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Ekecheiria organo dinformazione dellAssociazione Culturale Librerie Storiche e Antiquarie dItalia a diffusione gratuita - Registrazione Tribunale di Milano n.

. 9098 del 31/3/2008


Direttore: Emanuele Lazzati, Assistente: Drina Xhoga - Progetto grafico: Donatella Bertoletti - Sede: Galleria Vittorio Emanuele II, 12 - 20121 Milano - e.mail: drina.ekecheiria@tiscali.it
www.libreriestoriche.it - CALS centro acquisti librerie storiche: cell. 339 6859871 - 345 2886546 copia gratuita
Associazione Culturale
Librerie Storiche e antiquarie dItalia
FONDATA a milano NEL 2004
E k e c h e i r i a Anno VI - Numer o 5 - 2013

P E R I ODI C O DI I NF OR MAZ I ONE DE L L AS S OC I AZ I ONE


Enrico Castellani, Superfi ci e rossa, 1997, acri l i co su tel a, cm 100 x 80
Tratto da Catal ogo ragi onato, Ski ra, 2013

Castellani
IMPAGINATO 2012 OK_IMPAGINATO 2009 OK 26/03/13 17.42 Pagina 1
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Diversi di Esprimere un Unico Stile
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Appol Design | via Niccolini, 14 - 20154 Milano | Tel. 02 89773118 | www.appol.it
Pensiamo e realizziamo per Voi:
Il libro pi conosciuto e forse pi studiato in Cina dal-
la met del XIII secolo fno alla met degli anni Cin-
quanta del Novecento, il San Zi Jing viene pubblicato
in Italia nel 1993 dalla storica Libreria Bocca che ne
affda la cura ad Edoardo Fazzioli e a sua
moglie Eileen Chen Mei Ling.
Quello fu un progetto editoriale, nato dal
viaggio in Cina di Donatella Bertoletti nel 1987, si
completa oggi, nel dicembre del 2012, dopo quasi un
ventennio di gestazione che ha visto in successione
luscita dellEditio Princeps nella collana Introvabili,
rari e splendidi volumi in carta Incunable,
rilegati in copertine dipinte da vari famosi e
promettenti artisti.
LIBRERIA BOCCA
Galleria Vittorio Emanuele II, n.12 Milano
Classico dei Tre Caratteri
G. Gini L. Piemonti K.H. Reister V. Spagnulo E. Valle
L. Abbasciano F. Colnaghi L. Correggiari S. Dangelo E. Della Torre F. Fedi
M. Marchesotti
Ekecheiria 4
Lampia scalinata, che accompagna al
primo piano del Palazzo Casati Stampa,
illuminata dalla luce diffusa del lucer-
nario; le pareti giallo ocra ne esaltano
il rifesso e, come in un quadro di De-
gas, ove un elemento rosso carminio fa
spesso da diapason, cos il tondo Skira,
il prologo allincontro con il Presiden-
te della prestigiosa Casa Editrice. Sedu-
to alla scrivania del suo studio, con alle
spalle la grande fnestra che si apre su via
Torino, Massimo Vitta Zelman si predi-
spone a rispondere alle mie domande;
la sua autorevolezza sfumata di una
spontanea gentilezza e cortesia.
La sua vita si muove intorno al libro. Si
pu affermare che Lei sia fglio darte in
quanto suo padre Emilio ebbe parte nella
Casa Editrice Electa?
LElecta fu fondata a Firenze, nel 1945,
per iniziativa di Bernard Berenson; a
met degli anni Sessanta, Giorgio Fan-
toni e, con una quota di minoranza,
mio padre, la comprarono. Conservo
ancora il mio primo contratto di lavo-
ro, del 1966, per 600.000 lire allanno.
Avevo ventanni, nel 2016 compirei
cinquantanni di editoria.
Durante il suo apprendistato allElecta, ha
acquisito una grande competenza cultura-
le, manageriale e amministrativa. Riunisce
in s, quindi, molteplici ruoli
Non c nulla di speciale in questo. Pub-
blicare dei buoni libri lo ritengo parados-
salmente un mestiere facile. venderli e
far quadrare i conti che diffcile. Quindi
un editore, prima che un intellettuale,
un imprenditore.
AllElemond (Electa Einaudi Mondadori)
gestivamo 25 marchi editoriali.
I contenuti erano ovviamente affdati alle
singole direzioni editoriali, a noi compe-
teva la guida del Gruppo, dellazienda.
Ritornando ai ricordi del suo primo impie-
go, penso che abbia seguito lattivit di suo
padre non per dovere, visti poi i risultati,
quanto per passione.
Mi sono riconosciuto, abbastanza imme-
diatamente, in questa opportunit: mi
piaceva leggere, mi piaceva scrivere. Un
mio collega francese, tanti anni fa, dice-
va chaque diteur est un crivain manqu.
Non la penso esattamente cos, tuttavia
leditoria il mestiere industriale pi vi-
cino al piacere di leggere e di scrivere.
E poi c anche larte, la passione per lim-
magine..
stato il nostro mestiere delle origini,
da cui derivato tutto il resto. Quello
che una volta si chiamava, con un termi-
ne vago, il libro darte (non si capiva mai
MASSIMO VITTA ZELMAN
mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 - 339.6859871
Intervista al Presidente di Skira
continua a pag 6
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mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 - 339.6859871
15,00
UNA STELLA
IN TRINCEA
Alessandro Demaria
Marco Serra Tarantola Editore
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Una Stella In Trincea il racconto in-
trigante e coinvolgente del percorso
fatto dal protagonista che, dopo len-
nesima battaglia in trincea, si ritrova
ferito e solo in una situazione a dir
poco disperata.
Fortunatamente riesce a sopravvivere
e a rifugiarsi in un bunker dove trova
un vecchio libro. Grazie al contenuto
di quel particolarissimo volume e alla
forza dellamore per la sua adorata
stella intraprende un viaggio straor-
dinario, appassionante, ricco di sfde
personali e al contempo culturali, che
lo porter a ritrovare non solo una
via duscita, ma anche la propria ar-
monia con la vita.
Alessandro Demaria nato a Mo-
lochio (RC) nel 1977. Laureato in
Giurisprudenza presso lUniversit
Mediterranea di Reggio Calabria,
un avvocato del foro di Palmi (RC).
Attualmente insegna presso lI.C. di
Mazzano in provincia di Brescia.
avv.alexdemaria@gmail.com
Marco Serra Tarantola Editore
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Le lenzuola ricamate
allintaglio
Franca Decarlo
Un delicato ritratto di famiglia.
Lavventura quotidiana di una famiglia
calabrese nei primi sessantanni del
Novecento.
I ricordi della giovane Carla, non
protagonista, ma memoria storica di
questo nucleo intimo, scivolano infatti
delicati sulla pelle.
Come le lenzuola ricamate allintaglio.
Le lenzuola ricamate allintaglio
un ritratto intimo di cinque persone.
Quattro di loro sono legate da
vincoli di sangue e accomunate dagli
stessi ideali, dagli stessi obiettivi,
dallo stesso amore per la famiglia.
Sono le donne di questo nucleo ad
amministrare la famiglia, ma sono
anche loro a mantenerla col lavoro,
con limpegno e con i sacrici.
Ognuno di loro ha avuto un percorso
diverso nella vita, ma tutte e quattro
si sono presse gli stessi traguardi.
Sicuramente in questa biograa gli
obiettivi condivisi danno pi forza alle
azioni, ma la vera forza proviene dal
cuore e dalla loro forma mentis.
Il quinto personaggio un uomo
generoso, ma dal carattere impulsivo,
spendaccione e poco incline a
rispettare le regole della famiglia di cui
fa parte.
Il libro stato costruito
principalmente sul lo dei ricordi che
continuano a legare Carla, testimone
vivente, a questi cinque personaggi.
Franca Decarlo
ex insegnante di Lettere
nella Scuola Media, nata a
Stignano (R.C.).
Laureatasi a Messina, per un
anno ha insegnato a Verzino
(Cz) e poi si trasferita a
Brescia.
Ha esercitato la sua
professione dapprima in
vari paesi della provincia
(Villanuova, Roccafranca,
Ghedi, Coccaglio) per poi
approdare in citt dove ha
insegnato no alla pensione.
Adesso vive a Botticino S. ed
esercita la nuova professione
di nonna.
14,00
bello scrivere perch riunisce le due gioie:
parlare da solo e parlare a una folla - Cesare Pavese
Corso Zanardelli, 52 - 25121 Brescia
tel. 030 49 300
editore@tarantola.it - www.tarantola.it
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Mariano Pietro Cangemi
VERSI
CONTRO VERSI
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Mariano Pietro Cangemi nasce
a Roma il 19 novembre 1964.
Giornalista e scrittore stato
manager nel settore informati-
co. La sua passione per la nar-
rativa e la poesia nasce nel con-
testo della famiglia di origine e
durante gli anni del liceo.
Padre di due fgli, vive sulle sponde del Lago
Maggiore dal 2009 ed proprio in questi luoghi
che nata la sua recente dedizione alla produ-
zione narrativa e poetica.
Cover Chiara e i mondi trac 4-10-2012 8:29 Pagina 1
Colori compositi
C M Y CM MY CY CMY K
Ekecheiria 6
bene, infatti, se fosse un libro sullarte o
un libro fatto ad arte) coniugava comun-
que lelemento artistico nella sua dop-
pia valenza: i contenuti, da un lato, e la
qualit delloggetto, dallaltro, facevano la
professione e il successo di un marchio.
Stiamo parlando di tantissimi anni fa e
di uno scenario completamente diverso.
Pu parlare di questa trasformazione?
Parlare della trasformazione che avve-
nuta allora nel mezzo di quella che sta
avvenendo oggi, fa quasi tenerezza: le-
voluzione del mondo editoriale di qua-
rantanni fa, assai meno sconvolgente
di quello che sar il passaggio dalloggi al
dopodomani, che, poi, sta dietro lango-
lo. Leditoria italiana del settore artistico,
negli anni Sessanta, viveva sostanzial-
mente di un peculiare rapporto con gli
sponsors, prevalentemente bancari, che
allora rappresentavano una committen-
za molto rilevante, e del mondo della
coedizione, basato sulla realizzazione di
edizioni in lingua estera per altri editori
che ne acquistavano i diritti. Senza una
di queste due componenti non si poteva
pubblicare, in Italia, nulla di signifcativo
perch il mercato era troppo piccolo.
Poi, negli anni Settanta, Giorgio Fantoni,
che ha portato nelleditoria darte italia-
na tutte le principali innovazioni, sceso
in campo nellallora inesplorato settore
dei cataloghi delle mostre. Il primo gran-
de intervento stato per la mostra del
Tiepolo a Villa Manin di Passariano, nel
1971; primo caso di un editore che si
assumeva limpresa di un catalogo ren-
dendolo in tutto e per tutto un libro
darte. Era iniziata una stagione nella
quale i cataloghi delle grandi mostre sa-
rebbero diventati gli unici libri darte in
grado di raggiungere tirature importanti.
Sempre Giorgio Fantoni, molti anni pri-
ma della legge Ronchey, ha proposto
ai Musei italiani, che non avevano alcun
genere di bookshop al loro interno, di
installare piccole librerie dedicate, realiz-
zando apposite linee editoriali. Entrambi
i floni, le librerie museali e i cataloghi,
avevano il grande vantaggio di consen-
tire un rapporto diretto con il pubblico
e, quindi, anche di misurarne i gusti, le
reazioni. Oggi la situazione molto diffe-
rente: cataloghi e bookshops sono mol-
to contesi, anche se Skira leader del
settore, e i margini sono molto ridotti.
E i libri darte in genere scontano una
certa emarginazione nel circuito distri-
butivo, anche per quella che diventata
la struttura del mercato librario. Infatti,
per parlare degli amici che la mandano,
se non fosse per alcune librerie indipen-
denti, come appunto la Libreria Bocca di
Milano, che danno a questo tipo di edi-
toria un ampio spazio, coltivando passio-
ne e clientela, lofferta sarebbe davvero
depressa. Le grandi catene, che ormai
rappresentano i due terzi del mercato
e che, in Italia, appartengono ai grandi
editori di narrativa e di saggistica, privile-
giano le novit, i bestsellers, cos che lo
spazio lasciato al comparto artistico illu-
strativo si restringe sempre di pi: anche
perch sono libri pi costosi, che occu-
pano spazio fsico e fnanziario e per i
quali il concetto di novit relativo: una
importante monografa che aggiorna gli
studi su un grande artista, si suppone che
per dieci, quindici anni debba restare un
riferimento, non si pu trattare come un
libro di fction. Non a caso, per questi
prodotti il ruolo pi rilevante lha ormai
la vendita online: in America il nostro
pi importante cliente Amazon e tie-
ne a distanza anche la pi grande delle
catene, Barnes&Noble. C, poi, unin-
fazione di prodotti illustrati, nella quale
ha avuto notevole corresponsabilit il
grande numero di collaterali usciti con i
giornali, che hanno, da un lato, riempito
gli scaffali e, dallaltro, abituato la gente a
prezzi molto pi accessibili. Tutto que-
sto ha abbastanza complicato il quadro.
Come reagite a questa situazione?
I nostri piani di sviluppo prevedono che
la quota di fatturato internazionale del
nostro gruppo, che oggi il 35 %, superi
il 50% nel 2015. Sfruttando la nostra sigla
sovranazionale, pubblichiamo in tutte le
lingue e, in inglese e in francese, abbia-
mo programmi editoriali robusti da 40,
50 titoli allanno. Ma la vera novit sono
i nuovi mercati: Medio Oriente, Asia, Su-
dAmerica. L come le grandi griffe della
moda e del design usiamo il prestigio
internazionale del marchio, la creativit
italiana, la qualit grafca e tecnica, non
tanto per vendere in quei mercati il pro-
dotto che realizziamo per lItalia o per
lEuropa, ma per mettere a disposizione
il nostro know-how e la nostra rete di-
stributiva, al fne di dare visibilit al loro
patrimonio e alle loro iniziative, che am-
biscono a una vetrina internazionale.
un grande aiuto alla diffusione della
cultura.
La ringrazio per laffato etico. soprat-
tutto andare a cercare un mercato dove
c. Ci sono tanti modi di defnire ledito-
ria e tante possibili interpretazioni. I pri-
mi anni che andavo a Francoforte, i miei
amici inglesi mi ricordavano che, allori-
gine, il mestiere delleditore era defnito
a gentleman profession. Io credo che la
defnizione corretta stia piuttosto nel
termine inglese per editore, publisher: la
missione cercare di rendere pubblico il
contenuto dei libri.
Poi ci sono i grandissimi editori: il mio illu-
stre amico Roberto Calasso ha raccolto
alcuni suoi scritti sul tema e li ha pubbli-
cati, nella Piccola Biblioteca Adelphi, con
il titolo Limpronta delleditore. unanalisi
molto affascinante del senso pi alto di
questo mestiere, di ci che stato e di
quel che ne resta.
