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Napoli 20/2008 del 28/02/2008

ROMA LAZIO: IL DERBY PIU’ IMPORTANTE

CHAMPIONS LEAGUE: LA FINALE TUTTA TEDESCA

Non è né un libro né un romanzo, ma si parla della “storia” di Mister Mazzarri con il Napoli. Dopo 4 anni di successi e trionfali obiettivi ecco la notizia che ti spiazza, Mazzarri dopo il match contro la Roma: “vado via da Napoli, dopo 4 anni stupendi lascio il Napoli, ringrazio i tifosi che mi hanno sempre aiutato e sostenuto”. Queste sono le parole del tecnico, arrivato a Napoli il 6 ottobre 2009 lascia una squadra, che in 4 anni è andata due volte in Europa League, una in Champions (senza contare l’attuale qualificazione) e vinto una Coppa Italia. Prima di questo vediamo chi è stato il “calciatore” e ”l’allenatore” Mazzarri. Nasce il 1 ottobre 1961 a San Vincenzo (vicino Livorno), da calciatore la sua carriera inizia nelle giovanili del Follonica per poi passare alla Fiorentina (sempre giovanili). Nel 1981-1982 passa al Pescara presentandosi con 4 reti in 26 presenze, successivamente molte sono le maglie che indossa in ogni serie dalla A (con Empoli e Cagliari) alla C1 (Modena e Nola), anche C2 (Torres) chiudendo la sua carriera da calciatore nel 1994-1995. Dopo di che inizia il Mazzarri coach, infatti l’anno successivo fino al 1998 fa da vice allenatore a Renzo Ulivieri al Bolognae poi sempre da vice a Napoli per una stagione 98-99. Il primo successo di Mazzarri allenatore arriva nell’anno 2003-2004 quando viene chiamato a guidare il “suo” Livorno e nel giro di una stagione lo porta in serie A, l’anno successivo viene chiamato alla Reggina che salva per ben 3 volte dalla serie B, l’ultima stagione partendo da -15 e ridotta poi a -11 per il caso Calcioscommesse. Il primo successo di Mazzarri allenatore arriva nell’anno 2003-2004 quando viene chiamato a guidare il “suo” Livorno e nel giro di una stagione lo porta in serie A, l’anno successivo viene chiamato alla Reggina che salva per ben 3 volte dalla serie B, l’ultima stagione partendo da -15 e ridotta poi a -11 per il caso Calcioscommesse. Dopo questo grande campionato con la Reggina ecco arrivare l’offerta della Sampdoria, qui inizia a “conoscere” l’Europa, e con la qualificazione acquisita campioni come Cassano. Il 31 maggio 2009 il tecnico saluta Genova, e pochi mesi dopo ecco lo sbarco a Napoli. Qui il mister trova grandi fortune infatti in 4 anni riesce a portare gli azzurri prima in Europa League (2009-2010 e 2011-2012) e poi due volte in Champions League (2010-2011 e attuale campionato 2012-2013). Il 14 settembre 2011 arriva l’esordio nella massima competizione europea contro il Manchester City (di Mancini) a Manchester, da dove porterà a casa un pareggio, però si qualificherà agli ottavi passando il girone “della Morte” (Manchester City, Bayern Monaco, Villareal e Napoli) e uscendo solo contro il Chelsea, che di li a poco vincerà poi la Champions. Arriviamo, così al 19 maggio 2013, post partita Roma - Napoli, ecco l’ultima intervista del tecnico da allenatore del Napoli. Ora come continuerà la carriera del mister? Avrà una big del calcio oppure starà fermo al riposo per una stagione? Le squadre accostate al mister sono molte, dalla Roma (di Andreazzoli) all’Inter (diStramaccioni). Tra qualche settimana scopriremo dove andrà e cosa farà il coach toscano. Stefano Limongelli

Roberto Mancini, Walter Mazzarri e Delio Rossi tra questi l’erede di Donadoni. Così il patron azzurro, affascinato dal carattere sceglie il fiorentino. Il 6 ottobre 2009 si celebra il matrimonio tra Walter Mazzarri e la Ssc Napoli. Al debutto del tecnico, il 18 ottobre 2009, gli Azzurri portano a casa i tre punti con il Bologna. Soltanto la prima di una lunghissima serie di vittorie che vuole gli Azzurri arsi di grinta, anima, carattere ed orgoglio. Una squadra che si impegna e rinasce. La prima di una lunghissima serie di rimonte, per la squadra di Mazzarri che verranno dopo il 90’. Le prestazioni di cuore. Con lui il Napoli sale in classifica, un organico che diventa famiglia e il capofamiglia che porta la sua Rosa fuori dai confini del Bel Paese. Napoli nell’Europa che conta. Un Europa che vede il Napoli passare la fase a gironi. Sogno che s’interrompe con gli spagnoli del Villarreal. Non importa aver perso in Europa se il campionato si chiude in terza posizione per gli Azzurri, regalando cosi il sogno Champions League. Quel sogno che comincia con un girone di ferro: Bayern Monaco,Manchester City, Villarreal, quel sogno che ricorda il mito di Davide e Golia, la più piccola Napoli che batte le più grandi d’Europa. Chiude il girone seconda dopo il Bayern Monaco. Gli azzurri Impegnati a brillare umilmente in Europa, si affievolisce in Campionato chiudendo al quinto posto, un sogno Champions che non si avvererà anche l’anno successivo. Non appena gli azzurri di Mazzarri si riprenderanno dal dispiacere di una Champions brillante ma finita, sarà un altro sogno tricolore a realizzarsi. Coppa Italia 2012 vinta contro la Juventus, regalando un’altra esperienza in Europa League. Il 2012-2013 altra stagione eccellente che vede il Napoli chiudere in seconda posizione ed accedere ad un’altra Champions League. Ma questa non è più la famiglia a cui i tifosi sono abituati, che fa sognare, lentamente ha visto perdere pezzi cardine come Lavezzi, ma cosa resta di questa famiglia se ad andare via è proprio lui? Il tecnico che dice di aver terminato un ciclo bellissimo al Napoli ma che ha ancora altri obiettivi ed altre ambizioni. Mister quale miglior obiettivo di uno scudetto sempre più vicino e di una Champions League? E’ ufficiale, il matrimonio Mazzarri-Napoli è finito. Lui che diceva che la sua squadra era spettacolare. Lui che dedicava le vittorie ai suoi tifosi. Lui che diceva che il suo Napoli era infinito. Se è vero che chiusa una porta si apre un portone… è anche vero che dentro quella porta Mazzarri ha fatto vivere i momenti più felici ad una squadra, ad una città. Nonostante tutto GRAZIE MISTER. Karina Ornella Palomba

Il nuovo allenatore del Napoli potrebbe essere Rafael Benitez Maudes detto "Rafa". Il patron De Laurentiis ha pronto per lui un contratto biennale da tre milioni di euro con opzione per un altro anno. Il “prof” Rafa Benitez, il tecnico vincente, capace di trionfare in tutte le squadre allenate, anche il tecnico odiato e messo in discussione da molte società in cui ha lavorato. Nel 1982 il tecnico spagnolo si laurea in Scienze Motorie all’Università Politecnica di Madrid. Dopo un brutto infortunio al ginocchio decide di lasciare il calcio giocato per dedicarsi alla carriera da allenatore. Inizia la gavetta in diverse squadre giovanili di Madrid per poi entrare, all’inizio degli anni 90, nello staff tecnico del Real. Rafa è un cultore della tattica e continua i suoi studi osservando da vicino il Manchester United e l’Arsenal. Nel giro di qualche stagione è alla guida del Valladolid, l’Osasuna e il Tenerife. E’ con l’inizio del nuovo millennio che il tecnico madrileno sale alla ribalta vincendo due campionati e una Coppa Uefa con il Valencia. Nel 2004 inizia la sua avventura sulla panchina dei “Reds” di Liverpool per ben sei stagioni riuscendo a conquistare una Fa Cup ed una Champions League nella famosa finale di Istanbul contro in Milan. Il presidente Massimo Moratti, dopo il triplete della stagione precedente, decide di affidare le chiavi dell’Inter al tecnico spagnolo. Dopo 45 anni l’Inter conquista la Coppa del Mondo per club battendo i congolesi del Mazembe. Per società e tifosi non basta. Le prestazioni altalenanti, il difficile ambientamento nello spogliatoio nerazzurro, il fantasma di Josè Mourinho, diedero il via al divorzio tra l’Inter e Benitez già a dicembre, con una risoluzione consensuale del contratto. In quest’ultima stagione Rafa ritorna nella sua amata Inghilterra, stavolta al Chelsea di Abramovic. La partenza è difficile e il manager spagnolo, fischiato dai tifosi, è più volte sul punto di abbandonare la panchina. Nonostante i problemi con società e tifosi, le voci del ritorno in panchina di Mourinho nella prossima stagione, il tecnico madrileno riesce a conquistare l’Europa League contro il Benfica. Il curriculum di Benitez parla da sé, ma sarà l’uomo giusto per una piazza come Napoli per il post Mazzarri? La prima avventura in Italia è stata un flop e il pubblico partenopeo si aspetta una grande stagione dopo il raggiungimento del secondo posto e non tollererebbe eventuali passi falsi. Valerio Castorelli

Mario Mirabile, pubblicista Napoletano, è un'esponente Nazionale di quest'ente morale che promuove l'integrazione e la protezione di questo vasto gruppo sociale: 45milioni di ciechi al mondo,11.482 nel Lazio, 11.098 in Campania, proprio le percentuali più alte, per un totale di 129.127 invalidi aggiornati al 2012, eppure non si costituiscono le nazionali di molti sport adattati a causa della mancanza di giovani atleti, altre squadre, invece, hanno età medie fra le più "vecchie" del mondo. Tre da Napoli e tre da Roma sono le contingenze, troppo scarseggianti, che formano la squadra di calcetto: quale motivo di tali mancanze? Il dottore asserisce che l'inserimento dei ragazzi ipovedenti in istituti pubblici ha comportato si una migliore integrazione nel tessuto sociale, ma contemporaneamente anche un naturale allontanamento dall'educazione fisica perché ritenuta non indispensabile, non adattabile o pericolosa. Sede di approfondimento è proprio la maggiore autonomia e consapevolezza della corporeità di ognuno, che potrebbe indurre un accrescimento di autostima incisivo nel miglioramento della qualità della vita.

L'entusiasmo di Mario, manifestato durante la descrizione minuziosa delle regole e strumenti del calcetto per ipovedenti e ciechi, è secondo solo a quello di coloro abbiano scoperto una nuova potenzialità prima sconosciuta, di coloro i quali siano riusciti a superare la barriera delle apparenze confinanti, per sfidare, ancora una volta ed oltre i limiti, l'impossibile. Questa stessa Passione dovrebbe essere trasmessa a tutti coloro circoscrivano le loro attività giornaliere, tagliandosi fuori dal mondo Attivo dei successi e delle premiazioni. Il distaccamento di Napoli, di cui è
responsabile il collaboratore Universitario, promuove molte iniziative "al Buio" per condividere e aprire un varco su questo mondo schiarito dalla forza di volontà di non arrendersi, dalla voglia di fare e di migliorare. Nella località di S.Giorgio a Cremano il 30 maggio alle 20.00 le luci del Pub Amsterdam resteranno chiuse per tutti! Perché non immedesimarsi per una notte nelle difficoltà e nella sperimentazione dell'ampliamento degli altri 4 sensi generando un'esperienza ultrasensoriale? Chiara Carratù

