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Scattai in avanti, dirigendomi verso la nave che si trovava più avanti rispetto a lle altre, e nella corsa puntai

in avanti il tridente, creando una scala d'acqua . Sempre scattando, l'attraversai di corsa e poi rimossi con un salto la distanz a che separava l'ultimo scalino dalla prua della nave, sulla quale atterrai in p unta di piedi, appoggiandomi il tridente sulle spalle. Mi chinai, studiando la superficie in legno. Di fronte a me si trovavano una ser ie di pony indaffarati nelle faccende più disparate, come affilare lame, preparare polvere da sparo o semplicemente fissare il mare, studiandone la superficie con uno sguardo avido. Sentii una nuova fitta di disgusto, nello scrutare tutto ciò. -Toh! Guardate! Un clandestino a bordo!- commentò uno di loro con allegria. Questa affermazione fece si che tutti gli sguardi dei presenti (e delle navi immediata mente più vicine) si posassero sul sottoscritto. -Sarà mica una delle sirene di cui parlava quel tizio strambo?-Ma che dici! Le sirene hanno le pinne. Ti sembrano pinne, quelle?-No, non sono pinne... ma che saranno? Piedi?-Eh già. Sono piedi. Ehi, tu. Che cosa sei?Scendo sul ponte, facendo qualche passo in avanti. Stranamente, c'è un atmosfera a llegra e gioviale, nell'aria, che serve soltanto ad aumentare ancora di più il fas tidio che mi comunica tutta quella situazione. -Sono il vostro peggior incubo, se non ve ne andrete prima di subito. Questi mar i non sono per voi!La mia affermazione venne colta in un primo momento con un silenzio che servì solt anto ad aumentare ancora di più l'effetto sorpresa che ha causato. Poi tutti i pre senti, quelli sulle navi adiacenti e quelli sulle successive scoppiarono in una risata comune. Di fronte a me pony di ogni colore e forma rotolarono e si sbelli carono, pensando che avessi detto una profonda scemenza. -Ah! Ragazzino...Un pony dalla criniera color arancione vivo mi si avvicinò. Indossava un cappello nero, di quelli da corsaro, e sotto di esso spuntava un corno particolarmente lu ngo e appuntito. Alzai un sopracciglio, studiandolo. -Il capitano, immagino...- sibilai, stringendo di più la mia presa sul tridente. L ui mi sorrise con complicità. -E immagini bene! Seriamente, che cosa vuoi?-Che ve ne andiate prima che vi faccia rimpiangere di avermelo fatto ripetere un a terza volta...- sibilai, trattenendomi a stento, mentre il pony spalancava gli occhi, sorpreso. -...ma allora facevi sul serio?Non annuii nemmeno. Il Capitano si voltò verso i suoi sottoposti e poi scoppiò, insi eme a loro, in una nuova risata, molto più fragorosa della prima. -E sentiamo... cosa vorresti fare, per farci andare via? Noi siamo cacciatori. E siamo venuti qui per la carne di sirena. Che si dice che sia la migliore del mo ndo... ho forse torto, ragazzi?-

Ci fu un coro di assensi a quest'ultima domanda. Io ero praticamente immobile, e riuscivo a trattenermi a stento dal saltargli addosso e trafiggerlo con l'arma. -Sentito! Sentito? Per questo ed altri motivi logistici chiamati denaro, che non ti sto a spiegare, noi da qui non ci spostiamo...Il pony mi studiò con occhio critico, toccandosi il mento. -Hm... sembri forte. Si ha sempre bisogno di zoccoli, o braccia nel tuo caso, a bordo di una nave come questa. Che ne dici? Prometto che ti troverai bene...Mi fece di nuovo quell'odioso sorriso complice, che ormai era diventato il suo m archio di fabbrica. Lo scrutai senza dire nulla. Mi si avvicinò. -Non ti interessa sapere quanto potresti guadagnare per quella carne? Dopotutto, sono solo dei pesci... e anche un po' pony, ma sopratutto pesci. Noi togliamo s olo la parte di pesce e BAM!, è fatta. Loro non sentono nulla e noi ci guadagniamo tanto rivendendo la carne nei mari del sud. Che ne pensi? È o non è un affare?Rabbrividii, pensando nuovamente al processo che mi aveva descritto Ocean Melody , nella sala del trono, e a quanto fosse disgustoso e infame il soggetto che mi trovavo di fronte. Probabilmente lui interpretò la mia espressione e rise di nuovo , avvicinandosi. Mi prese la spalla (spostò il tridente, senza badargli) e mi piegò in avanti, avvicinandomi con aria complice. -Ah, ho capito! Sei un tipo schizzinoso, tu. Non riesci a vedere una vita soffri re, anche se qualcosa di stupido ed inutile come una sirena, eh? Va bene, va ben e... allora facciamo così, un accordo tra gentiluomini, come ci conviene! Tu ci da i una mano, ti becchi un po' di paga, come deve chi lavora, e dopo te ne lasciam o tenere una. Capito? Sarà il tuo animaletto... tanto, una in più o una in meno, che ce ne facciamo, noi!Fissai con il mio sguardo più neutro quello del capitano, sul quale era stampato i l più allegro dei sorrisi, come a dire Eh? Non ti ho fatto una proposta allettante? Eh? . Sospirai, abbassando lo sguardo, e sorrisi, fissandolo a mia volta. -Quindi, fammi capire bene... tu vorresti che io lavorassi per voi, di questa fl otta...-Si...-...per catturare delle sirene...-Si!-Che poi rivenderete per la loro carne, guadagnandoci qualcosa. E visto che non sopporto le sevizie, me ne vorresti dare una in regalo... ho capito bene?-Cavoli se è sveglio, il ragazzo!- rise il capitano per l'ennesima volta, trascina ndo con se l'equipaggio della nave. Risi con lui, lasciandomi trasportare dall'a llegria. -Ah, quanta allegria su questa nave... posso dirti cosa ne penso, sinceramente?-Ci mancherebbe! Sono qui apposta!Gli sorrisi, e inarcai indietro il braccio sinistro.

