. tale capacità è esclusa (vizio totale di mente. 97 c. Chiarella. Patti. comunque. 2046. i genitori dello stesso son stati ritenuti responsabili ex art. cronica intossicazione da alcool e sostanze stupefacenti. mentre “ai sensi dell’art. Cass.. Alpa. Si discute. 520 s. 2046 c. dunque. 975) 251 Cass.. con la conseguenza che la capacità d’intendere e di volere del minore avrebbe dovuto essere accertata caso per caso. dei precettori e dei maestri d’arte.. che investiva la stessa Corte Suprema. Responsabilità civile e danno. 245). secondo la definizione sopra enunciata254. o di prepararsi una scusa” (art. cit. con un’applicazione in campo civile della disciplina di origine penalistica delle actiones liberae in causa. 666. non fossero applicabili al diritto civile. e quindi ben avrebbe potuto un minore di quattordici anni essere considerato incapace in sede penale e capace in sede civile. ultimo cit. cit. Idem. 252 v . cit. Trib.. Di fronte al contrasto.p. La dottrina e la giurisprudenza prevalente251 ritenevano che le presunzioni sancite da tali norme nel diritto penale. tutte in Bonvicini.). forniscono un elenco non tassativo di casi in cui. Venchiarutti.p. nel diritto penale. Cfr. debba trovarsi a conoscenza dell’incapacità (v. però. sono intervenute le Sezioni Unite. La responsabilità dei genitori... 95 s. 2048. 85 c. 90 ss. cit. ultimo cit. Cass. 3403/1969 (massima). Cocchi.. la scelta di campo degli ermellini.p. cit. cit. Solo la dottrina e la giurisprudenza minoritarie252 ritenevano invece che l’art. ultimo cit. 400 s. con una sentenza del 1982253. 1006/1959 (massima). per gli altri l’art. 2435/1958 (massima). avendo questi meno di quattordici anni. 2047.p. 301.. Alba. ultimo cit.

e ciò in ragione della diversa funzione della responsabilità civile e di quella penale. Ferrante. 258 v.. i bambini dai sei-sette anni in giù). i ccdd. 98 ss.. che tiene conto dell’effettiva gradualità della crescita del minore la quale. ultimo cit. analogamente non può non avere conseguenze nel campo della responsabilità verso i terzi.. indicativamente. cit. dei precettori e dei maestri d’arte. dovrà dunque utilizzare. anzi. da parte del convenuto. la capacità di rendersi conto dell’illiceità di un’azione e di autodeterminarsi256: insomma. altresì Chiarella.. Facci. cit.. Coppola. Venchiarutti. ultimo cit.. una notevole relatività257. 666. Ferrante.. 2048 è stato applicato a bambini di sei o sette anni possa essere dipesa. ________ 253 254 Il giudice. Cocchi. cit. oppure dalla volontà del giudice di ricorrere ad un criterio di imputazione della responsabilità. v. Per gli esempi giurisprudenziali. come quello di cui all’art. come criterio di riferimento. dei tutori. Ferorelli. recentemente. 23464/2010. così come si riflette nel contenuto del dovere di educazione. Commento all’art. 975. cit... 96 s.. in Foro it. che assicuri “un rimedio alla vittima con maggiore certezza rispetto alla regolamentazione prevista in caso di danno cagionato da incapace” 116 . l’assenza di malattie ritardanti... nella sua valutazione. 1344 259 Ferrante. 2011. avendo questa il fondamento proprio nella culpa in educando... 1978. 1448. infanti (cioè. 603 e 613. alla rigidità prevista dal diritto penale si contrappone un criterio elastico. nemmeno per analogia. cit. e la seconda alla sola sfera intellettiva. 102 s.. con la conseguente applicabilità dell’art. La responsabilità civile. Venchiarutti. che sottolinea altresì le differenze fra maturità del minore e capacità d’intendere e di volere. non soltanto l’età dell’autore del fatto e le modalità di svolgimento dello stesso255. semplicemente. cit. cit. ad esempio. Cass. cit.In proposito. cit. ritiene peraltro che le opinabili sentenze in cui l’art. che evidenzia come i criteri previsti dal codice penale non siano applicabili al sistema di responsabilità civile. per i quali la prova dell’incapacità è normalmente ritenuta essere in re ipsa258. 91 255 come invece ha fatto. 2048259. lo sviluppo intellettivo e fisico. Campione. 101 ss. 257 Alpa. ma anche. cit. Caputi 256 v. cfr. 402 s.. Cass. v. Chiarella. l’analisi della giurisprudenza non permette di individuare delle regole fisse.. Addirittura. cit. con nota di M. La responsabilità dei genitori. 2048. cit. 8740/2001. il carattere... Cocchi. 241 ss. in dottrina. I. gli studi compiuti. sono stati talvolta ritenuti capaci di comprendere la pericolosità dei loro comportamenti. 975. cit. attenendo la prima sia alla sfera intellettiva che a quella morale. essendoci. dalla “mancanza di contestazione. Ferrante. 1977. dei termini in cui è stata formulata la richiesta risarcitoria della controparte”. in giurisprudenza. 2048. cit. 2065..

105 ss. l’incapace legale. la giurisprudenza263 propende per affermare una presunzione di capacità del minore.. 262 Ferrante. cit. genitori.. E la questione non è di poco momento. ben potrà avere degli intervalli di lucidità. 13 maggio 1978. si può dire che considerare l’infermo di mente responsabile delle proprie azioni sia utile proprio per ripudiare la precedente visione “custodialistica” a favore della sua risocializzazione261. Tale conclusione appare del resto confermata dalla l. in particolare l’interdetto. Ferrante. 180. 2047 potrebbe vederla respinta qualora il giudice rilevasse la capacità del minore e quindi l’applicabilità dell’art. invocando la responsabilità dei genitori (quali sorveglianti) solo ex art. cd.La stessa scelta di una valutazione caso per caso varrà anche.. Ferrante. 244 117 . una totale incapacità d’intendere e di volere: anzi. 4. convinta ad esempio che il minore sia incapace. Monateri. cit. Anche parte della dottrina sostiene questa tesi. 127 s. ad esempio Facci. cit. nel caso del maggiore d’età: anche qui.2. diffusamente. 2048. dato che una parte. 935 s. ha permesso di abbandonare l’idea che la malattia mentale implichi necessariamente una pericolosità sociale e. con essa. 263 v. ritenendo che la produ________ 260 261 v. cit. 104 s. L’onere probatorio Ora.. “Legge Basaglia”. dunque. relativamente ai quali. Attualmente. n. dunque. cit. ovviamente. 2047 e 2048 pongono una regola chiara in relazione alla ripartizione dell’onere probatorio fra il terzo che agisce per il risarcimento del danno provocato dal minore e sorveglianti.. ultimo cit... tutori o precettori. non potrà trovare applicazione l’art. se gli artt. ripudiando l’ottica dell’ospedalizzazione del malato di mente.1. altrettanto non può dirsi a proposito dell’applicabilità dell’una o dell’altra norma: insomma.. Ferrante. poi. 101 v. la quale. non viene chiarito se vi sia una presunzione di capacità o una presunzione d’incapacità262. 2047260..

) ha ritenuto che. 2048.. cit. infatti. poiché costituisce il frutto di un’indebita identificazione fra capacità legale e capacità naturale e fra incapacità legale e incapacità naturale. ultimo cit. la Suprema Corte (v. di conseguenza. cit. 266 Ferrante. 118 . è l’incapacità d’intendere e di volere a costituire la causa dell’incapacità di agire. e va accertata dal giudice caso per caso (v. Cfr. salvo casi assolutamente eccezionali. secondo quest’ultima tesi.). non abbia accertato lo status di capacità.. cit. Anche colui che non abbia limitazioni della capacità legale d’agire può trovarsi. diffusamente.. infra. Ferrante.. gli stati di alterazione passionale od emotiva non comportano l’incapacità (Facci. e ciò per evitare una statuizione d’inammissibilità per novità della censura (v. nemmeno nel caso di colui che abbia una patologia psichica duratura.zione del danno da parte di un incapace sia un elemento costitutivo dell’art. In realtà. 91 s. non altrettanto dicasi per il legame fra incapacità legale e incapacità naturale: in caso contrario. in una situazione di temporanea incapacità naturale.. in primo e in secondo grado. però. in cui l’intensità sia tale da produrre uno squilibrio mentale così forte da privare il soggetto della capacità d’intendere e di volere. comunque. 113. Ferrante. Coppola.... cit. non sarebbe mai applicabile l’art. Per quanto riguarda. la capacità d’intendere e di volere. 114 s.. Tuttavia. un venir meno in assoluto della responsabilità del personale medico. Al contrario. 109 ss. che non vi sia un legame fra i due istituti. essa vada comunque provata. Questo non implica. non vi sarebbero minori capaci e.. a meno che non si tratti di persona già interdetta o sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio. ritiene che la capacità d’intendere e di volere sia da accertarsi d’ufficio da parte del giudice (v. Ferrante. la questione se il minore sia o meno capace si sottrae al sindacato di legittimità della Suprema Corte. 248). e come tale da provare264. spetterà al ricorrente allegare l’avvenuta deduzione della questione davanti al giudice di merito e indicare in quale atto ciò sia stato fatto. cit. Qualora il giudice. 248) 265 v. per cui può dirsi che esse “hanno un’origine comune per poi essere destinate eventualmente a scindersi: ma fino a quando queste non prenderanno cammini separati il minore si presumerà a tutti gli effetti incapace”266. anche in caso di ricovero presso un reparto psichiatrico. l’incapacità del maggiore d’età. poi. Parte della dottrina comunque. però. ________ 264 Campione. v. 136 s. ultimo cit. Anzi... Ferrante. se alla capacità legale di agire necessariamente si accompagna. la dottrina prevalente e la giurisprudenza minoritaria265 ritengono tale soluzione non accettabile. Trattandosi di un accertamento di fatto. altresì. In particolare. cit. Ciò non significa. Facci. essa non è presunta. costituendone anzi un presupposto. Facci. 2047. 603. ultimo cit. pur non contestando quella sorta di presunzione di capacità che si è vista nel corpo del testo. 247). ultimo cit. 109 ss..

4.1.3. Rapporti fra imputabilità e colpevolezza L’esame del concetto di capacità d’intendere e di volere, e quindi di quello di imputabilità, impone di esaminare il suo rapporto con il concetto di colpevolezza267. Secondo una prima interpretazione, l’imputabilità costituirebbe il necessario presupposto della colpevolezza, dato che, per avere un comportamento colpevole, cioè non conforme alle regole di diligenza, prudenza e perizia, è indispensabile avere la capacità di autodeterminarsi e comprendere le conseguenze delle proprie azioni, non potendovi altrimenti essere un giudizio di riprovevolezza. Secondo altri268, invece, imputabilità e colpevolezza costituirebbero requisiti autonomi dell’illecito, la prima incentrandosi sul profilo psichico dell’agente, la seconda sul mero contrasto fra la regola di condotta e il comportamento effettivamente tenuto dal danneggiante.

A sostegno di tale tesi viene addotto il fatto che, nell’ordinamento, l’abbinamento fra imputabilità e colpa non è costante, in particolare venendo meno sia nel 2° comma dell’art. 2047, sia nella giurisprudenza che ammette, come vedremo, il concorso di colpa dell’incapace naturale ex art. 1227 c.c.. 4.2. Il soggetto “tenuto alla sorveglianza dell’incapace”

Altro problema che si pone è quello di individuare chi abbia lo status di sorvegliante, sia del minore che del maggiore d’età incapaci d’intendere e di volere. E’ pacifico, e deducibile già da quanto detto, che l’obbligo di sorveglianza sull’incapace incombe, in primis, sui genitori o sul tutore, i quali, appunto, risponderanno ai sensi dell’art. 2047 piuttosto che dell’art. 2048 a seconda della capacità d’intendere e di volere o meno del danneggiante. ________
267 268

sul tema, Campione, ultimo cit., 600 ss.; Coppola, cit., 90 Annunziata, cit., 235 s.

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La questione è più problematica, invece, in relazione alla possibilità, per tali soggetti, di sospendere tale dovere assegnando temporaneamente ad altri la sorveglianza dell’incapace stesso. Si assiste, così, ad un forte cambio di tendenza fra una prima linea giurisprudenziale che va dagli anni ‘60 ai primi anni ‘90 e una seconda linea che prende l’avvio ai primi anni ‘80. Per quanto riguarda la prima269, essa considera l’art. 2047 una norma di carattere eccezionale e non applicabile in via analogica, per cui saranno considerati responsabili soltanto i “soggetti sui quali incombe l’obbligo di sorveglianza in ragione della loro qualità, dell’ufficio o della specifica attività professionale”270: così, si è esclusa la qualità di sorvegliante per la vicina quindicenne cui una madre aveva temporaneamente lasciato il figlio, per l’accompagnatore del grande invalido infermo di mente affidato alla famiglia, per il telefonista cui era stato richiesto di accompagnare il commilitone psicolabile solo perché residente non lontano da questi, per colui che aveva noleggiato un go-kart al minore in presenza dei genitori di quest’ultimo271. Per quanto riguarda, invece, la seconda linea giurisprudenziale272, essa ha cercato di estendere la nozione di sorvegliante, negando il carattere di eccezionalità della norma. Si è così ritenuto che non sia più necessario che l’obbligo di sorveglianza sia stabilito dalla legge o derivi da un vincolo contrattuale, essendo sufficiente un’assunzione meramente fattuale
269 su cui v. Facci, ultimo cit., 251; Ferrante, cit., 117 s.; P. Morozzo della Rocca, Commento all’art. 2047, in P. Cendon, Commentario al codice civile – Aggiornamento 1991-2001 – Volume secondo artt. 1173-2059, UTET, Torino 2002, 1741 s.; Salvi, cit., 139 270 v. Alpa, Responsabilità civile e danno, cit., 301 271 Resta poi ovviamente esclusa la possibilità, per il genitore, di esimersi dalla responsabilità affidando il minore ad un coetaneo (Coppola, cit., 101) 272 su cui v., anche per gli esempi, Alpa, ultimo cit., 301; Id., La responsabilità civile, cit., 665, Campione, ultimo cit., 606; Dogliotti, cit., 502; Ferrante, cit., 122 ss.; Monateri, cit., 934 s.; Salvi, cit., 139; Torrente – Schlesinger, cit., 824; Venchiarutti, Commento all’art. 2047, cit., 2058; Zaccaria, cit., 1686

Più precisamente, i genitori saranno di norma solidalmente responsabili, ma con alcune eccezioni: in particolare, nel caso di figlio nato fuori dal matrimonio, sarà responsabile solo il genitore esercente la potestà, mentre nel caso di genitori separati o divorziati (anche in caso di affidamento condiviso) e, più in generale, in tutti i casi di lontananza, incapacità o impedimento di uno dei genitori, sarà il genitore presso cui il minore si trovava ad essere considerato sorvegliante.

________

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273 sebbene, ovviamente, l’esistenza del vincolo contrattuale possa costituire valido elemento per supporre la consapevolezza del carattere giuridico, e quindi vincolante, dell’obbligo convenuto (Morozzo della Rocca, cit., 1742). E’ da notare che, per quanto riguarda la responsabilità del conducente dell’autobus, si è ritenuto che “la conduzione del minore dalla fermata dell’automezzo alla sua abitazione compete di regola ai genitori o ad altri soggetti da costoro incaricati senza tuttavia che da ciò possa desumersi l’esenzione da responsabilità dell’autista del veicolo tutte le volte che quest’ultimo, non essendo presente alla fermata alcuno dei soggetti predetti, non abbia cura di adottare le ordinarie cautele, suggerite dalla normale prudenza, in relazione alle specifiche circostanze di tempo e di luogo, quali anche l’assistenza nell’attraversamento della strada” (Cass. 2380/2002, in Foro it., 2002, I, 2438 ss., con nota di F. Ronconi) 274 Facci, ultimo cit., 250 275 Sulla responsabilità della famiglia degli infermi psichici, ha evidentemente avuto grande influenza l’approvazione della già citata l. 180/1978. In precedenza, infatti, sorvegliante del malato di mente era, senza alcun dubbio, il personale sanitario della casa di cura. Con la nuova legge, la situazione si è notevolmente complicata, con uno “spostamento” della responsabilità verso la famiglia, specie nei casi in cui non abbia promosso misure di contenimento ove le circostanze del caso, senza ombra di dubbio, le suggerissero (Venchiarutti, ultimo cit., 2059, anche se vi è chi, in dottrina, dubita della reale possibilità, per la famiglia, di effettuare la sorveglianza; cfr. anche Facci, ultimo cit, 321), sussistendo invece una responsabilità degli operatori sanitari non solo nei casi in cui l’infermo di mente sia fisicamente all’interno della struttura sanitaria, ma anche nei casi di errori nella diagnosi o nella somministrazione di cure (v. Campione, ultimo cit., 607 s., che ritiene che la responsabilità debba gravare su chi, tra famiglia e personale sanitario, si trovava, in base ad una valutazione ex ante, nella posizione migliore per evitare il danno, o addirittura, secondo Monateri, cit., 937 s., non gravare su nessuno dei due, e nemmeno sull’incapace, perché “[d]’altronde non è detto che vi debba necessariamente essere un responsabile per ogni danno; Facci, ultimo cit., 252 s., che comunque ritiene sussista una responsabilità del personale sanitario in caso di rapporti terapeutici particolarmente qualificati con l’infermo di mente; Ferrante, cit., 128 ss.; Venchiarutti, ultimo cit., 2059 s.). Vi è poi chi, invece, riconduce la responsabilità del personale sanitario all’art. 2043 c.c. (Salvi, cit., 139). Sull’argomento, la recente Cass. 16803/2008, cit., ha escluso la responsabilità della struttura sanitaria quando l’incapace non vi sia attualmente ricoverato, essendo irrilevanti eventuali ricoveri passati, con ciò ponendo, a giudizio del Commentatore, seri problemi di risarcibilità del danno commesso dall’incapace stesso nel caso in cui non sia possibile individuare il soggetto “tenuto alla sorveglianza” (Rufo Spina, cit., 866 s.). E’ interessante osservare che lo stesso art. 2047 fonda, da un lato, la responsabilità dei genitori sia per il figlio incapace (anche se maggiorenne), dall’altro quella dello stesso figlio per il genitore incapace convivente (Carusi – Gritti, Commento all’art. 2047, in Rescigno – Cirillo – Cuffaro – Roselli, cit., 4006)

della stessa, sia pure in maniera chiaramente riconoscibile dall’esterno, con un onere della prova particolarmente rigoroso273. Di conseguenza, può assumere tale status non solo l’affidatario familiare o preadottivo, la baby-sitter o l’insegnante (peraltro responsabile sia in aula che, ad esempio, nelle gite scolastiche), ma anche il nonno nei confronti del nipote affidatogli temporaneamente in custodia274, o il convivente nella famiglia di fatto nei confronti dei figli del partner o i genitori dell’infermo di mente trentenne riconosciuto totalmente incapace d’intendere e di volere275. ________

121

Per quanto riguarda, poi, la dottrina anche recente276, la tendenza è quella a limitare comunque la responsabilità dei soggetti diversi da genitori o tutori: infatti, viene ravvisata, senza alcun dubbio, la responsabilità del soggetto che sia sorvegliante in virtù della legge o di un contratto, mentre, negli altri casi, viene in genere riconosciuta una responsabilità laddove la prestazione dell’affidatario abbia carattere professionale o comunque risponda ad un interesse di quest’ultimo277, escludendola invece nel caso in cui sia effettuata per ragioni di mera cortesia, amicizia o nell’ambito di rapporti familiari, dal momento che, in tal caso, il rapporto tra affidante e affidatario viene considerato irrilevante dal punto di vista giuridico278. 4.3. La prova “di non aver potuto impedire il fatto” Una volta precisati i contorni della figura dell’incapace e di quella del sorvegliante, si tratta ora di chiarire quelli della prova liberatoria. Come si è sopra accennato, l’opinione maggioritaria nella dottrina ritiene che la prova di non aver potuto impedire il fatto si sostanzi, in realtà, nella prova positiva del corretto adempimento del dovere di vigilanza279, mentre, nel caso dell’art. 2048, nonostante l’identico tenore letterale della norma, sia necessario dimostrare altresì di aver provveduto ad una corretta educazione del minore280. ________
276 277

v. Ferrante, cit., 124 ss. E’ opportuno precisare, comunque, che su tale valutazione non incide il carattere oneroso o gratuito dell’attività (ad esempio, ha carattere professionale l’attività di organizzazione di baby party per una catena di fast-food anche nel caso in cui il servizio di intrattenimento dei piccoli ospiti sia gratuito, v. Campione, ultimo cit., 607; Ferrante, cit., 126) 278 In particolare, si è negato che la mera presenza dei genitori di un altro bambino possa giustificare l’allontanamento (e dunque escludere la responsabilità) da parte dei genitori dell’enfant terrible, e ciò in quanto “la prova della traslazione della vigilanza spettava al genitore dell’incapace danneggiante, ed è una prova particolarmente rigorosa, poiché la legge esige la dimostrazione di un fatto impeditivo assoluto”, cosicché non basa una “mera congettura di presunzione semplice” (Cass. 1148/2005, sintetizzata da F. Di Ciommo (a cura di), Responsabilità civile per illecito compiuto da minori, in Danno resp., 2006, 138). Sul tema, cfr. altresì Coppola, cit., 93 ss. 279 Chiarella, cit., 977; Cocchi, cit., 1982; Coppola, cit., 100; Venchiarutti, ultimo cit., 2060 280 Chiarella, cit., 977; Venchiarutti, ultimo cit., 2060

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Tuttavia, è ben possibile esimersi da tale prova laddove manchi il nesso causale fra condotta e danno: in particolare, ciò varrà sia quando la condotta del minore non sia sussumibile in una fattispecie normativa di responsabilità sotto tutti i profili, ad eccezione di quello psicologico281, sia quando il sorvegliante dimostri l’assenza del nesso causale tra fatto dannoso e difetto di sorveglianza, tale che l’attività stessa di sorveglianza “degradi al rango di mera occasione”282, sia quando, altresì, vi sia un intervento di un terzo tale da interrompere il nesso di causalità283 o, comunque, a prescindere da tale intervento, manchi appunto un nesso di causalità tra il danno lamentato e il comportamento dell’incapace284. Altresì la presunzione non opererà quando manchi l’antigiuridicità del danno, come nel caso, ad esempio, del danno procurato nel corso di un gioco o dell’attività sportiva, a meno che non si dimostri la violazione delle regole285. ________
Ferrante, cit., 150 ss.; Fraccon, ultimo cit., 319 s.; Salvi, cit., 138 s.. Monateri, cit., 931 fa propria, peraltro, l’opinione secondo cui è necessario che “la consapevolezza vi sia presente a livello astratto. Ciò significa che la vittima non può essere compensata per quei danni che, essendo il risultato di un’azione incolpevole, sarebbero destinati a rimanere a suo carico, qualora a cagionarli fosse stato un individuo pienamente capace”. Tale opinione (condivisa anche da Campione, ultimo cit., 603 e Venchiarutti, ultimo cit., 2057) pare condivisibile, proprio per evitare disparità di trattamento 282 cioè quando il danno si sarebbe ugualmente verificato nonostante il diligente esercizio del dovere di sorveglianza (v. Ferrante, cit., 153; Monateri, cit., 940). E’ il caso, in particolare, dei fatti “repentini”, non preceduti, ad esempio, da segnali di irrequietezza (Campione, ultimo cit., 612, anche se, nella condotta dei bambini, non è raro che avvengano movimenti “inconsulti ed improvvisi”; Monateri, cit., 940; cfr. anche Venchiarutti, ultimo cit., 2061) 283 E’ il caso, ad esempio, in cui il danno derivi dall’uso di un prodotto difettoso (v. Ferrante, cit., 153 ss., che peraltro menziona una sentenza in cui, invece, la Cassazione ritenne che il difetto non fosse tale da provocare l’interruzione del nesso di causalità) 284 v., in dottrina, Campione, ultimo cit., 603; Facci, ultimo cit., 249; in giurisprudenza, Cass. 5485/1997, in Guida dir., 1997, 28, 64, massima di M. Piselli; Cass. 8740/2001, cit. 285 Zaccaria, cit., 1686. Sul tema, con riferimento all’art. 2048, cfr. Ferrante, cit., 405 ss.. Spetterà altresì al danneggiato, specie nei casi più controversi, dimostrare che il soggetto era tenuto alla sorveglianza dell’incapace (Ferrante, cit., 161 e 406 ss.) 286 Si discute se l’art. 2047 (così come l’art. 2048) ponga una presunzione di colpa o di responsabilità o, piuttosto, un criterio particolare di distribuzione dell’onere della prova (Facci, ultimo cit., 241, che predilige la seconda tesi)
281

123

Comunque, al di là di questi casi particolari, la prova liberatoria286 consisterà, come si è accennato, nella dimostrazione di aver correttamente adempiuto al dovere di sorveglianza287, adottando tutte le misure in concreto idonee ad evitare il danno288: precisamente, pur potendosi affermare che la sorveglianza sugli incapaci, di cui all’art. 2047, richiede necessariamente una maggiore presenza del sorvegliante stesso rispetto alla vigilanza sui figli minori, ma capaci, di cui all’art. 2048289, non si possono dare delle regole generali, dovendo il comportamento del sorvegliante essere valutato di volta in volta in base alle circostanze sia oggettive (tempo, luogo, ambiente), sia soggettive (età e grado di incapacità del sorvegliato), e consistendo, essenzialmente, nel non creare o lasciar permanere possibili cause di pericolo con cui l’incapace possa entrare in relazione, determinando, con il suo illecito comportamento, eventi dannosi290, restando esente da responsabilità solo ove l’evento sia stato ________
287 288

v. Campione, ultimo cit., 611 s.; Carusi – Gritti, ultimo cit., 4007; Monateri, cit., 939; Venchiarutti, ultimo cit., 2060. E’ chiaro che, nel caso in cui nessun tipo di sorveglianza sia stato esercitato, la prova liberatoria risulterà inammissibile (Coppola, cit., 101) 289 Dunque, sebbene si parli, in entrambi i casi, di culpa in vigilando, in realtà la sorveglianza ex art. 2047 e la vigilanza ex art. 2048 presentano alcuni punti di divergenza. In primis, nel caso della sorveglianza sarà molto più difficile fornire la prova liberatoria ove il sorvegliante fosse assente, mentre, per il vigilante ex art. 2048, la stessa capacità d’intendere e di volere del minore implica la possibilità, appunto, di vigilare senza essere fisicamente presenti (v. Ferrante, cit., 158 ss.) 290 ex multis, Cass. 2291/1964 (massima), in Bonvicini, cit., 646. Cfr. altresì Campione, ultimo cit., 613; Carusi – Gritti, cit., 4007; Dogliotti, cit., 503; Facci, ultimo cit., 256; Ferorelli, cit., 1349 s.; Ferrante, cit., 155 s.; Monateri, cit., 939; Salvi, cit., 139 s.; Zaccaria, cit., 1686 s.. Da queste considerazioni si evince chiaramente come il contenuto del dovere di vigilanza sia diverso, ad esempio, per gli operatori sanitari nei confronti dei malati di mente ricoverati nelle apposite strutture e dei familiari nei confronti del minore. Peraltro, in alcune sentenze la culpa in vigilando è stata dedotta dalle modalità stesse di commissione del fatto (Ferrante, cit., 162). Resta salva, ovviamente, per il sorvegliante, la possibilità, riconosciuta anche dalla giurisprudenza (per il resto, v. infra, particolarmente severa verso i sorveglianti) di scagionarsi quando l’omissione della vigilanza derivi da un impedimento legittimo (Campione, ultimo cit., 612; Dogliotti, cit., 503; Facci, ultimo cit., 254 s.; Monateri, cit., 941). Tuttavia, la giurisprudenza è oscillante nel riconoscere o meno una responsabilità nel caso in cui non si predispongano forme sostitutive di vigilanza (Dogliotti, cit., 503). Il sorvegliante, ad ogni modo, “non può discutere se la sorveglianza fosse o no necessaria, se dell’incapacità era a conoscenza, ma può andare esente da responsabilità ove dimostri che, nonostante la sorveglianza, il fatto non era evitabile” (App. Firenze, 09/05/1967, massima, in Bonvicini, cit., 647)

162 s.)

Non sussistono, peraltro, particolari limiti probatori a tale riguardo (Ferrante, cit.,

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si deve comunque ravvisare una culpa in vigilando quando il minore sia in tenera età. 2047 nella culpa in vigilando. Tuttavia. 2010. pure nei casi in cui l’evento è imprevedibile. 612 s. in ragione di ciò.. è ormai principio pacificamente riconosciuto nella giurisprudenza della Corte di cassazione […] quello per cui la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante. è chiaro che rientra fra quei soggetti per cui la giurisprudenza maggioritaria ha.php?idnot=11047&idstr=20. http://www. come si è visto. dunque. e dunque di età compresa fra i 3 e i 6 anni. la quale “aveva tirato la cordicella dello scarico. ritenuto che l’incapacità sia in re ipsa e. 9906/2010. e dunque la responsabilità contrattuale dell’insegnante.. la giurisprudenza più severa292 ha ritenuto che. così repentino ed imprevedibile da non aver lasciato il tempo materiale di intervenire o se si dimostra che. per cui la prova liberatoria sarà analoga a quella richiesta dall’art. nonostante l’esercizio della sorveglianza. il vicario dovrà fornire la prova dell’assenza del nesso di causalità fra difetto di sorveglianza e danno.altalex. le aveva colpito l’occhio sinistro procurandole gravi lesioni”. con nota di G. invece. Ove. per cui al vicario spetterà l’indicazione del fatto specifico da cui è derivato l’evento lesivo e la dimostrazione che esso si sarebbe comunque verificato anche se la sorveglianza fosse stata effettuata: in sostanza. in Resp. 160 125 .com/index. Bellini.. civ.altalex. Bisogna precisare. si accetti la tesi della responsabilità indiretta. ultimo cit. che ravvisa il fondamento della responsabilità ex art.c.Questo ove si accetti la tesi. si dovrà necessariamente prescindere da tale colpa. 2048 c. accompagnata una bambina di scuola materna in bagno.com/index. in tema di responsabilità civile di cui all’art.. maggioritaria. ________ 291 292 Addirittura. pur in apparenza innocue: così. il riferimento... con nota di C. cadendo. il cui gancio si era rotto e. non potrebbe che essere quello all’art. 2047 293 Campione. 2288 ss. Ferrante. si è ritenuta responsabile la maestra la quale. Menga e in http://www. 2048 (“Invero. la forza maggiore o il fatto del terzo293. che la sentenza riguarda l’autolesione dell’alunno. però. prev. Carusi – Gritti. e fa comunque riferimento all’art. il danno si sarebbe ugualmente verificato291. 1218. non in grado di valutare le conseguenze delle proprie azioni. nel caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso.. 4007 Cass. sia di natura contrattuale”). ultimo cit. senza affidare al personale non docente la piccola. in quanto. cit. era ritornata immediatamente in classe. e dunque sarà necessario dimostrare il caso fortuito. ove non si trattasse di autolesione e dunque di responsabilità contrattuale. essendo la bambina alunna di scuola materna.php?idnot=11011.

cit. Villa. cit. cit. nell’ottica di una responsabilizzazione dell’incapace 298 v. cit. costituirebbe un’ipotesi di responsabilità oggettiva. 2046297 e. stante la non imputabilità dello stesso. cit. ultimo cit. rappresenterebbe una deroga al principio di irresponsabilità dell’incapace di cui all’art.. cit. Ferrante. 258). Zaccaria. 258). di fatto. Venchiarutti. ultimo cit. 2° comma. di fatto. 2047. 504. Monateri. Monateri. 2047. ultimo cit. la disposizione in esame ha trovato pochissime applicazioni in giurisprudenza (Campione. purché sussistano tutti gli elementi che sarebbero necessari per chiamare a rispondere del fatto un soggetto capace d’intendere e di volere298. come vedremo. è in questo secondo senso. non essendo implicita nella domanda di applicazione del 1° (Ferrante. cit.c. secondo alcuni296. “quando manchi un obbligato in via principale”. ultimo cit. può condannare l'autore del danno a un’equa indennità”.. cit. 1° comma. comunque. 2° comma. 941 s. E’ chiaro. Ferrante.. Certa dottrina (su cui v. Coppola.) 296 v. Zaccaria. 2047. Dogliotti. ________ Qualora il danneggiato non abbia ottenuto il risarcimento dal sorvegliante295. 2061.La tendenza giurisprudenziale. che non si può proporre l’azione di cui all’art. 2° comma. 2° comma.. 2048) da responsabilità per colpa connessa all’esercizio della potestà a responsabilità avente funzione di garanzia per i danni prodotti dai figli294.. ultimo cit.. quella di cui all’art. 1687).. Monateri.. in considerazione delle condizioni economiche delle parti. Contra. Facci. invece. ha escluso l’applicabilità dell’art 2047.. 614.... Di conseguenza. ultimo cit.. ultimo cit. 171. Campione.. Campione. Bonvicini. 943. che si basa sulla considerazione che il sorvegliante non è tecnicamente terzo. “a scopo terapeutico”. Peraltro. 2047 (nonché. si ha una tendenza a trasformare la responsabilità di cui all’art. v... 101. “il giudice. se non si è previamente esperita quella di cui art. cit. per insolvenza del sorvegliante o. 126 . 634. 175 s. ancora. cit. quindi. che però riporta anche un’isolata sentenza del Tribunale di Perugia che. 941 297 Di fatto. quella dell’impossibilità di impedire l’evento per causa non imputabile al sorvegliante. ma anche che è necessario richiedere esplicitamente l’applicazione del 2° comma. non ritenendo sufficiente la prova della diligente sorveglianza e richiedendo.. Campione. 614. in dottrina non se ne esclude l’applicabilità nemmeno per il danno cagionato dal minore stesso al sorvegliante (Facci.. c. invece. cit. cit. 633. L’art. 362 ad esempio per impossibilità di individuare un sorvegliante. 164 s. 614. 1687 294 295 Tale norma. nel caso in cui quest’ultimo abbia fornito la prova liberatoria (Bonvicini.) sostiene l’utilizzabilità dell’art. 5. 614. comunque..

Ciò pone il problema di valutare il rapporto fra l’art. da cui emerge che il risarcimento non è escluso se le condizioni della vittima. ma dalla somma che sarebbe stata dovuta a titolo di risarcimento ove il terzo fosse stato danneggiato da un soggetto capace... ne rappresenterebbe una deroga. che precisa. anche Venchiarutti. una sentenza in cui l’indennità è stata riconosciuta nonostante le condizioni economiche del danneggiante fossero “abbastanza modeste” 127 . non trovando altra giustificazione se non nell’articolo che la istituisce. poi. Apuntes sobre el artículo 1977 del código civil peruano. 2047 finirebbe.. con un beneficium excussionis a favore dell’incapace e a danno del vicario299.. Riporta. che sottolinea “la necessità di individuare. italiano. comunque. volta per volta. come si è visto. e che dunque egli sia obbligato a riconoscere l’indennità in tutti i casi in cui ne sussistano i presupposti 303 v. pur essendo migliori di quelle del danneggiante. León Hilario.. criticandola. 2047. Campione. cit. per evitare ingiustificati squilibri nel calcolo dell’indennità sia necessario valutare le condizioni economiche del danneggiante. 2046.. e comunque non superiore alla soglia del risarcimento303. 301 cfr. 153. cit. costituisca un’ipotesi del tutto eccezionale300. cit. l’utilizzo del termine “indennità” induce a pensare che la norma sia assolutamente estranea al sistema della responsabilità civile ed ivi inserita solo per ragioni pratiche e che. 169 ss. sono comunque modeste 302 Ferrante. Monateri. 166 s. di fatto. 942 s. le componenti effettive del danno prodottosi. che. 2046 e l’art. ritiene comunque che la discrezionalità del giudice non possa risolversi in arbitrio. La liquidazione. rimessa alla discrezionalità del giudice302. ultimo cit.. 167 s. che sostiene però che. infatti. 2047. 2° comma. 615. 942 v. Incapacidad de discernimiento e indemnización equitativa. con funzioni di solidarietà sociale301.c. l’art. dovrà essere fatta secondo equità e sulla base di una valutazione comparativa delle condizioni economiche delle parti al momento della liquidazione (e non al momento in cui si è verificato il fatto304). giacché anche l’indennizzo trova la sua base nella menomazione subita dalla vittima” 304 Ferrante. cit. Ferrante. escludendola nel caso in cui la condizione del danneggiato risulti par________ 299 300 v. L. cit. mentre il termine di riferimento dovrebbe essere dato non dalle condizioni economiche del danneggiato. In base a quanto sopra detto. Cfr.. 63 (2005). sancendo una vera e propria responsabilità dell’incapace concorrente con quella del sorvegliante. Monateri.. cit. 944. per “annullare” l’art. 2062.. c. in Revista jurídica del Perú. Monateri. come l’indennità possa anche eguagliare l’entità del risarcimento laddove l’incapace versi in condizioni particolarmente floride. però. ultimo cit. che offre anche un’interessante casistica giurisprudenziale relativa all’art.In realtà. L.

2048. 2062 307 v. trattandosi di minore capace.. ultimo cit... 2048: non si vede come.. 615 s. sarà possibile parlare di illecito e. Cfr.. quindi... massima in Cendon – Baldassari. 2045 c.. 1343.. Commento all’art. ultimo cit. che invece. infatti. 2048. Zaccaria.. invocare la responsabilità solidale dei genitori ex art. cit.. Il fatto illecito del minore capace. 622 s.. 1° comma. 271 s. c. L’art. 2° comma. cit. Facci. Cocchi. cit. cit. Commento all’art. cit.. 6. sia nell’an che nel quantum. 166.. Campione..1. 2054 c. il dolo o la colpa non saranno necessari laddove si verta in un’ipotesi di responsabilità oggettiva. 2048.. Da quanto detto. ultimo cit. perlomeno nel caso in cui si accolga la tesi della natura diretta della responsabilità ex art. cit. 6.. e nemmeno dipende dalla valutazione delle condizioni economiche delle parti305. Secondo la dottrina prevalente (v.. 2043. 20/05/1986. però. pur rimessa alla discrezionalità del giudice nel quantum. non appare del tutto convincente... essi possano essere chiamati a rispondere di eventi dannosi che prescindono dalla colpa del mi- ________ 128 . ultimo cit.ticolarmente florida e quella del danneggiante sia deteriore: è dunque diversa dall’indennità di cui all’art.. cit. Facci. ponendosi in un rapporto di alternatività rispetto all’art. 212 s.. 2048 (Ferorelli. Patti. cit. Ferrante. cit. 2361). 2047. Macerata. Facci... 2047. in Cian – Trabucchi.c. 258 s. cit. visti in relazione al minore incapace di cui all’art. Ferorelli. ultimo cit. 2047.. 976). 1687 308 Ovviamente.). cit.. 305 Invece. restando dunque completamente esclusa laddove emerga “una manifesta sperequazione tra le floride condizioni economiche del danneggiato e quelle deteriori del danneggiante (Trib. Venchiarutti. nel caso dell’art. bensì un potere di azione diretto a sollecitare una pronuncia del giudice in tal senso306. e Ferrante. sostiene che l’indennità deve essere liquidata solo quando la vittima sia in condizioni economiche particolarmente disagiate e l’incapace in condizioni particolarmente floride 306 v. I soggetti Il 1° comma e il 2° comma dell’art. ivi compreso il dolo o la colpa del minore capace. 1345). Barbanera.. Monateri. anche in tal caso configurandosi una responsabilità solidale dei genitori ex art.c. Tale soluzione. in tal caso. a proposito della sussistenza del requisito soggettivo: è chiaro. 236. 2048. cit. altresì Campione. come nel caso dell’art. Venchiarutti. cit. 2065 s. 184. 1970. Campione. emerge come il danneggiato non abbia un diritto all’indennità. forniscono un elenco tassativo307 dei soggetti responsabili nel caso di danno commesso dal minore capace308. 264 s. non si porranno qui i problemi. Monateri. invece. non lo è nell’an. cit. 943. da una valutazione del giudice in base alle condizioni delle parti (Chiarella.c. 944. che solo in presenza di tutti gli elementi richiesti dall’art. 2048. 615. l’indennità dipende. cit.

2048 a carico del curatore di un minore emancipato o di un inabilitato (Campione. 954. al contrario della responsabilità ex art. di non responsabilità dei genitori) nei casi di minori ormai prossimi alla maggiore età. ha soppresso la figura dell’affiliante. la responsabilità dei genitori verrebbe comunque meno per via della cessazione della coabitazione (Facci. 340. 4010. Facci.. dato che. l’emancipazione è oggi possibile solo a seguito di matrimonio: è chiaro però che. ultimo cit. ultimo cit. negli altri casi. Venchiarutti.. 184. andando normalmente i coniugi a vivere da soli... ultimo cit. Venchiarutti. che l’evoluzione della potestà nel senso della responsabilizzazione del minore non può non far sì che la valutazione dell’adeguatezza del controllo parentale sia calibrata in relazione all’età del minore. La prova liberatoria. cit. quindi.Sul concetto di capacità si rinvia a quanto detto supra309. 13/11/1964. 645) 313 L’art. invece. tutore312 e affiliante313 per i “figli minori non emancipati314 o delle persone soggette alla tutela che abitano con essi”. come il tutore sarà responsabile ex art. ultimo cit. 2047 (Campione. 407) 314 E’ opportuno chiarire che oggi. ultimo cit. non dipendono da una loro colpa.. 624) 309 Numerosi Autori (Alpa. sottolineano come.. in vigilando o in educando. per cui si tratta di una figura ormai esaurita. lo si è già accennato.. di minore capace e.. dal minore prossimo alla maggiore età.. Addirittura. solo per l’interdetto che si trovi in un lucido intervallo di coscienza. essendo ovviamente preferita la citazione dei soli genitori. massima. ________ nore e che. Ravenna. il problema non si pone qualora si consideri la responsabilità ex art. escludendo che si tratti di un’ipotesi di litisconsorzio necessario (nemmeno fra i genitori.. cit. 270 s. ultimo cit. Ad ogni modo. 618. v.. Ferrante. ci si debba aspettare lo stesso livello di responsabilità di un adulto. 280) 129 . 2048. 2048. Venchiarutti. ultimo cit. cit. 1345 s. un’eventuale responsabilità ex art. ultimo cit. e ciò in ragione del fatto stesso che parliamo. cit. ultimo cit. in tal caso. ultimo cit. Campione. E’ esclusa invece la responsabilità ex art.. dei tutori. Ferorelli. 2048 sostanzialmente oggettiva e finalizzata a garantire i terzi (Campione... ormai. 407). comunque. ben difficilmente ad essere citato è il minore. però. mentre per il periodo dai 12 ai 16 anni si tende ad una valutazione caso per caso (v. cit. Ferorelli.. ultimo cit. ultimo cit. qui. 207 s. si assiste ad una tendenza giurisprudenziale a ritenere che. 1343). gli unici economicamente in grado di risarcire il danno. essendoci. 409) 312 cui sono assimilati il protutore e l’ente di assistenza cui è affidata la tutela del minore (v. Ferrante. poi. Basti solo qui aggiungere che la responsabilità dei soggetti di cui all’art. cfr..) 311 e non. L’art... cit. Facci. 407). cit. 645. cit.. 1974.. 2047. in Bonvicini. afferma la responsabilità di genitori311. cit. 646. 184/1983. 265. Bisogna precisare. dunque. ma solidale con quella del minore. “grande minore”: è chiaro. 1° comma. cfr. 1687 s. ultimo cit. infra 310 Facci.. Zaccaria. Venchiarutti.).. 272 s. Campione.. ultimo cit. manchi una graduazione della responsabilità che tenga conto del cd. Trib. altresì Carusi – Gritti.. Monateri. ultimo cit. Facci. dopo la riforma del 1975 che ha abolito l’emancipazione giudiziale. dei precettori e dei maestri d’arte. l. quindi... Cocchi. 77. 645).. Responsabilità civile e danno. La responsabilità dei genitori.. 653. responsabile310. Ovviamente. 184. 645. con conseguente esclusione della responsabilità dei genitori. riconoscendo ampi spazi di autonomia (e. i soggetti affiliati hanno raggiunto la maggiore età (v. ultimo cit. il padre e in sua mancanza la madre come nel codice del 1865 (Campione.. sarà soddisfatta tramite la sola dimostrazione di aver svolto un’adeguata vigilanza sull’assistito (Campione. nel nostro ordinamento. cit. 2048 non è esclusiva. chiaramente.

Campione... Monateri. Cocchi. Ferrante. in relazione alla lettera della norma. Facci.1. non si vede perché possa invece esimersi dai propri doveri. cit..c. si oppone chi. Venchiarutti. se invece si accoglie la tesi della responsabilità per fatto proprio. che avrà efficacia meramente dichiarativa. e alla sua funzione garantista. cit. Ambanelli. 268 s. ultimo cit. A chi scrive pare opportuno richiamare le osservazioni svolte dalla giurisprudenza in tema di inadempimento dei doveri genitoriali: essi sorgono. come sostituito dall’art. v. invece. Facci. Montecchiari. ultimo cit. legata ad una culpa in vigilando e/o in educando. e ciò a prescindere dalla tesi che si intenda seguire a proposito del fondamento della responsabilità ex art. di fatto. 286.. fin dalla nascita del figlio. verso i terzi. infatti. ritiene che la mancanza di una dichiarazione giudiziale di paternità impedisca ab origine il riconoscimento di una responsabilità. 1. cit. ultimo cit.. come genitore. che parla di genitori senza ulteriori specificazioni. 625 s. che evidenzia la funzione garantista delle due norme. 2047 nel caso di esercizio di fatto della sorveglianza. salva l’eventuale applicabilità analogica dell’art. 251 c.1.. l.3. ultimo cit. la dottrina si divide316 a proposito dei figli non riconosciuti (o per i quali il giudice non abbia dato l’autorizzazione al riconoscimento ex art. nati o meno all’interno del matrimonio315. cit... 268... 954... è chiaro che sarebbe contraddittorio affermare la responsabilità del genitore verso i figli per inadempimento ai propri doveri (fra cui il dovere di educazione) ancora prima del riconoscimento per poi negare una responsabilità verso i terzi legata proprio all’inadempimento di quei doveri. 1970. Ulteriore motivazione dei primi due degli autori qui elencati è che il genitore che non ha riconosciuto il figlio esercita. cit. 307. 188 s. comunque. su quest’ultimo..6. Figli non riconosciuti Ora. così come un genitore non può esimersi dai doveri genitoriali verso il figlio semplicemente non riconoscendolo. a prescindere dall’eventuale riconoscimento o dichiarazione giudiziale. sostenere che basti non riconoscere il figlio per esimersi dalla responsabilità per i suoi atti. se non vi sono dubbi sull’applicabilità della norma a proposito dei figli riconosciuti. Di conseguenza. un potere analogo a quello della potestà 315 316 ________ 130 . se si accoglie la tesi della responsabilità per fatto altrui. 219/2012): a chi sostiene la tesi dell’applicabilità. finisce per vanificare tale funzione. 2047 e 2048: infatti. 406 sul dibattito.

. e non comprende gli affidatari familiari o preadottivi: si tratta di un’obiezione certo in astratto condivisibile. 1971 ss. che.. 186 ss. cit.. cit. 647. Il commento... e dunque ai genitori 320 Campione. 2068. ultimo cit. 6. 184/1983. Cocchi. 1973 317 318 ________ 131 . cit. 2048.. Contra. gli obiettivi da raggiungere. 134. la necessità di una valutazione. esercitano i poteri tutelari fino a quando non venga nominato un tutore319. Ferrante.. invece. 2048 si applichi non soltanto ai primi. cit. 2048 è tassativo.2. 406 (solo con rif. v.. cit. Zaccaria. si pone in relazione alla responsabilità dei genitori adottivi e degli affidatari familiari e preadottivi317. le modalità dell’azione di aiuto con la precisazione dei poteri e dei doveri della comunità e dei suoi operatori). Per quanto riguarda gli operatori delle comunità di accoglienza e dei servizi sociali. anche Campione. ai sensi dell’art. cit... la dottrina318 ritiene che l’art.. Patti. 3. Montecchiari. 299 s. Salvi.. Id. si ritengono responsabili coloro (in genere familiari) presso i quali il minore venga collocato con provvedimento del giudice della separazione o del tribunale dei minorenni320. Monateri. ultimo cit. poi. 338. Sul tema dell’affidamento familiare e preadottivo.. 1687. ultimo cit. dato che essi. dopo aver esposto la tesi opposto.. 958. Affidatari e genitori adottivi Un altro problema. In linea di massima.. 958 s. Carusi – Gritti. se essi siano equiparabili ai precettori oppure agli affidatari. ai genitori adottivi). Sull’argomento cfr... che precisa. dell’incidenza avuta dagli affidatari nell’educazione del minore.) ritiene che essi siano responsabili per culpa in vigilando ex art.1. Fraccon.. in Rescigno – Cirillo – Cuffaro – Roselli.Anzi. 2048 del fatto del minore loro affidato. ultimo cit.. cit. Cocchi. Facci. 4013. Si discute. in tal caso. 625. cit. ultimo cit. Fraccon. Sulla tesi contraria. ultimo cit. cit. Commento all’art. la dottrina prevalente (su cui v. ma anche ai secondi: infatti. la contesta sulla base del fatto che l’elenco di cui all’art. l... “progetto educativo” (che contiene l’indicazione dei problemi del minore. cit. 526. comunque. la durata prevista della sua permanenza in comunità. ultimo cit. 1° comma. i legali rappresentanti della comunità di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici o privati cui il minore sia affidato. Monateri. 526 s. richiama quella dottrina che equipara le comunità di accoglienza e i servizi sociali alle aziende sanitarie pubbliche e ai centri di salute mentale. v. e ciò in base al cd. a prescindere dall’idea che siano le modalità stesse del fatto lesivo ad evidenziare una carenza dei genitori nell’adempimento dell’obbligo educativo.. cit. Codice civile. 279 s. 261. vi sarà comunque una presunzione che il genitore che non ha voluto riconoscere il figlio nemmeno abbia voluto contribuire alla sua educazione. Commento all’art. 268. cit. cit. basata sul fatto che la potestà non viene trasferita all’affidatario.. ma isolata 319 Montecchiari. Di Ciommo. Venchiarutti. 296. però.. Facci. 2048. Analogamente. da effettuarsi caso per caso..