Edinson Roberto Cavani Gómez, nato a Salto il 14 febbraio 1987, è un calciatore uruguaiano, attaccante del Napoli e della Nazionale uruguaiana. Italiano di origine visto che il nonno paterno, era originario di Maranello e aveva lavorato in Sicilia. E’ proprio in quella terra che il calcio italiano conosce questo giocatore. Debutta nella prima squadra del Danubio nel 2006, durante il torneo di Clausura, nello stesso anno partecipa al Torneo di Viareggio, mettendo a segno il gol vittoria contro la Primavera del Messina, squadra siciliana. E’ un’altra società siciliana a scommettere su Cavani, il Palermo di Zamparini, che il 29 gennaio 2007 annuncia l'ingaggio del promettente attaccante uruguaiano. Cinque milioni di euro il prezzo del cartellino. Esordisce in Serie A l'11 marzo 2007 in occasione della partita interna del Palermo contro la Fiorentina dove mette a segno anche il suo primo gol con la maglia rosanero. Giocherà titolare nella successiva contro la Sampdoria, finita 1-1 segnando il suo secondo in due partite. Dopo annate positive e non, il 22 luglio 2010 viene formalizzato il suo passaggio dal Palermo al Napoli, di Aurelio De Laurentiis. Prestito oneroso per 5 milioni di euro con diritto di riscatto dell'intero cartellino, fissato a 12 milioni (pagabili in quattro anni), per un ammontare complessivo di 17 milioni. Il calciatore firma un contratto fino al 2015. Il 7 è il numero di maglia, e la sua prima stagione comincia con 33 gol, non male per iniziare. Conclusa la prima stagione con la qualificazione in Champions League, in molti pensavano che quell’annata fu particolare, e che probabilmente non si sarebbe ripetuta. La stagione successiva, anno 2011/2012, il Napoli debutta nella massima competizione europea, e neanche lì il Matador delude, segnando il gol del vantaggio contro Manchester City e il 20 maggio segna su calcio di rigore il gol che sblocca la finale di Coppa Italia contro la Juventus, poi vinta per 2-0 dal Napoli, ottenendo così il suo primo trofeo in Italia. Altra stagione fantastica con altrettanti 33 gol all’attivo. Ancora un caso? Non potrà ripetersi anche quest’anno…. Anno 2013, è il 20 maggio, il Napoli chiude allo Stadio Olimpico di Roma con una sconfitta per 2 - 1, ma il Matador segna ancora e colleziona 29 gol in campionato, con vittoria della classifica cannonieri, e 9 gol tra Europa League, Coppa Italia e Supercoppa. Chi pensa che è ancora un caso alzi la mano…

Adriano Scala

Il campionato è giunto alla fine e quella che ci attende sarà una bollente estate all’insegna del calciomercato. Fare dei nomi in questa fase probabilmente è troppo prematuro, anche perché tra reali e presunti, sono già tanti i calciatori accostati alle varie società. L’attenzione dei dirigenti e degli allenatori ora è rivolta ad individuare le zone del campo da dover migliorare, acquistando calciatori che andranno ad infoltire i propri organici. Partiamo dai Campioni d’Italia della Juventus. La difesa è collaudatissima e non richiede ulteriori innesti così come il centrocampo, dove addirittura sembrerebbero sacrificabili sia Marchisio che Pirlo attratto dalle sirene spagnole del Real Madrid. Non resta che puntellare l’attacco infatti in questi due anni è mancato un vero bomber che potesse garantire 30 gol stagionali. Si fanno i nomi di Higuain e Tevez ma anche un ritorno di Ibrahimovic non è da escludere. Il Napoli perso Mazzarri e con molta probabilità anche Cavani dovrà rinforzarsi in tutti i reparti. Partendo dall’estremo difensore, infatti Rosati non è stato all’altezza, il solo De Santcis non può garantire un altissimo livello per tutte le competizioni a cui il Napoli è chiamato a disputare la prossima stagione. La difesa e centrocampo necessitano di innesti di qualità per poter far compiere alla squadra partenopea quel salto chiesto dai tifosi. In attesa di capire il futuro di Cavani bisogna trovare un eventuale sostituto, si parla di Dzeko ed Osvaldo. Nelle ultime ore si è fatto anche il nome di Fernando Torres. Capitolo Milan. I rossoneri sono coinvolti in un’altra rivoluzione tecnica dopo quella dell’anno scorso. Il presidente Berlusconi avrebbe deciso di allontanare mister Allegri e di affidare la panchina ad un suo vecchio pupillo Clarence Seedorf; spostando l’attenzione da ciò che serve ai rossoneri: degli innesti importanti in difesa come Astori ed Ogbonna. Occorrerebbe un centrocampista in grado di far rifiatare Montolivo, che in definitiva quest'anno ha compiuto quella maturità calcistica che da tempo gli si chiedeva. L’attacco è a posto dopo la definitiva esplosione di El Sharawy e l’acquisto a gennaio di Balotelli. La Fiorentina quest'anno è stata perfetta, pochi saranno gli accorgimenti per renderla ancora più competitiva. Probabilmente si dovrà sostituire Jovetic destinato ad andare via, ma in rosa c’è già un certo Giuseppe Rossi pronto a diventare il nuovo idolo della curva Fiesole. Parliamo delle romane. Ad inizio della stagione appena conclusa ben altre erano le aspettative. La Roma riaccoglieva con entusiasmo il ritorno di Zeman, ma di fatto rivelatosi un flop. Non è stato ancora deciso chi sostituirà Andreazzoli si parla di Mazzarri o molto più probabilmente di Allegri. L’unica certezza ancora una volta è capitan Totti, da lui si ripartirà. I biancocelesti dopo un inizio sprint si sono persi. Troppi i calciatori fuori ruolo o fuori rosa per volere del patron Lotito. Petkovic ha fatto un ottimo lavoro ma serviranno degli innesti in tutti i reparti, soprattutto in attacco dove lo straordinario Klose non può più garantire, causa altissimo numero di infortuni, una stagione di altissimo rendimento. Chiudiamo con l’Inter. La squadra nerazzurra va rifondata. Gli unici a salvarsi da una stagione totalmente fallimentare sono i soli Handanovic e Palacio fin quando ha potuto giocare. L’impressione che a pagare per tutto questo sarà in primis l’allenatore Stramaccioni. Il patron Moratti ha intenzione di affidare la ricostruzione della propria squadra ad un allenatore esperto e che riesca a tirare fuori il meglio dai propri giocatori, a questa descrizione sembra corrispondere Mazzarri. Sembra che tra le due parti ci siano stati già dei contatti. Non resta che aspettare e godersi questa infuocata estate di calciomercato. Pasquale Iorio

Il 19 Maggio è andata di scena l’ultima giornata di campionato tra Napoli e Roma, questa partita per i partenopei era importante in quanto l’ultima di Mazzarri, forse anche l’ultima del bomber Edinson Cavani (solo la fine del calciomercato ci darà certezze sulla partenza o permanenza dell'uruguagio). La partita è arbitrata dal signor Luca Banti di Livorno. Le due formazioni si presentano con due schieramenti molto offensivi, la Roma priva di capitan Totti e De Rossi sostituiti rispettivamente da Tachtsidis e Marquinho, mentre il Napoli si schiera con quasi la formazione titolare eccezion fatta per Rosati e Rolando che sostituiscono De Sanctis e il partente Campagnaro (molto vicino all’Inter). La partita per i partenopei si complica da subito, al 7 minuto, quando Pandev è costretto ad uscire per infortunio, al suo posto entra El Kaddouri (vista la squalifica di Insigne). La partita si vede fin da subito che sarà una di quelle dove gli schieramenti si daranno battaglia in ogni parte del campo, come spesso accade, il risultato del primo tempo non premia nessuno finendo sul risultato di 0-0. Il secondo tempo inizia in maniera pessima per gli azzurri che dopo solo 2 minuti subiscono la rete di Marquinho, il quale approfitta dell’appoggio del compagno Lamela e fulmina Rosati, che nulla poteva fare, a questo punto Mazzarri tenta la carta Armero per Britos. Vorrebbe dare maggior velocità alla corsia mancina con i colombiani Zuniga e il neo entrato Armero, ma il risultato non cambia, anzi dopo 10’ i giallorossi trovano il raddoppio con Destro, che si libera della marcatura di Rolando e infila il pallone in rete per la seconda volta. Mazzarri e gli azzurri si vedono sfilar via la partita, con eventuale record di punti, quindi il tecnico partenopeo tenta il tutto per tutto inserendo anche Calaio per Cannavaro; niente da fare il Napoli riesce solo ad accorciare le distanze indovinate con chi? Esatto con il solito Cavani che all’84 marca il suo 29° gol in campionato. Dopo 5 minuti di recupero il direttore di gara fischia la fine del match. Archiviato ormai il campionato e scoperta la decisione di Mazzarri, ora il Napoli dovrà scegliere non solo gli uomini giusti per la Champions ma anche chi dovrà guidare i calciatori in questa nuova avventura europea. I nomi sul successore sono tanti, ma quello che ora sembra più probabile è quello di Rafa Benitez, che potrà riprovare l’avventura italiana dopo la prima delusione (stagione con l’Inter). Dall’altra parte invece c’è una Roma che è sembrata pronta per l’imminente finale di Coppa Italia contro gli odiati “cugini” laziali. Chi vincerà la finale? Il Napoli che scelte farà? Sarà Benitez il nuovo mister o coach? A queste domande si potrà rispondere a breve. Stefano Limongelli

Ci aspetta un grandissimo week-end. Finali di Coppe Nazionali, Play off, Play Out e soprattutto la Finale di Champions League, insomma ce n'è per tutti i gusti. Si dice non c'è due senza tre ma questo detto, fatti i dovuti scongiuri, non piace molto dalle parti di Monaco di Baviera. Dopo due finali perse la terza dovrebbe essere la volta buona ma attenzione, anche l'anno scorso sembrava fatta. Derby catalano tra Espanyol e Barca storicamente molto sentito soprattutto per i bianco-azzurri che come al solito nella propria tana venderanno cara la pelle. La Supercoppa di LegaPro2 sembra aver già preso la strada di Salerno ma i Bustocchi della Pro Patria scenderanno in Campania per tener alto l'onore. Si prevedono scintille all'Olimpico e purtroppo non solo in campo. La Roma non batte la Lazio da un pò e quale occasione migliore di questa? Il dominio cittadino, la coppa nazionale, la stella d'argento e la qualificazione diretta in Europa Leauge saranno le motivazioni di Totti & company. Il Benfica dai sogni di un possibile triplete è passato alla realtà di un fallimento. Il campionato perso nelle ultime giornate ai danni del Porto e l'europa sfuggita nei funesti minuti di recupero contro il Chelsea sono bocconi difficili da digerire ma, affrontare il modesto V.Guimaraes nella finale di coppa di Portogallo, che sembra essere il perfetto sparring partner, potrebbe essere la vittoria che renderebbe il tutto un pò meno amaro. Play off di LegaPro1 con la Nocerina favorita su uno stanco Latina mentre si prevede equilibrio tra Pisa e Perugia. Le nostre proposte: Bor.Dortumnd - Bayern M. 2(1,75) Tritium - Portogruaro Under(1,53) Salernitana - Pro Patria Gol(1,75) Real Sociedad - Real Madrid Over3,5(2,10) Espanyol - Barcellona 1X(2,28) Con 5euro se ne potrebbero vincere 117,68 Roma - Lazio 1(2,35) Ajaccio - Nizza Gol(1,70) Nocerina - Latina 1(2,00) Pisa - Perugia X(2,90) Benfica - V.Guimaraes 1(1,28) Con 5euro se ne potrebbero vincere 155,70

Antonio Greco

Si conclude la Serie A 2012/2013, ma nell’ultima giornata non sono mancate affatto le emozioni. Si mette quindi la parola fine su tutti i verdetti, ma Il più importante, appassionante e decisivo è stato sicuramente il testa a testa tra il Milan e la Fiorentina. Uno scontro a dir poco avvincente, un duello infinito durato fino ai minuti finali dell’ultima giornata del campionato. La Fiorentina ha sbalordito ancora una volta per gioco e compattezza, certo giocava a Pescara contro una squadra ormai retrocessa, ma un cinque a uno fa comunque rumore. E quando tutti pensavano che i viola stessero già sul treno per la Champions vedendo il Milan sotto di un gol a Siena, ecco spuntare quei diavoli rossoneri, che con un incredibile uno-due hanno ribaltato la partita e hanno “sfilato” dalle mani di Montella il biglietto per il treno che porta ai preliminari di Champions. Questo “scambio di posizione” nel finale di partita ha sollevato parecchie polemiche, dato che il Milan ha pareggiato con un rigore dubbio trasformato dall’infallibile Balotelli. La classifica parla chiaro, gli uomini di Allegri sono terzi totalizzando due punti in più della squadra viola. Fiorentina che pur disputando un campionato da urlo si “accontenterà” del quarto posto che vale l’accesso all’Europa League. Anche l’Udinese giocherà in Europa League l’anno prossimo, grazie al cinque a due rifilato a San Siro all’Inter, squadra ormai da rifondare. La Lazio aveva ancora un barlume di speranza di qualificarsi per l’Europa, ma vista la vittoria dell’Udinese e la sua stessa sconfitta per uno a zero contro il Cagliari non c’è stato niente da fare. Ora l’unico modo per gli uomini di Petkovic di accedere all’Europa è vincere la Coppa Italia. La Roma, altra finalista della coppa nazionale, in questo week end ha vinto il “derby del Sud” contro il Napoli. Non è bastato il gol di Cavani contro i due dei giallorossi. Fa notizia la sconfitta della Juve, nell’anticipo del sabato, infatti, i bianconeri sono inciampati al Marassi contro la Sampdoria che ha portato a casa l’ultima vittoria dell’anno per tre reti a due. Gli anticipi della domenica, se così possiamo chiamarli, essendo stati giocati alle quindici rispetto a tutte le altre partite che si sono disputate alle venti e quarantacinque, si sono conclusi con due pareggi. Atalanta-Chievo due a due e Bologna-Genoa zero a zero. Anche Torino e Catania si sono divisi la posta, due a due il finale, mentre il Palermo pur volendo fare bella figura davanti ai propri tifosi non c’è riuscito. Il Parma di mister Donadoni si è imposto tre a uno al Barbera. Insomma, i verdetti di questo campionato sono i seguenti: Juventus campione d’Italia, Napoli in Champions e Milan ai preliminari Champions, Fiorentina e Udinese in Europa League, Palermo, Siena e Pescara in serie B. Resta solo da definire il quadro per l’Europa League, che si concluderà con la vincitrice della finale di Coppa Italia tra Roma e Lazio. Dario Mainieri

