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Nicoletta Capozza, Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie...

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Nicoletta Capozza

Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensiero nietzscheano e il concetto di onestà intellettuale

1. La Gaia scienza tra Freigeisterei e il pensiero dell'eterno ritorno 2. Radicalizzazione e superamento dell'onestà intellettuale

Nell'interpretazione dell'opera di Friedrich Nietzsche si è purtroppo fino ad ora dedicata poca attenzione alla struttura interna dei suoi scritti. Spesso non si è attribuita alcuna logica alla sequenza degli aforismi e ai criteri del loro ordinamento, sebbene l'autore stesso abbia espressamente richiamato l'attenzione su questa chiave di lettura della sua opera, esigendo dai suoi lettori pazienza filologica.[1] Wolfram Groddeck parla di una razionalità architettonica che si presenta nelle opere di Nietzsche come «labirinto».[2] Per orientarsi in questo labirinto bisogna avere un filo da tenere stretto nelle mani e da seguire nelle stanze dei diversi aforismi. Nel presente scritto verranno seguiti due fili, che corrono paralleli e talora si intrecciano, perché si tratta di due punti di vista che sono in realtà due facce di uno stesso problema, il problema che a mio parere caratterizza il libro della Gaia scienza nella sua edizione originaria del 1882:[3] il superamento della fase della Freigeisterei (libertà di spirito) e il passaggio all'insegnamento di Zarathustra. I fili da seguire per comprendere questo passaggio fondamentale del pensiero nietzscheano sono i seguenti: da un lato l'affermarsi della crisi del progetto illuministico, che viene portato avanti nelle opere della fase della Freigeisterei (da Umano, troppo umano alla Gaia scienza) e si esplicita nella critica alla metafisica e alla morale in nome della finitezza; d'altro lato il tema dell'onestà intellettuale, che rappresenta tanto il motore del progetto illuministico quanto la causa della sua messa in discussione e del suo superamento. L'analisi del concetto di 'onestà intellettuale è a mio parere un punto di vista privilegiato, per comprendere lo sviluppo del pensiero di Nietzsche. Nel destino dell'onestà intellettuale, infatti, che entra in crisi proprio nel momento in cui radicalizza la sua funzione, si rispecchia il destino del progetto illuministico, e se ne comprende al tempo stesso la causa. Nella prima parte di questo scritto verrà seguito il primo filo e si mostrerà la qualità della Gaia scienza come opera di transizione verso il pensiero dell'eterno ritorno, mentre il ruolo giocato dall'onestà intellettuale in questa transizione e l'analisi della sua origine verranno trattati nella seconda parte.

1. La Gaia scienza tra Freigeisterei e il pensiero dell'eterno ritorno

1.1 Ironia e superamento del progetto illuministico nella Gaia scienza 1.2 «La vita come mezzo della conoscenza» e la vita estetica 1.3 La prospettiva ontologica e l'«istanza superiore»: il principio di conservazione della specie e

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fino all'ultimo momento prima della stampa. che tra l'altro si presenta come amor fati. Con ciò l'esistenza perde la sua tragicità. Per conquistarla a questo ruolo. costituisce solo un punto di vista e non l'assoluta verità. Ma nel libro composto tra la primavera e l'estate del 1882. Qui viene abbandonato il tono tragico di Aurora[7] e questo è possibile solo alla luce del pensiero dell'eterno ritorno. che porta il titolo di Gaia scienza. secondo la testimonianza di Nietzsche stesso. e il pensare diventa gioco.Nicoletta Capozza. In questo modo viene portata alle estreme conseguenze la critica alla metafisica implicita nel progetto illuministico.[4] Egli indugiava nella composizione dell'opera. Di fronte al «peso più grande» del pensiero dell'eterno ritorno la conoscenza del peso delle cose sembra perdere d'importanza. la critica alla morale e alla religione nell'ambito del progetto illuministico inziato con Umano.[6] 1. Dinnanzi all'amor fati viene meno la serietà della passione per la conoscenza e la gravitas della lotta per una rinascita illuministica.. che nell'aforisma 341 della Gaia scienza designa come "Il peso più grande". troppo umano.htm l'arte 1. Per accellerare i tempi. Nell'aforisma 1 («I teorici del fine dell'esistenza») il superamento del concetto di verità viene considerato come perdita del fine dell'esistenza. dal momento che non si può avere un «illuminismo» (Aufklärung) se non c'è una verità da «illuminare» (auf-zu-klären). Ma era indeciso su come e in quale contesto potesse comunicare nel migliore modo possibile al pubblico questo "pensiero dei pensieri"». tanto da dissolversi in una sorta di ilarità. Nella Gaia scienza viene rappresentato un pensiero prospettivistico che intende definitivamente eliminare il concetto clessico di verità.[5] Pertanto vennero inseriti diversi riferimenti alla «nuova dottrina».5 I riferimenti al pensiero dell'eterno ritorno nel quarto libro La Gaia scienza è stata scritta quando l'autore era già occupato dal pensiero dell'eterno ritorno. L'atteggiamento di Nietzsche viene descritto da Salaquarda nel seguente modo: «Nietzsche evidentemente era sin dal principio convinto della enorme importanza del suo pensiero. La conoscenza viene privata della sua serietà. Ma l'estremizzazione della prospettiva illuministica porta al tempo stesso alla sua crisi. mostrando che non esiste alcuna verità assoluta e che ogni risultato della conoscenza. A questa data infatti risale un abbozzo che porta il titolo Wiederkunft des Gleichen (Ritorno dell'uguale). fece uso per il nuovo progetto del materiale già esistente. che è percepibile sin dai primi aforismi del libro. L'intera atmosfera circolante in questo libro costituisce un riferimento continuo ad esso.org/dialegesthai/nc03.. come nel precedente scritto Aurora. Il tema principale dell'opera è ancora. Questo passaggio viene sottolineato dal tono ironico. non si trova alcuna esposizione di questo pensiero. che. D'altra parte la Gaia scienza deve essa stessa assolvere il compito di preparare il cammino della «nuova dottrina». anche della conoscenza realizzata dall'intelletto critico e antimetafisico. http://mondodomani.4 «La morte di Dio»: presupposto dell'insegnamento di Zarathustra 1. La scienza può divenire quindi «gaia». che 2 di 17 22/05/2013 22:35 . volle fornirle una sintesi scritta degli ultimi sviluppi del suo pensiero. che al principio era stata pensata come la continuazione di Aurora. ma cercò di presentarlo in una forma più fortemente indirizzata verso la nuova inclinazione del suo pensiero.1 Ironia e superamento del progetto illuministico nella Gaia scienza Il pensiero dell'eterno ritorno però non è presente solo in queste allusioni. Presupposto della «gaia scienza» è allora la «nuova dottrina» dell'eterno ritorno dell'uguale. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. era sopraggiunto nella forma di una sorta di visione nell'agosto del 1881. Ma l'incontro e la promettente amicizia con la giovane russa Lou Salomé lo convinsero a terminare l'opera: In questa straordinaria giovane donna credette di aver trovato la tanto attesa discepola e l'erede spirituale del suo pensiero.