Per i tempi duri ci sono sempre stati an-
che quando Albert Skira ha iniziato.
Quella una storia molto particolare,
Skira cominci giovanissimo con lobiet-
tivo di realizzare libri dartista. Ha fonda-
to la casa editrice nel 1928 e il primo li-
bro uscito solo nel 1931 quando riusc
a convincere Pablo Picasso ad illustrare
un testo che lui avrebbe voluto fosse
una Vita di Napoleone ma che lartista
sostitu con le Metamorfosi di Ovidio. Il
secondo libro furono le Posies di Mal-
larm illustrate da Matisse. Ma questo,
appunto, fu solo linizio.
Quali importanti libri lhanno accompa-
gnato e laccompagnano tuttora nella sua
avventura di vita?
Naturalmente i libri formativi della gran-
de letteratura. Su tutti, per quanto mi
riguarda, Dante e Shakespeare. In loro
c un monumentale e straordinario uni-
verso di capacit di pensiero, di costru-
zione, di ricchezza letteraria. Poi, su un
piano pi vicino a noi, ognuno ha le sue
passioni. Penso a Calvino, ai miei ama-
tissimi svizzeri Drrenmatt e Frisch, alla
Yourcenar delle Memorie di Adriano. In
questi ultimissimi anni, un libro che ho
molto amato stato La strada di Cor-
mac McCarthy.
Quali libri pubblicati lhanno pi coinvolto, a
quali si pi appassionato?
Se uno fa leditore le pietre miliari non
corrispondono solo al concetto di quali-
t. Nella mia storia passata c ad esem-
pio il Catalogo della grande mostra per
il Giubileo di Van Gogh, Amsterdam,
1990: le 360.000 copie vendute, non
me le dimenticher per il resto della
mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 - 339.6859871
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continua a pag 16
Ekecheiria 7
Gabriella Mantovani, dopo la maturit scientifica ha frequentato il Corso di
specializzazione Conservazione e Teoria del restauro delle opere darte
presso lUIA di Firenze negli anni accademici 1978-1980, sotto la direzione di
Carlo L. Ragghianti e Umberto Baldini. Ha approfondito la propria
specializzazione seguendo vari corsi di aggiornamento, tra cui: Nuovi
materiali e metodi per la pulitura dei dipinti tenuto dal dott. Paolo Cremonesi
nel 1996, Trattamenti di consolidamento e foderatura a freddo. Teoria e
pratica delle metodologie in bassa pressione col prof. Vishwa Raj Mehra nel
1998, Metodologie e materiali del restauro contemporaneo docente
Dott.ssa Giovanna Scicolone negli anni 2002 e 2003. Da anni attiva sul
territorio di Milano eseguendo in proprio lavori diretti dalla Soprintendenza
per i Beni Architettonici e Ambientali di Milano e della Lombardia, la
Soprintendenza per i Beni Artistici, Storici e Etnoantropologici di Milano e la
Curia Arcivescovile di Milano. Opera nel campo del restauro e conservazione
di manufatti artistici come dipinti murali e stucchi, dipinti su tela, tavola e
carta, opere in legno policromo e dorato, piccole sculture e terracotte.








Gabriella Mantovani
restauro opere darte
Via Magenta ,77/11b - 20017 Rho (MI) Tel 02.93507778 - P. IVA 10597870152 - C.C.I.A.A. 1587186
mantovani.restauri@gmail.com
mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 - 339.6859871 I libri segnalati in questa pagina possono essere richiesti alla redazione - mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546
Gioved 20 Dicembre 2012, Leonardo
Giangrande, Presidente della Confcom-
mercio di Taranto, ha giustamente e
fnalmente conferito la targa di Botte-
ga Storica alla Libreria Casa del Libro di
Nicola Mandese. Non c tarantino che
non conosca la Casa del Li-
bro, con la sua insegna antica e
originale, graffata dai segni del
tempo e la struttura portante
in legno, del negozio situato,
come gran parte delle librerie
storiche dItalia, nel centro della
citt. unistituzione per Taran-
to, un luogo dove si sente leco
di una citt pensante, che ha
mantenuto la capacit nel tem-
po di affrontare i mutamenti di
una societ che oggi denuncia
il limite di scelte politiche sba-
gliate. Mandese ricorda che ad
avviare lattivit di libraio nel
Borgo, fu il nonno, correva lan-
no 1936. Da Nicola nonno che
aveva tra i suoi clienti Pietro
Acclavio, a cui intitolata oggi la Biblio-
teca Civica, ad Antonio padre e da questi
a Nicola, tre generazioni di promotori di
cultura giunte, in unatmosfera di grande
incertezza, al terzo millennio. Un ricono-
scimento quindi dovuto ad una libreria
con ottantanni di attivit che Giangrande
ha voluto sottolineare in occasione della
LA STORICA CASA DEL LIBRO DI TARANTO
cerimonia: Quando mi hanno proposto
di dare riconoscimento alla Casa del Li-
bro, ho voluto che la cosa fosse resa pub-
blica. La gente deve conoscere la storia di
questa famiglia che mantiene inalterato il
profumo della carta. Mi aspetto che an-
che il Comune in futuro non dimentichi
questo esempio di passione.
Ekecheiria 8
Vi sono esperienze nella vita di ognuno,
in cui il tempo sembra mutare il pro-
prio peso specifco e la mente espan-
dere la porosit emotiva arricchendo la
memoria di accadimenti straordinari. In
tal modo valuto i giorni che ho trascor-
so anni fa a Napoli, usufruendo della
squisita ospitalit di Rosario Mazzella.
Napoli una madrepora corteggiata
da Vulcano, un battito possente e vivi-
do che a volte si svela al tramonto nel
chiostro di Santa Chiara o appoggian-
dosi lungo muri colorati dai millenni.
Passeggiare per le strade del mondo
accanto ad un grande artista semina-
re la memoria di coordinate emotive
uniche, irripetibili...passeggiare a Napoli
accanto a Rosario ascoltandolo in un
intercalare di racconti, aneddoti e po-
esie di Quasimodo, diviene un'espe-
rienza profonda e trasformante. L'arte
di Rosario il prezioso risultato alche-
mico di una vasta cultura classica par-
tenopea costantemente fertilizzata da
una acuta analisi sulla realt contempo-
ranea. Les ridaux de fer l'ultima, in ordi-
ne e di tempo, ricerca dell'artista entra
nel vivo del dibattito cultural- estetico
inerente alla trasformazione che sta vi-
vendo l'essenza stessa dell'arte. Infatti,
se da una parte il manufatto artistico
divenendo oggetto di mercato di massa
viene strumentalizzato dalle stesse leg-
gi economiche e ne subisce gli infussi,
allo stesso tempo l'arte assorbe il com-
plesso e faticoso fermento dei tempi,
imprimendosi nella quotidianit quale
forza d'identit, vitale e costruttiva. Le
saracinesche ovvero les rideaux de fer
rappresentano la metafora pittorica di
Mazzella; palcoscenici ferrosi in cui l'o-
pera lo sguardo dell'artista sul mon-
do, le sue rifessioni, i dubbi e le visioni
che travalicano il tempo assimilando il
coraggio e la fortezza d'animo di ieri a
quelli di oggi, i loghi moderni ad icone
del passato. Sulle rideaux di Rosario
appaiono costanti le sagome ieratiche,
dalla plasticit masaccesca, degli antichi
cavalieri medioevali sui cui scudi cam-
peggia il cartiglio di un noto stilista o
un ritaglio di giornale o ancora una sigla
famosa. Noi tutti siamo oggi questo so-
vrapporsi di ideali dalle radici millenarie
a vanitas fuggevoli e vuote. Un gran-
de artista non si arresta mai all'ovvio,
cosi nelle opere di Rosario le convulse
contraddizioni che colmano a volte di
stordimento e apatia, rappresentano
per lui invece quella forza motrice per
cui l'opera diviene, in ultimo, un riscatto
imprescindibile di vita, osmosi fertile di
memoria e futuro. Illuminante a questo
riguardo la poesia scritta dallo stesso
Mazzella
Rideaux de fer
L'arte impulso del mondo
scende fra la gente
stimola ed alimenta il mercato,
non solo Storia.
Serrande colorate e vive
nascondono nel ventre il contenuto,
nomadismo di immagini
tra spazi vuoti e pieni
linee non defnite.
Si intravede l'abbozzo di un volto,
il sacro non rinnega il profano
Il colore si mescola sul campo
le tracce si accavallano
in un frmamento di memoria.
Rosario una parte del "trittico" Maz-
zella che con Elio e Luigi forma la com-
posizione di una famiglia in cui la gene-
tica artistica si perpetua da pi genera-
zioni. In quei memorabili giorni a Napoli
ebbi l'occasione di visitare quella stra-
ordinaria "fucina di Efesto", ovvero lo
studio di Luigi, in cui le opere esposte
tracciano un percorso - dedalo immagi-
nifco fra Odisseo, Virgilio e l'esistenzia-
lismo del XX secolo. Dalla grande te-
stimonianza della scultura classica Luigi
ha saputo cogliere il vibrato intenso dei
volumi, un realismo vigile e spoglio di
qualsiasi retorica che assimilato ai segni
dell'inquietudine contemporanea si
concretizza in opere radiografche in
cui corpo e animo si di svelano senza
pudori. I suoi nudi bronzei spaziano,
quindi, da una bellezza venusiana ad
un espressivit in cui lo stesso schele-
tro diviene il protagonista della sintesi
concettuale. Laddove Rosario crea la
sua specifcit d'artista aggiungendo al
colore materia di fbra e carta e Luigi
si concentra sul bronzo, il terzo fratello
Elio rielabora il cemento e il ferro quali
materiali pi adatti alla propria ricerca.
Elio, erede della grande cultura medi-
terranea, in cui la storia sempre stata
vissuta come epopea corale e ricerca
della verit, ispessisce le tele di trame
cementate che divengono pagine di
un Simposio contemporaneo in cui la
grande ombra socratica si allunga sino a
dialogare con i fantasmi di ogni guerra.
Nella distruzione di massa l'uomo ossi-
da la sua anima e trasforma il pensiero
in un ingranaggio senza autodetermina-
zione: gli automi ferrosi di Elio rappre-
sentano un'accusa di tagliente espressi-
vit, in cui il desiderio della pace nasce
dalla percezione reale della disumanit
della guerra. Il talento, la ricerca conti-
nua, l'analisi profonda e la poetica della
realt sono alcune fra le radici su cui
i Mazzella hanno forgiato l'intera loro
vita e valore di grandi artisti non solo
partenopei, ma internazionali.
Rosario, Luigi ed Elio Mazzella
Una famiglia di artisti nel dopoguerra
italiano
Dal 6 marzo al 2 aprile 2013 Maschio
Angioino -Napoli
di Anna Baldi
ROSARIO, LUIGI ED ELIO MAZZELLA
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Nel J983 la Libreria Internazionale
Alfredo Guida stata dichiarata
Bene Culturale dello Stato
Dal J920 la casa editrice Guida con un catalogo di oltre 3000 titoli, vanta la
pubblicazione di collane prestigiose, che sintetizzano una filosofia
imprenditoriale volta a perseguire una costante ricerca del nuovo e
un'attenzione ad aree di mercato generalmente trascurate dai grandi editori,
insieme con la volont di essere presenti con proposte originali e stimolanti
nel grande territorio della letteratura e saggistica italiana e straniera.
Ekecheiria 10
Leggendo le pagine di La letteratura
un cortile, avvincente raccolta di ap-
punti sui grandi della Letteratura a cura
del celebre giornalista Walter Mauro,
ho pensato alle opere di Nicola Nan-
nini, alla capacit di fare dellArte uno
strumento di indagine
quotidiana, un mezzo di
conversazione visiva
che descrive personaggi e
ambienti con naturalezza
e disincanto, senza alcuna
velleit celebrativa o di
consacrazione.
In questo approccio col-
loquiale di esaltazione
dellimmagine, funambol-
ica come unespressione
linguistica, Nannini vuole
indagare come un chirur-
go, in una vivisezione che
parte dai paesaggi per
addentrarsi nelle case e
scoprirne i personaggi,
spogliarli dei loro abiti e
sottoporli a un processo
di identifcazione e cata-
logazione: sono quasi una
scomposizione organica,
una proiezione di fram-
menti personali che com-
pongono un proflo carat-
teriale, vere e proprie
lezioni, o meglio sezi-
oni di anatomia, autopsie
di unanalisi esistenziale
che sembra risolversi in una fgurazione
scientifca.
Il suo passaggio dal paesaggio urbano
al ritratto umano levoluzione di una
indagine conoscitiva, non apparente
frattura fgurativa, quasi un percorso
logico e obbligato, da un progetto ar-
chitettonico di protagonismo spaziale
fno a un nuovo Umanesimo, in cui la
fgura umana al centro dellattenzione.
unanalisi geomorfologica che si fa dia-
logo umano, confronto e conforto es-
istenziale: cos cascine padane e villette
a schiera anglosassoni, piazze emiliane
e sponde ferraresi del Po divengono
personaggi di un mondo familiare, in
una sorta di trasfgurazione che ne fa
sagome di unidentit umana che sem-
bra mimetizzarsi, quasi confondersi in
quegli scenari di compiaciuta e rassicu-
rante modularit prospettica.
Cos linteresse del Nostro si sposta
verso quella presenza umana, la volont
di indagare diviene ancora pi urgente e
incontenibile, i corpi vengono spogliati
come a eseguire una Tac, gli indumenti
disposti attorno alle sagome nude o
seminude come elementi di identifca-
zione, tracce di un proflo
psicologico, ma anche ap-
pendici rivelatrici dei lin-
eamenti fsici, propaggini
di una maschera. Prende
cos forma una tipologia
umana, esattamente come
la tipologia urbanistica,
quasi un atlante di foto
segnaletiche, di casistiche
che individuano modelli
e mimetizzazioni carat-
teriali: la sintesi di una
metamorfosi infnita che il
Nostro descrive con una
galleria di personaggi che
sembra inchiodare come
insetti in una teca, individ-
uandone la specie con la
pazienza e la curiosit sci-
entifca di un entomologo.
Nannini, artista della fan-
tasiosa terra dei Gonzaga,
realizza una sorta di Se-
cessione Ferrarese, sottile
e raffnato disfacimento
esistenziale di memoria
viennese, quasi inchio-
dando i personaggi alla
parete e operando una
spiazzante decomposizione psicologica
attraverso lindividuazione di dettagli di
caratterizzazione fsica (occhiali, scarpe,
borse, indumenti di abbigliamento, ecc.)
che concorrono a defnirne il ruolo e
limmagine sociale in modo provocato-
rio e surreale.
