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Ci sono giornate che sono speciali.

Questo, diceva, una delle regole non scritt e del mondo umano. Quella legge così fine e fondamentale dei dintorni che avevo imparato ad amare sem brava essere stata stravolta ed amplificata all'interno di Equestria, un crogiol o costante di incontri assurdi e di sorprese. Avevo imparato molte cose su quel mondo, questo devo riconoscerlo. Ma c'era una cosa che ancora faticavo a capire, delle regole non scritte del regno. Tutte le giornate sono speciali, ma ce ne sono alcune che lo sono più di altre. Se imparavi questa regola di base , avevi già compreso un buon 60% di quello che ti sar ebbe potuto accadere in quel regno. Il restante 40% era composto da fauna, flora, misteri magici e tanta altra roba al cui interno era inclusa sicuramente anche Pinkie Pie, e tutto ciò andava oltre la mia umana comprensione. Ma dopo aver catturato con successo i Paradolciumi, p otevo dire di essermi preparato a quel tipo di situazioni. Fu quello il motivo per cui, nel pieno del pomeriggio, intento a sfogliare con n oia un grosso tomo sulla storia di Equestria, senza essere davvero immerso nella lettura, alzai di scatto la testa, rabbrividendo. Spike notò il mio scatto e mi f issò, salendo su una sedia. -...che ti succede?- mi domandò, incuriosito. Era una sensazione tremenda, come un gigantesco brivido di freddo che ti saliva dalla punta dei piedi e ti percorreva tutto il corpo, concentrandosi sulla colon na vertebrale fino a risalire sulla testa e una volta lì, esplodere in tutta la su a inquietudine. Istintivamente, mi strinsi al tavolo, come cercando di diminuire l'intensità di quella strana reazione. -...se soltanto lo sapessi...- dissi con rimpianto, sospirando. E fu esattamente dopo aver detto ciò che la porta venne spalancata e una Applejack estremamente entusiasta entrò nella stanza. Nello stesso momento, la sensazione s parì, ma l'inquietudine rimase. -Howdy a tutti! Cercavamo Twilight Sparkle! Dobbiamo farle vedere una...- Dovete ?- domandai io, perplesso, sottolineando la bizzarria del plurale. La texan a sospirò e si spostò, come se avessi detto una stupida ovvietà, mostrando il resto de l gruppo quasi al completo. Ovviamente, mancava all'appello la già citata prugna, ma non ci mise molto a mostr arsi, visto che apparì all'improvviso dalla cucina. -Ciao, ragazze! Cosa dovete farmi vedere?Applejack allargò ancor di più il proprio sorriso, si avvicinò al tavolo e si tolse il cappello, appoggiando sulla superficie lignea un oggetto dall'aspetto pesante. La combriccola, compreso Spike e il sottoscritto, si dispose a ventaglio per oss ervare meglio l'oggetto. -...È una scatola..?- azzardò Twilight Sparkle. Più che una scatola, sembrava un piccolo forziere rinforzato in ferro rugginoso, m a nonostante l'incidere del tempo, sembrava essersi mantenuto assai bene, visto che comunicava un'idea di solidità e di resistenza.

Il mio spirito di Detective mi suggerì di non cascare nel tipico trucco del mago, ovvero di far sì che l'attenzione del proprio pubblico restasse su ciò che voleva mo strare. Quindi istintivamente alzai lo sguardo, studiando le varie spettatrici. Applejack aveva un espressione soddisfatta, che sembrava comunicarne tutta la co mpiacenza che poteva nascere dal portare alla vista del mondo un oggetto di dubb ia necessità, ma di sicura attrazione. Rarity aveva gli occhi che brillavano. Provai ad immaginarmi quali mirabolanti v isioni si fossero concentrate all'interno della sua testa, ma mi ritrovai a pens are a Tom e ci rinunciai. Da quando Twilight Sparkle mi aveva raccontato di Disc ord e di quello che era successo, facevo seria fatica a prendere sul serio ciò che avrebbe potuto desiderare l'unicorno. Pinkie Pie (tanto per cambiare) saltellava in giro canticchiando. Non feci neppu re troppa attenzione a quello che stava liberamente interpretando, dando per sco ntato la mancanza di senso della frase. Rainbow Dash, quando Applejack mostrò l'oggetto delle meraviglie , la fissò con delusio ne, alzando un sopracciglio. Come per dimostrare tutta la mancanza di entusiasmo che le aveva comunicato quel la scoperta, commentò con tono neutro: -Tutto qui? Una scatola? Datemela, che ve la apro...Quindi la afferrò e cominciò a lavorarci sopra nel tentativo di scassinarla. Ultima ma non ultima, Twilight Sparkle aveva un'espressione indecifrabile, che c on ogni probabilità doveva essere un miscuglio tra sorpresa, curiosità e un pizzico di qualcosa che non riuscii ad individuare, ma che in mancanza di termini miglio ri chiamerò Espressione Prugnesca . Nel mezzo di quella smorfia, sembrò quasi risveglia rsi all'improvviso da un sogno ad occhi aperti e fissò con preoccupazione il modo barbaro con cui la pegaso stava tentando di rivelarne il contenuto. -Ma se usassimo una penna per aprirla? Mi sembra solida, Rainbow Dash...- consig liò. -Ho quasi fatto! Solo un secondo!La fece cadere a terra e ci si lanciò sopra con lo zoccolo, facendola solo saltare lontano per la potenza dell'impatto. Sbuffò e volò rapidamente a recuperarla, ricom inciando da capo. -Beh, la chiave è andata, quindi o l'apriamo così, o non scopriremo mai cosa c'è dentr o!- commentò Applejack. -Scusa, cara, ma dove hai detto di averla trovata?- domandò con lo stesso sguardo luccicante Rarity, avvicinandosi. -Beh, ieri Granny Smith ha deciso di rimettere a posto la soffitta, tanto per. E mentre rispolverava, ha trovato quella scatola, che le aveva lasciato suo nonno , Mortimer "GreenHorn" Apple!Notai che il nome lo disse con una tonalità particolare, giusto per sottolineare a ncora di più quanto ne fosse orgogliosa. -Il tuo bisnonno..?- osservò Fluttershy. -Si...-

Dopo quest'uscita, l'occhiata luccicante di Rarity si era spenta come una candel a su cui era stato gettato di colpo un secchio d'acqua. Probabilmente aveva capi to che le probabilità che dentro quella scatola ci fosse qualcosa di valore erano pari allo zero, o comunque ci andavano molto vicine. -E cosa dovrebbe contenere?- chiese Pinkie Pie smettendo di saltellare e avvicin andosi alla radice della discussione. Tale radice, Applejack, la fissò con uno sgu ardo professionale (a tutt'oggi, è il miglior termine con cui riuscirei mai a defi nire quell'occhiata) e disse: -Non ne ho la minima idea, zuccherino...Fu il tono, con ogni probabilità, a lasciare un pesante vuoto tra i presenti, e il relativo silenzio che ne conseguì. A me, più che altro, servì a capire quanto quei di scorsi fossero una perdita di tempo, e quindi abbassai lo sguardo, tornando a co ncentrarmi sul mio libro. -YAH!- gridò Rainbow Dash calciando di nuovo la scatola. Sentendo la forza dell'im patto, avevo alzato lo sguardo, molto furbescamente. L'istinto da Detective ti a iuta a osservare cose importanti, non ad evitare assurde scatole lanciate da ass urdi pegasi. Ergo, la scatola schizzò fulminea e mi finì in faccia con violenza, fac endomi cadere a terra violentemente. A tutt'oggi faccio fatica a spiegarmi il perché, ma il silenzio che si era creato divenne ancora più pesante. Mi rialzai, chiudendo gli occhi più e più volte. Istintivamente, mi toccai il naso e il labbro, su cui stava scivolando lentament e un filo di sangue. Mi voltai di scatto verso Rainbow Dash, che non sembrava se ntirsi minimamente in colpa per quello che aveva fatto. -Tutto bene, zucchero?- domandò, preoccupata, Applejack. Io non aprii bocca, ma af ferrai la scatola con la sinistra e mi allungai sul tavolo per prendere due penn e d'oca. Posizionai la scatola di fronte a me, spostando la sedia, e cominciai ad armeggi are con la serratura e le due penne, finché non le sentii bloccarsi. Quindi mi mis i lateralmente e le colpii dall'alto verso il basso con un pugno. Le piume si spezzarono e la scatola si aprì con uno scatto, mentre le due punte di mezzate volavano oltre il tavolo. Alzai lo sguardo su Rainbow Dash, incrociando le braccia e fissandola malissimo. Prugna e compagne mi rivolsero uno sguardo stupefatto, mentre io mi asciugavo il sangue con il manico della giacca, come se fosse il gesto più normale del mondo. -Come hai...- iniziò Applejack, ma la interruppi mostrandole la serratura rotta de lla scatola. -Questa tipologia di serrature viene detta Incastro e si compone di due parti dist inte che, una volta chiuse, si chiudono l'una con l'altra. In realtà, questo rende solo più facile il lavoro degli scassinatori. Con qualcosa più resistente di qualsi asi bastoncino di legno e una leggera pressione, si può benissimo...-Non mi sorprende il fatto che tu ti intenda così tanto di scassinamento...- sibilò acida Rainbow Dash. Mi voltai verso di lei con l'occhiata più fredda che riuscii a fare. -Stai insinuando qualcosa, Rainbow Dash?-

-Si, è proprio quello che sto facendo. Quanto sei perspicaceUna nuova ondata di freddezza e di gelo si diffuse per la stanza, mentre io e la pegaso ci guardavamo in cagnesco. .GUARDATE! Una pergamena!- esclamò Pinkie Pie, probabilmente per allentare la tens ione. Fissai la scatola aperta e ne estrassi il contenuto: una pergamena piuttosto inv ecchiata e chiusa da una stoffa color porpora con lo stemma di una mela. -...penso che questa sia tua, Applejack- dissi porgendogliela. La pony si avvicinò, la afferrò con i denti e la posò sul tavolo, srotolandola. Quindi , la lesse ad alta voce. "Alla mia amata nipotina Smitthy, ho deciso di rivelarti il segreto del mio grande tesoro, nel caso in cui, un gio rno, la piantagione si rovini o abbia bisogno di cure immediate. Al tempo in cui lo scoprii, ero in viaggio verso il Deserto, e mi fermai in una località chiamata Ponyview. Qui incrociai e strinsi amicizia con un tipo bizzarro ma molto intelligente, un certo Melancholy Hooves, il quale mi vendette, dopo av ermi mostrato la sua spettacolare efficacia, un elisir per la rinascita e la cre scita immediata delle piante. Come ben sai, io avevo esperienza di ogni tipo di truffe e di raggiri. Perciò effe ttuai tutti i controlli del caso, ma il Doc non mi aveva detto una balla. Il Siero funzionava sul serio. Tuttavia, in quel momento non ne avevo bisogno. Inoltre, si era sparsa la voce c he una nuova banda di banditi assaliva i treni, derubando di qualsiasi cosa i pa sseggeri. Dovevo proteggere quella scoperta. Così mi rivolsi a un gruppo di bufali, gente de l deserto di cui mi fidavo, che mi disse il luogo dove l'avrebbe nascosta, sugge llando la nostra amicizia con una strana bevanda definita vodka. Cara nipote, custodisci per sempre queste indicazioni, per te e per le future ge nerazioni della Famiglia, nel caso in cui ti servano. Con affetto, il padre di tuo padre, Mortimer Apple"

E improvvisamente, capii da che cosa era nata quella sensazione di freddezza che poco prima mi aveva distrutto psicologicamente. Pietrificai, fissando Applejack che, con un accenno di anche maggior entusiasmo, rileggeva rapidamente la lette ra. -No...- sussurrai, con disperazione, più a me stesso che a qualcuno. Dopotutto, a cosa sarebbe servito dirlo ad alta voce? Fissai con crescente demotivazione prima la texana, poi in ordine di felicità cres

cente le sue amiche. -Beh, direi che ho risolto il mio problema più grande! Prendiamo il primo treno pe r Ponyview e andiamo a recuperare questo siero!- decretò Applejack con brio. Seguì q uest'affermazione una serie di ovazioni, giusto a confermare la totale ed assolu ta partecipazione delle presenti. Mi sorprese il fatto che in tale categoria fos se compresa anche Fluttershy, ma ebbi il buon senso di non porre domande, visto che se ne avessi posta una, avrei potuto essere automaticamente aggregato all'in terno di quella combriccola di folli avventuriere. Non appena pensai di aver via libera (ovvero, quando si riunirono a comunella pe r discutere di bagagli e affini), aggirai il tavolo e quanto più silenziosamente m i fu possibile, sgattaiolai verso la porta. Una volta sulla porta, mi voltai a fissarle, pensando che sarebbero sparite per un bel pezzo. La cosa non mi dispiaceva, finché non mi portavano con loro. Odiavo i luoghi torridi come i deserti, e se nel mezzo dovevo metterci anche una buona fetta di sopportazione del caratterino della pegaso arcobaleno, diventava una so fferenza. -Yeah! Sarà una perfetta avventura alla Daring Doo!- esultò Rainbow Dash. E allora tienila per te... non colse. sibilai mentalmente, annientandola con uno sguardo che