. Nell'aforisma 2 («La coscienza intellettuale») l'autore sembra invece sdegnato nell'osservare che «manca ai più la coscienza intellettuale». Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. per il momento la commedia dell'esistenza non è ancora "divenuta cosciente" di se stessa -. e di conseguenza la gaia scienza. Alla luce delle parole del primo aforisma questo giudizio.] Forse il riso si sarà allora alleato alla saggezza.] appare fatto in vista di uno scopo e risulta plausibile all'uomo come ragione e ultimo comandamento». tanto da rilevare un atteggiamento complessivamente ironico nei confronti del progetto illuministico fino ad ora portato avanti. il tempo delle morali e delle religioni». [. secondo il modello verificato nei spracitati aforismi. quando scrive: «questo è quel che io sento spregevole». È poi nel quarto libro.per il momento continua ad aesserci il tempo della tragedia. E in ciò si realizza la gaiezza del gioco della conoscenza. però. Perciò Nietzsche sembra esecitare una certa autoironia. Qui trovano la loro giustificazione sia la dottrina del fine dell'esistenza. cioè il tempo nel quale «quel che sempre. e che «l'esigenza della certezza» è priva di senso. dove si trova l'allusione alla «follia» del «nobile sentimento» dei filosofi che tende ad indagare le ragioni dell'essere: «non so per quale follia torno sempre a persuadermi che ogni uomo.htm consiste nella tensione verso fini irraggiungibili. Inizia il tempo della «gaia scienza»: Ridere di se stessi come si dovrebbe. e infatti si può osservare che nell'alternanza degli aforismi alcuni rimandano alla crisi e al superamento del progetto illuministico. necessariamnte. e senza nemmeno essersi data. possiede questa sensazione. Tutto il primo libro si potrebbe leggere e interepretare alla luce della conclusione del primo aforisma. che viene espressamente chiarito il significato di «gaia scienza». Il concetto di «gaia scianza» è così presente nel primo libro più nel tono generale dello scritto che in precise asserzioni sul tema. bensì anche il tragico con tutto il suo irrazionale. non può venir preso così seriamente.[8] Ma Nietzsche prosegue: «per il momento le cose stanno ben diversamente. ne consegue! O fratelli miei. ne consegue. È il mio genere di ingiustizia». se non altro. l'ultimo della prima edizione dell'opera. proprio mentre si rivela nel modo più evidente il 3 di 17 22/05/2013 22:35 . mi intendete voi? Intendete questa nuova legge del flusso e del riflusso? Anche noi abbiamo il nostro tempo! Questa «legge del flusso e del riflusso» potrebbe essere la cifra del labirinto di questo libro (e dell'intera opera). cioè che «i più non trovano disprezzabile credere questo o quello e vivere conformemente a questa credenza.Nicoletta Capozza. una «gaia scienza». altri rientrano ancora pienamente nel tono della Freigeisterei.. dal momento che si è già venuti in chiaro del fatto che le «ultime e le più fondate ragioni» semplicemente non esistono. Tale autoironia si manifesta poi nell'ultima frase.. di per se stesso e senza scopo alcuno [. senza essersi prima resi consapevoli delle ultime e più fondate ragioni a favore e contro. accade. in quanto uomo. appartiene ai mezzi e alle necessità della conservazione della specie!» Ne consegue allora. Se si osserva la sequenza degli aforismi del primo libro.. che la mancanza di scopo. se si volesse ridere procedendo da tutta la verità: per far questo i migliori fino ad oggi non hanno avuto abbastanza senso della verità e i più dotati troppo poco genio. entrambe in nome del superiore principio della «conservazione della specie»: E il previdentissimo filantropo di rincalzo: «Non soltanto il riso e la gioconda saggezza..... http://mondodomani.org/dialegesthai/nc03. più tardi. e con essa la disposizione tragica del sapere. la pena di cercare siffatte ragioni». Al tragico segue il «riso». forse allora ci sarà. si può cogliere il ripetersi di queste ironiche contraddizioni.

la conoscenza non è più un mezzo per la conquista della verità o della virtù. la disperazione di colui che si è vòlto alla conoscenza si trasorma in un «vivere gioiosamente e gioiosamente ridere». E la conoscenza stessa: può anche essere per altri qualcosa di diverso. così suona il pregiudizio di questa bestia seria contro ogni «gaia scienza».. bensì il conoscere in sè. non solo nell'ambito della religione. più desiderabile e più misteriosa -. che si trova subito prima dell'annuncio dell'uomo folle (aforisma 125). Nietzsche scrive: L'intelletto è nei più una macchina pesante. il quale aveva definito la conoscenza «come l'ornamento più bello e l'orgoglio più grande della nostra vita». tenebrosa e scricchiolante. per esempio un giaciglio di riposo o la via ad un giaciglio di riposo.. Ma se non c'è alcuna verità e alcun bene in sè.da quel giorno in cui venne a me il grande liberatore... Incredibilmente viene confermato il giudizio del Papa Leone X. Nel suo giudizio il Papa taceva però la propria convinzione che comunque nella vita ci fosse qualcosa di più importante di questo «ornamento». proprio mentre vuole porre la vita sotto la luce della verità e ritiene così di elargirle un servigio. vale a dire la 4 di 17 22/05/2013 22:35 . Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. Morte di Dio significa «morte» dell'assoluto bene e dell'assoluto vero. http://mondodomani. quel pensiero cioè che la vita potrebbe essere un esperimento di chi è vòlto alla conoscenza -. ma per me essa è un mondo di pericoli e di vittorie [. Orsù! Mostriamo che è un pregiudizio! 1. interpretato come un «mondo di pericoli e di vittorie». La riduzione della vita e della conoscenza ad uno sperimentare che non mira ad alcuno scopo non significa niente altro che il rifiuto della dottrina del fine dell'esistenza. E questo rifiuto rappresenta uno dei punti di partenza per approdare al pensiero dell'eterno ritorno. La vita non mi ha disilluso. non una fatalità. ma anche della morale e della conoscenza. Di conseguenza la tragedia del sapere perde di significato. al quale sono chiamati tutti coloro che vengono identificati con l'appellattivo «spiriti liberi» e che spesso sono designati nell'opera con il pronome personale «noi». cioè come un grande esperimento senza scopo. Nietzsche allude già alle conseguenze della morte di Dio: la morte di Dio significa la perdita dell'assoluto. E la vita stessa d'altra parte diviene «un esperimento di colui che è vòlto alla conoscenza». oppure uno svago o un ozio. Di anno in anno la trovo invece più ricca. Se però viene accolta la prospettiva che la cosa più importante non è la vita. è stata pensata da Nietzsche come introduzione al pensiero dell'eterno ritorno.] «La vita come mezzo della conoscenza» -.oh! come deve essere gravoso per loro il ben pensare! L'amabile bestia uomo appare perdere il suo buon umore ogni qualvolta pensa bene: essa diventa «seria»! E «dove c'è riso e allegrezza.e non un dovere.2 «La vita come mezzo della conoscenza» e la vita estetica La «gaia scienza» è un nuovo tipo di pensiero. cioè fine dei criteri assoluti relativi all'agire e al sapere. il pensare non vale un bel nulla».[9] Nell'aforisma 327. ma perfino gioiosamente vivere e gioiosamente ridere. come si è detto. o di condurre la vita «ad un giaciglio di riposo». Infatti il tragico della conoscenza consiste nel fatto che essa finisce per distruggere le condizione su cui riposa la vita.htm carattere di transizione dell'opera.Nicoletta Capozza. la conoscenza perde lo scopo di servire la vita.org/dialegesthai/nc03. che. Se la vita diventa un mezzo della conoscenza. che malamente si riesce ad avviare: costoro chiamano «prendere la cosa sul serio» quando vogliono lavorare con questa macchina e ben pensare -. non una frode.[10] Nell'aforisma 123 («La conoscenza più che un mezzo»). dal momento che ad essa è tolto ogni altro scopo al di fuori della conoscenza. come viene chiarito nell'aforisma 324 («In media vita»): No. Il presupposto di questo nuovo tipo di pensiero è il superamento della sua dimensione tragica.con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente. sotto il titolo significativo di «Prendere sul serio».

