Università degli Studi di Firenze Facoltà di Architettura Corso di laurea in Design Industriale Orientamento: Visual Design Anno Accademico

2006-2007 Corso di Biomateriali

TITANIO

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INDICE
Sommario Cenni storici Proprieta’ fisiche Proprieta’ meccaniche Introduzione al titanio ed alle sue leghe Generalità sulle leghe di titanio Leghe intermetalliche Ti-Al Alluminuri di titanio Utilizzo Trend del mercato Panoramica sui nuovi utilizzi del titanio Applicazioni mediche Biocompatibilita’ del titanio e della lega ti6al4v Ipersensibilita’ Impianti cardiovascolari Spinal surgey Impianti ortopedici Impianti intra-orali Titanio sabbiato Titanio plasma-spray L’interfaccia titanio-osso Concetti generali sull'idrossiapatite (HA) Pag: 3 Pag: 5 Pag: 6 Pag:9 Pag:11 Pag:11 Pag: 14 Pag: 15 Pag: 18 Pag:20 Pag: 20 Pag: 21 Pag: 21 Pag: 22 Pag: 23 Pag: 23 Pag: 25 Pag: 25 Pag: 30 Pag: 31 Pag: 31 Pag: 33

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Rivestimenti biocompatibili di idrossiapatite su titanio Il rivestimento in idrossiapatite L'interfaccia osso-idrossiapatite Impianti a vite in titanio trattato Impianti rivestiti in TPS Altre applicazioni ortodontiche Protesi avvitata Protesi fissa cementata Overdenture Scheletrati Soluzioni su impianti Adesione tra titanio e ceramica Lavorazioni ortodontiche del titanio Fusione Conclusioni Bibliografia

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SOMMARIO
Il titanio essendo stato introdotto relativamente da breve tempo nel settore commerciale, prima era ritenuto strategico per utilizzo militare, sta mostrando una serie di qualità che lo renderanno sempre più presente nel settore della produzione tecnologica. In particolare le sue caratteristiche di resistenza meccanica unita alla relativa leggerezza del materiale ne fanno un elemento di elezione per tutte le strutture che necessitno di queste caratteristiche. Altra caratteristica molto importante è la biocompatibiltà che ne sta facendo il metallo di elezione nel campo delle applicazioni medicali. In questo testo andiamo, dopo avere introdotto le caratteristiche generali di questo metallo, a prendere visione dei vari utilizzi in campo medico, con particolare riferimento all’uso del titanio e delle sue leghe nel settore odontoiatrico. Tra le leghe più importanti l’attenzione verterà sulla Ti6Al4V.

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CENNI STORICI
Il titanio, che deriva il suo nome dalla mitologia greca secondo la quale i Titani erano i figli del cielo e della terra costretti a vivere tra le fiamme nascoste sotto terra, fu individuato ma non isolato quasi contemporaneamente in Inghilterra ed in Germania. Nel 1791 in Cornovaglia il parroco W. Gregor, chimico dilettante, esaminando la sabbia del fiume locale Herford, estrasse con una calamita una polvere scura (che oggi sappiamo essere ilmenite, FeTiO3) che trattò con HCl eliminando il Fe. Il residuo fu sciolto, sia pure con difficoltà in acido solforico concentrato, si dimostrò essere un ossido completamente nuovo. Le reazioni che Gregor condusse su questa nuova sostanza sono state, fino agli anni 60, alla base del processo di ottenimento di TiO2. Quattro anni dopo in Germania M. H. Klaproth isolò lo stesso ossido in un minerale che oggi conosciamo come rutilo. Il titanio allo stato elementare fu isolato solo nel 1825 da J. J. Berzelius che peraltro ottenne un campione abbastanza impuro. Solo nel 1910 M. A. Hunter produsse quantità sufficientemente consistenti e pure per avviare gli studi sulle proprietà di questo nuovo metallo per riduzione con sodio di TiCl4. Le prime due tonnellate furono prodotte a San Pietroburgo nel 1937. Inizialmente fu utilizzato nel settore militare: carri armati, aerei, sommergibili, successivamente nel settore aerospaziale; le prime significative applicazioni industriali risalgono alla metà degli anni 60. Dopo le industrie automobilistiche, aeronautiche per la sua grande tollerabilità il titanio, viene largamente impiegato nella medicina traumatologica e nella chirurgia al punto di essere oggi impensabile poterne fare a meno. Una forte presenza nel settore industriale si è determinata a partire dai primi anni 90, cioè da quando non è stato più considerato materiale strategico.

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ferro. calcio.9 kJmol-1 0.6 GPa 42 mWcm 140-150 mWcm 3.5´10-6 K-1 20. É il nono elemento più diffuso allo stato naturale (dopo ossigeno. alluminio.5 GPa 122.201Wcm-1K-1(purezza com) modulo di elasticità a 25°C modulo di rigidezza a 25°C Bulk modulus a 25°C resistività elettrica a 25°C a 600°C suscettibilità magnetica di a-Ti a 25°C 100-110 GPa 411. Caratteristiche fisiche del Titanio Densità a 25°C 4.2´10-6cm3/g Tabella 1: caratteristiche fisiche del Titanio 6 .5 g/cm3 (alta purezza) 4.51 g/cm3 (purezza commerciale) coefficiente di espansione lineare a 25 ° calore latente di fusione conduttività termica a 20-25°C 8. situato nel IV gruppo della tavola periodica degli elementi con il numero atomico 22.9) e amagnetico. magnesio.8-431.221Wcm-1K-1 (alta purezza) 0.6% ed è pure il quarto metallo strutturale più abbondante dopo l’alluminio.226-0. silicio. è un metallo leggero (peso atomico 47. potassio) all'interno della crosta terrestre: ne costituisce infatti lo 0. il ferro ed il magnesio (la sua concentrazione è circa 1/20 di quella dell’alluminio e 1/10 di quella del ferro). è un metallo duro di color argento con una bassa densità. sodio.PROPRIETA’ FISICHE Il Titanio.Il titanio. in condizioni standard.

0° FIG. Nel secondo caso sono formati da ossidi di titanio. Fe3+. 1 : Ilmenite e Rutilo.7 pm b = 508.Poiché il raggio ionico del titanio è simile a quello della maggior parte dei comuni elementi (Al3+. Principalmente il titanio si trova in pietre ignee. i più importanti dei quali sono ilmenite (FeTi03) e perovskite (CaTi03).4 pm b = 459. tra i minerali più importanti del Titanio. ma anche in sostituzione del silicio. contenenti più dell'1 wt % di titanio. si trovano solo in poche località. benché i veri minerali di titanio.0 ° gamma = 120. ciottoli e suolo contengono piccole quantità di titanio. Nel primo caso sono presenti titanati.0° beta = 90.0° Sistema : Tetragonale Gruppo Spaziale: P 42mnm a = 459.0° beta = 90.1 pm alfa = 90.7 pm c = 1404. dove esso forma il componente acido di magmi basici e il componente basico di magmi acidi . nei quali il titanio è presente soprattutto come un elemento basico ( zirconi minerali e aluminosilicati). 7 .4 pm c = 459. Mg2+). Esistono anche forme intermedie come nei silicati.4 pm alfa = 90. gran parte dei minerali.0° gamma = 90. ILMENITE FeTiO3 RUTILO TiO2 Sistema: Esagonale (hcp) Gruppo Spaziale: R -3 a = 508.

e quelle di rutilo in Brasile. rutilo (TiO2) e sphene [CaTi(SiO4)O]. cioè in Brasile. a 1668±50 °C. Comunque i più importanti sono i giacimenti secondari. Il rutilo contiene 90-97% di TiO2. Ucraina. Russia e Kazakistan. e tracce di composti di stagno.I minerali di titanio più importanti sono anatase(TiO2). Australia. assieme ad impurità al 10 % di silicio.A. in Florida e in Sud Africa. Le grandi riserve di ilmenite sono in Sud Africa. ilmenite (FeTiO3). Le riserve di rutilo ed ilmenite. vanadio. e Arkansas e le spiagge di sabbia. considerate come TiO2. ossidi di ferro. Norvegia. Il principale giacimento di rutilo si trova a Kragero nel sud est della Norvegia (albite con il 25 % di rutilo) e in Virginia (U. che contiene più del 53 % di TiO2 e il suo prodotto low-iron weathering leucoxene. niobio e tantalio.S. che rimane stabile fino al punto di fusione. Camerun. Il minerale maggiormente utile per l'estrazione di titanio e composti di titanio è il rutilo (TiO2). Il titanio si trova in molte stelle. è meno abbondante nelle meteoriti che nella crosta terrestre ed è spesso associato con silicati.A. 2: Tasformazione allotropica del titanio 882° C 8 . cromo e molibdeno. leucoxene e rutilo sono di importanza economica. dovuta alla facilità con la quale possono essere processati.. possono essere stimate da 423 x 106 t a 600 x 106 t. A temperatura ambiente il titanio presenta una struttura esagonale compatta (hcp) denominata fase α: questa struttura si mantiene stabile fino a 882 °C. perovskite (CaTiO3). !! !"  Fig. delle quali le più importanti sono quelle sulla costa est dell' Australia. Solo ilmenite. Canada. al di sopra della quale la struttura del titanio subisce una modificazione allotropica presentando un sistema cubico a corpo-centrato (bcc) conosciuto come fase β.S. il suo contenuto di TiO2 è più alto.). India. U. Sebbene esso sia più raro dell'ilmenite.

10 0.03 0.01 0. L’aumento della grandezza dei grani diminuisce la resistenza a trazione e il limite di snervamento.01 0.PROPRIETA’ MECCANICHE Il titanio puro contiene ancora tracce di altri elementi.30 0. Sopra la temperatura ambiente la sua resistenza decresce del 50% a 200°C. mentre lo sforzo a frattura rimane pressoché invariato.01 0.03 0.10 0.30 0.40 rimanente rimanente rimanente rimanente σp = N/mm2 170 275 380 485 850 ΔL/L = ε = σ/E Resistenza alla trazione σ = P/S0 = N/mm2 (Mpa) A %= 100 (Lu .10 0.10 0.05 0. ciò è dovuto alla forte affinità del metallo con i gas atmosferici.35 0.25 0. ma aumenta l'elongazione e la contrazione d'area a frattura. Titanio a purezza commerciale: l’aumento del contenuto di ossigeno.Lo / Lo) 240 24 345 20 450 18 550 15 8 Tabella 2: Classificazione del titanio secondo l’ASTM 9 .40 0.01 0. mentre l’ossigeno è l’unico elemento che viene aggiunto deliberatamente per dare resistenza maggiore.18 0. caratteristiche Grado 1 Azoto max Carbonio max Idrogeno max Ferro max Ossigeno max titanio Carico unitario di scostamento dalla proporzionalità Grado 2 Grado 3 Grado 4 Lega Ti-6Al4V 0. azoto e idrogeno aumenta la resistenza e diminuisce la durezza. gli altri elementi insieme con ferro e carbonio sono introdotti durante la produzione come impurità.05 0.20 0.

grado 2. saldabilità e formabilità. grado 3 e grado 4. Per ciascuno di tali gruppi è stato definito il contenuto massimo di azoto. ossigeno e ferro nonché i valori minimi di alcune caratteristiche meccaniche. Grado 2: titanio commercialmente puro con un più alto contenuto di ossigeno ed una maggior resistenza rispetto al grado 1. Questa qualità ha basso carico di rottura ed alta duttilità. inoltre è ben saldabile. Viene utilizzato per organi di trasmissione e nell'industria aeronautica 10 . E' il titanio commercialmente puro più largamente usato e offre il miglior compromesso di resistenza. Grado 1: titanio commercialmente puro con basso contenuto di ossigeno. è stata creata dall’ASTM (American Society for Testing and Materials) una classificazione in 4 gruppi detti rispettivamente grado 1. Grado 4: titanio commercialmente puro con le caratteristiche di resistenza più elevate. Grado 3: titanio commercialmente puro con contenuto di ossigeno ancora maggiore del grado 1 e 2 (maggior resistenza e minor duttilità).Poiché il titanio cosiddetto "commercialmente puro" contiene comunque delle impurità. viene utilizzato per il profondo stampaggio ed è adatto alla deformazione a freddo. idrogeno. carbonio. Viene utilizzato per la costruzione di recipienti in pressione.

