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Spalancai la porta, sfondandola letteralmente con un calcio, e poi saltai dentro con uno scatto, atterrando vagamente piegato in avanti. Alzai lo sguardo, fissa ndo con decisione e con odio ciò che mi aspettavo di trovarmi di fronte agli occhi . Curiosamente, la scena era esattamente come me l'aspettavo. Nel momento in cui a lzai lo sguardo, l'essere vivente più vicino a me, Discord, si voltò di scatto, alza ndo un sopracciglio, sorridendomi. -Oh, ma guarda chi c'è! Allora eri tu a fare tutto quel baccano, prima?Non lo degnai di uno sguardo, analizzando el trono, che però era diventata una sala areti bianche sembravano essersi scurite, stanza dava su uno scenario che sfiorava la situazione. Mi trovavo nella sala d e basta, senza alcun tipo di trono. Le p e la gigantesca finestra in fondo alla l'ideale apocalittico.

Mi rimisi in piedi, stringendo con forza la Falce. Alla destra di Discord c'era Chrysalis, che mi studiava con un sorriso feroce. Alla sua sinistra, un unicorno che non avevo mai visto. Posti alla fine della scalinata dove un tempo si suppo neva trovarsi il trono, si trovavano altri quattro personaggi, che completavano un cerchio insieme ai primi tre. Sollevata in mezzo a loro c'era una sfera color porpora e all'interno di questa, sconvolta da dei lampi che correvano lungo la superficie del medesimo colore, si trovavano Celestia e Luna. La seconda era sve nuta, mentre la prima aveva un'espressione concentrata e sofferente. Tra i quattro che si trovavano sopra la scalinata, riconobbi soltanto Creepy Sil ence, sul cui volto si disegnò un'espressione di sorpresa e di vaga noia. Accanto a lui, c'era un piccolo cucciolo di drago dalle squame completamente nere e dagl i occhi rossastri. Seguiva un alicorno completamente fatto dell'oscurità contro cu i avevo combattuto al piano inferiore, e che ricordava nell'aspetto Nightmare Mo on. Alla destra del cancelliere, invece, si trovava la cosa più assurda che avessi mai visto fino a quel momento. Qualcosa con forma antropomorfa. Non avrei potuto definirlo umano , perché gli umani non erano così oscuri e comunicanti una tale idea di malvagità, ma di certo era simi le a me solo nella forma del corpo. Inoltre, gli occhi erano completamente bianc hi e risplendevano vagamente. Avanzai di qualche passo, brandendo la Falce con entrambe le mani. Ognuno dei pr esenti sembrava essere completamente concentrato sulla sfera, ma non appena feci la mia entrata, spostarono la loro attenzione su di me. Celestia parve rilassar si per quella pausa improvvisa e mi fissò con gratitudine e felicità. -Discord...- sibilai, riuscendo a trattenere a stento la rabbia che mi pervadeva il corpo. Lui si voltò del tutto, fluttuando vagamente verso di me. -Perché devi sempre arrivare sul più bello? Sei proprio noioso, anche per me che sono lo Spirito del Caos... ma immagino che certe questioni vadano sbrigate subito. O h, ma prima devo presentarvi, che stupido!- esclamò all'improvviso, facendo una fa ccia sorpresa. Indicò l'unicorno accanto a sé con un sorriso. -Lui è Re Sombra, signore decaduto dell'Impero di Cristallo. Puoi immaginarti il p erché...- spiegò, indicando la sfera alle sue spalle. Sombra si voltò verso di lui, fi ssandolo con un'espressione intraducibile.

-L'alicorno là in fondo è Night Mare. Purtroppo, Celestia aveva protetto così bene l'e nergia magica della sorella che siamo riusciti soltanto ad estrarle dal cuore l' odio e l'oscurità che vi erano imprigionati, guadagnandoci, tuttavia, una preziosa alleata...Night Mare ruggì, alzando il volto al cielo e rivelando una serie di denti affilat i come rasoi. Lo strillo che produsse fu terrificante, qualcosa di talmente inde scrivibile che l'unica cosa che posso riportare, del frangente, fu il brivido do rsale che mi fece provare, mostruosamente forte. Riabbassò lo sguardo, fissandomi con occhi carichi di astio. -Quel cosino lì accanto è Untrhill, mio nipote! A quell'età è già fortissimo e un vero gen io del male... ah, piccoli esseri oscuri...- disse, commosso, asciugandosi una f alsa lacrima che scendeva dall'occhio. -Il Cancelliere Creepy Silence... forse non lo sai, caro Detective, ma ogni pony ha una carica magica, dentro di sé. I pegasi hanno sviluppato le ali, ma i pony d i terra non dovrebbero poter usare nulla... invece, loro hanno un potere magico enorme, che devono solo imparare a sfruttare, come ha fatto lui... si chiama Mag ia Terrestre! Bel nome, eh?Lo scrutai in silenzio, senza dire nulla. Lui sbuffò, deluso. -Dovresti toglierti quella maschera e provare a comunicare con noi, ogni tanto. Comunque, quello lì che ti assomiglia è Darky?-Non darmi stupidi nomignoli... lo sai benissimo qual'è il mio nome...- sibilò, al l imite dell'acidità, scrutandolo con una punta di ribrezzo. Discord rise allegramen te. -Dicevo, Darky! Sebbene ti assomigli, non è un umano. È molto più spietato e malvagio di te. E ovviamente più forte...Si guardò a lato, fissando Chrysalis, che lo stava guardando veramente male. -...e hai fatto il giro della stanza per..?- chiese con acidità la regina dei Chan gelings. -Dargli la soddisfazione di essere arrivato fin qui, ma di non poter raccontare in giro che...Finendo la frase, aveva alzato il palmo della mano verso di me e si stava voltan do. Io ero scattato in avanti, caricando una Reazione nella mia mano sinistra e avvolgendo intorno ad essa la catena. Quando mi fissò, girandosi del tutto, ero sa ltato in avanti, un attimo prima di scagliare il colpo. -REAZIONE IMPATTO!- gridai. Liberai tutta la potenza della Reazione portando in avanti la mano sinistra e tirando la catena in cui era avvolta, per dargli ancor a più spinta. Centrai Discord al volto e lo scagliai contro la sfera che conteneva Celestia e Luna, ricoprendola di crepe ma non rompendola. Spiccai un paio di salti indietro, mettendomi in guardia, mentre lo Spirito del Caos si massaggiava la guancia dolorante. -Uh... salti subito al sodo? Chrysalis, vieni, abbiamo da...-TU STANNE FUORI!- esclamai con decisione e forza. Per un secondo, sembrò che il t empo si fermasse e il mondo restasse ammutolito a causa di ciò che avevo gridato. -...stai dando un ordine a me, umano?- sibilò, acida, la regina dei changelings, m

ettendosi accanto a Discord. -Oggi non sono venuto qui per salvare Equestria o fermare i vostri piani: dopo, se ci sarà tempo, vedrò di pensarci. Oggi sono qui soltanto per vendicarmi di questo miserabile...Alzai la mano destra, avvolgendoci intorno la catena, e poi afferrai la mano sin istra, puntandola sullo Spirito del Caos. -...perché, ti ho fatto qualcosa di male?-HAI UCCISO MELODY, MALEDETTO!Sparai una Reazione Vitale che evitò, sparendo in una nuvola di fumo grigio. Scatt ai in avanti per evitare l'artigliata che tentò di scagliarmi alle spalle, riappar endovi. -...io? Ma sei stato tu a toglierle la vita...-SE TU NON AVESSI MAI FATTO QUELLA STASI PER CIBARTI DI POTERE MAGICO, ALLORA NO N SAREBBE MORTA! Tu... tu...Strinsi la mano sinistra, incapace, per l'emozione, di riuscire a spiccicare qua lsiasi altro termine. -Renditi anche solo vagamente conto di che cosa significhi ESSERE UCCISI DA QUAL CUNO CHE SI AMA!Alzai la mano sinistra, puntandola su di lui. Si mise in guardia, preparandosi a sparire non appena avessi scagliato il colpo, fissandomi il braccio. -...uh! Un Dono! Ha proprio abbassato i suoi criteri qualitativi, se è scesa così in basso da arrivare a scegliere te ...-TACI!Concentrai l'energia e sparai una nuova Reazione, lanciandomi immediatamente nel lo spazio precedentemente occupato da lui per evitare il nuovo attacco. Si voltò v erso Chrysalis, alzando un sopracciglio. -Ok, diamoci un taglio. Andiamo e...-Non sono tenuta a intervenire, Discord. Divertitevi, voi due...La regina dei changelings si voltò e ritornò con passo calmo nella precedente posizi one, voltandosi poi a fissarci, così come stava facendo il resto del nostro pubbli co. -...che cosa stai dicendo?-Vedi, se minacciasse il nostro scopo o i nostri obiettivi, allora avrebbe senso aiutarti... ma è venuto qui soltanto per avere vendetta di un tuo torto, quindi n on è un mio problema. E poi, guardaci. Siamo tutti esseri dagli elevatissimi poter i magici. Credi che abbiamo davvero bisogno di qualcuno di ridicolo come te? La cosa più forte che sei riuscito a fare è far piovere cioccolata...Fece un sorriso perfido, mentre Discord la fissava con odio. -Come osi..?!- sibilò, scagliandosi contro di lei. La mia catena lo prese al collo e lo schiacciò contro la parete, stordendolo. Alzai lo sguardo su Chrysalis, che

mi sorrise. -Continuo a pensare che saresti un ottimo alleato...- sibilò, passandosi lo zoccol o sul petto. -Oggi non è giornata. Non irritarmi...- risposi, acido. Lei alzò un sopracciglio, sb uffò e poi il suo corno si illuminò di energia magica, producendo una parete perfett amente dritta, contenente me e Discord. Aveva creato un campo di battaglia. Dopo questa, potrei cominciare a rivalutare i changelings... pensai. Lo Spirito de l Caos si rialzò in piedi e scagliò un pugno contro la barriera magica, che lo respi nse senza subire alcun danno. -Maledetti...- sibilò, contro di loro. Alzò quasi automaticamente lo sguardo sul nip ote, in fondo alla stanza, che lo guardava con occhi vaghi, e poi passò in rassegn a ognuno dei suoi ex-compagni, stringendo i pugni. A nessuno di essi importava realmente quale sarebbe stato il destino di coloro c he avevano accanto, perché avevano tutti un obiettivo da raggiungere per avere nuo vamente la propria forza e il proprio potere indietro. Ciò che sarebbe accaduto a coloro che li circondavano, lungo la via, era un problema che non volevano nemme no porsi, visto che la loro sorte gli era indifferente. Rabbrividii, fissando con odio ognuno di loro. Il cinico egoismo che erano in gr ado di provare mi fece stare sinceramente male, se paragonato ai sentimenti di a micizia e di gruppo che avevo visto all'interno della combriccola di Twilight Sp arkle. Discord sospirò, deluso da quella situazione. -Beh... una cosa alla volta. Intanto, direi di concentrarmi su di te...Si voltò, puntandomi contro la mano artigliata. Io, per nulla intimorito, alzai la mano sinistra, chiudendo gli occhi. Avevo sognato e desiderato quel momento così a lungo, e adesso avrei finalmente po tuto sfogare tutta la mia rabbia e il mio odio nei suoi confronti. Puntai il pal mo esattamente di fronte a me, richiamando alla memoria l'incantesimo che avevo annullato quando ero stato circondato dai changelings, quello che mi era stato i nsegnato dall'antica memoria atlantidea. Così come la prima volta, sul palmo della mia mano si formò una piccola spirale nerastra, che roteava in senso orario. Per qualche secondo, nessuno fiatò, come se all'improvviso nella stanza fosse cala to un gelo opprimente. Poi, all'improvviso, Celestia gridò: -FILIPPO, PER L'AMOR DI EQUESTRIA, NON LO FATE!Il pubblico, Discord compreso, si voltò verso la principessa, guardandola con sgua rdo interrogativo. -Perché, cosa sta per fare?-Quello è il Terzo Pilastro dello Stile Triangolare ! È praticamente un suicidio! Filip po, so che recate un odio infinito, nel vostro cuore, ma non dovete morire per l a vostra vendetta!Aprii di scatto gli occhi, non appena sentii che la magia che mi scorreva attrav erso il braccio si era stabilizzata. Lo rilassai, portandolo lungo il corpo, e a