Mi voltai, aprendo silenziosamente la porta, e mi voltai di scatto per tirarmi f uori di lì. Più avanti, mi sarei chiesto più volte perché in quella situazione il mio sesto senso di Detective non avesse reagito, visto che mi trovai davanti la faccia della tor ta rosa, con un sorriso enorme e un po' infantile stampato in faccia. Tanto per cambiare. -OH! OH! Filippo! È tutto così eccitante! Non lo credi anche tu? Non credi che sia e ccitante? Eh? Eh? Sono sicura che anche tu sia sicuro che tutto questo è fantastic o!Istintivamente, arretrai di qualche passo, mentre la tortina avanzava a sua volt a, continuando a cianciare. -Pensa a tutto quello che potremo vedere! Il caldo, la sabbia, gli scorpioni, i bufali! Secondo te siamo mancate a Little Strongheart? Eh? Eh? Perché io credo che sia proprio così! Oh, ma se ci rivediamo dovrò prepararle qualcosa di speciale! Uno spuntino! Un dolcetto? Che ne pensi? I dolcetti sono la cosa migliore di questo mondo! Hai mai assaggiato i cupcakes? Rainbow Dash, dobbiamo fare dei cupcakes insieme, domani! Ma oggi li farò con te, i cupcakes! Andiamo, su! Su!So che sembra incredibile, ma per tutto il tempo in cui Pinkie Pie parlò a macchin etta, trattenni il fiato, come se mi fossi trovato di fronte una bomba ad orolog eria che aspettava solo di scoppiare. Nel mentre del discorso, avanzò verso di me, finché non inciampai nei miei stessi piedi e caddi a sedere sul pavimento della l ibreria. La tortina mi piantò in faccia i suoi occhi color cielo. Si formò nuovamente un silenzio tombale, che interruppi deglutendo. -...ehm... si?-Ma certo che si! Dopotutto, come potrebbe essere altrimenti?-...cosa?-

-Ah, è tardi! Devo andare a preparare degli snack per il viaggio! A dopo!E voltatasi, scattò via, chiudendosi la porta alle spalle. Trattenni il fiato per un po' di tempo, come aspettandomi di vederla riapparire all'improvviso, e poi s ospirai. -...devo venire anche io?- domandai, per correttezza, ad Applejack. Lei alzò un so pracciglio, come se fosse una cosa ovvia. Ma non lo era.

Passarono due giorni di febbrile attesa e preparazione. Ovviamente per modo di d ire, visto che la voglia effettiva di andare con loro era poca. Ma sapevo che Pi nkie Pie ci sarebbe rimasta male, se avessi rifiutato, e qualcosa che avrei defi nito Istinto di sopravvivenza mi consigliava di non contraddire la tortina, se non avessi desiderato finire all'interno di uno dei suoi dolci. La mattina della terza giornata, dunque, mi trovai con Twilight Sparkle e Spike, di fronte alla stazione del treno, che sarebbe partito di lì a poco. Sbadigliai, assonnato e vagamente annoiato da tutta quella storia. Perché finivo s empre nelle situazioni più disparate? -Quindi ci rivediamo tra tre giorni, Twilight?- domandò il drago all'unicorno, con una vaga nota amara nella voce. Lei gli rivolse un sorriso accogliente. -Già. Fa attenzione con la libreria, mi raccomando!-Sta tranquilla! Stai parlando con il miglior assistente del mondo!- rispose, al legro. Voltai di scatto la testa, fissando i due con un sopracciglio alzato. Ma certo. Lo stesso assistente che si sveglia nel cuore della notte per consumare la scorta segreta di meringhe. Affidabile e goloso, come al solito... . -Ehi, Twilight!- ci chiamò la voce squillante di Pinkie Pie. Mi aspettavo di vederla vestita in qualche modo assurdo, invece aveva con sé le so lite borse laterali. Mi resi conto che in fondo, anche vederla vestita in modo no rmale era strano di per sé, quindi l'effetto della sorpresa finì quasi immediatamente . -Sei in anticipo Twilight!- commentò allegramente, avvicinandosi. -...anche te, se è per questo...-Ma io sono SEMPRE in anticipo!- rispose come se fosse la cosa più ovvia del mondo . Pensai ad almeno una manciata di casi in cui non si poteva essere in anticipo pe r definizione e sentii forte la tentazione di estraniarli, ma mi voltai verso Tw ilight Sparkle, che annuì con un'espressione sconsolata. Ergo, richiusi la bocca e tenni per me le mie osservazioni. Qualunque cosa facesse Pinkie Pie, aveva sempre e comunque SICURAMENTE senso. E se non era così, il problema era la tua scarsa apertura mentale.

In quel momento, credetti che pensare in na religione, un giorno

Termini di Pinkie Pie

sarebbe diventato u

Una dopo l'altra, tutte le partecipanti della combriccola ci raggiunsero. Quando fummo al completo, il treno aveva ancora da arrivare e l'aria che girava era de lle migliori. Fissai da lontano quel gruppo che sembrava composto di assurdità. Una sarta, una p egaso multicolore con il pallino della velocità, un albero naturalista, una patita di feste, una texana e una prugna. Non aveva alcun senso. Ma funzionava per il semplice fatto che adesso erano lì, a poca distanza da me, discutendo e facendo supposizioni in allegria su ciò che avre bbero probabilmente visto o fatto. -Beh?Mi voltai di scatto nell'altra direzione, fissando Spike, che mi scrutava a brac cia conserte e uno sguardo indecifrabile. -...che cosa c'è?- chiesi più per correttezza che per vero e proprio desiderio di sa pere che cosa gli passasse per la testa. -Hai sempre quell'espressione cupa? Non pensavo gli umani fossero così deprimenti! Probabilmente doveva essere un tentativo di risollevarmi il morale, ma servì solta nto a spedirlo ancora di più in profondità. -No, in genere no...Si posizionò di fronte a me e mi guardò con uno sguardo penetrante, che decisi di ri cambiare. -Uhm... non dovrei essere io a dirti questo, ma...-Fai attenzione, non metterti nei guai, non dire in giro che sei un umano se non vuoi essere linciato e cose così?- lo interruppi, credendo di sapere che cosa mi avrebbe detto. -Beh... non proprio. Più che altro, fai attenzione a loro ...Con la punta del pollice, indicò le principali attrici di quel contesto. -...perché?-Eh, in genere, quando si trovano insieme da qualche parte, succedono cose assur de...Mi ero preparato una risposta acida, ma me la rimangiai, credendo più opportuno no n estraniare tale cattiveria. -...beh, grazie...-Prego...-Se te le riporto intatte, me la lasci una meringa?-

Salito sulla carrozza, detti una rapida occhiata alla disposizione della stessa, alzando un sopracciglio di fronte alla disposizione delle cuccette, ma decisi c he non mi sarei espresso in merito. Scelsi la prima che mi capitò e lanciai la bor sa sul letto, sedendomici accanto e restando in silenzio. Una manciata di minuti dopo, disposto anche il resto del gruppo, il treno fischiò con forza e i pony che avevo notato di fronte alla carrozza cominciarono a trainarla, mettendo in moto . Eravamo partiti. Mi voltai verso l'interno della cuccetta, fissando il finestrino che vi si trova va e appoggiandomi al cuscino. Esternamente, il paesaggio primaverile di Ponyvil le scorreva con rapidità, ma sembrava sempre uguale, in un'eterna ripetizione di l ussureggiante campagna e di folte foreste. Il viaggio sembrava promettersi lungo. Tanto valeva tentare di addormentarmi. All'interno del vagone, però, c'era qualcuno di avviso leggermente diverso. -...ehm, Filippo..?Alzai istintivamente un sopracciglio quando sentii la vocina sottile di Flutters hy chiamarmi. Sia perché ero immerso nei miei pensieri, sia perché era stata lei a f are il mio nome. Mi affacciai fuori dalla parte del letto, estraendo la testa e guardando sopra di me. -Si?Si era improvvisamente creato un silenzio tombale nel vagone, come se la mia ris posta improvvisamente contasse qualcosa. -Se... se non ti scoccia rispondermi, ecco... si, ehm...E farfugliò qualcosa di incomprensibile. -...come?-Ho detto che, si, sai...Ripeté nello stesso identico modo ciò che aveva detto. Mi spazientii. -AspettaMi avvicinai, aggrappandomi alla parte superiore della struttura che conteneva i letti e inclinai la testa, porgendole l'orecchio. -Vai ora-Che posto è il tuo mondo?- sussurrò. Per un secondo mi mancò il fiato. Mi allontanai leggermente, fissandola, e poi vol si lo sguardo verso il resto del vagone. Ovviamente, mi stavano fissando. Prevedibile. Sospirai, rimettendomi dentro la cuccetta. -Beh, dipende... che cosa sapete, del luogo da dove vengo?-

-Io ho sentito dire che è una terra immensa ed infinita, circondata da fiamme che non si spengono mai ed abitata da creature tremende per definizione...- disse im mediatamente Rainbow Dash. -Non era un luogo secco e senza vita? Una terra brulla fatta di rocce e senza po ssibilità di farci crescere niente?- ribatté, perplessa, Twilight Sparkle. E vedere lei, quella razionale e metodica, dire una sciocchezza di quel genere mi demotivò parecchio. Ma il colpo finale venne con Rarity. -Io sapevo che era un luogo innevato, freddo e inospitale, costantemente spazzat o da venti freddi e bufere di neve, senza alcuna luce!Scoppiai a ridere di gusto, dopo aver sentito tutti questi racconti. Mi fermai d i colpo, prendendo un profondo respiro. -Allora... quello che mi avete detto è tutto vero, come non lo è affatto...-Ma che risposta è!?- obbiettò Applejack, irritata. -Fammi finire. Nel mio mondo convivono situazioni climatiche molto diverse tra l oro. Così, come in una zona c'è caldo torrido e deserto, in un'altra ci può essere una fertile radura o un gelo perenne. È come un puzzle. E credetemi, è fantastico...-Fantastico? Cosa ci può essere di fantastico, nel gelo continuo?-Non vederla come un pony, Twilight. Ogni situazione si compone di infinite sfac cettature che, purtroppo e per fortuna, cambiano in base a chi guarda. Situazion i diverse comportano idee e scopi diversi, e così si compone un universo. L'ho cap ito stando qui, ma lo sapevo già fintanto che ero di là ...Feci una pausa ad effetto, mettendomi le mani dietro la schiena. -Posso parlarvi della zona dove vivevo io, perché il mio mondo è immenso. Incredibil mente grande. Si pensa di averlo visto tutto, ma in realtà ci sono ancora così tante cose da scoprire che con ogni probabilità siamo solo all'inizio, se non prima... e crediamo di aver fatto tanto. Un po' megalomani, no?Non mi aspettavo nuove domande. O almeno una risposta, a quel punto. Ma Pinkie P ie era una sorpresa costante, e decise di non tradire le aspettative su di sé nepp ure in quel frangente. -Ma gli umani dovrebbero essere cattivoni! Tu non sei... cattivo , sei solo un po' acido e scontroso! Molto scontroso!Alzai un sopracciglio, restando in silenzio. Cattiveria? In effetti, molti umani erano senza scrupoli. Ma di lì a definirli malvagi... -...beh, Pinkie Pie, in questo mondo gira un aria di innocenza e di purezza che difficilmente passerebbe inosservata. O per lo meno, qualcuno che come me è abitua to ad una società umana l'ha notata subito. Il punto è che non tutti gli umani sono cattivi. Molti di noi, la maggior parte, s i fa degli scrupoli, ma in genere questi finiscono nel momento in cui otteniamo uno stato di benessere che corrisponda ai nostri desideri o che ci vada il più vic ino possibile. In parole povere, cerchiamo di ottenere ciò che vogliamo a discapit o di coloro che ci circondano, ma rispettando limiti oltre i quali in genere non trascendiamo. Sia che essi siano morali o legali. Forse adesso la situazione è più

chiara...Seguii una pausa di silenzio in cui in testa a tutte le presenti passò lo stesso, identico concetto. -Ma... è orribile!- decretò Rarity. -Se può consolarvi, ci sono ancora persone che fanno distinzione tra bene e male , ma p enso che sia un concetto sbagliato. Non sei nessuno per giudicare la correttezza morale delle motivazioni che spingono chi ti sta davanti, quindi penso che sia una definizione abbastanza inutile di per sé, ma ognuno la pensi come vuole...-E tu sei uno dei buoni... vero?La vocina di Fluttershy risuonò come se un petardo fosse esploso all'improvviso ne l silenzio che si era creato immediatamente dopo ciò che avevo detto. Istintivamen te alzai la testa verso la direzione della sua voce, trovando solo un muro di le gno ad oscurarmi la vista. Che domanda era? Riconosco che effettivamente mi sentii un po' offeso dalla sua mancanza di fede. -Certo che no. Io sono uno degli umani più perfidi che esistano. Perché, avevi dei d ubbi, Fluttershy?-Oh, no... no... tu sei sicuramente il più cattivo di... ehm... tutti...Sospirai, un po' divertito. -Stavo scherzando. Non penso di essere catalogabile secondo i vostri criteri di bontà e di cattiveria, perché sarebbero abbastanza diversi dai miei. Vedimi come... beh, neutrale. Penso sia la miglior definizione...-Un umano neutrale. Questa si che è buona...- commentò Rainbow Dash. Non le rivolsi neppure mezza occhiata, rigirandomi sul letto alla ricerca di una buona posizion e.