Anticipo delle 20:45​
Sampdoria - Juventus: Il rigore concesso alla Sampdoria, concedendogli il pari, è un rigore molto generoso, quasi inesistente. Questa volta, Chiellini non commette affatto fallo. E’ Icardi che con il suo braccio entra in contatto con il difensore bianconero, saltando perde l’equilibrio perché “impigliato” nel braccio di Chiellini. Rigore possibile, a favore della Juve, è invece il contatto con il portiere Da Costa e Padoin. Nel tentativo di poter continuare a giocare il pallone, il centrocampista bianconero, in vantaggio sul portiere in area, viene sgambettato dal blucerchiato. Si vede nettamente il pallone cambiare direzione al tocco di Padoin, il portiere in ritardo interviene rifilando uno sgambetto allo juventino. Rigore che poteva essere concesso. Quasi al termine della gara poteva essere fischiato un altro rigore a favore dei bianconeri, per un entrata scomposta di Berardi su Bendtner che, cadendo, si frattura il polso. L’attaccante bianconero, in elevazione, viene travolto dal difensore doriano. Berardi, infatti, non si interessa, affatto, del pallone, ma il suo intento è, solo, quello di fermare la giocata del danese. Rigore, dunque, che ci stava tutto.

Gare delle 15:00​
Atalanta - Chievo: Il vantaggio dell’Atalanta, è macchiato da un fallo di mano di Lucchini. Il tocco, però, è totalmente involontario. Infatti è il pallone a carambolare sul braccio del difensore atalantino. Rigore, però, a favore dell’Atalanta: Dramè, in area di rigore, spinge Carmona. Bologna - Genoa: Rigore per il Bologna. Moretti con il braccio destro, trattiene Moscardelli. Nel tentativo di giocare il pallone, il giocatore del Bologna, viene trattenuto e, dunque, sbilanciato, cade.

Posticipi delle 20:45​
Roma -Napoli: Viene fischiato un fuorigioco di El Kaddouri. Il fuorigioco non c’è, perché il giocatore del Napoli, non è al di là della linea difensiva, con nessuna parte del corpo, con cui è possibile giocare il pallone. E’ solo il braccio che si trova in fuorigioco. In più, se il gioco, non fosse stato interrotto, era da fischiare un calcio di rigore per il Napoli. Tachtsidis spinge, nettamente, il centrocampista napoletano che viene scaraventato a terra. Siena - Milan: Ha fatto molto discutere il calcio di rigore concesso al Milan. Sul cross di De Sciglio, in area, Felipe trattiene Mario Balotelli. Il difensore senese, allunga la maglia numero 45. Anche se, SuperMario, accentua la caduta, la trattenuta c’è. Il regolamento sanziona, una trattenuta, come altri falli, commessi in area, con la massima punizione. Dunque è rigore. S. G.

Il brutto...I titoli di coda lasciano sempre qualcuno con l’amaro in bocca.
Palermo, Siena e Pescara lasciano la serie A per approdare nel limbo della serie B. Tre grandi piazze, tre belle realtà che purtroppo la prossima stagione non potranno onorare la serie A. Finale amaro anche per la Fiorentina convinta di essere in Champions per 89’ fino al raddoppio di Mexes al 42’ del secondo tempo che porta il Milan avanti sui viola. Peccato per la doccia fredda finale, gli uomini di Montella dovranno accontentarsi dell’Europa League.

Il bello...Milan e Udinese possono festeggiare. Il Milan di Massimiliano
Allegri riesce con sofferenza ad ottenere il terzo posto valido per i preliminari di Champion, battendo il Siena in rimonta. Ancora una volta Max dimostra di avere un diavolo per capello, pareggiando prima con un rigore trasformato dal solito Mario Balotelli, (12 gol in 13 partite) e poi passando in vantaggio al 42’ del secondo tempo con un goal realizzato da Mexes. L’Udinese travolge la malconcia Inter con 5 reti spettacolari. Gli uomini di Guidolin trascinati dal solito Totò Di Natale calano una goleada al San Siro e si aggiudicano il pass per l’Europa League.

Il brutto...Gli addii che accompagnano i finali. Mazzarri saluta commosso
Napoli ed i napoletani che in questi anni lo hanno riempito di stima ed affetto. Traguardo raggiunto, portare il Napoli ai vertici della classifica, e riportare la città in Europa insieme alle grandi. Fabrizio Miccoli saluta Palermo. I tifosi della curva Nord gli dedicano una gigantografia accompagnata da uno striscione: “Orgogliosi di te”. A fine gara il capitano viene accompagnato dal coro: “Resta con noi.”

Il bello...La conclusione del campionato segna l’inizio dei preparativi per la
nuova stagione. Tra valzer di allenatori e di campioni l’attesa per la Serie A 2013/2014 è già iniziata. Interessante novità per la prossima stagione, ci saranno ben 5 derby, un avvenimento mai accaduto in precedenza. Oltre ai consueti Milan-Inter, Lazio-Roma, Juve-Torino e Sampdoria-Genoa ci sarà anche Chievo-Verona. L’attesa è iniziata, l’appuntamento è fissato al 25 Agosto.
Bartolomeo Arpino

Zero: Al direttore di gara di Siena – Milan, il rigore che da il là
alla vittoria del Milan è scandaloso, di interventi così in area ce ne sono a bizzeffe. CHAMPION!

Uno: Almeno un gol il Pescara lo riesce a fare, ma ne subisce
cinque da una Fiorentina insaziabile. Peccato, arrivederci al prossimo campionato in A. AUGURI!

Due: I gol che si dividono Torino – Catania e Atalanta – Chievo.
Il risultato non conta, allora spazio ai gol. DIVERTITI!

Tre: I gol incassati dal Palermo nell’ultima di Serie A. Anche
nell’ultimo incontro la situazione non cambia, forse una rifondata non sarebbe male. RIVEDIBILI!

Quattro: La Lazio perde ancora, ora le speranze sono solo
sulla finale di Coppa Italia. Certo arrivare con una sconfitta alla finale non da morale. DELUDENTI!

Cinque: Mediocre la partita Bologna

- Genoa. Niente occasioni, gioco scarso, poche emozioni. CHIUSO PER FERIE!

Sei: I punti raccolti dalla Sampdoria contro i Campioni
d’Italia. Bel bottino per una neopromossa. CAMPIONI!

Sette: Vittorie nelle ultime sette partite. Per l’Udinese è
media scudetto, scusate il ritardo, ma comunque l’Europa è conquistata meritatamente. MERITATO!

Otto: Alla grinta del Siena. La partita conta solo per
l’avversario, ma la sportività è premiata. Il Milan si è stupito e stizzito di questo comportamento, ma quei sentimenti dovevano provarli i senesi. Peccato per i sei punti di penalizzazione. SPORTIVI!

Nove: Non fa spesso gol, ma quando decide di farlo, non è
banale. Anche se aiutato da un po di fortuna, il tiro e la coordinazione di Gobbi sono da applaudire. FORTUNATO!

Dieci: Il suo è un gol da manuale, ci ha abituati a segnare gol
eccezionali, ma questo è un colpo da biliardo. Di Natale segna e da spettacolo. PERFETTO! Adriano Scala

Il prossimo 25 maggio 2013 andrà in scena a Wembley la partita più attesa dell’anno, la finale di Champions League tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco. Per la prima volta nella storia sarà una finale tutta tedesca. Sono cinque le coppe in campo, una sola quella vinta dal Borussia contro le quattro del Bayern. Gli uomini di Kloop sono la sorpresa, e faranno di tutto per alzare la coppa al cielo, ma il Bayern, squadra più esperta e navigata venderà cara la pelle, considerando anche il fatto che ha già perso due finali negli ultimi tre anni. Insomma sarà una finale da non perdere assolutamente. Sono tanti i campioni che giocano in queste due super potenze, ma ne abbiamo scelti due. Abbiamo messo a confronto il francese Frank Ribery contro il giovane talento tedesco Marco Reus. Andiamo a scoprire chi avrà vinto la nostra SPECIALE SUPERSFIDA!

SUPERSFIDA REUS 8 7 8 8.5 9 8.5 TIRO COLPO DI TESTA SENSO DEL GOL TECNICA VELOCITA’ GIOCO DI SQUADRA TOTALE RIBERY 5 7 7.5 9.5 8.5 8.5

49

49.5

A cura di Dario Mainieri

Mani che tremano, sorreggono un borsone. Cuore dal battito accelerato. In volto l’entusiasmo di un bambino e l’ansia di fare bene, è quella di un uomo. Così, si va verso un campo di calcio. Così si va verso la storia. Nello spogliatoio la voglia di scendere in campo e dare il massimo. Nel terreno di gioco, però, la “casacca gialla” non deve essere protagonista in discusso; questo è un ruolo che spetta solo ai giocatori; deve accaparrarsi un giusto ruolo da attore non protagonista. Ecco, attore non protagonista, questo è un arbitro. Comunque un ruolo fondamentale, in fondo il regolamento dice che senza arbitro non si può dare inizio ad una gara. A Londra, al Wembley Stadium, protagonisti per gli italiani, sarà lei: la terna, anzi la cinquina. Per la finale di Champions League ci sarà, dunque, un po’ d’Italia. A dirigere la gara tra le due tedesche, Bayern Monaco e Borussia Dortmund, ci sarà difatti un fischietto nostrano: Nicola Rizzoli. L’arbitro della sezione di Bologna, sarà affiancato, nella direzione della gara, da Renato Faverani e Andrea Stefani. La terna arbitrale viene completata, poi, con l’aggiunta degli assistenti addizionali: Paolo Tagliavento e Gianluca Rocchi. “Cinquina” completa che si è fatta valere anche agli Europei in Polonia-Ucraina, della scorsa estate. Abituato a grandi match, a livello nazionale, Rizzoli ha già diretto una finale; quella di Europa League nel 2010, ad Amburgo, tra Fulham e Atletico Madrid, vinta, poi, dalla squadra di Falcao. Entrato in punta di piedi, nell’organico europeo, con le tante ottime prestazioni, si è insediato nell’elite degli arbitri europei. Da sempre, considerato l’arbitro nazionale ed internazionale, tanto da aver acquisito, anche, la fiducia di società, dirigenti e giocatori. Infatti il bolognese è stato premiato, lo scorso Gennaio con il premio Miglior Arbitro AIC, ovvero il premio che, l’Associazione Italiana Calciatori consegna all’arbitro distintosi nella passata stagione calcistica. Non solo tanti premi e tante soddisfazioni calcistiche, anche in questa stagione ormai trascorsa, errori che ne hanno un po’ condizionato la stima. Un ottimo modo, quello della finale, di ripristinare le gerarchie e di ritornare il migliore di sempre. Grande soddisfazione, dunque, per l’AIA Italiana, che con questa designazione, prende il merito di aver creato, e creare ancora, organici vincenti. Un grosso in bocca al lupo, dunque va, alla “quintina” italiana che, in una finale tutta tedesca, porta in alto il tricolore. Annalisa Moccia