e alluminio come sostituzionale. In leghe con elementi β-stabilizzanti. come interstiziale.INTRODUZIONE AL TITANIO ED ALLE SUE LEGHE Generalità sulle leghe di titanio Lo scopo principale dell'aggiunta di elementi in lega al titanio è di migliorare le sue proprietà meccaniche. Poiché la struttura cubica del titanio β contiene più piani di scorrimento della forma esagonale α. palladio e silicio. la fase ß metastabile può essere formata in aggiunta alla fase α per solubilizzazione. L'indurimento delle leghe di titanio può essere ottenuto in vari modi: un composto intermetallico può essere precipitato dalla fase α per tempra e ricottura (Ti-Cu leghe). stabilizzano la fase α. rame. Le leghe nelle regioni β e (α + β) sono perciò formate a caldo. il processo procede più lentamente a più bassa temperatura. Gli elementi che stabilizzano la fase β includono idrogeno. come interstiziali. tempra e ageing. molibdeno. in aggiunta a molibdeno o vanadio. cromo. 11 . La temperatura di trasformazione del titanio dalla fase α a quella β può essere elevata o abbassata con l'aggiunta di elementi che possono stabilizzare la fase α o quella β. ferro. Le leghe sono classificate come leghe α . additivi per i quali la fase β nel range di temperatura tra 550°C e un massimo di 860°C subisce decomposizione eutettoidica in fase α e un composto intermetallico. (α+β) e β-titanio a seconda della fase presente a temperatura ambiente. vanadio. il titanio β è più facilmente deformabile. Per sistemi che presentano decomposizione eutettoidica della fase β. Ossigeno. azoto e carbonio. mentre zirconio e stagno sono altamente solubili in entrambe le fasi. Le leghe β e alcune leghe (α + β) contengono. Questo processo è usualmente associato ad un infragilimento che riduce la stabilità termica e deve quindi essere evitato durante la produzione e la lavorazione.

La microstruttura finale è determinata da piatti di fase alfa separati tra loro da fase beta (Reed-Hill). La sua resistenza di 900 MPa nello stato ricotto può essere accresciuta di ca. è più basso di quella del titanio commercialmente puro. come accresciuta stabilità termica e migliorate proprietà al creep. Resistenze superiori ai 1000 MPa possono essere conseguite attraverso un buon indurimento con le leghe Ti6Al6V2Sn e Ti4Al4Mo2Sn. Il rate di diminuzione della resistenza a trazione alle alte temperature delle leghe. Le leghe (α+β) includono la più comune lega di titanio Ti6Al4V. utilizzate nei motori di aerei. La Ti5Al2. Nello stato non intagliato. Leghe β con resistenza di 1000-1200 MPa nello stato ricotto includono Ti15V3Cr3Sn3Al. La resistenza a fatica delle leghe di titanio dipende dalla sezione dei semilavorati e dalla loro struttura. questa è del 30-50 % della resistenza a trazione e nello stato intagliato del 30%. 200 MPa per indurimento.5Sn ha una buona resistenza alla trazione alle alte temperature. con l'aumento della temperatura sopra ai 250°C. Il limite di snervamento è maggiore del 90 %. Ti3Al8V6Cr4Zr4Mo e Ti15Mo3Nb3AlSi. Entrambi questi processi sono utilizzati nell'industria per migliorare le proprietà meccaniche delle leghe di titanio. La resistenza a frattura del metallo con una struttura tipo quella della Ti6Al4V arriva a valori più alti di quella di un metallo con una struttura poligonale. e proprietà delle leghe Ti6Al6V2Sn e Ti4Al4Mo2Sn dovute all'indurimento sono superiori a quelle delle usuali leghe commerciali di titanio. e la resistenza al creep è più alta. sono utilizzate come leghe per forgiatura e anche nella produzione di fogli metallici per le loro buone proprietà di saldatura. questi materiali sono usualmente formati a caldo. in fase α e in fase β stabilizzata per arricchimento di elementi in lega. che hanno un range di resistenza di 830-1030 MPa.Nell’ageing la lega è trasformata. Poiché l'allungamento senza necking è piccolo. Le vicine leghe α fanno parte del gruppo delle leghe di titanio per alte temperature. Solubilizzazione e stabilizzazione danno proprietà migliorate. attraverso una fase intermedia ω. 12 . Le leghe α.

con l’addizione di additivi β stabilizzanti decrescono rispetto al titanio puro.e (α+β) di titanio è di ca.5 x 10-6 K-1. Il coefficiente lineare di espansione a 25°C per le leghe α. nonostante la loro superiore resistenza alla corrosione in condizioni riducenti. sono raggiunti valori di 4. afnio. le suscettibilità delle leghe del titanio alla stress corrosion cracking a temperature maggiori ai 200°C aumenta. Leghe di titanio contenenti lo 0.37-4. La conducibilità termica è solo la metà di quella del titanio. A 25°C le leghe di titanio usualmente hanno resistività elettrica di ca. la densità a 25°C è nel range di 4. I principali scopi sono accrescere la duttilità a temperatura ambiente di queste fasi fragili e migliorare la resistenza alla corrosione nel range di temperatura di 500-900°C. e idrogeno. poiché aumenta l'indurimento. L'addizione di metalli nobili e di altri metalli come molibdeno. 150 x 10-6 Ω cm. I moduli di elasticità e la rigidità aumentano con l'accrescimento del contenuto di elementi interstiziali e alluminio e con temperatura di annealing. Vengono utilizzate tali leghe in quanto risentono delle proprietà di biocompatibilità del titanio (loro principale costituente).94 g/cm3. riducono la resistenza alla corrosione. mentre l'aggiunta di ferro. tantalio o niobio migliorano le proprietà anticorrosive del titanio.15 % di Pd o 2% di Ni o il 15-30% di Mo non hanno rilevanza industriale. inoltre hanno ottime proprietà meccaniche quale buona elasticità abbinata a 13 . Il comportamento alla corrosione delle leghe di titanio commerciali è molto simile a quello del metallo commercialmente puro. Con l'aumento del contenuto dell'alluminio. zirconio.56 g/cm3. ossigeno a livelli piuttosto alti . Nelle leghe β di titanio. TiAl e TiAl3. Sono conosciuti tre composti intermetallici titanio-alluminio: Ti3Al. cromo e alluminio. le fasi α2-Ti3Al(esagonale) e γ-TiAl (tetragonale) esibiscono bassa densità e buona resistenza alle alte temperature e sono scelte perciò per lo sviluppo di materiali da costruzione.Nelle leghe commerciali di titanio α e(α+β). azoto. In particolare. 9. sia nel titanio puro che nelle leghe di titanio commerciali decrescono con l'aumento della temperatura. nichel. Le leghe utilizzate in ortodonzia sono leghe (α+β) e β di titanio. Il calore specifico è simile a quello del titanio ed è piuttosto alto per le leghe (α+β) di titanio.

Possono essere adoperate sopra agli 850 °C e con la loro densità di 3.S. permettendo applicazioni sopra i 500°C. V. B e C possono essere utilizzati come raffinatori di grano.ottima resistenza a fatica. Gli altri possibili elementi in lega sono Mo. Schematicamente possiamo riassumere i trattamenti termici per ottenere tali leghe nello schema seguente: Leghe intermetalliche Sono conosciuti tre composti intermetallici titanio-alluminio: Ti3Al. Le leghe α2-Ti3Al sono state sviluppate negli U. e utilizzate commercialmente negli anni '90. I principali scopi sono accrescere la duttilità a temperatura ambiente di queste fasi fragili e migliorare la resistenza alla corrosione nel range di temperatura di 500-900°C. Ta. Cr H. 14 . α2-Ti3Al è prodotta fondendo in vuoto in forni ad arco. Queste hanno rimpiazzato nella maggior parte dei casi le convenzionali leghe di titanio. e Ni. le fasi α2-Ti3Al(esagonale) e γ-TiAl (tetragonale) esibiscono bassa densità e buona resistenza alle alte temperature e sono scelte perciò per lo sviluppo di materiali da costruzione. Un'altra potenziale applicazione è come materiale per valvole di combustione nei motori. Si.A. Mn e V sono aggiunti per aumentare la duttilità a temperatura ambiente. possono anche essere presenti le fasi β-NiAl (cubica) e Ti2AlNb. Il contenuto di alluminio è del 45-48 %. Il contenuto totale di elementi in lega è usualmente nel range del 2¸7%. Ta. mentre Nb. In aggiunta a Ti3Al. TiAl e TiAl3. In particolare.9 g/cm3 possono potenzialmente rimpiazzare le superleghe di nichel negli aerei e nelle turbine. La duttilità è accresciuta con l'aggiunta di 8¸18wt% di Nb. Le leghe γ-TiAl leghe consistono di due fasi: γ-TiAl (tetragonale a facce centrate) e una piccola quantità di α2-Ti3Al (struttura esagonale). Mo e W migliorano la resistenza a creep alle alte temperature e la resistenza alla corrosione.

7-3.3 206 Tabella 3: Proprietà meccaniche delle leghe del titanio Alluminuri di titanio Negli ultimi anni.9 160176 400450 450800 1000 900 1090 1090 Ti3Al TiAl Superleghe a base Ni 8. Leghe Proprietà Densità g/cm3 Modulo elastico GPa Resistenza allo snervamento MPa Tensile strength MPa Creep limit °C Limite di ossidazione Duttilità a temp. 20 high 2-10 10-20 1-4 10-60 3-5 10-20 di titanio 4.I materiali two-phase γ-TiAl possono essere prodotti con la metallurgia delle polveri o con fusione in forni ad arco in vuoto.5 96-117 3801150 4801200 600 600 4. Nella tabella compaiono le proprietà delle leghe Ti-Al con quelle delle convenzionali leghe di titanio e delle superleghe di nichel.7 100-145 700-990 8001140 760 650 3. quali 15 .1-4. fanno ritenere che alcune classi di materiali. ambiente a alta temp. i successi che si sono avuti negli studi sul controllo dell’ordine delle strutture cristalline e sulla possibilità di apportare indurimenti in leghe con relativi aumenti delle proprietà meccaniche.

Gli alluminuri di titanio basati su Ti3Al e TiAl sono considerate ottime candidati per diventare tra i più importanti materiali per applicazioni strutturali in campo aeronautico.Mn. un alto punto di fusione.gli alluminuri di nichel. Le tradizionali leghe a base di titanio sono utilizzabili a temperature non superiori ai 600°C.Ta.Cr X2=Nb.Ta leghe bifasiche: Ti(44¸ 49)Al-(1¸ 3)X1-(1¸ 4)X2-(0.ScTcNiFe • • 16 . Queste leghe innovative del titanio sono basate sulle fasi intermetalliche TiAl (γ ) e Ti3Al (α 2). alta resistenza all’ossidazione. buona resistenza meccanica ad elevata temperatura. creazione di componenti motoristici.Mo X3=Si. Questo in virtù d’alcune importanti proprietà quali: bassa densità.1¸ 1)X3 X1=V. sia per decadimento delle proprietà meccaniche. acciaio e titanio possano avere degli ottimi sviluppi in campi con applicazioni ad alta temperatura. basso assorbimento d’idrogeno ed eccellente resistenza al creep. in particolare resistenza a "creep". e per gli impieghi ad alta temperatura in genere. buona resistenza alle alte temperature e contengono un sufficiente quantitativo di Al da formare allumina (Al2O3) che offre un rivestimento compatto e protettivo.B. Tali leghe intermetalliche fanno dunque riferimento a precise zone del diagramma bifasico Ti-Al Le leghe del Ti basate sulle fasi TiAl e Ti3Al possono essere in generale classificate come leghe monofasiche (γ ) o bifasiche (α 2+γ ) in relazione alle composizioni: • • leghe monofasiche: Ti-(50¸ 58)Al-(1¸ 2)X1 X1=W.NP. sia per fenomeni ossidativi.Nb.W. Questi materiali hanno bassa densità.