lzai lo sguardo verso Celestia. -Principessa, è proprio questo il punto...Chiusi di nuovo gli occhi, concentrandomi e prendendo un profondo respiro. Se ciò che mi avevano detto su quell'incantesimo era vero, sarebbe stato tremendo, ma a nche letale e mortale per chiunque si fosse trovato all'interno del raggio dell' attacco. -...io sono già morto...Alzai all'improvviso l'arto verso sinistra, chiudendolo di scatto. Ci fu un'espl osione di luce nera che accecò per qualche secondo tutti i presenti e poi la stanza fu come scossa da una folata di vento, che li fece arretrare. La tensione aumentò all'improvviso, il gelo che si era trovato prima dilagò con forz a, instaurandosi tra chiunque si trovasse nella sala, e una sensazione di odio r adicato, di ira, di desiderio di sangue e di istinto omicida si insinuò tra chiunq ue si trovava in quel momento nella sala. -Che cosa...- sibilò nervosamente Discord, mettendosi in guardia. Lo fissai inclin ando leggermente la testa, con un sopracciglio alzato e un sorriso raccapriccian te stampato in faccia. -Oh... si, si... adesso... si...- dissi, compiaciuto dei risultati dell'attacco. Mi tolsi di scatto l'armatura e le armi lanciandole contro la parete, insieme a lla maschera, e rimanendo di fronte a lui a petto nudo, in guardia. -Io oggi combatto come Pianista Fantasma e come umano. Io oggi ti ucciderò, Discor d. Perché di infami e di corrotti ne ho incontrati tanti, ma loro non si sono mai spinti fin dove sei andato tu, probabilmente pensando a uno scherzo, a uno stupi do giochetto... NON SI GIOCA CON LE VITE ALTRUI!La catena scattò, fulminea, e gli afferrai la mano artigliata, correndo verso di l ui a mia volta. Tentò di centrarmi con la mano libera, ma il movimento fu lento e impacciato, e passai sotto l'altro arto, portandomi dietro di lui. Gli tempestai la schiena di pugni, con la mano destra, e poi lo colpii alla colonna vertebral e con una Reazione Vitale, scagliandolo lontano, libero dalla catena. -Che cosa c'è, Discord? Non riesci a combattere? Forse sei un po'... teso?Lo Spirito del Caos si rialzò, guardandomi con astio, e concentrò nella sua mano des tra una fiamma color porpora, scagliandomela addosso. La fermai con la mano sini stra, tenendola sopra al palmo e facendole assumere una colorazione verdastra, s empre tendente al rosso, oltre a farla crescere. -Gli incantesimi vanno scagliati... COSÌ!Piegai l'arto all'indietro e poi scagliai l'attacco magico contro di lui, produc endo un'esplosione di fiamme color porpora e di fumo verde. -...Celestia?- chiese, secca, alle mie spalle, Chrysalis. La principessa abbassò l o sguardo sulla regina e domandò: -Che vuoi?-Che sta succedendo?Discord uscì dalla nuvola di fumo color porpora, ricoperto di scottature, e sparì, r iapparendomi di fronte per tentare di colpirmi. Alcuni dei suoi colpi li evitavo

, altri li paravo con lentezza, esclusivamente per farlo irritare. -Filippo sta usando uno dei tre Pilastri dello Stile Triangolare ...- ripeté, come se dicendolo una seconda volta tutto diventasse chiaro. Quasi istintivamente, gli sguardi di tutti si spostarono sul Re Sombra, che sospirò con tono grave. -Nei combattimenti, in genere, si utilizza lo Stile Linea , formato dai due Pilastr i: fisico e magia. In genere, quindi, si usa un approccio fisico, che comprende anche le armi a lunga gittata, e uno magico, che comprende ogni tipologia di inc antesimi e similari. Tuttavia, nell'antichità, si utilizzava anche una terza tipol ogia di attacco, chiamata... Pressione Psicologica , ed è l'incantesimo usato da quel ragazzino. Oggi, ciò che resta del Pressione Psicologica è la difesa mentale che è in g rado di assumere qualsiasi pony particolarmente forte...Tutti quelli che avevano ascoltato questa spiegazione avevano paura di fare quel la domanda. Così, alla fine, Untrhill domandò: -...quanto è antico, esattamente?-...le prime tracce di questo incantesimo sono state datate nel periodo dei Quat tro Dei delle Stagioni. In teoria...E qui il tono di Sombra si fece ancora più grave. -...potrebbe essere un incantesimo antico quanto Equestria stessa...Mi fermai, lasciando che Discord mi colpisse al volto, senza spostarmi minimamen te. Mi colpì una seconda volta, senza nessuna reazione. Aspettai il terzo attacco, poi mi avvolsi la catena attorno al pugno destro e lo centrai al petto, scaglia ndolo contro la parete. -Cos'è, adesso che non puoi più contare su Atlantide non sei più forte?- lo schernii, avvicinandomi di un paio di passi. Tossì, rialzandosi e rimettendosi in guardia. -...ma in cosa consiste, questo incantesimo?- domandò Dark, incapace di distoglier e lo sguardo dallo scontro. Questa volta fu Celestia a rispondere: -Il Pressione Psicologica fu formato in un periodo, quello dei Quattro Dei delle S tagioni, in cui la sofferenza dilagava ovunque. Un incantesimo che ti permette d i concentrare il tuo dolore, la tua ira e utilizzarlo come potenziamento per i t uoi attacchi, oltre ad indebolire l'avversario. Inoltre, il Pressione Psicologica agisce sulla psiche dell'obbiettivo, danneggiandola irrimediabilmente. Probabilm ente Discord, in quanto Spirito del Caos, non verrà minimamente toccato da questo dettaglio, ma sicuramente sta venendo fortemente indebolito da questo incantesim o...-...e perché ha colpito anche noi?- chiese Chrysalis. -Il Pressione Psicologica ha una diffusione concentrica. Colpisce indipendentement e chi si trova all'interno dell'area di tiro...Centrai Discord con una serie di colpi al petto e poi piroettai, colpendolo con il tallone e scagliandolo contro la parete. Mi lanciai in avanti, colpendolo con entrambe le gambe tese in mezzo alla schiena. Ci fu un coro di uh... , mentre saltavo via dal mio nemico, che lentamente scivolò a terra, rialzandosi quasi immediatamente, con fatica.

-...e l'area di diffusione dipende dalla potenza magica di chi lo utilizza...- c oncluse Celestia. -...quanti metri copre, l'incantesimo di quell'umano?- domandò, con una punta di q uasi impercettibile nervosismo, Night Mare. -...a occhio e croce, saranno...Celestia fece una pausa ad effetto. O almeno credetti che la facesse. In realtà, e ra assai più probabile che stesse calcolando rapidamente una stima dell'area di co pertura del mio incantesimo. -...sei miglia. Forse di più...Una granata cadde all'interno della stanza, non appena disse l'area di copertura della mia Pressione Psicologica . -...noi ci siamo esattamente al centro...- sibilò, stupefatta, Chrysalis. -Si, ma la Pressione Psicologica è indirizzabile. Probabilmente gran parte della for za di questo incantesimo sta venendo concentrata su Discord... e non solo quello ...Il mio tallone lo raggiunse al mento e prima che potesse cadere a terra, lo cent rai con una Reazione Vitale, scagliandolo contro la parete. -Non ha una... controindicazione , questa roba?-Il proprietario dell'incantesimo è destinato a consumarsi all'interno dell'odio c he decide di far provare al suo nemico finché questi non è sconfitto. In quel caso, l'incantesimo può disattivarsi da solo, o continuare finché tutto l'odio e la rabbia di colui che lo utilizza non spariscono. Se comunque viene preservato l'utilizz o dell'incantesimo, il proprietario... muore...E di tutte le cose dette, questa fu quella che fu presa con più leggerezza e sempl icità, ma ero troppo impegnato a combattere per voltarmi a guardarli male. Discord si rialzò, mettendosi in guardia e sorridendo. -Sai, quando eri ad Atlantide, ho dato un occhiatina al tuo passato... mi sembra vi divertito con quella mucca di mare...-Okatsu!- esclamai, lanciando la catena in avanti. La deviò e scattò verso di me, ce rcando di colpirmi con un calcio. -Si, si, quella! Strano che non si trovasse lì dove avrebbe dovuto, se era il guar diano di Atlantide, no?-Era la tua stasi... l'avevi rimosso!Sparai una Reazione Vitale che andò ad infrangersi contro la parete. Riapparve di fronte a me, con un sorriso beffardo stampato in faccia. -Eh, già... mi chiedo come tu abbia fatto a farti amico una mucca... quanto dovevi essere caduto in basso?-È una mucca di mare! E allora?-E allora? Una mucca, ragazzo mio, una mucca!-

-UNA MUCCA!Scattai in avanti, sparandogli addosso la catena. Gli afferrai il braccio e lo a vvicinai, provando a tirargli un pugno con la sinistra, che intercettò, e restammo fermi così, a fissarci negli occhi, con sguardo ostile. -Hai ragione! È una mucca di mare! Mi sono fatto amico una mucca! Ma che cosa camb ia? Niente, perché rimarrà comunque un mio amico! Okatsu aveva delle sirene che cred evano in lui e qualcuno con cui stare!Strinsi con più forza gli arti del mio nemico, piegandoli verso l'interno. -Tu ti accontenti di portare caos e casino ovunque, e finché riesci a divertirti v a tutto bene, indipendentemente da chi ti circonda o da chi ti accompagna! Non h ai principi, non credi in nulla e la tua massima aspirazione è portare ovunque l'a narchia!Gli afferrai con forza le braccia, preparandomi. -Questo non è un modus operandi da essere senziente, Discord...Saltai, piegando entrambe le gambe e puntando i piedi contro il suo petto. -...MA DA MENO DI UNA MUCCA!Lo colpii con tutta la forza di cui fui capace, scaraventandolo nuovamente contr o la parete. Alzai lo sguardo sul mio pubblico e in particolare su Celestia, pri ma di riconcentrarmi sullo Spirito del Caos, che era di nuovo in piedi. -Oh, dici che io mi comporto così male? Ma il caos...Sparì. Saltai in avanti, pensando che mi sarebbe riapparso alle spalle, e invece r icomparve accanto a me, colpendomi al ventre con un calcio e poi schiacciandomi a terra con un pugno. Mi allontanai sparando una Reazione Vitale e rialzandomi. -...è fantastico! Nessuna regola, nessun pregiudizio, alcun tipo di concetto o di valore... puoi essere chi vuoi, quando vuoi, se lo vuoi! Niente ti può impedire al cunché e finché vivi, vivrai in modo grandioso!Si avvicinò di qualche passo, alzando la mano artigliata e puntandomela contro. -Non lo pensi anche tu? Si potrebbe morire, per riuscire a portare il caos nel m ondo! Pensa a tutte le cose mitiche che potresti fare se nessuno potesse più dirti nulla... non sarebbe molto più divertente?Alzò le spalle con un gesto vago, cominciando a fluttuare. -E poi, ricordati che tu sei un umano. Secondo le regole di questo mondo, sei qu alcosa di talmente orribile e mostruoso che si potrebbe addirittura mettere in d iscussione il tuo diritto di continuare a respirare... in un luogo senza alcun t ipo di valore, tu non saresti più qualcosa di così tremendo! Non potresti, perché il m ondo sarebbe dì per sé un infinito paciugo in cui crogiolarsi, e senza alcun tipo di giudizio o concetto, non potrebbero etichettarti come male , perché il male non esis terebbe! Ti rendi conto di quanto ci guadagneresti?Concluse, facendo un respiro commosso: -Ah, il caos è una cosa meravigliosa! Meravigliosa, ti dico!-Sono d'accordo- risposi, secco. Discord alzò un sopracciglio, sorpreso. Istintiva

mente, voltai lo sguardo verso Celestia, che fissava la scena in silenzio, con a ttenzione. -All'interno del caos non ci sono regole- continuai -non dovrei più comportarmi fo rzatamente bene, o anche no, soltanto per riuscire ad essere accettato da questi pony e riportato indietro nel mio mondo. Potrei semplicemente vivere , e siccome s arebbe caos, sicuramente troverei da qualche parte qualcuno in grado di aprire q uel portale. Potrebbe succedere di tutto, all'interno del tuo regno, e anche tu potresti far accadere ogni cosa. Lo so, e quest'idea mi ha sempre affascinato... Feci due passi in avanti, stringendo entrambe le mani e guardandolo con decision e. -Ma il caos è solitario. All'interno di esso, ognuno vive secondo regole che si fa bbrica da solo, regole discostanti da quelle che altri personaggi diversi da te possono ritenere ancora più giuste, secondo la loro idea, e ti costringe a chiuder ti nel tuo piccolo guscio. Il caos dì per sé è una contraddizione, perché non può esistere un mondo che non si basi su delle regole, e anche ciò che tu desideri così tanto è fr utto di una regola, di un pensiero, di un ragionamento. All'interno del caos non può esistere nulla, perché non c'è un principio alla base che possa reggere, ma il ca os stesso esiste nonostante manchi quel principio. Nel caos sei tutti e nessuno, ma sei da solo. E lo sarai sempre, per la particol arità del concetto. Quindi, si, è vero. Il caos è una cosa meravigliosa, lo ammetto...Alzai la mano sinistra, stringendola con ancora più forza, facendo apparire una lu ce verde. -...ma non è tanto meraviglioso quanto l'AmiciziaE anche se non la stavo guardando, in quel momento, seppi che Celestia mi fissò co n un sorriso tenero e soddisfatto al tempo stesso. Discord alzò l'altro sopraccigl io, guardandomi come se avessi detto una grande scemenza. -Oh, beh, tutti questi discorsi sono molto belli e interessanti, Pianista... ma adesso, tu non sei forse... solo ?-Oh, no...Feci una piccola risata, alzando le spalle con un gesto un po' stanco e annoiato . -Io non sono solo. Ci sono state volte in cui ho creduto di esserlo, certo, ma n on lo sono affatto. C'è sempre qualcuno con me, forse con il pensiero, forse con l 'anima, chi lo sa. Ma non mi hanno mai abbandonato, anche se mi ci è voluto un po' per capirlo. E se mai avrò dei dubbi, se mai crederò di essere solo...Indicai il soffitto. -...mi basterà guardare il cielo...Afferrai la mano destra con la sinistra, caricando la Reazione Vitale nell'altro arto e concentrandomi. Discord fece per sparire, ma non glielo permisi. -REAZIONE A CATENA!-