Cfr. e anche il fratello maggiore che. il padrino o anche il terzo che accolga il minore presso di sé dopo la morte o la fuga dei genitori.Tuttavia. cit.3. 2048. cit. Barbanera. ultimo cit.. dato il venir meno della coabitazione321. cit.. 2047 del patrigno riconosciuta in una pronuncia giurisprudenziale (su cui cfr. Ciò in ragione di una forse ingiustificata estensione della responsabilità ex art. ultimo cit... 646 Di Ciommo. Il genitore “di fatto” Ora. E’ così ampiamente condiviso in dottrina322 che sia tale il convivente o il marito della madre. pur non essendo biologicamente e/o giuridicamente genitore.. ne eserciti di fatto le funzioni. 954. dato che essa potrà dipendere soltanto da un cattivo esercizio della vigilanza. 2048: infatti.. La responsabilità dei genitori. Id.. cit. 201. che ritiene invece che l’elenco contenuto nell’art. se si accoglie la tesi della culpa in vigilando e in educando. 2048 anche il cd. cit. 2066. invece. 2048 sia tassativo 321 322 132 . in dottrina si tende a ritenere che sia da considerare “genitore” ai sensi dell’art. non potrà che considerarsi la rilevanza dell’educazione impartita. è chiaro che.) fino a riconoscerne anche una responsabilità ex art.. Venchiarutti. 222.. Fraccon. cit. 527. accanto ai genitori in senso stretto. Si discute. 1970 s. 261. 323 v. cioè a colui che. Sulla tesi contraria. ma secondo alcuni323 è tale anche lo zio.. anche Barbanera. Monateri. 406. in circostanze analoghe. cit. finisca per assumere la funzione di capofamiglia324. v. con la conseguente maggiore facilità per i primi ad esimersi da responsabilità. Ferorelli. prima che dai genitori adottivi. ultimo cit. che però considera anacronistica. ultimo cit.. dei tutori. cit. Cocchi. dei precettori e dei maestri d’arte. da altri soggetti. Patti. anche Campione. se i genitori possano essere chiamati a rispondere in solido con gli affidatari. si assisterà ad una differenziazione della responsabilità in relazione alla teoria che venga accolta sul fondamento della responsabilità ex art.1. 222.. 281. in questi casi. ultimo cit.. “genitore di fatto”. 6. 1360 s. 954 324 Contra. 626. Ferrante. ________ Campione... Monateri. cit.

ultimo cit. e.. Patti.. data la chiara lettera dell’art. cit. anche del genitore non affidatario)326. 1° comma.1. dopo l’abolizione dell’emancipazione giudiziale..Tale impostazione. ________ 325 326 v. l’esistenza delle condizioni minime perché i genitori possano esercitare i doveri di educazione e vigilanza328. 305 s. Ambanelli. Facci.. 6. Ferrante. 407. 2048.. oltre a non trovare riscontro nel dato normativo (e ad essere. 189... 327 Ferrante. 2048. dall’altro. l’assenza di un patrimonio personale del minore e. in analogia con l’obbligo di mantenimento e conformemente alla ratio della norma di garanzia nei confronti dei terzi: è chiaro. richiesto dall’art. pone una serie di problemi. forse. infatti. cit. 265 ss. comunque. come tale opinione. e la soggezione alla responsabilità di cui all’art. non così per il requisito della coabitazione.. cit. dato che oggi. con essi. si spinge addirittura ad ipotizzare una responsabilità dei genitori per l’illecito compiuto dal figlio convivente “nel periodo (immediatamente) successivo al compimento della maggiore età” quando “l’illecito commesso appare riconducibile alla cattiva educazione ricevuta”. 185 328 v. cit. come si vedrà infra. Ferrante. 2048 (pur mitigata dalla possibilità di dimostrare che la titolarità della potestà in capo ad un altro soggetto abbia impedito lo svolgimento adeguato delle funzioni assunte “di fatto”325).c. non soltanto conduce ad una dicotomia fra la soggezione ai doveri genitoriali di cui agli artt. requisito che rivela. Ferrante. 273. addirittura contra legem. ultimo cit. essa è possibile solo a seguito di matrimonio327. la tendenza giurisprudenziale è quella ad evidenziare il ruolo educativo. e quindi la responsabilità. La coabitazione Se sul concetto di emancipazione non sorgono particolari problemi.bis c. Essa. fra le due responsabilità (dato che. ma crea anche una situazione di contrasto fra i poteri e i doveri riconosciuti al convivente di un genitore e quelli riconosciuti all’altro genitore. cit. 1346.. però. cit. che parla di “figli minori”) non ha avuto alcun riscontro nella giurisprudenza 133 ... Venchiarutti. da un lato. cit. anche non affidatario. Ferorelli.4. 147 e 315. 202 s. 202 v.

l’onere della prova della coabitazione spetti al danneggiato. 273. riferisce anche l’opinione di chi ritiene sufficiente una “semplice convivenza occasionale” 332 v. la possibilità di escludere la solidarietà fra i genitori (che. Campione. Monateri. e.. rappresenta la principale novità dell’art..) ritiene che. ultimo cit. cit.. secondo alcuni. 530 331 Ambanelli... cit. secondo altri.. Annunziata. infatti. prima della riforma del diritto di famiglia del 1975. ritiene che anche il genitore non affidatario (su cui v.. 1980. ________ 329 La dottrina (Barbanera. cit. è data la possibilità di contare su presunzioni semplici.. ma come “consuetudine di vita comune”331: ad ogni modo. Commento all’art... Oliva – Pizzetti. La riforma. cit. 953. 226. Facci. in cui veniva ricompreso anche quello di vigilanza. cit.. Ferorelli. che. 407. Nel secondo dei due sensi indicati. a meno che non dimostri che la lontananza gli abbia impedito. Id. mentre.. ultimo cit. cit.. Barbanera. 954 s. 2048 330 La prevalente dottrina ritiene che. 634. 246. formalmente.. invece. 2048 rispetto al suo “precedente” nel codice abrogato)329 nel caso in cui il minore conviva con uno solo dei genitori. Fraccon. Sulla stessa linea Facci.. 306. pur rilevando l’assenza di pronunce giurisprudenziali sul punto. si ritiene che non siano sufficienti temporanee interruzioni della convivenza per escludere la coabitazione332. 265 s. ultimo cit. 2048. 2065. cit.. trattandosi di un elemento costitutivo della fattispecie. Tuttavia. 306. ultimo cit. cit.. attribuita solo al padre. data la struttura abituale della famiglia italiana.. Fraccon. 1688. sottolineando come la coabitazione costituisca l’ipotesi normale e l’assenza di coabitazione l’eccezione. che veniva così giustificata con il riferimento ai doveri genitoriali ex art. Fazio. anche se è vero che la giurisprudenza più risalente333 ha talvolta ritenuto sufficiente anche una semplice temporanea lontananza del figlio per escludere la responsabilità dei genitori. Zaccaria. la possibilità di escludere completamente la responsabilità genitoriale qualora venga meno la permanenza del minore nella casa familiare330. nei meri termini di comune residenza. determinanti. ultimo cit. al dovere di educazione. cit. Monateri. cit.c. poi.Dalla definizione che viene data alla coabitazione.. Patti. e. Venchiarutti. ritiene di non dover accogliere tale soluzione.. l’assolvimento degli obblighi di vigilanza ed educazione 333 su cui v. in particolare. dipende. cit. non va considerata in senso materiale e restrittivo. 528. 1347 richiama invece anche quella dottrina che intende la coabitazione nel senso di “rapporto di stabile convivenza”. Ambanelli. di fatto. 273 s... ultimo cit. 627. 8. 147 c. cit. cit. 2048. attribuita ad entrambi. Cocchi. vi fosse una discrasia fra la potestà. 502.. ha permesso di realizzare una nuova simmetria fra le norme attributive della potestà e l’art. e la responsabilità ex art.. 951 s. in secondo luogo. invece. infra) e quello allontanato a seguito degli ordini di protezione contro gli abusi familiari sia responsabile per l’illecito commesso dal figlio minore. può dirsi che la coabitazione va intesa. in primo luogo. In generale. 204). cit. cit. come accennato. cit. Ferrante. un’inversione di tale onere (v. cit. 210.. Monateri. Campione. senza sua colpa. 134 .

1980 s. Monateri. cit.. 7050/2008... 337 v. Oliva – Pizzatti.. 192 s. cit.. ultimo cit. in giurisprudenza. Campione. nota di C... 273 s. cit. cit. L’allontanamento del minore dalla casa familiare Un primo problema si pone quando il minore si allontani dalla casa familiare. con nota di G. ultimo cit. 210. dir. andranno esenti da responsabilità337. 2009. 952. Menzella. ultimo cit. 2065): così. Valente.. Id. 2883 ss.. Cocchi. Commento all’art. La responsabilità dei genitori. bisogna dire che la responsabilità non viene meno se il minore. 2048.. in dottrina. cit. 669. ultimo cit. cit. 2065) 135 . 506. La responsabilità civile.. Inoltre. 628. cit.. 4012) 336 v.. 977 s. dei precettori e dei maestri d’arte... ultimo cit.4.. civ. invece. pur non vivendo nella stessa abitazione dei genitori.filodiritto. cit. sia di fatto comunque sottoposto all’esercizio della potestà. 409. cit. salvo però il caso in cui sia comunque ravvisabile una loro colpa338. Ferrante. 529.. Camilotto in http://www. in Fam.. 502. 2008.. in dottrina. 627. cit. Dogliotti. cit. 191).. dei tutori. 1348... cit.. in giurisprudenza. perquisizioni. ________ 334 v. 305. Nel caso. Venchiarutti. Fraccon. Fraccon.. 408. Chiarella. 193 s. Barbanera. Più precisamente. 506. violazioni di corrispondenza (v.. 1980.. fuori dalla casa dei genitori 335 v. 2065.. 7050/2008. in Foro it. ultimo cit.. Nel caso di allontanamento concordato in famiglia e temporaneo (anche se prolungato).. cit.. ad esempio perché abita nelle vicinanze e riceve continue visite da parte dei genitori stessi (v.com/index. non essendo loro imputabile la mancanza del requisito della coabitazione.. 274. non fa venir meno la possibilità di ravvisare la culpa in educando336. 503... ultimo cit. Ferorelli. relativa ad un minore che ormai da due anni viveva.. Dogliotti.1. cit. Alpa. se certo rende più difficile l’assolvimento dell’obbligo di vigilanza. continui e ingiustificati rimproveri.1. Venchiarutti. Oliva – Pizzetti. cit.. 359 ss. cessando soltanto nei casi di definitivo e duraturo trasferimento del figlio fuori dalla casa dei genitori335: ciò perché l’allontanamento. ad esempio per una gita o per motivi di studio o di lavoro. cit. cit. Ferorelli. Id. cit. 339. Monateri. però. 529. Alpa – Bessone – Zeno-Zencovich. 190 s. cit...6.. Ferrante. ultimo cit.. Venchiarutti. in Giust. Cass.. cit. Campione. cit. cit. Facci. 952. 1347 s. di allontanamento del figlio contro la volontà dei genitori. i genitori potranno sottrarsi alla responsabilità e ad ogni conseguenza risarcitoria dimostrando di aver affidato il minore a persona in grado di sorvegliarlo adeguatamente (v. è stata esclusa la responsabilità dei genitori nel caso di un minore collocato stabilmente in collegio (Carusi – Gritti.. Ferrante. 338 ad esempio nel caso di maltrattamenti. Cass.. si ritiene che la coabitazione non venga meno334.. Facci. per ragioni di lavoro. I. cit. Venchiarutti. con nota di R.. questi ultimi.php?azione=visualizza&iddoc=1065. Cocchi. 2010.

anche Campione.. Ferrante.. 193.. 224) ritiene che nemmeno nei casi di affidamento esclusivo dovrebbe parlarsi di esercizio esclusivo della potestà. nel rispetto delle loro necessità e aspirazioni341. 1971. dal momento che la legge chiama i genitori a concordare un programma relativo a educazione. cit.. Separazione e divorzio Il secondo caso in cui risulta particolarmente rilevante e problematico stabilire cosa si intenda per minore convivente è quello in cui i genitori siano separati o divorziati.. comunque. 318 c. Facci.. cit. Ferorelli.. 1348 s.. cit. nel caso di affidamento esclusivo. cit. è chiaro che permane la responsabilità di entrambi. dovranno provare di essersi adoperati con tutti i mezzi adeguati per convincere il minore stesso a tornare a casa e. Cocchi. Greco. ultimo cit.Ovviamente. Si discute.. ultimo cit.. Monateri. Nulla quaestio nel caso. Patti.. fra le misure impiegate.. cit.. 1401 in particolare. di affidamento condiviso (anche con collocamento prevalente presso uno solo dei genitori): in tale situazione... 54/2006. cit.. cit. 1359 s. invece. invece.. però. qualora ignorino dove risieda al figlio. cit. essendo questo limitato alle decisioni “quotidiane” ed essendo. 198 s. 628. tendeva comunque ad affermare la responsabilità di entrambi i genitori non solo nei casi di affidamento congiunto. formazione. Ferorelli. ultimo cit. cit.4.1. abbiano anche informato le autorità339. 955 343 La dottrina più avveduta (su cui v. e ciò in ragione del fatto che al genitore non affidatario veniva comunque riconosciuto il diritto a partecipare alle decisioni di maggior interesse per il figlio343 e. 630. Campione. La dottrina maggioritaria342. 953 339 340 Ambanelli. ma anche in quelli di affidamento esclusivo o alternato. congiunto l’esercizio della po341 342 cit.. cfr. vi sia stato il ricorso al giudice tutelare ex art. Greco. 54/2006. cit. Maggiori problemi si pongono. Ferrante.2. cit. 136 .. invece. 6. 1401. Campione.. la cattiva educazione poteva essere riconducibile al periodo di vita in comune ________ Ambanelli. Monateri. precedente alla l. Sull’argomento. 307 s. 306 v. in merito alla necessità che. Barbanera. pure nei periodi di affidamento all’altro genitore con conseguente esercizio esclusivo della potestà..340.c.. ultimo cit. cit. oggi prevalente dopo la l. 277 s. 278.. cura e gestione dei figli. 628 s.

. Sul fronte opposto.. assolvendo ad una funzione di garanzia.. salvo che il danno venga cagionato nei periodi di permanenza del minore con lui).. Facci. dei tutori.... in ragione degli scarsi poteri di controllo sul figlio347. c. cit. invece. dunque. eventualmente. cit. ma vi era anche chi riteneva che ciò fosse dovuto al venir meno di una colpa (sia in educando che in vigilando).) tendeva ad escludere la responsabilità del genitore non affidatario.c.. l’art. ritiene. non paiono esserci ragioni per escludere tale corresponsabilità. afferma che “anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi. 54/2006. dalla condivisibilità della tesi della corresponsabilità del genitore non affidatario.. A prescindere. 2048. 345 su cui v. affermano che i genitori. cit.dei coniugi344. che non viene certo meno in seguito ad una sentenza di separazione o di divorzio (v. cit.. 199 s. nel caso in cui la si consideri indiretta e con funzione essenzialmente di garanzia 137 . della responsabilità del genitore non affidatario qualora si voglia parlare di responsabilità diretta e con la sua affermazione. 2048 (v.. sono chiamati a rispondere in funzione del loro status. ultimo cit. ci si basava sul venir meno dell’esercizio della potestà e sull’assenza del requisito della coabitazione. cit. che in caso di affidamento esclusivo si assisterà ad una differenziazione dell’onere probatorio: su entrambi i genitori graverà l’onere di dimostrare l’assenza di culpa in educando. 54/2006. Dogliotti. 197 s. Nella stessa linea si poneva la giurisprudenza345. con esclusione. 1° comma.. cit. la quale riteneva che proprio il riferimento alla culpa in vigilando e in educando non permettesse di escludere a priori la responsabilità del genitore non affidatario. 1403.. cit. 155. invece. Greco. 629 s. di ricevere cura. tanto nel regime precedente alla l. invece. 529). La giurisprudenza precedente alla riforma del diritto di famiglia del 1975 (su cui v. ad ogni modo. E’ chiaro.. ex multis. 410 s.. Venchiarutti. che comunque esclude in ogni caso la responsabilità del genitore non affidatario per culpa in vigilando. Sulla stessa linea anche parte della dottrina (su cui v. cit. essendo necessario valutarne di volta in volta (ex ante) l’incidenza e il ruolo sia sotto il profilo educativo sia. sotto quello della vigilanza346. 506 s.. la tesi di coloro che negavano la responsabilità del non affidatario: in prevalenza. che la soluzione al problema dipenda dalla tesi che si intenda accogliere in relazione alla natura della responsabilità ex art. cit.. Barbanera.. Ferrante. comunque. Coloro che. 278 s. 220. ritengono che si tratti di una responsabilità oggettiva. cit. come oggi. Greco. 632) 344 Patti. comunque. In seguito alla l. Greco. mentre l’assenza di culpa in vigilando dovrà essere dimostrata dal solo affidatario (Fraccon. dei precettori e dei maestri d’arte. cit. 1403). 278 s. ultimo cit. La responsabilità dei genitori. 1971 riporta poi una pronuncia della Suprema Corte in cui si è ritenuto che “la convivenza sia un elemento necessario per poter assolvere agli obblighi di sorveglianza ed educazione” 347 Campione. 1402) 346 Questo fra coloro che accolgono la tesi della responsabilità diretta ex art. ________ testà in relazione alle decisioni di maggior importanza. ultimo cit. Cocchi. almeno per i fatti derivanti dalle scelte condivise fra i genitori (Campione. Ferrante. educazione e istruzione da entrambi”.

ormai residuale. 2010. A tale constatazione si aggiunge il rilievo che il legislatore riconosce al coniuge non affidatario non solo il diritto. alla luce di tali innovazioni.. 9 ss. quindi. appare oggi. culturale si potrebbe dire.. 16/12/2009..php?option=com_content&view=article&id=517:responsabilita-dei-genitori-per-i-danni-da-reato-dei-figli&catid=31:minor&Itemid=30 (“Occorre infatti considerare che i fatti sottoposti all’attenzione di questo Tribunale evidenziano che la responsabilità genitoriale non si connette ad un problema di omissione di vigilanza. cit. di affidamento esclusivo). già maggioritaria. con nota di G. 631 s.Dunque. Per quanto riguarda. viene meno il difetto legittimo di coabitazione e. Campione. pur essendo i minori affidati alle madri. la prima delle due tesi suesposte. cit. mentre. 529..it/index. tutti e tre avevano regolari e frequenti rapporti con i padri […]. Greco. Monateri. civ.. ultimo cit. la responsabilità del genitore affidatario nei periodi di convivenza con l’altro genitore (nel caso. 1401 s. Mastrangelo in http://www. invece. 956 138 . ________ 348 v. non potendo certo la sua posizione essere equiparata a quella di un terzo estraneo. dovrebbe costituire la trama di ogni relazione genitoriale.. è chiaro che. cit. 1600. prev. cit. non ravvisa alcuna ragione per ritenere i predetti genitori esenti da responsabilità”) 349 Fraccon. non basta una temporanea assenza dalla residenza per escluderne la responsabilità. Fazio.. unitamente al rispetto delle regole. in giurisprudenza. risorge la responsabilità in solido con l’altro genitore349. in dottrina. Trib. che richiama una cornice di valori che. con la riforma. ma anche il dovere di vigilare sull’istruzione e sull’educazione del figlio. ancor più meritevole di accoglimento348.. Milano. quindi..osservatoriopenale. Questo giudice. visto il concetto di coabitazione come sopra delineato. in Resp. entrambi i genitori hanno forti poteri partecipativi: di conseguenza.. per quanto riguarda il genitore non affidatario. E che risulta poi dagli atti che. ma concerne una più ampia questione educativa.

cit. 7. Monateri. sia pure in maniera più sintetica. dei precettori e dei maestri d’arte.... Ferorelli. 225 s. 2068 351 v. non incida neanche sulla responsabilità ex art.. semplicemente. cit. Dogliotti. 2048 e. 627 s. più in generale. 2068. Zaccaria.. Ferrante.. c. 279. Fraccon.. 957 s. 102. in questo caso. 2048 e offrirne una lettura letterale ma del tutto illogica: se così fosse. 2048. dell’allontanamento del genitore dalla casa familiare.. Trimarchi. anche la tesi contrari. 1360.. 2° comma. Id. Barbanera. Facci. Monateri. con conseguente esclusione della responsabilità per il genitore allontanatosi dalla casa familiare. 226.. alla separazione legale.. 194. cosa si intenda per “precettori” e “coloro che insegnano un mestiere o un’arte”. non adempiendo ai propri obblighi nei confronti dei figli351.. Allontanamento del genitore e separazione di fatto Ipotesi parallela è poi quella della separazione di fatto e. Tuttavia negare. e chi invece ritiene che la separazione di fatto. ultimo cit. non si può non esaminare. 529. che espone. la responsabilità del genitore non più convivente finisce per non tenere in considerazione lo scopo stesso dell’art. cit. e 633.1. precisamente. i due tipi di responsa________ 139 .3. cit. infatti. E’ chiaro che in tali situazioni non verrà di per sé meno la potestà ma indubbiamente si realizzerà uno squilibrio nell’esercizio dei poteri e dei doveri connessi alla potestà stessa.. ultimo cit. cit. dovuta ad impedimento legittimo. 529 precisa che la dottrina è divisa fra chi equipara la separazione di fatto. Ferrante.... non incidendo su poteri e doveri genitoriali. cit. L’art.. cit. il genitore potrebbe esimersi da responsabilità verso i terzi in base ad un accordo interno fra i coniugi o. 2048.6. che si propone di individuare le fattispecie e i fondamenti della responsabilità genitoriale. dei tutori. cit. cit. ultimo cit. ivi compresa l’intollerabilità della convivenza. 2048. 411 s. Venchiarutti. 200 s. Campione. anche il 2° comma dell’art. ritenendo che la separazione di fatto possa costituire “un legittimo impedimento”. Barbanera. Venchiarutti. La giurisprudenza concernente i fondamenti della responsabilità di tali soggetti e la relativa prova liberatoria sarà invece esaminata contestualmente a quella concernente i genitori: infatti.. 952. cit. cit.. ultimo cit.c. Commento all’art. La responsabilità dei genitori. 506. cit.. però. Fraccon. salvo che non vi sia una giusta causa di allontanamento350. 350 v... cit.4. 1688 Pur nel quadro generale di questo lavoro.

come nel tempo il precettore abbia cessato di essere un semplice “continuatore” dell’autorità paterna. 647 s.. distinti profili di responsabilità.. 412.. 136. al contrario dei genitori. ultimo cit.. più precisamente. civ. Felcioloni (a cura di).. 292. Se la scuola si avventura ad organizzare in proprio il trasporto. 509 e Ferrante. Per quanto riguarda i soggetti responsabili.. Facci. che infatti supera la visione del precettore come semplice “continuatore” dell’autorità paterna. Facci. in giurisprudenza. cit. cit. 2048. 303) 354 unico legittimato passivo nell’azione intentata dal danneggiato (v. Campione. 387) 353 v. ultimo cit.. Campione. 959. ultimo cit. 1986. Venchiarutti. è ormai quasi desueta la figura del precettore.. Di Ciommo.. cit. 12. Spetta al danneggiato dimostrare che il danno si è verificato mentre il minore si trovava a scuola (v.. a tale periodo (ivi compresi. 302. 648.. in Fam. 2011. e dunque il rapporto fra precettore e allievo è analogo a quello tra figlio e genitori (o almeno era tale nell’impostazione originaria del Code civil napoleonico)353.. Ferrante. e non ai singoli istituti354. Milano 5223/2009. mentre la norma ha trovato costante applicazione sia agli insegnanti di scuola pubblica (o. Monateri. D... anche Dogliotti. La responsabilità dell’insegnante per i danni subiti dall’alunno. Cocchi. per il periodo in cui l’allievo si trova sotto la sua vigilanza352. si potrà ________ e. 649. Monateri. Id. 961 ss.bilità presentano numerosi punti in comune. e si estende a tutto il cortile fino al cancello della scuola. P. Ferrante.).. 294). assumendo una funzione propria e. dunque. al Ministero dell’Istruzione. 2069. e Facci. Cocchi. e ciò in ragione del fatto che il precettore. gite scolastiche e ricreazione) è limitata la responsabilità del precettore (v. cit. Campione. 2009. ultimo cit.. nelle scuole elementari. cit. dir. prev. 2011. però. Le forme di responsabilità degli insegnanti e della scuola per fatto illecito degli allievi. Trib. Ministero che. in Vent... in caso di dolo o colpa grave. ultimo cit.... cit... però. ha su questi un potere che deriva da una sorta di delega ex lege di quelli dei genitori. 388 ss. ultimo cit. ad esempio. Commento all’art. cit. la sua responsabilità vicaria perdura per tutto il corso del trasferimento degli studenti da casa a scuola e viceversa […]. 265 s. che evidenzia. l’obbligo di vigilanza permane anche durante il periodo della ricreazione. ultimo cit. 56. Salvi. [N]on costituisce un’esimente per la responsabilità dell’istituto scolastico […] la disposizione del genitore di lasciare il minore senza sorveglianza in un determinato luogo” (cfr. Campione) 352 140 .. ultimo cit. cit. 1165 ss. in Resp. cit. 2137 ss. precisa poi che “il dovere di vigilanza dell’insegnante sorge al momento dell’entrata nella scuola dell’allievo e cessa con l’uscita di quest’ultimo al termine delle lezioni […].. cit. con la conseguenza che la sua responsabilità può dipendere esclusivamente da culpa in vigilando e mai da culpa in educando (cfr. dunque... è chiaro che il precettore non può essere considerato responsabile dell’educazione del minore nel suo complesso. Più in generale. in dottrina. con commento di R. Giudice di Pace Cerignola 1947/2010. Chindemi. 1986. Perciò è pacifico che. avv.

Cass. cit.. e riporta anche l’isolata tesi giurisprudenziale. Venchiarutti. sui rapporti fra responsabilità del Ministero e responsabilità dell’insegnante.. 25. ancora Facci. Ferrante. Gruppo24ore. le succitate Sezioni Unite e la successiva giurisprudenza della Suprema Corte hanno precisato che la norma in questione opera solo sul piano processuale. ultimo cit. elementare. ultimo cit. cit. cit. limitatamente alla responsabilità degli insegnanti delle scuole pubbliche per danni commessi dagli allievi (in realtà. che ribadisce che unico legittimato passivo è il Ministero. cit.. in dottrina. 414 e 420 s. 57. 302 ss (in particolare. cit. 826. ultimo cit.. Dogliotti. cit. Ferrante. 136). Chiarella. Facci. 509. 669. in A. 878 s. 136. Zaccaria. Dogliotti. Monateri... 69. 137 s. 980. Responsabilità civile per illecito compiuto da minori... Codice civile e leggi complementari. cit. cit. 2° comma.. 997/1973 (massime). 23. 2070. Torrente – Schlesinger.. 1996. Chiarella. 1689. Cass. Milano – Roma 2010.. stante la loro funzione prevalentemente organizzativa357. dei tutori... 980.. cit. La responsabilità dei genitori. 2048...)... 508. Alpa – Bessone – Zeno-Zencovich. Felcioloni.... e non su quello sostanziale.. 313 s. e non gli insegnanti 356 v. ________ cfr. e sulla responsabilità del personale ATA. in giurisprudenza. cit.. 509.. ultimo cit. 961.. 316 ss.. Dogliotti.. 293 s. Facci. anche... 416. ove questa sia causa dell’inadeguata sorveglianza sugli allievi).. 4013.U. Venchiarutti. definitivamente respinta da Cass.. docente.. Zaccaria. 4014 (che però menziona alcune sentenze che hanno rinvenuto una responsabilità del direttore didattico “per imperfetta organizzazione della scuola. cit. in Guida dir.. ultimo cit. in giurisprudenza. e 298 ss. Id. Facci. 1689. che invece la escludono radicalmente. per l’ingiustificato favore nei confronti degli insegnanti delle scuole pubbliche a danno degli insegnanti delle scuole private. cit. 2048. secondo la quale l’art. e Salvi.. 61 l. Commento all’art. pur riportando giurisprudenza favorevole all’estensione della responsabilità ai bidelli. 293 s. 2008.. Finocchiaro (a cura di). 337. ultimo cit. Cocchi. in Guida dir. 659. Monateri. Cass. ultimo cit. cit. cit. Carusi – Gritti. Ferrante.... Alpa.. 9346/2002 e da varie sentenze di legittimità successive (riportate da Di Ciommo. massima di M. Carusi – Gritti. cfr. Viene invece esclusa la responsabilità del preside e del direttore didattico. cit. 1986.. Campione. cit. cfr.. ultimo cit. ritiene che “[q]uesto ampliamento notevole dei soggetti responsabili non pare condivisibile”.. ultimo cit. 56). 651. 379 ss. cit. Cfr. 960.. 292 s. 3888/1996. 292 s. 1986. educativo e non docente della scuola materna.. Salvi. 74. Piselli 355 141 . 312/1980 (“La responsabilità patrimoniale del personale direttivo. secondaria e artistica dello Stato e delle istituzioni educative statali per danni arrecati direttamente all’Amministrazione in connessione a comportamenti degli alunni è limitata ai soli casi di dolo o colpa grave nell’esercizio della vigilanza sugli alunni stessi”) avrebbe eliminato la presunzione di cui all’art. Piselli. su tale aspetto.. cit. cit. S. cit. 8308/2008..rivalere sull’insegnante355) che a quelli di scuola privata (con una responsabilità ex art. ultimo cit.. ultimo cit. cit. in dottrina. ultimo cit. Dogliotti. dei precettori e dei maestri d’arte.. 508. 2049 dell’istituto scolastico)356. che evidenzia i dubbi di legittimità costituzionale della disciplina. Cocchi. cit.. ma solo per dolo e colpa grave. Felcioloni. cit. Campione. in giurisprudenza. massima di M. 960 357 v. Monateri. 345 ss. Sulla responsabilità del personale ATA..

... Ferrante. Id. Ferrante.. Ferrante.) 360 v. possiamo ricordare. dei tutori. ultimo cit. all’allenatore di tennis (v. 2050 c. all’istruttore di volo (v... 980. dei precettori e dei maestri d’arte... 307 ss. Ferrante. cit. 507. Commento all’art. 2048. ultimo cit. nonché i maestri in servizio presso il patronato scolastico362. 434.. ultimo cit... Ferrante. ultimo cit. cit. cit. 2° comma. 305 ss. Campione.. cit. Morozzo della Rocca.. Ferrante. 470 s. 651. 436 ss. Monateri. cit.. non precisando che l’allievo debba essere minore d’età.. Facci. Chiarella. 435 s. cit. si applichi anche all’allievo maggiorenne364. 293. Contra. 507..A titolo esemplificativo. Dogliotti. Ferrante. 363 v. per quanto non manchi un’isolata sentenza.. in caso di attività particolarmente pericolose. ed eventualmente una responsabilità delle stesse di tipo contrattuale o. 961. 2048. cit. Carusi – Gritti.. gli assistenti di colonie per le vacanze dei minori.. Venchiarutti. Venchiarutti. La responsabilità dei genitori.. All’istruttore è equiparato il soggetto con più di dieci anni di patente che. cit.. Si discute sulla necessità o meno che l’attività educativa venga svolta con una certa continuità363. cit. anche l’istruttore sportivo358 e quello di scuola-guida359. gli organizzatori di una settimana bianca. 293. all’istruttore di sci (v. cit. 470) e all’istruttore di equitazione (v. cit. Campione. Ritiene necessario tale requisito Felcioloni. Monateri. 358 v.c. 4014. ultimo cit.. all’allenatore di hockey (v. ultimo cit.) 359 v. che considera invece gli sci come mezzo di trasporto. 2070 s. invece. può accompagnare alla guida il principiante munito di foglio rosa (v.361. 650. Commento all’art. cit. Commentario al codice civile – Aggiornamento 1991-2001. 417.)... Ferrante. Ferrante. tra le figure la cui responsabilità è stata ritenuta inquadrabile nell’art. 2049 (v. 434 s.. analogamente a quanto sopra detto per le scuole private360. Oliva – Pizzetti. 2049 c.. 364 v.. 2048. 417. cit. Facci. 362 v. Campione. su cui v. ultimo cit. cit. 469 s. Ferrante.. che. ultimo cit. cit. cit. cit. cit. Ferrante. Ferrante. 650 s.) 361 v. in Cendon. pur condividendo la tesi della responsabilità anche per l’allievo maggiorenne nelle attività di carattere pratico. ultimo cit. 431 s. ultimo cit. 2048. gli addetti alla vigilanza dei minori negli istituti di osservazione dei centri di rieducazione per i minorenni.. ad esempio. cit. cit. 650. 436 ss. cit. Salvi.c.. precisa come l’unica sentenza di le- 142 . Facci.. Ferrante. 4014. ________ Il termine precettore viene comunque interpretato in senso ampio: vi vengono così ricompresi. in particolare. all’istruttore subacqueo (v.. Campione. cit. con una responsabilità della società sportiva o della scuola guida ex art. cit. Venchiarutti. 417. 466. 1746. Pensiamo. in giurisprudenza se l’esclusione della responsabilità del precettore ex art... cit. 508 s.. 2048 comporti automaticamente l’esclusione della responsabilità dell’ente di cui questi sia dipendente ex art. 136. ex art. 961... 2054). 464 ss. 122. E’ altresì discusso se il 2° comma dell’art. Carusi – Gritti. 468). c. 469). Oliva – Pizzetti. ex art. Ferrante.. cit. E’ discusso.. ultimo cit. 52. cit.c. Ferrante... applicando la presunzione di colpa degli autoveicoli di cui all’art.. 293. i catechisti..

cit. 2072 s. applicazione l’art. impongano ai genitori di surrogarsi nel pagamento. Cocchi. Facci. dei tutori. ultimo cit. Felcioloni. 245 s.. Venchiarutti. massima in Cendon – Baldassari. secondo il quale “il legislatore impiega il termine apprendista in senso atecnico per riferirsi a colui che apprende un mestiere od un’arte senza essere parte di uno specifico rapporto di lavoro subordinato”. Pochissime le applicazioni giurisprudenziali367. 2050). cit. ________ gittimità in materia escluda la responsabilità. cit...... 418... per quello avvenuto “a causa” della stessa (sulla stessa linea. riporta anche l’opinione di quella dottrina minoritaria che esclude la responsabilità del precettore per l’illecito avvenuto “in occasione” dell’attività di insegnamento e la ammette. che comunque.. cit.). 2048 del genitore per il figlio maggiorenne convivente (ovviamente se capace d’intendere e di volere). Trib. Interessante la posizione di Dogliotti. cit. 663 s.. ultimo cit. 508. cit. ultimo cit. trovando. che ritiene non paragonabile la posizione dell’allievo a quella del lavoratore.c. 1689... invece. oltre a far salva un’eventuale responsabilità del precettore in base alla regola generale dell’art. in giurisprudenza. Facci. 1988. indipendentemente da uno specifico rapporto di lavoro”366. ad esempio. onde renderlo idoneo non solo all’arte o al mestiere. ultimo cit... 964. Cfr. 959 s. La responsabilità dei genitori.. 147 e 433 c. Campione. cit. anche Campione. ove il figlio sia impossibilitato a provvedere al risarcimento in via autonoma. invece. Montecchiari. 2363 365 Monateri. La responsabilità dei genitori. Cfr. insieme ad un’interpretazione estensiva degli artt. anche Campione. cit.. 640 e 664 e Venchiarutti.. 08/06/1968.. “apprendista” è. Commento all’art. che propende per un’interpretazione estensiva delle espressioni utilizzate dal legislatore. 2048. in dottrina.. 366 Monateri. Monateri. anche. cit. in base all’art. ultimo cit. 964. 293.. che esclude ogni responsabilità ex art. che esclude la responsabilità. Cfr. in caso contrario. che li considera responsabili anche a titolo di culpa in educando 367 v.Per quanto riguarda coloro che “insegnano un mestiere o un’arte”. 53 s. “chiunque apprenda un’arte o un mestiere. 652 s. Torino. 414. 2049. i principi di solidarietà familiare. Venchiarutti. 303 143 . Zaccaria. dei precettori e dei maestri d’arte. ultimo cit. dei precettori e dei maestri d’arte. 2043 (o. ma anche alla vita di relazione col mondo esterno365”. dei tutori. cit. ma ritiene che. essi sono coloro che “assumono nei confronti del minore poteri e doveri di educazione in senso ampio. cit..

in dottrina. Annunziata. Cocchi.. in quanto la prova di aver curato l’educazione del figlio e di averlo adeguatamente sorvegliato risulterebbe inutile in assenza della ben più rigorosa prova di “non aver potuto impedire il fatto” 369 v. cit. ultimo cit.: la prova di “non aver potuto impedire il fatto” 8. cit. 1350 370 v. 2048 la differenza fra le due posizioni si fa più sfumata..c. cit. Si è già detto come taluni ravvisino in ciò una responsabilità per colpa e altri una responsabilità oggettiva368... 2048 è stata pressoché costantemente esclusa la possibilità. collegata cioè a carenze educative dei genitori o al difetto di sorveglianza. ultimo cit. 137 368 144 .. cit. per i genitori. 2048 non è per fatto proprio. 2048 è anche in educando e. in Bonvicini.. 645 s. 2048. App. 1975. 2047 si può parlare di un complessivo equilibrio della giurisprudenza. cit. Ambanelli.8.. 356. L’art. Milano. Campione. di esimersi dalla responsabilità presunta prevista in tale norma.... 2047 è esclusivamente in vigilando. notevolmente più ampia369. nel caso dell’art. Dogliotti. 510 s. Ferorelli. 29 febbraio 1955 (massima).. dicono che i vari soggetti in essi menzionati sono responsabili a meno che non provino di “non aver potuto impedire il fatto”.. 242 ss. è evidente che la prova negativa di non aver potuto evitare il fatto si sia trasformata nella prova positiva di aver correttamente adempiuto ai doveri di vigilanza ed educazione di cui agli artt. cit. Cass. Il rapporto fra culpa in vigilando e culpa in educando Come si è detto.1. ma nel caso dell’art. 310 s. identico è il tenore letterale degli artt. se nel caso dell’art. Commento all’art. 15419/2005. Nel caso in cui si accetti la tesi della responsabilità diretta. dunque. avendo come risultato che. è ne________ In particolare. in entrambi i casi. mentre quella ex art. cit. in giurisprudenza. cit. 2047 e 2048: entrambi. 2048.. 2073. sostiene che proprio il fatto che la prova liberatoria consista nella dimostrazione di “non aver potuto impedire il fatto” costituisca la dimostrazione che la responsabilità ex art. Peraltro... 3° comma. c. per quanto riguarda la prova liberatoria. sintetizzata da Di Ciommo. Cass. infatti.c. 147370 e 315-bis c... 9815/1997. Comporti. Venchiarutti. differenza peraltro solo parzialmente giustificabile dal fatto che la culpa dell’art. 635 s. cit.

le quali tendono quasi sempre a ritenere il genitore responsabile” 372 Barbanera. Campione. Ferrante.. 211 s. in ragione della sua età.. innanzitutto. in Guida dir. un contenuto meramente formale. 375 v. 71. tutte in Bonvicini. cit. i doveri di vigilanza ed educazione. 1399 s.. difatti. ultimo cit. 1660/1972 (massima). 501 376 v. Campione. Ferrante. Piselli 374 cfr.. 4481/2001. Cass. 1350 s. 2348/1973). 2048375. parla di una culpa in vigilando impropriamente divenuta “appendice” di quella in educando.. 348/1970 (massima). cit. Carbone.. 206 ss. 4011. cit. 6302/1996. però Greco. 2047. cit. ________ Una parte della giurisprudenza (e tutta la giurisprudenza precedente al codice del 1942) fonda la responsabilità sulla presunzione del difetto di vigilanza. infatti. Trib.cessario. Cass. 37. 519/1967 (massima). assumendo il difetto di educazione un ruolo ancillare: primariamente..... 216 s. ultimo cit. cfr. massima di M. cit. il genitore dovrebbe dimostrare di aver correttamente adempiuto al proprio dovere di vigilanza. 1984 s. 371 145 . Carusi – Gritti. per cui si può dire che vi sia un’attenuazione del dovere di vigilanza ove sia stato correttamente adempiuto il dovere di educazione373. cit. Cass. finiscono per essere fra loro legati quando si tratta della prova ex art. 1996. dunque. Cass. cit. frutto dell’educazione impartita. Cocchi. il suo ambiente e il suo grado di maturazione..: “pare fuorviante […] sia cercare di individuare il reale contenuto dell’obbligo di educare e di vigilare.. 22/11/1962 (massima). 2926/1968 (massima). in cui la responsabilità si basa solo sul difetto di culpa in vigilando). Ferorelli. 652 ss.. di per sé indipendenti374. essi non rappresentano la ratio decidendi delle sentenze in materia. così da esentare il genitore dalla vigilanza e quindi dalla responsabilità372.. Cass. 637. 373 in dottrina. 636. Cass. Commentano la già citata Cass. in giurisprudenza. cit. Tale tesi trova però una significativa eccezione per il minore particolarmente vivace: in tal caso. infatti. poteva essere riconosciuto quel determinato grado di libertà di movimento e di autodeterminazione. non gli consentirà di allentare la sorveglianza e di esimersi da responsabilità376. cit. 2595/1973 (massima). Pistoia. Cass.. Insomma. Solo ove il genitore non sia stato presente al momento del fatto interverrebbe la dimostrazione che al minore. porsi il problema del rapporto fra culpa in educando e culpa in vigilando371 (evidentemente inesistente per quanto riguarda l’art. sia cercare la correlazione esistente tra i due distinti obblighi. il suo stesso temperamento non permetterà al genitore di presumere che il figlio non commetterà illeciti e. Il riferimento ai citati obblighi ha.

Cass. poiché non riesce a farsi obbedire in casi di simile importanza”. secondo la quale “[n]on può essere escluso dalla responsabilità ex art. ________ 146 . 4481/2001. entrambe in Bonvicini. 2047 (tant’è che si parla di obbligo di vigilanza e non più di sorveglianza379): non si richiede. cit. Barbanera. Ferrante. ultimo cit. 9556/2009. 654 s. 4481/2001. per l’educazione impartita. cit. Cam- Per quanto riguarda. 654. cit. Altra parte della giurisprudenza.. Cass. altresì Venchiarutti. necessariamente. 5564) nella quale. 214 ss. Ferorelli. Cfr. Fraccon. Firenze. in giurisprudenza. che riporta una pronuncia del 1984 del Supremo Collegio (la n. 380 App. 1351 s... è necessario premettere che essa. ex ante e non ex post380. Dovere di vigilanza e culpa in vigilando 377 v. in dottrina. Ferrante. 25 marzo 1966 (massima)... a giudizio degli Autori. in giurisprudenza. assume connotati diversi (e molto più ridotti) rispetto all’art. una presenza fisica costante ed ininterrotta a fianco del minore. 215.. dei tutori..Da ciò deriva una vera e propria inversione del rapporto di dipendenza reciproca fra culpa in educando e culpa in vigilando: il grado di vigilanza richiesta si pone così in un rapporto di proporzionalità inversa rispetto all’adempimento del dovere di educazione. cit. e P.. Particolarmente interessante è App. infatti.1. Dimattia. La responsabilità dei genitori. Cass. nel caso dell’art. 670. cit.. cit. cit. cit. cit. in Bonvicini.. sebbene quest’ultima vada ovviamente valutata in base all’età e all’indole del minore378. la culpa in vigilando. per cui tanto più inadeguata è stata l’educazione impartita tanto più alto sarà il grado di vigilanza richiesto377. dei precettori e dei maestri d’arte.. 530 379 Sulla distinzione tra “sorveglianza” e “vigilanza” cfr. per l’età e per l’ambiente in cui si muove. Pardolesi – M. 212 s. cit. 423 s. 8. 534 e. Cfr. 6302/1996. in base ad una valutazione da effettuarsi. Bari. 170 s.. in dottrina. Il commento a Cass... Cass. si possa ragionevolmente presumere che il figlio non possa costituire una fonte di pericolo per sé o per i terzi.c. altresì Alpa. 652/1965 (massima). considera indipendentemente i due doveri di vigilanza e di educazione. chiudendo quello a chiave e rimproverando il figlio ogni volta che questi ricorreva al noleggio di altri motoveicoli. per cui l’onere probatorio a carico del genitore consisterà nella dimostrazione sia della mancanza di culpa in educando sia della mancanza di culpa in vigilando... il ruolo della culpa in educando è “impalpabile” 378 v..1. invece. 2048. Tali fatti provano che il genitore non ha saputo dare al figlio una educazione adeguata. cit. ultimo cit. perlomeno quando. innanzitutto. 2397/1966 (massima).. Fraccon. 2048 c.. il padre che provi di aver voluto impedire l’uso del motoveicolo al figlio. cit..

. Così. 2007. Cfr. Oliva – Pizzetti. “si rende essa stessa complice di un errato processo educativo. 15321/2003. che certo costituiscono indici di una culpa in educando dei genitori. tutte in Bonvicini. 426 ss. concretandosi in una “modifica stabile della meccanica del veicolo”.pione. ma deve altresì adottare in via preventiva quelle misure disciplinari ed organizzative necessarie per evitare che tale serie causale possa sorgere. cit. Cfr. Di Ciommo è pervenuto al medesimo risultato. L’Aquila. ultimo cit. App. 636 ss. 2657/1967 (massima) e. 1851/1997. 9906/2010. e in Fam. altresì Campione. in favore di quello dei contendenti che se ne serve né è stato concretamente caratterizzato da un grado di violenza ed irruenza incompatibili col contesto ambientale e le persone che partecipano al gioco” 381 Cass. 637. in concreto. Napoli 1107/1969 e Trib. E’ chiaro. non astrattamente intesa. cit. I. cit. e rende possibile anche una sua declaratoria di responsabilità per colpa in vigilando” (cfr. esonera da responsabilità nelle ipotesi in cui non sia stato possibile evitare l’evento. Sulla stessa linea. cit. 1353. se è stata tenuta in una fase di gioco quale normalmente si presenta nel corso dello svolgimento della partita e rappresenta un mezzo usualmente praticato per risolverla. mentre i genitori potranno essere chiamati a rispondere soltanto per culpa in educando (Alpa. che ha appunto affermato che “se mancano anche le più elementari misure organizzative per mantenere la disciplina. precisa che l’insegnante non deve solo adottare le opportune misure correttive e repressive “dopo l’inizio della serie causale sfociante nella produzione del danno”. con commento di A.. richiamandosi alla giurisprudenza della Suprema Corte. 44. Cass.. I. poi. Ferorelli. tale da ricondurlo a dolo o colpa di un altro studente. cit... Cass. massima di M. Cass.. in materia di responsabilità dell’insegnante. per così dire. 503 ss. 656 ss.. 2007. Il labile confine tra culpa in vigilando e culpa in educando. in Foro it. 984. la quale ha affermato che “[p]er accertare la prevedibilità del fatto il giudice del merito deve far riferimento alla sua ripetitività o ricorrenza statistica. ritenendo che spetti al danneggiato dimostrare che l’azione di gioco in seguito alla quale un allievo abbia subito un danno da un avversario nel corso di una partita svoltasi nell’ora di educazione fisica sia almeno colposa.R. min. che. non è possibile invocare quella imprevedibilità che. Ciò può. 5668/2001. 2363. ultimo cit. ivi compreso l’elemento psicologico. 249/1998. ________ 147 .. come lo sgomitare improvvisamente in classe fra i compagni. ma correlata al particolare ambiente di cui si tratta” In generale. Bisogna comunque ricordare che spetta all’attore la dimostrazione degli elementi costitutivi dell’illecito. 8465/2008) ha escluso la responsabilità dell’insegnante in assenza di adeguata prova sulla dinamica dell’incidente. 2451/1966 (massima). 395 ss. carattere permanente: così. e 244 ss. sarà quest’ultima a dover rispondere per culpa in vigilando. Ferrante. Significativa è anche Cass. 5. invece. Da quanto detto deriva poi che sarà particolarmente arduo escludere una culpa in vigilando laddove l’azione del minore abbia. cit.. quest’ultimo sia responsabile della condotta del figlio. 20/06/1966.. mentre Cass. Batà – A... nota a Cass.. cit.. con nota di F.. il Tribunale di Milano (con la sentenza n. 10723/1996.. 2004. che. Spirito. 2001.. altresì il d. e Menga.. cit. per la sua repentinità. qualora i genitori abbiano affidato il minore a persona idonea ad esercitare la vigilanza. “mentre la relativa condotta non può essere considerata illecita. massima in Cendon – Baldassari. Gragni ha ritenuto che la “modifica” di un motorino al fine di raggiungere una velocità superiore al consentito. dir. Chindemi.. ma in base alle circostanze di tempo e di luogo in cui si è verificato l’illecito e in base all’età del minore381.P. 235 ss. dunque.. nonostante la sussistenza di un comportamento adeguato alle circostanze”. cit. non possa sfuggire ad un genitore accorto e che. Chiarella.. 57. Così. sintesi a cura di A. 6685/2007. fornire un valido mezzo per limitare la responsabilità di genitori ed insegnante. cit. 669). “Statuto delle Studentesse e degli Studenti”). 3099 ss. 15. 2299 s. in Fam. senza danno fisico.. il criterio utilizzato è dunque quello della prevedibilità: si esclude la responsabilità quando l’azione. 745. l’istituzione scolastica che non prenda posizione di fronte a comportamenti. Piselli... 2141. Ferrante. e ciò in base non ad una valutazione in astratto. Cass. in tema di responsabilità degli insegnanti. in Guida dir. in Foro it. era assolutamente imprevedibile e repentina..

. Ferorelli. in dottrina. ultimo cit.. per quanto riguarda l’ambiente circostante.. in corrispondenza con il diminuire del contenuto potestativo del rapporto con i figli man mano che questi si avvicinano alla maggiore età384: insomma.. 531 s. e ciò anche in ragione dell’applicabilità dell’art. Ferrante. in giurisprudenza. 672. Ferrante. Comporti. intellettualmente e moralmente).. Ferrante. cit.. Fraccon. in giurisprudenza. 382 v. r. Comporti. una recente pronuncia del Tribunale di Palermo383 ha escluso la responsabilità dell’insegnante in quanto l’assoluta normalità del contesto in cui l’azione si era svolta non poteva giustificare un intervento preventivo da parte sua: in tale pronuncia si arriva addirittura ad affermare che “la presenza di una persona adulta in classe ragionevolmente costituisce di per sé un deterrente sufficiente ad evitare che possano verificarsi comportamenti idonei a dar luogo a situazioni di pericolo. 1353. cit. per esempio. cit. 350. conto nella specie dell’età degli allievi”. la valutazione delle specifiche circostanze di tempo e di luogo permette di restringere la responsabilità. tenuto. Così.com/index. Palermo 2665/2010. cit. sebbene talvolta l’obbligo di sorveglianza venga ampliato. in www.. altresì.: in questo caso. alle sole classi elementari 385 cfr. 247 s. non sono stati considerati responsabili i genitori del minore mandato ad accompagnare il bestiame o a giocare a tennis in una località montana.. Per quanto riguarda la responsabilità degli insegnanti.. invece. Ferrante. anche. che prevede un ben preciso obbligo di vigilanza degli insegnanti sugli alunni. cfr. Cfr.Addirittura. per la responsabilità degli insegnanti. Alpa.d. gli deve essere lasciata una via via maggiore libertà385. ultimo cit. 1297/1928..php?idnot=50325 384 v. Fraccon. escludendola. 246 s. 398 ss. fino a ricomprendere ore non di lezione. 536 s.. cit. nel caso del minore ferito nel cortile antistante la scuola ma non adibito ad uso esclusivo della stessa 383 Trib. 403: in generale. cit. man mano che il minore matura (fisicamente. 358. la tendenza giurisprudenziale è quella a differenziare i minori per fasce d’età.. laddove gli usi e le caratteristiche stesse del luogo facevano presumere fosse assolutamente ragionevole lasciarlo senza la custodia di un adulto382.. Per quanto riguarda l’età. cit. si tende a ritenere che l’obbligo di vigilanza sia inversamente proporzionale ad essa..altalex. ad esempio. 9509/2007. Cass. 355 ________ 148 ... ultimo cit. cit.