-Vedi, Capitano... quest'affare...-Si?-NON S'HA DA FARE, SCHIFOSO INFAME!E poi lo colpii con tutta la forza di cui era capace il mi braccio sinistro, cen trandolo alla mandibola. Fu un momento in cui gli feci intendere, con quel frangente d'impatto così diretto , tutto l'odio che era riuscito ad istigarmi in poche, rapide battute, ma che mi avevano permesso di inquadrarlo da cima a fondo. Il capitano volò attraverso il ponte e sbatté con forza contro il corrimano che circ ondava il ponte, rimanendoci stordito per qualche attimo, mentre ovunque dilagav a la sorpresa, lo stupore e qualcosa che in una situazione umana avremmo chiamat o indignazione , ma che probabilmente in quel frangente era mista a una considerevo le dose di sangue. Due pony corsero dal ferito e fecero per alzarlo, ma lui, orgoglioso, li spinse via con un gesto secco e si rialzò in piedi, fissandomi con sguardo bieco e carico d'odio. Quindi sibilò: -Insegnate a quest'idiota che il Capitano, in mare, è per lui babbo e mamma e non si tocca!Il che, tradotto, veniva a significare una cosa del tipo: Uccidetelo senza pietà o r obe simili. Io feci un salto indietro, tornando sul corrimano e recuperando il t ridente, che strinsi nella mano destra come una spada, puntandolo in avanti. Chi usi gli occhi e mi concentrai, avvertendo, sotto ed intorno a me, l'immensità dell 'Oceano che rispondeva ai miei comandi. Sorrisi. E da dietro di me, una trivella d'acqua, immensa, si liberò dalla massa d ell'oceano ed eseguì un movimento a cupola sopra di me, piantandosi esattamente al centro della nave, disperdendo i pony e cominciando a farla affondare. -PORCA MISERIA!- gridò il Capitano, allontanandosi dalla falla. Ruotai il tridente nella mano destra e lo puntai nella medesima direzione. Un'onda immensa si abba tté sulla nave, facendola speronare quelle immediatamente accanto, che a loro volt a fecero un effetto domino tra schegge di legno e danni causati dai tridenti che erano appesi sulle prue. Io scesi sul ponte, che lentamente si inclinava, ed ev itando pony cadenti, cannoni, armi, scatole e varie chincaglierie da nave, e mi trovai sulla zona laterale del corrimano. E qui, sentendomi con una punta d'orgoglio un po' Connor, saltai sul ponte della nave immediatamente accanto, aiutandomi con delle sottili colonne d'acqua che u scivano dalla superficie del mare. Con un ultimo, spiccato balzo mi trovai sopra il ponte, e vi atterrai piantandosi il tridente. Poi aspettai, di fronte agli o cchi stupefatti e un po' terrorizzati dei presenti. Se qualcuno avesse chiuso gli occhi, in quel frangente, se lo sarebbe perso, per ché fu talmente rapido e distruttivo che feci anch'io fatica a comprendere quello che successe. Un attimo prima la nave si trovava in uno spazio creato dall'effet to domino delle altre, ma l'attimo dopo due mani artigliate, completamente fatte d'acqua, avevano afferrato il ponte e tranciato con brutalità la nave in due part i, con le relative reazioni di tutto ciò che ci si trovava sopra (cadute in acqua, impatti contro una delle due metà, e via dicendo). Trovandomi in mezzo, caddi anc h'io, ma nella discesa puntai il tridente di fronte a me, e le due mani puntaron o contro una terza nave.

Improvvisamente, l'acqua mi avvolse. Non la trovai fredda come la prima volta, i n quel momento. Mi avvolgeva con una strana sensazione di calore e di amicizia, come se avesse cominciato a fidarsi di me. Non tradirò le tue aspettative, allora... pensai con un sorriso soddisfatto, alzando alla superficie il tridente. Improvvisamente, un tifone d'acqua mi avvolse e mi sollevò, permettendomi di cavalcarlo, riportandomi sopra il livello del mare, tra le due metà. Quando volsi lo sguardo nella direzione del paio di mani, esse avevano afferrato la nave e l'avevano lanciata verso un altro gruppo, che quindi era affondato co n essa, o spostato verso altre navi e si era incastrato tra di esse. Spostai il tifone verso quest'ultimo gruppo di avversari e presi il tridente con due mani, ponendomelo sopra le spalle e puntando verso di loro. Ora che ci penso, non sto dando un nome ai miei attacchi... Allora... questo lo chiamerò Light Needles! . Il tridente ruotò di 360° dalla mia spalla, colpendo appena la superficie dell'acqua . Da qui, rapide e silenziose, si levarono tre piccoli tentacoli appuntiti, che si ripetevano in una continua spirale. L'attacco raggiunse la nave che mi mostrava la chiglia, appoggiata ad altre due, e l'attraversò in pieno, senza fare un grande botto. Abbassai lo sguardo con un s orriso e feci un vago gesto con le dita. Partendo da dentro alla nave, e diraman dosi in ogni direzione, un'enorme quantità di tentacoli appuntiti d'acqua si liber arono con uno strano effetto riccio , bucando la nave, distruggendo quelle vicine e cominciando a dimenarsi, nel tentativo di fare quanti più danni possibili. Mi voltai verso una nuova nave, sulla quale l'equipaggio restava silenzioso ed a nnichilito, e mi avvicinai ad essa, alzandomi di quota con il tifone. -Andatevene, e forse sarò clemente con il resto di voi...- dissi, fissandoli con o dio e disgusto. I pony si guardarono tra di loro, valutando la cosa. E sapere che stavano addirittura ragionando riguardo a ciò mi rese perplesso. Fiss ai la mia opera di distruzione, che era considerevole (nulla in confronto al num ero di navi rimaste, ma avrei potuto rimediare in poco tempo) e mi chiesi che co sa potesse addirittura convincerli a ragionare tra di loro riguardo a quella sit uazione. Pensavo di averli spaventati abbastanza da convincerli a girare subito i tacchi, ma evidentemente esisteva qualcosa che li spaventava anche più di me e dei miei p oteri atlantidei. Mi chiesi che cosa potesse essere... e la risposta non si fece tardare. -NON OSATE NEMMENO PENSARCI, CIURMA DI CODARDI!Mi voltai. Da una nave il cui corrimano era rifinito in oro (non scherzo: era da vvero oro), si alzò in volo una pegaso dal color azzurro acceso e dalla criniera v erde chiaro, la quale mi fissò con sguardo bieco, ma mi aggirò, alzandosi ancora più i n alto per avere l'attenzione dell'intera flotta. -VI BASTA PERDERE UN PAIO DI NAVI E SUBITO VI DICHIARATE SCONFITTI?! VERGOGNA! N OI SIAMO SPIETATI CACCIATORI, E DOVESSI SCHIATTARE QUI ED ORA, NON ME NE ANDRÒ SEN ZA QUELLE CAVOLO DI SIRENE E UNA TASCA PIENA DI MONETE!Il resto dell'equipaggio rimase in silenzio, mentre il pegaso faceva loro questo discorso. Quella che sembrava capeggiarli tacque e li fissò con aria di superiori pensai, contrariato.