infatti. che non ha nessun altro scopo al di fuori di se stessa. un primo impulso. non l'oppposto di qualche sostanza: che cosa posso asserire di una qualche sostanza. vale a dire di coloro che sanno vivere anche di fronte al terribile pensiero dell'eterno ritorno: «l'ideale di uno spirito che ingenuamente. 1. buono. divino». viene rappresentato l'ideale di coloro che sono «senza paura» (Furchtlose) e che nel sottotilo di questo quinto libro vengono interpellati con il pronome personale «noi». 5 di 17 22/05/2013 22:35 . dopo la composizione di Così parlò Zarathustra. intangibile. Nel penultimo aforisma di questo libro (n.Nicoletta Capozza. Essa costituisce il punto di riferimento per comprendere il pensiero dell'eterno ritorno.. dietro le quali si muove la vita priva di scopo e di senso.. Se tutto viene ridotto ad apparenza. I principi morali sono espedienti per offrire un appoggio all'eterno movimento della vita. rinvia all'identità tra essere e apparire. una ruota che ruota da sola. al progetto illuministico e al pensiero dell'eterno ritorno. Come il discorso di Zarathustra è da collegare alla comunicazione del «pensiero dei pensieri». cioè suo malagrado e per esuberante pienezza e possanza. non una maschera inanimata. A coloro che incarnano questo ideale è dedicata ed per costoro è scritta la Gaia scienza. rimane alla fine solo l'«ornamento». La forma di esistenza che dà espressione al pensiero dell'eterno ritorno viene stigmatizzata attraverso la figura di un bambino dedito al gioco: Innocenza è il bambino e oblio. Su questo aspetto ontologico... giuoca con tutto quanto fino ad ora fu detto sacro. considerata ontologicamente. e al tempo stesso la sua conseguenza e la sua espressione esistenziale. e può essere compresa nella forma del gioco. così che la vita scivola nella dimensione della vita estetica. che risale alla seconda pubblicazione dell'opera nel 1886. anche i principi morali divengono «maschere inanimate». anche l'affermazione ripresa dalla Gaia Scienza sulla vita come esperimento ovvero sulla vita estetica è da comprendere alla luce del pensiero dell'eterno ritorno. dove vengono descritte allegoricamente le forme di esistenza che corrispondono rispettivamente al pensiero metafisico. Che cosa è ora per me «apparenza»! In verità.3 La prospettiva ontologica e l'«istanza superiore»: il principio di conservazione della specie e l'arte La vita estetica. 382: «La grande salute»). Anche i valori dell'Illuminismo rientrano in questo giudizio. La prima conseguenza della trasformazione dell'apparenza in essere viene tratta da Nietzsche in relazione alla morale. Ma se tali beni sono spariti con la morte di Dio. che si potrebbe applicare ad una X sconosciuta e pur anche togliere! Apparenza è per me ciò stesso che realizza e vive.htm «verità rivelata» e la «salvezza eterna dell'anima». si esprime al meglio l'aforisma 54 («La coscienza dell'apparenza»): .. un santo dir di sì. se non appunto i soli predicati della sua apparenza? In verità. All'inzio della prima parte di Così parlò Zarathustra si trova infatti il discorso «Delle tre metamorfosi».org/dialegesthai/nc03. di cui abbiamo detto. Questa chiave di lettura è confermata nel quinto libro della Gaia scienza. un ricominciare. affinché l'esistenza divenga per l'uomo sopportabile. un giocare.. La vita estetica è la vita come esperimento. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. che va tanto lontano nella sua autoderisione da farmi sentire che qui tutto è apparenza e fuoco fatuo e danza di spiriti e niente più. http://mondodomani. che sta al fondo della perdita di tragicità dlla conoscenza.

infatti. Nell'aforisma 57 (il primo del secondo libro). che è necessario alla vita non meno dell'elemento vòlto al mantenimento delle tradizioni. http://mondodomani. soprattutto lo spirito libero che realizza il progetto illuministico. ovvero quello del singolo e quello della specie. Nell'aforisma 58 («Solo come creatori») si capisce chiaramente che solo l'artista è in grado di accettare la sussistanze della pura apparenza. appartiene ai mezzi di conservazione della specie umana anche per il fatto che egli rappresenta l'elemento «nuovo».htm In tale situazione «Nietzsche necessitava di altri criteri. poiché la conservazione della specie umana detiene ancora un certo primato. quanto agli spiriti liberi. l'arte viene respinta quale inebriante illusione e falsificazione della realtà. Il male. che l'uomo della conoscenza è un mezzo per tirare in lungo la danza terrena ed in questo senso fa parte dei soprintendnti alle feste dell'esistenza.[12] L'istanza della conservazione della specie implica una prospettiva. che invece sono al servizio di questa istanza. dedicato «Ai realisti». dal momento che egli non si dà più pena di 6 di 17 22/05/2013 22:35 . morale e ontologico.. nella quale è ancora presente una certa differenza tra due diversi piani ontologici. soprattutto sulla scorta di un approfondimento della riflessione sul rapporto tra essere e apparire. aforisma 3) vengono da un lato relativizzati. l'«uomo della conoscenza». però. L'uomo vòlto alla conoscenza.. Nietzsche indica la nuova posizione assunta nei confronti dell'arte. di fronta al singolo. e che la sublime consequenzialità e concomitanza di tutte la conoscenze è. la conservazione della specie viene vista come una realtà «superiore». Nel primo libro è la conservazione della specie a costituire il punto di vista dal quale Nietzsche intende superare il progetto illuministico. Nella fase illuministica del pensiero di Nietzsche. dall'altro giustificati. Sebbene non si tratti di un giudizio morale. danzo la mia danza. La conservazione della specie dovrebbe rappresentare quella istanza superiore rispetto alla quale sia la libertà di spirito (Freigeisterei) che la morale tradizionale. in particolare in Umano.org/dialegesthai/nc03.. Nel seguente passo del sopracitato aforisma 54 Nietzsche presenta il ruolo dell'uomo della conoscenza in rapporto alla conservazione della specie: . rivoluzionario. ascrivendo la medesima «passione» ed «ebbrezza» propria degli artisti tanto «agli uomini equilibrati». risiedente nell'istinto del gregge. La coscienza dell'apparenza non è ancora stata portata alle sue più radicali conseguenze. Nel secondo libro della Gaia scienza. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. ovvero «nobile e volgare» (cfr..Nicoletta Capozza. troppo umano. sulla base dei quali egli potesse giudicare la moralità della morale». Ma con l'entrare in crisi del progetto illuministico anche l'arte riceve una nuova valutazione. non sarebbe niente altro che «il nuovo». In particolare Nietsche si rivolge contro l'arte wagneriana. il rassicurante ordine esistente rappresenterebbe il bene. che si sentono «corazzati contro la passione e i capricci della fantasia». mentre «l'antico». il ruolo di questa «istanza superiore» viene assunto dall'arte. forse. però. di cui era stato appassionato sostenitore e che poi finisce per considerare come il più grande pericolo per l'affermazione della libertà di spirito. La capacità della conoscenza di conservare la specie umana non dipende solo dal fatto che essa grazie all'invenzione e all'uso dei concetti è in grado di creare i presupposti per la reciproca comprensione umana. il quale porta con sè sempre una forza distruttrice.[11] dopo aver messo in discussione i criteri che avevano guidato il progetto illuministico. e sarà il mezzo più alto per mantenere l'universalità delle loro chimere di sogno e la generale comprensione reciproca di questi sognatori e con ciò appunto la durata del sogno. L'istanza della conservazione della specie sta al di là del bene e del male. che tra tutti questi sognatori anch'io.

] Gurdiamoci dal dire che esistono leggi nella natura [. bensì di crearla: fin dal principio l'apparenza ha finito quasi sempre per diventar la sostanza.htm svelare la realtà. si può comprendere al meglio solo in relazione al pensiero dell'eterno ritorno. [.. e come sostanza si è resa operante. ovvero la perdita dell'Assoluto. L'arte è l'antidoto alla mortale serietà. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie.. -. problema che viene risolto prima con il principio della conservazione della specie.. questa cosiddetta «realtà». Egli anzi mette in guardia da una tale assolutizzazione. la cognizione dell'universale non-verità e menzogna che ci è oggi fornita dalla scienza. ovvero la vita che crea forme. il cui significato viene chiarito nell'aforisma 109 («Stiamo all'erta!»).... e mediante l'arte ci è concesso l'occhio e la mano e soprattutto la buona coscienza per poter fare di noi stessi un siffatto fenomeno.4 «La morte di Dio»: presupposto dell'insegnamento di Zarathustra Se nel primo e nel secondo libro della Gaia scienza è il problema dell'istanza superiore a costituire lo sfondo delle riflessione svolte negli aforismi. qualora facciano dell'onestà intellettuale che li muove un principio morale. [. Ma di questo tema si parlerà più diffusamente nella seconda parta dello scritto. non sarebbe altro che un bel pazzo! Solo come creatori noi possiamo annientare! La vita artistica. un mezzo per abbellire la vita e sciogliere la tragicità dell'esistenza nel gioco della finzione. si deve rinunciare: Guardiamoci dal pensare che il mondo sia un essere vivente. perché essa deve essere intesa come conseguenza della perdita del concetto di verità e della mancanza di scopo ell'esistenza.il riconoscimento dell'illusione e dell'errore come condizioni dell'esistenza conoscitiva e sensibile. Nietzsche non intende.. individuando in questa il ripresentarsi sotto mentite spoglie della vecchia metafisica (cfr. proporre una nuova assolutizzazione dell'arte á la Wagner.org/dialegesthai/nc03.. insomma... -non sarebbe affatto sopportabile. né bello.] 7 di 17 22/05/2013 22:35 . aforisma 99: «I discepoli di Schopenhauer»).. L'arte è.Nicoletta Capozza. http://mondodomani. [. piuttosto che un principio. Chi pensasse che il rinvio a quest'origine e a questo nebbioso involucro dell'illusione basterebbe ad annientare questo mondo tenuto per sostanziale.] In quanto fenomeno estetico ci è ancora sopportabile l'esistenza.] Guardiamoci dall'attribuirgli assenza di sensibilità e di ragione.. nell'aforisma 107 («La nostra ultima gratitudine verso l'arte»). grazie alla quale l'esistenza può ancora trovare una giustificazione dopo la caduta dell'orizzonte metafisico.] Guardiamoci bene dal credere che il mondo sia una macchina: non è certo costruito per una meta. nella quale gli spiriti liberi rischiano di cadere.. né nobile e non vuol diventare nulla di tutto questo. nel terzo libro il punto chiave è costituito dalla «morte di Dio». L'arte (così come la conservazione della specie) non è l'unico punto di orientamento dopo la fine del progetto illuministico. poi con quello dell'arte. In questo aforisma infatti vengono presentate tutte le convinzioni alle quale dopo la morte di Dio. non mira assolutamente ad imitare l'uomo! [. 1. viene presentato un altro significato dell'arte: l'arte vale come mezzo per rendere l'esistenza sopportabile: Se non avessimo consentito alle arti e non avessimo escogitato questa specie di culto del non vero.. ovvero l'opposto di essa: l'universo non è perfetto. Si tratta piuttosto di una prospettiva. Alla fine del secondo libro.