Il problema si pone. in particolare. rectius impone di rivederne il fondamento 387 v. cit. grands enfants). cioè quei soggetti. fino all’esclusione della responsabilità genitoriale388. rispondono dell’illecito commesso da questi ultimi. quegli ambiti. 390 Campione. e ciò non può non porre delle problematiche concernenti la perdurante validità del modello di responsabilità delineato dagli artt. Ritiene irrilevante il fatto che il minore fosse quasi maggiorenne al momento del compimento dell’illecito Cass. Ferrante.. cit. cit. 2047 e 2048. efficace strumento di maturazione386... per i quali è irragionevole. così. comunque. 216. Barbanera. 249 ss.. cit. grands enfants.. ai cd. ad accogliere questa tesi. pensare che i genitori possano esercitare un’efficace attività di vigilanza. cioè. ultimo cit. cit. alla luce dei modelli sociali correnti. 946 ss. Monateri. per i ccdd. 1002). In giurisprudenza389. in quanto gli spazi di libertà sono. era proprio la previsione di una responsabilità genitoriale per l’illecito commesso dai figli minori a giustificare l’esclusione di ogni forma di riservatezza di questi ultimi (Corriero... Ferrante. ormai prossimi alla maggiore età. 9556/2009. alcune decisioni hanno escluso la responsabilità dei genitori per il fatto del figlio quasi maggiorenne. 249. sebbene nessuno dubiti che i lavoratori siano soggetti capaci. onde andare esenti da responsabilità 389 v. specie in materia di sinistri stradali e di attività sportiva. 388 v. che però critica tale orientamento in base ad un criterio di efficienza nella prevenzione dei danni: anche i datori di lavoro. In passato. 252 s. ________ v. per cui non si vede perché non debbano essere considerati responsabili i genitori per l’illecito dei figli.. Tale visione è ovviamente oggi superata (specie con riferimento. più difficile riconoscere l’illiceità del comportamento e. pur capaci e autonomi. anzi. Anzi. Ferrante. Le soluzioni prospettate in dottrina sono molteplici: si va dall’abolizione della prova in educando al ridimensionamento di quella in vigilando387. quindi. in cui è più ragionevole riconoscere spazi di autonomia al minore o. appunto. cit.. l’ingiustizia del danno390. si incoraggerebbero i genitori a lasciare ai figli i più ampi spazi possibili di autonomia. cit. 641 386 149 .

secondo cui “in base alla previsione contenuta nell’art. Cfr. allo stesso modo deve farsi con riguardo al dovere di educazione. Del resto. ma anche a salvaguardia dei terzi395. si modella con l’evoluzione della personalità del minore. cfr. mentre i genitori. si è già visto nella Parte I di questo lavoro che alla concezione “statica”. Ferrante. il dovere di educazione ex art. cit. intendendosi tale onere probatorio come onere di fornire la positiva dimostrazione dell’osservanza dei precetti imposti dall’art.c. i doveri genitoriali finiscono per essere posti non solo nell’interesse dei figli. slegato dalla potestà e ricollegato unicamente ai doveri genitoriali ex artt. appunto. cit.391. 147 cod.c.. dunque. Il dovere di educazione: dalla culpa in educando alla responsabilità oggettiva.. 2048: diverse sentenze392 ricollegano il dovere di educazione alla potestà e. 2048. secondo questa impostazione. devono provare di non avere potuto impedire il fatto. dall’art.. 222 s. in tema di responsabilità dei genitori per danno cagionato dal fatto illecito del figlio minore. 9556/2009.1. 281. 30 Cost. Lo stesso Ferrante. e ritorno Ora. 230 s. parte della giurisprudenza393.. in cui il dovere in questione. ultimo cit. la responsabilità ex art.. cit. sottolineando come. 391 392 Tale passaggio si nota non solo nella già esaminata giurisprudenza riguardante il dovere di educazione in sé. collegando quest’ultimo. si va sostituendo una concezione “dinamica”. 357 v. per sottrarsi alla presunzione di responsabilità a loro carico. 226 ss. 147 c. 226 394 v.. cit. 147 e 315-bis c. in quanto riguardante pure il minore incapace 395 Facci. esclusivamente all’art.8. 2048. 147 sia più ampio di quello presupposto dall’art. 19 ss. non solo al dovere di educazione. altresì Ferrante. sul danneggiato incombe solo l’onere di provare che il fatto illecito sia stato commesso dal minore ed il danno subito. e soprattutto quella più recente. cit. che lo vedeva legato alla potestà. Ferrante. ma anche al dovere di istruzione così come sancito. civ. 2048 alla violazione dei doveri derivanti dall’esercizio della potestà stessa. e dunque la responsabilità ex art. 147 (nel cui contenuto viene ricompreso il dovere di sorveglianza)394: insomma. in un dialogo continuo fra questi e il genitore. Al contrario. Barbanera. ________ 150 .: anzi. 15419/2004. Cass. ma anche in quella relativa alla responsabilità ex art. cit... 203.. contesta la correlazione fra potestà e dovere di educazione. 393 ad esempio.2. Comporti. Cfr. cit. cit. in realtà. altresì Fazio. così come il dovere di vigilanza deve modellarsi in base all’età e al grado di maturazione del minore. critica però tale impostazione... 2048 cod. che riporta il chiaro insegnamento di Cass.

che comprende.. “un’immatura sconsideratezza e una non ancora acquisita coscienza della irrilevanza delle intenzioni sui risultati di un gesto oggettivamente violento” (Cass.. più in generale.. Cfr. Cass. diviene ancor più gravosa.). 4011.. 1985.. Ferrante. 238.. da intendersi non tanto come insieme di nozioni tecniche. l’attività educativa da parte dei genitori dovrà tendere a far acquisire ai figli quel grado di maturità necessario a vivere nella società: così. 2073. cit... cit.. 7459/1997. 2329/1970. Roma.. ritenendo che tale fatto dimostrasse. cit. anche l’ “ammaestramento morale e civile”398 e. 217. Milano. ma con altra persona” (Trib. cit... 428 s. cit. cit. 3 luglio 1957. 1701/1952 (massima). cit. sono stati ritenuti responsabili i genitori per il comportamento del figlio che. cit. cit. con intento scherzoso. cit. 231 s. Cass.. ultimo cit.... appare volta soprattutto ad ovviare al dilagante fenomeno del bullismo. cit. cit. 1997.. 530 s. 135 s. 338. con la conseguenza che. 16/12/2009.. 669. il semplice fatto di aver fatto impartire al figlio l’educazione scolastica obbligatoria non esime certo il genitore dalla responsabilità (Cass. cit. 237 s.. Alpa.civ. Milano. con commento di G.. l’istruzione viene considerata una parte. 281. 35. Tale tendenza. in quanto il genitore sanzionato sarà a sua volta maggiormente propenso a punire il figlio Da quanto detto. ritenendo che un atteggiamento particolarmente severo nei confronti del genitore rappresenti non soltanto una punizione diretta per quest’ultimo.) 402 v.. 256 398 v. ultimo cit.. per consentire al figlio di formare una personalità equilibrata400 e per introdurlo “alla corretta vita di relazione nel consorzio sociale”401. Alpa – Bessone – Zeno-Zencovich. Carusi – Gritti. Cass.. ultimo cit. del complessivo dovere di educazione397. anche Patti. ma “come educazione al rispetto dell’altra/o. Giacalone) 397 v. 636. Tale educazione comprende sicuramente anche la sfera sessuale. in relazione anche alle condizioni sociali e familiari399. dei tutori. cit. 672 s. Venchiarutti.. secondo Cipriani. Cocchi. ultimo cit. Ferrante. Cass. invece. cit. Ferrante. Campione. Patti.. cit. 662. 79.. tra i quali quello di educare la prole” 396 v. Cass. e anzi. cit. cit. cit... in Guida dir. in giurisprudenza. massima. cit. Dunque. cit. 32. 650. 2048. cit. In particolare. Ferrante.. Commento all’art.. ma anche una punizione indiretta per il figlio stesso. Fraccon. cit. cit. in Bonvicini. Zaccaria. Salvi.. dei precettori e dei maestri d’arte. 9556/2009. in Bonvicini. 7459/1997. Venchiarutti. La responsabilità dei genitori.. ultimo cit. Cfr. nel caso in cui il minore ________ 151 . 16/12/2009. cit. relativo ai doveri verso i figli. per il genitore. ultimo cit. cit. come educazione alla relazione non con altro corpo. aveva scagliato una gomma contro il compagno di classe. l’intero sistema educativo posto in essere dai genitori.. 1352. Cfr.. 232. 12501/2000. deriva che la prova liberatoria. 401 v. 234 s. ma anche a quella di averlo correttamente istruito396: più precisamente. anche Barbanera. 4481/2001. 1688 400 Trib. altresì Alpa.. Ferorelli. di per sé. in Bonvicini... 233 399 App. in dottrina. Cass. Sono dunque due i parametri per valutare l’adeguatezza dell’educazione impartita: le condizioni sociali e ambientali della famiglia e l’indole e la personalità del minore stesso402. Ferrante.. eccessivamente tollerante verso il figlio. Facci. 658. dato che non si limita alla dimostrazione di aver correttamente educato il minore. cit. 3764/1969 (massima). 270. quella meno rilevante. Ferrante..

a costituire la prova (in re ipsa) dell’inadeguatezza dell’educazione impartita406 ________ 403 App. addirittura. 1211. in Foro it. Batà – A.. Cass.. 930 s. 24/11/1972 (massima).. che l’obbligo di educazione ricomprenda in sé “un’attività di vigilanza sulla rispondenza del comportamento del minore e sui risultati concreti dell’attività educativa” (Cass. 12501/2000. non basterà dimostrare di avergli impartito una “normale educazione” (o una “normale vigilanza”). Cfr. 21 406 Ovviamente. più facile è l’operare della presunzione. per giunta con un’arma clandestina. ultimo cit. all’affermazione della responsabilità dei genitori. Milano.. “in mancanza di una concludente prova in contrario”405. cit. di liberarsi dalla responsabilità404: è la stessa commissione dell’illecito. perlomeno.. 654 ss. Questa impostazione non può che finire per negare. in pratica. Spirito. è stata considerata di per sé rivelatrice di “una impropria educazione” (l’illuminante paragone fra le due pronunce è di Pardolesi – Dimattia. Monateri. metodo e costanza di azione. cit. in base alla semplice considerazione che il figlio era “di buona indole”.. fam.abbia dimostrato un carattere particolarmente vivace. altresì Ferrante. cit. non sono stati adeguati o non sono stati assimilati. ma sarà necessario che l’educazione (e la vigilanza) sia adeguata. per severità. da un minore dell’età di dieci anni. nelle quali la stessa condotta (colpire un bambino con una fionda) commessa. 283 405 v. 170 s. sintesi a cura di A. 2012. 18804/2009. Facci. cit. anche Fazio. aveva colpito un avversario con una violenta testata alla bocca. a fronte di circostanze che essi possono non essere in grado di capire o di affrontare equilibratamente” 404 Barbanera. evidenzi la totale mancanza di valori morali. per i genitori. 257. cit. in Dir. ha ritenuto che l’uccisione di due persone con colpi di pistola esplosi alle spalle. cit. non ha portato. 218. cit. 448. cfr. 2001. 661. Roma. 2009. Certo è che la giurisprudenza non sembra aver trovato dei criteri univoci: ce ne offrono un eloquente esempio Cass.. Così. 240. 3664/1985. in relazione ad un minore che. in entrambi i casi.... Inoltre. precisa poi che: “L’educazione è fatta non solo di parole. nel corso di una partita di calcio... 5564/1984 e Cass. a distanza di meno di un anno. cit. chiamati a dimostrare non soltanto di aver correttamente educato il minore. 16/12/2009. da ciò derivando un ulteriore inasprimento dell’onere della prova a carico dei genitori. mentre nel secondo caso. analogamente. ma anche e soprattutto di comportamenti e di presenza accanto ai figli. nel primo caso. Ferrante. più grave è l’illecito commesso.. in Danno resp. in Bonvicini. 7270/2001. Si sostiene. ma anche di aver correttamente vigilato sull’apprendimento dell’educazione impartita. 26200/2011. a gioco fermo. anche Ferorelli. 1355). cit. cit. Cass. ogni possibilità.. pers. all’indole del minore403.) 152 . avrebbe dovuto indurre i genitori ad una ben diversa vigilanza. I. Cfr. che certo non potrebbe considerarsi frutto di una buona educazione e che.. in un caso di violenza sessuale di gruppo (“Si intende dire che i fatti sottoposti alla valutazione di questo Tribunale sono tali da rendere palese che se messaggi educativi vi sono stati. sicché deve ritenersi che da parte dei genitori non sia stata prestata dovuta attenzione all’avvenuta assimilazione da parte dei figli dei valori trasmessi”) e Cass.. Trib.

di una vespa 125.. 505. Giardina. la giurisprudenza maggioritaria ha ritenuto che il conseguimento della patente non possa essere.. è stata applicata soprattutto con riferimento all’art. Ferrante. secondo il quale i proficui risultati scolastici. Trib. Ferrante. Tuttavia. in palese violazione di legge. sono sufficienti per esimere i genitori dalla responsabilità. massima di M. 945. 410 v. 4481/2001.. Nemmeno l’avviamento al lavoro può essere considerato. cit.. Campione.. in Bonvicini.. e nemmeno il fatto che questi abbia raggiunto buoni risultati scolastici409. 408 v. più recentemente. 283 s. 1356. 1996. 20322/2005. cit. Ferrante. di per sé. di aver impartito una corretta educazione. cit. Id. 452). 2048.. cit.. Ferrante. Insomma. delle regole di buon comportamento nella vita di relazione (cfr. ultimo cit. ultimo cit.. cit. 1983. Cfr. di non aver mai ricevuto lamentele da terzi per la condotta del figlio408. 9556/2009.). Ancona.. Ad ogni modo. valere ad escludere la presunzione di culpa in vigilando (Cass. Facci. cit. La condizione giuridica del minore.. Oliva – Pizzetti. Patti. cit.. al limite. massima. Cass. 652 ss. ultimo cit. la giurisprudenza (su cui v.. 70. in una sorta di circolo vizioso407.). 654). cit. di per sé. in nota 153 . e quindi ben può essere sfruttato dai genitori per discolparsi. Ferorelli. 978 s. Dogliotti.(e della vigilanza esercitata). Chiarella. è stato considerato sintomo inequivocabile dell’inadeguatezza dell’educazione impartita il fatto che il minore si sia posto alla guida. cit. ed è ben possibile dedurre prova per testi anche relativamente ad aspetti come l’osservanza. 451 ss. Monateri. massima. ad esempio. 239 409 v. meritevoli. cit. in dottrina. costituito dalla possibile inesistenza di circostanze caratterizzate da un grado di specificità sufficiente a dimostrare che i genitori avevano impartito un’educazione adeguata all’indole temeraria o noncurante dell’altrui incolumità di cui le stesse modalità dell’accaduto siano ________ 407 v. 2047. 257 s. genericamente.. cit. in Guida dir. uniti alla capacità di autogestione dimostrata.. Campione.. 233 ss. o anche di un veicolo privo di assicurazione (Trib.. Addirittura la Cassazione410 finisce per porsi “un problema ulteriore. cit. 1998) tende ad essere meno severa quando l’uso del veicolo è dettato da motivi necessari o. Salvi.. Più in generale. cit. Cass..). che riporta.. in passato... 234 s. cit. che sottolinea altresì come l’idea della prova in re ipsa. 2048. cit. potendo. prova dell’adeguato adempimento del dovere di educazione. Venchiarutti. anche Ferrante. ultimo cit. Finocchiaro). pur utilizzata anche per l’art. prova dell’adempimento dei doveri di vigilanza ed educazione da parte dei genitori (App. 1356 s. Torino 941/1966... tutte in Bonvicini.. 14... comunque. cfr. 636 s.. 7459/1997.. Cfr. Anche Monateri. cit. 256 e 271. 13062/1995. i genitori non potranno certo esimersi da responsabilità affermando. cit.. altresì Cocchi. i suddetti elementi possono concorrere ad escludere la responsabilità dei genitori ove siano presenti anche ulteriori risultanze istruttorie in tal senso (Cass. cit. ultimo cit. cit. 20/03/1970. Commento all’art. In materia di circolazione stradale.. o ancora abbia adottato una guida spericolata (v... massima. Ferorelli. anche l’orientamento giurisprudenziale contrario. Cass.. 1688. 18/09/1962. cit. Cocchi. però. cit. 2063. Ferrante. 505. cit. Zaccaria. cit. cit. cit. 972 ritiene che il “timore del maestro è un ottimo indice di buona educazione”.... 133. Milano.. 426. 638 s. 133 s. altresì.

Ferrante. Cfr.. cit. vero scopo sarebbe la tutela della posizione dei terzi. in Danno resp. 259 ss. ma convalida la scelta dei giudici di merito di non ritenere “concludente” la prova testimoniale. 20322/2005 (cfr. Patti.. cioè quando il fatto del minore non era ex ante internalizzabile da parte dei genitori stessi”.. 219. di fatto. deve dimostrare che l’evento dannoso era. Insomma. Cass.. infra) 413 cfr. 275 415 v.. 136. 133.. secondo cui il ragazzo era “ben educato”. 1400. i genitori finiscono per rispondere non per culpa. Contra (nel senso che dalle modalità del fatto non può desumersi l’adeguatezza dell’educazione impartita). con commento di F. ultimo cit. cit. 2048. Barbanera. 414 E’ la teoria della “tasca profonda”. Tale impostazione è strettamente ________ 411 v. così. Ferorelli. cit. che parla di una presunzione juris tantum e non juris et de jure411. Insomma. Montecchiari. che la presunzione di colpa a carico dei genitori sia iuris tantum. Del resto. come si è visto. la sua concezione. per esimersi dalla responsabilità. 268 s. 284 s. che parla così di “responsabilità oggettiva di fatto”: la giurisprudenza. Ricordiamo che tale Autore usa sì le espressioni “tradizionali” culpa in educando e in vigilando ma. per cui si arriva addirittura a rifiutare le richieste istruttorie del genitore sulla base del convincimento che il giudice si è già formato in base alle modalità stesse del fatto e si supera. Carusi – Gritti. non sarebbe in grado di rifondere il danno414. presumibilmente. in base alle circostanze concrete. a tutela di quei terzi danneggiati da un minore che. Cfr. 260. Giardina.. dunque. Cass. 290 s. Patti. cit. formalmente. 134. Di Ciommo. dalle modalità stesse del fatto potesse desumersi l’inadeguatezza dell’educazione impartita... finisce per privare di ogni significato la prova liberatoria prevista nelle due norme. ultimo cit.. nella prassi.. Barbanera. 945.. cit. 2049415. cit. Chiarella. lo stesso dato normativo. cit. 2001.. Salvi. rendendo di fatto impossibile ogni prova liberatoria412. cit. 218. 4012.. 10357/2000. 265 s. sostiene l’Autore. ritenendo che. in assenza della previsione dell’art. Ferrante. il risultato è che tale responsabilità. “si è posto in modo anomalo rispetto all’educazione e alla vigilanza umanamente esigibili dai genitori. cit.. Facci. che appunto non rinnega. Ferrante. con un sistema analogo a quello di cui all’art.. 412 cfr.. ma solo in virtù del loro status. In base a questa teoria il genitore.. Giardina. il cui unico. oggettiva. per usare l’espressione del Monateri (cit. 1351 e 1355. che “nasce” per colpa413. cit. non è dotato di un patrimonio proprio e. ultimo cit.. appunto. Campione. ben si confà ad una visione essenzialmente oggettiva di tale responsabilità. ex multis. del tutto imprevedibile e repentino (v.... 979.. in quanto coabitante coi genitori. Ferrante. 971). le ritiene “semplici locuzioni riassuntive di rapporti complessi” (cit. poiché solo così tali rischi sarebbero internalizzabili. nel caso di specie. Greco. finisce per “diventare”. altresì 154 . cit. continua a parlare di culpa ma.. cit. in realtà del tutto svincolate dall’elemento della colpa. 267) o. ultimo cit. cit. Cfr. cit. 49 ss.. 640. 974). Monateri. in base alla quale è ragionevole far gravare sui genitori i rischi per il comportamento dei figli solo ove si rientri nell’ambito della prevedibilità..inequivocabilmente sintomatiche”. cit..

in base ad un’ormai vetusta concezione della potestà. 2048 che. come si è detto. ultimo cit. ritiene che. Esposito. e F. cit. nata in un periodo in cui essi effettivamente avevano un significativo potere di controllo sui figli. di una concezione solidaristica e personalistica della famiglia. lo stesso status genitoriale. e confermerebbe. a privare i genitori stessi di quei poteri di controllo che giustificavano un sistema rigoroso di responsabilità verso i terzi per il fatto dei figli419. invece. in cui tali poteri sono ormai drasticamente ridotti (Patti.. può esercitare un controllo sul figlio e che. cit. cit. più in generale. Comporti. cit. 274) 418 v. Alpa. poiché permane anche con il venir meno di una concezione autoritaria della potestà417. poiché origina con la procreazione”: dunque. trovando le proprie “radici nell’affermazione di responsabilità per il solo fatto della procreazione. Trib. un simile sistema appare particolarmente rigido e anacronistico.. deve internalizzare il rischio e garantire di fronte ai terzi per gli eventuali illeciti del figlio stesso 155 . alla luce della chiara affermazione di un principio di responsabilità endofamiliare e.legata all’idea della famiglia come sistema gerarchico ed autoritario. più di ogni altro. è sempre più evidente il contrasto fra una normativa particolarmente rigorosa nei confronti dei genitori. ________ Montecchiari. cit.. 2048 sembrano prescindere dalla potestà. Cfr. 1° comma” 416 v.. 30 Cost. secondo la quale “il rapporto di filiazione formalmente riconosciuto crea doveri inderogabili per i genitori. ma.. invece. comunque. altresì Dogliotti. a giudizio di parte della dottrina416. 16/12/2009. dal momento che i genitori non possiedono più gli strumenti di cui disponevano in passato per controllare i figli418. crea una forma di responsabilità genitoriale che non può essere cancellata.. ancorché non giuridicamente riconosciuto.. 419 cfr. cit. dunque. Insomma. più in generale. Il commento a Cass. cit. ma non possiamo escludere che qualunque rapporto di filiazione. presuppone un effettivo potere di controllo dei genitori sui figli e una concezione “moderna” della potestà. pur non negando l’evoluzione dei rapporti familiari. 9556/2009. 505 s. in particolare. 357 s.. caratterizzato dall’immunità per gli illeciti commessi al suo interno. resti il genitore colui che. Facci. il fatto che la responsabilità dei genitori non ha per fondamento i doveri di educazione e sorveglianza. e una tendenza a riconoscere ai figli spazi sempre maggiori di autonomia e. Milano.. dunque.. l’obbligo di mantenimento (e. 287 417 Altra parte della dottrina. si limita a constatare la discrasia tra un art. in tal senso. per il disposto dell’art. ultimo cit.... 302. 1140 s. i doveri genitoriali) e la responsabilità ex art. 982 s.. Certo è che. Chiarella. 667 s.

Cfr. anzi. cit. affermando che. dunque. in dottrina. che. Come si è visto.. Montecchiari. Hanno così escluso la responsabilità dei genitori Cass. ultimo cit. Chiarella.. ultimo cit. 697. anche.. così. ma anche quando il minore sia ormai prossimo alla maggiore età e sia ormai da considerarsi “maturo”422. dalle modalità stesse del fatto non può desumersi l’inadeguatezza dell’educazione impartita (Ferrante. Comporti. dunque. che riguarda i casi in cui l’illecito commesso non è particolarmente grave. 4481/2001. per culpa in vigilando) non solo nei casi di non illiceità del danno (e. 886/1952 (massima). specie in materia di attività sportiva e di guida di ciclomotori (sebbene. appare illogico.. 4481/2001. tenendo conto che l’educazione deve essere finalizzata a permettere al minore di raggiungere un sufficiente grado di autonomia. Carbone. Cass. talvolta. Monatecchiari.. 358): è chiaro. non la totalità) della giurisprudenza tende ad escludere la responsabilità dei genitori (almeno. Il commento a Cass.Più in generale. 291 ss. ultimo cit. 4481/2001 422 v. ma proprio da tali spazi di autonomia potrebbe derivargli una responsabilità ex art. 650. e la già citata Cass.. per esimersi dalla responsabilità... Fraccon. e non ex post. prova dell’adeguatezza dell’educazione impartita): v. paradossalmente. cit. il genitore. di non ingiustizia dello stesso).. “[q]uando il giudice trovi negli atti elementi sufficienti per ritenere. Facci. come si è visto. capitare a chiunque420: in tal caso.. la maggioranza degli psicologi e dei pedagoghi sconsigliano di intervenire a vigilare tali soggetti. Cfr. nei confronti del figlio prossimo alla maggiore età. 1357 s. finisce per escludere la responsabilità dei genitori di un grand enfant che aveva causato un incidente con il motorino. 262 ss. ex ante. basta una prova generica che dimostri l’adeguatezza dell’educazione impartita421. Sul tema cfr. cit. Ferorelli. in modo da garantire loro quegli spazi di libertà necessari per maturare e diventare indipendenti (v. dal momento che. Facci.. cit... l’inadeguatezza dell’educazione impartita finisce per rendere impossibile la prova liberatoria423. in Bonvicini. La stessa Suprema Corte si rende infatti conto che desumere. ________ 420 Si fa strada. Facci. che sottolinea altresì come la valutazione sull’adeguatezza dell’educazione impartita debba essere fatta. cit. dovrebbe riconoscergli ampi spazi di autonomia. cit. cit. 289 s. una parte (ma. 147 e 315-bis c. dalle modalità stesse del fatto. e ciò. anche Rescigno.. Più in generale. vi è ancora una parte (oltretutto maggioritaria) della giurisprudenza che non esclude la responsabilità dei genitori per il fatto dei ccdd. grands enfants. per correttamente adempiere ai propri doveri ex artt. 535). un orientamento meno rigoroso. e potrebbe. cit. 421 v.c. anche V.. 983. come si è visto. alcune sentenze della Suprema Corte si muovono anche nella direzione “speculare” a quella sopra esaminata.. ai genitori.. se si accetta la tesi della responsabilità per colpa. 290 s. la impossibilità del genitore di impedire il fatto 156 . cit. 287. il mero conseguimento della patente non sia. secondo la quale. cit.. di per sé. dunque. in re ipsa. 2048. dunque. 282. comunque. 4481/2001. Proprio per superare tale contraddizione. ultimo cit. come si è visto. cit. 501 423 Cass.

si tende a riconoscere una responsabilità dei genitori anche nei casi di “grandi minori” laddove il fatto sia di particolare gravità (come un omicidio). è certo ravvisabile una culpa in educando. 18804/2009..). in Bonvicini. possa desumersi l’adeguatezza dell’educazione impartita (Cass.. 34 ss. La giurisprudenza. sebbene non sia ravvisabile una culpa in vigilando. cit. egli può dichiararne la irresponsabilità indipendentemente dall’espletamento dei mezzi istruttori”. ultimo cit. come si è visto. nel caso di minore danneggiato dall’esplosione di una pistola giocattolo difettosa..) 424 Chiarella. per colpa nel caso di fatto “che può accadere a chiunque”. 4004/1957 (massima).. Pardolesi – Dimattia. ha escluso che. Un settore in cui la giurisprudenza tende ad essere particolarmente indulgente con i genitori è poi quello.). cit. La famiglia è esonerata da ogni responsabilità solo se l’evento non poteva essere evitato. 7459/1997.. cit. G. Giacalone. può dirsi che. si assiste ad una differenziazione della natura della responsabilità: oggettiva nel caso di fatto grave. commento a Cass. 449/1973 (massima). Pistoia. 662. 20322/2005. a seconda della gravità dell’illecito. dalle modalità stesse dell’illecito. Cass. ________ illecito del figlio minore.. in quanto l’illecito non è particolarmente grave o è stato commesso da un minore ormai prossimo alla maggiore età424. Cass. anche per alcuni esempi. distingue tra la tesi maggioritaria che. data l’età del figlio. cit. dunque. come si è accennato. in Bonvicini. 650 s. dei danni cagionati nel corso di attività sportive (v.. cit. cit. che certo non può essere vigilato costantemente. Pardolesi – Dimattia.. ritenendo che. trasforma la prova negativa di non aver potuto impedire il fatto in quella positiva di aver correttamente educato e sorvegliato i figli e la tesi minoritaria (ma preferibile) in base alla quale “i doveri dei genitori sono valutati in funzione dell’età. cit. secondo il quale “[n]on si può ritenere che in una modesta famiglia operaia la normale educazione debba spingersi fino ad un’illustrazione del codice della strada”..In sostanza. Trib. 172 s. 22/11/1962. della maturità e delle abitudini dei figli e non vengono trasformati in obblighi di risultato” 157 . dato che un simile comportamento è sintomo evidente di un “fallimento educativo”. 171 ss. rivelando un’incapacità di modulare gli istinti molto probabilmente dovuta ai comportamenti dei genitori (Cass. 291 s. secondo la quale dalle modalità stesse del fatto possono desumersi indizi della non colpevolezza dei genitori.. Invece. 983... Facci. comunque.. cit. cit.

si ritiene di poter estendere all’uno le conclusioni che in dottrina e in giurisprudenza si sono raggiunte con riferimento all’altro 426 v.. con nota di F. Trib. essendo stata dimostrata la liceità del fatto (in opposizione a quella giurisprudenza che sembrava prescindere dall’illiceità del fatto). Di Ciommo. 2047 e 2048 L’art. cit. Nel presente paragrafo. 2047 e 2048. Più discussa è. in giurisprudenza. Alpa. 602. 260/1972 (massima). ultimo cit. 2047 e l’art. sul dibattito. figlio) che giustifica la problematica (Ferrante. genitore. Non vi è dubbio. specie con riferimento all’art.. dal momento che questi non può considerarsi terzo426. 2002. pressoché esclusivamente nel caso di danno autocagionato dal minore nel tempo in cui si trova a scuola o. in Finocchiaro.. 357 s. cit.. Cfr. invece. cit. 2048427. la questione era particolarmente controversa. 257 s. mancherebbe la trilateralità di interessi da tutelare (insegnante. 158 .9. in dottrina. 2047 sia applicabile anche quando il danno è stato prodotto dal minore in concorso con altri (Monateri. 878. 28/11/2001. della giurisprudenza della Suprema Corte e della giurisprudenza di merito429. I limiti degli artt. Il danno autoprocurato dal minore Per quanto riguarda il primo caso. Cass. infatti. la questione del danno autoprocurato dal minore (o comunque subito dal minore) e del concorso dell’incapace alla produzione del danno. essendo volti ad agevolare i terzi danneggiati425. cit. ritenendo che la norma fosse finaliz________ 425 Facci. cit. ultimo cit.1. in primo luogo. in giurisprudenza. Parte della dottrina. 932.. Cass. 933). cit. Ferrante. cit. infatti. che l’art. altresì. che però nega la responsabilità dell’istituto scolastico... sosteneva che l’art. 2047 si è comunque mossa sulla linea tracciata dalle Sezioni Unite del 2002 (Coppola... Monateri. prima che sul tema si pronunciassero le Sezioni Unite428.. 139 427 La giurisprudenza sull’art. Messina. nel caso di danno cagionato dal minore al garante stesso. 667 e Annunziata. comunque. I. cit. invece. trova riscontro.. stante l’identità di ratio fra art. sotto la sorveglianza (o vigilanza) di un terzo soggetto: nel caso in cui si trovi con il genitore.. 2048 hanno una rilevanza esclusivamente esterna al rapporto fra soggetto garante e minore. Ferrante. Di conseguenza essi non saranno applicabili. in Foro it. 99) 428 La questione. 9. 2048 fosse applicabile anche in tal caso. 374) 429 v. 6331/1998. cit.. 248 s.. evidentemente.

. 2012/1967 (massima). cit. 135. Sulla questione si sono però pronunciate. n. Menga.. cit.. 258 s. cit. 23/09/2004. Campione. 432 Cass. cit.. App. cit. appunto.. Ferrante. cit.. 11245/2003. consistente nel non aver impedito. con la sentenza 27 giugno 2002. cit. 358 s.. 17/04/1964 (massima). Annunziata. 2293 s. ultimo cit. cit. laddove nel caso di autolesione il precettore sarebbe ritenuto direttamente responsabile verso l’alunno per un fatto illecito proprio.... 2057 Sulla non applicabilità dell’art. 652. Cass.. cit. 360 ss. le Sezioni Unite. 9346431. 2361. cit. 655 s. ________ in giurisprudenza. Il commento.. 249 s. e Venchiarutti. ma anche che danneggiassero sé stessi. in Bonvicini. 2047 al danno subito dall’incapace. Trib.. ritenendo che quella contraria postulerebbe “una radicale alterazione della struttura della norma.. 26972 del 2008433. sintetizzata da Di Ciommo.. anche Cocchi. 54 430 159 . massima in Cendon – Baldassari. Commento all’art. ultimo cit.. 14 ss. invece.. in dottrina.zata non solo a evitare che i minori danneggiassero i terzi. Cfr. Fazio.. Un altro orientamento430. Cfr. Di Ciommo. cit. 12966/2005. propugnava la soluzione opposta. Felcioloni. cit. cit. altresì Ferrante. ultimo cit. 9906/2010.. 433 v... hanno accolto quest’ultima tesi... seguita dalla giurisprudenza successiva432 e ribadita anche da un’altra pronuncia a Sezioni Unite. la n. in Bonvicini. sintetizzata da Di Ciommo. 1992 e Di Ciommo. 2047.. cit. che venisse compiuta la condotta autolesiva”. 263 s. Patti. violando l’obbligo di vigilanza. che. 647 431 v. ultimo cit. Bologna. 136 s. Firenze.. che delinea una responsabilità per fatto altrui […]. 136 s. Cass. Cass.

Di Ciommo 436 Ferrante.. cit.c. cit. […]. 2048 c. 435 App. 2043 Cass.434 v. al di là della contraddizione di quanto affermato dalla Corte piemontese. Bologna. necessario presupposto per l’applicabilità della norma434. 2004. Commento all’art. Responsabilità civile per illecito compiuto da minori. condivide la tesi del cumulo della responsabilità contrattuale ex art. e 418 ss. se a ferire N. Trib.). di natura extracontrattuale. per cui si afferma la responsabilità extracontrattuale della scuola per poi menzionare la giurisprudenza della Cassazione che le nega tale natura. Roma 567/2007... mancherebbe la stessa ingiustizia del danno (dal momento che non può considerarsi illecito il comportamento di chi rechi danno a sé stesso). 263 s. 2048.c.. con riferimento. che si è servito delle forbicine che stava utilizzando […].. Facci. ha ottenuto un effetto analogo all’inversione dell’onere della prova ex artt. anche Cocchi. Cass.. dal momento che rientra.. Dopo tale sentenza. Cfr. in Guida dir. 2007.. Trib. in cui si afferma che. cit. cit. con nota di F.. 239.. ultimo cit. 2047.. 9906/2010. comunque. quello di impedire agli allievi di autolesionarsi437. si ritiene che “non influisca in modo determinante sull’esistenza e sulla natura della responsabilità della scuola. ________ 160 . N. 2143 ss... 2043 in un caso di autolesione dell’alunno nel corso di una lezione di educazione fisica. quando la loro incapacità. 135.. In ogni caso. anche Carusi – Gritti. 1218 c. si fosse procurato da solo la lesione sussisterebbe una responsabilità. 377 s. 931 ss. che sottolinea come il rapporto obbligatorio non si esaurisca nella mera prestazione. Felcioloni. bensì contrattuale»”. cit. Galdieri. cit. Dogliotti. 23/09/2004. 1218 sia stato applicato in giurisprudenza non solo con riferimento all’art. Ferrante. affidato alla custodia degli insegnanti) ai sensi dell’art.. appunto.. cit. la circostanza. ma anche all’art. In una posizione particolare si colloca Trib. 2009. Ed invero. è stato un altro bambino. 24456/2005. in Foro it. 426. una volta dimostrato che “la lesione sia stata provocata da un paio di forbici che si trovavano nell’aula”. I. sintetizzata da Di Ciommo. pur nella convinzione della non applicabilità dell’art. Contra. cit.. in Foro it. appare altresì piuttosto discutibile la scelta di applicare l’art. stando alla già vista giurisprudenza prevalente. 1992 e Di Ciommo.. cit. 2047. fra gli obblighi dell’insegnante. invece. che sottolinea come l’art. per omessa vigilanza sul bambino […]. 2047. e ad abundantiam. 16947/2003. 306 ss. massima di S. 2048. indubbiamente.. cit. riconducendola esclusivamente nell’ambito contrattuale. cit. che la stessa pronuncia in oggetto richiama. Oltretutto. 1218 ed extracontrattuale ex art. Il commento. se il minore si fosse autoprocurato la lesione o se fosse stato ferito dai compagni. massima in Cendon – Baldassari. Torino. che non era stato possibile chiarire nel corso dell’istruzione probatoria. cit. Cfr.. secondo il consolidato orientamento della Suprema corte […] «nel caso di danno cagionato dall’alunno a sé stesso. 4008. 437 Annunziata. l’istituto scolastico dovrebbe rispondere a titolo contrattuale dei danni subiti dal minore. dovrebbe essere in re ipsa. 2048 per gli alunni di una scuola materna. 09/06/2008. Facci. 511. trattandosi di minori di età compresa fra i 3 e i 5 anni. 57.. 308 ss. Cass... che applica l’art. Se.. I. la giurisprudenza435. Dogliotti. 2047 e 2048 attraverso l’utilizzo dello schema della responsabilità contrattuale (art. Ad ogni modo. Ora. 19/03/2004. 511 s. ultimo cit. seguendo la strada già tracciata dalla pronuncia di cui sopra436. 361 s. cit. la scuola e il ministero convenuto devono rispondere (del fatto illecito di questo bambino. cit. all’art. la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale. Chindemi.. Infatti. 14. a livello probatorio ben poco è cambiato: infatti. 54 s. 367. Bologna.. 2364.

cfr. Ferrante. Milano 5223/2009. Chindemi. 55. 1163 ss. nel caso dell’allievo.. in Fam.php?idnot=10888 . Cass. Cataluna. Giudice di Pace Cerignola 1947/2010. Ferrante. 5067/2010. Ferrante.altalex. mentre il convenuto dovrà fornire la prova che l’evento dannoso è stato determinato da una causa a lui non imputabile439.altalex. Cass. cit. alla luce delle normali regole processuali. fra l’altro. dei precettori e dei maestri d’arte.). 439 Trib. Trib.. Milano 5223/2009. 61. con ciò.) 161 . però. cit.. l’attore dovrà dimostrare che il danno si è verificato durante lo svolgimento del rapporto.) 438 in dottrina. ultimo cit. tanto contrattuale quanto extracontrattuale. 2009.. in http://www. con nota di A. del 2002. che limita la responsabilità ai soli casi di dolo o colpa grave. il periodo di prescrizione.. nel caso in cui una parte invochi in giudizio la responsabilità extracontrattuale dell’altra.. pubblico o privato che sia (v. cit. 2047 e 2048. altresì Trib. 656 s. ________ ma comprenda una serie di obblighi ulteriori.. 420 s. cit. cit. Venchiarutti. altresì Campione. purché rimangano inalterati i fatti e non vengano in rilievo elementi di diversificazione della disciplina delle due forme di responsabilità in relazione ai quali non si sia formato il contraddittorio” (v.). 312/1980.com/index. cit. analogamente a quanto insegna la giurisprudenza in materia di responsabilità medica: dunque. E’ chiaro. cit.U. dell’istituto scolastico.. dopo l’esclusione della possibilità di applicare gli artt. 422. ad ogni modo. che. Oggi. Cfr. riteneva che l’art.Più precisamente. in realtà la conclusione già raggiunta sull’art. pur ex art. dir. 24456/2005. La responsabilità dei genitori. per cui. non è certo esclusa la possibilità di ravvisare una responsabilità. in http://www. 353 ss. 373 s. faccia riferimento alle norme sulla responsabilità extracontrattuale. il riferimento deve ritenersi limitato alla qualificazione e non impedisce al Giudice di qualificare diversamente la domanda. fra cui i ccdd. la cui lesione va regolata secondo lo stesso modello previsto per l’inadempimento. del 2002. 2147.. ovviamente. cit. “doveri di protezione”. si parlerà di responsabilità contrattuale nei confronti dell’istituto scolastico e di responsabilità per contatto sociale nei confronti dell’insegnante438. e ciò perché. cit. cit.. fosse applicabile anche al caso di autolesione dell’alunno. Ferrante. cit.U. 2047 e 2048 al caso di autolesione in base alle S. da quinquennale a decennale (v. dice la Suprema Corte nella pronuncia in oggetto. “qualora la parte. con commento di R. colmando il divario fra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Campione. 423 s. cit. E’ da osservare che una pronuncia della Suprema Corte (su cui v. precedente alle S. 312/1980. 2043. 951.. che l’orientamento prevalente della Cassazione sembra essere in senso contrario. l. cit.com/index. in giurisprudenza. pur deducendo a fondamento della domanda risarcitoria che propone fatti che possono concretare indifferentemente responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. è tuttora da tenere in considerazione. se è esclusa l’applicabilità della presunzione di cui agli artt.. 61.. Monateri. dei tutori.php?idnot=10983. Bari 1667/2009.). Cambia. E’ pur vero. l. sembrerebbe preferibile l’orientamento secondo il quale il giudice non possa porre a fondamento della propria decisione la responsabilità contrattuale ove manchi una domanda di parte in tal senso (Ferrante.. in base al principio jura novit curia. 439. Felcioloni..

Ferrante. Ferrante.. 377 s. quindi. 441 Per quanto riguarda. venga limitato il ristoro patrimoniale dovuto dal terzo al minore o al genitore stesso (v. il Tribunale di Napoli. ritiene così che la semplice circostanza che la lezione si svolgesse non nella palestra. In questo modo. Martini e 162 . in Guida dir. non sia decisiva. cit. di per sé. 2047 e 2048 (Campione. per cui l’attore aveva richiesto “il risarcimento del danno per colpa dell’istituto scolastico ai sensi dell’art. ha poi indicato il titolo di responsabilità in quella contrattuale”. 20. e dunque non possa essere considerata. Facci. ritenendo invece che l’inadempimento vada “sempre provato da parte di chi lo afferma. e quindi “escludere qualsiasi responsabilità del personale scolastico in ordine alla verificazione dell’evento”. civ. rivelatrice dell’inadempimento degli obblighi di protezione.Nel caso di specie. invece.. Napoli 7109/2010. La Corte partenopea respinge la tesi attorea. ma sulla vicina spiaggia libera. con commenti di F. Da ciò non può che concludersi “per la mera accidentalità dell’infortunio”.. in base alla quale è sufficiente che l’infortunio sia avvenuto nel corso della lezione di educazione fisica per farne derivare una responsabilità a carico dell’istituto scolastico. riguardante un caso di infortunio di un minore durante una lezione di educazione fisica. Monateri. Bilotta Trib. 40.. la dottrina tende a escludere l’applicazione degli artt.. ________ 440 E’ tuttavia interessante una recente sentenza del Tribunale di Napoli440. come si è visto. 932). cit. il danno subito dal minore. dunque. 2010. riesce a superare quel rigore giurisprudenziale che. 258. cit. 375) F. almeno nel caso di autolesione dell’alunno. Ciò ha come conseguenza quella di impedire che venga ravvisato un concorso di colpa del genitore e che. anche se. sulle orme dei recenti arresti della Corte di Cassazione. anche se la lezione si fosse svolta in palestra. spettando al debitore la prova liberatoria che escluda che esso sia riconducibile a sua colpa”. ultimo cit.. dato che non viene dimostrato che l’infortunio sarebbe comunque avvenuto.. ultimo cit. finiva per rendere di fatto impossibile ogni prova liberatoria per genitori ed insegnanti441. 604. 2048 cod.

1227 sarebbe applicabile poiché la soluzione contraria estenderebbe in maniera abnorme il significato dell’art. Una seconda tesi. sintetizzata da Di Ciommo. Napoli. Bonvicini..c. (“Concorso del fatto colposo del creditore”). ultimo cit. 636 s. Ferrante.. imprudente o imperita.. cit. 2047). 14/01/1967 (massima). n. la dottrina e la giurisprudenza hanno prospettato entrambe le soluzioni.. e non nei confronti del minore. semplicemente perché incapace d’intendere e di volere. App. Ora.. 444 App.2. la seconda questione. Cass. 1227 fa esplicito riferimento alla colpa. A favore dell’applicabilità dell’art. la diminuzione del risarcimento in ragione del comportamento del danneggiato si estende anche ai congiunti che agiscono per il risarcimento del danno “riflesso” su di loro.. poi (relativamente al solo art. il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l’entità delle conseguenze che ne sono derivate” (1° comma)... Il concorso dell’incapace danneggiato nella produzione del danno Per quanto riguarda. Ferrante. nega l’applicabilità.. del tutto iniquamente. 143 ss. ultimo cit.. “Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza” (2° comma). poi. cit.. 258 s. Cfr. che recita: “Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno. Lecce. tutte in Bonvicini. 08/01/1969. dato che si finirebbe per affermare. Facci. anche quando la sua condotta fosse obiettivamente negligente. 148. in caso di danno unilaterale con la colpa concorrente ________ 442 v. 146 s. cit.9. ma solo nei confronti del genitore-sorvegliante. 351443. altresì Facci. anche il concorso della responsabilità del sorvegliante stesso darà luogo ad una riduzione della responsabilità del danneggiante. ovviamente. che precisa come. 1227. cit. seguita poi da pressoché tutta la giurisprudenza successiva444.. Sul punto sono intervenute le Sezioni Unite. Monateri. Ferrante. con la sentenza del 17 febbraio 1964. 140 ss. un diritto della vittima ad essere risarcita per intero... Bonvicini.. 636. 647 s. ritenendo che “il principio della riduzione del risarcimento. 1227 c. il problema che si pone è quello dell’applicabilità o meno dell’art. Secondo una prima tesi. 933) 163 . 2704/2005.. legata all’imputabilità del soggetto e dunque impossibile da ravvisare nei soggetti incapaci442. invece.. cit. ultimo cit. potendosi al più ravvisare una responsabilità concorsuale dei genitori nei confronti del minore (v. l’art. 2046. dal momento che l’art. Ferrante. cit. Altrettanto ovviamente. che ha accolto la prima delle due tesi sopra prospettate. cit. che sostiene la prima tesi. 247 443 su cui v. 138 ss. cit.

. facendo piuttosto riferimento ad un comportamento del danneggiato contrastante “con norme positive e di comune prudenza”.. cit. 260). 246). nel caso in cui l’autore del fatto sia non sia imputabile secondo la legge penale. Lo dimostra il fatto che. del danneggiato. anche per evitare un indebito arricchimento447. ritenendo che il concorso del fatto dell’incapace nella produzione del danno ben potrebbe dar luogo ad una responsabilità a carico del sorvegliante ex art. essendo ben diversa l’imputabilità rispetto all’accertamento della colpevolezza del fatto materiale (Facci. ultimo cit. La pronuncia esaminata nel corpo del testo non ha convinto. intesa in senso tecnico445. 145) 445 446 164 . secondo l’impostazione della Suprema Corte. attualmente. ________ Altrimenti avrebbe dovuto essere menzionato anche il dolo (v. si ritiene che la subordinazione della liquidazione del danno morale alla sussistenza di un reato faccia riferimento alla previsione di un fatto astrattamente qualificabile come illecito penale. cit. 313. quella parte della dottrina che non condivideva né l’una né l’altra delle due tesi. per cui. costituisca applicazione logica del più generale principio della graduazione della rispettiva efficienza delle colpe concorrente. cit. invece. però. Ferrante. Ferrante. non potendo certo ritenersi che sul danneggiante possa gravare una responsabilità “eccedente i limiti dell’efficienza causale della sua azione” e. effettuando la tesi contraria un’indebita assimilazione tra il caso fortuito e il fatto dell’incapace. l’espressione “fatto colposo del creditore” “non va intesa nel senso che il legislatore abbia fatto riferimento necessario all’elemento subiettivo della colpa”.. 2704/2005.. ai fini della determinazione del quantum di danno di cui deve rispondere ciascun concorrente”. indipendentemente dall’imputabilità del soggetto (Facci.) 447 Insomma. l’attuale tendenza è quella a intendere la colpa come deviazione dallo standard di comportamento. Cass. il danno morale è comunque risarcibile. 145) che danno in senso giuridico non è (cfr.. cit. 2047 (v.Dunque. Monateri. se in passato di regola si escludeva la risarcibilità del danno morale nel caso di fatto dannoso commesso da un soggetto non imputabile secondo la legge penale. ultimo cit. comunque. non potendo essere il danno che taluno arreca a sé stesso446 posto a carico dell’autore della causa concorrente.

670 s. 2048. 284 s. ad esempio. ma comunque era più frequente che il minore intraprendesse un’attività lavorativa.. 2048: così. Per quanto riguarda. 450 Monateri. 2132/1965 (massima) e Cass.. altresì. cit. cit. Cfr. cit. Monateri. perlomeno ex art. 664. essi non potranno certo considerarsi responsabili. 1688. in giurisprudenza. oltre che contro il genitore. prevede... cit.. di regola. del fatto imputabile al minore ma non derivante dal suo comportamento. 12501/2000. entrambe in Bonvicini. senza che il mero conseguimento della patente (o il fatto di intraprendere un’attività lavorativa) potesse equivalere ad una sorta di emancipazione di fatto450. 460 s. Cass. quando non solo la maggiore età si raggiungeva a 21 anni. con la conseguenza che non era considerato responsabile il genitore per il tempo in cui il minore si trovava sotto la vigilanza del precettore. il quale precisa che sarà il giudice a ripartire percentualmente la colpa. ultimo cit. cit. mentre in passato si riteneva che si escludessero a vicenda... sarà opportuno citare il genitore sia in proprio sia quale rappresentante legale del minore (v. dopo l’affermarsi dell’autonomia reciproca fra culpa in educando e in vigilando. cit. cit. 2071. Barbanera. a seconda della natura. Menga. 304. 228 ss. in dottrina Alpa. tra i vari soggetti. oggi si tende invece.. e dunque l’obbligo risarcitorio. come si è visto... 2047. 2048. Venchiarutti. 2298. il concorso fra la responsabilità del genitore e quella del precettore. Per quanto riguarda il caso del danno autoprocurato dal minore. 968. 282 ss. 11 s. Id. poi. per cui. Tale aspetto era di ancor maggiore rilevanza in passato.. Ferrante. Commento all’art. per il risarcimento del danno449. ultimo cit. cit.. Responsabilità civile e danno. cit. 2066 449 cfr. 2069 451 Cass. la responsabilità solidale dei soggetti di cui al 1° e al 2° comma con il minore448.. ________ 448 Nell’atto di citazione in giudizio. dunque. Ferrante.10. ad affermare la responsabilità solidale dei due soggetti. Il concorso di responsabilità fra soggetti La fattispecie di cui all’art. 949. 2048 si avrà o meno la responsabilità dei genitori ex art.). Venchiarutti.. altresì Venchiarutti. e più precisamente una responsabilità del genitore per culpa in educando concorrente con la responsabilità del precettore per culpa in vigilando451.).. ove si accolga la tesi che la responsabilità dei genitori derivi dall’inadempimento dei loro doveri di educazione.. cit. ultimo cit. quello provocato dalla rovina di un edificio di proprietà del minore.. 2048. Zaccaria. Cocchi.. 1994. cit. vi sarà una ripartizione fra genitori e precettore solo nel caso in cui tale danno sia in un rapporto causale con la mancata educazione (Chindemi.. contrariamente a quella di cui all’art. 2154) 165 . oggettiva o meno. come.. che si voglia dare alla responsabilità ex art.. cit. cit. 1056/1973 (massima).. 279 ss. cit. viceversa. Cfr. Fazio. Ferrante. cit.. ove la si consideri di natura oggettiva. era dotato di un patrimonio personale: era così normale agire contro di lui. Bisogna comunque precisare che. ultimo cit. non vi saranno ragioni per escludere che i genitori debbano assolvere ad una funzione di garanzia pure in tal caso (Montecchiari..

essendo la responsabilità del datore di lavoro del tutto scollegata dalla colpa e basata esclusivamente sul collegamento fra l’illecito e le mansioni svolte dal dipendente.. quello nella fascia tra i 12 e i 16 anni venga considerato responsabile o meno caso per caso. 264. 2054 c.. La responsabilità dei genitori. è chiaramente diverso dal riferimento alla medesima norma nel caso in cui sia il minore a svolgere attività lavorativa: in quest’ultimo caso. 510. 444 s. 403 ss. cit. 445 s. 2049455 (o ex art. cit... 2054 non possa rientrare l’automobilina per bambini (v. 643. tuttavia...) sostiene che ben può esservi la responsabilità del committente senza che vi sia la responsabilità dei genitori. peraltro. che nella nozione di veicolo di cui all’art. 2049. 287 ss. cit. 2048 e quella del datore di lavoro ex art. in caso di incidente stradale. cit.. E’ peraltro possibile la rivalsa di un genitore nei confronti dell’altro. cit.. 663 e Ferrante. 2049 siano fra loro incompatibili. Dogliotti. nel senso che. altresì Zaccaria. Venchiarutti. Cocchi. 2054 in quanto proprietario del veicolo)456. ciò si riverbera nel passaggio dall’inscindibilità della causa contro il genitore rispetto a quella contro il precettore alla situazione attuale. viene a cessare l’obbligo del genitore di vigilare sul figlio minore non emancipato. cit.. 289 ss. “a cospetto del dovere di vigilanza del padrone e del committente. e quindi solo ove un genitore eserciti l’azione di regresso nei confronti dell’altro 454 cfr. in tal caso. secondo cui “[n]on pare tuttavia che possa affermarsi. che possono verificarsi non solo ipotesi di concorso di responsabilità solidale fra i soggetti di cui al 1° comma e quelli di cui al 2° comma454.. E’ chiaro. ancora in tenera età 453 v. Campione. Ferrante. mentre si tende ad escludere un controllo sulla colpevolezza per il minore. Anzi. cit. pur capace. Ferrante. o. 1688 456 v. in cui il proprietario della scuola-guida è committente rispetto all’istruttore..) A livello processuale. Di Ciommo. 1997) si arriva addirittura a ritenere che la responsabilità dei genitori ex art. 1981 s. dei tutori. che evidenzia come il minore ormai prossimo alla maggiore età sia considerato responsabile al pari di un adulto.. in questo caso.. a prescindere dall’effettiva responsabilità. ultimo cit. una responsabilità solidale. Il commento. cit. dato che il danneggiato ben può citare solo uno dei genitori. ammissibile peraltro appare l’azione di regresso degli insegnanti (o maestri d’arte) nei confronti dei genitori o viceversa” 455 Il riferimento. la giurisprudenza della Suprema Corte (su cui v. come ad esempio. cit. Cfr. il proprietario della scuola-guida ex art. all’art. Ferrante.c. ma eventualmente anche fra questi soggetti e altri. come si è visto sopra. nella giurisprudenza di merito (su cui v. Ferrante.E’ opportuno chiarire. ultimo cit. ________ 166 . rilevando poi l’assenza di culpa in vigilando o in educando esclusivamente nei rapporti interni fra i genitori. dei precettori e dei maestri d’arte. Campione.. però. (discutibilmente) ritiene che il danneggiato possa rivolgersi a sua scelta ad un genitore piuttosto che all’altro. Cocchi.. 67 s.. cit... il proprietario del veicolo ex art. 452 v.. con la possibilità di un’azione di rivalsa nei rapporti interni fra i corresponsabili453. in cui il litisconsorzio è invece meramente eventuale452. cit. comunque. essendo ovvio che l’attuazione di quest’ultimo dovere importerebbe un’intollerabile ingerenza del genitore nel potere fondamentale di direzione dell’azienda che spetta al padrone ed al committente”.