tà, rimanendo in aria per aumentare ancora di più questa sensazione. -E ORA! Se qualcuno di voi ha una qualche obiezione, SE LA PUÒ TENERE! Sono stata chiara?!Ci fu un coro di assensi a dimostrazione del fatto che era stata chiara. La pega so si abbassò vagamente di quota e mi fissò direttamente negli occhi, con sguardo cu po e carico di odio. -E ora. TU! Se pensi che ti basti venire qui e distruggere la MIA flotta per...-Veramente, non è la tua flotta...- disse un pony in cappello dalla nave di fronte a noi. La pegaso lo fissò con sguardo terribile e lui si fece piccolo piccolo sot to di esso, andandosene dal ponte per riuscire a fuggire dalla sua furia. -...per riuscire a convincermi ad abbandonare questa fonte di soldi, beh, SCORDA TELO! O non mi chiamo più Rose McFly! Sono stata chiara, razza di... di...Improvvisamente mancante di parole, alzò un sopracciglio. -Ma che accidenti sei?-Sono un umano...- sibilai, alzando il tridente su di lei. Dalla superficie, uscì una mano che la chiuse in mezzo all'acqua e la sbatté con forza contro il ponte de ll'imbarcazione sopra citata, aprendoci un buco nel mezzo. Sospirai, alzando le spalle. Più fanno i gradassi, più sono deboli. Rainbow Dash insegna... pensai, voltando il tri dente verso una nuova nave, dalla quale i vari pony mi fissarono con sguardo ter rorizzato ed implorante. -Ma lo sai che sei davvero lento?- sibilò, alle mie spalle, la sua voce. Mi blocca i, stupefatto, e feci in tempo a voltarmi che mi colpì con lo zoccolo al centro de l petto, facendomi perdere il contatto con il tifone. Volai indietro, con una ca priola, e poi strisciai sulla superficie dell'acqua, appoggiandoci sopra una man o e fissandola con uno sguardo deciso. Rose sorrise, fissandomi a sua volta. -Ma che bello sguardo che hai... sarà divertente combattere uno dei tanto famosi u mani...Scese alla mia altezza, continuando a sorridermi e sbattendo con calma le ali pe r tenersi in aria. Non dissi nulla, appoggiandomi il tridente sulle spalle. Ci scrutammo in silenzio, come in attesa che uno di noi facesse qualcosa. Raccol si l'invito e scattai in avanti, afferrando l'arma con due armi, come una spada. Di fronte a me si formò una scalinata d'acqua. L'attraversai rapidamente e saltai in avanti, tentando un fendente. La pegaso sparì per un secondo e riapparì esattamente dov'era, con un sorriso. L'uni ca differenza era la mia guardia, abbassata, che decise di cogliere al volo. Infatti mi colpì con lo zoccolo posteriore sinistro, piroettando, e rimbalzai sull a nave alla sua destra, finendo lontano e in acqua. Ne uscii fuori con un salto, rimanendo in piedi sulla colonna che si era formata sotto di me. ...questa tipa è veloce... pensai, saltando sulla nave alla mia sinistra, quella con tro cui avevo sbattuto, e rimasi sul corrimano di questa, fissando la mia avvers aria.

Se avessi avuto le pozioni del dottore, avrei potuto aumentare la mia percezione della velocità, in modo da rallentarla, come avevo fatto con i Wonderbolts. Ma no n avendole, avrei dovuto arrangiarmi come potevo. La pegaso scattò e tentò di colpirmi nuovamente al petto con lo zoccolo posteriore d estro. Parai il colpo ponendo orizzontalmente il tridente e poi la spinsi sul po nte, facendocela rotolare. Saltai a mia volta dal corrimano alla nave, mettendom i di fronte a lei. -Uhm... sei bravino. Sembra che con te mi dovrò impegnare...Chiusi gli occhi, richiamando al mio possesso il mare che mi circondava, e sente ndolo rispondere al mio richiamo. Dalla superficie ai lati della nave si alzaron o due colonne d'acqua, che mi circondarono in una spirale. Le colonne sparirono, ritornando alla loro origine, e l'unica cosa che rimase fu l'anello d'acqua che si era formato attorno al mio petto. L'elemento era un moto continuo in senso o rario, e si diramavano da esso piccole copie dello stesso diametro, verso i miei piedi e il capo, creando un effetto di spirali che tornavano all'anello central e. Intanto che cerco di capire come batterla, devo cercare di prendere meno danni po ssibili... . -Oh? Ti dai ai trucchi di prestigio?- rise lei, avanzando di un paio di passi. P oi parve ripensarci e si voltò verso uno dei suoi sottoposti. -TU!- esclamò, indicandolo con lo zoccolo. -..s-si?- rispose lui, terrorizzato dall'improvvisa chiamata. -Portami immediatamente la Tranciatrice. Insegnerò a questo schifoso umano che non si scherza con Rose McFly, in nessuna circostanza!Quello tremò, restando annichilito sotto il suo sguardo, poi si voltò e corse via, d irigendosi sottocoperta attraverso una porta. La pegaso si voltò nuovamente verso di me. -Pensi che basterà quel misero cerchietto d'acqua per difenderti dai miei attacchi ? Povero stupido... tu sei già morto, ma ancora non lo sai!Sparì di fronte ai miei occhi. Mi guardai rapidamente intorno, studiando l'ambient e. Ecco. Era la stessa sensazione che avevo provato nella giungla, mentre ci insegu ivano gli scorpioni. L'idea di morte che precede il colpo, prima che venga scagl iato, e l'occhio del predatore che ti osserva, in silenzio, pregustandosi l'atta cco. Mi voltai di nuovo verso il ponte. -Sappi che questo non è un semplice on questo...anello . Se confondi un comune giochetto magico c