Il palmo verde che segnava la zona in cui la catena prendeva forma divenne ancor a più chiaro e luminoso. Chiusi gli occhi, concentrando in quell'attacco tutta la mia forza, e poi, con un boato, e facendomi anche discretamente male, dal palmo fuoriuscirono, fulminee, tre catene diverse, tutte di un vivo color verde. Scattarono verso lo Spirito del Caos, avvolgendosi intorno ad esso e tenendolo c osì stretto da impedirgli ogni movimento. Rilassai il braccio, portandomelo accant o al corpo, e mi avvicinai di qualche passo alla figura incatenata dello Spirito del Caos, alzando nuovamente l'arto una volta che gli fui vicino. Mi sorrise, costantemente ironico. -Immagino che sia troppo tardi per implorare pietà, vero?-Si- risposi, secco. Una luce verde lo avvolse all'improvviso, e il suo grido di dolore risuonò per tut ta la stanza, colpito più e più volte da una Reazione Vitale particolarmente forte e dolorosa. Quando la luce si dissolse, lo liberai dalle catene e si accasciò al te rreno, tremando leggermente e respirando con forza. Mi chinai, togliendomi la baionetta dallo stivale, dove l'avevo messa prima, e l a afferrai con entrambe le mani, guardando lo Spirito del Caos ai miei piedi con un misto di odio e ribrezzo. -...Filippo...- disse Celestia. Mi voltai di scatto verso di lei. -No! Non provate a fermarmi. Non ho intenzione di fermarmi. Ho desiderato questo momento così a lungo, ho odiato così tanto...Lo afferrai per la gola, bloccandolo alla parete e tenendo la baionetta alta, pr onto a vibrare il colpo. -Questo... mostro, ha... ha fatto qualcosa di talmente orribile che non può essere semplicemente perdonato o pietrificato di nuovo, e basta... deve pagare... vogl io vederlo soffrire ognuna delle piaghe che ha fatto provare a me...La mano mi tremava leggermente. -Allora... uccidimi... no..?- sussurrò, debolmente, Discord, sorridendo. -...fate come credete...- rispose, laconicamente, Celestia. -Non lo farà...- commentò Chrysalis con l'aria di una che la sapeva lunga. Mi fermai, immobile. Avevo smesso di tremare. In quel momento, intorno a me, era sparita ogni cosa. Eravamo rimasti soltanto io e Discord. E la sua vita era tot almente alla mia mercé. Avevo sognato quel momento molto a lungo. Forse anche troppo, cominciando ad ess erne ossessionato. E in quel frangente, con la Pressione Psicologica attiva, sar ebbe stato ancora più difficile riuscire a resistere alla tentazione di affondare quella lama nel suo petto. -...cosa fai? Esiti?- mi schernì. Lo fissai con ancora più odio e ribrezzo. Uccidilo. Uccidilo e basta. È quello che vuoi, no? La sua morte. Deve pagare per qu ello che ti ha fatto. Ti ha costretto ad uccidere Ocean Melody. È un mostro e bast a, e nessuno sentirà la sua mancanza se se ne andrà. Perché ti poni questo problema pr

oprio adesso? La mia stretta divenne ancora più forte, attorno al suo collo. Che cos'è che ti trattiene? Vibra quel colpo e basta. Durerà pochissimo. Morirà subito, e tu non lo vedrai mai più. Tutte le tue sofferenze spariranno, e non dovrai più od iare. Sarai finalmente arrivato, no? Sarà la soddisfazione che non hai mai potuto avere, fin da quando apparì e riportò indietro Winter... Chiusi gli occhi. Strinsi i denti. VIBRA QUEL COLPO! E lasciai andare lungo il corpo l'arto con la lama, rilassandolo. Liberai Discor d dalla stretta con la sinistra, e mi voltai, allontanandomi di qualche passo. T remavo, e avevo le mani sudate. -...cosa? Mostri pietà al nemico?-Non è pietà... è consapevolezza...- risposi, senza nemmeno guardarlo. Mi avvicinai al le mie armi, cominciando a rivestirmi con esse. -Ucciderti non riporterà in vita Melody. Non mi farà smettere di odiare. Non cambierà nulla, e mi farà sentire soltanto peggio. Pensavo che scaricando il mio odio su di te sarei potuto stare meglio, avrei potuto liberarmi...Sospirai, indossando nuovamente il cappuccio e rimettendomi la maschera. -Ma mi sbagliavo. Se tu vivi, o muori, Equestria resterà comunque sotto il gioco d i questi esseri oscuri. Io non voglio farmi carico di un'altra morte, perché io no n sono un assassino. Ma anche perché sono il Pianista Fantasma. E quelli come me.. .Mi voltai, fissandolo. Era rimasto immobile a scrutarmi con fare stupefatto. -...non uccidono quelli come te...- sibilai. -COME OSI PARLARMI COSÌ?!- esclamò Discord, lanciandosi in avanti. Rimasi fermo a fi ssarlo finché non mi fu a poca distanza e poi mi tolsi la maschera con uno scatto, fissandolo da sotto il cappuccio. Si fermò, immobile, inorridendo, l'artiglio levato nell'atto di colpire, incapace di finire ciò che aveva iniziato. Mi rimisi la maschera con un gesto calmo e mi spostai verso la parete verde di q ualche passo, lasciando lo Spirito del Caos alle mie spalle, bloccato come la st atua che avrebbe dovuto essere. -Sparisci...- sibilai. Mi avvolsi la catena attorno al braccio destro, scattai e colpii la parete, che si infranse con un fragore assordante, scomponendosi in u na serie di frammenti verdi che caddero al suolo uno dopo l'altro e sparirono in una serie di nuvole verdastre. Rimisi a posto la catena e voltai leggermente la testa. Discord era ancora lì e mi scrutava con odio. Sospirai, prevedendo ciò che stava per fare: scattò in avanti, la mano sinistra punt ata contro di me e la destra avvolta da una fiamma rossastra. Piroettai, avvolgendogli la catena attorno, e poi mi lasciai cadere, facendomelo

venire addosso, i piedi puntati versi l'alto. Lo spedii in aria e poi lo diress i, tendendo la catena per dirigerlo contro la sfera in cui erano rinchiuse Celes tia e Luna, sfondandola con un fragore immenso. Le due Principesse caddero al su olo e Discord invece volò, per la spinta, attraverso la finestra, sfondandola e ca dendo all'esterno. Prima che qualcuno potesse anche solo rendersi conto della situazione, Celestia si illuminò di potere magico e sparì insieme alla sorella, riapparendomi accanto, Lu na portata in groppa. -Siete tornato, Pianista...- disse con stanchezza, fissandomi con un sorriso. No n la guardai neppure, concentrato totalmente sui sei rimasti, che si avvicinaron o di qualche passo, mettendosi in linea. -Non me ne sono mai andato, in realtà...Mi fissò, sorpresa, e mi voltai verso di lei, alzandomi la maschera e sorridendole . -Vi sarebbe bastato guardare il cielo, sapete?Sollevò gli occhi al soffitto, con un sospiro. -Potete disattivare il Pressione Psicologica , adesso...- osservò. Mi fissai il palmo della mano sinistra e mi concentrai, chiudendo gli occhi. Con uno sforzo tremen do, la spirale che si trovava su di esso rimpicciolì fino a sparire del tutto, e l a sensazione di oppressione sparì immediatamente. Rimasi un attimo a riprendere fi ato. -Mi sa che l'ho sprecato, con Discord...- osservai, deluso. -Non l'avete ucciso nonostante aveste attivato quell'incantesimo tremendo. Quest o è lodevole...-Ok, ti sei divertito. Ora però vattene e forse ti risparmieremo...- sibilò il Re So mbra, mostrandomi le fauci affilate. Feci un paio di passi in avanti, mettendomi di fronte a lui. -Principessa Celestia....-Si?-Per sconfiggerli, abbiamo bisogno degli Elementi dell'Armonia. Ci... mi rimane poco tempo, probabilmente tre ore. Intanto che io li trattengo, vada a prenderli e prenda anche loro ...Seguì un silenzio di tomba in cui i sei nemici che avevo davanti si guardarono l'u n l'altro, un po' sorpresi, un po' tra le risate. -Tu? Tu vorresti fermarci da solo? Ragazzino, hai veramente intenzione di morire ?-Io non sono solo. Non lo sono mai stato...- sibilai, estraendo la Falce e rimet tendovi la baionetta. -...Farò quanto più velocemente mi sarà possibile, Filippo. Voi resistete...-OH, NON TE NE ANDRAI!Il Re Sombra caricò una sfera violacea sulla punta del proprio corno e la scagliò co

ntro la Principessa, che indietreggiò di un paio di passi, troppo debole per alzar e una barriera magica. Sulla sua traiettoria si pose la mia mano sinistra, illum inata di verde, contro cui esplose l'incantesimo, ricoprendomi l'arto di cristal li violacei. L'esplosione mi inflisse dolore e sentii come una sensazione di ris ucchio provenire da essi. -...maledizione...- sibilai, vedendo il modo in cui essi trattenevano la Reazion e Vitale. Mi voltai verso Celestia, che annuì e si voltò, correndo via. -DOVE CREDI DI...- esclamò Chrysalis, alzando il proprio corno per tentare di ferm arla. La mia catena la raggiunse al collo e mi lanciai contro di essa per colpir la con un calcio, ma Dark mi afferrò la gamba tesa, facendomi ruotare e impattare contro la porta, chiusa. Mi fissai nuovamente la mano, ricoperta di cristalli neri, e provai ad utilizzar e una reazione di proporzioni minori, provando soltanto dolore. Mi rialzai, appoggiandomi alla Falce, e la puntai in avanti, guardandoli con ast io. Mi sorrisero, avvicinandosi. -È strano, comunque, che il tuo incantesimo abbia bloccato esclusivamente la sua c apacità di teletrasporto e non anche quello strano attacco...- notò Creepy Silence, guardando Sombra. Lui alzò un sopracciglio. -Dev'essere qualcosa di antico, se è resistito ad un blocco magico di cristallo. O forse è semplicemente molto forte...- spiegò. Tolsi la baionetta dalla Falce e la t enni con la mano destra, spostando il supporto nell'altra. -Ok, ti diamo un'ultima possibilità. Se te ne vai adesso, forse ti risparmieremo.. .- sibilò Creepy Silence, guardandomi con odio. Sorrisi, alzando le spalle. -Io non me ne vado. Devo solo tenervi qui per qualche minuto...-Oh, e vuoi sconfiggerci in qualche minuto..?-Non devo sconfiggervi. Non ne ho alcun bisogno...I sei si guardarono tra di loro, trovandosi in accordo. -Oh, beh... allora lascia che ti mostriamo l'inferno...- sibilò Untrhill. Ognuno d i loro alzò il capo, chiudendo gli occhi, e un'improvviso potere magico, oscuro e tremendamente pauroso, si diffuse per tutta la stanza, divulgando una terribile sensazione di paura e di oppressione. Mi misi istintivamente in guardia, afferrando la Falce con entrambe le mani e pu ntandola in avanti con fare aggressivo e combattivo. Volevo cercare di intimidir li in qualche modo, ma sapevo che sarebbe stato completamente inutile. Perché già so ltanto in quei pochi secondi in cui ero stato investito dell'immagine del loro p otere, avevo perfettamente capito quanto fossi minuscolo, in confronto a loro.