Aldo Benedetti
NICOLA NANNINI, SEZIONI DI ANATOMIA
mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 - 339.6859871
Female type, 2011
Houses, (dittico) 2009.
mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 - 339.6859871
SANTUARI D ITALIA
La collana Santuari dItalia nasce da un progetto internazionale Il Censimento dei Santuari
Cristiani dItalia dallantichit ai nostri giorni coordinato da Sofia Boesch Gajano, Giorgio
Cracco, Gabriele De Rosa, Giorgio Otranto, Andr Vauchez.
I santuari rappresentano un elemento caratteristico nel panorama culturale dellItalia. Si tratti
di unimponente costruzione oppure di una modesta chiesetta, essi fanno parte del paesaggio
che si offre quotidianamente alla vista. Sono luoghi in cui le vicende storiche si sono deposita-
te in molti modi, negli oggetti di culto e nelle rappresentazioni artistiche, e in cui spesso la
fede si fatta letteralmente pietra.
Per ogni santuario si presenta nella sua identit storico-artistica loggetto di culto intorno al
quale si sviluppata la devozione e si seguono le vicende istituzionali e rituali del luogo, dalle
sue origini sino ai nostri giorni
Il testo arricchito da un ampio apparato di immagini, a colori e in bianco e nero, che danno
conto della variet degli edifici, delle caratteristiche degli oggetti di culto e delle svariate
forme della devozione.
Lampia sezione introduttiva fornisce, attraverso saggi di carattere storico e storico-artistico,
una serie di elementi utili a una migliore comprensione delle informazioni fornite per ciascun
santuario, e permette una visione complessiva del fenomeno altrimenti difficile da raggiunge-
re tenendo conto solo o preferenzialmente dei luoghi sacri pi eminenti.
LAZIO
di AA. VV.
24 x 32; pp. 304;
49 colori, 389 b/n;
cartonato con
sovraccoperta
2010
80,00
ISBN 978-88-8016-984-0
De Luca Editori dArte s.r.l.
Via di Novella, 22 - 00199 Roma / Tel. (+39) 06-32650712 - Fax (+39) 06-32650715 / e-mail: libreria@delucaeditori.com
Promosso da Vivalibri Distribuito da Messaggerie Libri
PUGLIA *
di Giorgio Otranto e
Immacolata Aulisa
24 x 32; pp. 320;
98 colori, 450 b/n;
cartonato con
sovraccoperta
2012
90,00
ISBN 978-88-6557-087-6
TRENTINO ALTO
ADIGE / SU

DTIROL
a cura di E. Curzel e
G.M. Varanini
24 x 32; pp. 256;
32 colori, 224 b/n;
cartonato con
sovraccoperta
2012
72,00
ISBN 978-88-6557-091-3
ROMA
di AA. VV.
24 x 32; pp. 512;
60 colori, 800 b/n;
cartonato con
sovraccoperta
2012
120,00
ISBN 978-88-6557-057-9
DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE SANTUARI UMBRIA
Ekecheiria 12
LIBRERIA ANTIQUARIA MEDIOLANUM
I libri segnalati in questa pagina possono essere richiesti alla redazione - mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546
LIBRERIA ANTIQUARIA MEDIOLANUM
AMBROSIUS (SANCTUS). De officiis.
(Koln, Ulrich Zell, circa 1470).
In-4; 115 carte (ultima bianca assente),
grande iniziale in rosso e blu allincipit con
estensioni al margine, decine di altre
grandi iniziali in rosso, tutto il volume
rubricato in rosso. Legatura seicentesca
in tutta pelle con tassello in marocchino,
titolo e fregi in oro al dorso (qualche
traccia d'uso).
Bellesemplare con qualche antica postilla
marginale, carta forte, buoni margini, un
forellino di tarlo al margine esterno
bianco. Lunga nota bibliografica di mano
antica in latino alla carta di sguardia an-
teriore che sottolinea la rarit delledi-
zione.
Prima edizione molto rara dellopera
principale di SantAmbrogio, uno dei testi
pi importanti della letteratura patristica
latina. Nessun esemplare catalogato nelle
biblioteche pubbliche italiane.
Ispirato dal De officiis di Cicerone,
definisce un modello etico e comporta-
mentale per tutto il clero, capace di con-
figurare un esempio che possa essere di
guida nei rapporti umani e religiosi. Am-
brogio vuole rimettere al centro della
vita e della societ un solido impianto di
principi ed assai significativo che in
questa data (1470) venga per la prima
volta stampato e consegnato cos ad
una pi ampia diffusione.
HC 905. GW 1606. BMC I, 188. Goff A-
558.
(LEGATURA ALLE ARMI DI LUIGI XV).
Loffice de la semaine sainte a lusage de
la maison du Roy imprim par exprs
commandement de sa Majest. - Parigi,
Jacques Collombat, 1727.
In-8 grande; antiporta, titolo figurato in-
ciso, 8 cc., 616 pp. con 5 finissime incisioni
a piena pagina con vignette da disegni di
Homblot. Centinaia di capilettera figurati.
Ottimo esemplare.
Bella legatura alle armi di Luigi XV di
Francia con al centro dei piatti lo stemma
e le sue iniziali, riconducibile all'atelier di
Antoine-Michel Padeloup che realizz
numerose legature per il re. Inconsueta e
spettacolare, presenta ai piatti una fittis-
sima decorazione a piccoli ferri cesellati
inscritti in spazi segnati da bande intrec-
ciate. Merletto interno, tagli dorati.
Sguardie in carta con decorazioni floreali
policrome in rilievo su fondo oro.
Questa tipologia di esecuzione rimanda
allo stile fanfare del tipo tardo.
Hobson, Les reliures la fanfare, Londra
1935, pp. 63-65. Gruel Leon, Manuel his-
torique de l'amateur de reliures, Parigi
1887, pp. 160-161.
LEOPARDI GIACOMO. Canti del Conte
Giacomo Leopardi. - Firenze, Guglielmo
Piatti, 1831.
In-8; 1 c.b., 165 pp., 1 p. bianca; carto-
natura editoriale a stampa con il dorso
conservato. Ottimo esemplare (9,5 x
15,5 cm), proveniente dalla biblioteca
Ashburner di Firenze (ex libris alla prima
carta). Minimi consolidamenti al dorso.
Edizione originale. Contiene in tutto 23
Canti di cui 6 in prima edizione: Il
Risorgimento (p. 125), A Silvia (p.
133), Le ricordanze (p. 137), Canto
notturno dun pastore vagante dell'Asia
(p. 145), La quiete dopo la tempesta (p.
155), l sabato del villaggio (p. 159). Pre-
cede i Canti la bellissima lettera dedica-
toria Agli amici suoi di Toscana,
stampata qui per la prima volta.
Benedettucci 36. Mazzatinti 670.
PAGINA MEDIOLANUM_Layout 1 26/03/13 17.47 Pagina 1
Milano ha celebrato i 100 anni della na-
scita di Giulio Einaudi con una mostra
Giulio Einaudi. Larte di pubblicare,
allestita a Milano, a Palazzo Reale. Le-
vento, imperdibile per gli appassionati di
editoria e non solo, stato voluto dal
Comune di Milano e Palazzo Reale, in
collaborazione con la Fondazione Einau-
di e Skira Editore. pensiero comune
che Giulio Einaudi sia tra i primi editori
capaci di rappresentare al meglio il gran-
de viaggio che la cultura italiana ha per-
corso dagli anni trenta del Novecento
alla fne del secolo scorso. Unavventura
iniziata nel 1933 quando Giulio, a soli 21
anni, fond la Giulio Einaudi editore as-
secondato dal padre Luigi.Un ruolo de-
terminante lo ricoprirono per soprat-
tutto alcuni amici di Giulio, allora scono-
sciuti studenti, poi diventati nomi illustri
della cultura italiana del 900, come Le-
one Ginzburg, Cesare Pavese, Massimo
Mila e Norberto Bobbio, allora neppure
venticinquenni, ma ben presto colonne
portanti dellEinaudi. Eppure erano anni
di censure, galere e confnamenti, dove
non era per nulla semplice editare libri
e soprattutto diffondere idee e pensie-
ri. Andare avanti nonostante tutto fu
lemblema della grande forza morale, del
carattere e della caparbiet di Einaudi e
del suo gruppo, che scrisse cos, stavolta
nella storia, un secolo di editoria.
Fin dalla nascita i libri della casa editrice
furono riconosciuti non solo per i con-
tenuti, ma anche per la ricerca stilistica e
formale. Semplicit e rigore fecero della
grafca Einaudi un marchio di fabbrica,
unita allimmancabile ricerca della sem-
plicit. Lestetica del libro Einaudi contri-
bu non poco a fare la fortuna delledi-
tore.
GIULIO EINAUDI I 100 ANNI DELLA NASCITA
Ekecheiria 13
Per allargare i nostri orizzonti oc-
corre viaggiare molto. Per ampliare le
nostre conoscenze occorre studiare
i classici. Sono quasi trentanni che
cerco di attuare questo saggio prover-
bio cinese, non solo con me stesso ma
anche con i miei compagni di viaggio,
per capire la Cina.
Incontrai per la prima volta Dona-
tella durante un viaggio in Estre mo
Oriente. Nel maggio del 1987. Insie-
me visitammo Beijing, Xian, Shanghai,
Hangzhou, Guilin, Quangzhou e Hong
Kong. Un itinerario studiato e appo-
sitamente costruito con uno scopo
preciso, forse chimerico ma sincero,
di scoprire i diversi volti della Cina. Il
volto della cultura, della storia, della
natura, dellarte e quello ancora pi af-
fascinante, misterioso, toccante, anche
se di non facile lettura: il volto umano.
Durante il percorso, dopo cena, con il
conforto di un bicchierino di vino ci-
nese (che vino non , ma un liquore
ricavato dalla fermentazione e distil-
lazione di cereali), mio complice nel
facilitare la conversazione e nel creare
unatmosfera orientale, si radunava un
gruppetto per uno scambio di idee.
Serviva a chiarire o a completare ci
che si era visto e sentito durante la
giornata. Era anche utile per ricorda-
re brevemente le chiavi di lettura di
questa vasta e ricca civilt che pi si
conosce e pi continua a stupire. Fu
cos che Donatella, per il fascino dei
monumenti, per lincanto della natura,
per la seduzione dellarte saccorse di
essere presa dalla febbre gialla, non
patogena ma culturale. Febbre che
esplose come un colpo di fulmine, ma
lasci segni duraturi.
Lidea di questo libro mi venne a Xian
mentre visitavo, nel Museo Provincia-
le, la sezione chiamata Beilin (Fore-
sta di stele).
In questo complesso di edifci, in sti-
le classico, che un tempo costituiro-
no uno splendido tempio dedicato a
Confucio, sono state raccolte, con pa-
zienza e amore, oltre duemila pietre.
Su queste stele sono stati incisi testi
classici, pagine di storia, arte, lettera-
tura, dizionari, ritratti di personaggi fa-
mosi, disegni di palazzi, mappe di citt
e ville, animali, fori, rami di bamb che
con le foglie formano i caratteri cinesi
di una poesia...
Un tesoro incredibile di civilt. Il picco-
lo libro di soli 1068 caratteri dal titolo
San Zi Jing (Classico dei Tre Carat-
teri), in brevi rime di tre, presenta un
compendio di nozioni ritenute, fno a
pochi decenni fa, fondamentali nelle-
ducazione cinese. Ma questa sintesi
culturale, questo strumento didattico
unico, forse non era mai stato tradot-
to in italiano, certo non se ne trovava
traccia nelle librerie.
Il progetto San Zi Jing ci caricava di
entusiasmo. Ci faceva sognare a occhi
aperti e fniva per coinvolgere anche
altre persone. Il signor Yuan Qi Ming,
noto calligrafo di Shanghai, per la scrit-
tura a pennello, con inchiostro di china
(sarebbe pi esatto scrivere inchiostro
di Cina), delle 356 rime nello stile clas-
sico, su 90 fogli sottilissimi di carta di
paglia di riso.
Edoardo Fazzioli
CLASSICO DEI TRE CARATTERI
da RUBEnS a MARAttA
a cura di Vittorio Sgarbi
Il 29 giugno 2013, a Osimo, aprir i battenti
la grande mostra da Rubens a Maratta, a cura di
Vittorio Sgarbi, voluta dal Comune di Osimo
e dalla Regione Marche per promuovere e
approfondire la conoscenza del Seicento nelle
Marche e valorizzarne limmenso e sommerso
patrimonio culturale.
Sar un importante appuntamento con
lArte e con la Storia, volto a far riemergere
dallombra opere dimenticate o inedite che
testimoniano la vitalit della realt pittorica di
questo territorio.
Come e perch capolavori straordinari di
Maestri che possiamo defnire internazionali
sono giunti nelle Marche? Quali artisti, nati o
vissuti in questa Regione, da considerare a tutti
gli effetti marchigiani, hanno contribuito a
determinare la cultura artistica del Barocco?
Pomarancio, Rubens, Bernini, Reni, Guercino,
Gentileschi, Preti, Vouet, Brandi, Solimena, i
marchigiani Cantarini, Guerrieri, Sassoferrato,
e in particolare Maratta, luniversalmente
celebrato pittore di Camerano di cui ricorre
proprio nel 2013 il terzo centenario della
morte: tutti riuniti in Osimo.
Una imponente e suggestiva rassegna, che
include lesposizione anche di pregiati arazzi,
sculture ed orefcerie sacre, con lintento di
indagare sullintensa attivit artistica che nel
corso del Seicento ha interessato la realt di
Osimo e della Marca di Ancona: una vasta
from RUBeNS to MARAttA
by Vittorio Sgarbi
On 29
th
June 2013 in Osimo the great exhibition
from Rubens to Maratta by Vittorio Sgarbi,
commissioned by the town council and the Marches
Region, will be opened. The purpose is to promote and
expand knowledge of the 17
th
century in the Marches
as well as to highlight the huge, neglected cultural
heritage.
It will be an important amalgamation of Art and
History which aims to bring forgotten works of art
out of the shadows as testimony of the lively artistic
life in the area. How and why did these extraordinary
masterpieces by international artists reach the
Marches? Which artists who were born or lived in
this region and can be considered Marchegiani in
all respects, contributed to the Baroque period?
Pomarancio, Rubens, Bernini, Reni, Guercino,
Gentileschi, Preti, Vouet, Brandi, Solimena are
some of the painters included in the exhibition
along with those from the Marches, like Cantarini,
Guerrieri, Sassoferrato and, in particular, Maratta
the internationally-known painter from Camerano.
In 2013 the three-hundredth anniversary of his death
will be celebrated.
The imposing and impressive exhibition will include
tapestries, sculptures and sacred jewellery among other
things. It aims to explore the vibrant artistic activity in
Osimo and Ancona Marca during the 17
th
century.