L'avvertii dietro di me, e feci un affondo per colpirla. Al suo posto rimase sol o uno sbuffo di polvere, segno della velocità del nuovo movimento. -...allora stai commettendo un grosso, un enorme errore. Un errore che i profess ionisti come te non dovrebbero fare...-

Piroettai, per scacciare nuovamente la sua presenza. Una goccia di sudore teso m i scivolò dalla fronte e mi attraversò la linea della mandibola, cadendo sul legno. Nel silenzio che si era creato, sembrò fare un baccano tremendo. -Io non faccio questi errori!- esclamò, apparendo all'improvviso di fronte a me. N on ebbi il tempo di pensare a niente, perché i suoi zoccoli posteriori mi centraro no in mezzo al petto, facendomi volare oltre la prua. -Sei tu che ti stai sopravvalutando!- esclamò, riapparendo sopra di me e lanciando mi in acqua con un colpo secco di tutte le zampe. Attraversai la superficie dell 'oceano, frantumandola come se fossi passato attraverso un vetro, e caddi in acq ua, in profondità, il petto che mi doleva e il cerchio d'acqua che ancora mi circo ndava. Alzai lo sguardo, fissando il cielo. Riuscivo a intravedere, oltre lo specchio, il volto soddisfatto e altezzoso di Rose McFly, che mi scrutava con aria di supe riorità, leggermente elevata sopra l'acqua. Quel suo volto così sicuro di se, come se sapesse esattamente cosa stesse per fare e quanto ci sarebbe voluto per finirmi... Non glielo avrei permesso. Dovevo cancellare quell'espressione vittoriosa una vo lta per tutte. ...come posso fermarla? Le mie magie sono forti, certo, ma finché non centro il mio bersaglio restano sostanzialmente inutili... . Chiusi gli occhi, facendo un respiro profondo. Indipendentemente da ciò, devo trovare una soluzione. Qui non sta usando nessun tru cco. Devo semplicemente continuare a combattere, alla ricerca di indizi... Puntai il tridente in avanti, e una corrente mi spinse in avanti. Uscii dall'acq ua con un salto, mentre una nuova colonna mi faceva da appoggio. Rose si voltò in quel momento, sorridendomi. A terra, di fronte ai suoi zoccoli, c 'era una spada composta di una lunga serie di piccole lame, tutte dirette verso il manico, tremendamente affilate. Rabbrividii, fissando quell'attrezzo di morte. -Oh! Sei tornato. Bene, benissimo! Volevo proprio presentartela. Umano, questa è T ranciatrice, detta anche Lama dello Squalo. Ora che abbiamo fatto le presentazio ni...La pony afferrò la lama, tenendola in bocca per il manico, e la puntò verso di me co n un sorriso feroce. -...vedi di morire, così possiamo darci alla pesca. Ti va?Scattò, senza sparire, puntando direttamente su di me. Misi il tridente in vertica le e parai il suo fendente, al quale ne seguì un altro e un altro ancora, che rius cii a parare a stento. La mitragliatrice di colpi instaurata dalla pegaso mi costrinse ad indietreggiar e, finché dietro di me non mi mancò la superficie d'appoggio. Istintivamente, misi u n piede avanti, e questo mi fece abbassare la guardia. Rose ne approfittò per calare un fendente dall'alto, che parai, ma mi fece cadere dalla piattaforma.