assumere un nuovo punto di vista. non voglio neppure accusare gli accusatori.» L'autentica recezione dell'evento della morte di Dio si può avere solo sulla base di una nuova dottrina. Guardiamoci dal pensare che il mondo crei eternamente qualcosa di nuovo. nuovamente redenta! La libertà di spirito può condurre fino alla morte di Dio. Esso rimane rinchiuso nella semplice negazione del supremo bene. Il vivente è soltanto una varietà dell'inanimato e una varietà alquanto rara. . Il ricordo di quel tempo costituisce l'occasione per comunicare il tono felice di un pensiero che ha accettato la perdita dell'ordine universale. Di seguito verranno prese in considerazione alcune affermazioni presenti in questo libro. http://mondodomani.. secondo l'intenzione di Nietzsche. Non capiscono il discorso dell'uomo folle. Se l'amor fati costitusce il primo approccio al pensiero dell'eterno ritorno e insieme la prima 8 di 17 22/05/2013 22:35 . insieme alla pura natura. se si rimane nella sua critica. Non voglio accusare.proseguì -.org/dialegesthai/nc03. Non ci si può infatti liberare veramente di qualcosa. che sulla piazza del mercato annuncia la morte di Dio (aforisma 125). che rimandano al pensiero dell'eterno ritorno e che aprono la via all'interpretazione di questo pensiero.. che disponesse alla recezione dell'annuncio di Zarathustra. che escluda la contrapposizione tra l'esistenza umana e l'assoluto eterno Dio cristiano. nuovamente ritrovata.Nicoletta Capozza. 1. è consapevole del fatto che gli uomini non sono ancora pronti per comprendere il senso della terribile notizia. doveva comunicare uno speciale sentimento.htm Guardiamoci dal dire che morte sarebbe quel che si contrappone alla vita. «Vengo troppo presto -. Per accettare veramente la morte di Dio occorre porsi in una nuova ottica. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. e rivolse di nuovo lo sguardo ai suoi ascoltatori: anch'essi tacevano e lo guardavano stupiti. perché non sono ancora venuti in chiaro delle conseguenze della perdita dell'assoluto. che costituisce la prima forma in cui si dà il pensiero dell'eterno ritorno: Aforisma 276 («Per il nuovo anno»): [. che ne consegue... senza pensare alla «trasvalutazione di tutti i valori». Questa volontà di dire di sì può essere compresa solo alla luce del pensiero dell'eterno ritorno.. perché il loro ateismo è superficiale. cioè fino all'eliminazione dell'assoluto. A differenza degli altri libri dell'opera il quarto libro ha un titolo (Sanctus Januarius).5 I riferimenti al pensiero dell'eterno ritorno nel quarto libro Il quarto libro della Gaia scienza. a cui segue una poesia. Questa è la dottrina dell'eterno ritorno dell'uguale. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie..[13] Solo così anche le ombre di Dio possono essere combattute. Vale a dire lo si deve «incarnare». Essi sbeffeggiano l'uomo folle. e al tempo stesso essa è indispensabile presupposto per accettare la dottrina di Zarathustra.. Il titolo si riferisce al felice Gennaio del 1882. non solo teoreticamente.non è ancora il mio tempo.] Amor fati: sia questo d'ora innanzi il mio amore! Non voglio muover guerra contro il brutto. così da vedere «il necessario nelle cose come fosse quel che v'è di bello in loro». Si tratta dell'amor fati.[14] Ma «incarnare» significa creare una nuova visione del reale. L'uomo folle. cioè metafisico. che Nietzsche trascorse a Genova insieme con Paul Rèe.. Ma questo non basta. In altre parole essi non hanno ancora compiuto la vera e propria «sdivinizzazione» della natura: A questo punto il folle uomo tacque. quando sarà che tutte queste ombre di Dio non ci offuscheranno più? Quando avremo del tutto sdivinizzato la natura! Quando potremo iniziare a naturalizzare noi uomini.

però. ovvero la «gaia scienza».. http://mondodomani. che può disporre di se stesso. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. lo deve inventare. consiste in una specie di creazione. come Heidegger ha sottolineato nelle sue lezioni su Nietzsche. In tal modo i confini tra conoscenza e arte si perdono facilmente. Queste sono le parole chiave. infatti. La vita come opera d'arte è il risultato della creazione di un uomo. Dal momento che essa non ha più un ordine cosmico da scoprire. in una tale vincolata disciplina e compiutezza sotto una propria legge. di «superuomo» (Übermensch ) e della vita estetica. non adorerai mai più. La descrizione dell'uomo che ha chiuso la partita con le tendenze metafisiche si trova nell'aforisma 285 («Excelsior!»).. [. che hanno causato diverse interpretazioni e incomprensioni. Si tratta dei concetti di «volontà di potenza» (Wille zur Macht). tale concetto appare nell'aforisma 283 («Precursori»).org/dialegesthai/nc03. e voi con essa! Alla scienza..[15] Per quanto riguarda la volontà di potenza. deve assumersi il pericoloso terribile compito di dare «nuovi nomi» alle cose e di stabilire «il loro peso». [.Nicoletta Capozza.è 9 di 17 22/05/2013 22:35 . come è ben chiarito anche dall'aforisma 58 («Solo come creatori!»).. La volontà di potenza. viene collegata in modo chiaro alla conoscenza: Io saluto tutti i segni di un'età virile e guerriera che riporterà in onore prima di tutto la virtù del prode! [.quell'età che porta l'eroismo nella conoscenza e muove guerre per amore delle idee e delle loro conseguenze. cioè l'affermazione di una vita che non ha bisogno di nessun appiglio in un aldilà per giustificare l'esistenza. come l'arte. Finalmente la conoscenza stenderà la mano verso ciò che le è dovuto: vorrà signoreggiare e possedere. La conoscenza. impotenti su se stessi. né metafisica nè fattuale. A quest'uomo spetta propriamente il nome di «superuomo» (Übermensch): «Non pregherai mai più. Ma questo tipo di «signoreggiare» non è alla fin fine niente altro che l'affermazione della visione antimetafisica.. non riposerai mai più in una fiducia senza fine -. deve insomma essere letta nel contesto del discorso presentato nell'aforisma 290 («Una cosa sola è necessaria»): «Dare uno stile» al proprio carattere: è un'arte grande e necessaria. Nel quarto libro della Gaia scienza vengono accennate anche le altre prospettive che si allacciano al «pensiero dei pensieri» e che vengono poi prese in considerazione in Così parlò Zarathustra.htm immediata conseguenza. cioè il loro valore. Inversamente si comportano i caratteri deboli. Come viene sottolineato nel secondo libro. quindi colui che vuole conoscere la realtà deve trasformarsi in creatore della realtà... non è ne è però l'unico.. Solo se si è imparato a «signoreggiare» su se stessi si può «dare uno stile» alla propria vita. spetta «signoreggiare».] -.. dove la volontà di signoreggiare sulle cose. di cui si è già parlato.] Passerà resto il tempo in cui potevate contentarvi di vivere come timidi cervi nei boschi. dopo che essa ha scoperto che non c'è alcuna verità da servire. ma che acquistano il loro giusto significato solo in rapporto al pensiero dell'eterno ritorno. i quali odiano la disciplina vincolante dello stile.. di cui si parla nell'aforisma 283..] Saranno le nature forte e dominatrici a godere in una tale costrizione. cioè per disporre della propria esistenza e darle una forma. Non esiste una verità assoluta. la vita «scientifica» si trasforma in «vita artistica».. In questo contesto le parole «signoreggiare» e «possedere» acquistano un significato ben diverso da quello che si potrebbe supporre in una considerazione politico-sociale di questi concetti..