176 400 .7 120 – 145 700 – 990 800 – 1140 750 650 2–7 10 – 20 DO 19 TiAl – Base Leghe Gamma 3. Parametri fisici Densità (g/cm3) Modulo RT (GPa) Carico (MPa) Resistenza tensile (MPa) Limite a creep (°C) Ossidazione (°C) Duttilità (%) a RT Duttilità (%) a HT Struttura di snervamento Ti3Al – Base Leghe Alpha-2 4. 17 . Studi recenti hanno mostrato come si possano raggiungere significativi miglioramenti di tali proprietà attraverso modificazioni chimiche.1000 1-3 10 – 90 L1 Tabella 6: Principali proprietà di leghe basate sulle fasi Ti3Al e TiAl.1 – 4.700 1000 900 . in cui sono presenti sia TiAl sia Ti3Al. la selezione d’appropriati metodi di processo e trattamenti termici.L’attività di ricerca si sta di recente concentrando sulle leghe bifasiche . principalmente tramite l’aggiunta d’elementi β -stabilizzanti. Originariamente le leghe γ -TiAl presentavano applicabilità ristretta a causa dei bassi valori a temperatura ambiente di resistenza a frattura e duttilità.7 – 3.9 160 . avendo queste mostrato migliori proprietà meccaniche rispetto alle leghe basate sulla sola fase γ .630 450 .

J. L’introduzione di fase ceramica dispersa nella matrice può influenzare la deformazione in condizioni di creep in diversi modi. Un primo beneficio si ottiene dall’indurimento della matrice dovuto alla presenza di particelle rigide di rinforzo. Ciò è dovuto alla sua grande affinità con l'idrogeno. Recenti ricerche hanno mostrato come si possa incrementare la resistenza a frattura. con un incremento nelle proprietà meccaniche ed in particolare nella resistenza a frattura. caratterizzate da elevata durezza e fragilità. 2 e . dai quali si ricava attraverso un processo alquanto complesso 18 .E’ così possibile. Vengono prodotti sia titanio con vari gradi di purezza. senza una conseguente riduzione di duttilità. Ulteriori osservazioni hanno indicato come l’aggiunta di TiB2 abbia altri effetti benefici: riduzione delle dimensioni delle colonie di grani delle fasi temperatura e a creep. aumento della resistenza ad alta UTILIZZO Il titanio è un metallo notevolmente abbondante sulla crosta terrestre ed è contenuto in vari minerali. a creep e nel comportamento a fatica. l'estrazione dai suoi minerali è stata messa a punto solo alla fine degli anni trenta dal metallurgista W. Nonostante l'abbondanza. promuovere la formazione di una struttura "fully lamellar" a scapito di una equiassica. azoto. e delle dimensioni del grano. sia numerose leghe di titanio. con i quali forma soluzioni solide interstiziali molto stabili. localizzate lungo i bordi di grano. ad esempio. tramite la formazione di microstruttura lamellare. Kroll e la sua produzione è tuttora complessa e costosa. mediante l’aggiunta di boruri di titanio del tipo TiB2 o di boro nel fuso. a questo si aggiunge la presenza di particelle che risiedono a bordo grano o in vicinanza dello stesso ostacolandone lo scorrimento. ossigeno. Un trattamento termico che promuove una struttura di questo tipo è accompagnato da una crescita delle dimensioni del grano con conseguente riduzione di duttilità. I principali minerali del titanio sono il rutilo TiO2 e l'ilmenite FeTiO3.

infatti.(processo Kroll) mediante il quale viene prodotta la cosiddetta spugna di titanio. fino a tale temperatura il titanio presenta una struttura cristallina esagonale compatta detta fase α. per asportazione di truciolo. Alcuni tendono a stabilizzare la forma α e vengono chiamati α-geni o α stabilizzanti. Il grande calore dovuto alla formazione di biossido di titanio (945. Le lavorazioni che prevedono riscaldamenti a temperature elevate.5 °C. il titanio tende ad assorbire ossigeno. la cui aggiunta migliora le proprietà meccaniche tramite la formazione di soluzioni solide ed influisce sulla temperatura di trasformazione α-β. Altri elementi tendono a stabilizzare la forma β e vengono chiamati β-geni o β stabilizzanti. I processi industriali standard per la produzione di titanio metallico sono perciò basati su alogenuri di titanio. Il titanio presenta una trasformazione allotropica del cristallo a 882. Industrialmente il titanio può essere lavorato per deformazione plastica. per fusione. In questo modo vengono prodotti dei lingotti di titanio che successivamente vengono trasformati in semilavorati.50 °C presenta una struttura cristallina cubica a corpo centrato detta fase β. tramite la metallurgia delle polveri e tramite saldatura. Ad alta temperatura. Tali elementi con il titanio formano soluzioni solide interstiziali e. ed in particolare operazioni di fusione e saldatura. anche se presenti in piccole concentrazioni. idrogeno e azoto.4 kJ/mol) combinato con l'alta solubilità di ossigeno nel titanio ad alta temperatura rende impossibile lo sviluppo di un processo economico per la riduzione diretta del biossido di titanio a titanio metallico a basso contenuto di ossigeno. generano un marcato aumento della resistenza del titanio stesso ed una drastica riduzione della deformabilità plastica e per asportazione di truciolo. oltre 882. Il titanio può formare numerose leghe con vari elementi. Tale spugna viene pressata in forma di elettrodi che vengono quindi fusi due volte in forni ad arco sottovuoto per evitare contaminazioni. 19 . devono essere condotte in presenza di idonee atmosfere protettive ed in condizioni controllate.

la costruzione e l’uso in campo automobilistico sono in fase di sviluppo. Oggi il titanio è valutato come un metallo ecologico per le sue caratteristiche anticorrosive e la sua leggerezza ma anche per le sue proprietà speciali e superiori. inoltre con l'euforia rampante di Tiger Woods il titanio è stato introdotto nel mercato delle mazze da golf e in quello sportivo. L'industria americana del titanio è meno dipendente da quella aerospaziale. in questi ultimi anni. Poi per gli impianti chimici. 20 . Il titanio ha conseguito una speciale posizione come metallo più economico per scambiatori di calore . dopo più di 40 anni di confusi alti e bassi. finalmente. Nella prima applicazione il titanio risparmia peso per stoviglie da campeggio. come risultato di un improvviso cambiamento dell'economia mondiale per il quale la produzione militare ha perso la sua posizione predominante. Il grande successo del titanio è dimostrato da due nuove applicazioni: una mondana. serve per fabbricare un impianto nanograined bone con un 'eccezionale resistenza a severe deformazioni plastiche. e la crescita a livello commerciale ha incominciato a prendere piede.A. grazie all’alta resistenza alla corrosione di sostanze chimiche e infine in campo elettrochimico come materiale per elettrodi. Specialmente. l'altra esotica. è maturata. PANORAMICA SUI NUOVI UTILIZZI DEL TITANIO L’applicazione iniziale del titanio è stata in campo aerospaziale. Nel secondo uso il titanio puro.TREND DEL MERCATO L'industria del titanio negli U. per la sua alta resistenza specifica a medie e alte temperature. che è ben tollerato dal corpo umano.S. elettrodi e impianti chimici per le sue eccellenti caratteristiche anti-corrosive.

Molte leghe di titanio si sono rivelate adatte per applicazioni mediche titanio puro e la lega Ti6Al4V ha trovato largo uso. La resistenza specifica è una delle più importanti caratteristiche del Ti e la sua principale e più classica applicazione era in ambienti ad alta o media temperatura.In seguito l’alta resistenza del Ti all’acqua marina ha attirato l’attenzione per molti generi di applicazioni e ha un grande successo nella superficie di condensatori per stazione di potenza e per impianti di desalinazione. I materiali richiesti devono essere sempre più sofisticati e il titanio e le sue leghe sono stati sperimentati in numerose situazioni. alla resistenza alla corrosione e una superiore biocompatibilità. Si stanno sviluppando nuovi utilizzi come quello in campo automobilistico. per la sua alta resistenza specifica a temperatura ambiente. Il titanio gioca un ruolo fondamentale in numerose applicazioni chirurgiche in campo ortopedico. ma l’uso più popolare è negli accessori. Il successo “clinico” delle leghe di titanio è dovuto alle buone proprietà meccaniche. cardiovascolare e odontoiatrico. BIOCOMPATIBILITA’ DEL TITANIO E DELLA LEGA Ti6Al4V 21 . Le applicazioni principali nell’industria automobilistica sono rappresentate dalle parti del motore e del telaio. APPLICAZIONI MEDICHE Sono stati fatti veloci e significanti progressi nello sviluppo di strumentazioni mediche e impianti che raggiungono anche la durata di più di venti anni.

Il materiale si rivelato quindi sicuro in applicazioni intravascolari grazie alla alta elettronegatività e alla superficie passive.L’eccezionale biocompatibilità di questo materiale è stata riconosciuta da ricerche mediche. Esami istopatologici non hanno rilevato cellule mutate vicino agli impianti di titanio. Il titanio forma prontamente ossido di titanio o ossidi complessi e composti idruri. né altri segni di infiammazione. 22 . che può essere dovuto alla bassa durezza e alla scarsa resistenza all’abrasione del materiale non legato. Il titanio sembrava avere una estremamente bassa tossicità ed è ben tollerato sia dai tessuti ossei che molli. IPERSENSIBILITA’ Alcuni pazienti possono essere allergici a metalli in contatto con la loro pelle. producono piccole quantità di prodotti di corrosione possono essere responsabili di reazioni allergiche. comunque non sono stati rilevati effetti clinici negativi . Esperimenti su animali hanno evidenziato che il materiale poteva essere impiantato per molto tempo. E’ stato osservato con analisi spettrochimiche un aumento di elementi metallici nei tessuti adiacenti. Quindi è possibile che parte del materiale rimosso dall’impianto sia immediatamente stabilizzato dalla formazione di questi composti inerti e i tessuti sembrano non dare risposta agli ossidi di titanio inerti chimicamente. Comunque il meccanismo immunologico esatto non è ancora stato capito completamente nei pazienti con impianti. L’ossido di titanio è usato in creme per trattamenti dermatologici. l’incapsulamento fibroso dell’impianto è minimo praticamente inesistente. Si ha un inscurimento del tessuto molle adiacente all’impianto di titanio CP. Attenti esami dei tessuti adiacenti alla lega Ti6Al4V hanno rilevato né cellule grandi non macrofaghe. Vista la buona resistenza alla corrosione questi materiali sono utilizzati per impianti ortopedici così come l’acciaio inossidabile e leghe cobalto-cromo. Sono conosciute reazioni allergiche di varia intensità ai materiali di impianti e casi di dermatiti “eczematous” in relazione a esposizioni interne.

per la leggerezza e per la lavorabilità.In questa procedura le viti e graffette sono inserite nelle vertebre nella zona di 23 . con veramente poche avarie strutturali. Il titanio è stato scelto per questa applicazione per la sua superiore resistenza alla corrosione. Attacchi di cuore o altre cause provocano disfunzioni cardiache per le quali il paziente può richiedere un temporaneo o permanente pacemaker. la figura mostra un generatore di impulsi contenete un generatore di potenza litio-iodine e un circuito elettrico protetti da un involucro ermetico di titanio. Lo strumento in titanio è conosciuto come sistema Dwyer (fig. Il generatore di impulsi può essere impiantato nella cavità addominale e collegato al muscolo cardiaco con i pacing electrodes. Inoltre la sottile parete di titanio permette radiopaque identification marking SPINAL SURGEY Cavi e viti in titanio sono stati usati con significativi successi medici per la correzione chirurgica della scoliosi. La figura mostra la valvola aortica Starr-Edwards. 3). IMPIANTI CARDIOVASCOLARI Il titanio è usato soddisfacentemente in dispositivi chirurgici cardiovascolari da più di venti anni.Titanio non causa ipersensibilità e le sue leghe sono le uniche disponibili che non contengono elementi che causano sensibilizzazione. Più di 80000 pazienti hanno ricevuto questa o una protesi simile dal 1965. In pazienti con malattie irreparabili alle valvole del cuore è cucita una gabbia di titanio contente un palla nella aorta.