-BENE!- esclamò, scattando in avanti. Nella caduta, ero impossibilitato a difender mi. La fissai. Adesso era lei, quella scoperta, così richiamai una mano d'acqua, che l 'avvolse al suo interno, mentre io atterravo in piedi sulla superficie marina e mi spostavo all'indietro, nel corridoio tra due navi. -...credi davvero di fermarmi così? Non hai capito la cosa più importante di me...sibilò, da dentro alla stretta. Io rimasi immobile, inorridito, a fissare la mano che lentamente veniva aperta. La lama attraversò il palmo, e da lì eseguì un giro di 360°, dopo il quale la mano si in franse e ritornò dentro l'oceano da cui veniva. Rose rimase lì dove si era liberata, con la lama in bocca, a scrutarmi con aria di superiorità. -Io sono sempre stata in mare, da quando sono nata. Sono idrorepellente, e ci vo rrà ben altro che questo stupido trucchetto per uccidermi...Scese all'altezza dell'acqua, fissandomi con sadismo. -Quella tua carne umana sembra molto morbida... che ne dici di farmela provare?Scattò in avanti, a velocità folle. Richiamai nuovamente l'anello d'acqua e lo posi a difendermi. Rose si fermò di fronte a me e la lama eseguì un fendente di 180°, tentando di colpirm i al fianco. Pensavo che l'anello d'acqua mi avrebbe difeso... evidentemente, no n avevo imparato nulla dall'aver visto quella spada fare a pezzi la mia preceden te magia. Fu quello, il motivo principale, per cui Tranciatrice mi si piantò nel fianco, fra ntumando la barriera d'acqua, togliendomi il fiato e infliggendomi una sofferenz a atroce. Uno zampillo di sangue fuoriuscì dalla ferita. Caddi in ginocchio, grida ndo, mentre Rose tirava la lama, con sadismo, e le varie lame di contorno mi si conficcavano attraverso la carne viva, recidendo e legandosi a me. -Ora, ti insegnerò cosa vuol dire soffrire , umano...- sibilò, ancora, afferrando con p iù forza Tranciatrice ed alzandosi in volo, con me che vi ero ancora legato. Grida i, in preda al dolore, mentre mi reggevo alle lame per tentare di far diminuire in parte la sofferenza. Rose si alzò ancora di più, con poderose spinte delle ali ch e ogni volta mi causavano tremende fitte, e poi rimase lì, in aria, sopra il treme ndo spettacolo della flotta che ci fissava, stupefatta e contenta della mia pros sima dipartita. Gridai ancora, tentando di liberarmi dalla presa della spada, se nza riuscirci. -Non pensare che sarà così facile liberarsi di Tranciatrice... la sua qualità non è quel la di tagliare le cose, ma di tranciarle e di tenerle strette a se, per far disp erare coloro che ne vengono colpiti. Riesci a vedere il colore della sofferenza? Dev'essere di un bel rosso vivo...Non risposi, gemendo, e sentendo le forze abbandonarmi, ma il dolore più vivo che mai. Mi chiesi se fosse il mio destino di morire in quel luogo, sopra una flotta di navi di cacciatori pronti a tutto pur di fare soldi. Chiusi gli occhi, mentre il respiro mi diventava sempre più debole, e la vista si appannava. Improvvisamente, una dolce oscurità cominciò a circondarmi, e la tentazio ne di abbandonarsi ad essa fu fortissima ed invitante, tanto che considerai fort emente quest'opzione. E COSÌ TI ARRENDI E BASTA? HAI INTENZIONE DI DELUDERMI, DOPO TUTTO QUESTO PERCORSO ..?

A... ancora... tu..? ANCORA IO. SI. E SAPPI CHE NON TI DARÒ UN'ALTRA VITA, SE MUORI ADESSO... Io... io non ce la... VACCATE! SI CHE CE LA FAI! CE L'HAI FATTA FIN ORA, E CE LA FARAI ANCHE ADESSO! ...Non... QUINDI VUOI ABBANDONARE TUTTO QUI? DOPO TUTTO IL TUO PERCORSO? Respirai con forza, tentando di ragionare a mente fredda. Nel presente c'era Sarìa , che mi aspettava. C'erano le bimbe, a Ponyville. C'era il Dottor Hooves. Quant e volte avevo pensato a loro, durante il mio viaggio? Qualcosa che mi desse forza... e speranza, per il seguito. Per ciò che c'era dopo. Fa... fa malissimo... E ALLORA? HA SEMPRE FATTO MALE. NON VEDO LA DIFFERENZA. NON FACEVA MALE QUANDO T I CACCIAVANO, PERCHÉ ERI UN UMANO? NON HA FATTO MALE QUANDO WINTER TI HA TRADITO? NON HA FATTO MALE QUANDO RAINBOW DASH TI HA ABBANDONATO NEL DESERTO? Si... ha fatto malissimo... come ora... E ALLORA FAI QUELLO CHE TI RIESCE MEGLIO. VAI AVANTI. DIMOSTRAMI CHE NON HO SBAG LIATO, QUANDO HO FATTO LA MIA SCELTA, PIANISTA FANTASMA. ...come posso batterla..? QUELLO È UN TUO PROBLEMA. IO SONO QUI SOLO PER FARTI FARE LA SCELTA GIUSTA. E ORA, IN PIEDI. Rimasi in silenzio, pensando alle parole che mi aveva appena comunicato l'entità. Si. Era vero. Aveva sempre fatto male, era stata una continua sofferenza... ma e ro sempre andato avanti, perché era l'unica cosa che potevo fare. La cosa giusta. E l'avrei fatto anche in quella situazione. Sissignore! Aprii gli occhi di scatto, avvertendo nuovamente, schiacciante, la sensazione di dolore. Tuttavia, questa volta fu una percezione totalmente diversa. Come se l' avessi compresa. Alzai lo sguardo verso Rose. E le feci un sorriso mesto e dolorante. -Non mi fa così male...- dissi, allargando ancora di più il sorriso. Alzai il bracci o destro, facendo riapparire il tridente che era rimasto sul ponte, e la guardai . -Che cos'hai intenzione di...- domandò, sorpresa. Misi il tridente a metà tra la lam a e la ferita, gridai tutta la mia rabbia e la mia determinazione e feci leva. L a lame si spezzarono, lasciandomi cadere, mentre Rose rimaneva lì, stupefatta. -Hai spezzato Tranciatrice! Maledetto!- gridò, lanciandosi dietro di me nella cadu