e tutte nella stessa sequenza e successione -. presenti in connessione con il concetto di volontà di potenza. Tra questi estremi sta l'ipotesi dell'etrno ritorno dell'uguale. invece. L'aforisma 342. ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro. dovrai viverla ancora una volta e innumerevoli volte. a un ultimo bene. questo suggello? Il significato di questo aforisma si comprende ancor meglio se si prende in considerazione la posizione che esso occupa nel libro e tra quali aforismi esso si trova. ovvero sul nuovo «peso» che le cose riceverebbero nel caso di una sua accettazione. nessun amore in ciò che ti accadrà -. C'era un lago che si rifiutò un giorno di far defluire le sue acque e che rialzò una diga laddove fino ad allora trovava deflusso: da questo momento questo lago cresce sempre più d'altezza. Infatti.. che è rappresentata attraverso la figura di Socrate. forse l'uomo a partire da ora crescerà sempre più in alto. e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te. e alla metafisica platonica. come tu ora la vivi e l'hai vissuta. Zarathustra è il rappresente del più estremo immoralismo..[16] La comparsa di Zarathustra come pendant alla figura di Socrate non è un caso. in ogni cosa vuoi tu rinunciare? Chi te ne darà la forza? Nessuno ancora ebbe questa forza!».. a un'ultima potenza [. alla fine della sua esistenza abbia manifestato un pessimistico rifiuto della vita. digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso. Egli è l'antisocrate per eccellenza. Forse proprio quella rinuncia darà anche a noi la forza con cui può essere sopportata la rinuncia stessa. e quindi della metafisica su cui essa poggia. non avendo più sbocco in un dio. in cui questa sarebbe stata la tua risposta: «Tu sei un dio e mai intesi una cosa più divina»?.. un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: «Questa vita. si rivela sinbolicamente nel fatto che anche Socrate. La forza di «signoreggiare» sopra la realtà e sopra se stessi senza l'appoggio di un'istanza assoluta si collega qui chairamente con l'accettazione del pensiero dell'eterno ritorno. http://mondodomani. in cui ci sia soltanto da trovare e non più da cercare. Nietzsche presenta direttamente questo «pensiero abissale». la domanda per qualsiasi cosa: «Vuoi tu questo ancora una volta e innumerevoli volte?» graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! Oppure quanto dovresti amare te stesso e la vita. nell'afrisma 341. sussurrata nell'orecchio di ogni possibile lettore dalla voce di un demone. Dopo diverse allusioni all'eterno ritorno delle cose. Le ultime parole di Socrate rivelano incredibilmente un decadente 'male di vivere'.. il suo «inventore». L'eterna clessidra dell'esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa. L'autentica comprensione e asunzione della dottrina dell'eterno ritorno è possibile solo se questo pensiero si trasforma in esperienza esistenziale. cioè dell'«eterno ritorno di guerra e pace». tu vuoi l'eterno ritorno di guerra e pace: uomo della rinuncia.. dal titolo Incipit tragoedia. La sua comunicazione avviene nella forma di un'ipotesi e l'accento è posto sin dal titolo («Il peso più grande») sulle conseguenze di questo pensiero.htm questo che ti neghi: fermare il passo davanti a un'ultima saggezza.più non si dischiude al tuo cuore un asilo di pace. presenta per la prima volta la figura di Zarathustra. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. il penultimo del quarto libro.] . Non ti rovesceresti a terra. un giorno o una notte. cioè della più dura critica alla morale socratica. Nietzsche però sembra esigere un'accettazione non solo teorica di quest'ipotesi. granello della polvere». e non ci sarà in essa mai niente di nuovo. cioè se esso 10 di 17 22/05/2013 22:35 . non esistete per te nessuno a retribuirti e a correggerti in ultimo appello -.org/dialegesthai/nc03. che scende tra gli uomini dal monte della sua solitudine per comunicare l'incondizionato sì alla vita. l'aforisma 340 («Socrate morente») allude alla morale tradizionale.. di superuomo e di amor fati. a cui questa è collegata.Nicoletta Capozza.. cioè sulla trasvalutazione dei valori: Che accadrebbe se.non esiste più nessuna ragione in ciò che accade. ti stai difendendo contro una qualsiasi ultima pace.e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L'accettazione di questa ipotesi costituisce il punto di passaggio all'immoralismo di Zarathustra. per non desiderare più alcun'altra cosa che questa ultima eterna sanzione. Il naufragare di questa morale.

per la quale ci si debba decidere a favore o contro qualcosa. che tradisce la crisi nella quale esso è caduto.org/dialegesthai/nc03. che «in tutte le situazioni» è «il male». In rapporto a questa prospettiva la virtù dell'onestà intellettuale assume un nuovo ruolo: da motore della conoscenza essa diviene mezzo per la conservazione della specie.. esercitata nella critica alla metafisica. che è per Nietzsche diretta conseguenza della perdita della finaklità metafisica dell'esistenza. ovvero alla conservazione della specie. «la più nuova delle virtù». che caratterizza già i primi aforismi. Anche se gli uomini di animo superiore parlano «della follia dell'umanità. e «il vecchio» ovvero «il bene». che ricerca le ragioni di ogni cosa non ha alcun primato nei confronti della comune visione della realtà. che costituisce il motore del progetto illuministico. «Il nuovo». sono ingiusti. di cui si è parlato sopra.3 Il superamento dell'onestà intellettuale: dall'approccio critico al «dire di sì» Come si è visto. come sancisce l'aforisma 6 («Perdita di decoro»). sebbene esso appaia in una forma sottilmente autoironica. sono ingiusti: «questa è l'eterna ingiustizia delle nobili nature» (aforisma 3). Il suo potenziale rivoluzionario serve alla conservazione della specie tanto quanto le «volgari» forze conservatrici. alla quale l'uomo è pervenuto grazie all'onestà intellettuale. essa tende naturalmente alla conservazione di sè. ovvero della morale cristiana.1 L'onestà intellettuale: da motore del progetto illuministico a mezzo per la conservazione della specie 2. A questo punto. se giudicano «gli animi nobili». Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie.: dal momento che l'esistenza non ha nessun'altro fine al di fuori di se stessa. facendo grandi meraviglie per lo strampalato corso del mondo e perché questo non vuol riconoscere ciò che gli è strattamente necessario». L'attività teoretica appare ancor meno degna se si pensa che essa è l'ultima e la più imperfetta 11 di 17 22/05/2013 22:35 .2 L'origine dell'onestà intellettuale: libertà di spirito e cristianesimo 2. però. in rapporto alla superiore istanza della conservazione della specie ricevono lo stesso diritto ad esistere. la Gaia scienza è l'opera che segna il passaggio dalla fase della Freigeisterei a quella della dottrina dell'eterno ritorno. Esiste un punto di vista privilegiato per seguire questo passaggio ed è quello dello sviluppo e della crisi della onestà intellettuale. Nell'aforisma 3 («Nobile e volgare») e nell'aforisma 4 («Ciò che conserva la specie») viene poi presentata l'istanza della conservazione della specie. Ed è appunto questa forma ironica. perché essa stessa si rivela come l'ultimo pezzo del mondo metafisico. L'ironia è data da un atteggiamento contraddittorio. Pertanto non solo «gli uomini di animo volgare». Se infatti non c'è alcun fine. «una specie di mentecatti».. La radicalizzazione dell'onestà intellettuale. non ci sarà neanche alcuna ragione. 2. inconsapevole delle ultime ragioni. Radicalizzazione e superamento dell'onestà intellettuale 2. L'ultima verità.1 L'onestà intellettuale: da motore del progetto illuministico a mezzo per la conservazione della specie Il tema della radicalizzazione e del superamento dell'onestà intellettuale viene trattato soprattutto nel primo libro. nel quale è ancora fortemente presente il progetto illuministico di Aurora. dal momento che essa consiste nel ricercare «le ragioni a favore e contro». delle sue incongruenze e stravaganze. L'atteggiamento filosofico. i pollói di Platone. porta alla sua stessa dissoluzione.htm viene incarnato.[17] 2. ma esso serve al pari di questa alla conservazione della specie. è quella dell'assenza di fini nell'esistenza (aforisma 1). infatti.Nicoletta Capozza. Di fronte a queste conclusioni il pensiero perde di fatto in dignità. http://mondodomani. i filosofi. viene messa in discussione la stessa attività della coscienza intellettuale.