03:28:13

Alla fine di quella battaglia, il significato delle parole: Sofferenza e Terrore unsero un significato completamente nuovo, per me. Alla fine di quei dieci minut i di combattimento in cui mi resi conto che anche solo aver pensato di covare la flebile speranza di una vittoria era stato il peggiore dei miei errori, venni a

ass

ssalito dalla paura più folle che avessi mai potuto avere. Fu un combattimento rel ativamente corto, ma venni colpito e ferito con tanta violenza e forza da fare f atica a rendermi conto di che cosa mi avesse colpito prima che qualcosa di nuovo mi raggiungesse. E qualsiasi strategia, qualsiasi attacco o solo tentativo di d ifesa che provassi era perfettamente inutile, perché ognuno dei nemici che mi si p arava di fronte era in grado di supplire alle mancanze tattiche dei propri compa gni. Il più delle volte ero stato semplicemente in grado di volare da una parte al l'altra della stanza, ricevendo attacchi in sequenza che mi avevano tolto il fia to. Sostanzialmente, avevo di fronte a me una strategia perfetta che mi rendeva impo ssibile ogni attacco o difesa. Capii che non avrei mai potuto vincere quella bat taglia quando Dark mi afferrò per il collo, mi alzo in volo e mi fece gridare dal dolore, mentre per il corpo mi passava una scarica elettrica. La interruppe all' improvviso, fece una risata sadica, mi lanciò lontano, contro la porta, e rotolai sul pavimento, tossendo e rialzandomi con fatica. Dieci minuti scarsi in cui riuscii soltanto a rantolare e a venire colpito, sper ando che il mio corpo fosse abbastanza forte da resistere agli attacchi di quei mostri che mi si paravano di fronte. Mi pentii amaramente di aver pensato di pot erli affrontare tutti insieme e che potessi riuscire ad uscirne magari portandon e uno con me. Per un secondo, pensai che quella fosse la mia punizione per esser mi avvicinato troppo a cose che non ero davvero capace di poter affrontare. Alla fine di quei dieci minuti, l'armatura era sparsa per tutta la stanza in fra mmenti sottili, la maschera era spezzata a metà e abbandonata in un angolo, ognuna delle mie armi era stata distrutta, a parte la Falce che invece si era rivelata indistruttibile e mi era stata usata contro, per poi essere abbandonata a lato della sala. Io stesso ero una maschera di sangue e di dolore, senza una singola parte del co rpo che non mi lasciasse atterrito per la sofferenza che mi comunicava. Dopo l'ennesima volta che venni colpito da un incantesimo magico di Sombra che m i spedì lontano, facendomi rotolare, e rimasi a terra, appoggiato sugli avambracci , a respirare con forza. Rialzarmi... pensai debolmente, riuscendo a malapena a rendermi conto dell'ordine che mi impartivo. Devo rialzarmi... . Il piede di Untrhill mi si piantò tra le scapole, spedendomi a terra e schiacciand omi con quanta più forza poté. Nonostante fosse un cucciolo di drago, e quindi relat ivamente poco pesante, spinse con forza sulla mia schiena e riuscii a malapena a non gridare, trovandomi senza fiato per l'improvvisa fitta causatami. -Guardate questo stupido. È durato a malapena dieci minuti. Cosa dovevi fare, tu? Sconfiggerci? Mi sembra che ti trovi un po' in svantaggio...Lentamente, la vista mi si appannò, rendendo tutto sfocato. Aprii la bocca e dissi qualcosa che neppure io riuscii ad udire. -Come?- chiese il cucciolo sopra di me, abbassando la testa per riuscire a senti rmi. Lentamente, mi appoggiai di nuovo sugli avambracci, facendomi forza per alzarmi, nonostante la spinta del piccolo drago. -Ho detto... di levarti di mezzo...- sibilai, alzandomi su un braccio. Per un se

condo, nessuno fiatò. Poi Unthrill usò l'altra zampa per colpirmi in mezzo al petto, lanciandomi a velocità folle contro la parete accanto alla porta. Gridai, stringe ndo i pugni per cercare di resistere al dolore. -Hai ancora il coraggio di fare il duro? Devi essere davvero stupido, perché a que sto punto non si parla di coraggio... guardaciTenni lo sguardo basso, scivolando lentamente a sedere, la schiena appoggiata al la parete. -GUARDACI, HO DETTO!Sospirai, e poi feci come mi aveva ordinato. I sei si erano disposti uno accanto all'altro e mi fissavano con sguardo sadico e feroce, come una bestia che si pr epara ad attaccare un'animale indifeso. E per quanto, al tempo e tutt'ora, quest a definizione mi irritasse, purtroppo ero totalmente incapace di difendermi, in quella situazione. -Noi siamo i peggiori incubi di Equestria, qualcosa di così oscuro e terrificante che tu non puoi nemmeno renderti conto della nostra potenza... e hai anche avuto la faccia tosta di affrontarci! Pretendi di tornare vivo? Non credere che ti la sceremo fuggire!Restai in silenzio, abbassando lo sguardo. L'ultima parola detta era stata come un proiettile che mi aveva perforato il petto, lasciandomi boccheggiante e senza alcuna sensazione in corpo. Tremando, con lentezza, alzai la mano destra, il cui dito mignolo e l'anulare er ano stati rotti, e la portai al muro dietro di me, incastrando in una crepa che vi si trovava le dita ancora utilizzabili. Mi sforzai e mi riportai in piedi, re spirando con forza e ondeggiando leggermente. Un passo dopo l'altro, zoppicando e cercando di ignorare la terribile sensazione di dolore che mi aveva preso nell e ossa, mi avvicinai, fino a portarmi a circa quattro metri da loro. Continuai a tenere lo sguardo basso. -Io non fuggo. Io non ho mai voluto sconfiggervi...- dissi, con decisione. Untrhill alzò un sopracciglio, ma fu Creepy Silence, avvicinandosi, a parlare. -No? Questa mi sa di scusa, visto che non sei riuscito a...-Taci, schifoso ipocrita. Se qui uno si nasconde dietro una scusa, quello sei pr oprio tu- sibilai. Per qualche strana ragione, servì sul serio a farlo stare zitto , e mi fissò con sguardo stupefatto. -Io non devo sconfiggervi. Io non potevo e tutt'ora non posso sconfiggervi. Non sono abbastanza forte, per questo... e non potevo farlo. Ma...Alle mie spalle ci fu un frastuono tremendo, come di qualcosa che impattava cont ro una parete. Sorrisi, chiudendo gli occhi. -...ma va bene così. Oggi io non avevo questo ruolo. Io non sono il protagonista d i questa storia. Io non potevo sconfiggervi... io non posso, sconfiggervi... ma le bimbe sicuramente ci riusciranno. Io...Due nuovi impatti, uno di seguito all'altro, ancora più violenti, crearono una rag natele di crepe sulla parete. -...io credo totalmente in loro. Perché questa è la loro storia...-

Aprii gli occhi di scatto. -Eccole...E la parete alle mie spalle si sfondò, lanciando ovunque frammenti di pietra e di cemento. Nella nuvola di polvere che si formò, camminando con calma, si intravider o otto figure equine. Per qualche attimo, nel tempo che le nuove arrivate erano oscurate, nessuno fiatò. Nessuno parlò o eseguì un suono che superasse, in intensità, quello di un respiro. Il primo a riprendersi dalla sorpresa fu Creepy Silence, che scattò verso di me, l o zoccolo sinistro che si ricopriva di luce biancastra. -Sono venute in tempo per vederti morire!- gridò con rabbia. Saltò, tenendo teso l'arto. Mi voltai verso di lui di scatto, fissandolo con sempl icità. Nel momento in cui spinse in avanti l'incantesimo per colpirmi al volto, un a barriera violacea si formò di fronte a me e l'attacco si infranse contro di essa . -...ma che?Nel punto in cui il cancelliere aveva toccato la superficie magica si formò una sp irale che risucchiò il suo incantesimo e dopo una breve pausa, lo rispedì indietro c on un rombo, avvolgendo il pony di terra in un'aura violacea. Sospirai, sentendo alle mie spalle le future eroine di Equestria che avanzavano con fierezza. Mi voltai a fissarle, alzando un sopracciglio e sorridendole. Mane 6, Celestia e una nuovamente-tra-i-comuni-mortali Luna si disposero in fila, di fronte a me. Ognuna degli Spiriti dell'Armonia aveva con sé il proprio elemento , e mi fissava con un'espressione indefinibile, un misto di sorpresa, offesa e f orse, nella più grande profondità del loro sguardo, felicità. Celestia avanzò di qualche passo verso di me, fissandomi con un po' di perplessità e di preoccupazione. Mi voltai del tutto verso di lei, sorridendole. -...state bene, Filippo?-Principessa...- riuscii a sibilare, barcollando. Mi misi una mano nei capelli, ridendo leggermente. -Che cosa c'è?-Potreste spostarvi?- chiesi con gentilezza. Per un attimo, rimase in silenzio, cercando di tradurre la mia frase. Quando capì a cosa mi stavo riferendo, alzò un sopracciglio, sorridendomi. -Oh. Ma... ma certo...Si allontanò di qualche passo verso sinistra. Mi avvicinai alle sei bimbe che avev o di fronte, fissandole con intensità e resistendo a stento alla fortissima intenz ione di scoppiare in lacrime. Abbassai il capo, chiudendo gli occhi, e alzai la mano destra, tenendola aperta. Sorrisi, mentre compievo quel gesto apparentemente senza significato.

-...bimbe...- dissi debolmente, prendendo un profondo respiro. Ero profondamente commosso, nel rivederle di nuovo. In quei mesi non erano cambiate quasi per nul la, rimanendo esattamente così come le avevo lasciate. Feci un paio di passi verso di loro, trattenendo a stento le lacrime. Le mie amiche adesso erano lì, di front e a me, così come le avevo spesso ricordate nella mia testa, sperando ogni giorno che il successivo sarebbe stato quello in cui fossi tornato. Presi un profondo r espiro e le guardai con intensità e commozione, sorridendogli. -...benvenute nella Nuova Era...- riuscii a sussurrare. E poi le gambe non mi ressero più e caddi a terra, svenendo.