ta per colpirmi nuovamente. Aspettai che si avvicinasse, e che vibrasse il colpo . Intercettai Tranciatrice con le punte del tridente, e poi mi issai, colpendola c on il piede. La spada si frantumò in una pioggia di schegge e di lame frantumate, atterrando a metà sul ponte e metà in cielo. Completai la piroetta centrando Rose con il tallone e facendola cadere sulla nav e. Io caddi nel mare, nuovamente in profondità. Mi toccai la ferita con l'arma. I frammenti di lama che vi erano rimasti dentro uscirono con uno scatto, causandomi una fitta, e sull'apertura ancora grondante sangue si formò un cristallo azzurro, che diminuì in parte il dolore. Sospirai, alzando nuovamente lo sguardo verso la superficie. Era il momento di f inirla. Così cavalcai un'altra corrente e mi feci sparare fuori dal mare, atterrando sulla prua della medesima barca. Si rialzò in quel momento, di fronte a me, Rose McFly, con un'espressione di puro odio in volto. -Hai infranto Tranciatrice... come hai osato! Pagherai anche questa!-...in confronto, tu pregherai di pagare quello che hai intenzione di farmi soff rire, dopo che avrò finito con te...Feci un salto e atterrai sul ponte, evitando le schegge e le lame infrante dalla spada, avvicinandomi verso di lei. -Ho incontrato una marea di personaggi diversi in questo mondo, molti dei quali non si sarebbero fatti problemi ad uccidermi... diversi dei quali, avrei voluto uccidere io stesso, per primo. Ma TU...Alzai il braccio sinistro, indicando la capitana che restava in silenzio in mezz o ai suoi uomini, stupefatti ed inorriditi da dove ci aveva portato quel combatt imento. -Tu mi hai fatto veramente uscire dai gangheri come non ci era mai riuscito ness uno. Tu e questa accozzaglia di mostri senza cuore...Roteai il tridente nella mano destra, piantandolo nella nave. -E quindi farai la fine che meriti. Ma non pensare che ti ucciderò, Capitano. Ques to è un lusso che io non lascio ai miei avversari...Unii le mani sul manico, chiudendo gli occhi e concentrandomi. Rose scattò, tentan do di colpirmi, ma impattò contro la barriera che avevo eretto. -Come puoi anche solo pensare... di arricchirti... CON LA VITA DI ALTRE CREATURE !?Sentii nuovamente vita pulsante passarmi attraverso il corpo e le braccia, rispo ndere al mio richiamo, condividere la mia causa e farsi mia servitrice, affinché i o fossi vincitore. Quella stessa sensazione che provavo ogni volta che mi guarda vo intorno usando il Dono dell'Entità, rimpicciolita a una sola creatura ma più pote nte di ognuna delle singole scansioni che avevo fatto. Strinsi più forte il triden te, mentre tra le mie mani, circondante l'arma stessa, si formava un globo verde .

Concentrai in quella magia tutta la mia rabbia, il mio odio, la mia frustrazione e il dolore che ero riuscito a concentrare da quando ero partito per quell'Esil io, nel tentativo di riuscire a tornare ad Equestria, dove ancora mi stavano att endendo. In mia attesa, sei cuori che pulsavano come un solo battito... Il globo si ingrandì, e la nave ondeggiò. Oltre la barriera, sentivo i ripetuti colp i di Rose McFly continuare a battere con insistenza, ma non avrebbe infranto que lla protezione. Non in quel frangente. -Impara...- sibilai, aprendo gli occhi e scrutandola. Il cielo si oscurò di nubi m inacciose, e il mare si riempì di mulinelli, mentre la mia magia lentamente prende va corpo e dalle più profonde oscurità dell'oceano rispondeva, al mio richiamo, una creatura antica quanto il tempo, ma terribile quanto la vita stessa. -Impara, schifosa infame, cosa succede a mettersi contro uno come me. Impara la pericolosità di quelli come me, creature tremende e distruttrici... RICORDATI CHI TI HA FATTO ANNICHILIRE, OGGI!Un ruggito, tremendo e fortissimo, risuonò in tutta la sua ferocia, mentre nel per imetro d'acqua intorno alla nave si formava un cerchio d'acqua luminoso. La capitana smise di colpire e si allontanò vagamente dalla -Io sono un umano, Rose McFly... e oggi DECRETO LA TUA ROVINA!Il tridente si frantumò in una serie di microscopici frammenti di luce, che si alz arono in volo e, compiendo una spirale perfetta, e caddero simultaneamente nel c erchio d'acqua ai piedi della nave, sparendo dentro di esso. -...tutto qui? Solo un ruggito e un paio di tuoni?- disse, dopo aver aspettato q ualche minuto, alzando un sopracciglio. Scossi la testa, sorridendo. -...MAGIA D'EVOCAZIONE: NIDHOGG!- esclamai, alzando il braccio destro al cielo. In risposta al mio grido, una mano d'acqua, simile a quella d'un rettile e con a rtigli, si piantò nel ponte della nave, facendola inclinare. -...ancora?!- esclamò Rose alzando il volo. Io mi gettai in acqua, dovendo prender e posto dentro ciò che avevo richiamato. Cadendo, vidi vari pony cadere con me, me ntre la nave veniva lanciata brutalmente verso un altro gruppo, e affondava con esso. Attraversai nuovamente la superficie del mare, e chiusi gli occhi, venendo avvol to da quel buio che conoscevo tanto bene. Allora? Cosa ne pensi? DEBBO RICREDERMI, PIANISTA FANTASMA. MI HAI SORPRESO ANCORA UNA VOLTA. È il mio mestiere, boss... Dissi con un sorriso, sentendo intorno a me formarsi nuovamente l'anima di Nidho og, composta dall'energia dell'elemento dell'acqua e da quella usata per l'evoca zione. SAI CHE SONO SECOLI CHE NIDHOOG NON RESPIRA L'ARIA DI QUEL MONDO? PENSO CHE SARÀ S ORPRESO DI ESSERE STATO EVOCATO DA QUALCUNO DI COSÌ GIOVANE... Sorrisi, mentre l'evocazione si completava intorno a me. Aprii gli occhi, fissan