Il viaggio avrebbe dovuto continuare a lungo, quindi finii per addormentarmi, ig norando i discorsi delle sei. Ancora una volta, il sonno non mi portò immagine alc una o ricordi, concludendosi ancora una volta in quella parete nera che mi era d iventata familiare. Con probabilità, dormii abbastanza a lungo, anche se non sapre i definire quanto. Ma quando mi svegliai, uno scossone mi fece rotolare fuori da lla cuccetta, sul pavimento del vagone. -Ci siamo fermati? Ma siamo in pieno deserto!- esclamò Applejack. -Forse c'è un guasto al motore...?- ipotizzò Rarity. Mi rialzai, guardandomi intorno, vagamente irritato. Effettivamente, eravamo fer mi immobili, e dalla finestra del letto si intravedeva un'ambientazione desertic a. Mi voltai di scatto verso la porta di collegamento, sentendo degli strilli e del le richieste di aiuto venire zittite bruscamente da altre grida. Rapidamente, un a vaga idea della situazione mi si formò in testa. La porta si aprì di scatto e cigolando, permettendo l'apparizione di due nuovi fig uri.

Un pony dai baffi spioventi entrò con aria minacciosa stringendo un coltello affil ato tra i denti. Lo seguì un altro tizio, meno amichevole del primo e disarmato. -Bene, signorine. Il vagone è sotto il nostro controllo. Dateci tutti i vostri ave ri e nessuno si farà male...Detto ciò, seguì un silenzio di incredulità, e poi Rarity strillò, causando il panico. Mi voltai a fissare le mie compagne di vagone, che si spostavano verso il fondo della struttura, tentando di aprire la porta, misteriosamente bloccata, quindi d etti nuovamente tutta la mia attenzione ai due rapinatori. -Ma guarda, una strana creatura... ragazzino, che cos'hai in quella borsa di pel le?-Ah, adesso sono una strana...-NON TOCCARLO!- gli ordinò Twilight, alle mie spalle. Non mi voltai per guardarla male solo perché altrimenti mi sarei scoperto. -...non avvicinateviIl bandito sghignazzò. -Mi piaci, moccioso. Hai grinta. Ma ti servirà a ben poco contro di noi, tutta que lla determinazione...Oh, davvero? Ti piace la determinazione? È un peccato, boss, perché essa porta con se una considerevole dose di dolore... pensai, avvicinandomi di un paio di passi. -A questo proposito, posso darle un consiglio, insieme alla borsa dove tengo tut ti i miei soldi? Sono parecchi, glielo assicuro...- dissi togliendomela e porgen dogliela con la mano sinistra. -MA SEI SCEMO?!- esclamò Rainbow Dash alle mie spalle. Gli brillarono gli occhi. -E sarebbe?-Quello non è il modo giusto di tenere un coltello, Mister. Rischia di venir disar mato...Calò nuovamente silenzio, mentre i due si guardavano e poi scoppiavano a ridere, t enendosi l'un l'altro. Finito il momento di ilarità, quello con i baffi mi puntò gli occhi addosso, carichi di lacrime, e mi sorrise. -Ah! Pensi di saperne più di me su come si tiene una lama, stupido ragazzino?Sorrisi a mia volta, rimettendomi la borsa a tracolla. -No, a dir la verità. Io non so niente di come si tiene un coltello. Ma so perfett amente la differenza tra mandibola e mascellaScattai all'improvviso, schiacciandogli il volto con entrambi i pugni. Lui gridò d i dolore, lasciando andare il coltello.

Mi lasciai cadere di schiena e lo colpii con le gambe, scaraventandolo addosso a l compagno. Il primo rimase tramortito, ma il secondo non svenne, fissandomi con astio. Mi rialzai rapidamente, saltando indietro e creando nuova distanza tra me e l'al tro rapinatore. -Tu da adesso sei automaticamente morto...- sibilò, recuperando il coltello del pr imo e preparandosi a lanciarsi su di me. Studiai rapidamente l'anatomia di un pony. La testa era posta anteriormente alle zampe, il che lo rendeva scoperto in una qualsiasi sfida con un essere bipede e d abbastanza alto, come me. Non avevo bisogno di grandi conoscenze di combattime nto o simili per riuscire a sconfiggerlo. Semplicemente, inarcai la gamba all'indietro, preparandomi. Il bandito scattò, puntandomi il coltello addosso, e appena fu a tiro, lo colpii c on un calcio subito sotto la mandibola, concentrandoci quanta più violenza possibi le. Il pony rotolò all'indietro, cadendo su se stesso, disarmato e svenuto. Mi avvicinai, lo scostai con una pedata al ventre e raccolsi il coltello, pulend omelo sulla giacca con fare un po' schifato. Quindi lo afferrai, studiandone la lama e facendoci scorrere sopra il dito indice. Le sei equine si avvicinarono in quel momento, fissandomi perplesse. -Tu sai combattere?- domandò Applejack alzando un sopracciglio. La fissai vagament e sorpreso. -No..?- risposi come se fosse la domanda più ovvia di tutte, mettendomi il coltell o nella borsa e girandomi verso la porta. -No, seriamente- mi riprese la texana. Sospirai e mi voltai verso di lei. -Tu dai calci agli alberi ogni giorno. Un calcio lo so dare anche io. I pony han no la testa nella parte anteriore del corpo, secondo un criterio di Simmetria Bi laterale che divide l'organismo a metà. Essendo tutti gli organi di senso nello st esso punto, se...Quando capii che si era persa nel mio discorso, feci un nuovo sospiro e alzai le spalle. -Se si colpisce la mandibola, tutta la testa rintrona-E non potevi dirlo subito?!Alzai gli occhi al cielo, mettendomi le mani in tasca. -Torniamo a noi. Qualcuna di voi si intende di fisica?Istintivamente, tutti i presenti voltarono lo sguardo verso Twilight Sparkle, ch e lo piantò addosso a me un po' sorpresa, un po' perplessa e un po' offesa. -...si?-Quanti pony ci vogliono per fermare un treno in corsa?-Ma che domanda è?!-

-Una domanda la cui risposta potrebbe cambiare la nostra attuale situazione, car a la mia prugna. E purtroppo, non sai nemmeno quanto...-

Uscii dal finestrino, atterrando in mezzo alla sabbia. Immediatamente, la sensaz ione di calore torrido mi afferrò, lasciandomi fastidio e irritazione. Io odiavo i luoghi caldi, dopotutto. Mi voltai, fissando l'interno della carrozza da fuori. Twilight e compagne si di spersero in una direzione e nell'altra, così come ci eravamo messi d'accordo. Prima di andare verso la locomotiva, persi un attimo a guardarmi intorno. Da qua lsiasi parte mi voltassi, sabbia e calore sembravano essere i re incontrastati d i quel luogo. Come avrei scoperto più tardi, in realtà c'era un terzo re, molto più importante di qu ei due miseri elementi. Scossi la testa, cercando di ignorare la temperatura, e scattai in direzione del la testa del treno.

-Dunque, bimbe...- dissi, estraendo dalla bisaccia in pelle un gesso bianco che portavo per ogni evenienza. Mi chinai a terra e disegnai, contando mentalmente, una serie di quadrati legati da una linea, in base al numero di carrozze. In fondo, posi un triangolo che ra ppresentava la locomotiva. -Uh! Un disegno! È... è un serpente?Mi colpii la fronte con la mano, dopo l'uscita di Pinkie Pie, sospirando. -No. Immaginatevi i quadrati come carrozze e la locomotiva come il triangolo. Qu esta è una pianta del treno, più o meno. Ora, potrei avere un piano, ma ho bisogno d ella vostra collaborazione...Alzai lo sguardo, trovando più o meno risposte affermative negli sguardi delle mie compagne di viaggio. Ovviamente, tale selezione escludeva Rainbow Dash, che mi rivolgeva uno degli sg uardi più truci che avessi mai visto. -Stai DAVVERO pensando di darmi degli ordini?- domandò con voce velenosa. Alzai un sopracciglio, rimanendo in silenzio. -Oh, no. Certo che no. Io ti do un consiglio. Se poi vuoi seguirlo è una tua scelt a...-

Mi diressi verso la locomotiva, nascondendomi lateralmente al vagone immediatame nte precedente e studiai la situazione da fuori. Un bandito aveva portato fuori i due macchinisti e gli puntava contro un coltello, fissandoli in silenzio, così c ome i due lo guardavano a loro volta. Mi avvicinai, silenziosamente, e lo colpii con un calcio alla nuca, atterrandolo

e prendendomi la sua lama. Alzai lo sguardo sui due, che mi fissavano con un misto di sorpresa e gratitudin e. -Ci hai salvato! ...ehm, cosa sei?- mi chiese il primo. Sospirai, scuotendo la testa. -È una storia lunga. Ascoltate, io e le mie... un piano, ma dovete collaborare...Si guardarono negli occhi, annuendo. -Dicci tutto-Qualunque cosa succeda, e intendo davvero qualunque, non dovete far partire il treno prima del mio segnale. È fondamentale che questa roba resti dov'è-Va beneMi voltai verso i vagoni, fissando le strutture in silenzio. -Quanti banditi ci sono?-Saranno una ventina, forse di più... e sono tutti armati-Pugnali?-PugnaliMi morsi il labbro, preoccupato. Avevo dato per scontato che non avessero tutti delle armi. -Ok. Nuovo piano. Se in due ore non abbiamo fatto piazza pulita, qualunque cosa succeda, VOI mettete in moto il treno e partite. Avete capito?-Certo!-FERMATI, RAGAZZINA!- gridò una voce maschile in lontananza. Perfetto... pensai, voltandomi e scattando verso l'entrata della prima carrozza. colleghe vi stiamo liberando. Abbiamo

-E se non lo seguo, cosa mi fai?- domandò con strafottenza, fissandomi dall'alto i n basso. Le sorrisi con semplicità, resistendo alla forte sensazione di mandarla a cagare. -Io? Oh, io non farò niente, Dashie.... Quei banditi laggiù, però, farannoSpalancò gli occhi e strinse i denti, irritata e sorpresa al tempo stesso. Alzai u n sopracciglio ma rimasi in silenzio. -...ti ascolto- disse alla fine. -Un bandito è un tipo semplice. Funziona in modo semplice, agisce in modo semplice e soprattutto reagisce, in modo semplice. Ergo, per sconfiggerli, ci serve un p iano semplice!-

-...mi sembra una sciocchezza...- osservò Twilight Sparkle. -Fammi finire, per favore. Il punto è che in genere non caschiamo nelle trappole c he ci sembrano troppo complesse proprio perché capiamo che abbiamo di fronte una t rappola, anche se non riusciamo a comprenderne il contenuto. Trappole troppo nas coste vengono viste subito, d'altro canto. Per nascondere qualcosa, dobbiamo far e in modo che quella cosa sia sotto gli occhi di tutti. Un po' come fa un mago. Dopotutto, non possiamo semplicemente abbatterli tutti, sono in superiorità numerica . Ma possiamo batterli con l'astuzia. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è piazzare la nostra trappola proprio sotto i loro occhi e spingercela dentro. Qui entrate in gioco voi. Bimbe, dovete dividervi tra i vari vagoni ed attrarre tutti i banditi che vedete nell'ultima carrozza, magari portando i passeggeri nelle prime. Poi, una volta che li avremo tutti lì, la staccheremo e faremo partire il treno, lasciandoli qui! -Il tuo piano ha una pecca, però- notò Twilight Sparkle. -Sarebbe?-Se ci hanno raggiunti una volta, cosa gli impedirà di raggiungerci di nuovo?Sorrisi. -Ho dimenticato di dirvi che le porte delle carrozze saranno chiuse...-