Ferrante. 2. gravando tutta la responsabilità sull’istruttore458 (e quindi. l’attività di vigilanza gli sarà stata delegata ex contractu. l’attività di vigilanza risulterà accettata de facto. salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto” (2° comma). supra). ex artt. in base ai criteri indicati nel codice penale. E’ chiaro che. della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell’incapace. addirittura... In quest’ultimo caso. la dottrina457 tende a differenziare l’allievo alle prime lezioni di guida (e del suo genitore) che. nel caso dell’istruttore ex art. la capacità di intendere e di volere. all’art. chi al momento in cui ha commesso il fatto.Nel caso dell’allievo di scuola-guida. dovendo ancora assumere le necessarie cognizioni tecnico-pratiche. v. non aveva compiuto i diciotto anni o non aveva. 11. n. Casi particolari: la responsabilità dei genitori per le sanzioni amministrative Un’ipotesi speciale di responsabilità dei genitori è poi data dalla l. Ferrante. da colui che affronti l’esame di guida. 122 del codice della strada. 446 ss. in genere il problema non si porrà nemmeno.) 457 458 167 . ad ogni modo. cit. 2049 o 2054. prevede che “non può essere assoggettato a sanzione amministrativa. 24 novembre 1981. nel caso dell’istruttore di scuola guida. Viceversa. 689. 449 s. salvo che lo stato di incapacità non derivi da sua colpa o sia stato da lui preordinato” (1° comma). in relazione al quale. venendo a coincidere l’istruttore con il genitore stesso (v. “Modifiche al sistema penale”. cit. sul proprietario della scuola guida. non potrà considerarsi responsabile. ________ v. “Fuori dei casi previsti dall'ultima parte del precedente comma. potrà del tutto escludersi la responsabilità dell’istruttore. in quanto egli dovrebbe astenersi da un’attività che non è ancora in condizione di poter svolgere. che.

punendo i soggetti chiamati a rispondere. cit. 294). e ciò risulta. tuttavia. 2 della legga 689/1981 persegue una finalità preventiva. infine..lgs. se effettuata prima che il difensore del rappresentante legale del minore dichiari la perdita della capacità di stare in giudizio di quest’ultimo.R. l’art. 2155 ss. 52 ss. poi. ultimo cit. 448/1988.E’ evidente l’analogia tra le formule utilizzate negli artt. 333. nel corso del giudizio. nel caso dell’art. Montecchiari. La differenza riguarda piuttosto le finalità: gli artt. cit. Per quanto riguarda.. 2047 e 2048 e la norma in oggetto.. 2048. Patti. 278. ________ Facci.P. caso in cui il minore. o esclusivamente. cui ha fatto seguito il d. viceversa.. impedisce l’interruzione (Chindemi. mirano a permettere al danneggiato di agire (anche. collaborando poi attivamente per il progetto di recupero sui figli stessi (v. 283. ultimo cit. Ferrante. raggiunga la maggiore età. è da notare che la disciplina in materia di processo minorile (d. la costituzione in giudizio del minore divenuto maggiorenne in corso di causa.) 459 168 . Per quanto riguarda. cit. 2047) nei confronti di un soggetto maggiormente solvibile rispetto al minore. nel caso dell’art. 279/1989) prevede che i genitori debbano essere informati sull’inizio e sullo svolgimento del procedimento penale a carico dei figli e debbano presentarsi all’udienza preliminare. infatti.. cit.. Montecchiari. tra l’altro. il processo va interrotto nei confronti di tutte la parti. dalla mancata previsione di un’azione di regresso nei confronti dell’autore dell’illecito stesso459.. 2047 e 2048. l’illecito penale commesso dai figli.

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PARTE TERZA LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI PER GLI INADEMPIMENTI CONTRATTUALI DEI FIGLI .

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bisogna considerare alcune ipotesi in cui una loro responsabilità è ravvisabile a prescindere dal legame di parentela. 1. prima di fornire un quadro della materia dal punto di vista dei sistemi giuridici sudamericani e di giungere alle conclusioni. 118 ss.. In tal caso. Anche la dottrina sul tema è quanto mai limitata. Responsabilità contrattuale dei genitori per gli inadempimenti contrattuali dei figli. 1228. sia questi a lui legato o meno da un rapporto di lavoro. Responsabilità genitoriale in applicazione delle regole generali ________ 460 Prima di esaminare i casi in cui sia eventualmente possibile ravvisare una responsabilità dei genitori in quanto tali. La prima ipotesi è quello del genitore che si avvalga del figlio minore. 1363 ss. per l’adempimento della propria obbligazione. Trattato della responsabilità civile e penale in famiglia. non ci si può esimere.INTRODUZIONE Se il legislatore ha. Padova 2004. B. Volume II. Tali contributi. in un lavoro come questo che pretende di affrontare in maniera completa la tematica della responsabilità genitoriale. Cendon (a cura di). dalla cui analisi. come quello della responsabilità in famiglia461. non vi sono dubbi sull’applicabilità dell’art. pur così quantitativamente limitati.. in P. opere monografiche. a quanto risulta a chi scrive. mancando del tutto. CEDAM. come si è detto. che non distingue certo in base al grado di parentela fra i soggetti. affrontano un problema quanto mai interessante. Vacca. 461 Oberto. cit. ultimo cit. espressamente regolato la responsabilità dei genitori (e dei sorveglianti) per l’illecito extracontrattuale dei figli. 462 Vacca. 1365 173 . ed esistendo soltanto o contributi specifici all’interno di opere collettanee460 o singoli e sparuti paragrafi in libri che affrontano temi più generali. nulla ha previsto a proposito della responsabilità dei genitori per l’inadempimento di un’obbligazione contratta dal minore o dall’incapace. nel caso in cui il figlio stesso adotti un comportamento doloso o colposo462.

Dunque. 1364 465 cfr. in mancanza di un’espressa autorizzazione. anche qui.c.465. con o senza spendita del loro nome. del contratto concluso o dal minore senza la debita assistenza del genitore o. cit. L’inadempimento e la responsabilità. 466 Vacca.. cit.. assenza di colpa del terzo). cit.. derivando da ciò una loro corresponsabilità. cit. nei casi di cui all’art. Poletti.c. il terzo creditore che voglia far valere l’inadempimento del debitore dovrebbe agire secondo i criteri generali di cui all’art. D. 322 c. in Breccia – Bruscuglia – Busnelli – Giardina – Giusti – Loi – Navarretta – Paladini – Poletti – Zana. infatti.. su istanza del minore o del genitore (ma non della controparte). com’è noto. 461 ss. il terzo contraente potrà avvalersi del principio di tutela dell’apparenza di diritto. 320 c. l’art. 1367 463 464 Ma quid juris per il caso. Si sostiene.c. L’unica soluzione avanzata in dottrina466 è quella di far derivare una responsabilità dei genitori proprio dall’art. senza l’autorizzazione del giudice tutelare o del tribunale. assolutamente non improbabile. Ricorrendone i presupposti (apparente esistenza del potere di rappresentanza. ma come soggetti rappresentati dal figlio463. colpa del rappresentato. agendo per l’adempimento contro i genitori. 322.La seconda ipotesi è quella del minore che concluda un contratto ingenerando nella controparte la convinzione che egli agisca in rappresentanza dei genitori.. Diritto Privato – Parte Prima. 2. v. prevede l’annullabilità. 1371 s. Vacca. in cui il minore non disponga di redditi o patrimonio propri su cui il creditore possa far valere le proprie pretese? 174 .. non come tali. che i genitori che non esercitino l’azione di annullamento prestino acquiescenza al rapporto obbligatorio. 1218 c. Inadempimento contrattuale dei figli minori e incapaci Passiamo ora alle ipotesi in cui i genitori rispondono dell’inadempimento dei figli minori o incapaci proprio in quanto genitori. Premesso che non esistono norme specifiche ed esplicite in materia464. ________ Vacca.

c. i genitori. Ma tale contro-obiezione non sembra reggere: infatti. già esiste. invece. Ma la stessa dottrina467 che propone tale possibilità non tace gli aspetti problematici della stessa. sottoposta a termini di prescrizione469. E.. per il terzo contraente con il minore. il quale afferma che “la semplice dichiarazione”. estranei alla contrattazione (i genitori). 120 s. può desumersi chiaramente un onere. addossandogli il rischio di inadempimento di un rapporto che il minore e il suo genitore hanno ritenuto conveniente. risalente giurisprudenza470 ha ritenuto responsabili ex art. ma anche all’inadempimento contrattuale.. potrebbero comunque resistere all’azione intentata contro di loro con un’eccezione in tal senso. non vi sarebbe tanto l’estensione del rapporto sul lato passivo anche ai genitori. cit. 121 471 Oberto.. è espressamente sancita dal legislatore 470 v.c. 2047 e 2048 c. E. in Breccia – Bruscuglia – Busnelli – Giardina – Giusti – Loi – Navarretta – Paladini – Poletti – Zana. di verificare l’età della controparte. in quanto “l’attività del minore. per chi intenda stipulare un contratto. per cui non sembra corretto sanzionarlo ulteriormente. possa farle ricadere su altri soggetti.. 121 175 . dall’art.c. ultimo cit. fatta dal minore. cit. 469 cfr. ma arrogandosi il diritto di non adempiere. opportuna o meno. 1442 c. ultimo cit. Seguendo questa tesi. evidenzia però che la sanzione. ma il riconoscimento dell’esistenza di una situazione di responsabilità per fatto altrui471. anziché soggiacere alle eventuali conseguenze pregiudizievoli di ciò.. 1426 c. 2048 i genitori di un minore (munito di patente) che aveva preso in locazione una vettura.. ed è data dall’invalidità di protezione. 1367 s. cfr. escludere una responsabilità dei genitori finirebbe per configurare un’ingiustificabile deroga al principio pacta sunt servanda. appare difficile sostenere che colui il quale decida di non adempiere a tale onere. Navarretta. Navarretta. Oberto. Attività giuridica. non proponendo l’azione di annullamento. anche qualora non abbiano fatto valere l’azione di annullamento nel termine quinquennale di prescrizione. ________ 467 468 Potrebbe sostenersi invece l’applicabilità degli artt. Insomma.. non essendo questa. rientra nella sfera del dovere di sorveglianza del genitore”. Vacca. secondo tale dottrina. intendendo i concetti di “illecito” e di “danno” con riferimento non solo all’illecito aquiliano.Di conseguenza. in base all’art. “di essere maggiorenne non è di ostacolo all’impugnazione del contratto”468. in effetti. consistente nell’uso dell’altrui autoveicolo. ultimo cit. Infatti. 337. E soprattutto. 337 s. Oberto.. si finirebbe per vanificare la possibilità di presentare l’eccezione di annullabilità dovuta alla minore età che.. ultimo cit.

v. come si è visto. però. dato che l’art.. In realtà. a giudizio di chi scrive. ________ 472 473 Nel caso in cui. Vacca. Nemmeno gli artt. 122 474 cfr. 176 . 2048: il fatto stesso che il minore ponga in essere dei raggiri tali da indurre in errore un adulto dovrebbe essere indicativo della sua capacità di intendere e di volere474. non sarà applicabile l’art. 171 475 Oberto. ma solo l’art. 123 476 v. non può essere ravvisata in alcun modo una responsabilità legale dei genitori. poi. 1369 s.In compenso. Giuffré. Inadempimento contrattuale dei figli maggiorenni non economicamente indipendenti Per quanto riguarda. in quanto l’obbligo di mantenimento (che. 1368 s. Milano 1999. dato che. il caso del contratto concluso dal figlio maggiorenne convivente coi genitori e non economicamente indipendente. Oberto. come si è visto.. cit. cit. 3. 2047. 2047 e 2048 nel caso in cui il minore risultasse inadempiente rispetto all’obbligazione contratta. Vacca. Tuttavia. effettivamente sembra che la posizione del terzo contraente sia da tutelare. nemmeno una responsabilità precontrattuale dei genitori. per il terzo contraente sarà quella di richiedere a questi ultimi specifiche garanzie476. cit.. 2047 e 2048 saranno invocabili. L’unica soluzione. cit. esso è perfettamente valido e.. non può certo ravvisarsi una responsabilità precontrattuale del minore per invalidità del contratto stesso472. invece. parte della dottrina473 ritiene che potrebbero essere applicati gli artt. in tal caso. è assolutamente da escludere una loro applicabilità ai figli maggiorenni conviventi coi genitori475. dunque. 1426 esclude l’annullabilità del contratto. si può estendere ben al di là della maggiore età) non può essere esteso fino a tal punto. Palmieri. anche in questo caso. evidentemente. nel caso del suo inadempimento. e dunque. il minore abbia occultato con raggiri la sua minore età. La responsabilità precontrattuale nella giurisprudenza. D.

177 . ________ 477 v. e in tal caso la prestazione eseguita sarà considerata adempimento di un’obbligazione naturale e. sarà eventualmente il genitore a volersi spontaneamente accollare le conseguenze economiche dell’inadempimento del figlio. cit..c.In assenza di tali garanzie. Vacca.477. 2034 c. irripetibile ex art. 1370 s. come tale.

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PARTE QUARTA LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI IN AMERICA MERIDIONALE .

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parlando della giurisprudenza sulla responsabilità dei genitori verso i terzi nel diritto interno. Código de Bello). mentre altri (come la Colombia) non sembrano essere molto avanzati da questo punto di vista. buona parte dei Paesi del continente è. il codice civile cileno (il cd. le nuove codificazioni recepiscono la tendenza all’oggettivazione di tale responsabilità. da una parte. una certa vicinanza (ma non priva di elementi di originalità) con il Code Napoléon. mentre i Paesi in cui sono tuttora in vigore i codici ottocenteschi presentano. è chiaro che. la perdurante vigenza di codici risalenti all’Ottocento. Infatti. risale a 1857. essa è invece fondamentale per il secondo profilo di responsabilità dei genitori che stiamo analizzando. nel 1984 e nel 2003. quello argentino al 1869478 e quello colombiano al 1887. dal momento che. se in Paesi come il Perù e il Brasile i nuovi codici sono entrati in vigore. in subjecta materia. dal punto di vista della responsabilità dei genitori verso i figli (e. modello di riferimento per molti Paesi latinoamericani. ferma a più di un secolo fa: in particolare. Anche se nel 2012 è stato presentato un Anteproyecto de Código Civil y Comercial 181 . da questo punto di vista. ossia la responsabilità verso i terzi. della responsabilità endofamiliare). quello uruguayano al 1868. una certa dinamicità nella creazione di nuovi codici civili. nei quali continua a vivere l’esperienza del Code Napoléon. L’America Meridionale vede coesistere. l’Argentina) hanno dimostrato una particolare attenzione per il problema. alcuni (in primis. Ecco che allora. assume un’importanza piuttosto ridotta. nella Parte IV di questo lavoro si tenterà un esame della problematica in questione dal punto di vista dei principali ordinamenti sudamericani. Infatti. rispettivamente.PREMESSA Come già accennato. sui quali il modello italiano del 1942 ha avuto grande influenza. fra gli stessi Paesi di antica codificazione. dall’altra. si è voluto tracciare una strada dalla culpa alla ________ 478 Se questa distinzione. e. più in generale. se già.

e ritorno. ya que precisamente la vigilancia es lo que debe primar. ancora una volta. salvo vedere come in dottrina la portata innovativa di tale modello venga ridimensionata. mentre nella Sezione II e nella Sezione III il problema della responsabilità genitoriale verrà affrontato dal punto di vista di alcuni dei codici più recenti (rispettivamente. Argentina e Colombia). il tema oggetto della presente indagine verrà esaminato dal punto di vista di alcuni ordinamenti nei quali sono tuttora in vigore. “[s]i la responsabilidad paterna es objetiva. con ciò avvicinando i vari sistemi e confermando. infatti. 479 182 . ________ Ulteriore conferma di tale tendenza dottrinale e giurisprudenziale al ritorno verso la responsabilità per colpa quando il testo normativo propone un modello di responsabilità oggettiva è data dai Fundamentos all’Anteproyecto de Código Civil y Comercial argentino del 2012. nelle prossime pagine si vuole riproporre. pur ovviamente con alcune modifiche. in una dimensione comparatistica e su più larga scala. Uruguay. trasferito sul piano delle modifiche legislative. lo stesso schema. i codici ottocenteschi (Cile. Es decir.responsabilità oggettiva. sino con la ruptura del nexo causal: la prueba del hecho del damnificado. in cui si sente la necessità di precisare che. los padres no pueden liberarse con la prueba de la falta de culpa. del Perù e del Brasile). sería contradictorio que puedan probar los progenitores que aun habiendo colocado la máxima diligencia el hecho haya ocurrido. l’intrinseca ambiguità della disciplina in materia479. Nella Sezione I. che propongono un modello oggettivo. del tercero o el caso fortuito”.

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SEZIONE I LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI IN CILE. ARGENTINA E COLOMBIA . URUGUAY.

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con ciò evidenziandone la reciproca indipendenza480.. 243 c. discostandosi dalla tradizione romanistica e dalla maggior parte dei codici moderni. Bogotá 2002. G. infancia y adolescencia. 191. “autoridad paterna”.. familia y derecho de menores. cileno)481. educazione e correzione) fra genitori e figli (“Titulo IX” del “Libro I”) e la potestà (“Titulo X”).c. Monroy Cabra. la potestà viene definita come insieme di diritti. Bogotá 2009. che è invece definita come “el conjunto de derechos y deberes que corresponden al padre o a la madre sobre los bienes de sus hijos no emancipados” (art. Temis. 494 481 cfr. Manual de derecho civil – Personas. cioè l’insieme dei diritti e dei doveri personali (di cura. colloca in titoli distinti. essa “ha evolucionado hasta convertirse en una institución “deber” radicada en la cabeza del padre y de la madre o de uno de ellos en beneficio del hijo. come sottolinea R. Nel diritto colombiano. Il Código de Bello (in ciò seguito dal codice civile colombiano) ci dà una conferma di ciò. Temis. ________ 480 cfr. ma. 474 e Idem. mantenimento. Parra Benítez. Una conferma sul rapporto fra potestà e doveri genitoriali e la differenziazione dei rimedi tradizionali Nella Parte I di questo lavoro. Derecho de familia. XII ed. in quanto. Bogotá 2008.. Librería Ediciones del Profesional. 248. Introducción al derecho civil. J. Derecho de familia. Suárez Franco. la cd. M. Bogotá 2008. nella dottrina colombiana. si è sottolineato come potestà e doveri genitoriali si trovino non necessariamente in relazione fra loro (sebbene i rimedi tradizionali alla violazione dei doveri genitoriali siano proprio quelli legati alla potestà). IV ed. Temis.1. aunque sin desconocer ciertos derechos a los padres” 187 .

nonché. Buenos Aires 2005. per l’Argentina.c. essi definiscono la potestà come “el conjunto de derechos y deberes que la ley atribuye a los padres en la persona y en los bienes de sus hijos menores de edad” (art.c. quello uruguayano e quello argentino. 310. ma anche i rapporti personali fra questi ultimi e i genitori482. N. G. Rey – A. cileno). 120 si precisa che “la Corte Suprema de Justicia de la Nación ha sostenido que el patronato del Estado sobre los menores es siempre suppletorio. 555 ss. però. Sul significato della potestà e sul rapporto fra questa e i poteri di intervento dello Stato a difesa dei minori. Rinessi. uruguayano) e “el conjunto de deberes y derechos que corresponden a los padres sobre las personas y bienes de los hijos. 2 [Daños en las relaciones de familia].c. i Fundamentos dell’Anteproyecto alle pagg.c. nella versione attuale. señalandose que debe cumplirse complimentando a la patria potestad. nella dottrina argentina (R. infatti. cileno e art. para su protección y formación integral. colombiano e. c. in tali casi. Bossert – E.c. 264 c. la cessazione dei diritti genitoriali (artt. VI ed. la possibilità. Cfr. I ristampa.) 483 Bisogna però precisare che l’art. c. A. 271 c. 1° comma. A. tutela o guarda que se ejerza respecto de cada uno de ellos o supliéndola cuando no existiere o fuere obstáculo insuperabile para lograr esa adecuada formación”. argentino). per il giudice. desde la concepción de éstos y mientras sean menores de edad y no se hayan emancipado” (art. 271. Manual de derecho de familia.c. dall’altra. afirmando que la potestad del Estado es eminente en el sentido de formar adecuadamente a los menores mediante su protección. specificano che. ________ 482 Rispettivamente. 315 c.c.. nel caso di abbandono del figlio o di incapacità morale. En cambio esiste otras opiniones que amplían considerablemente las facultades del Estado en esta materia. colombiano). 2001. termina anche la patria potestà (art. 265 c. Responsabilidad civil por abandono.. c. 252 c. in tali casi. cileno e l’art. Tale situazione si riflette sul piano delle sanzioni.c. al posto di “potestad”. 2° comma. 266-267 c. colombiano)483.c.c. da una parte prevedono. para afianzar y no para suplantar los vínculos que impone la natural dependencia de los hijos respecto a sus padres. L’Anteproyecto de Código Civil y Comercial del 2012 utilizza. riconducendo alla potestà non solo l’amministrazione sui beni dei figli. in Revista de Derecho de Daños. l’emancipazione del figlio. 238-239 c. di adottare le misure opportune (art. J. v. 234. qualora l’esercizio della potestà non spetti ad un’altra persona 188 . Zannoni. 1° comma.Fra i codici da esso derivati. 107 s. nel caso in cui il dovere di correzione si risolva in un pericolo per la salute e lo sviluppo personale del figlio. si discostano dal modello. la più moderna espressione “responsabilidad parental” (sulle ragioni di tale scelta.. I codici civili cileno e colombiano. colombiano prevedono. cileno e artt. implicitamente. art.

Altri rimedi per la violazione dei diritti dei figli Accanto ai rimedi tradizionali. R. Bossert – Zannoni. Millán – M. 187 ss. il rimedio. come rimedio al dolo o alla colpa grave nell’amministrazione dei beni dei figli. 585 ss. dalla limitazione o dalla sospensione della potestà (artt. in Revista uruguaya de derecho de familia. cit.. Invece. Un problema social encarado desde distintas disciplinas. per l’attribuzione di una falsa paternità.. nei codici civili uruguayano ed argentino. 8 (1993). Parra Benítez.c. “Códigos de la Infancia y la Adolescencia”488 ne hanno introdotti altri più efficaci.. 2.. cfr. ad esempio. Bogotá 2001. cileno e art. sarà dato. 346 s. 301 c. nei Paesi qui esaminati varie leggi specifiche contro la violenza in famiglia487 e i ccdd.Prevedono poi. invece. l’abbandono485. prevede un rimedio specifico. Cerviño – J. B. 285-286 c. cit. 709-ter. poi. colombiano484). “hace referencia al abandono unilateral. Ediciones Doctrina y Ley. Violencia familiar.c. nella dottrina colombiana. la Ley 1098/2006 489 cfr. cfr. la Ley 17514/2002 (sulla violenza in famiglia in tale Paese. 257. 299 c. uruguayano e 307 c. Impagliazzo – N. I ed. italiano. per il caso di cattiva amministrazione da parte dei genitori (cfr. 624 ss. C.. sin atender a que objectivamente el menor pueda quedar bajo amparo de otras personas o instituciones” (tesi soggettiva).). S. Gómez. altresì M. Lazo Guadalupe – M.. una sentenza che obbliga il genitore inadempiente ad abbandonare tale amministrazione (art. dalla perdita. Bossert – Zannoni. 484 cfr. cit. 119 487 in Uruguay.p. I. nella dottrina argentina. c. 203 ________ 189 .c. 485 A proposito della nozione di abbandono vi è chi sostiene che non vi è abbandono “si el incumplimiento de los deberes se hace a sabiendas de que otro habrà de satisfacerlos” (tesi oggettiva) e chi. A.c. in alcuni casi.) 488 in Colombia. 127 486 l’art. n. Elementos de derecho civil – General y Personas – Reformas y leyes complementarias – Jurisprudencia y doctrina actualizada – Tomo I.) e. ultimo cit.c. argentino486). semplicemente. cit.c. c. a Buenos Aires. prevedendo un vero e proprio risarcimento del danno o una sanzione pecuniaria analoga a quella dell’art. con lo scopo di assicurare il pieno rispetto dei diritti fondamentali della persona489 e. anche.. la perdita dell’amministrazione dei beni dei figli. Rey – Rinessi. argentino. ai maltrattamenti o all’avvio alla mendicità del minore. Sul tema della perdita della potestà nel diritto argentino. Furtado Bentancor. 4). l’inadempimento ai doveri genitoriali. 1° comma. confronta altresì Rey – Rinessi. la Ley 446/1998 (su cui v. 2° comma.

di adottare misure cautelari. in La Ley.) 190 . nella dottrina argentina. emerge chiaramente come in Colombia la tematica della responsabilità endofamiliare sia praticamente inesistente.] 11 s. 89 della Ley 446/1998 ha previsto la possibilità.. psicologiche e psichiche richieste dalla vittima490. ultimo cit. altresì. in Uruguay.. in caso di rischio o violenza familiare e di minaccia o violazione dei diritti fondamentali dei familiari. possa denunciare il fatto al Comisario de Familia. dalla dottrina degli altri due Paesi sopra menzionati492 già a partire da una risalente sentenza. 85 [2008]. Mosset Iturraspe. F. il cui inadempimento sarà sanzionato con una multa fino a dieci salari minimi a favore dell’Instituto Colombiano de Bienestar Familiar491. stabilisce che qualsiasi persona vittima di un danno fisico o psichico. e lo stesso dicasi per il Cile.1. 228 ss. 80 s. Los factores subjectivos de atribución de la responsabilidad en las relaciones familiares. 1249 ss. sul tema. El reclamo a los padres de una indemnización por enfermedades graves transmitidas genéticamente a los hijos.. è stata sviluppata dalla giurisprudenza e. 2001. Parra Benítez. in Revista de Derecho de Daños. già da un rapido esame della bibliografia in materia. il quale adotterà una delle misure di cui all’art. Misure cautelari erano previste.In particolare.Revista jurídica del Perú. Sambrizzi.. 2 [Daños en las relaciones de familia. Parra Benítez. A. Inoltre. Ley 575/2000. e in NL . 3. cit. come modificato dall’art. L’applicazione delle regole generali della responsabilità aquiliana all’interno della famiglia: i casi uruguayano e argentino Essa. che aveva riconosciuto il risarcimento del danno da ________ 490 491 Nonostante ciò. 454 del Proyecto de Código Civil del 1998 492 prevedendo il risarcimento del danno nei casi di grave violazione dei doveri familiari (cfr. 316 s. Derecho de familia. fra le quali è previsto l’obbligo di pagamento delle spese mediche. del Tribunal de Apelaciones en lo Civil de Segundo Turno del 6 marzo 1989. in Colombia. soprattutto. e E.. l’art. viceversa. J. l’art. 2006. 5. o di qualsiasi forma di aggressione. dall’art. 4 della Ley 294/1996.

precisando le ragioni che hanno indotto ad eliminare le causali soggettive del divorzio. Inoltre. no existe una sola mención sobre una disminución en el rendimento laboral del actor.. cit. 47 ss. che esplicitamente. 1590 prevedeva delle “condenaciones pecuniarias” sul modello delle “astreintes” 495 L’Anteproyecto de Código Civil y Comercial del 2012. por ejemplo o la pérdida de consideración social. ad esempio. Tuttavia. però. 77) 493 191 . así. con nota di C. Cfr. Mendieta.. Se separa. Ficha: D/91/90. sino en la condición de persona. que haya sido necesario requerir de los servicios de médico o specialista alguno para sí mismo o su hijo […]. ________ Tale sentenza. G. ammetteva il risarcimento del danno nel diritto di famiglia494. la cual es un derecho de ambos padres” 494 cfr. sebbene il primo avesse dimostrato la perdita di ben sette chilogrammi di peso. i Fundamentos dell’Anteproyecto. rimase isolata. afferma: “Los daños que pueden ser indemnizados a través del sistema general de la responsabilidad civil son aquellos que no tienen su causa en el vínculo matrimonial en sí mismo ni en los deberes que de él emanan. Siendo imposible atento a su corta etad que se viera afectado por el adulterio en sí (del que no puede tener conciencia cabal). sino por la separación. 604. non prevede nulla di esplicito a proposito della responsabilità endofamiliare. 1737). sulla base del fatto che. 88. 7 (1992). el daño a su vida de relación y parece entonces claro que debe exigirse una prueba más categória para dar cabida a una reclamación como la impetrada” e. Juzgado Letrado de Familia de 30° Turno.. per quanto riguardava “la vida del niño que se ha visto afectada como curre en toda separación lo ha sido lo menos posible sobre todo teniendo en cuenta que surge de autos y de los acordonados C/39/90. è stato abbandonato495). in Revista uruguaya de derecho de familia. Medina.adulterio493 (anche se il progetto del codice civile argentino del 1998. invece. lo relativo al vínculo matrimonial del derecho de daños” (pag. all’epoca. ma soltanto a proposito della responsabilità esofamiliare (art. Sentencia n. l’art. “no se alega siquiera. que ya desde hacía tiempo venía siendo atendido por personal doméstico y por su padre. in cui si era negato il risarcimento ad un marito tradito e al figlio. come si è detto nella Premessa. per cui le prossime pagine saranno dedicate ad una rapida rassegna dei casi in cui è stato la responsabilità aquiliana dei genitori nei confronti dei figli.

cit. Ghersi.. mentre nel nostro ordinamento la prova del danno. Daños derivados del derecho de familia. il minore è stato costretto a subire privazioni496. Nel caso di violenza familiare.. in C. viene spesso considerata in re ipsa. 496 192 . Manual de derecho de daños. è necessario dimostrare che. 318 s.1. Ghersi. 314 498 cfr. invece. Così. verrà risarcito il danno fisico e psichico quando. A.3. Buenos Aires 2010. per abbandono e per violenza familiare Come si è visto a proposito del diritto italiano. a causa della mancanza dell’apporto economico da parte dei genitori. la giurisprudenza498 sottolinea che non vi è diritto al risarcimento laddove manchi la prova di un danno alla vita sociale. ________ C. il mancato adempimento degli obblighi genitoriali può dar luogo al risarcimento dei danni. 499 Ghersi. che danno luogo sia a danno patrimoniale che morale497. Weingarten. cit. o comunque facilmente dimostrabile con presunzioni. cioè di omissione dell’assistenza fisica e morale. 316 s. essa provochi un timore irresistibile499. ad esempio. in questi casi. La responsabilità per mancato adempimento degli obblighi genitoriali. In caso di abbandono. 314 497 Ghersi. o comunque la prova di mortificazioni e mancanze. poi. nel Paese sudamericano si sottolinea la necessità di una prova particolarmente precisa. La dottrina argentina conferma questa impostazione. cit. anche se.. in caso di mancato adempimento all’obbligo di mantenimento. La Ley.

La responsabilità per mancato riconoscimento del figlio Un altro caso in cui può sorgere la responsabilità del genitore è quello del mancato riconoscimento del figlio500.2. 155 s. quello psicologico e quello morale quale erede del figlio (Medina. e 179 ss. come si è visto per il diritto italiano.503. Salaberry. Salaberry. 195 ss. Ghersi. ovviamente. che la mancanza di riconoscimento sia dolosa o colposa (cioè il genitore sappia. Medina. cit.). rappresentato dalla madre o dal tutore (Medina. 156 ss. anche se certa dottrina si è espressa in senso contrario.c.3. nei documenti internazionali in materia e.. 181 s. 167 ss. 163 ss. cit.. 170 ss. nella dottrina uruguayana. che essa possa chiedere il danno patrimoniale. E’ vero che il riconoscimento è un atto personalissimo e volontario e. invece. nella dottrina argentina.. non obbligatorio. Responsabilidad de los progenitores por daños prenatales causados por accidentes.. danneggiata indiretta. abbia o meno legittimazione per chiedere il risarcimento del danno morale. E. 177 503 cfr. 2001.).. cit. anche. cit. cit.. Ma il minore ha un vero e proprio diritto. Non vi sono dubbi. in in Revista de Derecho de Daños. La giurisprudenza. che non possa sorgere una responsabilità della madre per non aver iniziato un’azione di accertamento giudiziale della paternità (Medina.. v. 161) si ritiene che nel caso in cui un marito abbia consapevolmente riconosciuto un figlio non suo non vi sia una responsabilità... Hooft. 312 502 cfr. cit. cit.. cit. sia impossibilitato a riconoscere il figlio (Medina. fra l’altro. I. Contrariamente a quanto avviene in Italia e in Francia. Responsabilidad civil del padre por el no reconocimiento voluntario del hijo natural. 195 ss. nella Costituzione502 e nell’art. a patto. Legittimato all’azione sarà il figlio minore.. 217. cit.). 505 cfr. invece. cit. senza dubbio. negare volontariamente di riconoscere una filiazione costituisce. 150 s.) e nemmeno che da ciò possa derivare una limitazione dei danni a carico del padre (Medina cit. per ragioni che oggi appaiono però difficilmente realizzabili in concreto. Dunque. o abbia comunque un ragionevole dubbio. di essere tale)505.). 254 c. una condotta antigiuridica.. Ovviamente viene escluso il risarcimento del danno laddove il genitore. 2 (Daños en las relaciones de familia). Medina. 165 e 184).. è divisa sul fatto che la madre.. nella dottrina argentina.. 309 504 cfr. Ghersi. riconosciuto. o il figlio maggiorenne (Medina.) 501 Si ritiene. 8 (1993). a conoscere la propria origine biologica504. ________ Il punto di partenza è verificare se esiste un qualche dovere giuridico a riconoscere il figlio501. cit. in quanto tale. in Revista uruguaya de derecho de familia. Contra. in Argentina (Medina... cit. nella dottrina uruguayana. in nome della massima tutela dei diritti della personalità (Medina. per quanto riguarda l’Argentina. en los cuales la filiación no sólo es ficticia sino que además encierra un delito” 193 . 500 cfr.. eccetto “en el caso de hijos de desaparecidos.

4 de Rosario. che precisa altresì che l’ “indemnización” ha natura risarcitoria e non punitiva. ________ cfr. nella dottrina argentina. Medina. nella dottrina argentina. nella dottrina uruguayana. cit. 154 509 cfr. M. E’ da notare che.. cit. essi non possano sentire dolore o afflizione e. Il danno.. 310. 311. invece.) 512 cfr. 195 ss. e 179 e Ghersi. Medina.Vi sarà dunque. Berlangieri.. cit. 309 508 cfr. Cámara de Apelaciones en lo Civil y Comercial de 2° Nominacion de Santiago del Estero. nella dottrina argentina.. 513 Medina. Chiaramente.. 442 ss. 1999. 154 506 507 194 . 278 ss. 195 ss..... Ghersi. e Tribunal Colegiado de Familia nro. cit. una violazione di un diritto della personalità. quindi. una volta dimostrato il nesso di causalità con il mancato riconoscimento508. 2010. 121. 311 Ghersi. nella giurisprudenza argentina. nella dottrina argentina. nella dottrina uruguayana. derivante dalla violazione del diritto all’uso del nome510 e alla collocazione in una famiglia determinata511 (e ciò indipendentemente dall’inadempimento o meno al dovere di mantenimento materiale)... Salaberry. cit. la cui violazione deve essere riparata (Medina. 310 511 Parte della dottrina sostiene che. cit. quindi. 837 ss. sarà così sia morale509. Salaberry.. Cfr. come quello all’identità personale506 e quello di essere riconosciuti come figli di colui da cui si è stati concepiti507.. cit. El menor maltratado como sujeto de la acción de responsabilidad. nella dottrina uruguayana.. 6 (1991). cit. nella dottrina argentina. Ghersi. altra parte della dottrina e la giurisprudenza. 151 ss. 19/05/2005. e in La Ley Litoral. mentre quello materiale può essere provato con ogni mezzo.. C. cit. derivante dalle carenze materiali prodotte dalla mancanza del padre512. B. 165 ss... in questo caso si ritiene che il danno morale sia in re ipsa. 172 ss. in La Ley NOA. Medina. 510 Ghersi. esso deve trovarsi in una relazione di causalità con il mancato riconoscimento513. nel caso dei figli “sin discernimiento”.. cit. non possano subire un danno morale. contrariamente a quanto avviene per la violazione dei doveri genitoriali. in Revista uruguaya de derecho de familia. 09/10/2009. 2000. ed eventualmente patrimoniale. cit.. cit. in La Ley.. in tal caso. giustamente sostengono che l’incapace è titolare di diritti non patrimoniali.. cit.

. 178 c. al genitore non affidatario.3. 159 ss. impone che “la ley dispondrá las medidas necesarias para que la infancia y juventud sean protegidas”. 516 Medina. il quale ritiene che la violazione del diritto-dovere di visita sia da considerarsi un vero e proprio “abuso” e. ai rapporti fra genitori e figli dopo la separazione. attraverso il diritto di visita515 (l’art. l’art. cit. peraltro. 601 ss. l’art.c.. García Mendieta. uruguayano. prevede solamente il diritto a “vigilar su educación”). ________ Berlangieri. 517 Medina. invece.. rientrare nelle condotte per le quali l’art. uruguayano. 603 s. Infatti. 6 (1991). quien..3. in Revista uruguaya de derecho de familia. abbia diritto al risarcimento del danno (in re ipsa)516. In relazione. 515 cfr. c. cit. C. Cost. anche il risarcimento del danno.. è stato interpretato proprio nel senso di ricomprendere. proveerá al hijo de curador ad litem”. 263 c. Come accade nel diritto italiano. 113 ss. 2° comma. poi. specie in relazione a quelle patologie psichiche gravi dovute proprio a tali eventi della vita familiare514. e il figlio ostacolato nei rapporti col genitore.c. Medina. come tale. cit. argentino assicura. 41.c. si ritiene così che il genitore ostacolato (con dolo o colpa) nei suoi rapporti con il figlio. al otorgarla. La responsabilidad extracontractual en caso de divorcio. il diritto “de tener adecuada comunicación con el hijo y de supervisar su educación”. laddove prevede che “los hijos no pueden demandar a sus padres sino por sus intereses propios y previa licencia del Juez. risarcimento che. 514 195 . La responsabilità dei genitori in caso di separazione e divorzio Altri casi in cui è stato riconosciuto il diritto del figlio al risarcimento del danno si possono verificare in occasione della separazione o del divorzio dei genitori. cit. 2° comma. 264. ma anche preventiva e sanzionatoria517. viene ad avere non solo l’abituale funzione risarcitoria. nell’espressione “sus intereses propios”. 591 s.

1249 ss. 2006. nella dottrina argentina. Medina.. in La Ley.. “porque la procreación en este caso no se produjo naturalmente en el ámbito de intimidad y libertad sexual de la pareja. illeciti… i rapporti sessuali fra coniugi portatori di malattie genetiche e porterebbe alla giustificazione della sterilizzazione di massa di migliaia di persone 521 Ferrer. come “persona” e G. e in NL Revista jurídica del Perú. Hooft. La responsabilità per mancato riconoscimento del figlio nato da fecondazione eterologa e per danno genetico Concludiamo questa rapida rassegna dei casi di responsabilità civile dei genitori verso i figli in Argentina e Uruguay con alcune problematiche più recenti. 2001... oppure della moglie che si sia sottoposta a fecondazione assistita senza il consenso del marito (oppure senza avere un partner o. 85 (2008). E. cit.. nella dottrina argentina. 317 ss. M. e contrari520 . M. a tutti gli effetti. in caso di fecondazione post-mortem).A. sino a través de un procedimento técnico llevado a cabo por un equipo de profesionales”521. 206 s. poi. che riconosce il concepito. 236 ss.. il risarcimento del danno genetico. in La Ley. 518 Per il primo dei due casi esaminati. 519 cfr.. cfr. come quello esaminato dal Tribunale di Piacenza nel 1950. Villaverde. si ritiene che anche in tal caso vi sia il diritto al risarcimento del danno tanto per il coniuge quanto per il figlio. 2 (Daños en las relaciones de familia). 209 ss. La prima è quella del marito che abbia prestato il consenso all’inseminazione eterologa e poi abbia omesso di riconoscere il figlio. F. Responsabilidad por daños en la procreación modicamente asistida. Responsabilidad civil de los padres. in cui i genitori abbiano generato un figlio nella consapevolezza della possibilità di trasmettergli malattie genetiche attraverso un normale rapporto sessuale. Pur in assenza di una regolamentazione specifica.. nella dottrina argentina. ________ 196 . 1295 ss. cit. che si vedrà privato del rapporto di filiazione con uno dei genitori518. cit. cfr. cfr. le posizioni divergono tra favorevoli. paradossalmente.M. Ferrer. 497 s. cit. Ferrer.. per il secondo. Sambrizzi. in Revista de Derecho de Daños.3.. 520 cfr. che ritiene che il riconoscimento di una simile forma di responsabilità finirebbe per rendere..4. F. perlomeno nel caso in cui i genitori fossero a conoscenza della possibilità di trasmettere la malattia ai figli519. A. Daños congénitos. ed è invece dovuto nel caso di una malattia genetica trasmessa attraverso la fecondazione assistita. il quale lascia intendere che il risarcimento del danno non è dovuto nel caso. 2000.. Per quanto riguarda. ancora. Ma vi è poi la tesi di F.

ed infatti autori come J.4. in Cile.F. II ed.c. e successivamente quella del codice argentino.c. Sulla stessa linea. 2319 c. V ristampa (2010). 5 (2000). La responsabilidad civil por el hecho ajeno. c. Tamayo Jaramillo. Bogotá 2003. Torres Acosta. 2319.. di determinare l’assenza di “discernimiento”. colombiano e l’art. l’art. a prescindere dal fatto che sia anche illecito. uruguayano fissano il primo a sette e il secondo e il terzo a dieci anni l’età al di sotto della quale si è considerati civilmente irresponsabili. nella dottrina colombiana. A. cileno. Colombia e Uruguay andrà provata dal danneggiato523. Mentre il nostro ordinamento lascia alla prudenza del giudice la determinazione della capacità o meno del minore. In questi casi. 2346 c. colombiano e uruguayano. La responsabilità per il fatto del minore incapace: gli artt. uruguayano Per quanto riguarda.c. 683 ss. 2047 c. 1° comma. Temis. Tratado de Responsabilidad Civil – Tomo I. Bogotá – México D. Torres Acosta. J. 1° comma. 104 sostengono che il civilmente responsabile risponde in presenza.. per il giudice. ________ nella dottrina colombiana.c. 125 522 197 . italiano 523 cfr. tale colpa. prevedendo poi il solo art. Martínez Rave – C. andremo ad esaminare dapprima la disciplina prevista nei codici civili cileno.. sono responsabili “las personas a cuyo cargo estén.c. Responsabilidad civil extracontractual. 126. XI ed. cileno. Martínez Tamayo. Legis. gli artt. si pudiere imputárseles negligencia”522.E’ evidente la differenza tra la formula qui utilizzata e quella presente nel nostro codice: se in entrambi i casi la responsabilità per il sorvegliante deriverà da una colpa nell’adempimento del suo obbligo di vigilanza. in Revista de Derecho Privado. la responsabilità verso terzi. propongono una soluzione analoga a quella che abbiamo visto a proposito dell’art.c. cit. di un fatto dannoso. invece. c. che in Italia viene presunta. 1320 c. colombiano e 1320 c.. – Buenos Aires – Caracas – Lima – Santiago 2007. semplicemente. 2319.c. cileno la possibilità.c. Tale posizione non appare condivisibile. 2346 c. secondo la quale non è necessaria la prova della colpa del minore.

ma degli altri soggetti elencati dalle norme (cfr. della “mère après le décès du mari” (cfr. agli artt. uruguayano Per quanto riguarda. Manual de obligaciones La responsabilidad civil.) 526 Si ritiene che non sia possibile un cumulo di responsabilità per difetto di vigilanza sul minore fra i genitori e gli altri soggetti di cui agli artt. Editorial Jurídica de Chile. VIII ed. 1384 del Code Napoléon.). 495 s. Bogotá 1998. F. a quella del padre (Veas Pizarro.. colombiano e 1324 c. Editorial Jurídica de Chile 2009.. La norma. 2320 c. 239 e. colombiano e 1324 c. La responsabilità per il fatto delle persone “que estuvieren a su cuidado”: gli artt. Diccionario Jurídico Colombiano – Tomo II – M-Z. 713 s. 2347 c. Bogotá 2001. Emiliani Román. è alternativa. cit. curatori. dal caso in cui. 524 cfr. nel qual caso sarà responsabile solo quest’ultimo e non i genitori 527 cfr..c. Barros Bourie. e ciò non soltanto perché essi hanno gli stessi doveri dei genitori legittimi.. Barros Bourie. modalidades y extinción de las obligaciones. I. cit. Velásquez Posada. invece. Veas Pizarro. Bogotá 2009. Torres Acosta. Veas Pizarro. il caso del minore capace. ma anche perché i codici cileno e colombiano parlano della “madre” e non. Rodriguez Grez. e.. come il Code Napoléon. 106 s. si trovi sotto la vigilanza dei genitori. A. per il diritto colombiano. nel qual caso solo questi ultimi saranno responsabili.c. 173 e R. Universidad de La Sabana – Temis.5.. 174.. E. colombiano e 1324 c. mentre il minore si trova a scuola o al lavoro. distingue il caso in cui il minore. 372.). Temis. Veas Pizarro.. l’elenco dei soggetti responsabili (genitori525 conviventi. però. cit. 2320 c. Veas Pizarro. cit. Martínez Rave – Martínez Tamayo... cit. 99. cileno. De la responsabilidad extracontractual indirecta. che la responsabilità della madre. L.c.. in quanto. 2303 525 compresi i genitori naturali e adottivi.. nella dottrina cilena. Fuente de obligaciones. 102 s. perché i figli del partner. direttori di scuole e maestri d’arte526) viene considerato unanimemente esemplificativo e non tassativo527. Responsabilidad extracontractual.. 2347 c. 472 s.uruguayano. Bogotá 2009. Universidad Sergio Arboleda. cit. O. per il diritto cileno.. cileno. 351 ss. evidentemente. poi. contrariamente al precedente dell’art. 2320 c. invece. si trovi sotto la vigilanza del datore del lavoro. in tutta evidenza non si applica al nuovo marito della madre o alla nuova moglie del padre. Bohórquez Botero. 670 ss. Tamayo Jaramillo. Metropolitana Ediciones. R. cit. per il diritto cileno. invece... tutori. nella dottrina cilena. Tamayo Lombana.c. nel codice cileno. Santiago de Chile 2010.. Veas Pizarro. 213.c. 2347 c.. Tamayo Jaramillo. y efectos.c. Santiago de Chile 1999. Curso Razonado de las Obligaciones – Tomo II – Segunda y Tercera Parte – Fuentes involuntarias. Martínez Rave – Martínez Tamayo. 124. 349). nella dottrina colombiana. 693 ss. e Tamayo Jaramillo. 359 e. pur lavoratore. consacrano un principio generale di responsabilità per il fatto della persona che si tenga “a su cuidado”524. Responsabilidad civil extracontractual. sarà “bajo el cuidado” non dei genitori.c. per cui saranno considerate respon________ 198 ..c. Nella dottrina cilena. P. 356 s. cit. Bohórquez Botero – J. uruguayano.. e non cumulativa. nella dottrina colombiana. e 734 s. Infatti. Tratado de la responsabilidad extracontractual. cit. E’ da notare. Editora Jurídica Nacional. per il diritto colombiano.c. cit. cit. cit.. non sono i propri (cfr. cileno.

. Tamayo Jaramillo. 2346 c. nella dottrina colombiana.In questi casi. G. Responsabilidad civil de los padres por los daños causados por sus hijos menores. varranno le regole della responsabilità contrattuale (Tamayo Jaramillo. cit. 329 ss. 266 e 292 ss. colombiano e 1320 c.. e.. al modello napoleonico.. Preciado Agudelo. Indemnización de prejuicios – Jurisprudencia de la Corte Suprema de Justicia y del Consejo de Estado – Responsabilidad Civil Contractual. uruguayano. 142. 7 [1992]. Martínez Rave – Martínez Tamayo. 718) 530 cfr. colombiano non opera nel caso in cui il soggetto non sia propriamente terzo. 670 ss. no hubieren podido impedir el hecho”. nel caso in cui il genitore abbia un obbligo contrattuale di trasportare un’altra persona e incarichi il figlio di guidare il veicolo.c.. 734) 533 cfr. per il diritto colombiano. abbiano cura del minore529 (mentre deve ritenersi che la presunzione de qua non operi nei confronti di chi si occupi del minore a prescindere da un obbligo giuridico in tal senso.c. cit. Veas Pizarro.c. cit.. 261 e 294. cit. 2319 c. in D. invece. per cui è l’espressione “con la autoridad y el cuidado que su respectiva calidad les confiere y prescribe” a far sì che la responsabilità di ciascuno dei soggetti civilmente responsabili varii a seconda di quella che è l’autorità e la custodia che devono esercitare sul sottoposto (cfr. Veas Pizarro.. cileno.. 529 Per quanto riguarda il genitore del soggetto maggiorenne incapace legale. in base a un’obbligazione legale o contrattuale528. III ed. Bogotá 2004. Extracontractual y Delictual – Tomo II. contrariamente a quanto si è visto in relazione agli artt.c. cfr. nella dottrina colombiana. nei codici cileno e colombiano vi è un’unica norma. Ordoqui Castilla. cit.. cit. nella dottrina cilena. egli sarà responsabile “de acuerdo con el artículo 2347 del Código Civil. cit. per il diritto cileno. 2347 c. Tribunal Superior de Medellín. ma controparte contrattuale del genitore: così. Velásquez Posada.. “si con la autoridad y el cuidado que su respectiva calidad les confiere y prescribe531. E’ da notare che la presunzione ex art. per il diritto uruguayano. 531 E’ da notare che. Sentencia 31 mayo 1975. 125 e... Librería Ediciones del Profesional.. sino por la calidad de respresentante legal que de todas formas le impone la obligación de cuidar de su hijo incapaz” (Tamayo Jaramillo. ________ sabili anche quelle persone che. nella dottrina cilena. pero no ya por su calidad de padre. e analogamente. mentre nel nostro codice vi sono articoli differenti a seconda del soggetto materiale del fatto dannoso. 498 ss. 172 s. in Revista uruguaya de derecho de familia. cit. per cui spetterà a loro stessi provarne l’assenza533.. cit. Veas Pizarro.. 105 e Torres Acosta. 500) 532 cfr.. ad esempio per semplice spirito di caritá530). vi sarà a carico dei soggetti in questione una presunzione di colpa juris tantum532. in dottrina. in giurisprudenza. 528 199 . cit. Velásquez Posada.

ultimo comma. cileno. Veas Pizarro. di fatto. cileno e l’art. nella dottrina colombiana. ultimo comma. 364 e... per carenze educative. nella dottrina cilena. per ragioni di studio. a vivere fuori dalla casa familiare è sufficiente per far venir meno la presunzione de qua. mentre secondo l’art. Per quanto riguarda. colombiano (non esiste. cit. una norma analoga nel codice civile uruguayano). 365 s.c. nel caso dei genitori essi risponderanno solo ove siano conviventi con il figlio (che.c.c. 368 s. colombiano e 1324 c. 538 Veas Pizarro. In ogni caso. la presunzione ex artt. In particolare.) 536 cfr.c. comunque. cit. inoltre. 2321 c. nella dottrina cilena. colombiano essa consiste nella dimostrazione di non aver potuto impedire il fatto (formula analoga a quella presente nel nostro codice civile). 174 e Veas Pizarro. La dottrina più antica ha interpretato letteralmente tale requisito. da parte del genitore. Secondo la migliore dottrina. non deve essere emancipato). Barros Bourie. la prova liberatoria. secondo l’art.. uruguayano senza dubbio non opera. c. Tamayo Jaramillo. cit. 365) 534 ________ 200 . permane comunque la responsabilità dei genitori “en la medida que no tubiere hecho efectivo ese poco de autoridad que podian ejercer” (pag.c. 2314 c. per quanto riguarda il caso della separazione di fatto fra genitori e figli. cit. 2341 c.. cit. colombiano e 1319 c. 2320. c. uruguayano.c. 369.. se essa ha un motivo legittimo535. cit. c. invece. secondo cui. uruguayano. ultimo comma.c.. oppure. così come per ragioni di lavoro o di salute del genitore (cfr... che sostituiscano i genitori quali responsabili537. 724 ss. cit. 498 535 ad esempio.c. cileno538. cileno e 2348 c. cit.c.c. 727 ss. 2347.c. ma in seguito all’evoluzione sociale si è fatta strada un’interpretazione estensiva. ma si ritiene536 che essa non operi nemmeno in caso di motivo illegittimo.. Tamayo Jaramillo. è necessario che i genitori dimostrino di aver impiegato “toda cfr.Si osservi che. Veas Pizarro. ex artt.. cit. 126 537 cfr. 2347 c.. lavoro. pur in presenza di un motivo legittimo per la fine della coabitazione. così come nel codice napoleonico e nel diritto italiano. 2320 c. la possibilità di vigilarli534. per cui i genitori continuano ad essere responsabili per i figli laddove continuino ad avere. non essendo necessario l’affidamento dello stesso ad altri soggetti. nella disciplina del codice uruguayano. poi.. Torres Acosta. servizio militare o vacanze presso parenti del minore. nella dottrina colombiana. nella dottrina cilena..1324.. l’autorizzazione al minore. il genitore può comunque essere considerato responsabile secondo la regola generale della responsabilità extracontrattuale di cui agli artt. e Velásquez Posada.

cit. il genitore sarà oggettivamente responsabile ex art.. nella dimostrazione di aver proibito al minore di svolgere una certa attività ma che questi. per la quale. ai margini di libertà che ragionevolmente i genitori possono (e debbono) lasciare ai figli543. Sentencia 14 noviembre 2008. adottare le precauzioni convenienti perché il figlio sia adeguatamente vigilando e. specialmente se era prevedibile che il figlio avrebbe disobbedito all’ordine ricevuto 542 cfr. che giustamente ha affermato: “La labor de quien deba acreditar la observancia de ese deber jurídico concreto de vigilancia no consiste en demostrar ser un “buen padre de familia”. alle condizioni sociali e al grado di maturità del minore540.. comunque... Giova sottolineare che nella responsabilità del sorvegliante di cui agli artt. 381). l’interpretazione della dottrina cilena (Veas Pizarro. inedita.... uruguayano manca il fatto illecito dell’incapace. cit.. Bohórquez Botero – Bohórquez Botero. 697 ss. e 736 s. nel caso concreto539. cit. secondo cui i genitori non potranno andare esenti da responsabilità semplicemente impartendo un ordine o un divieto al figlio. cit. 6° comma). Tamayo Jaramillo.la diligencia de un buen padre de familia para prevenir el daño” (art. non facendolo. nella dottrina cilena. nonostante la diversità della lettera normativa. anche qui.c.c. sino en haber cumplido ese deber en el momento en que el evento dañoso acaece”. nella dottrina colombiana. Sala Civil. Più rigida la dottrina cilena (Veas Pizarro. 1324. l’abbia poi svolta541..c... nella dottrina cilena.. Nella giurisprudenza colombiana. 382 541 cfr. cit. 377 e. cileno. 2302. la diligenza e l’attenzione adeguate per evitare la produzione del danno. nella dottrina cilena. Veas Pizarro. 376 e 380).. Tamayo Jaramillo. cit. se prudente. quindi l’illecito viene commesso esclusivamente dal sor- 539 cfr. hasta el punto de corregirlo o recordarle la prudencia con que se debe practicar la actividad” ________ 201 . questi dovrà comunque rispondere dell’illecito commesso dal figlio qualora gli conceda l’esercizio di attività pericolose (come la guida di un veicolo. Tribunal Superior del Distrito Judicial de Cundinamarca. Ma in tutti e tre i casi. semplicemente. Più rigida. nella dottrina colombiana. i genitori potranno andare esenti da responsabilità qualora dimostrino che la mancanza di vigilanza sia dovuta all’impossibilità materiale o economica di trovare un sostituto quando sono assenti. Tamayo Jaramillo. in relazione all’ambiente. 261 del Código Nacional de Transito) 540 cfr. secondo cui un padre che non può esercitare una concreta vigilanza sul figlio per ragioni di lavoro o di malattia dovrà. Corte Suprema de Justicia. Inoltre. Veas Pizarro. comunque. cit. cit. pero si se debe exigir al padre que este atento a las actividades que realiza el menor. ad esempio per motivi di lavoro542 o. Sala de Casación Civil y Agraria. nella dottrina colombiana. disobbediendo. cit. Veas Pizarro. Familia y Agraria. e ha precisato che. 2319 c.. evidentemente non ha fatto tutto il possibile per evitare il danno 543 cfr. 2346 c. colombiano e 1320 c. essa si realizza nella prova positiva di aver adottato. sebbene l’evoluzione dei costumi sociali faccia sì che non si possa (e non si debba) richiedere una vigilanza “permanente” sul figlio da parte del genitore. nella giurisprudenza colombiana. 382 e. in particolare. che possono anche consistere. 737. precisa che “no se quiere decir que el padre debe estar pendiente de cada movimiento de su hijo... 737 s. ya que esto seria imposible. Sentencia 22 mayo 2000.