It covers an extensive area of the coastline, including
the ancient towns of Osimo, Ancona, Loreto,
Recanati, Senigallia and Camerano as well as Pesaro
and Fano and stretches to the inland valleys and towns
of Fabriano, Serra San Quirico and Sassoferrato.
It will be an event of international impact thanks to
the great artists and extraordinary masterpieces which
will be shown.
There will be the opportunity to expand your knowledge
of a period in history when there were huge innovations
in artistic development. One itinerary will take you
to the historic centre of Osimo, the other to the most
important places for artists representative of the period.
In the neighbouring exhibition centres in the historic
centre of Osimo, the Civic Museum and Palazzo
Campana, there will be over one hundred works. They
come from the region, private collectors and the most
important national museums which contain examples
of the artistic heritage of the Marches.
A large part of the exhibition will be dedicated to the
work of Carlo Maratta to celebrate this internationally
renowned painter from the Marches. Born in
Camerano in 1625, he died in Rome in 1713. He
was so appreciated by the European Courts and by
the highest ecclesiastical authorities that he became the
aesthetic model par excellence in the transition between
the 17
th
and 18
th
centuries.
An evocative route which winds through the picturesque
town, a sort of open-air museum in itself. From
Palazzo Campana with its architectural features
dating back to the 17
th
18
th
century they can go on to
discover the wonderful Baroque interiors of churches
and buildings, such as the one commissioned by
Cardinal Antonio Maria Gallo with the frescoed hall
by Pomarancio. He was appointed by the cardinal to
decorate the Treasury room and the dome of Loreto
Cathedral.
Visitors can admire Guercinos imposing canvas on
the high altar in the small church of San Marco. You
can also see a superb piece by Mattia Preti, which
is still relatively unknown, in the Sanctuary built by
the Franciscan friars in the XIII century. Today, this
sanctuary is dedicated to San Giuseppe da Copertino,
the Flying Friar patron saint of Osimo who lived in
the 17
th
century.
You can go into the magnifcent Cathedral and visit the
magical baptistery and the Diocesan Museum where
there are some important works an d extraordinary
gold objects like Berninis crucifx case.
The itinerary will take you to the heart of the
Conero national park, to Camerano, following in the
footsteps of Maratta, and to Loreto to the Cathedral
museum where there will be an exhibition dedicated to
Pomarancio. You can also visit the Cathedral Treasury
which is completely covered by plasterwork and frescoes
by this great artist.
Traduzione testo: Katiuscia Vaccarini - Monica Howe
area che dalla zona costiera, con gli antichi
centri di Osimo, Ancona, Loreto, Senigallia,
Camerano, ma anche Pesaro e Fano, si inoltra
lungole valli nellentroterra fnoa toccare le citt
di Fabriano, Serra San Quirico e Sassoferrato.
Sar un evento di rilevanza internazionale
in ragione dei grandi nomi coinvolti e degli
straordinari capolavori presentati.
Verr offerta lopportunit di approfondire la
conoscenza di un periodo storico cos ricco
di novit nella elaborazione dei linguaggi
artistici, attraverso gli itinerari previsti: uno
che si snoda allinterno della citt di Osimo,
laltro nei luoghi del territorio segnati dai pi
rappresentativi artisti dellepoca.
nelle vicine sedi espositive del Museo Civico
e di Palazzo Campana, nel centro storico
osimano, saranno riunite pi di cento opere
provenienti dal territorio regionale, da
Collezionisti privati e dai pi importanti Musei
nazionali che conservano testimonianze
legate alla cultura fgurativa delle Marche.
Unampia sezione verr dedicata allopera
di Carlo Maratta per celebrare il pittore
marchigiano di fama internazionale, nato
a Camerano nel 1625 e morto a Roma nel
1713, tanto apprezzato dalle Corti europee
e dalle pi alte Gerarchie Ecclesiastiche da
diventare il modello estetico per eccellenza nel
passaggio fra Seicento e Settecento.
Un suggestivo percorso allinterno della Citt,
una sorta di museo a cielo aperto che, da
Palazzo Campana, caratterizzato da interventi
architettonici sei-settecenteschi, condurr
alla scoperta di preziosi interni barocchi,
di Chiese e Palazzi, come quello voluto dal
cardinale Antonio Maria Gallo, fno al salone
affrescato dal Pomarancio, lartista chiamato
dal porporato osimano a decorare la Sala del
tesoro e la cupola della Basilica di Loreto.
I visitatori potranno ammirare una imponente
tela del Guercino, collocata sullaltare
maggiore della piccola chiesa di San Marco, e
una splendida opera di Mattia Preti, rimasta
fno ad oggi pressoch sconosciuta, nel
Santuario eretto dai Francescani nel XIII
secolo, dedicato al venerato patrono di Osimo,
San Giuseppe da Copertino, e santo dei voli
vissuto nel Seicento.
Sar possibile accedere nel maestoso Duomo, nel
magico spazio del Battistero ed anche nel Museo
Diocesano dove sono conservate importanti
testimonianze artistiche e straordinarie orefcerie,
come la Croce reliquiario del Bernini.
Litinerario nel territorio si estender nel
cuore del Parco del Conero, a Camerano,
sulle tracce del Maratta, e a Loreto, nel
Museo della Santa Casa dove sar allestita
una distaccata sezione espositiva dedicata
al Pomarancio e nella Sala del tesoro della
Basilica, interamente decorata con stucchi e
affreschi del grande artista.
POMARAnCIO
Crocifssione, olio su tela
Loreto, Basilica della Santa Casa, Sala del tesoro
MAttIA PRetI
La Vergine col Bambino e SantAntonio da Padova, olio su tela
Osimo, Santuario di San Giuseppe da Copertino
GUERCInO
Madonna del Rosario, olio su tela
Osimo, Chiesa di San Marco
gIACINTO BRANDI
San Dionigi decollato, olio su tela
Osimo, Museo Civico
sotto lAlto Patronato del Presidente della Repubblica
con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri
con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali
enti promotori
Comune di Osimo
Regione Marche
con il sostegno della
Fondazione Don Carlo Grillantini di Osimo
in collaborazione con
Soprintendenza PSAE delle Marche di Urbino
Curia Arcivescovile di Ancona - Osimo
Delegazione Pontifcia della Santa Casa di Loreto
Istituto Campana per lIstruzione Permanente di Osimo
Comune di Camerano
Comune di Loreto
comitato di studio
Mina Gregori presidente onorario
Vittorio Sgarbi presidente
Livia Carloni, Costanza Costanzi, Liana Lippi
Fabio Mariano, Marina Massa, Lorenza Mochi Onori,
Antonio Paolucci, Stefano Papetti, Maria Rosaria Valazzi
coordinamento e direzione della mostra
Liana Lippi
segreteria organizzativa
Loredana Graciotti
Alessandra Rossetti
Monica Coletta
progetto espositivo e cura allestimento
Liana Lippi
Stefano Papetti
fornitura e realizzazione allestimento
catalogo a cura di
Vittorio Sgarbi
Stefano Papetti
editore catalogo
Silvana Editoriale
Osimo - sedi espositive
Museo Civico
Palazzo Campana
orario
luglio agosto settembre
10,00 - 13,00 16,00 - 20,00
10,00 - 20,00 (prefestivi e festivi)
luned mattina chiuso
ottobre novembre dicembre
09,30 - 12,30 15,00 - 19,00
10,00 - 19,00 (prefestivi e festivi)
luned chiuso
ingresso
intero 8,00
ridotto 6,00
gruppi (minimo 15) e residenti ad Osimo 5,00
tariffe agevolate per scuole
itinerari
OSIMO
Palazzo Gallo
Museo Diocesano, Duomo e Battistero
Chiesa di San Marco
Santuario di San Giuseppe da Copertino
CAMERAnO
Chiesa di Santa Faustina
Chiesa Parrocchiale dellImmacolata Concezione
LORetO
Museo della Santa Casa
Sala del tesoro della Basilica
uffcio stampa
LR COMUNICAZIONe - Laura Ruggieri
tel. 339 4755329 - l.r.comunicazione@libero.it
informazioni, prenotazioni e visite guidate
Uffcio turistico - punto IAt
Simona Palombarani
tel. 071 7236088 iat@osimoturismo.it
www.mostrabarocco.it
da RUBENS a MARATTA
OSIMO 29 giugno - 15 dicembre 2013
a cura di Vittorio Sgarbi
PIETRO PAOLO RUBENS (da)
Assunzione, manifattura famminga
Ancona, Museo Diocesano
CARLO MARATTA
Madonna con San Francesco di Sales, olio su tela
Ancona, Pinacoteca Civica F. Podesti
da RUBEnS a MARAttA
a cura di VIttORIO SGARBI
nellambito del progetto il Barocco nelle Marche 2.
Osimo e la Marca di Ancona
OSIMO 29 gIUgNO - 15 DICEMBRE 2013
800-228800
Ancona
A14
Camerano
Loreto
Ancona nord
Ancona sud
Loreto
Porto Recanati
OSIMO
Sponsor:
CBI Europe main sponsor
Cagnoni spa Osimo
Frittelli Maritime Group spa Ancona
Laboratorio analisi cliniche Beta Osimo
Leonardi spa Camerano
Roccheggiani spa Camerano
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I libri segnalati in questa pagina possono essere richiesti alla redazione - mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546
IL CONCILIATORE. Foglio Scientifico-Letterario.
Milano, Ferrario, 1818-1819.
In folio, mz. pelle coeva, pp. (6),478. Di questo importante periodico
bisettimanale offriamo una rarissima raccolta di tutto il pubblicato dal 3
settembre 1818 (n. 1) al 17 ottobre 1819 (n. 118) - stampata su carta azzurrina
(da qui la denominazione di Foglio azzurro).
Suoi principali collaboratori furono Silvio Pellico (che cur anche la
pubblicazione dei singoli numeri), Berchet, Borsieri, Romagnosi, Pecchio.
Vittore Branca nel suo studio sul Foglio azzurro (Il Conciliatore, Le Monnier,
1954) scrive che col n. 116 terminava la parte del Conciliatore distribuita agli
associati; anzi lo stesso n. 116 ebbe pochissima diffusione, causa il sequestro
quasi immediato da parte della polizia austriaca. I nn. 117 e 118 non vennero
neppure distribuiti: le poche copie stampate furono soltanto destinate ai redattori.
Verso la fine del 1920 pervennero al Museo del Risorgimento di Milano delle
pagine inedite del glorioso periodico: si trattava delle bozze di stampa predisposte
per i nn. 119 e 120 del Conciliatore che non videro mai la luce per il veto della
polizia austriaca.
Nel 1930 il Comune di Milano decise di pubblicare questi articoli, sulla stessa
carta azzurra degli originali e in una ediz. numer. di soli 500 esemplari.
Uniamo alla raccolta tale pubblicazione, pure assai rara.
Esemplare con barbe, ben conservato.
CARCO Francis - LA LEGENDE ET LA VIE DUTRILLO.
Orne de onze lithographies originales dUtrillo et dun portrait
de lartiste par Suzanne Valadon.
Paris, Editions Marcel Seheur, 31 dcembre 1927.
In-4 p., 2 voll., bross. orig., testo e tavv. a fogli sciolti, custodia e
astuccio edit.
Il primo vol., di pp. (6),171,(3), illustrato da magnifiche
composizioni di Maurice Utrillo. Sono: 11 litografie originali (di
cui 1 a colori) in tavole f.t.; 1 ritratto-antiporta in litografia di
Suzanne Valadon (madre dellartista), 1 vignetta al frontesp., 10
testate e 10 finali in hliogravure + altro ritratto di Utrillo (b.n.
su fondo ocra, in litografia, sempre di Suzanne Valadon).
Il secondo contiene 3 suites delle illustrazioni: una sur japon
ancien (10 tavv. in nero, 1 a colori, 1 con ritratto) - una sur
chine (idem) - una sur japon imprial raye delle 10 in nero.
Cfr. Benezit,XIII, p. 929-30, che naturalmente cita questo
importante studio per larte di Utrillo (1883-1955), scritto da Carco.
Superba edizione originale di 105 esempl. numer. Il ns., 93, appartiene alla tiratura di 95 sur japon Shidzuoka avec trois suites.
Bellesemplare, molto ben conservato.
CAMPIGLI Massimo / CARRIERI Raffaele - LAMENTO
DEL GABELLIERE. Litografie originali di Massimo
Campigli. Milano, Toninelli, 1945.
In-4, cartoncino edit., astuccio mod., pp. 141,(9) a fogli chiusi.
Vi sono raccolte 53 poesie di Carrieri, con una nota di Carlo
Bo.
Edizione di grande pregio per le sue illustrazioni: sono 10
litografie originali di Campigli, colorate a mano sotto la
direzione dellartista, 3 delle quali a doppia pagina. Le
litografie sono state stampate al torchio da Pietro Fornasetti.
Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 188: Non comune e
ricercatissima.
Ediz. di 250 esempl. numerati, firmati da Campigli. Il ns., 54,
appartiene alla tiratura di 100 con litografie colorate a mano.
Esemplare ben conservato, con dedica autografa di Carrieri.
Mcrigo Art Books,
SoIo Iibri d`artc.

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Ekecheiria 16
mia vita. Si confondono, inevitabilmen-
te, vari piani. Ci sono progetti che, dal
punto di vista del contenuto e del ruolo
della pubblicazione, ho amato molto pi
di altri. Se guardo alla stagione Skira, co-
minciata nel 1996, sono affezionato ad
un libro di strepitosa qualit, che stato
il mattone iniziale di tutta una serie di
cose: Il cantiere di Giotto del mio amico
Bruno Zanardi, il pi grande restaurato-
re italiano. la ricostruzione del cantie-
re di Assisi, straordinario per la ricer-
ca e per le riproduzioni con lutilizzo di
dettagli a grandezza naturale, in scala1:1.
Sono, inoltre, molto legato alla Collana
Larte del XX secolo: una storia dellarte
del Novecento e dellinizio del Duemila,
un database molto ricco e molto utile
perch c tutto, saggi straordinari, cro-
nologia, fnestre di approfondimento.
Spero, anche, che faccia buona strada la
Storia dellArte che abbiamo dedicato
alla scuola: usare lexpertise e la profes-
sionalit maturata nel fare libri illustrati
sullarte, destinati ad un pubblico esigen-
te, e metterla al servizio della scolastica
, anche, un po una missione.
La Skira promotrice anche di mostre
darte.
C stata unevoluzione di questo feno-
meno che legata alla conformazione
istituzionale della produzione di eventi
artistici in Italia. Le mostre non sono or-
ganizzate dai grandi Musei n prevalen-
temente vi hanno luogo, come in Fran-
cia, in Inghilterra, negli Stati Uniti: sono
promosse soprattutto dagli Assessorati
alla cultura delle citt o da Aziende pub-
bliche, emanazioni delle pubbliche am-
ministrazioni.