Quando aprii gli occhi, circa una mezz'ora più tardi, ero stato appoggiato alla pa rete accanto alla porta, la Falce in grembo. Alzai faticosamente gli occhi, stud iando la stanza, mentre il ricordo di tutto ciò che mi era successo nell'ultima or a mi colpiva con tutta la potenza di cui era capace e la drammaticità che contenev a. Rabbrividendo, ripensai alla battaglia e all'immenso dolore che avevo attrave rsato. Ma poi il ricordo si addolcì, riportandomi alla memoria come le bimbe fosse ro apparse e mi avessero salvato la vita, ancora una volta. Gli dovevo e gli devo ancora tanto, a quelle sei pony fuori di testa. Nel tempo in cui riuscii a mettere a fuoco i dintorni, vidi, di fronte a me, chiuse a cerc hio, le sei pony in questione, Celestia e Luna che fissavano il corpo sdraiato e svenuto del Cancelliere, che sembrava aver passato giorni migliori. Non che le già citate equine fossero in uno stato migliore, certo, ma i loro danni non erano neanche lontanamente comparabili a quelli di Creepy Silence. Mi rialzai silenziosamente, aiutandomi con la Falce, e zoppicai senza far rumore verso di loro, troppo impegnate a discutere animatamente per accorgersi del fat to che mi ero risvegliato. -...un capro espiatorio? Ma... ma è stata tutta colpa sua!- esclamò Twilight Sparkle , stupefatta, guardando la Principessa. Questa ricambiò lo sguardo della sua allie va in modo grave e vagamente colpevole. -Lo so, Twilight Sparkle, mia allieva. Mi rendo perfettamente conto di ciò che sta i provando e pensando, ma purtroppo, non c'è una soluzione migliore. La gente avev a perso la fede nei reali di questo regno, e l'aveva riposta in una figura che g li fosse più vicina. Quella di Creepy Silence. Se si scoprisse che era un traditor e e che aveva ordito contro la corona, il regno sarebbe allo sbando. Per quanto questa decisione addolori anche me...Aprii gli occhi, sospirando leggermente. -...dobbiamo fare in modo che la colpa ricada su qualcun altro. Qualcuno di sacr ificabile...Mi avvicinai, mettendomi esattamente dietro di lei. In qualche modo, sapevo che si stava riferendo a me. Sapevo che avrebbe voluto darmi la colpa e permettermi di fuggire. Ma io non volevo scappare di nuovo. Io volevo restare lì. Volevo riabb racciare le mie amiche e piangere insieme a loro le mie ultime lacrime, perché era quello che desideravo davvero. Mi ritornò in mente la scena finale de Il Cavaliere Oscuro , quando Batman decide di prendersi la colpa per i crimini di Dent perché la città che deve proteggere non era pronta per la realtà. Quella città aveva bisogno di una figura eroica a cui affidarsi. Ma Equestria era appena entrata nella Nuova Era. Aveva attraversato molte soffer

enze. Era cresciuta. E mi convinsi che quel regno era pronto per affrontare la v erità. Avevo visto con i miei occhi che spesso la verità poteva far male, che la ver ità poteva ferire. Flame, dopotutto, aveva subito tremende ferite interne quando s i era reso conto che Iria non ne aveva più bisogno. Strinsi con più forza la Falce, presi un profondo respiro e dissi: -No deve, invece!- Con voce ferma, tossendo un po'. Tutte le presenti si voltaro no di scatto, verso di me, un po' sorprese. -...siete sveglio?- domandò Celestia. -Si. Cos'è successo qui?- domandai, guardando lo stato della stanza. -...abbiamo combattuto. È stata una battaglia ardua, ma alla fine li abbiamo sconf itti. Eravamo troppo indeboliti per riuscire a fermarli, quindi sono fuggiti. Si amo riuscite a trattenere Creepy Silence...- mi spiegò Luna. Annuii, guardandola, e poi puntai nuovamente i miei occhi dentro quelli della monarca. -Principessa. Il fatto che la gente avesse cominciato a fidarsi del Cancelliere, di una figura ostile all'interno della corona, dovrebbe avervi fatto capire come il popolo avesse smesso di credere in voi. Aveva perso la fiducia che riponeva p erché vi aveva visto allontanarvi, nella vostra forza e superiorità...Mi spostai leggermente, guardando il pony di terra disteso sul pavimento. In que llo stato, così debole e indifeso, non fui capace di odiarlo. Mi fece soltanto pen a e pietà. -Silence dava loro l'idea che i regnanti non se ne fossero andati, che qualcuno a loro vicino continuasse a credere in ciò che faceva, per aiutarli... e anche se era una facciata, soltanto una recita, funzionava, perché era ciò che loro volevano. Creare un burattino che si prenda la colpa farà soltanto ricominciare questo circ olo vizioso, e ci sarà un nuovo Creepy Silence che tenterà di rivoltare la corona da ll'interno. Non possiamo sempre fare in modo che la nostra figura sia senza macc hie e perfetta, perché non è come siamo realmente...Sorrisi, abbassando lo sguardo, per poi piantarlo negli occhi di ognuna delle pr esenti. -Il Pianista Fantasma è odiato da quasi ogni pony di questo regno, ma nessuno sa c he era qui a combattere per loro. Eppure ero qui. Anche se abbiamo delle macchie , degli errori... dobbiamo andare avanti, per dimostrare che sono quello che son o. Macchie che non ci scalfiranno, indipendentemente dall'ostacolo che ci si pon e davanti. Principessa... non deve creare un muro che la difenda da questa situa zione...Celestia mi guardò con severità, come se il discorso che avessi fatto fosse stato un a terribile offesa nei suoi confronti. -E sentiamo, dunque. Cosa credi che dovrei fare?-Quello che avrebbe dovuto fare fin dall'inizio...Alzai lo sguardo, fissandola con decisione. -Guidare questo popolo attraverso la Nuova Era. Quella che inizierà non appena, og gi, farà sorgere il sole. Lei dovrà essere lì dove hanno sempre pensato che fosse e do ve non riuscivano a trovarla quando avrebbe dovuto esserci...Mi voltai, facendo qualche passo verso la porta.

-...accanto a loro...- conclusi. Mi fermai, chiudendo gli occhi e sospirando, al zando la testa verso il soffitto. -Bimbe?Allargai le braccia, respirando profondamente, e inclinai leggermente lo sguardo verso di loro, da sopra la spalla, sorridendo. -Ci vediamo dopo alla libreria. C'è qualcosa che devo fare, prima...E sparii in una nuvola nerastra.

02:46:11

Attraversai la porta dello studio cadendoci sopra e rotolando sul pavimento, tos sendo con forza. Hooves si voltò di scatto, fissandomi con gli occhi stravolti. -Per Celestia! Che cosa ti è...-Zeroprotina e nicheotina, veloce...- sibilai, tossendo nuovamente. -Che?-Muoviti!Mi rialzai, facendomi un male cane, prima sui gomiti e poi sugli avambracci, tra scinandomi fino al lettino, dove salii e mi sdraiai, tremando per il dolore. Il Dottore riapparve all'improvviso accanto a me, portandomi e iniettandomi in corp o le medicine che gli avevo chiesto. Il dolore cessò, in parte, e il tremore cessò immediatamente. -...che cosa diamine ti è accaduto!? Non ti ho mai visto in questo stato!-...Dottore..?- sussurrai, tenendo gli occhi chiusi. Lentamente, sulle mie labbr a si disegnò un leggero sorriso di vittoria, soddisfatto e convinto del motivo per cui si trovava lì. -...uh?-Dottore... benvenuto...Alzai faticosamente la mano, stringendola a pugno e porgendola verso di lui. Hoo ves si allontanò di qualche passo, fissando ancora più sbalordito il mio gesto. -Non devi fare sforzi, accidenti!-...benvenuto... nella...Presi un profondo respiro, cercando con tutte le mie forze di tenere quel bracci o alzato. Anche un gesto banale come quello, nella situazione di debolezza in cu i mi trovavo, mi costava una fatica immensa. -...nella... nella Nuova...-

Hooves batté all'improvviso il suo zoccolo contro la mia mano, tenendo lo sguardo basso. Mi sorrise, senza guardarmi negli occhi, e si voltò di scatto, avviandosi v erso la scrivania. Ebbi come l'impressione che avesse fatto quel gesto improvvis o per non guardarmi in faccia. -...sei proprio un...-Coglione...- lo interruppi -...lo so...-No. Cioè, si. Ma non solo. Sei anche un grande...Regnò il silenzio per qualche attimo, mentre tornava accompagnando un carrello pie no di medicine dai colori assurdi. Sospirai, sorridendo, e poi scoppiai a ridere. Calde lacrime di commozione comin ciarono a scendermi dai lati del volto, felice. -...si. Si, penso proprio di si...- dissi, prima di lanciare un grido per esserm i beccato la sua siringa nel polpaccio. Cinque minuti dopo (02:38:33), Hooves mi aveva letteralmente ricoperto di medici ne e stavo già molto meglio. Buona parte del dolore era sparito e non tremavo più. R iuscivo anche a muovermi con più libertà, anche se, a detta del Dottore, ci sarebbe voluta almeno una settimana prima che mi rimettessi del tutto. Mi alzai a sedere, sospirando e fissandomi il braccio sinistro, sul quale si tro vavano ancora i cristalli. -Per quello non posso fare nulla. Ci vuole l'intervento di un mago. E...Sembrò sul punto di aggiungere qualcosa, ma poi scosse la testa e sospirò, sorridend omi con un senso di sconfitta. -Stavi per dirmi di stare fermo a letto?-Tanto so già che non lo farai. Hai troppe cose da fare e troppi impegni di cui oc cuparti. Quindi, semplicemente va e non fare cavolate...Fece una piccola pausa. -Non farne di troppo grosse, almeno...Scesi dal letto, muovendomi con calma per evitare qualsiasi tipo di fitta. Mi fe rmai sulla porta e mi voltai verso il Doc, sorridendogli con sincerità. -Dottore...- iniziai, ma lui, senza nemmeno guardarmi, agitò lo zoccolo verso di m e, facendomi segno di andarmene. Sospirai, sorridendo, ma non mi mossi. -Dottore, io la...-SparisciRimasi in silenzio per qualche attimo. -No. Questa me la deve far dire- risposi con cipiglio deciso. Feci un passo vers o l'interno della stanza, e neppure quello servì a farlo voltare. -Dottore, tra un paio di ore molto probabilmente sarò morto. Ci sono tante cose ch e avrei voluto fare e che purtroppo non potrò mai portare a termine, per cause di forza maggiore. Ma c'è qualcosa che posso fare adesso, e che lei non mi impedirà di

fare...Si bloccò improvvisamente, rimanendo totalmente fermo. Se prima tremava leggerment e, adesso quel vago tremore era totalmente scomparso. -Ed è ringraziarla. Ringraziare lei e tutti quelli che ho incontrato durante quest o viaggio. Se non fosse stato per voi, adesso non sarei cresciuto in questo modo . Non sarei quello che sono. Il Pianista Fantasma esiste anche e sopratutto per l'impegno che avete messo dentro di me, per i vostri sforzi per renderlo reale . È un a maschera composta di esperienze maturate lungo questo immenso cammino, e...-E adesso vai. Sai meglio di me che questo discorso devi farlo a qualcuno che lo merita più di me...- sibilò, continuando a restare voltato verso la parete. Sospira i, abbassando lo sguardo e sorridendo al pavimento. -...Dottore...Lentamente, una nuova serie di lacrime cominciò a scendermi dagli occhi. Feci un p asso indietro, cominciando a chiudere la porta, ma prima che l'ultimo spiraglio si completasse, riuscii a bisbigliare. -...addio...-

02:37:28

Mi spostai quanto più rapidamente mi fu possibile attraverso le vie di Ponyville, con un passo vagamente malfermo. Evitai appositamente il centro cittadino, che s embrava brulicare ancora di presenze, e attraverso vie secondarie, arrivai fino alla mia meta. Prima di apparire in mezzo alla strada che mi avrebbe condotto lì, tuttavia, mi fermai un secondo dietro l'edificio di fronte ad essa, studiando i dintorni. Quando mi accorsi che nessuno sembrava aggirarsi per la via, uscii dal mio nasco ndiglio e con passi calmi e leggermente tremanti mi fermai di fronte alla strutt ura, fissandola intensamente. La libreria di Ponyville. Dall'interno proveniva una flebile luce di candela, si mbolo che qualcuno, probabilmente una certa prugna, si trovava al suo interno. Avanzai nuovamente, con calma glaciale, totalmente diversa dal mio reale stato d 'animo, e mi fermai ancora una volta sulla porta in legno, accarezzandone la sup erficie fredda con il palmo della mano. Sospirai, abbassando lo sguardo. Una misteriosa forza invisibile sembrava volerm i attirare in tutti i modi possibili lontano dalla libreria e per un secondo, de cisi che le avrei dato ascolto. Dentro di me, sapevo di non essere affatto pront o per quell'incontro. Così, girai sui tacchi e feci per tornarmene dal dottore, ma di fronte a me mi tro vai qualcosa, o meglio qualcuno che me lo impedì. Il resto del gruppo delle amiche della prugna era disposto nuovamente in fila di fronte a me, e l'espressione dei loro sguardi era tutt'altro che amichevole. Applejack fece un paio di passi in avanti, distaccandosi dal resto, e mi guardò ma lissimo.