http://mondodomani. Qui Nietzsche giunge ad una conclusione inaspettata: l'onestà intellettuale ha le sue radici proprio nel tanto osteggiato cristianesimo.[18] Il valore del sapere viene ancor più messo in dubbio. La tragicità della conoscenza si dissolve.Nicoletta Capozza. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. Così può essere scongiurato «il più grande pericolo» corso dal genere umano. la morte di Dio. pur raggiunta attraverso un profondo pensare.org/dialegesthai/nc03. nel terzo libro si scopre l'origine di questa virtù propria degli spiriti liberi.. «Le nostre forze ci incalzano a volte così lontano. Nell'aforisma 122 («La scepsi morale nel cristianesimo») Nietzsche scrive: Anche il cristianesimo ha dato un grosso contributo all'illuminismo: ha insegnato la scepsi morale -in una maniera molto penetrante ed efficace. insomma. una volta che essa ha dimostrato di poterli assumere e distruggere» (aforisma 7: «Qualcosa per i laboriosi»).] Infine però abbiamo applicato questa stessa scepsi anche a tutti gli stati ed i processi di carattere 12 di 17 22/05/2013 22:35 . cioè alla gaia scienza. che lascia però poi lo spirito. e dal cristianesimo in particolare.. se si pensa che è tuttora incerto «se la scienza sia in grado di fornire obbiettivi all'agire. una prospettiva.. E nell'aforisma 107 («La nostra ultima gratitudiene verso l'arte») afferma che «le conseguenze dell'onestà sarebbero la nausea e il suicidio». liberato dai pregiudizi. per esempio quelli di Seneca e di Epitteto.[20] 2. nel gioco dell'arte. Ulteriore conseguenza è poi l'acquisto di una certa leggerezza nei confronti di «successo» e «insuccesso»[19] della ricerca. in una landa solitaria. allora non v'è più una verità. La facoltà illuministica della coscienza intellettuale possiede solo una forza distruttrice. le mie lodi vanno ad ogni scepsi alla quale mi è permesso di rispondere: «Facciamo il tentativo». educati come siamo a questa scuola cristiana della scepsi. come si è detto. Ogni verità. Infatti Nietzsche usa spesso e volentieri diverse espressioni per definire la stessa 'cosa'.. perde i tratti melanconici. e così facendo ne illumina al tempo stesso i diversi aspetti. che non possiamo più tollerare le nostre debolezze e per esse andiamo in rovina».. per creare nuovi valori l'onestà intellettuale è insufficiente. però. Nell'aforisma 51 («Il senso della verità») Nietzsche rappresenta la radicalizzazione dello scetticismo introdotto dall'onestà intellettuale: Quanto a me. La passione della conoscenza. non senza però una infaticabile pazienza e finezza [.htm apparizione della vita. che vale solo in quanto serve a conservare la specie. Questo è il limite del mio «senso di verità»: là infatti il coraggio ha perduto il suo diritto. scrive Nietzsche nell'aforisma 28 («Nuocere con il proprio meglio»). come si è visto. E non voglio più saperne di tutte le cose e di tutti i problemi che non consentono l'esperimento. Se il limite dell'onestà intellettuale è quello designato nell'aforisma. A questo punto la serietà del sapere si trasforma. «Il senso della verità» può essere preso qui per l'onestà intellettuale. con l'accusare e l'amareggiare. se si pensa alla dissoluzione del senso della verità. in rapporto alla nuova scienza. è solo una parte. e trova in sè «la via verso il riso e la vita gaia».] Se noi oggi. quello della distruzione delle proprie condizioni di vita ad opera della propria ragione. Se il filosofo segue la voce dell'onestà intellettuale.. abbiamo un senso di piacevole superiorità e ci sentiamo colmi di una segreta perspicacia e vastità di sguardo [.2 L'origine dell'onestà intellettuale: libertà di spirito e cristianesimo Se la radicalizzazione dell'onestà intellettuale porta nel primo libro della Gaia scienza alla sua messa in questione e alla sua funzionalizzazione a favore della conservazione della specie. Il tema fondamentale del terzo libro è. arriva a distuggere le stesse condizioni su cui poggia la vita. nè una realtà a cui dover essere fedeli. Per dare «nuovi fini». Collegato ad esso c'è il problema della posizione occupata dalla religione. leggiamo i libri di morale degli antichi.

mentre nell'aforisma 300 è chiara l'allusione alla forza creatrice della conoscenza e all'«illusione (Wahn) dei contemplativi». Ora però lo stesso «verme» si è rivolto anche contro questo principio. se non le avessero precedute maghi. Nell'aforisma 122 il fatto che «i devoti dell'antica fede stanno morendo» preannuncia la morte di Dio stesso. che ora proviamo lo stesso sentimento di sottile superiorità e perspicacia anche nel leggere tutti i libri cristiani: anche i sentimenti religiosi li conosciamo meglio! È tempo di ben conoscerli e di ben descriverli. che appare particolarmente evidente. che non furono assolutamente praticati e avvertiti come tali. Nell'aforisma 344 («In che senso anche noi siamo ancora devoti»). ha la sua origine nella scepsi morale dei cristiani nei confronti degli antichi. e abbiamo lasciato così bene scavare il verme. È interessante notare che sia l'aforisma 122 che l'aforisma 300 sono inseriti in due significative posizioni all'interno del libro: l'aforisma 122 si trova poco prima dell'annuncio della morte di Dio (aforisma 125). Come l'onestà intellettuale è da considerare il motore del processo illuministico. viene chiarito che presupposto della scienza è alla fin fine la fede nella verità.. così che l'ultimo giudizio morale deve essere affidato ad un'istanza ultramondana.». Gli spiriti liberi non sono quindi in sostanza molto lontani nel loro atteggiamento dai cristiani. della centralità del tema dell'onestà intellettuale nell'economia dell'opera. astrologi e streghe. almeno per la conoscenza l'immagine dell'esmplare di essi! La scepsi degli spiriti liberi. in quanto dovettero essere stati questi a creare per la prima volta. Al posto di tale immediatezza è subentrata una diffusa incertezza nei confronti del bene e del male..Nicoletta Capozza. In questo modo si vuol dar prova della struttura labirintica dello scritto nietzschano e. infatti. così la scoperta della sua origine diviene il motore della radicalizzazione e del superamento di detto progetto. Questa istanza è stata per i cristiani la grazia.ci apparirà in qualche tempo lontano anche la religione tutta quanta come esrcizio e preludio. dal momento che con essi non solo le regole dell'agire. quindi..htm religioso. poiché anche i devoti dell'antica fede stanno morendo: salviamo.allo stesso modo in cui ora si presentano a noi preludi ed esercizi preliminari della scienza. ma anche i principi ontologici sono sottoposti a critica. la quale fede non può trovare 13 di 17 22/05/2013 22:35 . di aver rubato la luce e pagarne il fio. Che l'atteggiamento scientifico. la sete. Solo una cosa li differenzia da questi ultimi: il rifiuto di un'istanza ultramondana. grazia.. forse essa potrebbe essere stata il curioso espediente. come peccato. Forse -. perché un giorno singoli uomini possano godere l'intero autoappagamento di un dio e tutta la sua forza di autoredenzione. nel quale viene ribadito il nuovo valore creativo della conoscenza. voi che le scienze sarebbero nate e progredite. -.org/dialegesthai/nc03. santità. la fame e il gusto dellepotenze occulte e proibite? . dunque.. con le loro promesse e millanterie. per giungere infine a scoprire che era stato lui nella sua brama di luce a creare la luce. http://mondodomani. insieme. ovvero l'onestà intellettuale. fino al punto da distruggere con il «verme» del dubbio e della critica l'immediatezza dei valori umanistici. se si leggono le ultime righe dei due aforismi presi in considerazione.. I cristiani hanno messo in discussione la semplice e buona coscienza morale degli antichi. Questa chaive di lettura dell'opera viene proposta da Nietzsche stesso all'inizio del quinto libro. In entrambi i casi l'ordine degli aforismi rimanda ad una funzione introduttiva. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. alchimisti. mentre l'aforisma 300 precede l'aforisma «Illusione dei contemplativi». abbia infine la propria origine nella religione e in particolare nel cristianesimo. se si fa attenzione al significato della storia di Prometeo. come contro tutti i principi della fede cristiana. che viene accennato in conclusione dell'aforisma stesso: «non dovette Prometeo in un primo momento supporre erroneamente (wähnen). pentimento. Nietzsche lo ribadisce anche nell'aforisma 300 («Preludi della scienza»): Credete. per avere valore assoluto..