Il titanio e le sue leghe non sono soggetti a cervice corrosion ai vari valori di pH presenti nel corpo umano. gli occhielli delle teste delle viti sono stretti per fissare il cavo nella posizione corretta. Il cavo di titanio CP di grado 2 fatto di 7*19 fili ha la flessibilità e resistenza desiderate per questa applicazione. successivamente il cavo è infilato attraverso l’occhiello nella testa della vite. 3: Sistema Dwyer Infine. Fig.curvatura della spina. Con l’aiuto di un tenditore. il cavo è teso dando l’effetto di raddrizzamento del segmento della spina in questione. La duttilità del titanio CP consente di il fissaggio portare alla rottura delle teste delle viti. 24 .

Titanio CP formato in fogli forati viene utilizzato nella ricostruzione e nella plastica per problemi di chirurgia maxillofacciale. Il concetto della sostituzione totale dell’anca è relativamente semplice. sostituzioni di articolazioni del dito. sostituzione totale del ginocchio. Fig. 25 . Vari progetti e materiali dei tipi di ball-and-socket sono stati sperimentati con diversi gradi di successi clinici. sostituzione totale del gomito e e dispositivi di fissaggio di fratture. Le protesi in lega di titanio sono state utilizzate nelle sostituzione totale dell’anca. 4: Rete in titanio IMPIANTI INTRA-ORALI Sono stati utilizzati vari materiali e progetti in impianti endossei con i quali strumenti possono essere ricostruiti le dentature. L’eccezionale biocompatibilità e la facilità con cui può essere formato il materiale fa del titanio un materiale ideale per queste applicazioni.IMPIANTI ORTOPEDICI L’uso di impianti ortopedici di titanio sono più comunemente indicati per inabilità artritiche usualmente di origine reumatoide o degenerative. Gli impianti in lega di titanio sono stati introdotti recentemente per evitare l’insorgere di problemi di allentamento dell’impianto e di riassorbimento dei tessuti riscontrato con altre leghe. La rete può essere fissata all’osso con piccole viti e può trattenere i frammenti di ossa.

componenti protesici. Da alcuni anni i ricercatori hanno cominciato a prendere in considerazione il Ti come un materiale utilizzabile nell'odontoiatria restauratrice ed in implantologia. Da quattro a sei settimane dopo l’inserimento.Il gambo lucidato permette al tessuto molle di crescere intorno ad esso. L’impianto consiste di un gambo in lega di titanio e di una regione di metallo fibroso composto da fili di titanio CP compressi e sinterizzati. fili ed archi per ortodonzia. il basso peso specifico (4 volte inferiore a quello dell'Oro) e la sua bassa conducibilità termica (14 volte minore a quello dell'Oro). le tecniche di fusione ed elettroerosione per la realizzazione di strutture metalliche in protesi fissa e scheletrata. la realizzazione degli impianti. 5: Impianti endossei La figura illustra una nuova combinazione di una costruzione solida e porosa che mette in grado le cellule d’osso di crescere sull’impianto per provvedere alla stabilizzazione. soprattutto per la sua biocompatibilità ma anche per la resistenza alla corrosione. Si stanno sviluppando nel nostro settore. 26 . l’impianto è stabilizzato nella struttura ossea mentre il gambo sporge attraverso la gengiva ed è pronto per la costruzione del dente artificiale. provvedendo ad un’effettiva protezione contro la penetrazione dei batteri dalla cavità orale. Ne sono esempi del suo impiego da parte dell'industria.Fig. perni monconi.

resistenza alla masticazione.Riportiamo di seguito una tabella in cui elenchiamo i vantaggi nell'uso odontoiatrico per la costruzione delle protesi: biochimicamente inerte biotellaribilità resistenza alla corrosione atossicità assenza di sapore bassa conducibilità termica basso peso specifico radiotrasparenza durezza resistenza alla masticazione Tabella 4: Caratteristiche di un impianto in titanio Gli odontotecnici e gli odontoiatri sono stati indotti a iniziare a utilizzarlo come materiale per i restauri orali. soprattutto per alcune tra le sue proprietà come quelle di: biotollerabilità. distacchi del rivestimento in ceramica. assenza di sapore. I principali argomenti contro il Ti possono essere così riassunti: fusione non sufficientemente precisa. leggerezza. porosità interne. resistenza alla corrosione. formazione di uno strato di ossido sulle superfici. durezza. atossicità. porosità superficiali che permettono accumuli di placca maggiori che con leghe tradizionali. La tecnica di fusione è il passaggio che crea più problemi durante la lavorazione del Ti. soprattutto a causa dell'elevata tendenza del Ti a reagire con i componenti 27 .

modificata rispetto a quelle usate per le leghe tradizionali. per questo motivo sono state apportate delle modifiche ai tradizionali sistemi di fusione. sia per l'estetica che per la funzionalità. Le proprietà intrinseche del Ti. prive di tensioni e dì ossidazioni. anche le caratteristiche di colabilità e solidificazione del Ti sono particolari e richiedono una tecnica di modellazione e di messa in fusione. avvicinandosi a quello del Ti. inferiore quindi alla temperatura di modifica cristallina del Ti puro. si ottengono saldature omogenee. dipende da tre fondamentali fenomeni fisici specifici del Ti: la modifica allotropica del reticolo cristallino a 882°C.dell'atmosfera. La compatibilità tra la massa ceramica e la struttura. la capacità di ossidazione del Ti che al salire della temperatura aumenta in modo quasi incontrollabile e il basso coefficente di espansione termica del metallo. La struttura in Ti può essere rivestita esteticamente sia in ceramica che in composito. in quanto il Ti non viene a contatto con l'aria ma con un gas inerte come l'Argon. avere un completo isolamento del Ti dall'atmosfera. La bassa temperatura di cottura consente un'ossidazione minore della struttura: maggiore è l'ossidazione più debole è il legame tra ceramica e travata. stabili. Con il rivestimento estetico del Ti con essi. Anche per la saldatura bisogna ricorrere a sofisticati sistemi come la saldatura al plasma o quella al laser. avere un'alta velocità di fusione. Anche il coefficente di espansione termica è più basso. lo rendono un metallo difficile da fondere e da colare. come Ossigeno. a basso punto di fusione. L'apparecchio funziona ad impulsi di pochi millisecondi che fondono in modo puntiforme la struttura. Il sistema migliore è il laser. immettendo nel mercato macchine fonditrici in grado di: avere una fonte di calore sufficientemente potente da fondere il Ti. Idrogeno ed Azoto e con la maggior parte degli elementi presenti in essa alla temperatura di fusione. L'industria ha sviluppato speciali ceramiche. grazie 28 . Inoltre. nelle quali la cottura avviene al di sotto degli 800°C. I compositi stanno avendo un ruolo importante nelle ricostruzioni in odontoiatria. sviluppare un crogiolo che possibilmente non reagisca con il Ti fuso.

Durante le varie fasi d’inserimento dell'impianto. L'Al viene aggiunto al Ti per migliorare la durezza e ridurre il peso specifico. Tale ossido carica negativamente l'impianto aumentandone l'affinità per le differenti biomolecole. Sono importanti per il successo dell'impianto le proprietà di superficie del materiale utilizzato. TiO2. e tracce di ossido di Al e V. Nel giro di un minuto lo spessore di questo aumenterà fino a circa 50-100 Å. L'aggiunta al titanio dell'Al e del Va riduce del 50% circa la conducibilità termica e ne aumenta la resistenza all'usura da fatica di circa la meta. Questa procedura contribuisce ad aumentare lo spessore dell’ossido. La preparazione di rugosità superficiali ha lo scopo di ottenere una 29 . Il contatto con l’aria porterà ad una rapida formazione di uno strato di ossido di Ti di circa 10 Å in meno di un millesimo di secondo. Gli ossidi reperibili sulla superficie del Ti sono: il TiO. l'ossido può essere danneggiato. poiché il modulo E dell'osso e del materiale implantare sono simili. La superficie del titanio può essere preparata con differenti tecniche allo scopo di ottenere un grado di rugosità superficiale ottimale. Nonostante la ridotta diffusione di ioni di Ti all’interno dei tessuti è possibile riscontrare. Quindi la lega Ti6A14V presenta una elasticità maggiore permettendo una più equa distribuzione del carico nelle zone interfaciali osso-impianto. Tra le leghe di più largo impiego per la costruzione di impianti. si ottiene una buona unione chimico-fisica fra la struttura metallica e il materiale composito. la più utilizzata contiene il 6% di Al ed il 4% di vanadio (Ti6Al4V). TiO3. Durante le procedure di lavorazione meccanica il metallo è esposto all’atmosfera e ad altre sostanze come lubrificanti e liquidi refrigeranti. L'ossido è dotato di un'altra caratteristica importante: previene la diffusione di ioni metallici all'interno dei tessuti.I1 TiO2 è il più stabile ed è quindi il più frequente sulla superficie del Ti e delle sue leghe. particelle di Ti. conferendo al titanio un alto grado di biocompatibilità. Fra le diverse metodiche vanno elencate la sabbiatura ed il plasma spray di titanio. ma risulta migliorato anche il modulo E. I1 vero protagonista dell’osteointegrazione è l'ossido di Ti in quanto è in grado di passivare i suddetti materiali prevenendone la corrosione a causa della elevata stabilità chimica.alla silanizzazione della superficie metallica. talvolta. ma si riforma istantaneamente. Altra tappa importante nella preparazione degli impianti è rappresentata dalla sterilizzazione agli ultrasuoni ed in autoclave.

Anche la stabilità primaria risulta migliorata in impianti a superficie sabbiata. L'aumento di resistenza alle forze interfacciali sembra essere legato all'aumento della superficie disponibile per il contatto osseo. 1991). in linea teorica. che i processi osteogenetici abbiano un inizio più precoce su superfici rugose rispetto al titanio liscio. La sabbiatura della superficie del titanio migliora le caratteristiche biomeccaniche dell'impianto. questo. Alcuni studi in vitro hanno dimostrato che cellule osteoblastiche aderiscono a superfici sabbiate con granuli di circa 100 C1 e non su superfici di titanio liscio. infatti..migliore resistenza alla torsione e trazione dell’interfaccia osso-impianto che sarebbe assicurata dalla microritenzione. quali macrofagi. fenomeno che può essere definito rugofilia (Brunette. che è funzione del grado di rugosità superficiale. Un secondo fattore cruciale nel rapporto tra impianti con superfici rugose e tessuti biologici sembra essere legato al particolare trofismo che certe cellule. Cook e coll. Gotfredsen e coll. È tuttavia necessario che la preparazione di superficie non alteri le caratteristiche di biocompatibilità (Bowers e coll. Studi istologici hanno dimostrato la crescita di osso mineralizzato all'interno delle irregolarità superficiali del titanio.. 1992. 1988. una resistenza alla trazione e compressione maggiore di un impianto cilindrico a superficie liscia. Sembra. aumentando in tal modo il legame che si viene a stabilire tra il tessuto osseo ed i biomateriali. Gli impianti a vite hanno. Titanio sabbiato Il grado di resistenza alle forze di taglio con impianti osteointegrati in titanio dipende dalla reazione biologica che si ha all'interfaccia. Smith. 30 . che contribuisce ad accelerare la velocità di contatto con l'osso. 1992. 1992). fatto. cellule epiteliali ed osteoblasti mostrano nei confronti di certe superfici rugose..