do il mondo marino attraverso gli occhi della bestia che avevo al mio servizio. MA COME FACEVI A SAPERE IL RITO D'EVOCAZIONE? Il marchio mi comunica nuove magie mano a mano che cresco... Risposi, allargando le braccia e sentendo Nidhoog rispondere, intorno a me, del comando. SARÀ UNO SCONTRO INTERESSANTE... Lo è sempre stato, no? CERTO, CERTO... Alzai il braccio destro, dando alla creatura il comando di alzarsi. Nel compiere il movimento, le dimensioni del drago fecero ribaltare nuove barche intorno al nostro obiettivo. Aprii gli occhi, studiando la situazione. In mezzo a una zona completamente vuot a di barche, o almeno intorno ai loro relitti, si stagliava per metà del corpo in poi un immenso drago a più teste, saranno state una decina, con una particolarment e grande al centro. Le teste erano in fondo ad un lungo collo, e tutte nascevano da un corpo che si intravedeva per meta, ma del quale si riuscivano a distingue re un paio di ali, e sei gigantesche braccia artigliate, sei per lato. L'evocazi one alzò le teste, allargò le braccia e ruggì, fieramente, tutta la propria combattivi tà. Io in quel momento ero dentro la testa più grande, e vedevo il mondo con i suoi oc chi e con i suoi sensi, mantenendo comunque i miei e la mia consapevolezza. Sorrisi, fissando il mio operato. Siete voi il mio Evocatore? Mi dissero, comunicandomelo direttamente alla testa, una serie di voci, simultaneamente. -Si... si, ti ho evocato io, Nidhogg- risposi. Il drago era interamente fatto d' acqua, visto che l'avevo evocato usando la magia di quell'elemento, ma sopra la superficie si riuscivano a scorgere scaglie e segnali di un corpo proprio, che m ancavano sugli arti che avevo creato io durante i primi momenti di combattimento . Che cosa ordinate? Mi guardai intorno, fissando le navi ancora in gran quantità, e decretai: -Fai tutte queste navi a pezzi!Come desiderate. Nidhogg ruggì, apri la bocca centrale e poi eruttò un getto di fiamme bluastre, gira ndo lentamente su se stesso. Le fiamme attecchirono rapidamente su tutti quelli che furono a portata, ma il drago non riuscì a dare fuoco a tutte quelle a portata di tiro. Vidi i pony a bordo lanciarsi in acqua, per salvarsi, o saltare su alt re navi, nel tentativo di salvarsi, in preda alla disperazione o al terrore. Ma non mi sarei fermato finché ognuno di quegli strumenti di tortura non fosse stato ridotto in cenere Non appena l'Evocazione ne individuò una che non era stata minimamente scalfita da lle fiamme, in lontananza, ruggì verso di essa, allungando il collo della testa ce

ntrale, e tutte quelle minori la raggiunsero, afferrandola con gli artigli, rivo ltandola e portandola in aria. Il drago ruggì nuovamente, quando la nave gli fu av vicinata, e poi chiuse le proprie zanne sul legno di questa, che si schiacciò con un tremendo boato. -Nidhogg... sei fantastico!Vi ringrazio, Evocatore. Ma c'è qualcosa di cui vi devo avvertire. La mia Evocazio ne ha un tempo limite. -Lo so...E se ricevo troppi danni o ferite, l'Evocazione si interromperà da sola. Lo stesso vale se voi venite colpito. -CapiscoDebbo continuare? -Certo!Il drago abbozzò un sorriso e ruggì nuovamente, unendo tutte e sei le zampe di front e a se. In mezzo ad esse si formò una sfera, che lanciò verso un'altra nave ancora. Nel momento dell'impatto, l'imbarcazione esplose in un turbine d'acqua, gettando ovunque pezzi di legno, chincaglieria navale e pony. Fissai lo spettacolo, stup efatto e soddisfatto. Sono passati al contrattacco, Evocatore... Feci voltare Nidhogg, affinché potessi vedere ciò di cui aveva parlato. Dalla prua d ella nave su cui si era spostata Rose McFly era fuoriuscito un enorme cannone, p untante proprio su Nidhogg. -Devo preoccuparmi?Le armi di questo tempo non sono fatte per scalfire ulteriormente la mia corazza . L'unico grave danno che potrei ricevere nascerebbe nel momento in cui veniste colpito, Evocatore... -Rimanda al mittente quell'affare, Nidhogg!Certamente, Evocatore! Con un boato assurdo, una gigantesca palla di cannone venne sparata nella direzi one del drago, che strinse tranquillamente le proprie fauci intorno ad essa, ing oiandola. -Nidhogg, quella era una bomba!Ne sono perfettamente cosciente, Evocatore... La testa principale del drago si alzò verticalmente verso il cielo e tenne chiusa la bocca, come preparando un colpo. Poi aprì nuovamente i suoi occhi smeraldini, d i scatto, e risputò indietro il colpo, che però adesso era potenziato della sua magi a. Risultato? L'esplosione coinvolse le otto navi che si trovavano immediatamente a ccanto, disintegrandole. -...ehm, Nidhogg..?-

Non vi preoccupate, Evocatore. Io rispetto sempre i desideri inconsci del mio Pa drone. I miei attacchi non hanno ucciso nessuno dei presenti. Non posso dire che purtroppo siano totalmente vegeti, tuttavia... -Oh, va benissimo così!Mi guardai intorno. Dopo quella lunga battaglia, iniziata di mattina e protratta fino ad allora, con il sole che tramontava in lontananza, il numero delle navi era drasticamente calato. Ora ne rimanevano una decina, si e no, e gran parte di esse era stata danneggiata dai precedenti attacchi di Nidhogg. Vidi su una di e sse Rose, la cui espressione spavalda era sparita, per far posto ad un misto di odio e terrore. -Nidhogg?Si, Evocatore? -Distruggine ancora cinque. Ma non quella centrale. Devo sistemare un conto, su di essa...Oh. Capisco... -E poi potrai andartene...Di già, Evocatore?-SiNella sua voce, c'era una nota di delusione. Forse voleva respirare più a lungo l' aria del nostro mondo. -Ti rievocherò, un giorno. Non preoccuparti...Certamente, Evocatore. Allora concludo e poi vi lascio con i miei migliori osseq ui... Nidhogg piegò semplicemente la testa, ponendo la mia figura di fronte alla nave ch e gli avevo detto. Le teste più piccole ai lati sputarono fuori cinque bolle, perf ettamente sferiche, che si posero una a nave, scegliendole a caso, e poi esplose ro, cadendo, in una peculiare acqua fiammeggiante, che le distrusse. La testa de l drago si aprì e io scesi sul parapetto di prua. Mi voltai a fissarlo, mentre la sua figura si illuminava e lentamente spariva in una serie di microscopiche luci . I miei migliori ossequi, Signor Evocatore... -Arrivederci, Nidhogg...E poi, con un'esplosione, il drago ritornò nel mare da cui era arrivato, mentre ne lla mia mano destra si riformava, con la stessa formazione con cui si era frantu mato, il tridente. Mi voltai verso Rose McFly, che tremava leggermente e mi scrutava con la peggior e delle occhiate. -Tu... tu...-In guardia- sibilai, facendo rientrare il tridente nella mano destra e alzando i pugni. La pegaso mi fissò, stupefatta.