Sospirai, alzando gli occhi al cielo e mettendomi una mano nei capelli. -...devo proprio?-Si- rispose, immediatamente, in modo secco. Feci un secondo respiro, abbassando nuovamente il mio sguardo su di lei. -...ma...-Vai- aggiunse, con decisione. Sospirai e spostai lo sguardo su ognuna di loro, irremovibile in quel tentativo di convincimento. Feci spallucce, abbassando lo sguardo, e mi voltai una seconda volta e feci lo s tesso percorso al contrario, fermandomi una nuova volta sulla porta. Esitai un s econdo, ma sentendomi la presenza delle cinque alle spalle, presi un profondo re spiro e aprii delicatamente la porta, che cigolò. Entrai e me la richiusi alle spa lle. Studiai rapidamente l'interno della stanza. L'intera libreria era immersa nel bu io, se non fosse stato per la flebile luce della candela di uno scrittoio, posto dall'altro lato della stanza, subito dietro il tavolo. Mi dava la schiena, sedu ta su un panchetto di legno, Twilight Sparkle, immersa nella scrittura di qualco sa con la propria magia. La penna d'oca scorreva veloce sulla pergamena ed era q uasi impossibile capire quando essa si fermasse per ricaricarsi di inchiostro. Aggirai il tavolo della stanza, avvicinandomi un po' alla prugna. Mi schiarii la voce per attirarne l'attenzione e poi dissi: -Twilight?Senza aspettarmi davvero una risposta, che poi non mi sarebbe stata data. Nel si lenzio che seguì, pensai rapidamente a qualcos'altro da dire per tentare di allevi are quella sensazione di tensione. -Io... uhm... mi dispiace di non essere venuto subito a trovarti. Dovevo... dove vo fare delle cose. Sai, il castello...Mi grattai la nuca, di fronte all'immutato silenzio della pony. -Sapessi tutto quello che mi è successo, durante questi mesi... non hai idea di ciò che ho passato... ho anche imparato una... ehm... non so...Twilight Sparkle interruppe per un secondo la propria attività di scribacchina, al zò il capo per richiamare magicamente un nuovo foglio di pergamena e riprese lì da d ove si era fermata. -Posso capire che tu sia arrabbiata ed offesa, ma... voglio dire... io non...Mi misi una mano sugli occhi, sentendomi improvvisamente un cretino. -...Twilight?Non rispose neppure in quel momento. -...sono tornato, TwilightLa penna cadde dal tavolo, rimbalzando a terra con un rumore secco e lasciando c adere qualche goccia di inchiostro. La pony si alzò, tremando leggermente, e si vo ltò verso di me, tenendo lo sguardo basso, di modo che la criniera le coprisse gli

occhi. -Non... non...- cominciò, la voce che le tremava leggermente. La fissai in silenzi o. -Non mi interessa sapere cos'hai fatto, dove sei stato, che cosa hai passato... non voglio essere messa al corrente dei fatti tuoi, o delle tue battaglie, o anc he solo di ciò che ti passa per la testa...Il suo sguardo finì sul mio braccio sinistro, guardandolo con attenzione. -Non voglio neppure sapere quali tipologie di magie assurde e sconclusionate hai imparato. L'unica... l'unica cosa che voglio sentirti dire, Filippo...Scattò verso di me, saltandomi e abbracciandomi con forza. Caddi in ginocchio per l'improvvisa fitta di dolore, ricambiandole l'abbraccio. -...È CHE SEI TORNATO, STUPIDO!Scoppiò a piangere, piantandomi il volto nella spalla. Le accarezzai la criniera, chiudendo gli occhi e stringendola con forza, piangendo insieme a lei. Sentii le sue amiche che entravano dalla porta in quel momento e quando mi resi conto di ciò che avevano intenzione di fare, fu troppo tardi. Ma anche se avessi tentato pr ima di liberarmi e scappare lontano, mi sarebbe stato impossibile, visto che la prugna era avvinghiata a me. E nel mentre di quel fantastico momento di amore e di affettuoso dolore, si aggi unsero numerose fitte da ogni lato, causatemi dall'improvvisa aggiunta all'abbra ccio del resto della comitiva. Immaginarsi la mia reazione quando venni, con tut ti i danni riportati dalla battaglia, stritolato come un limone maturo. Non so c osa mi trattenne dal gridare, ma probabilmente, fu la forza dell'amore. Solo in un secondo momento mi sarebbe tornata in mente che al tempo avevo la cap acità di teletrasportarmi.

Seduto su una sedia, tenevo lo sguardo alto, verso il soffitto, avvolto dal sile nzio. -Hai intenzione di restare in quella posizione ancora a lungo?- domandò, seccata, Rainbow Dash. Sospirai e abbassai lo sguardo sulla pegaso, sorridendole. -Eh, stavo pensando...Fissai le sei presenti una dopo l'altra, mantenendo lo stesso sorriso. -A cosa?-A come dirvi che tra circa due ore sarò morto...- risposi, vago, fissandomi la pu nta delle dita. E una bomba cadde in mezzo a noi, lasciandosi alle spalle un silenzio pesante. L a prima a tentare di infrangere quell'assenza di suono fu Pinkie Pie, che scoppiò in una risata nervosa. -Ah, questa è proprio bella! Si vede che viaggiare ti ha dato senso dell'umorismo, Filippo! Perché stai scherzando, giusto...?Abbassai lo sguardo, prendendomi una mano all'interno della altra e fissandole i

n silenzio. Improvvisamente a disagio, la tortina si voltò verso le proprie amiche , chiedendo una conferma con lo sguardo e con le parole: -...giusto?Sospirai, alzando lo sguardo con un sorriso semplice. -Pinkie Pie. Ti ricordi che mi hai detto quando mi hai spiegato che cosa sarebbe successo se avessi infranto una Promessa di Pinkie?La pony si bloccò improvvisamente, lo sguardo sgranato a fissare il vuoto. -Hai detto che piuttosto che infrangere una promessa fatta ad un amico, sarei do vuto morire. Che le promesse non si infrangono mai, a discapito delle situazioni . E che prima di promettere qualcosa che non si può dare, è meglio non promettere af fatto. Queste tue parole... mi sono rimase impresse. Me le sono ricordate quando ... quando ho avuto la possibilità di tornare da voi. Ve l'avevo promesso, che ci saremmo rivisti, no?Sospirai nuovamente, facendo spallucce e rimettendomi dritto sulla sedia. -Una promessa si mantiene sempre, anche a costo di morire. E Rainbow Dash mi ave va inviato quella pergamena in cui mi chiedeva di tornare indietro il prima poss ibile. Così mi si erano poste due scelte. Tornare per la via normale, rimettendoci lo stesso tempo dell'andata, o fare uno scambio...Per qualche secondo, regnò ancora una volta il silenzio più che totale. -...che scambio?- riuscì a chiedere, alla fine, Applejack. Sorrisi, sospirando e t ogliendomi di dosso i brandelli di vestiti ed armatura che non si erano distrutt i nella stanza. Una volta che fui a petto nudo, mi appoggiai al tavolo e alza il braccio sinistro. Dal pollice lungo tutto il corso dell'arto su cui si trovava il Dono e la serie di cristalli neri, correva lungo il braccio una linea nera in totale risalto con il colore biancastro della pelle, e raggiunto il collo, si diramava in una ragn atela che mi avvolgeva tutto il petto e scendeva fino ai piedi. Sulla diramazion e saliva anche un ramo nero, lungo il collo, che terminava dietro l'orecchio. Ammutolirono, fissandomi. Tutt'oggi, continuo a chiedermi se le spaventò di più vede re il veleno dello Spirito Bianco o l'immane quantità di ferite che mi portavo app resso. -La mia vita in cambio della salvezza di questo regno. Almeno per oggi, se non a ltro...Mi risedetti, restando a petto nudo. -Sapevo che Rainbow non mi avrebbe mai scritto qualcosa di quel genere se non fo ste state in una situazione di quasi totale pericolo. Il punto era che non potev o tornare subito indietro, anche se era questo che mi chiedeva. Ci avrei messo s ettimane prima di riuscire a vedervi, e sarebbe stato troppo tardi. Avevano già es tratto un sacco di potere magico, dopotutto. Così, capendo il pericolo, mi sono fa tto pungere da uno Spirito Bianco...-TU HAI FATTO COSA!?- esclamò Fluttershy, fuori di sé dallo stupore. L'improvviso sc atto fece si che le altre si voltassero verso di lei con le espressioni più divers e. -...perché quello scatto, cara?-

-Lo Spirito Bianco è uno scorpione che...- iniziò, ma si interruppe a metà, guardandom i con preoccupazione. -...ti prego, dimmi che è uno scherzo...-Non sto scherzando...-Qualcuno vuole spiegarci di cosa state parlando?- si intromise Twilight Sparkle , preoccupata. -Le otto ore successive alla puntura dello Spirito Bianco permettono alla vittim a di teletrasportarsi ovunque, nel medesimo istante, senza alcun tipo di limite. ..-...davvero? Ma è fantastico!- esclamò Rainbow Dash. La prugna era di un altro avvis o, perché chiese, con voce grave: -E alla fine delle otto ore?Rimasi in silenzio, tenendo lo sguardo basso. -Filippo. Ti ho fatto una domanda. Alla fine delle otto ore. Cosa succede-Lo sai già che cosa succede, perché me lo chiedi?- risposi, secco. -Voglio sentirlo pronunciare dalle tue labbra...Sospirai, alzando gli occhi al cielo. -Alla fine delle otto ore, la vittima muore...Feci una pausa, respirando con forza. -Non c'è un antidoto conosciuto...Nuova granata lasciata esplodere all'interno della stanza. Ci fu ancora una volt a silenzio. -Rainbow Dash, corri da Zecora! Devi sentire se c'è un antidoto per...-Lascia stare, Applejack. Va bene così...- la interruppi. -Andare bene!? ANDARE BENE!? STAI PER MORIRE, BELLO. NON VA AFFATTO BENE. PER NI ENTE...-E che cosa vorresti fare, sentiamo?Alzai lo sguardo e congiunsi le mani, fissandola. Applejack alzò un sopracciglio, fissandomi sorpresa. -Non c'è un antidoto. L'ho chiesto a una zebra, nel luogo dove mi sono fatto punge re. Quindi Zecora non potrebbe aiutarci molto di più. A questo punto, possiamo sol o metterci il cuore in pace e aspettare...-Come puoi dire una cosa simile!?- esclamò Rarity. La fissai con un sorriso. -Perché sono tornato. Ve l'avevo promesso... ed eccomi qui...-Ma sei morto per riuscire a vederci!- si inserì Pinkie Pie.

-No. Non è vero. Sono morto per venire a salvarviMi misi una mano nei capelli. -Indipendentemente dal mio status di salute, io sono lì dove dovrei davvero essere . Accanto a voi nel momento del bisogno. Così come dovrebbe fare il Pianista Fanta sma. Così come ho fatto. Dare la propria vita perché quella di qualcun altro possa a ndare avanti è qualcosa di magnifico... e sapere che ho dato la mia per delle pony come voi mi fa solo stare anche meglio. Bimbe...Appoggiai la fronte sulle mani ancora congiunte, guardando il tavolo. -Io sono venuto a darvi un dopo , qualcosa per cui andare avanti. Non importa il fa tto che io stia morendo, o che mi sia sacrificato. Vi avevo promesso che sarei t ornato, ed eccomi qui. Vi avevo promesso che ci saremmo rivisti, e lo stiamo fac endo. Quindi... va bene così. Potrebbe andare ancora meglio soltanto se sapessi di avere delle amiche fantastiche come voi nel mondo in cui sto andando...Sospirai, resistendo alla fortissima tentazione di piangere. Mi alzai in piedi, rimettendo la sedia a posto e frugandomi nella borsa. -Pinkie Pie...-Uh?-Tieni. Buon compleanno... in ritardoTerza granata. La pony aggirò il tavolo, avvicinandomisi e fissando ciò che avevo tr a le mani. -L'ho preso all'Isola Pixel. Ho pensato che fosse il regalo perfetto per te...-Sei arrivato all'Isola Pixel?!- domandò, stupefatta, Twilight Sparkle. Annuii in silenzio. Tra le mani, stringevo un piccolo album di fotografie in pelle, chiuso da un lac cio di spago. La pony lo fissò con occhi un po' dubbiosi, alzando lo sguardo su di me. -Te... te ne sei ricordato?-Aprilo. C'è una cosa che devi vedere, lì dentro...La tortina lo prese e lo appoggio sul tavolo, slacciandolo. Nel primo spazio del la prima pagina c'era già una foto. -L'ho rubata a Shining Armor mentre lo colpivo. Sapevo che l'avrebbe sempre port ata con sé, quindi è stato relativamente facile...La fissai con un sorriso, ma i suoi occhi erano totalmente concentrati su ciò che aveva di fronte. Avevo inserito la foto che mi avevano passato insieme al mio re galo d'addio, quando me ne ero andato per la prima volta in esilio. Pinkie Pie f issò per una pausa che parve interminabile quel frammento della sua vita, calde la crime che le scendevano dagli occhi. -Tu vivi sempre il momento, l'attimo che ti viene portato da ogni giorno, singol are ed unico. Ho pensato che il modo migliore per permetterti di festeggiare un giorno importante come il tuo compleanno fosse fermare il tempo. Ma... beh, nemm eno i maghi migliori ci riescono sempre. Non è vero, Twilight?-