270 e 317 s. Tamayo Jaramillo. cit. nella dottrina colombiana.) 549 cfr. 2325 c. ma parziale. cit.. Dalla capacità del minore deriva la necessità che si dimostri la sua colpa. chi commette l’illecito è capace e ne risponde verso il danneggiato in solido546 con un’altra persona. e Torres Acosta. Veas Pizarro. nella dottrina colombiana. salvo il caso di esercizio di un’attività pericolosa (cfr. beneficiare della presunzione di colpa di cui alle norme sopra esaminate. ma quando il civilmente responsabile ordini al direttamente responsabile di comportarsi colposamente (cfr.. 551 Tamayo Jaramillo. cit.. a patto che il fatto illecito non sia stato commesso per un suo ordine548. colombiano e 1324 c. la persona direttamente responsabile non potrà.. Veas Pizarro.. viceversa. 552 cfr. 202 . nella dottrina colombiana. 550 cfr. e.Qualora la persona direttamente responsabile abbia risarcito il danno. Tamayo Jaramillo. anche. Tamayo Jaramillo. Veas Pizarro. 506 cfr. nella dottrina colombiana. cit. cileno.. Analogamente. 105 548 il che accade non quando il civilmente responsabile abbia dato l’ordine di causare il danno. 97. Velásquez Posada. 315 s. Velásquez Posada. 2352 c.. cit. 669 ss. Tamayo Lombana. cit. 126).c. uruguayano. cit. nella dottrina colombiana. nella dottrina colombiana. 2320 c. che chiaramente opera esclusivamente a favore dei terzi danneggiati552.. nella dottrina cilena. cit. ________ cit. Tamayo Jaramillo. cileno. uruguayano)547.. Com’è ovvio.. 706 s. cit. cit. colombiano e 1326 c... cit. 370 e. nella dottrina colombiana.c... 173 s. 547 cfr. anche. cit. rivalsa che invece non è possibile nel caso in cui l’autore materiale del danno sia un incapace549..... Cfr. che avrà possibilità di rivalsa (totale) su di lui (artt... né per rivalersi sul civilmente responsabile né per opporsi alla rivalsa di quest’ultimo su di lui. qualora il soggetto direttamente responsabile dimostri la colpa del civilmente responsabile551. 731 ss.c. e nei limiti delle rispettive colpe550... cit. nella dottrina colombiana. vegliante stesso con la sua negligenza544.c.c. 2348 c. 704 s.c. nel caso di cui agli artt. 707 s. 706 ss. e solo questi sarà tenuto al risarcimento545.. Martínez Rave – Martínez Tamayo. per il caso di giochi e attività sportiva. cit.. nella dottrina cilena. 705 Tamayo Jaramillo. Tamayo Jaramillo. la rivalsa del civilmente responsabile potrà essere non più totale. può rivalersi sul civilmente responsabile a patto che ne dimostri la colpa. 494 545 546 544 cfr. nella dottrina cilena.

111 e Tamayo Lombana.c.c. cit. a fronte di una dottrina secondo cui il caso di specie costituisce una presunzione di responsabilità juris et de jure556 (in ogni caso.. e 107 557 Tra l’altro. 715 sostiene la tesi della responsabilità dei soggetti. Martínez Rave – Martínez Tamayo. nella dottrina cilena. 483. colombiano.c.. mentre di regola le norme in questione non operano se il danneggiato è lo stesso minore o uno dei soggetti di cui agli artt. nella dottrina colombiana. cit. nella dottrina cilena. c.. 297 e non degli altri soggetti di cui agli articoli precedenti (cfr. che abbiano assunto l’obbligo di educazione del minore: ma si tratta di un’opinione che va contro lo stesso dato normativo e che.. pubblica ed evidente. perciò. Tamayo Lombana. non appare condivisibile 555 cfr. Invece... al punto che nemmeno la condanna penale del minore costituisce di per sé prova della cattiva educazione. 553 cfr. colombiano. Tamayo Jaramillo.. 297). 2320. cileno e 2327. 2321 c.c. in tal caso. colombiano Come eccezione all’esimente prevista dall’art. cit.c.. cit. cit.c. Veas Pizarro. c.. nella dottrina cilena. Rodriguez Grez. cit. cit.. che tuttavia sottolinea la scarsa applicazione della norma. in tal caso siamo di fronte a “un caso de responsabilidad objetiva con fondamento en el riesgo creado. 296 e 384 ss. nella dottrina colombiana. 2321 c. cileno e 2348 c.c.6.. Torres Acosta. 2320 c. con la conseguenza che i genitori saranno responsabili solo nei casi di cattiva educazione e comportamenti estramemente gravi 553 554 Appare curioso che.). colombiano (cfr. 323 ss. opererà la responsabilità dei genitori stessi ex artt.. cit..c. 740. l’art.. ________ 203 .. Veas Pizarro. 107 556 cfr. cit.. colombiano diverso dai genitori. 100 s. cit. cit. La responsabilità dei genitori per “mala educación” e “hábitos viciosos” dei figli: gli artt. nei codici civili cileno e colombiano (ma non in quello uruguayano) vi sono delle norme specifiche (rispettivamente. Veas Pizarro.. nella dottrina colombiana. 125 richiama quella dottrina che. nella dottrina colombiana. Martínez Rave – Martínez Tamayo. 2321 e l’art. nella dottrina cilena. 2320 c. cileno e 2347 c. Tuttavia. Veas Pizarro.. en donde sólo es possible exonerarse de responsabilidad rompiendo el vínculo material en virtud de una causa extraña” 558 cfr.c. nella dottrina colombiana. qualora il danneggiato sia uno dei soggetti di cui agli artt. 110. Tamayo Jaramillo. 5° comma.. 2328) che prevedono una responsabilità del genitore554 (indipendemente dal fatto che sia convivente o meno555) qualora il fatto illecito derivi “de mala educación o de hábitos viciosos que les han dejado adquirir”.. per una colpa nell’educazione dei figli557) e di altra dottrina secondo cui i genitori possano andare esenti da responsabilità dimostrando di aver ben educato i figli558 (e in tal caso saremmo in presenza di una presunzione juris tantum). 222 sostiene che la cattiva educazione di cui si parla deve essere conosciuta. cileno e 2347 c.c. cileno e 2348 c. cit. cit. 4° comma abrogato. Emiliani Román. diversi dai genitori.

. In Uruguay.c.. 262 s. in assenza di una norma specifica relativa alle carenze educative. la responsabilità dei tutori e curatori (2° comma).vi è chi sostiene che. senza esclusione della responsabilità di questi ultimi ove maggiori di dieci anni565 559 cfr. 142) 561 E’ prevista.c. 174 e. 2321 c. Nella dottrina cilena. 694 s... Barros Bourie.. invece. non sarebbe necessario provare la colpa del minore nemmeno nel caso in cui questi sia maggiore di dieci anni 563 La norma non è utilizzabile per il danno causato dal minore a sé stesso (N. cit. anche se. che prevede una responsabilità solidale dei genitori561 per il danno causato562 a terzi563 dai figli minori conviventi564.. 1114. Si tratta. sarà in re ipsa559. 535 s. e dei proprietari di stabilimenti educativi privati o statali (art. sotiene che. Inoltre. 1° comma.. 1117.c.. 735 e 741). Tamayo Jaramillo. in Revista de Derecho de Daños.c.. cit. cit. Responsabilidad de los padres por los daños producidos por sus hijos.. o juris tantum. Veas Pizarro. cit.. cit. cileno e 2347 c. e Torres Acosta. 565 E’ chiaro che. colombiano (cfr. la responsabilità genitoriale nel codice civile argentino. che però cita giurisprudenza in senso contrario) 564 cfr. nella dottrina colombiana. colombiano con quella di altri soggetti ex artt. evidentemente. 125. invece. Medina. cit. invece. nella dottrina colombiana... 7. Normalmente si ritiene possibile il cumulo della responsabilità dei genitori ex artt.. Derecho de Daños – Nuevos Aspectos Doctrinarios y Jurisprudenciales. 2320 c. 483 s. 373.. come riformato dalla Ley 23264. cit. Emiliani Román. come accade nel già esaminato diritto cileno e in quello colombiano. 2 [Daños en las relaciones de familia]. non esiste (contrariamente ai codici cileno e colombiano) una norma autonoma relativa alle carenze educative. o è necessario provare la responsabilità560. 740. la questione del cumulo di responsabilità è discussa (Ordoqui Castilla. nella dottrina cilena.. ma soltanto l’art. posizioni non conciliabili: o c’è una presunzione juris et de jure. 2001. 715 s. J. Tamayo Jaramillo. nel caso in cui il fatto derivi dalla cattiva educazione. ad essere responsabili saranno soltanto i genitori. altresì. cit. La responsabilità dei genitori nel codice civile argentino Per quanto riguarda. ritiene che lo stesso abbandono del figlio da parte del genitore sia di per sé prova della cattiva educazione 560 cfr. ma che la colpa dei genitori nell’educazione vada provata. nella dottrina colombiana. 254. García Santas. spesso. Buenos Aires 2002. 1° comma) 562 Secondo Medina. Fernández Madero. cit.. non si pone il problema esistente nel nostro ordinamento in relazione al fatto che ________ 204 . cit. cileno e 2348 c. in tal caso. Baroffio – C. alcuna presunzione di responsabilità. in tal caso. 262. La Ley. Tamayo Jaramillo. non vi è. 252 s. cit. Baroffio – García Santas.

Vásquez. 2047.Addirittura.. cit.. e affermava che “[e]l padre y la madre responden concurrentemente por el daño causado por sus hijos menores no emancipados que habitan con ellos. 260). sin perjuicio de la responsabilidad personal de los hijos que tienen discernimiento”. A. 540. 2° comma. che prevede. ma anche nel caso in cui esso sia stato commesso con dolo (delitto). del Proyecto de Código Civil del 1998 escludeva tale presunzione. è necessaria l’esistenza di una condizione minima perché i genitori possano esercitare la vigilanza sui figli567. 568 A. Sentencia n° 28538. tra l’altro. Per quanto riguarda la possibilità. G.. secondo cui “[l]os jueces podrán también disponer un resarcimiento a favor de la víctima del daño. 1754 dell’Anteproyecto de Código Civil y Comercial del 2012 non precisa alcunché a proposito della capacità di discernimento dei figli 566 Fernández Madero. in tal caso. cit. M. introdotto dalla Ley 17711. A. per il genitore di rivalersi sul minore566.. (actualizada por A. Alterini – O. 259 s. e la esclude non solo nel caso in cui i genitori siano stati complici dell’illecito commesso dal minore. 459 205 . Manual de Obligaciones.. Il terzo potrà indistintamente rivolgersi al minore e/o a uno o a entrambi i genitori (4° Cámara en lo Civil.c.com/vid/recurso-n-cuarta-camara-civil262306046) 567 Medina. Derecho de Obligaciones Civiles y Comerciales. Abeledo-Perrot. Baroffio – García Santas. 921 c. diverso dai genitori570. cit. 1115) che esclude la loro respon________ (con possibilità. Il minore di dieci anni. in Weingarten. 458 s. l’art.. cit. non è imputabile (art. López Cabana. 1123 c. cioè la convivenza568. 1658. Tuttavia la dottrina argentina ritiene che permanga la presunzione di responsabilità in caso di abbandono o. J. 570 Borda. 30 de marzo del 2005. 907. ex art. perché vi sia la presunzione di responsabilità. Buenos Aires 2008. una disciplina analoga al nostro art. LexisNexis – Abeledo-Perrot. XII ed. 335 ritiene invece che la rivalsa sia possible solo in caso di danno commesso colposamente (quasi-delitto). Tuttavia. in http://vlex. comunque. al 2° comma. nel codice argentino esiste una norma specifica (l’art.c. Daños derivados de los menores y responsabilidad de los padres. teniendo en cuenta la importancia del patrimonio del autor del hecho y la situación personal de la víctima”). mentre l’art. secondo alcuni non basterebbe il motivo legittimo. fundados en razones de equidad. in modo che il terzo abbia la possibilità di rivalersi su un altro soggetto. di esonerarsi da responsabilità quando il minore sia materialmente affidato ad altri. ma sarebbe necessario che il minore venga affidato ad un’altra persona. Dunque. 1° comma. argentino) e può essere chiamato a contribuire al risarcimento solo nei limiti del suo arricchimento (art. Borda). G. Borda. Ameal – R. per i genitori. 461. cfr. cit. la mancanza di discernimento vada presunta o meno. cit. dato che vi è una presunzione juris et de jure di non imputabilità del minore di 10 anni (cfr. Buenos Aires 2006. IV ed.. 798 569 Borda.). infatti. di assenza di un motivo legittimo per la cessazione della convivenza stessa569.

Ma non sarà sufficiente dimostrare che il fatto è avvenuto in loro assenza: bisognerà infatti che risulti che essi hanno tenuto una vigilanza attiva sui figli. di fatto. 575 Alterini – Ameal – López Cabana. 1. cit. 21/05/2009. 1116). 27/08/1998. ad esempio fra i genitori e la baby-sitter573. la responsabilità genitoriale permane (G. in sua assenza. o l’impresa organizzatrice di un viaggio cui il minore abbia partecipato574. 796.c. 98. la tendenza giurisprudenziale è particolarmente severa nei confronti dei genitori576. una presenza fisica permanente a fianco del minore. 537 206 . Fernández Madero. Medina. F. ad una presunzione juris tantum575. infatti. 2000. cit. Daños derivados de los menores y responsabilidad de los padres. per loro.. Manual de derecho de daños. La Ley. il cumulo di responsabilità è ben possibile. Sagarna 572 Il requisito della permanenza è necessario e particolarmente importante. cit. 1999.sabilità571 nel caso in cui il minore si trovi a scuola. impedire il fatto dannoso (art.c. cit. Weingarten. 2320 c. in La Ley Buenos Aires. Buenos Aires 2010. 538) e. in tutta evidenza. con nota di A. sotto la vigilanza e l’autorità permanente572 di un’altra persona. essa è analoga a quella che abbiamo esaminato a proposito degli artt.. Vásquez. cit.. ________ A proposito.. 274 576 Borda. in Derecho y justicia. 446. cit. come già si visto. (Fernández Madero. e in La Ley. della prova liberatoria. 460 577 Medina.. 254 578 Fernández Madero. 571 in giurisprudenza.. 528. 2009. all’educazione ricevuta. anche se. cit. allo stato fisico e mentale. con una valutazione da effettuarsi in base al singolo caso concreto578. 334) 573 Fernández Madero. cit. mentre. all’ambiente sociale577. Cámara Nacional de Apelaciones en lo Civil. F. 799 ss. poi. che i genitori andranno esenti da responsabilità qualora dimostrino che è stato impossibile. colombiano: si prevede. cileno e 2347 c. consistente nell’adozione di tutti i mezzi e di tutte le attenzioni che richiedono i minori in relazione alla loro età. Sala K. e siamo di fronte.. 538 574 Cámara de Apelaciones en lo Civil y Comercial de Junin. nel caso in cui l’affidamento sia solo temporaneo. in C. senza peraltro che ciò implichi.. che sarebbe impossibile nella pratica579.

.. nella dottrina cilena. Borda – D. secondo la mi- ________ Alterini – Ameal – López Cabana. e. 2320 c. implicitamente afferma una loro responsabilità esclusivamente per culpa in vigilando e non già in educando 581 cfr.c. cit. l’art. Borda. c. 1324. La Ley. Veas Pizarro. 1114 opera in entrambi i casi.c.c. cit. 583 A. cileno. mentre quello delineato dai codici civili cileno. colombiano e uruguayano è diverso dal nostro nel caso del danno commesso dall’incapace. 4° comma. e si tratta di una presunzione di culpa in vigilando583 e. cit. Sistema del Código de Bello (e dei codici da esso derivati) e sistema italiano a confronto. sebbene. curatori. colombiano)581.c. Borda – G. Buenos Aires 2009. 2320.c. in quanto la presunzione di responsabilità juris tantum di cui all’art. 711 s. 2° comma.8. cit. cit. direttori di collegi e scuole (e non gli insegnanti.. 799. 333 Per quanto riguarda il codice civile uruguayano. M. 2048) e maestri d’arte risponderanno esclusivamente per culpa in vigilando (artt.. in quanto sarà il danneggiato a dover provare la colpa del sorvegliante (artt. cileno e 2348 c. cit. 298.. nel codice cileno e in quello colombiano siano previste due norme distinte per i due tipi di colpe582. parlando di persone “bajo su vigilancia” in relazione ai direttori di collegi e maestri d’arte. 2301 582 Tamayo Jaramillo. Manual de derecho privado. Bohórquez Botero – Bohórquez Botero. 2346 c. 2319 c.c. nella dottrina colombiana. Viceversa. come nel nostro art. il sistema argentino è molto più simile al nostro sia in relazione al caso del minore incapace quanto in quello di minore capace. tutori. J. Borda. colombiano e 1320 c. 457 579 580 207 . contrariamente a quanto avviene nel Code Napoléon e nel nostro codice. Vásquez. tra colpa e funzione di garanzia E’ dunque evidente che il sistema di responsabilità per fatto (materiale) altrui delineato dal codice civile argentino è analogo a quello italiano. mentre i genitori potranno essere vigilando (artt... colombiano)580. ed è invece molto simile a quello creato dalla nostra giurisprudenza per i minori capaci: infatti. uruguayano). 340 s. cileno e 2347 c.c.

2006. Laboral y de Mineria de General Pico. 2006. Cámara de Apelaciones en lo Civil y Comercial de Nechochea. una funzione di garanzia verso i terzi. Cámara Nacional de Apelaciones en lo Civil. F. 140 588 Baroffio – García Santas. 21/06/2006. cit. 270 ss. O. in quanto esige la colpa del civilmente responsabile. 08/05/2006. vi è una tendenza all’oggettivazione della responsabilità.. in giurisprudenza. certa dottrina cilena586. 1234 ss. F. in Responsabilidad civil y seguros. 206 ss. 2009. anche. cit.Fernández Madero. 2005. Magri e J. Dalmacio Andrada. 177 ss. con nota di A. Martínez Rave – Martínez Tamayo. 529.. 1002 ss. cfr. Freire Aurich.. che giustamente esclude la responsabilità dei genitori in un caso in cui il comportamento colpevole era non del figlio. 329 584 585 gliore dottrina584. 255 ss. Comercial.. 2006. anche per culpa in educando585. 586 Barros Bourie. cit. VII. secondo cui la responsabilità in questione è diretta. de Paz y Tributario de San Rafael. in La Ley Cordoba. 83 ss.... 21/10/2005. con nota di J. analogamente a quanto accade in Italia. 2006. in La Ley Patagonia. 13/12/2005. E. cit. Córdoba. 2006. con nota di M. 2006. 2006. 04/07/2006. Minas.. 1190 ss. in Responsabilidad civil y seguros. al contempo. 255. 26 ss.. cit. Sala II. in La Ley NOA. con nota di E. VII. 140 ss. cit. Per la tesi della responsabilità per culpa in vigilando e/o in educando. Medina. cit.. 2006. 2005. in La Ley Gran Cuyo. 2 ss. 6 ss. Freire Aurich.. 06/09/2006. ma del proprietario di un negozio. 05/07/2006. e in Derecho y justicia. con nota di A... 31/05/2005.. In Argentina. Ma. ma assume. cit. 48 ss. con nota di J. 03/05/2006. in La Ley Buenos Aires.. Córdoba. Hersalis e J. Sala A. cit. Jalil. 22/08/2006. E. se già de jure condito la giurisprudenza590 ha talvolta ritenuto che i genitori rispondano. VII. Hersalis.. Cámara de Apelaciones en lo Civil y Comercial de 1° Nominacion de Cordoba. 103 sostiene addirittura che la posizione di chi vede nelle norme in questione una responsabilità per propria culpa in vigilando è superata. Jalil. López Herrera. Cámara 1° de Apelaciones en lo Civil y Comercial de San Isidro. M. Magri e J. E. in Derecho y justicia. Sala II. Cámara 1° de Apelaciones en lo Civil. 2006. in La Ley Patagonia. Cámara 1° de Apelaciones en lo Civil y Comercial de Mar del Plata. Cámara de Apelaciones en lo Civil y Comercial de 2° Nominacion de Santiago del Estero. in caso di “minori difficili”. 19/05/2005. Velásquez Posada. Baroffio – García Santas. Cámara de Apelaciones en lo Civil. 37. 252 ss. Cámara de Apelaciones en lo Civil y Comercial de Corrientes. 2006. 246 ss. 91 ss. Dalmacio Andrada. Jalil. uruguayana587 e argentina588 e la Corte Suprema de Justicia colombiana589 hanno sposato una tesi eclettica.. con nota di A. con nota di M. 1463 ss. cit. 1299 ss.... in Derecho y justicia. Sala IV.. in La Ley. con nota di M. anche Vásquez. 507 s. in La Ley. 173 587 Ordoqui Castilla. in La Ley Litoral. Nella dottrina colombiana. M. 22/12/2008. Così. Jalil. Cfr. 166 ss. Medina. 1272 ss. con nota di M. addirittura... Dalmacio Andrada). 2005.. 14/10/2005. e in Responsabilidad civil y seguros.. Sul tema. in La Ley Patagonia. in Derecho y justicia. O. Hersalis e J.. IX. e in Responsabilidad civil y seguros. Comercial. in La Ley Buenos Aires. 2005. trattandosi invece di una responsabilità in virtù di una posizione di garanzia 590 v. 1177 ss.. Sala B. Hersalis. con nota di M. con nota di M.. 589 v. Superior Tribunal de Justicia de La Pampa.. 2006. a prescindere dalla dimostrazione di aver correttamente adempiuto al dovere di vi________ 208 .

esso è dato dalla autorità paterna e non dalla patria potestà (come nel sistema francese). 481. cit. in giurisprudenza. 341 s. perché essa grava. traendo conferma di ciò dal fatto che il Decreto 2820/1974. 102. con ciò muovendosi decisamente verso l’oggettivazione della responsabilità. invece. ha stabilito anche che la potestà venga esercitata congiuntamente dal padre e dalla madre. soprattutto.. Tribunal Superior del Distrito Judicial de Cundinamarca. Tamayo Jaramillo. si dividono sul tema: da una parte vi è chi593 sostiene che la responsabilità in questione è relazionata alla potestà. non aveva la potestà. 295 Veas Pizarro. il Proyecto de Código Civil del 1998 e. Ediciones Librería del Profesional.1658. 591 592 La dottrina e la giurisprudenza colombiane. Secondo la dottrina cilena592. cit. l’Anteproyecto de Código Civil y Comercial del 2012 vanno ancora più avanti591: il primo. in secondo luogo. anche sulla madre che.. Tamayo Lombana. 593 Martínez Rave – Martínez Tamayo. cit. e ciò per due ragioni. 712. Il fondamento della responsabilità genitoriale nel Código de Bello e nei codici da esso derivati Resta da risolvere il problema del fondamento della responsabilità genitoriale. con riferimento al primo. 107. Sentencia 10 mayo 1962 (massima).. invece. nel codice civile cileno la potestà si relaziona solo ai beni del figlio e non alla sua persona. perché. Familia y Agraria. cit. Bogotá 2000.. in giurisprudenza. Medina. Cfr. cfr. Sentencia 14 noviembre 2008. jurisprudencia. vi sono coloro594 che negano la rela________ 209 .. cit.. Torrado. 257 594 in dottrina. che prevede la responsabilità del padre e della madre. infatti. si ello deriva de una causa que le es atribuible” (art. A. in H. mentre il secondo afferma chiaramente che “la responsabilidad de los padres es objectiva” (art. modificando l’art. 1° comma). 2347 nella forma attuale. precisa che “el progenitor no se libera aunque el menor no conviva con él. cit.gilanza. cit. doctrina y normas complementarias – Comentado – Concordado – Derecho sostantivo y procedimientos. prima della riforma del 1925. 2° comma). In primo luogo. in difetto del padre. Sala Civil. Corte Suprema de Justícia. Emiliani Román.. 9. 1755.. dall’altra. come si è visto. Código de familia – Legislación.

. dell’Anteproyecto de Código Civil y Comercial del 2012 escludono esplicitamente la responsabilità dei genitori per il fatto commesso dai figli nell’esercizio della professione. 2346 e 2347. cit. cit. per quanto riguarda l’art. cit. che precisa però che l’inabilitazione e la dichiarazione di demenza del genitore.. che fanno venir meno la potestà. Alterini – Ameal – López Cabana. nel codice civile uruguayano l’art. 595 Da queste considerazioni deriva. Inoltre. 210 .. nella dottrina argentina... 133 (“[e]l fondamento de la responsabilidad […] dejó de ser moral.Una posizione particolare è poi quella di Torres Acosta. se la si collega all’autorità paterna. cit. cit. cit. cit. per quanto riguarda i minori esercenti una professione.. nella dottrina uruguayana.. cit. Per quanto riguarda il caso del minore emancipato. e pertanto “[l]a sociedad está interesada en que no se transgreda el orden jurídico y que se resarzan los daños que se le causen a sus integrantes”) 598 per quanto riguarda i minori emancipati. il genitore non sarà responsabile (ed è questo il caso uruguayano e argentino598). Medina.. nella dottrina argentina. oltre che. la soluzione è diversa nei due casi. chiaramente. 1659 del Proyecto de Código Civil del 1998 e l’art. invece. non facciano per questo venir meno la responsabilità. Infatti. secondo cui il fondamento della responsabilità è da ricercarsi. 797. che implica il diritto-dovere di educazione 596 cfr.. 1755. 458. Borda. Vásquez. sebbene non manchino posizioni che richiamano invece la solidarietà familiare e la “colpa sociale”597. che sottolinea però come la responsabilità in esame sia legati non ai diritti. 529 s. 2348. 597 Le menziona lo stesso Ordoqui Castilla. Fernández Madero. evidentemente dal fatto che si ritenga o meno che l’emancipazione faccia cessare. individualista y pasó a ser jurídico”. La responsabilidad civil por el hecho ajeno. anche l’autorità paterna. anche. invece. all’“autoridad parental”595. 262 afferma che “[l]os empleados públicos menores de edad son considerados como mayores en lo concerniente a sus empleos”. 799). Vásquez. cit... una diversa soluzione al problema della responsabilità genitoriale per il fatto commesso dal minore emancipato e per quello commesso dal minore che eserciti un’impresa. con ciò implicitamente confermando la tesi della non responsabilità dei genitori.. se si collega la responsabilità alla potestà. una professione o un impiego pubblico. Medina. l’art. cit. ma ai doveri derivanti dalla potestà.. è in quest’ultima che viene ravvisato il fondamento della responsabilità in questione596... collegandola invece.. Vásquez. cit.. un’impresa o un incarico pubblico. 3° comma. cit. Ordoqui Castilla. 133. nella dottrina argentina. 327 ss.. Medina. essa dipende. comunque per l’inadempimento contrattuale degli stessi (cfr. 251 s. ________ zione fra potestà e responsabilità de qua. nella potestà. analogamente a quanto fa la dottrina cilena. cit. 125. cfr. 281 s.. non esistendo la distinzione fra autorità parentale e potestà. con riferimento al primo. oltre alla potestà. 330. così come la sospensione della stessa. In Uruguay e in Argentina. 332. cfr. Alterini – Ameal – López Cabana. e. nell’autorità parentale. per quanto riguarda gli artt. 257 s.

Dalla diversa soluzione adottata in relazione al fondamento della responsabilità genitoriale non sembrano. 251 c. ritengono che l’art. cesserà la responsabilità del genitore ex artt. cit. nella dottrina cilena. salvo il caso in cui essa sia dovuta al matrimonio del minore599. nella dottrina colombiana. 362 cfr. il caso del minore che eserciti una professione. 601 Tamayo Jaramillo.. 599 600 Per quanto riguarda. alcuni601. e dunque nemmeno la responsabilità genitoriale de qua. sarà responsabile essenzialmente il genitore a cui il minore viene affidato. nonostante siano ubicati fra le norme relative alla potestà.c. cileno e 2347 c. salva comunque la possibilità per il danneggiato di dimostrare che il danno è imputabile alla cattiva educazione ricevuta dai genitori600. nell’autorità paterna. l’emancipazione non fa cessare anche l’autorità paterna (e. 294 c.Di regola. in ogni caso. e anche in tal caso. 373 ss. dunque. in particolare. Veas Pizarro. esclude la responsabilità dei genitori per l’inadempimento contrattuale dei figli 602 Veas Pizarro.. in quanto il minore deve considerarsi come se fosse maggiorenne. anche secondo loro. il dovere di “cuidado” del figlio). colombiano. cileno e l’art...c. invece. ________ cfr. un’impresa o un impiego pubblico. Altri602. infatti. cit. senza riferirsi esplicitamente all’autorità paterna. 2320 c. oltre a quello del nuovo matrimonio. Tamayo Jaramillo. in questo caso particolare si deve ritenere che il genitore non sia responsabile. invece. invece. 718 ss. 722 ss.. cit.. cit. sottrarre a uno o a entrambi i genitori i doveri di vigilanza e di custodia del figlio emancipato. potrà. e per questo affermano che. Tuttavia il giudice. in virtù del collegamento fra la responsabilità de qua e l’autorità parentale. colombiano. abbiano una diretta ingerenza sulle norme relative all’autorità paterna. che.. In ogni caso. pronunciando sull’emancipazione.c. 211 . derivare conseguenze rilevanti nel caso in cui a commettere l’illecito sia il figlio di una coppia separata o divorziata.c. desumono che il genitore continui ad essere responsabile. nonostante il fondamento della responsabilità parentale sia.

essa viene meno laddove il genitore. 302 “los actos o contratos que el hijo de familia celebre fuera de su peculio profesional o industrial y que sean autorizados o ratificados por quien ejerce la patria potestad. colombiano605.c. anche qualora la si ricolleghi all’autorità paterna. cileno e 2347 c. 283 c. cit.. In ogni caso. 2320 c. si ejercieren algún empleo. afferma: “Se presume que los menores adultos. essa sarà trasmessa alla persona alle cui cure il minore venga affidato (Tamayo Jaramillo. 2321 c. il diritto-dovere di visita604. invece. cit. profesión o industria [. 301 c. están autorizados por sus padres para todos los actos y contratos concernientes al empleo. per quanto riguarda l’obbligo di vigilanza.. salvo. anche per propria colpa.. e dunque a carico di entrambi sarà la responsabilità ex artt.c. l’obbligo educativo continuerà a permanere a carico di entrambi. esplicitamente prevista dall’art. obligan directamente a quien dio la autorización y subsidiariamente al hijo hasta la concurrencia del beneficio que éste hubiere reportado de dichos negocios”. Ma ciò vale. In Argentina. profesión o industria. ________ Infatti. Infatti. c. in cui non è prevista alcuna norma relativa alla responsabilità dei genitori per il contratto concluso dai figli. in caso di affidamento esclusivo nei confronti del genitore non affidatario cesserà l’obbligo di vigilanza da essa derivante..]. anche qui. peraltro. l’art. nella dottrina cilena. mentre.. qualora la responsabilità sia collegata all’autorità paterna.c.c. e. cit. 714 s.) 605 Tamayo Jaramillo. 357 ss. secondo l’art. sia spogliato della stessa e. qualora si ricolleghi la responsabilità alla potestà. con essa... colombiano sarà solo a carico del genitore affidatario..c. salvo il caso in cui il minore si trovi temporaneamente con l’altro genitore per l’esercizio del diritto-dovere di visita (soluzione. 716 s. cit. 1° comma. appunto. Tamayo Jaramillo. Veas Pizarro.c. recaerán únicamente sobre los bienes cuya administración y usufructo o sólo el usufructo. per cui la responsabilità ex art. sarà chiaramente il genitore affidatario ad esercitare quest’ultima e. 716. Per quanto riguarda la Colombia. contrariamente al nostro ordinamento. Vale la pena di accennare al fatto che. qualora ad esserne spogliati o ad essere impossibilitati ad esercitarla siano entrambi i genitori. prevede infatti che “los negocios del hijo de familia no autorizados por quien ejerce la patria potestad o por el curador adjunto. no tuvieren los padres” 603 604 212 . argentino). nella dottrina colombiana. l’art. come fa la dottrina cilena e parte di quella colombiana. cileno e 2348 c. a farsi carico della responsabilità603.c.Ma. Ovviamente saranno responsabili entrambi i genitori nel caso di affidamento condiviso cfr. 1114. Las obligaciones que de estos actos nacieren. non è così in alcuni degli ordinamenti sudamericani sopra esaminati. le obligarán exclusivamente en su peculio profesional o industrial”.

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SEZIONE II LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI IN PERÙ .

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61 ss. parla di “política de promoción. Diez años. quindi. nel diritto peruviano non ci si sofferma tanto su ciò che ________ 606 Il “Código de los Niños y Adolescentes” (Ley n° 27337). più in generale. Mejía Salas – M. M. e solo a livello di interpretazione dottrinale e giurisprudenziale si è messo in evidenza che l’educazione impartita ai figli deve essere finalizzata non solo alla realizzazione delle aspirazioni di questi ultimi. dimostrato una particolare attenzione verso i minori606 e. 109 ss. Lima 2005. cfr. 33 s. El maltrato psicológico como forma de violencia familiar. 608 Non dimentichiamo che. 43 (2003).. come soggetti attivi. peruviana afferma infatti che “La comunidad y el Estado protegen especialmente al niño608 y al adolescente”. P. insieme con la “Ley de protección frente a la violencia familial” (Ley n° 26260. in AA. LEJ. protección y atención al niño y adolescente” 607 Sui danni prodotti dalla violenza in famiglia. Ureta Guerra. a partire dall’impostazione costituzionale. Reflexiones a diez años de vigencia de la Ley de Protección Frente a la violencia familiar. i minori vengono considerati soprattutto all’interno della “cellula” sociale in cui vivono. ma anche il concepito (V. dalla famiglia610. V. Doctrina – Legislación – Modelos – Jurisprudencia. confermano questa impostazione di fondo. Montoya Peraldo. nella società. come si è detto nella Premessa. cit. 1995. alla luce delle convenzioni internazionali in materia. dalla Ley n° 29269 e dal Decreto Legislativo n° 990). ex multis.. El aporte personalista del codigo civil peruano. ma anche al loro inserimento... 269 217 . Violencia sexual. Ramos Ríos. all’art. cit. in Revista jurídica del Perù. da diversi decenni.. verso i soggetti socialmente più deboli. secondo la quale è in primo luogo lo Stato-comunità a doversi far carico di sradicare la violenza dalla società e. 171 ss. modificato dalla Ley n° 28330. mentre in Italia. Ead. senza la “mediazione” della famiglia: l’art.. Tenencia y regime de visitas. 159 ss. Codigo civil peruano. Insomma. I. Balance y perspectivas. la famiglia. Genitori e minori nel diritto peruviano Il legislatore peruviano ha. Tuttavia. Universidad de Lima. in Europa. VV. Sokolich Alva. per “niño” deve intendersi non solo il nato. . che sono spesso vittime di violenza607. Pérez Vargas. 53 (2003). 32. 4 Cost. e il “Código de los Niños y Adolescentes” (Ley n° 27337. modificata dalla Ley n° 27306 e dalla Ley n° 27982609). in Perù (analogamente a quanto avviene in molti Paesi sudamericani e. nella Carta di Nizza) già la Costituzione dimostra una particolare attenzione ai rapporti tra il minore e la società.) 609 cfr..1.. in Revista jurídica del Perù. in Collegio de Abogados de Lima.

37 ss. cit. Flores Nano. da SPIJ 611 Guzmán Belzú. M. Rinessi. comunque sufficiente per assicurare un’adeguata tutela per le vittime delle violenze endofamiliari614. N. 613 L. LEJ. Rey – A. cit. Lima 1990. 218 . 33). 612 Sul ruolo e sulle tipologie di famiglia nel diritto. legislación.. 11 del Código succitato. e i genitori sono visti soprattutto come educatori che li “guidano” nell’esercizio dei loro diritti soggettivi (pensiamo. così. Bermúdez – R. da destinare alle vittime di violenze. 31 614 Per un’analisi. Bernales Ballesteros – G. e si richiamava. La familia en el derecho peruano: libro homenaje al Dr. E. La familia y la violencia social en el Peru.. della situazione della famiglia in Perù. jurisprudencia.. Non bisogna poi dimenticare la forte impronta personalista del codice civile peruviano (Pérez Vargas. 2001. Flores – V. titolari di tutti i diritti e garanzie previste dalla Costituzione per i cittadini611. 101 ss. Ciò che emerge da tali contributi è che in Perù si guarda alla violenza in famiglia non tanto dal punto di vista della punizione del singolo colpevole. cfr. e Umeres Altamirano. Inadempimento dei doveri genitoriali e violenza in famiglia in Perù: introduzione Ancora negli anni 90’ del secolo scorso. Responsabilidad civil por abandono.i genitori possono fare per i figli. 2 [Daños en las relaciones de familia]. Cas.). ma su ciò che lo Stato può fare per bambini e adolescenti. Héctor Cornejo Chavez. cfr. Umeres Altamirano. in A. de guiar al niño y al adolescente en el ejercicio de este derecho de acuerdo a su edad y madurez”)612.. 1 ss. Movimiento Manuela Ramos. in Revista de Derecho de Daños. Cfr. ex multis. Lima 2006. anche J. Facio – L. nella società e nella storia del Perù. che afferma: “Se respetará el derecho de los padres. ma da quello della realizzazione di interventi sociali idonei a prevenirla 615 cfr. Violencia familiar: doctrina. J. 25 ss. all’art. de Trazegnies Granda. Violencia contra la mujer: reflexiones desde el derecho. anche sociologica. in giurisprudenza. in F. plenos jurisdiccionales. 135 s. parte della dottrina peruviana613 riteneva che l’assetto giuridico allora esistente nel Paese andino fosse.... La stessa impostazione si trova nella “Convenzione sui diritti del fanciullo” del 1989 (R. Protección jurídica frente a la violencia familiar. modelos. Lima 1996. oltre che alla normativa internazionale615: ________ 610 Pensiamo. Villanueva. passim. anche Umeres Altamirano. Cfr. cit. cit. anche González Ortega. 2. PUCP. anche. n° 4664-2010-Puno. ad esempio. Fernández-Maldonado Castro. o de sus responsables. alla creazione di alloggi.. cit. prevista dalla succitata “Ley de protección frente a la violencia familial”. pur con limiti e difetti. 106 ss. a titolo esemplificativo.

Ramos Ríos. 621 cfr. 170 ss. 618 v. “a su integridad moral. . intimidación o persecución al niño o adolescente”. psiquica y fisica y a su libre desarrollo y benestar”. secondo il quale.. cit. 94 ss. in particolare. . in particolare. e all’art.. il quale dovrà dapprima adottare i provvedimenti adeguati per la protezione della vittima. all’art. El maltrato psicológico como forma de violencia familiar. “si durante la tramitacion del proceso se producen actos de violencia física. 178 ss. cit. cfr.al succitato “Código de los Niños y Adolescentes” e. la sospensione temporanea delle visite620 e ogni altro provvedimento conveniente621 (come. presión psicológica.c.. 176 ss. Cost. ancora.all’art. . come causa di separazione. hijos o cualquier integrante del núcleo familiar.alla succitata “Ley de Protección contra la Violencia Familiar”. la possibilità di sporgere denuncia alla Policía Nacional. passim 617 cfr. Ramos Ríos. concubino.. anche Ramos Ríos. di rivolgersi al Juez Especializado de Familia617. ultimo cit. cit. alla Fiscalía Provincial de Familia o. 677. 256. fisica o psicologica..c. Ramos Ríos. Ead. Ramos Ríos.all’art. c. 620 v. 619 v. ________ 219 . intimidación o persecución al cónyuge. cit.. che prevede la dichiarazione giudiziale dello stato di abbandono quando un minore “es objeto de maltratos por quiete están obligados a protegerlo o permitieren que otros lo hagan”. passim. per la vittima di violenza616. ivi compresi la sospensione temporanea della coabitazione.. il divieto di avvicinarsi alla vittima619. cit. “para el cese inmediato de actos que produzcan violencia física.p. l’allontanamento dell’aggressore dalla casa familiare618.. 333 c. che prevede che il giudice adotti “las medidas necesarias”. 2° comma. el Juez debe adoptar las medidas necesarias para el cese inmediato de los actos lesivos […]”. . 2. 1° comma. ad esempio. che prevede.. cit..all’art. 201.. incluso l’allontanamento dalla casa familiare.. che prevede la violenza. 616 Anche psicologica. 181 ss. presión psicológica. Sokolich Alva. che assicura i diritti fondamentali della persona e.

. 287 c. per quanto riguarda l’entità e le modalità dell’adempimento di tali doveri... Son diverse. Manual de derecho civil – Tomo I. analogamente all’art. E’ vero sì. Per quanto riguarda. protección. fra l’altro. pur solitamente esistente. e fatta salva la possibilità di giungere ad una conciliazione. Se nel diritto italiano essi vanno dalla decadenza della stessa. 423 c. infatti. all’allontanamento del figlio. 305). L’art. si è visto come nel diritto italiano la correlazione fra doveri genitoriali e potestà. italiano e 30 Cost. e numerose. in conformità.. Exp. non è punitiva. in Umeres Altamirano. educación y formación de sus hijos menores.. infatti. privación. cit. según su situación y possibilidades. il fondamento di tali doveri. Tale soluzione sembra da confermarsi anche per il diritto peruviano. prevedendo che “[l]os cónyuges se obligan mutuamente por el hecho del matrimonio a alimentar y educar sus hijos”. a programmi di recupero fisico e psicologico.. Todos los hijos tienen iguales derechos”. 45 s. G. all’art. cit. peruviano prevede che “[l]a pérdida. degli stessi doveri. evidentemente. poi. del resto.c. del genitore o del convivente dalla casa familiare. E’ evidente l’analogia fra i doveri enunciati dagli artt. 45. limitación o suspensión de la patria potestad no alteran los deberes de los padres con los hijos”. non sia tuttavia indispensabile. nonché nel riferimento a tutti i figli. 463) e “limitación” (art. al di là dei poteri di amministrazione dei beni dei figli minori. fra l’espressione utilizzata nel nostro codice (“in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo”) e quella del codice peruviano (“según su situación y possibilidades”). peruviano622. La legge. la correzione e. l’educazione. che l’art. dunque.c. 348 ss. a seconda della gravità dell’inadempimento ai doveri genitoriali623: rispettivamente molto grave (“por condena a pena que la produzca o por abandonar al hijo durante seis meses ________ le misure cautelari). Si distingue.c. 147. che però. 220 . in Umeres Altamirano. o gli altri rimedi ritenuti necessari dal giudice. 315-bis c. cit.p.. più in generale. e solo nel caso in cui ciò non sia sufficiente si rientrerà nella fattispecie del delitto di violenza e resistenza di cui all’art. peruviano reitera tale affermazione (H. 183). Cfr. cit. italiana e quelli di cui sopra: si tratta. garantirne lo sviluppo integrale. 38 del “Código de los niños y adolescentes” 623 L’art. n° 98-0145-11JF. tra “pérdida” (art. si tenta una riconciliazione. Lima 2004.A questi vanno aggiunti i rimedi in tema di potestà. 368 c. Huallaga. le pronunce giurisprudenziali (Exp. sia legittimi che naturali. cit. per i primi. Vi è inoltre un’altrettanto evidente analogia. “con algunas caracteristicas terapéuticas” (cfr. 622 Flores Nano. nascendo i doveri genitoriali dal semplice fatto della procreazione. Tuttavia l’art. nel codice civile peruviano si assiste a una maggiore rigidità sia delle cause che dei rimedi. 470 c. “doveri impliciti”. cit. sia delle vittime che degli aggressori... o perlomeno non è solo punitiva. 41 ss. IV ed. Ramos Ríos.dd. 235 c. 174) che prevedono la partecipazione. precisa poi. peruviano. il mantenimento. cit. fatta eccezione per il dovere di protezione. 462). infatti. altresì González Ortega. 418 c. “privación” (art. peruviano afferma che “[l]os padres están obligados a proveer al sostenimiento. n° 98-17-13JF. Palacio Pimentel. 464) della potestà. che “[s]on deberes y derechos de los padres que ejercen la patria potestad”.c.c.. pur non menzionato esplicitamente dal nostro codice civile. peruviano prevede che “[p]or la patria potestad los padres tiene nel deber y el derecho de cuidar de la persona y bienes de sus hijos menores” e l’art. e Mejía Salas – Ureta Guerra.c. 169 s. 75 del Codigo de los Niños y Adolescentes. è comunque annoverato fra i cc. dato che. Flores Nano.

cit. R. consejos. T. in Collegio de Abogados de Lima.continuos o cuando la duracion sumada del abandono exceda de este plazo”). “por tratarlos con dureza excesiva” o “por negarse a prestarles alimentos”) o lieve. ma reiterata. 104 627 Bernales Ballesteros – Fernández-Maldonado Castro. ejemplos corruptos o dedicar a la mendicidad a sus hijos”. dei figli.. con la conseguenza che una donna picchiata dal marito doveva aspettare che la violenza si ripetesse per poi denunciarlo alla polizia. Cornejo Fava. cit. dal “nostro” punto di vista. che può avvenire solo “por causas graves” (art. A queste sanzioni si aggiunge poi la “suspensión”624.. Viceversa. 75 ss. Vi è una maggiore genericità. 25 ss. Notas sobre interpretacion juridica: a proposito de la ley 26260 y la violencia familiar. almeno in passato. La patria potestad. 626 v. le condotte autoritarie e il castigo fisico rappresentavano il metodo educativo più diffuso627. cit. 77 precisa poi i casi della sua estinzione o perdita625. Suspension. cit. 3.. nemmeno il ricorso agli strumenti del diritto di famiglia appare garantito: infatti. non è necessariamente una sanzione. Basti pensare che. perdida. in quanto. Inadempimento dei doveri genitoriali e violenza in famiglia in Perù (segue): “indemnización” e Lex Aquilia E’ evidente. che la violenza non fosse episodica. il successivo art. in Collegio de Abogados de Lima. privación de la patria potestad. cit. che. il “Código de los Niños y Adolescentes” di fatto non distingue fra estinzione e perdita della potestà. Mejía Salas. perché vi fosse il divorzio per colpa. invece. 26) 625 Sul tema delle sanzioni legate alla potestà. ________ 624 La sospensione della potestà.. grave (“por dar órdenes. gli strumenti menzionati nel precedente paragrafo non appaiono sufficienti. altresì M.. Cfr. Villanueva Flores. 75 ha elencato i casi di sospensione della stessa. però.. potendo riguardare situazioni che non hanno a che vedere con la colpa del padre (P. dopo che l’art. e non del genitore). 465). però. nei rapporti coi figli. senza ulteriori specificazioni. 112 221 . per il rimedio dell’allontanamento dalla casa familiare (peraltro. Mejía Salas. in Facio – Flores – Bermúdez – Villanueva. v. la giurisprudenza peruviana626 richiedeva. mentre. in realtà.

infra 631 González Ortega. pochi ma accorti autori633.. e riteneva così che. II ed. Villanueva Flores. negli ultimi anni. Introducción e 184 s. a patto sempre che la vittima dimostri tutti gli elementi costitutivi della responsabilità: in particolare. F. 630 v. senza alcun dubbio. quindi. A.. Mosset Iturraspe. 233. Análisis jurídico descriptivo de la violencia familiar y el daño a la persona en el derecho civil peruano. Plácido Vilcachagua. 382) 628 629 Così. ovviamente.Ciò nonostante. ex multis. infra.. quello morale631). il Perù non ha potuto non risentire del desiderio della dottrina sudamericana629 di proteggere le vittime delle aggressioni endofamiliari630.. Tuttavia. offrendo loro non solo. 634 a patto. appunto. cit. di porre in secondo piano i diritti umani. psicologica e fisica. Un nuevo enfoque de estudio de derecho de familia. cit. cit. cit. cit. 1. come si è visto. González Ortega nel 2007 su 200 limeños (100 uomini e 100 donne) coinvolti in processi di divorzio ci mostra che solo il 5% delle donne (e nessuno fra gli uomini) aveva ottenuto un’adeguato risarcimento per i danni morali sofferti in occasione del divorzio (González Ortega. non potendoci nemmeno essere (e ciò contrariamente a quanto si è visto nella nostra giurisprudenza) una mera presunzione dello stesso (V. un’adeguata tutela a livello sociale (perlomeno nelle dichiarazioni di principio). ma anche la possibilità di ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale subito (e. non potesse non farsi riferimento anche a singoli ed isolati episodi. cfr. Sugli ultimi sviluppi della responsabilità civile nell’ambito dei processi di separazione e divorzio in Perù. González Ortega. si ritiene necessaria la prova del danno. i giudici apparivano poco propensi a riconoscere i danni endofamiliari. 7 ss. non consentirebbe l’applicazione indiscriminata delle norme generali sulla responsabilità civile634. fino a pochi anni fa. Manual de derecho de familia. Gaceta Juridica. se non a costo. González Ortega. anche in Perù. González Ortega. 180.. che giustifichi le aggressioni ai diritti fondamentali ________ 222 . Ciò. per lo meno nei casi di violazioni gravi632..)... Viceversa. 131 s.. e si sono resi conto che l’appartenenza di aggressore e vittima al medesimo nucleo familiare non deve essere causa di una specie di immunità. 104 cfr. Plácido Vilcachagua. 381 ss. 187 632 González Ortega.. in particolare. cit.. in Revista de investigación en psicología. Una statistica condotta da M. anteporre ai diritti fondamentali della persona la forza del vincolo matrimoniale e della patria potestà. Cervantes S. parlando di violenza.. cfr. ovviamente. cit. per gli ultimi sviluppi giurisprudenziali 633 In particolare. La stessa dottrina628 si rendeva conto che ciò significava. cit. hanno tentato di superare la tesi secondo cui lo spirito della famiglia sarebbe ribelle ad ogni regola etero imposta e.. Lima 2002. cit. 424). che sussistano i requisiti “classici” della responsabilità civile (v. passim. 2010.