Si ottengono. Weinlaender. non solo permette di aumentare la superficie disponibile per l’adesione ossea. Numerosi studi hanno dimostrato che la preparazione con plasma spray di titanio. Weinlaender e coll. Linder. Linkow e coll. I1 plasma si produce tra un anodo di rame ed un catodo di tungsteno raffreddati. 1992. 1982. aderiscono al corpo del cilindro sul quale vengono deposte. ma negli ultimi 100-500 nm era possibile vedere solamente 31 . L’interfaccia titanio-osso Gli studi microscopici ed ultrastrutturali della inferfacie osso-titanio sono discordanti (Donath e Breuner. rivestimenti porosi di spessori di circa 50 µm con un aumento della superficie totale disponibile per il legame fino a circa dieci volte. ma induce l'aumento della quota di superficie implantare che entra in contatto con il tessuto mineralizzato. Tale processo si attua mediante un bruciatore al plasma ad arco voltaico che è in grado di elevare la temperatura di un gas nobile o di N2/H2 nel quale vengono spruzzate polveri di idruro di titanio con granulometria di 50100 µm che.. Alcuni autori hanno dimostrato la presenza di uno strato amorfo parzialmente calcificato con spessore variabile tra i 10 ed i 500 nm. in comparazione con impianti in titanio liscio. 1991. 1992). in questo modo. grazie alla fusione del loro strato più superficiale. In termini clinici tali fenomeni si riflettono in un più forte ancoraggio osseo dell’impianto. 1985. 1992. Stenik e coll. 1983. Fasci ordinati di collagene sono stati osservati vicino alla superficie dell'impianto..Titanio plasma-spray Una delle tecnologie attualmente piu utilizzate allo scopo di aumentare la rugosità superficiale degli impianti endossei orali consiste nel rivestimento di cilindri di titanio liscio o filettato con polveri di titanio.. Thomsen ed Ericson. Studi ultrastrutturali hanno dimostrato che una superficie di titanio plasma spray può entrare in diretto contatto con il tessuto mineralizzato.

quindi. ed in alcuni casi si trovavano interposti tra l'osso mineralizzato e la superficie del metallo. 4) molti osteociti erano presenti nell'osso periimplantare. Studi istologici eseguiti su impianti espiantati dall'uomo (Trisi e coll. 1991). mentre in altre zone un sottile strato di materiale con le caratteristiche cromofile della matrice osteoide sarebbe interposto tra le due strutture.fasci disposti in maniera non organizzata. 1991. In conclusione l'interfaccia titanio-osso rappresenta probabilmente una struttura biologicamente attiva anche molti anni dopo l'inserzione dell'impianto.. 2) la struttura dell'osso intorno agli impianti era. nella maggior parte dei casi. però. di tipo lamellare. 1992). 1992). In microscopia ottica tradizionale gli impianti osteointegrati mostrano un rapporto diretto tra osso e biomateriale (Quaranta e coll. L'interfaccia titanio-osso sarebbe costituita. Sennerby. dopo un periodo variabile di carico funzionale. dello spessore variabile da 1 a 5 mm.. La preparazione di sezioni non decalcificate ottenute per usura fornisce sezioni piuttosto spesse in cui risulta difficile osservare i reali rapporti interfacciali. nei 20-40 nm più vicini all'impianto non erano visibili fibre collagene e la struttura consisteva di materiale amorfo calcificato (Sennerby e coll. In altri studi è stato possibile mettere in evidenza la presenza di materiale mineralizzato direttamente a contatto con il titanio senza spazi intermedi (Listgarten e coll. si procede quindi per microscopia TEM. era presente uno spazio otticamente vuoto. in alcune zone. maiale) hanno evidenziato che: 1) nella maggior parte degli impianti esaminati l’osso contraeva uno stretto rapporto con la superficie implantare .. 1993). e su impianti inseriti nell'animale da esperimento (coniglio. mentre in altre porzioni dell'impianto il tessuto mineralizzato terminava direttamente sulla superficie del metallo . 32 . 3) a maggior ingrandimento.. 5) spesso i canalicoli osteocitari si dirigevano verso la interfaccia titanio-osso. da zone con diversa morfologia: in alcune aree il tessuto mineralizzato sarebbe a diretto e stretto contatto con il titanio. Tale osservazione è. relativa alle tecniche di preparazione dei campioni istologici.

1990. ma anche strutturalmente (Krauser. 1990. 1992). Van Blitterswijk e coll. Inoltre i materiali bioattivi sono in grado di raggiungere un iniziale legame osseo in tempi relativamente più brevi rispetto al titanio. cioè una minore probabilità di indurre reazioni infiammatorie (Frame e coll. stabiliscono con il tessuto osseo è stato definito «biointegrazione».. Le ceramiche di fosfato di calcio sono i materiali bioattivi che hanno incontrato il maggior favore da parte dei ricercatori e dei clinici ed in particolare un'apatite. 1991. Lynch e coll.. Le ceramiche infatti. 33 .. le vetroceramiche e le ceramiche di fosfato di calcio..I1 legame che i materiali «bioattivi». dell'osteointegrazione. essendo molecole totalmente ossidate. La ragione iniziale per l'uso delle ceramiche in implantologia era legata alla relativa inerzia delle ceramiche in relazione al titanio. 1989). Ravaglioli e coll. quali i biovetri. talora la resistenza di legame può essere superiore alla resistenza della struttura ossea stessa e si possono osservare fratture. che interessano la compagine ossea. infatti.. mentre l'interfaccia rimane intatta (Figura 6. Concetti generali sull'idrossiapatite (HA) La componente inorganica di tutti i tessuti mineralizzati dell'organismo umano è costituita in grande prevalenza da sali di fosfato di calcio. l'idrossiapatite (HA).4). Biologicamente tale proprietà conferisce alle ceramiche una maggiore inerzia chimica. cioè. stabiliscono un legame chimico con il tessuto osseo che è in grado di resistere alle forze di trazione tangenti la superficie di legame. è stata ampiamente studiata ed utilizzata nella pratica clinica da circa un decennio come rivestimento di impianti il cui core è costituito da titanio biomedico. A differenza. 1989. durante la trazione. Essi. De Lange e coll. sono chimicamente più stabili dei metalli che ossidano solamente in superficie.. i materiali bioattivi si connettono con il tessuto osseo non solo spazialmente.

..67. dopo la perdita di impianti dentali. porosa e densa. dopo apicectomia. Shetty ed Han. ricostruzione del massiccio facciale. La sinterizzazione consiste in un processo di riscaldamento della polvere con solidificazione della polvere stessa senza però che questa raggiunga la sua temperatura di fusione. L'HA è disponibile in una forma densa ed una porosa. Successivamente l'impasto ottenuto viene compattato ad alta pressione e poi sintetizzato ad una temperatura variabile da 1000 a 1300 gradi centigradi. Nella idrossiapatite il rapporto tra Ca/P è di 1.. Carranza e coll.Beck-Coon e coll.. L'HA sotto forma di blocchetti sagomati viene utilizzata. invece.1987. L'idrossiapatite è disponibile in commercio sotto diverse forme: polvere granulare. 1987. in quest’ultima i pori hanno un diametro variabile da 100 a 300 micron e comunicano tra loro. Tra le due forme di ceramiche. sostituzioni di porzioni ossee orbitali e mascellari).. ma. Minabe e coll. e per l'aumento dello spessore di creste alveolari atrofiche (Kent. In forma granulare l'HA viene attualmente utilizzata nella pratica clinica odontoiatrica per la ricostruzione di difetti ossei parodontali. In particolare I'idrossiapatite rappresenta rispettivamente il 60-70% ed il 90% del peso dell’osso e dello smalto (Jarcho. 1991). quelle porose sono molto più fragili di quelle dense. Donath e coll.Sono presenti in quantità minore anche altri materiali inorganici come carbonati di calcio e solfati. 34 . Minegishi e coll. 1987). come pure lo smalto dentale. Anche i blocchetti. il riempimento di difetti ossei dopo cistectomia.1988. come la polvere granulare. 19X6. Donath e coll. Le ceramiche di fosfato di calcio vengono prodotte industrialmente usando polveri chimiche di base sciolte in una soluzione acquosa. Le ceramiche sono materiali resistenti alla compressione. 1991. sono fragili per cui il loro impiego è limitato di notevole entità.. soprattutto in chirurgia maxillofacciale (difetti ossei da traumi. 1988. possono inoltre essere utilizzati in chirurgia preprotesica per aumentare lo spessore della cresta alveolare. e blocchetti preformati che possono assumere qualsiasi forma desiderata. osteotomie riduttive e di stabilizzazione. 1986.

. Rivestimenti biocompatibili di idrossiapatite su titanio I rivestimenti in idrossiapatite [Ca10(PO4)6(OH)2] sono largamente impiegati in medicina per protesi ortopediche e dentali (viti al titanio per impianti) per favorire la completa integrazione del metallo con i tessuti ossei umani. biologiche e meccaniche. Jarcho.Studi recenti hanno dimostrato che I'idrossiapatite (HA) si lega chimicamente all'osso e non induce fenomeni di tossicità o flogistici locali o sistemici (Kent. Orly e coll. Kwong e coll.. 1993). Secondo Donath (1990) non esistono ceramiche di fosfato di calcio non riassorbibili. al fine di migliorare l'adesione dell' HA. 1984. Klein e coll. 1986. Gregoire e coll. Verburg e coll.1988. Nel presente studio è riportato un confronto tra i risultati sperimentali della caratterizzazione chimico-fisica di rivestimenti di idrossiapatite (HA) depositati mediante metodologie diverse (dip-coating.. 1989. 1991). Orly e coll. Gli strati di HA sono stati fatti crescere su un substrato di Ti commerciale e. il substrato è stato preventivamente ricoperto con TiO2 35 .... 1990.. 1989) dimostrerebbero che 1'HA. 1986. 1990). in quanto ciò che varia da una forma all'altra è esclusivamente la velocità di riassorbimento. 1988. Bauer. a differenza del TCP. anche attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie di preparazione. ecc). 1987..1989. Carranza e coll. 1990. plasma-spray. Ohgushi e coll.. Muller-Mai e coll... 2989. Alcune ricerche (Hoogendoorn e coll. Piattelli e coll. 1990. non andrebbe incontro a riassorbimento. 1986.. Altri autori avrebbero invece riscontrato un riassorbimento dell'HA (Ducheyne e Van Raemdonck. Weinlaender. Tuttavia l'applicazione di questi rivestimenti biocompatibili richiede un ulteriore miglioramento delle loro proprietà chimiche. I1 riassorbimento potrebbe essere legato ad una dissoluzione determinata da fluidi biologici oppure ad una azione legata ad una attività cellulare (Blijdorn e coll.