“Che malinconia, oggi è l’ultima giornata di campionato”. Questa è la tipica frase che dice il cosiddetto “malato di calcio” quando sta per terminare una stagione calcistica. Ma da un po’ di tempo a questa parte, oltre al dispiacere di tutti gli sportivi in merito al fatto che il campionato finisca, c’è anche qualche altra cosa che termina con la chiusura del campionato stesso e per la quale dispiacersi. Stiamo parlando del Fantacalcio! Quest’ultimo è un popolare gioco di fantasia sul calcio, consistente nell'organizzare e gestire squadre virtuali formate da calciatori reali, scelti fra quelli che giocano il torneo cui il gioco si riferisce (Serie A, Uefa Champions League, Mondiale, Europeo). Fu inventato da Riccardo Albini che, ispirandosi a un passatempo già usato in USA basato sul baseball, lo pubblicò per la prima volta in Italia nel 1990 tramite le Edizioni Studio Vit. Alla stesura della versione definitiva del regolamento contribuirono anche Alberto Rossetti e Diego Antonelli. L'intuizione di questa geniale mente ludica ha influenzato, nell'ultimo ventennio, la storia di un bel po' di appassionati calciofili che sono stati attratti da questo fenomeno straordinariamente nazional-popolare e dirompente quale il Fantacalcio. Questo gioco è diffusissimo sul web e in Italia è organizzato dai principali quotidiani sportivi, piattaforme tv e siti web. Non solo il Fantacalcio viene organizzato e gestito anche da gruppi di amici, i quali, da veri manager, allestiscono la squadra ad inizio stagione cercando di accaparrarsi i migliori giocatori sulla piazza, gestiscono e supervisionano le proprie rose per l’intero campionato, facendo i conti con le squalifiche, gli infortuni e quant’altro. Ogni settimana schierano la formazione migliore per contrastare lo sfidante e il lunedì dopo i match della domenica controllano i voti dei propri calciatori, considerando bonus e malus, per vedere cosa avrà fatto la propria squadra. Insomma, questo gioco diventa un passatempo per grandi e piccini che si accingono ad impersonare la figura del manager calcistico, diventa anche un’ossessione per i poveri fantallenatori che, perseguitati dalla sfortuna, non riescono a portare a casa i risultati sperati. Le regole sono variabili, nel senso che ogni Fantacalcio può avere una Lega che decide, approva e disapprova a inizio campionato le norme da rispettare e che regoleranno il corretto svolgimento del Fantacalcio. Ad oggi in Italia, sono tantissime le persone che giocano al Fantacalcio. Persone che amano per forza di cose il calcio per divertirsi con questo gioco durante l’anno. Dunque, oltre a dire “Che malinconia, oggi è l’ultima giornata di campionato…” tristemente aggiungeranno “…ed è anche l’ultima di Fantacalcio!”, saranno dispiaciuti, allo stesso modo di come lo sono a fine stagione, nel veder terminare questo gioco che tanto li appassiona. Dario Mainieri

“2012-2013: un’annata calcistica che, per noi tifosi, rimarrà per sempre tra i ricordi più belli del “nostro” napoli: eppure zero“tituli”. Sembra strano ma è così! 78 punti conquistati, 23 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte; questo è il ruolino di marcia del “nostro” Napoli quest’anno. Un campionato intero a lottare con le grandi squadre del nord, a lottare contro chi riesce a influenzare tutto e tutti. Nonostante tutto, noi, quest’anno siamo stati lì a giocarcela quasi fino alla fine, per conquistare quello che a Napoli manca dal lontano 29 Aprile 1990. Giusto! Quasi fino alla fine. Perché è stato proprio sul più bello che al Napoli è mancata l’energia per lo scatto finale, la lucidità di un colpo di reni, la freddezza di chi sa che non ti è permesso di sbagliare niente. Davanti a te hai una “signora” squadra che, tralasciando il suo passato, quest’anno ha dominato completamente il campionato, conquistando il suo meritatissimo 29esimo scudetto (31 sul campo come dicono) dimostrando a tutti la sua forza, soprattutto, dimostrando la voglia di vincere in ogni partita. Un’annata che rimarrà nella storia degli ultimi 20 anni del club. Una lunga cavalcata che ha visto, come protagonista principale, il grande Matador Cavani, un guerriero oltre che un calciatore. E’ stato lui il primo attore, 29 gol segnati e scettro di bomber della stagione 2012-2013. Terzo nella storia dei grandi bomber del Napoli, a quota 104 goal, preceduto da Attila Sallustro con 111 goal e da Diego Armando Maradona con 115 goal. A pensare che i primi due sono stati rispettivamente 11 e 7 stagioni con la casacca azzurra, mentre Cavani è solo alla terza stagione. Nonostante non ci fossero speranze di vincere questo campionato siamo arrivati comunque secondi; un risultato che, sicuramente, all’inizio dell’anno non ci saremmo aspettati. Ma perché proprio secondi e non primi? Perché stare sul gradino più basso, rispetto a quello che ti permette di scrivere il tuo nome nella storia? Appunto! Riscrivere la storia, o meglio aggiornare la nostra storia; questo è quello che chiediamo. Basta ricordare sempre il nostro passato, basta dire che nel 2004 eravamo in serie C a giocare contro Frosinone, Spal, Sora, e oggi ci ritroviamo a giocare contro le realtà del calcio europeo come Chelsea e Bayern Monaco. Si la differenza è tanta. Ma perché accontentarci di esserci qualificati in Champions League? Noi tifosi, ora, non vogliamo più accontentarci. Non vogliamo più arrivare secondi, non vogliamo più che gli almanacchi alla voce “ scudetti napoli ” scrivano 2. NO!!! Ora è arrivato il momento di raccogliere quello che, noi tifosi in questi anni, abbiamo seminato. Vogliamo che tutti i nostri sacrifici nel seguire, quella maglia dal colore azzurro, correre nei campi di Serie A e nei campi europei, vengano ripagati. Fatte le fondamenta solide, ora bisogna fare un grande palazzo, caro Presidente! Noi, non vogliamo festeggiare con fuochi d’artificio un secondo posto, non vogliamo essere eterni secondi; NOI VOGLIAMO VINCERE! Noi vogliamo scrivere la storia, vogliamo ciò che meritiamo, quello che ci spetta, perché quel tricolore sul petto per noi è più di una toppa. Per noi è una vittoria contro chi per anni ci deruba, contro chi per anni ci definisce come “i malati del sistema”. Per noi lo scudetto è qualcosa che va oltre l’ambito calcistico, perché a Napoli si vive di calcio e tu mio “caro” presidente lo sai fin troppo bene. Perciò ora tocca a te sbalordirci, tocca a te far gioire una città intera e rinnovare la storia. Caro mio presidente … noi abbiamo un sogno nel cuore …VINCERE IL TRICOLORE!!!” Annalisa Moccia

Indovina chi è una rubrica che mette alla prova la conoscenza calcistica dei nostri lettori. Come si gioca? Verranno scelte delle figurine di calciatori che hanno militato nel nostro campionato, alle quali verrà cancellato il nome. Saranno così bravi i nostri cari lettori ad indovinarli lo stesso? Naturalmente saranno dati dei piccoli suggerimenti, non siamo poi così cattivi.

Indizi:
- Si tratta di un difensore e di un attaccante. - Uno dei due gioca ancora. - Entrambi hanno lasciato un pessimo ricordo ai loro tifosi. (se uno di loro dovesse per sbaglio trovarsi in Puglia, e più precisamente a Bari, difficilmente ne uscirebbe vivo) - Su di loro si è detto “non è colpa sua, ma di chi lo ha comprato” e “ho perso la pazienza, evidentemente è venuto in Italia a fare il turista” - Uno dei due, ha anche giocato in Germania, col Bayern Monaco. La soluzione verrà svelata solamente nel prossimo numero, intanto prova a giocare sulla nostra pagina Facebook FATTO DI SPORT

Premier League – Il Manchester United si laurea campione d’Inghilterra per la 20esima volta nella sua storia. Quest’anno Roberto Mancini e il suo City sono stati costretti a passare lo scettro nelle mani di Sir Alex Ferguson, il quale lascerà Old Trafford dopo ben 26 anni! Assegnati i 4 piazzamenti per la Champions che saranno appunto di Manchester United e City, rispettivamente primo e secondo, terzo il Chelsea, fresco campione dell’Europa League e quarto l’altra squadra di Londra: l’Arsenal, che in volata si aggiudica il play off di Champions ai danni del Tottenham di Villas Boas. In Europa League, oltre al Tottenham, vanno lo Swansea, vincitore della Carling Cup, e udite udite: il Wigan, appena retrocesso in Championship insieme al Reading e al QPR, nonché vincitore della FA Cup, dove in finale ha battuto il City di Mancini. Il Wigan diventa così il primo club inglese a retrocedere nello stesso anno in cui ha conquistato la FA Cup! Incredibile ma vero!!!

Bundesliga – Il Bayern Monaco ha letteralmente “distrutto” il campionato tedesco! Un margine troppo evidente tra la squadra di Heynckes e tutte le altre rivali, Borussia Dortmund compreso. Il Bayern stabilisce il record di ben 91 punti in 34 partite, record che apparteneva al Borussia di Klopp proprio nella passata stagione(81 punti), mettendo a segno 98 reti e subendone solamente 18 e portando in bacheca il 23esimo titolo. Questi i posti assegnati per l’Europa: in Champions oltre al Bayern accedono alla fase a gironi il Borussia Dortmund, secondo distaccato di 25 punti, e il Bayer Leverkusen del capocannoniere Kiessling. Al preliminare accede lo Shalke04 che nell’ultima giornata vince in casa del Friburgo lo scontro diretto per 2 a 1 ( Shalke 55 punti e Friburgo 51). Europa League per l’Eintracht e appunto il Friburgo. Retrocedono invece Fortuna Dusseldorf e Greuther Furth, mentre l’Hoffenheim (terz’ultimo) sfiderà il Kaiserslautern (terzo in seconda divisione) per la permanenza in Bundes.

Liga – A due giornate dal termine il Barcellona è già aritmeticamente campione, avendo 13 punti di vantaggio sulla seconda: il Real Madrid. In Spagna si gioca solamente per il quarto posto, utile per il preliminare di Champions, e per non retrocedere. Alla fase a gironi della Champions accedono Barcellona Real e Atletico Madrid, rispettivamente con 94, 81 e 72 punti a due giornate dal termine. Lotta a due per il quarto posto che verrà conteso fino alla fine dalla Real Sociedad e dal Valencia, entrambe a quota 62 punti, mentre per il sesto posto per l’Europa League, Malaga e Betis distano solo 2 punti (54 e 52). Nelle zone basse è ancora tutto possibile, visto che ancora nessuna squadra è aritmeticamente retrocessa. Celta Vigo(31), Maiorca(32) e Saragozza(34) possono ancora sperare nella salvezza, visto che a due giornate dalla fine il Deportivo(35) e l’Osasuna(36) non sono ancora salve.