-GIÙ LA TESTA!- ordinai ai passeggeri della carrozza, scattando in avanti. Nel cor ridoio centrale, tra i posti, c'era un altro bandito, che si voltò a fissarmi sorp reso. Nello scatto, unii le mani le portai dal basso verso l'alto, contro il suo mento. Cadde a terra, stordito e disarmato. Raccolsi il suo coltello, mettendolo nella borsa di pelle, e lo afferrai, lancia ndolo fuori dalla finestra. Scattai verso il collegamento alla carrozza successiva e detti una rapida occhia ta dal finestrino che vi si trovava. Sul vagone successivo non c'erano obiettivi di sorta, quindi potevo anche fare la via breve. Mi arrampicai sul davanzale della finestra e feci per buttarmi. -Scusi, lei!Mi fermai, voltandomi leggermente. Una pony dall'aspetto altolocato mi guardava con un misto di offesa e perplessità. -Che cosa diamine sta succedendo, qui! Ho pagato per un treno, non per una gita avventurosa! Ma sopratutto, per l'amor di Equestria, che cosa diamine è lei?! Da q uando si tengono animali a piede libero sui treni?! La direzione avrà di che senti rmi!La fissai in silenzio, mandandola a quel paese in almeno in trenta modi diversi, non tutti nella stessa lingua, prima di lanciarmi all'esterno. Il bandito che a vevo lanciato si stava rialzando, quindi gli atterrai con entrambe le ginocchia sul volto, tramortendolo del tutto. Me lo caricai sulle spalle, fissando ancora una volta l'ambientazione desertica

che mi fissava. Rabbrividii, anche se faceva un caldo pazzesco, reso ancora più te rribile dal peso che avevo in spalla. Pensai che sarebbe stato tremendo rimanere bloccati in un posto come quello, mag ari anche per giorni, senza alcun tipo di sostentamento per sé stessi. Guardai il pony sopra di me, fissandolo con un sopracciglio alzato e avviandomi verso la co da del treno. Mi domandai come facesse a vivere in un luogo tanto estremo, magari rimanendoci pure tutta la vita. Sentii ancora una volta, fortissima, la sensazione di voler tornare a casa, in un mondo razionale e assoluto che non mi avrebbe circondato d i pony carichi di pregiudizi senza senso. O almeno, dettati soltanto dal lato or ribile dell'essere umano. Scossi la testa, per concentrarmi su pensieri migliori, e ripassai brevemente il piano che avevo realizzato con le bimbe. Se stavano facendo il loro lavoro, ormai non avrebbe dovuto mancare molto. Rainb ow Dash doveva essere l'esca principale, dato che per la sua capacità di volo non avrebbe avuto problemi ad uscire dentro e fuori dalle carrozze più e più volte, se n ecessario. Inoltre, era particolarmente veloce, un dettaglio che la rendeva fond amentale per la trappola che avevamo preparato. Raggiunsi l'ultimo vagone, che avevamo selezionato come obiettivo e zona dove ri nchiuderli tutti. Era ancora vuota. La aprii dal lato posteriore e ce lo lanciai dentro, chiudendola con un gesto secco. Ero stato abbastanza furbo da chiedere ai macchinisti chiodi e martello. Così inch iodai le finestre per impedirgli di uscire, quando si sarebbero trovati ammassat i. Quindi passai alla porta, concentrandomi in particolar modo sulla maniglia e sul meccanismo di apertura. Ora toccava a loro.

Da fuori, vidi Pinkie Pie saltellare di vagone in vagone mentre una buona mancia ta di banditi la inseguivano con fare irritato e parecchio arrabbiato nei suoi c onfronti. Tanto buona e cara, la tortina, ma quando ci si metteva era tremenda. Rabbrividii nuovamente, spostando lo sguardo verso il resto dei vagoni. Una decina di minuti dopo, Rainbow Dash, dentro l'ultima carrozza, doveva volare sul tetto e tenersi alta, di modo che nessuno riuscisse a raggiungerla finché non fossero tutti lì dentro. Fummo fortunati, perché tra i vari membri della banda non c'erano pegasi che potessero intaccare il nostro piano. Vidi Twilight scattare sulla sinistra poco prima di entrare nella carrozza, salt ando sul suolo, mentre gli ultimi tre vi accedevano. Mi avvicinai alla struttura , salendo nello spazio che legava le ultime due, e fischiai con forza. Rainbow Dash schizzò fuori. Estrassi rapidamente martello e chiodi, bloccando anch e l'ultima uscita. La trappola era fatta e finita, a quel punto. Tolsi il fermo della carrozza e saltai a terra, voltandomi verso la testa del tr eno e scattando verso di essa. -Che fai?!- mi domandò la prugna, fissandomi. -Non c'è tempo per le domande!Non se lo fece ripetere due volte.

C'era un che di soddisfacente a correre con tutte le proprie forze sulla sabbia bollente, accanto un treno il cui ultimo vagone traboccava dei banditi che eri a ppena riuscito a fregare e la sensazione di vittoria che ti riempiva ogni singol a fibra del corpo. Ma non era solo soddisfazione. Era qualcosa di più profondo, ch e forse nasceva dal cuore o forse ancora dall'anima. Fu che in quella corsa trovai veramente un motivo per correre. Non c'era sabbia che con l'attrito mi trattenesse o alcun altro tipo di limitazione, in quel fran gente. Mi ero spesso chiesto come fare a confermare emozioni delle quali non si era mai davvero sicuri fino in fondo, e trovai la risposta lì, in quell'arido dese rto, mentre correvo per completare la strategia che avevo fatto insieme a quelle sei bimbe pazze e geniali insieme. Saltai rapidamente nello spazio tra la locomotiva e la carrozza, entrando con un a spallata. I due macchinisti si voltarono verso di me. Alzai la mano destra, ch iudendola a pugno, con un sorriso soddisfatto. -Fate partire quest'affare!- esclamai. Annuirono con soddisfazione, cominciando a spalare carbone con forza. Mi voltai e sospirai, stiracchiandomi e sbadigliando. Solo all'inizio del viaggi o avevo già dovuto fermare una banda di banditi, anche se in effetti avevo fatto b en poco. Beh, rallegrati, Filippo! pensai, alzando le spalle e dirigendomi verso la carrozz a dove alloggiavo poteva andare molto peggio, no? . Non mi sarei mai pentito abbastanza di averlo pensato. Spesso mi chiedo cosa sar ebbe successo se l'avessi detto ad alta voce. Ma preferisco non pensarci.

Tornai nel mio scompartimento con aria stanca e assonnata, trovandoci il resto d ella combriccola della Sparkle già posta. Non mi fermai nemmeno ad ascoltare quell o che dissero, indipendentemente a chi fosse riferito, l'unica cosa che volevo e ra sdraiarmi su quel letto dall'aria morbida e addormentarmi. A questo punto, ovviamente, viene da porsi una domanda. Com'è possibile che un gru ppo di banditi, probabilmente professionisti, si fosse fatto fregare da sei giov ani pony e un Detective inesperto? Fu proprio quello il punto. Non si erano fatti fregare. Eravamo stati noi poco f urbi, a credere che loro non lo fossero affatto. Mi sedetti sul letto, guardando le varie occupanti dell'area con un sorriso stan co e un sopracciglio alzato. Cosa avrebbe potuto rovinare un momento di tale perfezione e sensazione di vitto ria? Ovviamente ho una risposta. Lei. -Immagino che voialtri pischelli vi crediate assà furbi, ne'vvero?Mi gelò il sangue nelle vene. Mi alzai immediatamente in piedi e fissammo, in sile nzio, ognuno traendo le proprie reazioni da quella situazione assurda, la porta della carrozza dietro la nostra, che ora non c'era più, aprirsi su un ultimo bandi

to. Anzi, una. Oltretutto, unicorno. Mi si parò di fronte una pony che doveva avere, p iù o meno, l'età di Fluttershy e anche la sua altezza. Peccato che il colore fosse d iverso e che le mancassero un paio di ali candide. E ovviamente, anche l'espress ione non poteva essere più varia, visto che lì dove ci sarebbe dovuto essere un dolc e, candido e tenero volto di puledra c'era invece un'espressione ruvida e abbast anza indifferente a tutte le considerazioni appena fatte. Riconobbi, in quell'es pressione che mi fissava con occhi azzurri quanto il cielo, sotto un manto rossi ccio e una criniera, se possibile, ancora più rossa. Ci fissammo in silenzio, piantando l'uno gli occhi in quelli dell'altra. La band ita improvvisamente scosse la testa, come se volesse scacciare un pensiero fasti dioso, e si concentrò nuovamente su di noi. E tanto per cambiare, stringeva un coltello tra i denti. Mi domandai se tutti i componenti di quella banda fossero ventriloqui... per l'ennesima volta. -Ma a voi pischelli v'ha mica insegnato nessuno che quando se fà nn'u piano c'è semp re n'palo?Trattenni faticosamente le risate, dopo averla sentita parlare in quel modo. Una pony dalla parlantina che mischiava tutti i dialetti possibili e immaginabili e ra qualcosa di talmente esilarante da rendere quella giornata assurda ancora più e pica. -Eh?- ribatté Applejack, scendendo e affiancandomi. Pensai che fosse strano che qu ella domanda venisse proprio da lei, ma preferii non esprimermi. -Ma che lingua parli?- rincarò. -Parlo come mi pare e piace, pe'davvero!Sorrisi, mettendomi una mano sulla fronte e scuotendo la testa, mentre le due si guardavano in cagnesco. Feci qualche passo in avanti, separandole e guardandole con una vaga aria di superiorità. -Su, su. Calmiamoci tutti quanti un secondo e vediamo di ragionare su questa sit uazione. Allora. Tu, la capa, credo, dei banditi, sei salita sul treno che stava te cercando di rapinare, fallendo miseramente grazie a noi, e ci stai minacciand o con un coltello. E questo è un fatto. Vuoi sapere un altro fatto curioso?Mi chinai verso di lei con le punta delle dita unite. Mi fissò come se stessi dice ndo una grande vaccata. Mi avvicinai un po' a lei, sorridendole amabilmente. -Tu adesso sei da sola contro...Mi voltai e le contai rapidamente. -...sette soggetti agguerriti e volenterosi. O almeno sei di questi lo sono. Nes sun rancore, Fluttershy?La pegaso alzò un sopracciglio, restando perplessa. -Quindi, cara la mia bandita, mi è rimasta una domanda. In cosa consiste la tua st rategia, se è fallimentare in partenza?Aggrottò le sopracciglia, fissandomi con astio. Chinò il capo e sparò un attacco magic

o, colpendomi e facendomi finire a terra. -Deh, per iniziare, abbassa la cresta. I picciotti pieni di sé mi stanno veramente sulle scatole, o'capist?Mi rialzai, stringendo i denti e guardandola malissimo. Le Mane 6 si disposero s ul fondo del vagone, bloccando l'uscita. -In secondo loco, credi davvero che io sia venuta qui sopra con un semplice colt ello? Ma quanto sei fesso, pe'davvero?Effettivamente, mi detti dell'idiota, rendendomi conto della scemenza che avevo pensato. Una bandita che rimane nelle retrovie ha sempre un piano di scorta, nel caso in cui il primo vada male. E dato che la situazione si era presentata esat tamente così come l'avevano prevista, c'era sicuramente qualcosa sotto. Nel vero senso della parola, purtroppo. La pony mi sorrise, guardandomi dall'alto in basso con un'espressione irritante. -Vedila così. Se te o una delle tue compari la in fondo si muove, io faccio saltar e la tanticchia di dinamite sotto a 'sto vagone. Ti è chiara la situazione adesso? Sbiancai. -...bel piano- sibilai, stringendo i denti. Mi calmai, cominciando a ragionare c on freddezza. Dovevo liberarmi del detonatore, che doveva, con ogni probabilità, p ortarsi appresso. Il che significava o entrarle in tackle, ma ciò avrebbe innescat o l'esplosione, oppure fregarla alla vecchia maniera. -Sentite, potrei anche ripensarci e magari, e deh, diò MAGARI, risparmiarve tutte. ..La sua improvvisa affermazione venne colta con un moto di allegria e di gioia. N otando che aveva utilizzato prettamente il femminile, mi astenni dal festeggiare . Sorrise, alzando un sopracciglio e inclinando leggermente la testa. -Ma 'sta testina accà... no. Il piano era suo, ne'vvero?- sottolineò. Alzai le spalle, nascondendomi dietro una vaga difesa di indifferenza che la fec e solo innervosire anche di più. -Quanto bisogna essere canaglia per usare addirittura la dinamite su un treno? I banditi non hanno un codice d'onore?- chiese Rarity, ponendo la ciliegina di fa stidio sulla torta di nervosismo che si era creata. Che domanda idiota pensai, mentre le braccia mi cadevano sul corpo e mi voltavo le ggermente verso di lei, fissandola con un sopracciglio alzato. Quella che ci ten eva in ostaggio rise di gusto, alla domanda. -La picciotta c'avrebbe anche ragione, ma n'vedi... stu' infame ci ha rovinato u n colpo che programmavamo da mesi, o'capist?Mi soffermai a fissarla in silenzio, dopo quest'ultima frase. Portava una borsa laterale, di pelle, in cui sembrava essere contenuta parecchia roba. Il che vole va dire che lì dentro c'era, con ogni probabilità, anche il detonatore.