etc) dei rivestimenti di HA ottenuti per dip-coating rispetto a quelli industriali da noi analizzati. La valutazione della biocompatibilità in vitro e le ulteriori analisi superficiali dei rivestimenti sono in atto. tuttavia. il tipo di ambiente in cui si attua il processo.(in fase di rutilo) o calcio titanato (CaTiO3) usando la tecnica sol-gel. si è pensato di utilizzare il titanio od una delle sue leghe come corpo di impianti la cui superficie fosse rivestita con l'idrossiapatite. La composizione chimica superficiale e la morfologia dei rivestimenti (TiO2. non hanno sufficiente resistenza agli urti da poter essere utilizzate come singoli costituenti di impianti dentali. in modo simile a quanto avviene per il rivestimento al plasma di titanio. Inoltre i rivestimenti ottenuti con il metodo dip-coating sono stati attentamente studiati. l'aumento della temperatura provoca la fusione dello strato esterno delle particelle di HA che durante il raffreddamento possono subire 36 . la temperatura ed il grado d'automatizzazione del processo. in generale. mantenendone le ottime caratteristiche biologiche. L'operazione di peak-fitting dell'XPS è stata condotta allo scopo di identificare le differenti specie chimiche dei componenti principali e dei contaminanti. Durante tale processo. CaTiO3 e HA) sono state studiate mediante spettroscopia a raggi X (XPS). quali la provenienza ed il tipo di HA utilizzata per il processo di plasma-spray. Il rivestimento in idrossiapatite Le ceramiche. I dati relativi all'analisi quantitativa XPS e le immagini (SAM e SEM) delle superfici hanno mostrato la qualità superiore (purezza. Numerose. microscopia Auger a scansione (SAM) e microscopia elettronica secondaria (SEM). La tecnica di rivestimento maggiormente utilizzata è il plasma spray. Allo scopo di migliorare le scarse proprietà meccaniche delle ceramiche. sono le variabili che determinano la riuscita finale del rivestimento. il tipo di substrato sul quale questa viene depositata. I profili di profondità XPS sono stati ottenuti mediante "sputtering" con ioni Ar+. omogeneità.

cromaticamente simile al materiale che riveste le lacune osteocitarie.In alcune regioni dell’interfaccia l'osso mineralizzato si localizza direttamente sull'HA. La colorazione con il Von Kossa mostra la presenza di zone di differente morfologia . risiede nella maggior rapidità con cui i primi raggiungono uno stretto legame con il tessuto osseo. In trasmissione è. Con il microscopio confocale a scansione laser in fluorescenza (Pawley. simile alle linee cementanti («reversal lines») che si osservano nel tessuto osseo (Van Blitterswik e coll. appare di spessore maggiore nei casi in cui si ha una attiva formazione di osso sulla HA (Piattelli e Trisi. Piattelli e coll. Bertero e coll. dimostrano dei valori molto superiori per l’HA. L'interfaccia osso-idrossiapatite In microscopia ottica. 1990) è possibile evidenziare la presenza di una sottile linea fluorescente in molte zone dell'interfaccia. 1994). 1993). Le idrossiapatiti in commercio presentano un grado di cristallinità variabile compreso tra il 5% ed il 60-70%. Boyde e coll. infatti. Uno dei vantaggi biologici nell'utilizzo di impianti rivestiti in HA. mentre in altre aree tra l'osso mineralizzato e l'HA si viene a disporre un materiale basofilo. 1993. invece. 1993. 37 . corrispondente alla struttura basofila osservata in microscopia ottica (Piattelli e Trisi.. l'osso mineralizzato sembra strettamente aderente alla superficie della HA (Piattelli e Trisi. 1990. fatto questo che sembra determinare il grado di riassorbibilità del rivestimento. Tale fenomeno riduce la cristallinità dell'HA. Si ritiene che un maggior grado di cristallinità determini una minore solubilità. 1989. rispetto al titanio. 1991). possibile osservare uno strato di materiale di colore scuro. rispetto ad impianti in titanio. 1985). I test di trazione..un cambiamento di fase con formazione di TCP e di fosfati di Ca amorfi. Problemi legati all'uso di questo tipo di impianti sono il legame tra HA e titanio.. ed il destino nel tempo del rivestimento (Van Steenberghe. Questa sostanza. non mineralizzato. 1993) ..

. Studi effettuati su colture di osteoblasti in . tuttavia effettuati.. che uno strato di cristalli di HA naturale si deposita direttamente sulla superficie dell'HA naturale. contrariamente. Okumura e coll. richiede la rimozione del titanio e la decalcificazione dell'HA. 19C)O. Osso mineralizzato si osserverebbe ad una distanza di circa 200 angstrom. aumentando la ritenzione meccanica e il contatto osso-impianto. Impianti a vite in titanio trattato Tali impianti offrono un significativo aumento dell’area di superficie rispetto agli impianti in Ti liscio.. Nello spessore dei coatings di HA è possibile osservare materiale basofilo non mineralizzato con un aspetto granulare o lamellare. Van Blitterswijk e coll. Gli studi. hanno dimostrato la presenza di una lamina limitans simile a quella osservabile nel titanio dello spessore di 20-100 Al riscontrabile anche nella lacuna osteocitaria. Van Blitterswijk e coll.Questa struttura potrebbe essere stata prodotta dalla deposizione di materiale organico sulle superfici dell'osso e dell'HA. 1991. tali da poter essere studiate al TEM. De Bruijn e coll. l'aspetto istologico e le proprietà istochimiche di questo materiale sono molto simili alla matrice osteoide ed alla lamina limitans degli osteociti (De Lange e Donath. Infatti la preparazione di sezioni fini di 500 angstrom. 1990 . 1990). Come per l'interfaccia titanio-osso.1994).vitro hanno dimostrato. 1992). sebbene non esenti da dubbi.. 1993. De Lange e coll. 38 . 1985. 1989. mentre una struttura ossea ordinata a circa 500 angstrom dalla superficie dell'HA (Tracy e Doremus.l 1C)91.. Lo studio ultrastrutturale dell’interfacie osso-HA presenta problemi tecnici di preparazione molto simili a quelli che si presentano nello studio del titanio. anche nella HA è possibile osservare quindi differenti aspetti microscopici che potrebbero essere spiegati con l'esistenza di un interscambio metabolico dinamico a livello delle strutture dell'interfaccia (Sautier e coll. senza interposizione di alcuna matrice amorfa. Piattelli e Trisi. Donath. 1984.

Il titanio utilizzato per questa struttura è sempre del tipo commercialmente puro di grado 3. 39 . in grado di produrre un rivestimento metallurgicamente saldato al substrato dell’impianto. con raggi gamma. Solitamente tali impianti sono realizzati in titanio commercialmente puro di grado 3. Per favorire ciò la superficie della vite viene sterilizzata. necessita dunque una maggiore attenzione per quanto riguarda la osseointegrazione del metallo. Questa tipologia di impianti non presenta rivestimenti superficiali. L’enorme vantaggio di tale tecnica è quello di utilizzare un materiale completamente biocompatibile. le numerose asperità sulla superficie TPS consentono un’integrazione “tridimensionale” e quindi una solida interconnessione. Tale rivestimento presenta inoltre eccezionali proprietà di resistenza alla trazione. Impianti rivestiti in TPS I rivestimenti in TPS (Titanio Plasma Spray) sono impiegati con successo da molti anni. Come si riscontra nell’immagine al SEM. Tale procedimento si avvale di una sabbiatura a mezzo di idrossilapatite riassorbibile. al taglio e a fatica.Il procedimento utilizzato RBM (resorbable blast media) crea sull’impianto una superficie ruvida priva di elementi inquinanti. Il corpo dell’impianto è solitamente realizzato in lega di titanio Ti6Al4V. sia negli impianti ortopedici che in quelli dentali. prima del packaging. Il rivestimento in plasma spray di titanio puro aumenta notevolmente l’area di superficie dell’impianto. e la ritenzione meccanica nell’osso al momento dell’inserimento. Le caratteristiche ibride dell’impianto uniscono i vantaggi di una superficie ruvida per una migliore osseointegrazione rispetto impianti con superficie liscia per un miglior mantenimento dei tessuti molli. Per il rivestimento in TPS si utilizza un processo avanzato in plasma spray sotto vuoto (VPS).

Anche nel caso di impianti rivestiti di HA il corpo centrale è costituito di lega Ti6Al4V per i motivi visti prima. Esistono principalmente due tipologie di impianto rivestito: quello cilindrico e quello a vite. Un tempo si utilizzavano impianti con testa avente un foro esagonale ed inseribili attraverso chiavi ortodontiche (vedi capitolo 4). ALTRE APPLICAZIONI ORTODONTICHE Vedremo ora. Gli strumenti ortodontici per mettere in opera gli impianti (chiavi. Nel secondo caso abbiamo una maggiore superficie di contatto con l’osso ed una buona ritenzione meccanica. ma maggiore resistenza meccanica rispetto agli impianti).) sono realizzati quasi in toto o in acciaio inox o in nitruro di titanio e titanio (a causa della simile. i componenti realizzati in Ti o sue leghe e ne analizzeremo. alesatori. Protesi avvitata La protesi avvitata è composta da impianto. maschiatori. punte da trapano . la loro funzione.ecc.in modo conciso. 40 . cilindro e vite di tenuta e permette di realizzare: Dente singolo e ponte. Protesi mobile con ritenzione a barra. ultimamente gli impianti sono realizzati con teste esagonali applicabili nell’osso attraverso apposito cicchetto. nelle altre applicazioni ortodontiche. Questo rivestimento clinicamente testato è perfettamente in regola con le normative riguardanti lo standard di purezza FDA e ASTM. cicchetti. pilastro.Fino da 1989 si sono commercializzati impianti rivestiti in idrosilapatite di elevata qualità.

optare per soluzioni in titanio.Protesi fissa cementata La protesi fissa cementata è composta da impianto. L’utilizzo di un unico metallo (quale il titanio) permette di eliminare il rischio di una corrosione di contatto galvanica nel cavo orale. Lo scheletrato in titanio è realizzato attraverso fusione e colata in forni fusori tipo TITEC F205M e. Scheletrati Gli scheletrati sono delle soluzioni che permettono di montare i denti su un supporto resinoso nel quale è stato inglobato un arco di titanio puro. 41 . oro o lega Cr-Co che andrà ancorato in maniera mobile (clips o ganci) o fissa alla bocca. visto il minor prezzo del Ti rispetto all’oro. Dente singolo o ponti a più elementi. pilastro e vite di fissaggio e permette di realizzare: Protesi cementate come nelle tradizionali tecniche di protesi fissa. Tale arco di titanio è impropriamente detto scheletrato (anche se la parola si riferisce in realtà a tutta la soluzione ortodontica). se possibile. vengono realizzati con assenza di saldature. solitamente data dalla presenza di diverse leghe. Overdenture L’overdenture è composta da impianto. si preferisce. Vediamo i componenti realizzati in Ti: La vite di fissaggio può essere realizzata in oro o titanio. pilastro e femmina ritentiva e permette di realizzare protesi totalmente mobili.

La caratteristica più importante riguarda l’intervallo i fusione dei due componenti. bloccata su impianti si ricorre ad una barra primaria lamellare fresata in titanio solidale alla mandibola e ad una barra secondaria incapsulata nella resina dell’arco dentario mobile. Faremo qui di seguito una carrellata da strumenti con la relativa descrizione. Tra le caratteristiche più importanti bisogna prestare particolare attenzione all’intervallo di fusione e al coefficiente di dilatazione termica dei due materiali . La maggior parte delle ceramiche convenzionali viene cotta a temperature comprese tra 900-1100°C. devono presentare caratteristiche chimico-fisiche indispensabili per poter raggiungere soddisfacenti valori delle forze di legame. nella fase cubica a corpo centrato bcc (fase beta). 42 . Queste due strutture (superiori ed inferiori) sono realizzate completamente in titanio puro (grado 3) ed oltre ai vantaggi di igiene-fonesi ed estetica sarà possibile non alterare nel tempo i parametri biologici. con seguenti variazioni volumetriche che influenzerebbero l’interfaccia titanio-porcellana durante la sinterizzazione. Per ovviare a questi gravi inconvenienti si adottano dei particolari tipi di ceramiche. appositamente elaborate per l’unione col Ti (come le ceramiche vetrose idrotermiche). quindi non possono essere utilizzate col titanio. ADESIONE TRA TITANIO E CERAMICA Le leghe in titanio e le ceramiche utilizzate per applicazioni ortodontiche. Strumenti ortodontici e chirurgi in titanio e nitruro di titanio Prevalentemente gli strumenti in titanio servono per trattare e montare impianti dentali. infatti il Ti a 889°C cambia il suo stato cristallino da esagonale compatto hcp (fase alfa).Soluzioni su impianti Per realizzare una struttura mobile. Il titanio reagisce con l’ambiente quando le temperature sono maggiori di 800°C.