Ligue 1 - In Francia Il PSG, già campione da una settimana, ha festeggiato la vittoria in campionato davanti al proprio pubblico vincendo per 3 a 1 contro il retrocesso Brest. A segno manco a dirlo Ibrahimovic(2) e Matuidi nel giorno dell’addio al calcio di David Beckahm. Ad una giornata dalla fine il PSG approda per il secondo anno consecutivo alla Champions League insieme al Marsiglia, secondo con 70 punti. Da assegnare il terzo posto con il Lione in vantaggio sul Saint Etienne (64 contro 62 punti). Per l’Europa League lotta a due tra Nizza e Lille, entrambe a quota 61 punti, ma in vantaggio il Lille negli scontri diretti. In zona retrocessione a far compagnia al Brest ci pensa il Nancy che perde in casa con il Bastia, all’ultima giornata proverà a fare il miracolo il Troyes(37 punti) che tenta di agganciare il Sochaux(40) sconfitto in casa dal Tolosa. Giuseppe Memoli

Raccapricciante quello che incombe, ad ogni finale, sulla testa del Benfica. “Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d'Europa, ed il Benfica senza di me non vincerà mai una Coppa dei Campioni”. Così parlò Bèla Guttman, allenatore dei portoghesi, con il quale, poi, nel 1962, vinse l’allora Coppa dei Campioni. Se oggi, i dirigenti di quel tempo, sapessero che le sue parole, sono state profetiche, forse, non farebbero l’errore di licenziare il tecnico ungherese. Quelle parole, dettate, sicuramente, dalla rabbia, per l’avvenuto licenziamento, hanno prodotto e producono, ancora, i suoi effetti. Una vera e propria maledizione che si ripresenta puntualmente, ogni volta che la squadra portoghese arriva in una finale europea. Sette sono le finali consecutive perse. Non è bastato a fermare l’ira di Guttman, nemmeno, il pellegrinaggio di Eusebio, sulla tomba dell’allenatore, nel 1990, in occasione della finale contro il Milan. La rabbia per Guttman è stata tanta, da non voler nemmeno accettare le scuse del suo calciatore che, vestito con un saio di penitenza, si è presentato a Vienna, implorando scuse, più o meno sentite, sulla sua tomba. Eppure, per arrivare in finale, vincendo contro tutte le squadre incontrate sul suo cammino, è mancata tanta fortuna. L’anno successivo al cambio di allenatore, il Benfica ritorna in finale. Inizia la maledizione dell’ultima coppa. La profezia darà i suoi frutti. Quella del 62’, sarà l’ultima coppa conquistata dai portoghesi. Infatti, nel 1963, perde, per un solo goal di scarto, contro il Milan. La gara finisce 2 a 1. E’ il Benfica a portarsi subito in vantaggio, Eusebio, al 19’. Pareggio trovato, solo nel secondo tempo, dai rossoneri (al 50’ Altafini). Ultimi minuti, sempre spietati, per i portoghesi che, al 70’ subiscono il goal del ko. E’, sola, la prima delle sette finali perse. L’ultima, la scorsa settimana, persa contro il Chelsea, al 92’. Mancava solo un minuto dai tempi supplementari, per poter dare una svolta al match, ma Guttman non avrebbe mai digerito di vedere esultare e trionfare, quella squadra che lo aveva tradito. La profezia si esaurirà, solo, nel 2063, dunque, altri 49 anni di sofferenza e di trofei che spariranno per un soffio. Auguriamo, quindi, BEN-SFIGA! Le sette finali, consecutive, perse: 1962-1963, Coppa dei Campioni: Milan-Benfica 2-1 1964-1965, Coppa dei Campioni: Inter-Benfica 1-0 1967-1968, Coppa dei Campioni: Manchester United-Benfica 4-1 1982-1983, Coppa Uefa: Anderlech-Benfica 2-1 (risultato finale dopo andata e ritorno) 1987-1988, Coppa dei Campioni: PSV-Benfica 6-5 (dopo i rigori) 1989-1990, Coppa dei Campioni: Milan-Benfica 1-0 2012-2013, Europa Legue: Chelsea-Benfica 2-1 Annalisa Moccia

Cesare Prandelli ha diramato la lista dei 30 pre-convocati in vista della Confederation Cup del prossimo Giugno. I nomi saranno successivamente ridotti ai fatidici 23 che partiranno alla volta del Brasile. Fuori quasi tutti gli Under21 non certamente per demeriti ma per dar la possibilità al ct Mangia di poter contare su gli uomini migliori per cercare di portare a casa l'europeo di categoria. Solo De Sciglio ed El Shaarawy partiranno con i "grandi" a differenza di Florenzi e Verratti aggregati agli azzurrini. Tre le novità assolute: il buon Giacomo "Jack" Bonaventura che ha mostrato tante qualità nella sua Atalanta, il bomber tascabile del Cagliari Sau insieme al compagno di squadra Agazzi che, ha preso il posto lasciato vacante dall'addio all'azzurro di De Sanctis. Conferma per Cerci che, dopo aver esordito negli ultimi incontri di qualificazione, ha concluso il suo campionato in crescendo. A centrocampo Giaccherini è sempre il nome che un pò qualche polemica la suscita. I maligni dicono che ha più presenze in Nazionale che non con la sua Juventus ma Prandelli l'ha sempre difeso giustificando la scelta attribuendo al calciatore l'appellativo di Jolly assoluto. Pazzini perde al fotofinish il ballottaggio con Gilardino mentre c'è Giovinco. Matri e Quagliarella invece guarderanno la competizione da casa. Il 31 Maggio prevista l'amichevole contro il modesto San Marino a cui seguirà la lista definitiva dei convocati

Portieri: Agazzi,Buffon,Marchetti,Sirigu. Difensori: Abate,Antonelli,Astori,Barzagli,Bonucci,Chiellini,De Sciglio,Maggio,Ogbonna,Ranocchia. Centrocampisti: Aquilani,Bonaventura,Candreva,Cerci,De Rossi,Diamanti,Giaccherini,Marchisio,Montolivo,Pirlo,Poli. Attaccanti:Balotelli,El Shaarawy,Gilardino,Giovinco,Osvaldo,Sau.
Antonio Greco

“Lascio l’azzurro dopo cinquant’anni. Me ne vado in punta di piedi anche se Abete mi vorrebbe ancora”. Con queste parole, rilasciate all’Ansa, Luigi Riva nato a Leggiuno il 7 novembre del 1944, lascia la Nazionale e quel mondo di cui ha fatto parte, sin da bambino, da protagonista. Acquistato appena 18enne dal Cagliari, nella stagione ’63-’64, Gigi inizia a scrivere pagine di storia all’interno del club, facendo diventare quella maglia rossoblù la sua seconda pelle, vestendola sino a fine carriera e segnando con essa 164 reti tra Serie A, B e coppe. Reti che sono servite a conquistare il primo e unico scudetto della storia cagliaritana nel 1970. Quella maglia a cui teneva tanto e con cui si è ricucito addosso il soprannome “rombo di tuono”, per quel suo sinistro imparabile. Con la maglia azzurra solo 42 volte, il tempo per vincere un campionato europeo, nel ’68, prendendo anche parte al famoso match tra Italia e Germania, semifinale del mondiale a Messico 70' terminato 4-3. Segnando con essa 35 goal, ponendosi cosi al primo posto dei cannonieri azzurri, d’avanti aGiuseppe Meazza e Silvio Piola. Ritiratosi dal calcio giocato nel 1976, a causa anche di infortuni molto importanti, come la rottura della tibia con l’Austria nel 1970 o come il contrasto con il difensore milanista Aldo Bet in cui subì un grave strappo muscolare, Riva rientra nel mondo del calcio nella stagione ’86-’87 come Presidente del Cagliari, avventura che terminò pochi mesi dopo per approdare in FIGC. E’ quest’ultimo passaggio che lo fa affermare come esempio anche al di fuori del campo. In Nazionale prima ricopre il ruolo di dirigente accompagnatore poi come team manager, ricoprendo un ruolo di riferimento nei mesi di Calciopoli culminati con la vittoria delmondiale del 2006 in Germania, e diventando figura indispensabile per giocatori come Baggio, Del Piero, Totti, Nesta, Buffon e Cannavaro. “Conosco ogni singolo albero di Coverciano” . Queste le sue parole che sintetizzano tutta la passione che ha dato nella sua vita dirigenziale alla Nazionale, spiegando anche i motivi per cui ha preso questa dolorosa decisione, gli stessi che lo hanno accompagnato nella sua vita da giocatore: “fisicamente non ce la faccio più. Ho comunicato la mia decisione al presidente della Federcalcio Giancarlo Abete e al direttore generale Antonello Valentini. Mi ha fatto un piacere enorme vedere che loro sarebbero disposti ad aspettarmi ancora. Abete voleva che arrivassi fino al Mondiale del prossimo anno, ma i dolori all’anca e alla spalla, aggiunti al disagio per le trasferte, non me lo consentono”. Noi tutti lo applaudiamo e lo salutiamo sperando che ci regali un ultimo “rombo di tuono” per accompagnare la spedizione degli azzurri in Brasile, perché se vogliamo diventare pentacampioninella terra dei pentacampioni abbiamo bisogno anche della sua esperienza. Ferruccio Montesarchio

DE CEGLIE OLTRE CHE TERZINO DIVENTA DJ : Paolo de Ceglie terzino sinistro della Juventus, classe 1986, dopo aver vinto il suo secondo scudetto della sua carriera, si concentra su un progetto tutto nuovo, non riguarda il calcio ma la musica. Il suo nuovo nome artistico è “Paolino dj”, in questi giorni uscirà il suo nuovo singolo prodotto dalla casa discografica DANCEANDLOVE dal titolo “ moving on”. Paolo De Ceglie ha sempre avuto questa passione musicale e oggi ha coronato questo grande sogno di diventare dj, questo suo primo progetto è totalmente gratuito e a scopi di beneficenza infatti i ricavati delle vendite del singolo saranno totalmente donati alla Onlus “l’associazioni di idee”, che si occupa di bambini autistici. In tempi di crisi anche i calciatori iniziano a pensare ad un futuro diverso dal mondo del pallone. IL NAPOLI AVRÁ IL SUO NUOVO STADIO : Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha confermato che c’è un progetto in atto per costruire nel sito dell’attuale stadio San Paolo uno tutto nuovo e modernissimo con ben 70 mila spettatori. Il sindaco è intervenuto ad un convegno a “città della scienza”, ribadendo il suo legame con la società azzurra e i buoni rapporti con il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis, confermando che già dal prossimo anno potrebbero iniziare i lavori di abbattimento e ricostruzione del nuovo impianto. Confermando che la volontà c’è ma mancano i fondi che potrebbero arrivare con un finanziamento dello stesso patron del Napoli. Per ora l’unica certezza è che lo Stadio San Paolo è in ristrutturazione per ricevere la licenza Uefa che in questo momento urge alla città, tante parole e tante promesse chi vivrà vedrà. DALLA PANCHINA AL CARCERE : Massimo Carrera collaboratore di Antonio Conte alla Juventus, quest’ anno allenatore della Juve per circa due mesi in sostituzione dello squalificato mister salentino, dopo il suo secondo scudetto da personale dello staff tecnico bianco-nero, ora passerà due anni in una cella, essendo accusato di omicidio colposo plurimo. Nella notte di capodanno del 2011 sull’autostrada A4, due ragazze persero la vita in seguito ad un incidente a catena tra cui c’era l’auto di Massimo Carrera, in rito abbreviato martedi è arrivata la sentenza definitiva. Arrestati nella vicende altri due conducenti, per Carrera erano stati chiesti 3 anni e 8mesi ma per alcune perizie verificate la condanna è stata confermata a 2 anni e 6 mesi da scontare in carcere. Gaetano Vitale

Si è concluso in parità il primo match valido per l'assegnazione della Supercoppa di serie C fra Avellino e Trapani. Mette il turbo l'Avellino che dopo solo quattro minuti, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, va in goal col capitano Fabbro. Sembra in discesa la partita per i biancoverdi che, almeno in un paio di circostanze, hanno la possibilità di raddoppiare ma non riescono a sfruttare l'occasione. Il Trapani, intanto, si risveglia dal torpore iniziale, dopo aver colpito un palo (20') con Madonia si procura un rigore, allo scadere del primo tempo, per fallo di Giosa su Mancosu. Dal dischetto Madonia non sbaglia e porta il risultato in parità. All'inizio del secondo tempo è ancora il Trapani a rendersi pericoloso con il solito Mancosu che arriva a tu per tu con Fumagalli ma il portiere biancoverde, con una parata strepitosa, salva il risultato. E' allora l'Avellino a riprendere le redini del gioco e al 13' Castaldo calcia sull'esterno della rete ignorando Zigoni smarcatissimo a centro area. Ancora l'Avellino sfiora il raddoppio pochi minuti dopo: punizione di Massimo e Giosa con una sforbiciata indirizza il pallone all'incrocio dei pali ma l'estremo difensore Morello con un balzo felino riesce ad evitare la rete; sulla ribattuta si avventa Zigoni che, ad un metro dalla porta, calcia a colpo sicuro ma ancora l'estremo difensore siciliano compie un vero miracolo riuscendo a respingere in angolo. A pochi minuti dalla fine è il Trapani, in contropiede, a sfiorare il goal con Pacelli ma Fumagalli, con un grande intervento evita la beffa. Finisce dunque 1 -1 senza vincitori nè vinti; sarà il match di ritorno, giovedi in terra sicula, a decretare l'assegnazione della Supercoppa. Claudia Ferrara