Mi voltai e studiai, calcolando freddamente e con rapidità, tutte le possibili opz ioni che potevano condurci alla salvezza. E alla fine, ne trovai soltanto una da vvero efficace, così mi girai di nuovo verso di lei. -Ok, diamoci un taglio. Guarda quiPer quanto sembrasse più sveglia del solito, era comunque una bandita. Quindi era avida e probabilmente abituata ad una vita di costanti battaglie. Il che era si un pregio, ma se usato nel modo giusto, diventava un difetto utilizzabile dal tu o avversario. Come in quella situazione. Aprii la borsa di pelle, mostrandogli il sacchetto tintinnante. Con la sinistra, senza che mi vedesse, tolsi un coltello e me lo infilai in tasca. Con la destra alzai il portamonete, tenendolo alto, di fronte ai suoi occhi luccicanti. -Qui dentro ci sono 450 monete, più o meno- dissi con voce ferma. Fu un vero e pro prio colpo tra capo e collo, visto che sgranò gli occhi, stupefatta. -Te le do, tutte, in cambio del telecomando. E poi sparisci. Va bene?-Filippo, no!- mi disse alle spalle Applejack. Per qualche secondo regnò un silenz io di tomba. Poi la bandita scoppiò a ridere di nuovo, con ancora più fragore. -Ma che è, te tu credi DAVVERO di poter dettare le regole di questa trattativa? Ma da dove te ne esci con 'ste vaccate?-Il tuo modo di parlare è un offesa alle nostre orecchie...- sottolineò Twilight Spa rkle dopo la sua ultima uscita. Non sembrò apprezzare molto, visto che la fissò in m odo ostile. -Ma che me ne frega! 'Scolta, te lo diò per l'ultima volta. Se volete, voi altre v e ne potete andare, ma sta testa se ne stà accà e muore! Magari dandomi anche quei s oldi...- aggiunse, sibilando, in fondo e avvicinandosi di un paio di passi. Regnò il silenzio per un paio di attimi, nei quali probabilmente ognuna di loro va lutò la proposta fatta dalla bandita. Dopotutto, ero solo un umano, no? Mi voltai verso di loro, fissandole a metà tra il sorpreso e un po' il deluso. Sap evo che, secondo i loro parametri, probabilmente mi trovavo, per importanza, in fondo a qualsiasi tipologia di scala di valore, ma vedermi sbattere in faccia la loro indecisione di fronte a quella situazione di tensione fu un duro colpo da buttare giù. Presi un profondo respiro, preparandomi. -Bimbe...- incominciai con quel tono che anticipa la comunicazione di una decisi one su cui si è riflettuto molto e che fa soffrire. Mi aspettavo una qualche reazi one in tema con il modo in cui avevo posto la frase, ma rimasi a bocca asciutta. -Siamo tutte più grandi di te di qualche anno, Filippo...- borbottò Fluttershy, un p o' offesa dal mio modo di dire. La guardai malissimo. -A Pisa si usa così, non rompete. Andatevene nell'altro vagone e...-SEI IMPAZZITO?!Quell'improvvisa domanda di Pinkie Pie servì a rincuorarmi un po'. Alzai il sacchetto e le sorrisi. -Forse..?-

Mi avvicinai di un paio di passi alla bandita, sorridendole amabile. -Allora, accettiamo lo scambio. I soldi e la mia vita in cambio di quella delle bimbe alle mie spalle...Mi sorrise a sua volta. -Si vede che sei un tipo sveglio, te. La soluzione migliore per tutti...-Tranne che per teLe lanciai il sacco di denaro in faccia, stordendola e poi scattai in avanti, es traendo il coltello che mi ero messo in tasca e recuperando i soldi. Le entrai s ulle gambe in tackle, facendola cadere, e la bloccai a terra, tranciandole immed iatamente la borsa e afferrandola con la sinistra, ancora libera. -MALEDETTO!- gridò, prendendo la mira sul mio petto e colpendomi con entrambe le z ampe posteriori. Il colpo mi tolse il fiato, mi fece un male terribile e mi lanc iò indietro, facendomi sfondare la porta e volare fuori dal vagone. Fu un bel salto. Nella caduta, vidi Twilight Sparkle correre verso l'uscita per cercare di raggiungermi e venir trattenuta da Rainbow Dash, che le diceva qualco sa di grave. Caddi improvvisamente nella sabbia, rotolando e tossendo per il col po ricevuto, tenendomi il petto. Alzai lo sguardo, fissando il treno che si allo ntanava rapidamente. Strinsi i denti, rialzandomi con fatica e respirando in profondità. Mi guardai int orno. Deserto. Deserto ovunque. E non avevo acqua o similari, con me. -Fantastico...- pensai con ironia veramente depressa ed irritata, mentre cominci avo a frugare nella borsa tranciata per cercare un detonatore. Quando non lo tro vai, le tirai un calcio con rabbia, calpestandola nella sabbia finché non ne fu co mpletamente ricoperta. -CAZZO!- gridai, alzando lo sguardo al cielo, il sole che lentamente scendeva ol tre la linea del tramonto. Rimasi a fissare la linea della ferrovia per un infinità di tempo, o almeno mi sem brò tanto. Non so perché rimasi lì ad aspettare, visto che non sapevo cosa dovessi atten dere. Nessuno sarebbe venuto a salvarmi, in quel posto. Sospirai, rialzandomi, il petto che mi doleva, e cominciai a camminare lungo la ferrovia, mettendomi le mani in tasca e tenendo lo sguardo basso.

Dunque, Filippo... facciamo il punto della situazione, vuoi? Alzai lo sguardo al cielo, asciugandomi l'immensa quantità di sudore che continuav a a colarmi dalla fronte e che mi aveva reso mezzo come un pulcino in poco più di un minuto. Quel caldo torrido era anormale anche per un deserto. Acqua non ne hai, cibo neppure, qualcosa che ti protegga dai raggi del sole neanc he. Puoi continuare a camminare, certo, ma se non ti ucciderà il caldo del giorno lo farà il freddo della notte. L'avevi immaginata in modo diverso la tua morte, no n è vero? Ironicamente, neppure la bandita si era portata dietro dell'acqua del cibo o qua lche sorta di protezione. Oltretutto, visto che la sua notizia sulla dinamite er a un bluff, non era servito a nulla sacrificarmi per Twilight Sparkle e compagne

, visto che non erano mai state davvero in pericolo. Beh... hai fatto una buona azione, contro ciò che di solito dicono degli esseri uma ni. Non credi che ne valesse la pena? Mi resi conto da solo che non avevo alcuna intenzione di rispondere a quella dom anda retorica e assurda. Voltai lo sguardo verso l'orizzonte, fissando il sole che si avvicinava sempre d i più al tramonto. Nonostante fosse così vicino alla linea che l'avrebbe ufficialmen te ucciso , all'interno del deserto continuava ad esserci un caldo pazzesco. Sospir ai, senza fermarmi. Non importa quanto vai piano, l'importante è che non ti fermi. Chi l'aveva detta, q uesta..:? pensai, toccandomi il mento.

Successivamente, sarei stato aggiornato su ciò che era accaduto all'interno del va gone, mentre io ero troppo impegnato a volare fuori dalla struttura. I successivi cinque secondi si erano consumati nel silenzio e nello stupore caus ato dalla mia imprevedibilità. La bandita si era rialzata e aveva fissato la porta con un'espressione stizzita e arrabbiata al tempo stesso. Poi Rainbow Dash si era letteralmente lanciata sulla tipa, calciandola fuori dal vagone senza farsi troppi complimenti. -...FILIPPO!Twilight Sparkle era corsa alla porta aperta, fissando la mia figura che lentame nte si rimpiccioliva, come quella della bandita. Il suo scatto venne trattenuto dallo zoccolo sollevato della pegaso e l'unicorno sembrò accorgersi di lei soltant o in quel frangente. -RAINBOW DASH, CORRI A SALVARLO!La pegaso non si mosse, rimanendo ferma immobile a fissare la porta aperta, con espressione torva. Le sue amiche si avvicinarono, fissandola perplessa. -...Rainbow Dash..?-Twilight, questo treno sta andando... parecchio veloce. Anche per me. Se scende ssi, non riuscirei più a risalire e saremmo in due ad essere dispersi nel deserto, non più solo lui...Seguì un silenzio carico di tensione e di sdegno, durante il quale Twilight Sparkl e spalancò i propri occhi violacei sull'amica alata. -HAI FATTO UN SONIC RAINBOOM, ACCIDENTI!- esclamò dopo una pausa in cui articolò la frase. -Lo so anch'io. Ma se ho qualcuno da portare, sono appesantita. Non riuscirei a raggiungervi con lui addossoTwilight la fissò con un misto di rabbia e disperazione, in cui pensò ad almeno una decina di frasi diverse con cui ribattere. Poi però sembrò ripensarci, abbassando il capo e voltandosi, sconsolata. -E allora cosa dovremmo fare...? Lasciarlo lì, a morire?!- esclamò, voltandosi di sc

atto verso l'arcobaleno. -Tu puoi teletrasportarti, no? Perché non ti sei lanciata tu per lui?- rispose, ac ida, Rainbow Dash, voltandosi verso di lei e guardandola con astio. -Lo sai che il teletrasporto non funziona in un'area così estesa...- sibilò a denti stretti, avvicinandosi di qualche passo. Le due si fissarono con aria di sfida e la tensione salì per l'ennesima volta alle stelle, in quel vagone. -Ragazze, calmatevi. Intanto raggiungiamo PonyView. Poi decideremo il da farsi, ok?Incredibilmente, questa frase di Applejack riuscì a sedare l'incontro di boxe che si sarebbe svolto di lì a poco tempo, salvando un'amicizia che in teoria avrebbe d ovuto essere duratura. Rainbow Dash se ne volò sul proprio letto, mentre Twilight marciò fino al proprio, ognuna con le proprie considerazioni in testa. Quando me lo avrebbero raccontato, mi convinsi che avevano davvero dato gli Elem enti dell'Armonia a caso.

Ovviamente, essendo stata lanciata poco dopo di me, la bandita non mi era atterr ata troppo lontano, e quindi la incontrai poco dopo. Il tempo di alzare lo sguar do su di me che la sua espressione cambiò radicalmente, fissandomi con odio e cari candomi. La schivai sentendo una nuova fitta al petto. -ACCIDENTI A TE!- mi gridò, teletrasportandosi alle mie spalle e centrandomi con u n incantesimo tra le spalle. Rotolai in avanti, rialzandomi e fissandola, in gua rdia. -Oh, adesso è colpa mia? Sei tu che hai voluto rapinare il treno sbagliato, quindi IO dovrei essere arrabbiato con te!Mi lanciò un nuovo incantesimo e mi scansai appena in tempo perché questi esplodesse nella porzione di terreno su cui poggiavo i piedi, alzando una marea di sabbia. -HAI VOLUTO FARE L'IDIOTA E ORA MI TROVO QUI CON TE!-Tecnicamente, ho voluto fare l'eroe...-È la stessa cosa!Chiuse gli occhi, concentrandosi, e sulla punta del suo corno cominciò a formare l entamente una grande sfera rossastra dall'aspetto inquietante. Mi resi conto che se non le avessi detto qualcosa in quel momento, ci sarei rimasto sul serio sec co. Ma che cosa si dice a una donna incavolata quando la si vuole far calmare? Mi battei una mano sulla fronte, rendendomi conto di quanto la risposta a quella domanda fosse ovvia e scontata. La si fa sentire importante, ovviamente. -Aspetta, aspetta!- le dissi, allontanandomi di qualche passo. La sfera interrup pe per un attimo la sua crescita e la bandita aprì gli occhi, guardandomi malissim o. -Se vogliamo sopravvivere, dobbiamo collaborare... io non posso vivere in un amb iente che non conosco, come questo, e tu...La sfera sparì in una serie di minuscoli frammenti rossastri, mentre lei scoppiava a ridere di gusto, rotolandosi nella sabbia. La fissai, perplesso, chiedendomi

se avessi sbagliato qualcosa nella strategia. -Dobbiamo?! O'cche tu dici, pischello? TU devi collaborare. Anzi, dipendi da me, è ben diverso! Io percorrevo queste piste prima ancora che tu nascessi!Strinsi i denti, trovandola ancora una volta insopportabile, ma tenni per me que l commento. Avevo bisogno del suo aiuto se volevo raggiungere in tempo PonyView, il che significava che avrei dovuto sopportarla. Come qualsiasi altra donna. -Io aspetterò che tu muoia, o che ti addormenti, per derubarti di ogni cosa, poi m e ne tornerò al covo e chi s'è visto s'è visto. O lo vedi che a fare l'eroe non raccat ti na bega?!Sbuffai, incrociando le braccia e fissandola con un sorriso. -Si, si è vero. Ma come mi ha insegnato quella viola, fare l'eroe, a volte, è l'unic a cosa che puoi fare, anche se non ci guadagni assolutamente nulla. Ma va bene c osì, perché verranno a cercarmi e mi troveranno prima che io faccia quella brutta fin e che mi hai citato. Che mi dici, adesso?Regnò il silenzio per qualche attimo, -A cercarti?! Picciotto, ho visto correre quella tipa con la criniera arcobaleno mentre rinchiudeva i miei ragazzi nel vagone finale. Ma ancor prima di questo, l'ho guardata negli occhi, mentre ti fissava. Sai come ti scrutava?Rimasi in silenzio. Non avevo bisogno che concludesse quella frase, visto che mi ero aggrappato ad una vaga speranza che si era già dissolta, ma non mi presi la b riga di dirle di tacere. -Nello stesso modo in cui si guarda un umano che porta un maiale al macello. Pen sando la stessa, identica cosa che pensiamo tutti quando ci rendiamo conto di ciò che sono quelle cose. Quindi, caro il mio eroe, se volessero davvero "salvarti", non saresti qui adesso. La pegaso sarebbe scesa e sarebbe venuta a raccattarti, perché il rallentamento che le avresti causato sarebbe stato minimo. Anche ad ali spiegate, sarebbe comunque stata più veloce del treno. O'capist?Strinsi i pugni, continuando a fissarla in silenzio. -Allora ci vediamo. Devo andare a PonyView...- sibilai, prendendo a camminare co n rapidità e nervosismo. La sentii seguirmi alle spalle, dicendo: -Ti seguirò e aspetterò che tu cada addormentato per toglierti tutto...Mi sorprese la semplicità con cui mi diede ancora una volta dimostrazione della su a avidità e del suo cinismo di fronte a quella situazione. Rimasi stupefatto di co me il pregiudizio nei confronti degli umani fosse dilagato praticamente ovunque, in quel mondo, nonostante la bandita non sapesse di avere davanti a se uno di e ssi. Mi fermai, tremando leggermente, e mi voltai di scatto, fissandola con odio. Si fermò, sorpresa. -Vuoi così tanto il mio denaro?! PRENDILO, ALLORA!Afferrai con un gesto nervoso il sacchetto di pelle e lo tirai nella sabbia, di fronte a lei, con un gesto stizzito.