non può aver avuto origine da un tale calcolo utilitario. la convinzione che «niente è più necessario della verità e che in rapporto ad essa tutto il resto ha soltanto un valore di secondo piano». pericoloso. Questa incondizionata volontà di verità.. a cui egli mette mano dopo la stesura dello Zarathustra.. per comprendere il superamento del progetto illuministico... può essere loro accordato l'accesso e persino un certo valore entro il regno della conoscenza [. per poter decidere se il vantaggio più grande sta dalla parte dell'assoluta diffidenza o dell'assoluta fiducia? [. soltanto quando esse si risolvono ad abbassrasi alla modestia di un'ipotesi. [... nefasto essere ingannati -.[23] L'accettazione della realtà nella sua interezza rappresenta la piena liberazione dal «mondo dietro il mondo» (Hinterwelt).org/dialegesthai/nc03. l'uomo verace. così si dice a giusta ragione. proprio nella scoperta della stretta parentela tra tale progetto e i fondamenti della metafisica.] Dunque: la fede nella scienza che esiste ormai incontestabilmente..[21] si preoccupi di mettere in chiaro l'origine metafisica della scienza stessa.. nonostante il fatto che continuamente si siano dimostrati ad essa lo svantaggio e la pericolosità della «volontà del vero».. nel non concedersi più convinzione alcuna?. una cautela. quella fede cristiana che era anche la fede di Platone..in questo senso la scienza sarebbe una lunga accortezza. ad un eterno «dir-di-sì». può gettare l'uomo in un disperato nichilismo oppure può condurlo ad un'accettazione indiscriminata del reale.[22] 2. la fede. non soltanto deve avere avuto già in precedenza risposta affermativa. http://mondodomani. In tal modo si realizza la piena 14 di 17 22/05/2013 22:35 . per cui Dio è verità e la verità è divina. se vita.] La disciplina dello spirito scientifico non comincerebbe forse qui.htm alcuna giustificazione al di fuori del terreno della morale e della religione: Nella scienza le convinzioni non hanno alcun diritto di cittadinanza.Nicoletta Capozza. che cos'è dunque? È la volontà di non lasciarsi ingannare? È la volontà di non ingannare? [. la domanda: perché scienza? riconduce al problema morale: a qual fine esiste in genere una morale. anche la scienza riposa su una fede. della natura e della storia [. afferma con ciò un mondo diverso da quello della vita. ma deve averla avuta in grado tale da mettere quivi in evidenza il principio.] Ebbene si sarà compreso dove voglio arrivare.. non debba esistere già una convinzione. La domanda se sia necessaria le verità. noi atei e antimetafisici. un'utilità. Se infatti «la più nuova delle virtù» si rivela come l'ultimo germoglio dell'atteggiamento dei credenti.. ostile alla vita. meno pericoloso.3 Il superamento dell'onestà intellettuale: dall'approccio critico al «dire di sì» La crisi del progetto illuministico ad opera di quella virtù che era stata proprio il motore della sua realizzazione. che anche noi. la fede. ovvero della religione. viene giustificata non meno della scienza. natura e storia sono «immorali»? Non c'è dubbio. «Volontà di verità» potrebbe essere una occulta volontà di morte.. vale a dire che è pur sempre una fede metafisica quella su cui riposa la nostra fede nella scienza. uomini della conoscenza di oggi. Probabilmente è così: resta soltanto da domandare se. In tal modo. In questo modo egli indica la chiave di lettura... continuiamo a prendere anche il nostro fuoco dall'incendio che una fede millenaria ha acceso. ma è sorta piuttosto. come Nietzsche afferma all'inizio del quarto libro. a un provvisorio punto di vista sperimentale. nella quale è concessa persino la riabilitazione delle antiche virtù. Dal punto di vista dell'onestà intellettuale ciò significa che la sua messa in discussione può condurre o ad un totale smarrimento o ad una gioiosa e giocosa visione della vita. ad ogni ente.. a ciò tuttavia si potrebbe giustamente obbiettare: come? realmente il non voler farsi ingannare è meno nocivo... a una finzione regolativa.. non esiste affatto una scienza «scevra di presupposti».. meno nefasto? Che sapete voi a priori sul carattere dell'esistenza. in quel temerario e ultimo significato in cui la fede nella scienza lo presuppone. della verità a tutti i costi .] potrebbe essere anche qualcosa di peggio... Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. vale a dire un principio distruttivo.] non ci si vuole lasciare ingannare perché si ammette che è nocivo. Il diritto ad esistere è concesso alla fine ad ogni forma di vita. affinché questa disciplina possa avere inizio. È significativo che Nietzsche all'inizio del quinto libro della Gaia scienza. in particolare la fede cristiana. . cioè dal mondo metafisico.

che mantiene sempre una certa dipendenza dall'oggetto della critica. ci si può dire veramente liberati dalla fede nella verità. tanto più evidente. soprattutto alla fine dell'aforisma 377 («Noi senza patria»): Noi siamo. voi emigranti. La vicinanza tra libertà di spirito e cristianesimo.Nicoletta Capozza.[24] bensì quella del «diredi-sì»... da una prospettiva forse meno faziosa.[25] 15 di 17 22/05/2013 22:35 .: in questo senso siamo cresciuti troppo anche per il cristianesimo.. perché la «volontà di verità» è qualcosa di morale e di religioso (cfr. vuole volare più oltre e più lontano e più in alto di tutti gli uomini che dicono sì.. che.org/dialegesthai/nc03..htm libertà di spirito. ostili ad esso proprio perché è nel cristianesimo che abbiamo le nostre radici.] Sì! È più savio di quel che pensassimo e così cortese con noi -. Nel destino della virtù più propria degli spiriti liberi è da leggere il destino dello stesso progetto illuministico e il suo trapasso al pensiero dell'eterno ritorno. Noi -. in particolare cristiani. ovvero la decadence. http://mondodomani. Essa permette di considerare questo problema. della quale Nietzsche parla già nel primo libro della Gaia scienza. precisamente nell'aforisma 27 («Il rinunciatario»). Per che cosa dunque? Per le nostre incredulità? Per ogni genere d'incredulità? No. Il superamento della religione si realizza in una dialettica. infine. ma ripreso e confermato nel quinto libro. il radicalizzarsi e la crisi della libertà di spirito rispecchiano da vicino l'evoluzione dei sentimenti religiosi.. ovvero nell'amor fati. sono validi solo se il loro profondo significato consiste in un dire di sì.. ceto sociale e patria. Egli getta via molte cose che costituirebbero un peso per la sua fuga [. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. se si prende in considerazione l'origine dell'onestà intellettuale. amici miei! Quel nascosto sì dentro di voi è più forte di tutti i no e i forse. è perché anche voi siete incalzati da una fede.Tra queste due figure che si oppongono c'è una profonda somiglianza. si trova non solo nell'atteggiamento morale che è alla base di entrambe queste prospettive. dimostrano di essersi veramente lasciata alle spalle la morale e la religione cristiana. sfugga alla tentazione di classificare il pensiero nietzschano semplicemente come una risentita condanna del cristianesimo o di forzarlo dentro categorie teologiche che non sono le sue. ma anche nelle conseguenze della loro visione della vita: tanto il cristianesimo ascetico e rinunciatario. di un'onestà assoluta come tali. Lo stesso principio fideistico guida in ultima istanza gli spiriti liberi e gli uomini religiosi. In altre parole solo se il progetto illuministico giunge a termine.facciamo lo stesso. voi lo sapete bene.. dove analizza la figura dell'asceta: Che fa il rinunciatario? Aspira ad un mondo superiore. di cui siete malati insieme al vostro tempo: e se dovete tentare il mare. allora. rimandano inevitabilmente al fatto che essi. Solo se diventano uomini capaci di dire di sì. buoni Europei . uno dei problemi fondamentali per la comprensione della filosofia di Nietzsche. aforisma 344).. perché i nostri antenati furono cristiani.quest'uomo che dice di sì! Giacché anche quando rinuncia quest'uomo è simile a noi. hanno la propria origine in quella morale cristiana che intendono combattere. Si tratta d'altra parte della stessa dialettica che segue lo sviluppo dell'onestà intellettuale: dalla radicale messa in discussione di ogni cosa fino all'autocritica e alla scoperta della propria origine. avvalendosi di un'analisi puntuale dei testi. che si ripete tale e quale per la Freigeisterei: il sorgere. essi che hanno sacrificato di buon animo alla loro fede sostanze e sangue. viene solo accennato all'inizio del quarto libro (aforisma 276). è da considerarsi di grande importanza per un'indagine sul rapporto tra il pensiero nietzschano e la religione cristiana. Lo sfociare della fase illuministica nel «dire-di-sì» (bejahen). Finché «gli spiriti liberi» rimangono fermi nella critica.. quanto l'esperimento di vita degli spiriti liberi. Tale affinità tra la libertà di spirito e il cristianesimo. dal momento che la prospettiva decisiva non è più quella della critica.