Londra è una città che conta numerose squadre professionistiche, 14 per la precisione, e i “Gunners” sono una di queste. L’Arsenal è uno dei club più antichi in Inghilterra e detiene il record di partecipazioni alla massima divisione (dal 1919 ad oggi). Nellasua bacheca annovera 13 Premier League, 10 FA Cup, 2 Coppe di Lega inglesi e 12 Community Shield, che le danno l’onore di essere la prima squadra per meriti sportivi della capitale; oltre a 1 Coppa delle Coppe e una Coppa delle Fiere. La sua fondazione risale al 1886, grazie a degli operai di una fabbrica, con il nome di Dial Square. La denominazione durò solamente 2 settimane e si optò per il più affascinante Royal Arsenal (stesso nome dell’officina). Cambiò nuovamente nel 1891 in Woolwich Arsenal per via del passaggio al professionismo. La squadra rischiò il fallimento a causa di un isolamento geografico ma nel 1910 fuacquistata da Herny Norris. Tre anni più tardi il presidente, per ovviare ai problemi di poco affollamento del pubblico, decise di spostare la sede del club all’Arsenal Stadium di Highbury (nord di Londra) e nel nome della squadra Woolwich scomparve, assumendo semplicemente Arsenal, come la conosciamo oggi. Gli operai, citati precedentemente, lavoravano nella Royal Arsenal. Questa era la più importante fabbrica di armamenti del luogo, nonché centro di ricerca bellica, che si trovava a sud del Tamigi (zona sud-est di Londra). Dunque il soprannome “Gunners” deriva dall’ambiente in cui lavoravano gli operai e da ciò che producevano. Lo stesso stemma, nonostante sia andato incontro a numerosi modificazioni, al suo interno è sempre comparso almeno un cannone. Il Botafogo è uno dei 4 club più grandi di Rio de Janeiro insieme a Fluminense, Flamengo e Vasco da Gama. La sua origine è un intreccio tra canottaggio, lettere tra amici e la Juventus; ma procediamo con calma. Nel 1894 venne fondato il Club de Regatas Botafogo (CR Botafogo), società di canottaggio che deve il nome al quartiere in cui vi era la sede. Il simbolo era l’Estrela d’Alva (la stella solitaria, cioè la prima stella ad apparire in cielo) e i colori erano il bianco e il nero. Tra i banchi di scuola, invece, nel 1904 nacque il club calcistico: durante una lezione di matematica Flavio Ramos scrisse lettere all’amico Emmanuel Sodré, dove chiedeva di fondare una squadra insieme ad altri loro amici. Nacque così l’Electro Club. Nome che ebbe vita breve, e fu subito cambiato in Botafogo Football Club (Botafogo FC). Il simbolo fu il monogramma BFC mentre i colori scelti furono il bianco e il nero, proprio come la Juventus. Scelta non casuale poiché uno dei fondatori del club, Itamar, tifava per la squadra piemontese. Ora cosa hanno in comune Botafogo FC e CR Botafogo? Tutto: stesso nome, stesso quartiere ma soprattutto stessi tifosi. Fu così che durante una partita di basket tra i 2 club si pensò ad un fusione. L’unione avvenne esattamente l’8 dicembre 1942 con il nome di Botafogo de Futebol e Regatas. La scelta cromatica per lo stemma fu il nero con al centro la Estrela d’Alva. Alla fine di quella partita di pallacanestro Eduardo Gois Trindade, presidente del Botafogo FC, commentò così: “Nelle gare tra le nostre squadre, solo uno può essere il vincitore: il Botafogo!”

Vincenzo Vitale

I TOP DANI PEDROSA Il folletto della Honda, mostra la sua bravura, anche, su una pista bagnata. A Les Man, in Francia, una gara spettacolare e ricca di sorpassi, lo spagnolo ha la meglio sui suoi rivali. Non di certo la sua specialità, quella sul bagnato, ma Pedrosa è riuscito in una gara al cardiopalma ed uscirne da vincitore. Primo posto che lo catapulta sulla prima piazza della classifica generale, con 83 punti. SARA ERRANI Con la semifinale conquistata agli “Internazionali BNL di Roma”, la romagnola, si piazza, per la prima volta, nella sua carriera, quinta nel ranching Wta. Davanti a lei, solo,Serena Williams, Maria Sharapova, la Azarenka e Agneszka Radwanska. Un risultato importante, in vista del “Roland Garros” che, le consentirà di non incontrare le quattro tenniste, prima dei quarti di finale. Dopo la conquista del ranching, adesso tocca alla terra rossa di Roma. DERBY DI COPPA ITALIA Quest’anno, la Finale di Coppa Italia, sarà tutt’altro che, una competizione da snobbare. Oltre al derby, Roma-Lazio, a scatenare i tifosi nel pre-gara, ci penserà il coreano Psy. Sulle note di Gangnam Style, e sulle coreografia delle cheerleader, la finale, avrà, proprio, l’aspetto del “Super bowl”. La TIM, sponsor della competizione, ha voluto regalare uno spettacolo nello spettacolo.

I FLOP NICKLAS BENDTNER Un anno sfortunato, quello dell’attaccante bianconero. Arrivato in Italia, con l’appellativo di “top player”, si è beccato invece, il premio di “bidone” dell’anno. Il brutto infortunio, rimediato nella gara contro la Sampdoria che, gli ha causato una frattura al polso; è l’ennesima nota negativa per il danese. Rilegato in panchina, per tutta la prima parte di stagione, l’infortunio al ginocchio che, lo ha tenuto fuori per tre mesi ed il ritiro della patente, per guida in stato d’ebbrezza; lo hanno tenuto parecchio lontano dal rettangolo verde. Avrà, dunque, dimenticato, come si gioca a calcio, ma non avrà, invece, dimenticato le buone maniere. Vogliamo ricordarlo per il suo lato da gentleman, con il dolce saluto alle hostess, durante la premiazione per lo scudetto, vinto. BENFICA Dopo aver perso la finale di Europa League, nei minuti di recupero, contro il Chelsea, il club portoghese, perde, anche, il campionato nazionale. Prima, per tutto il campionato, alla penultima giornata, decisiva è stata la sconfitta, nello scontro diretto con il Porto. In una settimana, quella passata, la squadra portoghese ha perso, titolo europeo e nazionale. Verrebbe da dire proprio Bensfiga.

SQUADRE RETROCESSE Dopo il tuffo in Serie A, il “delfino” pescarese, non è stato in grado di confermarsi nella massima serie. Ma è sta la preda preferita dai giocatori avversari, per entrare nella classifica marcatori. Il Palermo, è sembrato che, stesse ancora a giocare le amichevoli estive, poca concentrazione, visti i tanti punti persi, per errori banali e poca determinazione. Le lacrime di Miccoli, non ridaranno, di certo, le vittorie mancate. Al Siena non è bastato, per restare in A, dell’exploit contro l’Inter, sia a San Siro che all’Artemio Franchi. Dunque, Palermo, Pescara e Siena, l’anno prossimo dovranno contendersi il primo posto, della serie cadetta, però.

​ La meta di Jack Hoffman è stata, come direbbe Rino Tommasi, da"circoletto rosso". Jack è un bambino americano di sette anni che da tempo lotta contro un cancro al cervello. Dopo una serie di chemioterapie e due interventi chirurgici, Jack, tifosissimo della squadra di football americano del Nebraska, ha visto il suo sogno diventare realtà: indossare la maglia numero 22 dei Cornhuskers, quella del suo giocatore preferito e giocare al fianco dei suoi eroi. Lo scorso nove aprile, infatti, il piccolo Jack è sceso in campo, sostenuto dai suoi idoli, ha segnato il più bello dei touchdown. Un gesto che ha strappato lacrime ai tanti spettatori presenti allo stadio e a milioni di americani che hanno ammirato la commovente corsa del piccolo campione per ben 69 yards fino a raggiungere la linea di meta; un gesto che risalta, che evidenzia il valore dello sport, che riesce a strappare un sorriso anche a chi è stata negata una vita normale, un gesto da "circoletto rosso". L'auspicio è di rivedere, in futuro, Jack Hoffman nuovamente in campo, per correre ancora verso la meta, la meta della vita. Roberto Napolitano

Fiori d’arancio per Piquè e Shakira Due anni di fidanzamento e l’arrivo del piccolo Milan lo scorso gennaio hanno spinto i due neogenitori a coronare la loro storia d’amore con le fedi al dito. La cerimonia infatti dovrebbe tenersi il 17 luglio nel giardino botanico Marimurtra di Blanes in Catalogna, città in cui la coppia è solita passare le vacanze. Secondo alcune indiscrezioni, per rendere il tutto ancora più speciale, durante le nozze verrà celebrato anche il battesimo del loro bimbo. Preparativi in corso dunque, aspettiamo di vedere il vestito della sposa e gli invitati dello sposo. Cavani e la sua nuova fiamma A breve distanza dalle pratiche di divorzio dalla moglie Maria Soledad, il matador ha già trovato un modo per distrarsi. Sembra infatti, che il campione uruguaiano si sia invaghito di Maria Rosaria, 22 anni, cassiera casertana. Già in circolazione le foto dei due, beccati insieme sia a Napoli che nel paesino d’origine della ragazza, dove forse il calciatore ha conosciuto i genitori di lei. Insomma per Cavani trovare una donna è facile come trovare una squadra. Tania Cagnotto senza veli La bella tuffatrice ha deciso di togliersi il costume e di non indossare nient’altro. L’atleta 28enne infatti è stata protagonista dell’edizione italiana di Playboy posando per un seducente servizio dal nome “Un tuffo tra le braccia della signora trampolino” della fotografa Elisabetta Radomanovic. Un desiderio che si realizza per Tania, che ha sempre affermato di volersi sentire più femminile fuori dall’acqua, e una gioia per tutti gli Italiani che ora non la seguiranno solo alle Olimpiadi. Roberta Cosentino

Siamo nel 1953 ad Harlem, quartiere nero di New York. Quella mattina, svegliatosi presto come al solito per andare a scuola, il piccolo Lew non sapeva che avrebbe fatto conoscenza con la dura realtà che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Lewis, frequentava una scuola elementare cattolica, la St. Jude’s e in quel giorno veniva consegnata agli alunni la foto di classe. Quando tornò a casa e si fermò a guardarla, i suoi ingenui occhi di bambino non poterono fare a meno di notare due particolari che gli cambiarono la vita: “Avevamo fatto la foto di classe e quando la ebbi in mano mi accorsi che ero di gran lunga più alto di tutti i miei compagni. Ed ero anche l’unico nero”. Lewis era già un ragazzino timido e prendere coscienza della sua “diversità” lo spinse a chiudersi ancor più in se stesso, lasciando allo sport, alla pallacanestro in particolare il compito di dargli la forza di andare avanti. Lewis Alcindor nacque da papà Al e mamma Cora il 16 aprile del 1947. La famiglia Alcindor viveva ad Harlem, dove, come era usuale a quei tempi, avevano affittato una porzione di un appartamento più grande che condividevano con altre famiglie affittuarie. Era un brutto periodo per nascere nero in America, ma nonostante le tante difficoltà, gli Alcindor, grazie al lavoro di papà Al, riuscivano a tirare avanti onestamente.

Il talento atletico di Lew era sotto gli occhi di tutti e non sfuggì di certo agli spietati reclutatori delle high school. A contenderselo erano, in particolare, Archibishop Molloy, una scuola del Queens, e la Power Memorial High School, una scuola che sorgeva a pochi metri di distanza da casa sua. Fu proprio la vicinanza a casa, oltre alla presenza di coach Jack Donohue a far propendere Lewis per la Power Memorial. Il giovane Alcindor bruciò le tappe. Abitualmente i giocatori al primo anno facevano parte della squadra dei freshman e restavano a guardare i compagni più esperti giocare le partite ufficiali. Lewis, però, era troppo forte. Da subito venne inserito nella squadra titolare che, con lui a guidarlo, concluse l’anno con sole sei sconfitte stagionali. Dall’anno successivo, la Power Memorialiniziò la sua striscia vincente che durò per ben 71 partite, interrotta soltanto da una sconfitta per mano della DeMatha High School di Baltimore. All’interno di questa impressionante striscia di vittorie Lewis conquistò tre titoli cittadini consecutivi diventando, di diritto, uno dei giocatori più appetiti dai college di division one. Ottimo studente, oltre che strepitoso giocatore di pallacanestro, Lewis potè scegliere il college che meglio lo aggradava, senza dover far fronte ai tipici problemi di rendimento scolastico di molti giocatori con un talento paragonabile al suo. Lewis, alla fine, decise di entrare a far parte della storia di UCLA, affascinato dal favoloso campus, dal magnifico palazzetto e dal mitico coach John Wooden. I Bruins di Ucla avevano già cominciato la loro leggenda conquistando nei due anni precedenti l’arrivo di Alcindor due titoli nazionali. Sarà, però, con LewAlcindor che l’università conoscerà i suoi anni più brillanti. La storia da subito sembrò ripetersi, infatti, la squadra dei freshmanguidata da Lewis sconfisse, per la prima volta nella storia, la squadra dei veterani durante la tradizionale partita di inizio anno con un punteggio di 75-60. Fu durante quegli anni, che per il nostro, successero degli avvenimenti fondamentali per la sua carriera. Da sempre molto sensibile riguardo la tematica raziale, Lewis si avvicinò all’Islam divenendo un personaggio di riferimento per la comunità nera musulmana, fermo restando la sua presa di distanzadalle posizioni dei Black Muslim (di cui faceva parte il pugile Muhammad Alì).