La bandita lo fissò stupefatta, poi scattò e l'afferrò con i denti, rialzandosi e fiss andomi con espressione vincente e soddisfatta. -Allora ci vediamo!- disse. Si voltò e scappo via verso il sole che ormai era sceso oltre la linea dell'orizzo nte. La mandai a quel paese, voltandomi e riprendendo a camminare con le mani in tasc a e l'espressione cupa. Avevo di meglio da fare che risolvere il pregiudizio di quel mondo.

Come mi avrebbero raccontato in un secondo momento, appena il treno si fermò alla stazione, le sei pony corsero immediatamente dal direttore (o chi per lui) della linea ferroviaria e supportate dai due macchinisti, gli raccontarono tutto. Ma proprio tutto, includendo anche me, che ero disperso. -...capisco la situazione, signorina, ma ora come ora la nostra priorità è rimuovere quel vagone rimasto fermo nel mezzo della ferrovia. Non ci sarà nessun altro tren o prima di due giorni-Cosa intende con non ci sarà nessun altro treno prima di due giorni ?!- esclamò Applej ack. Il pony, uno stallone dal manto bruno e dalla criniera verdastra, la fisso da dietro un paio di occhiali rettangolari, in silenzio. -Signorina, la prego di comprendere la situazione. La nostra priorità è permettere i l passaggio dei cittadini da una località all'altra. Un ritardo di due giorni è quan tificabile come un insieme di ritardo e perdita di biglietti che dovranno essere rimborsati. Vi siamo grati che abbiate fermato quei banditi, e pertanto non vi faremo pagare i danni, ma non abbiamo intenzione di farci carico della ricerca d i questo vostro... amico ? Un umano, per giunta. La cosa migliore sarebbe lasciarlo a marcire nel deserto, un luogo arido come il suo cuore...La frase appena detta lasciò una pesante sensazione di silenzio, durante la quale Applejack fissò malissimo il direttore, nel tentativo di farlo tornare sulla propr ia decisione. Quando non ci riuscì, sbatté lo zoccolo a terra, stringendo i denti. -TI RENDI CONTO, DANNAZZIONE, CHE IN QUESTI DUE GIORNI, SE NON RITROVIAMO IL NOS TRO AMICO, POTREBBE...-Applejack, calmati. Non serve a nulla irritarsi così...- le disse Rarity, glacial e, riportandola magicamente alla calma. Il direttore alzò lo zoccolo sinistro, fis sando un orologio dall'aspetto costoso, e disse: -Signorine, vi prego di scusarmi, ma urgenti impegni richiedono la mia...-Sparisci- sibilò la texana, guardandolo malissimo. Questi alzò un sopracciglio, ma percepì l'ostilità proveniente dalla pony e preferì tacere, voltandosi e tornando all' interno della stazione. Le sei pony si allontanarono dall'entrata dello studio del principale, dove erano state acco lte sbrigativamente, e tornarono sulla piattaforma che normalmente avrebbe dato accesso al treno, ma che in quella situazione era solo un pezzo di legno e basta . Il malumore e il disappunto erano un po' ovunque e nessuno sembrava davvero av er voglia di porre la fatidica domanda. -Allora, cosa si fa?- si informò Pinkie Pie.

Che invece ogni tanto qualche pony riesce a porsi senza farsi troppi problemi. F luttershy la fissò, pensierosa. -Non ci sono treni per i prossimi due giorni. Ma dev'esserci qualcosa che possia mo fare!- commentò con un sorriso. Twilight Sparkle si toccò lo zoccolo, per poi illuminarsi e voltarsi verso Rainbow Dash. -Rainbow, tu sei la più rapida volatrice d'Equestria! Potresti percorre a ritroso la ferrovia e...La pegaso si voltò di scatto verso di lei, annientandola con la più potente delle pr oprie occhiatacce. -Potrebbe essere dovunque, in questo momento. Rischierei solo di percorrere a ri troso una lunga striscia di ferro senza trovare nulla, e magari trovarmi dispers a nel deserto pure io...-Ma... ma...- tentò la prugna. -Twilight, non c'è niente da fare. Anche prendere un treno di ritorno per cercarlo non aveva molto senso, secondo questo punto. Possiamo solo sperare che sopravvi va abbastanza a lungo da raggiungere PonyView....-E tu lo vorresti lasciare in mezzo al deserto?!- rispose sullo stesso tono Twil ight Sparkle, guardandola malissimo. -Pensi che la cosa mi piaccia?!-Si!- esclamò con allegria Pinkie Pie. Quando Rainbow Dash la fulminò con lo sguardo, però, cambiò la propria risposta. -Intendevo dire, ehm... no?La pegaso strinse i denti, spostandosi di qualche metro in là in modo da inquadrar e appieno tutte le sue amiche e poi sbottò: -Si può sapere cosa vi sta succedendo!?Il resto del gruppo la fissò con perplessità, chiedendosi il motivo di tale scatto. Dash spostò il proprio sguardo da una all'altra con una freddezza che non le appar teneva, ma che in quella situazione le calzava a pennello, e continuò: -Ci stiamo preoccupando per qualcosa di cui dovremmo fregarcene ampiamente. Un u mano, ragazze. Umano! Ma stiamo scherzando? Io non avevo mai litigato con te, Tw ilight, e da quando è apparso, sei diventata molto più nervosa e irritabile! Oltretu tto, ci crea soltanto problemi!Seguì una pausa di silenzio. Prese un profondo respiro e continuò: -Vi ricordo che razza di creature siano gli umani. Sono assassini, ladri ed esse ri malvagi, degni soltanto di perdersi in luoghi che gli assomigliano, come quel deserto! Ora come ora, penso che perdere quel Filippo sia la cosa migliore che ci sia mai successa. Applejack!-...si?-Ti ricordi come ti sei comportata con lui, quando voleva avvicinarsi alla fatto

ria che ti era stata recisa a metà? L'hai cacciato via. E poi ha risolto il caso, certo, ma solo perché è stato aiutato da Hooves, non certo per meriti personali. Per ché adesso te ne preoccupi così tanto? Che cos'è cambiato, da quella giornata?Applejack fissò in silenzio la pegaso, soppesando attentamente ogni singola parte di ciò che gli era stato detto. Lo analizzò in ogni sua singola forma e significato, cercando di estrapolare quanto di buono potesse esserci nelle parole della pega so. Quando non ci riuscì, si abbassò il cappello sul capo, biascicò un andiamo, ragazze , i miei zii ci aspettano e avanzò accanto alla pegaso, dirigendosi verso la città. R ainbow Dash si voltò, scrutandola. -Ti ho fatto una domanda!Applejack si fermò, restando in silenzio, il cappello ancora posto sul capo. Non s i voltò neppure. Semplicemente aprì la bocca e disse: -Che cos'è cambiato, mi chiedi. Poche cose, in effetti. Cose che forse, se prese p er quantità, non valgono quanto ci stiamo impegnando adesso, è vero. Cose che, se pr ese per qualità, ci dimostrano che non ci stiamo impegnando abbastanza, invece. Da quella giornata, in effetti, ho visto con i miei occhi ciò di cui avevo sentito e parlare e basta. Oh, un terribile umano. Che paura. Che fifa. Salvateci dal suo tocco mortale...Si voltò di scatto, fissando la pegaso con uno sguardo talmente deciso e profondo da lasciarla atterrita. -Sai cosa mi ha detto durante la Nightmare Night? Me lo disse solo una volta, ma lo disse guardandomi negli occhi. Uno sguardo così deciso e penetrante che diffic ilmente riuscirei a scordarmi ciò che mi disse quella sera. Vuoi saperlo, zucchero ?Rainbow Dash la fissò, in silenzio, senza dire nulla. Applejack si voltò del tutto, avvicinandosi alla pegaso. - Tu oggi hai conosciuto solo un umano, e non ti ho dimostrato niente. Non ho pot uto dimostrarti che tutti gli umani non sono uguali, e che non siamo tutti crude li e senza cuore come ci disegnate. Non ho ancora cambiato nulla nel vostro modo di pensare, quindi non hai ancora motivo di scusarti... . Io non so dove inizino o finiscano i tuoi parametri, Rainbow Dash, ma per me, se un umano si getta contro una bandita armata di una bomba per salvare il resto d el gruppo e si sacrifica per esso mi ha dimostrato pienamente che non tutti quel li della sua razza sono come li disegniamo. Ora hai capito perché voglio così tanto che torni?La pegaso strinse i denti, fissando con astio la texana. -Perché se muore, non potrò chiedergli scusa in paradiso. Non mi può sentire, là in alto . E finché sono lo Spirito dell'Onestà, manterrò tutte le promesse che faccio...Le due si guardarono in cagnesco finché Rarity non si prese la briga (e di certo i l gusto) di tagliare a metà quella situazione di stallo. -Vogliamo andare..?- domandò, mettendosi a metà tra le due, che interruppero il loro confronto. Applejack si voltò e fece per scattare, ma prima di andare, girò la test a un'ultima volta sulla pegaso, fissandola. -E la cosa curiosa è che questa non è neppure la tua prima esperienza con un umano. O sbaglio?-

E quello era un colpo talmente basso che non fu soltanto Rainbow Dash a rimanerc i di sasso, guardandola malissimo. La texana si voltò e corse via, seguita dal res to del gruppo. Una delle quali tremava leggermente dalla rabbia.