Gli editori che realizzavano i cataloghi e
gestivano il punto vendita allinterno del-
le mostre sono stati progressivamente
coinvolti nel fornire sempre pi soste-
gno. Si cominciato con luffcio stampa,
la pubblicit e la comunicazione, fno alla
coproduzione totale dellevento.
La grande criticit del momento rap-
presentata dal fatto che, essendo stati
sostanzialmente azzerati i fnanziamenti
pubblici, si deve cercare di rendere eco-
nomicamente autonoma una delle attivi-
t, che in tutto il mondo, fondata sulla
disponibilit di risorse a fondo perduto:
con gli incomes diretti, cio la bigliette-
ria, le visite guidate, le audioguide, il bo-
okshop, il merchandising, possibile
recuperare tendenzialmente il 70% di
quanto stato investito.
Per rientrare occorre trovare sponsoriz-
zazioni.
Comunque noi insistiamo: la mostra
recentemente organizzata da noi, a To-
rino, su Edgar Degas ha avuto 170.000
visitatori. Si riusciti a non perdere. E
questanno toccher a un altro mito: Re-
noir. Anche per questo artista le opere
arriveranno tutte dal Muse dOrsay.
E con la sua biblioteca che rapporto ha?
Un rapporto maniacale e feticistico.
Sono pi di 20.000 volumi: una met,
grosso modo, appartiene alla categoria
dei libri illustrati.
La biblioteca concentrata nella mia
casa di Milano, con una propaggine nel-
la casa dellEngadina, ed organizzata in
maniera multipla. La parte dei libri dar-
te divisa per discipline: arti fgurative,
architettura, design, fotografa ecc. e al
loro interno i volumi sono ordinati cro-
nologicamente. Ho la mania di pensare
che i libri si parlino tra di loro, special-
mente di notte; se Raffaello sta di fanco
a Leonardo, chiacchierano. Se, per ordi-
ne alfabetico stesse vicino a Rembrandt
avrebbero ancora qualcosa da dirsi, ma
se stesse accanto a Richter, o a Rothko,
che conversazione diffcile
Tutto questo, comunque, appaga il mio
senso dellarmonia ma facilita anche la
ricerca di ci che mi serve.
Ho, poi, una vasta biblioteca di saggisti-
ca divisa per settore: arte, storia, scienze
umane, etc.
Invece per la letteratura non posso fare
a meno di cedere ai dettami della pro-
fessione: i libri dei due editori che pi ho
ammirato e cio Giulio Einaudi, prima,
e Roberto Calasso, ora, sono rigoro-
samente accorpati, secondo le collane
principali di Einaudi e Adelphi: solo al
loro interno sono in ordine alfabetico.
Questi editori hanno creato una straor-
dinaria unicit dimmagine per le proprie
pubblicazioni, non si pu che tenerle in-
sieme.
Il resto della letteratura sta a parte, per-
ch costituito da libri che in un certo
modo non hanno famiglia: sono in or-
dine alfabetico, per autore e non per
caratteri distintivi.
Essere circondato dai libri, comunque,
bellissimo: per fortuna non vivr ab-
bastanza per vedere le case del futuro
dove ci saranno schermi al posto delle
biblioteche.
Non penso che si arriver a questo. Il libro
ha una sua fsicit come noi il nostro corpo,
quindi avremo sempre bisogno dei libri: nel
confronto concreto lumanit a prevalere.
Mi piacerebbe condividere il suo ottimi-
smo ma, per quanto riguarda i libri di te-
sto, la fction e la saggistica pi calda che
tocca argomenti dattualit o dinteresse
popolare, quello che sta succedendo, in
America, drammaticamente signifca-
tivo: gli e-book costituiscono gi il 35%
di quel mercato. I loro lettori non sono,
inoltre, quei giovani che il cartaceo non
lavrebbero letto, ma coloro che com-
pravano 50 libri allanno e ora ne com-
prano 30, perch sono quelli che voglio-
no conservare, e gli altri 20 li scaricano.
In questo contesto, la protezione del
diritto dautore, da un lato, e il mestie-
re delleditore, dallaltro, sono a rischio.
Come, ora, per la musica e per il cinema
ci sono dei programmi di computer pira-
ta, che scaricano, gratuitamente, quanto
desiderato, perch ci non dovrebbe
accadere per i libri?
Nel nostro specifco settore, quello dei
libri illustrati, il discorso leggermente
pi articolato. Credo che ci siano delle
tipologie di libri darte defnitivamente
morte: per esempio, il catalogo gene-
rale completo di un grandissimo Museo
ormai per defnizione un prodotto
elettronico, non sar mai pi in 10 vo-
lumi di carta poich la consultazione via
computer enormemente pi pratica.
Diverranno, e in parte sono gi diven-
tate elettroniche, le guide o i prodotti
connessi ad un itinerario, ad un percorso
di visita.
Ci detto, ci sono ancora, e ci saranno
sempre, libri per i quali la carta rester
insostituibile.
Per i tempi e i modi della lettura. E per
quel piacere unico che d il tenere in
mano quelloggetto perfetto che il libro.
Nella lectio magistralis, tenuta alla Uni-
versit degli Studi di Milano, in occasio-
ne del conferimento della laurea hono-
ris causa in Storia e critica dellarte, nel
maggio del 2009, Massimo Vitta Zelman
affermava: Borges diceva di non sapere
come fosse il Paradiso, ma di aver sempre
immaginato che dovesse assomigliare, in
qualche modo, a una grande biblioteca. La
biblioteca del futuro sar, probabilmente,
cartacea ed elettronica insieme, ma per
me, come per Borges, continuer ad as-
somigliare, in qualche modo, al Paradiso.
Pubblicare larte continuer a essere un
mestiere diffcile, ma un mestiere per il
quale vale ancora la pena di vivere.
Silvia Venuti, marzo 2013
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continua da pag 6
Ekecheiria 17
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Ekecheiria 18
AGOR
Agor, in greco , da che signifca raccogliere, radunare, il termine col quale
nella Grecia antica si indicava la piazza principale della Polis.
La nostra Polis questo periodico Ekecheiria che esce quando gli sponsor ce lo conce-
dono e il presidente della nostra associazione coi suoi collaboratori in buona salute,
elemento questo che, dati i tempi che stiamo vivendo, il solo sul quale si possa
contare.
L'agor diventato il centro della Polis, in particolare dal punto di vista economico e
commerciale, in quanto anche sede di mercato. Come dovrebbe accadere per noi
librai storici. Era il luogo della democrazia per antonomasia, sede delle assemblee dei
cittadini che vi si riunivano per discutere i problemi della comunit e decidere colle-
gialmente sui comportamenti da tenersi, esattamente come dovrebbe essere per noi
librai. La modernit ci offre i vantaggi di essere collegati e uniti anche a grandi distanze.
Qui andranno discusse le nostre proposte per superare la crisi.
Qui andranno inviate le vostre segnalazioni su quanto accade nel territorio dove eser-
citate la vostra professione. Uno spazio libero e gratuito a nostra disposizione.
mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 - 339.6859871
Librerie Storiche, musei di Cultura
Affronto subito lobiettivo di questo mio
scritto: Qualcuno, tra i nuovi e non
nuovi politici, si faccia carico di tutelare le
librerie storiche perch non spariscano
defnitivamente. Sul fnire degli anni
settanta, fu di Spadolini il merito di salvare
le librerie alle prese con la prima grande
crisi del dopoguerra, togliendo lIVA sulla
vendita al dettaglio, facendola pagare
forfettariamente alla fonte dagli editori che
peraltro godevano di vari fnanziamenti.
Nei miei quattro decenni di commercio
di libri mai ho visto una crisi del genere.
Negli anni settanta, nel centro di Milano,
si contavano sessanta librerie. Dagli inizi
degli anni dieci del nuovo millennio, quelle
rimaste aperte sono meno di cinque.
Prima che questo testo verr pubblicato e
letto il numero sar cambiato per difetto.
Nella nostra legislazione prevista la tutela
di cose immobili e mobili che abbiano
interesse storico e artistico. Sono esclusi
gli oggetti darte di autori viventi o la cui
esecuzione risalga a meno di cinquantanni.
Nel caso delle librerie storiche, per le quali
e nelle quali elementi di interesse storico
e artistico si contano in abbondanza, la
legge non ha agito. I miei rapporti con
esponenti parlamentari di due legislature e
di quattro governi sono stati improduttivi.
Eppure, quando il 13 ottobre 1820 Silvio
Pellico venne arrestato a Milano, per la sua
adesione ai moti carbonari, il racconto che
ne segu ne Le mie prigioni, le memorie
di unesperienza che da condannato
a morte lo resero autore di successo,
la storia la fece il libraio-editore Bocca,
pubblicando il libro che, descrivendo con
realismo lasprezza del carcere austriaco
dello Spielberg, danneggi limmagine
dellAustria pi di una guerra perduta.
La gestione del patrimonio culturale e
artistico diventata sempre pi compito
irrinunciabile dei governi nazionali. Ma alle
librerie storiche chi ha pensato? Da Milano
a Genova si percorre poca strada e si
trova un museo di cultura, la libreria Bozzi.
Nei Mmoires dun touriste Stendhal
ricorda di averla visitata nel 1837. E
Melville nellaprile del 1857. Qualche anno
fa, racconta lattuale titolare Tonino Bozzi,
capitato di scoprire dietro un vecchio
scaffale una copia intonsa e impolverata
delledizione originale di Dellorigine e
delluffcio della letteratura del Foscolo.
A Napoli incontriamo invece quella che
per prima in Italia stata riconosciuta
inamovibile monumento nazionale,
bene culturale, tutelato dal competente
Ministero, la storica Libreria Guida di
PortAlba, cenacolo di intellettuali liberali.
Noi librai storici italiani chiediamo ci venga
riconosciuto lo stesso status. La tradizione
di Guida, sinonimo di libri ed editoria non
solo a Napoli, affonda le sue radici nel
1920. Alfredo il fondatore apre nel cuore
del centro antico. Casa Croce a due
passi, e il flosofo un habitu della libreria.
Dal 1968 ospita dibattiti sulla letteratura,
cinema e arti visive. Ha visto entrare, tra gli
altri, Achille Bonito Oliva, Domenico Rea,
Michele Prisco, Diego de Silva, Pellegrino
Sarno. Veri e propri Musei sono dunque
queste dimore di libri, custodi e contenitori
di idee. Gi Diderot, dalla met Settecento,
enuncia i principi e le fnalit del museo
nelle raccolte i possessori consentano
lingresso a tutti quelli che vogliono realmente
istruirsi, senza eccezione di condizione, e nelle
collezioni in cui si raccolgono e si accostano,
seguendo una sorta di metodo, le opere
divengono, per le arti e per la nazione,
delle scuole nelle quali gli amatori darte
possono apprendere nozioni, gli artisti fare
utili osservazioni e il pubblico ricevere alcune
prime idee giuste. A Bari incontriamo un
altro museo di cultura, la storica Libreria
Laterza. Il 4 maggio 1963 viene inaugurata
la nuova sede di via Sparano, nel centro
della citt, che, negli anni successivi,
diventer luogo di numerosi incontri
con autori e personalit del mondo della
cultura e punto di riferimento abituale
per i giovani pi curiosi e impegnati.
Dalla sua sede sono passati intellettuali
e politici, il sommo Benedetto Croce,
oltre ai Presidenti Giorgio Napolitano e
Carlo Azeglio Ciampi, Pier Paolo Pasolini,
Carmelo Bene, Eduardo De Filippo. La
Libreria venne aperta da Giovanni Laterza
nel 1896, uno spazio ridotto in cui lavora
con la moglie Agostina. La libreria precede
di qualche anno la Casa editrice fondata
nel 1901. Per la sua lunga storia di libreria
indipendente, continua ad essere da oltre
un secolo punto di riferimento culturale
costante, continuando giorno per giorno
la sua instancabile attivit di promozione
del libro e della lettura.
Preservare perci queste attivit non
comporterebbe un aumento di costi per le
amministrazioni, non verrebbero richiesti
costi di manutenzione che restano a carico
delle gestioni, basterebbe impedirne lo
sfratto, la cessione e sostenerne, attraverso
gli organi competenti locali, lattivit e la
promozione.
Come accaduto a Milano per le librerie
Bocca e Rizzoli, per le quali unaccorta
politica del Sindaco Giuliano Pisapia ne
ha impedito il trasferimento e la chiusura.
Altro notevole museo di cultura la Libreria
Saba a Trieste. Qui ascoltiamo le parole
dello stesso Saba Era una magnifca
giornata del giovane autunno subito dopo
laltra-ultima- guerra. Passando per caso,
vidi per la prima volta e dallesterno, il vero
antro funesto. Ricordo anche di aver pensato,
fra me e me: che orrore se il destino mi
obbligasse a passare l dentro il resto della
mia vita! Cinque giorni dopo, e sempre per
caso, avevo comperata la libreria. Si deve
arguire da ci che, qualche volta, i nostri
timori, i nostri disgusti, i nostri tutto s, ma
quello no, non siano, in profondit, che
speranze, desideri, presagi che ci arrivano, in
forma rovesciata, alla coscienza?. Cos, in
un suo scritto del 1948, descrive limpatto
con la libreria che ancor oggi si affaccia
sullisola pedonale di via San Nicol al
n 30. Finita la guerra, nel 1958, Carletto
il suo commesso ne divenne proprietario,
comprando la quota ereditata dalla fglia
Lina e dal 1981 la Libreria antiquaria
Umberto Saba gestita da Mario
Cerne, fglio di Carletto, che custodisce,
con passione e competenza, uno dei pi
originali templi della Cultura Italiana.
Giacomo Lodetti
Ekecheiria 19
I libri segnalati in questa pagina possono essere richiesti alla redazione - mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 - 339.6859871
NOVIT IN CASA BOZZI
NOVIT IN CASA BOZZI
Francesco Petrucci
Pier Francesco Mola (1612-1666).