Note 1. Nietzsches Denkweg zwischen Morgenröthe und der Fröhlichen Wissenschaft. «Miei pazienti amici. 322.». pp. 165-183. 343: «Quel che significa per la nostra serenità») Nietzsche scrive: «Il maggiore degli avvenimenti più recenti -. 8. in» Nietzsche-Studien» 26 (1997). 184-198. in» Nietzsche-Studien» 26 (1997). in «Nietzsche-Studien» 1989 (18). Der ungeheure Augenblick. Cfr. Del tono tragico di Aurora parla Marco Brusotti in Erkenntnis als Passion. in «Cadernos Nietzsche» 6 (1999). 165-183. 75-93. Cfr.] Ma in sostanza si può dire che l'avvenimento stesso è fin troppo grande. Queste correzioni sono presentate da Salaquarda nel suddetto articolo Die Fröhliche Wissenschaft zwischen Freigeisterei und» Neuer Lehre».. 10. J. Die Fröhliche Wissenschaft zwischen Freigeisterei und» Neuer Lehre»... pp. in» Nietzsche-Studien» 26 (1997).. Dialegesthai. Salaquarda. troppo alieno dalla capacità di comprensione del maggior numero perché possa dirsi arrivata anche soltanto notizia di esso. soltanto la funzione è diversa. Cfr. Goddeck. Die Fröhliche Wissenschaft zwischen Freigeisterei und» Neuer Lehre».htm Copyright © 2001 Nicoletta Capozza Nicoletta Capozza. Delle condizioni che hanno determinato la composizione del libro tratta con ampiezza lo scritto di Jörg Salaquarda. Jörg Salaquarda.Nicoletta Capozza. pp. A última fase de surgimento de A Gaia Ciência. J. utili alla conservazione della specie e indispensabili nello stesso grado in cui lo sono i buoni.ogni ordinata società assopisce le passioni [. 184 s. Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. [. Die» neue Ausgabe» der Fröhlichen Wissenschaft. Rivista telematica di filosofia [in linea]. 199-225. ISSN 1128-5478. 165-183. 5. 2.comincia già a gettare le sue prime ombre sullÈuropa. 166.. [83 KB]. pp. [. pp. pp. 75-93.. e in particolare del quarto libro. Nel primo aforisma di questo libro (n. pp. Qui viene data prova di come Nietzsche abbia inteso affidare alla Gaia scienza la funzione di introdurre al pensiero dell'eterno ritorno. pp. 6. Aforisma 4: «sono stati gli spiriti più vigorosi e più malvagi ad aver fino ad oggi maggiormente portato innanzi l'umanità: essi riaccesero sempre le passioni prossime ad assopirsi -.Le citazioni dei testi di Nietzsche sono tratte dalla'edizione italiana di Colli e Montinari. in «Cadernos Nietzsche» 6 (1999). Il problema della «incarnazione» del pensiero dell'eterno ritorno occupa soprattutto il quinto librodella Gaia scienza. anno 3 (2001) [inserito il 9 maggio 2001]. Jörg Salaquarda.. disponibile su World Wide Web: <http://mondodomani. 12. che la fede nel Dio cristiano è divenuta inaccettabile -. 383: «Epilogo») dà indicazioni sulla giusta comprensione di queste riflessioni. 8. «Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensiero nietzscheano e il concetto di onestà intellettuale». 176. W. 11.che "Dio è morto".». http://mondodomani... 7.. Salaquarda. Cfr.] Ma in verità i cattivi istinti sono adeguati al fine. E nell'ultimo aforisma (n. questo libro si augura soltanto perfetti lettori e filologi: imparate a leggermi bene!» scrive Nietzsche alla fine dell'introduzionead Aurora. 3.. Tale intenzione si può rilevare anche dalle lettere che Nietzsche invia a Jacob Burckhardt (del 2/3 agosto 1882) e a Peter Gast (20 agosto 1882) poco dopo aver dato alla stampa la Gaia scienza . 166. 9.] Ma in tutte le situazioni il nuovo è il male. Non si tratta di una 16 di 17 22/05/2013 22:35 . In queste lettere l'autore si preoccupa di verificare se sia stato percepito il carattere particolare dell'opera. in» Nietzsche-Studien» 26 (1997). troppo distante. 77. A última fase de surgimento de A Gaia Ciência. in «Nietzsche-Studien» 26 (1997).org /dialegesthai/>.. 317-337.org/dialegesthai/nc03. 4. e soltanto l'antico è il bene.

24. in «Nietzsche-Studien» 1989 -18. se fraintenderete chi canta.. 615-685. Erkenntnis als Passion. 17. Il problema del rapporto tra negazione e oggetto della negazione è di grande importanza anche per comprendere il rapporto di Nietzsche con il cristianesimo.. ma stando alla natura degli uomini. ci saranno forse ancora per millenni caverne nelle quali si additerà la sua ombra.». pp.noi dobbiamo vincere anche la sua ombra!. 22. Volete voi questo?.org | Direzione e redazione Editoriale | Indice cronologico | Indice degli autori | Contatti | Collegamenti | Collana 17 di 17 22/05/2013 22:35 . in «Nietzsche-Studien» 26 (1997).. poco male! ormai è questa "la maledizione del cantore". d'ora in poi.htm comprensione razionale. riportando all'inzio dello Zarathustra parola per parola l'aforisma 342.. che raccoglie le lezioni univerisitarie tenute negli anni Trenta all'università di Friburgo. Cfr. quanto alla reazione esistenziale dei destinatari» (Jörg Salaquarda. È qui necessario il riferimento all'opera di Heidegger Nietzsche (1961). Cfr. Non voglio accusare. e se non lo comprenderete. http://mondodomani. Sulla nuova edizione della Gaia sceinza del 1886 e sul significato del quinto libro si veda l'articolo di Wolfram Groddeck. Cfr. 199-225. 350 («A onore degli homines regiosi»).. Si veda aforisma 276 «Per l'anno nuovo»: «. aforisma 108 («Nuove battaglie): «Dopo che Buddha fu morto. aforisma 11: «La coscienza». voglio soltanto essere.. 14. non voglio muovar guerra contro il brutto. 184-198. 373 («"Scienza" come pregiudizio») e alla fine dell'aforisma 377 («Noi senza patria»). M. 213ss. Dio è morto. in» Nietzsche-Studien» 26 (1997). 333). 21.Nicoletta Capozza. 16. in «Nietzsche-Studien» 10/11 (1981-82). ma lo comunica e basta. 13.. Die »neue Ausgabe« der »fröhlichen Wissenschaft«. Copyright © Dialegesthai 2001 (ISSN 1128-5478) | filosofia@mondodomani. Cfr. Der ungeheure Augenblick. uno che dice di sì». tanto più facile sarà per voi danzare a suo talento. 23. 15. 91-136. Salaquarda in Der Antichrist. 317-337. 123. e Nietzsche ha voluto chiaramente sottolineare il collegamento tra la conclusione di quest'opera e Così parlò Zarathustra. pp. pp. E noi -.org/dialegesthai/nc03. Di questi pericoli parla diffusamente Peter Köster nel suo articolo Nietzsche-Kritik und Nietzsche-Rezeption in der Theologie des 20. nè si preoccupa di renderlo probabile. pp. Brusotti. Questo aforisma è l'ultimo della prima edizione della Gaia scienza. pp. in «Nietzsche-Studien» 2 (1973). Il ruolo della Gaia scienza nello sviluppo del pensie. Il tema della dignità della fede religiosa si ritrova anche in più aforismi del quinto libro: n. 20. come giustamente rivela J. non voglio neppure accusare gli accusatori. 355 («Dell'origine delle religioni»).un'immensa orribile ombra. così Nietzsche non è tanto interessato all'aspetto contenutistico del pensiero. «Come il demone non argomenta questo pensiero. 18. 351 («A onore di chi ha l'anima del prete»). 19. E quanto maggiore sarà la chiarezza con cui potrete ascoltare la sua musica e la sua aria. si continuò per secoli ad additare la sua ombra in una caverna -. Jahrhunderts.. bensì di un «lasciarsi-toccare-e-muovere»: «Quel che però vi capiterà di udire è se non altro nuovo. aforisma 41: «Contro il pentimento».