La prugna mi guardò in modo indecifrabile. -Così, mi sono detto che se non potevo fermare il tempo per te, potevo darti gli s trumenti per farlo. I tuoi momenti più importanti, le giornate più felici, anche le cose a cui tieni davvero... conservali qui dentro. Tienili al sicuro come il più p rezioso dei tesori, perché poi sarà fantastico tornare a immedesimarsi nei ricordi.. .Mi rimisi a sedere, Pinkie Pie che richiudeva il libro e restava lì, ferma immobil e. Sospirai e l'abbracciai, asciugandole le lacrime dagli occhi. -Beh... immagino che sia giusto che vi racconti rapidamente che cos'è successo. Sa peste quante me ne sono accadute... ne ho passate talmente tante che ci vorrebbe un'intera vita per potervi raccontare ogni cosa. Ma visto che ho due ore scarse e che poi devo tornare indietro... sarà meglio cominciare...-Tornare indietro..!?Fissai Rainbow Dash, che mi guardava con stupore. -Ci siamo appena rivisti dopo mesi, abbiamo appena scoperto che stai per morire e VUOI TORNARE INDIETRO!?-...si- dissi, semplicemente. -Ma... ma perché?! Non... se devi morire... cioè...-Rainbow Dash...- dissi con un sorriso, fissandola. Alzò un sopracciglio. -Quando un uomo promette di tornare, non c'è ostacolo che tenga o morte che impedi sca. Quando un uomo promette di tornare...Mi girai verso Pinkie Pie, che mi guardava ancora piangendo. -...lui torna e bastaMi fece un sorriso deciso, tra le lacrime. Sospirai nuovamente, mettendomi una m ano tra i capelli. -Dunque. Tutto è iniziato quando ci siamo lasciati alla stazione. Una volta sul tr eno, ho incontrato una nostra vecchia conoscenza, che...-

01:26:21

Alla fine, mi ero lasciato trascinare dal racconto. Poco dopo aver iniziato, ci avevano raggiunto dentro alla libreria Zecora, il Dottore e Shining Armor, e ave vo ricominciato da capo per permettere anche a loro di comprendere ogni cosa. Pa rlai ininterrottamente per un'ora e mezzo, senza preoccuparmi del tempo o di com e o cosa dicessi, senza trattenere alcuna informazione o censurare qualsiasi par ticolare. Per un'ora e mezzo, otto pony e una zebra pesero dalle mie labbra, asc oltandomi in silenzio, con attenzione. Spaziai ogni singolo aspetto del mio viag gio, cercando di essere il più completo possibile. Quando parlai di come fosse mor to Froggy o di quando ero stato costretto a uccidere Ocean Melody, la voce mi si incrinò leggermente, ma non mi fermai.

Finii il racconto dicendo: -...e poi siete apparse sfondando quella parete. Il resto è storia, bimbe... e bim bi...- mi corressi, osservando la presenza del Doc e del Capitano delle guardie. Per qualche attimo, ci fu il totale silenzio. -Ti posso assicurare che nessun antidoto lo Spirito Bianco può curare...- disse, a lla fine, Zecora, come rispondendo alla serie di taciti dubbi che il mio pubblic o sembrava rivolgerle. Sospirai, facendo spallucce. -Me lo aspettavo. Avevo avuto l'impressione che in questo mondo ci avrei rimesso la pelle...Alzai lo sguardo al soffitto, grattandomi la testa. -Ah... che palle...-Potrei provare a rimandarti nel tuo mondo- disse, all'improvviso, Twilight Spar kle. Non mi degnai nemmeno di abbassare lo sguardo per fissarla con sorpresa. -Meh, lascia perdere...-...sei sicuro?-Di là o di qua, morirei comunque. E poi, volevo andare a colpo sicuro. Non ti avr ei richiesto di provarci finché non avessi capito cos'era che mi impediva di torna re. Inoltre...Abbassai lo sguardo del tutto, fissando i presenti. -...c'è quella bandita a cui ho promesso di tornare...I più annuirono. -Hai vissuto situazioni veramente incredibili... faccio quasi fatica a riconosce rti, Filippo...- disse, con ammirazione, Shining Armor. Fissai il capitano delle guardie reali con un sorriso, alzando un sopracciglio. -Capitano, mio capitano... sono diventato molto più forte. E non parlo solo di for za fisica. Sono... maturato. Sono un Filippo completamente diverso da quello che si è risvegliato in questa biblioteca prima dell'inverno. Sono diventato Detectiv e e Pianista Fantasma, in questo mondo. Eroe e criminale, agli occhi di quasi tu tti. L'ho cambiato, e avrei potuto cambiarlo ancora. Ma la cosa ironica è che per tutto questo tempo sono rimasto l'unica cosa che nessuno avrebbe mai voluto che fossi. Un essere umano...-Oh, non dire sciocchezze- mi riprese immediatamente Applejack. Alzai lo sguardo su di lei, fissandola perplesso. -Tu non sei più un umano, a questo punto. Non dopo tutto quello che hai passato. T u...Probabilmente voleva dire qualcosa di profondo o commovente, ma voltò lo sguardo a ll'improvviso, strusciandosi gli occhi con lo zoccolo. -...io?-Tu sei un degno abitante di Equestria, e sopratutto nostro amico e compagno- co ncluse Twilight Sparkle. La studiai in silenzio, guardandola senza assumere espr

essioni. Poi abbassai il capo, sorridendo e sospirando. -...e dovevo andare in esilio per meritarmi questo trattamento subito prima di m orire?-...parrebbe di si...- commentò il Dottore. Sospirai e mi alzai, mettendo per la s econda volta, definitivamente, la sedia a posto, sotto al tavolo. -Bimbe... Dottore... Zecora... Shining...Abbassai lo sguardo. -Questo è un addio. Io... devo tornare da quella bandita. Gliel'ho promesso. E...Deglutii, a disagio, stringendo i pugni, mentre gli occhi di tutti mi venivano p untati addosso. Alzai lo sguardo all'improvviso. -...non vi dimenticherò mai. In qualunque posto andrò, qualunque cosa mi accadrà, non smetterete mai di essere nei miei pensieri. Finché avrò coscienza, mi ricorderò di voi . Perciò, vi prego...Fissai le lacrime di ognuna di esse. Shining e il Dottore tenevano lo sguardo ba sso. Zecora fissava la scena con curiosità e perplessità. -Non piangete, e non siate tristi. Oggi abbiamo fatto qualcosa di grande. Abbiam o salvato Equestria. E sempre oggi, avrete la possibilità di vedere il principio d ella Nuova Era. Vi prego, quindi... non piangete. Non siate tristi. Ma ditemi ar rivederci...Tremando, facendo con un'immensa fatica un gesto che normalmente me ne sarebbe c ostata ben poca, mi voltai e camminai fino alla porta, poggiando una mano sulla superficie legnosa della stessa. -...perché se mai riuscirò a tornare, allora dovrete dirmi... bentornato ...Mi voltai a fissarle, sorridendo con dolore. Le bimbe mi guardarono in silenzio. -Arrivederci, Filippo...- cominciò Twilight Sparkle. -...ciao...- continuò Fluttershy. -Ci vediamo, eroe...-Addio, Pianista...-Ciao, caro...Pinkie Pie mi si avvicinò e mi abbracciò il bacino, piangendomi sui pantaloni a bran delli. -Non voglio che tu te ne vada! Non devi morire! Gli amici non muoiono mai!- sing hiozzò, piantando il volto nella mia gamba. Mi chinai, stringendo i denti, e l'abb racciai, accarezzandole la criniera. -Gli amici non muoiono mai perché possono vivere ancora attraverso i ricordi di co loro che li hanno conosciuti, nelle memorie di quelli che sono stati con loro... dei compagni con cui hanno condiviso gioie e tristezze. Se ti ricorderai di me, Pinkie Pie, io non sparirò mai...La guardai direttamente negli occhi, e soltanto allora sembrò calmarsi un po', all

ontanandosi di qualche passo. -Se questo è un addio, sappi che mi rattrista. Ma rispetto le tue decisioni, signo r Pianista...- disse Zecora, sorridendomi. -...se Equestria avesse più pony che assomigliano ad umani come te, dovrei lavorar e molto di meno...- commentò Shining Armor, venendomi vicino. Zoccolo e mano umana , chiusa a pugno, si scontrarono con un suono secco. -Però così io avrei molto più lavoro...- sbuffò il Dottore, sorridendomi. Ricambiai il s uo sguardo con lo stesso sorriso e poi sospirai, voltandomi verso la porta. -Bimbe...Mi girai per l'ultima volta verso di loro, guardandole una ad una. -...grazie di tutto. Abbiamo imparato entrambi, uno dall'altro, cose che altrime nti sarebbero rimaste immutate, dentro di noi. Questa è la cosa più importante. Non penso che sarò mai in grado di ricambiare ciò che avete fatto per me...Le sorrisi. -...ma ogni volta che avrò bisogno di voi, saprò dove guardare...Mi voltai, feci un respiro profondo e attraversai la porta ad occhi chiusi, chiu dendomela alle spalle. Sempre tenendo lo sguardo chiuso, mi girai verso l'entrat a e soltanto allora li aprii, respirando con forza. Quello era il nostro addio ufficiale. Con passo calmo e tenendo lo sguardo basso, mi avviai per le strade della città. A vevo ancora qualche minuto buono, così pensai che forse girare un po' per Ponyvill e non mi avrebbe di certo ucciso. Mi misi le mani in tasca e mi avviai verso le vie quasi deserte, notando che il manto di nubi non era ancora stato rimosso. -Andate da qualche parte, signor Pianista?Mi fermai di scatto, continuando a tenere lo sguardo basso, e lo girai leggermen te, fissando l'origine della voce. Alle mie spalle, con un sorriso amabile, si t rovavano le due Principesse, una accanto all'altra. -Beh... ecco, è una storia lunga, e ho veramente poco tempo per raccontarla...-Immagino. Con tutti gli impegni che avete, sicuramente dovete scappare da qualc he parte. Oltretutto, siete ancora esiliato, vi ricordo...Abbassai d'istinto lo sguardo sul mio petto, fissando il fumo celeste che produc evo. -Questo deve centrarci qualcosa, immagino...- borbottai. La Principessa fece una piccola risata, avvicinandosi di qualche passo. -Oggi... avete fatto qualcosa di grande. Avete salvato Equestria, insieme alla m ia allieva e alle sue amiche. Un regno che vi aveva abbandonato e rifiutato. Sie te tornato, nonostante vi odiassero e vi temessero, e ci avete salvato tutti. An cora una volta...Istintivamente, abbassai lo sguardo sul mio braccio destro, fissando la catena c he vi si trovava e il palmo che pulsava di verde chiaro.

-Non penso che esistano abbastanza parole in questo mondo per riuscire ad esprim ere tutta la nostra gratitudine e il modo in cui vorremmo scusarci con voi, Pian ista Fantasma. Ma forse, c'è un modo per riuscire ad esprimerci...Le due sorelle si guardarono e come di comune accordo, si avvicinarono ancora di qualche altro passo, alzarono il capo e poi lo abbassarono insieme ai loro zocc oli, sfiorando il terreno. Spalancai gli occhi e la bocca, stupefatto fino all'i nverosimile, indietreggiando di qualche passo. -...Principesse, aspettate! Voi non...- iniziai, ma mi fermai di botto. Quasi d' istinto, mi voltai di scatto, fissando ciò che si trovava alle mie spalle. La famiglia Apple, sprovvista di Applejack, fissava la scena con sguardo perples so. Applebloom si avvicinò di qualche passo verso di me, studiandomi con i suoi oc chioni. E come rispondendo ad un'ordine muto, i tre si inchinarono in contemporanea, ten endo gli occhi chiusi. -No, voi...Da ogni lato, sembrava che i pony di Ponyville, capendo quale fosse la situazion e, si stessero spostando verso la città per rendere il loro estremo saluto al Pian ista Fantasma. Lentamente, la zona in cui mi trovavo si riempì sempre di più, finché n on fu completamente gremita. Riconobbi, mano a mano che si avvicinavano, il sind aco, Bon Bon e Lyra, DJ Pon-3 e tanti altri dei quali avevo sentito vagamente pa rlare o con cui avevo discusso direttamente, venendo a conoscenza della loro esi stenza. Intorno a me si formò un insieme di colori talmente vario e diverso, tra m anti e criniere, che l'unica cosa che potei fare fu di guardare con incredulità qu ell'insieme di inchini e di apparente gratitudine che mi veniva rivolta. -Signor Pianista..?Mi voltai di scatto. Le due Principesse si erano rialzate e il Sindaco mi si avv icinò dalla sinistra con passo un po' tremante. -Noi... uh, la Principessa Celestia ci ha spiegato cosa avete fatto per noi. E a nome della città di Ponyville, vi volevamo...-Grazie- la interruppi, stringendo i denti per non scoppiare nuovamente in lacri me. Il Sindaco sgranò gli occhi, restando in silenzio. -...come?-Grazie. Ho detto grazie. La sto ringraziando, signor Sindaco. Vi ringrazio, Pri ncipesse. Vi ringrazio, pony...Mi fissai le mani, in silenzio, voltando poi lo sguardo verso di lei, che contin uava a fissarmi con perplessità. -Io... il mio unico rimpianto è non essere mai riuscito a suonare qualcosa per que sta città. Ma penso che a questo punto, sia un rimpianto un po' debole, perché ho fa tto cose così grandiose... ho visto cose così magnifiche... che un ultima canzone è qu alcosa che posso benissimo perdonarmi...Lentamente, i vari pony si alzarono dal loro inchino, fissandomi in silenzio. Mi voltai verso Luna e Celestia, guardandole con un sorriso. -...questo è stato un bellissimo regalo d'addio...- dissi con difficoltà, stringendo la mano sinistra. La monarca alzò un sopracciglio, fissandomi con perplessità.