Il suo fervente interesse per la religione musulmana lo porterà, nel 1971, a cambiare il nome in KareemAbdul-Jabbar, che significa «nobile e generoso» (Kareem), «servitore di Allah» (Abdul) e «potente» (Jabbar). Passato il consueto primo anno ad allenarsi nella squadra delle matricole, Kareem, al tempo ancora Lewis, fece il suo debordante esordio nel torneo Ncaa. Il suo dominio fu tale fin dalla prima partita( in cui segnò 56 punti) che le alte sfere Ncaa per limitarne lo strapotere decisero di rendere illegali le schiacciate. Quella che inizialmente poteva sembrare una mossa contro Kareem si dimostrò, invece, il suo passaporto per l’immortalità. Costretto dal nuovo regolamento a cercare una nuova soluzione che gli garantisse di avere ancora la meglio contro gli avversari, Jabbarmise a punto quella che è a tutti gli effetti l’arma offensiva più letale nella storia della pallacanestro: lo “sky hook”. Il suo talento unito alla sua nuova inarrestabile arma, il gancio cielo, permisero a Lewis Alcindor e ai suoi Bruins di conquistare il titolo per tre anni consecutivi e chiudere il triennio con sole due sconfitte all’attivo. Terminato il suo quadriennio collegiale, Kareem sbarcò nell’Nbae ad assicurarsene i servigi furono i Milwaukee Bucks, franchigia con alle spalle un solo anno di vita chiuso con 27 vittorie e 55 sconfitte. Da subito, Kareem fece capire che l’aria che tirava nelle campagne del Milwaukee stava per cambiare. La sua prima stagione con i Bucks si chiuse con 56 vittorie all’attivo superando di ben 29 il totale della stagione precedente. Kareem chiuse la stagione con 28.8 punti e 14.5 rimbalzi di media aggiudicandosi il trofeo di Rookie dell’anno e portando i suoi direttamente in finale di conference. Siamo nel 1970 e quell’anno gli dei del basket si erano dichiaratamente schierati per i Knicks di Willis Reed, i quali prima sconfiggeranno i Bucks e poi i Lakers in un’epica gara 7. L’anno successivo a Milwaukee arrivò, a completare la squadra,un altro dei giocatori più forti della storia dell’Nba. L’unico ad aver chiuso una stagione con una tripla doppia di media (tre categorie statistiche in doppia cifra), Oscar Robertson. “The Big O” fu il perfetto complemento per quello che già di per sé era un’ottima squadra. I Bucks dominarono quella stagione con 66 vittorie e Lewis Alcindor venne nominato Mvp della stagione. Nei Playoff Milwaukee fece una vera e propria passerella, sbaragliando i malcapitati avversari di turno. In finale la vittima prescelta furono i Baltimore Bullets che vennero liquidati con un secco 4-0. L’estate che seguì fu l’estate in cui Lewis cambiò legalmente il suo nome in Kareem Abdul-Jabbar. Gli anni successivi Kareem continuò a dominare individualmente, ma la magia del 1971,complice anche il declino di OscarRobertson non si ripetè più. Dopo 6 stagioni a Milwaukee e un titolo Nba, nell’estate del 1975, Kareem si trasferì nella città degli angeli per giocare con i Los Angeles Lakers. I primi anni a L.A. non furono straordinari a livello di squadra.

Lui continuava a dominare gli avversari, ma i risultati stentavano ad arrivare. Si dovrà aspettare l’estate del 1979 e l’avvento di “Magic” per rivedere Kareem lottare per il titolo e conquistarlo. Quell’anno Kareem vinse il suo sesto titolo di Mvp, ma a causa di un infortunio non prese parte alla decisiva gara 6 di finale contro Philadelphia in cui fu Magic a guidare i Lakers. Nei dieci anni targati Magic e Kareem, i Lakers vinsero cinque titoli e raggiunsero otto finali. Nel 1989, a 42 anni e dopo 20 stagioni Nba, Kareem chiuse la sua carriera dopo la sconfitta subita per mano dei Pistonsnell’ennesima finale. Chiuse la carriera essendo il miglior marcatore (38.387 punti), miglior stoppatore, giocatore con il maggior numero di Mvp (6 titoli), maggior numero di partecipazioni all’All star Game (18 apparizioni), maggior numero di stagioni giocate da un singolo giocatore( 20). I numeri parlano chiaro, Kareem è un pezzo di storia dell’Nba e a legittimarlo è la sua ammissione nella formazione dei 50 migliori giocatori di ogni epoca dell’ Nba e la recente costruzione di una statua in suo onore nei pressi dello Staples Center. Fabio Falvo

Finito il campionato di calcio, l'attenzione degli appassionati di sport si sposta su altri campi. La F1 rappresenta una valida alternativa in un weekend altrimenti monotono e rischiosamente orfano di emozioni. Dunque da giovedì 23 a domenica 26, tutti incollati alla tv a guardare le monoposto correre e rincorrersi per le strade del Principato. Magari invidiando quelli più fortunati che riusciranno a vedere da vicino le scintillanti vetture sfrecciare sul selciato e godersi il panorama del porto affollato di yacht. Il Gran Premio di Montecarlo è la corsa per eccellenza, una gara difficile ed emozionante. Il tracciato è il più lento ma anche il più complicato, dove il sorpasso è quasi impossibile ed il minimo errore può risultare fatale. In questa gara, ancor più che altrove, non sono ammesse distrazioni e i piloti per uscirne vincitori dovranno mettere in mostra tutte le loro capacità di concentrazione e applicazione. La posizione che si otterrà in qualifica potrebbe risultare determinante per il podio. Per questo motivo la Red Bull sembrerebbe avere ottime chance di vittoria, viste le capacità dimostrate nelle precedenti qualificazioni di quest'anno. La casa austriaca spera di ripetere il successo ottenuto negli ultimi tre campionati proprio su questo tracciato, mentre le altre squadre puntano a sovvertire questa tendenza. Al di là di ogni congettura, fatti salvi singoli episodi palesemente sfortunati, anche in questa gara vincerà chi dimostrerà di avere una marcia in più... come sempre. Anna Maria Stizzo

Sulla terra rossa del tennis club Nizza, fino al 25 Maggio 2013, si disputa una tappa dell'ATP World tour 250, con montepremi di 410,200€. L'attesa era tutta rivolta a Thomas Berdych, che poi ha dato forfait per affaticamento muscolare, per Marcel Granollers, anch'egli ritiratosi per un infortunio rimediato a Roma nel match contro Paire, valido per la qualificazione alle semifinali. Tra gli Italiani Fognini, Seppi e Lorenzi, hanno avuto l'accesso diretto nel Main Draw, mentre Starace e i giovani Cecchinato e Giannesi hanno dovuto giocare il tabellone di qualificazione. Solo Cecchinato riesce a superare tutti e tre i turni, di cui 2 in un solo giorno, un doppio turno molto più adatto a un torneo Open che a un ATP 250, per poi uscire di scena nel derby contro Fognini, riuscendo a strappare un set al Ligure, andando in vantaggio per 6/1. Subito la risposta dell'esperto che ha chiuso rapidamente, poi, con il punteggio di 6/1 6/2. Fuori anche Andres Seppi, battuto da Lu-Yen-Hsuu con il punteggio di 7/5-1/6-6/4, che dopo un'annata straordinaria nel 2012, fatica a fare risultati su qualsiasi tipo di superficie. C'è attesa per l'incontro di Lorenzi contro l'ostico Rufin. Doppi turni, ritiri e cattivo tempo hanno fatto si che questo torneo sia stato paragonato, da giocatori ed allenatori, al peggior challenger italiano. Gianluca Starace

Napoli: festa del nuoto di fondo.
Dopo le regate dell'American's Cup, le acque parthenopee diventano ancora una volta protagoniste di grande sport. Nel tratto antistante il lungomare di via Caracciolo, si svolgerà infatti, la 10 km nuoto di fondo, che aggiudicherà il pass per i mondiali di Barcellona. Gara che avrà come protagonisti anche i maggiori esponenti del fondo italiano. Scenderanno in acqua infatti, l'atleta Luca Ferretti(Marina Militare/Nuoto Livorno), due volte campione europeo nella 5 km, che per problemi fisici è stato costretto a stare fuori dall'acqua per un lungo periodo. Il neocampione della 15 km al Gran Prix Nuoto in Acque Libere, Simone Ruffini. Per Ruffini altro appuntamento anche a Castellabate, dove proverà a trionfare anche nella lunga distanza del nuoto di fondo, la 25 km.

Marcella Iaccarino

Stanchi delle 4 serie da 8 alla panca piana e dei 300 addominali?
Se la risposta al precedente quesito è positiva ecco la soluzione. Al giorno d‘oggi praticare uno sport é associato a concetti come palestre attrezzate, personale qualificato ed orari prefissati. La domanda che alcune persone si sono posti e se tutti questi parametri siano davvero necessari per allenarsi. A quanto pare la risposta scaturita è stata no. Dando sfogo alla creatività e a concetti di libertà e natura, si è andato a creare una disciplina chiamata street workout. Certo un nome non può dire molto il più delle volte, ma forse non è questo il caso. Le due parole, tradotte rimandano a un concetto di città e di allenamento. Addentriamoci in questa disciplina. Innanzitutto si può considerare uno sport a tutti gli effetti, in quanto nel 2009 ha visto la realizzazione della sua federazione mondiale. Ora la domanda successiva che ci poniamo, da chi può essere praticata? Premesso che gli allenamenti che si possono svolgere sono di diversa intensità,lasciati al buon gusto e alla fantasia dei singoli sportivi, può essere rivolta a tutti. Ora che sappiamo il chi, ci chiediamo il dove praticarla. Questo è l’aspetto forse più importante, il dove è ovunque, in quanto qualsiasi struttura urbana si può trasformare in una “Palestra di street workout”. Lo svolgimento di un allenamento di S.W. vede la presenza di esercizi a corpo libero che usano ovviamente come carico il peso del proprio corpo, e variando parametri come ripetizioni e giocando su leve più o meno vantaggiose, si riescono a garantire allenamenti estenuanti. Se un principiante può partire con piegamenti ed affondi, uno che si allena da mesi può realizzare esercizi come muscle up, ovvero il realizzare una trazione completa andando a ergersi sopra la staffa con tutto il corpo. Viene così garantito un fisico scolpito,riflessi, coordinazione e un ottima forza su tutti i piani. La palestra a confronto perde di bellezza perché basata su angoli prefissati e su molta staticità portando il più delle volte ad allenamenti su singoli muscoli e movimenti decisi da macchinari. Un'ultima cosa che mi sento di aggiungere è che questa disciplina è completamente gratis infatti non c’è nessuno da pagare, perpraticarla basta armarsi di fantasia e buona volontà, su Intenet sono molteplici gli allenamenti e i video di ragazzi da poter prendere come spunto per costruirsi il proprio allenamento.