Materia e colore nella pittura del 600
La prestigiosa casa editrice Ugo Bozzi,
specializzata in studi monografici su artisti
del 600 e 700, ha recentemente edito la
monumentale monografia di Francesco
Petrucci, Pier Francesco Mola (1612-
1666). Materia e colore nella pittura del
600. Si tratta di un lavoro di notevole im-
pegno critico, che finalmente riesce a de-
lineare una coerente evo luzione nello
sviluppo dellartista, pittore ticinese di
nascita ma romano di formazione, anche
sulla base di approfondite ricerche docu -
mentarie, svolgendo un corpus delle
opere certe del pittore, comprendente
anche nuove importanti acquisizioni at-
tributive. Sono passati infatti quattro-
cento anni dalla nascita del pittore e
quaranta dalla lacunosa monografia
scritta nel 1972 da Richard Cocke (come
risult immediatamente dalle recensioni
negative di vari specialisti), priva di un ap-
parato critico, documentario e illustrativo
adeguato, ampliamente superata dagli
studi successivi, soprattutto la bella
mostra di Lugano e Roma del 1989-
1990. Pier Francesco Mola (Coldrerio,
Canton Ticino 1612 - Roma 1666), fu al-
lievo del Cavalier dArpino e poi dellAl-
bani. Dopo vari spostamenti per lItalia
settentrionale, tra Bologna, Lombardia e
Venezia, la frequentazione della bottega
del Guercino, torn definitivamente a
Roma nel 1649. Abile disegnatore, mor-
dace caricaturista, si ciment in tutti i
generi, eseguendo opere da quadreria di
soggetto sacro e profano, affreschi e ri-
tratti. Il favore goduto presso casate papali
come i Pamphilj e i Chigi, la pro tezione di
Cristina di Svezia, oltre alle commissioni
ottenute da altre importanti famiglie
come i Costaguti, i Colonna, gli Omodei,
testimoniano il consenso ottenuto, culmi-
nato con lelezione a principe dellAc ca -
demia di San Luca nel 1662. La sua fama
testimoniata dal pittore di nature
morte Abraham Brueghel, il quale alcuni
anni dopo la sua scomparsa afferm:
qui ha lasciato fama del primo Pictor
dItalia. La sua vasta bottega, la conside -
revole quantit di copie di sue opere
che circolano ancora sul mercato, pre-
senti in raccolte pubbliche e private, lin-
flusso esercitato su generazioni di pittori
fino all800, sono un chiaro riflesso del
successo ininterrotto della sua pittura.
A riguardo stato fatto notare come
Eugne Delacroix suggerisse ai suoi al-
lievi di copiare Mola, Thomas Gainsbo -
rough riteneva di non essere capace di
dipingere come lui, mentre William
Turner copiava sue opere. Tra le pi rile -
vanti nuove attribuzioni lAutoritratto in
vesti rinascimentali con vanitas del Dallas
Museum of Art, opera neostoica che di-
mostra le affinit culturali con Salvator
Rosa, lIncontro tra Giacobbe e Rachele
dellErmitage, importante tassello del pe-
riodo neoveneziano giovanile, lAsino
dOro di Apuleio di provenienza Omodei
dal carattere bassanesco, lo splendido
rame con lAllegoria del Papato della Gal-
leria Nazionale dArte Antica di Palazzo
Barberini. Chiude il catalogo la formida-
bile serie di allegorie dei Sensi del Palazzo
Chigi di Ariccia, opere di straordinaria
modernit, quasi ottocentesca, espres-
sione di uno spirito preromantico.
Petrucci ha individuato clamorosamente
anche la casa romana ove viveva lartista,
fino ad oggi ignota, ubicata in piazza Pa-
ganica, presso lattuale piazza Argentina.
pp., 600 - ill. col./bn 600
Rilegato in cofanetto
euro 240,00
Marco Simone Bolzoni
Il Cavalier Giuseppe Cesari dArpino
Maestro del Disegno
La storia ha spesso dimenticato alcuni
grandi del passato.
questo il caso del Cavalier dArpino
(1568-1640) che la critica artistica ha
troppo a lungo ignorato.
La vicenda critica dellArpino, che gi
quando era ancora in vita gli fu prodiga
di grandi lodi, inclin ben presto verso
uninterpretazione convenzionale e so -
stanzialmente negativa.
Fu, infatti, lidea del Cesari retorico a
prevalere col passare degli anni dando
luogo a unimmagine dellartista che dur
fin troppo a lungo.
Fortunatamente gli studi pi recenti
hanno invertito questa visione parziale e
deviante di colui che da considerare, in-
vece, il protagonista di quel momento dif-
ficilmente determinabile della storia
del larte di Roma che segna il trapasso
dal Cinquecento alla modernit del sec-
olo nuovo.
Nel 2002 la Ugo Bozzi Editore ha pre-
sentato agli studi la prima importante
monografia dedicata ai dipinti dellartista
arpinate. A dieci anni di distanza la Casa
Editrice romana fa il bis, completando lo -
pera con la pubblicazione del catalogo
ragionato dellopera grafica del Cavalier
dArpino a cura del giovane e brillante
storico dellarte Marco Simone Bolzoni.
Molti sono i meriti di questa monografia
che si annuncia monumentale, primo fra
tutti di aver considerato il disegno come
punto di avvio per lindagine di un artista
di primo piano come fu il Cavalier dAr -
pino, erede e rappresentante del Secolo
del Disegno.
Attraverso pi di trecento fogli originali,
illustrati dallautore con dovizia di parti-
colari e disposti secondo un ordine cro -
nologico che permettere di seguire
nitidamente il percorso artistico del
maestro, il volume d mostra di una
sensazionale galleria di disegni di straor -
dinario fascino e qualit, apprezzabile
attraverso le numerose tavole a colori
che corredano il testo.
Al catalogo fa da introduzione laccu-
rato e ampio saggio dellautore (150
riproduzioni circa di cui 100 a colori)
in cui si affrontano diversi aspetti del
curriuculum artistico del Cavalier
dArpino svelando la complessit di
questo disegnatore, artista che seppe
conservare e far proprie, nel suo
costante dialogo con i grandi maestri
del Cinquecento romano, le tante
anime di quel secolo, lui, ultimo e glo-
rioso erede del Rinascimento.
pp., 460 - ill. col./bn 450
Rilegato in cofanetto
euro 200,00
PAGINA BOZZI_Layout 1 27/03/13 14.02 Pagina 1
Ekecheiria 20
Assenze e presenze. Opere, artisti, com-
mittenti a Catania nel XVII secolo di
Barbara Mancuso, edito da Giuseppe
Maimone un importantissimo volu-
me, per almeno due ragioni: la prima
per laccurato esame del patrimonio
pittorico della Catania del 600, mal-
grado le gravissime perdite seguite alla
eruzione dellEtna del 1669 e al terre-
moto del 1693, la seconda per i colle-
gamenti del patrimonio catanese con
quello del resto dItalia, Sicilia e Roma
PITTURA A CATANIA NEL SEICENTO
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principalmente.
Cos per esempio, ricupera il suo nome
Girolamo La Manna di cui si ha una
sola opera, San Giorgio e il drago, gra-
zie al fatto che quel quadro possede-
va una frma letta anticamente da chi
laveva descritto. Tralasciando lo studio
preliminare sul soggetto, rileviamo lat-
tenzione della Mancuso alla cultura for-
male dellopera che risponde ai precetti
post tridentini per lassenza di superfue
decorazioni che possono ostacolare la
comprensione del messaggio religioso
pur avendo un riferimento a un mo-
dello del secondo manierismo, quale
il San Giorgio e il drago di Lelio Orsi,
conosciuto in controparte attraverso
una incisione del palermitano Cam-
panile. Vi sono poi altre suggestioni di
rapporti. Innocenzo Massimo, romano,
nominato vescovo di Catania nel 1624,
era quasi sicuramente in possesso di un
Ecce homo del Caravaggio, ordinato al
Caravaggio stesso dal parente Massimo
Massimi. Di questopera non si possie-
de pi loriginale, e neppure la notizia
sicura che lopera sia mai giunta in Sici-
lia, cosa invece assai verosimile poich
in Sicilia esistono molte opere legate a
questo quadro. Il vescovo Innocenzo,
varie volte inquisito per le sue spese e
"Arte medievale" una rivista specia-
listica internazionale dedicata alla criti-
ca dellarte del medioevo, fondata nel
1983 da Angela Maria Romanini e pub-
blicata in coediazione dallUniversit La
Sapienza di Roma e Silvana Editoriale.
Questo numero prosegue la pubblica-
zione della nuova serie, inaugurata nel
2002 e rinnovata nel 2012 con il pas-
saggio da semestrale ad annuale e con
un numero maggiore di contributi per
ciascuna uscita.
Ogni rivista raccoglie ricerche e inter-
venti di esperti del settore, pubblicati in
lingua originale e arricchiti da un vasto
apparato iconografco, per offrire a tut-
ti gli appassionati e studiosi della ma-
teria nuovi spunti di approfondimento
sullarte medievale.
A cura della redazione
"ARTE MEDIEVALE"
le diffcolt dei suoi rapporti con Cata-
nia, era comunque un amante dellarte
tanto da commissionare ad un pittore
romano, Giovanni Battista Corradini, la
decorazione della cattedrale SantAgata
di Catania. Poche le notizie dellattivit
pittorica di Corradini, a parte Catania
e Bertinoro durante il soggiorno di In-
nocenzo, l nominato vescovo prima di
Catania. Dai lacerti degli affreschi leggi-
bili a Bertinoro si riscontra il legame di
Corradini con la pittura emiliana, forse
dovuta alla origine bolognese della fa-
miglia. Altro pittore di cui si esaminano
le opere Pietro Abbadessa, creduto
allievo del Pomarancio, secondo una
tradizione che non copre le inesistenti
notizie biografche, comunque legato
al tardo manierismo. Questi tre artisti,
scelti tra molti altri, permettono di ac-
clarare tutta limportanza dello studio
della Mancuso, e per le notizie raccolte,
e per mostrare quanta ricchezza si sco-
pre nella trascurata pittura presente nel
meridione. Nel capitolo del vecchio
Schlosser Magnino, sulla bibliografa
artistica locale delle regioni italiane, si
hanno pi di 40 pagine dedicate allItalia
settentrionale e centrale contro le sole
4 pagine per il Meridione.
Andrea Bondanini
Sommario anno II, 2012 - IV serie
The Aesthetic Viewing of Marble in
Byzantium from Global Impression to
Focal Attention - Bente Kiilerich
Architettura termale nella Sicilia
medievale nuove ipotesi sullidentit
delledifcio di Mezzagnone
Ilenia Licita
Why is He Hiding?
The Mosaic of Emperor Alexander in
Hagia Sophia, Constantinople
Natalia Teteriatnikov
Gli affreschi di S. Urbano alla Caffarella
Serena Romano
Arabismo e propaganda politica alla
corte di Ruggero II di Sicilia
Umberto Bongianino
La decorazione duecentesca delleremo di
S. Cataldo a Cottanello - Cristina Ranucci
La resistenza allantico nella Roma del
Duecento a proposito del portale romanico
di S. Antonio Abate sullEsquilino
Xavier Barral i Altet
La Madonna del latte del Museo
Marciano di Venezia
Federica Copelli
The Eye and the Womb
Viewing the Schreinmadonna
Assaf Pinkus
Ella sogna Dittici
gli avori bizantini e medievali nellopera
di Anton Francesco Gori (1691-1757)
Abra Visconti
Ekecheiria 21
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Ekecheiria 22
Il bel volume su Mattia Preti a Mal-
ta un testo fondamentale per
lo studio della vita e dellarte di
questo grande artista. Ad intuirne
limportanza suffciente ricorda-
re che Mattia nato nel 1613 a
Taverna in Calabria, si formato
principalmente a Roma, operando
ivi e a Napoli, con brevi soggior-
ni in altre parti dItalia per partire
nel 1661 per Malta dove rimase
fno alla morte nel 1699. Dunque,
dopo la sua formazione nei due
centri italiani allora pi importanti
per la pittura, trascorse quasi 40
anni di vita a Malta dove dipinse
anche per committenti residen-
ti altrove a cui le opere venivano
spedite. Motivo per cui molti dei
suoi quadri in Italia sono stati di-
pinti a Malta. La curiosa ragione
della sua permanenza a Malta non
quella di aver avuto commissioni
ivi, ma il suo desiderio di ascendere nei
gradi nobili dei Cavalieri di San Giovanni
di Malta. una storia complicata, magni-
fcamente narrata nellopera di Sciberras,
che in estrema sintesi si snoda col fatto
che Mattia promette opere ai Cavalie-
ri contro un Cursus Honorum nel loro
Ordine. Ma il Mattia si trova aver dipinto
lintera volta della cattedrale di San Gio-
vanni a La Valletta per accorgersi di un
bilancio economico negativo che non
MATTIA PRETI
The triumphant manner
OLTRE LINfORMALE, VERSO LA POP ART
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sia da ambienti ecclesiastici sia da
privati, residenti in Italia per lo pi.
La formazione artistica di Preti, pur
iniziata a Taverna in Calabria dove
era nato, si realizza a Roma e ma-
tura a Napoli dove contribuisce
alla formazione della scuola pittori-
ca napoletana. Lambiente romano
lo conduce a scoprire la forza della
luce in Caravaggio, che comunque
interpreta nella sua creativit vigo-
rosa che calca la drammaticit del
Guercino. Giunge a Malta pittore
maturo, la cui ulteriore evoluzio-
ne si svolge quasi totalmente per
la sua personale ricerca pittorica
che si innesta col programma di
decorazione della cattedrale di La
Valletta, voluto dai frati conventua-
li, creando uno dei pi importanti
monumenti del barocco a sud di
Roma. Il volume ripartisce gli anni
maltesi secondo uno sviluppo cro-
nologico, dallinizio con i primi affreschi
della volta della cattedrale di La Valletta,
sino alla morte con una grande attenzio-
ne alla ricca documentazione ancora esi-
stente, integrata dal giudizio critico che
rivalorizza un pittore molto stimato al
suo tempo, ma da allora un po dimenti-
cato. La lettura dellopera di Sciberras ha
taluni aspetti che la rendono avvincente
come un romanzo poliziesco.
Andrea Bondanini
coincideva con le previsioni. Dunque si
trova a richiedere e a ottenere varie pre-
bende in diverse sedi dei Cavalieri, per
spesso in deroghe alle regole del Cava-
lierato che dovevano essere concesse
dal Papa Alessandro VII. Vicende com-
plesse ben seguite nello studio di Sciber-
ras dal 1661 alla morte di Mattia Preti. Il
protrarsi del lavoro per i Cavalieri non
gli imped di dipingere numerose opere
destinate alle richieste che provenivano
Questo catalogo, oltre lInformale, verso
la Pop Art, illustra il panorama artistico
degli anni Sessanta quale fondamentale
momento di svolta della cultura artistica
occidentale, attraverso il confronto tra
la scena creativa statunitense e quella
europea. Un dialogo transoceanico tra
capolavori assoluti, reso possibile dalla
ricchezza delle Collezioni Guggenheim
di Venezia e New York, che nellindivi-
duazione di parallelismi e scambi per-
mette di cogliere la maturazione di una
nuova dimensione della cultura visiva.
