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Marinai

coraggiosi
Nel gennaio 2007, alcuni marittimi italiani reagiscono ad anni di ingiustizie
e creano il sindacato (SDM). Da quel momento inizia una lunga battaglia
contro un sistema ingiusto verso la Gente di Mare.
Nel loro forum i marittimi, che appoggiano la lotta di questo sindacato,
scrivono poesie in cui mettono in evidenza le storture di un sistema che
va cambiato.

La globallizzazione ha portato allo sviluppo della


internazionalizzazione degli equipaggi e molti marittimi italiani
perdono il lavoro....La seguente poesia evidenzia questa situazione:

Siamo gli uomini di mare


Siamo vissuti sotto stelle lontane
seguendo il lungo cammino del mare.

Abbiam lottato, per anni, contro tempeste e sole cocente


per portare il progresso del mondo alla gente.
Ora ci voglion lasciare morire
senza neanche una parola da dire
e senza nemmeno un ricordo da dare.
Noi chi siamo? Siamo gli uomini di mare.
La presenza delle navi ombra, su cui la mancanza di sicurezza è stata, per lungo tempo,
prassi consolidata ha portato alla morte di molti marittimi e per questo nasce la poesia

L'ULTIMO SALUTO

Fu quello l'ultimo saluto


di un padre che aveva conosciuto

l'infinità del mare e delle terre


e non certo il male delle guerre.
Fu quello l'ultimo saluto
prima di un sacrificio non voluto.
Fu quello l'ultimo abbraccio di un marinaio
affondato con la nave in un freddo giorno di gennaio.
Il padrone della nave ora si chiede:
"dove la causa di questa morte risiede?"
E' inutile ora per te fare l'ignaro
poichè è risaputo che la causa è il dio denaro.
E' quel denaro che non hai voluto usare
per impedire al tuo bastimento di affondare.
Questo oltre che assassinio è sfruttamento
e ricordati che come uomo sei solo un fallimento.
E infine nel tuo ultimo giorno,da Dio convenuto,
dovrai ricordare quell'ultimo saluto.
Il 30 novembre 2007, viene firmato, dall'allora ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, un
decreto sui nuovi esami per le professioni marittime. Questo decreto provoca ulteriori
problemi ai marittimi, per cui esce la poesia:

L'ELOGIO DEL DECRETO

Han fatto un bel decreto


a cui nessun fe' veto.

Una legge tanto savia


cui i marittimi fan da cavia.

Fu fatta di novembre
e lodata oggi e sempre.

L'ha firmata un gran ministro


dall'andamento un po' sinistro.

L'hanno appoggiata: il collegio,


l'accademia e i senza pregio.

L'han subita i diportisti


i capitani e macchinisti.

Ha fermato le carriere
alzato muri e barriere,

tolto lavoro a diversi,


per cui uscirono sti versi.

Per elogiar le grandi menti


che partorirono gli eventi,

fu fatta questa cosa


che li mettesse un poco in posa.

I geni vanno sempre ricordati


e dai posteri ammirati.

La marina mercantile
non e' certo un bel cortile,

dove fanciulli un po' monelli


possano rompere gli ombrelli....

Quando un errore si commette


e' figurativo l' acquistare biciclette

il proverbio popolare
poi v'invita a pedalare...

Era questa la nuova era?


Mai verita' fu così vera:

Si son spalancate delle porte


da cui non sembra uscirne buona sorte.

Or, o si muove il culetto


o si cambia gabinetto

Non vi sono alternative


a queste fallimentari iniziative

Noi restiamo nell'attesa


come si fa ad un banco per la spesa.

Chiudiamo qui il discorso


ed attendiamo il nuovo corso....
I problemi non erano ancora abbastanza quando l'armamento italiano decide
di aprire una accademia nelle Filippine per istruire i marittimi locali da imbarcare
sulle navi italiane. E per questo viene pubblicata la seguente poesia:

LA MANILA ACADEMY

A Manila,che grande intuizione,


han venduto i marinai della loro nazione
ed oggi il grande Colombo
padre del nuovo mondo,
notiziato della mossa,
s'è rivoltato nella fossa.

Andiamo tutti nelle Filippine


a mangiare le susine
e mettiamo anche a libretto
la passeggiata in vaporetto
e con il fritto e l' affogato
freghiamo anche lo stato.
Chiudiamo questa nostra carrellata poetica dei problemi del mondo marittimo italiano
ricordando l'importanza ed il prestigio che da sempre ha contraddistinto il marinaio
italiano

IL GRANDE CRISTOFORO COLOMBO

Era un quattordicenne

quando il desiderio di navigar gli venne

Il mare per lui era tutto;


amava di quello il bello ed anche il brutto.

Durante il suo navigare il desiderio lo sprona


a vivere a Lisbona.

Qui la sua vita straripa


nel matrimonio con Filipa.

Racconti, carte e segni nel mare


gli diedero lo spunto per terre da cercare.

A re Giovanni per primo si rivolse


ma quello neppur si mosse.

Dopo la morte della compagna,


col figlio, andò in direzione della Spagna
ove a Ferdinando ed Isabella
propose l'idea sua piu' bella:
quella di andare verso la Cina
seguendo la rotta più vicina.

La sua idea allora fu bocciata


ma i tamburi della storia continuaron la sonata

Nella Spagna di Isabella


conobbe un'altra pulzella
il cui nome era Beatrice
e con la quale fu felice.

Ebbe un altro figlio


e così aggiunse alla sua vita un altro miglio.

Eran passati più di sette anni


quando il destino lo tolse dagli affanni:
fu chiamato alla corte d'Isabella
ove ebbe la notizia per lui più bella:
la Cina lo attendeva
ma allora ancora non sapeva
che la distanza calcolata
non portava a quella terra tanto agognata.

Con le sue caravelle si diresse ad occidente


per raggiungere l'oriente,
ma l'imprevisto del destino
non lo porto' li, neppur vicino.

Pur in presenza di problemi


la sua convinzione non mise freni:
andò con la sua idea fino in fondo
e questo gli permise di scoprire un nuovo mondo.

L'arrivo fu per tutti un gran sollievo


ed in quel punto terminava anche il medio evo.

Oggi senza di lui, senza la sua convinzione


non sarebbe esistita un' America come nazione.

Senza di lui, senza quel mare che ancora l'ama


non ci sarebbe stato neppure un Obama.

Con questo libro vogliamo ringraziare tutti quei marittimi italiani che lottano
per ridare dignità all'uomo di mare. In questi giorni il (SDM) Sindacato dei Marittimi
ha proposto al Governo italiano l'istituzione di una Accademia europea della
Marina Mercantile, che se sarà istitituita ridarà prestigio alla professione marittima.
Fine