Adriano Gianni

Fotografare i pesci è uno sport?! Sì, si chiama Safari Fotosub!!
Chi avrebbe mai pensato che fotografare pesci sarebbe potuto diventare uno sport? Ebbene si. Per tutti gli amanti dell’apnea, della fotografia, della natura marina, esiste il Safari Fotosub!! È una disciplina nata intorno gli anni settanta a Trieste sotto il nome di “Caccia fotografa subacquea” dove il regolamento fu elaborato da due biologici, l'italiano Gianni Mangiagli e lo iugoslavo TineValentinch che attribuirono ai pesci fotografati un punteggio in base alla difficoltà di cattura o alla rarità. Il suo primo campionato italiano di Safari Fotosub è stato effettuato 33 anni fa a Portofino. Ma come si svolge una gara? Quali sono le regole base? E come si decretano i vincitori? Innanzitutto esistono diverse categorie quali:APNEA MASTER (utilizzo di macchine reflex) ARA MASTER ( utilizzo di macchine reflex e bombole) APNEA DIGITALI (utilizzo di macchine compatte digitali) ARA DIGITALI(utilizzo di macchine compatte digitali e bombole). Prima di iniziare una qualsiasi gara bisogna formattare la scheda di memoria della macchina fotografica e fare la prima foto insieme a un giudice di gara; dopodiché tutti in acqua e inizia il divertimento!! Si hanno circa 4 ore a disposizione per potere effettuare un massimo di 70 scatti nelle posizioni più strane e assurde a scelta dell’atleta per potersi aggiudicare il punteggio più alto! È possibile fare un singolo scatto per ogni specie e sta nella bravura dell’atleta a sapere dove trovare ogni singola specie. Quindi c’è bisogno anche di una preparazione precedenteall’immersione nel sapere i vari comportamenti e le varieabitudini dei pesci nelle acque in cui si gareggerà, oltreovviamente a saperla fotografare al meglio. Terminate le 4 ore, ogni atleta dovrà selezionare le proprio foto alpc per poi consegnarle alla giuria che avrà il compito di decretare la foto migliore in base a vari aspetti : la foto non dovrà presentare errori di messa a fuoco, non dovrà essere mossa e verrà valutata anche in base alla difficoltà di come è stata fotografato un pesce. Allora? Amanti dell’acqua, del mare, cosa aspettate? Immergetevi e scoprirete le bellezze ancora quasi del tutto segrete della vita marina! E perché no! Attraverso una passione insolita e non proprio da tutti, è possibile anche effettuare delle gare e confrontarsi con altre persone!

Martina Rizzo

Spesso ci siamo trovati a parlare di sport cinofili, in cui i cani possono divertirsi e mantenersi in forma insieme ai loro padroni, o delle stragi di randagi in Romania in vista di eventi sportivi, utilizzati solo come scusa per oscurare un modo errato di affrontare il randagismo. Insomma abbiamo affrontato le due facce della medaglia destinata ai nostri amici animali, anche se la parte da oscurare diventa ogni giorno più piena di crudeltà e non riserba loro sempre bei momenti. Stavolta affrontiamo un tema che tutti sicuramente conoscono e che ognuno di noi dovrebbe giudicare secondo una propria etica, perché oggi giorno, nel 2013 di certo non mancano le conoscenze e le scoperte per abolire questa pratica: la Vivisezione. La vivisezione altro non è che la pratica di sperimentare sugli animali: ratti, cani , gatti o scimmie. Al fine di testare e scoprire nuovi farmaci che dovrebbero essere indispensabili per curare le malattie dell’uomo, che in vista delle scoperte dei molteplici ed efficaci metodi alternativi è definita da molti medici e ricercatori una pratica ormai inutile e superata che non porta nessun giovamento alla scienza, se non all'infliggere un sadico dolore senza anestesia alle povere creature destinate ai numerosi laboratori “della morte”. L’Italia, negli ultimi mesi, è balzata alle cronache per la notizia dell’arrivo dal Belgio di otto cuccioli di beagle destinati al Research Toxicology Centre del gruppo Menarini a Pomezia. Sono bastati due giorni di assedio animalista da parte dell ‘associazione Freccia45, in collaborazione con il Coordinamento Fermare Green Hill e il Comitato Montichiari, di gruppi di attivisti indipendenti, per far si che la Menarini rinunciasse ai cani per darli in adozione. I cuccioli, però, in arrivo dal Belgio non erano solo otto, perchè ben 32 sono erano invece stati richiesti dalla multinazionale di origine britannica GLAXOSMITHKLINE S.p.A. in Via Alessandro Fleming a Verona, il cui Centro Ricerche è ora di proprietà della Società americana APTUIT. Ed e cosi che il 19 marzo scorso ha avuto inizio la più lunga manifestazione per i diritti degli animali che sia mai esistita,che dura ancora oggi dopo due mesi e vanta la partecipazione di artisti come Piero Pelù, Gatto Pelù e Donatella Rettore , e del Dottor. Andrea Zanoni, famoso per le cure con le ultimissime cellule staminali. Ora vi chiederete “ma cosa c’entra tutta questa brutta storia con lo sport”? La risposta è che esiste un collegamento perché negli ultimi giorni un gruppo di tifosi avvolti nel mistero, di cui non si conosce la squadra per cui facevano il tifo, per tutto il tempo che si disputava la partita hanno esposto dei cartelloni che disegnavano i colori del musetto di un beagle, in modo che visti dall ‘alto si poteva intravedere questo dolce cucciolo dalle orecchie lunghe, con in basso un grande striscione con scritto: "STOP VIVISEZIONE”. Ennesima protesta, ma che stavolta ha utilizzato il coro di uno stadio per urlare la libertà e il rispetto di animali che vivono in un mondo fatto di gabbie e prigionia prima di tutto. Animali privati della libertà e della vita, chiusi in una gabbia o in una piccola scatola, ridotti a cosa e non più a qualcuno, ridotti a “materiale da esperimento”, che sono costretti ad una sofferenza celata, tenuta segreta,ma che sta venendo a galla e sta muovendo un numero sempre crescente di persone. Persone che ininterrottamente manifestano dove, come e quando possono perche dai rari momenti in cui le porte dei laboratori si sono aperte, dai documenti e video che hanno mostrato l ‘orrore degli esperimenti, lottano per dare anche a queste creature lo stesso sguardo che hanno avuto i 2700 beagle di Green Hill, quando hanno potuto vedere il mondo fuori dalle sbarre. Non ci resta che ringraziarli del meraviglioso gesto che ha stupito e sensibilizzato le persone che hanno visto la foto che da qualche giorno gira sul famoso social network Facebook. Elvira Avola

Sta per volgere al termine il talent in cui lo sport della musica, cantata e ballata, la fa da padrone. La new entry del programma l’etoile Eleonora Abbagnato, che prende le redini della squadra blu, lasciategli dal cantante e anche ballerino Miguel Bosè. La sua squadra però perde una delle sue voci, Ilenia, componendosi ora solo di due elementi: la voce da brivido di Verdiana e la classicità tecnica di Nicolò. Dall’altra parte la squadra dei bianchi capitanata dalla graffiante, e non solo nel canto, Emma Marrone, conserva la sua tripletta variegata: il ballerino Pasquale, la cantante Greta e il rapper Moreno. Ma a dare spettacolo nell’ultima puntata di sabato 18 maggio, non sono solo le magnifiche esibizioni dei ragazzi. Maria De Filippi infatti fa gli onori di casa ai pilastri della musica italiana come Gigi D’Alessio e Massimo Ranieri aprendo le porte anche alla musica internazionale ospitando nella scuola più antica d’Italia la “black voice” di Craig David. Non sono però allietate solo le orecchie dei telespettatori italiani ma anche gli occhi e soprattutto quelli del pubblico femminile, per la presenza del “Dottor Stranamore”, Patrick Dempsey, giurato d’eccezione cha seguito con molta attenzione ogni singola performance. In attesa della semifinale, che eccezionalmente andrà in onda il 26 maggio per dare spazio alla Champions League, le anticipazioni degli ospiti che ne prenderanno parte prevedono la presenza di un gran poker d’assi: Cremonini, Ramazzotti, Nek giocando in casa e Michael Bublè per la musica internazionale. Questa volta il giudice d’eccezione però è “made in Italy” ma con lo stesso fascino; parliamo di uno dei migliori attori italiani Raul Bova, che ritorna in tv con la serie “Come un delfino 2” raccontando di come il nuoto possa essere non solo uno sport in una vasca, anche al di fuori, quale possibilità di riscatto nei confronti di una vita che offre poco. Allora non resta che aspettare la prossima puntata!

Arrivano da tutto il mondo i grandi professionisti che prenderanno parte all’Evento People Festival 2013. Un week end di puro divertimento e passione per tutte le discipline possibili ed immaginabili che riguardano il ballo, con un occhio verso i Caraibi. Così Scalea il 24-25-26 maggio sarà inondata da 5000 appassionati provenienti da tutta Italia per avere la possibilità di studiare con i migliori ballerini del mondo come Alberto Valdes, Maykel Fonts, Roly Maden, Seo Fernandez, Adolfo Indacochea, Jhesus Aponte, Jhonny Vasquez, e tanti gruppi come i Dominican Power, Tropical Gem e Swinguys. In questa 6° edizione vi sarà l’evento nell’evento; The Mambo King”, Eddy Torres, il più famoso insegnante e coreografo di mambo al mondo, che ha avuto l’onore di ballare sul palco con Tito Puentes. Ma le sorprese non finiscono qui; nelle due serate in cui si esibiranno prima le scuole di tutta Italia e poi i grandi professionisti, saranno dedicate, oltre che al ballo, anche alla musica dal vivo con le spettacolari performance live di Gilberto Santa Rosa, numero uno in Portorico, e dei Los Van Van, il gruppo numero uno in Cuba. Cuba, New York, Portorico, Repubblica Domenicana, tutte le culture si fondono in un solo evento.Salsa Cubana, Portoricana, New York Style, Hip Hop, Los Angeles Style, Timba Cubana, Rumba, Son, Mambo, Afro, Bomba, Raggaeton, una vera e propria salsa.

A cura di Nunzia Casolaro

A.Di.S.U. Parthenope Azienda per il Diritto allo Studio Universitario

di Francesca Panico
Dallo stalking al femminicidio, un malessere sociale che riempie intere pagine di cronaca nera. All’Università Parthenope si parla appunto di stalking: cos’è e come difendersi. Martedì 28 maggio, ore 14.00, alla sede di palazzo Pacanowski dell’Ateneo, avrà luogo il terzo e ultimo incontro previsto dal convegno “Il Maltrattamento nei confronti delle donne”, un’iniziativa dell’A.Di.S.U. Parthenope in collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo. Il convegno, coordinato dal prof. Luigi Ferrandino, intende affrontare il tema dello Stalking nei suoi aspetti psicologici, giuridici e nella difesa della persona. La parolastalking racchiude una nomenclatura di atteggiamenti persecutori che un individuo può avere nei confronti di un’altra persona, causandone stati di ansia e paura. Lo Stalking è un fenomeno molto diffuso nel nostro paese, dati di un’indagine nazionale Istat sulla violenza alle donne ha rilevano che quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale ha subito comportamenti persecutori, 937 mila donne hanno subito violenza fisica o sessuale e lo stalking da parte del partner al momento della separazione. Dopo aver affrontato il fenomeno negli aspetti psicologici che possono generarlo, con una della voci più autorevoli della psichiatria nazionale, il prof. Alessandro Meluzzi, nel corso del secondo incontro, il prof. Luigi Ferrandino ha affrontato il problema del maltrattamento alle donne, sia inteso come atteggiamento persecutorio(stalking), sia nell’atto della violenza sessuale che del femminicidio, sotto il profilo giuridico ovvero degli strumenti legali per la tutela della persona. Il terzo incontro, che avrà luogo martedì 28 maggio, il maestro Rino Terlizzi, 3° DAN di Aikido e organizzatore del corso di difesa personale TCS(Torna a Casa in Sicurezza) terrà un corso intensivo di difesa personale.

La notizia
Venerdì 24 maggio l’Università Parthenope, dalla sede di via Acton, sarà in diretta televisiva con gli studi di Quarto Grado, il programma di cronaca contemporanea di rete quattro, in onda ogni venerdì in prima serata.

Info e contatti: www.adisupartenope.net ufficio Stampa: ufficiostampa@adisuparthenope.org

Direttore: Cristiana Barone Editore: Antonella Castaldo Capo Redattore: Luigi Liguori Editing Grafica: Giuseppe Vecchione Redazione: Corso di Giornalismo Sportivo 2013 - Università Parthenope di Napoli - Facoltà di Scienze Motorie Bigol News - Testata Registr. Trib. Napoli 20/2008 del 28/02/2008 Seguici anche su Facebook sulla nostra pagina “FATTO DI SPORT” per rimanere sempre aggiornato.