Il volume raccoglie oltre 50 capolavori
dellarte europea e americana dei pro-
tagonisti indiscussi di questa straordinaria
stagione, come Robert Rauschenberg,
Jean Dubuffet, Cy Twombly, Frank Stel-
la e Andy Warhol, padre della Pop Art,
presente in mostra con la celebre serie
Fiori (Flowers) del 1964. Il 1964 lanno
del trionfo della Pop Art americana alla
Biennale di Venezia, che vede assegnare
a Robert Rauschenberg il Gran Premio
per la Pittura, spostando defnitivamente
il fulcro del sistema artistico da Parigi a
New York. linizio di un mondo dove i
media e la comunicazione rivestiranno un
ruolo sempre pi cruciale, infuenzando
tutto, dallarte alla letteratura, al cinema.
A cura della redazione
Vercelli; ARCA,
Chiesa di San Marco, 2013
pp. 270 ill. b/n e a col.
Ekecheiria 23
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Il catalogo propone il percorso della mostra re-
alizzata in stretta collaborazione dalla Fonda-
zione Palazzo Strozzi con il Museo del Louvre
e il Museo Nazionale del Bargello e accoglie
pi di 140 opere provenienti dai musei di tutto
il mondo. I numerosi contributi di studiosi in-
ternazionali affrontano per la prima volta in
modo organico, il ruolo fondamentale della
scultura attraverso il confronto diretto con le
altre arti e in rapporto con i precedenti classici e
con la storia di Firenze larte che per prima si
fatta interprete di quella bellezza nuova. Si
scopre cos la meravigliosa metamorfosi av-
venuta a Firenze nel primo Quattrocento e at-
traverso dieci sezioni tematiche ciascuna cor-
rispondente ad una sala del percorso espositivo
e dedicata a un tema, scelto fra quelli consi-
derati esclusivi e caratteristici la primavera
morale, culturale e civile e la diffusione del
nuovo ideale della forentina libertas. Nel 1436
Leon Battista Alberti avvertiva la portata del
cambiamento che avveniva e scriveva nel De
pictura: compresi in molti ma prima in te, Fi-
lippo, e in quel nostro amicissimo Donato scul-
tore e in quegli altri Nencio e Luca e Masaccio,
essere a ogni lodata cosa ingegno da non po-
sporli a qual sia stato antiquo e famoso in que-
ste arti.
Le opere di Nicola e Giovanni Pisano, Ar-
nolfo, Giotto, Tino di Camaino e dei loro suc-
cessori, la riscoperta dellAntico e la rinascita
fra Due e Trecento, introducono nel nuovo se-
colo e nellet nuova con i due rilievi del Sacri-
fcio di Isacco di Lorenzo Ghiberti e Filippo Bru-
nelleschi per la Porta del Battistero (1401) e con
il modello della Cupola brunelleschiana, a rap-
presentare latto di nascita del Rinascimento.
Le grandi statue di santi-eroi, di Donatel-
lo e di Ghiberti per i cantieri della Cattedrale e
di Orsanmichele (fra le opere in mostra, il re-
staurato San Ludovico di Tolosa e il San Matteo)
sono la prima e pi alta testimonianza della
creazione di un nuovo stile e dellesaltazione
della civilt di Firenze come nuova Roma,
perch rappresentano al tempo stesso lideale
civico e quello cristiano ed infuenzano profon-
damente pittori come Masaccio, Paolo Uccello,
Andrea del Castagno, Filippo Lippi. Altri ge-
neri e temi dellarte classica sono nuovamente
interpretati: i genietti alati o spiritelli (la cele-
bre coppia di Putti donatelliani dal Muse Jac-
quemart Andr) o i grandi monumenti equestri
(la gigantesca Protome Carafa, proveniente da
Napoli). La grande rivoluzione della prospetti-
va brunelleschiana, si scopre nei bassorilievi
donatelliani la predella del San Giorgio e il
drago (dal Bargello) o il Banchetto di Erode (dal
Museo di Lille) e permette un confronto con
le pitture di Masolino e di Paolo Uccello, signi-
fcative per gli esordi della prospettiva.
Fin dagli anni Venti del secolo, lafferma-
zione del nuovo canone della scultura, illustra-
to da alcuni capolavori le donatelliane Ma-
donna Pazzi (dal Bode-Museum di Berlino) e
Madonna Chellini (dal Victoria and Albert di
Londra), la ghibertiana Madonna Kress (dalla
National Gallery of Art di Washington) o la
Madonna di Fiesole, attribuita al Brunelleschi
diffonde il gusto per la bellezza nuova in
modo capillare in ogni strato sociale e oltre i
confni della citt, attraverso i calchi in una va-
sta e varia produzione di rilievi, destinati alla
devozione privata: dagli altaroli di conventi e
confraternite, ai tabernacoli delle strade.
A Firenze si concentra al contempo la com-
mittenza artistica pi prestigiosa, generalmente
pubblica, nei luoghi di incontro, solidariet e
preghiera: chiese, orfanotrof, ospedali, luoghi
nei quali larte svolge un ruolo educativo e so-
ciale. Tra le tipologie determinanti verso la
met del secolo compare il ritratto scolpito; i
busti marmorei di Mino da Fiesole, di Deside-
rio da Settignano, di Antonio Rossellino, del
Verrocchio rappresentano il passaggio dalla
committenza pubblica a un mecenatismo pri-
vato, che porta il segno dellegemonia medicea
e della classe dei ricchi mercanti-banchieri, che
costruiranno i loro palazzi grandiosi, cambian-
do il volto della citt. Per questo la mostra che
si apre con levocazione della cupola brunelle-
schiana si chiude con quella della pi gran-
diosa dimora privata del Rinascimento, attra-
verso il Modello ligneo di Palazzo Strozzi.
I saggi, le schede delle opere in mostra, lap-
parato iconografco e la corposa bibliografa
rendono il catalogo un importantissimo stru-
mento di studio e approfondimento.
La Primavera del Rinascimento
La scultura e le arti a Firenze 1400-1460
Organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Muse du Louvre
a cura di Beatrice Paolozzi Strozzi e Marc Bormand
Firenze, Palazzo Strozzi, 23 marzo-18 agosto 2013
Parigi, Muse du Louvre, 26 settembre 2013-6 gennaio 2014
cartonato | 24,5 x 29 cm | 552 pp. | isbn 978-88-7461-185-0 italiano | isbn 978-88-7461-186-7 inglese | euro 50,00
Mandragora www.mandragora.it
Ekecheiria 24
Il libro si articola in due volumi, di cui que-
sto il primo; il secondo sar a stampa
nei prossimi mesi. Pur se limpianto uni-
tario, i due volumi si presentano con una
propria individualit e ciascuno dei due ,
se cos si pu dire, in s conchiuso.
In questo volume si pongono molte do-
mande, si procede a una bonifca preven-
tiva di quanto detto in passato su alcuni
argomenti, se ne affrontano di nuovi; si
offrono soluzioni quando lesercizio visivo
si incastra con i dati storico-documentari.
Per queste ragioni il libro potrebbe appa-
rire a qualcuno uno sfoggio di erudizione,
magari diligentemente confezionato in al-
cuni punti, pi referenziale in altri. Le note
potranno risultare a volte sovrabbondanti
o troppo ftte; il lettore non specialista o
poco interessato potr fare a meno di
esse, accedendovi soltanto se avr vo-
glia di sapere come sono arrivata a certe
conclusioni e a certe ipotesi. Le sorpre-
se non sono poche, a cominciare dallo
svelamento del signifcato della pala di
Pescocostanzo per fnire con la veridica
storia della tomba di Marino.
Tale taglio fa apparire il lavoro
in molti punti come una ripe-
tuta e ipertrofca recensio-
ne: di libri, di articoli, di idee
e di una certa visione della
storia dellarte. Se anche cos
fosse non mi dispiacerebbe,
dato che la recensione pu
risultare uno dei generi pi
profcui a cui possa dedicarsi
uno storico dellarte, pur se
spesso nella pratica ridotta
a elementare esercitazione,
soprattutto in Italia: a tale pro-
posito, appaiono ancora nor-
mative e insuperabili le sedici
pagine in cui Roberto Longhi
rinnova, insieme, il genere e gli
studi moderni su Caravaggio.
In tutto il volume, costante
il dialogo tra lindagine flolo-
gica e quella sulle fonti: per gli
artisti attivi a Napoli nella pri-
ma met del Seicento esiste
una messe consistente di do-
cumenti di prima mano, che
ha comportato un accurato
riordino delle carte. Alla fne
del secondo volume si tireranno com-
plessivamente le fla dei materiali e delle
interpretazioni di volta in volta affacciate;
qui traccio solo una premessa riguardan-
te questo primo volume, che presenta in
fondo anche un breve trailer di anticipa-
zioni sul contenuto del prossimo.
In partenza, avevo previsto di scrivere un
libro su Salvator Rosa lavorando in par-
ticolare sulla sua fortuna storica, come
pittore e come poeta; dal 2006 al 2012
ho pubblicato molti articoli per tarare via
via i risultati raggiunti. Nel 2010 mi sono
resa conto che quel che mancava era
unintroduzione a Salvator Rosa, prima
di chiudere il libro su di lui: quanto ef-
fettivamente si sapeva davvero dei suoi
inizi, del clima culturale in cui si era for-
mato, delle infuenze subite ecc.? Un tale
ampliamento dellindagine comportava
di discostarsi dal modello tradizionale di
monografa, allargando lo sguardo alla
complessiva situazione della Napoli se-
centesca. Una prima prevedibile diffcol-
t ha costituito la qualit altalenante dei
manufatti rimasti (e molti sono scom-
parsi o in precario stato di leggibilit o
accessibilit), spesso responsabile anche
di incertezze attributive; ma ancor pi
diffcoltosa risultata la gestione di un
magma bibliografco imponente. I dati
certi dai quali partire erano davvero po-
chi: non aveva poi torto Federico Zeri
quando stigmatizzava lo stato degli studi
sulla pittura napoletana del Seicento in
relazione alla classifcazione e alla siste-
mazione flologica di gran parte del ma-
teriale pittorico dellItalia meridionale
e i risultati, paralleli, della gestione del
patrimonio fgurativo secentesco locale
allaltezza della mostra Painting in Naples:
from Caravaggio to Giordano (al cui cata-
logo in lingua inglese Zeri rimproverava
la scelta per la copertina di un dipinto
non gi napoletano, ma del Caravag-
gio; per la quarta di copertina cfr. I,
nota 126).
Era il 1982, ma la situazione non cam-
biata di molto, se si bada agli snodi fon-
damentali del secolo XVII, dalla morte di
Caravaggio a quella di Marino
fno alla peste del 1656: la
partenza di Rosa da Napo-
li (divenuta appannaggio di
Stanzione, Fanzago e altri, da-
gli anni Trenta), a met degli
anni Trenta, va inquadrata in-
somma in pi ampi contesti.
Il libro organizzato intorno
a un criterio geografco e sto-
rico: la formula geografa e
storia, per quanto abusata,
si rivela sempre profcua per
la storia dellarte a questal-
tezza cronologica. Per dirla
con lo stesso Dionisotti, la
tradizione vostra [della storia
dellarte] va da Vasari a Lanzi
e da Lanzi fno a Cavalcaselle,
a Toesca; geografa e storia
in storia dellarte nessuno ha
da scoprirle, neanche per gio-
co come ho fatto io in lette-
ratura.
Floriana Conte
Dal libro con lo stesso titolo
edito da Edifr Edizioni Firenze
TRA NAPOLI E MILANO, NELLITALIA DEL 600
Da Tanzio da Varallo a Massimo Stanzione
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Ekecheiria 25
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Vi aspettano!
per raccontarvi di arte, storia, letteratura, poesia,
filosofia, musica, societ
Tutti i gioved sera da settembre a giugno
da Bocca in Galleria
la Cultura illumina la notte!
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Progetto1_Invito giovedi 27/03/13 14.30 Pagina 2
Ekecheiria 26
Fino all8 settembre visitabile a
Palazzo Reale di Milano una mo-
stra che ci sembra occasione da
non perdere: Modigliani, Soutine
e gli artisti maledetti. Numerose
sono le ragioni dellaffermazio-
ne. Si tratta innanzitutto di una
mostra utile per capire i rischi
del collezionismo sostenuto dal-
la passione vera, quella che non
ti fa fermare davanti a niente e
nessuno, e racconta il percor-
so costitutivo di una collezione
ben strutturata ed estremamen-
te moderna, messa insieme da
un uomo esperto di commercio
dotato di una fnissima e since-
ra sensibilit per lottima arte,
quella che fa storcere il naso ai
bacchettoni suoi contemporanei.
A Milano, inoltre, dieci anni che
non vediamo Modigliani in modo
adeguato: le 15 opere qui espo-
ste sono inedite e di altissima
qualit. Al tempo stesso il raccon-
to narra di un clima, il clima vis-
suto nella Montparnasse parigina degli
anni Venti, dagli artisti che abitavano
la Ruche, anime fragili e forti, pittori
fuori dagli schemi, personalit geniali e
grandissime. Gli artisti in mostra sono
LA PASSIONE DI MONSIEUR NETTER
Un thriller politico, di Giacomo Wannenes, ambientato nel 1993 tra le
macerie dellimpero sovietico, lItalia e lInghilterra. Un libro di avventure
e di amori tra la fuga dei cervelli dalla Russia in decadenza e il traffco di
uranio con i paesi arabi.

Nel nuovo clima di apertura al mondo che vede nascere la stampa libera,
mentre Eltsin annuncia di voler vendere la Siberia per far fronte alle
diffcolt del suo popolo, linvestigatore privato Mat, ex commissario
di polizia italiano, accetta il caso proposto dalla bella Tatiana: il padre,
ingegnere e creatore della citt di Togliattigrad, costruita per gli operai
della FIAT, morto in modo sospetto, in un incidente stradale nellex
URSS.
Tra realt e fantasia, giochi di controspionaggio della CIA e del KGB,
stupende ragazze e situazioni degne di 007, emergono il grande affresco
socioeconomico russo e le conseguenze della caduta del muro di Berlino.
Dopo il successo planetario nel 2000 con il romanzo Vanity Art, lo stile e il
rigore storico di Wannenes tornano clamorosamente in libreria.
pp.:330 12,00 Euro
GIACOMO WANNENES RUSSIA ALLINCANTO
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ventotto: un numero contenuto e
quindi adatto ad una presentazione
conveniente del singolo lavoro (affn-
ch ogni opera possa esprimere quel
proprio potenziale che ce la fa sentire
anche nostra) tanto che per ben sei
di loro si pu parlare di piccole
monografe (Mod, Soutine, Utril-
lo, de Vlaminck, Kisling, Valadon).
Questa esposizione consente let-
ture a piani diversi. Se dallaspetto
storico passiamo a quello icono-
grafco, cos interessante verif-
care come tutti costoro, con un
linguaggio collettivo che ha ben
pochi modi in comune, sappiano
trattare i temi pi ricorrenti nellar-
te del passato con una freschezza
interpretativa a tratti sconvolgen-
te: il nudo, il paesaggio, la natura
morta, la scena di genere, il ritrat-
to. Cosa di pi classico? Ma con la
sferzata di una energia rinnovata,
di una voluntas che sa di ennesi-
ma rinascita, una rinascita fltrata
dallesperienza del dolore perso-
nale, profondo. Commoventi le
tele di Soutine, spettacolare il no-
tissimo Grandi Bagnanti di Derain,
mentre il poetico Utrillo gareggia
in originalit con la vigorosa Va-
ladon, e fa capolino anche Jeanne
Hbuterne con una tela del 1919.