La dottrina lamenta. che certo non può ignorare che l’applicazione indiscriminata delle regole risarcitorie generali potrebbe anch’essa avere conseguenze negative sull’unità del nucleo familiare636. peraltro. ma.. dunque. per lo meno a livello teorico. comunque. ivi compreso quello derivante dalla violenza familiare (Cervantes. infatti. cit. una non trascurabile differenza: alla possibilità di un contrasto fra i “diritti della persona” e i “diritti della famiglia” si risponde non con la prevalenza dei primi. rispetto all’impostazione che abbiamo in Italia. ma con una loro “attenuazione”.. accelererebbe il processo di disgregazione della famiglia stessa635.del familiare. 390. vi è. ________ González Ortega. 186 638 v. la tendenza del diritto peruviano a non considerare adeguatamente il danno psicologico. chiedere il risarcimento del danno639. A livello pratico. risentiranno negativamente di tale situazione e ben potranno. le condotte illecite all’interno della famiglia rischiano di avere ben più numerose vittime rispetto al destinatario diretto dell’aggressione: tutti gli altri familiari. Ciò. le due impostazioni non sono così diverse.. col risultato che la violazione.. deve essere considerata un’aggravante. cit. deve essere grave638. Per contro. nel quale la consapevolezza dell’impunità porterebbe ad una reiterazione della condotta lesiva e. per cui l’applicazione delle regole generali della responsabilità civile deve tenere conto della peculiarità della relazione e gli interessi del gruppo familiare637. al contrario. con essa. ma piuttosto l’esistenza di un dovere di reciproca “comprensione” fra i membri di questa. cit. infra 639 Plácido Vilcachagua. comunque. 223 . non senza tener conto delle peculiarità di questo tipo di responsabilità. cit. dato che anche nel nostro ordinamento si sostiene non certo un’attenuazione dei diritti della persona nella famiglia. 138) 635 636 Dunque. e ciò nell’interesse stesso dell’unità del nucleo familiare.. Introducción 637 González Ortega. cit. per dar luogo all’applicazione delle regole generali della responsabilità civile. Introducción González Ortega. con la conseguente negazione del risarcimento nel caso di violazioni di scarsa rilevanza.

E soprattutto l’art. 21, lett. c), della “Ley de Protección contra la Violencia Familiar” prevede finalmente la possibilità di chiedere il risarcimento del danno (oltre che, lett. d), il riconoscimento di una “pensión de alimentos”), e questa rappresenta, almeno nei casi di violenza, un’importante conquista che, ricor________
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A livello normativo, tale orientamento trova supporto in alcune norme dell’ordinamento peruviano che esplicitamente prevedono il risarcimento dei danni prodotti fra componenti della stessa famiglia: oltre all’ipotesi di cui all’art. 240 c.c., per l’inadempimento della promessa di matrimonio, possiamo far riferimento a quella dell’art. 351, in tema di divorzio640 o, ancora, all’art. 326, riguardante la rottura della convivenza more uxorio. L’art. 414, poi, prevede il risarcimento del danno morale (anche se la dottrina ritiene sia risarcibile anche il cd. “daño al proyecto de vida”), fra l’altro, nel caso di mancato riconoscimento del figlio naturale641, che però è diretto alla madre, e non al figlio.

Peraltro, la norma riconosce il solo danno morale, anche se vi sono state, nell’ultimo quindicennio, numerose proposte di legge per il riconoscimento anche dei danni patrimoniali (v. González Ortega, cit., 227 ss. e 427 s.). Sulla catalogazione dei tipi di danno in Perù, la prevalente dottrina (v. J. Espinoza Espinoza, Derecho de la responsabilidad civil, VI ed., Rodhas, Lima 2011, 247 ss.; González Ortega, cit., 165 ss.; L. L. León Hilario, La responsabilidad civil. Líneas fundamentales y nuevas perspectivas, Normas Legales, Trujillo 2004, 181 ss., anche se questi parla di “funcionalidad del “daño moral” e inutilidad del “daño a la persona””; L. Taboada Córdova, Elementos de la responsabilidad civil, Grijley, Lima 2003, 59 ss.) opera una distinzione fra “daño patrimonial”, a sua volta distinguibile in “daño emergente” e “lucro cesante”, e “daño extrapatrimonial”, a sua volta distinguibile in “daño a la persona” (cioè la lesione ai diritti esistenziali e non patrimoniali della persona) e il “daño moral”, il quale, da ultimo, si divide in “daño moral subjectivo” (il dolore sofferto direttamente dalla vittima dell’illecito) e “daño moral afectivo” (inteso come lesione alla relazione affettiva con persone, animali o beni), cui può aggiungersi, poi, come si è visto, il “daño al proyecto de vida” (da intendersi come “el daño que compromete el ejercicio de la libertad y su exteriorización fenoménica, por lo que lesione, destruye, hace imposible, total o parzialmente, la realización de nuestro proyecto de vida”, v. Cervantes, cit., 130 s., e che non necessariamente coincide con il “daño al proyecto de vida matrimonial”, v. H. V. Caballero Pinto, La indemnización en los procesos de divorcio por separación de hecho. ¿Está en función del daño al proyecto de vida matrimonial o es necesario que se acredite la existencia de daños físicos o psicológicos?, in Díalogo con la jurisprudencia, 138 (2010), 173), da taluni ricompreso nel “daño a la persona” (Cervantes, cit., 130). Sulla responsabilità extracontrattuale in Perù, cfr. F. de Trazegnies Granda, La responsabilidad extracontractual (arts. 1969-1988), VII ed., II reimpr., PUCP, Lima 2005. Cfr. altresì J. Mosset Iturraspe, El daño a la persona en el codigo civil peruano, in AA. VV., Diez años. Codigo civil peruano, cit., 211 ss.; F. Vidal Ramírez, La responsabilidad civil, in J. L. de los Mozos – C. A. Soto Coaguila (dir.), Instituciones de Derecho Privado – 4 – Responsabilidad Civil. Derecho de Daños. Teoría general de la responsabilidad civil, Juridica Grijley, Lima 2006, 203 ss. 641 Plácido Vilcachagua, cit., 394

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Così, se in passato la giurisprudenza tendeva a negare il risarcimento con motivazioni più o meno condivisibili, che andavano dalla mancanza di una domanda esplicita del ricorrente644 alla mancanza di prova del nesso di causalità645, e dalla mancanza di prova che il coniuge fosse l’autore del danno646 all’insolita motivazione per cui, essendo stato dimostrato che gli episodi di violenza erano nati da “apprezzamenti” rivolti dal marito alla moglie, era impossibile un intervento risolutore del giudice, dato che questi non poteva certo impedire ad un uomo di rivolgere “apprezzamenti” ad una donna647, la giurisprudenza più recente sembra essere più vicina all’esigenza di tutela delle vittime, arrivando addirittura ad affermare che ogni separazione o divorzio provoca un danno al coniuge più debole, risarcibile a prescindere dall’esistenza di un’esplicita domanda in tal senso648, e riconoscendo il danno psicologico che la separazione provoca non solo al coniuge abbandonato, ma anche, e soprattutto, ai figli minori649. ________
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diamo, riguarda non soltanto i rapporti fra coniugi, ma anche, fra l’altro, i rapporti fra genitori e figli642. La stessa Ley, e con essa la giurisprudenza643, riconosce poi oggi una nozione più ampia di violenza, intendendola come “cualquier acción u omisión que cause daño fisico o psicológico, maltrato sin lesión, inclusive la amenaza o coacción grave, asì como la violencia sexual” che abbia luogo tra familiari.

In dottrina (Ramos Ríos, cit., 191 s.) si è peraltro evidenziato come, nei casi di aggressioni endofamiliari, il risarcimento qui previsto e fissato discrezionalmente dal giudice assuma una funzione non di risarcimento in senso stretto ma di “compensación, ya que gracias a él puede la víctima del perjuicio, según sus gustos y temperamento, procurarse sensaciones agradables que vendrán a compensar las dolorosas o desagradables sensaciones sufridas por los maltratos familiares” 643 Exp. n° 98-17-13JF, in Umeres Altamirano, cit., 174. Similmente, Exp. n° 99-5320, in Umeres Altamirano, cit., 176 s.. Cfr. anche Ramos Ríos, cit., 49 644 Cas. n° 2449-2006-Cusco, in Diálogo con la jurisprudencia, 101 (2007), 116 e Cas. n° 4223-2007-Lima, da SPIJ 645 Cas. n° 283-2008-Ica, Lima, da SPIJ, e Cas. n° 4921-2008-Lima, in Diálogo con la jurisprudencia, 137 (2010), 170 ss., con nota di H. V. Caballero Pinto 646 Cas.n° 562-07-Arequipa, da SPIJ 647 Cas. n° 5293-2007-Lima, da SPIJ 648 Cas. n° 302-2007-Moquegua, in Jus – Jurisprudencia, 2008, 11, 125 ss., con commento di V. Chávez de la Peña; Cas. n° 4097-2008-Tacna, da SPIJ; Cas. n° 96-2009-Junín, in Diálogo con la jurisprudencia, 139 (2010), 182 ss.; Cas. n° 1914-2009-Lima Norte, in Diálogo con la jurisprudencia, 152 (2011), 133 ss., che afferma che il fatto che il coniuge che domanda il risarcimento del danno abbia un lavoro non incide in alcun modo sulla quantificazione del danno morale o personale causato dall’abbandono dell’altro coniuge. Cfr. altresì Cas. n° 1080-07-Puno, da SPIJ 649 Cas. n° 3181-2009-Lima, da SPIJ

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Ora, a mio giudizio, tale soluzione solo apparentemente sembra essere di minore tutela per il coniuge che subisce la separazione e per i figli rispetto all’affermazione di un principio di responsabilità aquiliana. Infatti, come sottolinea la stessa Corte che ha emesso la sentenza, a parte i vantaggi di ordine processuale sopra menzionati, “para establecer la indemnización no se requiere la concurrencia de todos los presupuestos de la responsabilidad civil común, particularmente no es necesario establecer factor de atribución alguno, como es el caso del dolo o la culpa en sentido estricto, ni la conducta antijurídica como requisito de procedencia de esta indemnización”, ma basta, semplicemente, dimostrare la sussistenza del nesso di causalità fra la separazione (o il divorzio) e il danno. Ora, esaminato a livello generale il tema della responsabilità tra coniugi e, soprattutto, tra genitori e figli in Perù, è opportuno soffermarsi su due tipi di danno, oggetto di particolare attenzione nella dottrina peruviana: quello derivante dalla lesione del “derecho-deber de comunicación” e il cd. danno genetico. ________

Ma è sulla natura dell’“indemnización” di cui parlano le norme, e che riguarda le conseguenze pregiudiziali subite tanto dal coniuge quanto dai figli, che è importante segnalare una recente sentenza650, la quale, oltre ad aver confermato il principio, già in precedenza emerso nella giurisprudenza, per cui nei processi di famiglia si deve prescindere da un’applicazione troppo rigida delle regole di procedura civile651, ha stabilito, con valore vincolante, che nei processi di separazione e divorzio “la indemnización o la adjudicación de bienes tiene la naturaleza de una obligación legal, cuya finalidad es corregir un evidente desequilibrio económico e indemnizar el daño a la persona, resultante de la separación de hecho o del divorcio en sí; su fundamento no es la responsabilidad civil contractual o extracontractual sino la equidad y la solidaridad familiar”, ciò valendo sia con riferimento al coniuge sia con riferimento ai figli.

650 Cas. n° 4664-2010-Puno, cit.. Il tema era infatti piuttosto discusso in dottrina, cfr. L. G. Alfaro Valverde, El ser y el deber ser de la denominada “Indemnización en caso de perjuicio”, derivada de la causal de separación de hecho. Algunas notas en torno al esclrecimiento de su auténtica naturalezza jurídica, in Diálogo con la jurisprudencia, 123 (2008), 147 ss.

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4. Il danno derivante dalla lesione del “derecho-deber de comunicación” Dopo la separazione e il divorzio, anche in Perù, l’assegnazione dei figli ad un genitore non deve impedire il mantenimento della comunicazione con il non affidatario (art. 422 c.c.), né tantomeno può giustificare l’esercizio di un’influenza sul figlio tale da porlo in una posizione di ostilità verso l’altro genitore652: come si è visto nella Parte I di questo lavoro, è infatti fondamentale che i figli mantengano, nei limiti consentiti dal nuovo assetto familiare, rapporti equilibrati e regolari con entrambi i genitori653. A tale proposito, la dottrina peruviana parla di un vero e proprio, anche se implicito, “derecho-deber de comunicación”654. Così, nel caso in cui un genitore ostacoli l’altro nel mantenimento di tale rapporto, l’art. 89 del “Código de los Niños y Adolescentes” consente a colui che viene ostacolato di ricorrere al giudice, il quale, ex art. 91, potrà fra l’altro modificare il regime di visita. ________

651 “En los procesos de familia, como en los de alimentos, divorcio, filiación, violencia familiar, entre otros, el Juez tiene facultades tuitivas y, en consecuencia, se debe flexibilizar algunos principios y normas procesales como los de iniciativa de parte, congruencia, formalidad, eventualidad, preclusión, acumulación de pretensiones, en atención a la naturaleza de los conflictos que debe solucionar, derivados de las relaciones familiares y personales, ofreciendo protección a la parte perjudicada, ello de conformidad con lo dispuesto en los artículos 4 y 43 de la Constitución Política del Estado que reconoce, respectivamente, la protección especial a: el niño, la madre, el anciano, la familia y el matrimonio, así como la fórmula política del Estado democrático y social de Derecho”. Nel testo della sentenza si precisa altresì che il giudice, qualora, nel corso dell’istruttoria, siano emerse prove in tal senso, può disporre d’ufficio il risarcimento a favore di uno dei coniugi 652 Palacio Pimentel, cit., 357. Cfr. anche, sulla s.a.p. (sindrome di alienazione parentale), González Ortega, cit., 334 653 cfr. González Ortega, cit., 315 ss.. Per quanto riguarda l’esercizio della potestà, analogamente a quanto avveniva in Italia prima della legge sull’affidamento condiviso, il codice civile peruviano prevede che la potestà venga esercitata, in caso di separazione, dal solo genitore non affidatario. Tuttavia, in seguito alla riforma operata nel 2009 dalla “Ley de la tenencia compartida” (n° 29269), che ha recepito le istanze in tal senso provenienti dalla dottrina (González Ortega, cit., 367 ss.), il “Código de los niños y adolescentes” prevede oggi, all’art. 81, la possibilità, per il giudice, di disporre la “tenencia compartida”. La tendenza ad assicurare un rapporto stabile con entrambi i genitori è comunque presente in tutta l’America Meridionale: pensiamo, ad esempio, all’Argentina, in cui impedire il contatto tra i figli minori e i genitori non conviventi è addirittura un reato penale (González Ortega, cit., 395 s.) 654 González Ortega, cit., 359. Cfr. anche Mejía Salas – Ureta Guerra, cit., 45 s.

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Così, una volta appurata l’esistenza, nell’ordinamento, del “derechodeber de comunicación”, perché sorga un diritto al risarcimento del danno, non è sufficiente l’inadempimento del diritto-dovere di visita, ma è necessario che ciò sia dovuto a dolo o colpa grave di uno dei genitori, non bastando la colpa lieve656, e che possa essere ravvisabile un relazione di causalità (adeguata) tra la violazione di tale diritto-dovere e il danno657.

A tale rimedio la dottrina più avveduta655 ha aggiunto quello aquiliano, a patto, come di consueto, che sussistano tutti gli elementi costitutivi dell’illecito extracontrattuale.

Per quanto riguarda il tipo di danno risarcibile, dato per presupposto che esso può venire causato tanto al figlio quanto all’altro genitore658, possiamo distinguere un danno morale, derivante dalla mancanza di comunicazione, così come il danno psicologico, derivante dalla mancanza di contatto personale e dal progressivo deterioramento della relazione parentale659. 5. “Danno genetico” e diritto peruviano

Altro tipo di danno oggetto di una particolare attenzione da parte di certa dottrina peruviana è il cd. “danno genetico”, che rappresenta un caso emblematico per esaminare quella tendenza, certo non solo peruviana, ad un progressivo passaggio, nella responsabilità civile, dal sistema tradizionale, basato sulla colpa, ad un sistema basato sul rischio, a prescindere dall’elemento sog________
655 656

González Ortega, cit., 359 s. González Ortega, cit., 361 s. 657 Peraltro, alla luce di Cas. n° 4664-2010-Puno, cit., anche in tal caso il fondamento del diritto al risarcimento del danno potrebbe essere ravvisato nei principi generali di solidarietà familiare, e quindi potrebbe riconoscersi il risarcimento in presenza del nesso di causalità fra condotta e danno e a prescindere dalla sussistenza dell’elemento psicologico 658 González Ortega, cit., 362 659 González Ortega, cit., 362. La stessa dottrina (González Ortega, cit., 429) auspica la creazione di tabelle che quantifichino il danno risarcibile

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Per quanto riguarda il danno genetico, è evidente che, per essere risarcibile, non deve necessariamente essere previsto specificamente in una norma, bastando le norme generiche di cui agli artt. 1969 e 1970 c.c. peruviano. Si è già visto, nella prima parte di questo lavoro, come tale tipo di danno, cui abbiamo fatto riferimento con l’espressione “responsabilità da concepimento”, derivante da un supposto “diritto a nascere sani”, possa ben essere causato dai genitori con l’atto stesso del concepimento662: ci si rifà, a questo proposito, al celeberrimo e già menzionato precedente del Tribunale di Piacenza del 1950, citato dalla stessa dottrina peruviana663, dottrina che peraltro espone sia la tesi favorevole al danno genetico sia quella contraria.

gettivo. Infatti, se il codice del 1984, senza dubbio, ha mantenuto il principio generale della colpa, è altresì vero che, all’art. 1970, ha introdotto la responsabilità per rischio660, che negli ultimi anni, appunto, ha conosciuto una forza espansiva straordinaria, dando vita a nuove ipotesi di responsabilità civile e a nuovi danni risarcibili661.

Vidal Ramírez, cit., 208 ss. Taboada Córdova, cit., 113 ss.. In materia di bioetica, un altro problema, già esaminato, con riferimento al diritto italiano, nella Parte I di questo lavoro, concerne il trattamento medico del minore. Su di esso, cfr., per una prospettiva comparatistica, O. Díaz Muñoz, La objeción de conciencia del menor en los tratamientos medicos, in Derecho PUC, 2003, 859 ss., che sottolinea, fra l’altro, come il fatto che, nel caso in cui i genitori neghino il consenso ad un trattamento indispensabile per il minore, vi sia il consenso “sostitutivo” del giudice, dimostra che la potestà, oggi, lungi dall’essere un potere assoluto sui figli, deve cedere il passo di fronte ai diritti fondamentali di questi ultimi 662 Vi è poi un danno genetico derivante dall’uso delle tecniche di riproduzione assistita, ma in tal caso emergono, più che altro, i profili di responsabilità del personale sanitario, che non ci interessano in questa sede (Taboada Córdova, cit., 119) 663 Taboada Córdova, cit., 120 s. 664 Taboada Córdova, cit., 123 s. 665 Sostiene, invece, l’applicazione di un criterio generale di responsabilità per rischio nella famiglia, e non solo con riferimento al danno genetico, J. Mosset Iturraspe, Los factores subjectivos de atribución de la responsabilidad en las relaciones familiares, cit., 12 s. 666 Anche qui, valgano le considerazioni già svolte in nota sulla potenziale portata espansiva di Cas. n° 4664-2010-Puno, cit.
660 661

Tuttavia, questa stessa dottrina664 preferisce non ricorrere allo schema della responsabilità per rischio665, ritenendo invece che i genitori debbano essere considerati responsabili solo quando conoscano o abbiano potuto conoscere la possibilità di causare un danno genetico666. ________

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. se da una parte il fattore oggettivo prescinde dall’intenzionalità dell’agente. L’art. peruviano è analogo all’art. peruviano vigente ha origine dall’art.1977 c. quella degli “incapaces sin discernimiento” e l’“indemnización equitativa”. 1975 c. 1975 afferma: “La persona sujeta a incapacidad de ejercicios queda obligada por el daño que ocasione. Espinoza Espinoza.c. 667 cfr. 1976 c.) 668 La dottrina peruviana discute poi sull’esistenza o meno di una responsabilità dell’incapace “sin discernimiento” nel caso in cui vi sia la violazione di norme di responsabilità oggettiva (sostiene la tesi della non responsabilità. 219 s.. italiano669. l’influenza del codice civile italiano del 1942 sul codice civile peruviano del 1984. sin discernimiento. procedere alla lettura di tali norme. specie in materia di responsabilità extracontrattuale (J. peruviano all’art.c.c. l’art. peruviano all’art.6.c. emerge che l’art. León Barandiaran. in particolare. del resto.c.c.) 669 Più precisamente. nel codice civile peruviano. considerar una indemnización equitativa a cargo del autor directo”. 1975 c. peruviano vigente con riferimento al minore d’età (“el menor capaz de discernimiento responde del daño causado por sus actos ilícitos”) Già da un rapido esame. Tratado de derecho civil peruano. 8 (2003). Lima 1992.c. tuttavia “no se debe olvidar que un prius frente a todo el sistema de responsabilidad civile es el de la capacidad del agente dañino”. El representante legal de la persona incapacitada es solidariamente responsable”. 381).. 223 s. siempre que haya actuado con discernimento. Infine. 2047. 1975-1976-1977. la responsabilità degli “incapaces con discernimento”.c. puede el juez. 2° comma. 1° comma.c. ________ 230 . italiano. ed è ripetuto nell’art. c. ci sono tre norme sostanzialmente corrispondenti ai nostri artt. E’ nota. 1976 prosegue poi dicendo: “No hay responsabilidad por el dano causado por persona incapàz que haya actuado. L’art. la responsabilità dei genitori nei confronti dei terzi per fatto dei figli. a sua volta identico alla corrispondente norma del progetto italo-francese (J. Tomo IV. ultimo cit. 2048 c. italiano e l’art. Espinoza Espinoza. l’art. che riguardano. 1977 precisa: “Si la víctima no ha podido obtener reparación en el supuesto anterior. La responsabilità dei genitori verso i terzi per fatto dei figli: codice civile italiano e peruviano a confronto Per quanto riguarda. 2047 e 2048 c. 1139 del codice del 1936. 398. en vista de la situación economica de las parte. ritenendo che. in Advocatus. en cuyo caso responde su representante legal”668. invece. cit. Espinoza Espinoza. 2047. Walter Gutierrez. l’art.667: si tratta degli artt. rispettivamente. 458 c. c. Appare opportuno. La Influencia de la Experiencia Jurídica Italiana en el Código Civil Peruano en Materia de Responsabilidad Civil. innanzitutto.

al grado di sviluppo mentale dell’agente. e più genericamente. 1975-1976 e l’ “indemnización equitativa” di cui all’art. 385). sono.. per il diritto peruviano. Responsabilidad civil de los adolescentes. da parte del giudice. Per quanto riguarda l’onere della prova. la migliore dottrina peruviana673 ritiene. León Hilario. Incapacidad de discernimiento e indemnización equitativa. Viceversa. 2047. si può notare la differenziazione fra incapaci “con discernimento” e “sin discernimento”. Tuttavia. c. 116 675 analogamente all’art. Espinoza Espinoza. e ciò vale anche per il diritto peruviano672. analogamente a quanto afferma la nostra dottrina maggioritaria (e al contrario della nostra giurisprudenza). alle modalità del fatto e alle condizioni sociali delle parti 676 León Barandiaran. l’art. quasi sempre. ad esempio. però anche V.) 673 León Barandiaran. subordinata alla dimostrazione dell’impossibilità di ottenere un risarcimento dal rappresentante legale e ad una valutazione. che. 2° comma. in R. secondo il parere della migliore dottrina (León Barandiaran. è dai 18 anni (cfr. cit. 2° comma. 672 in quanto l’imputabilità penale. 221 s.. 1977674. ma non soltanto. c. non corrisponde alla distinzione fra capaci ed incapaci legali671. 221 cfr.. León Barandiaran. italiano.). 907 c.c. secondo il quale gli adolescenti. cit. a sua volta richiamantesi agli Autori tedeschi. 381 s. “provistos de discernimientos”. UNIFE..c. cit. la dottrina peruviana676 ritiene invece che l’indennizzo debba essere in ogni caso inferiore al risarcimento. e nemmeno a quella fra imputabili e non imputabili prevista dal codice penale. in primis le condizioni economiche. 1140 del codice peruviano previgente faceva riferimento solo. Può altresì essere messa in evidenza la differenziazione fra il risarcimento di cui agli artt. Lima 1999. nessuna differenza pare ________ 670 671 Espinoza Espinoza. 383. anch’essa. Guevara Pezo. alla “situación de las partes”. che vi sia una presunzione di mancanza di discernimiento. cioè i minori di età compresa fra i 12 e i 18 anni.c. Peraltro. che richiama il nostro discrimine fra capaci e incapaci d’intendere e di volere670. Reusche Lari (ed. italiano può essere inferiore o anche uguale al risarcimento che sarebbe spettato ove l’agente fosse stato capace.. specie nelle classi sociali più umili 674 Cfr. come l’indennizzo di cui all’art. argentino.In particolare. del minore o dell’interdetto. Cfr. 2047. come si è visto. mentre la nostra dottrina afferma che l’indennizzo di cui all’art. ultimo cit. 386 231 . cioè di incapacità. potendo il giudice far riferimento anche. cit. 475. cit. ultimo cit. delle condizioni economiche delle parti675.. M.. La adolescencia: desafio y decisiones. con ciò indicando.

il rapporto fra soggetto responsabile e minore (o maggiore d’età interdetto o comunque incapace) può essere solo la patria potestà.. il genitore sarà comunque responsabile verso i terzi in quanto la ________ 677 678 679 680 681 682 683 Tuttavia. 2047 e 2048 non sono necessariamente i rappresentanti legali680... la tutela o la curatela679.. peruviano e quella prevista dall’art. italiano.c. i soggetti di cui agli artt. Si tratta di un’interpretazione estensiva simile a quella che la dottrina italiana. Una differenza di non poco momento è data. come. precettori e maestri d’arte. Espinoza Espinoza..La mancanza di una norma sulla responsabilità del sorvegliante analoga al nostro art. 397 s. Espinoza Espinoza. solo di “representante legal”. Mentre il nostro codice all’art. 1975 c. Espinoza Espinoza. 1975 e 1976 c. 2048 c. 2048 a genitori. evidentemente. 402 Espinoza Espinoza. 2047 fa riferimento al sorvegliante e all’art. cit. ultimo cit. Dunque. ravvisarsi fra il rapporto di solidarietà passiva. Derecho de la responsabilidad civil. nel caso in cui l’autore del danno manchi di rappresentanti legali. ultimo cit... così. León Barandiaran. in dottrina681 si ritiene che gli artt. mentre nel nostro codice. 2048 c. Così. ha fatto a proposito della nozione di genitore. con possibilità di rivalsa del primo sul secondo677. il fratello maggiore. cit. la convivente del padre morto. con riferimento all’art. 399 cfr.c. per cui. porta poi il sistema giuridico peruviano a ravvisare una responsabilità di tali soggetti per altra via. invece. tutori. il codice peruviano parla. 2048.. ad esempio. 1976. lo zio. una sorta di rappresentante di fatto. Espinoza Espinoza. deve rispondere per lui “quien lo tiene bajo su cuidado”682. esistente fra rappresentante e “incapaz con discernimento” di cui all’art. dai soggetti responsabili. 2047683 o di precettori e maestri d’arte analoga al nostro art. sia nell’art. ultimo cit. ultimo cit. 399 s.c. 1975 che nell’art. 404 Espinoza Espinoza. che evidentemente non coincide necessariamente con il sorvegliante678 né tantomeno con i precettori e i maestri d’arte. se il minore si trova con una baby-sitter. 2° comma. 402 232 . che diventa.c. 227 cfr. peruviano vadano interpretati estensivamente. ultimo cit.

baby-sitter costituisce la sua longa manus, e non vi è interruzione del nesso causale, mentre la baby-sitter sarà responsabile, ex contractu¸ nei rapporti interni col genitore684 (e non, dunque, come da noi, anche verso i terzi). Analogamente, se il minore si trova nel suo collegio e cagiona un danno ad un terzo, vi sarà una responsabilità, oggettiva della struttura ex art. 1981 c.c. (“responsabilidad por daño del subordinado”), oppure, se il minore causa un danno ad un compagno di scuola, potrà invocarsi la responsabilità contrattuale ex art. 1325 c.c.685. La solidarietà passiva di genitori e maestri nei confronti del terzo danneggiato, che, come si è visto, sussiste indubbiamente nel nostro art. 2048 c.c., viene “recuperata” pure nel diritto peruviano con il ricorso all’art. 1983 c.c., che prevede la responsabilità solidale fra i corresponsabili del danno686. 7. La natura della responsabilità ex artt. 1975-1976-1977 c.c. peruviano Si pone, a questo punto il problema di stabilire la natura di questa responsabilità, e per farlo, anche qui, è necessario ripercorrere la storia delle norme in questione. Il codice peruviano del 1852, infatti, all’art. 2194 prevedeva una responsabilità del padre, e, in mancanza, della madre, per i danni causati dai figli e la possibilità di esimersi da tale responsabilità per fatto altrui ove si fosse dimostrato di non aver potuto impedire il fatto dannoso, per cui si trattava, in tutta evidenza, di una presunzione di colpa juris tantum687.

Il codice del 1936, poi, dopo il disposto dell’art. 1142, secondo il quale “el padre, en su defecto, la madre, y el tutor o curador son responsables por el daño que causen sus hijos menores o personas sujetas a su guarda”, prevedeva, all’art.1143, la possibilità, per il giudice, di diminuire equitativamente il risarci________
684 685 686 687

Espinoza Espinoza, ultimo cit., 404 Espinoza Espinoza, ultimo cit., 404 Espinoza Espinoza, ultimo cit., 404 León Barandiaran, cit., 391 s.. Cfr. anche Espinoza Espinoza, ultimo cit., 400 s.

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mento ove tali soggetti dimostrassero di non aver potuto impedire il fatto dannoso688. In ciò vi era un’importante novità: i soggetti di cui all’art. 1142 non potevano andare totalmente esenti da responsabilità, ma potevano soltanto ottenere la diminuzione del risarcimento. Peraltro, curiosamente, accanto alla loro responsabilità, il codice peruviano del 1936 prevedeva (analogamente al codice attuale) la possibilità di chiedere il risarcimento anche all’incapace, che veniva così gravato da una responsabilità oggettiva, responsabilità che andava, così, a “sommarsi” con quella dei soggetti di cui all’art. 1142689. In ciò, la migliore dottrina peruviana690, richiamandosi alla Relazione al codice, ravvisava la dimostrazione che il riferimento alla culpa in vigilando691, o perlomeno alla sola culpa in vigilando, fosse soltanto una fictio juris, e in realtà l’art. 1143 fosse un ibrido: alla base di esso, così, vi era, da una parte, il principio del rischio, che impediva un’esenzione totale dalla responsabilità, dall’altra il principio della colpa, legato ad una particolare relazione causale tra fatto e risultato. Il risultato era una norma, per così dire, “intermedia, teóricamente inadmisible”692, per cui poteva sì, trattandosi di una presunzione juris tantum¸ dimostrarsi la mancanza di colpa dei soggetti sopra indicati, ma la conseguenza di tale dimostrazione non era, come sarebbe stato logico, l’eliminazione dell’obbligazione risarcitoria, ma la sua riduzione693 . ________

688 E’ da notare, però, come la prova liberatoria, nel codice del 1936, analogamente al nostro attuale codice e, solo per fare un esempio, sempre in America Meridionale, nel già esaminato codice argentino (artt. 1116-1117), e diversamente dal codice peruviano del 1852, fosse concessa solo a genitori, tutori e curatori, e non ai padroni e committenti (cfr. León Barandiaran, cit., 392 s.) 689 León Barandiaran, cit., 393 690 León Barandiaran, cit., 392 ss. 691 Più precisamente, con riferimento ai soggetti di cui all’art. 1143 c.c. peruviano del 1936, si parlava di guardador, ma comunque si precisava che la dimostrazione della mancanza di colpa doveva riguardare tanto la vigilanza quanto l’educazione (León Barandiaran, cit., 95) 692 León Barandiaran, cit., 394 693 León Barandiaran, cit., 394. E’ evidente l’analogia fra questa critica alla norma del codice peruviano e quella, già esaminata, alla norma del nostro codice, sviluppata da Francesca Giardina ne La condizione giuridica del minore: in entrambi i casi, viene messo in evidenza che far incontrare, in un unico articolo, i principi della responsabilità oggettiva e della responsabilità per colpa non può che dar vita ad un monstrum giuridico, un ibrido che inevitabilmente genera serie difficoltà nell’applicazione giurisprudenziale. E’ da notare, poi, che la dottrina peruviana dell’epoca, per limitare gli effetti incoerenti dell’impostazione codicistica, finiva per negare la responsabilità indiretta del curatore nei casi in cui la perdita della capacità legale fosse dovuta a casi diversi dalla mancanza di raziocinio (pensiamo, ad esempio, ai prodighi). Tale soluzione non è stata seguita dal legislatore peruviano del 1984 che, invece, ha inteso rendere responsabile il rappresentante legale di qualsiasi tipo di incapace, per quanto vi siano autori (Espinoza Espinoza, ultimo cit., 401 ss., v. infra) che sostengono la necessità di mantenere tale distinzione

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Tale tendenza giurisprudenziale ha trovato un riflesso nell’attuale codice peruviano, che non prevede alcuna prova liberatoria: dunque, verificati i requisiti previsti dalla legge, “automáticamente el representante legal se convierte en responsable indirecto por los hechos del incapaz a su cargo”695.

In giurisprudenza694, poi, nella vigenza del codice del 1936, si era passati da una fase iniziale in cui veniva effettivamente ammesso l’esonero dalla responsabilità ove il fatto fosse stato “obra de la fatalidad”, ad una fase successiva in cui, invece, si era passati a riconoscere una responsabilità oggettiva.

Così, mentre nel codice previgente si parlava di culpa in vigilando (o, più correttamente, di un ibrido fra imputazione per colpa e responsabilità oggettiva), nel codice attuale il fondamento della responsabilità ex art.1975 è un fattore oggettivo, totalmente estraneo alla nozione di colpa del rappresentante, che non può in alcun modo liberarsi dalla responsabilità invocando l’assenza della stessa696.

Sull’excursus storico, v. Espinoza Espinoza, ultimo cit., 397 s., in nota Toboada Córdova, Elementos de la responsabilidad civil, Grijley, Lima 2003, 109 696 C. D. Cortez Pérez, La responsabilidad civil subsidiaria en el Derecho peruano, in Actualidad jurídica, 212 (2011), 79; Toboada Córdova, cit., 109 s.. Continua però a parlare di culpa in vigilando e di responsabilità diretta, almeno con riferimento all’art. 1976, Guevara Pezo, cit., 476 697 Toboada Córdova, cit., 110 698 J. A. Beltrán Pacheco, Artículo 1975. Responsabilidad de incapaces con discernimento, in AA. VV., Código civil comentado. Comentan 209 especialistas en las diversas materias del derecho civil – Tomo X – Responsabilidad Extracontractual. Prescripción y Caducidad – Registros Públicos – Derecho Internacional Privato – Título Final, III ed., Gaceta Juridica, Miraflores 2010, 127, che peraltro precisa che, per quanto riguarda l’elemento soggettivo nell’incapace, potrà ben trattarsi, eventualmente, anche dell’esercizio di un’attività pericolosa e, quindi, di un’ipotesi di responsabilità oggettiva, e Id., Artículo 1976. Responsabilidad del representante de incapaces con discernimento, in AA. VV. Código civil comentado, cit., 128, in cui, diversamente da quanto ritenuto dalla giurisprudenza italiana, si afferma che l’art. 1976 impone al rappresentante anche l’obbligo di evitare che il minore danneggi sé stesso; González Ortega, cit., 162 s., che parla di responsabilità oggettiva, in quanto il rappresentante non può esimersi da responsabilità invocando l’assenza di colpa; León Barandiaran, cit., 390 ss.; H. G. Palacio Pimentel, Manual de derecho civil – Tomo II, IV ed., Huallaga, Lima 2004, 795
694 695

Per quanto riguarda, invece, l’art. 1976, parte della dottrina697, quella stessa secondo cui l’art. 1975 sarebbe un esempio di responsabilità oggettiva, lo considera un esempio di responsabilità per fatto proprio del rappresentante legale, mentre altra parte (maggioritaria)698 considera indiretta tanto la responsabilità di cui all’art. 1975 quanto quella di cui all’art. 1976 c.c., ritenendo che il rap________

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presentante venga gravato dell’obbligo di risarcire il danno causato dall’incapace poiché è colui che si trova nella posizione migliore per prevenirlo699, e quindi afferma che il guardador possa rivalersi per l’intero sull’”incapaz con discernimento”, e considera oggettiva la responsabilità di cui all’art. 1977 c.c. peruviano700, trattandosi di un esempio di responsabilità senza colpa. Tuttavia, merita una particolare attenzione la tesi di un Autore estremamente attento, e aperto al confronto con altri ordinamenti, e soprattutto con quello italiano, J. Espinoza, il quale ritiene di doversi discostare dalle posizioni sopra menzionate, e considera la responsabilità di cui agli artt. 1975 e 1976 c.c. peruviano come esempi di responsabilità diretta ed oggettiva701. Secondo questo Autore, il codice del 1984, nell’art. 1975, persevererebbe nell’errore commesso dall’art. 1139 del codice del 1936, che parlava, genericamente, di incapaci, senza distinguere il caso in cui l’incapace legale fosse tale per mancanza delle sue facoltà mentali da tutti quelli in cui “el discernimento no ha sido la causa para la declaración de incapacidad”702, come accade, ad esempio, per il prodigo. Ecco che allora, a suo giudizio, si impone un’interpretazione restrittiva di tale norma, analogamente a quanto già aveva fatto la dottrina nella vigenza del codice del 1936703, in modo che si configuri una

Beltrán Pacheco, ultimo cit., 128 León Barandiaran, cit., 384 e 393; Palacio Pimentel, ultimo cit., 796. Cfr. altresì J. A. Beltrán Pacheco, Artículo 1977. Indemnización equitativa del daño causado por incapaz, in AA. VV. Código civil comentado, cit., 129 ss.. León Hilario, ultimo cit., 136 ss., invece, aderisce alla tesi, già vista con riferimento all’art. 2047, 2° comma, c.c. italiano, dell’“espulsione” della figura dall’area della responsabilità civile, e ciò in base alla differenza terminologica fra “indemnización equitativa” e “resarcimiento”, e, richiamandosi al Corsaro, sostiene che il fondamento di tale indennizzo non è dato dal fatto che è stato prodotto un danno, ma dal fatto ulteriore “de que las condiciones económicas de las partes son distintas entre sí”, cosicché, più che di un’ipotesi di responsabilità civile, appare corretto parlare, come sostiene Monateri, di un principio di social security a favore del terzo 701 Espinoza Espinoza, ultimo cit., 396. Si è visto, nella Parte I di questo lavoro, in nota, come vi siano divergenze in dottrina a proposito dell’identità o meno fra responsabilità per fatto altrui, responsabilità indiretta e responsabilità oggettiva: evidentemente, Espinoza Espinoza può essere annoverato fra coloro che ritengono che non vi sia coincidenza fra il concetto di responsabilità indiretta e quello di responsabilità oggettiva 702 Espinoza Espinoza, ultimo cit., 402. Cfr. altresì Espinoza Espinoza, La Influencia de la Experiencia Jurídica Italiana en el Código Civil Peruano en Materia de Responsabilidad Civil, cit., 226 s. 703 v. Espinoza Espinoza, ultimo cit., 227
699 700

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responsabilità del rappresentante per danni causati dall’incapace “con discernimento” solo nel caso in cui questi si trovi “bajo su cuidado personal”704, e ciò non per una colpa, ma perché egli è colui che, “obiettivamente”, si trova nella posizione migliore per evitare il danno (analogo discorso deve farsi per l’art. 1976). In caso contrario, si finirebbe (come, appunto, in assenza di un’interpretazione che ne restringa la portata, fanno gli artt. 1975 e 1976) per parificare la posizione dei genitori, che correttamente devono rispondere dei danni causati dai figli, per le ragioni di cui sopra, a quella di altri soggetti, come il curatore del prodigo, i quali, essendo spesso avvocati o altri funzionari e avendo un compito, essenzialmente, di conservazione del patrimonio dell’incapace, effettivamente è irragionevole che debbano farsi carico di una simile responsabilità, non trovandosi, essi, nella posizione migliore per evitare il danno705.

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Espinoza Espinoza, ultimo cit., 288; Id., Derecho de la responsabilidad civil, cit., 403 v. Espinoza Espinoza, ultimo cit., 403; Id., La Influencia de la Experiencia Jurídica Italiana en el Código Civil Peruano en Materia de Responsabilidad Civil, cit., 228
705 704

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SEZIONE III LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI IN BRASILE .

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Direito de Família e responsabilidade civil. 199 ss. P. Tale evoluzione è stata resa possibile non solo. quasi esclusivamente dal nuovo atteggiamento delle corti di legittimità e di merito. Forense.. ovviamente. Sul tema dell’abuso del diritto in famiglia. Chaves de Farias. C. IBDFAM: Magister. o Duty to Mitigate the Loss e a Violação Positiva do Contrato. come in Italia. XIX ed. sia nelle relazioni patrimoniali che in quelle personali. Superior Tribunal de Justiça. Il punto d’approdo dell’evoluzione giurisprudenziale è. B. Parte Geral. cfr. 112 (2011). Famílias Contemporâneas e as Dimensões da Responsabilidade. Responsabilidade civil. M. Instituições de direito civil.. Ê. basata sull’affermazione della piena giuridicità dei doveri familiari709 e finalizzata a rendere effettivi anche fra le mura domestiche i diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti.05. su cui v. 318 ss. era più restia sul punto (Carvalho Ribeiro. Chaves de Farias – N. in generale. passiamo ora all’analisi della stessa dal punto di vista del “gigante” del Sudamerica. Rosenvald. v. 47 ________ 241 . cit. 37 709 Carvalho Ribeiro. 37). Netto Lôbo.. C. Rio de Janeiro 2010.. no Direito de Família” 708 cfr. 87 ss. Recurso Especial n. il Brasile. 11 ss. 33 710 cui si aggiungono. XI ed.. Responsabilità endofamiliare e novità normative in Brasile Dopo aver esaminato la materia dal punto di vista degli ordinamenti cileno... Volume V. Afetividade e responsabilidade nas relaçoes de família. e sull’importanza della fiducia tra familiari. de Salvo Venosa.. L.. 1159242 – SP (2009. in Cunha Pereira. a Supressio/Surrectio. da Silva Pereira – T. 707 che. in Revista do advogado. le convenzioni internazionali in materia ratificate dal Brasile. Calmon Nogueira da Gama. 30 ss. per il momento.. C. anche in giurisprudenza707) nel senso di riconoscere una tutela di tipo aquiliano all’interno della famiglia708. ma anche da fondamentali modifiche normative710: pensiamo alla promul- 706 Sulla responsabilità civile in famiglia. cit.2012). Belo Horizonte – Porto Alegre 2010. 112 ss. invece. Direito civil. fino a poco tempo fa.1. Atlas. cfr. in Cunha Pereira. 91 (2007).. Direito de família.. dopo un percorso travagliato. 24 de avril 2012. Variações do Abuso do Direito nas Relações de Família: o Venire Contra Factum Proprium.. Rio de Janeiro 2011. sentenza la quale chiaramente afferma che “não existem restrições legais à aplicação das regras relativas à responsabilidade civil e o consequente dever de indenizar/compensar. anche qui si è avuta un’evoluzione (soprattutto in dottrina e. Per quanto riguarda la responsabilità dei genitori nei confronti dei figli706. II ed. Direito das famílias. cit. da Silva Pereira (revista e atualizada por). S. in Revista do Advogado. cit. argentino. Família e responsabilidade: teoria e prática do direito de família. uruguayano. Terceira Turma (DJ 10. Tavares da Silva. colombiano e peruviano. Lumen Juris. ultimamente. São Paulo 2011. Santarelli Zuliani.0193701-9). R.

all’art. prevedono alcune ipotesi di responsabilità amministrativa (cfr. E’interessante notare che. Rio de Janeiro – São Paulo 2003. era anche del tutto irresponsabile (Netto Lôbo. 342. W.. altresì M. passaggio fondamentale per il riconoscimento della responsabilità genitoriale: in passato. E. la visione è quella di diritti del minore che devono essere rispettati e garantiti “prioritariamente.]. Barros Monteiro – Tavares da Silva. Fachin (org. i quali pongono entrambi al centro la persona. riconducibile al modello delle astreintes. Afeto. in G. IBDFAM: Del Rey. Stato e società concorrono ad assicurargli l’effettività dei suoi diritti715. 224. 4° e parágrafo único). não só pela família. Renovar. III ristampa (2010). São Paulo 2009. XXVI ed.. Sulla rilettura del diritto civile alla luce del diritto costituzionale. in Cunha Pereira. 748 ss. 7. Paes de Lira. stabilisce che è “criança” la persona di età inferiore ai 12 anni. a prescindere da una richiesta di parte in tal senso (cfr. de Barros Monteiro – A. 654 ss. W. Rio de Janeiro 2008. nonché. 208. dottrina della “protezione integrale” del minore.. 740 ss. altresì Salvo Venosa. B. Parte geral. Curso de Direito Civil Brasileiro.. all’art. II ed. cit. Paes de Lira. 5. analogamente ad altri Paesi dell’America Meridionale. Belo Horizonte 2004. família e o novo código civil brasileiro: anais do IV Congresso Brasileiro de Direito de Família..). 525). anche qui. cfr.. Louzada Bernardo. 713.). 2. all’art. fra l’altro. W. 213. sob pena de responderem pelos danos causados”714: è la cd. Diálogos sobre Direito Civil. Diniz. 622 s. 742 ss. Fachin. ultimo cit.. cit. como também pelo Estato (art.... 712 cfr. mentre gli artt. Pereira Lira [coord. 476 s. Cfr. L.. a proporre una multa giornaliera. Volume II. Direito de família. in R. 20 e Paes de Lira. II ristampa. São Paulo 2011. Dias. Elementos críticos à luz do novo Código Civil brasileiro.). anche Netto Lôbo. altresì Dantas Vilela. una vera e propria azione di responsabilità civile nel caso in cui il minore sia stato pregiudicato dalla mancata offerta o dall’offerta irregolare di una serie di servizi scolastici. E. Curso de direito civil 1. Tepedino – L.). V ed. essendo il genitore del figlio illegittimo del tutto “libero”. in R. Saraiva. Saraiva. cit. cit. Renovar. 470 714 Diniz. ultimo cit.). all’“Estatuto da Criança e do Adolescente” (Lei n. Direito da Criança e do Adolescente à Convivência Familiar e uma Perspectiva de Efetividade no Direito Brasileiro. de Barros Monteiro França Pinto. Revista dos Tribunais. e adolescente quella di età compresa fra 12 e 18 anni (cfr. 20). pela sociedade. 318 s. Responsabilidade Civil.. ética.. all’art. Curso de Direito Civil Brasileiro. come la medesima legge preveda.. Curso de direito civil). 383 711 gazione della Costituzione Federale del 1988711 e del Codice Civile del 2002712.. H. cit. ________ 242 . sanitari e sociali. 245 ss. M. São Paulo 2011. cit. altresì. Direito de família. 8069/90)713. T. Saraiva. 33 ss. Dano moral por abandono afetivo: uma nova espécie de dano indenizável?.che. Diniz. Direito de Familia. come si era visto con riferimento al “Código de los Niños y Adolescentes” peruviano. XLII ed. in cui famiglia. Macena de Lima.. São Paulo 2009. ha stabilito l’uguaglianza tra figli legittimi e naturali (cfr. cit.. Cfr. 713 L’Estatuto. Cfr. Responsabilidade civil dos pais por negligência na educação e formação escolar dos filhos: o dever dos pais de indenizar o filho prejudicado. Id.. Diniz. E’ importante osservare. Cfr. Oltre a ciò. da un punto di vista giuridico.. 527 715 v. 228 prevede delle sanzioni penali per gli atti commessi contro bambini e adolescenti (cfr. al reo. cit. 527. cit. C. da Cunha Pereira (coord. autorizzando il giudice. Manual de Direito das Famílias. Direito de Familia. XXV ed. M..