-State partendo?-...purtroppo si. Ho... ho promesso ad una bimba che... ehm, a una pony che l'av rei vista di nuovo. Quindi... questo è un addio, principessa. Signor sindaco... po ny...-Filippo!- esclamò una vocina sottile in mezzo alla folla. Mi voltai e improvvisam ente dall'insieme di colori spuntò fuori Applebloom, seguita dalle sue amiche, che rimasero agli estremi della folla. La puledrina corse attraverso lo spazio al c entro e poi mi saltò addosso, finendo tra le mie braccia e afferrandomi il collo. -Non puoi andartene! Ci siamo appena rivisti! Devi parlarmi dei tuoi casi! Avevi promesso che mi avresti fatto vedere il mare...!- singhiozzò, affondandomi la tes ta nella spalla. Sospirai, sorridendo, e le accarezzai la criniera, rimettendola a terra e piegandomi su un ginocchio. Rimasi in silenzio, stringendo gli occhi per riuscire a resistere alla tentazion e di scoppiare a piangere. -Il mare... chiedi a Rainbow Dash. Ti farà vedere il mare più grandioso di tutti. Un mare bianco e soffice, che merita davvero di essere guardato...Le presi il mento, alzandole il volto e guardandola direttamente negli occhi. -Non essere triste per me, Applebloom. Io rienze uniche e ho regalato a voialtri un me io ho vissuto in funzione del prima . insieme al resto di questa città il sole le molto diverso...Mi voltai verso Celestia, sorridendole. -Sbaglio, forse?-Certo che no. Oggi è l'alba di una Nuova Era, ovviamente...- confermò, risolvendo i miei dubbi. Accarezzai nuovamente la testa rossastra della sorellina di Appleja ck e mi rialzai, fissando per l'ennesima volta il mare di pony che mi circondava . -...penso che sia ora che io vada...- dissi, alla fine. -Va tutto bene?- domandò Luna. Mi sorpresi che fosse proprio nda, ma non ne fui particolarmente stupefatto. lei a pormi quella doma sono veramente felice. Ho vissuto espe dopo che merita di essere vissuto, così co Adesso... sii una brava puledrina e guarda che sorge. Perché il sole di oggi sarà un so

-Si... si, sto bene...- mentii. Chiusi gli occhi, prendendo un profondo respiro e richiamando la mia capacità di teletrasportarmi. -...addio, allora...-Arrivederci, Pianista Fantasma...E poi il mio corpo sparì, lasciando sul posto un fumo nerastro.

00:38:19

Riapparii sulla spiaggia con una piccola esplosione di fumo, tenendomi le mani i n tasca. Mi guardai rapidamente intorno, studiando la zona. Era cambiato ben poc o, in quelle otto ore. In lontananza si vedeva il sole che scendeva lentamente v erso l'orizzonte, in un tramonto che incendiava la volta celeste. Sulla sinistra c'era ancora la capanna della zebra. Dietro di me, il ponte che p ortava direttamente alla spiaggia dalla Cittadella dei Pixel. Sospirai, voltando mi nuovamente verso la spiaggia e fissando il mare. Su tutta la superficie sabbi osa, c'era soltanto un elemento, rosso di manto e di criniera, che interrompeva la linea continua del lido. Mi tolsi le scarpe, assaporando la sensazione della sabbia nuda sotto ai miei pi edi, e mi avvicinai con passo calmo e ritmato a Sarìa, sedendomi vicino a lei e st ringendomi le ginocchia. Non si voltò neppure, quando le andai vicino, continuando a fissare la linea dell'orizzonte. -...sei tornato...- disse dopo una lunga pausa di silenzio. Annuii senza dire nu lla, fissando a mia volta il vuoto. -Com'è andata?-Ho... ho rivisto le bimbe. E le ho salvate...Pausa. -Ne valeva la pena?Rimasi in silenzio, soppesando la domanda. Sorrisi. -Si. Si, ne è valsa totalmente la pena...Regnò nuovamente il silenzio per qualche attimo. Non trovavamo niente da dirci, o forse, molto più semplicemente, non volevamo estraniare i nostri pensieri e i dubb i. -Come stai?- chiese, infrangendo nuovamente l'assolutezza di suoni. Sospirai. -Non so... mi sento ferito, credo...-E fa male?Scoppiai a ridere, alzando lo sguardo al cielo e chiudendo gli occhi. Per due, t re minuti prolungai quella risata che aveva un ché di assurdo e maniacale, interro mpendola all'improvviso. -...fa malissimo...-...oh- sospirò, dopo qualche attimo, avvicinandosi e abbracciandomi il petto. App oggiò la testa sulle mie ginocchia e le accarezzai la criniera, restando in silenz io. -...sai, c'è una leggenda, a Equestria. Più che altro, è una favola per puledrine...La fissai in silenzio, studiandola. -Si dice che ogni volta che un eroe muore in questo regno, una stella nel cielo si spegne, in suo ricordo. Tu ce l'hai una stella, che ti protegga?Sorrisi, sospirando, e l'abbracciai, alzandola e facendole alzare lo sguardo ver so il cielo.

-Non credo di averne una, in realtà... ho già molto sul suolo, che me ne faccio di u na stella nel cielo?Mi sorrise, guardandomi negli occhi, e mi baciò con tenerezza. Le accarezzai la cr iniera, chiudendo gli occhi e assaporando appieno uno degli ultimi momenti in cu i avrei potuto appieno sentirmi vivo . Ci staccammo, mi alzai e cominciammo a camminare uno accanto all'altra sulla spi aggia, guardandoci intorno. -Sei davvero sicuro che ne valesse la pena? Voglio dire... adesso morirai, no?La guardai, sorridendole con dolcezza. -Credimi, ne valeva la pena. Per riuscire a regalarvi un dopo , si. Se puoi morire perché gli altri abbiano qualcosa per cui vivere, allora fallo. Ne varrà sempre la p ena. Sarìa, guardati intorno...Fissò prima la foresta che si diramava alle nostre spalle e poi il mare, che si es tendeva fin dove l'occhio era in grado di guardare. -Questo mondo è fantastico. Ci ho messo dei mesi per capirlo, ma quando ci sono ar rivato, è stato come... liberarmi di qualcosa che mi opprimeva. Un po' come riuscire ad accettare una medicina amara, ma che ti cura del tutto. Mi segui?Annuì, fissandomi con intensità. Mi chinai e le presi il mento, sorridendole. -...non essere triste, dai...-Mi lascerai da sola. Mi avevi promesso che saremmo andati a Ponyville insieme.. .Sospirai, abbassando lo sguardo e chiudendo gli occhi. -Lo so...-Le promesse sono importanti. Me l'hai insegnato te. Non puoi rimangiarti parole così importanti...Tremò leggermente, mentre una sottile linea di lacrime le scivolava lungo il volto , prima di continuare. -Pensi che se adesso ricominciasse tutto da capo, ti seguirei fin qui?- domandò. L a fissai, sorridendole. -Si. Si, lo faresti. Anche mille volte, se fosse necessario...Mi sorrise, facendo una vaga risata. Ci abbracciamo, restando in silenzio, fissa ndo il mare. Non c'era in realtà gran ché da dire, in più. Quello che potevamo fare l'avevamo fatto. Quello che dovevamo vedere l'avevamo v isto. A quel punto, non restava altro da fare che fissare il mare e aspettare ch e ogni cosa finisse. -...quindi, ci siamo...- sospirò, tre minuti prima che il fatidico momento della m ia scomparsa arrivasse. Ero spaventato, in realtà. Confuso. E anche un po' dispiaciuto, di dovermene andar e in quel momento. In quel modo.

Desiderai improvvisamente che qualcuno mi fosse accanto. Qualcuno che, oltre a S arìa, importantissima presenza e compagna della mia anima, potesse condividere con me ciò che avevamo provato, le esperienze che avevamo attraversato. L'abbracciai con forza, chiudendo gli occhi, sottili lacrime che mi scendevano dagli occhi. -...già...- dissi, tremando. Sarìa ricambiò il mio abbraccio, senza dire nulla. -Avresti potuto essere ogni cosa. Averli sconfitti adesso non cambia nulla, perc hé ci saranno sempre altri nemici, ed altri pericoli. Che cos'ha cambiato, il tuo sacrificio?- mi riprese. Tenendo lo sguardo basso, sorrisi, sospirando. -Forse, adesso, è ancora presto per dirlo. Non siamo ancora pronti per cogliere ciò che ho fatto, ciò che ho lasciato. Tuttavia, quello che sono riuscito a cambiare, in questo mondo... penso che servirà a coloro che verranno dopo. A quelli che hann o intenzione di raccogliere il mio lascito e farne uso...La guardai negli occhi, sorridendole e baciandola. -Verrà il giorno in cui tutti i pony si sveglieranno e si accorgeranno di trovarsi nella Nuova Era. Di poter fare qualcosa per sé stessi e per coloro che li circond ano. Di avere davvero in mano ciò che li circonda. Forse Celestia li aveva viziati un po', o forse, non so... non si erano resi conto delle loro capacità. Ci voleva un umano, qualcosa che loro odiavano e disgustavano, per insegnarli la più import ante delle lezioni...Avvicinai due dita alla vena che pulsava sul mio collo, sentendola lentamente pe rdere potenza e intensità. Rabbrividii, sentendomi come avvolto dall'oscurità. -...non ti dimenticherò mai, Filippo. Ciò che hai fatto per... me, per noi... tu...Singhiozzò, stringendomi con ancora più forza. -Tu sei davvero l'Eroe di cui avevamo bisogno...Le sorrisi, baciandole la fronte. -...ti amo, Sarìa...-...anch'io ti amo...Alzai lo sguardo al cielo, sospirando e fissando la volta azzurra che mi circond ava. Per un secondo, un brevissimo attimo, riuscii a vedere, come se si affaccia ssero su di me, gli occhi delle Mane 6 scrutarmi con dolcezza e serenità, dall'alt o. La vena batté con ancora più debolezza. Sospirai di nuovo, facendo un po' di fatica. -Oh, se solo potessi non divenne debole, la testa o di rimanere cosciente, draiato, mentre la vista morire adesso...- mi lamentai, infastidito. Il capo mi ciondolò, non rispondendo più ai miei comandi, nel tentativ e il corpo mi scivolò lateralmente. Caddi sulla sabbia, s mi diventava lentamente annebbiata.

-Filippo...!- sentii gridare, lontanissima, Sarìa. Qualcosa mi scosse il braccio, ma nel momento in cui lo sentii, persi il contatto con la realtà. Una cosa di cui sono sicuro, tuttavia, fu che morii con il sorriso. Il sorriso s oddisfatto di chi sa che ha fatto il proprio dovere, e che l'ha fatto dannatamen

te bene. Morii con la stessa felicità con cui ci aveva lasciato Spitfire, comprend endo appieno ciò che la rendeva tanto fiera di essere una Wonderbolt. Perché morire per ciò che ti circonda era, ed è, qualcosa di fantastico.

0:00:00 Il Pianista Fantasma è morto.