Intristisce piuttosto laggettivo ma-
ledetti nel titolo: stereotipato e
banale, si poteva evitare.
Paola Rapelli
Origine e sviluppi
dellarte metafisica
Carr tra futurismo
e metafisica
Contributi al catalogo di
Giorgio de Chirico.
Londra destate quan-
to mai metafisica
Giorgio de Chirico e
Germain Seligman
Renato Birolli. Necropoli e
paesaggio adriatico
Carne e ferro. La pittura
tedesca intorno al 1925
Studio Azzurro.
Sensitive city
CortonaOnTheMove 2012
fotografia in viaggio
Gino De Dominicis. 2
SOLUZIONE DIMMORTALIT
(luniverso immobile)
Milano e le origini della
pittura romanica lombarda
Squarci dinterni. Inventari
per il rinascimento milanese
Caravaggio e Milano. La
Canestra dellAmbrosiana
Daniele Crespi.
La giovinezza ritrovata
Confraternite. Fede e
opere in Lombardia
I Borromeo dAngera.
Collezionisti e mecenati
nella Milano del Seicento
I Trivulzio e le arti.
Vicende seicentesche
Palazzo Borromeo Annuario dellArchivio di
Stato di Milano 2012
Le voci del vulcano.
La torre di Hlderlin
Ansperto da Biassono Dipinti in Valpadana tra
Medioevo e Rinascimento
Lucio Fontana e
Lartventure parigina
scalpendi editore
novit 2013
www.scalpendieditore.eu
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www.grafichemilani.com
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Ekecheiria 27
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Origine e sviluppi
dellarte metafisica
Carr tra futurismo
e metafisica
Contributi al catalogo di
Giorgio de Chirico.
Londra destate quan-
to mai metafisica
Giorgio de Chirico e
Germain Seligman
Renato Birolli. Necropoli e
paesaggio adriatico
Carne e ferro. La pittura
tedesca intorno al 1925
Studio Azzurro.
Sensitive city
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SOLUZIONE DIMMORTALIT
(luniverso immobile)
Milano e le origini della
pittura romanica lombarda
Squarci dinterni. Inventari
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Caravaggio e Milano. La
Canestra dellAmbrosiana
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Ekecheiria 28
Salviamo le Librerie Storiche
dal rogo dellignoranza
sono suffcienti pochi ma effcaci provvedimenti
approvati in tempi rapidi dal Parlamento
1
Stabilire i criteri di riconoscimento di Libreria Storica
2
Riconoscere lo stato di Bene Culturale alle Librerie Storiche
3
Impedire lo sfratto di una Libreria Storica
4
Applicare i patti in deroga ai rinnovi dei contratti di afftto
Fahrenheit 451
Laura Panno nata a Montebelluna (TV)
nel 1954. Studia a Venezia e dopo il liceo
artistico si diploma in pittura allAccademia
di Belle Arti con lartista Edmondo Bacci.
Nei primi anni di liceo frequenta, come
insegnanti e amici, gli Spazialisti (E. Bac-
ci, B. De Toffoli) delle gallerie darte. Nei
periodi estivi frequenta il corso di Arte
Astratta con Mario De Luigi a Salisburgo.
Luciano Gaspari la introduce nel mondo
dei maestri vetrai a Murano. Per il padi-
glione di Arti Decorative della Biennale,
nel 1972, esegue unopera con il maestro
mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 - 339.6859871
Livio Seguso. Continua lesperienza con
il vetro nella fornace di Pino Signoret-
to. Dal 1979 vive a Milano, dove Renato
Cardazzo presenta nel 1980 la sua prima
personale, con un testo di Carlo Bertelli,
alla Galleria Naviglio. Le opere scelte dal
gallerista rappresentano una fgurazione
tridimensionale con alto rilievo modella-
ta in rete metallica dipinta. Segue un invi-
to di Tommaso Trini ad Aperto 82 alla
Biennale di Venezia e in contemporanea
una personale alla Galleria Ariete. Linte-
resse per New York nasce da incontri con
Laura Panno - foto di E. Giacomelli 2011
Acquaforte di Laura Panno
artisti internazionali e nel 1996 nello studio
di Garner Tullis avvia e favorisce un cam-
biamento di ricerca nella poetica e nelle
tecniche.
Dopo un anno sabbatico continua linse-
gnamento di Incisione allAccademia di
Belle Arti di Brera. Stampa acqueforti e
puntesecche in collaborazione con Gior-
gio Upilio. Il volume da lei illustrato, Indizi
(dove compaiono anche liriche di Andrea
Zanzotto), nella collezione del Museum
of Modern Art a New York. tra i no-
vanta artisti protagonisti del Classico dei tre
caratteri. Vive tra Milano e gli Stati Uniti.
LAURA PANNO
Ekecheiria 29
mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 345.2886546 - 339.6859871
COMUNICARE IN MODO NUOVO A 360
Essere trasportati allinterno di un luogo.
Immergersi nella scena fotografata.
Guardarsi attorno e zoomare sui
dettagli dellambiente quasi
fossimo presenti sul posto.
Sono le immagini panoramiche a
360 a permettere tutto questo.
Muovendosi facilmente col
mouse o con il touchscreen esse
danno sullo schermo del PC,
tablet o smartphone una visione
nuova e interattiva di luo ghi e
spazi. Internet e i suoi strumenti
quali social network, siti aziendali,
blog, ecc. sono ormai veicoli di
comunicazione indispensabili per
molte attivit, commerciali e non.
Grazie alla loro interattivit le Fo-
tografie a 360 sono il mezzo
idea le per mostrare e promuo-
vere sul web luoghi, ambienti,
servizi, prodotti, eventi.
Ne potete vedere diverse ad e -
sempio sul sito www.360visio.com.
Ma come si realizza una foto a 360?
Innanzitutto con unapposita attrezzatura
si scattano diverse fotografie digitali in
tutte le direzioni. Queste immagini ven-
gono poi cucite tra loro tramite soft-
ware specializzati formando un file che
contiene una specie di sfera virtuale e
che rappresenta la visuale a 360 dellam-
biente. Il file generato viene rielaborato e
inserito infine nel sito internet: il naviga-
tore del web che cliccher sulla miniatura
vedr cos limmagi ne a 360.
E le fotografie presenti in questa
pagina?
Queste immagini, realizzate da
Pietro Madaschi, sono proie zioni
bidimensionali delle Fotografie a
360, esattamente come le carte
geografiche che rappresentano la
Terra sferica.
In particolare la fotografia in alto
presenta linterno della splendida
Basilica di Santa Maria Maggiore a
Bergamo (autorizzazione gentil-
mente concessa dalla Fondazione
MIA, Bergamo) mentre in basso si
pu vedere la storica Libreria
Bocca di Milano.
La fotografia quadrata invece
una proiezione speciale, detta Lit-
tle Planet, e presenta lassolata
Piaz za Marconi a Laigueglia, nella
Riviera Ligu re.
Scoprite altre fotografie e informazioni
sul sito www.360visio.com.
a c.d.r.
PAGINA MADASCHI_Layout 1 16/04/13 09:51 Pagina 1
COMUNICARE IN MODO NUOVO A 360
Ekecheiria 30
Libreria Antiquaria Gonnelli, Firenze dal 1875
Via Ricasoli, 6 - 14/r - 50122 Firenze
Marco Manetti
tel. 055.216835 - fax 055.2396812
e.mail: info@gonnelli.it - www.libreria-gonnelli.it
Libreria Antiquaria Gozzini, Firenze dal 1850
Via Ricasoli, 49/103r - 50122 Firenze
Francesco Chellini
tel. 055.212433 - fax 055.211105
e.mail: info@gozzini.it - www.gozzini.it
Libreria Antiquaria Malavasi, Milano dal 1940
Largo Schuster, 1 - 20122 Milano
Maurizio Malavasi
tel. 02.804607 - fax 02.864002
e.mail: malavasi@libreriamalavasi.com
www.libreriamalavasi.com
Libreria Antiquaria Mediolanum, Milano dal 1928
Via del Carmine, 1 - 20121 Milano
Luca Pozzi
tel. 02.86462616 - fax 02.45474333
e.mail: mediolanum@libreriamediolanum.com
www.libreriamediolanum.com
Libreria Antiquaria Prandi, Reggio Emilia dal 1926
Viale Timavo, 75 - 42100 Reggio Emilia
Paolo Prandi
tel. 0522.434973 - e.mail: libreria@prandi.info
www.libreriaprandi.it
Libreria Antiquaria Pregliasco,Torino dal 1912
Via Accademia Albertina, 3/bis - 10123 Torino
Umberto Pregliasco
tel. 011.8177114 - e.mail: preglias@fleita.it
www.preliber.com
Libreria Antiquaria Rappaport, Roma dal 1906
Via Sistina, 23 - 00187 Roma
Bernardo e Marlis Seacomb
tel. 06.483826 - fax 06.4818079
e.mail: info@rappaport.it - www.rappaport.it
Libreria Antiquaria Regina, Napoli dal 1880
Via S. Maria di Costantinopoli, 51/103 - 80138 Napoli
Carlo e Ettore Regina
tel./fax 081.459983 - 081.290925
e.mail: info@libreriaregina.it - www.libreriaregina.it
Libreria Antiquaria Vallerini, Pisa dal 1909
Via dei Mille, 7/a - 13 - 56126 Pisa
Andrea Vallerini
tel. 050.555450 - fax 050.562752
e.mail: andrea@vallerini.it - www.vallerini.it
Libreria Alterocca,Terni dal 1890
Corso Tacito, 27-29 - 05100 Terni
Giovanna Durastanti
tel. 0744.409201
e.mail: libreria.alterocca@gmail.com
Libreria Ambrosiana, Milano dal 1882
Via San Clemente, 1 - 20122 Milano
Orazio Perenzin
tel. 02.86462158
Libreria Arnoldi, Bergamo dal 1913
Piazza Giacomo Matteotti, 12 - 24122 Bergamo
Pier Paolo Arnoldi
tel. 035.243462 - fax 035.235423
e.mail: info@arnoldilibreria.it - www.arnoldilibreria.it
Libreria Belforte, Livorno dal 1805
Via Grande, 91 - 57123 Livorno
Pasquale Di Paolo, Guido Guastalla
tel. 0586.887379 - e.mail info@libreriabelforte.com
www.libreriabelforte.it
Libreria Bocca, Milano dal 1775
Galleria Vittorio Emanuele II, 12 - 20121 Milano
Giorgio e Monica Lodetti, Drina Xhoga
tel. 02.86462321 - 02.860806 - fax 02.876572
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www.libreriabocca.com
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via della Fontanella Borghese, 64 00186 Roma
Silvia Piattini
tel. 066876403 fax. 066876403
e.mail: libreriaborghese@gmail.com
LIBRERIE STORIChE DITALIA
Libreria Bozzi, Genova dal 1810
Via Cairoli, 2/a r - 16124 Genova
Tonino Bozzi
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Piazza Garibaldi, 6 - 21013 Gallarate (VA)
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tel. 0341.286323 - fax 0341.285189
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Piazza Arrigo, 21 - 63100 Ascoli Piceno
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tel. 0736.259679 - fax 0736.259625
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Anna Cavallotto, Adalgisa DAmbra
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e.mail: info@cavallotto.it - www.cavallotto.it
Libreria Cesaretti, Roma dal 1888
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tel. 06.6786264
e.mail: libreriacesaretti@yahoo.it
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Libreria Ciofalo, Messina dal 1939
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Nino Crapanzano
tel. 090.675311 - info@ciofalo.it
Libreria Dante Alighieri,Torino dal 1911
Piazza Carlo Felice, 19 - 10123 Torino
Mimmo Fgola
tel. 011.535897 - e.mail: info@fogola.com
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e.mail: libreria96@libreriafssore.191.it
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Ekecheiria 31
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Lib. Bocca 1775 - MI
Segretario Generale
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Lib. Prampolini - CT
Mario Cerne
Lib. Umberto Saba -TS
Mario Guida
Lib. Guida - NA
Maurizio Malavasi
Lib. Malavasi - MI
Commissione soci
Presidenti

Anna DAmbra Cavallotto
Lib. Cavallotto - CT
Alessandra Princivalli
Lib. Princivalli - Lido di Jesolo
Nicola Mandese
Lib. Casa del Libro - TA
Commissione rapporti
Ferdinando Larizza
Lib. Larizza - Solaro MI
Consulente Legale
Avvocato Pietro Santoro
Direttore di Ekecheiria
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Segreteria
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Hanno collaborato:
Anna Baldi, Aldo Benedetti, Andrea Bondanini, Floriana Conte, Edoardo Fazzioli,
Giacomo Lodetti, Maurizio Malavasi, Nicola Mandese, Laura Panno, Luca Pozzi, Paola
Rapelli, Silvia Venuti,.
Librerie che, pur non facendo parte dellAssociazione Librerie
Storiche ed Antiquarie dItalia, aderiscono al programma
di tutela e promozione delle librerie indipendenti:
LES PLUS BELLES PENDULES fRANAISES
Questo volume si propone di presentare una visione illustrata del-
la storia delle pendole francesi, tra lepoca di Luigi XIV e lImpero,
attraverso levoluzione stilistica. Non facilissimo distinguere una
pendola autentica del Settecento da unimitazione ottocentesca
e stimarne il valore commerciale, cui concorrono la bellezza della
decorazione, la qualit dei materiali, la presenza dei meccanismi
originali, lo stato di conservazione, la rarit del pezzo e il suo
livello artistico. In questo libro, indirizzato sia ai collezionisti sia a
tutti gli amatori delle arti decorative, Giacomo e Aurlie Wanne-
nes analizzano centinaia di pendole francesi di diversa qualit e
aspetto e ne evidenziano pregi e difetti, con lintento di offrire un
ampio ed esauriente repertorio di questo genere antiquario e al
tempo stesso di arricchire il patrimonio di conoscenze di chi per
la prima volta vi si accosta.
pp.: 416 illustrazioni 340 a colori 80,00
Libreria Tarantola, Sesto San Giovanni dal 1859
Piazza Martiri di via Fani, 15
20099 Sesto S. Giovanni (MI)
Giorgio Tarantola
tel. 02.2621696 - e.mail: gtarantola@mdd.it
Libreria Tombolini, Roma dal 1885
Via 4 Novembre, 146 - 00187 Roma
Daniele Brisigotti, Vincenzo Orieti, Carla Tombolini
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