Netto Lôbo.univali. 600) parla del “poder familiar” come di un munus pubblico. in E. Rodrigues.. Responsabilidade civil decorrente de abandono afetivo paterno – filial. anche R.mg. ad esercitarla congiuntamente (M. appunto. Belo Horizonte 2011. A. anche G. i doveri genitoriali tradizionali. Bisogna inoltre osservare come la potestà spetti ad entrambi i genitori anche dopo la separazione. Anais do V Congresso Brasileiro de Direito de Família.. Família e Solidariedade. per cui continueranno. II ed. altresì S. nell’esercizio della potestà In tale ottica. Skaf. L. Câmara Groeninga.. Corrêa da Fonseca. cit. alla potestà in Italia).. Direito da Personalidade nas Relações de Família. Fachin. Delgado.). Direito civil. diventano un mezzo per l’attuazione di quei diritti del minore garantiti dai suddetti testi normativi716. Direito de Família. in R. 722 ss. Direito Civil. P. Belo Horizonte – São Paulo 2006. A. Peraltro. la trasformazione del “pátrio poder” in “poder familiar”.. São Paulo 2009. che può essere messo da parte solo in presenza di un principio superiore. Teoria e Prática do Direito de Família.. 44 ss. 625. nel caso di affidamento condiviso. 330 719 Fachin. che peraltro precisa che il danno morale non è il pretium doloris. Saraiva.. sul tema della responsabilità solidale fra genitori. IBDFAM: Lumen Juris. dunque. IV ristampa (2007). ultimo cit..). Soares da Rocha Xaubet. è stata graduale. soggetto attivo di una relazione col genitore basata su un principio di uguaglianza719. Ciò è avvenuto parallelamente ad un’evoluzione del “pátrio poder” trasformatosi in un “poder familiar” che è diventato così un diritto-dovere717 (analogamente. 2 ss. 273. Cfr. Direito de Família. quando il suo esercizio si verifichi in pregiudizio del figlio. ad esempio. come quello alla riservatezza (pure in ambito sessuale). i diritti fondamentali. Rio de Janeiro 2008. Saraiva. M. Cfr. São Paulo 2009. ed era praticamente già realizzata quando fu consacrata dalla mutazione dell’espressione linguistica utilizzata (Silva Pereira – Silva Pereira. E’ evidente.). Wald – P. come quello di educazione. in G. del resto. come quello del best interest del minore (M. 449). 255. anch’esso finalizzato a far godere il figlio di tutti quei diritti fondamentali garantitigli dalla Costituzione718: il figlio non è più un soggetto passivo ma. come al minore debbano essere riconosciuti. ________ 243 . da Cunha Pereira (coord. Del Rey. 355.br/pdf/Susana%20Soares%20da%20Rocha%20Xaubet. A. Guarda Compartilhada – Responsabilidade Solidária. che prevede la risarcibilità del danno derivante dalla loro violazione (Delgado. cit. la sospensione dello stesso. 1077. Cambler. Famílias. Fachin (org. 244. Algumas reflexões sobre responsabilidade civil e nascimento indesejado. anzi. Volume II. Fiuza. ultimo cit. dunque. e a tale opera di controllo sono riconducibili quelle norme che prevedono. data l’impossibilità di misurare quest’ultimo. nell’interesse dei minori e sotto il controllo dello Stato. e S. Saraiva. pouco importando os aspectos subjetivos da vítima”) 717 Diniz. 5. anche all’interno della famiglia. 12 c. São Paulo 2004.. IBDFAM: IOB Thomson. cit. da esercitarsi. cit. Curso avançado de direito civil). Volume 5.br/portal/public/interno/repositorio/id/19798. e dunque sia applicabile l’art. C.mp. Diálogos sobre Direito Civil. Cfr. Dantas Vilela. Revista dos Tribunais. Tepedino – L.gov. P. 624. Renovar. Direito de família. 471. 588 s. in R. in http://www.. XV ed.. Rio de Janeiro 2008. S. 718 La dottrina (Diniz. intesa come passaggio dalla potestà come autorità alla potestà come diritto-dovere. in http://siaibib01. Macena de Lima... Direito civil... cit. Responsabilidade civil e poder familiar no direito brasileiro: uma discussão à luz da legislação e doutrina. cit.c. XXVIII ed. Família e Dignidade Humana.716 Macena de Lima. 167 ss. Direito civil. 733 ss. da Cunha Pereira. 244.pdf. Curso completo. anche in tal caso. brasiliano. L. XVII ed. E. ma “simplesmente o dano decorrente de violação a direito da personalidade. Zaratin Lotufo. São Paulo 2002.

che prescinde dall’elemento biologico. in un quadro di solidarietà familiare724.. in primo luogo. la responsabilità tra familiari si estende anche al caso di soggetti conviventi non legati da vincoli di sangue (ad esempio. Fachin. criar e educar os filhos menores. Fachin. 23 e F.. M. da Silva Pereira – T. Apelação Cível n° 70024176422. A Reconfiguração da Presunção Pater Ist Est. che è diventato perciò la nuova pietra miliare dei rapporti fra genitori e figli720: il dovere di assicurare un sostegno morale. dovuto all’amore fra i soggetti coinvolti721. 17 s. ci sia o meno un vincolo biologico fra i soggetti723. cit.. diventa un rapporto in cui l’aspetto biologico procede di pari passo con quello socioaffettivo. in Revista de jurisprudência. che sottolinea anche come l’art. Santos Albuquerque. 84 s. Estado do Rio Grande do Sul. 224) ________ 244 . ma dei genitori stessi. Famílias Contemporâneas e as Dimensões da Responsabilidade... cit. cit. XIX ed. volto al fine di assicurare il pieno sviluppo del bambino in quanto persona umana. Famílias Contemporâneas e as Dimensões da Responsabilidade. Fachin.. da rapporto essenzialmente biologico. Il diritto all’amore: la genitorialità da realtà biologica a realtà socioaffettiva In maniera ancora più forte di quanto avvenuto da noi. la dottrina è arrivata a parlare di un diritto all’amore. cit. in Revista de direito privado. 229 della Costituzione del 1988 abbia una “dupla face. 46). Netto Lôbo. la filiazione. Cfr. Si tratta di una visione chiaramente ispirata alla valorizzazione della persona umana e della sua dignità. cit. il nuovo partner del genitore separato. 259 ss. traduz consigo mesma um paradoxo: a verdade biologíca pode não expressar a verdadeira paternidade” (Fachin. posto nell’interesse non solo dei figli. Família e responsabilidade. Cfr. Fachin. Addirittura. così.) 724 v. Tribunal de Justiça.. Fachin.... 182. 18 ss. 263 s. 20.. cit. Gomes Braz Andrekowisk. Chaves de Farias – Rosenvald.. Famílias. E’ appena il caso di accennare al fatto che.. 720 721 v. v.. Silva Pereira – Silva Pereira.. Fachin. ma anche.. Instituições de direito civil. da solo. addirittura. con tutta la sua dignità. a fondare un rapporto di paternità722 o.. da Silva Pereira (revista e atualizada por). 45 s.. in un rapporto di arricchimento reciproco. cit. costituendo un elemento non più sufficiente. 14.. 272 (2009).. 37 ss. 21 ss.. 346. cit. 26. cit. cit. cit. Volume V. 255 s. cit.. in Cunha Pereira. Netto Lôbo. 265) 722 v. come in Tribunal de Justiça do Rio Grande do Sul. 25 (2006). Rio de Janeiro 2011. un rapporto costituito esclusivamente dall’affetto. anche Netto Lôbo. 723 v. psicologico e affettivo a questi ultimi assume così un’importanza ben maggiore dei doveri dei genitori di carattere materiale. pois os pais têm o dever de assistir. Esempio tipico di tale tipo di filiazione. Dano moral nas ações de filiação. Família.2. Esso è.. Direito civil. anche L. e estes têm o dever de ajudar e amparar os pais” (Fachin. cit. Insomma. cit. Direito de família. cit.. nella sua essenza. è l’adozione (Calmon Nogueira da Gama. Silva Pereira – Silva Pereira. ovviamente. 300 s. cit. in secondo luogo. Forense. si arriva ad affermare che “a plena possibilidade de atestar a verdade biologíca. em percentuais elevados de confirmação da paternidade pela via do exame em DNA.

Cfr..gov. altresì C. in Chaves de Farias – Rosenvald. V ed.. o del cd. cit. cit. altresì Netto Lôbo. ultimo cit. cit. con riferimento al rapporto genitori-figli. ad esempio.c. Netto Lôbo. 600 s. nel diritto brasiliano. A incidência do art. cfr. Diniz. Delgado. 227 Cost. Afeto. brasiliana.. 333 ss. 8 ss. Skaf.. cit.. inevitabilmente si riflette e impedisce il corretto sviluppo psicologico del minore.. Bodin Moraes. l’“abandono afetivo”. 5 ss. soffermandosi poi (pp. cit. Louzada Bernardo. deve essere inteso come “convivenza”. cit. 415.. Direito civil brasileiro.0/9-00. Macena de Lima. 287 s. È possivel?.) 727 v.. ultimo cit.Volume VI. abbandono materiale e/o morale e di atti contrari alla morale e al buon costume (art. C. 129 e 130 del già citato “Estatuto da Criança e do Adolescente” (v.. Famílias Contemporâneas e as Dimensões da Responsabilidade.. Dantas de Oliveira Junior. 186. si ritiene non risarcibile la violazione in sé dei doveri familiari. in Cunha Pereira. 538 ss.mg. in Revista de Jurisprudência.. R. Diniz. cit..). non tanto sotto il profilo economico. 407 s. cioè. Ética. altresì A. 268. Gonçalves. pena la patrimonializzazione delle relazioni di famiglia 728 cfr. Saraiva. 175). Tutto ciò senza esclusione. non appare così difficile capire come la violazione dei diritti della persona comporti un danno ingiusto725. 89 ss. si sia disinteressato del figlio.975. 729 Dias. 186 do código civil brasileiro no abandono afetivo dos pais. Famílias. cit. Paes de Lira. 1638. “abbandono affettivo” da parte del padre (che.. dà una particolare importanza al diritto del minore a frequentare (anche dopo la separazione dei genitori) i nonni (cfr. dei rimedi propri del diritto di famiglia. insieme ad omissioni e maltrattamenti. 732 s. come quello di educazione728. 483. cit. ma soprattutto sotto il profilo personale. cit.. 59 ss. ovviamente. 302). 270). che parla di “paternidade responsável”. appunto. in http://www.. Silva Pereira – Silva Pereira. Diniz. internazionali e brasiliani. 726 M. Netto Lôbo. 679 ss. Direito de família.. 602 ss. e Soares da Rocha Xaubet. Tribunal de Justiça de São Paulo.. Lôbo. 301. omettendo di versare gli alimenti.. cit. la sospensione della potestà nel caso di abuso o di inadempimento dei doveri genitoriali (art. 630. in cui si afferma tale diritto come. ultimo cit.). come gli zii (Gonçalves. come. Cfr. Cfr. che assurge a vero e proprio diritto fondamentale ai sensi dell’art. 42 (2003). Invece. 23) e gli altri parenti. brasiliano. 1637 c. Il danno da abbandono affettivo.. Direito civil.. cit. cit. fra dottrina e giurisprudenza Del resto. analogamente al diritto italiano.3. cfr. cfr. anche gli art. Sul tema dei diritti della personalità nelle relazioni familiari.. o la decadenza della stessa nel caso di castighi smoderati.) sui documenti. Apelação Cível n° 95.. 286. con il ________ 245 . ultimo cit. Non dimentichiamo. Família e o Novo Código Civil. suscettibile di risarcimento (ove siano presenti il nesso causale e l’elemento psicologico)726: in particolare. che si soffermano anche sulle conseguenze psicologiche dell’abbandono affettivo 725 In tale ottica. la dottrina prevalente727 ritiene ormai risarcibile il danno subito dal minore a seguito dell’inadempimento dei doveri genitoriali. poi.br/portal/public/interno/repositorio/id/19798. con conseguenze nel comportamento di quest’ultimo e nel suo rendimento scolastico (Silva Pereira – Silva Pereira. cit.mp. diritto umano fondamentale (cfr. non adempiendo al dovere di visita e frequentazione729).. cit. Danos morais e relações de família.. 528 precisa che il termine “visita”. ultimo cit. Gomes Braz Andrekowisk. che il diritto brasiliano... São Paulo 2008.

cit.) sostiene che la condotta “poderá ganar status de ilicitude” quando è ripetuta e si accompagna ad una sofferenza del minore. Santarelli Zuliani. Filho. deve provenire da entrambi i genitori anche dopo la separazione: per tale ragione. Família e responsabilidade.. cit. a seguito della Lei n. 1583 e 1584. nesso di causalità ed elemento psicologico734. Duarte Bruno. Silva Pereira – Silva Pereira. soprattutto. ________ 730 assistenza che. 481 733 Silva Pereira – Silva Pereira. e ciò proprio in base al valore preminente della dignità umana731. 734 Louzada Bernardo. non sempre agevole) di riconoscere tutti gli elementi richiesti dalle regole generali della responsabilità civile.. ad estenuanti ed inutili attese 735 Louzada Bernardo. questo. 397 e 405 s. 811. cit. cit. Per quanto riguarda il danno.. cioè danno. incontrando il pieno favore della dottrina (cfr. in Cunha Pereira. cit. morale e psichica730. D. anche in tal caso la risarcibilità del danno dipenderà dalla possibilità (come si è visto anche nella giurisprudenza italiana. di “indenização por abandono afetivo” (v.. Louzada Bernardo.. 298. Cfr. cit. 487. cfr. altresì Barros Monteiro – Tavares da Silva. Convivência Familiar e Multas Cominatórias. 246 . altresì Paes de Lira. il che si verifica.. Direito de família. O direito/Dever de Visitas. 550. agli artt.. 391 ss. cit. esso non potrà venire automaticamente riconosciuto per il fatto che il figlio è cresciuto con uno solo dei genitori: sarà il giudice a dover valutare. cit. ex multis. Barros Monteiro – Tavares da Silva. “alienazione parentale”. Macena de Lima. caso per caso735. costretto. M. 11698/2008.. in Cunha Pereira.. prevede espressamente. appunto. Cfr. 39. anche R. cit. 222 ss. base assiologia della Costituzione Federale del 1988732.. mentre Gonçalves. 489 conseguente danno morale derivante dalla privazione del diritto del minore all’assistenza affettiva.Come ormai è chiaro.. che può integrare gli estremi della cd. Salvo Venosa. cit. è lo stesso riconoscimento dell’eguaglianza tra famiglie tradizionali e famiglie monoparentali a costituire una difficoltà a riconoscerne l’esistenza. 270 sottolinea che è contrario alla dignità delle relazioni familiari anche l’atteggiamento del genitore che ostacoli la relazione del figlio con l’altro genitore al fine di indurre quest’ultimo ad adempiere all’obbligazione alimentare (comportamento. 302). ritiene risarcibile il danno al figlio nato dal primo matrimonio qualora abbia ricevuto un’educazione peggiore rispetto al figlio nato dal secondo matrimonio.. a seguito della separazione o del divorzio dei genitori733. 320. infra) 732 v.) 731 Si parla. ad esempio. evidentemente. cit. l’affidamento condiviso dei figli (“guarda compartilhada”. il quale (pp... cit. cit.. Direito de família. A Guarda Compartilhada na Prática e as responsabilidades dos Pais. Addirittura. In pratica. Cfr. 629 s.). Família e Dignidade Humana. cfr. 37 s. cit. lo stesso codice civile del 2002.

cit. non potranno intendere l’abbandono come tale e. non vi sono ragioni per negare tale risarcimento (altrimenti. può osservarsi che le stesse condizioni di partenza.Sul nesso di causalità. infine. perché alcuni soggetti. resterebbero meno tutelati. l’elemento psicologico. possono portare a percorsi di vita dei figli completamente diversi. mentre nel secondo l’impossibilità di concedere un risarcimento deriva. ritenuto un “retrocesso de decada na dogmática do dano moral”. 492) che questi potrebbe rilevare l’assenza di un’effettiva “comunione di vita” anche nel caso di genitori non separati. pianamente. affermare che c’è consenso sul fatto che il non comprendere l’offesa non impedisce di subire il danno morale: il soggetto con sindrome di down certo percepisce l’“offesa”. dunque. così come il soggetto con paralisi celebrale non si può dire che non riceva alcun danno per il fatto di essere lasciato alle cure solo dell’altro genitore. non si può negare che non sia possibile individuare un modello di “genitore medio” cui fare riferimento738. non sembrano rilevanti le considerazioni critiche sul ricorso allo psicologo.. cit. con conseguente risarcimento del danno: nel primo caso. i figli di genitori conviventi rispetto a quelli di genitori separati). In realtà. paradossalmente. psichica ed economica) da uno che non l’abbia fatto. che valuti le conseguenze dell’assenza di un genitore nella formazione della personalità del figlio736. non avendo subito un danno in tal senso. o addirittura un’inefficacia della pur di per sé soddisfacente educazione impartita (pensiamo al figlio che si sia messo “sulla cattiva strada”. non è necessario. in ogni caso. in ragione della soggettività della valutazione che questi potrà fare e. il fatto che un genitore si disinteressi di lui e scompaia dalla sua vita? Un soggetto affetto da paralisi celebrale non avrà comunque diritto all’assistenza da parte del genitore. l’onere della prova. dall’assenza di colpa 737 Louzada Bernardo. come fa Louzada Bernardo (p. Louzada Bernardo. viceversa. in effetti. 495 736 Tuttavia. potrà essere utile la consulenza di uno psicologo. 493 s. Per quanto riguarda. soprattutto. o comunque colposo. diritto che non avrebbe senso di esistere se tale assistenza non avesse delle conseguenze positive se non altro per la cura della sua persona. Lo stesso “abbandono affettivo” potrà creare gravi traumi psicologici a un figlio e. Come si può affermare che un minore affetto da sindrome di down non possa percepire. rendere ancora più forte la personalità dell’altro737. e ritenere così che quest’ultimo sia incorso in un comportamento negligente. per cui si afferma (p. Per quanto riguarda. 490. sarà la perizia psicologica a valutare l’esistenza nel nesso causale. ________ 247 . che critica tale ricorso allo psicologo. cit. contra.. nonostante l’impegno dei genitori). non sembra un’impresa così difficile distinguere un genitore che abbia fornito al figlio un livello almeno sufficiente di amore e assistenza (morale. 491). Tuttavia. 738 Louzada Bernardo. anche se forse in maniera diversa da un altro. infatti. non avranno diritto al risarcimento. come quelli affetti da sindrome di down o da paralisi celebrale. poi. Parimenti. è proprio la visione di Louzada Bernardo a costituire una regressione.. con il conseguente danno nel caso in cui vi sia l’inadempimento di tale dovere? Dunque.

per così dire. si è precisato che. “todavia. Decl. propende per il riconoscimento del danno da abbandono affettivo. cit.4-5. ve ne sono molte altre che ne negano la coercibilità (o addirittura l’esistenza741) e. cit. la risarcibilità del danno in caso di inadempimento742. 247.. pur con alcuni distinguo. M. in Lex – Jurisprudência do Superior Tribunal de Justiça e Tribunais Regionais Federais. discriminações. 188 ss. Per delle considerazioni. dano moral” 739 740 Ad ogni modo. non è certo la mancanza d’amora per il figlio. 207 (2006). Apelação Cível n° 545. ofensas. in casi come questo. cit. infatti. 483 per i dettagli. manifestações injuriosas e que ridicularizam o ser humano já inferiorizado pela rejeição. Famílias Contemporâneas e as Dimensões da Responsabilidade. nella sua “declaração de voto vencido” in Tribunal de Justiça de São Paulo.4-5. sim. 17 ss. con la violazione del diretto dello stesso a essere visitato dal genitore.no Recurso Extraordinário 567. Louzada Bernardo. Santarelli Zuliani. costituiva una (eventuale) violazione solo indiretta del dettato costituzionale 745 Ma in dottrina (Barros Monteiro – Tavares da Silva. non solo la possibilità di spingere il genitore ad amare il figlio745. che. cfr. anche filosofiche. caberá.. Silva Pereira – Silva Pereira. Fino a non molto tempo fa. cit. 485. negando dunque la riforma del provvedimento impugnato. ma alcun possibile risultato positivo (anzi. Direito civil. e quindi di risarcirli in caso di inadempimento..164-0 Minas Gerais. 849 (2006). in Jurisprudência Mineira. Netto Lôbo. cit. cfr.. Cfr. e in Revista dos Tribunais. Skaf. cit. oltre alle sentenze citate infra 743 Louzada Bernardo. por atos concretos de humilhações.. in esso. accogliendo la tesi di chi non vedeva. 438 ss. Netto Lôbo. Apelação Cível n° 545. aveva negato il risarcimento del danno da abbandono affettivo. temendo che ciò avrebbe potuto compromettere ulteriormente il rapporto parentale)746. il quale. altresì. sull’impossibilità di “ordinare” a qualcuno di amare. in Revista dos Tribunais. in Tribunal de Justiça de São Paulo. 887 (2009). poiché quest’ultimo riguardava l’interpretazione di una norma infracostituzionale e. cit. con l’Emb. 486 744 Recurso Especial n°757. se la dottrina prevalente.. ________ 248 . 287. 406) si precisa che il fondamento della responsabilità civile. cit. dunque. come riportato da Ê. se in alcune sentenze740 sembra affermarsi un dovere di amare i figli... Famílias. 302. 175 (2005). 484 741 Afferma infatti la relatrice designata. aveva dichiarato “inviável” il ricorso.. il leading case in materia743 era dato da una decisione del Superior Tribunal de Justiça744. cit. ma l’inadempimento del dovere di tenere il figlio in propria compagnia. La sentenza del Superior Tribunal de Justiça era stata a sua volta impugnata davanti al Supremo Tribunal Federal... dunque. in dottrina. 19 746 Nel dibattito successivo.0085464-3). la giurisprudenza in materia è ancora. da Cunha.. cit.. Direito de família. “em fase de formação”739. 228 ss.Louzada Bernardo. 243: “O pai apelado fez tudo que por força de lei foi obrigado a fazer: reconheceu o filho e pagou a pensão alimentícia a que foi condenado. in riforma della sentenza del Tribunal de Justiça de Minas Gerais.411 – MG (2005. Louzada Bernardo. Não estava obrigado a amá-lo e não o amou” 742 cfr. Così.352. però.352. se o abandono ultrapassar os limites do disinteresse e causar lesões no direito da personalidade do filho.

. tuttavia. 486 Tribunal de Justiça de São Paulo. mas reconhecer que o afeto è um bem muito valioso!” 750 E. nell’arresto citato. 416: “Não se trata de impor um valor ao amor. sul punto. Apelação Cível n° 545. a testimoniare il fermento dottrinario e giurisprudenziale sulla materia. dal Superior Tribunal de Justiça. 11. oltretutto. il sorgere di comportamenti artificiali ed ipocriti che nulla hanno a che vedere con il vero affetto che i genitori dovrebbero nutrire per i figli. avevano giudicato la questione.. 241 ss. cit. 10) 747 748 Tuttavia. de uma obrigação legal: cuidar” (pag. Più precisamente.. il fatto che le corti che. In particolare. che invece riteneva cumulabili i rimedi del diritto di famiglia con la responsabilità aquiliana. Nella stessa sentenza. con il rischio.10. cit. Così come era rilevante. cit.038606-9. che invece ha finalmente riconosciuto il danno da “abbandono affettivo”. il cui inadempimento.4-5. poi. 749 Ma. cfr. ganha o debate contornos mais técnicos. nell’ordinamento brasiliano. nell’aprile 2012. Andrighi.Non erano mancate.. descumprimento. È possível obrigar un pai a ser pai? 751 Superior Tribunal de Justiça. si erano mantenute sulle posizioni espresse. si erano espresse in maniera differente747. poi. Recurso Especial n°1159242. 752 Superior Tribunal de Justiça. Louzada Bernardo. rilevante l’opinione minoritaria del ministro R. per usare le parole della relatrice. de Barros Monteiro Filho. cit. al limite. ________ 249 . un dovere (implicito) di prendersi cura dei figli.352. 249 ss. sulla base del principio secondo cui “amar é facultade. ou parcial cumprimento. costituendo un illecito. Brum. per cui l’unico risultato ottenibile in sede giudiziaria sarebbe. cit. di una monetarizzazione delle relazioni familiari749. la Suprema Corte ha ritenuto che esista. è efficace ciò che afferma Dias. Tribunal de Justiça de São Paulo. nei vari gradi. Altre sentenze recenti748. 905 (2011). a verificação do cumprimento. N. nelle varie opinions espresse dai giudici. negando così la tutela aquiliana in base alla considerazione che l’amore non può nascere se non spontaneamente (e che dunque non spetta ad un giudice “imporlo”). è intervenuta una nuova (e criticata750) decisione del Superior Tribunal de Justiça751. le (vetuste) considerazioni in merito all’autonomia del diritto di famiglia. fonda la pretesa risarcitoria per il danno morale da abbandono psicologico.. Recurso Especial n°1159242. cuidar é dever”752. sim. pois não se discute mais a mensuração do intangível – o amor – mas. in Revista dos Tribunais. Apelação Cível n° 990. “o cuidado é fundamental para a formação do menor e do adolescente.

precisi anche quali strumenti lo Stato metta a disposizione per renderla effettiva (ad esempio. come rimedio accessorio.. e nemmeno rassegnandosi a sostenere che. Direito de família. II ed. indenizar o amor. Para uma Releitura da Teoria Geral da Responsabilidade e do Ilícito. si possono utilizzare alcuni rimedi generali previsti nel codice di procedura civile con una funzione dissuasiva: per esempio. e 407 757 Chaves de Farias – Rosenvald. anche d’ufficio756. l’applicazione di una multa giornaliera. 34 s. 568. 38. potrà essere applicato l’art. che siano maggiormente rispettosi della dignità umana754. sembra condivisibile l’opinione prevalente in dottrina. oppure l’art. 417) 754 Delgado. o juiz concederà a tutela específica da obrigação ou determinará providências que assegurem o resultado prático equivalente ao do adimplemento”. altresì Carvalho Ribeiro. Fiuza.. Del resto. siccome l’amore non può essere imposto. sia pure come ultima ratio753). precisa l’autore (p. 753 Del resto. non dovrà essere “nem tão grande que se converta O ancora. ad ogni modo. in Id. cit. sul modello delle astreintes francesi.. Forense. disponendo l’obbligo di convivenza (con le modalità. 397 s. l’aiuto psicologico di professionisti)755. 735. come. non deve essere escluso. L’entità del risarcimento. ad esempio. Santarelli Zuliani. cit.Tali rimedi ben possono essere costituiti da un provvedimento del giudice che. derivanti dalla separazione dei genitori). cit. A prescindere dalla considerazioni dei giudici. 213 dell’“Estatuto da Criaça e do Adolescente” prevede proprio che. anche C. Rio de Janeiro 2009. cit. comunque.. non può esserci nessun rimedio. Cfr. na defesa da aplicabilidade da responsabilidade civil aos vínculos familiares. 58).. ________ 250 .. Curso Avançado de Direito Civil. 87. nas familiares não è diferente”. dove si precisa: “Não se pretende. Sul tema. cit. Filho. cit. al fine di scoraggiare dall’inadempimento. 461. mais inculada ao lado material. piuttosto che se ne disinteressi (Dias. “na ação que tenha por objeto o cumprimento de obrigação de fazer ou não fazer... 273.. in generale. che ritiene preferibili altri rimedi rispetto a quello aquiliano (che. cit. l’art. mas que sejam reparados os danos decorrentes dos atos ilícitos originados dentro de uma relação de família. cfr. ovviamente. riguardante le misure cautelari anticipatorie757. secondo cui “[a] prevenção está muito mais ligada à dignidade humana do que a reparação. che prevede anch’esso la possibilità di imporre una multa giornaliera. e 57. 814 ss. Do mesmo modo que o incumprimento das obrigações nas diversas relações jurídicas geram responsabilidade.. 550 756 De Barros Monteiro – Tavares da Silva.. è pur sempre meglio che un genitore si occupi del figlio sotto la minaccia del pagamento di un risarcimento. de ressarcimento patrimonial” 755 Paes de Lira. cit. non per ragioni di autonomia dei vari settori del diritto.

Direito civil. ________ 251 . non fornisce alcun rimedio alternativo. cfr. 117 ss. ammonire il genitore “alienante”. 418 ss. del nostro codice civile761. Família e responsabilidade. cit. Direito de família. nem tão pequeno que se torne inexpresivo”.. soprattutto. dove il principio generale del rifiuto dei danni punitivi nel nostro ordinamento si scontra con i primi timidi passi della giurisprudenza nel riconoscimento della natura punitiva del risarcimento di cui all’art.. riconosciuta la sua sussistenza. può comminare una multa al genitore “alienante”760. 482). che però. 14) ritiene poi che il comportamento del genitore ostacolante sia inquadrabile nello schema dell’abuso del diritto In Brasile. oggi. italiano. Pisano Motta. modificando altresì l’affidamento dei figli759 ed eventualmente sospendendo l’autorità genitoriale. “alienazione parentale” che.. che però non è aggiornato alla succitata Lei n° 12318/2010. sostanzialmente potrà farlo. Silva Pereira – Silva Pereira. e anche economica. talvolta addirittura spingendolo a credere all’esistenza di episodio di violenza in realtà mai avvenuti758. 759 Secondo Pisano Motta. Alienação Parental. è molto frequente anche il fenomeno della cd. n. come si è detto.. salvo quello della mediazione familiare. cit. da parte di un genitore. 1080 761 Santarelli Zuliani. Si accorge di ciò. 407 ss. Louzada Bernardo... A. M. 38 ritiene possible il risarcimento del danno al genitore che si è visto ostacolato nel rapporti con il figlio. cit. A Síndrome da Alienação Parental. ma solo al relativo Projeto de Lei n° 4058/2008. misura che molto ricorda il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’art. cit. Parte della dottrina (v. può così (art. si ha quando un genitore instilla nel figlio un sentimento di odio e di rifiuto nei confronti dell’altro genitore. Fiuza. Il giudice.. 1° comma. Alienazione parentale e responsabilità civile: la Lei n° 12138/2010 Nel caso di separazione e divorzio... appaia come una negazione del suo stesso diritto: il genitore che vorrà disinteressarsi del figlio. 709-ter c. cit. Aspectos interdisciplinares na teoria e na prática. psichica. cit. em fonte de enriquecimento sem causa.4. alcuna conseguenza 758 Sul tema.. 104 ss. 1079 ss.. Come già si poteva intuire dall’esame delle più recenti evoluzioni normative in Italia. una volta rilevato (giustamente) come la responsabilità civile non costituisca il mezzo migliore per migliorare le relazioni genitori-figli. Louzada Bernardo. oltre all’inadempimento dei doveri genitoriali. è il diritto di famiglia il settore che più spinge verso una revisione della funzione meramente compensatoria del risarcimento (cfr. Dias.. in Cunha Pereira.. stando alla tesi di Louzada Bernardo. 231 ss.. 497. Barros Monteiro – Tavares da Silva. cit. ampliare il regime di convivenza a favore del genitore “alienato”. da ciò. Appare però evidente come negare un qualsiasi ristoro ad un figlio che si veda privato di un diritto fondamentale come quello all’assistenza morale. cit. dato che non subirà. un efficace rimedio con la sindrome di alienazione parentale è dato proprio dall’affidamento condiviso dei figli 760 cfr.p. 4. pur ritenendo tale conseguenza (cioè il riconoscimento di punitive damages finalizzati a dissuadere dall’inadempimento dei doveri familiari) del tutto indesiderabile.. la Lei n° 12318/2010 ha previsto precise misure volte a contrastare tale fenomeno. e. in Revista do Advogado. de Oliveira. 6).c. cit.709-ter. 112 (2011). Skaf. E. cit.

con il risarcimento dei danni morali. sofferenze o veri e propri traumi764. Tribunal de Justiça do Rio Grande do Norte. per andare esente da responsabilità. In Brasile763 si comincia ad ammettere la possibilità di riconoscere la responsabilità aquiliana. 187 v. la paternità socioaffettiva già stabilita. sorge solo nel momento in cui l’atteggiamento del presunto padre sia colpevolmente dilato________ 762 763 Quanto si è detto a proposito dell’importanza dell’elemento socioaffettivo nei rapporti parentali. cit. cit. in dottrina. 764 sul tema. ancora. giustamente aveva richiesto di verificare tale paternità attraverso un test genetico 252 . 188 ss. invece. Carvalho Ribeiro. cit.. anche quando nutrisse più che legittimi dubbi su di essa.5. con il semplice rifiuto del riconoscimento: se così fosse.. 188 ss.. Lagrasta. 866 (2007). non esclude. sorpreso dalla scoperta di un presunto figlio nato da una sua breve relazione sentimentale di oltre vent’anni prima. Interessante poi quanto afferma Carvalho Neto... sarebbe costretto a riconoscere qualsiasi paternità che gli fosse attribuita. per cui la dottrina762 è giunta ad affermare che il figlio ha un vero e proprio diritto di cambiare. della responsabilità della madre quando agisca per la dichiarazione giudiziale di paternità del proprio figlio contro un soggetto che sa non essere il padre (in tal caso. 529 ss. lo Stato non è responsabile. 28 s. e già esaminati... in Revista do advogado.. in particolare. cit. Tale tendenza al riconoscimento della responsabilità da mancato riconoscimento del figlio non potrà che trovare nuova forza a seguito degli ultimi. v. 322 ss. Per quanto riguarda. Dano moral no direito de família. Gomes Braz Andrekowisk. però. chiunque. che giustamente non considera responsabile. però.. ad esempio perché male istruita (a parte ovviamente il caso in cui sia stata proprio la madre a non fornire gli elementi di prova minimi e necessari) e. il diritto del figlio a conoscere la propria origine biologica. giova premettere che l’azione in materia è imprescrittibile. sviluppi giurisprudenziali in materia di responsabilità endofamiliare 765 v. Apelação Cívil n° 2007. Azioni di filiazione e responsabilità La dottrina e la giurisprudenza765 precisano. in Revista de Jurisprudência. che tale responsabilità non sorge immediatamente. 53 ss. che parla della responsabilità dello Stato nel caso in cui l’azione di dichiarazione giudiziale di paternità sia rigettata per mancanza di prove. il caso del figlio non riconosciuto. infatti. perché l’atto è dipendente da un fatto del terzo). per mancanza di colpa. cit. Gomes Braz Andrekowisk. cfr. Gomes Braz Andrekowisk.002886-5. nel caso in cui un padre si rifiuti di riconoscere il figlio e questo provochi a quest’ultimo carenze affettive. un genitore che. Tale responsabilità.. C. ovviamente.. 91 (2007). in ogni momento.

Tale diritto al risarcimento spetta altresì al figlio.p. cit. rifiuti di riconoscere una paternità di cui egli abbia la certezza o. brasiliano 766 767 253 . 193. possa ottenere il risarcimento del danno morale qualora tale diritto. che. Gomes Braz Andrekowisk. 95 si riconducono tali ipotesi allo schema del danno da perdita di chances (di esser padre. appunto) 771 cfr. ometta di verificare una paternità sulla quale egli abbia un ragionevole dubbio. cit. perché la donna gli ha tenuto nascosta la gravidanza o ha abortito)768. 243 c. cit. ________ v.. appunto. anche colui che riconosce un figlio che sa non essere il proprio e poi. Gomes Braz Andrekowisk... se non è un vero e proprio abuso del diritto. per lo meno costituisce un’“imprudência na condução dos atos da vida do homem médio”767. 193 s. Non constano. propone azione di disconoscimento di paternità. Gomes Braz Andrekowisk.. invece. anche se in dottrina769 si ritiene comunque che il padre. Si parla invece di abuso del diritto in Santos Albuquerque.. ad esempio quando. l’art. avendo il diritto di passare del tempo con il figlio.. parallelamente. con conseguente condanna al risarcimento del danno. 265 768 v. cit. 532 770 In Chaves de Farias – Rosenvald.. 194 769 Carvalho Neto. comunque. attraverso. utilizzando dei sotterfugi processuali per dissimulare la realtà biologica. cit. Tale ipotesi. rio.Ma la giurisprudenza766 considera responsabile. sentenze in cui venga riconosciuto il risarcimento ad un uomo per la violazione del suo diritto ad “esser padre” (ad esempio. l’occultamento della gravidanza da parte della madre o attraverso l’aborto. a prescindere dall’eventuale ritardo con cui la madre del minore abbia esperito l’azione giudiziale. ha diritto a passare del tempo col padre771. cit. venga violato770. altresì. dopo la rottura della relazione con la madre.

ultimo cit. 221 775 v.6. ultimo cit. ultimo cit. con conseguenze sul nascituro (cfr. per cui è già titolare dei diritti della personalità772 costituzionalmente garantiti. brasiliano) o per successione ereditaria (artt. 542 c. como AIDS ou sífilis. all’immagine. diffusamente.). Responsabilidade Civil. un incidente.. più in generale. all’identità genetica. per sua colpa.. che specifica. a quale specie appartiene il nascituro se non alla specie umana? Cfr. Delgado. avevano rifiutato una trasfusione di sangue al feto775 (e. 220.. in ragione delle loro credenze religiosa. 228) 778 Diniz.particolarmente rispettosa del diritto alla vita. ma anche nei casi in cui sia legato a ragioni di salute.. nell’esame sia del diritto italiano che del diritto peruviano. 17981799 c. come sia talvolta riconoscibile una responsabilità dei genitori verso il figlio non ancora nato. che in realtà precisa poi. così come il caso in cui la gestante abbia subito. Diritti del nascituro e responsabilità dei genitori 772 Il nascituro ha così diritto a una paternità certa.. ________ 254 . Diniz. è stata comunque riconosciuta una responsabilità dei genitori che. in tal modo affermando una qualche forma di soggettività giuridica del prodotto del concepimento. cit. Del resto. ultimo cit. brasiliano) 774 Diniz. gli abbiano causato comunque delle lesioni. 225 parla di “[t]ransmissão de doenças. finalmente. precisando che l’embrione (o il nascituro). Si è già visto. durante la vita intrauterina (o in vitro) ha una personalità giuridica formale. nonché nei casi in cui la gestante abbia fatto uso di tabacco. altresì l’esistenza di un vero e proprio “diritto alla vita” o “diritto a nascere” 773 Diniz. nonché nei casi in cui il concepimento sia avvenuto al fine di poter ottenere. delle cellule per la cura di malattie774.... in caso di rifiuto della gestante di assumere medicinali o sottomettersi a interventi chirurgici finalizzati alla salute e all’integrità fisica del nascituro776). dall’embrione. fallendo nell’opera di eliminazione del feto. pure i diritti di tipo patrimoniale773. all’onore (v. ultimo cit.c. sarà ravvisabile una responsabilità della gestante anche nel caso in cui l’uso di tali sostanze sia dipeso da esigenze terapeutiche (Diniz.). Anche l’uso di abortivi che.. agli alimenti. in ragione del rispetto assoluto per la vita e per l’integrità psicofisica del nascituro da parte del diritto brasiliano. su tale affermazione.. ultimo cit. ultimo cit. a pag. 225 776 Diniz. alcool e sostanze tossiche777 e quando vi sia stata la trasmissione di malattie778.c. che il nascituro ha diritto a ricevere beni per donazione (art. deriva così il divieto dell’aborto non solo in tutti i casi in cui esso dipenda da motivi ideologici o socioeconomici. potendo così acquisire. Diniz. Al di là del caso dell’aborto. fisica o mentale. è fonte di responsabilità. cit. 707 ss. Diniz. 228 ss. ed ha una personalità giuridica (anche) materiale dopo la nascita. 226 s. 230.. all’indennizzazione per la morte di suo padre. La dottrina brasiliana si spinge addirittura oltre. Da tale impostazione. 227 777 Peraltro.

63 780 cfr. che tale norma. essendo il terzo ad aver compiuto materialmente l’atto. un conto sono le malattie genetiche. pelos pais através da concepção” in maniera evidentemente poco appropriata. prevedendo. a seguito dell’approvazione del nuovo codice civile nel 2002. come appunto l’AIDS. appunto. che le persone indicate in tali articoli fossero responsabili “provando-se que elas concorreram para o dano por culpa. ultimo cit. La responsabilità dei genitori per fatto dei figli nel diritto brasiliano: dalla colpa presunta alla responsabilità oggettiva per fatto altrui Per quanto riguarda. cit. São Paulo 2003. ad una colpa o negligenza da parte del soggetto giuridicamente responsabile779. Il Codice Civile del 1916. attraverso e per il fatto stesso del concepimento. ad esempio.. all’art. del preservativo sia derivata una gravidanza (sul tema. in quanto riconducibile. appunto. nel suo dettato letterale. Direito civil.) 779 S. dal momento che. Rodrigues. 57 ss. la responsabilità dei genitori nei confronti dei terzi. quelle trasmesse. agli artt. cioè. IV ristampa (2007).. Dantas Vilela. e della conseguente rottura. 1521 e 1522 elencava i casi di responsabilità per fatto del terzo. 255 . XX edizione. invece. che molto facilmente verranno trasmesse dalla madre al figlio ma che non “appartengono” al nascituro (contrariamente. Responsabilidade civil. nei confronti della ditta produttrice. in Brasile. Si è detto “per fatto del terzo”. da un punto di vista teorico. ou negligência de sua parte”. ma. Bisogna poi almeno accennare al fatto che nel diritto brasiliano si riconosce anche ai genitori. E’ chiaro. come si è visto sia con riferimento al diritto italiano che a quello peruviano. un altro conto riguarda quelle malattie. ________ por exemplo.. Rodrigues. è stata invece profondamente rivisitata. dato che lasciava comunque alla vittima l’onere della prova780. quando cioè.7. se in Italia essa è ancora regolata dal codice civile del 1942. alle malattie genetiche) fin dal momento in cui questi è stato concepito. però. era di scarso effetto pratico. si trattava di una responsabilità per fatto proprio. Volume IV. cfr. il diritto al risarcimento del danno da nascita indesiderata. per le quali appare preferibile la tesi della non responsabilità dei genitori (per le ragioni sopra esaminate). 455 ss. dal difetto. 1523. ex multis.

In giurisprudenza... da Silva Pereira – R... Fra l’altro. Teoria das Obrigações Contratuais e Extracontratuais. per cui già nella vigenza del codice ________ 781 v. São Paulo 2008. ultimo cit. ultimo cit. Rio de Janeiro – São Paulo – Recife. Curso de Direito Civil Brasileiro. Rio de Janeiro 2004. privo di patente. 837. ma che. al di là del dato testuale dell’art. 828 s. ultimo cit..523. “nem por isso restabeleceu o art. parte della dottrina parlava di una responsabilità che stava “no meio do caminho entre a culpa presumida e a responsabilização objetiva”783. Tartuce. era stata ritenuta sussistente la responsabilità dei genitori che non avevano impedito il consumo di alcolici da parte dei minori (Diniz. 836 s. Forense. F. art. 294 ss. vi era una presunzione di colpa. interpretando l’art. 553). 2° parte. aveva causato un incidente. Diniz. Renovar.. Rodrigues. erano state formulate delle ipotesi. Fichtner (atualizador). 212 (2005). 87. brasiliano del 1916. 284.. come in Italia. Saraiva. Peraltro. Per un caso di responsabilità dei genitori (in base alle norme del codice civile del 1916) per l’incidente causato dal figlio minore munito di patente. 1523 del c.. Volume II. In tal modo “a responsabilidade do pai pelo ato ilícito do filho menor já era objetiva. 39. 554. Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes.. 2°. Código Civil Interpretado. Direito das obrigações. altresì Rodrigues. Contratos. Comunque tale schema. 553).c. collegato alla potestà: così. cit. già generava alcuni problemi. 3. più che di responsabilità per colpa presunta. C. in Cunha Pereira. Responsabilidade Civil. a sua volta.. per violazione. fu abrogato dal Codice dei Minori del 1979. M. visto que a revogação desse Código veio ampliar sua responsabilidade ao retirar-lhe a possibilidade de se exonerar daquela responsabilidade provando que não houve culpa ou negligência de sua parte” (Diniz.. altresì Diniz. legato al semplice fatto di aver messo al mondo dei figli 256 . ultimo cit. brasiliano del 1916 fu abrogato dal Codice dei Minori del 1927 (che già eliminava i requisiti della “companhia” e della “guarda”. Tepedino – H. ultimo cit. juris tantum. bisogna rilevare che l’art... R. XI ed.. C. Marrone de Castro Sampaio. A Responsabilidade Civil dos Pais pelos Filho e o Bullying. il quale. 553. Barros Monteiro – Dabus Maluf – Tavares da Silva. Atlas. che finivano per costituire la regola.. cfr.. 1. 1523 c. 582. in cui. 557. 581 s. ultimo cit. São Paulo 2007 .). Cfr. altresì Rodrigues. cfr. e 835.. Barboza – M. Apelaçoes. § 3°”. Responsabilidade Civil. por não mais esisti a presunção de culpa estabelecida no Código de Menores.. ultimo cit. in dottrina e in giurisprudenza781. continuava a venir applicata la Súmula 341 del Supremo Tribunal Federal che. sosteneva che la responsabilità dei genitori fosse semplicemente presunta 783 v. tanto che. ad esempio. Conforme a Constituição da República.. Primeiro Tribunal de Alçada Civil de São Paulo. H. 60 ss. Volume III. ante o disposto na Lei de Introdução ao Código Civil. 549 s. cit. Volume 4. Instituições de direito civil.c. XXIV ed. essi potevano appunto liberarsi dalla responsabilità dimostrando di aver correttamente adempiuto a tale dovere782. Salvo Venosa. però. 01/12/2004 in Lex – Jurisprudência dos Tribunais de Alçada Civil de São Paulo. G. era stata ritenuta la responsabilità dei genitori di un figlio che. Id. Direito Civil. IV ed. cit.Per questo. Ad ogni modo. del dovere di vigilanza.. pur lasciando la possibilità di dimostrare l’assenza di colpa). 63 s. secondo il quale già nella vigenza del codice del 1916 l’effettivo fondamento di tale responsabilità era il rischio. ultimo cit. 2° parte. 1523. 2006. 828. Diniz. Cfr. appunto. ultimo cit.. 782 Barros Monteiro – Dabus Maluf – Tavares da Silva. Direito das obrigações. Bodin de Moraes.. cit. cit. o di un figlio che aveva commesso un reato (Diniz. 69).

secondo il quale la responsabilità di tali soggetti non deve essere valutata con lo stesso rigore rispetto a quella dei genitori. para o campo da responsabilidade objetiva. mesmo para fins ________ del 1916 molti tribunali erano poco inclini ad accettare la dimostrazione dell’assenza di colpa784. per quanto giustificabile sotto un profilo morale. cit. Tartuce. 39. ultimo cit.. secondo il quale la responsabilità prevista dal nuovo codice “muito se aproxima da teoria do risco” 786 Rodrigues. Diniz. perché questi è civilmente capace. 46) 257 ... in dottrina. cit. si ritiene che i genitori non siano responsabili per l’illecito commesso dal minore emancipato. In dottrina. con la conseguenza che. casas ou estabelecimentos onde se alberque por dinheiro790. per il sorgere della responsabilità. 87. na prática. nel codice del 1916 non si specificava alcunché. 70. Tale soluzione. anche Salvo Venosa. ultimo cit. mentre la giurisprudenza (discutibilmente) è di contrario avviso. 829. ritenendo che dell’emancipazione beneficia solo il minore. 62 787 Senza peraltro la distinzione fatta dal codice previgente fra minori relativamente o assolutamente incapaci (cfr. Marrone de Castro Sampaio. però. 838. Marrone de Castro Sampaio. ma l’atto è inefficace con riguardo ai terzi (v. Infatti.. la tesi della responsabilità per rischio785. cit. Cfr. già recepita nel progetto di codice civile del 1975786. Marrone de Castro Sampaio. cit.. fosse necessario il requisito dell’onerosità (v. non trova alcuna base nella lettera della norma 790 Al contrario.. a prescindere “da autoridade e da companhia” (v.. quindi. cit. cit. hospedaris. dei tutori e curatori per le persone sottoposte. ma si tratta di una tesi che. al 2° comma. 40 s. per “os donos de hotéis. evidentemente. altresì Salvo Venosa. 932 prevede una responsabilità dei genitori per i figli minori787 “que estiverem sob sua autoridade e em sua companhia”788 (nonché.. de jure condendo. como passara a entender a jurisprudência a respeito do antico Código. era discusso se. 784 Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. 88. e.Il legislatore del nuovo codice. è di contrario avviso. secondo cui “a novel lei salta do campo da responsabilidade presumida.. a tutela e curatela “que se acharem nas mesmas condições”789. al 4° comma. in quanto tutela e curatela rappresentano un munus pubblico. cit. Cfr. Teoria das Obrigações Contratuais e Extracontratuais.. 40)... Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. non è giusto che venga gravato da oneri eccessivi. cit. invece. ritenendo che i genitori siano sempre responsabili solidali per gli atti del figlio. se l’art. sembrerebbe (in apparenza) aver sgombrato il campo da ogni equivoco sulla questione.) 788 Parte della dottrina. o que. Rodrigues. cit. Marrone de Castro Sampaio. appunto. è in contrasto con la lettera della norma 789 cfr. per cui il soggetto che le presta compie un servizio per la società e. já era fartamente admitido pela jurisprudência” 785 v. 283). 829 e 836. cit. e non mancavano autori che sostenevano.

. cit. 2° parte. anche alle scuole private). pelos seus hóspedes. Tartuce.. Direito das obrigações. secondo il parere prevalente della dottrina795. Saraiva. 550 ss.. Parte Geral. cit.. Novo curso de direito civil. cit.). più in generale. La questione è solo appa________ 258 . cit. Diniz. l’art. Salvo Venosa. Pamplona Filho. cit.. e educandos”791). non va applicata alle università. finendo per costituire. minori puberi che non necessitano di vigilanza (Marrone de Castro Sampaio. 64 795 v.. 45 e 69 s. cit. essendo l’alunno un consumatore dei servizi dell’istituto di educazione (v. o una responsabilità in base al “Código de Defesa del Consumidor” (peraltro applicabile. Responsabilidade Civil. Direito das obrigações. São Paulo 2005. 405. poiché si presume che i loro studenti siano maggiorenni o. 289 s.. 837. Stolze Gagliano – R. volume 2. tutori e curatori.. cit.. 2° parte. 567 e 829. come consacrata dall’art. nel panorama del diritto comparato. Volume III – Responsabilidade civil. 836. 6° comma.. 182. 450. 17.. Diniz. in presenza di un’ipotesi di responsabilità oggettiva per fatto altrui796. II ed. comunque. Fiuza. della Costituzione Federale e dalla Lei n. infatti. ultimo cit. cit.. senza possibilità di andarne esenti qualora si dimostri l’assenza di colpa (“ainda que não haja culpa de sua parte”)797. esclude che essa abbia natura oggettiva 796 nella dottrina brasiliana (Diniz. ultimo cit. 549. 37.. uno dei sistemi di responsabilità più ampia793. 550 ss. Id.... vi sarà una responsabilità oggettiva dello Stato. 105.. Cfr. Silva Pereira – Silva Pereira. cit. cit. 405. cit.791 Per quanto riguarda l’evento accaduto nella scuola pubblica. cit. Ulhoa Coelho.. Cfr. G. 586 e Tartuce.. cit. ovviamente. Marrone de Castro Sampaio. Curso de direito civil. 42. sarebbe una chiara dimostrazione che siamo. anche Fiuza. senza esclusione della responsabilità personale per atto proprio dell’insegnante e degli altri soggetti (Marrone de Castro Sampaio. questo... esaminati tutti i presupposti della responsabilità di genitori... F. parla di responsabilità oggettiva puramente formale quando si ha una responsabilità prevista in una specifica disposizione di legge. 46). cit. Costa Loures – Loures Dolabela Guimarães. di “responsabilidade complexa” nei casi in cui la responsabilità non sia per fatto proprio 797 Barros Monteiro – Dabus Maluf – Tavares da Silva. Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. Diniz.. Direito civil. 933 costituisce la vera innovazione rispetto al precedente schema basato sulla colpa presunta792. qui. moradores. Netto Lôbo. Tuttavia. 820 e 836. II ed. 372) si parla poi. 837. comunque. Barros Monteiro – Dabus Maluf – Tavares da Silva. 109) 792 Tartuce. 371 ss. Salvo Venosa. ultimo cit. Stolze Gagliano – Pamplona Filho. Tutto ciò. 192. cit... São Paulo 2004. Teoria das Obrigações Contratuais e Extracontratuais. cit.. cit. La norma.. 8078/1990 (cfr. cit. Responsabilidade Civil.). e non dipendente dal fatto che il soggetto gravato da essa possa socializzare i costi dell’attività generatrice del danno. cit. 298). Barros Monteiro – Dabus Maluf – Tavares da Silva. de educação. cit. Saraiva. 181. Para uma Releitura da Teoria Geral da Responsabilidade e do Ilícito. 284 793 v. Costa Loures – Loures Dolabela Guimarães. 582... cit. 284 794 Rodrigues. cit. Tartuce. Diniz.. ultimo cit. cit. ultimo cit. altresì Calmon Nogueira da Gama.. 586. contra. finalizzato ad assicurare la massima tutela alla vittima dell’evento dannoso794: l’espressione utilizzata dalla norma. 46... 797 s. cit. come vedremo. 2° parte. Direito das obrigações. Ulhoa Coelho.

un revolver. che precisa che si tratta di responsabilità per rischio. Si tratta dell’accoglimento del principio del rischio (A. 2° parte. XVII ed. Salvo Venosa.01406707). arrivando addirittura a riprendere il concetto di 259 . 829 s. può essere ricondotta al tipo obiettivo). si afferma che la responsabilità ex artt. parla. 17. 1. Stolze Gagliano – Pamplona Filho.br/SCON/SearchBRS?b=ACOR&livre=@docn=’000377046 . Wald. dato che. São Paulo 2009. cit. XI ed. tale considerazione non sembra condivisibile. Introdução e Parte Geral. 829. che.. si perde. Saraiva.stj. la nuova norma non parla più di “poder familiar” ma di “autoridade”.. cit. come si è detto... costituiva senza dubbio una circostanza eccezionale 799 Gli unici Autori che non lasciano veramente spazio ad alcun dubbio sulla natura della responsabilità in questione. Netto Lôbo. cit. esclude la responsabilità del padre. e in particolare dal potere di “guarda”800. 719). utilizzato poi dal figlio per commettere l’illecito. di responsabilità oggettiva. garantire il risarcimento alla vittima. Teoria das Obrigações Contratuais e Extracontratuais. ma solo perché il fatto che la madre avesse acquistato.. 375... Curso de Direito Civil Brasileiro. che sembra così decisa nell’affermare la natura indiretta ed oggettiva della responsabilità nella norma in esame. 582. 800 Diniz. 942 e 932 del codice del 2002. oggi. São Paulo 2006. Direito Civil. Recurso Especial n° 777327 – RS (2005. Obrigações e Contratos. Silva Pereira – Silva Pereira. 932-933 deriva dai poteri e dai doveri connessi al “poder familiar”. Superior Tribunal de Justiça.. Direito das obrigações. sono Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. ultimo cit.. ma sostiene che i genitori e gli altri soggetti sopra elencati siano chiamati a rispondere “com presunção absoluta da culpa in vigilando ou in eligendo” ________ Così.. Inoltre. ultimo cit.rentemente semplice. In realtà.. parlando chiaramente di responsabilità per rischio ed affermando che il fondamento di tale responsabilità è. individuando (correttamente) il parallelismo fra gli artt. 84 ss. 551. 450. però.1518 e 1521 del codice previgente e gli artt. in considerazioni le quali rivelano che il carattere della responsabilità dei genitori per fatto dei figli rimane ambiguo nonostante l’approvazione del nuovo codice799. Barros Monteiro – Dabus Maluf – Tavares da Silva. Saraiva.. la stessa dottrina sopra ricordata. 837. Wald. cit. in realtà il nuovo codice è innovativo a tale proposito. cit. Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. cit.jus. cit. A. in linea di massima. come si è visto. 275) 798 cfr. oppure si sostiene che vi è una presunzione non più juris tantum ma juris et de jure di colpa801. regolando una responsabilità che. pochi giorni prima del fatto. In primo luogo. cit. nel caso di specie. taluna giurisprudenza798.. Il legislatore non usa a caso i termini: se avesse voluto parlare di “poder familiar”. in http://www. Gonçalves. sostiene (discutibilmente) che il fondamento della responsabilità genitoriale sta nella presunzione juris tantum di culpa in vigilando (mentre. come si è visto. l’avrebbe fatto 801 Diniz. 166.

con la nuova norma. 451. I. a seguito di separazione giudiziale o di divorzio. A. e un’altra cosa ancora i casi di responsabilità oggettiva. São Paulo 2004. se la dimostrazione della colpa del genitore (e degli altri soggetti di cui all’art. in quanto gli Autori che parlano di responsabilità oggettiva dimenticano che tale norma non esclude alcuni casi in cui il genitore può andare esente da responsabilità. 41... III ed. anche qualora si voglia sostenere che. dopo la riforma. in ogni caso. 144 (2008).. cit. Vol. Dunque. 932 potranno andare esenti da responsabilità qualora non ricorrano le altre condizioni.. Senise Lisboa. Curso avançado de direito civil 804 Tartuce. E l’art. Inoltre. tutori. si tratta comunque. Fiuza. Gonçalves. sarà comunque richiesta la dimostrazione della colpa del minore.. cit. São Paulo 2003. ultimo cit. 823 806 Diniz. Diniz. ad esempio. cit. ad esempio. come giustamente osserva R. una cosa sono le ipotesi in cui è richiesta la colpa. o comunque il fatto si è verificato mentre il figlio è in compagnia di uno solo dei genitori (nel qual caso l’altro genitore andrà appunto esente da responsabilità)807. a parere della migliore dottrina brasiliana804. 375. cioè i figli non si trovino in loro “companhia” e sotto la loro “autoridade”: pensiamo. Fiuza. Revista dos Tribunais. di una “responsabilità civile oggettiva impura”. 610. 292. II ed. più genericamente. 107 807 v. Parte Geral. ________ 802 P. Silva 260 .. cit. ad esempio perché si trova in un collegio (nel qual caso la responsabilità ricade su chi ha il dovere di vigilanza806) oppure perché. in Ciência juridica. Marrone de Castro Sampaio. al caso in cui il figlio non conviva coi genitori (o con uno di loro) in assenza di colpa da parte di questi ultimi. C. non afferma che non vi è una colpa (in vigilando). quelle espressamente richieste dalla stessa805. in primis quando si dimostri che il fatto deriva da colpa esclusiva della vittima. genitori. Por uma nova teoria do ilícito civil. 837. ma che non importa se vi sia o meno una colpa.. a suo dire. A. che continuano a parlare di culpa in vigilando e di presunzione di colpa 803 Volume 1. Cambler. cit. Per non parlare poi di R.. Revista dos Tribunais. possiamo concludere. Teoria geral do direito civil. Ma. ultimo cit. Responsabilidade Civil. Manual de direito civil. Begalli (citato da Silva Pereira – Silva Pereira.. 285 805 Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. è stato affidato a un genitore.. curatori e soggetti di cui al 4° comma dell’art. per cui. Lotufo803.. 932) non sarà necessaria.culpa in vigilando nel caso di fatto dannoso commesso da un minore di sette anni802. 932. 108. sarebbe comunque un’ipotesi di responsabilità per colpa. in E. 551. la responsabilità genitoriale è di tipo oggettivo. una cosa quelle in cui c’è una presunzione di colpa. cit.