La notte era scesa sul deserto, oscurandolo. L'unica cosa che mi faceva compagni a era la luna, una sfera perfetta nel cielo, silenziosa e luminosa. In quel fran gente avrei preferito la compagnia della Luna, principessa, rispetto a quella de l satellite. Mi fermai a fissarla, silenziosamente, chiedendomi se la luna che s i trovava in quel mondo fosse la stessa che vedevo dal mio. Se così fosse stato, c on ogni probabilità la luna era un punto di collegamento tra i due mondi, e ciò sign ificava un ponte che mi avrebbe permesso di tornare a casa. La scrutai, sospiran do. Una cosa alla volta, Filippo. Se non torni indietro, sulla luna ci finirai, si, m a come fantasma. Oltretutto, il dolore al petto è aumentato, la stanchezza è immensa , i piedi riesci a malapena a trascinarli e fa un freddo insopportabile. Ovviame nte ti porti dei vestiti estivi, nel deserto, chi pensava che ti ci saresti pers o nella notte? Bravo merlo. Bel modo di crepare! Mi offesi per farmi stare zitto, abbracciandomi gli avambracci per tentare di ri scaldarmi. Pensai che in quella situazione la giacca invernale di Rarity mi avre bbe fatto davvero comodo. Pensare alla giacca mi fece venire in mente Winter. Mi chiesi dove fosse in quel momento, se davvero all'interno della pietra o in qualche luogo superiore a qua lsiasi concetto psicologico. Mi guardai intorno, pensando per l'ennesima volta che faceva davvero freddo. E c ollegare questi due pensieri mi fece venire un lampo di genio. Aprii la giacca e d estrassi la pietra azzurra, tenendola sul palmo della mano destra. In quel luo go c'era molto freddo. Se ero fortunato, poteva manifestarsi. Rimasi lì qualche minuto a fissare il lento pulsare della pietra, posta al centro della mia mano. Quando mi resi conto, con delusione, che non sarebbe apparso, me la rimisi nella tasca interna e continuai ad avanzare, in un silenzio ancora più pesante e diffic ile, interrotto ogni tanto da un gemito di dolore o di fatica. La mia linea guida era la ferrovia. Se la seguivo, avrei raggiunto, prima o poi, PonyView. Era la mia unica possibilità e la mia sola speranza di riuscire ad usci re vivo da quella situazione. Lungo la camminata, avevo anche perso le speranze che una delle amiche di Twilight Sparkle venisse a cercarmi o la prugna stessa, ma alla fine mi ero reso conto che nessuno sarebbe venuto per me. Inciampai e caddi di faccia nella sabbia. Cercai di tirarmi su, ma le braccia no n risposero al comando, rimanendo ferme dov'erano, allargate accanto a me. Ero a pezzi. Avevo camminato prima sotto il sole bruciante, e poi sotto una luna di gelo, senza acqua né cibo per tutta la giornata. Mi sentii davvero solo, in quel momento. Solo e abbandonato. Strinsi i pugni. Non volevo arrendermi così, però. Avevo promesso ad Applejack che e ro un umano diverso da ciò che credeva con tutti i suoi pregiudizi e i suoi concet ti. Volevo dimostrarle di essere forte. Che diavolo. Tirati su . Mi ordinai, pensando che il mio corpo fosse un organismo a

parte che mi fosse stato attaccato. Non successe nulla. Tirati su, ho detto . Nessuna reazione. -ALZATI!Le mie braccia furono come scosse da un onda elettrica intensa. -Alzati. Adesso!- mi ordinai nuovamente, con decisione. Poggiai gli avambracci sulla sabbia fredda e mi tirai su. Rimasi lì, inginocchiato , con le braccia in avanti, a respirare con forza. Che vadano tutte al diavolo. Io ce la faccio... Andare in quel mondo mi aveva illuso di poter finalmente non sentire più la solitu dine che avevo tanto amato ed odiato... E ancora una volta, la solitudine si era rivelata la mia unica compagna. Mi alzai in ginocchio. Poi in piedi. -E ora, avanti...Eseguii l'ordine che mi ero impartito.

Gli zii di Applejack erano stati ben felici di rivedere e di ospitare la nipote che non vedevano da tanto tempo. Così, dopo una cena abbondante, consumata tuttavi a con una strana sensazione di freddezza, e un bagno ristoratore, alle sei era s tata approntata una camera spaziosa, anche se spartana. Se non fosse stato per i letti, uno attaccato all'altro. Twilight Sparkle fissava il cielo che era diventato buio da un momento all'altro , senza che se ne accorgesse veramente. Sospirò, sentendosi in colpa. -Smettila di pensarci, Twi. Non potevamo fare nulla, in quel momento...- le diss e Rainbow Dash, alle sue spalle, capendo ciò che passava per la testa della prugna . -Si che potevamo. Anzi, dovevamo, Rainbow Dash. Tornare indietro e andare a cerc arlo, come avremmo dovuto fare fin da subito...-Sono sicura che sta bene. Non potevamo fare nulla...-O non volevi?- chiese voltandosi di scatto. Il suo sguardo indagatore fece indietreggiare di un passo Rainbow Dash, che la g uardò con perplessità. -Se invece di Filippo mi fossi lanciata io, cosa avresti fatto? Saresti scesa pe r recuperarmi?-Certo che l'avrei fatto!- rispose di getto la pegaso, con decisione. -Lo sapevo! Tu non VOLEVI aiutarlo!-

-Twilight, tu pesi molto meno di lui, non avrei avuto problemi a portati indietr o al treno, in quel frangente...-Abbiamo più o meno lo stesso peso. Gliel'ho chiesto una volta... senza dirgli il mio- sottolineò alla fine. La situazione di gelo che si era creata fu rotta dall'entrata nella stanza di Pi nkie Pie. -Ehi, gli zii di Applejack hanno davvero un bagno...Come accortasi di aver interrotto qualcosa, la sua voce si interruppe. -Ehm...-E se anche lo avessi fatto, Twilight? Se mi fossi "rifiutata" di portarlo indie tro?! Che te ne importa?! È solo un umano. Rovinano, distruggono, uccidono. Non sa nno fare altro. Vuoi vederlo rovinare questo mondo?! Perché ci tieni tanto a lui?! -Perché l'ho portato io in questo mondo! E ora mi sento responsabile!La risposta spiazzò Rainbow Dash. -Che te ne frega?! Tutti sbagliamo. Questo è stato il tuo sbaglio. Ed ora se n'è and ato nel deserto, per sempre. Dovresti semplicemente smettere di pensarci...L'unicorno strinse i denti, scrutando con astio la pegaso. -MA TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE DICI?!Entrarono in quel momento Rarity e Fluttershy, senza essere minimamente notate. -Tu sei l'elemento della Fedeltà, Rainbow Dash! Avresti dovuto rimanergli accanto! -Accanto a uno sconosciuto? Qualcuno che nella notte potrebbe benissimo tagliarm i le ali e usarle a suo piacimento?-Che stai dicendo...-Non lo conosci, Twilight Sparkle. Nessuna di noi lo conosce. Cosa sappiamo di l ui? Solo il nome. E, a detta tua, che è un Detective. E che è un umano, ovviamente. Ti basta QUESTO per fidarti di lui?! Ti accontenti davvero di poco, allora, sopr atutto considerato quest'ultimo fatto!Fu il turno della prugna di rimanere senza parole. Più per la frase che aveva dett o Dash che per mancanza di argomento. -Non è un motivo valido per augurargli morte certa nel deserto!-Non morirà. È un umano. Trova sempre il modo di sopravvivere, magari sulle spalle d i quegli stessi banditi che ha rinchiuso nel vagone. Tra esseri simili ci si cap isce...- rispose, aspra. -Devi essere impazzita, Rainbow Dash. Tu.. tu...-Io. Io. Forse qui il problema è lui. E ora il problema se n'è andato. Ecco perché ti dico di smetterla di pensarci-

Twilight Sparkle abbassò lo sguardo, restando in silenzio per un lungo periodo. Quindi rispose: -Questa non è la Rainbow Dash che conoscoE fu come se qualcuno avesse lanciato una granata all'interno della stanza. -Sono io. Sono sempre stata io- rispose con convinzione la pegaso. -No. Perché te non avresti mai abbandonato un amico nel deserto-Non era mio amico-Ma lo conoscevi. Rainbow Dash, hai abbandonato qualcuno nel deserto nonostante tu avessi la possibilità concreta di salvarlo. Ti rendi conto di che cosa vuol dir e, questo?!L'arcobaleno strinse i denti. -Fa quello che ti pare! A me non me n'è mai importato niente! La sua semplice pres enza ci ha già diviso. Lo vedi?! Anche il suo "stare" qui ha già cominciato a distru ggere! Un tempo non ci saremmo mai fermate a litigare per qualcosa di così squalli do come un essere umano, e invece, adesso...La risposta dell'arcobaleno rimase sospesa nel vuoto, come in attesa di una degn a conclusione. -No. Questa non è colpa sua. Questa è solo colpa tuaTwilight Sparkle le passò accanto, dirigendosi verso la porta. Si fermò a metà del per corso, voltandosi solo per aggiungere: -Io vado a cercarlo. Come avrei dovuto fare molto prima...Scattò via, in direzione della porta. Rainbow Dash non provò neanche a fermarla. Quando la sentì scendere gli scalini, schioccò la lingua con disappunto, fissando il cielo notturno che si stagliava all'esterno della finestra.

TIRATI SU, IDIOTA! bia.

mi ordinai all'ennesima caduta, rimanendo a contatto con la sab

Ormai non ce la facevo più. Le gambe mi dolevano in modo insopportabile. Le bracci a, a forza di rialzarmi, avevano smesso di rispondere ai miei comandi. Il dolore al petto era aumentato gradualmente, diventando molto forte, e l'unica cosa che potevo fare era respirare debolmente. Voltai lo sguardo lateralmente, alzandolo al cielo. La luna, perfettamente tonda , era rimasta la mia unica compagna. -N... non ce la faccio...- sibilai, come per scusarmi con me stesso della mia de bolezza. SI CHE CE LA FAI! TU SEI UN DETECTIVE! IGNORA IL DOLORE! ALZATI E CAMMINA! Strinsi nuovamente i pugni, sentendo solo dolore.

-Io... non ci riesco. Io... sono...Solo. Mi resi conto della tremenda solitudine che mi aveva circondato fino a que l momento, e che avevo scambiato per un punto di forza, non accorgendomi di come mi avesse semplicemente scavato dentro, indebolendomi. Lentamente, alzai la mano sinistra, afferrando un piccolo grumo di sabbia e face ndomelo scorrere di fronte agli occhi, con lentezza, finché la mano non rimase com pletamente vuota, cadendovi sopra di palmo. Sarei tanto voluto tornare indietro... rivedere mia sorella... mia madre... pensai , mentre gli occhi si chiudevano lentamente, rinchiudendomi all'interno dell'osc urità. Io... non posso... . Lì, rinchiuso all'interno del disperato buio della solitudine e della debolezza di chi non è più in grado di avanzare sulle proprie gambe, avvenne un miracolo. Non so no un tipo religioso, non lo sono mai stato, ma non avrei saputo definirlo in al tro modo. -Ehi, tu. Stai bene?Gli occhi si riaprirono lentamente, non appena sentii la voce che si rivolgeva a me provenirmi dalle spalle. Tentai di alzare il capo per guardarla, ma non ci r iuscii. Tentai di muovermi, ma mi fu impossibile, e rimasi lì, bloccato come una c ozza. La sentii avvicinarsi e lanciarmi sulla schiena un qualcosa a e mi centrò tra le scapole. Mi aveva restituito i denaro. che tintinnò nella cadut

Spalancai gli occhi, stupefatto, mentre la pony si spostava di fronte a me, dall 'altro lato della ferrovia, e mi fissava con sguardo profondo. Si voltò all'improv viso con uno scatto. -Il capo... il capo ha detto che chiunque abbia abbastanza fegato da farsi lasci are nel deserto per salvare le proprie amiche merita il nostro rispetto. Perciò ti ho riportato l'oro...-...tenendone una parte- borbottai. -Solo cento monete. Dai, che ti cambia!?-...niente- ammisi, sconsolato. La bandita si voltò, guardandomi di nuovo con curi osità e perplessità. -Hai camminato tutto il giorno?Tentai di annuire o di fare qualsiasi tipo di movimento, restando nuovamente imm obile. Riuscivo a malapena a respirare, e la cosa mi dava sui nervi. -...eyup...- dissi, sconsolato. -Ce la fai a tirarti su?- domandò, avvicinandosi un altro po'. Provai ancora una volta ad alzare le braccia per issarmi in piedi, ma non dieder o alcun segno di vita. -No-

-Posso aiutarti?Fu quella frase a lasciarmi una sensazione di amaro in bocca. -...aiutarmi? Oh, no..!Strinsi i denti, concentrando tutte le mie forze negli avambracci. In qualche mo do, sommando rabbia e disperazione, le braccia risposero, facendo movimenti lent i e tremanti per piegarsi su se stesse, alzandomi il petto. Sforzandomi al limit e delle mie capacità, mi alzai in ginocchio, presi un forte respiro, gemetti, e mi misi in piedi, barcollando leggermente. -Non ho bisogno del tuo... aiuto. Io non voglio... il tuo aiuto. Se tu non fossi qui... io non sarei disperso nel deserto. Tu...Strinsi i denti, piegandomi per raccogliere il porta monete e mettermelo in bors a. Alzai lo sguardo su di lei, fissandola con decisione e con un vago astio. -Senti. Dove la trovi la forza per camminare, nella tua situazione? Dovresti ess ere già morto o vicino alla morte...-Io non morirò!- risposi, secco, voltandomi verso la direzione che aveva preso il treno e tornando a percorrerla, tremando leggermente, le gambe doloranti e trema nti. Un fortissimo mal di testa mi stava facendo impazzire, unito alle piaghe de lla sete e della fame. -Cos'è che ti spinge avanti?- mi chiese, affiancandomi e fissandomi con stupore e perplessità. -Io... devo dimostrare una cosa... a una pony...-Solo per questo? Devi essere davvero stupido...- Solo per questo lo puoi dire te, con la vita vuota che ti ritrovi, a fare la ladr a. Io ho qualcosa che mi spinge ad andare avanti, ma anche se non avessi un pret esto, andrei avanti lo stesso, perché è l'unica cosa che so fare. L'unica che posso davvero fare. Devo dimostrare a quella pony che... che non sono come tutti gli a ltri. Che valgo di più di quello che crede. Che io...Mi zittii, chinando il capo e mettendomi le mani in tasca. Voltai lo sguardo ver so la bandita, che alzò un sopracciglio. -Qual'è il tuo nome?- chiesi, rendendomi conto di non esserne ancora venuto a cono scenza in tutto quel tempo. Lei mi fissò negli occhi con tutta la potenza e la pro fondità del suo sguardo color cielo, studiandomi per una frazione di tempo che mi parve infinita. -...Sarìa- disse, alla fine. Annuii. -Sarìa. È un bel nome...-Grazie. Davvero non vuoi essere aiutato?-No..!Piccola pausa. -...ma grazie lo stesso-

Continuai a barcollare in avanti, un passo dopo l'altro.