5x10-6 °C-1).) di ciascuno.t. Quindi le ripetute cotture della porcellana teoricamente inducono a una disuguaglianza della compatibilità termica nelle combinazioni metallo-ceramica e una conseguente diminuzione delle forze di legame. a cui bisogna prestare particolare attenzione.4x10-6 °C-1. senza la presenza di fasi cristalline.d.t.d. Il caso B si verifica quando il c. della ceramica è maggiore dei 43 . Grazie alla loro natura esse presentano temperature di transizione vetrosa di 450°C e temperature di cottura di 600-1000°C.t. è stato stabilito che la differenza accettabile tra i coefficienti di espansione termica c.d.5x10-6 °C-1. In questo modo.t. I possibili abbinamenti tra i coefficienti di dilatazione termica di titanio e ceramica.t. da cui è ipotizzato che la diminuzione delle forze di legame è in parte causata dalla continua ossidazione del titanio durante le cotture. i c. notevolmente più basse rispetto alle ceramiche tradizionali come ad esempio quelle feldspatiche. della porcellana dipende principalmente dal suo contenuto di ossidi alcalini come quelli di potassio e di sodio. In ogni modo è stato dimostrato che il c. possono essere riassunti in tre casi illustrati in Tabella 5. come tutte le sostanze vetrose resiste bene agli sforzi di compressione.t. Lo stato di compressione della ceramica è fondamentale poiché essa. di Ti e ceramica sono uguali. Il coefficiente di dilatazione termica del titanio è 8. infatti il suo incremento viene attribuito alla formazione di cristalli di leucite.1 : nel caso A.Esse hanno particolarità di avere una struttura costituitala una fase complementare vetrosa. e quello delle sue leghe si discosta di poco (per la Ti6Al4V vale 8.d. durante i raffreddamenti successivi alle fasi di sinterizzazione degli strati ceramici. E’ necessario infatti che quello del titanio sia leggermente superiore a quello delle masse ceramiche. cambia se si procede da 1 o 5 cotture successive. Un’altra caratteristica fondamentale del titanio e delle ceramiche per CERMET (per manufatti metallo-ceramici). ma è estremamente instabile e si frattura se sottoposta a sforzi di trazione.d. Il c. è considerato benefico per il legame dei due. Ad ogni modo un coefficiente di espansione termica della porcellana leggermente più basso rispetto a quello del titanio. questi vengono compressi dalla lega che si contrae maggiormente.d. è il coefficiente di dilatazione termica (c. dei due materiali deve essere 0.

la ceramica può fratturarsi per eccesso di compressione (caso C a sinistra). Quando la ceramica viene cotta sulla superficie del titanio. la superficie metallica viene sottoposta ad una sabbiatura con polvere di allumina. poiché è sollecitata a trazione (caso B a sinistra). E' opportuno 44 . tramite tale pellicola. Per quanto riguarda il legame meccanico. con conseguente aumento della superficie totale disponibile per l'unione con la ceramica. della ceramica è inferiore a quello del Ti. Tale operazione elimina le sostanze contaminanti e produce una superficie molto irregolare dal punto di vista microscopico. Se la differenza dei coefficienti è eccessiva. ossidandosi sulla superficie in modo spontaneo. il titanio. è in tale situazione che ci si trova sotto sollecitazione di compressione e. la ceramica non si frattura ma il sistema si deforma (caso C a destra).d. con distacco di scaglie parallele alla matrice metallica. prima dell'applicazione della ceramica. al raffreddamento caso B a destra). se il substrato metallico non ha spessore consistente. forma una pellicola di ossidi. si potrebbe instaurare un legame chimico tra i due materiali.quello della lega. Sempre in questo caso. Dopo il trattamento di sinterizzazione della ceramica questa si contrae maggiormente. Se lo strato metallico è di spessore consistente. Infatti. la ceramica viene trattenuta da questo e si frattura con crepe perpendicolari alla superficie metallica. in genere. se è leggermente superiore a quello medio delle masse ceramiche subisce un rafforzamento senza frantumarsi. esso si considera formato da due componenti principali: il legame meccanico. Dalla letteratura si evince che. con la formazione di un legame meccanico tra di essi. Nel caso C il c. Nella maggioranza dei casi si ritiene che il principale meccanismo di unione tra titanio e ceramica sia di natura chimica. Analizzando a questo punto in modo più approfondito il legame che si instaura tra titanio-ceramica. il legame chimico. essa si comporta come un liquido viscoso che bagna tale superficie e penetra nelle piccole irregolarità presenti in essa.t. Con il successivo raffreddamento ed irrigidimento della ceramica si crea quindi un'interazione meccanica tra i due materiali.

osservare che la natura del legame chimico che si instaura tra il titanio e la ceramica e' ancora oggetto di studio. possono generare la formazione d prodotti gassosi durante la cottura della ceramica. causato dalle leggere differenze dei coefficienti di dilatazione lineare. a rendere stabile l'intero sistema metalloceramica. che i residui di sostanze organiche presenti sulle superfici del titanio. Il legame chimico tra titanio e ceramica concorre con quello di compressione della ceramica. Si ritiene. Inoltre contribuirebbero all'unione tra i due materiali anche legami chimici secondari. in particolare. Si ricorda. comunque. inoltre lungo l'interfaccia si verifica una diffusione di componenti della ceramica nello strato superficiale del titanio e viceversa. questo può favorire la formazione di incrinature che collegano le porosità suddette e che si estendono nella ceramica. e quello meccanico dovuto alla lavorazione ruvida della superficie del titanio. Dalle osservazioni precedenti risulta evidente che. Tutto ciò comporterebbe la formazione di legami chimici primari tra i due materiali. Si ricorda. lungo l'interfaccia tra la ceramica e il titanio possono formarsi numerose porosità che riducono l'adesione tra i due materiali. Tale diffusione riguarda comunque uno spessore di soli pochi micrometri. che gli ossidi superficiali si dissolvano nella ceramica e che quest'ultima entri in contatto atomico con la superficie del titanio. impiegando i metodi e gli strumenti più idonei. dopo un'accurata scelta e preparazione dei materiali per caratterizzare il legame titanio-ceramica. 45 . grazie alla formazione di ponti di ossigeno tra gli atomi dei metalli ossidabili del titanio e della ceramica. Per questi motivi e' opportuno preparare con la massima cura le superfici destinate a ricevere la ceramica. bisogna investigare all'interfaccia tra i due. in ogni caso. che per la formazione di una soddisfacente aderenza tra i due materiali e' necessario che la superficie del titanio sia esente il più possibile da residue di sostanze contaminanti e che durante la cottura la fase vetrosa della ceramica la bagni intimamente e penetri in tutte le sue irregolarità. con la conseguente formazione di numerose piccole porosità tra i due materiali. Durante la cottura della ceramica. Se ciò non si verifica in materia soddisfacente.

2.Di seguito si illustreranno i risultati recentemente ottenuti dall’equipe di ricerca del prof. T° finale di fusione: 450°C. In questo modo sono stati realizzati nove provini uguali di dimensioni 54x13x1. quindi e' stato effettuato un peanning del manufatto con palline di plastica/vetro per togliere eventuali rivestimenti. 3. Si e' voluto quindi mantenere per questi primi tre provini. I provini sono stati denominati in maniera diversa. Valutazione dell'aderenza secondo il metodo proposto dalla prova di aderenza dettato dalla norma ISO 9693. A3 non hanno subito alcun trattamento superficiale. Le temperature raggiunte dal forno sono state rispettivamente di: T° del forno di preriscaldamento: da 0°C a 870°C con velocità di salita di 5°C/min. Analizzare la composizione lungo l'interfaccia metallo-ceramica tramite analisi degli spettri radiografici a dispersione di energia. La fusione e' stata realizzata sotto un'atmosfera controllata di gas argon. essi provengono da fusione e poiché il titanio ad elevata temperatura aumenta la sua reattività con l'ossigeno e il rivestimento. La procedura di fusione del titanio puro e' stata eseguita con una fonditrice ad arco voltaico sotto protezione di gas argon del tipo Orotig 201 F. prima di passare alla fusione vera e propria e' stato realizzato un cilindro con rivestimento a legante ceramico per evitare l'eccessiva formazione di alpha-case (pelle da fusione). e' stato scelto del titanio commercialmente puro di grado 2. poiché hanno subito procedure diverse per quanto riguarda la preparazione superficiale: Provini tipo A: il primo gruppo di provini. A fusione terminata il cilindro e' stato raffreddato velocemente. che hanno subito diversi tipi di trattamenti superficiali. 46 . Come si e' appena visto.Brevaglieri (“La Sapienza” di Roma) raggruppando gli obbiettivi nei seguenti punti: 1. Descrivere la morfologia e le microstrutture interfacciali dopo l'applicazione della porcellana su provini in titanio. denominati A1. Per la realizzazione della fase sperimentale. l'alpha case originario da fusione. B. e' ricoperto dal noto alpha-case.5 mm. A2.

1% 14.2% 14. quindi sabbiati con biossido di alluminio a 250 micron e subito sottoposti ad una ossidazione sotto vuoto da 500°C a 800°C.2% 6% 20. Su i provini A e B e' applicato un rivestimento di ceramica di Tipo 1.8% 3. mentre sui provini di tipo C e' stata applicata ceramica di Tipo 2 la cui composizione e' illustrata nella Tabella 5. hanno subito un'asportazione dell'alpha-case mediante un trattamento superficiale con frese al nitruro di zirconio e preparazione della superficie con sabbiatura di biossido di alluminio a 250 micron. provenienti anch'essi da fusione sono stati inizialmente trattati con frese al nitruro di zirconio. B3. Su tutti i 9 provini e' stato poi applicato il rivestimento ceramico.Provini tipo B: i provini B1.2% per provini A-B 4% per provini C Ceramica utilizzata Ceramica utilizzata Tabella 5: composizione delle ceramiche utilizzate. C2. B2.3% ceramica Tipo 2 49.4% 3. tutti i provini sono stati sezionati con una sega diamantata raffreddata ad acqua.2% 9. asportando una parte del provino lunga 4 mm (ossia di 47 . ossido SiO2 Al2O3 K2O Na2O BaO CaO TiO2 ZrO2 SnO2 Altri ceramica Tipo 1 53. Dopo la cottura degli strati di ceramica.2. Provini tipo C: i provini C1.9% 8% 6% 5. C3.