-Eh?-In guardia, ho detto. Fin ora ho combattuto con gli stili di Equestria... ora t i farò vedere come si combatte nel mio mondo!Rose McFly mi scrutò, chiedendosi se scherzassi. Era una domanda più che logica, vis to tutta la distruzione che avevo causato e tutti i danni che avevo portato alla sua tanto desiderata spedizione. Ma non rimase troppo a porsi queste domande, visto che strusciò lo zoccolo sinistr o a terra, preparandosi a caricarmi. -Tu sei completamente PAZZO!- esclamò, scattando in avanti e sparendo per la grand e velocità. Non mi scomposi. Non feci strane reazioni o atteggiamenti, e non mi posi domande su come potesse scomparire. Avevo davanti Rainbow Dash, e mi trovavo nel corridoio del palazzo. Brandivo la Falce, e non avevo bisogno di alcun tipo di pozione per riuscire a fermarla, per ché io avevo il Ritmo nel sangue, come si deve ad ogni pianista. Bastava essere si ncronizzati con ciò che si aveva davanti, e sarei riuscito ad andare avanti senza problemi. Semplicemente, mi calmai e chiusi gli occhi. Da qualche parte nella mia mente, l a tempesta che mi affliggeva durante le battaglie si calmò e sentii nuovamente il Ritmo che batteva dentro le mie vene. Sorrisi. E quando aprii gli occhi, Rose McFly era lì, a poca distanza da me, che v olava a una velocità pazzesca, nel tentativo di colpirmi al petto, e di scaricare su di me tutto l'odio nato dalla sua avidità e dal suo desiderio di denaro. Ritrassi all'alto o per la onfitto, indietro la mano destra. E quando fu a portata di distanza, la colpii d verso il basso, schiacciandola sul ponte, il legno che veniva frantumat velocità dell'impatto e il più crudele dei pony che avevo mai incontrato sc una volta per tutta.

Respirai, con una calma rinnovata, gustandomi finalmente il senso della vittoria e della conclusione di un'altra, terribile battaglia. Presi il volto di Rose McFly tra le mani e le rivolai il corpo, tenendola tra le braccia. La capitana, mezza tramortita, mi scrutò con sguardo stordito e ferito. -Io... ero così vicina... avrei potuto... cercare una cura...-Una cura? Per?- domandai, perplesso. -...mia sorella. Lei... è molto... malata...Tossì, chiudendo gli occhi con una smorfia di dolore. -E tu... tu hai dovuto rovinare tutto... ancora una volta...Sospirai, chiudendo gli occhi. -Una battaglia è uno scontro tra i sogni dei contendenti. Solo chi ha il sogno e l a volontà più forte è in grado di andare avanti, e chi non è abbastanza forte resterà indi etro e vedrà il proprio desiderio infrangersi...Gli occhi della capitana si riempirono lentamente di lacrime. Singhiozzò.

-Io... ero così vicina...-La tua volontà di salvarla non era abbastanza forte, evidentemente...-Lei è il mio più grande... più grande tesoro... l'unico che mi è rimasto...Aprì di nuovo gli occhi, fissandomi finalmente con uno sguardo che riusciva a tras udare tutto il dolore della cronaca di una perdita imminente. Qualcosa di così str aziante da affliggerti il corpo e la mente, reso ancora più doloroso dalla conosce nza della tua impotenza riguardo al fatto. Non potevi fare nulla per impedirlo, se non stare a guardare e soffrire in silenzio. -Uccidere un intera specie per salvare una sola creatura è sbagliato, Rose... so c osa significa perdere qualcuno di caro, ma non posso permettermi di perdere qual cun altro...Il cristallo intorno alla mia ferita finì il suo effetto e una nuova fitta mi colpì. Strinsi i denti, gemendo, ma non mi mossi. -Dimmi il nome di tua sorella. Quando questa storia sarà finita, farò ciò che posso pe r aiutarla. Conosco un medico che conosce ogni tipo di curaRose mi fissò, in silenzio, una nuova ondata di lacrime copiose che le scendevano dagli occhi. -...perché? Perché mi aiuti..? Io... ho cercato di ucciderti...-Perché io sono un Umano, Rose McFly. E sono dieci e più volte migliore dei pony che mi circondano, ma almeno dodici più spietato...Le sorrisi. Lei chiuse gli occhi, singhiozzando, e poi mi si avvicinò all'orecchio . -...Violet McFly...- sussurrò, in un estremo atto di stanchezza. Quindi svenne, per la quantità di ferite riportate. Io annuii, più a me stesso che a d un qualcuno lì presente. Appoggiai la figura di Rose McFly sulla superficie del ponte e poi mi allontanai un po' verso prua, guardandomi intorno. Le altre navi, stracariche di pony, tendevano ad allontanarsi dalla nostra. -ASCOLTATEMI!- gridai. I movimento si interruppero immediatamente, e mi furono r ivolti addosso tutti gli occhi. -Andatevene subito, o vedrò di fare con voi quello che ho fatto alle altre navi, e impedirvi di tornare per sempre. Spargete questa voce. Qui è benvenuto solo chi h a intenzioni benevole, ma tutti gli altri saranno combattuti e allontanati com'è s uccesso oggi!Squadrai entrambe le navi che mi stavano ai lati con uno sguardo deciso e determ inato, quindi mi voltai e mi diressi verso la prua, salendo sul corrimano. Mi voltai e allargai le braccia, preparandomi al salto. -MA SOPRATUTTO! Ricordatevi che cosa vi ha distrutto oggi! Ricordatevi che a far e tutto ciò è stato uno degli umani che voi tanto disprezzate!Quindi mi piegai in avanti e saltai all'indietro, immergendomi nuovamente nell'a cqua che mi era divenuta tanto cara.

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