Il deserto di notte era spaventoso. Molto spaventoso. Lo era perché intorno a te n on c'era niente che potesse essere definito materia o compagnia, e quella mancanza di presenza comunicava una tremenda sensazione di inquietudine. Ma Twilight Sparkle non aveva tempo per provare paura a causa dell'ambientazione tetra e silenziosa che la circondava. Perché ne stava già provando anche troppa, ne l terrore di non riuscire a trovarmi vivo. Perché ci tieni tanto a quell'umano!? Non ha niente di speciale! le aveva gridato Ra inbow Dash sulla porta, mentre era scattata verso il deserto. Lei si era fermata , si era voltata, guardandola direttamente negli occhi, e le aveva chiesto: L'hai mai guardato dentro gli occhi?! La domanda aveva lasciato una pausa di silenzio, nel quale la pegaso l'aveva gua rdata, sbigottita dalla domanda. Certo che no! aveva risposto, di getto. Allora non puoi capire niente di lui! Quindi si era voltata ed era scattata via, dirigendosi verso la stazione e da lì n el deserto, sotto lo sguardo attonito di Dash, che era rimasta imbambolata sulla porta a guardarla. Twilight Sparkle aveva visto qualcosa nei miei occhi che l'aveva colpita parecch io. Anche se non sapevo cosa, comunque, doveva essere qualcosa di profondo e che le aveva comunicato qualcosa. Qualunque cosa fosse, di certo doveva essere abba stanza forte da convincere una pony a rischiare la propria vita per salvare quel la di un umano.

Sarìa mi camminava accanto senza dire niente. Mi chiesi a cosa stesse pensando, se nza volerlo sapere davvero. Non potevo minimamente immaginare che cosa ci potess e essere all'interno della bandita, e qualunque cosa ci fosse, non ero davvero s icuro di volerne venire a conoscenza. Decisi di rompere quel silenzio pesante con un argomento che sicuramente l'avreb be scioccata. -Comunque, io sono un essere umano...- dissi all'improvviso. Lei si fermò, fissand omi stupefatta. -Tu..?!-Io. Si. Grazie per i fantastici complimenti di prima...- le sorrisi in modo fal so, senza fermarsi. La sentii trotterellarmi accanto per tornare al mio passo. T enni lo sguardo basso, soffocando con i denti un gemito nato dall'inciampare in una duna. -Che posto è il mondo degli umani?- domandò all'improvviso. Fu il mio turno di guard arla in modo perplesso. Mi aspettavo delle scuse, a dirla tutta. -Mi fate tutti questa domanda... sta diventando noioso...- osservai.

-Sei il primo umano che vedo. Di te si sentono solo racconti. E non avendo alcun confronto con la realtà, sono magari anche veri. Non dire troppo in giro che sei un essere umano, o potrebbero prenderti a sassate...-...che racconti?- chiesi, deglutendo. -Si dice che siate creature malvagie e tremendamente ostili. Uccidete ogni cosa con un tocco, rovinate qualsiasi forma di vita per mero divertimento e che vi mu tilate tra di voi, spesso facendo ingenti massacri...Avevano raccolto le peggiori notizie che avevano potuto trovare dal mio mondo, e levandole alla massima potenza. Sospirai. -...Se ti dicessi che non è vero, direi una mezza bugia. In effetti, non siamo pro prio degli stinchi di santo, devo riconoscerlo...Passò qualche minuto di silenzio. -...ma?-Non siamo tutti così. C'è anche tanto bene, nel mio mondo, che però viene spesso e vo lentieri sommerso dal male che vi si trova. È la legge della quantità. Se hai una to rta di mirtilli, e dentro c'è qualche mora, vedi solo i mirtilli, non le more...Ci fu silenzio per i successivi due minuti. -Hai smesso di parlare in dialetto- notai. -Lo parlo solo quando sono molto nervosa...- mi spiegò. L'ennesimo inciampo mi fece gemere, portandomi la mano al petto e facendomi ferm are. Feci una serie di lunghi respiri per cercare di trattenere il dolore lancin ante. Mi fissò, fermandosi. -Dai, sali. Ti porto in groppa-NoRipresi a camminare con passo barcollante, trascinando leggermente i piedi. -Perché no?-Io, purtroppo, me ne devo andare. Ci sono delle cose che devo fare... cose impor tanti-Purtroppo, sono cose molto importanti. Cose che non posso spiegarti, dato che se i troppo piccolo...-Però, stai tranquillo. Appena potrò, se potrò, tornerò. Te lo prometto...-In cambio, promettimi che sarai sempre onesto con chiunque ti troverai davanti. Dovrai sempre dimostrarti migliore di chi ti circonda, senza usare le sue stesse armi. Il mondo è pieno di imbroglioni e di furbi che cercheranno di farti le scar pe, e tu dovrai essere superiore a loro in un modo tutto diverso... hai capito?Neppure quella volta mi disse che mi voleva bene. Non me l'aveva mai detto, dura nte tutti quegli anni. E poi se ne era andato, senza che nemmeno io fossi mai st

ato in grado di dirglielo. Ero troppo piccolo per capire che il tempo non è infini to, e che se non ti muovi a dire ciò che conta alle persone davvero importanti, qu este se ne andranno per sempre, come aveva fatto lui. La fissai. -...perché sono troppo onesto e testardo per chiedere il tuo aiuto, adesso...- ris posi con un sorriso, senza fermarmi.

Twilight si fermò a riprendere fiato, la luna che adesso non si trovava più al centr o esatto del cielo, ma che si era spostata vagamente verso la linea che l'avrebb e portata alla morte. Sperava di trovarmi entro quella notte. Metterci di più avrebbe significato spreca re altro tempo prezioso, che avrebbe diminuito le possibilità di sapermi ancora vi vo. Se ero intelligente come dicevo (o come il suo incantesimo pretendeva), stav o percorrendo la via della ferrovia, che mi avrebbe condotto sicuramente a PonyV iew, prima o poi. Quindi mi avrebbe sicuramente incontrato, se avesse continuato in quella direzione. Non aveva mai corso in quel modo, con tanta tenacia e impegno. Però ricordava perfettamente la sensazione che aveva provato quando aveva visto le sue nuove amiche nella sfida contro Nightmare Moon, la prima volta che era venu ta a Ponyville. Un misto di gratitudine, felicità e pura emozione che le aveva ape rto gli occhi e un mondo che evitava senza conoscerne le gioie e la felicità che p oteva dare. Aveva rivisto quella sua prima versione all'interno dei miei occhi. Ma non c'era solo quello. In fondo allo sguardo, aveva trovato un dolore profondo e radicato . Attraverso i miei occhi, aveva visto la ferita che mi portavo dietro dall'infa nzia. Scattò nuovamente, dopo aver recuperato un po' di forze, con quanta velocità le perm isero gli zoccoli, cercando di ignorare la fatica. Sapeva che sarebbe stata la s tessa, identica sensazione che avrei dovuto provare io. -Rainbow Dash...- sibilò tra i denti. Twilight Sparkle si chiese perché la pegaso od iasse così tanto gli esseri umani, più di quanto non facessero i comuni pony, senza averne mai davvero incontrato uno. Però la sua diffidenza, la freddezza che provav a nei loro confronti, sembrava molto più grande e profonda. Non riusciva a capirne il perché, visto che quella non era di certo la sua prima esperienza con un esser e umano... Scosse la testa e scattò.

La pegaso, in quel momento, era sola nella sua stanza. Avevano tutte seguito Twi light Sparkle dopo aver litigato con lei. Anche Fluttershy, che non aveva detto nulla, le aveva semplicemente rivolto contro uno sguardo talmente carico di sign ificato che contro di esso non poté che ammutolire. Che vadano dove gli pare! Per colpa sua, le ho perse tutte in meno di una giornat a. Fantastico... Nel letto, al buio, non riusciva a prendere sonno, nonostante si rigirasse più e p iù volte, alla ricerca di una posizione comoda. Qualcosa, nella sua testa, la infa

stidiva, impedendole di dormire. Non era senso di colpa, ne era sicura. Non si sentiva minimamente in colpa per c iò che aveva fatto. Averlo abbandonato non è corretto, e non sto cercando di giustificarmi. Ma quello s tupido umano non doveva venire qui! Me ne sono liberata prima che rovinasse ques to mondo, ma non la nostra amicizia. Era una cosa che avrei dovuto fare tempo pr ima, accidenti! Si rivoltò nella coperta, attorcigliandosi su se stessa. E poi perché se ne preoccupano tanto?! Cos'ha fatto per noi?! Niente! Se ne stava s emplicemente lì, a lasciare commenti sottili e fastidiosi! E io che l'ho anche aiu tato a cercare Gummy! Strinse il guanciale, irritata, e scalciò a vuoto sotto la coperta. Non è giusto! Non sto sbagliando! Lui... lui avrebbe rovinato tutto! Non era senso di colpa. Era il dubbio che si insinuava lentamente dentro di lei.

Caddi nella sabbia ancora una volta. Adesso le gambe non le sentivo davvero più. -Ah! Umano!- mi chiamò Sarìa, avvicinandosi. -Non... non...La gola secca e i polmoni senza fiato, non ero in grado di dire niente. Solo di restare lì, fermo come un mollusco, appena incapace di respirare. -DANNAZZIONE!- esclamai, arrabbiato. Tentai di scalciare con delle gambe che non mi rispondevano e poi strinsi i dent i, deluso. Che diavolo! Muovetevi, gambe! Fate qualcosa! Ma non lasciatemi qui, così! -...hai bisogno di aiuto, umano. Smettila di fare l'orgoglioso...Sarìa usò la sua magia e mi alzò delicatamente, facendomi appoggiare a lei. La fissai in silenzio, un po' perplesso e un po' sorpreso. Lei notò il mio sguardo e mi fissò con severità. -Senti, l'importante è non fermarsi. Chiedere aiuto non è necessariamente sintomo di debolezza. Me l'ha insegnato il boss...-...chi è il boss?-Mio padre, Malloppo "ReDelDeserto"-Ah...- fu l'ultima cosa che riuscii a dire. Voleva essere un'esclamazione di so rpresa, visto che mi ero reso conto del pezzo grosso che avevo di fronte, ma uscì in modo fiacco. Sempre usando la sua magia, la pony mi sollevò e fece in modo che la cavalcassi. Poi il movimento ritmico delle sue zampe che si spostavano silenz iosamente sulla sabbia, come se volassero, mi fece sprofondare nel sonno. Prima che tutto diventasse nero, in lontananza, vidi una vaga macchia violacea.

Aprii gli occhi di scatto quando mi accorsi che la luce vi batteva con forza, ri chiudendoli immediatamente dopo per lo stesso motivo, infastidito dalla forte lu minosità. Feci per alzarmi a sedere, ma una doppia fitta al petto e alle gambe me lo imped irono, facendomi stringere i denti. La luce, arrivandomi di scatto sugli occhi, mi aveva abbagliato. Vedevo tutto bi anco. Non riuscivo a capire dove fossi o come ci fossi arrivato. L'unica cosa che sapevo era che ero sdraiato su un letto. E in un luogo ben dive rso dal deserto, per la microscopica frazione di secondo in cui ero riuscito a s tudiare i dintorni. Tentai di calmarmi, tenendo gli occhi socchiusi finché non si abituarono alla luce .. Quando lì aprii, studiai i dintorni. Notai una stanza praticamente spoglia se non di sei letti. Nessuno si trovava lì con me. Chiusi gli occhi di nuovo, rilassato m a vagamente preoccupato. Che Sarìa mi avesse condotto al covo, alla fine? Rabbrividii, pensando a quello ch e avrebbero potuto farmi i banditi per il colpo finito male. Mi accorsi di avere la gola completamente secca. Mi guardai intorno, alla ricerc a di acqua, e trovai una bacinella sul lato sinistro del letto, appoggiata sul p avimento. La presi e, dopo essermi accertato che si trattasse davvero d'acqua, m e la scolai fino all'ultima goccia con rapide sorsate. Meglio. Ma ora c'era la fame e la stanchezza da combattere. Mi sdraiai nuovamente, impossibilitato a cambiare posizione, e mi addormentai ap pena chiusi gli occhi. Sorrisi, facendo un sospiro di sollievo. Ero tranquillo, finalmente. In qualunque modo fosse andata da quel momento in po i, ero riuscito a salvarmi dal deserto, e sarei andato avanti, come mi ero prome sso. Lentamente, con quella sensazione di leggerezza nell'animo, scivolai nel mondo d ei sogni, senza riuscire davvero a farne uno.