le aree di colore scuro rappresentano la ceramica trattenuta sulla superficie del titanio (area chiara). questi sono stati piegati a 90 gradi.1 e' rappresentata un'immagine monocromatica ingrandita (x200) al SEM dell'interfaccia titanio-ceramica. I provini ridotti a dimensioni pari a 50x13x1. la ceramica. si è passati al SEM per analizzare le aree dalle quali la ceramica si è staccata valutando la percentuale di superficie sulla quale la ceramica è trattenuta in superficie. I campioni sezionati sono stati quindi rivestiti con un sottilissimo strato di carbonio a conduzione elettrica per l'esame SEM.3 micron. In Figura 5. vi sono rare tracce di ceramica (isole scure). Risultano evidenti le cricche trasversali derivanti dalla piegatura. cioè si trova sul lato sottoposto a trazione. appoggiandoli con la loro parte centrale su un cilindro di 10 mm di diametro. La parte scura a sinistra rappresenta la ceramica Tipo 1. Dopo aver applicato la ceramica sui provini. Provini del tipo B sulla superficie di titanio dopo la piegatura risultano evidenti le cricche trasversali derivanti dalla piegatura stessa. in modo che la ceramica si trovi sul lato opposto rispetto a quello che entra in contatto con il cilindro. la parte chiara a destra la matrice di titanio. sono stati sottoposti alla prova di adesione. prima della prova di adesione. L'area chiara rappresenta la matrice di titanio.dimensioni 54x13x1. Dopo la completa polimerizzazione della resina. Si è avuta anche in questo caso. Tali sezioni dei provini sono state quindi inglobate in resina autopolimerizzante per l'analisi al microscopio elettronico. 600. tale normativa specifica i requisiti e i metodi di prova per i prodotti metallo-ceramica utilizzati nelle restaurazioni dentali. dopo aver allontanato le parti in ceramica staccatesi ma ancora aderenti. Provini del tipo A : in Figura 5. 48 .5 mm).2 è mostrata una micrografia della superficie della matrice di titanio dopo la prova di adesione. 400. La pulitura finale dei campioni e' stata effettuata su piatti rotanti con pasta pulente di ossido di alluminio da 1 micron e da 0. Per lo sviluppo della prova di adesione si e' fatto riferimento alla norma UNI-EN-ISO 9693.5 mm dall'asportazione dei provini destinati all'analisi al SEM. gli assemblati sono stati poi puliti agli ultrasuoni per 10 minuti e quindi lucidati mediante carte abrasive al SiC 240. Le piastrine sono state quindi raddrizzate e. 320.

esiste una regione in cui e' presente ossigeno in soluzione solida. il distacco tra i due materiali è avvenuto principalmente all'interfaccia titanio/ossido di titanio. sia quello proveniente solo dalla soluzione solida nel caso in cui la scoria di ossido sia stata asportata (provini tipo B). sia quello in cui si forma un ossido sottile (provini tipo C). Al di sotto della scoria di ossido. con le procedure di fusione attualmente praticate. sia quello formato dalla grande stabilità termodinamica del titanio (provini tipo A). Si e' visto in questo studio che. Provini del tipo C: Si nota all'interfaccia con il titanio. si forma sulla superficie del titanio. Ti(0). immediatamente sopra lo strato superficiale del titanio puro. Dopo l'applicazione della ceramica. In questi casi. L'aderenza in questo caso è 49 . a cottura completata. formi il suo strato di ossido interagendo con gli ossidi della ceramica stessa contenenti Sn formando quindi una reazione legante all'interfaccia. Il distacco dei provini di tipo A è stato causato da una frattura di tipo misto. che ha comportato fenomeni di delaminazione per i provini del tipo B. ma ha dato comunque un legame insoddisfacente. dello spessore di 6-7 micron circa. Per ottenere un legame tra i due materiali e' necessario che reazioni leganti avvengano all'interfaccia titanio/ceramica. generando una frattura di tipo adesivo. risulta evidente che qualsiasi tipo di ossido. è quindi importante anche analizzare la stabilità degli ossidi che costituiscono la ceramica per favorire lo scambio chimico tra ceramica e ossido di titanio.una completa eliminazione della ceramica dal titanio per cui la superficie si presenta piana e priva di irregolarità. La stabilità termodinamica dell'ossido di titanio è maggiore di quella dei vari ossidi di cui la ceramica è costituita. dopo la prova di aderenza. che si adatta alla superficie del titanio ricalcandone le irregolarità. inoltre. reagisce con la ceramica diffondendosi nella stessa durante il trattamento termico di cottura. Un trattamento di sabbiatura seguito da un'ossidazione sottovuoto. uno strato sottile e continuo di colore più chiaro. una scoria superficiale di ossido di titanio di spessore variabile. così come effettuato nella nostra metodologia (provini tipo C). fa sì che il titanio.

dopo la prova di adesione. LAVORAZIONI ORTODONTICHE DEL TITANIO Fusione Dal 1990 esistono in commercio macchine per la fusione del titanio senza che la sua struttura cristallina possa essere alterata. La stessa aderenza non si ha con il provino di tipo B in quanto. di tipo termodinamico sulla superficie del titanio. Conclusione: il legame titanio/porcellana dipende dal tipo di reazioni che si svolgono all'interfaccia. E' da considerare inoltre che gli ossidi superficiali si dissolvono nella ceramica e viceversa in contatto con la superficie del titanio. La formazione di un film d'ossido.3 e usata per il provino C ha un alto contenuto di Sn che avendo una minore affinità per l'ossigeno del titanio favorisce la reazione all'interfaccia. Solo la formazione di una sottile pellicola di ossidi sulla superficie del titanio abbinata ad una composizione della ceramica con ossidi poco stabili porta ad una unione chimica tra titanio e ceramica con forte aderenza 60% come illustrato in Tabella 5. non eseguendo una preossidazione e non essendo la ceramica composta da ossidi termodinamicamente poco stabili. un'elevata delaminazione della porcellana. come richiesto dalle normative. Da questo momento non è difficile notare che il titanio trova un sempre più ampio uso nelle protesi odontoiatriche. 50 . Ciò nonostante i rivestimenti idonei a ricevere una fusione così pura senza alterarla entrano in scena due anni più tardi circa. non è favorita la reazione all'interfaccia.1 : apparato per la fusione del titanio Orotig 200F. porta.3.maggiore del 50%. Figura 6. particolarmente importante è che la ceramica descritta nella Tabella 5.

Vantaggi principali: Il titanio fuso è vicinissimo al cono di alimentazione del cilindro di colata . per basso livello di vuoto. La stessa configurazione monocamera permette di fondere il Cromo-Cobalto con la sola sostituzione del crogiolo. Il sistema monocamera (brevetto Orotig) permette di ottimizzare le caratteristiche della pressofusione nella colata del titanio. e sonda Pirani per verifica dell'alto vuoto . Dall'evoluzione del precedente modello a doppia camera (vedi Figura 6. Specialmente nel campo dell'implantologia il titanio trova un uso sempre più frequente per le strutture su impianti. Semplicità nelle operazioni di caricamento e posizionamento del cilindro di colata nella fonditrice .1) dove la fusione e colata avvenivano in camere separate. la resistenza alla corrosione. mantenendone la massa più calda e compatta e con tempi di riempimento del modellato molto più rapidi. permette di fondere il Titanio. Il titanio perde meno calore e viene quindi iniettato nel cilindro ad una temperatura più elevata . vicinissimo al cono di alimentazione del cilindro di colata così da avere un tempo di trasferimento più breve del Titanio fuso dal crogiolo al modellato. la bassa conduttività termica e il basso peso specifico del materiale. Doppia valvola di sovra-pressione per una iniettata del titanio pressoché istantanea . Il trasferimento del titanio fuso dal crogiolo al cilindro di colata.Questa nuova configurazione monocamera. Sistema di fusione completamente automatico. risulta molto breve e la massa di titanio rimane molto compatta . 51 . Doppio controllo del vuoto tramite dispositivo analogico.Questo è dovuto soprattutto alle sue caratteristiche vantaggiose per le ricostruzioni odontoiatriche quali: la biocompatibilità. è nata l'ultima innovazione nella fusione e colata del Titanio. Queste caratteristiche portano ad una riproduzione estremamente fedele dei margini delle modellazioni e l'utilizzo di tecniche più semplici da parte dell'operatore. sul crogiolo di rame. Riproduzione estremamente fedele dei margini delle modellazioni .

da parte dell'uomo. dall'osservazione del fulmine: una forma naturale di elettroerosione. Particolarmente importante è stata l'invenzione del transistor. Tutto ciò nel totale rispetto Elettroerosione Il fresaggio dell’apparecchio in titanio prodotto ha la funzione di eliminare le eventuali forze (quelle verticali verso il basso. Alla fine del 1700 Sir Joseph Priestij studiò il fenomeno della scarica elettrica e il suo effetto erosivo sui conduttori metallici. tanto quanto alla ergonomizzazione dell'operatività e della gestione dell'impresa. attiva delle scintille attraverso un campo magnetico. L'elettroerosione è in uso da quasi 50 anni nell'industria degli utensili e degli stampi. le trasversali e le orizzontali ) che nascono nel caso eventuale esistessero delle imprecisioni di montaggio o di sagomatura dell’eventuale protesi o scheletrato.Tecnica di laboratorio semplificata. L'idea dell'elettroerosione venne. attraverso un elettrodo di polo opposto. perché i comandi a stato solido hanno aumentato la velocità e l'affidabilità dell'apparecchiatura. Tutta questa lavorazione è eseguita in mezzo liquido fluido in condizioni 52 . I progressi tecnologici che si sono avuti tra gli anni 1950 e gli anni 1970 hanno fatto sì che l'elettroerosione divenisse un'importante processo di fabbricazione per l'industria. Saldare con il laser diventa così non solo un sistema avanzato. Poco dopo la II Guerra Mondiale. ma si trasforma in una filosofia di lavoro che mira alla totale biocompatibilità. Il frenaggio si esegue principalmente per elettroerosione del metallo. La saldatura laser rappresenta oggi la soluzione più veritiera e futurista nell'assolvimento delle metodiche e delle normative che riguardano l'unione e l'assemblaggio di componenti protesiche dentali. ha fornito maggiore accuratezza al processo ed ha reso possibile lo sviluppo di macchine per elettroerosione più sofisticate. i fratelli russi Lazarenko annunciarono la loro prima macchina ad erosione elettronica. La migliore integrazione nel laboratorio è rappresentata soprattutto dalla facilità d'installazione e di utilizzo. L'applicazione della tecnologia dei computer durante gli anni '70. L'elettroerosione può essere definita un processo di rimozione del metallo che.

solitamente un olio fluido.accuratamente controllate: il mezzo fluido. Esso funge da isolante. 53 . viene chiamato olio dielettrico. conduttore e refrigerante e sciacqua via le particelle di metallo asportate dalle scintille.

componenti protesici. soprattutto per la sua biocompatibilità ma anche per la resistenza alla corrosione. in particolare abbiamo visto come le sue qualità ne facciano un elemento di elezione nel campo medicale. non possiamo che aspettarci un suo sempre più largo impiego. Da alcuni anni i ricercatori hanno cominciato a prendere in considerazione il Ti come un materiale utilizzabile nell'odontoiatria restauratrice ed in implantologia. durezza.Conclusioni Il titanio grazie alle sue caratteristiche si sta imponendo sin molti settori commerciali. Ne sono esempi del suo impiego da parte dell'industria. la realizzazione degli impianti. I principali argomenti contro il Ti possono essere così riassunti: fusione non sufficientemente precisa. assenza di sapore. resistenza alla corrosione. soprattutto per alcune tra le sue proprietà come quelle di: biotollerabilità. resistenza alla masticazione. leggerezza. atossicità. porosità superficiali che permettono accumuli di placca maggiori che con leghe tradizionali. anche in unione ad altri materiali compositi. formazione di uno strato di ossido sulle superfici. 54 . Gli odontotecnici e gli odontoiatri sono stati indotti a iniziare a utilizzarlo come materiale per i restauri orali. porosità interne. fili ed archi per ortodonzia. perni monconi. il basso peso specifico (4 volte inferiore a quello dell'Oro) e la sua bassa conducibilità termica (14 volte minore a quello dell'Oro). distacchi del rivestimento in ceramica.

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