. ben più vasta di quanto non possa apparire: mentre in Italia il concetto di convivenza di cui parla l’art. ecco che il Pereira – Fichtner. non vi sarà responsabilità genitoriale qualora il minore non si trovi “sob a autoridade” del genitore. sostituendo al termina “poder”. secondo cui. Cfr. cit. Egli sostiene che il fatto che si parli di “autoridade” permette chiarire il significato della norma e di escludere la necessità di una prossimità fisica fra genitori e figli: ma. finirebbe per costituire un’intollerabile violazione del dettato legislativo: così. di norma. Direito civil.. e Salvo Venosa. ha ritenuto che “a mera separação dos pais não isenta o cônjuge. Si parlerà così di autorità (paterna o materna) quando i figli. cit. in realtà. dato che il legislatore non usa i termini a caso) in senso diverso dall’espressione “poder familiar”. la lettera della norma. di fatto. a meno che non si voglia seguire l’opinione di quella sopracitata dottrina secondo cui alla diversità di termini corrisponde una diversità di significati. da responsabilidade em relação ao atos praticados pelos menores. 557. 2048 c. che ritiene non superato il legame con la potestà. l’espressione “sob sua autoridade” e superando il collegamento con la potestà. permanga anche nel momento in cui il figlio è fisicamente lontano dal genitore). usare un termine diverso (“autoridade”. Famílias. pois permanece o dever de criação e orientação. allora ecco che. Bisogna però rilevare che Superior Tribunal de Justiça. cit. cit. la teoria di Salvo Venosa sembra ignorare completamente il termine “companhia”. non vi sarà responsabilità se il genitore non si trovava nello stesso locale in cui si è verificato l’evento dannoso. 374. obbediscono agli ordini dei genitori: ma. siccome nella moderna società essi sono sempre più indotti a sviluppare opinioni autonome. è inteso in senso lato. il nuovo codice. Inoltre. inteso come “patrio poder”. mentre tutti i figli minori sono sottoposti al “poder familiar”. il quale afferma che l’“autoridade” spetta necessariamente a chi è titolare del “poder familiar”. cit.. anche Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. Tartuce. “embora não detentores da guarda.. 830. superando. 282 s. Di parere diverso sono invece Netto Lôbo. com o qual os filhos não residem. 90. ritenendosi che un’interpretazione diversa. appunto) rispetto a quello utilizzato nel resto del codice sembra un’inutile complicazione... responsabilizzando il genitore anche quando il minore non si trova con lui. 288. Recurso Especial n° 1074937 – MA (2008. cit. questo sì senza dubbio legato ad una prossimità fisica tra genitore e figlio ________ 261 .c. mantenendola anche per coloro che. si è detto. solo in certe situazioni essi si trovano “sob a autoridade” dei genitori809. Ma se il termine “autoridade” va inteso (ed è logico farlo. 374 809 Ulhoa Coelho.Ma la portata delle eccezioni è. especialmente se o poder familiar é exercido conjuntamente” 808 Ulhoa Coelho. secondo parte della dottrina808. che non è data certo dalla specificazione della non necessità della vicinanza fisica (anzi. in Brasile il requisito della “companhia” è invece inteso in senso stretto. è assolutamente evidente che il “poder”.. allarga la responsabilità dei genitori. invece.0159400-7). forse. têm os filhos sob sua autoridade parental”. cit.. E comunque.

810 811 Per quanto riguarda. 932 c. di ogni classe sociale (sia pure con modalità diverse).c. danneggiato da un minore con un ingente patrimonio. poi. brasiliano. nella vigenza del Codice del 1916. 92. 928 c. 169 s. caratterizzata da atti di violenza. del sistema “ibrido” italiano812. “bullismo”. cit. In conclusione. umiliazione e/o intimidazione nei confronti dei soggetti più deboli 813 v. 169 s. 815 Stolze Gagliano – Pamplona Filho. che però rimaneva senza alcuna forma di compensazione813. cit. 2° parte. non era sottomesso alla sua autorità810. siano essi assolutamente o solo relativamente incapaci. è stato unificato815 ed è prevista una forma di responsabilità del minore.. tutori e curatori: di conseguenza. Direito das obrigações.. cit.. ________ 262 . il minore può ben essere chiamato a rispondere del danno causato816. Solo per i soggetti di età compresa fra i 16 e i 21 anni era prevista una responsabilità. Stolze Gagliano – Pamplona Filho. nel caso in cui il danneggiato abbia ottenuto il risarcimento da uno dei soggetti di cui all’art. dato che l’art. il regime della responsabilità dei minori. poteva capitare il caso di un soggetto. in nota.. nella Parte II di questo lavoro. Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes.c. 375 812 Come si è accennato. La responsabilità dell’incapace legale: l’art. purtroppo sempre più diffusa fra i minori. ma non Ulhoa Coelho. cit. Ulhoa Coelho. secondo la succitata dottrina. cit. brasiliano Oggi. il regime “oggettivo” brasiliano viene così ad essere meno gravoso. 816 Barros Monteiro – Dabus Maluf – Tavares da Silva. quella pratica. 8. Infatti.. Insomma. pur essendo in sua compagnia. 820 814 Salvo Venosa. la responsabilità personale degli incapaci. comunque solidale con genitori e tutori814. cit.. essi erano considerati irresponsabili. le norme relative alla responsabilità genitoriale possono essere applicate anche con riferimento a fenomeni relativamente nuovi. come il cd. 374 s.genitore potrà liberarsi da responsabilità dimostrando che il figlio. per i genitori. i genitori saranno responsabili per il fatto dannoso dei figli solo se questi si trovavano in loro compagnia e non avevano l’abitudine di disattendere agli ordini dei genitori811. invece. 1521 prevedeva che per i loro atti fossero responsabili in via esclusiva genitori.

285. Costa Loures – Loures Dolabela Guimarães. si tratterebbe del caso in cui il minore non si trova “sob a autoridade parental e companhia” e. Diniz. A indenização precit. comunque. italiano819. che afferma: “no direito anterior. Tartuce.. il genitore non è responsabile: del resto.. prevede dunque che: “O incapaz820 responde pelos prejuízos que causar. cit. cfr. não puderem esprimi sua vontade”) e 4 c. o que ainda prevalece no direito penal. por enfermidade ou deficiência mental. chiaramente influenzato dal § 829 BGB e dall’art. 404 l’espressione “se as pessoas por ele responsáveis não vivere obrigação de fazê-lo” è da intendersi nel senso che non disponsano di beni sufficienti per assicurare il risarcimento. nel codice brasiliano del 2002. Merita di essere menzionata l’opinione di Salvo Venosa. cit.. 928” 820 Il termine “incapaz” viene qui utilizzato in senso generico. que consiste na prevalência de reparar o dano injusto. che menziona anche le critiche alla norma fatte da chi (Carvalho Santos) la ritiene ingiusta nei casi in cui i genitori siano poveri e i figli ricchi. entretanto.dai genitori (o. che cita ma critica tali Autori) 818 cfr. E’ però significativa l’opinione di A. 700. por ser inimputável. 822 e 837 817 Ma alcuni estendono il divieto di regresso a tutti i casi in cui l’autore del fatto dannoso sia un incapace (v.. ultimo cit. cit. O novo Código Civil. III – os que. come invece accade in Italia. Tartuce. cit. obrigação natural. 3 (“São absolutamente incapazes de exercer pessoalmente os atos da vida civil: I – os menores de dezesseis anos. relativamente a certos atos. cit. por deficiência mental. Nesse sentido é o art. non saranno poi così infrequenti le ipotesi in cui non sia ravvisabile una responsabilità dei genitori ________ 263 .. se as pessoas por ele responsáveis não tiverem obrigação de fazê-lo821 ou não dispuserem de meios suficientes […]. Obrigações e Contratos. 287.c. la dottrina ritiene che la norma costituisca un esempio di responsabilità soggettiva (Ulhoa Coelho. secondo Costa Loures – Loures Dolabela Guimarães. Silva Pereira – Silva Pereira. 403) 821 Dato che.. IV – os pródigos”.. os viciados em tóxicos. São Paulo 2006... che si tratti di una norma. não vivere o necessário discernimento para a prática desses atos. XVII ed. 451. 928. 375): nessun Autore sostiene. sem dúvida.. com todas as características desta” 819 Costa Loures – Loures Dolabela Guimarães. se condividiamo la già citata tesi di Ulhoa Coelho. 2047 c. 555 s. e os que. 403.. tenham o discernimento reduzido. Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. segue a tendência moderna. cit. riferendosi sia all’incapacità assoluta che a quella relativa. Il nuovo art. tutori e curatori sono responsabili a prescindere dalla colpa. a obrigação fica restrita ao plano moral e constitui. brasiliano (“São incapazes. 837. 820.. Secondo la più condivisibile opinione di Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. per così dire. Curso de Direito Civil Brasileiro. che non hanno diritto di regresso su di lui817 in ragione del principio di solidarietà familiare (art. Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. cit. così come definite agli artt. Wald. 934 c. cit. cit. dagli ascendenti). dunque. secondo il quale la ratio dell’esclusione della possibilità di regresso dei genitori sarebbe data dal fatto che “essa responsabilidade pentence ao rol dos deveres do pátrio poder ou poder familiar. III – os excepcionais.. desde sua origem romana.. ainda por causa transitória.. Nesse caso. secondo cui il termine “companhia” sarebbe da intendersi in senso stretto. “estranea” al sistema della responsabilità civile.c.c. Saraiva. Nonostante ciò. II – os ébrios habituais. brasiliano del 2002)818.. cit. ou à maneira de os exercer: I – os maiores de dezesseis e os menores de dezoito anos. cit. genitori. II – os que. cit. 587. Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. 89. e in parte della dottrina peruviana. o alienado não era considerado responsável. sem desenvolvimento mental completo. invece.

. Gomes de Oliveira Filho. cit. cit. cit. bambino o adolescente823. cit. 730) 824 cfr. ma anche nel caso in cui chiedere loro tutto il risarcimento li priverebbe dei mezzi necessari per condurre una vita dignitosa827.. per cui non dovrà essere riferita solo al minore. nel nostro caso. con la possibilità. che. 825 V. Código civil anotado. 116 dell’Estatuto. sussidiaria. brasiliano è. al tutore o al curatore: al punto che si dovrà addirittura ricorrere all’indennizzazione da parte del minore non solo nel caso in cui siano già stati esperiti tutti i rimedi possibili nei confronti dei responsabili ex art. 822 Diniz. Ma. Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. quella prevista nell’Estatuto. ha una vocazione espansiva. e ciò anche nel rispetto dei fondamentale valore costituzionale della dignità umana826. cit. cit.. E’. l’adolescente è il debitore principale (in solido coi genitori824). secondo la dottrina. ________ Esso estende dunque quell’indennizzo a carico dell’adolescente già previsto dall’art. 116 dell’Estatuto prevede che il giudice possa condannare il minore alla restituzione della cosa o a una compensazione del pregiudizio causato (cfr. mentre la responsabilità prevista dall’art.. 108 823 Tartuce. 837 s. 932.. Fiuza.vista neste artigo.c. l’indennizzo non sarà dovuto nel caso in cui ciò privi il minore dei mezzi minimi necessari per vivere. 820 s. 287. insieme con il principio costituzionale. 822 264 . 857). que deverá ser eqüitativa.. il minore sia chiamato ad un indennizzo 826 Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. piuttosto. l’art.. volta ad una finalità rieducativa825. In ogni caso. 821 827 Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. ma anche. Bisogna però osservare che. LTR. una vera e propria ipotesi di responsabilità solidale. tale norma. come si diceva. mentre quella codicistica è un’ipotesi non già di responsabilità solidale. Diniz. per cui vi è una responsabilità sussidiaria (mitigata) ed equitativa822. maggiorenne o minore... al padre.. nel caso dell’art. Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. in quanto si tratta di una misura non già ispirata ad esigenze equitative ma. 174. cit. São Paulo 2007. ricorrendo le condizioni sopra viste.. ultimo cit. Teoria das Obrigações Contratuais e Extracontratuais. essenzialmente sussidiaria. Oltre al risarcimento. 928 c. ma sostitutiva dei genitori (Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. 116 dell’”Estatuto da Criança e do Adolescente” a qualsiasi incapace. cit. não terá lugar se privar do necessário o incapaz ou as pessoas que dele dipende”. Direito de Familia. 830 s.

Se in Italia. ad esempio.. da un terzo)828. l’educazione e la formazione dei figli833... Teoria das Obrigações Contratuais e Extracontratuais. fra il genitore “que têm autoridade e companhia” e la scuola. invece.. in Brasile. che prevede appunto la solidarietà passiva nelle ipotesi indicate all’art. 286 828 ________ 265 . inc. brasiliano Per concludere questa Sezione III dedicata al diritto brasiliano. 932. responsabilità che dunque si aggiunge sia a quella dei genitori sia a quella di eventuali terzi corresponsabili (pensiamo al caso del minore che commetta un crimine con un’arma imprestatagli. I. I sostenitori della prima tesi ritengono che l’art. A cit. comunque. escludono la responsabilità Diniz. non vi è solidarietà fra genitori e insegnanti nel caso del minore incapace. il nuovo codice brasiliano si inserisce in una tendenza a riconoscere una responsabilità (non personale ma) patrimoniale degli incapaci.c. 291 ss. ai sensi della Costituzione Federale. ma anche fra soggetti menzionati in commi differenti: la ratio della norma sarebbe quella di non rendere esenti da responsabilità proprio quei soggetti (i genitori) cui.c. La solidarietà fra i soggetti di cui all’art.In tal modo. 9. 285 ss. vada applicato non solo fra i soggetti citati nel medesimo comma. esaminiamo il problema della solidarietà fra i soggetti elencati dall’art. come si è visto. cit. appunto. 932 c. compete. brasiliano 829 salva. Tartuce. Si tratta. e dunque. 942. 5. cit. non vi sono più dubbi sulla possibilità che genitori e insegnanti rispondano solidalmente per il danno cagionato dal minore capace durante l’orario scolastico829. come si è visto. di un caso differente rispetto all’ipotesi di solidarietà fra genitori e figli emancipati ai sensi dell’art. l’eventuale possibilità di regresso degli insegnanti sui genitori 830 Tartuce. 932. dove. parte della dottrina830 sostiene che ben possa esserci solidarietà. in primo luogo. 932 c. Tepedino – Barboza – Bodin de Moraes. cit. 831 v. secondo alcuni.c. 838. cit. c. 832 v. I sostenitori della seconda tesi.. mentre la giurisprudenza831 e altra parte della dottrina832 sembrano essere orientate in direzione opposta. fra i soggetti di cui ai diversi commi dell’art. parágrafo único. in tutti i casi di danno cagionato da minori. 834 833 cfr. la selezione di casi giurisprudenziali offerta dal medesimo Tartuce.

in base alla considerazione che del fatto commesso nei locali scolastici deve rispondere esclusivamente la scuola. solo che si tenga in debito conto la nozione piuttosto ristretta di “companhia”. per cui il minore che si trovi a scuola (o. cit. E sembra proprio quest’ultima la soluzione preferibile. e dunque manca uno dei requisiti necessari perché possa sussistere la loro responsabilità835: tuttavia è comunque possibile prevedere la possibilità di regresso in via contrattuale836. anche. cit. e ogni possibilità di regresso della scuola nei confronti dei genitori.. sul luogo di lavoro) non è in compagnia dei genitori. 41 Marrone de Castro Sampaio.. cit. solidariamente con l’insegnante preposto834.oggettiva. 292 Marrone de Castro Sampaio. ________ Tartuce. 46 834 835 836 266 ..

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PARTE QUINTA CONCLUSIONI .

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Funzione e ragioni della responsabilità del genitore per il fatto illecito del figlio minore.c. Torino 1998 . ex art. italiano del 1865. ristampa (2004). su di essa modellata. in quanto frutto della combinazione di queste disposizioni” 838 Cfr. essi venivano esonerati dalla responsabilità nel caso in cui fosse dimostrata l’assenza di colpa. “in cui la fonte della responsabilità era la colpa altrui. ab origine. 1153 c. peraltro. 405. per cui tali soggetti erano responsabili salva la prova di non aver potuto impedire il fatto. ________ 271 . anche alla luce degli art. dei precettori e degli artigiani ex art. Corsaro. aveva la propria base nell’esercizio della potestà838 (o quella “prosecuzione” dell’autorità parentale che veniva riconosciuta in capo agli altri soggetti menzionati nella norma). dall’altra. comportando una particolare mobilità del rapporto fra i vari istituti coinvolti. Napoli 1989. XVII. nella responsabilità dei genitori. secondo il quale “l’art. né dell’art. UTET. VV. la potestà e la responsabilità. 386 837 Il punto di bilanciamento fra queste esigenze. comunque L. però.. I ed. vol. era insita. 480 ss. e al tempo stesso. da una parte vi era l’idea che certi soggetti dovessero rispondere per il fatto di altri. Digesto delle Discipline Privatistiche – Sezione Civile.. cit. Carpino (a cura di). cfr. è portatore di una disciplina nuova e diversa. nasceva un sistema ibrido. Raccolta di scritti in memoria di Angelo Lener. ma […] esso. 1384 Code Napoléon.1. inserendosi però in un sistema generale basato sulla colpa. lo si è visto. come si è visto. ma anche. in AA. anche Ferrante. 2048 del nostro Codice non p[uò] essere ora inteso come la semplice trasposizione nella legge vigente né dell’art.. in B. Mobilità che. 1384 del Code Napoléon (e in quella. 1153 del codice civile 1865. 839 L. in virtù dell’autorità su di essi esercitata. la protezione del terzo e la necessaria composizione con il principio della colpa. è mutato nel corso dei decenni. Le “sabbie mobili” della responsabilità dei genitori per l'illecito del figlio minore I due tipi di responsabilità analizzati in questo lavoro (la responsabilità dei genitori verso i figli e quella verso i terzi) rappresentano luoghi privilegiati d’incontro fra istituti ed esigenze diverse: i doveri genitoriali. In tal modo. Edizioni Scientifiche Italiane. la tutela della famiglia e quella della persona. 3 e 30 della Costituzione nonché delle recenti disposizioni in materia di famiglia. Corsaro. necessariamente la colpa propria”839: insomma. che aggiungeva la responsabilità dei tutori837) che. Responsabilità per fatto altrui.

affatto diversa. cit. il nuovo codice. 386 Corsaro. ritenendosi troppo pericoloso “accettare l’idea di una generale responsabilità per fatto altrui in connessione ad una propria posizione di autorità sopra altri”840. 485 v. giustamente. però.c. Affermare che padre e madre erano corresponsabili in quanto. cit. Infatti. ultimo cit. è la stessa nozione di potestà. 1384 Code Napoléon e 1153 c..Il codice del 1942 ha. che però. com’è noto. Infatti. 1153 ed esercizio della potestà. 485 s. Mancava. Ferrante. in realtà... 387 Ferrante. Con la riforma del 1975. intesa come autorità dei genitori sui figli. 2048. una norma che prevedesse una responsabilità del sorvegliante. 2048. “esercitando” la potestà. rifiutato di mettere insieme le così diverse ipotesi di cui agli artt. a non essere più al passo con i tempi844. si è ritrovata ad avere una responsabilità per l’illecito del minore senza. tali ipotesi venivano collocate nello stesso articolo insieme con la responsabilità dei padroni e dei committenti. non si vede come delle modifiche inerenti al diritto di famiglia possano modificare il fondamento di una norma preesistente. Corsaro.. ex art. cfr. non esercitando. almeno fino alla riforma del 1975. ma anche della madre. quale l’art. 316 c.. ponendola a carico non solo del padre. Ferrante. al contempo. ultimo cit. che però era. se nel codice precedente non vi era alcun dubbio sulla connessione necessaria fra responsabilità ex art. contitolari della potestà843 era una soluzione soltanto parziale al problema. italiano del 1865841. avere i mezzi per controllarlo. che era “titolare” ma che non poteva “esercitare” (di regola) in concreto la potestà. di norma. in primo luogo. non prevedendo alcuna prova liberatoria. dato che il “genitore modello” non sarà più quello che controlla il figlio per ________ 840 841 842 843 844 Peraltro. ma ciò non risolve i problemi. invece. ha scisso dall’esercizio della patria potestà la responsabilità ex art. che invece. anche alla madre è stato attribuito l’esercizio della potestà. ma.c. aveva in effetti mezzi di controllo sul figlio non disponibili per la madre. cit. la potestà842. potesse essere assimilata al padre. In secondo luogo. 487 272 .. ha posto problemi nuovi. poiché non si vede come la madre.

ma piuttosto per l’inadempimento ai suoi doveri. ciò non lo è più nel codice fascista del 1942. il che è cosa diversa dall’affermare che è la responsabilità ex art. 147 c.. 30 Cost. quanto piuttosto al dovere di educazione e a quello. che l’obbligo di mantenimento permane spesso anche nei confronti del figlio maggiorenne. esattamente gli stessi doveri previsti nei confronti dei figli legittimi. educazione e istruzione dei figli ai sensi dell’art. ad essere direttamente dipendente dallo status di genitore (il che ne farebbe una sorta di responsabilità oggettiva). Ferrante. i doveri di cui all’art. 2048 c. Infine. non necessariamente collegati all’esercizio della potestà ma derivanti dallo stesso fatto di essere. Invece l’origine di questo articolo ha avuto un’accezione prevalentemente patrimoniale. e doveri genitoriali (peraltro. e art. Ma tale conclusione è errata in quanto ne è errato l’assunto di partenza. 2048 c. Per non parlare. 147 c. essendo nell’educazione compresi i “principi della morale” e del “sentimento nazionale fascista”. che sembrano quasi implicare che un genitore in buone condizioni patrimoniali sarà tenuto ad inviare il figlio in una scuola privata. ________ evitare che commetta illeciti. Infatti. genitore845. cit. “sociale” e “morale”.). 2048 all’inadempimento dei doveri genitoriali. collegare la responsabilità ex art. appunto. 147 c. 493 ss. secondo cui il collegamento fra le due norme non sarebbe possibile in quanto “l’obbligo di mantenere ed educare i figli disposto dall’art.c. nei confronti dei figli naturali. 845 Giova sottolineare come siano i doveri genitoriali ad essere collegati allo status (dichiarato o meno) di genitore. infatti. ma non è ad esso che si fa riferimento quando. i genitori hanno. 2048 tiene un iter completamente differente ed è relazionata allo status non di coniuge bensì a quello di genitore”: infatti. è escluso in quanto “l’obbligo di mantenimento. di cura e di vigilanza sui figli. dove questi sarà meglio seguito e non sarà vittima di episodi di bullismo.c.c.c. implicito. delle considerazioni che l’Autore fa a proposito delle differenze fra istruzione in istituti pubblici e privati. parlando di responsabilità verso terzi. ad effettuare il collegamento con l’art. poi. anziché nell’art. ma quello che ne accompagna la crescita. può essere visto come una soluzione al problema: il genitore non viene punito in quanto. Contra.c. utilizzare il criterio tradizionale (e sempre più spesso invalso nella giurisprudenza più recente) di culpa in vigilando e in educando. alcune pagine dopo. in sostanza. riferendosi preminemente alle spese […] che si relazionano all’educazione ed istruzione”. secondo il quale il collegamento fra le art. se ciò poteva essere vero nel codice del 1865. è il soggetto più adatto a fungere da garante. ma senza che questo infici la validità del collegamento tra art.. che invece “la fanno da padrone” nelle scuole pubbliche 273 . 147 è sempre stato interpretato in maniera “amplia”. che unanimemente si ritiene cessino al raggiungimento della maggiore età. né tantomeno nella Costituzione repubblicana (come. E’ vero. emancipato o non emancipato che sia”.c. non appare convincente nemmeno la terza obiezione. genericamente.. 147 è un’obbligazione derivante dal matrimonio. lo stesso Autore sembra rendersi conto). si citano..c. in virtù dell’autorità che ha sul figlio. 30 Cost. è lo stesso Autore. si riferisce a qualsiasi figlio sia maggiore di età o minorenne. Nemmeno appare convincente l’obiezione secondo cui “la differenza fondamentale che non permette associare automaticamente i due articoli è che l’obbligazione derivante dall’art. 147 c. peraltro.In questo senso. mentre la presunzione iuris tantum sancita ex art. concedendogli spazi sempre più ampi di libertà man mano che il livello di maturità raggiunto glielo consenta. 2048 c. cioè. al limite potendosene trovare il fondamento nell’art.

ovvero nei limiti della coabitazione. poi. nell’opinione tradizionale. italiano del 1942.Sulla stessa linea (quella di vedere la responsabilità genitoriale per il fatto dannoso commesso dal minore come derivante non da una funzione di garanzia connessa con la potestà ma dall’inadempimento dei determinati doveri) si colloca la responsabilità del sorvegliante. A maggior ragione. avendo essi un ruolo sostanzialmente paritario nella sua educazione. 2047 c. Questa tesi trova conferma nella dottrina maggioritaria e nella giurisprudenza concernente l’applicabilità della responsabilità ex art. entrambi i genitori. 2048 del genitore non affidatario nel sistema precedente alle l. dopo la l. nel qual caso appare difficile riconoscere una responsabilità del genitore con cui il minore non si trovava al momento del fatto. all’inadempimento di un dovere del sorvegliante stesso. che. sebbene il genitore non affidatario non eserciti la potestà. 274 . è comunque da ritenersi responsabile dell’illecito del figlio minore in virtù e nei limiti del suo diritto-dovere di partecipazione all’educazione del figlio. 54/2006. 54/2006. come si è visto. intesa come “consuetudine di vita comune”. si potrà ravvisare una responsabilità esclusiva (o comunque prevalente) nel caso in cui l’illecito commesso dal minore sia ricollegabile non tanto a carenze educative. per l’illecito del figlio. Tuttavia. in quanto culpa in vigilando. nei casi di affidamento condiviso potranno essere considerati responsabili. è chiaramente collegata. ma a un difetto di vigilanza. ha ritenuto che.c. che. introdotta ex novo dall’art.

viene giustificato affermando che il datore di lavoro trae profitto dall’attività dei sottoposti.c. viceversa. 1153 c. analogamente a quello previsto nell’ordinamento francese. precettori e maestri d’arte. 388 849 Corsaro. nel sistema italiano (e in quelli ad esso analoghi. 2049 a confronto con gli artt. del 1865. Infatti. che. L’art. Questo dimostra che il fondamento di tale responsabilità. 2047 e 2048. nell’attuale sistema codicistico. cit. ultimo cit. ultimo cit. nel caso di cui all’art.. appare evidente che vi è una differenza importante fra l’art. 2° comma. è del resto assai agevole. se in tutti e tre i casi potrà parlarsi di “responsabilità per fatto altrui”. 389 850 Una funzione essenzialmente di garanzia può invece essere ravvisata nell’art. dato che. mentre. 2048. In caso contrario. 240) 847 Corsaro. come quello del codice argentino attualmente in vigore).. Ecco che allora. (L. non è dato da una posizione di garanzia nei confronti dei terzi850 (pur potendosi ravvisare. ma da un inadempimento a dei doveri. esso dimostra di non voler assimilare in una categoria unitaria fattispecie così diverse848. nel caso di padroni e committenti. concorrerà con il fatto proprio del minore.c.. e gli artt. 2047. ma ne creano semplicemente l’occasione. nel caso di genitori. nel regolare la responsabilità di padroni e committenti. non prevede alcuna prova liberatoria. c. infatti. se l’elemento della colpa ________ 846 Il regime maggiormente favorevole per i genitori. 2047 e 2048: funzione di garanzia per fatto del terzo versus responsabilità per fatto proprio Del resto. si tratterà di una “responsabilità per fatto proprio”847 (per culpa in educando e/o in vigilando) che. rifiutando l’uso della generica espressione “fatto delle persone delle quali si debba rispondere” di cui all’art.. 2049 si tratterà effettivamente di una “responsabilità per garanzia per il fatto altrui”.. cit. 392) 275 . essi non cooperano alla realizzazione dell’illecito. La differenziazione. una concorrente funzione di garanzia). che invece tale prova liberatoria la prevedono846.2. 2049. 2047 e 2048. di fatto. Funzione e ragioni della responsabilità del genitore per il fatto illecito del figlio minore. ultimo cit. nel senso che il fatto è commesso materialmente da altri. mentre la sorveglianza sui minori è generalmente esercitata nello stesso interesse di questi ultimi (Patti. essi cooperano all’illecito attraverso la colpa nell’educazione e/o nella vigilanza dei figli849. Corsaro. nel caso dell’art. 388 848 Corsaro. nei casi di cui agli artt.

che la responsabilità genitoriale sconta un contrasto di fondo fra principio culpabilistico e funzione di garanzia per cui. 389 o meglio. da un lato. che è ben diverso da quello dei nuovi codici peruviano e brasiliano.. in cui. 1143. come parte della dottrina e della giurisprudenza italiana. Responsabilità per fatto altrui. concedeva sì ai soggetti di cui all’art. nonché la Corte Suprema de Justicia colombiana: in tal caso. invece. la disciplina è stata trasformata in oggettiva852 (pur permanendo. uruguayana e argentina. non potrebbe essere ammessa alcuna prova liberatoria. quella dottrina e quella giurisprudenza che escludono la stessa possibilità di una prova liberatoria ed affermano la natura oggettiva della responsabilità in questione non fanno altro che distorcere il dato normativo851. invece. tende a tramutare un testo normativo in cui la base della responsabilità è data dalla colpa in una responsabilità oggettiva di fatto e. come certa dottrina brasiliana. con ciò. intitolata “Responsabilidad directa”. e non più la loro colpa. il risultato non potrebbe essere certo quello di consentire una esenzione totale da responsabilità. ma la sua riduzione. nei primi due Paesi. ma un’esenzione parziale. Nemmeno si può sostenere che il fondamento sia dato e dalla colpa e dalla posizione di garanzia. meno gravoso di un sistema basato sulla colpa. vi è chi. 276 . così da renderlo. chi. anche il fondamento della responsabilità. come accadeva nella vigenza del codice civile peruviano del 1936 che. 1142 la dimostrazione di non aver potuto impedire il fatto dannoso. per gli obbligati. dall’altro. ________ Corsaro. concorrenti fra loro in un sistema ibrido. il dibattito sul fatto che si tratti di responsabilità diretta o indiretta853) e. ma la conseguenza non era la liberazione dall’obbligo risarcitorio. cioè il minore 853 L’Anteproyecto argentino del 2012. non fosse rilevante. prende una chiara posizione sul problema 851 852 Di conseguenza. all’art. comunque. o dell’Anteproyecto de Código Civil y Comercial argentino del 2012.Dall’esame comparato dell’ordinamento italiano e di quelli sudamericani emerge. infatti. cit. collocando la norma sulla responsabilità dei genitori per fatto materiale dei figli nella sezione intitolata “Responsabilidad por hecho de terceros”. che lì diventa la posizione di garanzia dei genitori. finisce per svuotare di significato un testo normativo che delinea chiaramente una responsabilità oggettiva. in oggettiva ibrida in quanto si richieda la colpa dell’autore materiale dell’illecito. come peraltro sostiene certa dottrina cilena. in contrapposizione alla senzione precedente.

dovrebbe essere previsto un solo garante. Inoltre. appunto. che sono comunque responsabili personalmente. nel caso di incapace maggiorenne. non si voglia ritenere che il fondamento della responsabilità sia comunque dato dalla colpa. oltretutto nemmeno responsabili in proprio. mentre l’incapace no. non vi è una differenziazione dei soggetti responsabilità a seconda del grado di capacità del minore. Conseguenze della scelta fra responsabilità oggettiva e soggettiva Nonostante ciò. La differenziazione. sussistere una sorta di “doppia garanzia”. nel nostro codice civile. Pensiamo al codice civile peruviano vigente: il responsabile è il rappresentante legale in entrambi i casi sopra menzionati. rectius possa.3. In tal caso. essenzialmente i genitori. se il fondamento della responsabilità. di giustificare la situazione vigente fra il 1942 e il 1975 quando la madre non aveva la potestà sul figlio ma era ugualmente responsabile nel caso di illecito di quest’ultimo. non si può ravvisare alcuna colpa dei soggetti deputati ad educarlo. chi esercita la sorveglianza. fosse la funzione di garanzia. ma anche sotto quello dei soggetti. debba. 2047 e 2048 è per fatto proprio da inadempimento dei doveri genitoriali appare comunque preferibile. Analogamente. l’incapace non può. nelle norme in questione. innanzitutto. non si spiegherebbe perché proprio per il fatto commesso dai soggetti maggiormente imprevedibili. è data solo dal concorso di responsabilità del minore. 277 . mentre per il fatto dei minori capaci. in entrambi i casi. in ragione della tenera età (o. Invece. per via del proprio deficit). fornisce una giustificazione alla diversità di disciplina tra il fatto dannoso commesso dal minore incapace e quello commesso dal minore capace. se egli cagiona un danno in ragione di ciò. gli incapaci. avere già assimilato l’educazione impartitagli: di conseguenza. a meno che. ma ciò dipende semplicemente dal fatto che la persona capace è responsabile del danno cagionato. Un sistema assolutamente inspiegabile. la differenziazione non è solo sotto quest’ultimo profilo. quella dei genitori e dei precettori. nel codice civile brasiliano del 2002. la soluzione secondo la quale la responsabilità ex artt. Ciò permette. infatti. Infatti. Cosa che non avrebbe alcun senso.

in re ipsa. infatti..L’unico responsabile sarà dunque colui che esercita la sorveglianza: spetta a lui. non compos sui. 2048 fissa in essa855 il limite oltre il quale i genitori non saranno chiamati a rispondere nei confronti dei terzi. come si è visto. chiaramente delinea il limite nella maggiore età (contrariamente. comunque. necessita di un’educazione ulteriore: ciò giustifica la previsione di una responsabilità genitoriale per culpa in educando e una concorrente responsabilità di chi esercita la vigilanza. addirittura. in cui. il minore capace già deve aver assimilato le fondamentali regole dell’educazione ma. al dovere di mantenimento). 4. poi. Funzione e ragioni della responsabilità del genitore per il fatto illecito del figlio minore. uruguayano e colombiano. altresì Corsaro. ritiene che i genitori non debbano solo educare i figli. 399 278 . ma è chiaro che non si potrà configurare un dovere di educazione e/o vigilanza nei confronti del minore emancipato 856 cfr. così come l’art. che sia egli genitore o meno. ma addirittura non vi è nessuna presunzione di responsabilità 855 salvo il caso di emancipazione. 2047 e 2048 ed evoluzione della potestà Ciò appare oltretutto conforme alla giurisprudenza sull’adempimento del dovere di educazione nei confronti dei figli: essa. non si dimentichi che parte della giurisprudenza. controllare che il minore. ad esempio. al contempo. infatti. ________ 854 Per non parlare. e in tal modo anche quelle sentenze che sostengono che è la stessa commissione dell’illecito (nel caso in cui sia particolarmente grave) a rivelare. Viceversa. non cagioni pregiudizi a terzi. in un sistema basato sulla colpa e piuttosto uniforme tra la responsabilità endofamiliare e quella verso terzi856. del sistema delineato dai codici civili cileno. ma anche “verificare” il corretto apprendimento dell’educazione stessa. cit. le carenze educative finiscono per poter essere ricondotte. non solo manca la “doppia garanzia” per il minore incapace. in modo da supplire all’inevitabile incompletezza dell’educazione854. Inoltre. Responsabilità ex artt.

. Corsaro. Conseguentemente.. riconoscendo al minore il diritto di scelte autonome man mano che sviluppa la sua personalità. a carico. Anche nell’ordinamento tedesco si sottolinea la freie Entfaltung della personalità del minore. cit. dal rispetto dello sviluppo personale e dell’autonomia del minore. cit. in cui la sentenza della Corte d’Appello di Bologna. specie se adolescente. sostenere che un certo comportamento costituisce indice della cattiva educazione impartita. non bisogna dimenticare che lo stesso minore. Inoltre. 2047-2048 in oggettiva). negando la responsabilità del genitore per il fatto commesso dal figlio ormai prossimo alla maggiore età (Patti. ma ammettere comunque la prova contraria. dunque. dei genitori857. Ciò a patto che sia pur sempre possibile. ultimo cit. 244 s. che aveva escluso la responsabilità dei genitori. E’ la soluzione che è stata accolta in Germania. frequenta da solo. argomentando fra l’altro che “la sentenza [impugnata] non offre alcuna indicazione di una prova liberatoria fornita o richiesta dagli attuali resistenti” 858 cfr. 404) 859 v. porre a suo carico una responsabilità) se il figlio. della responsabilità ex artt. caratterizzato dallo scambio reciproco e. genererebbe una responsabilità non già nei confronti del terzo. con la conseguenza che nemmeno sarà ravvisabile una carenza educativa per quelle scelte attuate dal genitore in conformità alla personalità del minore (cfr. soprattutto. non si potrà considerare responsabile un genitore che lasci talvolta senza vigilanza il cd. ________ cfr.). in cui si è passati da una potestà intesa come autorità dei genitori sui figli ad un dialogo dinamico. dove la legge sulla Neuregelung des Rechts der elterlichen Sorge già nel 1979 ha modificato i §§ 1626 e 1631 BGB. 857 279 . contra litteram legis. cit. 409. viene cassata con rinvio. cit.Tale soluzione appare anche conforme all’evoluzione dei rapporti interni alla famiglia. in quanto il comportamento contrario finirebbe per essere inutilmente oppressivo e. commette un illecito859. Cass. ovviamente.. quindi.. in tale occasione. ad esempio. come sembra fare la più recente giurisprudenza (pena la trasformazione. Patti. un locale pubblico e. “grand enfant”.. ormai adolescente. ma del figlio stesso858. non può certo considerarsi una colpa del genitore (e. con la conseguenza che. 26200/2011. Rescigno. deve avere voce in capitolo sulle scelte che lo riguardano. come giustamente ha riconosciuto il Bundesgerichtshof.. 246 s.

dalle modalità dello stesso fatto illecito. in genere. se da una parte si afferma che “l’inadeguatezza dell’educazione impartita e della vigilanza esercitata su di un minore può essere ritenuta. in mancanza di prova contraria. prolungati nel tempo.5. ma a causa di comportamenti gravi e. analogamente. la culpa in educando da cui deriva la responsabilità verso i terzi. senza che questo. Il genitore fra l’“incudine” della responsabilità verso il figlio e il “martello” della responsabilità verso i terzi Possiamo così affermare che dalla nascita del figlio nascono determinati doveri a carico dei genitori.. 860 cfr. come si è visto.c. cit. che dipende proprio dal fatto che è la stessa commissione del fatto dannoso da parte del minore a costituire indice sintomatico di una carenza educativa dei genitori o di una carenza di sorveglianza da parte loro o di chi ne “prosegue” l’autorità. nei confronti del figlio e. e in tal caso i terzi beneficiano di una presunzione di colpa. escluda la possibilità. in secundis. conseguenti al mancato adempimento dei doveri incombenti sui genitori. in primis. 448 ss. non può derivare da una singola. conformemente al dato normativo. Cass. in virtù del loro stesso status genitoriale (dichiarato o meno). dall’altra si precisa che la prova liberatoria non è stata né fornita né richiesta dai genitori. da ultimo. in cui. L’eventuale inadempimento a tali doveri genera una responsabilità.. 2048 sia maggiore rispetto a quello necessario per non incorrere in responsabilità verso i figli: ________ Appare chiaro. comunque. con una presunzione juris tantum 280 . per i genitori. per sua natura.”. Non bisogna infatti confondere la facilità con cui un genitore può essere chiamato a rispondere per il fatto del figlio con l’affermazione per cui il livello di diligenza richiesto per andare esenti da responsabilità ex art. ai sensi dell’art. con ciò implicando che la cd. nei confronti dei terzi nel caso in cui esso si risolva in un comportamento dannoso dei minori. però. da una parte la responsabilità verso i figli sorge a seguito non di singoli e trascurabili episodi. che è possibile tracciare un parallelo fra i due tipi di responsabilità analizzati in questo lavoro: infatti. di dimostrare il contrario860.. 147 c. lieve manchevolezza da parte dei genitori. che ben possono rivelare il grado di maturità e di educazione del minore. 26200/2011. “prova in re ipsa” non coincide certo con una presunzione juris et de jure ma. ma è frutto di errori educativi perduranti negli anni.

con riferimento. In tale occasione la Suprema Corte d’oltralpe aveva condannato i genitori di un minore che. ponesse una responsabilità anche a carico di un soggetto. inavvertitamente aveva sollevato una zolla di terra che era finita negli occhi di un compagno 281 . già prima che avvenissero i profondi mutamenti sociali degli ultimi decenni. 299 ss. nella tradizione anglosassone. nel civil law. agli statutes di diversi Stati nor________ 861 v. cit. il fatto che. in cui la sua mancanza sia stata anche lieve. essa. ben potrebbe evitare un contrasto fra il livello e le modalità di adempimento dei doveri dei genitori nei confronti dei figli e il controllo che su questi ultimi i genitori dovrebbero esercitare per andare esenti da responsabilità nei confronti dei terzi. e. non sembra necessario né opportuno seguire la tendenza verso la responsabilità oggettiva che pervade la tradizione giuridica occidentale. se da una parte la disciplina degli artt. 2048 a far sì che lo stesso genitore possa essere considerato “diligente” verso i figli e “negligente” nel caso in cui questi ultimi commettano un illecito.. 6. che rappresenta il momentaneo punto d’arrivo di un percorso iniziato con una sentenza della Cassazione del 1976861). Sarà invece nel dovere di vigilanza che il genitore (o il genitore-sorvegliante) potrà essere chiamato a rispondere in virtù di un singolo episodio. che di regola non era titolare della potestà dovrebbe essere indicativo del fatto che la disciplina attuale. Insomma. cercando di calciare un pallone. sia ai già esaminati sistemi sudamericani (pensiamo agli esempi dei nuovi codici civili del Perù e del Brasile e all’Anteproyecto de Código Civil y Comercial argentino del 2012) sia ad alcuni ordinamenti europei (pensiamo all’Avant-Projèt Catala in Francia. 2047 e 2048 è certo nata in un contesto in cui la potestà era intesa in senso diverso e l’idea di una responsabilità endofamiliare era ancora lontana. Patti. la madre. comunque.Insomma. sarà la presunzione juris tantum di cui all’art. Svantaggi della responsabilità oggettiva piuttosto.. ove correttamente interpretata (cioè nel senso sopra precisato) dalla giurisprudenza.

601. Ferrante.. cit. cit. dunque. ultimo cit.. cit. non tanto come dovere nei confronti di quest’ultimo quanto invece nei confronti della società (Ferrante. ma si eliminerebbe l’effetto di deterrenza dato dalla consapevolezza. della possibilità che l’assicurazione non copra l’intero danno 867 v. ultimo cit. 234 ss. Ferrante. al vantaggio dato dalla full compensation. Analogamente. lo schema della responsabilità presunta867. ultimo cit.. 591 863 cfr. 328. anche non pecuniarie. ma di prevenire la delinquenza giovanile864. 592 ss. ________ 862 Premesso che parlare di responsabilità oggettiva “pura” significherebbe rendere responsabili i genitori anche nei casi in cui manchi la colpa del minore. questi dovrebbe rivolgersi al minore.. nel sistema inglese esistono compensation orders e sanzioni. Patti. oltre a prevedere dei massimali. prevedono una responsabilità oggettiva di quest’ultimo. che hanno lo scopo di obbligare il genitore ad educare il minore. dato che. proprio nei casi più gravi. solo indirettamente) di garantire il terzo danneggiato. non si deve infatti confondere la responsabilità civile del genitore con la “parental responsibility”.. che la polizza. di un’assicurazione per i danni provocati dai figli minori (come ormai accade sempre più spesso in altri Paesi. in genere insolvente. cit. damericani che. D’altra parte. A. cit.. in ogni caso una simile soluzione finirebbe per far precipitare intere famiglie in tragedie economiche “assolutamente immeritate”865.. 588.. Ferrante. Chiarella. come lo stato di ubriachezza.. dato che si finirebbe non solo per ridurre drasticamente la tutela del terzo danneggiato. 986. e Patti. v. con riferimento alla responsabilità dei minori. gli stessi Principles of European Tort Law utilizzano. in genere con un ammontare massimo di risarcimento863 e con la finalità non tanto (o. come fanno diversi Stati americani (v. pur in assenza di una regola generale di common law che indichi il responsabile di un illecito del minore nel genitore862. 596) sarebbe una soluzione ancora più inadeguata. per cui apparirebbe comunque più opportuna una soluzione analoga a quella di cui all’art.Forse la soluzione potrebbe essere data dalla stipulazione... ultimo cit. che la predispozione di un limite massimo al risarcimento da parte dei genitori. 2049 c. Ferrante. 282 . per i genitori. comunque. che ritiene invece che l’effetto di deterrenza sarebbe comunque assicurato dalla consapevolezza. ultimo cit. 589) 865 Patti. 864 v. Ferrante. 586 e 599 s. 986. in Danno resp. per i genitori. si contrapporrebbe lo svantaggio di una scarso effetto deterrente866. Contra. ma in tal caso. in primis Francia e in Germania). ultimo cit. 302 866 v. Illecito del figlio minore: nuove prospettive. che corrisponde sostanzialmente alla “potestà” dei sistemi di civil law.. E’ chiaro. Chiarella. Ferrante.c. 2009. da parte dei genitori.. spesso non comprende determinate situazioni.

con riferimento all’ultraquattordicenne. ultimo cit. presunzione superabile provando la mancanza di culpa in vigilando. strutturalmente “elegante” al problema di fondo. Ferrante. il passaggio dalla visione secondo la quale la responsabilità del genitore nasce “per non aver egli correttamente usato dei poteri a lui spettanti relativamente alla persona del figlio”870. ad una visione in cui la responsabilità dipende dal mancato adempimento dei doveri. sancisce una presunzione juris tantum di responsabilità a carico dei genitori dell’infraquattordicenne. ultimo cit. più in generale. 600 Corsaro.7. con una funzione essenzialmente di garanzia. ________ 868 869 870 v. di educazione. mentre.. emerge come un’applicazione accorta della normativa attualmente vigente (e quindi un sapiente uso della prova liberatoria) possa costituire la migliore soluzione per contemperare l’interesse del danneggiante e l’esigenza di tutelare il danneggiato868. nelle sue Conclusioni. 389 283 . in particolare. Un uso accorto della discrezionalità giudiziale. vigilanza e.. 985 s. mentre mantiene la presunzione juris tantum a carico dei genitori del soggetto propenso a commettere illeciti. Sembra opportuno. nella valutazione sia della capacità del minore sia della prova liberatoria. cit. esclude la responsabilità nel caso del minore che prima dell’illecito non ha mai dato segni di irrequietezza. per così dire. riprendendo in parte lo schema olandese e quello tedesco. dovrebbe rendere non necessaria una soluzione (ritenuta invece “interessante” da certa dottrina869) come quella proposta dallo Study Group of European Civil Law che. e al contempo permetta una soluzione. quindi.. alla luce delle considerazioni svolte in questo lavoro e. “Arché” comune ed “eleganza” di sistema della responsabilità genitoriale: fra tradizione ed innovazione Ecco che allora. quello della ricerca di un’“arché” comune ai vari tipi di responsabilità genitoriale. Chiarella.

anzi. nell’opera creativa dei giudici e nell’assoluto rispetto della littera legis.c. rispetto all’effettivo potere di controllo che i primi hanno sui secondi. sarebbe possibile la ricostruzione di un quadro armonico che comprenda sia la responsabilità dei genitori verso i figli. sia quella verso i terzi. Senza dimenticare che. Insomma. con principi comuni e ponendo soluzioni ed istituti tradizionali (e. E. senza bisogno di interventi legislativi. La responsabilità civile dell’insegnante. in dottrina. in ogni caso. in giurisprudenza. contra tenorem legis. una responsabilità derivante dal combinato disposto degli artt. (Ferrante. ultimo cit.) 871 di cura del minore871: del resto. al contempo. E le norme vigenti. lo stesso Corsaro.. cit. la commissione dell’illecito non era prevedibile. ma. si tratta di una nuova applicazione di quel principio di proporzionalità inversa fra dovere di educazione e dovere di vigilanza che si è visto nella Parte II di questo lavoro. ciò costituirà un indizio di una culpa in educando dei genitori. cit. in caso di separazione o divorzio. 527 ss. del genitore e del tutore. per l’altro. Cass. ________ cfr. quindi. ad esempio dimostrando che il minore non aveva precedentemente dato alcun segno di irrequietezza e che. certo dovrebbe avere ormai un bagaglio educativo tale da rendere non più necessario tale controllo: ove commetta un illecito. amalgamandole. ma resterebbe comunque ai genitori la possibilità della prova di “non aver potuto impedire il fatto”. così come interpretate dalla dottrina maggioritaria e da parte della giurisprudenza.. 26200/2011. 2048 e. Assolutamente non condivisibile appare poi la posizione di chi ipotizza.. non vi sarebbero punti di contrasto.. tutela del terzo e rispetto della personalità del minore. conseguentemente. 398 e. o comunque di una culpa in vigilando per avergli dato uno spazio di libertà maggiore rispetto a quello che l’educazione fino a quel momento appresa avrebbe consentito. se da un lato non può certo subire un oppressivo controllo da parte dei genitori. per un genitore. 448 ss. 2043 e 147 c. 284 . dovrebbe essere assicurato il raggiungimento del miglior punto di equilibrio tra i valori in gioco: principio culpabilistico. la stessa potestà dovrebbe essere oggi intesa come meramente funzionale all’adempimento dei doveri che i genitori hanno nei confronti dei figli e modellata sull’evoluzione della loro personalità. a non escludere. sembrerebbero essere adeguate rispetto a quello che è oggi il rapporto tra genitori e figli e.In tal modo. vetusti) del diritto civile al passo con i cambiamenti sociali. una responsabilità dei genitori per il fatto del grand enfant vi sarebbe la consapevolezza che questi. come si è visto. ex multis. una responsabilità presunta ex art. ma solo apparentemente..

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